carestia nel corno africa 2011-1 - Parrocchia Santa Maria degli Angeli

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carestia nel corno africa 2011-1 - Parrocchia Santa Maria degli Angeli
CARESTIA NEL CORNO D’AFRICA:
LA SITUAZIONE IN CIASCUN PAESE E LE ATTIVITÀ DELLA CARITAS
La peggiore carestia degli ultimi 60 anni
continua ad affliggere il Corno d’Africa,
colpendo oltre 11 milioni di persone soprattutto
in Somalia, Kenya, Gibuti, Etiopia, Eritrea, e in
misura significativa anche in Uganda, Tanzania
e Sud Sudan.
La presidenza della Conferenza Episcopale
Italiana ha messo a disposizione un milione di
euro e ha lanciato una colletta nazionale con
una raccolta straordinaria per domenica 18
settembre 2011, una iniziativa che vuole essere,
come di consueto, segno di comunione e occasione di animazione delle comunità
parrocchiali, in risposta ai diversi appelli del Santo Padre a non rimanere indifferenti
alla tragedia in atto e alle sue cause, anche e soprattutto in questi tempi difficili per
tutti i Paesi.
La Caritas diocesana di Mantova, con il Vescovo Roberto e gli altri Uffici
diocesani, rilancia e promuove l’iniziativa nazionale.
In occasione della prima serata della Settimana della
Chiesa mantovana sarà messo a disposizione delle
Parrocchie un poster diffuso da Caritas Italiana per
preparare la colletta del 18 settembre (Domenica
conclusiva della Settimana). Si invitano nel frattempo
i Parroci e gli animatori della pastorale della carità
ad anticipare ai fedeli e alle comunità la circostanza e
le finalità della raccolta.
Si esprimerà così fattiva solidarietà alle popolazioni colpite dalla siccità attraverso gli
interventi di Caritas Italiana – che ha messo a disposizione un primo contributo di
300.000 euro – in collaborazione con le Caritas locali.
Di seguito la situazione in ciascuno dei Paesi colpiti e le attività della Caritas.
SOMALIA
Le zone più colpite sono le regioni centro-meridionali del Paese, dove si concentra la
maggior parte della produzione agricola e da dove fuggono le migliaia di persone che
si riversano in Kenya e in Etiopia. Queste persone affrontano un viaggio molto lungo
e disagevole, e spesso sono vittime di attacchi di banditi, data la sostanziale assenza
di sicurezza. Il Nord della Somalia (Puntland) subisce al momento minori
conseguenze perché, meno abitato, è già zona desertica di per sé e a prevalente
economia nomade. I pastori e gli allevatori infatti, per cercare acqua, si spostano più
facilmente dei sedentari. Il problema potrebbe peggiorare nei prossimi mesi, se i
pozzi cominceranno a seccarsi.
I sintomi di una carenza di piogge erano comunque già stati rilevati ad aprile scorso e
si erano cercati subito i primi contatti con partner locali per le prime attività di
assistenza.
- Attualmente Caritas Somalia assiste con viveri (riso, farina, olio) 1.050 famiglie di
profughi, circa 6.000 persone, divise in 8 piccoli gruppi a Mogadiscio nei quartieri
di Shiongani, Amar Weyne e Abdel Aziz. I responsabili della distribuzione
appartengono alla comunità dei bravani (dalla città di Brava, a sud di
Mogadiscio), un gruppo pacifico che non ha mai partecipato alle lotte claniche che
dilagano nel Paese. Il costo del progetto è di 37.000 euro al mese.
- In alcuni villaggi della regione di Brava sono assistite 515 famiglie, circa 2.500
persone, con viveri ancora disponibili sul mercato locale. Il costo è di 18.500 euro
al mese.
- In tre villaggi del Basso Giuba sono assistiti 2.730 bambini, ai quali si sono
aggiunti 945 mamme in attesa e 670 anziani oltre i 70 anni.
- Con una associazione di donne locali attive nel cosiddetto corridoio di Afgoye (a
ovest di Mogadiscio) si valuta la possibilità di costruire un piccolo dispensario
per rispondere alla malnutrizione successiva alla carestia; il progetto è ancora in
fase iniziale, e il costo si aggira, per la costruzione, sui 35.000 euro.
KENYA
In Kenya le piogge dell’autunno 2010 e della primavera 2011 sono state
estremamente scarse, tanto che in maggio il Governo del Paese ha dichiarato lo stato
di crisi nazionale. La situazione è particolarmente critica nel Nord e Nord-est, dove si
registra un gran numero di morti tra le persone e i capi di bestiame, e casi di conflitti
e violenze localizzate per l’accaparramento delle poche risorse. La Caritas lavora in
costante coordinamento con gli altri organismi presenti nel Paese per
l’implementazione delle seguenti azioni di assistenza alla popolazione:
- distribuzione di composti alimentari altamente nutritivi soprattutto per bambini e
donne incinte e in allattamento;
- approvvigionamento di acqua potabile;
- costante controllo medico soprattutto dei bambini;
- cure veterinarie e interventi nutritivi per i capi di bestiame;
- distribuzione di coperte, indumenti e articoli sanitari soprattutto per le persone
con malattie debilitanti.
Attualmente si stanno raggiungendo 223.884 beneficiari, con un budget totale di 2,9
milioni di euro in dieci diocesi.
Caritas Kenya, in collaborazione con le altre Caritas attive nel Paese, ha preparato un
piano complessivo di emergenza che prevede un budget totale di 3.856.064 euro, per
realizzare ulteriori interventi nei seguenti settori ritenuti prioritari:
- assistenza alimentare;
- approvvigionamento idrico;
- assistenza alla produzione agricola.
Le attività raggiungeranno 30.420 famiglie in 14 diocesi (5 nel Nord e 9 nel Sud-est
del Kenya). Caritas Kenya ha inoltre lanciato una raccolta fondi nazionale rivolta a
tutte le comunità cristiane del Paese.
GIBUTI
A Gibuti, piccolo stato di 700.000 abitanti, gli effetti della scarsità di piogge sono una
costante e colpiscono in particolare le zone rurali, per fortuna poco densamente
abitate. Sono iniziate attività di assistenza a circa 6-700 persone nelle località di Ali
Sabieh, Tadjourah e Obock, che sono sedi di una missione cattolica. Per ora il costo
totale varia dai 200 ai 300 euro al mese, per viveri e medicinali, ma si teme un
aumento dell’afflusso di persone in difficoltà. Gibuti è la diocesi di mons. Giorgio
Bertin, presidente di Caritas Gibuti e di Caritas Somalia.
ETIOPIA
La situazione del Paese sta peggiorando; da aprile a luglio 2011 il numero delle
persone colpite dalla carestia è aumentato da 3,2 a 4,5 milioni. Le aree più colpite
sono quelle del Sud e dell’Est del Paese, dove sono attive, con il coordinamento di
Caritas Etiopia, le Caritas presenti, attraverso azioni di supporto e assistenza alla
popolazione. Vengono distribuiti generi alimentari altamente nutritivi e vitaminici,
soprattutto a donne e bambini, acqua potabile e composti idratanti. Si avviano anche
progetti per lo sviluppo e la ripresa dell’agricoltura, attraverso la distribuzione di
semi e attrezzi agricoli. Caritas Etiopia, in collaborazione con le altre Caritas attive
nel Paese, sta predisponendo un piano generale di intervento che estende le attività in
corso e che prevede un budget stimato di oltre 1 milione di euro nelle diocesi di
Adigrat, Meki, Soddo, Hosanna e Haraghe. Il piano riguarderà sia il potenziamento
delle azioni in atto sia l’implementazione dei seguenti nuovi interventi:
- supporto con la fornitura di medicinali e materiali alle strutture sanitarie sia
pubbliche sia della Chiesa;
- supporto all’allevamento;
- riabilitazione di sistemi idrici danneggiati.
ERITREA
La situazione in Eritrea, endemicamente a rischio, è stata aggravata dalle scarse
piogge dello scorso autunno e dei primi mesi del 2011, che hanno provocato una
grave carestia soprattutto nella zona Ovest. Nel Paese è attivo un progetto per
l’assistenza alla popolazione che prevede il trattamento alimentare per bambini sotto i
5 anni, donne incinte e in allattamento, e il monitoraggio medico dei casi più gravi. Il
progetto inoltre svolge attività di sensibilizzazione della popolazione locale.
UGANDA, TANZANIA, SUD SUDAN
In questi Paesi, tutti colpiti in maniera significativa e crescente dagli effetti della
siccità, si stanno conducendo azioni di emergenza (aiuti umanitari alla popolazione
colpita, ecc.), oltre ad interventi in ambito agricolo-rurale e sanitario da parte delle
Caritas locali sostenute da Caritas Italiana e da altri organismi.
Stima dei costi complessivi per sostenere le iniziative in atto delle Caritas locali
per questi primi 3 mesi (luglio-settembre 2011): 20 milioni di euro
Contributo messo a disposizione da Caritas Italiana: 300.000 euro
Le offerte raccolte dalle Parrocchie saranno versate all’Ufficio Cassa diocesano con
la precisazione della finalità: “Carestia Corno d’Africa).
Altre offerte possono essere versate attraverso le consuete modalità:
Per sostenere gli interventi in corso
(causale “Emergenza Carestia Corno d’Africa 2011”)
si possono inviare offerte a Caritas Diocesana di Mantova:
- Direttamente presso i nostri uffici in Via G. Arrivabene, 43 a Mantova;
- Presso l’Ufficio Cassa della Curia Vescovile in P.zza Sordello, 15 a Mantova;
oppure attraverso
- conto corrente postale n. 13769468;
- MONTE DEI PASCHI DI SIENA – Filiale n° 2221 via Goito Mantova
Conto Corrente bancario n°: 20000.58
Codice IBAN: IT 39 S 01030 11502 000002000058

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