Rassegna Stampa - Ordine dei Farmacisti di Salerno

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Rassegna Stampa - Ordine dei Farmacisti di Salerno
FEDERAZIONE ORDINI DEI
FARMACISTI
Rassegna Stampa del 05/03/2016
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INDICE
IN PRIMO PIANO
05/03/2016 QN - Il Resto del Carlino - Rovigo
Farmacie e ambulatori Più sanità nelle frazioni
6
05/03/2016 Il Gazzettino - Rovigo
Farmacia e medico per Villa d'Adige
7
05/03/2016 La Tribuna di Treviso - Nazionale
Medicinali introvabili per migliaia di trevigiani
8
05/03/2016 Gente
clic, ecco la ricetta foglio rosso addio
9
SANITÀ NAZIONALE
05/03/2016 Il Sole 24 Ore
Farmaci per mali rari Obiettivo ora è l'estero
12
05/03/2016 La Repubblica - Nazionale
Tra argilla e vapore arriva il rasul
13
05/03/2016 La Stampa - Nazionale
LA BELLEZZA È SEMPRE PIÙ QUESTIONE DI SALUTE
14
05/03/2016 La Stampa - Nazionale
Specchio dei tempi
15
05/03/2016 ItaliaOggi
Ddl concorrenza, ritocchi su Rc auto e farmaci
16
05/03/2016 ItaliaOggi
Sanità, senza quartiere la lotta all'abusivismo
17
05/03/2016 L'Unità - Nazionale
«Bentornata crescita, ora una scossa»
18
05/03/2016 QN - Il Resto del Carlino - Nazionale
«Sanità, sprecati 25 miliardi di euro all'anno»
20
05/03/2016 QN - Il Giorno - Nazionale
Le farmacie attirano investitori In campo la grande distribuzione
21
05/03/2016 Il Tempo - Nazionale
Alimentazione, cosmesi e prevenzione: «tappa» in farmacia
22
05/03/2016 Il Tempo - Nazionale
Farmacisti in piazza per le gardenie Aism
23
05/03/2016 D Repubblica
OK, IL NOME È GIUSTO ANCHE SE LA PILLOLA È SBAGLIATA
24
05/03/2016 Il Sole 24 Ore
Da assorbente di liquidi a cura contro l'obesità
25
05/03/2016 Il Sole 24 Ore
Tecnologie innovative nella lotta ai tumori
26
05/03/2016 Milano Finanza
TANTE CURE PER LA TESTA
27
05/03/2016 ItaliaOggi
Eutanasia: la prima proposta fu di Pisapia nel 2000 Ora in parlamento ci sono
quattro disegni di legge
29
05/03/2016 ItaliaOggi
La spinta di un sepolto vivo
30
05/03/2016 Il Fatto Quotidiano
CANCRO E NOTIZIE, ISTRUZIONI PER NON ILLUDERSI
32
05/03/2016 Il Manifesto - Nazionale
Italia cenerentola dei brevetti
33
05/03/2016 La Notizia Giornale
In Italia è boom di allergie Colpa del clima e dello smog
34
05/03/2016 La Notizia Giornale
Glaucoma, rischi in vista Ci si salva con la prevenzione
35
VITA IN FARMACIA
05/03/2016 La Repubblica - Roma
La Corte dei Conti indaga su ticket e multe fantasma Stop al piano sui "saltafila":
Tronca indichi 7 nuove aree
37
05/03/2016 La Stampa - Torino
Specchio dei tempi
39
05/03/2016 QN - Il Resto del Carlino - Macerata
«Graduatoria valida fino al 2017»
40
05/03/2016 QN - Il Resto del Carlino - Ascoli
Mozione sul caso farmacia Interviene la Prefettura
41
05/03/2016 QN - La Nazione - Grosseto
Nuova farmacia a Stiacciole Oggi l'inaugurazione
42
05/03/2016 QN - La Nazione - Prato
I ladri tornano da Palmucci E' la terza volta in due mesi
43
05/03/2016 Il Gazzettino - Treviso
Farmaci scaduti rubati «Temiamo un racket»
44
05/03/2016 Il Gazzettino - Pordenone
Farmacia comunale vietata ai disabili
45
05/03/2016 Il Mattino - Salerno
Il business nero dei farmaci rubati
46
05/03/2016 Corriere della Sera - Milano
Nuovo Galeazzi, pronto il progetto Il Comune frena: impatto eccessivo
47
05/03/2016 La Repubblica - Bari
"Tagli dettati da Roma" il fuoco amico di Sel sulla sanità di Emiliano
49
PROFESSIONI
05/03/2016 L'Unità - Nazionale
Quarant'anni di coop rosse: la storia di un modello (frenato) da rilanciare
52
05/03/2016 La Notizia Giornale
I ribes più forti del cortisone contro la pollinosi
54
PERSONAGGI
Il capitolo non contiene articoli
IN PRIMO PIANO
4 articoli
05/03/2016
Pag. 13 Ed. Rovigo
diffusione:106545
tiratura:136843
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Farmacie e ambulatori Più sanità nelle frazioni
- BADIA POLESINE - UNA FARMACIA e un ambulatorio a Villa d'Adige. C'è un'importante novità nella
frazione e ad annunciarla direttamente il sindaco di Badia Gastone Fantato, che dice: «Questa discussione
prende spunto da una decisione del Tar che si esprime contro una Delibera adottata a Badia il 30 aprile
2012, quando c'era il commissario prefettizio Anna Antonella Pitrelli, nella quale si stabiliva la possibilità di
dotare il territorio comunale di una nuova farmacia, individuata nella zona Sud-Est del comune. Quella
delibera è stata bocciata a seguito di un ricorso al Tar presentato dall'Ordine dei farmacisti e devo dire la
verità, quella delibera per com'era formulata, non ci piaceva, quindi non l'avremo di certo adottata. Noi
abbiamo individuato la nuova farmacia da collocarsi a Villa d'Adige». Occorre ricordare che a Badia
Polesine, che ha una popolazione residente di oltre 10mila persone, attualmente sono attive due farmacie
in via Sant'Alberto e in piazza della Salute. «Abbiamo anche adottato una nuova delibera, nel settembre
2015 - aggiunge il sindaco -, per costituire un usufrutto su un edificio da utilizzare come ambulatorio,
sempre a Villa d'Adige, popolosa frazione di Badia con oltre 1.200 residenti. Abbiamo già discusso della
questione con l'Ulss 18, per ottenere un usufrutto sullo spazio da utilizzare, come previsto dalla normativa a
fini sociali, e necessario per l'ambulatorio che anni fa c'era. Lo spazio esiste ancora, ma non è utilizzato e si
trova al piano terra della sala civica frazionale. Ci sarebbe quindi la possibilità di poter avere un ambulatorio
medico in loco, con la presenza in giorni e orari prestabiliti di un dottore a tutto beneficio soprattutto delle
persone anziane e di chi ha più difficoltà a spostarsi». Il vice sindaco Gianni Stroppa non è meno
entusiasta: «Queste due importanti iniziative, come altre che abbiamo già programmato, confermano la
nostra evidente volontà di rivalorizzare e riqualificare le frazioni». Gli amministratori badiesi chiariscono che
una volta acquisita la possibilità di realizzare i due progetti, bisognerà trovare operatori disponibili ad
allestire la nuova farmacia e anche un medico che accetti di fare ambulatorio nella frazione. Un problema,
quello dei servizi sanitari alla popolazione residente, sempre più sentito ed in particolare nelle zone distanti
dai centri principali, anche in relazione al progressivo quanto evidente invecchiamento della popolazione,
alla luce dei dati che si ricavano da recenti indagini statistiche del settore. Nel frattempo il capogruppo della
Civica Tre Torri Adino Rossi ha chiesto di avere tutta la documentazione relativa prodotta fino ad oggi.
Giovanni Saretto
IN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 05/03/2016
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05/03/2016
Pag. 49 Ed. Rovigo
diffusione:57901
tiratura:75555
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BADIA POLESINE Il Comune annuncia la localizzazione proprio a Villabona delle terza rivendita
Farmacia e medico per Villa d'Adige
Una nuova farmacia e un ambulatorio medico per far rinascere Villa d'Adige. Sono due dei progetti su cui
punta il Comune per rilanciare la frazione. Il sindaco Gastone Fantato illustra la questione della recente
sentenza del Tar che ha dato ragione al ricorso presentato da un farmacista badiese contro la delibera del
30 aprile 2012 che dava il via all'apertura di una nuova farmacia nell'area sud-est della città nonostante il
parere parzialmente negativo dell'Ordine dei farmacisti.
«Era poco prima del nostro insediamento e all'epoca c'era il commissario Anna Pitrelli - ha spiegato
Fantato - Con molta franchezza non avrei adottato quel provvedimento, ma è andata come è andata. Non
abbiamo nemmeno resistito proprio perché riteniamo corretto che le farmacie debbano essere distribuite
nel territorio comunale». Una premessa necessaria a spiegare la presentazione della nuova
perimetrazione, figlia di questa sentenza. «Villa d'Adige - ha proseguito il sindaco con a fianco Alessandro
Leopardi, presidente del Consiglio e cittadino di Villabona - è una frazione con oltre mille abitanti, ma la
farmacia non c'è. Sarà qui che ne dovrà sorgere una, la terza del nostro Comune». Un auspicio che si
spera possa diventare realtà. Così come il progetto legato alla rinascita dell'ambulatorio medico. Da tempo
il Comune ha avviato un dialogo per cercare di riportare un dottore tra gli abitanti della frazione. Un
percorso che sembra avere buone chance dopo l'accordo con l'Ulss per l'utilizzo dei locali in piazza San
Costanzo. «Attendiamo il passaggio in commissione regionale - ha aggiornato il vicesindaco Gianni
Stroppa - Abbiamo portato avanti dei contatti con dei medici, ma aspettiamo il definitivo via libera. Noi
siamo ottimisti. Credo - ha proseguito l'assessore - che si tratti di un segnale di attenzione nei confronti di
Villa d'Adige. Un'iniziativa che ha l'obiettivo di ridare un servizio alla frazione».
© riproduzione riservata
IN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 05/03/2016
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05/03/2016
Pag. 23
diffusione:11929
tiratura:15055
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Medicinali introvabili per migliaia di trevigiani Stock venduti all'estero per guadagnare di più, così 1.200
farmaci diventano introvabili. Farmacieunite fa rete per trovare le confezioni rimanenti
Medicinali introvabili per migliaia di trevigiani
Medicinali introvabili
per migliaia di trevigiani
Stock venduti all'estero per guadagnare di più, così 1.200 farmaci
diventano introvabili. Farmacieunite fa rete per trovare le confezioni rimanenti
di Valentina Calzavara Continui pellegrinaggi in farmacia per poter reperire i farmaci che spesso non si
trovano. Anche la Marca Trevigiana sta facendo i conti con la carenza di medicinali specifici, destinati a
curare le patologie più complesse. E' scomparso il Requip, adoperato per il trattamento del morbo di
Parkinson, provocando disagi a un migliaio di pazienti trevigiani. Ma è sparito anche il Rytmonorm, un anti
aritmico, indicato come irreperibile per motivi "produttivi" sul sito dell'Aifa, l'Agenzia del farmaco. Si acquista
con grande difficoltà anche l'Optalidon, supposte o compresse analgesiche. Probabilmente il diuretico
Moduretic sarà introvabile fino a giugno. Si tratta di farmaci di cui si fa largo uso, soprattutto fra gli anziani.
Il problema è presente in tutta Italia, e a Treviso si stima che qualche migliaio di pazienti siano coinvolti
nella ricerca di medicinali introvabili. Cifra che sul territorio nazionale sale a due milioni di cittadini alle prese
con uno dei 1.200 medicinali che l'Aifa ha inserito nella lista nera degli "introvabili". Ammanchi che si
trascinano da tempo, creando preoccupazione nei pazienti cronici affetti da morbo di Parkinson, epilessia,
malattie respiratorie, infezioni, colesterolo, dolore cronico e tumori. «Noi come categoria abbiamo segnalato
al Ministero della Salute la problematica per i cittadini, la Fofi (Federazione ordini farmacisti italiani)
monitora il fenomeno e i singoli farmacisti segnalano ogni singolo caso di carenza» sottolinea Maria Cama,
presidente dell'Ordine dei farmacisti di Treviso. La situazione tuttavia non promette di migliorare. Le
difficoltà di reperibilità sono legate ai prezzi inferiori dei farmaci italiani reperibili all'ingrosso. I medicinali
destinati al nostro Paese sono più convenienti che altrove e questo spinge alla loro esportazione parallela,
per guadagnare di più dalle vendite. Grazie alla legge sulla libera circolazione delle merci in Europa,
distributori, grossisti e piccole farmacie, possono infatti rivendere parte degli stock destinati all'Italia ai Paesi
che pagano di più le confezioni. Un meccanismo che depaupera le forniture fino al punto di non soddisfare
la richiesta interna. «Attualmente ci troviamo a dover gestire le carenze. Una soluzione potrebbe essere
negoziare un prezzo europeo dei farmaci», propone Andrea Dodi, segretario di Farmacieunite. Ma il
problema si pone qui e ora, c'è l'esigenza di reperire quanto prima farmaci che vengono richiesti da medici
e pazienti. In attesa di arrivare a cancellare gli ammanchi, buona parte delle farmacie trevigiane cerca
intanto di ovviare ai disagi mettendosi in rete, conclude Dodi: «Noi come Farmaciunite abbiamo predisposto
un sistema di comunicazione fra gli associati grazie al quale gestiamo l'approvvigionamento, compensando
gli ammanchi della filiera distributiva da cui dipendiamo con le scorte che abbiamo in casa». In sostanza le
farmacie si scambiano informazioni e, se un farmaco serve in un certo punto vendita, fanno in modo di
farglielo avere, sempre che in qualche magazzino ce ne sia la disponibilità. Una soluzione "empirica" che
permette di tirare un po' avanti. Ma fino a quando? ©RIPRODUZIONE RISERVATA
IN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 05/03/2016
8
05/03/2016
Pag. 44 N.10 - 15 marzo 2016
diffusione:223213
tiratura:326646
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le prescrizioni elettroniche sono già realtà. ed è solo l'inizio SPECIALE
clic, ecco la ricetta foglio rosso addio
MAI PIÙ CARTA. ORA IL MEDICO SCRIVE AL COMPUTER QUALI PASTIGLIE O SCIROPPI DOBBIAMO
PRENDERE. E IN FARMACIA BASTA UN CODICE A BARRE
Francesco Gironi
L'hanno ribattezzata "dematerializzazione", quasi si trattasse di una complessa operazione fantascientifica
in stile Guerre L'stellari . Traducendo dal burocratese i connotati sono assai più prosaici, ma comunque
rivoluzionari: scompare la ricetta, il foglietto rosso su cui il medico di base prescriveva il medicinale. Con
quel foglietto rosso si andava in farmacia e ci si procurava pillole o sciroppi. Ebbene, dimentichiamo tutto. O
quasi. Dal 1° marzo, infatti, la classica ricetta è scomparsa, dematerializzata per l'appunto. Cosa cambia
dal medico. Varcata la soglia dell'ambulatorio non aspettiamoci cambiamenti copernicani. La visita è la
stessa, salvo che, tornato alla scrivania, il medico non tira fuori dal cassetto il buon vecchio blocchetto
rosso, ma va al computer e digita sulla tastiera la prescrizione del medicinale. A noi, almeno per il
momento, viene consegnato un foglietto bianco sul quale ci sono comunque le indicazioni necessarie a
ottenere il farmaco. Perché? Siamo in fase transitoria (dovrebbe terminare nel 2017) e quel foglietto viene
utilizzato nel caso sorgano problemi (assenza di collegamento Internet in farmacia, blocco del sistema...).
Cosa cambia in farmacia. Qui le differenze rispetto al passato sono più sostanziali. Fino a ieri, infatti, con la
ricetta del nostro medico avremmo potuto ottenere il medicinale solo nelle farmacie della nostra Regione.
Se un piemontese si fosse trovato in Sicilia, avrebbe avuto davanti a sé due strade: usare la ricetta per
avere la cura, ma pagando per intero il medicinale; oppure rivolgersi a un medico di quella Regione che
avrebbe provveduto a compilare un altro "foglietto rosso": avremmo pagato la visita (15 o 25 euro), ma in
farmacia l'esborso si sarebbe limitato al ticket. Oggi, invece, con la "ricevuta" fornita dal medico di base
possiamo recarci in qualsiasi farmacia italiana e ottenere quanto prescritto pagando il ticket (o godendo
dell'esenzione) della nostra Regione (i ticket sono diversi da Regione e Regione). Vale per tutti i farmaci?
Per il momento il sistema paper-less (senza carta) esclude alcuni medicinali come gli stupefacenti,
l'ossigeno, le prescrizioni per erogazione diretta in continuità assistenziale (l'ex guardia medica), i farmaci
che necessitano del cosiddetto piano terapeutico. Ci sono problemi ancora aperti? «Siamo un Paese
ancora poco digitalizzato, ma nel giro di qualche mese il sistema andrà a regime», tranquillizza Massimo
Cascello, responsabile del progetto al ministero della Salute. Se infatti in Sicilia il 99 per cento delle ricette
sono già "dematerializzate", in Calabria e nella provincia di Bolzano resiste ancora il foglietto rosso. Il top lo
raggiunge la provincia di Trento: i pazienti ricevono il codice a barre con il quale avere il farmaco
direttamene sul proprio telefonino. L'invio via mail del codice a barre è soluzione indicata dal ministero
anche per un altro problema: «Cosa faccio se il mio paziente smarrisce la ricevuta o se dimentica di farsi
prescrivere un farmaco prima di un viaggio fuori Regione?», domanda Giacomo Milillo segretario nazionale
della Federazione dei medici di famiglia. Quello che i medici di base sottolineano però è un altro
"problema": «Noi dovremmo curare le persone, non fare verifiche sul loro reddito per stabilire se abbiano
diritto o meno a un'esenzione», polemizza Milillo. «Dovrebbe essere sufficiente inserire il codice fiscale del
paziente perché la banca dati del ministero indichi a quale fascia appartenga il mio paziente. E invece...».
Quali saranno gli sviluppi futuri? La ricetta elettronica dovrebbe essere un primo passo verso la
"digitalizzazione" del sistema sanitario. Il primo passaggio sarà certamente la scomparsa anche della
ricevuta che oggi ci viene consegnata: basterà fornire la tessera sanitaria al farmacista perché questo
possa leggere direttamente la prescrizione e fornire la medicina. "Dematerializzate" saranno anche le
prenotazione per gli esami ambulatoriali (una radiografia, le analisi del sangue, etc.) o per le visite
specialistiche (ortopedico, cardiologo, ginecologo...). Cinque Regioni (Valle d'Aosta, Veneto, Emilia
Romagna, Basilicata, Sicilia) hanno raggiunto una percentuale superiore al 70 per cento di ricette paperIN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 05/03/2016
9
05/03/2016
Pag. 44 N.10 - 15 marzo 2016
diffusione:223213
tiratura:326646
IN PRIMO PIANO - Rassegna Stampa 05/03/2016
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less , fanno sapere dal ministero. «Dovremmo poter effettuare le prenotazioni direttamente in farmacia e
pagare qui il ticket della prestazione, senza che il cittadino debba sobbarcarsi altre code», dice Andrea
Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti. Insomma, impariamo a curarci a colpi di
clic. lrivoluzione digitale una f na farmacista verifica al computer la prescrizione di un medico. dal 1° marzo
il paziente riceve un foglietto con un codice a barre (a sinistra) che indica il farmaco necessario alla cura.
Presto però anche il foglietto sparirà e tutto sarà solo online.
SANITÀ NAZIONALE
21 articoli
05/03/2016
Pag. 2
diffusione:141637
tiratura:195317
Farmaci per mali rari Obiettivo ora è l'estero
Vincenzo Rutigliano
L'ultima novità partorita dalla Farmalabor di Canosa, nella Bat, sono «fermenti lattici mirati», per rallentare
le malattie renali croniche.Con questi fermenti l'azienda, fondata nel 2001 («in 37 mq») da un giovane
laureato in farmacia rientrato da Milano, ha partecipato e vinto al bando dei cluster tecnologici della
Regione Puglia. Il prodotto è un'altra tappa di questa azienda farmaceutica autorizzata nel 2010 da Aifa,
che oggi conta 96 dipendenti,in gran parte giovani laureati. «Facciamo ricerca e produciamo i così detti
farmaci orfani - dice Sergio Fontana, amministratore unico della società -, usati per la cura di malattie rare,
di cui le grandi case farmaceutiche non si occupano e che riguardano nicchie di mercato. Siamo affermati
in Italia e il nostro obiettivo ora è il mondo». La missione di Farmalabor, che a Canosa è anche sede di una
scuola del dipartimento di Farmacia dell'università di Bari, è fare ricerca "spinta", per ottenere farmaci
personalizzati sia per le farmacie private, sia per quelle ospedaliere. Che cosa serve a un'azienda così?
«Non soldi - risponde Fontana - ma infrastrutture e, per noi che facciamo innovazione e ricerca, evitare
fideiussioni onerosissime».
96 Profili qualificati Numero di dipendenti Farmalabor, in gran parte giovani laÔéČureati
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
12
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Farmalabor
05/03/2016
Pag. 47
diffusione:262053
tiratura:371646
Tra argilla e vapore arriva il rasul
(micol passariello)
E'IL PIÙ ANTICO RITUALE di benessere mediorientale. Nato in Marocco, il bagno Rasul viene praticato
dalle donne da quando, nella zona montuosa dell'Atlas, venne scoperta un'argilla miracolosa chiamata
rasul (significa "pietra che lava"). «È un rituale di purificazione e detossinazione - spiega Cristina Moretti,
spa manager di Borgobrufa resort(www.borgobrufa.it) - l'applicazione dell'argilla nel bagno di vapore
permette una maggiore dilatazione dei pori, recezione dei principi attivi ed espulsione delle tossine. Non
dimentichiamo che allo stesso tempo il calore scioglie la muscolatura». Per provarlo a casa, il primo passo
è riempire la vasca da bagno con acqua calda, arricchita da oli essenziali che favoriscono la respirazione: il
calore dell'acqua riempie l'ambiente di vapore, che deve essere mite (non confondete con il bagno turco).
Dopo aver cosparso il corpo di argilla (si trova in farmacia, erboristeria o profumeria), ci si riposa per
quindici minuti. Nella fase successiva si massaggia tutto il corpo con il sale grosso marino, l'esfoliazione
serve per rassodare l'ipoderma, rendere la pelle pulita e liberarla dalle cellule morte. Anche gli strati di pelle
più profondi vengono stimolati e aumenta l'irrorazione sanguigna nei tessuti.
L'impiego di oli essenziali e il vapore accelerano il metabolismo e purificano l'organismo. Il rituale si
conclude con il bagno. Caldo e inebriante, lascia una sensazione di benessere diffuso.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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IL RITO R CULT
05/03/2016
Pag. 28
diffusione:175698
tiratura:248061
LA BELLEZZA È SEMPRE PIÙ QUESTIONE DI SALUTE
MARIA CORBI
Sarà una questione di feeling, ma la bellezza passa sempre di più dalle farmacie dove la cosmesi, con un
valore consolidato di circa 2 miliardi di euro, continua ad essere una delle voci principali in bilancio. Trend
in crescita, + 1,5%, nel 2015, raccontato a Cosmofarma Exhibition che celebra a Bologna dal 15 al 17
aprile la sua 20 edizione, col patrocinio di Federfarma, che raccoglie oltre 16.000 farmacie italiane, e il
sostegno del Gruppo Cosmetici in Farmacia di Cosmetica Italia. Ma basta entrare in una farmacia per avere
chiaro come questi luoghi si stiano trasformando. La vecchia bottega con i grandi vasi di ceramica dipinta
ha lasciato spazio a moderni negozi, spesso megastore, che offrono passeggiate attraverso prodotti
finalizzati al benessere e alla bellezza. Dalle creme passando per i prodotti per i capelli, e i trucchi. L'effetto
«fiducia» fa sì che si comprino volentieri sieri di giovinezza in farmacia. E prodotti mirati: alle discromie, alle
rughe da riempire, ai rossori, ai problemi estetici legati al sovrappeso e ai cambiamenti ormonali. «Nel 2015
il 31% dei farmacisti intervistati a Cosmofarma ha indicato la dermocosmesi come una delle principali aree
di miglioramento del proprio business» commenta Stefano Fatelli, presidente del Gruppo Cosmetici in
Farmacia. L'appeal della farmacia non solo per la salute, ma anche per il beauty, dunque. Anche se ormai
queste due parole si intrecciano. Non esiste bellezza senza salute. E allora anche attenzione
all'alimentazione, ai valori del sangue, della pressione. E oggi le farmacie offrono servizi specializzati oltre
ai prodotti cosmetici, cosmeceutici e alle medicine. E a quelle odiose bilance che urlano a squarciagola i
tuoi chili. In farmacia si trovano coach, medici, nutrizionisti che indicano le vie per la salute e la bellezza.
«Cosmofarma è cresciuta bene in questi anni», spiega il presidente di Bologna Fiere Duccio Campagnoli,
raccontando che è partita nel 1997 con 11 mila visitatori e 166 espositori, «triplicando poi la propria presa
sul settore». Gli integratori, si confermano un mercato importante rivelando come le persone (nel 2015
sono stati spesi 2,7 miliardi) si siano convinte ormai che la bellezza sia qualcosa da curare non solo
esteriormente. Un settore cresciuto del 7,5% solo nel 2015, e del 25,5% negli ultimi 4 anni. «Sarà un
confronto tra farmacie e aziende in 3 giorni pieni di incontri», sottolinea Annarosa Racca, presidente di
Federfarma. Oltre al mondo della cosmesi, tre saranno gli altri argomenti di punta: l'alimentazione, i medical
devices e il management della farmacia. A CosmoFarma si parlerà di effetti negativi di obesità e
sovrappeso, con il convegno «Il coach della salute entra in farmacia» a cura del Professor Enrico Roda.
Altro simposio «sull'indissolubile asse cervello-fegato-cute». Perché tutto nasce dall'alimentazione. Un
percorso a tappe: dal cervello alla pelle e ai capelli, approfondendo il ruolo dell'asse cervellofegatointestino-pelle: un meccanismo biologico e biochimico sorprendente che regola gran parte delle
risposte fisiologiche e patologiche di intestino e pelle. c
+1,5% la cosmesi in farmacia con un valore consolidato di circa 2 miliardi di euro
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
14
La proprietà intellettuale è riconducibile alla fonte specificata in testa alla pagina. Il ritaglio stampa è da intendersi per uso privato
Cosmofarma esercizi di stile
05/03/2016
Pag. 38
diffusione:175698
tiratura:248061
«Ricetta elettronica, è cambiato solo il colore» - «Il Centro Cefalee non prenota più» - «L'Arcidiocesi spiega
le messe proibite» - «Una Torino davvero turistica»
Un lettore scrive: n «Fino a ieri si andava dal medico, si faceva la coda, il medico prescriveva i farmaci su
apposito ricettario, si andava in farmacia, si faceva la coda e si avevano le medicine. Ora è tutto più
semplice e tecnologico: dopo anni di sperimentazione s i è p a s s a t i a l l a r i c e t t a "elettronica". Nuova
procedura: si va dal medico, si fa la coda, il professionista dig i t a s u l co m p u t e r l a p re scrizione che
viene inviata al sistema nazionale farmacie, stampa la ricetta "elettronica" su un foglio bianco, non più rosa
e consegna la ricetta al paziente che andrà in farmacia, farà la coda, il farmacista attaccherà le fustelle da
trasmettere all'Asl per il rimborso sulla ricetta bianca, ma "elettronica", e finalmente conseg n e r à i fa r m
ac i . A n n i d i studio, per cambiare il colore del foglietto (il bianco è certamente più chic) e complicare la
vita al medico di base, obbligandolo a un passaggio burocratico aggiuntivo, e facendo fare le stesse code di
prima al cittadino». SERGIO BARRA Una lettrice scrive: n«Oltre un anno fa, ho cercato di prenotare una
visita al Centro Cefalea delle Molinette, mi è stato risposto che dovevo attendere un anno. Scoraggiata, mi
sono rivolta a un medico privato. Continuando a soffrire del problema, non risolto benché leggermente
migliorato ma veramente debilitante, ho provato a ritelefonare. Mi è stato risposto che le prenotazioni erano
chiuse, attendevano una nuova dottoressa. Questo è successo per oltre due mesi. Ancora oggi, tutte le
prenotazioni sono chiuse dal mese di dicembre. Ho chiamato il numero verde e a Milano mi è stato dato
appuntamento fra 3 mesi. Poi noi torinesi ci lamentiamo che tutto viene trasferito dalla nostra città a
Milano!». CRISTINA L'Ufficio Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Torino scrive: n «Vorrei integrare (e
precisare) le informazioni della cortese lettrice circa le celebrazioni pasquali nel centro storico. Non c'è un
"ordine" dell'Arcivescovo, ma un invito del vicario generale rivolto soltanto ai rettori di chiese non
parrocchiali del centro: le comunità parrocchiali celebrano regolarmente nella loro sede le liturgie più
importanti dell'anno. L'invito riguarda soltanto la fascia oraria delle celebrazioni in Duomo, non le intere
giornate, ed è stato rivolto proprio ai rettori delle chiese non parrocchiali del centro, tra cui ci sono anche
quelle dove le funzioni si tengono in lingua straniera (francese, inglese, rumeno). Il motivo della proposta
non è la "visibilità" dell'arcivescovo, ma l'unità del popolo di Dio nella chiesa-madre (Cattedrale) in tre
momenti centrali dell'anno liturgico». DON LIVIO DEMARIE Un lettore scrive: n «Le giustificazioni addotte
dal direttore del Castello di Rivoli in merito ai disagi in occasione della notte bianca dei musei, l'insufficienza
delle navette in rapporto al numero di persone in attesa, dimostrano ancora una volta l'approssimazione e
la poca attenzione agli utenti da parte di certi amministratori pubblici (anche se non italiani). Affermare che
si aspettavano 200 utenti e se ne sono presentati 2000, invece di essere una scusante, evidenzia una
scarsa capacità organizzativa, più volte dimostrata in altre occasioni (vedi chiusure di musei nei ponti per
motivi meramente burocratico-sindacali). Affermare in toni trionfalistici che Torino è città di grande
successo turistico e poi cadere in questi provincialismi è paradossale». CLAUDIO B.
[email protected] via Lugaro 15, 10126 Torino Forum lettere su www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Specchio dei tempi
05/03/2016
Pag. 26
diffusione:40318
tiratura:80157
Pasquale Quaranta
Pronti i primi emendamenti al ddl concorrenza. Tra le proposte, abbassare la soglia di intervento dell'
Antitrust al fi ne di prevenire la formazione di oligopoli e una revisione dei costi Rc auto per il Sud Italia.
Auspicata anche l'apertura del mercato ai farmaci generici su modello europeo. Sono queste alcune delle
anticipazioni rese note ieri dai relatori Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Ap) in vista della
presentazione (che avverrà entro martedì) del pacchetto di emendamenti al ddl concorrenza. Da quanto si
apprende da fonti parlamentari, i due senatori vorrebbero risolvere in via defi nitiva alcuni nodi rimasti
irrisolti nella precedente lettura della Camera. Infatti, un primo emendamento avrebbe come obiettivo quello
di abbassare la soglia oltre la quale l'Antitrust può intervenire nel caso di rischio di concentrazioni in
maniera da prevenire meglio la formazioni di oligopoli. In arrivo anche delle proposte che mirerebbero ad
abbassare i costi sull'Rc auto, soprattutto nelle aree meridionali, e nuove indicazioni sulla costituzione di srl
in forma semplifi cata che, nelle intenzioni dei relatori e del governo, si potrà fare attraverso un semplice
atto digitale evitando l'assistenza del notaio. Si dovrebbe poi agire sul patent linkage cioè l'impossibilità di
classifi care in fascia A un farmaco generico prima della scadenza del brevetto del farmaco di marca
corrispondente. L'intervento, auspicato anche dall'Autorità Garante della Concorrenza, aprirebbe il mercato
ai farmaci generici su modello europeo. Bocciata l'idea di trovare una sintesi sulla liberalizzazione dei
farmaci di classe C la cui vendita rimarrà in capo alle farmacie. Pronto anche un emendamento sulla
piattaforma logistica nazionale per la messa in rete delle banche dati di porti, autotrasporto e ferrovie e,
addirittura, disposizioni per una regolamentazione dell'attività lobbistica. Inoltre, come dichiarato ieri dal
senatore Tomaselli al margine dei lavori in commissione industria, si interverrà anche sulla confrontabilità
delle offerte nel settore energetico; verrà proposto un articolo aggiuntivo in materia di regolazione del
servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente. Ancora nessuna novità sul fronte delle libere
professioni, ma, secondo indiscrezioni provenienti dal Mise, la volontà dominante sembrerebbe essere
quella di favorire le società di capitali.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Ddl concorrenza, ritocchi su Rc auto e farmaci
05/03/2016
Pag. 33
diffusione:40318
tiratura:80157
Sanità , senza quartiere la lotta all'abusivismo
PASQUALE QUARANTA
Nuove regole per i liberi professionsti dell'area sanitaria e per gli enti vigilati dal ministero della salute. La
commissione igiene e sanità del senato, infatti, nei giorni scori ha approvato alcune proposte di modifica
presentate al testo del ddl Lorenzin al vaglio di palazzo Madama (si veda ItaliaOggi del 20 febbraio 2016).
Nello specifico le nuove disposizioni mirano a modificare l'art. 5 del testo base introducendo, con una
modifica ad hoc, l'obbligatorietà della confisca degli strumenti utilizzati per commettere il reato di esercizio
abusivo della professione sanitaria. Tra le priorità della Commissione, infatti, il contrasto ad un fenomeno
che, secondo una ricerca dell'Istituto Eurispes, è in continua espansione con oltre 60 mila abusivi attivi nel
settore sanitario di cui circa 15 mila solo in ambito odontoiatrico. Successivamente, è arrivato anche il via
libera all'emendamento di Luigi d'Ambrosio Lettieri (Cor), con il quale sono state escluse dall'ambito di
applicazione della legge n. 4/2013, recante disposizioni in materia di professioni non organizzate, le attività
tipiche o riservate per legge relative alle professioni sanitarie. Introdotta, inoltre, una specifica ipotesi di
reato per il farmacista che, in assenza di prescrizione medica, distribuisca sostanze farmacologicamente
attive e farmaci dopanti per finalità diverse da quelle autorizzate per l'immissione in commercio (Aic). Con
un altro emendamento della relatrice Emila Grazia De Biasi (Pd) si è deciso che, tra le ipotesi di
sostituzione del direttore di farmacia, viene eliminata quella relativa al raggiungimento dell'età pensionabile
mentre, su proposta di Maria Rizzotti (Fi), si estende da sei a 48 mesi il termine entro cui si può cedere la
partecipazione in una società titolare di farmacia senza avere i requisiti per detenerla. Possesso causato ,
nella maggior parte dei casi, da motivi di successione ereditaria. Infi ne, con l'obiettivo di semplifi care il
testo base del ddl lorenzin, su proposta sempre della relatrice, è stato stralciato l'intero art. 9 volto a
delegare al Governo l'adozione di un testo unico della normativa vigente sugli enti vigilati dal Ministero della
salute e gli articoli da 11 a 25 sulla sicurezza alimentare, sicurezza veterinaria, e sulle conseguenze
dell'utilizzo delle sigarette elettroniche.
Foto: Il ministro della salute Beatrice Lorenzin
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Le modifiche apportate al ddl Lorenzin al vaglio del senato
05/03/2016
Pag. 9
L'Unità
diffusione:22216
tiratura:57915
«Bentornata crescita, ora una scossa»
L'amministratore delegato di Conad: «Per rilanciare il lavoro e il Sud servono azioni mirate per redditi bassi
e imprese» «Noi cresciamo del 5 per cento e quest'anno faremo 1.300 assunzioni per 188 milioni di
investimento in 88 punti vendita» «Il tema è dare fiducia al Paese, mettendo da parte i segnali negativi»
Massimo Franchi
Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad, l'Istat certifica che l'Italia finalmente torna a
crescere. Dal vostro punto di osservazione pri vilegiato di leader della grande distribuzione come
commenta questi dati? «Sicuramente, non solo come osservatore ma come italiano e come qualunque
famiglia sapere che dopo tanti anni l'Italia torna a crescere dello 0,8 per cento è una notizia che dà
soddisfazione. Così come l'aumento dell'occupazione. Detto questo dobbiamo essere realisti: crescia mo
sì, ma quasi la metà della media europea e da 4 anni gli altri paesi crescono più di noi. In più c'è il rischio
che si sia davanti all'ultimo anno di crescita del ciclo economico e non vorrei che ci fossimo agganciati alla
crescita europea quando questa sta per finire. In tutto questo c'è poi il tema del Sud: un pezzo del paese è
in grande dicoltà e la frattura con il Nord si sta allargando. E questo è preoccupan te perché la ripresa non
può prescindere dal nostro mezzogiorno». Come riuscire a rendere strutturale la crescita? «Il tema vero è
ridare fiducia al Paese. I segnali negativi sui consumi da dicembre in avanti coincidono con dei fatti incon
testabili: le banche in dissesto e le quattro che sono state salvate dal fallimento, le Borse in picchiata, le tre
parole sulla revisione della "reversibilità" che ha messo in apprensione milioni di pensionati. Ecco, io dico
che questi fattori hanno pesato, ma sono dipesi anche dal fatto che se ne parla troppo mentre sarebbe
bene trovare soluzioni immediate invece di un portare avanti un teatrino che rischia di spaven tare tutti. I
dati sulla crescita invece sono positivi, qualcosa di positivo viene portato avanti, ma dobbiamo smettere di
alimentare elementi di negatività». Per la grande distribuzione il quadro qual è? «Per la grande
distribuzione non è un gran periodo. Nel 2015 la crescita per quanto riguarda ipermercati e supermer cati è
stata dello 0,4 per cento. Abbiamo avuto per esempio un'estate fantastica con vendite fortissime nel settore
bevande, gelati e ortofrutta. Poi però l'autunno è andato meno bene. Veniamo da un 2014 negativo e i dati
sui primi mesi del 2016 non sono positivi. Detto questo, all'inter no della grande distribuzione Conad
continua a crescere del 5 per cento. E di questo non possiamo che essere contenti». Una crescita che vi ha
portato ad annunciare un piano di 1.300 assunzioni nel 2016. Ci racconta come verrano fatte e quanti
curriculum avete ricevuto? «I curricula non sappiamo più dove metterli. Noi investiamo 188 milioni per il
piano di assunzioni più importante di sempre. Proprio in questi giorni stiamo inaugurando punti vendita in
Liguria, dove sono stato, in contemporanea con altri super e iper. In totale sono 88 punti vendita acquisiti in
gran parte da catene locali puntando su negozi di prossimità e superstore, più della metà al centro sud visto
che siamo leader in Umbria, Campania, Calabria e Sicilia. Le assunzioni saranno per 880 di personale
completamente nuo vo e selezionato, per il resto stabilizzazioni di altri contratti». Il Jobs act dunque
funziona. «Direi di sì, sebbene con luci ed ombre. Una cosa però la voglio sottolineare: abbiamo fatto uno
studio molto accura to sui nostri punti vendita. Ebbene, abbiamo trovato una correlazione molto precisa:
nelle zone in cui aumenta l'occupazione, aumentiamo le vendite. E la cosa vale anche per oscillazioni
basse. Una correlazione che ci conferma quanto sia importante riattivare il lavoro, specie al Sud». Ecco, lei
ha una ricetta da suggerire al governo su questo tema? «Guardi, ai tempi degli 80 euro a maggio 2014 io
avevo subito detto che l'eetto sui consumi ci sarebbe stato sì, ma solo a settembre-ottobre. Così è stato.
Allora ora dico che la cosa più importante è selezionare le cose da fare. Si vuole dare un segnale? Lo si dia
in modo forte e chiaro: la riduzione di tassazione del 2015 c'è stata, ma si è limitata allo 0,3 per cento.
Diciamoci la verità: chi l'ha sentita nelle proprie tasche? Nessuno». Ora si parla di riduzione dell'Irpef, di
rimodulazione delle aliquote per premiare il ceto medio fino a 75mila euro di reddito. «Credo bisogna dare
una scossa. Ma io la darei sulle classi medio basse e verso le imprese per fare in modo che investa no per
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Intervista a Francesco Pugliese
05/03/2016
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L'Unità
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tiratura:57915
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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creare lavoro. Ripeto, la chiave è selezionare gli interventi e renderli permanenti». Qui sotto recensiamo il
libro di un suo collega cooperatore, Vincenzo Tassinari per 15 anni presidente di Coop Italia. Sebbene
quella sia una cooperativa di soci consumatori mentre voi siete soci imprenditori la radice è la stessa. E
insieme avete fatto molte battaglie, ultima delle quali quella sulle liberalizzazioni delle para farmacie. «Con
Tassinari su questo tema abbiamo parlato tante volte e fatto una battaglia raccogliendo 140mila firme di
consumatori nel 2011. E il tema è ancora di strettissima attualità. Nei nuovi punti vendita che stiamo
aprendo io pensavo di poter mettere delle para-farmacie - ne abbiamo 100 - che potessero vende re
finalmente anche i farmaci di fascia C. Ma ancora una volta la liberalizzazione annunciata dal governo è
stata ancora bloccata. Ormai non esito a definirla una cosa vergognosa: in questo paese le lobby dei
farmacisti, nonostante nelle nostre farmacie ci siano laureati in Far macia uguali agli altri, riesce a bloccare
la liberalizzazione». Nel libro Tassinari descrive poi i problemi della cooperazione. Lei non crede che, dopo
i recenti scandali, il modello cooperativo debba tornare alle origini? «Noi siamo orgogliosamente
cooperatori perché rivendichiamo l'aspetto di solida rietà e mutualismo che ci contraddistingue da tutti gli
altri attori sul mercato. La cooperazione funziona quando c'è identificazione tra proprietà e tecnostruttura. I
nostri 3mila soci hanno il negozio e partecipano a tutte le decisioni. Per questo andiamo bene. Se invece il
rapporto tra proprietà e tecnostruttura è sbilanciato e cioè la proprietà è slegata dalla tecnostruttura la
partecipazione e il controllo dei soci diminuisce e le cose fatalmente non possono andare bene. Da noi
l'equilibrio è perfetto: ogni nostro negozio, ogni nostro socio a fine anno deve avere i conti in ordine, non
possiamo fare trade o, non possiamo permetterci il lusso che nessuno di questi sia in perdita. Detto questo,
la vera dierenza con Coop è che noi non abbiamo finanza attraverso il prestito sociale perché quello non è
il nostro mestiere». Ultima domanda: la grande distribuzione si è sempre distinta per una qualità del lavoro
alta. Ora però il contratto non viene rinnovato e ci sono già stati tre scioperi. Crede che si riuscirà ad
arrivare al rinnovo? «Anche qui noi ci distinguiamo. A parte alcuni ipermercati noi aderiamo a
Confcommercio che ha rinnovato il contratto arontando in modo positivo il tema decisivo della essibilità. Se
è vero che il contratto nazionale oggi è meno efficace rispetto ai decenni preceden ti sia per la tutela del
lavoratore che per l'impresa, per quanto riguarda il rinnovo dei contratti e del modello contrattuale io credo
che il brodo non vada troppo allungato. Col buonsenso mi auguro che si arrivi presto ad un accordo. Ne
abbiamo bisogno».
Foto: «Orgogliosi di essere cooperatori: da noi perfetto equilibrio tra proprietà e struttura»
Foto: Noi, le Coop rosse
Foto: VINCENZO TASSINARI Editore Rubbettino
Foto: «Dove aumenta l'occupazione anche poco, aumentano le vendite»
Foto: Boom dell'ortofrutta. Il reparto frutta e verdura di un ipermercato. Foto: Ansa
05/03/2016
Pag. 12
diffusione:106545
tiratura:136843
« Sanità , sprecati 25 miliardi di euro all'anno»
AMMONTANO a più di 25 i miliardi sprecati ogni anno nel settore sanitario. Ovvero circa il 22 per cento dei
111 miliardi di spesa. A gravare di più sul sistema sanitario nazionale sono l'eccessivo numero di
prestazioni inefficaci o inappropriate, e i costi non standardizzati, che variano da una regione all'altra. Ma
anche la disorganizzazione fra professionisti e la corruzione. Questi i dati resi pubblici nel corso
dell'undicesima conferenza nazionale Gimbe (ieri al Royal Hotel Carlton), che ha finanziato un'indagine
sull'argomento. NEL MIRINO della fondazione: gli sprechi a discapito dell'innovazione e del benessere dei
cittadini. «Se continuiamo a lavorare con le stesse modalità, anche se ci fossero risorse aggiuntive, queste
verrebbero erose», si allarma il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta. «Ci vogliono innovazioni di rottura
per recuperare gli sprechi, altrimenti il sistema non potrà reggere». Di questi 25 miliardi infatti, secondo la
fondazione, il 30 per cento (quasi 8 miliardi di euro) è imputabile all'utilizzo eccessivo di alcune prestazioni
sanitarie. Altre invece, sotto-utilizzate, causano uno spreco di oltre 3 miliardi (12 per cento). Mentre 2,5
miliardi (10 per cento) si perdono nell'inadeguato coordinamento fra ospedale e territorio. Sempre secondo
Gimbe, 4 miliardi (16 per cento) di sprechi sono legati a costi eccessivi e a disparità regionali anomale.
Infine, la corruzione rappresenterebbe ben 5 miliardi di euro ogni anno. MA gli sprechi ci sono anche nella
ricerca. Dallo studio Gimbe sulla ricerca indipendente dell'agenzia del farmaco, si evince che, sui 207
progetti finanziati dall'Aifa fra il 2006 e il 2010, per un totale di circa 100 milioni di euro, molti sono stati
interrotti o comunque non pubblicati per un totale di almeno 10 milioni di euro buttati via. Chiamato in
causa, il presidente dell'Aifa, Mario Melazzini ha ammesso che «alcune cose possono e devono essere
modificate». Silvio Garattini ha fatto infine presente che «c'è una grande tendenza, fra i ricercatori, a non
pubblicare i dati negativi». Giulia Gandolfi
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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HOTEL CARLTON GIMBE, CARTABELLOTTA: «CI VUOLE INNOVAZIONE»
05/03/2016
Pag. 28
diffusione:49633
tiratura:73858
Luca Zorloni MILANO LE REGOLE definitive non saranno varate prima dell'inizio di aprile, ma il disegno di
legge sulla concorrenza, in discussione tra Camera e Senato, delinea un nuovo assetto per le farmacie
italiane. E se per i medicinali di fascia C la commissione di Palazzo Madama sembra aver sbarrato la
strada alle liberalizzazioni, procede più spedito l'ingresso di società di capitali nella gestione dei punti
vendita, con la rimozione del tetto massimo di quattro licenze. La rivoluzione sta spaccando il settore,
anche se la partecipazione di società di capitali nell'esercizio è già realtà per un'insegna su quattro a
Milano, come spiegano da Federfarma. Quello che una volta era un mestiere blindato, ora vive una sorta di
crisi di identità, alla ricerca di formule che consolidino un business, quello della vendita di medicinali,
azzoppato dal calo dei prezzi dei generici. «Secondo il decreto Monti del novembre 2011, le farmacie in
Italia devono passare da 16mila a 23mila - spiega Roberto Valente, direttore di Cosmofarma, la fiera del
settore farmaceutico (a Bologna, 15-17 aprile) -. Di queste, circa 2mila-3mila sono in crisi economica e altre
500-600 a rischio fallimento. I generici hanno diminuito il valore del farmaco e abbassato i prezzi anche di
quelli di marca». Resta in superficie chi gioca in contrattacco, «chi si è specializzato - puntualizza il
manager - e ha imparato a fare l'imprenditore». OLTRE ai medicinali, infatti, nelle farmacie guadagnano
spazio i cosmetici e gli integratori vitaminici. I primi, spiega l'amministratore delegato di Cosmofarma, Dino
Tavazzi, «hanno un giro d'affari di 1,8 miliardi di euro, sul fatturato totale nazionale del settore cosmetico di
10 miliardi di euro e sui 25 miliardi di ricavi delle farmacie nazionali». I secondi valgono il 10% degli introiti
delle insegne a croce, «2,4 miliardi di euro - spiega Tavazzi - per la crescita dell'attenzione al benessere e
alla prevenzione delle malattie attraverso l'alimentazione». Proprio la nutraceutica è una delle frontiere
della produzione farmaceutica nazionale e ha in Lombardia uno dei distretti industriali più vivaci. Il made in
Italy si distingue all'estero anche nella produzione di arredi per i punti vendita, ispirati ai principi del design
che trainano le nostre esportazioni, e nei macchinari che sfornano e confezionano medicinali, altra nicchia
di eccellenza. Stabili nel fatturato complessivo, le farmacie guadagnano terreno rispetto alla grande
distribuzione sulla scia della consulenza, anche per piccoli accorgimenti con cui affrontare i problemi della
vita quotidiana.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Le farmacie attirano investitori In campo la grande distribuzione
05/03/2016
Pag. 14
diffusione:17058
tiratura:32889
Alimentazione, cosmesi e prevenzione: «tappa» in farmacia
Roberta Maresci
Tre giorni dedicati alla salvaguardia di un patrimonio come quello della salute. È quanto andrà in scena a
Bologna dal 15 al 17 aprile prossimi, durante la 20ª edizione di Cosmofarma Exhibition. Una "Pharma
Week" in calendario nella città dotta, che ormai rappresenta un polo espositivo d'eccellenza nel settore del
benessere e del beauty, se sommiamo anche Cosmoprof. Chi si aspetta di ritrovarsi solo alle prese con
pillole, ricette e misuratori di pressione, sbaglia: le farmacie sono delle "Beauty Pharm" con salotti, dove
bere una tisana mentre ci analizzano il cuoio capelluto o partecipiamo alla festa per il collagene da bere.
Sbaglia anche chi pensa la salute non si acquista coll'andar dal farmacista. Perché il mercato farmaceutico
la migliora. Lo sanno gli organizzatori dell'evento che nel claim confermano gli obiettivi della piattaforma:
"Creiamo valore, condividiamo il sapere". E nei numeri Cosmofarma ha ragione. Lo sottolinea anche
Pharmintech, evento triennale dedicato alla filiera tecnologica per l'industria farmaceutica,
parafarmaceutica, nutraceutica e cosmeceutica. Tanti i focus in programma: dalla cosmesi in farmacia
all'alimentazione (in risposta all'incremento economico del mercato per gli integratori e i nutraceutici), dal
medical devices alla diagnostica e alla prevenzione. Altro tema cardine per influenzare il fatturato è il
management in farmacia e della farmacia. Da non sottovalutare i convegni sulla dermocosmesi e sulle
innovazioni. Imperdibile poi Cosmofarma Business Conference dove i protagonisti della distribuzione e
dell'industria racconteranno la loro esperienza, le sfide imposte dalla crisi economica, i nuovi scenari
emersi dalle regolamentazioni attuali e le strategie di business elaborate per differenziarsi nel mercato
globale. Inevitabili le startup presenti nello Start Up Villlage incastonato nella seconda edizione
dell'Innovation & Research Award. Dulcis in fundo "L'Arena by Cosmofarma" a disposizione degli studenti.
Foto: Farmacia Non solo dispensatrice di pillole e sciroppi
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Salute Si avvicina la ventesima edizione di «Cosmofarma Exhibition» in programma a Bologna con focus
su benessere e beauty
05/03/2016
Pag. 18
diffusione:17058
tiratura:32889
Farmacisti in piazza per le gardenie Aism
Oggi e domani Federfarma Roma sarà presente, insieme ad Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla),
in 250 piazze di Roma e provincia per raccogliere fondi in favore della ricerca contro la sclerosi multipla. I
farmacisti romani saranno presenti in 11 piazze della Capitale con camice bianco e stemma di Federfarma
Roma e misureranno gratuitamente la pressione a chiunque lo chiederà. I cittadini di Roma e provincia
sono dunque invitati a recarsi in uno dei tanti banchetti allestiti per la raccolta fondi e ad acquistare una
gardenia. Il ricavato verrà utilizzato per finanziare la ricerca scientifica e per garantire i servizi di assistenza
e supporto alle persone colpite da questa malattia. «È la prima volta- spiega Felice Restaino di Federfarma
Roma - che i farmacisti romani partecipano all'evento "Una gardenia per Aism"».
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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OGGI E DOMANI
05/03/2016
Pag. 56 N.978 - 5 marzo 2016
diffusione:210033
tiratura:311342
Big Pharma ha un ramo di attività speciale: trovare la parola giusta per vendere più farmaci . E ci riesce fin
troppo bene
Vittorio Zucconi
Una rosa è una rosa è una rosa», scrisse in un poema la grande Gertrude Stein, per dire che il nome può
cambiare, ma la cosa non cambia. Una semplice verità contro la quale le grandi industrie farmaceutiche,
"Big Pharma", lottano ogni giorno spendendo milioni per provare che Stein aveva torto. E che cambiando il
nome alla cosa, cambia anche la rosa. O come noi la annusiamo. È la gigantesca industria dei creatori di
nomi per i nuovi medicinali. Le case spendono fortune per azzeccare quella sequenza di lettere che
convincerà i pazienti a chiedere proprio quel farmaco e non un altro, magari identico, ma che suona peggio.
Quando si parla di un mercato da 330 miliardi di dollari all'anno - mille a testa per ogni abitante degli Stati
Uniti - si capisce che ogni dollaro speso per trovare il nome più accattivante possa essere giustifcato.
Immaginiamo un signore di mezza età, con qualche problemino amoroso, andare in farmacia e chiedere
una pastiglia di 1-[3-(6,7-dihydro-1-methyl-7-oxo3-propyl-1H-pyrazolo[4,3d]pyrimidin-5-yl)-4ethoxyphenyl]sulfonyl]-4-methylpiperazine citrato, magari scarabocchato su una ricetta dalle famose zampe
di gallina che i medici usano per scrivere. Gli sarebbe impossibile, e probabilmente rinuncerebbe a una
piacevole serata. Altra cosa se potesse ordinare semplicemente il Viagra che è il nome commerciale di
quell'impossibile trenino di greco, latino e algebra. La scelta è molto più di una traduzione dal "chimichese"
all'inglese. Ogni nome deve cercare di colpire la fantasia, le paure, i desideri del paziente consumatore. Ci
saranno dunque nomi più "maschili". Viagra, con il suo ovvio richiamo subliminale a "vir", virilità. Altri
saranno imbottiti di lettere dure e un po' intimidenti, come la sempre popolarissima "X" che fa subito
promessa di effcacia. Ecco allora Nexium, Xarelto, Xanax, Suboxone, Oxicontin, Celebrex, Zostavax,
Pradaxa, Xopenex, Exforge, Relpax... Per medicinali prevalentemente destinati alle femmine o comunque
controllati dalle donne, che sono le principali acquirenti di farmaci, i consulenti, che chiedono a Big Pharma
fno a 500 mila dollari per partorire un nome, tenderanno a scegliere una nomenclatura più morbida. Oggi si
vendono Lunesta per dormire (Oh tu, pallida Luna...), poi Humira, Lyrica, Januvia, Namenda, Dulera,
Truvada, Victoza, Cymbalta, Strattera e Invokana, che ricorda una preghiera. A volte i produttori cedono e
ci vanno giù piatti: per raffreddori, riniti allergiche, sinusiti è disponbile il Nasonex, anche per nasini. Ogni
nuovo farmaco deve avere sempre tre nomi. Quello scientifco, come il popolarissimo L3,3',5,5'tetraiodothyronine sodium salt [Levothyroxine (T4) sodium], il sostituto degli ormoni della tiroide registrato
anche come Levothyroxina e venduto a 30 milioni di pazienti soltanto negli Usa come Synthroid e in Italia
come Euthyrox ("Eu" dal greco "bene"). Il nome commerciale appartiene alla casa che lo ha brevettato. Il
nome generico serve per quando il brevetto scadrà e potrà essere prodotto da chiunque sia autorizzato. Ma
il marketing e la ricerca del nome più commerciabile non sono senza rischi per la salute. Farmaci
diversissimi ma con nomi simili rischiano di creare confusione, con effetti disastrosi. In un caso di scuola
sempre citato, una signora sofferente di asma acuta cercò invano di controllare gli attacchi spasmodici
ingerendo compresse dal nome molto simile a un preparato contro l'ingrossamento della prostata. La
signora tragicamente morì, mentre da qualche altra parte, un uomo con una prostata come un pallone da
football respirava a pieni polmoni correndo continuamente in bagno. Nel punto di congiunzione fra scienza
e proftto, fra persuasione occulta ed effcacia farmacologica, il confne fra ciò che aiuta il paziente e ciò che
aiuta i bilanci delle aziende tende a confondersi e sovrapporsi. E può, come la rosa di Gertrude, pungere
chi cade nelle trappole del marketing della pillola.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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OK, IL NOME È GIUSTO ANCHE SE LA PILLOLA È SBAGLIATA
05/03/2016
Pag. 2
diffusione:141637
tiratura:195317
Da assorbente di liquidi a cura contro l'obesità
V.Ru.
Il caso Gelesis è un esempio di ricerca e sviluppo di impresa spinto sino a trasformare un'intuizione iniziale,
brevettata (un assorbente per pannolini), in un farmaco da usare nelle terapie contro l'obesità.Questo
farmaco andrà in produzione nel 2018, spiega Alessandro Sannino, chief project scientist di Gelesis, ed è
uno dei risultati degli investimenti per 105 milioni di dollari impiegati in questa srl. Che all'attivo ha anche
altri prodotti per il controllo glicemico. L'esperienza di Gelesis è il frutto di dieci anni di ricerca dalla Puglia
agli Stati Uniti e ritorno. All'inizio la sfida è realizzare un superassorbente per grandi quantità di liquidi. In tre
anni arriva un primo brevetto. Da allora nuovi brevetti per un prodotto alimentare da ingerire per ottenere la
ridu- zione dei liquidi nei pazienti in dialisi. Nel tempo gli investimenti sono cresciuti, seguendo una filosofia
che Lorusso descrive così: «Occorre innamorarsi per le cose come sono, ma anche per come cambiano. Il
ricercatore che vuole fare impresa deve accettare che la sua tecnologia possa cambiare per diventare
prodotto». In Puglia c'è ancora molto da innovare, tanto che per Lorusso «sarà la California a desiderare di
essere come la Puglia».
105
milioni Impegno finanziario In dollari, gli investimenti di Gelesis in ricerca e innovazione
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Gelesis
05/03/2016
Pag. 4
diffusione:141637
tiratura:195317
Tecnologie innovative nella lotta ai tumori
A.Bio.
Nel 1984 Enzo Ferrari, il "Drake", decide di donare una risonanza magnetica all'ospedale di Modena. Al
bando risponde una sola azienda: la Itel Telecomunicazioni. Questa azienda-laboratorio di Ruvo di Puglia
(Bari) - 85 dipendenti, 10 milioni di euro di fatturato attesi in crescita del 12% nel 2016 - è partita dai ponti
radio. La Itel li ha installati per Snam, per Canale 5. «Oggi di telecomunicazioni abbiamo ben poco. Forse
sarebbe meglio toglierci il cognome», scherza Leonardo Diaferia, presidente e fondatore dell'azienda.
Onde, campi, radiazioni elettromagnetiche: tutte competenze che sono tornate utili per far virare la Itel
prima sulla radiologia diagnostica e poi, dal 2005, sulla produzione di "radiofarmaci", per la diagnostica dei
malati di tumore. La nuova frontiera si chiama "protonterapia": un tipo di radioterapia che usa fasci di
protoni. Un gruppo di giovanissimi fisici e ingegneri stanno lavorando a un'attività di ricerca e sviluppo per
arrivare a un acceleratore di protoni. Il traguardo dovrebbe essere tagliato fra due anni. «La nostra - dice
Diaferia - è la storia di una metamorfosi, fatta soprattutto di persone unite intorno a un'idea progettuale e
innovativa».
+12% La crescita del fatturato La crescita del fatturato attesa nel 2016
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Itel
05/03/2016
Pag. 1 N.045 - 5 marzo 2016
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tiratura:130381
TANTE CURE PER LA TESTA
Elena Correggia
Tecniche innovative di neuroimaging e simulatori hi-tech, vaccini sperimentali e nuovi utilizzi della
radioterapia stanno cambiando e rendendo più efficace l'approccio terapeutico a numerose patologie del
cervello. Buone notizie per chi soffre di emicrania cronica, ovvero coloro che hanno di mal di testa almeno
15 giorni al mese per almeno tre mesi consecutivi. L'istituto San Raffaele pisana di Romaè il primo centro in
Europa a essere stato selezionato per avviare la sperimentazione clinica di un anticorpo intelligente per
prevenire il fastidioso disturbo che colpisce soprattutto soggetti in età attiva, di età media fra 40 e 45 anni.
«L'anticorpo intelligente, impropriamente definito vaccino, ha la capacità di individuare e neutralizzare una
sostanza fisiologica vasodilatatrice chiamata Cgrp, il cui eccesso rappresenta uno dei meccanismo di
scatenamento dell'attacco emicranico», spiega Piero Barbanti, responsabile del centro per la diagnosi e la
terapia delle cefalee e del dolore dell'Irccs San Raffaele pisana, «si tratta di un nuovo meccanismo di
azione che costituisce un grande passo avanti anche sotto l'alto profilo di tollerabilità, uguale al placebo, a
differenza dei farmaci finora utilizzati per prevenire l'emicrania cronica che, dopo 6mesi-un anno, devono
essere sospesi a causa degli effetti collaterali quali sonnolenza, astenia e aumento di peso». Nella fase di
studio precedente l'anticorpo, somministrabile sottocute una volta al mese per sei mesi consecutivi, ha
ridotto la frequenza degli attacchi di cefalea nel 62% dei pazienti. Il tempoè cervello. Anche in Italia dal 14
al 20 marzo verrà celebrata la settimana mondiale del cervello, un'occasione con la quale la Società
italiana di neurologia promuove incontri e convegni sulle malattie neurologiche e sui progressi della ricerca.
Quest'anno in particolare con il motto «Il tempoè cervello» si vuole sottolineare l'importanza di diagnosi
tempestivee soluzioni anticipatorie nelle malattie croniche. Nuovi marker della fase prodromica della
malattia sono per esempio stati individuati per il morbo di Parkinson. «La ricorrenza di disturbi del sonno,
soprattutto nella fase correlata al sogno, con manifestazioni psichiche e comportamentali, sono state
riportate da molti studi, soprattutto italiani", spiega Leandro Provinciali, presidente della società italiana di
neurologia e direttore della Clinica neurologica e del Dipartimento di scienze neurologiche degli Ospedali
riuniti di Ancona, «in molti casi sono manifestazioni poco frequenti ma di tale intensità da richiedere un
consulto specialistico. La loro identificazione avviene agevolmente sulla base di caratteristiche quali
iperattivazione motoria, attività onirica intensa con comportamento correlato». Anche i disturbi olfattivi con
alterazione della percezioneo del riconoscimento degli stimoli sono spesso registrati nelle fasi prodromiche
della malattia di Parkinson e di Alzheimer. I tentativi di proteggere chi mostra questi segni precoci sono stati
realizzati con farmaci neuroprotettori, utilizzati anche nelle fasi iniziali del quadro clinico, benché il loro
impiego rimanga controverso per la scarsa omogeneità di vantaggi documentati. Una fase iniziale e
presintomatica dell'Alzheimer è rappresentata dal disturbo cognitivo lieve, con espressioni di
compromissione cognitiva distinguibili dalla forme naturali d'invecchiamento attraverso valutazioni
neuropsicologiche. In questo campo la ricerca ha anche avviato studi di neuroimaging funzionale per
analizzarei disturbi soggettivi di memoria al fine di arrivare a una diagnosi presintomaticaea un trattamento
precoce. «La risonanza magnetica di base per esempio fornisce un quadro morfologico distinguendo i
tessuti sani da quelli malati e viene già utilizzata per la diagnosi di malattie neurodegenerative nei casi
dubbi successivi alla diagnosi clinicae allo studio genetico», spiega Maria Grazia Bruzzone, direttore
dell'unità operativa di neuroradiologia dell'istituto neurologico Carlo Besta di Milano, «con le tecniche
funzionali otteniamo informazioni ulteriori sul quadro metabolico sotteso o precedente l'alterazione del
segnale cerebrale, individuando per esempio i segni delle disfunzioni a livello corticale dopo aver
somministrato vari stimoli». Un viaggio in 3D. Un importante ausilio per la formazione dei medici
specializzandi in neurochirurgia e per la pianificazione di un intervento prima di entrare in sala operatoria è
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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MEDICINA
05/03/2016
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tiratura:130381
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offerto dai neurosimulatori di cui è dotato, primo in Europa, il Centro Neurosim, che ha sede presso l'istituto
Besta. «Nella pratica operatoria sono già diffusi i navigatori, che ci informano su dove stiamo operando e ci
permettono un confronto con l'immagine preoperatoria ottenuta tramite risonanza magnetica», spiega
Alessandro Perin, direttore scientifico di Neurosim, «i simulatori hanno invece una funzione simile a quella
di Google maps, ci permettono cioè di studiare in anticipo la traiettoria che dobbiamo percorrere,
segnalando molte informazioni fra cui la strada più veloce e gli eventuali ostacoli. Attraverso immagini
personalizzate dell'anatomia del paziente rese in grafica computerizzata in 3D possiamo quindi navigare
all'interno del suo cranio e simulare un intervento, per esempio per la rimozione di un tumore, valutando in
anticipo i rischi, le vie più difficili e quelle più sicure». Il realismo è amplificato dalla capacità delle macchine
di trasmettere al chirurgo la sensazione anche tattile percepita quando il bisturi tocca determinate superfici
e strutture anatomiche del cervello e la resistenza dei diversi tessuti, graziea un software che riproduce le
caratteristiche fisiche e fisiologiche degli stessi. Infine, anche l'audio in 3D riproducei suoni che si
otterrebbero durante l'intervento chirurgico. Nello specifico il complesso di simulatori prevede NeuroTouch,
che simula interventi neurochirurgici tridimensionali realizzati al microscopio, e Immersive Touch, per
effettuare virtualmente sul paziente le fasi dell'intervento che non richiedono l'uso del microscopio e
pianificare meglio tempi e vie d'accesso. C'è poi Surgical theater, che può essere usato anche durante
l'intervento chirurgico reale, e in caso di trattamento di un aneurisma permette di valutare in anticipo come
le clip interagiranno con i tessuti e le strutture circostanti. Infine Virtual proteins è un sistema per la
visualizzazione dell'anatomia del paziente ricostruita in 3d. Il modello può essere ruotato in tutte le direzioni
e analizzato da tutti gli angoli.È lo strumento che fornisce il grado maggiore di dettaglio ed è utilizzato per
trattare le malformazioni vascolari perché riesce a ricostruire l'albero dei vasi sanguigni in modo preciso per
distinguerlo dalle altre strutture del cranio. Il robot mette il dolore ko. Per spegnere i dolori della nevralgia
del trigemino, che in Italia affligge oltre7 mila nuovi soggetti ogni anno, è possibile fare ricorso alla
radioterapia tramite il robot Cyberknife. L'apparecchioè in grado di inviare con precisione 150 fasci di
radiazioni di spessore millimetrico sul nervo trigemino malato. «L'energia inviata agisce da antidolorifico,
anestetizzando il nervo», afferma Pantaleo Romanelli, direttore scientifico del Centro Cyberknife del Centro
diagnostico italiano di Milano, «abbiamo effettuato oltre 500 trattamenti e l'efficacia della metodica è
confermata dal fatto che 9 pazienti su 10 a sei mesi dal trattamento sono liberi dal dolore». Cyberknife non
è invasivo, a differenza dell'intervento chirurgico, e non richiede l'utilizzo di farmaci. (riproduzione riservata)
P ki di Al h i I t t ti i di U i i i 3D U i t t ili te to d
05/03/2016
Pag. 13
diffusione:40318
tiratura:80157
CESARE MAFFI
La trattazione parlamentare dell'eutanasia è partita. È la prima volta, da quando Giuliano Pisapia depositò
(era il 2000) un progetto di legge contenente «Disposizioni in materia di interruzione volontaria della
sopravvivenza», destinato a rimanere negli archivi. Stavolta sono quattro le proposte approdate nelle
commissioni Giustizia e Affari sociali di Montecitorio. Tre già nel titolo si richiamano all'eutanasia: sono a fi
rma di Titti Di Salvo (Pd), Marisa Nicchi (Sel) ed Eleonora Bechis (ex M5s). L'altra è d'iniziativa popolare,
promossa dall'associazione radicale Luca Coscioni. All'incardinamento ha fatto seguito l'illustrazione dei
contenuti dei testi, ma non è emerso alcun entusiasmo per giungere a una sollecita approvazione. I tempi si
prevedono, infatti, lunghi, anche per la necessità di trattare l'argomento in due commissioni. Ci sarà
(quando?) la discussione generale, certamente sarà avviato un ciclo di audizioni (sovente è il sistema più
immediato per rallentare l'iter di una proposta), poi bisognerà arrivare a un testo unifi cato, sul quale si
aprirà la non facile fase degli emendamenti. Gli ottimisti, fra i deputati sostenitori, ritengono che a luglio la
partita potrebbe essere chiusa: beninteso, in commissione. Sulle fasi successive nemmeno i favorevoli si
pronunciano. I progetti s'intersecano con le dichiarazioni anticipate di trattamento, per le quali giacciono
svariate proposte di legge. Il quotidiano dei vescovi ha già lanciato l'allarme, fra l'altro rimarcando come il
servizio studi della Camera, nel predisporre il testo di lettura su eutanasia e rifi uto dei trattamenti sanitari,
avanzi una sorta di preclusione: «Nel nostro ordinamento la vita è un bene non disponibile». Di là di svariati
articoli del codice civile e del codice penale (non pochi trattati anche nei progetti legislativi), viene citato
l'art. 2 della Carta. Però non vengono attestati studi e dottrina sulla potenziale incostituzionalità di una
legge che prescinda dalla supposta indisponibilità della vita, concetto senza dubbio facilmente richiamabile
in sede di credo religioso (con palesi eccezioni nel cristianesimo nato dalla Riforma), però molto meno
accetto nel mondo laico. Dipenderà tutto dall'atteggiamento del partito di maggioranza. Se il Pd decidesse,
se non di dare una spinta, almeno di non creare ostacoli, allora l'eutanasia potrebbe anche superare il voto
della Camera. Sul Senato, sarebbe da vedersi. Se invece, memore dei problemi sollevati sempre (e ancor
più in queste settimane) da leggi che incidano sui princìpi etici, in considerazione altresì del passaggio
parlamentare ancora da compiere dalle unioni civili, il partito di Matteo Renzi preferisse non interferire, è
facile prevedere che anche in questa legislatura l'eutanasia non andrebbe molto lontano.. © Riproduzione
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SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Eutanasia: la prima proposta fu di Pisapia nel 2000 Ora in parlamento ci
sono quattro disegni di legge
05/03/2016
Pag. 13
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tiratura:80157
La spinta di un sepolto vivo
Fanelli, bloccato in tutto, muove solo l'occhio destro «Lasciare questa vita una settimana o un mese prima
non è un dramma. La mia vita é segnata. La patologia ha raggiunto una diffusione irreversibile e destinata a
concludersi con un fi ne vita. I diritti dei morenti sono costantemente trascurati e solo ora con l'arrivo in
commissione della proposta di legge si apre un barlume di speranza» Fanelli: «Che dire poi di tutti i malati
che oggi sono costretti a spendere 13 mila euro per andare a terminare
CARLO VALENTINI
«Èstata una giornata storica. Presso la commissione Giustizia della Camera è iniziata la discussione delle
proposte di legge sul fine vita. Una battaglia senza esclusione di colpi... ma la vinceremo perché nulla può
fermare la forza della libertà»: Max Fanelli commenta così l'avvio di un iter parlamentare che anche se si
preannuncia piuttosto tortuoso ha comunque il merito di approfondire il dibattito sul modo in cui affrontare il
diritto ad evitare l'accanimento terapeutico. Fanelli , 55 anni, residente a Senigallia, è malato di Sla, riesce
a comunicare solo col battito delle ciglia, e sta diventando l'emblema della battaglia per portare
all'approvazione una legge sul fine vita, come lo fu Luca Coscioni, il militante radicale (anch'egli malato di
Sla) che si batté fino all'ultimo per la libertà della ricerca scientifica e per l'eutanasia, come Eluana Englaro,
che, a seguito di un incidente stradale, visse in stato vegetativo per 17 anni, fino alla morte naturale
sopraggiunta (nel 2009) a seguito dell'interruzione della nutrizione artificiale, e come Piergiorgio Welby,
altro militante radicale, colpito da una rara forma di distrofia, che condusse una lunga battaglia per
l'eutanasia e infine (dicembre 2006) si fece staccare il respiratore (il medico che lo fece è stato poi assolto
sia dal tribunale che dal proprio odine professionale). Adesso tocca a Fanelli farsi paladino della dolce
morte quando le condizioni di vita sono estreme: «Io ad esempio», dice, «sono rimasto con un solo occhio
e l'udito funzionanti, ho appena avuto una congiuntivite, ho subìto un'ulteriore semi paralisi della palpebra
dello stesso occhio e sono costretto a farmelo inumidire ogni 15 minuti. Per scrivere 3 righe con il pc a
controllo oculare, col battito delle ciglia, impiego anche due ore». Quali paletti dovrebbe avere una legge
tanto delicata? Dice: «L'avvio del processo eutanasico per poter essere normato, deve affrontare tre
tematiche: medica, legale e morale. Per quanto riguarda l'aspetto medico, una commissione formata da
medici, psicologi e assistenti sociali deve verifi care se esistono le condizioni per accettare o meno la
richiesta e stabilire eventualmente le modalità di avvio del processo eutanasico. L'aspetto legale riguarda la
depenalizzazione del reato legato a chi attua il processo eutanasico. L'aspetto morale è riconducibile
prevalentemente alla resistenza della parte più integralista della Chiesa, incurante anche di quanto previsto
nell'articolo 2278 del Catechismo cattolico». Le posizioni nella Chiesa non sono univoche. Per esempio nel
caso di Welby il cardinale Javier Lozano Barragàn, presidente del Pontifi cio consiglio per gli operatori
sanitari, affermò: «I medici dicano se la macchina che aiuta a respirare Welby è inutile o sproporzionata e
se non fa altro che prolungare l'agonia di una imminente morte». Un sacerdote salesiano, don Luigi
Giovannoni, coordinatore della comunità Proposta, ha ufficialmente aderito alle iniziative di Fanelli. Del
resto, secondo alcune testimonianze anche a Papa Wojtyla sarebbe stato risparmiato il prolungamento di
un'atroce agonia. Dice Fanelli, attraverso il suo computer a controllo oculare: «Vi é un tabù culturale che
ostacola la discussione di tematiche legate alla morte ed all'uso manipolatorio e strumentale del termine
eutanasia. Sono pensieri privi di riferimenti sociali, crudeli. In realtà, la scelta di se e come porre fi ne alle
proprie sofferenze psico-fi siche sarebbe totalmente a discrezione del malato, direttamente o tramite
testamento biologico. Che dire poi di tutti i malati che oggi sono costretti a spendere13 mila euro per
andare a terminare le proprie sofferenze in Svizzera? Io ho paura di dovere vivere anni, seppellito vivo
dentro il mio corpo, come ora ma incapace di comunicare emozioni, pensieri e desideri. Voi ci vivreste? In
queste condizioni la morte assume il ruolo della libertà». A Falconara, dov'è nato, hanno deciso di dargli la
cittadinanza onoraria («è un uomo in prima linea nella battaglia per vedere riconosciuto nel nostro Paese il
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Iniziata in Commissione alla Camera la discussione delle proposte di legge sul fi ne vita
05/03/2016
Pag. 13
diffusione:40318
tiratura:80157
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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diritto a poter dire no all'insensato accanimento terapeutico praticato ai malati terminali»), è stato nominato
dall'Onu membro onorario del Giubileo dell'Educazione, in rete è nato il movimento #iostoconmax,
supportato dai tanti che sono venuti a trovarlo, esprimendogli solidarietà, tra gli altri Laura Boldrini, Marco
Pannella, Marco Cappato, Ignazio Marino, Stefano Rodotà, Pippo Civati, Mina Welby, Sergio Lo Giudice
(Pd), Nicola Morra (5stelle). Ha scritto una lettera aperta a Matteo Renzi: «Le fatiche di operare ogni giorno
per cercare di avere una legge sul fi ne vita e la vostra indifferenza mi hanno portato a pensare all'ipotesi di
un suicidio all'inizio della patologia. Non tanto per evitare la sofferenze dovuta ad una morte dolorosa e
preannunciata, quanto per evitare un ulteriore e grave offesa esercitata da voi, legislatori, effettuata con
una delle più gravi azioni che un sovrano, come apparite ora, esercita su quella parte di cittadini che sono
esclusi, che non vengono neanche presi in considerazione come uomini capaci di desideri e di pensiero
autonomo, di decisioni». Su Youtube egli ha postato un video in cui racconta la sua esperienza. Ha scritto
anche un libro: «Via Crucis fuori stagione». Inoltre si è fatto ritrarre come testimonial di una campagna
pubblicitaria in favore della raccolta di fondi per aiutare i bimbi malati della Sierra Leone. Gli studenti del
liceo classico di Senigallia gli hanno scritto lo scorso Natale: «Sei un esempio per tutti noi. La vita non si
misura in anni ma con i sorrisi che hai fatto nascere sul volto della gente che hai aiutato». Ora che le
proposte di legge hanno incominciato il loro cammino, ha sospeso lo sciopero delle cure che aveva attuato
per protestare contro il ritardo della calendarizzazione della discussione. Dice: «Lasciare questa vita una
settimana o un mese prima non è un dramma. La mia vita é segnata. La patologia ha raggiunto una
diffusione irreversibile e destinata a concludersi con un fi ne vita che non so se mi premierà avvolgendomi
senza o con quanto dolore. I diritti dei morenti sono costantemente trascurati e solo ora con l'arrivo in
commissione della proposta di legge si apre un barlume di speranza». Max Fanelli ha lavorato fino al 2011
alla Berner, una multinazionale con sede a Verona, con un parallelo impegno nel volontariato, soprattutto
con Emergency. Una vita normale, fatta anche di solidarietà. Accanto a lui, Monica, una coppia unita anche
dall' impegno umanitario. Nel 2013 non si sente bene e il responso degli esami neurologici è tremendo:
sclerosi laterale amiotrofica. Un verdetto senza possibilità di appello. A tre anni di distanza Max non parla,
non respira né si nutre autonomamente, l'unica parte che ancora sfugge all'immobilità è l'occhio destro: la
sua fi nestra sul mondo. «Ogni mattina», dice, «quando il malato di Sla che mi circonda si sveglia, il primo
impatto é tremendo. Fino ad un secondo prima hai fatto cose incredibili come camminare, parlare,
mangiare, guidare la moto, andare al mare. Poi, quando mi si apre l'unico appiglio alla società e ai miei
cari, l'occhio destro, ho bisogno di alcuni minuti per tornare a sognare, dimenticandomi di questi inutili 60
chili di carne ed ossa che mi tengono inchiodato nel letto, Devo combattere la frustrazione, l'idea che sto
per morire... e lasciare che la mia anima riprenda la posizione di comando e mi lasci libero di navigare con
la fantasia, nei miei sogni ad occhi aperti... a volte è veramente dura». Twitter: @cavalent © Riproduzione
riservata
05/03/2016
Pag. 13
diffusione:36453
tiratura:85153
SU " SCIENCE " Un gruppo di scienziati britannici annuncia di aver scoperto il Tallone d ' Achille del male.
E noi speriamo sempre sia la volta buona
CATERINA SOFFICI
Trovata la cura per il cancro " . Quante volte l ' abbiamo letta, questa notizia? Troppe per crederci ancora.
Perché era sempre una bufala o comunque una notizia esagerata. Ieri sui giornali inglesi è apparso per l '
ennesima volta il titolo: gli scienziati britannici annunciano che hanno trovato il Tallone d ' Achille del
cancro, e quindi il modo per combatterlo definitivamente. La notizia pare abbastanza attendibile, ripresa e
spiegata con dovizia di particolari anche dal l ' autorevole Bbc, che ha schierato autorevolissimi
commentatori e ha interpellato scienziati ed esperti per analizzare e sviscerare la buona novella. NON CI
ADDENTREREMO c omunque nel dettaglio, perché nessuno di noi è in grado di capire come funziona, ma
a tutti interessa sapere solo se funziona. Lo studio è stato pubblicato su Science ed è finanziato con i fondi
della Cancer Reserch Uk , l ' associazione benefica che sponsorizza la ricerca contro il cancro. Gli autori
sono un gruppo di ricercatori dell ' UCL, University College of London, che avrebbero capito come poter
sfruttare il sistema immunitario del corpo per spazzare via le cellule tumorali. La cura sarebbe efficace
contro tutti i tipi di cancro, ma dovrebbe essere personalizzata su ogni individuo. Quindi, prima magagna:
molto costosa. Poi, seconda magagna: siamo ancora lontani dalla sua applicazione, potrebbe essere
sperimentata sull ' uomo al più presto tra due anni. Sarà vero? Nessuno lo sa, ma tutti siamo attratti da
notizie come queste perché se fosse vera, sarebbe una svolta epocale, tipo penicillina, uomo sulla luna e
invenzione del web. Ognuno di noi quando legge queste notizie spera nel profondo del suo cuore che non
sia la solita bufala, perché il cancro è la grande paura del secolo. Il cancro è diventato il catalizzatore di
tutte le nostre paure. C ' è il terrorismo, c ' è la guerra alle porte. Ci sono migliaia di altre malattie e di modi
più moderni di morire, ma il cancro nel nostro immaginario è un po ' sino nimo di morte. Sconfiggere il
cancro è un po ' come sconfiggere la morte. Cancro: una parola che spaventa e che fino a qualche tempo
fa non si poteva nemmeno pronunciare. Lo chiamavano il male incurabile. Ognuno di noi ha avuto un amico
o un parente portato via dal " male incurabile " . Poi la bestia ha ottenuto il diritto di essere chiamato con il
suo nome, e così ognuno di noi ha avuto un amico o un parente portato via non più dall ' innominabile, ma
dal " cancro " . ORA CERTI TIPI di tumori sono curabili. Quindi ognuno di noi conosce anche gente che ci è
finita e ne è uscita. Chi si ammala lo racconta e racconta le proprie battaglie, perché si sa che si può
sconfiggere. C ' è chi affronta queste battaglie come un guerriero furibondo, pensate a Oriana Fallaci. E chi
invece ne fa l ' occasione di viaggio interiore e di introspezione nella vita, pensate a Tiziano Terzani. Il
coming out sem bra per tutti una via per esorcizzare la paura. Condividere per diluire il terrore. Ma il grande
male aleggia sempre sulle nostre teste e ognuno di noi sa di avere il cinquanta per cento di probabilità di
beccarselo (o che se lo becchi un amico o uno di famiglia). Perché se la scienza progredisce, regredisce
anche il nostro stile di vita e i tumori aumentano. E allora ben vengano queste notizie. Non è vero ma ci
credo? Forse. Ma è un modo per spingere la morte più in là.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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CANCRO E NOTIZIE, ISTRUZIONI PER NON ILLUDERSI
05/03/2016
Pag. 6
diffusione:10242
tiratura:39056
Italia cenerentola dei brevetti
Roberto Romano
EPO (European Patent Office) ha presentato il rapporto sui brevetti depositati presso il suo istituto (3 marzo
2016). Sebbene i brevetti non siano un indicatore della propensione all'innovazione di un Paese,
indiscutibilmente fotografano l'atteggiamento degli imprenditori del vecchio continente rispetto alla tutela
delle proprie ricerche. I brevetti, infatti, garantiscono alle imprese un riparo dai possibili imitatori, e
permettono di maturare-consolidare un vantaggio nella applicazione dello stesso. Quando un'impresa
deposita un brevetto, vuol dire che si immagina un ritorno economico in termini di nuovo fatturato, mercato
e profitti. Ovviamente l'effetto non è immediato, ma nel tempo migliora il posizionamento internazionale.
Nonostante la crescita del 6,1% dei brevetti depositati tra il 2014 e il 2015, la ripartizione dei brevetti tra i
Paesi vede l'Italia posizionata parecchio male. Sul totale dei brevetti depositati il nostro Paese conta per un
modesto 2%. Ma quanto male? Abbastanza. La Cina vale l'11%; la Corea il 6%; la Germania l'11%, il
Giappone il 18%; gli Stati Uniti il 24%. Leggere sui giornali che l'Italia investe nel futuro è disarmante. Si
potrebbe anche sostenere che la crescita di Cina e Corea dipende dal ritardo accumu lato da questi Paesi.
Qualcosa di vero c'è, ma la crescita dei brevetti di questi Paesi e i l c o n s o l i d a m e n t o d e l l a p o s i
z i o n e d i quelli storici - Germania, Giappone, Stati Uniti, Svizzera - è direttamente proporzionale alla
spesa in ricerca e sviluppo realiz zata in rapporto al Pil. Se l'Italia continua a spendere una frazione di
quello che spendono gli altri Paesi in ricerca e sviluppo, gli ultimi dati parlano di un modesto 1,3%, mentre il
Pil è crollato del 10% durante il periodo della lunga recessione (2007-2014), la ripartizione internazionale
dei brevetti è proporzionale agli sforzi fatti dai Paesi e dalle imprese. Se poi guardiamo ai singoli campi
"economici" dei brevetti - comunicazione digitale, computer, macchinari elettrici e apparati, misurazione,
chimica organica, motori e turbine, biotecnologia, farmaceutica - possiamo quasi toccare con mano il nostro
ritardo (arretramento). Solo nella farmaceutica e nei motori e turbine raggiungiamo il 3% dei brevetti totali.
Nella farmaceutica ci collochiamo dietro a Germania (9%), Francia (7%), Svizzera (7%), Giappone (5%) e
gli inarrivabili Usa (38%); nei motori e turbine siamo dietro a Germania (23%), Stati Uniti (33%) Giappone
(14%) e Francia (5%). Nei settori emergenti come la biotecnologia l'Italia rappresenta un misero 1%, e
questa è una tecnologia che cambierà non poco il profilo industriale dei Paesi. Per tutti gli altri campi
"economici" l'Italia rappresenta un modesto 2%, e spesso si trova dietro ai paesi emergenti. Dai brevetti è
possibile ricostruire anche "l'investimento" nei macchinari elettrici e apparati. Abbiamo sempre discusso
della forza (?) della meccanica strumentale italiana, ma questa ha perso ogni prospettiva. Non solo perché
è crollata la produzione di beni strumentali del 22% durante la crisi, ma perché gli altri Paesi cercano di
consolidare l'aspetto tecnologico. La ripartizione dei brevetti in questo campo è abbastanza disarmante.
L'Italia intercetta il 2% del totale dei brevetti EPO, contro il 18% della Germania e degli Stati Uniti, il 21%
del Giappone. L'associazione ICT e innovazione non ha molto fondamento, sono altri i settori che
registreranno i migliori tassi di crescita, ma nemmeno in questa brilliamo molto: l'Italia ha una ripartizione
tra lo 0% e l'1%. EPO è solo un ufficio che raccoglie le domande di brevetto, ma la comparazione tra stati
aiuta a capire dove ci troviamo nel consesso internazionale. Una sola nota a margine. I giornali hanno
classificato la Lombardia tra le regioni più performanti. La crescita tra il 2014 e il 2015 sarebbe stata del
32%. Tutto vero, solo se guardiamo alle altre regioni italiane.
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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INNOVAZIONE DELLE IMPRESE
05/03/2016
Pag. 12
In Italia è boom di allergie Colpa del clima e dello smog
Si triplicano le persone sensibili ai pollini E con l'inquinamento si aggravano i casi di asma Per alleviare i
sintomi basta assumere antistaminici e nei casi più gravi cortisonici e broncodilatatori
GIANFRANCO MIRARCHI *
Starnuti, occhi gonfi, diffi coltà respiratorie, questi alcuni dei sintomi che periodicamente si manifesta no
nelle persone che soffro no di allergia da polline. Quando le piante iniziano il loro ciclo riproduttivo, liberano
nell'aria gli allergeni che provocano le reazioni allergiche. I pollini più sono piccoli, più riescono ad arrivare
profondamente nel le vie aeree inferiori causando il coinvolgimento dei bronchi. Le piante erbacee
rappresentano più di tutte una minaccia per gli allergici perché affida no al vento i loro pollini. A seconda
della stagionalità possiamo distinguere tre diversi periodi: Pollinosi preprimaverili: nel periodo di marzo
fioriscono il Cipres so e il Ginepro e i loro pollini interessano soprattutto bronchi, naso e congiuntiva,
pollinosi primaverili-estive: da aprile a settembre abbiamo la fioritura delle Graminacee con un picco tra
maggio e giugno che colpiscono la mucosa della congiuntiva e del naso, a volte anche la mucosa
bronchiale. Da marzo a ottobre con un picco a maggio, ci sono i pollini della Parietaria che sono molto
piccoli e possono penetrare in profondi tà nell'albero bronchiale e pollinosi estivo-autunnali presenti nel
periodo agosto-ottobre. I sintomi principali delle allergie consistono in: rinite, rinorrea e starnuti; allergia
oculare, con lacrimazione, prurito e fotofobia; asma bronchiale con respiro sibilaante, senso di costrizione
toracica mancanza di respiro. ORTICARIA E PIANTE E poi orticaria da contatto, in segui to al contatto
diretto con le piante specie Graminacee e Composite; or ticaria e sindrome allergica orale in seguito
all'ingestione di cibi che reagiscono in maniera crociata con i pollini. Una visita dallo specialista e test sia
cutanei che sul sangue (Rast) possono fornire risposte esatte nella quasi totalità dei casi. ALIMENTI KO Gli
antistaminici sono efficaci sia assunti per via orale sia per inalazione o colliri. I cortisonici vengono usati per
via orale o iniezioni nei casi di orticaria ed edema, o per via sublinguale. I broncodilatatori si distinguono a
breve termine per l'uso in spray nelle condizioni asmatiche di emergenza e a lungo termine, in
combinazione con i cortisonici, nella terapia prolungata delle forme asma tiche. La dieta è consigliata nei
casi di orticaria e sindrome orale che possono essere provocati da alcuni alimenti che devono essere
sospesi. * Allergologo
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Farmaci e cure
05/03/2016
Pag. 14
Glaucoma, rischi in vista Ci si salva con la prevenzione
Un milione di italiani soffre di questa malattia Da domani controlli gratuiti in settanta città Quando arrivano i
primi sintomi è già troppo tardi La metà delle persone non sa di avere la malattia
MONICA TAGLIAPIETRA
Èla malattia degli occhi più insidiosa, la più subdola e molto spesso anche la più fatale per la vista. Non dà
sintomi e proprio per questo quando si scopre è troppo tardi. Un milione di italiani è affetto da glaucoma,
ma la metà delle persone, proprio per i sintomi silenti non ne è a conoscenza. Ecco perché domani parte la
campagna "C'è così tanto da vedere. Non perdere nulla: prevenire è semplice". Una campagna nata con
l'obiettivo di sensibilizzare le persone a fare più controlli per evitare di contrarre la malattia. A promuoverla
è l'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità -IAPB Italia onlus, in occasione della Settimana
Mondiale del Glaucoma che si concluderà il 12 marzo. Per questo si è deciso di mettere in campo le tante
iniziative che vedranno coinvolte le principali città italiane, da Roma a Firenze, passando per Napoli,
Catania, Reggio Emilia e Bari, oltre a tanti piccoli comuni dove, in piazza, sarà possibile sottoporsi a visite
gratuite preventive o ricevere tutte le informazioni utili. CONTROLLI PERIODICI Check-up oculistici,
conferenze informative e distribuzione di opuscoli, dunque, per tutta la settimana, con la possibilità di
sottoporsi a un controllo gratuito, che include la misurazione della pressione dell'occhio, che si svolgerà in
più di 30 città a bordo di Unità mobili oftalmiche, speciali camper attrezzati e in alcuni ambulatori oculistici.
Per trovare il punto più vicino dove si effettuano le visite basterà collegarsi all'indirizzo www.
iapb.it/settimanaglaucoma. "Il glaucoma, se diagnosticato in tempo utile, può essere curato e controllato",
ha spiegato Giuseppe Castronovo, presidente Iapb (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità)
e sull'importanza della prevenzione si è soffermata in un messaggio anche il ministro della Salute Beatrice
Lorenzin. Il glaucoma è una malattia che colpisce il nervo ottico. COME RICONOSCERLO Nella maggior
parte dei casi è dovuta a un aumento della pressione interna dell'occhio che causa, nel tempo, danni
permanenti alla vista con riduzione del campo e alterazioni della papilla ottica. Una visita oculistica è
sufficiente a diagnosticare la malattia in fase iniziale. Il consiglio, dopo i 40 anni, è sottoporsi a un controllo,
perché con l'avanzare dell'età ci sono più possibilità di contrarlo, soprattutto per chi ha già avuto casi in
famiglia. "Il glaucoma per la sua diffusione è tra le patologie che rivestono un particolare interesse sociale,
ha commentato il prof. Mario Stirpe, presidente dell'IRCCS G.B. Bietti. È una malattia insidiosa perché per
molto tempo non dà segno di sé, pur provocando un danno progressivo. La prevenzione assume così una
particolare importanza, poiché la patologia scoperta in tempo può essere messa in grado di non progredire.
Per questo, ha concluso Stirpe, iniziative di prevenzione come questa sono fondamentali per raggiungere e
informare più persone possibili".
Foto: Mario Stirpe
SANITÀ NAZIONALE - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Nemico subdolo
VITA IN FARMACIA
11 articoli
05/03/2016
Pag. 1 Ed. Roma
diffusione:262053
tiratura:371646
La Corte dei Conti indaga su ticket e multe fantasma Stop al piano sui
"saltafila": Tronca indichi 7 nuove aree
LORENZO D'ALBERGO
A PAGINA V NON solo le centinaia di milioni di danni chiesti dalla procura per la linea verde della
metropolitana e l'invito a dedurre (il corrispettivo dell'avviso di garanzia) che nelle prossime settimane sarà
notificato ai protagonisti di Mafia Capitale. Le toghe di viale Mazzini - che lo scorso anno hanno recuperato
5,5 miioni di euro - hanno già messo nel mirino almeno altri tre grandi casi. Tre nuovi capitoli
dell'enciclopedia dello spreco e della truffa all'amatriciana: la macchina amministrativa romana e la sanità
laziale nel 2016 saranno passate ai raggi x dalla magistratura contabile. Sulla scrivania del viceprocuratore
Ugo Montella è già aperto il fascicolo su Ticketopoli, lo scandalo dei ticket fantasma esploso lo scorso
novembre. Ieri il pm contabile si è fermato a parlare con il governatore Nicola Zingaretti al termine
dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. I due hanno trovato l'intesa e presto il primo carico di carte sarà
trasferito dalla Regione alla Corte dei conti. Nei diversi fascicoli della maxi-inchiesta finiranno tre grandi
casistiche: le cliniche e le farmacie che dopo aver falsificato i ticket ed essersi fatte pagare prestazioni e
medicinali dai clienti hanno chiesto rimborsi non dovuti al sistema sanitario regionale, i medici delle Asl e il
personale dei Cup degli ospedali pubblici che hanno utilizzato lo stesso meccanismo per lucrare due volte
sullo stesso paziente e la quota di cittadini che hanno falsificato la propria dichiarazione dei redditi per
risultare "esenti".
Nell'ultimo caso, la procura cercherà in Regione chi si è dimenticato o ha evitato di controllare che non ci
fossero errori nelle autocertificazioni degli abitanti di Roma e del Lazio.
L'inchiesta ha due obiettivi: recuperare e riaffidare alle casse della Pisana i milioni di euro sottratti con la
truffa dei ticket e tagliare i rami secchi della sanità regionale. Centinaia di privati rischiano la rescissione
della convenzione. Tra loro, lo raccontano i primi dossier aperti in Regione, ci sono anche professionisti che
si sono fatti rimborsare interventi chirurgici per cardiopatici quando il paziente aveva solo problemi renali.
Un meccanismo che ricorda da vicino quello allestito all'ospedale Israelitico.
Se parte dei dirigenti regionali rischia la condanna per Ticketopoli, anche i funzionari del Comune non
dormono sonni tranquilli. In particolare quelli dell'ufficio contravvenzioni. Qui è il pm Massimo Perin a
condurre la partita: «Ci sono stati molti annullamenti di multe - ha spiegato il magistrato - con modalità
particolari per somme ingenti. L'impressione è che non ci sia stata una gestione cristallina in questo settore
del Comune. Speriamo che la nostra indagine inviti a lavorare con maggiore precisione». Dietro una
dichiarazione tanto misurata ci sarebbe in realtà un universo di sanzioni per il mancato rispetto del codice
della strada che avrebbero dovuto essere riscosse e che sono state invece cancellate. In cambio di
mazzette o favori? Su pressioni politiche? Per ora si tratta solo di ipotesi al vaglio della Corte dei conti e
della guardia di finanza. Si resta sempre in Comune, più precisamente nella sede dei vigili urbani, per la
terza inchiesta. La procura contabile punta a recuperare 36 milioni di euro di bonus e indennità finite negli
stipendi dei funzionari della polizia municipale dal 2005 al 2014. Un «illecito contabile» monstre che si
compone di due voci: da una parte ci sono 27,5 milioni garantiti agli assunti nella categoria "D" dei caschi
bianchi per la cosiddetta "flessibilità dimostrata", dall'altra gli oltre 8 milioni di "indennità d'incarico per lo
svolgimento di funzioni gerarchiche". Entrambi gli emolumenti avrebbero sforato i limiti imposti dal contratto
collettivo nazionale.
I procuratori della Corte dei conti hanno già individuato 11 possibili colpevoli: i cinque direttori che si sono
succeduti alla guida del dipartimento Risorse umane del Campidoglio e sei dirigenti della polizia municipale.
Ora rischiano una condanna da capogiro.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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I CASI
05/03/2016
Pag. 1 Ed. Roma
diffusione:262053
tiratura:371646
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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I PUNTI
TICKETOPOLI La Corte dei conti indaga sullo scandalo: la Regione invierà in procura tutti i ticket
incriminati e i doppi pagamenti NEL 2015 Lo scorso anno i magistrati della Corte dei conti hanno
recuperato 5,5 milioni di euro di danni al pubblico erario MULTE FANTASMA Aperto un fascicolo sull'ufficio
contravvenzioni del Comune: il pm cercherà di individuare chi ha annullato le multe BONUS DEI VIGILI
Terzo fascicolo sui bonus che sarebbero stati concessi ai funzionari dei vigili superando i limiti del contratto
05/03/2016
Pag. 41 Ed. Torino
diffusione:175698
tiratura:248061
Un lettore scrive:
«Fino a ieri si andava dal medico, si faceva la coda, il medico prescriveva i farmaci su apposito ricettario, si
andava in farmacia, si faceva la coda e si avevano le medicine. Ora è tutto più semplice e tecnologico:
dopo anni di sperimentazione si è passati alla ricetta "elettronica". Nuova procedura: si va dal medico, si fa
la coda, il professionista digita sul computer la prescrizione che viene inviata al sistema nazionale farmacie
, stampa la ricetta "elettronica" su un foglio bianco, non più rosa e consegna la ricetta al paziente che andrà
in farmacia, farà la coda, il farmacista attaccherà le fustelle da trasmettere all'Asl per il rimborso sulla ricetta
bianca, ma "elettronica", e finalmente consegnerà i farmaci. Anni di studio, per cambiare il colore del
foglietto (il bianco è certamente più chic) e complicare la vita al medico di base, obbligandolo a un
passaggio burocratico aggiuntivo, e facendo fare le stesse code di prima al cittadino».
Sergio Barra Una lettrice scrive:
«Oltre un anno fa, ho cercato di prenotare una visita al Centro Cefalea delle Molinette, mi è stato risposto
che dovevo attendere un anno. Scoraggiata, mi sono rivolta a un medico privato. Continuando a soffrire del
problema, non risolto benché leggermente migliorato ma veramente debilitante, ho provato a ritelefonare.
Mi è stato risposto che le prenotazioni erano chiuse, attendevano una nuova dottoressa. Questo è
successo per oltre due mesi. Ancora oggi, tutte le prenotazioni sono chiuse dal mese di dicembre. Ho
chiamato il numero verde e a Milano mi è stato dato appuntamento fra 3 mesi. Poi noi torinesi ci
lamentiamo che tutto viene trasferito dalla nostra città a Milano!».
Cristina L'Ufficio Comunicazioni Sociali dell'Arcidiocesi di Torino scrive:
«Vorrei integrare (e precisare) le informazioni della cortese lettrice circa le celebrazioni pasquali nel centro
storico. Non c'è un "ordine" dell'Arcivescovo, ma un invito del vicario generale rivolto soltanto ai rettori di
chiese non parrocchiali del centro: le comunità parrocchiali celebrano regolarmente nella loro sede le
liturgie più importanti dell'anno. L'invito riguarda soltanto la fascia oraria delle celebrazioni in Duomo, non le
intere giornate, ed è stato rivolto proprio ai rettori delle chiese non parrocchiali del centro, tra cui ci sono
anche quelle dove le funzioni si tengono in lingua straniera (francese, inglese, rumeno). Il motivo della
proposta non è la "visibilità" dell'arcivescovo, ma l'unità del popolo di Dio nella chiesa-madre (Cattedrale) in
tre momenti centrali dell'anno liturgico».
don Livio Demarie Un lettore scrive:
«Le giustificazioni addotte dal direttore del Castello di Rivoli in merito ai disagi in occasione della notte
bianca dei musei, l'insufficienza delle navette in rapporto al numero di persone in attesa, dimostrano ancora
una volta l'approssimazione e la poca attenzione agli utenti da parte di certi amministratori pubblici (anche
se non italiani). Affermare che si aspettavano 200 utenti e se ne sono presentati 2000, invece di essere una
scusante, evidenzia una scarsa capacità organizzativa, più volte dimostrata in altre occasioni (vedi chiusure
di musei nei ponti per motivi meramente burocratico-sindacali). Affermare in toni trionfalistici che Torino è
città di grande successo turistico e poi cadere in questi provincialismi è paradossale».
Claudio B.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Specchio dei tempi
05/03/2016
Pag. 18 Ed. Macerata
diffusione:106545
tiratura:136843
«Graduatoria valida fino al 2017»
«NESSUNA irregolarità nel bando per la graduatoria degli incarichi a tempo determinato emanata nel 2014
e che resta valida fino alla scadenza, nel 2017». L'azienda Farmacie replica a Giovanni Corallini,
consigliere comunale d Forza Italia, che ha contestato l'ultimo bando emesso dalla partecipata comunale
ipotizzando errori soggetti a ricorsi legali. Il cda dell Farmacie precisa «di aver deliberato il 31 marzo di
considerare definitivamente rinunciatario chi rifiuta per due volte la chiamata. Sono rimasti disponibili pochi
candidati, in numero insufficiente al fabbisogno che da qui a qualche mese, con la necessità di garantire i
turni di ferie, si verrà a verificare. Premesso infatti che il regolamento non permette assunzioni per chiamata
diretta, il nuovo bando in scadenza nel marzo 2016 è stato emanato per le eventuali assunzioni
temporanee che saranno necessarie per permettere ai dipendenti in ruolo di godere delle ferie senza
chiudere le farmacie».
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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FARMACIE .
05/03/2016
Pag. 12 Ed. Ascoli
diffusione:106545
tiratura:136843
Mozione sul caso farmacia Interviene la Prefettura
- CASTEL DI LAMA - IL 26 FEBBRAIO il Movimento Cinque Stelle aveva scritto al Prefetto in merito al
rifiuto del sindaco Francesco Ruggieri di inserire all'ordine del giorno la mozione sulla 'remissione volontaria
del mandato da parte dell'amministrazione unica della farmacia'. I pentastellati avevano messo sotto
accusa l'atteggiamento del primo cittadino sottolineando la lesione dei diritti del consigliere comunale che si
configurava con la non ottemperanza della delibera del consiglio comunale 44/2015. «E' la seconda volta afferma indignato il consigliere Mauro Bochicchio - che il Prefetto è costretto ad intervenire su nostra
segnalazione per mancata rispetto delle norme da parte dell'Amministrazione. Quello che è successo per la
nomina dell'amministratore unico della farmacia per come è stato condotto dimostra che la rivoluzione
copernicana annunciata da Ruggieri nei fatti non esiste. Avevano annunciato che questa decisione sarebbe
passata anche attraverso l'ordine dei commercialisti, invece è stata scelto la persona che ha meno titoli.
Dalla risposta del Prefetto si evince che ci dà ragione - è l'affondo di Bochicchio -, mi auguro che la
mozione possa essere inserita nel prossimo Consiglio e si possa finalmente discutere per far conoscere ai
cittadini come è stata condotta questa vicenda».
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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CASTEL DI LAMA LA BATTAGLIA POLITICA
05/03/2016
Pag. 8 Ed. Grosseto
diffusione:82441
tiratura:109938
Nuova farmacia a Stiacciole Oggi l'inaugurazione
ANCHE Stiacciole da oggi avrà la sua farmacia. Ad aprirla sono Anna Teresa Baila Longo e Vittorio
Marchese. La nuova farmacia è situata nel piccolo centro commerciale alle spalle del distributore Total-Erg,
e coprirà in primo luogo le necessità di una vasta area urbanizzata che comprende non solo i centri abitati
di Casalecci, Stiacciole e Istia fino a San Martino, verso Grosseto, ma anche tutta la vastissima area rurale
che vi ruota attorno. Come confermano i titolari, la nuova farmacia non proporrà solamente medicinali, ma
avrà un settore dedicato alla veterinaria, alla prima infanzia, alla medicina naturale e alla cosmesi, oltre ad
avere uno spazio dedicato all'autoanalisi ed un attrezzato laboratorio per le preparazioni galeniche.
Importante: verrà offerto anche un servizio di consegna a domicilio (telefono:0564/072156).
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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SERVIZI
05/03/2016
Pag. 7 Ed. Prato
diffusione:82441
tiratura:109938
PRATO TRE FURTI in meno di due mesi. Solo danni per un misero bottino. Prosegue la scia di furti in città
e a essere preso di mira, questa volta, è stato la concessionaria di auto «Palmucci» di viale Montegrappa. I
ladri sono tornati nuovamente a fare «visita» all'interno della nota concessionaria l'altra notte nonostante
l'immobile sia fornito di telecamere e di un guardiano notturno. Questa volta, i ladri hanno preso solo due
computer dopo aver scavalcato la recinzione ed essersi introdotti dentro l'officina meccanica forzando una
porta laterale. Un colpo tutto sommato di poco conto ma quello che restano, come sempre in questi casi,
sono i danni e l'amarezza di essere stati per l'ennesima volta presi di mira dai ladri in una delle zone
considerate «residenziali» della città ma che, negli ultimi tempi, ha visto susseguirsi una serie di furti, rapine
e scippi. Non era passato molto tempo dall'ultima volta che la concessionaria aveva ricevuto la «visita» dei
ladri. APPENA due settimana fa i malveventi si erano introdotti dentro l'immobile spaccando la macchinetta
delle bevande e portando via i pochi spiccioli contenuti al suo interno. Mentre due mesi fa i balordi erano
riusciti a rubare un'auto usata che, poi, fu ritrovata pooco distante dalla concessionaria. Piccoli furti che
denotato, però, il senso di insicurezza che si respira negli ultimi tempi in città. A FINIRE nel mirino dei ladri
in viale Montegrappa è stata, di recente, anche la farmacia «Carbone» che fu svaligiata dai ladri per ben
due volte a distanza di pochi giorni. Laura Natoli
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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I ladri tornano da Palmucci E' la terza volta in due mesi
05/03/2016
Pag. 52 Ed. Treviso
diffusione:57901
tiratura:75555
Farmaci scaduti rubati «Temiamo un racket»
Il sospetto è che qualcuno ci possa guadagnare sopra. Contenitori per la raccolta dei medicinali inutilizzati
e scaduti, collocati davanti alle farmacie, letteralmente presi d'assalto e danneggiati durante la notte in città.
Un fenomeno che preoccupa non solo per i danneggiamenti, ma anche per le possibili conseguenze
igienico-sanitarie e soprattutto per la paura di traffici illegali. «Dai nostri riscontri è difficile venirne a capo»
sottolinea Enrico Modenese, titolare con la sorella Elisabetta della farmacia di viale Venezia alla Ferrera,
oltre che consigliere comunale di Forza Conegliano. «Il nostro timore - afferma - è che alle spalle ci sia
qualche organizzazione dedita al commercio di prodotti medicinali di ogni genere scaduti, ma noi siamo in
prima linea per contrastare questo fenomeno. Non si può pensate che gli autori siano semplicemente dei
tossicodipendenti, come più di qualcuno sarebbe indotti a credere, perché sul posto vengono lasciate
anche confezioni di psicofarmaci». Erano stati diversi farmacisti a segnalarlo per i danneggiamenti subìti
dai contenitori dei medicinali scaduti davanti alle loro attività, manomessi e rovistati alla ricerca di quello
che poteva servire, lasciando sul marciapiede ciò che non lo era. Una situazione di pericolo non più
sopportabile. Con l'interessamento diretto del vicesindaco e assessore all'ecologia Claudio Toppan, è
scattata una lettera dell'Usl 7 e del Comune, che li ha convocati ieri mattina in municipio per cercare di
individuare una soluzione al problema, per il quale non hanno nessuna responsabilità. Con il
coinvolgimento anche di Savno, le farmacie della città si sono impegnate a predisporre, a loro spese,
davanti alle loro attività dei contenitori molto più robusti e inattaccabili rispetto agli attuali. Non si è ritenuto
limitarsi a portare durante la notte all'interno della farmacie questi ultimi, per motivi di igiene e perché i rifiuti
potrebbero essere lasciati abbandonati al loro esterno, creando situazioni di degrado urbano.
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Giampiero Maset
05/03/2016
Pag. 48 Ed. Pordenone
diffusione:57901
tiratura:75555
La storia di Paolo Facchin non è sicuramente la prima. Né sarà l'ultima. Per ora però è uno dei pochi ad
aver deciso di uscire allo scoperto, denunciando la presenza di barriere architettoniche. Paolo Facchin è un
cittadino affetto da disabilità e la sua voce è stata raccolta dal consigliere Natale Sorrentino per denunciare
una situazione paradossale. L'ingresso della farmacia comunale di via Sclavons, infatti, non è adatto alle
carrozzine, e pur in presenza della classica pedana l'accesso risulta troppo difficoltoso. Chi risale con una
sedia a rotelle il camminamento in acciaio, infatti, una volta giunto di fronte alla porta principale della
farmacia si trova davanti un altro ostacolo. Si tratta del basamento in marmo della soglia, dove è stato
collocato il tappetino: qualche centimetro, che non conta nulla per una persona normodotata ma che fa la
differenza per chi si sposta con una sedia a rotelle. E solo chi è in possesso della forza necessaria a
sollevare le ruote anteriori riesce a scavalcare il gradino. Gli altri devono essere aiutati per poter varcare la
soglia della farmacia. Poco più in là, invece, l'ingresso di un ambulatorio di fisioterapia è attrezzato anche
per i meno fortunati, e in corrispondenza della soglia in marmo è stata collocata un'ulteriore pedana in
metallo, a conferma di quanto quei centimetri di dislivello possano causare un impedimento insormontabile.
«Prenderemo la situazione in mano - ha dichiarato Sorrentino, facendosi portavoce del residente
diversamente abile - e speriamo di poter "scovare" e risolvere le situazioni di questo tipo che si trovano in
tutta la cittadina». Perché se è vero che il caso più eclatante è, al momento, quello della farmacia
comunale, lo è altrettanto il fatto che le barriere architettoniche si trovino un po' ovunque. «Molti ristoranti e
bar della città - denuncia infatti Marco Bravin, 37enne costretto su una sedia a rotelle da molti anni - non
consentono di fatto l'accesso ai diversamente abili». E anche edifici pubblici come la biblioteca presentano
ancora scalini e ostacoli che una persona impossibilitata ad alzarsi fa troppa fatica a superare.
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VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Farmacia comunale vietata ai disabili
05/03/2016
Pag. 39 Ed. Salerno
diffusione:41868
tiratura:57179
Il business nero dei farmaci rubati
Ritrovati antibiotici e integratori dopanti a casa di un inserviente
SCAFATI. L'inchiesta Sotto accusa un infermiere e un operatore addetto alla logistica scoperto e
allontanato © RIPRODUZIONE RISERVATA Nicola Sorrentino Farmaci custoditi nella farmacia
dell'ospedale ritrovati nell'appartamento di un operatore del Cns. I carabinieri della tenenza di Scafati
avviano un'inchiesta. Il fatto risale ad una decina di giorni fa, ma i militari agli ordini del tenente Saverio
Cappelluti non avrebbero ancora concluso la loro attività investigativa. E questo, a causa di un possibile
coinvolgimento di una seconda persona, un infermiere, che sarebbe collegato al furto consumato presso la
farmacia che si trova all'interno dell'ospedale Mauro Scarlato. A far scattare l'allarme, la denuncia sporta
dal medico che gestisce la farmacia territoriale del distretto sanitario di base Angri-Scafati. Il locale si trova
ubicato al piano terra del nosocomio. L'addetto aveva segnalato ai carabinieri un ammanco cospicuo di
farmaci e prodotti di vario tipo. Attraverso i primi accertamenti, con la raccolta di informazioni legate anche
a chi avesse materialmente accesso alla disponibilità dei prodotti custoditi in farmacia, i carabinieri hanno
individuato un possibile sospetto. Si tratterebbe di un operatore del Cns, addetto alla logistica. E cioè, di chi
è deputato al trasporto delle attrezzature sanitarie e dei farmaci nei reparti del Mauro Scarlato. Insieme al
personale impegnato nella logistica, c'è anche quello addetto alle pulizie, distinti dai primi grazie al colore
della divisa che indossano sul posto di lavoro. Grazie ad una perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno
rinvenuto nell'appartamento dell'uomo una quantità non indifferente di farmaci. Nello specifico, antibiotici,
guanti e prodotti dopanti. L'addetto avrebbe tuttavia fornito una giustificazione precisa per la presenza di
quel materiale. L'operatore, nel mirino dei carabinieri per quanto trovato nella sua abitazione, è stato
allontanato dal posto di lavoro. L'indagine dei carabinieri invece continua. I militari, avrebbero infatti delle
prove che collegherebbero l'operatore del Cns ad una seconda persona, un infermiere. Le bocche restano
cucite e nessuna ipotesi può essere al momento esclusa. L'attività investigativa è in corso per ricostruire il
contesto nel quale si sarebbe consumato il furto. L'aver individuato il probabile autore è stato tuttavia
possibile anche grazie ai controlli disposti dagli stessi militari, all'interno dell'ospedale. Parte del personale
medico ha infatti confermato la presenza di carabinieri in borghese, nelle scorse settimane. Ad essere
attenzionata vi era, al di là di alcuni punti strategici, proprio la farmacia. Il locale è stato infatti già soggetto
ad alcuni tentativi di furto. Se qualche anno prima, la sottrazione di medicinali riuscì ad andare in porto,
diversi mesi fa le cose andarono diversamente. L'allarme e il successivo intervento dei vigilantes riuscì ad
evitare un furto ingente di eritropoietina. Il farmaco, utilizzato per i malati di cancro e illegalmente anche
come sostanza dopante, risultò essere l'obiettivo di due malviventi. In quella circostanza, la coppia riuscì
solo a trafugare il materiale, ma dovette darsi alla fuga a causa dell'attivazione dell'allarme. I ladri
lasciarono a terra alcune confezioni del farmaco (molto costoso) e gli arnesi da scasso utilizzati per aprire il
frigorifero della farmacia. Diversa invece la circostanza relativa a quest'ultimo furto, sul quale sarebbe stato
già individuato il responsabile. L'informativa dei carabinieri, che non escludono collegamenti con il tentativo
andato a vuoto tempo fa, sarà spedita al sostituto procuratore di turno, una volta completata. Le indagini
mirano a ricostruire la dinamica dell'episodio, mettendo insieme tutti gli indizi raccolti e che attualmente
porterebbero al coinvolgimento di due persone. L'attenzione resta alta, visti anche i precedenti registrati in
passato presso gli altri presidi ospedalieri dell'Agro e a quel «mercato nero» di prodotti farmaceutici, più
volte finito nel mirino della magistratura. Inchiesta Maxi blitz dei carabinieri: sequestrata una grande
quantità di farmaci rubati
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Scafati Maxi blitz dei carabinieri dopo settimane di indagini in incognito tra le corsie dell'ospedale Scarlato
05/03/2016
Pag. 3 Ed. Milano
diffusione:308087
tiratura:395884
L'ospedale lascerà Bruzzano, presentato il piano d'espansione a Ville Turro Parere negativo dalla
Commissione paesaggistica. Rotelli: apriamo il dialogo La fusione Insieme al Galeazzi si trasferirà l'istituto
Sant'Ambrogio: nasce un polo generalista La procedura Il Gruppo San Donato ha dieci giorni di tempo per
presentare le sue contro-osservazioni
Simona Ravizza
Il rischio paventato è di un impatto ambientale insostenibile. Lì, nel parco rigoglioso e accogliente di via
D'Ancona, tra via Padova e viale Monza, davanti alle sette palazzine del San Raffaele di Ville Turro, è
pronto a trasferirsi il Galeazzi, il più grande ospedale ortopedico di Milano e d'Italia (15 mila ricoveri l'anno).
È un trasloco di 7 chilometri e mezzo in linea d'aria, che promette di rivoluzionare l'offerta sanitaria
accreditata con il servizio sanitario di una parte di città. L'idea non è solo di fare lasciare al Galeazzi e ai
suoi 364 posti letto il quartiere di Bruzzano dov'è da più di 50 anni, ma anche unirci l'istituto Sant'Ambrogio,
con altri 119 posti letto, oggi in via Faravelli, zona Fiera.
Le specialità di entrambi si fonderanno. Così le cure ortopediche si uniranno a quelle cardiovascolari e da
poli scientifici di fatto mono-specialistici si passerà a un ospedale generalista (con cure che si estendono
anche alla neurochirurgia, chirurgia vascolare, generale, plastica e maxillofacciale, urologia, medicina e
oncologia). La decisione è della famiglia Rotelli, che guida il Gruppo San Donato, di cui dal Duemila fa
parte anche il Galeazzi: la volontà è di fare nascere un ospedale da 550 posti letto, con un mega-edificio a
vetri di 80 mila metri quadrati su dieci piani. L'investimento è da 120 milioni di euro.
Ma il progetto viene considerato incompatibile con il contesto urbano in cui si colloca: è la convinzione
almeno del Comune che, con la Commissione paesaggistica, ha appena bloccato il permesso di costruire.
«Il problema principale è l'assoluta incoerenza dell'abnorme massa volumetrica all'interno del pregevole
insediamento storico di Ville Turro - si legge nel parere di Palazzo Marino -. Nell'articolato tessuto urbano di
Turro oggi convivono edifici di una misura costante. E ci sarebbe, poi, un impatto eccessivo sul Parco e sul
Naviglio della Martesana».
I terreni sono di proprietà della famiglia Rotelli perché all'inizio del 2012 ha acquistato l'ospedale San
Raffaele. Ma senza l'autorizzazione a costruire il progetto è destinato ad arenarsi. Il Gruppo San Donato
adesso ha dieci giorni di tempo per presentare le sue osservazioni: «Altrimenti si provvederà alla formale
adozione del provvedimento di diniego». Ma Paolo Rotelli, 26 anni, alla guida del gruppo di famiglia dopo la
scomparsa del padre Giuseppe, è ottimista: «L'intenzione è di avviare un dialogo aperto e costruttivo con il
Comune - dice -. E siamo certi che le nostre motivazioni saranno ascoltate: in gioco c'è un progetto
sanitario importante per Milano, che così avrà un nuovo ospedale d'eccellenza nel cuore della città e
totalmente autofinanziato. Come ultima ratio siamo pronti a fare ricorso». Una su tutte, per il momento, la
richiesta al Comune: «Ci servono almeno trenta giorni di tempo, anziché dieci, per potere rispondere alle
osservazioni della Commissione paesaggistica - sottolinea Rotelli -. È solo una questione estetica». Il
problema è sul tavolo dell'assessore all'Urbanistica, Alessandro Balducci: «Mi aspetto di avere nei prossimi
giorni un incontro con la proprietà, per pensare a un nuovo progetto che non sia solo razionale dal punto di
vista del funzionamento ospedaliero, ma anche armonioso nel contesto ambientale e urbano».
Il Galeazzi è della famiglia Rotelli dal Duemila: l'ospedale fu acquistato dall'imprenditore Antonino Ligresti a
tre anni di distanza dall'incidente alla camera iperbarica che provocò undici morti (in contemporanea il
Gruppo San Donato comprò, per un totale di 290 miliardi di vecchie lire, anche la clinica Madonnina, la
Città di Milano e il Policlinico San Pietro e San Marco di Bergamo). I terreni di Ville Turro dove dev'essere
trasferito l'ospedale hanno un'estensione di 48 mila metri quadrati, oggi occupati per due terzi dagli
ambulatori del San Raffaele. I tempi previsti per la realizzazione della nuova costruzione sono da record:
quattro anni dal momento dell'autorizzazione .
VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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Nuovo Galeazzi, pronto il progetto Il Comune frena: impatto eccessivo
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VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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@SimonaRavizza
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Paolo Rotelli Confidiamo
che
le nostre ragioni saranno ascoltate Se costretti andremo al Tar
Alessandro Balducci
Incontrerò
la proprietà: il nuovo progetto sia in armonia con il contesto ambientale e urbano
La parola
privato accreditato
La Sanità privata, profit e non profit, può essere accreditata con il servizio sanitario nazionale. In questo
caso il cittadino si può rivolgere agli ospedali privati gratuitamente,
salvo il pagamento del ticket come per il pubblico
Foto: La fotogallery con le immagini del progetto del nuovo ospedale Galeazzi
sul sito Internet milano. corriere.it
05/03/2016
Pag. 2 Ed. Bari
diffusione:262053
tiratura:371646
"Tagli dettati da Roma" il fuoco amico di Sel sulla sanità di Emiliano
L'ex assessore Fiore attacca Decaro: "Non resti in silenzio" A Molfetta e Corato sindaci in campo. Triggiano
in piazza Il vendoliano Bavaro: "A questo punto possiamo dare la delega direttamente a qualche dirigente
ministeriale" Natalicchio: "Nel Sud Barese ci sono ancora 300 posti letto mentre nel Nord Barese saranno
meno di 160. Chi sa dirci il perchè?"
UN piano sbagliato, realizzato difendendo più i rapporti di forza all'interno del Pd che le esigenze del
territorio e architettato come se ci fosse un vero e proprio commissariamento della sanità regionale. Il piano
di riordino ha un nuovo nemico, questa volta all'interno della maggioranza.
L'attacco viene sferrato dalla sede regionale di Sel a Bari. Qui il consigliere regionale di Noi a Sinistra,
Mino Borraccino, insieme al segretario di Sel Puglia, Nico Bavaro, e al professore dell'Università di Bari,
Tommaso Fiore (già assessore regionale alla Sanità), smontano pezzo per pezzo la delibera con cui lunedì
scorso il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha avviato il piano di riorganizzazione ospedaliera.
Quel piano - dicono in Sel - sembra scritto dai dirigenti romani dei ministeri della Salute e dell'Economia, la
Regione lo ha applicato in maniera fin troppo zelante: «A questo punto - provoca Bavaro - diamo la delega
direttamente a qualche dirigente ministeriale».
In realtà il piano di riordino, inviato a fine febbraio negli uffici del ministero della Salute, è servito proprio a
scongiurare un commissariamento della sanità pugliese. Ma questo per Tommaso Fiore, in qualche
maniera è già in atto «nei piani di rientro che tutte le strutture sanitarie regionali dovranno fare a partire da
quest'anno». L'ex assessore non risparmia critiche anche al sindaco di Bari, Antonio Decaro: «Vorremmo
capire cosa pensa degli interventi all'interno della città metropolitana (riferendosi ai tagli degli ospedali di
Terlizzi e Triggiano, ndr). Non può continuare a fare il pesce in barile raccogliendo le cicche di sigarette in
città. Su questa cosa deve intervenire».
L'idea è quella di salvare il salvabile nel momento in cui la delibera approderà in consiglio regionale per
un'analisi puramente consultiva da parte dell'assemblea di via Capruzzi. «Chiederemo a Emiliano di
svolgere quella attività di concertazione che non c'è stata, esaminando la delibera punto per punto e
correggere almeno gli errori più macroscopici». Secondo Fiore, la Puglia non può ridurre ancora il suo
numero di posti letto per acuti, "perché il sistema non reggerebbe". Al consigliere Borraccino il compito di
ricordare i territori più colpiti dal piano, dal Salento e tarantino fino ai monti Dauni e al Nord Barese. Ma le
proteste non restano confinate tra le sedi di partito. Non c'è giorno in cui non ci sia una manifestazione di
piazza nei vari Comuni colpiti dai tagli ai loro rispettivi ospedali. Ieri è stato il turno di Molfetta e Corato. I
due primi cittadini Paola Natalicchio e Massimo Mazzilli, insieme al capogruppo di Noi a Sinistra in consiglio
regionale, Guglielmo Minervini, hanno visitato gli ospedali dei due paesi, chiedendo alla Regione di
eliminare i tagli alle due strutture contenuti nel piano: «Nel Sud Barese ci sono ancora 300 posti letto accusa il sindaco di Molfetta, Natalicchio - mentre nel Nord Barese ora saranno meno di 160. Questa è la
prima cosa che deve spiegarci il presidente Emiliano». Questa mattina invece la protesta si sposta tra le
strade di Triggiano. È qui che il comitato "Noi ci siamo" costituitosi spontaneamente su Facebook a cui
hanno già aderito oltre 2600 persone organizzerà per oggi un corteo contro la chiusura dell'ospedale
Fallacara. Segnali di tensione anche all'interno dello stesso Pd. Questa volta è il barlettano Filippo
Caracciolo a protestare. «È inaccettabile l'azzeramento di posti letto dell'unità terapia intensiva coronarica
all'ospedale Dimiccoli - attacca il consigliere regionale - mi appello all'assessore alla Sanità, Emiliano».
Nessun commento dagli uffici regionali dove ci si prepara a un'altra deadline. È previsto per lunedì
prossimo l'incontro a Roma tra i tecnici della Regione e quelli dei ministeri della Salute e dell'Economia. Sul
tavolo la questione del programma operativo, la seconda fase del primo piano di rientro risalente al 2012.
Da quel piano la Regione non si è ancora completamente tirata fuori. Nel prossimo incontro bisognerà
capire se sia arrivato il momento di chiudere quella fase.
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Le scelte della politica
05/03/2016
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VITA IN FARMACIA - Rassegna Stampa 05/03/2016
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LA SCHEDA IL PIANO DI RIORDINO Prevede la chiusura e la riconversione di 8 ospedali a Triggiano,
Terlizzi, Trani, Corato, Mesagne, Fasano, San Pietro Vernotico e Grottaglie I VINCOLI La legge di stabilità
impone il piano di rientro a tutte le Asl che registrano nei loro bilanci una differenza tra costi e ricavi
superiore al 10 per cento LA POLEMICA Per Sel Puglia il piano di riordino così com'è corrisponde a una
sorta di primo commissariamento del sistema sanitario regionale bari.repubblica.it PER SAPERNE DI PIÙ
Foto: MOLFETTA
Foto: L'ospedale "Don Tonino Bello" a causa dei tagli passa da 101 a 76 posti letto e perde anche i reparti
di cardiologia e urologia
Foto: Sit in davanti al Policlinico di Bari contro i tagli agli ospedali imposti dal piano di riordino
Foto: CORATO
Foto: L'ospedale "Umberto I" deve rinunciare ai reparti di ostetricia, pediatria e cardiologia, quest'ultimo mai
aperto
Foto: TRIGGIANO
Foto: Il "Fallacara" perderà la classificazione di ospedale rinunciando a 70 posti letto e diventerà il primo
centro risvegli pugliese
PROFESSIONI
2 articoli
05/03/2016
Pag. 9
L'Unità
diffusione:22216
tiratura:57915
Quarant'anni di coop rosse: la storia di un modello (frenato) da rilanciare
Il racconto in prima persona di chi l'ha portata ad essere leader della distribuzione
m. fr.
In un momento dicile raccontare la storia delle Coop rosse in modo lucido e preciso è prima di tutto un
merito storico. Un merito che va subito dato a Vincenzo Tassinari. Lo storico presidente di Coop Italia (fino
al 2013), la più grande cooperativa rossa del Paese, un gigante da 12 miliardi di fatturato e 55mila
dipendenti, leader nella grande distribuzione in Italia. Insieme a Dario Guidi, Tassinari racconta oltre 50
anni di cooperazione in Italia. Nato nel 1949 ne è stato parte integrante per buoni 40, partendo dall'ormai
lontano 1975 quando da neolaureato entrò alla Camst, la storica mensa bolognese fondata nel dopoguerra
dal partigiano Gustavo Trombetti, compagno di cella di Antonio Gramsci sotto il fascismo. Se
nell'immaginario collettivo contemporaneo le "coop rosse" vengono considerate favorite dal sistema
politico, Tassinari dimostra fatto dopo fatto che in realtà la politica - specie quella nazionale - è sempre
stata avversa. L'articolo 45 della Costituzione ("La Repubblica riconosce la funzione sociale della
cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e
favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le
finalità") è rimasto sostanzialmente lettera morta. Anzi, le leggi sono quasi sempre state di intralcio per le
cooperative, ancor di più per quelle rosse, quelle emiliane e toscane, espressione del Pci. Dalla legge del
1971 sulla programmazione del settore commercio passando per la legge contro le vendite sotto costo del
1998 (governo di centrosinistra) per arrivare al blocco delle liberalizzazioni sulle parafarmacie per finire con
la chiusura decretata dall'Antitrust della Centrale italiana (la centrale di acquisto prodotti capeggiata da
Coop) nel 2014, Tassinari dimostra come «il ritardo della distribuzione moderna sia causato in larga parte
dalle scelte e dall'impostazione che il mondo politico e il parlamento hanno sostenuto»: dunque «alla
cooperazione nessuno ha regalato niente». Dal primo spaccio alimentare di Torino nel 1854, come in tutta
Europa, la cooperativa di consumi di oggi è figlia di un altro ex partigiano, il toscano (in un'alternanza con
gli emiliani che continua a tutt'oggi) Mario Cesari che nel dopoguerra unì 3mila cooperative in un percorso
progressivo di unificazione che oggi è arrivato a quota 9 con 1.454 punti vendita che puntano «sulla
convenienza e la difesa del potere d'acquisto delle famiglie» unito alla «capacità di unire alla convenienza
garanzie sulla qualità e la salubrità dei prodotti», come conferma ad esempio la certificazione delle materie
prime che Coop Italia garantisce sui suoi prodotti dal 2013. Il primo iperCoop è quello di Bonola, vicino a
Milano nel 1980. E da lì parte un'altra storia. Da qualcuno giudicata un gigantismo negativo. Passando per
lo slogan "La Coop sei tu, chi può darti di più", per gli spot di Woody Allen o con Peter Falk, Tassinari ha
portato Coop Italia a diventare leader in Italia. Nel 1995 andò vicinissimo all'acquisto di Standa di
Berlusconi («avevo un assegno da 640 miliardi di lire garantito da 5 cooperative di consumatori e 3 società
del mondo Conad»), ma poi tutto saltò: «C'è chi dice che fu solo una questione politica», dimostrando
assieme alle mancati acquisizioni di Rinascente dagli Agnelli, che «la distribuzione moderna è una
Cenerentola della nostra economia», «non la portaerei che diceva Mitterand», perché «non si è mai fatto
prevalere l'interesse generale né favorito lo sviluppo economico del paese». E si arriva poi alla guerra con
quel Bernardo Caprotti di Esselunga, costola del primo supermercato aperto in Italia da Rockfeller nel 1957.
Una guerra che con il famoso libro "Falce e carrello" in cui Caprotti attaccava le Coop è finita in tribunale.
Tassinari evita polemiche e ricorda semplicemente «la condanna definitiva per concorrenza sleale» che
ebbe Esselunga contro Coop Liguria. Oggi Coop è alleata di Oscar Farinetti di Eataly nel progetto Fico,
Fabbrica italiana contadina che sta sorgendo a Bologna e punta ad essere «un attore del mercato». La
critica che molti fanno deriva dal caso Unipol, quando Tassinari appoggiò Consorte nella scalata alla banca
Bnl. La finanziarizzazione delle coop testimoniata anche dai recenti fallimenti di alcune cooperative che
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 05/03/2016
52
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IL LIBRO DI TASSINARI, PER 25 ANNI A CAPO DI COOP ITALIA
05/03/2016
Pag. 9
L'Unità
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tiratura:57915
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 05/03/2016
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raccoglievano risparmi nel Nord Est. La risposta di Tassinari è complessa: sul fronte degli scandali si
ribadisce come «questa è una storia di uomini per bene, nella quale non ci sono stock option, né
arricchimenti personali rispettando le regole che ci siamo dati; gli episodi negativi che ci sono stati non
possono cancellare questa realtà». Sul punto toccato nella prefazione anche dal parlamentare Pd Yoram
Gutgeld («il sistema della cooperazione deve evitare chi si dionda la percezione che il meccanismo
cooperativo serva prima di tutto per ottenere agevolazioni fiscali») o delle paghe orarie scandalose (pochi
euro) date da alcune cooperative sociali ai propri soci-dipendenti e sulle critiche alla poca partecipazione e
ad una sostanziale cesura del modello cooperativo recente col mutualismo partecipativo delle origini
Tassinari risponde riproponendo un modello di governance «duale, nel quale c'è un consiglio di gestione
che deve far funzionare al meglio l'impresa e applicare gli indirizzi definiti dalla proprietà attraverso il
consiglio d'indirizzo e sorveglianza, che potrebbe anche avere al suo interno i rappresentanti dei lavoratori
e dei soci». Il dibattito è aperto. Ma è necessario. Per non rischiare di mandare a mare una storia gloriosa.
Ripartendo però dalle radici e da valori («il potere democratico esercitato dai soci») che forse il tempo sta
arrugginendo.
05/03/2016
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I ribes più forti del cortisone contro la pollinosi
Non solo i farmaci sono efficaci contro gli allergeni. Perché la natura offre cure alter native, ma altrettanto
valide, come il ribes che equivale ad un cortisone naturale. Il suo gemmoderivato, infatti, funziona come il
farmaco equivalente senza averne, però, gli effetti collaterali. Il ribes nero andrebbe assunto già a partire
dal mese di gennaio, come prevenzione. Adatto anche ai bam bini, ma dai tre anni di età in sù. Molto ef
ficaci, per prevenire le allergie stagionali, sono pure gli oligoelementi. In particolare, il rame svolge un ruolo
cruciale nel rinforzare l'organismo nei confronti dei maggiori aller geni presenti in natura. La terapia è adatta
anche ai bambini, questa terapia naturale funziona meglio se iniziata con un certo an ticipo rispetto ai
periodi di fioritura.
PROFESSIONI - Rassegna Stampa 05/03/2016
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DOLCI CURE

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