allegato 1 - Regione Liguria

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allegato 1 - Regione Liguria
Ministero dello Sviluppo Economico
Regione Liguria Ministero dell’Università à e della Ricerca INTESA ISTITUZIONALE DI PROGRAMMA
TRA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA
ITALIANA
E LA REGIONE LIGURIA
ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO
“RICERCA SCIENTIFICA
II INTEGRATIVO”
Allegato 1
26 Giugno 2007
Indice
1. Obiettivi generale del Quadro Strategico
1.2 Strategie settoriali peri il conseguimento degli obiettivi dell’Accordo
1.3 Quadro Programmatico di riferimento
1.4 Criterio di selezioni interventi
1.4.1
Accordi sottoscritti in materia
1.4.2
Obiettivi degli interventi
2. Descrizione degli interventi
1/64
1. Obiettivi generali del Quadro Strategico
Il presente II° Accordo integrativo (Accordo di seguito), intende favorire la realizzazione di un
sistema regionale della ricerca, dell’innovazione e dell’alta formazione, sostenere l’attivazione di
forti sinergie tra università, ricerca, grandi imprese e piccole e medie imprese (PMI) per assicurare
un apporto significativo alla crescita economica regionale e all’occupazione e promuovere
l’innovazione anche nei settori tradizionali che possono costituire un importante punto di eccellenza
della Liguria nel contesto europeo.
I risultati attesi dal programma per la specifica area di intervento sono i seguenti:
ƒ
ƒ
ƒ
Sviluppare tecnologie innovative per la cura di patologie genetiche e tumorali attraverso
metodi mirati e meno invasivi;
Rendere la Pubblica Amministrazione ed i servizi offerti da questa accessibili dalla rete e
soprattutto promuovere lo sviluppo delle infrastrutture telematiche anche nei territori
marginali per abbattere il digital divide;
Disporre di ulteriori spazi attrezzati a supporto dell’implementazione del sistema della
ricerca e dell’innovazione, che consentano anche il contatto diretto attraverso l’interazione
con i ricercatori
1.2 Strategie settoriali per il conseguimento degli obiettivi del QS
Con il seguente QS la Regione Liguria intende sostenere in modo specifico l’aggregazione
delle attività di ricerca attorno a temi collegati allo sviluppo economico regionale favorendo la
concentrazione delle risorse attorno ad alcuni obiettivi qualificanti e condivisi.
Supportare l’attività di ricerca equivale infatti a sostenere la competitività e l’innovazione delle
imprese, la qualificazione delle risorse umane, l’ammodernamento dell’intera regione e il
miglioramento della qualità della vita. Le linee strategiche sono pertanto le seguenti:
¾ collegare l’investimento in ricerca al rafforzamento delle filiere formative costruite attorno
alle tecnologie avanzate, di cui sopra, in modo da favorire la sinergia tra l’eccellenza
formativa, perseguita ai vari livelli post secondari, e l’eccellenza della ricerca, sviluppata
anche sollecitando l’integrazione tra università, ricerca, imprese;
¾ favorire con opportuni provvedimenti collaborazioni interregionali ed internazionali ai centri
di ricerca liguri, universitari e non, alle imprese per l’elaborazione di progetti congiunti;
¾ costruire centri di eccellenza con professionisti di elevata qualità, e fare della Liguria un
polo di eccellenza nella produzione di servizi specializzati, anche valorizzando le sinergie
fra strutture pubbliche e private;
¾ promuovere tavoli di concertazione su settori tematici al fine di favorire la cooperazione tra
imprese e centri di ricerca pubblici e privati per la creazione e lo sviluppo di nuova
conoscenza;
2/64
¾ valorizzare le connessioni possibili tra imprese e ricerca anche promuovendo la crescita nei
ricercatori pubblici di nuova imprenditorialità in settori ad alto contenuto tecnologico
curando in particolare le diverse modalità di interazione della PMI e della GI;
¾ promuovere la divulgazione delle conoscenze e dei risultati ottenuti nell’ambito di progetti
di ricerca e innovazione tecnologica;
La strategia regionale è quella di riposizionare la Liguria tra le regioni più avanzate a livello
nazionale e di creare le condizioni per un partenariato forte con le altre regioni europee per lo
sviluppo di progetti congiunti che rafforzino una diffusione della ricerca e dell’innovazione quale
leva di crescita dell’economia.
1.3 Quadro Programmatico di riferimento
Il Documento di Programmazione economico-finanziaria 2007- 2009 della Regione Liguria
approvato con DCR n. 10 del 1.03.2007 individua le azioni regionali da perseguire per il
rafforzamento strutturale del tessuto socioeconomico regionale, per la crescita dell’occupazione
della competitività del territorio e per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini liguri.
La strategia regionale in materia di ricerca e innovazione si fonde e si completa con gli obiettivi
strategici identificati dal Piano Operativo Triennale di informatizzazione 2006 – 2008 (POT 2006 –
2008) della Regione:
¾ sviluppare il sistema informativo regionale nelle sue componenti trasversali, di comparto e di
comunicazione in rete;
¾ dispiegare le tecnologie di base sul territorio soprattutto nell’ambito del sistema pubblico di
connettività a larga banda;
¾ dare vita a progetti applicativi concreti da cui nascano servizi efficienti ed integrati per i
cittadini e le imprese.
L’impatto delle azioni previste nel presente QS è rafforzato dal fatto che la Giunta regionale,
sempre in conformità con quanto indicato dagli orientamenti comunitari, ritiene prioritario lo
sviluppo di soluzioni che permettano di accedere ai servizi comunque esistenti per mezzo di una
adeguata connessione di rete.
Allo scopo è stato stipulato il 14 Aprile 2006, tra Regione Liguria, Province Liguri, Associazioni di
Comuni Liguri e Comunità Montane, Università di Genova, Datasiel, CNIPA un protocollo di
intesa che sostenga e dia impulso alla diffusione della banda larga.
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APQ
Integrativo
RICERCA
SCIENTIFICA
Orientamenti
Comunitari
Priorità DSR
Obiettivi /specifici
DPFR 2007-2009
7.
Aumentare
e
migliorare
gli
investimenti
nel
campo della ricerca e
sviluppo
1. COMPETITIVITA’ DEL 1.3 Le tecnologie informatiche
e
telematiche
come
SISTEMA ECONOMICO
strumento di governo e
1.1 Ricerca Innovazione:
servizio
Attivazione di sinergie tra 1.3.2 dispiegare le tecnologie di
Università e centri di ricerca base sul territorio soprattutto
nell’ambito del sistema pubblico
con PMI;
di connettività a banda larga
Promozione dell’innovazione
anche nei settori tradizionali e 10.1 Promuovere e orientare
nel campo dei servizi alla l’attività di ricerca e innovazione
nei settori trainanti dell’economia
persona;
ligure;
Fare dell’IIT un motore 10.1.2 coordinare le attività
dell’innovazione
che regionali nei confronti della
coinvolga anche gli altri centri strutture di ricerca (settori
Biomedicale, Sistemi Intelligenti
di eccellenza liguri;
e distretto tecnologico)
10.1.3 Avviare l’attività IIT
1.5 Sviluppo della società
dell’informazione:
10.2 sostegno dell’innovazione,
della ricerca tecnologica;
TLC come fattore di
10.2.1 aiuti agli investimenti in
competitività;
innovazione, aiuti alla ricerca e
Uso del TLC per promozione allo sviluppo;
10.2.2 promuovere forme di
e commercializzazione
collaborazione con Università e
prodotti turistici
Centri di Ricerca nel campo
dell’innovazione tecnologica
1.4 Criteri di selezione degli interventi
Gli interventi da inserire nel presente Accordo sono stati selezionati secondo i criteri indicati al
punto 6 della delibera CIPE n. 36/2002, come riconfermati al punto 5 della delibera CIPE n. 3/2006
e riportati al punto 3.2 della delibera CIPE 14/2006.
Tali criteri sono:
• coerenza programmatica, secondo gli strumenti di programmazione nazionale e
regionale di settore;
• avanzamento progettuale: la selezione dei progetti, una volta rispettata la coerenza
programmatica, privilegia per settori omogenei i progetti che abbiano un profilo di
spesa anticipato.
4/64
di ammissibilità:
9 localizzazione in aree ob.2 o phasing out. Gli interventi localizzati al di fuori delle suddette
aree potranno essere presi in considerazione in sede istruttoria, al fine di valutare la loro
funzionalità alle aree sopra richiamate, secondo criteri di prevalenza e ricaduta sul territorio
interessato;
9 localizzazione degli interventi su aree di proprietà pubblica;
9 attuazione degli interventi da parte di soggetto pubblico o organismo di diritto pubblico ai sensi
dell’art.3 comma 26 del D. Lgs. 163/2006;
9 progettazione preliminare, (per l’inserimento nella sezione attuativa dell’APQ ai sensi del punto
3.5 lettera a) della delibera CIPE 14/06;
9 studi di fattibilità, (per l’inserimento nella sezione programmatica dell’APQ) della stessa
delibera CIPE 14/06;
9 copertura finanziaria atta a garantire il completamento del lotto funzionale individuato nella
scheda attività/intervento;
di selezione:
9 concertazione tra la Regione Liguria e gli Enti territoriali al fine di assicurare la massima
aderenza alle esigenze espresse dal territorio;
9 completamento di progettualità in corso finalizzata ad approfondire gli aspetti che si sono
rivelati più importanti ed essenziali per l’attuazione degli interventi;
9 attuazione di lotti funzionali a completamento di interventi già finanziati e realizzati;
9 realizzazione delle infrastrutture e delle strutture a supporto della rete regionale della ricerca
dell’innovazione e dell’alta formazione;
L’attuazione degli interventi suddetti deve avvenire nel rispetto delle procedure previste dalla
normativa vigente nazionale e comunitaria, in materia di appalti di beni e servizi pubblici e relativi
regolamenti.
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1.4.1 Accordi sottoscritti in materia:
TITOLO APQ
DATE DI
SOTTOSCRIZIONE
COSTO TOTALE
FINANZIAMENTO
CIPE
RICERCA SCIENTIFICA
27.02.2004
10.487.300,00
6.988.800,00
DISTRETTO TECNOLOGICO PER I
SISTEMI INTELLIGENTI INTEGRATI
28.09.2005
27.180.000,00 (I Fase)
+
53.000.000,00 (II Fase)
8.200.000,00
RICERCA SCIENTIFICA - I° INTEGRATIVO
27.07.2006
2.009.760,00
2.009.760,00
L’Accordo di Programma Quadro “Ricerca Scientifica”, sottoscritto con il Ministero dell’Economia
e delle Finanze e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in data 27/02/2004,
attraverso il quale sono stati finanziati 16 interventi nelle aree tematiche Diagnostica Avanzata,
Prevenzione, Biofarmaceutica, Immunoterapia, Cellule Staminali, Biotecnologie Marine, è stato
concluso.
I risultati della ricerca sono dimostrati dal deposito di 5 brevetti:
•
ruolo di alcune sostanze presenti sia nel nostro organismo sia in organismi più
semplici, e che hanno attività antitumorale relativamente a tumori di origine
ematologica, quali ad esempio le leucemie. Tali sostanze possono quindi essere usate
negli opportuni dosaggi come medicamenti antitumorali. Il brevetto riguarda, oltre la
scoperta dell’esistenza di queste sostanze inedite, anche il procedimento per la loro
produzione ed il relativo dosaggio.
•
metodologia innovativa utile per la valutazione precoce della potenziale tossicità di
polveri, derivanti da materiali industriali di origine silicea impiegati come coibenti
e/o isolanti, senza dover ricorrere ad animali di laboratorio.
In particolare la metodologia descritta consente anche di valutare precocemente
eventuali alterazioni dei prodotti industriali a seguito del loro impiego specifico,
onde poter approntare opportuni sistemi di protezione per i lavoratori esposti.
•
Strumento per la misurazione dei flussi, in organismi marini filtratori.
•
Ruolo e modalità di produzione di una nuova molecola estratta dal nocciolo, analoga
al tassolo utilizzabile nei medesimi impieghi nelle terapie antitumorali.
•
Metodo per la determinazione di risposte T cellulari antigene-specifiche in formato
ad alta efficienza.
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L’Accordo di Programma Quadro “Distretto Tecnologico per i sistemi intelligenti integrati”
sottoscritto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca in data 28/09/2005 ha avuto un rallentamento nella fase iniziale per
motivazioni per lo più legate a problemi di governance, che hanno richiesto modifiche dell’assetto
societario per l’adeguamento della società consortile SIIT scpa ai requisiti del D.Lgs. 297/99, e per
problemi inerenti la sede del distretto, che hanno reso necessaria l’individuazione di una nuova
sede.
Nel frattempo, i progetti di ricerca elaborati da SIIT scpa sono stati presentati al MUR ai sensi
dell’art.13 del DM 593/2000, e a novembre 2006 è stato comunicato a Siit scpa l’avvio del
procedimento istruttorio.
I progetti per i quali è stata presentata domanda ai fini dell’accesso ai finanziamenti sono i seguenti:
• Area Tematica “Automazione”, progetto ”Automazione distribuita modulare per sistemi
robotizzati cooperanti ad alta flessibilità”
• Area tematica “Energia”, progetto “Sistemi intelligenti integrati atti a soddisfare le richieste di
flessibilità funzionale applicati a componenti e sistemi centrali per produzioni di energia”.
• Area tematica “Infomobilità”, progetto “Sistema Cooperativo Avanzato per l’Infomobilità
• Area tematica “Organizzazioni complesse”, progetto Tecnologie digitali per le organizzazioni
complesse
• Area tematica “Salute”, progetto “Sistemi intelligenti per la gestione del paziente nel ciclo
diagnostico e terapeutico”
• Area tematica “Sicurezza”, progetto “Sistema Integrato per la Sicurezza ad intelligenza
distribuita”
Per l’intervento relativo alla formazione è in corso l’analisi dei fabbisogni.
L’Accordo di programma “Ricerca Scientifica – I° Integrativo” è stato sottoscritto in data
27/07/2006 con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero dell’Università e della
Ricerca. Con l’Accordo sono finanziati 2 interventi:
•
Portale Regionale della Ricerca
•
Academy point
Il primo intervento è quasi alla completa attuazione, in quanto sono in corse le ultime verifiche
tecniche per la messa on line del portale, che è già stato presentato pubblicamente il 23/11/2006 nel
corso del seminario “le novità delle politiche ricerca: Europa, Italia e Liguria” nell’ambito del
Salone Orienta Menti.
Per il secondo intervento, di cui il presente accordo propone una integrazione, sono
all’approvazione i progetti di realizzazione dei 4 Academy Point.
1.4.2 Obiettivi degli interventi
Le azioni che verranno realizzate attraverso il finanziamento a valere sulla delibera CIPE 3/2006
sono di una duplice tipologia:
1. Azioni relative allo sviluppo della ricerca nel campo della biotecnologia e nelle seguenti
aree tematiche:
7/64
(a) Drug discovery and delivery
Scopo dell’intervento: sviluppare carriers nano-ingegnerizzati per la veicolazione
specifica verso cellule e tessuti malati di molecole e farmaci con minimo impatto per le
cellule ed i tessuti sani;
(b) Immunobiotecnologie:
Scopo dell’intervento: trasferire le notevoli conoscenze acquisite nel campo
dell’immunologia ad applicazioni diagnostiche e terapeutiche, per valorizzarne anche il
potenziale commerciale;
(c) Tecnologie RNA:
Scopo dell’intervento: studiare le modalità di funzionamento dell’acido ribonucleico
(RNA), responsabile dell’espressione genica, ovvero della manifestazione delle
caratteristiche portate dai geni, e le cause del suo malfunzionamento, che possono
portare alla proliferazione cellulare fino all’insorgenza di tumori;
(d) Cellule staminali
Scopo dell’intervento: identificare sottopopolazioni di cellule staminali con potenziale
applicativo in medicina rigenerativa;
(e) Biotecnologie Marine
Scopo dell’intervento: verificare le potenzialità della biosilice quale struttura
stabilizzante di enzimi di interesse industriale (anche al fine di un loro impiego in
ambienti non acquosi) e di molecole e/o proteine fluorescenti
La Regione dichiara, sotto la propria responsabilità, che:
•
•
Gli interventi finanziati riguarderanno progetti di ricerca che in parte costituiscono lo
sviluppo naturale delle ricerche già intraprese con successo nell’ambito delle biotecnologie,
e in parte si collocano in nuove frontiere delle scienze e tecnologie della vita sulle quali
possono prevedersi sinergie con altri istituti di tecnologia quali l’Istituto Italiano di
Tecnologie.
Soggetto attuatore di tali interventi è il Centro Biotecnologie Avanzate (CBA) consorzio
senza fine di lucro composto dai seguenti enti pubblici o organismi di diritto pubblico:
Regione Liguria, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, Università degli Studi di
Genova, C.C.I.A.A. Istituto Superiore di Oncologia (consorzio interuniversitario), Azienda
Ospedaliera Universitaria San Martino, Azienda USL n. 1 “Imperiese” ASL n. 2 “Savonese”,
ASL n. 3 “Genovese”, ASL n. 4 “Chiavarese” ASL n. 5 “Spezzino”, Azienda Ospedaliera
Ospedale Santa Corona, Ente Ospedaliero Ospedali Galliera.
•
Il CBA ha ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica in data 9/10/1997 con
Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e Tecnologica sotto la cui
vigilanza è posto;
•
Che il CBA rientra negli “organismi di diritto pubblico” ai sensi dell’art.3 comma 26 del
decreto legislativo n.163 del 12/04/2006, in quanto è composto da soggetti pubblici o da
organismi di diritto pubblico, ha personalità giuridica, persegue fini di interesse generale
aventi carattere non industriale o commerciale, e i componenti degli organi di
amministrazione e controllo sono di designazione pubblica; non effettua distribuzione di
utili che vengono reinvestiti in attività di ricerca.
8/64
•
Gli interventi finanziati concernono attività di ricerca di base di tipo orientato che rientra
nella più generale accezione di ricerca fondamentale così come definita dalla Disciplina
comunitaria in materia di aiuti di stato a favore di ricerca sviluppo e innovazione (2006/C
323/01) art.2.2.
•
I brevetti eventualmente derivanti dagli interventi finanziati dal presente accordo saranno a
titolarità congiunta del CBA (organismo di diritto pubblico) e degli enti pubblici
partecipanti al progetto di ricerca siano essi consorziati del CBA o meno, comunque nel
rispetto della normativa vigente in materia di proprietà industriale.
2. Azioni relative alla realizzazione di infrastrutture materiali a supporto della ricerca e dello
sviluppo e diffusione delle nuove tecnologie.
Verranno in tale ambito finanziati progetti finalizzati alla creazione di infrastrutture innovative
dislocate sul territorio regionale che sostengano l’integrazione tra scienza, impresa e società,
supportino l’attività di ricerca e favoriscano il confronto, l’informazione e la divulgazione
scientifica. Verranno inoltre finanziate infrastrutture che rispondono all’obiettivo di annullare il
digital divide infrastrutturale, condizione necessaria per garantire la competitività del territorio e per
contrastarne fenomeni di emarginazione produttiva, culturale e sociale assicurando così nel tempo
sul terriritorio ligure le stesse opportunità rispetto alle aree più avanzate del Paese. Si prevedono
altresì azioni volte sia a diffondere l’alfabetizzazione informatica, mediante apposite sessioni
formative in modo da stimolare la domanda, sia a pubblicizzare gli interventi in corso di
realizzazione in modo da rendere coscienti i cittadini e le imprese consentendo loro di partecipare
agli sviluppi.
Quadro riepilogativo delle coperture finanziarie dell’APQ “Ricerca Scientifica II°
integrativo” Sezione - Attuativa
Interv.
1
2
3
4
5
6
7
Totale (euro)
CIPE 3/2006
587.200,00
433.600,00
497.400,00
753.000,00
228.800,00
500.000,00
2.500.320,00
5.500.320,00
Fonte enti
Fonte privati
181.000,00
186.000,00
214.000,00
322.000,00
98.000,00
70.000,00
1.001.000,00
70.000,00
9/64
Totale
838.200,00
619.600,00
711.400,00
1.075.000,00
326.800,00
500.000,00
2.500.320,00
6.571.320,00
Quadro riepilogativo delle coperture finanziarie dell’APQ “Ricerca Scientifica II°
integrativo” Sezione - Programmatica
Interv.
CIPE 3/2006
Fonte enti
Fonte privati
Programmatico 1.096.000,00
Totale (euro) 1.096.000,00
Totale
1.096.000,00
1.096.000,00
Quadro riepilogativo della ripartizione temporale della spesa dell’APQ “Ricerca Scientifica
II° integrativo” – Sezione - Attuativa
Interv.
2006
1
2
3
4
5
6
7
Totale (euro)
2007
50.000,00
50.000,00
8.057,60
2008
211.010,00
190.780,00
171.333,00
257.333,00
79.740,00
25.149,60
20.000,00
955.345,60
108.057,60
2009
377.190,00
278.820,00
320.130,00
383.750,00
247.060,00
124.850,40
100.320,00,00
1.832.120,40
Totale (euro)
200.000,00
100.000,00
211.879,40
433.917,00
350.000,00
2.380.000,00
3.675.796,40
838.200,00
619.600,00
711.400,00
1.075.000,00
326.800,00
500.000,00
2.500.320,00
6.571.320,00
Quadro riepilogativo della ripartizione temporale della spesa dell’APQ “Ricerca Scientifica
II° integrativo” Sezione - Programmatica
Interv.
Programmatico
Totale (euro)
2007
50.000
50.000
2008
2009
272.919,60
272.919,60
773.080,40
773.080,40
Totale (euro)
1.096.000,00
1.096.000,00
Con la sottoscrizione del presente accordo la Regione dichiara, in particolare, quanto segue:
¾ che gli interventi del presente accordo finanziati con le risorse per le aree sottoutilizzate
riguardano investimenti pubblici ai sensi dell’articolo 1, comma 1 della legge 208/1998, e
le suddette risorse saranno utilizzate esclusivamente per spese di infrastrutturazione o
connesse all’attività di ricerca, escludendo a qualunque titolo oneri inerenti la gestione;
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¾ che ha effettuato, sotto la sua responsabilità, l’istruttoria relativa alla procedura di selezione
degli interventi, la verifica dei requisiti di ammissibilità al finanziamento, nonché
l’individuazione dei Soggetti attuatori, pubblici e/o organismi di diritto pubblico, degli
interventi finanziati nel presente accordo, nel pieno rispetto della vigente normativa
regionale, nazionale e comunitaria ed in conformità dei criteri previsti dalla delibera CIPE
36/02 come confermati dalla delibera CIPE 3/2006;
¾ che gli interventi previsti nel presente accordo finanziati con le risorse per le aree
sottoutilizzate sono localizzati nelle aree relative alla programmazione 2000-2006 o in aree
direttamente funzionali alle suddette aree;
¾ gli immobili e le aree finanziate nel presente accordo sono di proprietà pubblica;
¾ che gli interventi previsti nel presente accordo verranno attuati secondo quanto previsto
dalla normativa vigente nazionale e comunitaria in materia di appalti e servizi e relativi
regolamenti di attuazione e tutela della concorrenza e regimi di aiuto;
•
la Regione sarà unica responsabile della vigilanza sui soggetti attuatori al fine di garantire il
pieno rispetto delle norme comunitarie, nazionali e regionali e dei relativi regolamenti di
attuazione. In caso di inadempimento provvederà ad attivare le procedure relative
all’aggiornamento previste nell’Intesa.”
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2. Descrizione degli interventi
RC - 01 Carriers nanostrutturati per il rilascio controllato di farmaci in patologie tumorali e
genetiche (DRUG)
Soggetto attuatore: Centro Biotecnologie Avanzate (CBA)
Costo complessivo dell’intervento: Euro 832.200,00
A) Descrizione dell’intervento
L’uso di carriers nano-ingegnerizzati consente la veicolazione specifica di molecole idrofobiche e di
farmaci con minimo impatto per le cellule ed i tessuti sani. In quest’ottica questo progetto si
propone di utilizzare due sistemi nanostrutturati con potenziali applicazioni nel campo del drug
delivery quali i nanotubi di carbonio e le nanocapsule di poliettroliti:
- Le nanocapsule, che si fabbricano per giustapposizione di polimeri di carica opposta, consentono
di incorporare molecole di interesse (farmaci, molecole fluorescenti …) all’interno del guscio
durante la sua costruzione e di legare molecole per il targeting sulla superficie esterna a
preparazione ultimata;
- I Nanotubi di carbonio a singola parete sono stati già utilizzati per veicolare vari tipi di molecole
all’interno della membrana cellulare, incluse proteine, brevi sequenze peptidiche ed acidi nucleici,
consentendo di raggiungere, e in alcuni casi distruggere selettivamente, cellule cancerogene o
infettate da virus.
L’impiego di queste nanostrutture per la veicolazione di farmaci e molecole necessita da un lato
della loro funzionalizzazione chimica e dall’altro dello sviluppo di tecniche avanzate di nanomanipolazione. Tra queste il progetto prevede l’impiego di fasci laser con fronti d’onda
opportunamente sagomati comunemente designati con il nome di optical tweezers.
In particolare l’applicazione dei carriers riguarderà due linee di ricerca parallele che si differenziano
per il tipo di target cellulare:
Linea 1
Il processo della neoangiogenesi consiste nella successione di diverse fasi che
comportano interazioni tra cellule endoteliali e microambiente patologico. Le cellule endoteliali
dei capillari, normalmente quiescenti, una volta stimolate da fattori di crescita angiogenici
prodotti dal tumore o dall’infiltrato infiammatorio, quali il VEGF, bFGF, HGF, IL-8 ed altri,
assumono un comportamento migratorio, invasivo e proliferativo. La neovascolarizzazione è di
fatto un evento fondamentale sia in ambito flogistico che per l'accrescimento e la
disseminazione metastatica del tumore. Per questa ragione l'uso dell’endotelio quale bersaglio
terapeutico porta numerosi vantaggi tra cui la sua uniformità (con un solo farmaco sarebbe
possibile curare forme patologiche molto diverse) e l’incapacità d’instaurare fenomeni di
farmaco resistenza. Ciò implica la necessità di inibire in maniera cronica l'attivazione
12/64
endoteliale, per cui la veicolazione delle molecole attive mirata nella sola sede d’interesse
diventa fondamentale. L’uso di nano-carriers rivestiti di specifici ligandi endoteliali potrebbe
essere una risposta innovativa e molto specifica a questa problematica.
La ricerca prevede di ottimizzare dei nano-carriers in grado di entrare all’interno della
cellula endoteliale con elevata specificità. Allo stesso tempo, per poter attuare strategie
terapeutiche più mirate, saranno valutati anche ligandi condivisi tra la componente endoteliale
ed infiammatoria ottenendo molecole a doppio bersaglio, particolarmente utili per limitare i
processi flogistici.
Le nanoparticelle saranno quindi caricate con il ligando specifico per il target cellulare
d’interesse e con un marcatore fluorescente per la loro rapida localizzazione in microscopia.
Linea 2
La fibrosi cistica (FC) è una malattia ereditaria causata da mutazioni che compromettono il
funzionamento di un canale ionico del Cl-, chiamato CFTR, che è presente nella membrana
plasmatica di molti tipi di cellule epiteliali. Il difetto di trasporto ionico nella FC è responsabile di
una patologia polmonare molto grave caratterizzata da colonizzazione batterica e infiammazione
delle vie aeree. Molte delle mutazioni FC alterano il trasporto dello ione Cl-. L’analisi su vasta scala
(high-throughput screening) di un alto numero di composti chimici, ha evidenziato varie molecole
attive sul canale CFTR. Tali molecole, appartenenti a varie famiglie di composti chimici, sono state
classificate come “potenziatori” e “correttori”, cioè sostanze in grado di correggere rispettivamente
i difetti delle mutazioni FC.
Tuttavia nelle cellule epiteliali sono presenti altri tipi di canali del Cl- diversi dal canale
CFTR. Molto importanti sono i canali del Cl- regolati dal Ca2+ intracellulare (CaCC) che sono
normalmente funzionanti anche nelle cellule di pazienti FC. L’interesse per questi canali è motivato
dalla loro potenziale capacità di complementare la funzione difettiva della proteina CFTR nella FC.
Infatti, è possibile che una stimolazione opportuna dei canali CaCC possa aggirare il difetto FC
ristabilendo la secrezione epiteliale di Cl-. Sarebbe quindi auspicabile l’utilizzo di sostanze capaci di
stimolare direttamente l’attività dei canali.
I canali CaCC non sono ancora stati identificati a livello molecolare. E’ stato riportato che la
stimolazione prolungata delle cellule bronchiali con IL-4 porta ad un aumento di secrezione Ca2+dipendente di Cl-, presumibilmente dovuto ad iperespressione dei canali CaCC. Recentemente sono
stati identificati da parte di ricercatori del CBA alcuni geni, codificanti per proteine di membrana di
funzione sconosciuta, la cui espressione è aumentata dal trattamento con IL-4. Il possibile
coinvolgimento di tali geni nel funzionamento dei canali CaCC è in corso di verifica mediante
silenziamento con siRNA specifici.
L’epitelio delle vie aeree rappresenta quindi un bersaglio molto importante non solo per il
trattamento della FC ma anche per altre malattie croniche dell’apparato respiratorio. Il trasferimento
di acidi nucleici alle cellule epiteliali potrebbe essere un approccio molto importante per correggere
difetti genetici o stati infiammatori e degenerativi. Tuttavia l’epitelio delle vie aeree è altamente
refrattario al trasferimento con vettori virali (es. adenovirus, lentivirus) e non virali (liposomi e altri
agenti transfettanti tradizionali). Recentemente è stata presa in considerazione la possibilità di
utilizzare nanoparticelle per trasferire acidi nucleici nell’epitelio delle vie aeree. Questo approccio
potrebbe costituire una valida alternativa ai metodi utilizzati finora è sarà tentata nell’ambito di
questo progetto.
13/64
A.1) Obiettivi della ricerca
Linea 1
1) Identificazione di ligandi con specificità per la cellula endoteliale, eventualmente condivisa
dai granulociti polimorfonucleati (PMN).
2) Selezione di regioni peptidiche minime, derivate da fattori di crescita, proteine della matrice,
o chemochine, ottimizzate per il coating delle nanoparticelle.
3) Identificazione di nanocarriers selettivi per la cellula endoteliale con fenotipo
infiammatorio.
4) Definizione del potenziale tossico o inibitorio proprio dei nanocarriers internalizzati.
5) Valutazione a lungo termine della vitalità cellulare in presenza di nanocarrier internalizzati e
studio della loro compartimentalizzazione endocellulare ed eventuale eliminazione.
Linea 2
1) Identificazione e ottimizzazione di composti chimici (potenziatori e correttori) in grado di
ripristinare la funzione del canale CFTR mutato.
2) Studio dell’identità molecolare dei canali CaCC e identificazione di attivatori selettivi.
3) Valutazione di nuove strategie per il trasferimento di molecole “terapeutiche” all’epitelio
bronchiale.
B) Coerenze programmatiche
Per quanto riguarda la coerenza esterna l’Intervento si inquadra nell’ambito alla programmazione
regionale, nazionale e comunitaria.
In merito al livello regionale questo è identificabile:
-
-
nelle priorità tracciate dal Documento preliminare per il Quadro Strategico Regionale 2007 –
2013 in particolare nella specifica “Priorità orizzontale: Innovazione e ricerca” che prevede si
avvii l’attivazione di forti sinergie tra università, ricerca, imprese e la valorizzazione del
territorio come esito produttivo diretto dell’investimento in conoscenza anche avviando una
ricognizione delle risorse esistenti a livello regionale.
nel Documento di Programmazione economico-finanziaria della Regione Liguria per il triennio
2007-2009, approvato dal Consiglio Regionale il 1/3/2007, che individua gli indirizzi prioritari
perseguiti dalle politiche regionali per il rafforzamento strutturale del tessuto socioeconomico
regionale, la crescita dell’occupazione e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini
liguri,”.
14/64
-
nella legge regionale 16 gennaio 2007, n.2 “Promozione, sviluppo, valorizzazione della ricerca,
dell’innovazione e delle attività universitarie e di alta formazione”.
Le indicazioni relative alla coerenza programmatica rispondono tutte agli obiettivi previsti dalla
strategia di Lisbona.
C) Fattibilità degli interventi
In merito alla fattibilità procedurale – amministrativa dell’Intervento si identificano tempi rapidi per
l’attivazione della ricerca.
D) Cronoprogramma delle attività
La data di inizio dell’esecuzione dei lavori è prevista per il 1/07/2007 e la fine il 31/12/2008.
E) Effetti dell’intervento
Linea 1
Questo studio si propone di ottimizzare almeno un nanocostrutto capace di localizzarsi
selettivamente a livello di endotelio attivato ed esserne spontaneamente internalizzato. Il costrutto
così ottenuto sarà altresì valutato attraverso approcci a tecnologie “in vitro” e “in vivo” (ad es.,
mediante microdialisi) come veicolo contenitore di molecole farmacologicamente attive. Lo studio
in oggetto consentirà pertanto di individuare un vettore specifico utilizzabile in numerosi ambiti
terapeutici che abbiano come bersaglio la cellula endoteliale attivata. La nanoparticella così
identificata sarà quindi un prodotto propedeutico al trasferimento preclinico per la valutazione di
possibili effetti collaterali ed eventuali fenomeni di accumulo, nonché alla sua eventuale
validazione come inedito carrier farmacologico in vivo.
Linea 2
La finalità del progetto è la messa a punto di composti chimici e di altre strategie in grado di
correggere il difetto di trasporto di Cl- che è caratteristico della FC. Questo obiettivo prevede quindi
l’ottimizzazione delle molecole esistenti e la ricerca di nuove sostanze attive sul canale CFTR (drug
discovery). Parallelamente saranno valutate altre strategie terapeutiche attraverso l’identificazione
molecolare e la caratterizzazione farmacologica dei canali CaCC. Infine si valuterà la possibilità di
costruire nanoparticelle per il trasferimento di acidi nucleici alle cellule epiteliali (drug delivery).
15/64
Tab. 8 Indicatori di realizzazione
Descrizione Indicatori APQ
INDICATORI DI
REALIZZAZIONE
unità di
misura
1
(accademy point) postazioni multimediali
2
(accademy point) studenti coinvolti /anno
N
3
(accademy point) totale ore utilizzo terminali
N
valore
obiettivo
N
4
progetti di ricerca cofinanziati
N
5
imprese coinvolte in progetti di ricerca
N
6
brevetti depositati
N
16/64
1
RC - 02. Immunobiotecnologie applicate alla salute umana /IMMUNO)
Macroarea: Immunobiotecnologie
Soggetto attuatore: Centro Biotecnologie Avanzate (CBA)
Costo complessivo dell’intervento: Euro 619.600,00
A) Definizione del bisogno e dimensionamento della domanda
L’immunologia è una disciplina biomedica nella quale sono stati compiuti notevoli progressi di
conoscenze di base negli ultimi venti anni. E’ pertanto essenziale promuovere il trasferimento di
queste conoscenze ad applicazioni diagnostiche e terapeutiche, per valorizzarne anche il potenziale
commerciale.
Da queste considerazioni deriva l’identificazione dell’Area Immunobiotecnologie come uno dei
settori prioritari per la ricerca nell’ambito delle biotecnologie.
All’interno di questa macroarea sono delineati quattro principali linee di ricerca:
1. Immunologia virale:
Identificazione di peptidi immunodominanti per reagenti diagnostici e per sviluppo di vaccini
peptidici innovativi
2. Immunologia cellulare applicata:
Applicazione delle immunobiotecnologie alle terapie cellulari immunoricostitutive
3. Anticorpi ricombinanti:
Generazione di anticorpi ricombinanti umani in diverse formati a scopo terapeutico per patologie
neoplastiche e degenerative.
4. Sicurezza virologica di biofarmaci:
Valutazione della sicurezza virologica di prodotti biotecnologici (linee cellulari) e di immunoterapia
(anticorpi monoclonali ricombinanti, interferoni, citochine e vaccini)
Vengono riportati di seguito una descrizione generale, gli obiettivi, i risultati attesi per la macroarea
considerando le quattro linee di ricerca. Queste linee rappresentano potenziali applicazioni
terapeutiche delle risposte immuni mediate da cellule (vaccini linea 1, terapie cellulari linea 2,) o
anticorpi (linea 3) in malattie infettive e tumorali. Per una corretta applicazione in vivo di questi
strumenti immunobiotecnologici e’ prevista la valutazione del rischio biologico (linea 4) per
garantirne il massimo livello di sicurezza.
17/64
B) Descrizione dell’intervento
Numerose infezioni (virali quali HIV e CMV, tubercolosi, malaria) potranno essere meglio
controllate con vaccini basati su peptidi sintetici, di più facile produzione e commercializzazione
rispetto a prodotti tradizionali. Nel caso di HIV, inoltre, la variabilità estrema del virus non
permette di produrre proteine ricombinanti in numero adeguato alle varianti virali. Questo è invece
possibile sintetizzando peptidi di diversa lunghezza che possono tenere il passo con le mutazioni del
virus. Lo stesso concetto si può applicare ad altri virus ipervariabili (es. influenza). Nel caso di
infezione tubercolare o di infestazione malarica è anche noto che le risposte cellulari, facilmente
indotte con peptidi, sono proteggenti, al contrario degli anticorpi ad effetto modesto.
Una ampia letteratura documenta la ricostruzione del sistema immune di pazienti immuno
compromessi con linee linfocitarie specifiche per patogeni espanse in vitro e reinfuse. Questo
permette profilassi e terapia di infezioni opportunistiche spesso letali. Ostacoli tecnologici hanno
impedito l’ampia diffusione di questi trattamenti in pazienti trapiantati, trattati con chemioterapie ad
alte dosi, infettati da HIV. Verranno perfezionate pertanto le tecnologie di produzione di linee
linfocitarie specifiche di grado GMP per uso “in vivo”. Il concetto base sarà quello di una banca di
cellule a specificità antigenica e restrizione HLA nota
a disposizione di pazienti
immunocompromessi. Verranno utilizzati criteri di assegnazione basati sul grado migliore di HLA
matching. Le competenze sviluppate presso il CBA nella generazione di linee linfocitarie CD4 e
CD8 e nell’allestimento di protocolli terapeutici clinici verranno opportunamente messe a frutto.
Utilizzando l’ expertise maturata nel precedente progetto CIPE per monitorare i linfociti antigenespecifici basata su citofluorimetria e microarrays di linfociti/peptici, si identificheranno i donatori
rispondenti ai patogeni rilevanti dai quali generare le linee da collezionare nella banca. Con
tecnologie diverse basate sulla espansione selettiva, cattura in base alla produzione di citochine
mediante sorting magnetico, legame di affinità per complessi HLA-peptide (multimeri), verranno
selezionate le cellule antigene specifiche per espansione massiva “in vitro”.
L'avvento di procedure semplici per la produzione di anticorpi ricombinanti umani ha
significativamente modificato le tecnologie per la produzione di anticorpi umani. Infatti si e’
assistito ad un enorme proliferare in questi ultimi anni di anticorpi terapeutici che hanno in molti
casi risolto patologie altrimenti incurabili. Basti ricordare gli anticorpi anti-CD20 oggi
indispensabili per la terapia di alcuni tipi di linfomi e gli anticorpi anti-tumour necrosis factor oggi
estensivamente usati in molte patologie degenerative, infiammatorie come ad esempio l'artrite
reumatoide. Oggi e’ disponbile presso il CBA, tramite un contratto con Philogen SpA, una libreria
di questi anticorpi e si ha quindi la possibilità di preparare qualsiasi tipo di anticorpo ricombinante
in poche settimane, grazie al know how gia’ sviluppato presso il CBA.
I prodotti biotecnologici di utilizzo nella terapia farmacologica e immunologica nell’uomo possono
contenere retrovirus endogeni delle colture cellulari o virus contaminanti. La sicurezza virologica
deve essere confermata nei prodotti utilizzabili nell’uomo e, indipendentemente dall’identificazione
18/64
di virus endogeni o contaminanti, i processi di produzione devono inattivare l’infettività e
rimuovere quantità elevate di virus con diversi livelli di resistenza fisico-chimica. Il rischio della
contaminazione virale è un evento comune a tutti i prodotti derivati da linee cellulari. Tale
contaminazione, che può aver origine dalla contaminazione dalle stesse linee cellulari originarie o
dall’introduzione avventizia di virus durante la produzione, potrebbe avere serie complicanze
cliniche. I prodotti biotecnologici derivati da linee cellulari non sono stati implicati nella
trasmissione di virus. Tuttavia si ritiene che la sicurezza virologica di questi prodotti possa essere
garantita dalla ricerca di virus e da studi sulla rimozione e inattivazione virale del processo
produttivo.
Sono stati proposti tre approcci complementari: a) selezionare e analizzare le linee cellulari e
qualsiasi altro materiale grezzo, incluso il terreno di coltura, per l’assenza di virus indesiderati
infettivi e/o patogeni per l’uomo; b) valutare la capacità dei processi produttivi di eliminare i virus
infettivi; c) analizzare il prodotto nelle diverse fasi della produzione per l’assenza di virus infettivi
contaminanti. Le principali problematiche sono: a) le limitate conoscenze sui retrovirus endogeni
animali; b) la complessità operativa di aggiungere elevate quantità di virus infettivo ai processi
produttivi del farmaco in condizioni di biosicurezza per gli operatori: non è possibile introdurre
virus infettivi in un ambiente GMP; c) tempi lunghi di esecuzione, e costi elevati.
B. 1 Obiettivi della ricerca
Verranno usate tecniche avanzate di screening (mappaggio di epitopi) per definire i peptidi
dominanti di diverse proteine virali e i relativi alleli HLA usati come elementi di restrizione per la
presentazione alle cellule T. Questa attività già avviata nel primo progetto CIPE ha permesso uno
studio accurato del virus citomegalico, fornendo informazioni che vengono ora utilizzate per la
realizzazione di uno studio clinico collaborativo di fase I approvato dall’Istituto Superiore di Sanità.
Utilizzando la nuova struttura BL2 recentemente realizzata nel CBA, verranno esaminati campioni
di pazienti infetti con HIV per definire quali frammenti proteici sono più antigenici e quindi
possono essere inclusi in candidati vaccinali o in reattivi diagnostici per testare l’immunità cellulare
dei pazienti. Questo approccio dimostratosi estremamente produttivo è basato su sistemi di high
throughput screening messi a punto presso il CBA e oggetto di un recente brevetto. Questo stesso
metodo analitico potrà essere messo a disposizione di altri enti nell’ambito di collaborazioni
predefinite (es. Ospedale San Martino) o proposto sul mercato per eseguire epitope mapping su
commissione. Sarà pertanto un obiettivo primario anche la commercializzazione della metodica.
Questa implementazione a regime avrà anche riflessi occupazionali di almeno 3 unità di laureati o
diplomati.
La generazione di una biobanca di cellule linfocitarie a scopo terapeutico e’ un altro obiettivo. Nelle
fasi intermedie verranno ottimizzate le biotecnologie di espansione e selezione di linfociti specifici
con metodiche già in uso o con metodi innovativi basati sulla affinità tra linfociti specifici e cellule
presentanti peptidi antigenici o multimeri HLA-peptidi. Questo permetterà la selezione positiva di
linfociti specifici e la selezione negativa di cellule con specificità irrilevante o dannosa
(responsabili di graft-vs-host disease). Si useranno librerie peptidiche HPLC purificate già
approvate dall’ Istituto Superiore di Sanità. Le colture saranno allestite in strutture GMP disponibili
grazie a collaborazioni già instaurate con IST, Genova, Ospedali di Bergamo, Clinica Pediatrica II
Università di Milano, Monza. Verra’ utilizzata una procedura originale per la manipolazione ab
initio in contenitori sigillati (gradienti di densità, stimolazione, espansione di cellule) che risponde
a requisiti GMP. Verranno sviluppati bioreattori 3D “endotelizzati” per ottimizzare le condizioni di
attivazione linfocitaria in strutture simil-linfonodali.
19/64
Si produrranno linee linfocitarie da donatori high responder al virus citomegalico quale prototipo di
patogeno. Verrà avviata una banca di linee linfocitarie con le caratteristiche suddette, allestite nelle
diverse strutture GMP collaboranti. Verrà approntata una serie di procedure operative standard
(SOP) da sottoporre per approvazione all’Istituto Superiore di Sanità.
Ci si propone anche di preparare nuovi anticorpi ricombinanti associati a processi degenerativi e/o
neoplastici e di generare diversi formati che ne permettano l'utilizzo clinico. Infatti gli anticorpi che
si ottengono dalle librerie sono sotto forma di single chain dei frammenti variabili (scFv), che non
sono direttamente utilizzabili a scopo clinico poiché spesso presentano problemi di stabilità e/o
solubilità. E' quindi necessario per mezzo di procedure di ingegneria delle proteine generare diversi
formati come ad esempio mini anticorpi o immunoglobuline intere.
Gli studi virologici sulla biosicurezza di prodotti delle immunobiotecnologie (cellule ed anticorpi)
sono finalizzati allo sviluppo di un modello di sicurezza virale, basato su analisi biologiche “gold
standards” e raffinate biotecnologie molecolari, che potrebbe essere proposto come screening di
sicurezza di prodotti biologici e ricombinanti delle industrie farmaceutiche attive sul mercato
italiano ed europeo.
C) Coerenze programmatiche
Per quanto riguarda la coerenza esterna l’Intervento si inquadra nell’ambito alla programmazione
regionale, nazionale e comunitaria.
In merito al livello regionale questo è identificabile:
- nelle priorità tracciate dal Documento preliminare per il Quadro Strategico Regionale 2007 –
2013 in particolare nella specifica “Priorità orizzontale: Innovazione e ricerca” che prevede si
avvii l’attivazione di forti sinergie tra università, ricerca, imprese e la valorizzazione del
territorio come esito produttivo diretto dell’investimento in conoscenza anche avviando una
ricognizione delle risorse esistenti a livello regionale.
- nel Documento di Programmazione economico-finanziaria della Regione Liguria per il triennio
2007-2009, approvato dal Consiglio Regionale il 1/3/2007, che individua gli indirizzi prioritari
perseguiti dalle politiche regionali per il rafforzamento strutturale del tessuto socioeconomico
regionale, la crescita dell’occupazione e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini
liguri,”.
- nella legge regionale 16 gennaio 2007, n.2 “Promozione, sviluppo, valorizzazione della ricerca,
dell’innovazione e delle attività universitarie e di alta formazione”.
Le indicazioni relative alla coerenza programmatica rispondono tutte agli obiettivi previsti dalla
strategia di Lisbona.
D) Fattibilità degli interventi
In merito alla fattibilità procedurale – amministrativa dell’Intervento si identificano tempi rapidi per
l’attivazione della ricerca.
20/64
E) Cronoprogramma delle attività
La data di inizio dell’esecuzione dei lavori è prevista per il 1/07/2007 e la fine il 31/12/2008.
F) Effetti dell’intervento
Al termine del progetto è prevedibile una ampia documentazione sulle regioni immunodominanti di
numerose proteine virali derivate da HIV, virus influenzale, virus SARS, citomegalovirus e altri
virus dell’ospite immunocompromesso (adenovirus e virus respiratorio sinciziale). Queste
sequenze peptidiche risulteranno in reagenti di uso diagnostico e terapeutico e saranno strumentali
per la generazione di linee linfocitarie terapeutiche (vedi linea 2). Il perfezionamento delle
metodiche di analisi miniaturizzate faciliterà la loro standardizzazione, applicazioni in casistiche
pediatriche e sviluppo di kits e strumentazione brevettabile. Infine la costruzione di molecole
complesse contenenti i peptidi immunodominanti in forma ripetitiva o chimicamente ingegnerizzata
risulterà in potenziali vaccini che saranno testati preliminarmente “in vitro”, utilizzando le linee
linfocitarie già disponibili, prima di passare a modelli animali.
Al termine del progetto si prevede anche di aver completato l’aspetto biotecnologico della selezione
ed espansione dei linfociti specifici. Saranno disponibili le SOP per l’uso di bioreattori aperti o
sigillati. I sistemi di coltura sigillati, in combinazione con librerie peptidiche immunodominanti,
saranno oggetto di procedure brevettuali per sviluppi commerciali. Questi risultati avranno un
rilevante impatto sulla salute pubblica, in quanto saranno a disposizione delle numerose strutture
assistenziali della Regione che operano su pazienti immunocompromessi adulti e pediatrici.
Verranno inoltre generati nuovi anticorpi ricombinanti potenzialmente utilizzabili in clinica, in
diversi formati più stabili rispetto ai scFv. Si portera’ a termine la generazione di un nuovo formato
utilizzabile con tutti i diversi scFv che abbia caratteristiche particolarmente adatte per gli scopi
clinici. Questo nuovo formato porterebbe ad un nuovo brevetto che potrebbe avere un importante
valore economico.
Infine questo progetto di ricerca consentira’ il completamento della messa a punto di uno screening
di sicurezza virologico che comprende: 1) ricerca di virus avventizi contaminanti, utilizzando tre
linee cellulari per avere la massima sensibilità di isolare qualsiasi tipo di virus, identificabili con
prove di emoagglutinazione; 2) la ricerca di retrovirus endogeni nelle colture cellulari originali con
metodiche di RT PCR e di sequenziamento nucleotidico, e 3) un modello di clearance (inattivazione
e rimozione) virale del sistema di produzione dei biofarmaci ad uso umano. Il sistema utilizza 4
virus [retrovirus murino xenotropo (X-MuLV), poliovirus 3 Sabin, herpesvirus simplex di tipo 2
(HSV-2) e poliomavirus (SV40)], rappresentativi delle 4 classi di resistenza virale. Questo modello
di screening virologico include un protocollo di “Standard Operating Procedures”. Le competenze
virologiche e immunologiche potranno consentire che tale modello di screening virologico di
bioprodotti ad uso umano stimoli l’attenzione di ditte farmaceutiche. La fattibilità di questo
progetto è elevata in quando una parte della messa a punto è stata effettuata negli ultimi 12-15 mesi
21/64
ed i risultati, ottenuti con un anticorpo monoclonale di prossimo utilizzo in terapia, sono stati
valutati positivamente da un Organo di Controllo Europeo.
Tab. 8 Indicatori di realizzazione
Descrizione Indicatori APQ
INDICATORI DI
REALIZZAZIONE
unità di
misura
1
(accademy point) postazioni multimediali
2
(accademy point) studenti coinvolti /anno
N
3
(accademy point) totale ore utilizzo terminali
N
4
progetti di ricerca cofinanziati
N
5
imprese coinvolte in progetti di ricerca
N
6
brevetti depositati
N
valore
obiettivo
N
22/64
1
RC - 03. Controllo post-trascrizionale dell’espressione genica in condizioni normali e
patologiche” (RNA)
Macroarea: Tecnologie RNA
Soggetto attuatore: Centro Biotecnologie Avanzate (CBA)
Costo complessivo dell’intervento: Euro 711.400,00
A) Descrizione dell’intervento
La maggior parte dell’ RNA messaggero (mRNA) sintetizzato dalle cellule di mammifero non
raggiunge il citoplasma e viene degradato nel nucleo. Nel nucleo una rilevante porzione dei
trascritti primari viene processata mediante splicing. La quota di mRNA che viene trasportata nel
citoplasma subisce un ulteriore rigido controllo in maniera che venga tradotta in proteine soltanto la
quota realmente necessaria alle variabili esigenze della cellula. Una sregolazione del processing e
della traduzione di specifici mRNA puo’ portare ad abnorme proliferazione cellulare e incontrollata
angiogenesi fino all’ insorgenza e alla progressione di tumori (Audic e Hartley, (2004) Biol. Cell,
96, 479-498). Inoltre malfunzionamento delle macchine molecolari responsabili della degradazione
di mRNA puo’ condurre a malattie infiammatorie gravi (Kontoyiannis et al.,(1999) Immunity, 10,
387-398).
1.1. Degradazione dell’ mRNA mediata da elementi destabilizzanti contenenti sequenze ricche di
AU (AMD).
Una notevole percentuale di trascritti (probabilmente superiore all’ 8% riportato da Khabar e
collaboratori (Bakheet et al., (2006) Nucleic Acids Res, 34, D111-D114) possiede al 3’-non tradotto
(3’UTR) sequenze ricche di AU (ARE). Questi elementi conferiscono instabilita’ agli mRNA che li
possiedono. Trascritti inerentemente instabili codificano per proteine con funzione regolatoria
(fattori di crescita, fattori di trascrizione, oncogeni, cicline, ecc.). Fattori proteici che legano le ARE
(ARE-BP), interagendo con macchine molecolari dotate di attivita’ ribonucleolitica, determinano la
velocita’ con cui un trascritto viene degradato. Vie di segnalazione cellulare controllano la velocita’
di degradazione di trascritti bersaglio modificando lo stato funzionale di ARE-BP (Briata et al.,
(2003) Mol. Cell, 12, 1201-1211; Briata et al., (2005) Mol. Cell, 20, 891-903).
1.2. Controllo dell’ espressione genica da parte di micro-RNA (miRNA).
I microRNA (miRNA) sono piccole molecole di RNA non codificanti che regolano l’ espressione
genica legandosi a siti parzialmente complementari di RNA bersaglio (in grande prevalenza zone
ricche di AU poste nei tratti 3’UTR) inducendo il loro clivaggio o inibendone la traduzione
(Mendell, (2005) Cell Cycle, 4, 1179-1184). I miRNA costituiscono l’ 1-3% del genoma dei
vertebrati e ciascuno di essi puo’ regolare molti (>200) geni bersaglio. Analisi bioinformatiche e
studi sperimentali hanno dimostrato un' inattesa complessità del processo di regolazione genica da
23/64
parte dei miRNA tanto da far ipotizzare che i miRNA regolino l’ espressione di migliaia di geni, se
non addirittura di tutti (Lim et al., (2005) Nature, 433, 769-773). I miRNA controllano aspetti della
proliferazione cellulare, dell’apoptosi, hanno funzione regolatorie nell’organogenesi e sono stati
implicati nello sviluppo di una serie di neoplasie ((Mendell, (2005) Cell Cycle, 4, 1179-1184;
Croce e Calin, (2005) Cell, 122, 6-7; Hammond, (2006) Curr. Opin.Genet.Dev., 16, 4-9).
1.3. Splicing alternativo.
L’utilizzo dell’informazione genomica passa anche attraverso lo splicing, processo che unisce le
regioni codificanti, sparse nel trascritto primario, in un mRNA continuo. L’uso discrezionale dei
singoli esoni attraverso splicing alternativo determina un importante incremento della complessità
dell’informazione genomica generando, da un singolo trascritto primario, proteine strutturalmente e
funzionalmente diverse le une rispetto alle altre.
A.1) Obiettivi del progetto
2.1. Studi di base.
2.1.1. Interazione funzionale tra AMD e miRNA. Evidenze preliminari suggeriscono un’
interazione funzionale tra AMD e inibizione dell’ espressione genica mediata da miRNA.: Saranno
oggetto di studio: a) il ruolo svolto da alcune ARE-BP nel controllare i livelli cellulari di enzimi
essenziali per il processing di miRNA; b) il ruolo delle stesse ARE-BP sia nel processing di premiRNA sia nel targeting da parte dei miRNA dei loro trascritti bersaglio; c) il pattern di espressione
di miRNA in seguito al knock-down di ARE-BP. A tale scopo verranno analizzati microarray
costruiti ad hoc (miRNA microarray).
Controllo dell’ espressione genica mediante splicing alternativo dei trascritti primari.
L’introduzione della tecnologia dei microarray permette oggi l’analisi di espressione di ogni singolo
esone del genoma umano. Questo permette, per la prima volta, un approccio sistematico al
problema dello splicing alternativo. Ci si porranno due obiettivi principali: a) indagare la
correlazione tra la sequenza del sito di splicing di un esone e il suo comportamento di splicing; b)
analizzare su scala genomica eventi di splicing alternativo nell’ acquisizione del fenotipo maligno
da parte della cellula trasformata. Nella transizione dalla crescita non-invasiva a quella invasiva
avvengono drastici cambiamenti di espressione genica. La classe funzionale più significativamente
alterata nell’espressione è legata ai processi di splicing e processing dell’ mRNA. E’ pertanto
possibile ipotizzare che l’acquisizione del fenotipo maligno passi attraverso eventi di splicing
alternativo la cui maggioranza è ignota. Allo stesso tempo si svilupperanno microarrays per l’analisi
di microRNA basati sulla tecnologia dei “locked nucleic acids” (LNA), applicarli allo studio
dell’acquisizione del fenotipo invasivo sovra descritto e di metterli a disposizione degli altri
ricercatori coinvolti nel progetto.
2.2. Studi applicativi.
E’stato recentemente dimostrato che la delezione o down regolazione di miR-15a e miR-16-1,
eventi molto frequenti nella leucemia linfatica cronica (LLC), provocano iperespressione della
oncoproteina Bcl2 e la conseguente deregolazione del processo apoptotico delle cellule leucemiche
(Cimmino et al., (2005) Proc. Natl. Acad. Sci. USA, 102, 13944-13949). Verranno caratterizzate le
pathways geniche deregolate dall’assenza dei miR-15a e miR16-1 con lo scopo di arrivare ad
24/64
approcci terapeutici basati sulla loro modulazione. Infatti, miR-15a and miR-16-1 possono essere
considerati antisense naturali per Bcl2 e, quindi, si può ipotizzare un loro utilizzo terapeutico nei
casi di tumore dove si abbia una iperespressione di questo oncogene. Si estenderà lo studio a
patologie che presentano la delezione/down regolazione dei miR15a e miR16-1, quali il linfoma
mantellare e il mieloma multiplo. Utilizzando miRNA microarray, si studierà il profilo di
espressione dei miRNA nei pazienti con diagnosi di linfoma istotipo-specifica e si confronterà con
il profilo presente nelle corrispondenti popolazioni normali. Poiche’ il trascritto codificante per
Bcl2 e’ inerentemente instabile e l’ espressione di bcl2 viene regolata anche mediante AMD
(Ghisolfi et al., (2005) Mol. Pharmacol. 68, 816-821), sarà utilizzato questo modello per analizzare
le interazioni tra degradazione mediante AMD (e molecole in essa coinvolte) e regolazione dell’
espressione genica mediata da miRNA.
B) Coerenze programmatiche
Per quanto riguarda la coerenza esterna l’Intervento si inquadra nell’ambito alla programmazione
regionale, nazionale e comunitaria.
In merito al livello regionale questo è identificabile:
- nelle priorità tracciate dal Documento preliminare per il Quadro Strategico Regionale 2007 –
2013 in particolare nella specifica “Priorità orizzontale: Innovazione e ricerca” che prevede si
avvii l’attivazione di forti sinergie tra università, ricerca, imprese e la valorizzazione del
territorio come esito produttivo diretto dell’investimento in conoscenza anche avviando una
ricognizione delle risorse esistenti a livello regionale.
- nel Documento di Programmazione economico-finanziaria della Regione Liguria per il triennio
2007-2009, approvato dal Consiglio Regionale il 1/3/2007, che individua gli indirizzi prioritari
perseguiti dalle politiche regionali per il rafforzamento strutturale del tessuto socioeconomico
regionale, la crescita dell’occupazione e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini
liguri,”.
- nella legge regionale 16 gennaio 2007, n. 2 “Promozione, sviluppo, valorizzazione della ricerca,
dell’innovazione e delle attività universitarie e di alta formazione”.
Le indicazioni relative alla coerenza programmatica rispondono tutte agli obiettivi previsti dalla
strategia di Lisbona.
C) Fattibilità degli interventi
In merito alla fattibilità procedurale – amministrativa dell’Intervento si identificano tempi rapidi per
l’attivazione della ricerca.
25/64
E) Cronoprogramma delle attività
La data di inizio dell’esecuzione dei lavori è prevista per il 1/07/2007 e la fine il 31/12/2008.
D) Effetti dell’intervento
L’ avanzamento delle conoscenze sia di base sia cliniche che ci si aspetta di ottenere permettera’ di
identificare gli elementi cruciali nelle “vie molecolari” che controllano in maniera integrata gli eventi posttrascrizionali dell’ espressione genica e di stabilire la possibilita’ di regolare, a scopo terapeutico, la funzione
di tali elementi.
Tab. 8 Indicatori di realizzazione
INDICATORI DI
REALIZZAZIONE
Descrizione Indicatori APQ
unità di
valore
misura obiettivo
1
(accademy point) postazioni multimediali
N
2
(accademy point) studenti coinvolti /anno
(accademy point) totale ore utilizzo
terminali
progetti di ricerca cofinanziati
imprese coinvolte in progetti di ricerca
brevetti depositati
N
3
4
5
6
N
N
N
N
26/64
1
RC - 04. Cellule staminali e biomateriali in medicina rigenerativa ed oncologica (CELLS).
Macroarea: Cellule staminali
Soggetto attuatore: Centro Biotecnologie Avanzate (CBA)
Costo complessivo dell’intervento: Euro 1.075.000,00
A) Descrizione dell’intervento
Lo sviluppo delle conoscenze nel campo delle cellule staminali e della terapia cellulare negli ultimi
anni ha conosciuto importanti progressi. Le cellule staminali rappresentano un importante
approccio per la terapia di una serie di patologie. L’ingegneria dei tessuti, in particolare, ha cercato
di mimare i processi naturali di rigenerazione tissutale mediante l’utilizzo di cellule staminali, di
molecole segnale e di matrici tridimensionali bioattive capaci di supportare l’adesione e la
colonizzazione cellulare nonché la deposizione di matrice extracellulare. Un recente aspetto di
particolare importanza nella biologia delle cellule staminali e con potenziali importanti ricadute in
campo terapeutico è rappresentato dai risultati sulle cellule staminali tumorali.
L'approccio sperimentale del progetto considera l’identificazione, lo studio e l’utilizzo di cellule
staminali e /o progenitrici da tessuti adulti che, combinate con biomateriali di nuova progettazione,
permettano la generazione ex vivo di sistemi impiantabili sostitutivi dei tessuti.
In particolare, sul lato cellulare identificheremo nuovi approcci sperimentali per l’espansione di
cellule staminali e/o progenitrici da tessuti adulti. Saranno prese in considerazione differenti
sorgenti cellulari. L’efficienza di selezione cellulare sarà investigata attraverso tecniche di biologia
molecolare. Nello specifico, cellule staminali, ad esempio, cellule mesenchimali staminali (MSC) e
minuscole cellule correlate, verranno isolate da campioni di tessuti (es., sangue midollare) ed
espanse “in vitro” in presenza di vari fattori, ad esempio , ADP-riboso ciclico (cADPR) ed indotte
a differenziare mediante opportune stimolazioni (es. bone morphogenetic protein, BMP). Si
valuterà quindi l’effetto dei fattori in esame sulla capacità proliferativa e differenziativa delle
cellule staminali “in vitro”. Le metodiche necessarie sono già state acquisite nel corso di ricerche
che hanno portato al recente brevetto del fito-ormone acido abscissico (ABA) come stimolatore
della proliferazione di HSC e MSC “in vitro”. In particolare, l’effetto del cADPR sul calcio
intracellulare delle MSC verrà esplorato mediante metodiche di “calcium imaging” (analisi microfluorimetrica e microscopia confocale). Infine l’efficacia dei fattori esaminati sulla capacità di
MSC umane di accelerare la rigenerazione ossea sarà valutata in un modello animale.
Sul lato dei biomateriali con cui combinare le cellule per la generazione di sostituti tissutali,
saranno progettate e validate differenti tipologie di materiali biocompatibili e biodegradabili, in
grado di favorire l’adesione e colonizzazione cellulare “in vitro”, e la vascolarizzazione e
formazione di tessuti funzionali “in vivo”. Saranno inoltre messi a punto e prodotti sostituti
vascolari biodegradabili con proprietà biomeccaniche simili a quelle dei vasi arteriosi ed atti ad
indurre la proliferazione cellulare dopo opportuno “seeding “ cellulare. Il sostituto vascolare finale
sarà costituito da stroma e cellule abili a sostenere le sollecitazioni pressorie laterali del circolo
27/64
sanguigno. Tale obiettivo sarà raggiunto seminando matrici biodegradabili tubolari prodotte per
electrospinning con opportune linee cellulari. La valutazione della protesi avverrà mediante
impianto sostitutivo di aorta addominale sottorenale di ratto. La biodegradabilità e la ricostruzione
di una architettura cellulo-stromale simile all’arteria nativa saranno valutate mediante tecniche
immunoistochimiche, istochimiche e di microscopia elettronica.
Infine si valuterà la possibilità di isolare e caratterizzare cellule staminali tumorali da biopsie
tumorali. In alcuni tipi di carcinomi epiteliali ed anche in sarcomi, è stata identificata e
caratterizzata una sottopopolazione di cellule tumorali con caratteristiche di staminalità che
presentano basso indice proliferativo ed elevata capacità di generare tumore in animali ospiti a
partire da un numero ridottissimo di cellule. Si ritiene che queste cellule siano responsabili, nel
paziente, delle metastasi e delle recidive oltre che della genesi delle cellule che costituiscono gran
parte della massa tumorale. Da queste considerazioni nasce la crescente esigenza di comprendere
meglio le caratteristiche biologiche di queste cellule di natura staminale: le capacità proliferative, di
adesione e migrazione ed i meccanismi di resistenza ai trattamenti radio-chemioterapici ed infine il
profilo di espressione genica che le differenzia rispetto a cellule tumorali non staminali.
A. 1) Obiettivi della ricerca
•
Identificare sottopopolazioni cellulari staminali con potenziale applicativo in medicina
rigenerativa.
•
Valutare l’effetto di vari fattori (es. cADPR e ABA) sulla capacità proliferativa e
differenziativa di cellule staminali “in vitro” ed “in vivo” e sul loro ruolo (e relativi
meccanismi) nella rigenerazione ossea in modelli animali.
•
•
•
•
Sviluppare biomateriali innovativi con una micro-macro-struttura in grado di favorire
“in vitro” adesione e colonizzazione cellulare, ed “in vivo” vascolarizzazione e
formazione di matrice ossea all’interno del costrutto stesso.
Produrre sostituti vascolari biodegradabili con proprietà meccaniche simili a quelle dei
vasi nativi.
Elaborare un sistema “in vitro” per l'isolamento ed il mantenimento di cellule staminali
tumorali.
Definire un profilo di espressione genica mediante DNA microarray in grado di
identificare cellule staminali tumorali.
B) Coerenze programmatiche
Per quanto riguarda la coerenza esterna l’Intervento si inquadra nell’ambito alla programmazione
regionale, nazionale e comunitaria.
In merito al livello regionale questo è identificabile:
- nelle priorità tracciate dal Documento preliminare per il Quadro Strategico Regionale 2007 –
2013 in particolare nella specifica “Priorità orizzontale: Innovazione e ricerca” che prevede si
28/64
-
-
avvii l’attivazione di forti sinergie tra università, ricerca, imprese e la valorizzazione del
territorio come esito produttivo diretto dell’investimento in conoscenza anche avviando una
ricognizione delle risorse esistenti a livello regionale.
nel Documento di Programmazione economico-finanziaria della Regione Liguria per il triennio
2007-2009, approvato dal Consiglio Regionale il 1/3/2007, che individua gli indirizzi prioritari
perseguiti dalle politiche regionali per il rafforzamento strutturale del tessuto socioeconomico
regionale, la crescita dell’occupazione e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini
liguri,”.
nella legge regionale 16 gennaio 2007, n.2 “Promozione, sviluppo, valorizzazione della ricerca,
dell’innovazione e delle attività universitarie e di alta formazione”.
Le indicazioni relative alla coerenza programmatica rispondono tutte agli obiettivi previsti dalla
strategia di Lisbona.
C) Fattibilità degli interventi
In merito alla fattibilità procedurale – amministrativa dell’Intervento si identificano tempi rapidi per
l’attivazione della ricerca.
D) Cronoprogramma delle attività
La data di inizio dell’esecuzione dei lavori è prevista per il 1/07/2007 e la fine il 31/12/2008.
E) Effetti dell’intervento
•
Isolamento e caratterizzazione di sottopopolazioni cellulari staminali da tessuti adulti per
la generazione di sistemi impiantabili sostitutivi dell’osso.
•
Valutazione dell’effetto di vari fattori sulla capacità proliferativa e differenziativa di
cellule staminali “in vitro” ed “in vivo” sulla rigenerazione ossea in modelli animali.
•
•
•
•
•
Progettazione e sviluppo di biomateriali innovativi da applicare in medicina rigenerativa.
Validazione dei biomateriali sia “in vitro” (biocompatibilità, proprietà meccaniche e di
superficie) sia “in vivo” (osteo-conduttività, efficienza di formazione ossea, efficienza di
vascolarizzazione).
Progettazione e sviluppo di sostituti vascolari biodegradabili con proprietà meccaniche
simili a quelle dei vasi nativi.
Sviluppo di un sistema “in vitro” per l'isolamento, la coltura e la caratterizzazione di
cellule staminali tumorali.
Definizione di un profilo di espressione genica mediante DNA microarray in grado di
identificare cellule staminali tumorali.
29/64
Tab. 8 Indicatori di realizzazione
Descrizione Indicatori APQ
INDICATORI DI
REALIZZAZIONE
unità di
misura
1
(accademy point) postazioni multimediali
2
(accademy point) studenti coinvolti /anno
N
3
(accademy point) totale ore utilizzo terminali
N
valore
obiettivo
N
4
progetti di ricerca cofinanziati
N
5
imprese coinvolte in progetti di ricerca
N
6
brevetti depositati
N
30/64
1
RC - 05. Impiego di strutture in biosilice per la stabilizzazione funzionale di enzimi e/o di
molecole organiche fluorescenti (BIOMA).
Macroarea: Biotecnologie Marine
Soggetto attuatore: Centro Biotecnologie Avanzate (CBA)
Costo complessivo dell’intervento: Euro 326.800,00
A) Descrizione dell’intervento
I poriferi (o spugne) sono un gruppo di animali prevalentemente marini capaci di realizzare strutture
scheletriche in silice amorfa idrata.
Le unità fondamentali dell’apparato di sostegno delle spugne prendono il nome di spicole e sono
caratterizzate dall’avere complesse forme geometriche che solitamente differiscono da specie a
specie, tanto da essere utilizzate come elemento fondamentale per il riconoscimento tassonomico di
questi animali.
Pur essendo note da tempo la varietà e la bellezza delle spicole, quasi nulla si sa sui meccanismi
molecolari che portano alla realizzazione di strutture così complesse ed ordinate.
Studi recenti hanno dimostrato che la precipitazione altamente ordinata della biosilice in questi
organismi è catalizzata da specifiche proteine denominate silicateine. Queste proteine vengono
secrete in appositi organuli cellulari a costituire delle strutture filamentose attorno alle quali avviene
la bioprecipitazione della silice. Esperimenti condotti “in vitro” hanno dimostrato inoltre che
l’attività di catalisi della polimerizzazione della silice può essere riprodotta in laboratorio
utilizzando precursori organosilicei di sintesi normalmente impiegati dall’industria dei siliconi.
La caratteristica principale di questo tipo di reazione è che in presenza di silicateina la
precipitazione della silice può avvenire a pH neutro e temperature non elevate (15-35 °C), a
differenza di quanto normalmente avviene negli analoghi procedimenti industriali.
Questi aspetti suggeriscono pertanto studi finalizzati all’impiego biotecnologico di queste proteine.
Il gruppo di ricerca che opera attualmente presso il CBA in tema di biotecnologie marine ha
recentemente caratterizzato e clonato una silicateina ottenuta dalla demospongia Petrosia ficiformis
e da prove preliminari effettuate sulla proteine purificata dalle spicole di questa spugna ha
evidenziato la possibilità di riprodurre in laboratorio il processo di biosilicificazione a partire da
precursori non naturali, seguendo procedure già descritte in letteratura. In aggiunta, ha osservato
l’interessante possibilità di coprecipitare insieme alla biosilice altre molecole o proteine che
mantengono la loro funzionalità anche quando incorporate nella matrice di biossido di silicio.
A. 1 Obiettivi del progetto
A partire dalle sopraesposte premesse, il progetto si prefigge di verificare le potenzialità della
biosilice quale struttura stabilizzante di enzimi di interesse industriale (anche al fine di un loro
impiego in ambienti non acquosi) e di molecole e/oproteine fluorescenti (al fine di realizzare
nanoparticelle funzionalizzate per l’impiego nel settore della biosensoristica o della microscopia
avanzata).
31/64
In particolare il progetto si articolerà nelle seguenti fasi, con obiettivi tra loro indipendenti:
1) Purificazione su larga scala (ordine dei grammi) di silicateina da P.ficiformis ed eventuale
produzione della proteina ricombinante a partire dal clone già in possesso del gruppo di
lavoro.
2) Ottimizzazione del procedimento di biosilicificazione “in vitro”, verificando tra i substrati
sintetici quali permettono le migliori rese.
3) Caratterizzazione del substrato naturale, ancora non noto, per un suo eventuale impiego in
sostituzione dei substrati sintetici.
4) Esperimenti di coprecipitazione della silice in presenza di enzimi di interesse industriale
(proteasi, lipasi) e verifica della loro funzionalità anche in ambienti non acquosi.
5) Coprecipitazione della silice con fluorofori e realizzazione di particelle aventi dimensioni
nanometriche o micrometriche e verifica della loro funzionalità in ambiente intracellulare
e/o in ambiente anidro.
B) Coerenze programmatiche
Per quanto riguarda la coerenza esterna l’Intervento si inquadra nell’ambito alla programmazione
regionale, nazionale e comunitaria.
In merito al livello regionale questo è identificabile:
In merito al livello regionale questo è identificabile:
- nelle priorità tracciate dal Documento preliminare per il Quadro Strategico Regionale 2007 –
2013 in particolare nella specifica “Priorità orizzontale: Innovazione e ricerca” che prevede si
avvii l’attivazione di forti sinergie tra università, ricerca, imprese e la valorizzazione del
territorio come esito produttivo diretto dell’investimento in conoscenza anche avviando una
ricognizione delle risorse esistenti a livello regionale.
- nel Documento di Programmazione economico-finanziaria della Regione Liguria per il triennio
2007-2009, approvato dal Consiglio Regionale il 1/3/2007, che individua gli indirizzi prioritari
perseguiti dalle politiche regionali per il rafforzamento strutturale del tessuto socioeconomico
regionale, la crescita dell’occupazione e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini
liguri,”.
- nella legge regionale 16 gennaio 2007, n.2 “Promozione, sviluppo, valorizzazione della ricerca,
dell’innovazione e delle attività universitarie e di alta formazione”.
Le indicazioni relative alla coerenza programmatica rispondono tutte agli obiettivi previsti dalla
strategia di Lisbona.
C) Fattibilità degli interventi
In merito alla fattibilità procedurale – amministrativa dell’Intervento si identificano tempi rapidi per
l’attivazione della ricerca.
D) Cronoprogramma delle attività
La data di inizio dell’esecuzione dei lavori è prevista per il 1/07/2007 e la fine il 31/12/2008.
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E) Effetti dell’intervento
Le attività previste porteranno ai seguenti risultati:
1) Protocollo per purificazione su larga scala di silicateine da P. ficiformis.
2) Identificazione di più substrati organosilicei di sintesi utilizzabili per la realizzazione di
strutture in biosilice tramite l’impiego di silicateine.
3) Identificazione del substrato naturale della silicateina.
4) Realizzazione di matrici in silice bioattiva funzionalizzate con proteasi e lipasi da impiegarsi
anche in ambiente non acquoso.
5) Realizzazione di nanoparticelle e/o microparticelle in silice funzionalizzate con fluorofori da
impiegarsi come traccianti da impiegarsi in studi di biologia cellulare e/o di biologia
tissutale.
Tab. 8 Indicatori di realizzazione
Descrizione Indicatori APQ
INDICATORI DI
REALIZZAZIONE
unità di misura
(accademy point) postazioni multimediali
valore
obiettivo
N
(accademy point) studenti coinvolti /anno
N
(accademy point) totale ore utilizzo terminali
N
progetti di ricerca cofinanziati
N
imprese coinvolte in progetti di ricerca
N
brevetti depositati
N
33/64
1
RC - 06 Academy point Universitari
Soggetto attuatore: Regione Liguria
Costo complessivo dell’intervento: Euro 500.000,00
A) Definizione del bisogno e dimensionamento della domanda
La Regione Liguria , si pone l’obiettivo strategico, fissato nel Documento di Programmazione
Economico-Finanziaria 2006-2008, di sviluppare un sistema regionale della ricerca e
dell’innovazione, integrato con l’università e i centri di ricerca operanti sul territorio.
A tal fine, da un’analisi del sistema esistente e da un esame delle esigenze di ricerca espresse dal
territorio anche con riferimento alle strutture di supporto, muovendo dalla consapevolezza che le
strutture regionali di videoconferenza e multimedialità sono pochissime, obsolete e non adeguate
alle esigenze attuali, la Regione si propone di intervenire investendo in infrastrutture innovative
dislocate sul territorio regionale che sostengano l’integrazione tra scienza, impresa e società e
favoriscano il confronto, l’informazione e la divulgazione scientifica.
La Regione Liguria intende investire nel potenziamento di strutture già esistenti sul territorio al
fine di realizzare spazi appositamente attrezzati e altamente informatizzati e di facilitare occasioni
di comunicazione, informazione, confronto e ricerca scientifica tra università, sanità, impresa e
società sulle diverse piattaforme tematiche regionali, anche con riferimento ai poli di eccellenza
esistenti.
Da queste premesse, si evidenzia l’importanza della corretta individuazione dei siti dove poter
svolgere tali attività; dovranno essere distribuiti sul territorio e collegati tra loro in un unico
performante sistema.
La creazione degli Academy Point, quale struttura di supporto al sistema dell’innovazione e della
ricerca attualmente in corso di definizione porta con sé i seguenti vantaggi:
-
raggiungere a costi minori numerosi utenti/destinatari distribuiti geograficamente;
-
consentire la fruizione di un enorme massa di informazioni, accessibili su richiesta dai singoli;
-
comunicare attraverso i diversi canali visivo auditivo e cinestetico;
-
consentire anche attraverso strumenti di comunicazione come forum, chat, e-mail e
teleconferenza un buon livello di interazione interpersonale.
Quindi, i vantaggi degli Academy Point collegati in rete e inseriti in un sistema di video-audio
conferenza si possono così riassumere:
-
costi totali ridotti;
-
tempi ridotti;
-
contenuti a disposizione per tutti e nel tempo;
34/64
-
facilità di monitoraggio con strumenti automatici;
-
posizionamento in prossimità dei centri di ricerca e degli istituti operanti sul territorio regionale;
-
materiale di consultazione a disposizione "on demand", cioè in qualsiasi momento;
-
possibilità di procedere secondo singole esigenze di conoscenza;
-
interattività;
-
Possibilità di “ virtualizzare” gli spazi in modo tale da permetterne un’aggregazione di materiale
differente in funzione delle diverse esigenze cognitive;
B) Analisi dell’offerta
Attraverso l’accordo di programma Ricerca scientifica I integrativo” sono stati finanziati i primi
spazi della rete degli Academy Point nelle quattro province liguri.
Gli spazi multimediali sono in via di realizzazione sfruttando, per la connessione, parte della rete
esistente dell’Università di Genova, alla quale è attribuita la proprietà di tutte le infrastrutture
informatiche realizzate.
I 4 spazi multimediali finanziati sono comunque integrati con altri già disponibili presso l’Ateneo
di Genova.
C) Descrizione dell’intervento
Il progetto si propone di realizzare sul territorio ligure diversi Academy Point per il supporto al
sistema dell’università, della ricerca e dell’innovazione .
Con il presente accordo di programma integrativo si intende finanziare ulteriori 3 spazi
multimediali, le cui sedi sono state così individuate:
- A Genova, presso la Facoltà di Economia e Commercio, Via Vivaldi 5, di proprietà
dell’Università di Genova;
- A Sarzana, presso la Fortezza Firmafede, di proprietà della Soprintendenza per i Beni
Architettonici e per il Paesaggio della Liguria, concesso in uso al Comune di Sarzana;
- A Cairo Montenotte presso il Centro Polifuzionale di Piazza della Vittoria n.29, di
proprietà del Comune di Cairo Montenotte.
Per gli interventi da effettuarsi negli immobili non di proprietà dell’Università di Genova sono già
stati approvati gli schemi di convenzione per la messa a disposizione dei locali.
Come per gli altri spazi multimediali, dal punto di vista dell’interfaccia con l’utente, ciascun
academy point dovrà prevedere sia la possibilità di utilizzare un maxischermo con videoproiettore,
sia sistemi con personal computer e monitor LCD individuali.
35/64
I personal computer, collegati in rete locale, dovranno poter essere utilizzati per riprodurre
l’immagine comune o per effettuare ricerche in modo indipendente, sull’archivio del sistema o
attraverso Internet.
Ogni postazione di lavoro dovrà essere dotata, inoltre, di microfono e altoparlante.
I locali dovranno essere attrezzati per poter effettuare videoconferenze utilizzando gli standard più
diffusi; dovranno prevedere sistemi di ripresa e gestione delle telecamere sia per consentire anche
la visualizzazione degli utenti “remoti” , sia per poter produrre nuovo materiale.
La disponibilità di banda e la qualità della rete sia in termini di parametri fisici che di progettazione
architetturale sono tra gli elementi chiave per il successo del progetto complessivo. E’ infatti
indispensabile avere sia la massima disponibilità di rete, sia un’accurata progettazione e
segmentazione della stessa. L’intera infrastruttura di comunicazioni sarà quindi realizzata come un
insieme di isole di rete interconnesse per mezzo della dorsale in fibra ottica. Ogni singola isola
verrà a sua volta suddivisa in nodi che saranno composti di terminali. I terminali potranno a loro
volta essere general-purpose, come ad esempio i personal computer , o specializzati, come ad
esempio telecamere dedicate o i server di trasmissione multimediale. Tali terminali si
contraddistingueranno anche in base alle specifiche esigenze di trasmissione.
L’Innovazione tecnologica degli Academy Point trova il suo punto di forza in un nuovo sistema di
presentazione delle informazioni, che integrerà le conferenze del relatore con le annotazioni
manuali ed estemporanee che potranno essere effettuate su un tablet p.c. appositamente configurato
e in uso al relatore stesso.
Il sistema permetterà di integrare nella presentazione al relatore differenti stream video quali la
ripresa del relatore stesso o di altre telecamere così come anche la possibilità di mostrare filmati
preregistrati (un particolare intervento chirurgico registrato, un passaggio di un’immagine
precedente, un’operazione in presa diretta).
L’obiettivo è quello di fornire un semplice strumento in grado di integrare automaticamente le slide
o altro materiale preconfezionato, con diagrammi e annotazioni estemporanee effettuate
direttamente dal relatore (o moderatore).
Si dovrà mettere a punto un sistema autore in grado di montare e modificare tutto il materiale che è
stato registrato direttamente. Tale materiale potrà essere “consumato” direttamente o, tramite i
servizi del sistema autore, modificato per ottimizzare il materiale prodotto che confluirà a creare
una banca dati multimediale di seminari on line consultabili dagli utenti .
Si dovrà prevedere anche la realizzazione di una banca dati per la gestione di contenuti
multimediali. Tale banca dati deve gestire i contenuti messi a punto nel corso della realizzazione del
progetto, che andranno indicizzati per argomenti trattati, in modo che sia possibile trovare tutto il
materiale relativo ad un certo argomento . Questo consentirà di realizzare una sorta di enciclopedia
multimediale a disposizione degli utenti. La tecnologia da utilizzare è quella tipica delle videoteche.
Un altro punto distintivo del progetto è dato dall’integrazione del nuovo sistema sia di
presentazione sia di authoring con i sistemi tradizionali utilizzati per distribuire on line contenuti
multimendiali con le ormai collaudate e sperimentate funzionalità specifiche quali la profilazione ed
il tracciamento. In questo modo il patrimonio informativo esteso e di qualità che si verrà a creare
potrà non soltanto essere fruito academy point stessi ma anche a distanza con la possibilità di
tracciarne l’utilizzo effettivo.
36/64
La tecnologia che verrà realizzata per questo progetto dovrà quindi semplificare l’accesso alle
informazioni presenti nel sistema favorendo la condivisione di idee e materiali.
In merito ai criteri di ammissibilità e selezione di cui al punto 6.a) della Delibera CIPE 36/02,
l’Intervento è consono ai criteri dettagliati nell’Allegato 4 di tale delibera che, per lo specifico
ambito della ricerca prevede che le attività siano coerenti con le Strategie regionali per
l’innovazione della Regione Liguria e con la programmazione comunitaria in corso di attuazione in
quanto l’Intervento ha carattere strutturale che non riguarda uno specifico ambito o settore di ricerca
ma intende costituire uno strumento permanente idoneo a supportare l’insieme della funzione in
ambito regionale.
L’Intervento è consono anche per lo specifico ambito della Società dell’Informazione per il quale la
citata Delibera CIPE 36/02 prevede che i progetti da selezionare debbano risultare coerenti con le
Strategie regionali per la Società dell’informazione redatte da ciascuna Regione con particolare
riferimento alle seguenti due linee di intervento:
- sensibilizzazione ed alfabetizzazione
- ammodernamento della P.A.
in quanto la realizzazione di servizi telematici strutturati per la realtà regionale dei soggetti
economici rappresenta evidente elemento di ammodernamento della P.A.
D) Coerenze programmatiche
Per quanto riguarda la coerenza esterna l’Intervento si inquadra nell’ambito alla programmazione
regionale, nazionale e comunitaria.
In merito al livello regionale questo è identificabile:
-
-
-
nelle priorità tracciate dal Documento preliminare per il Quadro Strategico Regionale 2007 –
2013 in particolare nella specifica “Priorità orizzontale: Innovazione e ricerca” che prevede si
avvii l’attivazione di forti sinergie tra università, ricerca, imprese e la valorizzazione del
territorio come esito produttivo diretto dell’investimento in conoscenza anche avviando una
ricognizione delle risorse esistenti a livello regionale. Il principale obiettivo è la creazione di
uno “spazio Liguria” della ricerca per favorire lo sviluppo e la competitività delle imprese
liguri, collegando l’investimento in ricerca al rafforzamento delle filiere formative costruite
attorno ai poli d’eccellenza della ricerca, valorizzando le connessioni possibili tra industria e
ricerca;
nella “Strategia Regionale dell’innovazione” della Regione Liguria, approvata in data 28/02/03
con D.G.R. n. 211, avente lo scopo di fornire una cornice di riferimento e un quadro delle
strategie da adottare nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.
nella legge regionale 16 gennaio 2007, n.2 “Promozione, sviluppo, valorizzazione della ricerca,
dell’innovazione e delle attività universitarie e di alta formazione”.
nel Piano Operativo Triennale di informatizzazione della Regione Liguria con cui si intende
perseguire, nel processo di costituzione della Società regionale dell’informazione in Liguria,
l’obiettivo N. 2 di “Erogare servizi per lo sviluppo economico del territorio ligure;
In merito al livello nazionale questo è identificabile nell’intervento ICT che si inquadra a livello di
strategie nazionali connesse al “Codice dell’Amministrazione digitale” (d.lgs. n. 82 del 7 marzo
37/64
2005) che conferisce un assetto unitario ed organico al complesso di diritti dei cittadini e delle
imprese, agli istituti giuridici ed ai doveri delle amministrazioni in materia di digitalizzazione delle
pubbliche amministrazioni. I decreti legislativi concernenti il Sistema Pubblico di Connettività e
Cooperazione (SPC) e il Codice dell’Amministrazione digitale forniscono il supporto normativo in
materia di dematerializzazione dei documenti, di comunicazione elettronica, di interazione a
distanza, di circolarità e standardizzazione dei dati, di multicanalità, di accessibilità in cui si
inquadrano i portali settoriali come strumento di piattaforma telematica per l’erogazione in rete
pubblica di servizi anche transnazionali.
In merito al livello comunitario l’intervento previsto si inquadra come già delineato nel paragrafo
2.1 nel:
ƒ Settimo Programma Quadro di Ricerca, Sviluppo tecnologico e attività dimostrative (20072013)
ƒ Programma Competitività e Innovazione (2007-2013)
ƒ La Politica di coesione ed in particolar modo negli obiettivi competitività
Le indicazioni relative alla coerenza programmatica rispondono tutte agli obiettivi previsti dalla
strategia di Lisbona.
Per quanto riguarda la coerenza interna l’Intervento, sviluppandosi specificamente nella
realizzazione di strumenti idonei a rispondere ad una domanda di settore, svolge una specifica
funzione di soddisfacimento di bisogni e rappresenta un rafforzamento e un completamento dei
progetti previsti dall’accordo di programma quadro “Ricerca scientifica I integrativo”.
Per quanto riguarda la coerenza interna, l’intervento, sviluppandosi nella realizzazione di Academy
Point idonei a rispondere ad una domanda di innovazione sempre crescente, svolge una funzione di
soddisfacimento di bisogni specifici.
E) Fattibilità degli interventi
In merito alla fattibilità procedurale – amministrativa dell’Intervento si identifica una rapida
cantierabilità dell’Intervento stesso in quanto si opererà attraverso incarico diretto alla società
regionale per l’informatica e la telematica Datasiel S.p.A., totalmente partecipata dalla Regione
Liguria, fermo restando quanto dichiarato all’articolo 8 comma 4 dell’articolato del presente
accordo,
Con Deliberazione n.29 del 26/02/2007 la Giunta Comunale di Cairo Montenotte ha deliberato l’
individuazione degli spazi da dedicare a sede dell’Academy point approvando lo schema di
convenzione con l’Università di Genova;
Con Deliberazione n.20 del 20/02/2007 la Giunta Comunale di Sarzana ha deliberato di
individuazione degli spazi da dedicare a sede dell’Academy point approvando lo schema di
convenzione con l’Università di Genova.
38/64
L’intervento si inquadra nell’ambito della costruzione del sistema complessivo della Ricerca e del
Trasferimento tecnologico in Liguria, con particolare riferimento al rafforzamento dei principali
attori operanti sul territorio quali l’Università, il C.N.R. e gli altri Centri di ricerca.
La Regione Liguria si propone di svolgere un ruolo di regia del Sistema e pertanto si pone
direttamente come soggetto attuatore degli interventi oggetto del presente accordo.
La Regione Liguria e l’Università di Genova inoltre stanno già attivamente collaborando, insieme
ad altri enti e strutture operanti nell’ambito della ricerca e dell’innovazione, alla definizione del
sistema regionale della ricerca.
L’individuazione dei siti è stata fatta in coordinamento con l’Ateneo di Genova.
F) Cronoprogramma delle attività
La data d’inizio dell’esecuzione lavori è prevista il 16/10/2007 la fine il 31/12/2008
H) Eventuali criticità che possono sorgere in fase di attuazione
Sulla base delle esperienze maturate, si conoscono già gli aspetti più critici con cui si dovrà
misurare la realizzazione del progetto:
- Qualità del video e dell’audio.
- Difficoltà di utilizzo di strumenti di authoring per la produzione multimediale in tempi brevi.
- Approccio separato tra strumenti di e-learning e didattica.
E’ possibile sintetizzare le linee guida che ispirano la filosofia di questo progetto in un elenco di
obiettivi prioritari che dovranno essere seguiti durante la realizzazione di tale progetto:
1. Adeguato accesso ad Internet.
2. Aule virtuali.
3. Possibilità di seguire le conferenze dalle proprie “lavagne” virtuali.
4. Possibilità di effettuare registrazioni degli interventi dei relatori
5. Possibilità di realizzare “laboratori virtuali”.
6. Sistema avanzato di videoconferenza.
7. Integrazione con gli strumenti di e-learning.
8. Integrazione con il Sistema Bibliotecario dell’Università.
I)
Sostenibilità gestionale
tab 7 Sostenibilità gestionale
Forma gestione
progetto di gestione intervento oggetto APQ
servizi resi
ente attuatore
APQ
Verifica sostenibilità finanziaria della gestione
N totale Totale Costi
utenti
annuali di
gestione
soggetto esterno
N
descrizione
Università di
Genova
1
Videoconferenze
300
Università di
Genova
2
Seminari
900
Università di
Genova
3
Utilizzo diffuso attrezzature informatiche
39/64
Fonti di copertura
importo
1000
descrizione fonte
Fondi propri
Università di Genova
Fondi propri
Università di Genova
Fondi propri
Università di Genova
Università di
Genova
4
Servizio banca dati e videoteca
3200
TOTALE
Fondi propri
Università di Genova
1000
0,00
0,00
L) Effetti dell’intervento
Gli effetti immediati dell’intervento sono:
a)
la possibilità'
poter disporre di ulteriori spazi informatizzati a supporto
dell’implementazione del sistema della ricerca e dell’innovazione;
il contatto diretto attraverso l'interazione sincrona e asincrona (forum) con i relatori;
la razionalizzazione delle spese e sinergie reciproche tra Ateneo e Regione Liguria;
l’attivazione compiuta della convenzione Università' Regione nell'ambito della
innovazione tecnologica sostanziale;
b)
c)
d)
La realizzazione di tutti i suddetti obiettivi passerà sostanzialmente attraverso tre fasi:
- Progettazione di dettaglio.
- Realizzazione 3 nuovi Academy point;
- Messa in esercizio
Tab. 8 Indicatori di realizzazione Academy point
Descrizione Indicatori APQ
INDICATORI DI REALIZZAZIONE
unità di
misura
valore obiettivo
(accademy point) postazioni multimediali
N
90
2
(accademy point) studenti coinvolti /anno
N
1000
3
(accademy point) totale ore utilizzo terminali
N
> 1800
4
progetti di ricerca cofinanziati
N
5
imprese coinvolte in progetti di ricerca
N
6
altri
1
40/64
RC – 07 Ricerca, sperimentazione e sviluppo di strumenti innovativi per la connettività
territoriale ad elevata capacità e la rete dei servizi innovativi per la diffusione dell’innovazione
nel network pubblico regionale
Soggetto Attuatore: Regione Liguria
Costo complessivo: Euro 2.500.320,00
A) Localizzazione comune/i di intervento:
L’intervento verrà attuato:
− per quanto connesso allo sviluppo della rete dei servizi innovativi, sull’intero territorio
regionale eleggibile
− per quanto connesso allo sviluppo della connettività territoriale ad elevata capacità, nelle aree
che sono state identificate in situazione di “digital divide” a seguito dell’istruttoria condotta
dal Settore Sistemi Informativi e Telematici Regionali insieme ai principali operatori di
telecomunicazione Albacom, Fastweb, Telecom, Vodafone e Wind.
Le aree a digital divide infrastrutturale possono essere di tre tipi:
− aree comunali nelle quali è totalmente assente l’infrastruttura a banda larga, a queste aree è
stato attribuito il colore rosso;
− aree comunali nelle quali è parzialmente assente l’infrastruttura a banda larga, a queste aree è
stato attribuito il colore grigio;
− aree comunali nelle quali non si hanno informazioni sulla presenza di infrastrutture a banda
larga, a queste aree è stato attribuito il colore bianco.
Gli abitanti delle aree comunali “rosse” sono pari a 77.349, quelli delle aree “bianche” 32.461 e
quelli delle aree “grigie” sono 1.072.304.
Si noti che anche i comuni capoluogo di provincia appartengono alle aree comunali “grigie”
pertanto le aree comunali per le quali è ragionevole presumere che vi sia un digital divide dovuto
al “fallimento del mercato attuale” sono sicuramente quelle “rosse”, quelle “bianche” e
parzialmente quelle grigie.
Comune
Prov Ab.ti Colore
Comune
Prov Ab.ti Colore
TRIBOGNA
GE
547
BIANCO
S. STEFANO D'AVETO
AVEGNO
GE
2155
GRIGIO
CASTIGLIONE CHIAVARESE GE
1466
ROSSO
GE
3789
ROSSO
BARGAGLI
GE
1277
GRIGIO
GE
2610
GRIGIO
CERANESI
BORZONASCA
GE
2033
GRIGIO
COREGLIA LIGURE
GE
256
ROSSO
CASARZA LIGURE
GE
5847
GRIGIO
CROCEFIESCHI
GE
554
ROSSO
GE
484
ROSSO
CHIAVARI
GE
27912
GRIGIO
FAVALE DI MALVARO
DAVAGNA
GE
GRIGIO
ISOLA DEL CANTONE
GE
1488
ROSSO
LORSICA
GE
504
ROSSO
GRIGIO
LUMARZO
GE
1541
ROSSO
GRIGIO
MELE
GE
2621
ROSSO
MASONE
GE
1804
63044
8
4088
MIGNANEGO
GE
3500
GENOVA
GE
GRIGIO
41/64
MONEGLIA
GE
2741
GRIGIO
MEZZANEGO
GE
1282
ROSSO
NE
GE
2359
GRIGIO
MONTOGGIO
GE
2010
ROSSO
RAPALLO
GE
29478
GRIGIO
NEIRONE
GE
930
ROSSO
GRIGIO
GRIGIO
ORERO
GE
587
ROSSO
TIGLIETO
VALBREVENNA
GE
GE
616
738
ROSSO
ROSSO
VOBBIA
GE
506
ROSSO
REZZOAGLIO
GE
S. COLOMBANO CERTENOLI GE
S. MARGHERITA LIGURE
GE
Comune
ARMO
AURIGO
CASTEL VITTORIO
Prov Ab.ti
IM
CASTELLARO
CERVO
CHIUSANICO
1271
2452
10522
GRIGIO
Colore
BIANCO
Comune
Prov Ab.ti
IM
IM
864
301
Colore
IM
128
348
BIANCO
BORGOMARO
CARAVONICA
ROSSO
ROSSO
IM
395
BIANCO
CARPASIO
IM
183
ROSSO
IM
1339
ROSSO
IM
1076
BIANCO
CERIANA
IM
1206
BIANCO
CESIO
IM
250
ROSSO
IM
474
ROSSO
IM
634
BIANCO
CHIUSAVECCHIA
CIVEZZA
IM
547
BIANCO
DOLCEDO
IM
1193
ROSSO
COSTARAINERA
IM
723
BIANCO
ISOLABONA
IM
688
ROSSO
IM
250
ROSSO
IM
711
ROSSO
DIANO ARENTINO
IM
651
BIANCO
MENDATICA
DIANO CASTELLO
IM
1941
BIANCO
MOLINI DI TRIORA
IM
MONTEGROSSO PIAN LATTE IM
POMPEIANA
IM
281
141
870
BIANCO
BIANCO
MONTALTO LIGURE
IM
407
ROSSO
BIANCO
OLIVETTA S. MICHELE
PERINALDO
IM
IM
254
885
ROSSO
ROSSO
SOLDANO
836
BIANCO
PIGNA
IM
998
ROSSO
IM
657
ROSSO
LUCINASCO
TERZORIO
VESSALICO
IM
IM
220
BIANCO
PORNASSIO
IM
301
BIANCO
RANZO
IM
536
ROSSO
IM
394
ROSSO
IM
273
ROSSO
IMPERIA
IM
40260
GRIGIO
REZZO
PIEVE DI TECO
IM
1344
GRIGIO
ROCCHETTA NERVINA
SANREMO
IM
56052
GRIGIO
S. STEFANO AL MARE
IM
2173
ROSSO
IM
347
ROSSO
VENTIMIGLIA
IM
26679
GRIGIO
SEBORGA
BAIARDO
IM
309
ROSSO
TRIORA
IM
409
ROSSO
BORGHETTO D'ARROSCIA
IM
498
ROSSO
VALLEBONA
IM
1071
ROSSO
Comune
Prov
Colore
Comune
Prov Ab.ti Colore
Ab.ti
BRUGNATO
SP
1197
BIANCO
FRAMURA
SP
772
ROSSO
BEVERINO
SP
2228
GRIGIO
MAISSANA
SP
681
ROSSO
BORGHETTO DI VARA
SP
997
GRIGIO
MONTEROSSO AL MARE
SP
1597
ROSSO
SP
652
ROSSO
ROSSO
DEIVA MARINA
SP
1467
GRIGIO
PIGNONE
FOLLO
SP
5660
GRIGIO
RICCO' DEL GOLFO
SP
3392
LA SPEZIA
SP
95026
GRIGIO
ROCCHETTA DI VARA
SP
866
ROSSO
SP
1554
ROSSO
S. STEFANO DI MAGRA
AMEGLIA
CALICE AL CORNOVIGLIO
CARRO
CARRODANO
Comune
SP
8349
GRIGIO
SESTA GODANO
SP
4513
ROSSO
VARESE LIGURE
SP
2375
ROSSO
SP
1094
ROSSO
SP
1223
ROSSO
VERNAZZA
SP
SP
630
547
ROSSO
ROSSO
VEZZANO LIGURE
SP
7591
ROSSO
ZIGNAGO
SP
535
ROSSO
Prov Ab.ti Colore
42/64
Comune
Prov Ab.ti Colore
BORGHETTO S. SPIRITO
SV
5242
BIANCO
BERGEGGI
SV
1220
ROSSO
BORGIO VEREZZI
SV
2254
BIANCO
CASANOVA LERRONE
SV
795
ROSSO
CASTELBIANCO
SV
286
ROSSO
CASTELVECCHIO DI ROCCA
BARBENA
SV
NASINO
SV
TESTICO
SV
228
BIANCO
ERLI
SV
253
ROSSO
205
BIANCO
GIUSVALLA
SV
429
ROSSO
TOIRANO
2070
BIANCO
MIOGLIA
SV
570
ROSSO
SV
226
ROSSO
SV
205
BIANCO
VADO LIGURE
SV
8191
BIANCO
ONZO
VILLANOVA D'ALBENGA
SV
2024
BIANCO
ORTOVERO
SV
1045
ROSSO
ANDORA
SV
6761
GRIGIO
PONTINVREA
SV
826
ROSSO
SV
546
ROSSO
LOANO
SV
11313
GRIGIO
RIALTO
MAGLIOLO
SV
713
GRIGIO
SASSELLO
SV
1769
ROSSO
SV
2957
ROSSO
QUILIANO
SV
7098
GRIGIO
STELLA
SAVONA
SV
61878
GRIGIO
STELLANELLO
SV
751
ROSSO
TOVO S. GIACOMO
SV
2180
GRIGIO
URBE
SV
812
ROSSO
SV
428
ROSSO
VARAZZE
SV
13802
GRIGIO
VENDONE
ARNASCO
SV
582
ROSSO
VEZZI PORTIO
SV
708
ROSSO
ZUCCARELLO
SV
288
ROSSO
B)Definizione del bisogno e dimensionamento della Domanda
Lo sfasamento tra le esigenze del territorio in termini di servizi a banda larga e la capacità di
investimento dei soggetti privati (operatori di telecomunicazione), spinge il settore pubblico ad
intervenire in varia misura nel tentativo di annullare il divario infrastrutturale nell’accesso ai servizi
a banda larga e nella fruibilità dei servizi innovativi per i cittadini e le imprese che possono essere
fruiti dall’utenza diffusa grazie all’utilizzo della rete ad elevata capacità.
Di fatto, nel percorso verso la Società dell’Informazione, l’annullamento del digital divide
infrastrutturale diventa condizione necessaria per garantire la competitività del territorio e per
contrastarne fenomeni di emarginazione produttiva, culturale e sociale. In questo scenario,
intervenire significa innanzitutto porsi i seguenti obiettivi per l’accesso ai servizi telematici volti ad
assicurare nel tempo sul proprio territorio le stesse opportunità rispetto alle aree più avanzate del
Paese:
1. universale, cioè disponibile per tutti, in tutta la Regione;
2. equo sia dal punto di vista economico, sia da quello culturale;
3.appropriato cioè rispondente, nel tempo, al fabbisogno di servizi espresso dai destinatari, non tutte
le soluzioni tecnologiche presentano la stessa capacità di veicolare i diversi servizi che si stanno
sviluppando e che verranno realizzati in futuro
4.sostenibile, cioè i cui costi possano essere sostenuti, nel tempo, in base all’indice di ricchezza
locale ed in proporzione ai benefici che l’accesso alla rete permette.
Gli amministratori pubblici si trovano quindi ad affrontare un problema complesso, la cui soluzione
richiede di governare le diverse variabili in gioco: territoriali, temporali, tecnologiche, economiche,
regolamentari, organizzative.
Il Piano Operativo Triennale di Informatizzazione 2006-2008, approvato dal Consiglio regionale
con Deliberazione N. 5 del 21/2/2006, identifica tra i 4 obiettivi strategici:
43/64
− il dispiegamento delle “tecnologie di base sul territorio nell’ambito del sistema pubblico di
connettività a banda larga”
− lo sviluppo di servizi telematici innovativi per i cittadini e le imprese.
Si delinea quindi un nuovo scenario istituzionale della Regione che passa ad un ruolo nuovo,
allontanandosi dall’approccio meramente confinato ai propri utenti “interni” di P.A. per passare ad
un approccio di tipo “governance”, un’Amministrazione attenta ed efficace agli utenti “esterni”
cittadini e imprese. Regione Liguria diventa responsabile dello sviluppo sostenibile su tutto il
territorio definendo la connettività quale elemento qualificante ed abilitante per tutta la comunità
ligure.
Questo passaggio è transitato attraverso la fase di sviluppo dell’interconnessione della comunità
degli enti liguri. Si osservi che nello scenario di diffusione della banda larga la domanda pubblica
può rappresentare una importante leva non solo per rendere la Pubblica Amministrazione
accessibile dalla rete ma soprattutto per promuovere lo sviluppo delle infrastrutture telematiche
anche nei territori “marginali”.
Regione Liguria ritiene di concentrare la propria strategia sui servizi che debbono governare lo
sviluppo delle infrastrutture definendone le caratteristiche in termini di banda, livelli di servizio e
profili di abbonamento.
E’ realistico pensare che una parte di digital divide (DD) esisterà sempre in quanto non è possibile
aprire lo stesso servizio (sia connettivo che applicativo) in tutto il territorio contemporaneamente.
Importante è concettualmente cambiare mentalità ed affrontare il DD in una logica di servizi e non
solo di tecnologia e per avere la massima garanzia di preservare l’investimento pubblico occorre
concentrare gli interventi in infrastrutture a tecnologia duratura nel tempo (fibra ottica), a costi
gestionali bassi e con possibilità di crescita nelle prestazioni erogate.
Come linee guida possono essere usati alcuni elementi quali:
1. Driver tecnologici:
− All-IP come scelta tecnologica unitaria, tutti i servizi sono erogabili via IP su terminali che
parlano IP;
− Accesso “superbroadband”: sviluppo di una dorsale (portante) ad alta velocità con la
migrazione da rame a fibra ottica
− Obsolescenza della rete di commutazione dai sistemi tradizionali a quelli IP
2. Driver di mercato
− abilitazione di nuovi scenari di servizi ed applicazioni ICT, home control automation,
telemedicina(e-health) ecc
− rafforzamento di servizi attinenti il Turismo, i Beni Culturali e loro divulgazione, ecc
− capacità di rispondere in modo flessibile alla continua crescita delle esigenze di banda a
supporto di servizi content-based.
Il Settore Sistemi Informativi e Telematici Regionali ha condotto una rilevazione su tutti i
Comuni Liguri sui quali possano essere erogati i servizi di maggiore interesse, nella tabella
seguente è rappresentato il risultato in forma sintetica.
44/64
Come premesso in termini strutturali lo sviluppo della rete a banda larga deve essere associato ad
un adeguato sviluppo della rete istituzionale dei servizi innovativi che siano erogabili e fruibili
grazie all’infrastruttura territoriale.
I servizi sviluppati nell’intervento saranno connessi primariamente alla diffusione
dell’innovazione nell’ambito del network istituzionale ligure.
Potranno essere sviluppati servizi propri dell’amministrazione (in campo sanitario, fiscale,
amministrativo in genere, …) a valore aggiunto, servizi di semplificazione dei processi, servizi
per l’accesso alle reti di opportunità.
Per consentire ai soggetti istituzionali di poter erogare per via telematica i servizi innovativi si
opererà, anche attraverso il presente intervento, nel:
− migliorare l’efficienza del back office amministrativo
− incrementare la capacità di fornitura di servizi tramite strumenti di portale Web
− aumentare la capacità di interoperabilità tra istituzioni attraverso la cooperazione applicativa
tra i relativi sistemi informativi.
Questi sono infatti prerequisiti indispensabili per la valorizzazione dei servizi e quindi della rete
territoriale. Completano il quadro di riferimento dell’intervento l’introduzione di strumenti
diffusi e sicuri di riconoscimento, identificazione e profilazione e pagamento elettronico che
consentono di erogare servizi transattivi realmente innovativi.
I servizi innovativi potranno riguardare tanto l’utenza dei poli di ricerca e formazione, quanto
quella delle pubbliche amministrazioni che dei soggetti economici o dei cittadini quali utenti di
ultimo livello.
C) Analisi dell’Offerta
Si evidenzia nella tabella che segue le aree comunali totalmente coperte da infrastrutture a banda
larga, cui è stato attribuito il colore “verde”.
Comune
ARENZANO
BOGLIASCO
Prov Ab.ti
Colore
11569
VERDE
PIEVE LIGURE
GE
2518
VERDE
GE
549
VERDE
VERDE
GE
Comune
Prov Ab.ti
Colore
GE
4689
VERDE
PORTOFINO
BUSALLA
GE
6028
VERDE
PROPATA
GE
152
CAMOGLI
GE
5725
VERDE
RECCO
GE
10468
VERDE
GE
4535
VERDE
CAMPO LIGURE
CAMPOMORONE
GE
3187
VERDE
RONCO SCRIVIA
GE
7583
VERDE
RONDANINA
GE
101
VERDE
GE
3072
VERDE
CARASCO
GE
3300
VERDE
ROSSIGLIONE
CASELLA
GE
3057
VERDE
ROVEGNO
GE
580
VERDE
CICAGNA
GE
2513
VERDE
S. OLCESE
GE
6019
VERDE
GE
3134
VERDE
VERDE
COGOLETO
GE
9117
VERDE
SAVIGNONE
COGORNO
GE
5330
VERDE
SERRA RICCO'
GE
7836
FASCIA
GE
121
VERDE
SESTRI LEVANTE
GE
19384
VERDE
GE
4420
VERDE
GE
2174
VERDE
FONTANIGORDA
GORRETO
GE
335
VERDE
SORI
GE
153
VERDE
TORRIGLIA
45/64
LAVAGNA
GE
12954
VERDE
USCIO
GE
2241
VERDE
LEIVI
GE
2227
VERDE
ZOAGLI
GE
2528
VERDE
MOCONESI
GE
2649
VERDE
MONTEBRUNO
271
GE
Prov Ab.ti
Comune
VERDE
Colore
Comune
Prov Ab.ti
AIROLE
IM
512
VERDE
PIETRABRUNA
IM
APRICALE
IM
563
VERDE
PONTEDASSIO
IM
Colore
569
VERDE
IM
2019
VERDE
IM
482
VERDE
2872
VERDE
AQUILA DI ARROSCIA
IM
211
VERDE
PRELA'
BADALUCCO
IM
1278
VERDE
RIVA LIGURE
BORDIGHERA
IM
10728
VERDE
S. BARTOLOMEO AL MARE
IM
3126
VERDE
IM
1174
VERDE
CAMPOROSSO
CIPRESSA
COSIO DI ARROSCIA
IM
5063
VERDE
S. BIAGIO DELLA CIMA
IM
1187
VERDE
S. LORENZO AL MARE
IM
1411
VERDE
IM
13632
VERDE
IM
7428
VERDE
IM
277
VERDE
TAGGIA
DIANO MARINA
IM
6298
VERDE
VALLECROSIA
DIANO S. PIETRO
IM
1100
VERDE
VASIA
IM
457
VERDE
VERDE
VILLA FARALDI
IM
449
VERDE
DOLCEACQUA
IM
OSPEDALETTI
3555
IM
Prov Ab.ti
VERDE
Colore
10003
VERDE
LEVANTO
SP
5741
VERDE
SP
8438
VERDE
Comune
ARCOLA
SP
1921
Comune
Prov Ab.ti
Colore
BOLANO
SP
7445
VERDE
ORTONOVO
BONASSOLA
SP
974
VERDE
PORTOVENERE
SP
4239
VERDE
CASTELNUOVO MAGRA
SP
7948
VERDE
RIOMAGGIORE
SP
1820
VERDE
VERDE
Colore
SP
20113
VERDE
ALASSIO
11757
SP
Prov Ab.ti
11325
SV
SARZANA
VERDE
DEGO
Prov Ab.ti
SV
1937
Colore
VERDE
ALBENGA
SV
22723
VERDE
FINALE LIGURE
SV
12303
VERDE
SV
947
VERDE
LERICI
Comune
ALBISOLA SUPERIORE
ALBISSOLA MARINA
ALTARE
Comune
SV
11017
VERDE
GARLENDA
SV
5678
VERDE
GIUSTENICE
SV
901
VERDE
SV
2259
VERDE
SV
1281
VERDE
SV
2222
VERDE
LAIGUEGLIA
BALESTRINO
SV
531
VERDE
MALLARE
BARDINETO
SV
628
VERDE
MASSIMINO
SV
125
VERDE
SV
3285
VERDE
BOISSANO
SV
2065
VERDE
MILLESIMO
BORMIDA
SV
451
VERDE
MURIALDO
SV
881
VERDE
CAIRO MONTENOTTE
SV
13678
VERDE
NOLI
SV
2878
VERDE
SV
807
VERDE
CALICE LIGURE
SV
1463
VERDE
ORCO FEGLINO
CALIZZANO
SV
1568
VERDE
OSIGLIA
SV
476
VERDE
SV
931
VERDE
CARCARE
SV
5672
VERDE
PALLARE
CELLE LIGURE
SV
5402
VERDE
PIANA CRIXIA
SV
813
VERDE
CENGIO
SV
3858
VERDE
PIETRA LIGURE
SV
9215
VERDE
SV
552
VERDE
CERIALE
SV
5556
VERDE
PLODIO
CISANO SUL NEVA
SV
1629
VERDE
ROCCAVIGNALE
SV
709
VERDE
COSSERIA
SV
1048
VERDE
SPOTORNO
SV
4260
VERDE
46/64
Di seguito si rappresenta il territorio regionale colorando ogni comune sulla base della infrastruttura a banda larga presente.
47/64
In merito ai servizi telematici l’offerta attuale è articolata ed in evoluzione; rifacendosi all’analisi
dell’Osservatorio SOL-CRC a cui partecipa Regione Liguria tramite il CRC Liguria, è possibile
identificare un primo inquadramento dell’offerta di servizi telematici istituzionali in Liguria e dei
relativi limiti strutturali.
In merito ai Comuni della Liguria (>10mila ab.) è interessante analizzare per fascia
dimensionale e rispetto ai dati del Nord Ovest e nazionali le per prestazioni e servizi
telematici offerti:
Sito istituzionale
> 60mila ab.
20-60mila ab.
10-20mila ab.
Media Liguria
Media Nord Ovest
Media Italia
Modulistica
Informazioni
interattive
Servizi
transattivi
Autenticazione
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
92,9%
95,8%
100,0%
12,5%
21,4%
25,0%
50,0%
25,0%
14,3%
20,8%
50,0%
0%
7,1%
8,3%
96,8%
96,8%
92,1%
87,1%
45,6%
45,8%
34,9%
34,1%
19,4%
20,7%
Fonte: Osservatorio SOL-CRC (dati novembre-dicembre 2005)
Sempre in merito ai Comuni della Liguria è verificabile il limite di presenza di servizi
interattivi (quelli più utili alle esigenze dei cittadini e dei soggetti economici) suddividendo
per grado di interattività dei servizi offerti, in percentuale e valori assoluti, i servizi resi:
100%
Numero Comuni > 10.000 ab.
2
90%
2
80%
2
1
70%
1
60%
50%
40%
9
5
30%
1
20%
10%
1
0%
> 60mila ab.
No sito istituzionale
Informazioni interattive
20-60mila ab.
10-20mila ab.
Sito vetrina o solo informativo Vetrina della modulistica
Almeno un servizio transattivo
Fonte: Osservatorio SOL-CRC (dati novembre-dicembre 2005)
48/64
La qualificazione dell’offerta dei servizi di livello comunale può essere inquadrata sulla base
della seguente tabella che identifica i primi 19 servizi più diffusi tra i Comuni della Liguria
con più di 10.000 ab.:
Nome servizio (COMUNI)
Numero
Comuni
Bandi e avvisi pubblici
Pagamento Imposta Comunale sugli
Immobili (ICI)
Dichiarazione Tassa Smaltimento Rifiuti
Solidi Urbani (TARSU)
Dichiarazione Imposta Comunale sugli
Immobili (ICI)
Concessione occupazione temporanea suolo
pubblico
Denuncia inizio attività edilizia (DIA
edilizia)
Certificato destinazione urbanistica
Pagamento Tassa Smaltimento Rifiuti
Solidi Urbani (TARSU)
Autocertificazione anagrafica
Permesso a costruire
Pagamento canone/tassa occupazione suolo
e aree pubbliche (COSAP/TOSAP)
Iscrizione servizio mensa scolastica
Concorsi pubblici
Concessione occupazione permanente suolo
pubblico
Comunicazione opere di manutenzione
ordinaria
Richiesta rimborso Imposta Comunale sugli
Immobili (ICI)
Iscrizione asilo nido
Comunicazione inizio lavori edilizia
Autorizzazione rottura suolo pubblico
Comuni che
erogano il servizio Popolazione
in modalità
coperta
transattiva
18
0
450.946
17
4
1.060.841
14
0
377.102
14
0
1.007.140
14
0
922.009
13
0
863.427
13
12
0
1
331.458
1.005.704
11
10
9
0
0
0
840.786
903.508
279.362
9
9
9
1
0
0
830.002
294.616
184.103
8
0
749.815
7
0
706.920
7
7
7
1
0
0
818.540
760.814
757.253
Fonte: Osservatorio SOL-CRC (dati novembre-dicembre 2005)
Per quanto riguarda il livello sovra-comunale è altresì rilevante l’analisi macroscopica dei
siti delle, Province liguri e della Regione:
Province
Regione
Enti
Enti dotati di sito web
Siti con almeno 1 servizio
Siti dotati di url standard
4
4
4
4
Fonte: Osservatorio CRC Liguria
49/64
1
1
1
1
0
%
0
%
0%
Per una maggiore qualificazione dell’offerta la figura seguente evidenzia il confronto dei
servizi nei due cicli di rilevazione di febbraio-marzo e novembre-dicembre 2005:
Fonte: Osservatorio CRC Liguria
Immobili e fabbricati
1%
30
25
20
3%
Mobilità, suolo e urbanistica
1%
2%
3%
Commercio e turismo
Diritti e doveri di cittadinanza
24%
156%
Assistenza e sostegno sociale
10
6%
Impresa
5
0
T empo libero, cultura e sport
Salute, benessere e igiene
Lavoro, disoccupazione e
formazione professionale
Anagrafe e Stato civile
Scuola, Università e diritto allo
studio
Agricoltura, allevamento e
foreste
Pagamento Tassa Smaltimento Rifiuti
Solidi Urbani
Autocertificazione anagrafica
Denuncia inizio attività edilizia (DIA
edilizia)
12%
Certificato destinazione urbanistica
F ebbraio-m arz o '05
N ov em bre-dice m bre '05
Dichiarazione Tassa Smaltimento Rifiuti
Solidi Urbani
12%
Dichiarazione Imposta Comunale sugli
Immobili (ICI)
Concessione occupazione temporanea
suolo pubblico
11%
Pagamento Imposta Comunale sugli
Immobili (ICI)
Consultazione delibere determine e
regolamenti
10%
Bandi e avvisi pubblici
9%
Ambiente, ecologia e
inquinamento
Inoltre analizzando le rilevazioni di 29 enti liguri di riferimento (24 Comuni principali, 4
Province, 1 Regione) sulla base dell’area tematica a cui appartiene ciascun servizio censito,
emerge che la maggioranza dei servizi on line erogati dagli enti liguri, in favore di cittadini e
imprese, appartiene all’area Immobili e Fabbricati (138 servizi pari al 24% dei servizi totali),
seguita dalla Mobilità, Suolo e Urbanistica (66 servizi pari al 12%) e dal Commercio e
Turismo (70 servizi pari a circa 12%). I servizi rientranti in queste tre aree sono servizi con
un alto livello di utilità in chiave utente e una maggiore complessità burocratica per l’ente;
nell’area tematica Immobili e Fabbricati rientrano, infatti, i servizi inerenti all’imposta
comunale sugli immobili (ICI), i servizi riferiti ai lavori di edilizia e quelli in favore degli
50/64
allacciamenti di forniture energia/acqua; nell’area Commercio e Turismo rientrano tutti i
servizi inerenti alle attività commerciali e turistiche (avvio attività, chiusura
temporanea/definitiva, voltura, trasferimento, riqualificazione ecc.); dell’area Mobilità,
Suolo e Urbanistica fanno parte tutti i servizi che interessano il suolo pubblico (come la
richiesta d’occupazione temporanea o permanente del suolo pubblico, la richiesta del passo
carrabile ecc.). A seguire, come evidenziato dal grafico che segue, l’area Diritti e doveri di
cittadinanza con 64 servizi, Assistenza e sostegno sociale (59), Impresa (52), Ambiente,
ecologia e inquinamento (37), Tempo libero, cultura e sport (32), Salute, benessere e igiene
(17), Lavoro, disoccupazione e formazione professionale (15), Anagrafe e Stato civile (9),
Scuola, Università e diritto allo studio (8) e Agricoltura, allevamento e foreste (4).
Fonte: Osservatorio CRC Liguria
Per ulteriore qualificazione dell’offerta le tabelle sottostanti riportano il dettaglio degli enti liguri
erogatori dei servizi transattivi e i servizi erogati da ciascun ente.
Territorio
Ente
Provincia di Genova
Servizi transattivi
Comune di Genova
Provincia di Genova
Comune di Loano
Comune di Savona
Comune di Alassio
Comune di San Remo
Regione Liguria
Provincia di Savona
Provincia di Imperia
Regione
9
1
1
1
1
1
3
Fonte: Osservatorio CRC Liguria
Ente
Servizi transattivi
Comune di Genova
Provincia di Genova
Comune di Loano
Comune di Savona
Comune di Alassio
Comune di San Remo
Regione Liguria
Pagamento ICI
Pagamento ICP
Lettura contatore gas
Richiesta allacciamento rete gas
Pagamento bolletta gas
Iscrizione servizio mensa scolastica
Iscrizione asilo nido
Pagamento TARSU
Pagamento contravvenzioni
Comunicazione assunzioni/trasformazioni/cessazioni di lavoro
Pagamento ICI
Pagamento ICI
Dichiarazione cambio di abitazione
Pagamento ICI
Comunicazione inizio lavori edilizia
Inserimento curriculum banca dati domanda/offerta di lavoro
Inserimento offerte banca dati domanda/offerta di lavoro
Fonte: Osservatorio CRC Liguria
51/64
D) Descrizione dell’intervento
L’intervento ha l’obiettivo di rafforzare l'infrastruttura materiale di connettività a banda larga e i
servizi fruibili tramite essa a supporto dello sviluppo e della diffusione delle nuove tecnologie
sul territorio regionale.
Verrà quindi sviluppato un quadro organico di ricerca, sperimentazione e sviluppo di strumenti
innovativi per la connettività territoriale e la rete dei servizi innovativi veicolati tramite la banda
larga sul territorio regionale.
Sulla base di questo obiettivo si otterrà una riduzione del fenomeno del Digital Divide presente
in quel territorio laddove cittadini e categorie economiche e centri di ricerca non possono fruire
di servizi della Pubblica Amministrazione attraverso il canale digitale a causa dell’assenza di
infrastrutture a banda larga e/o di servizi istituzionali erogati attraverso i canali digitali.
Per annullare il digital divide sia sulla parte infrastrutturale sia su quella relativa ai servizi
l’intervento verrà attuato attraverso due direttrici che saranno modulate in modo da massimizzare
il beneficio sul territorio in termini di comuni coperti e di percentuale di popolazione coperta:
− sviluppo dell’offerta dei servizi telematici istituzionali innovativi, erogabili e fruibili grazie
all’infrastruttura a banda larga. Durante la fase progettuale verrà analizzato, e approfondito
da ricerche specifiche coinvolgendo le opportune competenze accademiche, lo stato attuale
dell’offerta dei servizi telematici istituzionali al fine di definire gli ambiti di domanda poco o
per nulla soddisfatti su cui intervenire nell’ambito del presente Intervento;
− sviluppo della connettività territoriale ad elevata capacità per cui si opererà nelle aree che
saranno identificate in situazione di “digital divide” a seguito dell’istruttoria che sarà
condotta in fase progettuale. Si evidenzia infatti che nella fase attuale è in corso la definitiva
attuazione del progetto regionale per la diffusione della banda larga in Liguria che consentirà
di identificare, durante la fase progettuale, gli ambiti marginali su cui sarà necessario
intervenire nell’ambito del presente Intervento.
In fase progettuale verranno quindi identificati i contenuti operativi dell’intervento per
consentire il soddisfacimento del bisogno identificati al punto precedente, come migliore
soluzione scaturita dall’analisi della domanda e offerta di connettività e di servizi innovativi
nella logica della diffusione dell’innovazione nel network pubblico.
In questa logica un primo risultato dell’Intervento sarà la produzione di strumenti utili alla
definizione della strategia regionale complessiva che consistono proprio nell’indagine svolta con
il coinvolgimento del mondo accademico sulla specificazione della domanda e dell’offerta di
servizi telematici innovativi sul nostro territorio regionale.
Sarà a tal fine costituito un Gruppo di contatto di ricerca e innovazione con l'Università di
Genova per orientare la progettazione esecutiva , anche sulla base delle linee di ricerca
attualmente attive, verso la sperimentazione di servizi innovativi utili alla diffusione delle
tecnologie e della società dell'informazione regionale.
La scelta dei servizi stessi sarà basata anche sull'analisi preventiva di best practice e casi di
eccellenza già attivi o a livello prototipale a livello comunitario.
Sulla base dei risultati disponibili della ricerca sui temi della connettività a banda larga e dei
servizi telematici innovativi tanto strettamente applicativi quanto relativi a funzioni trasversali
52/64
(ad esempio telefonia VoIP) e a seguito anche di interventi di sperimentazione operativa, si
opererà nello sviluppo delle infrastrutture di comunicazione e/o di erogazione dei servizi
telematici.
Per quanto riguarda la connettività prima di identificare gli interventi occorre specificare la
struttura della rete, questa è composta da due livelli:
− la rete di accesso che collega l’utente finale sino al primo apparato di rete intelligente (ad
esempio centrale telefonica)
− rete di dorsale (portante) che si articola in più livelli e che collega il primo apparato
intelligente (centrale telefonica più vicina all’utente) al resto degli apparati.
In futuro, potrebbero nascere soluzioni alternative basate sul wireless per la rete di accesso, ma
solo quando si potrà introdurre la reale liberalizzazione delle frequenze Wimax.
Oggi l’utilizzo di tecnologie wireless wifi o hyperlan può essere complementare per la rete di
accesso in territori dove la popolazione è effettivamente molto distribuita.; occorre poi sempre
collegarsi ad una dorsale ad alta velocità basata su fibra ottica.
Le pubbliche Amministrazioni possono sostanzialmente declinare gli interventi secondo due
possibili categorie di modelli di sviluppo:
− supporto al mercato: stimolando la domanda e quindi supportando lo sviluppo ed il
completamento degli asset esistenti e di servizi che promuovano la domanda (ad esempio la
formazione); l’intervento della Pubblica Amministrazione è indiretto o se diretto nello
sviluppo di asset comunque non prevede la gestione degli stessi ma sostanzialmente
l’acquisizione di servizi
− integrazione del mercato: generando le condizioni per la nascita di nuovi operatori che
sviluppino nuovi ed innovativi asset, in questo caso la realizzazione di nuove reti impone il
presidio di tutto il ciclo di copertura del digital divide, quindi impegna la Pubblica
Amministrazione nelle attività di gestione, assistenza e commercializzazione dei servizi .
Dal confronto con altre Regioni e dalle esperienze in corso è emerso che fondamentalmente non
esistono casi in cui sia possibile adottare scelte uniche in un senso (supporto del mercato
esistente) o nell’altro (integrazione del mercato esistente).
Regione Liguria intende intervenire promuovendo direttamente o indirettamente la realizzazione
di infrastrutture senza prevedere la gestione, l’assistenza e la commercializzazione del servizio.
Esperienze maturate in altri contesti hanno evidenziato come strategica la focalizzazione degli
interventi nel supporto della creazione di dorsali ad altissima velocità, ove l’impegno della
Pubblica Amministrazione può andare dalla realizzazione di asset infrastrutturali (cavidotti) da
affittare agli operatori a garanzia della competitività alla stesura di fibra ottica da affittare
comunque ad operatori.
In entrambi i casi l’infrastruttura rimane di proprietà pubblica ma non genera costi ricorrenti in
quanto “affittata” a soggetti terzi che la utilizzano per erogare, attraverso la loro rete di accesso, i
servivi all’utenza.
In questo intervento si prevedono anche azioni volte a:
− diffondere l’alfabetizzazione informatica, mediante apposite sessioni formative, in modo da
sostenere e stimolare la domanda;
53/64
− comunicare gli interventi in corso di realizzazione in modo da renderne coscienti i cittadini e
le imprese e consentire loro di partecipare agli sviluppi.
Per quanto riguarda il rafforzamento della rete dei servizi telematici l’intervento intende far
evolvere la capacità della Regione Liguria e della Comunità degli Enti liguri nell’erogare servizi
innovativi supportati da tecnologie IC a favore della qualità della vita del cittadino e a favore dei
soggetti economici regionali (soprattutto le Imprese ma in generale tutti i soggetti economici,
con o senza dipendenti, che svolgono la loro attività con continuità) nell’ottica di supportare lo
sviluppo economico regionale, favorire la competitività e la capacità delle imprese liguri di
effettuare marketing evoluto e cooperazione sistemica.
Per queste attività, di natura trasversale ed estesa a tutti i comparti settoriali
dell’Amministrazione, trae beneficio dall’inserimento e rafforzamento degli strumenti di
interoperabilità e cooperazione applicativa tra sistemi legacy degli enti liguri al fine di mettere in
rete servizi ed informazioni di qualità destinata ai cittadini in un contesto multimediale
omogeneo e ben strutturato basato sulle necessità quotidiane del cittadino ligure sviluppando
l’offerta di servizi a valore aggiunto interattivi anche transattivi.
A supporto della diffusione complessiva dell’innovazione e della promozione della capacità
innovativa ligure anche per quanto connesso all’internazionalizzazione delle imprese liguri si
potrà prevedere l’utilizzo delle specifiche funzioni e di componenti tematiche settoriali
multilingue orientati a elevare il livello di marketing diffuso del sistema produttivo innovativo
regionale.
In particolare l’intervento, concentrandosi sull’insieme dei servizi innovativi, intende, in una
logica di valorizzazione e rafforzamento di altre iniziative analoghe di livello regionale:
− sviluppare specifici servizi telematici ed iniziative accessorie per i distretti industriali e per lo
specifico distretto tecnologico;
− realizzare specifiche funzioni per il comparto dell’innovazione (accesso alle disponibilità e
circolazione della capacità d’innovazione).
In termini operativi il progetto prevede una serie di attività che favoriscano l’introduzione di
strumenti di nuova concezione per l’integrazione delle tecnologie innovative con la Banda Larga
per accelerare l’innovazione e l’implementazione di sistemi e servizi nel campo delle Tecnologie
dell’Informazione e della Comunicazione (ICT).
Si tratta di operare in un campo dove è necessario anticipare alla fase di implementazione una
fase di ricerca e sperimentazione che, oltre a sostenere la ricerca di base, sosterrà anche attività
di adattamento tecnico ed integrazione per il raggiungimento degli obiettivi .
Tra le azioni principali che potranno essere oggetto di implementazione si evidenziano:
1) sviluppare lo spazio unico ligure dell’informazione e rafforzare il mercato dei prodotti e
servizi ICT:
-
garantire un accesso agevole ai servizi telematici
creare condizioni favorevoli per l’adozione di servizi digitali convergenti
54/64
-
migliorare le condizioni per lo sviluppo dei contenuti digitali con attenzione al
multilinguismo e diversità culturali
monitorare la società dell’informazione in Europa raccogliendo ed analizzando dati sullo
sviluppo, sulla disponibilità ed uso dei servizi.
2) Stimolare l’innovazione incoraggiando una più ampia adozione del’ICT nelle PMI e
Pubbliche Amministrazioni (PA). In particolare a promuovere l’innovazione nei processi, servizi
e prodotti favorendo le interazioni e le collaborazioni tra i settori pubblici e privati;
3) Creare una società dell’informazione aperta a tutti, sviluppare servizi più efficienti ed efficaci
in settori di interesse generale e migliorare conseguentemente la qualità della vita dei cittadini. In
particolare:
- rendere più accessibili i contenuti digitali e migliorare l’alfabetizzazione informatica
- migliorare la qualità, l’efficienza e l’accessibilità dei servizi elettronici in settori di interesse
generali
- creare servizi pubblici interoperabili paneuropei o trasfrontalieri a favore dello scambio di
buone prassi.
La necessità di sviluppare una fase di ricerca e sperimentazione è legata al fatto che il mondo
delle architetture e dei servizi di TLC, sia di rete fissa che mobile, sta subendo da alcuni anni
profondi cambiamenti.
Dal punto di vista tecnologico, tra i punti di maggiore interesse si può notare l’utilizzo sempre
crescente della tecnologia IP per qualunque tipologia di servizio. Oltre alle evoluzioni di
carattere tecnologico, lo sviluppo dei servizi ICT è fortemente condizionato da aspetti normativi,
quali la disponibilità/assegnazione di frequenze per determinati servizi (es. WiMax, DVB-H,
ecc.), la possibilità per gli operatori di offrire e commercializzare servizi Triple Play
(voce/dati/video) sia su reti fisse che mobili, la definizione delle regole e delle tariffe di
interconnessione/unbundling, ecc.
A questo scenario si aggiunge la diffusione sempre più rapida del Digitale Televisivo Terrestre
come strumento di distribuzione di contenuti anche interattivi all’utenza.
Con ogni probabilità sarà il digitale terrestre il motore di una sorta di "digitalizzazione di massa",
perché ha dalla sua parte vantaggio importantissimo: è il naturale sviluppo della televisione
attuale, universalmente diffusa presso ogni strato della popolazione (un'indagine CNIPA indica
nel 96% il tasso di penetrazione della televisione attuale, con accesso più diffuso da parte delle
persone meno giovani e meno istruite, che hanno notevoli difficoltà a sfruttare le nuove
tecnologie).
In sintesi, oggi i contenuti multimediali dispongono di tre principali piattaforme di distribuzione:
il satellite, il digitale terrestre e internet, ciascuno con caratteristiche peculiari, ma con ampie
zone di sovrapposizione. Oggetto di questo intervento sarà anche l’analisi di queste aree di
sovrapposizione al fine di identificare il miglior approccio multicanale per raggiungere
l’integrazione migliore tra i sistemi di diffusione al fine di garantire la massima penetrazione , in
termini percentuali, dei servizi ICT sull’utenza.
Uno dei risultati attesi dalla realizzazione dei servizi evoluti e dalla distribuzione di contenuti
mediante gli opportuni canali è un prototipo di postazione di lavoro per la pubblica
55/64
amministrazione che preveda , con l’utilizzo della banda larga, la centralizzazione dei servizi in
data center evoluti e la distribuzione degli stessi tramite un semplice browser web (anche da
device di tipo PDA e in completa mobilità) senza problematiche di installazione e manutenzione.
Centralizzare le risorse e distribuire i contenuti è l’obiettivo ambizioso della società
dell’informazione in Liguria, che traguarda nella diffusione dei contenuti e dei servizi anche a
tutta la cittadinanza il vero successo dell’informatizzazione e dell’ICT del 21esimo secolo.
In merito all’identificazione degli ulteriori servizi applicativi l’analisi preliminare si inquadrerà
nella strategia regionale sviluppata dal Piano Operativo triennale di Informatizzazione 2006 –
2008 e ai recenti indirizzi definiti dalla l.r. 42/2006 intendendo operare con un approccio
innovativo in ambiti di consolidato interesse dell’utenza definita:
- nei cittadini: servizi Sociosanitari e assistenziali, Trasporti, Modulistica e autocertificazione,
Anagrafe e stato civile, Tributi, ICI, Opportunità di finanziamenti per i cittadini, formazione
e studio, lavoro e formazione professionale, …)
- nei soggetti economici: servizi di valorizzazione dell’accesso alle opportunità
(cofinanziamenti, bandi, mercato pubblico, …), autorizzativi (inizio attività, sanitaria,
infortunistica, assegnazioni partite e codici univoci, …), di sviluppo (visure catastali,
camerali e urbanistiche, registrazione camerale, uso suolo pubblico, pagamenti, concessioni,
…), controlli e rapporti con la P.A., certificazioni, gestione doganale, modulistica,
autocertificazione, tributi e fiscalità, gestione immobiliare (ristrutturazioni, ICI, certificazioni
urbanistiche, …), gestione del personale (situazioni previdenziali ed iscrizioni, sgravi
previdenziali, formalizzazione assunzioni, gestione malattie, situazione e iscrizioni
assicurative, …)
sulla base delle risultanze , che perverranno dall’operato del Gruppo di contatto per la ricerca e
innovazione avvalendosi, laddove opportuno, delle alte competenze nel mondo Universitario.
I contenuti operativi dell’intervento nella fase di sperimentazione e implementazione a valle
della fase di ricerca si identificheranno tramite criteri di identificazione dei servizi da
considerarsi come prioritari per l’attuazione dell’intervento; tali criteri sono connessi:
- ad aspetti di carattere generale quali :
- frequenza di utilizzo
- idoneità ed efficacia nel trasferimento in rete Internet del servizio settoriale
- reale utilità
- valore aggiunto acquisito nella forma telematica
- servizi che mettono a sistema più amministrazioni e semplificano unificandolo l’accesso
da parte dell’utenza
- …
- peculiari della realtà ligure:
- connessi alle attività di ricerca svolte in ambito regionale
- in grado di facilitare la diffusione dell’innovazione nel network pubblico regionale
- dislocazione in aree marginali dell’utenza
- distanza dai poli dove vengono normalmente rogati i servizi tradizionali
- servizi utilizzabili da un’utenza intermedia per l’accesso da parte di categorie deboli quali
le PMI, gli studenti, gli anziani
- ...
56/64
L’intervento comprenderà anche le necessarie attività di rafforzamento e completamento dei
servizi di back office di natura legacy indispensabili per supportare le funzioni di front office.
ƒ
Coerenze programmatiche
tab 3.1 - Analisi COERENZA programmatica INTERNA dell' intervento
verifica collegamenti con altri interventi dell'Ente attuatore
interventi
N
atto programmatico dell'Ente
N
Piano Operativo Triennale di
Informatizzazione
2006-2008,
approvato
dal
Consiglio
regionale con Deliberazione N. 5
del 21/2/2006
descrizione
1
Obiettivo strategico N. 2 Dispiegare le
tecnologie di base sul territorio soprattutto
nell’ambito del sistema pubblico di
connettività a larga banda
2
Obiettivo strategico N. 4 Dare vita a progetti
applicativi concreti da cui nascano servizi
efficienti ed integrati per i cittadini e le
imprese
Piano Operativo Triennale di
Informatizzazione
2006-2008,
approvato
dal
Consiglio
regionale con Deliberazione N. 5
del 21/2/2006
attuati
da attuare
comune/i di
localizzazione
Volume
dell'investimento
tab 3.2 a - Analisi COERENZA programmatica ESTERNA dell' intervento (Banda Larga)
verifica sinergie rispetto ad altri interventi attuati /programmati dall'ente Attuatore
interventi
N
atto programmatico dell'Ente
N
APQ “Rafforzamento Società
dell’Informazione” Integrativo III
1 nel 2005 (Del. CIPE 19/2004)
APQ “Rafforzamento Società
dell’Informazione”
Integrativo
IV sottoscritto nel 2006 (Del.
2 CIPE 35/2005)
descrizione
attuati
da attuare
comune/i di
localizzazione
Volume
dell'investimento
Intervento numero 6
320.000
Apricale, tutti i
comuni della
comunità
Montana Alta Val
Trebbia e della
Comunità
Montana Alta Val
Bormida
280.000
600.000
Intervento numero 2
11.000
639.000
Progetto Interregg IIIA Alcotrà
3 “RAL–Rete Alpi Latine”
Progetto Interregg IIIB Medocc
4 “BLEuMED”
650.000
Comuni province
di Imperia e
816.746
Savona
816.746
Comuni province
di Imperia
596.250
596.250
tab 3.2 b - Analisi COERENZA programmatica ESTERNA dell' intervento (Servizi telematici)
N.
Territorio
Servizi offerto
2 Territorio regionale
Portale Web Unificato regionale
Point attivi a
Genova, La Spezia, Punti presidiati di accesso ai servizi “Liguria
3
Savona e Chiavari
Informa Point”
(in apertura IM)
Sigma Ter – centro servizi regionale per i dati
4 Territorio regionale
catastali
57/64
Enti coinvolti
Enti liguri
Popolazione regionale
Enti liguri
5
Territorio regionale
Iniziative regionali per favorir il riuso di
soluzioni software (Progetti “Ligis riuso” e
“People Liguria”)
Enti liguri e CST Liguria
E) Fattibilità degli interventi
Fattibilità tecnico progettuale
La conformità agli strumenti urbanistici e la compatibilità con la normativa ambientale sono
riferibili agli eventuali impianti tecnologici la cui tipologia dipende dalla scelta
dell’infrastruttura che verrà realizzata. Si rimanda al piano di progetto che sarà sviluppato
durante la fase di progettazione esecutiva.
tab 4 - Fattibilità progettuale-amministrativa
verifica tecnico progettuale
Ente
attuator
e
Descrizione intervento
loc intervento in
area sotto
utilizzata
ob. 2
phasing
out
verifica procedurale amministrativa
stato progettazione
sdf
prel.
def.
Aree o fabbricati
proprietà
pubblica
esec.
data
aggiudicazione
lavori / servizi /
forniture
autorizzazioni necessarie
descrizione
richiesta
(si/no)
criticità
previste nelle
fasi di
attuazione
ottenuta
(si/no)
Fattibilità procedurale – amministrativa
In merito alla fattibilità procedurale – amministrativa dell’Intervento si identifica una rapida
cantierabilità dell’Intervento stesso in quanto si opererà attraverso incarico diretto alla società
regionale per l’informatica e la telematica Datasiel S.p.A totalmente partecipata dalla Regione,
fermo restando quanto dichiarato all’articolo 8 comma 4 dell’articolato del presente accordo,
3. Cronoprogramma delle attività tecnico progettuali
La data di esecuzione dei lavori è prevista per il 1/10/2007 e la fine per il 30/11/2008.
F) Sostenibilità gestionale
Per quanto riguarda la sostenibilità degli interventi di diffusione della banda larga questi non
generano oneri gestionali a carico della Regione Liguria in quanto ai sensi della DGR 606/2006 i
modelli di governance degli interventi non prevedono l’impegno né diretto né indiretto della
Regione Liguria nelle fasi di gestione, assistenza e commercializzazione dei servizi.
In relazione alla sostenibilità gestionale dei servizi istituzionali in fase di progettazione esecutiva
sarà posta attenzione allo sviluppo di quei servizi che sono fruibili in banda larga e che
presentano minori costi di gestione e/o costi di gestione compensati dall’informatizzazione degli
stessi che saranno a carico delle spese correnti degli enti titolari dei servizi istituzionali.
In fase ex ante non è quindi possibile valorizzare la tabella 7 “sostenibilità gestionale”.
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G) Effetti attesi dall’intervento
Come premesso l’Intervento in fase progettuale definirà la ripartizione delle risorse economiche
sui due assi di sviluppo individuati: infrastrutture e servizi.
Gli indicatori di realizzazione sono specifici per ogni asse di sviluppo:
− per le infrastrutture il numero di utenze collegate e il numero di sedi comunali collegate;
− per i servizi telematici il numero di servizi realizzati.
Il valore dei singoli indicatori varia tra 0 ed un valore soglia massima in ragione delle scelte di
riparto finanziario definite in fase progettuale. Il valore di soglia massima viene raggiunto solo
nel caso di utilizzo del 100 % delle risorse sullo specifico asse di investimento.
In merito ai valori obiettivo riportati nella tabella excel n.8 si precisa che:
− indicatore “utenze collegate”: la popolazione ligure oggetto di digital divide infrastrutturale è
pari a circa 132.000 abitanti al netto degli interventi già finanziati ed in corso di attivazione
elencati nella tabella 3.2.; il valore soglia massima del presente intervento corrisponde ad una
risoluzione del problema del digital divide infrastrutturale per un bacino di popolazione pari
a circa 33.000 abitanti, che rappresentano il 25 % dei cittadini oggetto di digital divide. Sulla
base dei dati nazionali si stima una penetrazione effettiva degli abbonamenti di circa il 15 %
sugli abitanti oggetto dell’intervento pari circa 5000 abbonamenti che viene quindi indicato
come valore soglia massima;
− indicatore “sedi comunali principali collegate”: con il presente intervento tutte le sedi
principali dei comuni oggetto dell’intervento disporranno della connessione a banda larga, si
identifica un valore soglia massima relativo di 100 sedi;
− indicatore servizi istituzionali fruibili attraverso infrastrutture a banda larga: con il presente
intervento si intendono sviluppare servizi istituzionali innovativi Per un valore soglia
massima relativo di 10 servizi telematici.
Tab. 8 Indicatori di realizzazione
Descrizione Indicatori APQ
INDICATORI DI
REALIZZAZIONE
unità di
misura
valore
obiettivo
1
(accademy point) postazioni multimediali
N
2
(accademy point) studenti coinvolti /anno
N
3
(accademy point) totale ore utilizzo terminali
N
4
progetti di ricerca cofinanziati
N
5
imprese coinvolte in progetti di ricerca
N
6
sedi comunali principali collegate
%
0 - 100
7
utenze collegate (cittadini e/o imprese)
N
0 - 5000
8
Nuovi servizi implementati
N
0 - 10
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Sezione Programmatica
Infrastrutture a supporto del sistema della ricerca, l’innovazione e l’alta formazione.
Soggetto Attuatore: Regione Liguria attraverso ARSSU
Costo complessivo: Euro 1.096.000,00
A) Definizione del bisogno e dimensionamento della domanda
La Regione Liguria , si pone l’obiettivo strategico, fissato nel Documento di Programmazione
Economico-Finanziaria 2006-2008, di sviluppare un sistema regionale della ricerca e
dell’innovazione, integrato con l’università e i centri di ricerca operanti sul territorio.
La nuova legge regionale 16/01/2007 n.2 “ Promozione, sviluppo, valorizzazione della ricerca,
dell’innovazione e delle attività universitarie e di alta formazione“ prevede l’introduzione di una
serie di nuove funzioni e competenze e l’istituzione di nuovi enti e organismi che necessitano di
un rilevante investimento infrastrutturale e strutturale, tra i quale l’istituzione del Centro regionale
della Ricerca e dell’Innovazione, ente strumentale della Regione Liguria, al quale la legge
attribuisce numerose funzioni riportate nella descrizione dell’intervento al successivo punto C.
La legge regionale prevede altresì altre funzioni e organismi da implementare, quale
l’Osservatorio regionale sul sistema della ricerca, dell’innovazione e dell’alta formazione le cui
funzioni, in fase di prima applicazione, sono svolte dal Centro stesso.
I nuovi organismi previsti dalla legge regionale necessitano di disporre di strutture idonee allo
svolgimento delle molteplici funzioni elencate.
La Regione Liguria intende pertanto investire nel potenziamento e nella rifunzionalizzazione di
strutture già esistenti sul territorio al fine di realizzare spazi appositamente attrezzati e altamente
informatizzati e di facilitare occasioni di comunicazione, informazione, confronto e ricerca
scientifica tra università, sanità, impresa e società sulle diverse piattaforme tematiche regionali,
anche con riferimento ai poli di eccellenza esistenti.
B) Analisi dell’offerta
La sede per l’intervento selezionato è stata individuata in base all’esigenza di poter disporre in
tempi adeguati di una sede avente il requisito della proprietà pubblica idonea all’utilizzo,
accessibile ai servizi.
L’immobile selezionato possiede il requisito fondamentale di poter essere velocemente ristrutturato
e rifunzionalizzato .
C) Descrizione dell’intervento
L’intervento prevede la realizzazione di infrastrutture e strutture a supporto del sistema regionale
della ricerca, l’innovazione e l’alta formazione, derivanti dall’attuazione della legge regionale
2/2007.
La legge regionale, come anticipato sopra prevede l’implementazione di nuove funzioni e
competenze e la costituzione di nuovi organismi operativi; quale il Centro regionale per la ricerca
60/64
e l’innovazione, e l’intervento in oggetto risponde alle esigenze strutturali e infrastrutturali poste
dalle nuove funzioni e dai nuovi organismi.
L’intervento, che consiste nella rifunzionalizzazione di un immobile da destinare a sede del Centro
regionale, sarà realizzato nei Magazzini dell’Abbondanza al Molo, di proprietà del Comune di
Genova, localizzati nell’area portuale esattamente confinante con la zona obiettivo 2 su cui
gravita. Nei Magazzini, che attualmente sono caratterizzati da ampi open space, saranno realizzate
le dotazioni e le attrezzature necessarie all’attività del Centro, quali uffici, archivi, sale riunioni,
reti informatiche e, preliminarmente dovrà essere realizzato su tutto l’immobile, un nuovo
impianto di riscaldamento e condizionamento.
Le ricadute dell’intervento in termini di animazione dell’area e di sviluppo dell’economia del
territorio interesseranno inevitabilmente le aree sottoutilizzate, situate di fronte all’immobile a
pochi metri di distanza.
Fra le esigenze primarie emerge quella relativa all’istituzione del Centro regionale della Ricerca e
dell’Innovazione, ente strumentale della Regione Liguria, al quale la legge attribuisce numerose
funzioni, quali:
a) la formulazione di proposte per la definizione del Programma triennale di sviluppo e sostegno
all’università, alla ricerca ed all’innovazione , di cui all’articolo 5, e per la definizione del
Piano operativo annuale, di cui all’articolo 6;
b) la partecipazione a bandi europei o nazionali per acquisire risorse aggiuntive da destinare alla
promozione della ricerca e dell’alta formazione;
c) l’attuazione dei progetti, dei programmi e delle attività ad esso affidati nonché le attività di
monitoraggio e valutazione ex-ante, in itinere ed ex-post;
d) l’elaborazione di proposte e progetti in materia di ricerca e innovazione, in coerenza con la
programmazione regionale;
e) la promozione di informazioni sui programmi nazionali ed internazionali, allo scopo di
agevolare il più ampio coinvolgimento e la più estesa partecipazione da parte di soggetti locali;
f) la promozione di collaborazioni e la sinergia tra istituzioni, pubbliche e private, attive nei
settori d’intervento;
g) l’assolvimento di un ruolo di interfaccia tra la domanda di ricerca e innovazione espressa dalle
aziende e la relativa offerta di livelli di ricerca coerenti con gli investimenti attivabili dalle
aziende stesse;
h) la selezione, per l’ammissione ad eventuali benefici, di iniziative imprenditoriali finalizzate
alla creazione d’impresa.
Inoltre Centro può erogare servizi, finalizzati a stimolare processi di innovazione tecnologica
aziendale, altamente specialistici alle imprese quali:
a) audit aziendale, relativo all’esame della struttura di produzione, dell’organizzazione, della
situazione economico-finanziaria, del mercato attuale e potenziale e al monitoraggio del
patrimonio tecnologico aziendale;
b) valutazione fabbisogni e potenzialità di innovazione, con relativa valutazione delle ricadute
positive in termini di aumento competitività dell’impresa;
c) individuazione processi interni di sviluppo e ammodernamento;
d) valutazioni costi di realizzazione dei processi di sviluppo e ammodernamento e quindi della
loro sostenibilità finanziaria;
e) assistenza nell’individuazione del fabbisogno di formazione del personale interno
all’azienda per attuare l’innovazione e nella ricerca di nuovi profili professionali da inserire
in azienda;
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f) individuazione di canali di finanziamento regionali, nazionali o comunitari per la
realizzazione dei progetti di innovazione;
g) valutazione dei risultati di spin-off che hanno avuto accesso ai benefici della presente legge.
Tale attività potrà essere svolta dal Centro anche avvalendosi di collaborazioni con società
controllate dalla Regione.
Infine il Centro regionale fornisce il proprio supporto alle diverse strutture regionali per la
gestione delle attività necessarie alla realizzazione degli investimenti dalle stesse attuati nei settori
della ricerca e dell’innovazione.
Al Centro regionale è pertanto demandata l’attuazione del programma triennale regionale in
materia di ricerca e innovazione, in corso di predisposizione da parte della Regione Liguria, che
sarà finanziato da risorse regionali e da risorse FESR e FSE 2007-2013.
La declinazione delle misure da attuare, con l’indicazione delle relative risorse. sarà contenuta nel
piano annuale, definito in base agli obiettivi strategici contenuti nel programma.
L’attività del centro per il perseguimento delle funzioni individuate dalla legge regionale
svilupperà seminari, convegni ed occasioni di incontro a livello regionale, nazionale e
internazionale e la ricaduta economica in termini di utilizzo dei servizi riguarderà l’area antistante
del porto antico situata in zona obiettivo 2.
Più in generale e di portata più importante saranno le ricadute economiche relative all’attività del
centro nei confronti dell’intero sistema regionale dell’alta formazione della ricerca e
dell’innovazione.
D) Coerenze programmatiche
Per quanto riguarda la coerenza esterna l’Intervento si inquadra nell’ambito alla programmazione
regionale, nazionale e comunitaria.
In merito al livello regionale questo è identificabile:
-
-
-
nelle priorità tracciate dal Documento preliminare per il Quadro Strategico Regionale 2007 –
2013 in particolare nella specifica “Priorità orizzontale: Innovazione e ricerca” che prevede si
avvii l’attivazione di forti sinergie tra università, ricerca, imprese e la valorizzazione del
territorio come esito produttivo diretto dell’investimento in conoscenza anche avviando una
ricognizione delle risorse esistenti a livello regionale. Il principale obiettivo è la creazione di
uno “spazio Liguria” della ricerca per favorire lo sviluppo e la competitività delle imprese
liguri, collegando l’investimento in ricerca al rafforzamento delle filiere formative costruite
attorno ai poli d’eccellenza della ricerca, valorizzando le connessioni possibili tra industria e
ricerca;
nella “Strategia Regionale dell’innovazione” della Regione Liguria, approvata in data 28/02/03
con D.G.R. n. 211, avente lo scopo di fornire una cornice di riferimento e un quadro delle
strategie da adottare nel campo dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.
Nella legge regionale 2/2007 “Promozione, sviluppo e valorizzazione della ricerca
dell’innovazione e delle attività universitarie di prossima approvazione e nelle linee di
intervento previste nel piano triennale.
Le indicazioni relative alla coerenza programmatica rispondono tutte agli obiettivi previsti dalla
strategia di Lisbona.
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E) Fattibilità degli interventi
In merito alla fattibilità procedurale – amministrativa dell’Intervento si identifica la necessità di
procedere ad una rapida cantierabilità dell’Intervento stesso necessaria vista l’esigenza di dare
attuazione alla legge regionale 2/2007. L’art 34 della legge prevede i tempi di costituzione del
Centro e l’operatività dello stesso in tempi brevi.
L’intervento non dispone dello studio di fattibilità che verrà redatto a seguito della sottoscrizione
dell’accordo di comodato d’uso dell’immobile di proprietà del Comune di Genova per la sua
destinazione a Centro regionale di ricerca e sarà incluso nel quadro attuativo dell’Accordo solo
dopo l’approvazione del progetto preliminare.
L’intervento si inquadra nell’ambito della costruzione del sistema complessivo della Ricerca e del
Trasferimento tecnologico in Liguria, con particolare riferimento al rafforzamento dei principali
attori del sistema operanti sul territorio quali l’Università, il C.N.R. e gli altri Centri di ricerca con
riferimento alle attività di ricerca, innovazione e alta formazione.
La Regione Liguria si propone di svolgere un ruolo di regia del Sistema e pertanto si pone
direttamente come soggetto attuatore, attraverso ARSSU, degli interventi oggetto del presente
accordo.
F) Cronoprogramma delle attività
La data dell’esecuzione dei lavori è prevista per il 1/6/2008 la fine il 30/04/2009.
H) Sostenibilità gestionale
La sede oggetto dell’intervento è di proprietà del Comune di Genova. Sono in corso di definizione
le procedure finalizzate all’acquisizione con contratto di comodato gratuito dell’immobile.
Con Deliberazione n. 349 del 3/04/2007 la Giunta Regionale ha approvato il Protocollo d’Intesa
relativo all’acquisizione con contratto di comodato d’uso gratuito per 20 anni dei “Magazzini
dell’abbondanza al Molo-Genova” specificando le finalità d’utilizzo con riferimento
all’insediamento di attività finalizzate alla ricerca, all’alta formazione e ad iniziative culturali e
didattiche in connessione a progetti di rilevanza anche internazionale.
La gestione dell’immobile è a carico della Regione che provvederà attraverso apposite poste di
bilancio.
I) Effetti dell’intervento
Gli effetti immediati dell’intervento sono:
‰
‰
la possibilità' poter disporre di strutture e infrastrutture a supporto dell’implementazione del
sistema della ricerca e dell’innovazione;
dare pronta attuazione alla nuova legge in materia di ricerca innovazione trasferimento
tecnologico e alta formazione;
63/64
creare sinergie tra i componenti del sistema regionale della ricerca e ricerca innovazione
trasferimento tecnologico e alta formazione;
l’attivazione compiuta della convenzione Università' Regione nell'ambito della innovazione
tecnologica sostanziale;
‰
‰
La realizzazione di tutti i suddetti obiettivi passerà sostanzialmente attraverso tre fasi:
-
Progettazione di dettaglio.
Realizzazione interventi;
Messa in esercizio
Tab. 8 Indicatori di realizzazione
Descrizione Indicatori APQ
INDICATORI DI
REALIZZAZIONE
unità di
misura
1
(accademy point) postazioni multimediali
2
(accademy point) studenti coinvolti /anno
N
3
(accademy point) totale ore utilizzo terminali
N
4
progetti di ricerca cofinanziati
N
5
imprese coinvolte in progetti di ricerca
N
6
Metri quadri da rifunzionalizzare
mq
valore
obiettivo
N
64/64
3000
circa

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