Seconda edizione del festival di musica jazz organizzato dalla

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Seconda edizione del festival di musica jazz organizzato dalla
15-21 Luglio
Castellammare del Golfo di Trapani
Seconda edizione del festival di musica jazz organizzato dalla Scuola
Internazionale di Musica Palermo Jazz, in collaborazione con il Centro Etneo
Studi Musicali C.E.S.M. e le associazioni culturali Caleidoscopio e Culturae.
Una settimana dedicata interamente alla musica jazz: i seminari di strumento e
canto si terranno la mattina, la musica d’insieme nel pomeriggio, la prima jam
session al tramonto.
Gli allievi avranno la possibilità di trascorrere una settimana a stretto contatto
con alcuni tra i più grandi musicisti jazz del mondo, e di assistere alle loro
performances.
Le serate saranno animate da concerti di altissimo livello, seguiti poi da una
seconda jam session, alla quale spesso e volentieri partecipano, oltre agli allievi
dei seminari, anche i Maestri e i musicisti intervenuti alla manifestazione. La
fitta programmazione prevede l’esibizione dei gruppi dei docenti che terranno i
seminari, e di molti altri grandissimi artisti di fama mondiale.
La manifestazione avrà luogo a Castellammare del Golfo di Trapani, splendido
comune siciliano che si trova nei pressi dalla riserva naturale orientata dello
Zingaro, uno dei luoghi di mare più belli e suggestivi di tutta l’isola.
Durante la settimana del festival Castellammare si anima della presenza di
moltissimi giovani musicisti e appassionati, provenienti da tutta Italia per
partecipare alle clinics e assistere ai concerti. Tutte le attività si articolano
all’interno del centro storico, sicché è possibile raggiungere facilmente a piedi
tutti i luoghi deputati. I concerti si svolgono nella splendida cornice di piazza
Castello, luogo di grande rilievo storico e architettonico, ad un passo dal mare. I
palchi per le jam vengono allestiti nei punti nevralgici della cittadina.
L’evento è estremamente partecipato dalla popolazione locale e costituisce
anche un importante veicolo di conoscenza, per persone provenienti da tutto il
mondo, delle grandi ricchezze naturalistiche e storico-culturali che
Castellammare e i suoi dintorni hanno da offrire.
CONCERTI
15 Luglio
h 21.30
JASON LINDNER & MARK GUILIANA
Jason Lindner piano/keyboards - Mark Guiliana drums
h 23.00
KENNY WERNER QUARTET
Avishai Cohen trumpet - Kenny Werner piano - Omer Avital bass Jonathan Blake drums
Ingresso € 8
16 Luglio
h 21.30
MARVI LA SPINA SOUND MACHINE special guest DAVID KIKOSKI
Marvi La Spina conductor - Maddalena Martorana vocal - Orazio Maugeri alto
sax - Stefano D'Anna, Mario Raja tenor/soprano sax - Vincenzo Salerno
baritone sax – Filippo Pizzi bass clarinet - Samuele Davì, Alessandro Presti
trumpet - TBA trombone - Biagio Benenato french horn - Fabrizio Brusca,
Lorenzo Colella guitar - David Kikoski piano - Gabrio Bevilacqua bass Marcello Pellitteri - drums
h 23.00
THE BAD PLUS special guest JOSHUA REDMAN
Joshua Redman tenor sax - Ethan Iverson piano - Reid Anderson bass David King drums
Ingresso € 12
17 Luglio
h 21.30
NORMA WINSTONE & GLAUCO VENIER
Norma Winstone voice - Glauco Venier piano
h 23.00
JOEL FRAHM QUARTET
Joel Frahm sax – Lage Lund guitar - Dario Deidda bass Marcello Pellitteri drums
Ingresso € 8
18 Luglio
h 21.30
LINO COSTA “HYPNOTIC TRIO”
Lino Costa guitar – Domenico Cacciatore el. bass – Roberto Pistolesi drums
h 23.00
GOLDBERG/KLEIN "Bienestan"
Mark Turner tenor - Aaron Goldberg piano - Guillermo Klein rhodes - Matt
Penman bass - Greg Hutchinson drums
Ingresso € 8
19 Luglio
h 21.30
GIANNI GEBBIA QUARTET
Gianni Gebbia alto – Mauro Schiavone piano - Gabrio Bevilacqua bass Jacek Kochan drums
h 23.00
EDDIE GOMEZ QUARTET
Alessandro Presti trumpet - Salvatore Bonafede piano - Eddie Gomez bass Nasheet Waits drums
Ingresso € 8
20 Luglio
h 21.00
FRANCESCO GUAIANA" TRIPTYQUE"
Francesco Guaiana guitar - Luca Lo Bianco bass – Dario Carnovale drums
h 23.00
KURT ELLING BAND
Kurt Elling vocal - Charlie Hunter guitar – Derrek Philips drums
Ingresso € 12
21 Luglio
h 21.30
CASTELLAMMARE VOCAL ENSEMBLE
h 23.00
ORCHESTRA CASTELLAMMARE JAZZ dir.GUILLERMO KLEIN
special guest MARK TURNER
Ingresso Libero
15 LUGLIO
JASON LINDNER & MARK GUILIANA
Jason Lindner piano/keyboards - Mark Guiliana drums
Duo eccezionale di giovani musicisti di fama mondiale formato dal pianista nativo di New
York Jason Lindner, dagli anni ’90 uno dei componenti stabili della scena jazzistica della
metropoli e dal batterista Mark Guiliana che nell’ultimo decennio ha collaborato con
moltissimi artisti di grande rilievo internazionale.
Le esibizioni delle orchestre guidate da Lindner al celebre club Smalls a New sono state
oggetto di grande attenzione e apprezzamento da parte della critica specializzata,
guadagnandosi il seguito di un gran numero di appassionati. La chiusura temporanea nel 2003
di quel locale ha determinato lo spostamento di un isolato, presso il Fat Cat Billiards, di
queste attività, che hanno peraltro mantenuto il loro interesse e il loro seguito. Jason Lindner
ha inciso a proprio nome il cd "Premonition", pubblicato dall'etichetta Stretch di Chick Corea,
un lavoro che ha ottenuto numerosi consensi, e ha suonato e/o inciso con numerosi grandi
musicisti tra cui Roy Haynes, Dave Holland, James Moody, Paquito D'Rivera, Jon Hendricks,
Roy Hargrove, Avishai Cohen, Christian McBride. Ha inoltre collaborato con numerosi altri
artisti e gruppi tra cui Dafnis Prieto, Yosvany Terry, The Brother Jacques Project, Pharaoh's
Daughter, Stephanie McKay, Amel Larrieux, Lauryn Hill, Maya Azucena, Graciella, Dana
Leong's Criminal Justice, World Tribe, e la Lincoln Center - Arturo O'Farrill Afro-Latin Jazz
Orchestra, per la quale ha anche ricevuto la commissione di un arrangiamento.
Batterista nato nel 1980 a Florham Park‚ New Jersey, Mark scopre la sua passione e il suo
talento naturale per suonare la batteria all'età di 15 anni quando ha iniziato a studiare con il
grande Joe Bergamini, studia inoltre con John Riley e Kevin Norton, e si laurea in Jazz
Studies presso la William Paterson University. E' leader di un acclamato trio sperimentale,
Heernt, e collabora dal 2003 con il contrabbassista Avishai Cohen, con cui ha inciso quattro
CD e suonato in tutto il mondo. Ha inoltre inciso con il Jazz Mandolin Project, Bobby
McFerrin, Jason Lindner, Branford Marsalis e James Williams.
KENNY WERNER QUARTET
Avishai Cohen trumpet - Kenny Werner piano - Omer Avital bass –
Jonathan Blake drums
Kenny Werner da molti anni è uno dei più interessanti e particolari pianisti della scena jazz
internazionale. Attivo dalla seconda metà degli anni 70, ha collaborato tra gli altri con Charles
Mingus, Thad Jones - Mel Lewis Big Band, Joe Lovano, Bob Brookmeyer, Ron Carter, Lee
Konitz, Joe Henderson, Tom Harrell, John Scofield e Toots Thielemans. Il trio è la formazione
su cui Werner ha focalizzato la propria ricerca nel corso di una lunga carriera come leader che
lo ha visto alla guida di bands comprendenti Paul Motian, Jack DeJohnette, Eddie Gomez,
Dave Holland, Charlie Haden, Billy Hart, e in particolare di due edizioni stabili di questa
formazione, la prima per quattordici anni con Ratzo Harris e Tom Rainey, e successivamente
con Johannes Weidenmueller e Ari Hoenig. Kenny Werner, le cui influenze pianistiche
possono essere riconducibili a Bill Evans e Keith Jarrett, è un musicista dotato di uno spiccato
senso della narratività, e in particolare dell’abilità di individuare nel corso delle proprie
esibizioni percorsi musicali non scontati, sviluppati abilmente dai suoi gruppi senza perdere
mai di vista il disegno complessivo della forma in una creazione collettiva particolarmente
affascinante. I notevoli mezzi tecnici e la visione a 360° del Jazz, assieme all'incessante
spirito creativo alla base della sua ricerca, fanno di Kenny Werner uno di quei musicisti per
cui gli stili non diventano mai stilemi, ma eventualmente elementi attraverso i quali esprimere
con originalità la propria personale esperienza creativa. Con Werner in questo tour il
trombettista Avishai Cohen, che ha collaborato tra gli altri con Dave Liebman, George
Garzone e Bobby Watson, il contrabbassista Omer Avital, che ha collaborato tra gli altri con
Mark Turner, Aaron Goldberg e Joshua Redman, e il batterista Johnathan Blake, che ha
collaborato tra gli altri con Tom Harrell, Russell Malone e Kenny Barron.
16 LUGLIO
MARVI LA SPINA SOUND MACHINE special guest DAVID KIKOSKI
Marvi La Spina conductor - Maddalena Martorana, Anita Vitale vocal - Orazio Maugeri sax
alto - Stefano D'Anna sax tenore - Mario Raja tenor/soprano sax - Vincenzo Salerno baritone
sax - Filippo Pizzi bass clarinet - Samuele Davi', Alessandro Presti trumpet Biagio Benenato french horn - Fabrizio Brusca, Lorenzo Colella guitar - David Kikoski-piano
Gabrio Bevilacqua bass - Marcello Pellitteri drums
Sound Machine è un organico orchestrale che si sviluppa a partire dalla felicissima
collaborazione della Macchina di Suoni Jazz Orchestra con lo straordinario pianista
statunitense David Kikoski.
La formazione riunisce al suo interno alcuni dei musicisti che hanno realizzato progetti e
concerti nel corso di svariati anni di attività della “Macchina” fondata da Marvi La Spina nel
1997. Un organico vitale che affianca ad affermati solisti di grande spessore come Stefano
D’Anna, Orazio Maugeri e Mario Raja, nuove voci emergenti dalla spiccata personalità come
Fabrizio Brusca, Lorenzo Colella, Samuele Davì e Gabrio Bevilacqua. Completano la
formazione Vincenzo Salerno, Biagio Benenato, Eugenio Tinnirello e Filippo Pizzi, ricercati
professori d’orchestra e la prorompente vocalist Maddalena Martorana, giovane promessa
proveniente dal vivaio della Scuola Internazionale di Musica Palermo Jazz. Una band di
grandissimo impatto resa ancora più prorompente dal poderoso drumming del “nostro”
Marcello Pellitteri oramai naturalizzato statunitense, che svolge la sua attività tra Boston e
New York quando non è in tour in giro per il mondo.
David Kikoski
Musicista di grandi doti tecniche e di forte spessore jazzistico, Kikoski è anche uno dei
musicisti più generosi che ci siano sulla scena. Il suo stile trae ispirazione da svariate
fonti e presenta un distillato sapientemente equilibrato della storia del piano jazz, vista
attraverso l'ottica di un musicista che ne vive l'evoluzione costantemente in prima linea
da oltre due decenni sulla scena di New York. Tutto ciò, insieme a un bagaglio
lessicale jazzistico apparentemente inesauribile, porta David Kikoski a fornire
invariabilmente dal vivo un set di travolgente forza espressiva e peso specifico, che
risulta assolutamente convincente. Il totale coinvolgimento del pubblico è assicurato.
THE BAD PLUS
special guest JOSHUA REDMAN
Joshua Redman tenor sax - Ethan Iverson piano - Reid Anderson bass - David King drums
Ethan Iverson al piano, Reid Anderson al contrabbasso e David King alla batteria sono i
componenti di The Bad Plus, da diversi anni uno dei gruppi piu' particolari e di successo della
scena jazzistica mondiale. Dopo aver debuttato discograficamente nel 2001 con la spagnola
Fresh Sound, la band in seguito al grande successo e conseguente interesse suscitato dalle sue
esibizioni in USA e Gran Bretagna ha ottenuto un contratto con una major, la Columbia
Records, pubblicando dei lavori che hanno suscitato vasto entusiasmo nella critica
internazionale. Precedentemente a The Bad Plus, Iverson, Anderson e King, tutti e tre
originari del Midwest, hanno collaborato con numerosi musicisti tra cui Kurt Rosenwinkel,
Mark Turner e Billy Hart. La proposta musicale del gruppo si contraddistingue per un
approccio molto diretto alla materia sonora, affrontata con energia e sviluppata con grande
senso di avventurosa narrativita', con improvvisi cambi di tempo o istantanee esplosioni
sonore che si tramutano improvvisamente nel loro opposto con impeccabile aplomb,
attraverso un repertorio che abbina loro composizioni originali, caratterizzate da elementi di
poliritmia, uso di ostinati e arrangiamenti spettacolari accanto a echi di Thelonius Monk,
musica seriale e destrutturazione di successi pop, come la loro particolare versione di "Smells
like teen spirit" dei Nirvana. Definiti "iconoclasti musicali" e "geni e attori in egual misura",
The Bad Plus con la loro musica sono riusciti a raffigurare nella cornice di una delle piu'
classiche formazioni del jazz, il trio piano - contrabbasso - batteria, lo spirito della post
modernita'. Joshua Redman è da diversi anni una stella di prima grandezza della scena
jazzistica mondiale. Protagonista di una carriera di grande successo come leader di proprie
formazioni, ha precedentemente collaborato tra gli altri con Elvin Jones, Pat Metheny e Paul
Motian. Sassofonista di grandissima caratura e profondo conoscitore della tradizione
espressiva del sax tenore, nonché improvvisatore trascinante e convincente come pochi altri,
Redman è un musicista che risulta perfettamente a proprio agio in qualsiasi contesto
jazzistico, riuscendo a coniugare rigore e integrita artistica con una brillante e naturale vis
comunicativa dagli esiti di notevole spettacolarità. Questa formazione è stata inoltre per
diversi anni il quartetto regolare di Redman, incidendo tra l'altro uno dei suoi lavori
discografici più riusciti, "Beyond", uscito nel 2000 per la Warner Bros.
17 LUGLIO
NORMA WINSTONE & GLAUCO VENIER
Norma Winstone voice - Glauco Venier piano
Il duo è frutto della consolidata collaborazione tra la strepitosa Norma Wistone, cantante jazz
presente sulla scena artistica mondiale dagli anni ’70, e il grande pianista italiano Glauco
Venier.
Nata a Londra, Norma Wistone ha fatto parte di gruppi guidati da Mike Westbrook, Michael
Garrick, ha cantato con John Surman, Kenny Wheeler, Michael Gibbs e John Taylor e ha
lavorato a lungo con molti dei grandi nomi europei e americani. Alla fine degli anni settanta
forma con il pianista John Taylor e il trombettista Kenny Wheeler il trio Azimuth, band
definita da Richard Williams del Times come uno dei più fantasiosamente ideati e
delicatamente bilanciati tra tutti i gruppi da camera del jazz contemporaneo. Il loro CD "How
It Was Then Never Again" è stato pubblicato nel maggio 1995, e ha ricevuto quattro stelle
dalla rivista Down Beat. Negli ultimi anni è diventata nota come eccellente paroliere,
scrivendo i testi per composizioni di Ralph Towner, Egberto Gismonti e Ivan Lins. Ha una
speciale affinità con la musica di Steve Swallow, e ha scritto testi per molte delle sue
composizioni, in particolare "Ladies in Mercedes", divenuto uno standard. Nel luglio 2001, ha
vinto il titolo di Best Vocalist ai Jazz Awards della BBC. Con il pianista americano Fred
Hersch, ha registrato "Songs and Lullabies" un CD di composizioni di Hersch con testi da lei
scritti, in cui Gary Burton figura come ospite in tre brani. Continua ad essere uno dei
personaggi di punta del jazz britannico ed è stata nuovamente nominata nel 2007 e 2008 Best
Jazz Vocalist ai Jazz Awards della BBC. Nel 2009 le è stato assegnato il Premio Skoda Jazz
Ahead di Brema per il suo contributo al jazz europeo.
Glauco Venier dopo essersi diplomato in Organo presso il conservatorio "Jacopo Tomadini" di
Udine comincia la sua carriera jazzistica frequentando presso importanti seminari in Italia
(Perugia, Siena ecc.) e studiando con grandi maestri, tra cui Franco D'Andrea. Nel 1990 ha
l'occasione di trasferirsi negli Stati Uniti per studiare presso il prestigioso Berklee College of
Music di Boston, con il pianista Ray Santisi. Nello stesso anno pubblica anche il suo primo
CD, dal titolo Finlandia. La sua attività musicale prende vigore con la costituzione del trio con
Salvatore Majore (contrabbasso) e Roberto Dani (batteria), con i quali registrerà diversi cd,
fra il 1994 e il 1997. Con il trombettista Kenny Wheeler e Norma Winstone ha formato un trio
che nel 2003 ha visto la partecipazione del sassofonista Klaus Gesing, sancita dalla
registrazione dell'album “Chamber Music” per la Universal Music nel 2004, e ultimamente
dal cd "Distances", edito dalla ECM e nominato miglior album vocale alla 51ma edizione dei
Grammy Awards. Un'altra collaborazione degna di nota è stata quella con Lee Konitz,
contenuta nell'album "Ides of March". Ha suonato in Italia, Germania, Francia, Spagna,
Svizzera, Inghilterra, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia e Croazia, Russia, Belgio, Israele e
Stati Uniti d'America. Ha inoltre registrato sue composizioni per Rai, BBC, ORF, WDR e
altre radiotelevisioni russe, slovene e croate.
JOEL FRAHM QUARTET
Joel Frahm sax - Lage Lund guitar - Dario Deidda bass –
Marcello Pellitteri drums
Joel Frahm è
qualche anno
travolgente e
intensamente
uno dei più straordinari sassofonisti tenore apparsi sulla scena jazzistica da
a questa parte. Strumentista eccelso, Frahm è un improvvisatore acuto,
dalla competenza del linguaggio fuori della norma, capace di comunicare
su più livelli e di risultare appagante sia nell'ambito di un genuino
coinvolgimento schiettamente jazzistico sia sul piano di un'avanzata ricercatezza armonica e
di complessità espressiva. Frahm è insomma uno di quei musicisti per i quali la ricerca
espressiva riesce a non essere disgiunta da una grande comunicatività e capacità di arrivare a
varie tipologie di ascoltatori. Segnalatosi nel 2002 con "Don't Explain", autentica gemma
discografica realizzata in duo col pianista Brad Meldhau in cui Frahm mostra una personalità
musicale riccamente sfaccettata e chiaramente definita, il sassofonista ha proseguito la sua
carriera collaborando tra gli altri con Omer Avital, Bill Charlap, David Kikoski e Matt Wilson.
In questo tour è accompagnato da Lage Lund, chitarrista norvegese vincitore nel 2005 del
prestigioso concorso Thelonious Monk International Jazz Competition, brillante musicista che
ha collaborato tra gli altri con Ari Hoenig, Marcus Strickland e Seamus Blake, da Dario
Deidda, straordinario virtuoso del basso elettrico che ha collaborato tra gli altri con Mulgrew
Miller, Jerry Bergonzi e Kirk Lightsey, e dal palermitano Marcello Pellitteri alla batteria, da
oltre vent'anni anni residente negli Stati Uniti dove insegna presso il Berklee College of
Music di Boston, che ha collaborato tra gli altri con i New York Voices, Dave Samuels, Slide
Hampton e Paquito D’Rivera.
18 LUGLIO
LINO COSTA “HYPNOTIC TRIO”
Lino Costa guitar – Domenico Cacciatore el. bass – Roberto Pistolesi drums
Il chitarrista palermitano Lino Costa, dopo anni dedicati alla musica pop (decennale la sua
esperienza con la band "Tinturia"), rispolvera il suo progetto "Hypnotic" ritornando ad una
espressione artistica più vicina al mondo del jazz. Le sue composizioni, scritte tra il 1998 e il
2011, riflettono stilisticamente il suo percorso musicale. Si va dalle ambientazioni
sperimentali a quelle ricche di groove, passando anche dallo swing e cercando di non perdere
mai di vista la melodia e il coinvolgimento sonoro dell'ascoltatore. È accompagnato da una
sezione ritmica d'eccezione. Al basso Domenico Cacciatore, siciliano classe ‘80, vincitore nel
2005 del premio internazionale Euro Bass Day. Alla batteria Roberto Pistolesi che conta tra le
sue collaborazioni il sassofonista Stefano Di Battista. I tre fanno parte inoltre della band del
cantautore siciliano Ivan Segreto.
GOLDBERG/KLEIN "Bienestan"
Mark Turner tenor - Aaron Goldberg piano - Guillermo Klein rodehs - Matt Penman bass Greg Hutchinson drums
Il pianista e compositore argentino Guillermo Klein ha vissuto nella prima metà degli anni '90
negli USA, studiando al Berklee College of Music di Boston e successivamente divenendo
uno dei protagonisti della scena jazzistica di New York facente capo allo Small's e al Jazz
Standard alla guida di una propria formazione di diciassette elementi. Klein ha proseguito da
allora la propria attività di bandleader e ha continuato anche dopo il suo ritorno in Argentina a
esibirsi regolarmente negli USA e incidere con "Los Guachos", un'orchestra di formazione
variabile nella quale hanno figurato diversi musicisti emergenti del periodo iniziale poi
divenuti delle figure di riferimento nel panorama jazzistico mondiale: Chris Cheek, Miguel
Zenon, Bill McHenry, Ben Monder, Jeff Ballard. Eccellente pianista, Klein è inoltre un
compositore raffinato il cui approccio orchestrale si contraddistingue per l'utilizzo tematico
dell'elemento ritmico e per il sottile acume nel combinare e sovrapporre in modo poliritmico
gli elementi tematici affidati alle varie tessiture strumentali. Klein ha di recente realizzato
Bienestan, un lavoro discografico col pianista Aaron Goldberg, in cui il suo Fender Rhodes e
l'avanzata originalità della sua concezione si uniscono alla verve di moderno mainstream
dell'estroverso pianista statunitense, che oltre a guidare da anni un proprio trio ha collaborato
tra gli altri con Joshua Redman e Wynton Marsalis. Il gruppo vede la partecipazione di Mark
Turner, da diversi uno dei più rigorosi e stimati tenorsassofonisti della scena jazz mondiale,
del solido contrabbassista Matt Penman, che ha suonato tra gli altri con Sam Yahel, Kenny
Werner e il San Francisco Jazz Collective. e lo straordinario batterista Eric Harland, che ha
suonato tra gl i altri con Charles Lloyd, Kenny Garrett, Joshua Redman.
19 LUGLIO
GIANNI GEBBIA QUARTET
Gianni Gebbia alto – Mauro Schiavone piano - Gabrio Bevilacqua bass - Jacek Kochan drums
Sassofonista palermitano, Gianni Gebbia dalla metà degli anni 80 lavora nel campo della
musica improvvisata e del jazz d'avanguardia europeo. Ha al suo attivo numerose incisioni
discografiche tra le quali ricordiamo Outland, Cappuccini Klang, Body Limits e Terra Arsa.
Ha collaborato, tra gli altri, con Peter Kowald, Gunther Sommer, Fred Frith, Masaki Iwana,
Noel Akchoté, Tadashi Endo, Orchestra Instabile, Evan Parker, Jean-Marc Montera, Donique
Regef, Massimo Simonini, Tiziano Popol, André Jaume, Steve Buchanan, Lindsay Cooper,
Miriam Palma, Vladimir Tarasov.
Questo quartetto lo vede al fianco di Mauro Schiavone che rappresenta già da diversi anni
l’eccellenza del pianismo in Sicilia, del super richiesto Gabrio Bevilacqua, contrabbassista
palermitano collaboratore fra gli altri anche di Salvatore Bonafede e del batterista polacco
Jacek Kochan che ha collaborato con musicisti del calibro di Seamus Blake, Jerry Bergonzi e
George Garzone.
EDDIE GOMEZ QUARTET
Alessandro Presti trumpet - Salvatore Bonafede piano - Eddie Gomez bass Nasheet Waits
drums
Eddie Gomez è uno dei più brillanti contrabbassisti della storia del jazz. Grande virtuoso del
proprio strumento, si è da sempre contraddistinto per il suono altamente personale attraverso
il quale sa esprimere una cavata possente e ricca di drive che genera un walking impeccabile,
nonché per la ricchezza di idee e l'audacia melodica e armonica di cui riesce a dar prova nelle
sortite da solista, il tutto sempre all'insegna di una grande sensibilità musicale e di una classe
davvero notevole. Eddie Gomez ha trascorso un lungo periodo nel trio di Bill Evans, con cui
ha collaborato dal 1966 al 1977, prendendo parte a numerose importanti incisioni del grande
pianista. Tra le altre sue collaborazioni più significative spiccano inoltre quelle con gli Steps
Ahead (1979-84), Benny Wallace, Joanne Brackeen, Jack DeJohnette e Chick Corea. In
questo tour italiano si presenta con un quartetto comprendente al piano Salvatore Bonafede,
che oltre a avere collaborato con numerosi musicisti statunitensi, tra cui lo stesso Gomez in
più occasioni, ha inciso e suonato a proprio nome con, tra gli altri, Tom Harrell, Paul Motian,
Billy Hart e Joe Lovano, alla tromba Alessandro Presti, giovane astro nascente siciliano che
ha già collaborato con Gomez lo scorso anno prendendo tra l'altro parte al festival di Roccella
Jonica, e alla batteria uno dei più interessanti musicisti venuti alla ribalta sulla scena USA
negli ultimi anni, ossia Nasheet Waits, che ha collaborato tra gli altri con Fred Hersch, Jason
Moran, Ron Carter, Andrew Hill e Mark Turner.
20 LUGLIO
FRANCESCO GUAIANA" Triptyque"
Francesco Guaiana guitar - Luca Lo Bianco bass - Dario Carnovale drums
Il gruppo è frutto del sodalizio di tre affermati musicisti palermitani: il chitarrista Francesco
Guaiana, il bassista Luca Lo Bianco e l’esplosivo pianista Dario Carnovale, che da anni suona
con successo anche la batteria. Il Tryptique trio presenta composizioni originali scritte e
interpretate con l'intento di perseguire una ormai sempre più rara semplicità ed essenzialità.
La lunga osservazione di un imponente albero durante un autunno trascorso a Parigi, il
singolare contrasto tra il lento spogliarsi delle sue foglie e l'arricchimento spirituale del
compositore rappresentano la linfa creativa che ha dato vita a quasi tutta la musica di questo
progetto musicale, registrata nel cd ‘ THE SPOILED TREE’, prodotto da Fitzcarraldo
Records. La matrice jazzistica da sempre presente nel percorso artistico di Francesco Guaiana
si esprime qui attraverso un approccio compositivo meno legato all’improvvisazione
estemporanea, ma piuttosto alla struttura formale delle composizioni, allo sviluppo melodico e
ad un calibrato uso dell’effettistica.
KURT ELLING BAND
Kurt Elling vocal - Charlie Hunter guitar/bass - Derrek Phillips drums
Vincitore per tre anni di seguito dei sondaggi delle riviste Down Beat e JazzTimes come
miglior voce maschile, Elling è una personalità preminente nel panorama contemporaneo del
jazz vocale. Già dal suo esordio come jazz vocalist nel 1995 con l'album Close Your Eyes
edito dalla Blue Note si fa notare per la sua voce baritonale, per le quattro ottave di
estensione, per una sillabazione fluida e per un assoluto controllo della tecnica scat. Tra il
1997 e il 2003 pubblica, sempre per la Blue Note, altri sei album, due dei quali dal vivo.
Nello stesso periodo collabora con numerose personalità del mondo jazzistico, tra cui David
Amram, Bob Belden, Joanne Brackeen, Oscar Brown, Jr., Billy Corgan, Orbert Davis, George
Freeman, Buddy Guy, Jon Hendricks, Laurence Hobgood, Charlie Hunter, Randy Bachman,
Bob Mintzer, Rex Richardson e gli Yellowjackets.Elling è anche vice presidente della
National Academy of Recording Arts and Sciences, l'organizzazione che assegna annualmente
i Grammy Awards e che conta circa 17 000 iscritti. Quando non è in tour, lo si può ascoltare
regolarmente tutti i mercoledì sera al Green Mill Cocktail Lounge di Chicago. In questo
gruppo lo affiancano il grande Charlie Hunter, con una chitarra a otto corde dove
simultaneamente suona le linee di basso e il poliedrico batterista Derrek Phillips che ha
collaborato tra gli altri con Seamus Blake, Michael Brecker, Christian McBride, Chris Potter,
Rufus Reid, Michele Rosewoman, Lucian Ban, Oliver Lake, Marcus Belgrave e Joshua
Redman.
21 LUGLIO
CASTELLAMMARE VOCAL ENSEMBLE
&
ORCHESTRA CASTELLAMMARE JAZZ dir.GUILLERMO KLEIN
special guest MARK TURNER
La serata conclusiva del Summer Jazz 2012 mette in scena come tradizione il “frutto del
lavoro” dei seminari.
Alle 21.30 si esibiranno i partecipanti del corso di canto, guidati da Norma Winstone, Kurt
Elling e Aaron Goldberg, con la collaborazione di Stefania Patanè, Anita Vitale, Alejandra
Bertolino e Roberto Brusca.
A seguire assisteremo alla performance dell’orchestra di “Castellamamre jazz”: gli allievi del
laboratorio di pratica orchestrale tenuto da Guillermo Klein e Paolo Sorge avranno la
possibilità di suonare al fianco del grande sassofonista Mark Turner, da qualche anno è
sicuramente uno dei più grandi e apprezzati tenoristi presenti sulla scena mondiale.
WORKSHOPS
STRUMENTO ORE 10-13
PIANOFORTE
Kenny Werner 15 – 16 – 17 - 18 / David Kikoski 19 - 20 - 21
Docente assistente: Marvi La Spina
BATTERIA
Nasheet Waits 15 – 16 - 17 / Mark Guiliana 18 / Greg Hutchinson 19 – 20 - 21
Docente assistente: Giuseppe Urso
CONTRABBASSO
Omer Avital 15 – 16 – 17 - 18 / Eddie Gomez 19 – 20 - 21
Docente assistente: Sergio La Viola
BASSO EL.
Dario Deidda 16 – 21
SASSOFONO
Joel Frahm 15 – 21
Docente assistente: Stefano D’Anna
TROMBA
Avishai Cohen 15 – 16 – 17 – 18
Docente assistente: Alessandro Presti
CANTO
Norma Winstone 15 – 20 / Kurt Elling 21
Docenti assistenti: Roberto Brusca, Stefania Patanè, Anita Vitale, Alejandra Bertolino Garcia
CHITARRA
Lage Lund 15 – 20 / Charlie Hunter 21
Docente assistente: Francesco Guaiana
Giorno 15 è previsto un incontro con i maestri brasiliani del Trio da Paz.
MUSICA D'INSIEM ORE 16.00 - 19.00
15 – 21
Salvatore Bonafede, Mark Guiliana, Ed Howard, Jason Lindner
15 – 16 – 17 – 18
David Kikoski, Johnathan Blake
19 – 20 – 21
Matt Penman, Mark Guiliana
PRATICA ORCHESTRALE
15 – 21
Paolo Sorge
18 – 19 – 20 – 21
Guillermo Klein
REPERTORIO PER CANTANTI E PRATICA CORALE
15 – 16 – 17 – 18:
Anita Vitale, Stefania Patanè, Roberto Brusca
19 – 21
Anita Vitale, Stefania Patanè, Alejandra Bertolino Garcia,
Aaron Goldberg
COSTI
Ordinari
7 gg - euro 340
4 gg - euro 240
3 gg - euro 200
Studenti scuole di musica e conservatori
7gg - euro 290
4gg - euro 205
3gg - euro 170
Kenny Werner
Kenny Werner, nato a Brooklyn nel 1951, nel 1970 si iscrive al Berklee School of
Music. Nel 1977 registra con Charles Mingus in "Something Like A Bird". Nei primi
anni ’80 compie tournée e incide con Archie Shepp. Nel 1984 entra nella Mel Lewis
Orchestra, in seguito Vanguard Jazz Orchestra, per la quale arrangia e compone
diversi brani. In seguito ha scritto arrangiamenti per la Cologne Radio Jazz Orchestra
(WDR), la Danish Radio Jazz Orchestra, la Metropole Orchestra (Holland) e la Umo
Jazz Orchestra (Finland). Nel 1981 forma il suo primo trio con Ratzo Harris al basso
e Tom Rainey alla batteria, formazione con cui ha suonato 14 anni. Dal 1971
collabora con Joe Lovano. Dalla metà degli anni ’90 ad oggi ha principalmente
suonato in duo con Toots Thielemans o col proprio trio, cui per diversi anni hanno
preso parte Johannes Weidenmueller e Ari Hoenig, che attualmente comprende
Jorge Roeder al contrabbasso e Richie Barshay alla batteria. Ha collaborato con Lee
Konitz, Stan Getz e Dizzy Gillespie, Joe Henderson, Dave Liebman, Chico Freeman,
Jim Pepper, Bob Brookmeyer, Tom Harrell, Kenny Wheeler, Dave Douglas, Tim
Hagans, Mark Feldman, Bobby Hutcherson, Ron Carter, Eddie Gomez, Dave
Holland, Charlie Haden, Marc Johnson, Ray Drummond, Rufus Reid, Mel Lewis,
Jack DeJohnette, Billy Hart, Ed Blackwell, Paul Motian, Peter Erskine, Elvin Jones,
Steve Gadd, Joey Baron, Roseanna Vitro, Marian McPartland, Gunther Schuller.
David Kikoski
Nato nel 1961, David Kikoski dopo il liceo si iscrive al Berklee College of Music di
Boston, diplomandosi in pianoforte. Negli anni trascorsi a Boston forma un proprio
trio ospitando a volte Pat Metheny, con cui successivamente inciderà insieme a Roy
Haynes, segnando l’inizio di una partnership che dura fino ai nostri giorni. Grazie a
questa collaborazione David Kikoski ha modo di incontrare, suonare e incidere tra gli
altri con musicisti del calibro di Randy Brecker, Joe Henderson, Ron Carter, Al
Foster, Buster Williams e Bob Berg. Nel 1989 incide il suo primo disco alla testa di un
proprio trio, comprendente Eddie Gomez e Al Foster. Il secondo disco, prodotto da
Walter Becker degli Steely Dan, vede la partecipazione di Randy Brecker e Billy Hart.
All’inizio degli anni ’90 Kikoski fa parte del quartetto di Bob Berg, e incide a proprio
nome "Another Standard" per l’etichetta Stretch di Chick Corea. Nel 1994 incide per
l’etichetta Sony Epicure l’album “David Kikoski”, in trio con Essiet Essiet e Al Foster.
Negli anni successivi David Kikoski collabora con numerosi grandi musicisti tra cui
John Scofield, Brian Lynch, Peter Erskine, Red Rodney, Ravi Coltrane, Chris Potter,
Christian McBride, Joe Henderson, Joey Baron, Dave Holland, Mike Stern, Chick
Corea, Toots Thielemans, Pat Metheny, Victor Lewis, Tom Harrell, Gary Thomas,
Marcus Miller, la Mingus Big Band e Michael Brecker. Dal 1997 David Kikoski ha
iniziato con l’etichetta olandese Criss Cross una fruttuosa collaborazione che ha
prodotto " Inner Trust", del 1997, in trio con Ed Howard e Leon Parker, "The Maze"
insieme a Jeff "Tain" Watts, Seamus Blake e Scott Colley, "Almost Twilight”
registrato con John Patitucci e Jeff "Tain" Watts dopo un ingaggio di una settimana
allo "Sweet Basil" di New York, e ancora "Combinations", "Surf's Up", "Details" e
"Limits". Nel 2001 Roy Haynes invita Kikoski a unirsi alla sua nuova allstars band,
comprendente Dave Holland, Roy Hargrove e Kenny Garrett, Nicholas Payton e
Christian McBride per effettuare delle tournée e un’incisione, che ha ricevuto una
nomination ai Grammy Awards. Più recentemente David Kikoski ha collaborato con
la “Soul Bop Band” di Randy Brecker e Bill Evans, e i Brecker Brothers. Tra le sue
più recenti realizzazioni discografiche vi è inoltre il progetto “BeatleJazz”, i cui lavori
hanno ottenuto grande successo e hanno visto come ospiti la partecipazione di
numerosi grandi musicisti tra cui Michael Brecker, Randy Brecker, Joe Lovano, Toots
Thielemans, Larry Grenadier e John Scofield. Musicista di grandi doti tecniche e di
forte spessore jazzistico, Kikoski è anche uno dei musicisti più generosi che ci siano
sulla scena. Il suo stile trae ispirazione da svariate fonti e presenta un distillato
sapientemente equilibrato della storia del piano jazz, vista attraverso l’ottica di un
musicista che ne vive l’evoluzione costantemente in prima linea da oltre due decenni
sulla scena di New York. Tutto ciò, insieme a un bagaglio lessicale jazzistico
apparentemente inesauribile, porta David Kikoski a fornire invariabilmente dal vivo un
set di grande forza espressiva e peso specifico, che risulta assolutamente
convincente.
Nasheet Waits
Nasheet Waits è uno dei batteristi più interessanti e creativi della sua generazione. In
possesso di mezzi tecnici e sfumature timbriche come di rado è dato incontrare, egli
ha messo a punto uno stile molto stimolante e moderno, caratterizzato dalla
mescolanza di flussi poliritmici generanti delle vere e proprie onde sonore, riuscendo
a sottolineare ed arricchire la musica dei gruppi cui partecipa in maniera efficace e
originale. Nato nel 1971 a Manhattan, New York, è stato incoraggiato a suonare la
batteria dal padre, il celebre Frederick (Freddie) Waits, fortissimo musicista che nel
corso della sua carriera ha incrociato la strada di molte leggende del jazz, tra cui Ella
Fitzgerald, Sonny Rollins, McCoy Tyner. Nasheet Waits si è laureato con lode in Arts
in Music presso la Long Island University, e ha inoltre studiato con il percussionista
Michael Carvin, essendo al contempo influenzato ovviamente dal padre, così come
da Max Roach, che lo ha scritturato come membro del suo ensemble di percussioni
M’Boom. La prima scrittura di rilievo è stata offerta a Waits dal sassofonista Antonio
Hart, nel cui quintetto ha a lungo militato effettuando tours e partecipando
all’incisione di tre albums. Tra le proprie influenze Nasheet cita Billy Higgins, Art
Blakey, Tony Williams, Philly Joe Jones e Billy Hart, quest’ultimo amico personale
del padre Freddie. Oltre a prendere parte a vari gruppi di Andrew Hill, uno dei quali
ha vinto il prestigioso premio danese Jazzpar nel 2003, Nasheet collabora
stabilmente da diversi anni con il trio di Fred Hersch, nonché con il gruppo
“Bandwagon” di Jason Moran e con il trio di John Patitucci comprendente il chitarrista
Adam Rogers. Tra le sue altre collaborazioni spiccano inoltre quelle con Geri Allen,
Mario Bauza, Hamiett Bluiett, Abraham Burton, Ron Carter, Marc Cary, Steve
Coleman, Stanley Cowell, Orrin Evans, Stefon Harris, Bill Lee, Jackie McLean, The
Mingus Big Band, The New Jersey Symphony Orchestra, Greg Osby, Joshua
Redman, Vanessa Rubin, Antoine Roney, Wallace Roney, Jacky Terrasson, Bunky
Green e Mark Turner.
Mark Guiliana
Batterista nato nel 1980 a Florham Park‚Äö New Jersey, Mark scopre la sua
passione e il suo talento naturale per suonare la batteria all'età di 15 anni quando
ha iniziato a studiare con il grande Joe Bergamini, studia inoltre con John Riley e
Kevin Norton, e si laurea in Jazz Studies presso la William Paterson University. E'
leader di un acclamato trio sperimentale, Heernt, e collabora dal 2003 con il
contrabbassista Avishai Cohen, con cui ha inciso quattro CD e suonato in tutto il
mondo. Ha inoltre inciso con il Jazz Mandolin Project, Bobby McFerrin, Jason
Lindner, Branford Marsalis e James Williams.
Gregory Hutchinson
Nato a Brooklyn nel 1970, Greg Hutchinson ha iniziato a suonare fin da ragazzo con
il padre, percussionista e leader del gruppo reggae Triadics. In seguito si è
perfezionato presso la Manhattan School of Music sotto la guida Justin Di Cioccio, e
studiando privatamente con Marvin "Smitty" Smith e Kenny Washington. Dopo gli
esordi professionali nel gruppo di Red Rodney, viene segnalato dal pianista Stephen
Scott a Betty Carter, che lo scrittura nel proprio gruppo in cui rimarrà per due anni. In
seguito farà parte del quintetto di Roy Hargrove e del trio di Ray Brown, oltre a
collaborare con numerosi altri grandi musicisti tra cui spiccano Joe Henderson,
Hutchinson ha partecipato tra l'altro all'incisione di "Lush Life", uno dei dischi più belli
e "magici" del grande maestro del sax tenore, e Joshua Redman.
Joel Frahm
Joel Frahm, sax tenore e soprano, è uno dei più brillanti sassofonisti tenore
segnalatisi da qualche anno sulla scena USA. Nato a Racine, Wisconsin, cresciuto a
West Hartford, Connecticut, vive a New York, dove si esibisce in molti jazz clubs tra
cui Blue Note, Birdland e Jazz Standard. Ha collaborato con diversi tra i nuovi
giovani protagonisti del jazz tra cui Bill Charlap, Matt Wilson, David Kikoski e Ben
Allison, e si è esibito anche accanto a consolidati maestri come Dewey Redman,
Fred Hersch e Betty Carter. Ha suonato inoltre per tre anni nel gruppo della cantante
Jane Monheit, avendo modo di segnalarsi all'attenzione della critica per la sua ricca
sonorità, fluida, inventiva e appassionata. Nel 2004 ricevuto una nomination come
"rising star" nel referendum dei critici della rivista Downbeat Magazine. Joel Frahm
ha recentemente realizzato in duo con Brad Meldhau il suo terzo cd a proprio nome,
"Don't Explain", uscito per la Palmetto Records.
Dario Deidda
Nato a Salerno nel 1968, diplomato in contrabbasso, si è specializzato nel basso
elettrico a quattro corde, divenendo uno dei più richiesti e stimati esponenenti di
quello strumento sulla scena musicale italiana senza limiti di genere. Tra le sue
numerosissime collaborazioni con musicisti di jazz USA spiccano tra le altre quelle
con Benny Golson, James Moody, George Coleman, George Garzone, Bob Mintzer,
Tom Harrell, Carl Anderson, Mulgrew Miller, Jerry Bergonzi, Kirk Lightsey, Steve
Turre, Alex Sipiagin, Vinnie Colaiuta, Jeanpierre Como, Paco Sery, Dede Ceccarelli,
Bireli Lagrene, Randy Brecker, Dave Liebman, Peter Erskine, Gene Jackson, Clyde
Stubbfield, Alphonso Johnson, mentre tra i jazzisti italiani ha collaborato a lungo con
Maurizio Giammarco, Roberto Gatto, Danilo Rea, Umberto Fiorentino, Enrico
Pieranunzi, Paolo Fresu, Rita Marcotulli, Enrico Rava, Tullio De Piscopo, Maurizio
Urbani, Stefano Di Battista, Rosario Giuliani, Franco D’Andrea, Pietro Condorelli,
Rocco Zifarelli, Javier Girotto, Maria Pia De Vito, Giovanni Amato. Ha pubblicato nel
2003 in veste di leader un cd per l'etichetta USA GoJazz, prodotto da Gegé Telesforo
e Ben Sidran, con la partecipazione di Julian Oliver Mazzariello e Stephane Huchard.
Ha fatto parte della band di Pino Daniele nel 1999. Fa parte dei Pure Funk Live di
Gegè Telesforo con cui ha registrato il cd "We couldn’t be happier", uscito per la Go
Jazz. Ha fatto parte di numerose band televisive con: Stefano Palatresi e Renzo
Arbore ne “Il caso Sanremo” (1990), ”D.O.C.” (1988), ”Maurizio Costanzo Show” con
Tullio De Piscopo, ”Comici”, “Saranno Promossi”, ”L’ottavo nano” con Serena
Dandini, Corrado Guzzanti e Lele Marchitelli, “Roxy Bar” con Roberto Gatto. In
ambito pop ha collaborato con: Carmen Consoli, Marina Rei, Laura Pausini, Fiorella
Mannoia, Elisa, Max Gazzè, Niccolò Fabi, Samuele Bersani, Alex Britti, Luca
Carboni.
Omer Avital
Contrabbassista, compositore e arrangiatore, Omer Avital è nato a Givataim, una
piccola città in Israele, da genitori di origini marocchine e yemenite. Ha iniziato la sua
formazione musicale a 11 anni, entrando nel conservatorio della sua città natale per
studiare la chitarra classica. Successivamente, dopo essersi iscritto alla Talma Yalin,
la più importante scuola d’arte del suo paese, Avital ha iniziato a interessarsi al jazz.
Passato al contrabbasso, in breve tempo prende la direzione dell’orchestra della
scuola, scrivendone gli arrangiamenti. Nel corso dell’ultimo anno di studi, all’età di 17
anni, Avital ha iniziato a suonare professionalmente, lavorando in vari contesti con
molti gruppi di generi musicali diversi, ed esibendosi regolarmente in tv, radio e in
numerosi festival jazz. Dopo un anno trascorso suonando nell’orchestra dell’esercito
israeliano, Avital si trasferisce a New York, nel cui ambiente si inserisce presto senza
difficoltà, divenendo ben presto un richiesto sideman, e iniziando un’attività
internazionale collaborando con affermati musicisti quali Roy Haynes, Jimmy Cobb,
Nat Adderley, Walter Bishop, Al Foster, Kenny Garrett, Steve Grossman, Frank
Hewitt, Jimmy Lovelace, Rashied Ali. Omer Avital è stato molto attivo anche nella
scena locale di New York con i migliori musicisti della sua generazione, tra cui Mark
Turner, Aaron Goldberg, Joshua Redman, Jason Lindner, Jeff Ballard, Brad
Mehldau, Antonio Hart, Claudia Acuña, Kurt Rosenwinkel, Peter Bernstein, Greg
Tardy, Myron Walden, Larry Goldings e Ali Jackson, in particolare allo Smalls, dove è
stato presente fin dalla serata d’apertura nel 1994, e dove si è successivamente
esibito molto spesso, sia alla testa di propri gruppi che con bands come la Jason
Lindner Big Band, il Charles Owens Quartet e molti altri ancora, divenendo una delle
colonne portanti del movimento musicale gravitante intorno quel celebre locale. A 24
anni ha formato l’Omer Avital group, composto da basso e batteria e quattro
sassofoni, una band in cui si sono avvicendati i batteristi Ali Jackson e Joe Strasser,
e i sassofonisti Mark Turner, Greg Tardy, Charles Owens, Joel Frahm e Myron
Walden. Omer cita tra le proprie influenze Oscar Pettiford, Ray Brown, Paul
Chambers, Sam Jones, Scott LaFaro, Eddie Gomez, Charlie Haden e Ron Carter.
Omer Avital è uno strumentista straordinario, che ha saputo incorporare nel proprio
stile svariate influenze etniche assorbite durante la sua formazione, coniugandole
con delle spiccate doti jazzistiche in una cifra personale caratterizzata da grande
vigore e drammaticità, per la quale è stato accostato dal critico Ben Ratliff del New
York Times a esponenti del contrabbasso quali Charles Mingus e William Parker.
Eddie Gomez
Nato il 4 ottobre del 1944 a San Juan, Puerto Rico, Eddie Gomez è uno dei più
brillanti contrabbassisti della storia del jazz. Grande virtuoso del proprio strumento, la
sua flessibilità e rapidità di interazione lo hanno reso un accompagnatore ideale.
Cresciuto a New York, ha iniziato precocemente a studiare il contrabbasso all'età di
undici anni, ottenendo a tredici anni l'ammissione alla High School of Music, e
iniziando di lì a poco a studiare con Fred Zimmerman. Ha fatto parte dal 1959 al
1961 della Newport Festival Youth Band. Dopo gli studi alla Juilliard, in cui nello
stesso periodo studiavano Chick Corea, Hubert Laws, James Levine, Itzak Perlman,
Paula Robinson e Gary Karr, Gomez ha suonato tra gli altri con Gary McFarland,
Gerry Mulligan, Benny Goodman, Buck Clayton, il sestetto di Rufus Jones, Marian
McPartland (1964), Paul Bley (1964-65) e Giuseppi Logan. La notorietà
internazionale per Eddie Gomez è arrivata durante il suo lungo periodo nel trio di Bill
Evans, con cui ha collaborato dal 1966 al 1977, prendendo parte a numerose
importanti incisioni del grande pianista, di cui due premiate con il Grammy Award, e
avendo modo di iniziare a segnalarsi per quel suo tipico e musicalissimo virtuosismo
che diverrà un tratto distintivo della propria cifra stilistica. Alla fine degli anni '60
suona in più occasioni nel celebre quintetto di Miles Davis comprendente Wayne
Shorter, Herbie Hancock e Tony Williams. In seguito Gomez ha collaborato in
un'infinità di contesti tra cui spiccano gli Steps Ahead (1979-84), Dizzy Gillespie,
Freddie Hubbard, George Benson, McCoy Tyner, Chick Corea, Hank Jones, Nancy
Wilson, Tania Maria e Ray Barretto, nonché in un grande numero di incisioni
discografiche. Nel campo della musica classica Gomez è stato solista ospite con il
Tashi Ensemble, il Kronos Quartet e il clarinettista Richard Stoltzman, e ha suonato
in prima esecuzione al Carnegie Recital Hall una composizione scritta
espressamente per lui da Thomas McKinley. Eddie Gomez ha inoltre inciso come
leader per le etichette Columbia, ProJazz e Stretch.
Norma Winstone
Nata a Londra, ha iniziato a farsi notare verso la fine degli anni sessanta,
condividendo con Roland Kirk il cartellone del jazz club Ronnie Scott. Anche se ha
iniziato la sua carriera cantando standard jazz, viene ben presto coinvolta nel
movimento d'avanguardia, esplorando l'uso della voce in modo sperimentale, in
evoluzione parallela al proprio approccio all'improvvisazione. Ha fatto parte di gruppi
guidati da Mike Westbrook, Michael Garrick, ha cantato con John Surman, Kenny
Wheeler, Michael Gibbs e John Taylor e ha lavorato a lungo con molti dei grandi
nomi europei e americani. Nel 1971 è stata votata miglior cantante nel Jazz Poll della
rivista Melody Maker e successivamente ha registrato per la Decca il suo album
"Edge of Time", che è stato ripubblicato come CD sull'etichetta Disconforme. Alla fine
degli anni settanta forma con il pianista John Taylor e il trombettista Kenny Wheeler il
trio Azimuth, band definita da Richard Williams del Times come uno dei più
fantasiosamente ideati e delicatamente bilanciati tra tutti i gruppi da camera del jazz
contemporaneo. In questa cornice Winstone combina l'uso strumentale della voce
con i testi, la maggior parte dei quali da lei stessa scritti. Azimuth ha registrato diversi
album per l'etichetta ECM. Il loro CD "How It Was Then Never Again" è stato
pubblicato nel maggio 1995, e ha ricevuto quattro stelle dalla rivista Down Beat.
Negli ultimi anni è diventata nota come eccellente paroliere, scrivendo i testi per
composizioni di Ralph Towner, Egberto Gismonti e Ivan Lins. Ha una speciale affinità
con la musica di Steve Swallow, e ha scritto testi per molte delle sue composizioni, in
particolare "Ladies in Mercedes", divenuto uno standard. Nel luglio 2001, ha vinto il
titolo di Best Vocalist ai Jazz Awards della BBC. Con il pianista americano Fred
Hersch, ha registrato "Songs and Lullabies" un CD di composizioni di Hersch con
testi da lei scritti, in cui Gary Burton figura come ospite in tre brani. Continua ad
essere uno dei personaggi di punta del jazz britannico ed è stata nuovamente
nominata nel 2007 e 2008 Best Jazz Vocalist ai Jazz Awards della BBC. Nel 2009 le
è stato assegnato il Premio Skoda Jazz Ahead di Brema per il suo contributo al jazz
europeo.
Kurt Elling
Nato a Chicago nel 1967, dopo aver ottenuto un diploma al Gustavus Adolphus
College di Saint Peter, Minnesota nel 1989, si iscrive all'Università di Chicago dove
interrompe gli studi tre anni dopo, a pochi esami dalla laurea. Esordisce come jazz
vocalist con l'album Close Your Eyes (1995 Blue Note) e si fa notare per la sua voce
baritonale, per le quattro ottave di estensione, per una sillabazione fluida e per un
assoluto controllo della tecnica scat. Tra il 1997 e il 2003 pubblica, sempre per la
Blue Note, incide altri sei album, due dei quali dal vivo. Nello stesso periodo
collabora con numerose personalità del mondo jazzistico, tra cui David Amram, Bob
Belden, Joanne Brackeen, Oscar Brown, Jr., Billy Corgan, Orbert Davis, George
Freeman, Buddy Guy, Jon Hendricks, Laurence Hobgood, Charlie Hunter, Randy
Bachman, Bob Mintzer, Rex Richardson e gli Yellowjackets. Nel 1997 prende parte
alla registrazione dell’album Swing, dei Manhattan Transfer. Nel 2007 lascia la Blue
Note e pubblica Nightmoves , primo album con la Concord Records in cui, al fianco
di vecchi amici come Bob Mintzer, Christian McBride e John Pizzarelli, compaiono
anche nuovi collaboratori: Rob Mounsey alle tastiere, Guilherme Monteiro alla
chitarra e Gregoire Maret all'armonica. L'album viene candidato al Grammy come
miglior album di jazz vocale nel 2008. Vincitore per tre anni di seguito dei referendum
delle riviste Down Beat e JazzTimes come miglior voce maschile, si è ormai imposto
come personalità preminente nel panorama contemporaneo del jazz vocale. Elling è
anche vice presidente della National Academy of Recording Arts and Sciences,
l'organizzazione che assegna annualmente i Grammy Awards e che conta circa 17
mila iscritti.
Lage Lund
Chitarrista, nato a Skien, in Norvegia, Lage Lund si è trasferito negli USA grazie a
una borsa di studio assegnatagli per frequentare il Berklee College of Music di
Boston, città nei cui jazz clubs si è lungamente esibito durante il periodo dei suoi
studi, ottenendo anche una scrittura stabile al Wally's Café. Nel 2002 una
sovvenzione della fondazione Fulbright gli offre l'opportunità di trasferirsi a New York
e nel 2003 si iscrive con una borsa di studio completa al corso di studi jazz della
Juilliard School, primo chitarrista elettrico nella storia di questa scuola. Ben presto
diviene una figura di spicco della nuova scena jazz locale, e suona spesso con propri
gruppi in jazz clubs quali Small's, 55 Bar, The Jazz Gallery, nonché presso il Jazz at
Lincoln Center, Blues Alley e il Kennedy Center. Oltre alla sua attività come leader,
Lage Lund ha collaborato e suona con diversi musicisti tra cui Ari Hoenig, Carmen
Lundy, Ingrid Jensen, Marcus Strickland, Wynton Marsalis e la Lincoln Center Jazz
Orchestra, Eric Revis, Aaron Parks, Seamus Blake. Nel 2005 ha vinto il primo premio
del prestigioso concorso Thelonious Monk International Jazz Competition.
Charlie Hunter
Chitarrista, compositore e bandleader, classe 1967, è attivo sulla scena musicale dai
primi anni 90 e ha realizzato 17 dischi a proprio nome. Hunter è anche uno
specialista di strumenti inusuali, quali la chitarra a sette e otto corde, con le quali è in
grado di suonare contemporaneamente le linee di basso, l'accompagnamento ritmico
degli accordi e la linea melodica dei soli. Originario di Rhode Island, Hunter si
trasferisce in giovane età in a Berkeley, California, dove ha modo in seguito di
studiare con Joe Satriani. Dopo un trasferimento a Parigi all'età di diciotto anni
Hunter torna in California, e inizia a suonare chitarra a sette corde e organo nel
gruppo rap politicamente impegnato di Michael Franti "The Disposable Heroes of
Hiphoprisy", band che nel 1992 sarà uno degli opening acts dello Zoo Tv tour degli
U2. Dal 1993 Hunter guida delle proprie formazioni realizzando una cospicua
produzione discografica. Ha collaborato tra gli altri con John Ellis, Jay Lane, Stanton
Moore, Christian McBride, Erik Deutsch, Tony Mason, Ron Miles, Curtis Fowlkes.
Avishai Cohen
Originario di Tel Aviv, inizia a suonare la tromba all'età di otto anni, e inizia a esibirsi
a dieci anni con la big band del Rimon College. Prosegue lo studio presso il Jaffa
Conservatory di Tel Aviv, e subito dopo inizia a girare in tutto il mondo con la Young
Israeli Philharmonic Orchestra, diretta da Zubin Mehta e Kent Nagano. Diviene
inoltre la prima scelta sul proprio strumento per tutti i principali lavori in svariati
generi, dal jazz al rock, al pop, ai lavori in studio d'incisione e televisione, e registra
con importanti artisti israeliani quali Gidi Gov, Shalom Chanoch, Arik Einstein, Asaf
Amdurski e Eviatar Banai. Riceve una borsa di studio per frequentare il Berklee
College of Music di Boston, vincendo il Clark Terry Award. Nel 1997 si piazza al terzo
posto nel prestigioso concorso Thelonius Monk Jazz Trumpet Competition, e
consegue il secondo posto al concorso Carmine Caruso Jazz Trumpet Competition.
Si è esibito accanto, tra gli altri, a Dave Liebman, James Moody, Arnie Lawrence,
John Hendrix, Jimmy Witherspoon, Jimmy Heath, George Garzone, Clark Terry, Ira
Sullivan, Donald Harrison, Bobby Watson, Jason Lindner, Omer Avital, Jeff Ballard,
Roy Hargrove. Dal 1997 collabora con il gruppo di avant-funk di New York Lemon
Juice, col quale ha ha inciso tre cd e compiuto tournée in tutto il mondo. Avishai
Cohen ha inciso a proprio nome per la Fresh Sound New Talent il cd "The Trumpet
Player", in cui suonano Jeff Ballard, John Sullivan e Joel Frahm. Questo disco è stato
anche incluso dal critico Ben Ratliff nella playlist di un'edizione domenicale del New
York Times, e ad esso è seguito il cd "Avanim", registrato con la celebrata band Third
World Love, di cui Cohen è co-leader insieme a Omer Avital, Daniel Freedman, e
Yonatan Avishai, per la Assal Records. Dal 2004 Avishai Cohen è inoltre uno degli
artisti selezionati dalla Israel Cultural Excellence Foundation (IcExcellence). Ha
collaborato nel 2010 con il San Francisco Jazz Collective.
PRATICA ORCHESTRALE
Paolo Sorge
Paolo Sorge presente sulla scena del jazz contemporaneo nazionale ed europeo. Da
circa vent’anni conduce una ricerca trasversale nell’ambito delle musiche
d’improvvisazione, coltivando contemporaneamente l’interesse per i linguaggi
musicali più diversi, e dedicandosi alla composizione intesa come sperimentazione di
vari equilibri possibili tra scrittura e improvvisazione. Nel 2003 ha inaugurato la
propria discografia personale con il cd Paolo Sorge TRINKLE TRIO (pubblicato da
AUAND), una rilettura quasi cubista in chiave improvvisativa della musica di
Thelonious Monk, insieme a Michel Godard (tuba) e Francesco Cusa (batteria),
attirando l’attenzione e i consensi della critica specializzata. Con Francesco Cusa ha
fondato nel 2004 il movimento artistico ed etichetta discografica “Improvvisatore
Involontario”, con base a Catania. Dagli esordi in Sicilia, passando per una parentesi
romana lunga dodici anni, fino al recente ritorno nella propria terra d’origine, Paolo
Sorge ha suonato e collaborato con moltissimi musicisti di varia estrazione, tra cui
ricordiamo Stefano Maltese, Gianni Gebbia, Michel Godard, Francesco Cusa (Trinkle
Trio, Skrunch e altri progetti), Guido Mazzon, Butch Morris (Bologna, Angelica
Festival 2006), Ab Baars e Ig Henneman, Keith Tippett, Don Byron, Elliott Sharp.
Negli ultimi dieci anni affianca all’attività concertistica e discografica un’intensa
attività didattico-divulgativa nell’ambito del jazz e dell’improvvisazione, collaborando
con importanti istituzioni pubbliche e private. Da cinque anni occupa la cattedra di
Jazz presso il Conservatorio F. Cilea, di Reggio Calabria.
Guillermo Klein
La composizione ha fatto parte della vita di Guillermo Klein fin dalla sua infanzia in
Argentina. Il padre di Klein gli regala un pianoforte in occasione del suo undicesimo
compleanno , e Klein ha presto iniziato a scrivere canzoni, ispirandosi inizialmente al
leggendario compositore argentino Astor Piazzolla. Studia al Berklee College of
Music dal 1990 e nel 1993 si trasferisce a New York dove riunisce intorno a se un
nucleo di musicisti di talento, molti dei quali come lui venuti negli USA dal Sud
America. Con questi da vita all'ensemble di diciassette elementi Big Van, formazione
che fino al 1995 si esibisce regolarmente la domenica sera presso il jazz club Smalls.
Successivamente un'altro club, il Jazz Standards, diviene la sede delle
sperimentazioni orchestrali di Klein, il quale presenta ogni lunedì sera un proprio
ensemble di undici elementi denominato Los Guachos, comprendente tra gli altri Bill
McHenry, Chris Cheek e Ben Monder. Con questo gruppo Klein ha realizzato tre
lavori discografici per la Sunnyside, Los Guachos II (1999), Los Guachos III (2002) e
Filtros (2008).
INFO e prenotazioni
www.castellammarejazz.com
Palermo Jazz
051 5078251 – 348 5599187 / [email protected] - www.palermojazz.com
C.E.S.M
095 313676 – 328 3776042 / [email protected] - www.cesm.it
Direzione artistica
Progettazione
Direzione Tecnica
Resp. di produzione
Resp. ufficio stampa
Coord. Seminari
Assistenti. di produzione
Segreteria
Toti Cannistraro
Claudia Bellone
Lino Pellerito
Francesco Bettini
Elena D'Anna
Giuseppe Urso – Eleonora Salice
Marcello Pellerito – Enrico Tomasini
Claudia Giambartino

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