Woman in gold - Sala

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Woman in gold - Sala
AL CINEFORUM ARENA...
HAI GIA' VISTO...
Woman in gold
di Simon Curtis
Di Simon Curtis:
Marilyn (2013).
Con Helen Mirren: Il
debito (2010); State of
Play (2010).
Gran Bretagna, 2015 -- commedia -- 1h e 50'
cast Helen M irren, Ryan Reynolds, Katie Holm es
"Non esiste solamente l’Olocausto" – dice un personaggio secondario di Woman in Gold . "Good point"
(giusto) – gli risponderebbe l’inglese Simon Curtis. Esistono altre storie, infatti, altre ingiustizie e altri
massacri.
Ma cos’è, allora, che, dopo più di 80 anni, induce ancora i registi a tornare su quei dolorosi fatti, sui loro
protagonisti e sui loro devastanti e aberranti effetti?
Come ci insegnano la Margarethe von Trotta di Rosenstrasse, il Paolo Sorrentino di This Must be the
Place e l’ Atom Egoyan del recentissimo Remember, il genocidio degli ebrei perpetrato dai nazisti è un temacontenitore, una matrioska con al centro ora la vendetta, ora il valore della memoria, ora la fuga e il bisogno di
inventarsi una nuova esistenza, ora una più ampia riflessione sull’identità.
Nel secondo film del regista di Marilyn questi spunti ci sono tutti e coesistono pacificamente e placidamente
in un racconto classico che più classico non si può, come appare evidente dall’alternanza fra presente e passato
e dalla coesistenza fra due generi "solidi" come il legal thriller e il buddy movie – che qui è una variante meno
umoristica e dissacratoria, ma più urgente, di Philomena di Stephen Frears.
Da filmmaker appassionato di storia e mosso da una smaniosa necessità di intrufolarsi nel dietro le quinte del
tempo che fu, Curtis lascia il backstage di un film con Laurence Olivier e la divina Norma Jeane
Mortenson per studiare da vicino uno dei più famosi quadri di inizio ‘900: "Ritratto di Adele BlochBauer" di Gustav Klimt.
Il dipinto in olio e oro su tela in cui l’artista esprimeva la propria venerazione per il femminile tuttavia è solo
un pretesto per narrare lo spaesamento di una donna meno giovane e meno regale dell’aristocratica morta a
soli 34 anni, anche se colei che la interpreta (Dame Helen Mirren) passerà alla storia come l’attrice che
meglio di ogni altra ha saputo impersonare una regina.
In Maria Altman, che gestisce un disadorno negozio
AL CINEFORUM ARENA
d’abbigliamento in cui non risuona certo l’eco della grandeur della
LA PROSSIMA SETTIMANA...
Felix Austria, c’è molto di più della nipote di una celebre modella.
C’è – guarda un po’–qualcosa dello stesso Simon Curtis – PADRI E FIGLIE di Gabriele
britannico di origine ebreo-polacca che "certe cose" le ha sentite Muccino. Jake (Russell Crowe) è un
romanziere di successo (vincitore di un
raccontare in famiglia.
C’è anche, come lui stesso ha dichiarato più volte, l’intero Pulitzer) rimasto vedovo in seguito a
ventesimo secolo, racchiuso fra la Vienna dove fiorirono la musica, un grave incidente. Si trova a dover
crescere da solo l'amatissima figlia
la pittura e la psicoanalisi, e Los Angeles, capitale della moderna Katie, a fare i conti con i sintomi di un
cultura (il cinema) e simbolo di un pase che ha accolto tanti ebrei in serio disturbo mentale e con la sua
fuga – come ci ricorda una scena ambientata a Ellis Island.
altalenante ispirazione. 27 anni dopo,
Ma Woman in Gold è anche entertainment, e non possiamo non Katie è una splendida ragazza che vive
sottolineare come, almeno all’inizio, i flashback rallentino la storia. a New York: da anni lontana dal padre,
i demoni della sua infanzia
Ma poi, con la loro fotografia color seppia e grazie combatte
tormentata e la sua incapacità di
all’interpretazione di Tatiana Maslany, quasi arrivano a piacerci di abbandonarsi ad una storia d'amore.
più della parte ambientata ai giorni nostri.
Ryan Reynolds ha un'aria imbambolata funzionale al ritratto della generazione che il personaggio
rappresenta: quella che "non sa", quella che viene dopo i padri, che non hanno potuto rimuovere. Prima di
loro c’erano i nonni, che hanno subito o espiato, e che hanno custodito – come un prezioso carillon nascosto
nella scatola dei giochi – il ricordo una giovinezza rubata. Woman in Gold è dedicato a loro.
Carola Proto (Comingsoon.it)
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