BOLLETTINO - Salesian Biblical Association

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BOLLETTINO - Salesian Biblical Association
ASSOCIAZIONE BIBLICA SALESIANA
BOLLETTINO
di collegamento
n. 20
Aprile 2007
Sede: Università Pontificia Salesiana
Piazza Ateneo Salesiano, 1
Italia – 00139 ROMA
Per diventare Socio
dell’Associazione Biblica Salesiana
occorre fare domanda alla Presidenza
(cf. Statuto, art. 8)
PRESENTAZIONE
Carissimi soci dell’ABS,
nella relazione tenuta per il 40° della Costituzione
dogmatica del Concilio Vaticano II sulla Divina Rivelazione, il Card. Walter
Kasper, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei
cristiani, cita una penetrante riflessione del teologo J. Ratzinger sull’incipit
della medesima (Dei Verbum religiose audiens et fidenter proclamans…),
pubblicata nel 1967. «Con questa formulazione iniziale – afferma il card.
Kasper – il Concilio voleva riassumere l’essenza della Chiesa, nella sua duplice
dimensione di ascolto e di proclamazione. Non si sarebbe potuto esprimere
meglio “la superiorità della parola di Dio, il suo essere al di sopra di ogni
discorso e di ogni azione degli uomini di Chiesa”. Nell’incipit della Dei
Verbum “si schiude verso l’alto l’intera esistenza della Chiesa; la sua piena
essenza è riassunta nel gesto dell’ascolto, unico gesto da cui può derivare il suo
annuncio”».1
In questo orizzonte si colloca la lettera che il nostro Rettor Maggiore ha
indirizzato a tutti i Confratelli sul tema “Parola di Dio e vita salesiana oggi”
(Atti del Consiglio superiore n. 386, luglio-settembre 2004, pp. 3-52). Don
Chávez ci invita ad «ascoltare la Parola di Dio da salesiani», come ha fatto don
Bosco, “sacerdote della Parola”, ad «ascoltare la Parola per fare esperienza di
Dio», nel silenzio e nell’adorazione, ad «ascoltare la Parola per diventare
comunità», ad «ascoltare la Parola per rimanere fedeli», ad «ascoltare la Parola
per diventare apostoli».
Nella stessa lettera don Pascual Chávez afferma: «Strumento di eccezione
per la crescita nell’ascolto della Parola è la lectio divina… “Grazie ad essa la
Parola di Dio viene trasferita nella vita, sulla quale proietta la luce della
sapienza, che è dono dello Spirito”».2 A queste indicazioni si è ispirato il V
Convegno mondiale della nostra Associazione (Cracovia, 26.12.2004 3.1.2005). Un contributo alla «centralità della Parola di Dio nella vita
comunitaria e personale», è il recente Quaderno di spiritualità salesiana, dal
titolo “Celebrare e annunciare la Parola di Dio”, a cura di Rafael Vicent (vedi
in questo Bollettino, p. 18).
1
W. KASPER, “Dei Verbum audiens et proclamans”. Die Offenbarungskonstitution “Dei
Verbum” (14.10.2005). Cf. J. RATZINGER, Kommentar zur Dogmatischen Konstitution
über die göttliche Offenbarung, LThK Vat. II, Bd. 2 (1967), 504. Traduzione italiana
della relazione del card. Kasper in “Il Regno, Documenti” 51 (2007), n. 1, pp. 11-18.
2
P. 30; si cita Vita consecrata, 94.
Il Capitolo generale XXVI avrà come tema il motto di Don Bosco “Da mihi
animas”. Il Rettor Maggiore lo spiega nella lettera del 24 giugno u.s. in termini
di carità pastorale, centro e sintesi dello spirito salesiano: «La gloria di Dio e la
salvezza delle anime furono la passione di Don Bosco» (Atti del Consiglio
superiore n. 394, luglio-settembre 2006, p. 37). Con il suo incoraggiamento,
come piccolo contributo dell’ABS alla riflessione e all’impegno dei Confratelli,
abbiamo messo in cantiere una raccolta di studi dal titolo: “Vita consacrata e
passione apostolica”, che speriamo veda la luce entro dicembre (vedi a p. 19).
In questo numero del Bollettino hanno trovato spazio le notizie giunte da
molti di voi. Sono riportate per “regione”, secondo l’organizzazione dell’ABS.
Alcune aree appaiono ben documentate, altre meno. Non temete di mandare
notizie personali: sono di incoraggiamento e possono offrire dei modelli agli
altri. Valeva la pena far conoscere a tutti i Soci due interessanti esperienze:
quella dei biblisti salesiani operanti in India e quella delle Figlie di Maria
Ausiliatrice a Gerusalemme. Forse non sono elencate tutte le pubblicazioni, a
volte minori e di taglio pastorale. Se avete dimenticato di segnalarcele, vi prego
a nome della Presidenza, di farle pervenire almeno per il prossimo numero.
Ci è parso doveroso pubblicare integralmente la lettera mortuaria, scritta da
don Mario Maritano, che rievoca in modo ampio e penetrante la bella figura di
don Andrea Strus, nostro indimenticabile Presidente. Abbiamo anche raccolto
la Bibliografia di don Giacomo Mezzacasa, un pioniere e un esempio per i
biblisti salesiani.
Come membro associato della Federazione Biblica Cattolica, l’ABS vive
con interesse la fase di preparazione alla sua VII Assemblea generale (Dar esSalam, 2008) come pure al Sinodo dei Vescovi 2008, che avrà come tema: “La
Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”.
A nome anche del Vicepresidente, del Segretario e di tre Consiglieri, auguro
a ciascuno di voi Buona Pasqua! La luce di Cristo risorto illumini la nostra vita.
don Francesco Mosetto
Presidente
Indirizzi:
Presidente: Francesco Mosetto
[email protected]
Vicepresidente: Rafael Vicent
[email protected]
Segretario: Corrado Pastore
[email protected]
Consiglieri – coordinatori:
(Africa-Europa) Miguel Angel Alvarez [email protected]
(America) Felipe Plascencia
[email protected]
(Asia-Oceania) Mathew Thekkekara
[email protected]
V ITA
DELL ’A SSOCIAZIONE
America
CILE
«...Sigo con mi trabajo de Maestro de Novicios; hago clases de Nuevo
Testamento en el Prenoviciado y Noviciado (Sdb y Fma)... Por mi tarea, mi
trabajo bíblico se ha reducido a cursos de San Lucas a pequeñas Comunidades
cristianas».
Vicente Soccorso
COLOMBIA
«La Editorial de la Universidad Pontificia Bolivariana publicó el texto: Jesús
de Nazaret en el evangelio de San Lucas. Contiene los comentarios a los textos
de la liturgia dominical del año 2007, es decir, el ciclo C. Fue elaborado por
Fidel Oñoro, cjm, y Hernán Cardona Ramírez, sdb, docentes de Biblia. El texto
tiene 342 páginas, con la carátula en colores como se puede apreciar en el
archivo anexo. Su valor unitario es de 40.000 pesos. Por compras mayores a 10
ejemplares se obtiene un descuento del 10%. Se consigue en la Librería de la
UPB. 415 90 15 ext. 8111 o en la librería del Seminario, calle 57 No. 49-71. tel.
251 81 42. Medellín».
Hernán Cardona Ramírez
MESSICO
«El verano pasado prediqué tres semanas de ejercicios espirituales (en
Medellín, Puerto Rico y Santo Domingo) sobre el tema del Congreso de la Vida
Consagrada: Pasión por Cristo, Pasión por la Humanidad. Cada mañana, en
lugar de una charla, hicimos una Lectio Divina. Fue una experiencia muy
interesante y significativa para los hermanos y salesianas que participaron. Y,
por lo demás, sigo como Delegado de Pastoral de la Inspectoría unido a las
clases de Nuevo Testamento en el teologado. Por otro lado, sigo con las
actividades formativas con fuertes contenidos bíblicos, especialmente de Lectio
Divina con laicos, jóvenes y adultos».
Felipe Plascencia B.
VENEZUELA
«…estoy impartiendo clases en el pregrado del Instituto de Teología para
Religiosos de Caracas: Introducción al Antiguo Testamento; también en el
posgrado: estudio de textos joánicos; en el Instituto Universitario Salesiano
Padre Ojeda: las asignaturas: Pentateuco y Libros Históricos (primer semestre)
y Libros Proféticos y Sapienciales (segundo semestre); También colaboro con
el Seminario Interdiocesano de Caracas con la materia: Libros Sapienciales. A
finales de Agosto de 2006 fui invitado a predicar retiros espirituales sobre la
lectio divina en la vida diaria a la Inspectoria Salesiana de Bolivia. El año
anterior había precidacado también el tema lectio divina y vida salesiana en mi
propia inspectoria de Venezuela. En la parroquia donde me encuentro: María
Auxiliadora de Boleíta (Caracas) animo la experiencia de lectio divina en la
comunidad eclesial de base de uno de los sectores populares de la parroquia».
Francisco Javier González
Asia e Oceania
AUSTRALIA
«...Yes, this year I have published several things. However, I am been in
hospital, and am now in recuperation... away from home. – I have published an
essay on Canonicity and Inspiration in “Salesianum”. I have also published two
books: The Gospel of John: Text and Context (Boston/Leiden: Brill, 2005) and
The Living Voice of the Gospel. The Gospels Today (Melbourne: John Garrett,
2006. I have been working with Lord Jeffrey Archer, the famous British
novelist, to produce a very special, text: The Gospel according to Judas
(London: Macmillan, 2007). It will be translated into Italian (Mondadori),
Portuguese, French, German, Dutch, Spanish and Polish immediately. It will be
interesting what sort of response this publication will receive – from the
Church, the scholars, and popular readership. I am not sure if the Italian
translation of my Gospel of John (Sacra Pagina Series) has appeared with St
Paul Publications. They have been telling me for 2 years that it is due out “next
month”! That is the best I can do for the moment, and from here. Many thanks
for remembering me». [NdR: Tutta la collana Sacra Pagina, compreso “Il
Vangelo secondo Giovanni” è in corso di pubblicazione presso la Elledici].
Francis Moloney
INDIA
Bangalore
«The following members of the ABS, Frs. James Kadankavil, Shaji
Puykunnel, James Theophilus, and Mathew Thekkekara, held a meeting on 9
July 2006 at KJC, Bangalore. We came together to make a proposal about
trying to bring out Bible Booklets for the Pre-Novices, Novices, and PostNovices. A programme has been suggested by us» [Vedi alle pp. 26-27: S.
Scripture – A Syllabus for the Period of Formation].
«On 11 January 2007 Shaji Joseph, James Kadankavil, John Richard and
Mathew Thekkekara met together at Kristu Jyoti College, Bangalore, for an
ABS Meeting. As this meeting used to take place annually only at Bangalore,
South India, we have now decided to hold the next meeting at Shillong, North
India, towards the end of March 2008. We have decided to prepare text books
on the Bible meant for the Pre-Novices, Novices, Philosophers-Lay Brothers,
and College Students-Practical Trainees. The material for these books is to be
prepared and presented at our meeting in Shillong by Mathew for the PreNovices, Dominic Sagayaraj for the Novices, Charles Ratnasamy for
Philosophers and Jose Varickasseril for College Students.
«Our group has also proposed to conduct a Biblical Essay Competition for
the theology students in India. John Richard has agreed to see to arranging this
programme, proposing prizes abd seeing to the needed finance for its execution.
We have also suggested to conduct Lectio Divina once a month for the whole
community, besides the weekly meeting of lectio divina groups. We have also
planed to contribute Biblical Articles for the periodicals Salesian Animation
Notes and Kristu Jyoti Journal.
«The Bible Group in Kristu Jyoti College, Bangalore, has given up the
practice of bringing out Bible Leaflets for the laity. In its place they have
decided to bring out Bible Booklets on each section of the Bible. The First
Booklet on the Bible for the Laity has come out. It is on The Letters of St. Paul.
All the letters are covered in this Booklet. The next Booklet planned is on The
Psalms. It will come out next month.
Mathew Thekkekara
Tiruchy
«Warm greetings from Frs. Charles and Victor SDB from the Salesian
province of Tiruchy, India. Hope these few lines will find you in the best of
your health. We are in recepit of this Associazione Biblica Salesiana Bollettino
n. 19, Aprile 2006. Congrats for the fine and rewarding co-ordination of this
association at the congregation level. We appreciate your effort to unite all the
Salesian Biblists in the world together to spread God’s kingdom. We are
penning these few lines to remind you to include our names also in the list of
SOCI ABS: Fr. Victor Antonyraj SDB: Licentiate in Biblical Theology at
Angelicum, Rome, Completed in June 2005; Fr. Charles Rathnasamy SDB:
Licentiate in Sacred Scripture, Completed June 1997; Doctorate in Biblical
Theology at Angelicum, Rome, Completed June 2005. Thanks for everything
and hope you will consider our request to include in ABS. With love and
Prayers, …».
Victor Antonyraj & Charles Rathnasamy
ISRAELE
Gerusalemme
«L’Istituto Teologico Salesiano “Ratisbonne”, affiliato alla Facoltà di
Teologia dell’Università Pont. Salesiana di Roma, è ormai al suo terzo anno di
attività. Si registra un numero crescente di studenti, la maggior parte dei quali
sono salesiani, mentre altri appartengono a diverse Congregazioni. Anche lo
Staff ha acquisito una sostanziale stabilità. Gli si affiancano docenti provenienti
da altri centri di studio salesiani, che trascorrono un periodo a Gerusalemme, e
da istituzioni accademiche operanti in Terra Santa.
«Il nostro Centro studi promuove la pubblicazione di saggi di carattere
scientifico con una specifica attenzione al contesto biblico ed ecclesiale della
Terra Santa. Nel novembre 2006 è stato presentato il volume “La Terra Santa e
le origini cristiane. Luoghi, figure e testimonianze” che raccoglie una serie di
saggi di Igino Grego, professore emerito di Patrologia. È in cantiere una
Miscellanea, che raccoglierà studi di docenti ed ex docenti in onore del prof.
Joan Maria Vernet, da vent’anni apprezzato docente di scienze bibliche prima
nella sede di Cremisan e oggi in quella di Gerusalemme. Sarà presentata in
occasione dell’avvio del prossimo anno accademico,
«I docenti sono impegnati in seminari di studio per approfondire il contesto
religioso nel quale vivono e insegnano. Il primo ha offerto la possibilità di
dialogare insieme ad esperti sul tema dell’inculturazione nel mondo dell’Islam.
Il prossimo seminario avrà per oggetto la relazione teologica tra Giudaismo e
Cristianesimo.
«Non appena i lavori di ristrutturazione interna dell’edificio saranno
definitivamente completati, Ratisbonne sarà pronto per promuovere ed
accogliere corsi di aggiornamento per studiosi, soprattutto nell’ambito biblico e
missiologico. Si conta di avere gli ambienti a disposizione per l’estate 2008».
don Roberto Spataro (Preside)
Gerusalemme - FMA
«Nel 2006 l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice ha messo in atto
un’iniziativa concepita da tempo da Madre Antonia Colombo, sostenuta dal suo
Consiglio e condiviso con il Capitolo Generale XXI del 2002: il Progetto
Gerusalemme. Sono stata chiamata a programmare questo progetto e a guidare i
primi gruppi di sorelle che vi partecipano. Ormai il Progetto ha preso forma e
due gruppi di 15 sorelle ciascuno, provenienti da varie parti del mondo, hanno
fatto l’esperienza di sostare per tre mesi in Terra Santa, immerse nella Parola di
Dio e nell’approfondimento delle radici bibliche della spiritualità salesiana.
L’entusiasmo è grande, la riconoscenza forte e il profitto notevole. Molte
sorelle, ritornate nelle proprie ispettorie, oltre a diffondere il fervore, hanno
promosso interessanti iniziative di animazione biblica. Per questo numero del
Bollettino mi limito a far conoscere il progetto nelle sue linee globale (vedi a p.
25). Farò una presentazione più dettagliata nel prossimo numero».
Sr. Maria Ko
Europa e Africa
CONGO
Lubumbashi
«La deuxième édition des Journées bibliques de Lubumbashi s’est tenue du
lundi 20 au jeudi 23 mars 2006 dans la grande salle de l’Institut Saint François
de Sales à Lubumbashi. Organisée conjointement par le Grand-Séminaire
Interdiocésain de Lubumbashi, l’Institut Maria Malkia et notre institut, les
Journées bibliques ont accueilli plus de deux cents participants. Sont intervenus
sur le thème de violence et de la paix dans la Bible les professeurs Walter
Vogels, de l’Université St Paul d’Ottawa, André Kabasele, des Facultés
Catholiques de Kinshasa, Gianni Barbiero, de l’Institut biblique pontifical de
Rome, Richard Mugaruka, des Facultés Catholiques de Kinshasa, Jean Bosco
Matand, de l’Université Catholique de l’Afrique de l’Est à Nairobi, et Yves
Simoens, du Centre Sèvres à Paris. Les participants ont eu l’occasion
d’apprécier la qualité des conférences et des débats. Une télévision locale a
présenté la séance inaugurale de ces assises et plusieurs intervenants ont été
interviewés dans le cadre d’un programme religieux préparé par le centre La
Colombe et diffusé sur la R.T.N.C. (Radio Télévision Nationale Congolaise) et
Mwangaza (une chaîne privée). Les actes de ces Journées seront publiés dans la
collection des publications de l’Institut. Les prochaines Journées Bibliques de
Lubumbashi auront lieu du 10 au 13 mars 2008 et auront pour thème: «La
recherche du bonheur dans la Bible».
Jean-Luc Vande Kerkhove,
Président de l’Institut Saint François de Sales
ITALIA
Cagliari
Don Mauro Maria Morfino è Professore Ordinario di Scienze Bibliche nella
Pontificia Facoltà di Teologia della Sardegna e Redattore capo della rivista
della Facoltà Theologica & Historica. – Vedi pubblicazioni.
Foggia
«Sono a Foggia (Puglia) come direttore del Centro Giovanile e dell'Oratorio.
Porto avanti Le seguenti esperienze di animazione biblica: - 1. Catechesi
prettamente biblica in preparazione al Sacramento della cresima e del
matrimonio; - 2. Avvio alla Lectio divina personale e quotidiana indirizzata a
due gruppi di persone: ragazzi di scuola superiore e adulti; - 3. Lettura
simultanea dei testi biblici e liturgici delle domeniche dell'anno liturgico anno
C; - 4. Itinerario psico-pedagogico e rilettura di alcune parabole per la crescita
delle persone».
don Tonino Falcone
Roma, UPS
Licenza in Pastorale Biblica e Liturgica
Dall’anno accademico 2005-06, la Facoltà di Teologia, attraverso l’Istituto
di Teologia Pastorale di cui è direttore don Mario CIMOSA, ha cominciato ad
attivare un curricolo di licenza in Teologia Pastorale con specializzazione in
Bibbia e Liturgia. Tale licenza accentua l'offerta formativa attorno ai due
elementi portanti della vita della Chiesa: la Bibbia e la Liturgia. Essa è
caratterizzata dallo studio e dall’orientamento verso il mutuo rapporto che
intercorre tra Bibbia e Liturgia nel tessuto ecclesiale, nell’esperienza di fede del
cristiano e nei risvolti culturali dell’arte e della musica.
Il percorso è orientato a preparare docenti in uno specifico settore della
Teologia pastorale; animatori dell’ambito biblico e liturgico a livello
parrocchiale, diocesano e nazionale, come pure nella vita di movimenti e
associazioni. I contenuti biblici e liturgici sono posti a fondamento e in dialogo
con varie altre attenzioni (antropologia, etica, comunicazione, cultura, musica e
arte). Il curricolo implica due anni di frequenza (quattro semestri) a corsi
fondamentali, speciali e opzionali, a seminari e tirocini e si conclude con
l’elaborazione di una esercitazione scritta. Un quadrimestre estivo si prevede di
poterlo svolgere a Gerusalemme, nella sede dello Studio Teologico Salesiano
“Santi Pietro e Paolo”, affiliato alla Facoltà, oppure a Cremisan.
L'esperienza del primo anno è risultata molto positiva e ha visto la
partecipazione di studenti non solo europei ma anche latinoamericani, africani e
asiatici. In questo momento gli studenti sono una ventina. Invitiamo i colleghi
biblisti di tutto il mondo a far conoscere questa iniziativa che ci auguriamo può
arricchire la competenza di molti salesiani e non solo, nella loro attività
pastorale. Se la Parola di Dio, soprattutto nella sua attualizzazione liturgica, è
«l’anima» della Teologia e perciò anche della Teologia Pastorale, non possiamo
restare insensibili davanti a questa offerta.
Per ulteriori informazioni: [email protected] oppure [email protected]
Dall’Annuario 2005-06 UPS riprendiamo alcuni dati riguardanti i nostri Soci.
Don Cesare BISSOLI, membro della alla Consulta Nazionale UCN, ha diretto
il Forum Catechetica, organizzato dall’Istituto di Catechetica dell’UPS, sul
tema: “Come fare Iniziazione Cristiana dei ragazzi oggi in Italia” (Roma, 2325.6.2006) e il Convegno CISM sul tema: “Come evangelizzare i giovani”
(Roma, 23-26.1.2006). Ha tenuto numerose relazioni, specialmente in incontri
per Catechisti, Animatori biblici, Insegnanti di religione, a Roma, Viterbo,
Anagni, Venezia, Borca di Cadore, Padova, Vicenza, S. Benedetto del Tronto,
Chieti, San Giovanni Rotondo, Monreale, Olbia. Ha partecipato al Forum
europeo per l’ insegnamento della religione (Wien, 19-22.4.2006) e all’Incontro
Vescovi e responsabili nazionale della catechesi in Europa su “L’iniziazione
cristiana come processo per divenire cristiano” (Wien, 8-11.5.2006).
«Proseguendo nel compito di responsabile dell’apostolato biblico per
l’Italia, abbiamo organizzato un Seminario nazionale di studio dedicato a
Giovani e Bibbia (Roma, 1-3 febbraio 2007). Ci ha spinto a questo l’insistente
esortazione di Benedetto XVI ai giovani “ad acquistare dimestichezza con la
Bibbia, a tenerla a portata di mano, perché sia come una bussola che indica la
strada da seguire” (Messaggio GMG 2006). Questi i temi principali: - 1. quale
relazione i giovani italiani (tra i 18 e il 25 anni) hanno verso la Bibbia; - 2. ciò
che la Bibbia può dare ad una formazione cristiana giovanile; - 3. come la
comunicazione attuale (mass-media) possa incidere positivamente o meno; - 4.
la forma di incontro con la Scrittura che il Papa propone ai giovani: la lectio
divina; come adattarla ai giovani, in modo che sia da essi praticabile (a questo
riguardo il programma prevede una rassegna critica di esperienze consolidate:
Azione Cattolica, Focolarini, Scout); - 5. i criteri che servono a fare il ponte fra
il Libro Sacro e il mondo giovanile.
«Il programma del Seminario intreccia pertanto tre elementi: relazioni di
base, racconto di esperienze, discussione in aula.
Queste le relazioni:
don Severino Pagani, Giovani e Bibbia. Una lettura della realtà;
don Guido Benzi, Bibbia nel processo di educazione della fede;
p. Giacomo Perego e d. Giuseppe Mazza, Giovani, Bibbia e comunicazione
don Claudio Nora, Fare lectio divina con i giovani;
don Paolo Giulietti e don Valentino Bulgarelli, Orientamenti per la prassi».
Cesare Bissoli
Carlo BUZZETTI, Translation Consultant dell’UBS, ha preso parte a una
serie di incontri per la traduzione interconfessionale della Bibbia in vari paesi
europei: Albania, Inghilterra, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Romania. È
anche membro del Settore Apostolato Biblico dell’Ufficio Catechistico
Nazionale.
Mario CIMOSA è Membro dell’International Society for the Study of
Deuterocanonical and Cognate Literature. Oltre ai corsi dell’Università
Salesiana, come Visiting Professor ha tenuto il corso: Le versioni latine: dalla
vetus latina, alla vulgata, alla neovulgata (Inst. Patristicum Augustinianum,
Roma, II Semestre a.a. 2005-06).
Jozef HERIBAN, Professore emerito, continua a pubblicare sia in italiano sia
in lingua slovacca.
Juan PICCA, oltre ai corsi nella Facoltà, continua a svolgere l’importante
ruolo di Prefetto della Biblioteca.
Rafael VICENT, Vicepresidente dell’ABS, è anche Membro della European
Association for Jewish Studies (Oxford) e “Lector” della Sacra Congregazione
per la Dottrina della Fede per il settore biblico. A Burriana (Spagna) ha tenuto
un corso alle Suore Domenicane su: La Prima Lettera di Giovanni.
Giorgio ZEVINI, Decano della Facoltà di Teologia, è Coeditore delle Collane
“Lectio divina per la vita quotidiana”, Ed. Queriniana (Brescia) e Membro del
Comitato di redazione della Rivista: «Parola Spirito e Vita. Quaderni di lettura
biblica». Ha tenuto corsi e conferenze, tra le quali: corso per Consigli generali e
provinciali della Comunità Mater Ecclesiae, Roma; tre giorni di studio sul
tema: Parola, comunità, missione nella vita consacrata femminile (Ist. Suore di
Ravasco, Roma); “Scuola della Parola” sul Vangelo di Marco (Parrocchia di
Sant’Agnese, Roma); conferenze sul tema: La Bibbia nella comunicazione
della fede al Convegno Catechistico Diocesano dell’Archidiocesi di Catania;
conferenza sul tema: Un progetto per la Palestina (Università di Macerata). Ha
fatto da guida ai Luoghi santi e animatore spirituale per i partecipanti al
Concerto di Natale per la Vita e per la Pace, trasmesso dalla RAI da Betlemme
e da Gerusalemme dal 19 al 23 dicembre 2005.
Dal 21 al 24 febbraio C. Bissoli e C. Pastore, con G. Biancardi (TorinoCrocetta) e S. Barbetta (Centro Salesiano Evangelizzazione e Catechesi,
Torino-Leumann), A. Romano (Messina) e alcune suore FMA dell'Auxilium
(Roma), hanno preso parte al Ième Colloque International de l’ISPC (Institut
Supérieur de Pastorale Catéchétique), svoltosi dal 21-24 febbraio 2007 presso
l’Institut Catholique di Parigi sul tema: Pur une catéchèse qui donne la parole
à la Parole.
Gillian BONNEY ci scrive: «…le novità sono poche a causa della morte di
mia madre prima di Natale. Sto lavorando con don Mario Cimosa sull’edizione
critica del libro Job e su delle relazioni per il convegno dei Settanta a luglio».
Roma – Testaccio
La comunità salesiana del Testaccio accoglie studenti di Scienze bibliche
(Pont. Istituto Biblico) e di Teologia biblica (Pont. Università Gregoriana e
Pont. Università S. Tommaso). Sono attualmente presenti:
ANTONY Abraham M. ING, Teol bibl. PUG
CABRIDO John FIN, dott. Teol. bibl. PUG
CERVANTES Francisco MEG, dott. Teol. bibl. PUG
LUIS Neville AFE, Teol bibl. PUG
MALUNGU LAMBERT AFC, PIB
PRAŽAN Antonín CEP, PIB
PEREIRA DA SILVA Jeferson Luiz BSP, PIB
SAGAYARAJ Dominic INM, PIB
SHABU JOSEPH INK, dott. Teol. bibl. S.Tommaso
SULIK Artur PLE, dott. PIB
TU THIEN HUAN Francesco, Teol bibl. PUG
WYCKOFF Eric John SUE, PIB
ZOSIAMA JOHN ING, PIB
Ad essi si aggiungono:
Michele VIVIANO, ISI, dott. Teol. bibl. PUG (al S. Cuore)
Moreno FILIPETTO ICP e Giuseppe NGUYEN NGOC VINH VIE, diaconi (a San Tarcisio).
Don Gianni BARBIERO, professore del Pont. Istituto Biblico, ci dà sue notizie:
«All'Istituto Biblico sto dedicandomi soprattutto ai Salmi… Ora sto dando le lezioni sul terzo libro
(Sal 73-89). Sto pubblicando presso Città Nuova alcuni salmi dal primo libro, con il titolo: Il regno di
JHWH e del suo messia. Salmi scelti dal primo libro del salterio. Sto dando dei corsi anche sul Cantico
dei cantici, sulle Confessioni di Geremia e su Es 32-34. Oltre al libro sui salmi, è in corso di stampa,
presso le Paoline: Non svegliate l'amore. Una lettura del Cantico dei cantici...», un volumetto
accessibile a un pubblico più ampio, rispetto al commentario già pubblicato. Dopo aver accennato ad
altre conferenze e a una predicazione di esercizi spirituali a FMA e SDB in Brasile, don Gianni
continua: «Molto interessante è stata la partecipazione alle “Journées Bibliques de Lubumbashi” nel
marzo 2006, organizzata dalla nostra facoltà teologica e dal dinamico decano P. Jean-Luc van de
Kerkove. Una settimana molto intensa, con conferenze ad alto livello sul tema “Giustizia e pace” e con
un dibattito molto vivace. Hanno partecipato tra gli altri W. Vogels di Ottawa, P. Kabasele di Louvain,
Y. Simoes di Parigi e altri…. Io ho tenuto una conferenza dal titolo: “Il met fin aus guerres jusqu'au but
de la terre: La vision de la paix dans le Psaume 46”. Attendiamo la pubblicazione degli atti».
Torino - Crocetta
Nell’Istituto Internazionale Don Bosco (Crocetta) i Docenti di S. Scrittura
coltivano vari impegni personali. Don Fausto PERRENCHIO porta avanti la sua
ricerca sulla Bibbia negli scritti di Don Bosco. Don Marco ROSSETTI sta
pubblicando la tesi di dottorato: Giuseppe negli scritti di Qumran. Studio sulla
figura del patriarca a partire da 4Q372 1. Don Francesco MOSETTO continua
a curare il Corso di studi biblici “Logos”. Recentemente sono usciti il vol. 8/2
(G. SEGALLA, Teologia biblica del Nuovo Testamento) e la 2a edizione del vol.
1° (R. FABRIS e Collab., Introduzione generale alla S. Scrittura), notevolmente
rinnovata e arricchita.
Mentre presta il suo servizio pastorale nel Santuario del Colle Don Bosco,
don Giuseppe GAMBA, Docente e merito dell’UPS, porta avanti i suoi studi,
come risulta dalle pubblicazioni.
Da quest’anno don Fabio FERRARIO è inserito nel Centro Evangelizzazione
e Catechesi, editrice Elledici, Leumann (Torino). Al suo attivo ha già alcuni
sussidi per incontri ispirati alla lectio divina.
Rendiconto amministrativo (anno 2006)
Voci
In cassa al 31 dicembre 2005
Stampa Bollettino N. 19
Posta (Spedizione Bollettino)
Libri e Cancelleria
Totale
In cassa al 31 dicembre 2006
Dare
Avere
€ 9.206,80
€ 580
€ 180
€ 63,50
€ 823,50
€ 8.383,30
P UBBLICAZIONI
Cesare Bissoli
• “Va’ e annuncia” (Mc 5,19). Manuale di catechesi biblica, Elledici, Leumann
(Torino) 2006.
• UCN-SAB, IV Convegno ecclesiale di Verona. Testimoni di Gesù Risorto
speranza del mondo. Commento biblico, Elledici, Leumann (Torino) 2006.
• La catéchèse biblique aujourd’hui. Bilan de la recherche de ces vingt
dernières années, in “Lumen Vitae” 60 (2005) 307-324.
• Lectio Divina nei documenti dei Capitoli Generali dei Salesiani relativi alla
pastorale giovanile, in ABS, Ripartire da Cristo Parola di Dio. Lectio Divina e
vita salesiana oggi, Atti del V Convegno Mondiale ABS, Krakòv, 27.12-20043.01.2005, Roma 2005 , 196-218.
• “Dove va la Lectio Divina?”. Una lettura della prassi, in G. ZEVINI – M.
MARITANO M. (Edd.), La Lectio Divina nella vita della Chiesa, LAS, Roma,
2005, 17-35.
• La Bibbia fonte di ispirazione per gli artisti, in M.L. MAZZARELLO – M.F.
TRICARICO, Insegnare la Bibbia con l’arte. La creazione. Orientamenti per
l’azione didattica, Elledici, Leumann (Torino) 2005, 87-94.
• The Word of God, Grace of Communion for the Community. Pastoral
Indications, in M. THEKKEKARA (Ed.), The Word of God and the Religious
Community, Kristu Jyoti Publications, Bangalore 2006, 6-20.
• La Bibbia fra noi 2004-2005. Resoconto e riflessioni, in “Notiziario UCN” 34
(2005) 3, 187-194.
“Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?”(Mc 3,33). Lectio Divina, ivi 39
(2005) 9, 53-60.
Un anno di Apostolato Biblico, ivi (2006) 4, 110-119.
• A 40 anni dalla ‘Dei Verbum’, in “Settimana” (2005) 35, 1; 16.
• Incontrare la Bibbia nella Chiesa, ivi (2006) 2, 12-13.
• Apostolato biblico. A che punto siamo?, ivi (2006) 6, 1; 16.
• Promuovere la Bibbia. Impegno ecumenico, ivi (2006) 26, 27.
• Bibbia e vita consacrata, in “Testimoni” (2005) 19, 7-9.
• Battesimo, radice della speranza. Una lettura biblica, in “Religiosi in Italia”
11 (2006) 354, 77-83.
• Bibbia e/o catechismi, in “Catechesi e catechismi” 26 (2006) 153, 103-114.
• “Signore, amante della vita” (Sap 11,23). La verità e il gusto della vita nella
Bibbia, in “Note di Pastorale Giovanile” 40 (2006) 6, 2-9.
• Esaltazione della croce. Una lettura biblica, in 14 settembre Una grande festa
cristiana, SIR, Roma 2006, 47-57.
Carlo Buzzetti
• BUZZETTI C. - GHIDELLI C., Ler a Bìblia por Etapas, Paulus editora, Lisboa
2006 (traduz. di Le tappe della lettura della Bibbia, San Paolo, Milano 2003.
• “Quella Parola che annulla le distanze”, in «Avvenire» (21.02.2006): il
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• Diffusione e traduzione della Bibbia, in IZQUIERDO A., La Bibbia nella Chiesa
nel 40° di Dei Verbum, APRA, Roma 2006.
• Come si usa un’edizione scientifica del NT greco (spagnolo: Come se usa una
ediciòn scientifica del NT griego; pieghevole), Soc. Biblica It., Roma 2006 (in
collaborazione con A. Gutierrez).
• Pregare i Salmi. I primi passi. Per la preghiera dei giovani, allegato a «Note
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• Prima lettera di Pietro, traduzione letteraria ecumenica, Soc. Britannica e
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Hernan Cardona Ramírez
• H. CARDONA RAMÍREZ sdb – F. OÑORO cjm, Jesús de Nazaret en el evangelio
de San Lucas, Universidad Pontificia Bolivariana, Bogotà 2006, pp. 342.
Mario Cimosa
• Dov’è tuo fratello? Riflessioni sulla famiglia nell’Antico Testamento, in Il
matrimonio nella Bibbia, in “Dizionario di Spiritualità Biblica e Patristica” 42
(2005) 84-138.
• Serie di articoli in “Presenza Cristiana” (rubrica “Doppio Taglio”): Mi hai
guarito (Salmo 29), (2005) 8, 50-52; Perché ti curi di lui? (Salmo 8), (2005) 9,
51; Esulti la terra! (Salmo 97), (2005) 10, 42-44; Sulla fragilità umana (Salmo
90), (2006) 1, 50-52; Rendimi giustizia, Signore (Salmo 26), (2006) 3, 52-53;
Invito alla fiducia (Salmo 62), in «Presenza Cristiana» (2006) 4, 50-52; Canto
al vincitore (Salmo 76), (2006) 5, 48-49; Ti lodino i popoli tutti (Salmo 67),
(2006) 6, 52-53.
• Serie di articoli nella rivista “Omelie - Temi di predicazione” (rubrica “Bibbia
e Liturgia”), Edizioni Domenicane (in collaborazione con C. Buzzetti).
• Dossier dedicato alla preghiera dei Salmi in “Note di Pastorale Giovanile”;
nel numero di gennaio 2006: Pregare i salmi. I primi passi. Per la preghiera
dei giovani (in collaborazione con C. Buzzetti).
Fabio Ferrario
• Scrivo a voi (Collana Meditare), Elledici, Leumann (Torino), pp. 72
• Rallegratevi ed esultate! (Collana Meditare), Elledici, Leumann (TO), pp. 64.
Giuseppe Gamba
• Vangelo di San Matteo. Una proposta di lettura, 2: La proclamazione del
Regno dei cieli: la fase della 'semina' (Mt 4,17-13,52), LAS, Roma 2006.
Jozef Heriban
• Dizionario terminologico-concettuale di scienze bibliche e ausiliarie, LAS,
Roma 2005, pp. 1496 [orig. slovacco 1992, 21994, 31998].
• Presentazione del libro del card. Jozef Tomko: Viaggi missionari, 2° volume,
Trnava, Spolok svätého Vojtecha 2003 (Slovacchia), in «Duchovný pastier»
(2003) 9, 624-631 [in slovacco].
• Giovanni il Battista - predicatore dell’avvento del regno di Dio con l’invito
alla conversione, in «Duchovný pastier» (2004) 3, 110-119 [in slovacco].
• Lettura quotidiana della Bibbia e Lectio divina, in Studia Aloisiana, annuario
2005 della Facoltà di Teologia dell’Università di Trnava (Slovacchia), 123-128
[in slovacco].
• Progetto ideale e stile di vita della comunità cristiana (Riflessione esegetica
su Fil 2,1-5), in «Revue Teologica» 4 (2006) 1, 26-35 [in slovacco].
Sylwester Jędrzejewski
• Wspomnienie o ks. prof. Andrzeju Strusie SDB (= Ricordo di don Andrea
Strus), “Ruch Biblijny i Liturgiczny” 59 (2006) nr 1, 65-70.
• Angelologia etiopskiej Ksiegi Henocha (Angelologia di Enoc Etiopico),
“Ruch Biblijny i Liturgiczny” 59 (2006) nr 3, 203-218.
• Targumy - tlumaczenia hebrajskiej Biblii (Targumim. Traduzioni della Bibbia
ebraica), in: Rozumienie Biblii (Comprendere della Bibbia), red. T. Jelonek
Kraków 2006, 41-58.
• Ciclo di conferenze: "Biblia w kulturze swiata": Przekaz i interpretacja Biblii
w judaizmie (LXX, targumy, peszery, midrasze) (La Bibbia nel cultura del
mondo. L'interpretazione della Bibbia in giudaismo: LXX, targum, pesher,
midrash), PAT, Kraków 2006.
• Ciclo di conferenze: Biblia w kulturze swiata": Angelologia i demonologia
zydowska (Bibbia nel cultura del mondo. Angelologia e demonologia di
giudaismo) PAT, Kraków 2006.
Francis Moloney
• The Gospel of John: Text and Context, Brill, Boston - Leiden 2005.
• The Living Voice of the Gospel. The Gospels Today, John Garrett, Melbourne
2006.
Mauro M. Morfino
• Studio della Teologia e unità di vita: problemi e prospettive, “Theologica &
Historica” XIII (2004) 111-126.
• Conflitto interpretativo sul Cantico dei cantici? Un confronto intertestuale tra
le due Omelie e il Commento di Origene al Cantico e il Targum Shir hashirim e
il Midrash shir hashirim Rabbah e Zuta. III, ivi XIV (2005) 11-55.
• Fai dello studio della Torah un’occupazione costante” (Pirqé Abot 1,15).
Alcuni tratti esistenziali caratteristici del frequentatore della Parola nel
trattato Pirqé Abot, nel Midrash Abot de-Rabbi Natan e in alcuni Commenti
posteriori, ivi, XV (2006) 13-61.
• “Moltiplicare la Torah è moltiplicare la vita” (Pirqé Abot 2,8). Maestri e
Discepoli in alcuni Commenti Rabbinici, “Studii Biblici Franciscani Liber
Annuus” (2004) 141-234.
• Tradizioni targumico-midrashiche e middot rabbiniche nel Quarto Vangelo,
in A. PASSONI DELL’ACQUA (a cura di), Il vostro frutto rimanga (Miscellanea
G. Ghiberti), EDB, Bologna 2005, 43-59.
• Nimirum necesse est ut qui ad officium praedicationis excubant, a sacrae
lectionis studium non recedant (Regola II, 11). Rilievi sull’officium praedicationis in Gregorio Magno, in A. PIRAS - L. CASULA - G.P. MELE (a cura di),
Per longa maris intervalla. Gregorio Magno e l’occidente mediterraneo fra
tardo-antico e altomedioevo. Atti del Convegno Internazionale di studi –
Cagliari 17-18 dicembre 2004, Cagliari 2006, 191-236.
• Parola-Spirito-Cuore. O della ritrovata identità, “La Scala” 58(2004) 444-50.
• Il Padre del figlio che torna e di quello che resta, ivi 59 (2005) 35-39.
• Puri di cuore. O la grazia dell’unificazione del centro dell’essere, ivi 60/1
(2006) 8-19; 2 (2006) 43-51.
• Stare con Gesù, ivi, 60/5 (2006) 197-202.
• Giovanni 13,1-15: lavare i piedi è servire. Cioè dare la vita. Cioè amare, in:
Provincia del SS. Crocifisso dei Frati Minori Conventuali di Sardegna – Comm.
per la Formazione permanente (a cura), Frati Minori Conventuali chiamati ad
essere servi della Chiesa. Minori nella Chiesa, Oristano 2005, 17-41.
• Identità e habitat di chi dobbiamo/vogliamo servire. Spunti per un’analisi
della Società e della Vita consacrata nella Chiesa sarda di oggi, ivi, 42-58;
• Servire da Minori Conventuali oggi nella Chiesa. Come essere prima di cosa
fare, ivi, 66-103.
Francesco Mosetto
• Vangelo di Luca, in Lectio divina per la vita quotidiana (collana a cura di G.
ZEVINI – P. CABRA), 10. Il Vangelo di Luca, Queriniana, Brescia 2006, pp. 424
(Lectio: circa un quinto del volume).
• Salmo 139: “Signore tu mi scruti e mi conosci”, in “Parole di vita” 50 (2005),
n. 6, pp. 31-36
• La “liturgia”dell’apostolo (Rm 15,14-33), ivi, 51 (2006), n. 6, pp. 33-40.
Darius Sztuk
• Żyć dla Boga” według świętego Pawła. Studium egzegetyczno-teologiczne
formuł dotyczących proegzystencji chrześcijanina [“Vivere per Dio” secondo
san Paolo. Studio esegetico-teologico di formule relative alla pro-esistenza
cristiana] (Rozprawy i studia biblijne 21), Oficyna Wydawnicza „Vocatio”,
Warszawa 2006.
• “Sprawozdanie z działalności Wyższego Seminarium Duchownego
Towarzystwa Salezjańskiego w Lądzie nad Wartą w Roku Akademickim
2004/05”, Seminare 23 (2006) 471-474
Mathew Thekkekara
• “Colossians 3:11”, Bible Bhashyam 25 (1999) 264-284.
• “Colossians 3:11a: The Abolition of Barriers”, Indian Theological Studies 36
(1999) 105-125.
• “Institution vs Charism in the Pauline Vision”, Jeevadhara 31 (2001) 138147.
• “‘Christ is All and in All’ (Col 3:11b): Cosmic Christ and Head of the
Church”, Bible Bhashyam 29 (2003) 26-50.
• “The Growth of the First Christian Community through Struggles (Acts 2:424:47): Challenges for the Church in India”, Jeevadhara 34 (2004) 137-145.
Rafael Vicent
• C. PASTORE – R. VICENT (Edd.) Ripartire da Cristo, Parola di Dio. Lectio
Divina e vita salesiana oggi, Atti del V Convegno dell’Associazione Biblica
Salesiana, Kraków 27.12.2004 – 3.01.2005, Roma 2005, pp. 314.
• Lectio della Parola nel giudaismo antico, ivi, 33-60.
• M. THEKKEKARA (Ed.), The Word of God and the Religious Community,
Kristu Jyoti Publ., Bangalore, 2006, pp. 303. [Trad. di: A. STRUS – R. VICENT
(Edd.), Parola di Dio e comunità religiosa (ABS), Elledici, Leumann 2003].
Giorgio Zevini
• La lectio della Parola nel Nuovo Testamento, in ABS, Ripartire da Cristo
Parola di Dio. Lectio divina e vita salesiana oggi (Atti del V Convegno
Mondiale ABS, Krakow 27.12.2004 - 3.01.2005), Roma 2005, 61-71.
• The Word of God in our Life, Paulines Publ. Africa, Nairobi 2006, pp. 50.
• ZEVINI G. - MARITANO M. (Edd.), La lectio divina nella vita della Chiesa,
LAS, Roma 2005, pp. 224 (di G. Zevini:Introduzione, pp. 5-7; Bibliografia, pp.
209-217; La lectio divina fonte di esperienza ecclesiale e spirituale, pp. 51-65).
• ZEVINI G. - CABRA P. (Edd.), Il Vangelo di Marco, Queriniana, Brescia 2005,
pp. 410, con il contributo: Per una lettura del Vangelo di Marco, pp. 5-11.
• IID. (Edd.), Textos biblicos de la vida consagrada (Lectio divina para la vida
diaria, n. 2), Editorial Verbo Divino 2005, Estella (Navarra), pp. 310.
• IID. (Edd.), Il lezionario mariano (Lectio divina per la vita quotidiana, n. 8),
Queriniana, Brescia 2006, pp. 248.
• IID. (Edd.), Il vangelo della santa Famiglia (Lectio divina per la vita
quotidiana, n. 9), Queriniana, Brescia 2006, pp. 150.
CELEBRARE E ANNUNCIARE LA PAROLA DI DIO
Quaderni di Spiritualità salesiana, 6
a cura di Rafael VICENT
▫ La Parola celebrata nella Liturgia. Il luogo privilegiato per leggere e
interpretare la Bibbia (Gianfranco VENTURI, sdb)
▫ Sintonizzarsi con il cuore di Dio attraverso la sua parola. Intervista a
Maria KO HA FONG, fma
▫ Parola che illumina la vita spirituale. Alcuni usi della Bibbia in
Francesco di Sales (Joseph BOENZI, sdb)
▫ Omelia e vita spirituale. L’omelia, luogo dell’interazione dello Spirito
Santo con l’omileta e i partecipanti (Paolo RIPA DI MEANA, sdb)
▫ Esercizi Spirituali con la Bibbia. Allenamento spirituale a ritmo della
Parola (Corrado PASTORE, sdb)
▫ Comunicazione e Parola di Dio Dalla vita all’ascolto della Parola per
ritornare alla vita (Fabio PASQUALETTI, sdb - Juan PICCA, sdb)
Dall’Introduzione:
La Parola di Dio come luce sul sentiero della vita
In questo quaderno si offrono diverse prospettive sulla Parola di Dio, che ha
mostrato la sua misericordia e verità a Israele «molte volte e in diversi modi»
(Eb 1,1), dandosi in Cristo con una pienezza inimmaginabile. «Dio ha parlato
all’umanità: non è un Presente assente. È uscito dal suo silenzio, si è rivolto
all’umanità svelandole i segreti della sua vita intima affinché vi possa
partecipare. Questa è la realtà immensa che domina i due Testamenti e della
quale vive la Chiesa» (R. Latourelle).
S. Girolamo ripeteva l’invito a conoscere la Bibbia: «L’ignoranza delle
Scritture è ignoranza di Cristo” (cf. DV 25). La Chiesa offre in abbondanza la
mensa della Parola: nell’Eucaristia, ma anche nella Liturgia delle Ore e nella
lettura orante e amorosa di ogni credente. Per rispondere a Dio non abbiamo
parole migliori di quelle che lui stesso ci ha dato, specialmente nei Salmi.
Se riusciamo veramente ad ascoltare e comunicare, la vita si trasforma:
«L’ascolto della parola non lascia mai indenni; è sempre una piccola morte per
il mondo chiuso e rassicurante dell’io, imprigionato dall’illusione dell’autosufficienza. Ascoltare l’altro è sempre un rischio che espone alla vulnerabilità.
Non so cosa l’altro mi chiederà. Se io accolgo la parola dell’altro, muore il mio
io isolato e sterile, e può nascere il noi dell’alleanza feconda» (V. Lazzeri).
Da parte sua, Don Bosco considerava la Scrittura un mezzo educativo
eminente: «La parola di Dio è detta luce perché illumina l’uomo e lo dirige nel
credere, nell’operare e nell’amare».
Queste potenzialità trasformanti della Parola, messe in evidenza nella
liturgia, ha bisogno di accoglienza personale mediante il silenzio e l’ascolto.
Riprendiamo le parole che il Papa Benedetto XVI ha rivolto il 23 ottobre 2006
a 15.000 studenti delle Università Pontificie di Roma, dopo la celebrazione
eucaristica di inizio dell’anno accademico: «L’approfondimento delle verità
cristiane e lo studio della teologia o di altra disciplina religiosa presuppongono
un’educazione al silenzio e alla contemplazione, perché occorre diventare
capaci di ascoltare con il cuore Dio che parla». «Solo se provengono dal
silenzio della contemplazione le nostre parole possono avere qualche valore ed
utilità e non ricadere nell’inflazione dei discorsi del mondo che ricercano il
consenso dell’opinione comune. Questa ascesi si basa sulla familiarità amorosa
con la Parola di Dio. Domandate a Lui: “Maestro, insegnaci a pregare ed anche
insegnaci a pensare, a scrivere e a parlare”. Perché queste cose sono, tra loro,
strettamente connesse».
I diversi contributi raccolto in questo Quaderno sviluppano alcune delle linee
appena accennate:
▫ Paolo Ripa di Meana mette in luce l’intimo legame tra l’omelia e la vita
spirituale del predicatore. La Parola di Dio, pronunciata una volta per tutte,
raggiunge ogni uomo quando risuona di nuovo in ogni generazione ed è
“tradotta” alle nuove situazioni. Lo Spirito Santo può trasformare la
quotidianità in vera oblazione di culto a Dio. Il predicatore si deve sentire
“servo della Parola”, per un evento di salvezza che deve raggiungere lui stesso
prima di raggiungere gli altri.
▫ Maria Ko apporta in un’intervista la sua ricca esperienza nello studio e nella
docenza della Bibbia. Ha sperimentato che solo entrando nel cuore di Cristo
possiamo sintonizzare con il suo progetto d’amore per il mondo. La Parola di
Dio è sorgente inesauribile da qui attingere con gioia per sé e per offrire
generosamente agli altri.
▫ Secondo Gianfranco Venturi, la Chiesa segue nella liturgia quel modo di
leggere e di interpretare le Scrittura di cui Cristo stesso ci ha dato esempio. È
lui, che ha guidato i discepoli di Emmaus, e guida lungo i secoli i nuovi
discepoli a capire il senso delle Scritture partendo dall’oggi del suo evento
pasquale. L’assemblea liturgica accoglie il dono della Parola e vi risponde con
la meditazione, il canto, la traduzione alla vita.
▫ Joseph Boenzi focalizza il rapporto di Francesco di Sales con la Parola di
Dio prendendo spunto dai consigli sul modo di predicare di una sua lettera a un
giovane prelato, André Frémyot, nel 1604. Francesco sottolinea l’importanza di
meditare e pregare la Scrittura prima di esporla al popolo, e di seguire lo stile
semplice e popolare della Bibbia. Le convinzioni personali e la preghiera del
predicatore servono ad illuminare le menti e riscaldare la volontà, come è
successo con il dono dello Spirito nella Pentecoste.
▫ Per Corrado Pastore gli Esercizi Spirituali sono un momento privilegiato per
accogliere con frutto la Parola di Dio. La Bibbia può diventare il filo rosso
degli Esercizi: con una figura biblica (Abramo, Mosè, Paolo, ecc.), un tema (la
vocazione, la Pasqua), uno scritto particolare (vangelo di Giovanni, una lettera
di Paolo) o un testo specifico (Beatitudini, Padre nostro). Si deve creare un
clima di silenzio per accogliere interiormente la Parola, meditarla e applicarla
alla vita di ogni giorno.
▫ Il quaderno si chiude con le riflessioni di Fabio Pasqualetti e Juan Picca.
Partendo dalle scienze del linguaggio, mostrano la capacità della parola di
creare rapporti umani, d’influire sugli altri, di modificare il senso della vita. La
Parola di Dio, ben “tradotta”, serve a trasformare la prassi quotidiana. Si rileva
che il consumismo attuale, utilizzando una pubblicità onnipresente e sottile, ci
porta spesso a ignorare il Vangelo e le sue esigenze di sobrietà e dignità umana.
Ogni intervento termina con alcune domande per invitare i lettori ad un
confronto con la Parola e le sue esigenze, a livello personale e comunitario.
In preparazione:
Associazione Biblica Salesiana
V ITA C ONSACRATA
E
P ASSIONE A POSTOLICA
I contributi raccolti nel volume, a cura di R. Vicent e C. Pastore, intendono
illustrare il motto che campeggia nello stemma della Società salesiana: Da mihi
animas. La “passione apostolica, tema del prossimo Capitolo generale, deve
animare ogni salesiano, oggi come ieri. La pubblicazione è prevista entro
dicembre 2007.
Piano del volume:
• Introduzione
• Mosè vive la passione di Dio per il suo popolo
• La passione per la causa di Dio nei Profeti biblici
• Lettura cristiana e salesiana del salmo del “Buon Pastore”
• Gesù missionario del Padre
• La compassione di Gesù nel Vangelo di Matteo
• “Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” (Lc 9,58)
• “…vi farò pescatori di uomini” (Mt 4,19)
• Gesù educatore dei suoi discepoli nel Vangelo di Marco
• L’amore di Gesù verso i piccoli e i poveri
• Lo stile di vita del missionario secondo il Vangelo di Luca
• Missione e preghiera negli Atti degli Apostoli
• “L’amore di Cristo mi sospinge” (2 Cor 5,14)
• L’apostolato come “liturgia” (Rm 15,15-21)
• “Annuncia la parola…” (2 Tim 4,2)
• “Hai abbandonato il tuo amore di un tempo” (Ap 2,4)
• “…di ogni nazione, razza, popolo e lingua” (Ap 7,9)
• “Se uno aspira all’episcopato…” (1 Tm 3,1): vocazione e formazione
• “Da mihi animas”: da Gn 14,21 alla storia della spiritualità cristiana
BIBLIOGRAFIA
di don Giacomo Mezzacasa (1971-1955)
Di don Giacomo Mezzacasa il compianto don Nicolò M. LOSS tracciò un
profilo nel “Bollettino di collegamento” n. 7 (1991), ricordandolo insieme a un
altro grande biblista salesiano, don Ugo Gallizia (Due servitori della Parola:
pp.32-42). Di questo pioniere e patriarca dei biblisti salesiani presentiamo qui
l’elenco completo degli scritti.
Nota bibliografica:
Ricordo di Don Giacomo Mezzacasa, in “Salesianum” 17 (1955) 2, 195-196,
con Bibliografia di D. Giacomo Mezzacasa, ivi, 198-199.
E. VALENTINI, Mezzacasa sac. Giacomo, scrittore, in Dizionario biografico dei
Salesiani, Torino 1969, 188s.
Luigi DE COL, Biografia di Don Giacomo, in AA. VV., Don Giacomo
Mezzacasa (La Valle 17.1.1871 – Torino 8.2.1955), “Il Risveglio”, La Valle
(Belluno) 1988, pp. 19-40.
Nicolò M. LOSS, Due servitori della Parola, in “Bollettino di collegamento”
ABS, 7 (1991) 32-36 (su G. Mezzacasa).
A. Libri e opuscoli
1. Poesia Araba. Saggio di Versione, Scuola Tipografica Salesiana, Roma 1902
(estratto dal “Giornale Accadico” serie III, pp. 3-15) [opuscolo conservato nell’
Archivio storico UPS, Roma, fondo Giacomo Mezzacasa, settore 11 c, cartella
2, fasc. 5. Riporta quattro composizioni attribuite ad Abu-l-taieb al-Mutanabbi].
2. Gesù nella Galilea secondo la narrazione di San Marco. Conferenza letta al
Seminario Romano, Officina Poligrafica Editrice, Roma 1912, pp. 26.
3. Dissertatio de Historia Canonis utriusque Testamenti (Pro manuscripto ad
usum auditorum), Roma 1913, pp. 79.
4. De utriusque Testamenti antiquis Versionibus (Pro manuscripto ad usum
auditorum), Ad S. Apollinaris, Romae, 1913, pp. 56.
5. Il libro dei Proverbi di Salomone. Studio critico sulle aggiunte grecoalessandrine (Scripta Pontificii Instituti Biblici), Bretschneider, Roma 1913, pp.
xii-204 [rec. di S. Colombo, “Didascaleion” 3 (1914) 241].
6. Lettere di San Paolo tradotte in italiano (Pro manuscripto), fasc. I: Ia ai
Tessalonicesi. IIa ai Tessalonicesi. Ia ai Corinti. IIa ai Corinti [sic !], Scuola
Grafica Salesiana, Torino 1914, pp. 89.
7. Lettere di San Paolo tradotte in italiano (Pro manuscripto), fasc. II: Ai
Galati. Ai Romani. Scuola Tipografica D. Bosco, S. Benigno Canavese
(Torino) 1914, pp. 74.
8. Lettere di San Paolo tradotte in italiano (Pro manuscripto), fasc. III: Agli
Efesini. Ai Colossesi. A Filemone. Ai Filippesi, Scuola Grafica Salesiana,
Torino 1915, pp. 48.
9. Lettere di San Paolo tradotte in italiano (Pro manuscripto), fasc. IV: Ia a
Timoteo. Lettera a Tito. Ia a Timoteo. Agli Ebrei [sic !]. Scuola Grafica
Salesiana, Torino 1915, pp. 72.
10. Lettere Cattoliche tradotte in italiano, fasc. V [sic !]. Lettera di San
Giacomo. Lettere di San Pietro. Lettere di San Giovanni. Lettera di San Giuda
(Pro manuscripto), Scuola Grafica Salesiana, Torino 1916, pp. 55.
11. Il Libro dei Proverbi di Salomone. Tradotto e annotato, SEI, Torino 1921,
pp. xvii-118.
12. Catalogo e descrizione dei Manoscritti arabi, Biblioteca Nazionale, Torino
1926.
13. Il Salterio e i Cantici. Testo latino annotato e disposto secondo la
recitazione dell'Ufficio Divino, Scuola Grafica Salesiana, Milano 1929, pp. ix407.
14. Proverbi e Profeti: Isaia, Geremia, Lamentazioni di Geremia, Ezechiele,
Daniele, Osea, Joele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia,
Aggeo, Zaccaria, Malachia, in La Sacra Bibbia. Traduzione di G. Bonaccorsi,
G. Castoldi, G. Giovannozzi, G. Mezzacasa, F. Ramorino, G. Ricciotti, G.M.
Zampini. Introduzioni e note di G. RICCIOTTI (“Bibbia fiorentina”) , 5 voll.,
Salani, Firenze 1939-1940; volume unico 1940 (numerose ristampe), pp. 799837. 977-1316.
15. Il Salterio e i Cantici. Testo latino e italiano. Annotato e disposto secondo
la recitazione dell’Ufficio Divino, SEI, Torino 1939, pp. 602.
16. L'Apocalisse. Traduzione, in: Il S. Vangelo di N. S. G. C., gli Atti degli
Apostoli e l'Apocalisse, a cura di A. Caviglia, Introduzione di A. Barberis, SEI,
Torino 1941, pp. 449-504.
17. Numeri. Traduzione italiana, in: La Sacra Bibbia tradotta dai testi originali
con note a cura del Pontificio Istituto Biblico, Salani, Firenze 1943, pp. 341433.
18. Israel, Vol. I. L'ultimo dei Giudici e ilprimo dei Re. Quadretti biblici, LC
[= Letture Cattoliche] 79 (1931) 917, pp. 126.
19. –, Vol. II. David. Quadretti biblici, LC 80 (1932) 949, pp. 114.
20. –, Vol. III. Israel e l'Assiria. Quadretti biblici, LC 81 (1933) 961, pp. 138.
21. La passione di Cristo, LC 82 (1934) 973, pp. 124.
22. L’infanzia di Gesù, LC 83 (1935) 985, pp. 120.
23. Vox clamantis in deserto, LC 84 (1936) 997, pp. 110.
24. Attorno al Lago, LC 84 (1937) 1009, pp. 100.
25. Il Seminatore, LC 85 (1938) 1022, pp. 112.
26. Escursioni e pause, LC 86 (1939) 1033, pp. 128.
27. Al sole di autunno, LC 87 (1940) 1045, pp. 142.
28. Verso il tramonto, LC 88 (1941) 1057, pp. 144.
29. San Lucano, l'apostolo delle Dolomiti, LC 95 (1948) 1145, pp. 96.
30. Vita di Gesù Cristo, SEI, Torino 1942.21945, pp. 472.
31. Epopea Divina, I. Le origini, LC 94 (1947) 1129, SEI, Torino, 1946, pp. 95.
32. – , II. I patriarchi Torino, LC 94 (1947) 1134, SEI, Torino, 1947, pp. 95.
33. –, III. Giacobbe e Giuseppe, LC 94 (1947) 1141, SEI, Torino, 1948, pp. 96.
34. –, IV. Mosè, LC 95 (1948) 1147, SEI, Torino 1948, pp. 96.
35. –, V. Dal Sinai al Giordano, LC 96 (1949) 1153, SEI, Torino 1949, pp. 96.
36. –, VI. Giosuè e i Giudici, LC 96 (1949) 1161, SEI, Torino 1949, pp. 96.
37. –, VII. Sansone, Rut, Samuele, LC 97 (1950) 1165, SEI, Torino 1950, pp.
pp. 95.
38. –, VIII. La monarchia: Saul e David, LC 97 (1950) 1172, SEI, Torino 1950,
pp. 112.
39. Pescatori di uomini, SEI, Torino 1950.
40. Epopea Divina, IX. Il regno davidico, LC 98 (1951) 1177, SEI, Torino
1951, pp. 112.
41. –, X. Salomone, LC 98 (1951) 1184, SEI, Torino 1951, pp. 96.
42. –, XI. Elia ed Eliseo, LC 99 (1952) 1189, SEI, Torino 1952, pp. 108.
43. –, XII. Le invasioni assire, LC 99 (1952) 1196, SEI, Torino 1952, pp. 115.
44. –, XIII. Distruzione di Ninive e di Gerusalemme. L'esilio, LC 100 (1953)
1200, SEI, Torino 1952, pp. 100.
45. –, XIV. Ester – Esdra – Giuditta, LC 100 (1953) 1208, SEI, Torino 1953,
pp. 102.
46. –, XV. I Maccabei, LC 101 (1954) 1215, SEI, Torino 1954, pp. 31.
47. –, XVI. Giuda – Gionata – Simone, LC 101 (1954) 1222, SEI, Torino 1954,
pp. 56.
48. Dio e il suo popolo, Vol. I. Da Adamo a Sansone; Vol. II. Da Samuele ai
Maccabei. Illustrazioni di Gustavo Doré, Libreria Dottrina Cristiana, Torino
1958, pp. XV + 454 + 631 (Edizione postuma, a cura di N.M. Loss, che
raccoglie i sedici fascicoli di Epopea Divina, più il manoscritto inedito su
Giobbe).
B. Articoli
1. Iscrizione punica: Scoperte a Cartagine, “Studi Religiosi” 1902, pp.
165-166.
2. Osservazioni sull'iscrizione del tempio di Artemide in Siracusa, “Archivio
storico per la Sicilia Orientale” 1 (1904) 1, pp. 1-4.
3. Onomastica sicula preellenica, “Archivio storico per la Sicilia Orientale” 3
(1906) 1, pp. 1-4.
4. La lingua araba nel dialetto siciliano, “Archivio storico per la Sicilia
Orientale” 4 (1907) 3, pp. 1-10.
5. I Proverbi di Salomone nella Vulgata di S. Girolamo, “Rivista di Apologia
Cristiana” 1911, pp. 441-446.
6. Recensione di: H. LAMMENS, Le Berceau de l'Islam, Bretschneider, Roma
1914, “Didaskaleion”. Studi filologici di letteratura cristiana antica (Torino),
4(1915), pp. 419-422.
7. Per la festa del Natale, “Verbum Dei”. Periodico settimanale di sacra
predicazione (L.I.C.E., Torino), 16 (1928-1929) 3-4, pp. 67-73.
8. Per l’apertura di un anno accademico. Giambernardo de Rossi (Prolusione
letta nell'apertura dell’anno accademico della Facoltà Teologica di Torino nel
1929), in “Verbum Dei” 18 (1931) 6, 263-264; 7, 300-308.
9. Propter angelos (1 Cor. 11, 10), “Verbum Domini” 11 (1931) 39-42.
10. Una frase alle nozze di Cana, “Perfice Munus” 3 (1928) p. 326.
11. De tribus et unica Magdalena, ivi 3 (1928) p. 434-438.
12. I giovani e la S. Scrittura, ivi 5 (1930) p. 310.
13. Et in angelis suis reperit pravitatem, ivi 6 (1931) p. 11.
14. Angeli pacis amare flebunt, ivi 6 (1931) p. 11.
15. Immissiones per angelos malos, ivi 6 (1931) p. 12.
16. Qui facit angelos suos spiritus, ivi 6 (1931) p. 12.
17. A daemonio meridiano, ivi 6 (1931) p. 12.
18. Qui non accepit in vano animam suam, ivi 6 (193 1) p. 138.
19. Le stimate di Nostro Signore, ivi 6 (1931) p. 335.
20. Lo stimolo della carne, ivi 6 (1931) p. 335.
21. Septies in die cadit iustus, ivi 6 (1931) p. 337.
22. Facilius est camelum per foramen acus transire, ivi 6 (1931) p. 337.
23. Animalis homo non percipit ea quae sunt spiritus Dei, ivi 6 (1931) p. 717.
24. Noli me tangere, ivi 6 (1931) p. 718.
25. Oportet sapere sed sapere ad sobrietatem, ivi 6 (1931) p. 719.
26. Significato di «virtus», ivi 7 (1932) p. 138.
27. Inter medios cleros pennae columbae deargentatae, ivi 7 (1932) p. 139.
28. L'età di Gesù, ivi 7 (1932) p. 140.
29. Il Natale, “Gioventù missionaria! 10 (1932) 12, pp. 239-244. Traduzione
spagnola: El Niño de Belén, “Juventud misionera”, Enero 1934, pp. 1-6
30. Quod superest date pauperibus, “Perfice Munus” 9 (1934) p. 262.
31. Si domanda che valore abbiano le parole della Sapienza: «teste David cum
Sibylla», ivi 9 (1934) p. 246-250.
32. Omnis gloria eius... ab intus, “Salesianum” 1 (1939) 3, 257-267.
33. Frammenti biblici, ivi 3 (1941) 3, 177-184.
Esperienze
1.
PROGETTO GERUSALEMME
La parola di Dio plasma la vita e rinnova la passione del Da mihi
animas
Per accompagnare il processo di rinnovamento personale e comunitario,
l’Istituto offre alle FMA:
• un’esperienza di ascolto e di confronto con la Parola di Dio, ai fini di un
autentico discernimento personale e comunitaria;
• una singolare opportunità per incontrarsi personalmente con il Signore nei
luoghi in cui si è realizzato il mistero della salvezza;
• una possibilità di approfondimento delle radici bibliche del carisma salesiano;
• un cammino per abilitarsi a educare i giovani all’incontro con la Parola di Dio.
Obiettivi del Progetto
• Vivere una forte esperienza biblica, in modo che l’ascolto della Parola diventi
un atteggiamento costante, capace di incidere sulla qualità della preghiera, dei
rapporti comunitari e della missione.
• Approfondire le radici bibliche del carisma salesiano, per potenziare sempre
più, nella comunità educante, la vitalità di questo stesso carisma.
• Imparare da Gesù stesso come accostarsi alla Parola che in Lui s’incarna.
Abilitarsi personalmente e comunitariamente, anche attraverso un’opportuna
iniziazione metodologica, all’ascolto sapienziale di Lui e alla lettura credente
della realtà quotidiana.
Modalità
Quanto all’organizzazione, ai contenuti e alle forme dell’animazione, il
Progetto Gerusalemme viene offerto in due differenti modalità, per poter
meglio rispondere alle diverse esigenze delle persone partecipanti.
A. Esperienza di un mese
▫ Esercizi spirituali itineranti.
▫ Incontri di lectio divina.
▫ Laboratori per l’approfondimento delle radici bibliche del carisma.
B. Esperienza di tre mesi
1. Incontro con la Parola
▫ Lettura sistematica della Bibbia.
▫ Incontri di lectio divina.
▫ Preghiera con la Parola nella Liturgia e negli altri incontri quotidiani con
il Signore.
▫ Altre forme di preghiera di carattere biblico
2. Studio sulle radici bibliche della spiritualità salesiana
▫ Presa di coscienza del cammino che la Parola compi nell’Istituto.
▫ Parola di Dio in Don Bosco e Madre Mazzarello.
▫ Parola di Dio nei testi fondamentali.
3. Conferenze
▫ Ambientazione storica, geografica, politica, religiosa, ecumenica della Terra
Santa nel suo insieme.
▫ Presentazione storica e archeologica dei singoli luoghi santi.
▫ Panoramica sulla realtà delle diverse Chiese locali e sulla loro situazione
ecumenica. Prospettive bibliche della spiritualità salesiana.
4. Laboratori
▫ Approfondimenti di carattere pratico su quanto si è appreso circa la radici
bibliche della spiritualità salesiana.
▫ Ricerca e assimilazione dei modelli di accompagnamento e di rapporto
educativo attuati da Gesù.
▫ Elaborazione di itinerari di animazione biblica a vari livelli e in diversi
ambiti.
5. Visite guidate
▫ ai luoghi santi della città di Gerusalemme e dintorni;.
▫ ai luoghi biblici in Galilea e in Giudea;
▫ a centri di studi biblici, a musei, a centri culturali di particolare interesse.
2.
S. Scripture: a Syllabus for the Period of Formation
(c/o Fr. M. Thekkekara, Bangalore)
1. Pre-novitiate
Goal: To make the pre-novices really interested in reading and praying the
Holy Bible.
• A general introduction to the Bible (G.S. SLOYAN, So You Mean to Read the
Bible. Collegeville: The Liturgical Press, 1992): - Names of the books of the
Bible; - How the books are grouped together; - Catholic and Protestant Bibles.
• Panorama of Biblical History.
• Biblical Geography.
• Familiarity with the text of one gospel: The Gospel according to Matthew
(Mark): - through quizzes; - through memorizing verses.
• Praying the Psalms (M. THEKKEKARA. The Young in Faith Praying the
Psalms Meaningfully. Bangalore: ATC, 1999).
• Praying the Bible (Prayers in the NT).
• Text recommended: NRSV Bible.
2. Novitiate
Goal: Enabling the Novices to make a habit of Meditating on the Word of
God.
• Pray with the Bible, especially using the Book of Psalms.
• Reading the Bible (Etienne CHARPENTIER. How to Read the New Testament.
Bombay: St. Pauls, 1995).
• Introduction to Inspiration: What makes the Bible the Word of God.
• Familiarity with the text of one Gospel: The Gospel according to Mark (deal
with themes like discipleship, following Jesus, the importance of the cross and
suffering in Christian life).
• Introduce the novices to the method and the regular practice of the Lectio
Divina (M. MAGRASSI. Praying the Bible. An Introduction to Lectio Divina,
Collegeville: The Liturgical Press, 1998).
• Go through the Letter to the Philippians in relation to their vocation.
3. Immediate Post-novitiate: Phase I (Philosophy/Magisterium)
Goal: Enabling the newly professed to pray the Bible regularly and at the
same time to look at the Bible scientifically.
• Panorama of Biblical History.
• Biblical Geography.
• Introduction to the Canon of the Bible.
• Introduction to the Formation of the Old Testament.
• Introduction to the Formation of the New Testament.
• Familiarity with the text of one gospel: The Gospel according to Luke.
• Go through The Letter to the Colossians in relation to their vocation.
• Familiarity with the text of the Book of Acts.
• Lectio Divina.
• The Word of God used in Meditation, Monthly Recollection, & Retreats.
(E. CHARPENTIER. How to Read the Old Testament. Bombay: St. Pauls, 1995;
Y. IGLESIAS & S. PUTZU. The Promise. An Introduction to the Old Testament.
Shillong: DB Press, 1997; M. LE DORZE. The Bible in Hundred Weeks.
Bangalore: ATC, 1997).
4. Post-Novitiate: Phase II (Tirocinium/College Studies)
Goal: To enbale the young salesians to continue with the habit of praying
with the Word of God and getting to know more biblical texts.
• Familiarity with the text of the Books of Exodus, Sirach and Jeremiah.
• Familiarity with the Acts of the Apostles.
• Familiarity with the text of the Letters to the Philippians and of 1 Corinthians.
FEDERAZIONE BIBLICA CATTOLICA
VII Assemblea Plenaria (Dar es Salaam, Tanzania, 24.6 –
3.7.2008)
Ogni sei anni le organizzazioni nembri della FBC si incontrano per
l’Assemblea Plenaria. Le Assemblee Plenarie sono tappe importanti nel
cammino che la Federazione percorre per realizzare il suo obiettivo: far sì che
la Parola di Dio sia accessibile al maggior numero possibile di persone. La
prossima si realizzerà per la prima volta in Africa, nella capitale della Tanzania,
Dar es Salaam (“Porto di pace”), dal 24 giugno al 3 luglio 2008 e sarà dedicata
al tema: riconciliazione, giustizia e pace.
Nel corso di un’Assemblea plenaria non solamente si prega insieme e si
riflette sulla Parola di Dio, ma anche si presentano nuove idee, si scambiano
materiali e esperienze e si sviluppano nuove iniziative, che spesso vanno al di
là dei singoli paesi e continenti.
L’incontro mondiale della FBC si svolgerà in un paese che, nonostante tutti
gli sforzi per combattere la povertà, continua a essere uno dei più poveri della
terra e, come molti altri paesi africani, è minacciato dall’Aids. Un paese che si
distingue per la sua popolazione contenta della vita e amabile, per la sua varietà
etnico culturale e la sua natura meravigliosa. Un paese la cui Chiesa, grazie al
gran numero di gruppi e movimenti e di comunità cristiane di base, è molto
vivace. Un paese che, a differenza di vari paesi vicini, ha superato del tutto i
conflitti tribali e la cui forma statale promuove una buona convivenza tra
cristiani e mussulmani, anche se deve affrontare le sfide delle tendenze
fondamentaliste.
Per la VII Assemblea plenaria la FBC ha scelto il tema: La parola di Dio
fonte di riconciliazione, giustizia e pace, e il motto: Deus caritas est, “Dio è
amore” (1 Gv 4,8.16). Il tema prende in considerazione lo specifico contesto
africano e fa sue le attuali sfide della pastorale in tutto il mondo. La
disposizione alla riconciliazione, l’anelo di giustizia e la lotta per la pace sono
dimensioni centrali del nostro essere cristiani. Esse si fondano sull’amore di
Dio per l’umanità e la creazione e sono di viva attualità non solamente in
Africa. Si è anche voluta una connessione con il II Sinodo africano dei Vescovi,
in programma dopo il 2008, sul tema: “La Chiesa in Africa e il suo servizio alla
riconciliazione, la giustizia e la pace”.
XII Sinodo dei Vescovi (5 - 26 ottobre 2008):
“La Parola di Dio nella vita e la missione della Chiesa”
Il 6 ottobre 2006 il Papa Benedetto XVI ha annunciato che il XII Sinodo
Ordinario dei Vescovi sarà dedicato al tema: “La Parola di Dio nella vita e nella
missione della Chiesa” e si svolgerà in Vaticano dal 5 al 26 ottobre del 2008.
Si realizza così un auspicio della FBC, che fin dal 1984 (Assemblea Plenaria di
Bangalore) avanzò la richiesta di un Sinodo sulla Parola di Dio, richiesta
ripetuta nel Congresso per i 40 anni della Dei Verbum (Roma, …).
Un comunicato stampa della Segreteria Generale del Sinodo indica
principali temi che saranno affrontati: la Parola di Dio nella liturgia, nella
predicazione, nella catechesi, nella teologia, nella spiritualità, nella Lectio
Divina, nella lettura privata, nell'inculturazione, nell'ecumenismo.
Si può supporre che il XII Sinodo Ordinario dei Vescovi sulla Parola di Dio
possa essere visto come una conseguenza logica di quello precedente, dedicato
all’Eucaristia. La Costituzione Dei Verbum insegna infatti che «la Chiesa ha
sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso del
Signore, non tralasciando di assumere il pane della vita dalla mensa sia della
parola di Dio che del corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli» (n. 21).
Le istanze competenti hanno mannifestato l’intenzione che la FBC svolga un
ruolo importante nella preparazione e realizzazione del Sinodo, anzitutto
attraverso i Vescovi ad essa legati. Sono infatti 92 le Conferenze Episcopali
membri pieni della Federazione e numerose le diocesi ad essa associate.
Cf. Alexander Schweitzer, CBF Newsletter 4/2006 (http://www.c-b-f.org/)
Da un’intervista al Card. Carlo M. Martini
trasmessa dalla Radio Vaticana il 10 ottobre 2006
Domanda: …in che modo la Parola di Dio può essere un mezzo
privilegiato per il rinnovamento della Chiesa?
R. La Chiesa nasce dalla Parola di Dio, il cui significato ultimo è
il Verbo stesso di Dio e il Verbo incarnato, Gesù Cristo. È la Parola
dei profeti, la Parola degli apostoli e, infine, la Parola scritta della
Bibbia. La Chiesa nasce da questa Parola e quindi si rinnova, si
rigenera, ogni volta che ritorna a questa Parola. In particolare, la
Parola della Scrittura è proprio nelle mani della Chiesa perchè la
Chiesa vi attinga largamente e perchè si rinnovi a questo contatto.
Infatti, questa Parola di Dio che ci porta alla volontà di Dio stesso, il
desiderio di Dio di comunicarsi a noi, ci dice anche qual è il piano di
Dio, che cosa vuole Dio da noi, cosa vuole dalla Chiesa, qual è il
nostro dovere, qual è il nostro futuro. Quindi, la Chiesa si rinnova
continuamente abbeverandosi alla fonte della Parola di Dio, così
come si rinnova nutrendosi dell’Eucaristia.
Domanda: …Lei crede che sia arrivato il momento in cui la
Chiesa debba tornare ad abbeverarsi alla Parola?
R. Certamente. Lo diceva già il Concilio Vaticano II, che ci ha
esortato a nutrirci più ampiamente della Parola di Dio (ciò è
avvenuto anche con il rinnovamento liturgico), ma ha esortato anche
tutti i laici a nutrirsi quotidianamente della Parola e ad imparare a
pregare dalla Parola. Questo dobbiamo continuamente metterlo in
pratica, perchè ci vuole molto tempo affinché si attui questo
desiderio del Concilio.
Domanda: …Lei, che più volte aveva auspicato un incontro su
questo tema, già immagina delle indicazioni pastorali che
potrebbero sorgere da questo incontro, da questo confronto?
R. Bisogna vedere quali domande porrà più concretamente il Papa.
Mi pare, però, che in ogni caso, partire dalla Dei Verbum, che è stato
il documento fondamentale sul quale la Chiesa ha espresso la sua
convinzione riguardante la Parola di Dio, sarà certamente importante
per questo Sinodo. Soprattutto mi parrebbe molto bello esaminare
attentamente il capitolo sesto della Dei Verbum, cioè quel capitolo
che dice che cosa fa la Chiesa con la Parola di Dio, come la Chiesa
si nutre di essa nella teologia, nella catechesi, nella liturgia e poi
soprattutto quel passo che ha già ricordato varie volte Papa
Benedetto XVI, che parla della Parola di Dio nella vita dei cristiani,
i quali devono imparare a meditare sulla Parola con quella che è
chiamata oggi la Lectio divina, cioè l’accostamento orante alla
Parola di Dio, per imparare a pregare a partire da essa. Su tutto
questo il Sinodo dovrà interrogarsi, dovrà chiedere come abbiamo
messo in pratica la Dei Verbum, come viviamo nelle nostre
comunità la Lectio divina. Quindi, credo che sarà certamente un
momento molto importante, per la storia e la vita della Chiesa.
R ICORDO
Il 26 febbraio 2007 è morto a Torino
DON MARIO GALIZZI
già docente di S. Scrittura in Centro America, a Castellammare di Stabia e a
Torino-Crocetta. Vocazione adulta (aveva fatto l’operaio, in Francia e in Italia)
si fece salesiano e missionario. Dopo il dottorato in S. Scrittura, lavorò nel
Centro Catechistico Salesiano di Leumann, curando le pubblicazioni bibliche,
tra cui la rivista “Parole di vita”. L’amore alla Bibbia lo vide impegnato nella
Traduzione interconfessonale in lingua corrente. Larga diffusione hanno avuto
i suoi commenti ai Vangeli e ad altri scritti del N.T. Nella predicazione di ritiri
ed esercizi spirituali attingeva alle ricchezze della Parola di Dio.
Il Signore ricompensi il suo servitore fedele.
Nel prossimo Bollettino sarà pubblicato un “ricordo” più ricco di dettagli.
R ICORDO
PROF. DON ANDRZEJ STRUS (1938-2005)
Carissimi Confratelli,
don Andrea Strus, confratello salesiano, a 67 anni di età,
di cui 50 di professione e 41 di presbiterato, tramontava a questo mondo per
risorgere in Dio verso le ore 23,50 della domenica 12 giugno 2005. Erano
presenti il fratello Roman che lo assisteva amorevolmente da una quindicina di
giorni, il Visitatore dell’Università Pontificia Salesiana, d. Giuseppe Nicolussi,
vari confratelli e le Suore “Figlie dei Sacri Cuori” dell’infermeria. Il fratello
Roman lo assisteva amorevolmente da una quindicina di giorni, si prodigava
per alleviargli le sofferenze, gli richiamava alla memoria la sua diletta famiglia:
ad essa don Andrea era stato sempre profondamente legato, la ricordava con
nostalgia e commozione e la seguiva, dando saggi ed esperti consigli nei
momenti più importanti. Anche il fratello Zbigniew, giudice della Corte
Costituzionale, si era premurato di venire a trovarlo più volte nell’ultimo
periodo di vita: così d. Andrea poteva rivivere ed esperimentare la comunione
di vita e di affetto del suo ambiente familiare, ove la Chiesa come in suo
frammento vive il mistero dell’amore umano e divino.
Il giorno seguente il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Pascual Chávez
Villanueva, e altri membri del Consiglio Superiore si recavano a visitare la
salma e pregare. Alla sera dopo il Rosario, con un rito suggestivo ispirato al
Vangelo (cf. Mt 6,26-11), il capo del defunto era unto con la mirra come segno
dell’uomo che conosce il travaglio della morte ed emblema dell’accoglienza
che Dio riserva all’ospite gradito e atteso. Il giorno seguente, martedì 14, al
mattino, presenti molti confratelli salesiani dell’UPS, il fratello Roman
compiva la “velatio”: stendeva un piccolo drappo sul capo del defunto, ad
indicare che il suo amato volto era sottratto alla nostra vista e i suoi occhi non
vedevano più la luce di questo mondo, ma il Dio di ogni bellezza lo ammetteva
a contemplarlo aprendo gli occhi alla luce immortale. Alle 17 dello stesso
giorno era celebrata la Messa esequiale, presieduta da don Francesco Cereda,
Consigliere generale per la Formazione salesiana, con la presenza di don Albert
van Hecke, Consigliere regionale per il Nord Europa, del prof. don Mario Toso,
Rettore dell’Università Salesiana, di molti sacerdoti, confratelli salesiani,
Suore, allievi ed ex-allievi, amici e conoscenti.
La salma era poi trasportata a Varsavia, in Polonia, ove, il 21 giugno alle ore
11, con grande partecipazione di sacerdoti e di popolo, nella casa salesiana
“Bazylika” furono celebrati i funerali solenni, presieduti dall’Arcivescovo di
Wrocław, Mons. Marian Gołębiewski (collega di studi di don Andrea).
Concelebravano l’Ispettore di Varsavia don Jan Niewęgłowski e il nipote don
Mattia del clero secolare dell’Archidiocesi di Varsavia, figlio di Roman. Tenne
l’omelia il prof. don Ryszard Rubinkiewicz (salesiano, anch’egli compagno di
studi di don Andrea). In rappresentanza dell’UPS era presente il direttore della
comunità S. Francesco di Sales, don Mario Maritano. Poi la salma veniva
portata al cimitero di Varsavia e tumulata nella tomba dei salesiani.
Cenni biografici
Andrea Strus aprì gli occhi alla luce di questo mondo, primo di tre fratelli, a
Siedlce, in Polonia, il 19 aprile 1938. Il padre Mikołaj e la madre Marianna, pur
negli ostacoli imposti da un regime comunista, gli impartirono un’ottima
educazione cristiana, aiutandolo a superare difficoltà e prove, ad essere un
autentico cattolico, a favorirne la formazione intellettuale e spirituale. Arrivato
alle soglie dell’adolescenza, dopo gli studi liceali, seguendo le orme dello zio
salesiano, d. Giuseppe - che fu poi un amato Ispettore in Polonia -, seguì la
vocazione salesiana: entrò nel seminario minore dei salesiani a Sokołów, che
dopo un anno fu chiuso per ordine delle autorità comuniste; allora si trasferì in
quello di Różanystok.
All’età di 16 anni, il 27 aprile 1954, scrisse la domanda al Direttore per
essere accolto nella Congregazione salesiana come chierico: «Già da alcuni
anni ho il desiderio di diventare sacerdote (…). Mi sembra di avere un
sufficiente concetto della vita e degli obblighi del sacerdote e osservando con
attenzione l’attività dei salesiani mi sono convinto che il loro stile di vita mi
affascina (…). Sono fiducioso che con l’aiuto di Dio sarò fedele alla mia
vocazione». Queste espressioni già rivelano il suo entusiasmo giovanile, la sua
indole riflessiva e il suo temperamento deciso: la vita, vero esame e crogiuolo
del carattere della persona, dimostreranno che Andrea vorrà realizzare in pieno
la sua vocazione, iniziata come pensiero d’amore e sogno di bellezza; realizzata
come dono e impegno, dove solo l’amore decide la qualità della vita ed il
valore dei momenti da vivere; terminata come ritorno alla sorgente della gioia e
come incontro con la persona amata, cui si restituisce il dono più prezioso che
abbiamo ricevuto: la vita, fragile vassoio riempito di tesori eterni riconsegnati
splendidi e rinnovati (direbbe il poeta Tagore).
Nel 1954 iniziò il noviziato, al cui termine emise la prima professione il 2
agosto 1955 a Czerwińsk nella ispettoria della Polonia Est. Ma quasi subito
una difficile prova lo attendeva. Una malattia che, ad intervalli tra
miglioramenti e ricadute, durerà per circa due anni due anni, durante gli studi
filosofici a Woźniaków (dal 1955 al 1957): si rivelò una prima volta in tutta la
sua virulenza il 24 agosto 1955 e terminerà il 26 agosto 1957, quando Andrea
lascerà definitivamente l’ospedale (ove era stato ricoverato quattro volte). Dai
suoi appunti vediamo che il giovane salesiano era disposto anche alla morte,
considerando la sua malattia «situazione senza speranza», ma allo stesso tempo
si apriva alla fiducia: «Ho giurato al Signore di vivere bene e di evitare il
peccato» (21 settembre 1955). Uscì da questa malattia con la preoccupazione
pastorale di essere vicino a quelli che soffrono nel corpo e nella spirito: da
sacerdote sarà cappellano di una clinica e sarà sempre attento alle situazioni dei
malati.
Il 31 gennaio 1959 ebbe un’esperienza a suo dire straordinaria, che non
riuscì a descrivere: ricevette una grande grazia e sentì la necessità di affidarsi a
Dio, per l’intercessione di Maria Santissima, «totalmente»: quasi una eco del
«totus tuus» del suo grande indimenticabile compatriota Giovanni Paolo II.
Andrea conserverà sempre «un’anima di fanciullo» nei confronti della nostra
buona Madre celeste: La invocherà nei momenti più importanti della sua vita, si
abbandonerà fiducioso alle sua materna protezione, ne diffonderà con ogni
mezzo la devozione, sarà fedele alla recita del santo Rosario; avrà anche dei
gesti, diremmo “popolari”, come quello di adornare la statuetta della Madonna
con fiori, particolarmente nel mese di maggio.
Svolse il suo tirocinio nel 1957-58 a Szczecin Wielgowo, nel 1958-599 a
Czerwińsk, nel 1959-60 a Łódź, S. Barbara: poté così esperimentare la pratica
pedagogica salesiana, cercando di diffondere - direbbe il beato Filippo Rinaldi,
terzo successore di d. D. Bosco - «un’atmosfera tutta speciale che gli attira e
gli affeziona la gioventù, e gli concilia la benevolenza dei buoni e la deferente
tolleranza dei cattivi».
Dal 1960 al 1964 a Ląd nad Wartą si dedicò agli studi teologici. Si preparò
al sacerdozio consapevole del grande dono e dell’importante missione che lo
attendeva. Scriveva nel 1962, in occasione del conferimento dei ministeri
dell’accolitato ed esorcistato, pensando al suo futuro: «Come sacerdote, devo
prepararmi per un continuo sacrificio e, siccome mi scoraggio facilmente, mi
affiderò a Maria Santissima e per sua intercessione al Cuore Sacratissimo di
Gesù, così da non fare niente da solo, per volontà mia», e proseguiva
elencando i propositi ai quali vorrà essere fedele: «1. L'umiltà attraverso la
continua obbedienza ai superiori. 2. Fedeltà alle Regole nelle piccole cose lettura quotidiana. 3. Amore a Maria attraverso la mortificazione, e amore per
il Cuore Santissimo con frequenti atti di riparazione. Un proposito aggiuntivo:
frequenti visite al Santissimo e amore per le sante celebrazioni. Maria
Santissima sono tuo». Sono propositi, che d. Andrea rinnoverà frequentemente
nel suo diario e che rivelano una forte volontà di appartenere a Dio e di
sforzarsi di progredire sempre più nella vita spirituale.
Con sua grande gioia il 7 giugno 1964 fu ordinato sacerdote a Ląd nad
Wartą (in Polonia). Per due anni, dal 1964 al 1966, fu rettore della Chiesa
parrocchiale di Łódź e incaricato della catechesi. Poi, nel 1967, per la sua
intelligenza e il suo amore alla cultura, riprese gli studi presso la Facoltà
teologica dell’Università Cattolica di Lublin, conseguendo la Licenza in
Teologia nel 1968. Seguendo il suo spiccato interesse per la S. Scrittura, nel
1969 come studente si trasferì a Roma presso l’Istituto Salesiano “S. Tarcisio”
per frequentare il Pontificio Istituto Biblico, ove conseguì la Licenza in Scienze
Bibliche nel 1971. Si recò quindi a Gerusalemme, mèta e desiderio di ogni
appassionato studioso di scienze bibliche, e nel 1972 ottenne il Diploma in
Scienze Bibliche “Elève titulaire de l’École Biblique et Archéologique
Française”. Ritornato a Roma, per un anno fu studente e viceparroco nella
parrocchia di Marcellina (in provincia di Roma), proseguendo al contempo i
suoi studi presso il Pontificio Istituto Biblico.
Trasferitosi nel 1973 all’Università Pontificia Salesiana come professore
assistente, riuscì a coronare i suoi studi con la tesi di Dottorato in Scienze
Bibliche, diretta dal prof. Luis Alonso Schökel, dal titolo: “Nomen-Omen.
Poétique sonore des noms propres dans le Pentatéuque et les Livres
historiques”, che difese nel 1976 presso il Pontificio Istituto Biblico (fu poi
pubblicata in “Analecta Biblica” nel 1978). Nel 1976 fu promosso professore
aggiunto e prestò con generosità il suo apprezzato servizio nel teologato di
Łódź (1976/77-1979/80), poi nello studentato filosofico a Kutno-Woźniaków
(1980/81-1985/86: qui fu anche membro del consiglio dal 1982 al 1986).
Durante gli anni di docenza in Polonia veniva anche a prestare il suo
insegnamento all’UPS nel secondo semestre. Nel 1986 è nominato Preside
dello Studio Teologico “San Paolo” di Cremisan in Terra Santa (in un momento
in cui il Rettor Maggiore don E. Viganò si era impegnato a rilanciare il centro
al servizio della Congregazione), ove rimane fino al 1990. Quindi per due anni
si reca come professore invitato nell’Istituto di Teologico S. François de Sales a
Lumumbashi nella Repubblica Democratica del Congo.
Nominato docente straordinario nella Università Pontificia Salesiana il 27
luglio 1992, ritornò a Roma e intensificò ancor più la sua attività. Oltre alla
docenza all’UPS, nel 1996 e 1997 prestò la sua attività come professore invitato
presso la Sezione torinese della Facoltà di Teologia a Torino-Crocetta. Il 26
marzo 2004 fu nominato professore ordinario per la cattedra n. 1 di Sacra
Scrittura (Antico Testamento) nella Facoltà di Teologia dell’Università
Salesiana. La sua competenza come studioso e docente di scienze bibliche è
testimoniata anche dai numerosi articoli e dai volumi che egli scrisse o di cui
curò l’edizione. La sua scomparsa ha purtroppo lasciato un grande vuoto.
Membro fondatore dell’Associazione Biblica Salesiana nel 1982, nel 1993
fu nominato suo Segretario per sei anni dal Rettor Maggiore e ne divenne
Presidente dal 1999 al 2004. Diresse l’associazione con entusiasmo e
competenza, come testimoniano i Convegni mondiali da lui organizzati: il IV
(dal 27 agosto al 3 settembre 1999) a Cremisan sul tema: “La Parola di Dio e
la formazione salesiana”, e l’ultimo, il V (dal 27 dicembre 2004 al 3 gennaio
2005), a Cracovia, in Polonia, sul tema: “Lectio divina e vita salesiana”.
I suoi interessi erano rivolti anche all’archeologia. Già negli anni 1975-1976
aveva iniziato l’attività di scavi in Terra Santa. Concentrandosi sul sito di Beit
Gemal, progettò un primo intervento nel 1986. Condusse poi diverse campagne
di scavi soprattutto in estate, dedicandosi con passione alle esplorazioni
nell’antico sito di Kirbet Fattir - Beit Gemal, luogo dove, secondo la tradizione,
sarebbe stato sepolto il corpo del martire santo Stefano. Documentò i risultati
degli scavi in numerosi studi, alcuni dei quali pubblicati nel Bollettino
dell’Associazione Biblica Salesiana, e soprattutto nel volume: «Khirbet Fattir Bei Gemal. Two Ancient Jewish and Christian Sites in Israel», Roma 2003.
Salesiano sacerdote
Don Andrea ha vissuto la vocazione salesiana sacerdotale come docente,
educatore, formatore, pastore. Era un confratello di una fede senza
compromessi, di una spiritualità robusta e testimoniata, saldamente identificato
con la sua vocazione, pienamente dedito alla missione specifica,
particolarmente all’impegno accademico nelle sue diverse espressioni. Come
docente ed educatore fu sempre disponibile per i vari impegni che gli furono
richiesti e a cui rispose con grande generosità. Convinto che «il lavoro è amore
reso visibile», si dedicò con passione e intelligenza alle diverse prestazioni che
la Provvidenza gli preparava nel suo cammino: docente nei centri formativi e di
studio della Polonia; Preside dello Studio Teologico di Cremisan in Palestina
dal 1986-1990; professore invitato nell’Istituto di Lubumbashi nel Congo 19901992; professore invitato alla Crocetta. Come studioso e docente di scienze
bibliche ha dimostrato coscienziosità e competenza; gli studenti lo ricordano
come un professore preparato ed esperto, gentile e premuroso, sempre pronto
ad aiutarli e a condurli con mano esperta ad addentrarsi nel mistero della Parola
di Dio; serietà scientifica, responsabilità didattica, attenzione formativa e
spirituale lo hanno caratterizzato. Rispondeva volentieri alla richiesta di altre
forme di servizio pastorale in parrocchie, gruppi e comunità religiose.
Don Andrea ha realizzato il motto salesiano “Da mihi animas” nella piena
disponibilità alla Congregazione salesiana, che poteva contare su di lui in ogni
momento, per il servizio sacerdotale a comunità e a persone e per
l’insegnamento universitario. Ciascun frammento della vita ha un valore ed un
riferimento a ciò che si pone oltre lo spazio e il tempo: in ultima analisi a ciò
che è eterno, a Dio. In ogni momento della sua esistenza d. Andrea ha cercato
di rispondere a Dio, che lo sollecitava attraverso i segni dei tempi, le possibilità
prospettate, le persone incontrate sul cammino: tutto è melodia e danza nella
vita umana diretta dallo Spirito di Dio, perché essa sia armoniosa e
affascinante, eco umana della musica divina.
Così don Nicolussi ricorda la figura del nostro confratello: «Don Andrea ha
preso sul serio la sua vita religiosa e sacerdotale, ha preso sul serio il suo
lavoro, i suoi impegni, ha preso sul serio anche la sua malattia e il suo
camminare verso la morte o meglio verso l’incontro con il Signore. Ha voluto
viverlo con piena consapevolezza, guardare in faccia la situazione, non lasciarsi
portare da quelle considerazioni che occultano ciò che stiamo veramente
vivendo; da quelle forme di comunicazione basate su un compromesso di
superficialità. Don Andrea è stato, ha voluto essere un confratello
vocazionalmente serio (…). Nella esperienza di don Andrea abbiamo percepito
il senso religioso della vita, la fede come chiave di lettura in ogni momento, la
preghiera come espressione quotidiana di una comunione permanente,
l’accoglienza della Parola come criterio di esperienza e fonte di speranza, in
sintesi, il primato di Dio. Qualche giorno prima di sottoporsi al primo
intervento, consapevole del male, venne a chiedere che gli fosse amministrato il
sacramento dell’Unzione, che ricevette in clinica il 5 giugno 2004, anniversario
della ordinazione sacerdotale di Don Bosco. Con molta serenità e con decisione
- come era nel suo carattere - comunicò che intendeva vivere l’esperienza alla
quale andava incontro in profonda unione con il mistero del Signore e che non
voleva concentrarsi su di sé e sulla sua malattia, ma spendere tutte le sue
energie nel lavoro, nell’insegnamento e negli altri impegni. Fu fedele a questo
proposito. Dovette essere trascinato via dall’aula scolastica nelle ultime ore del
semestre. Spendersi nella missione e vivere per Dio e davanti a lui è stato
l’ultimo messaggio che ci ha lasciato don Andrea durante la malattia».
Come religioso e sacerdote, don Andrea ci ha lasciato un esempio di vita
coerente con la sua professione religiosa, fedele alla vita di preghiera e di
comunità. «La sua pietà si esprimeva in forme tradizionali, ma era
profondamente sincera. Dedicava molto tempo alla preghiera, soprattutto il
ringraziamento dopo la S. Messa, che faceva in ginocchio e in modo
prolungato. Aveva anche una marcata e profonda devozione mariana» (don
Aldo Giraudo).
Era anche zelante nella sua attività apostolica. Come sacerdote per tanti anni
il sabato e la domenica offriva il suo ministero sacerdotale nella casa di cura
“Villa Valeria” a Roma, teneva conferenze al gruppo di laici “Matteo 25” in
Via dei Carraresi (sempre a Roma), prestava il suo servizio pastorale a Natale e
Pasqua nella parrocchia di S. Felice a Cantalice, in provincia di Rieti, e d’estate
in quella di Wernau am Neckar in Germania. Negli anni 1980-82 si è anche
impegnato per i profughi polacchi nella parrocchia degli Angeli Custodi in
Piazza Sempione a Roma, rivelandosi caritatevole verso i connazionali in
difficoltà.
Sensibile al problema del dialogo, negli ultimi anni aveva contattato
l’Associazione israeliana ESHED e quella palestinese PCAS, finalizzate a
favorire l’educazione al dialogo interreligioso, alla tolleranza e alla convivenza
pacifica tra i popoli e le nazioni: per questo si era fatto artefice e il promotore
del Corso di Educazione alla pace che la Facoltà di Filosofia dell’UPS, in
collaborazione con vari docenti di altre Facoltà, ha poi organizzato nel
settembre 2005 tra Gerusalemme e Roma.
Negli ultimi due anni della sua vita fu colpito da un cancro, che lo portò
inesorabilmente alla fine. Egli però ha non ha ceduto al dolore e alla
disperazione, ma ha affrontato con coraggio e con una volontà di vivere
veramente ammirabili la sua situazione, continuando a progettare lavori e
impegni, come se gli premesse portare a conclusione quanto gli stava a cuore.
Alla fine di maggio del 2005 purtroppo la sua salute peggiorò sensibilmente e
fu costretto a risiedere in infermeria, ove fu seguito con tanta tenerezza dal
fratello Roman, dalla dedizione encomiabile delle Suore “Figlie dei Sacri
Cuori” e dall’aiuto fraterno dei salesiani.
All’inizio di giugno il Direttore della comunità dovette rivelargli
chiaramente la verità (umanamente non vi erano più speranze) e invitarlo a
prepararsi all’incontro con Dio, accettandone in spirito di fede e di fiducia la
volontà. Don Andrea lo guardò con i suoi grandi occhi spalancati sul mondo,
poi si concentrò quasi socchiudendoli, come se volesse fissare un punto
all’infinito e accogliere dentro di sé quella parola di verità che aveva ascoltato lui abituato a mettersi in sintonia con la Parola di Dio infinitamente più
autentica! - e infine disse: «Lo so e ti ringrazio di avermelo confermato».
Nei giorni seguenti, col suo dolore sopportato pazientemente, si associò
ancor più intimamente alla sofferenze di Cristo, completando nella sua carne -
direbbe s. Paolo (Col 1,24) - quello che manca ai patimenti di Cristo. Egli era
persuaso che anche nella nostra paura più grande (quella della morte), nella
nostra sofferenza più lancinante, nel nostro abisso più buio può esserci un seme
d’amore, di luce e di gioia.
Nel ricordo dei suoi confratelli don Andrea rimane come «l'uomo gentile, il
confratello fratello e amico, il religioso convinto e responsabile, servizievole e
allegro» (don J. Romo), «disponibile e competente» (don K. Szczerba),
«preciso negli impegni, interessato alla vita dell’università e della comunità»
(don V. Gambino), «un esempio di zelante servitore della parola di Dio, un
amico affettuoso e fedele nelle varie circostanze e prove di vita» (don J.
Heriban), «un appassionato ricercatore e studioso» (don A. Scudu), «angelo
tutelare e guida del nostro lavoro» e «delicato dono di Dio alla nostra
associazione [di Biblisti salesiani]» (don L. Fedrigotti), una persona che «ci ha
dato un esempio di fedeltà al dovere e una testimonianza luminosa di coraggio
e di semplicità, legata all’amore della Parola di Dio» (don G. Zevini), un
salesiano «che ha sempre cercato di essere onesto e giusto, anche a costo
dell’impopolarità» (don S. Devadoss); che «si dedicava molto agli ammalati e
offriva un sostegno spirituale a tutti» (don C. Polacek); «da ringraziare per tutto
il bene che ha fatto come salesiano prete e insegnante a servizio di tanti studenti
della nostra università e di vari centri di studio (don J.-L. Vande Kerkhove):
sono espressioni ricorrenti nelle lettere di condoglianze inviate da confratelli
che lo hanno conosciuto ed apprezzato. Don Andrea era una persona con «una
vita interiore ad alta tensione spirituale e culturale, che si esprimeva in una
forma rispettosa, discreta e sorridente. Una signorilità di tratto, che sorgeva da
una finezza di spirito: l’eleganza del cuore, appunto. Si direbbe che viveva
splendidamente il motto di san Francesco di Sales: Suaviter in modo, fortiter in
re. Difensore delle sue convinzioni di coscienza, ma sempre nella forma
dialogale e aperta all’ascolto» (don S. Palumbieri). In lui erano presenti fede,
scienza, tenerezza: un misto di umanità intelligente e calda, fedele a Dio e al
servizio dei figli di Dio.
Nella sua vita don Andrea ha sempre cercato il Cristo, quando ha sognato la
felicità. Nella messa esequiale il Decano della facoltà di Teologia UPS, don
Giorgio Zevini, ha detto: «È Cristo che lo aspettava quando nulla lo riempiva di
quello che trovava. È lui la bellezza che tanto lo attraeva; è lui che ci provoca
con quella sete di radicalità che non ci permette di adagiarci al compromesso; è
lui che ci spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è lui che ci
legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E Gesù ha
suscitato in don Andrea e in noi il desiderio di fare della nostra vita qualcosa di
grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarci inghiottire dalla
mediocrità, il coraggio di impegnarci con umiltà e perseveranza per migliorare
noi stessi e il mondo, rendendolo più umano e fraterno. È sempre lui, Cristo, il
nostro fratello che ci guarda per primo».
Il medico che lo curava, dott. Manlio Cappa, ci ha dato questa bella
testimonianza: «[In un pellegrinaggio a Medjugorie], nonostante fosse ben
consapevole di una malattia metastatica, don Andrea si è adoperato come
sacerdote instancabilmente per celebrazioni, confessioni, preghiera. In un
colloquio mi disse che non implorava la guarigione, ma chiedeva alla Santa
Vergine di fare la volontà di Dio. È stato per me toccante vedergli fare dieci
chilometri a piedi in preghiera, con la “Via crucis”, al monte Krizevac, sotto un
cocente sole pomeridiano. Mi è parso di vedere la scena dell’Angelus: don
Andrea aveva detto sì. Mi ha dato molto coraggio vederlo lottare con il cancro,
con una voglia straordinaria di vivere, ma con la fede profonda di chi, sostenuto
da Maria Santissima, scioglie le vele assecondando la volontà di Dio. Sul
Calvario è salito con piena consapevolezza, offrendo con cuore sacerdotale la
sua sofferenza, per la conversione dei peccatori (...). Ha subito altri interventi
palliativi, chemioterapia, radioterapia sino al momento finale quando,
guardandoci negli occhi, abbiamo recitato un’ultima Ave Maria perché con
coraggio andasse incontro alla visione salvifica di Dio».
Lo studioso
Come era nel suo temperamento, don Andrea si era preparato con
responsabilità e con impegno alla sua missione di docente. Si era specializzato
in Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico di Roma e all’École Biblique di
Gerusalemme. Era uno studioso noto e stimato; ha lasciato numerose e varie
pubblicazioni riguardanti le scienze bibliche e l’archeologia: libri e articoli sia
di carattere scientifico sia a livello divulgativo. Era membro dell’Associazione
Biblica Italiana e della Società Biblica Polacca. Nel prestigioso volume “Who's
who in Biblical Studies and Archaelogy” (Biblical Archaeology Society,
Washington D.C, 21993, p. 285) è citato come un eminente studioso di scienze
bibliche.
Per diffondere sempre di più la conoscenza della Parola di Dio, per
approfondire biblicamente il carisma della missione e della spiritualità
salesiana, con altri confratelli aveva fondato l’Associazione internazionale dei
Biblisti Salesiani (ABS) nel 1982, di cui poi diverrà segretario e presidente.
Partecipava agli incontri internazionali di studiosi della Bibbia e ne coordinò
alcuni.
Il 27 dicembre 2004, nella relazione con cui apriva l’ultimo convegno da lui
organizzato a Cracovia, in Polonia, don Andrea affermava: «Certo, la parola di
Dio fatta carne, che in questi giorni celebriamo nel mistero del Natale, è parola
di dolcezza, Parola fatta uomo nella fragilità di un bambino. Ma questa parola è
anche il messaggio rivolto nella storia, è un appello, o - se vogliamo - una
domanda che aspetta una risposta impegnativa e chiara. Per chi è chiamato ad
annunciarla, e questo è indubbiamente il nostro compito, rimane indispensabile
mettersi nell’atteggiamento di ascolto e di accoglienza nel cuore. Questo, credo,
è il segreto della Lectio divina: lettura-ascolto orante della Parola. La
consapevolezza di essere mandati per questa missione, più forte delle nostre
incertezze, ci accompagni e incoraggi nella convinzione che abbiamo ancora
molto da offrire ai nostri fratelli Salesiani, ai membri della Famiglia Salesiana e
ai giovani, destinatari privilegiati della nostra missione». Nel discorso
conclusivo il nostro d. Andrea rievocava l’episodio del profeta Ezechiele che
mangia il rotolo e lo trova dolce (Ez 3,3), e così lo commentava: «La Parola
ascoltata, assaporata assimilata come nutrimento… ha il gusto del miele. Ma
quando essa viene rivolta agli altri diventa amara, non gradita, rifiutata, perché
non può gustarla chi non la desidera... Questa è l’unica Parola vera rivolta nella
storia, è l’unico messaggio autentico degno di occupare il suo [cioè
dell’annunciatore] cuore e le sue orecchie…. L’ascolto della Parola deve
diventare tale da impadronirsi del mio cuore». Don Andrea ora potrà ascoltare
in tutta verità quella Parola che ha vissuto, che si è impadronita del suo cuore: è
anche questo il messaggio più bello e più significativo che ci egli ci ha lasciato
con la sua vita.
Un settore che veramente appassionò don Andrea fu l’archeologia. Collaborò
per vari anni col prof. P. Jean-Baptiste Humbert (École Biblique) e con il prof.
P. Michele Piccirillo (Studium Biblicum Franciscanum). Fin dal 1971 con
l’École Biblique et Archéologique Fraçaise partecipò agli scavi di Tell Keisan,
in Israele, poi nel 1987 e 1988 a quelli di Khirbet Samra e di Amman, in
Giordania. Inoltre nel 1978 diresse lo scavo di una necropoli giudaica del I sec.
d.C. sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme (di questo redasse un resoconto col
titolo «Una tomba del primo periodo romano sul Monte Oliveto» pubblicato nel
“Liber Annuus” sotto il nome di S. Allegretti).
Dal 1989 al 2004 don Strus concentrò la sua ricerca archeologica su Beit
Gemal (in arabo Beit Jimal), località che viene identificata con l’antica
Caphargamala, a 34 km. a ovest di Gerusalemme e a 2,5 km. dalla città biblica
Beth-Shemesh. In quest’area, ove sorge anche una casa salesiana, sarebbe stato
sepolto, secondo la tradizione, il protomartire Santo Stefano e sarebbe poi sorta
una cappella (martyrion) in onore del santo. A tali ricerche collaboravano
anche volontari da tutto il mondo, particolarmente dall’Italia, dalla Poonia,
dalla Germania, dall’Argentina, dagli Stati Uniti, dalla Francia, dall’Inghilterra,
ai quali – soprattutto se studenti – egli voleva far conoscere la Terra Santa.
Talvolta vi lavorarono anche Ebrei e Arabi.
Rievocando la figura di don Strus nella rivista polacca “Archeologia Żywa”
35 (2006) 53-56, la prof. Grazyna Bakowska – che aveva partecipato agli scavi
archeologici organizzati da don Andrea – scrive: «Visitando Israele con don
Andrea si poteva raggiungere ogni luogo archeologico importante. Durante
queste escursioni bibliche mai lo si vedeva stanco (…). Le sue ricerche
archeologiche richiedevano diverse conoscenze per potersi esprimere con
esattezza su ciò che veniva trovato e per la loro corretta conservazione (...). La
sua preparazione scientifica gli permetteva di pronunciarsi su tutto ciò che
trovava nel contesto della storia della Terra Santa. Nei suoi studi approfondiva
la storia della Palestina nei primi secoli dopo Cristo. Studiava il contesto
religioso e culturale di quel periodo così poco conosciuto (...). Nell’interpretare
i reperti archeologici, fino a che non aveva a disposizione prove scientifiche
sicure, don Andrea era molto cauto nel formulare le sue ipotesi. Considerava
l’archeologia come un sostegno forte per le ricerche bibliche e postbibliche. A
suo parere, gli scavi forniscono prove irrepetibili ed eccezionali. Si rendeva
conto che non sempre è possibile un’interpretazione oggettiva di un
ritrovamento archeologico per poter leggere il suo significato nel contesto delle
tradizioni culturali e religiose» [traduzione dal polacco di don Josef Strus].
I risultati di queste ricerche sono raccolti nel suo libro «Khirbet Fattir - Bei
Gemal. Two Ancient Jewish and Christian Sites in Israel», Roma 2003. Il 28
aprile 2004 egli tenne una conferenza presso l’Ambasciata d’Italia a Tel Aviv,
durante la quale presentò gli esiti delle sue ricerche archeologiche. Alcune
intuizioni e conclusioni delle sue scoperte furono confermate dallo studioso
domenicano p. Émile Puech, suo compagno di studi al Pontificio istituto
Biblico e poi negli scavi in Terra Santa. L’8 maggio 2006 in una conferenza a
Gerusalemme, richiamandosi al lavoro del compianto d. Andrea, padre Puech
documentò la convergenza di numerosi elementi e sostenne la possibilità che
appunto a Beit Gemal un mausoleo rotondo fosse stato costruito sul luogo della
deposizione delle reliquie di santo Stefano, come è scolpito su una tabula ansata
rinvenuta sul sito e da lui decifrata. L’articolo del p. Puech: «Un mausolée de
Saint Étienne a Khirbet Jiljil-Beit Gimal» (Revue Biblique 113 (2006) 120126) è dedicato alla memoria di don Andrea Strus. C’è da augurarsi che non
vadano dispersi i risultati di tante fatiche di don Andrea (il quale desiderava
anche che a Beit Gemal sorgesse un piccolo museo), che le ricerche
archeologiche ed epigrafiche proseguano in questo sito e che gli studi apportino
nuova luce sul luogo della sepoltura e del culto di santo Stefano.
Don Andrea, grazie!
Don Andrea, come il suo omonimo Apostolo nel vangelo (cf. Gv 1,35-40),
ha seguito, fin dalla sua giovinezza, l’invito di Gesù ed è rimasto con Lui per
tutto il giorno della sua vita terrena, ha costruito la sua vita sulla roccia della
Parola di Dio (cf. Mt 7,24-25), ha accolto spiritualmente Maria nella sua casa
qual madre tenerissima, come ogni discepolo che ama il Cristo (cf. Gv 19,2527), ha scoperto in d. Bosco che il regno dei cieli è per coloro che diventano
come bambini e li accolgono nel nome di Cristo (cf. Mt 18, 1-5), non si è
smarrito di fronte alla morte, ma ha creduto ad una vita senza fine (cf. Gv 20,38): in una parola, ha cercato di testimoniare Dio con l’amore di una vita che
deve essere trasparenza dello stesso amore divino. Per questa testimonianza gli
siamo profondamente grati.
A Dio, che, in modi diversi e spesso impensati e improvvisi, gli veniva
incontro nelle varie situazioni di vita, don Andrea ha risposto positivamente,
accettando il dono di grazia che suscitava e rendeva possibile la sua risposta
umana. Come ogni persona, anche don Andrea è stato seminato nel sentiero del
tempo e dello spazio come un desiderio di Dio, una sua immagine ed una sua
scintilla, per realizzare il suo disegno di amore. Nella sua esistenza ha cercato
spesso di portare un lembo di cielo, uno squarcio di azzurro, una nostalgia del
divino in questa terra tante volte martoriata: per questo lo ringraziamo
profondamente.
«Caro don Andrea, grazie dell’esempio che ci hai dato dell’amore al lavoro,
ai valori della vita semplice e generosa. Grazie del tuo amore per la parola
piena di umanità che hai donato a tutti con la tua fede forte e tenace, e specie
della tua grande passione per la Parola di Dio. Grazie per quello che sei stato
per noi, per i doni di cui fosti ricolmo e che non hai conservato per te, ma a
piene mani ci hai donato. La tua semplicità e riservatezza ha nascosto le fatiche
che hai affrontato e la tua delicatezza d’animo non ci ha fatto sentire le
sofferenze che hai vissuto. Ti ringraziamo per la tua disponibilità e la tua
trasparenza» (don G. Zevini, a conclusione dell’Omelia nelle esequie).
All’orizzonte del suo pellegrinaggio terreno per d. Andrea è brillata la luce
eterna e intramontabile di Dio. Il cielo già viveva e palpitava nella sua anima:
un cielo creato dai suoi pensieri di amore e di gioia, di fede e di ottimismo.
Anche nel momento del dolore e della sofferenza, quando forse sembrava più
acuto il “silenzio” di Dio, per lui che lo sapeva ascoltare, anche questo era un
segno della presenza divina. Era convinto che la felicità più gratificante spesso
è maggiormente presente nella semina che nel raccolto: quindi si dedicava in
pieno al suo apostolato, senza attendere contraccambi. Vivendo di fronte a Dio,
egli si trovava ogni giorno di fronte ad un inizio, perché ogni giorno gli era
chiesto di continuare la missione di Cristo, che aveva fissato il suo sguardo su
di lui (cf. Mc 10,21).
Parafrasando il verso di una poesia di Paul Claudel (La Vierge à midi),
possiamo concludere: «Semplicemente perché sei esistito, caro don Andrea, che
Dio sia ringraziato».
Roma, 26 dicembre 2006, festa di s. Stefano
Don Mario Maritano
Sulle ricerche archeologiche di don A. Strus:
Émile PUECH
Un mausolée de saint Étienne à Khirbet Jiljil – Beit Gimal
in “Revue Biblique” 113 (2006), N° 1, pp. 100-126.
Sommario
Presentazione
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VITA DELL’ASSOCIAZIONE
Europa e Africa: Congo, Italia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
America: Cile, Colombia, Messico, Venezuela . . . . . . . . . . .
Asia & Oceania: Australia, India, Israele . . . . . . . . . . . . . . . .
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Rendiconto amministrativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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PUBBLICAZIONI
Pubblicazioni dei Soci . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Quaderno di spiritualità salesiana 6. . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Vita consacrata e passione apostolica . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Bibliografia di G. Mezzacasa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ESPERIENZE
1. Progetto Gerusalemme . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
2. S. Scripture: a Syllabus for the Period of Formation . . . .
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FEDERAZIONE BIBLICA CATTOLICA
VII Assemblea generale (Dar es-Salam, Tanzania, 2008)
Verso il Sinodo dei Vescovi 2008 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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RICORDO
MarioGalizzi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Andrzej Strus . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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