CCIAA di Vibo Valentia

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CCIAA di Vibo Valentia
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Vibo Valentia - South italy
olD FeelinGS anD neW eMotionS
Chamber of Commerce Vibo Valentia
Vibo Valentia Port Special Agency
Cruising
Vibo Valentia
Itinerari per scoprire dal mare
una nuova affascinante provincia d’Italia
Itineraries to discover a new enchanting
province of Italy coming from the sea
III edition
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Vibo Valentia - South italy
olD FeelinGS anD neW eMotionS
Chamber of Commerce Vibo Valentia
Vibo Valentia Port Special Agency
Cruising
Vibo Valentia
Itinerari per scoprire dal mare
una nuova affascinante provincia d’Italia
Itineraries to discover a new enchanting
province of Italy coming from the sea
III edition
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Cruising
Vibo Valentia
Itinerari per scoprire dal mare
una nuova affascinante provincia d’Italia
Itineraries to discover a new enchanting
province of Italy coming from the sea
III Edition
Presentazione
Le nuove prospettive di sviluppo del mercato crocieristico, in Italia e nel
mondo, inducono a pensare ad un migliore riposizionamento dei porti di
Vibo Marina e di Tropea. In particolare il Porto di Vibo Marina, per le
sue caratteristiche tecniche e per i progetti di ampliamento e di potenziamento previsti nel prossimo futuro, sin da ora si candida ad essere scalo
per le navi da crociera che solcano il Mediterraneo. Per questo, e proprio
partendo dal Porto di Vibo Marina, la Camera di Commercio di Vibo
Valentia ha inteso ripensare il territorio della provincia in altra prospettiva,
ovvero con gli occhi di chi viene dal mare, a bordo di una nave da crociera o navigando in barca a motore o a vela, e vuole avventurarsi, anche
nell’arco breve di un giorno, per scoprire le innumerevoli ricchezze naturalistiche, culturali e storiche di questa affascinante terra del Sud d’Italia.
È così, rivisitando due lavori in precedenza realizzati dall’Ente,“Il giardino
di Proserpina” ed il più recente “I porti della provincia di Vibo Valentia. Discovering
Vibo Valentia from the sea”, abbiamo voluto proporre il territorio provinciale
in un’ottica nuova e originale, immaginando come sua porta di ingresso
le storiche banchine del porto di Vibo Marina, anche noto come Porto
Santa Venere. Nasce allora Cruising Vibo Valentia. Due gli obiettivi immediati: il primo, presentare ai tour operator ed alle compagnie di
navigazione una nuova possibilità di scalo per piccole e medie navi da
crociera, in una area ad alta vocazione turistica (ogni anno si registrano oltre 2.000.000 di presenze con oltre il 30% di stranieri) in un porto
piccolo ma ben attrezzato ed accogliente che può offrire nuovi stimoli e
nuove emozioni. Il secondo, cominciare ad ipotizzare, oltre che a documentare, nuove prospettive di intervento in grado di connettere i progetti
di sviluppo di questa provincia alla programmazione strategica regionale
2007-2013, che individua ancora nel turismo e nelle sue varie formule di
destagionalizzazione uno degli assi più importanti per lo sviluppo della
Calabria. D’altra parte, la candidatura del porto di Vibo Marina a scalo crocieristico, viene suffragata anche dalla dimostrata capacità di poter bene assecondare anche questa vocazione. Dal 2007 quando la nave
Sapphire ha scelto, per ben due volte, di far tappa a Vibo Marina per
far visitare in bicicletta ai suoi 400 passeggeri tedeschi la costa vibonese,
la città di Tropea e l’Altopiano del Poro diverse altre navi e yachts da
crociera hanno toccato i porti di Vibo Marina e Tropea sbarcando centinaia di altri turisti – tedeschi, francesi, americani, inglesi e russi – che si
sono avventurati alla scoperta delle bellezze artistiche e naturali di questa
nuova ed affascinante provincia del Sud d’Italia. Consideriamo questo
un importante e significativo prologo di un più strutturato e costante programma per elevare il porto di Vibo Marina a scalo crocieristico di qualità
dotato di una efficiente filiera di servizi. In questa direzione la Camera di
Commercio intensificherà le relazioni con gli operatori del settore affinché
la provincia possa diventare riferimento per viaggiatori e naviganti lungo
le rotte del Mediterraneo e nuova destinazione per nuovi sogni.
Il Presidente
Michele Lico
Presentation
New prospects of development of the cruise holiday market, in Italy and
in the world, necessitate a better exploitation of the ports of Vibo Marina
ad Tropea. In particular the port of Vibo Marina, due to its technical
characteristics and the plans for its next development, is already putting
itself forward as a port of call for cruise ships plying the Mediterranean.
For this reason and starting from the port of Vibo Marina, the Chamber
of Commerce of Vibo Valentia has decided to think about the territory
in a different perspective, beginning from the point of view of somebody
arriving by sea, on a cruise ship or in a motor boat or yacht, who wants to
venture into this small but fascinating area of southern Italy and discover
its boundless natural, cultural and historical wealth, even if only for a
day. Thus, having re-examined two previously produced by our organization, “Il giardino di Proserpina” - “The garden of Persephone” and the more
recent “I porti della provincia di Vibo Valentia. Discovering Vibo Valentia from the
sea”, we wanted to visit and present the provincial territory in a new and
original light, imagining the historic quays of the port of Vibo Marina,
also known as Porto Santa Venere, as the gateway. So Cruising Vibo
Valentia has seen the light. It has two immediate objectives. The first is
to highlight the potential of our province in the sector of cruise tourism,
by presenting tour operators and shipping companies with a new port
of call option for small and medium-sized cruise ship, in an area of high
tourist influx (every year two million tourists per day come here with 30%
from abroad) and in a small but well-equipped and welcoming port: an
element of “novelty” in tourist packages which can introduce new stimuli
and emotions into the experience of travelling. The second objective is to
begin to hypothesize, as well as document, new prospects of intervention
capable to link this province to the regional strategic programming for
2007-2013, which has once again identified tourism and various formula
for prolonging the tourist season, as one of the most important points for
the development of Calabria. However, the candidature of Vibo Marina
as a cruise stop, is supported by the shown capacity of its infrastructure
to be able to back up this vocation. Since 2007 when the cruise ship
Sapphire decided to stop off in Vibo Marina twice, thus offering its four
hundred German passengers the opportunity to bike the Vibonese coast
with the town of Tropea and the Poro Uplands, many other cruise ships
and yachts have called the ports of Vibo Marina and Tropea landing
hundreds of tourists – German, French, Americans, English, Russian –
who discovered the artistical and naturalistic beauties of this new and
enchanting province of South Italy. We consider this an important beginning to promote the port of Vibo Marina as a high-quality cruise port
with an efficient network of services. The Chamber of Commerce will
intensify relations with touroperators so that our province can become a
reference for travellers and anyone sailing along Mediterranean routes
and a new destination for new dreams.
The President
Michele Lico
In crocIera a VIbo ValentIa
In crociera a Vibo Valentia
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Venendo dal mare il pilota, con perizia, vi introdurrà nel bacino di
Santa Venere, oggi porto di Vibo Marina, ad un miglio dall’antico
approdo romano di Agatocle, di Pompeo e di Cesare.
Al largo di Vibo Marina, sotto il corno del Monte Ipponio, l’attuale
Vibo Valentia, avrete potuto osservare la maestosità della nobile Tropea, la marina storica di Pizzo, l’altopiano del Poro e la catena delle
Serre vibonesi. Alle spalle vi sarete lasciate sospese tra mare e cielo le
“ballerine” Isole Eolie.
Il golfo con il suo pullulare di piccoli borghi antichi vi rimanderà alle
fantasie di Odisseo: a Temesa, a Terina, alla Rocca di Crissa, i siti dei
coloni della Magna Grecia insieme a Hipponion, l’antico nome di
Vibo Valentia.
In queste anse, tra Tropea e la valle dell’Angitola approdarono nel
corso dei millenni fenici, etruschi, greci, arabi, bizantini, longobardi,
normanni, svevi, angioini e aragonesi.
Mercanti e monaci diedero nome e ricchezza alle contrade marine
e montane: basiliani, cistercensi, certosini, benedettini, francescani,
domenicani introdussero innovazioni e saperi come testimoniano veri
e propri Musei all’aperto, sparsi sul territorio.
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cruIsIng VIbo ValentIa
Cruising Vibo Valentia
Coming from the sea, the pilot skilfully steers into the dock of Santa
Venere, now the port of Vibo Marina, a mile from the ancient Roman
landing place of Agatocles, Pompey and Caesar.
Off Vibo Marina, beneath the horn of Mount Hipponion, now Vibo
Valentia, you will have seen the grandeur of aristocratic Tropea, the historical harbour of Pizzo, the upland of Monte Poro and the chain of the
Vibonese Serre Mountains. Behind you, suspended between sea and sky
are the “dancers”, the Aeolian Islands.
The gulf with its small, teeming old towns will remind you of the legends
of the Odyssey: of Temesa, Terina and the Rock of Crissa, the sites of
the ancient Greek colonies, as well as Hipponion, the old name for Vibo
Valentia.
Over the course of thousands of years, many different peoples landed in
these bays between Tropea and the Angitola valley: Phoenicians, Etruscans, Greeks, Arabs, Byzantines, Longobards, Normans, Swabians, Angevins and the Aragonese.
Merchants and monks gave their names and wealth to the seaside and
mountain districts. Basilians, Cistercians, Carthusians, Benedictines,
Franciscans and Dominicans introduced innovations and new knowl-
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The cruise ship Sapphire in the port of Vibo Marina
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In crocIera a VIbo ValentIa
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Qui il passato riemerge con prepotenza come il castello aragonese
della vicina Trainiti, i mosaici delle ville romane sparse lungo la “Costa degli Dei” e le vasche di Sant’Irene per l’allevamento e la lavorazione del pesce ai tempi dell’impero romano.
Dai balconi della nave osserverete, il “disordine” pittoresco delle banchine, dei pescherecci, delle barche da diporto allineate lungo i pontili
e, più lontano, l’agglomerato urbano con i suoi insediamenti costieri.
Stupisce subito il verde delle vicine colline aspettandosi molti, considerato il viaggio lungo le coste calde del Sud d’Italia, di doversi trovare dinanzi una terra arida.
Un ridente tratto di strada con la presenza di graziosi villini vi immetterà lungo la strada principale di Vibo Marina costeggiata da maestosi esemplari di palme e di ficus repens dalla caratteristica forma
quadrata.
Lasciando le botteghe del pesce e le vie costellate da trattorie, pub e
moderni ristoranti vi verranno raccontate da esperte guide la mirabilia della tradizione popolare sulla vendita “all’incanto” del pescato
che ancora oggi si tiene nei pressi della banchina Pola dove attraccano all’imbrunire le imbarcazioni dei pescatori.
Eccovi così in viaggio. Dal porto di Vibo Marina, per conoscere da vicino le storie, gli usi, i costumi le tradizioni gastronomiche e gli eventi
di questa piccola e suggestiva provincia della Calabria dove si mescolano culture, parole e gesti dei popoli di ieri e di oggi.
cruIsIng VIbo ValentIa
edge and their monasteries, like open-air museums, scattered throughout
the territory, bear witness to this.
You feel the force of the past when you see the Aragonese castle at Trainiti,
the mosaics of the Roman villas scattered along the “Coast of the Gods”
and the tanks for fish farming during the Roman Empire at Sant’Irene.
Before alighting on the jetty, from the decks of the ship you will see
the picturesque “muddle” of the quays, the fishing boats, the pleasure
craft lined up along the wharves, and further off the urban conglomeration with its coastal settlements.
The green of the nearby hills comes as a surprise to many people
who have travelled along the warm coasts of Southern Italy and are
expecting to find an arid land.
A cheerful stretch of road flanked by pretty little villas will bring you
out onto the main street of Vibo Marina lined with magnificent palm
trees and the ficus repens with its typical square shape.
As you leave the fish sellers and the streets filled with “trattorie”, pubs
and modern restaurants, expert guides will tell you about the “wonders” of the popular tradition of auctioning the day’s catch which still
takes place near Pola wharf where the fishing boats tie up at dusk.
And so on with the journey to discover at first hand the stories, uses,
customs, gastronomic traditions and events of this small and suggestive province of Calabria, where the culture, words and gestures of
ancient and modern people mix.
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Port of Vibo Marina
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In crocIera a VIbo ValentIa
Il porto di Vibo Marina
una storia millenaria che continua fino ad oggi
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Oggi il porto di Vibo Marina, uno dei più importanti del basso Tirreno, è una delle principali porte di accesso al territorio della provincia di Vibo Valentia, dal quale possono snodarsi interessanti itinerari
verso località di grande pregio storico artistico, naturalistico e artigianale.
È un porto polifunzionale, sede di Capitaneria di Porto, provvisto di
banchine mercantili e petrolifere, di attività pescherecce, di marine
e cantieri nautici per il diporto anche per imbarcazioni di grande
dimensione, di attività crocieristica e di collegamenti marittimi con le
vicine Isole Eolie. Il tutto animato da un vivace borgo turistico-balneare e commerciale.
Di origine remotissime – di recente gli archeologi hanno ritrovato le
tracce di insediamenti che risalgono al III Millennio a.C. – probabilmente era una stazione marittima di un’antica popolazione mediterranea che trafficava la selce tra le isole Eolie, la Calabria e la Sicilia
e che aveva stabilito una stazione commerciale sui declivi del Monte
Poro, nella località ora conosciuta come Torre Galli di cui sono rimaste importanti testimonianze archeologiche.
Venne in seguito utilizzato dai fenici e quindi dai greci che un po’
alla volta attrezzarono, al centro di quello che un poeta locale definì
“golfo curvo come truce arco amazzonio”, un approdo sicuro a cui
fare riferimento per riparare le loro navi.
Quando i Locresi nel VI secolo a.C. fondarono la colonia di Hip-
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Old view of the port
cruIsIng VIbo ValentIa
The port of Vibo Marina
a thousand years of history still in the making
Today the port of Vibo Marina, one of the most important in the
Lower Tyrrhenian, is one of the principal access routes into the territory of the province of Vibo Valentia: from here you can go on
interesting excursions to places of great historical, artistic, naturalistic
and artisan value.
It is a well-equipped, multifunctional port, with a harbour-office and
mercantile and oil wharves, quays for fishing activity and the navy
and shipyards for pleasure boats, even large ones, and cruise ships, as
well as connections to the nearby Aeolian Islands. A lively commercial seaside resort animates all this.
Its origins are extremely remote. Recently archaeologists have found
traces of settlements dating back to 3000 BC; probably the seaport
of an ancient Mediterranean people who traded in flint between The
Aeolian Islands, Calabria and Sicily and had established a trading
post on the slopes of Monte Poro, in the place now known as Torre
Galli of which there is important archaeological evidence.
Later it was used by the Phoenicians and then by the Greeks who little
by little constructed a safe landing place for repairing their ships at
the centre of what one local poet called the “gulf curved like a cruel
Amazonian bow”.
In the sixth century BC, when settlers from Locri founded the colony
of Hipponion, they built a port which immediately became one of
the most important calls on the Tyrrhenian and was also used by the
enemies of the city: In the fourth century BC, the Syracusans under
the tyrant Agatocles anchored their fleet in the port, then landed to
occupy and raze the city to the ground
Later still, during the Roman Republic and then during the course
of Octavian’s civil wars, the port gained strategic importance in the
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Old map
of the port of “Santa Venere”
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In crocIera a VIbo ValentIa
ponion la dotarono di un porto, che divenne da subito uno dei più
importanti scali tirrenici, sfruttato anche dai nemici della città, come
fecero i siracusani del tiranno Agatocle nel IV secolo a.C., che messa
alla fonda la loro flotta nel porto sbarcarono per occupare e radere al
suolo la soprastante città.
In seguito, ai tempi della Repubblica romana e più tardi nel corso
delle guerre civili di Ottaviano, il porto acquistò un’importanza strategica nelle guerre contro i cartaginesi e successivamente contro Antonio ed i suoi alleati, diventando un’importante base navale e per il
rifornimento del legname e della pece, provenienti dai boschi delle
Serre, entrambi necessari per la costruzione delle navi.
Nel Medioevo il porto fu abbandonato a causa del pericolo dei pirati
saraceni e si insabbiò scomparendo definitivamente.
L’attuale porto risale agli anni trenta del secolo scorso, quando fu realizzata la grande banchina di contenimento e i pontili per l’approdo
di grandi navi commerciali, da diporto e da crociera.
Di quel tempo rimangono i nomi delle banchine (Pola, Fiume, Bengasi, Buccarelli, Gen. Malta e Cortese), gli alberi squadrati di Corso
Michele Bianchi, ministro dell’Italia di Mussolini, vecchie tonnare ed
antichi opifici, le ville patrizie di Via Emilia. E il profumo del mare,
il grido dei gabbiani intorno ai pescherecci, l’odore del legno nuovo
lavorato da sapienti maestri d’ascia.
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Pola and Fiume Quays
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cruIsIng VIbo ValentIa
SS. Madonna of Pompei’s Sanctuary
The typical “fishing boat” called “gozzo”
Traditional fishing boat
Statue of Saint Venere
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wars against the Carthaginians and successively against Anthony and
his allies, by becoming an important naval base and a centre for the
provisioning of timber and pitch (which came from the woods of the
Serre mountains), both essential for ship-building.
During the middle Ages the port was abandoned because of the
threat of Saracen pirates, silted up and disappeared forever.
The current port dates back to the 1930s, when the great containment dock was built as well as the wharves where large commercial
ships, pleasure craft and cruise ships could dock.
The names of the quays (Pola, Fiume, Bengasi, Buccarelli, Gen. Malta
and Cortese) have remained from that period along with the square
cut trees on Corso Michele Bianchi (one of Mussolini’s ministers), the
old tuna-fishing nets and ancient factories, the patrician villas along
Via Emilia. And the tang of the sea, the cries of the seagulls around
the fishing boats, the scent of fresh wood worked by skilled carpenters.
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In crocIera a VIbo ValentIa
Coast Guard cutters
Navi e merci
Dal porto di Vibo Marina prendono il via per tutto il mondo macchinari e attrezzature ad alta tecnologia prodotti per il settore petrolchimico dalle industrie presenti nel retroporto. Petroliere, navi
cementiere e cariche di grano movimentano la vita delle banchine
Bengasi e Buccarelli accompagnate dalle rauche sirene dei lenti ma
possenti rimorchiatori. La notte le luci si accendono rischiarando il
borgo e facendo compagnia all’alternarsi dei fari rosso e verde sorvegliati dagli uomini della Guardia Costiera.
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Cranes and ships at Bengasi Quay
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cruIsIng VIbo ValentIa
Ships and merchandise
From the port of Vibo Marina, high technology machinery and
equipment, manufactured for the petrochemical industry in the factories behind the port, is shipped all over the world. Petrol tankers,
cement ships and grain carriers animate life on Bengasi and Buccarelli quays accompanied by the raucous sirens of the slow, but
powerful tugboats. At night, lights come on, illuminating the town
and accompanying the red and green lights overseen by the Coast
Guards.
Equipment shipped
to all over the world
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Merchant ships at Bengasi Quay
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In crocIera a VIbo ValentIa
Charter, nautica e navi da crociera
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Oltre 600 posti barca ed ottimi servizi danno il benvenuto a chi dal
mare arriva su imbarcazioni a vela e a motore. Pontili attrezzati e servizi per il turismo nautico e per l’assistenza completa alle imbarcazioni.
Un giro veloce al borgo per rifornire la cambusa e poi via, anche in
charter, verso i mari azzurri della Sicilia e della Grecia. In estate vi
arrivano con discrezione, dal vicino aeroporto internazionale di Lamezia, Vip da tutto il mondo che da qui salpano verso le Isole Eolie.
Se arrivate da terra invece navi passeggeri veloci vi portano a Lipari e
a Stromboli da maggio ad ottobre in un tour indimenticabile.
Arrivando invece in nave da crociera lo scrigno suggestivo del porto
vi si aprirà in una accoglienza calorosa e festosa che vi accompagnerà
lungo tutto il viaggio e vi inviterà a ritornare.
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Welcome to cruisers
cruIsIng VIbo ValentIa
Port of Vibo Marina: a view on nautical services
Charter, boating and cruise ships
Sunset from Vibo Marina hills with Stromboli Island
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Over 600 berths for boats and excellent services welcome anyone arriving under sail or in motorboats. There are well-equipped wharves and
services for nautical tourists and complete assistance for their craft. A
quick look round the town to stock up the galley and then off, even in a
chartered boat, towards the blue seas of Sicily and Greece. In summer
VIPs arrive discreetly at Lamezia International Airport from all over
the world and from here set sail for the Aeolian Islands. If you arrive
overland, however, between May and October, fast passenger ships will
take you to Lipari or Stromboli on an unforgettable tour.
If instead you arrive on a cruise ship the picturesque casket of the
port will open for you in a warm, festive welcome that will stay with
you throughout your journey and will invite you to return.
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In crocIera a VIbo ValentIa
Bivona, tuna-house
Vibo Marina, old tuna house
Tuna fishing Museum
in Pizzo Marina
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Il borgo del tonno
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Il tonno pescato nelle acque tra Vibo Marina e Pizzo si ritiene, nell’Italia meridionale, superiore a quello delle altre località. Già presso gli
antichi il tonno d’Ipponion era rinomato fino in Grecia.
Ateneo, richiamandosi al poeta comico Orchestrato, lo cita come il
“più ricercato dai buongustai”, scriveva François Lenormant, ricordando una lunga tradizione che esaltava la bontà di questo pesce,
come numerose testimonianze sostengono. Un culto quasi, se ancora
oggi proprio il tonno all’olio di oliva di Pizzo e della costa, prodotto
dai diversi stabilimenti ancora attivi, è il più ricercato e apprezzato, in
quanto selezionano il pescato e adoperano prodotto fresco e lo stivano a mano. Ma oltre al tonno all’olio d’oliva, non bisogna dimenticare di assaggiare la ventresca, la carne dei lati dell’addome del pesce,
particolarmente tenera e prelibata, prodotta dalle stesse aziende, e la
più celebre bottarga, detta anche “caviale di tonno”, ottenuta dalle
ovaie del pesce. Ben pulite, esse vengono salate, passate, strette tra
canne di bambù e messe ad essiccare. Il modo d’impiego più diffuso è
a condimento degli spaghetti e per la preparazione delle tartine. Ma
il tonno è consumato anche fresco.
E naturalmente nella patria di questo pesce i diversi ristoranti ne offrono una grande varietà di ricette, tutte da gustare.
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The Tuna Town
The tuna fished in the waters between Vibo Marina and Pizzo is
considered throughout Southern Italy to be superior to that of other
localities. Even in ancient times the tuna of Hipponion was
renowned as far as Greece. “Atheneus, recalling the comic poet,
Orchestrates, cites it as the most sought after by gourmets”, wrote
François Lenormant, remembering a long tradition exalting the
excellence of this fish, sustained by numerous testimonies. Almost
a cult, if you consider that even today the tuna in olive oil produced
in various factories still active in Pizzo and along the coast is
the most sought after and appreciated, because the catch is selected,
fresh products are used and the fish is stowed by hand. But as
well as tuna in olive oil, we must not forget to try the other products
from the same firms, such as the “ventresca”, the flesh taken
from the sides of the fish’s abdomen, which is particularly tender
and delicious, or the more famous botargo, also called “tuna
caviar”, obtained from the ovaries of the fish. Carefully cleaned, it
is salted, pureed, pressed between bamboo canes and left to dry. It
is most commonly used as a sauce on spaghetti and in the preparation
of tarts. But tuna is also eaten fresh and obviously in the
homeland of this fish, many restaurants offer a wide variety of
dishes, all worth trying.
Tuna fishes
Tuna fishing
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Fishermen
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itinerario uno
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
Dal porto salendo lungo la SS 182, e quindi la SS 18, si arriva,
superando un dislivello di circa 400 metri, a Vibo Valentia Città. Si
incontra lungo la strada, abbarbicata a mezza costa, la frazione di
Longobardi vivace e allegra
durante le numerose feste
religiose che si svolgono
nell’anno e, nascosto in
una conca, il piccolo nucleo di case di San Pietro.
Poi si continua a salire godendo del panorama del
porto e del mare che si
estende fino alla punta di
Briatico e ben oltre fino a
svelare, al tramonto e nelle giornate chiare, il profilo
imperioso dello Stromboli.
Quando si giunge alla Chiesetta della Madonnella, circondata da una piccola ma
maestosa pineta, si entra
nella città di Vibo Valentia, capoluogo di provincia,
centro cittadino animato di
servizi e per lo shopping,
ricco di storia, arte e cultura.
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Shopping street
Gagliardi Palace
Vibo Mari
Corso Mic
itinerary one
Vibo Marina • Vibo Valentia City
From the port you take the SS 182 road and then the SS 18 road
which climbs over four hundred meters before arriving in the city of
Vibo Valentia.
Along the way, nestling half way up the hillside, you come to the hamlet of Longobardi, lively and animated during the numerous religious
festivals which take place during the year, and, hidden in a dell, the
tiny nucleus of houses of San Pietro. Then you continue to climb,
enjoying the view of the port and the sea which extends ad far as the
point of Briatico and well beyond, revealing at sunset and on clear
days, the imperious silhouette of Stromboli.
When you arrive at the tiny church of the Madonella, surrounded by
small but majestic pine wood, you enter the city of Vibo Valentia, head
town of the province, a lively town with plenty of services and shops,
full of history, art and culture.
Vibo Marina, a view from
Corso Michele Bianchi
Santa Maria Maggiore
and San Leoluca’s Cathedral
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Church of Saint Mary
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Vibo Valentia Città
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Vibo Marina • Vibo Valentia Città
itinerario
Vibo Valentia, fino al 1927 Monteleone di Calabria, è la prima interessante meta che si offre al visitatore proveniente dal porto di Vibo
Marina. Centro popoloso con oltre 30.000 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, è un attivo centro commerciale e di servizi attrezzato per l’ospitalità, lo shopping e gli approfondimenti culturali.
La città è molto antica, le sue origini si perdono nella notte dei tempi;
nel VI secolo a.C. venne fondata come colonia locrese col nome di
Hipponion, in seguito fu uno dei venti più importanti municipi romani d’Italia. Durante il medioevo la sua popolazione si ridusse fino
quasi a scomparire, riprendendosi soltanto nel XIII secolo quando la
città venne rifondata col nome di Monteleone dagli svevi di Federico
II. Nei secoli seguente esercitò una crescente funzione di governo su
tutto l’hinterland, ospitando non solo attività economiche utili al vasto territorio che la circondava ma anche come centro di una intensa
vita sociale e culturale. Numerose sono le tracce del passato che si
offrono all’attenzione dei visitatori.
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Michele Morelli Square
1
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
itinerary
Santa Maria La Nova’s Church
Vibo Valentia, named Monteleone di Calabria until 1927, is the
first interesting destination for visitors coming from the port of
Vibo Marina. With a population of above 30.000, and head town
of the province of the same name, it is a busy commercial centre,
providing services and opportunities for shopping and cultural
events.
It is a very ancient city, whose origins are lost in time. It was founded
in the sixth century BC as a Locrian colony with the name Hipponion.
Later it became one of the twenty most important Roman municipalities in Italy. During the Middle Ages its population dropped almost
to the point of disappearing, and took off again only in the thirteenth
century when the city was refounded by Frederick II’s Swabians and
given the name Monteleone. In the following centuries it exercised a
growing governing influence over its hinterland, becoming a centre
not only for the economic activities useful to the vast surrounding
area but also the focus of an intense social and cultural life. There are
numerous traces of the past that are of interest to a visitor.
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Vibo Valentia City
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Il volo delle poiane
itinerario
Nei cieli del porto di Vibo Marina, sfruttando le correnti ascensionali
che si generano lungo le pendici costiere, volano come regine, alte e
maestose le poiane.
In primavera durante la stagione degli amori con un po’ di fortuna è
possibile assistere al loro volo nuziale. Maschio e femmina disegnano
in coppia veloci loop facendo echeggiare il richiamo d’amore e
schioccando come in battaglia gli artigli.
Con la stessa audacia, in decollo e in top landing dal Monte Castelluccio si alzano variopinti e leggeri parapendii e deltaplani.
Biciclette e ciclamini
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
Si sale dal porto di Vibo Marina verso Vibo città per circa 12 chilometri superando un dislivello di 400 mt. Farla in bicicletta è impresa per
gente dai muscoli d’acciaio e dalla grande passione. I più bravi sono i
tedeschi e gli olandesi. Con le ruote cariche di borse sopra biciclette
scheletriche pedalano senza mostrare fatica. A fermarli per una breve
sosta è solo lo spettacolo del porto visto dall’alto e il profilo all’orizzonte
del maestoso Stromboli. A tu per tu con il volo delle poiane e con la
delicatezza del ciclamino che sbuca lungo la strada in autunno.
Il castello
Restituito dopo i recenti restauri al suo splendore,
l’imponente Castello, che sorge dov’era probabilmente l’Acropoli di Hipponion, fu edificato a metà
dell’anno Mille da Ruggero il Normanno. Per la sua
costruzione furono utilizzati in prevalenza materiali
dei vicini templi greci. Rifatto nel periodo Svevo da
Matteo Marcofaba e ampliato da Carlo d’Angiò nel
1289, fu rafforzato nel XV secolo dagli Aragonesi e infine rimaneg-
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The Norman Castle of Vibo Valentia
22
itinerary
1
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
Ancient finds displayed at the entrance
of the Norman Castle of Vibo Valentia
The flight of the buzzards
In the skies above the port of Vibo Marina, taking advantage of the
ascending currents generated along the coastal slopes, buzzards fly, as
high and majestic as queens. In spring during the mating season with
a bit of luck you can watch their nuptial flight. Male and female in
a pair trace rapid loops making their mating call echo and snapping
their talons as in battle.
With similar audacity, while taking off and landing, light, multicoloured gliders and hang-gliders take off from Monte Castelluccio.
Bicycles and cyclamens
The castle
Recently restored to its former splendour, the impressive castle, which
stands on the site where there was probably the Acropolis of Hipponion, was built in the middle of the tenth century by Roger the Norman using mainly material from the nearby Greek temples. Rebuilt
in the Swabian period by Matteo Marcofaba and enlarged by Charles
of Anjou in 1289, it was reinforced in the fifteenth century by the
Aragonese and finally remodelled in the sixteenth and seventeenth
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The road from the port of Vibo Marina to Vibo rises
450 metres over a distance of twelve kilometres. Only
people with muscles of steel and great dedication can
do it by bicycle. The best at doing this are the Germans and the Dutch: on skeletal bicycles their wheels
loaded with bags, they pedal without showing fatigue.
The only thing that stops them is the wonderful view of the port seen
from above and the majestic shape of Stromboli on the horizon, on a
level with the flight of the buzzards and with the delicate cyclamens
that flower by the roadside in autumn.
23
1
itinerario
giato nei secoli XVI-XVII dai Pignatelli, perdendo parte delle sue caratteristiche. Il secondo piano fu abbattuto per i danni del terremoto
del 1783. Presenta torri cilindriche, una torre speronata e porta con
arcata di epoca angioina. Oggi ospita il Museo Archeologico Statale.
Il Museo Archeologico Statale Vito Capialbi
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
Fondato nel 1969 e dal 1995 ubicato nelle sale del Castello Svevo-Normanno, il Museo espone, con un criterio topografico e cronologico, importanti reperti rinvenuti in varie aree della città di Vibo e del suo territorio.
Al piano superiore sono esposti materiali della preistoria e della protostoria, relativi ai territori di Torre Galli e Briatico; segue la città greca con le
mura di cinta e la città sacra. Al piano terra, l’esposizione prosegue dalle
varie necropoli e i materiali provenienti da alcune importanti collezioni
vibonesi (Capialbi, Albanese, Cordopatri). Tra questi, grande importanza
riveste il monetiere Capialbi. L’epoca romana è testimoniata da alcune
statue di togati e da parti di pavimento a mosaico. Il culto di Kore-Persefone è documentato da numerosi pinakes che
riprendono i tipi più diffusi a Locri i legami
Greek Amphoras IV
con la città jonica, inoltre, sono ancora più
century A.C.
evidenti da numerose statuette
e da terracotte di produzione locale. Particolare attenzione merita la laminetta
aurea – la più completa nel testo tra quelle rinvenute nella Magna Grecia – che testimonia il culto orfico. Databile al V-VI
sec. a.C., è una storia di breviario per ottenere la felicità nell’oltretomba.
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Archeological Museum
Vito Capialbi
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Vibo Marina • Vibo Valentia Città
itinerary
Archeological Museum Vito
Capialbi - Greek helmets
centuries by the Pignatelli family, thus losing many of its principal
characteristics. The second floor was knocked down after damage
caused by the earthquake of 1783. It has cylindrical towers, a buttressed tower and an entrance with an arch dating from the Angevin
period. It now houses the State Archaeological Museum.
Founded in 1969 and since 1995 housed in the Swabian-Norman
castle, the museum displays in topographical and chronological order
important exhibits discovered in various areas of the city of Vibo
and in the surrounding area. On the first floor prehistoric and protohistoric findings from the areas of Torre Galli and Briatico are on
display. The Greek city with its boundary walls and sacred city is also
represented. On the ground floor you can see objects from the various
necropolises and exhibits from some important Vibonese collections
(Capialbi, Albanese, Cordopatri). Of these, the Capialbi coin collection is of particular importance. The Roman era is represented by
some statues wearing togas and by some pieces of mosaic pavements.
The cult of Persephone-Kore is documented by numerous “pinakes”
showing the most common styles from Locri: the connection with this
Ionian city is made even more evident by numerous statuettes and by
locally produced terracotta pieces. The gold lamina sheet demands
particular attention: it has the most complete text bearing testimony
to the cult of Orpheus of those found in Magna Graecia. Datable
to the fifth and fourth centuries BC, it gives instructions on how to
obtain happiness in the afterlife.
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The “Vito Capialbi”
State Archaeological Museum
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Il parco archeologico urbano di S. Aloe
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
itinerario
Secondo Paolo Orsi ancora nel Medioevo le rovine di Hipponion
dovevano essere imponenti. Oltre a templi, dovevano essere ben visibili un teatro, un anfiteatro, le terme, le fortificazioni. L’incuria, i
terremoti e l’opera dell’uomo hanno distrutto buona parte di questo enorme patrimonio. Il celebre tempio di Proserpina fu demolito
dal conte Ruggero per costruire la basilica della sua nuova capitale,
Mileto. Oggi, in località Trappeto Vecchio, sono ancora visibili i resti della cinta muraria risalente al V-VI sec. a.C., il cui primo tratto
venne messo in luce proprio dall’Orsi. In località Telegrafo Vecchio
o Belvedere Grande, rimangono delle vestigia di un tempio dorico
del VI sec. a.C., mentre quelle di uno Jonico sono visibili sull’altura
Cofino. I resti di un altro tempio sono stati recentemente scoperti
presso la Cava Cordopatri. Nell’abitato, invece, è stata rinvenuta una
Necropoli greca contenente alcuni importanti reperti. Recentemente
nell’area di S. Aloe che insiste sul sito del municipio romano di Valentia è in corso di realizzazione un grande parco archeologico urbano
dove possono essere ammirate vestigia del periodo e alcuni tra i più
interessanti mosaici calabresi.
Le mura greche
In località “Trappeto Vecchio” a pochi passi del cimitero, si trovano i
resti di una parte del tracciato delle mura di Hipponion di circa 350
m. Queste erano lunghe in origine circa 7,5 km, il tratto visitabile è
stato messo in luce dall’archeologo Paolo Orsi fra il 1916 e il 1921.
Sono state riconosciute 5 fasi costruttive di cui, a parte la prima del
VI sec. a.C., tutte le altre sono costruite con blocchi ciclopici squadrati di arenaria e calcarenite. Delle ultime due fasi rimangono, almeno
in pianta 8 torri circolari. Qualcuna di esse si è conservata oltre le
fondamente, in particolare una che raggiunge circa i 4 m di altezza.
Queste torri dovevano essere alte in origine circa 10 m.
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Roman Baths in S.Aloe site:
Four Seasons Mosaic, IV Century D.C.
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1
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
itinerary
Ancient Greek Walls
The urban archaeological park of S. Aloe
According to the archaeologist Paolo Orsi, in the middle Ages the
ruins of Hipponion must still have been impressive. As well as the
temples, it would have been possible to see a theatre, an amphitheatre, baths and fortifications. Neglect, earthquakes and Man have destroyed most of this enormous patrimony. Count Roger demolished
the famous temple of Proserpine in order to build the basilica in his
new capital, Mileto. Today, in the Trappeto Vecchio area you can still
see the remains of the boundary walls, which date back to the fifth
and fourth centuries BC, whose first stretch was brought to light by
Paolo Orsi himself, in the Telegrafo Vecchio or Belvedere Grande
area remain vestiges of a fifth century Doric temple, while parts of an
Ionian one can be seen on the high ground of Cofino.
The remains of another temple have recently been discovered near
the Cava Cordopatri, while in the built-up area, a Greek necropolis
has been found, containing some important findings. Recently in the
district of S. Aloe, which stands on the site of the Roman municipium
of Valentia, work has been underway to create a large archaeological
park where remains from that era and some of the most interesting
Calabrian mosaics can be admired.
In the area called “Trappeto Vecchio” not far from the cemetery,
there are the remains of about 350 metres of the outline of the walls
of Hipponion. These were originally about 7,5 kilometres long. The
visible part was brought to light by the archaeologist Paolo Orsi between 1916 and 1921. The walls were built in five phases, and apart
from the earliest phase dating back to the sixth century BC, all were
constructed using enormous square blocks of sandstone and limestone. The foundations of at least eight towers remain from the last
two phases. Some of them have been preserved beyond their foundations and one in particular is about four metres high. Originally these
towers would probably have been about ten metres high.
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The Greek walls
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Vibo Marina • Vibo Valentia Città
itinerario
Detail of the altar
sited in the Cathedal of Vibo Valentia
Il Museo del Duomo
Sorto recentemente nel bellissimo Convento Domenicano, attiguo
al Duomo, il Museo testimonia, attraverso dipinti, statue, paramenti
sacri, argenti e documenti di vario genere la storia artistica, civile e
religiosa della città. Custodisce alcune sculture provenienti dal Ciborio della Certosa di Serra San Bruno, uno splendido sarcofago rinascimentale, una bella Santa Caterina, attribuito dalla tradizione al
senese Marco De Pino, ma in realtà opera di G. Bernardo Azzolino,
e notevoli arredi di arte sacra di fattura meridionale.
Duomo di Santa Maria Maggiore e S. Leoluca
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Meglio nota con il nome di San Leoluca, protettore della città. La
chiesa, edificata nel 1680 sui resti di una basilica bizantina e di una
del XIII secolo, poi rimaneggiata su progetto del Curatoli nel 1723
e ancora nel 1852, si fa notare per la sua imponenza, per i due campanili a pianta quadrata e per le Porte del Tempo, in bronzo che
raccontano la storia della città. All’interno possono essere ammirate
tre statue di marmo del secolo XVI, fattura di Antonello Gagini di
Palermo e numerose altre opere di pittura e scultura.
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La Chiesa del Rosario
Nella Chiesa del Rosario, rifatta nel XVIII sec. su una costruzione
risalente al 1280, tra le notevoli opere d’arte, una in particolare pare
dimenticata: è la Cappella De Sirica, che contiene il sarcofago del
cavaliere Domenico De Sirica, su cui spiccano i due stemmi con il giglio angioino. È opera trecentesca di scuola di Tino da Camaino, uno
degli scultori più rappresentativi del Trecento e che visse gli ultimi
anni della sua vita a Napoli.
1
The museum in the cathedral
itinerary
Opened recently in the beautiful Dominican convent next to the cathedral. Its collection of paintings, statues, sacred paraments, silver
and various kinds of documents tells the artistic, civil and religious
story of the city. It preserves some sculptures from the Ciborium of
the monastery of Serra San Bruno, a splendid Renaissance sarcophagus, a beautiful Saint Catherine, attributed to the Sienese painter
Marco De Pino, but really the work of G. Bernardo Azzolino, and
notable sacred furnishings made in Southern Italy.
The Cathedral
of Santa Maria Maggiore and S. Leoluca
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
This is better known as San Leoluca, protector of the city. The
church was built in 1680 on the remains of a Byzantine basilica and
of a thirteenth century and later remodelled on a design by Curatoli
in 1723 and again in 1852. It is notable for it impressiveness, for its
two square bell towers and for the bronze “Doors of Time” which tell
the story of the city. Inside you can admire three sixteenth century
marble statues, sculpted by Antonello Gagini of Palermo, as well as
numerous other paintings and sculptures.
The Church of the Rosary
Among the notable works of art in the church of the Rosary, rebuilt
in the eighteenth century over a building dating back to 1280, one
in particular seems to be forgotten: it is the De Sirica Chapel, which
contains the sarcophagus of the knight Domenico De Sirica, on
which the two coats of arms with the Angevin lily stand out. It is a
thirteenth century work of the school of Tino da Camaino, one of
the most typical sculptors of that century, who lived the last years of
his life in Naples.
Church of the Rosary
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Luigi Razza Memorial in
S.Leoluca Square
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Vibo Marina • Vibo Valentia Città
itinerario
Church of Santa Ruba
La Chiesa di Santa Ruba
A circa 2 km dalla città, lungo la Statale 182, verso San Gregorio
d’Ippona, sorge questa chiesetta fatta costruire da Ruggero il Normanno per espiare un suo peccato. Con la sua cupoletta centrale a
ombrello ricorda gli esempi più noti dell’architettura bizantineggiante, come la Cattolica di Stilo o San Marco di Rossano.
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Chiesa di San. Michele
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Interessante costruzione rinascimentale eseguita su disegno di Baldassare Peruzzi, e che richiama le linee dell’arte rinascimentale toscana,
con il grazioso portale a piastrini ionici e il bel campanile, all’interno
della quale tra i numerosi quadri spicca un’Annunciazione attribuita
a Francesco Zoda, un pittore monteleonese allievo di Luca Giordano,
probabile autore anche del San Michele scaccia Lucifero.
Villa Gagliardi
Si consiglia, soprattutto d’estate, una passeggiata riposante in questo
splendido ampio giardino all’italiana che è situato nel centro storico
cittadino nella parte soprastante e sottostante al corso Umberto, con
ingresso in via Cappuccini, vicino alla chiesa di San Antonio.
L’impianto del giardino ha un’ambientazione romantica con molti
angoli suggestivi, preziose essenze vegetali e ovunque aiuole fiorite.
1
The Church of Santa Ruba
itinerary
About two kilometres from the city along the state road 182 going
to San Grigorio d’Ippona, stands this little church which Roger the
Norman had built to expiate a sin. With its central, umbrellashaped
cupola, it is reminiscent of better-known examples of mock Byzantine architecture, such as the Cattolica of Stilo or St Mark in Rossano.
The Church of San Michele
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
This is an interesting Renaissance construction built from a design by
Baldassare Peruzzi and echoes the lines of Tuscan Renaissance architecture with its graceful portal of small Ionian slabs and its beautiful
bell tower. Inside, among numerous paintings, an “Annunciation” by
Francesco Zoda stands out. Zoda was a painter from Monteleone, a
pupil of Luca Giordano and also the probable author of “St Michael
drives out Lucifer”.
Villa Gagliardi
A relaxing stroll in this splendid Italian garden is highly recommended, especially in summer. It is situated in the heart of the historic centre in the area above and below corso Umberto, and can be entered
from Via Cappuccini, near the church of St Antonio. The layout of
the garden is extremely romantic with plenty of picturesque corners,
rare scented plants and flowerbeds everywhere.
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Villa Gagliardi
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itinerario
1
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
Santa Chiara Palace
Sistema Bibliotecario Vibonese
Per chi al termine di questo itinerario desiderasse effettuare degli approfondimenti o per controllare la posta elettronica o semplicemente
per una sosta c’è questa interessante struttura culturale posta nel centro storico della città (Palazzo Santa Chiara) che accoglie con cortesia
i visitatori offrendo numerosi servizi culturali e informativi.
Folklore e tradizioni
Le luminarie e i fuochi d’artificio incendiano lo specchio d’acqua la
3a domenica di Agosto a Vibo Marina, dove si svolge nel mare la
processione di barche in onore della Madonna di Pompei. Spettacolo
suggestivo e ricco di fascino, come le tante altre feste che a Vibo si
svolgono specialmente durante la Settimana Santa, con i sepolcri,
la processione delle Vare, la Cappuccina, che consiste nella “svelata” della campana del Duomo caduta in seguito al terremoto
del 1783 e il rito dell’Affruntata. Tradizioni che sopravvivono e
rivivono anche in altre feste, ricollegando antichi culti alla storia
della comunità.
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Feast of SS. Madonna of Pompei
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Vibo Marina • Vibo Valentia Città
itinerary
A moment of “Affruntata”
Sistema Bibliotecario Vibonese
If at the end of this itinerary anyone should wish to obtain more
information or check their e-mails or simply have a rest, they should
come to this interesting cultural centre situated in the old of the city
(Santa Chiara Palace) which welcomes visitors and offers numerous
cultural services and information.
Folklore and traditions
Illuminations and fireworks light up the water of ViboMarina on the Feast
of the Assumption (3rd Sunday of August), when there is a procession of
boats in the sea to honour the Madonna of Pompei. This is a picturesque
and fascinating event, like the many other festivals which take place in Vibo
especially during Holy Week: the Sepulchres, the procession of the statues
of the “Vare”, the “Cappuccina”, which consists of the unveiling of the
cathedral bell tower which fell down following the earthquake of 1783 and
the rite of the “Affruntata”, on Easter Sunday when theMadonna hears
that Christ has been resurrected. These traditions survive and are relived in
other festivals as well, linking ancient cults to the history of the community.
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Majorettes and dancing giants during
summer festivals
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Arte contemporanea
itinerario
La Camera di Commercio di Vibo Valentia organizza ogni anno
il Premio Internazionale Lìmen Arte, una delle più interessanti
e ricche collettive di arte moderna che si tengono in Calabria
ed in Italia. Il Premio internazionale Lìmen Arte presenta le migliori opere di artisti italiani, stranieri e calabresi già affermati e
di giovani talenti provenienti dalle Accademie di Belle Arti. Le
opere dei vincitori possono essere viste presso la Galleria di arte
contemporanea della Camera localizzata nel Complesso Valentianum a Vibo Valentia.
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Vibo Marina • Vibo Valentia Città
"Valentianum"
Monastery entrance
"Valentianum"
Monastery entrance
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Contemporary Art
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Vibo Marina • Vibo Valentia Città
itinerary
The Chamber of Commerce organizes every year one of the most
interesting and complete exhibition of contemporary arts in Calabria
and in Italy. The exhibition, named “International Awards Lìmen
Art”, collects the best of well-known artists living in Calabria, Italy and abroad and of promising young artists attending the Fine
Arts Academies of Italy. The winners are included in the Gallery
of Contemporary Art of the Chamber of Commerce located in the
“Valentianum” monastery in Vibo Valentia city where you can come
and visit them
35
itinerario
1
Artistic mostaccioli
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
Gastronomia
Impossibile parlare di una città senza ricordare le sue tradizioni
gastronomiche. Se di alcune specialità della zona, dalla ’nduja
ai dolci, dal tonno alla cipolla, parleremo in seguito, ricordiamo
quelle più peculiari di Vibo: i fileja, la pasta fatta in casa o le pittapie (biscotti farciti con un impasto di uva passita, pinoli, noci,
cioccolato, cacao, vino cotto) e i ciciriati (biscotti farciti con una
crema a base di ceci, caffé, noci e cacao). Ma il turista che vuole
concedersi ai piaceri della gola e alla creatività gastronomica non
ha che l’imbarazzo della scelta.
Ecco uno dei tanti menu: un’insalata di pesce castagna, fiori di
zucca ripieni di pesce, fileja conditi con sugo di gamberi, cozze e
zucchine, risotto con i ricci, gnocchi con pesto e gamberi; e poi
spigola cotta in crosta salata oppure in sfoglia di vite, tonno alla
griglia o alla pizzaiola, involtini di pesce spada al bacon, involtini
di melanzane ripieni di ricotta affumicata e tante altre prelibatezze preparate con raffinatezza. Per finire, mousse alla frutta di
bosco e i famosi gelati di Pizzo.
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Extra virgin olive oil
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Red onion of Tropea
itinerary
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Shopping at a typical “Bottega calabrese”
Vibo Marina • Vibo Valentia Città
Gastronomy
It is impossible to talk about a city without mentioning its gastronomic traditions. We will discuss some of the local specialities, such
as ’nduja and cakes, tuna and onions, later on, but for now, let’s talk
about those peculiar to Vibo: “fileja”, homemade pasta; “pittapie”,
biscuits filled with a mixture of raisins, pine nuts, walnuts, chocolate,
cocoa and mulled wine; and “ciciriati”, biscuits filled with a cream
made from chickpeas, coffee, walnuts and cocoa. But the tourist who
wants to abandon himself to culinary delights and gastronomic creativity is spoilt for choice.
Here is one of many menus: salad of chestnut fish; courgette flowers
stuffed with fish; “fileja” with a sauce of prawns, muscles and courgettes; sea urchin risotto; gnocchi with pesto and prawns; and then
sea bass cooked in a layer of salt or in vine leaves; grilled tuna or tuna
cooked in tomato sauce with capers and olives; aubergine rolls stuffed
with smoked ricotta and many other delicacies elegantly presented.
To finish up the meal, a mousse of fruits of the forest and the famous
ice cream of Pizzo.
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‘Nduja of Spilinga and Pecorino Cheese of Monteporo
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itinerario due
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
Sulla costa tirrenica conosciuta anche come Costa degli Dei si affacciano alcune delle più suggestive e interessanti località turistiche
della provincia vibonese dove hanno sede numerosi impianti turistici di ogni tipologia. Il richiamo e la notorietà di Tropea fa spesso
dimenticare la bellezza di altri piccoli centri di questo tratto della
costa tirrenica, importanti dal punto di vista turistico e ognuno con
un suo tratto peculiare e una sua storia. Del resto, nel percorrere la
strada litoranea, attraversando questi centri, si rimane colpiti, oltre
che dalle varietà dei paesaggi, dai suggestivi scenari naturali che
d’improvviso si aprono davanti al turista, stretto tra i colori del mare
e i terrazzamenti che contornano la strada, dai paesi arroccati a
mezza costa, tra grandi e moderne strutture turistiche e un’architettura moderna che si accompagna a una più antica, case coloniche
o insediamenti abitativi dai
contorni indefinibili. Lungo
la strada si incontrano Bivona – che fu fondata in epoca
romana, quando i discendenti degli antichi greci si
trasferirono sul mare e diedero impulso al porto, edificato nella rada dell’odierna
Portosalvo da Agatocle, tiranno di Siracusa, divenendo
un crocevia strategico per la
flotta di Cesare e per i traffici del Mediterraneo – quindi
Briatico dalle belle e ampie
spiagge, Sant’Irene con l’isolotto peschiera di epoca
romana, Zambrone, la nobile
Parghelia dell’abate Ierocades e, subito dopo Tropea,
Ricadi e Capo Vaticano.
Grotticelle
Village on the beach in Ricadi
itinerary two
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
Along the Tyrrhenian coast, also called the “coast of the Gods”,
there are some of the most picturesque and interesting tourist
resorts in the province of Vibo, where there are all kinds of holiday
facilities. The fame and notoriety of Tropea tends to overshadow
the beauty of other small towns along this stretch of coast, which
are also important from a tourist point of view and each with its
own particular features and history. Moreover, driving along the
coast road, through these towns, one is often struck by the diversity of the landscape and by the enchanting natural scenery that
suddenly appears before him, flanked by the colourful sea on one
side and by the rows of terracing on the other. Towns nestle halfway up the hills, between large, modern holiday villages and the
architecture is a mix of old and modern, with country houses and
timeless settlements. Along the road the first place you come to is
Bivona, which was founded in Roman times, when the descendents
of the ancient Greeks moved down to the sea and gave impetus to
the port, built near present day Porto salvo by Agatocles, the tyrant
of Syracuse, which became a strategic crossroads for Caesar’s fleet
and for traffic in the
Mediterranean. Next
The wonderful beach of Tropea
you pass through Briatico with its beautiful, wide beaches;
Sant’Irene with its
tiny Roman fishing
island;
Zambrone;
abbot Ierocades’ noble Parghelia and
successively Tropea,
Ricadi and Capo Vaticano.
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A splendid detail of Costa degli Dei
2
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
itinerario
View of Santa Maria dell'Isola from the central balcony of Tropea
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Tropea
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Giungendo a Tropea da settentrione lungo la costiera tirrenica, la
piccola città si annuncia da lontano come una macchia biancastra su
una lunga rupe a picco sul mare, preceduta da un lembo largo e arcuato di spiaggia. Da vicino la rupe di arenaria giallastra, fittamente
coperta in alto da case, appare come smembrata verso il mare in rupi
minori, dalle quali si stacca il breve molo di un porto peschereccio.
Dall’alto della via che conduce a Vibo Valentia, al contrario, la cittadina sembra posata su di una breve pianura protesa verso il Tirreno
(su cui spicca sovente la sagoma triangolare dello Stromboli) e non
s’indovina il salto brusco di una cinquantina di metri che l’innalza
sulla spiaggia. Un tempo l’abitato era cinto tutto intorno di mura,
delle quali si avverte soltanto il sito, entrando in città o dalla stazione
ferroviaria o dalla carrozzabile costiera di levante per giungere presto
nella piazza centrale e principale, detta di Ercole, dal Portus Herculis di Stradone e di Plinio il Vecchio, che pare fosse alquanto più a
ponente dell’odierno porto tropeano e che fece fantasticare i buoni
umanisti locali e calabresi sulle origini mitiche della città.
Nella piazza, non bella in sé per pregi artistici, ma ricca di carattere
con i suoi palazzotti, la torricella dell’orologio e le piccole botteghe di
prodotti paesani, e con la pennellata, infondo, di un lembo azzurrissimo di mare, fu il “sedile” della nobiltà tropeana e di an gioini, aragonesi e spagnuoli, quando la città fiorì splendidamente fra le altre della
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
itinerary
2
Travelling towards Tropea from the north along the Tyrrhenian
coast, you can see the little city from far off as a white mark perched
high on a cliff above the sea, preceded by a wide, curving strip of
beach. From close up the yellow sandstone cliff, whose summit is
closely covered with buildings, looks as if it is crumbling into the sea
in smaller cliffs, ending in the short jetty of the fishing port. Instead,
from the top of the road that leads to Vibo, the town looks as though
it is situated on a short plateau extending towards the Tyrrhenian (on
which you can often see the triangular shape of Stromboli) and gives
no indication of the sharp fifty metre drop down to the beach. The
town used to be bounded by city walls, but now only the site of these
can be seen when entering the city either from the railway station or
from the eastern coast road, from which you quickly reach the main,
central square. The square, Piazza Ercole, is named Hercules, after a
previous settlement, “Portus Herculis”, mentioned by Stradone and
Pliny the Elder, which seems to have been situated much further west
than the present port of Tropea and has caused local and Calabrian humanists to fantasize about the mythical origins of the city. The
square is not particularly beautiful aesthetically, but it is full of character with its small town houses, its little clock tower, and its tiny shops
selling local products and in the distance a strip of bright blue sea. It
was the seat of the Tropean nobility, Angevins, Aragonese and Span-
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Tropea
41
2
itinerario
Calabria marittima, dando prove insigni, anche di valore guerresco,
meritando attenzioni e privilegi regali e, durante il dominio aragonese a Napoli, il titolo e le insegne di “regia”, che conservò sempre con
orgogliosa compiacenza. Dalla piazza si inizia il giro per le viuzze
della città e, pur essendo spesso trattenuti dal richiamo di bei motivi
artistici, che sanno di stile e di epoca buona, offerti da grandi portali
di palazzi, da colonnati e scale di vecchi cortili, da porte e facciate
di chiese, si giunge presto all’orlo della rupe, dalla quale ci si aspetta
facilmente di godere panorami bellissimi di spiagge e di mare.
Santa Maria dell’Isola
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Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
Situata su una rupe emergente dal mare, unita alla terra da oltre due
secoli, proprio di fronte all’incantevole balconata sorge la chiesetta di
S. Maria dell’Isola, quasi l’emblema turistico di Tropea.
Nota per essere stata un santuario benedettino di origine tardo medievale, trasformata in basilica latina a sviluppo longitudinale a tre
navate in epoca rinascimentale, ha subito molte manomissioni, re-
42
2
itinerary
iards, when the city flourished splendidly among the other Calabrian
maritime towns, giving worthy proof of wartime valour for which it
won attention and royal privileges and, during the Aragonese domination of Naples, the title and insignia of “royal”, which it guarded
with proud satisfaction. From the square, you can begin to wander
around the narrow streets of the town, stopping often to examine
the beautiful artistic motifs, evidence of good times, on the portals of
great houses, on colonnades, on the staircases of old courtyards, on
doors and on church façades. You soon come to the cliff edge, where
you can enjoy the beautiful panorama of beaches and sea.
Santa Maria dell’Isola
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
On a rock rising from the sea, joined to the land for over two centuries,
right in front of the enchanting viewing balcony, stands the church of
Santa Maria dell’Isola, almost the symbol of Tropea. Noted as a Benedictine sanctuary dating from the late mediaeval period, turned into a
longitudinal Latin basilica with three naves during the Renaissance, the
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Church of Santa Maria dell’Isola
43
2
itinerario
stauri e rifacimenti. La facciata è stata ricostruita dopo il terremoto
del 1905. All’interno, un Natività settecentesca e alcuni frammenti
di lastre tombali del secolo XIV, tra cui una figura giacente presumibilmente opera del Maestro di Mileto. Per restare in argomento,
conviene visitare, sulla strada per Ricadi, la Chiesa dell’Annunziata, edificata nel Quattrocento, rifatta in quello successivo e più volte restaurata. È una meta ignorata. Ma vale la pena il bel soffitto a
cassettoni dorati e il coro ligneo cinquecentesco nell’abside. Inoltre,
un gruppo marmoreo di G. B. Mazzolo e una Flagellazione, affresco
datato 1644 e firmato Didacus Neapoletanus.
Per mille capperi, che scoperta!
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
Abbarbicate sui muri dei castelli e delle vecchie case e tra gli anfratti
di costoni e pietraie lungo tutta la costa da Nicotera a Pizzo si possono
scoprire le piante di capperi, nate spontanee e rustiche dai semi che
il vento di scirocco trasporta dalle isole Eolie. Fiorite e cariche del
prezioso frutto da giugno ad ottobre sono una gradita sorpresa per il
viaggiatore attento che ama le meraviglie della natura.
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Blue sky and sparkling sea from Zambrone
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Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
itinerary
2
Beaches around Santa Maria dell’Isola
church has suffered much tampering, restoration and remodelling. The
façade was reconstructed after the earthquake of 1905. Inside, there is
a seventeenth century Nativity and some fragments of tombstone slabs
from the fourteenth century, among which a lying figure, presumably
by the Master of Mileto. While on the subject, it is well worth visiting
the Church of the Annunciate, built in the fourteenth century, rebuilt
in the following century and restored several times. Situated on the
road to Ricadi, it is usually overlooked, but has a beautiful gold lacunar
ceiling and a fifteenth century wooden choir in the apse. It also contains a marble group by G.B. Mazzolo and a fresco of the Flagellation
dated 1644 and signed “Didacus Neapoletanus”.
Clinging to the walls
of the castle and of old
houses and in the crevices of cliffs and along
ridges all along the coast
from Nicotera to Pizzo,
you can find caper plants
growing wild from seeds
brought on the sirocco
wind from the Aeolian
Islands. Flowering and
weighed down with this
precious fruit from June
to October, they are a
pleasant surprise for nature-loving visitors.
A caper plant
growing in the
stones of the
Castle Murat
in Pizzo
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What a caper!
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2
Alla ricerca dei vecchi mulini
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
itinerario
Henry Swinburne notava che tutto il territorio di Tropea era ricco di
ruscelli, le cui acque venivano convogliate per far girare i numerosi
mulini presenti nella zona. E descriveva con stupore lo spettacolo delle ruote che giravano azionate dall’acqua. Ancora oggi sono numerosi
e molti di essi in ottimo stato. Qualcuno ancora perfettamente funzionante. Un altro gruppo di mulini ad acqua, ben 18, si trova nelle
campagne circostanti Nicotera. E altri, alcuni dei quali perfettamente
funzionanti, nelle vicinanze di Filadelfia. E in località San Bruno, ai
confini tra i comuni di Soriano e Sorianello, un gruppo di volontari
ha ristrutturato, riportandoli al loro stato originario, altri mulini ad
acqua. La zona, nota come la «valle dei mulini”, si presenta di grande
attrattiva ed è stata anche creato un piccolo lago artificiale con le
acque del torrente Cornacchia, quelle che un tempo servivano proprio ad azionare le ruote di queste antiche macine. Un’altra gita alla
scoperta di vecchie tradizioni.
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La cattedrale normanna di Tropea
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La chiesa appare come qualcosa di recentemente rifatto nel distacco ancora troppo netto di colore tra l’antico e il nuovo. La facciata,
tagliata in parte da una casa che mostra inferiormente una serie di
begli archi acuti riempiti di muratura (l’antico episcopio, non ancora
restaurato), ha un portale ogivale a falso protiro, in gran parte recente, e, a sinistra, un portale minore. Il fianco sinistro appare in basso
come una sapiente rappezzatura di parti antiche, a doppia serie di
false finestre alternativamente sovrapposte (motivo assai frequente
nell’architettura normanna di Sicilia); in alto al di là del tetto spiovente d’una navata, ripete in una serie unica di finestre un simile motivo
di decorazioni a conci chiari e scuri di pietra. Le absidi, tutte nuove,
paiono anche un po’ troppo ornate nel loro disegno e si vorrebbe quasi vederle coperte di bella vegetazione di rose che cresce al loro piede
in un giardinetto chiuso da una cancellata. Al di là di essa si innalza,
su di una costruzione contigua alla chiesa, una caratteristica cupola
a grossi costoloni piatti, contrastando, ma in modo non brutto, con
l’architettura del rimanente. L’interno, cui si giunge anche per una
porta settecentesca lasciata gustosamente sul fianco sinistro, colpisce
subito per la sua semplicità, quasi nudità austera, che lo fa parere più
vasto di quel che è, nelle sue tre navate divise da due file di pilastri
ottagonali di pietra (risultato del risarcimento e della ricostruzione dei
pilastri originarii). Numerose belle opere d’arte adornano le absidi e
le navate della chiesa, quali due statue marmoree gaginesche della
Madonna e un prezioso ciborio di arte toscana del Quattrocento che
fa pensare alla grazie di Mino da Fiesole, due bassorilievi con l’Angelo e la Vergine dell’Annunciazione, uno con la Resurrezione, ed altri.
Alta, sopra la mensa marmorea dell’altar maggiore, sotto il nudo
catino della grande abside, domina l’immagine della veneratissima
Madonna di Romania, protettrice della città, un quadro di tardo stile
bizantino, forse del secolo XIII, che la pia tradizione fa risalire sino
2
In search of old watermills
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
itinerary
Henry Swinburne noted that the whole area around Tropea was full
of streams, whose waters were used to feed the numerous watermills
in the area: he described with amazement the sight of the wheels
being turned by the water. There are still many watermills today and
many are in excellent condition, some still functioning. There is a
group of eighteen watermills in the countryside near Nicotera, and
others, some still working, near Filadelfia. In San Bruno locality, between Soriano and Sorianello, a group of enthusiasts have done up
other watermills, taking them back to their original state. The area,
known as “the valley of the watermills”, is an interesting attraction,
and a small artificial lake has also been created using the waters of the
torrent Cornacchia, once used to power the wheels of these ancient
mills: a good reason for another excursion to discover old traditions.
The church seems as if it has been recently restored due to the sharp
colour contrast between old and new stone. The façade, cut in part
from a house which has low down a series of attractive, filled-in acute
arches (the old bishop’s palace, not yet restored) has an ogival portal,
which is mainly recent, and a minor portal to the left. The left side
low down looks like a skilful patching of antique pieces with a double
series of false windows alternately overlapping (a very common motif
in Norman architecture in Sicily): high up beyond the sloping roof of
a nave, a similar motif of pale light and dark stone ashlars is repeated in a single series. The apses, all new, seem a little too ornate: you
would almost expect to see them covered in rambling roses growing
in a little gated garden. Beyond this, on a building next to the church,
rises a characteristic cupola of large, flat ribs, contrasting, but not unpleasantly, with the remaining architecture. The interior, which you
enter through a seventeenth century door, left tastefully on its left side,
is striking in its simple, almost austere nudity, which makes it seem
larger than it really is. It has three naves divided by two rows of octagonal stone pilasters (a result of the repair and reconstruction of the
original pilasters). Numerous beautiful works of art adorn the apses
and the naves of the church, such as two gigantic marble statues of
the Madonna; a precious fourteenth century Tuscan ciborium which
brings to mind the gracious work of Mino da Fiesole; two bas-reliefs,
one of the Angel and the Virgin of the Annunciation and the other
of the Resurrection, and others. High above the marble main altar,
under the naked basin of the great apse, dominates the image of
the greatly-venerated Madonna of Romania, protector of the city, a
painting in the late Byzantine style, maybe thirteenth century, which
pious tradition would have dating back to the wars of iconoclasm. In
a surviving chapel at the end of the right-hand minor nave, near the
main portal, hangs a large crucifix of dark wood. His skinny arms
outstretched, his pain-stricken face with its severe features, lowered on
his chest, his ribs marked with deep gashes, the famous Black Christ
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The Norman cathedral in Tropea
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Old houses in
Tropea's "vicoli"
itinerario
2
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
Tropea: a town of
music and culture
all’età delle lotte iconoclastiche. In una cappella superstite all’estremo
della navata minore di destra, vicino al portale maggiore, spalanca le
braccia scarne chinando il volto doloroso dei severi tratti espressivi sul
petto segnato di profondi solchi costali, un grande crocefisso di legno
scuro, il famoso Cristo Nero di Tropea, bella e forte opera d’arte del
secolo XV o del XVI, non si sa se toscana o napoletana, forse non
senza influssi settentrionale.
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La cipolla rossa di Tropea
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Famosa ormai in tutto il mondo, la rossa di Tropea è conosciuta da
oltre duemila anni. Secondo alcuni sarebbe stata importata dalla Persia. La sua straordinaria dolcezza, il suo profumo delicato e soprattutto la sua leggerezza, dovuti alle peculiarità morfologiche del terreno,
la rendono ricercatissima dai buongustai di tutto il mondo.
La tipica produzione della rossa interessa tutto il circondario di Tropea, oggi sua indiscussa regina con il riconoscimento ottenuto della
denominazione di origine protetta I.G.P..Nei comuni di Tropea, Parghelia e Ricadi tipica è la produzione delle cosiddette “primaticce”,
mentre quelli di Zambrone e di Briatico forniscono le “tardive”. Il
suo dolce e saporoso bulbo è alla base della gastronomia meridionale,
ma gode anche di altre virtù preziose in campo sanitario. Già Plinio
il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, elenca trenta disturbi curabili
con la cipolla e la scienza medica non lo smentisce.
Questo pregiato bulbo altre ad avere proprietà antisettiche è impiegato in dermatologia; alcuni studiosi hanno inoltre accertato come
la cipolla possa alleviare sia il raffreddore sia l’influenza, e svolgere
anche un’azione antiemorragica, oltre che a rafforzare le cellule e
tonificare le arterie. La cipolla rossa di Tropea proprio per le sue alte
qualità sembra rispondere meglio di altre a tutte queste virtù. Ma la
cipolla rappresenta soprattutto un elemento peculiare della cucina
calabrese. Infatti, oltre ad essere consumata cruda, viene preparata in
svariati modi: nelle insalate, nei condimenti, al forno, bollita, a frittata
e alcuni piatti la vedono indiscussa protagonista.
2
itinerary
of Tropea is a beautiful and powerful work of art dating from the
fifteenth or sixteenth century, no ones knows whether Tuscan or Neapolitan, and maybe with northern influences.
The red onion of Tropea
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
Famous the world over, the red onion of Tropea has been known for
more than two thousand years. It is thought to have been imported
from Persia. Its extraordinary sweetness, delicate perfume and above
all its lightness, due to the peculiar morphology of the soil, make it
much sought after by gourmets all over the world. The onion is cultivated all around Tropea, undisputed queen of the red onion, and
has been recognized as an IGP product (of protected origin). An early
variety of the red onion is grown around Tropea, Parghelia and Ricadi, while a late variety is cultivated around Zambrone and Briatico.
This sweet, tasty bulb is essential to southern cookery, but also has
many medicinal virtues. Pliny the Elder listed thirty ailments curable
with the red onion in his “Naturalis Historia” and medical science
has not contradicted him. This precious bulb not only has antiseptic
properties, but also dermatological uses: some researchers have also
ascertained that the onion can alleviate colds and “flu” and is anti
hemorrhagic, as well as reinforcing the cells and toning the arteries.
Thanks to its high quality, the red onion of Tropea seems to correspond to these virtues better than others. But the onion constitutes
above all a distinctive element in Calabrian cooking. In fact, as well as
being eaten raw, it is prepared in various ways: in salads, in dressings,
roasted, boiled, in omelettes and it is the undisputed protagonist of
some dishes.
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Red onion of Tropea
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Capo Vaticano
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
itinerario
Il promontorio di Capo Vaticano è situato sulla costa tirrenica calabrese, di fronte allo Stromboli e alle Isole Eolie, separa il Golfo di
Sant’Eufemia e quello di Golfo di Gioia Tauro, e comprende la costa
dalla baia del Tono fino alla baia di Santa Maria e le ultime propaggini del Monte Poro.
La più suggestiva baia è quella di Grotticelle, formata da tre spiagge
contigue. Secondo una nota rivista francese, Capo Vaticano, è considerata la terza spiaggia più bella d’Italia e fra le 100 spiagge più belle
al mondo.
Lo scrittore veneto Giuseppe Berto, dopo aver girato l’Italia decise
di rimanere a vivere qui, scrivendo in alcuni dei suoi libri: “Il tratto
di costa che culmina in Capo Vaticano è pieno di storia e di bellezza. Si potrebbe chiamare Costabella con un pizzico di rimpianto e nostalgia”. In un’altra
opera, Berto scrive: “Penso che Capo Vaticano si chiami Vaticano per la stessa ragione per cui un colle di Roma si chiama alla stessa maniera: sacerdoti e
indovini vi andavano a scrutare il futuro, basandosi sul volo degli uccelli e altre
cose”. Duecento metri al largo della punta c’è uno scoglio chiamato
Mantineo, e in greco “manteuo” significa comunicare con la volontà
divina. Il Capo era un posto sacro, e lo è ancora, nonostante tutto. Ed
è il luogo dove gli uomini oggi possono incontrare gli Dei respirando
qui l’immortale senso della vita.
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Beaches around Capo Vaticano
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Capo Vaticano
Vibo Marina • Tropea • Capo Vaticano
itinerary
The promontory of Capo Vaticano is situated on the Tyrrhenian
coast of Calabria opposite Stromboli and the Aeolian Islands and
separates the Gulf of Sant’Eufemia from the Gulf of Gioia Tauro. It
takes in the coastline between the bay of Tono and the bay of Santa
Maria and the last spurs of Monte Poro.
The most picturesque bay is Grotticelle, formed by three beaches one
after the other. According to a well-known French magazine, Capo
Vaticano is considered to be the third most beautiful beach in Italy
and among the hundred most beautiful beaches in the world.
The Venetian writer Giuseppe Berto, having travelled all over Italy,
decided to settle here and wrote in one of his books: “The stretch of
coast that culminates in Capo Vaticano is full of history and beauty. It
could be called Costabella (beautiful coast) with a pinch of regret and
nostalgia”. In another work, Berto wrote: “I believe that Capo Vaticano is called Vaticano for the same reason that a hill in Rome has that
name: priests and fortune-tellers went there to gaze at the future, by
examining birds in flight and other things”. Two hundred metres from
the point, out at sea, there is a rock called Mantineo, and in Greek
“manteuo” means “communicating with the divine will”. The Capo
was a sacred place, and it still is, despite everything. It is the place where
today Men can meet the Gods by breathing the immortal sense of life.
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A view of Capo Vaticano
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itinerario tre
Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
Uscendo da Vibo Valentia sulla Statale 18, direzione Mileto, subito
dopo l’aeroporto militare, seguendo la strada sulla destra in direzione Tropea ci si trova a percorrere l’ampio pianoro del Poro, una
delle aree paesaggistiche più interessanti, insieme alle Serre, della
provincia Vibonese. L’altopiano comprende un esteso territorio che
limita da un lato con Capo Vaticano e dall’altro si affaccia verso
Cessaniti e Briatico. Presenta un panorama molto ampio d’alta collina, verdeggiante con ampie pinete e piccoli boschi di querce da sughero, è zona vocata alla pastorizia, vi si produce infatti un ottimo
formaggio pecorino acquistabile nelle numerose latterie della zona.
Il territorio conserva ancora numerosi esempi di case rurali in bresta. Recentemente su questo territorio sono stati realizzati numerosi
agriturismi per cui il visitatore può trovare comode ed economiche
forme di ospitalità per brevi soggiorni e per gustare l’interessante
gastronomia della zona.
The Cathedral of Mileto: detail
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Archeological Park
in Mileto
Saracen tower in Joppolo’s country
itinerary three
Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
Leaving Vibo Valentia on the state road 18 in the direction of Mileto, immediately after the military airport, following the right hand
road in the direction of Tropea, you found yourself crossing the
wide-open upland of the Poro, one of the most interesting areas
of countryside, along with the Serre Mountains, in the province of
Vibo. The plateau covers a wide territory from Capo Vaticano on
one side to Cessaniti and Briatico on the other. The panorama takes
in rolling green hills with wide pine groves and small woods of cork
oaks. It is given over to pasture and in fact an excellent pecorino
cheese is produced here, which can be bought in the numerous dairy
shops in the area. There are also many examples of rural houses in
the territory. Recently a large number of farmhouse restaurants have
been opened where the visitor can find cheap and comfortable accommodation for short stays and taste the interesting gastronomy
of the area.
Church of Spilinga
Church in the town of Zungri
View of the Poro Upland
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Mileto’s Norman Cathedral
Mileto
Città fondata dal normanno Conte Ruggero d’Altavilla nel XI secolo,
sede vescovile, distrutta nel terremoto del 1783 e ricostruita in seguito
in un sito vicino, merita una sosta per visitare il Museo Statale che
raccoglie importanti testimonianze storiche e artistiche di varie epoche, l’antico sito della città, trasformato in parco archeologico dove
si possono ammirare le rovine della grande cattedrale normanna del
XI secolo e l’Archivio Storico Diocesano che conserva alcuni dei più
antichi documenti relativi alla storia della regione.
Grotte di Zungri
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Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
itinerario
3
Poco fuori l’abitato di Zungri, un piccolo centro dell’altopiano del
Poro, si trova un grande complesso insediativo rupestre di notevole
interesse, unico nel suo genere in Calabria, la cui origine risale molto
probabilmente al periodo della prima colonizzazione bizantina della regione. Il complesso è costituito da circa ottanta grotte scavate
nel banco di arenaria tipico della zona. Le case-grotte, alcune a due
piani, sono a pianta circolare e rettangolare e collegate tra loro da cunicoli. Oltre alle abitazioni, sussistono degli ambienti adibiti alla conservazione di derrate alimentari, palmenti per la spremitura dell’uva
e dell’olio e altri alimenti di incerta interpretazione.
3
Mileto
The grottoes of Zungri
Just outside the built-up part of Zungri, a small village on the Poro
plateau, there is an extremely interesting cave settlement, unique in
Calabria. It probably dates back to the period of the first Byzantine
colonization of the region. The settlement comprises about eighty
grottoes carved out of the sandstone typical of this area. The cave
dwellings, some two storeys high, are round or square and connected to each other by tunnels. Apart from living quarters, some caves
were used for storing foodstuffs and there are also millstones used for
crushing grapes and olives and other unidentifiable foodstuffs.
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Grottoes of Zungri
Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
itinerary
A city founded by Count Roger of Altavilla in the eleventh century, it
is the seat of a bishopric. It was destroyed in the earthquake of 1783
and later rebuilt on a nearby site. It is worth stopping here to visit the
State Museum which has a collection of important historical and artistic artefacts from various eras; the ancient site of the city, which has
been turned into an archaeological park where you can admire the
ruins of the great eleventh century Norman cathedral; and the Diocesan Historical Archive which preserves some of the most ancient
documents concerning the history of the region.
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Paesi abbandonati e pittoreschi
Nell’ampio territorio del Poro il turista curioso può andare alla scoperta
di alcuni suggestivi paesi abbandonati da decenni o da centinaia di anni
che restituiscono per intero l’ambiente di vita dei contadini calabresi, un
esempio tipico è rappresentato da Papaglionti nel territorio di Zungri, dove
d’estate si svolgono ancora le antiche feste dedicate ai santi patroni. Per chi
arriva a Papaglionti non può mancare una visita alla vicina villa romana di
età imperiale, dove può essere ammirato ancora perfettamente conservato l’ampio impianto ipogeo che la caratterizzava. A Potenzoni, un piccolo
villagio di Briatico, il centro storico vive colorandosi di migliaia di fiori durante la suggestiva Infiorata che si tiene in occasione del Corpus Domini.
L’architettura rurale del Poro
L’altopiano si caratterizza per il suo paesaggio, per la particolare
struttura delle sue costruzioni rurali, in pietra, in un tipico snodarsi
di elementi architettonici che ne fanno un esempio unico di insediamento contadino. Un’architettura ancora poco indagata, come tutta
la zona, del resto, che mantiene un carattere tenacemente agricolo e
conservando immutati antiche usanze e molte tradizioni, soprattutto
quelle gastronomiche. Proprio per questa ragione è nota per alcuni
suoi peculiari prodotti.
A view of the Poro Upland
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Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
itinerario
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Abandoned and picturesque villages
In the wide territory of the Poro, a curious tourist can discover some
very picturesque villages, abandoned for decades or even centuries,
which give a good idea of the living conditions of Calabrian peasants.
A typical example is Papaglionti near Zungri, where ancient festivals
are still held every summer in honour of the patron saints. Anyone coming to Papaglionti must visit the nearby imperial Roman villa
where you can admire the vast, perfectly preserved hypogeum system.
At Potenzoni, a small old village of Briatico, the historical centre is
coloured of thousands of flowers during the wonderful event of “Infiorata” that takes place in the week of Corpus Domini.
The rural architecture of the Poro
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The upland is characterized not only by its landscape, but also by the
particular structure of its rural stone buildings, which follow a typical
pattern of architectural elements that make them unique examples of
peasant settlements. This style of architecture, like the whole area in
fact, has not yet been studied thoroughly. It maintains a tenaciously
agricultural character, preserving intact ancient customs and many
traditions, above all gastronomic. It is precisely for this reason that it
is renowned for some of its unusual products.
Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
itinerary
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Isole Eolie
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Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
itinerario
A view of Stromboli from the hills upon Tropea
Dalla strada che scende dal Poro verso Caria e Ciaramiti in direzione
di S. Domenica di Ricadi verso Tropea le isole appaiono come ombre,
sagome nere di cartone disegnate sull’orizzonte del mare che tocca il
cielo. In fila una dopo l’altra sette “ballerine”: Stromboli, Alicudi,
Filicudi, Panarea, Salina, Lipari e Vulcano. Nelle giornate limpide
e rosse al tramonto, soprattutto in autunno, sembra che si possano
toccare con una mano e si possano raggiungere con una piccola barca
a vela. Quando invece l’aria è pesante le isole si nascondono avvolte
misteriosamente dalla foschia dello scirocco e dalle nebbie marine.
Oltre il meraviglioso spettacolo dello Stretto e della costa siciliana con
la visione dell’Etna imbiancato, sulla destra si apre il sinus lametinus lo
sguardo può ammirare in alcuni giorni le vette del Pollino con il golfo
di Policastro e in lontananza Capo Palinuro.
From the road that descends from the Poro towards Caria and Ciaramiti in the direction of S. Domenica di Ricadi towards Tropea, the
islands look like shadows; black cardboard cut outs on the horizon
between sea and sky. In a line one after another, seven “dancers”:
Stromboli, Alicudi, Filicudi, Panarea, Salina, Lipari and Vulcano. On
clear, red days at sunset, especially in autumn, it seems as if you could
put out your hand and touch them or reach them in a tiny sailing
boat. When, however, the air is heavy, the islands are hidden by the
mists of the sirocco and by sea fog. Apart from the wonderful sight
to the left of the Straits of Messina and the Sicilian coasts with snow
capped Etna, looking to the right the “sinus lametinus” opens up, and
some days you can admire the peaks of Mount Pollino with the gulf
of Policastro and Capo Palinuro in the distance.
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The Aeolian Islands
Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
itinerary
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Nicotera
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Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
itinerario
A traditional window
closed by green "persiane"
in Nicotera
Assisa su un costone che domina il mare dai colori cangianti, sui quali
sembra predominare un verde intenso, e dove più evidente si coglie il
contrasto tra le asperità del Poro e quel limpido orizzonte che acceca
con i suoi sfavillii.
Immagini che si ripeteranno, ampliate con umori e sensibilità diverse, lungo tutto la costa, in un’apoteosi che il turista di oggi potrebbe
ritenere frutto di un’accesa immaginazione, di un innamoramento
improvviso per questi luoghi. Ma non è così. Il paesaggio si muove
sotto gli occhi dell’estasiato visitatore, assume colori cangianti, evoca
miti lontani, risveglia immagini misteriose.
Ricordata con l’attuale nome nell’Itinerario Antonino, la cittadina fu
abbandonata dagli abitanti nel IX secolo a causa delle incursioni saracene, e ricostruita nell’attuale sito da Roberto il Guiscardo, che la
fortificò. Antica sede vescovile, fino al XII secolo praticò il rito greco.
Occupata dagli Angioini, fu ancora una volta devastata dai Barbareschi nel 1638 e si spopolò nuovamente. Altri saccheggi li subì ad
opera dei Turchi nel 1760. Incursioni che sono un’altra costante di
questa zona costiera, segnando una storia intessuta di fughe e di lutti.
La cittadina si caratterizza ancora per la struttura seisettecentesca del
suo centro storico e per il castello, grandioso edificio ricostruito nel
1764 su progetto di Ermenegildo Sintes, allievo del Vanvitelli, sulle
rovine di quello svevo-angioino. Ha tre torri angolari quadrilatere e
al suo interno ospita il Museo Civico Archeologico.
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Nicotera
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Prickly pears
Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
itinerary
It is situated on a ridge dominating the sea, whose colours constantly
change, but in which an intense green seems to predominate, and
where the contrast between the asperity of the Poro and the blinding
sparkling of this limpid horizon is more obvious.
Images which are repeated and amplified all along the coast, according to a person’s different moods and sensibilities, in an apotheosis
which today’s tourist could consider to be the fruit of an overactive
imagination or a sudden falling in love with these places. But this is
not the case. The landscape moves before the eyes of the enraptured
visitor, assuming ever-changing colours, evoking distant myths, awakening mysterious images.
Mentioned by its current name in the “itinerario Antonino”, Nicotera was abandoned by its inhabitants in the ninth century due to the
Saracen incursions, and rebuilt on its present site by Robert Guiscard,
who fortified it. The ancient seat of a bishopric, the Greek rites were
practised here until the twelfth century. Occupied by the Angevins,
it was once again devastated by the Barbareschi in 1638 and again
lost much of its population. It suffered further raids at the hands of
the Turks in 1760: incursions were commonplace in this coastal area,
marking a history made up of flights and suffering.
The town is still characterized by the sixteenth and seventeenth century buildings in its historic centre and by the castle, a grandiose construction rebuilt in 1764 from a design by Ermenegildo Sintes, a pupil
of Vanvitelli, on the ruins of the Swabian-Angevin castle. It has three
quadrilateral corner towers and inside houses the Civic Archaeological Museum.
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Il Museo diocesano di Arte Sacra di Nicotera
Attiguo alla Cattedrale sorge il vecchio Palazzo vescovile, edificato nel
XIV secolo per la famiglia Pellizza e poi divenuto convento dell’ordine dei Celestini e dal 1783 Casa vescovile. Dal 1975 ospita il Museo
diocesano d’Arte Sacra, in cui sono raccolti reperti in marmo, lastre
tombali, bassorilievi, capitelli dall’XI al XIX secolo. Di particolare
rilievo la parte dedicata al periodo normanno con la serie di reperti
provenienti dall’antica cattedrale. Al primo piano sono invece le sale destinate agli argenti e ai paramenti sacri, di notevole interesse,
molti dei quali di manifattura calabrese, tra cui uno splendido pivale
dell’Ottocento. Altrettanto interessante la sala dedicata alle sculture,
tra le quali spicca un Crocefisso quattrocentesco di Coltella di Jacopo di Messina. Interessanti anche i mobili, tra cui spiccano pezzi
dell’artigiano calabrese. Nel contiguo palazzo del Seminario, si trova
invece la Pinacoteca vescovile. In otto grandi sale si può ammirare la
ricca raccolta pittorica della Chiesa nicoterese, con opere dal XVII al
XIX secolo di scuola napoletana, siciliana, romana, fra le quali fanno
bella mostra tele di Giulio Ricciolino, di Pietro Neuroni, di Vincenzo
Basile, del Griffon, di Giulio Rubino.
Arance e container
Dalla città alta di Nicotera si apre lo splendido paesaggio della piana
di Gioia Tauro dove gli agrumeti sono dominati dalle enormi gru e dalle navi transoceaniche del porto, uno dei più importanti del Mediterraneo per il transhipment dei container provenienti da tutto il mondo.
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Vibo Valentia • Mileto • Monteporo • Nicotera
itinerario
3
Next to the cathedral stands the old bishop’s palace, built in the fourteenth century for the Pellizza family. It then became a Celestine convent and from 1783 the bishop’s palace. Since 1975 it has housed the
Diocesan Museum of Sacred Art, which displays exhibits of marble,
tombstone slabs, bas-reliefs and capitals from the eleventh to nineteenth centuries. The part dedicated to the Norman period is of particular importance with a series of exhibits from the old cathedral.
On the first floor, there are rooms containing collections of silver and
extremely attractive sacred paraments, many made in Calabria, of
which one is a splendid eighteenth century cope. The rooms containing sculptures are equally stimulating: a fourteenth century Crucifix
by Jacopo di Messina is very striking. The furnishings, among which
some pieces of Calabrian craftsmanship stand out, are also interesting. In the next-door Seminary building, there is the bishop’s art gallery. In eight large rooms you can admire the rich picture collection
of the church of Nicotera, with works from the seventeenth to nineteenth centuries from the Neapolitan, Sicilian and Roman schools,
among which canvases by Giulio Ricciolino, Pietro Neuroni, Vincenzo Basile, Griffon and Giulio Rubino make a fine show.
Oranges and containers
From the town of Nicotera high on a hill, the splendid landscape
of the plain of Gioia Tauro opens out before you, its orange groves
dominated by the gigantic cranes and transoceanic ships in the port,
one of the most important in the Mediterranean for the transhipment
of containers arriving from all over the world.
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The Diocesan Museum
of Sacred Art of Nicotera
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Gastronomia del Poro
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’Nduja of Spilinga
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itinerario
Il Poro non è soltanto un’espressione geografica, ricca di misteri e di
storia, dove la cultura contadina è rimasta viva più che in altre zone.
È anche un’area con delle proprie peculiarità gastronomiche, legate
alla terra e al mondo agro-pastorale. Allora non solo i salumi, ma
soprattutto la ricotta e il formaggio pecorino, facilmente acquistabili
nelle numerose masserie e nei negozi del circondario. E oggi che il
pecorino sta conquistando palati che apprezzano il sapore forte e la
diffusione di quello sardo e laziale è ormai generalizzata, conviene
scoprire quello del Poro fatto con le stesse tecniche del passato dai
pastori. Fresco o stagionato, si scoprirà un sapore prelibato, che deriva proprio dalla grande varietà di piante erbacee che costituiscono la
base alimentare degli ovini. E una visita a una masseria, è un’ottima
occasione per chi non ha mai assaggiato la giuncata, la ricotta più
morbida che rimane in superficie durante il caglio: una vera prelibatezza che deve essere consumata freschissima, prima che perda il suo
alto contenuto di siero.
Un altro vero e proprio oggetto di culto per i buongustai è rappresentato dalla ’nduja (dal francese andouille), un insaccato ottenuto
con gli scarti della lavorazione del maiale e l’aggiunta di peperoncino
molto piccante. Ma quella davvero ricercata deve essere di Spilinga,
un piccolo paese a circa venti chilometri da Vibo, dove, nel mese di
agosto, si svolge anche una sagra dedicata a questo celebrato prodotto
che vanta estimatori in ogni dove, ma anche tante imitazioni. Come
diffidare di queste? Recandosi a Spilinga, nei tanti negozi dove si trova in bella mostra, e dove sono in vendita anche le ottime soppressate
e i capicolli. La ’nduja di Spilinga si può trovare anche in altre località
dove sono in vendita in tanti prodotti della gastronomia calabrese. È
usata come condimento, con un po’ di olio, sulla pasta, o spalmata su
fette di pane abbrustolito. Oppure sulla pizza o sulle uova. Ma il vero
segreto conviene scoprirlo in loco e domandare i modi per gustarla
alle tante famiglie che la producono come un vero e proprio piacere
del palato, in ossequio a una lunga tradizione della “cucina povera”
calabrese e al detto che “del maiale non si butta niente”.
Pecorino and “giuncata”
The Poro is not just a geographical expression, rich in mystery and
history, where peasant culture has remained more alive than in other
areas. It is also an area with its own gastronomic specialities, closely
linked to the agro-pastoral world: not only salami, but also ricotta
and pecorino cheese are easily available from the many farms and
shops in the area. And now that pecorino cheese is gaining so many
admirers who appreciate its strong taste, and pecorino from Sardinia
and Lazio is so widely available, it is worth discovering the pecorino
of the Poro made with the same techniques used by shepherds in
the past. Whether fresh or aged, you will discover a delicious flavour,
which derives from the wide variety of plants and grasses that form
the sheep’s’ principal diet. A visit to a farm is an excellent opportunity
for anyone who has never tasted the “giuncata”, the softest ricotta
which stays on the surface during curdling: it is a real delicacy which
has to be eaten absolutely fresh before it loses its high whey content.
Another real cult object for gourmets is ’nduja (from the French “andouille”), a sausage made from the leftovers of pork production and
very hot chilli pepper. But the really sought after one has to be “doc”
(of certified origin), in other words from Spilinga, a small village about
twenty kilometres from Vibo, where, in August, a food festival is held
dedicated to this famous product which boasts many admirers but also
many imitations. How can you avoid these? By going to Spilinga, to
one of the many shops where it is on display, where you can also buy
excellent “soppressate” and “capicolli” (kinds of salami). You can also
buy ’nduja of Spilinga in other places selling Calabrian gastronomic
products. ’Nduja is used as a condiment with a little oil, on pasta, or
spread on slices of toasted bread, or on pizza or eggs. But it is worth
uncovering the real secret on site by asking the many families that produce it how it should be enjoyed: they make it to tickle your taste buds
in accordance with a long tradition of plain Calabrian cookery and in
obedience to the proverb “of a pig, nothing is wasted”.
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The gastronomy of the Poro
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I vini del Poro
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itinerario
Lo Zibibbo, il Magliocco, la Malvasia, il Sangiovese, il Greco, l’Aglianico, l’Olivella: varietà di uve che in questa zona danno un
vino bianco e rosso che si caratterizza per delle proprie peculiarità
che si identifica con il nome delle varie località. Limbadi è una
delle capitali del vino: quello che prende il suo nome è rosa-rubino, sapore asciutto con vena amarognola, da tutto pasto, ed è
prodotto con uve Magliocco al 50%, integrate da Greco rosso,
Monsonico, Bordeaux e alcune parti di uve bianche; poi c’è lo Zibibbo, prodotto con uve passite del vitigno omonimo. Questi vini
sono i più rinomati, anche se non conosciuti come i classici vini calabresi, e acquistabili presso numerose aziende e fattorie. E c’è anche il Cafaro, prodotto con uve Magliocco, Circeo rossa e bianca,
Mantonico, nella zona di Comerconi di Nicotera. Ha colore rosso
rubino, sapore asciutto e sapido. Può invecchiare diversi anni. È
ottimo per accompagnare le carni rosse e la cacciagione. Del resto,
la produzione del vino in queste zone è attestata da testimonianze
tangibili: a Pannaconi, in località Grancara, ad esempio, è visibile
la “pars rustica” di una villa romana in cui è presente una vasta
per la spremitura dell’uva e nelle vicinanze sono visibili i resti di
un deposito per la conservazione del vino.
An old big wine barrel
Local wine shop near Mileto
Magliocco grape
Zibibbo, Magliocco, Malvasia, Sangiovese, Greco, Aglianico and
Olivella are all varieties of grape that in this area produce white
and red wines characterized by their distinctive features and are
identifiable by the name of the various localities. Limbadi is one
of the wine capitals: the wine which takes its name is ruby red,
dry with bitter undertones, can be drunk throughout a meal, and
is made with 50% of Magliocco grapes, integrated with red Greco grapes, Monsonico, Bordeaux and a small quantity of white
grapes. Then there is also Zibibbo wine, made with dried grapes
of the same name. These two are the most well known wines, even
though they are not considered to be classic Calabrian wines, and
can be bought from numerous wine makers and farms. There is
also Cafaro, made with Magliocco grapes, red and white Circeo
and Mantonico in the area of Comerconi near Nicotera. A dry,
pungent, ruby red wine, it can mature for several years and is
the perfect accompaniment to red meat and game. Moreover, the
long tradition of wine production in this area is attested by tangible evidence: in Pannaconi in the Grancara locality, for example,
you can see the “pars rustica” of a Roman villa in which there
is a tank for the crushing of grapes and nearby the remains of a
storeroom for the conservation of wine.
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The wines of the Poro
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itinerario quattro
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
Da Vibo Marina percorrendo la strada costiera per circa 4 km si
raggiunge Pizzo Calabro, una delle cittadine tra le più belle e
rinomate del Vibonese, famosa per il Castello dove fu fucilato
il re Gioacchino Murat, per il tonno sott’olio e per il gelato
soffice e cremoso. Lasciando Pizzo si scende verso la Piana
dell’Angitola. Qui il paesaggio assume un’altra conformazione e rivela un nuovo volto di questa terra ricca di caratteri e
di colori. Superato lo splendido lago dell’Angitola, il contatto
con la natura diventa sempre più stretto e una incantevole
macchia mediterranea domina la vista, e il verdeargenteo dei
vasti oliveti si alterna al verde pastello del bosco. Un carosello
di colori che muta con il mutare delle stagioni, che si impregna della luce e si carica degli umori della natura. In questa
conca, a est dell’Angitola, sorge Monterosso, considerata la
“porta d’ingresso delle Serre”, un centro agricolo il cui abitato
si presenta con la caratteristica costruzione a gradinate, con
viuzze strette e scalette esterne. L’immersione in una suggestione antica, con i passi del turista che risuonano nel silenzio,
si amplifica con la visita al Museo della civiltà contadina, il
principale motivo d’interesse del paese, ubicato in un palazzo
patrizio del Settecento. La scoperta continua, passo dopo passo, tra piccoli centri agricoli che conservano le loro tradizioni
e che ancora attendono di essere riscoperti, come Capistrano,
assurto agli onori della cronaca per gli affreschi conservati
nella Chiesa Parrocchiale e attribuiti al grande pittore francese Auguste Renoir, o Vallelonga, noto per il Santuario della
Madonna di Monserrato, meta di continui pellegrinaggi. Del
resto non sono solo i nuovi flussi turistici ad avere determinato
l’interesse delle località della costa e di particolari centri, ma
anche vecchie “rotte” che hanno privilegiato alcune località
e particolari richiami: quello per il passato magno-greco, soprattutto, che ha fatto trascurare le zone interne, le quali solo
in tempi recenti hanno avutola meritata attenzione. E anche
il sistema di comunicazioni, che naturalmente ha favorito i
centri costieri e quelli più importanti, mentre il solo richiamo
forte dell’interno è stato sempre rappresentato da Serra San
Bruno, per via della tanto celebrata Certosa e di San Brunone
di Colonia. E proprio Serra San Bruno è la tappa principale
di questo viaggio conclusivo nel vibonese, che si snoda tra
il verde dei boschi e le tante testimonianze di storia che da
Serra a Soriano e Nardodipace si fondono tra memorie antiche
di comunità legate alle loro origini dando altra voce a una
Calabria sconosciuta.
itinerary four
From Vibo Marina driving along the coast for about 4 km,
you can arrive to Pizzo Calabro, one of the prettiest and most
renowned in the province of Vibo, famous for the Castle
where the king Gioacchino Murat was imprisoned and shot
on, for the olive oil tuna and for soft and creamy ice creams.
Leaving Pizzo you go down towards Angitola plain. Here
the landscape takes on another conformation and reveals
a new aspect of this multi-faceted, colourful land. Beyond
the splendid lake of Angitola, one comes into closer contact with nature and enchanting Mediterranean undergrowth
dominates the view, and the silver-green of the olive groves
alternates with the pastel green of the woods. A carousel of
colours that changes with the seasons, fills with light and
takes on the moods of nature. In this valley, to the east of the
Angitola, rises Monterosso, considered to be the “doorway to
the Serre Mountains”, an agricultural town characteristically
built like a series of steps, with narrow streets and external
stairways. The visitor has a sense of returning to the past, with
his footsteps echoing in the silence, and this sense is heightened by a visit to the museum of peasant civilisation, the
main thing of interest in the town, housed in a seventeenth
century noble mansion. The discovery gradually continues of
little agricultural towns which preserve their traditions and
are still waiting to be discovered, like Capistrano, honoured
in the news for the frescoes in the parish church attributed
to the great French painter, Auguste Renoir, or Vallelonga,
noted for its sanctuary of the Madonna of Monserrat, destination of continual pilgrimages. However, it has not been
only the new influx of tourists which has determined the
interest in the coastal localities and in particular towns, but
also old “routes” which have favoured certain localities and
particular attractions: the interest in the ancient past of Magna Graecia, above all, has neglected the internal areas, which
have only recently begun to have the attention they deserve.
Even the system of communications has favoured the coastal
and most important towns, while the only strong call from
the interior has been from Serra San Bruno, due to its famous
Charterhouse of St Bruno of Cologne. So Serra San Bruno
is the main stop on this final journey through the province
of Vibo, winding through green woods and the many traces
of history which from Serra to Soriano and Nardodipace are
based on ancient memories of communities tied to their origins, giving another voice to an unknown Calabria.
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
4
Pizzo Calabro: la città del gelato
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerario
Pizzo Calabro, con uno dei borghi più pittoreschi della costa è arroccata sul pendio di un suggestivo promontorio che si erge a picco sul
Tirreno, proprio al centro del golfo di Sant’Eufemia. Di incerta origine si sa che nel 1363 alcuni monaci basiliani costruirono nella zona
un monastero, mentre raccoglitori di corallo, provenienti da Amalfi,
vi edificarono la chiesa delle Grazie, poi divenuta chiesa del Carmelo.
Fortificato da torri e munito di mura, il borgo rapidamente si sviluppò,
divenendo ben presto un florido centro peschereccio e commerciale.
Dal centro cittadino con bellissimi scorci medioevali, interessanti residenze signorili e diverse antiche chiese, tra cui quella di Piedigrotta,
scavata nel tufo, e quella di S. Giorgio Martire. Scendendo dal borgo
antico si arriva alla Marinella ed al castello, il reperto più interessante
di Pizzo. Costruito dagli Aragonesi, divenne celebre perché vi fu tenuto prigioniero e poi fucilato il 15 ottobre 1815 Gioacchino Murat,
Re di Napoli. Ogni anno in memoria di quell’evento si svolge una
suggestiva rievocazione storica navale e militare in costume. Il castello
Murat, è dichiarato monumento nazionale.
Pizzo è famosa stazione turistica, nota per le splendide coste e per la
mitezza del clima, e vivace centro di vita notturna. Dotata di numerose attività commerciali con indirizzo turistico è dichiarata “Città
del Gelato” per le ottime e rinomate e originali specialità di gelato
artigianale che vi si producono. La più famosa specialità dei Maestri
gelatieri di Pizzo è quella del Tartufo di Pizzo oggi premiato e riconosciuto tra le migliori prodotti della gelateria-pasticceria d’Italia e del
mondo. Molti sono inoltre i ristoranti che offrono specialità tipiche
marinare. La cittadina, florido centro marinaro, è inoltre rinomata
per lo sviluppo di una fiorente industria per la conservazione del tonno sottolio. Caratteristica inoltre la coltivazione, sia pure in piccole
quantità, della pregiata uva “zibibbo” e la lavorazione artigianale
della ceramica.
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The "Tartufo di Pizzo", king of Pizzo
itinerary
Vibo Marina • Pizzo • Serre
Pizzo Calabro: the city of gelato
Pizzo Calabro, with a picturesque old town, is perched at the end
of a suggestive promontory high above the Tyrrhenian sea, right at
the centre of the Gulf of Sant’Eufemia. Of uncertain origin, it is
known that in 1363 some Basilian monks built a monastery in the
area, while coral divers from Amalfi built the Church of the Grazie,
which later became the Church of the Carmel. Fortified with towers
and bounded by a wall, the town developed rapidly, soon becoming
a thriving fishing and commercial centre. The centre is full of enchanting views up Mediaeval streets, interesting aristocratic villas and
several old churches, among them the church of Piedigrotta, dug out
of the tuff, and St George the Martyr. Leaving the town, you come to
the Marinella area, but the castle is the most interesting monument in
Pizzo. Built by the Aragonese, it became famous because it was here
that Joachim Murat, king of Naples, was imprisoned and shot on 15
October 1815. Every year in commemoration an atmospheric naval
and military historical re-enactment of the event takes place. Murat’s
castle has been declared a national
monument.
Square in front
of the Murat’s Castle
Pizzo is a holiday resort, famed for its
splendid coastline, mild climate
and lively nightlife. It has a busy
commercial life aimed at the tourist
trade and has been declared “the city
of gelato” because of its excellent,
original handmade ice cream. The
most famous speciality of the Master
ice-cream makers is the “Tartufo” of
Pizzo, which has won awards and is
acknowledged as one of the best specialities of the art of icecreamery in
Italy and all over the world. There
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Pizzo
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerario
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The unique Church of Piedigrotta
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La chiesetta di Piedigrotta
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A due passi dal mare, presso la scogliera di Piedigrotta a Pizzo, sorge
una chiesetta scavata dal tufo di una grotta naturale. In questo luogo
solitario da più di due secoli gli abitanti di Pizzo vanno per innalzare
le loro preghiere alla “Madonella”. La chiesetta con le sue ombre
suscita nel visitatore forti suggestioni e rimanda a lontane leggende.
Il mare sottostante inonda le sue navate di sommessi fruscii, simili a
bisbigliate litanie. Ma come è sorta la chiesetta? Si narra che verso la
fine del XVII secolo, un veliero in balia del mare tempestoso fu scaraventato contro le rocce dove oggi sorge la chiesetta. L’equipaggio
riuscì a salvarsi e gridò al miracolo, attribuendolo all’intervento della
Madonna che si trovava sulla nave. I marinai collocarono il quadro
in una buca scavata nella roccia e promisero che sarebbero tornati a
erigere una chiesetta per la grazia che avevano ricevuto. Ci furono altre burrasche e il quadro, portato via dalla furia delle onde, fu sempre
rinvenuto nel punto in cui il veliero si era schiantato contro gli scogli.
I marinai pizzitani decisero allora di scavare una grotta, poi divenuta
una chiesetta e abbellita da statue tutte scavate nel tufo che raffigurano scene di storia sacra, episodi del vangelo e della vita dei santi.
Un’opera iniziata verso il 1880 da Angelo Barone, che per trent’anni
prestò il suo impegno, poi proseguito dal figlio Alfonso. Un luogo solitario reso ancora più suggestivo dalla pietà popolare e dalla leggenda.
Il lago dell’Angitola
Il lago dell’Angitola (esteso per 196 ettari) si trova lungo il corso del
fiume Angitola, all’estremità meridionale della Piana di Sant’Eufemia. L’oasi è stata istituita nel 1975 e, dopo dieci anni, è stata dichiarata “zona umida di importanza internazionale” come habitat
per gli uccelli acquatici, secondo la Convenzione di Ramsar. Il lago
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itinerary
are also many restaurants that serve typical fish dishes. A busy maritime centre, the town is also renowned for the development of its
thriving tunacanning industry. Another characteristic of the town is
the cultivation, albeit in small quantities, of the sought after Zibibbo
grape, as well as the production of handmade ceramics.
The Church of Piedigrotta
Vibo Marina • Pizzo • Serre
Right by the sea, near the cliff of Piedigrotta in Pizzo, there is a little
church dug out of the tuff of a natural grotto. For the last two centuries
the inhabitants of Pizzo have been coming to this solitary place to pray
to the “Madonella”. The church, deep in shadow, stirs up deep emotions
in visitors and brings to mind distant legends. The sea below inundates its
naves with a gentle rustling like whispered litanies. But how was the church
built? It is said that towards the end of the seventeenth century, a sailing
ship at the mercy of a stormy sea was thrown against the rocks where the
church now stands. The crew managed to survive and were convinced it
was a miracle, attributing it to the intervention of the Madonna who was
on the ship. The sailors placed the painting in a hole dug in the rock and
promised to come back to erect a church in return for the blessing they
had received. There were other storms and the painting, carried away
by the fury of the waves, was always found again in the place where the
sailing ship had crashed against the rocks. So the sailors of Pizzo decided
to dig out a grotto, which then became a church and was decorated with
statues representing scenes from the Holy story, episodes from the Gospels
and the lives of the saints, all carved out of the tuff. Work began in about
1880 by Angelo Barone, who continued for thirty years, and was followed
by his son Alfonso. It is a solitary place made even more suggestive by
popular piety and legend.
The lake of Angitola
The lake of Angitola is situated along the course of the river Angitola,
to the extreme south of the plain of Sant’Eufemia. The wildlife reserve was set up in 1975 and, ten years later, was declared a “wetland area of international importance” as a habitat for aquatic birds,
according to the Convention of Ramsar. The artificial lake covers
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Lake Angitola
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerario
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A gray heron living in the WWF Oasis of the Lake Angitola
artificiale occupa una superficie di 196 ettari e presenta lungo le rive
interessanti boschetti di specie igrofile come il Salice bianco e l’Ontano nero. La gestione dell’oasi è curata dal WWF sulla base di una
convenzione con il Consorzio di Bonifica della Piana di S. Eufemia.
L’oasi è in parte recintata, ma gli uccelli si possono osservare facilmente dal ponte sul fiume Angitola, subito dopo il bivio per Monterosso. La concomitanza di alcuni fattori, come l’abbondanza di cibo,
l’assenza di ghiaccio nei mesi invernali e il divieto di caccia, ha fatto
sì che in pochi anni il Lago dell’Angitola diventasse una delle zone
umide più importanti del meridione per varietà di uccelli acquatici e
quantità di individui.
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Il Museo della Civiltà contadina e artigiana
di Monterosso
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Nel 1986 una giuria internazionale presieduta dal direttore generale
dell’UNESCO ha inserito il Museo della Civiltà contadina e artigiana di Monterosso Calabro tra i dodici musei che si erano meritati il
titolo di “Museo d’Europa”. Unico nel suo genere nel Meridione, il
Museo è la testimonianza dell’arte contadina e artigiana del passato.
Attraverso la raccolta di oggetti adoperati da contadini e artigiani si
è voluto conservare la memoria di quella cultura, e, fatto più significativo, sono stati gli stessi contadini e artigiani del comprensorio a
riportare alla luce e donare il materiale gelosamente custodito o abbandonato in vecchi casolari, Il Museo è sistemato in un edificio del
XVII secolo, Palazzo Aceti-Amoroso, ed è suddiviso in varie sezioni:
arte contadina, tessile, della terracotta, del legno, del ferro e del costume. Al piano terreno, nella sezione dedicata al lavoro contadino, tra
aratri, falci, forconi e strumenti per la spremitura delle olive, vi è una
bellissima macina in legno di faggio del Seicento e un torchio in legni
di rara bellezza. Al piano superiore, sono esposti vecchi costumi di Tiriolo, San Nicola da Crissa e Monterosso. Nella sezione dedicata alla
tessitura, sono esposti gli strumenti per la lavorazione della canapa,
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itinerary
196 hectares and along its banks there are interesting little woods of
hygrophilous species such as the white willow and the black alder.
The reserve is run by the WWF on the basis of a convention with the
Consortium for the Improvement of the Plain of Sant’Eufemia. The
reserve is partially fenced off, but you can easily see the birds from
the bridge over the Angitola River, immediately after the turn off for
Monterosso. The combination of various factors, such as the abundance of food, the absence of ice in winter and the fact that hunting
is prohibited, has meant that in only a few years Lake Angitola has
become one of the most important wetland areas in the south for its
diversity and quantity of aquatic birds.
Vibo Marina • Pizzo • Serre
The Museum of Craft and Peasant Life
of Monterosso
In 1986 an international jury, presided over by the director general of
UNESCO, included the Museum of Craft and Peasant Life of Monterosso Calabro in a list of the twelve museums that had deserved the
title of “Museum of Europe”. The only one of its kind in the south,
the museum is a testimony to peasant arts and crafts of the past. The
museum preserves the memory of this culture through its collection
of objects used by peasants and craftsmen, and more significantly,
it has been the local peasants and craftsmen themselves who have
brought to light and donated the material, either jealously looked after or abandoned in old farm buildings. The museum is housed in
a seventeenth century building, Palazzo Aceti-Amoroso, and is subdivided into various sections: peasant art, textiles, terracotta, woodwork, ironwork and costumes. On the ground floor, in the section
dedicated to farm work, among ploughshares, scythes, pitchforks and
tools for pressing olives, there is a beautiful sixteenth century beechwood grindstone and a press of unusually beautiful wood. On the
floor above, old costumes from Tiriolo, San Nicola da Crissa and
Monterosso are on show. In the section dedicated to textiles, there
is a display of tools for working hemp, linen and broom; some thick
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The Museum of Craft and Peasant Life in Monterosso Calabro
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itinerario
del lino, della ginestra; dei grossi bastoni per la battitura della fibbra,
dei tondi in bronzo chiodati per la cardatura, rocche e conocchie per
la filatura e un grande telaio. Nella piccola sala che segue, una grande
forgia con tutti gli attrezzi per la lavorazione del ferro. Infine, nella
sala delle terrecotte, un grande tornio. I pezzi esposti, alcuni dei quali
molto antichi, sono oltre tremila.
I Renoir di Capistrano
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
In questo paesino di 1300 abitanti c’è ancora chi ricorda la nonna
raccontare di un pittore francese capitato qui. Si tratterebbe del grande Auguste Renoir. Nella biografia scritta dal figlio, il celebre regista
Jean, viene ricordato il viaggio in Italia del pittore, il quale, su invito
di un sacerdote calabrese conosciuto a Napoli, si recò ospite in un “paesello della
Calabria sperduto tra
gli olivi”. E ancora:
“Rifece gli affreschi in una chiesa
facendosi prestare i colori da un
muratore del
luogo”.
Labili
indizi, che però
hanno fatto ritenere, anche sulla
base di altre ricerche, che quel sacerdote fosse don Giacomo
rizzati, di Capistrano. Allora, tutto il paese è convinto che
gli affreschi nell’abside in fondo all’altare maggiore della Chiesa
Matrice siano stati rifatti da Auguste Renoir, confortato dal giudizio
di alcuni critici. Ma altri critici, molto autorevoli, sono decisamente
scettici. Qualcuno possibilista. Ma una visita, se non potrà confermare le tesi dell’intervento del grande pittore impressionista, almeno
potrà soddisfare la curiosità verso i presunti Renoir di Capistrano.
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La patria delle pipe
A un passo da Serra San Bruno c’è la “patria delle pipe», ossia Brognaturo, nota in tutto il mondo per le creazioni uniche della famiglia
Grenci. Dopo aver selezionato con cura quintali di radica che i ciccaioli vanno a scavare per il Maestro Grenci, sceglie i pezzi più duri,
li lascia stagionare e poi li abbozza. Infine, modella il pezzo e lo lucida. Spesso si lascia prendere dall’estro, e allora con piccole sgorbie
foggia dei piccoli capolavori di cesello, delle sculture classiche miniaturizzate: un volto, un cane, un volatile. Pezzi unici, per amatori,
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itinerary
sticks used for beating the fibres; some bronze roundels with nails for
carding; various kinds of distaff for spinning and a huge loom. In the
small room that follows, there is a large forge with all the implements
used for iron working. Finally, in the terracotta room, you can see a
big potter’s wheel. More than three thousand pieces are on display,
some of them very old.
Renoir in Capistrano
Vibo Marina • Pizzo • Serre
In this tiny village of 1300 inhabitants there is still someone who
remembers their grandmother talking about a French painter who
came here: Auguste Renoir. In the biography of the artist written by
his son, the famous director Jean, he recalls how during his father’s
travels in Italy, he met a Calabrian priest in Naples who invited him
to stay in “a tiny village in Calabria lost among the olives”. And then
“he redid the frescoes in a church borrowing the colours from a local
builder”. These slender clues, together with other research, would
indicate that the priest was Don Giacomo Rizzati from Capistrano.
Now the whole village, backed up by some critics, is convinced that
Auguste Renoir redid the frescoes in the apse behind the high altar of
the Mother Church. But other very authoritative critics are decidedly
sceptical. Others think that it is possible. However, a visit, even if it
cannot confirm that a great Impressionist painter was involved, can at
least satisfy one’s curiosity about the presumed Renoirs in Capistrano.
Not far from Serra San Bruno, there is the home of the pipe, in other
words Brognaturo, renowned all over the world for the unique creations
of Grenci Masters. Having carefully selected quintals of briarroot,
which have been dug up for them, they choose the hardest pieces, leave
them to dry and then roughly shape them. Finally, they model the piece
and polish it. Often, they let their imagination run wild, and then with
little gouges, they fashion tiny chiselled masterpieces, miniature classical sculptures: a face, a dog, a bird. Unique pieces for collectors, for the
many admirers of these craftsmen
who sign their works “Grenci-Calabria (Italy)”. It
goes without saying
that you should visit his workshop
not just to admire
these minute masterpieces and the
greatly appreciated “fiammate” and
“partridge-eye” pipes,
but also to see Grenci at
work.
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The home of the pipe
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4
itinerario
per i tanti estimatori di questo artigiano che firma le sue creazioni
“Grenci-Calabria (Italy)”. Utile consigliare una visita al suo laboratorio per ammirare questi piccoli capolavori e le tanto apprezzate pipe
“fiammate” e quelle a “occhio di pernice”, ma soprattutto per vedere
Grenci al lavoro.
Il Museo della Certosa
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
Inaugurato solo nel 1994, il Museo è ubicato all’interno dello stesso
complesso e vi si accede da un ingresso indipendente. È composto da
20 ambienti e si sviluppa su un unico piano. In verità il termine Museo è un po’ improprio, in quanto non si tratta di una vera e propria
esposizione di opere e di ricordi sui Certosini, quanto di una serie di
informazioni sulla storia della Certosa, sul monastero e sulla vita dei
monaci, con l’ausilio anche di un breve programma audiovisivo. Una
visita che introduce più da vicino ai segreti della clausura. Così si può
vedere una cella di monaco simile a un eremo di certosino, mentre
un’altra sala è stata adattata a immagine della chiesa dove i monaci
celebrano la liturgia di notte e di giorno. Insomma, un modo per
rendere più viva la presenza di questi eremiti, insieme all’esposizione
di frammenti marmorei e di altre opere provenienti dalla vecchia fabbrica, di paramenti sacri e di altri documenti e codici.
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerary
4
Inaugurated only in 1994, the museum is housed within the monastery but you go in through a separate entrance. It has twenty rooms
all on one floor. Actually the name “museum” is not exact, in that it
is not a proper exhibition of works and records on the Carthusians,
in as much as a sequence of information about the history of the
charterhouse, the monastery and the monks’ life, including a short
audiovisual film. It is a visit which brings you up close to the secrets
of enclosed living: so you can see a monk’s cell similar to a Carthusian hermitage, while another room has been adapted to look like the
church where the monks celebrate the liturgy night and day. In short,
it is a way of bringing alive the presence of these hermits. There are
also displays of marble fragments and other works from the old factory, sacred paraments and other documents and codices.
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The Charterhouse Museum
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4
Le Reali Ferriere di Mongiana
Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerario
Mongiana un tempo rappresentava la capitale industriale del Sud.
Qui sorgevano infatti le Reali Ferriere vanto di Ferdinando IV e dei
Borbone, sorte nel 1736. Le poche testimonianze che qualche intrepido viaggiatore ci ha lasciato parlano di un enorme complesso
industriale composto da tre altoforni, alimentati dal legname delle
estese foreste della zona, mentre il minerale veniva estratto dalle miniere di Stilo e di Pazzano. Ciò spiega il perché di questa ubicazione,
in un posto quasi inaccessibile, che rendeva difficile il trasporto del
prodotto finito fino alla costa, nei porti di Pizzo e di Tropea, dove
veniva imbarcato alla volta della capitale. Nel periodo di massimo
splendore, la fabbrica occupò circa 1.200 tra operai e tecnici. Ma
cosa si produceva? Innanzitutto cannoni e fucili, i celebri fucili modello Mongiana, apprezzati dappertutto e oggi esposti a Napoli e a
Parigi. Se ne producevano circa 3000 l’anno. Altrettanto il numero
delle armi bianche che uscivano dalla fabbrica. Dopo l’Unità d’Italia la produzione si affievolì lentamente e dopo una breve gestione
militare lo Stato vendette il complesso, comprendente le miniere di
Stilo e la Ferdinandea, al senatore Achille Fazzari, un ex colonnello
garibaldino. Ma le vicende delle Ferriere ormai interessano poco, in
quanto dell’enorme complesso rimangono solo pochi ruderi e le colonne, in ghisa, dell’ingresso della fonderia, mentre la Ferdinandea ha
subito manomissioni e rifacimenti, e tutto il suo importante arredo,
tra cui i cimeli garibaldini, i quadri e le sculture che l’ornavano, è
stato portato via.
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Ferriera di Mongiana
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The Royal IronworksManufactory of Mongiana
Vibo Marina • Pizzo • Serre
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Parco di villa Vittoria a Mongiana
itinerary
Mongiana used to be the industrial capital of the south: in fact the
Royal Ironworks Manufactory, the pride of Ferdinand IV of Bourbon, were set up here in 1736. The few testimonials left by intrepid
travellers tell of an enormous industrial complex comprising three
tall furnaces, fed by the wood from the extensive forests in the area, while the mineral was extracted from the mines at Stilo and
Pazzano. This would explain the reason for the almost inaccessible
site of the ironworks, which made it difficult to transport the finished product down to the ports of Pizzo and Tropea, from where it
was then dispatched by sea to the capital. In its heyday, the factory
employed about 1.200 workmen and technicians. But what did it
produce? Above all canons and guns, the famous Mongiana rifles,
admired everywhere and now on display in Naples and Paris.About
3,000 were produced every year, the same as the number of side
arms produced. After the Unification of Italy, production gradually
tailed off and for a while it was run by the military, after which
the complex, including the mines at Stilo and the Ferdinandea, was
sold by the State to senator Achille Fazzari, an ex Garibaldine colonel. However, the vicissitudes of the ironworks raise little interest
now, as the enormous complex has been reduced to only a few ruins
and the cast iron columns at the entrance of the foundry, while the
Ferdinandea has been tampered with and remodelled, and all its
important furnishings, among them the mementoes of Garibaldi,
paintings and sculptures, have been taken away.
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerario
4
Villa Vittoria
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Poco oltre Mongiana, in un paesaggio che richiama la Svizzera o
l’Austria, c’è una oasi naturalistica dentro la quale sembra davvero
che il tempo si sia fermato. È Villa Vittoria, gestita dal Corpo Forestale dello Stato. Poco oltre la bella costruzione bianca con ricami
rossi si aprono 400 ettari di giardino botanico e di sentieri faunistici:
un modello di educazione ambientale meta di studiosi e ricercatori
provenienti da tutte le università italiane. Ma il piacere della scoperta
di queste delizie della natura avviene seguendo le rigide indicazioni
dei cartelli: ci si può così avviare al recinto dei cavalli di razza avelignese e morgese, e più in là scoprire cinghiali, mufloni, daini, cervi,
caprioli, fagiani, pavoni. Ed ancora i giardini con le erbe medicinali,
aromatiche ed officinali. Una gita istruttiva che esalterà il contatto
con la natura di questa terra.
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I megaliti di Nardodipace
Gli studi sono ancora in corso e non si sa ancora con precisione se si
tratta di opere umane di epoca antichissima, una sorta di “Stonehenge” e “Machu Picchu” italiana, o di opere della natura. Ciò non toglie che i megaliti di Nardodipace, due strutture coniche di grandi
dimensioni, la più grande di 20 mt. di base e 10 di altezza, circondati
da alberi secolari hanno un fascino incredibile e misterioso che val
bene prolungare il viaggio fin quassù, a 1600 metri, in un punto che
domina all’orizzonte la foce del fiume Allaro ed il mare Jonio e riporta ad antiche atmosfere religiose e di battaglia.
Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerary
4
Walking and riding in the forestry from Serra San Bruno to Mongiana
Villa Vittoria
The megaliths of Nardodipace
Studies are ongoing and it is not yet known if these are very ancient
human creations, a sort of Italian “Stonehenge” or “Machu Pichu”
or the work of nature. In any case, the megaliths of Nardodipace, two
enormous conical structures, the largest ten metres high with a base
measuring twenty meters, surrounded by centuries-old trees, exert an
incredible and mysterious fascination for which it is well worth prolonging your journey to arrive up here, 1600 meters above sea level, in a
point which overlooks the estuary of the river Allaro and the Ionian Sea
and conjures up an ancient religious atmosphere and images of battle.
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A little way beyond Mongiana in a landscape that evokes Switzerland or Austria, there is a nature reserve where it seems as if time
stands still. This is Villa Vittoria, run by the Forestry Commission.
Just beyond the beautiful white building with red tracery, there are
four hundred hectares of botanical gardens and nature trails: a
model of environmental education visited by scholars and researchers from universities all over Italy. By following the strict directions
on signposts, you discover these natural delights very pleasurably.
You can see many animals up close: horses of the Avelignese and
Morgese breeds, will boar, moufflon, deer, fallow deer, roe deer,
pheasants and peacocks. There are also gardens with medicinal, aromatic and officinal herbs. It is an educational trip which exalts the
contact with the countryside of this area.
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Soriano Calabro
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerario
È una tranquilla cittadina circondata da ulivi. Fiorenti sono le attività
artigianali grazie alla produzione di oggetti in vimini e giunco. Soriano Calabro è famosa per i “mostaccioli”, prelibati biscotti esportati in
tutto il mondo. Da visitare: la Biblioteca S. Domenico gestita dai Padri Domenicani; viene aperta al pubblico su richiesta e conserva circa
12.000 volumi, 4 incunaboli, 400 cinquecentine ed alcune migliaia di
edizioni dei secoli successivi. Il visitatore potrà ammirare l’imponente
struttura dei ruderi del Convento di S. Domenico, mentre nei locali
recuperati dell’edificio sono custodite una raccolta di opere pittoriche, statue e ceramiche antiche oltre al suggestivo Museo dei Marmi
(MUMAR) di grande interesse e sicuramente da visitare .
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Mumar in Soriano
Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerary
4
A view of Soriano Calabro
Soriano Calabro
This is a peaceful little town surrounded by olive trees. It has a thriving crafts trade thanks to the production of wicker and cane articles.
Soriano is famous for its “mostaccioli”, delicious biscuits exported
all over the world. The “Biblioteca S. Domenico”, run by the Dominican fathers, is worth a visit: this library is open to the public on
request and preserves about 12.000 volumes, four incunabulum, 400
sixteenth-century volumes and several thousand editions from the following centuries. The visitor can admire the impressive structure of
the ruins of the convent of San Domenico, while in the building’s
restored rooms, there is a collection of paintings, statues and some
and ceramics including a very interesting collection of ancient artistic works in marble that have to be absolutely seen (Museum of the
Marbles – Mumar).
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The Calvary in the San Domenico’s Monastery
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Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerario
4
Pecorino cheese
Gastronomia delle Serre
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I funghi sono l’elemento caratterizzante della cucina delle Serre e
vengono proposti nelle maniere più svariate dai numerosi ristoranti.
Fritti, arrosto, in umido, con i fagioli, si scopre un sapore inconfondibile che ben si coniuga con gli altri piatti “forti”: la selvaggina e il
maiale. Ma in una visita a Serre non bisogna dimenticare i latticini
e i dolci. Già, perchè sulle Serre si produce un ottimo pecorino e
la cittadina è rinomata per i suoi dolci a base di mandorle e per gli
“nzulli”, oltre che per la granita e il liquore alle fragole di bosco e le
marmellate.
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Jams and marmellades made in Serra San Bruno
Vibo Marina • Pizzo • Serre
itinerary
4
Porcini mushrooms
Gastronomy of the Serre
‘Nzulli (down) and almond pastries
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Mushrooms are the elements that characterize the cuisine of the Serre
and they are prepared in many different ways in the area’s numerous
restaurants. Fried, roasted, stewed or cooked with beans, they have a
distinctive flavour that works well with the other specialities: game and
pork. But during a visit to these parts, you should not forget to try the
dairy products and the cakes, because an excellent “pecorino” cheese is
produced here, and Serra is famous for its almond-based cakes and for
the “nzulli”, as well as for ices and liquor made from wild strawberries
and jams..
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Map
Vibo
Valentia
ITINERARY 1
Vibo Mar ina
Vib o Valentia Città
km 12
ITINERARY 2
Vibo Mar ina
Trop ea
Capo Vaticano
km 35
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ITINERARY 3
Vibo Valentia
Mileto
Montep oro
Nico tera
km 45
ITINERARY 4
Vibo Mar ina
Pizzo
Serr e
km 58-75
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Map of the itineraries outlined in this guide - Province of Vibo Valentia - Italy
itinerario fuori provincia
Alla scoperta della Calabria
Percorrendo l’Autostrada del Sole e le principali strade statali che
collegano la provincia di Vibo Valentia con il resto della regione è
possibile raggiungere facilmente dal porto di Vibo Marina, in poco
più di una ora di viaggio, il versante tirrenico cosentino e quello
ionico catanzarese, alla scoperta, di una Calabria multicolore e poliedrica in grado di moltiplicare, tra due mari diversi ma fratelli, le
emozioni e le suggestioni del viaggio.
La Strada del Vino e dei Sapori di Lamezia
da Vibo Marina a Lamezia Terme
Catanzaro e la strada di Cassiodoro del Vino e dei Sapori
da Catanzaro a Soverato e Guardavalle
Percorsi urbani e santuari
da Cosenza-Rende a Paola
In viaggio verso la Costa Viola
da Vibo Marina a Scilla
Principali distanze / Main Road Distances
Vibo Marina-Lamezia Terme • km. 36
Vibo Marina- Catanzaro città • km. 68
Catanzaro-Roccelletta di Borgia • Km. 12
Marina di Catanzaro-Soverato • Km. 18
Vibo Marina-Soverato • Km. 76 (• Via Serra)
Vibo Marina-Cosenza città • km. 98
Cosenza-Rende • km.15
Rende-Paola • km. 22
Vibo Marina-Scilla • km. 82
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Cosenza
Paola
A view on Cosenza
from the old town
itineraries outdoors
Discovering Calabria
Driving along the highway called “Autostrada del Sole” and the main
roads which link Vibo Valentia with the rest of Calabria you can easily
reach the western part of the province of Cosenza facing the Tyrrhenian Sea and the eastern side of the province of Catanzaro, capital of
Calabria, facing the Ionian Sea. So you can discover, lain between two
different but brother seas, a multicolored and diversified Calabria able
to make your journey more and more exciting and interesting.
Wine and Flavours Road of Lamezia
from Vibo Marina to Lamezia Terme
Cassiodoro Road of Wines and Tastes
from Catanzaro to Soverato and Guardavalle
Cities and Sanctuaries
from Cosenza-Rende to Paola
Traveling towards the Costa Viola (Violet Coast)
Cosenza
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M are Ti
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from Vibo Marina to Scilla
Paola
Rende
COSENZA
CROTONE
Davoli
Guardavalle
e
Serra S. Bruno
Roccelletta
di Borgia
Copan
ello
Soverato
io
Tropea
VIBOVALENTIA
San Floro
Squillace
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PORTO DI
VIBO MARINA
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Catanzaro
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Scilla
REGGIO
CALABRIA
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CATANZARO
Lamezia Terme
itinerari fuori provincia
Museum of the Carriages
La Strada del vino e dei sapori di Lamezia
Comprende il comune di Lamezia Terme e le sue frazioni (Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia). Il prodotto che maggiormente si caratterizza è il vino, a denominazione di origine controllata; Lamezia,
vanta inoltre la più grande cantina sociale della regione, che lavora e
imbottiglia la maggior parte dell'uva prodotta nella zona. Importante
anche la produzione di olio extravergine di oliva di elevata qualità
e quella floricola e di fragole in serra. Da visitare gli innumerevoli
palazzi storici, le chiese e le piazzette che contornano il ricco e vivace
centro storico dove si possono acquistare prodotti tipici e dell’artigianato artistico tradizionale calabrese.
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Catanzaro e la Strada di Cassiodoro
del Vino e dei Sapori
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Catanzaro, centro politico ed amministrativo della Calabria, si
estende su tre colli collegati da ponti e cabinovie che portano nel caratteristico centro storico. Da visitare il centrale Corso Mazzini, il
Duomo, il Teatro Politeama, il borgo medievale con stradine tortuose
e strette, le Chiese di San Giovanni e di San Domenico, il Giardino
pubblico ed il Parco della biodiversità. Dal Rione Bellavista è possibile dominare l’istmo dei Due Mari che separa il Mar Tirreno dal
Mar Ionio (35 km., il più stretto della penisola). Senza dimenticare
i 9 musei della città tra i quali il Museo provinciale, quello diocesano, la Rotella House ed il Museo delle Carrozze dove si conserva il
famoso modello di “calesse” usato da Rossella O’Hara nel film “Via
con vento”.
La Strada di Cassiodoro si snoda da Catanzaro al versante ionico
centrale della Calabria, dove nel V secolo d.C. visse Magno Aurelio
Cassiodoro, originario della romana Scolacium, prima greca Skylletion, console romano e primo ministro alla corte di Teodorico e
fondatore del Vivarium, la prima Università d’Europa con sede a Copanello-Stalettì.
Quattro i percorsi proposti tra i quali scegliere i luoghi da raggiungere
di volta in volta (http://www.teacz.com/flavourway/).
itineraries outdoors
Wine and Flavours Road of Lamezia
The itinerary takes you in the heart of the Saint Eufemia Plain and
in the big city of Lamezia Terme, developed by the conjunction of
the three towns of Nicastro, Sambiase and Sant’Eufemia. Here you
can visit important vineyards producing several excellent certificated
wines and the biggest wine-makers cooperative store in the region.
Very important are also the production of high quality extra-virgin
olive oil and the cultivation of flowers and strawberries. In the old
and vivacious center of Lamezia you can visit many historical “Palazzi” and churches and you can find many traditional shops where to
find typical foods and local handcrafts.
Catanzaro and Cassiodoro Road
of Wine and Tastes
Catanzaro’s Cathedral
Catanzaro City
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Catanzaro, main political and administrative city of Calabria, lies
at the top of three hills united by bridges or cableways which bring
you directly in the old center crossed by Corso Mazzini. Here you
can visit the Cathedral, the new Politeama Theater, the medieval
town characterized by narrows and tortuous “vicoli”, the Churches
of Saint Domenico and Saint Giovanni, the Public Gardens and the
urban Bio-diversity Park. From the Rione Bellavista you can enjoy a
splendid view on the isthmus called “Two Seas”, that separates the
Ionian Sea from the Tyrrhenian Sea (35 km., the skinniest part of
the Italian peninsula). To be visited the 9 museums exiting in the city:
the provincial Museum, the Diocesano, the Rotella House and the
museum of the carriages that contains the famous model of “calesse”
used by Rossella O’Hara in the film “Via col vento”.
Cassiodoro Road winds along four diversified itineraries, from the
city of Catanzaro to the Ionian Sea. Here in the V century d.C.,
Magno Aurelio Cassiodoro lived in Roman Scolacium, the ancient
greek Skylletion, and was a Roman Consul and Prime Minister at the
court of the Emperor Theodoric. In Copanello-Stalettì he founded
the Vivarium, the first European University. From Catanzaro City
you can follow four itineraries among which you can choose what you
want to see and visit (http://www.teacz.com/flavourway/).
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itinerari fuori provincia
I SAPORI DEL MARE (da Catanzaro a Soverato lungo la costa)
Si può ammirare uno dei tratti più suggestivi dell’intera costa ionica
e godere del fascino di luoghi storici immersi in un paesaggio quasi
incontaminato con lunghe bianche spiagge. A Roccelletta di Borgia si
trova l’imponente Parco archeologico Scolacium dove sono conservati resti delle antiche Skylletion e Scolacium e all’interno la medievale Basilica Bizantina di Santa Maria della Roccella. Proseguendo, la
baia di Copanello nel comune di Stalettì e, quindi, i rinomati centri
balneari di Montauro Scalo e Montepaone Lido per finire a Soverato,
prestigiosa e storica località turistica balneare ma vivace ed interessante tutto l’anno.
LE SERRE CATANZARESI (da Soverato a Guardavalle)
Si possono raggiungere le Serre catanzaresi, scendendo dalle montagne vibonesi, dalla strada che parte da Serra San Bruno dopo aver
lasciato i paesi di Torre Ruggiero e di Chiaravalle, famosi per le piantagioni di nocciola. Da visitare in particolare Davoli che ha un centro
storico caratterizzato da numerosi scorci urbani fatti di portali, chiese
e vicoletti. Proseguendo, attraverso molti altri paesi tipici, da San Sostene a Badolato e da Santa Caterina sullo Ionio a Guardavalle, si
possono scoprire una miriade di palazzi e piazze nobiliari, piccole
chiese, antichi mulini, e incantevoli paesaggi di montagna ed emozionanti cascate di acqua fresca e pura (come nella Valle della Fiumara
Alaca o nella Valle del Romito).
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LE TERRAZZE SUL MARE (da Stalettì a Petrizzi)
Questo itinerario ci porta attraverso le colline che si elevano dolcemente lungo la costa e che rappresentano uno dei luoghi più belli che
si possono godere sul versante ionico catanzarese. Da qui si possono
godere vedute splendide e paesaggi unici in cui il mare si combina
con le montagne formando una sensazionale alternanza di colori e
di forme, mentre i paesi offrono ospitalità, gastronomia e storia del
tutto particolari. Da Stalettì si possono visitare il sito archeologico
di Santa Maria del Mare e le rovine dell’Alto Medioevo di una città
fortificata. Gasperina è famosa per le sorgenti di acqua pura e Olivadi
è apprezzato come museo all’aperto. Alla fine, a Petrizzi si trova il
Monastero Basiliano della Pietà (1510) considerato, di recente, monumento nazionale.
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TRA SETA E CERAMICA (da Catanzaro a Squillace)
Questo percorso conduce ai centri che ancora oggi conservano le
antiche tradizioni della produzione e della lavorazione della seta e
della produzione delle ceramiche. Catanzaro fu in effetti uno dei
primi centri europei ad iniziare nell’XI secolo la produzione e la lavorazione della seta che ancora oggi continua seguendo le antiche
tradizioni nei paesi di Cortale e San Floro dove esistono numerose
botteghe artigiane ed un Museo Opificio della Seta. Altra rinomata
città è Squillace, Città d’arte a livello nazionale per la produzione di
ceramica artistica.
itineraries outdoors
FLAVOURS OF THE SEA (from Catanzaro to Soverato along the coast)
You can admire one of the most evocative parts of Ionian coast and
enjoy the charm of historic sites immersed in a landscape almost untouched with long white beaches. At Roccelletta di Borgia you can
visit the Scolacium Archeological Park where you can see conserved
remains of the ancient Skylletion and Scolacium and inside the medieval Byzantine Basilica of Santa Maria della Roccella. Continuing
along the coast you can arrive to Copanello Bay and to Montauro
Scalo and Montepaone Lido, celebrated touristic towns as well as
the most famous and prestigious town of Soverato, vivacious and enchanting all over the year.
SERRE CATANZARESI (from Soverato to Guardavalle)
You can reach these places also coming from the town of Serra San
Bruno, driving down towards the Ionian Sea, at the opposite of the
Vibo Valentia mountains, after passed the towns of Torre Ruggiero and Cardinale, famous for hazelnut plantations. Davoli is an old
center full of typical urban foreshortenings from doors, churches and
alleys. In many other characteristic towns, from San Sostene to Badolato and from Santa Caterina sullo Ionio to Guardavalle, you can
discover lots of nobles residences and squares, small churches, ancient
watermills, enchanting mountain landscapes and exciting waterfalls
(in the Fiumara Alaca’s Valley or in Romito Valley).
BETWEEN SILK AND CERAMICS (from Catanzaro to Squillace)
This path leads to the towns where you can find the traditional techniques to produce the silk and artistic ceramics. Catanzaro was effectively one of the first place in Europe where in the XI century people
begun to work the silk. Today in Cortale and in San Floro you can
find many laboratories where expert women
and men work the silk according the old
tradition. In San Floro you can visit
a Museum-laboratory of the Silk.
In Squillace, indeed, you can find
a well-known and rich production
of artistic ceramics.
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TERRACES OVER THE SEA (from Stalettì to Petrizzi)
This itinerary takes you through the hills along the coast and is one of
the most beautiful parts along the Ionian Sea. You can enjoy the view
of the splendid and unique landscapes of the sea and the mountains
together. The villages you can find are full of hospitality, gastronomies and history in particular. From Stalettì you can visit the archeological sites of Santa Maria del Mare and the late medieval remains
of a city fortified. Gasperina is famous for its good drinking waters.
The old centre of Olivadi is appreciated as open museum. At the end
in Petrizzi you can find the ancient Monastery Basiliano della Pietà
(1510) recently put under national protection.
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itinerari fuori provincia
Percorsi urbani e Santuari
da Cosenza-Rende a Paola
Percorrendo l’autostrada in meno di una ora si raggiunge la conurbazione cittadina di Cosenza-Rende e da qui, proseguendo per una
altra mezzora, la città di Paola, dove nacque e visse San Francesco
di Paola.
COSENZA
Capoluogo della omonima provincia, con un caratteristico centro
storico di origine medievale sorto alla confluenza tra i fiumi Crati e
Busento dove la leggenda racconta che sia stato sepolto nel 410 d.c.
Alarico, Re dei Visigoti. Città di arte e cultura , capoluogo dei Bruzi
definita nel XV-XVI secolo, l’Atene della Calabria, per il suo passato filosofico e culturale. Da visitare il Teatro Rendano, la Biblioteca
civica e l’Accademia cosentina, il Palazzo del Governo, il Duomo, le
botteghe ed i palazzi di Corso Bernardino Telesio, Corso Mazzini,
principale via dello shopping e del passeggio di recente trasformata
in museo all’aperto con importanti opere di scultori di fama internazionale, le moderne Chiese di Santa Teresa, di San Nicola e della
Madonna di Loreto e la Chiesa barocca di San Domenico.
RENDE
Cittadina ricca e moderna che ha saputo coniugare alla perfezione il
rispetto per l’ambiente con uno sviluppo urbanistico moderno ed architettonicamente evoluto. Centro universitario e di ricerca scientifica
e tecnologica conserva intatto un centro storico vivace e tradizionale
che merita di essere visitato così come le aree urbane residenziali e
commerciali.
PAOLA
La cittadina con il Santuario di San Francesco di Paola è la più importante meta del turismo religioso in Calabria. Oltre al Santuario
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Saint Francesco di Paola’s Sanctuary
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itineraries outdoors
Cosenza
Cities and Sanctuaries
from Cosenza-Rende to Paola
Driving to north along the highway in less than an hour you can
reach the big conurbation of Cosenza and Rende and from here,
going on for a half an hour, the town of Paola where San Francesco
di Paola was born and lived.
RENDE
Rich and modern town which succeeded in the last 30 years to combine at the best the respect for the nature with the modern urbanistic
development and where you can find today high and advanced architectonic styles. As university city Rende is an important centre for
scientific and technological research. Its old centre is vivacious and
traditional and is worth to be visited as well as the modern urban
residential and commercial zones.
PAOLA
The town with the Sanctuary of San Francesco di Paola is the most
important destination for the religious tourism in Calabria. Besides
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COSENZA
Main city of the homonymous province. It has a characteristic old
town of medieval origins built at the crossing of the rivers Crati and
Busento where the history tells that in 410 d.c. the terrible King of
the Visigotes, Alarico, conqueror of the Rome, died and was buried with his whole treasure. City of arts and culture, founded by the
Brutii was called Athens of Calabria because of its important philosophical and cultural school developed between the XV and the XVI
century. You can visit the Rendano Theater, The Civic Library and
The Cosentia Accademy, The Government Palace, the Cathedral,
the old artisan laboratories and palaces in Corso Bernardino Telesio,
Corso Mazzini, main road for doing shopping and business meetings
recently transformed in road-museum with important works of international artists, the modern Churches of Santa Teresa, San Nicola e
Madonna del Loreto and the baroque Church of Santo Domenico.
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itinerari fuori provincia
altri siti di interesse sono la Badia, San Miceli (chiesa con dipinti paleocristiani) le rovine romane e Palazzo Scorza. Il 27 marzo ed il 2
aprile si celebrano i solenni festeggiamenti in onore del Santo che qui
vi ebbe i natali nel XV secolo.
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Cosenza: Rendano Theater
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itineraries outdoors
The old town of Cosenza:
houses along Corso Telesio
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Theater
the Sanctuary you can visit the Badia, San Miceli (a church with paleochristian paintings), the Roman ruins and Palazzo Scorza. On the
27th of march and on the 2th of April great and solemn ceremonies
take place in honour of San Francesco born here in the XV century.
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itinerari fuori provincia
In viaggio verso la Costa Viola
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Con il treno è possibile raggiungere in meno di un’ora, dalle varie
stazioni che da Vibo Marina a Tropea-Ricadi punteggiano la Costa
degli Dei, Scilla in provincia di Reggio Calabria, l’estrema punta della Calabria prima che i veloci ferry-boat vi portino in Sicilia. Questa
parte di costa della Calabria è conosciuta come Costa Viola in quanto
al tramonto in estate la luce del sole sembra colorare di di viola il cielo
ed il mare intorno.
Dominata da un antico castello il borgo dei pescatori di Chianalea
vi accoglie con le case immerse letteralmente sulla riva del mare che
guardano curiose verso le caratteristiche barche dei pescatori di pesce
spada.
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itineraries outdoors
Traveling towards the Violet Coast
By train it is possible to reach - in less than an hour leaving from
the several railways station situated along the Coast of the Gods
from Vibo Marina to Tropea and Ricadi– the small town of Scilla
in province of Reggio Calabria, the extreme toe of Calabria before
fast ferry-boats bring you to Sicily. That part of the Calabrian Coast
is well-known as Violet Coast (Costa Viola) because the lights of
sunset seems to turn violet the sky and sea-side around.
Dominated by an ancient castle the fishermen village of Chianalea
welcomes you with its warm atmosphere of its stone houses just
placed in the sea and looking at the typical boats catching swordfish.
Many couples come here to get married. Many restaurants look
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The fishermen village of Chianalea in Scilla
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itinerari fuori provincia
Molte coppie vengono qui a sposarsi ed i numerosi ristoranti che si
affacciano sul mare con i loro balconi e le terrazze su palafitta offrono
il meglio della cucina gustosa e profumata di Calabria.
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Chianalea Village
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itineraries outdoors
towards the sea with their balconies and pile terraces and here don’t
miss to get one of the best experiences you can have with the tasting
and perfumed Calabrian cuisine.
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Sunset from the Violet Coast
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CRUISING VIBO VALENTIA
Aggiornamento e rivisitazione:
Il giardino di Proserpina - CCIAA Vibo Valentia • Zenith 1996
Redazione:
Apoikia e Camera di Commercio Vibo Valentia
I Edizione 2007 • II Edizione 2008 • III Edizione 2014
Testi:
Gilberto Floriani, Gaetano Luciano, Maurizio Caruso Frezza
Aggiornamento testi III Edizione:
Maurizio Caruso Frezza
Traduzione in inglese:
Apoikia
Foto (in senso orario)
Rubbettino (pag. 87)
Archivio Apoikia (Michelangelo Serra)
A. Montesanti (pag. 6, 8, 9, 11/3, 16, 17/3)
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria (pag. 23/1 and from 24 to 27)
Consorzio Gelatieri Artigiani di Pizzo (p. 70/2, 71/1)
Agenzia Gottellini (pag. 13/3)
F. Ranieri (pag. 43/1)
Gruppo Ceravolo (pag. 17/1, 17/2)
CCIAA (pag. 23/1, 48, 75)
CCIAA Catanzaro (pag. 90, 91, 92, 93)
CCIAA/P.Braconi (p.37/1, 38/2, 86/1, 100,102)
M.Caruso Frezza (p .10-12, 13/1, 13/2, 13/4, 14/1, 16/2, 19, 22/1, 23/2, 29, 32/1, 31/2, 22, 39/1,
45/2, 48, 56/1, 57/1, 57/2, 62/2, 62/3, 70/1, 71/2, 87/2, 90/1, 90/3, 91/1, 97/1, 98,99, 101)
G. Paolillo (p.68,73 e 74)
F. Froggio (p.75)
Le foto a pag. 80-81 sono di Co.Gal Monteporo/B. Pisani e sono state realizzate nell’ambito del Prog. Mis. 313 Az. 2 PSR Calabria 2007-2013 e utilizzate nella pubblicazione “Alla
scoperta del Vibonese - Percorsi culturali ambientali e gastronomici”
Altre non indicate: archivi CCIAA Vibo Valentia Lìmen e www.vibovagandoegustando.it
Testi e foto archivi Apoikia e CCIAA Vibo Valentia
All rights reserved CCIAA Vibo Valentia
Coordinamento grafico I-II edizione
Adhoc • Vibo Valentia
Web sites:
www.vv.camcom.it
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Impaginazione ed aggiornamento grafico III edizione
Rubbettino print - 88049 Soveria Mannelli (Catanzaro)
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Vibo Valentia - South italy
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Chamber of Commerce Vibo Valentia
Vibo Valentia Port Special Agency
Cruising
Vibo Valentia
Itinerari per scoprire dal mare
una nuova affascinante provincia d’Italia
Itineraries to discover a new enchanting
province of Italy coming from the sea
III edition
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