Ricerche Microbiologiche Standard del Regno Unito

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Ricerche Microbiologiche Standard del Regno Unito
Ricerche Microbiologiche Standard del Regno
Unito
Infezione Zoonotica da Chlamydia
Emesso da Standards Unit, Microbiology Services, PHE
Linea Guida Clinica I G 3 I Emissione no: 1.2 I Data emissione 23.10.13 I Pagina 1 di 15
© Crown copyright 2013
Infezioni Zoonotiche da Chlamidia
Ringraziamenti
Le Procedure Standard del Regno Unito per le Ricerche Microbiologiche (SMI - Standards for
Microbiology Investigations) sono sviluppate sotto l'egida della Public Health England (PHE) in
collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale (NHS - National Health Service), la Sanità Pubblica
del Galles e con le organizzazioni professionali i cui loghi sono di seguito elencati sul sito web
http://www.hpa.org.uk/SMI/Partnerships. Le SMI sono sviluppate, revisionate e controllate da diversi
gruppi di lavoro che sono supervisionati da un comitato direttivo (consultare
http://www.hpa.org.uk/SMI/WorkingGroups).
Si ringraziano per contributi forniti i numerosi operatori dei laboratori clinici, gli specialisti e i laboratori
di riferimento che hanno fornito informazioni e commenti durante lo sviluppo di questo documento. Si
ringraziano i Revisori Medici per le modifiche apportate ai contenuti clinici.
Per ulteriori informazioni contattare:
Standards Unit
Microbiology Services Division
Health Protection Agency
61 Colindale Avenue
London NW9 5EQ
E-mail: [email protected]
Website: http://www.hpa.org.uk/SMI
Le Procedure Standard del Regno Unito per le Ricerche Microbiologiche sono sviluppate con la
collaborazione di:
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Infezioni Zoonotiche da Chlamidia
Contenuti
RINGRAZIAMENTI .....................................................................................................................2
CONTENUTI ...............................................................................................................................3
TABELLA MODIFICHE ..............................................................................................................4
RICERCHE MICROBIOLOGICHE STANDARD DEL REGNO UNITO: SCOPO E
OBIETTIVO ........................................................................................................................5
SCOPO DEL DOCUMENTO ......................................................................................................8
INTRODUZIONE .........................................................................................................................8
1
INFEZIONE ZOONOTICA DA CHLAMIDIE DI ORIGINE AVIARIA ................................10
2
DIAGNOSI DI PSITACOSI/ORNITOSI ............................................................................10
3
DIAGNOSI DI ABORTO DA CHLAMIDIA ......................................................................12
4
INFEZIONE ZOONOTICA CON CHLAMIDIA DI ORIGINE DA RUMINANTE ................12
5
RIASSUNTO ...................................................................................................................13
BIBLIOGRAFIA ........................................................................................................................14
NICE ha accreditato la procedura usata dalla Public Health England per elaborare gli Standards for
Microbiology Investigations. L’accreditamento è valido per 5 anni dal Luglio 2011. Informazioni più
dettagliate sull’accreditamento possono essere consultate: www.nice.org.uk/accreditation.
Per ulteriori informazioni sul nostro accreditamento consultare: : www.nice.org.uk/accreditation
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Tabella delle Modifiche
Ciascun metodo SMI possiede una registrazione separata delle correzioni. Quelle attuali sono
specificate in questa pagina. Le precedenti modifiche sono disponibili presso E-mail:
[email protected]
I documenti nuovi o revisionati devono essere controllati in ciascun laboratorio in accordo con il
sistema locale di gestione della qualità.
Modifica No/Data.
3/23.10.13
Emissione eliminata. no
1.1
Emissione inserita no.
1.2
Sezione(i) interessate/Pagina no. Modifica.
Il documento è stato inserito in un nuovo formato che
evidenzia il passaggio della Health Protection Agency alla
Public Health England.
Prima pagina ridisegnata.
Documento intero .
Rinominata la pagina di “Stato come Scopo” e Obiettivo
ed aggiornata in modo appropriato.
I loghi delle organizzazioni professionali sono stati
revisionati ed aggiornati.
Lo scopo è stato espanso.
Modifica No/Data.
2/11.11.11
Emissione eliminata. no
1
Emissione inserita no.
1.1
Sezione(i) interessate.
Modifica.
In precedenza QSOP 47 ora G3.
Intero documento
Documento presentato in nuovo formato.
Bibliografia
Bibliografia In parte aggiornata.
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Scopo e Obiettivo
Utilizzatori delle SMI
• Nel Regno Unito le SMI sono principalmente destinate come risorsa generale ai
professionisti che operano nel campo della medicina di laboratorio e delle malattie infettive.
• Le SMI forniscono ai clinici informazioni in merito allo standard dei servizi di laboratorio
riferibili alle ricerche per la diagnosi delle infezioni nei loro pazienti e le documentazioni
forniscono indicazioni che facilitano la prenotazione elettronica di tests appropriati da parte
dei reparti ospedalieri.
• Le SMI forniscono gli standard per le ricerche microbiologiche anche ai responsabili della
sanità pubblica che devono considerarle come parte delle procedure da adottare per la
salute (sia clinica che pubblica) per la propria popolazione.
Informazioni di Base per le SMI
Le SMI comprendono algoritmi e procedure raccomandate che riguardano tutte le componenti del processo
diagnostico dalla fase pre-analitica (sindrome clinica) alle diverse fasi analitiche (prove di laboratorio) e postanalitiche (interpretazione e comunicazione dei risultati).
Gli algoritmi delle sindromi sono corredati da informazioni più dettagliate contenenti consigli sulle indagini per
specifiche malattie e infezioni. Note orientative riguardano il contesto clinico, la diagnosi differenziale e indagini
appropriate per particolari condizioni cliniche. Le note orientative descrivono metodologie di laboratorio
essenziali che sono alla base della qualità, ad esempio la validazione della prova, la garanzia della qualità, la
definizione dell'incertezza della determinazione.
La Standardizzazione del processo diagnostico conseguente all'adozione delle SMI consente di garantire in
tutto il Regno Unito strategie d’indagine equivalenti nei diversi laboratori ed è una condizione essenziale per
interventi nel campo della sanità pubblica, della sorveglianza, e per le attività di ricerca e di sviluppo. Nel
Regno Unito le SMI rappresentano strategie omogenee per le prove diagnostiche e la programmazione degli
interventi di sanità pubblica
Collaborazione Paritaria
La preparazione e stesura delle SMI è effettuata mediante collaborazione paritaria fra PHE, NHS,
Royal College of Pathologists e le organizzazioni professionali.
L'elenco delle organizzazioni partecipanti può essere trovato su sito
http://www.hpa.org.uk/SMI/Partnershipshttp. L'inclusione del logo di una organizzazione in una
SMI implica il sostegno degli obiettivi e del processo di preparazione del documento. I
rappresentanti delle organizzazioni professionali fanno parte del comitato direttivo e dei Gruppi di
Lavoro che sviluppano le SMI. Le opinioni dei rappresentanti possono non essere rigorosamente
conformi a quelle dei membri delle organizzazioni a cui appartengono né a quelle delle loro
organizzazioni. I rappresentanti prescelti rappresentano uno strumento bidirezionale per la
consultazione e dialogo. Le opinioni espresse sono ricercate con un processo di consultazione.
Le SMI sono sviluppate, revisionate ed aggiornate con un ampio processo di consultazione
#
Microbiologia è usato come termine generico per includere le due specialità di Microbiologia Medica riconosciute dal GMC (General
Medical Council), (che comprende Batteriologia, Micologia e Parassitologia) e la Virologia Medica.
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Assicurazione di Qualità
Il NICE (National Institute for Health and Care Excellence) ha accreditato la procedura utilizzata dai
Gruppi di Lavoro per produrre le SMI L’accreditamento è applicabile a tutte le linee guida prodotte
dall’Ottobre del 2009. La procedura per lo sviluppo delle SMI è certificata dalla ISO 9001:2008.
Le SMI rappresentano una procedura standard di buona qualità pratica alla quale si devono
attenere per la propria attività tutti i laboratori di microbiologia clinica e di sanità pubblica del Regno
Unito. Le SMI sono accreditate dal NICE e non rappresentano gli standard minimi di attività, e
neppure il più alto livello di complesse indagini di laboratorio disponibili nel Regno Unito.
Utilizzando le SMI, i laboratori dovranno tenere conto delle esigenze locali e intraprendere ricerche
addizionali qualora opportune. Le SMI aiutano i laboratori a soddisfare i requisiti
dell’accreditamento con la promozione di procedure d’elevata qualità che possono essere
verificate. Le SMI forniscono inoltre un punto di riferimento per lo sviluppo del metodo. Queste
stesse devono essere utilizzate in associazioni con altre SMI.
Le prestazioni della SMI dipendono dal personale ben addestrato e dalla qualità dei reagenti e
delle attrezzature utilizzate. I laboratori dovrebbero assicurare che tutti i reagenti di tipo
commerciale e quelli messi a punto in laboratorio siano stati validati e risultati idonei allo scopo. I
laboratori devono partecipare a programmi di valutazione di qualità esterni ed eseguire le relative
procedure del controllo di qualità interno.
Coinvolgimento del Paziente e della Comunità
Nello sviluppo delle SMI i rispettivi Gruppi di Lavoro sono impegnati per favorire il coinvolgimento
dei pazienti e dell’opinione pubblica. Grazie al coinvolgendo pubblico, di operatori sanitari,
ricercatori e organizzazioni di volontariato la SMI risultante sarà strutturalmente valida e atta a
soddisfare le esigenze dell'utente. L’opportunità di partecipazione per contribuire alla
consultazione è estesa al pubblico con l’accesso libero al nostro sito web
Informazione della Gestione e dei Dati Sensibili
La PHE è un’organizzazione che condivide le direttive Caldicott. Ciò significa prendere ogni
possibile precauzione per prevenire la diffusione non autorizzata di informazioni sui pazienti e di
garantire che le informazioni relative agli stessi siano mantenute in condizioni di sicurezza.
Lo sviluppo di metodi SMI è assoggetto agli obiettivi PHE di Uguaglianza
http://www.hpa.org.uk/webc/HPAwebFile/HPAweb_C/1317133470313. I Gruppi di Lavoro SMI
sono impegnati a raggiungere gli obiettivi di parità di consultazione efficace con gli appartenenti al
pubblico, i partner, le parti interessate ed i gruppi specialistici coinvolti.
Dichiarazione Legale
Mentre ogni cura è stata intrapresa per la preparazione delle SMI, PHE e ogni altra
organizzazione di sostegno, deve, per quanto possibile in base a qualunque legge vigente,
escludere la responsabilità per tutte le perdite, costi, reclami, danni o spese derivanti da o
connessi all'uso di una SMI o con qualsiasi informazione ivi contenuta. Se si apportano modifiche
a una SMI, si deve porre in evidenza dove e da chi sono state effettuate tali modifiche.
Le conoscenze di base e la tassonomia microbica per la SMI sono le più complete possibili, al
momento della pubblicazione. Eventuali omissioni e nuove informazioni saranno considerate nel
corso della prossima revisione. Queste procedure standard (SMI) possono essere sostituite solo
da revisioni dello standard, azione legislativa, o in seguito ad indicazioni da parte dell’ente
accreditato NICE.
I diritti d’autore delle SMI sono della “Crown” e questi dovrebbero essere riconosciuti quando
appropriato.
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Infezioni Zoonotiche da Chlamidia
Citazione Suggerita per questo Documento
Public Health England. (2013). Chlamydial Zoonotic Infections. UK Standards for
Microbiology Investigations. G 3 Emissione 1.2. http://www.hpa.org.uk/SMI/pdf.
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Infezioni Zoonotiche da Chlamidia
Scopo del documento
Tipo di campione
Siero. sangue intero, espettorato, tampone faringeo, tessuto placentare da aborto, tamponi oculari
Scopo
Questa SMI descrive le Infezioni Zoonotiche da Chlamydia.nell’uomo ed esclude qualsiasi tipo di
infezione causata dalla trasmissione da animale a animale.
Questa SMI deve essere usata congiuntamente alle altre
Introduzione
Le infezioni da Chlamydia di origine aviaria sono fra le zoonosi note da più tempo, ma
recentemente sono segnalate pubblicazioni che suggeriscono come lo spettro della malattia
provocata da questi agenti possa essere più ampio di quanto ritenuto in precedenza. Questo
documento descriverà due tipi di infezioni zoonotiche, le modalità di diagnosi ed una breve
rassegna delle prove diagnostiche e di sorveglianza che potranno essere richieste in futuro.
L’interpretazione e la ricerca della letteratura sono rese difficili dalle variazioni tassonomiche delle
chlamydie. In un primo tempo la famiglia delle Chlamydiaceae era composta dal solo genere Chlamydia (C.) e due specie, C. trachomatis, riscontrata nell’uomo, topo e maiali e C pittaci
presente nei volatili, ruminanti e cavie. Furono poi aggiunte altre due specie, C. pneumoniae,
dapprima isolate dall’uomo ed in seguito da cavalli, marsupiali ed anfibi, e C. percorum che infetta
molte specie di ruminanti. Recentemente, una revisione si è avvalsa delle correlazioni filogenetiche
delle sequenze dell’RNA ribosomiale (rRNA) cistron e di alcuni altri geni, incluso quello principale
della membrana esterna (MOMP, major outer membrane protein)1,2. Il genere Chlamydia
comprende ora solo C. trachomatis e due nuove specie, C. muridarum e C. suis, isolate
rispettivamente dal topo e dal maiale. Tutte le altre specie sono comprese nel nuovo genere
Chlamydophila (Ch). Le specie aviarie appartengono a Chlamydophila pittaci, mentre quelle
associate ad aborto dei ruminanti a Chlamydophila abortus, gli isolati dai felini a Chlamydophila
felis e quelli isolati dalle cavie a Chlamydophila caviae. Tutti gli isolati non-abortivi dei ruminanti
appartengono Chlamydophila pecorum mentre Chlamydophila pneumoniae comprende ancora gli
isolati di origine umana ed animale. E’ molto probabile che questa tassonomia sarà
prossimamente revisionata ed ampliata in quanto è in corso uno sforzo significativo per definire le
sequenze genomiche complete di tutte le specie chlamydia, Ch. pecorum e Ch. pneumoniae che
potrebbe condurre alla definizione di altre specie. La nuova classificazione è stata rifiutata da
alcuni gruppi di studio ed alcune pubblicazioni mediche utilizzano la precedente tassonomia, con
classificazione del sistema in un solo genere.
La Chlamydiologia, come studio delle Chlamydia e Chlamydofila, com’è noto, è un settore che ha
tratto significativi benefici dall’introduzione delle tecniche molecolari, in modo particolare delle
Polymerase Chain Reaction (PCR). Queste hanno consentito l’identificazione e la quantificazione
delle infezioni da chlamydia con relativa facilità. La caratterizzazione molecolare ha inoltre
permesso di espandere l’ordine Chlamydiales e sono state recentemente descritti alcuni
componenti di nuove famiglie. Questi comprendono Simkania nevegensis che è associata
nell’uomo a malattia respiratoria; è stata isolata per la primo volta in Israele e recentemente nel
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Infezioni Zoonotiche da Chlamidia
Regno Unito3. La PCR ha pure consentito la caratterizzazione di alcuni microrganismi chlamydiasimili che si moltiplicano nelle amebe, incluse le acanthamebe che sono patogene per l’uomo.
Classificate in una nuova famiglia definita Parachlamydiaceae, appartengono già a questo gruppo
numerose specie diverse (o possibili generi). Queste sono stati rilevate con la PCR da numerosi e
diversi campioni clinici di origine umana ed animale. Simkania ed alcuni componenti delle
Parachlamydiaceae sono pertanto considerati patogeni emergenti. Recentemente è stato
riconsiderato il loro potenziale patogeno e le modalità di diagnosi ma, poiché non è stata descritta
la loro capacità di trasmissione dall’animale all’uomo, questi microrganismi non rientrano negli
obiettivi di questo documento4.
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Infezioni Zoonotiche da Chlamidia
1
Infezione Zoonotica da Chlamydie di Origine Aviaria
Questa condizione è stata descritta per la prima volta nel XIX secolo; l’abitudine di possedere
animali domestici, in modo particolare pappagalli, ha causato negli anni ‘30 una pandemia di
psitaccosi inducendo nell’opinione pubblica una maggior consapevolezza per la malattia. Le
Chlamydie sono riscontrate nelle feci, secrezioni respiratorie e nelle piume sporche dei volatili
infetti e pertanto, il contatto diretto con gli uccelli infetti non è una condizione necessaria per la
comparsa dell’infezione. La malattia si manifesta dopo un periodo d’incubazione di 5-15 giorni e,
nei casi gravi, progredisce da sintomi di tipo influenzale in pneumopatia da moderata a grave, in
condizione di insufficienza respiratoria acuta ed in shock settico. Occasionalmente sono stati
riscontrati numerosi altri segni o sintomi5. Nell’era pre-antibiotica, la mortalità stimata si
manifestava nel 15-20% delle infezioni.
Oltre agli uccelli, possono essere responsabili di episodi epidemici di questa malattia altre specie
volatili, in modo particolare tacchini, piccioni, anatre ed uccelli selvatici 6,7. La malattia è definita
ornitosi quando la sorgente dell’infezione è sostenuta da volatili diversi dai pappagalli. La
Chlamydophila psittaci è stata isolata da numerose specie di uccelli. Gli esami sierologici ed il
confronto delle sequenze nucleotidiche hanno messo in evidenza consistenti differenze negli
isolati8,9,Si è ritenuto che spesso i ceppi differiscano per il grado di patogenicità per l’uomo. Anche
il patrimonio genetico e la condizione immunologica dell’ospite e la dose infettante possono
comunque essere un fattore condizionante. La trasmissione inter-umana è considerate priva di
veridicità.
Recentemente, nei Paesi Bassi si è manifestata un’epidemia di psitaccosi in una scuola veterinaria
nella quale, per combinazione fortuita, era stata sviluppata una PCR real-time specifica per
Chlamydophila pittaci10,11. Ciò ha consentito un’unica valutazione dei metodi diagnostici utilizzati e
della variabilità dell’espressione clinica della malattia. Durante un corso pratico alcuni dei 38
componenti fra docenti e studenti hanno subito la possibilità di contagio con pappagalli ammalati e
10 di loro si sono infettati. Sette hanno sviluppato sintomi; in quattro sono comparsi solo febbre e
brividi, due hanno manifestato polmonite ed uno ha sviluppato una sepsi con conseguente
insufficienze multiorgano e richiesta di terapia intensiva. La PCR sull’espettorato ha rilevato tre
casi gravi e la PCR su tampone faringeo degli altri sette ha posto in evidenza altri tre casi. La
reazione di deviazione del complemento (RDC) su campioni doppi di siero prelevati dopo circa 21
giorni è risultata positiva in altri sei casi. L’amplificazione ed il sequenziamento del gene MOMP
hanno dimostrato che gli uccelli ed i pazienti erano stati infettati dallo stesso ceppo. I rilievi di
questa epidemia pongono in evidenza la variabilità degli aspetti clinici e le problematiche inerenti la
diagnosi. Il caso fra i sette pazienti sintomatici con complicanze multiorgano suggerisce che la
valutazione sulla mortalità stimata in precedenza era credibile. I sette pazienti che hanno avuto
infezioni inapparenti o scarsamente sintomatiche rende possibile che, come per altro già
segnalato, l’infezione abbia prevalenza maggiore di quanto segnalato e questi rilievi sono
importanti per i riscontri ottenuti recentemente e che sono di seguito descritti.
Per coloro che desiderano disporre di maggiori approfondimenti sulle infezioni da chlamydia negli
animali e le zoonosi infettive, consultare l’accurata revisione di Longbottom e Coulter (2003)12.
2
Diagnosi di Psittaccosi / Ornitosi
La diagnosi di psittacosi/ornitosi è problematica. Storicamente ci si è affidati alla sierologia, ma la
diagnosi definitiva dipende dall’osservazione dell’innalzamento del titolo, maggiore od uguale a
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Infezioni Zoonotiche da Chlamidia
quattro volte, dopo più di due settimane. Ciò può essere possibile in condizione epidemica, quale
quella della scuola di veterinaria precedentemente descritta, ma con pazienti singoli questa
possibilità diagnostica rappresenta, nella condizione migliore, solo una risposta ritardata e la
disponibilità di campioni doppi di siero può essere difficoltosa.
La diagnosi ed il trattamento terapeutico precoce possono dipendere dalle correlazioni cliniche con
un caso di polmonite comunitaria (CAP, community-acquired pneumonia) stabilendo se vi sono
stati contatti con volatili o ambienti contaminati da volatili, considerando l’opportunità della
somministrazione di terapia antibiotica anti-chlamydia sulla base di una diagnosi sospetta.
L’evidenza della possibilità di stabilire un contatto con i volatili rimane comunque dubbia. Una
recente revisione dei casi di psitaccosi nella contea di Cambridge dal 1975-83 (prima
dell’identificazione di Ch. pneumoniae) ha rilevato contatto con volatili in solo il 17% dei casi13.
Una successiva revisione di casi nella stessa regione, in cui erano state differenziate le infezioni
da Ch. pneumoniae E Ch. psittaci con la prova di micro-immunofluorescenza (MIF, microimmunofluorescence, consultare di seguito), ha riscontrato che il contatto con i volatili era stato
confermato nell’84% dei casi14.
Tutti i metodi attualmente disponibili non sono idonei e da molti anni sono state richieste migliori
prove diagnostiche15. Per questi motivi, si raccomanda che la diagnosi precoce ed il trattamento
terapeutico si avvalgano dei dati anamnestici e delle manifestazioni cliniche piuttosto che della
disponibilità dei risultati di laboratorio. L’accertamento tradizionale è eseguito con la RDC che
rileva anticorpi verso epitopi lipopolisaccaridici delle chlamydie presenti in tutti i componenti
appartenenti alle Chlamydiaceae e questi possono comparire dopo infezione da Ch. pneumoniae o
C. trachomatis. Altro accertamento ampiamente utilizzato è la MIF originariamente sviluppata da
Wang e Grayston per tipizzare la C. trachomatis16. Questa prova utilizza corpi elementari (EBs,
elementary bodies,) di tre chlamydie patogene per l’uomo fissati come antigeni su un vetrino da
utilizzare per la ricerca delle immunoglobuline totali e delle IgM od IgA specifiche. Possono
insorgere delle difficoltà nella definizione della massima diluizione positiva e la prova non è
completamente affidabile per la considerevole variabilità dei risultati ottenuti da operatori diversi;
inoltre gli EBs sono di dimensioni al limite della risoluzione del microscopio ottico17. L’antigene
principale usato nella prova di MIF è il MOMP ed è nota la sua elevata variabilità negli isolati aviari
con gli 8 serovars attualmente descritti9. Pertanto, il ceppo infettante potrebbe peraltro essere
differente da quello utilizzato per la produzione dei corpi elementari. Sebbene in alcune prove di
tipo commerciale gli EBs siano trattati per ridurre le molecole di LPS, gli anticorpi reagenti con
questo antigene possono interferire con la specificità della prova. Le Chlamydie possiedono
antigeni a struttura complessa e le specie presentano numerosi epitopi delle cellule B e T; pertanto
l’accertamento sierologico può essere reso difficoltoso da reazioni crociate e da effetti legati al
‘peccato originale dell’antigene18-21.
Un’alternativa alla MIF è la prova di immunofluorescenza con inclusione completa WIF (whole
inclusion immunofluorescence) che utilizza cellule infettante come antigene e campioni di siero
verso le componenti cellulari contenenti C. trachomatis, Ch pneumoniae e Ch. pneumoniae e Ch.
abortus presenti sul vetrino21. Ch. abortus è preferita a Ch. psittaci in quanto è nota la stretta
correlazione antigenica con quest’ultima; questa condizione consente di ridurre i problemi di rischio
biologico riguardanti la crescita di Ch. psittaci che appartiene alla Categoria 3 degli agenti
patogeni. (Consultare di seguito per Ch. abortus). Il vantaggio principale della WIF è relativa ad
una più facile lettura microscopica. E’ il solo accertamento che si avvale dello spettro antigene
totale delle chlamydie, comprendendo anche gli antigeni ‘non strutturali’ presenti nelle inclusioni
delle membrane. Ciò rappresenta un vantaggio ed anche uno svantaggio. L’aumento della
sensibilità và a scapito della diminuzione della specificità legata alla possibilità di reazioni crociate,
in modo particolare a quelle sostenute dagli anticorpi anti-LPS che reagiscono con tutte e tre le
specie22. A causa di queste reazioni crociate, i sieri che alla WIF presentano positività a titolo
equivalente per Ch. Pneumoniae e Ch. psittaci devono essere considerati appartenenti a soggetti
infettati da quest’ultima, tenendo conto soprattutto dei riscontri e del giudizio clinico.
Le diagnosi sierologica di infezione da Ch. psittaci e Ch. abortus potrebbero essere in gran parte
semplificate ed accelerate se si potesse disporre di un antigene immunodominante specifico per
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Infezioni Zoonotiche da Chlamidia
queste specie. Una pubblicazione del gruppo di Helmut Brade suggerisce la presenza di due
nuove molecole di LPS oligosaccaridici riscontrate solo nella Ch. psittaci/abortus/felis/caviae che
potrebbero fornire questi antigeni23. E’ stato prodotto un nuovo anticorpo monoclonale con
caratteristiche specifiche verso il nuovo LPS.
In letteratura alcune ricerche segnalano la possibilità di diagnosi più rapida per patogeni presenti in
espettorato, tampone faringeo od aspirato. E’ stato utilizzata una prova di immunofluorescenza
diretta (DIF, direct immunofluorescence.) con un anticorpo coniugato genere-specifico anti-LPS,
ma questa tecnica richiede esperienza e non è disponibile per molti laboratori perché richiede
l’adozione di tecniche di diagnosi molecolare per C. trachomatis24,25. E’ stata pure utilizzata la
ricerca dell’antigene con un metodo immunoenzimatico per il rilievo del LPS ma, in modo analogo,
potrebbe non essere disponibile ancora per parecchio tempo24-26. La PCR è stata segnalata di
particolare utilità e, grazie alla stabilità delle sonde e del DNA di controllo, rappresenta la prova più
pratica nelle scelte di laboratorio per questa malattia, per la quale la richiesta è di solito poco
frequente10,25.
3
Diagnosi di Aborto da Chlamydia
La diagnosi di queste infezioni è stata eseguita dopo l’aborto ed è importante stabilire rapidamente
la natura dell’infezione per intraprendere il più presto un’efficace terapia anti-chlamydia. Poiché la
prova della WIF (descritta in precedenza) utilizza l’antigene di Ch. abortus, risulta particolarmente
idonea per la diagnosi sierologica anche se in precedenza la RDC è stata usata nella maggior
parte dei casi. La ricerca diretta del patogeno nella placenta abortiva e/o nel feto è il metodo
diagnostico più rapido. Ma, come prima specificato, questa prova con anti-LSP,genere-specifico,
coniugato, può non essere disponibile. In modo analogo, l’isolamento in coltura cellulare può
essere disponibile solo presso un numero ristretto di laboratori. Nella maggior parte dei casi
segnalati, un aiuto può essere fornito dai colleghi veterinari. La PCR utilizzata dalla VLA
(Veterinary Laboratory Agency) per la ricerca dell’infezione da Ch. psittaci nei volatili riconosce
anche Ch. abortus ed il Moredun Research Institute di Edinburgo dispone di gruppo attivo di
ricerca su questa malattia.
4
Infezione Zoonotica da Chlamydia di Origine da
Ruminante
Le infezioni da Ch. abortus rappresentano nel Regno Unito la principale causa di aborto infettivo
nelle pecore e nelle capre ed anche, occasionalmente, nel bestiame. Nelle pecore la patologia più
importante si sviluppa nella placenta, ma può espandersi anche al feto12. Recenti osservazione
eseguite negli USA suggeriscono che nel bestiame è diffusa un’infezione di grado lieve che può
generare problemi di fertilità27. La pecora durante l’aborto produce di solito una massiva
escrezione di chlamydie dalla placenta infettata e sull’agnello abortito che, di conseguenza, diviene
una fonte d’infezione per le altre pecore e per i pastori esposti durante il parto. L‘infezione
nell’uomo e nella donna non gravida non è ben documentata, ma un episodio epidemico comparso
nel 1981 fra gli addetti alla preparazione di un vaccino ha suggerito che il microrganismo può
determinare un’infezione del tratto respiratorio superiore di media gravità con sintomi similinfluenzali28. Se le donne gravide acquisiscono l’infezione, questa può propagarsi alla placenta
dopo la comparsa dei sintomi respiratori e determinare, in funzione dell’età gestazionale, aborto o
parto pre-termine. E’ stata comunque osservata l’insorgenza di grave sintomatologia prima o
subito dopo la perdita del feto. In particolare possono insorgere insufficienza renale, disfunzioni
epatiche e coagulazione intravascolare disseminata che hanno causato, nei casi più gravi, il
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Infezioni Zoonotiche da Chlamidia
decesso della madre12,29. L’infezione è rara, ma particolarmente grave. Che si trattasse di Ch.
abortus è stato dimostrato dal profilo di restrizione dell’intero genoma delle specie chlamydia
(WGREP whole genome restriction enzyme profiling)30.
Nei casi osservati in gravidanza in Europa è stato dimostrato il contatto con pecore o capre, ma la
moglie di un agricoltore è risultata infetta nonostante abbia evitato intenzionalmente questo tipo di
esposizione durante la gravidanza. In questo caso, non è stato pertanto possibile escludere la
trasmissione dell’infezione da oggetti inanimati o dal marito, che governava le pecore, entrambi
potendo essere ritenuti potenziali sorgenti d’infezione31.
Mentre i casi Europei sono stati correlati alle pecore, negli USA i casi abortivi di ‘psittacosi in
gravidanza’ sono stati segnalati come conseguenti a contatto aviari32. Ciò è particolarmente
interessante perché, dall’adozione della WGREP come primo ed unico accertamento per la
tipizzazione del ceppo, un isolato aviario, il Daruma parakeet, è stato riconosciuto possedere lo
stesso profilo di quello degli isolati dall’aborto nei ruminanti. L’interpretazione più credibile di
questa osservazione isolata è che si sia trattato di un ceppo etichettato in modo improprio, fatto di
comune riscontro in quel periodo33. Successivamente, il sequenziamento genomico di alcuni ceppi
aviari di varia provenienza hanno dimostrato una stretta omologia con la maggior parte degli isolati
di Ch. abortus e non rispetto a quelli di Ch. Psittaci34. E’ stata avanzata l’ipotesi che Ch. abortus si
sia recentemente evoluta da questi ceppi abortus aviario-simili. Il sequenziamento dell’intero
genoma di ceppi aviari di C. psittaci è attualmente in corso e dovrebbe aiutare a chiarire questo
problema. Si deve comunque notare che in corso di gravidanza il contatto con volatili può
rappresentare un rischio e che i cascami di lana di pecora, ritenuti privi di agenti di malattia,
possono essere vettori d’infezione di origine aviaria.
E’ Evidente che la prevenzione dell’infezione è la forma migliore di politica sanitaria. Dopo la
consapevolezza del problema durante gli anni ’80 e ‘90, la condizione di rischio è stata
adeguatamente diffusa nell’ambito agricolo e giornalistico e, più efficacemente, con sceneggiati
televisivi di tipo agro-culturale. Dettagliate informazioni per le donna a rischio sono attualmente
disponibili presso il PHE (https://www.gov.uk/government/organisations/public-health-england) e il
web Scottish Office (www.hps.scot.nhs.uk) e dall’ HSE (www.hse.gov.uk).
5
Riassunto
Da un punto di vista pratico, si devono fare alcune considerazioni sugli sviluppi metodologici. La
disponibilità della PCR real-time per la ricerca di Ch. psittaci nell’espettorato, tampone faringeo e
Ch. abortus nella placenta abortiva e nel feto possono accelerare in modo significativo la diagnosi
e queste prove sono state diffusamente descritte11,27. In funzione dei recenti aggiornamenti
descritti in precedenza, appare chiaro, che nei casi sospetti d’infezione di origine aviaria o da
ruminanti, il sangue intero e/o il buffy coat cellulare possono rappresentare attualmente campioni
addizionali appropriati per ricerche con la PCR.
Si deve sottolineare inoltre che, per tutte e quattro le nuove specie che appartengono a Chlamydia.
psittaci è stato riscontrato un diverso tropismo per l’ospite naturale e pure per le zoonosi infettive.
La comprensione delle basi cellulari e molecolari di questi diversi tropismi rappresenterà la sfida
principale per la ricerca futura.
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