MODULI DIVERSI PER GIOCATORI DIVERSI Le

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MODULI DIVERSI PER GIOCATORI DIVERSI Le
MODULI DIVERSI PER GIOCATORI DIVERSI
Le differenze tra 4-4-2, 4-2-4, 4-2-3-1 dipendono dalle caratteristiche dei
giocatori.
Ci sono squadre e, di conseguenza allenatori, che sono etichettate come
molto offensive perché partono da un modulo 4-2-3-1, altre che invece sono
considerate molto difensive per via della loro disposizione 4-4-2; la realtà è
che questi due moduli, così come il 4-2-4, sono molto simili nei loro
concetti base, specialmente difensivi, ma le caratteristiche dei giocatori in
campo ne possono stravolgere le peculiarità offensive.
Pensiamo al Dortmund, due volte campione di Germania; la squadra di
Klopp è etichettata come un 4-2-3-1 , ma la realtà è molto diversa.
In fase di non possesso la squadra si schiera con un modulo 4-4-1-1 con
Kagawa che dalla sua posizione intermedia aiuta la prima punta se c’è
pressing, altrimenti è pronto al raddoppio sulla linea dei centrocampisti.
Le due linee da 4 poi sono posizionate in modo diverso: i centrocampisti si
tengono molto larghi a coprire l’ intera larghezza del campo, i difensori
invece stanno stretti verso l’ area lasciando libere le fasce; nel momento in
cui la palla si sposta da un lato i centrocampisti fanno una diagonale
molto pronunciata per andare a chiudere subito la fascia, così l’ esterno
dal lato debole si trova in mezzo al campo, pronto per l’ eventuale
ripartenza e la squadra crea grande densità vicino alla palla, così da
bloccare molte linee di passaggio agli avversari.
Tutto questo è possibile perché Grosskreutz e Kuba, i due esterni alti,
Kagawa e i due esterni bassi, Schmelzer e Piszczek , hanno nella
resistenza e nella corsa due delle loro migliori qualità; riescono a
recuperare le posizioni velocemente e reggono tutti questi movimenti,
molto ampi, per i 90 minuti.
Queste caratteristiche si vedono anche in fase di possesso palla: lo
schema preferito da Klopp è il contropiede vecchia maniera (2-3 passaggi
per andare in porta) perché i centrocampisti esterni e Kagawa, come
detto, corrono molto e sono veloci, sono sempre pronti a ripartire in fase di
transizione; ma se non c’ è lo spazio per sviluppare una ripartenza veloce,
allora i due esterni di centrocampo si allargano molto e cercano lo scambio
con i 2 esterni di difesa che spingono molto; se la palla è ai terzini arriverà
un cross alto, se la palla è a Kuba o Grosskreutz l’azione si svilupperà con
palla a terra perché entrambi hanno un buon dribbling e, di solito,
tagliano verso il centro per cercare lo scambio con l’attaccante giapponese
che si posiziona al limite dell’ area.
In più Hummels, da dietro avanza sempre come centrocampista aggiunto
per chiudere le ripartenze più in avanti e per dare un supporto in più al
giro palla avanzato.
La squadra riesce sempre ad essere molto corta, a parte i contropiedi
veloci, chiudendo gli spazi in difesa (miglior difesa del campionato) e
creando molta “pressione” sulla difesa avversaria con 9 giocatori negli
ultimi 35 metri di campo.
Da 4-2-3-1 sulla carta a 4-4-1-1 difensivo e 1-5-4 offensivo.
Se andiamo ad analizzare il Manchester United, storicamente Ferguson
ha sempre cercato giocatori con certe caratteristiche ben specifiche per
poter attuare i suoi schemi al meglio senza stravolgerli.
Ecco quindi che il 4-4-2 difensivo, tipico anglosassone, ha sempre una
delle due punte portata a rientrare per supportare il centrocampo nella
zona dove l’ala ha caratteristiche meno difensive, due centrali difensivi
forti fisicamente e sulle palle alte, uno dei terzini con caratteristiche
prettamente difensive, due interni di centrocampo incontristi seppur
capaci di creare gioco.
Offensivamente le due ali restano molto alte, con una che tende ad
accentrarsi e l’altra che cerca il fondo per il cross; un centrocampista
centrale che si inserisce e l’altro che avanza per sfruttare eventuali rinvii
corti degli avversari, un terzino che spinge molto sulla fascia, una delle
punte brava tecnicamente per scambiare nello stretto con i compagni,
dribblare al limite dell’area e creare superiorità.
Pensate ai giocatori che si sono succeduti, in particolare alle loro
caratteristiche tecniche e tattiche: Cantona-Rooney-Yorke come seconde
punte , le coppie di ali Valencia-Young o Beckham-Giggs o KanchelskisRonaldo, i centrocampisti centrali Ince-Keane o Carrick-Scholes o ButtScholes, i centrali Pallister-Bruce o Ferdinand-Vidic, i terzini ParkerIrwin o O’Shea-Evra; le similitudini nelle caratteristiche dei singoli sono
ricorrenti.
Il 4-4-2 difensivo, o meglio 4-4-1-1, diventa 3-3-3-1 in fase di possesso con
la ricerca dell’ ampiezza sulle fasce.
Come ulteriore esempio possiamo considerare il Real Madrid; il suo
modulo viene considerato un 4-2-4 o 4-2-3-1, ma attenzione perché anche
il team di Mourinho in fase di non possesso si schiera con un 4-4-1-1 con
Ozil o Ronaldo che a turno si allargano su una fascia ( a destra se Di
Maria copre la sinistra o a sinistra se Higuain si allarga a destra), mentre
uno dei due aiuta i centrocampisti centrali.
In fase di possesso il 4-2-4 diventa un 2-1-3-4 con i due terzini che
spingono molto, specialmente Marcelo a sinistra, Kedira o Granero si
inseriscono centralmente perché hanno ottime qualità offensive, per
essere centrocampisti; i quattro attaccanti riescono a gestire continui
scambi di posizione, triangoli stretti e veloci dribbling perché Benzema,
Higuain, Ronaldo sono in grado di ricoprire al meglio sia il ruolo di prima
punta, sia di attaccante di movimento e tutti sono dotati di grande
tecnica, tiro, senso del gol, Ozil o Di Maria o Kaka hanno caratteristiche
simili: tecnica, visione di gioco, velocità, tiro, inserimenti, dribbling e sono
quindi perfettamente intercambiabili. Per sfruttare le qualità dei singoli,
la squadra cerca di isolare uno o due delle sue stelle per creare situazioni
di 1 contro 1 o 2 contro 2 contro i difensori avversari.
Il 4-4-2 rimane il modulo di ispirazione per tanti allenatori; il loro lavoro
ha poi prodotto molte variazioni a questo modulo per poter sfruttare al
meglio le caratteristiche dei singoli giocatori e far così elevare il
rendimento di tutta la squadra, questo è, forse, il vero aspetto dell’
allenatore di successo: modificare l’ aspetto tattico della propria squadra
in funzione delle caratteristiche dei propri giocatori.

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