Cartella stampa 2013

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Cartella stampa 2013
FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
8 | 17 novembre 2013
con l’adesione del Presidente della Repubblica
CONFERENZA STAMPA
14 ottobre 2013
Ore 11.30 – Sala Petrassi
Auditorium Parco della Musica di Roma
I CONTENUTI DELLA CARTELLA STAMPA
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Il Sindaco di Roma Capitale, On. Ignazio Marino
Il Presidente della Regione Lazio, On. Nicola Zingaretti
Il Commissario Straordinario della Provincia di Roma, Riccardo Carpino
Il Presidente della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Roma,
Giancarlo Cremonesi
Il Presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina, e l’Amministratore Delegato
della Fondazione Musica per Roma, Carlo Fuortes
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Il Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Paolo Ferrari
Il Direttore Generale della Fondazione Cinema per Roma, Lamberto Mancini
Il Direttore Artistico del Festival Internazionale del Film di Roma, Marco Müller
L’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma
I numeri dell’ottava edizione
I film di apertura e chiusura dell’ottava edizione
I film dell’ottava edizione
- Concorso
- Fuori Concorso
- Anticipazione selezione CinemaXXI
- Prospettive Doc Italia
I Premi ufficiali e i Premi collaterali
I Presidenti delle giurie di Concorso e CinemaXXI
Premio alla carriera ad Aleksej Jurevič German
Maverick Director Award a Tsui Hark
Masterclass
Retrospettive e Omaggi
Ritratti di cinema
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Mercato Internazionale del Film: The Business Street (TBS) e New Cinema Network (NCN)
Il programma di Alice nella città
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Informazioni generali
- Come partecipare – Biglietti, prevendite e prezzi
- Come arrivare
- Guida dell’Auditorium
Luoghi e servizi per la stampa
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V.le Pietro De Coubertin, 10 00196 Roma | ph. +39 06 40401900 | fax +39 06 40401700 | [email protected] | www.romacinemafest.org
IL SINDACO DI ROMA CAPITALE
ON. IGNAZIO MARINO
Roma è orgogliosa di ospitare anche quest’anno all’Auditorium Parco della Musica, al MAXXI e in tutte
le piazze e le strade romane, il Festival Internazionale del Film di Roma e il suo ricco programma di
film, anteprime, incontri con registi e ospiti internazionali.
In questa ottava edizione saranno tanti i film che, ancora una volta bellissimi, cattureranno le nostre
emozioni, ci sveleranno orizzonti sconosciuti, nuove culture, nuove storie.
Come sempre non saranno solo le star e gli addetti ai lavori ad essere protagonisti, ma le romane e i
romani, gli appassionati che arriveranno da ogni parte d’Italia e del mondo per partecipare a questa
grande festa del cinema, per rendere omaggio a questa arte attraverso il suo essere radicata nella
storia dei luoghi e della gente.
Roma sarà avvolta dall’atmosfera magica delle anteprime mondiali, conosceremo registi
internazionali, sfioreremo attori emergenti e star di Hollywood, consegneremo premi e ammireremo
nuovi modi di creare, pensare e produrre cinema. In una piazza, in una vetrina che vuole e sa essere
speciale, che rappresenta il set più bello del mondo.
Nel cuore di Roma, nei vicoli e nelle piazze, dal centro alle periferie della città sono state girate le
pagine cinematografiche più famose, i ciak storici del cinema nazionale e internazionale: Vacanze
romane, Roma città aperta, Sciuscià, La dolce vita e Caro diario hanno tra i loro protagonisti proprio
Roma.
Una città che è un set naturale e che, durante l’ottava edizione del Festival, si trasformerà nel Red
Carpet più grande e coinvolgente del mondo, aprendo le porte a registi emergenti e attori famosi.
In questa occasione di festa, quando la città diventa passerella internazionale, ci sembra giusto
ricordare i grandi romani del cinema che ci hanno lasciato di recente: il maestro Carlo Lizzani,
tragicamente scomparso, e l’attore Giuliano Gemma, morto prematuramente. E, più lontano nel
tempo, la straordinaria Anna Magnani, la nostra “Nannarella”, che ci manca da 40 anni.
Il modo migliore di raccogliere il loro testimone è realizzare un grande evento di cinema e cultura,
un’edizione speciale da vivere con l’emozione di sempre.
(dal catalogo)
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IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO
ON. NICOLA ZINGARETTI
Sono poche le città del mondo che possiedono un intreccio di storie, memorie e saperi legati al
cinema come Roma. Questa grande tradizione si riflette in una presenza di cinema nella vita della
città che – nonostante tanti cambiamenti – è rimasta tutt’oggi fortissima: Roma è la città italiana con
più spettatori cinematografici, quella con più schermi, con più circuiti d’essai. Non solo: qui lavora la
percentuale più alta di professionisti dell’audiovisivo e hanno sede centri per il cinema di livello
europeo.
È in virtù di questo enorme patrimonio che, nel 2006, il Comune di Roma, la Camera di Commercio,
la Regione Lazio, la Provincia di Roma e la Fondazione Musica per Roma hanno lanciato una grande
sfida: creare nella Capitale un evento che fosse diverso e innovativo, rispetto al panorama dei
festival cinematografici che già esistevano nel nostro Paese. L’identità del festival, si pensò allora,
doveva tenere conto in particolare di un elemento: dell’amore di Roma e dei romani per il cinema,
cioè del piacere di tanti cittadini di mettersi davanti a uno schermo per godersi una nuova storia, per
conoscere meglio se stessi e il mondo. Non solo una rassegna, ma un appuntamento di caratura
internazionale e dalla natura eterogenea, in cui si potessero mischiare culture e linguaggi diversi, ma
soprattutto a una festa per l’intera città. La risposta da parte del pubblico e degli operatori, in
questi anni, è sempre stata molto positiva.
Giunto alla sua ottava edizione, il Festival Internazionale del Film di Roma deve avere il coraggio di
scommettere ancora sulla sfida per cui è nato: creare un nuovo strumento di aggregazione sociale e
un’opportunità di sviluppo per contaminare positivamente tutto il nostro territorio.
(dal catalogo)
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IL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA PROVINCIA DI ROMA
RICCARDO CARPINO
In una fase così delicata, in cui si sente parlare con tanta frequenza di crisi economica a livello
nazionale ed estero, una manifestazione come il Festival Internazionale del Film di Roma acquista un
valore maggiore.
Per dieci giorni, infatti, Roma diventa il polo d’attrazione internazionale per tutti gli appassionati di
cinema e per gli operatori dell’industria cinematografica, ospitando proiezioni, eventi, mostre ed
appuntamenti di assoluto rilievo.
Si tratta di un evento che dunque riesce a mantenere un alto profilo qualitativo e si consolida come
momento cruciale per il sostegno alla produzione cinematografica nel suo complesso; un evento che
vede la Provincia di Roma tra i soci fondatori.
Il cinema italiano è sempre stato fonte di ispirazione culturale ed è importante che continui ad
esserlo anche ora, facendo dei luoghi della città in cui la manifestazione si tiene, delle vetrine di
ispirazione per tutto il Paese e anche per l’intera Provincia.
Anche quest’anno la Provincia di Roma è ben lieta di promuovere e di supportare una manifestazione
così importante e significativa, con l’augurio di sempre maggiori successi.
(dal catalogo)
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IL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA DI ROMA
GIANCARLO CREMONESI
La Camera di Commercio di Roma, l’Istituzione economica della Capitale, assicura il suo sostegno al
Festival Internazionale del Film di Roma fin dalla sua prima edizione, investendo rilevanti risorse
economiche e know-how.
Attraverso il suo sostegno alla manifestazione, la Camera di Commercio persegue un duplice
obiettivo. In primo luogo, quello di valorizzare l’industria cinematografica quale asset strategico di
sviluppo, con effetti positivi per l’indotto locale. La Città Eterna è, senza dubbio, la sede naturale
per ospitare un festival dedicato al cinema. A Roma è nata, nel 1906, la Cines, prima casa di
produzione cinematografica italiana; a Cinecittà sono stati girati più di tremila film; nel nostro
territorio opera la maggioranza delle imprese italiane del settore. La nostra città è una fonte
inesauribile di ispirazione per il cinema, a cui ha dato grandi registi, indimenticabili interpreti,
ineguagliabili scenografie a cielo aperto che hanno attirato visitatori da tutto il mondo.
L’altro obiettivo è quello di promuovere il territorio capitolino, massimizzando la vitalità e l’offerta
culturale della città. Un impegno che vede la Camera di Commercio promotrice, insieme con le altre
istituzioni locali, di numerosi interventi culturali – basti ricordare la partecipazione alle grandi
Fondazioni culturali della città: oltre a Cinema per Roma, anche Musica per Roma, Accademia
Nazionale di Santa Cecilia, Teatro dell’Opera di Roma – finalizzati a rafforzare la capacità attrattiva
del nostro territorio nei confronti di turisti, creativi e investitori esteri.
L’importanza del Festival è testimoniata, tra l’altro, dall’altissimo numero di partner privati che
affiancano le istituzioni pubbliche locali. In particolare, la sezione Mercato Internazionale del Film di
Roma si è affermata come un elemento decisivo di impulso per l’industria cinematografica italiana,
registrando una crescente partecipazione di compratori, venditori e distributori da tutto il mondo.
Grazie al prestigio e alla credibilità acquisiti negli anni, il Festival è ormai riconosciuto tra i grandi
eventi cinematografici internazionali.
(dal catalogo)
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IL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE MUSICA PER ROMA
AURELIO REGINA
L’AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA FONDAZIONE MUSICA PER ROMA
CARLO FUORTES
Fra tutte le arti, il cinema è forse, insieme alla musica, la più popolare, quella che riesce a superare
meglio confini e barriere, quella capace di trovare un linguaggio universale, al di là delle differenze
sociali e culturali, per arrivare nella profondità di ogni persona, toccando i suoi sogni, le sue paure,
le sue speranze.
Il Festival Internazionale del Film di Roma è da sempre, per scelta ben precisa, esattamente così:
popolare e per tutti. Non una semplice vetrina e ribalta di nuovi film, ma l’idea che sia possibile fare
incontrare il grande pubblico con i protagonisti del cinema, senza per questo nulla perdere in quanto
a spessore e profondità d’espressione artistica. Ed è sempre esattamente per questo che la casa
“naturale” del Festival è, fin dall’inizio, l’Auditorium Parco della Musica, l’istituzione che più di ogni
altra ha dimostrato, nell’arco del suo primo decennio di vita, di saper coniugare la qualità
dell’offerta culturale con la capacità di essere punto di riferimento aperto e “popolare”, appunto,
per l’intera città, oltre che per i milioni di visitatori giunti da ogni parte d’Italia e del mondo.
L’Auditorium sarà il cuore pulsante del Festival anche in questa ottava edizione: per dieci giorni,
dall’8 al 17 novembre, tutte le sue sale, la cavea, ogni suo spazio, a cominciare dal Villaggio del
Cinema allestito per l’occasione, saranno letteralmente invasi da star internazionali e italiane, da
film, da registi e attori affermati, da critici, e ovviamente dal pubblico, dalle migliaia di persone che
potranno godere della magia che il cinema spesso sa creare.
E ancora una volta Roma e l’Auditorium potranno rinnovare quello che, fin dalla prima edizione del
Festival, vuole innanzitutto essere un omaggio al cinema, un atto d’amore nei suoi confronti.
(dal catalogo)
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FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
PAOLO FERRARI
Il Festival Internazionale del Film di Roma – che anche quest’anno si svolgerà con l’adesione del
Presidente della Repubblica – giunge all’ottava edizione rinnovando la sfida di portare nella Capitale
cinema di livello internazionale, grande qualità e, al tempo stesso, popolarità.
L’ottava edizione del Festival, con il sostegno del Main Partner BNL – Gruppo BNP Paribas, è promossa
da Roma Capitale con il sindaco Marino, dalla Regione Lazio con il presidente Zingaretti, dalla
Provincia di Roma con il commissario Carpino, dalla Camera di Commercio di Roma con il presidente
Cremonesi, dalla Fondazione Musica per Roma con il presidente Regina, e prodotta da Fondazione
Cinema per Roma sotto la direzione artistica di Marco Müller.
In un anno dal punto di vista economico difficile per tutti – amministrazioni pubbliche, istituzioni e
aziende private – siamo riusciti a garantire la realizzazione di questo appuntamento grazie
all’impegno condiviso dei nostri soci fondatori e dei partner che ci hanno sostenuto.
Per centrare l’ambizioso obiettivo è stato necessario uno sforzo straordinario da parte di Fondazione
Cinema per Roma, finalizzato a garantire una gestione sana dal punto di vista finanziario e ad
aumentare l’efficienza della macchina operativa dal punto di vista organizzativo e strutturale.
Sulla base dell’esperienza maturata, confidiamo di aver migliorato la proposta editoriale e
l’accoglienza per gli ospiti e i visitatori del Festival, e di aver valorizzato le sinergie con altre realtà
istituzionali.
Un esempio per tutti è rappresentato dalla collaborazione con il Museo MAXXI, che si è rafforzata non
solo nella realizzazione del Festival – al MAXXI viene ospitata una parte della programmazione – ma
tutto l’anno, ideando iniziative comuni, come la rassegna “Cinema al MAXXI”. Il potenziamento della
nostra attività nel corso dell’anno – che nel 2013 ha avuto un significativo sviluppo – è del resto
elemento fondante della strategia di Fondazione Cinema per Roma.
Altro partner istituzionale che mi preme citare è il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca
Nazionale, la cui collaborazione consente di mantenere viva la memoria del grande cinema del
passato, soprattutto italiano.
Parallelamente al Festival, anche quest’anno si svolge il Mercato Internazionale del Film di Roma,
l’area dedicata alla circolazione e alla compravendita di prodotti audiovisivi, che ha trovato impulso
dal riposizionamento nel calendario, a metà novembre, diventando una piattaforma ideale per
distributori e produttori, sia a livello nazionale che internazionale.
Colgo l’occasione, infine, per ringraziare tutto lo staff della Fondazione Cinema per Roma per il
lavoro svolto, dal direttore artistico Marco Müller al direttore generale Lamberto Mancini, all’intero
gruppo di lavoro che, con il massimo impegno, hanno consentito di realizzare un programma di
grande valore.
Presidente della Fondazione Cinema per Roma
(dal catalogo)
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LAMBERTO MANCINI
In periodi di incertezza e difficoltà, come quelli in cui viviamo, occorre ripartire dalle radici. In
questo senso, Cinema e Roma rappresentano da molti decenni un binomio prestigioso a livello
internazionale, un patrimonio di grande valore da cui occorre ripartire con vigore.
Il Festival Internazionale del Film di Roma è sì una festa per tutta la città – con le sue proiezioni, e
con il suo contorno di eventi, star, red carpet e premi – ma è soprattutto un’indicazione chiara che la
Capitale vuole dare all’Italia e al mondo. Roma crede nel Cinema – che è intrattenimento, cultura,
emozione, industria, espressione nazionale e finestra aperta sul panorama internazionale – ed investe
sul Cinema affinché diventi sempre più una chiave di crescita e sviluppo per l’intero territorio. Alla
sua ottava edizione, il Festival di Roma ha già conquistato il proprio posto tra i grandi festival
internazionali di cinema. Può vantare uno dei red carpet più belli al mondo, nella scenografia unica
dell’Auditorium di Renzo Piano che da sempre lo ospita, con le sue meravigliose sale trasformate in
tanti cinema di gran pregio. Ingredienti di questo successo sono il pubblico, che da sempre lo segue
con passione, la grande ricaduta mediatica su televisioni, stampa e new media, il forte impegno
dedicato alla industry cinematografica, in un contesto ricco di vitali relazioni con le principali
istituzioni internazionali, da Media a Eurimages, dal Sundance al Film London, da Cinèfondation a
CineMart, solo per citarne alcune. La ricaduta del Festival sul settore economico del cineaudiovisivo
è evidente e profonda, e passa innanzitutto per il successo del Mercato, The Business Street, dove si
ritroveranno come ogni anno operatori specializzati provenienti da tutto il mondo. E per New Cinema
Network, incubatore formidabile per costruire coproduzioni e sviluppare progetti che diventeranno
film in futuro. Completa l’attività di TBS l’ampio panorama di seminari professionali e di incontri tra
gli operatori del settore, che trovano durante il Mercato un momento di riflessione su quanto
accaduto nell’anno in corso, ed una ripartenza per quello che sta per iniziare.
Per garantire il massimo accesso al Festival a tutte le tipologie di pubblico abbiamo concepito una
politica di pricing molto articolata, con particolare attenzione alle esigenze di chi dispone di minori
possibilità economiche. I giovani in particolare sono stati al centro della nostra attenzione. Dopo il
grande successo dell’anno scorso, abbiamo replicato l’iniziativa di un accredito agevolato per l’intera
durata della manifestazione destinato a tutti gli studenti universitari. E da mesi stiamo dialogando
con quel variegato universo che respira attraverso i social network e attraverso le nuove modalità di
incontro offerte dal web, coerentemente con l’obiettivo di diventare uno dei festival internazionali
con più alto tasso di innovazione e interattività col pubblico, in particolare giovanile. La sezione
parallela Alice nella Città, inoltre, porterà all’Auditorium migliaia di ragazzi in età scolare. Dedico un
ringraziamento sincero al gruppo che ha lavorato e sta lavorando a questa ottava edizione, con
impegno, con dedizione e con entusiasmo. Resta fondamentale, come sempre, l’apporto dei soci
fondatori del Festival. Roma Capitale, Regione Lazio, Provincia di Roma, Camera di Commercio e
Fondazione Musica per Roma hanno dimostrato di credere nella manifestazione confermando il loro
appoggio. La stessa fiducia che ci è stata accordata dal nostro Main Partner BNL – Gruppo BNP Paribas
e da tutti gli altri sponsor e partner che hanno deciso di affiancarci in questa attività al servizio del
cinema e del territorio. A tutti va il nostro grazie più sentito. Chiudendo questa medesima
introduzione, un anno fa, avevo preso l’impegno di sviluppare anche altre attività che potessero
continuare a far vivere il patrimonio del Festival anche oltre i dieci giorni dell’evento.
Ci siamo riusciti, e oggi Fondazione Cinema per Roma è una realtà che opera anche su altri
importanti progetti durante l’intero corso dell’anno. Rassegne cinematografiche, curatele di mostre,
incontri col pubblico, progetti internazionali intersettoriali, attività speciali in grandi eventi
nazionali. Un motore sempre attivo, un cuore pulsante del settore, sempre in sintonia e molto spesso
in fattiva collaborazione con tutte le altre realtà del territorio.
Intendiamo continuare su questa strada, alla ricerca delle migliori sinergie nel settore del
cineaudiovisivo e della continua valorizzazione delle competenze che non solo la Fondazione ma
tutto questo territorio sanno esprimere.
Direttore Generale della Fondazione Cinema per Roma
(dal catalogo)
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MARCO MÜLLER
Roma 2013, ricominciano le avventure dell’occhio, le capriole della visione planetaria. Vi basterà
scorrere l’elenco dei film selezionati. Il cinema-cinema e gli oggetti artistici più singolari; gli autori e
i generi; i capolavori (German) e il cinema popolare, i film di ricerca e l’intrattenimento; i film-dicui-si-sa-già-tutto e quelli tutti-da-scoprire; i nomi confermati e quelli nuovissimi (le opere prime e
seconde nei diversi concorsi sono, anche quest’anno, moltissime): i film “giusti” dovrebbero davvero
essere all’appello, dentro una programmazione snella e leggibile senza bisogno di segnaletica
complicata.
Se crediamo di esserci avvicinati al risultato auspicato, è perché abbiamo lavorato, ancora una volta,
con furia, passione e ostinazione. Avevamo alle spalle un’edizione di “sperimentazione”; dovevamo,
quest’anno, concepire un’edizione “di assestamento”, verifica a tutto campo, anche attraverso
prevedibili riaggiustamenti, della linea espressa dall’edizione 2012. Senza velleitarie fughe in avanti,
riflessivi quanto ci è stato possibile sotto il peso di oltre 1500 lungometraggi visionati (in soli cinque
mesi!), abbiamo cercato di guardare sia allo stile che al negozio, prendendo posizione senza perdere
lucidità, privilegiando la selezione critica dei valori che volevamo opporre ad altri valori. Forse siamo
tutti stanchi di un cinema fatto di macchine inutilmente complicate e ingombranti. Abbiamo bisogno
della forza di un gesto estetico, dell’evidenza di una poetica; e con esse, di un’emozione di pancia e
di cuore, di un momento di sogno, divertimento e spettacolo.
Stiamo nuovamente entrando in un momento in cui il piacere di andare al cinema, la voglia di
condividere un’emozione in un’enorme sala buia non scaturisce in modo né facile, né tanto meno
naturale. Resta qualcosa di familiare, eppure è già parzialmente irriconoscibile: quasi fosse un lusso,
un mistero di altri tempi.
A dar retta al pessimismo della ragione, dunque, il tempo dei festival parrebbe volgere ormai al suo
limite. Per quanto tempo varrà la pena di continuare a rimuginarne il peccato originale turisticopromozionale, facendosi da un lato vetrina e trampolino di lancio della parte più visibile (spesso già
troppo vistosa) dell’esistente cinematografico, e dall’altro provvisorio surrogato ai buchi, alle
carenze del circuito di diffusione e informazione?
L’ottimismo della volontà ci suggerisce, invece, di allargare la frattura tra quelle idee-festival e la
filosofia, sempre necessariamente in movimento, di un macroevento “metropolitano”. Non tutti i
tentativi di rinnovamento sono votati alla sconfitta. A patto di rendere ancora più chiari gli obiettivi
di un evento dall’udienza a largo raggio in Europa, elaborando un’ipotesi di festival/festa che rifiuti
le divisioni tra “cultura” e “mercato” e comprenda quindi, tra gli elementi costitutivi, anche una
bella dose di schizofrenia, domata ma non addomesticata. Un macroevento costruito sul rapporto di
complicità e fiducia che si crea con gli spettatori nelle gigantesche sale dell’Auditorium Parco della
Musica, davanti a una programmazione che elabora proposte nuove ma riflette anche sui tempi di
assorbimento da parte del “pubblico” – e chiede per questo di essere giudicata tanto da giurie
composte da grandi professionisti che da giurie popolari. Solo questo può trasformarlo in un luogo di
più ricche individualità, che si formano non per assimilazione ma per comprensione, attraverso lo
sguardo attivo e il confronto.
Il programma di ogni nuova edizione deve rispondere tanto alle questioni sollevate da quella
precedente, che alla realtà di strutture e infrastrutture, budget e partenariati. In assenza delle
condizioni necessarie per formulare proposte “innovative”, è tuttavia accaduto che quelle “vecchie”
si siano disposte come i frammenti di un disegno irregolare, la trama di un’unità segreta. Non erano
linee tendenziali, sono sorte dal risultato imprevisto e provvisorio del comporsi della selezione 2013,
provengono dal particolarissimo incastro di opere solo di rado apparentabili, di dinamiche che hanno
potuto interagire e di esperienze che si sono rivelate improvvisamente comunicanti. È dunque dalla
scelta e disposizione delle opere (opere che parlano da sole) che deve filtrare la nostra filosofia,
senza bisogno di costringerla in una forma fatta di concetti generali - distruggerebbe ogni apertura
ai tanti futuri possibili.
In un “festival/festa” pluralistico, e dunque volutamente contraddittorio, il collante che tiene
insieme il programma è soltanto l’intuizione della verità di cinema che si cela in ogni titolo
selezionato. Conta la qualità ma anche la non-identità, la molteplicità dei fenomeni espressivi; vanno
esaltati tanto la libertà narrativa che lo splendore delle forme, il piacere dello schermo e la continua
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messa in discussione dell’idea di fiction, la sfida al “comune senso del reale” (rafforzata dalla prima
decisione presa con il comitato di selezione: quella di concentrare sul cinema documentario le nostre
Prospettive Italia).
Per mettersi in gioco completamente, è necessario potersi anche contraddire. Mettersi in gioco per
meglio aprirsi. Solo grazie all’articolazione di proposizioni, opzioni, di modelli e anche schemi di
genere, può riprendere forza la possibilità di rivolgersi a gruppi diversissimi di spettatori. Dobbiamo
far loro delle domande più che fornire delle risposte, sondarne la disponibilità a esplorare, riflettere,
godere delle diverse traiettorie di una programmazione che vuole far convivere, come ingredienti di
un inebriante cocktail, il cinema che non ti esce dalla testa e quello che ti tiene inchiodato alla
poltrona, la parte migliore del cinema italiano e statunitense e i mille volti di cinematografie
lontane, film che sfidano la nuova politica dei generi e opere dalle pronunciate asperità formali. Il
cinema, insomma, che tutti trepidiamo per avere l’opportunità di scoprire, perché viene da registi e
attori che posseggono qualcosa in più degli altri. A questo cinema dovevamo allora sforzarci di dare
in cambio qualcosa: nel nostro caso, questo secondo anno vissuto, insieme a una squadra
agguerritissima, nell’emozione di fabbricare una nuova idea di festival/festa per Roma, per chi il
cinema lo fa oppure lo fa circolare e per chi lo va a vedere.
Direttore Artistico del Festival Internazionale del Film di Roma
(dal catalogo)
Comitato di selezione: Laura Buffoni, Marie-Pierre Duhamel, Massimo Galimberti, Manlio Gomarasca,
Sandra Hebron, Giona A. Nazzaro, Mario Sesti
Ufficio Cinema: Alessandra Fontemaggi, Marta Giovannini, Massimiliano Maltoni, Jacopo Mosca,
Samanta Telleri
Consulenti: Isa Cucinotta, Deepti D'Cunha, Elma Hadzirdezepovic Tataragic, Babak Karimi, Diego
Lerer, Tomita Mikiko, Paolo Moretti, Aliona Shumakova, Chen Zhiheng
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L’OTTAVA EDIZIONE
DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
L’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma si svolgerà dall’8 al 17 novembre 2013
all’Auditorium Parco della Musica.
Tutte le sale dell’Auditorium, per un totale di oltre quattromila posti a sedere, saranno a
disposizione del Festival. Per dieci giorni, dunque, la struttura firmata da Renzo Piano sarà il punto
di riferimento per tutti gli appassionati di cinema e non solo, ospitando proiezioni, mostre, eventi,
convegni, dibattiti. I 1300 mq del viale che conduce alla Cavea saranno trasformati in uno dei più
grandi red carpet al mondo.
Il pubblico avrà a disposizione sette sale (Santa Cecilia, Sinopoli, Petrassi, Teatro Studio, Studio 3,
Auditorium MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, cinema Multisala Barberini). Accanto
all’Auditorium sorgerà il Villaggio del Cinema, costituito da padiglioni e stand in acciaio, vetro e
legno, appositamente realizzati per la manifestazione e i suoi visitatori. La programmazione del
Festival coinvolgerà anche l’area di Via Veneto: la strada simbolo del cinema italiano ospiterà, presso
l’Hotel Bernini Bristol e il cinema Multisala Barberini, il Mercato Internazionale del Film. I convegni si
terranno presso la Casa del Cinema a Villa Borghese e al MAXXI. Incontri di settore e istituzionali si
svolgeranno presso AuditoriumArte.
La Selezione Ufficiale del Festival è formata da un Concorso internazionale, un Fuori Concorso che
ospita le proiezioni di gala del 2013, la linea di concorso CinemaXXI, dedicata alle nuove correnti del
cinema mondiale, e il concorso di Prospettive Doc Italia, che fa il punto sulle nuove linee di tendenza
del cinema documentario italiano. Sezione autonoma e parallela, Alice nella città organizzerà,
secondo un proprio regolamento, una rassegna di film per ragazzi.
Il Mercato Internazionale del Film di Roma – articolato in The Business Street e New Cinema Network
– si terrà dal 13 al 17 novembre 2013, date che corrispondono a una posizione strategica nel
calendario di appuntamenti dell’industria cinematografica italiana e internazionale e rendono Roma
una piattaforma ideale per il lancio commerciale di film nuovi, in Italia come all’estero. Durante i
giorni di Mercato verranno messe a disposizione di produttori e venditori strutture per proiezioni e
video library, si organizzeranno incontri, workshop, eventi.
L’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma si tiene con l’adesione del Presidente
della Repubblica ed è prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma. Paolo Ferrari è il Presidente della
Fondazione, Lamberto Mancini il Direttore Generale. Marco Müller è il Direttore Artistico del Festival
Internazionale del Film di Roma.
La manifestazione è promossa da Fondazione Musica per Roma, Roma Capitale, Camera di Commercio
Industria Artigianato e Agricoltura di Roma, Regione Lazio e Provincia di Roma. Il Main Partner è BNL
– Gruppo BNP Paribas. I Partner Istituzionali sono ICE – Agenzia per la promozione all’estero e
l’internazionalizzazione delle imprese italiane e Ministero dei beni e delle attività culturali e del
turismo, con il supporto del Programma Media e in collaborazione con Alice nella città, ANICA,
Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e MAXXI – Museo nazionale delle arti del
XXI secolo. Lo Sponsor Ufficiale è Il Gioco del Lotto. Cinemeccanica è il Partner Tecnico per le
attrezzature di proiezione (pellicola e digitale) e Atac è Eco Mobility Partner. I media partner sono
Rai Movie, Rai News, Rai Radio 2, Getty Images, Erma Production, My Movies.
Prosegue nel 2013 l’impegno del Festival per il sociale, con Telethon, e per l’ambiente, con il
progetto di compensazione delle emissioni di CO2 in collaborazione con Impatto Zero® di LifeGate,
grazie al sostegno di Ricola. Inoltre, anche nell’ottava edizione del Festival verranno assicurati i
servizi di audiodescrizione e sottotitolazione digitale per le persone con disabilità visive o uditive che
potranno così fruire, oltre che partecipare, alle proiezioni di alcuni film del Festival.
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I NUMERI DELL’OTTAVA EDIZIONE
2620 film visionati provenienti da 76 paesi: 1542 lunghi e 1078 corti
71 Lungometraggi nella Selezione Ufficiale
11 Mediometraggi
19 Cortometraggi
CONCORSO
18 Film
12 in prima mondiale
5 in prima internazionale
1 in prima nazionale
FUORI CONCORSO
20 Gala:
9 in prima mondiale
2 in prima internazionale
2 in prima europea
6 in prima nazionale
1 prima Festival
3 Film in collaborazione con Alice nella città
1 in prima internazionale
1 in prima europea
1 in prima nazionale
3 Eventi speciali
2 in prima mondiale
1 in prima nazionale
CONCORSO CINEMAXXI
16 Lungometraggi
6 Mediometraggi
13 Cortometraggi
Il programma completo di CinemaXXI verrà annunciato e commentato in un’apposita conferenza
stampa che si terrà mercoledì 23 ottobre al MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo. Nelle
pagine successive è possibile trovare un’anticipazione della selezione.
PROSPETTIVE DOC ITALIA
7 Documentari in concorso (in prima mondiale)
3 Documentari fuori concorso (in prima mondiale)
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RITRATTI DI CINEMA
6 Ritratti
PAESI PARTECIPANTI
31 Algeria, Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Cile, Cina, Corea del Sud, Croazia, Danimarca,
Francia, Germania, Giappone, Grecia, Hong Kong, India, Iran, Israele, Italia, Lettonia, Libano,
Messico, Portogallo, Regno Unito, Romania, Russia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svizzera, Turchia
LUNGOMETRAGGI ITALIANI NELLA SELEZIONE UFFICIALE
24
OPERE PRIME E SECONDE
17
SALE CINEMATOGRAFICHE PER IL PUBBLICO DEL FESTIVAL
7
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I FILM DI APERTURA E CHIUSURA
DELL’OTTAVA EDIZIONE
L'ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi aprirà Fuori Concorso l’ottava edizione del Festival
Internazionale del Film di Roma. Il nuovo lavoro del cineasta toscano, uno dei più importanti registi e
sceneggiatori italiani (ha scritto film per Carlo Verdone, Francesco Nuti, Leonardo Pieraccioni, fra gli
altri) e autore di alcuni dei maggiori successi cinematografici degli ultimi anni (la trilogia di “Manuale
d’amore”, Che ne sarà di noi, Genitori & figli - Agitare bene prima dell'uso), si riallaccia al grande
filone della “commedia all’italiana”. Il film vede protagonista Elio Germano nei panni di Ernesto,
traslocatore che per quarant’anni ha viaggiato per l’Italia con il suo camion: attraverso i suoi occhi,
la pellicola racconta la storia del Paese, dagli anni ’70 ad oggi. A fianco di Germano (due volte David
di Donatello come miglior attore protagonista per Mio fratello è figlio unico e La nostra vita, che gli
è valso anche il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes), ci saranno
Alessandra Mastronardi, moglie di Ernesto, Ricky Memphis, Sergio Rubini, Virginia Raffaele e
Alessandro Haber.
Sou Duk / Saodu (The White Storm) di Benny Chan chiuderà l’ottava edizione. Il nuovo lavoro del
pluripremiato regista, produttore e sceneggiatore cinese, “allievo” di Johnnie To Kei-Feung e Tsui
Hark, maestro del film d’azione e autore di pellicole come Big Bullet – che gli vale la nomination
come miglior regista all'Hong Kong Film Award – e New Police Story (in cui dirige Jackie Chan), sarà
presentato Fuori Concorso in prima mondiale. Sou Duk è il primo poliziesco “internazionale” prodotto
in Cina: Tin (Sean LAU), Chow (Louis KOO) e Wai (Nick CHEUNG) lavorano insieme alla Squadra
Narcotici; i tre, legati da un rapporto fraterno, vogliono catturare in Thailandia un famigerato
“signore della droga”, ma durante l’operazione la squadra di Tin viene completamente annientata.
Tin si trova costretto a decidere tra la vita di Wai e quella di Chow…
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I FILM DELL’OTTAVA EDIZIONE
CONCORSO
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Prima mondiale
ANOTHER ME di Isabel Coixet, Spagna, Regno Unito, 2013, 86’
Cast: Sophie Turner, Jonathan Rhys Meyers, Claire Forlani, Gregg Sulkin, Rhys Ifans,
Geraldine Chaplin, Leonor Watling
Prima mondiale
BEN O DEGILIM / I AM NOT HIM di Tayfun Pirselimoglu, Turchia, Francia, Grecia, Germania,
2013, 125’
Cast: Ercan Kesal, Maryam Zaree
Prima mondiale - Opera seconda
I CORPI ESTRANEI / FOREIGN BODIES di Mirko Locatelli, Italia, 2013, 102’
Cast: Filippo Timi, Jaouher Brahim
DALLAS BUYERS CLUB di Jean-Marc Vallée, Stati Uniti, 2013, 117’
Cast: Matthew McConaughey, Jennifer Garner, Jared Leto
Prima internazionale
ENTRE NÓS / SHEEP'S CLOTHING di Paulo e Pedro Morelli, Brasile, 2013, 97’
Cast: Caio Blat, Carolina Dieckmann, Maria Ribeiro
Prima mondiale - Opera prima
GASS / ACRID / ACRE di Kiarash Asadizadeh, Iran, 2013, 94’
Cast: Sber Abar, Pantea Panahiha, Shabnam Moghadami, Mahsa Alafar, Roya Javidnia, Ehsan
Amani, Mahana Noormohammadi, Sadaf Ahmadi, Nawal Sharifi, Mohammadreza Ghaffari
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Prima internazionale
HER di Spike Jonze, Stati Uniti, 2013, 109’
Cast: Joaquin Phoenix, Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde, Scarlett Johansson
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Prima mondiale - Opera prima
LANSE GUTOU / BLUE SKY BONES di Jian Cui, Cina, 2013, 101’
Cast: ZHAO You-liang, NI Hong-jie, HUANG Huan, YING Fang, LEI Han, TAO Ye
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Prima internazionale - Opera seconda
MANTO ACUÍFERO di Michael Rowe, Messico, 2013, 79’
Cast: Tania Arredondo, Arnoldo Picazzo, Zaili Sofia Macias
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Prima mondiale
MOGURA NO UTA / THE MOLE SONG UNDERCOVER AGENT REIJI di Takashi Miike, Giappone,
2013, 130’
Cast: Toma Ikuta, Riisa Naka, Takayuki Yamada, Yusuke Kamiji, Takashi Okamura, Shinichi
Tsutsumi
Prima internazionale - Opera seconda
OUT OF THE FURNACE di Scott Cooper, Stati Uniti, Regno Unito, 2013, 116’
Cast: Christian Bale, Casey Affleck, Woody Harrelson, Forest Whitaker, Zoë Saldaña, Sam
Shepard, Willem Dafoe
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Prima mondiale - Opera seconda
QUOD ERAT DEMONSTRANDUM di Andrei Gruzsniczki, Romania, 2013, 105’
Cast: Florin Piersic jr., Dorian (Doru) Boguta, Medeea Marinescu, Mihai Calin, Ana Popescu,
Adina Cristescu, Alina Berzunteanu, Lucian Ifrim, Ada Zamfira, Paul Ipate, Dan Tudor, Ofelia
Popii, Sorin Leoveanu
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Prima mondiale
SEBUNSU KODO / SEVENTH CODE di Kiyoshi Kurosawa, Giappone, 2013, 60’
Cast: Atsuko Maeda, Ryohei Suzuki, Aissy, Hiroshi Yamamoto
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Prima mondiale
SORG OG GLÆDE / SORROW AND JOY di Nils Malmros, Danimarca, 2013, 107’
Cast: Jakob Cedergren, Helle Fagralid, Nicolas Bro, Ida Dwinger
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Prima mondiale - Opera seconda
TAKE FIVE di Guido Lombardi, Italia, 2013, 100’
Cast: Gaetano Di Vaio, Peppe Lanzetta, Carmine Paternoster, Salvatore Ruocco, Salvatore
Striano, Gianfranco Gallo
Prima mondiale - Opera seconda
TIR di Alberto Fasulo, Croazia, Italia, 2013, 90’
Cast: Branko Završan, Lučka Počkja, Marijan Šestak
Prima mondiale – Opera seconda
A VIDA INVISÍVEL / THE INVISIBLE LIFE / LA VITA INVISIBILE di Vítor Gonçalves, Portogallo,
2013, 99’
Cast: Filipe Duarte, Maria João Pinho, João Perry, Pedro Lamares, Susana Arrais
Prima internazionale - Opera prima
VOLANTIN CORTAO / CUT DOWN KITE di Diego Ayala, Anibal Jofré, Cile, 2013, 77’
Cast: Loreto Velasquez, René Miranda, Victor Montero, Alejandro Lafuente, Isaac Arriagada,
Isis Kraushaar
FUORI CONCORSO
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AU BONHEUR DES OGRES / THE SCAPEGOAT / IL PARADISO DEGLI ORCHI di Nicolas Bary,
Francia, 2013, 92’
Cast: Raphaël Personnaz, Bérénice Bejo, Émir Kusturica, Guillaume De Tonquédec, Thierry
Neuvic, Mélanie Bernier, Dean Constantin Gaigani, Marius Yelolo
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BORDER di Alessio Cremonini, Italia, 2013, 95’
Cast: Dana Keilani, Sara El Debuch, Wasim Abo Azan

LAS BRUJAS DE ZUGARRAMURDI / WITCHING&BITCHING di Álex de la Iglesia, Spagna, 2013,
110’
Cast: Javier Botet, Mario Casas, Santiago Segura, Carmen Maura, Hugo Silva, Carolina Bang
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Prima mondiale
COME IL VENTO / LIKE THE WIND di Marco Simon Puccioni, Italia, 2013, 110’
Cast: Valeria Golino, Filippo Timi, Francesco Scianna, Chiara Caselli, Marcello Mazzarella,
Salvio Simeoli, Francesco Acquaroli, Rosa Pianeta, Domenico Balsamo, Vanni Bramati, Vanni
Fois, Enrico Silvestrin, Pascal Zullino, Alex Pascoli
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Prima europea
DI RENJE ZHI SHENDU LONGWANG 3D / YOUNG DETECTIVE DEE: RISE OF THE SEA DRAGON 3D
di Tsui Hark, Cina, 2013, 134’
Cast: Mark Chao, Shaofeng Feng, Kevin Lin, Angela Baby, Kim Beom
Prima mondiale – Opera prima
GODS BEHAVING BADLY di Marc Turtletaub, Stati Uniti, 2013, 90’
Cast: Christopher Walken, John Turturro, Sharon Stone, Alicia Silverstone, Edie Falco, Oliver
Platt, Rosie Perez
THE GREEN INFERNO di Eli Roth, Stati Uniti, 2013, 103’
Cast: Lorenza Izzo, Ariel Levy, Aaron Burns, Sky Ferreira, Nicolás Martínez
Prima Festival
THE HUNGER GAMES: CATCHING FIRE / HUNGER GAMES – LA RAGAZZA DI FUOCO di Francis
Lawrence, Stati Uniti, 2013, 146’
Cast: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Woody Harrelson, Elizabeth
Banks, Lenny Kravitz, Philip Seymour Hoffman, Jeffrey Wright, Sam Claflin, Jena Malone,
Stanley Tucci, Donald Sutherland
Prima internazionale
JE FAIS LE MORT di Jean-Paul Salomé, Francia, 2013, 104’
Cast: François Damiens, Géraldine Nakache, Lucien Jean-Baptiste
Prima mondiale
LA LUNA SU TORINO / 45TH PARALLEL di Davide Ferrario, Italia, 2013, 90’
Cast: Walter Leonardi, Manuela Parodi, Eugenio Franceschini, Daria Pascal Attolini, Benedetta
Perego, Aldo Ottobrino
ROMEO AND JULIET / ROMEO E GIULIETTA di Carlo Carlei, Regno Unito, 2013, 118’
Cast: Douglas Booth, Hailee Steinfeld, Damian Lewis, Paul Giamatti, Laura Morante, Thomas
Arana, Kodi Smit-McPhee, Natascha McElhone
Prima mondiale
LA SANTA di Cosimo Alemà, Italia, 2013, 90’
Cast: Marianna di Martino, Gianluca Di Gennaro
SNOWPIERCER di Joon-ho Bong, Corea del Sud, 2013, 126’
Cast: Chris Evans, Tilda Swinton, Ed Harris, Alison Pill, Jamie Bell, John Hurt, Octavia
Spencer, Kang-ho Song
Prima mondiale
SONG'E NAPULE di Antonio Manetti, Marco Manetti, Italia, 2013, 114’
Cast: Alessandro Roja, Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Paolo Sassanelli, Peppe Servillo,
Antonio Pennarella, Juliet Esey Joseph, Antonello Cossia, Marco Mario De Notaris, Ciro
Petrone, Franco Ricciardi, Ivan Granatino, Antonio Buonuomo, Carlo Buccirosso
Prima mondiale
SOU DUK / SAODU / THE WHITE STORM di Benny Chan, Cina, Hong Kong, 2013, 140’
Cast: Louis KOO, Nick CHEUNG, Sean LAU, YUAN Quan, LO Hoi Pang, NG Ting Yip Berg, LAM
Kwok Pun, Kenneth LOW, Hugo NG, Treechada MALAYAPORN, Marc MA
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Prima internazionale
STALINGRAD 3D di Fedor Bondarchuk, Russia, 2013, 135’
Cast: Petr Fedorov, Thomas Kretchmann, Sergey Bondarchuk, Maria Smolnikova, Yanina
Studilina, Andrey Smolyakov, Dmitry Lysenkov, Alexey Barabash, Oleg Volk, Heiner
Lauterbach
Prima europea
TALES FROM THE DARK di Simon Yam, Fruit Chan, Chi Ngai Lee, Gordon Chan, Lawrence Lau,
Teddy Robin, Hong Kong, 2013, 199’
Cast: Kelly Chen, Tony Leung Ka Fai, Simon Yam, Lam Ka Tung, Fala Chen
Prima mondiale
TRUDNO BYT’ BOGOM / HARD TO BE A GOD / È DIFFICILE ESSERE UN DIO di Aleksej Jurevič
German, Russia, 2013, 170’
Cast: Leonid Yarmolnik, Dmitriy Vladimirov, Laura Lauri
Prima mondiale
L'ULTIMA RUOTA DEL CARRO di Giovanni Veronesi, Italia, 2013, 113’
Cast: Elio Germano, Alessandra Mastronardi, Ricky Memphis, Sergio Rubini, Virginia Raffaele e
Alessandro Haber
Prima mondiale
IL VENDITORE DI MEDICINE / THE MEDICINE SELLER di Antonio Morabito, Italia, Svizzera, 105’
Cast: Claudio Santamaria, Evita Ciri, Isabella Ferrari, Giorgio Gobbi, Ignazio Oliva, Pierpaolo
Lovino, Roberto De Francesco, Paolo De Vita, Alessia Barela, Marco Travaglio, Leonardo Nigro
IN COLLABORAZIONE CON ALICE NELLA CITTÀ
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Prima internazionale
BELLE & SEBASTIEN di Nicolas Vanier, Francia, 2013, 98’
Cast: Felix Bossuet, Tcheky Karyo, Margaux Chatelier, Dimitri Storoge, Andreas Pietschmann,
Urbain Cancelier Mehdi
Prima europea
LA COUR DE BABEL / SCHOOL OF BABEL di Julie Bertuccelli, Francia, 2013, 89’
METEGOL / FOOSBALL / GOOOL! di Juan José Campanella, Argentina, 2013, 106’
Voci: Rupert Grint, Anthony Head, Juan José Campanella
EVENTI SPECIALI FUORI CONCORSO

Prima mondiale
CASTELLO CAVALCANTI di Wes Anderson, Stati Uniti, Italia, 2013, 8’
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Prima mondiale
CHIKYU KYODAI / BLUE PLANET BROTHERS di Takashi Miike, Giappone, 2013, 60’
Cast: Issei Okihara, Satoshi Judai, Hiroaki Harada
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Evento speciale Fuori Concorso - In collaborazione con Accademia Nazionale di Santa Cecilia
IL CARATTERE ITALIANO / THE ITALIAN CHARACTER di Angelo Bozzolini, Germania, 2013,
100’
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ANTICIPAZIONE SELEZIONE CINEMAXXI
Il programma completo di CinemaXXI verrà annunciato e commentato in un’apposita conferenza
stampa che si terrà mercoledì 23 ottobre al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Nelle
pagine successive è possibile trovare un’anticipazione della selezione.
CONCORSO LUNGOMETRAGGI

L'AMMINISTRATORE di Vincenzo Marra, Italia, 2013, 80’ – Documentario

Opera prima
ATLAS di Antoine d'Agata, Francia, 2013, 75’

BIRMINGEMSKIJ ORNAMENT–2 / BIRMINGHAM ORNAMENT-2 / ORNAMENTO DI BIRMINGHAM-2 di
Andrey Silvestrov, Yuri Leiderman, Russia, 2013, 89’
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FEAR OF FALLING di Jonathan Demme, Stati Uniti, 2013, 126’

HOMETOWN | MUTONIA di Zimmer Frei, Italia, 2013, 70’

LITTLE FEET di Alexandre Rockwell, Stati Uniti, 2013, 64’
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A MÃE E O MAR / THE MOTHER AND THE SEA di Gonçalo Tocha, Portogallo, 2013, 97’

NEPAL FOREVER di Aliona Polunina, Russia, 2013, 90’

O NOVO TESTAMENTO DE JESUS CRISTO SEGUNDO JOÃO / THE NEW TESTAMENT OF JESUS
CHRIST ACCORDING TO JOHN / IL NUOVO TESTAMENTO DI GESU’ CRISTO SECONDO GIOVANNI
di Joaquim Pinto, Nuno Leonel, Portogallo, 2013, 128’ – Documentario

Opera prima
ORLANDO FERITO - ROLAND BLESSÉ / ROLAND WOUNDED di Vincent Dieutre, Francia, 2013,
121’

PARCE QUE J'ÉTAIS PEINTRE, L'ART RESCAPÉ DES CAMPS NAZIS/ SINCE I WAS A PAINTER di
Christophe Cognet, Francia, 2013, 105’ – Documentario

RACCONTI D'AMORE / LOVE STORIES di Elisabetta Sgarbi, Italia, 2013, 60’

RANGBHOOMI di Kamal Swaroop, India, 2013, 82’

EL ROSTRO / THE FACE di Gustavo Fontán, Argentina, 2013, 64’

THWARA ZANJ / ZANJ REVOLUTION di Tariq Teguia, Algeria, Francia, Libano, 2013, 116’
FUORI CONCORSO

RICORDI PER MODERNI / MEMORIES FOR MODERNS di Yuri Ancarani, Italia, 2009, 60’

SKURSTENIS / THE CHIMNEY di Laila Pakalnina, Lettonia, 2013, 53’
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SAATVIN SAIR / THE SEVENTH WALK di Amit Dutta, India, 2013, 70’
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PROSPETTIVE DOC ITALIA
CONCORSO
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Prima mondiale – Opera prima
CAPO E CROCE, LE RAGIONI DEI PASTORI / HEADS AND TAILS, THE REASONS OF THE
SHEPERDS di Paolo Carboni, Marco Antonio Pani, Italia, 2013, 104’
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Prima mondiale - Opera prima
DAL PROFONDO / FROM THE DEPTHS di Valentina Pedicini, Italia, 2013, 72’

Prima mondiale - Opera prima
FUORISTRADA / OFF ROAD di Elisa Amoruso, Italia, 2013, 66’

Prima mondiale
LETTERA AL PRESIDENTE / LETTER TO THE PRESIDENT di Marco Santarelli, Italia, 2013, 69’

Prima mondiale
RITRATTI ABUSIVI di Romano Montesarchio, Italia, 2013, 70’
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Prima mondiale
THE STONE RIVER di Giovanni Donfrancesco, Francia, Italia, 2013, 88’
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Prima mondiale - Opera prima
VACANZE AL MARE / SEASIDE HOLIDAYS di Ermanno Cavazzoni, Italia, 2013, 60’
FUORI CONCORSO

Prima mondiale
L'ALTRO FELLINI / THE OTHER FELLINI di Roberto Naccari e Stefano Bisulli, Italia, 2013, 68’

Prima mondiale
FEDERICO DEGLI SPIRITI – L’ULTIMO FELLINI di Antonello Sarno, Italia, 2013, 18’
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Prima mondiale
HO FATTO UNA BARCA DI SOLDI / I MADE A WHOLE LOAD OF MONEY di Dario Acocella, Italia,
2013, 63’
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I PREMI UFFICIALI
PREMIO ALLA CARRIERA: Aleksej Jurevič German (20 luglio 1938 – 21 febbraio 2013). Per la prima
volta nella storia dei festival europei, un premio alla carriera viene consegnato postumo. La
cerimonia di premiazione si svolgerà il 13 novembre. Il Premio verrà consegnato a Svetlana Karmalita
e Aleksej A. German. A seguire, proiezione in prima mondiale di È difficile essere un dio.
I PREMI ASSEGNATI AI FILM IN CONCORSO
Una Giuria Internazionale, presieduta dal regista, sceneggiatore e produttore statunitense James
Gray, e composta da altre sei personalità del cinema e della cultura di diversi paesi, con esclusione
di quante abbiano collaborato alla creazione delle opere invitate o siano interessate alla loro
distribuzione, assegnerà per i lungometraggi, senza possibilità di ex-aequo, i premi seguenti:
- Marc’Aurelio d'Oro per il miglior film
- Premio per la migliore regia
- Premio Speciale della Giuria
- Premio per la migliore interpretazione maschile
- Premio per la migliore interpretazione femminile
- Premio a un giovane attore o attrice emergente
- Premio per il migliore contributo tecnico
- Premio per la migliore sceneggiatura
PREMIO DEL PUBBLICO
Ad un film del Concorso internazionale della Selezione Ufficiale verrà assegnato il Premio del
Pubblico BNL al miglior film, che sarà scelto, attraverso un sistema elettronico, da tutti gli
spettatori.
I PREMI ASSEGNATI AI FILM NEL CONCORSO DI CINEMAXXI
Una Giuria Internazionale, presieduta dal regista e artista statunitense Larry Clark e composta
da quattro personalità del cinema e della cultura di diversi paesi, con esclusione di tutti coloro che
abbiano collaborato alla creazione o produzione delle opere invitate o siano interessate alla loro
distribuzione, assegnerà, senza possibilità di ex-aequo, i premi:
- Premio CinemaXXI per il miglior film
- Premio Speciale della Giuria CinemaXXI
- Premio CinemaXXI Cinema breve
IL PREMIO ASSEGNATO AI FILM DEL CONCORSO PROSPETTIVE DOC ITALIA
Verrà assegnato, senza possibilità di ex-aequo, il premio:
- Premio Doc It - Prospettive Italia Doc
L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs) realizzerà i premi che verranno consegnati ai
vincitori. Il “Marc’Aurelio d’Oro”, destinato al Miglior Film e come premio alla carriera, raffigura,
in scala 1:16, la celebre scultura di Marco Aurelio nella piazza del Campidoglio.
I PREMI COLLATERALI
Premio Farfalla d’Oro – Agiscuola | L.A.R.A. (Libera Associazione Rappresentanza di Artisti) al Miglior
Interprete Italiano | Premio AMC Miglior Montaggio | Premio AIC Miglior Fotografia | Premio al Miglior
Suono – A.I.T.S. | Premio Chioma di Berenice al Miglior Trucco Cinematografico | Premio Chioma di
Berenice alle Migliori Acconciature Cinematografiche | Premio Maurizio Poggiali per il Miglior
Documentario | Premio Centenario BNL: #100sec per il futuro
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I PRESIDENTI DELLE GIURIE DI CONCORSO E CINEMAXXI
JAMES GRAY | GIURIA INTERNAZIONALE CONCORSO
Nato a New York nel 1969, è regista, sceneggiatore e produttore. Nel 1994, dopo
aver frequentato la School of Cinematic Arts della University of Southern
California, debutta come regista all’età di 25 anni: il primo film da lui scritto e
diretto, Little Odessa, un noir con Tim Roth, Vanessa Redgrave, Maximilian
Schell e Edward Furlong, vince numerosi premi fra cui il Leone d'Argento e la
Coppa Volpi alla migliore attrice non protagonista (Vanessa Redgrave) nel corso
della 51ª edizione della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. I suoi successivi
film, che inaugurano il sodalizio artistico fra il regista statunitense e l’attore Joaquin Phoenix,
vengono tutti presentati in Concorso al Festival di Cannes. Il primo, The Yards (2000), thriller con
Mark Wahlberg, Joaquin Phoenix, Charlize Theron, James Caan, Faye Dunaway, Ellen Burstyn, Tomas
Milian è una storia di corruzione e traffici illegali ambientata a New York, mentre I padroni della
notte (We Own the Night, 2007) racconta le vicende di due fratelli (interpretati da Mark Wahlberg e
Joaquin Phoenix, affiancato da Eva Mendes, nel ruolo della findanzata) che si riavvicinano per
vendicare la morte del padre (Robert Duvall). Con Two Lovers (2008), che prende ispirazione da un
racconto di Dostoevskij, "Le notti bianche", Gray cambia registro spostandosi sul genere della love
story. Il film ospita per l’ennesima volta un cast stellare con Joaquin Phoenix, Gwyneth Paltrow,
Isabella Rossellini, Vinessa Shaw. Infine, The Immigrant (2013), in Concorso a Cannes, con
protagonisti Jeremy Renner, Marion Cotillard e Joaquin Phoenix, affronta le difficoltà di due sorelle
che partono dalla natia Polonia per cercare fortuna negli Stati Uniti d'America.
LARRY CLARK | GIURIA INTERNAZIONALE CINEMAXXI
Fra i più importanti registi e artisti degli ultimi cinquant’anni, Larry Clark nasce
a Tulsa (Oklahoma) nel 1943. A quindici anni inizia la sua esperienza
professionale, affianca la madre nell’attività di famiglia ed esegue ritratti
fotografici di bambini lavorando porta a porta. Frequenta successivamente la
Layton School of Art di Milwaukee e nel 1964 si trasferisce a New York per
lavorare come freelance, ma dopo soli due mesi viene arruolato per il Vietnam.
Dopo questa esperienza, torna a Tulsa e riprende a fotografare i suoi amici, che aveva già ritratto nel
1962 e nel 1963. Questo lavoro è all’origine del suo libro “Tulsa” (1971), un “documentario
fotografico” che influenza ancora oggi l’immaginario collettivo. Le suggestioni di “Tulsa” hanno
ampiamente stimolato anche il mondo cinematografico, venendo direttamente citate come fonte di
ispirazione da registi come Martin Scorsese e Gus Van Sant. Seguono altri lavori fotografici come
“Teenage Lust” e “The Perfect Childhood”. Le sue opere vengono esposte in prestigiosi musei come il
“Whitney Museum of American Art di New York” e il “Museum of Fine Arts di Boston”. Le sue prime
esperienze dietro la macchina da presa risalgono al 1993, quando Clark dirige il video musicale di
“Solitary Man”, del cantautore statunitense Chris Isaak. Due anni dopo, Larry Clark realizza il suo
primo lungometraggio, Kids (1995, in concorso al Festival di Cannes), che lo consacra come uno tra i
più controversi e influenti autori del nostro tempo. Nel 1998, il regista firma Un altro giorno in
paradiso (Another Day in Paradise), interpretato da Melanie Griffith e James Woods. I film seguenti,
come Bully (2001) e Ken Park (2002), entrambi in concorso alla Mostra Internazionale d'Arte
Cinematografica di Venezia, suscitano scandalo e spingono la MPAA (Associazione americana dei
produttori cinematografici) a mobilitarsi per rispondere agli agguerriti tentativi di censura. Nel 2006
dirige Wassup Rockers (2006) e firma il cortometraggio “Impaled”, segmento del film collettivo
Destricted che vanta registi come Marina Abramovic e Gaspar Noè. Il suo ultimo lungometraggio,
Marfa Girl (2012), presentato in prima mondiale alla settima edizione del Festival Internazionale del
Film di Roma, e premiato con il “Marc’Aurelio d'Oro per il miglior film”, è un racconto di formazione
a base di sesso, droga, rock and roll, arte, violenza e razzismo. Marfa Girl è il primo film vincitore di
un festival internazionale ad aver saltato la distribuzione in sala ed essere reso immediatamente
disponibile on-line all’indirizzo www.larryclark.com.
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PREMIO ALLA CARRIERA AD ALEKSEJ JUREVIČ GERMAN
In prima mondiale l’ultima opera del maestro, È difficile essere un dio
Il Festival Internazionale del Film di Roma, su proposta del Direttore Artistico Marco Müller,
consegnerà il Premio alla carriera 2013 ai familiari del grande cineasta russo Aleksej Jurevič German,
scomparso nel febbraio di quest'anno. L'attribuzione del premio era stata comunicata al maestro
pietroburghese a inizio inverno, così da accompagnare l'uscita del suo nuovo ambizioso
lungometraggio, È difficile essere un dio. Per la prima volta nella storia dei festival europei, un
premio alla carriera verrà dunque consegnato postumo.
A ritirare il premio saranno Svetlana Karmalita, vedova del regista, complice di tutti i suoi progetti
più personali e sceneggiatrice dei due ultimi film del maestro, insieme al figlio Aleksej A. German,
capofila del rinnovamento del cinema russo contemporaneo (Leone d'argento a Venezia 2008 per
Soldati di carta).
A seguire la cerimonia di premiazione, verrà proiettato in prima mondiale È difficile essere un dio,
epica opera di fantascienza filosofica tratta dal romanzo di culto dei fratelli Boris e Arkadi Strugatski
(autori, tra gli altri, di Picnic sul ciglio della strada, che Andrej Tarkovskij ha portato al cinema con
il titolo Stalker). Il libro è stato pubblicato in Italia da Marcos y Marcos con il titolo “È difficile essere
un dio”.
ALEKSEJ JUREVIČ GERMAN
La straordinaria integrità artistica del cineasta, equivalente a quella di maestri come Terrence Malick
e Stanley Kubrick, e l’intervento della censura sovietica, che ha regolarmente bloccato l’uscita dei
suoi film, ha limitato la produzione di German a soli cinque lungometraggi. Essi hanno rappresentato
e rappresentano oggi un punto di riferimento imprescindibile. La statura di German ha pochi eguali
nel cinema moderno: con Andrej Tarkovskij e Aleksandr Sokurov fa parte di una "trinità russa" che ha
rivoluzionato il modo di pensare il cinema.
Aleksej Jurevič German nasce a Leningrado nel 1938. Il padre, Jurij P. German, celebre (e
premiatissimo) scrittore sovietico "umanista", amico del regista Vsevolod Ėmil'evič Mejerchol'd, lo
convince ad iscriversi alla facoltà di regia teatrale di Leningrado. Dopo la laurea, German collabora
con Grigorij Tovstonogov, figura chiave del teatro sovietico negli anni Cinquanta e Sessanta.
Nel 1964, il regista inizia a lavorare alla Lenfilm, gli “studios” più vecchi dell’Unione Sovietica,
diventati culla del cinema d’autore.
Nel 1967, insieme a Grigorij L. Aronov, firma il suo primo film, Sed′moj sputnik (Il settimo compagno
di strada).
Nel 1971, German finisce Proverka na dorogach o Operacija "S novym godom" (Controllo sulle strade
o Operazione Anno nuovo), tratto da una novella scritta dal padre. La pellicola, ambientata durante
la Seconda Guerra Mondiale, viene subito proibita con l’accusa di falsificazione dei fatti storici:
uscirà in sala nel 1985.
Nel 1977, il regista gira Dvadčat′ dnej bez vojny (Venti giorni senza guerra), tratto dal romanzo di
Konstantin Simonov, noto scrittore legato al partito che difende il film di fronte ai vertici del
Comitato Centrale e ne consente la distribuzione.
Nel 1984, German utilizza di nuovo un romanzo del padre e gira il suo film più famoso, Moj drug Ivan
Lapšin (Il mio amico Ivan Lapšin), ambientato nei primi anni Trenta. Il ritratto della storia sovietica
fatto da German non piace al partito ed il film viene immediatamente ritirato dalle sale.
Per sopravvivere, German scrive sceneggiature assieme alla moglie Svetlana Karmalita, firmate solo
con il cognome di lei. Quella di German è stata una parabola di vita e creazione scandita da vicende
tanto difficili quanto drammatiche, che hanno diradato per lui le opportunità di realizzare
direttamente i suoi progetti. Nel più lungo periodo di stasi registica, German e la sua compagna di
vita e di lavoro hanno comunque creato (nel 1988) e diretto, alla Lenfilm, lo Studio per le opere
prime e i film sperimentali, una struttura legata ai debutti di nuovi registi che ha prodotto otto
lungometraggi, assieme a film brevi e d’animazione.
Con gli anni Novanta e la nuova situazione politica, German lavora sul film Chrustalev, mašinu!
(Chrustalev, la macchina!), che esce nel 1998, dopo essere stato presentato in concorso al Festival di
Cannes. In questo film, German giunge all’affermazione che dopo gli orrori dell’epoca staliniana
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l’arte non può esistere nella forma precedente.
Nel 2000, il regista, ormai riconosciuto come uno dei maestri della cinematografia russa, premiato
con numerose onorificenze, comincia a lavorare sul gigantesco progetto di È difficile essere un dio,
tratto dal famoso omonimo romanzo dei fratelli Strugazkij, che lo impegna per tredici anni di duro
lavoro. Con È difficile essere un dio, German ritrae sul grande schermo un’intera civiltà, che
riassume la storia dell’umanità con spietata precisione e enorme pietà. Aleksej German muore il 21
febbraio del 2013: il film viene portato a compimento da Svetlana Karmalita e dal figlio Aleksej A.
German.
FILMOGRAFIA (come regista)

Sed′moj sputnik (1967)

Proverka na dorogach (1971-1986)

Dvadčat′ dnej bez vojny (1977-1979)

Moj drug Ivan Lapšin (1984-1986)

Chrustalev, mašinu! (1998)

Trudno byt’ Bogom (2013)
LA PRODUZIONE DI È DIFFICILE ESSERE UN DIO
È difficile essere un dio è un progetto al quale German pensava già dalla metà degli anni Sessanta.
German, infatti, prova a realizzarlo nel 1964, come sua "vera" opera prima, ma per rispettare le
regole della Lenfilm, la storica casa di produzione per cui il regista ha sempre lavorato, gira invece
Controllo stradale. Successivamente, il progetto viene approvato dal Goskino, l’ente statale
incaricato di organizzare l'attività cinematografica in Unione Sovietica, ma nel 1968, dopo la
ribellione di Praga, l’autorizzazione gli viene negata per ragioni ideologiche. Vent’anni dopo il regista
torna sul progetto, ma decide invece di girare un film che lo impegnerà a lungo, Chrustalev, la
macchina!. Dieci anni più tardi, dopo aver dichiarato “Non mi interessa altro che la possibilità di
costruire da zero un mondo, una civiltà intera”, German rivolge tutti i suoi sforzi in direzione di È
difficile essere un dio. Le riprese si sono svolte dall’autunno 2000 all’agosto 2006: vengono
addirittura costruiti dei castelli vicino a Praga e nei teatri di posa della Lenfilm; durante una
lavorazione così lunga alcuni attori muoiono di vecchiaia; la postproduzione del film lo impegna per
oltre un lustro. German muore il 21 febbraio 2013: il film viene ultimato dalla moglie e sua più
stretta collaboratrice, Svetlana Karmalita, e dal figlio Aleksej A. German.
SINOSSI
Geniale trasposizione cinematografica del romanzo cult degli anni Sessanta “È difficile essere un dio”
di Boris e Arkadij Strugazkij. Alcuni scienziati vengono inviati sul pianeta Arkanar per aiutare la
popolazione locale che sta vivendo una fase storica equivalente al nostro medioevo, in cui sono stati
messi al bando non solo gli intellettuali, ma anche chi sa semplicemente leggere e scrivere. Ai
protagonisti, che operano in incognito, è stato vietato di influenzare le vicende politiche e storiche
del pianeta restando neutrali. Tuttavia, il protagonista, Don Rumata, cerca di salvare dalla gogna gli
intellettuali locali e non può evitare di schierarsi: “Cosa faresti al posto di Dio?”.
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ALEKSEJ JUREVIČ GERMAN
(20 luglio 1938 – 21 febbraio 2013)
“Dalla mia esperienza di lavoro
nel cinema ho tratto la ferma
convinzione che un film si possa
realizzare solo se si mantiene sempre
una posizione di attacco. (…)
Per posizione di attacco non
intendo una contrapposizione frontale
con i dirigenti. (…)
L’attacco va condotto contro i
prodotti preconfezionati, la menzogna
travestita da verità, il cattivo gusto, il
conformismo, l’autocompiacimento.
E dobbiamo attaccare con l’arma di
un’idea, l’idea che vogliamo esprimere.
Ecco, il cinema deve essere fatto solo da
persone pronte a sferrare questo genere
di attacco”
Quello di Aleksej German non è stato “un caso”. E ancora meno “un caso di censura”. Ha realizzato
cinque film e mezzo in 46 anni di carriera registica – il “mezzo” è la prima prova, coregia con Grigorij
Aronov di Sed’moj sputnik/Il settimo compagno di viaggio, 1967, un debutto nel quale non si
riconosceva pienamente.
Il meno prolisso dei grandi autori cinematografici russi ha rivendicato ogni opera successiva, portata
avanti contro tutto e contro tutti, lungo un itinerario artistico e filosofico assolutamente
sconvolgente che ha permesso a una fortissima personalità d’autore di affermarsi già con il suo
“vero” primo lungometraggio, l’eretico Proverka na dorogach (Controllo stradale, 1971).
Quella di German è stata una parabola di vita e creazione scandita da vicende tanto difficili quanto
drammatiche, che hanno diradato per lui le opportunità di realizzazione. Nel più lungo periodo di
stasi come regista, German e la sua compagna di vita e di lavoro Svetlana Karmalita hanno comunque
creato (nel 1988) e diretto, alla Lenfil’m, lo Studio per le opere prime e i film sperimentali, una
struttura legata ai debutti di nuovi registi che ha prodotto otto lungometraggi, assieme a film brevi e
d’animazione.
Figura scomoda per ogni regime, German ha iniziato presto le sue schermaglie con i censori e il
sistema burocratico del cinema sovietico, continuate per tutto il periodo brezhneviano (e
andropoviano). Non solo perchè i suoi film trasgredivano le regole e ignoravano volutamente le
abitudini del realismo socialista post-disgelo, ma soprattutto perchè il suo cinema, costruito sulla
scrittura registica, se si fosse affermato, avrebbe ribaltato strutture e tematiche teoriche, etiche,
stilistiche. Andava dunque fermata la sua spinta dirompente: “Praticamente, tutti i miei film
[sovietici] sono stati proibiti per il pubblico. Anche quando ricevevano un’uscita limitata, ci si
affrettava a ritirarli dalla circolazione”. Ogni volta che terminava la lavorazione di un film, dopo il
passaggio in censura, German veniva licenziato in tronco dalla Lenfil’m (per cui ha sempre lavorato) anche se la decisione di licenziamento non era poi convalidata.
Come Il settimo compagno di viaggio, anche Controllo stradale è un film bellico, che adatta una
novella di Jurij P. German, padre del regista: le esperienze di guerra di un gruppo di partigiani, in
una zona del paese occupata dai nazisti fanno da sfondo a una riflessione sul tema dell’ “eroe” (un
sergente collaborazionista si consegna ai partigiani e chiede di poter combattere con loro: viene
messoalla prova in un’operazione molto rischiosa).
Controllo è il film-manifesto di una nuova estetica. Nonostante dovesse operare dall’interno di un
filone tra i più tipici della cinematografia staliniana (il film sulla “Grande Guerra Patriottica”),
German osa ribaltare le prospettive che, dopo i timidi accenni di revisione in epoca chruscioviana,
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non erano mai state davvero messe in discussione. A spese dell’iconografia ufficiale, nel suo film non
ci sono santi, eroi e biechi traditori bensì uomini alle prese con le loro debolezze. L’audacia di
German invade anche il piano delle forme, disegnando con lunghi piani-sequenza e immagini che
tendono all’astrazione un momento di ripensamento poetico, così da allontanare le convenzioni
linguistiche rigide del cinema sovietico. German ha cambiato di segno ai luoghi comuni dell’epica
cinematografica: è subito scandalo. Pavlenok, vicepresidente del Goskino, il Comitato statale del
cinema, redige infine il verdetto: “Certi film bellici presentano alcuni errori. Ma questo film di
German li colleziona e riunisce tutti”. Terminato nel 1971, Controllo costa il posto al capo della
Lenfil’m. Proibito fino al 1986, è uno dei primi titoli importanti “liberati” dalla Commissione dei
Conflitti dell’Unione dei cineasti, che annuncia così quel salutare sconvolgimento di immagine e
strutture che avrebbe investito il cinema statale durante il nuovo corso gorbacioviano.
In Dvadčat′ dnej bez vojny (Venti giorni senza guerra, terminato nel 1976) la ricerca di German trova
una nuova variante formale. È il suo film più sommesso, quello dove il regista opta per “un tono
dimesso e grigio… teso ad allontanare le convenzioni linguistiche dell’ars retorica sovietica” (così
scriveva Giovanni Buttafava nei nostri anni al servizio della verità germaniana). Adattando un
racconto di Konstantin Simonov (un militare, corrispondente di guerra, torna a Taškent, la sua città,
per una licenza di venti giorni: deve fare da supervisore alle riprese di un film tratto dai suoi
articoli), German precipita i suoi attori Lenfil’m, mescolati a non-professionisti (una formula che i
film successivi confermeranno), in un’ambientazione lontana dal quadro del conflitto. Osserva un
retroscena di penombre e severi accenti ordinari, mette in contrasto l’instabile quotidianità della
vita nelle retrovie contrasta con l’assurdità ineluttabile della guerra.
Alla fine della proiezione ministeriale di verifica, nonostante l’apparenza inoffensiva del materiale di
partenza, “Ermach, il capo del cinema, ha pronunciato con voce sorda questa sentenza: ‘Compagni,
parliamo adesso delle proporzioni della catastrofe che ci è caduta addosso’. A questo punto, mia
moglie Svetlana e io ci siamo resi conto che, qualsiasi progetto avessimo deciso di affrontare,
sarebbe sempre finito male”. L’uscita del film è ritardata per almeno due anni, e anche quando
arriva nelle (poche) sale la circolazione viene mantenuta difficoltosa e confidenziale.
Con Moj drug Ivan Lapšin (Il mio amico Ivan Lapšin, 1982) German stravolge ancora una volta il
cinema sovietico di genere: dopo il film bellico è ora la volta di quello poliziesco.
La storia di Lapšin si svolge nel 1935 (dunque, alla vigilia delle Grandi purghe): un commissario di
polizia scatena una caccia all’uomo per braccare un criminale, che infine scova e freddamente
liquida. Film di poliziotti e gangster, tratto (è la seconda volta) da un racconto del padre del regista,
ambientato in una squallida cittadina provinciale tra artisti (attori) di propaganda, intellettuali alla
deriva e prostitute, Lapšin disegna i contorni del rinnovato progetto artistico di German,
approfondisce la sua filosofia della storia. È la libera definitiva espressione di una resistenza alla
linearità narrativa, un’opera che conferma l’interesse di German per le regioni del subliminare: egli
sceglie qui una prospettiva obliqua, in apparenza angusta, una struttura a flashback che accumula
testimonianze diverse e si allarga a ricreare delle atmosfere, così che la trama del passato possa
emergere da una miriade di dettagli significanti (Ljubov Arkus li ha definiti: “innumerevoli
spaventose piccole verità”), da una moltitudine di “non-eroi”, personaggi di secondo piano osservati
con altrettanta attenzione che quella riservata ai “protagonisti”. Non c’è posizione assertiva,
dichiarazione programmatica nel suo lavoro sulla memoria, rigorosamente in bianco e nero (“i ricordi
non hanno colore”).
Lapšin appare subito come “uno dei film più vivi e importanti degli ultimi tempi… pervaso da un
senso angoscioso e insieme esaltante di precarietà, di mobilità e fluttuazione etica, ideologica,
sentimentale…” - è ancora un’analisi di Buttafava – “Nella struttura apertissima, quasi precaria, nel
viraggio seppia, miracolosamente giusto, nella recitazione diretta, aspra, quasi rabbiosa a volte,
nella scenografia inestricabile degli appartamenti superaffollati, nell’uso della macchina a mano che
scorazza nel fango e per le vie della provincia staliniana… German ha saputo trovare un’altra forma.
La forma del coraggio”.
Interrotta più volte, la lavorazione dura oltre due anni. Completato nel 1982, il film esce solo nel
1984 ma viene presto ritirato dalla circolazione (tornerà sugli schermi grazie, anche in questo caso,
alla Commissione dei conflitti). Partendo dalla ricostruzione minuziosa (ma in direzione
antiminimalista) di una buia epoca di repressione, German arriva alla piena consapevolezza d’artista
e può provare allora a decifrare daccapo e a sperimentare i segni propri di un procedere diverso. Il
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regista ha dichiarato a Ronald Holloway: “Per questo c’è voluto tanto per ogni mio film. Ma questo è
filmare per davvero, quando introduci qualcosa di nuovo”.
A partire dal 1985, per sopravvivere German deve collaborare alle sceneggiature commissionate alla
moglie (che potrà firmare la sola Svetlana Karmalita). Ma quella di German viene ormai riconosciuta
dai nuovi critici e cineasti russi come l’arte più matura e consapevole di quegli anni - in un
referendum del 1988, Lapšin è votato dalla critica come “uno dei dieci migliori film sovietici”. La
sua è una maturità che non rinuncia a continuare a ripensare il cinema, con il risultato che gli
orizzonti rimarranno foschi per German anche dopo la dissoluzione dell’Unione sovietica (1991).
L’attenzione alla differenza rispetto alla pretese del presente, la sua predilezione per il dissenso
rispetto al consenso, disturbano il sistema commerciale della Russia non-socialista, che inventa allora
nuovi ostacoli agli ostinati slanci creativi del cineasta. Come in passato, German continuerà a
battersi per riuscire a far decollare progetti ambiziosi, arrivando infine a realizzare due film-limite
come Chrustalëv, mašinu! (Chrustalëv, la macchina!, 1998, tratto da un racconto di Iosif A. Brodskij;
in lavorazione per più di sette anni) e Trudno byt' bogom (È difficile essere un dio, dall’omonimo
romanzo fantascientifico di Arkadij e Boris Strugackij; in lavorazione per oltre dodici anni).
La tela di fondo di Chrustalëv è costituita dagli eventi che precedono la morte di Stalin (1953),
quando i servizi segreti organizzano il complotto antisemita dei “camici bianchi” (anche stavolta al
centro c’è un “non-eroe”, un primario di ospedale militare, adultero e alcolizzato, mandato al gulag
e fatto tornare da Beria per inscenare un simulacro di cure mediche per il dittatore morente).
In Chrustalëv lo stile di German permane realista ma si apre all’onirico, sfuma i confini tra realtà e
sogno, deborda di immagini dense di energia visiva. L’attenzione per l’accuratezza della
ricostruzione lascia spazio all’irruzione del grottesco, apre episodi densi di umorismo nero popolati
da personaggi e oggetti eccentrici ma diegeticamente credibili e necessari.
“Non consideratelo un film tetro, spaventoso, anti-russo. È semplicemente un film umoristico. E
come tale sarà visto in un futuro non lontano: umoristico, ma spaventoso”: così dichiarava German
nel 1999, al momento dell’uscita del film in Russia.
Chrustalëv è il film che rivela, meglio di ogni altro, il legame del regista con un linea letteraria che,
partendo da Gogol’ e Dostoevskij, arriva a Belyj, Charms e Zoščenko – la linea eccentrica rispetto alla
cultura ufficiale. (Se in Russia si è parlato di un German parodico in stile Muratova, all’estero c’è chi
l’ha definito “un film di Fellini sceneggiato da Beckett”).
Abbandonata ogni illusione rispetto al presente, German trasforma la definitività di un’epoca passata
(Chrustalëv) o futura (È difficile essere un dio) in materiale e risorse per il suo lavoro. Anche se ogni
film precedente è stato come una cometa, che è venuta e poi troppo rapidamente scomparsa,
German non rinuncia all’ambizione di fare un cinema della pienezza, sostenuto da una perenne
volontà di continuare le proprie esplorazioni. Come in Lapšin, la ricchezza, la profusione stratificata
di elementi è il suo messaggio, la ragione d’essere del suo cinema.
È difficile essere un dio è un progetto al quale pensava già dalla metà degli anni Sessanta: anche se
la prima versione della sceneggiatura porta la data del 1968, German voleva che adattare È difficile
essere un dio come opera prima e aveva iniziato a lavorare in tal senso già nel 1964. Ma la Lenfil’m lo
indirizza verso la coregia di un film di guerra (Il settimo compagno di viaggio). Quando la
preparazione potrebbe infine ripartire, il clima creato dall’invasione della Cecoslovacchia rende la
partenza del progetto impossibile (anche i fortunatissimi fratelli Strugackij, divenuti autori di culto
della fantascieza sovietica, vanno incontro a un periodo particolarmente critico: tra il 1966 e il 1968
due dei loro romanzi vengono proibiti). Passati vent’anni, le condizioni parrebbero essere propizie;
German, tuttavia, decide di dare la preferenza a Chrustalëv (che sarà presentato in concorso a
Cannes nel 1998). Non ha però accantonato l’idea di aprire il cantiere di È difficile essere un dio, che
dovrà necessariamente essere realizzato con i tempi e i costi di una superproduzione. Dopo aver
dichiarato “Ora l’unica cosa che mi interessa è la possibilità di inventare da zero un mondo, una
civiltà intera”, German riprende finalmente nel 1999 il lavoro di preparazione. Le riprese iniziano
nell’autunno 2000 e proseguono fino all’agosto 2006; gli esterni di una città medioevale vengono
costruiti nei pressi di Praga, mentre per gli interni si utilizzano i più grandi teatri di posa della
Lenfil’m. Anche la post-produzione sarà lunghissima, quasi un lustro. Dopo la morte dell’autore
(avvenuta il 21 febbraio 2013, mentre stava ultimando il lavoro di post-sincronizzazione), il film
viene terminato da Svetlana Karmalita, vedova del regista, complice di tutti i suoi progetti più
personali e sceneggiatrice dei due ultimi film, e dal figlio Aleksej A. German, capofila del
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rinnovamento del cinema russo contemporaneo.
La storia di È difficile essere un dio è questa: nel futuro, su un pianeta lontano le cui società sono
ferme ai Secoli bui, continua il lavoro di osservazione di un gruppo di studiosi (storici e antropologi)
provenienti dalla Terra. Uno di loro, disgustato dalle crudeltà con cui viene quotidianamente in
contatto, vorrebbe intervenire e cambiare il corso degli eventi, ma questo gli viene impedito dai
superiori.
Con questo film finale (e per noi tutti dolorosamente postumo), German supera la paralisi che poteva
bloccare la creazione nell’epoca della riflessività dell’arte. È difficile essere un dio conclude la
ricerca del regista sul tempo e la memoria, collegando l’assurdità del passato e del presente con
quella del medioevo prossimo venturo. Il medioevo futuro sarà segnato dalla distruzione della
cultura, dalla legalizzazione della xenofobia, dalla guerra civile permanente: sconvolgimenti di
enorme brutalità, la cui provenienza va rintracciata anche (ma non solo) in quel laboratorio di incubi
che è stata l’URSS staliniana. Sono incubi destinati a sopravviverci per secoli, sembra dire il film.
Il German di È difficile essere un dio è un cineasta che vuole raccontare storie fantastiche,
rimanendo tuttavia fedele alle sue preoccupazioni di autenticità documentaria. Un documentarista
che, penetrato nel mondo irreale dei quadri di Hyeronimus Bosch (secondo German, “Bosch è molto
più realista di Rubens”), si ostina a catturarne ogni minimo dettaglio.
German non ha realizzato film sulla storia sovietica, bensì sul passato, esplorando le regioni di
frontiera del senso invece che dirigersi verso i territori storicamente a esso attribuiti come centrali.
E ha chiesto ai personaggi di quelle epoche di fermarsi a guardare noi spettatori di oggi. Lo sguardo
in macchina, già presente in Venti giorni senza guerra, era diventato totalizzante in Il mio amico
Ivan Lapšin: “Tutto il film è costruito su di esso. Lo sguardo in macchina è lo sguardo della gente di
laggiù, la gente di quei tempi lontani, che arriva dritto dentro la mia anima.” È lo sguardo delle
decine di personaggi che popolano Chrustalëv, la macchina!: tutti in moto perpetuo, secondo una
coreografia dettata da un sistema di gerarchie e sudditanze (ai servizi segreti, ai funzionari di
partito, all’esercito e alla milizia). E sarà infine lo sguardo che gli abitanti di Arkanar, sprofondati in
un’oscurità medioevale che rimanda agli anni più bui dello stalinismo e di altri regimi totalitari,
restituiscono alla videocamera che porta sulla fronte (dissimulata come gioiello ornamentale) lo
studioso-spadaccino terrestre protagonista del film.
I suoi tre capolavori, Lapšin, Chrustalëv e È difficile essere un dio rivelano in German uno tra i più
straordinari concertatori di gesti individuali e di massa del cinema moderno. Le sue coreografie
vengono interrotte da improvvise irruzioni di poesia visiva, scatenate da uno sguardo che rimane
sempre mobile e distende una costruzione di lunghi piani sequenza, così da allontanare ogni possibile
enfasi di montaggio. Ogni commento musicale è bandito, la trama sonora (dove a volte emerge una
musica diegetica) prende spesso più importanza dell’intelligibilità assoluta dei dialoghi.
Aleksej German è stato un artista tanto geniale quanto ostinato nella sua radicalità. Un artista che ha
scelto di confrontarsi sempre con problemi insormontabili. Se avessi oggi in sorte la possibilità di
pranzare un’ultima volta con lui, in uno di quei ristoranti dostoevskijano-lenigradesi cui era
affezionato, gli vorrei citare questo proverbio della sua terra: “Per risolvere un problema difficile ci
vuole un cinese. Ma per un problema impossibile ci vuole un russo”. Un genio russo come lui.
Marco Müller
(dal catalogo)
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MAVERICK DIRECTOR AWARD A TSUI HARK
L’ottava edizione del Festival assegnerà il Maverick Director Award a Tsui Hark, regista, produttore e
sceneggiatore che ha guidato la rivoluzione del cinema di Hong Kong a partire dalla fine degli anni
Settanta. Il premio dedicato ai maestri che hanno contribuito a inventare un cinema fuori dagli
schemi verrà consegnato da uno dei primi esegeti in Europa del “fenomeno” Tsui Hark, il celebre
regista francese Olivier Assayas (autore di L'eau froide, Irma Vep, Les Destinées Sentimentales,
Demonlover, Clean, Qualcosa nell’aria, tutti selezionati nei maggiori festival internazionali, e
vincitore di un Golden Globe per la mini-serie tv “Carlos”). L'evento Maverick Director Award di
quest'anno verrà completato da una Masterclass con Tsui Hark, moderata da Olivier Assayas e Giona
Nazzaro.
Il nuovo film di Tsui Hark, Young Detective Dee: Rise of the Sea Dragon 3D (Di Renjie zhi shendu
longwang 3D), sarà presentato Fuori Concorso in prima internazionale dopo la cerimonia di
premiazione. L’atteso prequel di Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma (Di renjie, 2010),
pluripremiato kung fu fantasy storico, è il secondo film realizzato in 3D da Tsui Hark dopo Flying
Swords of Dragon Gate, interpretato dalla star delle arti marziali Jet Li.
Il Direttore Artistico Marco Müller ha così commentato la scelta: “Puoi magari pensare di trovarlo al
punto dove l'avevi lasciato, ma ogni volta Tsui Hark sarà già oltre. Perché non ha mai smesso di
sperimentare, scavando dentro i generi, esplorando i confini delle tecnologie proprio mentre ne
segue l'evoluzione continua. Ha ripensato la tradizione cinematografica cinese, fatto esplodere codici
e convenzioni del cinema occidentale. È riuscito a riscrivere i modi di produzione - dimostrando, ieri,
come combinare low-budget e spettacolo intelligente, e oggi, come continuare a rischiare (vincendo
la scommessa) anche di fronte ai budget giganteschi messi a disposizione dalle nuove majors cinesi
(basta vedere i due straordinari film dedicati a Di Renjie, il ‘Detective Dee’). Ogni volta che si è
guardato alle spalle, recuperando dal cinema del passato tradizioni e personaggi, Tsui Hark ha
assorbito nuova linfa vitale trasformandola creativamente in quello che è uno stile inconfondibile,
fatto di precisione fotografica, perfezione coreografica e audacie di montaggio. Anche se può
sembrare, davanti agli ultimi titoli della sua filmografia, che le inclinazioni professionali di Tsui Hark
lo leghino ancora una volta al film di cappa e spada, quel cinema di eroi cavallereschi (wuxia) di cui
ha scritto alcune tra le pagine più esuberanti, la varietà dei film che ha realizzato dimostra che è
difficile incasellarlo in un genere o un filone. State sicuri: Tsui Hark non smetterà di affascinarci e
sorprenderci”.
Uno tra i padri della straordinaria ondata di creatività cinematografica hongkonghese, dalla fine degli
anni Settanta Tsui Hark ha dato un contributo fondamentale a quella stagione di rinnovamento
estetico e formale. Dai suoi lavori è scaturita una nuova idea di cinema popolare, intelligentemente
spettacolare e perfettamente stilizzato, che ha lasciato tracce in tutto il mondo – e influenzato il
film d’azione hollywoodiano degli ultimi tre decenni. I suoi film sono in equilibrio tra generi
tradizionali e innovazione, autorialità ed esigenze commerciali; celebrano l'azione, affascinando lo
spettatore, ma anche affrontando – senza coprirsi le spalle con l'ideologia – i punti nodali dell'identità
e della cultura cinese.
TSUI HARK
Nato a Canton ma cresciuto in Vietnam fino all'età di 14 anni, Tsui Hark ha studiato cinema negli USA
e ha poi continuato "sul campo" la sua formazione, lavorando per la televisione hongkonghese CTV.
Nel corso di una lunga e prolifica carriera, ha lavorato con le più celebri star del cinema di Hong
Kong, tra i quali Chow Yun-fat, Andy Lau, Leslie Cheung, Anita Mui, Maggie Cheung, Anita Yuen,
firmando (ma anche producendo) alcuni dei maggiori campioni d’incasso del cinema dell’ex colonia
inglese.
Con Once Upon a Time in China, trilogia che recupera il personaggio del mitico maestro di arti
marziali Wong Fei-hung, Tsui Hark ha fatto di Jet Li una star di grandezza planetaria. Con la trilogia
“A Chinese Ghost Story” (“Storia di fantasmi cinesi”), Tsui Hark ha reinventato il racconto horror
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tradizionale cinese, ibridandolo con le arti marziali e la commedia romantica. Regista rivoluzionario
per come ha integrato i moderni effetti speciali nel tessuto della tradizione del cinema di Hong Kong,
Tsui Hark è un cineasta totale – ammirato da colleghi del calibro di George Lucas, Steven Spielberg,
James Cameron, Sam Raimi e Quentin Tarantino. Tsui Hark ha prodotto e lanciato, tra gli altri,
cineasti come Ching Siu-tung, Kirk Wong, Raymond Lee. È stato grazie al suo straordinario intuito se
John Woo, dopo anni di militanza nel cinema di consumo, ha potuto dirigere, proprio mentre
meditava di abbandonare il cinema, un nuovo seminale noir A Better Tomorrow. È stato autore di
capolavori quali Zu: Warriors from the Mountain (1983), Shanghai Blues (1984), Peking Opera Blues
(1986), A Better Tomorrow III (1986), Swordsman (1990), Green Snake (1993), The Lovers (1994), The
Blade (1995), Seven Swords (2005).
All’indomani del 1997, quando Hong Kong torna alla Cina, Tsui Hark sbarca a Hollywood, dove dirige
due cult-movie interpretati da Jean-Claude Van Damme. Il primo, Double Team - Gioco di squadra
(Double Team, 1997), vede Van Damme affrontare un ferocissimo Mickey Rourke all’ombra della
Piramide Cestia. In Hong Kong colpo su colpo (Knock Off, 1998), il regista conduce a un punto di non
ritorno l’action movie contemporaneo realizzando così uno dei capostipiti del cinema postmoderno di
genere. Nel 2005, con Seven Swords, coreografato dal grande Lau Kar-leung (scomparso pochi mesi
fa), il regista apre la 62. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
Con un centinaio di film all’attivo, fra regie e produzioni, Tsui Hark è oggi non solo uno dei nomi più
rappresentativi del cinema asiatico contemporaneo ma anche un maestro del cinema riconosciuto a
livello mondiale.
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MASTERCLASS
JONATHAN DEMME
Il regista, sceneggiatore e produttore statunitense, premio Oscar® per Il
silenzio degli innocenti, parlerà alla platea del suo rapporto con il cinema,
commentando le sequenze più significative della sua carriera e rispondendo
alle domande degli appassionati.
TSUI HARK
Il regista, produttore e sceneggiatore che ha guidato la rivoluzione del
cinema di Hong Kong a partire dalla fine degli anni Settanta, incontra il
pubblico dell’Auditorium Parco della Musica. Moderano il regista Olivier
Assayas e il critico e selezionatore del Festival, Giona Nazzaro.
INCONTRI, DUETTI, DIBATTITI
Accanto alle Masterclass, sono previsti incontri, duetti, dibattiti, approfondimenti, tavole rotonde
con registi, produttori e studiosi. Il programma completo e il calendario verranno annunciati nei
prossimi giorni.
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RETROSPETTIVE E OMAGGI
Il Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale realizza quest’anno due retrospettive
nell’ambito del Festival Internazionale del Film di Roma. La retrospettiva “Ercole alla conquista degli
schermi”, a cura di Steve Della Casa e Marco Giusti, comprende undici titoli scelti fra i quasi
duecento girati in Italia tra il 1957 e il 1965, ambientati nell’antichità greco-romana. Gli eroi sono
Ercole, Maciste, Ursus, Sansone; gli attori più famosi sono i Mister Universo come Steve Reeves, e nel
genere, amato dal pubblico popolare italiano e dai cinefili francesi, emerge o si conferma il talento
di autori come Vittorio Cottafavi, Mario Bava, Riccardo Freda (ma anche, non accreditati,
Michelangelo Antonioni o Francesco Maselli).
La retrospettiva “Claudio Gora, regista e attore” è curata da Emiliano Morreale. Al Festival saranno
presentati i nove film diretti da Gora (nome d’arte di Emilio Giordana), uno dei massimi caratteristi
del nostro cinema, che è anche un regista da riscoprire, isolato e originale. Nel centenario della sua
nascita il CSC-Cineteca Nazionale presenta il restauro del rarissimo La contessa azzurra (1960),
colorato omaggio al mondo del varietà e del cinema muto. Contemporaneamente, il CSC-Cineteca
Nazionale ricorda Claudio Gora attore con una rassegna al Cinema Trevi (8-17 novembre), che
ripropone alcune delle sue interpretazioni più belle.
Accanto alle retrospettive il CSC-Cineteca Nazionale propone cinque eventi speciali:
-
LE TENTAZIONI DEL DOTTOR ANTONIO (ep. Boccaccio 70) (1961) di Federico Fellini,
restaurato da CSC-Cineteca Nazionale, con il contributo di Dolce&Gabbana e la
collaborazione di Surf Film e Videodue, per ricordare Fellini a vent’anni dalla sua scomparsa.
-
GERMANIA ANNO ZERO (1948) di Roberto Rossellini, nella versione restaurata da CSCCineteca Nazionale, Cinecittà-Luce, Fondazione Cineteca di Bologna, Coproduction Office
all’interno del Progetto Rossellini.
-
NELLA CITTÀ L’INFERNO (1959) di Renato Castellani, con l’indimenticabile interpretazione di
Anna Magnani per un doppio omaggio: al regista nel centenario della nascita e all’attrice nel
quarantesimo anniversario della scomparsa.
-
IL PROCESSO DI VERONA (1963) di Carlo Lizzani. Il Festival Internazionale del Film di Roma e
il CSC-Cineteca Nazionale rendono omaggio a Carlo Lizzani riproponendo al pubblico uno dei
suoi film più celebri.
-
ARRIVANO I TITANI (1962) di Duccio Tessari. Il Festival Internazionale del Film di Roma e il
CSC-Cineteca Nazionale rendono omaggio a Giuliano Gemma riproponendo al pubblico uno dei
suoi film più popolari.
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RETROSPETTIVA “ERCOLE ALLA CONQUISTA DEGLI SCHERMI”

ARRIVANO I TITANI di Duccio Tessari, Italia, Francia, 1962, 115’
Cast: Giuliano Gemma, Antonella Lualdi, Pedro Armendáriz, Jacqueline Sassard, Serge
Nubret, Gérard Séty

ERCOLE AL CENTRO DELLA TERRA di Mario Bava, Italia, 1961, 80’
Cast: Reg Park, Eleonora Ruffo, Christopher Lee, Giorgio Ardisson, Ida Galli [Evelyn Stewart],
Franco Giacobini

LE FATICHE DI ERCOLE di Pietro Francisci, Italia, 1958, 103’
Cast: Steve Reeves, Sylva Koscina, Fabrizio Mioni, Ivo Garrani, Arturo Dominici, Mimmo
Palmara, Lydia Alfonsi

I GIGANTI DI ROMA di Antonio Margheriti (Anthony Dawson), Italia, Francia, 1964, 97’
Cast: Ettore Manni, Goffredo Unger, Richard Harrison, Ralph Hudson, Nicole Tessier, Wandisa
Guida, Renato Baldini

LE GLADIATRICI di Antonio Leonviola, 1963, 91’
Cast: Joe Robinson, Claudia Capone, Jeanine Hendy, Alberto Cevenini, Carla Foscari, Maria
Fiore, Harry Baird

MACISTE ALL’INFERNO di Riccardo Freda, Italia, 1962, 92’
Cast: Adriano Bellini [Kirk Morris], Hélène Chanel, Angelo Zanolli, Andrea Bosic, Donatella
Mauro, Antonella Della Porta

NEL SEGNO DI ROMA di Guido Brignone, Italia, Francia, 1959, 93’
Cast: Anita Ekberg, Georges Marchal, Folco Lulli, Jacques Sernas, Lorella De Luca, Alberto
Farnese, Mimmo Palmara

ROMA CONTRO ROMA di Giuseppe Vari, 1963, 97’
Cast: Ettore Manni, Evelyn Stewart, John Drew Barrymore, Antonio Corevi, Rosy Zichel,
Matilde Calman, Livia Contardi

URSUS di Carlo Campogalliani, 1961, 93’
Cast: Ed Fury, Moira Orfei, Cristina Gajoni, Antonio Gil, Eliana Grimaldi, Soledad Miranda,
Nino Fuscagni

LA VENDETTA DI ERCOLE di Vittorio Cottafavi, Italia,Francia, 1960, 90’
Cast: Mark Forest, Broderick Crawford, Gaby Andrè, Federica Ranchi, Sandro Moretti,
Salvatore Furnari, Giancarlo Sbragia

LA VENDETTA DI SPARTACUS di Michele Lupo, Italia, 1964, 98’
Cast: Roger Browne, Giacomo Rossi Stuart, Daniele Vargas, Scilla Gabel, Germano Longo,
Gordon Mitchell, Gianni Solaro, Franco Di Trocchio
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RETROSPETTIVA CLAUDIO GORA

IL CIELO È ROSSO di Claudio Gora, Italia, 1950, 98’
Cast: Marina Berti, Jacques Sernas, Mischa Auer jr., Anna Maria Ferrero, Lauro Gazzolo,
Liliana Tellini

LA CONTESSA AZZURRA di Claudio Gora, Italia, 1960, 105’
Cast: Amedeo Nazzari, Ellys Davis, Zsa Zsa Gabor, Paolo Stoppa, Irène Tunc, Franca Marzi,
Mario Passante

FEBBRE DI VIVERE di Claudio Gora, Italia, 1953, 93’
Cast: Massimo Serato, Marina Berti, Anna Maria Ferrero, Marcello Mastroianni, Sandro Milani,
Nyta Dover

LA GRANDE OMBRA di Claudio Gora, Italia, 1957, 83’
Cast: Massimo Serato, Mara Berni, Scilla Vannucci, Maria Luisa Rolando, Franco Balducci

L’INCANTEVOLE NEMICA di Claudio Gora, Italia, Francia, 1953, 89’
Cast: Silvana Pampanini, Robert Lamoureux, Carlo Campanini, Ugo Tognazzi, Pina Renzi, Nyta
Dover

L’ODIO È IL MIO DIO di Claudio Gora, Italia, Rep. Federale Tedesca, 1969, 110’
Cast: Tony Kendall [Luciano Stella], Marina Berti, Carlo Giordana, Ella Karin, Herbert
Fleischmann, Peter Dane

ROSINA FUMO VIENE IN CITTÀ… PER FARSI IL CORREDO di Claudio Gora, Italia, 1972, 96’
Cast: Ewa Aulin, Hiram keller, Fiona Florence [Luisa Alcini], Lia Zoppelli, Paolo Granata,
Claudio Gora

TORMENTO D’AMORE di Claudio Gora, Leonardo Bercovici, Italia, Spagna, 1956, 82’
Cast: Massimo Serato, Marta Toren, Otello Toso, Julita Martinez, José Nieto

TRE STRANIERE A ROMA di Claudio Gora, Italia, 1958, 95’
Cast: Yvonne Monlaur, Claudia Cardinale, Françoise Danell, Luciano Marin, Roy Ciccolini,
Leonardo Botta
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RITRATTI DI CINEMA

BERTOLUCCI ON BERTOLUCCI - DIRECTOR’S CUT di Walter Fasano e Luca Guadagnino, Italia,
2013, 120’

GIORGIO ALBERTAZZI: UN MAESTRO / A MASTER di Fabio Poggiali, Italia, 2013, 45’

L’INGANNO di Ferdinando Cito-Filomarino, Italia, 2013, 38’

MASSIMO - IL MIO CINEMA SECONDO ME di Raffaele Verzillo, Italia, 2013, 55'

ROSSELLA FALK, GLI OCCHI PIÙ OCCHI DI COSÌ di Fabio Poggiali, Italia, 2013, 45’

I TARANTINIANI di Steve Della Casa, Maurizio Tedesco in collaborazione con Manlio
Gomarasca, Italia, 2013, 59’
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MERCATO INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA
The Business Street e New Cinema Network
13 | 17 novembre 2013
L’ottava edizione di The Business Street (TBS) e New Cinema Network (NCN) si presenta come un
appuntamento di mercato fortemente consolidato nell’agenda dei professionisti dell’industria
cinematografica internazionale. La stabilità dei numeri, con una media di circa 700 accreditati
industry, conferma la fidelizzazione dei maggiori keyplayer come anche l’interesse e adesione di
nuovi distributori e produttori provenienti da circa 45 paesi. Posizionata dopo il fitto susseguirsi di
appuntamenti estivi, Roma rappresenta una piattaforma strategica per il lancio commerciale di nuovi
film, per la circolazione del cinema italiano all’estero e per incoraggiare la cooperazione
internazionale sui progetti in produzione.
Vetrina d’eccezione per il cinema italiano e motore per l’internazionalizzazione dell’industria locale,
sin dalle prime edizioni il Mercato ha potuto contare sul sostegno e la collaborazione dell’ICE –
Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane e sulla preziosa
partnership
con
l’Associazione
Nazionale
Industrie
Cinematografiche
Audiovisive
e
Multimediali, l’ANICA, con la quale sono state realizzate attività dedicate all’industria anche nel
corso dell’anno.
Il Mercato si terrà nella seconda parte del Festival, dal 13 al 17 novembre 2013 nell’area di Via
Veneto che, durante l’evento, sarà collegata all’Auditorium da un servizio di navette. Sede ormai
storica dell’industry, l’Hotel Bernini Bristol ospiterà quest’anno anche New Cinema Network, il forum
di co-produzione, luogo dove gli autori trovano la piattaforma ideale per presentare i loro nuovi
progetti ed entrare in contatto con i più importanti esponenti dell'industria cinematografica
internazionale. Per la prima volta quest’anno le due anime del mercato romano si riuniranno in
un’unica location: mentre la Terrazza ospiterà gli scambi, le negoziazioni tra compratori e venditori
di Business Street, al primo piano si svolgeranno gli incontri di co-produzione sui 25 progetti
selezionati da NCN.
Le proiezioni di Mercato saranno concentrate nel Multisala Barberini, di fronte all’Hotel Bernini
Bristol e la Video library digitale, realizzata in collaborazione con Rai Trade, situata nel basement,
presenterà i film della Selezione Ufficiale del Festival, i titoli proiettati al Mercato e i lavori degli
autori selezionati a NCN. Strumento ottimale per gli accreditati, la video library offre ai compratori
una visione individuale on-demand di tutti i titoli (circa 535 titoli digitalizzati e presentati in 7 anni)
e ai venditori di ottenere in tempo reale feedback sul trend delle visioni dei propri film.
Oltre agli appuntamenti organizzati, l’Hotel Bernini Bristol offrirà dunque un’atmosfera ideale per
favorire contatti e networking informale a tutti i partecipanti. Per l’organizzazione efficiente, il
forte respiro internazionale, i risultati ottenuti – circa il 50% dei progetti selezionati da NCN nel corso
di sette edizioni hanno completato i finanziamenti e sono diventati film premiati e riconosciuti
internazionalmente – sin dal 2008 il Mercato romano è tra le poche iniziative italiane sostenute dal
Programma MEDIA dell’Unione Europea (schema ‘Access to Market’).
L’amplissima rete di relazioni e partnership prestigiosi conferma il riconoscimento internazionale:
oggi NCN può contare su 30 partner tra Istituti europei per la promozione del cinema ed enti
internazionali, tra i quali Sundance Feature Film Labs, Cinéfondation L’Atelier, ACE – Atelier du
Cinéma Européen, Eurimages. Per il quarto anno consecutivo, il Consiglio d’Europa ha eletto NCN tra
i mercati di co-produzione più importanti e ha scelto Roma per assegnare il prestigioso Eurimages Coproduction Development Award: un premio di 30.000 euro destinato allo sviluppo del miglior progetto
presentato a NCN 2013.
NCN presenta quest’anno una rosa di 25 progetti provenienti da tutto il mondo, valutati e scelti dal
comitato di selezione costituito da Marco Mϋller, Marie-Pierre Duhamel e Sandra Hebron insieme allo
staff di New Cinema Network. Alle tradizionali attività ed eventi, si affiancano quest’anno nuove
iniziative e opportunità: uno speciale focus sui remake “RE-MAKE IT!”, che mira a presentare ai
produttori e compratori storie dal forte appeal, in grado di comunicare globalmente con il pubblico
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di tutto il mondo. I film selezionati saranno presentati in una sezione speciale della video library di
The Business Street, “High Concept Remake”.
Nel tradizionale ciclo di incontri e panel dedicati all’industria, in collaborazione con WCPMedia
Services, Casa del Cinema | Zètema Progetto Cultura e Media Consulting Group, quest’anno verrà
dedicata particolare attenzione ai nuovi orizzonti aperti dalla distribuzione digitale, il Video ondemand e il confronto sulle nuove strategie di uscita day-and-date. Si terrà il 15 novembre, per il
sesto anno consecutivo, lo European Day, giornata di approfondimento sulle opportunità di
finanziamento diretto dell’Unione Europea al settore audiovisivo, organizzato insieme al MEDIA Desk
Italia. Michel Magnier, Direttore Generale “Cultura e Creatività” della D.G. Istruzione e Cultura della
Commissione Europea, e Silvia Costa, Parlamentare Europeo - Relatore del Programma Europa
Creativa, presenteranno i risultati delle trattative tra le istituzioni dell’Unione Europea che hanno
dato vita al nuovo programma settennale Europa Creativa (2014-2020) a sostegno delle industrie
audiovisive e culturali, la cui definitiva approvazione è imminente. I convegni e i workshop
organizzati dal Mercato si terranno presso Casa del Cinema, da sempre spazio cardine per le attività
di TBS e NCN.
NCN quest’anno presenterà inoltre Words on Screen, progetto di promozione internazionale di due
fondamentali segmenti dell’industria culturale italiana (editoria libraria e produzione
cinematografica), nato in partnership con ANICA e AIE e col sostegno del Ministero dello Sviluppo
Economico. L’iniziativa intende focalizzare sull’internazionalizzazione e lo scambio professionale con
l’estero e sul networking tra le industrie, con l’obiettivo di potenziarne le relazioni di business e le
collaborazioni e creare proficue opportunità per gli operatori. Una prima fase si è svolta a giugno
negli Stati Uniti – a New York è stata presentata una rassegna di film italiani tratti da libri e
organizzata una giornata di incontri industry tra operatori italiani e americani – mentre una seconda
si terrà il 24 ottobre (workshop per editori e produttori italiani).
In novembre, nell’ambito del Workshop dei Progetti NCN, del Mercato del Film e del Festival
Internazionale del Film di Roma, si svolgerà la terza fase, ovvero una sessione di meeting
internazionali. Ai partecipanti italiani (editori, agenti letterari e produttori) verranno offerte
importanti opportunità – di mercato, di business e di conoscenza – per i rapporti industriali e culturali
dei due settori con professionisti internazionali presenti al Mercato e al Festival. Inoltre, due progetti
italiani – già selezionati nell’ambito di Words on Screen e presentati negli Stati Uniti a giugno –
faranno parte della selezione finale di NCN 2013.
CHINA DAY
Dopo la fruttuosa esperienza dell’evento ‘Spotlight China!’ realizzato nella passata edizione,
continua il dialogo con l’industria cinese. In collaborazione con ANICA, ente attuatore del progetto di
promozione del 'Made in Italy’ del Ministero dello Sviluppo Economico, verrà realizzato il ‘China Day’,
un’iniziativa volta a incoraggiare gli scambi commerciali tra Italia e Cina e a celebrare il cinema
asiatico e la sua industria. Il ‘China Day’ si aprirà il 16 novembre con la proiezione di Young Detective
Dee: Rise of the Sea Dragon 3D seguita dall’assegnazione del Maverick Director Award al regista Tsui
Hark. Proseguirà il giorno successivo con una serie di incontri con produttori e compratori cinesi
dedicati alla co-produzione, all’investimento sul territorio italiano e alla circolazione di film italiani
nel continente asiatico e si concluderà con il gala in prima mondiale di Sou Duk / Saodu (The White
Storm) di Benny Chan, proiezione di chiusura dell’ottava edizione del Festival.
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NEW CINEMA NETWORK: LA SELEZIONE DEL 2013
SHADOWS IN THE FRAME di Leandro Listorti
(Argentina)
Prodotto da Paula Zyngierman
MY LIFE AS AN ACTOR di Eric De Kuyper
(Belgio)
Prodotto da Tomas Leyers
EILON RABIN DOESN’T BELIEVE IN DEATH di
Ricardo Alves (Brasile)
Prodotto da Michael Wahrmann
LITTLE CRUSADER di Václav Kadrnka
(Repubblica Ceca)
Prodotto da Alice Tabery
LA MOGLIE DI LOT di Roberto De Paolis (Italia)
Prodotto da Roberto De Paolis, Carla Altieri
UNSETTLED di Willem Droste (Germania)
Prodotto da Fabian Massah
SAINT NICHOLAS di Loukianos Moshonas
(Grecia/Francia)
Prodotto da Paul Conquet
OMNIYAM di Kamal Swaroop (India)
Prodotto da Kamal Swaroop
THE VOICE OF EGYPT di Shirin Neshat (Iran)
Prodotto da Girard Ilann
STUPOR MUNDI (Italia)
Prodotto da Andrea Stucovitz
IL PENDOLO di Aureliano Amadei (Italia)
Prodotto da Giorgio Ginori, A. Amadei
UOMINI E CANI di Fabrizio Cattani (Italia)
Prodotto da Elisabetta Olmi
IL VENTO E LA LUCE di Marco Dentici (Italia)
Prodotto da Gianluca Dentici
IL BALLO di Simone Gattoni (Italia)
Prodotto da F. Calvelli, M. Bellocchio
LA COSPIRAZIONE DELLE COLOMBE di Marina
Spada (Italia)
Prodotto da Francesco Pamphili
DAWN di Laila Pakalnina (Lettonia)
Prodotto da Laila Pakalnina
PEACE TO US IN OUR
DREAMS di Sharunas Barthas (Lituania)
Prodotto da Philippe Avril
SOLITAIRE KING di Bassam Jarbawi (Palestina)
Prodotto da Shrihari Sathe
A REVERENCE FOR SPIDERS di Faiza Ambah,
Karim Bensalah (Arabia Saudita)
Prodotto da Silvio Saadé
OUT di Gyorgy Kristof (Repubblica Slovacca)
Prodotto da Marek Urban
THE SUBSTANCE di Lluis Galter (Spagna)
Prodotto da Paco Poch
CAFÉ ABU NAWAS di Samir (Svizzera)
Prodotto da Jent Joel
MA MÈRE di Géraldine Zosso (Svizzera)
Prodotto da Francine Lusser
PASSING CLOUDS di Tatiana Korol (Regno
Unito)
Prodotto da Ian Prior
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IL PROGRAMMA DI ALICE NELLA CITTÀ
Alice nella città, curata da Gianluca Giannelli e Fabia Bettini, torna ad affiancare il Festival
Internazionale del Film di Roma, in modo autonomo e parallelo, per proseguire il percorso di
promozione, divulgazione e sostegno del cinema rivolto alle nuove generazioni.
CONCORSO

CAZANDO LUCIÉRNAGAS / CHASING FIREFLIES di Roberto Flores Prieto, Colombia, 2013, 100’
Cast: Marlon Moreno, Valentina Abril

JULIETTE di Pierre Godeau, Francia, 2013, 81’
Cast: Astrid Bergès, Féodor Atkine, Yannik Landrein, Elodie Bouchez, Sébastien Houbani,
Roman Kolinka, Nina Meurisse

MIG ÄGER INGEN / NOBODY OWNS ME di Kjell-Åke Andersson, Svezia, 2013, 110’
Cast: Mikael Persbrandt, Ida Engvoll, Saga Samuelsson, Ping Mon Wallén, Tanja Lorentzon

EN SOLITAIRE / TURNING TIDE di Christophe Offenstein, Francia, 2013, 96’
Cast: François Cluzet, Samy Seghir, Guillaume Canet, Virginie Efira, Arly Jover, Jose
Coronado, Dana Prigent, Jean-Paul Rouve

SE CHIUDO GLI OCCHI NON SONO PIÙ QUI / IF I CLOSE MY EYES I’M NOT HERE di Vittorio
Moroni, Italia, 2013, 110’
Cast: Giorgio Colangeli, Giuseppe Fiorello, Mark Manaloto, Hazel Morillo, con la
partecipazione di Ignazio Oliva, Vladimir Doda, Anita Kravos, Elena Arvigo, Stefano, Scherini,
Ivan Franek

LÄRJUNGEN / THE DISCIPLE di Ulrika Bengts, Finlandia, 2013, 93’
Cast: Erik Lönngren, Patrik Kumpulainen, Niklas Groundstroem, Amanda Ooms, Ping Mon
Wallén
Philip Zandén, Sampo Sarkola, Alfons Röblom

IL SUD È NIENTE / SOUTH IS NOTHING di Fabio Mollo, Italia, 2013, 90’
Cast: Vinicio Marchioni, Miriam Karlkvist, Valentina Lodovini, Andrea Bellisario, Alessandra
Costanzo, Giorgio Musumeci

LAUF, JUNGE, LAUF / RUN, BOY, RUN di Pepe Danquart, Germania, Francia, 2013, 108’
Cast: Andrzej Tkacz & Kamil Tkacz, Elisabeth Duda, Jeanette Hain, Itay Tiran, Katarzyna
Bargielowska

SITTING NEXT TO ZOE di Ivana Lalović, Svizzera, 2013, 88’
Cast: Runa Greiner, Lea Bloch, Charlie Gustafsson, Bettina Stucky, Roeland Wiesnekker, Siir
Eloglu, Adnan Maral

UVANGA di Marie-Hélène Cousineau, Madeline Piujuq Ivalu, Canada, 2013, 86’
Cast: Lukasi Forrest, Marianne Farley, Travis Kunnuk, Madeline Piujuq Ivalu, Carol Kunnuk,
Peter-Henry Arnatsiaq, Pakak Innuksuk
Due film sorpresa saranno annunciati prossimamente
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FUORI CONCORSO

PLANES in Disney Digital 3D di Klay Hall, Stati Uniti, 2013, 91’

IL MONDO FINO IN FONDO di Alessandro Lunardelli, Italia, Cile, 2013, 95’
Cast: Filippo Scicchitano, Luca Marinelli, Barbora Bobulova, Camilla Filippi, Alfredo Castro,
Manuela Martelli, Cesare Serra

BELLE & SEBASTIEN di Nicolas Vanier, Francia, 2013, 98’
in collaborazione con Festival Internazionale del Film di Roma
Cast: Felix Bossuet, Tcheky Karyo, Margaux Chatelier, Dimitri Storoge, Andreas Pietschmann,
Urbain Cancelier Mehdi

LA COUR DE BABEL / SCHOOL OF BABEL di Julie Bertucelli, Francia, 2013, 89’
in collaborazione con Festival Internazionale del Film di Roma
EVENTI SPECIALI

MA MAMAN EST EN AMÉRIQUE, ELLE A RENCONTRÉ BUFFALO BILL / MY MOMMY IS IN
AMERICA di Marc Boréal, Thibaut Chatel, Francia, 2013, 75’

WHO IS DAYANI CRISTAL? di Marc Silver e Gael García Bernal, Regno Unito, Messico, 2013,
84’
Cast: Gael García Bernal

METEGOL / FOOSBALL / GOOOL! di Juan José Campanella, Argentina, 2013, 106’
in collaborazione con Festival Internazionale del Film di Roma
Voci: Rupert Grint, Anthony Head, Juan José Campanella
OMAGGIO A HIROKAZU KORE-EDA

KISEKI / I WISH di Hirokazu Kore-eda, Giappone, 2011, 128’

SOSHITE CHICHI NI NARU / LIKE FATHER, LIKE SON di Hirokazu Kore-eda, Giappone, 2013,
120’
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INFORMAZIONI GENERALI
Come partecipare
Biglietti, prevendite e prezzi
L’acquisto dei biglietti in prevendita per l’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di
Roma può essere effettuato a partire dal 29 ottobre e fino al 7 novembre:




presso la Biglietteria Centrale dell’Auditorium Parco della Musica (Viale P. de Coubertin, 30)
con orario 11 – 20. Nei primi due giorni di prevendita, per motivi di sicurezza, è prevista la
distribuzione di numeri eliminacode, a partire dalle ore 8 presso il cancello d’ingresso
dell’Auditorium Parco della Musica;
i Punti vendita autorizzati LIS (Lottomatica Italia Servizi). L’elenco è disponibile su
www.listicket.it;
la Biglietteria telefonica LIS (servizio a pagamento): per chiamate nazionali 892 982, per le
chiamate dall’estero +39 -2- 60060900 (orario: dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 13 e
dalle ore 14 alle ore 18);
on-line attraverso i siti www.romacinemafest.org e www.listicket.it dal 29 ottobre al giorno
precedente l’evento che si intende acquistare.
Nel periodo del Festival, la vendita dei biglietti si effettua inoltre:
presso la Biglietteria Centrale dell’Auditorium Parco della Musica (Viale P. de Coubertin, 30)
dall’8 al 17 novembre con orario 8.30 – 23.
e presso:
 la Biglietteria Villaggio del Cinema (Viale P. de Coubertin) dal 8 al 17 novembre con orario 10
– 23;
 la Biglietteria del Cinema Barberini (Piazza Barberini n°24) il 9 novembre con orario 17 - 23 e
dal 10 al 17 novembre con orario 8.30 – 23;
 la Biglietteria del Museo MAXXI (Via Guido Reni 4/a) dall’8 al 17 novembre con apertura e
chiusura secondo orario proiezioni a pagamento (attiva esclusivamente per la
programmazione del Festival presso il Museo MAXXI);
 i Punti vendita autorizzati LIS - Lottomatica Italia Servizi (elenco disponibile su
www.listicket.it);
 la Biglietteria telefonica LIS (servizio a pagamento): per chiamate nazionali 892 982, per le
chiamate dall’estero +39 -2- 60060900 (orario: dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle ore 13 e
dalle ore 14 alle ore 18);
 on-line attraverso i siti www.romacinemafest.org e www.listicket.it dal 29 ottobre al giorno
precedente l’evento che si intende acquistare.

V.le Pietro De Coubertin, 10 00196 Roma | ph. +39 06 40401900 | fax +39 06 40401700 | [email protected] | www.romacinemafest.org
BIGLIETTI
La prevendita dei biglietti inizierà martedì 29 ottobre.
PREZZO DEI BIGLIETTI
Sala S.Cecilia
Pomeridiana
Prima serata
Seconda serata
€8
€ 25
€ 15
Sala Sinopoli
Pomeridiana
Prima serata
Seconda serata
€ 10
€ 15
€ 10
Sala Petrassi
Pomeridiana
Serali
€8
€ 10
Teatro Studio
Teatro Studio
Matinée
Pomeridiane e Serali
€5
€8
Cinema Barberini
Matinée
Pomeridiane e Serali
€5
€9
Museo MAXXI
Tutto il giorno
€5
Retrospettiva
€5
Repliche
€8
Tutta la programmazione di Alice nella città aperta al pubblico, all’interno delle sale messe a
disposizione dal Festival Internazionale del Film di Roma, sarà in vendita a 5 euro per le proiezioni
con inizio entro le ore 15, e a 8 euro per le proiezioni con inizio dopo le ore 15 (sono escluse da
questa tariffa eventuali coproduzioni realizzate in collaborazione con il Festival Internazionale del
Film di Roma).
RIDUZIONI E CONVENZIONI
Non sono previste riduzioni per le proiezioni con tariffa uguale e/o inferiore a € 5. Per coloro che
hanno dai 18 ai 26 anni o per chi ha più di 65 anni è previsto uno sconto del 10% sul prezzo intero del
biglietto. Sono previste numerose forme di pacchetti promozionali acquistabili presso la biglietteria
dell’Auditorium. Si ricorda che le riduzioni per enti o associazioni convenzionate sono applicabili
soltanto presso le biglietterie ufficiali del Festival. In caso di smarrimento, i biglietti non sono né
duplicabili né rimborsabili. Tutte le proiezioni sono sprovviste dei visti di censura quindi vietate ai
minori di 18 anni. Tutte le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in inglese e in italiano
per i film stranieri o con i sottotitoli solo in inglese per i film italiani.
LE INFORMAZIONI POTREBBERO SUBIRE MODIFICHE, SI PREGA DI VERIFICARE PER CONFERMA SUL SITO
DEL FESTIVAL NEI GIORNI PRECEDENTI L’INIZIO DELLA PREVENDITA
V.le Pietro De Coubertin, 10 00196 Roma | ph. +39 06 40401900 | fax +39 06 40401700 | [email protected] | www.romacinemafest.org
BIGLIETTERIE
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la Biglietteria Centrale dell’Auditorium Parco della Musica (Viale P. de Coubertin, 30),
aperta dal 29 ottobre al 7 novembre con orario 11-20 e dall’8 al 17 novembre con orario
8.30 - 23;
la Biglietteria del Villaggio (Viale P. de Coubertin) aperta dall’8 al 17 novembre dalle 10
alle 23;
la Biglietteria del Cinema Barberini (Piazza Barberini 24) aperta il 9 novembre con orario
17-23 e dal 10 al 18 novembre con orario 8.30 – 23;
i punti vendita autorizzati LIS - Lottomatica Italia Servizi (elenco disponibile su
www.listicket.it);
la Biglietteria telefonica LIS (servizio a pagamento): per chiamate nazionali 892982, per
le chiamate dall’estero +39 -2- 60060900 (orario: dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle
ore 13 e dalle ore 14 alle ore 18);
on-line attraverso i siti www.romacinemafest.org e www.listicket.it dal 29 ottobre al
giorno precedente l’evento che si intende acquistare.
I biglietti prepagati delle sale dell’Auditorium saranno disponibili presso la biglietteria del Villaggio
del Cinema. I biglietti prepagati delle sale esterne potranno essere ritirati presso le rispettive
biglietterie corrispondenti alla sede dell’evento. L’accesso all’interno degli spazi del Villaggio del
Cinema è sempre libero. Si ricorda che in Cavea sarà allestito il red carpet che ospiterà stampa e
fotografi in area a loro riservata.
Disabili sensoriali al Festival Internazionale del Film di Roma 2013
Nell’ottava edizione del Festival verranno assicurati i servizi di audiodescrizione e sottotitolazione
digitale per le persone con disabilità visive o uditive che potranno così fruire oltre che partecipare
alle proiezioni di alcuni film del Festival.
ACCREDITI
Gli accrediti per le categorie Festival e Stampa potranno essere ritirati presso i desk accrediti degli
uffici della Fondazione Cinema per Roma (presso Auditorium Parco della Musica, Viale P. de
Coubertin). Gli accreditati riceveranno un pass di colore corrispondente alla categoria di
appartenenza.
L’accredito potrà essere ritirato presso i desk accrediti del Festival Internazionale del Film di Roma
(Auditorium Parco della Musica, Viale P. de Coubertin, Roma), a partire dal 6 novembre e fino al 17
novembre 2013, secondo i seguenti orari:
-
il 6 novembre dalle 10 alle 17
dal 7 novembre al 12 novembre dalle 9 alle 19
dal 13 al 16 novembre dalle 10 alle 17
il 17 novembre dalle 10 alle 12
Gli accrediti del Mercato Internazionale del Film | The Business Street saranno consegnati:
- il 6 novembre dalle 10 alle 17 ed dal 7 all’11 novembre dalle 9 alle 19 presso i desk accrediti degli
uffici della Fondazione Cinema per Roma (presso Auditorium Parco della Musica, Viale P. de
Coubertin);
- dal 12 novembre al 16 novembre dalle 9 alle 19 presso i desk accrediti situati all’interno dell’Hotel
Bernini Bristol (Piazza Barberini, 23);
- il 17 novembre dalle ore 9 alle 13 sempre presso i desk accrediti dell’Hotel Bernini.
V.le Pietro De Coubertin, 10 00196 Roma | ph. +39 06 40401900 | fax +39 06 40401700 | [email protected] | www.romacinemafest.org
COME ARRIVARE
Linea Cinema
L’ATAC offre a tutto il pubblico del Festival un servizio di collegamenti giornalieri con l’Auditorium
Parco della Musica, via Veneto e Piazza Barberini tramite un servizio effettuato con 20 bus
alimentati ad energia elettrica. Le navette viaggiano dalle ore 8 alle 12 ogni 7 minuti, dalle 12 alle
23 ogni 5 minuti e dalle 23 alle 2 ogni 7 minuti.
Servizio Disabili
È disponibile su prenotazione, a pagamento, un servizio di trasporto per persone disabili gestito da
Atac (ovviamente, per tutti i cittadini non autorizzati a fruirne gratuitamente dal Dipartimento
Promozione Servizi Sociali e della Salute). Per prenotazioni ed informazioni: Centrale Operativa “Bus
Abile” – 800 469540. La prenotazione va effettuata un giorno lavorativo prima della data in cui si
vuole usufruire del servizio: lunedì – venerdì ore 8 -13.
L’Auditorium Parco della Musica è raggiungibile con i seguenti mezzi pubblici:
Autobus
910 - Capolinea Termini / piazza Mancini (feriale e festivo)
53 - Capolinea piazza Mancini / porta San Giovanni (solo feriale)
217 - Capolinea viale XVII Olimpiade / Stazione Termini (feriale e festivo)
Linea M - Capolinea Stazione Termini / viale Pietro de Coubertin (Auditorium) dalle ore 17 fino al
termine dell’ultimo spettacolo. Partenze ogni 15 minuti.
Tram
2 - Capolinea piazzale Flaminio / piazza Mancini, fermata per l’Auditorium: via Flaminia / piazza
Apollodoro (feriale e festivo).
Metropolitana
Metro A fermata Flaminio, poi tram 2.
Ferrovia
Roma-Nord, fermata piazza Euclide.
Parcheggi
Nell’area circostante l’Auditorium Parco della Musica, ATAC S.p.A. gestisce due parcheggi di cui uno
coperto (con entrata su Viale Maresciallo Pilsudski e Viale Pietro De Coubertin) e uno raso (con
entrata da Viale Pietro De Coubertin, lato Palazzetto dello Sport) per un totale di 1.005 posti auto, di
cui 26 riservati ai portatori di handicap.
V.le Pietro De Coubertin, 10 00196 Roma | ph. +39 06 40401900 | fax +39 06 40401700 | [email protected] | www.romacinemafest.org
GUIDA DELL’AUDITORIUM
SPAZI AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA
Cuore del Festival Internazionale del Film di Roma sarà l’Auditorium Parco della Musica con le sue
sale di proiezione:
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Sala Santa Cecilia
Sala Sinopoli
Sala Petrassi
Teatro Studio
Studio Tre
Fra i luoghi dell’Auditorium aperti al pubblico, ci saranno i Foyer e AuditoriumArte: in quest’ultimo
spazio, dal 9 al 17 novembre, Rai Movie proietterà un programma dedicato a Federico Fellini.
Tutti gli spazi dell’Auditorium sono accessibili ai disabili.
VILLAGGIO DEL CINEMA
Dall’8 al 17 novembre, su tutta l’area pedonale di fronte all’Auditorium, si estenderà il Villaggio del
Cinema, progettato per offrire informazioni e servizi al pubblico del Festival.
Nel villaggio saranno presenti:
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1 info-point (per informazioni dettagliate sul Festival e informazioni generali al cittadino)
1 biglietteria box office (accreditati e non)
1 Bancomat BNL – Gruppo BNP Paribas
Spazi partner del Festival, destinati anche ad incontri e approfondimenti sul cinema per il
pubblico del Villaggio
Welcome Area nei pressi dell’info-point destinata alle necessità logistiche degli sponsor e
delle delegazioni.
SERVIZI DI RISTORAZIONE
Risto&bistrot “SeT”, ristorante ReD, Kiosko del Kebab, Bar’T.
V.le Pietro De Coubertin, 10 00196 Roma | ph. +39 06 40401900 | fax +39 06 40401700 | [email protected] | www.romacinemafest.org
LUOGHI E SERVIZI PER LA STAMPA
SALA STAMPA
Nello Spazio Risonanze sarà allestita la sala stampa a disposizione dei giornalisti, fornita di
collegamenti internet e arredata da Ethimo.
SALA STAMPA FOTOGRAFI
Nel guardaroba della Sala Sinopoli sarà allestita la sala stampa a disposizione dei fotografi, fornita di
collegamenti internet.
CASELLARIO STAMPA
Si trova all’ingresso della sala stampa per i fotografi, situata nel guardaroba della Sala Sinopoli.
CONFERENZE STAMPA UFFICIALI
La Sala delle Conferenze Stampa Ufficiali sarà la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica.
PHOTO CALL INTERNI
I photo call con le delegazioni si terranno presso la Sala Ospiti, a destra dell’ingresso alla Sala
Sinopoli, quindici minuti circa prima degli incontri stampa.
RED CARPET ED EVENTI SPECIALI
Le televisioni accreditate che desiderano riprendere i red carpet, che si terranno circa quaranta
minuti prima delle proiezioni ufficiali, dovranno richiedere la conferma della postazione all’Ufficio
Stampa.
CASELLARIO ON LINE
Il servizio mette a disposizione dei giornalisti pressbook, comunicati, materiali video e immagini in
alta risoluzione del Festival, in formato digitale; i giornalisti accreditati potranno accedere all’area
riservata stampa dal sito www.romacinemafest.org. Username e password saranno forniti via e-mail
nella lettera di conferma dell’accredito.
Le immagini saranno fornite da Getty Images che sarà fra i media partner come agenzia fotografica
ufficiale dell’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. L’accordo tra Getty
Images e la Fondazione Cinema per Roma è giunto al settimo anno consecutivo.
GLI ACCREDITI
È possibile richiedere un accredito Stampa/Media al Festival Internazionale del Film di Roma fino al
21 ottobre 2013. Si noti che le richieste di accredito pervenute dopo questa data non saranno prese
in considerazione. L'accredito consente l'accesso alle proiezioni ufficiali del Festival, nel limite dei
posti disponibili, e secondo le modalità stabilite dall’organizzazione del Festival. L’accredito
stampa/media è riservato esclusivamente ai professionisti di stampa scritta e online, multimedia,
radio, televisione, agenzie di stampa, fotografi, agenzie di pubbliche relazioni, uffici stampa, etc.
L’accredito può essere ritirato, previa esibizione di un documento di identità valido, presso i Desk
Accrediti degli uffici del Festival. L’indirizzo, le date e gli orari di apertura verranno comunicati nella
lettera di conferma dell’accredito.
V.le Pietro De Coubertin, 10 00196 Roma | ph. +39 06 40401900 | fax +39 06 40401700 | [email protected] | www.romacinemafest.org

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