1/2005 - Camera di Commercio di Bologna

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1/2005 - Camera di Commercio di Bologna
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PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
Bolognaeconomica
ANNO XLVI – GENNAIO-FEBBRAIO 2005 – www.bo.camcom.it
Manifatturiero, prosegue
il lento recupero
Il quadro congiunturale dell’economia
bolognese nel 3o trimestre del 2004
evidenzia, tra l’altro, la prolungata stasi
del settore della moda
P. 4 e 5
La formazione
è la via maestra
Il premio Nobel 2001 per l’economia,
Michael Spence, ha chiuso la terza
edizione del Programma Internazionale
organizzato dal Ctc
P. 8
Nuovi uffici
per nuove sfide
Completamente ristrutturata la sede
imolese della Camera di commercio.
Tra le novità, tanta tecnologia
e una moderna sala convegni
P. 13
Brevetti e marchi
vanno in rete
Un nuovo servizio di Telemaco consente
di consultare l’apposito archivio
utilizzando il proprio computer
e l’accesso a Internet
P 14
Imprese, c’è la posta
elettronica certificata
Ora, grazie a Legalmail
le informazioni più delicate
e riservate possono viaggiare
anche in Internet
P. 15
EDITORIALE
2005, l’obbiettivo
è l’innovazione
di Gian Carlo Sangalli
Marconi, 40 anni
per crescere ancora
Si è finalmente concretizzata la tanto attesa firma del decreto che assegna
alla Sab la gestione totale della sede aeroportuale bolognese fino al 2045.
Questo consentirà alla società di onorare al meglio gli investimenti
effettuati e di puntare su un ulteriore sviluppo qualitativo dello scalo
PAGG. 6 e 7
È necessario innovare, farlo velocemente avendo gli strumenti idonei
per capire come, dove e quanto investire per farlo. Questa la sfida, attorno alla quale occorre lavorare giorno
per giorno, con fiducia. Non esistono
soluzioni facili per riuscire a percorrere la strada che porta al raggiungimento di vantaggi competitivi stabili
nella propria sfera professionale, indipendentemente da quanto grande sia
il suo raggio di azione, che si arrivi in
Cina, in India, o si agisca solo nella
provincia di Bologna.
Anzi non esistono soluzioni uniche: è
solo attraverso una miscela di diverse strategie, tanta passione, costanza, ed umiltà nel confrontarsi con
altre realtà, che è possibile raggiungere qualcosa di positivo che dia la
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INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
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PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
GEN-FEB 2005 /
Bolognaeconomica / 3
EDITORIALE
Bolognaeconomica
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
Direttore editoriale:
GIAN CARLO SANGALLI
Direttore responsabile:
CLAUDIO MORI
Caporedattore:
FRANCESCO BACCILIERI
Direzione, redazione, amministrazione e pubblicità:
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Tel. 051 6093288 - Fax 051 6331294
Indirizzo Internet:
http://www.bo.camcom.it
E-mail:
[email protected]
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Hanno collaborato a questo numero:
Marina Amaduzzi; Mario Gallotta;
Marco Tavasani; Patrizia Zini
Progetto grafico:
Struchel Communication Consulting
Via C. Battisti 10 - 40123 Bologna
Fotocomposizione e stampa:
Galeati Industrie Grafiche srl
Via Selice n. 187/189 - Imola (BO)
Fotografie:
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Associato all’Uspi
Unione Stampa
Periodica Italiana
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di Bologna n. 2820 del 23-12-1958
Pubblicità inferiore al 45%
Spedizione in abbonamento postale
Art. 2, comma 20/b, Legge 662/96
motivazione per proseguire ed andare oltre. Non si tratta di linee guida di un corso di formazione
manageriale, ma di buon senso e di buone pratiche che vanno inserite in un ambiente capace di
infondere fiducia e passione. Fiducia e passione a chi ogni giorno svolge attività di impresa si infondono attraverso offerte di istituzioni pubbliche orientate alla formazione, a strumenti finanziari
utili, ai contatti e conoscenze per penetrare efficacemente in nuovi mercati, a stimoli continui all’utilizzo di nuove tecnologie in grado di facilitare il lavoro.
È su queste “strade” che si articolano le attività della Camera di commercio di Bologna nel 2005.
Sette milioni e 600 mila euro sono disponibili nel 2005 a favore di tutte le imprese per innovare le
attrezzature utilizzate, presentare la propria attività all’estero, accedere ai finanziamenti beneficiando di contributi in conto capitale o dell’accollo da parte della Camera di commercio di buona parte degli
interessi. Agevolazioni maggiori sono previste a favore dei giovani imprenditori e delle donne.
Sul fronte della formazione il Centro di formazione manageriale della Camera di Commercio di Bologna, CTC, offre per l’anno in corso, un catalogo completo di corsi, sia come moduli formativi già collaudati, che come “formazione su commessa”, ma anche come proseguimento di esperienze spesso uniche in Italia, volte allo sviluppo della creatività imprenditoriale, del cosiddetto “pensiero laterale”.
Ma ancora, la Camera di commercio è partner dell’Università, della Fondazione Aldini Valeriani,
di Profingest per iniziative volte a rendere sempre più accessibile alle piccole e piccolissime imprese le nozioni tecniche e scientifiche che questi “incubatori di nuove conoscenze” mettono a disposizione attirando a Bologna le intelligenze più brillanti d’Italia. Formazione, innovazione e tutela
delle idee che ne scaturiscono troveranno anche quest’anno un importante punto di incontro nel “Progetto Più – Piccole Imprese e Università”. Si tratta di una opportunità unica in Italia, grazie alla
quale le piccole imprese bolognesi possono avere in azienda ricercatori universitari specializzati nel
ramo di attività svolto: giovani professionisti che metteranno così a disposizione conoscenze scientifiche altrimenti inaccessibili per costi spesso improponibili. Altro aspetto che assorbe buona parte
delle nostre ore quotidiane è attinente agli spostamenti. La Camera di commercio non ha competenze specifiche in materia di viabilità. Ha quindi agito in questi anni verso l’obiettivo di azzerare tutti gli spostamenti degli operatori economici nei suoi confronti. All’inizio degli anni ’70 localizzando i propri uffici in una zona allora facilmente accessibile e ampiamente dotata di parcheggi, oggi utilizzando al massimo le tecnologie informatiche: tutti i colloqui, gli scambi di informazioni, il deposito dei dati, nei confronti del Registro delle Imprese sono oggi effettuabili telematicamente, on line, senza alcuna necessità di spostamenti fisici. Già raggiunto questo obiettivo dal
2003, nel 2005 mettiamo a disposizione delle imprese due nuovi strumenti: Legalmail e la Carta
Nazionale dei Servizi. Legalmail consente di fare per mail ciò che normalmente facciamo con una
raccomandata. Grazie a questo servizio le imprese hanno a disposizione una casella di posta elettronica sicura (a prova di “hacker”) che fornisce un messaggio di “posta ricevuta” che ha lo stesso valore della “ricevuta di ritorno” postale. Si tratta di un servizio completamente gratuito fino al
31 marzo, e che dal 1° di aprile consentirà con soli 49 € all’anno un numero illimitato di invii
(provate a fare il paragone con l’attuale costo di una raccomandata, ed il confronto con il tempo
che è necessario ad inviare una semplice mail). La carta nazionale dei servizi è l’evoluzione della
smart card: una card elettronica, grande come un bancomat, che contiene tutte le informazioni del suo
possessore, e che gli consente di accedere on line ai servizi non solo della Camera di Commercio, ma
anche di tutte le amministrazioni pubbliche, e di ottenere gratuitamente le informazioni del Registro
delle Imprese sulla propria attività. L’altro punto a cui si accennava all’inizio è relativo all’importanza di avere a disposizione le informazioni utili, velocemente, al momento della decisione. Da questo punto di vista tramite la Camera di commercio chiunque ha a disposizione (anche on line) le
informazioni sui 6 milioni di imprese italiane, studi statistici sull’universo delle imprese, sulle professionalità richieste, sull’andamento economico congiunturale. Sono informazioni disponibili gratuitamente, costantemente aggiornate, e collegate con le informazioni messe a disposizione da parte di tutte le Camere di commercio in Italia ed Italiane all’estero. Si tratta di una rete che di fatto
consente in qualsiasi parte di Italia e del mondo di avere una base d’appoggio gratuita e professionale a disposizione per fornire informazioni e contatti utili e su “misura” rispetto ai piani di
espansione della singola impresa. Queste sono solo alcune delle linee di azione in programma per
il 2005. Come ricordavo all’inizio non esistono soluzioni semplici per affrontare scenari competitivi complessi e caratterizzati da alta velocità di cambiamento. Sono necessarie diverse azioni coordinate assieme, tutte intrise di passione, e capaci di utilizzare le eccellenze umane e tecnologiche
disponibili. Questo è quanto anche nel 2005 cercheremo ogni giorno di fare.
Gian Carlo Sangalli
PRESIDENTE DELLA C.C.I.A.A. DI BOLOGNA
SOMMARIO
MERCATO LOCALE
Manifatturiero, prosegue il lento recupero .................... P. 4
In leggero calo le presenze di turisti in città e la durata
del loro soggiorno .............................................................. P. 5
Bologna Economica viene inviata in omaggio
a tutte le imprese iscritte al Registro Imprese,
organizzazioni di categoria, banche, autorità cittadine,
amministazioni locali, Camere di Commercio, Ambasciate.
Tiratura 87.000 copie
Delle opinioni manifestate negli scritti sono responsabili gli
autori, dei quali la direzione intende rispettare la piena
libertà di giudizio.
Movimprese 2004, i dati relativi a Bologna confermano
il trend di crescita ............................................................ P. 12
Nuovi uffici per nuove sfide ............................................ P. 13
SERVIZI ALLE IMPRESE
INFRASTRUTTURE
Brevetti e marchi vanno in rete ...................................... P. 14
Marconi, otto lustri per crescere ancora ........................ P. 6
A maggio pronta la nuova sala Vip dotata di molti
e innovativi servizi ........................................................... P. 7
SERVIZI CAMERALI
GRANDI APPUNTAMENTI
NUOVI MERCATI
La formazione è la via maestra ....................................... P. 8
Le aziende a lezione di Cina ........................................... P. 16
FORMAZIONE E QUALITÀ
LAVORO
L’attività corsuale del Ctc ................................................ P. 9
Contratto a tempo determinato, tutti i vincoli ............... P. 18
INDICI
PREVIDENZA
Il calcolo del valore della lira, dicembre 2004 ........... P. 10
2005, un anno di cambiamenti ....................................... P. 19
MERCATO LOCALE
EXPORT
La Camera al fianco delle imprese .............................. P. 11
Opportunità commerciali .............................. PP. 20-21-22-23
Imprese, c’è la posta elettronica certificata .................... P. 15
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MERCATO LOCALE
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
Manifatturiero, prosegue il lento recupero
Il quadro congiunturale dell’economia bolognese nel 3o trimestre del 2004
evidenzia, tra l’altro, la prolungata stasi del settore della moda
Nel terzo trimestre 2004 è continuato il lento recupero dell’industria
manifatturiera: la produzione del settore, così come il fatturato, hanno riportato tassi di incremento positivi intorno
all’1% su base annua. Gli ordinativi dall’estero sono aumentati complessivamente di circa il 3%, mentre gli ordini
interni, pur seguendo un trend positivo,
restano in flessione.
Le imprese artigiane che operano
nel manifatturiero registrano la maggiore caduta della produzione (2,9%),
dato comunque inferiore a quello regionale. Un andamento analogo lo si
riscontra sia per il fatturato (2,3%) che
per gli ordinativi (2,8%), mentre le
esportazioni delle imprese artigiane
risentono anch’esse della congiuntura
favorevole e il tasso di decremento
rispetto allo scorso anno si è praticamente azzerato. Rispetto al II trimestre
del 2004 si registrano comunque segnali di ripresa.
I risultati che si riscontrano nel
complesso dell’industria manifatturiera
provengono da andamenti settoriali
abbastanza differenziati.
Il comparto dei prodotti alimentari fa registrare una discreta ripresa, portando fatturato e produzione al 1,2%,
l’export al 3,1%, mentre si mantengono negativi gli ordinativi (1%).
Nel contesto di una graduale ripresa dell’industria manifatturiera, continua la stasi del sistema moda che, pur
in miglioramento rispetto al picco negativo di fine marzo 2004, fa registrare un
valore di produzione pari al 4,9%, fatturato a 4,2%, ordinativi a 4,3%,
mentre l’export si mantiene solo lievemente negativo (1,1%) ed agli stessi
valori del secondo trimestre. Una evoluzione del tutto analoga si registra per
il comparto tessile, per il settore delle
calzature e per l’abbigliamento.
Andamento stabile per il comparto
della chimica, gomma e plastica, ad
eccezione delle sole esportazioni, il cui
tasso di crescita si porta a 1 %.
Il comparto della carta ed editoria
mantiene tassi di crescita positivi, con
un incremento di rilievo per le esportazioni che si portano ad oltre 1’1 % di
crescita alla fine del terzo trimestre.
Si consolida la crescita delle
imprese metalmeccaniche, iniziata nel
primo trimestre 2004, e successivamente confermata nel secondo trimestre.
(export 3,9%, fatturato 2%, produzione 1,4%, ordinativi 1%).
All’interno del comparto si distingue il settore dei metalli, con tassi in
crescita per fatturato (2,5%), produzione (2%), ordini (1,1%) ed export
(2,3%).
Il settore delle macchine e degli
apparecchi meccanici consolida
anch’esso una posizione di crescita complessiva (fatturato 1,1%, produzione
0,8%, ordini 0,7%), con un aumento più marcato per l’export (4,1 %).
L’elettricità ed elettronica mantengono tassi di crescita positivi per fatturato (1,4%), produzione (1,3%) ed
ordinativi (0,9%), mentre l’export fa
registrare un balzo in avanti importante
e si porta a quasi 4%.
Discorso analogo per il settore della
meccanica di precisione per il quale i
tassi di incremento del fatturato, produzione ed ordinativi si attestano ad oltre
l’1%, mentre l’export balza ad oltre
4% su base annua.
Il grado di utilizzo degli impianti
per l’industria manifatturiera nel suo
complesso si è un po’ abbassato rispetto
al trimestre precedente, portandosi al
70,4%. Il maggior grado di utilizzo degli
impianti si riscontra nel settore dei
metalli (74,1 %) e fra le imprese della
meccanica di precisione (72,3%). Lievemente superiore alla media la percentuale di utilizzo per le imprese artigiane, che si attesta al 71,4%, mezzo
punto percentuale superiore alla media
regionale.
3 sono i mesi di produzione assi-
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PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
MERCATO LOCALE
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In leggero calo le presenze di turisti in città e la durata del loro soggiorno
curata dalla consistenza del portafoglio
ordini dell’industria bolognese, arco
temporale del tutto simile a quello regionale. Le imprese artigiane bolognesi
hanno garantito un periodo di produzione lievemente inferiore, pari a 2 mesi.
Questi dati, nel loro complesso,
tendono a confermare un recupero
del sistema produttivo bolognese. Il
contributo più importante a tutto il
settore manifatturiero viene dal comparto della meccanica che, grazie al
rilancio dell’export, pare riuscito a
trovare sbocchi e prospettive di sviluppo che hanno consentito di realizzare una crescita dell’intero settore.
Nel commercio al dettaglio le vendite hanno registrato un 0,5% su base
annua. Questo dato è in controtendenza
rispetto a tutte le province della regione, che hanno invece registrato una
sostanziale diminuzione delle vendite.
La consistenza delle giacenze è praticamente stabile, mentre le previsioni sulle vendite sono in lieve aumento. L’orientamento prevalente delle imprese si
ripartisce tra lo sviluppo e una sostanziale stabilità.
L’andamento del volume degli affari nel settore delle costruzioni è
aumentato sia per il complesso delle
imprese, che per le imprese artigiane.
Questo dato positivo si discosta dal dato
regionale che è negativo per entrambe
le categorie di imprese.
Il movimento turistico della provincia di Bologna ha fatto registrare un
lieve aumento nel numero degli arrivi di
turisti sia italiani che stranieri, a cui, tuttavia, è associato un leggero calo della
durata media del soggiorno che passa da
2,55 giorni a 2,5. Questo andamento è
abbastanza omogeneo sia per quanto
riguarda i turisti italiani che i turisti stranieri. Se ci si limita a considerare la sola
città di Bologna si nota, invece, un
modesto calo sia negli arrivi che nelle
presenze, ed una diminuzione della
durata del soggiorno medio in città, inferiore a quella registrata per la provincia.
È continuata la fase di riqualificazione
dell’offerta turistica: nel corso del 2004
si è infatti assistito ad una diminuzione
di posti letto/camere in esercizi a 2 o 3
stelle ed un incremento corrispettivo per
gli esercizi a 4 stelle.
In definitiva nel terzo trimestre
2004, in diversi settori dell’industria
manifatturiera si sono manifestatisegnali di recupero. In un quadro congiunturale sostanzialmente favorevole,
“manca all’appello” il comparto del tessile, abbigliamento e calzature che, pur
tra andamenti altalenanti, si mantiene
su una tendenza di crescita negativa da
diversi trimestri: diviene sempre più difficile spiegare questa flessione come un
fenomeno puramente congiunturale.
Sulla base dei dati congiunturali le
prospettive a breve termine, pur tra
oscillazioni trimestrali che denotano
una situazione di persistente incertezza, mettono in evidenza segnali di lento miglioramento. Il possibile esauri-
mento del processo di ridimensionamento delle scorte, in presenza di un
traino della domanda estera, potranno
contribuire a spingere al rialzo l’attività
dell’industria manifatturiera nei prossimi mesi.
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INFRASTRUTTURE
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INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
Marconi, otto lustri per crescere ancora
La firma del decreto che assegna alla Sab la gestione totale della sede aeroportuale bolognese per 40 anni
consentirà alla società di onorare al meglio gli investimenti effettuati
di Marco Tavasani
Lunedì 27 dicembre 2004 il presidente, della Camera di commercio Gian
Carlo Sangalli aveva in testa due pensieri. Il primo lo portava a decidere la
data di partenza per una breve vacanza
di fine anno con la famiglia in Alto Adige, nel silenzio assoluto dei boschi rotto
solo dai passi che facevano scricchiolare
la neve calpestata sui sentieri. “In fondo – diceva – dopo un anno è anche giusto staccare la spina per qualche giorno”.
Ma c’era un impegno, una scadenza
importantissima per la Sab, della quale
Sangalli è presidente: sapeva che stava
per arrivare una importante telefonata
da Roma. Il telefono poteva squillare da
palazzo Chigi, dal ministero per le Infrastrutture o da quello per l’Economia.
Dall’altro capo dei telefono (man
mano che passavano le ore di quella mattina la fibrillazione dei numero uno di
Piazza della Mercanzia aumentava, vista
l’importanza davvero strategica dell’argomento) stava per arrivare una convocazione urgente nella Capitale. Urgente
e vitale per la Sab e il Marconi, in attesa
della firma dei Decreto che assegna la
gestione totale per 40 anni dello scalo alla
Sab. Finalmente, in tarda mattinata l’ufficio dei sottosegretario alla presidenza
dei Consiglio, Gianni Letta, telefona per
convocare alle 18,30 di quel 27 dicembre a Palazzo Chigi l’incontro per la firma
e la consegna dei prezioso, storico atto. È
fatta. Anche se è sempre saggio non
dimenticare il detto popolare “non dire
gatto finché non ce l’hai nel sacco”.
Il presidente Sangalli informa correttamente gli altri soci pubblici di Sab
(il sindaco Sergio Cofferati e il presidente della Regione Vasco Errani) mentre Beatrice Draghetti, presidente della
Provincia aveva appreso la notizia da
altri canali. Sangalli sale in macchina,
fortunatamente il traffico non è molto
intenso e dice all’autista di puntare alla
massima velocità, ma rispettando i limiti, su Palazzo Chigi.
E si arriva all’atto finale, alla firma
del decreto che avviene sotto gli occhi
di un cordialissimo premier Silvio Berlusconi (che si intrattiene per fare quattro chiacchiere con gli ospiti bolognesi,
scambiando gli auguri di buon anno) da
parte dei ministri Pietro Lunardi e
Domenico Siniscalco, e dello stesso Gian
Carlo Sangalli. Così la Sab (questa società è stata fondata nel marzo 1983 dalla
Camera di commercio, erede delle precedenti aziende speciali per l’aeroporto
Marconi) mette finalmente fine a un
lunghissimo percorso iniziato nove anni
prima, perfeziona l’atto della firma avvenuta lo scorso 12 luglio (allora incompleto per la mancanza della sigla del
titolare dell’Economia) per festeggiare
la riapertura dello scalo con una pista di
capacità intercontinentale, e può guardare con ottimismo i nuovi orizzonti che
si dischiudono con la gestione totale. Per
la quale il presidente Sangalli ha ringraziato pubblicamente l’aiuto dato “da
un bolognese alla sua Bologna”, cioè il
presidente della Camera Pier Ferdinando Casini “che con grande sensibilità
istituzionale mi ha incoraggiato indicandomi con chiarezza la strada da percorrere e mi è stato molto vicino in questi mesi per dipanare l’intricato problema della concessione totale”.
Ma cosa significa poter disporre di
questo importante decreto amministrativo?
“Ho tirato un sospiro di sollievo –
racconta Sangalli perché adesso con la
gestione totale sarà più agevole onorare
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INFRASTRUTTURE
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A maggio pronta la nuova sala Vip dotata di molti e innovativi servizi
gli impegni, come i 75 milioni di investimenti già fatti, trenta dei quali a carico dello Stato. Adesso grazie a questo
decreto siamo in grado di rinegoziare i
mutui allungando il periodo di programmazione del rientro. La Sab, con
40 anni di attività davanti, vede una
grande rivalutazione del proprio valore
patrimoniale. Si creano di conseguenza
le condizioni per privatizzare la società
consentendo di acquisire entrate finanziarie per i soci pubblici, che potranno
disporre di un ingente patrimonio da
reinvestire per la collettività”. Naturalmente una parte del capitale di Sab
potrebbe anche affrontare la scommessa della Borsa: in fondo ora il bene costituito dalle infrastrutture dello scalo
bolognese rappresenta un valore di svariate centinaia di milioni. E c’è chi
azzarda una botta di conti: l’atto della
gestione totale firmato il 27 dicembre
2004 vale da solo non meno di 200
milioni.
Cosa significa, all’atto pratico, la
gestione totale per la Sab? Lo Stato
assegna in esclusiva alla società presieduta da Gian Carlo Sangalli la gestione
dell’intero sedime aeroportuale, conservando (ovviamente) solo i poteri di
controllo non derogabili in quanto la
proprietà è dello Stato. Al quale, in
cambio della “totale”, la Sab si impegna
a versare un canone annuale. Ma la Sab
è di fatto proprietaria per 40 anni dell’intero aeroporto, può costruire, migliorare impianti e strutture, incassa le tasse dai vettori, può negoziare con gli istituti di credito condizioni particolarmente favorevoli. Tra le opportunità
offerte in questi 40 anni, la Sab, da sola
o con altri soggetti, può effettuare investimenti strutturali, creare e gestire centri congressi, alberghi, altri servizi per
attirare non solo compagnie aeree (che
hanno bisogno di strutture, come han-
gar per la manutenzione dei velivoli),
ma anche uomini d’affari che vedono in
un aeroporto intercontinentale un’opportunità per incontrarsi. Non è un caso
se la nuova sala Vip dei Marconi (pronta a maggio) sarà dotata di questi innovativi servizi. Intanto si sta avviando la
ripresa dei traffico passeggeri (e il consiglio di amministrazione di Sab sta
definendo il business plan che richiederà nuove figure professionali e lo
snellimento di alcune aree) che vede la
coterminalizzazione dei voli per Bangkok di Blue Panorama fino a Ho Chi
Minh city (l’ex Saigon, già capitale del
Vietnam dei sud) una volta la settimana. Inoltre a gennaio è ripreso il volo
giornaliero per Zurigo, dal 24 marzo si
andrà con la Sterling a bordo di modernissimi Boeing B737-800 da 189 posti a
Stoccolma due volte la settimana, e dal
27 marzo il nuovo orario estivo prevede
il nuovo collegamento di linea con Varsavia: un volo trisettimanale di Central-
wings con un B737-300 da 145 posti.
E il 2004? Tra i sette mesi in cui il
sistema di atterraggio strumentale è stato declassato per i lavori propedeutici al
prolungamento della pista, e tutto maggio e giugno con il Marconi a riposo, i
numeri dell’anno scorso non sono certo
entusiasmanti. “Ci rimbocchiamo le
maniche, studiamo attentamente la
situazione senza perdere tempo – dice
il presidente Gian Carlo Sangalli – e
ripartiamo per riposizionare il Marconi
con maggior forza ai vertici del sistema
del trasporto, aereo nazionale, grazie
anche alla forza del bacino di traffico
che va oltre l’Emilia Romagna”.
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GRANDI APPUNTAMENTI
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
La formazione è la via maestra
Il premio Nobel 2001 per l’economia, Michael Spence, ha chiuso la terza edizione
del Programma Internazionale organizzato dal Ctc
Chiusura col botto della terza edizione del Programma internazionale di
sviluppo delle competenze economiche
e manageriali, organizzato dal Ctc, il
Centro di Formazione Manageriale e
Gestione d’Impresa della Camera di
commercio di Bologna. Il 10 dicembre
scorso, infatti, ha più che degnamente
terminato la rassegna il premio Nobel
2001 per l’economia, Michael Spence,
che insegna managemente alla Business
School dell’Università di Stanford e che
ha ricevuto l’ambito riconoscimento
(assieme a Joseph Stiglitz e a George
Akerlof) per i suoi studi sull’informazione asimmetrice.
Questa teoria, lo ricordiamo, postula che diversi livelli di informazione tra
i vari soggetti che operano nell’ambito
economico, ad esempio tra i creditori e
i debitori o tra i produttori e i consumatori, possono provocare dei danni
non secondari al corretto andamento
dei mercati.
Prima del suo seguitissimo e affollato intervento tenutosi presso la sala
Topazio del Palazzo degli Affari, Spence si è concesso brevemente ai giornalisti per rispondere ad una serie di
domande che hanno toccato diversi e
attuali argomenti di attualità. Innanzitutto, non poteva mancare un accenno
alla continua tendenza al ribasso del
dollaro.
“Ritengo – ha detto Spence – che
nessuno sia in grado di sapere quanto
potrà durare tutto ciò, neppure Greenspan. Attualmente è in corso una speculazione che mira a frenare il deficit
commerciale e quello federale americano, entrambi a livelli molto elevati. Con
l’obiettivo di un ulteriore deprezzamento, potrebbe anche succedere che
la Banca centrale europea e gli investitori stranieri puntino a calare le proprie
riserve in dollari. Se e quando questo si
potrà verificare, non lo sappiamo”.
Altrettanto inevitabile è stato un
riferimento al ruolo di Internet e dell’Information Technology. “Ritengo –
ha risposto Spence – che questa
influenza, già ora molto grande, tenderà ad aumentare ancora. I veri effetti di
tale rivoluzione, peraltro, ancora non li
conosciamo appieno. Attualmente siamo infatti solo alla fine di una decade,
la prima di una serie che modificheranno completamente il nostro modo di
pensare e di lavorare, fornendoci tante
nuove opportunità nei puù svariati
ambiti e rendendoci sempre più produttivi e competitivi”.
A proposito di competitività e di
ricette per coltivarla, Spence ha indicato soprattutto la formazione, sia per i
giovani che per i manager, come la via
maestra da seguire e il migliore investimento per il futuro. Questo anche per
diminuire il gap che divide il vecchio
continente dagli Stati Uniti, gli è stato
chiesto? “No – ha risposto – per quanto riguarda, ad esempio, le conoscenze
manageriali il livello di conoscenza e di
preparazione non mostra grandi differenze tra Usa e Unione europea. Le
diversità tra noi e voi, semmai, esistono
nel diverso modo di lavorare e di intendere il rapporto con il cosiddetto ‘Stato
sociale’. Da voi, infatti, si presta maggiore attenzione alla tutela dell’individuo, ad una più intensa protezione per
quanto riguarda l’educazione e la trasformazione delle nuove generazioni.
Questa impostazione, che potrà causare
nei prossimi anni delle ricadute positive sull’economia, in America è molto
più sfumata. Da noi il singolo è lasciato
solo, è meno protetto, ma si muove in
un contesto più concorrenziale, con più
mobilità, flessibilità e dinamicità. Si
tratta semplicemente di modelli diversi”.
Quando gli è stato chiesto di commentare la situazione complessiva dell’economia italiana, Michael Spence
non si è fatto pregare. “Per quanto
riguarda il lungo periodo – ha sottolineato il premio Nobel – non vedo grossi problemi, mentre a breve il quadro è
obiettivamente diverso a causa di un
deficit troppo elevato e di un debito
pubblico che costituisce il 106% del Pil.
Se a tutto ciò aggiungiamo la debolezza
del dollaro e la concorrenza spietata
della Cina nel settore manifatturiero,
non c’è dubbio che per le piccole e
medie imprese italiane sia difficile
riuscire ad interagire con pieno successo nel mercato globale. Ritengo che
questa situazione di precarietà si protarrà ancora per i prossimi due o tre
anni”.
Sul che fare in concreto per arginare la marea cinese, Spence è stato chiaro: “Sento dire da più parti che occorre
puntare sulla qualità, ma in quelle aree
produttive dove è molto alto il ricorso
alla manodopera credo che ciò non serva. Non serve perché adesso non è realisticamente possibile pensare di essere
competitivi con una realtà come quella
cinese.
Mi rendo conto che non è facile, ma
forse la strada migliore per le Pmi può
essere quella di ripensare il proprio
business e proporsi con prodotti e servizi diversi sul mercato globale.
La cosa importante – ha concluso
Spence – è comunque quella di non
vedere nella Cina solo una minaccia ma
soprattutto un’opportunità, tenendo
presente che processi di delocalizzazione verso aree in via di sviluppo ci sono
sempre stati. Di sicuro, peraltro, non
così rapidi come quello a cui stiamo
assistendo per quanto riguarda il grande Paese asiatico”.
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PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
FORMAZIONE E QUALITÀ
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Bolognaeconomica / 9
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10 / Bolognaeconomica / GEN-FEB 2005
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
INDICI
Il calcolo del valore della lira, dicembre 2004
La necessità di trasformare lire di anni passati in moneta attuale ricorre di frequente
nel campo giuridico ed in quello economico-amministrativo. L’esigenza di disporre di
uno “strumento’’ adatto a tale scopo può essere soddisfatta tramite l’utilizzo dei coefficienti di rivalutazione della lira, che figurano nella tavola di seguito riportata. Le serie
dei coefficienti – elaborati sugli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed
impiegati (indici che fino al 1967 si chiamavano “costo vita’’) della provincia di Bologna e nazionali – possono interessare magistrati, avvocati, periti estimatori e, più in
generale, quanti si occupano di contratti e controversie giudiziarie in materia economica.
Al momento della risoluzione o della stipulazione dei contratti, infatti, occorre
aggiornare le somme in discussione. Per fare ciò basta moltiplicare le somme stesse per il coefficiente corrispondente al mese e all’anno che interessa.
Nel caso in cui le somme così rivalutate debbano essere espresse in euro, bisogna prima effettuare la rivalutazione e poi la conversione in euro (dividendo per
1.936,27).
ANNI
1993
1994
Gli indici di dicembre 2004 sono: 123,3 (Bologna) e 123,9 (Italia).
Esempio: rivalutare ad oggi una somma i L. 800.000 del maggio ’90.
PASSO 1: dalla tavola di seguito riportata si trovano i coefficienti in corrispondenza di maggio ’90:
1,5890 (Bologna)
1,6008 (Italia)
PASSO 2: si moltiplica tale coefficiente per la somma da rivalutare e si ottiene:
LIRE 1.271.216 (Bologna)
LIRE 1.280.637 (Italia)
PASSO 3: si converte tale somma in euro:
EURO 656,53 (Bologna)
EURO 661,39 (Italia)
1995
ANNI
MESI
COEFFICIENTI
BO
1987
1988
MESI
ITALIA
gennaio
1,9470
1,9224
febbraio
1,9380
marzo
COEFFICIENTI
BO
1990
ITALIA
COEFFICIENTI
BO
ITALIA
ANNI
1999
MESI
COEFFICIENTI
BO
ITALIA
1,1451
gennaio
1,3681
1,3819
gennaio
1,1312
febbraio
1,3641
1,3765
febbraio
1,1271
1,1430
marzo
1,3601
1,3739
marzo
1,1250
1,1409
aprile
1,3562
1,3685
aprile
1,1219
1,1367
maggio
1,3496
1,3633
maggio
1,1199
1,1346
giugno
1,3444
1,3567
giugno
1,1189
1,1346
luglio
1,3393
1,3515
luglio
1,1179
1,1325
agosto
1,3367
1,3502
agosto
1,1179
1,1325
settembre
1,3342
1,3490
settembre
1,1148
1,1294
1,1274
ottobre
1,3266
1,3400
ottobre
1,1108
novembre
1,3241
1,3337
novembre
1,1098
1,1233
dicembre
1,3228
1,3337
dicembre
1,1088
1,1223
1,1213
gennaio
1,3154
1,3262
gennaio
1,1078
febbraio
1,3116
1,3212
2000
febbraio
1,1029
1,1162
marzo
1,3092
1,3187
marzo
1,1009
1,1132
aprile
1,3055
1,3151
aprile
1,0989
1,1122
maggio
1,3007
1,3102
maggio
1,0950
1,1092
giugno
1,2970
1,3078
giugno
1,0921
1,1053
luglio
1,2958
1,3042
luglio
1,0902
1,1033
agosto
1,2947
1,3017
agosto
1,0902
1,1033
settembre
1,2911
1,2982
settembre
1,0883
1,1013
1,0984
ottobre
1,2839
1,2911
ottobre
1,0854
novembre
1,2816
1,2864
novembre
1,0806
1,0936
dicembre
1,2793
1,2817
dicembre
1,0797
1,0926
1,0878
gennaio
1,2758
1,2771
gennaio
1,0740
febbraio
1,2540
1,2668
2001
febbraio
1,0712
1,0840
marzo
1,2462
1,2566
marzo
1,0712
1,0830
aprile
1,2407
1,2499
aprile
1,0694
1,0793
maggio
1,2341
1,2423
maggio
1,0638
1,0765
giugno
1,2287
1,2357
giugno
1,0629
1,0746
1,0746
gennaio
1,6135
1,6287
1,9153
febbraio
1,6027
1,6177
luglio
1,2287
1,2347
luglio
1,0638
1,9309
1,9083
marzo
1,5981
1,6115
agosto
1,2276
1,2304
agosto
1,0638
1,0746
aprile
1,9256
1,9031
aprile
1,5935
1,6054
settembre
1,2233
1,2272
settembre
1,0629
1,0737
maggio
1,9133
1,8962
maggio
1,5890
1,6008
ottobre
1,2180
1,2208
ottobre
1,0575
1,0709
novembre
1,2106
1,2135
novembre
1,0557
1,0690
dicembre
1,2085
1,2114
dicembre
1,0557
1,0681
1,0635
giugno
1,9080
1,8893
giugno
1,5845
1,5947
luglio
1,9046
1,8842
luglio
1,5830
1,5887
gennaio
1,2041
1,2100
gennaio
1,0503
agosto
1,8994
1,8791
agosto
1,5741
1,5783
febbraio
1,2006
1,2064
febbraio
1,0440
1,0599
settembre
1,8858
1,8657
settembre
1,5697
1,5694
marzo
1,1971
1,2029
marzo
1,0449
1,0572
ottobre
1,8574
1,8492
ottobre
1,5551
1,5564
aprile
1,1890
1,1959
aprile
1,0414
1,0545
novembre
1,8525
1,8443
novembre
1,5451
1,5464
maggio
1,1844
1,1913
maggio
1,0379
1,0527
giugno
1,1844
1,1891
giugno
1,0388
1,0509
dicembre
1,8525
1,8411
dicembre
1,5394
1,5407
luglio
1,1856
1,1913
luglio
1,0379
1,0500
gennaio
1,8443
1,8314
gennaio
1,5171
1,5295
agosto
1,1856
1,1902
agosto
1,0370
1,0482
settembre
1,1743
1,1868
settembre
1,0361
1,0465
1,0438
1991
febbraio
1,8379
1,8266
febbraio
1,4995
1,5157
marzo
1,8299
1,8186
marzo
1,4968
1,5116
aprile
1,8235
1,8123
aprile
1,4915
1,5049
1996
2002
ottobre
1,1721
1,1856
ottobre
1,0327
novembre
1,1698
1,1823
novembre
1,0318
1,0412
dicembre
1,1732
1,1811
dicembre
1,0318
1,0403
1,0360
maggio
1,8141
1,8076
maggio
1,4875
1,4995
gennaio
1,1698
1,1789
gennaio
1,0275
giugno
1,8047
1,8014
giugno
1,4822
1,4915
febbraio
1,1698
1,1778
febbraio
1,0266
1,0342
marzo
1,1698
1,1766
marzo
1,0249
1,0308
aprile
1,1665
1,1755
aprile
1,0215
1,0291
maggio
1,1643
1,1722
maggio
1,0207
1,0282
giugno
1,1643
1,1722
giugno
1,0182
1,0274
1,0248
1997
2003
luglio
1,8047
1,7967
luglio
1,4796
1,4889
agosto
1,7954
1,7890
agosto
1,4744
1,4850
settembre
1,7863
1,7799
settembre
1,4718
1,4784
ottobre
1,7757
1,7663
ottobre
1,4590
1,4668
luglio
1,1643
1,1722
luglio
1,0173
1,4567
agosto
1,1643
1,1722
agosto
1,0165
1,0231
settembre
1,1632
1,1700
settembre
0,0131
1,0206
1,0198
novembre
1989
ANNI
MESI
1,7623
1,7515
dicembre
1,7447
1,7457
gennaio
1,7274
1,7327
febbraio
1,7134
marzo
1,7050
aprile
1,6954
novembre
1,4477
dicembre
1,4427
1,4529
gennaio
1,4231
1,4417
1,7184
febbraio
1,4208
1,4379
1,7100
marzo
1,4124
1,4318
1,6989
1992
aprile
1,4064
1,4257
1998
ottobre
1,1577
1,1667
ottobre
1,0148
novembre
1,1556
1,1634
novembre
1,0123
1,0172
dicembre
1,1556
1,1634
dicembre
1,0123
1,0172
1,0156
gennaio
1,1513
1,1601
gennaio
1,0090
febbraio
1,1438
1,1569
2004
febbraio
1,0082
1,0123
marzo
1,1438
1,1569
marzo
1,0074
1,0114
aprile
1,1427
1,1547
aprile
1,0049
1,0090
maggio
1,1406
1,1526
maggio
1,0041
1,0073
maggio
1,6858
1,6920
maggio
1,3994
1,4185
giugno
1,6751
1,6838
giugno
1,3959
1,4137
luglio
1,6737
1,6797
luglio
1,3963
1,4114
giugno
1,1364
1,1515
giugno
1,0024
1,0049
1,0041
agosto
1,6711
1,6770
agosto
1,3924
1,4102
luglio
1,1364
1,1515
luglio
1,0016
settembre
1,6644
1,6690
settembre
1,3963
1,4055
agosto
1,1364
1,1504
agosto
0,9992
1,0024
settembre
1,1343
1,1494
settembre
1,0000
1,0024
1,0024
ottobre
1,6487
1,6532
ottobre
1,3867
1,3973
novembre
1,6410
1,6466
novembre
1,3787
1,3892
dicembre
1,6283
1,6389
dicembre
1,3787
1,3869
ottobre
1,1354
1,1472
ottobre
1,0016
novembre
1,1322
1,1462
novembre
1,0000
1,0000
dicembre
1,1322
1,1462
dicembre
1,0000
1,0000
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PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
MERCATO LOCALE
GEN-FEB 2005 /
Bolognaeconomica / 11
La Camera al fianco delle imprese
Anche per il 2005 l’ente camerale sosterrà il tessuto produttivo provinciale,
soprattutto per quanto riguarda il problema dell’accesso al credito
di Patrizia Zini
Acquistare nuove attrezzature, avviare
attività di commercio elettronico, aggiornare i propri collaboratori con corsi di
formazione, fare un nuovo sito internet,
allungare la durata e alleggerire il peso
economico dei mutui contratti con la
banca.
Questi sono solo alcuni esempi di azioni
che anche nel 2005 le imprese bolognesi potranno realizzare con l’aiuto finanziario della Camera di commercio di
Bologna.
Diverse sono le linee di intervento programmate che prevedono sia contributi
in conto capitale che per l’abbattimento
degli interessi, con un occhio di riguardo
particolare per i giovani che vogliono
diventare imprenditori e per le donne,
che sempre più spesso esprimono la propria professionalità in una attività di
impresa autonoma.
Ma vediamo nel dettaglio. Un milione di
euro è rivolto specificatamente ad agevolare l’accesso al credito delle imprese. Il
meccanismo di questo finanziamento è
molto semplice: gli imprenditori che contraggono mutui possono contare sul fatto
che una parte degli interessi passivi gli
verranno rimborsati direttamente dalla
Camera di commercio (che si avvale in ciò
della collaborazione dei Consorzi Fidi).
L’Istituto di studi economici Guglielmo
Tagliacarne ha calcolato, a tale proposito,
che anche grazie a questi benefit offerti
dall’Ente e alla capacità delle imprese
bolognesi di agire in team fra di loro –
avvalendosi anche delle proprie organizzazioni imprenditoriali e della attività dei
Consorzi Fidi – a Bologna il tasso di interesse è il più basso d’Italia.
700.000 € del Bilancio della Camera di
commercio sono poi destinati specificamente, in conto interessi, per l’acquisto
di impianti, macchinari e autoveicoli
aziendali.
Potranno contare su misure di abbattimento del tasso di interesse anche i giovani che vogliono diventare imprenditori. 350.000 € sono infatti a disposizione
per tutto il 2005 per giovani entro i 40
anni per spese di inizio attività. (Accanto
a questa linea di finanziamento continuerà anche nel 2005 l’attività del Comitato per la promozione dell’imprenditoria giovanile, costituito dai rappresentanti dei gruppi giovani delle organizzazioni imprenditoriali, la cui finalità è lo studio delle misure idonee per stimolare i
giovani a percorrere processi di autoimprenditorialità).
Anche il settore dell’autotrasporto può
beneficare di finanziamenti specifici. Si
tratta di 75.000 € destinati alla innovazione delle imprese di questo settore che,
per esempio, vogliono acquistare magazzini, attrezzature per il carico/scarico,
tecnologie informatiche, e così via.
Per tutti questi finanziamenti è previsto
un tasso di abbattimento degli interessi
maggiore per le imprese femminili.
300.000 € sono invece stati dedicati
espressamente a finanziare, in conto capitale, gli investimenti destinati all’informatizzazione, all’acquisto di nuove tecnologie informatiche, all’avvio di progetti di e-commerce, compresi i costi di formazione e aggiornamento volti a consentire al personale l’utilizzo di sempre
nuove tecnologie.
Diverse opportunità di finanziamento
sono poi dedicate specificatamente alla
qualificazione delle imprese del mondo
agricolo.
Sono previsti innanzitutto interventi in
conto capitale volti, per esempio, a incentivare la costruzione o la ristrutturazione
di immobili dediti alla attività agricola,
nuove macchine e attrezzature anche
informatiche, e così via.
Per il miglioramento dell’efficienza delle strutture agricole, il contributo medio
di cui hanno beneficiato le imprese nel
2004, è stato di circa 18.200 €, mentre
invece è stato di 40.000 € il contributo
medio per quelle che hanno usufruito dei
regolamenti finalizzati specificatamente
alla trasformazione/commercializzazione dei prodotti agricoli.
Il 2005 vede anche il finanziamento di
150.000 € destinato all’abbattimento
degli interessi dei mutui contratti dalle
imprese agricole in senso stretto, nonché
da imprese non agricole che trasformano prodotti della natura e/o che commerciano all’ingrosso prodotti agricoli.
Anche nel 2005 poi le imprese che operano nel campo dei prodotti biologici,
tipici o certificati avranno la possibilità di
presentare direttamente i propri servizi
al Sana “Salone Internazionale del naturale, alimentazione salute e ambiente”,
dall’8 all’11 settembre 2005. Nel 2004
sono state ben 47 le aziende che hanno
usufruito di questa opportunità, che per
le aziende è del tutto gratuita.
500.000 € sono poi destinati anche quest’anno per contributi in conto capitale a
favore delle imprese che presenteranno
la propria attività a manifestazioni fieristiche all’estero. Vengono in questo modo
finanziate direttamente dall’Ente spese
quali l’affitto dello spazio espositivo, gli
allestimenti, le spese di trasporto del
materiale che verrà esposto in fiera, i
viaggi e i pernottamenti per due addetti.
Fra l’altro dal 2004 il relativo bando è stato modificato consentendo l’allargamen-
to delle possibilità di accesso a questa forma di contributo.
Sempre per favorire l’internazionalizzazione proseguiranno le iniziative di formazione mirata su tematiche specifiche,
eventi seminariali per l’estero che nel
2004 hanno visto la partecipazione di più
di 1.000 operatori economici e oltre 50
relatori.
Le imprese con piani di espansione all’estero potranno poi continuare ad avvalersi degli uffici che la camera di commercio di Bologna ha attivi a New York,
San Paolo del Brasile, dei centri servizi
in Marocco, Tunisia ed Egitto rivolti specificatamente alle imprese del packaging,
del centro Servizi a Shanghai, che fra l’altro consente di sottoporre gratuitamente
quesiti sull’approccio al mercato cinese a
professionisti italiani e cinesi esperti nelle diverse tematiche di interesse per tale
mercato.
Si tratta dunque di un programma articolato e ricco che è corredato anche da tutta una serie di iniziative, come per esempio il “Progetto PIÙ”, che prevede contributi direttamente alle imprese che ospiteranno ricercatori universitari per sviluppare progetti innovativi, il servizio “Generazioimpresa” volto ad agevolare la trasmissione di impresa, il servizio “Genesi”
che fornisce informazioni per l’avvio di
nuove attività, o ancora tutte le azioni volte a ridurre i tempi di definizione delle liti
commerciali, le azioni che consentono di
ridurre al minimo gli spostamenti degli
imprenditori (legalmail, la firma digitale,
la carta nazionale dei servizi).
Tutte le informazioni utili per accedere
alle diverse forme di intervento previste
sono disponibili sul sito www.bo.camcom.it, mail [email protected],
telefono 051/6093424.
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12 / Bolognaeconomica / GEN-FEB 2005
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
MERCATO LOCALE
Movimprese 2004, i dati relativi a Bologna confermano il trend di crescita
Il sistema imprenditoriale della provincia di Bologna mette in luce nel corso dell’anno 2004 un saldo positivo tra
le imprese iscritte e quelle cessate nel
Registro delle Imprese tenuto dalla
Camera di commercio. I dati ottenuti evidenziano infatti 7.018 iscrizioni, a fronte di 6.190 cessazioni, con un saldo attivo pari a +828 unità che sembra confermare il trend di crescita avviato dopo il
rallentamento riscontrato nel 2002.
Ciò è quanto si ricava dall’analisi dei
dati ottenuti tramite “Movimprese”, la
rilevazione periodica sulla nati-mortalità delle imprese italiane realizzata da
InfoCamere, la Società Consortile di
Informatica delle Camere di commercio
italiane.
Da quest’anno Movimprese include
stabilmente l’universo delle imprese
agricole nella presentazione dei risultati , con alcuni effetti statistici degni di
nota sui diversi fenomeni demografici
analizzati dall’indagine. In termini strutturali, l’inclusione del settore agricolo
accresce l’incidenza delle ditte individuali (largamente prevalenti, con
l’87,3%, tra le imprese agricole) che era
pari al 48,3% fra le imprese extra-agricole e che ora è pari al 53,2% sul totale
di tutte le imprese. Conseguentemente si
riduce il peso di tutti gli altri tipi di
impresa costituiti adottando una qualche
forma societaria.
In termini congiunturali, l’inclusione delle imprese agricole tende ad
aumentare il fenomeno delle cessazioni: l’agricoltura è un settore tradizionale nel quale cresce continuamente la
produttività e che, insieme a profonde
trasformazioni, negli ultimi anni conosce una continua riduzione del numero
delle aziende, diminuite tra il 1998 e il
2004 del 17,2% (mediamente oltre 350
unità all’anno).
Il prospetto successivo riporta la
sequenza di iscrizioni, cessazioni e saldi,
nonchè le relative percentuali di incidenza sullo stock complessivo, registrate nelle province dell’Emilia Romagna
per l’anno 2004: a fronte di saldi positivi per tutte le province, Bologna fa registrare un miglioramento in valore assoluto secondo solo a Modena e Reggio
Emilia, anche se il tasso di crescita registrato (+0,86%, a fronte di una crescita
complessiva in regione dell’1,29%) sembra essere superiore solo alla provincia
di Ferrara.
Il numero di imprese iscritte nella
provincia di Bologna (7.018 unità) sembra invertire il trend decrescente dell’ultimo triennio, ed è in valore assoluto
il più elevato tra le province dell’Emilia
Romagna, anche se in percentuale sullo
stock complessivo (7,32%) resta comunque inferiore alla media regionale. Il
numero delle imprese bolognesi cessate
Consistenza ed incidenza delle diverse forme giuridiche sullo stock annuale
Provincia di Bologna
Società di capitali
Società di persone
Ditte individuali
Altre forme
Totale
Stock al 31/12
2002 2003 2004
19.191 19.950 20.751
22.367 22.371 22.320
51.484 51.295 51.427
2.266 2.250 2.244
95.308 95.866 96.742
Nati-mortalità delle imprese per forma giuridica negli ultimi tre anni
Forma giuridica
Società di capitali
Società di persone
Ditte individuali
Altre forme
Totale
2002
1.566
1.190
4.002
135
6.893
Iscrizioni
2003
1.490
1.146
3.787
136
6.559
2004
1.574
1.138
4.160
146
7.018
2002
1.647
1.497
4.745
149
8.038
Cessazioni
2003 2004
827
871
1.084 1.117
3.990 4.048
159
154
6.060 6.190
2002
–81
–307
–743
–14
–1.145
Saldi
2003
663
62
–203
–23
499
2004
703
21
112
–8
828
Sedi di impresa – Confronto Regione-Provincia per forma giuridica – anno 2004
Sedi di impresa – Serie storica di iscrizioni, cessazioni e saldi – provincia di Bologna
Anno
Iscrizioni
Cessazioni
Saldi
1998
7.332
7.237
95
1999
6.610
5.577
1.033
2000
7.161
6.307
854
2001
6.907
5.902
1.005
2002
6.893
8.038
–1.145
2003
6.559
6.060
499
2004
7.018
6.190
828
Sedi di impresa – Iscrizioni, cessazioni e saldi per provincia nell’anno 2004
Consistenza
al 31/12/03
Bologna
Ferrara
Forlì-Cesena
Modena
Piacenza
Parma
Ravenna
Reggio Emilia
Rimini
Emilia Romagna
95.866
38.449
44.377
74.266
30.892
45.932
41.793
55.245
36.195
463.015
Iscrizioni
n.
%
7.018 7,32
2.568 6,68
3.170 7,14
5.706 7,68
2.190 7,09
3.379 7,36
2.895 6,93
4.820 8,72
3.111 8,60
34.857 7,53
Cessazioni
n.
%
6.190 6,46
2.340 6,09
2.758 6,21
4.705 6,34
1.827 5,91
2.662 5,80
2.532 6,06
3.476 6,29
2.413 6,67
28.903 6,24
Saldi
n.
% (*)
828 0,86
228 0,59
412 0,93
1.001 1,35
363 1,18
717 1,56
363 0,87
1.344 2,43
698 1,93
5.954 1,29
Consistenza
al 31/12/04
(*) Tasso di crescita
Sedi di impresa – Andamento di iscrizioni, cessazioni per provincia nell’anno 2004
96.742
38.688
44.819
75.309
31.280
46.666
42.180
56.626
36.918
469.228
(6.190), invece, si assesta su valori di
poco superiori a quelli registrati a fine
2003, anche se la percentuale delle
imprese cessate in provincia resta
comunque superiore alla media dell’Emilia Romagna (6,46% nella provincia
di Bologna contro il 6,24% regionale),
seconda solo alla provincia di Rimini.
Le dinamiche settoriali
I dati relativi alle dinamiche settoriali osservate nell’anno 2004 mettono
in evidenza la crescita del settore delle
costruzioni (+490 unità il saldo annuale, con un tasso di crescita settoriale
rispetto al 31/12/2003 del +4,13%),
delle attività immobiliari, di noleggio ed
informatiche (+383, con un tasso di
crescita settoriale del +2,63%), dei trasporti (+108, con una crescita settoriale del +1,96%), e della ristorazione
(+33, pari al +0,67%), mentre si segnala un leggero rallentamento per il settore del commercio (–141 unità, pari ad
un calo del –0,58%), e per il settore
manifatturiero (–126 unità, corrispondenti ad un calo del –0,93%), in cui
sembra in atto una trasformazione volta al raggiungimento di più elevati standard competitivi.
Le dinamiche per forma giuridica
Se si analizzano le diverse forme
giuridiche nella provincia di Bologna
per l’anno 2004, si ottiene conferma del
costante incremento delle società di
capitale, che sono cresciute dal 1998 ad
oggi di oltre il 27,6% (con un peso percentuale sul totale delle imprese pro-
vinciali che passa dal 17,4% del 1998 al
21,4% del 2004) e che nell’ultimo anno
contribuiscono per quasi l’85% al raggiungimento del saldo positivo complessivo (con +703 unità ed un tasso di
crescita del +3,52% rispetto alla fine del
2003). Si riduce invece di quasi quattro
punti percentuali il peso delle ditte individuali (da 56,9% nel 1998 a 53,2% nel
2004) che però continuano a rappresentare ben oltre il 50% delle imprese
registrate nel territorio bolognese, e la
cui crescita del +0,22% è pari a +112
unità. In aumento anche le società di
persone (+21 unità, con una crescita del
+0,09%), mentre rallentano leggermente le altre forme d’impresa (–8 unità).
Anche il raffronto tra le dinamiche
della provincia di Bologna ed i risultati
raggiunti a livello regionale sembra confermare l’orientamento positivo emerso
nel corso del 2004: tutte le forme giuridiche presentano infatti andamenti
crescenti sia a livello provinciale che in
ambito regionale, ad eccezione delle
altre forme di impresa, negative solo per
la provincia, con un contributo delle
società di capitale nella determinazione
del saldo complessivo di quasi il 58%.
LA VITA MEDIA DELLE IMPRESE
CESSATE
Al fine di valutare le dinamiche sottostanti i fenomeni di nati-mortalità delle imprese, è possibile analizzarne le
SEGUE A PAGINA 16
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PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
MERCATO LOCALE
GEN-FEB 2005 /
Bolognaeconomica / 13
Nuovi uffici per nuove sfide
Completamente ristrutturata la sede imolese della Camera di commercio.
Tra le novità, tanta tecnologia e una moderna sala convegni
di Patrizia Zini
Il Circondario di Imola ha una nuova “casa delle imprese”.
È stata infatti inaugurata la sede
della Camera di commercio in viale
Rivalta n. 6 a Imola. Gli uffici, nei quali la Camera di commercio opera dal
1982 (ma è dal 1957 che l’Ente ha una
propria delegazione a Imola), sono stati oggetto di una radicale ristrutturazione che ha consentito di riportare l’ala
ovest dell’ex “Giardino di infanzia” alle
caratteristiche originali di inizio del
’900.
I nuovi uffici sono oggi interamente cablati e dotati di tutte le più avanzate tecnologie che consentono ora di
porre il Circondario in rete con tutto il
sistema camerale in Italia e nel mondo.
In particolare, in occasione di questa
profonda ristrutturazione, la Camera di
commercio ha colto l’occasione per
dotare il sistema economico che si sviluppa lungo questa parte della via Emilia, di una moderna sala convegni. È
stata infatti ricavata una nuova location
congressuale da 98 posti dotata di tutte
le più avanzate tecnologie oggi disponibili per favorire l’ottimale riuscita di un
congresso. Dalla sala è possibile effettuare video conferenze, trasmettere i
lavori via web ovunque si desideri, illustrare gli atti del convegno e gli interventi dei relatori su un megaschermo
ad altissima risoluzione, e così via. La
nuova sede si pone a disposizione del
territorio imolese che, come ha sottolineato il Presidente Sangalli in occasione della inaugurazione “è in grado di
esprimere la massima capacità di innovazione imprenditoriale, e questa attitudine deve necessariamente tradursi,
anche grazie a luoghi come questi messi a disposizione dalla Camera di Commercio, in capacità di innovazione strategica per delineare le linee di sviluppo
futuro di tutto il territori provinciale”.
Il taglio del nastro è stato anche
l’occasione per fare il punto sulla realtà economica e sociale del Circondario.
Sono infatti intervenuti il Vescovo di
Imola, Monsignor Tommaso Ghirelli,
l’Assessore Provinciale alle Attività Produttive Pamela Meyer, il Presidente del
Nuovo Circondario Imolese, Massimilano Stagni, il Sindaco di Imola, Massimo Marchignoli, il Vice Prefetto Vicario
Viana, l’On. Raffaello De Brasi, il Presidente della Fondazione Cassa di
Risparmio di Imola, i rappresentanti
delle organizzazioni imprenditoriali
imolesi e bolognesi.
L’inaugurazione della nuova sede di
Imola è stata anche l’occasione per illustrare sinteticamente le caratteristiche
del sistema imprenditoriale del Circondario.
Il Segretario Generale Luigi Litardi
ha infatti illustrato l’analisi sviluppata
dall’ufficio studi dell’Ente camerale sul-
la natalità e mortalità delle imprese di
questa parte della provincia di Bologna.
Ne risulta un quadro imprenditoriale
attivo e vivace, composto al 30 settembre 2004, da 12.405 sedi di impresa,
concentrate per il 49% a Imola.
Imola, l’imprenditoria è in salute
NATI-MORTALITÀ NEL 3° TRIMESTRE 2004
Nel 3° trimestre 2004 il sistema imprenditoriale del Nuovo Circondario Imolese ha registrato un saldo positivo pari a
54 unità, al netto delle imprese agricole, tra le imprese iscritte (144) e quelle cessate (90) con una variazione percentuale rispetto al 3° trimestre 2003 del 2,6% ed un tasso di crescita rispetto al 2° trimestre 2004 del 0,6%.
Saldo attivo (al netto del settore agricolo) per tutte le tipologie di imprese: le Imprese individuali, con 30 unità (ed
una variazione percentuale del 1,6%) contribuiscono per
oltre il 55% al saldo complessivo. Da notare l’elevata variazione percentuale (6,0%) delle Società di capitale (saldo: 14).
In crescita i settori F: Costruzioni (10 unità e tasso di
crescita settoriale rispetto al 2° trimestre 2004 del 1,2%) e
G: Commercio (10; 0,8%). Saldo negativo per A: Agricoltura (28; 0,9%).
I movimenti, al netto dell’agricoltura, si concentrano ad
Imola (saldo: 33; iscritte:81; cessate:48); saldo negativo
(1) a Casalfiumanese, nullo a Fontanelice, positivo negli
altri comuni del circondario.
Le imprese artigiane hanno ottenuto un saldo positivo
(10, variazione percentuale: 2,6% e tasso di crescita:
0,3) con il massimo nel settore F: Costruzioni (8, tasso di
crescita settoriale: 0,6%); calano invece nel settore K: Attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca (5; 1,5%).
Sostanzialmente stabili le cooperative con nessuna iscrizione ed una sola impresa cessata ad Imola nel settore I: Trasporti, magazzinaggio e comunicazioni.
CONSISTENZA AL 30 SETTEMBRE 2004
Al 30 settembre 2004 nel Nuovo Circondario Imolese
erano registrate 12.405 sedi di imprese, (11.597 attive cioè il
93,5%), delle quali 3.877 sono imprese artigiane (3.873 attive) e 184 cooperative (144 attive); considerando le imprese
attive, nel comune di Imola ha sede il 49,0% delle imprese
del circondario (il 45,2% delle imprese artigiane ed il 70,8%
delle cooperative).
Nel circondario il peso percentuale delle Imprese individuali (65,0% delle imprese attive) è maggiore rispetto al totale della provincia di Bologna (dove è pari al 58,8%); seguono
le Società di persone (19,9%), le Società di capitali (13,3%) e
le Altre forme (1,8%). Il 74,8% degli artigiani sono Imprese
individuali, il 79,2% delle cooperative sono Società Cooperative a Responsabilità Limitata.
Considerando la composizione percentuale per settore di
attività, nel circondario si ha un dato molto diverso rispetto al
totale provinciale (dove prevale G: Commercio con il 25,6%):
infatti il settore con il maggior numero di imprese attive è A:
Agricoltura (27,5%), seguono G: Commercio (19,7%) ed F:
Costruzioni (14,6%). Per le imprese artigiane il massimo è in
F: Costruzioni (37,6%), mentre per le cooperative è in K: Attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca (28,5%).
TITOLARI D’IMPRESA AL 30 SETTEMBRE 2004
Alla fine del 3° trimestre 2004 nel circondario risultavano 7.541 titolari di imprese attive (5.984 uomini e 1.557 donne) dei quali il 95,5% italiano, il 3,8% extracomunitario e lo
0,6% comunitario.
Per quanto riguarda la classe di età, rispetto al trimestre
precedente c’è stato un aumento del 3,5% dei titolari in attività da 18 a 29 anni ed un calo del 1,6% di quelli con più
di 70 anni.
Il settore con il maggior numero di titolari in attività nel
circondario è A: Agricoltura (35,9%).
Considerando i titolari extracomunitari in attività, il
23,9% viene dal Marocco (in aumento del 7,9% rispetto al
30/6/04 e del 21,4% rispetto al 30/9/2003); seguono l’Albania (2,3%; 13,5%) e la Tunisia (0; 31,3%) entrambi
con il 14,7%.
La maggior presenza extracomunitaria si ha nel settore F:
Costruzioni (116 titolari attivi pari al 9,1% del totale), mentre a livello comunale il 56,5% svolge la propria attività ad
Imola.
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14 / Bolognaeconomica / GEN-FEB 2005
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
SERVIZI ALLE IMPRESE
Brevetti e marchi vanno in rete
Un nuovo servizio di Telemaco consente di consultare l’apposito archivio utilizzando
il proprio computer e l’accesso a Internet
di Marina Amaduzzi
Brevetti e marchi sbarcano in Internet: per ora si può solo prenderne visione consultando la banca dati, ma tra
qualche mese si potrà depositare anche
la domanda di registrazione. Senza spostarsi dal proprio ufficio, senza perdere
tempo per raggiungere lo sportello
camerale. Il nuovo servizio di Telemaco,
il canale per l’accesso agli archivi informatici delle Camere di Commercio, è
stato sperimentato fin dallo scorso anno
a Bologna e in altre tre città (Milano,
Padova e Viterbo) e ora viene esteso a
tutto il paese. Permette di effettuare,
tramite una tessera prepagata, consultazioni nell’archivio italiano marchi e
brevetti,, utilizzando il proprio computer e l’accesso a Internet.
Analogamente a quanto accade nel
caso di visure telematiche al Registro
delle Imprese. Il sistema di interrogazione consente da un lato di effettuare
la ricerca per parametri su marchi,
invenzioni, modelli di utilità, modelli
ornamentali, varietà vegetali e, dall’altro, di ottenere la visura di deposito,
che riporta le informazioni anagrafiche
della domanda di deposito e, se presente, l’immagine del marchio. Il progetto, curato da InfoCamere (la società
di informatica delle Camere di commercio) sulla base di una convenzione
stipulata l’anno scorso tra ministero
delle Attività Produttive e Unioncamere, è rivolto ai soggetti interessati alla
proprietà industriale e alla sua tutela.
Quindi gli studi di consulenza brevettuale in primo luogo e poi le imprese di grandi dimensioni. Si consideri
che circa il 70-80% dei brevetti e circa
i1 50-60% dei marchi vengono presentati dagli studi professionali: sono loro
dunque i primi ad essere interessati a
questo nuovo servizio di. Telemaco. E
quando sarà attivo anche il servizio di
deposito telematico, oltre al risparmio
di tempo e denaro per gli spostamenti,
si potrà contare sull’eliminazione di un
flusso cartaceo considerevole.
Per accedere al servizio bisogna
entrare in Internet nel sito della Camera (www.bo.camcom.it), cliccare sul
link dei servizi on line, scaricare il
modello di contratto a Telemaco, compilarlo e spedirlo all’Ufficio Brevetti. Il
costo è il medesimo di una visura allo
sportello (informazioni dettagliate sul
sito). Per informazioni si può telefonare all’Ufficio Firma Digitale e Smart
Card allo 0516093825.
Bologna è sempre più capitale dei
brevetti. La conferma viene dalla classifica di fine anno di Unioncamere e
Dintec che ha misurato il numero di
domande dei brevetto rispetto al
numero di imprese nel triennio 2001-
2003. Bologna con 8,29 brevetti ogni
mille imprese contro una media nazionale di 1,59 per mille è salita sul gradino più alto del podio, staccando net-
tamente le restanti 102 province italiane coinvolte nell’indagine. Milano la
segue al secondo posto con 6,20 brevetti ogni mille imprese. Nel triennio
esaminate le domande di brevetto
depositate a Bologna sono state
2.394,1’8,7% del totale del paese. In
valori assoluti la nostra città è terza
dopo Milano (8,264 domande, il 30,2%
del totale nazionale) e Torino (2.618).
Mala classifica si ribalta, come abbiamo visto, se si misura la distribuzione
dei brevetti rispetto alla popolazione
di imprese presenti sul territorio. Il
primato di Bologna fa parte di un trend
positivo di tutta la regione che tra il
2001 e il 2003 ha depositato 4.465
brevetti, pari al 16,2% dei 27.394 registrati in tutta Italia. La performance
regionale è dovuta anche agli investimenti in ricerca e sviluppo che secondo recenti dati Istat sono stati nel 2002
superiori a 1,4 miliardi di uro, quasi il
10% del totale della spesa nazionale,
ponendo l’Emilia Romagna al quarto
posto dopo Lombardia, Piemonte e
Lazio.
Made in Italy, come tutelarlo al meglio
Il “Made in Italy” non è solo l’indicazione sulla merce valida a livello doganale, ma rappresenta anche il prodotto italiano nel mondo, la specialità alimentare, il capo
di abbigliamento, le calzature, i gioielli, le automobili frutto dello stile e della creatività italiana. Un modello fino ad
oggi di successo, che deve sempre più combattere con la
sempre più agguerrita concorrenza internazionale. Senza
un’efficace tutela dei diritti di proprietà industriale il
“made in Italy” rischia di essere una scatola vuota, un marchio senza valore che nulla può per contrastare la competitività e la concorrenza degli altri paesi. Il tema è talmente d’attualità e così carico di problematiche che in dicembre la Camera di commercio ha organizzato il convegno
“La tutela del made in Italy attraverso la proprietà industriale” insieme alla Bugnon Spa, tra le prime società in
Italia ad occuparsi di brevetti, marchi e registrazioni.
Come possiamo competere di fronte a paesi come la
Cina che ci battono sia nel costo del lavoro che nella quantità di materie prime? Attraverso la creatività. L’Italia è
famosa nel mondo per il suo stile. Su questo non ci batte
nessuno. E questo deve diventare un valore assoluto che
come tale va tutelato e valorizzato. Attraverso il brevetto.
il marchio, la registrazione che fanno sì che il prodotto
“made in Italy” non venga scopiazzato e fatto proprio da
paesi concorrenti. Il convegno di dicembre ha voluto esaminare questo tema con uno sguardo a 360 gradi per analizzare tutte le sfaccettature e le problematiche che gli
imprenditori si trovano ad affrontare. Va detto che gli
imprenditori stanno imparando a difendersi dalla concorrenza. La globalizzazione sta insegnando che “l’italianità”
va difesa con tutti gli strumenti a disposizione. Il marchio
“Made in Italy” è stato incluso nella Finanziaria dell’anno
scorso. È stato destinato un fondo ad hoc per la diffusione
del marchio nel mondo e per la messa a punto di strumenti
doganali per reprimere le contraffazioni. Sono ancora progetti, ma danno l’idea della nuova sensibilità che si sta sviluppando attorno a questo tema.
Non tutto può essere etichettato come “fatto in Italia”.
L’articolo 26 del codice doganale comunitario indica le
caratteristiche tecniche che una merce deve avere per poter
essere marchiata col “made in”: sono originarie di un paese, oltre alle merci ottenute interamente in esso, anche
quelle alla cui produzione hanno contribuito due o tre paesi purché la fase ultima della lavorazione sia avvenuta in
quel paese. Alcune fasi della lavorazione possono essere
spostate all’estero, ma la trasformazione finale del prodotto
in bene finale dà l’origine a quel prodotto. È una norma
che si presta a diverse interpretazioni, come è stato spiegato nel corso del convegno, ed è per questo che occorre
chiedere l’aiuto di un consulente esperto. Inoltre l’ultima
Finanziaria ha introdotto una norma che definisce la “fallace indicazione”, ovvero l’uso di segni, figure o altro che
induce il consumatore a ritenere quel prodotto italiano.
Ad esempio, se una borsa è “made in China”, ma ha il marchio italiano di un noto stilista sì inganna il consumatore
che è portato a pensare che quel prodotto sia tutto italiano. È una “fallace indicazione” che oggi, così come la “falsa indicazione”, viene punita penalmente. E di questa normativa le dogane stanno facendo un largo uso. Il convegno si è occupato anche della legge dei modelli che nel
2001 ha subito un’importante modifica. “La tutela del
design è fondamentale per chi vuole proteggere il suo prodotto fatto in Italia, bisogna sensibilizzare gli imprenditori a una piena conoscenza della normativa” hanno detto i
relatori. Durante il convegno si è fatto un cenno anche alla
battaglia sui prodotti d’origine che si sta combattendo da
un paio di anni a livello comunitario. C’è chi fa resistenza,
ci sono paesi che non ritengono un valore il proprio “made
in”. Quindi ci sono poche speranze che questa tutela venga riconosciuta ed applicata a livello europeo. Non resta
che sperare nel marchio “Made in Italy”, della cui istituzione si è parlato nella scorsa Finanziaria. Il marchio è stato depositato in aprile e dovrebbe essere applicato a tutti
i prodotti. Manca però il regolamento che lo rende applicativo. È, insomma, una sorta di fantasma e sono in molti
a scommettere che tale resterà.
M.A.
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PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
SERVIZI CAMERALI
GEN-FEB 2005 /
Bolognaeconomica / 15
Imprese, c’è la posta elettronica certificata
Ora, grazie a Legalmail le informazioni più delicate e riservate
possono viaggiare anche in Internet
di Marina Amaduzzi
Le informazioni più delicate e riservate possono viaggiare anche su Internet
grazie a Legalmail. Si tratta di un nuovo
servizio messo a disposizione di tutte le
imprese iscritte alla Camera di commercio che possono così utilizzare la posta
elettronica certificata, dotata di tutti i
parametri di sicurezza e affidabilità da
farla mettere in concorrenza con i tradizionali mezzi di comunicazione come la
posta o il corriere. Fino al 31 marzo una
casella Legamail viene offerta gratuitamente a tutte le imprese, mentre dopo
quella data il servizio diventerà a pagamento. Ma vediamo prima di cosa si tratta. Legalmail consente l’invio di posta
elettronica certificata in conformità ai
requisiti indicati dal Centro Tecnico per la
Rete Unitaria delle Pubbliche Amministrazioni e, quindi, nel rispetto di quanto
previsto nel Testo Unico sulla Documentazione Amministrativa, per il quale i
messaggi di posta certificata, assicurando l’avvenuta consegna, equivalgono alla
notificazione per mezzo della posta. Proprio come una raccomandata con ricevuta di ritorno. Legalmail può essere
dunque adottato per le comunicazioni
ufficiali con le pubbliche amministrazioni e con gli altri soggetti che dispongono
di posta certificata. Con risparmio notevole di tempo e di stress.
Come funziona Legalmail? Innanzitutto perché un messaggio venga definito di posta certificata mittente e destinatario devono essere entrambi dotati di
una casella di posta certificata. Oltre a
garantire l’integrità del messaggio scambiato, il servizio ne certifica l’avvenuta
consegna. Il mittente riceve dal proprio
server una ricevuta di “accettazione”, corredata di una attestazione temporale, e
Due riconoscimenti camerali per l’imprenditoria
Evidenziare le imprese che possono essere di esempio per altri imprenditori, che hanno avuto la capacità di
sviluppare nel tempo la propria idea
imprenditoriale, che hanno ottenuto
risultati meritevoli di pubblico riconoscimento. Con questi obiettivi la Camera di commercio di Bologna ha indetto
una serie di Premi a favore dell’imprenditoria bolognese.
Il “Premio per l’impegno imprenditoriale ed il progresso economico” è
destinato a tutte le imprese che possono vantare, al 31 dicembre 2004, un
periodo di attività ininterrotto di 40
anni, se imprese individuali o società
di persone, o di 60 anni se società di
capitali. Sarà la Giunta camerale ad
esaminare le domande, e a tutte le
imprese in possesso dei requisiti verrà
consegnata una pergamena celebrativa nel corso di una cerimonia pubblica
che si svolgerà in primavera.
I “Premi Maestro dell’Artigianato,
Cavaliere del Commercio, Console dell’Economia, Ambasciatore dell’Economia nel Mondo” hanno invece come
riferimento gli imprenditori che per
capacità ed impegno hanno ottenuto
risultati meritevoli di pubblico riconoscimento. Verranno quindi premiati gli
imprenditori che nel corso della loro
attività hanno contribuito a realizzare
innovazioni tecnologiche e strumentali,
hanno introdotto o migliorato servizi
sociali a favore dei propri dipendenti,
hanno contribuito alla ricerca di nuovi
prodotti o di nuovi sbocchi di mercato,
alla creazione di strutture che hanno
dato prestigio all’immagine produttiva
ed inventiva dell’economia bolognese.
Verranno assegnati 10 Premi
“Maestro dell’Artigianato” (per le
imprese artigiane), 10 Premi “Cavaliere del Commercio” (per le imprese del
settore del commercio), 10 Premi
“Console dell’Economia” (per le imprese di altri settori), e 5 Diplomi “Ambasciatore dell’Economia nel Mondo” per
le imprese di tutti i settori con forte
vocazione ai rapporti con l’estero.
Le candidature possono essere
presentate per iniziativa personale, su
segnalazione delle organizzazioni
imprenditoriali o di pubbliche amministrazioni locali. Le domande verranno esaminate da un Comitato composto dal Presidente della Camera di
commercio, dal Prefetto della provincia di Bologna e dal Rettore dell’Università degli Studi di Bologna. Ai premiati verrà consegnata, nel corso di
una cerimonia pubblica, un diploma
ed una medaglia celebrativa. Per
entrambe le tipologie di Premi possono presentare domanda solo le imprese con sede legale nella provincia di
Bologna. Il 31 marzo 2005 è il termine di presentazione delle domande per
tutti i riconoscimenti.
I bandi di concorso e i modelli
di domanda sono disponibili su
www.bo.camcom.it, per informazioni è
possibile contattare il numero 051/
6093.450-419, e-mail [email protected]
Si ringrazia UniCredit Banca,
sponsor dell’iniziativa.
una ricevuta di “consegna”, anch’essa
comprensiva di attestazione temporale,
per ogni destinatario al quale il messaggio
è consegnato. La ricevuta di consegna,
firmata dal provider del destinatario, contiene i dettagli di certificazione e, per i
destinatari primari del messaggio, anche
il messaggio originale con eventuali allegati. Tutte le operazioni eseguite vengono
registrate e conservate nel tempo. Legalmail consente comunque lo scambio di
messaggi con imprese dotate di caselle di
posta non certificata: in questo caso l’attestazione riguarda solo l’avvenuta trasmissione, mentre non si ottengono tutte
le garanzie di integrità e di avvenuta consegna della posta certificata.
Il servizio è partito negli ultimi giorni del 2004 e fino al 31 marzo, come detto, garantisce gratuitamente la casella di
posta elettronica certificata. Dopo quel
termine l’impresa può scegliere se pagare un contratto annuale che prevede un
numero illimitato di invii di e-mail certificata oppure acquistare un pacchetto che
comprende solo un certo numero di invii.
Ma quali sono i soggetti interessati a
legalmail? In primo luogo le imprese che
hanno adottato il sistema di fatturazione
elettronica, in quanto l’invio attraverso
Legalmail assicura che una fattura sia
partita e arrivata a destinazione. Il servizio diventerà poi molto utile quando verrà adottato dalle pubbliche amministrazioni: l’invio e la ricezione delle pratiche
avverrà solo per via telematica con sicurezza garantita al cento per cento sia per
chi invia che per chi riceve. “È uno strumento importantissimo per le imprese –
spiega Luigi Litardi, segretario generale
della Camera di commercio – in quanto
consente un notevole risparmio in termini di costi e di tempi. Inoltre, a differenza della raccomandata, Legalmail ha il
vantaggio di certificare anche ciò che
contiene. Questo servizio imprime una
forte spinta alla telematizzazione dei rapporti tra le imprese e tra queste e la pubblica amminstrazione”.
La Camera di commercio di Bologna
è tra le prime in Italia ad avviare questo
servizio. D’altra parte è stata tra le prime
a dare impulso alla firma digitale (ricordiamo che sono già 30 mila le smart card
consegnate) ed è ai primissimi posti per
qualità di certificati di autenticazione. Chi
è interessato ad avere ulteriori informazioni su Legalmail o ad attivare il servizio
può rivolgersi all’Ufficio Firma Digitale
al primo piano del Palazzo degli Affari
(piazza Costituzione 8, telefono
0516093825) oppure via Internet sul sito
www.legalmail.it.
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NUOVI MERCATI
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
Le aziende a lezione di Cina
La costituzione di un’impresa e l’imposizione finale in vigore nel Paese asiatico
al centro di un recente seminario organizzato dalla Camera di commercio di Bologna
di Marina Amaduzzi
Occhi puntati sulla Cina. Per imparare a conoscere quel mercato, uno dei
più importanti a livello mondiale. Per
scoprire come un imprenditore italiano
può fare affari laggiù, in un’economia
per molti ancora ostica e irta di ostacoli.
La Camera di commercio, nel suo compito istituzionale di svolgere attività di
supporto alle imprese in materia di internazionalizzazione, ha organizzato in gennaio il convegno “Fare impresa in Cina”,
ulteriore tappa di approfondimento di
quel mercato a cui la Camera di commercio sta lavorando da tempo attraverso il Progetto Cina con Regione, Bologna Fiere, RiminiFiera, Fiere di Parma,
Apt, Unioncamere e le altre Camere di
Commercio emiliano-romagnole che ha
portato all’apertura del Centro Servizi a
Shanghai. “L’interesse delle imprese provinciali verso la Cina è decisamente alto
– ha detto il segretario generale della
Camera Luigi Litardi nell’apertura del
convegno –. Basti pensare che nel periodo gennaio-settembre 2004 1e nostre
aziende hanno importato da quel paese
per un valore di circa 227 milioni di euro
ed esportato per circa 98 milioni di euro.
Nel secondo semestre 2004 le imprese
della nostra provincia che hanno usu-
Movimprese, i dati 2004
SEGUE DA PAGINA 12
principali variabili di flusso: possono
essere elaborati, in particolare, i dati
relativi alle cessazioni, con l’obiettivo di
fornire elementi sulla durata media della vita delle imprese e sulle variabili che
ne influenzano l’andamento.
Un primo dato di carattere generale indica che la vita media delle
imprese cessate nell’anno 2004 in
provincia di Bologna è stata di 12,5
anni: distribuendo le imprese cessate
per classe di durata in base al loro
anno di iscrizione si nota peraltro la
forte incidenza delle cessazioni nelle
imprese nate tra gli anni 1990 e 1997,
fruito dei servizi dell’Unità Operativa
Shanghai sono state 59. Inoltre nel corso della Convention mondiale delle
Camere di Commercio italiane all’estero che ha avuto luogo recentemente
presso la nostra Camera sono stati realizzati 25 incontri tra i delegati della
Camera di Pechino e le imprese provinciali ed altrettanti tra i delegati della
Camera di Hong Kong e le nostre aziende”. Sono dati che danno conto dell’alto
interesse delle realtà bolognesi per quel
mercato che viene da tempo monitorato
da analisti e imprenditori di tutto il mondo per l’alto tasso di crescita del Pil e il
basso costo della manodopera. Un mercato dunque che offre grandi opportunità ma che al tempo stesso desta timori
per la sua complessità e per la sua grandissima forza come produttore e competitore. Secondo Marco Tchen, amministratore della Nuovo Mondo International, società di consulenza per il Progetto
Cina, è proprio l’aspetto psicologico dell’imprenditore che ancora blocca una più
massiccia presenza di imprese italiane, e
quindi bolognesi, in Cina. “Nell’area di
Shanghai – spiega – le aziende emiliano-romagnole presenti stabilmente sono
una cinquantina, le bolognesi sono una
decina, tra cui Marposs e Bonfiglioli
Riduttori. Il mercato cinese è visto come
lontano e difficile dagli imprenditori. È
un mercato particolare che richiede la
presenza fisica sul posto. Per dare un’idea, nella zona di, Shanghai ci sono circa 600 italiani, contro i 20 mila americani o i cinquemila tedeschi. Commercialmente è difficile, è altamente competitivo visto che le più grandi aziende
hanno aperto una sede in quel paese,
senza contare la concorrenza locale contro cui nulla può il prodotto bolognese”.
Un mercato difficile e complesso,
dunque, al quale in molti guardano con
sempre maggiore interesse. In un
momento come questo di rallentamento
dell’economia l’internazionalizzazione,
soprattutto per le piccole e medie imprese, è una scelta importante, se non obbligata, per la crescita aziendale. Il seminario della Camera di commercio ha voluto offrire una panoramica sugli aspetti
più tecnici del fare impresa in Cina. Proprio la relazione di Marco Tchen, esperto del mercato cinese, ha cercato di fare
chiarezza sulle diverse società che uno
straniero può aprire, sia essa un ufficio
di rappresentanza, una società a totale
capitale straniero o una società. mista o
joint venture. Si è inoltre addentrato nel
sistema fiscale e nelle varie categorie di
tassazione, dall’Iva alla tassa sul commercio, dalle tasse sui consumi alle tasse sui profitti delle società straniere. “La
Cina di dieci anni fa non c’è più” – conclude Tchen – è vero che ci sono alcuni
settori contingentati, ma non c’è più l’obbligo di avere un partner locale come
accadeva tempo fa. Ripeto, a contare è il
fattore psicologico dell’imprenditore.
Quando viene vinto si ha possibilità di
successo anche in quel mercato”.
sce a ditte individuali, delle quali oltre
la metà chiude durante i primi tre anni
di attività. Su posizioni sensibilmente
inferiori si assestano invece le società di
capitale e di persone (rispettivamente
15% e 14%), mentre le altre forme giu-
oltre che la rilevante incidenza delle
cessazioni avvenute tra le imprese
iscritte nell’ultimo triennio (18,8%, di
cui oltre il 17% sono imprese iscritte
nel 2004).
In particolare, il dato relativo alla
mortalità delle imprese nate nell’intervallo 1999-2004 per forma giuridica,
evidenzia che il 69% delle cessazioni
totali avvenute in corso d’anno si riferiMortalità delle imprese entro i primi 6 anni di
vita per forma giuridica
Imprese cessate nell’anno 2004 per periodo di iscrizione ed incidenza %
Nate prima Nate tra
Nate tra
Nate tra
Nate tra
Nate tra
del 1959 1960-1979 1980-1989 1990-1997 1998-2000 2001-2003
Incidenza percentuale delle classi di
imprese sul totale
delle cessazioni
1,3%
12,2%
14,2%
29,8%
23,6%
18,8%
Mortalità delle imprese entro i primi 6 anni di vita per attività economica
Commercio Manifatturiero Costruzioni Informatica
Peso percentuale
della classe sul totale delle imprese
cessate nell’anno
29,0%
12,2%
16,9%
15,8%
Alberghi
Trasporti
e ristoranti
5,9%
6,2%
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INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
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LAVORO
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
Contratto a tempo determinato, tutti i vincoli
La stipula del contratto è possibile solo in presenza di ragioni che abbiano carattere
tecnico, sostitutivo, produttivo e organizzativo
di Mario Gallotta
Allorché fu emanato il D.Lgs. n. 368
del 6 settembre 2001 (pubblicato sulla
G.U. n. 235 del 9 ottobre 2001 ed entrato in vigore il successivo 24 ottobre), molti parlarono impropriamente di liberalizzazione o di “deregulation” del contratto
a termine, poiché finalmente veniva
abrogata la vecchia e rigidissima Legge
230/62.
La realtà, tuttavia, era ed è diversa,
poiché l’articolo 1, comma 1, del citato
Decreto Legislativo stabilisce che la stipulazione di un contratto a termine è
possibile solo in presenza di ragioni aventi carattere tecnico, sostitutivo, produttivo e organizzativo.
Si tratta di una norma che può favorire un vasto contenzioso: se infatti un
imprenditore ritiene che sussistano motivi tecnici per assumere a tempo determinato un dipendente, non è detto che tali
motivi – da indicare sempre nella lettera
di assunzione – siano considerati validi
dal dipendente stesso o dai sindacati. È
evidente, poi, che la disparità di vedute
può tradursi in un’azione legale, con il
risultato che, alla fine, sarà il giudice a
decidere sull’esistenza e sulla congruità
delle ragioni tecniche asserite dal datore
di lavoro.
Una sentenza del Tribunale di Bolzano del 16 giugno 2004, ad esempio, ha
ritenuto nulla l’apposizione del termine
in un contratto di lavoro a tempo determinato perché nella lettera di assunzione non erano state indicate le ragioni
sopra elencate.
Ora quell’imprenditore si trova ad
avere a libro paga un dipendente a tempo indeterminato in più. La conseguenza
che colpisce chi assume un lavoratore a
termine senza rispettare la legge consiste
infatti nella trasformazione del rapporto,
che diviene a tempo indeterminato.
Vediamo quindi di chiarire innanzi
tutto quale significato essenziale si può
attribuire alle varie tipologie delle ragioni sopra esposte.
Si ritiene che il carattere “tecnico”
sussista quando, in situazioni particolari,
vi sia necessità temporanea di personale
qualificato o specializzato non presente
nell’organico aziendale.
I motivi “produttivi e organizzativi”
riguardano, in genere, la necessità di
fronteggiare richieste di mercato superiori alla media.
Le ragioni “sostitutive”, infine, concernono l’esigenza di sostituire lavoratori assenti che abbiano diritto alla conservazione del posto.
LE ECCEZIONI E I DIVIETI
Non è richiesta la presenza delle
ragioni sopra illustrate per le seguenti
categorie di lavoratori:
–
–
–
–
dirigenti;
iscritti nelle liste di mobilita;
disabili;
lavoratori che hanno differito il pensionamento;
– dipendenti che operano nel settore dei
pubblici esercizi e del turismo (se
assunti, fino a tre giorni, per l’esecuzione di speciali servizi);
– lavoratori del trasporto aereo o dei servizi aeroportuali.
Non è mai possibile, inoltre, assumere dipendenti a termine per sostituire gli
scioperanti. Il divieto, poi, riguarda anche
le imprese che abbiano proceduto a
licenziamenti collettivi nei sei mesi precedenti, che non abbiano effettuato la
valutazione dei rischi o che abbiano dei
lavoratori “cassintegrati”.
Nel caso in cui i contratti collettivi
nazionali di lavoro stabiliscano dei limiti
al numero dei contratti a termine stipulabili, occorre infine tener conto anche di
quest’ultimo vincolo.
LA SCADENZA DEL TERMINE
Se il termine è stato legittimamente
apposto, il rapporto di lavoro si conclude
alla scadenza prefissata, senza obbligo di
preavviso né di comunicazione.
Ma i contratto a termine può essere
prorogato o rinnovato?
Esaminiamo il quadro normativo
rammentando innanzi tutto che si tratta
di due situazioni diverse. La proroga,
infatti, presuppone la continuità della
prestazione lavorativa, mentre il rinnovo
presuppone un’interruzione fra il vecchio
ed il nuovo contratto a tempo determinato.
LA PROROGA
Secondo il D.Lgs. 368/2001 (art. 4)
“Il termine del contratto. a tempo determinato può essere, con il consenso del
lavoratore, prorogato solo quando la
durata iniziale del contratto sia inferiore
a tre anni. In questi casi la proroga è
ammessa una sola volta e a condizione
che sia richiesta da ragioni oggettive e si
riferisca alla stessa attività lavorativa per
la quale il contratto e stato stipulato a
tempo determinato.
Con esclusivo riferimento a tale ipotesi la durata complessiva del rapporto a
termine non potrà essere superiore ai tre
anni.
L’onere della prova relativa all’obiettiva esistenza delle ragioni che giustificano l’eventuale proroga del termine stesso
è a carico del datore di lavoro”.
Possiamo dunque ritenere indispensabili i seguenti requisiti:
– il consenso del lavoratore;
– l’obiettività delle ragioni che sono alla
base della proroga;
– l’identità circa il lavoro svolto sia inizialmente che in regime di proroga.
Circa la forma della proroga, nulla
dice il Decreto Legislativo. L’atto scritto è
tuttavia caldamente raccomandabile sia
per il dipendente che per il datore di lavoro.
Relativamente ai limiti temporali, la
proroga non è ammissibile per i contratti che, inizialmente, prevedevano una
durata superiore ai tre anni. Se invece la
durata era inferiore, è possibile prorogare il contratto a termine senza tuttavia
superare il “tetto” complessivo dei 36
mesi. Varie quindi sono le combinazioni
possibili (2 34, 6 30, 18 18 e così
via).
Circa le “ragioni obiettive” che devono giustificare la proroga (con onere della prova a carico del datore di lavoro),
ribadiamo anche per questo aspetto le
nostre perplessità, per il contenzioso insito nella previsione legislativa.
IL RINNOVO
Radicalmente diverso dalla proroga
è l’istituto del rinnovo, a cui è dedicato
l’art. 5 del D. Lgs. 368/2001. Esso così
recita:
“Se il rapporto di lavoro continua
dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato ai
sensi dell’art. 4, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni
giorno di continuazione del rapporto pari
al venti per cento fino al decimo giorno
successivo, al quaranta per cento per ciascun giorno ulteriore.
Se il rapporto di lavoro continua oltre
il ventesimo giorno in caso di contratto di
durata inferiore a sei mesi, ovvero entro
il trentesimo giorno negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato
dalla scadenza dei predetti termini.
Qualora il lavoratore venga riassunto a termine... entro un periodo di dieci
giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero
venti giorni dalla data di scadenza di un
contratto superiore ai sei mesi, il secondo
contratto si considera a tempo indeterminato.
Quando si tratta di due assunzioni
successive a termine, intendendosi per tali
quelle effettuate senza alcuna soluzione
di continuità, il rapporto si considera a
tempo indeterminato dalla data di stipulazione del primo contratto”.
Siamo dunque di fronte ad una
sostanziale conferma del “pacchetto
Treu” (L. 196/97) , che aveva temperato
la precedente, rigorosissima disciplina, la
quale imponeva la trasformazione del
contratto a termine in contratto a tempo
indeterminato anche se lo “sforamento”
fosse stato di un giorno solo...
Non vi è inoltre limite al numero dei
rinnovi purché siano rispettati i limiti
temporali sopra citati. Un’eccezione,
secondo una precedente circolare del
Ministero del Lavoro, può aversi tuttavia
quando un dipendente viene riassunto
con altro contratto a tempo determinato
purché il nuovo rapporto risulti autonomo e completamente svincolato dal precedente. Il lavoratore X, ad esempio, già
assunto in sostituzione del lavoratore Y
che presta. servizio militare di leva, può
essere riassunto senza il rispetto dei termini se l’azienda deve sostituire la lavoratrice Z, che si assenta per maternità.
Ricordiamo infine che, secondo la giurisprudenza della Cassazione, le ripetute
assunzioni a termine dello stesso soggetto non sono ammissibili a fronte dell’esigenza continuativa di identiche prestazioni lavorative . Insomma, non è possibile eludere con una serie di rinnovi il
principio di durata indeterminata del rapporto di lavoro subordinato, che ancor
oggi – piaccia o non piaccia – costituisce
una regola fondamentale che non si può
ignorare.
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PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
PREVIDENZA
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2005, un anno di cambiamenti
Le novità riguardano, tra gli altri, gli agenti e i rappresentanti di commercio, i collaboratori a progetto
e i dirigenti di aziende, industriali e del commercio
di Mario Gallotta
dello 0,50% il contributo da versare
all’INPS.
In tal modo l’aliquota complessiva
raggiunge il 30,78% per la generalità dei
lavoratori (30,71 % per i dirigenti del
credito e del commercio).
Con l’anno nuovo sono arrivati
anche parecchi cambiamenti nel settore
della previdenza. Vediamo di esaminare
sinteticamente le novità principali.
AGENTI E RAPPRESENTANTI DI
COMMERCIO
L’aliquota da versare al Fondo Previdenza dell’ENASARCO passa dal
12,50% al 13%. Come sempre il contributo dev’essere suddiviso a metà fra
agente 6,50%) e preponente (6,50%).
Ricordiamo che il contributo non
dev’essere versato per gli agenti operanti come società di capitali (che non sono
iscritti al Fondo Previdenza).
COLLABORATORI A PROGETTO
La percentuale che i committenti
devono versare all’INPS (Gestione separata ex L. 335/95) aumenta dello 0,20%
e sale quindi al 18% complessivo (che
comprende anche lo 0,5% destinato a
finanziare gli interventi assistenziali).
Superata la prima fascia di retribuzione pensionabile il contributo sale al
19%.
Per gli iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria e per i titolari di
pensione non diretta l’aliquota rimane
fissata al 10%.
Come sempre la ripartizione dell’onere è suddivisa nel seguente modo :
due terzi a carico del committente, un
terzo a carico del collaboratore.
Le stesse regole si applicano per i
collaboratori coordinati e continuativi
(che hanno come committente un ente
della pubblica amministrazione) e per
le cosiddette “mini co.co.co.” (ossia per
SPORTIVI PROFESSIONISTI
La percentuale I.V.S. (Invalidità,
Vecchiaia, Superstiti) dovuta all’ENPALS aumenta dello 0,70%. L’aliquota
complessiva raggiunge così il 32,70%
(8,89% a carico del lavoratore).
quei rapporti che non necessitano del
progetto poiché non superano i 30
giorni nel corso dell’anno solare, con
un compenso non eccedente i 5000
euro).
DIRIGENTI DI AZIENDE INDUSTRIALI
Aumenta il contributo dovuto al
Fondo integrativo di assistenza sanitaria
(FASI).
Come previsto dall’accordo del
24/11/2004 il contributo annuo a carico dell’impresa per ciascun dirigente in
servizio iscritto o iscrivendo sarà pari a
1380 euro, mentre il contributo annuo
individuale a carico del medesimo dirigente sarà pari ad euro 684.
Inoltre il contributo annuo a carico
dell’impresa per i dirigenti pensionati
consisterà in 912 euro per ciascun dirigente in servizio (forza aziendale), anche
se non iscritto al FASI.
Circa il Fondo integrativo di previdenza (PREVINDAI), ogni impresa
dovrà versare le seguenti quote di TFR:
– per i dirigenti nuovi iscritti (con prima occupazione antecedente il
28.04.2003) il 4% della retribuzione
lorda;
– per i “vecchi” dirigenti già iscritti il
3% della retribuzione lorda.
DIRIGENTI COMMERCIO
Come da accordo del 27.05.2004 la
percentuale a carico delle imprese per il
Fondo di previdenza integrativa “Mario
Negri” aumenta dello 0,02%, salendo
così all’ 11,66%.
Per i “nuovi” dirigenti (di prima
nomina) è prevista una contribuzione
ridotta (4,36%). La quota a carico del
dirigente, in ogni caso, è pari all’uno per
cento (1%).
LAVORATORI ITALIANI IN PAESI
“EXTRA-UE”
I datori di lavoro che hanno dipendenti operanti in paesi situati fuori dall’Unione Europea dovranno aumentare
ASSOCIATI IN PARTECIPAZIONE
Per il 2005 l’aumento è pari allo
0,20%. Si raggiunge così il 17,50%
(18,50% per la quota che eccede la prima fascia di retribuzione pensionabile).
Il contributo dev’essere così suddiviso
55% a carico dell’associante e 45 % a
carico dell’associato.
VENDITORI “PORTA A PORTA” E
LAVORATORI AUTONOMI OCCASIONALI
Sui compensi che eccedono i 5000
euro annui l’aumento è pari allo 0,20%.
Anche in questo caso l’aliquota complessiva raggiunge il 17,50% (18,50%
per la quota eccedente la prima fascia di
retribuzione pensionabile). La ripartizione prevista dalla legge è la seguente :
un terzo a carico del lavoratore e due
terzi a carico del committente.
OPERAI AGRICOLI
Aumenta dello 0,20% l’aliquota
I.V.S. a carico dei datori di lavoro. La
medesima aliquota (con decorrenza
01.07.2004) viene elevata dello 0,60%
per le imprese di manipolazione e trasformazione dei prodotti agricoli.
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EXPORT
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
I file contenenti tutte le opportunità commerciali pubblicate in queste pagine ed altre ancora sono reperibili
anche all’interno del sito Internet: www.bo.camcom.it
(all’interno di Promozione e Statistica - Iniziative per l’internazionalizzazione - “Offerte e proposte commerciali dall’estero”).
Italian Lifestyle in the Emirates
L’Istituto Commercio Estero organizzerà una partecipazione collettiva alla
Fiera “Italian Lifestyle in the Emirates”, mostra dedicata alle imprese italiane dei
settori: agro alimentare di qualità, contract, arredamento, articoli per l’illuminazione domestica ed il giardino, marmo, pietra, pietre prezione, materiali per l’edilizia, progettazione architettonica e progettazione di interior design. La manifestazione si terrà negli Emirati Arabi - Centro Espositivo di Sharjah - dal 24 al 27
maggio 2005.
Per informazioni, contattare ICE – Area Progetti Speciali – Dott.ssa Azzurra
Rinaldi Tel. 06/59929262, Sig.ra Monica Mensurati Tel. 06/59929280 – Fax
06/54220013-71 e-mail [email protected]
RICHIESTE DI MERCI E
DI RAPPRESENTANZE
EGITTO
Tramite il Centro Servizi Packaging de Il Cairo,
finanziato dalla Camera di commercio di
Bologna e dalla Regione Emilia Romagna, è
giunta la seguente richiesta:
National Food Company
www.nfcegypt.com
[email protected]
Mr. Atef Tawfik, CEO
Tel: +20 12 2126222, Fax: +20 2 3811613
National Food Company, azienda egiziana di
produzione alimentare, sta per trasferire la produzione in un nuovo e più grande impianto in
6th October City, città industriale a circa 30 km
dal Cairo.
Di conseguenza sono interessati ad integrare le
loro linee produttive: vorrebbero quindi ricevere offerte per macchinari di packaging e di processing.
Le offerte possono essere inviate direttamente
all’azienda e, al fine di facilitare le comunicazioni, a:
ITALIAN PACKAGING SERVICE CENTRE
Sig.ra Martina Favaretto
e-mail: [email protected]
AUSTRIA
■ Beauty Company Kosmetikhandels GmbH Gumpendorfer Stadtbahnbogen 8/10 – 1060
Wien Tel: 0043 1 892787817 – Fax: 0043 1
89278789 – E-mail: [email protected] – Contattare Sig.ra Michaela Witeschnik
(06.08.2004/120935/LM)
Cerca produttori di cosmetici (assunzione di
rappresentanza per l’Austria)
■ Lutz GmbH - Römerstrasse 39 - 4600 Wels
– Tel: 0043 7242 626370 – Fax: 0043 7242
626100283
E-mail:[email protected] Contattare Sig.ra Nicole
Zach (06.09.04/122343/LM)
Cerca produttori di contenitori su rotelle e
custodie sottoletto in plastica
■ Media Studio Graz - Obere Bahnstrasse 45
- 8010 Graz - Tel.0043/316890389 Fax:
0043/316/89038915 – E-mail: [email protected] - Contattare Sig.
Woflgang Rauter (27.09.2044/123601/LM)
Cerca produttori di articoli in ceramica, cotto per esecuzione di pezzi su disegno del cliente
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Strasse 67 - 6300 Wörgl - Tel. 0043 5332 71947
Fax: 0043 5332 75361
E-mail:[email protected] - Contatta-
re: Sig.ra Martina Hoelz (15.11.04/LM125818)
Cerca produttori di additivi per concerie
■ DO & CO Partyservice & Catering gmbH Dampfmühlgasse 5 A-1110 Wien – Tel.
0043/1/74000.270
Fax 0043/1/74000-180 e-mail
[email protected] - Contattare Sig.ra
Juliane Hefel (15.11.04/LM125878)
Cerca produttori di camicette e camicie, cravatte, foulards, abbigliamento per uomo,
tailleurs, maglieria uomo-donna
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Fax 0043/7242/936964321 – e-mail [email protected] – Sig. Markus Steininger (17.11.04/126069/LM)
Cerca produttori di scrivanie per computer,
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■ LS Lightsystems GmbH - Gasserweiher 13 A-6840 Götzis – Tel. 0043/5523/51560 – Fax
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e-mail [email protected] - www.lightsystems.at - Sig.ra Charlotte Bitriol
(24.11.04/125636/LM)
Cerca produttori di dispositivi per Illuminazione
■ Wimmesberger Schutz von Kopf bis Fuß
GmbH - Reischau 7 - A-4680 Haag/H.
Tel. 0043/7732/3484-13
E –mail [email protected] - www.wimmesberger.at – Sig.ra Traude Wimmesberger
(24.11.04 126269/LM)
Cerca produttori di Stivali di gomma
■ XXXLutz GmbH - Römerstrasse 39 - 4600
Wels – Tel. 0043/7242/626100178 –
Fax 0043/7242/626100823
[email protected] Sig.ra Nadine Leingartner
(17.12.04/127481/LM)
Cerca produttori di stendibiancheria e assi
da stiro
■ Form of life - Gewerbegebiet 2/2 - A-6600
Höfen – Tel. 0043/5672/66137 –
Fax 0043/5672/66127
[email protected] - Sig.ra Gabriela Posch
(21.12.04/127478/LM)
Cerca produttori di olii eterici/essenziali
GRECIA
■ Frost it – Kassidou Eleni - Katsimidi 32 54638 Thessaloniki - Tel. 0030-2310-952222
Fax: 0030-2310-952472 - e-mail :
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http://www.frost-it.gr - contattare Kassidou
Eleni
Cerca produttori di celle frigorifere per
negozi, armadi frigoriferi e congelatori
(12/2004)
■ Zenith - c.p. 40130 – 56000 Stavroupoli
Thessalonikis - Tel. 0030-2310-696514
Fax: 0030-2310-696524 - e-mail :
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Dimitrakopoulos Christos
Cerca produttori di ascensori e porte per
ascensori
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■ Sclavounos A. & Co. EE – Le Groupe Leof. Vouliagmenis 85 – 16674 Glyfada Atene Tel. 0030-210-9605300-1 Fax: 0030-2109605302 - e-mail : [email protected] – contattare Sclavounos Georgios
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■ Karakatsani Eleni – Komnion 34 57400
Sindos Thessalonikis – Tel. 0030-2310-798965
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Cerca produttori di lievito fresco
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N. Efkarpia Thessalonikis – Tel. 310-680828 Fax: 0030-2310-680171 - e-mail : [email protected] - contattare Tsinos Themistoklis
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cucine
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Cerca produttori di veicoli per la sterilizzazione dei rifiuti ospedalieri
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Offre sistemi di riscaldamento per pollai
(12/2004)
boeco1_2005
29-03-2005
18:26
Pagina 21
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA
EXPORT
GEN-FEB 2005 /
Informazioni dall’Ufficio Promozione Estera
CERTIFICATI DI ORIGINE – Norme per la compilazione
Si ricorda che il Certificato di origine è un documento doganale rilasciato dalla Camera di commercio in base a normativa
specifica.
Si invitano pertanto le imprese a verificare preventivamente che le richieste delle lettere di credito non siano in contrasto
con le norme di emissione dei C.O.
In particolare non è possibile riportare le seguenti diciture “we declare …, we certify that …, we state that…” ecc. in quanto è la Camera di commercio che certifica apponendo il proprio visto.
Non è ammesso indicare “the goods are purely/entirely/exclusive of italian origin” e non deve comparire la dicitura “manifacturer” o “producer” in relazione al nome dello speditore.
Qualora ciò venga richiesto l’impresa può inserire queste dichiarazioni in una dichiarazione a parte su carta intestata
“Appended Declaration to Certificate of Origin n. …”, firmata dal legale rappresentante in cui deve essere apposta una marca
da bollo da 11,00 €.
Si sottolinea inoltre che i moduli di richiesta che accompagnano il C.O. devono essere correttamente compilati in tutte le
loro parti in quanto contengono dichiarazioni fondamentali e indispensabili per poter rilasciare il C.O.
È importante che sia chiaramente indicato il numero ed il tipo di documenti che devono essere vistati.
CARNET ATA – SCADENZA VECCHI FORMULARI
Si ricorda che dal 18/12/2004 l’unico Carnet ATA che potrà essere emesso sarà quello in formato A/4 il cui prezzo è di €
60,00 (IVA compesa).
I Carnets ATA vecchio formato rimarranno comunque validi fino alla loro naturale scadenza.
Per raggiungere l’ufficio:
Ufficio Promozione Estera
Palazzo Affari - Piazza Costituzione, 8 - 40128 Bologna (BO)
telefono: +39.051.6093202 - fax: +39.051.6093211
e-mail: [email protected]
orari di apertura:
dal lunedì al venerdì dalle 8.45 alle 12.15
lunedì e giovedì anche dalle 15 alle 16.30
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Manager - 7 Berel kazenelson st. Petach-Tiqwa
– Tel. +972-3-9249126 – Fax +972-3-9372541
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www.lakoma.co.il
Offre prodotti naturali a base di erbe
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Chambers of Commerce – 84 Haahshmonaim
St. – Tel Aviv 67132 – Tel. 972-3-5631017 –
Fax 972-3-5619027 – e-mail [email protected] – www.chamber.org.il
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(1/2005)
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Postbus 24 – 1560 AA Krommenie Tel. +31(0)75 622 6061 - Fax +31(0)75 622
6063 - E-mail: [email protected] - Contattare
E.H. Mansell
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di alluminio, scale e apparecchi di estrusione
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■ MEDITERA GROUP – 5758 Sok No:4/C –
Karabaglar – 35400 Izmir – Tel. +90 232 237
59 49 – Fax +90 232 253 94 04 – E-mail:
[email protected] - Web:
www.meditera.com.tr - www.altera.com.tr Contattare Sig.ra Pelin Ilhan.
Offre attrezzature medicali – prodotti ospedalieri “usa e getta”
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GOP- Ankara - Tel. 0090 312 4482965 –
Fax 0090 312 4482971 E-Mail
[email protected] – Web www.bikey.com.tr Contattare Bulent Kacmaz
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tessile per commercializzazione di tessuti
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sweatshirt, polo-pike, pantoloncini, etc.) per
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Gulbahar Cad. Sehit Cengiz Karci Sok. No: 4
Bagcilar/ Istanbul
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6569956 - E-Mail [email protected]
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Gumusel
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Klein, LC Waikiki, etc) cerca rivenditori,
grandi negozi di abbigliamento per vendere
LC Waikiki in Italia
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Tel. 0090 224 3841295-96-97 –
Fax 0090 224 3841298
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63113.Sok. No:1 Mersin – Tel. 0090 324
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Fax 0090 324 2355961 - E-Mail
[email protected] - [email protected]
Web www.memissan.com.tr – Contattare
Mustafa Inan
Offre Cereali (faggioli, lenticchie, etc.) semi
di sesamo, zucchero, essenza di succo di
fruttta in polvere
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■ KALE MAKINE Ltd.Sti. – TMOSB Aydinli
mah. TEM Yanyol Cad. No:6 34953
Tuzla/Istanbul
Tel. 0090 216 5930500 –
Fax 0090 216 5930509
E-Mail [email protected] - Web
www.kaleclamp.com - Contattare Gokcen C.
Sen
Offre Pezzi di ricambio automobilistici
(12/2004)
■ NTC Ltd.Sti. - E-Mail
[email protected] - Contattare Nurettin
Takiloglu
Offre Cat litter (sabbia per i gatti)
(12/2004)
Bolognaeconomica / 21
■ CEYDA BAKIR Bakir Ltd.Sti. – Kahramanmaras - E-Mail [email protected]
Contattare Nurettin Paksoy
Offre Articoli per la casa e da regalo di
rame
(12/2004)
■ AKYURTLAR Ltd.Sti. - Cankaya Mah.
Sakarya Cad. M.Tatlici Apt. No:13 Mersin
Tel. 0090 324 2333128 – 2314985 –
Fax 0090 324 2314351 – 2338366
E-Mail [email protected] - [email protected] - Contattare Murat Kemal
Akyurt
Offre Frutte e verdure fresche
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[email protected] - Contattare Hakan
Ozaydin
Offre Sciroppi aromatici e di frutta, salse
aromatiche per coctail, essenza di frutta Per
gelateria, salse per gelati e torte, etc.
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Mevkii 67800 Devrek/Zonguldak
Tel. 0090 372 5563501 – 5561033 –
Fax 0090 372 5561191
E-Mail [email protected] Contattare Necdet Basoglu
Offre Produzione di legname e rivestimento
di albero faggio
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Denizli – Tel. 0090 258 2691894
Fax 0090 258 2692387 - E-Mail
[email protected] - [email protected]
Contattare Kubilay Gursoy
Offre Asciugamani, accappatoi
(12/2004)
■ ASU Ltd.Sti. - Sair Esref Blv. Altay Is Mkz.
No:18/106 Cankaya/Izmir
Tel. 0090 232 4848181- 4848100 –
Fax 0090 232 4848191
E-Mail [email protected] – Web www.asutrade.com - Contattare Ibrahim Uyar
Offre Articoli di catering (posate, piatti, bicchieri monousi)
■ LINEKS OTOMOTIV SANAYII - 1.OSB.
Bayrampasa Cad. No: 3 42300 Selcuklu-Konya
Tel. 0090 332 2489072 – 2514565 –
Fax 0090 332 2483786
E-Mail [email protected] – Web
www.lineks.com - Contattare Serkan Kulcu
Offre Pezzi di ricambio automobilistici
■ LEDMAK – Istanbul - E-Mail [email protected] - Contattare Bahtiyar Sumer
Offre Vari tipi di macchine tessile
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1.Cad. No:26 Kayseri – Tel. 0090 352
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Sok. No:21 Besiktas-Istanbul – Tel. 0090 532
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Fax 0090 212 2743200 – 3277863 - Mail
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Pazar Sok. No:37 34810 Beykoz/Istanbul
Tel. 0090 216 4620470 – Fax 0090 216
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Contattare Ozgul Ozturk
Offre Tessile casa, abbigliamento esterno
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Fax 0090 216 3693869 - E-Mail
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Offre Ferro, rottame, rame, alluminio
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tipografia
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Sefakoy –Istanbul Tel. 0090 212 6243215 0090 535 9239273 (mobile)
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Offre Produzione di macchine e motori di
ascensori
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Mah. 27 Mayis Sok. No:14/2 81530
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Mah. Hudai Cad. No:75 Konya - Tel. 0090 332
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0090 332 3422962 – Fax 0090 332 3424033 E-Mail [email protected]
Web www.degirmencioglumak.com Offre Produzione di macchine e pezzi che si
usano per macinare il grano
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San.Sit.4.Cad. Nakipoglu Is Mkz. Kat:2 Buyukcekmece - Istanbul
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Web www.cedid.com.tr
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Offre Produzione di calze
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E-Mail [email protected] – Contattare Reyhan Cetin
Offre Abbigliamento in pelle e pelliccia
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Dogan sok. No:6 Bursa - Tel. 0090 224
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Fax 0090 224 2560300 E-Mail [email protected]
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Bolognaeconomica / 23
Movimprese 2004
i dati di Bologna
SEGUE DA PAGINA 16
ridiche risultano sostanzialmente irrilevanti.
La tabella precedente riporta l’analisi delle cessazioni entro i primi
sei anni di vita delle imprese nei
diversi settori economici: è importante sottolineare in tale contesto la
varietà dei risultati ottenuti, dovuta
con buona probabilità alle peculiarità di ciascun settore, quali la fase
economica, la tecnologia ed i vincoli
organizzativi, oltre che alla necessità
di adottare nuove strategie di aggregazione e di trasformazione aziendale. Si può peraltro sottolineare a titolo esemplificativo la rilevante percentuale di cessazioni del settore
commercio (29% circa sul totale),
legata probabilmente alle difficoltà
dei piccoli esercizi di vicinato davanti allo sviluppo dalla grande distribuzione, e dei settori delle costruzioni
e dell’informatica (17% e 16% circa
rispettivamente), legati invece con
ogni probabilità ai cambiamenti di
attività in costante evoluzione.
IL RICAMBIO NEL TESSUTO
DELLE IMPRESE:
LIQUIDAZIONI E FALLIMENTI
Un ulteriore, prezioso elemento di
conoscenza dello stato del tessuto
imprenditoriale viene dall’analisi dello stato di attività. In particolare, le
dinamiche di entrata in stato di liquidazione o fallimento sono un termometro dello stato di salute aziendale e,
più in generale, di quello della congiuntura economica: entrambi gli stati, infatti, preludono alla chiusura dell’attività, con l’importante differenza
che la liquidazione rappresenta una
fase non irreversibile della vita dell’impresa, mentre il fallimento è indice
di una fine dell’attività generalmente
più traumatica.
Dopo un triennio in discesa, i
119 fallimenti aperti nel 2004
(l’1,3% di quanto registrato a livello
nazionale) confermano il lieve incremento fatto segnare già nel 2003, che
si mantiene comunque al di sotto del
picco di 136 fallimenti registrato nel
2000. Complessivamente, se rapportato al numero totale di imprese registrate, il fenomeno rimane stabile
lungo tutto il quinquennio esaminato (tra lo 0,14% del 2000 e lo 0,12%
del 2004).
Andamento non molto difforme è
determinato dal fenomeno delle
imprese che hanno avviato negli anni
scorsi un procedimento di liquidazione
dell’attività. Il 2004 segna infatti un
leggero incremento nel ricorso alla
liquidazione rispetto all’anno precedente: 1.624 casi contro i 1.605 del
2003 (pari al 2,5% sul valore nazionale). A livello complessivo il loro peso
sul totale delle imprese registrate fa
segnare il valore più alto registrato
negli ultimi cinque anni (1,68%, a
fronte dell’1,41% del 2000).
boeco1_2005
29-03-2005
18:26
Pagina 24
24 / Bolognaeconomica / GEN-FEB 2005
PERIODICO DELLA CAMERA DI COMMERCIO
INDUSTRIA ARTIGIANATO E AGRICOLTURA

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