comunicato del comitato di redazione

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COMUNICATO DEL COMITATO DI REDAZIONE G+J/Mondadori " Dopo anni di guadagni netti (ebit) di milioni e milioni di euro (il 2011 si è chiuso in positivo di 4 milioni) e con una previsione per il 2012 di andare per la prima volta in pari (ebit a 0) dal 1990, la GRUNER+JAHR/MONDADORI (joint venture al 50% tra Mondadori e i tedeschi di Gruner+Jahr – Gruppo Bertelsmann) ha presentato un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di 8 riviste: Focus Extra, Focus Domande e Risposte, Focus Brain Trainer, Wars, Biografie, Jack, Geo e Focus Wild (quest’ultima, appena lanciata, avrebbe una perdita presunta di soli 12 mila euro). Il piano si traduce nel taglio di 60 posti di lavoro su 120: 36 giornalisti e 24 grafici editoriali. Tutto questo accompagnato da una strategia di rilancio della casa editrice, contenuta in una paginetta del piano di ristrutturazione consegnato al CDR, basata essenzialmente su 3 vaghe linee guida: rafforzare il marchio Focus, introdurre un nuovo sistema editoriale in grado di produrre versioni multimediali delle riviste per i nativi digitali e sviluppare la diversificazione dei nostri marchi. Ad esempio, progetti di e‐commerce che prevedono la vendita di cofanetti per le neo mamme. In sostanza, per finanziare questo “ambizioso” progetto si tagliano 60 posti di lavoro, dichiarando la chiusura di 8 riviste in modo tale da impedire da subito qualsiasi possibilità di ricollocamento. Secondo le prime valutazioni della Federazione Nazionale della Stampa, si tratterebbe dello “squillo di tromba” per dare inizio a un pesantissimo piano di ristrutturazioni che potrebbe riguardare altre case editrici. Noi giornalisti della G+J/Mondadori, in ogni caso, riteniamo questa operazione inaccettabile, ingiusta e non motivata economicamente. Nelle prossime settimane ci batteremo con ogni mezzo a nostra disposizione per evitare questa macelleria sociale e invitiamo alla mobilitazione gli altri giornalisti, i colleghi grafici editoriali, i lettori e tutte la persone della società civile sensibili al futuro dell’informazione. "