Sommeliers Abruzzo e Molise N. 8

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Sommeliers Abruzzo e Molise N. 8
n° 8
Ottobre - Dicembre
2006
Sommeliers
Registrazione tribunale di Chieti n. 06/2004
Abruzzo e Molise
Intervista a
Nicolas Belfrage
Periodico dell’Associazione Italiana Sommeliers - Abruzzo e Molise
La vendemmia 2006
Focus: il Pecorino
la degustazione
Bentornata birra
Sommario
L’ABRUZZO VISTO DA LONTANO
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Intervista a Nicolas Belfrage
NOTIZIARIO ITALIA
8
Tocai non più Tocai
Il robot - sommelier...
ma (speriamo) solo per le frodi
Vendemmia 2006: i dati definitivi
dell’Assoenologi
Il sommelier... in fumetto
Il vino da... sogno
Premio Assoenologi per la ricerca
NOTIZIARIO ABRUZZO
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Il gran gala dei vini abruzzesi alla
seconda edizione di Enotria
Sono dieci i vitigni autoctoni abruzzesi
L’Abruzzo a Vinitaly China
La Valentina
Pescara Abruzzo Wine - Vino & Cultura
NOTIZIARIO AZIENDE
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Nuovo punto vendita per Tenuta I Fauri
I pestati... “testati” dall’AIS
San Lorenzo presenta il Biancoluce
I premiati alla selezione del sindaco
EVENTI
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Vini rosati d’Italia, la guida di Cucina & Vini
Vino sophia tutte le declinazioni del vino
Serata con i grandi champagne Veuve Cliquot
“Vignaioli in Abruzzo” a Orvieto
FOCUS
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Un grande autoctono abruzzese: il Pecorino
Degustazioni: il Pecorino
L’AIS torna a gestire l’Enoteca Regionale
I monaci custodi della birra
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Pillole sulla birra
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ALIMENTAZIONE
Castagne e dintorni
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Programma di sezione
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Programma delle delegazioni
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Sommelier Abruzzo e Molise
Numero 8 - Ottobre/Dicembre 2006 - Anno III
Trimestrale dell’Associazione Italiana Sommeliers
Abruzzo e Molise
Direttore editoriale
Gaudenzio D’Angelo
Via San Giacomo, 58/4 - Fara Filiorum Petri (Ch)
Tel. 335.6191285 - [email protected]
Direttore responsabile
Massimo Di Cintio - [email protected]
Redazione
Roberto Casaccia, Nino Catani, Giuseppe Caudai,
Alfredo Colangelo, Manuela Cornelii, Renato De Luca,
Gianfranco Di Blasio, Duilio Fabbiani, Armando Forcucci,
Massimo Iafrate, Antonio Iannetti, Giovanna La Molinara,
Katia Masci, Antonello Moscardi, Alberta Orlandi,
Luca Panunzio, Tatiana Spinelli, Liberata Torlontano.
Hanno collaborato a questo numero:
Davide Acerra, Roberto Casaccia, Giuseppe Cavaliere,
Alfredo Colangelo, Manuela Cornelii, Gianluigi Lopes,
Maurizio Odoardi.
Editore AIS Abruzzo e Molise
Sede: Sporting Hotel Villa Maria
C.da Pretaro - 66023 Francavilla al Mare (Ch)
Tel. e fax 085.4503074 - Tel. 085.450051 (centralino Hotel)
Orario di ufficio 16,00 - 19,00 dal lunedì al venerdì
Grafica e impaginazione
Angelo Orsini
Massimo Di Prinzio
Fotografie
Archivio AIS, Giuseppe Cavaliere, Mario Di Paolo,
Archivio Grafiche Di Prinzio.
Stampa
Grafiche Di Prinzio - Guardiagrele
L’indirizzo [email protected], è a disposizione per
suggerimenti ed interventi. La direzione si riserva il diritto di
valutare l’eventuale pubblicazione.
Editoriale
di Gaudenzio D’Angelo
Presidente AIS Abruzzo e Molise
Protagonisti di grandi e piccoli eventi
Q
uesto numero autunnale della rivista esce quando sono già chiusi i giochi della vendemmia che,
come ormai spesso accade, non risulta omogenea sul territorio, soprattutto a causa degli eventi
atmosferici che in estate hanno colpito alcune zone della nostra regione.
In linea di massima però si può dire che chi ha potuto vendemmiare serenamente, ha trovato soddisfazione nel portare in cantina uva sana che darà dei buoni, se non buonissimi, vini targati 2006, sia nei bianchi sia nei vini rossi e cerasuoli.
Ma questa rivista esce nell’imminenza dei due grandi eventi che caratterizzano da diversi anni la nostra
Delegazione e che ci vede protagonisti di primo piano: il “Gran Gala dei Vini Abruzzesi” che per il secondo anno si svolge all’interno del workshop Enotria al Museo de La Civitella di Chieti, e il “Pescara Abruzzo
Wine” che si terrà negli spazi del Museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara e che avrà come madrina di eccezione la conduttrice tv Paola Saluzzi.
Si tratta di due appuntamenti ospitati, non a caso, in due luoghi molto significativi e di grande impatto
emotivo che ci consentono ancora una volta di sottolineare e di sostenere il legame straordinario esistente
tra la storia e la cultura della nostra terra con le nostre produzioni agroalimentari, e prima fra queste il vino.
Due eventi molto attesi da tutti i sommelier abruzzesi e molisani che negli ultimi mesi sembrano aver trovato nuovo entusiasmo nel partecipare alle sempre più numerose iniziative delle delegazioni e a quelle organizzate a livello regionale, tanto da consentirci di programmare con sempre maggiore impegno gli appuntamenti del 2007.
In chiusura ritengo doveroso condividere con tutti i soci una grande soddisfazione, visto che la nostra
Delegazione ha ricevuto incarico dall’Arssa e dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo di gestire i servizi e le attività dell’Enoteca Regionale d’Abruzzo di Ortona, uno spazio che credo possa diventare
davvero, con l’aiuto e la frequentazione di tutti gli appassionati e gli operatori, un punto di riferimento per
far conoscere e valorizzare il vino abruzzese di qualità.
Nuovo consiglio di delegazione L’Aquila
N
el corso dell’assemblea dei soci, tenutasi lo scorso 5
settembre, la delegazione dell’Aquila ha rinnovato
le proprie cariche sociali. Il sommelier professionista Antonello Moscardi è stato riconfermato delegato e vicepresidente AISAM mentre faranno parte del consiglio direttivo Massimo Narna (vice-delegato), Tonino Scardone
(responsabile servizi), Gilda Bernabei, Fabrizio Caporale
(addetto stampa), Massimo Maiorano (referente per la zona
di Sulmona) e Ivano Pallotta (referente per la zona di Castel
di Sangro).
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In attesa della terza fase
di Massimo Di Cintio
A
utunno tempo di guide enologiche. Sulle quali, dicono in molti, sembra essere calato un velo di
indifferenza. “Meno male” dice qualche produttore che non ne ha mai ricevuto soddisfazione.
“Peccato”, dice qualcun altro che invece pensava di aver trovato la chiave di volta del suo successo.
Eppure, sebbene si registrino segnali di crisi e di chiusure, cresce il numero delle pubblicazioni (anche online) e sono sempre più numerosi coloro che si cimentano nell’arte della degustazione e del commento. E
ogni produttore finisce per schierarsi laddove ritiene essere più conveniente, dileggiando gli altri.
Quando ci si inoltra in questi discorsi il rischio è sparare nel mucchio, generalizzare un fenomeno che non
appartiene certo a tutti. Ma le analisi riguardano la massa e allora ci provo.
Nell’ultimo decennio le guide (e con loro l’intero sistema di comunicazione stampa e tv) hanno avuto
indubbi meriti: dopo lo scandalo del metanolo hanno risollevato una delle più importanti produzioni italiane, via via accrescendo il valore del prodotto vino, ben registrando la grande riscossa enologica italiana,
e portandolo a livelli di considerazione da status symbol; poi, nel periodo di mezzo, diciamo negli ultimi
cinque anni, le guide, con il loro giudizio, (inconsapevolmente ma drammaticamente) hanno finito per
condizionare lo stile, l’impronta, la personalità, l’originalità di ogni produttore e di ogni territorio.
Premiando vini perfetti dal punto di vista enologico, bianchi e rossi muscolosi, ingabbiati e perfettamente
replicabili nel loro esprimersi. Ma incredibilmente muti, senza anima.
Non mi piacevano i vini di prima e non mi sono piaciuti quelli che sono arrivati dopo.
Nel 1998, durante un viaggio-studio in Toscana, un enologo abruzzese mi chiese “Ma come devono essere i vini per piacere alle guide ed essere premiati?”. Io rimasi senza parole per qualche attimo ma poi di
getto risposi che avrebbero dovuto avere semplicemente il carattere e la filosofia del produttore. Quella
domanda, così stupida, mi accompagna da allora, ogni volta che mi accingo a degustare e mi ha sempre
aiutato a ridurre la soggettività della valutazione di un vino. Non deve sorprendere che molti produttori si
affidino ciecamente all’enologo più o meno famoso, rinunciando ad una personale idea del vino; non deve
sorprendere che si impegnino per fare un vino “alla moda” che piaccia ad un fantomatico quanto generalissimo consumatore, o peggio ancora che si lascino “guidare” da questo o quel degustatore, per la giusta
ambizione di veder premiato il proprio vino, o che usino scorciatoie non consentite dalla legge per arrivare al vino perfetto. Non può sorprendere che inevitabilmente molti degustatori e molte guide abbiano utilizzato la leva della critica per acquisire un certo potere (il che non vuol dire necessariamente danaro). Per
dirla con alcuni dei miei maestri, io credo che produrre vino sia un atto agricolo che rispetta l’espressione
del vitigno e del territorio, e credo che ogni produttore non debba seguire le mode, ma tentare di imporre il proprio stile. Ogni anno la moda cambia, lo stile resta. E in questa terza fase che i vini, il territorio e
i produttori abruzzesi potranno validamente affermarsi.
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L’Abruzzo visto da... lontano
Intervista a Nicolas Belfrage
N
icolas Belfrage, nato a Los Angeles è cresciuto tra
New York e Londra con studi a Parigi, a Siena e laurea all’Universita` di Londra. È autore di tre libri sui
vini italiani: "Life Beyond Lambrusco" (Sidgwick & Jackson
1985); "Barolo to Valpolicella" (Faber & Faber 1999, attualmente pubblicato da Mitchell Beazley) e "Brunello to
Zibibbo" (Faber & Faber 2001, ora Mitchell Beazley). Ha
scritto dei centinai d’articoli sul vino italiano per diverse riviste nel corso dei 25 anni di carriera e nel 1996 ha vinto il premio Ruffino. Attualmente scrive, insieme al noto giornalista
italiano Franco Ziliani, un column regolare per Harpers
Wine & Spirit Weekly. I suoi contributi sono pubblicati
anche su The World of Fine Wine e su Decanter, nonché sul
libro annuale di Tom Stevenson, Wine Report. Nick Belfrage
è Master of Wine.
Come si collocano i vini italiani in questo mercato e cosa è
cambiato rispetto a qualche anno fa?
Quando ho cominciato io nel vino, una trentina di anni fa,
l’Italia era al secondo posto dopo la Francia, da dove derivavano ben tre quarti di tutti vini nel mercato britannico. La
Germania era al terzo posto. Oggi al primo posto è
l’Australia, al secondo la Francia, poi Sud Africa e California.
L’Italia si trova al quinto posto, ma il Cile la sorpasserà fra
poco. La Germania ha perso molto di più.
Qual è il tuo punto di vista sul mercato britannico, considerato che da molti è visto come in forte crescita. Come è
cambiato negli ultimi anni?
Il mercato britannico del vino è in crescita dagli anni settanta, con un solo anno di calo nelle vendite in tutto questo
periodo. Purtroppo i vini italiani non partecipano come
dovrebbero nel successo. I grandi vincitori oggi sono i produttori del Nuovo Mondo - australiani, neozelandesi, cileni,
argentini, sudafricani - che producono vini “più facili”,
soprattutto da capire rispetto a quelli gli italiani e dove è facile per un giornalista o per un compratore di viaggiare perchè
in questi Paesi tutti parlano l’inglese, anche i sudamericani.
Quali sono secondo te i punti di forza e i punti di debolezza del territorio e delle aziende abruzzesi?
Il territorio, fra mare e montagna, tutto collinare, è senz’altro
idoneo per la coltivazione dell’uva, anche se a mio parere il
tendone non è il migliore modo di farlo. Sono incoraggiato
di vedere che, sempre di più i vignaioli stanno convertendosi
alla spalliera. Un altro vantaggio è che l’Abruzzo possiede un
clima mite. Speriamo che non venga rovinato in questo secolo dal riscaldamento globale.
Veniamo all’Abruzzo, che tu conosci e visiti spesso: ci sono
stati cambiamenti nella qualità dei vini abruzzesi nell’ultimo
decennio? E in quale direzione?
L’Abruzzo è una delle poche regioni che è cresciuta negli ultimi anni sul mercato britannico, sia in quantità che in qualità.
Secondo lei l’Abruzzo è una regione su cui puntare per gli
acquirenti inglesi? E perché?
Assolutamente si. Il vino rosso abruzzese da uva montepulciano piace molto ai britannici per il suo colore, la sua ricchezza, la sua franchezza, ed il suo rapporto qualità/prezzo. È
visto, un po’ come il Chianti, come il vino perfetto da bere
con i piatti italiani di ogni giorno, come la pizza e la pasta,
che i britannici mangiano tantissimo.
Si parla tanto di Montepulciano d’Abruzzo come uno dei
grandi vini italiani anche per rapporto qualità/prezzo, qual è
la percezione che si ha di questo vino sia dal punto di vista del
mercato (inglese, in particolare) e della critica (giornalisti)?
Come ho appena detto, il problema non è nella qualità vino.
Se c’è un problema, credo sia nel marketing.
Condivido Nick, ma spiega meglio la tua affermazione…
Come ho detto prima, gli inglesi non parlano italiano.
Secondo me dovreste fare una campagna di comunicazione
per invitare in Abruzzo, per un periodo da due a cinque giorni, dei gruppi di giornalisti, di compratori, anche di studenti
del vino per farli capire la realtà della vostra regione.
Sarebbero anche da organizzare delle degustazioni di vini
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abruzzesi in Gran Bretagna, forse accompagnati da piatti
locali. Comunque, nella selezione dei vini e dei posti da visitare è essenziale evitare le istituzioni perché sono viste come
un intrusione. Il solo modo di fare questo sarebbe di mettere
tutta l’organizzazione nelle mani di un non-italiano.
E cosa pensi del Trebbiano d’Abruzzo e del boom del bianco Pecorino?
Il Trebbiano non ha la stessa qualità intrinseca del montepulciano. Ha una buona acidità ma non ha un gusto importante. Più interessanti sono i bianchi ben strutturati come il
Verdicchio (nelle Marche) e il Pecorino. Mi piace tantissimo
il Pecorino e vorrei vederlo molto più coltivato nell’Abruzzo
invece del povero Trebbiano. Come il Verdicchio nelle
Marche.
In Gran Bretagna in particolare c’è un grande interesse per
i vini rosati? Lo confermi? Credi ci sia spazio per il
Cerasuolo e con quali margini?
I rosati in Gran Bretagna sono in forte crescita, è vero, ma
penso che i rosati italiani, che sono senza dubbio fra i migliori della terra, hanno perso un po’ terreno nella corsa di farsi
conoscere al mercato. Sono d’accordo che il Cerasuolo sia fra
i migliori rosati d’Italia, e certamente piace ai britannici conosco un compratore di vino che ha passato le sue vacanze
due anni fa in Provenza, famosa per il rosato. Ha portato con
lui, da bere, una cassa di Cerasuolo d’Abruzzo. Ma c’è un
problema. I britannici non capiscono che ‘Cerasuolo’ vuol
dire ‘Rosato’. Forse, in Abruzzo si dovrebbe permettere anche
la menzione ‘Rosato’ o piuttosto ‘Rose’’’ sull’etichetta.
Nei tuoi viaggi avrai anche conosciuto altri prodotti agroalimentari e la cucina abruzzese. Cosa ti ha più colpito dal
punto di vista gastronomico e qual è il livello che hai percepito della ristorazione abruzzese?
Ho mangiato meravigliosamente in Abruzzo - pesce, carne,
pasta, frutta e verdura - e forse la qualità che più mi ha
impressionato di più della grande cucina abruzzese è la freschezza della materia prima. Le cose migliori che ho mangiato, comunque, sono state non in ristoranti ma dai privati...
Il Montepulciano d’Abruzzo di Valentini, il Montepulciano
d’Abruzzo Marina Cvetic San Martino di Masciarelli e - sono
in difficoltà tra il Montepulciano d’Abruzzo e il Pecorino
Contesa di Rocco Pasetti al quale sono legato da amicizia.
Avrai saputo che dallo scorso anno l’Abruzzo vanta anche la
Docg Colline Teramane, hai elementi per dire se si tratti di
una scelta giusta e se realmente la strada dell’Abruzzo è la
valorizzazione di singole sottozone?
Forse, ma non ne sono convinto. Un grande problema
dell’Italia in generale è che il consumatore medio, diciamo in
America o Giappone, o anche in Gran Bretagna, non ha mai
sentito parlare di “Colline Teramane” o di “Controguerra”.
Questi nomi non gli comunicano proprio niente. Il grande
successo degli australiani, ad esempio, è che le parole che
stampano sull’etichetta hanno un significato preciso per consumatore, generalmente sono varietali, cioè identificano chiaramente il nome dei vitigni. Tutti questi nomi di Doc, Docg,
Igt, vigneti particolari, nomi di fantasia in cui gli italiani sono
specializzati non fanno che confondere il cliente. Le parole
importanti, per voi, sono “Montepulciano” e “Abruzzo”, poi
il nome del produttore. Il resto è per i giornalisti.
Quale consiglio ti sentiresti di dare ai produttori abruzzesi?
E quale consiglio daresti alle Istituzioni?
Ai produttori direi di non perdere mai di vista il concetto del
rapporto qualità/prezzo. I vostri vini possono essere di basso
prezzo o di prezzo medio o alto, basta che la qualità sia superiore a quella degli altri vini (diciamo australiani o cileni) allo
stesso prezzo. Alle istituzioni direi di stimolare l’educazione
del settore, della stampa, senza fare la politica. L’Australia è
riuscita clamorosamente proprio così, mettendo la promozione dei suoi vini per il mercato britannico nelle mani di un
britannico.
Quali sono le sue considerazioni sui vini molisani?
I vini molisani sono sconosciuti in Gran Bretagna, a parte
quelli dell’azienda Di Majo Norante. Talvolta sono confusi
con quelli abruzzesi.
Credi che esportare e far conoscere sui mercati il modello
Abruzzo nella sua interezza (cioè ambiente con verde e parchi, mare e montagna, buona gastronomia, etc…) può essere funzionale a promuovere meglio il vino?
Certamente, ma meglio ancora, come ho detto prima, sarebbe invitare la gente a venire a trovarvi. Individuali, gruppi
piccoli, gruppi grandi, un giorno o una settimana, ora si può
fare con i voli a basso costo Pescara-Londra. Non sarebbe difficile, basta permettere agli invitati di andare dove vogliono o
di scegliere tra un’ampia proposta, non solo nelle cantine
sociali più “potenti”.
Se dovessi scegliere liberamente tre vini abruzzesi da confrontare in una degustazione a livello internazionale, quali
sceglieresti?
Nicolas Belfrage
con il titolare
di Molino di Grace
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Notiziario Vino Italia
A cura di Davide Acerra
Tocai non più tocai
I
l documento del 1632 che testimonia l’origine friulana
del Tocai è uscito dagli archivi della famiglia Formentini,
la cui antenata Aurora portò in dote al conte ungherese
Adam Batthyany trecento viti di tocai.
Il Tocai cambia nome e dal 31 marzo 2007 si chiamerà
“Friulano”. Lo ha deciso il Ministero delle Politiche
Agricole, dopo l’annosa disputa sulla proprietà dello storico
nome. La Corte europea del Lussemburgo ha stabilito infatti che la denominazione di Tokaj spetta solo all’omonimo
vino ungherese. La contesa sul nome del vino, prodotto in
Friuli-Venezia Giulia, era nata dalla decisione della Corte
europea del Lussemburgo che, nel maggio 2005, aveva considerato valido il divieto di utilizzare dopo il 31 marzo 2007
tale denominazione, affidata invece solo al vitigno
dell’Ungheria che il prossimo anno entrerà nell’Unione
europea. Il “Friulano” affiancherà (e non sostituirà) gli attuali “Tocai friulano” e “Tocai italico” e potrà essere utilizzato
soltanto per le uve del vitigno omonimo prodotte in regione
che si trasformano, annualmente, in circa cinque milioni di
bottiglie. Intanto sono pronti finanziamenti per sostenere
questo passaggio e per accreditare sul mercato il Friulano,
visto che sono stati stanziati 5 milioni di euro dallo Stato e
3 dalla Regione. Eppure la differenza tra i due vini rimane
decisiva: quello ungherese, spiega un sito di viticoltori friulani, «è prodotto con uve Furmint ed Harslevelu, che danno
un vino passito liquoroso molto alcolico; il Tocai prodotto in
Italia è un vino dal colore paglierino dorato chiaro, tendente al citrino, profumo delicato e gradevole, sapore asciutto,
caldo, pieno, con lieve retrogusto amarognolo».
Il robot - sommelier...
ma (speriamo) solo per le frodi
U
n “robot sommelier”, in grado di riconoscere centinaia di vini e formaggi. Arriva dal Giappone la rivoluzionaria invenzione, chiamata “Wine-bot”, un
sofisticato robot in grado di distinguere agevolmente una
trentina di vini, quantità che, assicurano i progettatori,
aumenteranno esponenzialmente. L’assaggiatore artificiale è
stato sviluppato nei laboratori giapponesi della Nec system
technologies e della Mie University e appartiene alla classe
degli “optical tongue-robot”. Per individuare il vino l’automa ha bisogno di appena 5 millilitri di vino: il robot colpisce il campione con i raggi infrarossi mentre un sensore ottico ne analizza la luce riflessa. Il tutto viene elaborato da un
microcomputer che, esaminando le lunghezze d’onda che il
vino ha trattenuto, è in grado di identificare i componenti di
30 tra i più famosi vitigni. Dal momento che le combinazioni di questi componenti sono tipiche solo di alcune zone,
l’assaggiatore-robot è anche in grado di determinare la provenienza del vino in esame. Alla base di questo curioso prototipo c’è l’esigenza ben precisa di velocizzare e semplificare
l’analisi del vino non tanto nei ristoranti e nelle enoteche
quanto in fase di commercializzazione: le frodi a danno del
buon vino sono infatti molto frequenti, ma le analisi attualmente svolte, che fanno uso tutte di palati umani, sono secondo alcuni - lunghe e complesse.
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Vendemmia 2006: i dati definitivi dell’Assoenologi
IN ITALIA...
na produzione di 49,2 milioni di ettolitri, con un decremento
del 2,5% rispetto alla campagna 2005, in linea con la media
triennale 2003/2005 che fa registrare 49,3 milioni di ettolitri,
con un deciso decremento, fatta eccezione per la Campania, al Sud e nelle
Isole ed un sostanziale recupero al Centro-Nord.
Sono questi i dati definitivi forniti dall’Associazione enologi enotecnica
italiani al termine della vendemmia 2006.
“Siamo decisamente lontani dalle media produttive di 63,6 milioni di
ettolitri degli anni 1986/1995 - spiega il direttore generale di Assoenologi
Giuseppe Martelli - del resto negli ultimi tre lustri l’Italia ha perso 178
mila ettari vitati, in pratica la superficie produttiva oggi posseduta dal
Piemonte e dalla Sicilia insieme. “L’annata 2006 sarà ricordata per la sua
eterogeneità: al Centro-Nord, in più occasioni, le stagioni si sono quasi
invertite con caldo estivo in primavera e temperature quasi autunnali
durante l’estate. Basti pensare che prima di Ferragosto il termometro al
Centro-Nord faceva mediamente registrare 22°C, mentre al Centro-Sud
34°C. Una situazione che ha tagliato l’Italia in due favorendo quella
Meridionale prima e quella Settentrionale dopo”.
Un’annata comunque decisamente superiore alle precedenti, visto che il
2002 fu “annegato dalle eccessive precipitazioni” e fece registrare una produzione di soli 44.600.000 ettolitri, quella del 2003: fu “bruciata dalle alte
temperature” e produsse più o meno la stessa quantità (44.100.000 ettolitri), quella del 2004 fu una campagna normale sia per quantità che per
qualità così come quella del 2005 fatta di “speranze deluse”. In quasi tutte
le regioni del Centro-Nord il 2006 sarà ricordato come la migliore vendemmia degli ultimi cinque anni: complessivamente ottima, anche se con
poche punte di eccellenza. Maggiormente eterogenea al Sud e nelle Isole
dove si riscontra una più accentuata variabilità dovuta alle bizzarrie del
tempo. Nonostante le stranezze climatiche e meteoriche che in certi periodi hanno capovolto le stagioni, il mese di settembre non ha tradito: è
decorso nel modo più opportuno, regalando giorni di sole, poche piogge
ed una buona escursione termica notturna, condizioni che hanno siglato
un’annata che, per la stragrande maggioranza delle regioni, manifesta prodotti di notevole livello sia per i vini bianchi sia per i rossi, in particolar
modo per quelli di alto lignaggio da affinare o invecchiare. “Il mercato
prende fiato - conclude Giuseppe Martelli - con le esportazioni che, sia
pure tra alti e bassi, mantengono le posizioni. Gli ultimi dati dicono che
nei primi sei mesi del 2006 sono complessivamente in crescita del 12% in
quantità e del 7% in valore, sia pure con un prezzo medio di vendita all’ingrosso in difetto del 5,5% (lo scorso anno -7%).
I consumi interni sono invece in continua flessione. Sempre secondo
Assoenologi, attualmente si registrano 49 litri pro-capite, contro gli oltre
100 degli anni Settanta. Tutto questo si riflette sulla richiesta di prodotto,
scarsa fino a metà settembre, decisamente in aumento oggi, visto che le
contrattazioni registrano un mercato all’ingrosso dei mosti e dei vini in
ripresa con diversi incrementi di prezzo che per alcune varietà particolarmente richieste dal mercato superano anche il 20% rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno.
U
…E IN ABRUZZO
ualità ottima e 10% in meno rispetto alla vendemmia 2005.
Il dato dell’Abruzzo è presto riassunto. “A guardare bene l’andamento climatico - precisa Rocco Pasetti, presidente
dell’Assoenologi Abruzzo e Molise - la ripresa vegetativa, a causa del
protrarsi delle basse temperature, ha maturato un ritardo di circa una
settimana. Il germogliamento è stato regolare ed uniforme per tutte le
varietà, così come la cacciata, l’allegagione e la conformazione di grappoli. Il periodo primaverile è decorso nella norma, le piogge sono state
copiose, ma non hanno creato problemi di natura fitopatologica.
L’estate, anche se iniziata in ritardo, è stata caratterizzata da un avvio
molto asciutto con temperature elevate fino alla prima settimana di
agosto, che hanno creato le condizioni ottimali per l’accrescimento dei
grappoli”.
Per le varietà precoci, in particolare per lo Chardonnay, la raccolta è iniziata a partire dal 28 agosto per le zone costiere, mentre per le altre zone
i primi giorni di settembre. Per le altre varietà a bacca bianca
(Trebbiano, Pecorino, ecc.) la raccolta è iniziata a partire dal 15 di settembre mentre per le uve rosse (Sangiovese e Montepulciano) dopo il
25 di settembre che per il vitigno principe si protrae fino alla fine di
ottobre. “Le operazioni vendemmiali sono decorse con regolarità aggiunge Pasetti - il persistere del bel tempo ha contribuito ad incrementare il livello qualitativo delle uve, le cui caratteristiche più evidenti sono state la minore dimensione degli acini, la buccia più spessa ed
una resa uva/vino regolare. La composizione enochimica delle uve è di
assoluto rispetto; oltre ad una quantità di zuccheri superiore di circa il
20%, buono è stato il rapporto con gli acidi, ma soprattutto va sottolineata la perfetta maturazione fenolica delle uve rosse Montepulciano,
che hanno generato vini di estrema qualità”.
Rispetto alle prime previsioni si stima una produzione inferiore del
10% rispetto al 2005 (3.469.000 ettolitri) con una disomogenea distribuzione delle rese e del minor peso dei grappoli, soprattutto a causa
della forte grandinata che ha colpito la fascia costiera del centro
Abruzzo il 13 agosto. Il mercato delle uve è stato molto vivace, i prezzi
sono mediamente aumentati del 20-25% rispetto alla passata campagna, sia per le varietà a bacca bianca, sia per il Montepulciano.
Interessanti le contrattazioni per mosti e vini bianchi, che hanno fatto
registrare aumenti fino al 25%. Lo stesso si prevede per i vini rossi, in
particolare per il Montepulciano d’Abruzzo, che oggi spunta quotazioni maggiori del 15-20% rispetto al 2005.
Q
Giuseppe Martelli
Direttore Generale Assoenologi
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Il sommelier... in fumetto
L
e avventure di un giovane sommelier raccontate in un
manga giapponese. La trama di questo fumetto a sfondo “enologico”, pubblicato in Francia da Glénat,
descrive la storia di un sommelier giapponese che vive in
Francia, Joe Satake, che dopo aver rifiutato il premio come
miglior sommelier d’oltralpe si lancia alla ricerca del vino
che sua madre gli aveva fatto assaggiare da bambino e che lui
non ha mai dimenticato.
Nel suo viaggio proustiano il giovane eroe viaggia di città in
città ed attraversa paesi e contrade sventando intrighi con
l’immancabile contorno di avventure galanti. Il
“Sommelier”, al di là dell’operazione prettamente commerciale, dato che il vino è una delle mode nipponiche del
momento, si propone anche di avvicinare i lettori al mondo
enologico.Non a caso uno dei suoi autori è infatti Ken-ichi
Hori, considerato uno dei migliori esperti giapponesi di
vino. Alla fine di ogni avventura è inserita una appendice dove
vengono descritti i vini citati nella storia.
I primi due numeri di Sommelier,
usciti prima dell’estate, hanno conquistato i lettori francesi dei manga,
un fenomeno che in Giappone ha
trovato un vero e proprio filone.
Altro fumetto a tema eroico “Le gocce
di Dio”, ha conquistato il mercato della
Corea del Sud, aumentando nel contempo le vendite dei vini di Borgogna.
Il vino da... sogno
Y
ume, in giapponese significa “sogno”. Nasce dall’ambizione di produrre un grande vino e dall’opportunità di recuperare giovani ospiti di centri di recupero per tossicodipendenti e alcolisti. Protagonisti di questa bella storia sono Caldora
Vini (nata dalla partnership tra Farnese Vini e la Cantina Sociale
di Ortona) e l’associazione “Soggiorno Proposta”. L’azienda ha
messo a disposizione le competenze tecniche con un team di enologi e agronomi e la propria struttura produttiva, i secondi hanno
reso disponibile un vigneto di 4 ettari coltivato a montepulciano
di oltre 45 anni e la propria forza lavoro.
Il progetto permetterà di sostenere economicamente la comunità
guidata dal fondatore dell’associazione Don Luigi Giovannoni.
Premio Assoenologi per la ricerca
È
stato presentato nei giorni scorsi il “Premio
Assoenologi 2007” per la ricerca scientifica in viticoltura ed enologia, che rappresenta da oltre trenta anni
uno dei massimi riconoscimenti che l’Associazione attribuisce a coloro che si sono particolarmente distinti nel comparto tecnico, nella stampa di larga diffusione e nella ricerca.
Il premio è destinato a riconoscere i migliori lavori sperimentali monografici, editi o inediti, realizzati negli ultimi tre anni.
Possono parteciparvi tutti i cittadini italiani, sia singolarmente che in equipe, con lavori tecnici in viticoltura ed enologia.
La commissione giudicatrice sarà composta da tredici membri
e sarà coordinata dal presidente dell’Assoenologi Mario
Consorte, e avrà come presidente onorario il Ministro delle
10
politiche agricole Paolo De Castro. Al miglior lavoro presentato entro il 28 febbraio sarà consegnato un premio di 4500 euro.
Per informazioni specifiche sul bando del concorso rivolgersi all’Associazione enologi enotecnica italiani, via Privata
Vasto, 3 - 20121 Milano (tel. 02/99785721).
Notiziario Abruzzo
Il gran gala dei vini abruzzesi
alla seconda edizione di Enotria
A cura di Gianluigi Lopes
S
i svolgerà a Chieti giovedì 16 novembre dalle ore 16
alle 20, la quinta edizione del “Gran Gala dei vini
abruzzesi”, uno degli eventi clou organizzati dalla
Sezione Abruzzo e Molise dell’Associazione italiana sommelier. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione sulla
vitivinicoltura abruzzese e molisana e di presentare la guida
Duemilavini 2007 con la possibilità di degustare i vini premiati con “Cinque grappoli” e il miglior vino di ogni azienda presente in guida per le due regioni.
Com’era avvenuto lo scorso anno, il Gran Gala si svolgerà
negli spazi del Museo de La Civitella di Chieti all’interno di
“Enotria”, il wine-workshop in programma fino a sabato 18
novembre dedicato ai vini abruzzesi di circa 40 cantine e
riservato agli operatori italiani e stranieri del settore. Il progetto Enotria, alla sua seconda edizione, coinvolge tutti i
principali attori pubblici e privati della filiera del vino e delle
tipicità regionali, dai produttori alle istituzioni,
dall’Associazione italiana sommelier che si occuperà dei servizi alle diverse associazioni di categoria, che hanno così confermato un segnale di grande unità, di partecipazione e di
condivisione degli obiettivi di promozione del territorio e
dei vini abruzzesi.
Sono 10 i vitigni autoctoni abruzzesi
L’
art. 2 della legge n. 82 del 20 febbraio 2006 recante
“Disposizioni di attuazione comunitaria concernente l’organizzazione comune del mercato (OCM) del
vino” ha attribuito alle Regioni le competenze sull’accertamento della coltivazione di vitigni autoctoni italiani sul proprio territorio.
A tal fine, le Regioni devono verificare la permanenza della
coltivazione dei vitigni autoctoni regionali per un periodo di
almeno 50 anni. Verificata detta condizione e previa predisposizione di apposita documentazione, la Regione può
richiedere al Comitato nazionale per la classificazione delle
varietà di viti l’iscrizione al Registro nazionale delle varietà
con l’indicazione di “vitigno autoctono italiano”.
Si tratta di una opportunità riservata solo ai vitigni la cui
presenza è rilevata in aree delimitate del territorio nazionale
e consente di differenziare in modo chiaro le produzioni
tipiche provenienti da questi territori.
In tal senso la Regione Abruzzo, per il tramite dell’Arssa, ha
provveduto a predisporre la documentazione necessaria per
richiedere al Comitato nazionale l’iscrizione dei seguenti
vitigni autoctoni: Montepulciano, Trebbiano abruzzese,
Pecorino, Passerina, Cococciola, Montonico, Gaglioppa,
Malvasia abruzzese, Moscato (biotipo di Frisa e biotipo di
Castiglione a Casauria).
11
L’Abruzzo
a Vinitaly China
C
irca 20 aziende vitivinicole regionali parteciperanno
all’ottava edizione di Vinitaly China - Salone internazionale del vino, dell’olio e del prodotto tipico che
si svolgerà a Shanghai dal 23 al 25 novembre 2006, in collaborazione quest’anno con il Cibus di Parma. È la prima volta
che un numero così consistente di aziende regionali si reca
sul mercato cinese, segno di una rinnovata dinamicità nell’affrontare le difficili sfide del futuro e di un mercato dai lineamenti ancora piuttosto indefiniti. La Cina è senza ombra di
dubbio uno dei più interessanti mercati del momento, ancora tutto da scoprire e conquistare, e i numeri lo confermano:
1,3 miliardi di abitanti di cui oltre 200 milioni con reddito
paragonabile a quello dei Paesi sviluppati, tassi di crescita
vicini alle due cifre, consumi in rapidissima crescita anche nel
campo del vino, secondo alcune stime nei prossimi anni sarà
La Valentina
N
ata nel 1990 sulle colline
di Spoltore, La Valentina
è ormai una delle realtà
vitivinicole più conosciute della
regione. Merito di Sabatino Di
Properzio e del suo staff, guidato per la
parte enologica da Luca D’Attoma e da
Paride Marino per la parte commerciale, capaci di migliorare anno dopo
anno il livello qualitativo dei vini, sia
nella linea classica, sia nei crus provenienti da singoli vigneti situati tra
Spoltore e San Valentino, e di ottenere
importanti riconoscimenti nazionali ed
internazionali. Una delle migliori espressioni è considerato il Montepulciano
d’Abruzzo Bellovedere, del quale sarà presentata in anteprima la nuova annata 2003, in
un percorso itinerante ideato per la prima volta
in collaborazione con l’Associazione Italiana
Sommelier Abruzzo e Molise, che toccherà le
varie delegazioni delle due regioni a partire dalla
metà di ottobre.
12
superiore al 30% contro il 5% del mercato mondiale.
Intanto, nei primi cinque mesi del 2006 c’è stato un boom
dell’import di vino italiano, con aumento del 115% in termini di valore e di oltre il 270% in quantità (elaborazioni
Vinitaly su dati Istat). Per il momento si tratta di cifre complessivamente modeste, ma la diminuzione dei dazi all’importazione e soprattutto l’occidentalizzazione dei consumi
potrebbero contribuire, e non poco, a far crescere rapidamente i consumi di vino in questo Paese-continente. Se da
un lato la crescita esponenziale dell’economia cinese offre
prospettive davvero interessanti, dall’altro bisogna fare attenzione a considerare la scarsa cultura del vino al fine di non
ingenerare false illusioni con tutti i rischi connessi. C’è un
solo modo per scoprire se la Cina sarà l’Eldorado del vino.
Andare a vedere.
Pescara Abruzzo wine
Vino & Cultura
T
orna il concorso “Pescara Abruzzo Wine”, il premio
organizzato dalla Presidenza del Consiglio del
Comune di Pescara e dall’Associazione Italiana
Sommelier Abruzzo e Molise, dedicato al settore vinicolo
abruzzese. L’appuntamento dell’edizione 2007 è per venerdì
27 novembre, ore 18,30, negli spazi dell’Auditorium del
Museo Genti d’Abruzzo a Pescara e sarà presentato da Paola
Saluzzi, già conduttrice di Linea Verde e di numerose trasmissioni televisive.
Ad assegnare il titolo di “Miglior vino dell’anno” saranno i
voti popolari, espressi attraverso i tagliandi dei cinque quotidiani regionali (Il Centro, Il Messaggero, Il Tempo, Abruzzo
Oggi e Cronaca d’Abruzzo), mentre i 1500 sommeliers abruzzesi, inviando alla sede il tagliando allegato alle rivista, potranno decretare i vini vincitori per le cinque categorie: Vino bianco, Vino rosato, Vino rosso giovane (fino a due anni dalla vendemmia), Vino rosso maturo (oltre 2 anni), Vino da dessert,
Enologo, Azienda vitivinicola e Giornalista di settore.
Il Comitato di garanti è composto dal Presidente del
Consiglio Comunale di Pescara Gianni Melilla, dall’Assessore
al Turismo Rocco Persico, dai Sommelier Gaudenzio
D’Angelo, Luca Panunzio, Nino Catani, dal Presidente
dell’Aptr Carlo Costantini, dal Direttore generale dell’Arssa
Donatantonio De Falcis e da Roberto Melchiorre in rappresentanza dell’Istituto alberghiero di Pescara. L’edizione 2007
punta ancora più decisamente alla promozione congiunta
vino-territorio con la partecipazione di due istituzioni regionali come l’Aptr (Abruzzo Promozione Turismo) e l’Arssa
(Agenzia regionale servizi di sviluppo agricolo) e, per la prima
volta, prenderà parte anche una delegazione del Gros (Gruppo
Romano Supermercati) che con 700 milioni di euro di fatturato annuo, costituisce uno dei gruppi d’acquisto più importanti del centro Italia.
Per il secondo anno consecutivo, nell’ambito di Pescara
Abruzzo Wine è prevista la consegna dei premi “Francesco Di
Cintio”, intitolati alla memoria di uno dei più apprezzati sommelier abruzzesi scomparso nell’ottobre di due anni fa, che
saranno assegnati ad un produttore e ad un sommelier. Lo
scorso anno la targa è andata al marchigiano Ampelio Bucci e
al sommelier professionista del Villa Maiella di Guardiagrele
Nicola Boschetti.
Ristorante
Il Boscaiolo
di Mario Berardini
CUCINA CASARECCIA
CARNE ALLA BRACE
Chiuso Lunedì
Bivio Marsia - Tel. 0863.60181 - TAGLIACOZZO (AQ)
13
14
Notiziario aziende
Nuovo punto vendita per Tenuta I Fauri
È
stato inaugurato nelle scorse settimane in via Filippo
Masci a Chieti il nuovo punto vendita dell’azienda
Tenuta i Fauri. L’azienda della famiglia Di Camillo ha
deciso di dedicare ai propri clienti e agli appassionati uno
spazio comodo ed accogliente, dove poter acquistare una
bottiglia o degustarne un bicchiere magari accompagnando
l’assaggio con un buon formaggio della zona. Non manca la
vendita di vino aziendale “sfuso” proposto e conservato in
maniera moderna in serbatoi inox interrati. La struttura
ospiterà a breve anche una vera e propria sala degustazione
per iniziative ed eventi di promozione dei vini aziendali.
I pestati...
“testati” dall’AIS
S
fiziosi e stuzzicanti appetizer da accompagnare con un
buon bicchiere di vino o con una flute di bollicine.
Sono i “Pestati di Bacco”, una nuova linea di conserve
da abbinare ad ognuna delle più importanti tipologie di
vino. A firmare questi originali prodotti è stato il mastro
oleario di Fossacesia Giuseppe Ursini in collaborazione con
l’Associazione Italiana Sommeliers che ha messo a disposizione un panel di degustatori per trovare il perfetto accostamento tra le diverse ricette e le differenti produzioni enologiche. Dopo il lancio di Tandem, l’olio extravergine di oliva
Dop “Colline Teatine” ideato in collaborazione con quattro
importanti ristoratori abruzzesi (Beccaceci, Taverna 58,
Elodia e l’Angolino da Filippo) e dopo il primo premio al
concorso oleario “Orolio” con l’extavergine Opera Mastra,
Ursini va incontro alle nuove tendenze. Ecco quindi un prodotto ideale per un lunch da metà giornata, un happy hour
o per un aperitivo serale, interpretando l’esigenza di servire
una selezione di ingredienti adatta ad ogni specifica tipologia di vino. Si parte con l’Orange Blanc, pestato a base di
zucca gialla, ottimo da abbinare alle bollicine, mentre per i
vini bianchi si può scegliere il curioso Poisson Blanc, pestato di mare con olive verdi. Per i vini rosati, tornati di gran
moda, ecco il Melange Rosè, a base di melanzana e pomodoro secco. Il Bacon Rouge, a base di peperone rosso, e il
Fromage Noir, creato con cipolla rossa e pecorino, possono
accompagnare rispettivamente i vini rossi giovani e i vini più
maturi. “Si tratta di prodotti realizzati con materie prime di
grande qualità - spiega il produttore olivicolo abruzzese
Giuseppe Ursini - assemblate con estro e fantasia dal nostro
chef Ermanno Di Paolo, fino a creare prodotti gustosi, che
conservano un’anima
tradizionale, ma
che si arricchiscono di spunti
sfiziosi e particolari”.
15
Ad.Venture
Fattoria La Valentina s.r.l. Via Torretta, 52 • 65010 Spoltore (PE) • Tel. 085.4478158 • www.fattorialavalentina.it
16
San Lorenzo presenta il Biancoluce
I
l nuovo vino di San Lorenzo non è
solo un’operazione di marketing. È
anche l’occasione per cominciare a
saggiare, almeno in parte, le potenzialità del vitigno montonico. Il risultato
è il BiancoLuce Igt Colli Aprutini
ottenuto per il 70% da trebbiano
d’Abruzzo e per la restante parte da
montonico coltivati nei vigneti
Casa Bianca e Tasso in territorio di
Castilenti. Il vino matura per 14
mesi in tonneau di secondo passaggio ed è commercializzato in
settemila bottiglie. Il prezzo è di
8 euro (iva esclusa) per enotecari e ristoratori.
I premiati alla selezione del sindaco
I
l 27 settembre si è svolta in Campidoglio la cerimonia di
premiazione dei vincitori del quinto Concorso enologico
internazionale “Selezione del Sindaco” le cui degustazioni si sono svolte nel maggio scorso ad Ortona. L’edizione
2006 ha visto in gara oltre 600 vini provenienti da 150 Città
del Vino italiane. I risultati della Selezione hanno decretato
un grande successo per l’Abruzzo, che quest’anno si è collocata al secondo posto nella classifica delle regioni italiane,
conquistando ben 30 medaglie. Tre medaglie d’oro, assegnate a due vini dell’azienda Pasetti di Francavilla al Mare con il
Montepulciano d’Abruzzo Testarossa (premiato con il più
alto punteggio tra i vini rossi) e con il Montepulciano
d’Abruzzo Harimann, e alla cooperativa Madonna dei
Miracoli di Casalbordino per il Montepulciano d’Abruzzo
Castel Verdino.
Laura Pasetti riceve il premio dal professor Mario Fregoni.
17
Eventi
Vini rosati d’Italia, la guida di Cucina & Vini
È
stata presentata lunedì 9 ottobre negli spazi del ristorante
Hub di Roberto Ferrini a Pescara la nuova guida “Rosati
d’Italia” curata dal giornalista abruzzese Massimo Di
Cintio, edita dalla casa editrice Cucina & Vini.
La guida (168 pagine, 12 euro in libreria o sul sito www.cucinaevini.it.) raccoglie la selezione dei migliori 320 rosati italiani, divisi
per regione, scelti tra quasi 500 campioni inviati da oltre 450
aziende. Tra questi vini, 23 sono stati considerati di livello superiore ed hanno ricevuto una particolare menzione “I Vini da non
perdere”, che rappresentano il top della produzione in rosa del
Paese. L’Abruzzo, com’era prevedibile ha avuto un ruolo di rilievo
nella guida “Rosati d’Italia”, sia come presenza con ben 51 vini
rosati (come la Puglia), sia come riconoscimenti, visto che porta a
casa 4 dei 23 vini premiati, al pari di Puglia e Alto Adige; 3 menzioni hanno meritato la Lombardia e la Sardegna, mentre 1 vino
premiato per Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana,
Calabria e Sicilia.
Alla presentazione, che ha visto la partecipazione del direttore editoriale di Cucina&Vini Francesco D’Agostino, è seguita la degustazione di oltre 100 rosati italiani serviti dai sommelier dell’AIS
Abruzzo ed accompagnati da alcuni prodotti tipici abruzzesi di
eccellenza, come gli oli e i sott’oli di Ursini (Fossacesia), i formaggi biologici di Parco Produce (Anversa degli Abruzzi), le preparazioni rustiche della Chitarra Antica (Pescara), i salumi de I Salumi
della Maiella (Civitella Messer Raimondo) e il tacchino alla canzanese de La Tacchinella (Canzano).
“Quando cominciai a parlare di rilanciare il vino rosato cinque o
sei anni fa - ha spiegato Massimo Di Cintio - incontrai molti sorrisi benevoli ma privi di speranza da parte di molti appassionati ed
esperti. Oggi ho grande soddisfazione nel vedere che il vino rosato è di gran moda e di grande interesse in tutto il mondo con
numeri di vendite raddoppiate in Gran Bretagna e negli Stati
Uniti, che aziende come Vevuve Cliquot, Dom Perignon, Krug e
altre aziende spumantistiche italiane puntano la loro produzione e
la loro comunicazione sul Rosé, che aziende toscane famose per il
Brunello come Biondi Santi e Banfi si mettono a produrre rosato
la prima volta, che regioni come le Marche o il Friuli conosciute
per i loro bianchi raddoppiano la produzione di vini rosati, innescando un fenomeno che ha coinvolto e trainato addirittura tutta
le grandi firme del design che hanno dichiarato il “rosa” come
colore trendy di questi anni. Ora l’obiettivo è sfatare il vecchio
concetto del vino rosato da bere solo in estate, perché oggi molti
dei vini rosati italiani sono buonissimi da bere subito ma hanno
capacità di reggere anche due o tre anni. I francesi e gli spagnoli
l’hanno capito da tempo e il loro mercato è sempre stato superiore a quello italiano degli ultimi anni”.
I QUADERNI DI
Vino sophia tutte le declinazioni del vino
Oltre 80 pagine per una pubblicazione che gioca e si sviluppa su opposizioni binarie, dove ogni singolo capitolo esplora una declinazione culturale del vino assieme al suo opposto: vino saggezza/vino follia; vino sacro/vino profano; vino
storia/vino geografia; vino poesia/vino prosa; vino
scienza/vino coscienza e via discorrendo. È questo il tema del
volume, scritto a quattro mani da Simone D’Alessandro e
Franco D’Eusanio, “Vino Sophia, Vino Follia - La bevanda
di Bacco e il pensiero creativo”. Ogni capitolo è corredato
dalle belle immagini fotografiche scattate da Giovanni
18
Lattanzi e Stefano Schirato. Lo storico Alessandro Aruffo
nella prefazione del libro scrive: “Un progetto editoriale
multisensoriale di valorizzazione culturale e artistica del
vino”, mentre Massimo Donà, autore del celebre saggio
“Filosofia del Vino”, nella post fazione afferma: “Un prodotto innovativo e ricco di spunti, un’opera magistrale fatta di
lucide visioni ed ebbre divagazioni su di un prodotto che è
simbolo e rito in tutte le antiche civiltà”. Il libro è stato presentato nel mese di settembre in un doppio appuntamento a
Pescara e a Chieti.
Serata con i grandi champagne
Veuve Clicquot
S
i è svolta lo scorso 2 ottobre nelle sale dello Sporting
Hotel Villa Maria di Francavilla al Mare “Les Ateliers
Veuve Clicquot”, organizzata dall’AIS Abruzzo e
Molise in collaborazione con la prestigiosa maison francese
nell’ambito del programma delle “Degustazioni del primo
lunedì del mese”. Si è trattato del secondo appuntamento
nazionale (dopo l’evento organizzato in giugno a Milano in
collaborazione con l’AIS Lombardia) per la presentazione
dei Vintage 1999 guidata dalla giovane collega sommelier
Michela Cimatoribus e che ha visto la partecipazione di oltre
120 appassionati. La linea “Vintage” rappresenta per Veuve
Clicquot Ponsardin una delle migliori selezioni delle grandi
annate e si compone dei tre vini Vintage, Vintage Rich e
Vintage Rosè, differenti per tipologia di lavorazione.
Insieme ai ‘99 in una curiosa alternanza di sapori sono stati
altri due champagne, ormai introvabili e con quotazioni da
capogiro, considerati dei veri e propri “monumenti” da tutti
i critici, il Vintage Rare 1988 e il Vintage Rare Rosé 1985,
che hanno dimostrato la profondità e la longevità dei millesimati “yellow label”. Ad accompagnare la degustazione, tre
buonissime ed originali preparazioni dello staff di cucina del
ristorante del Villa Maria.
Fondata a Reims nel 1772, Veuve Clicquot è stata tra le
prime aziende nel mondo a commercializzare champagne e
la prima a realizzare lo champagne Rosé
nel 1775, divenendo presto un mito
(“le vin roi”) celebrato da letterati e
poeti. La maison distribuisce
all’estero per l’85% della produzione, buona parte delle
quali proprio in Italia.
(www.veuve-clicquot.com)
19
“Vignaioli in Abruzzo” a Orvieto
L’
Abruzzo protagonista delle serate golose di “Orvieto
con Gusto”, la kermesse enogastronomica organizzata ad Orvieto da Slow Food e Cittaslow da lunedì 1
a domenica 8 ottobre 2006. Otto giorni, dedicati alla cultura del buon vivere, con una speciale attenzione allo sviluppo
locale sostenibile e ai temi dell’educazione dei giovani.
20
Inoltre, confronti con territori vicini e lontani sul filo del
piacere e del reciproco scambio di esperienze. Ampio spazio
alla convivialità con le “Serate golose”, con le passeggiate
enogastronomiche e con il “Mercatino dei Sapori”. A chiudere la settimana “golosa” orvietana, nella giornata di sabato
7 ottobre, nella splendida cornice del Palazzo del Gusto, è
stata una serata tutta abruzzese: da un lato la miscela di estro,
creatività e tradizione dello chef Giuseppe Tinari del ristorante Villa Maiella di Guardiagrele, dall’altro la ricca e completa proposta del panorama vitivinicolo regionale offerta
dall’associazione “Vignaioli in Abruzzo”, composta dalle
aziende Bosco Nestore, Contesa, Di Camilllo - I Fauri,
Marramiero, Pietrantonj, San Lorenzo, Sarchese Dora, Torre
Zambra e Zaccagnini. “Il grande successo di interesse da
parte di pubblico, stampa e autorità, intervenuti alla nostra
iniziative - ha spiegato il presidente Enrico Marramiero conferma l’importante evoluzione della produzione enologica regionale e che è vincente muoversi insieme, tra produttori che condividono una precisa idea del vino”.
21
Focus
Un grande autoctono abruzzese:
il Pecorino
I
l Pecorino è un vitigno di origine incerta appartenente alla
stessa antica grande famiglia dei vitigni “italici” che comprende anche i trebbiani. È presente da lungo tempo nelle
regioni centrali italiane, soprattutto Marche, Abruzzo e più
limitatamente in alcune aree limitrofe, probabilmente anche
sotto diverse altre denominazioni locali, ad esempio Vissanello
nel maceratese.
Piuttosto abbandonato in passato e relegato in coltura nelle
zone territoriali interne, nell’ultimo decennio invece ha accentrato forti interessi sia nei viticoltori sia negli enologi, che vi
hanno riscoperto specifiche caratteristiche di pregio in linea
con gli aspetti di piacevolezza sensoriale dei consumatori.
Gli impianti sono ormai diversificati nel territorio, nelle zone
interne come in quelle costiere, ovviamente negli areali più
idonei e dove esprime il massimo della qualità.
In Abruzzo, il Pecorino è stato inserito dall’Arssa nella sperimentazione varietale del progetto nazionale denominato
“Aggiornamento della piattaforma ampelografica dei vitigni
da vino”, i cui risultati consentono di avere alcuni riferimenti, espressi nelle indicazioni numeriche e nelle diverse caratteristiche individuate.
Caratteristiche morfologiche
Vitigno a bacca bianca; l’apice del germoglio è espanso, di
colore verde giallastro; la foglia è medio-piccola, con picciolo
lungo, quasi intera, orbicolare, lembo liscio, glabro, di colore
verde medio; seni laterali superiori poco accennati a V, seni
laterali inferiori quasi assenti, seno peziolare a lira chiusa con
base a V; denti piccoli a bordi rettilinei; grappolo medio o piccolo, lungo, piramidale-cilindrico, spesso alato con ala piccola
corta, a volte con ala grande e lunga; semiserrato o tendente
allo spargolo; acino piccolo e rotondo, di colore verde-giallo a
maturità, polpa sottile, facilità di distacco media; vigoria
medio-buona.
Caratteristiche fenologiche
Il germogliamento è precoce, quasi contemporaneo allo
Chardonnay. La fioritura è medio-precoce. L’invaiatura avviene nella prima decade di agosto. La maturazione cade in genere nella terza settimana di settembre.
Caratteristiche vegetative e produttive
Il vitigno è caratterizzato da una media vigoria, presenta un
portamento abbastanza eretto. La fertilità basale è contenuta,
ma non troppo scarsa, quella mediana invece è anche elevata;
in media oscilla tra 1,3 e 1,4. Presenta una buona adattabilità, comunque variabile, nei siti naturalmente meno fertili lo
sviluppo vegeto-produttivo è contenuto; al contrario, nelle
ottimali condizioni risulta essere generoso.
22
di Maurizio Odoardi
Il grappolo del Pecorino ha un peso medio oscillante tra i 150
e 200 gr. e una medio-bassa compattezza, con le ovvie eccezioni dipendenti dai sistemi di potatura, gestione dei vigneti e
caratteristiche dei suoli. Generalmente la potatura lunga consente di incrementare il rapporto uva/gemma. Èquindi preferibile la potatura a tralcio rinnovato (Guyot, ma anche pergola abruzzese).
La selezione clonale e sanitaria condotta su questo vitigno ha
prodotto due cloni: 1 ISV e UBA-RA PE 19 selezionato
dall’Arssa Abruzzo.
A carattere indicativo si riportano alcuni dati vegeto-produttivi espressi dal vitigno Pecorino in due siti di sperimentazione in Abruzzo.
L’andamento del processo di maturazione è risultato abbastanza lungo con un accumulo degli zuccheri importante, costante e graduale; si distingue dai vitigni precoci per il più lungo
periodo che intercorre tra l’invaiatura e la maturazione finale.
Alla vendemmia, quando la gestione del vigneto è razionale,
l’accumulo zuccherino medio oltrepassa facilmente i 20
°Babo, anche di un paio di unità. La degradazione acidica è
risultata abbastanza lenta nell’ultima fase e il relativo contenuto è di buon livello, oscilla intorno al 7-8 per mille.
Caratteristiche enologiche
Il vino è di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli,
all’olfatto ha aroma fruttato, floreale, speziato, frutta esotica,
al gusto è secco, mediamente acido, di buona struttura e persistente.
A carattere indicativo, nella successiva tabella sono riportati i
valori dei principali parametri dei vini prodotti nel corso
della sperimentazione e confermati anche nelle attività degli
anni successivi.
Degustazioni: il Pecorino
I
l Pecorino è oggi uno dei vini più richiesti e più apprezzati. Un successo che può trovare diverse spiegazioni: che
abbia incontrato felicemente il momento della riscoperta
dei vitigni autoctoni e che abbia anche finito per soddisfare la
necessità per i produttori delle due regioni più interessate, le
Marche picene e l’Abruzzo, di proporre sul mercato una
nuova tipologia di vino che potesse superare l’empasse del
trebbiano. Una certa fortuna deriva anche dal nome, probabilmente derivante dall’origine agropastorale degli ambienti nei
quali nasce e si diffonde il vitigno (inizialmente le montagne
marchigiane poi il territorio in cui si diffonde la cultura
Picena), più che dal fatto che il grappolo abbia “le recie” che
ricordano la testa di un ovino o che fosse molto apprezzata
dalle greggi al pascolo.
Fino a qualche anno fa nessuno aveva mai visto una bottiglia,
dicasi una bottiglia di vino bianco prodotto in Abruzzo ottenuto dalle uve di questo vitigno, abbandonato o estirpato perché poco produttiva e di difficile gestione. E mentre nelle
Marche il percorso del recupero di questa varietà era stato
avviato già dalla fine degli anni ‘80, in Abruzzo si è dovuto
attendere molto per assaggiare il primo vino. È stato Luigi
Cataldi Madonna, in quel fortunato microclima della piana
Ofena, a riavviarne la coltivazione con metodo moderno
(spalliera), con qualche ettaro impiantato nel 1990, per raccoglierne i primi frutti con la vendemmia 1996 ed uscire in
commercio nei primi mesi dell’anno successivo. Forse pochi
ricordano quei profumi e quel sapore pungente, puro: fiori
gialli di campo, agrumi al naso e al palato, acidità davvero
spinta ad accompagnare lungamente il sapore, in un annata
non a caso considerata tra le più brutte dell’ultimo decennio.
HOTEL
SANTACROCE
★★★★
RESTAURANT - BAR - PISCINA
Ristorante Meeting
Non a caso, perché secondo gli esperti il pecorino predilige il
fresco, ossia matura con maggiore equilibrio se non è esposto
ai raggi solari nelle ore più calde, e dunque si esprime meglio
nelle annate considerate, per così dire, minori. A dieci anni da
quella vendemmia, le etichette sono diventate una quarantina,
e resta difficile ritrovare quei profumi e quel gusto così sincero.Oggi si assiste ad un vero e proprio boom di etichette, con
una impennata registrata a partire negli ultimi tre anni. Dai
dati in nostro possesso nel 2002 gli ettari di vigneto coltivati
a pecorino erano meno di 10, diventati 35 nel 2003, 46 nel
2004, 61 nel 2005 e circa 100 ettari nel 2006 che darebbero
la possibilità di produrre circa 100 mila bottiglie. Un fenomeno che sembra preoccupi i vicini produttori marchigiani, intimoriti di veder vanificato il loro lavoro di recupero e di tutela
avviato nel 1990 da Guido
Cocci Grifoni ed attuato oggi
attraverso il disciplinare della
Doc Offida, considerato il
minor controllo e la maggiore
disinvoltura, in termini di
percentuale di utilizzo del vitigno, previsto dall’utilizzo delle
Igt utilizzate dai produttori
abruzzesi: Igt Terre di Chieti,
Igt Colline Teatine in provincia di Chieti; Igt Colline
Pescaresi in provincia di
Pescara; Igt Colli Aprutini nel
teramano e Igt Alto Tirino
nell’aquilano.
Il giusto prezzo
nella genuinità
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23
LA DEGUSTAZIONE:
I MIGLIORI:
Le degustazioni si sono svolte con bottiglie coperte tra il 30
agosto e il 15 settembre nelle sale dell’Enoteca Regionale
d’Abruzzo di Ortona e dell’hotel Sporting Villa Maria di
Francavilla al Mare, alle quali hanno partecipato i sommelier:
Manuela Cornelii, Gaudenzio D’Angelo, Renato De Luca,
Massimo Di Cintio, Bruno Forcucci, Massimo Iafrate,
Antonio Iannetti, Alberta Orlandi.
I vini degustati sono stati 38, tutti dell’annata 2005 tranne un
vino del 2004. Per tre vini è stato necessario procedere al
secondo assaggio da una nuova bottiglia per difetti riscontrati nella prima degustazione:
“Villa Adami” Coop. MdM Casalbordino, Casale San Biase,
Terre di Mezzo, “Raone” Torre del Poggio, “Galal” Coop.
Olearia Vinicola Orsogna, “Alianto” Cantina Colle Moro,
“Nuntius” Mastrangelo Tenimenti del Grifone, “Juvanum”
Spinelli, “Diamine” Marchesi de’ Cordano, “Transumanza”
Le Costarelle, “Riseis di Recastro” Agriverde, “Casale
Vecchio” Farnese Vini, Contesa di Rocco Pasetti, Cantina
Frentana, Pasetti, Il Feuduccio, “Ninon” Cantine Dragani,
“Palio” Citra, “Colle dei Venti” Caldora, “Le Vigne” Faraone,
Terra d’Aligi, “Dorad’oro” Sarchese Dora, “Capestrano”
Peperoncino, Pietrantonj, “Colle Maggio” Torre Zambra,
“Atteso” Jasci, Tiberio, “Pecorino I Fauri” Tenuta I Fauri-Di
Camillo, “Aries” Ciavolich, Cantina Tollo, Cataldi Madonna,
“Il Pecorino” San Lorenzo, Tavoletti, Ciampoli, “Aimé” La
Cascina del Colle, Strappelli Guido, Camillo Montori,
Cantine Torri.
Il criterio di valutazione, oltre alla qualità organolettica del vino, ha assegnato valore alla riconoscibilità del vitigno di origine. I punteggi hanno
oscillato tra 78 e 75/100.
79 Pecorino Terre di Chieti Igt 2005 “Ninon” – Cantine Dragani
(Ortona)
Colore paglierino scarico, brillante, profumi ben espressi che ricordano i
caratteri del vitigno, con sentori di pompelmo maturo e di fiori gialli. Al
palato è sapido, di bella acidità che accompagna il richiamo fruttato con
sfumature di salvia. Equilibrato, armonico e di buona persistenza.
75 Pecorino Terre di Chieti Igt 2005 “Galal” – Coop. Olearia Vinicola
Orsogna (Orsogna)
Colore paglierino leggero con riflessi verdolini. Profumi inizialmente
chiusi, poi finalmente distesi sui sentori di agrumi. L’ingresso al palato è
grintoso, di acidità sostenuta, sapido, ben equilibrato e di interessante
profondità gustativa. Tipico.
74 Pecorino Terre di Chieti Igt 2005 “Villa Adami” – Coop. MdM
Casalbordino (Casalbordino)
Colore paglierino appena opalescente. Al naso esprime leggeri profumi di
floreale secco e di frutta esotica. In bocca propone una discreta freschezza acida, rustico ma sincero nel finale.
74 Pecorino Terre di Chieti Igt 2005 Cantina Tollo (Tollo)
Il colore è intenso con riflessi dorati. I profumi ricordano gli agrumi
molto maturi e i fiori di acacia, venati da una nota a tratti prevalente di
rovere. Mostra una pienezza gustativa e un buon equilibrio tra vena acida
e struttura alcolica. La riconoscibilità del vitigno è espressa a tratti.
74 Pecorino Colline Pescaresi Igt 2005 Contesa (Collecorvino)
Il colore paglierino brillante di media intensità annuncia profumi delicati che ricordano gli agrumi maturi e il floreale secco, tipici del vitigno.
L’ingresso al palato è morbido, lo sviluppo fresco ed equilibrato, di buona
persistenza, con retrogusto amarognolo.
74 Pecorino Terre di Chieti Igt 2005 Terre di Mezzo (Vasto)
Colore giallo paglierino tenue e brillante. Naso pulito di frutti esotici su
uno sfondo leggermente speziato. Al palato è semplice, lineare, con sentori di agrumi che accompagnano un rapido finale.
La tipicità, a prescindere:
Questi sono i vini che la commissione ha riscontrato essere più aderenti
alle caratteristiche organolettiche tipiche del vitigno, indipendentemente
dal punteggio:
Pecorino Igt Colli Aprutini 2005 Tavoletti
Pecorino Igt Colli Aprutini 2005 Strappelli
Pecorino Igt Colline Teatine 2005 I Fauri-Di Camillo
Pecorino Igt Colline Teatine Dorad’or2005 Sarchese Dora
Pecorino Igt Colline Teatine “Nuntius” 2005 Mastrangelo I Tenimenti
del Grifone
Pecorino Igt Alto Tirino 2004 Cataldi Madonna
24
L’AIS Abruzzo torna a gestire l’Enoteca Regionale
L’
AIS Abruzzo dal 12 agosto scorso è tornata ad occuparsi
della gestione dei servizi dell’Enoteca regionale d’Abruzzo
con sede ad Ortona. Si tratta di un incarico importante
sia per l’Associazione sia per l’azione di promozione e valorizzazione del vino che l’Assessorato regionale all’agricoltura ha messo
in campo già da tempo attraverso l’Arssa. Alla struttura
dell’Enoteca spetta, infatti, un ruolo propulsore per lo sviluppo
del comparto vitivinicolo regionale ed essere un punto di riferimento, e strumento operativo al servizio delle istituzioni pubbliche regionali per la realizzazione delle politiche di promozione e
di marketing a favore della realtà enologica abruzzese, contribuendo ad esprimere i valori storici, culturali ed ambientali che
fanno dell’Abruzzo una delle regioni a forte vocazione nel campo
vitivinicolo. “Oggi le enoteche pubbliche - sottolinea l’Assessore
regionale all’Agricoltura della Regione Abruzzo Marco Verticelli
- rivestono una posizione sempre più strategica nella valorizzazione delle nuove strategie di promozione combinata vino-territorio, per questo la nostra Enoteca regionale dovrà essere sempre
più interfaccia dei produttori vitivinicoli e di tutti gli operatori
della filiera turistico-enogastronomica, oltre che essere in grado
rilanciare la sua funzione principale di promozione dell’enologia
abruzzese come luogo di accoglienza sia nella sua sede principa-
le, sia nelle eventuali altre sedi dislocate nelle quattro province,
sia negli eventi organizzati sul territorio e nelle più importanti
manifestazioni fieristiche nazionali ed internazionali”. Nei mesi
scorsi intanto l’Arssa aveva proceduto ad una riorganizzazione del
Comitato di Programmazione, l’organo al quale spetta di stabilire le linee di intervento: “Abbiamo allargato la base partecipativa
- spiega il Direttore generale dell’Arssa Donatantonio De Falcis con intervento delle quattro province e e delle Università, oltre
che delle associazione che si occupano a vario titolo della produzione, della commercializzazione e della promozione del vino e
del territorio. Dal punto di vista organizzativo, crediamo siamo
sicuri che la professionalità e l’esperienza dei sommelier dell’AIS
Abruzzo possa garantire una qualità dei servizi degna delle
migliori enoteche pubbliche italiane”.
Dal punto di vista della “mission” è bene spiegare che l’Enoteca
Regionale d’Abruzzo possiede tutte le caratteristiche di un’enoteca privata, ma con la particolarità di essere un’enoteca pubblica
(aperta tutti i giorni dalle ore 15,30 alle 23,30, escluso il lunedì),
in grado di garantire l’esposizione, la degustazione e la vendita
dei migliori vini (e liquori) delle oltre 120 aziende aderenti. L’AIS
per il prossimo trimestre ha già proposto al Comitato un nutrito
programma di appuntamenti, con degustazioni e serate a tema.
ENOTECA REGIONALE DI ORTONA
Programma iniziative
Dal 12 al 17 dicembre
L’ENOTECA SOTTO L’ALBERO, IDEE PER I REGALI
DI NATALE”
Settimana dedicata alla promozione dei vini e degli altri
prodotti tipici regionali, in degustazione ogni sera.
Dal 12 al 19 novembre
“SETTIMANA DEI VINI NUOVI E NOVELLI”
Programma
Domenica 12 dalle ore 18,00 alle ore 23,00
Banco di assaggio dei vini novelli 2006 in abbinamento a
castagne e buona musica dal vivo.
Martedì 14 dalle ore 18,00 alle ore 23,00
Degustazione dei vini novelli 2006 e castagne
Mercoledì 15 dalle ore 18,00 alle ore 23,00
Degustazione dei vini novelli 2006 e castagne
Giovedì 16 dalle ore 18,00 alle ore 23,00
Degustazione dei vini novelli 2006 e castagne
Venerdì 17 dalle ore 18,00 alle ore 23,00
Degustazione dei vini novelli 2006 in abbinamento a castagne e piano-bar
Sabato 18 dalle ore 18,00 alle ore 23,00
Degustazione dei vini novelli 2006 in abbinamento a castagne e piano-bar
Domenica 19 dalle ore 18,00 alle ore 23,00
“Serata dedicata ai soci AIS Abruzzo e Molise”
Per l’occasione i soci AIS potranno ritirare la tessera
“Vantaggi Socio AIS 2007” che darà diritto a sconti e condizioni particolari per acquisti in Enoteca Regionale.
Dal 11 al 31 Gennaio 2007
IL VINO NELLA RISTORAZIONE
Quattro incontri dedicati al vino nella moderna ristorazione
Riservato agli operatori del settore
Programma
Giovedì 11 Gennaio – ore 16,00
“La degustazione” - primo approccio all’analisi sensoriale
del vino
Mercoledì 17 Gennaio – ore 16,00
“Tecniche di servizio in sala”
Mercoledì 24 Gennaio – ore 16,00
“L’abbinamento cibo-vino”
Mercoledì 31 Gennaio – ore 16,00
“I vini da dessert e i distillati”
Quota di partecipazione all’intero programma euro 100,00,
comprensive di materiale didattico e degustazioni di vini e cibi.
Prenotazione obbligatoria in Enoteca entro il 9 gennaio
2007: tel. 085.9068302
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di Alfredo Colangelo
I monaci custodi della birra
Così com’è avvenuto per il vino, anche la birra vive una nuova fase,
che vede affiancare al prodotto industriale su larga scala una ricca e
variegata produzione artigianale di piccoli produttori. Insomma
“dalla birra alle birre”, visto che oggi, sul mercato italiano, si trovano
ben 170 marchi contro gli 86 di dieci anni fa, interpretate con circa
50 stili diversi. Bottiglie ed etichette che sembrano per champagne
(anche magnum), con forme e colori accattivanti. Ma oltre al contenitore è cambiato pure il contenuto. Se ne sono accorti ristoratori ed
enotecari, che apprezzano e dedicano spazio in cantina o sugli scaffali, e scelgono nuovi abbinamenti con il pesce o con la carne, senza contare i corsi di degustazione, e l’interesse di guide e di riviste.
Noi abbiamo voluto conoscere meglio di questa nuova tendenza delle
bollicine a base di cereali, raccogliendo l’idea di un collega sommelier
molto appassionato, Alfredo Colangelo. (mdc)
I
l primo contatto tra l’uomo e la birra avvenne in un passato
molto remoto, e l’artefice di questo felice incontro sembra sia
stata una donna. Per conservare le derrate (o forse per errore)
la nostra antenata lasciò i cereali nell’acqua. Intervennero poi i
nostri amici lieviti, ed il succo che ne derivò, finì per conquistare
subito l’uomo.
A distanza di millenni, fiumi di birra hanno attraversato la storia
e i continenti. Le prime notizie documentate sulla birra risalgono
ai Sumeri, che emisero la più antica legge sulla birra nel “Codice
di Hammourabi”.Prima gli Egizi, poi Greci e Romani produssero
e consumarono birra. Sembra che Agricola, proconsole romano,
portò tre mastri birrai da Glevoum (la attuale Gloucester) a
Roma, aprendo una birreria. Poi i Galli, che di birra ne bevevano
molta, e per conservarla meglio, introdussero l’uso delle botti.
Altre novità galliche furono la cottura a calore indiretto (pietre
riscaldate) e la miscelazione con altri prodotti, come idromele o
salvia. Furono i monaci i privilegiati custodi e produttori di birra
durante il buio periodo medievale. In Olanda nella ricetta della
birra comparve per la prima volta il luppolo, fiore aromatizzante
e conservante. Sempre durante il medioevo, venne stilato l’editto
della purezza, che obbligava ad utilizzare acqua, malto d’orzo e
luppolo. È ancora oggi in vigore, anche se è concesso l’uso di spezie. L’Italia fu storicamente importatrice di malti dal nord Europa,
fino a quando non aprì la prima malteria italica, ad Avezzano,
chiamata “Le Malterie Italiane”. Nella malteria avviene l’importante operazione della maltazione: si procede lasciando i cereali ad
un grado di umidità capace di far germogliare, fase durante la
quale l’amido muta in uno zucchero semplice, il maltosio.
Quando la radice del cereale sarà della lunghezza giusta, il processo verrà interrotto con essiccazione o torrefazione, momento che
differenzia i vari stili birrai.
In questi ultimi anni la birra
sta vivendo una seconda
giovinezza: alla produzione
industriale si è andata affiancando quella artigianale, con
la nascita di numerosi
micro-birrifici su tutto il territorio italiano, dove si producono chicche da intenditori, che possono vantare
fama internazionale, ed in Italia un vero e proprio movimento
coinvolge birrerie e ristoranti. Il pioniere fu Teo Musso, che dal
1996 produce nel suo microbirrificio-brewpub di Piozzo in provincia di Cuneo, le famose “Baladin”, ormai un riferimento per
tutti i mastri birrai.
Riferimenti consigliati:
www.mondobirra.org sito completo, per tecnici ed appassionati
www.kuaska.it il sito del grande maestro
www.unionbirrai.com sito dell’associazione del settore
Di Iulio Franco
Forniture Alberghiere
Via Nazionale Adriatica Nord - SILVI (TE)
Tel. 085.932340
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Pillole sulla birra
BIRRE D’ABRUZZO
ALMOND ’22: Jurij Ferri produce birre artigianali da tre
anni nel suo minibirrificio di Pescara, in zona Colli. Con il
tempo le sue creazioni si sono andate affermando ad alti
livelli, ed ormai la richiesta è talmente elevata che sta progettando un nuovo impianto di maggiore capacità. La
riconosciuta qualità delle proprie creazioni è dovuta alle
sue spiccate capacità e conoscenze, ha studiato da ingegnere chimico ed ha esperienze come cuoco. Mescola nelle sue
birre originalità e tradizione, selezionando i migliori mieli
regionali, e le spezie più ricercate. Usa solo acqua di
Farindola, per rendere piacevolmente inconfondibili le sue
sei birre, che subiscono tutte una seconda fermentazione in
bottiglia. Segnaliamo su tutte la Grand Crù, maestosa birra
bruna stile trappista; la Farrotta, Ale chiara di farro e la sorprendente Torbata, stile barley wine, prodotta con gli stessi malti dei grandi Whisky torbati scozzesi.
BIRRA DEL BORGO: Anche se si trova nel Lazio, questo
birrificio ha molto di abruzzese. Leonardo Di Vincenzo, il
mastrobirraio, originario di Tagliacozzo, è un biochimico,
e produce a Borgorose (Rieti) a 2 km dall’Abruzzo.
Imposta le sue birre sugli stili inglese e belga, non disdegnando richiami americani. Rifermenta in bottiglia tutte le
sue birre, create da blend di diverse varietà di malti. Come
avviene anche per i luppoli, combinati per creare il giusto
accordo tra amarezza e profumi. Da diverso tempo esporta
in Danimarca, fatto che inorgoglisce, se si pensa alla breve
tradizione brassicola italiana. Tra le sette line di birre, tre
sono stagionali, anche con castagne, mentre le altre vengono prodotte ininterrottamente, anche in fusti da spillare,
molto apprezzati nel frosinate ed a Roma. Chi conosce
questi prodotti riconosce la grandezza della sua Re Ale, stile
Indian Pale Ale, dagli spiccati profumi agrumati.
Altrettanto apprezzata la Re Porter, dagli inconfondibili
profumi di caffè e tostatura.
LA DEGUSTAZIONE: Come per il vino, anche per la
birra esistono un metodo di degustazione, ed una scheda
tecnica. A grandi linee lo schema è simile all’assaggio degli
spumanti, anche se nelle birre assume molto rilievo la schiuma il gusto amaro, le amaricature, ed in alcuni casi le affumicature. Ricordate che ogni tipologia di birra ha un suo
bicchiere, che ne esalta la schiuma, le sensazioni odorigene,
i gusti ed i sapori. Come ogni settore ha un personaggio di
riferimento: per le birre artigianali il massimo esperto mondiale è un italiano, il sig. Kuaska, alias Lorenzo Dabove che
ci ha gentilmente concesso un aiuto per questo inserto. Il
grande maestro ha contribuito fortemente per lo sviluppo
della cultura birraia artigianale in Italia, concependo insieme a Teo Musso il bicchiere da degustazione per le birre.
GLI ABBINAMENTI: È bello e gustoso il gioco degli abbinamenti con le birre. Come logica vuole, piatti delicati
vanno abbinati a birre leggere. Inoltre anche per le birre
durante una cena va rispettato l’ordine crescente di corpo,
struttura ed alcool. Accompagneremo una bionda Pilsner a
minestroni, carni bianche, o addirittura pesce; una birra
d’abbazia belga, rifermentata in bottiglia sarà degno abbinamento per un carrè di maiale ai funghi. Una lambic belga
(fermentazione spontanea) godrà con antipasti profumati o
con torte alla frutta. Una forte barley wine con formaggi stagionati ed infine una stout double chocolate con dolci e
cioccolato. Anche per le birre la sperimentazione con i cibi
non ha mai fine, al punto che alcuni chef pluridecorati stanno iniziando a proporre nei loro ristoranti la carta delle birre.
TREND BIRRA
e con la giusta quantità di schiuma tanto che quasi la metà
degli italiani (47,5%) vorrebbe trovare nei ristoranti una
vera e propria Carta delle Birre.
Cambia quindi il rapporto degli italiani con la birra: rimaniamo ‘fanalino di coda’ con un consumo pro capite d ben
tre volte inferiore alla media europea, ma se i consumi sono
stabili (negli ultimi 10 anni si è passati da 25 litri a circa 29
litri procapite), cresce il gusto e il piacere di scoprire la
birra come prodotto naturale e versatile, che si adatta perfettamente alla dieta mediterranea come alle più sfiziose
proposte cosmopolite delle principali cucine del mondo.
Rimane forte e prioritario l’elemento socializzante della
birra, ma emerge con chiarezza un consumo più personale,
curioso, consapevole e raffinato, ma soprattutto orientato
verso la qualità, in linea con lo stile di vita.
Si afferma un nuovo concetto di consumare la birra. Se
dieci anni fa, soprattutto i giovani, puntavano sulla birra e
la sceglievano per abitudine, per accompagnarla alla pizza
mentre oggi si afferma invece un consumo più ricercato e
il consumatore diventa più evoluto. È quanto si evince dall’indagine Makno-AssoBirra 2006 “Gli italiani e la birra”,
giunta alla sua decima edizione e svolta su un campione
rappresentativo della popolazione italiana di 1.998 persone
di età superiore ai 18 anni (47,9% maschi, 52,1% femmine). Si scopre infatti che due italiani su tre (66%) la consumano sempre più in modo moderato e responsabile. Sono
soprattutto trentenni e metropolitani, che la ricercano per
il sapore, preferibilmente fredda, nel bicchiere appropriato
27
Alimentazione
di Roberto Casaccia
Castagne e dintorni
I
l castagno fu definito già da Senofonte (IV secolo a.C.)
"albero del pane". I suoi frutti, infatti, sono da sempre
uno degli alimenti base delle popolazioni rurali e, anche
in tempi non troppo lontani, hanno contribuito a sfamare
generazioni di montanari. Ricche di zuccheri, facilmente
digeribili e, soprattutto, economiche, le castagne, fresche o
secche, possono fornire nutrimento a basso costo per 5-6
mesi l’anno. L’albero del castagno, poi, costituisce una risorsa non solo alimentare: il legno, resistente e flessibile, è
un’ottima materia prima per costruzioni ed attrezzi di uso
quotidiano; nel passato ha alimentato i focolari mentre il
fogliame è stato lettiera per animali e uomini. È un albero
longevo. Frequenti sono i castagni centenari e in Europa se
ne contano alcune decine di millenari. Famoso è il castagno
"dei cento cavalli" (Sant’Alfio, Catania) sotto le cui fronde,
narra la leggenda, si ripararono durante un temporale la regina Giovanna d’Aragona e i suoi cento cavalieri.
I frutti, acheni contenuti all’interno di un “riccio” spinoso
che deriva dalla trasformazione delle squame protettive del
fiore, maturano da settembre a novembre. Le castagne vere e
proprie, non molto grosse, schiacciate da un lato e con buccia resistente, sono il frutto del castagno selvatico (ogni riccio ne contiene solitamente tre), mentre i marroni, più grossi, a forma di cuore, con buccia striata di colore marrone rossiccio e polpa dolce, sono il frutto degli alberi coltivati (ogni
riccio ne contiene uno solo).
L’utilizzo delle castagne in cucina riflette la quotidiana lotta
per l’esistenza: castagne usate in sostituzione del pane, arrostite o bollite in acqua o latte, castagne calde con latte o
vino, consumate come minestra o, ancora, macinate, da
impiegare al posto delle più costose farine di cereali. Tuttora
la farina di castagne è alla base di diverse preparazioni tradizionali quali il "castagnaccio" toscano e innumerevoli tipi di
focacce presenti sul tutto il territorio.
La coltivazione del castagno ebbe grande impulso nel
Medioevo; la raccolta e la successiva “castagnata” già in quei
tempi rappresentavano un’occasione di aggregazione e di
festa popolare. Più tardi, nel ‘700 i marron glacé venivano
serviti nei banchetti dei nobili e, più o meno nello stesso
periodo, a Parigi, ebbe grande fortuna una specie di cioccolata confezionata con metà cacao e metà farina torrefatta di
castagne secche.
Oggi la coltivazione del castagno non è più molto diffusa
perché a basso reddito e perché spesso compromessa da gravi
malattie come il cosiddetto "mal dell’inchiostro".
Ciononostante, la castagna resta uno dei frutti autunnali più
richiesti, estremamente versatile poiché si adatta a preparazioni sia salate sia dolci. Anche se quest’ultimo è l’uso più frequente nella cucina attuale, non va dimenticato l’utilizzo
28
delle castagne nelle zuppe o per accompagnare la cacciagione
o per ripieni pregiati. Molte sono le ricette famose a base di
castagne: “Monte Bianco”, marron glacé castagnaccio, calciuni (dolcetti fritti con rhum, cioccolato e cannella), necci
(frittellone con ricotta), gnocchi di farina di castagne,
cosciotto di cinghiale con le castagne, pollo ripieno di castagne arrosto. Con le castagne è possibile persino preparare
una piacevole birra. Come non citare, infine, il caratteristico
miele di castagno, dal colore scuro e dal sapore leggermente
amarognolo.
Il nostro frutto risponde quindi efficacemente alle attuali
esigenze dei consumatori, orientati verso cibi nutrienti e
digeribili, apportatori di sostanze salutari. Le castagne sono
infatti tra gli alimenti più genuini, derivando da una coltura
che non richiede uso di fitofarmaci e rispetta pienamente i
canoni del “biologico”. In Italia ci sono due varietà di castagne che si fregiano anche del marchio I.G.P. come la
Castagna del Monte Amiata (Toscana) e la Castagna di
Montella (Avellino), mentre in Abruzzo troviamoinserite
nell’Atlante dei prodotti agroalimentari tradizionali regionali, la Castagna Roscetta della Valle Roveto, prodotta nei territori dei Comuni di Canistro, Capistrello, Morino,
Civitella Roveto, Civita d’Antino e Balsorano Roveto e
conosciuta attraverso gli scritti della metà del 1600) e il
Marrone della Valle Castellana che appartenente al gruppo
del marrone fiorentino.
Per quanto riguarda l’aspetto nutrizionale, vanno notati la
relativamente modesta percentuale di acqua, se paragonate
agli altri frutti, il buon contenuto di fibra (circa il 5%) e di
glucidi (35% circa) tra i quali prevale l’amido cioè la forma
migliore. Discreta è anche la presenza di sali minerali
(soprattutto potassio e, in misura minore, magnesio, calcio,
zolfo e fosforo); più limitato è invece il contenuto di proteine e vitamine mentre i grassi sono scarsi. Quindi, sì alle
castagne, ma facendo attenzione alle calorie. Il valore per
100 grammi è di circa 200 kcal, per cui non è consigliabile
consumarle al temine di un
pasto, soprattutto se
abbondante.
Programma di sezione
OTTOBRE-DICEMBRE 2006
Lunedì 27 Novembre ore 18,30
Giovedì 16 Novembre
“Pescara Abruzzo Wine” - terza edizione
Auditorium Petruzzi - Museo Genti d’Abruzzo - Pescara
“Gran Gala dei vini abruzzesi”
Museo “La Civitella” - Chieti
Nell’ambito di “Enotria”, il workshop del vino abruzzese in
programma dal 16 al 18 novembre, si svolgerà la quinta edizione del nostro Gran Gala, dedicata ai vini abruzzesi e molisani di prestigio che si sono particolarmente distinti o che
hanno ottenuto riconoscimenti dalla guida Duemilavini
2007. Ai soci AIS è consentito sia l’ingresso ad Enotria, sia
alla sala che aprirà successivamente alla presentazione della
guida, per la degustazione dei vini “Cinque Grappoli” e del
miglior vino di tutte le aziende selezionate.
Programma:
ore 15,30 visita al workshop Enotria (possibilità di incontrare le selezionate aziende espositrici e degustare
i propri vini)
ore 18,00 presentazione della guida Duemilavini 2007 partecipa Franco Maria Ricci Direttore responsabile
ore 18,30 apertura sala degustazione
I soci AIS Abruzzo e i lettori dei cinque quotidiani
regionali saranno invitati ad esprimere il loro giudizio sulla
produzione vitivinicola abruzzese.
Domenica 3 Dicembre ore 20.00
Cena degli Auguri
Ristorante “Il Melograno” dell’Hotel Miramare
Marina di Città S. Angelo
Una serata divertente con la tradizione natalizia in abbinamento ad una selezione di vini italiani premiati con “Cinque
Grappoli” e sorprese per soci e accompagnatori.
Quota di partecipazione: euro 50,00
Prenotazione obbligatoria ed impegnativa entro il 27
novembre 2006 alla segreteria AIS (tel. 085.4503074).
Per i soci delle delegazioni di Isernia e Campobasso sarà
messo a disposione un servizio autobus: per prenotazioni ed
informazioni sugli orari di partenza rivolgersi ai delegati provinciali.
112 camere, 4 suite, dotate di tutti i comfort,
Centro congressi con 5 sale modernamente attrezzate
da 25 - 250 posti, Sala banchetti da 400 posti,
Ristorante alla carta con cucina locale, Cocktail bar,
Palestra, Tv con canali satellitari, Radio, Frigo bar,
Telefono con selezione passante,
Presa modem in ogni camera, Parcheggio gratuito
Via Cavour, 79/B - AVEZZANO (AQ)
Tel. 0863.4601 - Fax 0863.4600100
www.hoteldeimarsi.net - www.paginegialle.it/hoteldeimarsi - [email protected]
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Programma delle delegazioni
DELEGAZIONE TERAMO
Delegato, Somm. Prof.sta Antonio Iannetti
Fattoria Cerreto - Contrada Colle Cacio
64023 MOSCIANO SANT’ANGELO (TE)
Cell. 333.3344913
18/19 Novembre 2006
Week end in Umbria
Partenza da Mosciano Sant’Angelo (sabato 18 novembre)
Arrivo a Spello visita alla cantina Sportolletti
Pranzo libero
Pomeriggio visita ad Assisi
Pernottamento sul lago Trasimeno
Mattina visita azienda da definire
Pranzo
Pomeriggio a Gubbio
Ore 20,00 rientro in sede
Quota di partecipazione indicativa euro 150,00
Prenotazione al delegato.
26 Ottobre 2006 ore 16,00
Enoteca Arca - Viale Mazzini (Alba Adriatica)
Degustazione guidata vini azienda “La Valentina”
seguirà cena a tema con in abbinamento vini della Valentina.
Quota di partecipazione euro 30,00
DELEGAZIONE MARSICA
Delegato, Somm. Prof.sta Giuseppe Caudai
Via V. Veneto, 3 - 67066 ROCCA DI BOTTE (AQ)
Cell. 339.4356218 - [email protected]
Lunedì 20 Novembre 2006 ore 19,00
Sede AIS di Avezzano
Degustazione dei 5 Grappoli:
• Montefalco Sagrantino 25 Anni 2001, Azienda Arnaldo
Caprai
• Mater Matuta 2000, Azienda Casale Del Giglio
• Falerno Del Messico Maiatico 2001, Azienda Moio
• Harmonium 2003, Azienda Firriato
Prenotazione impegnativa e obbligatoria al delegato entro il
18 Ottobre.
Il “II° Corso di Enologia” tenuto dal Prof. Seghetti e dal Dr.
Moretti si terrà nella prima metà di Novembre presso la Sede
AIS di Avezzano.
I posti sono limitati a 30, il costo è di euro 65,00.
Prenotazione impegnativa e obbligatoria al delegato entro il
30 ottobre.
30
DELEGAZIONE CHIETI
Delegato, Somm. Prof.sta Alberta Orlandi
Via Giudea, 87 - 66026 ORTONA (CH)
Tel. 085.9066104 - 9065485 • Cell. 328.7580124
Lunedi 27 Novembre 2006 ore 18,30
Wine bar Sensi di...Vini - Miglianico.
Curiosità, conoscenza e abbinamenti con alcuni dei più
conosciuti distillati.
Quota di partecipazione: euro 25,00.
Prenotazione al delegato entro il 24 novembre.
DELEGAZIONE L’AQUILA
Delegato, Somm. Prof.sta Antonello Moscardi
Ristorante Elodia - SS 17 bis - 67010 CAMARDA (AQ)
Tel. 0862.606024 • Cell. 335.5458631
[email protected]
Martedì 14 Novembre ore 19,30
Enoteca Il Dragoncello - L’Aquila
Le grandi degustazioni: Montepulciano d’Abruzzo Villa
Gemma - Brunello di Montalcino Biondi Santi Barbaresco Gaja
Quota di partecipazione: euro 30,00.
Seguirà un assaggio di bucatini all’amatriciana accompagnati da Nero d’Avola Cusumano.
Quota di partecipazione: euro 10,00.
Prenotazione obbligatoria al delegato entro l’8 novembre.
Venerdì 24 Novembre ore 20,00
Ristorante Clemente - Sulmona
“Gustosi percorsi”: Nobiltà del quinto taglio e metodo
classico organizzata dall’Enoteca Bono Vino&Caffè.
Prenotazioni: tel. 0864.52653 - 52284 • mail: [email protected]
Domenica 10 Dicembre ore 20,00
Ristorante Il Boscaiolo - Castel di Sangro (AQ)
Cena degustazione con prodotti tipici ed Angus a confronto (argentino ed irlandese) in abbinamento con i vini dell’azienda Farnese di Ortona.
Quota di partecipazione: euro 30,00.
Prenotazioni: tel. 0864.847217 - 335.5288055
Venerdì 22 Dicembre ore 19,00
Ristorante Clara - Sulmona
Degustazione: Dolce Abruzzo, i vini da dessert e la pasticceria natalizia abruzzese.
Quota di partecipazione: euro 15,00.
Prenotazioni: tel. 0864.56568.
La delegazione nella seconda metà di novembre organizzerà
presso l’Hotel Sole di L’Aquila un mini-corso di apprendimento dal titolo “Impariamo a conoscere il vino”, mentre
nella primavera 2007 sono previsti il regolare corso di
“Primo livello” a Sulmona e di “Secondo livello” a Paganica.
Per informazioni rivolgersi al delegato.
DELEGAZIONE PESCARA
Delegato, Somm. Prof.sta Duilio Fabbiani
Corso Umberto, 499 - 65016 MONTESILVANO (PE)
Tel. 085.835505 • Cell. 329.3254264
Martedì 7 Novembre 2006 ore 20,30
Ristorante “Locanda Manthonè” - Pescara
Sua Maestà “il porcino” incontra il Montepulciano
d’Abruzzo Cataldi Madonna e il Brunello di Montalcino
Castello di Carmignano.
Quota di partecipazione: euro 40,00.
Prenotazione direttamente al ristorante tel. 085.4549034
entro il 3 novembre.
Giovedì 30 Novembre 2006 ore 16,00
Azienda agricola Terre di Varano - Catignano
Minicorso di degustazione degli oli dell’azienda agricola
Terre di Varano diretto dal dottor Luciano Pollastri.
Seguirà una degustazione dell’olio nuovo.
Quota di partecipazione: euro 10,00.
Prenotazione obbligatoria al delegato entro il 25 novembre.
Domenica 17 Dicembre 2006 ore 18,00
Azienda Dolciaria Falcone - Moscufo
Tombolata di Beneficenza.
Seguirà cena a buffet.
Quota di partecipazione: euro 20,00.
Prenotazione obbligatoria al delegato entro 12 dicembre.
Disponibilità per 100 partecipanti.
DELEGAZIONE ISERNIA
Delegato, Somm. Prof.sta Giovanna Di Pietro
Hotel Europa - SS 17, 140 - 86170 ISERNIA (IS)
Tel. 0865.2126
Sabato 11 Novembre 2006
Visita alla Fattoria Villa Matilde - Cellole (Caserta)
Ore 8.45 Partenza dall’hotel Europa di Isernia in pullman.
Ore 11.00 Arrivo a Villa Matilde. Saluto di benvenuto e
trasferimento alle vigne collinari di San Castrese.
Ore 12.00 Visita alle cantine.
Ore 12.30 Degustazione guidata di 4 vini (2 bianchi e 2 rossi).
Ore 13.30 Pranzo a buffet.
Ore 15.30 Partenza.
Quota di partecipazione euro 20.00.
Prenotazioni entro il 31 ottobre: tel. 349.2247910 337.671746 - Posti disponibili 20.
Venerdì 1 dicembre 2006 ore 20.00
Grand Hotel Europa - Isernia
Incontro con le bollicine della Franciacorta
Protagonista della serata è Ca’ del Bosco, con un viaggio
attraverso quattro diverse tipologie di Franciacorta: Brut N.
Vintage, Brut Millesimato, Satèn, Dosage zéro.
La degustazione sarà guidata da Claudio Cavallari.
Al termine è previsto un assaggio di cucina.
Quota di partecipazione euro 25.00.
Prenotazioni entro il 16 novembre: tel. 349.2247910 337.671746.
DELEGAZIONE CAMPOBASSO
Delegato, Somm. Prof.sta Giuseppe Polimene
Ristorante Il Battello Ebbro
Vico VI Duomo - 86039 TERMOLI (CB)
Tel. 0875.703261 • Cell. 349.7309104
[email protected]
Mercoledì 8 novembre 2006 ore 18,00
Hotel Eden - Campobasso
Presentazione in anteprima del Montepulciano d’Abruzzo
Bellovedere 2003 e degustazione dei vini dell’azienda La
Valentina.
In abbinamento i formaggi e i salumi tipici del Molise.
Quota di partecipazione 5,00.
Prenotazione obbligatoria al delegato entro il 6 novembre.
Giovedì 9 novembre 2006 ore 20,00
Ristorante Miseria e Nobiltà - Campobasso
Il vino novello e la Tintilia in abbinamento
a prodotti tipici regionali.
Quota di partecipazione euro 15,00.
Prenotazione obbligatoria entro il 2 novembre: al ristorante
tel. 0874.94268 - 392.6059984 oppure al delegato.
Venerdì 24 novembre ore 20,30
Ristorante “Divinus” - S. Giacomo degli Schiavoni (CB)
La storia della docg Carmignano e del Barco Reale doc.
Cena con prodotti e piatti della cucina toscana (selezione di
salumi, tortelli di patate e salsiccia al ragù toscano, stracotto
di maiale al Carmignano docg con polenta macinata a pietra, cantuccini e Vinsanto).
In abbinamento i vini dell’azienda Tenuta Capezzana dei
Conti Contini Bonacossi.
Quota di partecipazione euro 30,00.
Prenotazione obbligatoria entro il 20 novembre: al ristorante tel. 0875.51112 - 338.4757792 oppure al delegato.
Giovedì 14 dicembre ore 20,00
Ristorante Miseria e Nobiltà - Campobasso
Il maiale incontra i vini autoctoni italiani.
Quota di partecipazione euro 45,00.
Prenotazione obbligatoria entro l’8 dicembre
al ristorante tel. 0874.94268 -392.6059984 oppure al
delegato.
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