Bozza SECONDA anno 4 n 2

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Bozza SECONDA anno 4 n 2
LA SCUOLA...TRA LE RIGHE..
di Guglielmina Iversa
Eccoci a voi…galvanizzati dalla recente esperienza
di... “La scuola tra le righe…”. Slogan accattivante, ma
al tempo stesso ambiguo, con una doppia chiave di lettura…E, in effetti, varie sono le considerazioni, spesso
contradditorie e problematiche, che la nostra scuola,
oggi più che mai, ci invita a fare. Per tutti noi, ragazzi
del Lanza, una rappresentanza della Redazione ha
partecipato, lo scorso 20 febbraio, alla giornata interregionale della Stampa scolastica: il tema da discutere
era proprio “la scuola tra le righe”. Eravamo circa 400
studenti ed una sessantina di docenti in esclusiva veste di accompagnat ori: tutta la giornata è stata organizzata e gestita da noi . Nomi d’alto affare presenti a discutere ed a darci il loro autorevole parere. All’interno
l’ampia relazione di un venerdì, che, per inciso, è stato
costruttivo e divertente. Al termine dell’incontro abbiamo formulato una lettera al Ministro Gelmini, che vi alleghiamo nei tratti principali…
Anno 4, numero 2. Marzo.
Anno scolastico 2008/2009
Istituto Superiore Balbo, Plesso Lanza
In questo numero:
·
Giornata interregionale
redazioni scolastiche
·
attività socio psico
·
Stage scienze sociali
·
Interviste…. Anche dall’altra parte della cattedra
·
Riflessioni…
·
Viaggi…
·
Recensioni
·
Sport
·
Moda
·
‘per ridere’
·
...e l’easter’s winner !!!
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...VENERDI’ 20 febbraio...
di Guglielmina Iversa
Venerdì 20 febbraio:17 studenti delle classi 4 A, 1 A Linguistico e 5 Scienze Sociali hanno partecipato al 16° Convegno Interregionale della Stampa Studentesca, che quest’anno ha avuto sede
nell’aula magna dell’ I.T.I.S “A.Volta” di Alessandria.” Argomento del Convegno: “La scuola...tra
le righe”. Il titolo e la scaletta sono stati individuati dai noi, ragazzi delle redazioni, riuniti nel
“Coordinamento testate studentesche di Alessandria”. A Palazzo Guasco il ritrovo, con scadenza
bisettimanale da ottobre, sotto l’egida di Maria Grazia Morando, vice presidente della provincia e
di Ezio Balostro, che ha curato l’organizzazione del progetto. Ad Alessandria è dunque spettato
l’onore di essere l’host degli amici in arrivo dalle altri regioni. I nostri meeting ci hanno consentito
di costruire e di formalizzare i punti su cui condurre, il 20 febbraio, un confronto schietto e produttivo. L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Alessandria, dall’ I.T.I.S “A.Volta”, da studenti e insegnanti di Brescia – Piacenza – Torino - Alessandria, e dall’Equipe dell’istituto “Cesaris” di Casalpusterlengo, ha visto riuniti oltre 350 studenti di Scuole Superiori selezionate del Piemonte,
della Lombardia, dell’Emilia Romagna e della Toscana. Ed ora la cronaca. Alle 8.00 del mattino la
registrazione, l’ inizio di una giornata che vuole ‘entrare’ nel mondo della scuola, per dare spazio
al punto di vista dei giovani ed al successivo confronto con adulti esperti nel settore. I Moderatori
sono stati individuati nel “nostro” gruppo: Guglielmina Iversa (4 A Linguistico) e Matteo Cardia (5
S. Sociali): hanno presentato ed introdotto la calendarizzazione dei lavori. A seguire, come di rito,
il saluto delle autorità. A parlare, Roberto Cresta, dirigente dell’ I.T.I.S “A.Volta”, Maria Grazia
Morando, Giancarlo Schinardi, del coordinamento delle testate studentesche interregionali. Poi, la
parola ai ragazzi dell’istituto “Rosa Luxor” di Torino, che hanno proposto un video per definire le
tematiche selezionate per il 16° Convegno. Prima di dividerci nelle 16 commissioni, abbiamo
“barattato” il nostro materiale: in piccoli “stand” attrezzati, abbiamo scambiato il nostro giornalino
con quello degli altri istituti. E’ chiaro come questo gesto diventi arricchente e motivante: fare meglio, fare di più, incontrare realtà diverse, condividere con altri compagni gli stessi problemi e le
stesse gioie, uscendo dai soliti schemi. Ed ecco al lavoro le commissioni: tra noi, uno dei presidenti, Edoardo Greppi (4 A Linguistico). E’stato il momento più produttivo della giornata. Esito
finale: un attento verbale, a sigla delle operazioni di ogni gruppo, condiviso nella riunione plenaria
del pomeriggio. A pranzo, il ricco buffet organizzato dalla scuola ospitante ci ha permesso di confrontarci ulteriormente e di vivere insieme divertenti momenti di svago. Irresistibile, per l’ironia e la
freschezza degli interventi, la nostra accompagnatrice, Annalisa Placca. Nel contesto della giornata, i veri soggetti siamo stati comunque e sempre noi ragazzi: i docenti esprimevano, se richiesti… il proprio parere. Il pomeriggio ci ha visti di nuovo riuniti in plenari, a relazionare sinteticamente il lavoro di ogni singolo gruppo. A guidare gli interventi, ancora Guglielmina Iversa, questa
volta con Giosuè Orlando. Ed ecco gli interventi più attesi: Luigi Berlinguer (ora Presidente del
gruppo di lavoro per la cultura scientifica e tecnologica presso il MIUR, nonchè ex Ministro dell’Istruzione…e che Ministro!) e Maria Giuseppina Liber, studiosa delle problematiche educative e
formative. La Liber ci ha parlato della scuola vista da Edgard Morin, sociologo francese, sottolineando come sia meglio una “testa ben fatta” che una “testa ben riempita”. Ma per questo è necessario cambiare ottica e rovesciare la prospettiva in cui la scuola vede l’insegnamento, perchè “la
mente è come un paracadute, funziona bene solo se aperta”. Bella ed efficace questa metafora: abbiamo pensato di proporla, attraverso le righe del giornale, a tutti i docenti che ci leggeranno. E’ un bel motivo di riflessione. Berlinguer ha sostenuto con intensità e passione che la scuola
di oggi è estremamente vecchia, non al passo coi tempi. Ha incitato noi ragazzi a far sentire la
nostra voce, per dar vita ad una scuola “vera”, che sappia soddisfare le nostre necessità, una
scuola interattiva che deve sollecitare il sapere e non solo riceverlo / trasmetterlo. Occorrono insegnanti motivati , capaci di portare i ragazzi in un viaggio “dove i saperi che hanno codici differenti si intrecciano, a formare un’unica conoscenza, utile per la cultura e la vita”. Un sapere, dunque, che parte da domande aperte e non da risposte già date, anche se, pure queste, sono comunque utili. Ogni ragazzo deve essere istruito, ma anche formato ed educato, per esempio, a
tutte le arti, con il dare spazio alla pratica, all’osservazione e non solo alla teoria. A chiudere il
convegno, un gruppo di noi che ha raccolto il nocciolo di tutti gli interventi e ha redatto un documento da presentare al Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini. Vedremo cosa succederà.
Erano presenti testate giornalistiche di varie realtà locali, ci hanno intervistato tv attente alle nostre idee. E’ stata una ricca, divertente e produttiva giornata: siamo stati protagonisti, uniti con la
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stessa voglia di ‘vedere’ e di ‘partecipare’ del nostro futuro. E abbiamo fatto sentire la nostra voce.
Anche “Zainet”, rivista nazionale del giornalismo giovanile, parlerà di noi, insieme a “Radio Voce
Spazio”e “7Gold”…ma solo chi ha avuto la possibilità di vivere sul campo quest’esperienza può realmente capire la magia di essere dentro un “insieme” ( 63 istituti ) in cui ogni singolo è realmente importante, diverso ma unito per la stessa causa.
Il progetto è ora quello, per il prossimo anno, di passare dall’ambito interregionale a quello nazionale.
Ottimo, per chi auspica un confronto diretto e libero in un clima idoneo e piacevole. Un grande grazie
infine a coloro che ci hanno aiutato ad affrontare il convegno con la giusta carica e un’adeguata preparazione. In primis, Alessandra Rota, direttore responsabile della nostra “Lanzanzara”.
I presentatori del convegno, scelti entrambi …
Nel nostro istituto!
Matteo Cardia (5lss) e Mina Iversa (4ali)
Il gruppo di “inviati” al convegno:
Martina Adorni (che sta scattando la foto!!), Ilaria Melotti, Stela Mema, Elena Corradini e Irene Valentini in prima
fila partendo da sinistra. Sempre da sinistra in seconda
fila: Susanna De Luna,
Diletta Giora, Nicholas Bozza, Elena Cuppari, Giulia Beccaria,
Jessica Islami, Maria Rita Torino e la Prof. Placca (che si
confonde tra noi teenagers) Mancano: Cristian Villani e
Edoardo Greppi (chissà dov’erano???!!)
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Vi alleghiamo il resoconto della lettera inviata al Ministro dell’Istruzione.
Riassume le conclusioni del convegno.
Alessandria, 20 febbraio 2009
All’On.le Mariastella Gelmini Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
ROMA
Oggetto: proposta per l’organizzazione di un Convegno Nazionale della stampa studentesca nella
Primavera 2010
Gent.ma Sig.ra Ministro,
Le giungano i saluti dei 400 studenti e dei 60 insegnanti impegnati nei giornali scolastici degli Istituti secondari di 2° grado, che oggi si sono riuniti ad Alessandria per tenere il 16° Convegno Interregionale della Stampa Studentesca sul tema La scuola… tra “le righe”.
Le scriviamo per avanzare una proposta alla quale siamo molto affezionati: che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca organizzi a Roma nella primavera 2010 un Convegno Nazionale dei giornali redatti negli Istituti secondari di 2° grado .
Il 16° Convegno Interregionale è stato organizzato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Alessandria : Suddivisi in 16 Commissioni di lavoro, abbiamo tracciato un ampio e variegato disegno della realtà scolastica, così come viene vissuta e valutata da noi che ne siamo i veri protagonisti. EsponendoLe le principali difficoltà,
osservazioni, aspettative, proposte, richieste emerse dal nostro confronto, arricchito dall’apporto degli esperti che ci
hanno portato il loro contributo , auspichiamo che il nostro Convegno possa contribuire al miglioramento della scuola..
Nel Convegno sono emerse le seguenti:
critiche:
La scuola non ci stimola abbastanza: nonostante questo ci piace pensare.
Fare della scuola un’azienda significa considerare gli studenti una merce di scambio.
L’informazione a scuola è carente: anche quando c’è, non è quella che vogliono gli studenti.
osservazioni:
Insegnanti e alunni: due mondi congiunti e complementari.
Per star bene a scuola sono importanti le relazioni interpersonali, a partire da quelle tra insegnanti
denti.
e stu-
proposte:
Chiediamo che l’impegno dei giornalisti scolastici sia più riconosciuto in tutte le scuole.
Riconoscere, valorizzare e promuovere le differenze.
Incentivare nella scuola la creatività e la curiosità.
Prestare più ascolto agli studenti prima di prendere delle decisioni.
Far sì che la scuola rimanga al passo con la società.
Insegnare educando, educare insegnando.
Per un sentire europeo più condiviso favorire lo studio dell’Inglese.
Fare delle singole persone cittadini attivi e consapevoli garantendo un effettivo diritto allo studio.
Chiediamo che il grande gelo della crisi non congeli le nostre parole e che anzi il ministero investa nelle produzioni creative della scuola come i giornali.
Chiediamo che nella scuola dell’autonomia venga garantita la centralità studentesca.
Sig.ra Ministro, inviandoLe il presente documento, La ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa di
una Sua risposta, che speriamo foriera di segnali positivi.
STUDENTI, INSEGNANTI E DIRIGENTI PARTECIPANTI
AL 16° CONVEGNO INTERREGIONALE
DELLA STAMPA STUDENTESCA
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I ragazzi che hanno curato la stesura del documento da inviare al
ministro.
Di nuovo noi!
In prima fila le ragazze della 4ali.
C’è anche il tempo per svagarsi e scherzare!
Riecco i nostri moderatori!
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IL SOCIALE A S.NICOLAS…. ANCORA UNA VOLTA
di Cristian Villani e Matteo Cardia 5 LSS
Lo stage residenziale,come di consueto, si è svolto a S.Nicolas nei giorni dal 10 al 14 febbraio nella
casa alpina Pier Giorgio Frassati coinvolgendo il triennio del corso di Scienze Sociali. L’esperienza che
si ripete ormai da 4 anni, quest’anno aveva come tema:”Diversi, ma uguali: il nuovo specchio delle mie
speranze e delle mie paure”. Si sono toccati temi come la diversità, l’incontro,la paura,il pregiudizio in
maniera più che approfondita grazie al coordinamento di Fra Beppe Giunti e alla supervisione di Antonella Pintus, docente di Scienze Sociali presso l’indirizzo. Le testimonianze proposteci sono state numerose: quella di Suad,Pilar e Brunilde,tre giovani immigrate impegnate nel servizio civile di Torino, quella
di tre suore salesiane capitanate da suor Juliette assieme a suor Paola e suor Yasmina che militano nel
quartiere di Porta Palazzo a Torino e che hanno a che fare tutti i giorni con persone considerate
“diverse”, ed infine un regista di nome Ivan che ci ha fatti riflettere sul tema della diversità non solo usando la nostra mente ma anche il nostro corpo.Le giornate di lavoro anche se dure sono state proficue
rimandandoci a Casale con un bagaglio culturale sicuramente arricchito.Si è partiti da un approccio titubante verso gli ospiti, che da “diversi” si sono dimostrati uguali a noi, per certi versi migliori. Il dialogo si
è acceso durante un discorso su chi non è del territorio appartenente alla comunità europea,(da ricordare che anche uno svizzero e un americano sono extracomunitari ma non trattati da tali) ed alcuni ragazzi
hanno espresso il loro parere riguardo alla questione. Il lavoro da noi svolto non si è concretizzato solo
attraverso lezioni frontali, ma anche e soprattutto con lavori di gruppo e dibattiti a tema. La giornata tipo
da noi trascorsa non si svolgeva solo nel salone adibito alle lezioni, ma anche durante il nostro tempo
libero. Era possibile infatti approfondire alcuni punti con gli ospiti in prima persona, eliminando così l’imbarazzo del gruppo; prendendo un po’ di confidenza con loro era possibile scoprire la loro esperienza
da un punto di vista più profondo, instaurando così un rapporto duraturo nel tempo che,chissà, può portare ad un contatto interpersonale anche al di fuori dalle mura della casa Frassati. Questa esperienza ha
giocato un ruolo fondamentale per noi, insegnandoci a mettersi più in gioco per raggiungere un obbiettivo, crescendo così con un ostacolo in meno per la formazione definitiva di quella che sarà la nostra futura personalità. Un ringraziamento particolare ci sentiamo di darlo a tutto il gruppo di splendide persone
che hanno permesso ai ragazzi del liceo di Scienze Sociali di poter vivere un’esperienza del genere, e
che ha donato a noi ragazzi di quinta tre hanni magnifici, così intensi e significativi, che ci porteremo
dietro per il resto della nostra vita.
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L’ inesistente diversità
Di Rosa Lavinia Gallo IV A S.P.P
Disabili, handicappati, diversamente abili, svantaggiati, portatori di…, vittime, affetti da… Come chiamarli? Come comportarsi con loro? Come comunicare con loro? Sono molte le domande che ognuno di noi si pone
quando entriamo in contatto con loro. Ma chi sono veramente? Semplicemente persone, e come tali respirano,
ridono, giocano, lavorano, vivono, con una famiglia, degli amici, vanno a scuola o a lavoro, ma non hanno l’uso
degli arti, non vedono, non sentono o non riescono a comunicare. Del resto anche a noi manca qualcosa: c’è
chi non ha la simpatia, chi non è predisposto per gli sport, chi invece non ha una casa grande o non ha un animale. Sono cose banali, molto meno importanti della vista, dell’udito…, ma non per questo loro sono i “diversi”
o i “subnormali” e noi i “normali”. Questa è una cosa molto importante che andrebbe fatta capire a tutti, fin dalla
tenera età, per non rischiare di crescere con pregiudizi e stereotipi che costituiscono delle vere e proprie
“barriere” che ostacolano il processo di integrazione. Questo perché si ha “la tendenza a far coincidere la persona con la sua specifica disabilità”, come afferma Soresi nel suo celebre libro “Psicologia dell’handicap e della
riabilitazione”. E’ indispensabile un’azione di educazione sociale, di consapevolezza, di accettazione vicendevole e soprattutto un avvicinamento non solo fisico, ma psicologico e culturale. Solo allora l’handicap, visto
spesso come una mancanza o una privazione, può essere concepito come uno dei tanti aspetti dell’esistenza,
con le sue particolarità, i suoi difetti e i suoi pregi. Anche perché sono persone che non è detto che siano tutte
simpaticissime, educate o gentili d’animo: anche loro possono essere maleducate, nervose ed egoiste, esattamente come noi!
Quindi è necessaria una nuova cultura che non neghi l’evidenza, la diversità, ma l’assuma come valore. Perché
è innegabile che esista una diversità, ma allo stesso tempo innegabile è il fatto che non siamo tutti uguali. Ognuno di noi ha il suo carattere, la sua personalità, il suo pensiero e soprattutto il suo corpo. Bisogna cercare di
dare a ciascuno la possibilità di essere riconosciuto per se stesso.
Questo “lavoro” nelle società attuali è già a un buon punto, anche se la strada da percorrere è ancora lunga.
Ma in confronto a 60-70 anni fa sono stati fatti grandi passi avanti e grossi miglioramenti.
Prima di tutto si è puntato a non isolare i disabili in luoghi appositi, ma ad accoglierli in tutti gli aspetti della vita
quotidiana, dalla scuola al mondo del lavoro, dai supermercati ai luoghi pubblici. In secondo luogo si è cercato
di adattare gli edifici, gli uffici pubblici, le strade, i mezzi di trasporto, per essere utilizzati dai disabili, anche se
esistono ancora molte barriere architettoniche che li ostacolano. E poi sono nate numerose associazioni di volontariato e non, che li aiutano, dando sostegno e conforto, ma allo stesso tempo si battono e “lottano” per loro,
per la loro causa e per le loro esigenze.
Tutto ciò l’hanno capito bene i nostri compagni di scuola della IV A socio-psico pedagogico che dalla terza si
sono impegnati in un progetto bello ed educativo. Grazie all’aiuto e alla creatività del professore di musica Enrico Pesce, è stato messo in scena uno spettacolo –“Anche il pianoforte ha le rotelle”- interamente inventato,
elaborato e organizzato per l’occasione. I ragazzi hanno collaborato alla stesura dei testi, si sono occupati della sceneggiatura, della regia, degli attori, delle musiche, delle immagini e questo lungo lavoro è stato ripagato
con un grande successo. E’ uno spettacolo che vuole far capire, ai piccoli e agli adulti, l’“inesistente diversità”
che c’è tra le rotelle di un pianoforte e le rotelle di una sedia per disabili, attraverso la storia di un ragazzo che,
dopo aver compiuto una specie di viaggio di crescita, in cui si è sentito un disabile, ha cambiato il suo modo di
pensare e il suo atteggiamento verso gli “altri”.
La prima è andata in scena il 15 maggio 2008 al Teatro Municipale di Casale, il mattino per la scuola e la sera
per il pubblico cittadino e grazie al suo successo è stata proposta una replica a settembre per le altre scuole di
Casale. Ora lo spettacolo andrà nuovamente in scena, prima il 19 marzo al Teatro Civico di Tortona e, poi, il 7
aprile all’Ariston di Acqui Terme.
Sicuramente per i ragazzi dell’Istituto Balbo, plesso Lanza, che hanno partecipato all’allestimento e alla realizzazione dello spettacolo è stata un’esperienza che ha contribuito alla loro crescita personale soprattutto grazie
al contatto avuto con gli attori veramente disabili, come Simona Spinoglio, Francesco Canale e Hana Mandrila,
che hanno dimostrato anche di saper e poter recitare su un palcoscenico nonostante le loro “diversità”.
.
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Ed ecco a voi…
le
ECCEL-
LENZE !!!
I nostri compagni, “maturati” al sole del luglio scorso, ci hanno aperto una strada davvero fuori dal
comune e ci spronano ad essere simili a loro. Veniamo ai fatti. La riforma della scuola, con tutte le
riserve con cui è stata accolta, ampiamente documentate anche su queste pagine, ha il merito di voler premiare le “eccellenze”, cioè i candidati che all’Esame di Stato ottengono il punteggio pieno…ma
proprio pieno: 100 e lode! Il che vuol dire avere, alla fine delle prove (3 scritti e il colloquio), un 100
“naturale, senza aiuti e senza interventi di ‘bonus’. A questo punto, se la Commissione all’unanimità
lo ritiene…arriva l’encomio. Non proprio così facile, dunque, raggiungere un tale traguardo, che sigla
un triennio pieno, in quanto a media finale e a crediti.
Partiamo da lontano, in ambito regionale.
Un primo riconoscimento ufficiale, unito a consigli autorevoli di Rettori, dirigenti della Camera di
Commercio, dell’Unione Industriale, della FIAT e dell’API di Torino, è stato consegnato dall’Ufficio
Scolastico Regionale. A riscuotere il plauso generale…i 183 maturati del Piemonte con 100 e Lode!
L’USR ha istituito l’ “Ossevatorio delle Eccellenze”(speriamo che al prossimo giro tocchi a noi…), che
monitorerà e promuoverà i talenti del nostro territorio presso Enti e Aziende. Un’ottima credenziale,
dunque, per inserirci presto e bene nel mondo dei ‘grandi’.
Ma ora stringiamo il quadro: si è riscontrato che la Provincia di Alessandria è la prima per numero di
eccellenze. Su 2306 diplomati sono ben 38 (i matematici ci aiutino a ricavare la percentuale…) e
l’Istituto Superiore Balbo di Casale (IL NOSTRO!!!) detiene la pool position. Sono 10 le “eccellenze”.
Eccole, a partire da ‘casa nostra’: Alice Saletta - unica diplomata con 100 e lode in tutti i Licei Linguistici del Piemonte- e Serena Gatti Marca del Socio-Psico-Pedagogico; Mario Lucchin, Andrea Demartini, dello Scientifico; Carlo Bugatti, Francesco Calvo, Eleonora Ghisoni, Marta Fusano, Francesco Milan, Giulia Lazzarin del Classico…e ancora, la nostra bella Casale, vede emergere Valentina
Toson del Sobrero e Francesca Scalon del Leardi.
Ma non finisce qui. Sulla scia di questo riconoscimento, i ‘nostri’ del Balbo hanno incontrato il Preside, Gianni Abbate, che in veste ufficiale ha consegnato a ciascuno di loro una borsa di Studio – istituita dal Ministero- del valore di 1000 euro. Davvero non male! Un bell’aiuto per le spese universitarie. In più, Alice, Serena, Mario, Andrea, Carlo, Francesco, Eleonora, Marta, Francesco e Giulia hanno avuto la gioia e l’onore di un commento”personalizzato” del nostro Dirigente Scolastico.
E ancora non è tutto. Il 26 gennaio, presso il Teatro Erba di Torino, la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso (ebbene sì…lei in persona, che si è fatta fotografare con gli emozionatissimi premiati…) e l’assessore all’istruzione Giovanna Pentenero, hanno incontrato i ‘soliti’ 183…tra cui
i nostri ‘magnifici 10!!!”. Il premio? (attenti…c’è da morire di invidia!!!)… un soggiorno in un paese
europeo di lingua inglese o francese! Per Irene ed Edo – guardate più avanti il loro articolo sul
rugby…- aggiungiamo che alla premiazione, oltre alle autorità, c’erano le squadre femminili del Torino Calcio e del Torino Rugby…
Forse è il caso che anche noi ci si dia da fare! Il risultato di questi amici è sicuramente un incentivo…
e poi dobbiamo tenere alta la nostra fama: giovani vivaci, ma attenti e ‘colti’, pronti ad entrare con le
credenziali a posto nel regno degli adulti.
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Il gruppo dei 100 e lode di Casale Monferrato, in versione UFFICIALE…, con preside, vicepreside ed insegnanti...
Ed eccellenze anche tra i….Juvenes Translatores!!
di Ilaria Melotti
Ricordate il concorso “Juvenes Translatores”, di cui vi abbiamo parlato nello scorso numero? Quando Dora,
Elena, Giulia e Ilaria (V A e B Linguistico), hanno affrontato una traduzione dall’Inglese e dal Francese proposta dall’Unione Europea? A gareggiare eravamo 2237 allievi di tutta Europa (frequentanti scuole rigorosamente selezionate…). A vincere: uno (1…!!!) per Nazione, 27 in tutto. Per l’Italia ha vinto Riccardo Gasparetto
del Liceo Leopardi- Majorana di Pordenone con una traduzione dall’Inglese all’Italiano (chissà com’è?...). La
verità? Anche se consapevoli dell’infinitesimale probabilità di vittoria …un po’ ci contavamo… Abbiamo avuto
la sensazione di esserci mosse bene…Pazienza! Eravamo rassegnate. E invece un raggio di sole è venuto a
confermare che non ci eravamo sbagliate! Ecco il testo del fax che ci ha inviato la Commissione giudicatrice
dell’ UE: “ …il regolamento prevede che ci sia un unico vincitore per Stato membro. Tuttavia, altri candidati
hanno dato prova di ottime conoscenze linguistiche e pensiamo faccia loro piacere saperlo. Di seguito, elenchiamo i nomi degli alunni che si sono classificati tra i migliori in Italia:
· Ilaria Melotti
Giulia Bergia
Bravi!” (...e scusate se me lo dico da sola...ma sono sicura che siete d’accordo con me…)
UHAUUUUUUUUU….Tra migliori in Italia!!! Forza, futuri diciassettenni del prossimo anno… Toccherà a voi
farvi onore (il concorso è riservato ai 17enni)…e un grazie fortissimo ai nostri docenti di lingue,
‘insuperabilmente eccezionali’ ! Uno specialissimo grazie all’instancabile madame Bozzo, che ha organizzato
il tutto...
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...La miglior ricompensa...
di Anna Albertario 4B SPP
La miglior ricompensa dello stage è stata il sorriso di una bambina "diversa" nel momento in cui le ho
mostrato il lavoro che i suoi compagni stavano svolgendo e lei ha capito come doveva farlo. Era alla
pari degli altri e mi ha guardato con enorme soddisfazione.
Fantastico vedere dei ragazzi di quarta superiore mescolarsi naturalmente alle maestre e assumere
il ruolo di osservatori e, occasionalmente, di insegnanti. Il coinvolgimento è stato in alcuni casi limitato: non tutti i docenti erano pronti a darci la possibilità di provare ad insegnare, ma alcuni si sono resi
disponibili a spiegarci il loro metodo educativo/formativo. Ci siamo relazionati, in qualità di insegnanti,
con i bambini, piccoli uomini che devono crescere e diventare grandi, persone fragili che devono essere accompagnate: nella loro carriera scolastica adesso e verso il mondo del lavoro in futuro. Ho
constatato con attenzione che molte maestre utilizzano il gioco come strumento di apprendimento: è
una modalità molto efficace e gradita ai bambini.. Rimproveri, toni alti, sguardi severi non sempre
ottengono i medesimi risultati.
E io che cosa ho imparato?
Che per insegnare ci vuole (oltre alla conoscenza delle discipline) passione, pazienza, equilibrio e
una solida motivazione.
E ora facciamoci due risate!
Alice 1ali: prof, ma la leggeremo questa pagina?
Franceschi: Bè se non la leggeRemo la leggeRomolo…
Stilian 1ali: sei una GUASTAFESTA!
Alice 1ali: ma le monere non sono dei pesci? (… forse c’è qualche confusione di sillabe…)
Rota R.: avete portato, pellegrini (…???... !!!), L’autorizzazione per Malta?
Milanese: io vado un attimo fuori, non agitatevi…
Della Zazzera: posso arrampicarmi sul neon?
Milanese: no! ( Di solito a queste domande non riceviamo neanche una risposta…)
Benzi: astra-kino non è un formaggio!! ( e il prof lo sa bene…)
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IL LICEO LINGUISTICO DI NUOVO IN GIRO PER IL MONDO! DESTINAZIONE: VIENNA
di Giulia Pizzocaro, V BL e Tania Todaro, V AL
La partenza in treno, il 14 dicembre mattina dalla piccola stazione di Vercelli, prometteva bene: un
folto gruppo di studenti ben equipaggiati ed allegri, le insegnanti accompagnatrici Marcella Rabitti
e Lella Gaviati attente alle loro esigenze, un comodo Eurostar in perfetto orario… Il viaggio è stato
lungo e l’arrivo a Vienna in tarda serata ha consentito solo un rapido saluto alle famiglie che ci
hanno accolto e ospitato per l’intera settimana. Tuttavia, il giorno dopo, le lezioni in tedesco con le
insegnanti di madrelingua e le istruzioni del nostro abile “Betreuer”, Herwig, ci hanno subito impegnato e interessato. Non è stato difficile come temevamo. Il tedesco, imparato “vor Ort” cioè sul
posto è affascinante, come la pronuncia austriaca alla quale non eravamo abituati.
L’incanto di Vienna nel periodo prenatalizio ci ha abbondantemente ripagato dei numerosi spostamenti obbligati con i mezzi pubblici che ogni metropoli esige. I nostri pomeriggi sono stati infatti
scanditi da un fitto programma di visite ai principali monumenti, imponenti ed eleganti. Abbiamo
percorso gli appartamenti imperiali, appreso dettagli della vita rigorosa di Franz Joseph e di quella
tormentata di Sissi, ammirato dipinti di maestri famosi, candide statue del Canova, trionfi di gotico
e barocco, oggetti e mobili creati dalle famose “Wiener Werkstätte” esposti al Belvedere, respirato
la storia.
“Un’esperienza unica- dice Tania Todaro (V AL) - è stata una settimana fantastica, costruttiva sia
per la lingua che per l’opportunità di socializzare. Il Giovedì pomeriggio abbiamo anche danzato a
passi di valzer, come la principessa Sissi. È bastata un’ora per fare sognare tutte noi ragazze. Per
chi, come noi, studia le lingue è importantissimo andare direttamente sul campo per far pratica e
migliore. Dunque, esperienza importantissima per tutti noi e, come valore aggiunto, non potremo
mai dimenticare l’ospitalità e la gentilezza delle famiglie.”
La magica atmosfera colorata dei numerosi mercatini dell’Avvento con i “punsch” caldi e corroboranti ci ha scaldato e le decorazioni luminose appese nelle vie del centro e agli alberi del Ring
hanno brillato fastose nella precoce oscurità che calava già alle cinque del pomeriggio. C’è stato
spazio per tutto: studio e svago, e l’esperienza unica e indimenticabile di una vera lezione collettiva di walzer in una scuola specializzata è stata una sorpresa. Le famiglie si sono prese cura di noi
in modo davvero affettuoso, qualcuno ha addirittura imparato ad impastare i tipici “Kipferli”, i biscotti dell’Avvento a forma di mezzaluna.
“Sono una studentessa dell’ultimo anno e posso affermare di aver avuto la fortuna di vivere cinque diverse ma bellissime esperienze che mi hanno arricchito: i viaggi nei Paesi anglosassoni per
migliorare l’inglese, la Francia l’anno scorso e quest’anno, come regalo di Natale, ho chiuso in
bellezza scoprendo la cultura austriaca.”
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“L’ora del cambiamento è arrivata!!!!”
Di Nicholas Bozza 4°AL
E alla fine, il miracolo, l’evento impossibile, il sogno di Martin Luther King, si è avverato.
L’afro-americano Barack Obama, unico senatore non bianco, è diventato il presidente degli Stati
Uniti.
L’America impaurita e ripiegata su se stessa ha scelto la discontinuità e il cambiamento.
Ha affidato il suo destino alle mani politicamente inesperte di questo affabile ma assai determinato avvocato di 47 anni che si muove come una rockstar che rompe gli schemi e rifiuta le ideologie,che indossa i jeans e gioca a basket; è equilibrato, calmo e vicino alla gente, ha idee chiare e forti, un saldo carisma comunicativo.
Attento al mercato ma convinto sostenitore delle tutele sociali, sensibile ai diritti umani e civili ma
favorevole alla pena di morte, Obama è pronto a riportare l’America al ruolo di superpotenza.
Avrà un’agenda ardua da gestire, in cui la priorità sarà la crisi economica e finanziaria, che è
anche crisi di fiducia, calo dei consumi, rallentamento della produzione industriale e disoccupazione.
Sono i terreni sui quali ha vinto la sfida con i conservatori, con la
sua ricetta fatta di energie rinnovabili, più soldi e tutele ai poveri,
più tasse ai ricchi.
Per uscire dalla crisi bisogna puntare su impresa ed ambiente
allo stesso tempo!!!
Dopo l’insediamento del 20 gennaio, l’avventura di Obama è cominciata: la politica americana e il mondo non saranno più gli
stessi!!!
Ma il neo-presidente era già un’icona mediatica durante la campagna elettorale presentando un
programma politico assolutamente innovativo e al passo coi tempi.
"Yes, we can" è forse lo slogan più incisivo, potente e collettivo di sempre, al pari solo, forse, di
"Hasta la victoria siempre" del comandante Che Guevara.
Ma qual è il segreto che si cela dietro al successo clamoroso di queste tre parole?
Innanzitutto il numero. Semplicemente tre parole; una frase chiara, corta, semplice. Tre parole di
uso comunissimo eppure potenti e profonde.
L’America è pronta a rimboccarsi le maniche e combattere contro una crisi che non si vedeva
dal 1929.
In bocca al lupo, Barack: l’umanità intera…- e noi giovani in particolare…- ti segue con passione
e fiducia!!!
12
IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA
di Sallyng Rosso V Ali.
Capita che di notte, in silenzio, ascolti uno dei suoi 45 giri, ad occhi chiusi e mi concentri sul fluire
delle parole. Mi sembra di sentire la sua voce vicina, più vicina che mai, come se non fosse mai andato via.
Sapeva scrivere poesie. Raccontava se stesso e la ‘sua’ gente, con la chitarra suonava la vita, quella vera, quella di tutti. Raccontava i pensieri più nascosti e dolorosi, quelli a cui si preferisce non prestare attenzione. E’ vero, raccontava il mondo dei dimenticati: prostitute, sbandati, rivoluzionari falliti,
suicidi, zingari. Ma il mondo non è certo cambiato.
Una mattina di gennaio, dieci anni fa, se ne è andato…ma non in silenzio, perché Fabrizio era nel
cuore di ognuno. Lo hannosalutato in diecimila all’uscita della basilica di Santa Maria Assunta, a Genova. Aveva ancora tanto da darci, tanti temi da affrontare con quell’ironia pungente che sempre l’ha
caratterizzato. Camminando per strada, accendendo la tv, ascoltando un cd appena uscito, mi accorgo che non c’è più nessuno come lui, nessuno con il suo spessore, la sua poesia, la sua umanità.
Quest’idea mi spaventa. Oggi i tempi sono difficili, complessi: non si distingue più il reale dal virtuale,
l’incitamento alla violenza, gli atti di violenza sono una costante. Ma è più comodo nascondere i problemi e convincere la gente a non preoccuparsi. Non c’è più nessuno disposto a rischiare. Si ha paura di assumersi le proprie responsabilità. Anche la musica inizia ad abbandonare il suo compito,
quello di riprodurre la realtà, di farla conoscer. Quello, più importante, di aiutare a riflettere. Le parole
vanno e vengono.
Quelli di Faber, non erano ‘semplici’ testi, forse perché lui non era un ‘semplice’ uomo. O forse lo era,
nel senso migliore del termine.
Fabrizio De Andrè amava navigare controcorrente: In Direzione Ostinata e Contraria …
13
I GIORNI DEL RICORDO
di Marta Ferretti
Gli occhi si dice siano lo specchio dell’anima; qualcuno può avere occhi più profondi, più
penetranti di altri, ma ci sono persone che nascondono dietro ad uno sguardo esperienze che non dovrebbero MAI essere state affrontate, che nessuno dovrebbe affrontar più.
Sono occhi che hanno visto sparire dalla notte al giorno i propri cari: figli, genitori, mariti,
fratelli, amici. Sono stati derubati della propria vita, del proprio nome, sostituito da un numero tatuato sul braccio; e ancora oggi sono visibili le cicatrici profonde di quelle sofferenze sul corpo, ma soprattutto nel profondo dell’anima.
Lo Stato ha istituito le giornate della memoria, ad onorare le vittime di periodi di grandi
tensioni, quelli di Mussolini ( dal 1922 al 1943) e di Tito (ex-Jugoslavia dal 1953 al 1980).
Il 27 gennaio ricordiamo gli ebrei e tutte le persone appartenenti a quelle classi sociali
definite pericolose per la Nazione da Adolf Hitler e Benito Mussolini (vd. Pangermanesimo e nazionalismo italiano). Li ricordiamo il 27 gennaio di ogni anno, perché in quella data del 1945 le truppe sovietiche entrarono per liberare gli ultimi deportati rimasti nel lager
di Auschwitz, al termine della seconda guerra mondiale.
La memoria è anche verso le persone che hanno perso la vita con l’unica colpa di non
avere condiviso le idee politiche del fascismo o per essere state di nazionalità italiana nel
posto e nel momento sbagliato, (abitanti dell’Istria e del Friuli Venezia Giulia). La loro fine, terribile, si è consumata nelle foibe: queste fosse di origine carsica hanno visto migliaia di persone morire in modo atroce.
Ricordiamo gli “infoibati” ogni 10 febbraio, data in cui nel 1947, con il trattato di Parigi, si
sancirono i confini del territorio jugoslavo, assegnandogli i territori di Fiume, di Zara, le
isole di Lagosta e Pelagosa e quasi tutta la Venezia Giulia (gran parte dell'Istria, del Carso triestino e goriziano, e l'alta valle dell'Isonzo).
Abbiamo la fortuna di avere testimonianze viventi di questi orrori… Ascoltiamole e facciamone tesoro, MEMORIA, per non cadere nell’oblio e nel negazionismo più infondato,
per cercare di evitare che si ripetano avvenimenti raccapriccianti. Dobbiamo cambiare - e
magari svecchiare- questa nostra stanca Italia.
14
Il bambino con il pigiama a righe
di Stilian Lorietti I AL
Il regista Mark Herman è riuscito a ‘trascrivere’ con linguaggio filmico il romanzo omonimo di un
giovane scrittore irlandese, John Boyne: è riuscito nella difficile impresa di raccontarci la Shoah
in modo nuovo e soprattutto originale.
Il racconto di un’epoca buia e tragica, che ancora oggi rimane una ferita per tutti gli uomini, è
vista attraverso gli occhi di due bambini: Bruno, figlio di un gerarca nazista comandante di un
capo di concentramento, e Shmuel, un ragazzo indifeso internato in quell’assurdo campo di sterminio insieme al suo babbo.
Questo film è una”favola” malinconica, senza effetti speciali né scene consolatorie, che emoziona fino a lasciarci sconcertati nel finale.
Attraverso quest’amicizia, impossibile per l’ideologia nazista, Bruno è costretto a perdere la propria innocenza e a schierarsi dalla parte dell’amico, fino a subirne la stessa sorte.
Questo film, pur ambientato in un contesto storico preciso, ci aiuta a capire come sia assurda
l’idea, purtroppo ancora presente nella società attuale, che una persona possa essere considerata inferiore ad un’altra, solo perché appartiene ad una diversa etnia o ad un’altra religione.
Straordinari i due giovanissimi interpreti, Asa Butterfied ( Bruno) e Jack Scanlon ( Shmuel), perfetti nel tratteggiare l’uno l’ innocenza e l’altro la dignità della sofferenza.
Per chiudere, una citazione dal libro di John Boyne:
“ Dentro la rete, fuori dalla rete. Di là Shmuel, di qua Bruno. Ogni giorno. Senza
potere giocare. Uno di là, l’altro di qua. Solo per parlare. Per dirsi : abbiamo la
stessa età, siamo nati nello stesso giorno, potremmo essere gemelli, anzi, visto
che siamo ogni giorno insieme finiamo assomigliarci un po’ di più, adesso che tu
Bruno sei rapato per via di quell’uovo di pidocchio che ti hanno trovato in testa,
guarda, sei quasi come Shmuel, se non avessi quel po’ di carne in più.
A specchio. Uno di là, l’altro di qua, la rete come specchio. Ma per sapere come
sei, per scoprire l’America, fare l’esploratore fino in fondo, bisogna superare quello specchio, andare proprio là, in America, vestire panni uguali per essere uguali,
mettere il pigiama a righe per essere un bambino con il pigiama a righe, per stare
finalmente insieme Bruno e Shmuel, senza essere scoperti, fino alla fine.”
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In questo numero…una grossa novità…L’intervista cambia focus e la penna e il taccuino (come se fosse una novità…) li tiene in mano un prof…Questo nuovo spazio sarà:
L’altro punto di vista:
Ad aprire la serie, il mitico Edo, intervistato dall’altrettanto mitico Carlo Pesce.
Edoardo Greppi intervistato da Carlo Pesce. (le parentesi sono dell’ntervistatore…)
Soprannome: Dipende… ad esempio, madame Bozzo mi chiama frigorifero o armadio…
E se dovessi TU darti un soprannome?: E’ difficile, ma armadio va bene…
Qual è il tuo ruolo nel giornalino?: Caporedattore, anche se tutti fanno un po’ di tutto…è un po’ una figura istituzionale nel giornale…
Hai già fatto interviste?: Sì….
Qual è stata quella che ti è piaciuta di più?: Quella al prof Montone l’anno scorso…è stato molto divertente.
Che cosa ti è piaciuto di quell’intervista?: Il modo di fare di Montone, che è molto simpatico
Che domande avresti voluto fargli e non gli hai fatto?: Perché non mi ha dato 8 di filosofia…ma era troppo personale…
Chi avresti voluto intervistare e non hai intervistato?: Il Preside, ma spero di intervistarlo entro fine anno…
I tuoi insegnanti li hai intervistati tutti?: No, mi mancano i fratelli Rota…
Un esempio di domanda che faresti ai Rota?: Cosa trova di fastidioso Alessandra in Riccardo e viceversa..
Se fossi uno dei tuoi professori chi vorresti essere?: La prof Bozzo, ma in versione maschile, perché sa
conciliare simpatia a buon insegnamento, e poi perché è una brava persona
Non temi di offendere nessuno?: Non credo…e poi se qualcuno si offendesse…potrei cambiare il nome
nell’intervista..
Quale insegnante NON vorresti essere?:E’ difficile. Probabilmente Benzi, ma solo perché sarei a fine
carriera e avrei poco tempo per insegnare ancora.
Un giorno che non vorresti rivivere a scuola?: L’8 Marzo, perché la Bozzo mi ha interrogato per tre anni
di fila. Quest’anno non potrà farlo, perché cade di domenica. Ma conoscendo madame Bozzo… m’interrogherà il 9…
Un giorno che vorresti rivivere a scuola?: L’ultimo giorno di scuola, che si rivive ogni anno…e non è un
giorno utopico!!...ci sarà anche quest’anno!
La balla più grossa che hai raccontato per saltare un’interrogazione?:Penso di essere bravo a mentire,di
solito ciò che racconto è realistico,ma poi mi interrogano lo stesso…il finale si ripete.
Una materia che vorresti abolire: Religione, perché se uno vuole trovare una fede deve farlo da solo…
non c’è il tempo, nella scuola italiana, per trattare la religione in una dimensione ampia e culturale come
le altre discipline.
Una materia che non c’è e vorresti?: Musica, la musica è la mia vita. Sono pochi i momenti in cui non
ascolto musica… e poi, leggere la musica è come fare matematica…devi sempre contare! (chissà cosa
ne pensa la Franceschi…!!!)
Qual è il compagno da cui hai avuto di più?: Federico(Rosso), ma perché lo conosco da una vita: dalla
prima elementare siamo in classe assieme.
Qual è il compagno che ti ha deluso di più?: Tutti mi hanno deluso in qualche modo in questi quattro
anni, ma nessuno mi ha deluso totalmente…(che diplomatico!)
Chi avresti voluto essere se non fossi Edoardo Greppi?: Elena Cuppari…è simpaticissima e molto intelligente e poi…con tutti quei 10….
Se fossi un politico italiano?: Di Pietro
E internazionale?: Obama
Hai già votato per le elezioni?: No, sono ancora minorenne…
Sapresti per chi votare?: No,ora no,saprei da che parte votare ma non chi…Se fossi un musicista?: Mozart,un genio assoluto
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Un brano musicale che avresti voluto scrivere?: We’re not gonna take it dei Twisted Sister
Gruppo o cantante che più odiato?: Ce ne sono un mucchio, ma tra tutti direi i Tokio Hotel…
(concordo)
Ultimo libro letto?: Brisinger di Christopher Paolini
Peggior libro letto?: Frankenstein di M.Shelley, troppo lento…
Libro che avresti voluto scrivere?:Il Signore degli Anelli, cent’anni quasi che l’hanno scritto e lo leggono ancora oggi. Ma anche la Bibbia, comprata assai…
Sport praticati?: Calcio a 11 (l’unico calcio che esiste!!!), calcetto a 7, basket nuovo e rugby.
Quello che ti diverte di più?: Rugby, sicuramente! Giocavo nell’Alessandria Rugby.
In quale sport, che non sia uno di quelli scelti, vorresti essere bravo?: Premesso che non amo gli
sport individuali…forse nel lancio del martello.
Quale sport non praticherai mai?: Danza…
Il motto: Fai domani quello che dovresti fare oggi…mi si addice abbastanza.
Ancora risate!!
Franceschi: si “SQUATAGNA”
Franceschi: una molla una lasticità
Stilian: stavo dicendolo io…
Franceschi: un corpo plastico può essere il DAS, da non confondersi con DAX
Ciardo: la chambre d’hotel è la camera degli ospiti o dell’ospitO!!
Rota R.: Tomato è un verbo, significa POMODORARE!
Franceschi: (Elisa era in piedi di spalle): Elisa! Dov’è Elisa? Ah, eccola lì! Scusate ma non vi conosco di schiena.
Jacopo (parlando con la Bozzo): Prof, come sta bene con i capelli nuovi!
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HANNO CALPESTATO IL VIOLINO ZINGARO:
GIORNATA DELLA MEMORIA DEDICATA ALLA PERSECUZI ONE DEI
ROM
Le classi 2A e 2B liceo socio psicopedagogico
Si è concluso nella Giornata dedicata alla Memoria dell’olocausto, con la il ricordo della persecuzione dei
ROM e del loro sterminio nei campi di concentramento, il progetto “SCUOLA DI PACE: educazione alla convivenza e alla cittadinanza globale. Un caso emblematico: i Rom.”, che la Consulta per la Pace ha proposto alle
scuole superiori di Casale.
Il Liceo Socio psicopedagogico ha aderito con le classi seconde che con entusiasmo e serietà, guidate dalle
docenti di Italiano, prof.sa Becchi e prof.sa Nebbia, hanno sviluppato la proposta attraverso l’analisi di documenti, film, partecipando agli incontri organizzati dalla Consulta con il prof. Bonelli, per approfondire la conoscenza delle origini dei Rom, la loro storia ed il loro peregrinare attraverso l’Europa, con Carla Osella dell’associazione AIZO per conoscere meglio la cultura e le problematiche di integrazione attuali, con i rappresentanti
della Consulta che attraverso alcuni giochi di ruolo hanno fatto riflettere gli studenti su come i pregiudizi spesso ci portino a valutazioni avventate ed errate promuovendo la riflessione critica e la discussione in classe.
Nel progetto sono state coinvolte anche la classe prima del Liceo di Scienze Sociali, due classi dello IAL, due
classi del Sobrero e due classi dell’istituto Leardi, con le quali abbiamo condiviso questo momento di riflessione.
Dalle ore 11 alle ore 13 i ragazzi hanno proposto nell’aula magna del Lanza la lettura di testimonianze di deportati, di poesie Rom nate dall’esperienza nei Lager nazisti, l’ascolto della canzone Khorakhanè di Fabrizio
De Andrè interpretata dal coro di istituto, e dalla voce solista di Xhina Hilviu del linguistico invitando tutti i
presenti a non dimenticare.
Abbiamo pensato di dare voce al popolo nomade attraverso testi poetici di diversi artisti, come Olimpio Cari,
zingaro sinto, poeta e pittore, di Alexian Santino Spinelli, poeta e musicista, ma anche docente di lingua e cultura romanì presso l’università di Chieti , e di altri poeti ambasciatori dell'arte e della cultura rom e sinti nel
mondo.
Poesie zingare
HANNO CALPESTATO IL VIOLINO ZINGARO
di Rasim Sejdic
Hanno calpestato il violino zingaro
cenere zingara è rimasta
fuoco e fulmini
salgono al cielo.
Hanno portato via gli zingari
i bambini divisi dalle madri
le donne dagli uomini
hanno portato via gli zingari.
AUSCHWITZ
di Santino Spinelli
Faccia incavata
occhi oscurati
labbra fredde;
silenzio.
Cuore strappato
senza fiato,
senza parole,
nessun pianto.
Jasenovac è piena di zingari
legati a pilastri di cemento
pesanti catene ai piedi ed alle mani
nel fango in ginocchio
Sono rimasto a Jasenovac
le loro ossa
denuncia di disumanità
altre albe schiariscono il cielo
e il sole continuava a scaldare gli zingari
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...amicizia…
di Elisa Melis
Amicizia, ecco ‘qualcosa’ che tutti portiamo dietro fin dalla nascita. Ma quanti di noi hanno le idee
chiare sul significato di questa parola, spesso banalizzata??
Non credo sia amico una persona che si incontra per strada e con cui si scambiano due semplici
parole…
Non credo sia amico una persona che ti chiama solo quando ha bisogno..
Non credo sia amico una persona che non ti chiede mai come stai…e aspetta la risposta…
Non credo sia amico una persona che ti vede piangere e si gira dall'altra parte, facendo finta di
non aver visto..
Non credo sia amico una persona che…tante cose…
Cerco la vera amicizia da sempre, e l'unica che ho avuto me la sono fatta scappare.. da quella
volta ho imparato tutto in un colpo solo.
Amico è chi non giudica quando gli confessi una str…… che hai fatto; è chi, anche se sono le 4 di
notte, per te c'è sempre; chi, se piangi, a costo di litigare con mamma, papà e la sacra famiglia
corre da te; chi si metterebbe contro il Papa a costo di non farti mancare la spalla di cui hai bisogno; chi ti chiama appena ha – o hai- un dubbio.
Quando mi crolla il mondo addosso, alzo il telefono e…"Alice ci sei??" E Alice c'è sempre. Si
prende cura di me come se fosse mia mamma. Le discussioni e le incomprensioni ci sono, ma si
risolvono e il rapporto ritorna ad essere come prima, anche più forte. Se qualcuno me la toccasse, sarei in grado di chiamare l'anonima sequestri, la mafia, la camorra, l'andrangheta.
Ma ditemi voi: è amico una persona che, se dici "sto male", ti risponde " ho già i miei problemi" ?
Mi chiedo come sia possibile essere così chiusi, egoisti e freddi da voltare le spalle senza ragione
a chi, fino a una settimana prima, dicevi di voler bene. Voler bene… e il confine tra amicizia e
altro si fa labile.
Non ti ho chiesto nulla. Sarebbe bastato un "mi dispiace".
Fermarmi e realizzare ciò che sei, ciò che sei diventato, mi fa male. Per te avrei fatto follie, il nostro rapporto valeva tanto..a quanto pare troppo. Ti ho sopravvalutato, ora incasso il colpo, e
starò zitta. Ma un giorno ti fermerai tu a considerare quale occasione hai perso, chi hai perso,
perché sicuramente non sarò l'unica persona che ti sei lasciato alle spalle. Saranno solo affari
tuoi. Io nel frattempo sarò diventata più forte, grazie alla tua bastonata.
E' stato un piacere ‘tutto tuo’ conoscerti...e dopo aver strappato la pagina del diario della mia
vita che parlava di te…ti saluto.
19
Intervista alla nostra lettrice Regula Kunz di Tania Todaro
Ci faccia un saluto, come vuole Lei: Hallo, meine Lieben!
Si descriva con un aggettivo: Riservata
Una parola in tutte le lingue. Tedesco: Gemutich
Francese: Quel erreur, mademoiselle
Inglese: Rising sun
Italiano: Batticuore
Il suo primo strafalcione in Italia: La prima volta in stazione, ho indicato l’ora
ad una persona che doveva venire a prendermi. Ho detto halb drei, cioè le
2.30, ma in realtà -in Italiano- ho detto le 3.30. Risultato? Aspettare da sola,
in piena notte, in una stazione sconosciuta…
Cosa le piace dell’Italia? La gente. Cosa non le piace? Il menefreghismo verso le cose altrui
Cosa le manca del suo paese? La vicinanza con i parenti
Descriva la prof. Ciardo con un aggettivo: Dritta. La prof. Babbo: Dinamica
Primo flirt italiano: Un cameriere durante le vacanze (chissà se lo ricorda ancora…?)
Cosa pensa dei giovani d’oggi? Belle persone, quelle che ho conosciuto lei,
ma sono consapevole che esiste l’altra faccia della medaglia.
Uno scioglilingua in Tedesco: Fischer fritze
fischt f rische
Fische
(……….!!!!!!!!!!!?????????? Provare per credere…)
L’ultima volta che è tornata nel suo paese: Quest’estate
Un piatto tipico , che ama particolarmente: Knoppfli und Geschnetzeltes mit
Pilzen (…il prossimo numero vagliamo la ricetta…)
Grazie prof.! Alla prossima
Per ridere un po’…..
Bozzo : Andate a farvi friggere!E nell’olio bollente!!!FRRR (imita il verso del’olio che frigge!)..Questa si che è
un’espressione colorita e..CALDA!!!
Franceschi :..E poi parleremo del coseno…
Federico Rosso :E quando parleremo del coSEDERE?!
Rota R.: come diventa la frase per estReso
Stilian: Ma i virus che attaccano i computer sono dei batteri??
Nency: What’s “selfish”
Francesca: il pescivendolo
Serena: What’s the opposite of “lazy”?
Stilian: Yes, I am (???)
Francesca: l’Italia confina con la Francia, la Svizzera e l’Australia
Benzi: come i sette sensi
Alunno: ma non erano cinque???
20
Intervista ad Annalisa Placca. di Edoardo Greppi, Diletta Giora, Sara Marzari
Nome e cognome: Annalisa Placca.
Data e luogo di nascita: 10.08.1979 a Pavia.
Percorso di studi: liceo classico e facoltà di lettere a Vercelli.
Come si trova in questa scuola?: E’ una scuola amichevole e gioiosa con “bimbi”e colleghi amichevoli.
Quale insegnante vorrebbe essere?: Carlo Pesce perché è mitico.
Quale insegnante non vorrebbe essere?: (questa è una domanda esclusiva vero?) la Dellarole perché quest’ anno va in pensione e io voglio insegnare per tanto tempo.
Una materia che non si dovrebbe studiare a scuola?: religione.
Una materia che invece si dovrebbe studiare?: Antropologia, dove si studiano i comportamenti umani.
Cosa pensa della politica italiana?: non potendo usare parolacce non posso esprimere cosa è per
me la politica italiana, diciamo solo che i “nani” da giardino non mi sono mai piaciuti.
Cosa pensa del “nano” che vuole creare le centrali nucleari?: mi fa molto piacere che questo nano,
preso da impeto di onnipotenza voglia distruggere la mia vita e quella dei miei futuri figli e nipoti,
questa cosa mi fa al quanto adirare.
In quale politico italiano si riconosce?: fanno tutti pena, considerando questo, mi vedrei in Fassino
perché così avrei una linea invidiabile.
Piatto e bevanda preferiti?: vino nero d’ Avola e l’ Iris(un Krapfen al cioccolato.)
Piatto e bevanda che odia?: la polenta e il latte (anche solo vedendolo mi fa stare male)
Libro preferito?: “100 anni di solitudine”.
Libro che odia?: “America” di Kafka, una vera schifezza!
Musica preferita?: i miei gusti musicali spaziano dalla musica classica a quella metal (soprattutto i
Fear Factory)
Ultimo viaggio che ha fatto?: un tour per la Grecia, in una settimana l’ ho girata tutta.
Viaggio che vorrebbe fare?: in Africa, vorrei andare a vedere la savana.
Animali domestici?: un gatto che si chiama Mimì e quando si comporta male la chiamo Mima, avevo
anche un gatto di passaggio che si chiamava il conte Max, randagio ma educato.
Dato che è venuta ad Alessandria* cosa ne pensa di quel convegno?: penso sia stata un ottima occasione per conoscere ancora con più precisione l’ amico “Mondo Buono”(ndr).
Favorevole o contraria alla legalizzazione delle droghe leggere?: penso che in Italia ci sia un’ ipocrisia di fondo, per cui contiamo tutti i giorni i grammi di cocaina disciolti nel Po e poi non si trova nessuno che ammetta di ricorrere alle suddette sostanze, per questo sono favorevole alla legalizzazione
perché se lo stato prende dei soldi attraverso il monopolio delle sigarette non vedo dove possa sorgere lo scandalo a fare un operazione simile sulle droghe leggere , cosa che toglierebbe un settore
importante nelle mani della mafia.
Lei ha tatuaggi o piercing?: al momento non possiedo nulla del genere giacché per come sono fatta
io mi annoierei a vedere sempre la stessa cosa addosso a me.
Cosa pensa degli alunni di questa scuola?: penso che siano “bimbi” estremamente amichevoli e ripeto per essere coerente.
Cosa pensa del giornalino?: penso sia estremamente amichevole (sempre per essere coerente!)
L’ ha mai letto?: si, certo che l’ ho letto!
Cosa pensa di questa intervista?: penso che questa intervista sia stata “amichevole” però ho letto
quelle degli altri insegnanti e mi ero preparata su altri argomenti: colore preferito,filosofia di vita …
Allora per essere coerenti lo chiediamo pure a lei, colore preferito?: così va meglio, il colore è rosso!
Filosofia di vita?: è una frase in latino “per aspera ad astra ” attraverso le avversità si giunge alle stelle. (naturalmente lo sapevamo!)
*Per l’incontro interregionale della stampa studentesca.
.
21
Intervista a Nancy di Irene Negri …accompagnata da Federica Caputo!
-un saluto ai nostri lettori: Hello everybody [con molto sciallo]
-con che aggettivo si descriverebbe? [senza indugio] Incoherent.
-una parola in italiano? "Come va?" [deliziata dalla delizia delle intervistatrici!!]
francese? I dont know why, but I remember "je t'aime"
inglese? "Hello" [eddai!]
tedesco? Well...yesterday I bought this German milk bottle, so..."Milch"...it's spelt with c-h...
-situazione imbarazzante quando era in Italia da poco: All right...oooh...[pensierosa] there are MANY.
But I remember the first day, at the airport, about 15
years ago, when I took a taxi. The taxi driver started talking to me and was very puzzled when he
found out I, a white woman, was South-African. It was quite
embarrassing to explain him everything... Or another one: I always heard people at the bakery asking
for 'ciabatta' bread, so one day I wanted to DARE and
asked: "Please give me a PANTOFOLA!" [!!!!!!!] ...because I couldnt remember the right word.
-cosa le piace/non le piace dell'Italia? I like everything. Oh well, I think Italians should stand up more
for themselves, if you get what I mean. You know,
there's criticism, criticism, criticism. They shouldnt just let them criticise. You know... [difficile trovare
le parole giuste, vero?]
-cosa le manca della sua terra natale? [complice, sorride] Nothing, really.[orpo!]
-quando ci è andata per l'ultima volta? Oh, just the year before getting married, to show my husband
what it was like...[si fa seria] I never think of going
back. It's...hard to explain, South Africa is certainly good for tourism but too complicated - and by the
way, I'd like to go during summertime but here it's
winter meanwhile, and we only have 2-week holidays! It's just not worth it.
-c'è un cibo particolare della sua madrepatria che le manca? Mmm...not really.Although...we have
lots of afternoons (in the afternoons, evenings...) with
NICE NICE meat. [ci pensa ancora un po'] Yes. YES. The meat.
- bene, bene. parliamo allora del suo primo flirt italiano!- Eheh![ridacchia, tutta divertita] What do you
want to know?? I mean...MY HUSBAND IS GOING TO
READ THIS, HEY! [ah-aah!allora CE N'è DA RACCONTARE!^^] But...well...[un pochettino imbarazzata] anyway...my first Italian flirt was...VERY nice, and VERY
interesting. I think Italians arent that more handsome, but much more human: you know, they speak,
and listen, and SOCIALISE!
-ok, ...cosa pensa dei giovani d'oggi? [interessata] Obviously it depends. But young people here
seem bored, and I believe it's because they dont have to
fight. While for me it was a challenge! We had to work more: let's say I wanted to play in the netball
team? I train hard and deserve it.
-ultime 2 domande: uno scioglilingua inglese - Uhm...I knew one...let me think...mmm.....[la aiuto:
'Sally sells...'] OH, YES!! How did it go? [pensierosa]
'Sally sells shiny seashells on the seashore. But I cant remember the end [e meno male!]
-prego, descriva le altre 2 madrelingua: I know Mrs Ciardo [senza esitazione] and she is very determined. I think we should all try to reach her level.
While Mrs Kunz...I dont know her so well. Let's say 'very sweet'.
-Thanks a million! Bye!! --> Oh! Already finished?!
…La traduzione nel prossimo numero…
22
Incoming.
di Irene Negri
Si è concluso al nostro linguistico “Balbo” l’ “Incoming” coordinato dagli ‘stra-noti’ Lella Gaviati e Riccardo Rota. Il progetto consiste nell’ospitare, per un periodo che varia dai 2 ai 10 mesi, studenti della
nostra età provenienti da altre nazioni. Quest’anno anche Eleonora Tiozzo del Socio Psico Pedagogico, con Luisa Cotti, ha aderito all’iniziativa, ospitando Michaela per 2 mesi, mentre Amber, Hamish,
Colleen, Taous e William sono stati accolti rispettivamente da Rogen Halo, Federico Costanzo, Federica Brusotti, Ilenia Pistone e Andrea Ruto: per tutti, un’esperienza indimenticabile.
Gli studenti stranieri , tutti provenienti dall’ Australia, da Melbourne e Sydney, hanno tra i 16 e i 17 anni
e nel corso del loro soggiorno in Italia hanno frequentato le nostre stesse lezioni mattutine, supportando l’apprendimento dell’Italiano al CTP della Media Negri (dove li accoglie la super LUCIA!!!).
Abbiamo trascorso insieme un magico Natale, qui, nella nostra meravigliosa Italia… e loro sono rimasti
affascinati dalle tradizioni, dai parties e dalla neve… che ha soffuso tutto con uno straordinario tocco
di fiaba.
E’ con molta tristezza che ci siamo salutati la settimana scorsa, alla partenza, e
già ci manca la loro presenza nelle classi e tra i corridoi del “Lanza”, dove si respira sempre e comunque molta aria di “internazionalità”.
Battute tra i banchi:
Pesce C.: in teoria non dovrebbe esserci il bue nel presepe… ma mettilo perché fa calore..
Valentini: dovete sempre ascoltare che un'altra cosa rispetto ad ascoltare
Valentini: La matita degli italiani è brutta..una porcheriola! (Di che matita stava parlando?!)
Valentini :Paleolitico,quando l’uomo era ancora….
Jacopo 1ali : Uno scemo!
Bozzo: Ma non sono mica qui a vendervi del fumo! (?!)
Federico Rosso :Hai distrutto i miei sogni infranti….
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Dalia Nera. Di Federico Rosso
Non si muovono certo in un mondo di illusioni Lee e Dwight, poliziotti, pugili e, soprattutto,
amici. Eppure il pericolo più grave per loro non arriva dalla folla di relitti umani e delinquenti
che li circondano, né dalla violenza e dalla corruzione di Los Angeles, né da Kay, la donna
di cui entrambi sono innamorati. E’ un orrido delitto a sconvolgere per sempre la loro vita: il
massacro di Elizabeth Short, la “Dalia Nera”, ragazza leggera, allegra, imprudente…
prostituta a tempo perso. Una delle tante vittime consenzienti dello show business e, soprattutto, di se stessa. E quando Lee scompare misteriosamente, per Dwight le indagini si
trasformano in una tremenda ossessione…
10 piccoli indiani (Agatha Christie), recensione di Irene
Negri V AL
10 sconosciuti invitati misteriosamente a una vacanza in una villa isolata.
10 statuette sul tavolo da pranzo.
10 omicidi nel giro di 4 giorni… Una statuetta alla volta, la villa si svuota.
Nessun superstite, ma un enorme mistero: CHI è L’ASSASSINO?
Il giallo più venduto del mondo, un capolavoro di ingegno e suspense che vi terrà
incollati alla Christie pagina dopo pagina.
Recensione di
Stilian Lorietti ( ...detto “il mister dell’allora”...)
Floris, LA FABBRICA DEGLI IGNORANTI
La disfatta della scuola italiana, Editrice: Rizzoli ( 19,50€)
L’AUTORE, giornalista RAI e autore di programmi di attualità come
Descrive con tono leggero i tanti mali che affliggono la scuola italiana .
La lettura è facile e scorrevole, spesso divertente, e dagli aneddoti citati emergono personaggi emblematici dell’ignoranza che troppo spesso accomuna tutti gli “attori” della scuola
di ogni ordine e grado (studenti, professori, genitori, politici… )
Poiché la scuola è il luogo dove si formano gli adulti di domani, l’autore vuole denunciare il
pericolo che corre una nazione dove le persone valgono per quello che hanno e non per
quello che sono e dove il sapere non conta più nulla.
Consiglio questo libro a tutti, ignoranti e secchioni.
24
Recensione del videogioco:
HALO LA TRILOGIA
di Matteo Cardia
La cara vecchia xbox non sarebbe diventata ciò che è ora senza Halo.
Tutto ha inizio con il risveglio del nostro alter ego virtuale cioè il possente master chief detto
anche “capo”, un soldato armato fino ai denti e sempre pieno di risorse.
La trama cinematografica ci porterà su un’installazzione aliena a forma di anello detta Halo che
è governata dagli alieni covenant, ostili agli umani e inconsci proprietari di un arma di distruzione di massa a livello galattico.
Il nostro compito sarà quello quindi di evitare che i nostri avversari attivino il potere distruttivo
dell’anello e intanto di ritornare alla nostra cara amata terra, sempre più unita da quando si sono fatti avanti i covenant.
Negli episodi successivi i campi di battaglia si estenderanno dalla terra ad altri anelli sparsi nell’universo, e l’obiettivo sarà quello di fermare l’attivazione simultanea di tutti gli anelli che causerebbero come detto in precedenza la fine dell’universo.
Il terzo capitolo della serie non conclude del tutto la storia, ma si sa per certo che la minaccia
aliena è stata sventata dal nostro eroe.
Naturalmente il nostro eroe per portare a termine le missioni avrà un arsenale a disposizione
che spazia da armi umane come fucili e mitragliatori ai fucili al plasma e lame di energia degli
avversari. Sono utilizzabili anche postazioni di artiglieria fissa che si possono eventualmente
sradicare dal terreno e trasportarle in giro
La meccanica di gioco è quella degli fps diminutivo di first person shooter (sparatutto in prima
persona) cioè vai al punto A, uccidi tutti i nemici che vedi e raccogli più armi possibili, esegui
una determinata azione e riparti per il punto B e così via.
Graficamente spettacolare con effetti realistici sia per ciò che riguarda la fisica dei materiali
sia per gli effetti audio e video.
I controlli sono semplici e intuitivi si sa subito dove mettere le dita sul joypad e il divertimento
moltiplica se si gioca online, contro altri 16 giocatori reali, con i quali si può dialogare attraverso una chat sia vocale che scritta.
Halo è il gioco che deve stare nella collezzione di tutti i giocatori, insieme ai suoi seguiti e al
recente halo wars gioco strategico basato sulla serie.
Notizie a riguardo
·
Il finale è tuttora aperto, ci si aspetta un quarto capitolo della serie che concluda la saga o
perlomeno la continui.
·
Il viso del master chief non si è mai visto, non si sa se sia umano o cyborg.
·
·
Master chief può guidare una moltitudine di mezzi terrestri e aerei, nel gioco saranno di
grande aiuto per completare le missioni.
·
·
·
Il vero nome del master chief è John.
Sembra che Holliwood stia girando un film relativo alle avventure del master chief.
Cercando nei livelli i “teschi” bonus sono sbloccabili varie abilità che si possono utilizzare
poi nel gioco.
Si possono portare solo due armi con se durante il gioco, nel secondo e nel terzo si possono
usare due armi leggere contemporaneamente raddoppiando il volume di fuoco.
·
Nel gioco ci sono vari tipi di granate.
· Livelli di difficoltà variabili dal semplice al leggendario.
È possibile effettuare attacchi in mischia contro gli avversari con. le proprie armi.
25
OPERAZIONE VALCHIRIA
di Mattia Monzeglio VAL
Claus Philipp Maria Schenk Graf von Stauffenberg è un colonnello della Wehrmacht (le forze armate tedesche dal 1931 al 1945) che sta combattendo nel
Nord Africa, anche se ha già maturato una profonda ribellione contro il Nazismo.
Un attacco aereo lo priva di un occhio, del braccio destro e di due dita del sinistro.
Non appena rientrato in Germania, il colonnello si unisce a un gruppo ribelle,
composto da militari e funzionari statali, che ha come scopo la sconfitta di Hitler.
Il piano prende forma: si dovrà attentare la vita del Führer e, subito dopo, attuare il piano “Valchiria” già legificato, accusare le SS (Schutz Staffeln “squadre di
difesa”) dell’omicidio, catturarle e prendere il controllo di una Germania nuova,
libera dalla dittatura.
E’ il colonnello stesso a portare l’ordigno fatale nella Tana del Lupo e ad assicurare la riuscita dell’intervento. Rimane “solo” un problema: HITLER NON E’
MORTO..
Il film, diretto da Bryan Singer , offre una sublime interpretazione di Tom Cruise
nei panni del colonnello Von Stauffenberg.
Questo film mi ha colpito molto e, sinceramente, non me lo sarei mai aspettato: i
film “storici” non catturano spesso la mia attenzione. Nessuno mi aveva mai parlato di tentativi di ribellione al regime nazista. C’è una frase che mi è rimasta impressa, pronunciata nel trailer ufficiale:“ Molti riconobbero il male. Alcuni osarono sfidarlo”. Questi uomini hanno dimostrato al mondo intero il loro coraggio e
la volontà di opporsi all’ingiustizia e alla crudeltà…Il risultato? Essere dimenticati? Solo per aver “fallito”?
Come in tutte le cose della vita, non conta il prodotto finale, ma quello che sta
dietro, ovvero l’intenzione e la volontà!
Ora, grazie a questa affascinante pellicola, i veri eroi possono essere ricordati,
conosciuti e hanno finalmente occupato il posto che gli spetta.. Quello dei vincitori.
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Australia
di Tania Todaro
Un grande film per una grande terra, AUSTRALIA, di Baz Luhrmann. In attesa
della vacanza studio in Australia che si terrà dal 30 Luglio al 18 Agosto, accontentiamoci di questo bellissimo e coinvolgente film. Australia 1939. Dall’Inghilterra arriva con i suoi corpetti e la sua spocchia Lady Sarah Ashley, nobildonna dal
matrimonio infelice in cerca del proprio marito. Peccato che una volta arrivata, in
un mondo agli antipodi del suo (Australia), la donna si ritrova catapultata in un
impensabile avventura. Improvvisamente vedova e con una mandria di 1500 capi
di bestiame da portare immediatamente in città, Lady Ashley dovrà combattere
contro il barone del bestiame King Carney, che vuole la sua proprietà, ed il suo
terribile tirapiedi. Ad aiutarla un magico bambino meticcio ed uno scontroso e rude Mandriano, che la porterà lungo le sperdute ed immense lande dell’amore.
"Australia" è un colossal d’altri tempi, pieno di rimandi, sia elle immagini che nella
narrazione, a film del passato. Si va infatti dal classico "Via col vento", fino a
"Moulin Rouge" dello stesso Luhrmann, passando per il recente "Pearl Harbor". Il
risultato è un film ambizioso, intenso e ricco di elementi positivi. Spicca la fotografia di Mandy Walzer, che rende veri e propri quadri i paesaggi ripresi da Luhrmann. I colori accesi e i suggestivi estesi campi fanno da cornice a una trama
avvincente, soprattutto per quanto riguarda la prima lunga parte, che potremmo
definire in stile western. Ottimi gli interpreti ‘australiani’ Nicole Kidman e Hugh Jackman: entrambi convincenti nel rappresentare il tema della pellicola: le
"generazioni perdute". Così erano chiamate in Australia le generazioni di mulatti
che venivano allontanate, con forza, dalla propria terra e dalla propria famiglia.
Un tema scottante che nel film viene affrontato con lucidità e sentimento. Anche grazie al motivo musicale
"Somewhere over the rainbow", tratto da "Il mago di
Oz", che dona alla pellicola un’atmosfera romantica e
sognante.
Ancora risate:
Valentini: non ho perso l’abitudine di fare le passeggiate in collina con mia madre, ridere scherzare… cadere nei
fossi
Pesce C.: probabilmente è stato suicidato! (???)
Bozzo: (due australiani entrano in classe) ma per due canguri dobbiamo sbavare così?!!
Francesca 1ali: il DNA contiene i caratteri “genitali”… (chissà cosa intendeva…)
27
Jessica Islami , Federica Stefan, Valentina Bozzetti, Scarrone Giulia...ma quasi l’intera parte femminile
della 1 AL...segue il reality di maria...e nutre speranze che, al momento di andare in stampa...sono già
state deluse… Questa è dunque una RECENSIONE particolare...Seguiremo il programma day by day e
ci aggiorneremo, per the winner, nel prossimo numero. E cercheremo anche di chiederci il motivo dello straordinario successo di questo format…
Amici (di Maria de Filippi)
Amici di Maria De Filippi, o semplicemente Amici, è il talent show di Canale 5 in onda dal 2001 e attualmente giunto alla ottava edizione. All’inizio era: “Saranno famosi”. Proviamo a cercare il senso di questa iniziativa, a partire dagli scopi della scuola. Si tratta di un reality a cui partecipa una classe di 20 alunni, accuratamente selezionati tra ragazzi dai 18 ai 25 anni che
aspirano a diventare cantanti, ballerini di Jazz, Hip Hop e danza classica. Obiettivo: conquistarsi un posto nel mondo dello
spettacolo.Il programma è diviso in due fasi: la fase iniziale, da settembre a gennaio, in cui le capacità artistiche degli aspiranti
professionisti vengono perfezionate e giudicate esclusivamente dagli insegnanti della rispettiva materia, e la fase finale, da
febbraio ad aprile, in cui l'avanzamento dei finalisti è quasi totalmente affidato al televoto.
(siamo ormai nella seconda parte).
La sigla!
Ogni squadra ha una sua sigla.
Quella della squadra bianca (dobbiamo considerare anche LEI…anche se il nostro cuore è BLU!!!...o non si era capito???) è:
Qui si canta da paura e balliamo con il cuore noi!
Invece il motto della squadra blu, il migliore,è:
Scialla scialla scialla da capogiro..
Scialla scialla scialla senza respiro..
Scialla scialla scialla la squadra blu
Che vuoi di più?!
Tutto bluu!
Chi vincerà?
A parer nostro la risposta è scontata…Sicuramente un membro della squadra blu!
Ma chi? Guardando le classifiche di queste settimane si potrebbe pensare a Valerio come possibile vincitore di quest’anno, essendo apprezzato sia dal pubblico, sia dai professori…Ma secondo noi dovrebbe vincere un altro…Un cantante?
No! È ora che vinca un ballerino…E chi meglio di Adriano?! (n.d.r.:ad oggi è ormai fuori…!!!)
Il bravissimo, il simpatico, il coerente…colui che ha idee e non teme di esporle…per paura di ‘non piacere’ ai professori o
al pubblico…Non potrebbe essere, almeno in questo senso, un modello da seguire?
Nato a Roma il 1 luglio del 1987, è il più famoso ballerino di hip hop… Dobbiamo ringraziare Maura Paparo e Garrison, perché, grazie a loro, i nostri giovani cuori possono battere più forte! Lo chiamano “Gallo Cedrone”, per la sua cresta prorompente, e si sta avvicinando sempre più alla finale tanto attesa… Inutile dire che speriamo sia lui a vincere i 300.000
euro. A parere di Garrison, Adriano possiede una forte musicalità e una grande capacità interpretativa. Steve afferma
che è in grado di vivere le esibizioni, trasmettendo forti emozioni al pubblico… Di certo, per quello che ci riguarda, è
esattamente così… Dobbiamo preoccuparci… o stiamo solo vivendo la nostra verde età? Anche Maura, l’insegnante
di Hip Hop, ammira molto il talento del bellissimo (!!!) romano.
Ma, come in ogni fiaba, c’è una strega malvagia che si oppone: la super straordinariamente patetica Alessandra Celentano: LEI lo considera solo un… personaggio. Ogni anno ha un suo capro espiatorio, l’elemento su cui scaricare
tutte le colpe esistenti circa le varie sfaccettature della danza. Ma non si rende conto a cosa sta andando incontro (e
non pensiamo alla nostra vendetta…). Quando Adriano sfonderà nel mondo del musical… vi immaginate la scena di
Alessandra che chiede l’autografo (…umilmente…) al “nostro” Adriano! XD
28
(Da notare l’indiscutibile somiglianza…!!!)
NASCE UNA STORIA AD AMIC.I...
Finalmente è amore nella scuola di Amici! Sembrano trascorsi anni luce da quando, (erano solo due mesi fa!!!), la battuta di uno degli autori faceva pensare ad una storia (mai partita davvero, comunque) tra il cantautore Luca Napolitano e la
cantante Silvia Olari.
La sera del 14 gennaio, del tutto inattesa, la svolta:: alla fine della prima puntata del serale, Luca ha ufficializzato la richiesta di cambiare squadra e di passare quindi dai blu ai bianchi, mentre Maria De Filippi ha spiegato la scelta del ragazzo legata ad una persona ‘importante’ una persona inserita tra i bianchi.
A quel punto la curiosità dei fans si è scatenata, anche perchè l’identità della morosa del bel Napolitano, per discrezione, non è stata rivelata dalla conduttrice.
In realtà il regista di Amici è evidentemente meno “discreto”, visto che ha fatto indugiare le telecamere più volte sul viso
di Alice Bellagamba.
Giovedì 15 gennaio un romantico abbraccio tra Luca e la bravissima danzatrice marchigiana sembra proprio aver chiarito
ogni dubbio agli affezionati del talent show… successivamente poi… si sono anche baciati.
E vediamoli più da vicino…o rischiamo di cadere nel dubbio e nell’ansia…!!!!
LUCA NAPOLITANO
22 anni, nato ad Avellino e vive a Saviano (Napoli) con i genitori e 2 fratelli.
Dice di piacere a tutti!
Non si definisce leader ma, ammette di avere un forte ascendente sugli amici.
Attualmente non e' fidanzato, ma vorrebbe tanto innamorarsi di nuovo.
Gli altri di lui non capiscono il suo fermarsi 5 minuti durante il giorno per pensare e riflettere sulla vita e sul mondo.
Si definisce altruista, generoso, sincero, bello...
Dice di non riuscire ancora a piangere...
Alla domanda "qual è la tua debolezza?" risponde "le ragazze belle e intelligenti mi creano una grande debolezza,
mi fanno invaghire… praticamente mi fanno innamorare."
Il suo sogno è realizzarsi: amore, soldi e lavoro.
ALICE BELLAGAMBA
Alice ha 20 anni, è nata a Jesi il primo novembre del 1987, vive a Reggio Emilia per ragioni di studio da circa 7 anni.
Si definisce grintosa, attiva, spensierata...
Alice ha iniziato a studiare danza moderna a 11 anni e da allora ha fatto tutti i tipi di danza: danza classica (dall'età di
14anni), moderna, contemporanea, latino americano e hip hop (che adora). E' convinta che una ballerina dev'essere
completa per essere considerata tale.
A 13 anni si è trasferita lontana da casa per andare a studiare nell'accademia del balletto di Toscana.
Ora è a Roma e studia allo Ials (una scuola dove studia tutti i tipi danza).
E' il primo anno che prova ad entrare ad Amici e SENTE CHE PUO' DAVVERO REGALARE TANTE COSE ALLE PERSONE DANZANDO..RACCONTARE CON I MOVIMENTI DEL CORPO LA SUA STORIA.. Non ha mai recitato, ma è
stata da piccola nel coro delle voci bianche per alcune opere liriche.
E’ tutto per ora. Noi terremo d’occhio la situazione, anche dopo il termine del reality… Potrebbe trattarsi di un inconscio
processo di identificazione...o chissà cos’altro...
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MOULIN ROUGE!
di Maria Rita Torino 1ali
Trama del film:
Sullo sfondo di una straordinaria Parigi travolta dalla "rivoluzione bohèmienne", Satine (Kidman),
prima stella del Moulin Rouge, la più famosa cortigiana della città, aspira a divenire una vera
attrice. L'occasione le si presenta quando un facoltoso e arrogante Duca le offre tutto ciò che
desidera in cambio dell'esclusività dei suoi favori. Ma per un gioco di equivoci, scambia un aspirante scrittore inglese (McGregor) per il Duca, e se ne innamora. Satine sarà la protagonista,
insieme a Christian, di una travolgente storia d'amore tormentata da mille difficoltà ma sorretta
da una grandissima passione. Il tutto sostenuto da frenetici can-can, bizzarri personaggi e dalla
celebrazione dei quattro fondamenti dello spirito bohèmienne: Verità, Bellezza, Libertà e soprattutto Amore!
Recensione:
Moulin Rouge! : lo “spettacolo spettacolare” più emozionante che abbia mai visto.
Ispirato agli ideali bohèmienne, ambientato nel più famoso bordello della Parigi di fine ‘800, riesce a raccontare la storia d’amore tra una bellissima cortigiana ed uno scrittore squattrinato,
senza volgarità, con un po’ di umorismo e con tanta umanità.
Tra scenografie surreali, simpatici dialoghi piccanti al punto giusto, sfrenati “can-can”, danze
appassionate e dolcissime canzoni, insieme ai protagonisti, anch’io mi faccio travolgere e mi
ritrovo a cantare, ballare, ridere, piangere, sognare… amare.
La musica, le canzoni e le coreografie sono magnifiche e mi riempiono di felicità, la storia mi
commuove, l’atmosfera è magica e… la luna che canta è mitica.
Libertà, bellezza, verità e amore, i principi che Toulouse-Lautrec e i suoi amici bohèmienne cercano di diffondere, hanno conquistato anche me.
30
GOSSIP GIR L
di Mattia Monzeglio VAL
Gossip Girl è un telefilm che ha subito catturato la mia attenzione: la serie viene trasmessa su
Italia 1 a partire dal 7 Gennaio 2009 (su Mya dal Gennaio 2008) ma, a causa dei bassi ascolti,
viene spostata in seconda serata.
Il telefilm è narrato attraverso gli occhi dell'invisibile blogger che viene comunemente chiamata Gossip Girl. Nessuno conosce la sua identità ma il suo blog riceve l'attenzione da parte di
tutti i protagonisti dell'Upper East Side, zona delle più lussuose residenze e alberghi di Manatthan.
La serie inizia con il ritorno in città di Serena Van Der Woodsen (Blake Lively), partita misteriosamente 8 mesi prima, senza dare alcuna spiegazione a nessuno, inclusa la sua migliore
amica Blair (Leighton Meester). Questo evento influenzerà l’intero sviluppo della serie.
A pagarne le conseguenze sarà anche Nate Archibald (Chace Crawford), storico fidanzato di
Blair, in conflitto con la sua vita familiare e sentimentale, e il suo migliore amico Chuck Bass
(Ed Westwick), “bad guy” invischiato sempre in qualche scandalo.
Quando Serena torna dal suo “self-imposed” esilio si ritrova sola e abbandonata dal suo exgruppo di amici; a tenderle una mano è invece Dan Humphrey (Penn Badgley), l'”outsider” per
eccellenza, segretamente innamorato di lei da molti anni. Dan vive fuori dal lusso e dagli sfarzi dell'Upper East Side con suo padre separato da poco, ex rock star proprietario di una galleria di arte Rufus Humphrey (Matthew Settle), e con sua sorella Jenny Humphrey (Taylor
Momsen), quattordicenne in cerca di popolarità.
All’estero il telefilm ha riscosso un enorme successo non solo per l’intreccio narrativo, ma anche per la trasformazione dei giovani protagonisti in nuove icone dello stile.
Cosa ha portato alla retrocessione in seconda serata del telefilm?
Una possibile causa potrebbe essere l’eccessiva lontananza della serie dai canoni della vita
comune, così come il look “griffato”. Oggi ci si immedesima di più con il personaggio “a pari
reddito” piuttosto che con il “trendy” milionario di Manhattan. Nonostante i vari problemi, i protagonisti sembrano cascare sempre in piedi!
Per quanto mi riguarda, penso che evadere dalla realtà quotidiana faccia bene ogni tanto; la
vita di tutti i giorni ci ingloba così completamente, da non permetterci quasi di vedere oltre il
nostro naso!
Chiunque volesse seguire il teleilm può farlo il Venerdì in seconda serata su Italia 1, ma, per
chi non potesse, il sito www.telefilmdb.blogspot.com consente la visione delle prime 2 stagioni (la seconda in Inglese!!!).
Buona visione!!!!!
31
LO SPORT ...cos’è ?
di Andrea Giacalone
“Lo sport è l’insieme di quelle attività compiute al fine di migliorare e mantene-
re in buone condizioni il nostro corpo e capace di “intrattenere” chi le pratica e
chi è spettatore”.
Dalla definizione del termine si capisce come sia importante per chi lo fa, anche come ‘passatempo’, per chi lo guarda… Un evento positivo a tutto campo,
è il caso di dire!
Lo sport ha molte facce: può essere praticato singolarmente o in gruppo, senza fini competitivi oppure gareggiando contro altri sportivi. In questo caso si
tratta di “agonismo” sportivo (agonè in greco vuol dire ‘lotta’).
Lo sport è una parte integrante della cultura di una società, cioè non c’è una
‘vera’ civiltà che non pratichi un qualche sport, che non si riconosca in esso…
dal calcio al basket al football americano… e, proprio come ogni aspetto della
società, cambia con lei. In età moderna è evidente che la pratica sportiva è diffusa soprattutto presso le società più ricche, che possono usufruire dei mezzi
necessari per sostenerla e praticarla. Parecchi sport sono costosi e richiedono
una particolare attrezzatura, sempre più sofisticata … Sono un esempio il ciclismo, l’automobilismo, il motociclismo, la vela. Ma si può anche ‘arraggiarsi’
con mezzi più semplici , come per il baseball, la scherma, l’hockey, il salto con
l’asta, il tiro con l’arco. In alcuni casi servono requisiti particolari, come il nuoto
o il pattinaggio… e ancora, esistono sport che si praticano “utilizzando” un animale: per l’equitazione il cavallo, per gli sport cinofili il cane).
Gli sport che non richiedono attrezzature sono quelli praticati diffusamente nei
paesi più poveri. E’ il caso della corsa o il calcio…povero, per strada. In queste
società lo sport è spesso visto dalle giovani generazioni come mezzo per un
possibile riscatto economico e sociale, ne sono un chiaro esempio i corridori
africani che da molti anni sono i dominatori in atletica leggera o i ‘talenti’ delle
nazionali calcistiche.
Sport e società, quindi, sono strettamente legati e cambiano nel corso del tempo. (…continua…).
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Il rugby, rude sport giocato da gentiluomini …
by Irene Negri e Edoardo Greppi
Le regole del rugby sono tra le più complicate del mondo sportivo:15 giocatori per squadra
si passano una palla ovale nel tentativo di segnare una meta . Ogni squadra è divisa in MISCHIA,e tre quarti.
La mischia è suddivisa in PRIMA LINEA (piloni e tallonatore), in SECONDA LINEA e in
TERZA LINEA (flankers), che spingono sui fianchi, e in n° 8 che spinge da dietro. Tra i tre
quarti sono presenti un MEDIANO di mischia, che introduce la palla, altri due tre quarti sono al centro del campo e due ali coprono le fasce laterali; last but not least è l’ESTREMO,
ultimo baluardo contro possibili incursioni nemiche.
I vari modi di segnare: il più fruttuoso: la META, che si ottiene facendo toccare la palla nell’area di meta della squadra avversaria (dietro ai pali) siglando 5 punti; per ottenere 2 punti
extra bisogna poi centrare i pali da una distanza di 22 m perpendicolarmente al punto di
meta; ultimi modi per aggiungere altri 3 punti al risultato sono il calcio di punizione (in mezzo ai pali da fermo) e il
drop (palla calciata in movimento in mezzo ai pali).
Il passaggio con le MANI è
possibile solo all’indietro,
mentre si va avanti calciando la palla. Uno degli
innumerevoli falli possibili e
l’ “in avanti” : ogni volta
che la palla viene lanciata in
avanti per qualche motivo, si sanziona con una mischia in favore degli avversari. Un altro fallo comune è il fuorigioco…serve
spiegarlo?
In Europa e in particolare in Italia, il rugby non è
molto praticato. Ne consegue uno stile di gioco lento e macchinoso, ricco di
mischie e fasi statiche nel
gioco.
La cultura rugbystica sta comunque crescendo. Nell’emisfero Sud, invece, il rugby è lo
SPORT NAZIONALE in molti paesi(Nuova Zelanda,Australia,Sudafrica..). Ad esempio in
Nuova Zelanda i mitici ALI BLACKS dominano l’Olimpo del rugby, osannati da milioni di
persone come una delle più forti nazioni del mondo. Fortissima la competizione con la vicina Australia - che però è battuta piuttosto regolarmente(ohohoho!!!)…Può consolarsi, solo
in parte, col netball* .
Lo stile di gioco dinamico e veloce di queste squadre rendono il rugby “australe” più seguito
ed apprezzato per la sua spettacolarità [(tra l’altro il capitano è proprio carino (n.d. Edo,
commento di Irene)]. Un’attrazione in più è costituita dalle allegre mascotte vestite a tema: i
Leoni di Wellington e le Mucche di Whatatangi (“fakata’nn). Per non dimenticare la celeberrima “Haka”, danza di guerra che apre ogni incontro della nazionale, più volte contestata.
Per le tribù Maori, infatti,è oltraggioso che i Pakena (non-maori) approfittino di un rituale sacro, che può essere, per tradizione, interpretato solo dai nativi.
In conclusione, questo SPLENDIDO & NOBILE sport non dovrebbe rimanere nel dimenticatoio ma, al contrario,
rivalutato…è meno corrotto (forse perché
meno retribuito…???) di
altri sport, molto più
seguiti, ma, nell’essenza, MALVAGI!
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Aria delle nostre colline…un vero patrimonio da difendere… In questo numero:
CARNEVALE A SALA MONFERRATO
di Alessia Saletta (IV AL) e Chiara Melotti (I AL)
Il carnevale di Sala – ridente e felice paesino delle nostre eccezionali colline…vanta una lunga tradizione di Carnevale, che risale al primo dopoguerra. Sin dagli
anni ’50, i contadini salesi trascorrevano le serate
invernali preparando i carri allegorici per le sfilate di
carnevale, che avvenivano lungo le vie del centro storico di
Sala e nei paesi limitrofi… per poi concludersi con la grande
parata a Casale Monferrato.
I principali temi che hanno ispirato i carri nel corso degli anni, quelli che hanno riscontrato il maggior successo e che
rispecchiano meglio la realtà della tradizione contadina, sono stati: la sanità, la vendemmia con il vino e l’ uva (su cui
si basa l’economia del paese ),
la nave dei pirati
(!!!...chissà perchè…Forse perché è un tema affascinante…
e non solo per i piccoli), la scienza…con le prime astronavi
lanciate nello spazio. Anche la fagiolata fa parte della tradizione legata alla storia del carnevale salese. Un gruppo di
cuochi e cuoche preparano, fin dalle 4 del mattino, i paioli di
rame sospesi a un traliccio per la mitica fagiolata, realizzata
con un’ antica ricetta delle montagne biellesi…appena appena adattata nel tempo ai gusti
monferrini. A mezzogiorno, dopo una cottura lenta e paziente, inizia la distribuzione… e
molti sono gli amanti di questo piatto insolito, gustoso e prelibato. Quest’ anno il carnevale, organizzato dagli animatori dell’ oratorio, è stato festeggiato Domenica 15 febbraio,
con il coinvolgimento di tutti i bambini del paese, rigorosamente vestiti in maschera. A
seguire, l’attesissima tombola a premi, per raccogliere fondi per la missione “ Rayito del
Sol ” in Neuquen, dove Mariuccia Deambrogio, una missionaria azzanese, si occupa di
adozioni.
E poi la tradizionale rottura delle pignatte…Giochi e scherzi per tutti …sino al termine,
quando una ricca merenda ha coronato l’allegro pomeriggio!
34
Ed ora la ricetta della ‘autentica’ fagiolata di Sala ...
E’ una tradizione piuttosto recente, che dura tuttora con successo, nel tempo di
carnevale. Si tratta i fagioli con le cotiche cotti all’aperto..
Gli ingredienti “classici” sono 11 chili di borlotti, 8 chili di patate, 4 chili di cipolle, 3
di carote, 4 di lardo oltre a 1 chilo e mezzo di salamini con le cotiche. Al tutto si
aggiungono i gusti (sedano, salvia, rosmarino, lauro) per insaporire ben bene.
I fagioli si mettono a mollo la sera prima, al mattino si toglie l’acqua e si pongono
in un recipiente di plastica ben pulito. Si tagliano le patate a pezzi, il sedano, le carote e i gusti che si avvolgono in una specie di garza perché insaporiscono senza
sciogliersi.
Le vere protagoniste sono due ‘caudere’ (traduzione dal dialetto: casseruole…) di
rame, pulite e lucidate per bene, che gli uomini del paese sospendono a un traliccio fin dalla sera del sabato. Alle 5 del mattino della domenica, cuochi e cuoche si
mettono già al lavoro. Si riempiono i calderoni d’acqua, poi quando l’acqua bolle si
mette la verdura, quindi il lardo a pezzi e le cotenne. Il tutto deve bollire per alcune
ore.
A mezzogiorno la cottura è terminata: inizia così la distribuzione di questo piatto
prelibato, a tutti i presenti e trasportato in recipienti adatti, anche a chi è rimasto a
casa. L’ idea della fagiolata la diedero alcuni biellesi che erano venuti a Sala per la
vendemmia nella metà degli anni ’70.
Da allora si fa tutti gli anni, sfidando il freddo e a volte anche la neve .
35
Ancora un paio di:
La solitudine dei numeri primi, di Paolo Giordano, Mondadori.
by Diletta Giora IV AL
Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci, sport che lei odia profondamente. E una mattina di nebbia fitta, lei è piena di freddo e il latte della colazione le pesa sullo stomaco. In cima alla seggiovia si separa dai compagni e, persa nella nebbia, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. La lasciamo sulla neve, in
fondo ad un canalone, incapace di muoversi, mentre si chiede se i lupi ci siano anche d’inverno.
Pensiamo che morirà assiderata. Invece si salva, ma resterà zoppa e, soprattutto, segnata per
sempre. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi compagni e, per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà da lei. Ma Mattia non ritroverà più Michela. In quel parco, Michela si perde per sempre. Le vite di Alice e di Mattia, due esistenze segnate, si incroceranno. Diventeranno, Alice e Mattia, adolescenti, giovani, adulti. E vivranno una solitudine indicibile…la solitudine dei numeri primi:
soli come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati
da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Questo romanzo è una
storia dolorosa e commovente, che Paolo Giordano tocca con sguardo lucido e profondo. La narrazione è ferma ed esprime con maturità una materia scottante per le sue implicazioni emotive. E il
risultato è un romanzo capace di scuotere, di emozionare per l’ alternanza di momenti di spietata
durezza e di tensione a scene più dolci, piene di tenerezza e di speranza.
RECENSIONE ROMANZO FANTASY-BRISINGR
by Edoardo Greppi
Una fanciulla da liberare. Un fratello da combattere. Un'eredità da reclamare. Molte cose
sono cambiate nella vita di Eragon da quando l'uovo della dragonessa Saphira è comparso
dal nulla sulla Grande Dorsale: suo zio è stato ucciso, Brom il cantastorie si è sacrificato per
proteggerlo dai terribili Ra'zac, il fratello che non sapeva di avere si è rivelato uno dei suoi
peggior nemici. Molte cose sono cambiate, altre no: Galbatorix soffoca ancora Alagaësi con
la sua tirannia e il giovane Cavaliere e la sua dragonessa rimangono l'unica speranza di
detronizzarlo. Ma Eragon è davvero all'altezza di questo compito? La battaglia delle Pianure Ardenti, Murtagh e Castigo si sono dimostrati avversar pericolosi; il sangue di cui si è
macchiato tormenta le sue notti insonni. Non c'è tempo di tornare elfi, non c'è tempo di riposare, non c'è tempo di trovare una nuova spada: Kat è nelle mani di Galbatorix, e per salvarla bisogna entrare nell'Helgrind, dove orribili sacrifici umani vengono compiuti tutti i giorni... Christopher Paolini conduce ancora il lettore nella terra dove i draghi esistono, dove la
magia è l'unica speranza di umani, elfi e nani contro tiranni e creature demoniache, in questo che è il terzo volume delle avventure del Cavaliere dei draghi.
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MODA…
Qualche notizia per saperne di più
di Caroline Frola 1 AL
Ne sentiamo parlare ogni giorno…la viviamo sulla nostra pelle…nel vero senso della parola!!! Proviamo a vedere cos’è e anche un po’ della sua storia, attraverso alcune delle sue più note griffes.
Il termine moda indica un comportamento collettivo (cioè comune a più persone). E’ un termine che
spesso si lega al ‘modo di vestire’.
Moda,deriva dal latino modus, che significa maniera, norma, regola, tempo, melodia, ritmo. Nel nostro caso, prendiamo il significato di ‘modo’, di ‘come’. Forse non sapete che, a Firenze, è presente
l'unico museo italiano dedicato alla moda, la Galleria del Costume, in Palazzo Pitti. La galleria del
costume è stata fondata nel 1983, contiene una collezione che, compresi gli oggetti , arriva a più di
6000 manufatti, fra abiti antichi (i più vecchi risalgono al XVI secolo), accessori, costumi teatrali e
cinematografici di grande rilevanza, di grande importanza. È anche l'unico museo italiano a raccontare il percorso dettagliato delle mode che si sono susseguite, grazie agli esemplari prestigiosi di celeberrimi stilisti italiani e stranieri. La maggior parte degli oggetti proviene da donazioni, pubbliche e
private: a volte si tratta di interi guardaroba di personaggi celebri, di enorme rilevanza storica.
Una caricatura del 1796 di James Gillray, intotolata Following the Fashion (= seguendo la moda).
Curiosità: ecco alcune delle maisons più prestigiose…
CHANEL: Gabrielle Bonheur Chanel, detta Coco dai suoi amici, non diede solo una svolta al mondo
della moda, ma, per la prima volta, valorizzò la donna e ruppe il pregiudizio che impediva di considerare il genere femminile alla pari con quello maschile. Gli abiti mescolano: luce, colore, eleganza,
classe, leggerezza e personalità.
DIOR: Dopo aver aperto un suo atelier a Parigi nel 1946, rivoluzionò la moda degli anni Quaranta,
introducendo uno stile e un'idea di femminilità completamente nuovi. La sua linea fu detta New Look
BULGARI: Dopo la seconda guerra mondiale, Bulgari comincia ad acquisire un suo proprio stile, che
lo rende unico nel suo genere. Si allontana dalla scuola francese per prendere ispirazione dall'antica
Grecia e dalla Roma imperiale, dal Rinascimento e dalla scuola orafa romana del diciannovesimo
secolo.
E potremmo continuare con Gucci, Fendi, Louis Vuitton, Valentino, Prada, Versace…e sarebbero
solo alcuni…Ancora una curiosità. Sapete cosa vuol dire: Prêt-à-porter ? è un'espressione della lingua francese che significa "pronto da indossare". In opposizione all'alta moda (la haute couture), il
prêt-à-porter è costituito da abiti realizzati non su misura del cliente, ma venduti finiti in taglie standard… pronti per essere indossati…Quelli che troviamo, insomma, nella maggior parte dei ‘nostri’
negozi, più o meno alla portata di tutti…Belli, curati… ma decisamente più accessibili. Non è certo
‘alta moda’, ma sono belli e ci fanno stare bene, con noi e in mezzo agli altri. E questo è quello che
conta.
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Abbiamo ricevuto molti desideri..non potendo far vincere tutti premieremo i primi cinque..I primi
ad essere scartati sono stati quelli che non avevano nome e cognome…Non possiamo premiarvi se
non sappiamo chi siete!Non ci metteremo a indagare..Siamo mica a CSI (poi mica c’è il morto
qui…)!!!La prossima volta mettete il nome!(o fate uscire un morto!)..
La Redazione
TOP 5:
1.Raffaele Ugazio: per Pasqua vorrei una macchina del tempo per tornare indietro e vedere il prof. Ben-
zi incastrato nel quadro svedese!!! ( come lui ci ha raccontato)
2.Simona Cantatore (4bl) vorrei che il Vince lavasse i vestri della 4bl perché tutte le volte che i vetri si
appannano c’è la scritta “al fioca!”…Risale al 2007…
3.Jacopo Piccioli: caro coniglietto di Pasqua vorrei che Della Zazzera trovasse l’amore della sua vita
perché ho paura che diventi gay.
Davide Della Zazzera: caro coniglietto di Pasqua vorrei tanto che tu mi regalassi un accendino per bruciare il pizzetto a Jacopo!
4.Fabio Favarin (4bl) desiderio:corrompere la giuria per vincere
5.Giorgia Iviglia:
voglio investire con Luana Leonardi tutti i nostri soldi in capanne zulù in Burundi
per incontri ravvicinati tra casalinghe disperate e baldi giovani “abbronzati”
E ora gli altri desideri… con l’augurio che si avverino!!
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Kirill Smirnov (4bl) : Desidero scrivere un desiderio più furbo il prossimo anno
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Eleonora Degiovanni (2ali) : Per Pasqua vorrei incidere la mia fantastica canzone “Greppi,shallala, it’s nice to
be Greppi shallala” e naturalmente voglio che la suonino i Junks
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Filoreta Gsoka per Pasqua vorrei che MxxxxO non ricevesse cioccolata per non ingrassare ulteriormente
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Veronica Coppo (2ali) Dentro l’uovo di pasqua desidero trovare Carlo Pastore
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Caterina Piazza Voglio un uovo gigante con dentro l’Edo vestito da coniglietto rosa(con tanto di denti finti e
che improvvisi un bel balletto pasquale..
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Luca Farone Vorrei avere 4 paia di scarpe marocchine originali e due albanesi (???)
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Federico Rosso (4ali) Caro coniglio Greppi,dentro l’uovo vorrei trovare una gallina…perché è nato prima l’uo-
vo.
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Alessia Saletta (4ali) Visto che l’amico gay l’ho trovato…per Pasqua vorrei un puffo!
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Luana Leonardi (4ali) Caro coniglio Greppi vorrei uccidere il puffo di Alessia,visto che sono solo un sogno di
Gargamella come si vede nell’ultima puntata,oppure il principe azzurro
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Giorgia Iviglia :caro coniglio Greppi:l’ha vishto anghe lei?Dai Edo scherzo,vorrei….un cervello nuovo per Martina Adorni e trovare il mio Principe Cacca (paraparà paraparà paraparapapà)
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Halo Rogen :voglio Fede!
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Kris (1bl) Io vorrei un antistress per Morano cosi la smette di voltarsi e disturbare (l’abbaimo censurato!!!)
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Lucrezia Isola (1bl) Io dal caro coniglietto di Pasqua vorrei un efficace crema anti-brufoli per Luca Gastaldello
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Monica Garrone :caro coniglio,vorrei che a mio papà non trovino più niente,dopo due tumori ho voglia di rivederlo sorridere.
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Federica Brusotti (1bli) Voglio Rogen!
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Cenaj Ledjana (1bli) Non voglio niente
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Misiti Andrea (1bl) dentro all’uovo di pasqua vorrei trovare una nuova professoressa che insegni pratica di educazione sessuale..
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Tutte le ragazze della 2ali vorrebbero tutti i professori maschi del linguistico vestiti da coniglietti di Play Boy
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La 5aspp desidera per pasqua che venga formata una nuova sezione:la 5C cosi da eliminare certe presenze ingombranti e sociopatiche!
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Anonimo : Vorrei il primo dei fratelli Buontempo come bonsai sul mio comodino in tenuta da pompiere
Anonimo:voglio trovare quel BxxxxxO che continua a rubare in sta scuola!Mi deve 20 euro
Angela :1- che ci sia fra gli uomini una sentita fratellanza e meno “cattiveria” e indifferenza,2-Voglio fare la bidella all’UNITRE 3-desidero andare in pensione…era un diritto una volta…
Le tre sbumbe di 1aspp vorrebbero che una “a-bajour” di 2 sociale si ripigliasse e abbassasse quella cresta gialla
che si ritorva,vorrebbero un istruttore figo come insegnate di ginnastica ad esempio lo “squalo”vorrebbero “un
pampero”…mmm….molto buono…(w colorado) e infine vorrebbero un uovo di pasqua perché sono le migliori
nel far figure da sbumbe…
3 ali: vorremmo che la Marisella venisse a sciuola vestita da coniglietta e che saltellando su due zampe distribuisse i medicinali francesi che tiena nella borsa! N.B in Italia non sono legali
Lucas Da Silva: caro coniglietto di pasqua, vorrei che la scuola durasse tre mesi e le vacanze i 9 rimanenti…
Cerutti Nicholas: caro coniglietto di Pasqua io vorrei… mangiarti! (che cattiveria)
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Valentina Bozzetti: per Pasqua vorrei che dalla mia classe sparisse una certa “Silfide” ( chi non sa chi sia non può
capire)
· Sabrina Scarpulla nell’uovo di pasqua vorrei trovare Scanzo che mi fa lo spogliarello con le canzoni di Grease
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Ilaria Botti :vorrei trovare un Gemuseauflauf per la pecora che ho sotto il letto
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Monica Mosca dentro all’uovo di Pasqua vorrei trovare l’anello di fidanzamento da parte del mio ragazzo siccome
il primo maggio faremo un anno!
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Zanotto Silvia :vorrei che Sabrina mi preparasse la sua pasta alle cime di rapa
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Ruto Andrea :uno spogliarello della Bozzo
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Ciufo Valentina Un immenso uovo di cioccolato
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Lorenzo Zarri Dentro l’uovo di pasqua vorrei trovare una bella ragazza
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Giada Deregibus (1bl) ciò che desidero per pasqua è…Il nulla.Un enorme buco nero che mi risucchi
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Marta Montanari (1bl) vorrei un coniglietto di cioccolato obeso
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Per Edoardo Greppi dal gruppo amiche cretine : caro coniglio o meglio me stesso,l’unica cosa che ti chiedo è la
certezza di poter sosposare me mujera Luana Leonardi a trent’anni,ma non prima!
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Direttore Responsabile: Alessandra Rota
Caporedattore : manteniamo il referente Edoardo Greppi...ma a lui si sono affiancati, con uguale impegno
e responsabilità: Guglielmina Iversa, Irene Valentini, Diletta Giora.
Segretaria di Redazione: Ilaria Melotti
Redattori: Susanna De Luna, Nicholas Bozza, Martina Adorni,Sally Rosso, Tania Todaro, Michela Debernardi,Matteo Cardia, Cristian Villani, Mattia Monzeglio, Irene Negri.
Per la Grafica: Gulia Paggio, Irene Valentini, Jacopo Sarray, Michela Debernardi, Martina Adorni.
Hanno partecipato a questo numero: Alessia Saletta, Chiara Melotti, Caroline Frola, Andrea Giacalone,
Maria Rita Torino, Federico Rosso, Elisa Melis, Marta Ferretti, Stilian Lorietti, Giulia Pizzocaro, Anna
Albertario, Rosa Lavinia Gallo, Jessica Islami, Federica Stefan, Valentina Bozetti, Giulia Scarrone, le
classi 2 A e 2 B sociopsico.
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