Veggenza, Telepatia, Telecinesi, Spiritismo, Reincarnazione

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Veggenza, Telepatia, Telecinesi, Spiritismo, Reincarnazione
VEGGENZA, TELEPATIA,
TELECINESI, SPIRITISMO,
REINCARNAZIONE
L’ALTRA
SPIRITUALITA’
L‟ALTRA SPIRITUALITA‟
Il soggetto A si trova comodamente seduto al bar, quando
improvvisamente, quasi per istinto, gira il capo puntando lo sguardo alle
sue spalle, come se qualcosa avesse attratto la sua attenzione verso quella
direzione. Ed effettivamente coglie un individuo, il soggetto B, intento a
fissarlo profondamente.
Un altro individuo, il soggetto C, sta tranquillamente guidando la sua
autovettura quando, improvvisamente e senza alcuna motivazione, il suo
pensiero viene indirizzato verso un suo conoscente, il soggetto D, il quale,
guarda caso, verrà realmente visto dal soggetto C sbucare da una strada
dopo pochi secondi.
Sono poche, credo, le persone che non abbiano vissuto situazioni simili a
quelle appena descritte (che chiameremo rispettivamente “primo
esempio“ e “secondo esempio“), ma sono ancor più rare quelle che
avendole vissute le abbiano attribuito un significato che vada oltre quello
della semplice casualità, della semplice coincidenza. Tra questi poi, la
maggior parte, o addirittura la quasi totalità, avrà tirato in ballo
fantomatiche spiegazioni paranormali. Lo scopo di questo scritto è
appunto quello di gettare luce su questi fenomeni di difficile
interpretazione. Ma di preciso cosa intendo dimostrare? Prima
d‟arrivare al nocciolo della questione bisogna innanzitutto partire dal
presupposto che sarebbe limitato prendere questi fenomeni in
considerazione meramente come semplici coincidenze. E per liberarci da
una simile puerile spiegazione basta prendere coscienza del fatto che un
fenomeno che si ripete spesso, e su un numero considerevole di soggetti,
non può essere considerato come una semplice coincidenza. Ma se non si
tratta di un qualcosa che rientra entro i confini della semplice casualità,
ne di un fenomeno dimostrato scientificamente, allora di cosa potrebbe
trattarsi? Intanto, messa da parte la casualità come spiegazione,
potremmo considerare evidente il fatto che deve esserci un qualcosa che
interagisce fra i soggetti protagonisti di questi fenomeni. In altre parole,
tornando al mio primo esempio, se il soggetto B turba il soggetto A
soltanto concentrandosi su di lui, è evidente che qualcosa di suo deve
essere stato percepito dall‟altro. A questo punto sembra che dovremmo
cercare d‟individuare questo “qualcosa”.
Ora, è un fatto scientificamente accertato che l‟attività cerebrale umana
produce delle onde elettromagnetiche, questo perché ogni qual volta un
singolo neurone del nostro cervello entra in attività per ricevere o
trasmettere un segnale psichico produce una scarica elettrica a
bassissima frequenza e voltaggio elettrico (microvolt). L‟attività
cerebrale coinvolge in ogni momento milioni di neuroni di differenti aree
del cervello che attivandosi insieme generano onde elettromagnetiche
collettive abbastanza forti da attraversare la sostanza cerebrale ed essere
rilevate da elettrodi posti sulla cute esterna della testa. Sono stati rilevati
quattro tipi di onde, Delta, Theta, Beta ed Alfa, ed ognuna di esse
corrisponde ad una certa attività cerebrale. Ovviamente non mi
dilungherò qui ad illustrare fatti scientifici già dimostrati
sperimentalmente. Per chi volesse approfondire l‟argomento scientifico
sulle onde cerebrali così come ce le presenta la scienza ufficiale basterà
aprire un‟enciclopedia o fare una ricerca via internet.
E‟ invece mia convinzione che tali onde possono propagarsi ben oltre la
cute esterna della testa, dove fin ora sono state rilevate tramite elettrodi.
Non solo, sempre a mio avviso, esse sarebbero anche portatrici dei
pensieri e dei sentimenti del cervello che le emana! Ciò spiegherebbe
perché il soggetto B del mio primo esempio, nell‟atto di pensare il
soggetto A, provoca in questo un turbamento tale da farlo voltare verso
la sua direzione. In pratica, il soggetto B stava in quel momento
pensando al soggetto A, il quale evidentemente ne aveva in qualche modo
“captato” le onde. La mia teoria implica infatti che il nostro cervello non
solo emetta, ma anche capti le onde prodotte dagli altri cervelli, e questa
capacità di ricezione è alla base di molti fenomeni considerati
paranormali. Per capire meglio mi servirò del secondo esempio, che
sembra descrivere un fenomeno che i cultori del paranormale
classificherebbero certamente come veggenza. In effetti come faceva il
nostro automobilista ad intuire inconsciamente che un individuo di sua
conoscenza si sarebbe di lì a poco affacciato da quella traversa.
Coincidenza? Abbiamo già scartato precedentemente questa possibilità
considerandola incompatibile col concetto di ripetitività del fenomeno. A
questo punto molti di voi avranno già intuito la mia spiegazione. È
evidente infatti che il protagonista del mio esempio ha captato le onde del
suo conoscente che di lì a poco si sarebbe affacciato nell„incrocio. Quelle
onde gli faranno venire in mente la persona che le ha emanate, e che
vedrà dopo pochi secondi, convincendosi d‟essere stato protagonista di
un fenomeno di veggenza. Ma in effetti non sa che il suo cervello aveva
già captato la presenza del suo conoscente nei paraggi, per cui era
probabile che sarebbe potuto avvenire il contatto visivo fra i due. Questa
cosiddetta Veggenza la possiamo quindi spiegare con la mia teoria delle
onde (che da adesso scriveremo con la “o“ maiuscola), poiché è una
premonizione vicina nello spazio e nel tempo, in quanto si è potuta
verificare perché i due soggetti erano abbastanza vicini da poter entrare
in contatto tramite Onde. Quindi in questo caso il fenomeno previsto si
verifica pochi istanti dopo. Ma come spiegare eventi predetti con largo
anticipo? Come può un individuo che vive in Europa prevedere che in
America avverrà fra un anno un attentato terroristico? Credo infatti che
sia quanto meno audace pensare che le Onde cerebrali possano
addirittura oltrepassare gli oceani! Inoltre la mia teoria implica che
siano captate mentre vengono emesse. Come spiegare allora il prevedere
un evento così lontano sia nel tempo che nello spazio? Un semplice
esempio (“terzo esempio”) potrà spiegare anche quest‟evento. Pensate
infatti che il nostro cosiddetto veggente si trovi un giorno a passeggiare
tranquillamente in una città europea, supponiamo Londra. Sta
osservando la vetrina di un negozio, ma non può assolutamente sapere
che fra le altre persone che osservano la vetrina in quel momento c‟è
anche l‟uomo che sta pianificando un attentato terroristico sul suolo
americano. Il terrorista osserva la vetrina, ma la sua mente è da tempo
impegnata nel pianificare l‟atto criminoso. Avrete a questo punto intuito
che il nostro veggente capta le Onde del terrorista, Onde che contengono
pensieri frammentari sulla pianificazione dell‟attentato. Il veggente
acquisisce queste informazioni, magari senza dargli alcuna importanza;
ma gli darà sicuramente importanza quando dopo un anno circa si
verificherà l‟evento, che egli assocerà inevitabilmente a quelle “visioni”
avute un anno prima. Questo è quindi un esempio di premonizione
lontana nel tempo e nello spazio, poiché le Onde che ne sono causa
contengono informazioni su un evento che si verificherà lontano nel
tempo e/o nello spazio rispetto al momento ed al luogo nel quale vengono
captate.
Ma la visione dell‟attentato terroristico il veggente potrebbe riceverla
anche di notte, grazie al fenomeno dei cosiddetti Sogni Premonitori, altro
fenomeno considerato paranormale. Infatti la psicoanalisi freudiana ci
insegna che la nostra mente durante il sonno assembla varie recenti
esperienze nella creazione del sogno. Ora, è a questo punto ragionevole
supporre che il contenuto delle Onde da noi teorizzate possa far parte del
“materiale” che la nostra mente durante il sonno assembla generando il
sogno. In pratica le Onde del terrorista acquisite dal veggente,
potrebbero manifestarsi nei suoi sogni. Non possiamo infatti affermare
che il contenuto delle Onde captate debba necessariamente manifestarsi
in modo immediato alla coscienza del soggetto ricevente, anzi, è
presumibile che rimanga per un periodo indeterminato “addormentato”,
cioè non manifestato alla coscienza.
Adesso, analizzando i due fenomeni descritti con gli esempi secondo e
terzo, possiamo notare come la loro differenza non è data soltanto dalla
differente propagazione nel tempo e nello spazio. Noterete che nel primo
caso si tratta di intuire la presenza di un soggetto che si trova nei
paraggi, anche se fuori dalla portata dei nostri sensi della vista e
dell‟udito. Nel secondo caso abbiamo invece una premonizione che ha
punti di contatto con un altro fenomeno cosiddetto paranormale: quello
della Telepatia! Infatti il protagonista del nostro terzo esempio riesce
addirittura a captare ciò che il terrorista sta pianificando, in pratica
riesce a leggergli nel pensiero. La nostra teoria rende quindi i fenomeni
della veggenza e della telepatia molto simili, ed inoltre li subordina al
concetto di probabilità. Probabilità cioè, sia che l‟evento si verifichi poi
realmente (non vi è la certezza che il piano terroristico pianificato venga
poi attuato), ma probabilità anche che il personaggio di cui si è intuita
la presenza (come nel nostro secondo esempio) venga poi realmente visto
o udito. Per cui, nella nostra interpretazione, il veggente non è tale in
quanto prevede il futuro reale, ma in quanto vede quello che un soggetto
ha in mente di fare in futuro.
Andando avanti su questa strada vedremo come la mia teoria spiegherà
molti fenomeni considerati paranormali. Ma in fin dei conti cos‟è oggi il
paranormale se non ciò che in futuro rientrerà entro i confini della
scienza? Basta una semplice scoperta scientifica, o un esperimento
riuscito, per mutare un fenomeno inspiegabile, o addirittura considerato
inesistente, in un fenomeno scientificamente accertato.
Ma prima di inoltrarci nella selva dei fenomeni paranormali, devo aprire
una breve parentesi sulla natura delle Onde e sul loro interagire col
cervello umano. Intanto sembra pacifico che i fenomeni descritti con i
miei esempi hanno evidenziato l‟esistenza di qualcosa che può mettere in
contatto due differenti cervelli, e che questo qualcosa non è certamente
uno dei nostri cinque sensi conosciuti. Dal momento che dovrebbe
trattarsi di un‟emanazione del nostro cervello, essendo che lì si evolvono
i nostri pensieri, a me sembra più semplice identificarlo con le onde
elettromagnetiche da esso prodotte. Potremmo anche pensare a qualcosa
avente una natura simile a quella dei feromoni, cioè degli agenti chimici
che permettono ad alcuni insetti di scambiarsi informazioni tramite
l‟olfatto. Ma l‟uomo non sembra che abbia un olfatto così sviluppato.
Comunque per il momento a noi non interessa molto conoscere la natura
esatta di questo “qualcosa”, a noi interessa piuttosto aver rilevato la sua
esistenza. Mi limiterò quindi ad associarlo a delle onde
elettromagnetiche, che fra l‟altro, allo stato attuale delle nostre
conoscenze, sembrerebbe la spiegazione più prossima a quella che
potrebbe essere la loro reale natura.
Un altro chiarimento poi va fatto ad una domanda che sicuramente vi
sarete posti: ognuno di noi percepisce le Onde di tutte le persone che si
trovano nei nostri paraggi? Se così fosse, questo non creerebbe in noi un
vero e proprio stato confusionale? anche qui dobbiamo ammettere di
non sapere ancora in che modo interagiscono cervello ed Onde. Usando
l‟analogia possiamo però ritenere che vengano gestite come tutte le
informazioni esterne che giungono al cervello tramite i cinque sensi. Se ci
facciamo una lunga passeggiata nel centro città, ci capiterà
inevitabilmente di guardare ed incrociare lo sguardo con decine,
centinaia, forse migliaia di persone, che come noi stanno piacevolmente
passeggiando. Sfido chiunque, a fine serata, a ricordare i volti di tutti
coloro che abbiamo visto durante la passeggiata. Potremo al limite
ricordarci di quelle persone che per un qualche motivo hanno destato la
nostra curiosità. Così ci ricorderemo dell‟individuo X perché somiglia
molto ad una persona di nostra conoscenza, oppure dell‟individuo Y
perché è vestito in modo pittoresco, o anche della commessa di quel
negozio perché è particolarmente attraente. Ma della quasi totalità delle
decine, centinaia, o migliaia di persone che vediamo giornalmente non ci
ricordiamo di nulla. Lo stesso vale per tutto ciò che udiamo, tocchiamo,
annusiamo o assaporiamo. E lo stesso potrebbe quindi valere per le Onde
che captiamo. Molte di queste informazioni che non ricordiamo vengono
comunque “immagazzinate” nella nostra mente, per affiorare alla
coscienza per lo più a seguito di processi di associazione. Ad esempio
durante la nostra passeggiata abbiamo notato distrattamente una donna
che indossava una maglietta con i tipici colori del pavone.
Dimentichiamo la donna subito dopo averla vista, ma il suo ricordo,
rimasto sepolto nei meandri dell‟inconscio, affiorerà alla nostra
coscienza parecchie settimane dopo, soltanto quando vedremo un pavone
in televisione, su una rivista, oppure allo zoo.
Possiamo anche ritenere che hanno più probabilità d‟essere percepite
quelle che hanno una certa intensità, la quale dipende dal tipo di attività
cerebrale del momento. Infatti la scienza ci dice che le onde più intense
sono quelle prodotte nei momenti più intensi di attività cerebrale. Per cui
potremmo supporre che quelle prodotte da chi è concentrato nel pensare
alla soluzione di un problema complicato siano più captabili di quelle
prodotte da chi è impegnato a leggere il menù del ristorante. Inoltre
non sappiamo se ogni cervello le emetta con la stessa intensità, né
sappiamo se tutti i cervelli riescono a captarle allo stesso modo. È
risaputo infatti che l‟uomo riesce a sfruttare soltanto una ridotta
percentuale delle sue potenzialità cerebrali, per cui la sensibilità
dell‟area del cervello eventualmente preposta alla loro percezione
potrebbe variare da soggetto a soggetto. Potremmo anche supporre, sulla
base del nostro primo esempio, che sia più probabile rimanere turbati
dalle Onde quando queste contengono pensieri che ci riguardano. In
altre parole, servendoci di una variante del nostro primo esempio, se gli
individui A e B vengono “investiti” dalle Onde dell‟individuo C, mentre
questo sta pensando soltanto ad A, è probabile che sia proprio
quest‟ultimo ad esserne turbato; perché? Probabilmente il cervello di A
riconosce d‟aver ricevuto dall‟esterno qualche informazione che gli è per
così dire “familiare”; ad esempio A e C avrebbero di lì a poco
partecipato alla stessa cerimonia matrimoniale, e quando C pensa ad A
con riferimento a questo evento, il cervello di A associa questa
informazione a quella che egli già possiede, facendo così scattare il
turbamento; B invece, benché riceve le stesse Onde, non subisce il
turbamento in quanto non aveva nulla da condividere con C, il quale in
quel momento non lo stava nemmeno pensando. Ma dopo aver fatto
questi chiarimenti, ribadiamo nuovamente che per noi è
momentaneamente più importante l‟aver solamente individuato questa
forza psichica che riesce a far interagire tra loro due cervelli. Via via
noteremo inoltre, sulla base delle esperienze personali dei fenomeni
descritti con i miei esempi, che questa forza sembra agire
inconsciamente, e con questo intendo sostenere che sembra agire quando
non vi è l‟intenzionalità razionale e cosciente di farla agire. Se il
protagonista del nostro primo esempio, il soggetto B, osservasse il
soggetto A concentrandosi su di lui con la volontà di volerne provocare il
turbamento, sarebbe probabile che quest‟ultimo non verrebbe
influenzato dalla sua forza psichica. Quindi è come se le Onde agissero
per istinto e non per nostra volontà razionale e cosciente. Per quale
motivo? Intanto va ricordato che i comportamenti istintivi più primitivi
li condividiamo con gli altri animali, mentre la razionalità è una
prerogativa umana; ora, se consideriamo che nell‟evoluzione umana i
comportamenti istintivi precedono di gran lunga quelli razionali, e se
consideriamo anche che i più primitivi fra questi sono mirati alla
preservazione della sopravvivenza individuale, si potrebbe dedurre che
le azioni comandate dagli istinti primitivi possiedono una forza
maggiore, proprio perché sono espressione dell‟impulso più forte
esistente in natura, quello appunto della sopravvivenza. Ecco perché la
forza da noi teorizzata sembra manifestarsi proprio quando non c‟è
l‟intenzione di manifestarla, poiché è tipico dell„istinto l„essere
indipendente dalla razionalità. Allora sembra di poter dedurre che essa
proviene dalla sfera degli istinti di sopravvivenza e di preservazione della
specie. Immaginate per un attimo un innocuo erbivoro che sta per essere
aggredito da una tigre nascosta fra i cespugli, e pensate quanto possa
essergli utile la capacità di captare la presenza e le intenzioni del
predatore in agguato. Ma se la tigre possa emettere Onde simili a quelle
da me teorizzate, e se il malcapitato erbivoro le possa captare
associandole ad un pericolo, beh per il momento non possiamo saperlo.
Potrebbero infatti essere anch‟esse una esclusiva prerogativa umana.
Queste considerazioni ci fanno però venire in mente che spesso in natura
sembra aleggiare quello che comunemente viene definito “sesto senso”, al
quale si dà forse erroneamente un carattere paranormale.
Fatti questi chiarimenti possiamo adesso analizzare vari fenomeni
considerati paranormali, e valutare se sia possibile spiegarli con questa
teoria. Intanto dobbiamo considerare che se le Onde hanno natura
elettromagnetica, come io suppongo, indubbiamente possiedono energia,
e la scienza ci insegna che l‟energia ha la facoltà di creare movimento.
Del resto, tornando al nostro primo esempio, se pensiamo che esse hanno
il potere di turbare un individuo fino a farlo voltare nella direzione dalla
quale vengono emesse, è evidente che, come abbiamo detto, devono
possedere una qualche forza (la forza, appunto, elettromagnetica, o una
forza la cui natura è ancora da individuare), ed il concetto di forza è
legato a quello di energia; anzi, in alcuni casi i due concetti assumono lo
stesso significato. Ora, Onde molto più potenti di quelle comunemente
emesse non potrebbero avere abbastanza energia da poter in qualche
modo influenzare la naturale dinamica degli oggetti? Ci riferiamo
ovviamente ad un altro fenomeno paranormale, quello della Telecinesi,
cioè la capacità di muovere gli oggetti con la forza del pensiero. Se Onde
prodotte da un cervello comune, quindi poco sfruttato rispetto alle sue
reali potenzialità, riescono a turbare il protagonista del primo esempio,
potremmo supporre che se possedessero maggiore intensità, magari
perché prodotte da una attività cerebrale superiore o anche per fattori
naturali, potrebbero sviluppare un‟energia ancora più potente e dotata
di maggiore densità. Per cui la forza d‟urto con la quale “investono un
oggetto” dal peso limitato potrebbe determinarne lo spostamento.
Ciò potrebbe essere anche alla base di un altro fenomeno paranormale,
tristemente famoso col nome di Iettatura o Malocchio. Individui che
hanno dei complessi d‟inferiorità verso altre persone, o che, peggio
ancora, hanno dei sentimenti d‟invidia, possono consciamente o
inconsciamente desiderare una sorta di “ridimensionamento del
prossimo”, che accorcerebbe la distanza fra le due parti (cioè fra sé e gli
altri), distanza generata dall‟invidia e dal complesso d‟inferiorità; in
questo caso le Onde agirebbero affinché coloro verso i quali si prova
invidia ed inferiorità, o il prossimo in generale, siano vittime di tutta una
serie di “sventure” che farebbero a dir poco imprecare contro la
malasorte. In che modo agirebbero? Magari generando un guasto di
origine elettrica al computer che lo iettatore invidia ad un suo amico,
oppure mandando misteriosamente in avaria la batteria dell‟auto
invidiata, poco prima che il legittimo proprietario tenti di accenderla, o
ancora provocando un fastidioso mal di testa alla persona invidiata, e
così via. Infatti se le Onde hanno il potere di turbare una persona al
punto d‟attirare la sua attenzione in una certa direzione, è anche
plausibile supporre che possano anche provocare un mal di testa agendo
sul cervello che le riceve. Recenti studi scientifici sembrano dimostrare
che un‟attività molto intensa di alcuni neuroni della corteccia cerebrale
può innescare il processo del dolore, questo perché il cervello giudica
anomala questa iper-attività, di conseguenza attiva i sensori del dolore
come campanello d‟allarme. La forza psichica ricevuta potrebbe quindi
“sommarsi” a quella già prodotta dal cervello che la riceve, generando
un‟energia superiore alla norma che il cervello giudica come effetto di
iper-attività, facendo di conseguenza attivare i sensori del dolore. È
evidente, richiamando il fatto che la forza da noi teorizzata sembra agire
inconsciamente, che l‟operato dello iettatore avviene inconsapevolmente.
Come detto, presumibilmente non tutti i cervelli umani captano Onde
esterne allo stesso modo, per cui potrebbero esserci individui più sensibili
alla loro ricezione, individui che potremmo definire Sensitivi. In un luogo
dove si è consumato un evento drammatico, come per esempio un
assassinio, ci sarà stato sicuramente un rilascio di Onde portatrici degli
stati d‟animo della persona uccisa. Questi stati d‟animo forti e
drammatici verrebbero percepiti dal sensitivo, che avvertirebbe quello
che l‟ucciso ha provato negli istanti precedenti il fatto. Situazioni simili
accadono nel mondo animale mediante l‟emissione di segnali di carattere
chimico, i già citati feromoni. Come tutti noi sappiamo, è fuor di dubbio
che il vivere eventi drammatici può influenzare negativamente o
positivamente il carattere futuro di una persona, per cui lo stesso
possiamo dire qualora si capta forza psichica con un così forte contenuto.
Quindi un contenuto particolarmente potente può in qualche modo
influenzare l‟interiorità del soggetto ricevente, fino a causare degli
improvvisi sbalzi di umore, o addirittura dei veri e propri shock .
Abbiamo a questo punto imboccato la strada che ci porta dritti verso un
altro fenomeno paranormale, quello della cosiddetta Possessione, dove
vediamo che il materiale captato può persino “radicarsi”
permanentemente nel cervello ospitante, o quanto meno rimanervi il
tempo necessario per influenzarne i pensieri, i sentimenti ed i
comportamenti. Secondo la tradizione paranormale la Possessione si
verifica quando un demone, o anche lo spirito di un defunto, si
incarnano in una persona, attraverso la quale danno libero sfogo alla
loro natura, per lo più perversa. Noi riteniamo invece che ciò avvenga
quando un soggetto viene influenzato da Onde appartenenti a soggetti
viventi, o anche morti dopo averle emesse; si, perché teorizziamo che
esse possano continuare ad agire nonostante siano state emesse da
soggetti poi deceduti. Ma procediamo con calma, servendoci di un‟altra
variante del mio primo esempio: immaginate che una frazione di
secondo dopo aver emesso le Onde che andranno a turbare il soggetto B,
il cervello del soggetto A cessa definitivamente d‟essere attivo. Il
drammatico evento avviene quando le Onde emesse stanno già agendo
sul soggetto B. Quindi, sia pure per un brevissimo lasso di tempo, le
Onde continuano ad esistere anche dopo la cessazione dell‟attività della
fonte che le ha generate. È però nostra convinzione che questo “lasso di
tempo” non sia così breve come potremmo supporre. Queste Onde le
definiamo “orfane”, poiché continuano appunto ad esistere nonostante
sia sopravvenuta la mancanza di attività del cervello che le ha prodotte.
Le Onde orfane potrebbero continuare quindi ad essere captate, per cui
si può avere la sensazione (anche da qui per noi si ha il significato del
termine “sensitivo“) di percepire la presenza di gente defunta. Abbiamo
infatti visto precedentemente che lì dove si sono consumati eventi
drammatici possono essere captate Onde che trasmettono ancora gli stati
d‟animo legati a quegli eventi, e tali Onde possono quindi appartenere
sia a soggetti ancora in vita, sia anche a soggetti defunti proprio a causa
di quegli eventi. È in questo contesto che possiamo incontrare un
personaggio che nella tradizione del mondo paranormale viene definito
Medium, cioè colui che ha facoltà di poter mettere in comunicazione il
mondo dei vivi con quello degli spiriti dei defunti. È evidente che nella
nostra interpretazione il medium sarebbe colui il cui cervello ha una
particolare predisposizione nell‟avvertire la presenza delle Onde, anche
quelle dei defunti. Ma mentre secondo la tradizione gli spiriti dei defunti
continuano ad esistere producendo nuovi pensieri e potendo sostenere un
qualche “dialogo” con i vivi, lo stesso non possiamo ancora sostenerlo
per le Onde orfane. Esse infatti potrebbero soltanto essere portatrici dei
vecchi pensieri prodotti dalla fonte, cioè dal cervello che le ha emesse, e
quindi nulla ci farebbe sostenere che possano rappresentare una forza
autocoscienze e produttrice di pensieri e stati d‟animo nuovi, cioè
generati da sé e non dalla fonte. Se la realtà fosse questa, il nostro
medium sarebbe in realtà un semplice sensitivo, dovendosi inchinare
davanti all‟impossibilità di poter far dialogare i vivi con le Onde dei
defunti.
Quando parliamo di “Onda potente”, intendiamo che il suo contenuto
può influenzare più o meno violentemente un determinato soggetto
ricevente, ma non necessariamente un altro. In altre parole essa potrebbe
turbare un soggetto sensibile a quel contenuto, ma difficilmente un
soggetto che a quello stesso contenuto sarebbe indifferente. Nel momento
in cui questa Onda viene inglobata da un soggetto, nulla fa però
supporre che il suo potere su di esso rimanga costante col trascorrere del
tempo. Potrebbe infatti essere soggetta ad un lento dissolvimento,
soprattutto se la sua fonte, cioè il cervello che l‟ha emessa, non si trova
più nelle vicinanze del soggetto ricevente. Se invece il soggetto-emittente
si trova costantemente nei paraggi del soggetto-ricevente, il suo
dissolvimento risulterebbe rallentato, in quanto rinvigorito dall‟arrivo
di Onde aventi lo stesso contenuto, sempre che il soggetto-emittente
continui a produrre quei pensieri. Un fenomeno, quello della Possessione
da parte delle Onde, che si può sviluppare quindi in diverse varianti.
Rimanderemo ad una versione più elaborata di questo studio l‟analisi di
queste varianti. Sempre secondo la tradizione paranormale, gli individui
posseduti subiscono anche dei cambiamenti nelle loro fattezze. Essendo
spesso l‟espressione del viso il riflesso della propria interiorità, è evidente
che l‟ingresso di Onde provenienti dall‟esterno potrebbe creare, come
abbiamo detto, un conflitto interiore, e questo potrebbe riflettersi sul
viso del soggetto, cancellando la serenità che esprimeva fino a quel
momento. A questo punto basterebbe davvero poco per spiegare quel
fenomeno chiamato Reincarnazione. Per la verità questo argomento lo
abbiamo già toccato, senza che ce ne rendessimo conto, quando abbiamo
parlato di Possessione e Onde orfane. Infatti vediamo adesso come nella
nostra interpretazione questo fenomeno si verifica quando ci troviamo
sotto l‟influsso di gente defunta, la cui dipartita può essere avvenuta
prima (è questo il caso delle Onde orfane) o anche dopo che ne abbiamo
inglobato il contenuto psichico. Allora quando in noi affiorano dei
particolari che non possono che appartenere ad un defunto (tratti
caratteriali, cultura, storia personale, etc..), ci convinciamo d‟esserne la
reincarnazione. Togliamoci però dalla testa l‟idea che se per caso
acquisiamo apparentemente dal nulla conoscenze sui piani militari
francesi a Waterloo, ciò vorrebbe dire che abbiamo inglobato le Onde
addirittura di Napoleone. Con un po‟ di modestia capiremmo che in
realtà abbiamo inglobato il contenuto di quelle di uno studioso d‟arte
militare più vicino a noi nel tempo, e ovviamente anche nello spazio. In
pratica la nostra interpretazione ridimensionerebbe il fenomeno della
reincarnazione, determinandone l‟identità con quello della Possessione.
Abbiamo notato come in molti casi un argomento ne anticipa un altro,
magari più complesso. Così dalla veggenza del nostro primo esempio
siamo passati alla telepatia, da questa alla telecinesi, e così via. Quale
potrebbe essere l‟argomento successivo? Pensate un po‟ alle
caratteristiche delle Onde da noi teorizzate. Abbiamo visto che possono
anche contenere i nostri stati d‟animo, i nostri sentimenti, la nostra
volontà, e quindi la nostra interiorità più profonda? Siamo quindi sul
punto di potergli attribuire tutte quelle caratteristiche che sono proprie
di quell‟essenza immateriale che in ogni cultura umana viene definita
Anima o Spirito; ma a pensarci bene non proprio tutte, infatti alle nostre
Onde manca una qualità fondamentale: quella dell‟immortalità. Infatti,
benché abbiamo dimostrato che teoricamente possono continuare ad
esistere anche dopo la morte di chi le emette, nulla ci fa supporre il loro
perpetuarsi nel tempo, anzi, abbiamo invece accennato al concetto del
loro dissolvimento. La nostra visione dell‟anima immateriale rimane
quindi più vicina alle idee aristoteliche di un‟anima la cui esistenza è
dipendente dal corpo. L‟anima nascerebbe nel corpo, e ne uscirebbe
fuori tramite le Onde, con le quali si identifica.
Ma adesso, pur rimanendo nel campo della spiritualità, proviamo a
spingerci ancora oltre, proviamo ad essere più arditi.
Fino ad ora abbiamo visto le Onde come un qualcosa di individuale, di
soggettivo, cioè come la manifestazione, l‟effetto, di un singolo cervello. E
se ne esistessero invece di collettive? Se le Onde generate dai tanti
cervelli che condividono stessi ideali, stessi desideri, e stesse volontà si
fondessero dando origine ad una sorta di super-Onda? Sappiamo che
nelle culture cosiddette primitive si crede nell‟esistenza di una forza
invisibile ed impersonale chiamata Mana, che aleggia nella comunità e
che può risiedere in particolari individui dotati di potere e carisma.
Tipica figura dotata di Mana è lo Sciamano, o anche alcuni capi-tribù.
Chi possiede questa “forza” è solitamente considerato tabù, e toccandolo
si subisce una sorta di “scossa” che può attirare su di sé sventure o eventi
positivi, dipende delle varie culture. Servendoci della nostra teoria
potremmo vedere il Mana delle culture primitive come una forza
collettiva generata dalle menti dei membri della tribù, i quali indirizzano
inconsciamente la loro forza psichica individuale verso un soggetto che
loro credono debba possedere quei poteri sui quali loro fanno
affidamento; in questo modo loro contribuiscono inconsapevolmente ad
amplificare poteri che quell‟individuo prescelto aveva semplicemente
allo stato rudimentale, come ogni altro membro della tribù. Adesso
lasciamo le culture primitive ed occupiamoci degli ebrei dell‟Esodo:
migliaia di persone unite dalla volontà di fuggire dall‟Egitto e
raggiungere la Terra Promessa; migliaia di cervelli che creano uno
spazio ad alta densità di Onde portatrici di questa volontà (le migliaia di
ebrei si muovevano insieme come un esercito, anche se indisciplinato), e
che possano presumibilmente aver iniziato ad interagire tra loro; e
siccome la volontà dominante del singolo doveva essere per lo più quella
di fuggire dagli egiziani e ritirarsi nella Terra Promessa, potrebbe essersi
creata, dall‟unione delle tante Onde prodotte da singoli cervelli aventi lo
stesso obiettivo da raggiungere, una grande Onda collettiva molto più
densa di quelle individuali. Quindi il limitato spazio nel quale si
propagano, ma anche il fatto di condividere la stessa volontà e gli stessi
desideri, faciliterebbe questo processo di fusione. Se gli ebrei dell‟Esodo
si trovavano dispersi in uno spazio molto più ampio difficilmente le loro
volontà avrebbero potuto interagire fino a formare una super-Onda.
Abbiamo rilevato quindi la possibile esistenza di un‟Onda collettiva che
è la proiezione inconscia della volontà e dei desideri della collettività
umana che l‟ha generata. Un po‟ come molte divinità pagane, che
sembravano essere la proiezione dei popoli che gli tributavano un culto.
Un popolo guerriero e bellicoso si circondava per lo più di divinità
guerriere. Del resto l‟esistenza degli dèi sembra dipendere dal fatto che
vengano adorati. Così come l‟esistenza di quelle determinate Onde
sembra dipendere da quella particolare volontà che le ha generate. Gli
dèi che perdono i loro fedeli sono destinati a “morire”, per essere
soltanto ricordati. Evidentemente la coscienza, i desideri, gli ideali di un
popolo possono mutare, rendendo superati e anacronistici gli dèi che
avevano generato.
Le speculazioni sulle eventuali caratteristiche di questa ipotetica Onda
collettiva, e sui fenomeni che potrebbe generare, le rimandiamo ad una
versione più elaborata del presente studio.
Adesso, prima di concludere, occupiamoci brevemente di ciò che
potremmo definire come l‟altra faccia della medaglia della nostra teoria.
Abbiamo fino ad ora evidenziato l‟esistenza di una forza che interagisce
con la realtà esterna all‟individuo che la emana. Ma sarebbe a questo
punto superficiale non metterla anche in relazione con fenomeni ancora
poco spiegabili che si possono verificare all‟interno di ogni individuo.
Uno di questi fenomeni è senz‟altro quello dell‟Autosuggestione, la quale
in taluni casi sembra manifestarsi con tale forza da riuscire a provocare
degli effetti materiali chiaramente visibili. Ad esempio si è provato
sperimentalmente che in alcuni soggetti la forza della suggestione è
talmente potente che la certezza d‟essere toccato da un ferro rovente può
provocare una scottatura reale, anche se il ferro in realtà non era affatto
caldo. Da qui potremmo proseguire per analogia, spiegando con la forza
dell‟autosuggestione fenomeni che si manifestano ancora con maggiore
intensità. Potrebbe essere questo il caso delle misteriose stigmate
riscontrate in alcuni mistici cristiani. Infatti come la certezza d‟essere
toccati da un ferro rovente può provocare la scottatura reale (fatto
empiricamente dimostrato), così la potentissima fede negli ideali cristiani
potrebbe anche manifestare sul corpo di questi fedeli quelle ferite che
furono del Cristo. Così facendo la forza dell‟autosuggestione consente al
fedele d‟avere “Cristo in sé”, tramite quelle che furono le sue sofferenze
fisiche. Ma gli effetti che questa forza può produrre sul nostro corpo ci
inducono a meditare anche sulle sue possibili potenzialità terapeutiche, e
qui riprendiamo la figura dello sciamano carico di Mana, che potrebbe
riuscire a guarire la gente non soltanto grazie alle sue conoscenze delle
erbe terapeutiche, ma anche per la forza psichica che gli altri membri
della tribù gli trasmettono inconsapevolmente di volta in volta per delle
finalità ben precise. Purtroppo (o per fortuna, dipende dai punti di vista)
nella nostra cultura moderna certe credenze sono state superate, per cui
potremo forse sfruttare la forza prodotta dalla nostra mente soltanto se
in futuro si riuscisse a sviluppare una tecnica che ci consenta di
controllarla e sfruttarne scientificamente le potenzialità. Se può
produrre delle scottature su un corpo, per quale motivo non dovrebbe
anche guarire il corpo da alcuni mali?
Concludendo ribadiamo quanto detto all‟inizio sulla natura della forza
che abbiamo individuato e che è causa dei fenomeni fin qui descritti; o
almeno di una parte di essi, in quanto è innegabile che la nostra indagine
è partita da fatti riscontrabili nelle vita quotidiana di chiunque, per poi
via via lasciarsi andare in intuizioni non ancora riscontrabili
empiricamente.
La conclusione è che si tratta di una forza probabilmente prodotta dal
cervello umano, e che si potrebbe associare al fenomeno elettromagnetico
prodotto dall‟attività cerebrale umana. Tuttavia potrebbe avere
tutt‟altra natura, ad esempio chimica. A noi per il momento interessa
soltanto averla individuata, ed aver intuito che possa essere la causa dei
fenomeni descritti in questo nostro studio, o d‟una parte di essi;
fenomeni a tutt‟oggi non accettati dalla scienza ufficiale.

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