Nuova relazione evidenzia gli effetti del cambiamento climatico in

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Nuova relazione evidenzia gli effetti del cambiamento climatico in
Nuova relazione evidenzia gli effetti del cambiamento climatico in Antartide
[Data: 2009-12-02]
In Antartide, l'aumento dei livelli di gas a effetto serra e il restringimento del buco dell'ozono potrebbero
determinare, nel corso del prossimo secolo, un incremento delle temperature di ben 3°C. Una variazione che
contribuirà sensibilmente all'innalzamento del livello dei mari, come si afferma in una recente relazione opera di
un gruppo di scienziati che si occupano proprio di questa regione. Il comitato scientifico per le ricerche
antartiche (Scientific Committee on Antarctic Research, SCAR) ha presentato la prima relazione esaustiva sulla
situazione climatica in Antartide e sugli effetti reciproci tra questa e il sistema climatico globale.
La relazione si basa sul lavoro svolto da 100 scienziati di fama internazionale provenienti da 13 paesi diversi.
Oltre a descrivere le più recenti scoperte ottenute dall'attività di ricerca in Antartide, la relazione evidenzia quali
sono le priorità di ricerca per il futuro e risponde alle pressanti domande poste dagli attori politici sullo
scioglimento della grande calotta glaciale antartica, l'innalzamento del livello del mare e la biodiversità.
"L'Antartide rappresenta una fonte di informazioni sul pianeta senza pari". La relazione descrive quanto già noto
e illustra in che modo l'attività umana sia determinante per la rapida progressione del cambiamento climatico,
spiega il dottor Colin Summerhayes dello Scott Polar Research Institute (Regno Unito), direttore esecutivo di
SCAR.
"Convogliando questi dati multidisciplinari in un'unica fonte aiutiamo scienziati e attori politici a imparare a
distinguere i cambiamenti climatici dovuti ai cicli naturali del Pianeta dai cambiamenti indotti dall'uomo," ha
detto il dottor Summerhayes. "Il lavoro è di particolare importanza poiché contestualizza il cambiamento
climatico che investe l'Antartide e ne rivela l'impatto sul resto del pianeta".
Una delle scoperte principali degli ultimi anni è relativa all'interazione esistente tra il buco dell'ozono sopra
l'Antartide e il cambiamento climatico. Alcuni studi hanno evidenziato che proprio il buco dell'ozono sopra
l'Antartide ha evitato che il cambiamento climatico avesse un impatto ancora più significativo sulle regioni
ricoperte dai ghiacci. Gli accordi internazionali si sono dimostrati efficaci per la riduzione nell'atmosfera dei
livelli di sostanze chimiche che alimentano la crescita del buco nell'ozono, le cui dimensioni si sono infatti
stabilizzate.
Con la progressiva riduzione della sua estensione - prevista per i prossimi decenni - il buco dell'ozono non sarà
tuttavia più in grado di proteggere l'Antartide dall'impatto del cambiamento climatico. Al contempo, l'aumento
dei livelli di biossido di carbonio fa registrare la crescita più rapida degli ultimi 800.000 anni.
Di conseguenza, si prevede che le temperature in Antartide cresceranno di ben 3°C durante il prossimo secolo.
Nonostante questa variazione, le temperature in questa regione rimarranno di molto inferiori a 0°C. Tuttavia, si
stima che lo scioglimento dei ghiacci della calotta dell'Antartide occidentale contribuirà "per alcune decine di
centimetri" a un innalzamento del livello del mare che si prevede raggiungerà 1,4 metri entro il 2100.
Sotto il profilo della biodiversità, il cambiamento climatico che investe l'Antartide ha visto precipitazioni sulla
Penisola Antartica durante la stagione estiva che hanno determinato la rapida crescita di flora, fauna e della
popolazione microbica. Nei mari che circondano il continente, la riduzione dei ghiacci marini ha causato, in
alcune aree, sensibili variazioni nel ciclo di crescita delle alghe e una riduzione degli esemplari di krill, organismi
di piccole dimensioni simili a gamberetti di cui si nutrono numerose creature.
Per quanto concerne il futuro, gli scienziati sottolineano la necessità di raccogliere una maggiore quantità di dati
sul clima nelle regioni polari, e l'esigenza di acquisire più conoscenze sui cambiamenti che hanno investito la
situazione climatica in passato.
"Il dato che mi ha maggiormente sorpreso è che proprio il buco dell'ozono - ovvero un elemento nato
dall'impatto negativo delle attività umane - abbia protetto gran parte dell'Antartide dal cambiamento climatico.
La comprensione delle complessità di tali eventi è una vera e propria sfida per gli scienziati. È essenziale che la
comunicazione con la società e gli attori politici su questi argomenti avvenga nel modo più sensato possibile",
conclude il professor John Turner del British Antarctic Survey, primo autore dello studio.
"Non vi è alcun dubbio che il mondo sia in evoluzione e che l'attività umana acceleri il cambiamento climatico",
afferma. "Questa relazione è un passo importante per garantire che i dati principali e più aggiornati siano
raccolti in un'unica fonte. Essa pone le basi per la futura attività di ricerca in Antartide e ci fornisce le
conoscenze necessarie per convivere con il cambiamento climatico".
Per maggiori informazioni, visitare:
Scientific Committee on Antarctic Research (SCAR):
http://www.scar.org
British Antarctic Survey (BAS):
http://www.bas.ac.uk/
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Categoria: Varie
Fonte: British Antarctic Survey
Documenti di Riferimento: Sulla base di informazioni fornite dal British Antarctic Survey e dal rapporto SCAR
"Antarctic Climate Change and the Environment".
Codici di Classificazione per Materia: Cambiamento climatico e ricerca sul ciclo del carbonio;
Coordinamento, cooperazione; Scienze della Terra; Protezione ambientale; Meteorologia; Politiche; Ricerca
scientifica