Pippo il Grande: ve la do io la tv!

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Pippo il Grande: ve la do io la tv!
[SPETTACOLI]
DI GIGI VESIGNA
PIPPO IL GRANDE: VE LA DÒ IO LA TV!
Il trionfatore della domenica giudica successi e flop
dell’annata televisiva. E a proposito di Rai e Mediaset...
I
Pippo Baudo portato
in trionfo da Roberto
Benigni e Claudio Baglioni
n Rai chi sa di cinema in modo maniacale
lo chiama Ethan Hunt, il protagonista
del film Mission impossible, interpretato
da Tom Cruise e ispirato a una serie di telefilm
che spopolarono negli anni Sessanta. Stiamo
parlando, naturalmente, di Giuseppe “Pippo” Baudo, che ha sorpreso tutti riuscendo
con la sua porzione di Domenica in intitolata
“Ieri oggi domani” è riuscito a far desistere il
campionissimo Paolo Bonolis dalla conduzione di Serie A, lanciata con una campagna mediatica colossale da Mediaset come il nuovo
90˚ minuto. Un exploit eccezionale e ripetuto, perché quando Paolo ha lasciato e gli è subentrato Enrico “Chicco” Mentana, Baudo
ha raddoppiato, battendo anche lui.
Pippo, tutta la verità. Si è detto e scritto
che tu hai scelto lo scontro frontale perché
se perdevi avevi come scusante il confronto con il campione d’ascolto della passata
stagione, mentre se vincevi... Io invece credo che tu abbia pensato non tanto a Bonolis ma a una strategia più ampia, da gran
conoscitore del mezzo televisivo.
«Dici bene: non ho scelto quella collocazione per sfidare un collega che stimo moltissimo, ma perché so che la domenica un contenitore come Domenica in si rivolge a un pubblico familiare che magari non si interessa di calcio. E, nello stesso tempo, chi invece ama il
calcio ormai sa tutto e ha visto tutto. Sky, per
chi ha la parabola, fornisce un servizio più
che completo, per di più condotto benissimo
da Ilaria D’Amico, una vera rivoluzione. E
poi ci sono le Tv private che in diretta trasmettono le partite, infine c’è la radio. E poi, francamente, due ore di calcio sono troppe: quando facevo io Domenica in e Paolo Valenti era
il titolare di 90˚ minuto, la trasmissione durava meno di mezz’ora, eppure accontentava i tifosi. Quindi nessuna eroica decisione di immolarmi o ambizione a trionfare ma solo una
scelta ponderata. Ed è andata bene!».
L’anno solare 2005 si è concluso: Pippo,
te la senti di fare un bilancio su ciò che è stato giusto e ciò che è stato sbagliato? Lo stile della Tv, per esempio, lo trovi mutato?
«La Tv è diventata una rissa. Che si parli
di politica, di medicina o di sport. È una televisione urlata, che cerca a tutti i costi l’effetto, che colpisce “basso” i telespettatori ma
poi li lascia con l’amaro in bocca. Ogni spettacolo può reggere una scena madre, ma una
trasmissione fatta tutta di scene madri diventa controproducente. Spero che ci sarà un
punto di ritorno, altrimenti la gente si allontanerà sempre più dal piccolo schermo...».
Per colpi di scena, cosa intendi?
«La telefonata in diretta della Lecciso ad
Al Bano non mi ha convinto, era un pretesto
per attizzare il fuoco. Così come quando Simona Ventura ha comunicato ad Al Bano
che la signora se ne era andata con i suoi figli. Diamine, ci deve essere un limite. Si alimenta il voyeurismo, si confezionano sapori
forti senza contare che se metti troppo sale
la minestra diventa immangiabile...».
Quindi i reality...
«Sono tutti troppo uguali e a poco a poco
il successo scemerà anche se, purtroppo, dalle Tv europee e americane arrivano notizie
addirittura allucinanti sulle tematiche proposte dai reality. È una colonizzazione culturale alla quale dobbiamo ribellarci e del resto
tra Tv pubblica e privata c’è un’omologazione del palinsensto che le rende identiche.
Speriamo che dopo le elezioni qualcosa cambi. E per tornare ai reality, non dimenticarti
di certi flop come Il ristorante o Viaggio nel
tempo, addirittura sospeso prima della fine.
La talpa ha raggranellato un po’ di pubblico,
ma che pubblico è quello che si diverte a vedere mangiare topi morti?».
Ma perché, allora, vanno tanto di moda?
씮
“
”
I format che arrivano
dall’estero
anestetizzano
il cervello di chi la Tv
dovrebbe inventarla.
È una crisi culturale
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INDIMENTICABILI FLOP
씮
«Perché qualcuno, L’isola dei famosi per
esempio, ha fatto ascolti notevoli. Ormai è
soltanto questione di Auditel. Un mezzo che
era nato per fornire ai pubblicitari cifre che li
aiutassero a decidere come e dove investire,
oggi è diventato l’incubo quotidiano di chi
appare in Tv. Alle dieci e dieci del mattino
c’è gente che trema in attesa del verdetto.
Che viene regolarmente riportato dalla maggior parte di media con il confronto: questo
ha battuto quello, il flop di... Insomma, la
quantità che distrugge la qualità».
Come spieghi il successo di Pupo alla
conduzione di Affari vostri al posto di Bo-
Simona Ventura
Paolo Bonolis
쎲 Chi sbaglia paga: è la legge della Tv,
complice l’Auditel. Se una trasmissione non
raggiunge l’obiettivo previsto, viene
cassata. L’ultimo flop è quello della fiction
Sacco e Vanzetti che dopo una prima
puntata deludente su Canale 5 è stata
dirottata nel “cassonetto” di Rete 4. Non
tutti i reality raggiungono il favore popolare:
non era un gran che...».
Sei stato a lungo il monarca assoluto del
varietà del sabato sera. Oggi che succede
allo show più atteso della settimana?
«Il varietà del sabato sera è finito: se pensi
che tra Ballando con le stelle di Milly Carlucci e C’è posta per te della De Filippo, si rag-
Desperate housewives
«Troppi effetti» «Lo stimo molto» «Non fa per noi»
“
”
C’è stata un’eccellente
produzione di fiction,
gradita da un
pubblico che mostra
di amare le storie
che danno serenità
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nolis? È dunque vero che è il format che fa
il successo, e non chi lo conduce?
«Non è proprio così: quando la Ferrari vinceva, Schumacher dominava ma Barrichello
non arrivava ultimo. Paolo Bonolis la trasmissione la faceva benissimo, Pupo ha scelto il
ruolo di chi si sente “miracolato” e ha conquistato la simpatia della gente».
Come spieghi tutto lo spazio dedicato
dai giornali ai confronti Tv e l’invasione del
gossip sui personaggi del piccolo schermo?
«È la conseguenza del comportamento
“gossiparo” della Tv cattiva madre. Del resto, se ci pensi, abbiamo aspettato per tutto
l’anno lo show di Celentano che si è rivelato
spesso noioso e insopportabile ed è stato salvato da Benigni che, dovunque va, cattura il
consenso del pubblico. Da Celentano mi
aspettavo canzoni nuove, ma l’ultimo disco
giungevano a stento i dieci-undici milioni di
telespettatori, ti rendi conto che il varietà è
malato. Almeno quello del sabato».
Del resto proprio tu, quando sei passato
a Mediaset nel 1987, hai capito che qualcosa stava cambiando e hai voluto proporre il
tuo varietà, Festival, il venerdì sera...
«Sì, ma è rimasto l’unico. Oggi, comunque,
le serate appetibili per un programma televisivo, qualunque esso sia, sono il lunedì, il martedì e il mercoledì. Poi l’interesse scema...».
È stato un anno dominato dalla fiction,
questo è innegabile.
«Sì, e c’è stata parecchia produzione eccellente, con rare eccezioni come Sacco e Vanzetti, programmato proprio quando il pubblico
ha dimostrato di amare le storie che danno serenità. Come Provaci ancora prof con la Pivetti. Ma è certo che le migliori fiction sono state
Il ristorante, condotto da Antonella Clerici e
Viaggio nel tempo, con Carlo Conti, hanno
chiuso in anticipo. Un mezzo flop anche
per la signora del reality: Simona Ventura
condusse Le tre scimmiette e non ottenne
il successo sperato. Bonolis toppò
Il mercoledì da tifosi, una sola puntata.
E Fabrizio Frizzi con Assolutamente venne
cancellato dopo un paio di puntate.
Ora si consola con Cominciamo bene.
Il maresciallo Rocca con Proietti, Il commissario Montalbano con Zingaretti sulla Rai e
Distretto di polizia su Canale 5, un bel poliziesco con un cast eccellente e una straordinaria Claudia Pandolfi. Ma nella media è statale
la televisione migliore”.
E la moda dei telefilm “made in Usa”?
Celentano
«Quanta noia!»
zione, soprattutto tra i giovani, che ormai sono diventati più un impiccio per il Festival,
mentre dovrebbero essere la sua forza...».
Ritorneresti a Sanremo?
«Credo che ci tornerò!».
Che cosa pensi dello strapotere degli
agenti? Tre o quattro di loro riescono a imporre la programmazione televisiva?
«Sono una iattura: invece di avvicinare
pubblico e stampa agli artisti, li isolano e per
uno scritturato di “serie A” pretendono e ottengono le presenze di artisti inquietanti...».
Eppure Klaus David, opinionista-prezzemolo in Tv, dice che gli agenti proteggo-
Veronica Pivetti
«Una grande Prof»
«Torniamo all’omologazione. Certo, sono
programmi ben realizzati. Ma le “casalinghe
disperate” americane non somigliano per
niente alle nostre, mentre il pubblico deve riconoscersi in ciò che la Tv propone. Del resto
non siamo più abituati a pensare. Compriamo
programmi da quasi i Paesi europei. I format
che arrivano dall’estero anestetizzano il cervello di chi la Tv dovrebbe inventarla. C’è una
crisi culturale europea, una massificazione
inaccettabile. Finiremo per essere noi poveri
telespettatori dei “casalinghi disperati”».
Sanremo? Come lo farà Panariello?
«Sanremo non tornerà al successo vero sinché non si troveranno canzoni belle, che vanno scovate con una ricerca continua da compiere nel corso dell’anno, non negli ultimi mesi. Ora Sanremo finisce il sabato sera. Personalmente non ricordo chi ha vinto l’ultima edi-
“
”
Fiorello è una spanna
sopra tutti. In radio, Tv
e a teatro è il migliore»
Zingaretti
«Il meglio è Rai»
no i loro assistiti, li aiutano, li lanciano.
«È una sciocchezza. Servono solo a trattare le cifre di ingaggio, ormai imbarazzanti».
Chi vedi nel mondo del video una spanna sopra gli altri?
«Facile: è uno che non fa volentieri la Tv.
Fiorello che si diverte con la radio, spopola a
suon di esauriti nei teatri e quando gli va, se
gli va, ma non vedo quando, fa un’apparizione televisiva. Comunque è il migliore».
Pippo, ora sei di nuovo al top della popolarità. In passato, però, hai avuto i tuoi
momenti no. Vuoi parlarmene?
«Perché no: sono state le due volte che alla
Rai ho scelto Mediaset. Ma non chiedermi
perché...».
Così parlò l’avvocato Baudo, classe 1936,
da Militello. Il cognome comincia per B, come
Bongiorno. La Tv l’hanno inventata loro. 왎
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