UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO Dipartimento di Ingegneria

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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO Dipartimento di Ingegneria
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO
Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione
Corso di Laurea in Informatica
Tesi di Laurea
ENHANCED DRIVE ORGANIZER: ORGANIZZAZIONE
D I C O N T E N U T I D I D AT T I C I T R A M I T E G O O G L E
DRIVE
giampaolo franco
Relatore: Marco Ronchetti
Anno Accademico 2012-2013
Giampaolo Franco: Enhanced Drive Organizer: organizzazione di contenuti didattici tramite
Google Drive, Corso di Laurea in Informatica, © Anno Accademico 2012-2013
INDICE
1 Sommario
4
2 Introduzione
5
2.1 Ringraziamenti
5
2.2 Introduzione
5
3 Identificazione e analisi del contesto scolastico
7
3.1 Gli strumenti elettronici come elemento di innovazione
7
3.2 Il dominio applicativo della scuola
7
4 Google Apps
9
4.1 Introduzione alle Google Apps
9
4.1.1 Il dominio GA
9
4.1.2 GMail
10
4.1.3 Google Talk 10
4.1.4 Google Calendar
10
4.1.5 Google Docs 10
4.1.6 Google Drive
10
4.1.7 Google Sites
11
4.1.8 Google+ 11
4.1.9 Youtube 11
4.1.10 Picasa
11
4.1.11 Blogger
12
4.1.12 Google APIs
12
5 Moodle 13
5.1 Caratteristiche generali del sistema
13
5.1.1 Profili di autorizzazione
13
5.1.2 Gestione degli utenti
14
5.1.3 Gestione dei corsi assegnati
14
5.1.4 Compito
15
5.1.5 Chat
15
5.1.6 Domanda
15
5.1.7 Forum 15
5.1.8 Diario 15
5.1.9 Quiz
15
5.1.10 Risorsa
16
5.1.11 Sondaggi 16
6 Analisi e casi d’uso nei sistemi Moodle e GA
17
6.1 Utilizzo ed analisi di Moodle
17
6.1.1 Primo caso: l’amministratore crea un docente, uno studente ed un
corso
17
6.1.2 Secondo caso: il docente configura la struttura del corso ed immette dei contenuti
18
6.1.3 Terzo caso: lo studente accede al corso ed ai relativi contenuti
18
6.2 Utilizzo ed analisi di GA
18
6.2.1 Primo caso: l’amministratore crea un docente, uno studente ed un
corso
19
1
Secondo caso: gestione del corso tramite Google Site
19
Il docente immette contenuti e configura la loro esposizione 20
Soluzione dinamica tramite Google Site e linguaggio Google Apps
Script
20
6.2.5 Terzo caso: gestione dei contenuti di un corso tramite Google
Drive
21
6.2.6 Quarto caso: il docente immette i contenuti di un corso tramite
Google Drive
22
6.2.7 Quinto caso: lo studente accede al sito del corso ed ai relativi
contenuti
23
6.3 Osservazioni e spunti per definire una soluzione
23
7 L’incontro con la scuola
24
7.1 Area dei contenuti
24
7.2 Area dei controlli
25
7.3 Area organizzazione
25
7.4 Carenza di strumenti e formazione
26
7.5 Standard per la gestione dei contenuti
26
8 Adozione di uno standard per organizzare i contenuti didattici
27
8.1 Motivi per l’adozione di uno standard
27
8.1.1 Il concetto di classe
27
8.1.2 Definizione di corso
27
8.1.3 Perimetro di intervento
28
8.2 Applicazione dello standard tramite Google Drive
28
8.2.1 Vincoli e criticità di Google Drive
28
8.2.2 Passo 0. Identificazione dell’owner
29
8.2.3 Passo 1. Creazione del folder relativo al docente
29
8.2.4 Passo 2. Accesso al folder del docente
29
8.2.5 Passo 3. Creazione del folder relativo alla materia
29
8.2.6 Passo 4. Accesso al folder relativo alla materia
29
8.2.7 Passo 5. Creazione del folder relativo alla classe
29
8.2.8 Passo 6. Accesso al folder relativo alla classe
30
8.2.9 Passo 7. Creazione area contenuti
30
8.2.10 Passo 8. Creazione dell’area di lavoro della classe
30
8.2.11 Verifica sul campo
30
8.2.12 Passo 9. Creazione dell’area privata tra docente e studente
31
8.2.13 Passo 10. Accesso al folder relativo alle aree private
31
8.2.14 Passo 11. Creazione area privata docente - studente
31
8.3 I risultati del test
31
9 Enhanced Drive Organizer - EDO-Folder
32
9.1 EDO-Folder, un supporto per la scuola
32
9.1.1 Descrizione del programma
32
9.1.2 Configurazione delle proprietà del programma
32
9.1.3 Il file istituto.xml
33
9.2 Utilizzo delle Google APIs
34
9.2.1 Autorizzazione all’utilizzo delle APIs
34
9.2.2 Identificazione delle interfacce Java
35
9.2.3 Ottenere il token di accesso alle APIs
35
9.2.4 Collegarsi a Google Drive tramite il token di accesso
35
6.2.2
6.2.3
6.2.4
2
10
11
12
13
9.2.5 Creazione delle cartelle
35
9.2.6 Creazione dei permessi
35
9.3 Test dell’applicazione e messa in produzione
Feedback
37
10.1 Incontro con gli studenti
37
10.2 Monitoraggio del progetto Netbook
37
10.3 Sondaggio
37
Sicurezza e privacy
40
11.1 Caratteristiche dei servizi Google
40
11.1.1 Termini di servizio
40
11.1.2 Norme sulla privacy
40
11.2 Aspetti relativi alla scuola
41
11.2.1 Awareness
42
11.2.2 Digital divide
42
11.3 Riduzione dei costi
43
Conclusione 44
12.1 Possibili sviluppi del sistema
44
Allegati
46
13.1 Elenco degli allegati
46
3
36
1
SOMMARIO
Il lavoro descritto in questa tesi dimostra la possibilità di costruire, tramite l’interfacciamento al servizio di cloud storage Google Drive, un sistema organizzato per la
fruibilità di contenuti didattici facente parte della famiglia di prodotti Google Apps.
Nella trattazione si analizza il contesto di applicazione, si spiega brevemente come è
costituito il sistema in generale, si analizzano e comparano le funzionalità con quelle di
un principale sistema di gestione dell’apprendimento, al fine di estrapolare i casi d’uso
utili e necessari allo studio. Successivamente si identifica uno scenario di applicazione
e di test, si incontrano gli attori e si definiscono i casi d’uso principali sui quali costruire una soluzione. Si implementa l’applicazione prototipo denominata EDO-Folder
Enhanced Drive Organizer, che utilizza Google Drive per creare la struttura standard di
fruizione dei contenuti. Nei capitoli finali, si conclude la trattazione con degli accenni
agli aspetti di sicurezza e privacy, la raccolta dei feedback da parte degli utilizzatori ed
ulteriori considerazioni nell’ottica di miglioramento del sistema.
4
2
INTRODUZIONE
2.1
ringraziamenti
Desidero innanzitutto ringraziare il Prof. Marco Ronchetti per gli insegnamenti ed il tempo
dedicatomi, la Prof.ssa Marina Stenghel per l’indispensabile sostegno ed il dott. Massimo Nicolodi
per il supporto tecnico. Intendo poi esprimere la mia sincera gratitudine ad APSS, l’azienda per
la quale lavoro, ed in particolare al dott. Damiano Vozza. Dedico questo traguardo a mia moglie
Alessia ed i miei figli Beatrice ed Edoardo.
2.2
introduzione
Nell’insieme dei servizi offerti in cloud da Google troviamo la suite denominata Google
Apps (in seguito GA), che propone in maniera funzionale ed innovativa un dominio di
applicazioni gestionali tra loro integrabili. Tali strumenti, benché versatili ed affidabili,
non sono ideati per gestire un processo specifico, come ad esempio un sistema di gestione dell’apprendimento (Learning Management System, in seguito LMS). Si rende quindi
necessario un lavoro di indagine per ricercare tra i servizi GA quelli con caratteristiche
simili ai sistemi LMS. Inoltre si fa riferimento al software Moodle, un LMS open source
utilizzato ampiamente da oltre dieci anni, una realtà consolidata nell’ambito Educational.
Tra le varie applicazioni GA prese in esame, per quanto riguarda la parte di gestione di
contenuti didattici, il sistema Google Drive si è rivelato più vicino a Moodle e quindi più
adattabile al contesto LMS. Infatti, dopo i risultati di questa comparazione, è possibile
svolgere una fase di analisi di esigenze emerse dalla realtà scolastica. Si sceglie l’Istituto Marie Curie di Pergine - TN come scuola di riferimento. La scuola superiore, dal
dicembre 2012 grazie ad un progetto della Provincia Autonoma di Trento denominato
Netbook, offre agli studenti la possibilità di utilizzare come supporto all’apprendimento,
sia in classe che a casa, il personal computer insieme ai sistemi GA. In tale progetto
il Dipartimento di Informatica dell’Università di Trento è chiamato in causa con ruoli
di supervisione e supporto. In tale fase sono anche emersi spunti interessanti, oltre ad
una serie di problematiche legate ad aspetti formativi, di sicurezza e di organizzazione.
L’utilizzo degli strumenti non è del tutto regolamentato secondo le migliori pratiche, e
la gestione di contenuti scolastici è legata alla soggettività del singolo docente e non
secondo delle regole conosciute e condivise. Risulta quindi necessaria l’adozione di
metodologie standard e strumenti di supporto all’organizzazione come primo passo
per migliorare la gestione di contenuti scolastici e in generale di tutto il sistema di
apprendimento. Sulla scorta di queste evidenze si propone, e successivamente si attua,
una struttura di cartelle gestite tramite Google Drive, opportunamente predisposte
ed autorizzate per gestire contenuti didattici relativamente a corsi, lezioni, lavori di
gruppo, scambio di contenuti, in maniera pubblica o riservata, tra docente e studente.
Questo standard organizzativo viene provato per un periodo di due mesi su tre classi
dell’Istituto. Viene progettata un’applicazione, denominata EDO-Folder Enhanced Drive
Organizer, per svolgere la creazione della struttura standard di cartelle, con le opportune
5
autorizzazioni. Tale strumento, depositato sul web come open source, è modificabile
e fruibile anche da altri istituti scolastici, enti ed aziende eventualmente interessate. Il
lavoro di applicazione dello standard viene presentato al pubblico il 14 maggio 2013
in un incontro dal titolo ’Utilizzo delle nuove tecnologie e relativi rischi’, al quale lo
scrivente ha partecipato in qualità di relatore. Si è deciso successivamente di procedere
alla raccolta dei feedback da parte degli utilizzatori del sistema, mediante un questionario anonimo, i cui risultati saranno in seguito esposti. Nell’ottica del miglioramento
continuo, vengono infine presentate alcune proposte di possibile attuazione.
6
IDENTIFICAZIONE E ANALISI DEL CONTESTO SCOLASTICO
3.1
gli strumenti elettronici come elemento di innovazione
La spinta dell’informatica, negli ultimi anni, ha portato novità ed innovazione anche in
uno dei più importanti settori: quello relativo all’istruzione. Oggi si offrono ambienti
di insegnamento ed apprendimento totalmente nuovi e sperimentali. In tali scenari,
rimangono dei compiti fondamentali da assolvere, tra i quali integrare i percorsi didattici
con le opportunità offerte dai moderni strumenti tecnologici, educare gli studenti al loro
corretto utilizzo e responsabilizzare gli utenti all’utilizzo di tali strumenti. La scuola,
calata in questo contesto, si identifica e persegue degli obiettivi di miglioramento in
alcuni importanti aspetti. Tra questi troviamo:
• crescita e contestuale autonomia della scuola;
• coinvolgimento ed apprendimento da parte dello studente;
• gestione dell’interazione tra docenti e studenti;
• contenimento dei costi, sia generali che relativi al materiale didattico.
Da alcuni anni, è stata attuata negli istituti scolastici la progressiva integrazione di
strumenti informatici. Tra gli ultimi sistemi adottati abbiamo computer portatili orientati
a lavorare nel web, diversi ambienti LMS, diverse soluzioni ed applicazioni basate su
varie tecnologie, insourcing ed outsourcing. Sta prendendo sempre più piede la suite
GA offerta da Google. Perché Google? Google si è imposto nel mercato come rivenditore
di servizi e come leader nel settore dell’innovazione del software. A fronte di offerte
vantaggiose in termini costi, qualità ed affidabilità, molte aziende pubbliche e private
da tempo esternalizzano con Google il servizio di posta elettronica. Un gran numero di
Istituti Scolastici è diventato cliente di Google e possiede sempre più familiarità con
gli strumenti GA. E’ anche interesse di questa grossa azienda entrare in business più
settoriali, come nell’area dei sistemi di gestione dell’apprendimento. A tal proposito
sono state create aziende e sono nati progetti, come ad esempio GA for Education,
che mirano a questo scopo. Tra gli attori partecipanti a questo contesto, in Italia si
ricorda l’azienda GlobalBase, uno dei maggiori partner italiani di Google, la quale si è
interessata in prima persona al progetto trattato in questa tesi, fornendo supporto per
inquadrare meglio lo scenario di applicazione.
3.2
il dominio applicativo della scuola
Nella maggior parte delle realtà, l’accesso ai servizi informatici è reso possibile tramite
il collegamento di rete locale fornito dall’istituto, insieme all’accesso internet. Esistono
di norma dei sistemi di URL filtering, gestiti tramite un internet proxy. Da casa oppure
da altre strutture, il docente e lo studente si autenticano ai sistemi della scuola tramite
collegamento ad internet sul portale dell’istituto. Interagiscono nel sistema scuola gli
attori successivamente elencati.
7
3
• Amministratore. Si occupa di tutta la parte tecnico informatica della scuola, svolge attività di configurazione dei PC, della rete, degli applicativi e delle relative
abilitazioni. In maniera specifica opera nella gestione degli utenti e nella formazione dei gruppi del dominio applicativo. Gestisce il server proxy di istituto ed i filtri
verso siti esterni, in base alle richieste dei docenti. La figura dell’amministratore
può equivalere a quella dell’assistente di laboratorio scolastico.
• Docente. Utilizza come mezzo esclusivo di comunicazione la posta elettronica.
Adopera in alcuni casi strumenti di file sharing per condividere con la classe
esercitazioni, dispense, e-books e diverso materiale integrativo alle lezioni. Gli
viene affidata la gestione delle cartelle e della condivisione dei contenuti dei suoi
corsi. Può utilizzare anche altre piattaforme LMS solo per determinate funzionalità,
ad esempio per la consegna di compiti da parte degli studenti. Gli elaborati in
formato digitale gli vengono consegnati in maniera cartacea, su posta elettronica,
oppure forniti su penDrive USB direttamente in classe.
• Studente. Svolge attività di studio e ricerca, scrive appunti, fa compiti e temi
tramite il PC. Crea contenuti video per sintetizzare le lezioni. Utilizza la posta
elettronica e la chat per comunicare con il docente. Riceve esercitazioni, ebook,
ulteriori contenuti, e spedisce i compiti. Nel dominio applicativo l’entità studente
viene rappresentata da un account gestito tramite userID e password.
• Classe. E’ l’entità costituita dall’insieme degli studenti che condividono gli stessi
insegnanti e corsi, nella stessa aula fisica. Nel dominio applicativo essa è rappresentata dall’entità denominata ’gruppo’, contiene un insieme di studenti ed è definita
dall’amministratore. Possiede un proprio ID ed è gestita dall’amministratore.
L’utilizzo degli strumenti informatici non è definito da un preciso standard interno,
ma è legato alla soggettività del docente e degli utilizzatori. Oltre a possedere una
carenza di formazione di base, il docente si trova impreparato a gestire queste novità.
Insieme a questo aspetto, si aggiunge il difficoltoso e critico monitoraggio delle attività
degli studenti con questi nuovi mezzi elettronici. Emerge che gli alunni si distraggono
anche con l’utilizzo di giochi installati localmente sui propri PC, oppure effettuando
connessioni verso siti il cui contenuto è estraneo all’argomento delle lezioni. A tutela
dello studente e della scuola, si impongono politiche restrittive sulla navigazione web
che spesso ostacolano la didattica. Se ne deduce che non tutti interpretano come
serio e valido lo strumento informatico nella scuola, e che occorre trovare delle giuste
politiche di gestione. Non esistono norme specifiche sulle quali costruire delle regole
per disciplinare gli utilizzi ed i controlli all’interno della scuola. Anche l’amministratore
di sistema subisce questa situazione e rischia di non possedere gli strumenti necessari
per effettuare in piena sicurezza le attività di abilitazione e controllo. Per molti studenti,
inoltre, esiste la difficoltà di collegarsi da casa per accedere ai supporti di studio oltre
che stampare elaborati elettronici.
Questo è, a grandi linee, il contesto dal quale si parte per studiare la fattibilità di GA
come LMS per la gestione di contenuti didattici.
8
4
GOOGLE APPS
4.1
introduzione alle google apps
Con il termine Google Apps si intende una suite di applicazioni integrate fornite dalla
compagnia Google Inc. tramite tecnologia SaaS - Software as a Service. Consistono in
una serie di servizi erogati in cloud computing, in italiano ’nuvola informatica’, ossia
tramite una serie di risorse costituite da apparati hardware e software dislocati in area
geografica estesa, virtualizzati in una rete tramite architettura client/server ad alta
affidabilità e bilanciamento del carico di lavoro. Tali risorse elaborative permettono al
cliente di gestire il proprio business con costi ridotti ed alti livelli di servizio. L’utente
si interfaccia alla nuvola, che a sua volta gestisce e distribuisce le applicazioni e i dati
nei vari sistemi che la compongono. In questo contesto, su di uno stesso server fisico,
possono essere gestite in sicurezza componenti applicative e dati di clienti diversi
e, viceversa, un’applicazione o un dato di un certo utilizzatore può essere gestito e
distribuito su più server fisici. Le Gapps si caratterizzano sul modello ’pay per use’, cioè
quel contesto operativo nel quale il cliente paga ciò che gli serve in base al reale tempo
di utilizzo. Questo tipo di soluzione commerciale si rivela più gestibile e governabile
rispetto ad altri tipi di servizi a pagamento, ed elimina sprechi di risorse. Tutti i servizi
di GA sono largamente utilizzati nelle realtà aziendali e vengono forniti principalmente
tramite web application. L’accesso alle applicazioni GA è possibile in qualsiasi momento
e da una qualunque piattaforma o dispositivo collegato in internet, tramite un normale
browser sui principali sistema operativi: Windows, Linux, Mac OS, iOS, Android.
Nell’ultimo periodo si è largamente diffuso il loro l’utilizzo su smartphone e tablet pc.
4.1.1
Il dominio GA
Per poter accedere ai servizi GA, deve essere effettuato il processo di registrazione
ed ottenimento del proprio dominio GA, fornendo il nome del dominio - DNS - che
si intende utilizzare per raggiungere via internet i servizi. Se l’azienda possiede già
un proprio dominio, lo può comunque mantenere anche per garantire ai suoi utenti
l’erogazione di eventuali altri servizi esistenti. Ciò non riguarda la posta elettronica
configurata sul dominio tramite il record DNS di tipo MX. Il servizio verrà obbligatoriamente reindirizzato sui server di Google e verrà sosituito. Al termine del processo
di configurazione, il dominio ed il servizio di posta elettronica vengono agganciati sui
server di Google Inc., e l’amministratore del sistema può procedere con la creazione
degli utenti del dominio. Ogni utente possiederà un proprio account, univoco all’interno del dominio. Il nome dell’account è equivalente all’indirizzo email dell’account
stesso. E’ prassi comune, all’interno delle aziende, assegnare all’utente il nome account
secondo lo schema [email protected] In caso di omonimia, viene aggiunto un numero progressivo dopo il cognome, ad esempio [email protected],
[email protected] Una volta che l’account dell’utente è attivo, l’utilizzatore del
sistema potrà accedere alle applicazioni fornite dall’ambiente ed ai servizi che ora si
descriveranno brevemente.
9
4.1.2
GMail
Google Mail è lo strumento che l’utente utilizza per gestire la propria casella di posta
elettronica. E’ sicuramente il più diffuso ed utilizzato tra gli strumenti GA. Dispone
di uno spazio di archiviazione dei messaggi di oltre 10Gb. Realizzato con tecnologia
AJAX, nella sua versione principale, include la possibilità di svolgere accurate ricerche
tra i messaggi archiviati, permettendo di salvare i messaggi organizzandoli in un albero
di cartelle denominate etichette. In base alle email pervenute ed inviate, l’applicazione
alimenta automaticamente la rubrica dei contatti, facilmente gestibile e richiamabile
all’interno del programma. Il servizio è supportato da sistemi antispamming ed antivirus
per esaminare gli allegati. Ulteriori informazioni sono disponibili al link http://mail.
google.com.
4.1.3
Google Talk
All’interno dell’applicazione GMail, troviamo un servizio integrato di comunicazione
basato su tecnologia VoIP e messaggistica istantanea. Con tale risorsa, è possibile
utilizzare un evoluto servizio di chat per comunicare con i propri contatti personali ed
effettuare chiamate e videochiamate ’one to one’ e ’multi-party’. Ulteriori informazioni
disponibili al link http://www.google.it/talk/intl/it.
4.1.4
Google Calendar
Questo servizio consiste in un gestore di agende personali o di gruppo. Nel caso di
agende condivise, esse possono essere relative all’intera organizzazione oppure a singole
risorse. Ogni utente del dominio ha a disposizione uno o più calendari sui quali inserire
degli eventi. Su ogni calendario, il proprietario può configurare le autorizzazioni di
gestione. E’ previsto un sistema di invio degli inviti, in base a determinati eventi, tramite
notifiche via email oppure sms. Inoltre, sui calendari condivisi, l’inserimento di un
evento è immediatamente e direttamente visibile a tutti gli utenti autorizzati. Ulteriori
informazioni su http://calendar.google.com.
4.1.5
Google Docs
Chiamato anche Google Documenti, tale applicazione permette di gestire le operazioni
di office automation tramite word processor, foglio di calcolo, strumenti per creare
presentazioni, grafici, diagrammi, moduli e tabelle. E’ un’applicazione che ancora
deve prendere piede in quanto non offre un sufficiente grado di compatibilità con gli
altri formati esistenti nei software d’automazione come Microsoft Office, Star Office
ed Open Office. Google sta spingendo molto per l’utilizzo di Google Docs, anche
offrendo lo storage gratuito per tutti i documenti gestiti tramite questo servizio. Ulteriori
informazioni al link http://docs.google.com.
4.1.6
Google Drive
Questo strumento è il più recente della suite, introdotto tra i servizi GA il 24 aprile
2012 esso fornisce all’utente la possibilità di avere uno spazio dedicato di archiviazione
10
per salvare i propri files, cartelle, e documenti in formato Google Docs. L’applicazione
è orientata al lavoro di gruppo e possiede un potente motore di condivisione ed
autorizzazione delle risorse. Questo storage online, raggiungibile tramite un normale
browser, è gestibile direttamente da un pc o da altri dispositivi tramite applicazioni
client, specifiche del produttore o prodotte da terzi. Una delle funzioni di Google Drive
è quella di permettere all’utente di gestire files e cartelle condivise con lui da altri utenti.
Tale caratteristica verrà presa maggiormente in analisi successivamente. Ad oggi, nello
storage, l’utilizzo fino a 15 Gbyte di spazio disco è gratuito. Al superamento di questa
soglia esistono dei piani tariffari sui quali appoggiarsi per ottenere ulteriore spazio di
archiviazione. Informazioni più dettagliate al link http://drive.google.com.
4.1.7
Google Sites
Tale servizio mette a disposizione uno strumento di gestione di pagine web. Esso è
orientato al lavoro di gruppo ed integra altre applicazioni GA, come Google Docs. Si
possono creare documenti statici con testi, immagini, links con opportune autorizzazioni.
Esiste la possibilità di rendere più dinamico il contenuto delle pagine inserendo degli
oggetti esterni. Ulteriori informazioni disponibili su http://sites.google.com.
4.1.8
Google+
E’ una piattaforma di social networking pensata per gestire relazioni sociali con persone
che accomunano determinati interessi, oltre a quello di possedere un account Google. Il
servizio è creato per integrare questi contatti con le altre applicazioni GA. Nell’ambito
delle scuole, in Italia, tale applicazione non è regolamentata a causa della presenza di
studenti minorenni. Non sono trascurabili i rischi che possono essere legati alla pedofilia
ed agli adescamenti online. Di questo si accennerà anche successivamente. Ulteriori
informazioni disponibili su http://plus.google.com.
4.1.9
Youtube
Questo famoso strumento di video sharing permette all’utente di visualizzare materiale
di altri e caricare dei propri video, anche di grosse dimensioni, per poterli condividere
online. Tale applicazione è conosciuta da milioni di utenti in tutto il mondo. Vi sono
concreti rischi legati al copyright se i video caricati sono di altri autori. Come per il
punto precedente, anche questi rischi verranno analizzati successivamente. Per ulteriori
informazioni visitare http://www.youtube.com.
4.1.10 Picasa
E’ un servizio che permette la gestione delle proprie foto. E’ possibile organizzare le
foto, modificarle e condividerle con altri utenti nei servizi GA. Per approfondimenti
ulteriori si rimanda al link http://picasa.google.com.
11
4.1.11 Blogger
Il termine blog è infatti la contrazione di web-log, ovvero il tenere un diario in rete
visibile da tutti gli utenti. In linea con il suo nome, tale servizio permette ad un utente
di gestire un blog, ossia un proprio sito web nel quale i contenuti vengono organizzati
in forma cronologica mediante aggiornamenti - post. L’utilizzo di tale strumento si
avvicina molto a quella che potrebbe essere la gestione di una serie di articoli in un
giornale. Ulteriori informazioni disponibili su http://www.blogger.com.
4.1.12 Google APIs
Google mette a disposizione per gli sviluppatori librerie di software complete per
gestire, tramite applicazioni esterne, i servizi GA. Per la fruizione di tali interfacce è
necessaria un’autorizzazione preventiva, ottenibile iscrivendosi come utente programmatore sull’area sviluppo di Google. Inoltre, qualsiasi operazione svolta tramite tali
strumenti, viene meticolosamente tracciata e monitorata. Ulteriori informazioni su
http://developers.google.com.
12
5
MOODLE
5.1
caratteristiche generali del sistema
LMS è acronimo di Learning Management System, un sistema che offre un ambiente
di servizi ed applicazioni integrate di supporto alla gestione dell’apprendimento. Le
funzionalità principali di tale software riguardano la gestione di tutto il processo di
apprendimento che è legato ai corsi di studio ed alla loro struttura, dai registri ai
contenuti, ai supporti per la scuola, per i docenti e gli studenti. Moodle si concretizza
come uno strumento in grado di gestire qualsiasi realtà di apprendimento, in ogni ordine
e grado. Moodle infatti è uno dei sistemi LMS open source più diffusi, e si presenta come
una realtà consolidata in oltre dieci anni di utilizzo nell’ambito dell’education. Per questi
motivi lo si è scelto come modello di riferimento. E’ un sistema in continua evoluzione
che offre molte funzionalità. Costituito da una web application che raggruppa in maniera
integrata vari servizi ed applicazioni, dal lato client necessita di un normale browser per
il suo funzionamento, mentre dal lato server si appoggia su di un web-server ed una
base dati. La tecnologia si presenta leggera, performante e compatibile con le più comuni
piattaforme. I linguaggi con i quali è stato sviluppato sono PHP e Javascript, strumenti
di sviluppo e di ampio uso nell’ambiente della programmazione web. Moodle gestisce la
didattica offrendo strumenti ipertestuali in grado di creare fruibilità online di contenuti
e lezioni. E’ stato implementato secondo una filosofia del costruzionismo, basata sulla
teoria dell’apprendimento. Sostanzialmente, tale politica di comportamento orienta i
suoi utilizzatori nella partecipazione attiva all’interno delle attività di formazione. In
tale contesto spiccano aspetti di interazione e comunicazione tra docenti, studenti, tutors,
nell’ottica di una più generale costruzione della conoscenza. Lasciando stare ulteriori
aspetti filosofici, è bene ricordare che esiste una community mondiale composta da
centinaia di migliaia di utenti, principalmente appartenenti all’ambiente universitario.
5.1.1
Profili di autorizzazione
In Moodle sono presenti quattro principali tipologie di utenti, nelle quali sono configurabili le varie funzionalità, in base a determinate configurazioni ed autorizzazioni.
• Amministratore di sistema. Opportunamente designato in fase di installazione
del prodotto, egli gestisce l’applicazione nel livello più tecnico e generale. Gli
competono le funzionalità di impostazione dell’area di lavoro, la gestione degli
utenti, il controllo e l’aggiornamento della piattaforma. L’amministratore è il supervisore del sistema. Questa credenziale viene utilizzata per svolgere operazioni
di configurazione e non viene utilizzata per svolgere funzioni gestionali.
• Manager. Esiste una categoria di supervisione funzionale cui fanno capo la creazione delle risorse principali tra le quali i corsi, i docenti e gli studenti con le
relative assegnazioni ai corsi. Tale figura si differenzia dall’amministratore di
sistema per il fatto che ricopre ruoli di alto livello.
13
• Creatore del corso. Questo profilo viene normalmente assegnato ad un supervisore generale dei corsi oppure ad un docente coordinatore. Con tale assegnazione è
possibile creare e cancellare tutti i corsi.
• Docente. Questo profilo viene designato dal manager. Ad esso competono i ruoli
di impostazione e gestione dei corsi assegnati.
• Assistente del docente. Possiede gli stessi poteri di visualizzazione di un determinato docente in un determinato corso.
• Studente. Con tale profilo è possibile accedere alla lista dei corsi assegnati, e
partecipare alle attività collegate senza modificarne la configurazione.
• Ospite. Tale profilo, se ritenuto necessario, può essere abilitato per permettere a
qualsiasi utente di entrare in visualizzazione dei vari corsi.
• Utente autenticato. Questo profilo è già inserito in tutti gli altri precedenti, poiché
necessitano di un’autenticazione al sistema. A questa categoria di utente è permesso cambiare le proprie informazioni del profilo ed inviare messaggi all’interno del
sistema.
La flessibilità di Moodle permette di integrare anche altri tipologie di utente, in base
a determinate esigenze. Ad esempio, la figura genitore può essere implementata per
visualizzare le informazioni relative al figlio studente, già inserito nel sistema.
5.1.2
Gestione degli utenti
Per quanto riguarda la gestione degli utenti, possiamo affermare che il sistema è progettato in un’ottica che tende a non gravare il lavoro dell’amministratore e del manager. Vi
è la possibilità di utilizzare sistemi di autenticazione alternativi al meccanismo proprio
dell’applicazione, tramite integrazioni con moduli specifici. Gli account di accesso possono altresì essere creati autonomamente dagli studenti mediante iscrizione e successiva
conferma via email. In tutti i casi, nella fase di login il processo di riconoscimento
tramite utente e password è protetto dai protocolli crittografici SSL e TSL.
5.1.3
Gestione dei corsi assegnati
Di regola, ogni docente gestisce i propri corsi. Per quanto riguarda la presentazione dei
contenuti, si possono impostare vari formati, per esempio su base settimanale o per
argomento. Si possono includere o togliere anche altri servizi di supporto. In qualsiasi
momento, a fronte di ogni modifica sul corso, la comunità è automaticamente informata
su eventuali cambiamenti della configurazione. I messaggi e le comunicazioni sono
integrate con il servizio di posta elettronica. I contenuti possono essere inseriti mediante
upload di files, tramite editor integrati HTLM WYSIWYG - What You See Is What You
Get, o anche con altri meccanismi. I voti relativi alle attività del corso sono riportati in
un’unica pagina ed esiste la possibilità per gli studenti di avere un report complessivo
delle attività. Il metodo di valutazione è impostabile dal docente, in base a determinate
scale predefinite.
14
5.1.4
Compito
Tale modulo è inseribile nell’entità corso e permette allo studente di consegnare, entro
una certa data di scadenza e in qualsiasi formato file, eventuali compiti assegnati dal
docente. La consegna viene supportata da un sistema di marcatura temporale sul file
stesso. Non si tratta però di marcatura svolta tramite firma digitale, ma di un banale
timestamp agganciato al file. E’ prevista la possibilità, da parte del docente e per
determinati compiti, di valutare l’intera classe. Il modulo supporta un secondo invio
dello stesso compito per un’ulteriore valutazione.
5.1.5
Chat
E’ uno strumento che all’interno dell’ambiente di apprendimento serve ad instaurare una
comunicazione testuale e contemporanea tra due o più utenti. Ad ogni soggetto viene
associata l’immagine del proprio profilo, e viene permesso l’invio di link, immagini e
codice html. E’ caratteristica del sistema registrare tutte le comunicazioni per successivi
utilizzi ed eventuali pubblicazioni.
5.1.6
Domanda
E’ un servizio che permette ai docenti di ricevere, direttamente dagli studenti, i feedback
relativi ad un sondaggio o ad un consenso. Nel modulo si possono rendere visibili allo
studente i risultati della rilevazione.
5.1.7
Forum
Tale modulo, estremamente flessibile, accomuna ed estende le caratteristiche del tipico
forum di discussione. E’ possibile iscrivere preventivamente gli utenti oppure lasciare
loro tale compito. Esiste la possibilità, da parte del docente, di inibire le risposte degli
studenti, in modo da creare una bacheca informativa scritta solo dal docente. Nelle
discussioni, inoltre, è possibile visualizzare la foto del profilo - avatar di ogni utente
partecipante. Al docente viene assegnata la funzione di moderatore: egli può spostare
eventuali post in discussioni già aperte, gestendo gli Out of Topic, i messaggi fuori dal
contesto - OT. Riassumendo, in Moodle si possono configurare più tipologie di forum.
Tra queste ricordiamo quello dedicato ai docenti, alle news sui vari corsi, i forum aperti
a tutti, e le singole discussioni da parte degli studenti.
5.1.8
Diario
Lo strumento diario permette al docente di avere una comunicazione privata con lo
studente. Tale comunicazione verte sulle domande già aperte, e permette l’invio di
feedback notificati allo studente vie email.
5.1.9
Quiz
Uno dei moduli più potenti di Moodle è la gestione delle verifiche delle conoscenze,
svolta tramite tale servizio. Viene permesso al docente di preparare una serie di quesiti
15
con risposte configurabili in vari formati, come vero-falso, risposta multipla, parole
od espressioni a risposta breve, parole abbinate ad altre domande. Inoltre, esiste la
possibilità di rendere casuale l’ordine delle domande, al fine di abbattere i tentativi di
copia e di imbroglio in classe. Il poter importare domande di questionari da file esterni
è infine un’ulteriore caratteristica che rende ’potente’ questo modulo.
5.1.10 Risorsa
Il modulo risorsa è un servizio che permette la compatibilità nel sistema di vari formati
file, ad esempio quelli relativi alla suite Microsoft Office - Word, Excel, Power Point,
i PDF - Portable Document Format, ed altri formati video ed audio. In Moodle viene
permesso l’upload di files direttamente sul server che ospita l’applicazione. E’ anche
possibile includere files tramite link esterni mediante URL. In questo caso, però, non vi
è garanzia di reperire il contenuto in futuro, dato che il contenuto all’origine può essere
cancellato. Sono anche agganciabili al modulo delle risorse esterne di applicazioni o
web services.
5.1.11 Sondaggi
L’ambiente di apprendimento si completa anche con un modulo relativo ai sondaggi.
E’ possibile raccogliere i feedback degli studenti per migliorare l’attività dei corsi e la
gestione del metodo di apprendimento. Il modulo è pensato per dare massima integrità
ai dati e rendere partecipe la comunità mediante report grafici e testuali.
Dato che Moodle è un sistema open source, è comunque possibile aggiungere ulteriori
funzionalità. Nella seguente trattazione, Moodle viene esaminato dando maggior peso
alle funzionalità riguardanti la gestione di contenuti. Le metodologie di valutazione e
gli ulteriori dettagli sono descritti nel capitolo successivo.
16
ANALISI E CASI D’USO NEI SISTEMI MOODLE E GA
In questo capitolo si vogliono mettere a confronto i sistemi GA e Moodle per cercare
caratteristiche in comune ed identificare spunti sui quali costruire delle possibili soluzioni. Per fare questo vengono sottoposti a test entrambi i sistemi, simulando i casi
d’uso più comuni dal lato utente e cercando di trovare le analogie soprattutto nella
parte riguardante i contenuti didattici. Si riassumono brevemente le risorse utilizzate e
le azioni che sono state simulate.
6.1
utilizzo ed analisi di moodle
Il test di questa piattaforma viene svolto su due ambienti differenti, per rendere più
efficace la simulazione e favorire la comprensione del sistema.
• Sito demo ufficiale. Tramite questo ambiente, raggiungibile tramite l’indirizzo
web http://demo.moodle.net, è possibile eseguire delle prove utilizzando vari account utente, opportunamente configurati in una sandbox per svolgere le funzioni
principali nei vari profili. Occorre prestare attenzione all’utilizzo corretto dell’ambiente e non esagerare con le prove, poiché eventuali tentativi di accesso improprio
all’applicazione ne impediscono l’utilizzo per un certo periodo di tempo. In rete vi
sono comunque altri demo ufficiali, visibili nei motori di ricerca, sui quali testare
le funzionalità. Un altro ambiente è ad esempio http://school.demo.moodle.net.
• Ambiente di prova in house. Viene eseguito il download dell’ultima versione
stabile del prodotto, da http://download.moodle.org, e viene effettuata l’installazione su di un personal computer con a bordo il web server Apache 2.2, configurato
con Php 5.3 e database server Mysql 5.1.
6.1.1
Primo caso: l’amministratore crea un docente, uno studente ed un corso
Utilizzando le credenziali di amministratore, è possibile creare un utente dall’apposito
menù Site administration Users Add a new user ed assegnare vari parametri tra i
quali il nome dell’account, la password per il primo accesso, le modalità di autenticazione, l’indirizzo email, le impostazioni di privatezza sui forum, la foto del profilo, gli
eventuali interessi personali collegamenti a pagine esterne ed ulteriori recapiti. Quest’operazione si svolge per l’account docente e studente. A questo punto, dal menù
Site administration Courses Add/edit courses si crea un corso di prova, assegnando
il nome, la categoria e la data di partenza. Nella stessa schermata si possono inserire
la descrizione con eventuali immagini di riferimento, il formato di impostazione del
corso, ulteriori parametri legati a limitazioni come la dimensione massima di upload
dei files. Confermando i parametri, appare in automatico la maschera che permette di
gestire le autorizzazioni sul corso ed associare i ruoli. In questo caso, verranno inseriti
quelli relativi al docente ed allo studente, scegliendo gli utenti inseriti precedentemente
e confermando le opportune associazioni.
17
6
6.1.2
Secondo caso: il docente configura la struttura del corso ed immette dei contenuti
Eseguendo il login con le credenziali del docente, si sceglie il corso creato precedentemente selezionandolo dai corsi disponibili tramite la voce My courses. A questo punto,
dal menù Course administration Edit settings si cambia la configurazione del corso,
impostando il formato dei contenuti in settimanale - weekly. Per immettere contenuti
didattici, dopo aver selezionato il corso interessato, si utilizza il comando Add an
activity or resource che permette di visualizzare il pannello di gestione delle attività e
delle risorse. Si sceglie la risorsa File e, dopo una successiva conferma, si visualizza un
pannello avanzato denominato File picker che permette di gestire ed eseguire l’upload
di files da varie sorgenti. Questo upload viene eseguito dal file system locale. E’ curioso
vedere che in questa schermata, tra le sorgenti disponibili vi siano anche Picasa e Google
Drive, due applicazioni GA. Una volta confermato il tutto, nella pagina di presentazione
del corso è possibile verificare l’avvenuto caricamento del contenuto.
6.1.3
Terzo caso: lo studente accede al corso ed ai relativi contenuti
L’utente con il profilo di studente entra con le proprie credenziali nel sistema, accede
ai corsi tramite la voce My courses, e seleziona quello desiderato. A questo punto, gli
risulta molto semplice accedere ai contenuti, selezionando la settimana desiderata e
cliccando sul contenuto caricato dal docente.
Tutte le simulazioni svolte con Moodle vengono effettuate con successo, con immediatezza e senza particolari difficoltà. Relativamente ai casi esaminati, si confermano le
caratteristiche del prodotto, in particolare la semplicità di utilizzo, la grafica semplice
ma intuitiva, l’efficacia del sistema di gestione, dei ruoli e delle autorizzazioni.
6.2
utilizzo ed analisi di ga
Questa volta dobbiamo esaminare dei moduli fini a se stessi, che dialogano tra loro
ma rimangono comunque delle applicazioni indipendenti. Abbiamo dunque a che fare
con un ambiente non progettato per gestire un LMS. L’approccio quindi è totalmente
diverso. Si sottopongono a test i prodotti GA che più si avvicinano alle funzionalità
richieste. Per effettuare le simulazioni, inizialmente si parte costruendo una conoscenza
di base dei singoli strumenti. A tale scopo, si sfrutta la conoscenza già esistente e si
acquisisce familiarità con le nuove applicazioni. Dopo questi passaggi, si selezionano le
applicazioni utili allo studio.
• GMail (Gestione della posta elettronica). GMail gestendo la casella di posta elettronica permette l’invio e la ricezione di allegati, tra contatti e gruppi. Certamente
non è uno strumento orientato alla presentazione strutturata di contenuti didattici.
Eventualmente può rientrare negli strumenti di notifica, ad esempio per segnalare
la presenza di nuovi contenuti.
• Google Site (Gestione sito web). Google Site invece possiede caratteristiche
interessanti, poiché permette di presentare risorse di vario tipo. Rimangono forti
limitazioni sulla presentazione di contenuti dinamici, poiché le pagine vengono
gestite lato client tramite linguaggi di scripting. Ci sono limitazioni sull’upload dei
files, poiché possono essere collegati da risorse esterne e non caricati direttamente
sull’applicazione.
18
• Google Drive (Gestione files/cartelle). Si utilizza Google Drive nelle versioni web,
client PC e smartphone. Si effettuano prove di condivisione di files e cartelle tra vari
utenti, su sistemi operativi diversi, con profili utente ed account Google differenti.
Si scopre una caratteristica di Google Drive client PC: quella di garantire l’integrità
e la privacy dei dati agganciandosi direttamente al profilo utente del sistema
operativo. A tale scopo, eventuali files presenti nella cartella locale denominata
Google Drive vengono cancellati nel momento in cui si imposta un profilo diverso.
• Google API’s Contestualmente ai test sulle applicazioni, sul sito https://developers.
google.com si è potuta reperire tutta la documentazione necessaria ad utilizzare le
interfacce di programmazione, al fine di garantire e proporre l’implementazione
di una soluzione.
Dal punto di vista grafico, funzionale e per quanto riguarda i supporti documentali
e di help, Google offre una tecnologia molto avanzata e vicina all’utente. Nonostante
questo, emergono alcuni punti deboli nella presentazione delle funzionalità. L’utente
spesso è obbligato a conoscere il sistema per poterlo utilizzare. Per poter visualizzare, ad
esempio, dei menù con varie funzionalità, bisogna selezionare a priori delle componenti
nella maschera. Il non conoscere a priori questi passaggi rende più ostico l’impatto
iniziale nell’utilizzo della piattaforma, poiché non dà riferimenti all’utente. Al di là di
questi aspetti, risolvibili con formazione o qualche giorno di pratica, è possibile sfruttare
a pieno tutte le applicazioni e le loro funzionalità principali. A questo punto, si scelgono
due ambienti di test sui quali operare le simulazioni. A tal proposito, per testare le
funzionalità, si scelgono due utenti diversi.
• Utente di prova su dominio GA. L’azienda Globalbase si offre per concedere un
account utente di prova, nel domino edu.globalbase.it.
• Utente personale privato. Viene utilizzato un account personale.
6.2.1
Primo caso: l’amministratore crea un docente, uno studente ed un corso
L’amministratore del dominio edu.globalbase.it, crea un utente di test sia per il profilo
docente che per il profilo studente. L’azienda Globalbase ha svolto direttamente questo
compito.
6.2.2
Secondo caso: gestione del corso tramite Google Site
Si cerca di simulare la gestione del corso partendo da un nuovo sito web. E’ possibile
cercare un layout tra modelli di siti già presenti nel dominio, ma in linea di massima non
viene dato nessun supporto per creare il sito di un corso dove gestire contenuti didattici.
Una volta eseguito l’accesso a Google Site, utilizzando il pulsante Crea è possibile
inserire un nuovo sito nel dominio, assegnando un nome univoco. Una volta creata tale
risorsa, nella pagina di presentazione, tramite il pulsante Modifica, è possibile cambiare
le informazioni della home page relative al titolo ed al contenuto. Per prova viene
inserita un’ipotetica descrizione di un corso. Infine, per confermare definitivamente le
modifiche, si utilizza il pulsante Conferma.
19
6.2.3
Il docente immette contenuti e configura la loro esposizione
A questo punto si trova una prima limitazione di Google Site, relativa al caricamento
di contenuti. Su tale strumento non è possibile eseguire direttamente l’upload di files.
L’unica via praticabile, nell’ambito GA, è quella di caricare i contenuti su Google Drive
e poi collegarli nella pagina del corso. Si crea quindi una cartella in Google Drive col
il nome del corso, ed in questa si carica un file. A questo punto, sempre da Google
Drive, selezionando il file e cliccando sul pulsante Condividi, è possibile ottenere il
link da condividere sul sito. In Google Site, copiando tale informazione nel nuovo
link dal menù Crea link - indirizzo web sulla pagina del sito apparirà il link alla
risorsa. A questo punto, su Google Drive si impostano le regole di condivisione del file,
mettendo l’account dello studente come utente in sola lettura - reader. Quest’operazione
manuale, molto macchinosa e sicuramente non priva di rischi legati all’operatività,
sembra sconsigliata per un reale utilizzo applicativo.
6.2.4
Soluzione dinamica tramite Google Site e linguaggio Google Apps Script
Viene implementata la lettura automatica dei contenuti presenti nella cartella del
corso, condivisa tramite Google Drive. Il meccanismo che viene sfruttato è l’utilizzo
del linguaggio proprietario Google Apps Script. In Google Site è permesso inserire
automatismi all’interno delle pagine, per permettere l’importazione di risorse presenti
in altre fonti. Dal menù Altro - Azioni del sito - Gestisci Sito di Google Site si accede
alla sezione Script Google Apps, dopodiché si aggiunge un nuovo script con il seguente
contenuto.
function showFolderInSite() {
var done = false;
while (!done) {
try {
//bisogna specificare l’ID del folder origine
var files = DocsList.getFolderById(’0B9EyNsBmQyVQcTlxTF8xZjNwR2c’).getFiles()
;
//occorre specificare l’URL della pagina che utilizza lo script
var page = SitesApp.getPageByUrl(’https://sites.google.com/a/edu.globalbase.
it/gsf/listafiledrive’);
//insieme degli elementi della pagina
var listItems = page.getListItems();
//inizializzazione degli elementi
for (i in listItems) {
listItems[i].deleteListItem();
}
//elenco dei files nella pagina
for (i in files) {
//Campo titolo
var title = ’<a href=\" + files[i].getUrl() + ’\’>’ + files[i].getName() +
’</a>’;
//Campo tipo
var type = files[i].getType();
//Se tipo blob_item sostituiscilo con l’estensione del file
if (type == "blob_item") {
type = files[i].getName().substring(files[i].getName().lastIndexOf(’.’));
20
}
//Se dimensione > 0, si mostra la dimensione, altrimenti nascondi lo zero.
Se la lunghezza < 7 caratteri allora la grandezza < 1Mb.
//Si indicano kb, si rimuovono le ultime cifre relative ai bytes.
Altrimenti di indicano i Mb e si rimuovono le cifre inerenti ai
kilobytes ed ai bytes.
var size = files[i].getSize();
if (size > 0) {
var length = size.toString().length;
if (length < 7) {
size = size.toString().substring(0,length - 3) + ’kb’;
} else {
size = size.toString().substring(0,length - 6) + ’mb’;
}
} else {
size = ’’;
}
//Campo owner - proprietario, si recupera l’indirizzo email e si rimuove la
stringa dopo il carattere @.
var owner = files[i].getOwner().toString().substring(0,files[i].getOwner().
toString().indexOf(’@’));
//Campo ultima modifica .formatDate() metodo predefinito delle Utilities
Services, usato per impostare il formato data
var lastUpdated = Utilities.formatDate(files[i].getLastUpdated(), ’GMT’, ’
dd-MM-yyyy’);
//Si aggiunge il campo data insieme alle altre colonne nella lista
page.addListItem([title, type, size, owner, lastUpdated]);
}
done = true;
}
// cattura di eventuali errori
catch(e){
}
}
}
Tale linguaggio ricorda Javascript. Una volta salvato e compilato correttamente nell’editor incorporato in Google Site, tale script viene autorizzato dall’utente proprietario
della risorsa Google Drive. Se ciò non viene fatto, l’importazione del folder condiviso
nella pagina del corso non è possibile. Nonostante il test di funzionamento dia esito
positivo, questa soluzione si rivela poco praticabile. Sarebbe troppo costoso gestire i
corsi mediante questo procedimento. Inoltre, le operazioni svolte tramite il linguaggio
Google Apps Script, non automatizzabili tramite interfacce di programmazione, vanno
tutte gestite con l’editor/compilatore incorporato in Google Site. Per questi motivi, si
abbandona l’ipotesi di utilizzare tale meccanismo di gestione. Molto probabilmente,
l’utilizzo di risorse generate con Google Apps Script, è utile in altri contesti.
6.2.5
Terzo caso: gestione dei contenuti di un corso tramite Google Drive
Tramite Google Drive è possibile pubblicare contenuti visibili a tutti, ma in generale il
sistema permette di gestire files e cartelle utilizzando un sofisticato sistema di autoriz-
21
zazione. In pratica ogni utente, dopo aver selezionato una determinata risorsa ed aver
premuto il pulsante Condividi, può configurare gli accessi alla risorsa stessa elencando
una serie di account con possibili ruoli.
• Owner. Owner è il proprietario della risorsa. Chi crea una risorsa automaticamente
ne diventa proprietario. L’owner possiede pieni poteri sulla risorsa. Egli la può
leggere e ne può modificare il contenuto, può leggere e modificare le proprietà,
può aggiungere altre risorse all’interno di una cartella e cancellare intere risorse.
In alcuni casi particolari, è possibile cambiare il proprietario di una risorsa, ma
ciò avviene solo all’interno di un dominio GA.
• Reader. Reader è colui che può fruire della risorsa, con autorizzazioni in sola
lettura, sia per il contenuto che per le proprietà.
• Writer. Alla stregua dell’owner, il writer ha pieni poteri sulla risorsa, ma non ne
può direttamente assumere la proprietà e non può cancellarla.
Come regola fodamentale, occorre ricordare che una nuova risorsa eredita automaticamente le autorizzazioni della cartella nella quale è creata. In un linguaggio che descrive
l’organizzazione delle informazioni tramite albero, si può affermare che il nuovo nodo
creato eredita le stesse impostazioni del padre. Sulla scorta di ciò, si considera come sito
del corso una cartella creata dal docente, denominata Elenco dei corsi con le seguenti
autorizzazioni:
• OwnerDocente, può scrivere nella cartella.
• ReaderStudente, può leggere il contenuto della cartella.
Tramite browser, dopo la fase di autenticazione al dominio GA, una volta entrati nel
sistema, si accede allo strumento Google Drive. In automatico ci si trova nell’ambiente
chiamato I miei file, cioè i contenuti di proprietà dell’utente, creati dall’utente. A questo
punto, tramite la funzione Crea - Cartella si inserisce il nome della cartella, in questo
il nome fittizio di un possibile contenitore di corsi. Per inserire le autorizzazioni, si
seleziona la cartella e si utilizza il pulsante Condividi. Poiché il docente risulta già
proprietario della risorsa, occorre inserire solamente lo studente come reader. All’interno
di questo folder, si potranno inserire altre cartelle relative ai corsi, le quali automaticamente erediteranno le autorizzazioni impostate precedentemente. E’ possibile gestire
tutto il processo di creazione della cartella e di gestione delle relative autorizzazioni
tramite browser o PC client. A fronte della creazione di una condivisione verso un
utente, il sistema spedisce via email una breve informativa che indica la disponibilità
di una nuova risorsa condivisa, fornendo la URL di accesso. Il proprietario, in fase di
condivisione, può scegliere di omettere tale passaggio se ritenuto non necessario.
6.2.6
Quarto caso: il docente immette i contenuti di un corso tramite Google Drive
Anche in questo caso, la simulazione comprende entrambe le modalità di accesso a
Google Drive usate in precedenza. Tramite il browser, dopo la fase di accesso allo
strumento, si seleziona la cartella relativa al corso. A questo punto tramite il pulsante
Carica - File il sistema propone la finestra di selezione di file che, una volta scelti dal
proprio file system, vengono caricati in remoto. Tramite il client PC tutto invece è più
facile e veloce, poiché basta copiare sul proprio PC tramite il folder Google - Drive,
nella cartella interessata, i files relativi ai contenuti.
22
6.2.7
Quinto caso: lo studente accede al sito del corso ed ai relativi contenuti
La simulazione si effettua con browser e PC client, cercando di combinare opportunamente i test con quelli relativi al precedente caso. Tramite la notifica ricevuta dal
sistema via email, dove si viene informati della disponibilità di una nuova risorsa
condivisa, oppure tramite l’URL fornita direttamente dal docente, lo studente accede
alla risorsa tramite il proprio Google Drive. Tramite interfaccia browser, la risorsa si
troverà nella sezione denominata Condivisi con me. Su PC client, invece, la risorsa
si troverà direttamente nella cartella Google - Drive presente sul disco locale del PC,
ma solo dopo aver abilitato nelle preferenze l’opzione Visita Condivisi con me per
sincronizzare gli elementi condivisi.
6.3
osservazioni e spunti per definire una soluzione
Per poter costruire una soluzione funzionale, si abbandona l’ipotesi di utilizzare Google
Site, in base ai motivi precedentemente elencati. Dalle verifiche effettuate, sembra
più semplice e sicuro implementare la gestione di contenuti didattici tramite Google
Drive. E’ nel terzo, quarto e quinto caso che ciò si conferma, poiché emergono aspetti
molto interessanti. La novità principale è che rispetto a Moodle, Google Drive sembra
più semplice e performante nello svolgere le operazioni di caricamento dei contenuti.
Fortunatamente, per tale strumento, sono messe a disposizione tutte le interfacce di
programmazione necessarie a costruire software di supporto. Ed è tramite queste che si
cerca successivamente di implementare una soluzione.
23
L’ I N C O N T R O C O N L A S C U O L A
Il giorno 27 febbraio 2013, presso l’Istituto Marie Curie di Pergine - TN, si svolge un
incontro con il personale docente della scuola in riferimento al progetto Netbook e
relativamente alla parte Gapps. Si confermano alcuni punti analizzati in precedenza ed
emergono problematiche legate all’organizzazione, alla sicurezza informatica ed alla
riduzione dei costi. L’accesso a GA è possibile tramite il collegamento internet fornito
dall’Istituto. Esistono dei sistemi di URL filtering gestiti tramite l’internet proxy della
scuola. Da casa lo studente si autentica al sistema tramite collegamento proprietario senza nessun tipo di restrizioni o regolamenti. Nel dominio applicativo gli utenti si rappresentano con un account Google formato dallo schema [email protected], e
sono identificati secondo le tipologie seguenti.
• Studente. Svolge attività di studio e ricerca, scrive appunti, fa compiti e temi
tramite il PC portatile. Crea contenuti video per sintetizzare le lezioni. Utilizza
la posta elettronica e la chat per comunicare con il docente; riceve esercitazioni,
spedisce i compiti.
• Classe. E’ costituita da un insieme di studenti. Nel dominio GA essa è rappresentata dall’entità denominata ’gruppo’, ed è definita dall’amministratore. Possiede
un proprio ID ed è gestita dall’amministratore.
• Docente. Utilizza come mezzo preferenziale, per comunicare con lo studente ed
inviargli dei contenuti, la posta elettronica. Adopera anche lo strumento Google
Drive per condividere con la classe esercitazioni, dispense, e-books e diverso
materiale integrativo alle lezioni. La gestione delle cartelle e della condivisione
è affidata al singolo docente. Utilizzata una finestra temporale su piattaforma
LMS esterna - Claroline per accettare la consegna dei compiti degli studenti. Gli
elaborati possono venire o stampati o dati su pendrive direttamente in classe. Lo
strumento Google Docs viene utilizzato in maniera minore rispetto agli strumenti
della suite Microsoft Office per redigere testi ed elaborare dati su fogli elettronici.
• Amministratore. Svolge attività di configurazione sui PC e sulla rete. Opera nella
gestione degli utenti e nella formazione dei gruppi tramite la piattaforma Gapps.
L’inserimento iniziale degli utenti viene effettuato per mezzo di un file in formato
CSV importato direttamente dalle Gapps; successivamente, a mano, vengono
creati i gruppi che identificano le classi. Gestisce inoltre il server proxy di istituto
ed i filtri verso siti esterni, in base alle richieste dei docenti.
7.1
area dei contenuti
L’utilizzo degli strumenti informatici offerti da GA non è definito da un preciso standard
interno ma è legato alla soggettività del docente. La preferenza data alla suite Microsoft
Office, poiché necessaria per il conseguimento dell’ECDL - European Computer Driving
Licence, ed alla suite Open Office non stimola il personale docente all’uso dei formati
documento offerti da Google Docs.
24
7
7.2
area dei controlli
I docenti devono gestire nuove attività, tra cui il monitoraggio di ciò che gli studenti
fanno in classe tramite i PC portatili. Se ne deduce che non tutti abbiano interpretato
come serio e valido tale strumento. A tal proposito non esiste un’informativa specifica,
emanata dalla direzione dell’Istituto, che tuteli la didattica disciplinando il controllo
delle attività degli studenti in classe da parte dei docenti. Sui Netbook l’alunno può
memorizzare dati relativi alle attività scolastiche ma anche dati personali e quindi potenzialmente sensibili. E’ prassi che gli insegnanti effettuino dei controlli, non ufficialmente
regolamentati dalla scuola, direttamente sui pc dei ragazzi. Ciò li espone a rischi di
violazione della privacy dello studente, con relative conseguenze penali (si pensi alle
informazioni sulla navigazione internet o ai contenuti della posta elettronica). L’amministratore di sistema non possiede gli strumenti per effettuare operazioni di audit
sul dominio delle GA, in particolar modo sulle autorizzazioni. A tal proposito esistono
dei prodotti di supporto, a pagamento o gratuiti, come General Audit Tool for Google
Apps, gratuito, oppure, a pagamento, CloudLock. Non c’è un sistema che registri le
attività degli studenti durante le lezioni o durante i compiti. Per molti studenti esiste
anche la difficoltà di collegarsi a GA da casa per accedere ai supporti di studio, oltre che
di stampare il compito redatto al computer. Sarebbe comunque opportuno che venisse
evitata il più possibile la stampa cartacea dei contenuti reperibili elettronicamente. Non
è esclusa inoltre la possibilità che un docente o uno studente possano collegarsi in
classe ad internet tramite una rete esterna non filtrata: teste di ponte effettuate mediante
condivisioni utilizzando il telefono cellulare come gateway (tethering). In questo caso
GA si rivela un sistema vulnerabile in mancanza delle basi tecniche ed organizzative
relative agli aspetti di sicurezza e privacy, autenticazione, utilizzo della password, confidenzialità delle informazioni, etc... Per tali motivi andrebbero sviluppate delle attività di
formazione specifica ed awareness per il personale docente, con l’ausilio di consulenze
specifiche. L’Istituto dovrebbe formalizzare in un documento disciplinare informativo,
da aggiornare ogni anno, il regolamento all’utilizzo delle risorse con le relative modalità
dei controllo svolte sugli interessati. Al momento non esistono dei processi di audit
periodici sulle attività svolte nel dominio GA. Per legge, tutti gli interessati ad eventuali
controlli devono essere preventivamente informati sulle modalità degli stessi, in termini
di privacy.
7.3
area organizzazione
Manca alla base uno standard interno organizzativo che regolamenti l’utilizzo degli
strumenti software e i formati di files da utilizzare e un processo di autorizzazione delle
richieste ICT. Mancano politiche chiare sull’utilizzo di internet e posta elettronica e sui
controlli effettuabili. A tal proposito vanno integrate le politiche al fine di regolamentare
l’uso del servizio internet, per renderlo efficiente nelle operazioni di URL filtering, in
modo che tale meccanismo non vada ad ostacolare la didattica. Dovrebbe esserci la
possibilità di poter accedere immediatamente a risorse internet esterne al momento
bloccate, ad esempio mediante autorizzazione gestita direttamente dal docente. Per
tali motivi, non essendoci delle politiche rodate e consolidate dal punto di vista organizzativo e della sicurezza, Netbook e GA al momento aggravano il carico di lavoro
dell’insegnante nel contesto generale relativo all’insegnamento.
25
7.4
carenza di strumenti e formazione
Gli insegnanti affermano che non creano su Google Drive le cartelle condivise con gli
studenti poiché è un lavoro troppo impegnativo. Gli amministratori confermano che è
altresì oneroso gestire i gruppi relativi alle classi. Per agevolare tale compito, si potrebbe
pensare di implementare una procedura automatica. Vi è carenza di formazione per
l’utilizzo delle GA nel personale docente. A tal proposito esiste la possibilità di aderire
ad un percorso per il conseguimento della certificazione per le GA, tramite il partner
GlobalBase. Ciò potrebbe essere un elemento incentivante e tutelante per il docente che
utilizza tali strumenti. Manca una bibliografia in formato elettronico. A tal proposito
GlobalBase si è offerta per un eventuale reperimento da altri istituti. Alcuni docenti
segnalano la mancanza della possibilità, come si fa sulla carta, di scrivere in rosso
le correzioni direttamente sui compiti. Questo è risolvibile adottando, in base allo
standard interno, dei formati che permettano l’attività di annotazione. Allo stesso modo
si potrebbero risolvere eventuali difficoltà di correzione dei contenuti dei libri di testo
in versione elettronica.
7.5
standard per la gestione dei contenuti
La posta elettronica non dovrebbe essere utilizzata per diffondere i contenuti. Essi
potrebbero essere gestiti con lo strumento Google Drive in base a determinate cartelle
preventivamente autorizzate e condivise, secondo uno schema prefissato. Per questo
motivo andrebbe definito un modello generale per la gestione dei contenuti tra la figura
del docente, della classe e dello studente. Tale standard dovrebbe almeno prevedere:
una cartella per ogni studente/docente, in modo da agevolare un filo diretto privato
tra lo studente ed il docente; una cartella di sola lettura condivisa tra il docente e tutta
la classe, per inserire i contenuti didattici; una cartella di transito in lettura scrittura
per tutta la classe ed il docente, come cartella di lavoro della classe supervisionata
dal docente. Tali cartelle dovrebbero sottostare alle politiche definite precedentemente
(utilizzo disciplinato da regolamentazione interna, standard dei formati, audit e log
delle attività). Dal punto di vista degli strumenti, ci sarebbe l’esigenza di creare un
software che gestisca le cartelle nello strumento Drive della scuola (ogni anno scolastico)
e ne controlli i relativi permessi per la condivisione.
La scuola comunque segnala che i genitori degli studenti interessati commentano
positivamente il progetto Netbook. Quindi si aspetta l’implementazione di soluzioni per
cercare di risolvere le problematiche esposte precedentemente, insieme ad un’assistenza
in loco per l’avviamento di tali procedure. In base all’incontro svolto, è ora possibile
inquadrare con maggior precisione l’ambito nel quale si può intervenire per migliorare
il sistema.
26
A D O Z I O N E D I U N O S TA N D A R D P E R O R G A N I Z Z A R E I
C O N T E N U T I D I D AT T I C I
Acquisire un nuovo sistema informatico non è risolutivo per eliminare i problemi legati
all’organizzazione ed alla sicurezza di un processo. Anzi, se vi sono delle criticità, esse
probabilmente vengono alla luce proprio tramite lo strumento. Occorre mettere in campo
delle azioni parallele per agevolare ed ottimizzare l’utilizzo di questa tecnologia. In
questo contesto, per facilitare l’utilizzo della piattaforma GA come gestore di contenuti
didattici, è necessario adottare uno schema predefinito di organizzazione delle risorse.
In particolare, si propone di creare una serie di cartelle strutturate e con opportune
autorizzazioni. Questo anche per permettere all’Istituto di definire successivamente
delle regole di gestione dello strumento.
8.1
motivi per l’adozione di uno standard
All’interno di un’organizzazione, l’adottare procedure uguali e condivise tra tutti gli
utenti permette una serie di benefici. Nel caso della scuola, il primo obiettivo è quello
di fornire un supporto utilizzabile da tutti i docenti, data la disomogeneità del livello
di conoscenza di GA. Si adotta uno standard anche come guida dell’intero processo di
gestione di contenuti didattici, per gettare le basi del corretto approccio agli strumenti,
del supporto da parte degli amministratori di sistema, delle attività di addestramento e
formazione. L’intero processo di gestione viene percepito nell’ottica del miglioramento
continuo, e fondamentalmente lo standard si propone come una ongoing activity.
8.1.1
Il concetto di classe
All’interno dello standard si fa riferimento alla classe. Con tale entità, si intende l’insieme
degli studenti che partecipano ad un determinato corso. Il fatto che la classe già possieda
un nome unico che la distingue all’interno della scuola, è un elemento che rende le cose
più semplici.
8.1.2
Definizione di corso
Nell’ipotesi che sia possibile identificare univocamente un docente ed una materia di
insegnamento, è possibile costruire l’entità corso in base alla relazione Docente/Materia/Classe. Secondo questa forma generalizzata, vengono definiti in maniera univoca
tutti i corsi dell’istituto, per tutte le classi. Posto che il docente possa insegnare più
materie in più classi, attribuendo un codice identificativo ad ogni entità corso, si ha
un’unica identificazione basata sulla chiave primaria Id Docente + Id Materia + Id
Classe.
27
8
8.1.3
Perimetro di intervento
Relativamente al corso, si identificano tre settori di operatività basati su spazi condivisi
ed opportune regole di utilizzo.
• Area contenuti. Per agevolare il processo di gestione ed utilizzo dei contenuti, si
prende spunto da Moodle. Viene impostata l’organizzazione di cartelle condivise
basate sulla settimana di lezione. Fornendo tale riferimento, si rende agevole la
fase di immissione del contenuto da parte del docente e, nella stessa maniera, la
fruizione da parte dello studente. Su tale struttura, il docente possiede poteri di
modifica mentre lo studente di sola lettura.
• Area dei lavori di classe. Si predispone uno spazio libero e condiviso in lettura e
scrittura tra il docente e la classe. In tale area si possono svolgere lavori di gruppo,
anche per favorire la collaborazione, l’interazione, lo spirito di comunità e il senso
di responsabilità da parte dello studente.
• Area privata tra docente e studente. Questo spazio viene condiviso tra singolo
docente e studente. Consiste in un valido strumento per gestire la consegna di
elaborati, materiali integrativi, compiti e correzioni.
Come regola generale, per garantire l’integrità della struttura, non viene data agli utenti
la possibilità di cancellare le cartelle condivise di struttura. Tali risorse possono essere
utilizzate in maniera preferenziale al posto della carta, dell’utilizzo delle pendrive e
della posta elettronica per il passaggio di contenuti didattici. Non vi è inoltre nessun
ostacolo per favorire l’introduzione di ulteriori sviluppi e funzionalità.
8.2
applicazione dello standard tramite google drive
La Direzione dell’Istituto viene chiamata in causa per fornire supporti e risorse al fine di
procedere allo studio. Come risultato di questa richiesta si ottiene piena collaborazione
e disponibilità. In base allo schema Docente/Materia/Classe, tramite le risorse della
scuola, si identifica un docente con la relativa materia di insegnamento e si definisce
un gruppo di tre studenti che va a rappresentare la classe. All’interno di tale contesto
vengono svolte le operazioni per definire un ambiente di prova.
8.2.1
Vincoli e criticità di Google Drive
Per definire correttamente la rappresentazione dei contenuti, si tiene presente che le liste
dei files o delle cartelle sono in ordine alfabetico. I nomi delle aree, eventuali caratteri
separatori, oppure numeri progressivi zero-filled, ossia con lo zero davanti, servono
per mantenere l’ordine di esposizione dei contenuti. Occorre tener presente che Google
Drive supporta omonimie nei nomi di cartelle o files, poiché tali vengono identificate
come risorse ed ogni risorsa possiede un suo codice interno univoco. Il nome della
cartella è un attributo secondario della risorsa che, se non configurato correttamente,
può creare dei problemi di coerenza ed integrità della struttura. Occorre anche prestare
molta attenzione alla nomenclatura delle cartelle nell’ottica di condividerle con gli utenti.
All’interno dell’area Condivisi con me, gli utilizzatori vedono solamente il nome della
cartella. Se in tutti i corsi viene condivisa una cartella con lo stesso nome, ad esempio
28
[CONTENUTI], ciò diventa un problema. Lo studente non potrebbe distinguere un
corso dall’altro.
8.2.2
Passo 0. Identificazione dell’owner
Si sceglie un account che rappresenta il proprietario della struttura standard di cartelle.
A tale scopo l’amministratore del dominio GA procede con la creazione di un utente
adatto allo scopo. Il nuovo account [email protected] risulta essere l’owner
della struttura. In tal modo si ottiene una duplice funzione: il servizio risulta offerto
dall’Istituto ed il nome drive.scuola caratterizza in maniera esplicita l’account dedicato
a tale attività.
8.2.3
Passo 1. Creazione del folder relativo al docente
Si crea una cartella con la descrizione corrispondente al cognome ed al nome del docente.
I ruoli impostati su tale cartella saranno:
• drive.scuola: Owner
• docente: Reader
8.2.4
Passo 2. Accesso al folder del docente
Si accede al folder relativo al docente, creato in precedenza. E’ da questo punto che
vengono create le cartelle relative alle materie di insegnamento.
8.2.5
Passo 3. Creazione del folder relativo alla materia
Nel nostro caso, si crea una sola cartella relativa alle materie insegnate dal docente. I
ruoli impostati su tale cartella saranno:
• drive.scuola: Owner
• docente: Reader
8.2.6
Passo 4. Accesso al folder relativo alla materia
Si accede al folder relativo alla materia specifica del docente. E’ da qui che si crea una
cartella per ogni classe.
8.2.7
Passo 5. Creazione del folder relativo alla classe
Nel nostro caso si inserisce un solo folder relativo ad una classe. I ruoli impostati su
tale cartella saranno:
• drive.scuola: Owner
• docente: Reader
29
A questo punto, definendo lo schema Docente/Materia/Classe, si ottiene una prima struttura per un corso. Ora si completa la struttura con l’aggiunta delle tre aree
determinate dallo standard.
8.2.8
Passo 6. Accesso al folder relativo alla classe
Si accede alla cartella della classe per cominciare l’impostazione della struttura del
corso.
8.2.9
Passo 7. Creazione area contenuti
Si crea un folder chiamato NomeDocente - NomeClasse - NomeMateria - [CONTENUTI]
che viene condiviso nella seguente maniera:
• drive.scuola: Owner
• docente: Writer
• studente1: Reader
• studente2: Reader
• studente3: Reader
Si inseriscono nel nome le informazioni relative a NomeDocente - NomeClasse - NomeMateria, in modo che la risorsa condivisa sia identificabile. All’interno della stessa
cartella, si creano per ogni settimana di corso le relative cartelle nella forma Settimana
n. xx gg/mm/aaaa - gg/mm/aaaa.
8.2.10 Passo 8. Creazione dell’area di lavoro della classe
Si crea un folder chiamato NomeDocente - NomeClasse - NomeMateria - [LAVORO]
che viene condiviso nella seguente maniera:
• drive.scuola: Owner
• docente: Writer
• studente1: Writer
• studente2: Writer
• studente3: Writer
8.2.11 Verifica sul campo
Anche qui si inseriscono nel nome le informazioni relative a NomeDocente - NomeClasse
- NomeMateria, in modo che la risorsa condivisa sia identificabile.
30
8.2.12 Passo 9. Creazione dell’area privata tra docente e studente
Si crea un folder chiamato NomeDocente - NomeClasse - NomeMateria - [STUDENTE]
per contenere le aree private, e si condivide nella seguente maniera:
• drive.scuola: Owner
• docente: Reader
8.2.13 Passo 10. Accesso al folder relativo alle aree private
Si accede alla cartella creare le aree private tra il docente ed ogni singolo studente.
8.2.14 Passo 11. Creazione area privata docente - studente
Si crea un folder chiamato NomeDocente - NomeStudente che viene condiviso nella
seguente maniera:
• drive.scuola: Owner
• docente: Writer
• studente1: Writer
Ciò viene fatto ancora in due passaggi per i rimanenti studenti.
8.3
i risultati del test
Lo standard relativo ai contenuti, applicato tramite l’ambiente di prova tramite Google
Drive, viene illustrato agli utenti interessati e lasciato in loro gestione per circa un
mese. Terminato questo periodo, non riscontrando problemi o criticità, si decide di
implementare una procedura di supporto per la creazione della struttura, da mettere in
produzione per l’intero l’Istituto.
31
ENHANCED DRIVE ORGANIZER - EDO-FOLDER
9.1
edo-folder, un supporto per la scuola
Uno degli obiettivi conseguenti all’analisi svolta precedentemente è quello di trovare una
soluzione per automatizzare le operazioni di creazione e condivisione della struttura
standard di cartelle. Risulterebbe difficile gestire manualmente questo procedimento, sia
per una questione di costi, che per motivi di sicurezza imputabili ad errori nell’operatività. Un altro aspetto da non sottovalutare è la dimensione della struttura: la scuola sulla
quale si svolge lo studio possiede infatti oltre 980 studenti, 51 classi e 125 insegnanti. Si
implementa un software autorizzato ad operare sui sistemi di Google, il quale prende in
ingresso le liste dei docenti, delle materie, delle classi e degli studenti e come risultato
crea l’intero albero di cartelle, con le opportune aree di condivisione e secondo le regole
prefissate (cartella di lavoro di classe studenti in cui tutti possono leggere e scrivere,
cartella di sola lettura dei contenuti su base settimanale, cartella privata tra il docente
ed ogni singolo studente), inviando le notifiche di avvenuta condivisione agli utenti
interessati.
9.1.1
Descrizione del programma
Il software, open source reperibile all’indirizzo http://sourceforge.net/projects/
edofolder, può essere utilizzato anche tramite un account personale e non necessariamente di dominio GA. Il prodotto, sviluppato con linguaggio Java ed interfaccia Swing,
nella versione compilata è costituito dai seguenti files principali:
• EDO.bat. Script per eseguire il programma.
• EDOFolders.jar. File contenente il codice Java eseguibile.
• main.properties. File delle proprietà del programma.
• istituto.xml. Lista relativa ai docenti/materie/classi da inserire in struttura.
9.1.2
Configurazione delle proprietà del programma
E’ possibile configurare alcune funzionalità del programma modificando opportunamente il file main.properties. Queste possono essere personalizzate tramite i seguenti
valori:
• client id, client secret, redirect uri. Sono gli identificativi di accesso dell’applicazione, ottenibili tramite iscrizione alla Google Api Console all’indirizzo
https://code.google.com/apis/console.
• xml file path. Nome del file contenente le liste relative a docenti, materie, classi e
studenti.
32
9
• name folder studente. Descrizione comune all’interno del nome delle cartelle
dell’area privata docente/studente.
• folder studente. Ulteriore descrizione comune alle cartelle dell’area privata docente/studente.
• name folder lavoro. Descrizione della cartella per il lavoro di classe.
• name folder contenuti. Descrizione della cartella dei contenuti.
• data contenuti inizio. Data di inizio della presentazione settimanale dei contenuti.
Deve essere impostata con il giorno di inizio della settimana, ad esempio con il
lunedì della prima settimana dell’anno scolastico.
• data contenuti fine. Data di fine della presentazione settimanale dei contenuti.
Deve essere impostata con il giorno di fine settimana, ad esempio con la domenica
dell’ultima settimana dell’anno scolastico.
• application title. Titolo dell’applicazione, visibile nella finestra del programma.
• button connect, label code, button authorize, button exit, auth ok, progress bar
text. Ulteriori parametri per personalizzare la descrizione delle componenti visuali
all’interno della maschera del programma (bottoni, etichette e progress bar).
9.1.3
Il file istituto.xml
In questa risorsa è presente l’elenco degli utenti coinvolti nei corsi con i relativi ruoli. Per
mantenere la gerarchia docenti/materie/classi di un intero istituto si è scelto di strutturare le entità in un unico file, in formato XML, leggibile dall’applicazione tramite la classe
config.AppConfig ed un DOM parser definito nella classe xmlparser.ElementoDao.
<?xml version="1.0"?>
<istituto id="[email protected]">
<docente id="[email protected]">
<materia id="ITALIANO-STORIA">
<classe id="1B">
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
</classe>
<classe id="2B">
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
</classe>
</materia>
</docente>
<docente id="[email protected]">
<materia id="MATEMATICA">
33
<classe id="1B">
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
</classe>
<classe id="2B">
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
<studente id="[email protected]"/>
</classe>
</materia>
</docente>
</istituto>
9.2
utilizzo delle google apis
Per interagire con i servizi di Google è necessario utilizzare le interfacce proposte dal
fornitore, denominate Google APIs. Data la vastità e la complessità di tali supporti,
la loro selezione deve essere in base alle reali esigenze dell’applicazione. Inoltre, per
poter accedere alle interfacce è necessario registrare l’applicazione ed ottenere un codice
identificativo. Ogni operazione svolta tramite le APIs è gestita in sicurezza tramite
questa chiave, che permette la registrazione ed il monitoraggio di tutte le attività da
parte di Google.
9.2.1
Autorizzazione all’utilizzo delle APIs
Il meccanismo di autenticazione utilizza un protocollo specifico, denominato OAuth 2.0,
che supporta una serie di modalità differenti di autenticazione e richiede l’esecuzione
di un processo preliminare di registrazione ed identificazione che fornisce una serie
di chiavi di accesso denominate client Id, client Secret e redirect Uri. Per generare
questi codici ci si identifica al portale https://code.google.com/apis/console, tramite
l’accesso con il proprio account, e si registra l’applicazione specificandone il tipo (web
application, installed application, servizio). I valori ottenuti da questo procedimento
sono unici per l’account e per l’applicazione, ed avranno la seguente forma:
• client Id = 684716811146-jl1cutqj3rjhsarh3jdsjkqui7o2qut3.apps.googleusercontent.com
• client Secret = yPWXJfMLfDQTvdswfSFCvtaz
• redirect Uri = urn:ietf:wg:oauth:2.0:oob
Una volta eseguita tramite questi valori, l’applicazione chiederà a Google il temporaneo
accesso alle APIs per eseguire le operazioni sulla risorsa Google Drive. A fronte di
questa richiesta autorizzata, Google genera un codice di accesso temporaneo che utilizza
l’applicazione per accedere alle risorse.
34
9.2.2
Identificazione delle interfacce Java
Tutte le interfacce di Google Drive, per qualsiasi linguaggio, sono ampiamente documentate alla url https://developers.google.com/drive. Le funzionalità richieste
dall’applicazione richiedono un supporto in Java per gestire cartelle e condivisioni.
A tal proposito si identifica la collezione Drive API v2 Client Library for Java e se
ne esegue il download dal link http://code.google.com/p/google-api-java-client.
All’interno dell’applicazione le operazione di base su cartelle e permessi (creazione,
lettura, modifica, cancellazione) che sfruttano le Drive API v2 sono implementate nei
metodi della classe controller.GoogleDriveManager.
9.2.3
Ottenere il token di accesso alle APIs
Il metodo public Drive getAuthorizedDrive() si preoccupa di eseguire una connessione
ed ottenere il token di accesso tramite client Id, client Secret e redirect Uri. Il token di
accesso viene recuperato dall’utente, previa autenticazione tramite browser. Il metodo
restituisce un’istanza della classe Drive.
9.2.4
Collegarsi a Google Drive tramite il token di accesso
Il token di accesso viene utilizzato direttamente nell’applicazione e tramite il metodo public Drive getAuthorizedResponce(String code) viene restituita un’istanza della
classe Drive autorizzata ad operare sul servizio. Vengono usate anche altre classi per
completare le precedenti operazioni di collegamento alla risorsa:
• HttpTransport. Si occupa di gestire la comunicazione con i servizi a livello http.
• JsonFactory. La classe gestisce e configura JSON-JavaScript Object Notation, il
formato di scambio dati per applicazioni client/server utilizzato nelle APIs.
• GoogleAuthorizationCodeFlow. La classe che gestisce il meccanismo di autorizzazione OAuth 2.0.
• DriveScopes. Classe per gestire gli ambiti di operatività su Google Drive.
9.2.5
Creazione delle cartelle
Il metodo public String createFolder(Drive service, String title, String description,
String folderParentId) inserisce una cartella da una certa posizione della struttura. Le
classi utilizzate dal metodo sono le seguenti:
• File. Con tale classe si rappresentano le risorse file o cartella.
• ParentReference. Con tale classe si identifica il nodo della struttura nel quale
creare una nuova risorsa (genitore).
9.2.6
Creazione dei permessi
Permission. Con tale classe è possibile gestire la condivisione su una determinata risorsa,
impostandone i permessi di accesso. Tramite il metodo public Permission insertPermission(Drive service, String fileId, String value, String type, String role) si crea un
35
permesso su una determinata risorsa. Il parametro fileId è l’identificativo della risorsa,
value è l’id dell’utente (e-mail address), type può assumere i valori user, group, domain
o default, mentre ruolo può assumere i valori owner, writer o reader. Viene restituita
un’istanza alla classe Permission, che gestisce il meccanismo di condivisione.
Non tutti i metodi implementati nella classe controller.GoogleDriveManager dell’applicazione vengono richiamati, ad esempio quelli relativi alla cancellazione. Dato che non
appesantiscono le funzionalità e non abbassano il livello di sicurezza dell’applicazione,
si ritiene opportuno lasciarli nella suddetta classe per eventuali utilizzi futuri.
9.3
test dell’applicazione e messa in produzione
I test dell’applicazione EDO-Folder si svolgono direttamente sull’ambiente target dell’utente [email protected] Dato l’esito positivo delle simulazioni si utilizza il
programma per creare la struttura relativa a due classi dell’Istituto. E’ intenzione della
scuola che l’applicazione ed il relativo standard entrino a regime, in tutte le classi che
utilizzano il Netbook, a partire dal prossimo anno scolastico.
36
10
FEEDBACK
10.1
incontro con gli studenti
Successivamente alla messa in esercizio dello standard tramite l’applicazione EDOFolder, in accordo con la scuola si svolgono degli incontri in classe con i docenti e gli
studenti interessati. Gli argomenti spiegati in questi momenti formativi sono relativi
alle seguenti tematiche:
• Spiegazione del concetto di servizio in cloud.
• Significato di identità digitale e Google account.
• Gestione di ruoli e permessi sulle risorse.
• Utilizzo sul campo di Google Drive con esempi pratici.
• Criticità del sistema.
10.2
monitoraggio del progetto netbook
Successivamente si offre supporto per relazionare l’attività di monitoraggio del progetto
Netbook in un incontro con il Dipartimento della Conoscenza della Provincia Autonoma di Trento. Tra i punti emersi durante la riunione si evidenzia il coinvolgimento
degli studenti e si elencano le criticità riscontrate: privacy e continuità dei servizi di
rete. Inoltre, nell’analizzare la situazione di studenti affetti da DSA (Disturbi Specifici
dell’Apprendimento) emerge come in tali soggetti i problemi psicologici legati alla
calligrafia vengano in parte mitigati grazie all’utilizzo di strumenti elettronici. Per
ulteriori approfondimenti si rimanda ai link http://www.strutture.provincia.tn.it/
Dettaglio_Strutture.aspx?cod_s=D335 e http://www.curiepergine.it. Viene poi organizzata una conferenza dal titolo ’Utilizzo delle nuove tecnologie e relativi rischi’,
alla quale intervengono anche i relatori di Polizia Postale e dell’organizzazione SaveTheChildren, in cui si illustrano le attività svolte nell’ambito dei contenuti didattici. Ulteriori approfondimenti ai link http://www.curiepergine.it/curiepergine/calendar_
zoomevento.asp?ID=662&date=14/05/2013, http://www.savethechildren.it/italia/
nuove_tecnologie.html, http://www.commissariatodips.it/stanze.php?strparent=
90.
10.3
sondaggio
Viene consegnato agli studenti un questionario anonimo con l’obiettivo di verificare
la comprensione di Google Drive e misurare il grado di percezione delle finalità dello
strumento. Nell’ottica del miglioramento si decide di rilevare eventuali aspetti positivi
e negativi ed ulteriori suggerimenti. La rilevazione viene svolta su un campione di 42
studenti e produce i seguenti risultati.
37
• DOMANDA: Se tu dovessi spiegare ad un tuo amico che cos’è Google Drive e
perché lo usi per la scuola, cosa gli diresti? In base alle risposte ricevute si può
affermare che è stato compreso ampiamente il significato dello strumento. Gli
studenti lo descrivono come una piattaforma ben organizzata per gestire in modo
semplice e veloce files in qualsiasi formato, da condividere in totale sicurezza
con la scuola gestendo contenuti didattici come appunti, dispense, temi e riassunti, esercizi, lavori di classe, progetti, presentazioni, documenti ed elaborati di
vario tipo, ricerche ed immagini. E’ compresa e viene sfruttata la potenzialità di
raggiungere lo strumento da qualsiasi luogo ed in qualsiasi momento per condividere informazioni con altri Google account. Lo scenario più comune è quello di
utilizzare lo strumento a scuola e a casa, rimanendo in contatto con i docenti e
gli altri studenti della classe e condividendo informazioni senza necessariamente
incontrarsi. Emergono gli aspetti di comunità, tra i quali il maggior coinvolgimento dello studente nel chiedere supporto ai compagni di classe, commentare i
lavori degli altri, proporre degli argomenti e seguire le lezioni anche se assenti.
Spiccano anche aspetti pratici e di sicurezza, tra cui utilizzare direttamente in
Google Drive i formati Google Docs, non usare più supporti removibili per portare
con sé i propri files, evitare di perdere dati in caso di smarrimento o guasto dei
dispositivi, ridurre lo spreco di toner e carta. Lo strumento può essere utile anche
per monitorare il lavoro all’interno dei progetti di classe.
• DOMANDA: Spiega brevemente quali sono secondo te i principali aspetti positivi di questo sistema. Gli aspetti positivi emersi rientrano tra quelli indicati
nella domanda precedente. Sono apprezzate le caratteristiche legate alla semplicità
ed all’utilità dello strumento, oltre che alla possibilità di utilizzarlo con diversi
dispositivi mobili. Si confermano gli aspetti legati alla riduzione dei costi, al
fatto di non dover portare libri e quaderni, di avere uno spazio personale dove
depositare le proprie informazioni evitando così l’utilizzo dell’email per la consegna dei propri elaborati. Per quanto riguarda il coinvolgimento, si apprezza la
possibilità di lavorare insieme ad un determinato progetto e di poter utilizzare
nuovi strumenti tecnologici.
• DOMANDA: Spiega brevemente quali sono secondo te i principali aspetti negativi di questo sistema. La mancanza del servizio di rete, sia a scuola che a casa,
con la conseguente indisponibilità dello strumento è l’osservazione più frequente.
Seguono poi le basse performance dei Netbook. Viene segnalata anche la parziale
compatibilità dei formati Google Docs con quelli Microsoft Office, e il difficile
impatto iniziale con il nuovo strumento. Sono percepiti i rischi dell’utilizzo dei
servizi online, soprattutto il furto del proprio account. La mancanza dei supporti
tecnici, di addestramento e formazione da parte della scuola sono segnalati come
ulteriori punti critici.
• Domande con punteggio. Le risposte fornite dagli studenti si basano sulla seguente scala di valori: 1=Per nulla; 2=Poco; 3=Abbastanza; 4=Molto; 5=Moltissimo.
Si elenca il risultato ottenuto insieme alla media di ogni rilevazione:
– 1) Ritieni Google Drive uno strumento utile? 3,55
– 2) Ritieni Google Drive uno strumento sicuro ed affidabile? 3,36
– 3) Ritieni Google Drive uno strumento semplice da utilizzare? 3,57
– 4) Ti reputi abile nell’utilizzare Google Drive? 3,64
38
– 5) Sei in grado di condividere un file e/o una cartella su Google Drive?
4,55
– 6) Hai compreso il meccanismo delle condivisioni e dei ruoli (reader,
owner, writer) in Google Drive? 3,10
– 7) Sei in grado di verificare chi può leggere o scrivere una determinata
cartella/file? 4,05
– 8) Ritieni sicuro condividere i contenuti personali e/o della classe con
utenti esterni alla classe e/o alla scuola? 2,76
– 9) Utilizzando il Netbook con Google Drive ti senti più coinvolto nel
seguire la lezione? 3,67
– 10) Sai cosa significa utilizzare un servizio in Cloud? 2,88
– 11) Secondo te, i tuoi familiari hanno capito come usi Google Drive per la
scuola? 2,74
– 12) Hai difficoltà nel collegarti a scuola a Google Drive? 2,29
– 13) Hai difficoltà nel collegarti da casa a Google Drive? 1,79
– 14) Pensi che potrebbe essere utile utilizzare Google Drive sul tuo smartphone (se ne hai o ne avessi uno)? 2,98
– 15) Ti ritieni soddisfatto di Google Drive? 3,98
Da questa serie di rilevazioni si confermano le percezioni dello strumento Google
Drive viste in precedenza. La condivisione di files e cartelle è ciò che gli studenti
hanno maggiormente appreso (risposta a domanda 5). Pur avendo dimestichezza
con lo strumento sono carenti di consapevolezza dei rischi che ciò comporta (come
rilevato dalle risposte alle domande 8 e 10). Risalta lo scarso coinvolgimento della
famiglia all’utilizzo degli strumenti (domanda 11).
• Suggerimenti. La maggior parte degli studenti suggerisce di migliorare le performance della rete al fine di utilizzare al meglio gli strumenti informatici. Qualcuno
propone nuove funzionalità e migliorie, tra cui la possibilità su Google Drive
di comprimere i files remotamente, di garantire totale compatibilità tra i formati Microsoft Office e Google Docs, di inserire nuovi template e modelli per i
documenti.
La documentazione riguardante le attività svolte per completezza viene riportata in
allegato alla presente tesi (allegato n.1 e n.2).
39
11
S I C U R E Z Z A E P R I VA C Y
Come emerso dal sondaggio il cloud computing è un mondo quasi sconosciuto agli
studenti: in questo contesto le server farm risiedono in nazioni diverse con legislazioni
altrettanto differenti, comportando maggiori rischi legati alla privacy dei dati in termini
di integrità, disponibilità e confidenzialità. Le informazioni possono quindi trovarsi
in un paese differente da quello di residenza dell’utente. Tutto questo viene spesso
considerato con superficialità dalla persona che erroneamente non sempre ritiene la
sicurezza dei propri dati cosa importante.
11.1
11.1.1
caratteristiche dei servizi google
Termini di servizio
Leggendo i Termini di servizio di Google al link http://www.google.it/intl/it/
policies/terms/regional.html si evince come il fornitore non aderisca alla normativa
italiana per la gestione della privacy sui dati ma come tale politica venga dettata
direttamente dallo stesso. In generale l’utente possiede la proprietà intellettuale dei
propri contenuti e concede il diritto di gestirli anche tramite opere derivate come
traduzioni, adattamenti e modifiche, pur dopo aver disdetto l’utilizzo dei servizi. Google
si riserva il diritto di interrompere le proprie ’forniture’ in qualsiasi momento per gestire
le funzionalità delle applicazioni e non rilascia nessuna garanzia sulla loro affidabilità
o disponibilità; inoltre si astiene da qualsiasi forma di risarcimento danni, se non la
restituzione della somma pagata per l’uso, sgravandosi da qualsiasi responsabilità.
11.1.2
Norme sulla privacy
Al link http://www.google.it/intl/it/policies/privacy/ è possibile leggere la politica di regolamentazione della privacy in Google, unica per tutti i servizi erogati. I dati
vengono raccolti in due modi:
• Dati forniti direttamente dall’utente. Si tratta delle informazioni personali chieste
in fase di iscrizione: ad esempio account e immagine del profilo.
• Dati raccolti dall’utilizzo dei servizi da parte dell’utente. Si tratta dei dati che
vengono letti tramite meccanismi di log e di tracciamento anonimo nei siti web che
usano i servizi Google. In essi rientrano le informazioni sui dispositivi (modello
hardware, versione del sistema operativo, identificatori univoci del dispositivo,
informazioni sulla rete mobile, numero di telefono) e l’incrocio di questi dati con
l’account. Durante l’uso dei servizi vengono registrate nei log server innumerevoli
informazioni: query di ricerca, registro delle telefonate del proprio cellulare, SMS
e tipi di chiamate, indirizzo IP, eventi del dispositivo, attività di sistema, tipo di
browser, data e ora delle richieste e degli url di riferimento. Si aggiungano alla
lista i dati sulla posizione GPS, sulla distanza da eventuali punti di accesso Wi-Fi,
40
sui ripetitori di segnali nelle vicinanze e sugli identificativi delle applicazioni
installate.
I log successivamente possono essere ceduti a partner esterni ed enti governativi che ne
fanno richiesta per motivi legali e normativi, per accertamenti di possibili violazioni e
per monitorare attività fraudolente.
Tali meccanismi non sembrano garantire la privacy degli utenti: come si evince dalle
innumerevoli denunce a Google, non ultima quella dei Garanti Ue.
Il problema consiste nel fatto che la registrazione massiva di dati, per un periodo
indeterminato, non permette di definire il principio di necessità sul trattamento e ciò
non rende chiaro quali informazioni siano realmente utilizzate per un determinato
servizio. Per ulteriori approfondimenti è disponibile il link http://www.altalex.com/
index.php?idnot=19471.
Google si giustifica sostenendo che tale metodo serve a tutelare se stesso e gli utenti, a
gestire e migliorare i servizi offerti ed a personalizzare le applicazioni.
Infine, nel paragrafo relativo alla sicurezza delle informazioni, vengono accennati gli
impegni del fornitore per proteggere i suoi utenti da accessi non autorizzati: dall’utilizzo
del protocollo SSL alla verifica delle credenziali, alla presenza di misure di sicurezza
fisiche dei loro datacenter, alle rigide obbligazioni contrattuali dei loro dipendenti e
collaboratori. Per visionare le politiche generali di Google è disponibile il link http:
//www.google.it/intl/it/policies/.
11.2
aspetti relativi alla scuola
La scuola che intenda fruire di servizi in cloud deve garantire la loro sicurezza e
continuità in caso di incidenti e per questo deve provvedere a svolgere tutte le attività
necessarie a tale scopo, tra queste una delle più importanti è sicuramente il backup dei
dati con l’eventuale restore. Devono quindi essere introdotte nuove risorse e regolamenti.
Tramite attività di audit occorre monitorare costantemente la situazione privacy, in
termini di adeguamenti normativi e stato di sicurezza dei sistemi, per evitare sanzioni
penali e civili. Inoltre va introdotto, verificato ed eventualmente aggiornato l’insieme
delle regolamentazioni e delle politiche definite dall’Istituto per gestire gli aspetti di
sicurezza. Il trattamento dei contenuti didattici deve aderire alla Legge sulla Privacy
DL 196/2003 e successive modifiche, in particolare per quanto riguarda la parte tecnica
va analizzata l’aderenza all’Allegato B: vanno informati gli utilizzatori sulle finalità,
deve essere chiesto il consenso, devono essere chiariti i meccanismi di abilitazione
e disabilitazione, occorre specificare come e da chi vengano usati i contenuti. Pur
essendo dati di natura didattica, possono includere informazioni ’sensibili’ come quelle
relative ad identificare lo stato di salute, la religione, le abitudini sessuali, la politica. Si
deve inoltre considerare il problema legato ai minori: gli studenti possiedono ottima
manualità nell’utilizzo dei sistemi ma è ancora insufficiente la consapevolezza dei rischi
legati alla privacy. Non tutti hanno chiaro cosa significhi preservare la propria identità
digitale, evitare il furto delle credenziali, non diffondere dati personali o sensibili. In
questo contesto i genitori sono responsabili civilmente e penalmente. La scuola dunque
non si può esimere dall’informare e coinvolgere le famiglie in questo scenario: nell’ottica
di educare l’intera comunità per avere in seguito dei ritorni positivi. Per quanto riguarda
la parte relativa al monitoraggio delle attività, vanno messe in campo soluzioni per
consentire in sicurezza le attività inerenti ai controlli, soprattutto quelli svolti in classe
dai docenti e dagli amministratori di sistema. Ad oggi la tutela più comune è quella di
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adottare politiche troppo stringenti che ostacolano la didattica. Va definito un giusto
compromesso mediante l’utilizzo di regolamenti interni, sia per tutelare la scuola in
caso di uso non consentito degli strumenti didattici, sia per salvaguardare gli operatori.
Per fare questo vanno disposti dei comportamenti procedurali standard che ognuno è
tenuto a rispettare. Deve essere agevolato il coinvolgimento delle famiglie informandole
sulle attività svolte in classe dallo studente ed offrendo loro strumenti in grado di
monitorare tale lavoro.
11.2.1
Awareness
I rischi legati all’operatività degli utenti sono molti e per niente banali. La scuola deve
mettere in campo delle contromisure che vanno inserite in un ’ciclo di vita’ e supportate
mediante attività di informazione, divulgazione e diffusione, test e verifica. Tra le attività
deve essere svolta anche periodica formazione agli utenti del sistema, per renderli più
sicuri e consapevoli nell’utilizzo degli strumenti informatici. Uno schema di massima di
argomenti nell’ambito del Security Awareness può essere il seguente.
• Argomenti generali. Security awareness, risorse informatiche, asset, attributi
da preservare negli asset, vulnerabilità, probabilità, impatto, rischio, minaccia, cloud computing, identità digitale, concetto di disponibilità, autenticazione,
autorizzazione.
• Privacy e legge italiana. Legge sulla privacy, misure minime per gli incaricati di
trattamento, accessi non autorizzati, responsabilità civili e penali.
• Rischi e minacce in internet. Virus, spyware, worms, attacchi condotti da PC
dell’utente, DoS - DDoS, hacking delle password, brute force, dictionary list, furto
dell’identità digitale, phishing, spamming, catene di S. Antonio, hoax virus, mail
hoaxes, uso improprio web ed email, social engineering.
• Utilizzo corretto delle risorse informatiche. Reti wireless, https e plain text,
costruzione e mantenimento della password, azioni da evitare, utilizzo corretto di
internet e posta elettronica. Virus, sicurezza del PC, licenze software, peer to peer,
backups, sicurezza fisica, clean desk policy, social enginerring, privacy dei dati,
furto d’identità, truffe telefoniche.
Un’altra possibilità è quella di coinvolgere i docenti in un percorso di certificazione dei
sistemi GA.
11.2.2
Digital divide
Nell’ottica più generale la scuola deve essere un supporto ed uno stimolo per studenti
e famiglie. Anche proporre delle soluzioni per facilitare l’utilizzo di internet da casa
potrebbe essere un’opportunità interessante di coinvolgimento con un ritorno positivo,
oltre che un contributo per diminuire il divario digitale esistente tra chi accede ai sistemi
e chi ne è parzialmente escluso.
42
11.3
riduzione dei costi
Se il sistema non è correttamente gestito e controllato i costi tenderanno ad aumentare.
E’ possibile che la scuola in quest’ottica autorizzi ed agevoli l’utilizzo da parte degli
studenti di una propria dotazione hardware, non necessariamente il Netbook, delegando
così gli oneri di assistenza e licenze software. Inoltre possono essere definite ulteriori
regole per favorire l’adozione di software open source.
43
12
CONCLUSIONE
E’ fuori di dubbio che per utilizzare un sistema organizzato per la fruibilità di contenuti
didattici servano investimenti da parte della scuola e maggior impegno da parte di
tecnici, docenti, studenti e genitori. Si introduce un nuova metodologia di apprendimento che stravolge molti degli schemi sino ad oggi adottati e si crea una comunità
sempre in contatto che cresce e rafforza il legame tra i membri che ne fanno parte. Tutti
si trovano a gestire questi nuovi cambiamenti. La scuola ha bisogno di mettere in campo
gli strumenti adeguati per creare ulteriori basi al sistema educativo e di istruzione ed il
docente deve poter affrontare questa nuova realtà nella didattica. Lo studente, che è al
centro di tutto questo, ha bisogno di riferimenti anche in famiglia: il ruolo del genitore
deve aggiornarsi per comprendere questo nuovo scenario.
12.1
possibili sviluppi del sistema
Si indica una serie di ipotesi per nuovi utilizzi ed implementazioni del sistema.
• Google Drive PC Client. Potrebbe essere utile sponsorizzare maggiormente l’utilizzo di questa interfaccia per velocizzare l’immissione e la fruizione di contenuti
direttamente sul file system del PC portatile, dato che è una caratteristica che gli
altri ambienti LMS non hanno. Abbinato a Google Chrome permette di lavorare
offline garantendo continuità di servizio grazie al meccanismo di sincronizzazione
dei dati.
• Commenti. Potrebbe essere analizzata la parte di gestione di commenti sui
contenuti. Poiché questo non è stato fatto nello studio.
• Enhanced Drive Organizer. Per quanto riguarda EDO-Folder andrebbero implementati ulteriori controlli di validazione dell’input, ad esempio con verifica
preventiva dell’esistenza degli account, per evitare di creare errate condivisioni. Sarebbe opportuno anche gestire in maniera automatica l’integrazione nella
struttura dei docenti di sostegno o dei supplenti.
• Compiti in classe. Andrebbe analizzato nel dettaglio il processo di gestione
dei compiti in classe con un’eventuale finestra temporanea di consegna. Nella
struttura pensata esiste la cartella privata tra lo studente ed il docente ma su essa
non esiste nessun tipo di gestione o monitoraggio. Il docente dovrebbe inoltre
poter controllare la situazione generale.
• Gestione della struttura. Una volta creata con EDO-Folder sarebbe opportuno
gestire la struttura con strumenti di controllo per garantire coerenza ed integrità
alla struttura stessa ed alle relative condivisioni. Questo soprattutto a fronte di
abilitazioni e disabilitazioni degli utenti ed utilizzi impropri dello strumento.
• Gestione documenti dell’Istituto. In questo studio Google Drive è stato pensato
per gestire contenuti didattici, ma può essere utilizzato anche per memorizzare
tutta la parte documentale relativa all’amministrazione della scuola, tenendo
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comunque sempre presente l’insieme dei rischi collegati ai termini contrattuali ed
alla privacy.
Il lavoro svolto dimostra possibile l’utilizzo di GA per gestire contenuti didattici,
nonostante non ricopra tutte le funzionalità relative ad un LMS. Dalla presente tesi la
scuola può prendere degli spunti per inserire nuovi strumenti tecnici ed organizzativi
utili a supportare il sistema.
45
13
A L L E G AT I
Per completezza si riporta l’elenco dei materiali prodotti su file esterni che fanno parte
integrante di questo studio.
13.1
elenco degli allegati
• Allegato n.1 Convegno 14 Maggio 2013 ’Nuovi rischi e tecnologie’.
• Allegato n.2 Foglio di lavoro contenente dati ed alaborazioni relative al sondaggio
su Google Drive.
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