ARIA NUOVA NEL MONDO DELLE POLIZZE AUTO

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ARIA NUOVA NEL MONDO DELLE POLIZZE AUTO
STORIA DI COPERTINA RC AUTO PER TUTTA LA FAMIGLIA
ARIA
NUOVA
NEL MONDO
DELLE POLIZZE AUTO
GLI
AGENTI POTRANNO VENDERE POLIZZE DI
DIFFERENTI COMPAGNIE E LE ASSICURAZIONI
DOVRANNO RIMBORSARE DIRETTAMENTE
I PROPRI CLIENTI : DUE NOVITÀ CHE
POSSONO PORTARE TRASPARENZA E
CONCORRENZA IN UN SETTORE OGGI
STAGNANTE E CARATTERIZZATO DA
TARIFFE ELEVATE.
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SOLDI&DIRITTI n.92 gennaio 2007
T
ARIFFE ALLE STELLE e aumento dei reclami contro le
compagnie: il quadro del settore Rc auto, di cui vi informiamo frequentemente da queste pagine, è sconsolante.
Nel nostro Paese gli automobilisti pagano premi nettamente superiori alla media europea e la tendenza a crescere
delle tariffe sembra non rallentare affatto.
Secondo i dati dell'Isvap, l'istituto che vigila sulle compagnie di assicurazione, nel 2006 si sono verificati incrementi
tariffari superiori al tasso d'inflazione (1,56%) nei settori
considerati meno appetibili dalle compagnie: a pagarne le
spese sono stati, in particolare, i giovani neopatentati e gli
automobilisti del Sud Italia.
La nostra banca dati, che monitora continuamente il
comparto Rc auto, conferma questi dati negativi. Prendiamo la maglia nera dei cattivi esempi: a Napoli i neopatentati hanno subìto aumenti medi delle tariffe pari
a oltre l'8% del premio; ma da questa situazione non si
salva quasi nessuno: per i ventottenni l'aumento della
spesa ha oltrepassato il 5%, per i trentacinquenni ha
toccato il 4,5%, per quarantenni ha superato il 3,5%.
La presenza di questi premi da capogiro ovviamente alimenta la crescita dell'elusione dall'obbligo di assicurare
la propria vettura. E infatti assistiamo a un costante
aumento di veicoli che circolano senza assicurazione.
Cresce anche il livello di litigiosità tra assicurati e compagnie. Secondo l'Isvap nel 2005 sono stati oltre 320 mila i
ricorsi al giudice per liquidare i sinistri. In particolare
dal 1999 al 2005 è aumentato di oltre il 50% il numero di cause civili relative a sinistri non ancora
liquidati perché manca l'accordo tra le parti.
Nonostante le tinte fosche di questo quadro
generale, è ancora imperante la pigrizia degli
automobilisti, che nella grande maggioranza dei casi rimangono ancorati alla propria
compagnia di assicurazioni. Dai risultati di una
ricerca condotta da Databank emerge che, dopo
alcuni anni di lenta ma costante diminuzione, dal 2002
è tornato ad aumentare il grado di fedeltà alla propria compagnia. Nel 2005 solo meno del 5% degli
automobilisti ha tradito per passare a un'altra
polizza. Una percentuale bassa se pensiamo
che risulta comunque che sono circa il 17% i
clienti che hanno chiesto preventivi Rc auto ad
altre compagnie: tra questi, i più attivi sono
quelli che stipulano contratti via Internet o
via telefono.
Nel comparto asfittico delle polizze Rc auto
è da poco entrata un po' di aria nuova, che ci
auguriamo migliori il grado di reale concorrenza
tra le compagnie, a tutto vantaggio dei consumatori. Stiamo parlando della legge n. 248 del 4
agosto 2006, che altro non è se non la conversione
del cosiddetto decreto Bersani.
Sono due i provvedimenti che dovrebbero dare una scossa
all'attuale staticità del mercato: la possibilità per gli agenti
assicurativi di vendere polizze di differenti compagnie e l'indennizzo diretto ai propri clienti da parte delle compagnie.
Un agente, più polizze
Nel nostro Paese la stragrande maggioranza delle polizze
viene offerta da agenti assicurativi. Già dal 2003, cioè dopo
diversi anni dalla liberalizzazione del settore, l'Antitrust aveva denunciato che oltre il 90% degli agenti avevano l'esclusiva per vendere i prodotti di una sola compagnia (i cosiddetti
agenti monomandatari). Questa anomalia era tutta italiana,
dato che all'estero la distribuzione delle polizze Rc auto avviene attraverso forme di vendita a distanza oppure tramite
intermediari indipendenti, non legati ad alcuna compagnia.
Ma oltre all'esclusiva, nel nostro Paese gli agenti avevano
scarso o nullo potere di iniziativa in merito alla promozione
>
continua a pag. 14
UN OBBLIGO CHE DEVE RIMANERE
Si profilano tempi cupi per gli automobilisti più a rischio,
cioè quelli che le compagnie di assicurazione preferirebbero non tutelare affatto. Nel nostro Paese le compagnie
non possono rifiutarsi di fornire una polizza Rc auto a
chiunque ne faccia richiesta. In termini tecnici questo
vincolo si chiama "obbligo a contrarre" ed è previsto
dall'articolo 11 della legge 990/69. La legislazione di altri
stati europei non prevede invece questo obbligo: a sua
discrezione, l'impresa di assicurazioni può decidere di
negare la copertura a un automobilista.
Proprio alcune compagnie straniere, che operano anche
nel nostro Paese, si sono rivolte all'Unione europea, chiedendo di abolire l'obbligo a contrarre. La Commissione
ha riconosciuto legittima questa richiesta e ha avvisato
l'Italia: se non sarà in grado di difendere e giustificare
le ragioni di questo vincolo, quest'ultimo potrebbe essere
dichiarato fuorilegge. Nell'ottobre dell'anno scorso il nostro Paese è stato deferito alla Corte di giustizia europea
proprio per questo motivo.
In materia di Rc auto, Bruxelles sembra voler promuovere
una politica che tutela solo gli interessi delle compagnie
di assicurazione, a tutto svantaggio dei consumatori e
senza considerare affatto le caratteristiche particolari di
ciascun Paese.
Se l'obbligo a contrarre venisse abolito, c'è il rischio concreto che in Italia molte migliaia di automobilisti trovino
sempre meno compagnie disposte a coprirli, se non a
condizione di pagare tariffe davvero da capogiro. L'effetto
potrebbe essere rovinoso: la diminuzione dell'offerta per
le fasce a rischio finirebbe per alimentare ulteriormente
l'abusivismo. Le conseguenze? Più automobili che circolano senza assicurazione, con documenti falsi oppure
assicurate da compagnie non autorizzate.
SOLDI&DIRITTI n.92 gennaio 2007
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ARIA
NUOVA NEL MONDO DELLE POLIZZE AUTO
TEST
A chi conviene intestare la polizza per la seconda auto di famiglia? Quasi sempre è meglio
farla sottoscrivere al titolare dell'Rc auto relativa alla prima vettura.
SECONDA AUTO SOTTO TUTELA
Sta per entrare una seconda auto in famiglia
e vi domandate quale sia la compagnia che
vi offre la polizza Rc auto più conveniente?
Per venirvi in aiuto abbiamo condotto un
test: abbiamo inviato un questionario a tutte
le compagnie di assicurazione; ci hanno risposto 38 società (90% del mercato). Volevamo
conoscere i costi praticati per le polizze auto a utenti con caratteristiche differenti: un
nucleo familiare formato da moglie e marito,
che devono decidere a chi dei due intestare la
seconda auto (profilo 1) e una famiglia com-
posta da marito, moglie e figlio (profilo 2). In
entrambi i casi la prima auto è intestata al
marito. Abbiamo sottoposto alle compagnie
di assicurazioni diverse ipotesi.
• Profilo 1: intestare seconda auto e polizza
al marito con condivisione di guida con la moglie (ipotesi A); intestare auto e polizza alla
moglie senza condivisione della guida con il
marito (ipotesi B); intestare alla moglie con
condivisione di guida col marito (ipotesi C).
• Profilo 2: intestazione della seconda auto
e della polizza al marito, con condivisione di
guida con moglie e figlio (ipotesi A); intestazione alla moglie con possibilità di guidare
l’auto estesa al marito e al figlio (ipotesi B);
intestazione dell’auto al figlio senza condivisione della guida con i genitori (ipotesi C);
e con condivisione della guida con i genitori
(ipotesi D).
Il test è stato condotto in undici capoluoghi.
Per esigenze di spazio, in queste pagine vi diamo i risultati relativi all'ipotesi più conveniente per i due differenti profili (in entrambi i casi
è l'ipotesi A), limitatamente a cinque città. Per
Miglior Acquisto
PROFILO 1
Proprietario prima auto: impiegato di 40 anni in classe CU 1 e
attestato di rischio pulito.
Familiari: moglie di 40 anni, impiegata.
Massimale pari a 2.582.284 euro.
La seconda auto da assicurare è una Fiat Panda 1.1 Actual
(cilindrata: 1108, 40 KW, benzina, airbag lato guida, ABS + EBD).
RC AUTO: LE POLIZZE PIÙ CONVENIENTI PER LA SECONDA
Bologna
Milano
Napoli
Genialloyd per i soci AC 100 Genialloyd per i soci AC 100 Aurora
100
Genialloyd
103 Genialloyd
103 Genialloyd per i soci AC 106
Direct Line
120 Aurora
130 Genialloyd
109
134 Direct Line
132 Unipol
112
Ipotesi A: Intestazione della seconda auto e della Nationale Suisse
135 Unipol
150 Nationale Suisse
121
polizza al proprietario della prima e condivisione Aurora
della guida con il coniuge (prezzi ottobre 2006). 1) Base 100. L’indice 103 significa ad esempio che il premio è più caro del 3% rispetto al più economico.
PROFILO 2
Proprietario prima auto: impiegato di 52 anni in classe CU 1 e attestato di rischio pulito.
Familiari: moglie di 47 anni, impiegata e figlio (studente) di 25 anni (con patente da 7 anni).
Massimale pari a 2.582.284 euro.
La seconda auto da assicurare è una Fiat Panda 1.1 Actual (cilindrata: 1108, 40 KW, benzina, airbag lato guida, ABS + EBD).
RC AUTO: LE POLIZZE PIÙ CONVENIENTI PER LA SECONDA VETTURA DI FAMIGLIA (1)
Bologna
Milano
Napoli
Genialloyd per i soci AC 100 Genialloyd per i soci AC 100 Aurora
Genialloyd
103 Genialloyd
Roma
100 Genialloyd per i soci AC 100 Genialloyd per i soci AC 100
103 Genialloyd per i soci AC 108 Genialloyd
Aurora
133 Aurora
128 Genialloyd
111 Aurora
Unipol
140 Unipol
146 Unipol
111 Unipol
Nationale Suisse
151 Nuova Tirrena
160 Avviva
124 Nationale Suisse
1) Base 100. L’indice 103 significa ad esempio che il premio è più caro del 3% rispetto al più economico.
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SOLDI&DIRITTI n.92 gennaio 2007
Torino
103 Genialloyd
103
133 Aurora
155 Unipol
164 Nuova Tirrena
130
144
164
conoscere i risultati completi e dettagliati dell'inchiesta vi rimandiamo al nostro sito www.
altroconsumo.it.
Prima di passare ai risultati, specifichiamo
che l'inchiesta è stata effettuata nell’ottobre
2006 e che i premi con il passare dei mesi
possono cambiare.
RISPARMIO MEDIO ANNUO IN EURO
29
Bari
47
31
Bologna
62
29
Firenze
Meglio intestare a uno solo
Per entrambe le nostre famiglie, tra tutte le
ipotesi prese in considerazione la più conveniente è l'ipotesi A (di cui vi diamo i costi
precisi nelle tabelle): si risparmia intestando
la seconda auto allo stesso proprietario della
prima, estendendo la guida agli altri membri
della famiglia (nel primo caso solo la moglie,
nel secondo moglie e figlio). Nel grafico qui a
fianco vi mostriamo le somme che si possono
risparmiare, città per città. Intestare l'auto al
marito, rispetto all'intestazione alla moglie,
fa risparmiare intorno ai 30 euro per il primo
profilo e intorno ai 50 euro per il secondo.
• Rispetto a intestare l’auto e la polizza al
padre, optare per la soluzione di intestare auto e polizza al figlio costa in media 300 euro in
più, con la punta massima di 469 euro in più a
Napoli. Perché? Le compagnie di assicurazioni
considerano più rischioso che alla guida ci sia
un giovane venticinquenne e aumentano di
conseguenza il costo della polizza Rc auto.
• Se nessuno dei due profili di famiglia da noi
ipotizzati si attaglia perfettamente al vostro
caso, vale la pena di chiedere un preventivo
Roma
Torino
100
103
135
138
152
Genialloyd per i soci AC
Genialloyd
Aurora
Direct Line
Unipol
Genova
47
25
Milano
42
44
Napoli
72
34
Palermo
57
31
Roma
61
30
Torino
59
16
Udine
29
22
Verona
38
29
Media
50
anche all'assicurazione con la quale avete stipulato la polizza per la prima auto.
Il perché della convenienza
La diversità tra le offerte delle compagnie è
dovuta principalmente alle regole di entrata.
Ipotesi A: intestazione della
seconda auto e della polizza
al proprietario della prima e
condivisione della guida
con moglie e figlio
(prezzi ottobre 2006).
Verona
Genialloyd per i soci AC 100
Genialloyd
103
Aurora
Unipol
Nationale Suisse
130
133
147
Verona
100
103
131
140
147
Profilo 2
28
VETTURA DI FAMIGLIA (1)
Genialloyd per i soci AC
Genialloyd
Aurora
Direct Line
Nationale Suisse
Profilo 1
51
Genialloyd per i soci AC
Genialloyd
Direct Line
Nationale Suisse
Aurora
100
103
123
130
132
Intestare la seconda
auto allo stesso
proprietario della prima
consente di risparmiare
in media 29 euro per
il Profilo 1 e 50 euro
per il Profilo 2. Ma in
diverse città si può
risparmiare di più.
Conviene farsi fare un
doppio preventivo dalla
compagnia, in modo
da essere certi che
l'intestazione scelta sia
la più conveniente.
Come è noto, le classi di rischio della Rc auto
sono 18: più è alta la classe più si paga. Si parte dalla classe 14 e, se non si fanno incidenti,
si risale: ogni anno un salto in su, fino alla
prima. Nel caso della seconda auto è a discrezione della compagnia applicare una classe
agevolata, ossia non far partire l’assicurato
dalla classe 14, se questi è già intestatario
della polizza della prima auto. Ecco perché è
spesso più conveniente.
Infine, da far notare una trappola: c'è differenza tra la classe interna, cioè utilizzata dalla
compagnia, e quella esterna (CU, conversione
universale). La compagnia che applica la classe agevolata, se il cliente decide di rivolgersi
a un’altra compagnia, gli rilascerà un attestato di rischio con una CU esterna peggiore di
quella agevolata, rendendo così meno conveniente rivolgersi alla concorrenza. Se, per
esempio, la compagnia che assicura la prima
auto assegna la classe interna 9 per la seconda, questa classe equivale comunque a una
CU 14: sull'attestato di rischio rilasciato alla
scadenza, se non si sono verificati incidenti,
ci sarà l'indicazione che la CU per l'anno successivo è la 13 (e non la 8). Insomma, rimanendo con la vecchia compagnia miglioro la
classe, cambiando ricomincio quasi da capo. È
un'iniqua barriera all’uscita: il proprietario di
un'auto dovrebbe sempre poter mantenere la
classe di merito maturata anche per la seconda vettura. Ci stiamo lavorando.
SOLDI&DIRITTI n.92 gennaio 2007
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ARIA
>
NUOVA NEL MONDO DELLE POLIZZE AUTO
I CANALI DISTRIBUTIVI (DATI IN %)
segue da pag. 11
delle tariffe. Erano infatti tenuti a osservare le indicazioni
fornite dalla compagnia: il prezzo minimo da applicare al
cliente, lo sconto massimo praticabile sulla polizza e il numero di clienti che poteva approfittare di questa riduzione.
Insomma, rispetto ai prezzi delle polizze, gli agenti avevano
le mani legate. Secondo l'Antitrust la figura e i limiti d'azione dell'agente monomandatario ostacolavano l'ingresso di
nuovi agenti e obbligavano i consumatori a lunghe ricerche
per individuare una compagnia più economica, causando
scarsa mobilità dei clienti, che finivano per rimanere incatenati alla stessa compagnia anche per sempre.
La nuova legge, all'articolo 4, ribalta la passata situazione:
ogni agente potrà proporre e vendere all'automobilista una
polizza di qualsiasi compagnia di cui abbia mandato (agente plurimandatario) e potrà anche praticare liberamente
sconti ai propri clienti. Questi ultimi, dunque, avranno a
ALLA PROVA
Agenti
Sportello bancario
Internet
Telefono
Concessionario d’auto
2005
2004
2003
2002
2001
90,4
1,6
2,2
5,5
0,3
91,4
1,6
1,9
4,9
0,3
90,8
1,3
1,9
4,9
1
92,8
1,3
1,4
3,4
1,2
94,6
1,6
0,4
2,7
0,7
Fonte Databank BICSI - RC Auto
disposizione un ventaglio di polizze, tra cui scegliere quella
che meglio fa al caso loro. Specifichiamo che la nuova legge non impone all'agente l'obbligo di vendere più polizze,
ma vieta che vi sia un rapporto di esclusiva tra agente e
compagnia. Nel caso di contratti stipulati tra le parti prima
dell'entrata in vigore della nuova disciplina, il rapporto di
esclusiva può durare fino alla naturale scadenza del contrat-
>
continua a pag. 16
Un navigatore esperto e ben istruito ha impiegato quasi quattro ore per ottenere
70 preventivi personalizzati online. Un record cui pochi possono aspirare.
FINTA TRASPARENZA ONLINE
Facciamo una premessa: dal 2003 le assicurazioni devono dotarsi per legge di uno strumento che consenta di ottenere un preventivo
personalizzato, sia in agenzia sia su Internet,
ai consumatori che ne facciano richiesta.
Lo scopo della norma è quello di rendere
più agevole il confronto tra le diverse proposte in modo da spronare la concorrenza
e il conseguente abbassamento dei prezzi.
Così facendo, però, molte compagnie non
rendono più pubbliche le tariffe (perché non
è più obbligatorio), impedendo di fatto una
completa trasparenza del settore. Le banche
dati, per esempio, che sono uno strumento
importantissimo per i consumatori (anche i
meno esperti) in cerca della tariffa migliore,
fanno molta fatica ad ottenere le informazioni
dalle compagnie e quindi a dare un panorama
veramente completo di cosa oggi offre il mercato dell'assicurazione auto.
In realtà, è proprio per far nascere un po'
di concorrenza che occorre invece la massima trasparenza possibile. L’esperienza della
nostra banca dati Rc auto (consultata da
200.000 assicurati) ci ha dimostrato in questi
anni che l’attuale sistema di pubblicità delle
tariffe non è sufficiente a garantire la concorrenza: se il consumatore è aiutato, cerca
e trova la tariffa più conveniente, altrimenti
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SOLDI&DIRITTI n.92 gennaio 2007
rinuncia. Ed è assai difficoltoso utilizzare i sistemi di preventivo forniti dai siti (spesso lenti
e intasati) delle assicurazioni: un’operazione
che dovrebbe essere ripetuta per decine di
siti. Lo dice anche questo piccolo test: circa
quattro ore, più altrettante di "addestramento", è il tempo impiegato da un nostro giovane collaboratore, esperto navigatore, per
ottenere una settantina di preventivi online,
alcuni dei quali non sono andati a buon fine
per problemi tecnici dei siti.
La nostra prova. Abbiamo fatto una prova
pratica per vedere quanto tempo impiega effettivamente un consumatore per visitare tutti i siti Internet delle compagnie autorizzate e
fare un preventivo. Questo il profilo dell'automobilista: uomo di 24 anni, neopatentato,
che ha appena acquistato una Kia Picanto, di
cui è l'unico guidatore. La prova è stata fatta
da un ragazzo con buone conoscenze in fatto
di navigazione in rete e con una linea di collegamento veloce Adsl.
Ci vuole tempo e pazienza. Il nostro complice, in circa 4 ore (per l'esattezza 3 ore e
45 minuti), è riuscito a farsi fare il preventivo
da 70 compagnie, tutte quelle che propongono il servizio online. Il tempo per la ricerca
non è stato vano: i premi per lo stesso tipo
di polizza, con lo stesso profilo, oscillano da
un massimo di 3.700 euro circa a un minimo
di 668 euro, con una media che si attesta sui
1.300 euro circa. Cercando cercando, quindi,
si possono risparmiare decisamente parecchi
soldi. Non sono mancati i disguidi: in tre casi
il nostro esperto non è riuscito a stampare il
preventivo, in un caso non è riuscito a salvare
le informazioni, per altre otto volte si sono
verificati errori di connessione imputabili a
problemi tecnici dei siti, in un ultimo caso
non ha trovato nell'elenco il modello della
propria auto.
Qual è la morale di questo piccolo esperimento? Se al posto del nostro amico giovane
ed esperto ci fosse stata una qualsiasi altra
persona meno intraprendente, magari anche
alle prime armi con il computer, alle prime
complicazioni avrebbe rinunciato alla ricerca
o si sarebbe limitato a visitare i primi siti che
apparivano sul motore di ricerca, per poi scegliere tra un'offerta veramente ridotta. La rete
è ancora uno strumento troppo poco sfruttato
per poter garantire una valido accesso a tutte
le offerte: secondo gli ultimi dati Databank,
solo il 19% dei clienti con la possibilità di accedere a Internet (che nel 2004 erano il 65%)
ha effettivamente visitato un sito di una compagnia di assicurazioni e di questi solo sette
su dieci hanno chiesto un preventivo online.
CASI VISSUTI
LA PAROLA AI SOCI
• Il nostro socio B.A. di Milano è assicurato
da anni con la stessa compagnia per la Rc
auto e, non avendo mai fatto incidenti, si trova nella classe di massimo sconto, la “1E”.
Nonostante questo, giustamente, ha deciso
di visitare qualche altra agenzia, a caccia di
tariffe più convenienti. Ha individuato una
compagnia che gli consente di risparmiare
un po’ di denaro, senonché la classe d’inserimento non è più la 1E, ma solamente la 1.
Il nostro socio si è rivolto al nostro servizio e
ci ha chiesto perché la classe maturata con la
vecchia compagnia non è riconosciuta anche
dalla nuova.
I contratti RC Auto funzionano con la formula “bonus/malus”, vale a dire un sistema di
classi di merito che prevede aumenti o riduzioni del premio ogni anno, a seconda che
l’automobilista abbia causato o meno incidenti. Prima della liberalizzazione il sistema
bonus/malus funzionava sulla base di una
tabella con le classi di merito, emanata dal
Cip (già Comitato Interministeriale Prezzi, organo ormai soppresso); la tabella era unica
per tutte le compagnie ed era articolata su
18 classi: la migliore era la 1 e la peggiore la
18. Alla prima assicurazione, si entrava in 14:
se non si facevano incidenti l’anno successivo
si scendeva di uno, andando in 13; se si era
ritenuti responsabili di un incidente si saliva
di due, finendo in 16, e così via.
Dalla liberalizzazione, attuata nel 1994, le
compagnie hanno invece un “doppio binario”: ciascuna è libera di stabilire un numero
variabile di classi di merito. La vecchia tabella
serve però ancora a garantire la confrontabilità tra i diversi sistemi interni
adottati dalle diverse compagnie:
per questo ora le vecchie classi sono dette
“CU”, Classi di Conversione Universale. Facciamo un esempio: se una compagnia adotta
un sistema articolato in 26 classi di merito e io
mi trovo in classe 7, sull’attestato di rischio (il
documento che viene consegnato all’assicurato alla scadenza della polizza) dovrà essere
indicata la CU a cui la sua classe 7 equivale;
in questo modo la compagnia con cui l’assicurato stipula un nuovo contratto lo collocherà
nella sua classe interna corrispondente alla
CU indicata.
Le regole di conversione applicate da ciascuna
assicurazione sono contenute nelle condizioni
di contratto, inserite in una tabella comparativa tra classi di merito interne e CU.
Nel caso del nostro socio B.A. in corrispondenza della classe di merito “1E” della sua
vecchia compagnia sull’attestato di rischio
era indicata la CU 1 che per la nuova compagnia corrisponde alla classe interna 1: questo
significa che - al di là della differenza di denominazione - il nostro socio non avrebbe fatto
passi indietro quanto a classe di merito.
Il nostro socio B.A., rassicurato dal fatto che
il cambio non gli avrebbe fatto perdere la posizione acquisita, ci ha chiesto come fare a
disdire la vecchia polizza: lo abbiamo informato del fatto che il termine di disdetta entro
cui interrompere il rapporto (meglio conuna
lettera a/r) è di 15 giorni prima della scadenza
e che la compagnia, 30 giorni prima della scadenza, deve inviargli al domicilio l’attestato
di rischio necessario per stipulare la nuova
polizza. Da ricordare che se la compagnia Rc
auto aumenta il prezzo della polizza
superando il tasso di inflazione
programmato (più dell’1,7%
per il 2006) si può dare disdetta anche fino
all’ultimo giorno del contratto. Se la polizza
è senza tacito rinnovo, non è necessario comunicare nulla alla compagnia: alla scadenza
l’assicurazione si considera automaticamente
sciolta.
• Il nostro socio P.C. di Gaggiano (MI) acquista nell’aprile 2006 un’auto nuova e trasferisce su di essa la vecchia polizza Rc auto
ancora in corso di validità. Dato che ora l’auto
è nuova aggiunge, sempre con la stessa compagnia, anche la copertura furto e incendio
per la restante durata della polizza. Un paio
di mesi prima della scadenza della polizza, il
socio contatta telefonicamente il nostro servizio di consulenza Rc auto, per verificare se
ci sono compagnie più convenienti per le sue
caratteristiche. Dopo poco riceve la nostra
mail, nella quale vengono indicate le cinque
compagnie Rc auto più convenienti per lui e
scopre così che con Genialloyd, grazie anche
alla convenzione che prevede uno sconto a
favore dei nostri soci, può risparmiare ben
150 euro all’anno. Lo informiamo del fatto
che facendosi fare il preventivo online sul sito della compagnia ha anche la possibilità di
bloccare il premio per due mesi: l’Isvap (con
la circolare n. 502/D del 2003) ha previsto infatti che le compagnie non solo sono tenute
a fornire il preventivo a chiunque lo richieda,
ma che esso ha una validità non inferiore a 60
giorni, cioè l’utente dal momento in cui fa il
preventivo ha almeno 60 giorni di tempo per
stipulare la polizza a quel prezzo.
Il socio ci chiede anche come comportarsi
con la polizza furto/incendio e in particolare
se sia necessaria una disdetta ad hoc. Fino a
poco tempo fa gli assicurati correvano effettivamente il rischio di stipulare una polizza Rc
Auto di durata annuale che andava disdetta
entro un determinato termine e una polizza
furto incendio con un termine di disdetta diverso. Nel frattempo però la legge è migliorata: il Codice delle Assicurazioni (decreto
legislativo n. 209, 7 settembre 2005), entrato
in vigore nel settembre 2005, ha disciplinato il
regime delle polizze vendute in abbinamento,
vale a dire insieme, in modo più favorevole
per il consumatore: l’assicurato che recede
dal contratto in caso di aumento del premio
Rc auto superiore al tasso di inflazione o alla
scadenza annuale, può recedere o disdire nello stesso momento anche dalle altre polizze
abbinate (per esempio furto/incendio, infortuni del conducente, cristalli e simili).
SOLDI&DIRITTI n.92 gennaio 2007
15
ARIA
>
NUOVA NEL MONDO DELLE POLIZZE AUTO
segue da pag. 14
to, ma in ogni caso non oltre il primo gennaio 2008.
Oltre alla possibilità di visionare, tramite un unico intermediario, polizze di compagnie differenti, grazie alla
nuova legge i clienti devono trovare sul preventivo l'ammontare del premio, la provvigione dell'intermediario
e lo sconto eventualmente praticato. Avendo accesso a
queste informazioni, il cliente può verificare se la polizza
che gli viene offerta è davvero conveniente o se viene promossa dall'agente solo per tornaconto personale (perché,
per esempio, ottiene una provvigione più elevata).
Un altro provvedimento dovrebbe permettere ai clienti
di avere più tempo per scegliere la polizza più adatta. Si
tratta del regolamento Isvap (n. 4, del 9 agosto 2006), che
riguarda l'attestato di rischio, cioè il documento che la
compagnia deve consegnare al cliente alla fine dell'anno
assicurativo, all'interno del quale sono riportati gli eventuali incidenti provocati e la classe di merito per l'anno
successivo. L'attestato di rischio è fondamentale, perché
senza questo documento il cliente non può stipulare
un'altra polizza. Il nuovo regolamento stabilisce che la
compagnia deve inviare all'assicurato l'attestato di rischio
almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto. Fino
a oggi l'obbligo di inviare il documento entro un mese
riguardava solo le compagnie che operano online o per
telefono; le altre erano tenute a mettere a disposizione
l'attestato di rischio nei loro punti vendita solo tre giorni
prima della scadenza del contratto, un termine che in
molti casi finiva per scoraggiare il cliente dal rivolgersi ad
altre compagnie. Avendo in mano il documento un mese
prima, l'automobilista è ora più invogliato a chiedere preventivi a più compagnie e a scegliere con più calma.
ALTROCONSUMO.IT
Sul nostro sito potete trovare il nostro
servizio di consulenza ai soci, gratuito
e personalizzato, sulle polizze Rc auto
e sulle polizze Rc moto. Per accedere
alla banca dati dovete cliccare alla
voce servizi online, selezionare
banche dati e poi tutto sulle
auto. Dopo che avrete inserito i dati
che indicano le vostre caratteristiche di
automobilista, vi indicheremo le cinque
compagnie assicurative più convenienti
per voi. Il servizio è disponibile anche
telefonicamente, chiamando il numero
02/69.61.566, dal lunedì al venerdì,
dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.
relativi all'intervento di esperti: ciò dovrebbe rendere superfluo il ricorso ad avvocati, consulenti e periti, dato che
la procedura esclude il risarcimento di questo tipo di costi
al danneggiato (sono previsti solo in un caso: per la perizia
medico legale riguardante i danni alla persona). L'assicurazione avrà 90 giorni di tempo per rispondere al proprio assicurato quando nell'incidente ci sono state lesioni fisiche,
60 giorni in caso di danni materiali e 30 giorni quando la
denuncia del sinistro è sottoscritta concordemente da entrambi i conducenti coinvolti nell'incidente. Se il contratto
lo prevede, dopo che sono stati accertati i danni, la compagnia può scegliere di far riparare direttamente la vettura del
proprio cliente invece di risarcirlo attraverso un rimborso in
denaro; in questo caso l'assicurato potrà beneficiare di uno
sconto sul premio. L'indennizzo diretto dovrebbe portare
più vantaggi: meno burocrazia e indennizzi più equi; meno
costi per le compagnie e quindi - speriamo - un abbassamento generale delle tariffe.
•
Vantaggi per i clienti
L'indennizzo è diretto
Era una riforma annunciata. Adesso, a meno di colpi
di scena dell'ultima ora, è finalmente diventata realtà.
Grazie al decreto presidenziale n. 254, del 18 luglio 2006,
a partire dal primo febbraio prossimo agli incidenti
automobilistici verrà applicato l'indennizzo diretto: il
danneggiato si rivolgerà direttamente alla propria compagnia (non più a quella della controparte) per ottenere
il risarcimento del danno. La nuova procedura si applica
nel caso di incidente con danni materiali al veicolo e/o
lievi danni fisici al conducente (danno permanente tra
l'1 e il 9% dell'integrità fisica). A meno che il contratto lo
escluda, la richiesta di indennizzo può essere presentata,
oltre che tramite raccomandata a/r o fax, anche via mail.
La propria compagnia di assicurazione diventa protagonista del buon fine della procedura: il nuovo regolamento
prevede che quest'ultima debba offrire tutto il supporto
tecnico per la compilazione della richiesta di risarcimento, compresa la quantificazione del danno. Dato che
è essa stessa a pagare, la compagnia ha tutto l'interesse
a evitare intralci nella procedura e a non gonfiare i costi
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SOLDI&DIRITTI n.92 gennaio 2007
Il mercato delle polizze Rc auto è in mano a una manciata di grandi gruppi assicurativi, che hanno assorbito
le compagnie più piccole. La concorrenza è scarsa, le
tariffe sono tra le più elevate d'Europa e la trasparenza
lascia a desiderare. Il risultato è che i clienti, nonostante
paghino fior di quattrini per assicurare la propria vettura, finiscono per rimanere legati mani e piedi alla stessa
compagnia. Una nuova legge (n.248 del 4/8/06) prevede
due importanti novità per il settore: la possibilità che
ogni singolo agente possa vendere polizze di compagnie diverse e l'indennizzo diretto delle compagnie ai
propri clienti. Dall'Europa arriva invece una minaccia:
Bruxelles sembra intenzionata a costringere l'Italia a
cancellare il cosiddetto "obbligo a contrarre" ossia il
divieto per una compagnia di rifiutarsi di fornire una
polizza Rc auto a chinque lo richieda. Se quest'obbligo
venisse davvero abolito, c'è il pericolo che migliaia di
automobilisti (i più a rischio) rimangano senza assicurazione, a meno di non sborsare premi stellari.

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