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Paesaggi e
Natu
re
mort
e
nellaStoriadell'Arte
Collana-Igioiellidell’arte
SWINGEDIZIONI
Paesaggi e
Nature morte
nella Storia dell' Arte
Collana - I gioielli dell’ arte -
500/600
700
800
900
CONTEMPORANEI
INDICE ARTISTI
Figino Ambrogio
pagina 8
Annibale Carracci
9
Fede Galizia
10
Evaristo Baschenis
11
Canaletto
13
De Caro Baldassarre
14
Francesco Hayez
15
John Constable
17
William Turner
18
Giovanni Fattori
19
Silvestro Lega
20
Telemaco Signorini
21
Camille Corot
22
Édouard Manet
23
Paul Cezanne
24
Georges Braque
26
Pablo Picasso
27
Giorgio Morandi
28
Alia Amalia
31
Ardiri Nunzio
33
Bergando Denise
37
Borrello Giuseppe
39
Casarotto Tristano
43
De Haan Paul (Agostini Stefano)
47
Del Duca Vincenzo
51
Filippova Ludmilla
55
Giudici Carlo Maria
59
Giusto Diana
61
Musto Donato
63
Pagliari Lia
67
Petrangeli Ettore
71
Raineri Giovanni
73
Storto Ivana
75
Zanelli Luciano
79
Introduzione
Affrontare i grandi temi di storia dellÊarte, quali appunto sono quelli del paesaggio e della natura morta
significa ripercorrere gran parte delle vicende artistiche dellÊOccidente anche da un punto di vista cronologico,
ma nel nostro caso lÊapproccio sarà , speriamo, meno „accademico‰, più vario e attraente. Intendiamo infatti
accostare tra loro paesaggi, nature morte non secondo un ordine chiaramente prestabilito, ma, pur non trascurando del tutto il taglio cronologico, anche secondo suggestioni che le immagini stesse possono suggerire, specchiandosi e richiamandosi tra loro.
3
Albrecht Dürer
Fisherman's House on a Lake, near Nuremberg
watercolour, C.1496
operarono gli specialisti della pittura di paesaggi: spesso con piccoli quadri di genere,
destinati alla decorazione delle case borghesi. Nelle zone di lingua tedesca, dove la
Riforma protestante aveva allontanato la popolazione dalla cultura cattolica romana e
dalle sue immagini religiose, vi furono i grandi interpreti del paesaggio nordico, come A.
Dürer, i cui acquerelli vennero considerati i primi paesaggi puri della storia dell'arte,
insieme agli affreschi classicisti di Polidoro da Caravaggio in S. Silvestro al Quirinale a
Roma (1525). Oltre al particolare interesse della pittura veneta per il paesaggio (G.
Bellini e Giorgione), è nel Seicento che diventò un genere autonomo, con l'affermazione
del paesaggio ideale immaginato da artisti come C. Lorrain, A. Carracci, Domenichino,
N. Poussin. Sempre nel Seicento, si affermò anche uno stile realista, che rappresentò con
grande verosimiglianza la terra e il mare olandesi. si sviluppò la riflessione teorica sulla
rappresentazione paesistica e sul suo valore espressivo. Il paesaggio si venne così differenziando in vari tipi secondo le esigenze del mercato; si ebbero in tal modo: il paesaggio
eroico, o classico (Poussin, Lorrain) , dove i vari elementi naturali sono accostati secondo un preciso ideale compositivo essenzialmente antinaturalistico; il paesaggio dal vero
(Rembrandt, Vermeer, Ruysdael, Guardi, Canaletto, ecc.), che interpreta drammaticamente la realtà naturale attraverso le masse di colore e la luce; il paesaggio di fantasia
(Salvator Rosa, Marco Ricci), ricco di elementi curiosi, fantasiosi, pittoreschi fino al
cosiddetto "capriccio". Accanto ai vari tipi di paesaggio naturale, spesso con figure (o
"macchiette"), si hanno inoltre le marine (soprattutto in Olanda) e le vedute, talvolta con
complessi significati allegorici in relazione alla filosofia del tempo.
il paesaggio
Fra il Quattrocento e il Cinquecento, nell'area fiamminga dell'Europa settentrionale,
Nel Settecento, in tutta l'Europa il paesaggismo divenne di
moda. Soprattutto in Gran Bretagna operarono schiere di
artisti (fra i più celebri J. Constable, W. Turner).
L'interesse per la p. di p. andò di pari passo con l'affermazione dell'estetica filosofica moderna, che allora teorizzava il cd. sentimento del sublime.Nel corso dell'Ottocento,
si ricercò nel paesaggio circostante un significato e un
legame con la propria cultura. Nei paesi di lingua tedesca,
i maggiori artisti si dedicarono esclusivamente a dipingere
la natura; questa scelta ebbe anche un significato politico,
poiché si rivolse contro il classicismo accademico francese. In Francia, pittori di paesaggio diffusero la pratica della
pittura all'aria aperta (en plein air), da cui si svilupperà
l'impressionismo. I pittori di Barbizon, grazie anche alla
disponibilità dei colori in tubetto, uscirono dagli atelier e
affrontarono la natura dal vivo, con la sua luce variabile.
Gli impressionisti svilupparono la lezione di grandi predecessori quali i paesaggisti olandesi del Seicento: per C.
Monet il paesaggio è il luogo in cui catturare meglio il
cambiamento continuo della luce. Dopo l'impressionismo,
le ricerche degli artisti d'avanguardia portarono alla crisi
dei generi pittorici: il paesaggismo fu superato dall'attenzione al linguaggio, ossia al modo in cui il soggetto è rappresentato.
Nicolas Poussin, Paesaggio con san Giovanni a Patmos, 1640,
Claude Lorrain
Carracci Antonio
5
la natura morta
Caravaggio
C ome abbiamo detto, dalla fine del Â500 si assiste alla nascita di altri generi diversi oltre a quelli canonici così insieme al
paesaggio e la pittura di genere, assistiamo alle prime rappresentazioni di natura morta. La Natura Morta è la rappresentazione pittorica di oggetti inanimati, in genere fiori, frutta, ortaggi, strumenti musicali, ed altre curiosità botaniche e zoologiche. In Italia, la nascita della natura morta come genere a se stante si ebbe intorno al 1600, favorita in parte dalla rivoluzione culturale laica, ed in parte dalle nuove condizioni di gusto dettate dal naturalismo: nuovo orientamento artistico
che ebbe la massima espressione nella pittura di Caravaggio e dalla sua folta schiera di seguaci. L'espressione "Natura
Morta", invece, fu introdotta in Italia soltanto allo scadere del 1800, per tradurre dall'olandese: "Still-Leven" (natura in
quiete), termine che già dal 1650 indicava la rappresentazione pittorica di soggetti inanimati. In Italia il primo esempio in
assoluto di natura morta come dipinto a sé stante, è il piccolo quadro con le pesche del pittore milanese Ambrogio Figino,
realizzato tra il 1591 e il 1594. Segue a ruota, nel 1596, la natura morta di Caravaggio, la celebre „Canestra di frutta‰, dipinta con il consueto realismo tipico delÊartista. La luce che illumina la composizione pone in evidenza alcuni segni di decadimento della frutta, come il buco del verme, metafora della caducità della vita: un tema molto ricorrente nei quadri di
nature morte. Furono parecchi i pittori che si dedicarono quasi esclusivamente a questo particolare genere pittorico creando quadri poetici e affascinanti, tra questi spicca una donna, la milanese Fede Galizia.Tra gli altri artisti specializzati nella
natura morta, spicca Evaristo Baschenis, musicista oltreché pittore, tanto che uno dei suoi soggetti preferiti, che peraltro
lÊha reso famoso, è quello degli strumenti musicali che diventano i veri protagonisti della scena, in assoluta assenza di figure umane. Un discorso a parte merita il sottogenere della „Vanitas‰, ovvero la natura morta con espliciti riferimenti alla
brevità e alla caducità della vita. In questo tipo di quadri ci sono elementi ricorrenti più o meno allusivi come per esempio
il teschio, la clessidra, la candela spenta, i fiori appassiti o recisi, la frutta che sta marcendo o altri cibi in evidente via di
deterioramento.
LÊuomo, il suo rapporto con le cose e come lÊarte ha
modificato il modo di guardarle: una storia interessante.
Soprattutto capire come dallÊOttocento in poi la natura
morta abbia preso strade inattese e feconde, diventando
una specie di bandiera per i realisti di fine Ottocento, convinti che sarebbe venuto il giorno in cui una carota avrebbe significato una rivoluzione.Tra i primi a capirlo ci fu
Edouard Manet. Con lui parte il moderno da cui scaturiscono tutti gli ismi del XX secolo, Impressionismo,
Cubismo, Futurismo. Del resto la natura morta si presta
benissimo al tema della rivoluzione del vedere. Chi per
primo ne coglie gli aspetti avanguardistici è Cezanne, che
già nelle prime esercitazioni sul genere propone interessanti modifiche iniziando a interpretare le nature morte
con uno stile grezzo dalle larghe pennellate e dando agli
oggetti una visione rigorosa, che li scompone e ne fa solidi geometrici. Il Cubismo, influenzato da Cezanne, sceglie
la rappresentazione degli oggetti come luogo ideale per le
proprie sperimentazioni pittoriche. Il genere si presta
infatti alle indagini su spazi e volumi perché, come sostiene Braque, la natura morta offre uno „spazio tattile‰, una
realtà che può essere manipolata. Pochi sono gli elementi
che compongono le nature morte cubiste: pipe, bottiglie,
fogli di musica o di giornali e strumenti musicali, oggetti
scelti anche per la loro valenza metaforica che rimanda alla
vita da bohème degli artisti stessi.Un altro tipo di scomposizione dellÊimmagine è quella praticata dal Futurismo,
la grande alternativa dellÊarte italiana al cubismo. Qui la
disgregazione della realtà è resa nella sua componente
dinamica e non in quella statica tipica del
cubismo.Completa il quadro complesso delle vicende artistiche del secondo dopoguerra la convivenza di correnti
figurative e non figurative, le prime rappresentate, tra gli
altri, da Giorgio Morandi, che sceglie di muoversi su un
terreno al confine tra rappresentazione di oggetti reali e
istanze simboliche. Morandi dice „Io sono un pittore non
delle cose, perché le cose sono quasi niente, io sono un
pittore astratto‰. Morandi agisce per far diminuire la realtà, infatti nelle sue opere la realtà è mangiata dal vuoto, le
cose sulla tela spariscono e sembra rimanere quasi solo la
pittura. A partire dagli anni Â50 del Novecento nascono le
contaminazioni, le integrazioni. Le iconografie, di solito
separate, per esempio il nudo e la natura morta, si uniscono. Andy Warhol, negli anni del boom economico, prende
ispirazione dallo sterminato inventario di immagini dei
mass media, trasformando gli stilemi con cui lÊartista si è
sempre rivolto alla rappresentazione dellÊoggetto.Pop Art,
Azionismo e Arte Povera ridefiniscono le possibilità della
natura morta, filtrando i riferimenti al passato attraverso
una sperimentazione tecnica spesso estrema e testimoniando inequivocabilmente che la natura morta, nellÊarte
moderna e contemporanea, pur avendo subito una metamorfosi, è tuttÊaltro che scomparsa.
Edouard Manet
Georges Braque
7
Figino Ambrogio
Figino, Ambrogio. - scolaro di G. P. Lomazzo, ne avviò il robusto accademismo verso le ampollose eleganze calligrafiche di un michelangiolismo di maniera. Stimatissimo dai contemporanei, ebbe importanza per la formazione
del Cerano e di A. Tanzio. La maggior parte delle sue opere si conserva a Milano (pinacoteca di Brera, duomo,
chiese di S. Fedele, di S. Maria della Passione, di S. Antonio Abate, di S. Vittore al Corpo).nelÊ 1590 realizzò la
prima natura morta "pura", anticipando il Caravaggio.
Annibale Carracci
Già il Bellori, nelle sue Vite (1672), considerava che
Annibale Carracci nel raffigurare i paesaggi ÿha superato
ognÊaltro eccettuando TizianoŸ. Nelle sue prime prove da
paesaggista – ad esempio nelle scene di caccia e di pesca
oggi al Louvre – Annibale si rifece a precedenti veneti, ma
a Roma elaborò un nuovo tipo di paesaggio, definito come
paesaggio classico o moderno, che superava le precedenti
coniugazioni di queste genere, nordiche ed italiane.
LÊinnovazione di Annibale sta nel raggiungimento di un
equilibrio tra la natura e lÊuomo che la abita e la trasforma
evitando al tempo stesso che gli elementi paesistici si limitino a fare da mero sfondo a soggetti di altro genere.
Infatti, a lui, come riconosce la storiografia quasi unanime
(già a partire dal Burckhardt nel suo Il Cicerone 1853/54), è dovuta una nuova concezione della pittura di
paesaggio che la sottrae dal novero dei generi minori.
Il capolavoro di Annibale in questo genere è il Paesaggio
con la fuga in Egitto[67], tela databile tra il 1602 e il 1604,
realizzata per la cappella di Palazzo Aldobrandini. In questa ideale finestra aperta sull'Agro romano inondato da
una luce autunnale, lÊepisodio sacro quasi scompare nellÊamplissimo paesaggio che lo avvolge e vi è piena armonia tra l'elemento naturale e quello architettonico che si
fondono in un tutto.Debitori di Annibale saranno i maggiori paesaggisti del Seicento quali il Domenichino,
Nicolas Poussin e Claude Lorrain, pittori che portarono
questo genere ad uno dei livelli più alti che esso abbia mai
raggiunto .EÊsicuramente un altro precursore della natura
morta con la sua „Bottega del macellaio‰ che risale al
1585; anche qui gli uomini hanno, da un punto di vista pittorico, quasi la stessa importanza dei quarti di bue presente sulla scena.
9
Fede Galizia
Pittrice appassionata dal talento anticipatore, abbiamo poche notizie biografiche e un numero ridotto di
opere, ma con certezza occupa un posto di primo
piano tra gli artisti che si dedicarono al genere della
natura morta. I suoi dipinti aprono il sipario su concentrate rappresentazioni di fruttiere in bilico tra la
morbidezza di una luce irreale e lÊessenzialità dellÊorchestrazione cromatica.
Evaristo Baschenis
Evaristo Baschenis si applicò quasi esclusivamente al genere della Natura morta, ritraendo nei suoi quadri dall'atmosfera misteriosa e inquietante, soprattutto strumenti musicali; quasi sempre unici "attori" della scena rappresentata, visto che nelle opere di Baschenis la figura umana è praticamente assente. L'interesse per gli strumenti musicali è dovuto al fatto che Evaristo Baschenis fu anche un apprezzato musicista dell'epoca, come dimostra fra l'altro il suo autoritratto nel Trittico Agliardi. Del resto la pratica musicale, associata alla poesia, alla letteratura e allo studio della storia, era pratica assai diffusa a quel tempo nelle famiglie nobili bergamasche.
Intorno agli anni '50 del Seicento, il pittore si legò d'amicizia con Jacques Courtois, detto il Borgognone, e
Monsù Bernardo che si trovavano per motivi di lavoro nella città lombarda, con il primo intrattenne per lunghi
anni rapporti epistolari e professionali. Baschenis dipinse anche alcune copie delle sue opere, richiestissime dai
collezionisti del tempo. Ma il lavoro più prestigioso e impegnativo di Baschenis resta quello per la biblioteca del
monastero di San Giorgio Maggiore a Venezia. Un piccolo sovrapporta ligneo si ritrova anche al castello di
Masino (Torino)
11
700
N el Settecento la pittura di paesaggio assunse un
carattere conoscitivo e documentaristico. Con il
termine VEDUTISMO, da preferirsi a quello generico
di paesaggio, si intende una produzione pittorica
che comprende sia il paesaggio naturale che quello
artificiale fatto di città e di grandi opere dellÊuomo.
In questa vastissima produzione, spesso di qualità
non eccelsa, emersero diversi artisti di notevole
valore. Famosa nel Settecento fu soprattutto la
scuola veneziana di cui vanno ricordati Giovanni
Antonio Canal, più noto con il nome di Canaletto,
Bernardo
Bellotto
e
Francesco
Guardi.
Nel corso del Settecento si ebbe uno sviluppo
notevole dei viaggi. Una delle mete preferite dai
viaggiatori europei fu soprattutto lÊItalia per la
quantità di tesori artistici e bellezze naturali da
visitare. Questo inedito sviluppo del turismo ( che
passerà sotto il nome di Gran Tour) unito ad un
rinnovato interesse per la storia e la geografia in
genere, fece sviluppare notevolmente il mercato di
opere dÊarte che rappresentavano le bellezze
naturali o storiche di un luogo. In ogni città italiana si avviò
la produzione di dipinti raffiguranti vedute di piazze, scorci caratteristici. A Roma, nella prima metà del Settecento,
fu attivo soprattutto Giovanni Paolo Panini che al vedutismo cittadino unì anche la rappresentazione di
rovine,dando un contributo notevole alla diffusione di
questo genere per tutto il Settecento e oltre.
Canaletto
Giovanni Antonio Canal, meglio conosciuto come il
Canaletto , è stato un pittore e incisore italiano, noto soprattutto come vedutista. I suoi quadri, oltre a unire nella rappresentazione topografica architettura e natura, risultavano
dall'attenta resa atmosferica, dalla scelta di precise condizioni di luce per ogni particolare momento della giornata e da
un'indagine condotta con criteri di scientifica oggettività, in
concomitanza col maggiore momento di diffusione delle
idee razionalistiche dell'Illuminismo. Insistendo sul valore
matematico della prospettiva, l'artista, per dipingere le sue
opere si avvaleva talvolta della camera ottica.
13
De Caro Baldassarre
Nacque nel 1689 a Napoli. Pittore in prevalenza di nature morte, di cacciagioni e di fiori, operava ancora con successo nel 1742, data in cui parla di lui il biografò Bernardo De Dominici; morì a Napoli nel 1750. Secondo il De
Dominici, fu allievo del fiorante Andrea Belvedere, insieme con una vasta schiera di artisti comprendente anche
Tommaso Realfonso, Gaspare Lopez, Gaetano d'Alteriis, Nicola Casissa: "... dal quale [Belvedere] apprese primieramente a dipingere fiori, de' quali molti quadri naturalissimi con freschezza e maestria ha dipinto". Appartingono
a questa sua iniziale produzione i quattro pannelli, ciascuno con Vaso di fiori, armoniosi per composizione e vivaci
per il multiforme trattamento pittorico
Francesco Hayez
La sua arte, basata su eccellenti doti di disegnatore, non è esente da una certa freddezza ed artificiosità. Il suo romanticismo è sempre stato considerato infatti più formale che sostanziale. La sua miglior produzione artistica è considerata quella dei ritratti che egli fece ad alcuni degli uomini più famosi dei suoi tempi: Gioacchino Rossini, Ugo
Foscolo, Alessandro Manzoni, Antonio Rosmini, Massimo d'Azeglio e Cavour. L'elencazione delle opere di Hayez
non è agevole in quanto spesso non le firmava oppure non le datava. Spesso la data indicata nei testi non è veramente
la data di produzione, ma è quella di donazione. Inoltre dipingeva più volte gli stessi soggetti con minime variazioni oppure a volte senza modifica alcuna.
15
1800
Tra la seconda metà del settecento e i primi anni
dellÊottocento si diffonde in Europa un nuovo
sentire, a noi noto col termine Romantico. In questo nuovoscenario gli artisti e, con essi molti poeti e filo
sofi, in evidente contrapposizione con lÊIlluminismo, si
ritrovano ad esplorare gli inquieti campidellÊemotività,
dellÊirrazionalità, del mito, delle tradizioni popolari e a
confrontarsi con nuovecategorie estetiche. Sarà
lÊInghilterra del tardo 700, la nazione europe a dove si svilupperà per prima una nuova pittura di paesaggio che
vedrà in Thomas Gainsborough, già affermato ritrattista,
uno dei maggiori interpreti. Tratto fondamentale della sua
opera è il particolare rapporto che lega le figure ad un
paesaggio che non è concepito come scenario accessorio,
bensìcome parte integrante della composizione. La
campagna inglese di Gainsborough diventa un „personaggio‰ con cui dialogare, dotato di unÊanima e di un sentimento. La campagna inglese continuerà a troverà nellÊ800
molti interpreti. La figura di artista che si imporrà è
quella di John Constable che dipingerà il suo mondo
rurale, avendo attenzione agli effetti che le stagioni
e la luce hanno sulla natura trasformata dallÊuomo.
Sue, le innumerevoli vedute della Cattedrale di
Salisbury da diversi punti di vista e in diverse
condizioni meteorologiche. Tra la metà degli anni settanta e gli anni ottanta il genere della natura morta cresce in
modo esponenziale nelle rassegne espositive grazie alle
straordinarie capacità innovative, nellÊuso del colore, nel
gesto pittorico e nei soggetti delle opere, della generazione di artisti della „nuova scuola lombarda‰ figlia della scapigliatura e proveniente principalmente dallÊambito di
Brera. Robuste, audaci nelle varianti cromatiche e innovatrici nella struttura compositiva, le nature morte di maestri del naturalismo quali Cesare Tallone, Filippo Carcano,
Eugenio Gignus e dei giovani protagonisti della successiva
rivoluzione divisionista quali Giovanni Segantini, Emilio
Longoni, Gaetano Previati. Tra questi ultimi anche
Giuseppe Pellizza da Volpedo, in mostra con unÊopera raffinatissima LÊappeso, del 1893, nella quale i tocchi divisi
sul piumaggio e la delicatezza nella stesura dei bianchi,
derivano dallÊormai acquisita sapienza nella tecnica divisionista.
John Constable
Nacque nel Suffolk, conosciuto principalmente per i suoi
paesaggi di Dedham Vale, area posta nei dintorni del suo
luogo natio · attualmente conosciuta come "Constable
Country" · pervasi di un'intensa passione. "Dipingerei
meglio i miei luoghi", scrisse al suo amico John Fisher nel
1821, "pittura non è altra parola che sentimento [feeling]". Le sue opere più famose comprendono Dedham
Vale del 1802 e Il carro da fieno (The Hay Wain) del 1821.
Sebbene i suoi dipinti siano adesso tra i più popolari e quotati dell'arte britannica, non ebbe mai grande successo
economico e non divenne membro dell'establishment fino
a che non fu eletto alla Royal Academy all'età di 52 anni.
Vendette più dipinti in Francia che nella sua nativa
Inghilterra.
17
William Turner
Joseph Mallord William Turner (Londra, 23 aprile 1775 –
Chelsea, 19 dicembre 1851) è stato un pittore e incisore
inglese. Appartenente al movimento romantico, si può
dire che il suo stile abbia posto le basi per la nascita
dell'Impressionismo. Nonostante ai suoi tempi fosse visto
come una figura controversa, attualmente è considerato
l'artista che ha elevato l'arte della pittura paesaggistica ad
un livello tale da poter competere con la maggiormente
considerata pittura storica. Anche se è diventato famoso
per le sue opere ad olio, Turner è anche stato uno dei più
grandi maestri britannici nella realizzazione di paesaggi
all'acquerello. ˚ conosciuto con il soprannome di Il pittore della luce.
Giovanni Fattori
Giovanni Fattori (Livorno, 6 settembre 1825 – Firenze, 30 agosto 1908) è considerato, insieme a Silvestro Lega e aTelemaco Signorini, tra i
maggiori esponenti del movimento dei macchiaioli. Il movimento pittorico dei macchiaioli si ha a cavallo tra lÊOttocento e il Novecento
L''importanza del movimento sta anche nell'aver preceduto l'affermarsi dell'Impressionismo. Fattori nasce a Livorno nel 1825, della sua vita
si sa poco. Entrato in contatto con il gruppo del Caffè Michelangelo, divenne allievo di Giuseppe Bezzuoli e iniziò a frequentare la Scuola di
Nudo all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Descritto spesso come realista, fu in questo periodo che lÊartista divenne un membro dei
Macchiaioli, una corrente di pittori precursori dellÊimpressionismo. La poetica macchiaiola è verista opponendosi al Romanticismo, al
Neoclassicismo e al Purismo accademico, e sostiene che lÊimmagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, ottenuti
tramite una tecnica chiamata dello specchio nero, utilizzando uno specchio annerito con il fumo permettendo di esaltare i contrasti chiaroscurali allÊinterno del dipinto. LÊarte di questi pittori consisteva "nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di
colori di chiari e di scuri" Fattori è oggi considerato uno dei membri più notevoli di questo movimento artistico, mentre al suo tempo era
considerato rivoluzionario o quanto meno poco credibile, secondo il punto di vista dell'epoca, piuttosto che espressione di un'avanguardia.
19
Silvestro Lega
Silvestro Lega (1826-1895), romagnolo di nascita, svolse la sua formazione giovanile presso lÊAccademia di Belle Arti di Firenze dove
fu allievo di Giuseppe Bezzuoli. Dopo un esordio dai tratti fondamentalmente accademici, si accostò alla tecnica a macchia degli artisti che si riunivano al Caffè Michelangelo, compiendo una evoluzione in senso realista ma con caratteristiche personali. Pittore molto
dotato tecnicamente, realizzò le sue opere migliori tra il 1867 e il 1868, quali ÿIl canto dello stornelloŸ, ÿIl pergolatoŸ, ÿLa visitaŸ, che
rimangono tra le opere più alte dellÊOttocento italiano. Il contenuto dei suoi quadri tende ad esaltare la semplicità delicata e gli affetti
puri che caratterizzano la piccola borghesia italiana di quegli anni. Nei suoi quadri vi è sempre un poÊ di commozione nostalgica per
questo piccolo mondo vissuto in piccoli centri urbani.
Telemaco Signorini
Fu uno dei protagonisti di spicco della corrente macchiaiola, forse il più colto e certamente uno dei più polemici, oltre ad essere un artista
di grande qualità fu anche un ottimo scrittore, ed affidò molto spesso i propri pensieri alle pagine del „Gazzettino delle Arti del Disegno‰.
Nel suo operato si possono distinguere due fasi principali, la prima delle quali lo vede tra i sostenitori più accesi della „macchia‰. Nella seconda è invece possibile cogliere un addolcimento dei colori, forse frutto dei suoi contatti con gli artisti di Parigi e Londra.
Figlio di un famoso vedutista della Firenze granducale, Giovanni Signorini, in gioventù frequentò lÊAccademia, ma solo la scuola libera del
nudo. Nutrì fin dallÊinizio sentimenti patriottici e partecipò ad alcune campagne garibaldine. Nel 1855 troviamo Signorini allÊinterno del
Caffè Michelangiolo e nel Ê56 è aVenezia, dove conobbe Abbati, amico dÊarte e di vita. Al suo ritorno, presso La Spezia, si dedicò a quadri
di storia di ispirazione letteraria. Saranno i primi riusciti studi macchiaioli, risolti attraverso contrasti luministici e tonali, alla maniera dei
bozzetti. AllÊinizio degli anni Sessanta utilizzò la sua nuova tecnica per ritrarre le case e i rustici di Riomaggiore, luogo da lui molto amato
e che ne divenne il ritiro in tarda età.
21
Camille Corot
Con il Sentire romantico verso il declino, la pittura di
paesaggio sÊincammina, in Francia, verso la suo
definitiva affermazione. Già verso la metà degli anni
Ê30, un gruppo di artisti si riunì nel villaggio di Barbizon
-piccolo centro al limite della foresta di
Fontainebleau - con lÊintento di guardare la natura
con occhio diverso, vivendola fino in fondo,
immergendosi in essa, producendo una pittura che
prendesse spunto dallÊosservazione diretta. Maggiori
esponenti di questa tendenza furono Théodhore
Roussaeau e Camille Corot. Di Corot va comunque
segnalata la sua permanenza in Italia, testimoniata da
varie vedute. Camille Corot è nato a Parigi, in una casa
sul Quai vicino a Rue du Bac, ora demolita. La sua famiglia era borghese d'origine svizzera, e diversamente dall'esperienza in alcuni dei suoi colleghi artisti, durante la
sua vita non ha mai avuto bisogno di denaro. Dopo una
educazione a Rouen, ha cominciato a lavorare nel commercio dei tessuti, ma odiava la vita del commercio e
disprezzava ciò che chiamava i suoi "trucchi di affari,"
tuttavia continuò fedelmente il suo lavoro fino a 26 anni,
quando suo padre acconsentì a fargli adottare la professione dell'artista.Corot ha imparato poco dai suoi maestri. Visitò l'Italia in tre occasioni e due dei suoi Studi
Romani sono esposti al Louvre. Fu un regolare espositore al Salone di Parigi e nel 1846 il governo francese lo
decorò con la croce della Legion d'onore e fu promosso
ad Ufficiale il 1867. Molti suoi amici consideravano, tuttavia, che era ufficialmente trascurato e il 1874, un poco
prima della sua morte, lo hanno proposto per una medaglia d'oro. Si avvicinò alla religione cattolica durante gli
ultimi giorni di vita, anche se alcuni studiosi ritengono
che si fosse convertito già precedentemente. ˚ morto a
Parigi ed è stato sepolto al cimitero di Père Lachaise.Le
opere di Corot sono sparse tra Francia, Paesi Bassi, la
Gran Bretagna e America. Famosi i ponti di Narni conservati a Parigi ed in Canada.
Édouard Manet
Édouard Manet (Parigi, 23 gennaio 1832 – Parigi, 30 aprile 1883) non volle mai essere identificato col gruppo degli
impressionisti, né partecipò mai alle loro esposizioni. Ciò perché, lungo tutta la sua carriera, egli preferì ottenere
l'ammissione al Salon mediante un riconoscimento ufficiale dello Stato, e non ÿattraverso sotterfugiŸ, come lui stesso affermò. Per questo si batté in difesa del principio della libertà espressiva dell'artista con opere che suscitarono
scandalo presso i suoi contemporanei, come Colazione sull'erba e Olympia.A partire dal 1869 si dedicò alla pittura en plein air ("all'aperto") e le sue uscite ai giardini delle Tuileries, sul retro del Louvre, divennero quasi degli
appuntamenti mondani. Restò in attività fino al 1883, l'anno della sua morte. Manet raggiunse una grandissima fama
e ancora oggi è considerato il più grande interprete della pittura pre-impressionista.
23
Paul Cezanne
Più singolare ed enigmatico di tutta la pittura francese
post-impressionista. Nato ad Aix-en-Provence, nel
meridione della Francia, proviene da una famiglia
benestante (il padre era proprietario della banca locale). Egli quindi ebbe modo di condurre una vita agiata, a differenza degli altri pittori impressionisti, e di
svolgere una ricerca solitaria e del tutto indifferente ai
problemi della critica e del mercato. Egli, infatti, nella
sua vita, al pari di Van Gogh, vendette una sola tela,
solo qualche anno prima di morire. Pur vivendo quasi
sempre a Aix-en-Provence, trascorse diversi periodi a
Parigi dove ebbe modo di venire a contatto con i pittori impressionisti della prima ora quali Pissarro,
Degas, Renoir, Monet e gli altri. Egli, come gli altri
impressionisti, si vedeva rifiutato le sue opere dalla
giuria del Salon. E così anche egli partecipò alla prima
mostra che gli impressionisti tennero nello studio del
pittore Nadar nel 1874. Ama la natura morta che si
presta benissimo al tema della rivoluzione del vedere.
Ne coglie gli aspetti avanguardistici , e già nelle prime
esercitazioni sul genere propone interessanti modifiche iniziando a interpretare le nature morte con uno
stile grezzo dalle larghe pennellate e dando agli oggetti una visione rigorosa, che li scompone e ne fa solidi
geometrici.
1900
Georges Braque
Assieme a Pablo Picasso è stato l'iniziatore del cubismo. Il cubismo sintetico nasce tra il 1910 e il 1911, grazie a
Picasso e Braque, che si rendono conto che spezzando troppo la superficie pittorica, i suoi singoli frammenti non
sono più ricomponibili virtualmente e l'opera si avvicina sempre più ai caratteri dellÊastrattismo, infatti i cubisti non
vogliono perdere la riconoscibilità dell'oggetto.
Pablo Picasso
Tra i protagonisti assoluti dell'arte del Novecento, ha rappresentato uno snodo cruciale tra la tradizione ottocentesca e l'arte contemporanea.
27
Giorgio Morandi
La sua pittura si può definire unica e universalmente riconosciuta; celebri le sue nature morte olio su tela, dove la
luce rappresenta il fondamento delle sue opere. L'apparente semplicità dei contenuti (vasi, bottiglie, ciotole, fiori,
paesaggi) viene esaltata dalla qualità pittorica. Riservato, dai tratti nobili, gentile sia nella vita privata che in quella
professionale, Morandi ha fatto discutere Bologna per la sua personalità enigmatica ma fortemente positiva.
Giorgio Morandi
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Contemporanei
Alia Amalia
Pittrice legata alle tematiche impressionistiche, dove la natura e la luce diventano protagoniste di unÊespressività legata alla spontaneità e allÊimmediatezza di gesti che conducono il pennello allÊimpressione con rapida
sintesi. Luce e colore si armonizzano per dare vita alla scena sempre legata al paesaggio del Sud, ai litorali
mediterranei, alle piante secolari di ulivo. Vita e colori quindi, interpretati per far capire che lÊuomo e la natura hanno ancora qualcosa da palpitarsi, qualcosa da difendere⁄da riscattare. Animo sensibile quello di Alia
che penetra con naturalezza nella poesia delle cose che dipinge in una sintesi cromatica di solarità e di freschezza a cui la pittrice ricorre per trarre sempre nuova linfa vitale (P.F.). Artista autodidatta, Amalia Alia è
nata a Parghelia, dopo aver conseguito il diploma al Liceo Classico di Tropea, si trasferisce a Vibo Valentia dove
attualmente vive e opera. Ha ottenuto numerosi premi e lusinghieri riconoscimenti di critica qualificata e di
stampa specializzata. Le sue opere sono state pubblicate su vari cataloghi e libri dÊarte come: LÊElite,
Avanguardia Artistiche, Leaders, Catalogo Internazionale dÊArte Moderna n° 12, ecc.
APPROFONDIMENTI: Studio/Galleria sito in Via Don Mellano a Vibo Valentia Sito web: www.aliaamalia.com - Quotazioni opere: da euro 300 a euro 8.000
Estate in Calabria, olio su tela 40x50
31
Alia Amalia
Ultimi raggi sulla pizzuta, olio su tela 50x70
Il Mare e La Sua Forza, olio su tela 60x80
Riflessi, olio su tela 50x70
Ulivi, olio su tela 60x80
Ardiri Nunzio
Nunzio Ardiri, pittore nato in Sicilia ma da lungo tempo trapiantato in Calabria, porta nella sua pittura tutta la bellezza e
la fascinazione della sua terra dÊadozione, trasferendo nelle sue tele la rappresentazione di un paesaggio fortemente connotato dai luoghi in cui egli vive ed opera. Ardiri, attento osservatore della natura, descrive nelle sue opere laghi e colline,
monti imbiancati e tramonti fra gli alberi, cascate dÊacqua cristallina o quiete acque stagnanti ove le foglie dÊautunno sembrano volersi specchiare per dare a tutto il paesaggio lacustre un tono di colore rosso ruggine che lo rende quasi irreale.
Ma lÊocchio dellÊartista non si limita alla descrizione del paesaggio, si ferma anche su tutte quelle piccole forme di vita che
lo abitano e che vivono nel segreto del sottobosco, al margine dei prati o sul tronco degli alberi. Nunzio Ardiri, pittore di
marine e di paesaggi rivisitati da uno sguardo quasi innocente, ci induce, anche, a una riflessione sulla bellezza del mondo
creato tentando un approccio con la rappresentazione di una realtà diversa, quella degli astri. La sua numerosa produzione
è, infatti, arricchita da una serie di dipinti ispirati al „Sistema Solare‰, particolarmente apprezzate dal pubblico e dalla critica. Nunzio Ardiri si è anche dedicato alla rivisitazione di molti pittori del passato (Caravaggio, Leonardo da Vinci, Mattia
Preti, Antonello da Messina, Raffaello, Andrea Mantegna, Salvador Dalì, ecc.) donandoci tele che non solo risultano copie
perfette degli originali ma che ci comunicano la sua grande emozione nel volerli riproporre. Fiori, animali, nature morte,
miniquadri e alcune opere di arte sacra completano la sua numerosa produzione. (Maria Froncillo Nicosia – Critico dÊArte)
Le sue opere sono state esposte in moltissime città
italiane e straniere tra le quali vale la pena di citare
Roma, Bologna, Ferrara, Catania, Messina, New
York, Salsomaggiore Terme, Catanzaro, Sanremo,
Torino, Foggia, Barletta, Novara, Reggio Calabria,
Firenze, Adria, Lucca, Palermo, Trieste riscuotendo
enorme successo tra il pubblico e la critica e si trovano in moltissime collezioni private in Italia e
allÊestero. Tra i numerosi premi e riconoscimenti si
segnalano in particolare:
- il Primo Premio, Sezione „figurativo‰, alla
Rassegna Internazionale di Ferrara promossa nel
1999 dalla Galleria dÊArte Moderna „Alba‰;
- il „Gran Trofeo Leone San Marco‰ assegnatogli al
Grand Hotel Principe in occasione del Premio
Biennale di Venezia 1999; - il Premio Speciale della
Giuria, alla X^ edizione del Gran Premio
Internazionale di Pittura Città di Bologna organizzato nel 1999 presso lÊIstituto Antoniano; - il
Premio „Oscar dellÊArte‰ conferitogli nel 2001 al
Metropole Palace Hotel in occasione della Rassegna
Quadriennale Internazionale di Montecarlo; - il
Premio Nazionale „Beniamino Joppolo‰, per la
Sezione „Maestri del colore‰, conferitogli a Patti
(ME) nel 2002. - ( continua )
Fiume Amato – Olio su tela cm. 50x70
33
Ardiri Nunzio
- il Terzo Premio, alla „Biennale del Miniquadro 2004‰ di Ferrara; - il Secondo Premio, al Memorial di Pittura Antonello
da Messina edizione 2004; - il Primo Premio, alla Rassegna Internazionale „Cultura di ieri e di oggi‰ – edizione 2004 di
Reggio Calabria; - il Terzo Premio, al Concorso Internazionale Il Convivio 2004 di Giardini Naxos;
- il Terzo Premio. al Concorso Internazionale dÊArte Città di Avellino - edizione 2006; - il Premio Nazionale „Messina
Città dÊArte 2008‰ a Palazzo Zanca; - il Premio della Presidenza, al Concorso Internazionale di Arte e Poesia S. Ambrogio,
4^ edizione 2009, organizzato a Napoli, nellÊAntisala dei Baroni del Castello Maschio Angioino, dalla International
Vesuvian Academy Association . - il Primo Premio Assoluto, nella Sezione Arti Figurative, al Concorso Internazionale Il
Convivio 2010 di Giardini Naxos – 10^ edizione. Finalista alla XXIII^ edizione del „Premio Firenze 2005‰, la sua opera è
stata premiata, per la Sezione Arti Visive, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio e in Mostra nel Caffè Storico
Letterario delle „Giubbe Rosse‰.
Oltre alle numerose „personali‰ allestite in diverse città italiane, ha partecipato a moltissime rassegne nazionali ed internazionali. Una particolare menzione merita la Mostra allestita nelle splendide sale del Casinò di Sanremo ed organizzata, nellÊestate del 2000, nel quadro delle manifestazioni culturali del Comune di Sanremo, in una cornice ricca e suggestiva. Invitato a diverse edizioni di EuropÊART allestite al Palazzo delle Esposizioni di GINEVRA, alla Biennale
Internazionale dellÊArte Contemporanea città di FIRENZE e, da WHOÊS WHO Art club international di Ginevra, al SAM
2012 organizzato presso la Galerie 60 di Giverny (Francia), si segnala la sua presenza alla Fiera Internazionale dÊArte
Contemporanea ARTEXPO NEW YORK 2000 allestita presso lo Javits Convention Center, nel centro di Manhattan, al
Premio Quadriennale di MONTECARLO 2001 e la candidatura alla nomination per la 32^ edizione del Premio
Ambiente, Sezione Arti Figurative, svoltasi a FIUGGI nel 2009.
Settembre sulla Fossiata – Olio su tela cm. 40x60
Ardiri Nunzio
Da segnalare, inoltre, le seguenti realizzazioni: - un piccolo volume destinato alle scuole dal titolo Il Sistema Solare contenente
brevi nozioni sullÊargomento corredate delle foto dei dipinti ispirati al Sistema Solare; - i „disegni‰ per lÊAssociazione Italiana per
la Lotta al Neuroblastoma, con sede presso lÊIstituto Gaslini di
Genova, negli anni 2007, 2008 e 2014, per lÊesecuzione di tre
trittici di formelle in ceramica pregiata di Vietri sul Mare, dipinte a mano, per raccogliere fondi per il sostegno della ricerca
scientifica contro il Neuroblastoma e i tumori solidi pediatrici; una „Crocifissione‰, polittico realizzato con 8 dipinti, olio su tela,
di cm. 245 x 315; - una „Deposizione‰, per la Parrocchia
Madonna di Pompei di Catanzaro, ambientata nella stessa città e
collocata nella Cappella della Riconciliazione; - una
„Risurrezione‰, polittico realizzato con 8 dipinti, olio su tela, di
cm. 245 x 315, ambientata nella città di Catanzaro; - una „riproduzione‰ su tela, olio e foglia oro, del grande mosaico che adorna lÊintera parete dellÊabside della Chiesa Madonna di Pompei di
Catanzaro; - una „riproduzione‰ della parete dellÊabside centrale
della Chiesa di S. Maria della Scala di Messina demolita nel 1975
e della „volta‰ con il finto mosaico del „Cristo Benedicente‰; una „riproduzione‰ del „Cristo Benedicente‰, figura che adornava la volta centrale della suddetta Chiesa di S. Maria della Scala
di Messina; - una „riproduzione‰ a olio su tela della „Pietà‰ di
Michelangelo Buonarroti collocata sullÊaltare della Pietà della
Parrocchia S. Nicolò in Gazzi (Messina); - un ritratto di Papa
Francesco realizzato e a lui donato in occasione della sua visita in
Calabria (Cassano allo Jonio) nel giugno 2014.Numerose le
opere donate ad Enti, Istituti e Associazioni allo scopo di raccogliere fondi per scopi benefici. Scrittori, Critici dÊArte e Saggisti
si sono interessati alla sua attività che è stata recensita su autorevoli quotidiani, reti televisive e riviste specializzate ed è documentata presso lÊ Archivio Storico delle Arti Contemporanee
della Biennale di VENEZIA e lÊArchivio dÊArte Contemporanea
del Museo Civico di TAVERNA. Molte sue opere figurano su
diversi Dizionari dÊArte, Antologie di Prosa e Poesia, Siti Web
mentre alcune si trovano sulla copertina di opere letterarie
Sito web: www.nunzioardiri.it
e-mail: [email protected]
Cavalli bianchi alla cascata del Campanaro – Olio su tela
cm. 60x70
Cascata Mundo a Malochio – Olio su tela cm. 30x40
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Ardiri Nunzio
Le mele e un grappolo dÊuva – Olio su tela cm. 50x70
Eolie i Faraglioni – Olio su tela cm. 60x80
Bergando Denise
Nasce a Vercelli, il 16 aprile 1976. Tecnico ambientale
di professione, da sempre appassionata di arte, si è
approcciata a questa realtà da autodidatta. Si è avvicinata dapprima alle tecniche del découpage pittorico
per poi dedicarsi alla pittura. La tecnica che predilige è
lÊacrilico su tela. QuestÊanno ha organizzato la sua
prima esposizione personale nella città in cui vive.
Semplicemente fiore
Angolo di paradiso
37
Bergando Denise
Contemplando i prati
Il viale
Il bosco sfuggente
Borrello Giuseppe
Figlio dÊarte, nasce nel 1950 a SantÊAgata di Esaro, un paesino
della Calabria in provincia di Cosenza. Diede sfoggio delle sue
qualità innate già in tenera età come ritrattista e realizzando a soli
14 anni due dipinti ad olio di soggetto religioso attualmente siti
in due chiese calabresi. Diplomato allÊ Istituto dÊArte, deve però
gran parte della sua formazione artistica da autodidatta allo studio e alla rivisitazione dei Grandi Maestri del Rinascimento. EÊ
dallo sguardo ai modelli classici e attraverso il loro studio ed il
loro esempio che giungerà gradatamente ad una sublime perfezione disegnativa. Il tratto distintivo che caratterizza le sue opere
infatti consiste proprio nella resa iperrealistica, non senza una
componente emozionale ed emotiva, dei suoi soggetti che spaziano dai temi religiosi carichi di patos e moralità ad argomenti
profani quali nature morte, scorci paesaggistici del suo paese
natio, opere dal contenuto mitologico e ritratti di uomini. EÊ il
segno che dal disegno iniziale, tratto dopo tratto diventa una vera
e propria pittura superando i confini del reale. Le opere che
Borrello realizza prendono forma sia attraverso mezzi semplici
quali la penna biro, la matita, lÊolio, il gessetto, il pastello, lÊ
acquerello e altresì attraverso mezzi più sofisticati presi in prestito dal passato quali le punte metalliche (argento, oro, palladio,
platino, titanio). Usa inoltre la litografia e lÊ acquaforte. Dal
1977 si fa conoscere al pubblico partecipando a mostre collettive in Italia e allÊestero e dal 1991 realizza mostre personali in
numerose città dÊarte italiane, viene insignito di numerosi premi,
e il suo nome compare tra le più prestigiose riviste dÊarte, numerosi cataloghi e quotidiani. Dal 1979 vive e lavora a Torino dove
prosegue la sua intensa attività alla ricerca di quello splendore
che era propria dei capolavori dei Grandi Maestri rinascimentali. Carmen Borrello- Monografia: GIUSEPPE BORRELLO LÊeleganza di un segno infinito, Editoriale Giorgio
Mondadori , testi di Paolo Levi, Carmen Borrello - Milano 2013
- ISBN 978-88-6052-496-6 Contatti: BORRELLO GIUSEPPE Via Maddalene, 7 - 10154 Torino - Tel. 011232608 - Cell.
3474286645
PAESAGGIO - 1983
pastello cm 29,5 x cm 23,5
S.AGATA ,PALAZZO MARTIRANI - 1988
penna biro monocroma cm 36,5 x cm 25,6
39
Borrello Giuseppe
NATURA MORTA - 2009 - penna biro policroma cm 20 x cm 28
COMPOSIZIONE - 1992 - penna biro monocroma cm 16,3 x cm 24
Borrello Giuseppe
PAESAGGIO - 2007 - olio su tela cm 70 x cm 50
A FILANNA - 2005 - olio su tela cm 60 x cm 64
41
Borrello Giuseppe
MAGURELLE - 1984
olio su tela cm 24 x cm 18
VEDUTA DI S.AGATA - 1991
penna biro monocroma cm 18,3 x cm 25,4
Casarotto Tristano
Nato a Rosà (VI) il 27.06.1946. Vive e lavora a Bassano del Grappa in via Torino, 26. Tel 0424 227240. Ex docente di
Educazione Tecnica di scuola media, si dedica esclusivamente alla pittura. Fa parte del Gruppo Artisti Comunità
Montana del Brenta ed è stato per decenni promotore ed organizzatore di numerosi concorsi a carattere nazionale.
Ha partecipato e partecipa attivamente a rassegne e concorsi di pittura nazionali ed internazionali conseguendo notevoli premi e riconoscimenti dalla critica, dalla giuria e dal pubblico. Conosciuto ormai in campo nazionale ed internazionale ha allestito personali in varie località italiane ed europee: Sue opere figurano negli Stati Uniti (California,
Oregon, Illinois),in Venezuela, in Argentina, in Sud Africa, in Australia e Thailandia(Bangkok, Hua Hin). EÊ un artista
che ha saputo spaziare dalla pittura, alla scultura.
HANNO PARLATO DI LUI
Abis, Andreose, Bertacchini, Bertamini, Casagranda, Demattè De Minico, Domestici, Fazia, Jacobelli, Magnolato,
Maugeri, Morales, Niboldi, Pone, Portalupi, Rigoni, Pizzetto, Rizzi, Romiti, Semenzato, Stefani, Tassan, Tavella, Tessari,
Cortese, Celi e altri.
REFERENZE STAMPA
Il Giorno. LÊArena di Verona, Il Gazzettino di Rovigo, di
Bassano, di Treviso, di Venezia, Il Giornale di Vicenza, Il
Mattino di Padova,Il Resto del Carlino, La Tribuna di Treviso,
La Voce di Padova, La Difesa del Popolo, La Voce dei Berici,
Il nuovo Ezzelino, La Nuova Venezia, Corriere Veneto, Il Sole
24ore, Gente Veneta, La Gazzetta del Mezzogiorno,
Quotidiano Nardò. www.regioneveneto.it – The Nation di
Bangkok, Bangkok post, la CBS di Chicago e altri.
QUOTAZIONE: da 500 a 5000 euro
Medioevale cm 90x90 affresco su tela anno 2013
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Casarotto Tristano
Elenco Primi premi
1°premio-Concorso Nazionale „Alle Barche‰ Vicenza
1°premio-Concorso Fer-europa Cittadella (PD)
1°premio-Concorso nazionale „La Pedemontana‰ Piancavallo (PN)
1°premio-Concorso nazionale „Rubbi‰ Vicenza
1°premio-Concorso nazionale Comune di San Nazario (VI)
1°premio-Concorso nazionale „Moranti‰Noale (VE)
1°premio-Concorso Nazionale Comune di Paese (TV)
1°premio-Concorso „2carrara‰ Carrara san Giorgio (PD)
1°premio-Concorso Comune di Carbonera (TV)
1°premio-Concorso „Artigiano in cornice‰ Piazzola S/B (PD)
1°premio-Concorso nazionale Comune di Alfedena (AQ)
1°premio-Concorso „EcoGarden‰ Castel di Sangro (AQ)
1°premio-Concorso nazionale Comune di Zugliano (VI)
1°premio-Concorso nazionale Cupra Marittima (AP)
1°premio-Concorso ext. Comune di Appianano del T. (AP)
1°premio-Concorso ext. Comune di Montefalcone(AP)
1°premio-Concorso nazionale „Città di Nardò‰ (LE)
1°premio-Concorso nazionale Castelnovo sui Monti (RE)
1°premio-Concorso nazionale Comune di Tenno (TN)
1°premio-Concorso nazionale San Polo dÊEnza (RE)
1°premio-Concorso nazionale Comune di Mezzane(VR)
1°premio-Concorso nazionale Comune di Cavasso Nuovo(PN)
1°premio-Concorso nazionale Comune di sacile(PN)
1°premio-Concorso „La Carica‰ Comune di Pastrengo(VR)
1°premio-Concorso
Comune
di
Costremano(VR)
1°premio-Concorso comune di Costa di Rovigo
1°premio-XVII concorso estempore di Nardò (LE)
1°premio- estempore Artimmersion 6 Seit Laives (BZ)
Nominato Cavaliere Accademico (dallÊOrdine Accademico
Internazionale „Greci Marino‰ del Verbano). Inserito nei volumi: C,A.T. 1989 censimento artisti veneti-ed. Arte Triveneta;
Arte Oggi 1990 ed.Cidac; Catalogo Internazionale dÊarte contemporanea 1991 ed.Alba; LÊElite selezione arte italiana 92-9698
Memorie oltre il tempo cm 90x90 affresco su tela
anno 2013
Architetture montane cm 70x80 affresco su tela
anno 2008
Opere in permanenza allÊestero
Essen (Germania) CM arte contemporanea - Lione (Francia) Art contemporain Sandrelle - San Josè (California USA)
Art Gallery Grace Cugnetti - San Louis Obispo (CaliforniaUSA) Spazio espositivo „Cafe Roma‰ - Carmel By Sea
(California USA) Ex Tempore Gallery - Ashland (Oregon USA) Spazio espositivo „Il Giardino Italiano‰ - Chicago (Illinois
USA) Spazio espositivo „Quartino‰ - Mucuchies-Merida (Venezuela) Castillo San Ignacio - Doniesk (Ucraina) Palazzo
Pubblico - Santa Fè (Argentina) Museo dÊArte Contemporanea - Bangkok (Tailandia) C.V.N. art center - Hua Hin
(Tailandia) Spazio espositivo „La Villa‰
VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=jPAKzXI8-DE Youtube cerca: Tristano Casarotto
http://www.gigarte.com/affreschi - http://affreschi.oneminutesite.it/index.html - http://www.affreschi.
altersta.org/
http://www.dvclub.info/tristano-casarotto-pittore/
Casarotto Tristano
Dai Tetti cm 40x50 affresco su tela, anno
2014
Armonie Venete cm 90x90 affresco su tela anno 2013
A Bassano cm 50x60 affresco su tela, anno2014
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Casarotto Tristano
Cupola e rosone cm 60x70 affresco su tela,
anno2013
La Chiesa cm 70x80 affresco su tela anno 2014
Nel Borgo cm 70x90 affresco su tela anno 2014
De Haan Paul (Agostini Stefano)
Nato a Roma, città dove vive ed opera attualmente, il 27 Maggio 1966. Pittore autodidatta da sempre ‰ossessionato‰ dal
disegno e dalla pittura, dopo circa dieci anni di attività forzatamente limitata, nel 2006 riprende a dipingere „sul serio‰ e
nel 2007 diventa socio del Circolo Artistico Culturale „Lorenzo Viani‰ di Ostia (RM). Nello stesso anno inizia a firmare i
suoi lavori con il nome dÊarte Olandese PAUL DE HAAN per amore dei Maestri Fiamminghi e per rispondere ad una esigenza della società odierna più attenta ai „personaggi‰ che alle „persone‰. Particolarmente legato al disegno e al genere
Figurativo, non esclude a priori né tecniche né generi purché lÊimmagine realizzata corrisponda al concetto o alla riflessione che lÊha concepita. Considera la pittura, unÊaltissima forma di comunicazione che dovrebbe costringere lÊautore, in
una società iper-informata ed iper-stimolata, a misurare le „parole‰ con lÊobiettivo di emozionare senza essere banale
AllÊattività pratica ha sempre associato lo studio e la ricerca, cercando, ad ogni occasione, di ammirare da vicino i capolavori dei Grandi del passato, convinto che non si possa essere innovativi prescindendo dal passato e non credendo nellÊestro
fine a se stesso. Attualmente la sua pittura si sta avvicinando alla tecnica Iperrealista, molto attratto dal Surrealismo, Una
caratteristica attuale delle sue nature morte, indipendentemente da periodo e tecnica, è il punto di vista aereo perpendicolare. Ha partecipato a diverse mostre collettive e concorsi Nazionali ed Internazionali riscuotendo buoni apprezzamenti, esponendo i suoi lavori in gallerie di Roma, Milano, Bergamo, Genova, Savona, Bologna, Mantova e Catania e presso Sedi
Istituzionali, tra le quali, più recentemente:
Camera dei Deputati - „Sala del Cenacolo‰;
Palazzo Valentini (sede della Provincia di Roma ) „Sala Egon Von Furstenberg‰ Galleria LÊagostiniana
- Accademia Internazionale SantÊAgostino - Roma
Museo Civico „U.Mastroianni‰ - Marino ( RM);
Museo Comunale „Antiquarium‰ - Sezze (LT );
Biblioteca Comunale di Torrita - Siena ( SI );
Museo della Badia - Vaiano (PO);
Palazzo della Corgna - Città della Pieve (PG)
Museo Archeologico e Piancoteca „Edilberto
Rosa‰ Palazzo Boccarini - Amelia (TR); „Museo del
Grand Tour dÊItalie‰ Locanda Martorelli - Ariccia
(RM) Accademia di Romania in Roma (RM)
2° Classificato X° Trofeo G.B.Moroni ( BG) con il
dipinto „Cherries in a bowl‰ 1° Classificato
Biennale di Torino 2014 con il dipinto „Plastic bag‰
Cherries in a bowl - 50x50 cm - Olio su tela - 2013
2° Classificato Trofeo GB Moroni Bergamo 2014
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De Haan Paul
Still Life with copper-30x24 cm-Olio su tela - 2008
Collezione privata Roma
Pumpkins - 50x50 cm - Olio su tela - 2013
Pommegranate - 50x50 cm - Olio su tela - 2013
De Haan Paul
Watermelon slices - 50x50 cm - Olio su tela - 2013
Kaki - 50x50 cm - Olio su tela - 2013
Collezione privata Foligno (PG)
Plastic bag - 50x50 cm - Olio su tela - 2013
1° Classificato Biennale Torino 2014
The Fortress - 50x50 cm - Olio su tela - 2014
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De Haan Paul
Tuscany Monochrome 2 -50x50 cm-Olio su tela - 2010
Collezione privata Omaha ( NE / USA)
Windmills -60x30 cm-Olio su tela - 2011
Tor San Michele - 40x60 cm- Olio a
spatola su tavola - 2008
Collezione privata Omaha
( NE / USA)
Windmill - 60x30 cm-Olio su tela - 2011
Del Duca Vincenzo
Pittore autodidatta, nato IL 21/01/51, Poderia (SA) Italy. risiede a Carmagnola (TO) Italy
Líamabile solennit‡ della natura: líarte di Vincenzo Del Duca
Dagli anni ottanta, Del Duca partecipa a mostre nazionali e internazionali ottenendo premi e riconoscimenti. Recensito
su giornali, riviste e cataloghi d'arte, le sue opere figurano in collezioni private in Italia e all'estero, è' presente in Annuari
e Cataloghi d'arte moderna e contemporanea. L'arte di Del Duca non e' quasi mai da intendersi come strumento, ma
come agente di trasformazione. Intensa riunificazione con il valore della terra, della quotidianità scandita dalla calma e
rigenerante condizione di chi con la terra possiede un legame profondo, come chi la coltiva e ne garantisce vita e prosperità per il futuro, attraverso un senso ormai sopito nelle moderna società consumistica, di reale responsabilità per le
generazioni a venire, che quella stessa terra erediteranno. Insomma, un'arte mai banale e fine a se stessa, dove etica ed
estetica si fondono profondamente. La tavolozza scelta da Vincenzo Del Duca ne rappresenta emblematicamente questa
ambivalente funzione. I colori della natura sono solo ispirati alla realtà, per divenire modello del reale, per essere subito
dopo caratterizzati da un processo di ricreazione artistica frutto di un'attenta e personalissima reinterpretazione, che il
Del Duca crea fondendo i colori e stendendoli sulla tela secondo precise campiture, che si alternano una dopo l'altra, così
da far acquisire alla materia pittorica un'esistenza autonoma di segni e colori, esasperata da un intenso carattere simbolico. Le opere di Del Duca non rappresentano meramente cio' che l'artista ha davanti a sè, bensì sono pezzi unici caratterizzati da un intensa carica espressiva, capace di trasmettere a chi osserva una potente serie di valori emozionali. Il tutto
risulta, poi, enfatizzato dall'uso fortemente espressivo dei tratti segnici, che sono sempre predominanti ed incisi, carichi
di una drammaticita' rappresentativa che e' la cifra stilistica di questo maturo artista contemporaneo.
Una rappresentazione a cui sottende un impeto artistico di intonazione lirica, caratterizzato talvolta da un anelito di religiosità che permea le opere. E' in esiti più recenti, invece, che il Del Duca manifesta un atteggiamento maggiormente
volitivo, talvolta pregno di mordente e rinnovata irruenza espressiva, nel descrivere il valore del ricongiungimento che
ogni essere umano dovrebbere serbare con la verità intuitiva che contraddistingue la vita e gli esseri viventi. Una vita di
per sè stessa primitiva, istintivamente proiettata e cruda, ma per questo profondamente vera e caratterizzata da dimensioni multisensoriali stratificatesi luna sullÊaltra attraverso il valore del tempo, anche questo assai caro allÊartista.
Sembra, così, che Vincenzo Del Duca abbia intrapreso un personalissimo percorso che lo porta verso un realismo compositivo sempre meno accentuato, per dare ampio sfogo e legittimare tutta la grandezza di una ricerca espressiva autentica, che proviene dal profondo della propria psiche. Il Del Duca sta compiendo nuovi passi sulla strada di un'interpretazione espressivo-informale, che nel suo sforzo per una nuova ricerca interpretativa e compositiva, affonda le origini nell'inconscio e si palesa attraverso il senso segnico del puro movimento e sul piano compositivo, si dipana in un'accentuata
istintività concettuale. Cosi', infatti, le opere si ispirano alla primigenia forza rappresentativa che proviene dal descrivere il mondo naturale ed animale, rappresentando il provocatorio tentativo di comunicare con sempre più forza e sempre
meglio la potenza della natura e il ruolo marginale dell'uomo che da sempre si cimenta nel drammatico tentativo di farla
sua e di potervisi finalmente e completamente ricongiungere. Katia Girini
APPROFONDIMENTI: E mail: [email protected] http://www.vincenzodelduca.beepworld.it
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Del Duca Vincenzo
La casa dellÊoperaio - olio - 60x80 - 2000
Inizio autunno -tecnica mista - 40,5x60 - 2008
Del Duca Vincenzo
Lo scrigno - olio - 84x60 - 2011
La famiglia - olio - 33x55 - 2012
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Del Duca Vincenzo
Paesaggio sospeso - olio - 33x55 - 2012
La casa, olio - 33x 55 cm - 2012
Filippova Ludmilla
Ludmilla Filippova nasce il 28 giugno del 1978 in un piccolo paese dell'Asia Centrale, il Kirghizistan. Già nell'infanzia, si
sviluppa in lei un interesse spontaneo e forte per l'arte: per la pittura e in particolare per la musica, che nel giro di pochi
anni si trasforma in un'autentica e grande passione. Le altissime montagne del suo paese, l'aria fresca e pulita,
la poesia dei paesaggi, i fiumi veloci e profondi, la natura pittoresca piena di mille profumi e colori, lasceranno per sempre nella memoria dell'artista un'impronta profonda e troveranno un forte richiamo nel suo percorso artistico. Grazie
all'importante sostegno della sua famiglia, all'età di nove anni viene iscritta alla scuola musicale statale nella classe di pianoforte dove continua gli studi fino al 1995. In questi anni apprende e approfondisce varie materie musicali e nello stesso
tempo anche studi sulla storia, la critica d'arte in vari aspetti e generi: musica, pittura, letteratura al livello mondiale; anche
questi avranno grande influenza non solo nella crescita professionale, ma anche e soprattutto nella crescita interiore dandole la possibilità di cercare ed esprimere la propria personalità artistica. La musica diventa sempre più importante nella
sua vita e dopo il 1995, continua gli studi nel Liceo Professionale di Bishkek dove nel 1999 prende il titolo di insegnante
di pianoforte. Nonostante gli obiettivi già raggiunti, la ricerca di maturare e perfezionarsi ancora di più la spinge a proseguire gli studi al Conservatorio Nazionale di Bishkek dal 1999 al 2004; parallelamente agli studi porta avanti l'insegnamento nella scuola internazionale " Silk Road " di Bishkek. Nel 2005 si trasferisce in Italia iniziando una nuova vita fatta
di avventure, di incontri, di momenti difficili, sorprendenti e anche piacevoli; dopo tanti anni di studi ha la possibilità di
realizzare il suo sogno nel cassetto e prova ad esprimersi con la pittura. Nel 2006 inizia a frequentare la Scuola di Arti Visive
dell'associazione Next di Tuscania (VT) gestita dalla pittrice Antonella Properzi, dove con grande volontà e impegno imparerà tecniche e tematiche pittoriche: pittura ad olio, su ceramica, vetro, metallo, legno, acquerello e sanguigna; ogni tecnica è stata approfondita con grande amore e grande desiderio di realizzare le proprie idee artistiche maturate con gli anni
di studio ed esperienze personali. Le sue opere sono piene di colori accesi, vivaci, piene di positività e spontaneità; predilige le nature morte fiamminghe, i ritratti, i paesaggi, gli scorci e anche le opere astratte e innovative. La sua arte è una
sintesi armoniosa tra due grandi culture: orientale e occidentale, affascinanti e completamente differenti. Attualmente l'artista vive e svolge la sua attività di pittrice a Tuscania in provincia di Viterbo e partecipa con impegno ad eventi culturali;
ogni
anno
espone
in
varie
mostre
sia
locali,
sia
in
Italia
e sia all'estero; è socia attiva nell'associazione culturale Real Dreams dove cerca di trasmettere il suo amore per l'arte; il
suo percorso artistico non si ferma mai ed è in costante ricerca di nuove idee ed evoluzioni sempre attenta a nuove emozioni che la natura e le sue esperienze le regalano.
Approfondimenti: sito: www.filippova.net - email: [email protected]
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Filippova Ludmilla
Filippova Ludmilla
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Filippova Ludmilla
Giudici Carlo Maria
Autodidatta creativo, artista postale nasce a Lecco nel 1954, fin da giovanissimo si dedica alla pittura. La frequenza di un
istituto tecnico e lÊattività di disegnatore progettista svolta in quel periodo, lo porta a conoscere ed approfondire la tematica del disegno prospettico e volumetrico. Ottimo disegnatore con il colore nel sangue, nel 1973 esordisce con la sua
prima personale di pittura riscuotendo successo di pubblico e di critica. Dal 1983 è impegnato in ricerche astratto - pittoriche con lÊutilizzo di diverse tecniche e lÊausilio di materiali diversi raggiungendo una competente abilità espressiva e
unÊefficace manualità, avvalorate dalla sua maturità creativa. Pluriaccademico di merito, tiene personali prediligendo progetti a tema, partecipa a concorsi, premi dÊarte e manifestazioni internazionali di Mail Art, ottenendo notevoli riscontri
di pubblico e di critica. I soggetti trattati sono: paesaggi, figure, composizioni, eseguiti con tecniche tradizionali e/o sperimentali. Predilige sviluppare progetti espositivi a tema.Le tecniche utilizzate sono: olio, tempera acquarellata, acquarello, acrilico, collage, pastello, tecniche miste sperimentali. In questi più di quarantÊanni di vita artistica, ha catalogato e
certificato più di millecinquecento lavori (dipinti, schizzi, disegni, collage, piccole installazioni, ecc.), ha partecipato a
oltre duecento manifestazioni dÊArte collettive e personali di pittura. Il suo impegno nellÊambito internazionale lo ha portato a superare le duecento presenze in manifestazioni che riguardano lÊArte in genere. Più di sessanta sono i cataloghi e
libri dÊArte che trattano la sua attività, in particolare ricordiamo CAM 49 Catalogo Arte Moderna edito da Mondadori
Editore. Più di ottanta le persone: Critici dÊArte, giornalisti, galleristi, collezionisti, scrittori, poeti, che hanno scritto di
lui tra i quali citiamo: G. Falossi, M. Ferrario, P. Levi, G. Martucci EÊ stato insignito di quattordici titoli onorifici e di merito e questÊanno (2014) è Socio Onorario - Pontificia Accademia Mariana Internazionale - Città del Vaticano. Quotazioni
opere: a partire da euro 350,00 Le quotazioni vanno intese nel loro riferimento mediato delle realizzazioni dei soggetti,
fatto salvo per opere di eccezionale novità creativa per le quali la quotazione è da regolare nel caso specifico. EÊ presente
sul CATALOGO DELLÊARTE MODERNA (CAM) N° 49 Editoriale Giorgio Mondadori Pagg. 260 – 261 - SEZIONE
QUARTA PROPOSTE 2013/2014 Pag.40
Approfondimenti: http://www.carlomariagiudici.i e-mail : [email protected] - Pluriaccademico di
meritoAssociato: A.I.A.M. Accademia Internazionale Arte Moderna – Roma U.C.A.I. Unione Cattolici Artisti Italiani Sez.
MilanoCataloghi: http://www.aiam.it/valarte.G.htm - http://www.albaeditrice.com/CQ-2010-2011/GIUDICI.pdf http://www.comanducci.it - http://www.annuariocomed.it/giudici.htm - http://www.ilconvivio.org/galleria http://www.romart.it - http://www.premioceleste.it/artista-ita/idu:57099/
Contatti: Via Timavo, 11 23900 Lecco - LC - ITALY - Tel. 0341-251469 Cell. 347-0609101 - Studio Via Fiocchi Giulio,
7 23900Lecco –LC – ITALY
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Giudici Carlo Maria
Aiuola fiorita – cm 70X50 Olio e acrilico su tela 2014
AllÊimbrunire - cm 50X40 Acrilico su masonite 2014
Dervio – Lago di Como cm 50X40 Acrilico su
masonite 2014
Brianza – Lungo lÊAdda – cm 29,5X21 Acrilico
su cartone 2014
Laguna - cm 50X40 Acrilico su masonite 2014
Giusto Diana
Pittrice per vocazione oltre che per talento, Diana Giusto si è formata artisticamente allÊIstituto dÊArte di Monza,
ricevendo nel corso della sua carriera numerosi riconoscimenti oltre allÊattenzione di rinomati critici dÊarte: Vittorio
Sgarbi, Paolo Levi, Anna Francesca Biondolillo, Sandro Serradifalco, Salvatore Russo, Dino Marasà, Maria De
Michele, Maria Filomena Tetesi, Serena Carlino, Letizia Lanzarotti, Giuseppe Maci, Mariarosaria Belgiovine, Jean
Charles Spina, Barbara Righetti, Mara Ferloni, Aldo Maria Pero. ˚ presente in prestigiosi volumi, annuari e riviste
dÊarte moderna e contemporanea. Le sue opere sono state esposte in Italia e allÊestero in note gallerie dÊarte, in occasione di importanti esposizioni collettive e nel corso di alcuni grandi eventi artistici, tra cui la Biennale dÊArte di
Palermo e la Biennale della Creatività di Verona. Diana Giusto utilizza prevalentemente la tecnica della pittura a olio,
dedicandosi a tutti gli aspetti della pittura, dal paesaggio, al ritratto, al corpo umano, alla natura morta. Qualunque
sia il soggetto, la pittrice riesce sempre a renderlo con un suggestivo gioco di luci e ombre e con uno straordinario
realismo che trasforma ogni immagine in emozione, trascendendone la semplice apparenza.
Approfondimenti: Sito ufficiale dellÊartista - www.dianagiusto.com - email: [email protected]
Melograni e Tartufi Tecnica: Olio su tela
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Giusto Diana
Le Ninfee - Olio a spatola su tela
Nobile dimora nel Perigord Olio a spatola su tela
Papaveri solitari - Olio a spatola su tela
Musto Donato
Vive e lavora a Torino, fino dalla prima età manifesta una certa propensione per le arti figurative, partecipa ad
un primo corso di disegno base dove apprende le prime nozioni, successivamente la conoscenza con il prof.
Raffaele Nocerino, pittore e docente di discipline pittoriche presso il liceo artistico „Teatro Nuovo Torino‰ sarà
determinante per il suo sviluppo artistico, in quanto sviluppa attraverso un corso avanzato di disegno dove
apprende le principali tecniche di rappresentazione, sanguigna , crete colorate, pastelli, carboncino, punta
dÊargento, in un secondo tempo sviluppa le principali tecniche pittoriche, le preparazioni dei supporti,ed
approfondisce la tecnica dellÊacquerello e dellÊacrilico. Nel dicembre 2005 realizza la sua prima mostra personale dal titolo „La luce dellÊanima‰ presso lÊhotel Lancaster dove espone una serie di acquerelli dedicati
alle impressioni e alle luci di Venezia , nel giugno 2007 partecipa ad una mostra presso il comune di Albisola
Superiore (SV) dove realizza una serie di disegni per il suo centro storico, nel dicembre 2009 esegue la sua
seconda personale presso lÊhotel lancaster. Nel novembre 2010 partecipa ad un concorso indetto da Aci gallery dal titolo „ adotta un poeta‰, sempre nel 2010 partecipa alla IV edizione del concorso „Turin Live Festival
2010 „ indetto da „Il salotto letterario‰ ricevendo una „menzione speciale‰ per la sezione pittura, infine nel
dicembre 2010 ha partecipato ad un concorso indetto dallÊassociazione AD-ART ricevendo un Attestato di
merito artistico, a Gennaio 2011 ha partecipato ad una mostra dal Titolo „cinque artisti a confronto‰ organizzata da Piemonte Artistico culturale.Contemporaneamente collabora con Elena Frontero dove apprende la
tecnica dellÊincisione calcografica e in particolare la tecnica della punta secca, dellÊacquaforte e dellÊacquatinta. NellÊaprile 2011 partecipa alla mostra internazione Italia Arte 2011 a Villa Gualino, nel Giugno 2011 partecipa alla mostra „La Piazzetta 2011 „ presso il centro Artisti salernitani dove riceve al premio della Presidenza
2011, attualmente parteciperà ad una mostra di beneficenza „ I bimbi di betania „ in occasione del natale 2011
presso il Centro Artisti salernitani, in fine a dicembre mostra indetta dal Piemonte Artistico e culturale Mini
Mostra collettiva natale 2011. Nel gennaio 2012 partecipa allÊiniziativa „Diario Critico „ curata dal prof. Paolo
Levi nellÊambito di una iniziativa atta a promuovere i giovani artisti in Italia, con una recensione sulla rivista
„Effetto Arte‰ Nel Aprile 2012 partecipa ad una iniziativa, „Dialoghi dÊArte‰, curata dalla prof. Liliana Nobile
nella quale viene intervistato e con una recensione sulla rivista dÊarte EKNY. Nel Settembre 2012 partecipa
al III concorso Città di Savona risultando al 2° posto.ricevendo il premio della giuria di redazione.
Nel Ottobre 2013 partecipa ad un concorso dove risulta 3° ottenendo il premio dei galleristi presso lÊassociazione artistica AD-ART. Dal Dicembre 2013 fa parte del catalogo arte moderna Mondatori.
Nel Gennaio 2014 partecipa al concorso Arteficio Art protagonist 2014 presso la città di Treviso, ottenendo
una menzione speciale della giuria. A Febbraio 2014 presiede un workshop improntato sullÊacquerello presso il negozio di belle arti Bianco & Marzano. A ottobre 2014 vince il premio „Giovanni Paolo II‰ per la sezione pittura.
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Musto Donato
Cape Cod
I giardini di Ninfea
Musto Donato
Il bosco incantato
Cascata
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Musto Donato
Paesaggio n° 1
Paesaggio n°2
Pagliari Lia
Lia Pagliari è nata a Roccasecca (FR) terminati gli studi scientifici si trasferisce a Roma dove tutt'ora vive e
opera.Pittrice autodidatta,opera nell'ambito figurativo con varie tecniche: olio-tempera-sanguigna-pastello-acquarello
ed incisione. Ha partecipato a numerose rassegne ottenendo significativi riconoscimenti. Ha tenuto numerose mostre
personali,tra le quali : Galleria L'Etrusca, Palazzo delle Esposizioni, Studio D'Arte La Bottega del poeta, L'Agrifoglio,
Hotel Nuova Roma(Amatrice), Rinascente(Scala Albii), Le Salon Des Nations (Parigi), L'Agostiniana, Palazzo Valentini,
Galleria Canova. E' stata recensita,da giornali,riviste e cataloghi d'arte come:Noi Pubblicisti,La Scintilla del
sud,Diagramma,La Sera,Daily American,Paese Sera,IL Messaggero,Metrò,Roma c'è,Giallo club,Rome Daily, Il
Corriere Laziale, Nuova Impronta,Tribuna Express, Moda,La Sponda, Moda Flash,Boè,L'Elitè,Catalogo Unedi,Galleria
d'Arte Italiana Contemporanea,Avanguardie Artistiche,C.A.I.2010,Protagonisti dell'Arte 2014. Le sue opere si trovano in Italia-Libia-USA e Canada. Hanno scritto di lei: Boneschi,Prinzi,Giordano,De Marco, Ferloni,Corradini,Armeni
Severini,Levi,Marasà ecc.
Viottolo di campagna - tempera 30x40
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Pagliari Lia
Il convento: acquerello 30x44
Spiaggia di Pensacola - olio su tela 50x70
Tulipani - acquerello 25x35
Pagliari Lia
Mele verdi - acquerello 35x45
Magnolia del mio giardino - acquerello 35x45
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Pagliari Lia
Rose sulla panca - olio su tela 50x70
Cachi - acquerello 35x45
Petrangeli Ettore
Ettore Petrangeli conosce la passione per l'arte sin dall'adolescenza. Nato il 23 settembre 1942 a Rieti , da giovanissimo viene avviato all'arte tipografica maturando la sua esperienza nella composizione a mano nell'illustrazione,nella stampa aprendosi man mano alla pratica del disegno e della pittura : inizia con gli schizzi di soggetti
diversi a matita su carta proseguento con gli acquarelli e gli olii su tela. Autodidatta predilige il figurativo che gli
consente di esprimere il temperamento e la psicologia dei personaggi rafficurati. Celebri sono i suoi dipinti a
Girgenti il paese dove è cresciuto dove è stato ispirato dalla bellezza di una natura selvaggia e incontaminata.
Sempre a Girgenti si può ammirarare la Madonna con il Bambino nella parrocchia di S. Sisto, opera realizzata nell'anno 2000 in occasione del Giubileo . Varie sono le sue opere , molte di esse si ispirano all'arte sacra ed alcune
di esse si trovano nel Santuario della SS. Trinita di Vallececa presso il monastero di S.Filippa a borgo S.Pietro ed a
S, Maria della neve a Frasso Sabino. Anche la stampa locale attraverso il corriere diRieti con la pubblicazione di
un suo curriculum e diverse sue opere ha voluto premiare la partecipazione ad eventi e manifestazioni tra questi
la mostra Fiori di Campo2e la successiva donazione di opere per l'ospedale S. Camillo De Lellis. Ha partecipato
a numerose collettive e personali a Roma e nei maggiori comuni del Lazio e molte delle sue opere fanno parte di
varie collezzioni private. Le attuali sue quotazioni tra i 600 e 800 euro nel web romart e alternativa margutta....
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Petrangeli Ettore
Raineri Giovanni
Nato a Napoli , ha studiato a Roma conseguendo la laurea in Architettura Ha lavorato negli Stati Uniti presso lo
studio Brown and Daltas di Boston. Nello stesso periodo ha conseguito un Master in progettazione architettonica alla Harvard University. Tornato in Italia ha iniziato una collaborazione presso lo studio dellÊArch. Paolo
Portoghesi e successivamente con lÊArch. Massimiliano Fuksas. Ha esposto le sue opere pittoriche e fotografiche
a Cambridge (Massachusetts) e Boston. Attualmente lavora nel suo studio di Roma
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Raineri Gianni
Storto Ivana
EÊ nata nel 1938 in provincia di Venezia ed ora abita a Caserta. Fin da bambina disegnava con passione, poi negli
anni successivi ha lasciato questa sua passione per riprenderla una volta andata in pensione. Non ha fatto nessuna
scuola specifica dÊarte, ma ha seguito un corso di pittura presso una Associazione di persone della terza etaÊ della
sua cittaÊ attuale . Dipinge solo dal 2009 , ma eÊ scoppiata dentro di lei una passione irrefrenabile per colori e pennelli ed ha giaÊ dipinto circa 120 quadri, fra cui moltissimi ritratti e altri quadri di paesaggi, figure femminili e altro
con varie tecniche: pittura ad olio, acrilica, acquerelli e tempera con una frenesia eccessiva (forse ha incominciato troppo tardi a dipingere e vuole recuperare il tempo perduto)
QUOTAZIONI OPERE : Da 800 a 1000
Partecipazione a mostre e premi
Nel 2012 partecipa al XXIII° Concorso Nazionale LÊEcologia
Ambiente e Natura di Fisciano (Salerno) per la sezione
Pittura e vince il terzo premio ex aequo, con lÊopera „La
Palude‰. ( Motivazione: ìLa
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) - Nel maggio del 2014 partecipa alla Mostra Collettiva organizzato dallÊAss. Lynarty di
Lyna Lombardi „La Terra dei Fuochi‰ Il grido dellÊArte per la
Terra dei Fuochi tenutasi presso il Real Sito Belvedere di San
Leucio (Caserta) con lÊopera „Rovine‰ olio su tela 30x40 - Il
19 giugno 2014 partecipa alla II° Edizione Concorso di Pittura
Estemporanea „ARTE IN COLLINA‰ organizzata dall
ÊAssociazione Culturale „La Terra del Sole‰ e dal Comune di
Napoli – Sezione Arenella Vomero, con lÊopera „Vomero Via
Morghen‰ creato appunto in estemporanea nella stessa giornata - 7 settembre 2014 partecipa a „Spazio allÊArte‰ a Torre
Annunziata (Napoli), organizzata dallÊAssociazione Pandora
Centro Sociale Culturale Turistico e dal Comune di Torre
Annunziata, presentando diversi suoi quadri insieme ad altri
pittori nella Piazza Ernesto Cesaro di Torre Annunziata. A fine
anno 2014 ha giaÊ prenotato la sua partecipazione ad una
mostra collettiva di quadri che si terraÊ a San Pietroburgo
organizzata dall ÂAssociazione Internazionale dellÊArte coordinata da Arte Spoleto di Olga Okuneva., presentando due sue
opere „Eltz Castello in Germania‰ acrilico su tela 40x50 e „La
grotta‰ acrilico su tela 40x50.
Eltz castello in Germania - acrilico su tela
40x50 del 2014
Opera partecipante alla mostra collettiva di San
Pietroburgo a dicembre 2014
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Storto Ivana
La Palude - olio su tela 20x40 del 2011
Quadro aggiudicatosi il 3° premio ex aequo al XXIII° Concorso Nazionale „LÊecologia: Ambiente e Natura‰
di Fisciano (SA) nel 2012.
Rovine - olio su tela 30x40 del 2013.
Opera presente nella Mostra „La Terra dei Fuochi‰
a San Leucio di Caserta nel 2014.
La Grotta - acrilico su tela 40x50 del 2014
Opera partecipante alla mostra collettiva di San Pietroburgo a
dicembre 2014
Piazza Ferretto a Mestre - olio su cartoncino telato 50x70 del
2013
Storto Ivana
Casertavecchia - acrilico su tela 35x50 del 2014,
Punta Oncino a Torre Annunziata - acrilico su tela 30x40 del 2014
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Storto Ivana
Castel dellÊOvo Napoli – acrilico su tela 40x50 del 2014
Casolla due – acrilico su tela 30x40 del 2014
Zanelli Luciano
Nasce nel 1938 a Giuncugnano, nellÊalta Garfagnana, in provincia di Lucca. La terra dÊorigine accompagna il
Maestro per tutta la vita: emerge prepotentemente dai panorami campestri e montani dei suoi quadri, perché,
come si deduce anche dallÊaccento, non ha mai dimenticato quella terra racchiusa tra le Alpi Apuane e lÊAppennino
Tosco-Emiliano. A diciassette anni Zanelli lascia il paese natio per trasferirsi a Roma e intraprendere la carriera militare. Nel contempo frequenta numerosi corsi di pittura e dipinge a olio ed acrilico su tela e su carta cotonata.
Predilige raffigurare, con una pittura di getto, istintiva e suggerita dal cuore, paesaggi di campagna e montagna che
gli ricordano le sue origini, imprimendo nelle tele i colori e le emozioni della natura.
Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private; è presente in riviste ( „RomArt Gallery‰), in prestigiosi
annuari ( „Avanguardie Artistiche‰, „Acca‰ ) e cataloghi dÊArte Moderna e Contemporanea. In più il Maestro ha partecipato a diverse collettive: a Palazzo Barberini, al Museo di Porta San Paolo, alla Tornatora Art Gallery, alla
Galleria Bitta, alla Galleria SantÊAgata, a Palazzo Ferdinando di Savoia, a Villa Azad, alla Casa della Cultura Villa De
Sanctis con lÊAccademia Giuseppe Gioacchino Belli.Luciano Zanelli fa parte del „Movimento internazionale cento
e più artisti nel mondo‰. Nel 2010 i suoi quadri sono presenti alla Biennale di Rieti, allo Spoleto Festival Art e alla
Mostra Internazionale Itinerante Spoleto – Milano – Bruxelles. Nel 2011 ha pubblicato il libro „Ricordi di vita‰ a
cura della giornalista Anna Astrella direttore responsabile della rivista „RomArt Gallery‰, un catalogo raccontato
con più di cento opere realizzate in quarantÊanni trascorsi tra tele e pennelli che accompagnano dei brevi racconti
della sua attività professionale e artistica.
Panorama con papaveri - olio su tela cm. 50x60
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Zanelli Luciano
Primavera sul lago - olio su tela cm. 50x60
Collezione privata
Marina - olio su cartoncino telato cm. 24x30
Collezione privata
La neve - olio su tela cm. 60x80
Collezione privata
Figino Ambrogio
Annibale Carracci
Fede Galizia
Evaristo Baschenis
Canaletto
De Caro Baldassarre
Francesco Hayez
John Constable
William Turner
Giovanni Fattori
Silvestro Lega
Telemaco Signorini
Camille Corot
Édouard Manet
Paul Cezanne
Georges Braque
Pablo Picasso
Giorgio Morandi
Alia Amalia
Ardiri Nunzio
Bergando Denise
Borrello Giuseppe
Casarotto Tristano
De Haan Paul (Agostini Stefano)
Del Duca Vincenzo
Filippova Ludmilla
Giudici Carlo Maria
Giusto Diana
Musto Donato
Pagliari Lia
Petrangeli Ettore
Raineri Giovanni
Storto Ivana
Zanelli Luciano
ISBN978-88-909429-7-6
€25,00

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