Tra la Gente 13.07.2010 ed. x stampa - Solimena

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Tra la Gente 13.07.2010 ed. x stampa - Solimena
SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO
“SOLIMENA - DE LORENZO”
Nocera Inferiore (SA)
3
FONDI SOCIALI EUROPEI 2007/2013
ANNUALITA’ 2009
Con l’Europa
investiamo nel vostro futuro!
Tra la Gente 3
Anno Scolastico 2009/2010
La Rivista degli alunni della Scuola
“Solimena-DeLorenzo”
Nocera Inferiore (SA)
IN QUESTO NUMERO:
Pagina 3
Il Ricordo: Nino Cesarano
Pagina 4
L’Editoriale a cura del Dirigente
Pagina 5
PON - Annualità 2009/2010
Pagina 6 - 7
Giochi matematici
Allenamenti matematici . Bocconi
Pagina 8
Verba valent
Pagina 10 - 11
Bibliotecando - Festa del libro
Pagina 12-14
L’arte della lettura
Un dialogo sempre aperto
Pagina 16 - 17
Cronaca di un viaggio
straordinario
Pagina 18 - 19
Musica e Teatro a scuola
Pagina 22
PON - Annualità 2010/2011
Tra la Gente 3
Realizzazione - Progetto grafico
Impaginazione
ANNAMARIA BOVE
docente e giornalista
Tra la Gente 2
Rivista degli alunni
Finito di stampare nel mese di luglio 2010
Scuola Secondaria
da “LAdella
CHIOCCIOLA”
Nocera Inferiore (SA)
Solimena-De
Lorenzo
Ricordi di scuola
“Qualcuno mi ha svegliata: era mia madre. Con il respiro affannoso mi sono alzata. Il latte con i cereali era già pronto, ma non ce
l’ho fatta a fare colazione: ero troppo emozionata! Di corsa sono
salita in auto e, agitata, ho sperato di arrivare in orario. Nel cortile c’erano tantissimi ragazzi. Quando ci hanno chiamati, siamo
corsi dentro, dove ci attendeva la professoressa di matematica.
Ci siamo conosciuti e abbiamo eseguito poche addizioni. La professoressa d’italiano è arrivata poco dopo e ci ha accompagnati
lungo “ il giro turistico della scuola”: la nostra scuola non immaginavo fosse così grande, con tanti libri, computer e aule. La palestra è pulita ed è tenuta benissimo, cosa che in altre scuole non
accade. Appena arrivata la professoressa di inglese ha precisato
che ci avrebbe assegnato i compiti. “Bene - ho pensato - così alle
superiori saprò l’inglese benissimo!”.
Ludovica Villani I D
Insomma finalmente eccoci arrivati al sospirato primo giorno di
scuola! Tutti noi abbronzati ed un po’ più grandi; riecco anche i
professori, loro sempre uguali, gli stessi dello scorso anno … seppure manca qualcuno, che porteremo comunque nel cuore. Intanto
alcuni dei miei compagni mi prendono in giro, ridiamo insieme … Sì,
caro diario, sto imparando anche ad accettare lo scherzo senza
arrabbiarmi. Ne sto facendo di strada! Sarà che mi sento più legata ai miei compagni … sarà che la scuola è anche questo: imparare a … stare con gli altri. Ci aspetta un anno “tosto” ma ce la faremo tutti, basta impegnarci. Tutta questa carica di adrenalina mi
resta addosso per l’intero giorno e mi fa sentire desiderosa di
fare … poi penso: avrò tutta questa energia fino alla fine
dell’anno? Speriamo di sì.
Giulia Criscuolo II F
Il dieci settembre 2009 ha segnato l’inizio, per me e per gran
parte degli studenti nocerini, del nuovo anno scolastico. Sveglia
alle sette in punto e giù dal letto. Tutto era pronto già dalla sera
precedente: zaino e divisa scolastica, blu scuro …
Giunti a scuola, ci siamo trattenuti nel grande piazzale gremito di
ragazzi di ogni classe: c’erano anche quelli di prima, riconoscibili
perché erano accompagnati dalle loro mamme; ho pensato al mio
primo giorno di scuola alla “ Solimena”, quando varcai, timido e
impaurito, accompagnato dalla mia mamma, il cancello di quella che
sarebbe stata la mia scuola per tre anni.
Come sempre il dirigente scolastico, da buon padrone di casa, era
già all’ingresso a riceverci e, come sempre, il suo discorso mi ha
fatto sentire un soldato chiamato al dovere … Entrati in classe ci
siamo disposti nei banchi come volevamo e subito la professoressa
ci ha illustrato il programma del terzo anno. L’insegnante parlava
e io seduto, in venerando silenzio, pensavo che stava iniziando un
anno di grande impegno e serio lavoro.
Vincenzo Tortora III E
Nino Cesarano
Una vita, tante passioni: il giornalismo, lo sport, la scuola
IL
R
IC
OR
DO
Nello scorso mese di giugno si è concluso il percorso terreno del
caro Nino.
La sua scomparsa è una grave perdita per il mondo della scuola
in generale e per la “Solimena-De Lorenzo” in particolare, nonché per tutti coloro che l’hanno conosciuto e che ne hanno potuto apprezzare lo spessore e la vivacità culturale, l’instancabile
impegno di docente, l’entusiasmo del giornalista, la carica di umanità, la sensibilità e la signorilità dell’amico sincero e leale.
Uomo gentile ed elegante, ha vissuto l’amore per la scuola con
dedizione e competenza; mai un cedimento nella stanchezza, mai
un turbamento nella tristezza, ma sempre dignitoso e sorridente
anche nella sofferenza.
Nella nostra Scuola, nella quale, da Vicepreside e da docente, ha
dato il suo importante contributo, egli lascia il grande vuoto di
una collaborazione e di una partecipazione dialettica feconda e
un senso di sconforto tra gli alunni e il personale tutto.
Nino aveva una marcia in più. Il tono delle sue lezioni era sempre allegro e sapeva trasmettere agli studenti il grande entusiasmo che lo animava.
Ci ha lasciato un bellissimo ricordo e qualcosa di cui fare tesoro nella vita.
La sua preparazione culturale, il suo impegno di vero ed onesto intellettuale, il suo entusiasmo di
giornalista e di docente saranno un costante punto di riferimento per tutti noi, suoi grati compagni di viaggio.
Giuseppe Pannullo
A Marco, a Luca, i suoi figli, e alla moglie Maria Rosaria
Nino Cesarano il 19 giugno scorso ci ha lasciati, dopo una malattia che
non gli ha dato scampo e che lui ha combattuto con grande dignità. Nino,
Ninì, il professore, come veniva chiamato in ambito giornalistico, ha lasciato un grande vuoto nella scuola dove insegnava da anni, nello sport, nel
calcio, di cui era un fedele cronista. Discepolo di Giuseppe Di Florio, firma storica del giornalismo dell’Agro Nocerino Sarnese, Nino Cesarano ha
scritto per importanti testate come il Mattino, lo Sport Sud ed è stata una
voce radiofonica sportiva degli anni ’70 su Radio Diffusione Agro. Aveva
alle spalle una lunga esperienza nelle emittenti televisive, prima RTATeleagro, dove ho avuto il piacere di conoscerlo e di lavorare insieme in redazione. Un compagno di lavoro sorridente, amico di tutti e pronto a tendere una mano verso chi aveva bisogno di incoraggiamento
in una professione, come quella del giornalista, dove l’intraprendenza e una buona dose di coraggio
sono indispensabili. Nino ha collaborato con Quarto canale e poi successivamente con Telenuova, dove
ha partecipato come opinionista in diverse trasmissioni sportive, ma anche elettorali. Recentemente era
direttore generale della Paganese ed è stato addetto stampa della Salernitana e della Nocerina. La sua
vita da “prof.” nella Scuola “Solimena-De Lorenzo” dove insegnava da alcuni anni è stata intensa.
Un uomo colto, di grande cultura, che con maestria offriva agli allievi le sue lezioni andando al di là
della programmazione; egli amava arricchire i contenuti con curiosità, aneddoti per dare ai ragazzi
l’opportunità di comprendere meglio l’ argomento trattato.
Il nostro amico e collega Nino non c’è più, ma noi sapremo ricordarlo sempre, perché i suoi insegnamenti, la sua “filosofia di vita” continui nel ricordo delle generazioni future.
Annamaria Bove
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
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Editoriale
Una scuola aperta al rilancio e alla modernizzazione della cultura
Questo terzo numero del nostro giornalino,
“Tra la gente”, ha come principale obiettivo
la pubblicizzazione delle attività di formazione realizzate nella nostra scuola nell’ambito
del Piano Integrato per gli Interventi PONFSE 2007-2013.
L’Unione europea da anni sostiene le scuole
del sud per colmare il divario di apprendimento fra le diverse realtà didattiche dei vari
paesi. Con i FESR si implementano le dotazioni scientifico- tecnologiche. Con i fondi
FSE, invece, si cerca di corrispondere agli
obiettivi di Lisbona, ovvero promuovere il
successo scolastico e l’inclusione sociale, migliorare le conoscenze e le competenze dei
giovani e dei docenti.
Con questi fondi si può programmare di tutto: approfondimenti di Italiano e Matematica,
che, viste le basse competenze dei giovani
nelle rilevazioni internazionali (OCSE-PISATIMS), risultano utilissimi; corsi di aggiornamento per docenti, corsi di Inglese con certificazioni Trinity, corsi per l’uso dei Computer
con certificazioni IC3, corsi di latino, attività
per promuovere il successo scolastico e così
via. Tutte attività che, nel panorama della
Scuola italiana, assumono un ruolo prioritario
ed hanno una funzione centrale in un’ottica
di rilancio e modernizzazione.
I PON, infine, rappresentano uno strumento
efficace e validissimo per l’innovazione didattica.
La loro importanza è ribadita dal M.I.U.R.:
“essi non sono qualcosa di marginale o di
aggiuntivo, cioè di non essenziale. […] Si
deve operare perché i PON integrino il POF,
trasformino il tradizionale profilo culturale
ed operativo della didattica, intrecciando
curricolo e attività dei progetti. Il vecchio e il
nuovo non debbono semplicemente convivere l’uno accanto all’altro, ma debbono lavorare sinergicamente per esaltare le rispettive potenzialità”.
Attraverso questi finanziamenti la nostra
scuola ha voluto contribuire ad elevare il
livello di preparazione dei propri studenti
aiutandoli soprattutto a sviluppare autonomia di giudizio, capacità di orientamento e
strumenti per affrontare e risolvere problemi
del vivere quotidiano.
Tutte le attività realizzate quest’anno hanno
ottenuto
un
grande
successo
grazie
all’impegno, la passione e la competenza
degli esperti, dei tutor, del DSGA, del valutatore e del facilitatore e alla collaborazione
del personale ATA.
Un grazie di cuore a tutti.
Il Dirigente Scolastico
Giuseppe Pannullo
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Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
PON
FONDI SOCIALI EUROPEI 2007/2013 - ANNUALITA’ 2009
Con l’Europa investiamo nel vostro futuro!
Scuola e PON
per una sfida educativa
più incisiva
Obiettivo: C Migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei giovani
Azione: C 1 Interventi per lo sviluppo delle competenze chiave
Dopo un'attenta autoanalisi sui punti di forza e di debolezza
della scuola e, grazie agli ottimi riscontri rilevati durante
l'annualità 2008 sui diversi progetti attuati nell'ambito del
PON da parte degli alunni, la Scuola Solimena-De Lorenzo
ha deciso attuare per l’ anno scolastico 2009/2010 due corsi
di matematica, due di informatica, due di lingua inglese, tre
di latino e uno di scienze.
In particolare, si è deciso di tenere tali corsi riflettendo su alcune valutazioni non solo concernenti il nostro istituto ma riguardanti, in generale, il livello degli studenti italiani. Infatti, si ricorda che l'OCSEPISA con i suoi test ha messo in risalto la difficoltà degli studenti italiani nel dedicarsi alla matematica e alle scienze.
Inoltre, nella società odierna la conoscenza di un'ulteriore lingua è divenuta fondamentale, così come le competenze
digitali con la possibilità di rilasciare una certificazione riconosciuta come credito scolastico senza ulteriore aggravio
economico a carico delle famiglie. Inoltre dalle iscrizioni alle scuole superiori emerge che la maggioranza dei nostri
alunni si iscrive ai licei e quindi un approfondimento della lingua latina risulta indispensabile.
Corso di potenziamento di matematica per le
classi terze
Sulla strada
della matematica
Allenamenti matematici
Bocconiani in gioco
Corsi d’ Inglese per certificazione
Trinity grade III - IV
Corso sull'utilizzo del laboratorio
scientifico (FESR 2007) per gli alunni
delle classi prime
Starting communication 1
Starting communication 2
We can speak English well
Corsi di latino per gli alunni
delle classi II e III.
Corsi di informatica per certificazione IC3 (3 e 4 moduli)
Osservo, sperimento ed imparo
Computer...izzando
We...Brave....students
Simpaticamente declinando
Ad maiora semper
Verba valent
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
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Giochi matematici, i motivi della scelta
La gara: una metodologia alternativa nell’insegnamento della matematica
Sono tre anni che la nostra scuola
partecipa alle gare di matematica
organizzate dall’Università “Bocco
-ni” di Milano. Due sono gli appuntamenti fissi: a novembre i
“Giochi d’autunno” e a marzo le
semifinali dei “Campionati internazionali di giochi matematici”.
Varie considerazioni ci hanno spin
-to a percorrere questa nuova strada. Secondo gli esperti, se un Paese vuole crescere più rapidamente
deve investire maggiormente in
formazione e ricerca. Ed è soprattutto l’innovazione in campo matematico e scientifico che ha ricadute nel settore industriale e tecnologico. L’OCSE PISA, e noi concordiamo, considera la matematica, insieme alla lettura e alle scienze, una delle competenze indispensabili per svolgere un ruolo
consapevole e attivo nella società e
per continuare ad apprendere in
modo autonomo per tutta la vita.
Tanto è vero che l’attenzione delle
indagini PISA è rivolta non tanto
alla padronanza dei contenuti, bensì a come i giovani utilizzano capacità e conoscenze nella vita reale.
Tuttavia, la matematica viene spesso considerata una materia arida,
complicata, scarsamente collegata
alla vita reale, per pochi eletti.
Tante persone, non molto abili con
i numeri, si giustificano dicendo di
non essere portate per questa materia. Ma, far di conto o risolvere un
piccolo problema quotidiano non
richiede, particolari capacità. Nelle
prove di matematica di PISA 2003
e 2006 il campione di studenti italiani si è collocato al di sotto della
media OCSE; in altre parole, i
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quindicenni italiani, ovvero i giovani prossimi alla fine della scuola
dell’obbligo, non rivelano competenze adeguate. La matematica che
si studia a scuola frequentemente
si riduce a una rigorosa trattazione
teorica di proprietà, regole, formule, procedimenti logico-deduttivi,
seguita da esercizi di applicazione
di quanto appreso.
Indubbiamente questa disciplina
non può prescindere dai suoi metodi specifici, ma spesso si rischia di
trascurare il suo valore pratico,
essenziale per esprimere e sintetizzare situazioni reali.
Lo staff dei docenti di matematica
del nostro istituto, fin dall’inizio, si
è trovato d’accordo nello sperimentare i giochi e tracciare le linee
guida di una strategia didattica
diversa, inusuale. I giochi propon
-gono, in forma più gradita agli
allievi, appunto quella ludica, situazioni reali, rompicapi, stranezze, quesiti logico-matematici, la
cui soluzione non è immediata, ma
richiede competenze che non rimangono confinate nell’ambito
matematico. Per questo, forse, sono più stimolanti e più piacevoli
per gli allievi.
Se un Paese vuole
crescere più rapidamente
deve investire nella
formazione e ricerca.
Crediamo che il progetto stia avendo un certo successo. Ricordiamo
che il primo anno, nel 2008, la
scuola si è qualificata con un allievo alle finali milanesi dei Campionati Internazionali. L’anno successivo ben quattro studenti sono
arrivati a Milano e quest’anno, alla
terza esperienza, addirittura cinque
sono stati i finalisti che qui ricordiamo: Petraglia Anna, Pupolo Gerardo, Pannullo Marco, Torre Luca
e Torre Lucia. A onor del merito,
siamo sempre più convinte che
quella intrapresa sia una buona
strada perché le gare costituiscono
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
un valido strumento di formazione,
una metodologia alternativa
nell’insegnamento della matematica che può raccogliere più consensi da parte degli studenti. La scuola, inoltre, aprendosi ad altre istituzioni operanti in campo scientifico,
confronta le competenze acquisite
dai suoi allievi con le richieste del
mondo esterno e può apportare
alla sua offerta formativa i correttivi più idonei per meglio rispondere
alle esigenze della società.
Maria Rosaria Torre
Luisa Russo
Cronaca
Allenamenti matematici
Non solo numeri
di un viaggio
destinazione Bocconi … Milano!
Nocera Inferiore, 15 maggio 2010, ore 6,30: l’avventura ha inizio. Protagonisti noi i cinque
alunni della Scuola “Solimena - De Lorenzo”: Anna Petraglia, Gerardo Puopolo, Luca Torre, Lucia Torre e Marco Pannullo, accompagnati dall’intrepida professoressa Maria Rosaria
Torre. Partiamo sotto una fitta pioggia diretti all’aeroporto di Napoli.
Dubito che qualcuno sia riuscito a dormire. Stiamo per vivere un’ esperienza emozionante:
prendere parte alla finale dei Campionati Internazionali di matematica, a Milano. Per quasi
tutti è anche il primo volo. Troppo, in un solo giorno. Il decollo è previsto alle 9,00, ma, a
causa di un inconveniente tecnico, l’aereo parte due ore dopo. L’attesa si rivela utile per
riflettere sulla prova che affronteremo. Mille domande si affollano nella mente: davvero
stiamo andando alla famosa Università “Bocconi”? Davvero gareggeremo contro centinaia
di ragazzi provenienti da ogni parte d’Italia? Avremo qualche possibilità di vincere? Conquisteremo almeno una buona posizione in graduatoria? E se invece non risolviamo neanche uno dei quesiti proposti, faremo fare una pessima figura ai professori, alla scuola, al
comune, alla provincia, alla regione e a tutto il Sud? E se sveniamo prima ancora di iniziare
la prova? E se l’aereo non arriva in tempo? E se sbagliamo aereo e ci ritroveremo in Marocco? D’accordo, esagero, ma non si può neanche immaginare la paura e l’ansia che ci
attanaglia. No, forse qualcuno è totalmente tranquillo. Io, però, sono talmente agitata che
non mi accorgo neanche del passare delle ore e, quando è il momento, salgo sull’aereo come in trance, spinta dai miei compagni di viaggio e dalla professoressa. Alla fine ripeto a
me stessa che in qualunque modo vada, l’importante sarà partecipare. Essere a Milano è già
un risultato! Tuttavia, l’ansia cresce ancor di più quando finalmente arriviamo a Milano. Ci
dividiamo in due taxi che ci dovrebbero portare in tempo alla Bocconi. Ma non abbiamo
fatto i conti con il traffico. Bloccata tra automobili, tram e motorini di questa frenetica città,
mi convinco che non arriveremo per le 14,00, orario previsto per l’ingresso nelle aule.
Guardo l’orologio in continuazione. 13,30. Che traffico! Farei prima ad andare a piedi.
13,40. Non ce la faremo mai! 13,45. Siamo arrivati, ma dove sono gli altri? E perché non
rispondono al telefono? 13,50. Finalmente li vediamo arrivare. Forse il taxista si è smarrito? Entriamo nell’edificio n°5 dell’Università quando mancano ormai solo cinque minuti
all’ingresso. Facendomi spazio tra ragazzi, genitori e docenti, arrivo senza fiato all’aula 29.
Entro timorosa. Mi consegnano una cartellina contenente l’indicazione del posto a sedere.
Grande, questa cartellina di plastica azzurra! Contiene vari fogli illustrativi sull’Università,
l’attestato di partecipazione, una maglietta e una penna riportanti il logo della Bocconi. Ore
14,30. La prova ha inizio. Da questo momento abbiamo 90 minuti di tempo. Le mani mi
tremano mentre giro la pagina per iniziare. Non riesco a smettere di aprire e chiudere la
penna a scatto. Guardo gli altri partecipanti: quanti ostacoli da superare per arrivare alla
meta! Nonostante cerchi di concentrarmi, non ci riesco. Tutto attira la mia attenzione, tranne i quesiti: la scritta “Buon lavoro” sulla lavagna, la fantasiosa camicia della professoressa, gli occhiali tondi del suo collega, gli occhi azzurri del mio vicino di banco. Scuoto la
testa più volte, chiudo gli occhi per due minuti e, concentrandomi, mi dedico agli esercizi.
Risolvo i primi con estrema facilità, ma ammetto di non comprendere affatto l’ultimo.
Guardo di continuo l’enorme orologio bianco appeso al muro che sembra urli: “Manca poco!”. Al cinquantatreesimo minuto, salutando i docenti e finalmente calma, varco la soglia
dell’aula semicircolare e mi dirigo di corsa verso le scale. Saltellando spensierata sui gradini, già penso di vincere, credendo di aver svolto un lavoro eccellente. Ma, giunta al piano
sottostante, una ventata di aria fresca mi riporta con i piedi per terra. Che freddo! Ma dov’è
il giubbino? Ritorno sui miei passi e rossa di vergogna, chiedo il permesso di rientrare in
aula per prendere la mia giacca. Arrivata al piano terra, ansiosa di rivedere volti amici, affido alla sorte la direzione da prendere e mi ritrovo davanti a un portone bianco. Lo spingo
ma faccio suonare vari allarmi antifurto. Sono costretta a darmela a gambe per non fare
un’altra figuraccia. Dopo vari tentativi, giungo, alla fine, all’esterno di quest’edificio infernale. Lasciata la Bocconi alle spalle sono quasi tornata alla normalità. Mi ci vuole solo uno
spuntino, come a tutti del resto. Consumata una squisita piadina, ci concediamo una passeggiata per Milano. Ammiriamo il Duomo, la Galleria, La Scala. Gli edifici antichi mi hanno
sempre affascinata. Mi piacerebbe vivere a Milano. Se solo non ci fosse quest’orribile odore di smog! Verso le diciassette la professoressa Torre rintraccia un taxi che ci porta in
aeroporto per il viaggio di ritorno e, sorpresa, scopriamo che il taxista è di Agropoli. Quando si dice il caso!
Anna Petraglia II C (sede De Lorenzo)
Un'avventura non è soltanto imbattersi in un caso strano o pericoloso, è
qualcosa di più: è vivere una storia, è
provare emozioni, è tessere la trama
di un ricordo piacevole.
Il corso “ALLENAMENTI DI MATEMATICA” è stato una piccola avventura, non solo un'attività utile per potenziare le nostre capacità. Il professore Vincenzo Siani, il nostro esperto,
ha saputo rendere le lezioni interessanti e piacevoli, con le sue spiegazioni
chiare ed esaurienti. E' stata una bella esperienza anche perché abbiamo
conosciuto tanti compagni provenienti
dalle varie classi con i quali abbiamo
stretto nuove amicizie. Così le ore
sono trascorse in fretta.
Durante le lezioni abbiamo esercitato
le nostre capacità logiche, alcuni con
qualche difficoltà, altri meno. Ma alla
fine, tutti siamo riusciti ad avere un
bel “rapporto” con la matematica. Abbiamo commentato e ragionato intorno
ad ogni argomento studiato. Ci siamo
divertiti ad eseguire gli esercizi che
richiedevano la massima concentrazione, riuscendo a trovare la soluzione
dopo mille prove e tentativi, senza
darci mai per vinti. Pensiamo, infatti,
che il corso di matematica non ci abbia
trasmesso solo insegnamenti specifici
della disciplina, ma ci abbia anche aiutati ad essere determinati nel voler
superare ogni tipo di ostacoli.
Questo corso ci ha consentito di partecipare, a Roccapiemonte, alle semifinali dei Campionati internazionali di
giochi matematici, dove molta alta è
stata la tensione e la paura di non essere all'altezza. Tuttavia, grazie agli
allenamenti, ognuno ha fatto del suo
meglio. Tu che stai leggendo forse non
sai che ben due alunni del nostro corso
sono stati ammessi alle finali dei Campionati che si sono svolte all'Università Bocconi di Milano! Non è poco, vero? Adesso speriamo solo di ritrovarci
ancora una volta insieme per ripetere
questa esperienza. La prossima volta
potremmo essere noi a rappresentare
la scuola nell'ateneo milanese.
Valentina D'Auria
Alessio Cuccurullo
II D
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
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Verba valent
La conoscenza del passato per avere una marcia in più
Il latino: una lingua morta, inutile, sorpassata?
Non si direbbe, vista la
nutrita partecipazione al
progetto “Verba valent”,
programmato nell'ambito
delle attività del PON
(Programma Operativo
Nazionale) per lo sviluppo delle competenze: ben 38
alunni delle terze classi della scuola “Solimena - De Lorenzo”, più numerosi di quelli iscritti ai laboratori più
moderni e accattivanti di matematica, inglese e informatica. Un bisogno di umanesimo in questa società altamente tecnologica? Un'esigenza di tornare alle radici
della nostra cultura? La necessità di riaffermare la propria identità nell'era della globalizzazione? La sapienza
antica, che attraverso il canale della lingua arriva fino a
noi ad abbeverare le nostre menti assetate di verità e a
fecondare i nostri cuori inariditi dall'egemonia tecnologica, esercita un fascino che i ragazzi inconsapevolmente
avvertono. Sentono che la lingua latina è la via maestra
che li inoltrerà in un mondo ricco di inestimabili tesori di
sapere e di umanità, tesori che essi hanno cominciato a
intravedere attraverso vari riferimenti alla civiltà classica
fatti durante l'attività scolastica, sia curricolare sia pomeridiana. I ragazzi hanno capito che la conoscenza del
passato non li porta indietro, non li estrania dal mondo
contemporaneo, ma offre loro una marcia in più per inserirsi nella società tecnologica e globalizzata più consapevolmente e per poterla governare e dominare. Non si
spiegherebbe altrimenti la partecipazione attiva e costruttiva dei ragazzi, che hanno seguito il corso di trenta ore
(da dicembre ad aprile) con regolarità e hanno gareggiato
per primeggiare e per acquisire adeguate competenze
linguistiche. Il loro impegno è stato coronato da successo: tutti hanno conseguito risultati positivi, in molti casi
apprezzabili. Non solo: lo studio del latino, una lingua
chiara, precisa, razionale, ha richiesto una ginnastica
mentale particolare, ha fatto acquisire ai ragazzi una
“forma mentis” ben definita ossia l'abitudine alla concretezza, all'ordine, alla precisione, qualità indispensabili
per riuscire negli studi e nella vita.
Liliana Gaetano
Oltre la scuola … la riflessione, il raccoglimento, la condivisione
Il precetto pasquale: la celebrazione della solidarietà
Anche quest'anno la solidarietà ha scritto una bella pagina nella storia della Scuola secondaria di 1° grado “SolimenaDe Lorenzo”.
I due bambini dell'India, adottati dalla nostra comunità scolastica, con le loro letterine che arrivano puntualmente a
Natale e a Pasqua, ci mettono al corrente dei loro progressi scolastici e tacitamente sollecitano il nostro aiuto per continuare il percorso formativo che farà di loro, un domani, persone libere e responsabili. Come tirarsi indietro? Ancora
una volta, pertanto, la macchina della solidarietà si è messa in moto e noi alunni abbiamo raccolto la somma necessaria per rinnovare l'adozione a distanza e per contribuire a finanziare un progetto di alfabetizzazione per bambini abbandonati della Repubblica Democratica del Congo (pagamento delle rette scolastiche e del materiale didattico).
Questa iniziativa di solidarietà ha trovato la sua espressione liturgica nella celebrazione del precetto pasquale il mercoledì della settimana santa: un appuntamento gioioso con il quale, ogni anno, docenti e alunni vogliono testimoniare
la propria fede nel Cristo Risorto e la carità verso i poveri e i diseredati. Dato il rilevante numero di alunni, il precetto
si è svolto in due momenti: la prima celebrazione è stata presieduta da don Ciro Galisi, parroco di Santa Maria del
Presepe, il quale ha ricordato il rapporto di collaborazione che da tanti anni lega la comunità scolastica a quella ecclesiale nell'opera di formazione dei ragazzi; la seconda celebrazione è stata presieduta da padre Luigi, un francescano
del convento di Sant'Andrea, che nell'omelia ha sottolineato che Gesù è l'amico che tutti desiderano, leale, paziente,
sempre pronto al perdono, un amico che non ci tradirà né ci abbandonerà mai.
I doni portati da alcuni alunni in processione offertoriale all'altare sono stati il segno della disponibilità dei ragazzi a
condividere i beni materiali (simboleggiati dagli alimenti), i beni intellettuali (simboleggiati dalla somma raccolta per
le adozioni e per il progetto di alfabetizzazione) e i beni spirituali (espressi dalla preghiera corale elevata a Dio perché
il suo amore abbracci tutti gli uomini della Terra).
La partecipazione alla funzione è stata molto sentita e al termine della messa il Dirigente Scolastico, prof. Giuseppe
Pannullo, ha espresso il suo compiacimento per la serietà e la compostezza dimostrata dagli alunni e per la generosità
con cui ancora una volta essi hanno aderito a questa iniziativa di solidarietà promossa dalla Suola, rinnovando la loro
fiducia e il loro sostegno all'OPAM, organizzazione non governativa di promozione dell'alfabetizzazione nel mondo.
Classe III B
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Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
us ease by making a lots of jokes and
asking to talk about us.
Some of us chose to write a topic
about a famous star like Michael Jackson, Daniel Radcliffe or about our
parents like cousins and grandparents.
At the end of the exams, the examiner,
a nice old lady from London, was very
happy about our topics, all different
and interesting. She was very satisfied
about our topic and ur pronunciation.
This English course was a fantastic
experience
for
our
language
growth.Thanks to our school Solimena
– De Lorenzo.
Gerardo Fornaro and
Viviana Esposito II B
The boys, who want improve their
English knowledge, can partecipate at
English courses in collaboration with
mothertongue. Infact, they came from
cities like London, Canada and other
places.
Last year all the students started the
courses in April. Every Wednesday
we and our friends went to our school
and we stayed there for three hours,
with a small break of ten minutes at
five o’clock.
During the lessons, we always did a
lots of exercise with our partner for
improve our English pronunciation.
Our teacher, Mrs Cleopatra was fantastic because she usually tried to put
Informatica a scuola: corsi IC 3
Corsi PON di informatica per la certificazione IC3
a tre esami e a quattro esami sono stati svolti nel
corso dell’anno scolastico 2009/2010. Hanno partecipato a questi corsi gli allievi delle classi seconde e
delle classi terze. La certificazione IC3 consiste in
un corso, tenuto da esperti in informatica e tutor
con competenze nel settore informatico, al termine
del quale vengono sostenuti tre esami o quattro esami. Solo dopo aver superato tutti gli esami si ottiene la certificazione, cioè un attestato valido per i
crediti formativi scolastici, universitari e per concorsi. Il corso IC 3 a tre esami è stato condotto dal
professore Franco D’Angelo in qualità di esperto e
la professoressa Patrizia Cosenza in qualità di tutor,
mentre il corso IC3 a quattro esami ha visto il professore Pasquale De Vivo come esperto e il professore Carmine Giordano come tutor.
Entrambi i corsi sono stati frequentati con assiduità,
impegno, partecipazione e tutti gli allievi sono stati
coinvolti in diverse attività pratiche in un’ottica di
cooperazione (cooperative learning) per raggiungere gli obiettivi prefissati, cioè garantire a tutti i par-
tecipanti un buon livello di conoscenza delle
applicazioni, tale da
permettere loro di saper
utilizzare il pc in attività didattiche future e
non solo come oggetto
ludico.
I ragazzi delle classi
seconde per problemi organizzativi hanno seguito il
corso in un orario particolare, cioè subito dopo
l’attività didattica, alle 14.00, dopo aver consumato
uno spuntino con l’insegnante tutor. Quello che
poteva sembrare un disagio si è invece rivelato positivo: i ragazzi hanno avuto la possibilità di usare
quello spacco orario per mangiare insieme, socializzare, divenendo così un momento di aggregazione,
tanto che per l’anno scolastico 2010/2011 tutte le
attività pomeridiane inizieranno alle ore 14.00.
Patrizia Cosenza
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
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BIBLIOTECANDO
A proposito di passione ...
L’amore per la lettura è una
passione e, come qualunque
passione, se infiamma il cuore,
diventa una dolce abitudine di
cui non si può fare più a meno.
La nostra scuola vuole porsi in
questa direzione da anni: presentare il libro non come un
obbligo, cioè non soltanto un
mezzo utile a migliorare
nell’espressione parlata e
scritta, ma anche e soprattutto uno svago, un piacere che,
se travolge, non ci lascia più. E
sono assicurati: viaggi fantastici, avventure, difficoltà
superabili, sane risate …
Ce n’è per tutti i gusti! Questo anche grazie a donazioni
varie, nonché i vari acquisti,
molti dei quali suggeriti dagli
stessi ragazzi; il numero dei
libri che annovera a tutt’oggi
la biblioteca è di circa 3000
volumi. Anche quest’anno, quin
-di, secondo una buona consuetudine consolidata da tempo, seguendo le lezioni di esperti del settore, da Roberto
Denti e Daniel Pennac (chi non
ricorda il suo famoso decalogo
sui diritti del lettore?) si è
10
attuato il prestito per tutte
le classi nelle ore mattutine:
periodicamente ciascuna classe è stata ricevuta in biblioteca, così che ogni alunno della
scuola ha avuto la possibilità
di scegliere il “suo” libro ogni
due mesi. Individualmente,
poi, due volte a settimana la
biblioteca ha osservato anche
un orario pomeridiano di ricevimento individuale e facoltativo, sia perché i ritmi del piacere possono far “divorare” un
libro e necessitare di scadenze ravvicinate, sia perché so-
prattutto all’inizio, si può sbagliare scelta ed è necessario
correre a cambiare un libro,
non senza prima averne lette
almeno trenta pagine. E sì,
perché se un libro non piace è
inutile ostinarsi a leggerlo:
diventerà un mattone! O peggio, situazione più comune, si
tengono ad appassire su di uno
scaffale nella propria cameretta e si dimenticheranno lì
per mesi. In Marzo, poiché
ogni lavoro ha bisogno di arricchirsi oltre che con l’esperienza con l’aggiornamento, la
partecipazione alla fiera del
libro per ragazzi a Bologna,
finanziata dalla scuola, è stata
una valida occasione ed ha dato numerosi spunti; l’importante appuntamento per librai,
editori, autori e bibliotecari
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
ha illustrato novità, appuntamenti ed iniziative più svariate nel settore narrativa per
l’infanzia ed adolescenza.
I concorsi nazionali a cui abbiamo partecipato quest’anno
sono stati: “Fahrenheit 450” e
“Giralibro”, 135 le recensioni
per il primo e 128 gli elaborati
sui ricordi importanti in merito alla lettura per il Giralibro;
i vincitori decretati dalla giuria di Bologna: Claudia Battipaglia di I B e Domenico Pessolano di I A. Per i vari concorsi interni occorrerà aspettare le premiazioni. Con la
consapevolezza della responsabilità di “trattare” con ragazzi di una fascia d’età per
cui diventa importante il rapporto affettivo con “la pagina”, l’attenzione di tutte le in
-segnanti di lettere è rivolta
alla promozione alla lettura,
con l’incoraggiamento a parte
-cipare ai concorsi, gare e tut
-to quanto possa avvicinare ed
incantare i nostri piccoli lettori. Per quanto realizzato
molta soddisfazione si registra, anche se molto lunga an-
cora è la strada e tanti ancora
i ragazzetti riluttanti. A loro
un messaggio: non arrendiamoci! Proviamoci insieme ancora!
Siamo tutti dei potenziali bravi lettori! Impariamo a scegliere!
Silvana Rispoli
referente della biblioteca “Solimena”
UN’ UTILE ESPERIENZA LUDICA
Venerdì 23 aprile 2010, nell’Aula
Magna della Scuola Media Statale
Solimena-De Lorenzo, si è tenuta
la manifestazione di fine corso
“Lettori - scrittori in gioco” in concomitanza della Giornata Mondiale
del Libro. Padrino della manifestazione è stato il dottor Alfredo Salucci che, come ogni anno, ha accettato con piacere l’invito del
Preside Giuseppe Pannullo e della
docente di lettere Luigia Cuomo.
Il progetto ha come obiettivo quello di fare appassionare i discenti
alla lettura per poi, in seguito all’
analisi e alla comprensione del
contenuto e della struttura di testi
letti, far nascere racconti attraverso
il lavoro di squadra. Il laboratorio
di lettura e scrittura creativa è stato
frequentato da 20 allievi che, divisi
in tre gruppi, dopo la prima fase di
lettura di alcuni racconti, sui quali
sono state svolte animazioni e
giochi di squadra, preparati dagli
stessi alunni, hanno dato seguito
alla fase di scrittura. Gli allievi,
divisi in nuovi gruppi di lavoro,
hanno condiviso un tema intorno al
quale hanno preso vita i racconti.
I messaggi delle storie prodotte
sono stati diversi, ma tutti nati da
forti e attuali problematiche sociali
ed hanno avuto per scenario la
scuola. Il racconto “ Difficile adolescenza” ha avuto per protagonista un ragazzo invalido oggetto di
atti di bullismo il quale, grazie all’
intervento della famiglia e della
scuola, ha ripreso a sorridere e a
fidarsi degli altri. La storia “Avventura nel passato” racconta
l’avventura di tre adolescenti catapultati in un’altra epoca dove la
natura è selvaggia, incontaminata
ma spaventosa. I protagonisti riusciranno, grazie al loro coraggio e
alla loro intelligenza, a venir fuori
sani e salvi da quella paurosa realtà. Il terzo racconto ha per protagonista un’adolescente costretta a
crescere in fretta a causa di seri
problemi familiari. Grazie alla
sensibilità dell’ insegnante di lettere e all’interessamento del Preside
ritroverà il sorriso e la serenità.
Al termine della lettura dei racconti gli alunni sono stati premiati dal
padrino della manifestazione, che
ha espresso giudizi positivi e gratificanti sul lavoro svolto, con dei
libri per ragazzi che sono stati molto apprezzati anche perché la scelta fatta dalla docente ha risposto
agli interessi dei singoli alunni.
Possiamo con soddisfazione dire,
alla fine del percorso, di aver raggiunto gli obiettivi del corso: apprezzare il testo scritto, la qual
cosa ci avvicina maggiormente alla
lettura, inventare e scrivere racconti.
E’ stata un’avventura unica ed
entusiasmante, valida e formativa.
Gli allievi del laboratorio
Lettori/scrittori in gioco
animato dalla prof.ssa
Luigia Cuomo
Straziami ma di libri saziami
Questo lo slogan della festa
internazionale del libro del 23
Aprile 2010.
L’iniziativa rappresenta l’esempio di come sia importante partecipare, aggiornarsi per poter
poi affiancarsi ad iniziative
nazionali e renderle nostre:
l’idea, infatti, è stata maturata alla fiera di Bologna
dove si è venuti in contatto col gruppo che sponsorizzava l’iniziativa. Approvata da colleghi e dirigente, si è
pensato di “festeggiare” la festa del libro coinvolgendo i
ragazzi in due momenti contemporanei: uno in aula magna, laddove si sono tenute le premiazioni dei partecipanti ai corsi di scrittura creativa animati dalle professoresse Cuomo e Realfonso, con attestati e premiazioni,
l’altro in biblioteca organizzato dalla bibliotecaria, la
sottoscritta. In una sorta di sfida tra le prime, le seconde e le terze, un alunno di ciascuna classe presentava il libro in modo quanto più appassionante ai compagni,
regalandone poi anche una pagina di lettura: il migliore
ha portato a casa un libro. Per le prime ha vinto
Giulia Granato I C, per le seconde
Salvatore Sabatino II D, per le terze
Teresa Torre III B. A presenziare la
grande festa con addobbi di palloncini colorati e striscioni vari il dott.
Alfredo Salucci, scrittore per passione e presidente del Rotary club,
che ha apprezzato quanto si fa per la
lettura, si è intrattenuto con i ragazzi ed infine ha lasciato in regalo una
targa alla scuola. E’ stato un successo
“sudato” ma un bel successo a detta di tutti noi, alunni,
genitori, insegnanti e preside siamo stati soddisfatti
della riuscita. Che dire ancora? L’anno
2010/2011 sarà più bello sicuramente: non
anticipiamo niente per scaramanzia e per
non togliere la dovuta suspance, ma ci daremo appuntamento in seguito per le premiazioni e le novità. Concludo augurando a
tutti voi: che la passione vi colga sempre!
Ehi! ragazzi, aspetto come sempre titoli
nuovi di zecca !
Silvana Rispoli
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
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L’ARTE DELLA LETTURA
Sono trascorsi dodici anni da quando per la prima volta proposi al
Dirigente di realizzare un corso di
“Animazione alla lettura e scrittura creativa”. In questi lunghi anni
ho registrato la partecipazione entusiasta di tanti ragazzi che hanno
imparato a guardare al libro in
modo diverso, come un amico da
cui ricevere risposte o consigli, che
rende maggiormente consapevoli
dei propri desideri ed emozioni.
Nell’organizzazione del corso sono
partita dalla consapevolezza del
rapporto dialettico tra scrittura –
lettura, scrittura - vissuto di ognuno di noi: quando noi leggiamo il
piano strutturato da uno scrittore,
ci alleniamo anche a progettare
meglio la nostra scrittura e, quando
scriviamo, ci alleniamo a strutturare un piano e conseguentemente ad
entrare più agevolmente nel progetto di scritti prodotti da altri.
L’esercizio della scrittura è però
fondamentale non solo per comprendere gli scritti di altri ma anche
per un altro motivo: costringe a
organizzare le informazioni, le esperienze, le emozioni, favorendo
la consapevolezza critica di ciò che
si fa e la stessa attrezzatura cogniti-
12
va. In sintesi, insegnare ai ragazzi a
pensare e descrivere il mondo linguisticamente significa insegnare
loro anche a dare ordine al proprio
vissuto. Il corso di quest’anno ha
visto la partecipazione di quindici
ragazzi delle classi prime e, anche
se si tratta di un’iniziativa molto
impegnativa e certamente faticosa,
ho continuato quest’attività per una
serie di motivi: perché “insegnare a
leggere e scrivere” resta ancora il
compito primario della scuola; in
secondo luogo, perché sono sempre
più convinta del fatto che i ragazzi
sono una fonte inesauribile di
“creatività” che, solo se ben indirizzata e governata, può essere messa a
disposizione della società; infine,
anche se può sembrarvi banale, perché per i ragazzi - è molto più produttivo passare del tempo a leggere
e scrivere, specialmente se questo
tempo viene sottratto alla televisione, oppure alla play station.
Il percorso di lettura e scrittura è
stato coerente con quello che i ragazzi imparano di mattina, infatti,
trattandosi di classi prime, ho lavorato sulla fiaba.
Durante il corso ho utilizzato strategie diverse puntando anche sullo
sviluppo di capacità cooperative,
infatti, sia le animazioni svolte sia la
scrittura ha visto lavorare i ragazzi
in gruppi.
Durante il corso ho cercato di far
vivere la lettura come emozione
immediata e di operare in modo che
i ragazzi diventassero essi stessi
autori.
Alla fine del corso i ragazzi hanno
sorteggiato luoghi e personaggi dal
libro letto ed è successo come diceva Gianni Rodari che: “Quando due
parole personaggio vengono a contatto, il loro incontro
provocherà una scintilla e nascerà una
storia”. Proprio così
sono nate le storie dei
ragazzi!
I racconti sono stati
giudicati da una giuria
composta dai ragazzi
di tutte le classi della
scuola in modo che la
manifestazione diventasse un patrimonio di
tutta la scuola da cui
nessuno si doveva
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
sentire escluso.
La manifestazione finale si è svolta il
23 aprile, proclamato dall’UNESCO
“Giornata Mondiale del Libro e dei
Diritti d’Autore” in omaggio a tre fra
i più grandi autori di tutti i tempi che
si spensero proprio in quel giorno del
lontano 1616: William Shakespeare,
Miguel de Cervantes e Garcilaso de
la Vega soprannominato El INCA
per le sue origini peruviane. Tra le
quattro storie è risultata vincitrice
“La prima ti fa bella, la seconda ti
colora, la terza ti innamora” di Albano Gianluca, Apicella Giosuè, Pasquini David, Senatore Gaetana della I Ad e Ruggiero Roberto della I
G. La gara di animazione ha visto
vincitore il gruppo D composto da
Copertino Matteo, Coppola Carmine,
Petrosino Alessio e Spiniello Pasqualina della I A. Alla manifestazione è
intervenuto il dottor Salucci che ha
premiato i ragazzi e si è complimentato con loro per l’impegno profuso e
l’originalità dei racconti scritti.
Elena Realfonso
Referente della biblioteca “De Lorenzo”
e del corso di animazione
alla lettura e scrittura creativa
Alla sede De Lorenzo la Biblioteca si rinnova nell’estetica. Nuovi libri sui scaffali: ampia scelta per gli alunni.
Quest’anno, a noi ragazzi della
sede De Lorenzo, è stata riservata una bella e piacevole sorpresa.
Quando abbiamo ricominciato a
frequentare la biblioteca di Istituto, al posto dei vecchi e grigi
scaffali, c’erano librerie colorate
rosse, azzurre e bianche. Inoltre,
al posto del vecchio banco che
serviva da appoggio per il computer, c’era un bel tavolinetto e una
sedia girevole di un grazioso color
rosso vermiglio. Anche le pareti
non mostravano più il loro triste
aspetto bianco, ma erano ricoperte da variopinti cartelloni su cui,
durante tutto l’anno, ognuno di noi
ha attaccato la recensione del
libro che aveva appena finito di
leggere. Naturalmente, si potrebbe obiettare che - se si ha voglia
di leggere - poco importa il colore
e l’aspetto dei mobili e delle pareti della biblioteca ma, dopo
l’esperienza di quest’anno, possiamo assicurarvi che, trovarsi in un
ambiente accogliente, colorato e
allegro, ha senz’altro favorito e
incentivato la frequenza della biblioteca dell’Istituto.
Come sempre, nella gestione della
biblioteca siamo stati direttamente coinvolti anche noi alunni, cosa
che sicuramente ci ha responsabilizzato e ci ha fatto sentire la
scuola molto vicina alle nostre
esigenze.
A inizio anno, infatti, la professoressa Elena Realfonso, che si occupa della gestione della biblioteca, prima di acquistare nuovi testi,
ha raccolto le nostre proposte e
per ogni classe sono stati acqui-
stati dei libri proposti dagli allievi.
Molto interessante è stato anche il
poter leggere le recensioni dei
nostri compagni che spesso sono
state utilizzate come delle vere e
proprie tracce di lettura.
Noi ragazzi, infatti, usiamo molto il
passaparola nello scegliere i libri
da leggere, ma questo sistema,
ovviamente, è ristretto alla cerchia degli amici di ognuno di noi.
Con il sistema delle recensioni affisse alle pareti, invece, abbiamo
potuto stabilire un passaparola
ideale con tutti i compagni della
scuola, conoscere il loro punto di
vista e apprezzare le varie sensibilità. Anche nella gestione e nell’organizzazione della Biblioteca,
siamo stati coinvolti direttamente:
possibile, per gli alunni delle classi
prime e seconde, scegliere dei
libri da poter leggere durante
l’estate e da restituire a settembre. Speriamo che anche nella
nostra nuova scuola avremo la possibilità di utilizzare per le nostre
letture una biblioteca così ben
organizzata e fornita di libri vicini
ai nostri interessi e alla nostra
sensibilità.
Laura Bove III Ad
Antonella Lanzara III Ad
infatti, i prestiti sono stati seguiti
da due alunni che, all’inizio dell’anno, sono stati eletti “bibliotecari”
dai compagni di classe.
Abbiamo avuto anche la possibilità
di prenotare dei libri che ci interessavano e che erano stati prestati ad altri alunni: appena il libro
che avevamo prenotato era restituito, venivamo contattati con la
possibilità di poterlo leggere.
Dopo la Biblioteca, anche le nostre
aule sono diventate più colorate: su
consiglio della professoressa Realfonso, e con l’aiuto delle insegnanti
di arte, abbiamo realizzato dei
cartelloni dove registravamo i libri
letti da ogni compagno di classe
usando dei simboli per esprimere il
giudizio sul libro.
Alla fine dell’anno è stato anche
Non riesco
a saziarmi
di libri.
E sì che ne
posseggo
un numero
superiore al necessario;
ma succede anche coi
libri come con le altre
cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una
maggiore avidità di possederne. L’oro, l’argento,
i gioielli recano con sé un
godimento inerte e superficiale; i libri ci danno
un diletto che va in profondità, discorrono con
noi, ci consigliano e si
legano a noi con una
sorta di famigliarità attiva e penetrante.
Francesco Petrarca
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
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UN DIALOGO SEMPRE APERTO
Filo diretto con gli alunni della scuola Solimena-De Lorenzo
Lo scorso anno chiusi il mio articolo sul giornale
della Scuola Media Solimena – De Lorenzo, Tra la
gente, con l’auspicio di poter continuare la bella
esperienza di colloquiare con giovani studenti sul
rapporto che abbiamo con i libri, la lettura e la voglia di scrivere per poter comunicare le nostre idee,
le nostre fantasie e soprattutto le nostre emozioni.
Ad aprile il Dirigente Scolastico, Giuseppe Pannullo, mi ha nuovamente invitato, anche in qualità di
Presidente del Rotary Club Nocera Inferiore – Sarno, a ripetere l’incontro con i suoi studenti.
Pensavo di essere abituato a questi incontri, invece
è risultato ancora più emozionante dello scorso anno. Ho incontrato studenti preparati, con un bagaglio culturale superiore alla media, grazie alla capacità dei docenti di stimolarli e di avvicinarli alla
lettura e al sapere. Docenti che hanno saputo trasmettere anche il concetto che la cultura è la vera e
unica risorsa per inserirsi, un domani, in una società
che sarà sempre più meritocratica. Questa giornata
della lettura e della cultura non viene attuata come
imposizione istituzionale, ma come piacere e leale
competizione. E’ questa la formula vincente di avvicinare i giovani alla lettura e alla scrittura evitando la noia che molti
della mia età hanno
sperimentato quando a scuola si era
costretti a leggere
libri per niente adatti alla nostra giovane età. Fortunatamente, le cose sono
cambiate e questo,
almeno alla Solimena – De Lorenzo, si
deve alla bravura
dei docenti e alla
passione che il Dirigente Pannullo pone
14
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
in quello che vuole realizzare.
Il successo di un progetto si può avere solo se tutti
credono in quello che fanno. E in questo progetto,
un vero laboratorio di scrittura e lettura, sono rientrato anch’io per la seconda volta. Ho avuto così la
possibilità di visitare la biblioteca, il luogo sacro
della lettura e del commento dei libri. Nell’aula
Magna dell’istituto, poi, ho potuto assistere alla
lettura dei racconti scritti e illustrati dai ragazzi
stessi. E’ stato un momento intenso. I racconti, tutti
molto belli, spaziavano da una fantasia gradevolmente acerba, a temi drammaticamente attuali come
il bullismo, l’anoressia, la famiglia. Al lettore attento non possono sfuggire le richieste, i disappunti, i
bisogni, ma anche la soddisfazione e i suggerimenti, per niente superficiali, che questi giovani rivolgono agli adulti attraverso le loro storie. Suggerimenti atti a migliorare quello che per loro non va.
Ecco un altro modo di comunicare con i ragazzi.
Un sistema altamente istruttivo e nello stesso tempo
miniera di informazioni per noi adulti alle quali,
forse, non potremmo diversamente accedere. Di
queste cose i docenti e il Capo d’Istituto sono perfettamente consapevoli, e questo fa di queste manifestazioni non solo un momento culturale ma anche
un momento sociologico e antropologico.
Bravi i ragazzi e le ragazze che stimolati rispondono al meglio e, abituati come sono, senza timori
reverenziali per nessuno. Bravi i genitori che ho
visto attenti e numerosi partecipare alla manifestazione, segno dell’osmosi che si è stabilita con la
scuola.
Questo progetto, in cui credono fortemente studenti, docenti, genitori e Dirigente Scolastico, di sicuro
continuerà e deve continuare. Grazie a queste opportunità avremo giovani abituati allo scambio di
idee nel rispetto delle altrui opinioni, cosa che li
renderà certamente migliori. A me non resta che
ringraziare tutti, augurandomi di poter continuare
ancora questa bella esperienza.
Alfredo Salucci
NO
VI
LAVAGNA INTERATTIVA MULTIMEDIALE
TA
di Annamaria Bove
L’aula con la lim diviene un ambiente dove gli appren’
dimenti si generano poggiando su fattori innovativi che
identificano l’alunno come un “apprendista”. Nella classe si applicano i principi del costruttivismo perché
l’insegnante presenta i contenuti dall’insieme al particolare, chiede agli allievi di interpretare i dati e di manipolare materiali della disciplina stessa. La conoscenza
viene perseguita attraverso delle domande fatte agli allievi che vengono considerati come pensatori con proprie teorie. La lezione è dunque interattiva, perché
l’insegnante ricerca il punto di vista degli allievi, valuta
in modo autentico, alternativo e fa lavorare gli studenti
prevalentemente in gruppo. Quindi, la classe è cooperativa e convivono insieme piccoli gruppi, composti in
modo eterogeneo, che hanno come obiettivo di portare a
termine un’attività nella quale è richiesta una responsabilità individuale e che include anche il rapporto diretto,
il “faccia a faccia” con la classe.
IL PROBLEM SOLVING
ABITUARE GLI ALLIEVI
A SAPER FARE DELLE OPERAZIONI MENTALI
PER ESEGUIRE LA SOLUZIONE
Il problem solving è oggi fondamentale per poter risolvere
problemi di ogni tipo, consiste nel mettere insieme i metodi, le tecniche, le strategie affinchè il processo abbia una
soluzione. Il problema si può presentare a noi come una
questione da risolvere partendo da elementi noti mediante
il ragionamento, un problema di aritmetica, di geometria,
di algebra e in questo caso i dati del problema sono noti, o
ancora si può trattare di una questione, una situazione difficile o complessa di cui si cerca la soluzione.
Attualmente nella scuola secondaria di primo grado con le
prove Invalsi gli allievi devono imparare a risolvere dei
quesiti a risposta multipla e con un distrattore, che non è
un elemento ingannevole, ma solo simile alla risposta reale. Dunque gli alunni saranno dal prossimo anno scolastico
seguiti e allenati per poter risolvere quesiti, saranno guidati
a capire il problem solving e a saperlo affrontare. Di certo
esistono diverse scuole di pensiero, che vanno dalla schematizzazione del processo di problem solving all’uso delle
5 W e delle due H, tecnica usata anche nel giornalismo fin
dagli anni ‘30. Schematizzare i passi che portano alla risoluzione significa mettere in pratica le cinque fasi che sono
sintetizzate nell’acronimo F.A.R.E. (focalizzare, analizzare, risolvere ed eseguire), mentre le 5W e le 2H consistono
nel mettere in pratica il chi, il cosa, il dove, il quando, il
perché, unito al come si deve fare e al quanto si può. Tutto
questo sarà affrontato durante l’anno scolastico per dare
agli allievi delle classi prime la possibilità di arrivare alla
prova Invalsi con serenità avendo eseguito un allenamento
mentale, così come accadrà per gli allievi delle classi terze,
perché gli allenamenti non si fermeranno mai, guideranno
gli alunni fino all’esame di Stato.
LIM in classe: lavorare in ambienti generativi
GIORNALISMO A SCUOLA
Anno Scolastico
2010/2011
nasce la Redazione
Giornalistica nella
Scuola
Solimena - De Lorenzo
Gli allievi potranno partecipare a corsi di giornalismo
per entrare a far parte della redazione. Gli articoli
saranno pubblicati sul giornale on-line Alboscuole,
sul giornale cartaceo d’Istituto e sul giornale degli
studenti sul sito web “dire giovani”.
Gli allievi avranno un sito
dedicato a loro dove trovare
materiale didattico, link utili, una classe virtuale per
interagire con la scuola.
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
15
AUSCHWITZ-CRACOVIA
Cronaca di un viaggio straordinario
OSWIECIM
LA PARTENZA
Oggi 25 aprile in Piazza Diaz alle
ore 3.00, si sono ritrovati 45 allievi
di seconda media delle tre scuole
presenti sul territorio, 4 docenti
accompagnatori, 2 funzionari comunali, organizzatori del viaggio,
una giornalista e un cameramen,
per affrontare tutti insieme una
esperienza che si è rivelata davvero straordinaria. E’ venuto ad augurarci un buon viaggio l’assessore
alla P.I. dott. Antonio Iannelli.
Alla partenza sul volto dei gitanti
si leggeva: gioia, eccitazione, soddisfazione ma anche tanto sonno.
Nel bus che ci ha portati all’aeroporto Roma-Ciampino, i docenti sono rimasti delusi perché
speravano in un viaggio silenzioso
e tranquillo, ma nessun alunno è
riuscito a dormire e a stare zitto,
nemmeno per un momento. Alle
ore 6: eccoci sull’aereo per il volo.
A vedere sulla pista il nostro aereo
di colore rosa, abbiamo pensato ad
un giocattolo di Barbi, ma una
volta seduti nelle comode poltroncine siamo stati assaliti, a dire il
vero tutti, da ansia e tensione perché quasi per tutti era il primo
volo. La nostra docente ha fatto del
suo meglio per tranquillizzarci, ha
cercato di distrarci facendo conversazione, a qualcuno ha tenuto la
mano, ad altri ha dato il suo cruci-
16
verba da completare. In men che
non si dica, fra urla di gioia e applausi ecco che atterriamo sul suolo polacco a Katovice alle 10.30 .
Oggi 26 aprile alle ore 11.00 circa
siamo stati ricevuti in Municipio
dal sindaco di Oswiecim, in una
splendida sala conferenze di un
suggestivo castello rinascimentale.
Qui siamo stati raggiunti dall’Assessore alla P.I. e da alcuni consiglieri della nostra città e, dopo i
saluti e le presentazioni, con una
cerimonia davvero emozionante è
avvenuto il gemellaggio Oswiecim
-Nocera Inferiore. Noi alunni abbiamo donato alla città delle pietre
simboliche, ognuna con la targhetta della scuola d’origine, per arricchire il tumulo della memoria. Ha
fatto seguito una conferenza stampa tenuta dalla giornalista Mariangela con riprese del cameramen
Cristian. Il Sindaco, una persona
davvero dolce e ospitale, si è complimentato con noi per il nostro
comportamento e la nostra preparazione.
INIZIA L’AVVENTURA
Dopo circa due ore di viaggio in
bus arriviamo all’hotel Regent nel
quartiere ebraico di
Cracovia.
Appena ci sono state assegnate le
camere, credo che tutti si siano
concessi un attimo di riposo fisico
ma ecco che, con un fuori programma, nel tardo pomeriggio
Cracovia già ci ha mostrato alcune
delle sue bellezze. Ogni gruppo
scolastico con il suo accompagnatore si è concesso una passeggiata.
Eravamo troppo eccitati per restare
in ozio in albergo! Il nostro gruppo
ha esplorato il quartiere ebraico e
ha ammirato la struttura esterna e
le bellezze artistiche contenute
all’interno della vecchia Sinagoga
del quartiere. Nella piazza del
ghetto, sotto un frondoso albero,
intorno a un pianoforte in pietra
costruito in onore di Chopin, la
nostra professoressa ci ha tenuto
una lezione di storia, ripercorrendo
le tappe fondamentali della cosiddetta “soluzione finale della questione ebraica”. Alle ore 20.00 tutti
a tavola. Ci sono stati serviti piatti
tipici della cucina polacca, non
graditi molto da noi ragazzi.
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
AUSCHWITZ-BIRKENAU
Dopo aver salutato il Sindaco di
Oswiecim, abbiamo raggiunto in
bus il campo di sterminio Auschitz
I. Qui siamo stati affiancati da una
guida polacca che parlava, con
voce dolce e dimessa, un perfetto
italiano e con lei siamo entrati nel
lager consapevoli della sacralità
del luogo e preparati a vedere dal
vivo un “pezzo” di storia del secolo scorso. Durante il percorso siamo stati assaliti da concitati e forti
sentimenti: rabbia nel vedere la
famosa targa con su scritto”ARBEIT MACHT FREI”, orrore davanti ai quadri che mostravano i bambini usati per gli esperi-
menti, dolore davanti al muro delle
fucilazioni, sbalordimento nel constatare l’enorme quantità di oggetti
personali dei tanti deportati: dai
capelli agli occhiali, dalle scarpe
agli utensili, dai monili alle schede
personali, angoscia al pensiero di
calpestare quel suolo su cui i troppi
deportati hanno trascinato con
fatica e dolore pesanti zoccoli, ma
anche commozione nel vedere
davanti ai bloch fasci di fiori a
testimoniare che i morti della
“pazzia collettiva” non sono stati
dimenticati.
Da Auschitz abbiamo raggiunto
Birkenau, lager dove morirono
13.000 deportati. Questo luogo fu
scelto per la vicinanza della linea
ferroviaria che, come abbiamo
visto, fu prolungata all’interno del
campo fino a raggiungere la zona
dei crematori. Lo sguardo non può
non fermarsi sul filo spinato che
circonda l’enorme campo e la men
-te non può non pensare, con sofferenza, ai tanti detenuti che presi
dalla disperazione sono morti lanciandosi contro quel filo in cui
passava la corrente elettrica. E
come non soffrire davanti a quei
tavolacci che fungevano da letti e
quasi sembra ancora vedere stipati
tanti corpi, consumati dalla fatica e
dal dolore. Non ci sono parole per
descrivere le emozioni che ci hanno assalito davanti ai crematori e
alle carriole che trasportavano i
corpi dalle camere a gas ai forni.
Non troviamo parole adeguate per
descrivere lo stato d’animo di tutti
noi quando abbiamo deposto sul
monumento alla memoria delle
vittime italiane un omaggio floreale con la striscia del nostro tricolore. Siamo ritornati in albergo molto
stanchi, ma consapevoli di aver
vissuto una giornata indimenticabile che ha arricchito le nostre menti
e i nostri cuori.
CRACOVIA
Vi è mai capitato di essere svegliati dal “dolce” suono di un telefono
da cui esce una squillante voce
polacca? A noi è successo di sentire di buon mattino “consvic de ta
at bla bla tarata” e di non capire se
si fosse svegli o no. Ma il trin-trin
continua ed ecco che l’albergo
sembra prendere vita. -“E’ l’ora
della colazione, bisogna far presto,
il pullman ci sta già aspettando”- è
la voce imperiosa della “Prof.”; in
un battibaleno siamo tutti nel ristorante, poi di corsa nel bus e via per
la città di Cracovia. Con un simpatico e corpulento signore polacco,
dalla voce tonante, abbiamo visitato i monumenti più belli e caratteristici della città apprezzandone,
grazie alla guida, il valore storico e
artistico. Siamo stati alla cattedrale di Wawel, nel cortile del castello di Wawel, nel giardino ducale,
alla chiesa di S.Maria, nei luoghi
vissuti da Papa Woitila, all’Università che ha visto Galilei e Chopin, nella piazza del Mercato, la
piazza più grande d’Europa. Nel
pomeriggio dopo aver pranzato al
Mc Donald ci siamo sbizzarriti a
fare compre. Tutti, o quasi, abbiamo acquistato la statuetta del Drago, simbolo della città.
LA LEGGENDA DEL DRAGO
Tanto tempo fa, quando Cracovia
era un piccolo paese governava un
re di nome Krak. Sotto il suo governo la città crebbe in forza e
ricchezza. Una notte, in una caverna vuota ai piedi del colle Vavel,
apparve un terribile drago dalla cui
bocca usciva una fiamma enorme.
Il mostro non lasciava avvicinare
nessuno alla sua grotta e di notte
faceva strage di bestiame. Il re
KraK rese pubblico un bando in
cui invitava i coraggiosi ad uccide-
re il drago in cambio della metà
del suo regno e della mano di sua
figlia. Molti furono i cavalieri e i
principi che risposero all’appello,
ma tutti fallirono. Un giorno arrivò
un giovane calzolaio di nome Scuta che propose di uccidere il mostro non con la spada ma con uno
stratagemma. Il re gli diede ascolto
così Scuta uccise un grosso ariete,
lo svuotò delle interiori e mise al
suo posto zolfo e catrame. Il drago
di notte trovò fuori alla caverna
l’ariete, lo mangiò ed esplose. Il
calzolaio sposò la principessa e
prese metà del regno. Con la pelle
del drago fabbricò parecchie scarpe. La giornata si è conclusa in
maniera divertente ed inaspettata:
abbiamo visitato il quartiere ebraico in city tour con i quali siamo
ritornati, fortunatamente, anche in
albergo. Ci siamo davvero divertiti
e scatenati.
IL RITORNO
Dopo una giornata tanto movimentata speravamo di fare un bel sonno ristoratore ma niente. Dopo
cena stanchi, eccitati ma anche
tristi, abbiamo preparato le nostre
cose e alle 2.30 già sul bus per il
rientro. Il volo di ritorno, sempre
sull’aereo rosa, è stato vissuto con
maggiore serenità, forse perché
eravamo stanchi, assonnati e tristi
per l’avventura che volgeva al termine. Siamo arrivati a Nocera alle
14,30. Nonostante la stanchezza e
il gran desiderio di dormire, non
abbiamo rinunciato a vivere e ad
assaporare ogni attimo del nostro
viaggio.
Questa esperienza è stata molto
importante per tutti noi sia per la
sua valenza didattica che sociale.
Infatti abbiamo conosciuto nuovi e
meravigliosi ragazzi con i quali
abbiamo imparato molto e ci siamo
divertiti tanto.
Ringraziamo l’Amministrazione
Comunale che ci ha voluto con
questo viaggio premiare e la professoressa Cuomo che ci ha accompagnati, prendendosi cura di
noi.
a cura degli allievi che hanno
partecipato al viaggio
Coordinatrice
Luigia Cuomo
Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
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“I giovan
Borsa di studio per giovani talenti
Premiata un’allieva della nostra scuola
E’ stata Chiara Campanile, un’allieva della classe III C (sede De Lorenzo) della Scuola Secondaria di primo grado Solimena-De Lorenzo
di Nocera Inferiore, a vincere, per la sezione voce, la borsa di studiopremio in campo musicale istituita dall’Associazione Lions Clubs di
Nocera ed Agro. Si tratta di un premio nato quest’anno e che continuerà nei prossimi per onorare e commemorare la prof.ssa Raffaela
Apicella, docente di matematica che, per circa trent’anni, ha insegnato nella scuola Solimena. Non a caso è avvenuta la scelta e la richiesta al dirigente della scuola Solimena-De Lorenzo, dott. Giuseppe
Pannullo, di utilizzare la scuola, da lui diretta, per le selezioni e la
manifestazione finale del concorso. “Quando l’avv. Aldo De Vito,
marito della prof.ssa Apicella e socio dell’ Associazione Lions, - mi
racconta il preside Pannullo - mi ha chiesto l’utilizzo dei locali, ho
accettato ben volentieri, perché il concorso non è dedicato solo ad una
ex insegnante della scuola, ma soprattutto a una donna che amava la
musica, amava i giovani e ricercare i talenti, quelli che hanno bisogno
di essere sostenuti, facendo capire loro di possedere qualcosa più degli altri, per cui vale la pena mettersi in gioco”.
“Il concorso - afferma la professoressa Luisa Giannelli, docente di
musica nella scuola Solimena e direttore artistico del concorso – ha
rotto quegli schemi rigidi dell’educazione musicale nella scuola me- L’Associazione Lions Clubs Nocera ed Agro
dia. Niente rigore, niente di tutto ciò che può affogare la musica, ma
istituisce un premio per giovani talenti
vera e propria musicalità con strumenti e voce”. Dunque, la scuola si nel campo della musica e la scuola apre le
apre al territorio ancora una volta e per diventare una sorta di conserporte all’iniziativa.
vatorio, di luogo in cui la musica è posta al centro come espressione
autentica e spontanea dei giovani. Dopo una lunga selezione avvenuta
in tutte le scuole del territorio in 58 sono arrivati alla Solimena-De
Lorenzo e solo in sei sono giunti alla manifestazione finale dal titolo
“I giovani per i giovani” una serata all’insegna della gara, ma principalmente della musica. I finalisti con le loro esibizioni hanno mostrato alla giuria, ai familiari, ai compagni di scuola e ai docenti di saper
gestire l’emozione, di essere pronti ad affrontare il palco riuscendo a
regalare a tutti la semplicità della loro età. Di notevole spessore anche
la “cornice” musicale del sassofonista Simone Palumbo, un quattordicenne, ex alunno della scuola Solimena-De Lorenzo, che ha regalato
un intermezzo di ottimo livello suonando brani tecnicamente non
semplici. Due premi in gara, per due sezioni distinte, una per lo strumento, l’altra per la voce. E Chiara ha vinto per la sua voce, per la
sua potenza, per il suo modo di cantare. “Chiara usa il cuore – così
parla di lei il professore Franco Mannara, docente di musica della
classe III C De Lorenzo - per me è una macchina di precisione che
trasmette sensazioni - e aggiunge - è una ragazza in continua evoluzione, lei ha una marcia in più, impara facilmente i testi, anche quelli
con melodie più difficili, canta d’istinto e ascolta i consigli”. Chiara
non ha un maestro di canto, ma solo il suo professore Mannara che la
segue dall’inizio della scuola media ed ora noi speriamo che questa
vittoria e la borsa di studio la rendano consapevole delle sue capacità
e dell’impegno che deve affrontare per coltivare la sua passione per il
canto. “Amo cantare, quando canto mi sento libera - così Chiara parla
di sé e della sua voglia di cantare e continua - mi sento felice, anche
se mi emoziono e dimentico qualche parola o strofa, continuo a cantare, perché mi ripeto sempre che non devo fermarmi mai e così canto
con tutta la forza che ho dentro”. Quindi, se la musica ha questo effetto sui giovani, ben venga la musica nelle nostre scuole. “Nella vita
non si può stare senza musica”, mi dice sorridendo il preside Pannullo
e, prima di congedarmi, mi ripete una famosa affermazione di Friedrich Nietzche “senza musica la vita sarebbe un errore”.
Annamaria Bove
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E’ DI SCENA IL TEATRO
L’arte di mettere in scena la rappresentazione della nostra stessa esistenza
Quando il Preside, all’inizio dell’anno scolastico mi ha convocata
per prendere accordi sull’allestimento del Laboratorio teatrale,
non ho avuto alcun dubbio sul lavoro che avrei dovuto svolgere e
su ciò che mi sarei dovuta aspettare: impostare e condurre il Corso,
al fine di gestire positivamente un
gruppo, omogeneo per età ma eterogeneo per tutto il resto, e coinvolgerlo in un progetto di
“propedeutica teatrale” avente come obiettivo finale la messa in
scena di un saggio. Quello che
invece non avevo messo in preventivo era la difficoltà di motivare
così tanti allievi (oltre 50) in questo viaggio/avventura perché non
intendevo trasmettere delle semplici tecniche, ma adattare una metodologia dai caratteri ludici che li
coinvolgesse fortemente e fornisse
loro strumenti per imparare ad
esprimersi e a comunicare, rafforzando l’autostima e la disinibizione e favorendo o migliorando la
socializzazione. Lo svolgimento
del corso ha costituito perciò
un’esperienza nuova e per molti
aspetti sorprendente per me: il lavoro è stato ricco, intenso, difficile
da sintetizzare per la sua complessità e per l’andamento vivacemente
interattivo degli incontri, ma “lavo
-rare” con i ragazzi costituisce
sempre una “meravigliosa avventura.” Nei nostri incontri settimanali, attraverso il lavoro collettivo,
si è sempre instaurato un clima di
reciproca fiducia dove ognuno si è
sentito libero di esprimersi ma
senza prevaricare “l’altro” e, sentendosi coinvolto, ha apportato il
suo modesto ma fondamentale
contributo per il buon andamento
dello spettacolo, superando problemi relazionali o eventuali conflitti
esistenti nel gruppo (anche il nome
della “compagnia teatrale” è stato
scelto dopo aver consultato ogni
singolo ragazzo). Molte sono state
le occasioni di scambio e di divertimento collettivo che hanno permesso di vivere più serenamente le
ore extrascolastiche, diventate un
appuntamento irrinunciabile.
Cosa posso aggiungere? Che il
riscontro più bello l’ho avuto proprio la sera del debutto, quando ero
ormai rassegnata ad una “debacle”
visto che la prova generale era
stata un disastro per la superficialità di alcuni. Vedere i miei ragazzi
recitare con molta naturalezza,
stando attenti ad ogni sfumatura o
dettaglio studiato nelle prove, oppure aiutare coloro che, vinti dall’emozione, stentavano a ricordare
le battute, addirittura redarguire
chi non si mostrava pienamente
attento dietro le quinte, mi ha ripagata di tutto e non dimenticherò
mai uno dei miei piccoli attori che,
dopo aver recitato con bravura una
scena particolarmente complessa,
si è girato verso di me, nascosta
dietro le quinte e mi ha strizzato
l’occhio come a volermi dire : - Ha
visto, professoressa, che “abbiamo” fatto una bella figura? Allora, grazie miei piccoli attori: è
valsa la pena di impegnarsi, di non
scoraggiarsi e di puntare sempre
più in alto perché il teatro, che è la
rappresentazione della nostra stessa esistenza, prepara anche alla vita e, se ci si può arrivare divertendosi un po’,allora W IL TEATRO!
Grazie di cuore, miei cari” Piccoli
Dilettanti Dell’Arte”: mi avete
dato tanto!
Silvana Galdi
P.S. Un grazie anche alla brava e
paziente Anna Claudia Romano–
Senza il suo notevole contributo, di
certo non avrei mai potuto realizzare coreografie così belle.
Simpaticamente … crescendo!
Vorrei cominciare col motivare il titolo. Vi chiederete cosa possa mai avere a
che fare con l'esperienza teatrale avuta lo scorso anno. Ebbene, per me è
stato un simpatico modo di crescere con i ragazzi della nostra scuola.
Quando la collega Silvana Galdi mi ha proposto di recitare con i ragazzi sono
stata subito entusiasta, come lo è stata la collega Elena Realfonso che ha
condiviso con me questa esperienza. Certo, il carico era notevole, ma era un
modo diverso di mettermi in discussione, una nuova sfida da accettare con i
ragazzi e per i ragazzi. Non rubavo la scena a loro, semplicemente la condividevo. La sera della rappresentazione ho vissuto un'emozione unica. Non era
l'emozione di calcare la scena ma di sentirmi legata "emotivamente" agli alunni. Aprire la rappresentazione significava dare la carica giusta a quei ragazzi ma significava anche credere in loro. Mentre recitavamo, li ho visti
accalcarsi dietro le quinte per sostenerci,
applaudirci, incitarci. Eravamo una grande
squadra!
Sono anni, ormai, che insegno e penso di averlo fatto sempre con passione. Ma
quest'esperienza mi ha fatto crescere. La
scuola è anche questo: si impara … divertendosi!
Nicoletta Despalj
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VIVERE NELLA STRADA
Alla fine di maggio, prima nella sala dell’Istituto Tecnico Commerciale di via Cucci e
poi nell’ampio atrio della Scuola “Solimena-De
Lorenzo” in via Nola, opportunamente allestito
per le esercitazioni, si è conclusa con la partecipazione di alunni, professori, genitori ed esperti
la terza annualità del Progetto “Vivere la strada”. Il dinamico Preside Pannullo, convinto che
educare i giovani a vivere nella strada è educare tout court a vivere, in quanto un errore sulla
strada può comportare la morte, come purtroppo
avviene spesso per molti giovani, si è fatto promotore di una rete si scuole di diverso ordine e
grado che hanno deciso di considerare la strada
la categoria viva nella coscienza dei giovani di
oggi come lo fu l’areté o la polis nei giovani
greci del V secolo, l’oratoria nei giovani romani
o Dio nei giovani del Medioevo.
L’ampiezza del progetto è data dalla presenza
degli esperti esterni coinvolti: medici del 118,
comandante dei VV.UU., avvocati, sociologi,
esperti di informatica e grafica per le attività di
laboratorio. Come uomo di scuola è stato coinvolto anche chi scrive sia con la distribuzione di
un suo scritto: L’Educazione stradale nella
scuola di base (Verona 1997), in cui traccia una
programmazione che va dalla famiglia, alle
scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di
primo grado, all’extrascuola, sia con interventi
che hanno posto l’accento sul ruolo della famiglia, del gruppo dei pari e della società tutta nel
dare testimonianza di comportamenti corretti e
rispettosi delle norme stradali.
Ha avuto modo di evidenziare inoltre che il
mancato rispetto di una norma nella maggioranza dei casi non è dovuto alla sua non conoscenza ma ad altri fattori, quali stanchezza, distrazione, alcool, droghe, ebbrezza della velocità,
possesso di scarse attitudini alla guida (non tutti
siamo Valentino Rossi), esibizionismo, istinto
di potenza, manifestazioni di frustrazione e di
aggressione, se non addirittura presenza di problemi esistenziali (Cf R. Piret, Psicologia
dell’automobilista dell’ automobilista e sicurezza stradale, Firenze 1959).
Un ultima osservazione va all’ospite del veicolo
(moto, macchina) che viene spesso trascurato e
che può essere causa di incidenti per errati comportamenti.
L’augurio è che se si riuscirà a salvare una sola
vita e ad avere un ferito in meno si può sicuramente affermare che il progetto è riuscito.
Renato Nicodemo
La scuola simula la strada … al via le esercitazioni!
Dalla teoria alla pratica: in strada per verificare le conoscenze acquisite
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LA SCIENZA NON E’ UN’OPINIONE
In laboratorio per le certezze
In questo primo anno di Scuola Secondaria di 1° grado abbiamo iniziato una nuova e divertente attività: il
Laboratorio Scientifico.
All' inizio pensavamo di dover eseguire i diversi esperimenti con sostanze chimiche (mission impossible!),
invece abbiamo per lo più utilizzato materiali facilmente reperibili, divertendoci e imparando ugualmente. Qualche volta è capitato che qualcuno, per mancanza non di interesse ma di sonno notturno (!), tentava di fare un breve riposino durante l’attività che
invece in tutti gli altri destava curiosità e desiderio di
conoscere sperimentando.
Abbiamo realizzato una dozzina di esperimenti e,
anche se qualcuno non è riuscito, tutti gli altri sono
andati alla grande, come quello di preparare una bibita
frizzante: servendoci di alcuni elementi, tra cui i lieviti e lo zucchero, e chiudendo il tutto in una bottiglia
con un palloncino, abbiamo osservato come i lieviti
mangiano gli zuccheri e come, grazie al processo di
fermentazione, si libera CO2 e alcool. Con questa attività abbiamo prodotto una bibita frizzante, pronta da
bere; qualcuno di noi ha pensato addirittura di preparare a casa una bella “coca-cola”, ma alla fine ha sperimentato che non era possibile ottenerla.
Da un sondaggio effettuato nel gruppo classe:
Alfonso è rimasto molto colpito dall'esperimento
sulla capillarità, un fenomeno naturale che
avviene nelle piante;
Domenico ritiene tale attività piacevole, infatti
dice: “Diverse volte sono stato chiamato per
eseguire esperimenti, non solo ho imparato
di più ma l' ho fatto anche divertendomi”;
Manuel aggiunge: “A questo punto il libro di
Scienze serve a poco, sicuramente ho appreso e memorizzato di più fenomeni apparentemente difficili, ma che sperimentati in
laboratorio sono risultati semplici e hanno
catturano la nostra attenzione”.
Che dire, poi, degli altri compagni che hanno avuto la
fortuna di approfondire la sperimentazione, prendendo parte al progetto P.O.N. ”Osservo, sperimento e
imparo”? Oggi si ritengono dei piccoli scienziati, ma
durante l’anno, scambiando la propria casa per un
laboratorio scientifico, ne hanno fatte di tutti i colori,
mandando talvolta le mamme su tutte le furie.
Ma quando gli esperimenti riuscivano, le stesse mamme venivano coinvolte e si trasformavano in allieve
dei loro figli-insegnanti.
Il laboratorio è stato uno stimolo per tutti perché abbiamo scoperto cose nuove ed interessanti, passando
dalla difficile lettura arida e teorica delle leggi scientifiche all'osservazione pratica dei fenomeni, proprio
attraverso il metodo sperimentale.
Vogliamo infine ringraziare le professoresse Russo e
Torre che hanno da sempre creduto in questo progetto
realizzato, con molta pazienza e assieme a noi, con lo
scopo di guidarci alla scoperta di un nuovo modo di
apprendere.
Non ci resta che sottolineare:
“ non c’è Russo senza Torre
e non c’è Torre senza Russo”.
A tutti i ragazzi della scuola vogliamo infine dire che
il laboratorio di scienze è
UN VERO SPASSO
per conoscere, amare e tentare di salvare
questo nostro mondo!
a cura degli alunni della I D (Solimena)
Emanuele D'Alessandro, Domenico Maria D'Alessio,
Pietro Grimaldi, Teresa Guadagno, Michela Lepre,
Antonietta Pareti, Alfonso Rispoli, Olimpia Splendore,
Manuel Tramontano e Vincenzo Vollono.
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I NUOVI P O N 2010/2011
FONDI SOCIALI EUROPEI 2007/2013 - ANNUALITA’ 2010
Con l’Europa investiamo nel vostro futuro!
Scuola e PON
una sfida educativa e formativa
Obiettivo: C Migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei giovani
Azione: C 1 Interventi per lo sviluppo delle competenze chiave
MATEMATICA
INFORMATICA
Matematicando
LATINO
INGLESE
[email protected]
Full-Immersion
II - III - IV livello
ITALIANO
Corsi I - II - III
Lettura e scrittura creativa
Scrittura e lettura creativa
Obiettivo: C Migliorare i livelli di conoscenza e competenza dei giovani
Azione: C 4 Interventi individualizzati per promuovere l’eccellenza
MATEMATICA
"Passatempi
matematici
non solo
un momento
di divertimento,
ma anche
una potente fonte
di ispirazione”
Bocconiani in gioco classi II
Bocconiani in gioco classi III
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Tra la Gente 3 n. unico 2009/10
NEWS 2010/2011
A partire dall’anno scolastico 2010/2011 sarà possibile scegliere, con un impegno scritto, un solo corso
PON che dovrà essere frequentato sempre, dalla prima
all’ultima lezione, per avere una ricaduta sul proprio
profitto e sulla valutazione finale.
A settembre tutti i genitori saranno invitati a partecipare ad un incontro con i docenti del consiglio di classe. L’incontro ha lo scopo di promuovere la conoscenza, il dialogo e il confronto, a tal proposito i genitori
firmeranno il patto di corresponsabilità con il quale si
impegneranno in egual misura a partecipare alla formazione del proprio figlio.
I giochi sportivi studenteschi e i
giochi della gioventù nell’anno
scolastico 2009/2010 hanno visto
la partecipazione di alunni frequentanti tutte le classi della suola
“Solimena - De Lorenzo”. Sono
stati circa trecento gli allievi che
hanno gareggiato nelle due specialità di pallavolo maschile e femminile, atletica leggera maschile e
femminile equamente suddivisi e
adeguatamente allenati dai professori Benevento e Montefusco.
Queste discipline hanno contribuito alla socializzazione tra i ragazzi,
alla crescita collettiva attraverso
una sana competizione agonistica.
Nei mesi di febbraio e marzo è
stata disputata una qualificazione
interdistrettuale per la pallavolo
maschile e femminile. La squadra
maschile si è distinta in questa fase
raggiungendo ottimi risultati, ha,
infatti, disputato la finale provinciale, piazzandosi al secondo posto
e ottenendo, dunque, un risultato
gratificante per noi allievi che, al
rientro, siamo stati accolti calorosamente dai docenti e dai compagni. Nel mese di maggio si è svolta
nella palestra dell’Istituto una gara
interscolastica e sono scesi in campo le sezioni terze che dopo diverse gare sono giunti alla premiazio-
ne. La classe 3° F, con un lavoro e
un impegno costante, ha raggiunto
il 1° posto e tutti gli allievi della
squadra hanno ottenuto come riconoscimento una medaglia. Quella
della 3^ F è stata una vittoria inaspettata, perché all’inizio delle
gare c’erano squadre che ottenevano risultati migliori, ma è stata
proprio l’intesa tra i ragazzi di
questa classe e lo spirito di gruppo
a rendere possibile l’arrivo in
finale e la vittoria.
Ancora nel mese di maggio e nei
primi giorni di giugno si sono
svolte le manifestazioni sportive
promosse dal Comune di Nocera
Inferiore, come la maratona per le
strade cittadine e a Montalbino.
Manifestazione sportiva che ha
visto la partecipazione anche di
molti genitori che hanno affiancato
i loro figli per condividere insieme
la gara e una giornata all’insegna
dello sport. Noi allievi della scuo-
la “Solimena-De Lorenzo” abbiamo portato a casa ottimi piazzamenti, abbiamo ricevuto le congratulazioni dai docenti di scienze
motorie e dal dirigente scolastico.
Per il prossimo anno scolastico,
così come è stato richiesto, le ore
dedicate ai giochi sportivi sono
state aumentate, per dare a noi
ragazzi la possibilità di partecipare
a pratiche sportive diverse al fine
di favorire una crescita basata sui
valori della correttezza, del sacrificio e dello spirito di aggregazione
che promuove lo sport.
Inoltre, queste sono attività necessarie perchè contribuiscono e migliorano lo stato di salute e possono essere considerate anche come
luoghi e momenti di svago dopo le
ore dedicate allo studio delle materie scolastiche.
a cura degli allievi
del gruppo sportivo
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Scuola secondaria di I grado “Solimena - De Lorenzo”
Via Nola n. 1 - Nocera Inferiore - 84014 (SA)
tel. 0815176356 - Fax 0813615856
e-mail: [email protected]
e-mail certificata: [email protected]
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