Vento largo (40)

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Vento largo (40)
Vento largo (40)
presenta
"…e la polvere sospesa nell'aria si era alzata dal libro che avevo trovato.L'ho respirato,quel
libro,prima di vederlo. Prima ancora di leggerlo, ne ho sentito il sapore”. (Paul Harding)
Mentre ci addentriamo nella “nostra” stagione, ringraziamo Luca Milani per il generoso e ipnotico
show e ricordiamo, con onore e con piacere, l’appuntamento con Marino Grandi del 16 aprile. Nel
frattempo, come sempre, qualche buona lettura e qualche bel disco, che non fanno mai male.
(libri)
Jonathan Franzen, Libertà, Einaudi
Cosa succede quando due vicini politically correct si rivelano, o vengono svelati, nelle loro umanissime
debolezze? La risposta è in Libertà, monumentale sforzo di Jonathan Franzen descritto da lui stesso così:
“Questo è il lavoro: prendere tutta questa enorme carica che ti senti dentro e ti sembra che ti faccia
scoppiare, ma non è per nulla drammatica, e trasformarla in qualche cosa che valga la pena di leggere”.
Consigliatissimo.
Louise Erdrich, Passo nell’ombra, Feltrinelli
Nel raccontare un amore assoluto e impossibile, Louise Erdrich scrive come se avesse una partitura musicale
davanti, battendo su un ritmo poco mosso ma inesorabile e preciso. Bastano due citazioni (Joni Mitchell
all’inizio e Gordon Lightfoot alla fine) per delineare il tono di un romanzo duro, rigoroso e affascinante nella
sua definizione di un legame portato alle estreme conseguenze. Un capolavoro.
Joyce Carol Oates, Uccellino del paradiso, Mondadori
Cantante country & western affascinante e incantevole, Zoe Kruller viene scoperta cadavedere nel suo letto
dal figlio adolescente, Aaron. Due uomini saranno sospettati dal delitto, il marito e l’amante. Aaron
difenderà il padre, così come Krista (la figlia del concubino) incastrando intorno al delitto le ossessioni
famigliari dei figli e dei genitori nel crescendo inarrestabile della scrittura di Joyce Carol Oates.
Boris Biancheri, Elogio del silenzio, Feltrinelli
Il prodigio misterioso della memoria si rivela per Felix, giovane studente di filosofia, una pericolosa
arma a doppio taglio. Può ricordare milioni e milioni di dati e di date, e il suo primo insegnante il
professor Kobbe ne intuisce il potenziale politico, ma sarà un pericoloso Maestro a prenderlo come
consigliere e a usare la sua dote per vincere le elezioni. Un’enigmatica riflessione sulle caratteristiche più
effimere del potere e dei potenti.
David Storey, Il campione, 66thand2nd.com
Lo sport, e in questo caso particolare il rugby, come momento di redenzione e di formazione visto che Il
campione in questione è un operaio inglese che dentro le mischie ritrova un’identità e si trasforma in un
working class hero. Una riscoperta obbligatorio visto che Il campione ha avuto la sua giusta trasposizione
cinematografica e a suo tempo è stato salutato dall’entusiasmo del futuro premio Nobel, Doris Lessing.
(dischi)
Derek & The Dominos, Layla, Universal
Una caposaldo nella storia del rock’n’roll: Eric Clapton incontra Duane Allman e dall’incrocio delle due
Stratocaster nasce un capolavoro. Riscoperte in più riprese, le sessions di Layla arrivano a una nuova e
ricchissima versione che, almeno per il momento, va considerata definitiva per la quantità e per la
qualità del materiale riproposto. Ampia libertà di scelta sui formati: ce ne sono per tutti i gusti, chiedete
e vi sarà dato.
Bob Marley, Live Forever, Universal
L’ultimo concerto di Bob Marley tenuto allo Stanley Theatre di Pittsburgh, il 23 settembre 1980 è la
testimonianza di un uomo e un musicista che si sentiva “in missione” per le sue idee pacifiche e libertarie
e che, pur debilitato dalla malattia, diede un’enorme prova di forza e di coraggio. La sua voce si sarebbe
spenta l’11 maggio del 1981 (giusto trent’anni fa), ma è destinata a rimanere per sempre.
Rory Block, Shake’Em Down, Stony Plain
Dopo una lunga carriera all’insegna della qualità e del blues, Rory Block potrebbe permettersi anche qualche
divagazione o qualche distrazione e invece più coerente che mai si è dedicata alla riscoperta di dei bluesman
più intensi. Prima gli omaggi a Robert Johnson e a Son House, adesso quello a Mississippi Fred McDowell,
a cui ha dedicato tutto l’intero Shake’Em Down. Una collezione da non trascurare.
Black Joe Lewis, Scandalous, Universal
Il bis di Black Joe Lewis arriva con un disco ancora più solido e compatto dell’esordio: fortificati dai
numerosi concerti, lui e i suoi Honey Bears continuano a pestare duro con la loro miscela di rhythm and
blues e rock’n’roll, dove le chitarre (elettriche) incontrano i fiati e si accoppiano senza esitazioni. Tra
una canzone e l’altra spunta anche un omaggio a Solomon Burke a cui Black Joe Lewis deve parecchio,
se non tutto.
Brad Mehldau, Live In Marciac, Nonesuch
Inciso al festival di Marciac, in Francia, nel 2006, questa performance dal vivo (due CD e un DVD) propone
Brad Mehldau, ormai affermato tra i più grandi pianisti moderni, in tutto il suo eclettismo: se la condizione
tecnica è essenziale (ci sono solo lui e il suo piano), il repertorio è eccentrico e viaggia senza soluzione di
continuità da Cole Porter ai Beatles, dai Nirvana ai Radiohead. Considerevole.
(promemoria)
Un grande ed esclusivo appuntamento ci aspetta il 16 aprile: Marino Grandi, direttore del Blues, raccontarà
vita, morte e miracoli sulle colline del blues. Imperdibile.
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