BORIN, VIVALDI ED “IL PASTOR FIDO”

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BORIN, VIVALDI ED “IL PASTOR FIDO”
Città di Noale
Segreteria del Sindaco Michele Celeghin
Il giorno 24/11/2012 è venuto a mancare all'affetto dei suoi cari
CAV. MAESTRO ERNESTO BORIN
Lo annunciano la moglie Enrica Bassi, i figli Anna Enrica, Emanuela, Filippo Maria, la nuora, i generi, i
nipoti ed i parenti tutti.
La cerimonia si terrà presso LA CHIESA ARCIPRETALE
di NOALE
Il giorno 28/11/2012
Alle ore 15:00
La salma giungerà dall’Ospedale di Mirano e dopo la cerimonia proseguirà per la cremazione. Non fiori, ma
offerte all’associazione Amici del Cuore di Mirano. Si ringraziano sin d’ora quanti
parteciperanno alla cerimonia.
BORIN, VIVALDI ED “IL PASTOR FIDO”
“Ti sa Michele, l’anno scorso han fatto l’anno dell’Etrusco – diceva con la sua
inconfondibile erre moscia – chissà quest’anno facciano l’anno del Malamocchino!”,
ridendo, dopo la prova col papà, orgoglioso della sua terra d’origine, l’isola di
Malamocco, immersa nel silenzio della laguna veneta.
“Ma mia mamma era boema, però…” continuava, con quel sorriso immancabile a
raccontare di lui, negli incontri che seguono la musica o piuttosto quando
s’interrompevano le prove per pochi minuti là, nello studio dove si suona il pianoforte
assieme al flauto, dove si preparano i concerti o le messe vespertine della domenica di
Festa.
Ernesto Borin, “il maestro Borin” così era conosciuto a Noale, la sua Noale, dove
ha diretto per anni la Banda Cittadina “G. Verdi”:“ora si chiama Filarmonica però sai…”
mi diceva con la sua inossidabile ilarità; poi ha continuato la passione nelle vicine Spinea e
a Zero Branco, anche lì ha trasmesso la sua scuola di musica ai “bandisti” anche a loro ha
raccontato, spiegato la musica nelle note del suo flauto traverso o piuttosto dell’ottavino
che amava suonare nei pezzi con la banda o con l’amico Berlose alla chitarra.
Ha continuato, fino all’ultimo, a seguire la sua musica; chiedeva dei concerti, degli
interpreti, delle messe che si dovevano suonare, nonostante la fatica che anche le ginocchia
gli facevano sentire, nell’ultimo periodo.
Era il suo modo di pregare, di sentirsi vicino a Dio, un Dio appassionato dell’uomo
e della bellezza, che nelle note della musica, il “maestro Borin” pregava, nelle domeniche
di Festa.
Mi piace ricordarlo così, attento lettore dei fatti e degli avvenimenti del mondo, un
musicista che ha sempre saputo guardare con positività alle cose della vita, vissuta accanto
alla paziente Enrica, tra la casa all’angolo di via Gramsci e la casa dei suoi anziani, l’
“Allegri” di Salzano.
Ci piace ricordarlo a far Filò, nelle case, raccontando la musica, gli aneddoti del
quotidiano e della politica, le immancabili barzellette che sapeva raffinatamente mimare
anche nelle movenze.
Ora ci accompagna verso il Natale con le note di Vivaldi, la quarta sonata, il Pastor
Fido, che gli piaceva suonare nelle messe d’avvento e che ci ha lasciato come primo pezzo
del cd inciso assieme a papà, a Silvio, a Luigino Berlose…lì, davanti al leggìo ci manca già,
da ora.
Ciao Ernesto, ciao maestro Borin.
Michele Celeghin

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