L`importanza di chiamarsi Fasano. Un profumo d

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L`importanza di chiamarsi Fasano. Un profumo d
Un profumo d'Italia.
La Falconeria. Un amore millenario.
L'importanza di chiamarsi Fasano.
coco-chanel collana - fashion-fairy-blog.blogspot.com.jpg
In copertina Angelo Galasso - foto Archivio Galasso
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CULTURE
Giovani architetti portano energia verde al Maxxi.
Young architects bring green energy to Maxxi.
P 08
FASHION
Helena Montanarini. Lo stile intuitivo.
Helena Montanarini. The intuitive style.
P 15
FASHION
ExCELLENCE
Vintage.
Vintage.
P 22
CULTURE
Un profumo d’Italia.
An essence of Italy.
P 50
CULTURE
Marrakech: italiana e femminile.
Marrakech: italian and feminine.
P 64
Il lusso di un giardino.
Il giardino di Nicoletta.
The luxury of a garden.
Nicoletta’s garden.
P 82
FASHION
Angelo Galasso.
Angelo Galasso.
P 40
CULTURE
Sabrage.
Sabrage.
P 61
CULTURE
ExCESS
La Falconeria: un amore millenario.
Falconry: a millenary love.
P 74
index
CULTURE
L’importanza di chiamarsi Fasano.
The importance of being Fasano.
P 28
CULTURE
LUxURy
3
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Quarterly issued.
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"La bellezza non è un bisogno, ma
un'estasi."
Kahlil Gibran
Editoriale
“La bellezza genera un senso di
riflessione benevola sul significato
della propria esistenza nel mondo
naturale”.
Da sempre ho amato il bello. Da adolescente sceglievo i bei giardini, i
musei o i posti armoniosi per studiare, collezionavo libri d'arte, di
moda, di fotografia, di architettura.
Nella bellezza trovavo pace e serenità, quiete e benessere: stranamente, tutti sentimenti opposti a
quelli tormentati che hanno animato
la mano degli artisti che adoravo.
I grandi della pittura non erano
esseri tranquilli, ma vulcani di sentimento e genialità.
A sette anni ero con mio padre al
Louvre, davanti alla Monna Lisa, così
bella circondata da tutta quella
gente a fotografarla. Il suo sguardo
mi seguiva per tutta la sala e io vedo
ancora oggi in quegli occhi l'unico
grande amore platonico della mia vita.
Ricordo di aver gridato a mio padre:
"Me la compri?". Il bello è qualcosa che
rimane impresso per sempre.
E poi la moda. Opere d'arte da indossare, da sentire sulla pelle, sui piedi.
Piccole, grandi creazioni di artisti
come Valentino, Prada, Bulgari, che
hanno fatto la storia della moda.
Recentemente ho visitato il Museo
Ferragamo a Firenze, un posto quasi
mistico, dove potevi sentire lo spirito
di Salvatore Ferragamo.
Spirito è una parola che deriva dal latino spiritus, che letteralmente significa "soffio, respiro, alito", che a sua
volta deriva dal verbo latino spirare,
che vuol dire proprio "soffiare". Ecco
che cosa è la moda: un soffio , il
respiro di artisti, stilisti, artigiani, ricamatrici che creano qualcosa di bello.
E il bello ci fa sognare.
Nel momento difficile che l'Italia sta
attraversando, è importante riuscire
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a tutelare quei generatori di bellezza
che sono i nostri artigiani, le nostre
piccole imprese, le realtà che fanno
parte di quell'eccellenza di cui tanto
ci piace parlare. è bello leggere che
tre italiani su quattro hanno deciso di
acquistare prodotti rigorosamente
Made in Italy come regalo di Natale, è
bello sapere che molti vogliono rimboccarsi le maniche perché noi siamo
l'unica via d'uscita dai nostri problemi.
Patrizia Skaf
"La bellezza non è una bocca assetata, né una mano vuota protesa, è
piuttosto un cuore infiammato e
un'anima incantata."
Kahlil Gibran
"Beauty is not a need but an ecstasy"
Kahlil Gibran
“Beauty generates a sense of benevolent
reflection on the meaning of one's own
existence in the natural world”.
I have always loved the beautiful. As an
adolescent I chose beautiful gardens, museums or harmonious places for studying,
I collected books about art, fashion, photography and architecture.
I found peace and serenity, stillness and
wellbeing in beauty: strangely, all opposite
to the tormented feelings that had animated the hands of the artists that I adored.
The great painters were not tranquil
beings, but volcanoes of sentiments and
genius.
Editorial
In this difficult moment that Italy is going
through, it's important to be able to protect these generators of beauty which
our artisans are, our small companies,
the realities which is a part of the excellence that we like so much to talk about.
It's beautiful to read that three Italians
out of four has decided to buy products
that are rigorously Made in Italy as Christmas gifts, it's beautiful to know that
many are ready to roll up their sleeves
because we are the only solution to our
problems.
Patrizia Skaf
"It is not a mouth thirsting nor an empty
hand stretched forth, But rather a heart
inflamed and a soul enchanted."
Kahlil Gibran
When I was seven years old I visited the
Louvre with my father, in front of the
Mona Lisa, so beautiful and surrounded
by all those people that photographed
her. Her eyes followed me everywhere
in that room and still today I see the only
platonic love in my life in those eyes. I
remember that I shouted to my father:
"Can you buy it for me?” Beauty is something that remains imprinted forever.
And then fashion, Works of art to wear,
to feel on your skin, on your feet. Small,
great creations by artists like Valentino,
Prada, Bulgari, that have made fashion
history.
Recently I visited the Ferragamo Museum in Florence, an almost mystical
place, where you could sense the spirit
of Salvatore Ferragamo.
Spirit is a word that derives from the latin
spiritus, which literally mean "blow,
breathing, breath", which in turn comes
from the latin word spirare, that means
exactly "to blow". That's what fashion is:
a blow, the breathing of artists, stylists
and artisans,embroiderers that create
something beautiful. And the beautiful
makes us dream.
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TESTI LIV ENQVIST/FOTOGRAFIE GABRIELE LUNGARELLA E CESARE QUERCI
GIOVANI
ARCHITETTI
PORTANO
ENERGIA
VERDE
AL MAXXI.
Francesco Colangeli a lavoro
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L'architettura fa parte dell'esperienza umana, è qualcosa
che ci circonda, non importa se viviamo in un grattacielo
a Manhattan o in una gher in Mongolia: ha un grande impatto sulla qualità della nostra vita, ma è un impatto
spesso sottovalutato.
Ritroviamo l’architettura nel luogo in cui lavoriamo, giochiamo e creiamo; è uno specchio dei nostri ideali, la nostra preoccupazione per gli altri e l'ambiente.
C'è un modo di dire nella setta Shaker che afferma “se
qualcosa è sia necessario sia utile, non esitare a renderlo
anche bello” e questo è esattamente ciò che fanno gli architetti di stARTT, con straordinario talento.
Quest'anno si inaugura la prima edizione del concorso
yAP_MAxxI, young Architects Program, una collaborazione tra MoMa PS1 a New york e il Museo Nazionale delle
Arti del xxI Secolo di Roma.
L’evento, in America realizzato da dieci anni, è stato
creato con l'intenzione di promuovere talenti emergenti
nel campo dell’architettura. Il concorso è stato vinto dagli
architetti di stARTT con il loro progetto Whatami.
I partecipanti sono stati presentati ad una mostra simultanea a Roma e New york, dando all'architettura giovane
un palcoscenico internazionale.
Whatami è un poetico arcipelago verde, vissuto al meglio
a piedi nudi, che segue le forme fluide dell’architettura di
Zaha Hadid, con dei giganteschi fiori rossi che creano
ombra con il sole e illuminano durante la notte.
Il nome Whatami è l’anagramma di “What am I” declinazione industriale del primo puzzle inventato nel ‘700 a
scopo ludico-didattico da John Spilsbury; un gioco che
vuole essere anche un omaggio alle mappe geografiche
di Alighiero Boetti, a cui è dedicato il piazzale del MAxxI.
scono cooperare riuscendo a fare molto di più.
Focalizzano la loro produzione su trasformazioni di ambienti creati dall'uomo, lavorano su
progetti di varie dimensioni e complessità, sempre attenti
a come l'architettura si collega con il paesaggio urbano e
il luogo stesso e a come usare le risorse in modo corretto.
x ha incontrato Capra, Castaldo e Colangeli nel loro bellissimo studio a Roma, situato in un vecchio mulino con
vista su un acquedotto romano.
Quando ho chiesto loro com’è fare l’architetto in un
paese così ricco di storia quale è l'Italia, mi hanno risposto
che non è molto facile, poiché i giovani architetti non sono
considerati in grado di eseguire progetti pubblici.
Con Whatami hanno però dimostrato il contrario, rappresentando non solo loro stessi ma una generazione di
giovani architetti.
Lavorare in una città come Roma crea sfide particolari:
ogni strato della città e ogni edificio ha il suo significato e
lo spazio è limitato. Oggi la bellezza non è riprodurre l'antico, ma continuare ad andare avanti e creare qualcosa di
significativo nella società contemporanea. Nei paesi in
crescita economica ci sono molte più possibilità e ottimismo, ciò rende le cose più facili.
Chiedendo se sono mai stati in una struttura o posto così
interessante da non volerlo più lasciare, hanno elencato
Uno spazio vuoto di cemento è stato trasformato in un
giardino mobile che la gente può usare in libertà, un
prato dove sdraiarti senza sporcarti.
Un segno chiaro del successo del progetto è stato vedere bambini euforici giocare, sguazzare in acqua e scivolare sull’erba. Arrivavano la mattina, aspettando che il
museo aprisse, portando i loro genitori e i cestini col
pranzo.
Un progetto culturale spesso rischia di essere di nicchia
e per pochi intenditori, mentre in questo caso ha conquistato l'apprezzamento di un vasto pubblico. è stato
usato come scenografia per concerti ed esibizioni durante l'estate e anche per i corsi di tai chi.
stARTT, abbreviazione di studio di architettura e trasformazioni territoriali, nasce nel 2008 da un’idea di Simone
Capra e Claudio Castaldo, che lavorano con Francesco
Colangeli e Andrea Valentini. Non sono molto impressionati dallo star system dell’architettura di oggi, preferi-
Whatami, Maxxi
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Castel del Monte in Puglia, la qasba di Tozeur in Tunisia e
il monte Nemrut nella Turchia orientale, confermando che
le loro fonti d'ispirazione nascono da suggestioni molto
diverse.
Per loro, ogni progetto inizia con una ricerca e riflessione
sullo spazio fisico, per capirlo e per comprendere la sua
relazione con il resto della città o paesaggio, per trovare
il modo giusto per interpretarlo.
Anche nel progetto Whatami mi sembrano ben completarsi l’un l'altro: a Castaldo piace interagire con gli operai
sul sito del progetto, Colangeli cura la parte iniziale con le
bozze, schizzi e disegni, Capra gestisce le comunicazioni,
è il portavoce di stARTT.
Tutti gli elementi di design di Whatami verranno riciclati e
usati per altre parti della città, così si inizia a parlare di sostenibilità.
Capra cita il filosofo André Gorz, fondatore di ecologia politica, studia le relazioni tra fattori politici, economici e sociali dei cambiamenti e problemi ambientali. Afferma
anche che il cambiamento verso la sostenibilità giunge
con un prezzo da pagare.
Invece di sostenibilità, gli architetti di stARTT preferiscono
parlare di uso di risorse in modo corretto, indipendentemente dal tipo di materiale utilizzato: le cose possono essere biodegradabili, ma mai veramente sostenibili. Quella
parola viene ormai usata per il marketing, a stARTT preferiscono parlare in termini di riciclo e riuso.
Che dire della loro casa da sogno, come sarebbe fatta e
dove?
Castaldo dice di avere sempre avuto un rapporto conflittuale con la sua professione, perché la sua casa ideale
sarebbe sotto un albero accanto un fiume. Un architetto senza casa è sicuramente un’idea divertente. Poi
aggiunge, «non è vero, mi piace troppo stare in mezzo
alla gente». Colangeli creerebbe uno spazio cucina-salotto-terrazza: ama la promenade della colazione.
stARTT ha un desiderio: vorrebbero lavorare di più con
il lato pubblico della città, con scuole, musei, edifici pubblici e case popolari. «Sarebbe la cosa più bella per noi»
dice Capra.
L'uomo è facilmente adattabile e si abitua a quasi tutto,
per esempio a stare fermo nel traffico per due ore ogni
giorno. L'architettura offre la possibilità di migliorare le
cose, per fare la differenza.
Castaldo racconta che quando arrivò il materiale per costruire Whatami, piazzale Flaminio a Roma è stato riempito
con 70 balle di fieno, con madri che spiegavano ai bambini che si trattava di ciò che mangiano gli animali, gli anziani chiedevano quando sarebbero arrivate le mucche.
L'architettura può svelare i valori nascosti di un luogo e
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sottolinearne le qualità. Una casa sull'albero ti fa sentire
diverso da una cattedrale, uno può sentirsi libero come
sul tetto dell'Opera di Oslo o piccolo camminando su Karl
Marx Allée a Berlino.
Sicuramente l'architettura ha un impatto più forte sulla
nostra vita di quello che pensiamo. E una parte di tutto
ciò sta nelle mani degli architetti.
Per questo motivo spero di vedere più progetti di stARTT
in futuro.
Non importa se a piedi nudi.
Da sinistra: Simone Capra, Francesco Colangeli e Claudio Castaldo a lavoro
Whatami, Maxxi
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YOUNG ARCHITECTS
BRING GREEN ENERGY TO MAXXI.
Architecture is a part of the human
experience and something that surrounds us all, no matter if we live in a
skyscraper on Manhattan or in a gher in
Mongolia. It has a great but often unmentioned impact on the quality of our
lives, it's where we work, play and
create. It's a mirror of our ideals, our
concern for others and the environment.
There is a rule of thumb for Shaker creations that says "if something is both necessary and useful, don't hesitate to
make it beautiful" and that is exactly
what the architects from stARTT do with
extraordinary talent.
maps of Alighiero Boetti, which the
square of the MAXXI is dedicated to. The
empty flat concrete space was transformed into a mobile garden where people
got a space that they were allowed to
use freely, a lawn where you could lay
down without getting dirty. As a sure
signs of the successful project was seeing euphoric children playing, splashing around in the water and sliding
down the grass. They were waiting in
the morning for the museum to open,
bringing their mothers and lunch boxes
along. A cultural project often run a risk
to be for the selected few but this truly
won the appreciation of a large audience. It was used as a stage for the
This year marks the
d e b u t o f t h e YA P
MAXXI Young Architects Program, a partnership between
MoMA PS1 in New
York and the National
Museum of XXI Century Arts in Rome. It
was created with the
intent to promote
emerging young talents within the field of
architecture and has
been going for over
ten years in the US.
The competition was
Lo studio di strARTT
awarded to StARTT
and their project Whatami. The partici- summer's exhibitions and concerts and
pants were presented on a simultaneous even for tai chi courses.
exhibition in Rome and New York giving
locally endangered architecture an in- stARTT, stands for office for architecture
and territory transformations, the studio
ternational stage.
was born in 2008 from an idea by Simone
Whatami is a poetic green archipelago, Capra and Claudio Castaldo, they work
best experienced barefoot, that follows together with Francesco Colangeli and
the fluid forms of Zaha Hadid's architec- Andrea Valentini. They are not too imture, with gigantic red flowers that pro- pressed with the star system of today's
vides shadow when it's sunny and lights architecture, much better to cooperate.
up at night. Whatami is the corruption of They focus their production on man"What am I", the industrial declination of made environment transformation at difthe first puzzle invented in the XVIII cen- ferent scales and complexity, always
tury for fun-learning by John Spilsbury, with the mind on how architecture conit could be dismounted along the geo- nects with the urban landscape and the
graphic boundaries; a tribute to the site itself and a good use of resources.
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Ex met Capra, Castaldo and Colangeli in
their beautiful studio in Rome, an industrial loft situated in an old mill, with the
view of a Roman aqueduct just outside
the window.
When I asked them about what it's like
to work as an architect in a such a historically rich country as Italy they say
that it's not very easy since young architects are not considered able to pull
off a public projects. With Whatami they
have again demonstrated the opposite,
representing not only themselves but a
generation of young architects. To work
in a city like Rome creates a special kind
of challenge; every layer and building
has its meaning and the space is limited.
Beauty today is not to
reproduce the antique
but to continue ahead
and to create something meaningful within today's society.
Younger countries in
economical growth
have other possibilities and an optimism,
in a way it's easier.
Asking if they have
ever been in a building
so interesting that
they didn't want to
leave they answer the
Casteldelmonte castle
in Apulia, the kasbah
of Tozeur in Tunesia and Mount Nemrut
in Eastern Turkey, they do for sure draw
inspiration from very different kind of
places. For them it's fundamental for
every project to start with research and
reflection on the physical space, to understand it and its relation to the rest of
the city or landscape, to find a correct
way to interpret it. On the question what
part they enjoyed most with the Whatami project they also complete each
other well: Castaldo really likes to interact with the construction workers onsite, Colangeli likes the initial phases like
drawing, Capra is the one managing the
social part.
The Whatami design elements will be re-
cycled and used to rehabilitate other
areas in the city and we come to talk
about sustainability.
Capra cites the philosopher and André
Gorz, founder of political ecology where
you study the relationships between political, economic and social factors with
environmental issues and changes. He
says that also the change to sustainability comes with a prize to pay.
Instead of sustainability he prefers to
conflictual relation to his profession, if
he's create a house he says maybe it
would be a hut under a tree by a river.
An architect without a house is for sure
an amusing idea. Then he adds that it's
not true because he likes being with
people too much. Colangeli would
create a space that is kitchen, living
room and then terrace - he likes the
"breakfast promenade". stARTT has a vision, they would like to work more with
hay bales, piazza Flaminio in the centre
of Rome was full with 70 hay bales, there
were mothers explaining to their children that it is what animals eat, elders
asked when the cows were coming.
Architecture can reveal the hidden
value of a place, to underline it's qualities. A tree house makes you feel different than a cathedral, you can feel free
as on the roof of Oslo's opera house or
tiny when walking on Karl Marx allee in
the public side of the city, with schools,
museums, public buildings and council
houses. That would be the most beautiful thing for us, says Capra.
Berlin. It sure has a stronger impact on
our lives than we can think. A part of this
lays in the hands of the architects. For
that reason I hope to see more of
stARTT projects in the future. I don't
mind if barefoot.
Lo studio di stARTT
talk about using resources in a correct
way, independently of what kind of materials you use, things can be biodegradable but never really sustainable. That
word has become something that is
used for marketing. stARTT prefer to use
talk in terms of recycling.
What about their dream house, what
would it look like, where would it be? Castaldo says he has always had a kind of
Man is very adaptable and get used to
most things, for instance getting stuck in
traffic jam for two hours every day. Architecture gives you the possibility to
make things better, to make a difference.
Castaldo says that when they got the
13
14
Il suo stile intuitivo l ’ha posta ai vertici del
mondo dell ’alta moda: Helena Montanarini,
uno dei nomi più rispettati tra le consulenti di
moda e buyer specializzati in marchi di lusso in America
Latina, ritiene che il suo biglietto da visita siano i suoi
capelli, una chioma di ricci ribelli che incorniciano un volto
sempre sorridente. In realtà, è il suo fiuto che ha saputo
trasformare un semplice soggiorno a Parigi alla fine degli
anni 70 in una vertiginosa carriera costellata di successi.
Ci sono stati due episodi decisivi nella mia vita: il primo è
stato il periodo trascorso a Parigi, il secondo è stato l’incontro con Giorgio Armani. Ma andiamo per ordine: ero
andata in Francia per
studiare allo Studio
Bercot e, in qualità di
giornalista, avevo via libera a tutte le sfilate,
un privilegio che mi ha
trasformato rapidamente in una “spia della
moda”. Il Brasile era
avido di nuove tendenze e, a causa della
dittatura, relegato ai
margini del mondo. Io,
invece, avevo tutto a
portata di mano, perciò
cominciai a inviare reTESTI CHIARA RIMOLDI
golarmente plichi di inFOTOGRAFIE ARCHIVIO PERSONALE DI HELENA MONTANARINI
formazioni alle industrie
tessili brasiliane. Il mio
nome è iniziato a circolare così. Ho organizzato la prima
sfilata di stilisti stranieri in Brasile, utilizzando tessuti brasiliani e attraendo icone della moda del calibro di Jean
Paul Gaultier. Scrivevo per la rivista americana Interview
e avevo una colonna in Vogue Brasil. Proprio in quegli
anni mi resi conto che non avevo la minima vocazione per
diventare stilista, così quando ritornai in Brasile nel ‘85
aprii un ufficio di consulenza di moda. Nel 1988 mi chiamò
Vila Romana, che aveva appena ottenuto la licenza per la
diffusione di Giorgo Armani in Brasile: è stato Giorgio a
scegliermi, da lui ho imparato molto, soprattutto l’attenzione per il dettaglio. Tutto è dettaglio nella moda di
lusso, dall’uniforme degli impiegati al cocktail servito
nelle sfilate.
Alcuni anni dopo, il Brasile uscì dalla politica di protezionismo e aprì le porte all’importazione e a quel punto le
grandi case di moda preferirono l’esportazione diretta al
licensing. Decisi di presentare un progetto di un negozio
multimarca di moda maschile a Eliana Tranchesi, che,
Helena
Montanarini
lo stile intuitivo
15
all’epoca, era la proprietaria di DASLU, il centro commerciale più lussuoso di San Paolo. Così nacque DASLU
Homem, che in breve diventò il più grande marchio di abbigliamento per uomo in tutto il Sud America. In 7 anni ho
portato in Brasile più di 60 marche, di cui 40 italiane.
Attualmente sto lavorando esclusivamente alla creazione
di una linea uomo di Le Lis Blanc, che uscirà in febbraio.
La mia collaborazione con l’Italia continua, i marchi italiani
che vogliono entrare in Brasile prima bussano alla mia
porta e poi a quella del Consolato. Credo molto in una
proficua joint venture con l’Italia; il Made In Italy è tuttora
molto caro per il Brasile e le tasse applicate sull’importazione rendono questo processo ancora più proibitivo:
finora solo le marche più rinomate sono riuscite a varcare
le frontiere brasiliane, ma ne
esistono tante altre di
altissima qualità che sono
sconosciute al consumatore
brasiliano. La soluzione ideale
è l’unione del know how italiano (sartoria, ricamo, tessitura, ecc.) con le industrie
locali e la produzione per il
mercato interno, che è poi
quello che sta succedendo in
Cina, Turchia, Portogallo. Sarebbe un punto di incontro
possibile tra i due paesi e la
nostra manodopera ne trarrebbe grande vantaggio. Il
Made in Italy per il Brasile è
magico, è un concetto che ingloba moda, qualità e lusso.
Il Brasile, dal canto suo, va di
moda, desta curiosità. La nostra partecipazione come
Guest Nation a Pitti Uomo ne è
stata la conferma, gli stilisti
brasiliani hanno riscosso
enorme successo e il limitato volume delle vendite non è
sintomatico di un mancato interesse da parte delle multibrand, bensì conseguenza diretta del prezzo, i nostri
capi di abbigliamento sono ancora troppo cari per
l’esportazione.
Oggi la moda è un movimento internazionale, la creatività
e l’ispirazione vengono da tutto il mondo, è un viaggio collettivo. Il brasiliano possiede uno stile molto più definito
rispetto al passato, non esiste più la necessità di copiare,
vent’anni fa copiava, adesso esistono stilisti che creano.
Credo molto nel potenziale dell´America Latina, sarà una
musa ispiratrice negli anni futuri, esporteremo creatività.
Lo stile è un componente essenziale di una persona, per
questo ho creato un breve corso di quattro lezioni intito16
lato “come scoprire il proprio stile”. Quando si possiede
uno stile è come se si avesse una marca, le persone si ricordano di te, per esempio, se hai stile non riceverai mai
un regalo sbagliato, perché le persone sanno sempre
quello che ti piace, non si sbagliano mai sui tuoi gusti.
Ho un look molto pulito, oserei dire quasi minimalista, uso
una gamma di colori piuttosto neutri: bianco, nero, grigio
e blu marino e prediligo il rosso negli accessori. Il mio stile
non cambia secondo le tendenze, in ogni nuova collezione io cerco degli abbinamenti che mi rispecchino.
Quando apro il mio armadio trovo esattamente quello che
voglio indossare, l’armadio non può diventare un archivio
di moda con capi abbandonati da decenni. Quando compro sono molto selettiva, mi preoccupo della qualità dei
tessuti, prediligo pantaloni di lino, camice con tagli perfetti, l’indispensabile pashmina. Viaggio solo con un bagaglio a mano e, per soggiorni brevi, organizzo tre look in
sintonia uno con l’altro, due paia di scarpe, un paio di orecchini da sera e, succede spesso che uscendo dall’ufficio vada direttamente a una cena di lavoro, ho
sempre con me una necessaire (di satin o paillettes) versatile che si trasforma
in borsa da sera.
Eccesso, Lusso ed Eccellenza.
Eccesso: Nel vestirsi, si può sempre eliminare qualcosa, liberarsi da quell’eccesso
è ottimo. Nella vita è uguale, quanto più si riesce ad essere minimalisti meglio è,
l’eccesso non è sostenibile, per cui avere eccesso significa non essere politicamente corretti. Nella moda l’eccesso non è chic, il comportamento di per sé non
è elegante, come qualcuno che compra 10 borse di Hermès, di colore diverso…
e, per assurdo, non esiste peccato nella moda, Anna Dello Russo ne è l’esempio
vivente, se la cosa viene fatta con sicurezza smette di essere eccesso e si trasforma in stile.
Lusso: Vivere facendo quello che si vuole, essere sé stessi, avere il proprio stile,
non vestirsi in funzione degli altri, essere se stessi dentro la propria pelle.
Eccellenza: Quando tutto è in perfetta sintonia, come un’orchestra, tutto combacia, non esistono note stonate. Può essere una vetrina ben allestita o un
piatto preparato con estrema attenzione, l’eccellenza per me è il dettaglio, quel
dettaglio che fa la differenza.
HELENA MONTANARINI. THE INTUITIVE STYLE.
Her intuitive style has consecrated her in the heights of the
fashion world, Helena Montarini is one of the most respected names of fashion consultants and buyers specialized in
luxury brands in Latin America. She says that her business
card is her hair, rebellious curls that frame a face that always smiles; in reality it's her nose for trends that understood how to transform a ordinary stay in Paris in the end of
the seventies into a dizzying career studded with success.
There have been two decisive episodes in my life, the first
one was the time I spent in Paris, the second one was when
I met Giorgio Armani. But let's start with the first one, I went
to France to study at Studio Bercot, and being a journalist I
had free access to all the fashion shows, it was a privilege
that quickly transformed me into a "spy of fashion". Brazil
www.kristinati.it
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was hungry for new trends because of the dictator and because it was situated on the margins of the world. I, on the
other hand, had everything close, so therefore I started to
regularly send packages with information to the Brazilian
textile industry. That's how my name started to circulate. I
organized the first fashion show with foreign designers in
Brazil, using Brazilian textiles and attracting fashion icons
of the caliber of Jean Paul Gaultier. I wrote for the American
magazine Interview and I had a column in Vogue Brazil. It
was exactly during those years that I discovered that I didn't have even a minimal vocation to become a designer,
when I returned to Brazil in 1985 I opened a fashion consulting firm. In 1988 I was called up by Vila Romana, who just
had obtained the license for Giorgio Armani in Brazil: It was
Giorgio who had chosen me, I have learnt a lot from him,
most of all attention to detail. Everything is a detail in luxury
fashion, from the employee's uniforms to the cocktails served at the fashion shows.
Some years later, Brazil abandoned the policy of protectionism and opened the doors
to import. At that point the big fashion houses preferred direct export to licensing. I
decided to present a project with a men's fashion multi-brand store to Eliana Tranchesi, who at the time was the owner of DASLU, the most exclusive commercial centre in Sao Paolo. That's how DASLU Homem was born, which rapidly became the
largest clothing brand for men in entire South America, I brought more than 60
brands to Brazil in 7 years, 40 of them were Italian. Currently I'm working exclusively
on the creation of a new men's collection for Lis Blanc, which will come out in February.
My collaboration with Italy continues, the Italian brands that wants to enter in Brazil knocks on my door first and then on the Consulate's. I deeply believe in a profitable joint venture with Italy; the Made In Italy is still very expensive for Brazil and
the tax added on imported goods makes this process even more prohibitive, until
now only the most renown brands have been able to cross the Brazilian borders, but
there are a lot of other high quality brands that are not known to the Brazilian consumer. The ideal solution is a union of the Italian know how ( tailoring, embroidery,
weaving etc) with the local industry and to produce for the internal market, that's
what's happening in China, Turkey, Portugal. It could be a possible meeting point
between two countries and our manpower would greatly benefit from this. The Made
in Italy is magical for Brazil, it's a concept that englobes fashion, quality and luxury.
Brazil is trendy and arouses curiosity. Our participation as
Guest Nation at Pitti Uomo was a confirmation on this, Brazilian designers has reaped enormous success and the limited volume of sales is not a symptom of a lack of interest
from the multibrand stores but a direct consequence of the
price, our clothing is still too expensive to export.
Fashion is an international movement today, the creativity
and the inspiration comes from all the world, it's a collective journey. The Brazilian has a style much more defined
now compared to the past, there is no longer the need to
copy, twenty years ago they copied but now there are designers that create. I do really believe in the Latin America's
potential, it will be an inspirational muse in the years to
come, we will export creativity.
Style is an essential component of a person, that why I creawww.kristinati.it
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ted a short course with four lessons called "how to discover
your own style". When you have a style it's as if you had a
brand, people remembers you, for instance, if you have style
you'll never receive a gift that's not good, because people
will always know what you like, they will never be mistaken
on what you like.
I have a very polished look, I dare to say almost minimalist,
I use quite a neutral range of colours: white, black, grey and
marine blue, I prefer red accessories. My style doesn't
change with trends, in every new collection I look for combinations that reflects me. When I open my wardrobe I find
exactly what I want to wear, the wardrobe can't be an archive of fashion with items abandoned since decades. When
I shop I'm very selective, I'm concerned by ht equality of the
textiles, I prefer linen trousers,
shirts with a perfect cut, the indispensable pashmina. I only
travel with hand luggage and
for shorter stays, I organize
three looks in matching each
other, two pair of shoes, one
pair of earrings for the evening.
It happens often that I go directly from the office to a business
dinner, I always have a pouch
(in satin or with sequins) which
is easily transformed into an
evening bag.
EXCESS, LUXURY AND EXCELLENCE.
EXCESS: When dressing, one
can always eliminate something, to get rid of that kind of
excess is great. In life it's the
same, the more you are able to
be a minimalist the better, excess is not sustainable, therefore to have excess means not
being politically correct. In fashion excess isn't chic, the behavior itself isn't elegant, as when someone buys ten Hermès bags in different colours...and, by contradiction, there is
no sin in fashion. Anna Dello Russo is a living example, if the
thing is done with confidence it stops to be excess and becomes style.
LUXURY: Living doing what you want to do, to be yourself, to
have your own style, to not dress according to others, to be
yourself in your own skin.
EXCELLENCE: When everything is in perfect harmony, as an
orchestra, everything matches, there are no wrong notes. It
can be a shop window decorated well or a dish prepared
with extreme attention. To me excellence is the detail, that
detail that makes the difference.
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Ecco a voi il mio personale
elenco di un “ponte stilistico”
tra Brasile e Italia.
BRASILE
John John: è il jeanswear della nuova generazione, giovane, raffinato, ricercato nei particolari. è un jeans d’autore, con collezioni esclusive in edizione limitata.
BO.BÔ: è una linea femmiline Boho-chic (Boheme Chic) che
unisce i tessuti indiani alla sensualità brasiliana, si rivolge
a un pubblico dai 35 ai 45 anni, esprime divinamente lo
stile della donna brasiliana.
Vanessa Montoro: ha avuto un riscontro molto positivo a
Pitti, è una stilista attenta ai dettagli, predilige la produzione artigianale, soprattutto l’uncinetto, i suoi vestiti da
sposa sono un’opera d’arte.
Richards: è delicato, usa tessuti di altissima qualità, è una
specie di Ralph Lauren brasiliano. Incarna il guardaroba
carioca per eccellenza, capace di offrire un vasto assortimento di moda informale e al tempo stesso elegante.
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Richards
John John
Vanessa Montoro
http://abest.com.br/blog
ITALIA
Kristina Ti: all’inizio disegnava lingerie molto
ricercata, poi invece ha esteso la sua creazione all’abbigliamento, la collezione primavera-estate 2012 è ispirata a Bahia e alle
protagoniste dei racconti di Jorge Amado.
Rispetto molto Cristina Tardito perché
cambia, ma rimane sempre fedele a se
stessa.
Aspesi: sia la linea femminile che maschile
è estremamente attuale e di qualità impeccabile. Non esiste una marca del genere in Brasile, destinata a un pubblico dai
25 ai 45 anni e con lo stesso livello di finitura, di tessuti e di sartoria.
Ethic: è una linea giovane e accattivante, le
stampe rivelano una ricerca approfondita
e incarnano lo stile e l’eleganza italiana. Il
concetto di sviluppo sostenibile è proporzionato ad un prezzo abbordabile, due fattori che non sempre sono compatibili, ciò
la rende un candidato ideale per il mercato
brasiliano.
Here it is my personal list
of "stylistic bridge"
between Brazil and Italy.
BRAZIL
John John: it's the new generation of jeanswear, young, elegant, refined details. It's unique and original jeans, with exclusive limited edition collections.
BO.BÔ: it's a feminine Boho-chic line (Boheme Chic) that
combines the Indian fabrics with Brazilian sensuality, it's aiming at an audience aged 35 to 45 years, and expresses the
style of the Brazilian woman divinely.
Vanessa Montoro: she had very positive feedback at Pitti, it's
a designer attentive to detail, prefers handicraft production,
especially the crochet, her wedding dresses are a work of
art.
Richards: it's delicate, with highest quality fabrics, it's a kind
of Brazilian Ralph Lauren. It embodies the Rio wardrobe by
excellence, offering a broad assortment of casual yet elegant fashion.
ITALY
Kristina Ti: first she designed refined lingerie,
but then expanded to create clothing. The
spring-summer 2012 collection is inspired by
Bahia and by Jorge Amado and the protagonists
in his stories. I deeply respect Cristina Tardito because she changes, but always remains true to
herself.
Aspesi: both the male and female line that is
extremely timely and of impeccable quality.
There is no brand of its kind in Brazil, aimed at
an audience aged 25 to 45 years and with the
same level of finish, fabrics and tailoring.
Ethic: it's a line is young and attractive line, the
prints reveal a thorough research and embodies the Italian style and elegance. The
concept of sustainable development is proportionate with an affordable price, two factors
which are not always compatible, which
makes it an ideal candidate for the Brazilian
market.
Ethic
Kristina T
Aspesi
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22
TESTI LUCIO PELLEGRINO
Sembra difficile parlare, in questi turbolenti tempi, da molti definiti di crisi,
di moda e soprattutto di estetica vintage, dal momento che subito si potrebbe pensare a un’idea di superficialità e di decadenza degna delle migliori apparizioni di Boni de Castellane
o Drieu La Rochelle. Invece, volgere lo
sguardo al passato è forse uno degli
atti di maggiore profondità e avvenirismo che si possa compiere. E forse
gli stessi anni ’30, anche solo focalizzandoci sulla loro sensibilità di gusto
e di abbigliamento, potrebbero darci
delle chiavi di lettura fondamentali
per capire il presente e per darci un
barlume di speranza per il futuro.
Tuffarsi quindi alla ricerca di pezzi
unici “d’annata” può essere più che
un amuleto per scacciare cattivi presagi che aleggiano nella nostra attuale quotidianità.
Molti elementi storici accomunano les
années ‘30 a oggi. Si veniva dalla crisi
del ’29, i cui strascichi permanevano
in ogni settore e classe sociale, e le
possibilità materiali erano ridotte. Nonostante un certo alone di pessimismo, gli stilisti e la moda, proprio per
ovviare a determinati problemi dovuti a una congiuntura più che sfavorevole, cercavano soluzioni alternative per non perdere mai quella ricerca della bellezza che poi rimane
ancora di salvezza e tutto eternizza.
Se Coco Chanel iniziava a produrre
abiti seriali in wool jersey, d’altro
canto Madeleine Vionnet dava lustro
alle forme femminili con abiti dalle
linee rivoluzionare in finissimo crêpe.
Il desiderio, molto simile a quello dei
nostri giorni, di bilanciare i costi di
produzione e la volontà di non sminuire mai la silohuette dei corpi su
cui sempre incantevoli abiti e accessori devono posarsi, ha dato vita a
creazioni che rimangono immortali.
Realizzazioni che sono - e non potrebbe essere altrimenti - continua
fonte di ispirazione per le odierne
maison di moda e per tutti gli appassionati intenditori o semplici curiosi
che capiscono il valore di master-
piece che rimangono nel tempo e
che fanno capire come anche momenti di difficoltà globali possano invece essere occasioni di rinascita
artistica e culturale. Basti pensare,
ad esempio, al glamour hollywoodiano che nonostante tutto impazzava in quegli anni e che può avere
punti di contatto, seppur con le dovute differenze, con la spasmodica ricerca di celebrità dei nostri tempi.
Allora non è follia ammirare i sandali
creati da Salvatore Ferragamo per
Judy Garland nel 1938 e prendere
tale opera d’arte come un vero
punto di inizio per gli attuali fashion
designer. In fondo, il crollo di Wall
Street e gli spettri di una seconda
guerra mondiale erano più che presenti, ma questo non impediva il perseguimento del bello e anzi celebrava
una gioia di vivere molto meno abbottonata di altri periodi, oltretutto
condita da un maggiore tocco di praticità sartoriale dovuto anche alle esigenze economiche del periodo.
“Qualcuno” dice che tutto ciò che è
arte, design, moda sia iniziato con gli
anni ’30. Può forse sembrare un’affermazione radicale, ma ci sono degli
elementi che la nostra sensibilità
estetica odierna ha sicuramente assorbito e che è bene a volte ricordare
per non abbandonare la speranza in
un futuro e in una moda migliore, che
non perde mai il touch con un passato sempre così presente.
coco-chanel - chungkitblog.wordpress.com.jpg
Semmai esista un simbolo dello stile e della
moda dei primi del '900 questa non può che
essere Coco Chanel con i suoi abiti che hanno
liberato la donna e l'hanno resa leggera e
seducente come non mai
Nella pagina accanto:
Sandalo Ferragamo realizzato per Judy Garland.
Partito da Bonito in provincia di Avellino,
Salvatore Ferragamo è stato tra i primi a realizzare il sogno americano e a creare quella
sinergia artistica con il mondo di Hollywood per
cui ha realizzato calzature uniche e grande
simbolo di quegli anni ruggenti.
Gli Anni ’30
e la loro
modernità.
23
la “Schiap”, come la chiamavano in
Francia, ha dato vita a “opere” senza
tempo. Da non perdere.
- E poi, chiaramente, come fare a
meno di un abito, o anche solo di un
accessorio, di una “certa” Coco
Chanel che in quegli anni ascendeva
nell’Olimpo del fashion. Anche realizzando abiti dalle linee morbide e per
tutte le occasioni, come ad esempio
dei leggerissimi beach pyjamas.
- Infine, è difficile prescindere da un
grande bottier italiano quando si parla
di fondamenta della moda. ChiaraAlcuni consigli per gli
appassionati o semplici
neofiti del vintage, che
non dovrebbero mai far
mancare alcuni pezzi
simbolo degli anni ’30 nel
loro guardaroba.
- Sicuramente vero must
have, un vestito da sera
realizzato con linee diagonali dalla prestigiosa maison Madeleine Vionnet.
Uno dei più grandi meriti
che bisogna attribuire alla
stilista francese è proprio
quello di aver liberato le
forme femminili dai compassati busti e corsetti
dei primi del ‘900, regalando opere che sono
quanto mai attuali e che
donano splendore al
corpo delle donne riuscendo a tirar fuori la loro
Coco-Chanel - obsession-in-vogue.blogspot.com.jpg
ammaliante luce interiore.
- Un altro capo cult, o forse è meglio mente è facile capire a chi ci si riferiparlare al plurale: gli abiti di Elsa sce: Salvatore Ferragamo. Le sue
Schiapparelli. L’introduzione infatti di calzature già in quegli anni erano un
un semplice accorgimento proprio vero oggetto di desiderio per donne
negli années ‘30 ha rivoluzionato non e uomini di tutto il mondo, quindi avere
solo il modo di vestire, ma anche delle scarpe originali di quel periodo
quello di indossare. Parliamo della zip, non potrebbe far altro che dar lustro
ovviamente. Ma è solo uno dei motivi al vostro armadio e alla vostra figura.
per cui è difficile non possedere un
abito della fashion designer italiana
che tanto ha inciso nell’estetica della
Madeleine Vionnet mostra uno dei suoi famosi
moda. Fin dal suo maglione, dalle micro modelli di vestiti unici realizzati con taglio
linee liberatorie, color navy e crema obliquo, capi che hanno rivoluzionato il concetto
di abbigliamento e grande must del vintage.
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Coco Chanel icona di sempre sia per la sua
personalità che per le sue opere che risentivano dell'indubbio carisma di una donna e di un’
artista tanto eclettica quanto anticoformista.
In questa pagina:
Salvatore Ferragamo, il suo genio e la creatività simbolo senza
tempo del Made in Italy, in una scena di attività quotidiana mentre
fà provare una delle sue creazioni ad una dama del tempo.
Nella pagina seguente:
Ferragamo e le sue opere d'arte qui in una foto d'archivio dal
fascino incredibilmente klimtiano. Calzature realizzate secondo
i migliori principi di tradizione artigianale assolutamente italiana
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VINTAGE:
THE 30'S AND THEIR MODERNITY.
It seems difficult to speak, in these turbulent times, defined by many as a chrisis, about fashion and vintage aesthetics,
since you could immediately have the
idea of superficiality and decadence
worthy of the best appearances of Boni
de Castellane and Drieu La Rochelle. Instead, looking at the past is one of the
greatest acts of depth and futurism that
one can accomplish. Perhaps the same
'30s, even if just focusing on their sensibility of taste and fashion, may give us the
keys to fundamental understanding of the present and to give us
a glimmer of hope for the future.
That is, to dive in for a search of
unique vintage may be more than
an amulet to ward off bad omens
that lurk in our everyday life today.
Today has many historical elements in common with the 30's.
One came out of the crisis of '29,
whose trains persisted in all sectors and social class, and the material possibilities were reduced.
Despite a certain aura of pessimism, fashion and the designers,
just to overcome certain problems due to a rather unfavorable economical situation,
sought alternatives to never lose
the quest for beauty that still remains a salvation and eternalizes
all things.
If Coco Chanel began producing
evening wool jersey dresses, on
the other hand Madeleine Vionnet gave
luster to the female shapes with revolutionary clothing lines in super fine crepe.
The desire, much like that of our days, to
balance production costs and the wish
not ever lessen the silhouette of the bodies upon which beautiful clothes and
accessories will rest, gave birth to creations that remain immortal. Projects that
are - and it could not be otherwise - a
constant source of inspiration for today's
fashion houses and for all passionated
connoisseurs or the simply curious who
understand the value of masterpiece
that remain over time, they also makes
26
us understand how globally difficult
times can be opportunities for artistic
and cultural renaissance. Just think, for
example, the Hollywood glamour that
went crazy in those years and which may
have contact points, albeit with some differences, with the frenzied search of celebrities and fame of our time. So it's not
madness to admire the shoes designed
by Salvatore Ferragamo for Judy Garland
in 1938 and take this work of art as a real
starting point for today's fashion designers. After all, the collapse of Wall
Street and the spectra of a World War II
were more than present, but this did not
prevent the pursuit of beauty but rather
celebrated a joy to live much less buttoned other periods, moreover seasoned
by a touch of practical tailoring due to the
economic demands of the time.
"Someone" said that everything is art, design, fashion began with the '30s. It may
perhaps seem a radical statement, but
there are elements that our aesthetic
sensibility today has certainly absorbed
and sometimes it is good to remember to
not abandon hope for a better future and
a better fashion. Fashion that keeps in
touch with past always so present.
Some simple advice for vintage lovers
or simply neophytes, who should never
miss some of the symbolic pieces of the
30's in their wardrobe.
- Definitely a must-have is an evening
dress made with diagonal lines from the
prestigious fashion house Madeleine
Vionnet. One of the greatest merits that
must be attributed to the French designer is to have liberated the female body
from stiff corsets and girdles of the early
'900. Presenting pieces that are modern
as ever and give glory to female bodies
by enhancing their bewitching inner
light.
- Another cult item is, or perhaps
it is better to speak in plural: the
clothes of Elsa Schiaparelli. The
introduction of a simple device
during the thirties revolutionized
not only how to dress, but also
the way of wearing clothes. We
are speaking about the zip, of
course. But it's only one of the
reasons why it's hard not to have
an item of an Italian fashion designer who greatly affected the
aesthetics of fashion. Everything
from her sweater, the liberating
lines, the colour navy and cream
-the "Schiap", as she was called
in France, gave birth to "works"
that outspends time. Not to be
missed.
- And then, of course, how to be
without a dress, or just an accessory, by a "certain" Coco Chanel,
who during those years ascended to the mount Olympus of fashion.
Also creating dresses with a soft silhouette for all occasions, such as the lightweight beach pajamas.
Finally, it is difficult to leave a large Italian bottier aside when talking about the
foundation of fashion. Clearly it's easy
to understand who we are referring to:
Salvatore Ferragamo. His shoes were a
true object of desire for women and
men around the world already in those
years, to have a pair of original shoes
from the time could but give luster to
your wardrobe and your figure.
L’importanza di chiamarsi Fasano
TESTI CHIARA RIMOLDI/FOTOGRAFIE ARCHIVIO FASANO
Fasano Rio. Roof, top bar and pool.
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“Ereditare un nome è molto più importante che ereditare
un locale” spiega Rogerio Fasano, carismatico ambasciatore del lusso pacato, understated come direbbero gli
inglesi, padroni assoluti nell’esprimere concetti economizzando parole.
“Fasano” è attualmente considerata la più importante
marca di lusso del Brasile, sinonimo di sofisticazione ed
eleganza, quattro hotel boutique, sedici ristoranti e un
ampio ventaglio di progetti in attivo, a dimostrazione dell’avvenuto consolidamento di un impero secolare, cominciato con l’arrivo
Famiglia Fasano. Andrea, Fabrizio e Rogerio.
dei Fasano a San
Pa o l o n e l 1 9 0 2 .
L’agente moltiplicatore è stato proprio Rogerio, che
ha riso l l e v at o l e
sorti della famiglia
trasformando un
ristorante in declino in u n ’ i c o n a
dell’eccellenza: si
deve a lui l’attenzione per i dettagli,
il culto del cliente,
il perfetto equilibrio tra la qualità del servizio e il prodotto offerto.
Fasano Rio, aperto
nel 2007 e nato
dall’inaspettato incontro tra l’enfant
terribl e P h i l i p p e
Stark e l’ultraclassico Rogerio, è una
struttura fluida,
quasi curvilinea, in
perfetta simbiosi
con la sensualità
impalpabile di Ipanema. I colori ricordano la sabbia e
i promontori che
Fasano Rio. Roof, top bar and pool.
incorniciano la
città, lino e legno si alternano invitando a un viaggio a
ritroso, nei patinati anni ‘60 della Bossa Nova. Il confort
sembra essere l’elemento collante nel design, si mormora
che i clienti a malavoglia escano dall’hotel, sedotti a
diventare parte integrante dell’esperienza Fasano.
Un puzzle di messaggi in rilievo rivela illustri “fasanofili”:
ereditiere facoltose, supermodelle, politici influenti e
registi hollywoodiani, ovvero, cultori del lusso fatto su
misura per i quali non esiste Brasile senza gli Hotels
Fasano, parola di Diane Von Furstenberg.
THE IMPORTANCE OF BEING FASANO.
"To inherit a name is much more important than inheriting a place" explains Rogerio Fasano, the charismatic ambassador of calm luxury, understated as the English
would say, as the absolute masters in expressing concepts
economizing words. Fasano is considered to be the largest luxury brand in Brazil today, it's a synonym with sophistication
and elegance, with four boutique hotels, sixteen restaurants
and a broad range of on going projects that shows the consolidation of an empire, century-old by now, that started with the
arrival of Fasano in
Sao Paolo in 1902.
The multiplying
agent was Rogerio,
who has revived the
fortunes of the family turning a restaurant in decline
into an icon of excellence: it's due to
him the attention to
detail, the cult of the
customer, the perfect balance between quality of
service and product
offered. Fasano Rio, opened in 2007 and born by the unexpected meeting between the enfant
terrible Philippe
Starck and ultra
classic Rogerio, is a
space which is smooth, curved and in
perfect symbiosis
with the impalpable
sensuality of Ipanema. The colors reminiscent of sand
and cliffs that surround the city, linen
and wood alternate
calling for a journey
back to the patinated sixties of Bossa Nova. The comfort factor seems to be the glue in the design, it is rumored that customers unwillingly leave the hotel, seduced to become an
integral part of Fasano. A puzzle of messages in relief reveals
illustrious "fasanofili": wealthy heiresses, supermodels, influential politicians and Hollywood directors, that is, lovers of
tailor-made luxury for which‘There is no Brasil without Fasano
Hotels’, as Diane Von Furstenberg said.
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Fasano Rio. Deluxe suite, ocean front.
Fasano Rio. Fasano al mare.
30
Empolano di nascita e fiorentino di adozione, ha ereditato
la passione per la cucina dalla nonna, una corpulenta
cuoca toscana che, fin da quando lui era bambino, lo ha
familiarizzato con fornelli e ricette regionali. La sua crescita professionale è segnata dall’incontro con Dattilo
Chiappini, chef dell’Antica Osteria del Teatro, a Piacenza,
dove è introdotto nel ristretto circolo dell’alta gastronomia e guadagna la sua prima stella Michelin. Segue
un’esperienza di dieci anni alla prestigiosa Enoteca Pinchiorri, a Firenze e ulteriori due stelle. Il Brasile arriva inaspettato: nuova cultura, nuova lingua e la possibilità di
avere un figlio grazie a una legislazione, sulla fecondazione assistita, più morbida rispetto a quella italiana. “Mia
figlia è nata tre anni fa, qui in Brasile”, dice orgogliosamente Luca, chef del Fasano Al Mare, considerato uno dei
migliori ristoranti del Brasile.
Si dice che la cultura passi prima
dalla tavola, immagino sia una
grande responsabilità essere
portavoce di un aspetto così
viscerale della nostra identità
culturale, come lo vivi?
è una responsabilità difficile,
anche perché è un aspetto culturale in continuo cambiamento. Le
tavolate che si facevano una volta
in Italia stanno scomparendo, la
coesione famigliare imposta dalle
nostre radici contadine va scemando e il passaggio delle ricette
si ferma alla prima generazione, la
nonna le passa alla figlia, ma difficilmente raggiungono la nipote.
La cosiddetta massaia, guardiana
dei segreti della buona cucina italiana, si sta rilassando, vittima, suo
Chef Luca Gozzani. Fasano al Mare. Agenzia BT Comunicaçao.
malgrado, di un’epoca feroce,
dove non si ha più il tempo di mettersi ai fornelli. Trasportare la nostra eredità culinaria in Brasile non è semplice e ci sono molti fattori a nostro svantaggio, come ad
esempio la mancanza degli ingredienti e i metodi di cottura diversi. Sono una persona ostinata e gli ostacoli non
mi spaventano, ma il Brasile deve crescere ancora molto
per poter offrire una cucina italiana al 100%.
La distanza, non solo geografica, ma soprattutto culturale ha in qualche modo influenzato la tua cucina? Come?
Senza dubbio. Devo dire che è migliorata molto dal mio
arrivo: all’inizio ho avuto un impatto molto forte. Ero abituato a lavorare in un ristorante tristellato e mi trovo in
un ristorante che, anche se numero uno in Brasile, gioca
in un'altra league. Rogerio Fasano è una persona estremamente tradizionalista, lentamente mi sono adeguato
alla sua linea per capire quello che il brasiliano cerca e po-
LUCA
GOZZANI
31
terlo così affiancare per proporgli il prodotto italiano.
La grande sfida è l’introduzione di nuovi sapori o del rituale della socializzazione attraverso il cibo così tipica di
noi italiani?
Penso che sia più facile insegnare ai brasiliani la vera cucina italiana, il culto di trascorrere tempo con la famiglia a
tavola non funziona qui, il brasiliano è molto più libero, il convivio familiare non ruota necessariamente attorno al cibo.
Quando sei arrivato in Brasile, hai trascorso un mese con
Salvatore Loi, chef del ristorante Fasano a San Paolo,
quali sono stati i suoi insegnamenti?
Salvatore Loi e io siamo di due epoche differenti, lui è
perfetto per seguire la linea di Rogerio Fasano, che è la
cucina italiana tradizionale, io sono per rivisitare le tradizioni senza distruggerle, migliorare i piatti con nuove tecniche a disposizione, dare un aspetto nuovo ai nostri
piatti tipici, soprattutto a quelli toscani che sono ottimi ma,
a volte, un pò pesanti, specialmente per Rio de Janeiro,
dove tutti sono cultori del corpo e amanti del fitness.
Come definiresti la tua cucina?
La mia cucina è semplice, ma d’impatto, vi si possono distinguere bene i sapori. Uso tre, quattro, cinque ingredienti al massimo, per poter passare non il piatto, non la
ricetta, ma l’insieme degli ingredienti italiani. Lavoro molto
con le ricette regionali e mi piace fonderle, armonizzarle,
per esempio abbinare un tortino di patate napoletano
con una carne tipica della toscana.
Raccontami un momento di gloria.
I momenti di gloria sono arrivati dopo un anno dall’apertura del ristorante, perché all’inizio ho avuto un impatto
molto aggressivo poiché i clienti che venivano a mangiare
al Fasano Al Mare si aspettavano ricette e preparazione
identiche a quelle dei ristoranti Fasano già esistenti a San
Paolo e a Rio. Per questo molte persone rimanevano deluse. La mia vittoria è stata la perseveranza nel cercare di
capire i gusti dei miei clienti e, una volta conquistati, sentirmi dire che per loro questo è il migliore ristorante del
Brasile. Un'altra vittoria è quando riesco a rendere felice
Rogerio Fasano.
Il cliente che non hai mai avuto e per il quale vorresti cucinare.
I miei genitori, mi piacerebbe mostrargli dove sono arrivato, questo successo lo devo anche a loro, mi hanno
sempre spinto, accompagnato.
Un tuo piatto che ha fatto girare la testa al Brasile.
C’è un piatto che non riesco a togliere dal menù, è un tortello di pasta fresca, ripieno di vitello stufato con una
crema di parmigiano reggiano e una salsa di carne arrosto. è una cosa semplice, ma, come insegna Ducasse, la
semplicità è un ingrediente essenziale per la buona riuscita di un piatto.
Cosa bolle in pentola?
Un omaggio a Gualtiero Marchesi, il risotto con l’oro.
32
Caprese di bufalina, pomodoro prosciutto crudo e pesto alla genovese. Agenzia BT Comunicaçao.
Mezzelune di patate ripiene di provola affumicata e spinaci con carciofi, gamberi e pomodori secchi. Agenzia BT Comunicaçao.
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LUCA GOZZANI.
Born in Empoli and Florentine by adoption, he inherited his passion for cooking from his grandmother, a stout Tuscan chef,
who made him familiar with cooking and regional recipes since
early childhood. His professional growth is marked by the encounter with Chiappini Dattilo, chef at the Antica Osteria del
Teatro, in Piacenza, where he was introduced to the spheres
of haute cuisine and earned his first Michelin star. Then followed ten years of experience at the prestigious Wine Pinchiorri
in Florence and two more stars. Brazil arrived unexpectedly: a
new culture, a new language and the possibility of having a
child, thanks to less strict laws on IVF than in Italy. "My daughter was born three years ago, here in Brazil," Luca says
proudly, chef at Fasano Al Mare, considered one of the best
restaurants in Brazil.
It is said that culture passes by the table first of all places, I
imagine that it's a great responsibility to be a spokesman of
such a visceral aspect of our cultural identity, how do you experience this?
It is a difficult responsibility, because it is a cultural aspect of
continuous change.The big meals together that once was
common in Italy are disappearing, families keeping together
as they did when living in the countryside are less and less.
The passage of recipes stops at the first generation, the grandmother pass them on to her daughter, but rarely they reach
the niece. The so-called housekeeper, guardian of the secrets
of Italian cuisine, is starting to relax, she's the victim of a grim
era where one don't have any time to cook. To transport our
culinary heritage to Brazil is not easy and there are many factors to our disadvantage, such as the lack of ingredients and
different cooking methods. I am a stubborn person and obstacles do not scare me, but Brazil still must grow in order to offer
a 100% Italian cuisine.
The distance is not only geographical but also cultural, has it
influenced your cooking in some way? How?
Without doubt. I must say it has improved a lot since my arrival, I initially had a very strong impact. I used to work in a restaurant with three stars, and I found myself in this restaurant
that, even if it's number one in Brazil,is playing in another league. Rogerio Fasano is an extremely traditional person, I slowly adjusted to his line to understand what the Brazilian look
for and thus help him and suggest the Italian product.
The biggest challenge in your opinion is the introduction of
new flavors or the ritual of socialization through the food that
is so typical of us Italians?
I think it's easier to teach the Brazilian real Italian cooking, the
cult of spending time with his family at the table does not work
here, the Brazilian is much more free, the family being together doesn't necessarily revolve around food.
When you first arrived in Brazil, you spent a month with Salvatore Loi, chef of the restaurant Fasano in Sao Paolo, what
were his teachings?
Salvatore Loi and I are two different epochs, he is perfect to
34
follow the line of Rogerio Fasano, which is the traditional Italian cuisine, I revisit the traditions without destroying them, improving the dishes with new techniques available, I give a new
aspect to our typical dishes, especially the Tuscan ones who
are delicious but sometimes a bit heavy, especially for Rio de
Janeiro where all are devotees of the body and fitness enthusiasts.
How would you describe your cooking?
My cooking is simple but with impact, where you clearly can
distinguish the flavors. Use three, four, five ingredients at the
most, to not pass the dish, not the recipe, but the Italian ingredients together. I work a lot with regional recipes and I like to
merge, harmonize, match, for example, a potato cake from Naples with a meat typical for Tuscany.
Tell me a moment of glory.
The moments of glory came after a year of opening the restaurant, at the beginning I had a very aggressive impact, because customers who came to eat at the Fasano Al Mare
expected recipes and preparation identical to those of the existing restaurants in San Fasano Paolo and Rio. So many people were disappointed. My victory was the perseverance to
understand the tastes of my clients, and once conquered, to
hear them say that this is the best restaurant in Brazil. Another
victory is when I can make Rogerio Fasano happy.
The customer that you never had and for which you would
like to cook.
My parents, I'd like to show them how far I have come, I owe
this success also to them, they have always supported and accompanied me.
A dish that has made you turn your head to Brazil.
There is a dish that I can't remove from the menu, it's a tart of
fresh pasta stuffed with veal stew with a creamy parmesan and
roasted meat sauce. It's a simple thing, but, as Ducasse says,
simplicity is an essential ingredient for the success of a dish.
What's cooking?
A tribute to Gualtiero Marchesi, the risotto with gold.
Tiramisù. Agenzia BT Comunicaçao.
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LUSSO
Caprese di bufalina,
pomodoro prosciutto crudo
e pesto alla genovese.
ECCELLENZA
Mezzelune di patate ripiene
di provola affumicata e spinaci
con carciofi, gamberi
e pomodori secchi.
ECCESSO
Tiramisù
Ingredienti (4 persone):
• 12 palline di mozzarella di bufala
• 24 mezzi pomodori appassiti
• 16 fette di prosciutto di parma
• 4 cucchiai di pesto
Ingredienti (4 persone):
• 400 gr di pasta di gnocchi
• 300 g di provola affumicata
• 150 di ricotta di pecora
• 150 gr di spinaci tritati lessati
e saltati con un po’ di olio e aglio
• Sale qb
• Pepe qb
• 200 gr di gamberetti sgusciati
e puliti dalle interiora
• 50 gr di pomodoro secco
• 20 carciofini piccoli freschi
• Prezzemolo tritato qb
• Olio extravergine qb
• Un bicchiere di brodo di pesce
• Mezzo bicchiere di vino bianco
• Mezzo spicchio di aglio tritato
Ingredienti (8 persone)
• 450 g mascarpone
• 230 g panna da montare
• 4 rossi d'uovo
• 100 g di zucchero
• 300 g di savoiardi
• 350 g di caffè espresso
• 3 cucchiai di cacao amaro
in polvere
Preparazione:
Avvolgere ogni mozzarellina
con due mezzi pomodori appassiti
(tagliati a metà senza pelle,
senza semi e fatti appassire
in forno a 140 gr con timo, olio
e sale per 30 minuti).
Disporre sul piatto le palline
avvolte e su ognuna aggiungere
una fetta di prosciutto crudo.
Un po’ di pesto e, volendo, su ogni
piatto due fettine di pane tagliato
fine e seccato in precedenza
Preparazione:
Preparare il ripieno mescolando
la provola grattugiata, la ricotta,
gli spinaci, sale, pepe
e un cucchiaio di olio.
Confezionare le mezzelune
utilizzando la pasta base
per gnocchi, stendendola
con un’altezza di mezzo cm.
Scaldare bene una padella con
un cucchiaio abbondante di olio
extra vergine e farci rosolare
prima i gamberi, poi i carciofini
puliti e tagliati a metà e l’aglio.
Lasciate rosolare velocemente,
ma non fate bruciare l’aglio,
bagnate con il vino e appena
sfumato aggiungere il bicchiere
di brodo di pesce. Unire i pomodori
tagliati a pezzetti e quando il brodo
aggiunto si sarà ridotto si creerà
un’emulsione da usare come salsa
per le nostre mezzelune. Cuocere
le mezzelune in abbondante acqua
bollente e quando verranno a galla
condire con la salsa pronta.
Preparazione:
Preparare lo zabaione
con lo zucchero e i tuorli d'uovo.
Farlo raffreddare e incorporarlo
al mascarpone, quindi montare
la panna e incorporare anch'essa
delicatamente al composto.
Bagnare i savoiardi nel caffè, molto
velocemente, per non inzupparli
troppo, e disporli ordinatamente
sul fondo di un piatto o di una
pirofila; ultimato il primo strato
coprire con il composto e disporre
un altro strato, coprire anch'esso
fino a fare 3 strati.
Cospargere la superficie con
il cacao amaro in polvere
e far raffreddare in frigorifero.
LUXURY
Caprese salad with buffalo mozzarella, Parma ham and Genovese
pesto.
EXCELLENCE
Potato ravioli stuffed with smoked
cheese and spinach with artichokes,
shrimp and sun-dried tomatoes.
EXCESS
Tiramisù
Ingredients (4 people):
• 12 balls of buffalo Mozzarella
• 24 halts of roasted tomatoes
• 16 slices of Parma ham
• 4 spoons of pesto
Ingredients (4 people):
• 400 grams of pasta dumplings
• 300 g of smoked cheese (provola)
• 150 sheep cheese (ricotta)
• 150 grams of chopped spinach,
boiled and fried with a little
oil and garlic
• salt to taste
• pepper to taste
• 200 grams of peeled
and cleaned shrimp
• 50 g of dried tomatoes
• 20 small fresh artichokes
• Chopped parsley to taste
• Extra virgin olive oil to taste
• A glass of fish stock
• Half a glass of white wine
• Half a clove of minced garlic
Ingredients (8 people):
• 450 g mascarpone
• 230 g whipped cream
• 4 egg yolks
• 100 g of sugar
• 300 g of biscuits
• 350 g of espresso
• 3 tablespoons unsweetened
cocoa powder
Preparation:
Put two halves of roasted tomatoes
around every mozzarella (peeled, cut
in half, without seeds. Put in the oven
to roast at 140 °C with thyme oil and
salt for 30 minutes). Wrapped each
mozzarella with slice of ham and put
on a plate. Put a bit of pesto on top
and, if you wish, put two slices
of roasted bread on each plate.
Preparation:
Prepare the filling by mixing
the grated provola, ricotta, spinach,
salt, pepper and a tablespoon of oil.
Make the half-moon ravioli using
pasta base for dumplings , spread it
with a height of half a centimeter.
Heat a pan well with a tablespoon
of olive oil and fry the shrimp first,
then the cleaned artichokes cut in
half and the garlic. Let it fry quickly,
but do not burn the garlic, add the
wine and as it evaporates add the cup
fish stock. Add the tomatoes cut into
small pieces and when the broth
is reduced you will create
an emulsion to use as
a sauce for the half-moons.
Boil the half-moons in plenty of water.
They are ready when they start to
float, then dress with the sauce.
Preparation:
Preparing the zabaglione cream
with sugar and egg yolks.
Let it cool and mix with the
mascarpone cheese, then whip
the cream and gently add it into the
mixture. Dip the ladyfingers in the
coffee, very quickly, to not soak them
too much, and arrange them neatly
on the bottom of a dish or a baking
dish; completed the first layer cover
with mixture and place another layer,
until you've got three layers.
Sprinkle the top with cocoa powder
and allow to cool in the fridge.
Watch cuff shirt.
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ANGELO
GALASSO
TESTI LUCIO PELLEGRINO/FOTOGRAFIE ARCHIVIO GALASSO
41
Angelo Galasso è un vero vulcano di idee e parole.
Pugliese d’origine, ormai lo si può definire inglese, anzi
londinese d’adozione, visto che da alcuni anni la City
ospita le sue creazioni. Angelo è uno di quegli ambasciatori del Made in Italy nel mondo, quello con la “M” maiuscola, che rendono omaggio alla cura, alla sartorialità di
capi che non hanno tempo, né prezzo. “Mr. Galasso” ha
sempre avuto il genio creativo: prima per se stesso e poi
per gli altri, ha creato capi di abbigliamento maschile di
stile senza mai rinunciare a quell’inventiva e quel pizzico di
creatività in più
che lo potesse
distinguere dagli
altri. A partire
dalla famosa camicia con polsino
da orologio apprezzata anche
dall’Avvo cato
Agnelli, esposta
al London Design
Museum, tanto
per capire la portata innovativa
dei masterpieces
dello stilista nato
a Francavilla Fontana.
A Londra, la boutique di Angelo è
a Chelsea, uno
dei quartieri più
ricchi e chic della
capitale del Regno Unito.
Non poteva essere altrimenti,
dal momento
che Angelo è uno
stilista veramente “global”,
sia perché a
breve è prevista
l’apertura di altri negozi che porteranno il suo nome in
giro per il pianeta, sia perché coloro che acquistano gli
abiti dello stilista italiano sono i ricchi provenienti da tutto
il mondo, dalla Russia, dalla Cina, dagli Emirati Arabi, dal
Brasile. Ma non c’è ricchezza di cui vergognarsi, come
confermano le parole di Galasso, dal momento che siamo
tutti nouveaux riches e tra i suoi clienti, tra cui ormai si
contano anche molte star del firmamento hollywoodiano,
ci sono coloro che semplicemente desiderano uno stile
unico che lasci il segno senza mai sconfinare nell’eccesso
42
43
44
l’elemento in più. E se il Financial
Times ha definito Angelo Galasso il
più innovativo image maker dei nostri
tempi un motivo c’è. Lo stilista pugliese, come traspare dalle sue parole, non lesina mai sulla qualità ed è
costante l’attenzione che lui e il suo
staff di creativi mettono nel realizzare abiti e accessori impeccabili per
materie usate e cura dei particolari.
Un jeans AG costa cinquemila sterline
ma se volete sapere il motivo è giusto chiedere, come ha fatto x la Rivista del Made in Italy, direttamente a
o nel pacchiano. Tutti i
capi sono rigorosamente
cuciti a mano da artigiani
italiani - toscani per l’esattezza - a cui Angelo affida
la realizzazione della propria idea di total look maschile. Il risultato è un
prodotto unico, che non
lascia indifferenti, tanto
da aver rapito anche una
star esigente del calibro
di Al Pacino, che ha voluto
capi custom made by Angelo Galasso per il film da
lui diretto e presentato all’ultima Mostra del Cinema
di Vene z i a , “ W i l d e S a lomé”.
Se a breve è previsto
l’opening della boutique
milanese in via Montenapoleone, e non si farà attendere l’apertura del
flagship store AG a
Mosca, è però New york la città che
probabilmente più celebra lo stilista
italiano, avendogli concesso lo spazio
di 850 mq dell’Hotel Plaza per
esporre e vendere le sue “opere”
made in italy.
In fondo, il segreto del successo del
fashion designer italiano è semplice
quanto difficile da realizzare: attenzione sartoriale e dettagli da bespoke trasposti in capi ready to wear
ricavati con filati pregiati e particolari,
ricercati, mai banali che danno quel-
lui: un opera d’arte senza età, è la risposta ricevuta, che solca i trend passeggeri sia per il cotone usato sia per
lo stile inedito e mai politically correct,
come è Angelo d’altronde. Tuttavia la
scelta di uno look anticonformista che
fa splendere chi indossa i preziosi abiti
non è cosa da poco e quindi decidere
di avere un’estetica tanto semplice
quanto ricercata non ha davvero
prezzo né scuse che tengano.
Angelo Galasso
8-10 Hans Road
Chelsea - London
SW3 1Rx
45
ANGELO GALASSO.
Angelo Galasso is a veritable volcano of ideas and words. Born
in Apulia, now he can define himself English, or indeed an
adopted Londoner, given that his creations are accommodated by the City since years. Angelo is one of those ambassadors of Made in Italy in the world, the one with a capital "M",
that pay attention to detail, the tailoring of clothes that have
neither time or price.
"Mr. Galasso" has always had the creative genius: the first for
himself and then for others, has created clothing men's style
without ever giving up that pinch of creativity that distinguish
him from others. Starting from the famous shirt with watch cuff
is also appreciated by the lawyer Agnelli, exhibited at the London Design Museum, just to understand the creative range of
the masterpieces the fashion designer born in Francavilla Fontana.
In London, at Angelo's boutique in Chelsea, one of the richest
and most chic neighborhoods in the capital of the United Kingdom. It could not be otherwise, since Angelo is a truly global
designer, and because in the near future other stores are planned to open, stores that will carry his name around the world.
Those who buy the clothes of the Italian designer are wealthy
people from around the world, from Russia, China, the United
Arab Emirates, Brazil.
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Angelo Galasso
8-10 Hans Road
Chelsea - London
SW3 1RX
But there is no wealth to be ashamed, as confirmed by Galasso's words, since we are all nouveaux riches. There are also
many stars of the Hollywood firmament among his customers,
and there are those who simply want a style that leaves a mark
without exaggerating or being flashy.
All items are carefully hand-stitched by Italian craftsmen - in
Tuscany to be exact - that Angelo entrusts the realization of
his concept of male total look. The result is a unique product
that does not leave you indifferent, to the degree that it even
bewildered a star as exigent as Al Pacino, who wanted custom-made garments by Angelo Galasso for the film that he directed and presented at the Venice Film Festival, "Wilde
Salomé."
If a boutique in Via Montenapoleone in Milan is planned to
open in the very near future, and will not wait for the opening
of the flagship store in Moscow AG,however, New York is probably the city that celebrates the Italian designer most, giving
him 850 square meters
of the Plaza Hotel to display and sell his
"works" made in Italy.
After all, the secret of
the Italian fashion designer's success is as
simple as difficult to realize: attention to detail
and bespoke tailoring
transposed into ready to
wear garments made
with fine yarns and special details, refined but
never banal with that little extra.
So if the Financial Times
called Angelo Galasso
the most innovative
image maker of our time
there is a reason. The designer of Apulia, as reflected by his
words, do not ever skimp on quality. He and his creative staff
create impeccable clothes and accessories, with constant attention, the finest materials and attention to detail.
AG jeans cost about five thousand pounds but if you want to
know why, it is ok to ask, as X Magazine Made in Italy did, directly to Angelo. It's a timeless work of art, is the response received, that plows through trends because of the type of cotton
used and for the inedited style, never politically correct, as Angelo is however.
However, the choice of an unconventional look that makes the
wearer of these precious garments shine is not a trivial matter
and therefore to decide to have an aesthetic as simple as refined is priceless and doesn't need any excuses.
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UN
PROFUMO
D'ITALIA.
TESTI LIV ENQVIST/FOTOGRAFIE ARCHIVIO LE SIRENUSE
50
Louis xIV, l’incenso egiziano o la cannella dell’Impero Romano.
Le Sirenuse
C'è un profumo per ogni occasione.
Quando vado in vacanza scelgo un
profumo particolare, è un modo
unico per creare ricordi. Quindi il legame tra un albergo e un profumo
sembra molto logico. La perfezione di
queste due combinazioni si trova a
è affascinante come
un profumo può
portarti indietro nel
tempo in un attimo e
far riaffiorare cose
dimenticate. La memoria olfattiva è incredibilmente forte.
Il profumo del sole
sulla pelle, foglie
d’autunno bagnate
o quel dolcetto madeleine. Ogni persona ha la propria
rimembranza.
Il desiderio di profumarsi per sentirsi più
at t r a e nt i h a u n a
lunga storia: i profumi esistevano già
sin dall’alba della civiltà. Nel 2005, a
Cipro alcuni archeologi hanno scoperto
profumi risalenti a
più di 4000 anni fa.
Gli Egizi usavano balsami profumati per
le cerimonie religiose
Sebastián Alvarez Murena e Marina Sersale
e, più tardi, come
preparativo prima di fare l'amore. Positano, nell'albergo “Le Sirenuse”con
L'arte di creare profumi è stata per- la loro linea di profumi “Eau d'Italie”.
Il primo profumo è stato lanciato nel
fezionata da Romani e Persiani.
2004 e “Le Sirenuse” risale al 1951
L’Italia è ancora oggi, con la Francia, quando la famiglia dei Marchesi
il centro della creazione di profumi. Sersale ha trasformato la loro casa
L'unico museo di profumi al mondo, estiva del 18° secolo in un albergo, un
"Osmotheque", si trova a Versaille ed bellissimo palazzo arroccato su una
è un tentativo romantico di conser- scogliera che si affaccia sul blu del
vare qualcosa di estremamente vo- Mediterraneo.
latile: lì si può annusare la colonia di
Sersale è una famiglia
con un debole per le
cose belle. Hanno decorato la casa con
amore e durante gli anni il piccolo albergo è diventato più glamour ed
esclusivo, trasformandosi in “Le Sirenuse” di oggi.
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Champagne Bar
Positano è situata vicino Sorrento e
l'isola di Capri, è una perla che fa
parte del Patrimonio dell'UNESCO, ed
è anche conosciuta come la città dei
pittori.
Nel 20° secolo divenne popolare trascorrere qui le vacanze, il premio
Nobel John Steinbeck la rese famosa
con un suo articolo per Harpers Bazaar. Scrisse: "é un luogo da sogno,
non sembra vero finché ci stai, ma
una volta andato via lo diventa con
nostalgia."
Inoltre con vacanzieri come Elizabeth
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Taylor e Richard Burton, Francis Ford
Coppola, Mick Jagger e il Sultano del
Brunei, il fascino non è mai mancato.
Affascinante e incantevole, l'albergo
è diventato famoso come un posto
magico per le vacanze.
Combinazione di contemporaneo e
classico.
La linea di profumi è stata avviata da
Marina Sersale, documentarista e
produttrice, da suo padre Paolo Sersale, e dal marito Sebastián Alvarez
Murena, giornalista e imprenditore.
Per il 50° anniversario dell’albergo
hanno avuto la brillante idea di
creare un profumo che potrebbe imbottigliare lo spirito di “Le Sirenuse”.
Alla domanda se esistono delle similitudini tra creare un film e un profumo, Marina risponde: "Si, ambedue
sono il frutto di una ricerca: il documentario è una ricerca di tipo visuale
e di contenuti, mentre il profumo è
una ricerca di tipo olfattivo”.
Per Sebastián e Marina il profumo di
Positano è quello della terracotta
scaldata dal sole, della brezza salata
del mare e dell'incenso che viene
dalla chiesa in collina. Si sono rivolti al
"naso", il profumiere Bertrand Duchaufour, famoso per le sue creazioni per Dior e Comme des Garçons.
Il risultato è un profumo molto contemporaneo, ma che evoca anche un
passato romantico, un equilibrio tra
buio e luce. A partire dagli odori di
Positano e de “Le Sirenuse”, la collezione si è sviluppata e ha tratto
ispirazione da Siena, dai boschi dell’Umbria e dalle rose di Paestum.
Linea Eau d’Italie
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La parola profumo viene dal latino
per fumus e significa "attraverso il
fumo".
Qualsiasi cosa che cambia l'odore naturale del corpo, come stress, cambiamenti ormonali, la dieta, può
cambiare l'odore del profumo che
metti. Un profumo è un po' magico,
cambia con la persona che lo usa e
non è mai identico su due persone.
Un profumo dolce può essere attraente su un uomo senza perdere di
mascolinità, lo stesso profumo può
diventare soave su una donna.
“Eau d'Italie” usa solo ingredienti na-
Domando a cosa si ispirano di più in
questo momento e Sebastián risponde: “Alla personalità dei fiori”.
Domando anche se hanno un profumo preferito, lui e Marina. Risponde “la verità è che quando ti
occupi di profumi, li percepisci anche
in modo diverso, non necessariamente solo in base a ciò che ti piace e
gratifica, ma come parte di una costruzione più grande, come può essere una nota quando componi un
pezzo musicale. Però ci sono sempre
profumi che evocano sensazioni a
noi care e, ad esempio, il nostro
Tra i ristoranti: «se mi perdona la parzialità, ci piace molto lo Champagne
Bar delle Sirenuse, dove mia moglie
Marina e io andiamo spessissimo a
bere un drink o a mangiare. C’è un
oyster bar con un menù di finger
food molto piacevole. Altrimenti, tra i
nostri preferiti c’è “Armando alla
Praia”, piccola trattoria a Praia, proprio accanto a Positano, a conduzione familiare, semplice e piacevolissima. Oppure ancora “Lo Scoglio”, a Nerano: molto bello andarci in
barca e fermarsi per degli spaghetti
con le zucchine».
primo profumo “Eau d’Italie” ci riporta
sempre a Positano”.
Finché ci sono ricordi, Eau d'Italie
continuerà a fare profumi.
E una cosa è sicura, le parole non
possono descrivere le sensazioni,
siano esse galleggiare nell'acqua limpida della costiera Amalfitana o sentire un profumo inebriante: bisogna
sentirle sulla propria pelle.
Tra le spiagge, nessun dubbio: «la
spiaggia di Fornillo, a Positano: molta
gente del posto, che va lì da decenni,
pochi turisti».
Linea Eau d’Italie
turali di altissima qualità. Il loro ultimo
profumo, “Jardin du Poet”, ha una
nota olfattiva di basilico. Personalmente, non posso immaginare niente
di più italiano del profumo di basilico,
forse ancora più di quello degli
agrumi, che normalmente identificano l’Italia. “Jardin du Poet” è un
profum o u n i s e x c h e t r a e l a s u a
ispirazione da tempi passati in cui le
nazioni erano governate da poeti,
quando la Sicilia era una colonia
greca e i frutteti profumati di Siracusa erano leggendari.
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Ecco alcuni dei posti preferiti a Positano di Sebastián Alvarez Murena e
Marina Sersale:
Negozi: «beh, anche qui, se mi perdona l’essere parziale, scelgo l’Emporio Le Sirenuse, dal momento che
vendo tutto ciò che ci piace, e non è
un caso! E poi i sandali fatti a mano da
Safari, proprio prima della spiaggia,
padre e figlio, molto abili e gentili».
Pool Terrace
Oyster Bar
Restaurant
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AN ESSENCE OF ITALY.
The olfactive memory is extremely strong,
it can bring back to a forgotten memory in
no time. The scent of the sun on the skin,
wet autumn leaves or that madeleine cake.
They desire to smell good to feel more attractive has a long history, perfumes existed already in the earliest of human
civilizations.In Cyprus 2005 archaeologists
uncovered perfumes which date back
more than 4,000 years. The Egyptians used
perfumed balms as part of religious ceremonies and later as part of pre love ma-
When I go on holiday I usually chose a
special perfume, it's such a unique way to
create memories. So the link between a
perfume and a hotel seem very logical to
me.The perfection of the two combined is
to be found in Positano at the hotel Le Sirenuse and its fragrance line Eau D'Italie.
Without the hotel there would be no fragrance. The perfume line was launched in
2004 and Le Sirenuse dates back to 1951,
when The Marchesi Sersale turned their
18th century summer home into a hotel, a
beautiful palazzo that overlooks the Medi-
John Ernst Steinbeck. He wrote “It is a
dream place that isn’t quite real when you
are there and becomes beckoningly real
after you have gone”.
With guests like Elizabeth Taylor and Richard Burton, Francis Ford Coppola, Richard Gere, the Sultan of Brunei leading
the way. Glamorous and enchanting, poised on the edge of myth, the hotel became
famous as a magical vacation spot and it
has stayed in the family.
terranean from the dramatic cliffs. A family
with a weak spot for beautiful things decorated the hotel with love and with the
years the small hotel grew more glamourous and exclusive, into Le Sirenuse of
today.
Positano is situated close to Sorrento and
the Capri Island, it's a pearl included in the
UNESCO World Heritage List and known
as a town of painters. In the 20th century it
became popular to spend the holidays
here,It was made famous in Harper's Bazaar written by the Nobel Prize winner
Combination of contemporary and classic.
The fragrance line project was initiated by
Marina Sersale, documentary film maker
and producer, her father the late Paolo
Sersale, and husband Sebastián Alvarez
Murena, journalist and entrepreneur. For
the 50th anniversary of the hotel they got
the brilliant idea to create a perfume that
would bottle up the spirit of Le Sirenuse.
On the question if there are any similarities
between doing a film and a fragrance I get
the answer that yes, in a way, both are the
fruit of research. Documentaries are about
Emporio
king preparations. The art of perfume
making was further refined by the Romans
and Persians. Italy together with France
remain the center perfume design still
today. The world's only conservatory for
perfumes, "Osmotheque" can be found in
Versaille, where you can sniff on Louis
XIV:s' cologne, Egyptian incense or Roman
cinnamon, an attempt to preserve somthing very volatile.
Le Sirenuse.
There is a perfume for every occasion.
56
Pool
Pool Terrace
57
Terrace
Pool
visual and fact research, while creating a
perfume is a olfactive kind of exploration.
For Sebastián and Marina the scent of Positano is the one of heated terracotta tiles
the salty sea breeze and the incense coming from the church in the hill. They turned to perfumer and "nose" Bertrand
Duchaufour who is known for his creations
for houses such as Dior and Comme des
Garcons. The result was a very contemporary scent but still evoking a romantic past,
a balance between dark and light. Starting
with the smells of Positano and Le Sire-
sexy on a man, without loosing masculinity, the same perfume can be round and
soft on a woman.
For me personally I can't imagine anything
more Italian than the scent of Basil, even
more than the citrus fragrances that
usually is identified with Italy. The inspiration of Eau d'italie's new unisex scent, Jardin de Poete, draws its inspiration from
bygone era when nations were ruled by
poets,when Sicily was a Greek colony and
from the fragrant orchards of Syracuse.
When asking what inspires them most
nue to make fragrances.
One thing is for sure, words can't really describe the sensations: you have to try them
on your own skin. They are as personal as
our memories.
Here are some of Sebastian Alvarez Murena's favorite spots in Positano:
Restaurants: He likes the Champagne Bar
at the the Sirenuse, where he and his wife
Marina often goes to take a drink or eat,
there is an oyster bar and very nice finger
food. Otherwise, one of their favorite places
is Armando alla Praia, a small trattoria in
right now Sebastián says that in this very
moment it's the personality of flowers.
Do they have a favorite smell? He says,
that he truth is when you work with perfumes you see them in a different way, not necessarily based on what you like, but as a
part of a larger construction, as a music
note when composing a piece of music. But
still, there are scents that evokes sensations
that are dear to us, such as our first fragrance Eau D'Italie which always brings us
back to Positano. As long as there are memories to be made, Eau d'Italie will conti-
Praia, just beside Positano, kept in the family, very simple and nice. Or Lo Scoglio, in
Nerano, it's very beautiful to go there by
boat and stop by for spaghetti with zucchini.
Beaches: The beach of Fornillo in Positano,
very local, people go there since decades,
not touristy.
Shops: L'Emporio at Sirenuse, since they
sell everything that we like, says Alvaro, it's
not a coincidence! Then also the hand
made sandals by Safari, just before the
beach, father and son, they are very skilled
and very kind.
Emporio
nuse, the collection has then developed
and drawn inspiration from the city of
Siena, the woods of Umbria, and the Paestum roses.
The word perfume used today derives
from the Latin per fumus, meaning "through
smoke". Anything that affects the natural
smell of your skin, such as stress, hormonal changes, your current diet, might
change how a perfume smells on you. A
fragrance is a bit magical, it changes with
its bearer and will never be identical on
two persons. A sweet scent can be very
SA
BRA
GE
TESTI TIZIANA CUSMà
61
Volete organizzare una serata indimenticabile con un servizio davvero
speciale?
Bene, è possibile, unendo il piacere
del vino alla spettacolarità di un antico gesto: il Sabrage.
Si tratta di un antico modo di aprire
lo champagne o meglio, le nostre
italianissime bollicine; un gesto ammaliante, trionfale, esibizionista quel
tanto che basta a celebrare una incontenibile gioia di vivere.
Non importa che il vino sia bianco o
rosè, extrabrut o pas dosè, che
venga servito durante il pasto o alla
fine con il dessert, diventa irrilevante persino l’annata se ad aprirlo
sarà una sciabolata, che affascinerà
i vostri ospiti.
Questa scenografica apertura, denominata sabrage, è prevalentemente riservata a p o che e
importanti occasioni, usata spesso
come cerimoniale; tecnica che viene
tramandata, che presuppone uno
studio e che in pochi conoscono.
Vi spiegheremo in piccoli passi come
effettuare una perfetta sciabolata.
Le istruzioni sono piuttosto semplici
ma la reale difficoltà di questa particolare apertura sta nella decisione
con cui dovrete colpire il collo della
bottiglia.
La sciabolata è una tradizione francese ereditata dalla Cour de Russie
e dalla Cavallerie Napoléonienne. Gli
ufficiali, per celebrare le loro vittorie, aprivano le bottiglie con questo
gesto spettacolare.
1. Prendete la bottiglia di champagne che dovrà già essere alla temp eratura ideale p er essere
consumata. Normalmente da 3°C a
6°C. Incidete con l'unghia la capsula
alla base della gabbia.
2. Delicatamente rimuovete la gabbia. Alla giusta temperatura, il tappo
non si muoverà dalla bottiglia.
3. Cercate la saldatura sul lato della
bottiglia e rimuovete la copertura
che potrebbe impedirvi un fluido
movimento della sciabola. Quando
sarete degli esperti sciabolatori,
questa ultima operazione non sarà
necessaria.
4. Con le braccia quasi distese, tenete la bottiglia inserendo il pollice
nella base. La bottiglia dovrà essere
posizionata con un'angolazione di
circa 30° rispetto al piano orizzontale.
5. La sciabola dovrà scivolare sul
collo della bottiglia sopra la saldatura e seguirla fino a colpire con decisione il cercine o anello in vetro
sottostante al tappo.
6. L'impatto della lama e la pressione interna alla bottiglia,
faranno in modo che il pezzo staccato si allontanerà e nessun frammento di vetro entrerà nella
bottiglia. Il taglio sarà netto e lo
champagne potrà essere servito.
Consiglio: se l'operazione non riesce
al primo tentativo, cambiate bottiglia altrimenti il taglio potrebbe
ven i r e f r a s t a g l i a t o , i n o l t r e
f a t e attenzione che al momento
della stappatura non ci siano persone di fronte alla vostra linea di
fuoco.
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Un po’ di storia.
I l s a b r a ge h a o r i g i n i l o nt a n e .
La sciabolata è una tradizione francese ereditata dalla Cour de Roussie
e dalIa Cavallerie Napoléonienne. Si
tratta di un rituale di gioia e di vittoria.
Infatti, questa pratica è divenuta popolare nella Francia napoleonica
quando l’esercito visitava i domini aristocratici appartenenti all’impero. Il
periodo è subito dopo la Rivoluzione francese e la sciabola era
l’arma d’elezione della cavalleria
leggera dell’esercito. Viste le numerose vittorie ottenute, vi furono svariati festeg- giamenti, durante i
quali era prassi aprire le bottiglie
con un mezzo comodo e facilmente
reperibile.
Pare che durante uno di questi f e ste ggi a m e nt i N a p o l e o n e stesso
disse «Champagne! Nella vittoria è un
merito; nella sconfitta una necessità»
incoraggiandone così l’uso e la pratica.
Si tratta di un gesto tanto spettacolare quanto unico, infatti sono in
pochi a saperlo eseguire correttamente. Si racconta che per preservare e tramandare questa preziosa
ed esclusiva arte Jean Claude Jalloux,
un ristoratore francese, fondò nel
1986 la confraternita detta du
sabre d’or: l’associazione conta circa
500 associati ma nel mondo ci sono
circa 35.000 persone che si sono sottoposte al rito. Si tratta di un vero e
proprio rituale che segue un percorso ben preciso e di studio accurato che culmina con la cerimonia di
intronizzazione dei nuovi sciabolatori.
Nel 2005 è stata fondata in Italia l’Ambasciata della Confraternita della
Sciabola d’Oro, che vede come rappresentante Elodio De Nardi insignito
con una solenne cerimonia proprio
dal Grand Maître Jean-Claude Jalloux.
Si tratta dunque di un’antica arte che
affascina e incuriosisce molti e che si
sta diffondendo sempre di più proprio per la sua spettacolarità.
In questa edizione vi abbiamo fornito
la tecnica per un’apertura speciale e
sorprendente, ma dal prossimo numero x vi procurerà tutte le indicazioni e informazioni sul vino da usare
con approfondimenti accurati sulle
più interessanti e stuzzicanti
bollicine italiane.
SABRAGE.
Do you want to organize an unforgettable ning with a very special service?
Well, it's possible, combining the pleasure of wine at the spectacle of an ancient gesture: sabrage.
This is an ancient way to open the champagne or rather, our Italian bubbles. It's
a fascinating gesture, triumphant, exhibitionist enough to celebrate an irrepressible joie de vivre.
Never mind if the wine is white or rosé,
or extrabrut or not dosè, if it's served
with a meal or in the end with a dessert,
even the year becomes irrelevant if it will
be opened with a sword, that will charm
your guests.
This scenographic opening, called sabrage, is mostly restricted to a few important occasions, often used at
ceremonials. It's a technique that is handed down, it requires study and that few
are the people who know how to do it.
We will explain step by step how to make
a perfect cut.
The instructions are pretty simple but the
real difficulty of this particular way of
opening is the determination when you
hit the bottleneck.
this valuable and unique art Jean Claude
Jalloux, a French restaurant owner, founded the brotherhood Sabre d'Or in 1986.
The association has about 500 members
but in the world there are about 35,000
people who have undergone the ritual.
This is a real ritual that follows very precise steps and requires careful study. It
culminates with the enthronement ceremony of the new "sabragers".
The embassy of the brotherhood of the
Golden Sabre was founded in Italy in
2005. Its representative Elodio De Nardi
was honored with a solemn ceremony by
the very Grand Maître Jean-Claude Jalloux.
So this is an ancient art that fascinates
and intrigues many and that is spreading
more and more because of its spectacular nature.
In this edition we have provided the technique for opening bottles in a special
and surprising way, but in the next X
number we will provide you with all the
directions and information on what wine
to use with accurate insights on the most
interesting and tantalizing Italian sparkles bubbles.
A small historical background.
The sabrage has faraway origins. The
sabotage is a French tradition inherited
from the Russian Court and the Napoleonic Cavalry. It is a ritual of joy and victory.
In fact, this practice has become popular in Napoleonic France when the army
visited the aristocratic domains belonging to the empire. The sword was the
weapon of choice of the light cavalry of
the army during the period immediately
after the French Revolution. There were
various celebrations given the many victories, the custom was to open the bottles in a convenient way with something
easily available.
It seems that during one of these celebrations Napoleon himself said, "Champagne! In victory one deserves it; in
defeat one needs it. " thereby encouraging the use and practice. This is a gesture as spectacular as unique, in fact
few people know to do it properly. It is
said that in order to preserve and pass on
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MARRAKECH:
ITALIANA
E FEMMINILE
TESTI RICCARDO MARIA ROCCHI
FOTOGRAFIE RICCARDO MARIA ROCCHI
E ARCHIVIO PALAIS-RHOUL
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La Rosa del deserto affascina le donne del jet set italiano intrecciata. Entro in un ambiente enorme, caldo e
che lasciano da anni un segno raffinato ed elegante.
umido, dove la luce fioca mi permette a malapena
Vicoli stretti, scuri e tortuosi. Piccoli portoni bucano qua di distinguere qua e là sagome umane. Poi il “cae là gli alti muri rozzamente intonacati.
lidarium” vero e proprio, dove corpi distesi sul caldo paTagli di luce si alternano a passaggi coperti e bui, carretti vimento di marmo si rilassano. Vengo cosparso di savon
trainati da asini e colmi di varie mercanzie si contendono noire (sapone in pasta derivato dalla lavorazione delle
lo stretto passaggio con donne velate, uomini, bambini… olive), i pori della pelle si aprono e rasserenato osservo
poi finalmente uno dei portoni si apre, il vicolo sembra en- le scene silenziose che si svolgono intorno a me. Padri
trare all’interno, un breve percorso ad angolo quindi la premurosi detergono i figli con una cura e un’attenzione
luce, il verde, il rumore dell’acqua, lo spazio, il cielo, il patio che mi stupisce; mentre amici si dilungano in chiacchiere,
alberato.
forse confidenze, ispiTutta la casa si apre
rate sicuramente dalla
verso l’interno, a volte i
debole luce che entra
patii si susseguono credai fori di vetro della
ando un microcosmo sivolta e che rende il tutto
lenzioso e sereno che
come sospeso nel
difficilmente si può imtempo.
maginare dall’esterno.
Ve n go m a s s a gg i at o ,
Non ci troviamo nell’an“strechato” e strofinato
tica Roma, non siamo in
con un guanto di crine,
una domus imperiale…
poi secchi di acqua
siamo a Marrakech.
calda, poi fredda, poi
Per ironia della sorte il
ancora calda; sono come
numero 7 lega le due
annientato e il tempo è
città, sette i colli su cui
annullato, non so se è
fu edificata la “città
mattina o sera… non mi
eterna”, sette sono le
interessa più!
tombe dei santi intorno
Esco fuori; è mattino e
la quale si è sviluppata la
una fantastica colazione
“Rosa del deserto”.
mi aspetta nel riad.
La ”Rossa”, la “Regina”,
Non posso non pensare
l’”Imperiale, la “Terra di
di aver vissuto un’espeDio”, la città “dei sette
rienza simile a quella che
Santi”, sono molti i nomi
un antico romano viveva
con cui viene chiamata
ogni giorno; rivedo le rila città; io la chiamerò la
costruzioni fantastiche
“bella romana”.
delle terme di Caracalla
Irresistibile è fare acquidi Roma con gli enormi
sti nei suoi suk, i più
ambienti popolati di pergrandi del Maghreb,
sonaggi, da ora non più
tonnellate di oggetti di
muti e immobili.
ogni tipo sono esposti
Il “mio” riad (Palazzo con
Grafismi in bianco e nero per pavimenti in mattonelle di cemento
in mini negozietti strapatio/giardino) non è dicolmi. Lanterne, tappeti, spezie, babouche, borse, stante, mi accoglie un’atmosfera raffinata e famigliare allo
sciarpe, gioielli, saponi, oggetti in argento, oro, rame, ot- stesso tempo, esempio raro nella medina; la vasca centone, ferro, zinco, mailleshorte, cuoio, legno, paglia, trale, refrigerio durante le torridi estati, raccoglie l’acqua
gomma, osso; tutto un mondo e tutti i colori, i profumi e i piovana durante gli inverni, che la vicinanza di Marrakech
suoni ci avvolgono contemporaneamente.
alla catena montuosa dell’atlante rende miti ma spesso
Cerco tranquillità e silenzio in un hammam, da non con- piovosi. Un “impluvium” che troviamo in quasi tutte le abifondere con il bagno turco, e ricomincia il mio viaggio a ri- tazioni, costruite per la maggior parte in mattoni di tertroso nel tempo.
racotta, quando non in pietra o in terra battuta, ma tutte
Alte volte degne di una basilica mi accolgono incredulo; caratterizzate dalla presenza di un patio centrale sul
via i vestiti e via le scarpe, si cammina su tappeti di paglia quale si affacciano tutte le stanze della casa.
65
Microcosmi indipendenti, i riad ospitano spesso contemporaneamente più famiglie “allargate”, si direbbe oggi,
con regole definite e distribuzioni spaziali dettate da secolari gerarchie famigliari.
Una piccolissima “dependance” interna alla costruzione,
la “Dourya”, due stanze unite da un piccolo ambiente centrale con lucernario, consentiva al capo famiglia di ricevere estranei in casa senza che in nessun modo
venissero in contatto, anche solo visivo, con le donne di
casa. Stesso intento e “gelosie” eliminano le finestre su
strada, da questo i vicoli con solo portoni e alti muri. Planimetricamente la mancanza di aperture su strada ha
permesso di addossare le case una all’altra, raggruppando gruppi famigliari legati dalla stessa provenienza,
mestiere, etnia, religione e creando una concentrazione
e “densità umana” elevata in spazi relativamente ridotti.
Il mio ospite, milanese folgorato da Marrakech, ha acquistato un bellissimo dar (palazzo) ristrutturato e lo ha
migliorato, “famigliarizzandolo”, introducendo piccoli particolari raffinati e riservando un’accoglienza e un’attenzione ai minimi particolari che uniscono l’Italia al Marocco
in un abbraccio sincero.
L’Italian style, o meglio il saper vivere italiano, è presente
nella medina di Marrakech con segni rari ma significativi.
In tutti i casi si è saputo integrare la tradizione architettonica, artigianale e decorativa marocchina con il gusto
e la ricerca del particolare e dell’unicità artistica tipicamente italiana.
Nomi eccellenti mi vengono subito in mente: il cantiere
dell’hotel Bulgari nel quartiere chic della medina o le ristrutturazioni curate dalla bolognese Alessandra Lippini,
ex fashion stylist.
Personaggi del jet set e stilisti si sono rivolti al suo “Ministero del Gusto” per realizzare il proprio sogno e così vecchi, cadenti ma fascinosi riad sono stati trasformati in
particolarissime abitazioni, dove le forme, i materiali e i colori, rubati alla maestria artigianale locale, creano ambientazioni che non hanno eguali nella medina.
Franca Sozzani, mitica direttrice di Vogue Italia, possiede
quasi un “piccolo quartiere”; la sua dimora infatti unisce 10
abitazioni e i vari patii sono un susseguirsi di esperienze
visive e sensazioni che nessun altro luogo, a due ore e
mezzo di volo da Milano, riesce a suscitare. Uno dei patii è
una piccola giungla domestica; in un altro invece
un’enorme piscina specchia il quadrato di cielo che ogni
riad custodisce. Il mosaico che la riveste è in tesserine
bianche e nere e mi diverte pensare che Kris Ruhs si sia
ispirato nella bicromia e nella dinamicità del disegno
astratto a quella delle terme romane… chiodo fisso!
Anche gli interni tra collezioni di tappeti berberi e pareti
decorate con simboli astratti e ancestrali sono fuori dagli
schemi: onirici, fantastici.
66
Fantasia allo stato puro anche per la casa di Marta Marzotto “dar Marzotto”, eccentrica, colorata, fantasiosa, un
po’ come la proprietaria.
L’artista Rossella Gilli ha scelto invece la semplicità del
beige e azzurro, rischiarato dal bianco del grande patio.
Marrakech italiana e femminile quindi; città dove donne
eccellenti, particolari, raffinate lasciano da anni un segno
discreto.
Marella Agnelli, tra le prime, ha trasformato un grande
appezzamento di terra con una sorgente in un lussureggiante giardino, parco… paradiso. Ain Kassimou, la sorgente appunto, e nel mezzo un padiglione che l’amica
architetto Gae Aulenti ha progettato in stile moresco, ma
che nelle dimensioni e nell’armonia delle proporzioni ricorda un piccolo gioiello rinascimentale.
Presenze eccellenti di donne creative, uniche, particolari,
in una società e in una cultura certamente maschilista ma
in una città che è ammaliante, discreta, affascinante, misteriosa… donna!
Svegliati dal Muezzin!
Jemaa El Fna, cuore della città, si raggiunge a piedi, il
quartiere è tranquillo e silenzioso. Gli interni sono ricercati, molto chic e l’accoglienza e i sorrisi delle “donne di
casa” rendono il soggiorno indimenticabile.
Dar al sultan - www.daralsultan.com
Non è italiana ma è un’artista vera, Marie Kerrotret, francese dinamica mi ha sempre accolto con discrezione e
gentilezza facendomi sentire come in casa di amici. Il suo
Dar Vima è un’autentica casa nel più antico quartiere di
Marrakech. Possenti e forti mura nascondono interni
gentili dai colori raffinati e femminili.
Dar Vima - www.terremaroc.com
Il fantastico mondo “Marrachi” di Franca Sozzani è anche
per pochi ospiti paganti; un tuffo nella piscina, anche set
di un video di Prince, è un’esperienza da raccontare.
Derb Zaouja - www.ville-esclusive.com
Il riad è del ‘600 e il restauro ha rispettato gli elementi originali. Grandi suites si affacciano su un patio con una bella
vasca. Anche se nel ghetto (mellah) confina però con un
“sonoro” minareto. Cordiale
Riad Azulay - www.riad-azoulay.com
Non solo cous cous
Se presi da un’improbabile, e fuori luogo, desiderio di cotoletta alla milanese o di tagliatelle alla bolognese con un
vero caffè italiano il Cafè Arabe con gestione e proprietà
italiana farà al caso vostro.
Caffè Arabe, rue El Mouassine
I tappeti berberi rubano i colori dalla terra e dai tramonti di Marrakech
Romantici e misteriosi, i Riad di Marrakech
stupiscono con i loro cortili, giardini e suites da mille e una notte
Nel souk l’artigianato diventa arte
67
Con la sua opulenta architettura romana, Palais Rhoul è uno dei riad più amati dagli italiani a Marrakech
68
Stremati dagli acquisti nei suck, per una spremuta
d’arance o un caffè speziato in compagnia di magnifiche
msemmen con miele, in un decor che sembra semplice
ma è in realtà frutto di una raffinata “colorista” belga, ragazzi simpatici si inerpicano per i tre piani servendo
anche panini per un pranzo veloce. Location fantastica.
Caffè des Epices, place des epices
Stessa mano felice del Caffè des Epices questa volta per
le Terrazze. Cappelli di paglia per ripararsi dal sole e calde
djellabas per le sere più fredde, per pranzo o per cena
con un menù che accontenta tutti.
Terraces des epices 15,
souk Cherifia.
Sidi Abdelaziz
Internazionale, storico,
elegante, retrò, imperdibile, bellissimo. Cafè
de la poste, nella città
“nuova”, cucina ricercata, per vedere e farsi
vedere. Anche solo per
un caffè.
Grand cafè de la poste,
Gueliz
Decor anni ’70 e cucina
semplice internazionale. Frequentato dalla
Marrakech “bene” è
un’oasi di relax dalle
spezie e profumi che a
volte stordiscono i
sensi. La terrazza è
l’ideale per una sosta
veloce.
Kechmarà 3 rue de la
Libertè, Gueliz
Notturno, misterioso,
glamour. I colori sono quelli della notte, del deserto e
delle cose preziose. La cucina, di alto livello, è internazionale o Marocchina. Un dj crea l’atmosfera che fino a tarda
notte si fa sempre più “calda”.
Bo-Zin, Route de l’Ourika 3,5 km
I love Shopping
Marrakech è la città ideale per chi ha la famosa “patologia
compulsiva”. Si trova di tutto e naturalmente i souk sono
una vera miniera. C’è molta paccottiglia e souvenirs ma
cercando bene si trovano cose meravigliose.
Se volete evitare lo “stress” da souk monsieur Moustafà
Blaui è l’uomo per voi. Il suo non è un negozio ma un salotto
(chic) dove si può trovare di tutto, dal posacenere al … riad!!
Anche la città nuova offre molte suggestioni, ma la presenza di grandi catene commerciali internazionali la
rende meno affascinante.
Savon noire e guanto di crine
Per un’esperienza in un vero Hammam tradizionale, con
orari distinti per uomini e donne. Prezzi per tutti.
Hammam Dar el bacha
Lusso, calma e… servirebbero troppe parole
per descrivere il tempo
trascorso lì! Le spa
della “Sultana” del “ Mamounia” e del “Palais
Rhoul” valgono il viaggio o anche un lungo
week end! Prezzi per
pochi.
Consigli - sconsigli
Perdersi tra i vicoli di
Marrakech è d’obbligo
e… inevitabile!
Niente paura, chiunque
con gentilezza saprà
indicarvi la strada per
tornare alla “place”.
Imperdibile al tramonto
la Place Jemaa El Fna: è
un vero spettacolo di
suoni, luci, odori e umanità!
I “petit taxi” sono per
tre persone, comodi
ed economici si prendono “al volo” e sono
l’ideale per chi ha poco
tempo e per raggiungere la città nuova.
Marrakech offre da qualche anno un’infinità di maison
d’hotes, in riad belli anche se catene internazionali hanno
realizzato resort meravigliosi che a volte hanno un po’
perso il senso del “genius loci” e snobbano l’antica
medina, vero cuore e tesoro della città.
Lasciarsi trasportare dall’atmosfera della città e scoprirla
a poco a poco è sicuramente la cosa migliore, diffidando
soprattutto dai pregiudizi e dai luoghi comuni.
69
MARRAKECH: ITALIAN AND FEMININE. surround us on the same time.
The women of the Italian jet-set are fa- Seeking peace and quiet in a hammam,
scinated by The Desert Rose, they leave not to be confused with the Turkish bath,
a refined and elegant mark since years. and start my journey back in time.
Narrow, dark and tortuous. Small doors High vaults worthy of a basilica welcome
here and there pierce the roughly pla- a disbelieving me; clothes and shoes off,
I walk on floors covered with carpets
stered high walls.
Cuts of light alternates with dark cove- and woven straw mats. I enter a huge
red walkways, carts pulled by donkeys, room that is hot and humid, I can barely
filled with various merchandise conno- distinguish human shapes here and
ted for the narrow passage with veiled there in the dim lights. Then the very
women, men, children... then finally one of
the doors open, the alley
seem to continue inside,
a short walk to the corner and then the light,
the green, the sound of
water, space, the sky, a
patio with trees. The
whole house opens towards the inside, sometimes the patios come
one after another, creating a quiet and serene
microcosm, it's difficult
to imagine what it's like
from the outside. We are
not in ancient Rome, we
are not in an imperial palace... we're in Marrakech.
Ironically, the number 7
connects the two cities,
the seven hills on which
was built the "eternal
city",and seven are the
tombs of saints, around
which the "Rose of the
Desert" has developed.
Semplicità ed eleganza nel riad "Dar al sultan"
"The Red", "the Queen",
"the Imperial, "the Land of God", "the city "calidarium", where bodies lay on the hot
of seven saints", the city is called many marble floor to relax. I'm covered with
names; I will call it the "Beautiful Roman". savon noir (soap paste derived from proIt's irresistible to go shopping in the cessed olives), the pores are opening up.
souks, the largest ones in Maghreb. Tons I relax and watch the silent scenes taof all types of things are presented in king place around me. Caring fathers
overflowing small shops. Lanterns, car- cleanse their children with such an atpets, spices, slippers, bags, scarves, je- tention that it amazes me, while friends
welry, soaps, silver objects, gold, copper, have long conversations, perhaps conbrass, iron, zinc, nickel, leather, wood, fidences, for sure inspired by the faint
straw, rubber, bone. It's a whole world light that enters through the small winand all the colors, smells and sounds dows in the vault that makes everything
70
seem suspended in time. I'm being massaged, "stretched" and rubbed with a
horsehair glove, then buckets with hot
water, then cold, then hot again. I feel as
if annihilated and as if time didn't exist
anymore, I don't know if it's morning or
evening... I don't care anymore!
I go out, it's morning and a fantastic breakfast is waiting for me in the riad.
I can't but think of this experience as similar to the one that ancient Romans
lived each day. I think of
fantastic reconstructions
of the baths of Caracalla
in Rome with the huge
spaces populated by
characters, by now no
longer silent and motionless.
"My" riad ( a building with
patio/garden) is not far
away, I'm welcome by a
refined and familiar atmosphere, a rare thing in the
medina. The basin in the
middle refreshes during
the scorching summers
and collects rainwater
during the winters, that
are mild but often wet
due Marrakech's proximity to the Atlas mountains. We can find an
"impluvium" in almost
every house, often constructed with clay bricks,
when not in stone or soil,
they are all characterized
by the presence of a central courtyard, with all the
rooms facing it.
Independent microcosms, the riads
often host many extended families, as
one would say today, with defined rules
and the distribution of space defined by
century-old family hierarchies.
A very small annex to the internal construction, the "Dourya" consists of two
rooms joined by a small central room
with a roof light. It allowed the head of
the family to receive strangers in their
home without letting them come in contact with the women at home, not even
Un angolo del “Dar al sultan”
71
visually. The same intention and "jealousy" eliminates the windows towards
the road, that's why the the narrow streets only have gates and high walls. Planimetrically the lack of openings toward
the street made it possible to construct
the houses one beside the other. Putting
related family groups from the same
area, occupation, ethnicity, religion in
the same space. A concentration and
high "human density" in relatively small
spaces was created this way.
My host, a Milanese who fell in love with
Marrakech, bought a beautiful renovated dar (building) and made some improvements by making it more familiar by
introducing small but refined details.
Also with hospitality and attention to detail in a way that unite Italy and Morocco
in a sincere embrace.
The Italian style, or rather the Italian way
of life, is present in the medina of Marrakech with rare but significant signs. In
every case, they have been able to integrate the architectural tradition, crafts
and Moroccan decorations with the search for something unique and an artistic unity that is so typical for Italy.
Excellent names come immediately to
my mind: the Bulgari hotel construction
site in the chic district of the medina or
restoration curated by Alessandra Lippini Bologna, a former fashion stylist.
Jet-setters and designers have turned to
his "Ministry of Taste" to fulfill their
dream. This way the old, crumbling but
fascinating riads have been transformed
into very special houses, where the
forms, materials and colors, stolen from
the local craftsmanship, create environments that are unmatched in the medina.
Franca Sozzani, the legendary editor of
Vogue Italy, has almost a "small neighborhood". Her home unites 10 different
houses, the various patios are a series
of visual experiences and feelings that
no other place, two and a half hour flight
from Milan, can arouse. One of the patios is a small domestic jungle; in another one there's an enormous pool
which reflects the square of the sky that
every riad guard. The mosaic that covers
72
it is black and white. It amuses me to
think that Kris Ruhs was inspired by the
dynamism of the two-color and abstract
design of Roman baths... obsession!
Also the interior design with collections
of Berber carpets and walls decorated
with abstract and ancient symbols are
out of the box: dreamlike, fantastic.
The home of Marta Marzotto "at Marzotto" is fantasy in its pure state, eccentric, colorful, imaginative, a bit like its
owner.
The artist Rossella Gilli has instead chosen the simplicity of beige and blue, illuminated by the white of the large patio.
This is is the Italian and feminine side of
Marrakech; a city where excellent, special, refined women leave a discreet
sign since many years.
Marella Agnelli was one of the first. She
has transformed a large plot of land with
a spring into a lush garden, park... paradise. Ain Kassimou, the source, and a
pavilion in the middle, designed by the
friend and architect Gae Aulenti. It's in
Moorish style but with the size and the
harmony of proportions, it's a reminiscent of a Renaissance jewel.
An excellent presence of creative, unique, special women in a society and a
culture which is sexist, but in a city that
is a bewitching, discreet, fascinating,
mysterious...woman!
The wonderful world of "Marrachi" of
Franca Sozzani is also for a few paying
guests. A dip in the pool, used as a set
for one of Prince's music videos, is an
experience to tell.
Derb Zaouja - www.ville-esclusive.com
Wake up at Muezzin!
Jemaa El Fna, the heart of the city, is within walking distance, the neighborhood
is quiet and peaceful. The interiors are
refined, chic and welcoming smiles and
the "housewives" make your stay unforgettable.
Dar al Sultan - www.riadalsultan.com
As happy at the Cafe des Epices this time
for the Terraces. Straw hats to protect
from the sun and warm djellabas for the
cooler evenings, for lunch or dinner with
a menu that pleases everyone.
Terraces des epices 15, souks Cherif.
Sidi Abdelaziz
She's not Italian but a true artist, Marie
Kerrotret, French dynamic woman who
has always welcomed me with discretion and kindness made me feel at home
with friends. His Dar Vima is an authentic house in the oldest district of Marrakech. Mighty and strong walls hide
gentle, refined, colored and feminine interiors.
Dar Vima - www.terremaroc.com
The riad is from the 17th century and the
restoration has respected the original
design. Large suites overlook a patio
with a beautiful bath. Even if it's situated
in the ghetto (mellah) and is close to a
"sonorous" minaret. Warm and welcoming.
Riad-Azulay - www.riad azoulay.com
Not only cous cous
If taken by an unlikely, and out of place,
desire for Wiener Schnitzel or pasta
bolognese with a true Italian coffee, the
Café Arabe with Italian management will
be there for you
Café Arabe, Rue El Mouassine
Exhausted from shopping in the souk,
drop by for an orange juice or coffee in
the company of splendid msemmen spiced with honey. The decor seems simple but is actually the result of a refined
Belgian "colorist", nice staff climb the
three floors serving sandwiches for
a quick lunch. It's a fantastic location.
Cafe des Epices, Place des epices
International, historic, elegant, retro, a
must, beautiful. Café de la Poste, in the
new part of the city, refined cuisine, a
place to see and to be seen. Even just for
a coffee.
Grand Café de la poste, Gueliz
70's decor and simple international cuisine. Frequented by "well off" Marrakech,
it's a relaxing oasis from spices and perfumes that sometimes stun the senses.
The terrace is ideal for a quick stop.
Kechmara 3 rue de la Liberté, Gueliz
or even a long weekend! Prices for the
few.
Nocturnal, mysterious, glamorous. The
colors are those of the night, the desert
and of precious things. The kitchen,
high-level, international and Moroccan.
A DJ that creates the atmosphere until
late at night becomes increasingly "hot".
Bo-Zin, Route de l'Ourika 3.5 km
Advices and warnings
Wander the streets of Marrakech is a
must ... and inevitable!
Don't worry, everyone will kindly show
you the way back to the "place".
Do not miss the sunset Place Jemaa El
Fna: it is a true spectacle of sound, light,
wonderful resort that sometimes have
lost the sense of "genius loci" and are
snubbing the old medina, the true heart
and treasure of the city.
Let yourself be carried away by the atmosphere of the city and discover it little
by little is definitely the best thing to see
through prejudices and clichés.
I love shopping
Marrakech is the
ideal city for those
who have the famous "compulsive
disorder".
You can find everything and of course
the souks are a real
goldmine.
There is a lot of junk
and souvenirs but if
you search a bit you
can find wonderful
things.
If you want to avoid
"souk stress" by
Moustafa Blaui souk
is the man for you.
Its not a shop but a
(chic) living room
where you can find
everything from
ashtrays to... riad!
The new town offers
a lot but the presence of large
international retail
chains makes it less
fascinating.
Luci e ombre nel Museè de Marrakech
Black soap and horsehair glove
To experience a true traditional Hammam, with separate times for men and
women. Affordable, prices for mass.
Hammam Dar El Bacha
Luxury, calm and... it would take too
many words to describe the time spent
there! The spa's "Sultana" "Mamounia"
and the "Palais Rhoul" are worth the trip
odors and humanity!
The "petit taxis" are for three people,
comfortable and cheap take on the way
and are ideal for those with little time to
reach the new town.
Since some time Marrakech offers
countless maison d'hotes in beautiful
riads. International chains have made
73
“Come 'l falcon ch'è stato assai su l'ali, che sanza ratore e re di Sicilia Federico II di Hohenstaufen. La praveder logoro o uccello fa dire al falconiere «Omè, tica di quest'arte venatoria, e la conseguente presenza
tu cali!», discende lasso onde si move isnello, per dei rapaci a corte, è una costante nella vita di dame e cacento rote, e da lunge si pone dal suo maestro, disde- valieri; ai falchi spetta inoltre un ruolo politico non indifgnoso e fello;” (Inferno, Canto xVII)
ferente (i falchi intervengono nella stipula di trattati,
(Trad: “Come il falco che senza aver scorto una preda ne fanno parte della dote negli sposalizi regali, etc.).
il richiamo delude il falconiere e ritorna sconfitto là donde ll falco (come gli altri rapaci utilizzati nelle cacce al volo, soera volato pieno di baldanza.”)
prattutto astori e sparvieri) è dotato di un organismo
Il falco è senza dubbio la massima espressione vivente perfetto: la sua linea è agilmente compatta, dispone di un
dell’eleganza del volo e della capacità di predazione. Ha organismo concepito dalla natura per la lotta e l'assalto,
ispirato e a lui sono state dedicate poesie, odi, dipinti. Libri quasi proiezione dell'ardimento dell'uomo che, restando a
e film hanno preso spunto dal falco. Nelle due terzine di cavallo, lancia la propria arma vivente nello spazio del
apertura, addirittura Dante, il sommo poeta, lo prende ad cielo che rimane interdetto alle sue orme terrene. Il falco
esempio per descrivere quanto sia un fatto assoluta- è un animale alto e aggressivo, simbolo dell'indomabile
mente eccezionale quando il falco manca la preda. E poi fierezza del nobile, e, insieme, della sua virilità.
Boccaccio nella novella di Federico degli Alberighi erge a L'antica arte di cacciare con gli uccelli e di addestrarli a
protagonista il magnifico falcone che poi viene sacrificato tale scopo, negli ultimi decenni sta conos c e n d o u n a
rinas c i t a , m a c i ò
per amore della
nonostante si prebella Giovanna, cui
senta sempre come
viene offerto come
una sfida. La ricibo a lei che era vecerca continua di
nuta a chiederlo in
quel delicato equilidono per il figlio mabrio che si instaura
lato. E ancora sono
tra il falco e il suo falscritte pagine di letconiere è circonteratura indimentidata da un fascino
cabili con chiari
particolare, che
riferimenti alla cacspinge l'uomo a
cia col falcone
mettersi alla prova
(scene di falconeria
tutte le volte che,
sono descritte in
lanciato il falco dal
opere di Brunetto
pugno, lo osserva
Latini, nel Poema del
TESTI EZIO SALVATORI
prendere quota, inMío Cid, nella Celestina di Fernando de Rojas…). Cacciare con gli uccelli è dipendente e solitario, libero di decidere se ritornare al
un’arte antichissima. L’Ars venandi cum avibus ha cono- pugno del suo compagno, coronando il tacito patto con
sciuto il suo momento d’oro senz’altro nel medioevo, ma l'uomo, o se abbracciare invece la libertà.
ne abbiamo testimonianze ancora più antiche. Grandi L'alleanza uomo-falco mette alla prova l'impegno delpersonaggi storici furono cultori di questa disciplina. Si l'uomo, che deve garantire gli spazi e il tempo necessari
tramanda che Gengis Khan ancora bambino si avventu- al corretto esercizio della falconeria. L'errore umano
rasse sulle cime della steppa per catturare piccoli rapaci rompe l'idillio e per evitarlo il falconiere dovrà curare giore poi addestrarli personalmente alla caccia. Catturò, ad- nalmente quel delicato, emotivo ed esclusivo equilibrio
dirittura, due piccoli di aquila per farne dono a suo padre con il rapace, che rappresenta il cuore di quest'arte.
yesugei Khan della tribù dei lupi, da cui aveva appreso la Negli ultimi anni anche l'esposizione mediatica di questa
nobile arte. Nel periodo che va dall'anno Mille al Quattro- antica arte è diventata sempre più intensa, quasi a dimocento la Falconeria, oltre che per un motivo esclusiva- strare la ricerca da parte della stessa di nuovi spazi, di un
mente venatorio, diventa protagonista in ambito nuovo equilibrio in un curioso intreccio di passato e fuculturale, letterario, politico e di costume e si presenta turo. Fa, infatti, uno strano effetto vedere filmati su inanche come pratica magica legata alla simbologia del ternet, notizie o forum inerenti qualcosa che affonda le
falco e del cavaliere. è proprio in questo periodo storico sue origini così addietro nel tempo.
del nostro continente che viene scritto il primo trattato Ciò che invece è ancora immutato è appunto il rapporto
scientifico di ornitologia esistente, il Liber de arte venandi che si instaura tra uomo e animale. Il falco, per sua nacum avibus, “L'arte di cacciare con gli uccelli”, dell'impe- tura, è quanto di più diametralmente opposto ad essere
La Falconeria.
Un amore
millenario.
74
accanto all’essere umano. Eppure tra falco e falconiere corte, hanno uno spunto bruciante dal pugno e dunque
c’è qualcosa di inspiegabile. è un rapporto di dipendenza maggiori possibilità di raggiungere una preda partendo
reciproca. Il bravo falconiere sa che deve dedicarsi sem- da fermi. Lo Sparviere però, a differenza dell'Astore, espre al proprio animale. Anche e soprattutto lontano dalla sendo più piccolo, può cacciare solo prede fino alla distagione venatoria quando l’inattività potrebbe nuocere mensione di una gazza; l'Astore invece può attaccare sia
al falco riducendone l’eccezionale muscolatura e com- uccelli (starna, fagiano, pernice, anatre, gallinelle) sia
promettendone la letalità. Per la falconeria vengono mammiferi (conigli, lepri, minilepri). Nell'alto volo il Falco
Pellegrino è il
utilizzate molte
più indicato per
specie di rapaci,
la caccia alle
m a n o n t ut t e
velocissime
sono uguali nè
anatre, ma
nella caccia nè
offre ottimi ridal punto di vista
s u l t at i a n c h e
dell'addestracon le starne,
m e nt o . è p e r
pernici e faquesto motivo
giani; il Falco
che il falconiere
Sacro e i grossi
dovrà oculataibridi
col
mente scegliere
G i r f a l c o
la specie più
(Gyr/sacro e
adatta valuGyr/Pellegrino)
tando una serie
sono particodi parametri
larmente indiprima dell'acquicati per la
sto. Intanto esicaccia ai grossi
ste la distinzione
corvidi (cortra rapaci d'alto
nacchie e
volo (falconi, caccorvi). Dunque
ciano volando in
la scelta del raalto e picchiando
pace da utilizsulle prede) e razare va basata
paci di basso
sul tipo di terrivolo (Astore,
torio dove il falHarris, Sparviere
coniere andrà
per esempio;
a caccia e sulle
cacciano parspecie che potendo d i r e t t a tranno essere
mente dal
c a c c i at e . M a
pugno del falcoun'altro imporniere all'inseguitante paramemento della
tro di scelta è
preda); i falconi
sicuramente la
d'alto volo hanno
Gherardo Brami si appresta a lanciare un Falco Pellegrino a caccia
facilità di addedunque bisogno
Foto di Katina Petrova
s t r a m e nt o e
di aree aperte,
mentre i rapaci di basso volo prediligono zone ricche di gestione in cattività. Astore e Pellegrino sono i rapaci più
vegetazione (per esempio i boschi). In modo particolare la complessi da questo punto di vista e sono sconsigliati ai
Poiana di Harris può esprimersi al meglio solo in zone ric- neofiti; un neo-falconiere dovrà dunque dirigere le sue
che di vegetazione e di alberi dove possa posarsi per po- attenzioni alla Poiana di Harris se vuole dedicarsi al basso
tere attaccare le prede di sorpresa, la sua velocità di volo in zone ricche di vegetazione o agli Ibridi di falconi o
spunto partendo dal pugno infatti non è sufficiente a al Falco Sacro se vorrà dedicarsi all'alto volo in zone
raggiungere una preda in inseguimento diretto; invece aperte.
l'Astore e lo Sparviere, grazie alle loro ali particolarmente
75
Gherardo Brami con Aquila Reale
Foto di Katina Petrova
76
In Italia si hanno 9 specie di falchi e precisamente:
Il Falco Sacro (Falco cherrug) è uno dei più grandi falchi
esistenti dopo il Girfalco. è tipico delle aree desertiche. In
Italia è raro e di passo irregolare. Per le sue dimensioni
viene molto apprezzato nella falconeria, anche perchè è
in grado di catturare prede sia in volo (come il Falco Pellegrino) sia a terra; gli arabi infatti lo utilizzavano anche
per la caccia alle gazzelle!
Peso (gr)
Lunghezza totale (mm)
Apertura alare (mm)
Maschio
Femmina
750 - 1000
1000 - 1300
450
550
1040 - 1100
1070 - 1250
Ala (mm)
345 - 368
381 - 415
Coda (mm)
179 - 200
200 - 230
Il Lanario (Falco biarmicus) è anch'esso un falco adattato
a climi aridi e desertici. In Italia abbiamo una grossa fetta
di tutta la popolazione europea di Lanario (concentrata
soprattutto nel centro e sud Italia). è un falco più piccolo
rispetto al Sacro e al Pellegrino e in falconeria è piuttosto
apprezzato per la sua agilità di volo anche nella cattura di
prede a terra.
Peso (gr)
Lunghezza totale (mm)
Apertura alare (mm)
Ala (mm)
Coda (mm)
Maschio
Femmina
500 - 600
700 - 900
440 - 460
450 - 490
1000 - 1005
1000 - 1120
308 - 335
345 - 375
155 - 167
160 - 195
rarità.
Maschio
Femmina
Peso (gr)
350 - 450
420 - 520
Lunghezza totale (mm)
400 - 430
420 - 450
Apertura alare (mm)
Ala (mm)
Coda (mm)
Maschio
Femmina
Peso (gr)
400 - 650
700 - 1000
Lunghezza totale (mm)
380 - 420
400 - 480
Apertura alare (mm)
Ala (mm)
Coda (mm)
800 - 950
900 - 1100
280 - 300
320 - 340
130 - 145
140 - 160
Il Falco della Regina (Falco eleonorae) nidifica solo in Sardegna, è molto simile nella sua forma normale al Pellegrino, ma ne esiste anche una forma scura. è un
agilissimo cacciatore di piccoli uccelli in migrazione. In Falconeria non è molto usato, soprattutto per via della sua
95 - 105
300 - 335
310 - 366
175 - 185
180 - 195
Il Lodolaio (Falco subbuteo) è invece un piccolo falco, ma
anch'esso somiglia molto al Pellegrino, da cui si distingue
però, oltre che per le dimensioni, anche per la coda più
lunga. Come dice il suo nome è un rapace specializzato
nella caccia di piccoli uccelli come le allodole, ma integra
spesso la sua dieta anche con la cattura di grossi insetti.
Maschio
Femmina
131 - 222
230 - 325
Lunghezza totale (mm)
280 - 300
300 - 360
Apertura alare (mm)
720 - 780
750 - 840
Ala (mm)
240 - 275
255 - 296
Coda (mm)
122 - 135
130 - 140
Peso (gr)
Il Grillaio (Falco naumanni) ha le stesse dimensioni del Lodolaio ma somiglia di più al Gheppio. Anche in questo caso
il suo nome ne tradisce le abitudini alimentari: esso infatti
si nutre soprattutto di insetti (coleotteri e ortotteri in primis). La popolazione italiana di questo piccolo falchetto è
piuttosto limitata e in pericolo, si concentra in piccole colonie che si riproducono in limitate aree del territorio italiano.
Maschio
Peso (gr)
Il Falco Pellegrino (Falco peregrinus) è uno dei falchi in assoluto più famosi e conosciuti, per via delle sue eccezionali doti di volo e velocità. In picchiata esso infatti è in
grado di superare i 300 km/h ed è specializzato nella cattura esclusiva di uccelli (dalle anatre agli storni, ma anche
piccoli passeriformi, limicoli, rondini e rondoni). Per le sue
capacità di volo e velocità è anche molto apprezzato dai
falconieri. In Italia ormai le popolazioni di Pellegrino sono
in forte ripresa, arrivando a occupare tutte le nicchie riproduttive disponibili e anche le città, dove cacciano soprattutto storni e piccioni.
90 - 100
Femmina
90 - 176
145 - 200
Lunghezza totale (mm)
260 - 290
270 - 330
Apertura alare (mm)
610 - 650
630 - 660
Ala (mm)
223 - 245
224 - 246
Coda (mm)
135 - 140
138 - 150
Il Gheppio (Falco tinnunculus) è forse il falco più comune
in assoluto; è possibile vederlo quasi ovunque nelle campagne, ai bordi delle strade, appollaiato sui fili o sui pali
del telefono oppure mentre fa il caratteristico volo a "spirito santo" grazie al quale riesce a restare immobile nell'aria, come un elicottero, per scovare meglio le sue
prede, costituite da invertebrati e piccoli mammiferi ma
anche lucertole e piccoli uccelli.
Maschio
Femmina
Peso (gr)
113 - 230
170 - 271
Lunghezza totale (mm)
310 - 350
330 - 380
Apertura alare (mm)
690 - 750
740 - 820
Ala (mm)
230 - 266
235 - 275
Coda (mm)
150 - 180
160 - 184
Lo Smeriglio (Falco columbarius) invece è molto più raro
da osservare, anche a causa delle sue abitudini di caccia:
vola quasi rasente al terreno a velocità straordinarie inseguendo rondini, allodole e altri piccoli uccelli. Per que77
ste sue capacità di volo e agilità era molto apprezzato
nella falconeria, in cui veniva usato per praticare una caccia particolarmente affascinante ed emozionante, la caccia all'allodola. In Italia è possibile osservarlo solo nei mesi
invernali ma non si riproduce.
Maschio
Peso (gr)
Femmina
150 - 215
187 - 255
Lunghezza totale (mm)
280 - 300
290 - 340
Apertura alare (mm)
560 - 600
590 - 690
Ala (mm)
193 - 215
203 - 235
Coda (mm)
116 - 121
119 - 127
Il Falco Cuculo (Falco vespertinus) infine, è un rapace di
passo in Italia, arriva nella tarda primavera per riprodursi
in piccole colonie. I membri di una colonia cacciano spesso
tutti insieme e si possono osservare nei campi alla ricerca
di invertebrati (cavallette, lombrichi, coleotteri, ecc.).
Maschio
Femmina
Peso (gr)
130 - 164
130 - 197
Lunghezza totale (mm)
260 - 280
270 - 330
Apertura alare (mm)
690 - 720
700 - 770
Ala (mm)
224 - 260
230 - 262
Coda (mm)
120 - 125
124 - 130
I falconieri hanno da sempre attivamente collaborato con
i progetti, sostenuti in particolare dalle associazioni ambientaliste, volti alla salvaguardia di specie minacciate dal
pericolo di estinzione. Basti pensare al grande lavoro
fatto a partire dagli anni ’60 per reintrodurre in natura il
falco pellegrino, decimato dall’utilizzo di fertilizzanti e prodotti chimici, come il DDT, utilizzati nell’agricoltura industriale.
L’allevamento e la riproduzione di uccelli rapaci è un sapere che si costruisce con anni di duro e paziente lavoro;
il risultato viene messo a disposizione di tutta la comunità.
Le rappresentazioni, sono un’occasione per avvicinare il
grande pubblico, i giovani e gli allievi di ogni ordine di
scuola alla natura; un momento di svago e di formazione,
di divertimento e di apprendimento sugli aspetti biologici
e naturalistici. Per chi ha fatto della falconeria il proprio
lavoro, la rappresentazione è anche un momento di relazione sociale, di intensa emozione, di comunicazione e di
condivisione di un’eredità culturale che è patrimonio di
tutta l’umanità.
Si ringrazia
Gherardo Brami: www.gherardobrami.it - [email protected]
www.falconeria.info - www.falconeria.it
Tutto ciò da la misura di quanto nulla sia lasciato al caso
in questa arte meravigliosa che è la falconeria. Ma ovviamente, come accade sempre, c’è anche chi sostiene che
sia una crudeltà nei confronti delle prede dimenticando
però che la caccia con il falco è solo ed esclusivamente
una celebrazione di ciò per cui il falco è nato. Il volo e la
predazione. Ciò che è crudele è senza ombra di dubbio
l’uso dei crittogamici che ha indebolito la popolazione silvestre, il bracconaggio, il furto dei nidiacei destinati al
mercato illegale.
Ma la falconeria è altro, certamente lontano dal medioevo
in cui per reati sui falchi c’era il taglio delle mani fino alla
forca; quest’arte è un respirare insieme dell’uomo e del
suo rapace. è unire due anime di cui una si muove su uno
spazio bidimensionale mentre l’altra è padrona assoluta
dello spazio aperto.
La falconeria, praticata correttamente e in modo professionale, offre a tutti coloro che lo desiderano l’opportunità di osservare il mondo dei rapaci da vicino, nel
completo rispetto del loro naturale comportamento di
volo senza sottoporre l’animale ad artificiosi ammaestramenti. Inoltre chi, accanto all’arte della falconeria, ha appreso anche quella dell’equitazione, é in grado di offrire
al pubblico un viaggio nel tempo, mettendo in scena battute di caccia, così come venivano praticate a corte, aiutandosi con musiche e costumi d’epoca, con i differenti
stili nel sellare e cavalcare, proprio così come si susseguirono a partire dal periodo medievale sino ad arrivare alla
famosa scuola di equitazione spagnola.
78
FALCONRY. A MILLENARY LOVE.
"Just as a falcon, a long while on the wing, Who, without spotting lure or prey, Makes the falconer cry, "Ah, you’re coming
down," Descends, tired, with a hundred turnings To where he
set out so swiftly, and perches, Aloof and furious, far off from
his master" (Inferno, Canto XVII)
(Translation: "As the falcon without having seen a prey or heard
the call of the falconer makes the falconer disappointed. It returns defeated where he was flown full of confidence.")
The falcon is without doubt the greatest living expression of
flying elegance and predation. It has inspired poems, odes,
paintings. Books and movies have been inspired by the falcon.In the two opening verses, Dante, the sublime poet, takes
the falcon as an example and describe what an absolutely exceptional fact it is when the falcon misses its prey. And then in
Boccaccio's novel about Frederick Alberighi, the magnificent
falcon becomes the main character, which is sacrificed for the
love of beautiful Jane. It is offered as food to her that she had
come to ask for a gift for her sick child. And yet unforgettable
pages of literature are written with clear references to hunting with a falcon (falconry scenes are described in works of
Brunetto Latini, in the Poem of my Cid, in Celestina by Fernando de Rojas...).
Hunting with birds is an ancient art. L’Ars venandi cum avibus
experienced its heydays in the Middle Ages, but we have much
older testimonies. Great historical characters were lovers of
this discipline. It is said that Genghis Khan was a child who
ventured on the mountaintops of the steppe to catch small
birds of prey and then trained them to hunt. He even captured
two small eagles as a gift to his father Yesugei Khan, head of
the tribe of wolves, from which he had learned the noble
art. The falcon had a very important role in literature, politics
and costumes in the time between the 11th and the the 15th
century, it wasn't only for its hunting skills. It was also seen as
a magical practice linked to the symbolism of the falcon and
the knight. It's in this period of history that the first scientific
text of ornithology is written, the Liber de arte venandi cum
avibus, The art of hunting with birds", by the emperor and king
of Sicily, Fredric II of Hohenstaufen. The practice of this art of
hunting, and the consequence of raptors at the court, is a constant in the life of knights and ladies. Falcons also play a considerable political role (falcons are involved in the signing of
treaties, are part of the dowry gifts, etc.) The falcon (as other
birds of prey used
for hunting, especially Goshawks
and Sparrowhawks) has a perfect body: his line is
slightly compact,
it's designed by nature to fight and to
assault, almost a L'aquila delle steppe si appresta a spiccare il volo. Foto di Franco Biondi
projection of the
boldness and courage of the man
who remains on the
horse, launching his
living weapons into
the space of the
sky that is forbidden
to his earthly foot- Giovane Falcone Pellegrino in picchiata. Foto di Franco Biondi
steps. The falcon is a tall, aggressive animal, a symbol of untamable noble pride, together with its virility.
The ancient art of hunting with birds and train them to do so, is
experiencing a renaissance in recent decades, but nevertheless it's always presented as a challenge. The search continues for that delicate balance is established between the
falcon and its falconer is surrounded by a particular fascination. It drives the man to prove himself every time, launching
the falcon from his hand, watching it to soar independent and
solitary, free to decide whether to return to the fist of his companion, crowning the silent pact with the man, or to embrace
freedom instead.
The alliance falcon-man tests the commitment of man, who
must ensure the space and time required for a proper practice
of falconry. Human error breaks the idyll and to avoid it, the
falconer must treat every day that delicate, emotional and unique balance with the raptors, which is the heart of this art.
In recent years the media exposure of this ancient art has become increasingly intense, in search for new spaces, a new
equilibrium in a curious mixture of past and future. In fact, it
has a strange effect to watch movies, news or forums about
something that has its origins way back in time.
However, what remains unchanged is the relationship that develops between man and animal. The falcon, by nature, is
about as diametrically opposite to be close to a human being.
Yet between the falcon and the falconer and there is something inexplicable. It's relationship of mutual dependence. The
good falconer knows that he always must devote himself to his
animal. Especially away from the hunting season when inactivity could harm the falcon, reducing it's exceptional muscles
and even leading to death.
Many species of birds of prey are used for falconry, but not all
are equal in terms of hunting nor in terms of training. For this
reason that the falconer must carefully choose the most suitable kind evaluating a set of
parameters before
buying a bird. Meanwhile there is the
distinction between high-flying
birds of prey
(hawks, they fly
L'aquila delle steppe in volo. Foto di Franco Biondi
high and then hits
the prey) and lowflying birds of prey
(goshawk, Harris,
Sparrowhawk, they
hunt starting directly from the hand of
the falconer in pursuit of a prey).
Civetta delle Nevi. Foto Maria Ginevra Brami
High-flying falcons
therefore need open areas, while other raptors prefer lowflying areas with rich vegetation (eg forests). In particular, the
Harris Buzzard can best express themselves in green areas
with plants and and trees where it can rest in order to take
their prey by surprise. Its speed when it takes off from the hand
it is not sufficient to reach a prey in direct pursuit. The Goshawk and Sparrowhawk on the other hand, thanks to their
very short wings, can kickstart from the hand and therefore a
greater ability to reach a prey from a standing still. The Sparrowhawk, unlike the Goshawk, is quite small and can only take
preys up to the size of a magpie. The Goshawk can attack both
birds (partridge, pheasant, partridge, ducks, hens) and mammals (rabbits, hares, small hares).
Flying high, the Peregrine Falcon is the best for hunting fast ducks,
but has excellent results even with the Grey Partridge, Rock Ptarmigan and Pheasants. The Saker Falcon and large hybrids like the
Gyrfalcon (Gyr/Saker and Gyr/Peregrin) are particularly indicated
79
for the hunting of big corvids (Crows and Corvids).
So the choice of raptor to be used should be based on the type
of territory where the falconer will go hunting and species that
can be hunted. But another important parameter is definitely
what the training and management in captivity is like. Goshawk
and Peregrine prey are more complex from this point of view
and are not recommended for beginners, a new falconer
should direct his or her attention to the Buzzard Harris if the
intuition is to engage in low flying areas with a rich in vegetation; a Hybrid falcon or a Saker falcon if the falconeer would
want to devote himself to flying high in open zones.
In Italy there are 9 species of hawks, precisely:
The Saker Falcon (Falco cherrug) is one of the biggest falcons
after the existing Gyrfalcon and typical of desert areas. It's rare
in Italy and an irregular migrator. It's very popular in falconry
because of its size, also because it's able to capture prey in
flight (such as Peregrine) as well on the ground, Arabs actually
used it for hunting gazelles!
Weight (grams)
Overall lenght (mm)
Wing Span (mm)
Wing (mm)
Tail (mm)
Male
750 - 1000
450
1040 - 1100
345 - 368
Female
1000 - 1300
550
1070 - 1250
381 - 415
179 - 200
200 - 230
The Lanner falcon (Falco biarmicus) is also a hawk and adapted to arid climates and deserts. In Italy we have a big part of
the entire European population of Lanner (mainly concentrated
in Central and Southern Italy). It's a smaller type of falcon than
the Saker and the Peregrin, and is quite valued in falconry for
its agility, also when capturing prey on land.
Weight (grams)
Overall lenght (mm)
Wing Span (mm)
Wing (mm)
Tail (mm)
Male
500 - 600
440 - 460
1000 - 1005
308 - 335
Female
700 - 900
450 - 490
1000 - 1120
345 - 375
155 - 167
160 - 195
The Peregrine falcon (Falco peregrinus) is one of the most famous and well known falcons because of its exceptional qualities of flight and speed. When it dives it's capable of
exceeding 300 km/h and exclusively captures birds (from
Ducks to Starlings but also small passerines, waders, swallows and swifts). It's very popular with falconers for its flying
capacity and speed. Today the Peregrine population in Italy is
recovering well, it occupies all available reproductive niches,
even in cities, where they mostly hunt starlings and pigeons.
80
Weight (grams)
Overall lenght (mm)
Wing Span (mm)
Wing (mm)
Male
400 - 650
380 - 420
800 - 950
280 - 300
Female
700 - 1000
400 - 480
900 - 1100
320 - 340
Tail (mm)
130 - 145
140 - 160
Eleonora's falcon (Falco eleonorae) nests only in Sardinia, is
very similar in its normal form to the Peregrine, but there's also
a dark form. It's very agile hunter of small birds in migration. In
falconry is not used much, mainly because it's very rare.
Weight (grams)
Overall lenght (mm)
Wing Span (mm)
Wing (mm)
Male
350 - 450
400 - 430
90 - 100
300 - 335
Female
420 - 520
420 - 450
95 - 105
310 - 366
Tail (mm)
175 - 185
180 - 195
The Hobby bird (Falco Subbuteo) instead is a small falcon, but
is also similar to the Peregrine. It can be distinguished not only
by its size but also by its longer tail. As its Italian name says,
this raptor is a specialist in hunting small birds such as Skylarks, but often it also integrates its diet with large insects.
Weight (grams)
Overall lenght (mm)
Wing Span (mm)
Wing (mm)
Male
131 - 222
280 - 300
720 - 780
240 - 275
Female
230 - 325
300 - 360
750 - 840
255 - 296
Tail (mm)
122 - 135
130 - 140
The Lesser Kestrel (Falco naumanni) has the same size but is
more similar to the Hobby Kestrel. Again his name betrays its
eating habits: indeed, it feeds on insects (beetles, grasshoppers, crickets and locusts in particular). The Italian population
of this small falcon is quite small and endangered, it's concentrated in small colonies that breed in limited areas in Italy.
Weight (grams)
Overall lenght (mm)
Wing Span (mm)
Wing (mm)
Male
90 - 176
260 - 290
610 - 650
223 - 245
Female
145 - 200
270 - 330
630 - 660
224 - 246
Tail (mm)
135 - 140
138 - 150
The Kestrel (Falco tinnunculus) is perhaps the most common
falcon ever, and you can see it almost everywhere in the countryside on the edge of the streets, perched on the wires or on
telephone poles, or while doing the typical "holy spirit" flight
when it's able to remain motionless in the air like a helicopter
to track down its prey, consisting of invertebrates and small
mammals but also birds and small lizards.
Weight (grams)
Overall lenght (mm)
Wing Span (mm)
Wing (mm)
Male
113 - 230
310 - 350
690 - 750
230 - 266
Female
170 - 271
330 - 380
740 - 820
235 - 275
Tail (mm)
150 - 180
160 - 184
The Merlin (Falco columbarius) on the other hand is much less
likely to be observed, partly because of its hunting habits.
It flies very close to the ground with an extraordinary speed
chasing swallows, larks and other small birds. Because of
these flying skills and agility was much appreciated in falconry,
it was used for a particularly fascinating and exciting hunting,
lark hunting. In Italy you can see it only in wintertime but it doesn't reproduce.
Weight (grams)
Overall lenght (mm)
Wing Span (mm)
Wing (mm)
Male
150 - 215
280 - 300
560 - 600
193 - 215
Female
187 - 255
290 - 340
590 - 690
203 - 235
Tail (mm)
116 - 121
119 - 127
The Red-footed falcon (Falco vespertinus). Last but not least
we have this migratory raptor, it arrives in late spring to breed
in small colonies. The members of a colony often hunt together and can be observed in the fields in search of invertebrates (grasshoppers, earthworms, beetles, etc..).
Weight (grams)
Overall lenght (mm)
Wing Span (mm)
Wing (mm)
Male
130 - 164
260 - 280
690 - 720
224 - 260
Female
130 - 197
270 - 330
700 - 770
230 - 262
Tail (mm)
120 - 125
124 - 130
protecting endangered species from extinction. Just think of
the great work done since the sixties in order to reintroduce
the Peregrine falcon in the wild. It was decimated by the use
of fertilizers and chemicals such as DDT, used in industrial
agriculture.
The care and breeding of birds of prey is a knowledge that is
built up through years of hard and patient work, the result is
made available to the entire community. The performances are
an opportunity to introduce falconry to the general public. It's
also an occasion to bring young people and students closer to
nature. It's a moment of relaxation and training, entertainment
and learning more about biology and the nature. For those who
have falconry as a profession, the performance is also an occasion to connect with others, a moment of intense emotions,
communication and for sharing a cultural heritage that is a patrimony of all humanity.
Silvia Baracchi nelle vesti di Falconiere
All this gives a measure of how nothing is random in this wonderful art that falconry is. But of course, as always happens,
there's also those who argue that it's cruel to the hunted prey.
They forget that falconry is only and exclusively a celebration
of everything for which the falcon was born. Flying and hunting. What is cruel is without any doubt is the use of cryptogamics and toxins which has weakened the wild population,
poaching, the theft of nestlings for the illegal market.
But falconry is different, certainly far from the middle ages
when crimes against falcons was punished with cutting the
hands off and even hanging. This art is man and his raptor
breathing together. It's about uniting two souls, one of which
moves on a two-dimensional space while the other is absolute
master of the open space.
Falconry, properly and professionally practised, offers all
those who want the opportunity to observe the world of birds
of prey up close, in full respect of their natural flight behavior
without subjecting the animal to artificial teachings. Besides,
the one who knows how to ride as well is able to offer the public a journey through time. To show falconry as it was practiced at court, helped with music and costumes and with
different saddles and way of riding, one can stage hunts as
they looked like from medieval times till the famous Spanish
Riding School.
The falconers have always collaborated with different projects, especially supported by environmental groups aimed at
81
TESTI STEFANO FIUCCI/FOTOGRAFIE STEFANO FIUCCI
82
Il lusso di un giardino.
Il giardino di Nicoletta.
Un cancello, uno dei tanti bei cancelli
d e l l ' A p p i a a nt i c a , s t r a d a d a l l a
immensa memoria storica con un
fascino unico degno di una regina....
regina viarum.
Si racconta che quando la Magnani
seppe che Rossellini andando a
prendere la Bergman all'aeroporto
di Ciampino deviò con la cabrio sull'Appia antica disse... "allora è proprio
innamorato!"
E come non dargli torto, vederla oggi
in questo splendido ottobre romano
ha tutto l'aspetto di una regina, e i
suoi gioielli sono i suoi giardini .
Oggi sono qui per visitarne uno.
Temo che avendolo già visto su libri e
riviste specializzate, possa avere su
di me un effetto di "dejà vu"; mi avvicino quindi con aria di sufficienza,
complice una luce d'ottobre.
Colpo di fulmine... come non credere
ai colpi di fulmine!!!!
Ha solo 20 anni, e' cresciuto su due
ettari di terreno abbandonato ma
sembra sia sempre stato lì.
Nicoletta ha scelto per lui un papà
prestigioso, Paolo Pejrone, l'architetto "giardiniere".
Non c'era niente, solo qualche pino e
qualche leccio.
Nicoletta ha conservato il giardino
com’e' stato impostato dall'origine,
cercando solo di accompagnare la
crescita naturale delle piante; un ecosistema in cui anche l'uomo ne è parte.
E' una spessa macchia mediterranea,
con il tempo si è impadronita del terreno; camminando si riconoscono
viburno, tino fillirea, melograni posti
delicatamente su un immenso prato.
Pochi colori intorno: bianco, lilla, azzurro; nella sequenza di stanze intorno la casa l'orto è il protagonista.
Siepi di alloro profumato lo proteggono dal giardino, mentre bassi con-
fini di bosso disegnano scacchiere di
ortaggi e fiori; nella Villandry romana
il carciofo romanesco flirta col la peonia felix crousse, un melo da fiore
con una variegata collezione di peperoncini ornamentali, spettatori,
bouquet di menta e salvia.
Salvie ornamentali dalle lunghe spighe
fiorite, che avevamo incontrato all’ingresso, con il loro colore lilla strizzano
l'occhio a bianche rose a grappolo.
Sotto una pergola di uva moscato,
impreziosita dai tralci sinuosi, scor-
giamo pomodori e melanzane su ordinate spalliere di canna di bambù,
intrecciate dalle mani abili di Roberto
e Danilo, gli angeli custodi del giardino, e ancora lamponi a spalliera e
meleti da fiore red sentinel.
In fondo all'orto, un antico chiosco in
legno di epoca vittoriana, unico elemento architettonico del giardino,
custodisce all’interno una ricca collezione di viole, il fiore più amato dai
poeti, il preferito della Duse: ama
l'ombra, ma alcune varietà resistono
al sole, come alcune amano il caldo o
il freddo, alcune a fiori grandi, che
sembrano di velluto, altre a fiori minutissimi.
Subito intorno, enormi foglie di zucchine romanesche puntinate da lunghi steli di allium dal colore viola, un
gazebo di ferro battuto fa da tutore
a rampicanti come fagioli lamon e minute zucche ornamentali.
Per completare l'ecosistema Pejrone,
partendo da un piccolo stagno preesistente, ha creato un laghetto, che
con il tempo si è popolato di anatre,
carpe, rane e ogni anno diventa
sosta di splendidi aironi.
Roberto ha costruito casette di legno
poste a filo d'acqua per rendere più
piacevole il soggiorno degli ospiti.
Mi perdo, stordito dal profumo e dal
rigore che intuisco, mi giro, una
grande vasca rotonda è un calice
ricolmo di ninfee, giacinti, anemoni
d'acqua, non ti scordar di me bianchi
e azzurri, iris blu e lunghi e sottili
equiseti dal colore verde scuro.
Mi ritrovo in immensi prati bordati di
agapanto che sembra vengano protetti da piccole rose bianche, "boa" anziché di struzzo, di gelsomino siciliano,
si avvolgono intorno a pini romani, insieme a rose canine, bobbie james,
rambling rector... che gioielli preziosi!
Tutti gli arredi d'epoca che incontro
nel giardino provengono dalla mostra "due giorni del giardino" al Castello di Masino, li Nicoletta tutti gli
anni va alla ricerca di piante insolite
da portare a Roma, mi spiega che
Masino è come Milano per la moda.
Esco, e' quasi il tramonto, l'autunno,
questo autunno che non vuole lasciare l'estate, tra pochi giorni inizierà
a colorare di ocra giallo, arancio questo giardino trasformandolo ancora;
un altro cambio d'abito e poi un altro
ancora, conservando questo luogo
di pura poesia.
L'amore che rivolgiamo alla natura ci
ricambia così .
83
THE LUXURY OF A GARDEN.
NICOLETTA'S GARDEN.
A gate, one of the many fine old gates of
the Appian road, a road in the immense
historical memory, with a unique charm
suitable for a queen.... regina viarum.
It is said that when Magnani got to know
that Rossellini, after going to Ciampino
airport to pick up Bergman, went for a
ride with his cab on the Appian road, she
murmured: "then he's truly in love..." And
how could we blame
her: to see the road
today in this beautiful
Roman October weather, it has the appearance of a queen,
and her jewels are
the gardens. I'm here
today to visit one. I
fear that, having already seen in it books
and magazines, can
have a déjà vu effect
on me; I approach so smugly
with the October light as my
accomplice.
I fall in love at
first sight...
how could one not believe in love at first
sight!!!!
It's only 20 years old, cultivated on two
acres of abandoned land, but seems to
always have been there. Nicoletta has
chosen a prestigious dad for it, Paul Pejrone, the "gardener" architect .
Originally there was nothing: just some
holm oak and some pine trees. Nicoletta
has kept the garden as it was set from
the origin, only trying to accompany the
natural growth of plants; an ecosystem
84
which also the man is a part of.
There's a thick Mediterranean vegetation that has taken possession of the
land with the time. Walking around one
recognizes Viburnum, Phillyrea, pomegranates gently placed on a huge lawn.
There are few colors around: white, lilac,
blue,the garden is the protagonist in the
sequence of rooms around the house.
Perfumed Laurel hedges to protect it
from the garden, while lower hedges of
Boxwood draw squares for vegetables
and flowers. In the
Roman Villandry artichokes flirt with the
Felix peony, an apple
tree with a
varied collection of ornamental
peppers,
spectators,
bouquet of
mint and
sage. Decorative sage
with long
flowers
stalks, that
we had met
at the entrance, with
their violet
colour they pop into the eye with bouquets of white roses.
Under a pergola of Muscat grapes, embellished with sinuous branches, we see
tomatoes and eggplant on well ordered
bamboo trellises, woven by the skilled
hands of Robert and Danilo, the guardian angels of the garden. Then still raspberries and red sentinel apple trees
that give flowers. In the back of the garden there is an old Victorian wooden
kiosk, the only architectural structure of
the garden. Inside it houses a rich collection of violets, the most loved flower
by poets, the favorite of Duse: the violet
loves the shade, but some varieties are
resistant to the sun, some like heat some
cold, some with large flowers, which
look like velvet, other with tiny, tiny ones.
Just beside, there are huge leaves of
Roman zucchini dotted with long stems
of the purple allium, a wrought iron gazebo keeps climbing lamon beans and
decorative mini pumpkins.
Pejrone created a pond to complete the
ecosystem, starting from an existing
small pond, which has become populated with ducks, carp, frogs over time
and every year beautiful herons stop by.
Roberto has built log
cabins located by the
water to make
guests' stay more
enjoyable.
I lose myself, stunned by the smell and
the rigor that I sense, a big round tub is
filled is like a goblet full of water lilies,
hyacinths, anemones, water forget-menot blue and white, blue iris and long,
slender dark green horsetail (Equisetum).
I find myself on huge lawns bordered
with agapanthus that seems to be protected by small white roses, "boa" instead of Ostrich, Sicilian Jasmine which
wrap around Roman pines, along with
dog roses, bobbie james, rambling rector... what precious jewels!
All the antique furniture that I see in the
garden come from the garden show "two
days of the garden" at Castle of Masino:
Nicoletta goes there every year in search of unusual plants to bring to Rome,
she explains that Masino is like for Gardening what Milan is for fashion.
I go out, it's almost sunset, autumn, an
autumn which doesn't want to leave the
summer, a few days it will begin to color
this garden ocher yellow, orange, transforming it again; another change of clothes, and then another, preserving this
place of pure poetry.
This is what nature gives back to us for
the love that we are showing it.
www.associazionemadeinitaly.it

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