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Interviste
n° 7 - settembre 2008
Interviste
Come ben sai la Terra sta soffrendo per gli inquinamenti e di conseguenza il clima sta cambiando. Secondo te
si può fare qualcosa per aiutare il nostro pianeta?
Si lo sapevo che la Terra stava soffrendo, i ghiacciai che
si stanno sciogliendo, l’effetto serra ecc… Si possono fare
molte cose. Per primo bisognerebbe essere tutti d’accordo e di conseguenza operare con delle modifiche significative: diminuire le centrali nucleari, cambiare il carburante delle macchine e renderle meno inquinanti; cercare di diminuire i rifiuti per evitare gli scarichi, queste
sono alcune delle tante cose che si potrebbero fare. Io
spero, per il mio futuro, che il mondo possa cambiare.
Cristian 12 anni
Certo, prima di tutto iniziare ad usare le energie alternative e poi consumare meno l’acqua e cominciare ad
usare le biciclette. Spero che tutto questo possa portare
ad un mondo migliore.
Matteo 13 anni
Si, si può fare molto. Innanzi tutto, tutti nel mondo
dovremmo fare la raccolta differenziata e poi nelle principali città di tutto il mondo bisognerebbe istallare degli
impianti di biciclette alternative ai ciclomotori e alle
automobili.
Magari bisognerebbe anche costruire nuove ferrovie e
nuove strade per alimentare i mezzi pubblici.
Fabrizio 12 anni
Bisognerebbe cominciare da subito, immediatamente.
Bisognerebbe attuare dei metodi di protezione per l’ambiente riducendo al minimo le emissioni di anidride carbonica. Preservando l’ambiente.
Gianluca 13 anni
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Natural Mente Vivere
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Centro Holos Salute
Scuola di Pensiero
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Africa, dolce Africa
Il salame preferito di Ciccio
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Bisognerà
Per tutti i popoli della terra
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I bambini nella polvere
di Karachi
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Filastrocca della scuola
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La scatola del cuore
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“Anneghiamo nella comunicazione, al punto che è quasi diventato impossibile comunicare.”
Hamid Ziarati
Interviste
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Noi bambini possiamo fare poco perché siamo piccoli. Sono i grandi che possono cambiare il
modo di vivere. E penso che sia una cosa proprio urgente.
Andrea 10 anni
Mi sa che i dinosauri sono spariti così. Però è strano perché allora non c’erano le macchine e io
ne vedo tante che trasportano solo una persona. Così si spreca la benzina e i gas degli scarichi
soffocano la Terra.
Francesca 11 anni
Bisognerebbe andare più a piedi così non si inquina l’aria. E poi lasciare un po’ tutti quei saponi
chimici che inquinano il mare e fanno morire anche le balene.
Valentina 10 anni
Se non stiamo attenti la terra scoppierà e noi chissà dove andremo. Però è un peccato! Perché
voglio crescere.
Massimiliano 12 anni
Nelle strade ci sono troppe macchine l’aria è troppo cattiva. Forse sarebbe meglio andare tutti in
bicicletta e non sprecare l’acqua e la luce per le insegne dei negozi.
Isotta 9 anni.
I ghiacciai si stanno sciogliendo e gli orsi muoiono affogati. A me dispiace tanto!
Saverio 11 anni
Chi l’ha detto che la saggezza è la tappa più ambita dall’essere umano? E chi l’ha detto, ancora, che
essa sia raggiungibile, con grande fatica, solo nella terza, nella quarta – e fra un po’ – nella quinta età?
La saggezza viene comunemente considerata come un valore da conquistare, come un pregio raggiunto dopo faticose esperienze di decenni.
Il che vuol dire che prima non eravamo saggi ma manchevoli di qualche cosa. E forse il fatto è accaduto proprio perché ad un certo punto abbiamo dimenticato, se non perduto, i valori dell’infanzia.
Le risposte che hanno dato i bambini all’intervista di questo mese, dimostrano chiaramente quanto
sopra detto. Esse trasudano semplicità, coerenza, praticità.
“ Il mondo salvato dai ragazzi” come titolava un articolo di un noto quotidiano giorni fa? E perché no?
Ben venticinque anni fa, sul mio primo libro” L’Amore creativo” avevo posto come sottotitolo: “
Dedicato ai bambini per far crescere gli adulti”.
Lungimiranza? Intuizione? Forse. So che è stato sempre un mio radicato convincimento che gli adulti avrebbero molto da imparare dai bambini.
In special modo oggi. Ma dovrebbero, con onestà, divenire più umili, meno saccenti, convinti che possono sbagliare ed anche molto danneggiando troppo spesso quelli che credono di “educare”. Nel
tempo noi cosiddetti “grandi” abbiamo perduto un gran valore che possiedono i piccoli: l’innocenza.
Innocenza significa essere trasparenti, semplici, saper esprimere l’evidenza non mascherata dei fatti,
saper riflettere, come uno specchio, la verità.
Non è forse vero che è assurdo vedere tutte quelle macchine incolonnate vomitanti gas mefitici con
un solo passeggero a bordo? Che molte persone giovani potrebbero benissimo usare i mezzi pubblici
per andare al lavoro? Che chi ha gambe sane può camminare un po’ di più o andare in bicicletta?
Quando io andavo alle elementari, dovevo ogni mattina - sabato compreso - percorrere a piedi
Interviste
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più di due chilometri per arrivare alla scuola ed altrettanti al ritorno per tornare a casa. Cinque
chilometri al giorno! Meglio di una moderna e costosa palestra corredata di numerosi marchingegni! Ma mentre camminavo avevo modo di parlare con mio padre o con mia madre, di osservare il mondo circostante, la gente e tutto il resto. E questo semplice fatto era già di per sé un
grande insegnamento.
Alcune persone affermano che il clima è cambiato perché fa parte dei mutamenti, dell’evoluzione naturale della Terra e del Cosmo. Certamente, la natura va avanti per la sua strada, muta continuamente e la sua storia ce l’insegna. Ma lo ha sempre fatto con i suoi tempi, con i suoi ritmi,
con le sue leggi. E’ proprio questo che l’uomo ha sconvolto con la sua supponente intelligenza: il
ritmo, la legge naturale, l’evento frutto di mutazioni spontaneamente consequenziali.
Forse la specie meno intelligente siamo proprio noi e i bambini con la loro semplicità ci accusano giustamente di aver loro rubato non solo la purezza della natura ma anche l’innocenza dell’infanzia, di quella stagione così tanto magica ed insostituibile. E questo fatto rappresenta senza
meno un grosso peccato adulto imperdonabile.
Iris Paciotti
Iris Paciotti è medico specialista in Pediatria e Omeopatia.
Vive ed esercita la professione a Cesano di Roma. Ha pubblicato con le Edizioni Mediterranee: “L’amore creativo”, “L’Amore come terapia”, “ La Salute Integrale”,”Il suono della Vita”, “I bambini pionieri di un nuovo mondo” e per i bambini in ospedale “Un arcobaleno
nell’ospedale dei cuccioli”. Curerà in particolare il dialogo diretto bambini-adulti e l’aspetto della salute intesa come equilibrio armonico dell’essere umano in formazione.
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Lettera a un bambino
La storia della tua nascita
O
ggi voglio cercare di rispondere a certe domande che tu, come tanti altri bambini, hai
sicuramente rivolto alla mamma, al papà, alla maestra o che so io, anche al nonno:
“Come sono nato? Perché sono nato? Dove stavo prima di nascere?”.
Non so che risposte hai avuto fino a oggi e se ciò che ti hanno detto corrisponde a verità. Temo
però che qualcuno avrà sicuramente cercato di sviare il discorso, di distrarti o di dirti cose prodotte da pura fantasia. Inoltre qualche amichetto, magari più grande di te, dall’aria furba e saccente, avrà cercato lui di spiegarti con ricchezza di particolari come stanno le cose e tu, alla
fine, avrai avuto una gran confusione nella tua testa.
Perché, fra l’altro, c’è ancora in circolazione qualche nonna o qualche vecchia zia che asserisce che i papà e le mamme hanno l’hobby di andare al mercato – oggi si dirà al supermarket –
a comprare bambini; oppure che ci sono bianche cicogne nordiche che solcano i cieli azzurri di
tutto il mondo trasportando paffuti e rosei pargoletti o, ancora, che in strani orti mattacchioni
nascono bambini sotto broccoli e cavoli!
E così la tua famiglia continua a galoppare senza arrivare alla verità.
Una volta, un bambino mi chiese se era arrivato dal cielo nudo o vestito! Chiaramente non potei
fare a meno di ridere tanto era spassosa la sua domanda e poi gli raccontai, a modo mio, come
era arrivato qui in mezzo agli altri uomini.
Vuoi saperlo anche tu?
Per prima cosa invece di chiederti come sei nato, chiediti che cosa vuol dire nascere, che significato ha essere qui su questo pianeta. Osserva, poi, che non sei nato mica solo tu! Oltre a tanti
bambini come te, sono nate le stelle nel cielo, i pesci nei laghi e nei mari, i fiori, e tante altre
forme di vita, da milioni di anni e in tutto l’universo.
Per noi uomini nascere vuol dire uscire fuori allo scoperto, venire al mondo, cioè essere qui su
questo pianeta in carne e ossa per fare qualcosa, per vivere qualcosa di buono e di bello, per
amare tutto e tutti. E’ importante che tu sappia che per ottenere tutto quello che nasce occorre
un ingrediente indispensabile: l’amore. Certo, perché senza amore non nasce proprio nulla: né
io né tu, né il grano nè il pulcino nel pollaio e neppure la neve bianca sui monti. Non sorridere
con quell’aria incredula: anche quella. Solo che per la neve così come per il grano, noi non vediamo l’amore che li fa nascere mentre l’amore che ha fatto nascere te, tu sicuramente lo intravedi negli occhi del papà quando guarda la mamma o nel bacio che la mamma gli dà quando lui
ritorna a casa stanco dal lavoro.
Invece di dire “ nascere” molto spesso si dice “venire alla luce”.
Non solo perché, come sicuramente già saprai, uscire fuori dalla pancia della mamma dove c’è
il buio, ma perché entriamo proprio nel mondo della luce, del sole, della vita intera luminosa.
Tu chiedi: “Dove ero prima di nascere?”. Certamente non sei uscito fuori dal nulla, come non è
dal nulla che esce fuori un fungo nella penombra del bosco. Tu hai qualcosa che non è stato
creato dai tuoi genitori, ma è come se ci fosse stato già da prima, da sempre, e avesse solo bisogno, per esprimersi, di farsi… un vestito: due gambe, due braccia, due occhi, un cervello ecc. per
muoversi, per camminare insieme agli altri su questa terra, per essere qui. Non potrei parlarti,
non potrei comunicare con te se tu non fossi qui ad ascoltarmi con le orecchie tese e con gli occhi
spalancati carichi di curiosità. Due nuvole nel cielo non hanno bisogno di mani per salutarsi, si
incrociano silenziose e…via! Noi esseri umani, invece, per salutarci abbiamo bisogno di darci la
mano, di abbracciarci, di chiamarci al telefono.
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Lettera a un bambino
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Allora nascere per noi significa anche avere la necessità di possedere un corpo, un veicolo fisico: il nostro corpo è lo strumento per comunicare con gli altri. E a questo corpo – ecco che siamo
arrivati a come si nasce – ci hanno pensato il papà e la mamma con un atto di amore e di unione anche fisica.
Tu sai sicuramente che per ottenere la corrente elettrica, quella che fa andare il tuo trenino sui
binari o il frullatore in cucina, ci vogliono due poli: quello positivo e quello negativo. Il più e il
meno uniti insieme fanno la luce: il papà e la mamma uniti hanno fatto te. Importante è, però,
che l’abbiano fatto con tanto amore perché basta mettere un semino nella terra per far nascere una bella pianta: ci vuole soprattutto l’amore per creare la vita. L’amore serve a nascere, ma
anche a crescere, a correre, a giocare, a fare i compiti, a parlare con i compagni, ad accarezzare un cucciolo, a nuotare nel mare o ad arrampicarsi su una pianta di fichi, a guardare il cielo
che si illumina o si oscura: tutto avviene e scorre nella vita con l’amore. Lo scoprirai piano piano,
ogni giorno se sarai attento, se non ti farai confondere dagli altri. Ricordati, l’amore è l’ossigeno
che tiene in piedi tutto; infatti, dove non c’è amore non c’è vita.
La vita si esprime in un infinito intreccio, in uno scambio senza fine.
Guardati intorno e capirai meglio perché e come sei nato.
Vedrai la pioggia che bagnando la terra permetterà lo schiudersi del seme la crescita di una
pianta. Sentirai il vento che lavora infaticabile a trasportare il polline per far nascere la vita. Ti
accorgerai del ritmi della vita, del sole e della luna, del caldo e del freddo, dell’acqua e del fuoco
e spesso loro ti daranno quelle risposte che cerchi dagli uomini. Allora forse capirai meglio chi
sei tu, come e perché sei stato generato. Capirai che in questo immenso gioco che è la vita regna
la legge delle polarità, delle differenze che tendono all’unità.
La vita è sintesi, è unione, è amore. E noi siamo qui per essere e scambiare amore.
Non soffermarti sui sogghigni maliziosi del tuo vicino di banco che ti spiega solo e male che cosa
hanno fatto papà e mamma: quello te lo può dire un libro di scuola, ma meglio sarebbe se te lo
dicessero proprio i tuoi genitori.
Sappi che dietro a tutto questo c’è qualcosa di molto più grande: c’è il perché della vita.
Ci sono cose che fanno parte di te fin da quando sei nato: sono impastate con te. Sono cose che
ti ha dato la vita direttamente, al di là dei tuoi genitori: la gioia, la fantasia, l’amore, la disponibilità profonda a vivere, a pensare, ad ascoltare…
Queste cose sono tue, devi solo esprimerle così come sono. Nascere vuol dire essere proprio
così come sei.
Il papà e la mamma ti hanno donato i capelli castani, gli occhi verdi, il neo sulla guancia e le orecchie un po’ a sventola, ma la vita ti ha dato, e da subito, tutto quello che sei e che ti servirà per
andare avanti, per comunicare con tutti gli altri, per camminare nel mondo.
Io ti auguro che ogni giorno della tua vita, della tua crescita – e ti spiegherò un giorno che non
si finisce mai di crescere – sia un giorno di gioia, di amore, di scoperta incantevole, di comprensione. E questo anche quando non tutte le cose andranno bene. Se hai capito che la vita è
immensa, che è sorretta dall’amore e che tu fai parte di essa e perciò sei immenso, sei amore,
sei carico della stessa forza del mare e del vento, allora potrai chinarti sui tuoi libri in modo
diverso, potrai ascoltare i “grandi” in modo diverso. Potrai chiedere in modo diverso ”Come sono
nato?”.
E forse a quel punto non chiederai più “Che vuol dire nascere” perché dentro di te avrai già trovato la risposta.
lris Paciotti
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Natural Mente Vivere
C
onsumo critico, filiera agroalimentare, gruppo di acquisto solidale, riciclo dei rifiuti, ecosotenibilità,
energia alternative, queste sono solo alcune delle tante parole legate alle tematiche che in questo
periodo storico e sociale ci stimolano e incuriosiscono per cercare di comprendere come agire in modo
consapevole.
Non sempre, nel quotidiano, coinvolti da un sistema “usa e getta”, riusciamo ad essere lucidi e consapevoli nei nostri comportamenti.
Il consumismo smodato e i suoi effetti devastanti sull’ambiente, l’intensificazione dei ritmi quotidiani,
l’ideologia imperante della “velocità” come valore si frappongono all’esigenza di osservare, apprezzare ed
ammirare quello che ci circonda e di rispettarlo. I nosti bambini, viziati da pubblicità e genitori consenzienti non sono più in grado di lasciare andare creativtà ed inventiva, ma lasciando loro la possibilità di sperimentare possono utilizzare ciò che hanno con fantasia e curiosità per creare piccoli capolavori di riciclarte. Tappi di bottiglia, cartoncini, pezzetti di stoffa, sassi, ritagli di carta, foglie, queste sono solo alcune
delle cose che possono essere utilizzate, ma l’elenco può continuare a lungo.
L’esperienza concreta è certamente il mezzo più efficace per conoscere ed esplorare nuovi percorsi, ma
non sempre se ne ha la possiblità abbiamo quindi voluto proporre ”NaturalMenteVivere” una iniziativa
attraverso la quale informare e formare i partecipanti per stimolare un modello critico di consumo attraverso un percorso esperienziale di scoperta e sperimentazione. ”NaturalMenteVivere” cerca di riscoprire
insieme a chi vi partecipa il piacere di camminare, osservare, oziare, stare insieme, conoscere e rispettare antiche saggezze e mestieri coniugandole con le opportunità che le nuove tecnologie ci mettono a
disposizione.
Nella splendida cornice naturalistica del Parco del lago di Martignano, a circa 20 minuti da Roma, si è
svolta domenica 14 settembre ”NaturalMenteVivere” la prima di un ciclo di quattro giornate dedicate
all’ecosostenibilità. La nostra iniziativa è rivolta ad adulti e bambini, è aperta a tutti coloro hanno voglia
di cambiare e migliorare il loro stile di vita, partendo dai piccoli gesti quotidiani, per cercare di proteggere
l’ambiente che così profondamente è devastato dai nostro comportamenti poco attenti all’ambiente.
Relatori esperti, con brevi lezioni, pratiche ed interattive, approfondiranno le tematiche e resteranno poi
a disposizione dei partecipanti per chiarire e informare.
Le domeniche dedicate al progetto sono il 28 settembre e il 12 e 26 ottobre, a partire dalle 10 fino
alle 17. Ingresso con pranzo degustazione e attestato di partecipazione: 15 euro per gli adulti e 10
per i ragazzi.
”NaturalMenteVivere” cerca di riscoprire insieme a chi vi partecipa il piacere di camminare, osservare, oziare, stare insieme, conoscere e rispettare antiche saggezze e mestieri coniugandole con le opportunità che
le nuove tecnologie ci mettono a disposizione. .
L’esperienza concreta è certamente il mezzo più efficace per conoscere ed esplorare nuovi percorsi, abbiamo quindi voluto proporre una iniziativa attraverso la quale informare e formare i partecipanti per stimolare un modello critico di consumo attraverso un percorso esperienziale di scoperta e sperimentazione.
Per prenotazioni e/o informazioni
www.aramacao.org
cell. 333.94.09.352
www.ciollilolli.it
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“Centro Hòlos Salute”
“Scuola di Pensiero”
Q
uante volte abbiamo desiderato confrontare le nostre esperienze di educatori?
Quante volte abbiamo sentito il limite della nostra solitudine in questo compito
tanto importante?
E quante volte ci si è presentata con chiarezza l’idea che per essere davvero buoni educatori dobbiamo, per primi, noi stessi evolvere? E’ proprio da queste importanti esigenze che hanno preso inizio i nostri incontri.
Per il quinto anno consecutivo, in un luogo bello e accogliente, riprendiamo il nostro
lavoro che ha come scopo il raggiungimento di una condizione di equilibrio integrale
della persona, dell’armonia necessaria fra i piani espressivi della nostra identità, corpo
fisico, pensiero e coscienza.
E’ di fatto una scelta quella di lasciare, anche se per un breve tempo, gli automatismi
ai quali siamo costretti, di prendere le distanze dalle nostre abitudini e di promuovere
nella nostra vita, soprattutto nella vita quotidiana, un più alto livello di consapevolezza.
Il vero Yoga, scienza millenaria, ce ne dà i mezzi e i metodi al di là di ogni differenza
ideologica e culturale.
Alla pratica del rilassamento, delle posture, della respirazione e della concentrazione,
che bene ci predispongono alla calma interiore e alla libertà della mente, uniremo lo
spirito della ricerca, per il quale nulla è già dato, tanto meno scontato, per ritrovare lo
sguardo della semplicità, della meraviglia, e della innocenza originaria.
In tale indagine delle profondità del nostro essere, e con l’ausilio della interpretazione
archetipica e illuminante di Marie Louise von Franz, entreremo quest’anno nel mondo
delle fiabe, là dove il mondo dei piccoli e quello degli adulti si incontrano nella dimensione unica creativa, sospesa tra immaginazione e coscienza e da cui tutto scaturisce.
I dodici incontri si terranno, come sempre, presso il “Centro Holos Salute” e saranno
guidati da Iris Paciotti, medico pediatra, e Raffaella Palieri, docente di filosofia e di
yoga. Con la speranza che il nostro lavoro possa sempre essere il lievito di quella trasformazione che diviene ogni giorno più necessaria, vi invitiamo a partecipare.
lris Paciotti Raffaella Palieri
Iris Paciotti è medico specialista in Pediatria e Omeopatia. Vive ed esercita la professione a Cesano di Roma. Ha pubblicato con le edizioni Mediterranee “L’amore creativo”,
“L’amore come terapia”, “La salute integrale”, “Il suono della vita”, “I bambini pionieri
di un nuovo mondo” e per i bambini in ospedale “Un arcobaleno nell’ospedale dei cuccioli”.
Raffaella Palieri, titolare di “Scuola di pensiero”, è dottore in Filosofia teoretica e dal
1978 insegna Storia e Filosofia nel Liceo classico e nel Liceo scientifico. Ha conseguito il primo diploma di insegnante di tecniche yoga presso la Federazione Italiana Yoga
(1981) , poi presso la Unione Italiana degli Insegnanti di Yoga (1984) e presso il
Satyananda Ashram Italia (2002).
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Date degli incontri
Centro “Holos”, v.lo Cesanense, 5
00123 Cesano di Roma
Sabato
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Gennaio
Gennaio
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Aprile
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2009
2009
* Gli incontri hanno inizio alle 15,45 e terminano alle 18,45
* Nell’elenco è compreso l’ incontro di un’intera giornata (data da concordare)
Per ogni ulteriore informazione scrivere a: [email protected]
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Anche i bambini vogliono mangiare bene! Susanna Berginc, una mamma fantasiosa e piena di buon senso,
propone tante buone ricette corredate da saggi consigli. Saranno la gioia dei vostri bambini e anche la vostra.
Africa, dolce Africa
U
na volta assaggiate non le dimenticherete più: proprio per la loro facilità, io le propongo sempre a
feste, merende, colazioni. Sono gustosissime e altamente adatte ai bambini. Il dattero è rimineralizzante, è un tonico nervino ed energetico, previene l'invecchiamento, e trova ottimo utilizzo nei
seguenti casi: crescita, convalescenza, gravidanza, astenia fisica ed intellettuale, demineralizzazione,
anemie e prevenzione di tumori.
Questo per quello che riguarda il frutto fresco e biologico: non garantisco lo stesso risultato per quelli venduti nei supermercati, irrorati con sostanze altamente nocive per durare più a lungo.
Una sola controindicazione: è altamente calorico!
Preparazione: 15 minuti
Ecco gli ingredienti:
• 200 g di datteri
• 1 pugno di farina di cocco
Snocciolate i datteri, tritateli finemente con l'aiuto di un minirobot oppure di un coltello
affilato.Formate delle palline e rotolatele nella farina di cocco. Servite.
Il salame preferito di Ciccio
T
erribilmente buono, orrendamente calorico, fa impazzire tutta la famiglia.
Preparazione: 15 minuti (se lo fa il bambino, anche 25 minuti)
Ecco gli ingredienti:
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100 g biscotti biscotti semplici secchi (tipo Oro Saiwa)
100 g zucchero o meglio fruttosio
100 g burro biologico
100 g cacao amaro (o dolce se il papà ama i gusti dolci)
50 g cocco rapè
1 uovo (se l’impasto lo chiede, anche 2)
Sbriciolate i biscotti in maniera grossolana con una bottiglia di vetro. Aprite un foglio di carta argentata e
con l’ausilio di un passabrodo (passino con fori di uscita più grandi) spolveratevi sopra della polvere di
biscotti. Mettete il rimanente dei biscotti in una terrina, aggiungetevi la farina di cocco e mescolate. A parte
montate l’uovo con lo zucchero (anche con un frustino) aggiungetevi il burro (sciolto a fuoco bassissimo e
raffreddato oppure lasciato a temperatura ambiente tutta la notte) ed il cacao. Miscelate il tutto con i
biscotti. Rovesciate il contenuto della terrina sulla tavola ed impastatelo con le mani bagnate, cercando di
dargli la forma di un salame. Rotolate leggermente il salame sulla carta argentata avendo cura di ricoprirlo completamente con la polvere dei biscotti.Chiudete il salame e deponetelo in frigo su una superficie piana, per almeno 2-3 ore.Per servirlo tagliatelo in diagonale a fette di circa 1 centimetro.
Susanna Berginc
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Bisognerà
di Thierry Lenain
Illustrazioni di Oliver Tallec, edizione Lapis
I
l protagonista di questa storia è un bambino che osserva il mondo
dalla sua “isola”. Vede un mondo fatto di imperfezioni, con i suoi
orrori, brutture e oscenità. “Bisognerà cambiarlo” e “bisognerà proteggerli” i deboli, pensa il bambino e così i suoi occhi sorvolano oceani, foreste e cieli.
L’autore attraverso immagini, colori e parole, descrive la realtà vista con gli occhi dei più piccoli che elaborano soluzioni semplici ma spesso efficaci. Un mondo dunque non certo desiderabile, eppure sul finale
dove la storia ripiega positivamente, il bimbo, la cui isola è la metafora del ventre materno decide, nonostante tutto, di nascere… a voler dare il massimo messaggio di speranza che si nasconde sempre nelle
nuove generazioni.
Vincitore dell’annuale sondaggio di LiBeR sui migliori libri del 2005 e del Premio Andersen 2006, adatto a
bambini dagli 8 anni in su, l’autore ha voluto con questo “album positivo”, come da lui stesso definito, dirci
che forse siamo proprio noi a decidere di venire al mondo e forse lo abbiamo deciso proprio perché pensiamo di poterlo fare più bello!!
Per tutti i popoli della terra
di Virginia Kroll
illustrazioni di Roberta Collier-Morales, edizioni “Il Punto d’incontro”
“P
er tutti i popoli della terra” un libro a metà tra il mondo degli adulti e quello
dei bambini, porta all’attenzione di tutti in modo costruttivo, le culture e le
tradizioni di quei popoli della terra ormai in via di estinzione.
Nasce nel 1998 dalla fantasia della scrittrice Virginia Kroll, che ha cominciato a coltivare fin da giovanissima il suo interesse per la terra, per la natura e per i bambini,
ai quali ha dedicato più di trenta opere.
L’autrice partendo dal popolo dei Quechua delle Ande, passando per il Giappone con
gli Ainu, in Africa con i Boscimani e così via fino ai bambini Inuit dell’Alaska, ha posto
l’accento sul tema del rapporto tra i bambini e la terra.
“Per tutti i popoli della terra” è un libro ricco di colori e di spunti per arricchire la fantasia e la conoscenza dei più giovani, senza perdere l’occasione di informare il suo
pubblico su quanto le diversità culturali delle varie etnie costituiscano un patrimonio comune da salvaguardare, a beneficio delle generazioni future.
Un ottimo spunto di riflessione sia a scuola che in famiglia.
Pubblicato in Italia dalla casa editrice “Punto d’Incontro”nata con lo scopo, appunto di essere l’ipotetico
luogo di incontro tra culture e tradizioni diverse, unendo questo suo intento a quello di dare spazio a quei
titoli ai quali pochi o alcun editore sembra essere interessato, offrendo al contempo uno sguardo diverso
sulla realtà che ci circonda.
Roberta Mereu
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I bambini nella polvere di Karachi
Pakistan, neonati fuori dal matrimonio abbandonati nella
spazzatura in ossequio alla legge islamica. La fondazione
Edhi ne ha salvati 20mila
N
essuno sa con esattezza quanti siano i bambini poveri che vivono a
Karachi, una città senza cartoline, megalopoli di polvere. In realtà nessuno sa con precisione quanti siano gli abitanti di questo capoluogo del
Sindh, regione-stato del Pakistan, bagnato dal Mare Arabico. La popolazione
dovrebbe essere di 14 milioni di abitanti ma c’è chi parla di 16, forse 18 milioni. I bambini, quelli di età compresa tra 0 e 13 anni, forse sono due milioni e
mezzo, forse tre milioni. Superata questa fascia di età si diventa direttamente adulti, uomini. La maggior parte dei bambini di Karachi vive in strada a
piedi nudi. Molti già in tenera età masticano 'pan'. È una foglia di noce di
betel arrotolata con l’aggiunta di una sostanza rossastra, noce di areca,
tabacco e spezie. Si tiene tra le gengive e le labbra che poi si tingono di rosso.
Ha un effetto stimolante. Crea dipendenza e pare che provochi il cancro alla
bocca.
Molti bambini lavorano scaricando pesce al porto, nelle falegnamerie, intagliando la pietra, al mercato anche semplicemente scacciando le mosche
dagli alimenti o rompendo il ghiaccio. Ma hanno anche tempo per giocare, in
strada, magari con un copertone raccolto nell'immondizia.
Alcuni ce la fanno grazie alla Edhi Foundation, l'Organizzazione non governativa (Ong) più grande del Pakistan che fornisce servizi “dalla culla alla
tomba”, come recita lo stesso slogan dell'associazione, a vari gruppi di persone indigenti e in difficoltà. La fondazione lavora lontano dai riflettori internazionali dagli anni ’60 quando nacque per iniziativa di Abdul Sattar Edhi e
della moglie Bilquis. Una delle iniziative più importanti realizzate dalla Edhi
consiste nel salvare tutti quei neonati partoriti fuori dal matrimonio che le
madri, per timore della legge islamica della “sharia”, abbandonano nell’immondizia. Spesso sono donne molto povere che hanno subito violenza.
Davanti ad alcune sedi della Edhi sono state posizionate delle culle (in lingua
hurdu si chiamano “jhoolas”). Qui le donne possono lasciare i loro piccoli
appena nati.È poi la Edhi ad assicurare ai bimbi salvati un futuro.
Quanti sono i bimbi salvati? Ci sono stati giorni, racconta Anwar Kazmi,
segretario generale della Edhi Foundation, che i nostri volontari hanno portato alla nursery centrale di Karachi anche venti neonati raccolti nelle discariche o lasciati nelle jhoolas. Si stima che i neonati raccolti complessivamente dalla Edhi siano stati ventimila e sedicimila sinora quelli dati in adozione.
Martino Iannone (Ansa)
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Filastrocca della scuola
a cura di Gennaro, Marlene, Giuseppe e Guglielmo Molino
Alla scuola elementare
Per Lucia è ora di andare.
Su, mettiamo il grembiulino
Tutto azzurro, assai carino,
poi prendiamo lo zainetto…
sulla schiena me lo metto,
che così pesa di meno
perché è proprio pieno pieno!
Ci son dentro tanti oggetti:
i quaderni coi quadretti,
un astuccio coi pastelli,
le matite e i pennarelli,
con la gomma e un temperino
da usar solo un pochino
perché accorcia le matite,
ma le rende più appuntite.
Sono pronta, posso andare,
vado a scuola ad imparare…
Vedo amici da lontano
Che salutan con la mano.
Molti li conosco già,
son felice di esser qua.
Ma che gioia ritrovarsi
Tutti insieme e non lasciarsi,
ma iniziare l’avventura…
Io mi sento più sicura!
Sarà bello, già lo so,
quante cose imparerò!
13
La scatola del cuore
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Disegniamo la scatola del cuore:
la forma? Rotonda, quadrata, piccola, grande,.. a forma di cuore…
il colore? Del tutto bianca, o rossa, o scura… oppure ornata da figure… o anche
trasparente poi il suo coperchio, lì vicino.
Cosa c’è in quella scatola? Proviamo a guardarci dentro e a tirar fuori tutto quello
che vediamo. Possiamo disegnare tutto ciò che vi vediamo senza paura: tanto le cose
più belle quanto quelle più brutte.
Via via che le tiriamo fuori le disegniamo lì accanto come ammucchiate da una parte.
Adesso, quando la scatola è vuota, facciamo una bella pulizia così che questa diventi
proprio brillante e colorata oppure perfettamente trasparente.
Poi iniziamo a riempirla di nuovo e decidiamo che cosa disporci e cosa no.
Ad esempio: l’invidia possiamo senz’altro lasciarla lì fuori, anche l’antipatia.
Invece ci metteremo senz’altro l’allegria, l’ammirazione…
Disegniamo con attenzione tutto, ben colorando ogni cosa, soprattutto le cose
invisibili, che però hanno sempre un colore.
Satyam