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MENSILE DI INFORMAZIONI RISERVATO AI
SOCI ASSOCIAZIONE ITALIA – AUSTRALIA
FEBBRAIO 2006
OFFERTA PER LAVORO DI ASSISTENZA- Adelaide ed a Perth si richiedono persone disposte ad occuparsi di
anziani italiani sia a domicilio che presso case di cura. Le mansioni includono: avere cura ed aiutare anziani
italiani; assisterli nella preparazione dei pasti; aiutarli anche in leggeri lavori casalinghi e nelle loro cure personali.
L’offerta è valida principalmente per chi e’ munito del visto vacanza lavoro perché per domande di emigrazione
specializzata occorre tutta la consueta procedura abbastanza complessa da superare. Nel fare la domanda di visto
vacanza lavoro conviene non specificare la propria disponibilità infermieristica per non complicarne l’iter. Poi una
volta in Australia con il visto vacanza lavoro, se ci si impiega in un lavoro di questo tipo sarà cura del datore di
lavoro provvedere alla necessaria autorizzazione per impieghi nel settore paramedico.Comunque questa
specializzazione per il lavoro offerto non è richiesta. Gli interessati possono mettersi in contatto per Adelaide con
Caterina
Sestili
email:
[email protected]
Per
Perth
contattare
Christine
Knight:
[email protected]
CACCIA A MANODOPERA QUALIFICATA IN CINA INDIA E AFRICA - Il Western Australia cerca lavoratori
qualificati perché soffre di una penuria di manodopera qualificata. Il Capo del governo del Western Australia ha
fatto notare che dall’Inghilterra, dall’Europa in generale non si trovano lavoratori qualificati disposti a lavorare in
imprese all’interno dell’Australia dove le condizioni di vita sono dure e per il livello di vita e i salari europei l’offerta
di lavoro di questo tipo non attrae. Invece in paesi del terzo mondo questo tipo di persone sono molto più
disponibili. Grande eco sulla stampa australiana della scoperta che un gran numero di lavoratori temporaneamente
importati dall’Indonesia per scavare miniere nel Sud Australia e nell’Australia Occidentale sono pagati 40 dollari
australiani al giorno ( circa 24 euro) alloggiati in baracche fatiscenti e costretti ad orari forzati completamente al di
fuori delle regole sindacali. Tra questi anche lavoratori provenienti dalla Croazia e Slovenia. Il minimo che invece
è previsto dai contratti sindacali per questo tipo di lavoro è di 15 dollari australiani ( circa 10 euro) l’ora. Ma non
solo questo, c’e’ anche la vicenda di questi giorni della Brumby un importante impresa di panificazione in
franchising in tutta l’Australia che ha importato 20 vietnamiti perche’ ha dimostrato di non trovare panettieri sul
posto. Il direttore Michael Sherlock dice che la decisione è stata autorizzata dal ministero dell’immigrazione dopo
due anni di ricerche di personale qualificato, andate a vuote. La categoria panettieri è stata di recente inserita nella
lista occupazionale del governo ed ha reso più facile questa assunzione all’estero. A chi in Italia si domanda come
mai, la risposta sta in questo: i panettieri vietnamiti hanno acquisito la qualifica artigianale riconosciuta in Australia
frequentando corsi di specializzazione e superando gli esami alla William Angliss trade school in Vietnam. Una
spiegazione ed una conferma che in Australia il lavoro qualificato c’e’ ma bisogna avere il riconoscimento per
esercitarlo e sapere bene l’inglese.
VACCINO CONTRO TUMORE ALLA PROSTATA – Scienziati australiani hanno annunciato di avere sviluppato i
vaccini contro due delle malattie tumorali più diffuse, la malaria e il tumore avanzato alla prostata.
Il vaccino contro il tumore alla prostata è stato sviluppato dal Mater Medical Research Institute del Queensland.
Quello contro la malaria dal Queensland Institute of Medical Research Institute.
Il Professor Derek Hart direttore del MMRI ritiene di poter fornire i primi risultati del vaccino entro quest’anno. La
produzione e vendita del vaccino contro il tumore accertato alla prostata sarà disponibile in un arco di tempo
prevedibile dai tre ai cinque anni. Il vaccino in questione in pratica sarebbe applicato anche a malati di tumore alla
prostata già diagnosticata.
MEDICI NON PARLANO BENE L’INGLESE – PAZIENTI A RISCHIO - Una indagine dell’Australian Medical
Association in tutti i più importanti ospedali di Adelaide ha messo in evidenza che medici 10 d su 15 non parlano
bene l’inglese. Un grosso problema di comunicazione con gravi conseguenze per i pazienti. Medici stranieri
devono passare un esame di inglese del Medical Board of South Australia prima di essere ammessi a praticare in
un ospedale pubblico di questo Stato.
I medici dei quali si è riscontrata la carenza di comunicazione in inglese, provengono da un certo numero di Paesi
stranieri come Cina, India, ed anche da nazioni dell’Europa orientale. Il punto che ha sollevato la questione è se i
medici che hanno passato il test di lingua inglese sono effettivamente in grado di comunicare in modo appropriato
in inglese con i pazienti. Anche se superano il test il problema può sussistere. Il personale medico e paramedico
spesso non capisce cosa dicono e lo stesso accade ai pazienti. Gli ospedali del Sud Australia attualmente hanno
bisogno di almeno 180 persone tra medici,paramedici ed amministrativi, ma quelli australiani disponibili sono solo
134. Questo significa che i 46 posti vacanti sono ricoperti da stranieri. Il Sud Australia dipende dai medici stranieri,
ma molto più severo deve essere il test di inglese per evitare gravi inconvenienti.
LA PIOVRA NON E’ STORIA PASSATA - Il 6 febbraio una raffica abbatteva sulla soglia della sua lussuosa villa
di fronte all’Oceano a Melbourne, Mario Condello, 53 anni nato in Australia da genitori calabresi. Sulle prime
pagine dei quotidiani australiani grandi foto a colori dei funerali. Una sagra da epoca de “Il Padrino” . Scopriamo
così che qui in Australia la piaga della piovra ancora persiste e non finisce con i vecchi. I nuovi di cosa nostra sono
di questa generazione , sono nati e cresciuti qui ma evidentemente hanno nel DNA qualche cosa che non li libera
dai condizionamenti di appartenenza a quella mentalità. Quella di Mario Condello apprendiamo dalla stampa
australiana, non e’ che uno dei regolamenti di conti tra le cosche locali, cominciati a Melbourne nel 1996, qualche
cosa come nei film di Frank Coppola. Scene qui riviste adesso nelle gigantografie a colori delle edizioni dei giornali
australiani, in prima pagina, in particolare sui quotidiani “The Age” e “Weekend Australian” dell’ 11 febbraio in
occasione dei funerali del boss. Tutti i giornali concordano che non sarà l’ultimo e fanno il nome di chi è adesso il
boss e forse il prossimo ad essere fatto fuori. Inquieta sapere che Condello era una decina di anni fa un avvocato,
un professionista di Melbourne nato da genitori poveri emigrati dalla Calabria. Qualche cosa di incomprensibile per
una persona normale il fatto che fu radiato dall’ordine degli avvocati australiani incarcerato e diventato capo della
delinquenza organizzata. Settecento persone al funerale per tributare pubblicamente “rispetto” al capo. Lascia due
figli maschi diciottenni e la moglie. Sono ora la terza generazione di origine italiana in Australia. Si pensava che la
storia del Padrino fosse ormai cosa del passato.
LO SCANDALO DEL GRANO ALL’IRAQ – Il governo australiano si difende bene da quanto sta emergendo dalle
indagini di una apposita Commissione istituita dallo stesso governo australiano. L’ente autonomo australiano per la
vendita di cereali all’estero l’ Australian Wheat Board, una società a capitale privato pagava grosse “mazzette” a
Saddam per fargli comprare il grano australiano fuori della quota prevista dalle Nazioni Unite nel piano di alimenti
contro petrolio. Il governo di coalizione di destra è sotto il fitto tiro della stampa e ovviamente dell’opposizione
laburista che ha così iniziato la campagna per le elezioni che si terranno quest’anno. Il Primo Ministro Howard si
difende con tenacia dalla pioggia di accuse di connivenza con i traffici illeciti dell’AWB. Tutto quello che da parte
del governo c’e’ da dire è a disposizione senza alcun limite, della Commissione. Nessun commento tranne che se
emergeranno funzionari governativi corrotti, questi pagheranno, Il governo non ha mai avuto alcun interesse a
favorire o coprire i traffici illeciti di una società privata come appunto e’ l’AWB. Il futuro di questa società è ormai
segnato, le azioni in borsa scendo a tutto spiano. I coltivatori australiani sono in fermento e si preparano a
mandare a picco l’AWB e creare una nuova società che meglio tuteli e protegga le loro esportazioni all’estero.
PASSA LA PILLOLA ABORTIVA – Dopo giornate lunghe di dibattito la RU 486 viene in pratica ammessa all’uso
in Australia. Si è trattato di una decisione trasversale. Tutti gli schieramenti annoveravano parlamentari favorevoli
e contrari. Il capo del governo e leader di maggioranza ha lasciato libero ognuno di pronunciarsi secondo la propria
coscienza e convinzione. La Chiesa non è intervenuta. Del resto non aveva ragione di farlo perché la Chiesa è
contro l’aborto, quindi non è il metodo per procurarlo che è in discussione per la Chiesa. Le perplessità politiche
sono state molte. Ha fatto scalpore l’intervento di una deputata della maggioranza la quale nel suo intervento ha
asserito che in questo modo si consegna l’Australia all’islam. Con l’attuale tasso di aborti in Australia, si calcola che
tra 50 anni ci saranno almeno 5 milioni di australiani in meno. Una considerazione infelice criticata da stampa e da
politici di ogni schieramento perché non tiene conto di una gran numero di fattori che rendono questa deduzione
improponibile e alterata da provocatori connotati razzisti. Alla fine il parlamento australiano ha deliberato per la
regolamentazione dell’uso della pillola abortiva affidandola non al divieto ma alla regolamentazione da parte di un
dipartimento autonomo del ministero della sanità che vigila sull’uso e la commercializzazione dei farmaci.
FILIALE DI BANCA IN FRANCHISING – Il pragmatismo australiano per gli affari non conosce limiti. Quando le
principali banche australiane nel 1990 hanno cominciato a chiudere le agenzie più periferiche, per razionalizzare
costi e tutelare i propri guadagni, banche minori come la Bendigo Bank e la Queensland Bank hanno invece dato
l’avvio all’apertura di filiali in centri rurali e dell’entroterra. Adesso le due banche hanno adottato il sistema di
franchising.
La Bendigo Bank mette il nome, l’infrastruttura e il supporto. Chi vuole entrare in franchising deve
disporre di un capitale iniziale fluido dell’equivalente di almeno 250.000 euro, del locale e del personale. Il
guadagno è diviso tra la banca e il concessionario in franchising. Ci vogliono circa 18 mesi per avviare una filiale
bancaria in franchising. Attualmente la Bendigo Bank ha 160 filiali in franchising e 150 filiali sue proprie. La Bank of
Queensland si è lanciata sul mercato del franchising con sistemi leggermente diversi. Oggi 127 delle 184 filiali
della banca sono in franchising. Anche qui il capitale iniziale richiesto è sull’equivalente dei 250.000 euro.
L’avviamento è più veloce, si preventivano circa sei mesi. Gli utili si dividono di volta in volta su ciascuna
transazione. Le filiali in franchising attraggono molto impiegati di banca in quiescenza oppure desiderosi di
mettersi in proprio. La concessione in franchising prevede comunque una valutazione preliminare molto accurata
del candidato da parte della banca. I risultati sono fantastici, entro poche settimane la filiale produce subito diversi
milioni per depositi e per prestiti mutualistici. La filiale in franchising svolge tutte le operazioni della banca.

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