TECNOLOGIE relax FALSI D`AUTORE

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TECNOLOGIE relax FALSI D`AUTORE
INFORMAPIÙ
Gennaio - Febbraio 2015
reportage
UN GIORNO... IN RADIO
i numeri del mercato
CALA LA DISOCCUPAZIONE
keywords
RECRUITING 2.0 - WHAT YOU SHOULD
BE AWARE OF WHEN GOING SOCIAL
intra legem
LA LEGGE DI STABILITA' 2015
TECNOLOGIE
CRITTOGRAFIA: STORIE DI SPIE,
GENERALI, GENI E... DEL WI-FI DI CASA
relax
RISOLVI I QUIZ E VINCI
FALSI D'AUTORE
SCOPRI LE OPERE D'ARTE
RIVISITATE DAI COLLEGHI
SOMMARIO
EDITORIALE
3
DATI SUL TERRITORIO
I NUMERI DEL MERCATO
L'ACCENTO SULLE AZIENDE
4
6
7
FOCUS
8
IN BREVE
9
INTRA LEGEM 10
Legge di stabilità 2015
INTERVISTA
Luca Corsi, Vorwerk Folletto
12
REPORTAGE
Un giorno... in radio
14
NEWS
Nasce la Divisione Moda
di Lavoropiù
Nuovi trasferimenti per Lavoropiù...
26
UN 2014 DI COVER
27
FALSI D'AUTORE 28
6 INVENZIONI CHE CI HANNO 30
CAMBIATO LA VITA
La cerniera lampo o zip
AGGIORNAMENTI 32
CONTRATTUALI
Rinnovi recenti e l'istituto
della banca ore
A RUOTA LIBERA 34
Bonobo power
l'editoriale
37SANITÀ
La storia dell'infermiere
38
MODA
Il più prezioso dei tessuti: la seta
14 REPORTAGE
10 INTRALEGEM
40AGRICOOL
Vertical farming: fattorie in cielo
42 ABOUT FARMA
Il mondo degli integratori alimentari
44KEYWORDS
Recruting 2.0
46 UNO SGUARDO SUL MONDO
Il Giappone tra contraddizioni e unicità
47 C'ERA UNA VOLTA...
I pirati
34 A RUOTA LIBERA
8 FOCUS
48 IMPROVE YOUR ENGLISH
50 LO SCATTO IN PIÙ
Una vita fatta di cloro
52 CI PIACE IL GIOCO DI SQUADRA
54 IL MONDO A MISURA DI BAMBINO
Mamma, cosa facciamo oggi pomeriggio?
42 ABOUT FARMA
38 MODA
56TECNOLOGIE
Crittografia
58 LOST AND FOUND
60 PAUSA CAFFÈ
47 C'ERA UNA VOLTA...
54 IL MONDO A
MISURA DI BAMBINO
62 LUOGHI (NON) COMUNI
64VIAGGI
Sudafrica
66RELAX
INFORMAPIÙ
ANNO VII · NUMERO 61 · GENNAIO - FEBBRAIO 2015
Lavoropiù SpA · marketing interno
Tiratura 600 copie
Registrazione Tribunale di Bologna n. 7509 del 03/03/2005
Aut. Min. Prot. n. 1104-SG del 26/11/04
Direttore
MATTEO NALDI
Redazione
BARBARA MARTELLI, FRANCESCA NANNETTI, ELENA NANNETTI
Hanno collaborato
AGRIPIÙ, ROMINA CACCIARI, FARMAPIÙ, FASHIONPIÙ, GIULIA FORNI, FABIO FRANCIA,
LAVOROPIÙ EVERYWHERE, PERPIÙ, SANIPIÙ, ALESSANDRO SERRA, RICCARDO TORREGGIANI,
UFFICIO LEGALE, UFFICIO OSI, FRANCESCA TANZILLI, SIMONA TUMIATI, FEDERICO ZAGNONI
Collaboratori esterni
SARA MENETTI, EMANUELE PALESE
Stampa
LITOGRAFIA ZUCCHINI SRL
Fonti
AGI.IT, AGRICOLTURA24.COM, AFFARI E FINANZA, AIIPA, ASSOCAMERESTERO.IT, ASSOINFORM, CAMERA DI
COMMERCIO, COLDIRETTI, CONFINDUSTRIA, CORRIERE ECONOMIA, CSOSERVIZI.COM, EBITEMP.IT, EURISPES,
FASHIONMAG, FEDERFARMA.IT, FARMINDUSTRIA, ICE, ILPOST.IT, IL RESTO DEL CARLINO, IL SOLE 24 ORE, IPASVI.IT,
ISTAT, ITESPRESSO.IT, LA REPUBBLICA, NANOPRESS ECONOMIA, OSSERVATORIODISTRETTI.ORG, PANORAMA, REGIONE
LAZIO, REGIONE LOMBARDIA, REGIONE TOSCANA, REGIONE VENETO, SALUTE.GOV.IT, TRECCANI.IT, UNIONCAMERE
RELAX nov-dic 14
soluzioni GHIGLIOTTINA: tela REBUS: la convention per una notte come le stars vincitori Antonio Capasso, Christian Corsi, Sonia
Pennacchietti. Antonio e Christian hanno vinto il libro "Fight Club" di Chuck Palahniuk. Sonia ha vinto il libro "Instant Love" di Luca Bianchini.
di Matteo Naldi
S
iamo nel bel mezzo di un febbraio - che fino
all'imprevista nevicata di qualche ora fa, vista la
temperatura media, assomigliava più a maggio... - e
come tutti gli anni, ahinoi o per fortuna, de gustibus, ci
apprestiamo ad assistere al Festival di Sanremo.
Dunque, se qualcuno di voi ha letto anche solo sporadicamente
qualche mio editoriale si sarà accorto che il genere musicale
da me apprezzato non ha molto a che fare con la kermesse
sanremese ma è anche vero che io, in quanto appassionato di
musica, di marketing e di Italia, sono per forza di cose attratto
da questo carrozzone ormai fuori moda ma comunque sempre
affascinante.
Il Festival è uno di quei programmi che quando se ne parla
al bar, in ufficio o in palestra nessuno ha visto... per l'amor di
dio! Poi - tralasciando i dati sugli ascolti spesso simili a ItaliaGermania del 1982 - quando sali su un autobus e senti un
giovane con il chiodo di pelle e le Converse canticchiare una
canzone di Anna Tatangelo o un signore attempato e stempiato
fischiettare un pezzo di Nek qualche piccolo dubbio ti viene
e ti accorgi di quanto sia snob l'essere umano occidentale
evoluto e benestante.
Ma non dilunghiamoci su questo, parliamo di quelli che
come me si impegnano - e vi assicuro che ci vuole un grande
impegno - a guardare una buona parte del Festival.
Una buona parte perchè vederlo tutto è impossibile, credo che
neanche il regista ufficiale lo veda tutto... parliamo di circa 20
ore di diretta e se escludiamo le partite di calcio e di basket,
non credo di avere mai visto così tanta TV negli ultimi 10 anni!
Parto deciso, io, ma la partenza del Festival è più lenta.
Da annotare, oltre a qualche ospite che dovrebbe fare ridere ma
non fa neanche minimamente sorridere, c'è solo una bellissima
ed inaspettata gara a tre fra Alex Britti, Gianluca Grignani e
Nesli: il primo che azzecca tre note consecutive vince un week
end a Bordighera con Mara Maionchi... niente da fare, nessun
vincitore. Ad un certo punto, stremato, vado a letto pensando
che domani sarà sicuramente meglio.
Ed in effetti è meglio, molto meglio... entrano in scena, quasi
in serie, Nina Zilli, Rocío nonsochisia e la super ospite Charlize
Teron e, nonostante la presenza di Biagio Antonacci e del
fantasma di Raf, iscritti ad honorem alla gara di 3 note giuste
consecutive di cui sopra, non si sa il perchè ed il percome ma
mi rianimo... proprio brave!
Molto ma molto bella questa seconda serata, talmente bella che
mi carico a dovere per la terza serata che, da qualche anno a
questa parte, è quella che a me piace di più: i cantanti si devono
esibire presentando una loro versione di una canzone italiana
del passato.
Si apre con Rose Rosse cantata (???) da Raf e dopo avere
controllato più volte se il mio televisore avesse l'audio rotto
capisco, se mai ce ne fosse bisogno, che per fare il cantante ed
andare a Sanremo non è necessario sapere cantare ed avere una
bella voce. Per fortuna che ci sono il redivivo Nek ed il tanto
vituperato Marco Masini che ci fanno capire che al Festival ci
puoi andare anche se sei intonato.
La quarta serata la salto quasi a piè pari, non voglio rovinarmi
il ricordo dei giorni prima e poi sinceramente comincio ad
essere un po' sulle gambe, ho bisogno di uno stacco e poi sono
certo che vincerà Nek, non ho dubbi.
La quinta serata, la finale!
Mi addormento quasi subito e mi risveglio mentre Placido
Domingo manda un messaggio di auguri a Il Volo... non so
come ma comincio ad avere qualche certezza in meno, ma poi
ci penso bene e dico che sì è vero, sanno cantare, sono intonati,
sono dimagriti ma non possono mica vincere questi qui...
sembrano appena usciti dai Soprano's!
Mi riaddormento e mi sveglio altre 15 volte, sembro un pugile
che fa di tutto per non andare definitivamente KO, ma ad un
certo punto non ce la faccio più. Con le ultime forze rimaste,
spengo la TV, mi trascino a letto e crollo.
La mattina dopo mi sveglio, accendo la radio... "e grazie al
televoto, i vincitori del............." MA DAAAI!!!!!
FOR THOSE ABOUT TO ROCK, WE SALUTE YOU.
P.S. Informapiù si affaccia al suo settimo anno di vita e in questo
2015 ospitiamo con orgoglio diverse nuove rubriche. Alcune di
carattere tecnico che approfondiscono tematiche strettamente
legate al mondo del lavoro: "I numeri del mercato" e "Focus".
Altre invece sono pensate per rendere la lettura sempre più
piacevole e coinvolgente: "6 scoperte che ci hanno cambiato
la vita", "C'era una volta...", "Il mondo a misura di bambino" e
"Luoghi (non) comuni".
Un'importante novità è il contributo delle divisioni
specialistiche di Lavoropiù attraverso rubriche dedicate,
alcune rinnovate nei contenuti a cura di Agripiù, Lavoropiù
Everywhere e Perpiù, e altre completamente nuove: "Moda",
"About Farma", "Sanità".
Quest'anno poi diamo spazio anche all'inglese. "Improve your
english" è la nuova rubrica in lingua originale per migliorare la
conoscenza dell'inglese.
Un ringraziamento particolare va a tutti i colleghi che
collaborano alla redazione di Informapiù con articoli sempre
interessanti e contributi straordinariamente creativi... la
rubrica "Falsi d'autore" ne è un esempio. Godetevi la lettura!
INFORMAPIÙ 3
DATI SUL TERRITORIO
Emilia Romagna
aziende che operano nel settore
dell'industria e dell'artigianato.
Costituiscono
il
25,6%,
variano dal food ai prodotti
farmaceutici, per arrivare alle
materie plastiche.
Quanto
alle
costruzioni,
l'innovazione langue a conferma
dello scarso appeal del settore
edile,
ancora
avvitato in una
crisi profonda.
Del
tutto
residuale anche
la quota di nuovi
imprenditori che
hanno deciso di
mettersi alla prova in campo
sociale o nelle attività culturali,
artistiche e ricreative.
Complessivamente, il 14% delle
start up innovative bolognesi
sviluppa e commercializza
esclusivamente i propri prodotti
o servizi.
É tornato a crescere a due
cifre (+11,3% annuo) l'export
dei poli tecnologici laziali
nel terzo trimestre 2014. A
trainare la regione, il distretto
farmaceutico laziale (+22%).
Il polo farmaceutico laziale
si conferma una delle realtà
più dinamiche nel panorama
dei poli tecnologici nazionali
monitorati: l'export nel terzo
trimestre è cresciuto a ritmi
intensi verso i principali
mercati di sbocco e in
particolare Belgio e Germania.
Nel periodo gennaio-settembre
2014 gli scambi hanno superato
5 miliardi di euro, in crescita
del 7,9% rispetto allo stesso
periodo del 2013.
Nel
complesso
l'export
è aumentato anche negli
Stati Uniti e nei Paesi Bassi,
mentre hanno chiuso con un
segno meno gli scambi verso
Giappone e Regno Unito. Nei
nuovi mercati invece ai buoni
risultati osservati in Cina e
Romania, si contrappongono i
cali in Russia e Arabia Saudita.
rapporto 2014 dell'Osservatorio
Unioncamere Brevetti, Marchi
e Design, che mette a fuoco gli
strumenti utilizzati per la tutela
della proprietà industriale in
ambito comunitario. Sul piano
regionale la Lombardia occupa
il primo posto con il 32,9% e
le green technologies tirano la
volata con un tasso di crescita
medio annuo del 6,3%. Sono
principalmente quelle che
riguardano la produzione di
energia da fonti rinnovabili, la
gestione dell'inquinamento,
l'efficienza
energetica,
i
problemi dei trasporti e della
mobilità sostenibile a essere
al centro di questa “onda”
verde.
A BOLOGNA NATE
OLTRE 90 START UP
A Bologna, in circa due anni, sono nate 91
start up. Un record per la regione che si
conferma al secondo posto in Italia, dopo la
Lombardia, per numero di nuove imprese.
Con l'11% del totale nazionale (pari a 360
start up nello stesso periodo) sono i servizi a
trainare il boom e in particolare la domanda
di nuove soluzioni informatiche. Fanalino
di coda è il turismo, che pesa appena per lo
0,3% sul totale. Regge il commercio, con 13
start up, pari al 3,6%.
Subito dopo i servizi, si fanno strada le nuove
Lazio
CRESCE L'EXPORT
DELL'11,3% GRAZIE AL
FARMACEUTICO
Lombardia
BOOM DEI BREVETTI
GREEN
É Milano a guidare la classifica italiana della
produzione di idee innovative. Soltanto alla
capitale Meneghina si devono il 16% dei
brevetti e il 18,4% dei marchi depositati dal
Belpaese in Europa nell'ultimo decennio, ma
anche il 15% dei disegni comunitari depositati
nello scorso quinquennio. A far correre
la fantasia dei geni italici sono soprattutto
le tecnologie verdi, a cui si riconducono
2.118 brevetti. É quanto emerge dal
4 INFORMAPIÙ
Piemonte
GARANZIA GIOVANI
PIEMONTE
Il programma Garanzia Giovani è partito
per primo in Piemonte e ad oggi ha
coinvolto oltre 24mila giovani che si sono
iscritti al portale regionale. Soprattutto, ha
attratto anche molte ragazze e ragazzi in
cerca di opportunità: i Neet, giovani tra i
15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola
né all'università, che non lavorano e che
nemmeno seguono corsi di formazione
o aggiornamento professionale. Secondo
Toscana
AGRIBUSINESS
AL FEMMINILE
Veneto
LE IMPRESE
SCOMMETTONO
SULL'INNOVAZIONE
Dall'indagine promossa dal Salone
d'Impresa a fine dicembre 2014 su
10mila realtà di diverse dimensioni,
emerge che il 31% delle imprese
venete dichiara di voler puntare nel
2015 sull'innovazione del processo
produttivo, il 29% sul miglioramento
dell'organizzazione
aziendale,
il
una recente indagine, la stima
dei NEET in Piemonte sarebbe
di circa 138mila giovani. Delle
24mila adesioni al portale,
15.700 hanno completato i
dati sufficienti alla effettiva
partecipazione al programma.
Oltre 7mila giovani sono stati
contattati per partecipare alle
selezioni per assunzioni,
tirocini, autoimpresa.
Circa 3.861 sono invece le
opportunità formative o
di lavoro che il piano ha
offerto ai giovani selezionati.
Altri 3.191 giovani sono stati
coinvolti in attività formative
o preselezioni per colloqui
di lavoro. Finora, 1.886
ragazzi sono stati assunti, 132
hanno intrapreso un corso di
formazione, 300 hanno iniziato
un orientamento specializzato
per l'autoimpresa.
L'agricoltura al femminile fa rima
con innovazione e originalità
ed è da questo che nasce
AgriCatering, la nuova attività
ideata da Donne in Campo della
Cia (Confederazione italiana
agricoltori). Il progetto prevede
l'offerta di servizi di catering a
filiera corta, dove tutto nasce
direttamente dal lavoro nei
campi, senza intermediazioni.
Un progetto dal valore culturale
e sociale, ma anche economico:
proiettata su scala nazionale,
infatti,
è
un'operazione
che rivela un potenziale da
150 milioni di euro l'anno.
L'AgriCatering è già partito in
via sperimentale in Toscana
e in Basilicata e ora punta a
creare una rete nazionale grazie
alle associazioni territoriali di
Donne in Campo, presenti su
tutto il territorio italiano.
Prima regola del disciplinare:
i prodotti agricoli devono
provenire
prevalentemente
dall'impresa, singola o associata,
beneficiaria del marchio e dal
territorio un cui essa opera,
con l'obiettivo di valorizzare il
territorio agricolo produttivo.
16%
intende
innovare
completamente il proprio
modello di business.
Un'innovazione “multipla”,
perché coinvolge diversi
livelli, ma con una
prevalente
attenzione
alla creazione di nuovi
prodotti.
Le aziende che esportano,
sia sui mercati europei
sia su quelli mondiali,
sono quelle in prima fila
e attente all'innovazione
nel rispetto della tradizione
che da sempre rappresenta
il valore aggiunto delle
aziende venete.
INFORMAPIÙ 5
I NUMERI DEL MERCATO
CALA LA DISOCCUPAZIONE:
12,6% A GENNAIO 2015
Finalmente dopo tanti anni una inversione di tendenza che speriamo sia di buon
auspicio all'insegna di un 2015 di crescita.
C
alo a sorpresa per la disoccupazione in Italia: il tasso
di disoccupazione scende al 12,6% a gennaio 2015,
bissando il netto miglioramento già registrato a
dicembre 2014 con il 12,9% e tornando al livello di
dodici mesi prima. Un dato positivo che fa passare in secondo
piano l'altro dato diffuso dall'Istat, che ha chiuso ufficialmente il
conto per il 2014 con una rilevazione del tasso di disoccupazione
al 12,7%, peggior dato da quando se ne tiene traccia e cioè dal
1977. Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, quello di gennaio è
un "risultato incoraggiante dopo anni di caduta".
I dati di gennaio 2015 Per gennaio 2015, si può parlare di
un andamento inatteso se si considera che anche i più illustri
economisti dicevano di aspettarsi che il tasso di disoccupazione
sarebbe "tornato a salire oltre il 13% a gennaio dopo il deciso calo
di dicembre". In ogni caso, per gli economisti, al di là della volatilità
su base mensile, il tasso di disoccupazione può stabilizzarsi nei
prossimi mesi.
Nel dettaglio dei dati Istat, si annota che gli occupati sono 22
milioni 320 mila, sostanzialmente invariati rispetto a dicembre
2014 (+11 mila) ma in aumento dello 0,6% su base annua (+131
mila). A dicembre 2014, la variazione mensile era stata di 93mila
posti aggiunti: in due mesi, dunque, ne sono 'apparsi' 104 mila.
Il tasso di occupazione, pari al 55,8%, aumenta di 0,1 punti
percentuali in termini congiunturali e di 0,3 punti rispetto a dodici
mesi prima. Di contro, il numero di disoccupati, pari a 3 milioni
221 mila, diminuisce dello 0,6% rispetto al mese precedente
(-21 mila) mentre aumenta dello 0,2% su base annua (+ 7 mila).
Positivo anche il fatto che il numero di inattivi sia in calo dello
0,1% mensile e dell'1,3% rispetto a dodici mesi.
Quanto ai giovani, le forze lavoro tra 15 e 24 anni segnalano un lieve
calo congiunturale, a fronte di un leggero aumento dell'inattività (+
7mila mensili, + 47mila su base annua). Gli occupati 15-24enni
sono 906 mila, in diminuzione dello 0,6% rispetto al mese
precedente (-5 mila) e dell'1,4% su base annua (-13 mila). Il tasso
di disoccupazione giovanile cala di 0,1 punti al 41,2% (ai minimi
da 17 mesi) e l'incidenza di giovani senza lavoro sul totale della
popolazione di riferimento è superiore al 10,7%.
Dati quarto trimestre 2014 L'Istat ha anche fornito i
dati del quarto trimestre 2014, nel quale è proseguito il recupero
dell'occupazione con 156 mila persone in più al lavoro rispetto
allo stesso periodo 2013, trainato dai contratti a termine e di
somministrazione. A questo andamento fa da contraltare
6 INFORMAPIÙ
l'andamento della disoccupazione, che è risultata in crescita
perché più persone hanno cercato lavoro: "Nel quarto trimestre
2014 il numero delle persone in cerca di occupazione, pari a 3
milioni 420 mila, continua a crescere a ritmi sostenuti (+6,5%,
pari a 208.000 unità). L'aumento coinvolge soprattutto le donne
(+144.000 unità in confronto a +64.000 gli uomini) ed è più
elevato nel Centro e nel Mezzogiorno", dice l'Istituto. Nel periodo,
il tasso di disoccupazione (in crescita dal terzo trimestre del 2011)
si è portato al 13,3%. "L'incremento della disoccupazione su base
annua riguarda principalmente gli italiani (+193.000 unità), cui si
accompagna un aumento molto contenuto per gli stranieri (+15.000
unità) e dovuto esclusivamente alla componente femminile".
La media del 2014 A questo punto, l'Istat ha potuto chiudere
la rilevazione per l'intero anno passato. Spicca il record storico
del tasso di disoccupazione, appunto al 12,7% con punte sopra il
20% nel Mezzogiorno. Risultato senza precedenti per i giovani,
che hanno visto crescere il tasso di senza lavoro di 2,6 punti
percentuali arrivando al 42,7%. In questo caso, il picco riguarda le
giovani donne del Sud, con il 58,5% di disoccupazione.
In mezzo a questo stillicidio di record negativi, il 2014 va in
archivio anche per il fatto che in media, dopo due anni di calo,
l'occupazione è tornata a crescere, grazie alla componente straniera:
+ 0,4%, pari a 88.000 unità in confronto all'anno precedente, ma
ancora con il Mezzogiorno a fare la parte del brutto anatroccolo
(unica area a saldo negativo).
Se nel complesso si può vedere qualche segnale positivo, dunque,
resta comunque la cautela. Anche se come scrive l'Istat: il mercato
del lavoro "non mostra chiari segnali di un'inversione di tendenza
rispetto a quanto osservato negli scorsi mesi”, sicuramente un
cambio di rotta c'è stato grazie alle molte risorse che sono state
investite per cercare di aumentare l'occupazione e alle riforme
intraprese per diminuire il cuneo fiscale e rendere più flessibile il
nostro mercato del lavoro.
EUROZONA
A gennaio 2015, Eurostat ha rilevato che la disoccupazione nella
zona euro è calata all'11,2% rispetto all'11,3% a dicembre. È il tasso
più basso registrato da aprile 2012. A gennaio 2015 i disoccupati
erano nella Ue 23,815 milioni, di cui 18,059 milioni nella zona
euro. Rispetto a dicembre il numero dei senza lavoro è calato di
156 mila unità nella Ue e di 140 mila nella zona euro. Rispetto a
gennaio 2014 i disoccupati sono calati di 1,820 milioni nella Ue e
di 896 mila nella zona euro.
L'ACCENTO SULLE AZIENDE
Solvay
in
Italia è presente dal 1912,
con il primo storico insediamento in
Toscana nell'area di Rosignano Solvay.
Oggi opera con 10 stabilimenti produttivi e la
Direzione Nazionale a Bollate nei pressi di Milano.
Sviluppa le varie attività chimiche e plastiche del
Gruppo Solvay, occupando una forza lavoro di circa 2.270
collaboratori. Il Gruppo Solvay, anche grazie ad un quarto
trimestre in decisa crescita (vendite +8,9% a 2,57 miliardi di
SOLVAY
euro) ha chiuso l'esercizio 2014 con vendite nette pari a 10,2
settore chimica
miliardi di euro, in progressione del 5,1% sull'anno precedente
(9,71 miliardi). Inoltre, Solvay sta investendo oltre 85 milioni
sede: Bollate (MI)
di dollari nel potenziamento delle sue capacità produttive di
tel: 02 290921
polietereterchetone (PEEK) sia ampliando lo stabilimento
www.solvay.it
esistente di Panoli, in India, sia costruendo una nuova unità
presso il sito di Solvay Specialty Polymers ad Augusta, in
Georgia USA, che entrerà in funzione a metà dell'anno
prossimo. Una volta completati i due interventi,
la capacità produttiva di PEEK del
gruppo belga salirà a 2.500
LyondellBasell è una
tonnellate annue.
multinazionale leader nel campo della
LYONDELLBASELL
settore chimica
sede: Ferrara
tel: 0532 467111
www.lyondellbasell.com
chimica delle poliolefine. Il sito produttivo e il
Centro Ricerche di Ferrara di LyondellBasell fanno
parte di un complesso multi-impresa situato in EmiliaRomagna. L'insediamento ha una lunga storia nel settore
delle poliolefine e continua a concentrarsi su questa tradizione
di innovazione. Grazie al contributo di circa 1.000 dipendenti,
l'azienda è presente in tre aree: Centro Ricerche “Giulio Natta” con
laboratori e impianti pilota, produzione catalizzatori e produzione
polimeri, con le tecnologie Spheripol e Catalloy. La sede legale è
a Milano, mentre il Centro Ricerche “G. Natta” rappresenta un
caso di eccellenza nel panorama industriale italiano e si colloca
ai vertici più alti, a livello mondiale, per le innumerevoli
scoperte e invenzioni che ha saputo ideare e industrializzare.
Inoltre, LyondellBasell ha sempre registrato livelli alti di
produttività, tanto che il sito Ferrarese, proprio nella
sua sezione di ricerca, registra un numero doppio
di brevetti rispetto a quello statunitense.
Actavis
Italy è la filiale italiana del
gruppo islandese Actavis attivo a livello
internazionale nello sviluppo, produzione e
vendita di farmaci generici. Oggi, il Gruppo Actavis
ha investito 18 milioni di dollari per i nuovi laboratori
di ricerca a Nerviano, che una volta completati ospiteranno
ricercatori e tecnici, per supportare le attività di controllo,
qualità e ricerca & sviluppo dell'azienda. La struttura sarà
articolata in quattro diverse aree per un totale di 4.549 metri
quadrati: area di Chimica Analitica (1.215 mq), Microbiologia
(1.215 mq), Ricerca & Sviluppo (1.215 mq), Area Tecnica
(904 mq). La realizzazione dei nuovi laboratori, in base alla
roadmap, sarà terminata per ottobre 2016. Ad oggi a Nerviano
lavorano 480 dipendenti, di cui 100 sono stati assunti negli
ultimi due anni. L'azienda ha deciso di investire sul sito
italiano perchè la qualità e la competenza che questa
struttura ha raggiunto in questi anni sono
inequivocabili.
ACTAVIS
settore farmaceutico
sede: Nerviano (MI)
tel: 0331 583111
www.actavis.com
INFORMAPIÙ 7
IN BREVE
FOCUS
SEGNALI DI RIPRESA DAL
SETTORE MANIFATTURIERO
Sono numerosi i segnali positivi che ci arrivano dal settore manifatturiero in questo
inizio 2015, ma non solo: sembra proprio che l'Italia stia riuscendo a cavalcare la
ripresa.
N
ei primi due mesi del 2015 si registrano segnali
positivi su diversi fronti.
Una serie di indicatori positivi segnala una
direzione promettente anche per settori a lungo
depressi, tanto da far ipotizzare, per il 2015, una crescita
maggiore dello 0,5% previsto.
Il settore manifatturiero, in particolare, sembra essere
il settore maggiormente in salute: l'indice manifatturiero
calcolato da Markit è salito a gennaio a 51,2 punti dai 49,4
di dicembre (la soglia dei 50 punti è lo spartiacque fra
espansione e contrazione del ciclo).
Nel quarto trimestre del 2014 gli ordini di macchine utensili
sono cresciuti del 19,1% rispetto allo stesso periodo del 2013.
Ucimu (associazione dei costruttori italiani di macchine
utensili, robot, automazione e di prodotti a questi ausiliari)
precisa che l'incremento non è dovuto solo all'export ma
anche alla forte domanda interna (+18,8%), a conferma del
fatto che l'industria meccanica ha ricominciato a investire e
si sta rimettendo in moto.
La Lombardia guida la volata: da sola copre il 45,9%
dell'import con un incremento del 21,7% rispetto allo
stesso periodo dell'anno precedente. È seguita dall'Emilia
Romagna (+16,6%).
I comparti del manifatturiero confermano il trend positivo.
Nel quarto trimestre 2014 a Sassuolo si è registrata una
crescita dei fatturati del 5,5% del comparto ceramica.
Il dimezzamento del prezzo del petrolio e una politica
monetaria espansiva che avvantaggia l'export delle imprese
favoriscono i settori più legati all'energia: carta, piastrelle e
prodotti per la casa.
Già nel terzo trimestre dell'anno scorso le esportazioni dei
distretti hanno balzato in avanti nei paesi extra europei,
in particolare Stati Uniti (+9,3%) e Svizzera (+9,3%),
registrando una crescita complessiva di +2,2%.
C'è poi un'attesa positiva per quei distretti che si sono
dimostrati flessibili nell'affrontare la perdita di uno sbocco
di mercato come la Russia. Nel 2014 la crisi di Mosca ha
rallentato l'export italiano (350 milioni di euro in meno
rispetto al 2013), in particolare nei settori agro-alimentare,
abbigliamento, calzature.
Il distretto delle macchine per il food di Parma, pur
segnando -31,9% di ricavi nei primi 9 mesi del 2014 a causa
della crisi russa, è riuscito a guadagnare terreno grazie alle
esportazioni negli USA e ha chiuso il 2014 a +12% di ricavi.
Il Nord Ovest ha fatto passi da gigante con i distretti del
Piemonte (rubinetterie, vini, oreficeria, caffè e cioccolato)
in progresso tendenziale dell'8%, seguito a distanza da
Veneto (+4%) ed Emilia Romagna (+3,7%).
Spostando il focus dal settore
manifatturiero troviamo un
segnale brillante dal settore
auto: in gennaio sono state
immatricolate 131.385 auto
(+10,9% tendenziale).
Il turismo, sull'onda dell'Expo
2015, ha delle aspettative
migliori per questo 2015; i
consumi degli italiani sono
in crescita: beni di consumo e
anche beni durevoli; le vendite
di libri cartacei tornano ad
aumentare dopo ben 4 anni di
recessione e anche il mercato
immobiliare riprende a
crescere, segnando per le
compravendite un rialzo del
3,7% su base annua.
8 INFORMAPIÙ
Lavoropiù SpA
@LavoropiuSpA
Lavoropiù è l'Agenzia per
il Lavoro leader in Emilia
Romagna ed in espansione su
tutto il territorio nazionale.
E' presente in 6 regioni con 45
filiali.
www.lavoropiu.it
Confagricoltura
@Confagricoltura
“Contadino 2.0: arriva l'app per l'agricoltura biologica”
È in arrivo una nuova applicazione che permetterà di dare una grossa mano all'agricoltura
biologica e che sarà in grado di monitorare i modi per seminare i campi, rivelando dove agire
per evitare le malattie delle piante e risultando quindi molto utile per ridurre l'uso dei pesticidi.
L'importanza dell'app è davvero rilevante, visto che è in grado di combinare informazioni sui dati
meteorologi e sul luogo con quelle di nascita e sviluppo delle piante e sulla possibile presenza di parassiti.
Lo scopo dell'applicazione è dunque quello di prevedere l'eventuale insorgenza di contaminazioni per le
coltivazioni. Gli agricoltori potranno così contare su un valido strumento per difendere i loro prodotti.
24Impresa&Territori
@24ImpresaTerr
“Le crociere spingono la cantieristica”
Nel 2014 gli ordini di navi da crociera e di gasiere (Lng) sono praticamente raddoppiati rispetto
al 2013. Il dato relativo alle unità da crociera ha ricadute positive sul mercato europeo e, in
particolare, su quello italiano, dove Fincantieri fa la parte leone: su 16 ordini finalizzati a livello
mondiale nel 2014, 8 sono stati acquisiti proprio dal gruppo italiano guidato da Giuseppe Bono.
Tra l'altro, i 16 ordini sono pari a quelli totalizzati nel 2007, ultimo anno pre-crisi mondiale, in
cui si toccò il picco assoluto di commesse. Analizzando l'orderbook delle navi da crociera, si nota
che l'unica realtà italiana ad avere ordini per quel tipo di unità, da qui al 2020, è al momento
Fincantieri che ha in portafoglio 16 navi per una stazza complessiva di 1,28 milioni di tonnellate.
IlSole24ORE
@sole24ore
“Made in Italy, super-piano per aumentare l'export di 50 miliardi in tre anni”
Al via il piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia.
Valorizzare l'immagine del Made in Italy nel mondo. Ampliare il numero delle imprese, in particolare
le Pmi, che operano sul mercato globale. Espandere le quote italiane del commercio internazionale che
hanno visto la bilancia commerciale chiudersi l'anno scorso con un avanzo record di 42,9 miliardi di euro
(il miglior risultato in Europa dopo la Germania). Sostenere le iniziative di attrazione degli investimenti
esteri in Italia. Questi sono i principali obiettivi del Piano per la promozione straordinaria del Made
in Italy e l'attrazione degli investimenti in Italia per il quale sono stati stanziati 260 milioni di euro.
Istat
@istat_it
“Gennaio 2015 indice retribuzioni contrattuali orarie +0,7% su dicembre e +1,1% in un anno”
Alla fine di gennaio 2015 i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica
riguardano il 43,1% degli occupati dipendenti e corrispondono al 39,9% del monte retributivo osservato.
Nel mese di gennaio l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie aumenta rispetto al mese precedente
dello 0,7% e dell'1,1% nei confronti di gennaio 2014. Con riferimento ai principali macrosettori, a gennaio
le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell'1,5% per i dipendenti del
settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a gennaio
presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%), tessili, abbigliamento
e lavorazione pelli (3,4%), gomma, plastica e lavorazione minerali non metalliferiINFORMAPIÙ
(3,1%). Si registrano
9
variazioni nulle nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.
INTRA LEGEM
LAVORATORE SVANTAGGIATO
=
chiunque soddisfi una delle seguenti
condizioni:
LEGGE DI
STABILITA' 2015
ESONERO
CONTRIBUTIVO
PER I RAPPORTI DI
LAVORO A TEMPO
INDETERMINATO
La
legge di stabilità per il 2015 prevede
un esonero dei contributi previdenziali
a carico del datore di lavoro fino a
8.060 euro su base annua, in presenza
dell'instaurazione di rapporti di lavoro a tempo
indeterminato con soggetti che non risultano titolari
di rapporti di lavoro a tempo indeterminato nei 6 mesi
precedenti l'assunzione.
L'esonero riguarda le assunzioni a decorrere dal 1.1.2015
e fino al 31.12.2015 e viene riconosciuto per un periodo
massimo di 36 mesi dalla data di assunzione. Si tratta di
una misura non strutturale, in quanto limitata, per ora,
ai rapporti di lavoro a tempo indeterminato instaurati
nel corso del 2015 con l'intento dichiarato di favorire
l'occupazione stabile.
Rispetto agli incentivi previsti dalla Legge Fornero (L. n.
92/2012) l'esonero contributivo introdotto dalla Legge di
stabilità sembra destinato ad una platea di casi più estesa.
I dubbi sui requisiti di accesso al beneficio, che, per gli
imponibili entro un determinato ammontare, potrebbe
significare anche un esonero totale dai contributi INPS,
sono stati sciolti, in parte, dalla circolare INPS n. 17 del
29.1.2015.
La circolare n. 17 chiarisce che l'esonero contributivo
è previsto anche a favore delle Agenzie per il Lavoro che
assumono lavoratori a tempo indeterminato a fronte di
10 INFORMAPIÙ
a) non avere un impiego regolarmente retribuito da
almeno sei mesi
b) avere un'età compresa tra i 15 e i 24 anni – nuova
categoria
c) non possedere un diploma di scuola media superiore
o professionale (livello ISCED3) o aver completato la
formazione a tempo pieno da non più di due anni e non
avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente
retribuito
d) aver superato i 50 anni di età
e) essere un adulto che vive solo con una o più persone
a carico
•
qualora non solo il datore di lavoro richiedente il
beneficio, ma anche società dallo stesso controllate o
con lo stesso collegate, dal 1 ottobre al 31 dicembre
2014 avessero intrattenuto un rapporto a tempo
indeterminato col lavoratore stesso
f) essere occupato in professioni o settori caratterizzati
da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno
del 25 % la disparità media uomo-donna in tutti i settori
economici dello Stato membro interessato se il lavoratore
interessato appartiene al genere sottorappresentato
•
qualora il datore di lavoro abbia in atto sospensioni
dal lavoro con fruizione della CIGS (anche in deroga)
per le medesime professionalità del lavoratore che
intende assumere
•
se il lavoratore è stato licenziato nei 6 mesi precedenti
all'assunzione da società in rapporto di controllo o
collegamento con il datore di lavoro richiedente il
beneficio.
g) appartenere a una minoranza etnica di uno Stato
membro e avere la necessità di migliorare la propria
formazione linguistica e professionale o la propria
esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di
accesso ad un'occupazione stabile”
un contratto commerciale di somministrazione a tempo
determinato e a tempo indeterminato.
L'utilizzatore del contratto di somministrazione che ha
beneficiato delle prestazioni lavorative di un dipendente
somministrato dall'Agenzia per il Lavoro ed assunto dalla
stessa a tempo determinato, può usufruire dell'esonero,
se successivamente assume lo stesso lavoratore a tempo
indeterminato.
L'esonero contributivo viene riconosciuto al datore di
lavoro che in precedenza si è avvalso delle prestazioni
del medesimo lavoratore a fronte di contratto a progetto
o contratto a termine. La disposizione di legge è volta
a favorire il ricorso al contratto a tempo indeterminato
rispetto ad altre tipologie contrattuali o al lavoro autonomo,
che talvolta maschera un rapporto di lavoro subordinato.
In quali casi l'esonero contributivo non viene
concesso?
•
qualora l'assunzione a tempo indeterminato
costituisca una violazione del diritto di precedenza
spettante ad altro lavoratore. Detta violazione sussiste
anche in caso di inserimento in somministrazione.
Al contrario, l'esonero contributivo è riconosciuto se
il datore di lavoro assume direttamente, o attraverso
contratto di somministrazione, un lavoratore al
quale spetti il diritto di precedenza.
Il datore di lavoro che stipula un contratto di apprendistato
non beneficia dell'esonero contributivo.
NUOVI SVANTAGGIATI:
Meno limiti di contingentamento per la
somministrazione di lavoro
Il 1° luglio 2014 è stato abrogato il Regolamento (CE)
n. 800/2008 ed è entrato in vigore il Regolamento UE
n. 651/2014 del 17 giugno 2014, che amplia la platea dei
lavoratori “svantaggiati” e “molto svantaggiati” inserendo
i soggetti di età compresa tra i 15 ed i 24 anni.
LAVORATORE MOLTO
SVANTAGGIATO
=
chiunque rientri in una delle seguenti
categorie:
a) lavoratore privo da almeno 24 mesi di impiego
regolarmente retribuito;
b) lavoratore privo da almeno 12 mesi di impiego
regolarmente retribuito che appartiene a una delle
categorie di cui alle lettere da b) a g) della definizione di
«lavoratore svantaggiato».
Per i contratti di somministrazione di lavoro aventi ad
oggetto le prestazioni di tali lavoratori non valgono
eventuali limiti di contingentamento posti dalla
contrattazione collettiva alla somministrazione a tempo
determinato.
INFORMAPIÙ 11
INTERVISTA
INNOVAZIONE,
COINVOLGIMENTO E
MULTISENSORIALITA'
Abbiamo intervistato Luca Corsi, Direttore Comunicazione ed Eventi di un'azienda
solida che fonda le sue radici nella tradizione italiana e gioca in prima linea nel settore
della vendita diretta: Vorwerk Folletto.
N
ata in Germania nel 1883 e presente in Italia
dal 1938, da 75 anni la Vorwerk è sinonimo di
cura della casa per milioni di famiglie italiane.
Un fatturato annuo di oltre 498 milioni di
euro, più di due milioni e mezzo di famiglie contattate ogni
anno, una rete di oltre 400 centri assistenza autorizzati e
una sede direzionale a Milano, in via Ludovico di Breme,
dove operano circa 185 dipendenti.
Questi, in estrema sintesi, i numeri di Vorwerk Folletto,
che nel 2013 ha compiuto 75 anni di vita in Italia, proprio
mentre il gruppo Vorwerk, presente in più di 70 Paesi del
mondo, festeggiava il suo 130° compleanno.
Luca Corsi è a capo della Comunicazione e
Eventi di Vorwerk Folletto ormai da anni, ed è
lui il "creativo” di tutti gli eventi che contraddistinguono
l'azienda.
1.
Se dovesse definire con tre parole il lavoro del
Responsabile della Comunicazione ed Eventi di un'azienda
solida e di grande tradizione come la Vorwerk Folletto,
quali sceglierebbe?
Innovazione,
coinvolgimento,
multisensorialità,
emozionalità, pensare in grande, multicanalità, social. Poi,
continuo aggiornamento e grande capacità di adattamento
al continuo mutare dei costumi e della società. Insomma
come insegna la formazione: modulari e situazionali.
2. Quali
innovazioni
hanno
maggiormente l'azienda negli ultimi anni?
caratterizzato
Negli ultimi anni l'azienda ha puntato molto sul comunicare
la professione del venditore: la vendita diretta è il cuore
dell'attività di Vorwerk Folletto, che investe moltissimo
sulla preparazione dei propri Agenti e sullo sviluppo del
loro talento. A mio parere, negli ultimi anni siamo riusciti
a far conoscere agli italiani una realtà lavorativa dove
contano l'impegno, la voglia di fare e la professionalità, e
dove la bravura viene premiata. Una realtà meritocratica,
insomma, dove ci si mette in gioco e le soddisfazioni sono
commisurate alla determinazione e alla volontà. Ci siamo
12 INFORMAPIÙ
concentrati
molto su questo
tema,
sia
tramite i mezzi
tradizionali
(campagne
pubblicitarie
e
attività
mirata
di
ufficio
stampa), sia con
iniziative
del
tutto nuove per
il mondo della
comunicazione
italiana, come il
“plot placement”
della professione
di Agente Folletto
all'interno
di
una fiction, i
Cesaroni. Parallelamente, abbiamo puntato sul comunicare
i nostri valori aziendali (correttezza, trasparenza, pensare
positivo) attraverso un progetto, Folletto.Pensa Pulito, che
ha coinvolto tutti gli italiani attraverso sito web, social
network, guerrilla marketing ed eventi realizzati anche in
partnership con il Parma F.C., la squadra di Serie A di cui
siamo main sponsor.
3.
In controtendenza con la crisi economica che
colpisce altri reparti, quello della vendita diretta risulta in
crescita da anni. Il punto di forza della Vorwerk Folletto
sono i quattromila agenti di vendita presenti su tutto il
territorio nazionale e un sistema di commercio basato
esclusivamente sul canale di vendita porta a porta. Questo
tipo di scelta aziendale come viene vista dal consumatore
italiano? E' davvero un punto di forza?
Gli italiani guardano alla vendita diretta con curiosità
e, come dicevo prima, negli ultimi anni siamo riusciti a
presentare loro la professione del venditore in maniera
nuova e positiva. La vendita porta a porta è il nostro
punto di forza perché i prodotti Vorwerk Folletto, sistemi
di pulizia modulari che si adattano alle specifiche esigenze
di ogni famiglia, vanno guardati, toccati, provati. In una
parola, vissuti. L'esperienza diretta che i nostri venditori
propongono agli italiani attraverso la celeberrima
“dimostrazione” dei prodotti è la nostra carta vincente.
Ci permette di instaurare un rapporto di fiducia che la
clientela non sperimenta con gli altri marchi.
4.
Gli eventi, le pubblicità e le campagne di
comunicazione vengono promosse e coordinate dall'Ufficio
Comunicazione e Eventi, addirittura a Lisbona per la
convention aziendale è riuscito a organizzare un vero flash
mob messo in scena dai 600 ospiti Vorwerk Folletto. E'
l'evento di cui va più fiero o ce ne sono altri che ci vuole
raccontare?
Effettivamente no, l'evento più forte per impatto e
approccio multimediale è Folletto.Pensa Pulito, che ha
avuto il suo massimo momento di contatto con il pubblico
con il Folletto.Pensa Pulito Village in centro a Parma. E'un
evento che ha davvero unito gli italiani attraverso dei valori
comuni, ed è piaciuto perché ha mixato intrattenimento,
animazione, sport e intento benefico, in un clima di grande
entusiasmo e positività.
5.
Questo evento ha visto ad oggi più di 12.000
partecipanti. Come si prepara un Responsabile come Lei a
un evento simile?
Organizzazione, studio, relazioni, scelta e motivazione dei
collaboratori interni e dei partner esterni, gioco di squadra.
6.
Come pubblicità aziendale sfruttate tutti i canali
di comunicazione. Quanto lavoro c'è dietro le campagne di
comunicazione della Vorwerk Folletto? E qual è il messaggio
centrale che volete trasmettere?
Ciò che vogliamo presentare agli italiani sono soprattutto
i valori che Vorwerk Folletto porta avanti da oltre 75 anni:
cura dei rapporti fra le persone, professionalità, qualità,
correttezza. Questi sono i messaggi che decliniamo a
seconda dei destinatari e dei canali scelti. Per far questo
abbiamo un solido staff interno che segue e coordina tutte
le iniziative, affiancato da una serie di agenzie di grande
esperienza che ci affiancano su attività più specifiche come
l'ufficio stampa, le pubbliche relazioni, la gestione dei
profili social, gli eventi.
7.
Un'azienda leader del terzo millennio deve
necessariamente essere 2.0 e social: come avete organizzato
la comunicazione digitale? Quali sono i vostri media target e
cosa pensate dei Social Network?
I social network sono senz'altro un canale fondamentale non
solo per dialogare con la propria clientela di riferimento,
ma per farsi conoscere da tutti. Noi abbiamo consolidato la
nostra presenza su Facebook attraverso le pagine dedicate
all'azienda e a uno dei suoi prodotti più recenti, il robot
Folletto VR200. Sono pagine attentamente gestite, sempre
aggiornate di contenuti interessanti, coinvolgenti. Più di
recente abbiamo sfruttato le grandissime potenzialità di
Instagram per la condivisione delle immagini dei nostri
eventi. Anche Youtube è un'importante vetrina per i nostri
contenuti video, con il canale Folletto Italia.
8.
Quanto è importante per la Vorwerk Folletto
investire in sponsorizzazioni sportive?
I motivi che spingono la Vorwerk Folletto ad investire
cifre considerevoli in sponsorizzazioni sportive sono
da ricercare innanzitutto nelle possibilità di accesso ad
una piattaforma esclusiva, quella dell'evento sportivo,
contraddistinta da un rilevante carico emozionale, tanto
ricercato da qualsiasi sponsor, che vuole unire il proprio
nome ad un qualcosa di coinvolgente emotivamente.
Inoltre, vi sono anche le opportunità di ottenere una buona
copertura sui principali media di riferimento. Non c'è
dubbio che il calcio sia lo sport più amato dagli italiani e
che un'azienda che cuce il proprio nome sulle maglie di
una squadra di Serie A entri nelle case di milioni di persone
ogni volta che i giocatori scendono in campo. Si tratta di un
veicolo potentissimo.
9.
C'è un progetto specifico a cui lavorerete a breve?
Quali sono i prossimi obiettivi?
Si, sicuramente proseguire nell'implementazione del
progetto Folletto.PensaPulito che per è noi è solo all'inizio e
poi ci sono altri progetti in cantiere, ma non voglio bruciare
l'effetto sorpresa.
10. Come ultima domanda, Le chiediamo se ha un desiderio
professionale che sogna di realizzare al più presto?
Più di uno, ma si dice che se si dichiarano non si realizzano,
quindi...
INFORMAPIÙ 13
REPORTAGE
UN GIORNO... IN RADIO
La radio arriva ovunque, anche dentro le emozioni delle persone. Sulle sue onde
viaggiano cultura e conoscenza, informazioni e tradizione. Il merito è dello staff che
lavora "dietro le quinte" e dal quale trapela ancora un grande amore e una grande
passione per questo lavoro.
S
iete in macchina e state guidando.
Sono le 18.00 e a quest’ora non c’è via di scampo.
Che decidiate di prendere la tangenziale o che
decidiate di fare i viali della città non c’è via d’uscita.
Qualunque sia il punto da raggiungere, sapete che a
quell’ora a Bologna c’è traffico. Non vi resta che accettare
di buon grado la situazione e portare pazienza.
Qualunque sia il diversivo per cui avete optato, che voi
abbiate scelto di ottimizzare i tempi e di rifarvi il trucco
in vista dell’aperitivo con le amiche o che, assorti, abbiate
deciso di concedervi una sigaretta, rimane comunque
un leitmotiv che accomuna la quasi totalità dei guidatori
imbottigliati nel traffico.
14 INFORMAPIÙ
Bambini o adolescenti. Adulti o anziani. Non esiste
persona al mondo che almeno una volta nella propria vita
non abbia canticchiato un motivo.
É in questo momento allora che mi viene da pensare
“Riusciremo mai a fare a meno della musica nella nostra
vita?”
Per quanto mi riguarda sarebbe difficile immaginare un
evento sociale importante come potrebbe esserlo una
cerimonia religiosa, una festa, un raduno senza il suono di
una melodia che lo accompagna o lo annuncia.
Oppure guardare un film senza colonna sonora; addirittura
non oso pensare a un giorno intero senza ascoltare
nemmeno una canzone.
Sarebbe davvero una giornata vuota.
La musica riempie da sempre i momenti più intensi della
mia vita, è un’alleata unica. Indispensabile ovunque io sia e
qualsiasi cosa io faccia.
Anche Nietzsche diceva:
”Senza la musica la vita sarebbe un errore”.
Non esiste mezzo di comunicazione più versatile e
camaleontico della radio: in più di otto decenni di storia
ha saputo resistere ad attacchi pesantissimi da parte degli
altri media.
Resistenza che si è manifestata spesso nel trasfromarsi
e nel sapersi adattare ai gusti del pubblico e alle proprie
potenzialità.
La radio è stata introdotta in Italia come mezzo di
comunicazione di massa nel 1924. Il mercato, neanche a
dirlo, era assolutamente monopolistico, i programmi erano
strumento di controllo sociale che il regime utilizzava per
i suoi scopi.
Negli anni ‘50 e ‘60 fu protagonista di importanti
innovazioni tecnologiche come la modulazione di
frequenza delle stazioni emittenti; il transistor permise
alla radio di conquistare spazi al di fuori dell’ambiente
domestico, mentre la nascita delle autoradio permise
di seguire gli ascoltatori anche nei loro spostamenti
quotidiani.
Parallelamente a queste nuove tecnologie, nel giro di
quindici-venti anni la radio riuscì a diversificare la propria
offerta in termini di contenuti e palinsesti.
Attorno alla radio si sviluppò, infatti, una nuova cultura
giovanile animata dal ritmo travolgente del Rock’n roll e
ammaliata, in seguito, dal fascino della disco music. In radio
iniziarono a “passare” molti dischi stranieri, soprattutto
americani: Glorya Gaynor, Donna Summer, Village People.
Però, per i disc jockey radiofonici, era ancora difficile
mettere in successione un disco dei Clash seguito da “Don’t
let me be misunderstood” dei Santa Esmeralda.
Con queste premesse, nasce il format radio.
Orientarsi verso il format della radio americana non era
più così difficile: ogni emittente aveva scelto infatti un
formato, uno stile che raggrupasse diverse caratteristiche
(tipo di musica, tono del parlato) indispensabili per
essere riconosciuta dai propri ascoltatori, intensificando
così il rapporto con il pubblico che si faceva più intimo e
profondo.
Dalle casse dell’impianto stereo delle vostre macchine
starà sicuramente riecheggiando una voce.
Che sia la voce protagonista della hit del momento o che
sia la voce di uno speaker, la maggior parte di voi starà
ascoltando la radio. E’ un’abitudine ormai. Il motore non è
ancora del tutto avviato che il suono di un’altra voce, oltre
la vostra, s’è già diffusa nell’abitacolo.
Non credo esista chilometro percorso in macchina in
modalità: MUTE.
Ogni giorno, che noi facciamo la spesa o che facciamo
shopping, che siamo dal benzinaio o che stiamo facendo
le pulizie di primavera, che siamo a piedi o in corriera, un
qualunque motivo musicale accompagna le nostre attività.
INFORMAPIÙ 15
Alcuni esempi di format radio:
Hit Radio: playlist dei pezzi più famosi e più richiesti dal
pubblico
Grandi Successi: orientato a un pubblico più adulto,
riprende in qualche modo le oldies
News and Talk: sussegue chiacchere a notizie, puntando a
intrattenere e fidelizzare l’ascoltatore
Music & News: formato diffusissimo che alterna musica
e notizie
Non stop music: programmazione incentrata
esclusivamente sulla rotazione di brani musicali
Tanti di voi già lo sapranno, ma altrettanti non ci avranno
mai fatto caso: avete mai notato che nelle radio la
pubblicità, le rubriche, i notiziari arrivano più o meno
sempre alla stessa ora?
Come si può gestire un’ora di programma radiofonico che
contenga parlato, canzoni, jingle, pubblicità, notiziari e
dare spazio a tutto?
A tutte queste domande risponde un meccanismo
largamente diffuso: il clock radiofonico.
La traduzione italiana è naturalmente “orologio” e proprio
quella è la sua funzione, organizzare l’ora in modo da dare
“spazio” a tutti gli appuntamenti.
Il clock si può gestire, strutturare e modificare in ogni
momento ed è la direzione artistica che decide come
impostarlo.
Ogni radio ha il suo clock e in questo spazio di tempo
l’emittente inserisce tutti i dati che la rendono riconoscibile
agli ascoltatori, come il giornale orario allo scadere dell’ora,
seguito dal jingle o dal successo del passato oppure da uno
del momento, e poi il meteo, ancora musica e parlato.
In un’emittente dal format hit radio la programmazione
della musica riveste un’importanza fondamentale e la
scaletta dei brani, di solito, è piuttosto rigida.
RTL 102.5
RTL 102.5 è un'emittente radiofonica FM
nazionale privata italiana.
È stata la prima radio privata italiana ad
utilizzare il format hit radio: un format che
prevede esclusivamente la messa in onda di grandi successi, italiani
e stranieri.
La redazione è nata il 26 agosto 1991 ed è stata la prima struttura
giornalistica, in ordine cronologico, nella storia della radiofonia
privata nazionale. È composta da 16 giornalisti professionisti e da 60
corrispondenti dall'Italia e dall'estero.
Ogni giorno, a braccetto con il "flusso" musicale, RTL 102.5 realizza,
in diretta 24 ore su 24, il Giornale Orario (il notiziario in onda allo
scoccare di ogni ora), la trasmissione quotidiana Non stop news,
gli appuntamenti della domenica L'Indignato speciale e Mai visto
alla radio. La conduzione dei radiogiornali è realizzata con ritmo
e dinamismo tali da rendere l'appuntamento informativo sempre
interessante per chi l'ascolta, mantenendo un costante collegamento
con il territorio attraverso inviati e corrispondenti in tutto il mondo.
Ascoltata principalmente da utenti nella fascia d'età tra i 18 e i 40 anni,
sede milanese RTL 102.5
nel 2011 risulta la seconda emittente radiofonica italiana più ascoltata
e nel 2012 arriva al primo posto tra i network radiofonici più ascoltati
in Italia, confermando il risultato anche nel 2013 e nel 2014.
Il gruppo RTL 102.5 comprende anche il canale televisivo RTL 102.5 TV, che da settembre 2007 ha lanciato la
formula della radiovisione, ovvero la possibilità di vedere i conduttori ed i video delle canzoni trasmesse alla radio.
16 INFORMAPIÙ
diretta radiofonica del programma "W l'Italia" con Angelo Baiguini e Valeria Benatti
“Fare la scaletta”, anche con l'aiuto della tecnologia, non
è in ogni caso un'operazione semplice e immediata: chi si
occupa della programmazione musicale deve conoscere
tutti i brani, vecchi e nuovi, e scegliere i più adatti a quel
particolare formato.
A seguire, deve occuparsi della posizione dei brani
all'interno del palinsesto: il pezzo deve essere adatto al
pubblico di quell'emittente, deve andare in onda all'ora
giusta e se non è molto conosciuto deve essere alternato
con un altro più noto.
Infine, si deve definire con esattezza la rotazione dello
stesso brano all'interno della giornata radiofonica nelle
varie fasce orarie.
La personalità di una radio musicale è determinata
proprio dalla sequenza e dalla scelta dei brani e
l'obiettivo è quello di trovare il giusto equilibrio adatto
al target di riferimento.
L'attenzione di chi lavora nel mondo della radio, però, si
è concentrata fortemente anche su un’adeguata selezione
dei contenuti.
Negli ultimi tempi, infatti, l’ascolto radiofonico,
nella giornata, ha un andamento complementare all'
informazione trasmessa in TV.
La radio propone i giornali radio e gli aggiornamenti sul
traffico ad ogni ora, ha diversi appuntamenti col meteo,
con le notizie sportive e con l’informazione economica.
Tempestiva, fresca, immediata e spontanea, queste sono
le caratteristiche della notizia radiofonica.
In radio si racconta direttamente a chi ascolta quello che
sta accadendo in quel preciso momento, l’informazione
è continuamente aggiornata e deve inquadrare un fatto
in poche parole, offrendo una descrizione essenziale, ma
precisa e a suo modo completa.
Il punto forte della radio è che, rispetto agli altri media,
gioca in anticipo: riesce a dare immediatamente rilievo
alle news a differenza degli altri mezzi di informazione.
Le ore del primo mattino sono le più apprezzate;
l’informazione con cui si inizia la giornata è sempre
quella radiofonica, in casa o in auto. Tra le 7 e le 9 del
mattino quasi dodici milioni di persone ascoltano la
radio. Successivamente, l'ascolto radiofonico nelle ore
meridiane o in quelle del ritorno a casa è più incentrato
nell'ascoltare buona musica.
Dagli anni 80/90 stiamo assistendo a un ripensamento
profondo dei format comunicativi della radio.
Certamente il rapporto musica-parola si sta spostando
a tutto beneficio della parola che nelle sue varie
declinazioni (informativa, di intrattenimento, culturale),
appare sempre più presente nella programmazione e
rappresenta la vera innovazione nei formati radiofonici
rispetto al passato.
L’ascoltatore seleziona fra tante emittenti quella il cui
ritmo meglio si presta al suo personale gusto.
La radio , nel momento in cui la si ascolta, non ferma la
musica, ma ne è il proseguimento.
INFORMAPIÙ 17
OSPITE DI RTL 102.5 PER UN GIORNO
Nel mese di febbraio ho incontrato nella sede milanese
alcuni collaboratori di RTL 102.5.
Sono stata accolta da Valentina Facchinetti, Responsabile
Ufficio Stampa dell’emittente, che mi ha guidato negli
uffici della radio e mi ha spiegato come si realizza un
programma radiofonico.
Da quando hanno ampliato gli studi, che si sviluppano su
3.000 metri quadri, RTL 102.5 è stata la prima emittente
in Europa ad essere creata “a misura di radio” dove
tutto ruota attorno allo studio da cui vengono emessi i
programmi.
Questo perchè il successo di RTL 102.5 lo si deve anche
all’idea innovativa di essere una radio con un canale tv in
diretta sia su Sky sia tramite il digitale terrestre.
Lo studio per la diretta radiofonica, infatti, è un vero e
proprio studio televisivo!
Riflettori, luci, microfoni, casse, monitor, telecamere,
computer e specchi arredano lo studio di registrazione.
Il banco di regia non comprende quindi solo i comandi
radio, ma anche i comandi tv.
Valentina mi ha illustrato gli aspetti tecnici spiegandomi
come sia importante, oltre al tono di voce degli speaker, il
loro costante impegno quotidiano nella lettura di giornali
e riviste; mi ha spiegato quanto sia difficile per i registi far
funzionare tutto alla perfezione per evitare errori durante
la diretta del programma.
Vi assicuro che l’occasione di stare dietro al banco di
regia dello studio in diretta è stata un’emozione unica.
diretta radiofonica del programma "W l'Italia" con Angelo Baiguini e Valeria Benatti
Gli speaker gestiscono in prima persona le public relations delle varie emittenti e rappresentano la radio per i
milioni di ascoltatori, ma il duro lavoro “dietro le quinte” è altrettanto fondamentale e viene fatto nello studio
musica.
Vi siete mai chiesti chi decide quali sono i dischi che devono andare “in onda”?
In passato, specie ai tempi delle radio libere, era lo stesso speaker a scegliere i brani da far ascoltare On Air.
Programmatore e conduttore erano la stessa persona ed i gusti personali influivano notevolmente sulla playlist
offerta dall’emittente.
studio radiofonico RTL 102.5
Adesso i programmatori musicali si occupano della scelta dei dischi in base a quella che è la “personalità
musicale” della radio e del suo target specifico.
Sostanzialmente si sviluppa un clock musicale seguendo la linea artistica data dall'Editore.
studio radiofonico RTL 102.5
RTL 102.5 è un network che punta molto sulle novità musicali e sulle hit a differenza di altre emittenti nazionali che
hanno costruito la loro programmazione, ad esempio, sui grandi classici di un tempo.
La continuità nel sound di ciascuna canzone, la scelta dei brani, di quante volte vengono ripetuti, avviene grazie
all'ausilio di un valido software, utilizzato da circa 40 anni in tutte le radio.
Il palinsesto musicale viene realizzato ogni giorno in relazione sia alle scelte dell'Editore,
sia tenendo monitorato costantemente il territorio internazionale ricevendo in tempo reale
informazioni sull'andamento delle uscite discografiche, sui dati di ascolto di ogni singolo brano,
sui download da iTunes.
il programmatore musicale
18 INFORMAPIÙ
studio radiofonico RTL 102.5
studio radiofonico INFORMAPIÙ
RTL 102.5
19
Anthony Loponte
Regista Radiofonico RTL 102.5
Valentina Facchinetti
Responsabile Ufficio Stampa RTL 102.5
Anthony Loponte
“Il mio ruolo è quello di stare dietro le quinte.
Il regista è colui che mette i dischi o i jingle, si occupa della pubblicità, regola i microfoni ed è colui che detta i tempi
della scaletta.
É una figura che fornisce indicazioni allo speaker per quanto riguarda audio, tono di voce, tempi a disposizione
per parlare e interventi da parte degli ospiti.
Dal punto di vista tecnico invece, è in grado di utilizzare macchinari e computer molto sofisticati per gestire la
scaletta. La regia radio, oggi, è diventata di estrema facilità grazie alle nuove tecnologie informatiche. I supporti
musicali, ad esempio, si sono evoluti dal vinile al formato compresso mp3; questo ha reso la catalogazione e la
messa in onda dei brani stessi quasi banale. Lo strumento che resta ancora “gestito dall‘uomo” è il mixer audio.
É vero che oggi i computer possono fare tutto, ma non possono essere creativi, non possono improvvisare: è per
questo che esiste ancora la figura del regista.
Il regista radiofonico prima di tutto deve essere versatile e deve riuscire a fare più cose contemporaneamente.
Inoltre, deve essere in grado di seguire il conduttore mentre parla e capire a che punto si trova della conduzione.
Nel frattempo ascolta e prepara il disco che dovrà uscire nel momento successivo all’intervento dello speaker
oppure inserisce il jingle conclusivo, nei casi in cui questo è necessario.
Sostanzialmente il regista deve prestare la massima attenzione a più cose nello stesso momento senza mai perdere
di vista la diretta ed in più essere rapido ed entrare in complicità con il conduttore.
Una prerogativa del nostro lavoro è di trovarsi in simbiosi con gli speaker, anche se non è semplice
andare d’accordo con tutti, avendo ognuno il proprio stile di conduzione oltre ad un carattere ben
specifico. Sicuramente con molti speaker si è instaurato un rapporto speciale d’amicizia. L’unica
formula vincente è l’amore per il proprio mestiere, unito a tanta pazienza."
Valentina Facchinetti
“Occuparsi dell’ufficio stampa della grande famiglia RTL 102.5 significa curare
l’immagine della radio.
La promozione delle dirette, dei nuovi programmi e degli artisti emergenti, unita alla
creazione ed implementazione di nuove campagne pubblicitarie è tra le mansioni più stimolanti del mio
lavoro.
Uno degli aspetti più interessanti è la promozione dell’ultimo disco di un artista. Ciò comporta
un’organizzazione rapida ma precisa. La casa discografica ci contatta e concordiamo l’intervista in diretta
presso i nostri studi, intervista che per quel giorno dovrà essere in esclusiva con noi.
Questo mi permette di incontrare i migliori artisti del panorama musicale nazionale e internazionale...
Un grande onore per me!
A volte, come è successo con Biagio Antonacci e con Laura Pausini, ci viene chiesto di seguire l’intero
tour dell’artista. Essere quindi il main sponsor della tournée comporta l’organizzazione della trasmissione
in diretta dell’evento, la realizzazione degli spot radio per la promozione e l’offerta dei biglietti omaggio
agli ascoltatori durante le trasmissioni radiofoniche. Ne approffitto per annunciare che quest’anno saremo
impegnati a seguire tutte le tappe del tour di Renato Zero.
RTL 102.5 considera molto importante il rapporto con il pubblico virtuale. La nostra politica è quella di
condividere con tutti i nostri follower le interviste, le news e i comunicati stampa su tutti i
canali online (sito web, Facebook, Twitter, Instagram).
Il loro feedback è per noi un fondamentale indicatore di strategie e scelte future.”
l’'addetto stampa
il regista radiofonico
studio radiofonico RTL 102.5
20 INFORMAPIÙ
sede milanese RTL 102.5
INFORMAPIÙ 21
INTERNET E RADIO
Il primo film di Luciano Ligabue, intitolato “Radiofreccia”,
narra una storia che più o meno direttamente ha toccato
un’intera generazione: la
nascita delle cosiddette
“radio libere”.
Oggi
può
sembrare
un traguardo che fa
sorridere, ma all’epoca ha
incendiato gli animi di
chi, cresciuto ascoltando
unicamente il monopolio
pubblico della RAI,
poteva trasmettere ad
altri
musica,
parole
ed emozioni che in
scena del film "Radiofreccia"
precedenza non erano mai
state presenti nell’etere.
Senza
dimenticare,
inoltre, la grande novità costituita
dalla partecipazione del pubblico,
addirittura in diretta.
Come abbiamo già detto, la nascita
di questo tipo di radio è stata
possibile grazie ad un incremento
della semplicità di trasmissione,
ma la grande rivoluzione l’ha
fatta il World Wide Web.
Internet ha iniziato a diffondersi
negli anni ‘90. In seguito a questo
fenomeno i media tradizionali
hanno
dovuto
integrare
questo nuovo strumento di
comunicazione.
A detta di avventati e inesperti
analisti, la diffusione di Internet
in ambito domestico sembrava
la fine del mondo. Quotidiani,
riviste, radio e televisione
avrebbero avuto vita breve.
Con Internet chiunque poteva
reperire brani musicali ed
informazioni su di essi,
ascoltarli quando desiderava
o avere un contatto più
diretto con gli artisti. Anche
l’informazione
diventò
disponibile
senza
limiti
in qualunque momento e
aggiornata in tempo reale.
Vista da questa prospettiva il futuro per la radio si
tradurrebbe in un lento
declino, ma la tendenza
sembra invece un’altra:
offrire informazioni su
più canali possibili e
integrare i diversi mezzi
di comunicazione.
La maggior parte delle
radio non ha infatti
percepito Internet come
una minaccia. Agli inizi
della sua diffusione, la
maggior parte delle radio
ha realizzato un così
detto “sito web vetrina”,
dotato di poche informazioni ma
che ha permesso all’emittente di
guadagnare visibilità e interesse.
Successivamente ha iniziato a farsi
strada il fenomeno delle radio on
line, con cui le emittenti hanno
trasmesso il loro segnale anche
tramite Internet.
E oltre al web la radio si è evoluta
anche grazie ai Social Network. Con
essi è riuscita ad esprimere meglio
la vocazione insita nella sua natura,
cioè l’interazione e il dialogo con gli
ascoltatori.
La radio per natura è un mezzo
interattivo, conversazionale (richieste
di canzoni, giochi, scherzi telefonici,
chiamate in diretta) e sociale che ha
sempre messo al centro gli
ascoltatori e a cui il web e i
Social Network hanno dato
un nuovo impulso.
Il settore radiofonico sta
vivendo
una
seconda
giovinezza: in risposta a
un’offerta sempre più ampia
e diversificata, il pubblico di
appassionati è in costante
aumento e moltissimi sono
i giovani che sognano di
scena del film "Radiofreccia"
lavorare in questo campo.
Ogni nuovo mezzo
di comunicazione
che fa la sua
comparsa nella
società non
sostituisce i media
esistenti ma tende
piuttosto ad
inglobarli.
22 INFORMAPIÙ
Alessio Aymone, classe 1981 è un giovane speaker
radiofonico e autore di programmi dal 2001.
Oggi lavora a Radio International, la radio che suona
più musica in Emilia Romagna.
Alla mano, di vedute ampie, tanto simpatico quanto
intraprendente.
Lo incontro presso la sede di Radio International a
Bologna e sono curiosa di fargli qualche domanda sul
ruolo dello speaker di oggi e del domani.
lo speaker
Alessio Aymone,
Dj alla
Convention 2015
di Lavoropiù
“Ogni speaker ha il suo stile di conduzione. Il mio stile
è diverso da quello del conduttore Emanuele Righi che conduce al mattino. Ognuno viene scelto dall’Editore in base
all’impostazione che lui stesso vuole dare all’emittente.
Io sono qui perchè, nel 2011, ho partecipato a un concorso regionale organizzato da Radio International e arrivai primo.
Il premio era il contratto. La scelta è caduta su di me sia per le mie conoscenze musicali sia per la mia voce.
Il mestiere dello speaker radiofonico, per me, è uno dei lavori più belli del mondo. Parliamo di un ruolo che fa gola e invidia
a molti, ma allo stesso modo ancora oggi, purtroppo, non viene riconosciuto come un vero e proprio lavoro.
É considerato una passione o un’occupazione che non richiede grande fatica, senza però pensare all’impegno e al sacrificio
necessari per riuscire ad arrivare all’obiettivo. Per non parlare dello studio necessario e delle ore pre e post diretta necessarie
a definire i programmi.
Lavorare con la musica, con cuffie in testa e microfono davanti alla bocca, con l’obiettivo di raggiungere più persone
possibili, vale tutti gli sforzi del mondo. Oltre a ciò, essere noti al pubblico e avere tante persone che ti scrivono e ti fanno i
complimenti è motivo di soddisfazione.
Tengo molto conto di chi ascolta la mia trasmissione e anche su nternet, attraverso il sito web della radio e la mia pagina
personale, ricevo un importantissimo feedback dagli ascoltatori.”
Alessio Aymone nello studio radiofonico Radio International
Alessio Aymone nello studio radiofonico Radio International
INFORMAPIÙ 23
un pò’ di storia bolognese
Oggi accendendo una radio in Fm si possono
ascoltare tantissime stazioni di tutti i tipi, ma fino al
1973 non era così.
La liberalizzazione della frequenza dagli 87,5 ai
108 mhz, che in origine era pertinenza esclusiva
della Rai, la si deve ad un gruppo di coraggiosi
bolognesi, seguiti da altri ardimentosi in varie
parti d’Italia.
Era il 1974 ed esistevano soltanto i programmi Rai.
La sera del 23 novembre 1974, però, i bolognesi che
cercarono di sintonizzarsi sulle trasmissioni locali
restarono sbalorditi: al posto della voce del solito
speaker del radiogiornale regionale, o di Orietta
Berti che cantava Io, tu e le rose ascoltarono con
molto stupore un dibattito sul traffico cittadino del
quartiere S. Ruffillo e le lamentele in diretta di un
tassista bolognese sulle corsie preferenziali intasate
dagli abusivi.
Dal 1923, dalla nascita della radio in Italia, era
la prima volta che dagli apparecchi uscivano voci
e linguaggi alternativi a quelli dell’emittente di
Stato. “Radio Bologna per l’accesso al pubblico”
trasmetteva da una roulotte parcheggiata sui colli
bolognesi e irradiava i suoi programmi dal Monte
San Luca sui 100,800 mHz. Non male per una radio “pirata”, anche se pirata in
fondo non lo era. Soddisfacente la ricezione, alto
l’interesse e l’indice di gradimento: insomma un
grande successo.
Molte sono state le radio bolognesi nate poi nella
seconda metà degli anni ‘70 che avevano nella
denominazione la parola Bologna.
Fra di esse RADIO BOLOGNA INTERNATIONAL.
L’attuale Radio International è la nuova
denominazione della storica Radio Bologna
International
nata nel 1977
per
iniziativa
di Gianni Zoboli. La sua sede era via Lepido 145
Bologna.
Radio Bologna International inizia a trasmettere nel
1976 sui 101.500 mHz con un ripetitore posto sul
grattacielo di San Vitale. Il 18 febbraio 1977 iniziano i
programmi regolari da San Luca sulla nuova frequenza
dei 97.500 mHz mentre sulla vecchia frequenza la
proprietà irradia un nuovo canale: International 2.
Bologna International va in onda in diretta dalle
6 alle 2 di notte, il palinsesto è ricco e variegato e i
collaboratori molto noti.
Dal 1998 allarga il proprio raggio di emissione
raggiungendo le provincie di Modena, Reggio
Emilia e succesivamente Ravenna: diventa Radio
International.
Oggi è International Hit.
Il formato è del tutto innovativo, ma semplice e
vincente nella sua essenza: musica e informazione 24
ore su 24. Nei fatti la programmazione musicale è la
protagonista indiscussa intervallata ogni 30 minuti
dagli appuntamenti informativi e con pochi e mirati
interventi degli speaker sempre tesi ad intrattenere e
a mantenere viva l’ interazione con i radioascoltatori.
La musica è di facile ascolto e caratterizzata dalla
regola un successo del momento - un successo
del passato. Una programmazione musicale
completamente dedicata alla musica pop, italiana ed
internazionale di ieri e di oggi.
Il fiore all’occhiello di Radio International è lo
sport: Radio International Bologna è stata la prima
radio sul territorio locale a fare sport. Trasmette
a Bologna e provincia sugli 89.8 fm e ovunque nel
mondo grazie allo streaming Internet.
consapevolezza del pubblico che hai all’ascolto
e non puoi sottovalutare ciò che dici.
Chi parla deve valutare l’importanza della
notizia non soltanto per decidere quante volte
ripeterla nell’arco della giornata, operazione
necessaria perchè non è detto che chi ha
ascoltato la radio di mattina sia sintonizzato
anche la sera, ma anche per stabilire se e
come approfondirla con eventuali interventi
o interviste.
Si deve tenere conto di tantissime variabili e
non è una cosa che va presa con leggerezza,
rimane sempre un canale di comunicazione
rivolto a un vasto pubblico e le notizie devi
conoscerle davvero senza parlare per sentito
Alessio Aymone nello studio radiofonico Radio International
dire.
C’è bisogno di esperienza, non si può pensare
di riuscirci senza imparare il mestiere, serve
Radio e Internet: concorrenza o alleanza?
sicuramente
avere
elementi di base da cui partire, ma in
“Il Gruppo Radio International ha due siti web delle due
questo
campo
la
gavetta
è indispensabile.
emittenti del gruppo. Sul sito di Radio International Bologna
Bisogna
ascoltare
tanta
radio,
ascoltare chi ha più esperienza
c’è un box in cui gli utenti vengono indirizzati alla pagina
e
cercare
di
lasciarsi
andare
senza però copiare lo stile di
di Radio International che gestisco io, non per manie di
altri
colleghi.
grandezza, ma perché è costantemente aggiornata e gli
ascoltatori possono scrivermi direttamente.
Per quanto possa valere, il mio consiglio a chi si avvicina
Mi piace l’idea di stabilire un contatto diretto con loro, si al mondo radiofonico è quello di ascoltare - imparare sentono più coinvolti e più propensi a interagire con la radio. ripetere.”
Un tempo, per cercare di instaurare un rapporto tra
emittente e ricevente sempre più stretto ed interattivo, c’era Ringrazio Alessio del tempo che mi ha dedicato e mentre
solo la telefonata in diretta. Ora con i Social Network il salgo in macchina dall’autoradio esce la sua voce che mi
percorso è più breve. Non si può più parlare di radio senza accompagna fino a casa:
web, sembra impossibile solo a pensarlo.
Oggi la radio è il media più capace di navigare nei nuovi
“E se Jovanotti alla posizione numero due della nostra chart
spazi digitali, è l’alleata numero uno del web, diventando
dicevamo essere la prima grande novità della nostra classifica
così sempre piu forte.”
Agli speaker di domani cosa consigli?
“Ai nuovi speaker vorrei ricordare che fare radio è una
grande fortuna, lo dico perché non è da considerarsi come
un “giochino”.
Quando sei nel tuo studio di registrazione non hai la
questa settimana, la seconda ma anche la più importante
novità della hit parade la troviamo alla posizione numero uno.
Chi ha scalzato Jovanotti dal gradino più alto è Mark Ronson,
super produttore inglese per intenderci. Uno di quelli che
ben conosceva Amy Winehouse e che si è nascosto dietro alla
produzione del suo Back to Black. Il suo ultimo disco è il
quarto da solista. Era il mese di Novembre, ricordate, quando
facevamo previsioni sul suo futuro...abbiamo aspettato qualche
mese e così è stato. Per la sua “Uptown funk” Mark Ronson
ha scelto la voce di Bruno Mars. Singolo più suonato questa
settimana su Radio International.
Buona musica da Alessio Aymone, appuntamento a sabato per
il riepilogo dalla posizione numero 30 alla numero 1.
Ci sentiamo alle 18.00.”
Radio Bologna per l'accesso al pubblico
24 INFORMAPIÙ
studio radiofonico Radio International Bologna
INFORMAPIÙ 25
NEWS
NASCE LA DIVISIONE MODA
DI LAVOROPIU'
La
moda è un business che richiede molti supporti
moda
dal punto di vista formativo, informativo e di
ricerca e selezione di profili altamente specializzati.
Per questi motivi Lavoropiù ha deciso di creare una
divisione specializzata nel settore moda.
Fashionpiù, la Divisione Moda di Lavoropiù SpA, è la squadra dedicata alla ricerca e selezione di profili
specializzati del settore. È in grado di individuare e selezionare profili specializzati in area progettazione,
sviluppo, produzione, commercializzazione e vendita di prodotti fashion.
La sfida di Fashionpiù è quella di essere un partner competente e aggiornato sulle dinamiche del settore.
Lavoropiù Divisione Moda è efficace nella ricerca e selezione di figure specializzate perché dispone di
una squadra dedicata e attiva su tutto il territorio, utilizza strumenti di recruiting avanzati e possiede
un'esperienza decennale con importanti realtà del settore.
fashion
UN 2014 DI COVER
INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ
FILIALE DI CASTELFRANCO VENETO (TV)
LAVOROPIU' EVERYWHERE
FILIALE DI LUCCA
cover story
PERPIU' BOLOGNA
KEY ACCOUNT
FILIALE DI REGGIO EMILIA
cover story
FILIALE DI POMEZIA (RM)
UFFICIO LEGALE
L' "Anonima 612" supera
brillantemente l'AUDIT
"Soltanto chi osa spingersi un po'
piu' in la' scopre quanto puo' andare
lontano" Sergio Bambaren
cover story
cover story
l'azione e' la chiave fondamentale
di ogni successo
l' hysteria dilagante nel mercato
del lavoro.....C'e' bisogno di una
trasfusione di ottimismo
cover story
cover story
cover story
Parlano le filiali : teamworking e
gioco di squadra in Lavoropiu' SpA
cover story
non tutti sanno che a Ferrara
Corso Ercole d'Este e' una delle
piu' belle vie del mondo
ampie prospettive
Lavoropiu' on Mars
INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ
FiLIALE DI BOLOGNA
FILIALE DI FIORANO MODENESE (MO)
FiLIALE DI FIRENZE
FiLIALE DI SERIATE (BG)
PERPIU' MILANO
UFFICIO REDDITIVITA'
FiLIALE DI MONSELICE (PD)
FILIALE DI NOVELLARA (RE)
cover story
Lavoropiu': siamo fatti della stessa
sostanza dei sogni
cover story
cover story
direttamente dai Caraibi...
i "pirati" di Lavoropiu'
specchio riflesso: i diversi
aspetti della somministrazione
cover story
cover story
con Expo 2015 la Lombardia, Milano e
l'Italia riacquisteranno competitivita'
a livello europeo e internazionale
a Fiorano non solo ceramiche...
le Salse di Nirano
cover story
"Posso resistere a tutto tranne
che alle tentazioni"
Oscar Wilde
cover story
la f i liale compie 10 anni: stessa
storia, stesso luogo, stesso pub
INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ
FILIALE DI SAN DONA' DI PIAVE (VE)
FILIALE DI TORINO
FILIALE DI CASTEL MAGGIORE (BO)
UFFICIO PERSONALE DIRETTO
FILIALE DI FIDENZA (PR)
FILIALE DI FAENZA (RA)
PERPIU' MILANO
UFFICIO ORGANIZZAZIONE E
SISTEMI INFORMATIVI
FARMAPIU'
cover story
la terra del Piave.
Passione, coraggio, tenacia.
cover story
"nella vita non contano i passi
che fai, ne' le scarpe che usi, ma
le impronte che lasci"
Fashionpiù
Piazza XX Settembre 5
40126 Bologna
Tel 051 6390037
Fax 051 245062
[email protected]
fashion
cover story
...l'eleganza e' la sola bellezza che
non sf iorisce mai
Puntiamo in alto!!!
cover story
Diamo il benvenuto al nuovo
dipendente di Lavoropiu' Mario
Rossi... selezioniamo solo risorse
famose!
cover story
"la grandezza del lavoro e'
all'interno dell'uomo"
cover story
un mondo senza bit
cover story
"imparare e' un'esperienza. Tutto
il resto e' solo informazione."
A. Einstein
INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ
FILIALE DI CASALECCHIO (BO)
UFFICIO CREDITI E FINANZA
... un lavoro su misura
cover story
PERPIU' FAENZA (RA)
FILIALE DI CASTELNOVO NE' MONTI (RE)
SANIPIU'
POLITICHE ATTIVE
FILIALE DI PARMA
FILIALE DI MILANO
cover story
Edizione speciale:
tutti i misteri della banda dei
crediti. In esclusiva le foto
degli esordi.
cover story
cover story
Trovarsi insieme e' un inizio,
restare insieme e' un progresso, lavorare insieme e' un
successo!
cover story
EXPO 2015 a Milano
cover story
I lunghi inverni della Filiale di
Castelnovo ne' Monti, dove a volte,
per entrare in uff icio, bisogna
armarsi di pala e buona volonta'!
La cosa piu' pericolosa da fare e'
rimanere immobili
(cit. William Burroughs)
cover story
Il lavoro si cura con amore
cover story
cover story
"possiamo stupirti!"
Se una cosa la vuoi una strada
la trovi, se una cosa non la vuoi
una scusa la trovi.
INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ
FILIALE DI SAN LAZZARO DI SAVENA (BO)
NUOVI TRASFERIMENTI
PER LAVOROPIU'...
UFFICIO PERSONALE
FILIALE DI NICHELINO (TO)
cover story
Se immagini di gustare il nuovo
tesoro gia' prima di trovarlo,
scoprirai la via giusta per
conquistarlo!!!
FILIALE DI SAN GIOVANNI INPERPIU'
PERSICETO
(BO)
MILANO
SEGRETERIA DI DIREZIONE
UFFICIO AFFARI GENERALI
cover story
Diamo la paga a tutti!
There are no shortcuts to any place
worth going.
cover story
Il mattino ha l'oro in moka
TRADE MARKETING MANAGEMENT
cover story
cover story
cover story
FILIALE DI LUGO (RA)
cover story
Il tuning ed indotto nel settore
automotive
Uno dei segreti del successo e'
l'entusiasmo!
Il nostro motto: "mettersi insieme
e' un inizio, rimanere insieme e'
un progresso, LAVORARE
INSIEME e' un successo!"
cover story
"Non c'e' persona al mondo che
non sia capace di fare piu' di cio'
che pensa di essere in grado di
fare." Henry Ford
INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ
AGRIPIU'
FILIALE DI CREMA (CR)
FILIALE DI IMOLA (BO)
SANIPIU' FIRENZE
PERPIU' TORINO E SANIPIU' TORINO
La Divisione Permanent Torino e la Divisione Sanità Torino si trasferiscono nei nuovi uffici
in Corso San Martino 4, Torino.
Una soluzione ideale che potrà soddisfare tutta la nostra clientela alla quale dedichiamo
sempre più attenzione.
Perpiù Torino
Corso San Martino 4
10122 Torino
Tel 011 5617420
Fax 011 538480
[email protected]
26 INFORMAPIÙ
Sanipiù Torino
Corso San Martino 4
10122 Torino
Tel 011 5617420
Fax 011 538480
[email protected]
cover story
A Imola c'e' sempre il sole!!
cover story
cover story
Crema: la citta' piu' dolce che c'e'.
Noi siamo piccoli,
ma cresceremo...
FILIALE DI BAZZANO (BO)
FILIALE DI MODENA
FILIALE DI FINALE EMILIA (MO)
UFFICIO TELEMARKETING
cover story
"La cosa piu' importante al mondo
e' la famiglia, la famiglia e' il centro
di tutto"
cover story
"Sembra sempre impossibile
f i nche' non viene fatto"
cover story
cover story
What else?
"Non cercare di diventare un
uomo di successo, ma piuttosto
un uomo di valore"
(cit. Albert Einstein)
cover story
"Coraggio... piccolo soldato
dell'immenso esercito. I tuoi libri
sono le tue armi, la tua classe e' la tua
squadra, il campo di battaglia e' la terra
intera, e la vittoria e' la civilta' umana."
(cit.Edmondo de Amicis)
INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ INFORMAPIÙ
FILIALE DI BUDRIO (BO)
FORMAPIU'
PERPIU' MILANO
PERPIU' TORINO
FARMAPIU' MILANO
SANIPIU' TORINO
FILIALE DI OZZANO EMILIA (BO)
PERPIU' MILANO
cover story
cover story
Insieme si cresce!!
cover story
"Se perdi, non perdere la lezione"
(cit. Dalai Lama)
"Non basta guardare, occorre
guardare con occhi che vogliono
vedere, che credono in quello
che vedono."
(cit. Galileo Galilei)
Gli ostacoli sono quelle cose
spaventose che vedi quando togli gli
occhi dalla meta. (cit. Henry Ford)
UFFICIO AMMINISTRAZIONE
cover story
cover story
cover story
Lei e' un generico? Generico sara' lei, io
sono specializzato e anche equivalente!
PERPIU' PARMA
cover story
uno, due,tre... Forza Ozzano ale'!!!
Per costruire e realizzare i tuoi
sogni punta dritto all'obiettivo
insieme a Lavoropiu'.
cover story
2015
Italia: e' l'anno della ripresa
Nel corso del 2014 tutte le filiali, gli uffici e le divisioni di Lavoropiù
hanno personalizzato la copertina di Informapiù
INFORMAPIÙ 27
FALSI D'AUTORE
{
SANIPIU' BOLOGNA
rivisitazione di una scena del film Colazione da Tiffany
le opere d'arte rivisitate da tutte le filiali,
le divisioni e gli uffici di Lavoropiù
FASHIONPIU'
rivisitazione del quadro
Uomo con mela di René Magritte
FILIALE DI
SAN
LAZZARO
DI SAVENA
(BO)
rivisitazione
del quadro
La Creazione
di Adamo di
Michelangelo
FILIALE DI FIRENZE
rivisitazione del quadro A family di Fernando Botero
FILIALE DI BOLOGNA
rivisitazione della copertina dell'album
Abbey Road di The Beatles
UFFICIO AFFARI GENERALI
rivisitazione del quadro Self-Portrait di Andy Warhol
FILIALE DI
NICHELINO (TO)
rivisitazione di un
particolare del quadro
Madonna Sistina
di Raffaello
28 INFORMAPIÙ
FILIALE DI
CREMA
(CR)
rivisitazione
di un
particolare
del quadro
Madonna
Sistina
di Raffaello
UFFICIO LEGALE
rivisitazione del quadro Il bacio di
Edvard Munch
FILIALE
DI SAN
DONA' DI
PIAVE (VE)
rivisitazione
del quadro
Quattro
donne di
Fernando
Botero
INFORMAPIÙ 29
6 INVENZIONI CHE
CI HANNO CAMBIATO LA VITA
LA CERNIERA LAMPO O 'ZIP'
Elemento ormai onnipresente nella nostra vita quotidiana, la lampo o zip ha una sua
storia e un suo inventore. Sono quei piccoli lussi della modernità su cui poche volte
siamo portati a interrogarci, ma sui quali vale la pena investigare, se non altro per
curiosità.
Q
ual è la scoperta o l'invenzione che ha cambiato il
destino dell'umanità?
C'è chi risponderà la lampadina, la radio, la stampa,
la polvere da sparo, il cinematografo, etc.
Pensadoci bene sono tante le invenzioni che hanno cambiato
il nostro destino. Molte invenzioni si può dire che sono legate
“all'evoluzione dell'uomo”, alcune risalgono alla notte dei tempi
e altre sono più contemporanee.
Però ci sono invenzioni e invenzioni, non possiamo paragonare
l'invenzione della stampa con la scoperta del tostapane.
In effetti, mentre le invenzioni storiche come la lampadina,
il cinematografo, la radio sono fortemente legate, anche
nell'immaginario collettivo, ai nomi dei loro inventori (Edison,
Marconi, i fratelli Lumière), in pochi invece saprebbero dire chi
ha inventato il tostapane, il tubetto del dentifricio, le scarpe da
ginnastica, il codice a barre e altre mille invenzioni.
Per la maggior parte delle persone, oggi, sono invenzioni
figlie di nessuno. Eppure questi strumenti caratterizzano la
nostra vita quotidiana.
Oggi, la complessità del mondo in cui viviamo e la varietà
dei prodotti hanno reso il processo creativo un susseguirsi di
piccole e grandi invenzioni derivate da scoperte precedenti e
dal contesto di conoscenza già acquisiti. Nel tentativo di tenere
il passo è facile perdersi alcune scoperte veramente incredibili.
Una di queste è la ZIP, la cerniera lampo.
Un dettaglio, la zip,
che non è più tale.
La sua storia inizia
nel secolo scorso
e arriva ad oggi,
quando diventa
décor e dettaglio
sartoriale.
che a forza di chiudersi i gancetti
del bustino si fosse rovinata le dita
quando doveva chiudere o aprire i
bottoncini dei suoi stivaletti.
Fu così che il marito, Whitcomb
Judson, il 29 agosto 1896 brevettò
a Chicago la “chiusura di sicurezza
separabile”, una doppia catena
metallica con incorporati ganci e
occhielli che si chiudevano facendo
scorrere in alto una levetta.
Un
meccanismo
abbastanza
ingombrante e macchinoso e che si
inceppava facilmente; fu dunque un
altro americano, Gideon Sundbäck,
nel 1911 a perfezionare la cerniera
lampo, sostituendo agli occhielli
e ai ganci dei dentini metallici
disposti a file alternate flessibili.
In quello stesso anno un sarto di New York utilizzò il nuovo
congegno per una cintura con tasche data in dotazione ai
marinai americani.
Il brevetto per “il fermo separabile” fu registrato nel
1917.
Nel 1923 la chiusura fu applicata alle calzature di gomma
della Goodrich Company che chiamò il dispositivo
zipper. Il successo fu tale che, nel 1934, la ditta produttrice
Faestener arrivò a vendere 60 milioni di pezzi.
Da allora la storia della chiusura lampo è ricca di
innovazioni e anche di radicali cambiamenti e a partire dal
secondo dopoguerra il metallo viene sostituito da materiali
sintetici.
L'industria dell'abbigliamento e della moda si avvicinò
alla cerniera lampo solo nei primi anni '30, inizialmente
Sembra incredibile ma dalla prima idea della cerniera lampo
fino al suo perfezionamento per arrivare alla cerniera che
oggi conosciamo occorsero più di 50 anni di studi e di
sperimentazioni.
Eppure sembrerebbe un oggettino molto semplice: due fettucce
di stoffa alle quali sono attaccate delle piccole catene composte
da denti metallici che, all'atto della chiusura resa possibile da
un cursore, si incastrano perfettamente gli uni negli altri.
Due fermi impediscono al cursore di uscire dalla sua sede
anche quando si procede ad un'apertura o a una chiusura della
cerniera con particolare vigore.
La storia narra che la signora Judson si lamentasse del fatto
30 INFORMAPIÙ
utilizzata soltanto per i pantaloni
maschili
ma
ben
presto
espandendo il suo curioso fascino
nel mondo della moda.
Fu la stilista Elsa Schiapparelli
a usare per prima la zip senza
nasconderla nel tessuto (una
moda poi ampiamente diffusa)
e molti stilisti la usarono per i
pantaloni maschili: “l'innovativa
idea sartoriale”, come fu definita
su un numero di Esquire (rivista
maschile statunitense) del 1937,
aveva ormai preso piede.
Un marchio che ancor oggi
troviamo sulle tante cerniere
lampo dei nostri oggetti quotidiani
è quello YKK, Yoshida Kogyo Kabushikikaisha, fondata
da Tadao Yoshida l'1 gennaio 1934 in Giappone.
La YKK può contare su 36.000 dipendenti che lavorano in
257 impianti produttivi e uffici in 66 nazioni nel mondo,
produce 2 milioni di chilometri di cerniere lampo ogni
anno.
Anche il mondo della
musica
celebrò
la
cerniera:
nel
1971
i
Rolling
Stones
produssero
infatti
l'album Sticky Fingers,
sulla cui copertina,
ideata dal maestro della
Pop Art Andy Warhol,
si trovava una cerniera
lampo.
Elsa Schiapprelli
Vogue Italia, febbraio 1998 Ph by Tyen
Vogue Italia, aprile 1969
Ph by Willy Rizzo
Vogue Italia, luglio agosto 1988
Vogue Italia, dicembre 1967
Ph by Krasti
INFORMAPIÙ 31
AGGIORNAMENTI CONTRATTUALI
Agricoltura Impiegati
Con l'accordo del 22 dicembre 2014 si è stabilito di far ricadere anche gli impiegati ed i quadri delle imprese di manutenzione del verde sotto la disciplina del CCNL Agricoltura
– Impiegati.
Colf e Badanti (Lavoro Domestico)
In data 2 febbraio presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la Commissione Nazionale per la variazione
dei minimi retributivi, composta dai rappresentanti delle
associazioni di categoria, ha raggiunto l'intesa per l'adeguamento del trattamento retributivo spettante ai prestatori di
lavoro domestico, secondo quanto previsto dall'art. 37 del
CCNL del 20 febbraio 2014 ; i nuovi minimi decorrono dal
1° gennaio 2015.
Igiene Ambientale
– aziende private
RINNOVI RECENTI E
L'ISTITUTO DELLA BANCA ORE
I
nnanzitutto il consueto punto sugli scatti economici
intervenuti di recente:
• Febbraio 2015: Cemento Confapi ; Grafica ed
Editoria Artigiani ; Laterizi Industria ; Vigilanza Privata ;
• Marzo 2015: Cartai e Cartotecnici Confapi ; Grafica
ed Editoria Confapi ; Laterizi Confapi ; Centri Elaborazione Dati.
Di seguito una breve carrellata relativa agli accordi stipulati nell'ultimo periodo :
Legno e Arredamento aziende industriali
Con l'accordo del 4 febbraio 2015 le parti sociali hanno
regolamentato la disciplina del contratto a tempo determinato e dell'apprendistato professionalizzante alla luce
delle novità introdotte dal c.d. « Jobs Act ». In particolare
si è stabilito che il numero di lavoratori che possono essere
assunti a tempo determinato o con contratto di somministrazione non possono superare il 30% dei lavoratori occupati a tempo indeterminato nell'unità produttiva (si noti
che tale quota è superiore a quanto previsto dalla normativa, che lascia comunque la possibilità alla contrattazione
32 INFORMAPIÙ
collettiva di stipulare differenti accordi).
Area Meccanica – Artigianato; una tantum e
apprendistato
In data 15 gennaio 2015 tra le parti sociali è stato stipulato
un verbale di accordo per i dipendenti delle imprese artigiane dei settori metalmeccanica, installazione di impianti, orafi, argentieri ed affini e delle imprese odontotecniche, che prevede la corresponsione di un importo a titolo
di una tantum ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale 1° gennaio 2013 – 31 dicembre 2014 (il
CCNL è scaduto in data 31 dicembre 2012 ed ancora non
si è trovato l'accordo per il rinnovo). E' stata altresì ridefinita la disciplina dell'apprendistato professionalizzante.
Con l'accordo del 22
dicembre 2014 è stata
prevista una somma
a titolo di una tantum
nonchè di un compenso forfettario transitorio.
Pompe Funebri –
aziende municipalizzate
In data 11 dicembre
2014 tra Federutility,
FP - CGIL, FIT - CISL
e Uiltrasporti UIL è
stata stipulata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL
per i dipendenti delle imprese pubbliche del settore funerario. L'accordo ha validità triennale a partire dal 1° febbraio
2013 con prima tranche di aumento prevista a gennaio 2015
ed erogazione di un importo a titolo di una tantum per il
periodo di carenza contrattuale.
APPROFONDIMENTI
Servizi Assistenziali – Misericordie; sottoscrizione definitiva dell'accordo
L'istituto della banca ore e la flessibilità dell'orario
In data 26 giugno 2014 era stata stipulata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL ; in seguito alla mancata ratifica dell'accordo da parte della Confederazione nazionale
Misericordie d'Italia è stato stipulato in data 29 dicembre
2014 l'accordo definitivo.
La banca ore è un istituto contrattuale che consiste nell'accantonamento, su di un conto individuale, di un numero di
ore prestate in eccedenza rispetto al normale orario di lavoro. In pratica si tratta di una gestione alternativa delle ore
eccedenti prestate rispetto alla gestione standard con erogazione dello straordinario ed ha il fine di meglio gestire flussi
di lavoro variabile nei vari periodi ; ad esempio si possono
compensare periodi di picco di lavoro con periodi di scarso lavoro. Ogni contratto collettivo può regolamentare tale
istituto della banca ore, come previsto dall'art. 3 del D. Lgs.
n. 66/2003, o a sua volta demandare la gestione ad accordi di
secondo livello. Le ore accantonate nella banca ore saranno
godute dal lavoratore in un momento successivo come riposo compensativo senza andare ad intaccare il monte ore ferie e permessi, oppure potranno essere monetizzate sia per
scelta del lavoratore che per intervenuta cessazione.
La gestione specifica, come ad esempio l'erogazione della
sola maggiorazione nel mese di maturazione, o le modalità
di liquidazione, sono regolamentate nei vari contratti collettivi o accordi di secondo livello.
Nell'economia dopo la Grande Crisi le previsioni degli addetti ai lavori sono di un mercato definito « a dente di sega
», cioè con balzi e ritirate che possono anche susseguirsi
in un ristretto lasso
di tempo ; ci saranno
perciò sempre meno
cicli lunghi e programmi produttivi stabili.
Per le piccole imprese
ciò non comporta una
grossa novità, ma per
le aziende medio-grandi si profila la necessità
di predisporre soluzioni sindacali flessibili.
Tra i vari strumenti che
si possono adottare per
fronteggiare tale mutevole mercato ci sono,
a puro titolo esemplificativo e non esaustivo, la Cig e i contratti di solidarietà per i periodi di calo di
lavoro ed il ricorso alla somministrazione per i periodi di
picco produttivo; ma per esigenze ancor più stringenti e con
cicli brevi uno strumento utile che serve a dare flessibilità
alla gestione del personale aziendale è senz'altro la banca
ore. Casi nazionali recenti ed emblematici di quanto detto e
delle conseguenti trasformazioni nelle relazioni industriali
aziendali sono i casi di Pomigliano, dove la richiesta aziendale è stata di costruire 1200 Panda in più rispetto a quanto
programmato, ed il caso della Electrolux di Susegana in cui,
in seguito all'accordo che ha evitato l'abbandono della multinazionale svedese dello stabilimento italiano in favore della Polonia, recentemente un'inattesa commessa proveniente
da Ikea ha richiesto un notevole e repentino aumento di
produzione.
(tratto da « Le relazioni industriali del dopo crisi alla prova di Pomigliano ed Electrolux » di Dario di Vico apparso sul Corriere della
Sera del 14 febbraio 2015)
INFORMAPIÙ 33
A RUOTA LIBERA
adatti, come simbolo, a indicarci una possibilità diversa.
BONOBO POWER
Tutto ciò che siamo e che facciamo ha dei precedenti storico-evolutivi la cui
ricostruzione è in grado di svelarci segreti di noi stessi che nemmeno la più profonda
psicanalisi riuscirebbe mai a districare e a giustificare.
D
ue secoli fa nasceva il filosofo e naturalista
Darwin che con la sua teoria dell'evoluzione
naturale pensava che gli esseri viventi si fossero
evoluti da antenati comuni: “l'uomo è l'essere più
simile alla scimmia quindi è da essa che si è evoluta”.
Oggi un vero darwiniano non lo s'incontra tutti i giorni.
I darwiniani di oggi parlano spesso di scimmie, com'è
normale, e tra tutte le scimmie prediligono il bonobo (noi
lo confondiamo erroneamente con lo scimpanzé). Alcuni si
spingono più in là sostenendo che la società del bonobo è di
gran lunga migliore della nostra e che l'uomo è in realtà una
sottospecie del bonobo.
suggerisce (dal greco: ànthropos, “uomo” e morphè, “forma”)
assieme allo scimpanzé, al gorilla e all'orango è l'animale
con cui condividiamo la più alta percentuale di codice
genetico: le stime sono variabili ma si aggirano attorno
al 98.4% per lo scimpanzé e il bonobo, mentre sono
significativamente più basse sia per il gorilla che per l'orango.
Il bonobo è rimasto praticamente sconosciuto anche alla
comunità scientifica fino agli anni '70; poi alla fine degli
anni '90 i bonobo hanno ricevuto una quantità esagerata
di attenzioni mediatiche, perché le caratteristiche salienti
della vita di questa specie stuzzicarono la curiosità di chi si
occupava di etologia comparata.
Ufficio marketing: “Perché dici questo Fabio?”
Perché gli scimpanzé comuni conoscono la sopraffazione,
l'arroganza e la violenza: benché si tratti di creature
sostanzialmente intelligenti e sensibili, capaci di
sentimenti e commozione, nella loro società le violenze
sono comuni, più o meno quanto tra gli esseri umani.
Gli scimpanzé conoscono la prepotenza dei maschi sulle
femmine, proprio come l'uomo, fanno la guerra tra loro,
uccidono membri della loro stessa comunità e lo fanno per
salire di “grado” nella piramide sociale; devono fare i conti,
qualche volta, anche con l'infanticidio, la tortura e la guerra.
Questo non vuol dire che tutti gli scimpanzé siano violenti,
ma senza dubbio è un fatto che per loro, come per noi, questi
istinti non siano estranei.
Vive in comunità estremamente pacifiche in
cui maschi e femmine hanno pari diritti e
dignità non sa cosa sia la competizione e
condivide le risorse con tutti in maniera equa
non conosce la guerra l'assasinio e la
violenza, insomma stando a come si
comporta il Bonobo: la scimmia è
l'evoluzione dell'uomo.
I bonobo invece hanno scelto un'altra via. Pacifismo,
matriarcalismo, egualitarismo, scarsa voglia di invadere e
predare, tendenza alla cooperazione, condivisione del cibo,
feste, divertimento e sesso. Tanto sesso, infatti i bonobo
hanno collaudato una tecnica efficacissima per risolvere
conflitti e tensioni: riderci sopra facendo l'amore.
Per il bonobo il sesso è alla base dei
rapporti sociali, si accopia sia con etero che
con omosessuali davanti a cibo i bonobo
prima fanno un'orgia e dopo mangiano
senza mai litigare il bonobo non è agressivo
è sessualmente appagato, non discrimina il
diverso non va al family day...la scimmia è
l'evoluzione dell'uomo.
Ufficio marketing: “Non possiamo credere che dopo ogni
conflitto hanno un rapporto sessuale e si riproducono”
(“Bonobo Power” - Caparezza)
Il mio interesse per i bonobo è nato da un documentario dove
la cosa che mi ha incuriosito di più è appunto che i conflitti tra i
bonobo sono gestiti in maniera essenzialmente non violenta,
dove il sesso interviene come un'alternativa all'aggressività.
Il sesso è la chiave dell'intera vita sociale ed è parte
integrante di tutte le relazioni sociali dei bonobo: tra generi
diversi e dentro lo stesso genere, nella stessa comunità e al
di fuori. Come segno di saluto o di riconciliazione, come
celebrazione di un'amicizia e di un pericolo scampato.
Prima e dopo i pasti. Da soli, in due o in gruppo.
Questi sono i bonobo. Sono gli unici primati nei quali il
sesso è separato dalla procreazione, ed è fonte di socialità
e di piacere, infatti, il tasso di riproduzione è piuttosto
basso, ciò dimostra che non esiste un legame tra sessualità
e riproduzione.
Come l'uomo, il bonobo fa sesso ogni volta che lo desidera,
indipendentemente dall'istinto riproduttivo e dalla fertilità
della femmina.
Ufficio marketing: “É evidente però che, a parte la
pratica del sesso, l'homo sapiens ha seguito un'evoluzione
culturale che lo ha portato ad assomigliare maggiormente
all'aggressivo e calcolatore scimpanzé, piuttosto che al
docile e ridente bonobo. “
Possiamo dire che l'uomo abbia in sé le caratteristiche
di entrambi i primati: l'amore e la pace da una parte, la
competizione e l'aggressività dall'altra.
Che significa etologia comparata? É molto semplice: significa
cercare di capire il perché di alcuni nostri comportamenti
(sociali o individuali) a partire dall'osservazione delle cause
che spingono i nostri cugini pelosi a compierne di simili.
Frans De Waal, etologo concentrato sullo studio del
comportamento sociale di scimpanzé e bonobo, sostiene
nei suoi libri che gli scimpanzé siano solo la testimonianza
storico-evolutiva del nostro lato oscuro, mentre i bonobo
costituiscano la controparte del nostro lato buono.
Fabio, il nostro collega appassionato del mondo animale, ci
Il bonobo (nome comune del Pan Paniscus) è una delle spiega come negli scimpanzé, di fatto, si osservano tutti i difetti e
quattro grandi scimmie antropomorfe e come l'etimologia le esasperazioni della natura umana, i bonobo invece sembrano
Come sempre c'è di mezzo l'evoluzione.
L'uomo negli anni '60/70 gridava “mettete dei fiori nei vostri
cannoni" oppure "fate l'amore, non fate la guerra”.
Addirittura Caparezza, nel 2008, cantava lo straordinario
comportamento delle scimmie bonobo e la canzone
“Bonobo Power” è un apparente inno alla scimmia e sembra
quasi una critica alla nostra società che ad un occhio attento
sembrerebbe quasi meno evoluta del mondo animale.
34 INFORMAPIÙ
INFORMAPIÙ 35
SANITÀ
Il movimento hippies, i cosiddetti figli dei fiori, professavano
il concetto tanto semplice dell'amore come antidoto al
disaccordo e alle guerre, ma ormai al giorno d'oggi è solo
un ricordo (per fortuna non del tutto dimenticato), le
nuove generazioni sono più inclini alla pulsione verso la
distruzione.
E così anche per i primati, si crede che i bonobo, essendo
rimasti confinati nelle foreste tropicali dell'Africa centrale,
non si siano dovuti adattare a molti cambiamenti.
Gli scimpanzé, al contrario, con il passare del tempo si
sono dovuti adattare a luoghi più difficili e aridi, hanno
sviluppato delle tecniche di caccia e l'uso di diversi oggetti,
come il lancio delle pietre.
Forse proprio tutto ciò ha causato la loro aggressività.
E se questo modello evolutivo è corretto, il bonobo potrebbe
aver subito meno trasformazioni degli scimpanzé, e anche
degli umani.
Forse l'epoca in cui viviamo ci ha fatto perdere di vista
l'etica e la morale radicata nella nostra stessa natura
biologica.
Osservando i primati, riconosciamo molte delle tendenze
insite nella nostra moralità, come le regole di reciprocità,
empatia e simpatia, il senso di lealtà e il bisogno di andare
36 INFORMAPIÙ
a cura di
LA STORIA DELL'INFERMIERE
Una professione antichissima che ancora oggi riveste un'importanza fondamentale
nel mondo della sanità.
d'accordo, che oggi vengono celate dal libero arbitrio e
dall'egoismo che ha portato l'economia capitalista.
Ci diamo baci sulla guancia per salutarci, pacche sulla
schiena, strette di mano per presentarci, urliamo in coro per
allegria, ci stringiamo gli uni agli altri nell'esultanza o nel
dolore, senza mai chiederci da dove derivano questi nostri
comportamenti.
Quindi, quando usiamo l'espressione “imparare dagli
animali”, forse, per l'uomo significa fare passi indietro e
non avanti, riscoprire comportamenti innati nella nostra
natura che sono andati persi nel contesto e nella società in
cui viviamo.
L'
inizio della storia infermieristica è collocabile agli
inizi del 1900. Il ruolo dell'infermiera, intesa come
figura in possesso di competenze e conoscenze
acquisite attraverso una scuola preparatoria ,
risale al 1860 circa, grazie ad alcune donne aristocratiche e ad
alcune donne straniere (nurses) che fondarono le prime scuole
infermieristiche. Il riferimento principale, se non unico,
dell'insegnamento fu Florence Nightingale che, da decenni
lottava contro il pregiudizio che identificava l'infermiera
come mera figura ausiliare al medico. In realtà, piuttosto che
scuole, si trattava di corsi e lezioni erogati in assenza di un
vero programma di insegnamento.
Al periodo fascista risale la prima incisiva regolamentazione
della preparazione e della programmazione formativa
dell'infermiere, riservata alle sole donne. Nel 1925 lo Stato
dispone l'apertura di scuole per infermiere che, al termine
del corso della durata di due anni, rilasciavano il titolo
abilitante all'esercizio della professione. Tali scuole, così
come l'assistenza sanitaria in quegli anni, avevano come
dominus il medico. Per accedere alla scuola per infermiere
era necessaria la licenza elementare. Nel 1940 viene definita
la figura dell'"infermiere generico", collocata come supporto
all'attività dell'infermiera professionale.
Nel 1954 nasce l'IPASVI (Infermieri professionale – Assistenti
sanitari – Vigilatrici d'infanzia), la federazione che annovera
103 collegi provinciali, a cui l'infermiere deve iscriversi per
poter esercitare la professione infermieristica.
Nel 1969 vede la luce la riforma ospedaliera che si pone
l'obiettivo di reclutare il personale da dedicare all'assistenza,
anche in seguito alla epocale riduzione dell'orario lavorativo,
che passa da 48 a 40 ore settimanali. La stessa riforma
prevede che il tempo minimo di assistenza sia di 120 minuti
per paziente.
Eclatante novità, derivante dalla conclamata carenza
infermieristica, è l'apertura delle scuole infermieristiche alle
persone di sesso maschile, con il varo della Legge 124 del 1971.
Nel 1973 il corso di studi per diventare infermiere
professionale viene portato da due a tre anni e, per accedervi,
diviene necessario avere l'ammissione al terzo anno di scuola
superiore.
Arriviamo al 1994, quando viene definito il profilo
professionale dell'infermiere che finalmente stabilisce
con chiarezza il ruolo e le mansioni dell'infermiere che ha
conseguito il diploma universitario. Il Decreto 739 sancisce
che l'infermiere è responsabile dell'assistenza generale
infermieristica e le cui attribuzioni principali sono la cura,
la riabilitazione, la prevenzione e l'educazione sanitaria.
Tale norma, unitamente alla Legge 42 del 1999, sancisce che
l'infermiere, da figura che coadiuva il medico ed escluso
da qualsiasi potere decisionale, diviene un professionista
che opera autonomamente e che è responsabile della
pianificazione, gestione e valutazione dell'assistenza
infermieristica.
Nei primi anni 2000 si registra nuovamente una forte
carenza infermieristica, che mette a rischio l'erogazione
delle prestazioni sanitarie ed assistenziali. Per alcuni anni si
provvede a tamponare tale emergenza con il reclutamento
di personale infermieristico, anche tramite Agenzie per il
Lavoro, soprattutto nei Paesi dell'est (Romania e Polonia) e
dell'America latina (Perù).
Ad oggi, gli iscritti ai Collegi provinciali Ipasvi sono 423.397,
di cui in: Emilia Romagna 31.712, nel Lazio 45.157, in
Lombardia 61.685, in Toscana 26.896, in Veneto 35.092 e in
Piemonte 30.476.
INFORMAPIÙ 37
MODA
a cura di
fashion
moda
IL PIU' PREZIOSO DEI TESSUTI:
LA SETA
Uno tra i tessuti più pregiati, utilizzato e indossato da stilisti e modelle di tutto il
mondo, nasconde una storia ricca di innovazioni, segreti e leggende.
La
seta è considerato uno tra i tessuti più sorsero anche a Lucca e a Bologna.
nobili come nobili sono le sue origini: Il cosiddetto “mulino alla bolognese” ebbe un ruolo
la sua storia, infatti, ha inizio in Cina e centrale e innovativo, soprattutto durante la rivoluzione
si narra che la sua scoperta sia dovuta industriale, grazie all'ingegno di un mercante lucchese
all'imperatrice cinese Xi Ling Shi. L'uso di questo prezioso che seppe sfruttare la naturale conformazione dei
tessuto era riservato alle vesti indossate inizialmente canali bolognesi. Con l'utilizzo di una minima potenza
solo dagli imperatori
idrica,
era
possibile
cinesi, e in seguito anche
produrre filati più uniformi
da coloro che facevano
e
resistenti.
Proprio
parte della classe sociale
questi filati permisero la
più agiata. La seta, quindi,
realizzazione di un tessuto
grazie alla leggerezza
di
seta
leggerissimo:
e alla bellezza che la
il velo. La tecnologia
contraddistinguevano,
dei mulini bolognesi e
era ritenuta un bene di
le tecniche di tessitura
lusso molto ambito.
erano così innovativi che
Grazie ai commerci che la
divennero segreti oggetto
Cina intraprendeva con il
di spionaggio industriale.
resto del mondo, la seta
La produzione di seta a
divenne una delle merci
Bologna diede, alla fine
più richieste e, sebbene
del XVI sec., lavoro a
gli imperatori cinesi si
ventiquattromila persone
sforzarono di celare le
su sessantamila abitanti e i
tecniche di sericoltura,
prodotti venivano venduti
l'emigrazione di alcuni
in diversi paesi europei.
allevatori di bachi in altre
Purtroppo la produzione
zone del mondo, come
italiana risentì di un
Giappone, Corea e India,
periodo di forte declino
fece sì che la produzione
tra le due guerre mondiali
della seta si spostasse in
a causa dell'avvento delle
altri Paesi. In Europa, si
fibre sintetiche e dei forti
mulino alla bolognese
narra che la sericoltura fu
cambiamenti
avvenuti
importata solo nel 550 a.C
nell'organizzazione
dall'imperatore Giustiniano che nascose delle uova di
agricola.
baco da seta all'interno del cavo di alcune canne.
In tempi più recenti, come in molti altri settori,
Dal XII secolo l'Italia fu la maggior produttrice europea
la concorrenza con i paesi orientali è diventata
di seta; inizialmente le città più interessate a tale
insostenibile e molti produttori italiani sono costretti a
produzione furono Palermo, Messina, Catanzaro e
limitarsi a commercializzare con i loro marchi prodotti
Como, ma nel XIII secolo alcune industrie importanti
che sono totalmente realizzati all'estero.
38 INFORMAPIÙ
LA REALIZZAZIONE
DELLA SETA
Il baco appena nato è una larva che
si ciba unicamente di foglie di gelso
fino a che, dopo circa tre settimane,
inizia a secernere un filamento di
lunghezze che vanno dai 350 metri ai 3
chilometri con il quale crea il bozzolo
in cui avverrà la sua metamorfosi.
All'interno di esso il baco si trasforma
in crisalide e infine in farfalla.
Per evitare che uscendo dal guscio gli
insetti rompano i lunghi fili da loro
prodotti, gli allevatori li eliminano
solitamente mediante un getto di
vapore; tale processo prende il nome di
sfarfallamento.
I bozzoli raccolti vengono quindi
sottoposti alla spelaiatura, processo
mediante il quale viene rimossa la parte più esterna, e
alla sgommatura, ossia all'immersione in acqua calda al
fine di sciogliere la sericina, sostanza che avvolge le due
bavelle di fibroina; quest'ultimo trattamento migliora
la lucentezza e la flessibilità della fibra e, a seconda
della quantità che ne viene eliminata, si ottiene: la seta
cruda, in cui la sericina viene eliminata del tutto, o la
seta raddolcita, chiamata anche souplè, nella quale la
seracina è stata rimossa solo in parte.
In seguito, mediante la crivellatura, i bozzoli vengono
suddivisi per dimensione e spazzolati leggermente;
infine tali bavelle vengono districate in modo da
ottenere più fili. Per produrre un filo di seta cruda
occorrono dai 4 agli 8 bozzoli. Una volta rintracciati
i capi del filo del bozzolo essi vengono arrotolati sugli
aspi, operazione detta aspatura, e lavorati al filatoio.
trattamento dei bachi da seta
preziosi abiti da sfilata
I MAGGIORI UTILIZZI
La seta è usata principalmente per produrre tessuti
pregiati nei settori dell'arredamento
(tende e
tappezzerie), dell'abbigliamento e dell'arredo sacro e
liturgico.
I tessuti in seta sono tanti e di vario tipo: essi si
differenziano non solo a seconda del tipo di filato,
ma anche della trama. Il filato più grezzo, quello che
presenta delle “fiammature” diventa shantung, seta
cruda o bourette. I filati più sottili danno vita a tessuti
più fluidi: voile, georgette, chiffon, crepe, crepon e
raso, e infine diventa più rigido in taffetà, organza
e twill (usato per cravatte). Per l'arredamento, e non
solo, la seta si declina in velluto, broccato e lampasso.
Senza dimenticare anche il tessuto duchesse, mikado
e razmir.
La moda è sempre stata affascinata dalla leggerezza,
ma soprattutto dalla luce e morbidezza che questo
tessuto sa donare. Moda e arredamento però sembrano
non essere gli unici campi nei quali viene utilizzata la
seta: da alcuni anni la fibroina della seta viene anche
studiata per possibili applicazioni in medicina per la
realizzazione di protesi o per la riparazione di tessuti del
corpo umano danneggiati.
In conclusione possiamo dire che il pregio legato a
questo tessuto è sicuramente giustificato da secoli
di storia, capolavori dell'innovazione industriale e
lunghe lavorazioni. Bologna, in particolare, può andare
certamente fiera di aver contribuito allo sviluppo e alla
produzione di un tessuto così pregiato, utilizzato per la
produzione di capi di alta moda in tutto il mondo.
INFORMAPIÙ 39
agricoltura
AGRICOOL
a cura di
agri
VERTICAL FARMING:
FATTORIE IN CIELO
Si può fare agricoltura all'interno di un edificio? Quali i vantaggi e quali i rischi?
Porsi queste domande aiuta a proiettarsi nel futuro...
Si
stima che per il 2050 la
popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 9 miliardi di unità ed è più che
ragionevole pensare che mantenendo il
sistema produttivo attuale non vi sarà
disponibilità di cibo per un numero
così elevato di persone. Basti pensare
che al giorno d'oggi l'80% dei territori disponibili per l'agricoltura è già
utilizzato e che il rimanente 20% non
sarà assolutamente sufficiente per soddisfare le crescenti necessità.
Da questi dati nascono le riflessioni
pionieristiche di Dickson Despommier, professore della Columbia University di New York. In occasione di
un corso di ecologia medica durante il
quale i suoi studenti iniziarono a stu-
diare i tetti verdi (ovvero i giardini coltivati su abitazioni che dispongono di
tetto orizzontale), pensò che applicare
lo stesso concetto su più livelli sarebbe
stato più efficiente. Da questa idea, che
nella sua semplicità presentava in realtà alti livelli di complessità, il via allo
studio pragmatico di come fare agricoltura sfruttando l'altezza degli edifici, di come trasformare i grattacieli in
fattorie verticali in grado di produrre
alimenti in città.
L'idea di Dickson ha avuto risvolti interessanti a livello mondiale al punto
che a 15 anni di distanza da quelle
prime riflessioni, i progetti legati alle
vertical farm si sono moltiplicati a
seconda delle autoproduzioni che si
intende coltivare, tenendo conto della
necessità di ricreare via via le condizioni ambientali idonee alla crescita di
specifiche qualità di piante e ortaggi.
Questi progetti, sono il risultato finale
di una stretta collaborazione fra architetti, ingegneri, biologi e tecnici agronomi orientati a dare vita ad aziende
agricole indipendenti dal punta di vista
energetico, inserite in modo armonioso
nel contesto urbano e in grado di soddisfare il fabbisogno di prodotti ortofrutticoli di migliaia di persone.
Ma concretamente in che modo si può
fare agricoltura all'interno di un edificio urbano?
Una delle soluzioni sperimentate è la tecnica “idroponica” che ha il grande vantaggio di non dovere utilizzare la terra,
agri
bensì materiali sostitutivi, quali il pomice, la lana di roccia o l'argilla espansa. Il sistema idroponico si basa sull'irrigazione diretta delle radici delle
piante con soluzioni nutritive a base di
acqua e composti organici e inorganici che sono in grado di apportare tutti gli elementi necessari alla normale
nutrizione. Questo sistema risulta particolmente vantaggioso anche in un'ottima di risparmio ecologico, poiché si
riduce notevolmente l'utilizzo dell'acqua anche del 95% rispetto a quanto
sarebbe richiesto per una coltivazione
tradizionale.
Inoltre, trattandosi di mini-serre
all'interno di edifici chiusi, il rischio
contagio si riduce, dunque erbicidi e
pesticidi non sono necessari, dunque
la qualità dell'aria in cui le piante sono
coltivate è migliore e i rischi per la
salute umana significativamente inferiori.
Le vertical farm all'interno di agglomerati urbani rappresentano il
modello definitivo di coltivazioni a
chilometro zero in quanto annullano
completamente la distanza fra coltivatore, venditore e acquirente. Il vantaggio è duplice: abbattimento dei costi di
intermediazione ed eliminazione delle
emissioni di CO2 legate ai mezzi che
trasportano le merci. L'impatto ambientale della vertical farm può essere
ridotto al minimo anche grazie all'intergrazione di pannelli fotovoltaici e
pale eoliche per produrre elettricità,
l'utilizzo di pompe di calore geotermiche per la climatizzazione degli ambienti, la produzione di biomassa da
rifiuti, il riciclo dei materiali di scarto
e il riutilizzo dell'acqua.
Tra le prime esperienze-pilota spiccano la fattoria su tre piani di Suwon in
Corea del Sud e “The Plant” a Chicago, un vecchio fabbricato industriale
trasformato in serra all'avanguardia
interamente alimentata da un sistema
di produzione di biogas che sfrutta gli
scarti organici delle coltivazioni.
40 INFORMAPIÙ
Ad Expo 2015
Milano presenterà la
sua prima vertical
farm: BoxXland,
una torre di
container dismessi
alta 30 piani e ad
impatto zero.
lattuga, spinaci, pomodori, peperoni,
basilico e fragole.
Grazie alla sistemazione delle piante
su sei livelli sovrapposti su un terreno di soli tre ettari saranno coltivate
fino a 17 milioni di piante. Grazie ad
un software dedicato le piante vengono continuamente ruotate in modo
da ricevere tutte la stessa esposizione
alla luce solare, molto probabilmente
più di quanto sarebbe possibile all'aria
aperta in Pennsylvania.
Cibo, energia, pianeta, vita. Queste
sono le parole-chiave di Expo 2015.
In quest'occasione Milano presenterà la sua vertical farm. Si tratta di
BoxXland, una torre di container dismessi sovrapposti che può raggiungere l'altezza di 30 piani e può essere
utilizzato allo scopo di coltivare prodotti biologici.
Questa torre rispetterà a pieno le regole dell'impatto zero in quanto i
container oltre ad essere dei sistemi
chiusi automatizzati illuminati a led,
sono anche autosufficienti dal punto
di vista energetico. BoxXland, progettato da Gabriella Funaro, ricercatrice
Enea (Agenzia nazionale per le nuove
tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), oltre ad offrire la
possibilità di utilizzare container in
disuso, ha la peculiarità di poter essere trasportato ovunque e in qualsiasi
momento.
esistono ancora molti dubbi al loro
riguardo. Lo sviluppo dell'agricoltura
urbana potrebbe avere effetti sul sistema agricolo da non sottovalutare. Ad
esempio quale potrebbe essere l'impatto sulle campagne di uno sviluppo
su larga scala dell'agricoltura urbana?
I piccoli produttori locali potrebbero
sostenere la concorrenza delle vertical farm oppure sarebbero destinati a
sparire? Altro dubbio su cui la discussione è aperta è l'effettiva efficienza
di queste moderne fattorie. Secondo
molti il loro alto fabbisogno energetico in termini di luce artificiale potrebbe oscurare i benefici legati all'eliminazione dei costi di trasporto.
Figli della stessi concetti di verticalità
e coltura fuori dal suolo sono anche i
giardini verticali, pareti coltivate con
piante specifiche che formano un
tutt'uno con l'architettura circostante.
La creazione di questi giardini urbani
è resa possibile dal fatto che non tutte le piante necessitano della terra per
vivere. Infatti per molte specie sono
sufficienti acqua, ossigeno e anidride
carbonica per poter sopravvivere. La
struttura che permette la posa verticale del giardino consiste in un reticolo metallico agganciata all'edificio
sul quale viene steso un telo in PVC a
sua volta ricoperto da un rivestimento
in cartonfeltro. Su questo particolare
tessuto vengono poi inseriti i semi o le
essenze già sviluppate, con una densità di circa 30 piante al metro quadro.
L'irrigazione è garantita da sistemi totalmente automatizzati e nascosti alla
vista.
Al di là dell'estetica i pregi di questi giardini sono diversi: isolamento
acustico degli edifici, miglioramento
dell'isolamento termico ed assorbimento delle polveri sottili.
Curiosità
Uno dei giardini verticali più grandi
d'Europa è stato completato nel 2010
all'interno della sede dell'azienda
italiana Diesel spa a Breganze (VI).
Nel 2014 a Scranton, in Pennsylvania, è
Alto 25 metri e largo 12 questo gioiello
stata inaugurata la più grande fattoria Nonstante l'entusiasmo che circonda realizzato da Sundar Italia è composto
verticale del mondo in cui si producono la sperimentazione vertical farming da 30 differenti specie di piante.
INFORMAPIÙ 41
ABOUT FARMA
farmaceutica
a cura di
farma
IL MONDO DEGLI INTEGRATORI
ALIMENTARI
Moda o salute? Gli integratori alimentari appartengono ad un settore che sembra
non risentire della crisi economica e che merita attenzione e approfondimento.
I
numeri della farmaceutica degli
ultimi anni mettono l'Italia ai primi
posti per presenza industriale, per
valore della produzione e numero di
imprese. Soprattutto, la farmaceutica è un
settore industriale a fortissimo contenuto
hi-tech che si concretizza in elevati
investimenti, qualità dell'occupazione e
propensione all'export.
In particolare, la qualità delle Risorse
Umane è un grande fattore di
competitività e il principale fattore di
attrazione per gli invetimenti nel Paese
oltre ad un'elevata capacità nella Ricerca
& Sviluppo.
Grazie a tutti questi fattori, in Italia come
in tutto il mondo si sta registrando, negli
ultimi anni, lo sviluppo esponenziale
di nuove discipline che hanno come
obiettivo la prevenzione e il trattamento
delle malattie croniche. Naturalmente
questi effetti vanno rigorosamente
dimostrati
con
studi appropriati ed
approfonditi, sia da
un punto di vista della
sperimentazione sia
dello sviluppo clinico.
Alcune di queste ricerche
nell'ambito
della scienza alimentare, ad esempio, hanno permesso l'acquisizione di maggiori
conoscenze rispetto
a quanto noto e compreso fino a poco più
di 20 anni fa, conoscenze che studiano
ed esplorano tutto ciò
che svolge un ruolo
fondamentale nel legame tra cibo e salute.
La
nutraceutica,
42 INFORMAPIÙ
infatti, studia gli estratti di piante,
animali, minerali e microrganismi,
impiegati come nutrienti isolati,
supplementi o diete specifiche. E non si
tratta solo di un fenomeno isolato dovuto
alla moda del momento.
L'espansione dei prodotti nutraceutici
si sta verificando sia da un punto di
vista scientifico, sia da un punto di
vista culturale/sociale e sia come fattore
economico nell'ambito di benessere e
salute.
Un recente studio del Dipartimento Salute
GFK Eurisko ha infatti dimostrato come,
“nonostante l'alto livello di percezione
della crisi da parte delle famiglie italiane,
il settore salute e benessere non sembra
risentire di questo effetto”.
E l'integrazione alimentare diventa
uno strumento che può contribuire a
mantenere uno stato di benessere con
finalità preventive.
Nel 2014 gli integratori hanno registrato
un trend di crescita del + 7,3% in un
mercato che arriva a circa € 2,2 miliardi
di fatturato. È evidente come sempre
più italiani si rivolgano al mercato
degli integratori non solo per curarsi
(erroneamente) ma anche per star bene
e prevenire possibili malattie. Il numero
di persone che, ad esempio, fa uso di
multivitamicini è raddoppiato nel giro di
20 anni.
Ma
cosa
dobbiamo
sapere
dell'integrazione alimentare che può
aiutarci a capire di cosa, se e quando,
abbiamo bisogno?
Innanzitutto è fondamentale sapere che
il settore degli integratori è regolamentato
a lilvello europeo dalla direttiva 2002/46/
CE (e successive modifiche) che ha lo
scopo primario di assicurare un alto
livello di tutela della salute pubblica,
una circolazione libera di tali prodotti
all'interno
della
UE e la garanzia
che gli integratori
contengano tutte i
requisiti
previsti,
anche in termini di
etichettatura.
Per
integratori
alimentari
si
intendono “prodotti
alimentari destinati
ad
integrare
la
dieta normale e che
costituiscono
una
fonte concentrata di
sostanze nutritive,
quali vitamine e
minerali, o di altre
sostanze aventi un
effetto
nutritivo
o fisiologico, sia
farma
monocomposti che
pluricomposti”.
E già da questa definizione emergono
interessanti spunti.
Il primo è che gli
integratori alimentari sono ALIMENTI! E come tali
sono regolamentati
e soggetti a tutte
le regole e norme
applicabili agli alimenti.
Gli integratori alimentari,
inoltre,
hanno una funzione supplementare,
cioe vanno usati
per INTEGRARE
una dieta normale
e non sostituirsi ad essa.
Infine, ma non meno importante,
gli integratori alimentari vengono
commercializzati in forme predosate,
ossia per essere assunti in quantità che
siano misurabili e misurate. Diciamo
non meno importante poiché come
definizione sembra semplicistica ma
se pensiamo che prima del 2002 era
completamente
assente
possiamo
dedurne la forza; sicurezza d'uso e
funzioni/modalità d'uso.
E già da queste prime indicazioni
ricaviamo
una
importantissima
specifica.
Il ruolo fisiologico degli integratori è
inteso come un effetto sulla salute che
contribuisce al benessere dell'organismo
ma senza obiettivi di cura.
Ma facciamo attenzione a non dare
per assodate troppe informazioni e
cerchiamo di essere più curiosi...
La Direttiva, infatti, considera vitamine
e minerali mentre per le altre sostanze si
attende la definizione di regole specifiche
lasciando, pertanto, facoltà agli Stati
Membri di prevedere delle deroghe,
anche se transitorie, sia per vitamine e
per minerali non contemplati sia per
fonti vitaminico-minerali (in Italia
Decreto ministeriale 17/2/2005).
E per quanto riguarda i livelli di
assunzione? Dove informarsi e cosa
chiedere?
Nel 2014 gli
integratori hanno
registrato un trend
di crescita del +
7,3% in un mercato
che arriva a circa
€ 2,2 miliardi di
fatturato.
È la Comunità Europea che ci
aiuta ad orientarci dicendoci che
dobbiamo assumere come riferimento
livelli entro i limiti di sicurezza
tenendo in considerazione le RDA
(recommended dietary allowances ossia
le raccomandazioni degli specialisti). Tali
livelli non devono comportare un rischio
per il consumatore.
E sempre nell'ambito della qualità
e sicurezza, è importante ricordare
che anche gli stabilimenti nazionali
di produzione e/o confezionamento
degli integratori alimentari devono
essere preventivamente autorizzati dal
Ministero della Salute.
Così come l'etichettatura; non essendo
un farmaco, e non avendo pertanto
l'obbligatorietà del foglietto illustrativo,
le indicazioni obbligatorie devono
comparire
ben
chiare sull'etichetta.
Leggiamole!
Soprattutto, pretendiamo una corretta
informazione.
La pubblicità degli
integratori è soggetta a norme che
evidenziano
due
divieti fondamentali: il divieto di
ingannevolezza e il
divieto di attribuire
al prodotto proprietà atte a prevenire,
curare o gurarire
malattie.
Ad esempio, in merito agli integratori
per il controllo o
la riduzione del peso, è rischioso porre
un'eccessiva enfasi sul valore della magrezza e sul ricorrere a prodotti dimagranti: potrebbe comportare disturbi e
squilibri nutrizionali che potrebbe sfociare in forme patologiche.
In tal caso, gli integratori NON sono dimagranti ma coadiuvanti delle diete ipocaloriche.
Possiamo dire che un alimento è, per
esempio, ricco di fibra o ricco di alcuni
nutrienti ma non indurre in errore con
claims fuorvianti dall'effettiva efficacia.
In conclusione, gli integratori alimentari
sono prodotti specifici che bisogna
assumere oltre la regolare alimentazione
per aiutare l'assunzione di determinati
principi nutritivi non presenti negli
alimenti della normale dieta quotidiana,
una dieta che potrebbe essere non
corretta o sbilanciata.
Gli integratori sono prodotti alimentari,
non farmaci.
Su questo, l'AIIPA (Associazione
Italiana Industrie Prodotti Alimentari)
sta lavorando molto per garantire
maggiore trasparenza e chiarezza nella
comunicazione al consumatore a partire
dalla nascita del progetto FarmIntegra,
sviluppato insieme con Federfarma,
affinchè i farmacisti italiani ricevano
formazione e informazione adeguate su
tali prodotti.
INFORMAPIÙ 43
KEYWORDS
a cura di
RECRUITING 2.0 - WHAT YOU
SHOULD BE AWARE OF WHEN
GOING SOCIAL
La lingua inglese ci aiuta a definire in modo più semplice ed efficace il mondo del
recruiting attraverso alcune parole chiave.
Il
fenomeno dell'online recruiting è cresciuto in
maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni,
tanto che ad oggi sembra quasi impossibile per
recruiters e head hunters performare con efficacia le proprie mansioni senza avvalersi dell'uso delle web
technologies, social networks in primis. La tendenza sembra aver preso ampiamente piede anche tra gli applicants
che sempre più spesso diventano incapaci di scrivere un
curriculum vitae, preferendo di gran lunga il rimando al
loro “profilo (non sempre) professionale” sui social networks. Di frequente ormai sentiamo candidati che, alla
richiesta di maggiori dettagli o di inserimento del cv in
banca dati, rispondono: “Per tutte le informazioni, può fare
riferimento al mio profilo LinkedIn”.
In tal senso LinkedIn ed in generale i social networks, si
stanno affermando in maniera sempre più prepotente
come principale canale di riferimento attraverso il quale
vengono veicolate le informazioni legate alla ricerca e selezione. Il cosiddetto Social recruiting altro non è che la “naturale” evoluzione dell'online recruiting e anche i mostri
sacri dell'ormai “vecchio” mondo web l'hanno capito. Non
a caso Monster.com, schiacciato
dal fenomeno, ha lanciato (senza
riscuotere ancora troppo successo) BeKnown, un servizio integrato che permette ad applicants
e candidates di utilizzare il proprio account Facebook anche da
un punto di vista professionale.
Lo scouting di candidati tramite
social networks è senza dubbio
una delle tecniche più utilizzate
al giorno d'oggi e – sorprendentemente – non solo per i futuri
purple squirrels, profili tendenzialmente giovani e promettenti,
ma anche con candidates appartenenti a generazioni meno so-
44 INFORMAPIÙ
spette. Le statistiche hanno infatti riportato che il gruppo
di popolazione con maggiore crescita in termini di nuovi
account su Google+ è quello di età 45-54, mentre su Twitter è addirittura quello 55-64 [1]. Il successo riscosso dai
social networks nelle attività sia di job search che di recruiting è a nostro avviso mosso da una duplice anima: da un
lato per i recruiters c'è la possibilità di accesso ad un ampio
spettro di informazioni più o meno “libere” (a volte protette da parziale anonimato, facilmente aggirabile con qualche scam), oltre alla possibilità di effettuare cross check su
diversi portali; dall'altra parte per gli applicants c'è senza
dubbio la facilità e velocità con cui è possibile integrare
informazioni relative alla propria storia professionale, candidarsi e “far girare” il proprio profilo attuando uno sforzo
minimo sia in termini di tempo che di dispendio cognitivo. Non devono più allegare cv, aggiornare le competenze,
scrivere lettere di presentazione o segnalare referenze; il
social network lo fa per loro perché la rete “conferma” le
competenze, perché un misterioso logaritmo individua già
i punti di forza e li mette nero su bianco chiedendo solo
di cliccare su “aggiungi al mio profilo”, perché qualche ex
collega si è già preso la briga di
scrivere due righe di referenza,
perché il social network anticipa
i passi di chi lo utilizza e basta
solo fare “click”.
La formula funziona ed è vincente perché è tutto a portata
di mouse. Non stupisce allora
che l'ultimo trend sia quello del
Mobile recruiting, tecnica in rapidissima espansione che sfrutta
i dispositivi mobili garantendo
un'ancora maggiore efficacia e
celerità nelle attività di ricerca e
selezione. Telefoni smart sempre
più grandi e tablet sempre più tascabili, garantiscono ai recruiters
la possibilità di connettersi, raccogliere informazioni e fare
screening con modalità semplici e immediate, ovunque e in
ogni momento. D'altro canto però mobile e social networks
danno anche agli applicants un grande potere: da un recente sondaggio (Careerbuilder) è infatti emerso che negli
Stati Uniti il 39% delle persone utilizza dispositivi mobili
per le attività di job search e il 43% dei candidates utilizza
i dispositivi mobili per effettuare ricerche rispetto a politiche aziendali, cultura, storia imprenditoriale etc. nei 15
minuti che precedono la job interview[1]. Non deve perciò
sorprenderci – come messo in luce da un recente studio
sulle percezioni dei recruiters[2] – che il potere contrattuale si sia spostato dalle mani dei datori di lavoro a quelle
dei candidates, dato che questi hanno “finalmente” acquisito la possibilità di recuperare, in maniera facile e veloce,
informazioni di vario carattere sulle aziende e fare a loro
volta screening, individuando quale realtà sarà maggiormente in grado di soddisfare le proprie esigenze. Esempio
lampante di questo nuovo trend è il portale californiano
Glassdoor.com (2007-2015), all'interno del quale è possibile attingere liberamente ad una serie di informazioni
“delicate” (salary reports, interview reports and questions,
benefits reviews, office photos and more) relative ad un
consistente numero di aziende nazionali e multinazionali.
Si tratta di vere e proprie “recensioni” che candidates, dipendenti ed ex-dipendenti postano sul portale, rivelando
al web impressioni ed informazioni non necessariamente
troppo piacevoli. Ne consegue che i candidates stanno diventando sempre più “choosy” non solo rispetto al tipo di
ruolo che vorrebbero ricoprire, ma anche rispetto al tipo
di azienda per cui vorrebbero lavorare. Essere consapevoli
che il Social e il Mobile recruiting possono essere un'arma
a doppio taglio è fondamentale per aiutare tutti gli attori
coinvolti nel processo di ricerca e selezione a raggiungere
un risultato soddisfacente. È necessario comprendere pro
e contro dell'utilizzo professionale dei social networks che
non solo svelano alle aziende (e ai recruiters!) un'ampia
gamma di sfaccettature e informazioni relative ai candidates, ma aiutano anche questi ultimi nella raccolta di informazioni su come potrebbe essere la loro vita all'interno
di una data azienda; rendendo senza ombra di dubbio il
processo decisionale che porta all'accettazione o meno di
un'offerta, l'esito di un delicato compromesso tra informazioni palesate, scovate e ignorate.
[1] Meister, Jeanne (January 6, 2014). "2014: The Year Social HR Matters". Forbes.
Retrieved January 9, 2014
[2] MRINetwork (December 3, 2014). “Recruiter Sentiment Study”
RECRUITER
A recruiter is an individual who helps source and place
talent for companies.
SELEZIONATORE
È la persona dedicata alla ricerca e al collocamento di
talenti per conto di una o più aziende.
HEADHUNTER
A headhunter is an employment agency or individual
that recruits qualified candidates for various positions.
CACCIATORE DI TESTE
Un cacciatore di teste può essere sia un'agenzia di
selezione sia una singola persona atta al reclutamento di
candidati qualificati per diverse tipologie di ruolo.
APPLICANTS
CANDIDATI (ISCRITTI ALL'OFFERTA)
People who apply to job postings at companies or recru- Persone che si candidano ad un annuncio di lavoro presitment agencies. Regardless of qualification or skill set. so un'azienda o un'agenzia. Al di là che abbiano o meno
le competenze richieste.
CANDIDATES
An applicant for a job who has been pre-qualified for a
specific position or
category of jobs. Also used to distinguish an individual
from a pool of applicants.
CANDIDATI (IN LINEA CON LA POSIZIONE)
Un candidato che è stato pre-selezionato per una specifica posizione o categoria di ruoli. Termine utilizzato anche per distinguere un singolo individuo da un insieme
di candidati.
PURPLE SQUIRREL
A recruiter's term for the perfect candidate, with emphasis on its rarity.
SCOIATTOLO VIOLA
Termine utilizzato dai recruiter per il candidato “perfetto”, enfatizzante la sua rarità.
SOCIAL RECRUITING
The process of sourcing talent through social networks,
such as LinkedIn, Twitter, and Facebook.
SELEZIONE SU SOCIAL MEDIA
L'attività di selezione talenti attraverso social network,
quali LinkedIn, Twitter, Facebook.
MOBILE RECRUITING
Using mobile technologies - such as cell phones and
tablets - to find and connect with candidates or carry out
recruiting practices.
Utilizzo di tecnologie mobili – come telefoni smart e
tablet – per trovare e contattare candidati o per portare
avanti processi legati alla ricerca e selezione.
SELEZIONE DA DISPOSITIVO MOBILE
INFORMAPIÙ 45
UNO SGUARDO SUL MONDO
il racconto di questo numero
parla di papà-pirati... Buona lettura!
a cura di
everywhere
IL GIAPPONE TRA
CONTRADDIZIONI E UNICITA'
Un territorio ostile, con poche risorse, estremamente isolato e con tantissimi abitanti,
non sembrano esattamente gli ingredienti giusti per affermarsi come la seconda potenza economica dei nostri giorni.
Il
Giappone è un arcipelago di origine vulcanica
dell'Asia Orientale nel Mare del Giappone.
È composto da più di 3000 isole e isolette, le cui
4 principali sono: Honsu, l'isola più grande in cui
vivono i 4/5 della popolazione e Hokkaido, collegata ad
Honsu dalla galleria ferroviaria sottomarina più lunga al
mondo con i suoi 54 km. Molto più a sud e più vicine ad
Honsu le isole Shikoku e Kyushu, collegate invece ad essa da
dei lunghi ponti.
Un'altra caratteristica peculiare del Giappone è
rappresentata dal suo territorio esteremamente instabile
dal punto di vista geologico, con più di 290 vulcani presenti,
1/3 dei quali attivi (si pensi al famosissimo monte Fuji,
immagine ricorrente nei manga, niente meno che 3776 m di
vulcano “addormentato”), tanto che l'area del Pacifico in cui
sorgono le 3000 isole giapponesi è stata rinominata “cintura
di fuoco”, un anello di faglie attive situate attorno all'oceano.
Il Giappone infatti è una delle maggiori zone sismiche del
mondo, caratterizzato da frequenti terremoti e maremoti
(tzunami) spesso purtroppo molto violenti. Altra caratteristica (e
difficoltà) del Giappone è costituita dalla morfologia del territorio:
il 73% di esso è infatti percorso da catene montuose, e solo il 13% è
coltivabile. Esso è quasi interamente concentrato nella zona di Kanto,
pianura nella zona centro-orientale dell'isola di Honshu nei pressi di
Tokyo, molto fertile grazie alla presenza di detriti vulcanici.
È un paese isolato geograficamente e ha una storia caratterizzata da un
vero e proprio isolamento culturale e commerciale verso gli altri paesi:
fino a metà del XVII secolo, gli unici occidentali che sono riusciti ad
entrare in contatto con la popolazione nipponica dell'epoca imperiale
sono stati i gesuiti, che nel 1549 introdussero nel paese il cristianesimo.
riso), una pesca fiorente ma soprattutto straordinari progressi nel settore
industriale, grazie anche alle molteplici collaborazioni messe in piedi
dalla rete diplomatica.
Nonostante la drastica diminuzione del PIL del paese iniziata da metà
2014, il Giappone resta una delle più grandi potenze economiche della
terra e dalla sua economia continua a dipendere gran parte di quella
dell'Asia Orientale moderna.
Qual è stato allora il segreto del Giappone? Probabilmente è impossibile
rispondere correttamente e unilateralmente a questa domanda. Questo
paese ha racchiuse nella sua storia e nel suo presente una quantità
vastissima di complessità e unicità, di bellissime apparenti contraddizioni
che vedono coesistere al loro interno modernizzazione sfrenata,
urbanizzazione quasi totale (praticamente l'80% della popolazione vive
nelle aree metropolitane), città enormi (Tokyo è la più popolata con i
suoi 30 milioni di abitanti...ma la meno nota Osaka ne ha 17 e Nagoya
“solo” 7 milioni..) e un profondo e ancora vivo attaccamento alla cultura,
alla tradizione antica, alla meditazione e all'osservazione della natura.
Uno degli anni più significativi per la storia giapponese fu il 1853,
quando il paese fu letteralmente costretto militarmente dagli Stati Uniti
coloniali ad aprire le porte del commercio all'Occidente e ad iniziare un
movimento di modernizzazione lampo sul piano economico e politico,
sullo stampo del modello occidentale. La classe dirigente si impegnò
dunque in un'evoluzione produttiva e organizzativa, concentrandosi
inizialmente sull'apparato militare e le infrastrutture, tanto che già
all'inizio del Novecento, l'esercito giapponese era diventato uno dei più Il miracolo giapponese viene fatto principalmente risalire all'influenza
potenti del mondo, in grado di tenere testa a quello americano e inglese. occidentale, ma è anche vero che, nonostante tutte le difficoltà e le peculiarità
Dopo il trauma subito dal paese durante la seconda guerra mondiale, territoriali, il paese si è sviluppato valorizzando caratteristiche interne di
dopo Hiroshima e Nagasaki abbandonato l'espansionismo militare, il unicità, organizzazione e precisione miste a tanto mistero e complessità
Giappone ha preso la strada della conquista produttiva e commerciale. che gli hanno permesso di compiere in meno di una generazione, una
Oggi, vanta un'agricoltura sofisticata e produttiva (soprattutto thè e trasformazione davvero radicale.
46 INFORMAPIÙ
I PIRATI
{
C'ERA UNA VOLTA...
C
apitan Saetta scrutava l'orizzonte con il cannocchiale.
“Eccolo! Ecco il nemico, guarda!”
“Dove, Capitano? Io non vedo niente” disse Balena, il
mozzo di bordo, prendendo il cannocchiale.
“Balena...hai il cannocchiale al contrario”, lo rimproverò sorridendo
il Capitano. Balena era un burlone, ma a volte il Capitano lo trovava,
molto semplicemente, imbranato.
“Mhm...mi scusi” disse Balena, girando il cannocchiale “Però, non
vedo niente lo stesso...”
“Balena! Ora l'hai messo sulla benda!”
“Ehm, mi scusi Capitano!”, disse il mozzo “Oh, sì! Ora lo vedo!!!”
Il Capitano era molto agitato. Finalmente l'occasione che da tanto
tempo aspettava era arrivata. Avrebbero attaccato un vero nemico,
loro due soltanto. Era da tempo che Balena trovava mille scuse
facendo saltare gli attacchi, spesso all'ultimo minuto. Ma quella
volta Capitan Saetta l'aveva convinto, con la forza di persuasione che
solo i veri Capitani hanno. Aveva sfoderato uno sguardo che non
ammetteva rifiuti, aveva portato Balena nei pressi della nave, aveva
racimolato qualche spada e qualche palla di cannone, poi lo aveva
addirittura vestito, procurandogli una benda di fortuna. Alla fine,
avevano issato la bandiera con il teschio ed avevano preso il mare.
Dopo pochissimo tempo, il Capitano aveva avvistato il nemico. Saetta
non stava più nella pelle.
“Balena, cannoni! Presto!”
“Mhm...vuole dei cannoli, Capitano? Mi sa che è rimasta solo un po'
di crostata...”
“Cannoni, Balena! Non cannoli! Non scherzare, su!”
“Ah, sì! Corro!”
Balena lanciò un po' a casaccio due palle di cannone che finirono in
mezzo al mare. Il Capitano si girò verso di lui con uno sguardo feroce.
“Balena, stai attento a quello che fai. Il nemico è di là!” disse Capitan
Saetta indicando un punto preciso esattamente davanti a loro.
Balena allora prese bene la mira e al primo colpo centrò la nave dei
nemici.
“Evviva!” disse Saetta euforico sguainando la spada “E adesso,
all'assalto!”
“Come lo facciamo l'assalto, Capitano”, chiese Balena “All'arrembaggio
o quatto quatto?”
Il Capitano si girò con aria interrogativa verso il mozzo.
“Com'è pure, quatto quatto?” chiese.
“Si striscia fino al nemico!” rispose pronto Balena.
“Si striscia!” sbuffò il Capitano “Ma Balena! Non lo vedi che siamo
in mare?”
“Ha ragione Capitano!”, disse Balena, “E allora... all'arrembaggiooo!!”
E fu così che anche quella volta, spade alla mano e coraggio da
vendere, Capitan Saetta e Balena saltarono addosso al nemico,
annientandolo in pochi istanti di battaglia feroce. Poi recuperarono
l'immancabile tesoro e rientrarono in fretta sulla nave pirata a contare
i dobloni e saziarsi di rum.
Mentre riprendevano fiato, Balena guardò a lungo Capitan Saetta che
aveva quasi subito ricominciato a saltellare, preso dall'euforia e dalla
gioia per l'avventura appena vissuta.
A Balena venne in mente che molti anni prima, quando aveva la sua
età, anche lui aveva la stessa energia, la stessa voglia di assaltare il
nemico. Si riconosceva in quel Capitano così coraggioso e spavaldo.
E rimpiangeva la spensieratezza di quegli anni, in cui tutto era
avventura e gioco.
Si rendeva conto che la vita lo aveva cambiato e, per molti versi
peggiorato. Che all'età del Capitano, tutto era più semplice. E più vero.
Ma mentre osservava il Capitano saltellare a destra e sinistra, Balena
non provava invidia. Al contrario, quello che provava era amore.
Sapeva che lo avrebbe seguito ovunque e avrebbe fatto qualsiasi
cosa, per lui. Gli avrebbe donato la sua vita senza un solo attimo di
esitazione e avrebbe solcato qualunque mare, per accontentarlo.
Ma proprio questo amore, gli impediva di confessargli quello che
sicuramente il Capitano non avrebbe capito: Balena non si sentiva
più, da tanto tempo, un pirata. Avrebbe continuato a farlo, fin quando
sarebbe servito, ma sarebbe stata comunque un'imitazione bizzarra
e un po' grottesca, quella del pirata imbranato che tanto piaceva a
Capitan Saetta. Ma vedendo il Capitano così convinto, e così contento,
capì che anche se non si sentiva autentico era importante continuare.
E lo avrebbe fatto.
Il Capitano fermò la sua danza vittoriosa e incrociò gli occhi di
Balena, stanco e pensieroso.
“Facciamo un altro attacco?” chiese, carico di speranza.
“No, mi spiace. Dobbiamo pranzare, adesso”, disse Balena alzandosi
un po' a fatica.
“Dai, ti prego!!!” lo supplicò Saetta “Solo uno!”
Balena piantò gli occhi in quelli del Capitano, riconoscendoli come
suoi.
“No, piccolo”, disse, “Però ti prometto che domani giochiamo ancora
ai pirati, se vuoi.”
Capitan Saetta sembrava un po' deluso, mentre rimetteva nel cassetto
il cannocchiale di plastica e la spada di gomma comprata per
carnevale. Spinse la nave-divano contro il muro e sospirò. Suo padre
gli offrì un abbraccio e lui accettò l'invito.
Quando riemerse, dall'alto dei suoi cinque anni, Capitan Saetta cercò
di tirar fuori lo sguardo più severo che conosceva.
“Me lo prometti, papà?” chiese.
Suo padre gli accarezzò la testa e poi si rituffò tra le braccia di quel
bambino che presto sarebbe diventato un uomo.
“Certo”, disse, “Te lo prometto.”
INFORMAPIÙ 47
IMPROVE YOUR ENGLISH
MIGLIORA IL TUO INGLESE!
La rubrica propone testi di articoli e brani in lingua inglese
interamente tratti da siti web di quotidiani stranieri.
SMARTPHONES: KICKING THE
HABIT
The Economist - Intelligent Life . http://moreintelligentlife.com . posted by George Pendle
O
ne of the least mourned casualties of the
smartphone revolution has been boredom.
Whether we are queuing up for coffee, waiting
at a doctor's surgery, or even stopped at a red
light, our smartphones can now fill any dead moment
with instant distraction. But are we losing something vital by not allowing ourselves to wallow in what Tolstoy
termed “the desire for desires”?
This is the question behind a campaign called "Bored
and Brilliant", launched recently by the New York radio
station WNYC. It encourages people not only to rethink
their relationship with their digital devices, but also tries
to overturn the negative preconceptions surrounding boredom itself. The campaign used as its theoretical basis
a groundbreaking experiment in boredom studies first
carried out by the British psychologists Sandi Mann and
Rebekah Cadman in 2014. In this experiment, subjects
who were asked to perform boring tasks like reading the
phone book subsequently showed more imagination in
performing creative ones. Boredom, in other words, was
beneficial. So "Bored and Brilliant" sought to squeeze bo-
48 INFORMAPIÙ
redom back into our lives by squeezing our smartphones
out.
Last month, along with 18,000 other people, I signed
up to receive daily smartphone proscriptions. We were
also asked to download an app, Moment, which monitors smartphone usage. I have never thought of myself
as being a particularly heavy user. The ability to be contacted at any moment of the day is not something I treasure. Nevertheless the first day's challenge gave the lie
to my ambivalence. It seemed innocuous at first. Participants simply had to keep their phones in their pocket
while they were travelling: no talking while walking, no
texting while strap-hanging, no browsing while waiting
on a train platform. I thought it would be a cinch. Yet
throughout the day I found myself instinctively reaching
for my phone: to check my email, to weigh the reviews
of a new restaurant, to map the fastest way to a friend's
house. I had always thought of myself as analogue at
heart—slow food, record players, face-to-face conversations. I had not realised quite how digitally integrated my
life had become.
The next day's challenge—no photos were to be taken
with your smartphone—was easier, since I treat my phone's camera less like a visual journal than a large-format
camera, only to be used on exceptional occasions. But the
third challenge—to delete a favourite app—was a little
harder. I had long felt that my Twitter and Facebook apps
were the Scylla and Charybdis that stood between me
and full life-efficiency. Whether sucked down the hyperlink whirlpool of Twitter or run aground on the indifferent voyeurism of Facebook, I suspected that using these
two apps was less productive than simply onanistic. Now
I had a chance to test my theory. So I deleted them, and a
weight far greater than their combined 98MB of memory
was lifted from my shoulders. Of course I wasn't giving
them up altogether. I could still access both products on
my laptop or desktop. But not having them immediately to hand felt freeing, the equivalent of putting a safety clip
on a handgun. I felt the liberation of restraint. Admittedly I did not feel the immediate increase in inspiration that
the professors of boredom anticipate, but perhaps that was because my ennui was so unfamiliar, so exciting. I could
hardly wait to do nothing! I imagined I would have to grow tired of it before the real benefits would kick in.
So far so good, but things were not being helped by Moment, my data-monitoring app. Every half-hour it would tell
me how long my phone had been used for. Some days the amounts were staggering: could I really have been on my
phone for 300 minutes in 24 hours? Denial is, of course, the first sign of addiction, and I worried that if this level of
anxiety had been caused by really quite minor restrictions, what would happen if I tried to turn my phone off for a
whole day, or left it at home for a week, or locked it in a metal box and dropped it into the ocean for ever? The very
idea suddenly seemed far too serious for even whimsical consideration. Like Tolkien's ring I felt it in my pocket, whispering its siren song of infinite information: “I can tell you the weather tomorrow. I can tell you the name of the tune
that's playing. I can tell you the capital of Eritrea.” How could I rid myself of such a precious commodity?
It seems I was not alone. During the week of challenges and monitoring, smartphone use amongst participants—
which before the test averaged approximately two hours—dropped by only six minutes. People wanted to use their
phones less; they just couldn't seem to do so. But the success of the campaign was the ease with which it highlighted
how compulsive our use of phones has become. There are only two types of people who call their customers “users”, so
the old joke goes—drug dealers and technology companies. Should we be treating our phones in the same manner as
our drugs? The attempt to repackage boredom as a positive mental necessity, one that smartphones are denying us,
seems to be coyly suggesting exactly that. Perhaps we actually need proof that our phones are harming us, causing us
to live at a sub-optimal level, before we can truly feel comfortable in giving them up.
WHAT'S THE BEST TIME OF
DAY?
The Economist - Intelligent Life . http://moreintelligentlife.com . posted by Mark Vanhoenacker
I
like to fly at night, which means I like long-haul
flying. Many of the north-south routes I pilot from
London—to São Paulo, Cape Town, Johannesburg—are night journeys in both directions. In the
long middle miles lie inky volumes of the Atlantic that I
have only ever seen under dark skies, deserts that I may
never see in colour, and African cities I know only from
the light-palmistries visible on the darkened sphere: the
up-cast electric signatures of Douala, Libreville, Kinshasa.
The quiet solitude of a journey across the world's small
hours is easy to love. Nearly everyone on the plane is
asleep. The plane sleeps, and the world below sleeps. The
radios are quieter, because there are fewer aircraft aloft—
many of the world's innumerable short-haul aircraft return like birds to the Earth to rest each night, even as a
smaller fleet of larger, long-haul aeroplanes is setting out
across the planet. The air itself is often smoother.
At night the cockpit lights are dimmed so that we may
more easily keep our lookout. On the flight computers the
digits of our latitude count steadily down to zero, down
to the equator, then rise again as we cross it. Stars above, the lights of the world below; the occasional red-andgreen navigation beacons of another “company ship”,
lights arranged on our vessels just as they would be at
sea. Our two jets cross at a combined speed of 1,000 miles
per hour, each bound for morning in the city the other
has left.
Our only contacts on the Earth are the air-traffic controllers. We are bound to them; they, too, are awake at all
hours, awake only for us. But they're more like lighthouse
keepers than fellow travellers. Each soon hands us on to
the next, our flight's call sign like a baton or a word whispered around a table in a game, in accents that change
over the invisible fences of the air-borders. Sometimes we
hear a shift change below. One controller's voice replaces
another, and we know someone has gone—on their break, or home to an unknowable life.
INFORMAPIÙ 49
LO SCATTO IN PIÙ
UNA VITA FATTA DI CLORO
La disciplina sportiva che da diversi anni fa brillare l'Italia nel mondo nasce nella
preistoria e arriva fino ai giorni nostri confermandosi uno degli sport più diffusi e
praticati in assoluto.
Sul blocco, ancora bagnato.
I muscoli tesi, pronti a scattare.
Un respiro profondo per sciogliere la tensione.
Ora ci sei solo tu, nessun altro.
Via i problemi, via le preoccupazioni.
È una battaglia fra te e l'acqua.
Due fischi, partenza!
L'acqua fredda sulla pelle, un brivido lungo la schiena.
La prima bracciata, il primo respiro.
E poi sotto, di nuovo.
L'adrenalina che scorre nelle tue vene.
L'aria comincia a mancare, i muscoli a fare male.
Forza, stringi i denti e combatti!
E all'arrivo un grido di gioia,
Uno sguardo al tempo, un pugno all'acqua.Vittoria.
(Anonimo)
La
storia del nuoto trova le sue origini sin dalla
preistoria, sport acquatico dalla storia ultra
millenaria, viene inserito nel programma
olimpico fin dai Giochi della I Olimpiade.
Disegni risalenti all'Età della Pietra sono stati trovati nella
“Caverna dei Nuotatori”, nell'Egitto sud-occidentale in cui
sono state rinvenute delle pitture rupestri rappresentanti
uomini eseguire movimenti simili a quelli degli attuali stili del
nuoto. La capacità di nuotare o comunque di tenersi a galla
è stata probabilmente una qualità sviluppata dagli antichi
cacciatori, successivamente è stata il mezzo per spostare
eserciti e armate anche di grandi dimensioni. Sebbene
il nuoto non fosse compreso nel programma dei giochi
olimpici dell'antichità, i Greci lo praticavano tenendolo in
grandissima considerazione. Uno dei peggiori insulti per un
greco era definirlo incapace di correre e di nuotare.
Nelle antiche leggi di Atene il nuoto faceva parte della prima
educazione e anche presso la cultura romana il nuoto era
considerato tra le principali attività sportive, divenendo
un vero e proprio fatto agonistico, ed era inoltre praticato
come esercizio militare. Oltre al gusto per la pratica termale
(a scopo igienico, terapeutico o ludico) sono molte le
testimonianze che provano l'interesse dei Romani verso
il nuoto, tra le quali si ricorda quella di Cicerone che,
nell'orazione Pro Caelio, accenna alla folla di gente che
accorreva sul Tevere per nuotare. Nel Medioevo, vi fu una
netta frattura con la tradizione classica per quanto riguarda
la componente ludica della pratica del bagno. Fortemente
contrastata dalla Chiesa a causa dei piaceri derivanti dai
50 INFORMAPIÙ
balnea mixta, l'uso del bagno fu comunque sempre favorito
e incoraggiato, attribuendo a questa pratica sia un valore
simbolico sia uno scopo igienico, sociale e assistenziale.
Ma con l'avvento del cristianesimo l'occidente cominciò a
perdere il suo interesse per il nuoto poiché la Chiesa popolò
il mare di mostri immaginari e fantastici. Se per Plino la
sirena non era che una prova della seducente varietà della
natura, per la Chiesa prese a simboleggiare la lusinga dei
piaceri carnali che i devoti dovevano temere e fuggire.
Riguardo invece al nuoto inteso propriamente come attività
sportiva, va ricordato il manuale dell'umanista Nicolaus
Wynman, nel quale egli descriveva gli stili del dorso e
della rana, raccomandando inoltre che non solo i ragazzi,
ma anche le giovani si dedicassero all'apprendimento del
nuoto. Nuotare significa muoversi nell'acqua usando braccia
e gambe per procedere. Molti animali nuotano e lo fanno
istintivamente, solo gli esseri umani devono imparare a
nuotare.
Solo dalla prima metà del XIX secolo in Inghilterra ha
inizio il nuoto moderno, agonistico. Le tecniche natatorie
si evolvono e si formano i primi organi ufficiali a livello
mondiale e nel 1858, alla periferia di Melbourne, si tenne la
prima competizione di nuoto a carattere internazionale.
I britannici, tuttavia, ebbero il merito di capire che il
futuro della pratica sportiva era nell'associazionismo. Così
a Londra, nel 1869, nacque una federazione che riuniva
alcuni club nazionali di nuoto, disposti ad accettare regole
chiare e valide per tutti. Man mano che il nuoto cresceva di
popolarità venivano costruite nuove piscine, e quando nel
1880 fu creato un nuovo organismo direttivo, la Amateur
Swimming Association, questo contava più di 300 società
iscritte.
Considerato uno degli sport più salutare per il fisico, il
nuoto ha il pregio di essere alla portata di tutti e di essere
particolarmente benefico per la linea perchè migliora la
forma del corpo nel senso letterale del termine. Infatti il
nuoto assieme all'atletica è una delle discipline olimpiche
da sempre più popolari e seguite e ultimamente il tema
impazza anche sulle riviste di gossip grazie all'irrequietezza
sentimentale di celebrità come Federica Pellegrini.
Ma per risalire alla nascita della Federazione Italiana Nuoto
bisogna tornare all'inizio del '900 ovvero all'epoca delle Rari
Nantes: prime associazioni di nuotatori. Il 14 agosto 1899, a
Como, per volere di Achille Santoni (che ne sarà il primo
presidente) nasce la Federazione Italiana Rari
nuoto italiano nei 100 rana e Rosolino vince i
Nantes (FIRN), dalle cui spoglie molto più tardi I gesti del nuoto 200 misti e chiude con l'argento i 400 stile libero
(bisognerà aspettare il 1930), sotto la spinta del sono i più simili e con il bronzo i 200 stile libero. È l'apoteosi.
Partito Fascista, nascerà la Federazione Italiana
L'effetto Sydney continua a lungo. Fioravanti
al volo. Il mare dà e Rosolino sono popolarissimi, al centro delle
Nuoto (FIN).
Primi risultati di rilievo per l'attività agonistica alle braccia quello attenzioni dei media e degli appassionati.
della FIN sono quelli ottenuti da Carlo Dibiasi che l'aria offre alle Dalla fine del 2003 il passo verso le Olimpiadi
alle Olimpiadi di Berlino '36 nei tuffi. I risultati
Atene 2004 è molto breve. L'Italia delle
ali; il nuotatore di
davvero rilevanti dal punto di vista agonistico,
piscine fa comunque la propria parte in tutte
galleggia sugli le discipline. Nella pallanuoto il Setterosa
arrivano dal 1948 in poi. Durante le Olimpiadi
di Londra '48 gli italiani della pallanuoto abissi del fondo. di Pierluigi Formiconi conquista l'oro che
conquistano il primo oro olimpico con il
segue quattro successi europei e due mondiali
Erri De Luca
"Settebello", mentre agli Europei di Vienna del
ottenuti negli ultimi dieci anni; mentre nel
1950 si evidenzia il giovane Carlo Perdersoli (che ben presto nuoto Federica Pellegrini conquista l'argento nei 200 stile
si farà conoscere dal grande pubblico con il nome di Bud libero e la staffetta 4x200 si tinge di bronzo con Simone
Spencer per le sue doti di attore) che risulterà essere il primo Cercato, Filippo Magnini, Emiliano Brembilla e Massimiliano
italiano a scendere sotto la soglia del minuto nei 100 stile Rosolino.
libero.
Ancora emozioni, per la prima volta di medaglie storiche,
Fino agli anni Ottanta, il palcoscenico sarà dominato mai festeggiate prima. Quadriennio olimpico conclusosi a
dalle stelle dei tuffi come il leggendario Klaus Dibiasi e Pechino 2008, con grandi successi agonistici e di rilevanti
Giorgio Cagnotto. Nel nuoto, invece, spiccano le imprese soddisfazioni nella promozione della cultura dell'acqua.
della giovanissima Novella Calligaris e della staffetta 4x100 L'oro, il primo olimpico femminile del nuoto italiano, di
stile libero composta dal poker d'assi Pangaro-Barelli-Zei- Federica Pellegrini nei 200 stile libero con il record mondiale
Guarducci che nel 1975 conquistarono la prima medaglia del e l'argento di Alessia Filippi negli 800 sono stati gli acuti
nuoto italiano maschile nella storia dei Mondiali: bronzo.
dell'Olimpiade cinese.
Gli anni d'oro della Federazione Italiana Nuoto sono quelli
E il nuoto inzia a rappresentare la punta di un movimento
che vanno dal 1980 al 2004 ma il tempo scorre e non solo
che è cresciuto nel quadriennio sino a sfiorare i sei milioni
cronologicamente. Ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996, dove
di praticanti del 2008 che testimoniano a sufficienza la
l'unico italiano a mettersi in evidenza era stato Emanuele
diffusione dello sport dell'acqua che sta diventando parte
Merisi strappando un bronzo nei 200 dorso, emergono
importante della cultura sportiva del Paese.
i talenti dei giovani Massimiliano Rosolino ed Emiliano
Brembilla che, pur non riuscendo a raggiungere il podio, Ma se per la maggior parte delle persone il nuoto è un modo
migliorano le prestazioni personali alimentando così grosse per dimagrire, rilassarsi e mettersi in forma, per questi
atleti lo sport è una sfida, una competizione. È la passione.
aspettative per il futuro.
Le Olimpiadi di Sydney sono lontane quattro anni e in vasca I grandi nuotatori basano sempre le loro motivazioni
sul migioramento del proprio tempo personale e non sul
le aspettative del nuoto italiano si concretizzano.
Domenico Fioravanti conquista il primo oro individuale del raggiungimento di quello degli avversari. Alla fine è così
che funziona perchè una volta
fatto il record non hai più
nessuno da raggiungere. Siamo
davvero fatti per il 90% di acqua
e l'acqua per un nuotatore è aria.
Quando nuoti ti senti libero,
la pressione della cuffia e degli
occhialini sulla fronte alzano la
concentrazione e non importa
come nuoterai, se a stile libero, a
rana, a dorso o se diventerai un
delfino, l'importante è percepire
ogni molecola di acqua fresca
dentro al tuo corpo affinchè
la scossa di energia elettrica si
accenda e ti faccia correre più
Federica Pellegrini
veloce di te.
INFORMAPIÙ 51
CI PIACE IL GIOCO DI SQUADRA
i risultati sportivi delle squadre
sponsorizzate da Lavoropiu'
Stagione 2014-2015
008
dal 2
con
19/01/15
2 Bologna
vs
Perugia
24/01/15
1
vs
Bologna 2
31/01/15
0 Bologna
vs
Pescara 0
07/02/15
0 Crotone
vs
Bologna 2
14/02/15
0 Bologna
vs
Ternana 0
21/02/15
0 Cittadella
vs
Bologna
0 Bologna
vs
27/02/15
Entella
con
aggiornata al 28/02/15 - serie B2 girone B
1
1
2
3
4
5
6
1
7
Vicenza 2
8
9
10
11
12
53
47
46
46
44
43
39
39
39
38
36
36
Carpi
13
Bologna
14
Avellino
15
Vicenza
16
Frosinone
17
Livorno
18
Perugia
19
Pescara
20
Spezia
21
Lanciano
22
Bari
34
33
33
32
31
30
30
28
28
28
Pro Vercelli
1
2
3
4
5
Latina
Trapani
Brescia
Cittadella
36
36
32
30
30
13/01/15
84
Fortitudo Pallacanestro Bologna
vs
18/01/15
75
Co.Mark Bergamo
vs
Fortitudo Pallacanestro Bologna
74
21/01/15
88
Fortitudo Pallacanestro Bologna
vs
Vivigas Alto Sebino
96
25/01/15
52
Jadran Franco (TS)
vs
Fortitudo Pallacanestro Bologna
69
01/02/15
80
Fortitudo Pallacanestro Bologna
vs
Tramec Cento
59
08/02/15
55
Basket Lecco
vs
Fortitudo Pallacanestro Bologna
76
14/02/15
83
Gsa Udine
vs
Fortitudo Pallacanestro Bologna
70
22/02/15
89
Fortitudo Pallacanestro Bologna
vs
Tramec Cento
Gsa Udine
Fortitudo Pallacanestro Bologna
Contadi Castaldi Montichiari
Urania Milano
28
26
24
22
18
6
7
8
9
10
Orthos Lugo 63
TFL Garcia Moreno 83
Catania
Crotone
Varese
con
aggiornata al 28/02/15
Ternana
con
06/01/15
1
Parma
vs
Fiorentina 0
11/01/15
3 Hellas Verona
vs
Parma
18/01/15
2 Parma
vs
Sampdoria 2
25/01/15
1
vs
Cesena 2
Parma
1
3 Milan
vs
Parma1 2
11/02/15
0 Parma
vs
Chievo
15/02/15
0 Roma
vs
Parma 0
01/02/15
22/02/15
-
Parma
vs
Udinese
1
-
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
52 INFORMAPIÙ
Orva Lugo
Vivigas Alto Sebino
Rimadesio Desio
Jadran Franco (TS)
TFL Garcia Moreno
Modena
1
2
3
4
5
57
48
45
43
42
39
36
36
35
34
34
18
16
10
4
4
Entella
aggiornata al 28/02/15 - serie C girone D
1
11
12
13
14
15
Gagà Milano OrziBasket
Co.Mark Bergamo
Pienne Basket
Basket Lecco
Erogasmet Crema
Juventus
12
Roma
13
Napoli
14
Lazio
15
Fiorentina
16
Sampdoria
17
Genoa
18
Torino
19
Inter
20
29
28
28
28
25
23
20
19
10*
Sassuolo
Udinese
Empoli
Raggisolaris Faenza
Angels Santarcangelo
Tigers Basket
Virtus Spes Vis. Pallacanestro Imola
Bk Castelfranco Emilia
6
7
8
9
10
22 Basket 2000 Reggio Emilia
20 Ghepard Mister Auto
20 Gaetano Scirea Basket
18 Climart Zeta Castenaso
14 BSL San Lazzaro
11
12
13
14
14
14
12
6
Fiore Basket Alberti e Santi
Asset Banca San Marino
Salus Bologna
Rebasket
03/01/15
2
Conad Reggio Emilia
vs
Centrale McDonald's Brescia
3
11/01/15
1
Aurispa Alessano
vs
Conad Reggio Emilia
3
18/01/15
2
Conad Reggio Emilia
vs
Caffè Aiello Corigliano
3
25/01/15
3 Sieco Service Ortona
vs
Conad Reggio Emilia
1
01/02/15
3 Conad Reggio Emilia
vs
Maury's Italiana Assicurazioni Tuscania
1
15/02/15
3 Tonno Calippo Calabria Vibo Valentia
vs
Conad Reggio Emilia
1
22/02/15
3 Conad Reggio Emilia
vs
Cassa Rurale Cantù
1
44 BSL San Lazzaro
vs
Angels Santarcangelo
66
11/01/15
61
vs
BSL San Lazzaro
69
17/01/15
73 BSL San Lazzaro
vs
Climart Zeta Castenaso
70
24/01/15
60 BSL San Lazzaro
vs
Raggisolaris Faenza
55
vs
BSL San Lazzaro
69
Basket2000 Reggio Emilia
01/02/15
77
07/02/15
83 BSL San Lazzaro
Ghepard Mister Auto
vs
Tigers Basket 89
14/02/15
68 Gaetano Scirea Basket
vs
BSL San Lazzaro
51
22/02/15
74 Fiore Basket Alberti e Santi
vs
BSL San Lazzaro
77
28/02/15
82 BSL San Lazzaro
vs
Rebasket
79
11/01/15
3
Coveme S.Lazzaro VIP BO
vs
Volley La Sportiva BS
1
17/01/15
3
Emilbronzo 2000 Mont. MO
vs
Coveme S.Lazzaro VIP BO
1
25/01/15
3
Coveme S.Lazzaro VIP BO
vs
08/02/15
3
Coveme S.Lazzaro VIP BO
vs
Service Med S.Donà 0
14/02/15
3
Isuzu Enermia 434 VR
vs
Coveme S.Lazzaro VIP BO 0
22/02/15
3
Coveme S.Lazzaro VIP BO
vs
Itas Cittàfiera Mart. UD 0
Atomat Volley Udine 0
Hellas Verona
Chievo
Atalanta
Cagliari
Cesena
Parma
Milan
Palermo
34
26
26
26
24
07/01/15
* Parma 1 punto di penalizzazione
aggiornata al 28/02/15
aggiornata al 28/02/15 - A2 Maschile
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
45
44
40
34
33
32
25
22
19
18
16
14
Sieco Service Ortona
Globo Banca Pop. Frusinate Sora
B-Chem Potenza Picena
Cassa Rurale Cantù
Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia
Caffè Aiello Corigliano
Domar Matera
Conad Reggio Emilia
Materdominivolley.it Castellana Grotte
Maury's Italiana Assicurazioni Tuscania
Centrale McDonald's Brescia
Aurispa Alessano
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
42
39
37
35
35
31
29
26
24
23
17
12
4
3
Emilbronzo 2000 Mont. MO
Isuzu Enermia 434 VR
V.Millenium Brescia
Coveme S.Lazzaro VIP BO
Domovip Porcia PN
Studio 55 Ata Trento
Volley La Sportiva BS
Itas Cittàfiera Mart. UD
Atomat Volley Udine
Service Med S. Donà VE
Le Ali Padova V. Project
Brunopremi Bassano VI
Liu Jo Modena
Union Volley Jesolo VE
aggiornata al 28/02/15 - B1 Femminile
INFORMAPIÙ 53
IL MONDO A MISURA DI BAMBINO
MAMMA, COSA FACCIAMO
OGGI POMERIGGIO ?
Il teatro e la musica sono strumenti educativi efficaci e innovativi, oltre ad essere
attività divertenti e spensierate da svolgere insieme ai figli.
Il
teatro e la musica svolgono
un ruolo molto importante
nella crescita dei nostri figli.
Cerchiamo di capire perchè...
Perché il teatro?!
Semplicemente perché attraverso le
pratiche teatrali è possibile favorire
il superamento di problemi che, normalmente, accompagnano la crescita
di molti bambini, come la timidezza, il
rapporto strano con il proprio corpo o
l'eccessiva aggressività. Questo tipo di
esperienza va inoltre a stimolare anche
l'apprendimento, insegna ad esercitare un controllo sulle proprie emozioni
e potenzia le capacità creative che invece, spesso, si tendono a sottovalutare.
54 INFORMAPIÙ
Quest'anno ho avuto modo di sperimentare in prima persona l'importanza di tutto questo, in quanto nella
scuola materna di mio figlio abbiamo
scelto, insieme alle insegnanti, di inserire questa attività all'interno del programma didattico.
Una volta alla settimana i bimbi “fanno teatro”, o meglio, utilizzano il gioco
teatrale per stimolare la loro infinita
creatività, per imparare a conoscere
e soprattutto riconoscere le proprie
emozioni e a controllare la paura, oltre
naturalmente a sviluppare e aumentare la loro capacità di socializzazione.
Cosa fanno in pratica durante queste
lezioni? Giochi sulla percezione dello
spazio, dei suoni e del corpo, improvvisazione teatrale, giochi musicali, danza
e animazione di elementi inanimati.
Inutile dire che mio figlio è entusiasta, ogni settimana aspetta con ansia il
fatidico mercoledì per poter “entrare,
anche se per poco tempo, in un altro
mondo attraverso la fantasia”.
L'attore che li segue in questa splendida esperienza fa parte della Compagnia Teatrale del Fantateatro. Chi
è di Bologna molto probabilmente la
conosce bene e se per caso così non
fosse, mi raccomando portate assolutamente i vostri figli a vedere i loro
spettacoli... ne vale davvero la pena!
Sono spettacoli pensati e realizzati
proprio per loro, ma vi garantisco che
sono bellissimi e divertenti anche per
noi adulti. Alla fine di ogni spettacolo
si cantano e si ballano le loro canzoncine più famose, tutti insieme, grandi
e piccini. È un ottimo modo, soprattutto in inverno quando a volte è dura
inventarsi idee stimolanti per i nostri
piccoli, per trascorrere un'oretta con i
propri figli in modo diverso, emozionandosi, divertendosi e anche viaggiando insieme con la fantasia.
L'unica controindicazione a tutto ciò
è che, durante il giorno, rischierete
di non intonare più le vostre canzoni
preferite di Vasco, Ligabue o
Jovanotti, ma di
tediare in ufficio i
vostri colleghi con
le canzoncine più
famose del Fantateatro, tipo quella
dell'Orco Puzza...
che fa puzzine,
puzzette ,puzzacce,
puzzò...!!!
Perché invece la
musica!?
Inizio parlando di
cose che sicuramente la maggioranza di voi conosce già, cioè che
l'orecchio è il primo
organo a essere sviluppato correttamente nel feto umano. Molti sapranno
anche che alcuni scienziati hanno dimostrato come i neonati riconoscano
ritmi, melodie e addirittura interi brani sentiti prima ancora della loro nascita, dall'interno del ventre materno.
Proprio per questo, oggi, nei reparti
di cure intensive per i parti prematuri
ci sia avvale proprio di suoni, rumori
e voci per sostenere nel migliore dei
modi lo sviluppo dei neonati stessi.
Tutto questo ci fa capire quanto sia importante la musica per i nostri bambini!
Molte scuole di musica, come anche
quella frequentata da mio figlio, si appoggiano alle teorie americane sviluppate da E.E. Gordon, il quale afferma
che la musica può essere appresa secondo gli stessi meccanismi di apprendimento della lingua materna. Per questo
motivo il bambino dovrebbe essere avvicinato alla musica fin dai primi giorni di vita per sviluppare il senso della
sintassi musicale, premessa indispensabile per trarre i massimi benefici dalla successiva istruzione formale. Basta
pensare a come impariamo a parlare.
Nessuno dà lezioni di lingua o pretende risultati immediati dai bambini nei
primi cinque anni di vita, solo dopo si
inizia l'istruzione formale: la lettura e
la scrittura.
La stessa cosa dovrebbe avvenire con
la musica: sarebbe importante non
avvicinare i nostri pargoli alla musica
direttamente partendo dal pentagramma, dalle altezze e dalle durate, senza
essere prima passati da una fase iniziale di apprendimento informale.
Ritengo che, come il teatro, anche la
musica serva ai nostri figli per imparare ad ascoltare se stessi, per poter
esprimere le loro idee e le loro emozio-
ni, e soprattutto per sviluppare la loro
immensa immaginazione e creatività.
A mio figlio, fin da piccolo, piaceva
ascoltare la musica, reagiva alla musica
con determinati movimenti... insomma, mi sembrava provasse gioia nell'ascoltarla e per questo motivo abbiamo
pensato, all'età di 6 mesi, di iscriverlo
alla scuola di musica del nostro paese.
I laboratori per i bimbi da 0 a 36 mesi
durano un'oretta, durante la quale i genitori stanno insieme ai loro figli all'interno di un ambiente musicale stimolante e ricco di tanti suoni, ritmi, voci,
giochi e colori diversi fra loro. Crescendo si aggiungono i
girotondi, i trenini,
i giochi con i teli,
tutto scandito da
tante canzoncine.
Io lo consiglio
anche perché è
un'occasione per
noi stessi di trascorrere del tempo
con loro in un'atmosfera tenera e
diversa da solito.
Adesso che mio figlio è cresciuto sta
frequentando un
altro laboratorio,
creato apposta per
i più grandicelli, il
cui obiettivo è imparare a conoscere
la musica vivendola fisicamente ed emotivamente attraverso il gioco, il movimento, il corpo e
il canto. Ormai per loro la presenza dei
genitori non è nemmeno più necessaria.
Perciò quando cantano e ascoltano
canzoni di ogni genere, dal Pulcino Pio
a La Donna Cannone, ci dedicano bellissime canzoni inventate da loro, chiedono a Babbo Natale una chitarra per
imparare a suonare e aspettano con
ansia la domenica per poter andare a
teatro tutti insieme... E a noi genitori
non rimane altro che emozionarci!!!
INFORMAPIÙ 55
TECNOLOGIE
Il vantaggio di questo sistema è che
le lettere non sono sempre sostituite
allo stesso modo e possono mettere
in crisi i crittoanalisti (coloro che
tentano di decifrare un messaggio
senza conoscere l'algoritmo né la
chiave usata per generare il messaggio
cifrato) che usano spesso le frequenze
delle lettere nelle parole di una lingua
per decifrare i messaggi. Non mi
dilungherò troppo sulle tecniche di
crittoanalisi perchè ho dei limiti di
spazio per questo articolo ma rimando
i più curiosi alla lettura di “The Gold
Bug”, un racconto di Edgar Allan Poe;
Poe, infatti, oltre che un produttivo
scrittore, era anche appassionato di
crittografia e crittoanalisi e da questa
passione trae spunto per inserire un
messaggio cifrato in questo racconto
e fa spiegare al protagonista alcune
tecniche di crittoanalisi in un modo semplice e affascinante.
CRITTOGRAFIA: STORIE DI SPIE,
GENERALI, GENI E... DEL WI-FI DI
CASA
Giulio Cesare, Alan Turing, Enigma, Seconda Guerra Mondiale... Periodi storici
diversi con un denominatore comune: proteggere e nascondere informazioni.
L'
idea di questo articolo nasce qualche settimana fa, all'uscita dal cinema dopo aver visto The Imitation Game,
film pluricandidato all'Oscar che racconta la storia di Alan Turing, matematico, logico e, a sua insaputa,
informatico inglese che riuscì a decrittare i messaggi tedeschi cifrati con Enigma. L'argomento è decisamente
molto complesso ma è anche estremamente affascinante e pertanto non stupisce il successo del film, ma
proviamo ad entrare un pò nel merito.
Innanzitutto cos'è la crittografia? La parola deriva dal greco kryptos “nascosto” (come le cripte delle chiese che sono
sempre sotto il pavimento, 'nascoste' agli sguardi e agli accessi di tutti) e da graphia “scrittura”, quindi letteralmente
“scrittura nascosta”, è quindi il modo per scrivere messaggi non leggibili da tutti ma riservati a pochi.
Se trascuriamo il metodo della scrittura col succo di limone da leggere poi con un foglio tenuto in controluce, uno
tra i più antichi e semplici sistemi crittografici è il cifrario di Cesare: consiste nel sostituire ogni lettera del messaggio
originale (“in chiaro”) con la terza lettera successiva.
Vediamolo in un esempio chiarificatore:
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
Alfabeto
in chiaro
A B C D E F G H I
J
K L M N O P Q R S
Alfabeto
cifrato
D E F G H I
20
21
22
23
24
25
T U V W X Y Z
J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z A B C
Quindi 'Fabio' (in chiaro) diventerà 'Idelr' (cifrato), chi riceve il messaggio effettuerà la stessa traslazione all'indietro e
ritroverà la parola originaria.
Il cifrario di Cesare, nonostante la grandezza del suo inventore, è piuttosto debole in quanto possiede solo 25 combinazioni
diverse (il numero di spostamenti possibili tra i 2 alfabeti) e anche manualmente potrebbe essere decifrato in un tempo non
molto elevato.
Una versione più complessa risale alla metà del '500 ed è il Cifrario di Vigenere, in questo caso le lettere non vengono
sostituite con altre ad una distanza costante (+3 per Cesare), ma vengono sostituite in base alla posizione nell'alfabeto
delle lettere di una chiave costituita da una parola o da una frase e usata ripetutamente su tutto il testo in chiaro.
Vediamo un esempio:
Messaggio in
chiaro
M
Chiave
I
O
F A B
I O F A B
I
Shift
posizione
6
1
2
9
15
2
9
Messaggio
cifrato
S
F
U
L
P M H K
Z
56 INFORMAPIÙ
E
S
S
A G G
6
26
1
I
C
H
O F A B
I
O F A B
I
15
9
15
1
2
9
L
W O B
T
X
6
N
1
O O
2
I
6
A R O
Chi volesse cimentarsi nella cifratura/decifratura anche di
un semplice esempio come quello che abbiamo riportato, si
accorgerà ben presto che è un'operazione non banale e che
richiede tempo, nel corso della storia si tentò pertanto di
sviluppare macchine cifranti che potessero svolgere queste
operazioni riducendo i tempi ed assicurando i risultati.
Si arriva così ad Enigma, la macchina cifrante usata
dall'esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale
per crittografare i propri messaggi radio, e citata all'inizio
di questo articolo. In Enigma non esiste una chiave come
nel cifrario di Vigeneve ma di questo rimane l'idea di
base di sostituire le lettere del messaggio in chiaro con
altre lettere in modo sempre diverso grazie all'uso di 3
rotori a diverse velocità che ad ogni carattere avanzano
e cambiano la configurazione modificando la lettera
risultante ma facendolo con un meccanismo reversibile
che ne permettesse la decodifica da parte degli ascoltatori,
autorizzati, del messaggio.
Grazie al lavoro di Turing, anche gli Alleati poterono
decodificare i messaggi tedeschi conquistando un grande
vantaggio informativo.
Con l'avvento dei computer (di cui Turing fu il padre) e
dell'enorme capacità di calcolo degli stessi, il numero di
combinazioni necessarie affinchè il sistema di crittografia
sia sicuro si è ulteriormente alzato, pena la possibilità di
essere decodificato in tempi brevi. Attualmente esistono 2
grandi famiglie di sistemi di crittografia: quelli simmetrici
e quelli asimmetrici.
I primi si basano su una chiave (di molti bit per scongiurare
la possibilità che possa essere scoperta in tempi brevi da
un calcolatore) scambiata preventivamente tra chi invia il
messaggio e chi lo riceve ed usata tanto per crittografare il
messaggio quanto per decifrarlo. Ma in assoluto i più sicuri
sono i sistemi asimmetrici, che usano chiavi diverse (si
parla di chiavi pubbliche e chiavi private) per crittografare
e decrittare il messaggio.
Ma l'uso e la diffusione dei computer
non ha solo reso più complessi i sistemi
di crittografia (non credo che Edgar
Allan Poe avrebbe spiegato in modo
semplice ed avvincente l'aritmetica
finita di ordine n con n = p*q, dove
p e q sono numeri primi con più di
170 cifre che è alla base dell'RSA,
il sistema di cifratura attualmente
ritenuto inattaccabile), ma li ha anche
diffusi in tantissime applicazioni di
uso comune.
Proprio con l'RSA sono cifrati i
messaggi da e per tutti i siti che
riportano la sigla HTTPS (la S sta per
Secure) e che i browser identificano
spesso con un lucchetto chiuso. I siti
di home banking e, ormai sempre più
spesso, anche i normali portali di posta
elettronica o gestionali con interfaccia web si affidano
all'RSA al fine di garantire la riservatezza e la salvaguardia
dei dati che vengono scambiati.
Un'altra applicazione dell'RSA è la firma digitale con i
certificati caricati sulle smartcard ora usate sempre più
spesso in sostituzione delle normali firme autografe.
Sono cifrati anche tutti i dati che passano nei wifi tutte le
volte in cui dobbiamo inserire una password (WEP, WPA,
WPA2 in ordine crescente di sicurezza) per effettuare la
connessione: questa non viene inserita solo per escludere
alcuni utenti dall'uso della banda del nostro abbonamento,
ma viene inserita soprattutto per cifrare i dati che passano
impedendo a terzi, non autorizzati, di visualizzare il
contenuto della nostra navigazione web, della nostra posta
elettronica e in generale delle informazioni che scambiamo
su internet.
Svetonio, Vite dei Cesari (libro I, 56)
“...id est sic structo litterarum ordine, ut nullum verbum
effici posset: quae si qui investigare et persequi velit,
quartam elementorum litteram, id est D pro A et perinde
reliquas commutet.” (= con un ordine delle lettere tale
che non costituivano parole, chi volesse capire dovrebbe
sostituire ogni lettera con la quarta [successiva], ovvero la
D con la A e così via).
Una variante di questo sistema ce la racconta sempre
Svetonio (Vite dei Cesari libro II, 88) quando racconta di
Augusto: “Quotiens autem per notas scribit, B pro A, C pro
B ac deinceps eadem ratione sequentis litteras ponit; pro
X autem duplex A” (= Quando scrive cifrato, scrive B al
posto di A, C al posto di B e così per le lettere seguenti,
al posto di X scrive una doppia A). Evidentemente Cesare,
insieme alla sua enorme eredità e al dominio di Roma,
aveva lasciato anche un sistema crittografico ad Ottaviano
Augusto!
INFORMAPIÙ 57
LOST AND FOUND
Cosa è successo nel mondo
negli ultimi due mesi?
Qui trovi ciò che ti sei perso...
FRANCIA
7 gennaio
Nella sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, a Parigi,
c'è stato un attacco terroristico che ha provocato 12 morti, tra cui i
disegnatori Georges Wolinski, uno dei più celebri disegnatori satirici
francesi dell'ultimo mezzo secolo, e Charb (Stéphane Charbonnier),
direttore di Charlie Hebdo dal 2009. L'attentato è stato rivendicato da
Al Qaida. Nei giorni seguenti i terroristi sono stati fermati e uccisi dalla
polizia.
ITALIA
15 gennaio
Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, due cooperanti italiane rapite lo scorso
luglio ad Aleppo nel nord della Siria, sono state liberate. Si trovavano in Siria
dal 28 luglio per conto del “progetto Horryaty”, un'associazione che organizza
piccoli progetti di volontariato a favore dei civili siriani (in Siria da più di tre
anni è in corso una complicata e sanguinosa guerra civile, che ha portato alla
morte fin qui di oltre 170.000 persone). Il 31 dicembre scorso il Fronte al Nusra
– il gruppo che “rappresenta” Al Qaida in Siria – aveva diffuso un video che
mostrava le due ragazze dire di essere in pericolo e chiedere aiuto
al governo italiano.
UCRAINA
22 gennaio
Alcuni colpi di mortaio hanno colpito un autobus in un quartiere di Donetsk,
città dell'Ucraina orientale controllata dai separatisti filo-russi. Secondo diversi
giornalisti presenti sul posto, sono rimaste uccise tra le 8 e le 13 persone: le
fotografie successive all'esplosione mostrano i vetri dell'autobus distrutti, molto
sangue per terra e danni anche all'edificio di fronte.
L'aeroporto di Donetsk è stato teatro di numerosi scontri armati tra ribelli filorussi ed esercito ucraino, perchè è considerato da entrambe le parti un obiettivo
molto importante dal punto di vista strategico, sia per la sua posizione che per
il valore simbolico che ha assunto nel corso degli ultimi mesi.
GRECIA
22 gennaio
Le elezioni per il rinnovo del Parlamento sono state anticipate –
come prevede la Costituzione – dopo che anche il terzo tentativo per
eleggere il nuovo presidente della Repubblica era andato a vuoto e il 29
dicembre il Parlamento era stato sciolto. Finora, la maggioranza che
aveva governato era composta da una coalizione tra Nea Dimokratia (il
partito di centrodestra del primo ministro Antonis Samaras) e Pasok (il
partito socialista del vicepremier Evangelos Venizelos). Questa volta ha
trionfato Alexis Tsipras. Il suo partito di sinistra a ispirazione socialista
democratica, Syriza, ha ottenuto il 36,3% dei voti
e 149 seggi in Parlamento.
58 INFORMAPIÙ
ITALIA
31 gennaio
Sergio Mattarella è stato eletto Presidente della Repubblica Italiana al quarto
scrutinio con 665 voti, poco meno dei due terzi dell'assemblea elettiva. Ha
giurato il successivo 3 febbraio. È il primo siciliano a ricoprire questa carica.
Dal 1983 al 2008 è stato deputato, prima per la Democrazia Cristiana (di
cui fu vicesegretario) e poi per il Partito Popolare Italiano, la Margherita e
il Partito Democratico. È stato ministro per i Rapporti con il Parlamento
(1987-1989), ministro della Pubblica Istruzione (1989-1990), vicepresidente
del Consiglio (1998-1999), ministro della Difesa (1999-2001) e giudice
costituzionale (2011-2015).
INDIA
gennaio
La polizia di Secunderabad, nello stato indiano di Telangana, ha liberato circa
400 bambini, tra i 4 e i 12 anni, che erano impiegati illegalmente in fabbriche di
scarpe e monili nel quartiere vecchio della città. I bambini provengono dagli stati
settentrionali di Bihar, Uttar Pradesh e Bengala Occidentale, che sono tra i più
poveri dell'India e si trovano a centinaia di chilometri di distanza. La polizia ha
detto che i ragazzini che lavoravano nelle fabbriche di scarpe erano pagati dalle
50 alle 80 rupie al giorno (corrispondenti a 0,7 centesimi di euro e 1,13 euro) e
che una giornata di lavoro poteva durare fino a 18 ore.
LIBIA
febbraio
In Libia da mesi coesistono due governi e due parlamenti, entrambi
debolissimi e screditati: i miliziani dello Stato Islamico si sono rafforzati e
hanno conquistato nuovi territori. L'ISIS ha diffuso un video che mostra
le decapitazioni di 21 cristiani copti egiziani e minaccia direttamente
l'Italia. Il 16 febbraio gli italiani residenti in Libia vengono rimpatriati a
bordo di una nave.
DANIMARCA
14 febbraio
Si sono verificati due attentati: uno a un centro culturale e
l'altro fuori da una sinagoga: secondo la polizia sono stati
compiuti dalla stessa persona, un uomo che è stato sorpreso
poi ucciso durante un'operazione di polizia a Nørrebro, un
quartiere a nord del centro città. In tutto sono state uccise due
persone e cinque poliziotti sono rimasti feriti.
ITALIA
14 febbraio
Michele Ferrero è morto a Montecarlo, dopo mesi di malattia, a 89
anni. Secondo le classifiche dei paperoni della rivista americana
Forbes, Ferrero lascia un patrimonio personale di 23,4 miliardi di
dollari (20,5 miliardi di euro) che ne facevano il trentesimo uomo più
ricco del mondo e il primo d'Italia, oltre al più facoltoso produttore
dolciario del pianeta. Il patron della casa della Nutella, dei Kinder
e dei Tic Tac aveva ereditato l'azienda dal padre Pietro che aveva
lanciato la produzione della crema alla nocciola durante la seconda
guerra mondiale. La Ferrero era già da quasi 20 anni passata nelle
mani del figlio Giovanni che aveva condiviso il timone dell'azienda di
famiglia con il fratello Pietro dal 1997 al 2011, anno della scomparsa
di quest'ultimo avvenuta in Sudafrica per un infarto.
INFORMAPIÙ 59
Musica
PAUSA CAFFÈ
#iosochisono AFTERHOURS
Le ricette di Wonder Mamma
Sei anche tu una WonderMamma? Una di quelle che: si sveglia la mattina alle 6.00, sceglie l'outfit
indoneo per la giornata, porta i bambini a scuola, fa funzionare la "Macchina Famiglia", lavora
quelle 8 o 10 ore al giorno e bella pimpante prepara la cena? Una di quelle mamme che ha imparato
a stirare e allo stesso tempo a darsi lo smalto alle unghie? Bene! Allora ecco per te una ricettina
facile e veloce, leggera e gustosa, semplice e ad effetto...
gradimento
Per la tappa bolognese del tour, la band si è esibita presso il Teatro Auditorium Manzoni il 13
febbraio.
La Torta Tenerina
100 gr di burro
100 gr di zucchero
50 gr di farina
250 gr di cioccolato
fondente
La line up prevede una parte storica della band con Manuel Agnelli, Rodrigo D'Erasmo,
Xabier Iriondo, Roberto Dell'Era e due new entry, Fabio Rondanini dei Calibro 35 e Stefano
Pilia dei Massimo Volume.
grado di difficoltà
Ingredienti:
Una delle band più seguite e innovative della scena alternative rock
italiana, gli Afterhours, ha girato i teatri d'Italia per un tour che ha
segnato quindicimila presenze tra gennaio e febbraio e che si è confermato
un successo di critica e di pubblico. Aggiunte altre due date a marzo,
dopo le 17 ufficiali, per poi prendersi una pausa, scrivere il nuovo disco e
tornare ad esibirsi con nuovi progetti e nuove idee.
In una delle ultime interviste, il leader e fondatore del gruppo, Manuel Agnelli, ha dichiarato che
gli Afterhours sono “un gruppo di persone inquiete e in movimento”. La scelta dei brani e tutto lo
show portato sul palco, parla di questa inquietudine e della volontà di sublimarla attraverso la libertà di esprimere se stessi, le proprie emozioni e le
proprie paure.
50 gr di latte
3 uova (solo di galline
allevate a terra, mi
raccomando!)
Preparazione:
Fate a pezzi il cioccolato e poi scioglietelo nel latte a bagnomaria. A parte mescolate il burro con lo zucchero fino all'ottenimento di una crema, poi
aggiungete i 3 rossi d'uovo e la farina. Fate raffreddare il cioccolato e poi aggiungetelo alla crema. Montate a neve gli albumi e uniteli al composto
mescolando adagio.
Versate il tutto in una tortiera imburrata e cuocete a 170° per 25 minuti. Una volta cotta e raffreddata, cospargete la torta con lo
zucchero a velo. Ecco pronta una colazione piu' economica e sana delle classiche merendine, per far sorridere anche il bimbo più
assonnato!
Se invece avete una serata speciale, preparate una crema mascarpone (mascarpone 250 gr, zucchero 70 gr, tuorli 2,
latte 50 gr o un bicchierino di rum il tutto montato con le fruste), versatela in una coppetta trasparente, adagiateci sopra
un bel pezzettone di torta tenerina, magari tagliato a forma di stella / cuore / alberello di Natale usando le formine per i biscotti,
spolverate di zucchero a velo e decorate a piacere con una fragola o dei frutti di bosco.
#iosochisono, titolo di questo intimo e vibrante tuor, è il loro manifesto, la loro posizione nei confronti della vita e delle vicende che possono
disorientare o spaventare ma lasciano la consapevolezza di sapere chi si è e dove si vuole arrivare.
La scaletta dello spettacolo prevede brani celebri che hanno fatto la storia del gruppo come Non è per sempre, Bianca, Baby fiducia, Strategie, Ossigeno,
Bye Bye Bombay, Dentro Marilyn. Alternate alle canzoni, letture di testi impegnati e impegnativi che servono a Manuel per dialogare con il pubblico e
per sottolineare la sfera intimistica
che solo il teatro può regalare.
E così, con poche note di
sottofondo, vengono letti brani
di Gramsci, Pessoa, Ginsberg e
Pasolini, tutti incentrati sul tema
dell'identità.
Uno spettacolo diverso dal solito,
sulle note di Bye Bye Bombay è
difficile rimanere seduti e non
far andare le gambe e le braccia
a ritmo di musica, però la poesia
dei testi e la bravura degli artisti
fa dimenticare la nostalgia dei
concerti all'aperto.
E il vino? Beh! Vino e cioccolato è un abbinamento difficile ma potete provare con un Recioto di Valpolicella.
Buon Appetito!
Libri
Teoria idraulica delle famiglie
Elisa Casseri
Elliot 2014
D
consiglio per la lettura
L
'autrice di questo libro è alla sua prima prova e riesce a conquistare agevolmente la simpatia dei lettori.
La protagonista, Iris, è il vaso attraverso cui confluiscono tutte le vicende della sua famiglia: “accade che, con una cadenza abbastanza fissa, tutto il peso
del tempo abbia la necessità fisica di fluire da qualche parte, ed ecco che
arriva un contenitore.
Nel caso in questione, il contenitore era stato chiamato Iris”.
Elisa Casseri è ingegnere meccanico e la sua visione logica e matematica della vita passa nelle pagine del romanzo mescolandosi ad una maturità quasi
inaspettata per una trentenne.
I parenti di Iris sono spesso bizzarri, dal fratello che diventa sindaco del paese
suo malgrado, alla bisnonna che attende solo di morire, alla madre tradita da
un marito fedigrafo fino ad una zia forse immaginaria, forse vissuta prima
che Iris nascesse.
Le storie della sua famiglia, i cui componenti hanno tutti il nome di un fiore,
si mescolano ai sentimenti della protagonista in un intreccio a volte fiabesco
altre volte più crudo e reale.
60 INFORMAPIÙ
La prima cosa che guardo
Grégoire Delacourt
Salani 2014
consiglio per la lettura
elacourt è l'autore di “Le cose che non ho”, romanzo francese che nel 2013 è stato un piccolo caso editoriale per numero di copie vendute, tanto da essere paragonato al famoso
“L'eleganza del riccio”.
L'autore ha una capacità indiscussa, quella di ritrarre l'animo
umano in maniera empatica, con grazie e velato humor. Sa
tratteggiare vite comuni e renderci complici e vicini dei suoi
personaggi. In “La prima cosa che guardo” siamo tutti amici di
Arthur, meccanico dal cuore semplice a cui il destino fa uno
scherzo singolare: busserà alla porta di casa sua Scarlett Johansson. Lui vive in un paesino francese difficile da trovare su
una cartina geografica, immaginate lo stupore di avere in casa
un'attrice americana così famosa e, soprattutto, così bella. E la
favola sembra proseguire proprio come vorremmo noi: lei cerca
rifugio dallo stress della sua vita di attrice, lui troppo timido per
provare anche solo a baciarla, la simpatia tra i due, l'affetto e,
infine l'amore. Ma non aspettatevi il lieto fine: Scarlett in realtà
è Jeanine, una sosia perfetta dell'attrice che vive il dramma di
un corpo e di una bellezza che non le appartengono e che sono
sempre troppo ingombranti nei rapporti con gli altri. Nessuno
vede Jeanine, tutti vedono Scarlett. Ma finalmente Arthur la
vede per quello che è e le giura amore incondizionato. Forse
Jeanine ha finalmente trovato quello che cercava. Forse.
consiglio per la lettura
I
Shotgun lovesongs
Nickolas Butler
Marsilio 2014
l romanzo di esordio di Butler è un'opera corale: ogni capitolo è raccontato in prima persona da uno dei personaggi
della storia e questo espediente permette una visione d'insieme di tutta la vicenda.
Sono narrate le vite di quattro uomini Henry, Lee, Kip e Ronny, amici d'infanzia che la vita e il lavoro separa in età adulta
e che si ritrovano in occasione del matrimonio di uno di loro.
E' il momento di rinsaldare i rapporti e di perdersi nei ricordi. L'amicizia è l'indiscutibile protagonista di questo libro,
quella vera, lontana da civetterie o cameratismi, quella che
resiste al tempo e, soprattutto, alle difficoltà.
Un segreto conservato a lungo potrebbe essere la miccia per
disintegrare i rapporti che invece, proprio perché autentici,
resisteranno a qualsiasi ostacolo.
A puntellare la storia c'è la musica: il titolo del libro è quello
dell'album di esordio di uno dei personaggi divenuto un famoso cantante con il nome di Corvus e che porta nel cuore il
segreto che destabilizzerà il rapporto con i suoi amici.
INFORMAPIÙ 61
LUOGHI (NON) COMUNI
THIRTY IS THE NEW TWENTY...?
Cos'hanno in comune Scarlett Johansson, il Principe Henry e LeBron James?
30
, hanno in comune il numero 30. Che
non è il numero di maglia di LeBron,
non sono gli Oscar vinti da Scarlett
Johansson e nemmeno le lentiggini
del Principe Henry. 30 sono anni.
E il pensiero con cui mi sveglio il giorno del mio
compleanno è lei: Scarlett Johansson... E pensare che
non mi ha mai fatto impazzire né in quanto a doti
espressive, né in quanto a simpatia. Eppure oggi compio 30 anni, la stessa età di Scarlett Johansson. E direi
proprio che le cose che io e lei abbiamo in comune
finiscono qui, ahimè.
Questa cosa dei 30 anni mi inquieta un po'... Non
per orologi biologici, scadenze o ultimatum, ma per
il salto in una nuova decina che ai miei occhi non è
esaltante come quella dei 20. Con un'aggravante: i
tempi di recupero.
I tempi di recupero sono IL problema che affligge noi trentenni. Non ci
capacitiamo di come fino a qualche
mese fa riuscivamo a farci bastare
qualche ora di sonno dopo una serata
brava, mentre adesso le ore di sonno
necessarie sono aumentate esponenzialmente, insieme al mal di testa,
male alla cervicale, occhiaie da panda e faccia da influenza. Come può
essere possibile?! Quando è iniziato
questo lento declino fisico che ci colpisce? Succede anche a te, Scarlett?!
No, perché dalle foto che mi sono
capitate sotto il naso poco tempo fa in un articolo
intitolato: “La classe dell'84” e sottotitolato: "Cinquantanni. Prima e dopo, suonano molto diversi. Abbiamo concluso che l'unico altro passaggio di stato che
compete con quello, in termini di svolta, è quello che
fa abbandonare definitivamente i vent'anni, che toglie
da quell'epoca lì della vita. Trentanni. Certo, oggi si è
“giovani” ancora a trent'anni, o addirittura “ragazzi”:
ma si hanno trent'anni, e qualcosa è finito.", non sembra proprio che anche tu, cara Scarlett, sia afflitta dai
problemi dei tempi di recupero. Photoshop, massaggi, cosmetici costosi, acconciature favolose possono
nascondere le rughe e le imperfezioni, ma non possono cancellare gli anni...
Così, dopo aver sfogliato quelle foto, aver preso coscienza del fatto che anche Avril Lavigne ha compiuto
30 anni nonostante si trucchi ancora come quando ne
aveva 16 e aver sorriso di nostalgia pensando ai fantastici anni '90, mi sono chiesta: “Cosa significa essere
donna e avere 30 anni oggi?”
Quando ho deciso di andare a vivere da sola mi sono
scontrata con quella che credevo essere una mentalità morta e sepolta. E invece sembra che una donna
da sola nel 2015 non possa proprio vivere. Mi sono
scontrata con facce sconvolte e sguardi apprensivi di
vicini di casa e conoscenti... “Perché da sola?! E come
fai?”. La persona che avrebbe dovuto
abitare con me non era particolarmente definita nelle idee dei miei
interlocutori, era piuttosto un'entità:
sorella/fratello/amica/amico/fidanzato/marito/gatto/cane... L'importante era che non me ne andassi sola.
E come fai ad aggiustare le cose che
si rompono? Ad usare martello, trapano e chiodi? Come riuscirai a fare
la spesa da sola e a scaricarla dalla
macchina? Come farai ad uccidere
un ragno? E a non aver paura dei ladri di notte?...
lo stesso tetto con la mamma e il papà non mancano
di certo i trentenni. Colpisce come tra quanti non sono
sposati oltre sei su dieci se ne stanno in famiglia piuttosto che andare a vivere per conto proprio. A monitorare
il fenomeno è l'ultimo Rapporto sulla coesione sociale,
messo a punto da Istat, Inps e ministero del Lavoro.
E il contributo maggiore lo danno i maschi, tra loro i
ragazzi che mangiano e dormono con i genitori sono
quasi quattro milioni, quasi un milione in più a confronto con le giovani donne. Tutte cifre che sembrano
ricalcare vecchi stereotipi, dal famigerato “mammone”
al tanto discusso “fannullone”. Ma stavolta potrebbe
esserci anche lo zampino della crisi, basti pensare che i
disoccupati tra i 15 e i 34 anni sono quasi un milione e
mezzo. Ecco che sempre più ragazzi preferiscono ritardare l'uscita dalla dimora paterna, in attesa di tempi
migliori. Fa anche riflettere come oltre il 60% tra chi
non ha ancora marito o moglie se ne stia a casa con i
suoi."
Un milione in più! A parità di crisi economica, gli
uomini trentenni sono meno indipendenti di noi!
Gli Stati Uniti hanno inventato una certa Carrie
Bradshaw che abita tutta sola in un minuscolo appartamento di New York, la Svezia ha inventato IKEA e
un nuovo modo di arredare casa: economico, giovane e talmente semplice che sembra fatto “a prova di
donna”, la Norvegia in uno spot pubblicitario prende
in giro i giovani mammoni italiani per invogliare i
ragazzi ad andare a vivere da soli... Insomma, un po'
dappertutto si è diffusa la cultura della donna indipendente e in grado di badare a se stessa.
Oriana Fallaci ha detto: "Essere donna è così affascinante. È un'avventura che richiede tale coraggio, una
sfida che non annoia mai.”
Essere donna e avere 30 anni oggi in Italia significa
sfidare retaggi di una cultura e di una mentalità antica, significa affermare con coraggio che posso cavarmela da sola contro ogni pronostico, barzelletta o
proverbio e significa “just want to have fun”, cioè avere semplicemente voglia di divertirmi (quasi) come
quando avevo 20 anni, provando a fregare quei maledetti tempi di recupero!
Girls just want
to have fun,
Cyndi Lauper
(1984)
62 INFORMAPIÙ
Ora, passi la signora del primo piano, passi il mio
parrucchiere, passi una vecchia amica di mia nonna...
Ma i miei amici NO. E invece anche alcuni di loro
hanno fatto fatica a digerire la notizia.
E allora ho deciso di passare alle armi:
"Sono quasi sette milioni i giovani tra i 18 e i 34 anni
che vivono ancora a casa con i genitori. E non sono solo
concentrati nella fascia d'età più bassa: oltre 3 milioni
hanno superato i 25 anni. Insomma tra chi condivide
INFORMAPIÙ 63
*
Sì
LA CANZONE
The Mission - Ennio Morricone
COSA NON PUÒ MANCARE IN VALIGIA
Telefono
macchina fotografica, scarpe comode, k-way
ed un cappello !!!!
COSA MANGIARE
Grigliata di carne di Kudu (antilope). La carne è magrissima
e tenerissima, cucinata alla griglia è una vera leccornia !!!
LA PAROLA
*
L'espressione “Big Five” ha lo scopo di indicare i 5 grandi animali
della savana che tutti vorrebbero incontrare in un safari: leone,
elefante, rinoceronte, bufalo, leopardo.
CURIOSITÀ
Il Sudafrica ha subito la colonizzazione
olandese che tra varie eredità ha lasciato
il burro olandese, di gran lunga più buono e
saporito del burro comune.
La Repubblica Sudafricana, o Sudafrica, è uno Stato indipendente dell'Africa
australe. È situato nella punta meridionale del continente africano.
Dalla fine del regime di apartheid – vigente fino ai primi anni novanta – il
Paese ha acquisito la denominazione informale di Rainbow Nation ("nazione
arcobaleno", ovvero "abitato da persone di diversi colori").
Il Sudafrica è inoltre l'unico Paese al mondo con tre capitali: Pretoria, sede del
Governo; Città del Capo, dove si trova il Parlamento;
e Bloemfontein, sede del potere giudiziario.
, è possibile!!! Ti avvisano ancora prima di
partire: “...sarà un viaggio diverso, indimenticabile, verrai colpita dal mal d'Africa...” e così
è stato!
Il Sudafrica, il “mondo in un solo paese” possiede una
cultura ricca e vitale, il terzo maggior grado di biodiversità del mondo, due oceani, numerose catene montuose, deserti, foreste lussureggianti, il maggior numero di
specie di animali selvatici in Africa. Oltre agli innegabili
primati, il paese offre un'incredibile facilità di accesso ai
suoi tesori, è facile viaggiare in lungo e in largo perché
un'eccellente rete stradale collega le varie località, ognuna delle quali è un mondo a parte per quanto riguarda
caratteristiche climatiche, vegetazione, cultura e storia.
Il Sudafrica è diviso in 9 province ed ogni provincia ha
qualcosa da scoprire: bellissime coste oceaniche che spaziano dal Western Cape all'Eastern Cape fino al Kwazulu
Natal; maestose montagne e magnifici, grandi spazi aperti
nel Free State e nel Northern Cape, panorami mozzafiato
nel Mpumalanga, North West e Limpopo.
Quando si guarda il Sudafrica su un mappamondo sembra lontanissimo ma in realtà divide con la maggior parte
degli stati Europei lo stesso fuso orario, ciò significa che
il viaggio si riduce ad un volo di una notte, senza nessun spiacevole jet lag. Scendiamo dall'aereo a Johannesburg (la città più popolosa del Sudafrica, chiamata anche
Jo'burg o Jozi ovvero la città dell'oro, visto che si è sviluppata a partire dall'arrivo in questa zona dei cercatori d'oro
europei nel diciannovesimo secolo), affittiamo una mac64 INFORMAPIÙ
da febbraio a giugno e da
settemnre a novembre
*
* *
COSA LASCIARE A CASA
voto 9
SUDAFRICA
QUANDO ANDARE
*
7 giorni
*
DURATA DEL VIAGGIO
*
VIAGGI
china e poi attraversiamo una metropoli dai forti contrasti: eleganti strade con abitazioni della middle-class chiuse
dietro cinta insormontabili fanno da contraltare a baracche di latta delle periferie. La città, considerata la più dinamica dell'intero continente africano, brulica di attività e
di gente ma noi la tagliamo tutta e ci lanciamo in direzione del Kruger National Park. Il Kruger Park è conosciuto
per la presenza dei Big five, il parco è il fiore all'occhiello
delle riserve faunistiche africane caratterizzato da una flora e da una fauna ricche e diversificate. Con una superficie
di 20.000 Kmq (grande circa quanto il Veneto) si possono
trovare anche animali a rischio di estinzione quali licaoni
e rinoceronti bianchi, alberi ed avifauna unici al mondo.
Le luci dell'alba e del tramonto avvolgono paesaggi mozzafiato, il silenzio della natura con i suoi ritmi incessanti
ti riempie le orecchie ed il cuore.
Passano i giorni all'interno del Parco ma non ci si stanca
mai di passeggiare nel bush, di salire sulle jeep per escursioni diurne e notturne, perché qui lo spettacolo della
natura è incessante... ognuno è nel suo documentario,
cambiare canale... mai!!! Basta una settimana e poi il mal
d'Africa te lo porti a casa, e mentre stendi la biancheria o
vai in ufficio certe immagini e sensazioni non sembrano
abbandonarti mai, perché in pochi giorni hai imparato a
“perdere tempo”, ad abbandonare i ritmi e ad emozionarti per un tramonto che sai si ripeterà ogni giorno con o
senza di te... qualcuno ha detto che “il mal d'Africa, se è
quello vero, è un bene incurabile.”
foto scattate all'interno del Kruger National Park
INFORMAPIÙ 65
RELAX
Faenza (RA)
ARIA
OSSO
LIMITE
VIOLENTO
ESTIVO
start
LA GHIGLIOTTINA
Trova la parola (sostantivo o verbo o aggettivo)
che si lega ad ognuna delle 5 parole indicate.
Reggio Emilia
Bazzano (BO)
Finale Emilia (MO)
Bologna
P.zza XX Settembre 5
Tel 051 6390037 Fax 051 245062
[email protected]
Budrio (BO)
Piazza Garibaldi 11/1
Tel 0535 760001 Fax 0535 93204
[email protected]
Fiorano Modenese (MO)
Via Vittorio Veneto 81-83
Tel 0536 911494 Fax 0536 910970
[email protected]
Imola (BO)
Via Savino 1/A
Tel 051 6926258 Fax 051 6922294
[email protected]
Via Mazzini 53-55
Tel 0542 20634 Fax 0542 22498
[email protected]
Casalecchio di Reno (BO)
Lugo (RA)
Via Porrettana 63/2
Tel 051 6194041 Fax 051 0353163
[email protected]
Via Mentana 49
Tel 0545 900567 Fax 0545 288462
[email protected]
Castel Maggiore (BO)
Modena
Castelnovo ne' Monti (RE)
Viale E. Bagnoli 35/A
Tel 0522 812666 Fax 0522 613362
[email protected]
(10, 8, 4, 1, 8, 9)
Fidenza (PR)
Emilia Romagna
P.zza della Pace 9
Tel 051 715648 Fax 051 6320392
[email protected]
REBUS
Viale Piacenza 39/D
Tel 0521 294970 Fax 0521 980400
[email protected]
Via Abate P. Zani 9/A
Tel 0524 523012 Fax 0524 514946
[email protected]
Via Circonvallazione Nord 4/B
Tel 051 833559 Fax 051 831173
[email protected]
Cento (FE)
Via Ugo Bassi 82
Tel 051 6853944 Fax 051 6830640
[email protected]
Parma
Viale Baccarini 29/2
Tel 0546 680501 Fax 0546 22524
[email protected]
Via Emilia Est 613-615
Tel 059 370377 Fax 059 367685
[email protected]
Novellara (RE)
Via Andrea Costa 13
Tel 0522 662617 Fax 0522 654599
[email protected]
Ozzano Emilia (BO)
Via Allende 4/A
Tel 051 790201 Fax 051 796287
[email protected]
Viale Regina Elena 5/B
Tel 0522 232683 Fax 0522 511291
[email protected]
Treviglio (BG)
Piazza Insurrezione 10/A
Tel 0363 47248 Fax 0363 48967
[email protected]
Piemonte
Nichelino (TO)
San Giovanni in Persiceto (BO)
Via Vivaldi 4
Tel 011 6207921 Fax 011 626823
[email protected]
San Lazzaro di Savena (BO)
Via San Dalmazzo 24
Tel 011 5185352 Fax 011 4407681
[email protected]
Via Circonvallazione Liberazione 1
Tel 051 6871180 Fax 051 6871572
[email protected]
Via Emilia 251/B
Tel 051 6272396 Fax 051 6272369
[email protected]
Lazio
Pomezia (RM)
Via La Marmora 12-14
Tel 06 9123913 Fax 06 91250163
[email protected]
Torino
Toscana
Firenze
Piazzale della Porta al Prato 20
Tel 055 2286179 Fax 055 2335665
[email protected]
Lucca
Lombardia
Via Borgo Giannotti 544
Tel 0583 331114 Fax 0583 341534
[email protected]
Crema (CR)
Veneto
Via Carlo Urbino 20/C
Tel 0373 250591 Fax 0373 256018
[email protected]
Milano
Viale Gran Sasso 2
Tel 02 29414719 Fax 02 29414709
[email protected]
Seriate (BG)
Via Marconi 14
Tel 035 301995 Fax 035 293865
[email protected]
Castelfranco Veneto (TV)
Borgo Pieve 43
Tel 0423 723856 Fax 0423 724229
[email protected]
Monselice (PD)
Piazza Ossicella 25
Tel 0429 781061 Fax 0429 767320
[email protected]
San Donà di Piave (VE)
Via Ancillotto 57
Tel 0421 336599 Fax 0421 336568
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RISOLVI I QUIZ E PARTECIPA AL CONCORSO!
Risolvi i quiz individualmente scrivendo le varie risposte negli spazi indicati, scansiona la pagina compilata e inviala
tramite mail a [email protected]
Tra tutti i colleghi che risponderanno correttamente ai quiz ne sorteggeremo 3 che riceveranno un premio.
everywhere
la striscia
di Sara Menetti
Bologna
Emilia Romagna
Emilia Romagna
Emilia Romagna
Piazza dei Martiri 1/2
Tel 051 244652 Fax 051 249162
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Permanent Bologna
Divisione Sanità Bologna
Divisione Farmaceutica Bologna
Via Zago 2
Tel 051 364415 Fax 051 358520
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Tel 051 564401 Fax 051 0353162
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Piazza XX Settembre 1
Tel 051 6391116 Fax 051 6391155
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Piemonte
Lombardia
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Divisione Farmaceutica Milano
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São Paulo
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Tel 02 72021668 Fax 02 72095345
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Divisione Agricoltura
Via Circonvallazione Liberazione 1
San Giovanni in Persiceto (BO)
Tel 051 6871180 Fax 051 6871572
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gennaio - febbraio 2015

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