proposte bibliografiche estate 2014

Commenti

Transcript

proposte bibliografiche estate 2014
Comune di Assago
Assessorato Cultura e Biblioteca
Milano, Grand Hotel et de Milan
"letture da suite"
viaggio negli hotel (...e nelle locande) da romanzo
“Arrivai a New York nel pomeriggio. Presi una camera in un hotel vicino a Times
Square. La stanza costava 110 dollari a notte ed era così piccola che se volevo girarmi
dovevo uscire nel corridoio. Mai mi era capitato di stare in una stanza dove potevo,
allargando braccia e gambe allo stesso tempo, toccare tutte e quattro le pareti. Feci
tutto ciò che si fa in un hotel - giocherellai con le luci, accesi la tivù, sbirciai nei
cassetti, - poi uscii per farmi un giro in città."
Bill Bryson, America perduta: in viaggio attraverso gli USA
consigli di lettura
•
Carmine Abate, Tra due mari, Mondadori 2002
Il sogno di Giorgio Bellusci è quello di ricostruire il Fondaco del Fico, una locanda nei
pressi di un paesino della Calabria. Nella locanda si fermo nel 1835 Alexandre
Dumas...
•
Federico Andreoli, In fuga dall'ombra, Cairo 2007
In Svizzera, tra le valli dove il sole gioca a nascondersi, sorge l'albergo del Buon Riposo.
Il restauro recente non ha soffocato l'atmosfera che qui un tempo si respirava. Costruito
come pegno d'amore di un uomo per la donna che poi lo ha abbandonato straziandolo, le
sue mura vibrano ancora, e forse hanno un cuore. È qui che Sebastiano incontra Kate. Sono
venuti per la dolce morte, uno dei servizi che il Buon Riposo offre ai clienti che lo
richiedono. Uomini in colpa, come Sebastiano, chirurgo di fama accusato di aver ucciso la
sua amante durante un'operazione. Donne stanche e deluse, come Kate, moglie di un
potente narcotrafficante, ferite nel corpo e nell'anima da chi le aveva chiamate amore. Ci
penserà l'Ombra, killer misterioso, a dare loro la pace. Come e quando sarà lui a deciderlo.
Poi, una telefonata cambia il senso di ogni cosa. Le vite di queste due persone che per
troppo dolore hanno scelto di morire si intrecciano, improvvisamente e incredibilmente.
Due anime spezzate decidono di lottare insieme: per ora la morte può aspettare. Una
missione impossibile li attende, un lungo viaggio di purificazione e riscatto che li porterà in
una terra impervia dai mille volti ostili. Ma al Buon Riposo sono stati, come sempre, molto
solerti. Forse è troppo tardi. Non si può sfuggire alla morte, soprattutto se sei stato tu ad
armarla. Soprattutto se il tuo killer si chiama Ombra.
•
Marco Fabio Apolloni, Il mistero della locanda Sern, Tea 2008
Nella Roma di primo Ottocento, i pensionanti della Locanda Serny intrecciano i loro
discorsi sorseggiando il tè bollente del samovar che il signor Serny tiene sempre pronto per
i suoi ospiti. Un illusionista italiano, un diplomatico francese, un letterato russo, una
famosa cantante d'opera si alternano nel raccontare le loro storie, che spaziano dalle rovine
dell'antica Roma al conclave per l'elezione del nuovo papa, da un misterioso episodio di
pietà popolare alla problematica messa in scena di un nuovo melodramma del grande
Bellini... Tutti i loro racconti, apparentemente slegati, convergono in modo sempre più
serrato verso un magistrale colpo di scena, che svelerà più di un mistero.
•
Isaac Asimov, Rompicapo in quattro giornate, Mondadori 2007
Non è necessario essere appassionati di fantascienza per sapere che Isaac Asimov è stato il
re di questo genere letterario. Eppure non si è dedicato solo a robot e viaggi interstellari:
nella sua sterminata produzione (ha pubblicato circa cinquecento titoli!) c'è spazio per
saggi, racconti per ragazzi, critica letteraria. E gialli, splendidi gialli. Narrati in modo
intrigante, tutti basati sulla logica e la deduzione, i suoi romanzi polizieschi mettono alla
prova l'intelligenza del lettore con un pizzico di ironia. Come in questo caso: ambientato in
una fiera del libro, tra autori, lettori, editori, "Rompicapo in quattro giornate" mette in
scena tra i personaggi - e possibili colpevoli! - proprio lo stesso Asimov. Tutto inizia quando
un misterioso pacchetto viene inviato alla stanza 1511 del grande albergo che, tra
conferenze, incontri e pranzi, ospita il congresso dell'American Booksellers Association. Di
lì a poco verrà scoperto un cadavere e a indagare viene chiamato il sagace Darius Just,
scrittore di poca fortuna, ma dotato di grande acume, che in soli quattro giorni dovrà venire
a capo della spinosa questione.
•
Esmahan Aykol, Hotel Bosforo, Sellerio 2010
Cosa ama tanto di Istanbul Kati Hirschel, tedesca-turca trapiantata in città, se per la
maggior parte del tempo si trova immersa nel caos mobile della metropoli, porta tra oriente
e occidente? Forse, proprio il caos l'appassiona, frutto di una stratificazione di esseri umani
profondamente diversi, il cui inatteso effetto è la convivenza e la capacità di comunicare.
Kati ha vissuto a Istanbul per metà circa della sua vita di quasi quarantenne e ne conosce
ogni angolo, gli svariati ambienti, i ritrovi esclusivi o popolari, i tanti quartieri che fanno
città nella città. È indipendente, sola, vanitosa, e dirige la sua libreria specializzata in gialli.
Per lavoro e per passione, incontra ogni tipo di gente, clienti, amici, vicini simpatici curiosi.
Inattesa, perché mai erano state intime, Petra, vecchia amica tedesca diventata attrice di
una certa fama, la chiama. È scesa all'Hotel Bosforo, giunta nella vecchia capitale per un
film di produzione turco-tedesca. Subito Petra riversa sull'amica tutto il dolore di
un'esistenza senza amore. Al successivo appuntamento, Kati viene a sapere che in albergo è
stato consumato un crimine, ed è proprio Petra la principale sospettata. Arma del delitto,
decisamente femminile, un asciugacapelli; vittima il regista tedesco, morto fulminato nella
vasca da bagno della sua suite. Con lui, Petra, a detta di tutti, aveva una relazione, che però
lei nega. Kati, per amicizia, si sente coinvolta e decide di assistere da vicino alle indagini.
•
Nicholson Baker, Checkpoint, Mondadori 2004
Ecco a voi Jay. Ecco a voi Ben. Jay ha convocato il suo vecchio amico Ben in una stanza
d'albergo a Washington. Nel corso di un tranquillo pomeriggio i due condividono un
delizioso pranzo in camera e una bottiglia di vino proveniente dal minibar dell'hotel. La loro
chiacchierata è a 360 gradi, parlano di tutto: della nuova macchina fotografica di Ben,
dell'Iraq, delle rispettive famiglie e della sfortunata sorte di un particolare tipo di pollame
ruspante. Poi Jay spiega per filo e per segno a Ben come e perché ha in mente di
commettere un omicidio destinato a cambiare il corso della storia. Sì, perché Jay ha deciso
di assassinare il Presidente Bush. Con mezzi e armi surreali...
•
Honoré de Balzac, L'albergo rosso, Theoria 1994
La richiesta è esplicita: “Prima di lasciarci, il signor Hermann vorrà raccontare, mi auguro,
una storia tedesca che ci faccia un bel po’ di paura”, e la giovane richiedente viene esaudita.
La ricerca ossessiva del “rovescio” di ogni evento, cosa o persona (la parte segreta celata
dietro la facciata), conduce Balzac a quel realismo visionario che Gianni Macchia definiva la
“vertigine delle cose viste troppo da vicino”. E il mistery a tinte forti narrato in questo
romanzo, un superbo esempio della poetica di questo autore. Un efferato delitto, un
colpevole che non è tale, e una soluzione dell’enigma a distanza di tempo affidata a una
felice intuizione, sono gli ingredienti speziati di questo amaro e imperdibile capolavoro
dall’epilogo imprevedibile.
•
Gianna Baltaro, Pensione Tersicore: delitto a teatro per il commissario
Martini, Angolo Manzoni 2003
Continua il viaggio nella Torino anni Trenta di Gianna Baltaro, questa volta nel mondo del
teatro, che è il luogo scelto dalla scrittrice per la terza indagine del commissario Martini. Un
attore affascinante e ambiguo viene ucciso nel suo camerino la sera stessa della prima. L'ex
commissario Andrea Martini, chiamato a risolvere il mistero, riuscirà anche questa volta a
individuare l'assassino.
•
Camilla Baresani. L'imperfezione dell'amore, Bompiani 2005
Era bastato uno sguardo all'Hotel Diana di Milano perché tra Stefano e Galja scattasse la
scintilla iniziale di una relazione che, tra passione e polemica, è naufragata dopo un anno
per contrasti caratteriali e incolmabili distanze. Dopo quattro mesi di lontananza, il 7
gennaio, la sera del Natale ortodosso, Stefano e Galja si rincontrano in un ristorante
francese di Mosca. Entrambi quarantenni, lui estenuato prodotto della decadenza
capitalista, lei ingegnere aggressivo e vincente cresciuta sotto il comunismo, ripensano al
proprio incontro e alla storia d'amore che hanno vissuto.
•
Alessandro Baricco, Oceano mare, Feltrinell 2007
Oceano mare racconta del naufragio di una fregata della marina francese, molto tempo fa,
in un oceano. Gli uomini a bordo cercheranno di salvarsi su una zattera. Sul mare si
incontreranno le vicende di strani personaggi. Come il professore Bartleboom che cerca di
stabilire dove finisce il mare, o il pittore Plasson che dipinge solo con acqua marina, e tanti
altri individui in cerca di sé, sospesi sul bordo dell'oceano, col destino segnato dal mare. E
sul mare si affaccia anche la locanda AI Mayer, dove le tante storie confluiscono. Usando
il mare come metafora esistenziale, Baricco narra dei suoi surreali personaggi, spaziando in
vari registri stilistici, con una scrittura suggestiva, immaginifica e musicale.
•
Vicki Baum, Grand Hotel, Sellerio 2009
"Grand Hotel", della austriaca Vicki Baum, è stato uno dei primi best seller internazionali.
Pubblicato in Germania nel 1929, presto tradotto in tutta Europa, già nel 1932 era diventato
quel film da Oscar (con Greta Garbo e John Barrymore) che oggi ricordiamo meglio del
romanzo che ne era all'origine: con la battuta finale -"Grand Hotel, gente che va, gente che
viene" - che volgarizzava la fine del libro: "Si entra, si esce... si entra, si esce... si entra, si
esce... D'altro canto, è cosi che è la vita". Difatti è l'ambientazione - il Grand Hotel,
appunto, in quegli anni simbolo popolare di vita privilegiata e moderna, sogno di massa -, il
principale fattore, forse, del grande successo di lettori. "Gli hotel offrono opportunità
infinite asserisce la scrittrice Monica Ali -. Ogni ospite potenzialmente ha una storia. Altre
storie nascono quando gli ospiti interagiscono. Basta il ruotare di una porta girevole.
"Grand Hotel", di Vicki Baum, dimostra questo principio alla perfezione. Sei persone si
fermano in un albergo e nei successivi cinque giorni le loro vite si intrecciano. Il romanzo si
muove tra personaggi storie e luoghi diversi e solo il "Grand Hotel" fa da collante a tutti
questi frammenti. Un movimento frenetico, che trascina il tragico passato di ciascun
personaggio in un'apparente pausa del presente in cui al contrario i destini si compiono.
•
Donato Bendicenti, La donna di Parigi, Rizzoli 2007
È una notte gelida, a Parigi. Una donna viene trovata morta nei giardini dietro l'École
Militaire. È stata certamente uccisa, e lo dimostra il viso... All'obitorio, davanti al suo corpo,
il commissario Gérard Forsans, alto, grosso e sull'orlo della pensione, e il minuscolo Luc
Cantarelli, l'anatomo-patologo che sta per dare inizio all'autopsia della vittima. Ancora un
paio di elementi: è stata da poco denunciata la scomparsa di un'altra donna, Lodovica
Ferradini. Nella sua camera d'albergo, un anello e uno strano biglietto per il suo ex
fidanzato italiano, il quarantenne Pietro Soprani, rampante manager delle risorse umane.
Al commissario non rimane che contattarlo la sera di Natale. Soprani parte per Parigi
spinto dal ricordo ossessivo della donna sparita — l'unica che abbia davvero amato.
Comincia così un'anomala indagine in parallelo: da una parte la smisurata autostima e le
intuizioni di Pietro, dall'altra i dubbi e l'esperienza di Forsans. Le due donne potrebbero in
realtà essere una sola? Donato Bendicenti ci presenta una Parigi inedita e affascinante,
irresistibile nelle contraddizioni e nell'impatto tra lo sguardo disincantato di Forsans e
quello apparentemente cinico di Soprani. Dalla ricerca incrociata di Lodovica nascerà un
legame inatteso tra i due personaggi, così lontani per età e stili di vita, che li spingerà ad
avvicinarsi e ad aiutarsi l'un l'altro.
•
Robert Bloch, Psycho, Sperling & Kupfer 1999
Mary Crane è un'impiegata nella compagnia immobiliare "Lowery Agency". Versa in
condizioni economiche piuttosto precarie e, quando un cliente di Lowery, Tommy Cassidy,
decide di acquistare una casa per la propria figlia, pagandola ben 400.000$, si presenta
un'occasione molto allettante agli occhi di Mary: dato che il pagamento è avvenuto in
contanti, Lawery chiede a Mary di portare tutto il denaro in banca, per poi svolgere tutte le
relative pratiche il lunedì seguente.
Mary, invece, decide di tenere per sé l'intera somma, e di usarne una parte per appianare i
debiti di Sam, un uomo conosciuto in una crociera con cui desidera sposarsi. Parte subito
per Fairvale, la cittadina in cui vive Sam, lasciandosi alle spalle la caotica Phoenix. Mary
non è una ladra, e non è assolutamente in grado di comportarsi senza destare sospetti;
infatti, per paura di essere rintracciata cambia per due volte la propria auto, acquistando le
sostitute da autorivenditori che trova lungo la sua strada, destando in questi molti sospetti.
Però, durante la fuga, le capita di perdersi e di percorrere il tracciato della vecchia
autostrada, ormai quasi in disuso. Attorno a lei infuria un temporale e, quando scorge
l'insegna del Bates Motel, decide di fermarsi lì per la notte.
•
Anita Brookner, Hotel du Lac, Neri Pozza 2011
Edith Hope è una scrittrice di narrativa romantica che ha sempre cercato di preservare la
sua personalità schiva e, a un tempo, fiduciosa. Possiede una casa, paga le tasse, consegna i
suoi dattiloscritti molto prima della scadenza, non si vanta del suo rango. È, insomma, una
donna seria e con una certa esperienza, e tanti suoi amici, soprattutto quelli che rilevano la
sua straordinaria rassomiglianza fisica con Virginia Woolf, lo sanno. Eppure Edith non ha
potuto evitare il malaugurato evento che l'ha condotta a un temporaneo esilio nelle stanze
dell'Hotel du Lac, il dignitoso albergo svizzero dove benestanti e discreti e rispettati
clienti si rifugiano credendo di vivere un'altra e più nobile epoca del turismo. A un passo
dall'altare dove Geoffrey Long, un uomo cortese e altrettanto assennato, l'aspettava per
metterle al dito l'anello che le avrebbe offerto un'appagante vita coniugale e lussi che lei,
non più tanto giovane, non avrebbe mai potuto pensare di concedersi, Edith è scappata. Un
gesto da ragazzina sconsiderata per Penelope e la sua cerchia di amici più intimi. Un gesto
inevitabile per lei. Autrice di ardenti storie d'amore e amante clandestina di David, un uomo
sposato, Edith sa che struggersi per qualche straordinaria prova d'amore, per una grande
passione, per un amore al quale si può volentieri sacrificare tutto, è qualcosa che lascia
dolorosamente soli e incapaci di prendere altre vie...
•
Marco Cassardo, Mi manca il rosso, Cairo 2009
Prima un'afa che ti prende alla gola. Poi una teoria infinita di giorni di pioggia e di gelo. Una
grande città del Nord, nei dintorni trafficati della stazione e di una importante via di negozi.
Negli anni della maturità Pietro, cacciato dalla moglie Caterina, si rifugia in un albergo a
due stelle, il Mondial, proprio davanti alla sua vecchia abitazione. Dalla finestra della
camera, la numero cinque, spia la sua famiglia e in particolare la figlia Lisa, e per vederla
più da vicino comprerà anche un binocolo. Pietro abita una regione fuori dal tempo e dallo
spazio, è come arretrato sulla soglia della propria vita, in attesa di qualcosa che lo accenda,
che lo accenda di nuovo. Ha avuto successo come scrittore con il suo romanzo d'esordio, ma
poi i libri successivi sono stati accolti solo da stroncature, ha perso il suo lavoro di
assicuratore, e se non fosse per la piccola Lisa nulla lo legherebbe più al mondo. Ma su quel
deserto con un solo fiore spuntano mano a mano i personaggi che accompagneranno Pietro
nella sua nuova quotidianità: Alberto, il rappresentante di commercio che si è inventato
un'esistenza mentre cerca di farsene una vera, Gloria, cinquantenne amante occasionale e
poi la giovane Nina, bella di una bellezza lenta, che lo trascinerà dentro l'occhio bianco della
sua tempesta in un vortice di richieste che non potranno rimanere più a lungo disattese.
•
Agatha Christie, Miss Marple al Bertram Hotel, Mondadori 2003
Quando Jane Marple parte dalla campagna per una vacanza a Londra, trova quello che
stava cercando al Bertram's Hotel: un hotel londinese restaurato in Pond Street con
decorazioni tradizionali, servizio impeccabile e un'inconfondibile atmosfera di pericolo che
circonda l'edificio. A Londra in realtà non è mai esistito un Bertram's Hotel: sembra che la
Christie si sia ispirata all'Hotel Claridge's, al Brown's e al Freming's.
•
Colette, Hotel Bella Vista, La Tartaruga 2003
Quattro racconti che hanno come filo conduttore avvenimenti della vita della celebre
scrittrice francese. L'Hotel Bella Vista è un grazioso alberghetto in Provenza dove
l'autrice passa una settimana di riposo. A dirigerlo ci sono due donne, molto diverse tra
loro, una delicata e femminile, l'altra forte e autoritaria. Una coppia che Colette non sa
come interpretare. Ma in realtà la decisa Madame Ruby è semplicemente un vero uomo che
ha scelto quel travestimento per sfuggire alla polizia. Gli altri tre racconti della raccolta
toccano il mondo dei café chantant dove Colette ha recitato, cantato e ballato, suscitando
scandali famosi; la Tangeri affascinante e piena di tentazioni degli anni Venti; la Borgogna
dell'infanzia dell'autrice.
•
Wilkie Collins, L'albergo dei fantasmi, Mondadori 1994
Le nebbie di Londra e la caligine di Venezia. Un delitto consumato nelle segrete di un antico
palazzo e un manoscritto rivelatore. Uno scienziato divorato dall'ambizione e un fantasma
vendicativo. Una giovinetta perseguitata e una inquietante femme fatale che porta su di sé
le stimmate di una esacerbata sensibilità e del mistero. Un hotel di lusso, luogo
emblematico di tanta letteratura novecentesca, è destinato a contenere, anche se
non in sembianze spettrali, una delle forme significative del moderno mistero.
•
Eugène Dabit, Hotel du nord, Garzanti 2002
Davanti all'Hotel du Nord, nella Parigi tra le due guerre, scorre il Canal Saint-Martin.
Dentro l'albergo scorre invece un'umanità dolente di giovani amanti, disperati habitué e
gente di passaggio, amori contrastati e fughe dalla realtà.
•
Augusto de Angelis, L'albergo delle Tre Rose, Sellerio 2002
In un albergo popolato di strani figuri che si dedicano, la notte, al gioco d'azzardo, è
stato ucciso, prima pugnalato e poi impiccato, un giovane inglese. Seguono a questo altri
omicidi, mentre arriva in albergo un avvocato, anch'egli inglese, che deve leggere agli eredi
un testamento la cui validità è, misteriosamente, sottoposta alla presenza di tre bambolette
di porcellana. E in questa atmosfera da Agatha Christie, De Vincenzi indaga e scopre una
verità che alla fine niente ha a che dire con le raffinatezze del delitto all'inglese. Piuttosto
con la turpe e disillusa "Milano calibro 9" che sarà di Scerbanenco.
•
Daphne Du Maurier, Alla Giamaica, Sellerio 1996
Fra i picchi e le scogliere della Cornovaglia la vita era dura e infida all'alba del nuovo secolo,
l'Ottocento. Predoni di terra e pirati di costa assaltavano diligenze, depredavano i naufraghi
delle navi che non casualmente s'infrangevano a riva: uccidevano senza pietà. Le avventure
cui va incontro la bellissima Mary Yellan, la giovane orfana che approda in un posto
solitario e di scarsa reputazione qual è la Taverna alla Giamaica, non possono quindi
meravigliarci. Meraviglioso e soffuso addirittura di poesia è invece l'amore che nasce tra lei
e Jem Merlyn, un giovane col quale la vita non è stata generosa, un giovane che ha cercato
sempre di sopravvivere, magari in modo poco ortodosso. Daphne du Maurier ha
tratteggiato con mano sensibilissima alcuni indimenticabili personaggi, inserendoli in un
ambiente e in un'atmosfera autentici.
•
Tristan Egolf, Sonata per Louise e violino, Frassinelli 2003
In un surreale e fatiscente hotel di quint'ordine che ospita una bizzarra e variegata
schiera di emarginati sociali, tra cui integralisti vegetariani e commercianti di "medicinali
esotici", abitano anche Chuck, giovane violinista squattrinato, e l'amico anarchico Tinsel.
Ma l'esistenza outsider di Charlie sta per subire una svolta: la sua occasione si chiama
Louise ed è un'esperta d'arte francese che gli cambierà la vita.
•
Alain Elkann, Hotel Locarno, Bompiani 2011
Un romanzo ambizioso e personale, un'intensa storia d'amore e un punto di vista originale
su cosa siano la scrittura e la felicità. Convinto di aver perso la libertà e l'ispirazione, un
autore riflette con il suo analista sul romanzo che vorrebbe scrivere. Il protagonista del
romanzo è Michael Dufay, un celebre critico d'arte, infelice perché consapevole di non aver
mai trovato la donna perfetta, da lui sempre rincorsa. Negli anni, ha lasciato scivolare la
bellissima Gabriela, avventuriera argentina affascinante, e la moglie Daisy, dolce ma
irrisolta nella sua ricerca del successo. Michael però non si arrende, ossessionato dal
desiderio di un'ultima possibile felicità. E se la felicità fosse Gloria, una donna inglese che il
destino gli invia come un messaggio in una bottiglia, sotto forma di un annuncio sulle
pagine del "Financial Times"? L'annuncio suscita in Michael un sentimento dimenticato da
tempo, ma lui sa di non avere più il coraggio di sbagliare. Svicola quindi, fuggendo verso
Napoli, che si scoprirà risolutrice di un equivoco. Lì un colpo di teatro verrà a sparigliare le
carte... Infine, l'autore del romanzo ritrova l'ispirazione, la storia è conclusa e l'analista
comprende che il suo paziente lo ha aiutato, in un ribaltamento di ruoli, a mettere a fuoco i
segreti della sua vita.
•
Eileen Favorite, Il bosco delle storie perdute, Elliot 2008
In una radura ai margini di una foresta rigogliosa, la giovane Penny e la madre Anne-Marie
sono le proprietarie di una deliziosa pensione dove le protagoniste della grande
letteratura, del mito e della fiaba trovano conforto dalle loro traversie. Madame
Bovary, Rossella O'Hara e altre famose eroine si riposano e godono di questo ambiente
familiare, prima di rituffarsi nelle rispettive vicende verso un destino che incalza. Per Penny
vige la proibizione assoluta di intrattenersi a lungo con loro, per non rischiare che le trame
delle storie cui appartengono subiscano sconvolgimenti. Quando però arriverà alla
pensione Deirdre, l'eroina di un'antica saga celtica, la ragazza non saprà resistere, dando
vita a un rapporto di amicizia dalle conseguenze inaspettate e imprevedibili. Un legame
destinato a portarla lontano, in un mondo fin troppo reale e completamente diverso
dall'atmosfera fiabesca a cui era abituata, fino alla scoperta di un segreto nascosto nel
passato e tra le pagine dei romanzi che tanto ama. Un romanzo d'esordio fitto di misteri e
rivelazioni, sul potere magico della letteratura e il grande cuore di una famiglia tutta al
femminile.
•
E. M. Forster, Camera con vista, Mondadori 2001
Lucy Honeychurch è una giovane inglese che viaggia in Italia con la sua più anziana cugina,
Charlotte Bartlett. Durante il loro soggiorno a Firenze, le due donne alloggiano alla
pensione Bertolini, che ospita altri cittadini inglesi.
Nello scenario lussureggiante di una primavera italiana, l’incontro di Lucy Honeychurch,
timorata signorina della buona borghesia inglese, con George Emerson, giovane schietto e
anticonformista, infrange le norme del perbenismo imperante e suscita l’indignazione di
una società ostinatamente attaccata ai propri pregiudizi e alle convenzioni tacitamente
accettate. Ma il richiamo alla vita e all’amore, propiziato dalla trasfigurata campagna
toscana, è in Lucy troppo forte perché la morale del suo tempo possa averne ragione. In
questo terzo romanzo di Forster (il primo, in realtà, che egli concepì), l’Italia non è una
convenzionale meta turistica, ma il simbolico luogo di una vitalità negata, di uno spirito
mediterraneo che si oppone alla morale inaridita della borghesia vittoriana. Ma da quieto
rivoluzionario, Forster non urla i suoi messaggi. Ed è proprio questo a rendere così efficace
un romanzo che è al tempo stesso opera a tesi e raffinata storia sentimentale.
•
Carlo Fruttero e Franco Lucentini, L'amante senza fissa dimora, Mondadori
1986
Affascinante guida turistica con una lunga storia alle spalle intreccia a Venezia romantica
love story con nobildonna romana di professione antiquaria.
•
Jostein Gaarder, Il castello dei Pirenei, Longanesi 2009
Il caso, una coincidenza, il destino, la telepatia: difficile spiegare l'incontro fra un uomo e
una donna che si rivedono, dopo trent'anni, nello stesso albergo affacciato sul fiordo
dove si erano detti addio. Sempre che dare una spiegazione abbia un senso. Solrun e Steinn
sono entrambi cinquantenni. Nonostante il passare degli anni e il fatto che oggi siano
entrambi sposati e con figli, non hanno mai smesso di pensare l'uno all'altra. Dopo la
sorpresa dell'incontro, danno vita a un fitto scambio di e-mail nel quale si raccontano,
ripercorrendo l'episodio, inspiegabilmente velato di mistero, che aveva messo la parola fine
al loro amore. Per ritrovarsi, come spesso accade, a scrivere due storie diverse della stessa
passione condivisa. Chissà però se le due versioni sono davvero così differenti. Nel dialogo a
distanza prendono corpo due visioni della vita inconciliabili: lui è un professore di Fisica,
ateo e materialista, lei è un'umanista convinta che a governare i nostri destini siano forze
superiori. Forse solo il finale del romanzo saprà dare finalmente un senso agli eventi.
•
Alex George, La locanda del tempo e dell'amore, Frassinelli 2012
È il 1904 ad Hannover, Germania. Jette si è innamorata dello sguardo appassionato e della
magnifica voce di Frederick. Tanto da diventare la sua amante, tanto da aspettare il suo
bambino. E fuggire con lui - per sottrarsi alle ire della madre - verso il Paese delle
opportunità, l'America, e la città del futuro, New York. Ma il destino gioca con i novelli
sposi, la nave sulla quale si sono imbarcati approda invece a New Orleans, e il caso - per
non parlare della totale ignoranza della lingua - li porta infine in una piccola cittadina del
Missouri, dove fonderanno la loro incredibile, straordinaria famiglia americana. Lì
decidono di comprare una locanda, e Frederick attira i migliori suonatori di jazz, mentre
Jette cucina inedite ricette che mescolano i sapori tedeschi a quelli cajun. In breve, il locale
diventa il più famoso della zona, una vera attrazione per gente di tutti i tipi, eccentrica e
stravagante, che lì consuma passioni brucianti e amori impossibili. Nel corso di un secolo,
dalla Grande Guerra al Proibizionismo, dall'assassinio di Kennedy ai figli dei fiori e ancora
oltre, si intrecciano le storie di tre generazioni, raccontate con affetto e ironia dall'ultimo
nipote, James. Che riscoprendo la vita quasi leggendaria di nonna Jette ritrova anche
qualcosa di sé, qualcosa che non sapeva di avere: radici a cui appartenere, una casa dove
tornare.
•
E. Howard Hunt, Hotel omicidi, Polillo 2011
Grande albergo: gente che va, gente che viene. Ed è così anche all'Hotel Tilden di
Washington, 340 stanze, quasi una città nella città. Pete Novak, all'apparenza un tipo cinico
e duro, è il detective privato incaricato della sicurezza dell'albergo. È a lui che vengono
demandate le piccole e grandi grane che quotidianamente si presentano. Liti, furti,
tradimenti coniugali, il solito repertorio, insomma. E così Novak non si scompone più di
tanto quando una cliente, Julia Boyd, denuncia la scomparsa dei suoi gioielli. Il marito
Chalmers, però, si affretta a sconfessarla dichiarandosi certo che questi si trovano al sicuro
nella cassaforte del suo ufficio, nell'Illinois. Ma se la vicenda dei gioielli sembra risolta,
subito dopo accadono due fatti ben più gravi: un'ospite appena arrivata, la bellissima Paula
Norton, viene picchiata a sangue nella sua stanza e in quella stessa notte viene commesso
un brutale delitto. Novak indaga e ben presto scopre che tutto quanto è collegato. Un
grande romanzo, scritto nel 1961, degno di essere annoverato tra i migliori esempi del giallo
all'americana. Una storia di amore, morte e malavita.
•
Samantha Hunt, L'inventore della luce, Alet 2010
New York, gennaio 1943. Nikola Tesla, il geniale inventore della radio e della corrente
alternata, trascorre i suoi ultimi giorni ormai dimenticato e solo in una stanza del New
Yorker Hotel, uno dei più grandi e lussuosi della Grande Mela. La giovane
cameriera Louisa non resiste alla tentazione di curiosare nella camera misteriosa dove il
vecchio non fa entrare nessuno tranne i suoi amati piccioni... È l'inizio di una straordinaria
amicizia, che coincide con una serie di eventi destinati a sconvolgere la vita di Louisa: da
dove arriva il misterioso e affascinante Arthur, che sembra sapere tutto di lei, anche se è
certa di non averlo mai incontrato? Che fine ha fatto suo padre, che si è messo in testa di
poter viaggiare nel tempo con l'aiuto di un suo buffo amico inventore? E soprattutto, qual è
l'ultima, geniale invenzione di Tesla, che secondo il vecchio scienziato dovrebbe cambiare
per sempre il destino dell'umanità?
•
Arnaldur Indridason. La voce, Guanda 2008
Mancano pochi giorni a Natale e nello squallido seminterrato di un grande albergo
di Reykjavik viene ritrovato il cadavere di un uomo vestito da Babbo Natale. Si tratta del
portiere dell'albergo, che sotto le feste si travestiva per divertire i piccoli ospiti. Nella sua
misera stanzetta vengono rinvenuti alcuni vecchi dischi in vinile e un poster di Shirley
Temple. L'indagine si rivela molto difficile fin da subito per l'agente Erlendur, costretto a
confrontarsi con la serie di grotteschi personaggi che popolano l'albergo, e con il marcio
nascosto dietro la facciata di irreprensibilità ed eleganza. Ma la rivelazione più scioccante
sarà il passato della vittima, un ex bambino prodigio, solista nel coro delle voci bianche di
Hafnarfjòrdur, che aveva anche inciso due quarantacinque giri a tiratura limitata, diventati
ora una rarità di inestimabile valore per i collezionisti.
•
John Irving, Hotel New Hampshire, Bompiani 2000
E' la storia di una famiglia un po' eccentrica e sgangherata. A raccontarla in prima persona è
uno dei cinque figli, quello di mezzo, che dà l'avvio alla narrazione dal giorno in cui suo
padre si comprò un orso e sposò sua madre. Poi venne il sidecar e infine i cinque figli. Così
equipaggiata la famiglia Berry vaga per il mondo alla ricerca del luogo perfetto per l'Hotel
New Hampshire, un "luogo dove ognuno di noi può essere se stesso". Mentre il lettore si
addentra nelle mirabolanti e scanzonate avventure della famiglia Berry alla conquista della
terra promessa, altri personaggi si avvicendano a ricoprire i ruoli di questa storia: terroristi
e domatori, sognatori e prostitute, animali impagliati e illusionisti.
•
Roberto Joos, L'albergo sul confine, Goriziana 1998
Sessant'anni di storia nella saga di una famiglia di origine tirolese che si trasferisce a
Gorizia per fondare un piccolo impero alberghiero. I mutamenti epocali corrono
parallelamente alle vicende familiari.
•
Stephen King, 1408 (racconto tratto dalla raccolta "Tutto è fatidico"), Sperling &
Kupfer 2002
Mike Enslin è uno scrittore che pubblica lavori basati su posti infestati da fantasmi. Ha
scritto tre best seller nella serie - "Dieci notti in dieci case infestate", "Dieci notti in dieci
cimiteri infestati" e "Dieci notti in dieci castelli infestati". Arriva all'hotel Dolphin sulla
Sessantaseiesima strada di New York durante la stesura del prossimo libro, "Dieci notti di
dieci camere d'hotel infestate". Il cocciuto Enslin deve lottare con il direttore dell'hotel, Mr.
Olin, per poter avere accesso alla famigerata camera 1408, visto che Mr. Olin ha molti dubbi
riguardo al permettere a chiunque (soprattutto a gente scettica come Enslin) di utilizzarla.
Enslin alla fine ne esce vincitore e viene accompagnato al piano da Mr. Olin stesso...
•
Stephen King, Shining, Bompiani 2001
L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del
Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne
che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno
quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con
la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale
all'Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che è dotato di
potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze
dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane
vittima.
•
Nicola Lecca, Hotel Borg, Mondadori 2006
Alexander Norberg, grandissimo direttore d'orchestra all'apice della fama, decide di ritirarsi
nello stesso preciso momento in cui viene chiamato a dirigere i Berliner. Prima, però, darà
un ultimo, memorabile concerto: lo 'Stabat mater' di Pergolesi, In un posto scordato da Dio
e dagli uomini, in una chiesetta in Islanda. È per sole cinquanta persone, i cui nomi saranno
tirati a sorte tra gli abitanti... Nicola Lecca è nato a Cagliari nel 1976. Apprezzato giovane
narratore, ha avuto elogi da Rigoni Stern, Pontiggia e Raboni. Le sue opere sono tradotte in
Olanda, Germania e Bulgaria.
•
Nagib Mahfuz, Miramar, Feltrinelli 2009
"Alessandria alla fine. Alessandria pioggia di rugiada, eruzione di nuvole bianche. Culla di
raggi lavati in acqua di cielo, cuore di ricordi bagnati di miele e di lacrime." Inizia così la
storia del Miramar, la pensione di un'eleganza un po' decaduta che conserva le tracce di
un passato grandioso sotto le macchie d'umidità. Ma la vera protagonista è Alessandria, che
offre un ritratto complesso e profondo dell'Egitto, della sua anima contraddittoria e
problematica, con un senso di nostalgia che sa tuttavia mescolarsi al sorriso. Siamo nel
1966. Al Miramar i clienti sfilano, incarnando le diverse anime della società egiziana. In un
continuo altalenare tra passato e presente, di voce narrante in voce narrante, scorrono le
storie dei diversi ospiti: Amor Wagdi, vecchio giornalista in pensione che ha militato nel
partito nazionalista liberale e ora fa ritorno dopo vent'anni al Miramar per stabilirvisi e non
ripartire più, l'anziano esponente dell'aristocrazia Tolba Marzuq, il giovane conquistatore
Sarhan al-Buheiri, il proprietario terriero Hosni Allam, l'annunciatore di Radio Alessandria
Mansur Bahi, oltre alla padrona della pensione, Mariana, e alla sua domestica, Zahra, una
bella giovane contadina le cui relazioni con gli altri rispecchiano simbolicamente le
principali realtà politiche e sociali del paese.
•
Katherine Mansfield, Una pensione tedesca, Rizzoli 1954
Tredici racconti, tredici annotazioni su come le persone possano talvolta ferire, con il loro
comportamento, chi le osserva con gli occhi della sensibilità.
L'autrice riesce a mescolare sapientemente tanti "ingredienti diversi": ironia, sarcasmo, un
pizzico di ingenuità, qualche goccia di tragedia e humor nero. Lo stile è leggero, distaccato
ed elegante. Alcuni, soprattutto quelli ambientati nella "pensione tedesca" raggiungono
alti livelli di qualità letteraria. Altri (quelli tragici) meno. Si apprezza soprattutto la voluta
leggerezza del tono, quella propria di chi ha l'abitudine di sorridere delle cose per
sdrammatizzare.
•
Sándor Márai, L'isola, Adelphi 2007
Se il professor Victor Henrik Askenasi, proveniente da Parigi e diretto in Grecia, ha deciso
di fermarsi a Dubrovnik (che negli anni Trenta si chiama ancora Ragusa), è forse perché non diversamente dal Giacomo Casanova della "Recita di Bolzano", né da tanti altri
personaggi di Márai - è lì che ha un appuntamento con il destino. Perché lì, forse, troverà la
risposta alla domanda che da sempre lo tormenta - quella che lo ha spinto, alcuni mesi
prima, a lasciare sua moglie, i suoi studi e la sua cattedra di greco antico, e ad andare a
vivere con una equivoca ballerina russa. Situazione banale, in apparenza, sebbene
altamente "sconveniente", come amici e colleghi l'hanno giudicata: un maturo signore si
innamora di una donna giovane e attraente. E invece no: alla turbinosa Eliz, come a tutte le
donne che ha incontrato nella sua vita, Askenasi non ha fatto altro che chiedere quella
risposta. Ma nemmeno lei, pur nella sua solare sensualità, ha saputo dargliela: Eliz non era
la meta, poteva soltanto mostrargli la strada. Adesso soggiorna in un albergo
pretenzioso, l'Hotel “Argentina”: già villa di un nobile locale in disgrazia,
trasformata in un albergo che non riesce a mantenere i fasti che la residenza
ha avuto in passato. Qui, in un pomeriggio di maggio eccezionalmente caldo, allorché
decide di andare a bussare alla porta della sconosciuta che gli ha rivolto uno sguardo
provocante, chiedendo la chiave della sua stanza a voce appena troppo alta, Askenasi sente
che la risposta è vicina, che è infine arrivato il momento di oltrepassare quel limite al di là
del quale forse c'è l'oscurità del crimine e della follia - o forse la verità.
•
Ian McEwan, Cortesie per gli ospiti, Einaudi 1983
Due coppie si incontrano casualmente nella torrida atmosfera di una città di mare. Mary e
Colin, turisti inglesi legati da un tranquillo rapporto in cui "il piacere stava soprattutto
nell'amichevole mancanza di fretta, nella familiarità dei rituali e delle procedure", si
imbattono in un personaggio inquietante, Robert. Dai monologhi di lui, che si snodano
lungo il filo di un crescendo inarrestabile, emerge un passato di sottomissione nei confronti
del padre e di sottili crudeltà domestiche. Caroline, la fragile moglie di Robert, che sembra
votata all'autodistruzione, è il quarto personaggio del romanzo e su di lei aleggia un
presentimento: prigioniera, più che padrona, della casa in cui si preparano agli ospiti
cortesie speciali.
•
Antonio Moresco, Gli incendiati, Mondadori 2010
In un'estate torrida, un uomo nauseato dal mondo prende l'auto e parte, senza meta. Va a
rintanarsi proprio dove l'umanità si raccoglie più fitta e rumorosa e avida di stordimenti:
un grande albergo in una località balneare. Un falansterio pulsante di passioni
estive, di bambini urlanti, di famiglie congestionate, affacciato su un mare oleoso che non
dà refrigerio. Tutt'intorno, sulle colline aride di macchia e stoppie, bruciano i fuochi estivi.
Su uno strapiombo di roccia, in fuga dall'incendio, il protagonista che ha rotto con il
consesso dei propri simili, che si è ridotto a sbirciare da lontano le loro passioni
incomprensibili, i loro trasporti effimeri, rientra prepotentemente nella vita. È successo che
si è girato di scatto, sentendosi osservato. È successo che si è materializzata vicino a lui una
donna bellissima. È successo che questa inaudita creatura gli ha rivolto, con accento
straniero, una frase: "Vuoi bruciare con me?", e poi è scomparsa. Da quel momento, l'uomo
ha di nuovo una ragione per vivere: ritrovare la donna misteriosa che gli sembra di vedere
dappertutto e ogni volta gli sfugge.
•
David Morrell, Paragon Hotel, Piemme 2007
In un motel di Asbury Park, cittadina fantasma sulla costa del New Jersey, un gruppetto
di archeologi appassionati di edifici abbandonati si prepara a penetrare nel Paragon
Hotel, un tempo lussuoso e ricercato albergo, chiuso da decenni e destinato a essere
demolito. Si tratta di un professor e di suoi tre ex studenti, due ragazzi e una ragazza. Li
accompagna nell'esplorazione notturna un giornalista del New York Times. I cinque si
infiltrano nell'albergo attraverso un tunnel sotterraneo. Polvere, ragnatele, cigolii, ombre,
pavimenti che collassano, stanze che celano inquietanti segreti: i brividi sono come da
programma finché i cinque non si accorgono che non sono soli e che i loro nuovi compagni
non hanno le migliori intenzioni. E mentre i colpi di scena si susseguono a un ritmo sempre
più serrato, il lettore scopre che i protagonisti hanno moventi e identità segrete e che fra i
muri cadenti del Paragon Hotel si nasconde qualcuno che è capace di rendere la luce
dell'alba un desiderio irraggiungibile.
•
Katherine Mosby, Alle cinque al Plaza, Frassinelli 2011
In un'estate newyorkese in bianco e nero, targata anni Cinquanta, quando a Bleecker Street
si vendeva il ghiaccio e dalle finestre aperte si riversavano le note di Nat King Cole, sulle
giovani vite dei ricchi fratelli Spencer e Gabriel Gibbs si abbatte un tornado. Ha il volto
stupendo di una donna dalla pelle luminosa e dall'espressione sofisticata: Lillian Dawes,
eterea ed enigmatica. Agli esclusivi party a bordo piscina, Lillian passa leggera come
un'apparizione tra gli uomini in lino bianco e le signore in chiffon, facendo spegnere il
chiacchiericcio sommesso sull'ultimo pettegolezzo cittadino: le teste si girano e i cuori si
sciolgono. Ma chi è davvero questa creatura della quale persino il nome pare sfaldarsi e
ricomporsi diversamente a ogni occasione mondana? Se a Spencer, quasi trentenne,
apparentemente concentrato sulla propria carriera letteraria, sembra solo una curiosa
conoscenza, per il diciassettenne Gabriel diventa una magnifica ossessione. Ma più cerca di
afferrarla più lei gli sfugge, avvolta in una vaporosa cortina di mistero. Tra appuntamenti
al Plaza, scorribande al Greenwich Village e lussuosi weekend in dimore di campagna,
Lillian a poco a poco si avvicina sempre più ai due fratelli, rivelandosi ben diversa da ciò che
vuole far credere e custode di un segreto che li accomuna...
•
Haruki Murakami, Dance dance dance, Einaudi 2005
È un giorno di marzo, al Dolphin Hotel di Sapporo, a.d. 1983. Alla radio suonano gli
Human League. E poi Fleetwood Mac, Abba, Bee Gees ecc. Uno strano mondo, questo, dove
tutto - o quasi - si può comprare. C'è un giornalista free lance che ha perso molte cose nella
vita e ogni volta una parte di sé. Cammina controvento senza perdere lo slancio: forse, per
mantenere la rotta, non gli interessa che lasciarsi andare alla deriva. C'è una ragazzina di
tredici anni seduta da sola al bar. Ci sono una receptionist troppo nervosa, un attore dal
fascino irresistibile, un poeta con un braccio solo; e un salotto a Honolulu dove sei scheletri
guardano la TV. Esiste un collegamento fra queste cose, un senso anche per chi ha perso
l'orientamento, basta continuare a danzare.
•
Cees Nooteboom, Hotel Nomade, Feltrinelli 2003
In questo libro Cees Nooteboom riunisce testi di diversa natura apparsi qua e là nel corso
degli anni per dare vita a un suo personalissimo hotel. "Sono stato in molti hotel negli
ultimi 50 anni. Ho costruito un hotel nella mia mente che è povero e ricco, che è terzo
mondo e primo mondo. Ho un numero infinito di stanze, e in ognuna di queste stanze ho
scritto qualcosa perché ho lavorato molto viaggiando" ama dire l'autore a proposito di
questa raccolta. Entriamo con lui nelle stanze più disparate, grazie a un libro che è un
viaggio della memoria e viaggio nel viaggio. Un libro dedicato ai viaggiatori, a chi intende il
viaggio non come fuga, ma come strumento di conoscenza di sé.
•
Olaf Olafsson, Il viaggio di ritorno, Corbaccio 2001
Dise è una donna realizzata, una cuoca famosa che gestisce un rinomato hotel nella
campagna inglese con un compagno aristocratico. La sua sembra una vita facile e
regolata. Ma allora perché è tormentata dalle ombre dei ricordi? Perchè esclude il passato e
soffoca le proprie emozioni? All'inizio del libro Disa è sul punto di intraprendere un viaggio,
reale e simbolico, che la costringerà ad affrontare il proprio passato e i motivi per cui in
vent'anni non ha più fatto ritorno alla nativa Islanda. Un viaggio catartico, dal quale trarrà
una più profonda conoscenza di sé e una nuova quiete interiore.
•
Renato Olivieri, Albergo a due stelle, Mondadori 1999
Pochi racconti scritti con una grande maestria: episodi di vita normale con finali inaspettati
spesso frustranti per il protagonista.
•
Renzo Olivieri, Hotel Mozart, Mondadori 1990
A Milano esiste un Hotel Mozart, ma non c'entra nulla.
Il commissario Ambrosio, una mattina di autunno, viene svegliato dalla notizia che
Spartaco Proserpio, imprenditore milanese, è stato ritrovato nella sua auto, ucciso con tre
colpi di pistola sparati a bruciapelo. Il giorno seguente il ragionier Valle, uomo di fiducia di
Proserpio, vola giù dall’ufficio al settimo piano. Un suicidio che sa tanto di depistaggio.
Ambrosio si mette sulle tracce di un certo Orsini, imprenditore fanfarone che era stato
ritrovato morto per strada un anno prima e che aveva ricevuto minacce proprio da
Proserpio. Che, anche se non si dovrebbe parlare male dei morti, veniva considerato un
mascalzone e un violento. Che le tre morti siano collegate?
Per risolvere un giallo milanese, il commissario Ambrosio è costretto a trasferirsi a Vienna
Il ritmo del romanzo è lento, fatto di lunghe istantanee sugli arredamenti, i profumi, le
emozioni di Ambrosio (e i suoi flashback milanesi), eppure non annoia mai, anzi intriga
sempre di più, perché i personaggi dei romanzi di Olivieri si scoprono pian piano, grazie ai
dialoghi ben scritti ed efficaci. Una Milano che non esiste più, che Olivieri descrive al
meglio, sotto la pioggia novembrina.
•
Markus Orths, La cameriera, Voland 2010
Dopo aver trascorso sei mesi in una clinica psichiatrica, Lynn Zapatek trova lavoro come
cameriera all'Hotel Eden. Pulisce a fondo, e il suo entusiasmo nel fare le pulizie si
trasforma ben presto in ossessione. Si ferma nelle camere sempre più a lungo, attratta da
tutto ciò che trova: biglietti, libri, medicinali. Sbircia tra gli effetti personali degli ospiti,
indossa i loro abiti e prova a immaginare le loro vite. All'inizio con cautela, poi con audacia
sempre maggiore. Ma quando un giorno sente la chiave girare nella toppa, le resta una sola
via di fuga: infilarsi sotto il letto e trascorrere la notte lì. Intrufolarsi nella vita degli altri,
indagarne i moventi... Lynn sa che lo rifarà. E da quella prima notte infatti, ogni martedì si
nasconderà sotto il letto di qualcuno, fino a quando... L'intenso ritratto di una giovane
donna bizzarra e ossessiva che cerca di capire come gli altri fanno ciò che a lei riesce tanto
diffìcile: vivere.
•
Tommaso Pincio, Hotel a zero stelle, Laterza 2011
"Ho immaginato il mio albergo ideale. Un hotel a zero stelle i cui ospiti tipo dovrebbero
essere i vagabondi dell'anima, coloro che ancora gironzolano alla ricerca di sé, senza troppa
arte né parte. In questo albergo non poco scalcinato si può stare fin quando si desidera,
perlomeno fintanto che non si è diventati ciò che si è. L'ospite può starsene chiuso in
camera, leggendo o riflettendo sul proprio passato o su cosa intende fare del proprio futuro.
Se ne ha voglia, può scendere dabbasso e scambiare quattro chiacchiere con il portiere
tuttofare dell'albergo, che ha sempre qualcosa da dire, qualche lezione di vita da impartire.
Inoltre, diversamente dai normali alberghi, l'ospite può esplorare l'edificio dal piano terra
sino al tetto, dal quale è possibile ammirare un magnifico cielo stellato nelle serene notti di
luna nuova. Si può persino bussare alla stanze degli altri ospiti, i quali, essendo vagabondi
dell'anima anch'essi, saranno più che felici di accogliervi e scandagliare in vostra compagnia
il senso dell'esistere e tutte le questioni a questo senso legate, che sono poi la chiave per
orientarsi nel mondo all'esterno, spesso assai meno inospitale del vostro albergo.
Solitamente, un buon albergo a zero stelle si compone di quattro piani perché così vuole il
mito della conquista di sé, articolato, come noto, in quattro fasi. Alla maniera del viaggio
dantesco per i regni ultramondani, il viandante in cerca di sé passa dallo smarrimento in
qualche selva oscura a tre fasi successive."
•
Carmen Posadas, Cinque mosche blu, Frassinelli 2003
In un esclusivo ed esotico hotel nei pressi di Fez, Mercedes Algorta assiste
annichilita alla morte del marito Jaime Valdés, ricco uomo d'affari spagnolo. L'evento
sconvolge le vacanze della schiera di eccentrici aristocratici e personaggi del jet-set che
popolano il resort. Mercedes poteva fare qualcosa per impedire la triste sorte del marito?
L'immobilismo, l'omissione non rappresentano di fatto già una scelta? Chiacchiere e
allusioni sono sulla bocca di tutti e pungenti cattiverie animano le discussioni a bordo
piscina nelle oziose giornate marocchine. L'unico estraneo a quello che è diventato
l'intrattenimento preferito dai cinici ospiti è l'investigatore Molinet.
•
Dawn Powell, Cafè Julien, Fazi 2007
Il Café Julien (nella realtà il famoso Lafayette Hotel di Manhattan) è il centro di
gravita di un gruppo disparato e vivace di clienti fissi, il luogo dove vanno per dimenticare
gli amori falliti e trovarne di nuovi, per scroccare denaro, per rovinare la reputazione altrui,
per ritirare messaggi, per vedere e farsi vedere. Rick Prescott è in cerca del suo amore
perduto. Jerry Dulaine, arrampicatrice sociale, ed Elsie Hookley, matrona della buona
società bostoniana, si uniscono in un'alleanza scellerata per infiltrarsi fra i ricchi
newyorchesi. Dalzell Sloane e Ben Forrester sono una coppia di sconosciuti pittori che
architettano un piano per far soldi sfruttando il nome del loro amico Marius, un artista i cui
dipinti sono saliti alle stelle subito dopo la sua morte. Con il suo umorismo tagliente e
spietato, mescolando a queste trame le lotte, gli intrighi e i desideri di una manciata di
personaggi secondari, Dawn Powell prende di mira il mondo degli artisti e si fa beffe della
vita bohémien di Manhattan. E la storia della New York degli anni Quaranta, di quel
Greenwich Village che l'autrice ha conosciuto, amato e catturato meglio di qualsiasi altro
scrittore americano, diventa un ritratto corale e ironico della società moderna, con tutte le
sue contraddizioni, ipocrisie e assurdità.
•
Julian Rathbone, Hotel California, Hobby & Work 2006
Cinquantenne veterano imborghesito del Maggio '68, Chris Shovelin è un detective
britannico con molte delusioni alle spalle e pochi principi etici ancora saldi: primo tra tutti,
quello di tener fede alle amicizie. Così, quando un suo vecchio compagno di militanza,
Wilbur Jefferson, lo supplica tramite e-mail di raggiungerlo al più presto in California,
Shovelin non ci pensa due volte: salta sul primo volo per gli Stati Uniti e sbarca in piena
West Coast. Ma la sua trasferta californiana inciampa subito in una brutta sorpresa: il
cadavere dello stesso Jefferson, morto ammazzato. Questa è solo la scintilla che avvia i
motori di una detective story impastata di memorie letterarie sapientemente rielaborate e
percorsa da uno sguardo lucidissimo sui miti (affascinanti) e sulle realtà (infernali) della
California contemporanea. Dai ranch sprofondati nel deserto ai confini col Messico alle
mille luci di San Francisco, dall'asfalto rovente di Los Angeles all'ingannevole quiete di
Santa Barbara, tra alberghetti, autostrade, circoli esclusivi e bar malfamati, l'odissea
investigativa di Shovelin regala al lettore un'esperienza dove i ritmi, la concitazione, il gusto
per il colpo di scena tipici del giallo "alla Hammett" si sposano ad un racconto morale dai
toni beffardi e corrosivi.
•
Nora Roberts, La casa dei grandi incontri, Leggereditore 2013
Owen è la mente pragmatica del clan Montgomery e gestisce l'attività di famiglia con pugno
di ferro. Grazie alle sue capacità di organizzazione, il Boonsboro Hotel sarà inaugurato
come previsto, senza ritardi o sorprese. L'unica cosa che Owen non ha previsto è Avery
MacTavish... Owen e Avery sono cresciuti insieme e fin da bambini hanno sempre avuto un
debole l'uno per l'altra. Owen è stato il suo primo ragazzo e lei non l'ha mai dimenticato. La
popolare pizzeria di Avery è proprio dall'altra parte della strada, di fronte all'albergo, e
grazie alla forzata vicinanza e alla spinta di un misterioso fantasma, l'attrazione tra loro si
riaccende più forte di prima, spingendoli a riannodare il vecchio legame. Ma il duro lavoro
di Owen è appena iniziato: non dovrà soltanto occuparsi della riapertura del Boonsboro
Hotel: il compito più difficile sarà convincere con pazienza Avery ad abbassare la guardia e
farle comprendere che il suo primo fidanzato sarà anche l'ultimo.
•
Joseph Roth, Hotel Savoy, Passigli 2010
Tema di "Hotel Savoy" (1924) è il clima di disfacimento dell'Impero austro-ungarico
successivo alla prima guerra mondiale, che di quel fenomeno creò le condizioni. Gabriel
Dan, il narratore della vicenda, ex prigioniero di guerra in Russia, affronta, come migliaia di
suoi commilitoni, il terribile viaggio di ritorno verso una casa della quale ignora il destino e
una patria che non esiste più, e durante il suo interminabile viaggio sosta in una città
dell'est europeo, Lodz, scendendo in quell'Hotel Savoy che, con l'infinita varietà dei suoi
ospiti, si rivelerà specchio fedele della crisi del vecchio mondo e dell'Impero asburgico tra la
sconfitta bellica e l'ondata rivoluzionaria proveniente dalla Russia. "L'Hotel Savoy era come
il mondo, all'esterno brillava di uno splendore maestoso, sprizzava lusso dai suoi sette
piani, ma vi dimorava la povertà". Gli ospiti e i frequentatori dell''albergo, dall'industriale
Neuner al commerciante Bòhlaug fino alla povera Stasia, ballerina del varietà locale, e allo
stesso Gabriel Dan e al clown Santschin sono tutti, assieme agli operai in sciopero che
assediano l'albergo, gli attori di una corale commedia umana che si svolge sul palcoscenico
di un mondo sull'orlo di una tragedia epocale.
•
Sankar, Hotel Calcutta, Neri Pozza 2009
Anni Cinquanta: Calcutta si chiama ancora Calcutta e vive gli ultimi splendori del suo
recente passato coloniale. Nella "striscia d'oro", la zona della città che gli inglesi chiamano
Esplanade e gli indiani Chowringhee, il centro della vita mondana e dei grandi alberghi, si
aggira Shankar, un ex babu, un giovane impiegato di un avvocato inglese dell'alta corte,
anzi, per essere precisi, "dell'ultimo avvocato inglese dell'alta corte di Calcutta". L'illustre
esponente del foro imperiale britannico è morto e il ragazzo si è ritrovato di colpo nel
deserto di povertà e penuria da cui viene, e che credeva di essersi lasciato definitivamente
alle spalle. Per allontanare lo spettro della fame, vaga per la città cercando di vendere
cestini per la cartastraccia fabbricati da un giovanotto di Madras, che oltre ai cestini non
possiede altro che due paia di calzoni e una sudicia cravatta. Per i dannati della terra come
Shankar, basta il minimo temporale a distruggere l'oasi. Ma per fortuna non è sempre così.
In un giorno in cui sonnecchia al parco di Chowringhee, si imbatte in uomo dalla pelle color
mogano, lucida come le scarpe che hanno ricevuto il trattamento dai lustrascarpe di
DharmataJa. E' il detective Byron, il grande investigatore: per lui qualunque caso, per
quanto complicato o misterioso, è immediatamente "chiaro come la luce del giorno,
trasparente come l'acqua". Byron gli trova un lavoro nell'albergo più antico e
prestigioso dell'Esplanade: lo Shahjahan Hotel.
•
Angela Scarparo, Disturbando famiglie felici, Pequod 2005
Siamo in un albergo di lusso, in alta montagna. Proprio quando tutti i preparativi
sembrano portare verso l'imminente e attesa apertura dell'albergo, ecco che sorgono vari
imprevisti, la tensione è alle stelle e si inizia ad avvertire il pericolo di non poter mai
arrivare al fatidico giorno. Otto personaggi costretti da una bufera di neve in un albergo
troppo freddo e troppo isolato dal mondo, otto personaggi in cerca di una ragione che
sembra ormai perduta. Un noir fatto di situazioni insolite e strampalate in un costante
crescendo di suspence, il romanzo è costruito come fosse un palcoscenico teatrale, in
un'atmosfera che ricorda "8 donne e un mistero", il film di François Ozon.
•
Marcela Serrano, L'albergo delle donne tristi, Feltrinelli 2001
Un albergo ai confini del mondo. Un rifugio dove si intrecciano le storie comuni di tante
donne. Un luogo simbolico, in cui staccarsi dal proprio passato e risvegliarsi alle emozioni e
alla vita.
•
Irwin Shaw, Lavoro di notte, Bompiani 1987
Il caso, il lancio del dado, pescare una carta da gioco: il colpo di fortuna che trasformerà la
vita dl Doug Grimes portiere di notte. Uno del libri più felici di Irwin Shaw. Quando
Doug Grimes sfila con grande naturalezza 100.000 dollari dalle mani di un vecchio, trovato
morto in un corridoio d'albergo, non sa fino a che punto questo fatto gli cambierà la vita.
L'ex portiere di notte Doug Grimes da quel momento ha tutto e ottiene tutto. Ha fascino,
potere, fortuna, ricchezza; può realizzare i sogni di ogni uomo: macchine, donne stupende
solo per lui, viaggi, avventure. Qual è il prezzo di tutto questo? E' vero che il successo paga?
Un romanzo coinvolgente, tra i più divertenti del grande scrittore americano non privo
tuttavia del suo consueto, ma non ovvio, moralismo.
•
Sam Shepard, Motel Chronicles, Feltrinelli 1985
Samuel Shepard Rogers, meglio noto come Sam Shepard (Fort Sheridan, 5 novembre 1943),
è un attore, commediografo e scrittore statunitense considerato dai critici il vero erede del
grande teatro USA.
•
Georges Simenon, La camera azzurra, Adelphi 2003
Tony, un uomo felicemente sposato con Gisèle e padre di Marianne, vive per alcuni mesi
un'ardente passione con l'ex compagna di classe Andrée, anche lei sposata con il ricco
Nicolas Despierre. La morte di quest'ultimo, avvenuta in circostanze non totalmente chiare,
sarà attribuita in un primo tempo a Tony, che subirà continui interrogatori in cui dovrà
chiarire ogni dettaglio della propria esistenza, e successivamente ad Andrée; in seguito
Tony è considerato responsabile della morte di Gisèle, per avvelenamento. I due amanti
saranno condannati a morte, ma la pena sarà commutata infine in quella di lavori forzati a
vita.
•
Georges Simenon, I sotterranei del Majestic, Adelphi 1999
Sembra una mattina come tutte le altre. Prosper Donge è al lavoro nella caffetteria
dell'Hotel Majestic. Serio, infaticabile, un po' triste. Intorno a lui un dedalo di
sotterranei, scale di servizio, porticine nascoste. Il formicaio dove si agita freneticamente il
personale di un albergo di lusso. Ai piani superiori, sfarzo opulento e quiete maestosa.
Mondi incomunicabili, si direbbe. Almeno sino a quando Prosper Donge non scopre nello
spogliatoio del personale il corpo senza vita di una giovane donna. E' Mrs Clark, moglie di
un facoltoso industriale di New York. Muovendosi con la consueta sagacia tra due mondi
entrati improvvisamente e inspiegabilmente in collisione, Maigret risolverà uno dei casi più
intricati della sua carriera.
•
Maj Sjöwall e Per Wahlöö, Omicidio al Savoy, Sellerio 2008
Alle origini del poliziesco cosiddetto procedurale, che ha avuto un lungo seguito di epigoni e
grandi prosecutori, sono riconosciuti i dieci romanzi del commissario della polizia criminale
di Stoccolma Martin Beck. I polizieschi procedurali raccontano l'inchiesta da dietro le spalle
degli agenti che la conducono, ma i romanzi di Sjöwall e Wahlöö offrono una originalità: i
poliziotti, con le loro diverse idee, con le loro diverse storie esperienze e frustrazioni, sono il
tramite per una critica spietata della società contemporanea. I poliziotti che formano la
squadra, vero protagonista collettivo oltre lo stesso Martin Beck, hanno forti opinioni e
caratteri, invecchiano e cambiano nel corso degli anni, rendendosi ciascuno familiare al
lettore. In questo "episodio" Viktor Palmgren viene ucciso, durante un brindisi nel
ristorante di un grande albergo, da un individuo che riesce a restare irriconoscibile a
tutti i presenti, nonostante la spettacolarità del delitto. La vittima era un magnate,
proprietario di svariate aziende e speculatore finanziario. Su di lui giravano voci poco
edificanti, di prosperi affari con governi che non potevano piacere ai giovani contestatori. Il
detective, con l'aiuto del solito Kollberg, lo scettico poliziotto che odia i metodi della polizia,
e degli altri nuovi e vecchi della squadra, scopre un'altra traccia, che lo proietta verso una
verità più modesta e triste.
•
Ali Smith, Hotel World, Minimum Fax 2004
Una storia che comincia dalla fine, cinque donne i cui destini si incrociano sullo sfondo del
lussuoso Global Hotel: un fantasma che cerca di trattenere i colori, i sapori, i ricordi, le
parole, prima che il mondo svanisca per sempre; una barbona ossessionata dagli spiccioli e
dalla poesia metafisica; una receptionist afflitta da una misteriosa malattia che le fa
dimenticare tutto tranne i jingle delle pubblicità televisive; una giornalista bugiarda
patologica con la passione per il porno e una ragazzina che cerca di scoprire se sua sorella si
è suicidata o è stata vittima di un assurdo incidente.
•
Julia Stagg, La locanda dei sogni ritrovati, Garzanti 2012
Fogas, un piccolo paese nei Pirenei. Chloé, una bambina di nove anni, si lancia in spericolati
salti mortali, svettando sull'erba alta. La sua compagna di giochi è una gatta, Tomate, che la
accompagna nelle forsennate piroette. Sullo sfondo, un'antica locanda di pietra grigia,
accoccolata in una valle baciata dal sole sulle sponde placide di un fiume. Lorna
e Paul si guardano intorno e non potrebbero essere più felici. Questo angolo di paradiso è
finalmente tutto loro. Il sogno di andarsene dall'Inghilterra e aprire un ristorante in Francia
si è avverato. Un luogo dove cucinare gustose torte e fumanti stufati, accompagnati da un
corposo calice di vino rosso e dalle chiacchiere degli amici, mentre il vento accarezza le
fronde degli alberi. Ad aiutarli Stéphanie, la cameriera gitana, e sua figlia Chloé, che da
grande vuole fare l'acrobata. Ma il sogno è ben diverso dalla realtà. Perché Lorna e Paul
hanno un nemico nel paese di Fogas: Serge Papon, il sindaco. Un nemico potente che voleva
la locanda per sé, e che adesso è deciso a riprendersi quello che ritiene suo di diritto. Le sue
armi sono astute: cavilli burocratici, ispezioni continue, ma soprattutto maldicenze, perché
gli inglesi, si sa, non sono capaci di cucinare. Il loro ristorante manderebbe in rovina
l'industria turistica dell'intera regione. La locanda è in pericolo, ma Lorna e Paul non sono
soli, perché la piccola Chloé, insieme alla fida gattina Tomate, è pronta anche a fare i salti
mortali, pur di aiutarli.
•
Christina Stead, Il piccolo hotel, Adelphi 2008
In un piccolo hotel sulle rive del Lago Lemano uomini e donne di varie nazionalità
trascinano pigramente la propria vita - nell'attesa che il mondo uscito dalla seconda guerra
mondiale acquisti tratti meglio definiti. Nella neutralità spaziotemporale dell'amena
località, nella nitida impersonalità dell'albergo gli ospiti si avvicendano, vagano sospesi:
lontani dai loro paesi d'origine e dai milieu cui appartengono, hanno perso lo scintillio del
trucco di scena e si lasciano osservare nella loro verità, sconcertante, paradossale, e senza
censure. Bastano così poche pagine perché l'idillio si incrini e ci si senta risucchiati dal
movimento sfrenato di una giostra di personaggi cinici, di affaristi e scrocconi grotteschi, di
donne melanconiche e malmaritate e uomini gretti o pazzi o solo inguaribilmente tristi. E il
piccolo hotel di Madame Bonnard - che con equanimità e saggezza ci racconta la storia di
ognuno di loro - ci appare di volta in volta un'esilarante gabbia di matti o il rifugio di chi a
casa propria non vuole o non può tornare.
•
Paul Theroux, Hotel Honolulu, Baldini & Castoldi, 2002
Uno scrittore di mezza età, stanco e disilluso, va in cerca di distrazioni e nuove emozioni
nell'illusorio paradiso delle Hawaii e, quando il padrone di un piccolo albergo licenzia il
direttore, allo scrittore sembra offrirsi un'interessante opportunità: accetta il posto di
direttore e comincia la sua nuova e inattesa vita, animata da strani personaggi.
•
Donald Michael Thomas, L'albergo bianco, Frassinelli 1983
Dall'analisi di un caso d'isteria (l'ennesimo, ma non per questo prevedibile o
scontato), alla distruzione degli Ebrei in Ucraina da parte delle truppe del III Reich,
il racconto si snoda con un ritmo interrotto solo dalla piacevolissima fatica di dover
raccordare la fantasia della protagonista con le vicende reali che la medesima
attraversa. A consolazione per l'amaro in bocca che la lettura ci lascia, l'ultimo
capitolo è un viaggio in un altro mondo, nella descrizione del quale solo pochissimi
si sono cimentati, e uno solo con risultati "divini".
•
Tibe, Hotel Lamemoria, Mondadori 2007
Doppio inedito da uno dei protagonisti della cultura indipendente: un romanzo noir e un cd
di canzoni d'autore che condividono atmosfere, luoghi e personaggi. Un figlio e un padre
che si parlano solo per telefono, senza vedersi mai. E la curiosità, il bisogno, nel ragazzo, di
scoprire chi sia davvero quel genitore così presente e assente insieme; di conoscere il
passato della sua famiglia, le proprie origini. Così, tra le atmosfere decadenti dei
Grand Hotel di mezzo mondo, inizia un'avventura nella memoria che porterà a
insospettabili scoperte. Che forse sarebbe stato meglio lasciare sepolte dal tempo...
•
Vincenzo Todisco, Il suonatore di bandoneón, Casagrande 2006
Engadina, anni Settanta. Pablo Flores, un ragazzino figlio di immigrati italiani, fa la
dirompente scoperta del tango nell'immenso e affascinante Grand Hotel Palace. A
introdurlo nel mondo del grande albergo con i suoi sotterranei e i suoi segreti rituali di
tango, è Maria, una ragazzina argentina già molto brava nell'arte del ballo. Da questo
incontro iniziatico prende il via una incredibile storia che da un piccolo villaggio romagnolo
ci conduce in Argentina e ci porta in Svizzera. Raggiunta l'adolescenza, Pablo deve
abbandonare l'Engadina e i suoi amici argentini, Maria e Alejandro, giovane e irruente
suonatore di bandoneón. Ma di suonatore di bandoneón, strumento per eccellenza per
eseguire pezzi di tango, ce n'è un altro: il mitico Ermanno Guidi, nonno avventuriero di
Pablo. Nel suo tentativo di diventare a sua volta un divo del tango, Pablo recupererà via via
la storia e il destino di suo nonno, si metterà sulle tracce del suo bandoneón, del suo viaggio
attraverso l'Argentina, e scoprirà che Ermanno aveva incontrato Che Guevara e con lui era
sbarcato col "Granma" a Cuba per dare il via alla rivoluzione. L'esistenza di Pablo si gioca
tra questa dimensione mitica delle sue origini e una vita ormai squallida e complicata
accanto e contro la sua ex moglie Nadja.
•
Susan Vreeland, La vita moderna, Neri Pozza 2007
È il 1880 a Parigi e Pierre-Auguste Renoir, i pennelli nella mano destra e l'astuccio ereditato
da Claude Monet nella sinistra, è appena giunto sulla terrazza della Maison Fournaise,
una locanda amata dagli artisti dove si può mangiare, dormire o affittare una
barca. Alphonsine Fournaise, la figlia del padrone della locanda, l'ha condotto fin lì per
mostrargli un tratto della Senna dove le due rive offrono un paesaggio incomparabile allo
sguardo di un pittore. In blusa a righe e costume da bagno, Alphonsine allarga le braccia
davanti alla meraviglia che si spalanca non appena scosta la tenda a righe grigie e rosso
corallo. Le canoe affiancate lungo la riva spiccano sul verde scuro dell'acqua. Sulla riva
orientale una locanda, con i muri bianchi e il tetto di tegole rosse, è illuminata dal sole
pomeridiano. Più a valle, un cantiere si allunga sul fiume circondato di barche, e qua e là si
vedono case di contadini accoccolate accanto ai loro orti. In che modo Renoir potrebbe
ritrarre quel magnifico luogo in cui la città incontra la campagna? Dipingendo alla maniera
degli impressionisti una scena da ballo su una delle rive? Oppure una gita in barca con
poche, veloci pennellate? Così Susan Vreeland immagina, nelle pagine che seguono, la
nascita di una delle opere fondamentali dell'impressionismo, Il pranzo dei canottieri, un
quadro in cui Renoir celebra se stesso come il pittore per eccellenza della joie de vivre, del
sentimento gioioso della vita.
•
Fred Wander, Hôtel Baalbek, Einaudi 2011
Marsiglia 1942: una città meravigliosa e corrotta, dominata dalla violenza, pervasa da oscuri
traffici, immersa in un clima allo stesso tempo di esaltazione e di paralisi, una città in cui
confluiscono migliaia di ebrei provenienti da ogni parte d'Europa, nella speranza di trovare
un modo per fuggire Oltreoceano, per sottrarsi alla mortale presa della Gestapo. Uno dei
punti di raccolta dei fuoriusciti è il Baalbek, un albergo di infima categoria, nei cui
corridoi si susseguono le voci: è vero che i tedeschi stanno occupando anche il resto della
Francia? e che la Deventer, una nave piena di profughi, è affondata? Fra gli ospiti di questo
straordinario e fatale caravanserraglio c'è un giovane timido, innamorato
contemporaneamente di due bellissime donne, Katja e Lily, innamorato della vita che
ancora non conosce davvero. E lui, uno dei pochi sopravvissuti, a raccontare decenni più
tardi di queste esistenze sull'orlo dell'abisso, a narrare le vicende di Jablonsky, di Sascha, di
Jossip, del musicologo David Stern e della sua bionda moglie, della piccola Judith, cosi
giovane e cosi seducente. È lui a rievocare, con grande immediatezza, un mondo che allora
non riusciva ancora a immaginare con quale violenza e crudeltà sarebbe stato investito dalla
storia.
•
Markus Werner, Quando la vita chiama, Neri Pozza 2005
Clarin è un giovane avvocato di successo. Scrive per prestigiose riviste e cerca di condurre
un'esistenza piacevole. In questo fine settimana di Pentecoste ha deciso, ad esempio, di
trascorrere un paio di giorni nella sua casa nel Canton Ticino. Sarebbero stati sicuramente
giorni appaganti, se non avesse incontrato sulla terrazza dell'hotel Bellevue quello
strano tipo, quel cinquantenne bizzarro... Loos. Un bicchiere di vino, e ha finito col passare
due notti di seguito a discutere di tutto: di Dio, del mondo, dei tempi in cui viviamo, delle
donne.... Un incontro che si trasforma in un duello e che, forse, non è affatto casuale...
•
Stefan Zweig, Bruciante segreto. Adelphi 2007
Un gorgo di forze trascinerà Edgar, inquieto dodicenne in convalescenza nella stazione
climatica del Semmering, dall'iniziale sete di amicizia al dubbio, al disinganno e
all'odio: odio per una madre frivola e bugiarda e per il suo subdolo corteggiatore che,
fingendo di essergli amico, vuole soltanto servirsi di lui. Un intrico di sentimenti, quello di
"Bruciante segreto", che somiglia al sottobosco di rovi in cui Edgar - fuggito dalla stanza
dove era stato rinchiuso - si acquatta inseguendo col fiato grosso la coppia. Una sorta di
sadico crescendo innerva questo dramma, di cui sono protagonisti un attraente e annoiato
barone, la non più giovane eppur piacente consorte di un avvocato di successo della Vienna
ebraica e un ragazzino cagionevole che, nel giro di pochi giorni, attraversa le dolorose
stazioni di un rito di passaggio: quello che suggellerà il suo ingresso nel mondo degli adulti,
a prezzo di cicatrici indelebili.
•
Gao Xingjian, Il Libro di un uomo solo, Rizzoli 2003
Dalla stanza di un albergo ad Hong Kong, dove si trova per la messa in scena di una
delle sue opere teatrali, un personaggio senza nome viene spinto dall'amante a rievocare il
passato
e poi i film....
il set? un hotel!
•
Woody Allens, Vicky Cristina Barcelona, Medusa Video 2008
•
Allison Anders, Four Rooms, Miramax International 1995
•
Emile Ardolino, Dirty dancing, Eagle pictures 2003
•
Rodney Ascher, Welcome to the Shining Hotel, Feltrinelli 2013
•
Martin Campbell, Casino Royale 007, Columbia Pictures 2007
•
Frank Capra, Arsenico e vecchi merletti, United Arists Corp. 1944
•
Castellano & Pipolo, Grand Hotel Excelsior, Mario e Vittorio Cecchi Gori 1982
•
Liliana Cavani, Il Portiere di notte, Istituto luce 1974
•
Joel & Ethan Coen, Barton Fink, Circle 2006
•
Sofia Coppola, Lost in translation, Elemental Films 2003
•
Sofia Coppola, Somewhere, American Zoetrope 2010
•
Joel & Ethan Coen, Non è un paese per vecchi, Paramount 2008
•
Jon Favreau, Iron Man 2, Paramount Home Entertainment 2010
•
Federico Fellini, Amarcord, F.C. Produzioni 1973
•
Mike Figgis, Via da Las Vegas, Eagle pictures 1995
•
Jodie Foster, Il mio piccolo genio, Orion Pictures Corporation 1991
•
John Glen, Octopussy operazione piovra, Mgm 2013
•
Edmund Goulding, Grand Hotel, Warner Bros. Entertainement 2004
•
Mikael Håfström, 1408, Keyfilms Video 2008
•
Alfred Hitchcock, La donna che visse due volte, Universal 2008
•
Alfred Hitchcock, Intrigo internazionale, Turner Entertainment 2009
•
Alfred Hitchcock, Psycho, Universal 1960
•
Arthur Hill, Appartamento al Plaza, General Fabbri 2002
•
James Ivory, Camera con vista, General Video 2004
•
Mick Jackson, Guardia del corpo, Warner Bros. 1992
•
Harmony Korine, Spring Breakers, Bim 2013
•
Stanley Kubrick, Eyes wide shut, Warner Bros 1999
•
Stanley Kubrick, Shining, Warner Bros 2001
•
David Lean, Il Ponte sul fiume Kwai , Columbia Pictures 1957
•
Ang Lee, Motel Woodstock, 01 Distribution 2010
•
Jerry Lewis, Ragazzo Tutto Fare, Paramount Pictures 1960
•
Doug Liman, The bourne identity, Marshall 2002
•
George Lucas, Star wars IV. Una nuova speranza, Lucasfilm 2006
•
Sidney Lumet, Assassinio sull'Orient Express, Canal + 2003 1996
•
David Lynch, Strade perdute, D. Nayar, T. Sternberg, M. Sweeney 1996
•
John Madden, Marigold Hotel, 20th Century Fox 2012
•
James Mangold, Identità, Columbia Pictures 2003
•
Garry Marshall, Pretty woman, Touchstone Pictures 2001
•
Roger Michell, Notting Hill, Universal 2003
•
Hayao Miyazaki, La città incantata, Universal Studios 2003
•
Christopher Nolan, Il cavaliere oscuro, Warner Bros 2008
•
Yasujiro Ozu, Una locanda di Tokyo, Enjoy Movies 2011
•
Todd Phillips, Una notte da leoni, Warner Home Video 2009
•
Roman Polansky, Frantic, Warner Bros 1987
•
Otto Preminger, Exodus, Mgm\Ua Home Video 1960
•
Harold Ramis, Ricomincio da capo, Columbia Pictures 1993
•
Nicolas Refn Winding, Solo dio perdona, Iif Home Video 2013
•
Tony Richardson, Hotel New Hampshire, Mondo home entertainment 1984
•
Herbert Ross, California Suite, 20th Century Fox 2002
•
Ridley Scott, Thelma e Louise, Metro Goldwyn Mayer 2002
•
Steven Soderbergh, Ocean's eleven, Village Roadshow films 2002
•
Paolo Sorrentino, Le conseguenze dell'amore, Medusa Film 2004
•
Oliver Stone, Wall Street, Twentieth Century Fox 2002
•
Jacques Tati, Le vacanze di monsieur Hulot, San Paolo 2004
•
Cinzia Torrini, Hotel Colonial, Cecchi Gori Home Video 1987
•
Luchino Visconti, Morte a Venezia, Artwork e Photography 1971
•
Wim Wenders, The million dollar hotel, Road movies 2003
•
Wim Wenders, Lo Stato delle cose, Ripley's home video 2005
•
Billy Wilder, A qualcuno piace caldo, Metro Goldwyn Mayer 2007
•
Terence Young, 007 dalla Russia con amore, United Artists Corporation 1963
tutti i libri e i film sono prenotabili presso le biblioteche di Fondazione Per Leggere
(www.fondazioneperleggere.it)

Documenti analoghi