Sintesi storia contemporanea

Commenti

Transcript

Sintesi storia contemporanea
Storia
L'URSS di Stalin
• 1924, muore Lenin che aveva guidato la rivoluzione bolscevica russa. Il contrasto tra Josif Stalin
e Leone Trockij era politico ma anche ideologico: per Trockij la rivoluzione doveva essere estesa
ad altri paesi del mondo (rivoluzione permanente), per Stalin invece andava rafforzata la
rivoluzione in Russia.
• 1928, i "piani quinquennali" organizzano la vita economica dello stato unico proprietario di terra,
foreste, miniere, banche, fabbriche. La produzione era centrata su macchinari, impianti industriali,
centrali elettriche e ferrovie.
• Nelle campagne venne imposta la collettivizzazione delle terre (kolchoz) sempre controllata dallo
Stato. I coltivatori protestarono e le loro manifestazioni furono duramente represse, molti furono
deportati e costretti ai lavori forzati. Fino al 1935 tutte le merci di uso comune furono razionate.
Solo la nomenklatura (funzionari di partito, della polizia e dei servizi segreti) godeva di grandi
privilegi.
• Andrej Stakanov: il minatore che estrasse 10,2 tonnellate (anziché le previste 6,5) di carbone in un
giorno, diventò un modello da seguire; stakanovista nel linguaggio comune indica la volontà di
primeggiare in produttività nel lavoro.
• La dittatura di Stalin si basò sull'uso sistematico della violenza per reprimere ogni forma di
dissenso; promosse il culto della sua persona; fino alla sua morte (1953) il partito comunista
controllò ogni aspetto della vita del paese, nacquero molti campi di lavoro (chiamati "arcipelago
Gulag" dallo scrittore Alexandr Solgenitsin).
La Spagna di Francisco Franco
• 1936, elezioni: viene istituita la repubblica. Vince così il fronte popolare, costituito da
repubblicani, comunisti, socialisti, ma i conservatori (clero, esercito, proprietari terrieri) sotto il
comando del generale Francisco Franco scatenano un'insurrezione. Comincia una guerra civile
che terminerà solo nel 1939.
• Germania e Italia intervengono a fianco dei falangisti di Franco inviando armi, volontari e truppe
regolari; a combattere con i repubblicani accorsero antifascisti da tutto il mondo e molti politici e
intellettuali presero posizione (Lorca, Hemingway, Dos Passos, Malreaux, Pietro Nenni, Carlo
Rosselli).
• Francia e Inghilterra non intervennero.
• 1939, Franco instaura la dittatura su tutta la Spagna. Solo dopo la sua morte, nel 1975, si avvierà
un processo di democratizzazione del paese che diventerà una monarchia parlamentare.
Il dopoguerra
Conseguenze della guerra:
• 50 milioni di morti, in gran parte civili; 3 milioni di dispersi;
• Migrazioni forzate di popolazioni: molti italiani abbandonano l'Istria, i tedeschi lasciano la
Polonia e la Cecoslovacchia; molti ebrei si trasferiscono nello Stato d'Israele (1948).
• Miseria e rovine, le città erano ingombre di rovine, le fabbriche ferme, solo in Germania i
senzatetto erano più di 7 milioni; atrocità senza precedenti: genocidio di ebrei e di zingari; uso
della bomba atomica.
• Perdita di centralità dell'Europa: si affermano due nuove superpotenze, USA e URSS, le vere
vincitrici della guerra. Gli USA erano uno stato liberal-democratico con un sistema economico di
tipo capitalista. L'URSS era uno stato totalitario con un sistema economico socialista. Finita la
guerra si manifestarono tra le due potenze contrasti e rivalità.
Il Processo di Norimberga (1945)
Viene istituito un tribunale militare internazionale con il compito di giudicare e punire i crimini
commessi dai nazisti. Ventiquattro dirigenti devono rispondere di crimini contro la pace e contro
l'umanità. Il processo termina con 12 condanne a morte.
Per la prima volta vengono giudicati come delitti atti che in passato venivano giustificati come
azioni avvenute in guerra. Ogni uomo, dal semplice soldato al generale, dalla persona comune al
capo di stato, diventa responsabile personalmente se commette dei crimini.
Nasce l'ONU, 1945
Viene creata a San Francisco l'Organizzazione delle Nazioni Unite, il suo compito è mantenere la
pace nel mondo risolvendo i contrasti internazionali con mezzi pacifici.
Il Piano Marshall
Gli USA temono che la povertà dei paesi europei possa portare a rivolte e disordini dando la
possibilità all'URSS di aggredire l'occidente ed espandere il comunismo, elaborano così un sistema
di aiuti all'economia europea per la ricostruzione. Vennero prestati milioni di dollari, furono
distribuite grandi quantità di beni di consumo. Gli aiuti economici rafforzarono l'influenza politica
degli Stati Uniti sull'Europa occidentale.
Gli Stati satelliti dell'Unione Sovietica
Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Bulgaria, Romania, Germania orientale, diventarono
repubbliche popolari con al potere il partito comunista, si creò una "cortina di ferro" (W. Churchill)
che attraversava il continente dal Baltico all'Adriatico.
Le alleanze militari
1949, USA: nasce la NATO. Blocco occidentale
1955, URSS: Patto di Varsavia. Blocco comunista
La Guerra Fredda
L'Europa è divisa fra Est e Ovest, da entrambi i blocchi si assiste a una corsa agli armamenti.
Nascono crisi locali:
• Guerra di Corea. La penisola coreana dopo il 1945 era stata divisa in due parti: una filo
comunista a nord, l'altra filo americana a sud. I due paesi non accettavano la divisione e nel 1950 i
Nordcoreani oltrepassarono il confine del 38* parallelo, gli USA inviano truppe mezzi in aiuto
della Corea del Sud mentre URSS e Cina aiutano la Corea del Nord. Dopo tre anni di guerra, e
due milioni di morti, il conflitto si chiude senza mutamenti territoriali.
L'impegno fu pesantissimo per gli USA, l'unico film, ironico e crudo allo stesso tempo, sul conflitto
venne prodotto solo nel 1970 sotto la regia di Robert Altman, M.A.S.H.
• Crisi di Berlino, 1961. Viene eretto il muro che separerà per 28 anni la città, simbolo della guerra
fredda.
• Crisi di Cuba, 1962. Nel 1959 Fidel Castro rovescia la dittatura militare sostenuta dagli USA,
accetta gli aiuti sovietici e permette all'URSS nel 1962 di installare nell'isola basi missilistiche, gli
Stati Uniti reagiscono imponendo un blocco navale, pronti a far fuoco sulle navi sovietiche.
Prevalse il buon senso: i sovietici smantellarono le basi e gli americani rispettarono l'indipendenza
cubana.
1945-1973. La crescita economica
• Crescita della popolazione e aumento delle aspettative di vita (progressi della medicina:
vaccinazioni, sulfamidici, antibiotici; la penicillina, scoperta nel 1928, utilizzata durante la
seconda guerra mondiale si diffuse poi in tutto il mondo).
• Forte espansione dell'economia soprattutto capitalistica, provocò un rapido aumento del PIL
• Nuova organizzazione del lavoro: fordismo (catena di montaggio), 1913, introdotto da Henry
Ford a Detroit. Taylorismo (organizzazione scientifica del lavoro), introdotto da Frederich Taylor
attraverso l'osservazione dei tempi e dei movimenti degli operai in fabbrica e la pianificazione del
lavoro. Si ridussero i tempi di lavorazione moltiplicando così la quantità delle merci prodotte e
diminuendone il prezzo. Anche in Europa si diffonde la produzione in serie.
• Il Welfare State. 1945-1950, realizzato per la prima volta dai laburisti inglesi questo modello di
organizzazione sociale istituiva una forma di assistenza pubblica destinata a proteggere, sostenere
il cittadino in tutte le situazioni di debolezza o di bisogno. Cure mediche, istruzione, pensioni,
sussidi. Italia: tredicesima mensilità.
• Nasce la società dei consumi. I due elementi fondamentali sono: la produzione in serie e la
pubblicità.
Le tensioni sociali e conflitti
• Alla metà degli anni Cinquanta in molti stati del sud degli USA esisteva ancora la segregazione
razziale. Nelle città esplose la protesta dei neri che chiedevano l'integrazione e pari diritti. Uno dei
leader della protesta non violenta che aveva come obiettivo quello di cambiare la mentalità fu
Martin Luther King. Venne assassinato nel 1968.
• 1960, diventa presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy, appoggia il progetto di
legge per l'estensione dei diritti civili ai neri. La sua politica, definita della nuova frontiera, aveva
come obiettivo l'uguaglianza degli esseri umani e la lotta alla povertà. Venne assassinato nel 1963;
il presidente Johnson, che gli successe, continuò la sua politica.
• Il Vietnam. 1964, gli Stati Uniti entrano nel conflitto contro il parere dell'opinione pubblica. Il
Vietnam era stato diviso in due repubbliche (del Nord, comunista, e del Sud, sotto dittatura
militare appoggiata dagli USA) dopo avere ottenuto l'indipendenza dalla Francia nel 1954. Nel
sud si forma un fronte armato di liberazione (Vietcong) sorretto da Cina, URSS e Vietnam del
nord, contro la dittatura che terminerà solo nel 1975. L'anno successivo il Vietnam diventerà una
repubblica unitaria a regime comunista, la sua capitale si chiamerà Ho Chi Min dal nome del
leader che aveva guidato la resistenza.
• Il Sessantotto. Le voci di protesta contro la guerra in Vietnam confluirono in un più vasto
movimento di contestazione che vide come protagonisti i giovani. Si misero in discussione i
modelli di vita tradizionali, il potere autoritario, l'ossessione per il guadagno e il consumismo.
• Il Femminismo. Si sviluppò in quegli anni anche un movimento che rivendicava la parità tra
uomini e donne., riscopriva valori tipicamente femminili che la cultura maschilista aveva
sottovalutato e disprezzato.
• A Est: 1956, la rivolta dell'Ungheria, la volontà di uscire dal Patto di Varsavia viene repressa con
i carri armati. La Primavera di Praga, 1968: in Cecoslovacchia il segretario del partito
comunista Alexander Dubcek aveva cercato di introdurre importanti riforme ma nell'agosto le
truppe del Patto di Varsavia invasero il Paese imponendo un governo fedele all'URSS.
L'intervento sovietico fu duramente criticato nel resto del mondo e indusse il Partito Comunista
Italiano a prendere le distanze dalla politica sovietica.
Crollo degli imperi coloniali.
La maggior parte delle colonie ottiene l'indipendenza attraverso accordi. Stati Uniti e Unione
Sovietica cercarono di influenzare i nuovi sta indipendenti. Altri Stati ottennero l'indipendenza con
lotte caratterizzate dalla guerriglia.
• Il Commonwealth, quasi tutte le ex colonie inglesi entrano a far parte di questa confederazione e
mantengono con l'Inghilterra rapporti commerciali.
• 1945, indipendenza dell'Indonesia
• 1947, indipendenza dell'India
• 1951, indipendenza della Libia
• 1954, indipendenza del Vietnam
• 1956, indipendenza di Marocco e Tunisia
• 1957, indipendenza del Ghana
• 1960, indipendenza della Somalia
• 1961, indipendenza del Sudafrica. 1993, fine del regime dell'apartheid.
• 1962, indipendenza dell'Algeria
L'America Latina
Dall'inizio del Novecento gli Stati Uniti esercitarono un'influenza economica e politica di contrasto
alla diffusione del comunismo sui paesi dell'America Latina.
• Ernesto Che Guevara. Argentino, protagonista della rivoluzione cubana, viaggiò nell'America
meridionale per estendere ad altri paesi la rivoluzione; fu ucciso in Bolivia nel 1967. I movimenti
guerriglieri furono repressi.
• 1970, Cile. Viene eletto presidente il socialista Salvador Allende, avvia un programma di riforme
che contrasta il latifondo e gli interessi delle multinazionali americane. Nel 1973 il governo di
Allende fu abbattuto da un colpo di stato militare, Allende venne ucciso e migliaia di persone
imprigionate e assassinate. Il potere passò al generale Augusto Pinochet che lo mantenne sino al
1989.
• Argentina. Il populismo di Juan Perón (1946-1955, 1973-1974) simpatizzava per i regimi fascisti
ma emanò molti provvedimenti a favore dei lavoratori e delle classi più povere, nazionalizzò le
industrie inimicandosi gli Stati Uniti. Golpe militari successivi e violente dittature (i
desaparecidos, le Madri di Plaza de Mayo) portarono finalmente il paese a forme democratiche di
governo solo negli anni Ottanta.
• Rigoberta Manchú, Guatemala. Lo sfruttamento degli Indios nelle piantagioni appartenenti a
creoli o a grandi compagnie statunitensi, portò il paese a rivolte represse sanguinosamente, solo
nel 1996 venne firmato un accordo di pace che riconosceva nuovi diritti agli Indios. Rigoverna
Manchú portò avanti senza armi la battaglia per il riscatto della sua gente, ottenne nel 1992 il
Nobel per la Pace.
India e Cina
• 1947, nascono l'Unione Indiana (popolazione induista) e il Pakistan (popolazione musulmana).
Grandi viene ucciso pochi mesi dopo nel 1948. Il primo compito fu costruire la democrazia
(presidente Jawaharlal Nehru), la Costituzione entrò in vigore nel 1950, venivano soppresse le
caste ed era abolita la classe degli intoccabili, si stabiliva la libertà di stampa e di parola. La
crescita recente di gruppi di fondamentalisti sta inasprendo il clima politico dell'India, i rapporti
tra indù e musulmani sono sempre in stato di allerta, il conflitto con il Pakistan portò alla
formazione nel 1971 dello stato del Bangladesh.
• 1949, nasce la Repubblica Popolare Cinese. Dopo una lunga guerra civile l'armata comunista
guidata da Mao Zedong, con l'appoggio della popolazione contadina, batté il movimento
nazionalista il cui capo, ritiratosi a Taiwan, fondò la piccola Repubblica della Cina nazionale. Uno
dei primi provvedimenti fu la riforma agraria: a ogni contadino fu assegnata una porzione di terra,
gli antichi proprietari persero ogni potere. Venne stabilita l'uguaglianza di diritti tra marito e
moglie, venne vietato l'infanticidio. Fu eletta a suffragio universale un'assemblea nazionale con
l'incarico di redigere una costituzione. Il nuovo stato fu una repubblica presidenziale con un
parlamento, in realtà fu il partito comunista con i suoi più alti dirigenti a svolgere un ruolo
dominante sulla vita politica e sociale (dittatura del Partito). Nelle campagne le famiglie contadine
furono aggregate in cooperative dette comuni. Nel 1965 Mao lancia la rivoluzione culturale: ogni
studente o lavoratore doveva smascherare chi avendo posizioni di rilievo nella società avesse
tradito il comunismo, i nemici erano tra insegnanti, tecnici, intellettuali e funzionari. 1976, morte
di Mao. Inizia la modernizzazione: abolite le comuni, istituite zone economiche speciali
(esenzioni fiscali e da dazi per imprenditori) con lo scopo di attirare imprese straniere. Piazza
Tian'anmen, 1989, migliaia di manifestanti occupano la grande piazza di Pechino per la
democrazia e la libertà, chiedendo al regime la svolta di una nuova politica più rispettosa dei
diritti, ma viene proclamata la legge marziale: nella notte tra il 3 e il 4 giugno i carri armati
occupano la piazza e sparano sugli studenti.
Il nuovo stato di Israele
• Le Nazioni Unite con la risoluzione 181 del 29 novembre 1947 dividono la Palestina in due Stati:
uno ebraico (Israele) e l'altro arabo. La città di Gerusalemme viene posta sotto il controllo USA.
Ostili a questa decisione furono gli stati della Lega Araba costituita nel 1945 da Egitto, Iraq, Siria,
Transgiordania e Arabia Saudita. Il 14 maggio 1948 gli inglesi posero fine al loro mandato, nella
notte truppe della lega araba oltrepassarono i confini palestinesi da tutti i lati, Israele ottenne una
rapida vittoria (Prima guerra arabo-israeliana). Alla fine della guerra migliaia di profughi
palestinesi lasciarono le loro case e si rifugiarono nei paesi confinanti, la guerra perduta prese il
nome di naqba: catastrofe.
• Lo stato d'Israele fu la realizzazione del sogno sionista, è una repubblica democratica e
parlamentare fondata sul suffragio universale. In vent'anni affluirono nel nuovo stato più di un
milione di immigrati, l'economia fece rapidi progressi, uomini e donne furono addestrati alle armi.
• 1956, la guerra di Suez. Il presidente egiziano Nasser nazionalizza il canale di Suez controllando
il traffico marittimo detenuto in precedenza da compagnie anglo-francesi, Inghilterra e Francia si
accordano con Israele e attaccano l'Egitto, USA e URSS condannano la guerra e temporaneamente
cessano le ostilità.
• 1964, l'OLP di Yasser Arafat: giovani palestinesi si arruolano in questa organizzazione per
liquidare sul piano politico, sociale, culturale e militare Israele attraverso strumenti di lotta come
la guerriglia e le azioni terroristiche. Arafat muore nel 2004, gli succede Abu Mazen.
• 1967, la guerra dei sei giorni. Nasser chiude il golfo di Aqaba alle navi israeliane e gli eserciti di
Egitto, Giordania e Siria si schierano lungo i confini. La reazione di Israele è immediata, nel giro
di pochi giorni occupano il Sinai, la Striscia di Gaza e vasti territori arabi. Le Nazioni Unite
impongono il cessate il fuoco, chiedono a Israele il ritiro immediato dai territori occupati e ai
paesi arabi di riconoscere lo Stato d'Israele. Nessuna delle parti accettò.
• 1973, guerra del Kippur. Egitto e Siria attaccano Israele nel giorno della festa sacra del Kippur
(espiazione). L'ONU interviene intimando il cessate il fuoco e la tregua.
• 1982, invasione del Libano meridionale da parte di Israele. In quella regione l'OLP aveva
impiantato basi missilistiche, da lì lanciava missili contro la Galilea, i palestinesi vennero messi in
fuga sino a Beirut. I feddayin riuscirono a salvarsi solo grazie all'intervento della forza
multinazionale (libanesi, francesi, inglesi, americani e italiani). Sempre nel sud del Libano si
stanziarono le milizie di Hezbollah (il partito di Dio).
• Contro l'insediamento di coloni ebrei sui territori occupati i palestinesi di Cisgiordania e Gaza
organizzarono nel 1987 manifestazioni di protesta e insurrezioni di massa, l'intifada.
• 1993, accordo tra Yasser Arafat (OLP) e Yizhak Rabin (primo ministro israeliano). I Palestinesi
dovevano porre fine alle aggressioni terroristiche, Israele doveva ritirarsi dai territori occupati
dopo la guerra dei sei giorni.
• 1995, viene ucciso Rabin da un fondamentalista ebreo a Tel Aviv.
• 1996, prime elezioni libere in territorio palestinese. Presidente viene eletto Arafat.
• 2000, ricomincia l'Intifada, è una guerra vera e propria. Arafat e il suo partito, Al-Fatah (vittoria)
si indeboliscono, si rafforzano le idee dei movimenti islamici, Hamas, con atti di terrorismo e
missioni suicide.
• 2001, il governo di Ariel Sharon risponde all'intifada con immediate e spietate rappresaglie. Agli
attentati Sharon rispose anche erigendo un muro di cemento e di ferro lungo il confine dello Stato
d'Israele.
• 2004, muore Arafat. Sharon ordina il ritiro dalla Striscia di Gaza e lo smantellamento delle
colonie nel tentativo di riprendere la via di una soluzione politica e non più militare.
• 2006, il partito islamico di Hamas vince le elezioni palestinesi. Si allontana la possibilità di una
soluzione politica del conflitto.
L'Iran
• Dopo la guerra lo sciah Reza Palavi impone con la forza un processo di modernizzazione che non
riuscì però a far uscire dall'arretratezza economica il paese e che contrastavano le consuetudini
religiose molto radicate.
• 1979, la rivoluzione islamica. Si raccolse un vasto movimento di opposizione allo sciah intorno
agli imam, le autorità religiose, che portò alla caduta del regime imperiale e alla fuga dello sciah.
L'ayatollah Khomeini prese la guida della rivoluzione e l'Iran fu proclamato "repubblica
islamica". Molte persone di tendenze laiche, democratiche e liberali furono perseguitate, catturate
e condannate a morte. Alle donne fu di nuovo imposto di coprirsi il volto, fu ripresa la pratica
della flagellazione, furono ripristinate le vecchie leggi coraniche che prevedevano il taglio delle
mani per i ladri o la lapidazione per le adultere.
• 1980-1988, la guerra tra Iran e Iraq. Il presidente dell'Iraq Saddam Hussein invade l'Iran puntando
ai giacimenti di petrolio ma all'esercito regolare iraniano si uniscono i pasdaran, dipendenti dagli
ayatollah e pieni di entusiasmo pronti al sacrificio per meritare il paradiso musulmano. Nel 1988
cominciarono le trattative di pace, nessuno aveva vinto.
• 2005, vince le elezioni a presidente Mahmoud Ahmadinejad, un pasdaran.
L'Afghanistan e la Guerra del Golfo
• 1990, Saddam Hussein invade il Kuwait. L'ONU interviene lo costringe alla resa dopo un anno e
impone un blocco economico e l'obbligo a cessare la costruzione di armi nucleari.
• 1979, truppe sovietiche entrano in Afghanistan ma si ritirano nove anni dopo. Le diverse etnie e
tribù si combattono in una sanguinosa guerra civile, i talebani (studenti di religione) prendono il
potere e occupano nel 1996 la capitale Kabul. Instaurano un regime islamico e applicano con
rigore la legge coranica, agli uomini fu imposto l'obbligo della barba, alle donne il burqa.
• Fra coloro che aiutarono i guerriglieri afghani a fronteggiare l'avanzata russa vi fu anche il
ricchissimo Osama Bin Laden, la convinzione era che la jihad (la lotta armata) avrebbe fatto
trionfare L'Islam sull'ateismo e avrebbe sconfitto i nuovi crociati dell'occidente venuti a invadere
le terre islamiche.
La lotta al terrorismo
• 11 settembre 2001, attentato alle Torri Gemelle di New York. Tremila vittime. Gli attentatori
appartenevano al gruppo terrorista islamico di al-Qaeda.
• Attraverso l'emittente araba Al Jazeera Osama Bin Laden esaltarono l'attentato e i diciannove
autori pregando Allah di accoglierli in cielo come martiri.
• 2002, il presidente americano Bush lancia una campagna internazionale contro il terrorismo:
primo obiettivo è l'Afghanistan che offre ospitalità a Bin Laden.
• 2004, occupazione di Kabul da parte delle forze internazionali e libere elezioni. Le tensioni sono
ancora molto forti.
• 2003, un altro obiettivo della guerra al terrorismo: l'Iraq di Saddam Hussein. Truppe americane e
inglesi occupano il paese, Saddam viene catturato, processato e condannato a morte per
impiccagione.
• 2011, Osama Bin Laden viene trovato in un villaggio non lontano da Islamabad in Pakistan, viene
ucciso da un reparto di Navy Seal della marina statunitense.
La primavera araba
2010-2011, in alcuni paesi arabi aumenta una protesta contro i governi che porta alla caduta di
alcuni regimi, i protagonisti sono i giovani che denunciano la corruzione e rivendicano maggiore
libertà. I risultati furono diversi:
• Tunisia, libere elezioni
• Egitto, le forze armate prendono il potere
• Yemen e Siria, repressione violenta
• Marocco e Giordania, vengono introdotte alcune riforme
• Libia: Muhammar Gheddafi era al potere dal 1969, alla rivolta reagì con le armi scatenando una
guerra civile. Le forze della NATO intervennero con bombardamenti aerei, con la cattura e
l'uccisione di Gheddafi si apre per il paese una nuova fare politica dal l'esito ancora incerto.