Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle

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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
Ilario Citton
Mi chiamo “Le Cercle”
Dedico questo racconto a Giovanni, Luana e Paola, la mia famiglia
A Pierfrancesco Stenti, creatore di straordinarie idee
A Dario Geraci per avermi letto, consigliato e corretto
A tutti i sinceri sostenitori di Le Cercle 007 club
Ideazione e creazione copertina di Pierfrancesco Stenti
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
PREFAZIONE
Quando mi viene chiesto di presentare un autore, cerco sempre di stargli
alla larga per un bel po' prima del momento fatidico in cui dovrò parlare del
suo lavoro.
E' una tecnica che ho affinato nel tempo, frutto di anni e anni di
frequentazioni in campo editoriale e di conoscenza diretta con gli Dei
dell'Olimpo della scrittura.
Vedete, a stargli troppo vicini, rischiate di viziarne poi il giudizio sul loro
operato.
Entri in simpatia, ti scoli venti o trenta litri di birra in loro compagnia,
ammicchi o lasci che ammicchino nel caso si tratti di pseudo vergatrici del
magico foglio bianco e via discorrendo.
No.
Io non ci casco (Jovanotti ci avrebbe inserito anche un Vasco in questa
frase).
Me ne sto quatto quatto per diverso tempo, cerco di compiere una sorta di
Ramadan ateo nel quale tento di non alterare la mia percezione, ed essere
(come giusto che sia, è il motivo per il quale vengo anche pagato ) il più
onesto possibile con il lettore e con l'autore stesso.
Con Ilario Citton ho miseramente fallito.
Ilario è una sorta di Cthulhu in forma umanoide. Il suo entusiasmo è un
mostro tentacolare che ti avvinghia, ti strangola, ti toglie il fiato. Con Ilario
non ho bevuto, non ho fumato e non so nemmeno se apprezzi questi due
apostrofi basilari della nostra breve esistenza.
Ilario però è riuscito a ubriacarmi di entusiasmo e positività ; qualità che
non corrispondono minimamente alla mia personalità.
Vedete, alcuni di voi avranno avuto il piacere di conoscerlo
personalmente e capiranno quanto stia scrivendo. Se Ilario vendesse pentole,
io le comprerei, se vendesse materassi, io li comprerei.
Per fortuna Ilario non fa né il barman né il tabaccaio altrimenti io sarei
morto e lui non avrebbe la sua prefazione.
Signori, quanto andrete a leggere è una sorta di intenso mémoire sospeso
tra il tragico e il fatidico MA come in ogni buon dramma che si rispetti,
anche qui abbiamo una catarsi.
Profonda, dolorosa, ma assolutamente entusiasmante.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
Ilario in effetti non ha scritto solo una sua parziale autobiografia è andato
oltre.
Ilario ha inconsapevolmente scritto una guida per derelitti in via di
guarigione, ha creato un lazzaretto virtuale nel quale ha messo la sua
memoria in quarantena, purificandola.
Ilario è l'unico uomo che ha usato James Bond come un farmaco. No, non
si è presentato in farmacia con una prescrizione di “Bond Rapìd 10cc al dì” ,
bensì come un suo silenzioso confessore nel quale ha riversato buona parte
di quel carattere che la vita non è riuscita a graffiare con quei suoi putridi
artigli.
Che cambi patria, bandiera, lingua, squadra di club, poco importa. C'è
una cosa che Ilario non potrà cambiare mai: la sua voglia di vivere e
mettersi in gioco.
Detto questo vi saluto.
Io quanto leggerete di seguito, l'ho già assimilato e francamente ho paura
che alla lunga, tutto questo ottimismo possa anche farmi bene...
Dario PM Geraci
Dario PM Geraci ha coperto quasi tutte le figure disponibili del mondo editoriale,
correttore di bozze, articolista per quotidiani e periodici, ghost-writer e ghost - translator.
Rimane, in fin dei conti, uno scrittore.Tra le altre attività ascrivibili alla categorie lavoro:
Responsabile dei siti ufficiali de “Il Giallo Mondadori” & “Urania Mondadori”Lettore
professionista editor e consulente editoriale.Traduttore.Saggista.Scrive, tra gli altri, per i
mensili Musica Jazz; LiveIn Magazine; Il (santo) bevitore; Il tacchino selvatico e la
dottrina del disgusto (di cui è anche direttore editoriale).
Blog: dpmgeraci.wordpress.com
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
L'ORA X
Tutto
in questa vita e' collegato. Non leggerete l'ennesima biografia,
quella ve la risparmio per carita', in queste poche pagine troverete un
concentrato sincero ed appassionato di quello che ero e di quello che sono
diventato, dopo un percorso doloroso e pieno di ostacoli.
Ma non racconterò tutto, metterò nero su bianco solo le cose che più mi
hanno colpito e che hanno modificato il mio approccio alla vita e alle
persone in genere.
Un ora X molto particolare, dove il collegamento a qualche anno fa non
e' casuale, ma in perfetto orario come un treno dell'underground londinese.
Vi siete mai trovati con le spalle al muro? Io decine di volte. In qualche
maniera ne sono uscito usando la mia favella, la mia presenza, e la mia
grande forza di persuasione...la mia volonta' d'acciaio. Ecco perche' sono
arrivato a un ora X speciale: quella in cui ti devi rimetterecompletamente in
discussione, rivedere tutto quello che e' stato fatto, e concentrare ogni
energia positiva su nuovi progetti e sogni.
Scrivere e farvi leggere di me, e' molto importante, mettermi a nudo
esvelarvi alcuni miei segreti non mi imbarazza, siete voi la principale fonte
di ispirazione per questo racconto, che mai sara' falsato da bugie,
invenzioni, ma pieno di quel romanticismo e ottimistica visione della vita,
due emozioni di cui vado fiero di poter, a quarantesei anni, provare ancora
cosi' intensamente. Credo nell'amicizia, nei sentimenti sinceri, nell'amore
come miglior viatico per arrivare ad essere persone realizzate e felici, amo
sognare, ma di quello ve ne parlero' ampiamente in tutto il mio racconto.
L'Ora X coincide con il presente e con il passato, quando decisi di ideare
un sito internet dedicato a James Bond, e quando decisi di realizzare un
sogno. Realizzare un sogno porta ad aumentare in maniera sensibile la
propria autostima.
Non credete a chi non ha piu' sogni, e sbattete al tappeto chi cerca di
ostacolare il vostro cammino nel voler realizzare cio' che sognate. Tutti noi
abbiamo dei talenti e il successo e' li a portata di mano, volere e' potere.
Serve pero' una buona dose di pazzia, e non prendetevela se leggendomi,
saro' volutamente provocatorio e fuori dai soliti canoni di lettura. Io sono
cosi', diversamente mentirei prima di tutto a me stesso, e a voi che con
temerarietà vi accingete a leggermi.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
Ah, dimenticavo: Sapete qual'e' la differenza tra un vincente e un
perdente? Rimontare in sella quando hai preso un calcio sui denti.
Good Read!
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2006: WHY NOT?
Il mio matrimonio era ormai finito.
Per fortuna ho sempre avuto dalla mia, grande energia, fiducia in me
stesso, e tanta, ma tanta creativita', da far esplodere il cervello.
Tutti hanno delle passioni o degli hobby? Non direi.
Conosco un sacco di persone che ti guardano strano quando parli di
hobby, in molti mi dicono che non hanno tempo, magari hanno tempo per
correre a vuoto per la moglie, o per spendere i loro soldi in stupide e
ripetitive vacanze al mare o in montagna. Mi guardano strano quando parlo
di James Bond, perche' mi dico io? Bond e' un icona cinematografica al pari
della Coca Cola che tutti bevono e conoscono, e allora cosa c'e' di tanto
strano?
Nulla. Anni fa mi preoccupavo un po' per questi sguardi, oggi me ne
frego perche' quello che mi piaceva l'ho fatto. Ho perciò corso, stretto
decine di mani, telefonato a persone, mi sono incazzato, scritto articoli,
registrato video e programmi radiofonici, ideato una rivista e due siti
internet, e sono pure diventato un organizzatore di eventi dedicati a questo
straordinario personaggio del cinema!
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
ESSERE MOSCHE BIANCHE: CHE BELLO!
Volete
sapere cosa mi e' successo quando sono nato ? Mi hanno
scambiato nella culla. Carta d'identita' italiana, ma testa e idee sono
anglosassoni, ho un cuore dipinto con i colori della Union Jack,
inconsapevole mio malgrado di essere ereditiero di proprieta' immobiliari
nell'Oxfordshire.
Il 2006 fu l'inizio di un percorso che mai e poi mai avrei immaginato
cosi' pieno di sorprese, un percorso a slalom fatto di idee rivoluzionarie,
l'esatta e precisa estensione della mia personalita'.Potrei descrivermi come
una persona eclettica, amante del bello, dell'eleganza, e del lusso.
Di fronte alle difficolta' non contemplo la resa, e non sono un amante
della routine quotidiana sia nell'ambito lavorativo e in quello privato.Cerco
di fare sempre un piccolo passo in avanti, sapendo che il mio bagaglio
culturale e di sapere aumenterà come un tesoro di inestimabile sapere, utile
per concretizzare i miei sogni.
Sulla scia dell'entusiasmo per James Bond, nel Maggio 2006, decisi di
ideare un sito internet dedicato alle news su 007. Non c'era nulla in Italia sul
web di serio e bello, e quindi bisognava presentare qualcosa di innovativo,
qualcosa di mai visto, qualcosa di straordinario!
All'epoca facevo, purtroppo, politica ( Dio mi perdoni per questo), ero
pazzo della politica, tanto da ambire a candidarmi al consiglio di quartiere
della mia citta' cercando a gomitate di farmi largo, per fare "carriera".
Seguii per mesi un onorevole, studiai i suoi comportamenti e il suo
lessico. Decisi, dopo avergli detto in faccia senza mezzi termini, che era
tutta una presa in giro, che la politica poteva fare a meno di me. Premetto
che avevo fatto attivita' politica anche in eta' adolescenziale, e posso dirvi
che non c'e' alcuna differenza tra destra e sinistra.
Entrambi sono comitati d'affari a cui non frega niente della vita di noi
poveri cittadini, brutta gente, da evitare o peggio, da menare con il bastone.
La politica fu il lasciapassare per prendere contatti con una nuova societa'
specializzata in siti internet, capitanata da Fabio.
Il lavoro di grafica non fu semplice, avevo disegnato con i pennarelli
pacchi di carta con scritte, sezioni, foto, dove mostravo come volevo il sito.
Un gran casino, fu quello che mi disse Fabio quando vide questi appunti.
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Impossibile costruire qualcosa con tanto materiale, bisognava selezionare
e decidere cosa tenere e cosa buttare. Buttai tanti fogli, da 250 pagine ne
consegnai circa 50. Il nome del sito? Non ne avevo idea, sparai seduto al
tavolo un "Secret Service", poi un "James Bond Italy", e alla fine dopo
alcuni intensi brainstorming, mi ricordai il nome del primo blog messo in
rete mesi prima chiamato "James Bond Blog Italia".
All'improvviso una lampadina si accese, come spesso mi accadde in
queste situazioni, il mio sito si chiamera' "James Bond Web Italia".
Comincio' cosi' il mio avvicinamento ad internet, termine a me
semisconosciuto, e inizio' cosi' un appassionante percorso di webmaster e di
blogger, uno dei tanti ruoli in cui mi ci ritrovo alla perfezione.
La grafica di James Bond Web Italia fu ideata da un personaggio
genialoide chiamato Marco, per niente accomodante come carattere, ma
divenuto subito mio amico per aver compreso la bonta' e l'originalita' del
mio progetto.
Realizzo' un sito fantastico, con le figure e la Union Jack come volevo io,
i colori inglesi erano a video come li avevo immaginati nelle lunghe ore
passate a disegnare con i pennarelli. Un sogno che diveniva realta', il primo
di tanti altri.
Potevo finalmente parlare di James Bond ad ampio raggio, pubblicando
quasi quotidianamente notizie, iniziando a dialogare con i primi follower.
James Bond Web Italia ando' in rete il 26 Dicembre 2005, me lo ricordo
come fosse ieri,un emozione pazzesca vedere sul computer un sito del
genere, il mio sito, sapevo che potevo fare cose straordinarie sull'onda del
nuovo e attesissimo film di Bond, "Casino Royale".
James Bond da allora mi ha sempre portato fortuna, ecco perche' ne sono
cosi' affezionato. Bond fu un ancora di salvezza quando fui obbligato a
lasciare la mia ex moglie e i miei figli, per trasferirmi in affitto in un nuovo
appartamento.
La tristezza e la disperazione di quei giorni, furono un esperienza
formativa, oggi sono grato alla vita per avermi reso cosi' forte e pieno di
fiducia nei miei mezzi. A volte e' necessario vedere l'abisso per conoscere a
fondo qual'e' la nostra forza, Bond oggi non e' solo una passionaccia e un
lavoro, ma un esempio di intraprendenza da insegnare ai bambini e ai
giovani. Non stiamo parlando solo di ottimo cinema, stiamo parlando di un
personaggio pieno di coraggio, intuito, un raffinato amante del bello, un
uomo che non arretra, ma che lotta colpo su colpo davanti ogni difficolta'.
Si puo' dunque prendere ad esempio per la propria vita, un mito di
fantasia qual'e' James Bond?
Si, senza ombra di dubbio. Io ne sono un esempio. Calma ragazzi,
ovviamente non sono un pazzo che pensa di essere 007, ma con James Bond
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
Web Italia e Le Cercle ho seguito quello che Fleming scrive nei suoi
bellissimi romanzi. Realizzare eventi alla Bond coinvolgendo i miei amici in
quello che ci piace di piu': agire in prima persona giocando a golf, guidando
un motoscafo a tutta velocita', fumando un buon sigaro cubano, tutto
massimamente personalizzato con sobria eleganza e stile.
Cosa potevo desiderare di piu' nella vita?
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
CENTO ANNI DI FLEMING E...
Vi ricordate cosa facevate nel 2007?
Io mi ricordo tutto.
Quell'anno si festeggio' il centenario di Ian Lancaster Fleming, la nascita
di Le Cercle e della rivista Mr.Bond...e la mia separazione.
Il 2-007, doveva essere un anno perfetto, all'epoca non lo vissi cosi', ero
triste, dimagrito di venti chili, dormivo male, ma nasceva il club Le Cercle.
Fantastico!
C'era gia' un club di Bond in Italia, a Milano, nato dieci anni prima su
una bella idea di Un ragazzo figlio di un vecchio albergatore che penso' di
affiancare un club di 007 al business di famiglia.
Cosa mancava pero' per essere club a tutto tondo? L'idea era buona, ma la
mancanza di aggregazione dei fan, l'assenza di nuove idee, lo scarso utilizzo
del web, e nessun progetto serio e credibile a medio termine, ha portato il
club al suo naturale epilogo. Le Cercle ha avuto successo da subito grazie al
sito James Bond Web Italia, e alla splendida fanzine a colori che
stampavamo. Tutto pero' passa attraverso internet, e al mio incessante
studiare su come utilizzarlo al meglio.
Il segreto come per qualsiasi attivita', e' il rinnovarsi, non restare fermi
sugli allori, Le Cercle ha fin dalla sua nascita cambiato pelle molte volte,
senza perdere mai di vista i suoi numerosi associati.
Fu cosi' che a Maggio feci stampare il N.0 in una copisteria spendendo
180,00 euro.
La rilegatura era assai artigianale con il bordo in plastica, ma il contenuto
decisamente raffinato e quasi tutto dedicato al Bondstyle.
L'immagine della copertina con Sean Connery in divisa della Royal
Navy, fu un suggerimento di Pietro un simpatico amico avvocato di
Modena, che aveva sin dall'inizio appoggiato l'idea editoriale di Mr.Bond e
la necessita' di avere un club di James Bond diverso dai soliti fan club in
circolazione.
Tra gli amici che tennero a battesimo Le Cercle e la sua rivista ci furono
anche : Giovanni Ciati e Dario Minotto, da me soprannominato "Q", per la
sua enciclopedica conoscenza del cinema di James Bond.
Il numero 3 della fanzine , vista la mia profonda crisi personale , fu a
cura di Dario. Ne venne fuori una bella fanzine che celebrava al meglio quel
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
geniaccio di Fleming. Ringrazio Dario per il suo supporto e per il grande
aiuto amichevole che mi dedico'.
Poi, un bel giorno di Giugno mi chiamo Pietro F. per dirmi di ristampare
il N.0 in una versione piu' bella. Accettai subito lusingato dal fatto che
l'avremmo presentato all'Hotel Gritti di Venezia assieme al Barman
Roberto , papa' di una celebre nuotatrice italiana campione del mondo, il
quale mi chiese un autografo e una dedica.
Copertina nera patinata, carta di grammatura importante, Mr.Bond
piacque
immediatamente a tutti. E io come stavo? Magrissimo, teso, quasi
irriconoscibile vivevo questa fase della mia vita con difficolta', ma felice di
aver conosciuto due persone che ad oggi sono miei grandissimi amici: Paolo
e Lorena Ciarlo.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
LE CERCLE = GUSTO PER IL BELLO
Le Cercle corrisponde a cio' che io sono. Amo conoscere nuovi amici, mi
piace condividere con loro il mio entusiasmo e la mia energia, e mi piace
sapere di aver dato il via a un nuovo modo di essere fan di James Bond,
ossia, mettere l'eleganza davanti a tutto, e prendere le distanze da
atteggiamenti che vogliono scimmiottare il mito di 007, banale peculiarità
dei fan club.
Come precedentemente detto, Le Cercle nasce ufficialmente nell'Aprile
2007, per essere precisi il nome era: Le Cercle, il club di James Bond. Il
primo logo lo feci montare da Fabio con i caratteri presi da Casino Royale,
qualche mese dopo cambiai nome in "Le Cercle il club italiano di James
Bond", per dare piu' autorevolezza.
Per quanto riguardava l'iscriversi al club, abbandonai molto velocemente
la richiesta tramite mail, optando per una sezione appositamente creata nel
sito, dove compilare un form di adesione da inviare tramite posta
elettronica. La formula ebbe successo, e cosi' pensai di collegare Paypal per
pagare la quota annuale.
L'aspetto piu' eccitante di mettere assieme tante persone, e' il conoscere le
loro preferenze, difetti, e idee.
Quest'ultimo aspetto mi interessa particolarmente perche', a volte, porta
con se innumerevoli spunti per modificare e migliorare la mia attivita'
totalizzante che ho con questo meraviglioso giocattolo chiamato Le Cercle.
Per chi un po' mi conosce, quando incontro a quattr'occhi una persona,
parlo
continuamente facendo domande. Questo mi permette quasi subito di
capire chi ho di fronte, unitamente dal linguaggio del corpo che mi anticipa
come il mio interlocutore affrontera' il dialogo con me.
Uso i miei tanti anni di corsi di sviluppo personale solo con uno scopo
positivo, mai
con intenzioni di fare del male. Amo essere costruttivo ed innovativo, e
mal sopporto l'atteggiamento distruttivo ed invidioso di moltissimi italiani.
Evito percio' di frequentare persone manipolatrici in senso negativo, perche'
non danno nulla, ma prendono a piene mani.
Ma torniamo a Le Cercle, quando in quel Luglio il club inizio' il suo
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
cammino, gli unici incontri con i pochi soci si facevano a Venezia al BBar
dell'Hotel Bauer.
Grandi bevute di Vesper assieme al mio amico Giovanni Ciati, preparati e
serviti dal bravissimo Barman Gennaro Florio; dress code? Smoking of
course!
Nel frattempo cercavo di allacciare una collaborazione con Luca e Pietro
esperti e autori di una guida dettagliata sui cocktail bevuti da Bond, per
unire le forze e creare un club completo in termini di proposta. Lanciai
messaggi molto chiari ai miei due amici, ma senza alcun feedback
particolare, credo stessero alla finestra per vedere cosa avrei combinato.
Avevano però ben compreso la mia determinazione nel fare di Le Cercle
qualcosa di speciale mai visto in Italia sul tema Bond.
Sul fronte delle iscrizioni il trend era lentino, e mi lasciava perplesso per
come i fan non dessero troppa fiducia alla mia proposta. A Dicembre mi
scatto' quella famosa lampadina, era arrivato il momento di utilizzare
youtube per farmi conoscere tramite video.
Un mezzo cosi' potente come youtube mi avrebbe aiutato a fare nuovi
iscritti velocemente, si trattava di capire cosa dire nei video. Bond, lo
sapete, mi ha sempre portato fortuna, e nel Dicembre di quell'anno conobbi
Maurizio, un simpatico cinefilo metallaro commesso alla Feltrinelli di
Mestre. Inizio' un marcamento stretto nei suoi confronti, visto il suo
interessamento nel fare video con me. Aveva una telecamera Sony, e un
programma a computer per il montaggio video, aveva cioe' tutto quello che
serviva per lanciarsi in questa avventura con me.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
GENNAIO 2008. NASCE BONDTV
L'appuntamento fu fissato alle 15.00 di un pomeriggio di Gennaio. Ero
vestito in modo sixties: camicia violetta scuro, giacca nera in velluto,
pantaloni attillati neri, scarpe da ginnastica Paul Smith, e un paio di occhiali
con montatura azzurra che avevo acquistato pochi mesi prima dopo aver
firmato la separazione al tribunale di Venezia.
Occhiali alla Elton John! Ogni tanto li indosso ancora.
Ma cosa potevo dire davanti a una telecamera? Non avevo mai parlato
davanti a nessuna telecamera, l'emozione mista a paura montava di minuto
in minuto.
Decisi di parlare di Le Cercle in maniera ironica e spiritosa, tenendo in
mano il N.2 di Mr.Bond, mentre Maurizio mi lanciava in scena un
modellino di Walther Ppk.
Devo dire che ebbi un gran coraggio, ero talmente carico a mille che per
girare pochi minuti ci misi mezz'ora. Sbagliavo di continuo, prima dicevo
una cosa, poi immediatamente la cambiavo, le parole facevano lo scambetto
al mio cervello.
Insomma la confusione era totale.
Maurizio mi consiglio' di parlare di Mr.Bond come il miglior motivo per
iscriversi a Le Cercle.
Fu un video memorabile, che attiro' indubbiamente l'attenzione ma anche
una valanga di critiche da alcuni amici che ritenevano ridicolo proporsi in
quella maniera.
Certo, oggi posso essere d'accordo con loro, ma quel video fu la classica
scossa per attirare quell'attenzione che quasi nessuno mi dava. Mi avevano
etichettato per pazzo, uno che si era separato e la crisi aveva messo a dura
prova il sistema nervoso.
Quel mio particolare stato d'animo mi permise di lanciare in grande stile ,
quello che sarebbe divenuto Le Cercle negli anni successivi.
Per fortuna ho un carattere che mi porta a credere fermamente in me
stesso, quindi non badai alle critiche di familiari e conoscenti che mi
invitavano in modo indiretto a rinunciare.
Andai avanti a girare, feci un TG dedicato alle news bondiane, poi mi
inventai un concorso chiamato "Tu sei James Bond", segnalato anche dal
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
Corriere della Sera, e dulcis in fundo, stava per arrivare al Lago di Garda la
Troupe di "Quantum of Solace", mi si presentava un occasione d'oro per
presentare ufficialmente Le Cercle sul set di un film di James Bond.
Organizzai cosi' il primo raduno nazionale a Malcesine, una delle
location scelte per le riprese del film, inviai a tutte le testate giornalistiche
piu' importanti delle mail, dove annunciavo il nostro arrivo. Muovevo i
primi passi con la stampa, e iniziavo ad imparare come propormi a loro.
Pianificai tutto nel modo giusto, con un pranzo presso un elegante ristorante
vista lago, la visita all'Hotel Du Lac sede della produzione, con il gran finale
a Limone del Garda a vedere dal vivo le mitiche Aston Martin DBS.
Proprio in quelle ore movimentate venimmo a sapere che il giorno dopo,
a Tremosine, ci sarebbe stata in un Hotel la conferenza stampa di
presentazione del film, con il regista della seconda unita', Dan Bradley, il
produttore esecutivo Anthony Waye, e il Line producer italiano Guido
Cerasuolo.
Gasato a mille come non mai, chiesi a Giovanni Ciati di inviare una mail
all'ufficio stampa dell'organizzazione per chiedere la nostra partecipazione
all'evento in quanto club italiano di James Bond. Feci questa richiesta
perche' avevo consegnato personalmente il mio biglietto da visita ad una
signorina inglese di Eon Production, biglietto da visita che sarebbe saltato
fuori il giorno della press conference nelle mani del responsabile della
Sony Pictures. Dopo vari tentativi a vuoto, dissi a Giovanni di insistere,
ci vollero ben sei e-mail e sette telefonate per ottenere il loro sospirato OK,
che ci proiettava in un contesto assolutamente esclusivo mai vissuto in
prima persona. In quei giorni fui ospite di Giovanni in Hotel a Torbole del
Garda, mi ero portato dietro tutto una borsa con scarpe da ginnastica per
fare jogging. Ragazzi! Non chiusi occhio tutta la notte, Giovanni russava da
tirar giu' i muri della stanza. Ancora oggi quando ci incontriamo, ridiamo
a crepapelle come dei ragazzini. Quei giorni furono esaltanti, con Maurizio
girammo un video sul set, cliccatissimo da ogni parte del mondo, venne
pubblicato anche sul sito inglese commanderbond.net, la Gazzetta dello
Sport ci fece un servizio fotografico, il giornale "La Stampa", il Corriere
della Sera parlarono piu' volte di noi, e con Dario alla telecamera intervistai
Guido Cerasuolo line producer di Casino Royale, Gary Powell lo stunt
coordinator, e strinsi la mano scambiando anche qualche battuta con il
mitico produttore esecutivo Anthony Waye il quale sottolineo' in modo
sarcastico, che la mia attivita' video " rubava i segreti ai loro film".
Ma pensa, mi dissi, e' pieno di blogger che postano video a raffica a
destra e a manca, e io rubo i loro segreti! Conobbi la signora Ann Bennett
responsabile marketing di Eon Production che mi redarguì con piglio
severo, facendomi intendere chiaramente di non mettere on line o pubblicare
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
all'interno di Mr.Bond, nulla fino a Maggio.
Mantenni la parola data e per tutta la mattinata cercai di essere sempre
professionale evitando di essere tragicamente etichettato dagli sguardi dei
tanti ospiti, come il solito fan rompiscatole. Il giorno prima ebbi l'onore di
incontrare ed intervistare per BondTv a Limone del Garda, con l'aiuto di
Andrea Carlo Cappi, il famoso scrittore Raymond Benson. Armato di bloc
notes ( non c'era ancora l'ipad), giubbetto in pelle alla Happy Days, t-shirt
personalizzata Le Cercle, mi trovavo in mezzo ad una conferenza stampa
vivace ed elettrizzante, fu divertente parlare di Daniel Craig e Fleming, con
Raymond, uomo molto simpatico e disponibile nei miei confronti, un
grande che Eon Production non voleva avere tra gli invitati alla conferenza
stampa di Quantum.
Cosa dire ancora, avevo messo in moto il mio progetto, Le Cercle dopo
quei giorni, avrebbe preso progressivamente il volo.
Con i tanti amici che ho conosciuto tramite Le Cercle, scoprii un nuovo
mondo a me sconosciuto, iniziavo ad usare corretamente un PC, e
finalmente mi cimentavo in un attivita' che mi dava gioia e mi faceva sentire
a mio agio, dopo alcuni anni di noiosi giri come funzionario commerciale
per un azienda di persone sgradevoli.
Nel frattempo avevo rinnovato il mio guardaroba, pesavo 77 Kg e
portavo la taglia 48, scelsi di cambiare look acquistando giacche in velluto,
pantaloni attillati, camicie color nero, occhiali non da vista di colore rosso e
azzurro, volavo e correvo in palestra anche sessanta chilometri alla
settimana.
Un tipo alla Beatles, un artista , ma, i fab four li avrei scoperti qualche
anno dopo tramite un caro amico napoletano.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
MR.BOND
La rivista di Le Cercle, e' nata per far leggere tutto sull'eleganza e lo stile
di James Bond, argomento trattato, in Italia, marginalmente a livello
editoriale.
L'ho fatto io con un pugno di amici, scrivendo elegantemente e
pubblicando articoli con foto tutte a colori, evitando di essere meno
possibile fanzine.
Tutte le copertine, e i contenuti sono decisi da me molto velocemente.
Non amo perdere tempo, e quasi sempre ho le idee molto chiare su come
voglio realizzare ogni nuovo numero. La regola e', mai ripetersi e migliorare
sempre nei contenuti proposti e nella grafica degli articoli. Per questo da
qualche tempo ci pensa in maniera eccellente, Pierfrancesco Stenti, il
"mago" del nuovo corso di Mr.Bond. Pier mi piace perche' non si tira mai
indietro, cambia le cose e le migliora sempre di numero in numero.
Nel Settembre 2009 Mr.Bond debutto' all'interno del magazine Livein, fu
un passo importante per staccarsi dall'essere fanzine di "lusso", e divenire
finalmente una rivista vera e propria.
Ma a pochi giorni dall'uscita del numero 007, il precedente grafico, un
enigmatico ragazzo calabrese a cui avevo dato totale fiducia, mi lascio' in
brache di tela impostando male e in ritardo il Pdf di tutta la rivista.
Quello fu per me una delusione fortissima, che mi fece piombare nel
totale sconforto, tanto da voler li per li mollare tutto e chiudere baracca e
burattini. Ricordo ancora oggi una telefonata di Michelangelo Iossa, e le sue
parole di conforto, che mi invitavano a continuare e a non mollare.
Mr.Bond usci' ininterrottamente su Livein fino a Dicembre 2012, con
numeri memorabili e interviste a personaggi prestigiosi come Jeffery
Deaver, Angelo Petrucci, Andrea Carlo Cappi,Francesco Prando, Raymond
Benson, Maurizio Marinella. Eppure all'editore tutta questa attivita'
straordinaria alla fine interesso' marginalmente, nel Gennaio 2013 mi dette
il benservito senza tanti complimenti.
Non nego che ci rimasi malissimo. Mr.Bond aveva occupato in quel
contesto ben 16 pagine alzandone notevolmente la qualita', tuttavia questo
"licenziamento" stimolo' in me il reinventare totalmente la comunicazione
anche del sito James Bond Web Italia, chiuso qualche mese prima per il
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
nuovo blog Wordpress. Mi inventai la sezione "iCercle" dove leggere
Mr.Bond in versione elettronica su ipad e iphone. Ancora una volta riuscii
a trovare in un problema una nuova opportunita' per continuare l'attivita'
editoriale con questa splendida rivista.
A Pierfrancesco affidai la grafica, e tutto prese una piega cosi' bella, che
della dispendiosa e costosa rivista cartacea, non ne sento piu' la mancanza,
anzi, pubblicare on line, ha ritirato fuori quello spirito pioneristico che
avevo all'inizio.
Come tutti i progetti, Mr.Bond continuera' il suo cammino in un
incessante ricerca del miglioramento, come un cantiere sempre aperto a
nuove idee e proposte.
Il processo creativo insito in me, porta con se il sapere che nulla sara'
uguale.
Per quanto riguarda l'attivita' "sul campo" di Le Cercle, Mr.Bond e' il
testimonial principale di ogni evento organizzato, e le immagini scattate da
Federico Neri, sono la miglior prova di quello che stiamo facendo in questo
ultimo ed esaltante anno.
Grazie alla bravura di Federico, la qualita' comunicativa del nostro club e'
aumentata tantissimo, e l'amicizia che mi lega a lui e' diventata qualcosa di
speciale.
Mr.Bond nelle ultime due uscite, ha virato con decisione verso il
Bondstyle, con l'inserimento di articoli dedicati anche al mondo inglese, alle
sue tradizioni, e alle sue numerose icone culturali.
Le Cercle e' prima di tutto un movimento culturale, la missione e' quella
di promuovere la conoscenza del cinema di James Bond, ma anche dei
romanzi
legati al mito e al suo stile, insomma, far conoscere cosa c'e' dietro la
magnifica idea di Ian Lancaster Fleming, ideatore di un eroe saldamente
collegato alla sua figura di un elegante uomo di mondo inglese, che sognava
di essere una coraggiosa spia affascinante.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
ADDIO NOIA
Difficilmente tendo ad annoiarmi, ma il lavoro di rappresentante, dopo
diciassette anni, era diventato una vera rottura di scatole.
Non sto a raccontare quanti chilometri ho fatto in auto, quanti clienti ho
visitato, quanti problemi ho dovuto risolvere in velocita', e quanto duro e'
stato potermi ritagliare un po' di successo in quel dannato mestiere.
La vendita mi ha aiutato a tirar fuori il meglio di me, perche' e' come
trovarsi sopra un ring, ci sei solo tu e l'altra persona. A volte vinci, a volte
perdi. Ecco, io ero uno che non mollava mai, perche' sono convinto che una
persona puo' in qualsiasi momento cambiare idea e stato d'animo.
Un NO oggi, e' sicuramente un SI domani.
Pero' andare fuori di casa e salire in auto tutti i santi giorni, mi avevano
ridotto ad un automa. Con due figli e una moglie scontenta, ero diventato un
uomo/bancomat, una cosa indecente e avvilente.
Dov'era finito il mio entusiasmo, la mia verve di inventare qualcosa dal
nulla? Sparita.
Se tu non decidi di cambiare, sara' la vita e le circostanze a farlo per te.
Difatti, la vita decise per me che dovevo svoltare bruscamente per un
altra strada.
Si presento' sotto forma di lettera raccomandata il giorno prima di
Pasqua, mi avevano licenziato. Bastardi, vero?
Una altra botta in testa, ero amareggiato ma non al tappeto, presi atto che
effettivamente il mio percorso professionale era morto e sepolto da qualche
anno.
Questo e' l'errore comune a molte persone, ci si adagia in mezzo ai
problemi, non prendendone atto, e finendo nei casi estremi nel suicidarsi.
Ragazzi, quando una cosa e' finita, e' finita. Punto.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
AVERE FEDE E....UN PROGETTO
Mi
ricordo tutte quelle inutili riunioni fotocopia in azienda per
compiacere i titolari, e il mio responsabile commerciale, chiamato "doppia
faccia", si vantava di essere il nostro baluardo nei confronti di gente
spietata, avida e senz'anima. Tutte fandonie.
Non ho mai, in queste recite da quattro soldi, abbassato la testa di fronte a
personaggi del genere, stavo sempre dritto di schiena e mai a novanta gradi.
Dopo la mia fulminea fuoriuscita, tagliai di netto i contatti con tutti i
colleghi, a parte uno, Giulio Polettini, umanamente un gran signore.
Avevo dentro di me tanto dolore, ma anche fede, credere cioè' in Dio, a
qualcuno che da lassu' ci guarda e ci ispira.
Poi arrivo' il progetto, un piccolo ed entusiasmante progetto: fare di Le
Cercle la mia principale attivita'.
Solo nei momenti piu' drammatici scopriamo chi siamo veramente, quali
sono i nostri talenti e quanto coraggio abbiamo nell'affrontare le avversita'.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
IDEAZIONE E COSTRUZIONE DI
UN EVENTO LE CERCLE
Inutile girarci intorno, se non ci metti creativita' e passione in qualunque
cosa tu faccia , il risultato finale potra' essere buono, ma non eccezionale.
Io miro sempre a fare e realizzare qualcosa di mai visto, qualcosa che
rimanga nella memoria mia e delle persone per sempre.
Ho fatto mio questo slogan coniato per un editoriale : James Bond e'
come un diamante, e' per sempre.
Perche' ogni cosa che realizzo possa essere eccezionale, deve essere
entusiasmante nella mia testa.
Ora vi spiego: mi distendo sul mio divano, chiudo gli occhi, e immagino
l'evento da organizzare, mi vedo in azione con gli amici, e mi lascio
andare alle emozioni.
Se queste emozioni mi colpiscono fino allo stomaco inizio a mettere in
moto la macchina
organizzativa, diversamente lascio sedimentare cio' che ho proiettato
nella mia mente, per rielaborare tutto con calma qualche giorno dopo.
Dal 2013 la sfida e' aperta: ideare e organizzare ogni mese un evento di
eccezionale originalita'.
E' come il gioco Risiko, una continua battaglia di strategia e di idee, dove
l'avversario non e' un esercito da sconfiggere, ma me stesso. Ogni evento
di Le Cercle che si concretizza, e' una vittoria.
Quando ho preso la mira, e ho individuato cosa voglio fare, inizio a
comunicarlo in otto modalita': web, e-mail, sms, WhatsApp, twitter,
Facebook, Linkedin, e telefonate a tutti gli associati del club. Utilizzo per
fare tutto un iphone e un ipad, e un Kindle per leggere i miei libri preferiti
quando devo trovare ispirazione.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
IL WEB PER FARE TUTTO....O QUASI
In giro vedo ancora vecchi telefonini utilizzati da ex colleghi di lavoro, i
quali sentendoli chiacchierare nei bar, dicono di non aver bisogno di avere
uno smartphone o un tablet, perche' vanno di persona dai clienti. Ma che
discorsi sono questi? Certo che si va di persona dai clienti, ma non sarebbe
meglio avere in auto un tablet e poter leggere in tempo reale la mail,
risolvendo i problemi immediatamente? Non mi stupisco di questi discorsi,
siamo in Italia, dove vige una mentalita' bizantina, dove non esiste wifi
libero e gratuito, dove il giornali sono in mano ai partiti-editori, e dove il
talento non e' premiato perche' chi ce l'ha porterebbe via il lavoro a migliaia
di mediocri.
L'unica via per comunicare e avere successo, e' il web. Avere un ipad e
un iphone, o qualsiasi altra marca vogliate, permette di mettere in rete un
blog aggiornandolo con un App come wordpress, usare una mail, navigare
in internet, leggere qualsiasi giornale abbonandovi con pochi euro, e
organizzare eventi facendo girare tutte le informazioni nei principali social
network, in primis Twitter e Instagram; Facebook e' molto scaduto in
termini di contenuti e link pubblicati.
Avere quindi una grande idea e anche la possibilita' di investire sul web,
oggi e' vincente 100 a 0 nei confronti di una qualsiasi attivita' commerciale
con partita iva.
Trovo inconcepibile vedere uomini e donne di quaranta/cinquant'anni che
non sanno usare un tablet, uno smartphone, o peggio un PC!
"Non sono portato per la tecnologia", questa e' la frase diffusissima in
Italia, non sapendo che nei prossimi dieci anni, forse prima anche, tutto o
quasi passera tramite il web, e che altri device verranno inventati per
navigare in internet. Pochi sono veramente consapevoli delle potenti ed
infinite potenzialita' del web.
Sono un cittadino di quella parte del mondo, che vuole ed accoglie i
cambiamenti e la modernita', come opportunita' di miglioramento personale
e professionale.
Usare fax e tenere cartelline in valigetta e' roba da antiquariato. Serve
invece essere piu' umili, e imparare. Si progredisce come essere umani
attraverso la conoscenza.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
La superbia lasciamola agli ignoranti.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
IL BASKET
Lo spirito sportivo, il gusto di competere , la grinta, il non mollare mai
anche di fronte alla sfida piu' dura, il rispetto dell'avversario, sono tutte
qualita' che ho imparato e sviluppato giocando per anni a basket.
Uno sport duro, che richiede per praticarlo al meglio allenamenti
massacranti, e una preparazione tecnica notevole.
Ci vuole tanta grinta per fare canestro, devi palleggiare veloce, correre
spedito e avere ancora fiato per segnare.
E poi c'e' l'avversario, quello tosto che ti ostacola tutta la partita, con un
marcamento asfissiante al limite della regolarita'. Il Basket ti obbliga ad
essere determinato, perche' con pochi movimenti in frazioni di secondi devi
decidere se passare la palla, tirare, o saltare chi ti sta di fronte.
Giocai questo meraviglioso sport a livello agonistico dai dodici ai
diciotto anni, facendo tantissime partite, storgemdomi decine di volte le
caviglie, prendendo gomitate in faccia e sullo stomaco, e le urla quasi
disumane degli allenatori, sempre in piedi a dirti continuamente come
dovevi giocare. Quanta fatica, tornavo a casa stremato, ma questo sport mi
ha forgiato il carattere. Ogni volta che mi trovo davanti ad un ostacolo,
ripenso alle tante partite di basket giocate, e a quel tipo di approccio mentale
che era necessario per vincere.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
DURAN DURAN, DAVID BOWIE
E I BEATLES
Se ho un cuore inglese e per merito della musica. Nel 1982 usciva il
disco "Rio" dei Duran Duran, un gruppo di quattro ragazzi di Birmingham
vestiti con dei completi azzurri, rosa e color panna. Mi faceva impazzire il
loro stile, Simon Le Bon il vocalist e John Taylor il bassista indossavano un
panama, e sulle note di "Hungry like the wolf" e "Save a Prayer", guardavo i
loro videoclip girati ai caraibi sul canale Videomusic.
Nella mia cameretta c'erano attaccati un sacco di poster dei Duran, e il
mio giradischi da quattro soldi consumava a tutto volume gli album dalla
mattina alla sera.
Non vi racconto le sfuriate di mio padre, caratterialmente all'opposto di
cio' che sono io, ossia: silenzioso, e per niente incline a far casino.
E poi? Alla Domenica c'era la Juventus di Platini e Boniek. Facevo il tifo
con una sciarpa acquistata tramite la rivista "Hurra' Juve", con una radiolina
messa accanto a un rettangolo di compensanto dove attaccate con la colla,
c'erano tutte le foto dei giocatori, da Zoff, a Gentile e Scirea.
A un certo punto dopo aver comprato i dischi dei Duran Duran, e dei
Pooh, il gruppo italiano che mi piaceva ascoltare in quel periodo, arrivo'
David Bowie.
L'album lo conoscete tutti,stiamo parlando di "Let's Dance". Oggi come
ieri, i miei gusti musicali sono pressoche' uguali.
L'aver suonato e studiato la batteria con Tullio De Piscopo a Milano negli
anni 90', mi ha fatto innamorare del Jazz e delle sue meravigliose
improvvisazioni. Miles Davis, Charlie Parker, Bill Evans, Keith Jarrett
sono i miei artisti preferiti, ma, a questi straordinari nomi aggiungo anche i
Beatles, che non ascolto con i tappi nelle orecchie, come afferma Bond in
Goldfinger.A farmeli conoscere non furono alcuni dischi di mio padre, ma
un amico di Napoli, Michelangelo Iossa. Mik, come lo chiamo
affettuosamente io, e' un giornalista molto bravo, un professionista con i
fiocchi, autore di libri e articoli dedicati ai Fab Four, ed e' una persona
umanamente simpaticissima. Devo a lui il mio appassionarmi ai Beatles,
cosi' estremamente vicini alla passione che ho per James Bond.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
AIUTARE PER ESSERE AIUTATI
Siamo tutti, e dico tutti, portati a curare e a tenere alta la concentrazione
sui nostri interessi lavorativi e familiari.
Perche' non va bene? Certo che va bene, ma occhio, non sempre e'
l'atteggiamento giusto per espandersi nella propria attivita' e per imparare a
fare cose diverse, da quello che facciamo ogni giorno.
Per allargare il proprio "giro", e' necessario non chiudersi in se stessi ma
avere un atteggiamento non pauroso nei confronti delle novita' e del
cambiamento.
A volte e' importante aiutare un amico in difficolta', per smuovere alcune
resistenze e timori che abbiamo con noi stessi. Mettersi in discussione con
altre persone e' come una specchio, ti mette di fronte alle tue difficolta'.
Consiglio di ascoltare il brano di Michael Jackson, "Man in the Mirror".
Il lavorare per dieci ore al giorno, non e' detto che possa far guadagnare
un sacco di soldi.
Non e' la quantita' del tempo lavorativo che risolve un esistenza, ma sono
le idee e la qualita' del tuo impegnarti in esse per realizzarle.
Dare aiuto a qualcuno, aiuta ad sentirsi essere umani migliori. Mentre
accumulare denaro sotto il materasso e negarsi agli altri e' un brutto modo di
vivere, sterile ed egoistico.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
CREATI UN TUO STILE
Fondamentale
di questi tempi, per non cadere in disgrazia della
globalizzazione e' crearsi un proprio stile, inconfondibile e originale.
Siate voi giornalisti, musicisti, avvocati, commercialisti, notai, operai,
impiegati...vi chiedo: lo avete un vostro stile?
Mi e' successo di notare strane reazioni, a questa domanda, in alcuni
amici o conoscenti, di vario tipo o natura. A volte chiedere un parere su
questo argomento suscita panico o indifferenza.
A me piace vedere in una persona l'interesse, e la curiosita'.
Crearsi un proprio stile e' cosa terribilmente stimolante, riattiva milioni di
neuroni, ci fa mettere davanti ad uno specchio a fissarci per lunghi minuti.
Non si tratta di essere degli egocentrici, l'importante e' avere una buona
immagine di se stessi, perche' da questa ne deriva anche una buona
autostima.
Ancor oggi pur avendo un mio preciso stile nel vestirmi e nel
presentarmi, studio e osservo i grandi leader.
Guardo sempre i migliori in ogni campo professionale, perche' possono
ispirare e dare preziose indicazioni su come trovare un proprio stile.
Poi e' importantissimo confrontarsi, parlarne con amici, e leggere tanto
sull'argomento.
Essere persone di stile non significa, essere persone griffate, per avere
stile occorre coerenza in cio' che si dice e poi si fa, non utilizzare un
linguaggio volgare, non esibire il denaro per conquistare le simpatie altrui, e
vestire in maniera sobria.
Fare tutto questo e' difficile? In questo mondo pare di si, in quanto si fa
esattamente il contrario di cio' che vi ho appena detto, il risultato e' la totale
spersonalizzazione e l'imbarbarimento. Rifiutate di farvi spogliare dei vostri
gusti, e mostrate il vostro stile e la vostra eleganza.
La qualita' oggi crea imbarazzo ma fa sempre la differenza.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
PIRATI CORAGGIOSI ED INTREPIDI
Vi sembra un titolo di un cartone animato, o di un fumetto?
Potrebbe esserlo! Certo non sarebbe cosi' originale, ma scritto di getto fa
effetto ed incuriosisce.
Come in queste righe spesso ho scritto, i am a dreamer!
Ma i sogni sono per chi osa sognare.
Ma sono anche per chi ha ancora il coraggio di farlo cercando anche di
concretizzare cio' che da sempre desidera realizzare.
Osare richiede coraggio, ma anche vivere mantenendosi aperti verso le
altre persone, richiede una buona dose di intraprendenza.
Tutti siamo pieni di difetti, imperfezioni, egoismi piccoli e grandi, ma
pochi tentano di realizzare i propri sogni, forse per paura di fallire, o perche'
semplicemente non si ha abbastanza stima di se stessi per buttarsi e
provarci.
E' necessario buttarsi per imparare cose nuove.
Realizza cio' che hai sempre sognato, e fallo con un pizzico di follia
andando all'arrembaggio come un pirata, che con la sua spada sfida i propri
limiti e abbatte resistenze, critiche, invidie, paure e sfiducia nel futuro.
Sii intrepido, tutto puo' accadere, rinnovati sempre, il continuo
cambiamento porta sempre cose buone.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
COME ON ARSENAL !
Da Aprile 2013 sono un acceso tifoso e socio della squadra londinese
piu' titolata:
l'Arsenal.
Questa cosa ha scatenato notevoli polemiche presso alcuni amici. Ma
come! Cambi squadra! Tu juventino di ferro?
Il sentimento che nutro per l'Arsenal e' vero e passionale. Una sberla di
vita! Trattasi di un innamoramento a prima vista.
Ogni volta che vado a Londra il mio primo pensiero e’: devo ancora
vedere un sacco di cose, ma una scappata all’Emirates Stadium devo
assolutamente farla.
Nella vita ne succedono di tutti i colori, si cambia o perde il lavoro, si
divorzia, si cambia partito politico ( per chi vota ancora), o si cambia, come
me squadra del cuore.
Si, perche’ per me la regola di non cambiare squadra di calcio non vale.
Sono un passionale, un entusiasta sognatore, io sogno ad occhi aperti e
casualmente a volte vado a sbattere il muso, addosso a qualcosa che mi fa
innamorare.
E’ come nell’amore, ci si puo’ innamorare anche di una squadra di calcio,
non e’, credetemi, una cosa assurda, e’ la pura e semplice verita’, i colori
bianco rossi dell’Arsenal, il logo con il cannone, la sua storia, il libro di
Nick Hornby (febbre a 90), e una partita vista lo scorso Aprile proprio
all’Emirates Stadium, mi hanno fatto perdere la testa. Come fu allora per
James Bond tanti anni fa, le passioni se si ha voglia di viverle, possono
coinvolgerti ed entusiasmarti a qualunque eta’.
Ho 46 anni, ma vivo ogni cosa che faccio con trasporto, e ritrovarmi
tifoso dei Gunners, mi ha fatto tornare adolescente, tanto da inventarmi
pure un blog, arsenaliloveyou.wordpress.com , una vera e propria
dichiarazione d’amore per questa squadra, che tanto mi piace.
Tornando a Londra, quando atterro a Gatwick, mi sento a casa. Succede
sempre cosi’, di Londra non ci si stanca mai, e’ cosi’ “tanta”, cosi’
internazionale, ed e’ colorata di biancorosso.
Arrivo trafelato a Victoria Station assieme alla mia fidanzata romanista
Luana, ricarichiamo le nostre Oyster Card, e via sull’underground
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
direzione Piccadilly Circus.
Devo scendere a quella fermata per andare ad Arsenal. Altro motivo che
mi
manda letteralmente fuori di testa, e’ che questa squadra di calcio ha una
fermata della tube londinese con il proprio nome.
E poi? E poi quando scendi c’e’ il cartello con scritto: ARSENAL, scritta
che e' per me una scusa farmi scattare da Luana, una foto mentre stringo i
pugni e faccio il tifo per i Gunners! …che pazzo che sono. Lo so, lo so, ma
non sarei io, credetemi!
Il bello e’ che devi fare non so quanti metri in salita per uscire dalla
stazione, in un corridoio stretto e con refolate di vento che ti assalgono. Ma
quando esci di li sei ad Islington, un quartiere fatto di vecchie casette basse,
dove nei giorni delle partite, tutto si colora di bianco e rosso, con bancarelle
dove poter acquistare bandiere, cappellini, e sciarpe.
Quando usciamo dalla Tube, corro, perche’ ho fretta di entrare negli shop
dell’Emirates, e li far man bassa di gadget.
Il cappellino, la sciarpa che indosso sempre nei mesi invernali anche
quando vesto in giacca e cravatta, l’ombrellino, il braccialetto di gomma
rosso, il
portachiavi con il cartello dell’underground-Arsenal, una vera chicca da
portare in tasca, l’iphone personalizzato con una skin di plastica
finissima….
Io nel frattempo continuo a camminare veloce, Luana mi segue
sorridendo per non piangere dalla stanchezza, ma e' bravissima ad
assecondare questa mia passione.
Nel frattempo e' arrivata l'ora di andare in tribuna all’Emirates a fare un
tifo da paura, con un hamburger e una Diet Coke. Londra senza i colori
bianco e rossi non sarebbe cosi' affascinante.
Alzo le braccia al cielo e urlo, Come on Arsenal!!
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
TANTO ENTUSIASMO,
PERCHE' LA VITA E' BREVE
Lo dico quasi urlando: siate degli entusiasti!! Via quelle facce scure e
imbronciate.
La vita e' dura e riserva sempre delle sorprese, a volte belle, a volte
brutte, ma va vissuta con il sorriso e tanta, tanta ironia.
Che bella l'ironia nelle persone, mi fa impazzire.
Quando parlo con qualcuno la prima cosa che vado a cercare subito di
capire e': quanta ironia c'e' in questa persona?
Mal sopporto chi e' sempre col muso lungo, e magari ha un ottimo lavoro,
un bel conto in banca, una bella auto, una bella moglie, una bella casa, e dei
bei vestiti.
Eppure tanti sono cosi', tristi e sempre insoddisfatti. Piu' hanno soldi e
piu' sono scontenti.
E' una cosa assurda, vero?
Trattasi di malessere da troppo consumismo sfrenato, di troppa avidita'.
Tutti abbiamo il nostro grado di avidita', nessuno in questa economia del
consumo puo' dirsi non toccato da questo insano sentimento, ma sta a noi
ridimensionarlo, e sorridere alla vita al di la della quantita' dei beni materiali
posseduti.
Mi piace l'entusiasmo stampato sulle facce delle persone, perche' mi
trasmette energia positiva, e mi regala spesso nuove idee da realizzare.
L'entusiasmo e' contagioso, e' come un virus. Lo dai a piene mani, e
contagi il tuo vicino.
L'entusiasta viene preso generalmente sottogamba, ed e' visto come una
persona frivola e poco concreta.
Sapete cosa vi dico?
Vi piacciono quelli con il muso lungo, o chi ha entusiasmo e vi accoglie
con un sorriso?
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
FRANCESCO PRANDO,
UN GRANDE DOPPIATORE
E UN GRANDE AMICO
Ho conosciuto Francesco tramite la moglie di un caro amico di Roma,
Carlo La Nave.
Il mio primo contatto con lui lo ebbi per telefono, volevo intervistarlo per
la rivista Mr.Bond.
Mi ricordo ancora oggi, come Francesco diede subito la sua
disponibilita', e senza problemi accetto' di buon grado la mia proposta.
La passione per il doppiaggio e per l'arte meravigliosa con cui Francesco
da tanti anni, presta la sua inconfondibile voce a tante star del cinema
mondiale, me l'ha appiccicata addosso in modo indelebile, Marco De
Cassan, un amico appassionatissimo di cinema, con il quale ho girato
parecchi video per BondTv, e registrato delle memorabili puntate radio,
denominate Bondcast.
Oggi vado al cinema con un atteggiamento diverso, perche' il doppiaggio
e' fondamentale per rendere un film indimenticabile.
Sono amico e un grande ammiratore di Francesco, una persona di grande
umanita', disponibile al dialogo con tutti, strafelice di averlo avuto
quest'anno con gli amici di Le Cercle in quattro incontri del nostro club.
Ho visto accendendersi un fantastico entusiasmo attorno alla sua persona,
merito della sua simpatia e semplicita' nell'approccio con chiunque.
Per chi di voi non lo conoscesse artisticamente bene, consiglio di vedere
la sua pagina ufficiale nel blog di Le Cercle aggiornata con tutti i doppiaggi
cinematografici e televisivi.
Ah..dimenticavo: Francesco e' la voce di James Bond.
Coooosa? Direte voi.
Si, quando vedete Daniel Craig in Tv o al cinema, e' la sua bellissima
voce a dare autorevolezza e un anima alla spia segreta piu' famosa nel
mondo.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
RIMANGO UN RAGAZZOTTO DI PROVINCIA
Poco tempo fa lessi su Facebook, un simpatico post dedicato alla lettura,
di una mia amica giornalista, Patrizia Tagliamonte, autrice con Alessandra
Scagliola di una fichissima guida culinaria su Londra, compratela è un vero
e proprio must!
Patrizia chiede ai suoi follower: che tipo di lettore sei? Io risposti, sono
un lettore definibile con il termine "ragazzotto", quello che legge con
entusiasmo più libri contemporaneamente, perdendo un pò il filo di tutti, ma
leggendoli fino alla fine, tutti!
Siccome state leggendo di me, allora posso semplicemente dirvi che sono
e rimango un ragazzotto di provincia, un pò smaliziato, certo, ma anche un
pò ingenuo e artistoide.
Questa mia natura mi ha accompagnato per tutta la vita, quante fregature!
Eppure, essere così, mi ha permesso nel tempo di aprirmi verso gli altri, e
togliermi molta di quella rigidità che faceva da scudo nei confronti di tutti,
visti sempre come il "nemico", e come qualcosa da combattere.
Le tante bastonate prese, mi hanno reso più saggio, comprensivo, e
riflessivo.
Amo la mia natura del ragazzotto di provincia, e questa peculiarità mi ha
permesso di non diventare una maschera spocchiosa e altezzosa.
Con Le Cercle ho conosciuto molti personaggi famosi, con alcuni sono
diventato amico, e mai e poi mai, al contrario di molti, mi sono gonfiato il
petto mettendomi sullo scranno, sentendomi ridicolmente nei confronti di
qualcuno, superiore e migliore come persona.
Sorrido sempre quando incontro qualcuno, che ha avuto la fortuna di
migliorarsi socialmente, ma si "vende" per quello che non è,
autoincensandosi in atteggiamenti puerili e di basso livello.
Conta sempre quello che trasmetti, e non quello che mostri.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
SONO UN AUDACE CON LA MENTE
MA NON CON IL CORPO
Se mi chiedete di fare a botte con qualcuno, siate certi che le prenderò io
e anche voi.
Non mi piace il contatto fisico violento, neanche per scherzo. Mal
sopporto anche la brutalità nell'espressione intellettiva, e fuggo a gambe
levate se vedo persone che non usano più il dialogo per superare ogni
incomprensione, ma menano le mani per ottenere attenzione.
Sono un buono, fondamentalmente un pezzo di pane, ma sono audace
nella mente come un marines.
Riesco a pensare velocemente, agire nella stessa maniera, e a capire al
volo
in quale direzione devo andare.
L'audacia a livello mentale l'ho acquisita un pò alla volta nel tempo,
allenandomi nel fare cose nuove, rischiando e mettendoci la faccia.
Una immensa fonte di ispirazione è la lettura. Nel mio Kindle sto
leggendo in questo momento 20 libri, di cui due molto istruttivi: “Google
Story”, e “Vendere tutto”, la storia di amazon.com
Leggere questi due libri, sicuramente, alla fine, mi regaleranno qualche
altra buona idea da mettere in campo con Le Cercle.
Vivo la mia attività, in una costante ricerca a livello tecnologico per
rendere la comunicazione sul web sempre migliore e al passo con i tempi.
Per farlo è necessario leggere come i grandi sono riusciti a realizzare grandi
progetti.
Sono sempre molto attento, a tutte le persone che nella loro
professione,hanno un atteggiamento innovativo che guarda oltre l'ostacolo.
Diversamente, tendo ad annoiarmi se vedo ripetitività, chiusura, e poca
propensione a cimentarsi in situazioni nuove.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
LE CRAVATTE DI MAURIZIO
Sono un ammiratore da sempre di Maurizio Marinella, da quindici anni
indosso le sue bellissime cravatte, e mai mi stanco di portarle tanto sono
originali e uniche.
Ho conosciuto la prima volta Maurizio, nel Maggio 2009 tramite un caro
amico giornalista, Michelangelo Iossa che me lo ha presentato.
Mi ricordo ancora oggi l'intensa emozione di poterlo incontrare nella sua
boutique in Riviera di Chiaia, una delle zone più eleganti della città
partenopea.
Michelangelo come al solito è un magnifico anfitrione, sa sempre come
metterti a tuo agio e riesce sempre a mettere d'accordo tutti. Un negoziatore
coi fiocchi!
Fu così con Maurizio, tanto da far nascere una bellissima amicizia, e
dopo quel Maggio, i nostri incontri sono stati numerosi. Tra i momenti più
entusiasmanti, che ricordo, la consegna della cravatta di Le Cercle, e il
sessantesimo anniversario del romanzo "Casino Royale", festeggiato nella
sua elegante boutique nell'Aprile 2013 assieme ad alcuni amici del club, con
Francesco Prando, la grande voce di James Bond, che ha letto, facendoci
venire la pelle d'oca, alcune pagine del primo libro di Ian Fleming.
Momenti impagabili, e minuti preziosi che rimarranno per sempre nella mia
memoria , e che sono stati per Le Cercle un altro passo in avanti, in termini
di prestigio e di originalità.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
E POI CI TROVEREMO ALL'HARRY'S BAR...
C'è una foto che ogni tanto guardo con nostalgia. E' quella scattata con
Giovanni Ciati all'Harry's Bar di Arrigo Cipriani a Venezia.
Mi va di ricordare quella volta, in cui ci andammo dopo la presentazione
del primo numero di Mr.Bond, e, sedendoci nello stesso tavolo dove
Hemingway era un abituè, ordinammo dei Bellini in compagnia di Paolo e
Lorena Ciarlo e altri tre, quattro amici.Pochi minuti dopo la foto...
Dopo quella giornata tutto sarebbe cambiato per sempre.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
SE PENSO A LONDRA,
PENSO AI QUEEN
Parlare di Londra e' di sicuro una cosa che mi piace molto.
E' la mia citta', mi piace ogni anno andarci almeno un paio di volte, tanto
e' affascinante.
Ma non scrivero' di lei, lo faccio cosi' spesso, no, penso a Londra e mi
viene in mente la musica dei Queen.
Queste righe non erano state inserite nella bozza finale del mio racconto
consegnata a Dario Geraci, ma e' successo che ascoltando il disco "Live
Killers", il mio cuore ha fatto un salto.
I Queen, Freddy Mercury, Brian May, e Londra.
Quella Londra dove il mio amico Giovanni Lanzarotti, ama rivisitare per
fare una breve visita alla casa di Freddy in Logan Place a Earl's Court. Me
lo dice spesso, lui va in quel luogo per rendere omaggio a un mito assoluto,
a rendere grazie all'arte di chi ha saputo far musica in quel modo unico al
mondo.
Queste parole sono dedicate a lui, a Giovanni, una persona a me molto
cara, un fantastico fan dei Queen, e alle loro note cosi' londinesi piene di
energia e forza dirompente, proprio come la capitale inglese.
La musica di Freddy & Co ti trascina e ti risucchia come le strade della
citta' inglese, impossibile non rimanerne folgorati.
Londra e' tutto e ancor di piu'.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
MICHAEL BURGOYNE
Se
andate su BondTv troverete un video girato da Marco De Cassan,
dove intervisto una persona speciale. Trattasi dell'ultimo Console Britannico
a Napoli, Michael Burgoyne.
Che gran signore Michael!
Anche qui, c'è di mezzo Michelangelo Iossa, fautore di un incontro
memorabile.
Riuscire a portare la telecamerina di BondTv nel Consolato inglese di
Napoli, ci ha aperto a un nuovo mondo, fatto di estrema attenzione nel
parlare, e dove l'arte della diplomazia, quella che piace a me, è d'obbligo.
Anche in quell'occasione ero emozionatissimo, e un pò traspare nel video
che abbiamo girato, ma mai in nessuna altra occasione dove Le Cercle
metteva un altra bandierina, importante, mi sono sentito così
fortissimamente inglese dalla testa ai piedi.
Vedere sul terrazzo il pennone con la Union Jack, mi fece venire i brividi.
Come mai?
Ragazzi, quei colori messi in quella maniera...sono i più belli ed
affascinanti del mondo, non c'è drappo più bello ed originale in circolazione.
Michael, da quella volta, non l'ho più incontrato da quando il Governo di
David Cameron ha deciso di chiudere uno dei Consolati inglesi più antichi
in Italia. Che peccato.
Ma se stai leggendo queste righe, caro Michael, scrivimi subito. Magari
sei a Londra, prendo l'aereo con Luana, e ti vengo a trovare.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
CON IL KINDLE SEMPRE IN TASCA
Mai come quest'anno leggo così tanti libri.
Non sono stato mai un gran lettore, avevo enormi difficoltà a
concentrarmi sulla lettura.
Oggi posso dire di passare lunghi minuti a leggere un testo con estremo
interesse e la sola idea di smettere, mi fa ripromettere mentalmente di
riprendere quanto prima la lettura per arrivare a scoprire il finale.
Ma che lettore sono? Sono diventato un lettore famelico, con la voglia di
scoprire ed imparare.
Come una spugna, leggo a rotta di collo. Ultimamente lo faccio anche al
cinema, prima dei trailer, a fine primo tempo, e pure nelle interruzioni di
carattere tecnico.
Ormai non porto più con me libri cartacei, belli e irresistibili nelle loro
copertine colorate e fantasiose, ma terribilmente scomodi e ingombranti.
Lo detto: sono un lettore ragazzotto, devo saltare di palo in frasca
velocemente, e il Kindle è il mio più fedele alleato per fare questo.
Poi c'è da dire che l'ebook sta ammazzando le librerie, e il futuro di chi
scrive e di chi legge è già segnato, perchè si arriverà a leggere quasi tutto
tramite tablet o ebook.
E' il progresso, ed è impossibile arrestarne la corsa. Metto in tasca il mio
Kindle, e opplà, scelgo di leggere tra i miei 30, avete capito bene? 30 libri
scaricati al suo interno.
Guardo sempre avanti, e amo tutto ciò che semplifica ogni cosa, e per
questo motivo sono diventato un essere umano versatile, abile a cambiar
pelle come un camaleonte.
Se buttate un occhio su Amazon, non c'è un titolo di Ian Fleming in
italiano, manco a pagarlo oro.
Siamo un paese arretrato anche su questo.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
LONTANO DAGLI ITALIOTI A VELOCITA' WARP
Dai diciamolo a voce alta, almeno una volta nella nostra vita ci siamo
comportati da italioti.
Cosa serve parlare di questa cosa? Cosa c'entra con Le Cercle?
Fra pochissimo tutto vi sarà chiaro.
Italiota sta per, Ital come italiano, iota come idiota. E questo si era capito,
no?
Il problema sta nel fatto che molti si comportano da italioti per tutta la
vita. Non basta solo una volta, tutta la vita a fare, agire, pensare da italioti.
Che disgrazia. Io ho iniziato molto tempo fa a non essere e ad evitare
certi atteggiamenti, e comportamenti atti a farmi riconoscere, specialmente
all'estero, per essere il classico italiano rompiballe.
Ora, tutti assieme, vediamo un pò cosa significa essere un italiota.
E qui parte un piccolo elenco dove tutti ci ritroveremo, nel aver almeno
una volta voluto essere consapevolmente o incosapevolmente,degli odiosi
italioti.
1) Italiani al museo con figli urlanti al seguito, che toccano opere d'arte,
con i genitori che se ne fregano di quello che succede, e anzi, commentano e
si raccontano barzellette urlando come pazzi.
2) Italiani che saltano la coda e passano davanti a tutti, incazzandosi
perchè è tardi.
3) Italiani in gruppo con altri turisti con guida al seguito, che si
lamentano e rompono le scatole perchè sono stanchi o hanno fame.
4) Italiani che votano a destra, poi vanno a sinistra, poi passano al centro,
lamentandosi continuamente che pagano troppe tasse.
5) Italiani che parcheggiano sul posto degli handicappati, fregandosene.
6) Italiani che vanno all'estero affermando, gonfiandosi il petto, di sapere
l'inglese, per poi non comprendere nulla, dicendo che gli inglesi o gli
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
americani non li capiscono e sono dei cafoni.
7) Italiani che arrivano in camper nella piazza di Saint Tropez, e si
mettono a far panini con il salame sugli scogli fronte mare, lasciando carte i
bicchieri per terra.
8) Italiani che ti dicono OK per fare una cosa, il giorno dopo ti dicono
NI, per poi non risponderti più al telefono.
9) Italiani che piangono perchè non c'è lavoro, ma che non pensano
minimamente a fare squadra per uscire tutti assieme da un problema.
10) Italiani che ti dicono: che bella idea! Per poi fregartela.
11) Italiani maschere di falsità che davanti ti dicono di stimarti, per poi
alle spalle dirtene di tutti i colori.
12) Italiani squattrinati che si fingono ricchi, per potersi permettere di
uscire a cena (mangiando pesce) con una parucchiera di provincia.
13) Italiani che diventano improvvisamente patrioti quando gioca la
nazionale di calcio.
Queste persone sono fatte tutte con lo stesso stampo, vecchio,
consumato, senza più inchiostro per scrivere nulla di nuovo. Ne ho
incontrati, e ne incontro tutti i santi giorni di italioti.
Per realizzare qualcosa di bello ed eccezionale, serve scappare a velocità
Warp ( si, quella di Star Trek) perchè sono elementi negativi che minano
ambizioni e crescita personale.
Ora avete compreso perchè cerco sempre persone fuori dagli schemi, e
pronte a far squadra.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
LE APP CHE CONSIGLIO
Vi faccio un breve e significativo elenco delle App per iphone e ipad da
avere assolutamente.
Alcune per un utilizzo professionale, altre per un utilizzo di puro svago.
"Week Agenda" di Johan Burgler : via le penne e la carta, troppo
scomodo portarsi dietro cartelline, faldoni, e valigette cariche di carta.
Tablet forever! Questa App è la vostra agenda settimanale, dove scrivere
orari, appuntamenti, note...insomma, tutte le vostre giornate su ipad. Facile
da usare e comoda.
Scaricala ora:
https://itunes.apple.com/it/app/week-agenda-ultimate/id647233948?mt=8
"Wordpress": dovete gestire o mettere on line il vostro blog? C'è l'App di
Wordpress che risolve la gestione di post, foto, articoli e statistiche. Non
serve portarsi dietro uno scomodo PC e non mettetevi in testa di utilizzare
blogspot di google, decisamente antiquato e sorpassato. Qui basta il vostro
clic dal tablet e dal vostro smartphone, e via!
Cosa aspetti?
https://itunes.apple.com/it/app/wordpress/id335703880?mt=8
"Spotify": amanti della musica svegliatevi! Basta acquistare su itunes e
spendendo un sacco di soldi, ora c'è Spotify che con un abbonamento
premium di 9,99 euro, vi allegerirà il portafoglio, e vi farà ascoltare ore e
ore di musica. Se siete amanti dei Beatles, momentaneamente non li trovate
ancora, ma a breve arriveranno anche loro su questa piattaforma.
La musica in streaming è la nuova frontiera, è necessario, per ascoltarla
senza interruzioni , che abbiate sul vostro device parecchi giga.
Scatenati con la tua musica preferita!
https://itunes.apple.com/it/app/spotify-music/id324684580?mt=8
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
"Soundcloud": le radio hanno accusato in questi anni di crisi flessioni di
ascolto e cali di introiti pubblicitari da paura. Resistono solo i grandi
network, ma anche loro prossimamente dovranno fare i conti con le nuove
App che porteranno ad ascoltare musica o programmi fuori dai classici
canoni radiofonici. Soundcloud permette a chiunque di essere un selfpublishing radio, registrando su smartphone o tablet qualsiasi cosa con una
buona qualità di riproduzione audio.
Fai radio anche tu:
https://itunes.apple.com/app/soundcloud/id336353151
"Amazon": bello andare in libreria, sfogliare le novità in silenzio, un atto
romantico.
Più comodo, e molte volte più economico, acquistare qualsiasi testo, dvd,
bluray, ipod, calzature, Tv, giocattoli... su Amazon, tramite la sua bellissima
App. Avete capito perchè il commercio e il mondo editoriale sono in crisi
profonda? Nel frattempo noi facciamo shopping "on the street" con il nostro
smartphone.
Fai spazio per altre cose nella tua libreria:
https://itunes.apple.com/us/app/amazon-app/id297606951?mt=8
"Corriere Digital Edtion": è anni che non acquisto più in edicola un
quotidiano. Mi ricordo l'ingombro, e le dita sporche di inchiostro. Una vera
e propria seccatura. Inoltre, il costo dei giornali continua ad aumentare,
fatevi un conto di quanto spendete tutti i giorni per il Corriere , e poi di
corsa, disperati, andate ad installare l'App, la migliore in circolazione.
Con 19,99 euro potrete leggere il Corriere e tutti i suoi magazine per un
mese.
Semplice, economico e comodo. Cosa volete di più dalla vita? Un
Lucano?
Basta sporcarsi le mani con l'inchiostro delle pagine:
https://itunes.apple.com/it/app/corriere-della-sera-digital/id424027007?
mt=8
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
"Wired italia": è la più entusiasmante App che ho mai visto e...letto!
Inanzitutto i contenuti, sempre curatissimi, all'avanguardia e propositivi.
L'App di Wired è arricchita di animazioni, video, slide e immagini
curatissime. Se volete leggere e imparare cose nuove, questa è il magazine
giusto.
https://itunes.apple.com/it/app/wired-italia/id422583011?mt=8
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
ADDIO AL FAI DA TE.
SPAZIO ALLE IDEE IN TEAM
La mia breve storia giunge al termine.
In un periodo storico di grandi cambiamenti e sconvolgimenti a livello
sociale ed economico, vi lascio un messaggio concreto che viene dal cuore:
Siate sempre voi stessi in qualsiasi situazione vi troviate.
Se siete dei giovani ed intraprendenti laureati, scappate via dall'Italia.
Se invece siete meno giovani e rimanete qui, e avete un bel gruzzolo da
parte con la voglia di fare impresa, non fate investimenti Italia su Italia.
Il sistema bancario ormai allo sfascio non fa piu' finanziamenti, e aprire
un azienda che non esporta, è un suicidio.
Oggi vincono le piccole idee da realizzare in team, e investire nella
vendita on line sarà sempre più vincente.
Per ottenere risultati sarà necessario affidarsi ad aziende specializzate nel
web marketing, strutturate per sviluppare al meglio il vostro progetto, il fai
da te è morto e vi porterà a spendere i vostri denari inutilmente.
Un azienda molto avanti in tal senso è
www.h-farmventures.com
Pensare ed agire nei soliti modi convenzionali che conosciamo, che sono
parte della nostra quotidianità, non porta a rivoluzionare e dare nuovi
stimoli alla propria esistenza.
Occorre uscire dai propri schemi mentali, pieni a volte di assurdi
pregiudizi, false credenze di ogni tipo, che ostacolano il nostro percorso per
avere successo.
Con questo non voglio dire, che è necessario vincere la coppa del mondo
per sentirsi realizzati, ma la realizzazione passa attraverso "un idea",
qualcosa di nuovo e diverso.
Tieni aperta la tua mente, non focalizzarti sul passato, ma mettiti in
azione e sii proiettato sempre in avanti.
E quando avrai successo non montarti la testa perche' in giro c'e' sempre
qualcuno meglio di te.
La fortuna pero' aiuta sempre gli audaci.
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
POSTFAZIONE
La passione unisce persone che in un altro contesto non si
incontrerebbero mai.
Ma oltre a questa, c'è una parentesi temporale, che fa in modo che questo
sentimento possa arrivare a contatto.
Il mio primo incontro con Ilario, fu telefonico, il giorno dopo la mia
iscrizione a “Le Cercle”. Stiamo parlando di ottobre 2010.
Fu una cordiale chiacchierata di benvenuto al club, da parte di Ilario.
Cinque minuti di dialogo, improntati soprattutto sulla comune passione di
cui dicevo prima: James Bond!
Poi più nulla.
Seguivo l'evolversi dell'universo Le Cercle, come tutti gli associati,
tramite i social network, e al sito ufficiale del club.
Poi un giorno Ilario mi fa recapitare l'ultimo numero di Mr. Bond, ed in
me scocca una scintilla.
Faccio una piccola parentesi per introdurmi. Oltre a James Bond, la mia
grande passione, ancor più grande di 007, è il disegno. Tutto il mio mondo
ruota attorno all'arte grafica. Ogni momento è buono per prendere in mano
matita e carta e dar corpo alle mie immaginazioni. Una passione che però
non è la mia professione. Chiusa parentesi.
Decido quindi di disegnare un ritratto di Daniel Craig e di inviarglielo via
mail, come cadeau.
Nel giro di qualche minuto, il cellulare squilla: è Ilario.
“Ma sei un artista!” mi dice.
Che parolone, penso, ma poi vengo travolto dal suo entusiasmo e vedo
un'opportunità anche per me.
Ilario è un fiume in piena, un vulcano di idee e di proposte.
E' un uomo che ha deciso di rendere i suoi sogni e le sue passioni, il suo
lavoro e la sua ragione di vita.
In questo è determinato, insegue il suo obiettivo e non si ferma al primo
ostacolo.
Ma è anche una persona aperta alle considerazioni e ai suggerimenti
altrui.
Da quel giorno, è nata una collaborazione, ma anche una genuina
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Ilario Citton – Mi chiamo Le Cercle
amicizia.
I successivi incontri, hanno cementato il rapporto.
Ci confrontiamo, parliamo, scherziamo e progettiamo assieme le nuove
uscite di “Mr. Bond”. Mai una volta le nostre soggettività hanno portato ad
un irrigidimento delle proprie posizioni.
In questo siamo simili, flessibili ed elastici come alberi al vento, ma non
per questo meno resistenti.
La sua piena fiducia e la totale libertà che mi lascia sul taglio grafico
della rivista, mi gratifica e allo stesso tempo mi crea un'eccitazione
difficilmente contenibile.
Lui è cosi, “dare per avere” è il suo dogma.
Finalmente Ilario ha avuto l'ardire di mostrarsi al mondo, cosi come è,
con una dialettica sorniona, e diretta. Leggerlo è come sentirlo parlare. Ti
coinvolge e non ti molla fino alla fine.
Sono cosi contento di questa sua opera d'esordio, e non per il fatto di aver
collaborato in questa sua avventura editoriale.
Sono contento perchè uomini come Ilario, riescono a trasmettere a gli
altri, quella passione, quella emotività e quella voglia di osare per
migliorarsi e per migliorare, che altrimenti rimarrebbero assopite negli
ambiti più reconditi dei nostri animi.
Buona lettura a tutti voi, e a te Ilario, un grande abbraccio!
Pierfrancesco Stenti
Vice Presidente di “Le Cercle”
Pierfrancesco Stenti, imprenditore romano, con un insana passione per il disegno e
James Bond, ha iniziato a collaborare con Le Cercle , creando le copertine di “Mr. Bond”
a partire dal numero di marzo 2011.
Diventa Vice Presidente di Le Cercle, il giorno prima della conferenza stampa di
presentazione di “SKYFALL” (novembre 2011), ultimo film di James Bond.
Nel marzo del 2013 diventa capo redattore e responsabile grafico di “Mr. Bond e si
occupa inoltre di tutta la parte creativa e grafica di Le Cercle, oltre ad aver intrapreso
nuovi progetti individuali, ed editoriali con altri autori.
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