NOTIZIARIO DROGHE ================== Notizie

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====== NOTIZIARIO DROGHE ==================
Notizie quotidiane sulle droghe con attenzione alla situazione internazionale, alle diverse realtà, ai traffici,
all'andamento della "war on drugs", ai sistemi di produzione e di spaccio delle sostanze stupefacenti.
Edito da Aduc, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori.
Redazione: Via Cavour 68, 50129 Firenze
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Archivio settimanale
Dal 16-07-2013 al 22-07-2013
2013-29
ARTICOLI
- Z-40, il capo del narcotraffico messicano che cucinava i suoi nemici
http://droghe.aduc.it/articolo/40+capo+narcotraffico+messicano+che+cucinava+suoi_21502.php
- Narcoguerra. I migranti clandestini arruolati o uccisi dai cartelli
http://droghe.aduc.it/articolo/narcoguerra+migranti+clandestini+arruolati+uccisi_21497.php
- Triangolo d'Oro e metamfetamine che hanno soppiantato oppio ed eroina, ma...
http://droghe.aduc.it/articolo/triangolo+oro+metamfetamine+che+hanno+soppiantato_21496.php
- Cannabis, Tribunale di Roma: vendere semi non costituisce istigazione all'uso
http://droghe.aduc.it/articolo/cannabis+tribunale+roma+vendere+semi+non_21487.php
COMUNICATI
- Cannabis terapeutica, anche in Veneto reale diritto alla cura
http://droghe.aduc.it/comunicato/cannabis+terapeutica+anche+veneto+reale+diritto_21501.php
- Cannabis, importante pronuncia Corte d’Appello di Bologna: la detenzione di 1 kg è fatto di lieve entità se
non c’è perizia tossicologica sul Thc
http://droghe.aduc.it/comunicato/cannabis+importante+proncuncia+corte+appello_21498.php
NOTIZIE
-ITALIA/Cannabis terapeutica Veneto. Soddisfazione vicepresidente consiglio regionale
http://droghe.aduc.it/notizia/cannabis+terapeutica+veneto+soddisfazione_127762.php
-USA/Farmaco epilessia riduce dipendenza cocaina
http://droghe.aduc.it/notizia/farmaco+epilessia+riduce+dipendenza+cocaina_127754.php
-MESSICO/Narcoguerra. Ex-presidente Fox apre simposio su legalizzazione cannabis
http://droghe.aduc.it/notizia/narcoguerra+ex+presidente+fox+apre+simposio_127750.php
-MESSICO/Narcoguerra. Evacuati un migliaio di abitanti dello Stato di Guerrero, da giorni vittime di colpi
d'arma da fuoco e incendi delle case
http://droghe.aduc.it/notizia/narcoguerra+evacuati+migliaio+abitanti+dello+stato_127747.php
-ITALIA/Dipendenze. Regione Campania stanzia 950.000 euro
http://droghe.aduc.it/notizia/dipendenze+regione+campania+stanzia+950+000+euro_127746.php
-FRANCIA/Cannabis Social Club. Verso la dissoluzione?
http://droghe.aduc.it/notizia/cannabis+social+club+verso+dissoluzione_127745.php
-CANADA/Dipendenze fumo e droga. Le difficolta' degli impulsivi per smettere
http://droghe.aduc.it/notizia/dipendenze+fumo+droga+difficolta+impulsivi+smettere_127743.php
-MESSICO/Narcoguerra. Ucciso giornalista specializzato in reportage sul crimine organizzato
http://droghe.aduc.it/notizia/narcoguerra+ucciso+giornalista+specializzato_127742.php
-ITALIA/Rubavano soldi e droga a spacciatori. 5 poliziotti indagati
http://droghe.aduc.it/notizia/rubavano+soldi+droga+spacciatori+poliziotti_127739.php
-ITALIA/Autocoltivazione cannabis. Giovanardi: si' alla piantina in casa
http://droghe.aduc.it/notizia/autocoltivazione+cannabis+giovanardi+si+alla_127732.php
-COLOMBIA/Narcotraffico. Sempre piu' presenti le mafie italiane
http://droghe.aduc.it/notizia/narcotraffico+sempre+piu+presenti+mafie+italiane_127730.php
-ITALIA/Riforma legge droga. Parte esame in commissione Giustizia Camera
http://droghe.aduc.it/notizia/riforma+legge+droga+parte+esame+commissione_127729.php
-ITALIA/Crollano i sequestri di cocaina, raddoppiano quelli di cannabis. DCSA
http://droghe.aduc.it/notizia/crollano+sequestri+cocaina+raddoppiano+quelli_127728.php
-SPAGNA/Catturato barone del narcotraffico internazionale
http://droghe.aduc.it/notizia/catturato+barone+narcotraffico+internazionale_127723.php
-MESSICO/Narcoguerra. Arrestato il capo dei Los Zetas
http://droghe.aduc.it/notizia/narcoguerra+arrestato+capo+dei+los+zetas_127720.php
-ITALIA/Droga e guida auto. Niente multa se si e' fermi. Cassazione
http://droghe.aduc.it/notizia/droga+guida+auto+niente+multa+se+si+fermi_127719.php
IL PREZZO DEL PROIBIZIONISMO
dalle cronache locali
gli effetti della legge vigente
dati dal 25/12/2012 al 22/07/2013
sequestri
droghe leggere (kg)
5.270
droghe pesanti (kg)
6.790
dosi droghe sintetiche
7.240.000
piante di cannabis
11.440.000
flaconi di metadone
288
vittime
morti
10
arresti
5.880
giorni di reclusione
3.800
riepilogo settimanale
dal 16/07/2013 al 22/07/2013
sequestri
droghe leggere (kg)
260
droghe pesanti (kg)
190
dosi droghe sintetiche
70.000
piante di cannabis
300.000
flaconi di metadone
0
vittime
morti
1
arresti
145
giorni di reclusione
120
dati 2012: 20/12/11 - 24/12/12
* sequestri
- droghe leggere: Kg 11.270
- pesanti: Kg 15.730
- sintetiche: dosi 11.825.000
- cannabis: piante 22.170.000
- metadone: flaconi 250
* vittime
- morti: 45
- arresti: 9.335
- giorni di reclusione: 7.950
------------------------------------------ARTICOLI
21-07-2013 14:10 Z-40, il capo del narcotraffico messicano che cucinava i suoi nemici
L'arresto, lunedi' scorso, di Miguel Angel Trevino, alias Z-40,
leader dei Los Zetas, il cartello piu' sanguinario del Messico, e' stata una notizia per tutto il mondo tranne
che in Nuevo Laredo, dove il nostro e' nato 40 anni fa. Il giorno successivo, i quotidiani di questa violenta
citta' dello Stato di Taumalipas, al confine con gli Usa, non riportavano neanche una riga sulla cattura del
narco. Sono anni che il crimine organizzato ha imposto il terrore alla popolazione di questa citta' di 350.000
abitanti che, con cinque ponti, e' collegata con il Texas. Anni di cadaveri decapitati e di corpi appesi ai
cavalcavia, anni senza legge -il capo della polizia e' scomparso a febbraio- e di silenzio -vari siti Internet
hanno chiuso in seguito a minacce- nel regno dell'uomo piu' pericoloso del Paese.
La carriera criminale di Z-40 si e' conclusa all'alba di una strada di campagna, a circa 27 chilometri a sudovest di Nuevo Laredo, quando un elicottero Black Hawk della Marina messicana ha intercettato il SUV color
grigio argento su cui era in viaggio con una scorta e un ragioniere. A bordo, due milioni di dollari, otto grosse
armi e 500 cartucce. I due complici si sono buttati subito in terra, ma il capo, al contrario, ha cercato di
fuggire nella vegetazione. Tutto inutile. L'operazione e' durata, secondo la versione ufficiale, sette minuti e
non ha richiesto neanche un colpo di arma da fuoco.
Il successo e' stato il risultato di una grande lavoro di intelligence per il quale non c'e' alcun dubbio che vi
abbiano partecipato le agenzie americane di sicurezza -la stampa messicana parla anche dell'uso di un
drone- viste i loro buoni rapporti con la Marina. Z-40 era spesso in movimento su strade non asfaltate tra
Coahuila e Taumalipas e ogni tanto andava a trovare suo figlio a Nuevo Laredo. Prima dell'analisi del DNA, i
suoi tatuaggi sono serviti a confermare la sua identita': un cobra nella parte interna del suo avambraccio
destro e la frase “Hecho en Mexico” (made in Mexico) sulla spalla.
La nitidezza dell'operazione ha fatto venire, ad alcuni esperti messicani di sicurezza, il sospetto che in realta'
fosse un arresto patteggiato, perche' Trevino era molto guardingo ed era solito spostarsi con la propria
guardia del corpo. In qualunque caso, un finale molto tranquillo per un uomo il cui debutto nel mondo della
malavita comincio' da adolescente a Dallas, dove i suoi genitori e i suoi 13 fratelli sono vissuti vari anni.
Li', si uni' alla banda dei Los Tejas, dedicandosi al furto di automobili e alla vendita di droga. Ma in seguito fu
reclutato da Osiel Cardenas, capo del cartello del Golfo. All'inizio riciclando automobili, poi come
messaggero del mafioso grazie alla sua conoscenza della lingua inglese, e successivamente come uno dei
principali sicari di suo fratello, Ezequiel Cardenas, noto come Tony Tormenta, ucciso nel 2010.
Quando, alla fine degli anni Novanta, Osiel Cardenas fondo' i Los Zetas come braccio armato del cartello del
Gofo grazie ad un gruppo di disertori delle forze speciali dell'Esercito messicano, Trevino divenne il braccio
destro del suo capo, Heriberto Lazcano Lazcano, “el Lazca”. La crudelta' dei suoi metodi gli consenti' di farsi
strada nell'escalation del crimine organizzato. Z-40 impose la moda di smembrare i corpi e “cucinare i
nemici”, dissolvendoli nell'acido o fondendoli in contenitori di olio.
Il giornalista statunitense Alfredo Corchado, minacciato di morte dai Los Zetas, e che ha dato per primo la
notizia dell'arresto di Trevino al “Dallas Morning News”, racconta nel suo libro “Midnight in Mexico” (Penguin
Press), di recenti casi in cui Z-40 aveva l'abitudine di mordere il cuore di alcune delle proprie vittime, alcune
vive, credendo che questo l'avrebbe reso invincibile, e reclutava i propri sicari obbligandoli a sparare ad una
persona a caso. “Metteva una pistola carica nelle mani di un sicario e gli ordinava di puntarla sulla testa di
qualcuno di fronte a loro. Trevino poi metteva la sua mano sul cuore del sicario per sentire quanto rapido
fosse il battito mentre gridava: Fottilo! Se tentennava gli sparava un colpo in testa o gli dava un lavoro
infimo. Dipendeva dall'umore che aveva in quel giorno”.
Dopo l'arresto di Osiel Cardenas nel 2003, i Los Zetas cominciarono la guerra con il cartello del Golfo fino
alla rottura definitiva di gennaio del 2010. Gli ex-disertori dell'Esercito, con “el Lazca” e “Z-40” come capi e i
loro barbari metodi militari di occupazione del territorio, hanno insanguinato negli ultimi anni il Messico in una
guerra permanente contro gli altri gruppi di narcotrafficanti.
La violenza dei Los Zetas raggiunse il suo culmine ad agosto del 2010 quando furono trovati in un'unica
fossa comune a San Fernando (Tamaulipas) 72 migranti centroamericani torturati e assassinati. La notizia
colpi' in modo particolare la societa' messicana. Nonostante la diffusa rabbia per i loro omicidi, il loro metodo
di porre il mondo di fronte alle loro azioni infernali li' dove le imponevano, li porto' a dedicarsi, oltre che al
narcotraffico, ad altri reati come il traffico di migranti, i sequestri e le estorsioni, e ad essere presenti in 14
Stati oltre che ad espandersi in Guatemala.
Il governo dell'ex-presidente Felipe Calderon decise negli ultimi anni di concentrarsi sullo smantellamento
dei Los Zetas. Grazie a questo si giunse alla morte di el Lazca in uno strano incidente ad ottobre dell'anno
scorso. La morte del capo, il cui cadavere fu misteriosamente rubato da un cimitero poco dopo, diede fuoco
ad una nuova lotta per il potere che vide vincitore Z-40, ma il cartello si era molto indebolito.
L'arresto di Trevino apre, secondo gli analisti sulla sicurezza, una nuova tappa nella violenza di questo
Paese -probabilmente i Los Zetas cesseranno di esistere come organizzazione coesa e unificante a livello
nazionale- ma non vorra' dire che sara' finita. Probabilmente si scatenera' una guerra per il suo controllo -si
valuta che suo fratello minore, Omar, abbia ereditato la leadership- e gli altri dei cartelli del Golfo e di
Sinaloa, la confederazione diretta da Joaquin el Chapo Guzman, cogliera' l'occasione per occupare i territori
dei loro vecchi nemici.
Z-40 e' rinchiuso in un carcere di massima sicurezza. Dopo il suo arresto, sono morte piu' di 30 persone in
diversi luoghi del Paese. Un leggendario assassino e' uscito di scena, ma come ha scritto il sociologo e
giornalista Jorge Zepeda, continuano ad esserci “le condizioni che rendono possibile l'espansione del
crimine organizzato, come l'impunita', l'assenza di una organizzazione della giustizia, la corruzione
generalizzata e l'inefficacia della polizia”. La tragedia del Messico, che si e' fatto carico di piu' di 65.000 vite
nell'ultimo lustro, non e' finita.
(articolo di Rosario G.Gomez pubblicato sul quotidiano El Pais del 20/07/2013)
Redazione
19-07-2013 11:36 Narcoguerra. I migranti clandestini arruolati o uccisi dai cartelli
Samuel Alberto Centeno Vazquez, un migrante originario
dell'Honduras, e' stato avvicinato da alcuni uomini armati perche' lavorasse col cartello dei Los Zetas,
mentre era sulla strada che, a nord del Messico, lo portava alla frontiera con gli Stati Uniti. Membri del
gruppo criminale avrebbero promesso a questo uomo di 19 anni un salario di 1.000 dollari al mese, delle
donne e della droga se avesse lavorato col cartello. “Loro volevano che lavorassi con loro, se ben intendete
cosa voglio dire”, spiega Samuel all'agenzia France Presse (AFP), mentre e' nel centro di rifugio per migranti
di Huehuetoca, nello Stato di Mexico. Gli avevano proposto di partecipare alle attivita' criminali del cartello:
omicidi, traffico di droga, rapimenti e racket.
I migranti che vengono dall'America centrale sono sempre piu' spesso reclutati dai cartelli della droga, una
tendenza relativamente recente, secondo le organizzazioni non-governative. Nel momento in cui
l'emigrazione messicana verso gli Usa diminuisce, un numero sempre maggiore di migranti provenienti
dall'America centrale attraversa il Messico verso gli Usa, per cercare una vita migliore oppure per sfuggire
alle violenze dei propri Paesi. Circa 200.000 di loro entrano illegalmente in Messico ogni anno, secondo le
stime del ministero dell'Interno. La maggior parte sono con scarsi mezzi economici e per molti di essi e'
difficile resistere alle offerte dei narcotrafficanti. “Io ho detto no, ma altri li hanno seguiti”, dice Centeno
Vazquez. Durante gli anni, i migranti dell'America centrale sono state vittime di sequestri, omicidi e racket da
parte dei gruppi criminali o dalle autorita' messicane corrotte. Il cartello dei Los Zetas e' uno dei piu' violenti
del Messico e controlli grandi parti del territorio. Ma il suo futuro e' incerto dopo che il suo capo, Miguel Angel
Trevino, e' stato arrestato lunedi' scorso, il secondo in meno di un anno.
Altri migranti del centro di Huehuetoca hanno testimoniato sulla loro esperienza restando anonimi. Questo
centro di accoglienza, una sorta di accampamento improvvisato, e' situato lungo delle linee ferroviarie sule
quali transitano treni merci su cui i migranti salgono mentre sono in movimento nonostante il rischio di ferirsi
se non anche morire. “Le persone decidono di far parte di questi gruppi criminali perche' non hanno soldi,
mentre talvolta sono i Los Zetas che si infiltrano tra i rifugiati. E agli altri cosa resta, morire di fame? Tu non
vuoi morire”, dice un rifugiato dell'Honduras. I migranti devono molto spesso pagare una tassa ai cartelli per
avere il diritto di viaggiare su un tetto di un treno che va verso la frontiera, cosi' come fanno sapere alcune
organizzazioni di aiuto ai migranti. Alcuni indicano in 100 dollari l'ammontare a persona di questa tassa.
Alcuni contrabbandieri possono arrivare a far pagare anche piu' di mille dollari per una loro assistenza
completa fino alla frontiera americana. “Le persone non hanno abbastanza denaro per pagare il viaggio e
quindi il reclutamento e' diventato un altro metodo per pagare questi gruppi. Nella maggior parte dei casi, se
non si accetta di essere reclutati si viene uccisi, oppure viene ucciso un membro della propria famiglia”, dice
Nancy Perez che dirige la ONG “Sin Fronteras” (Senza Frontiere). Ad agosto del 2010, 72 migranti senza
documenti era stati ritrovati uccisi in un ranch dello Stato di Tamaulipas e si presuppose che fosse una
strage ad opera dei Los Zetas. L'unico sopravvissuto, originario dell'Equador, aveva raccontato che gli
appartenenti al suo gruppo erano stati sequestrati ed uccisi dai loro rapitori: i migranti non erano in grado di
pagare e si rifiutavano di lavorare per il cartello.
(articolo di Deborah Bonello per l'agenzia France Press – AFP, del 18/07/2013)
Redazione
18-07-2013 16:39 Triangolo d'Oro e metamfetamine che hanno soppiantato oppio ed eroina, ma...
Nel cuore del Triangolo d'Oro, un battello della polizia
thailandese con ben in vista una mitraglietta, pattuglia il fiume Mekong. Dopo aver rintracciato per lungo
tempo oppio ed eroina, le autorita' sono ora impegnate nella ricerca delle metamfetamine. In questa regione
piena di miti, ai confini con Thailandia, Laos e Birmania, i prodotti cambiano ma il traffici sono di casa.”E'
veramente difficile individuare il traffico di droghe verso la Thailandia. Ma noi utilizziamo tutti i mezzi
possibili”, dice il generale Manop Senakun, comandante della polizia di Chiang Saen, porta thailandese del
Triangolo d'Oro. Il Centro contro il crimine sul Mekong -30 poliziotti e tre battelli in comune coi Paesi vicinicontrolla la navigazione su 17 chilometri di frontiera fluviale tra Thailandia e Laos. Una unita' creata dopo la
morte, alla fine del 2011, di 13 marinai cinesi in un attacco alla fine del quale sono state sequestrate piu' di
900.000 pasticche. Di conseguenza, Naw Kham, padrino birmano della droga, e tre suoi accoliti, sono stati
giustiziati in Cina per questo massacro. E i due battelli pieni di pallottole sono ancora in bella vista nel porto
di Chiang Saen. Di fatto il fiume e' meno frequentato dai trafficanti rispetto a prima, dice il generale Manop.
La maggior parte del traffico si fa “negli altipiani, lungo la frontiera”. La Cina si e' aggiunta a questa maggiore
sorveglianza del fiume. “I crimini legati alla droga sul Mekong sono stati messi sotto controllo” ritiene
l'ambasciata cinese in Birmania dopo un'operazione congiunta di due mesi sul fiume con i propri vicini.
L'Operazione “Mekong sicuro” ha permesso l'arresto di 2.534 sospetti e il sequestro di circa 10 tonnellate
di droga, secondo le autorita' thailandesi. “Io non ne sono convinto”, stempera Pierre-Arnaud Chouvy,
geografo del CNRS. “Ci sono alcuni casi di sequestri molto mediaticizzati, ma a monte non c'e' una
valutazione dell'efficacia dei pattugliamenti", sottolinea descrivendo alcune filiere “a geometria variabile, con
molti intermediari e, notoriamente, numerosi piccoli trafficanti non professionisti che approfittano delle
opportunita'” Il tutto su uno sfondo di corruzione degli ufficiali impegnati in merito, che “rimane un problema
in Thailandia, dove alcuni responsabili prendono delle bustarelle”, secondo il Dipartimento di Stato
americano.
Ad ogni angolo di strada
Paradorn Pattanatabut, direttore del Consiglio di sicurezza nazionale, lo ammette lui stesso a bassa voce:
“Io non lo nego”, dice all'agenzia France Presse (AFP). Promettendo che i colpevoli saranno presi. L'Ufficio
delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) stima in almeno1,4 miliardi il numero di pillole di
yaba, nome thailandese delle metamfetamine, fabbricate ogni anno nella regione. La maggior parte
provengono da piccoli laboratori mobili e isolati nel cuore della giungla dello Stato Shan, nell'est birmano. Un
mercato stimato in 8,5 miliardi di dollari, al quale occorre aggiungere l'eroina, proveniente sempre dalla
Birmania, secondo produttore mondiale di oppio dopo l'Afghanistan. L'oppio e l'eroina che hanno fatto la
nomea della regione, primo produttore mondiale da trenta anni, ha ceduto la piazza alle metamfetamine
all'inizio degli anni 2000, a favore delle politiche di eradicazione del papavero. Ma “dopo il 2006, la coltura
dell'oppio ha ripreso e cresce nei sei anni consecutivi”, fa notare Tun Nay Soe, dell'ufficio UNODC di
Bangkok, descrivendo i “livelli allarmanti” per gli oppiacei come per le metamfetamine. Il Triangolo d'Oro “e'
all'epicentro del traffico e della produzione”. All'improvviso, i trafficanti sono piu' minacciosi, dice il generale
Manop, facendo riferimento a gruppi di 20 o 30 persone armate che attraversano la giunga. Gli abbordaggi
sono regolari come quello di otto presunti trafficanti che sono stati abbattuti dalle forze dell'ordine nel 2012.
Ma dal punto di vista dei consumatori thailandesi, niente e' cambiato. “Io sono a Klongtoey da molto tempo e
non ho mai visti il problema diminuire”, dice Nisanart Trirart, assistente sociale di un centro di sanita' di
questa bidonville di Bangkok, confermando che le matamfetamine hanno rimpiazzato l'eroina e reso quasi
inutili i trattamenti metadonici. Qui, pillole e polvere sono in vendita in ogni angolo di strada. “Alcuni bambini
mi chiedono: fratello, cos'e' che vuoi?”, racconta Joon, 35 anni, che sostiene di non aver assunto piu' niente
dopo la sua uscita di prigione, dove ha passato qualche anno per omicidio. Colla, valium, marijuana, yaba,
Ice, eroina... lui ha provato tutto dall'eta' di dieci anni. Ma, malato di Aids, vuole vincere. “E' la mia ultima
chance per fare un piacere a mia madre prima di morire”.
(articolo di Amélie BOTTOLLIER-DEPOIS per l'agenzia France Presse- AFP del 18/07/2013)
Redazione
16-07-2013 05:25 Cannabis, Tribunale di Roma: vendere semi non costituisce istigazione all'uso
Il principio statuito dalla sentenza delle SSUU dello scorso 18 ottobre 2012 (n.
47604), che ha escluso che la vendita di semi di cannabis integri gli estremi del delitto di cui all'art. 82 dpr
309/90, trova puntuale e corretta applicazione nella decisione del GUP presso il Tribunale di Roma, del 7
febbraio – 7 aprile 2013, che ha assolto quattro commercianti di semi di cannabis, accusati di violazione
proprio della citata disposizione di legge.
Si è così posta fine ad un'odissea giudiziaria durante oltre quattro anni.
La rilevanza delle pronunzia, che si commenta, consiste, certamente, nella felice intuizione giuridica del
giudice di prime cure, il quale colloca la condotta di vendita di semi di cannabis, attribuita al commerciante –
ed oggetto della specifica contestazione di reato -, nel segmento degli atti preparatori non punibili.
Ad avviso del giudicante, infatti, non sarebbe ravvisabile il requisito della idoneità “in modo inequivoco alla
consumazione di un determinato reato”, atteso che “non è dato dedurre la effettiva destinazione dei
semi”, una volta che essi siano stati venduti.
E' evidente che tali affermazioni si coniugano in maniera armonica con l'osservazione :
1. che sia sempre stato obbiettivamente impossibile – per il giudicante - acquisire la prova
positiva della volontà genetica ed univoca del commerciante di istigare, tramite la vendita di
semi di cannabis, gli acquirenti all'uso di sostanze stupefacenti, attesa la molteplicità di
ipotetici motivi che potevano sottostare all'acquisto;
2. che, una volta perfezionata la vendita, la destinazione finale e l'eventuale utilizzo modale dei
semi – entrati negozialmente nella sfera di esclusiva disponibilità dell'acquirente – sfugge a
qualsiasi forma di verifica da parte del commerciante.
Costui non ha alcun obbligo di verificare l'uso successivo degli stessi.
Ulteriore profilo di interesse si rinviene, poi, nella disamina della condotta degli imputati, che induce il giudice
ad escludere la configurabilità dell'art. 414 c.p. in relazione all'art. 73 dpr 309/90 (ipotesi di reato di
istigazione alla coltivazione illecita, che le SSUU hanno ritenuto come unica formulabile in teoria in situazioni
del genere).
La sola inserzione pubblicitaria, che raffigura semi e contiene indicazioni sulla loro provenienza e
descrizione, non presenta – ad avviso del GUP - il carattere di fungere da spinta determinativa
specificatamente indirizzata nei confronti degli acquirenti al fine di indurre costoro ad acquistare per
coltivare.
Carlo Alberto Zaina
------------------------------------------COMUNICATI
20-07-2013 15:37 Cannabis terapeutica, anche in Veneto reale diritto alla cura
Finalmente anche in Veneto si è reso reale il diritto alla cura ed il
ripristino di equità tra malati, applicando a livello regionale una legge nazionale del 2007, che prevede la
cura con farmaci e preparazioni galeniche a base di cannabis. Il ricorso del governo non è servito, perché la
Corte costituzionale ha confermato la legge della Regione Veneto che autorizza la produzione e la
distribuzione tra i malati della Regione dei medicinali derivati dalla cannabis. A causa del proibizionismo ogni
giorno migliaia di malati sono costretti ad acquistare la canapa che consumano per il proprio benessere da
organizzazioni più o meno criminali, con le ben note conseguenze. Ora, almeno in Veneto, non dovrà più
accadere. Nel contempo si rende necessario abbattere gli ostacoli burocratici e le barriere culturali ed
ideologiche che hanno impedito l'accesso e il diritto alla salute a molti cittadini malati.
Maria Grazia Lucchiari
19-07-2013 12:45 Cannabis, importante pronuncia Corte d’Appello di Bologna: la detenzione di 1 kg è
fatto di lieve entità se non c’è perizia tossicologica sul Thc
La Corte d’Appello di Bologna ha compiuto un ulteriore importante
passo nella distinzione tra cd. droghe leggere e droghe pesanti, così barbaramente negata dalla legge FiniGiovanardi e dal sistema tabellare.
La Terza Sezione Penale, alla odierna udienza, ha dichiarato il principio per cui, in assenza di perizia
tossicologica che attesti il livello di thc contenuto nella sostanza lorda, si deve ravvisare l'operatività ed
applicabilità dell'ipotesi di lieve entità (l'attenuante di cui all'art. 73, comma 5) nel caso in cui l'imputato non
possa affermare che lo stupefacente detenuto era destinato ad un uso esclusivamente personale.
Nel caso specifico la contestuale detenzione di 900 grammi di marijuana e di 100 grammi di hashish ha
comportato per due giovani, che erano assistiti e difesi dall'avv. Carlo Alberto Zaina, consulente legale Aduc,
assieme all'avv. Falco di Brindisi, la condanna alla pena di 2 anni e 4 mesi per uno (che era imputato anche
di resistenza e minacce) e di 2 anni con sospensione condizionale per l'altro che non aveva altre accuse al
di fuori di quella di detenzione illecita in concorso.
L'impossibilità di stabilire il grado di purezza dell'hashish o della marijuana e, quindi, il numero di dosi o di
quantità massime detenibili e derivabili, diviene quindi ostacolo insormontabile per il giudice (a livello
interpretativo) e legittima un trattamento pro reo di maggiore favore anche in presenza di quantitativi lordi
importanti come quello in oggetto (circa 1 kg).
Il narcotest diviene un mero indicatore della presenza di principi attivi e null'altro.
La Corte ha tenuto in conto anche il fatto che certamente una parte importante e preponderante dello
stupefacente era destinata al fabbisogno personale dei detentori e non vi era alcuna prova di spaccio, in
quanto i due giovani erano stati colti all'atto di detenere.
E', comunque, questo un altro implicito passo verso una distinzione del trattamento sanzionatorio della
cannabis, per la sua minore offensività, rispetto alle cd. droghe pesanti.
------------------------------------------NOTIZIE
22-07-2013 16:45 ITALIA/Cannabis terapeutica Veneto. Soddisfazione vicepresidente consiglio
regionale
Il vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto, Matteo Toscani (LN), esprime soddisfazione per la
sentenza della Corte Costituzionale, che conferma la legge regionale n. 38 del 2012, con la quale si
autorizza e si disciplina l'uso della cannabis per finalità terapeutiche. "Sono contento - afferma il consigliere
della Lega Nord - per la pronuncia della Corte Costituzionale, che, certificando il corretto operato del
Consiglio regionale, conferma la validità della legge che ho personalmente sottoscritto e sostenuto e che
consente la distribuzione negli ospedali e nelle farmacie di farmaci e preparati galenici a base di
cannabinoidi. Vista l'arretratezza culturale con cui operano spesso gli organi dello Stato conclude Toscani
non c'era alcuna certezza sull'esito del ricorso presentato dal governo Monti, che fortunatamente è stato
respinto. Spiace per i molti mesi persi a causa dell'esecutivo dei professori che, in questa come in altre
occasioni, si è dimostrato "allergico" alle autonomie locali".
20-07-2013 11:04 USA/Farmaco epilessia riduce dipendenza cocaina
Il topiramato, farmaco generalmente utilizzato per il trattamento
dell'epilessia e piu' recentemente per la perdita di peso, potrebbe aiutare anche le persone che abusano di
alcol e cocaina a ridurre la dipendenza. L'attivita' anti-stupefacente del topiramato e' risultata maggiore tra i
consumatori pesanti. E' la scoperta di una nuova ricerca condotta da Kyle Kampman della School of
Medicine della University of Pennsylvania pubblicata sulla rivista 'Drug and Alcohol Dependence'.
Il topiramato e' un farmaco anticonvulsivo che aumenta i livelli cerebrali del GABA - l'acido gammaaminobutirrico, neurotrasmettitore inibitorio nel sistema nervoso centrale. E' stato approvato dalla FDA per il
trattamento di epilessia, emicranie e per la perdita di peso in combinazione con la fentermina. "Il nostro
studio aggiunge adesso una potenziale applicazione in piu' per il farmaco, dimostrandone l'efficienza contro
la dipendenza da alcol e cocaina", ha spiegato Kapman. "Con le prossime ricerche proveremo a testare
diverse combinazioni con il topiramato per raggiungere la terapia piu' adatta a contrastare tutti i livelli di
astinenza da cocaina", ha concluso.
19-07-2013 19:00 MESSICO/Narcoguerra. Ex-presidente Fox apre simposio su legalizzazione
cannabis
Legalizzare le 'canne' per arginare la guerra tra gang del narcotraffico
in Messico. L'ex presidente Vicente Fox ha aperto oggi un simposio sulla legalizzazione della marijuana nella
sede del think tank fondato nella sua citta' natale di Guanajuato (centro del Paese), sottolineando che il
Messico "non puo' andare avanti con questo massacro", in riferimento alle decine di migliaia di morti causati
dalla militarizzazione della guerra al narcotraffico. "Non siamo qui per promuovere il consumo di droga, ma
per assicurarci che in questo Paese ci sia un dibattito serio e professionale" sulla legalizzazione della
cannabis, anche in riferimento a un disegno di legge presentato da un deputato del Partito Rivoluzionario
Democratico (Prd, sinistra). Fox, che appartiene al Partito di Azione Nazionale (Pan, destra), ha ammesso
che durante la sua presidenza (2000-2006) non ha lanciato nessuna iniziativa in questo senso, ma ha
insistito che "questo e' il passato, ma ora perche' dovrei chiudermi?". A suo avviso, il suo successore Felipe
Caldero'n "non ha trovato una uscita a questo problema: ci ha imbarcato in una guerra inutile e sanguinaria,
che oggi non siamo capaci di fermare".
19-07-2013 10:43 MESSICO/Narcoguerra. Evacuati un migliaio di abitanti dello Stato di Guerrero, da
giorni vittime di colpi d'arma da fuoco e incendi delle case
Un migliaio di abitanti di tre localita' dello Stato di Guerrero, al
sud del Messico, hanno abbandonato le proprie case mercoledi' 17 dopo una serie di attacchi armati e
minacce da parte di gruppi criminali, cosi' come hanno fatto sapere all'agenzia France Presse (AFP) le
autorita' locali. El Terrero, El Cubo e El Remanse, tre localita' appartenenti al Comune di San Miguel
Totolapan, sono state vittime nei giorni scorsi di aggressioni armate che hanno provocato diversi feriti e
l'incendio di molte case, cosi' come fa sapere Bolivar Ochoa, segretario del Comune. “Sono tre giorni che
siamo in mezzo a colpi di arma da fuoco. Un gruppo ha dato fuoco ad alcune case e attaccato delle
persone”, ha detto il funzionario municipale. Alcune delle famiglie che hanno abbandonato le proprie dimore
sono alloggiate provvisoriamente nella chiesa principale di San Miguel Totolapan, e ricevono cibo e
assistenza medica mentre le autorita' stanno provando a trovare alloggi provvisori. “C'e' un gruppo di
criminali in questa zona e stiamo facendo adeguate operazioni di polizia per neutralizzarli”, ha detto
l'ammiraglio Sergio Lara, responsabile della sicurezza pubblica di Guerrero. Ieri le prime unita' di polizia dello
Stato sono arrivate in loco accompagnate da militari dell'esercito e dalla polizia federale. Guerrero,
produttore di marijuana e regione di transito della droga in provenienza da altre regioni del Paese, e' uno
degli Stati messicani piu' toccati dalle attivita' del crimine organizzato. Da gennaio, i gruppi di autodifesa
armati si sono moltiplicati a fronte delle carenze delle forze di sicurezza.
19-07-2013 10:22 ITALIA/Dipendenze. Regione Campania stanzia 950.000 euro
La Regione Campania ha stanziato 950 mila euro per le 7 Asl per progetti di contrasto alle dipendenze
patologiche, ovvero gioco d'azzardo, tossicodipendenza in carcere e tabagismo. Lo rende noto un
comunicato stampa diffuso da palazzo Santa Lucia. Entrando nel dettaglio, l'Assistenza sanitaria, Settore
Fasce deboli dell'Assessorato alla Sanita' ha destinato 500 mila euro alle azioni per contrastare la
tossicodipendenza in carcere, 250 mila euro a quelle per il gioco d'azzardo, e 200 mila per il tabagismo. Le
risorse stanziate serviranno a sostenere i Servizi per le dipendenze patologiche affinche' siano messi in
condizione di poter prima intercettare e poi accogliere ed assistere la popolazione interessata da tale
problematica. Per quanto riguarda i detenuti, sulla base di una indagine del servizio tossicodipendenze
sviluppata nei 17 Istituti penitenziari della Campania, risulta che, su 8300 persone in carcere, 3.550 risultano
interessate, in maniera diversa (consumatori, consumatori problematici, tossicodipendenti) da problematiche
droga correlate e 1732 sono con diagnosi accertata. Gli stanziamenti messi in campo serviranno in primo
luogo per attivare progetti di recupero primariamente svolti nel territorio di appartenenza attraverso la offerta
di percorsi di formazione lavoro per quanti dopo la esperienza del carcere si trovano a dover ricostruire la
propria autonomia in ambito familiare, sociale, culturale e lavorativo. Quanto al tabacco, in Campania, il
numero di decessi per cause attribuibili al fumo di tabacco, e' in continuo aumento e l'incidenza dei costi
ospedalieri legati al consumo di sigarette e' stata stimata intorno all'8% della spesa sanitaria pubblica totale
(0,47% sul Pil).
18-07-2013 19:56 FRANCIA/Cannabis Social Club. Verso la dissoluzione?
I cannabis Social Club )CSC), gruppi di persone che producono cannabis per il proprio consumo personale,
nati all'inizio dell'anno in alcune citta' della Francia, sono li' li' per sparire, essendo molti di loro sciolti dalle
autorita' giudiziarie. Cosi' fanno sapere fonti del movimento. Dopo che sei CSC si sono autodenunciati in
Prefettura, tre di questi si sono gia' dissolti e un quarto sta per esserlo, cosi' come ha dichiarato all'agenzia
France Press (AFP) Jean-Francois Sarrazin, ex-membro di uno di questi club.
I CSC sono gruppi di maggiorenni che coltivano insieme della cannabis per il proprio consumo personale in
modo da distaccarsi dal mercato nero, visto che produzione, vendita e consumo di cannabis sono illegali in
Francia. Francia che, pero', nel contempo, in un decreto dello scorso giugno, ha aperto la strada alla vendita
di farmaci contenenti cannabis.
Il movimento dei CSC e' nato in Francia ufficialmente a marzo, con la dichiarazione alla Prefettura di Indreet-Loire (centro) della Fédération des Cannabis Social Clubs. In seguito, il fondatore del movimento,
Dominique Broc, ha stimolato tutti i gruppi gia' esistenti a farsi riconoscere legalmente in Prefettura. Secondo
lui, diverse centinaia di CSC esistono ufficiosamente in Francia. Sei di loro hanno fatto il passo della
dichiarazione ma diversi procuratori si sono occupati del caso, sentenziando la dissoluzione della
federazione e di diversi CSC, tanto che Broc e' stato condannato lo scorso 18 aprile a otto mesi di prigione
con la sospensiva e 2.500,00 euro di ammenda per detenzione e uso di droga, nonche' rifiuto di farsi
prelevare il DNA. Sarrazin ha fatto sapere che i CSC faranno appello contro le sentenze che li hanno sciolti.
“In seguito andremo in Cassazione, e poi davanti alla Corte europea dei diritti dell'Uomo”, ha detto Farid
Ghehiouèche, ex-membro della Federazione che ha rilevato “l'assenza di coraggio da parte dei responsabili
politici a fare evolvere la legge per offrire un quadro normativo sperimentale per questa iniziativa dei CSC”.
18-07-2013 19:29 CANADA/Dipendenze fumo e droga. Le difficolta' degli impulsivi per smettere
L'impulsivita' e' una caratteristica pericolosa per chi prova a smettere di fumare o vorrebbe liberarsi da una
dipendenza da droghe. Recenti ricerche hanno, infatti, dimostrato che le persone impulsive sono quelle che
iniziano a fumare prima nel corso della vita e hanno maggiori difficolta' a smettere e a non cadere in
frequenti recidive. Un nuovo studio condotto da Josiane Bourque dell'Universita' di Montreal ha scoperto che
dietro l'impulsivita' si nascondono differenze dei circuiti cerebrali che rendono piu' difficile controllare il
desiderio di fumare.
L'indagine e' la prima a rilevare i percorsi neurali alla base del rapporto tra impulsivita' e voglia di sigarette.
Dai risultati e' emerso che le persone impulsive che mostrano una spiccata attrazione verso il fumo quando
tentano di smettere hanno una ridotta attivita' nella corteccia cingolata posteriore del cervello. La minore
attivita' sarebbe responsabile dell'incapacita' di dire "no" a una 'bionda' e anche ad altre forme di
dipendenze. Lo studio e' stato pubblicato su 'Frontiers in Psychiatry'.
18-07-2013 15:37 MESSICO/Narcoguerra. Ucciso giornalista specializzato in reportage sul crimine
organizzato
Il cadavere di un giornalista messicano specializzato in criminalita', e'
stato trovato con tracce di ferite di arma da fuoco nella citta' di Oaxaca (sud) vicino ad un altro corpo non
ancora identificato. Lo fanno sapere le locali autorita' giudiziarie. “E' purtroppo confermato che uno dei due
morti e' il giornalista Alberto Lopez Bello del giornale “El Imparcial””, ha detto all'agenzia France Press
(AFP) Manuel des Jesus Lopez, procuratore dello Stato di Oaxaca, che non ha potuto confermare se il
delitto sia correlato all'attivita' del giornalista. Vicino ai due corpi, entrambi martoriati da colpi, sono stati
trovati dei bastoni e pietre con tracce di sangue, ma nessun messaggio come quelli che spesso lasciano i
gruppi criminali. Lopez Bello, 28 anni, lavorava da sei anni al giornale “El Imparcial”, una delle testate
regionali dello Stato di Oaxaca, dove vi ha lavorato normalmente fino a martedi'. Il giornalista aveva di
recente redatto diversi articoli sulla vendita al dettaglio di droga a Oaxaca. Lo scorso 22 maggio, il reporter
era stato arrestato per alcune ore con un altro collega per aver fotografato uno striscione appeso ad un
ponte che riportava un messaggio sospettato di essere opera del crimine organizzato, cosi' come fa sapere
all'AFP l'organismo di difesa dei diritti umani dello Stato di Oaxaca. I giornalisti erano poi stati liberati senza
che a loro carico fosse riconosciuta una qualche incombenza, e Lopez Bello aveva poi coinvolto un
organismo di difesa dei diritti umani contro sette poliziotti che avevano partecipato al suo arresto.
Il Messico e' uno dei Paesi piu' pericolosi per i giornalisti. Dal 2000, 84 giornalisti ne sono stati uccisi e altri
20 risultano dispersi, secondo la Commissione nazionale dei diritti dell'Uomo (CNDH) del Messico.
18-07-2013 14:20 ITALIA/Rubavano soldi e droga a spacciatori. 5 poliziotti indagati
I carabinieri della sezione pg e del nucleo operativo di Milano stanno perquisendo alla Polfer di Lambrate, a
Milano, gli uffici di 5 poliziotti indagati per peculato e detenzione e spaccio di stupefacenti. Secondo le
indagini del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e del pm Paolo Filippini, i poliziotti avrebbero sottratto
soldi sequestrati ad alcuni spacciatori e avrebbero anche intascato parte della droga sempre oggetto di
sequestri. In un caso avrebbero trattenuto 50 grammi di cocaina.
I carabinieri stanno perquisendo anche le abitazioni dei poliziotti, tutti in servizio presso la Polizia ferroviaria
di Lambrate, per presunti reati commessi a partire dall'aprile del 2012. Le indagini sono nate a seguito di un
esposto dell'avvocato Debora Piazza e avrebbero accertato ''forti anomalie - come scrivono i pm nel decreto
di perquisizione - nelle condotte poste in essere'' dai poliziotti ''relativamente alla gestione dello stupefacente
sequestrato nel corso della attivita' di servizio''. Gli agenti, secondo l'accusa, avrebbero distrutto ''in proprio la
droga sequestrata, anziche' seguire le modalita''' previste dalla legge. Circostanza, secondo i pm, ''da cui si
desume che lo stupefacente venga sottratto alla destinazione prevista dalla legge''. Le indagini, poi,
avrebbero consentito ''di raccogliere analoghe condotte illecite riguardanti le sorti del denaro rinvenuto nella
disponibilita' degli arrestati''. Vi sono, si legge ancora, ''almeno cinque soggetti che lamentano l'omesso
sequestro delle somme acquisite dagli operanti in sede di perquisizione''.
Un marocchino sarebbe stato ''fermato, ammanettato e perquisito'' da due agenti e gli sarebbero stati portati
via ''6 mila euro''. In tutto, stando alle indagini, gli agenti avrebbero trattenuto circa 50mila euro e anche una
''pistola'' nei loro blitz non verbalizzati o verbalizzati solo in parte.
17-07-2013 11:43 ITALIA/Autocoltivazione cannabis. Giovanardi: si' alla piantina in casa
Carlo Giovanardi apre alla depenalizzazione della coltivazione domestica della cannabis ma lancia un
monito alla Camera a non 'toccare' la sua legge per quanto riguarda la distinzione tra droghe leggere e
pesanti per quanto riguarda le pene. L'ex ministro viene interpellato dalla 'Dire' a proposito della proposta di
legge di Sel, a prima firma Daniele Farina, di cui si avvia oggi l'esame in commissione Giustizia, per
cancellare l'omologazione delle sostanze stupefacenti e per impostare la non punibilita' della coltivazione
della cannabis per uso personale (e per la cessione a terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo
immediato salvo che si tratti di minori). "Sulla piantina, non sulla coltivazione nel senso della piantagionedice il senatore del Pdl- sono assolutamente d'accordo, cioe', per la piantina che uno si tiene in balcone si
puo' discutere sulla depenalizzazione. Sull'altro punto, inviterei la Camera a chiamare i tossicologi che
spiegheranno ai deputati che i principi attivi contenuti oggi nella cannabis e derivati sono totalmente diversi
da quelli di 30 anni fa e hanno effetti tossici devastanti su chi ne fa uso. Quindi- continua Giovanardi- l'idea di
diversificare le pene per chi spaccia cocaina, eroina o ectacsy, diversa da chi spaccia la cannabis e'
completamente fuori dalla realta' proprio per gli effetti devastanti che comporta l'uso della cannabis, basta
chiederlo ai parenti delle vittime degli incidenti stradali provocati da chi ha travolto e ucciso sotto l'effetto
della cannabis". La proposta Farina mira a cambiare il testo unico sulla droga nella parte modificata dalla
Fini-Giovanardi per quanto riguarda le pene".
16-07-2013 17:55 COLOMBIA/Narcotraffico. Sempre piu' presenti le mafie italiane
Gli emissari delle mafie italiane, sopratutto Cosa Nostra e 'ndrangheta, sono sempre piu' presenti in
Colombia, dove stabiliscono e mantengono rapporti con le organizzazioni del narcotraffico, come dimostra il
fatto che 41 cittadini italiani legati alla malavita sono arrestati nel paese durante gli ultimi due anni, scrive
oggi la rivista Semana. "Quando nel 2010 le autorita' italiane hanno chiesto alla Colombia di catturate al
narcotrafficante Enrico Muzzolini, hanno scoperchiato una vero vaso di Pandora", sostiene il settimanale,
che ricostruisce la storia del rapporto di collaborazione che esiste da decenni fra narcos locali e mafiosi
italiani. La rivista ricorda come "all'epoca del cartello di Medellin praticamente tutta la catena del business
della coca era controllata da boss locali", ma la distribuzione in Europa era in mano di "due soci locali dei
cartelli": la mafia della Galizia in Spagna e Cosa Nostra e 'ndrangheta in Italia. "Dopo la caduta dei grandi
boss colombiani e la disintegrazione dei cartelli", pero', il business e' cambiato: i narcos non dispongono
delle strutture necessarie per organizzare l'esportazione all'ingrosso, e il traffico si e' orientato verso
spedizioni piu' piccole e flessibili. Secondo una fonte della sicurezza locale, questo spiega l'attivita' degli
emissari mafiosi: "vengono, cercano un qualche piccolo boss, comprano e riuniscono 100 o 200 chili o li
mandano in Europa, via Venezuela: il margine di guadagno e' molto alto".
16-07-2013 17:52 ITALIA/Riforma legge droga. Parte esame in commissione Giustizia Camera
Prende il via alla Camera l'iter per arrivare a un superamento della Fini-Giovanardi per quanto riguarda la
parte penalistica. In commissione Giustizia e' stato inserito nel calendario di oggi pomeriggio l'esame di una
proposta di legge di Sinistra ecologia e liberta' a prima firma Daniele Farina che e' anche relatore. Il testo,
che e' stato depositato a Montecitorio il 14 giugno scorso, mira, intanto, a cambiare il testo unico sulle
droghe e reca il titolo 'Modifiche al testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e
sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di coltivazione e cessione della cannabis
indica e dei suoi derivati'. In calce alla proposta di legge, oltre alle firme dei deputati di Sel capeggiati da
Gennaro Migliore c'e' anche quella di due deputati del Pd Ivan Scalfarotto e Michela Marzano. La proposta di
legge mira a rendere piu' lievi le pene previste per le cosiddette droghe leggere e la non punibilita' per la
coltivazione domestica della cannabis. Nella relazione che accompagna la proposta si spiega: La legge 21
febbraio 2006 n. 49" la Fini-Giovanardi "ha apportato profonde modifiche al testo unico delle leggi in materia
di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di
tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di
stupefacenti senza risolverne - ma anzi aggravandone - le criticita' che lo caratterizzavano. Ferma restando
la necessita' di procedere a una rivisitazione completa della materia, e' possibile intervenire intanto con
alcune limitate modifiche senza dubbio urgenti, in particolare relative all'articolo 73, nonche' all'articolo 75 del
testo unico che maggiormente hanno mostrato, alla prova del tempo, evidenti limiti di efficacia e palesi
irrazionalita'".
La proposta di Sel, in particolare, vuole intervenire laddove la Fini-Giovanardi, modificando gli articoli 73 e 75
del testo unico sulle droghe, ha equiparato il trattamento sanzionatorio per le ipotesi illecite penalmente
rilevanti a prescindere dalla tipologia di stupefacente. Per il partito di Vendola, in base ai dati disponibili sul
consumo di droga e' necessario giungere invece a definire una differenziazione, in base a un principio di
graduazione del diverso livello di pericolosita'. Sel, sottolinea la proposta di legge, primi firmatari Farina e
Migliore, di cui oggi si inizia a discutere alla Camera "mira dunque a concentrare l'azione di contrasto sulle
sostanze e sulle condotte di maggiore pericolosita' e a sanzionare, cone pene meno severe le condotte per
fatti di lieve entita', cio' anche in relazione alle sanzioni amministrative attualmente previste all'articolo 75 del
testo unico" sulle droghe. L'ipotesi di lieve entita' viene quindi configurata come "reato autonomo" con
l'abrogazione del comma 5 dell'articolo 73 e l'introduzione dell'articolo 73-bis del testo unico che stabilisce
che "quando i mezzi, le modalita' o le circostanze dell'azione, ovvero per la qualita' e la quantita' delle
sostanze, le attivita' illecite previste dall'articolo 73 sono di lieve entita' si applica, la pena della reclusione da
3 mesi a 2 anni e la multa da 3.000 a 10.000 euro" (l'articolo 73 invece prevede per tutti i casi la reclusione
da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000). La proposta di legge Sel, all'esame della
commissione Giustizia della Camera, esclude poi la punibilita' della coltivazione domestica di cannabis,
destinata all'uso personale o ceduta, in piccoli quantitativi, a terzi per il consumo immediato salvo che il
destinatario non sia un minore. Si prevede altresi' di differenziare le pene per i diversi tipi di sostanze,
aggiungendo un'autonoma figura di reato per il consumo di cannabis: in questo caso si applichera' la pena
della reclusione da uno a tre anni e la multa fino a 20 mila euro.
Daniele Farina, primo firmatario e relatore della proposta di legge Sel per depenalizzare l'uso della
coltivazione domestica di Cannabis e modificare la legge Fini-Giovanardi per quanto riguarda l'applicazione
delle pene, interpellato dalla 'Dire' spiega: "La nostra e' una proposta per cominciare a modificare la parte
penalistica della legge n.49 del febbraio 2006. Tra l'altro- aggiunge il deputato di Sel- c'e' un giudizio
pendente alla Corte costituzionale che tra pochi mesi dovra' pronunciarsi sulla legittimita' costituzionale della
Fini-Giovanardi visto che la Cassazione ha dato l'ok a un ricorso che e' stato presentato". La Fini-Giovanardi,
ricorda Farina, "fu un colpo di fine legislatura perche' le norme furono inserite dentro il famoso decreto
olimpico. L'incongruenza sta quindi nella necessita' e urgenza di quelle norme". L'esponente di Sel spiega
che con il testo proposto, di cui oggi parte l'esame di commissione Giustizia alla Camera e che e' firmato
anche dai deputati Pd Marzano e Scalfarotto, "si tende nei fatti a ripristinare la distinzione tra droghe leggere
e droghe pesanti. Cerchiamo di ridimensionare le pene per i fatti di lieve entita' rispetto, ad esempio, al
traffico internazionale. E poi stabiliamo la non punibilita' le l'uso personale e la coltivazione domestica della
cannabis". Farina aggiunge di essersi confrontato anche con M5s sulla legge. "Ne ho discusso lungamentedice- con i colleghi del Movimento 5 stelle che si e' detto a favore delle modifiche. Ora dovremo confrontarci
sul merito".
16-07-2013 12:54 ITALIA/Crollano i sequestri di cocaina, raddoppiano quelli di cannabis. DCSA
Crollano in Italia i sequestri di cocaina nei primi sei mesi del 2013, più che raddoppiati invece quelli di
cannabis, che in soli sei mesi hanno quasi raggiunto il totale di tutta la cannabis intercettata dalle forze
dell’ordine nel 2012. E’ quanto emerge dai dati della Direzione centrale dei servizi antidroga rielaborati da
Redattore Sociale. Secondo la Dcsa, infatti, da gennaio a giugno 2013 sono state sequestrate ben 36
tonnellate di cannabis (35.993,224 kg), più del doppio rispetto ai primi sei mesi del 2012, in cui sono state
sequestrate circa 15,4 tonnellate. Sono 40, invece, le tonnellate di cannabis sequestrate in tutto il 2012. Dato
che sicuramente verrà superato a fine 2013.In picchiata i sequestri di cocaina. Dopo il record storico di
sequestri registrato nel biennio 2011-2012, con oltre 12 tonnellate di polvere bianca sottratta alla criminalità
organizzata (circa il 16 per cento di tutta la cocaina sequestrata in Italia dal 1971 al 2012), i sequestri di
cocaina in Italia fanno segnare una netta inversione di tendenza. Mentre nei primi sei mesi del 2012, le forze
dell’ordine hanno tolto dalla strada circa 4,6 tonnellate di cocaina (4.675,592 kg), nei primi sei mesi dell’anno
in corso ne sono state sequestrate meno della metà, circa 2,1 tonnellate (2.167.81 kg). Calano anche i
sequestri di eroina. Nei primi sei mesi del 2013 sono stati sequestrati 380 chilogrammi di eroina, contro i 475
chilogrammi dei primi sei mesi del 2012. In diminuzione, infine, anche il numero complessivo di operazioni
antidroga: tra gennaio e giugno del 2013 sono state messe a segno 9.160 operazioni, contro le 10.030 dei
primi sei mesi del 2012.Governo in ritardo. Le politiche antidroga, intanto, sono le uniche a non aver ancora
ricevuto indicazioni chiare dal governo Letta. Mentre su altre deleghe, come famiglia e adozioni
internazionali, lo scoglio è stato superato in qualche modo, sul tema droghe c’è ancora il massimo riserbo,
che cela una lotta intestina tra quanti vorrebbero mettere le mani sul Dipartimento politiche antidroga,
affidato al capo dipartimento Giovanni Serpelloni. Silenzio che è finito per cadere anche sulla Relazione
annuale al Parlamento sulle tossicodipendenze. Dopo aver incassato un clamoroso ritardo lo scorso anno,
con l’ex ministro delegato Andrea Riccardi, quest’anno c’è il bis: a più di due settimane dal termine indicato
per la presentazione del testo in Parlamento, della Relazione ancora nessuna notizia.(Giovanni Augello)
16-07-2013 09:55 SPAGNA/Catturato barone del narcotraffico internazionale
La polizia ha arrestato Brian Colin Charrington, 56 anni, uno dei baroni del
narcotraffico internazionale piu' ricercati dalle autorita' europee, in una operazione articolata tra Spagna e
Venezuela, sequestrando 220 chili di cocaina in un appartamento di Albir (vicino Alicante) e beni per un
valore di cinque milioni di euro. Lo fa sapere la Dirección General de la Policía.
Insieme a Charrington, uno dei dieci criminali piu' ricercati d'Europa, sono stati catturati uno dei suoi figli e la
sua compagna, che era in viaggio verso il Venezuela probabilmente preparando una nuova spedizione di
droga.
L'operazione che ha portato all'arresto ha avuto inizio nel 2010. Con la polizia spagnola hanno collaborato la
SOCA britannica, la ONA del Venezuela, nonche' l'AMERIPOL e altre istituzioni giudiziali e di polizia.
Charrington si era accasato da almeno 15 anni nella costa di Alicante, e gia' nel 1997 era stato arrestato con
l'accusa di traffico tra Spagna, Regno Unito, Francia e Italia. I suoi mezzi erano notevoli, tra questi un
elicottero Robinson RH-22 con cui si spostava in Marocco per entrare in contatto con i produttori di hashish e
per dar loro una mano nell'avvisarli di imminenti arrivi delle forze di polizia.
Diversi appartenenti alle forze dell'ordine erano al suo servizio in Francia e Gran Bretagna. Nel 2007 era
anche tornato nuovamente in prigione.
16-07-2013 09:22 MESSICO/Narcoguerra. Arrestato il capo dei Los Zetas
Miguel Angel Treviño, alias "Z-40", considerato il capo del cartello
messicano dei Los Zetas, e' stato catturato nell'ambito di una operazione della marina militare, secondo una
fonte giudiziaria federale. Due altre persone sono state arrestate con lui a Nuevo Laredo, citta' frontaliera
con gli Stati Uniti.
Trevino era giunto alla testa del gruppo criminale piu' violento del Messico dopo la morte, ad ottobre del
2012 in un'azione della marina militare, di Heriberto Lazcano, alias “El Lazca” o “il Boia”. Il corpo di
quest'ultimo era stato poi rubato da un gruppo armato di cui la polizia non ha trovato traccia.
L'arresto di “Z-40” e' il fatto piu' importante dopo l'avvio della presidenza di Enrique Pena Nieto lo scorso
dicembre, che ha rimpiazzato Felipe Calderon, la cui politica contro il crimine, nel periodo 2006-2012, aveva
provocato la morte di piu' di 70.000 persone.
16-07-2013 08:34 ITALIA/Droga e guida auto. Niente multa se si e' fermi. Cassazione
Niente multa per chi, se ha assunto droga, e' fermo col proprio mezzo e non c'e' prova che abbia guidato in
stato di alterazione.
La Corte di Cassazione (sentenza 30209 depositata il 15/07/2013) assolve un automobilista condannato
dalla Corte d'Apello per violazione dell'art. 187 del Codice della strada (ammenda fino a 6mila euro e
reclusione fino a un anno per chi guida dopo aver assunto stupefacenti).
Due i motivi addotti per l'assoluzione:
- la condanna andava cancellata per violazione del diritto di difesa. Gli agenti avrebbero hanno informato il
ricorrente della possibilità di assistenza legale solo relativamente alla perquisizione dell'automobile senza
menzionare la richiesta di prelievo biologico.;
- il fermo e i controlli sono stati fatti quando il ricorrente era fermo in un'area di sosta.
E' venuta meno la prova che il ricorrente avesse circolato sotto l'effetto droga, avendo lo stesso sostenuto di
averla assunta mentre era fermo nell'area di sosta, discutendo in auto con la fidanzata.
A nulla e' valso che i giudici d'Appello non gli avessero creduto: "È argomento capzioso quello difensivo
secondo cui l'accertamento è stato effettuato mentre l'autovettura era in sosta nell'area di servizio e quindi
l'imputato non era alla guida. D'altronde è implausibile l'ipotesi che l'assunzione di plurime droghe sia
avvenuta in quel preciso contesto spazio temporale, immediatamente prima del controllo, sì da escludere la
consumazione del reato".
La Cassazione non ha gli ha dato validita' giuridica perché non supportate da dati oggettivi. "Poiché non è
dato sapere se gli agenti abbiano controllato l'autovettura con a bordo il ricorrente e la fidanzata proprio nel
momento in cui si fermava, non si può escludere che l'assunzione delle sostanze stupefacenti possa essere
avvenuta proprio durante la sosta nell'area di servizio e non prima che il ricorrente si fosse posto alla guida
dell'auto".
Piu' debole la contestata violazione del diritto di difesa: l'eccezione era stata sollevata dopo i tempi previsti
dall'art. 182 del CdS che prevede l'immediatezza. Inoltre l'informazione sulla possibilita' dell'assistenza
legale c'era stata anche se solo per la perquisizione dell'auto.
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