Come va e dove va l`economia dopo lo tsunami della crisi ? (come te

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Come va e dove va l`economia dopo lo tsunami della crisi ? (come te
CASA dell’AVIATORE 11 Giugno 2014 ore 19:00 Come va e dove va l’economia dopo lo tsunami della crisi ? (come tecnologia e poli_ca industriale possono soccorrere la scienza economica). Si è determinato negli anni un impoverimento dei ceti medi dei paesi sviluppati e per contro la nascita di una classe media in continenti quali l’Asia e l’Africa, che ne erano precedentemente praticamente prive. La Banca Asiatica di Sviluppo stima che nel 2030 le spese per consumi in Asia supereranno i 32.000 miliardi di $ USA pari al 43 % di tutti i consumi mondiali attesi quell’anno. Quale futuro avranno in questo contesto l’Europa e i paesi attualmente sviluppati ? Gli strumenti che ci propone oggi la scienza economica sono adeguati a gestire i cambiamenti futuri ? A quali condizioni sarà possibile un dialogo fra finanza, tecnologia, politiche industriali e bene comune negli anni a venire ? Secondo Michael Black –già Direttore dell’American Stock Exchange-­‐ la cecità della scienza economica moderna si è determinata e affermata quando alla «creazione di valore» si è sostituita la semplice «misura» del valore (spesso arbitrariamente fissata perché disgiunta dalla realtà). Un dialogo fra economia e bene comune è dunque possibile purché non si sia ciechi alla realtà che ci circonda, e sia attribuita la giusta importanza al rilancio delle politiche industriali. Eutimio Tiliacos
Analista internazionale, CEO ANESTI Ltd
Analista internazionale, è dal 2008 esperto esterno della Commissione Europea e in tale ambito ha l’incarico di Evaluator e Business Reviewer di alcuni progetti riguardanti applicazioni al comparto civile del programma satellitare europeo EGNOS-­‐GALILEO. Agli inizi degli anni 2000 è stato responsabile dell’attrazione investimenti esteri di Sviluppo Italia e advisor di società finanziarie. In passato ha svolto attività accademica e di ricerca presso le Università di Roma e di Oxford in Inghilterra, dove si è occupato dei riflessi generati dall’economia delle materie prime sul settore reale e su quello finanziario.