Moldova n. 01 gennaio 2006

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Moldova n. 01 gennaio 2006
Newsletter di aggiornamento sui progetti di Amici dei Bambini in
Moldova n. 01 gennaio 2006
...dal lunedi` al sabato il cappello era sempre cresciuto. Ora ci entravano sotto
sei bambini. Un giorno, durante una tempesta di neve, aveva accompagnato anche la
loro maestra a casa. Quando ci rimaneva posto, prendeva anche i bambini.
- Ehi! Che cappello viene per la strada! - si affacciavano dalle porte quelli di Trei
Iezi. E` grande quanto un mucchio di fieno, ohe`!
Dopo aver accompagnato i bimbi alle loro case, il cappello diventava di nuovo
piccolo affinche` Guguzza lo potesse attaccare al chiodo.
...il cappello e` cresciuto largo e alto quanto il paese di Trei Iezi, sicche` ha
riempito il cielo.
La neve come se non ci fosse. Nei cortili fiorivano i giaggioli, i lillà… E i ragazzini
della prima elementare aprivano la finestra della scuola e cantavano a piena voce:
Viene, viene la primavera,
Si stende in tutto il paese...
da una nota fiaba moldava, “Cusma lui Guguta” di Spiridon Vangheli.
Rimanere figlio
I progetti di prevenzI.e all’abbandono
MOLDAVIA 2000
Il diritto alla famiglia, al gioco e all’istruzI.e
Le storie dei beneficiari raccontate dai nostri operatori…
Il “gioco” che distrugge la vita
L’hanno trovato bruciato in mezzo alla strada della sua cittadina. Il 70 % del suo corpo era coperto
da lesI.i causate da uno shock elettrico.
M. giocava con gli altri bambini e ad un certo punto aveva deciso di salire su un palo dell’elettricità
per vedere meglio dove si erano nascosti gli altri…da quel giorno non aveva giocato mai più. M. è
caduto a terra folgorato fratturandosi entrambe le mani. Fino ad oggi M. ha sopportato 8 interventi
chirurgici che, per fortuna, hanno avuto risultati positivi.
Dopo l’incidente, il bambino ha trascorso in ospedale quasi 3 mesi e per 2 mesi ancora è stato
curato da sua madre a casa. La mamma gli cambiava la fasciatura due volte al giorno.
Secondo le parole del medico curante il bambino doveva rimanere sulla sedia a rotelle per il resto
della sua vita, senza alcuna speranza di guarigI.e.
Grazie a tutti gli interventi chirurgici e alla cura e l’amore della madre, M. è riuscito ad escludere la
sedia a rotelle dalla sua vita. Il bambino non è guarito completamente, ma la cosa più importante è
che al momento riesce a camminare. È considerato invalido di secondo grado e non può fare molti
lavori fisici. Dal punto di vista estetico, solo la faccia e le mani sono rimaste intatte, tutto il resto del
corpo, invece, è coperto dalle bruciature. Quando si alza dal letto o dalla sedia, il bambino ha le
vertigini, quando cambia il tempo il bambino si sente male. M. non può esser sottoposto alle
situazI.i che provocano la tensI.e altrimenti gli fa male la testa. Tutti gli organi interni del bambino
sono stati intaccati e le analisi cliniche lo hanno confermato. Per migliorare un po’ il suo stato di
salute, M. ha bisogno di un’alimentazI.e ricca in vitamine.
Al momento M. ha bisogno di un altro intervento chirurgico: la pelle sui gomiti non si riforma ma le
ossa si sviluppano. Sulle ossa del bacino, invece, sono rimasti i buchi che non si coprono con la
pelle a causa delle bruciature. M. ha bisogno di essere sottoposto ad un intervento chirurgico
anche alle spalle. Al momento dell’incidente non si sono potute ingessare le mani perché bruciate,
per questo motivo le ossa non sono si sono ricomposte. Adesso il bambino non può alzare le mani
a causa di tutti questi problemi. Purtroppo in Moldova non si fa questo tipo di interventi chirurgici e
perciò M. deve andare a Mosca o a Kiev. L’intervento costa tantissimo e la famiglia non può
permettersi questo viaggio. La madre ci ha comunicato che vuole rivolgersi al Parlamento della
Repubblica Moldova e al Ministero della Sanità per chiedere un sopporto materiale da parte loro.
Quell’anno, dopo l’incidente, M. non ha più frequentato la scuola; i suoi insegnanti hanno offerto la
loro disponibilità a recarsi direttamente a casa sua. Un anno dopo, M. ha deciso di andare a scuola
per finire il corso ginnasiale. Pian pianino, aiutato dai suoi compagni di classe, il ragazzo ha
frequentato la scuola per tutto l’anno.
Quest’anno M. ha provato ad iscriversi al Collegio Industriale ed è riuscito ad ottenere la borsa di
studio alla facoltà d’informatica. Durante la settimana, M. vive nella casa dello studente, durante il
weekend va a casa a visitare i suoi genitori. Purtroppo non tutti i weekend riesce a tornare a casa
a causa della mancanza dei mezzi finanziari.
La sua famiglia mangia solo quello che coltiva nei campi vicino alla casa. Il bambino riceve solo 7
euro al mese (borsa di studio), i genitori cercano di dargli, ogni volta che torna a casa, diversi
prodotti alimentari. Nel suo tempo libero M. sta al computer dell’università e fa i compiti. È molto
interessato alle attività culturali che si svolgono all’università. Ha partecipato alla festa delle
matricole e ha vinto il primo premio in alcuni concorsi.
Durante il trattamento medico, i genitori hanno speso una grossa somma di soldi, parte dei quali
presi a prestito. Attualmente la famiglia ha un debito di 15000 lei (circa 1000 euro). Una parte dei
soldi è stata anticipata dal datore di lavoro della madre perciò ora deve lavorare due anni per
restituire la somma. Purtroppo i debiti non finiscono qui: M. ha ancora bisogno di interventi
chirurgici e di trattamenti adeguati.
I genitori di M. si preoccupano del suo destino; loro figlio non è come gli altri ragazzi, le ragazze
non lo considerano e lui si sente molto solo.
Un altro problema del ragazzo è la mancanza di vestiti e calzature. Tutta la settimana indossa lo
stesso paio di jeans e lo stesso maglI.e; quando torna a casa, nei weekend, la mamma gli lava i
vestiti e lui torna all’università con gli stessi vestiti.
La famiglia continua a sperare che un bel giorno il loro figlio avrà un bel futuro e loro potranno
vederlo realizzato e felice.
Mardari Nina
Assistente sociale
IL CENTRO “SPERANTA”
Il diritto all’integrazI.e sociale
Il club della giornata di riposo
I bambini che frequentano il Centro diurno „Speranta” hanno avuto una bella sorpresa –
la visita del teatro di marI.ette.
La Giornata del gruppo delle Madri, tenutasi nel periodo delle feste Natalizie, è stata
speciale. I bambini hanno ricevuto la visita di un gruppo di attori del teatro „Raduga”. Alcuni giorni
prima dell’incontro i bambini si chiedevano: chi sa come sarà? Come mai hanno deciso di venire
proprio da noi? Forse perché siamo stati molto bravi. Come faranno lo spettacolo se nel centro non
abbiamo un palcoscenico?
Il giorno dello spettacolo è stato un vero show, ogni bambino si sentiva una star,
partecipando ai concorsi proposti dal gatto Basilio e dalla Volpe furba. Hanno partecipato tutti, dal
più piccolo al più grande. L’età degli spettatori variava da 3 a 16 anni. Ognuno di loro ha avuto la
possibilità di manifestarsi in una delle prove proposte, indipendentemente dall’età o il livello di
difficoltà della prova.
Anche il concorso „dei più abili” (i bambini dovevano passare attraverso un anello elastico
del diametro di 15 cm) è stato molto divertente. Se prima, qualunque proposta di fare un esercizio
fisico in pubblico rimaneva senza risposta, poi i bambini accorrevano. Grazie ai clown tutti
volevano essere sentiti e osservati, superando la timidezza e lasciando libere le proprie emozI.i.
La fantasia di un bambino non conosce limiti.
Fino a quel momento, nessuno aveva mai pensato di realizzare un vestito usando la carta igienica.
Invece che bel vestito è nato! Le ragazze hanno creato un bell’abito da sera, con cui hanno sfilato!
Tutti i concorsi sono stati molto interessanti, arricchiti con molti scherzi fatti dagli attori. I
piccoli spettatori hanno regalato ai bravi attori i loro sorrisi, risate ed un mare di applausi.
Nicolae Ciocan
Operatore SAD
Centro Diurno Sperata
BAMBINI SENZA OSPEDALE
Il diritto alla vita e alla salute
Festa in tutti i reparti
Le feste invernali sono attese da tutti, ma soprattutto dai bambini.
La neve è finalmente caduta anche sulla terra moldava e i bambini, grandi e piccoli, sono subito
usciti a provare la slitta. Sono rimasti fuori per tutta la giornata, nonostante il freddo. I bambini
sono in vacanza e si godono ogni minuto, ogni secondo. Tutto quello che succede fuori è
interessante ed importante per gli occhi curiosi di un bambino. Alcuni però hanno dovuto ammirare
tutte queste meraviglie dalla finestra grande dell’ospedale. In questi giorni di festa , alcuni bambini
hanno dovuto passare le loro vacanze in ospedale, seguendo trattamenti e prendendo medicine.
Il personale medico ha pensato di rallegrare un po’ la vita dei bambini malati organizzando per loro
una piccola festa di Natale in ogni reparto. Abbiamo arredato la sala da pranzo con palloncini,
abbiamo adornato, insieme ai bambini, il tradizI.ale Albero di Natale e abbiamo invitato pure un
Babbo Natale che ha portato ai bambini un piccolo regalo.
Certo che il regalo più prezioso per i bambini è la loro salute, ma purtroppo non è un regalo che
può stare nel sacco di Babbo Natale. Contenti della festa, i bambini, insieme alle loro madri hanno
dimenticato per un po’ la malattia e si sono riuniti in un girotondo tradizI.ale intorno all’albero di
Natale.
Il dono più prezioso l’hanno ricevuto i più piccoli, ricoverati nel “reparto degli abbandonati”. Grazie
all’attenzI.e di un nostro sostenitore, i piccolini avranno per un bel po’ di tempo i pannolini, così
necessari per la loro salute. Certo che questi non potranno sostituire il calore materno, ma almeno
li proteggeranno dal freddo e dall’umidità.
Valentina Panu
Medico Ospedale Pediatrico
RRiittoorrnnaarree ffiigglliioo
I progetti di reintegrazI.e familiare e sociale
LA CASA ASCHIUTA E IL PARTERNARIATO CON SALVATI COPIII
Il diritto alla famiglia
Le storie dei bambini della “casa dal tetto rosso”
La magia delle feste Natalizie
Babbo Natale, ti sogno ogni giorno ed é da un anno che ti aspetto!
Sai, quest’anno sono stato molto bravo ed ubbidiente ...
Ogni anno, alla vigilia del Natale, tutti i bambini sono emozI.ati. Tutti preparano sorprese,
regali e si aspettano qualcosa di speciale. Le emozI.i si percepiscono dappertutto.
Tutti i bambini aspettano i regali di Babbo Natale ed imparano varie poesie a lui dedicate.
Imparano canti natalizi e per Capodanno.
Ogni anno alla vigilia di Natale, gli allievi ed i bambini più piccoli organizzano spettacoli
dedicati agli adulti e in special modo a Babbo Natale.
Anche i bambini di Casa “Aschiuta” hanno preparato un bellissimo spettacolo che è stato per molti
una sorpresa. Neanche il direttore della casa si aspettava che sarebbe stato così bello.
La sera del 23 dicembre, la sala da gioco di Casa “Aschiuta” era piena. Gli invitati erano
arrivati ed aspettavano l’inizio dello spettacolo.
L’atmosfera era molto calda. Le decorazI.i ti facevano pensare di essere in un altro mondo, nel
mondo della favola. Palloncini di vari colori, stelline confezI.ate di carta colorata, fiori, ghirlande,
ma l’albero di Natale ti faceva provare emozI.i speciali. L’allegria e le emozI.i si sentivano
dappertutto.
Arrivati tutti gli ospiti, è stata spenta la luce e sono state accese alcune candele per rendere
l’atmosfera più misteriosa.
La favola che i bambini hanno messo in scena aveva un po’ a che fare con la festa. Si tratta di
“Biancaneve ed i sette nani”. Biancaneve, la ragazza più grande della casa si sentiva una vera
principessa nel suo vestito bianco. Ma i sette nani, l’uno più buffo dell’altro sono riusciti a
guadagnare la simpatia di tutto il pubblico. Ogni volta che comparivano, la sala scoppiava in
applausi.
Come consuetudine alle feste, erano presenti molti invitati tra cui: genitori adottivi, parenti dei
bambini accolti, amici di scuola dei piccoli attori.
Alla fine dello spettacolo è arrivato Babbo Natale, insieme alla nipotina ha organizzato vari
giochi per i bambini.
La festa si è conclusa con una cena cui hanno partecipato tutti gli invitati.
Dopo cena è stata organizzata la discoteca per i bambini dove stati invitati anche gli adulti.
Silvia Chisari
Operatrice SAD
Casa “Aschiuta”
VERSO LA FAMIGLIA
Il diritto a tornare in famiglia
La storia di San V.*
Ognuno di noi ha un santo protettore e, anche se non ci rendiamo conto, ci tiene sempre
d’occhio…
Quando era piccolo e viveva felice con la sua famiglia, V. era sicuro che questa festa
fosse tutta sua e che ogni bambino ha un santo che lo protegge. La madre sorrideva sempre a
queste sue idee, i fratelli più grandi, che studiavano nella capitale, lo prendevano in giro. Il padre,
invece, vedeva in lui un buon giocatore di calcio, uno migliore di lui. Il padre faceva parte della
squadra di calcio del villaggio ed era oggetto di ammirazI.e per il figlio, un vero punto di riferimento
per lui che cresceva e sentiva la necessità di una sicurezza, ma…
Questa armonia fu, ad un tratto, distrutta dai cambiamenti democratici, dal fresco venticello della
ristrutturazI.e, che portarono via la tranquillità e la sicurezza costruita da tante famiglie del nostro
paese. Proprio in quei momenti V. cominciò a sospettare che il suo santo avesse dimenticato il
proprio protetto del paese appena democratizzato. Il padre era totalmente cambiato: da bravo
meccanico, giocatore di calcio e tifoso si era trasformato in un padre preso dalla disperazI.e. Si
intravide un raggio di sole quando il padre si decise ad andare in Ucraina a lavorare per
guadagnare e offrire una vita decente ai bambini rimasti a casa. Per due anni il padre lavorò in
Ucraina, tornando periodicamente a casa più sereno perché poteva offrire alla famiglia quello che
si meritava. Tornò ad essere il padre di prima – pieno di vita e di speranza, ma…
La notizia…. il padre aveva conosciuto una donna, aveva avuto anche un figlio, non sarebbe più
tornato a casa, sarebbero rimasti senza di lui, tutti i suoi sogni non avrebbero potuto essere
realizzati. V. ricevette un colpo troppo grande, a cui non tutti i bambini possono far fronte.
Il suo sguardo si svuotò, pieno di lacrime, non osava piangere come una ragazzina perché c’era il
fratellino I. che lo guardava. E poi non erano soli, c’erano anche i fratelli maggiori - Radu e Dan, e,
sicuramente la mamma che ora era il loro centro dell’universo, ma…
La madre mentre preparava la valigia spiegava con calma ai bambini che non sarebbero rimasti
soli, che ci sarebbe stata la zia Anuzza a prendersi cura di loro e che lei avrebbe fatto tutto il
possibile per tornare dall’Ukraina insieme al padre. La madre partì e lasciò a casa due bambini
addolorati. V., ai suoi sei anni non sapeva ancora che cosa fosse l’inferno, ma quello che dovette
subire dopo la partenza della madre gliene ha diede un’idea. La zia Anuzza non si dimostrò molto
accogliente e non si prese cura dei bambini. Affamati, dimenticati dal padre e dalla madre, e poi
anche dalla zia, questi bambini continuavano a resistere per miracolo. V. andava con le mucche di
un vicino per ricevere un pezzo di pane mentre il fratellino minore stava in una stalla dove
mangiava insieme ai pastori. Un parente della mamma li ospitò per un mese a casa sua, ma poi,
avendo anche lui dei figli, li riportò dalla zia, ovvero all’inferno. Quando iniziò il nuovo anno
scolastico, la zia si decise, infine, a fare qualcosa per i bambini e contattò i due fratelli maggiori
Radu e Dan dicendo loro di prendere i bambini con loro, a Chisinau. La scusa era che non poteva
prendersi cura di così tanti bambini. Radu e Dan li accolsero a Chisinau. V. sfruttava ogni minuto
della vita in famiglia, in casa, in comodità, pace e sicurezza che gli mancava così tanto. Cominciò
a pensare che era molto felice di avere molti fratelli “Se fossi solo, chissà cosa avrei fatto?” La
scuola stava per cominciare, i fratelli cercavano la struttura scolastica più adatta, ma non
riuscirono ad iscriverli ad una scuola di cultura generale. E così V. e I sono arrivati a vivere
nell’internat 1 di Chisinau, insieme ad altri bambini dimenticati. Loro erano forse i più fortunati
perché avevano due fratelli che li visitavano spesso.
Quest’anno, V. ha ricevuto un dono molto prezioso dal suo Santo protettore. L’amore che il padre
ha coltivato in lui, l’amore per il calcio si è radicato ed ha potuto svilupparsi grazie all’intervento
degli assistenti sociali di Amici dei Bambini. V. ha adesso la possibilità di frequentare un vero club
di calcio, di ricevere i consigli di un vero allenatore, di usare un pallone da calcio in un vero stadio
sportivo… “San V. non mi ha dimenticato…”- pensava V. in questo tumulto di avvenimenti nuovi,
mai conosciuti fino ad ora. Il fratello Radu e sua moglie vivono in una camera di condominio,
insieme ai loro due figli, ma corrono il rischio di rimanere anche senza questa stanzina e chi sa
cosa succederà di nuovo. Comunque adesso V. ha una famiglia che lo accoglie in casa per il fine
settimana e per le vacanze. È la famiglia di suo fratello che gli ha offerto il calore e l’amore di
nuovo ma...
La madre, tornata dall’Ukraina senza il padre, da questo minacciata di toglierle la patria potestà nel
caso in cui non fosse tornata a casa a prendersi cura deifigli, non ha più nessuna speranza di
riunire tutta la famiglia (per lei una famiglia completa significa assolutamente che ci deve essere il
padre). Maledetta da tutti, e soprattutto dal marito che la considera colpevole per tutto quello che è
accaduto ai bambini, cerca di annegare la tristezza nell’alcol vendendo tutto ciò che ha in casa per
comprarsi un’altra bottiglia di vino.
V. spera che nella sua vita non ci saranno più “ma” che gli ostacolino la strada che ha intrapreso,
dopo tante sofferenze. Speriamo che San V. lo continui a proteggere …
*** Il Santo V. si festeggia in Moldova il 14 gennaio. È un santo protettore della gente rurale,
soprattutto di quelli che coltivano la terra. Alla vigilia di questa festa, i bambini vanno di casa in
casa augurando ai padroni un anno ricco e pieno di pace. Questa festa è molto rispettata
soprattutto dalle persone anziane, perché è festeggiata da molti come il Capodanno vecchio stile.
Tatiana Sendrea
Assistente sociale
Prgetto “Verso la Famiglia”
Abracadabra - quando la magia entra negli internat…
Mediafriends in visita alla Ludoteca
Le due ludoteche di AiBi in Moldova hanno ricevuto la settimana scorsa ospiti speciali…
La settimana scorsa abbiamo avuto l’occasione di conoscere personalità dal mondo televisivo
italiano. Quattro persone, di cui un regista, un operatore, un attore ed un operatore luci e suono
sono arrivati in Moldova per fare un reportage televisivo sull’importanza della ludoteca all’interno di
un internat. Sono stati quattro giorni intensissimi di riprese, interviste con i vari responsabili, con i
bambini e con le loro famiglie.
Per noi che lavoriamo nel campo del sociale è semplice capire che cosa è una ludoteca e quale
sia il suo ruolo all’interno di un internat. Ma coloro che devono spiegare questa realtà ad un
pubblico più ampio devono essere istruiti ex novo. Anche se sono arrivati a fare un “altro loro
servizio televisivo”, li abbiamo visti molto colpiti dalla situazione dei bambini abbandonati negli
internati che hanno visitato. Le storie dei bambini intervistati facevano pronunciare ogni tanto un
“ma che bravo questo ragazzo” oppure “e come fa a vivere in queste condizioni?”. Altre invece
sono state le esclamazioni quando sono entrati nella ludoteca. Coinvolti nel mondo magico del
gioco, i quattro ospiti hanno subito “lasciato libero il bambino che vive dentro noi” ed hanno
partecipato con entusiasmo ai giochi proposti dai ludotecari.
Nonostante il freddo (ovvero il gelo) che c’era fuori, i giornalisti erano molto curiosi di vedere tutto
quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare per i nostri bambini. Con 25 gradi sotto zero, ci
siamo trasferiti a 70 km da Chisinau, a Leova dove abbiamo visto un’altra Ludoteca. Poi, sempre
con quel freddo, hanno voluto partecipare, insieme ai volontari, ad una uscita culturale. I bambini
del “gruppo domenicale” hanno visitato un centro di divertimento per i bambini “Baby Hall” dove
hanno potuto comprare il libro o il gioco preferito. Il bravo attore Nicchetti ha giocato insieme ai
bambini facendo loro capire che anche un adulto sa giocare, ma soprattutto che un adulto ha
sempre voglia di giocare, quello che non glielo permette è la mancanza di tempo.
Speriamo che la visita in Moldova sia stata per i giornalisti di Mediafriends produttiva e piacevole,
che si siano portati a casa solo bei ricordi, anche se sono arrivati nel periodo più freddo dell’anno.
Stela Vasluian
Coordinatrice SAD
Amici dei Bambini, Moldova
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La Newsletter “IL CAPPELLO DI GUGUZZA” è stata pensata per tenere aggiornati tutti i sostenitori dei
progetti di Amici dei Bambini in Moldavia. Si tratta di un servizio che abbiamo denominato SOL (Sostegno
On Line). L’idea è di trasmettere via e-mail la newsletter contenente estratti dei report settimanali
redatti dai volontari espatriati e notizie relative all’andamento del progetto. Abbiamo pensato di
utilizzare la posta elettronica, poiché è uno strumento che consente di raggiungere un grande numero di
utenti ad un costo minimo.
Se l’idea riscontrasse il Suo interesse e desiderasse aderire a questa iniziativa è necessario che comunichi
la Sua e-mail all’indirizzo di posta elettronica del nostro ufficio di Chisinau: [email protected] affinché possa
ricevere, direttamente dai nostri volontari in Moldavia, i prossimi numeri del notiziario.
La newsletter è comunque disponibile anche sul sito Internet di Amici dei Bambini, all’indirizzo
www.aibi.it, nelle pagine dedicate ai nostri progetti in Moldavia.
LO STAFF DI AMICI DEI BAMBINI MOLDAVIA