ENTWINING LIVES

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ENTWINING LIVES
La vite è pianta simbolica. L’installazione, evoca
il perenne dualismo dell’uomo, armonizzando la
forma piena e conclusa del frutto con l’irrequieto
dinamismo del tralcio.
cucina
Nel ventre oscuro della cucina, luogo di trasformazione e cambiamento,
l’incontro alchemico degli elementi dà vita a mondi lievi,
racchiusi in bolle di cristallo.
Dall’ebollizione della materia, opaca e inerte, decantano sfere luminose.
Galleggiano trasparenti, sospese nel tempo e nello spazio,
assumendo la metaforica natura di un grappolo d’uva.
Chicchi luminescenti attraversati dalla luce rilucono come astri,
regalando arcobaleni riflessi sulle pietre.
In the dark womb of the kitchen, a place of transformation and change,
the alchemic encounter of the elements gives life to subtle worlds,
encapsulated inside crystal bubbles.
From the boiling of the matter, opaque and inert,
luminous spheres are decanted.
They float, transparent, suspended in time and space,
taking on the metaphoric nature of a bunch of grapes.
Luminescent berries crossed by the light sparkle like stars,
giving us rainbows reflected on the stones.
ENTWINING LIVES
Il frutto cerchio di luce piena
Lunga è l’attesa della maturazione del frutto.
Non un altrove, ma è il sé dentro, che lentamente
assume pienezza rotonda e gravida: acino
maturo, ventre materno, perfezione dell’uovo,
damigiana di succo, torre rotonda e d’oro.
Tempo, pazienza e cura, richiede il coltivar se
stessi, e ampliandosi, il contenere il di sé seme,
fiore e frutto, fino a diventar chicco pieno di
grazia e luce che non aspetta altro che versar
il suo succo in eterna e luminosa circolarità.
The vine is a symbolic plant. The installation
evokes man’s constant dualism, harmonising
the full and complete form of the fruit with the
restless dynamism of the shoot.
The fruit circle of light
Long we await the ripening of the fruit.
Not something elsewhere, but the inner self,
which slowly becomes full, rounded and
pregnant: ripe berry, maternal womb, the
perfection of the egg, demijohn of juice, round
tower made of gold.
Time, patience and care are required to raise
oneself and, expanding, to contain one’s own
seed, flower and fruit, to become a grape full of
grace and light that longs for nothing but to pour
out its juice in eternal and luminous circularity.
Cristal, lampadario di Orazio Spada prodotto da METAL SPOT
INTRECCI DI VITE
Installazione di Donatella
Bagnoli
I tralci in cammino.
La linea irrequieta del tralcio è rappresentazione del cambiamento, desiderio di nuovo, discontinuità.
Evoca la natura del nomade racchiusa in ognuno. Necessità libertà da limiti e confini. Suo è l’eterno movimento.
I tralci esprimono nel loro ramificare l’inquietudine della ricerca, l’intricato percorso di una vita che si avvolge come un labirinto:
Cammino spirituale del pellegrino che si perde per ritrovar se stesso intrecciandosi con altre vite.
Così la forma sferica del frutto è linea che si chiude in cerchio solare, e la linea non è che anello che si scioglie e svolge nel
percorso luminoso del tralcio di vite, che dipanandosi diventa racconto di una vita.
The travelling shoots.
The restless line of the shoot is a portrayal of change, the desire for innovation, discontinuity.
It evokes the nomadic nature inside everyone. It requires freedom from limits and boundaries. It moves endlessly.
As they branch out, the shoots express the restlessness of the search, the intricate journey of a life wound up like a maze: Spiritual path
of the pilgrim who has to lose himself in order to find himself again, entwining with other lives.
Hence the spherical shape of the fruit is a line that closes into a solar circle and the line is nothing but a ring that is loosed
and stretches along the luminous path of the vine shoot, which tells the story of a life as it unfolds.
... e il tralcio si fa scrittura
“...assomiglia a questo filo d’inchiostro, come é lasciato correre per pagine e pagine, zeppo di cancellature, di rimandi, di sgorbi nervosi, di
macchie, di lacune, che a momenti si sgrana in grossi acini chiari, a momenti si infittisce in segni minuscoli come semi puntiformi, ora si
ritorce su se stesso, ora si biforca, ora collega grumi di frasi con contorni di foglie o di nuvole, e poi s’intoppa, e poi ripiglia a attorcigliarsi,
e corre e corre e si dipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole idee sogni ed è finito.”
“...it’s like this line of ink, left to run for pages and pages, full of mistakes, references, nervous scrawls, marks, shortcoming, which
sometimes expands into big, pale berries and sometimes narrows down into minuscule signs, like dotted seeds, twisting back on to itself,
splitting into two, linking snippets of sentences with contours of leaves or clouds and then tripping up, before twisting again, running and
running and unwinding and wrapping around a last senseless bunch of words, ideas and dreams, and coming to an end.”
Il barone rampante, Italo Calvino
INTRECCI DI VITE
Installazione di Donatella
Bagnoli
... and the shoot becomes scripture
ENTWINING LIVES