catalogo - Art Slide Design

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catalogo - Art Slide Design
SIGN OFF DESIGN
a cura di
Luca Beatrice
SIGN OFF DESIGN
ARTISTI E DESIGNER SI CONFRONTANO: MOSTRA COLLETTIVA DI SCULTURE
M. Acerbis, A. Agop, Andy, D. Basso, M. Cattaneo, H.P. Ditzler, J.C. Farhi, F. Giardini,
A. Guerriero, F. Lucchini, A. Mendini, A. Mocika, E.S. Park, B. Pomodoro, K. Rashid,
F. Rotella, M. Sadler, D. Santachiara, S. Soddu, G. Spagnulo.
a cura di
Luca Beatrice
Editore SLIDEart
SIGN OFF DESIGN
Secondo Norman Potter, “ogni essere umano è un designer”. Enzo Mari, invece, sostiene di essere diventato un bravo
designer perché ha avuto una formazione d’artista: “non ho mai separato i miei due percorsi di ricerca, che si sono intrecciati
e sovrapposti per tutta la vita. Il processo di elaborazione è identico”.
Abbiamo scelto, quali esempi, due figure chiave nell’accezione del termine design nel Novecento. La nostra epoca ha
moltiplicato le occasioni di oggetti transitori, in continua mutazione e divenire. Un processo cominciato negli anni Sessanta,
da quando cioé ha preso il via una micro produzione di oggetti-sculture diffusi nel gusto e nello stile. Non solo funzione ma
anche decorazione e segno grafico, espressioni di un’epoca. Sono cose che, pur nate per essere utilizzate, fanno parte di
collezioni museali in tutto il mondo.
Prima di allora i due ambiti, arte e produzione industriale, comunicavano ben poco e comunque non in maniera sistematica
(si può prendere ad esempio la Bauhaus o il Futurismo). Da una parte le cosiddette “Fine Arts”, di impostazione accademica,
dall’altra le “Arts & Crafts”, dette anche minori o applicate, troppo vicine all’estro e all’abilità artigianale per poter aspirare
allo statuto di arte vera e propria. La svolta sta nella trasformazione dell’industria da pesante a leggera (settore in cui gli
italiani sono stati precursori): siamo sempre negli anni Sessanta, è allora che l’arte perde definitivamente lo statuto di
“unicum”, sia attraverso la serialità dell’immmagine pop, sia nella ripetizione minimalista.
Oggetto moltiplicato e prodotto industriale delineano forme replicabili all’infinito in grado di determinare e influenzare un
gusto contemporaneo. Il terreno sempre più ampliato dell’arte ha coinvolto e inglobato il design nelle nuove categorie
espressive. Nel contatto tra questi due mondi si sono generati dialoghi interdisciplinari che tralasciano le identità originarie
di ciascuno all’insegna della contaminazione e del meticciato.
L’artista, come il designer, produce infatti particelle eterogenee di “domani” immaginati: entrambi creano oggetti, attivano
processi, reclutano simboli e inventano “prodotti” che spesso anticipano il futuro. La difficoltà di ieri di metabolizzare le
innovazioni all’interno della società, è oggi agevolata dal dinamismo di flussi e riflussi, di input infinti che sollecitano senza
sosta ogni angolo del pianeta, raggiungendo l’elite come la massa. Senza più distinzioni di ordine comunicativo.
Nell’azzeramento del concetto di “elitario” e di “unicità”, il multiplo, la serie, si aprono a generazioni di fruitori più adattabili
ai cambiamenti. La novità è digerita in fretta. I supremi visionari di ieri devono fare i conti con i cannibali consumatori di oggi.
La “fame di forme” è assunta dal neomecenatismo di brand e industrie per mescolare creazione artistica e funzionalità
architettonica. La materia viva della combinazione tra arte visiva e altri linguaggi creativi sconfina dai propri limiti espressivi
in una sorta di melting pot. Questo nuovo sistema, più fluido, investe anche il tema della commitenza.
Dal mecenatismo al collezionismo, concepito come passione individuale, si giunge a un rapporto progettuale tra creativo e
azienda, sempre più stretto e individuato a monte: artisti e designer studiano il posizionamento, interpretano un pensiero,
collegano la proprietà implicita di un materiale per dargli forma e stile. La combinazione è da intendersi soprattutto nell’uso
non conforme dei materiali, che simulano sensazioni tattili familiari alle maestranze scultoree (bronzo, legno, marmo,
ceramica) pur derivando da nuovi ibridi poliuretanici, plastici e metallici (vetroresina e carbonio). L’oggetto design-scultura
diventa allora la risposta al bisogno di forme: mai feticcio, è architettura ridotta e fluido, scomposizione iconografica, simbolo
virtuale di un’elaborazione tridimensionale del pensiero creativo che ha preso consistenza.
La sfida, molto interessante, proposta da SLIDEart (nuovo marchio di SLIDE) è quella di cercare “fuori dal design” (off design)
i segni della trasformazione e dell’innovazione, quasi a voler sottolineare che quel desiderio di utopia e di sogno, folle e
immaginifico, sta oltre le regole della produzione e si annida dove meno lo aspetti.
Luca Beatrice
SIGN OFF DESIGN
According to Norman Potter, “every human being is a designer”. Enzo Mari, on the other hand, claims to have become a
good designer because of his artistic education: “I have never separated my two research paths, which have intertwined
and overlapped all my life. The elaboration process is exactly the same”.
We have selected as examples two key figures of the design, as conceived in the twentieth-century. Our age has greatly
increased the possibility of fleeting objects, constantly changing and becoming. A process which started in the Seventies when
a micro-production of sculpture-objects, popular in terms of taste and style, kicked off. Not merely function but also decoration
and graphic sign, expressions of an age. These are things which, although created for a practical use, nowadays belong to
museum collections spread all over the world. Until then, the communication between the two fields – art and industrial
production – had been scarce and, in any case, not systematic (see for example the Bauhaus or the Futurism).
On the one hand, the so-called “Fine Arts”, based on academic sensibilities, and on the other, the “Arts & Crafts”, also called
minor or applied arts, which were deemed too close to the creative impulse and to the craftsmanship to aspire to the status
of real art. The turning point came about when the heavy industry turned into light industry (a field in which the Italians were
forerunners): we are still in the Seventies, it is then that art loses once and for all the status of “uniqueness”, both through
the seriality of the pop image and the minimalist repetition. The multiplied object and the industrial product create shapes
that can be reproduced over and over and thus determine and influence the contemporary taste. The ever-widening art field
has involved and integrated the design in the new expressive categories.
The connection of these two worlds gave raise to interdisciplinary dialogues, which disregard each original identity under the
mark of contamination and crossbreeding. The artist, as the designer, indeed produces heterogeneous particles of imagined
“tomorrows”: they both create objects, start processes, select logos and invent “products” which often anticipate the future.
Yesterday’s difficulty in metabolizing innovations within the society is facilitated today by the dynamism of ebbs and flows,
of infinite inputs incessantly stirring up any corner of the planet, reaching the elites as much as the masses.
Without any more distinction in terms of communicative order. Once the concept of “elitism” and “uniqueness” is removed,
the multiple, the series open up to generations of users more adaptable to changes. The novelty is quickly absorbed.
Yesterday’s supreme visionaries must deal with today’s cannibals. The “hunger for shapes” is taken on by the new brand
patronage and by the companies in order to mix artistic creation and architectonic functionality.
The essence of the mix between visual art and other creative languages crosses its expressive limits and results in a sort of
melting pot. This new and more fluent system also covers the client theme. From patronage to collecting, conceived as
one’s personal passion, we come to an ever closer and previously detected design relationship between the creative mind
and the company: artists and designers study the positioning, interpret a thought, connect the implicit property of a material
to give it shape and style. The mix must be conceived mostly in the atypical use of materials, which simulate tactile
sensations familiar with the sculptural craftsmanship (bronze, wood, marble, ceramic), even though they come from new
polyurethane, plastic and metallic hybrids (fiberglass and carbon). The sculpture-design object then satisfies the need for
shapes: never a fetish, reduced architecture, smooth, iconographic division, virtual symbol of a tridimensional elaboration of
a creative thought which has gained consistency.
The quite interesting challenge, suggested by SLIDEart (the new brand by SLIDE) is to look “off design” for the signs of
transformation and innovation, as if wanting to underline that the mad and highly imaginative desire for utopia and dream
lies outside the production rules and is to be found where you least expect it.
Luca Beatrice
Caratteristiche del progetto
Nell’attuale interazione tra Arte, Design e Moda, all’interno dell’articolato mondo SLIDE trova spazio SLIDEart: un editore
d’arte nuovo per pensiero e posizionamento, che nasce nel contesto industriale e si sviluppa nel mondo dell’Arte.
Avvalendosi del network di partners che fanno parte del mondo SLIDE, SLIDEart ha l’opportunità di presentare in tutto il
mondo e nelle sedi più prestigiose la sua nuova collezione, sfruttando le capacità, la struttura operativa e logistica che hanno
permesso a SLIDE di diventare una delle più affermate società operanti nel settore del Design.
Filosofia SLIDEart
Designer e Artisti esplorano insieme le potenzialità della materia plastica e delle resine, supportati dall’esperienza, dalle
conoscenze e dalle competenze maturate concretamente da SLIDE. Il Pensiero e la Creatività incontrano il “Saper Fare
Italiano” in un nuovo concetto d’arte. Progetto, immaginazione, comunicazione, materia e contemporaneità incontrano la
progettazione 3D, la tecnologia, gli strumenti ed il coraggio imprenditoriale, prendendo forma e animando il mondo SLIDE
nell’Arte. Le sculture sono realizzate con materiali diversi in base alle caratteristiche dell’opera (polistirene, legno, vetroresina
e materiali compositi) e saranno prodotte in serie limitata, pezzi certificati e numerati (9 copie per soggetto).
Contenuto distintivo
SLIDEart si propone come galleria d’Arte itinerante che promuove i propri artisti nei diversi eventi e nelle più importanti
location d’Arte nel mondo. Le opere saranno trasportate in giro per il mondo per raggiungere amanti e collezionisti d’arte
grazie ad un container, contenitore contemporaneo d’arte nomade. Per la prima volta Designers ed Artisti vengono
presentati insieme rendendo ancor più labile il confine tra Arte e Design. Il progetto SLIDEart vuole sottolineare una nuova
regola creativa con opere di matrice artistica facilmente fruibili dal “consumatore” che vive nella città globalizzata attuale e
che si avvale della tecnologia come elemento essenziale della quotidianità. L’arte e il design come interpretazione della realtà
e non solo come imitazione individuale della stessa.
Finalità
Costruire e comunicare un posizionamento del marchio SLIDE nel campo dell’Arte applicata anche sotto un profilo
culturale e di contenuto, arricchendo di messaggi e di valori il mondo SLIDE.
Acquisire esperienza e problem solving con la materia plastica e con il progetto, sperimentando nuovi modi di operare.
Fare ricerca e proporre innovazioni estetiche (forme, colori e finiture distintive), produttive e tecniche da poter anche
declinare nella produzione seriale di design.
Introdurre nel mondo dell’Arte una nuova metodologia di fare business in modo alternativo, in un settore differente
rispetto all’attuale core businness di SLIDE.
Implementare le valenze SLIDE nel mercato e far crescere il marchio SLIDE in nuovi settori.
Project characteristics
The current interaction between Art, Design and Fashion, within the elaborate SLIDE world, has prompted the creation of
SLIDEart project: an art publisher, innovative in terms of thinking and positioning, born in the industrial context and
developing inside the Art world. Relying on the network of partners belonging to the SLIDE world, SLIDEart seizes the
opportunity to present its new collection all over the world and in the most prestigious venues, exploiting the skills, the
operating and logistic structure which allowed SLIDE to become one of the most established design companies.
SLIDEart philosophy
Designers and artists explore together the potentialities of resins and plastic materials, supported by the experience, the
contacts and the expertise developed by SLIDE in the field. The thinking and the creativity meet the “Italian know-how” in a
new art concept. Project, imagination, communication, material and contemporaneity meet the 3D design, the technology,
the tools and the entrepreneurship, developing and driving the SLIDE world within art. The sculptures are created with
different materials based on the characteristics of the work (polystyrene, wood, fiberglass and composite materials) and will
be produced in a limited series, with certified and numbered pieces (9 copies per model).
Distinguishing feature
SLIDEart presents itself as a travelling art gallery, promoting its artists in the different and most important international art
events and venues. The works will be taken all over the world to reach art lovers and collectors thanks to a container, such
a contemporary container of nomadic art. For the first time, designers and artists will be presented together thus blurring
even more the boundary between Art and Design. The SLIDEart project aims at highlighting a new creative rule with
art-based works easily usable by the “consumer”, who lives in today’s globalized city and resorts to technology as an
essential element of everyday life. Art and design interpret reality; they don’t just individually imitate it.
Goals
Build and communicate the positioning of the SLIDE brand within the field of applied art, also in terms of cultural and
content inputs, by enriching the SLIDE world with messages and values.
Develop experience and problem solving with the resin and plastic materials and with the project, experimenting new
operating processes.
Research and suggest aesthetic, productive and technical innovations (shapes, colors and distinguishing finishes),
which could also be applied to the design serial production.
Introduce into the art world a new and alternative way of doing business, in a different field with respect to the SLIDE
core business.
Implement the SLIDE values on the market and promote the SLIDE brand in new fields.
DUBAI DREAM
A RT IS T /
Marco Acerbis
DUBAI DREAM
© P. ORLER
Marco Acerbis
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
80 x 80 cm - h 200 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Base metallica.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered
finish. Metallic base.
Descrizione / Description
Oggi tutte le città in forte sviluppo costruiscono
grattacieli sempre più alti. Questa scultura,
ispirata alle bolle di vapore acqueo che elegantemente si sollevano nell'aria e alle molecole che
costituiscono ogni cosa in natura, vuole essere
un momento di riflessione sul fatto che ci debba
sempre essere un equilibrio tra ciò che l'uomo è
in grado di fare e ciò che la natura ha piacere di
accettare. Essendo l'uomo parte della natura...
o non più?
Today's greatest cities are developing taller and
taller high rise buildings. This sculpture, inspired
by hot vapor bubbles elegantly lifting into the air
and molecules that are the key components of
everything in nature, shall be a reminder that
there is always a balance between what man is
capable of doing and what nature is willing to
accept. Man being part of nature...or not anymore?
Marco Acerbis nasce nel 1973 e completa gli studi in architettura
presso il Politecnico di Milano nel 1998. Dal 1997 al 2004 vive e
lavora a Londra dove collabora con lo studio Foster+Partners. Nel
2004 apre il proprio studio di architettura e design in Italia.
Affascinato dalla progettazione senza limiti di scala procede
rapidamente esplorando con un costante crossover di
competenze, intuizioni e tecnologie innumerevoli temi, con
l’obiettivo di creare uno spazio a progetto globale.
Born in 1973 Marco Acerbis graduates in architecture from
Politecnico di Milano in 1998. From 1997 to 2004 he lives in
London where he works with Foster+Partners studio. He sets up
his own practice in Italy in 2004. Fascinated by designing at very
different scales he quickly moves on to explore with a constant
cross over of skills, ideas, tools and technologies all sorts of
subjects trying to achieve a globally designed space.
SUFIC 21
A RT IS T /
Armen Agop
SUFIC 21
Armen Agop
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
diam. 160 cm, h 110 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Base in polietilene.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered
finish. Poliethylene base.
Descrizione / Description
Le sculture della serie Sufi di Armen Agop esprimono uno stato di quiete profonda ma eloquente.
Semplicemente restrittive per natura, si riferiscono
espressamente allo spazio, ma non in maniera
impulsiva. L’energia vitale interna è unita e compatta e si espande verso l'orizzonte, mentre una
semplice linea entra in contatto con il mondo
esterno. Uno spirito Sufi unisce e intensifica l'energia che culmina nella sua essenza.
The forms in the Sufi series by Armen Agop exemplify a profound stillness – yet express eloquently.
Restrictive by nature, they relate to the space
specifically but not impulsively. Vital internal energy
is unified and compact, it expands toward the
horizon while a simple line contacts the outside
world. A Sufi spirit unites and intensifies the energy,
culminating into its essence.
Armen Agop è nato a Il Cairo, in Egitto. L’artista ha ottenuto il pieno
riconoscimento in tutto l’Egitto, partecipando a molte mostre ed ha
ricevuto diversi premi dal Museo Egiziano d’Arte Moderna. Il suo
riconoscimento a livello nazionale è stato confermato con
l’assegnazione del premio “Prix de Rome” nel 2000. Dopo essersi
trasferito in Italia, ha partecipato a livello internazionale con la
mostra "Diari Di Lavoro Di Artisti Stranieri A Roma" presso la
Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Ha esposto le sue
opere presso l’Arte Egiziana Contemporanea a Toledo in Spagna,
nella Veksolund Galleria in Danimarca, alla XI Biennale Internazione
d’Arte del Cairo e alla Villa Empain, sede della Fondazione
Boghossian in Belgio. Le sue mostre personali più recenti si sono
tenute presso la Galleria LKFF Art & Sculpture Projects e la Galleria
Al Markhiya in Qatar. Recentemente ha ricevuto il Premio Umberto
Mastroianni 2010.
Armen Agop was born in Cairo, Egypt. Gaining in recognition
throughout Egypt, Agop participated in many diverse shows and
had several acquisitions from the Egyptian Modern Art Museum. In
2000, his national recognition was confirmed upon receiving the
Prix de Rome. After moving to Italy, he began to participate internationally with the show, “Diari Di Lavoro Di Artisti Stranieri A Roma”
in the National Gallery of Modern Art. His exhibitions include Egyptian Contemporary Art in Toledo, Spain, Veksolund Gallery in
Denmark, the 11th International Cairo Biennale, and Villa
Empain/Boghossian Foundation in Belgium. His most recent solo
exhibitions occurred in LKFF Art & Sculpture Projects in Brussels
and AL Markhiya Gallery in Qatar. His latest achievement was in
receiving the Umberto Mastroianni Prize 2010.
FLU-ON EYE
A RT IS T /
Andy
FLU-ON EYE
© D. CASTOLDI
Andy
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
175 x 45 cm - h 150 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Base in polietilene.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered
finish. Poliethylene base.
Descrizione / Description
La scultura di Andy rappresenta il logo del laboratorio Flu-on, centro operativo di tutte le sue attività
artistiche. Un occhio aperto, colorato con i toni dei
suoi dipinti, sinonimo di curiosità e accensione.
L'occhio pronto a vedere fotografare e rielaborare.
Andy's sculpture represents the logo of an art
laboratory: Flu-on, operational hub of all his artistic
works. An open eye, tinted in the same shades of
his paintings as a symbol of curiosity and lighting.
An eye that's ready to see, capture, elaborate.
Andy nasce a Monza nel 1971. Da sempre attratto dalle arti visive,
si forma presso l’Istituto d’Arte di Monza e l’Accademia delle Arti
Applicate di Milano specializzandosi in illustrazione e grafica
pubblicitaria. Consolida il suo forte codice pittorico applicandolo
non solo alle tele, ma anche alla decorazione di oggetti di design,
stoffe, strumenti musicali… sviluppando così una carriera di ampio
respiro internazionale attraverso l’esposizione delle sue opere in
mostre personali e collettive, valendogli collaborazioni con grandi
marchi quali Coveri, Carlsberg, Iceberg, RedBull, FIAT, Nodis, Too
Late, UKI e Valtur. Andy è fondatore di FluOn, suo quartier generale
e nucleo creativo, che riassume nel nome una filosofia di arte e di
vita: “FLU” come la fluorescenza, ma anche l’inFLUenza, entrambe
da emettere e ricevere in flusso continuo e in un costante mode
“ON”: acceso. Vive e lavora a Monza.
Andy was born in Monza, Italy in 1971. A brilliant art student all
through high school, he receives his formal training at “Accademia
delle Arti Applicate”, specializing in illustration and graphic
designing. He strengthens his vivid painting code throughout the
years and applies it on design objects, fabrics, musical
instruments… beside canvas, developing a widely international
career through the exposition of his work in individual and group art
exhibitions that lead him to work for brands such as Coveri,
Carlsberg, Iceberg, RedBull, FIAT, Nodis, Too Late, UKI and Valtur.
Andy also founded FluOn: his headquarters and creative nucleus.
FluOn holds in its name Andy’s way of life and through creation:
“FLU” as in FLUorescence, but also as in inFLUence: two
elements to both spread out and receive in a non-stop flow and
constant “ON” mode. He lives and works in Monza, Italy.
KRYSTE
A RT IS T /
Daniele Basso
KRYSTE
© S. CERETTI
Daniele Basso
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
90 x 63 cm - h 220 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: vetroresina laccata opaca e acciaio
Ni/Cr finitura a specchio.
Mixed techinique: fiberglass mat and steel Ni/Cr
mirror finish.
Descrizione / Description
I cristalli sono il tramite tra divinità ed essenza
dell’uomo, luce fattasi materia, raffigurano l’universo
e ci guidano. Geologicamente e chimicamente puri
e perfetti, sono preziosi: stupiscono ed affascinano. Kryste è la mia Pietra Guida. Spigolosa,
apparentemente inattaccabile, ma plasmata dalle
esperienze, protegge e custodisce come uno
scrigno ciò che di più prezioso e luminoso abbiamo
in vita: la nostra anima. Ed attraverso lo specchio
entriamo in contatto con noi stessi.
Crystals are the go-between of gods and the
essence of man. As light turned matter, they
represent the universe and guide us. Geologically
and chemically pure and perfect, they are precious.
They amaze and fascinate. Kryste is my Guiding
Stone. Sharp-cornered and apparently all-resistant,
experiences work on it that contains the most
precious and shiny thing we have in life: our soul.
An through the mirror, we get in contact with
ourselves.
Laureato in “Economia” (Italia e USA), in “Industrial Design” (tesi
“Centro Stile Lancia” c/o “Carrousel du Louvre” Parigi), Master in
Comunicazione, lavora a Parigi e NY per Versace, a Milano per
BGS D’Arcy-Publicis e con “Advanced Design Fiat”. Nel 2006
fonda “GlocalDesign” (Think Global, Act Local). Nel 2007 tra i
"Migliori 100 architetti d'Italia" progetta alla 64° Mostra del cinema
di Venezia. Nel 2009 lancia le collezioni di Specchi GlocalDesign
(Acciaio 100% riciclabile) in mostra a NY, Torino, Milano e Napoli.
Nel 2010 “tra i primi a intuire le interazioni tra Design e Moda”
(CorSera) “espressione della tendenza Locale-Globale”
(LaRepubblica), realizza le opere “Universo Dentro”, “Il Muro siamo
Noi” e le esclusive Mirrors Coillection Molteni&C, SanPatrignano e
Found. F. Fellini. Nel 2011 progetta per “Lumen Center Italia”, con
Swarovski Elements e partecipa al progetto “SlideArt”.
A B.A. (Italy & USA) & Ind. Design graduate (thesis "Centro Stile
Lancia" at Carrousel du Louvre, Paris); Comm. Master. Works in
Paris & NY for Versace, in Milan for BGS D’Arcy-Publicis & Advanced Design Fiat. In 2006 founds "GlocalDesign" (Think Global, Act
Local); in 2007 makes the installation at the 64th Venice Film
Festival; is among the 100 Best Architects in Italy. In 2009 launches
the GlocalDesign mirror collections (100% recyclable steel) shown
in NY, Turin, Milan and Naples. In 2010 is “one of the first to grasp
Design/Fashion interactions” (CorSera) and “expressing new
local/global trends of Design” (La Repubblica). Makes the works
“Universo Dentro”, "We Are the Wall" and the exclusive Mirror
Collections Molteni&C, SanPatrignano and Found. F. Fellini. In
2011 designs for “Lumen Center Italia”; joins the “SlideArt” project.
MILANO
A RT IS T /
Marilù Cattaneo
MILANO
Marilù Cattaneo
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
120 x 115 cm - h 80 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Il rapporto tra arte e cibo è la cifra dell´opera. La
"michetta" a Milano è segno della capacità
dell´uomo di procurarsi il cibo. Mi guadagno la
michetta, si dice. In questo caso, trattandosi di
opera d´arte, la michetta assume il significato di
cibo spirituale. Ossia, guadagnarsi la possibilità di
vivere non di solo pane, ma anche di nutrimento
dell´anima di cui l´arte è uno dei principali elementi e
strumenti.
The relationship between art and food is the key to
this work. The “michetta” in Milan is a sign of the
human ability to procure food. I earn my daily
bread, we say. In this case, since we are talking
about an art piece, the “michetta” assumes the
meaning of spiritual food. That is to say, earning the
possibility of living not only by bread alone, but also
by soul nourishment of which art is a primary
element and instrument.
Marilù Cattaneo nasce a Monza. Dall´età di quattro anni e fino a
quindici anni ha seguito il nonno materno (l´architetto Maggi,
docente all´Accademia di Brera) nel suo studio di pittore. Da quella
lontana esperienza, oltre che dal diploma in grafica, deriva la sua
conoscenza delle tecniche e dei materiali pittorici di cui si rivela
maestra. Dopo una lunga esperienza nella creazione di gioielli, oggi
si dedica completamente alla pittura e alla scultura. Rielabora con
i suoi lavori i luoghi della memoria avversando gli stilemi dell´arte
contemporanea con lo stesso candore di quando a quattro anni
incominciò l´"accademia". Non a caso usa come base per i suoi
disegni e pitture stoffe morbide al tatto, talvolta con inserimenti di
tappezzerie quali materiali d´affezione e di memoria. I suoi "rifugi"
sono frutto di una purezza lirica, silenziosa e sospesa nel tempo e
quindi fuori dal tempo e dal dolore della vita quotidiana.
Marilù Cattaneo was born in Monza. From the age of four and until
the age of fifteen, she followed her maternal grand-father (the
architect Maggi, professor at the Academy of fine Arts of Brera) in
his painting studies. From that distant experience, in addition to her
graphics diploma, she drew her knowledge of pictorial techniques
and materials, which she has mastered. After a long experience in
creating jewellery, today she devotes her time to painting and
sculpture. With her works, she revisits the places of memory,
refusing contemporary art styles with the same naivety she used
when she was four and started the “academy”. No wonder that as
a base for her drawings and paintings, she uses fabric smooth to
the touch, and sometimes she inserts tapestry as a material of
memory and affection. Her “shelters”, are the results of lyric purity,
silent and suspended in time, therefore above the threshold of time
and pain of our daily lives.
RE SOLITARIO
A RT IS T /
Hans Peter Ditzler
RE SOLITARIO
Hans Peter Ditzler
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
115 X 120 cm - h 180 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Re Solitario è una delle prime figure della serie
“manifestazioni archetipiche e mitologiche”.
Re Solitario is one of the first figures of the serie
“archetypical and mythological manifestations”.
Svizzero di nascita, scopre la sua passione per l'arte già nell'infanzia. Formatosi come grafico presso lo studio di Donald Brun a
Basilea, si dedica alla pittura e alla scultura alla Gewerbeschule
Basel. Nel 1965 si trasferisce in Toscana dove conosce grandi
maestri come Giò Pomodoro, Moore, Cascella e Noguchi.
L'approvazione e la stima del gruppo Henraux, insieme all'invito
alla Biennale di Venezia, gli danno un grande incoraggiamento:
nascono così numerosi lavori nel suo primo atelier a Seravezza.
Tornato in Svizzera (1967), inizia un intenso lavoro come grafico alla
GGK sotto la direzione di Karl Gerstner. Stanco delle strategie della
pubblicità, sceglie di dedicarsi alla ricerca nel campo della pedagogia, della psicologia e dell’animazione pubblica, sviluppando nuovi
mezzi didattici per l’età scolare ottenendo tanti successi. Nel 1990
riprende la strada per l'Italia per dedicare la sua arte al grande
pubblico.
Born in Switzerland, as a child he discovers his passion for art.
After training as a graphic designer in the Donald Brun studio in
Basel, he devotes himself to painting and sculpture in the Gewerbeschule Basel. In 1965, he moves to Tuscany where he meets
the great maestros of the art world such as Giò Pomodoro, Moore,
Cascella and Noguchi. He is greatly encouraged by the appreciation and esteem by the Henraux group and by the Venice Biennale
invitation: this gives raise to several works created in his first atelier
in Seravezza.Back in Switzerland (1967), he begins to work hard as
a graphic designer at GGK under Karl Gerstner’ direction. Tired of
the advertising strategies, he decides to devote himself to the
research in the pedagogy, psychology and public animation fields,
developing new teaching methods for children which are met with
great success. In 1990 he moves back to Italy twhere he devote
his art to a wider audience.
CARRÉ ³
A RT IS T /
Jean-Claude Farhi
CARRÉ ³
© F. LECLERC
Jean-Claude Farhi
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
270 x 185 cm - h 200 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
La forza e la purezza delle geometrie variabili delle
sculture di Farhi risaltano con umorismo nell'equilibrio perfetto dei “3” quadrati che si abbracciano e
succedono come la vita. La prosettiva cambia ma
resta aperta da ogni angolo dell'opera, lasciando
intuire che ogni impercettibile movimento da nostra
parte comporta consequenze inevitabili della
visione globale “seppur immobile il paesaggio”,
“Homo faber fortuna suae”, il destino ci appartiene,
ogni invisibile passo muta il futuro presente.
The strength and the purity of the variable geometrics of Farhi’s sculptures stand out with wit in the
perfect equilibrium of the “3” squares embracing
and following one another as inextricably as life
itself. The perspective changes but it remains open
from any corner of the work, suggesting that every
imperceptible movement on our side implies
inevitable consequences of the global vision; “even
if the panorama is still”, “Homo faber fortunae
suae”, fate is in our own hands and every invisible
step inevitably changes the present future.
Jean Claude FARHI è nato a Parigi nel 1940. Nel corso della
sua carriera, lo scultore ha usato diversi tipi di materiali per le
sue opere. La notorietà arriva negli anni Sessanta con i lavori in
plexiglass, tra cui le opere realizzate con Roy Lichtenstein,
Cesar e Arman. Sua è anche la più alta scultura in plexiglass
mai realizzata al mondo: l’opera è alta 34 metri. A partire dagli
anni Novanta, lo scultore incomincia a usare il metallo laccato
e in seguito l’acciaio grezzo. Oggi continua a creare le sue
monumentali serie di sculture metalliche, mantenendo intatto il
suo stile distintivo caratterizzato da forme geometriche variabili. Le sue opere fanno parte di importanti collezioni, sia private
che istituzionali, disseminate per il mondo. Tra le opere pubbliche ricordiamo quelle installate a Pechino, Palm Spring, Budapest, Cannes, Nizza, Anversa, Saint Paul de Vence.
Jean Claude FARHI was born in february 1940 in Paris. The
sculptor has managed to use various types of material for his
sculptures throughout his career. He became famous in the
1960’s for his works in Plexiglass including works with Roy
Lichtenstein, Cesar and Arman. He also realized the tallest
plexiglass sculpture in the world, the piece measures 34
meters high. From the 1990’s he started using lacquered metal
and later crude steel. Today, he continues his creation of
monumental series of metal sculptures, keeping his unique
style characterized by variable geometric forms. His works are
part of major private and institutional collection around the
world. Public orders were installed in: Beijing, Palm Spring,
Budapest, Cannes,Nice, Antwerpen, Saint Paul Vence.
PEARL HUNTER
A RT IS T /
Ferdi Giardini
PEARL HUNTER
Ferdi Giardini
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
190 x 170 cm - h 110 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: metacrilato, finitura laccata specchio.
Base in polietilene.
Mixed technique: methacrylate, lacquered mirror.
Poliethylene base.
Descrizione / Description
Ricetta: “scaldare una lastra di metacrilato a 220
gradi, aspettare 5 minuti, quando è diventata
tenera, morbida come una coperta di cashmere,
prenderla con guanti termici e adagiarla su uno
stampo precedentemente costruito a forma di
cono rovesciato, attendere che si raffreddi e smussare i bordi con la levigatrice. Farla cromare dal lato
interno e poi proteggerla con vernice colorata,
adagirla sulla sfera luminosa di SLIDE e otteremo
Pearl Hunter...Servire in spazi grandi”.
Recipe: “Heat up to 220 degrees a methacrylate
plate, wait 5 minutes and when it becomes tender,
as soft as a cashmere blanket, use the thermal
gloves to place it on a stamp, previously built in the
shape of a reversed cone, wait until it cools down
and smooth the edges with a lapping machine.
Chromium-plate it on the inside and then shield it
with colored paint, place it on the SLIDE light
sphere and here you have Pearl Hunter…To be
served in wide spaces”.
Ferdi Giardini, nasce a Torino nel 1959, dove vive e lavora. Si
diploma all’Accademia di Belle Arti di Torino nel corso di Scenografia. Inizia ad esporre nel 1986 con una personale presso la galleria:
Franz Paludetto di Torino. Continua la sua attività artistica, con
mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Nel 1996
partecipa alla quadriennale di Roma. Nel 1998 partecipa alla I°
biennale Parchi e Natura di Roma. Nel 2006 partecipa alla Biennale
dei Tori e dei Leoni. Dal 2005 ha la cattedra di Laboratorio Materiali
e Modelli II, presso il Politecnico di Architettura Disegno Industriale
Torino. Dal 1996 si occupa di design, e collabora con le aziende di
illuminazione: Luce Plan, Oluce, Ilti Luce, Antonangeli; le sue
invenzioni per queste aziende, sono prodotte e vendute in tutto il
mondo.
Ferdi Giardini was born in 1959 in Turin, where he still lives and
works. He graduates in set design at Turin’s Academy of Art. In
1986 he begins to display his work with a solo exhibition at the
gallery Franz Paludetto in Turin. He carries on his artistic career with
solo and joint exhibitions, both in Italy and abroad. In 1996 he
attends Rome Quadriennale and in 1998 Rome Ist Parchi e Natura
Biennale. In 2006 he attends the Biennale dei Tori e dei Leoni.
Since 2005, he holds the chair of Material and Model Workshop II
within Architecture and Industrial Design Polytechnic University of
Turin . Since 1996 he works in the design field and with lighting
companies: Luce Plan, Oluce, Ilti Luce, Antonangeli. The creations
designed for these companies are produced and sold all over the
world.
DAL 150°
A RT IS T /
Alessandro Guerriero
DAL 150°
© A. GILI
Alessandro Guerriero
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
diam. 190 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Questo "grande oggetto", questa pseudo-scultura
è pensata non in funzione del suo uso, ma come
esempio adatto a indicare un possibile modo di
addentrarsi verso una nuova problematica estetica
di un futuro prossimo. La sua visione globale avrà
senso solo quando anche i più piccoli elementi
esprimeranno la loro identità.
This “big object”, this pseudo-sculpture is designed not in terms of its function, but as a suitable
example for pointing out a possible way to penetrate a new aesthetic issue for the near future. Its
global vision will make sense only when also the
smallest elements will express their identity.
Alessandro Guerriero è uno a cui piace cambiare le regole. Lo fa da
oltre trent’anni. Almeno da quando, nel 1976, fondò Alchimia, il
gruppo di designer che diedero faccia e idee alla post-avanguardia
italiana. Se c’è da far saltare uno schema, piegare la realtà o
soltanto colorare un pensiero, Guerriero non si tira mai indietro.
Parla con un vocabolario tutto suo, in cui l’aggettivo da mettere di
fianco alla parola “Design” è “Romantico”. I lavori di Guerriero sono
ovunque – dal Museo d’Arte Moderna di Tokyo, al Metropolitan
Museum di New York ma il suo sguardo caleidoscopico si è
posato anche sugli spazi meno ortodossi per l’architettura e il
design. Alessandro Guerriero è oggi docente al Politecnico di
Milano e presidente della Naba, la Nuova Accademia di Belle Arti di
Milano. Per Absolut World ha disegnato il muro alle Colonne di San
Lorenzo e per non lasciare in pace nessuno ha lanciato il Compasso di Latta qualche ora fa…
Alessandro Guerriero likes to change the rules. He has been doing
it for over thirty years, almost since 1976 when he founded
Alchimia, the group of designers who put their faces and ideas into
the Italian post-avant-garde. If there is a convention to break, a
reality to bend or only a thought to be colored, Guerriero never
backs off. He speaks with his own vocabulary, in which “Romantic”
is the adjective to be placed beside the word “Design”. Guerriero’s
works are everywhere – from Tokyo’s Modern Art Museum to New
York’s Metropolitan Museum – but his kaleidoscopic gaze has
landed also on architecture and design’s less orthodox spaces.
Today Alessandro Guerriero teaches at Milan’s Polytechnic University and is the President of Naba, Milan’s New Academy of Fine
Arts. For Absolut World he designed the wall at the Colonne di San
Lorenzo and just not to leave anyone in peace he launched the
‘Compasso di Latta’ competition a few hours ago…
GHOST
A RT IS T /
Flavio Lucchini
GHOST
Flavio Lucchini
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
140 x 70 cm - h 250 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: resina, finitura laccata.
Mixed technique: resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Togliere l’effimero alla moda, coglierne l’essenza,
esaltarne il mistero che la rende capace di trasformare e divinizzare la donna è la mission di Flavio
Lucchini, che utilizza perfezione formale, eleganza
e ironia – “tra Canova e Jeff Koons”- quale che sia
il “media” prescelto (acciaio, resina, gesso, tela,
polistirene, carta). La scultura in resina madreperlata, della serie Ghost, è il racconto di un abito,
meglio una tuta da sera, che resta nella memoria,
traccia imperitura del corpo che l’ha indossato.
Pull the ephemeral off fashion, pick its essence,
enhance the mystery that enables it to transform
and deify woman is the mission of Flavio Lucchini,
who uses formal perfection, elegance and irony“between Canova and Jeff Koons”- no matter the
means he used (steel, resin, chalk, canvas, polystyrene, paper). The frosted resin sculpture, from
Ghost series, is a dress story, better if an evening
overalls, that remains in memory, imperishable
trace of the body that wore it.
Flavio Lucchini nasce a Mantova, studia Architettura a Venezia e
Arte all’Accademia di Brera di Milano. Fin da giovanissimo si mette
in mostra per l’audacia e la modernità del suo lavoro grafico.
Trasferitosi a Milano, crea e porta al successo le più importanti
riviste di moda Italiane (da Fantasia a Amica, Vogue, L’Uomo
Vogue, Lei/Glamour, Donna, Moda ed altre), scopre i nuovi talenti
della fotografia, della grafica, del giornalismo e tiene a battesimo
sui suoi giornali tutti i più grandi stilisti. Per trent’anni è il più influente
personaggio dell’editoria di moda italiana. Nel 1990 abbandona
tutti i suoi incarichi per dedicarsi esclusivamente all’arte. Vive tra
Milano, dove ha il suo atelier di scultura, e Parigi, nella home-gallery
di Saint Germain.
Born in Mantua, Flavio Lucchini studied architecture in Venice and
art at the Brera Academy in Milan. From an early age, he drew
attention to himself thanks to the boldness and freshness of his
graphic work. After moving to Milan, he successfully launched the
most important Italian fashion magazines (Fantasia, Amica, Vogue,
L’Uomo Vogue, Lei/Glamour, Donna, Moda among others), discovering the new creative minds of photography, graphic design and
journalism and nurturing on the pages of his magazines the most
brilliant fashion designers. For thirty years, he has been the most
influential figure in the Italian fashion publishing world. In 1990, he
abandoned all his commitments to devote himself exclusively to
art. He lives between Milan, where he has his sculpture atelier, and
Paris, in his home-gallery in Saint-German.
HERE
A RT IS T /
Alessandro Mendini
HERE
Alessandro Mendini
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
230 x 45 cm - h 220 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Here & There. Queste due sculture presentano due
segni astratti come fossero personaggi collocati in
spazi metafisici. La loro presenza in un luogo vuole
creare tensioni positive.
Here & There. These two sculptures represent
abstract signs, as if they were characters that
populate metaphysical spaces. They are intended
to bring positive energy to the atmosphere
surrounding them.
Alessandro Mendini, architetto è nato a Milano. Ha diretto le riviste
"Casabella", "Modo" e "Domus". Realizza oggetti, mobili, ambienti,
pitture, installazioni, architetture. Collabora con compagnie internazionali ed é consulente di varie industrie in Europa e nell'Estremo
Oriente. E' membro onorario della Bezalel Academy of Arts and
Design di Gerusalemme. Nel 1979 e nel 1981 gli è stato attribuito
il Compasso d'oro per il design, è "Chevalier des Arts et des
Lettres" in Francia, ha ricevuto l'onorificenza dell'Architectural
League di New York e la Laurea Honoris Causa al Politecnico di
Milano e all'École Normale Supérieure de Cachan in Francia. E'
professore onorario alla Accademic Council of Guangzhou
Academy of fine Arts in Cina. Il suo lavoro, teorico e scritto, oltre
che progettuale, si sviluppa all'incrocio fra arte, design e architettura.
Alessandro Mendini is an Italian architect, and was born in Milan.
He has been editor-in-chief of the magazines Casabella, Modo and
Domus. Alessandro Mendini makes design objects, furniture,
interiors, paintings, installations and architecture. He produces
work with international manufacturers, and is also a consultant for
companies in Europe as well as the Far East. He is an honorary
member of the Bezalel Academy of Arts and Design in Jerusalem.
In 1979 and 1981 he received the Compasso d’Oro for design. In
France, he carries the title of “Chevalier des Arts et des Lettres”. He
has received recognition from the Architectural League in New
York, and an honorary doctorate degree from the Milan Polytechnic and the École Normale Supérieure de Cachan in France.
Mendini is an honorary professor on the Academic Council at the
Guangzhou Academy of Fine Arts in China. Alessandro Mendini’s
theoretic and written work, along with his design work, finds its
origin at the crossroads between art, design and architecture.
THERE
A RT IS T /
Alessandro Mendini
THERE
Alessandro Mendini
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
220 x 45 cm - h 220 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Here & There. Queste due sculture presentano due
segni astratti come fossero personaggi collocati in
spazi metafisici. La loro presenza in un luogo vuole
creare tensioni positive.
Here & There. These two sculptures represent
abstract signs, as if they were characters that
populate metaphysical spaces. They are intended
to bring positive energy to the atmosphere
surrounding them.
Alessandro Mendini, architetto è nato a Milano. Ha diretto le riviste
"Casabella", "Modo" e "Domus". Realizza oggetti, mobili, ambienti,
pitture, installazioni, architetture. Collabora con compagnie internazionali ed é consulente di varie industrie in Europa e nell'Estremo
Oriente. E' membro onorario della Bezalel Academy of Arts and
Design di Gerusalemme. Nel 1979 e nel 1981 gli è stato attribuito
il Compasso d'oro per il design, è "Chevalier des Arts et des
Lettres" in Francia, ha ricevuto l'onorificenza dell'Architectural
League di New York e la Laurea Honoris Causa al Politecnico di
Milano e all'École Normale Supérieure de Cachan in Francia. E'
professore onorario alla Accademic Council of Guangzhou
Academy of fine Arts in Cina. Il suo lavoro, teorico e scritto, oltre
che progettuale, si sviluppa all'incrocio fra arte, design e architettura.
Alessandro Mendini is an Italian architect, and was born in Milan.
He has been editor-in-chief of the magazines Casabella, Modo and
Domus. Alessandro Mendini makes design objects, furniture,
interiors, paintings, installations and architecture. He produces
work with international manufacturers, and is also a consultant for
companies in Europe as well as the Far East. He is an honorary
member of the Bezalel Academy of Arts and Design in Jerusalem.
In 1979 and 1981 he received the Compasso d’Oro for design. In
France, he carries the title of “Chevalier des Arts et des Lettres”. He
has received recognition from the Architectural League in New
York, and an honorary doctorate degree from the Milan Polytechnic and the École Normale Supérieure de Cachan in France.
Mendini is an honorary professor on the Academic Council at the
Guangzhou Academy of Fine Arts in China. Alessandro Mendini’s
theoretic and written work, along with his design work, finds its
origin at the crossroads between art, design and architecture.
BACKPACK JACK
A RT IS T /
Alex Mocika
BACKPACK JACK
Alex Mocika
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
70 x 60 cm - h 200 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Un po sentinella, un po giramondo, immobile o in
movimento non importa!
Quello che conta davvero è cercare di tenere i
piedi per terra e quando possibile...la testa tra le
nuvole.
Part sentinel, part globetrotter, standing stock-still
or on the move, it doesn’t matter!
What does really count is trying to keep your feet
on the ground and whenever possible...your head
in the clouds.
Alex Mocika è nato a Bruxelles nel 1961. Si laurea in interior
design alla Gerrit Rietveld Academie di Amsterdam nel 1988.
Nello stesso anno si trasferisce a Milano e inizia a collaborare con
lo studio di Alessandro e Francesco Mendini.
Alex oggi è ancora associato dell'Atelier Mendini dove lavora
come architetto e al tempo stesso continua a dipingere e a
firmare progetti a suo nome.
Alex Mocika was born in Brussels in 1961. He took his degree in
interior design at the Gerrit Rietveld Academie in Amsterdam in
1988.The same year he began working in Milan at the design
office of Alessandro and Francesco Mendini.
He continues to be an active associate of Atelier Mendini all the
while painting and designing pojects under his own name.
GENERAZIONE
A RT IS T /
Eun-Sun Park
GENERAZIONE
Eun-Sun Park
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
175 x 130 cm - h 165 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Base metallica.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Metallic base.
Descrizione / Description
Il mio lavoro rappresenta lo stato interiore degli
uomini in astratto. I bicromi accostati evidenziano il
contrasto fra la bellezza dell’ordine e l’instabilita’, la
dualita’ degli esseri umani. Le superficie lisce
manifestano l’amore, le fratture delle cavita’ l’odio e
la tristezza. La semplicita’ delle forme quadrate e
sferiche esprimono l’istinto genuino degli uomini. E
la continua ripetizione manifesta l’espansione
spaziale all’infinito come il sogno, la speranza, la
volonta’ e il futuro.
My work represent the men’s interior state in
abstract terms. The dichromatic juxtaposition
highlights the contrast between the beauty of order
and the instability, the duality of human beings. The
flat surfaces express the love, the cavity fractures,
the hate and the sadness. The simplicity of the
squared and spherical shapes express men’s
genuine instinct. And the incessant repetition
shows men’s endless spatial expansion as
dreams, hope, will and future.
Park Eun-Sun è nato in Corea del Sud nel 1965 e ha conseguito la
laurea in scultura presso il Dipartimento di Belle Arti dell’Università
di Kyung-Hee a Seoul in Corea. Diplomato presso l’Accademia di
Belle Arti di Carrara. Dal 1993 svolge l’attività di scultore a Pietrasanta, in Italia e in Europa. Le strutture in pietra assemblate secondo forme differenti sembrerebbero suggerire un’affinità formale con
l’Arte Minimalista, perché le sue sculture nascono da semplici e
solide forme di cubi geometrici, sfere perfette, cilindri e anelli
tubolari assemblati. Le sue opere sono estate esposte in tutto il
mondo in mostre personali e collettive, le più recenti sono The Alba
Open-Air ad Alba, Italia e la 28th Korea Galleries Art Fair a Busan,
Corea. Nel 2009 ha visto il SUN Arts-Prize. Oggi vive e lavora a
Pietrasanta.
Park Eun-Sun was born in South Korea in 1965 and he graduated
in sculpture at the Art School of Kyung-Hee University in Korea. He
also holds a diploma from the Carrara Academy of Art. Since 1993
he works as a sculptor in Pietrasanta, in Italy and in Europe. The
stone structures arranged according to different shapes seem to
suggest a formal kinship with the Minimalist Art, because his
sculptures come from simple and solid shapes of geometric
cubes, perfect spheres, cylinders and assembled tubular rings. His
works have been displayed all over the world in solo and joint
exhibitions, among which the most recent ones are: The Alba
Open-Air in Alba, Italy, and the 28th Korea Galleries Art Fair in
Busan, Korea. In 2009 he won the SUN Arts-Prize. He currently
lives and works in Pietrasanta.
TANGUEROS
A RT IS T /
Bruto Pomodoro
TANGUEROS
© E. FORLI
Bruto Pomodoro
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
105 x 45 cm - h 180 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Questa scultura, appartenente al ciclo dei Disgiunti,
rispecchia più da vicino la ricerca che lo scultore
sta operando sulla trasposizione in chiave astratta
della figura umana e i suoi movimenti: insieme al
San Cristoforo Barghigiano (2009) e alla Bianca
Odalisca (2011), quest'opera riprende infatti la
ricerca plastica applicata all'anatomia umana, già
effettuata da alcuni grandi maestri del XX secolo,
volta a superare l'antitesi fra figurativo e astratto,
per approdare a un lessico formale universale.
This sculpture, belonging to the Disgiunti cycle,
reflects more closely the research performed by
the sculptor on the abstract transposition of the
human figure and its movements: together with the
San Cristoforo Barghigiano (2009) and the Bianca
Odalisca (2011), this work resumes indeed the
plastic research applied to the human anatomy,
already explored in the past by some great
maestros of the Twentieth-century, aimed at
overcoming the antithesis between figurative and
abstract, in order to come to a universal formal
language.
Bruto Pomodoro nasce a Milano nel 1961. Laureato in biologia,
abbandona il disegno scientifico per dedicarsi principalmente alla
pittura e alla scultura. La sua ricerca artistica, rigorosamente astratta, affronta gli aspetti più segreti del mondo vivente attraverso un
individuale linguaggio simbolico narrativo, basato su un attento
studio dei rapporti cromatici, plastici e compositivi. Fra i suoi cicli
pittorici si ricordino le Contemplazioni, gli Elogi del Quadrato, i
Codici Algenici e i Disgiunti, opere volte a interpretare la scomposizione della forma di figure archetipe secondo le leggi della termodinamica. Dal 2006 Pomodoro sviluppa i suoi caratteristici Archetipi
in chiave tridimensionale, attraverso l’utilizzo di collagés e resine,
per approdare alla scultura tradizionale a tutto tondo, sia in pietra
che in bronzo, seguendo un percorso coerente con la sua ricca
produzione pittorica, in un equilibrato rapporto fra classicismo e
modernità. L’artista vive e lavora a Pietrasanta.
Bruto Pomodoro was born in Milan (Italy) in 1961. His artistic
research, strictly abstract, approaches the most hidden aspects of
alive world through an individual “symbolic-narrative” language,
based on a careful study of the chromatic and composing
relations. Among his pictorial cycles we remind the following
works: the Contemplations, the Square’s Praises, the Algenic
Codes and the Separates. These last paintings are directed to
interpret the breaking down of the form of archetype figure according to the law of thermodynamics. From 2006 Pomodoro
develops his distinctive Archetypes in three-dimensional key,
coming through the use of collages and resins, to the traditional
free-standing sculpture, either in stone or bronze, following a path
coherent to his rich pictorial production, in a well-balance relation
between classicism and modernity. The artist lives and works in
Pietrasanta (Tuscany).
TW IST
A RT IS T /
Karim Rashid
TWIST
Karim Rashid
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
255 x 215 cm - h 175 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Twist esprime la connessione tra continenti e
culture, tra singolo e famiglia, umanita', spiritualita'.
Il genere umano e' collegato in un lembo infinto
dove ognuno influenza il prossimo. Twist rappresenta l'infinita evoluzione delle nostre vite, amori e
connessioni in questo mondo.
Twist speaks about the connection of continents,
cultures , and the links we make with family, humanity and spirituality. Human beings are tied together
in an endless mobius-like strip, each one affecting
the next. Twist gracefully realizes our ever changing
lives, loves, and connections in this world.
Nato a Il Cairo e cresciuto in Canada, Karim lavora adesso a New
York. E’ conosciuto per il suo design “democratico” e per aver
portato l’attenzione per il design al pubblico di massa. Ha progettato per un’impressionante lista di clienti, da Umbra a Prada, da
Miyake a Method, Karim sta radicalmente cambiando l’estetica del
design del prodotto e la stessa natura dei prodotti di consumo. A
tutt’oggi ha circa 2000 oggetti in produzione ed e’ entrato con
successo nel mondo dell’architettura e degli interni, come evidenziato nel design del ristorante Morimomoto di Philadelphia e l’hotel
Semiramis di Atene. Karim ha ricevuto il dottorato onorario in belle
arti dal Corcoran College of Art & Design in D.C. I suoi lavori sono
presenti in 14 collezioni permanenti in musei in tutto il mondo, tra I
quali il MoMA e il SFMoMA, ed attualmente espone in diverse
gallerie.
Born in Cairo and raised in Canada, Karim now practices in New
York. He is best known for bringing his democratic design sensibility to the masses. Designing for an impressive array of clients from
Umbra to Prada, Miyake to Method, Karim is radically changing
the aesthetics of product design and the very nature of the consumer culture. To date he has had some 2000 objects put into
production and has successfully entered the realm of architecture
and interiors as evidenced by the design of the Morimoto restaurant in Philadelphia and Semiramis hotel in Athens. Karim was
awarded a Honorary Doctorate of Fine Arts from Corcoran College
of Art & Design in D.C. His work is in the permanent collections of
14 Museums worldwide including MoMA and SFMoMA and he
exhibits art in various galleries. Karim was an associate Professor
of Industrial Design for 10 years and is now a frequent guest
lecturer at universities and conferences globally.
ROCKET FOR PEACE
A RT IS T /
Fabio Rotella
ROCKET FOR PEACE
Fabio Rotella
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
170 x 170 cm - h 230 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
L’uomo s’interroga spesso sul perché della vita e
sulle cose che regolano i rapporti con i propri simili.
Il ruolo che deve svolgere l’Arte è quello di essere
un riflesso della contemporaneità e di affrontare
responsabilmente le problematiche che prendono
forma nel nuovo presente. “Rocket for Peace” è un
oggetto metafora che richiama l’attenzione sul
bisogno di un’idea di pace universale lontana dal
concetto delle bombe buone e intelligenti. Un razzo
guidato da un messaggero di pace che distribuisce
fiori.
Man often asks himself about the why of life and
things that regulate relations with his fellows. The
role played by Arts is to be a reflection of the
contemporary world and to face problems born in
the new present responsibly. “Rocket for Peace” is
a metaphor object that focuses attention on the
necessity of an idea of universal peace far from the
concept of good and smart bombs. A rocket
piloted by peace’s messanger which distributes
flowers.
Sergio Fabio Rotella, architetto, nato a Catanzaro nel 1963, vive e
lavora a Milano.Master alla Domus Academy di Milano 1988/89.
Dal 1990 al 1995 collabora con l'Atelier Mendini come coordinatore di progetti. Nel 1996 fonda lo "Studio Rotella" che si occupa di
architettura, design e consulenze per Aziende. Architetto eclettico,
legato alle arti applicate che utilizza come punto di riferimento e
fonte di spunti concettuali. I lavori comprendono progetti architettonici di ampio respiro, architetture concettuali come il parco
tematico “ll giardino delle Religioni e del Dialogo“ a Gibellina e
grandi architetture come il “Nuovo Aereoporto della Calabria“,
inoltre è in corso il progetto “Museo Italia“ a Pechino. Fabio Rotella
disegna arredi ed oggetti per le più importanti Aziende come
Bisazza, Buzzi & Buzzi, Slide, Swatch ed altre.
Sergio Fabio Rotella, architect, born in Catanzaro in 1963, lives and
works in Milano. Master at the Domus Academy in Milan 1988/89.
From 1990 to 1995 worked with the Atelier Mendini as coordinator
of projects. In 1996 he founded “Studio Rotella” that deals with
architecture, design and consulting for companies. Eclectic
architect, connected to applied arts which uses as reference point
and source of conceptual ideas. His works include large-scale
architectural projects, conceptual architecture as the theme park "Il
giardino delle Religioni e del Dialogo (“The garden of Religions and
Dialogue")in Gibellina, great architectures as the project “Nuovo
Aereoporto della Calabria” ("Calabria’s new airport”). Moreover the
Italian Ministry of Cultural Heritage and Activities entrusted Fabio
Rotella the task of designing the project “Museo Italia” in Bejing,
which is in progress. Fabio Rotella also designs furnitures and
fittings for important companies like Bisazza, Buzzi&Buzzi, Slide,
Swacht and many others.
XÈELA
A RT IS T /
Marc Sadler
XÈELA
Marc Sadler
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
105 X 60 cm - h 212 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
XÈELA è una figura femminile antropoforma
dall’aspetto mutevole secondo il punto di prospettiva dello sguardo, al pari della percezione di chi la
osserva. Una metafora del pensiero umano e della
realtà, che non ha mai una spiegazione univoca. La
materialità della speciale verniciatura enfatizza il
legame con la natura di questa figlia della terra
senza confini biologici né culturali.
XÈELA is an anthropomorphous female figure with
a changing appearance depending on the
perspective of the eye, in the same way as the
perception of the observer. A metaphor of the
human thinking and of the reality, which never has
a unique explanation. The materiality of the special
painting emphasizes this daughter of the earth
bond with the nature, with no biological or cultural
boundaries.
Francese nato in Austria vive attualmente a Milano dove collabora
con aziende in numerosi settori merceologici. Negli anni 70 ha
concepito il primo scarpone da sci in termoplastico interamente
riciclabile. La provenienza dal settore sportivo gli ha consentito di
esportare conoscenze in settori dove è radicato il concetto di
design in senso più classico. Pluripremiato con il Compasso d’Oro
ADI (Flos_1994, Foscarini_2001 e Caimi Brevetti_2008), ha ricevuto molti altri importanti riconoscimenti internazionali di design. Il
paraschiena disegnato per Dainese è nella collezione permanente
di design del MOMA di New York e la Mite di Foscarini è nella
collezione design del Beaubourg di Parigi. A dispetto della pur
meritata reputazione di designer tecnico è appassionato di pittura,
scultura e disegno, tanto da considerarli i suoi interessi più autentici.
French citizen born in Austria he currently lives in Milan where he
works as a designer for companies specializing in a large number
of market sectors. In the ‘70s he designed the first thermoplastic
recyclable ski boot. His origin from the sports field allowed him to
release knowledge in sectors where the concept of design as a
more classical meaning. A multi-award winner with the Compasso
d’Oro ADI, the award of the Italian Design Association (Flos_1994,
Foscarini_2001 e Caimi Brevetti_2008), he has received many
other important international design awards.The motorcycle back
protector designed for Dainese is now part of MOMA’s permanent
collection in New York and the lamp Mite designed for Foscarini is
part of Beaubourg’s design collection in Paris. Despite his well
deserved reputation as a technical designer, he is very fond of
painting, sculpture and drawing and considers them his true
passions.
L’ALIENO DI VITRUVIO
A RT IS T /
Denis Santachia ra
L’ALIENO DI VITRUVIO
Denis Santachiara
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
170 x 80 cm - h 225 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
E' un progetto dell'immaginario extraterrestre, una
nuova estetica extraumana ispirata dalla storia
aurea dell'arte rinascimentale.
It is a project of the extraterrestrial imagination, a
new extra-human aesthetics inspired by the golden
history of Renaissance art.
Designer outsider nel panorama internazionale, spesso sul confine
tra arte e design. Ha esposto in varie manifestazioni tra cui:
Biennale di Venezia, Documenta 8 in Kassel, prima Biennale
d’Architettura di Shangai. Nel 1984 ha ideato e allestito la mostra
manifesto “La Neomerce”, diventando un riferimento internazionale di un design animato concettuale “tecnopoetico, ironico”. Suoi
oggetti sono nella collezione permanente di diversi musei tra cui:
Moma di NewYork, Musee des arts Decoratifs del Louvre di Parigi,
Centre Pompidou, Denver Art Museum e al neomuseo di
Shanghai. Curatore ed allestitore di eventi, mostre di design e di
Arte con importanti enti, musei nazionali e internazionali. Collabora
ed è consulente con importanti brand di diversi settori. Per il 50°
del Cosmit al Salone del Mobile 2011 ha ideato e curato la mostra
“Principia, Stanze e sostanze delle arti prossime”.
This designer is a sort of outsider within the international panorama, often on the borderline between art and design. He exhibited
his works in several events, among which: Venice Biennale Documenta 8 in Kassel, Shanghai’s first Architecture Biennale. In 1984
he conceived and organized the manifesto exhibition “La Neomerce”, becoming an international benchmark in terms of an animated, conceptual, “techno-poetic, ironic” design. His objects are
displayed in the permanent collection of different museums,
among which: New York’s Moma, Paris’ Louvre Musee des arts
Decoratifs, Centre Pompidou, Denver Art Museum and the new
Shanghai museum. Curator and organizer of events and design
and art exhibitions with important institutions, national and international museums. He works as a consultant for renowned brands
belonging to different fields. For the 50th anniversary of Cosmit,
within the 2011 Salone del Mobile, he planned and curated the
exhibition “Principia, Stanze e sostanze delle arti prossime”.
PIEGO DI LIBRO
A RT IS T /
Stefano Soddu
PIEGO DI LIBRO
© U. CORNI
Stefano Soddu
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
180 x 85 cm - h 180 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: vetroresina laccata.
Mixed technique: lacquered fiberglass.
Descrizione / Description
Un "foglio piegato" è il primo elemento per la
costruzione di un libro. Simbolo dello stesso. La
piega è sbieca a simboleggiare le infinite possibilità
del libro, della parola, delle idee. Così come infinite
sono le possibilità dell´arte quale strumento di
elevazione dell´uomo in direzione dell´assoluto.
L´apparente "inutilità dell´arte" è di fatto "utile" per
osservare un "oltre". La fessura posta su un lato
consente, forse, l´accesso a questo "oltre", feritoia
aperta sul mistero...
A “folded sheet” is the first element to creating a
book. It is its symbol. The fold is oblique to symbolizing the infinite possibilities of the book, of words
and ideas, as infinite are the possibilities of art as an
elevation tool for human beings towards the
absolute. What appears as “uselessness of art” is
actually “useful” to observe a “beyond”. The fissure
on one side permits, maybe, to access this
“beyond”, like a slit open to mystery…
Stefano Soddu nasce a Cagliari nel 1946, nel 1956 si trasferisce a
Milano dove tutt’oggi vive e lavora. La sua carriera si è sempre
concentrata sulle arti visive, vicino alla materia sperimentale di Burri
degli anni ‘60. Di quegli anni sono le sue opere in plastica e le sue
sculture in rame. Nel 1995 fissa in un libro dal titolo "Risalendo la
Corrente" - Soddu/Mininni - una sua esperienza di land art. E´
questo il momento iniziale di un nuovo progetto d´arte in cui il
materiale, spesso di recupero, verrà da Soddu utilizzato nella
scultura e nei lavori decantato da un attento processo di ricerca
estetica e etica. Si avvia così una intensissima attività espositivain
Italia e all´estero. Attuamente, dopo aver lavorato il legno, la
ceramica e il vetro, predilige l´acciaio. Sue opere si trovano in
trentanove importanti musei e collezioni pubbliche sia in Italia che
all´estero.
Stefano Soddu was born in 1946 in Cagliari, in 1956 he moved to
Milan, where today he resides and works. His career has always
been devoted to visual arts, drawing near the experimental material
of Burri in the 60s. His works in plastic and his sculptures in copper
date back to those years. In 1995 he condensed, his experience of
land art, in a book titled “Risalendo la Corrente” (“Swimming
upstream”) - Soddu/Mininni –. It is the starting point of a new art
project in which materials, often salvaged junk, are used in
Soddu’s works and sculptures after they are purified through a
careful process of aesthetic and ethic research. It is the beginning
of an extremely intense exhibition activity (about 350 displays
among collective and personal) in Italy and abroad. After working
with wood, ceramic and glass, Soddu currently prefers steel. His
works can be admired in as many as 39 important museums and
public collections in Italy and abroad.
ROSA DEI VENTI
A RT IS T /
Giuseppe Spagnu lo
ROSA DEI VENTI
Giuseppe Spagnulo
Dimensioni / Dimensions
Biografia / Biography
220 X 30 cm - h 220 cm
Informazioni tecniche / Technical info
Tecnica mista: polistirene, resina, finitura laccata.
Mixed technique: polystyrene, resin, lacquered finish.
Descrizione / Description
Le sculture di Spagnulo inglobano lo Spazio
attraverso il gesto violento che infligge l’artista e
che sospeso nella materia, genera un risultato
espressivo di dinamismo plastico che prescinde
dalla forma. In Rosa dei venti l’intervento sulla
materia è una scomposizione d’impatto: la geometria è spezzata non brutalmente, ma metodicamente a sottolineare la fragilità delle forme finite.
Spagnulo’s sculptures encompass the Space
through the violent act inflicted by the artist and,
being suspended into the material, produces an
expressive effect of plastic dynamism abstracted
from the shape itself. In Rosa dei venti the intervention on the material is a breathtaking breaking
down: the geometry is broken not roughly, but
systematically for highlighting the fragility of defined
shapes.
Giuseppe Spagnulo nasce a Grottaglie nel 1936. Dopo gli studi
all’Istituto di Ceramica di Faenza, si trasferisce a Milano dove
attraverso Nini Valentini incontra e frequenta importanti artisti tra i
quali Lucio Fontana e Arnaldo Pomodoro. A partire dagli anni
Settanta espone in Italia e all’estero: XXVI Biennale di Venezia
(1972), X Quadriennale di Roma (1973), Newport Harbor Art
Museum (1977), Neue Nationalgalerie, Staatliche Museum, Berlino
(1981). All’inizio degli anni Novanta gli viene affidata una cattedra di
scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Stoccarda. Nel 2000 è
stato insignito del Premio Faenza alla carriera e nel 2005 espone al
Guggenheim Museum di Venezia. Tra le opere in spazi pubblici
vanno ricordate Scogliere di fronte al Teatro degli Arcimboldi a
Milano, La foresta d’acciaio al Parco Schuster Ildefonso a Roma e
la Porta della Luce nel Duomo di Prato.
Giuseppe Spagnulo was born in Grottaglie in 1936. After his
studies at the Institute of Ceramics in Faenza, he moves to Milan
where, through Nini Valentini meets important artists such as Lucio
Fontana and Arnaldo Pomodoro. Starting from the Seventies he
exhibits in Italy and abroad: XXVI Venice Biennale (1972), X
Quadriennale, Rome (1973), Newport Harbor Art Museum (1977),
Neue Nationalgalerie, Staatliche Museum, Berlin (1981). At the
beginning of the Nineties he is assigned to teach at the School of
Fine Arts of Stuttgart. Il 2000 he receives the Career Award of
Faenza and in 2005 he holds an exhibition at the Guggenheim
Museum in Venice. Among his works in public spaces have to be
mentioned Scogliere in front of the Arcimboldi Theatre in Milano,
La foresta d’acciaio at the Schuster Ildefonso Park in Rome and
the Porta della Luce in the Duomo in Prato.