Dentro il libro - Ritratto d`autore: Tiziano Terzani

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Dentro il libro - Ritratto d`autore: Tiziano Terzani
Dentro il libro - Ritratto d'autore: Tiziano Terzani
Scritto da Elisa Gelsomino
Mercoledì 10 Dicembre 2014 16:53
Per il mese di dicembre, Il Club del Libro ha deciso di tornare a leggere (dopo La fine è il mio
inizio
, Libro del
Mese di Agosto 2011
)
Tiziano Terzani
con
Un altro giro di giostra
. Corrispondente di guerra ed infaticabile viaggiatore, ha raccontato l'Asia e l'uomo di oggi come
nessun altro.
Tiziano Terzani nasce a Firenze nel 1938. Il padre gestisce un'officina, la madre lavora in
sartoria. Di salute cagionevole, fin da piccolo trascorre periodi nella
valle
dell'Orsigna
, luogo a cui rimarrà legato per tutta la sua vita e in cui, nel 2004, si spegnerà.
Dopo aver frequentato le scuole elementari e medie, il professor Cremasco convince i genitori a
mandarlo al ginnasio: «A lui debbo tutto», dirà poi Terzani. Nonostante le precarie condizioni
economiche familiari – che vedono i genitori impegnare beni al Monte di Pietà per comprargli a
rate un paio di pantaloni lunghi –, Terzani frequenta il
li
ceo classico
Galilei.
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A soli sedici anni, inizia una collaborazione con il Giornale del mattino come cronista
sportivo.
Nel 1957 si diploma e rifiuta un'offerta di lavoro presso la Banca Toscana: «Per me era la morte
civile
». Si iscrive
alla
Facoltà di
Giurisprudenza
alla Normale di Pisa, poco dopo conosce quella che sarà la compagna della sua vita.
Dopo la laurea ed un infruttuoso tentativo di proseguire gli studi all'estero, Tiziano Terzani
approda all'Olivetti, un modello di società cui si sente particolarmente affine. «A quel tempo un
giovane come me, che veniva da una famiglia povera e che voleva impegnarsi socialmente
aveva la scelta tra l’Olivetti e il Partito comunista. Io scelsi l’Olivetti perché rappresentava la
modernità
».
In quegli anni, sposa Angela Staude e compra un terreno nella valle dell'Orsigna.
In qualità di manager, gira il mondo e conosce l'Oriente. Durante un viaggio in Sudafrica,
prepara i primi reportage sull'apartheid, che vengono pubblicati su l'astrolabio, diretto da
Ferruccio Parri.
Insoddisfatto del proprio lavoro all'Olivetti, riprende in mano il sogno di proseguire gli studi
all'estero e si aggiudica una borsa di studio alla Columbia University di New York.
Fa un breve stage al New York Times, continua a scrivere per l'astrolabio e segue eventi
importanti: le lotte civili dei neri, le manifestazioni contro la guerra in Vietnam, l'allunaggio
dell'Apollo 11.
Nel 1968 va a studiare il cinese alla Stanford University ed inizia ad interessarsi
particolarmente al maoismo e al comunismo cinese.
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L'anno successivo, con una seconda laurea ed il figlio Folco nato da pochissimo (tre anni dopo
nascerà, invece, Saskia), Terzani torna in Italia e cerca lavoro come giornalista. Dopo un paio
di mesi, inizia il praticantato nella redazione de
Il Giorno
.
L'idea, maturata a Stanford e rafforzata con gli anni, di fare il corrispondente in Cina lo spinge
a dimettersi e a cercare, in tutta Europa, una testata che possa assecondare il suo sogno: la
trova nello
Spiegel
, che gli offre un contratto da
freelance
per il Sud-est asiatico.
Negli anni Settanta, Tiziano Terzani si stabilisce quindi in Asia, amplia le sue collaborazioni
giornalistiche con importanti quotidiani italiani, documenta la guerra in Vietnam e la caduta di
Saigon
(da cui nascono anche i suoi primi libri
Pelle di leopardo. Diario vietnamita di un corrispondente di guerra 1972-1973
e
Giai Phong! La liberazione di Saigon
), nonché l'invasione della
Cambogia
da parte del Vietnam (
Fantasmi. Dispacci dalla Cambogia
, opera postuma del 2008).
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Dopo aver vissuto a Singapore ed Hong Kong e aver viaggiato per tutto il Sud-est asiatico, nel
1980 Terzani si stabilisce, finalmente, a Pechino. L'esperienza cinese (raccontata ne La porta
proibita
)
dura quattro anni e si conclude con un'
espulsione
per "crimini controrivoluzionari", ma Terzani è un viaggiatore (ed un osservatore) instancabile.
Dopo essere tornato brevemente a Hong Kong, è la volta del Giappone, Paese che non
riuscirà mai ad amare e che lo vedrà colpito, negli anni della permanenza a Tokyo, da una
grave
depressione.
Nel 1990 si trasferisce poi in Thailandia.
All'attività di giornalista, continua ad affiancare quella di scrittore. Nel reportage narrativo Buon
anotte, Signor Lenin
(1992) racconta lo sgretolarsi dell'URSS.
Un indovino mi disse
(1995), il suo libro più popolare, tradotto in ben ventidue lingue, è invece il diario di un anno – il
1993 – in cui, rispettando una profezia che lo vedeva morire in un incidente aereo, riscopre il
piacere di viaggiare via terra e ritrova la vera Asia.
Dopo due anni trascorsi in India, nel 1996 va in prepensionamento e lascia l'attività
giornalistica, con all'attivo oltre duecento reportage.
In Asia (1998) raccoglie articoli e lettere di Terzani durante il periodo trascorso nel continente.
Raccolta di articoli è anche
Lettere contro la guerra (2002), libro di forte impegno etico
ed ideale risposta alle posizioni espresse, in particolar modo, da Oriana Fallaci dopo l'11
settembre 2001.
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Un
altro
giro
di
giostra
(2004),
nostro
Libro
del
Mese
di
Dicembre
2014
Terzani
di
suo
segna
un
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di
svolta.
Diagnosticatogli
un
, non
èpostumo
l'ultimo
scritto
tumore
all'intestino
viaggia
alla
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della
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e
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ricerca
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la
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della
morte.
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che
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un
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anni
suoi
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Asia
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di
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Tiziano
con
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Terzani
la
ritorna
morte.
all'Orsigna.
Ilscritto
Qui
ha
la
mio
inizio
La
fine
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Libro
del
Mese
di
Agosto
2011
,il
raccoglie
dialoghi
edella
riflessioni
tra
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figlio
Folco.
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proprio
di
ildi
figlio
postume
Folco
e
come
la
moglie
Angela
a
tenere
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ricordo
di
Tiziano
Terzani
edi
ad
Un
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che
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più
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ilsi
recente
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Diari
di
una
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.Quest'anno
èopere
caduto
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della
di
Terzani
e,
come
Angela
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«la
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mentre
è
che
nel
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di
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Tiziano
un
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anni
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passato
di
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Non
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è
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cura
di
Elisa
Gelsomino)
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