Diapositiva 1 - Regione Campania

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Diapositiva 1 - Regione Campania
Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza
degli Impianti Prodotti e Insediamenti Antropici
Percorso formativo Regione Campania
«Verifiche di attrezzature, macchine e impianti ex
D.Lgs. 81/08 e s.m.i.»
Verifiche Periodiche
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI
Ing. MARIA NICE TINI
Direttore UOT - TERNI
27 gennaio 2016 - Napoli Centro Direzionale
IL REGIME DI VERIFICHE PERIODICHE
L’allegato VII del D.Lgs. 81/08 e s.m.i. indica tutte le attrezzature che
vengono utilizzate nei luoghi di lavoro che devono obbligatoriamente essere
sottoposte a verifiche periodiche.
Fra le varie attrezzature ci sono anche i ponti sospesi ed i relativi argani.
Attrezzatura
Intervento/periodicità
Ponti sospesi e relativi argani
Verifica biennale
estratto ALLEGATO VII d.lgs.81/08 e smi- Verifiche di attrezzature
Le verifiche periodiche devono essere effettuate con cadenza biennale.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONE
Per ponti sospesi e relativi argani
sono da intendersi piattaforme (o
ponti o navicelle), di qualunque
forma geometrica, sollevate da
argani a motore, mediante organi
flessibili,
destinate
sollevamento
di
persone
al
e
materiali inerenti il lavoro da
eseguire con esclusione di altri
materiali.
L’installazione
può
essere provvisoria o permanente
PREVIGENTE REGIME DI COLLAUDO E VERIFICHE AL DM 11 Aprile 2011
dal dPR 547/55 al DM 04/03/1982
Collaudo e verifiche
Riferimenti
costruttivi
Art. 25 dPR 547/55
dal DM 04/03/1982 al DM 11 Aprile 2011
Collaudo e verifiche
DM del Lavoro 4/3/1982
Art. 50 e 80 dPR 164/56
Circolare Ministero del lavoro e della previdenza
sociale n°30/82
Art. 6 D.M . 12 settembre 1959
Ponti
sospesi e
relativi
argani
Messa in servizio e
verifiche
dal 31 dicembre
1996
fino al 15 maggio
2008
entrata in vigore del
d.lgs. 81/08 e in
particolare fino al
23 maggio 2012 DM
11 Aprile 2011
dPR 547/55
Circolare MLPS
9/2001
dPR 164/56
Riferimenti
costruttivi
DM del Lavoro
4/3/1982
dal 31 dicembre
1996
fino al 6 Marzo
2010
dPR 459/96
( recepimento
della direttiva
98/37/CE)
Dal 6 Marzo 2010
Organo tecnico
incaricato
Libretti di
collaudo
Organo tecnico incaricato
Libretti di
immatricolazione
Organo tecnico
incaricato
ENPI
poi ISPESL
Collaudo e
verifiche con
frequenza
annuale
Modello F per
ponti sospesi
muniti di
argano
Modello G per
argani dei
ponti sospesi
impiegati
nelle
costruzioni
sul quale
sono
annotate
anche le VPS
Richiesta di collaudo al
MLPS
DPL Collaudo e verifiche
con frequenza biennale
Qualora l’organo pubblico
non avesse provveduto
entro
40
giorni
all’esecuzione
del
collaudo, il ponte poteva
essere messo in servizio,
previa effettuazione del
collaudo da parte di un
ingegnere
o
di
un
architetto abilitati.
Libretto di
immatricolazione
di cui all’Allegato
B del DM
04/03/1982
sul quale sono
annotate anche le
VPS
Comunicazione di
messa in servizio al
MLPS
NO collaudo
DICHIARAZIONE CE
di conformità
Manuale di uso e
manutenzione
DPL verifiche
biennali
d.lgs. 17/2010
( recepimento
della direttiva
2006/42/CE)
NORMA
ARMONIZZATA
UNI 1808
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO F
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO F
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO F
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO F
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO F
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO G
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO G
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO G
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO G
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – MODELLO G
CERTIFICATI DI OMOLOGAZIONE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI – ALLEGATO B DM 04/03/1982
PROCEDURE DI VERIFICHE PERIODICHE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI OMOLOGATI E MESSI IN SERVIZIO PRIMA DM 11 APRILE 2011
Attrezzature non marcate CE e conformi al
DM 04/03/1982
Datore di lavoro ha
richiesto il collaudo al
MLPS ?
Attrezzature marcate CE
NO
NO
Datore di lavoro ha
comunicato messa
in servizio al MLPS?
SI
DTL ha provveduto
a redigere libretto
ed ad effettuare
PVP o VPS?
SI
SI
NO
NO
DTL ha
provveduto ad
effettuare PVP ?
Tali attrezzature devono essere
sottoposte a collaudo secondo
procedure DM 04/03/1982
SI
Verbale di prima
verifica e scheda
di identificazione
Regime di verifiche periodiche
MODELLO DI DENUNCIA MESSA IN SERVIZIO/IMMATRICOLAZIONE
PROCEDURE DI VERIFICHE PERIODICHE
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI MESSI IN SERVIZIO DOPO DM 11 APRILE 2011 -IMMATRICOLAZIONE
Ricezione domanda di messa in
servizio/immatricolazione
FASE ESCLUSIVAMENTE AMMINISTRATIVA
Protocollazione domanda di messa
in servizio/immatricolazione
Verifica completezza e correttezza
dei dati della domanda
Richiesta integrazione
Ricezione e protocollazione
integrazione
Dati completi e
corretti ?
Inserimento dati in SIDPI e
assegnazione numero di matricola
COMUNICAZIONE
NUMERO DI
MATRICOLA
RICONVERSIONE MATRICOLA PER BANCA DATI
PONTI SOSPESI MOTORIZZATI OMOLOGATI E MESSI IN SERVIZIO PRIMA DM 11 APRILE 2011
Per le macchine già immatricolate dal Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali, ai sensi del D.M. 4.03.82 è necessario procedere alla
riconversione della matricola, contattando l’help desk INAIL o chiedendo
l’immatricolazione all’UOT competente per territorio.
CODICE IDENTIFICATIVO DELL’ATTIVITA’ PER I PONTI SOSPESI E’ 2
ESEMPIO NUMERO DI MATRICOLA
2016/200100/NA
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI – CLASSIFICAZIONE
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI
PONTI SOSPESI MOTORIZZATO
PONTI SOSPESI AD AZIONAMENTO
MANUALE
SEDIE
SOSPESE
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI
REQUISITI DI SICUREZZA
d.lgs 81/08 e s.m.i Articolo 70
1. Salvo quanto previsto al comma 2, le attrezzature di lavoro
messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi
alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di
recepimento delle Direttive comunitarie di prodotto.
2. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni
legislative e regolamentari di cui al comma 1, e quelle messe a
disposizione dei lavoratori antecedentemente all’emanazione
di norme legislative e regolamentari di recepimento delle
Direttive comunitarie di prodotto, devono essere conformi ai
requisiti generali di sicurezza di cui all’ALLEGATO V.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI
REQUISITI DI SICUREZZA
Si tratta di impianti non più diffusi come un tempo
ante 31.12.1996
Normativa nazionale
•dPR 547/55
•dPR 164/56
•DM 03/04/82
post 31.12.1996
Direttive di prodotto
•89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e
93/68/CEE
• 98/37/CE
•2006/42/CE
RIFERIMENTI NORMATIVI E LORO EVOLUZIONE NEL TEMPO
Poiché si tratta di attrezzature che si installano su edifici/strutture, il
fabbricante è responsabile della conformità della macchina ai requisiti
essenziali di sicurezza e tutela della salute pertinenti e tiene conto,
nella propria valutazione dei rischi, di tutti i rischi derivanti dalla
macchina, inclusi quelli relativi all’installazione della macchina su una
struttura di sostegno
Le istruzioni per l’uso devono contenere le specifiche necessarie per
la struttura di sostegno e dettagliate indicazioni per l’installazione alle
quali dovrà attenersi colui che installa la macchina.
Il fabbricante fornirà le specifiche per la struttura di sostegno della
macchina, in particolare la resistenza al carico.
RIFERIMENTI NORMATIVI E LORO EVOLUZIONE NEL TEMPO
I ponti sospesi e relativi argani con pericolo di caduta verticale superiore
a tre metri rientrano tra le macchine riportate nell’allegato IV della
“direttiva macchine”.
In tali casi, costruire la macchina in conformità alla norma armonizzata
specifica (norma di tipo C), se esiste e se copre tutti i pertinenti requisiti
di sicurezza e di tutela della salute, permette al fabbricante di seguire
procedure di valutazioni semplificate codificate nella stessa “direttiva
macchine”. In caso contrario le procedure previste sono comunque
finalizzate a garantire il rispetto dei pertinenti requisiti di sicurezza e di
tutela della salute riportati nell’allegato I.
L’adozione di una norma armonizzata, quindi, anche nel caso di
macchine comprese in allegato IV (ponti sospesi e relativi argani),
seppure dia presunzione di conformità, ha carattere volontario.
Essa fornisce un’indicazione dello stato dell’arte, determinando il livello
di sicurezza minimo richiesto per quella tipologia di macchine al
momento della costruzione
RIFERIMENTI NORMATIVI E LORO EVOLUZIONE NEL TEMPO
EN 1808
EN 1808
Requisiti di sicurezza per piattaforme sospese a livelli variabili — Progettazione strutturale, criteri di
stabilità, costruzione - Prove
Norma EN
EN 1808:1999
EN 1808:1999+A1:2010
EN 1808:2015
Data pubblicazione G.U.U.E.
Recepimento UNI
GUUE C 318 05.11.1999
UNI EN 1808:2002
GUUE C 284 20.10.2010
UNI EN 1808:2010
non ancora pubblicato riferimento
UNI EN 1808:2015
Si precisa che l’adozione di una norma armonizzata, seppure dia presunzione di conformità alla direttiva di prodotto
specifica, è di carattere volontario e fornisce un’indicazione dello stato dell’arte, determinando il livello di sicurezza
che ci si aspetta da un determinato tipo di prodotto in quel dato momento; il fabbricante della macchina che sceglie di
adottare soluzioni diverse, anche se desunte da altre specifiche tecniche, deve poter dimostrare che la sua soluzione è
conforme ai requisiti di sicurezza e di tutela della salute pertinenti e fornisce un livello di sicurezza almeno equivalente
a quello che si ottiene con l’applicazione delle indicazioni della norma armonizzata specifica
RIFERIMENTI NORMATIVI E LORO EVOLUZIONE NEL TEMPO
EN 1808 – SAE – BMU E TSAE
I ponti sospesi e relativi argani sono macchine che trovano come riferimento
dello stato dell’arte le diverse edizioni della norma EN 1808 in cui sono
denominati Suspended Access Equipment (SAE) ovvero attrezzature
sospese a livello variabile.
Building Maintenance Unit (BMU) ovvero i ponti sospesi installati in maniera
permanente sia
Temporary Suspended Access Equipment (TSAE) ovvero i ponti sospesi
installati in maniera temporanea
RIFERIMENTI NORMATIVI E LORO EVOLUZIONE NEL TEMPO
EN 1808 – SAE – BMU E TSAE
Le BMU sono ponti sospesi installati in permanenza in un edificio
o in una struttura edile e destinati ad essere utilizzati per
operazioni pianificate di routine quali l’ispezione, la pulizia e la
manutenzione. Le BMU sono realizzate da una piattaforma
sospesa per mezzo di un sistema di sospensione che
generalmente è costituito da un carro contenente l’(gli) argano(i)
di sollevamento che opera(no) o su un binario o su una superficie
di scorrimento adatta (ad esempio traccia di calcestruzzo).
L’eventuale monorotaia con carrelli di traslazione o altri elementi
di sospensione, per esempio travi a bandiera, fissate all’edificio e
per mezzo delle quali la piattaforma può essere sospesa, sono da
considerarsi come parti della BMU stessa.
RIFERIMENTI NORMATIVI E LORO EVOLUZIONE NEL TEMPO
EN 1808 – SAE – BMU E TSAE
Le TSAE sono ponti sospesi installati temporaneamente su una costruzione
o una struttura per lavori di costruzione quali la posa in opera del
rivestimento, pittura, manutenzione, riparazione e ristrutturazione di edifici,
ponti, ciminiere e altre strutture. I ponti sospesi temporanei consistono in una
piattaforma (temporary suspended platform o TSP) e in un sistema di
sospensione assemblati sul sito prima dell’inizio dei lavoro. Al termine del
lavoro di propria competenza devono essere smontati e rimossi dal luogo di
lavoro e possono essere riusati altrove. .
RIFERIMENTI NORMATIVI E LORO EVOLUZIONE NEL TEMPO
EN 1808 – SAE – BMU E TSAE
I sistemi ibridi, costituiti da un ponte sospeso collegato ad un sistema di
sospensione installato permanentemente (ad es. carri sul tetto o sistemi
monorotaia), sono stati trattati nell’ultima stesura della norma e risultano
configurazioni impiantistiche sempre più ricorrenti.
Le TSAE sono frequentemente macchine multiconfigurazione e, tra le
possibili configurazioni, si possono annoverare le piattaforma a più pianali
uno sovrapposto all’altro, piattaforme inclinate, piattaforme a sbalzo, a punto
di sospensione singolo, doppio o multiplo, etc……
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONE
Guide: organi rigidi o flessibili destinati ad assicurare la distanza funzionale
della piattaforma di lavoro dalle pareti per tutta la lunghezza degli
spostamenti verticali.
Mensole di sospensione (bracci, travi, staffe, ecc.): strutture di attacco
degli organi flessibili, posti alla estremità superiore della corsa verticale;
Limitatore di velocità: dispositivo atto a contenere la velocità di
funzionamento massima entro un valore limite prefissato;
Limitatore di inclinazione orizzontale: dispositivo che automaticamente
arresta la manovra in corso al superamento della inclinazione massima
prefissata della piattaforma di lavoro.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
Dispositivo
di
autofrenatura:
meccanismo
atto
a
garantire
automaticamente, indipendentemente da azioni di frenatura esterna al
meccanismo, che la velocità di movimento del mezzo, in mancanza di forza
motrice, si riduca gradualmente rispetto alla velocità di esercizio;
Anemometro: misuratore della velocità del vento. Nel caso di impianti
permanenti, installati su edifici di altezza superiore a 60 m è fatto obbligo di
applicare un anemometro alla sommità delle strutture.
Il rilevamento della velocità del vento deve essere possibile in condizioni di
sicurezza.
Portata utile: carico ammissibile sulla piattaforma costituito dalle persone e
dai materiali.
Carico di servizio: somma dei carichi gravanti sulle funi (pesi propri + carico
utile).
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
PIATTAFORMA
Le dimensioni devono essere sufficienti al numero di persone ammesso
sulla piattaforma, insieme ai loro attrezzi e materiali. Come indicazione
generale la larghezza minima interna della piattaforma, senza considerare i
box e i pannelli di comando, deve essere non minore di 500 mm. La
superficie utile per persona non deve essere minore di 0,25 m2
5 quando sussiste il rischio di caduta materiali e si metta in pericolo le
persone, deve essere installato un tetto o altri mezzi di protezione
SAE devono essere equipaggiate con un sistema di ritenuta di caduta che
comprende anche un attacco dell’imbracatura di sicurezza per ogni persona
o un idoneo ancoraggio a fune o a rotaia
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
PIATTAFORMA
L’intero perimetro della piattaforma deve essere dotato di correnti superiori
ed intermedi e fascia fermapiede. L’altezza del parapetto, misurata dalla
faccia superiore del corrente al piano di calpestio della piattaforma, deve
essere non inferiore a 1,0 m. La distanza verticale tra i correnti intermedi e
gli altri correnti, oppure la fascia fermapiede, non deve superare i 500 mm.
Correnti intermedi non sono richiesti se la piattaforma è chiusa.
Per le TSP, la fascia ferrmapiede si deve estendere almeno per 150 mm al
di sopra del pianale della piattaforna. La fascia ferrmapiede non è richiesta
se la piattaforma è chiusa. Non ci devono essere spigoli vivi o angoli
PIATTAFORMA DI UNA BMU
Tutti i lati di una piattaforma di una BMU devono essere completamente
chiusi. Qualora siano adottati parapetti dotati di aperture, queste non
devono consentire il passaggio di una sfera con diametro maggiore di 15
mm ad eccezione dei fori per i piedi. Laddove appropriato, le piattaforme
devono essere dotate di maniglie e fori per i piedi che assistono gli
utilizzatori ad accedere e uscire dalla piattaforma
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
Cancelli di accesso alla piattaforma
Cancelli di accesso alla piattaforma devono essere scorrevoli o devono aprirsi verso
l’interno
I cancelli di accesso alla piattaforma devono essere costruiti in modo da tornare
automaticamente in posizione chiusa e fissata o devono essere interbloccati con la
SAE per evitare la manovra finché non siano chiusi e bloccati. Il cancello di accesso
deve essere aperto solo mediante un’azione intenzionale
Dispositivo anticollisione
Le SAE devono essere dotate di dispositivo/i (..) che arresta/no automaticamente la
discesa se la piattaforma urta contro un ostacolo. Questa funzione viene
realizzata nei seguenti modi:
• per le BMU occorre installare un dispositivo anticollisione o altri dispositivi
• per le TSP deve essere installato un dispositivo che interviene automaticamente
in caso di condizione di assenza di carico e/o in caso di inclinazione della
piattaforma maggiore di 14° e che è autosufficiente (ad es. non richiede una
segnalazione elettrica nei circuiti di sicurezza del sistema di controllo).
Un dispositivo rilevatore di anticollisione superiore o altro dispositivo è richiesto
laddove sia presente un potenziale pericolo da una struttura sovrastante.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
DISPOSTIVI SECONDARI
•
•
•
L’installazione di sistemi di funi di sospensione unitamente a dispositivi
secondari è necessaria per fornire un sistema in grado di contrastare il
pericolo di caduta della piattaforma. Questo requisito può essere
conseguito in due modi:
una singola fune di sospensione attiva, installata unitamente a un
dispositivo anticaduta, capace di sostenere la piattaforma in caso di
rottura della fune di sospensione o dell’argano;
in caso di rottura di una delle due funi di sospensione attive
contemporaneamente, l’altra fune deve essere in grado di sostenere la
piattaforma. In caso di rottura dell’argano, il freno secondario deve
essere in grado di arrestare e sostenere la piattaforma
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
PARACADUTE
Paracadute: dispositivo automatico atto a fermare e sostenere la piattaforma di
lavoro, con il suo carico di esercizio, nel caso venga meno la funzione di
sospensione dell’organo flessibile. Il dispositivo paracadute, deve:
a. essere azionato meccanicamente;
b. avere organi di prese controllabili e sostituibili;
c. portare in stato di fermo la piattaforma caricata con 1,5 volte la portata utile.
L'intervento del medesimo deve provocare l'arresto del macchinario.
Le piattaforme, movimentate da 2 argani indipendenti a bordo, devono essere
provviste di limitatori automatici di pendenza atti ad impedire il superamento di
un'inclinazione della piattaforma, rispetto al piano orizzontale, pari a 0,10 m per ogni
metro di lunghezza della stessa
CONTRAPPESI
Tutti i pesi utilizzati per costituire il contrappeso di un sistema di sospensione devono
essere di solida costruzione (peso massimo di 25 kg) e con il loro peso marcato
permanentemente
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
BRACCI E MENSOLE DI SOSTEGNO DELLE
PIATTAFORME
Le strutture di sostegno degli apparecchi
trasferibili, costituite da mensole fisse o
disposte su carrelli, possono essere
saldamente ancorate alla costruzione o
dotate di idoneo contrappeso (elemento
della macchina destinato a garantire la
stabilità al ribaltamento) ai fini della stabilità
al rovesciamento.
Per la movimentazione dei bracci e mensole,
vengono impiegati argani a fune o catene,o
spintori oleodinamici (in tal caso, deve
essere assicurata la posizione di fermo della
struttura anche in caso di caduta o
mancanza di pressione
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
BRACCI E MENSOLE DI SOSTEGNO DELLE PIATTAFORME
I bracci devono essere dotati nelle posizioni limite di lavoro di dispositivi di
arresto automatico di fine corsa e di sistemi permanenti meccanici di
appoggio.
Le posizioni di massimo o minimo sbraccio devono essere limitate da arresti
fissi meccanici e da dispositivi di arresto automatico con intervento
anticipato rispetto ai primi.
L'eventuale gruppo di rotazione dei bracci deve essere dotato di dispositivo
di frenatura automatico e di sistema di bloccaggio nella posizione di lavoro.
Il suo movimento dovrà essere permesso unicamente tramite appositi
dispositivi di consenso, con la navicella al limite superiore della corsa
verticale e con bracci in posizione di fine corsa superiore
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
CARRELLI DI TRASLAZIONE
Carrello: è la struttura mobile atta a consentire la traslazione del ponteggio
sospeso. Il movimento di traslazione del carrello può avvenire in diversi
modi:
• carrelli scorrevoli su rotaie;
• carrelli scorrevoli su monorotaia;
• carrelli scorrevoli su ruote;
• carrelli scorrevoli su rotaie e su ruote.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
CARRELLI DI TRASLAZIONE
Il movimento di traslazione del carrello deve essere possibile solamente con
piattaforma e braccio nelle posizioni limite superiore.
I carrelli degli impianti permanenti devono essere dotati di sistema frenante
automatico di servizio e di dispositivi di bloccaggio per lo stazionamento
contro lo scorrimento derivante dalla spinta del vento massimo di fuori
servizio.
I carrelli scorrenti su rotaie devono essere dotati agli estremi della corsa di
dispositivi di arresto automatico e di arresti fissi .
L'eventuale urto del carrello contro gli arresti fissi non deve avvenire sulle
ruote.
I carrelli scorrevoli su monorotaia devono essere provvisti di staffe di
sicurezza atte a garantirne la trattenuta anche in caso di rottura dei perni
delle ruote.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
CARRELLI DI TRASLAZIONE
Se il carrello è dotato di timoni manuali di guida, questi devono essere
provvisti di pulsante di arresto d'emergenza,, per consentire l'arresto del
movimento di traslazione in presenza di eventuali ostacoli.
E' consentito il comando a distanza dalla piattaforma del movimento di
traslazione solo per carrelli scorrevoli su guide o dotati di dispositivi in grado
di garantire il mantenimento ad un valore pressoché costante della distanza
tra piattaforma e parete prospiciente. In tal caso, se dalla piattaforma non si
ha la piena visibilità del piano di scorrimento, il carrello deve essere dotato
di un dispositivo di arresto automatico in presenza di ostacoli.
I carrelli possono essere dotati di pneumatici gonfiabili ; in tal caso il
funzionamento deve essere consentito solo previa applicazione di
stabilizzatori.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
DISPOSITIVI DI SICUREZZA
Al verificarsi di una delle seguenti condizioni l’intervento delle
apparecchiature di sicurezza deve arrestare ed impedire tutti o solo alcuni
dei movimenti come appresso specificati:
a) intervento freni di emergenza: tutti i movimenti controllati;
b) intervento paracadute: tutti i movimenti ;
c) piattaforma impigliata: movimento (di salita e discesa) in atto;
d) piattaforma agganciata alle guide: movimenti di traslazione carrello e
brandeggio braccio.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
DISPOSITIVI DI SICUREZZA
Al raggiungimento di una delle posizioni limiti dei movimenti di salita e
discesa piattaforma, traslazione carrello, salita e discesa braccio deve
arrestarsi il rispettivo movimento in atto (dispositivi di arresto automatico di
fine corsa).
Sui movimenti di salita della piattaforma e del braccio devono risultare attivi
anche dispositivi di arresto automatico di extracorsa.
Gli interruttori di extracorsa devono interrompere il circuito di alimentazione
dei motori e dei rispettivi freni.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
ARGANI DI SOLLEVAMENTO
•Gli argani sono apparecchiature che consentono il sollevamento di materiali
e/o persone mediante l’avvolgimento di funi attorno a un cilindro rotante, con
azionamento motorizzato.
•Argani sono apparecchi capaci di sollevare le piattaforme di lavoro;
possono essere di tipo a tamburo od a pulegge di frizione;
•Gli argani di sollevamento possono essere montati a bordo delle
piattaforme o al di fuori delle stesse.
•Gli argani di sollevamento devono essere autofrenanti, oppure dotati di un
sistema di frenatura di emergenza funzionante per eccesso di velocità a
condizione che il motore elettrico sia dotato di freno incorporato.
•Gli argani di sollevamento devono essere provvisti di un dispositivo di
frenatura che garantisca la posizione di fermo del carico in mancanza di
forza motrice.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
ARGANI DI SOLLEVAMENTO
•L'intervento del freno di sicurezza deve provocare l'arresto del macchinario.
•Gli argani di sollevamento con tamburo di avvolgimento delle funi devono
essere dotati di dispositivi di arresto automatico nelle posizioni di massimo e
minimo avvolgimento.
Nella posizione limite inferiore deve essere garantita la presenza di almeno
3 spire avvolte.
•I tamburi sono costituiti solitamente da cilindri in ghisa/acciaio, in alcuni casi
scanalati ed elica; possono esserci uno o due eliche a seconda del numero
di funi avvolte.
•I tamburi di avvolgimento delle funi devono essere provvisti di sistemi di
protezione contro la fuoriuscita delle funi costituito da un guidafune e bordini
di contenimento di altezza pari ad almeno 3 volte il diametro delle funi oltre
l'ultima spira avvolta od altri sistemi equivalenti. Deve inoltre essere prevista
l'applicazione di un dispositivo che assicuri il mantenimento del serraggio
della fune sul tamburo.
•Le pulegge di rinvio devono essere di acciaio, presentare flange di altezza
superiore del 20% del diametro delle funi e risultare protette contro la
fuoriuscita delle funi stesse.
PONTI SOSPESI E RELATIVI ARGANI - DEFINIZIONI
ARGANI DI SOLLEVAMENTO
L’ancoraggio della fune sugli organi di avvolgimento può avvenire in diversi
modi:
• la fune viene appoggiata sulla prima spira del tamburo e viene tenuta salda
da una o due piastrine avvitate sul tamburo che devono essere una gola
adeguata;
• sistemata a bulloni e ganasce: viene praticato un foro inclinato sul tamburo
in corrispondenza dell’inizio della prima spira, dove viene passata ed
ancorata la fune; il foro può essere fatto anche sulla flangia e la fune
ancorata sia all’esterno che all’interno dello stesso;
• la fune, che viene portata all’interno del tamburo, può essere ancorata in
diversi modi, per esempio fra una nervatura e l’altra o su di una sola, viene
riportata una tasca con profilo a cuneo dove viene introdotta la fune; il
bloccaggio è ottenuto interponendo tra fune e tasca una redancia piena a
cuneo.
MODELLO DI RICHIESTA DI PVP
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
Barrare
Barrare e
sostituire con
manuale
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
SCHEDA TECNICA DI IDENTIFICAZIONE
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
VERBALE DI VERIFICA PERIODICA
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
VERBALE DI VERIFICA PERIODICA
GUIDA ALLA COMPILAZIONE
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Grazie per l’attenzione
Ing. Maria Nice Tini
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