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I Micenei
Verso il 1400 i Micenei o Achei
avevano occupato la Grecia, creando
solide monarchie militari sostenute da
grandi eserciti di soldati. Essi lasciarono
splendide tracce nei possenti e ricchi
palazzi di Micene, Pilo, Tirinto e in altre
località, da cui in seguito si mossero per
conquistare Creta. I signori di Creta non
furono in grado di resistere a questo
popolo di guerrieri e si arresero.
Dove vivevano
I Micenei costruirono rocche fortificate: palazzi
circondati da mura in pietra e protetti da robuste
porte. Al centro della città si trovava il Palazzo che
aveva una struttura chiusa. Gli scavi archeologici
hanno portato alla luce le rocche di Micene e
Tirinto.
La società
Le città Micenee erano governate da un Re, scelto
per il coraggio dimostrato in battaglia. Era a capo
dell’esercito e amministrava la giustizia, insieme ai
guerrieri che formavano la nobiltà. I nobili
sostenevano il re con il loro esercito ed in cambio
del loro appoggio ricevevano parte del bottino di
guerra: bestiame, terre e schiavi. Vi era poi il
Consiglio del popolo, formato dagli anziani, che
veniva consultato dal re per prendere le decisioni
più importanti.
Resti della famosa porta di Micene
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All’interno della città, oltre al re ed ai nobili guerrieri, vivevano i mercanti e gli
artigiani. Tra questi i più importanti erano i fabbri, capaci di fabbricare armi in bronzo e
bellissimi oggetti in oro. Fuori dalle mura delle città c’erano i damoi, i villaggi dei
contadini e degli allevatori di cavalli, animali utilizzati sia per la guerra che per la
caccia. I contadini non possedevano le terre , perciò pagavano al re un tributo per avere
il permesso di coltivarle. Gli schiavi catturati in guerra erano quasi tutti di proprietà del
re ed erano destinati ai lavori più umili.
Il culto dei morti
I Micenei seppellivano i morti con il proprio bottino di guerra
e con le ricche armi usate per combattere. Una stele funeraria,
scolpita nella pietra, illustrava e ricordava le imprese militari
del morto che, in genere, veniva raffigurato su un carro da
guerra. Il cadavere veniva seppellito con una maschera
funeraria modellata a partire dal calco del volto del morto che
raffigurava il guerriero con gli occhi chiusi subito dopo la
morte.
Maschera funeraria di Agenore, re di
Micene
La religione
I Micenei erano politeisti. Rappresentavano gli dèi con un aspetto
umano e proprio come gli uomini provavano sentimenti e passioni.
Molti nomi degli dèi Micenei sono quelli dell’antica Grecia: Zeus,
padre degli dèi e degli uomini, raffigurato con i fulmini in mano,
Era sua moglie, dea dei matrimoni e delle nascite, Poseidone, dio
del mare , Demetra dea dei campi coltivati, Venere dea
dell’amore e della bellezza, Athena dea della sapienza e della
guerra, Ermes messaggero degli dèi. Tutte le divinità venivano
rappresentate con statuette di ceramica.
La guerra di Troia e la fine della Civiltà Micenea
Conosciamo alcune vicende di questa civiltà grazie ad una grande opere del poeta greco
Omero: l'Iliade. In questa opera Omero racconta le vicende della guerra combattuta tra
gli Achei e la città di Troia, anche chiamata Ilio, nell'Asia Minore. E’ importante questa
considerazione perché fino a circa 150 anni fa gli storici dubitavano della reale esistenza
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dei Micenei che ritenevano il prodotto della fantasia di Omero. Fu l'archeologo tedesco
Heinrich Schliemann che riuscì a dimostrare l'esistenza delle tracce di Micene e di Troia,
riportandole alla luce attraverso scavi archeologici che hanno permesso poi di ricostruire
la storia di questo popolo. Dopo la guerra di Troia, per la civiltà Micenea iniziò un
periodo di declino in seguito al quale scomparve, e questo avvenne intorno al 1200 a.C.
La scomparsa del popolo è da attribuirsi a feroci guerre combattute contro gli Elleni, le
nuove popolazioni indoeuropee che si erano stabilite in Grecia. La superiorità militare
degli Elleni era dovuta all'uso del ferro, metallo che conoscevano e utilizzavano nella
realizzazione delle proprie armi che risultavano così più leggere e più potenti di quelle in
bronzo.
In questa immagine vedi una
ricostruzione del famoso cavallo di
Troia: con esso l’astuto re greco
Ulisse riuscì a far entrare i suoi
soldati nella città di Troia,
nascondendoli nella pancia del
cavallo. Se vuoi saperne di più su
questa vicenda fai una ricerca
sull’Iliade , uno dei capolavori epici
scritti dal poeta greco Omero.
Con le informazioni che hai studiato in queste pagine ed altre che
puoi trovare in internet, su libri di storia o enciclopedie presenti nella
biblioteca della scuola, costruisci un cartellone della civiltà Micenea
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