Remote Task Manager

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Remote Task Manager
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Guida di riferimento
Remote Task Manager
®
SmartLine Inc
Copyright ©1998-2004 SmartLine Inc. Tutti i diritti riservati. Remote Task Manager è un marchio di SmartLine Inc.
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Sommario
Utilizzo della guida ......................................................................4
1. Introduzione...........................................................................5
1.1
1.2
1.3
1.4
Informazioni generali ............................................................5
Cenni preliminari sulla protezione.........................................6
Requisiti di sistema ..............................................................7
Caratteristiche principali .......................................................8
2. RTM Manager.........................................................................9
2.1
2.2
2.3
2.4
2.5
2.6
2.7
2.8
2.9
2.10
2.11
2.12
2.13
2.14
2.15
2.16
2.17
2.18
2.19
2.20
2.21
2.22
2.23
2.24
2.25
2.26
2.27
2.28
2.29
2.30
Installazione .........................................................................9
Cenni preliminari sull’interfaccia utente ..............................10
Connessione a un computer remoto...................................12
Gestore applicazioni ...........................................................14
Gestore processi ................................................................15
Gestore servizi ...................................................................19
Gestore periferiche.............................................................21
Gestore eventi ....................................................................23
Monitoraggio delle prestazioni ............................................27
Gestore risorse condivise ...................................................29
Monitoraggio della rete .......................................................30
Risorse hardware ...............................................................32
Scheda NetStat ..................................................................34
Security Patch Analyzer .....................................................35
Advanced Service Control Manager, General.....................37
Advanced Service Control Manager, Log On......................40
Advanced Service Control Manager, Recovery ..................42
Advanced Service Control Manager, Dependencies...........44
Advanced Service Control Manager, Security ....................45
Advanced Service Control Manager, Permissions..............46
Advanced Service Control Manager, Auditing ....................48
Advanced Service Control Manager, Ownership ................51
Advanced Service Control Manager, SNMP Agent.............52
Advanced Service Control Manager, SNMP Traps .............53
Advanced Service Control Manager, SNMP Security .........55
Advanced Share Manager, General ...................................57
Advanced Share Manager, Sharing Permissions ...............58
Advanced Share Manager, Connected Users.....................60
Advanced Share Manager, Open Resources .....................61
Arrestare il sistema in remoto .............................................63
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2.31 Esecuzione in remoto .........................................................65
2.32 Bloccare un computer in remoto.........................................67
2.33 Visualizzare informazioni di sistema ...................................68
3. RTM Service.........................................................................70
3.1
Installazione .......................................................................70
4. RTM Console .......................................................................72
4.1
4.2
4.3
Installazione .......................................................................72
Utilizzo................................................................................73
Esempi di utilizzo................................................................76
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Utilizzo della guida
Questa guida presume che l'utente abbia dimestichezza sia con operazioni di base
quali clic, doppio clic e utilizzo del pulsante destro del mouse, sia con il sistema
operativo che egli sta utilizzando sul proprio computer.
In questa guida sono state adottate le seguenti convenzioni tipografiche.
n
n
n
Corsivo: indica nomi di file, percorsi, pulsanti di comando, menu e comandi di
menu.
Grassetto e corsivo: indica note e commenti.
Il carattere "+": separa tra loro i tasti che è necessario premere simultaneamente
per compiere un'operazione. Esempio: per riavviare il computer, premere
Ctrl+Alt+Canc.
Si consiglia di leggere attentamente questa guida. Questa guida presume che l'utente
abbia una conoscenza di base sugli ambienti di rete e sia in grado di installare una rete
locale (LAN).
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1. Introduzione
1.1 Informazioni generali
Gli amministratori di sistema utilizzano strumenti sofisticati in grado di assisterli
nell'attività di gestione delle operazioni sui computer connessi alla rete.
Remote Task Manager (o, in breve, RTM) è un'interfaccia di controllo del sistema
sviluppata da SmartLine Inc, che può essere avviata su qualsiasi computer remoto che
esegue Windows NT, Windows 2000 o Windows XP. Remote Task Manager
rappresenta la soluzione ideale per le aziende che desiderano controllare in remoto i
computer connessi alla propria rete.
Remote Task Manager riduce in modo sensibile il costo di gestione di una rete
aziendale e consente al personale IT di controllare task, processi, servizi, periferiche,
risorse condivise, eventi e prestazioni dei computer connessi a reti locali, WAN o
Internet.
Lo strumento Remote Task Manager è costituito da tre componenti: RTM Service
(rtmservice.exe), RTM Manager (rtmanager.exe) e RTM Console (rtmc.exe).
RTM Service rappresenta il cuore di Remote Task Manager ed è installato su ciascun
client che si desidera gestire in remoto. RTM Service è eseguito automaticamente in
modo invisibile per l’utente e consente l’accesso remoto alla macchina su cui è
installato.
RTM Manager è l'interfaccia di controllo che consente agli amministratori di sistema di
gestire in remoto i computer connessi alla rete sui quali è in esecuzione RTM Service.
RTM Console è simile a RTM Manager ma, a differenza di quest’ultimo, è privo di
interfaccia grafica e consente l’esecuzione dei comandi tramite riga di comando. Grazie
a questa caratteristica, è possibile eseguire RTM Console anche su computer che
eseguono Windows 95, Windows 98 o Windows Me, così da poterli utilizzare per gestire
in remoto i computer che eseguono sistemi operativi basati su Windows NT.
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1.2 Cenni preliminari sulla protezione
Lo scopo principale di Remote Task Manager è garantire funzionalità di controllo
affidabili.
Remote Task Manager utilizza la tecnologia Remote Procedure Call (RPC) per
consentire la comunicazione tra il componente Service e il componente Manager. Per
autenticare le connessioni, Remote Task Manager utilizza il sottosistema di protezione
a livello utente nativo di Windows.
Il sistema di protezione di Remote Task Manager è integrato nel sottosistema di
controllo di accesso di Windows. Solo gli utenti che dispongono dei privilegi di
amministratore possono autenticarsi sui computer remoti sui cui è installato RTM
Service.
Poiché Remote Task Manager utilizza i protocolli standard, opera come ogni altro
strumento di amministrazione di Windows, quale Gestione utenti, Server Manager,
Visualizzatore eventi e così via.
Per evitare l'overflow che potrebbe essere causato da attacchi di negazione del servizio
sulla macchina client, Remote Task Manager verifica su ciascuna macchina client il tipo
e la dimensione dei dati ricevuti.
Dominio di Windows NT
o Active Directory
Implementazione del client
Autenticazione dell’autorità di
protezione locale
Verifica dei dati immessi
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1.3 Requisiti di sistema
Remote Task Manager richiede un qualsiasi computer che esegua Windows NT,
Windows 2000, Windows XP o Windows Server 2003. RTM Console, componente di
Remote Task Manager, inoltre funziona su computer che eseguono Windows 95,
Windows 98 o Windows Me.
Non sono richiesti requisiti particolari per il corretto funzionamento di Remote Task
Manager.
Per utilizzare Remote Task Manager in un ambiente di rete, assicurarsi che sia attivo il
protocollo di rete TCP/IP. Remote Task Manager può essere utilizzato anche su
computer stand-alone.
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1.4 Caratteristiche principali
Remote Task Manager consente agli amministratori di sistema di:
§
Monitorare task in esecuzione, processi, servizi, periferiche, risorse condivise ed
eventi sui computer remoti.
§
Visualizzare le proprietà dei task in esecuzione (quali l'handle della finestra
principale, l'ID di processo e così via).
§
Visualizzare le proprietà dei processi in esecuzione (quali l’ID di processo, la
percentuale di tempo utilizzato dal processore, i privilegi utilizzati, la memoria
occupata, la classe di priorità).
§
Terminare un task in modo corretto.
§
Terminare un determinato processo in qualsiasi momento.
§
Cambiare la classe di priorità di un processo.
§
Specificare quale processore deve essere incaricato di eseguire un processo.
§
Interrompere, avviare, riavviare, sospendere e riprendere un servizio o una
periferica.
§
Modificare i parametri di avvio di un servizio o di una periferica (quali il nome,
l’account, il tipo di avvio, le dipendenze e così via).
§
Modificare i parametri per il servizio di ripristino sui sistemi Windows 2000 e
Windows XP.
§
Modificare i parametri di protezione relativi a servizi e periferiche (permessi,
controllo e proprietario).
§
Visualizzare dinamicamente le prestazioni di un computer (percentuale di tempo
utilizzato dal processore e utilizzo della memoria).
§
Visualizzare dinamicamente le prestazioni della rete.
§
Gestire le risorse condivise su computer remoti.
§
Spegnere e riavviare i computer remoti.
§
Creare processi su computer remoti.
§
Bloccare un computer remoto.
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2. RTM Manager
2.1 Installazione
RTM Manager può essere installato su qualsiasi computer che esegue Windows NT,
Windows 2000, Windows XP o Windows Server 2003.
Per installare RTM Manager, avviare il programma di installazione setup.exe
Durante la fase di installazione, il programma di
installazione setup.exe verifica se sul computer è
presente una versione precedente di RTM Manager, nel
qual caso il programma di installazione suggerirà di
installare il software nella cartella già esistente. Se sul computer non è presente alcuna
versione precedente di RTM Manager, il programma di installazione consiglierà di
installare il software nella cartella Programmi (es. C:\Programmi\Remote Task
Manager). In entrambi i casi, è possibile installare RTM Manager in una cartella di
propria scelta.
Scegliere il tipo di installazione da eseguire: Typical (installa sia il
componente RTM Manager, sia il componente RTM Service) o Custom
(consente di scegliere i componenti da installare. Ad esempio, è possibile
installare solamente RTM Manager selezionando l'opzione RTM Manager).
Una volta terminata l'installazione, per avviare RTM Manager fare clic sul pulsante
Start, quindi scegliere Remote Task Manager dal sottomenu Programmi.
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2.2 Cenni preliminari sull’interfaccia utente
RTM Manager Manager è dotato di un’interfaccia utente intuitiva. Per accedere alle
funzioni del programma, è possibile utilizzare sia il mouse che la tastiera.
È possibile consultare la Guida in linea in qualsiasi momento premendo F1.
RTM Manager non solo consente di ridimensionare la finestra principale trascinandone i
bordi ma ne memorizza automaticamente la posizione e le dimensioni. Se si desidera
attivare automaticamente una scheda all'avvio del programma, specificare il numero
della scheda (da 0 a 9) sulla riga di comando. Esempio: rtmanager.exe tab=4.
Il menu principale di RTM Manager, visibile nella parte superiore
della finestra principale, consente di accedere a tutte le funzioni
principali del programma.
Quando è in esecuzione, RTM Manager mostra un'icona nell'area di
notifica che indica l'utilizzo del processore. Se si sposta il puntatore del
mouse su tale icona, questa visualizzerà la percentuale di tempo
utilizzato dal processore.
Per mantenere la finestra principale di RTM Manager sempre
in primo piano rispetto alle altre applicazioni, scegliere Always
on Top dal menu View. Se si utilizza RTM Manager in modo
frequente e si desidera nascondere l'icona del programma
quando RTM Manager viene ridotto a icona, selezionare Hide
When Minimized dal menu View. Per ripristinare la finestra
nascosta di RTM Manager, fare clic sull'icona del programma
visibile nell'area di notifica.
Per modificare la disposizione delle colonne visualizzate in una scheda, selezionare
Select Columns dal menu View oppure premere F8. È anche possibile ridimensionare la
larghezza delle colonne. Per ordinare i dati visualizzati in una scheda, fare clic
sull'intestazione della colonna di cui si desidera ordinare i valori. Per invertire l'ordine di
visualizzazione, fare clic una seconda volta sulla stessa intestazione di colonna. Per
attivare o disattivare la visualizzazione della griglia, selezionare Enable Grid dal menu
View.
Per aggiornare il contenuto di un elenco, selezionare
Refresh Now dal menu Options oppure premere F5. Per
modificare la frequenza con cui aggiornare un elenco,
selezionare Update Speed dal menu Options. Scegliere
Paused per sospendere l'aggiornamento automatico
dell'elenco.
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È possibile fare clic con il pulsante destro del mouse in un punto qualsiasi della finestra
di RTM Manager per visualizzare un comodo e pratico menu contestuale.
La barra di stato di RTM Manager mostra varie informazioni relative al computer al
quale si è connessi, quali il numero totale di processi, la percentuale di tempo utilizzata
dal processore e la quantità di memoria utilizzata.
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2.3 Connessione a un computer remoto
Al primo avvio, RTM Manager mostra la finestra di dialogo Connect che consente di
scegliere il computer da gestire. Se, ogni qualvolta si avvia RTM Manager, si desidera
che il programma si connetta automaticamente all'ultimo computer remoto gestito,
selezionare Restore Last Connection dal menu Option. Inoltre, è possibile connettersi
automaticamente ad un computer specificando il nome di questo sulla riga di comando.
Esempio: rtmanager.exe \\server.
Per accedere rapidamente alla finestra di dialogo Connect, premere F3 oppure
selezionare Connect dal menu File.
Per selezionare un computer remoto, fare clic sul pulsante Net Browser oppure
immettere manualmente il nome di un computer nel campo presente sul lato sinistro
della finestra di dialogo Connect.
I nomi dei computer a cui ci si connette più spesso vengono
automaticamente memorizzati in una casella combinata, così
da poter essere richiamati più velocemente.
RTM Manager consente di creare un proprio elenco di computer. Per scegliere uno dei
computer presenti in questo elenco, fare clic sul pulsante Computer List. La finestra di
dialogo Computer List
consente di aggiungere,
modificare ed eliminare i
computer e i relativi
commenti dall’elenco. È
possibile aggiungere i
nomi dei computer
importandoli da un file
esterno. Fare clic sul
pulsante Load, quindi
scegliere il file in cui è
memorizzato l'elenco dei
computer da aggiungere.
Il programma supporta
sia i documenti di testo
(file con estensione txt),
sia i file di testo i cui
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valori sono separati da una virgola (file con estensione csv). Per salvare l'elenco dei
computer in un file esterno, fare clic sul pulsante Save, quindi scegliere il tipo di file che
si desidera creare (documento di testo oppure file con estensione csv).
Per connettersi al computer selezionato, fare clic sul pulsante Connect. Se non si
dispone dei privilegi di amministratore sul computer selezionato, RTM Manager
mostrerà la finestra di dialogo Enter Network Password. Tale finestra consente di
accedere al computer remoto utilizzando l'account di un altro utente. La finestra di
dialogo Enter Network Password viene visualizzata quando il controller di dominio non
riconosce l'account dell'utente che tenta la connessione a un computer. Questo si
verifica normalmente quando si è connessi a un computer locale come amministratore e
si tenta di accedere alle risorse del dominio. Per accedere alle risorse del dominio, è
necessario utilizzare un account utente e una password validi, riconosciuti dal dominio.
Un account utente è formato dal nome del dominio, seguito dal carattere backslash (\) e
dal nome dell'utente, ad esempio D1\John.
Per gestire in remoto un computer, questo deve aver necessariamente installato RTM
Service. Remote Task Manager supporta l'installazione remota che consente ad un
amministratore di sistema di avviare un servizio su una macchina remota senza dover
essere fisicamente presente sulla macchina. RTM Manager suggerisce l'installazione di
RTM Service sul computer remoto nei casi in cui il servizio non risulti installato o la
versione installata risulti troppo vecchia. Quando RTM Manager chiede di selezionare il
file da copiare sulla macchina remota, scegliere il file rtmservice.exe (file eseguibile per
l’implementazione di RTM Service). RTM Manager memorizza il file nella cartella di
sistema di Windows del computer remoto (ad esempio, cartella c:\winnt\system32),
sovrascrivendo il file eventualmente già esistente se di una versione precedente.
RTM Manager avvia automaticamente RTM Service se tale servizio risulta arrestato.
Una volta connessi ad un computer remoto, il nome di
questo viene mostrato nella barra del titolo della finestra
principale di RTM Manager.
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2.4 Gestore applicazioni
La scheda Applications fornisce le seguenti informazioni sui programmi
in esecuzione sul computer remoto:
§
§
§
§
§
Task – indica il titolo della finestra principale dell'applicazione.
PID - indica il numero di identificazione del processo associato all'applicazione.
TID - indica il numero di identificazione del thread dell'applicazione.
HWND - indica l'handle, espresso in formato esadecimale, della finestra
principale dell'applicazione.
Status - indica lo stato corrente dell'applicazione (running oppure not
responding).
Windows consente agli utenti di utilizzare desktop multipli, differenti per contenuto. Per
controllare le applicazioni relative ad un determinato desktop,
selezionare quest'ultimo dall'elenco dei desktop.
Per terminare un'applicazione, selezionarla e quindi fare clic sul pulsante End Task (è
anche possibile utilizzare il menu contestuale). RTM Manager invia un messaggio
speciale (WM_CLOSE) alla finestra principale dell'applicazione che, rispondendo a tale
messaggio, si chiuderà automaticamente in modo corretto. Se l'applicazione non
risponde alla richiesta di RTM Manager nell’arco di 5 secondi, RTM Manager visualizza
una finestra di dialogo con i seguenti tre pulsanti:
§
§
§
Wait - concede 5 secondi all'applicazione per terminare le operazioni in corso,
quindi tenta nuovamente di chiudere l'applicazione.
Terminate - termina immediatamente l'applicazione. I dati non salvati andranno
persi.
Cancel - chiude la finestra di dialogo senza tentare ulteriori operazioni e torna
alla scheda Applications.
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2.5 Gestore processi
La scheda Processes fornisce le seguenti informazioni sui processi in
esecuzione sul computer remoto:
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§
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§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
Image Name – indica il nome del processo.
PID - indica il numero di identificazione del processo.
User Name - indica il nome dell'utente proprietario del processo.
CPU – indica la percentuale di tempo utilizzata dal processore.
Create Date/Time - indica la data e l’ora in cui il processo è stato creato.
Processor Time - indica da quanto tempo è attivo il processo (nel formato
O:mm:ss).
Privileged - indica le risorse di sistema disponibili per il processo (valore
espresso in percentuale).
User - indica le risorse di sistema utilizzate dal processo (valore espresso in
percentuale).
Memory – indica la quantità di memoria utilizzata dal processo (valore espresso
in KB).
Mem. Peak - indica la quantità di memoria massima utilizzata dal processo
(valore espresso in KB).
Page Faults - indica il numero di volte che il processo ha dovuto richiamare i dati
dal disco perché questi non sono stati trovati in memoria. Il valore restituito
rappresenta la somma di tutti i valori di pagina non valida verificatisi a partire
dall’avvio del processo.
VM Size – indica la quantità di memoria virtuale riservata per il processo (valore
espresso in KB).
VM Peak – indica la quantità massima di memoria virtuale riservata al processo
(valore espresso in KB).
Page File Usage – indica la quantità di memoria virtuale o spazio di indirizzo
riservato al processo (valore espresso in KB).
Page File Peak – indica la quantità massima di file di paging utilizzato (valore
espresso in KB).
Paged Pool – indica la quantità di memoria di paging (memoria utente) utilizzata
da un processo (valore espresso in KB).
Paged Pool Peak – indica la quantità massima di memoria di paging utilizzata dal
processo (valore espresso in KB).
NP Pool – indica la quantità di memoria non di paging (memoria di sistema)
utilizzata dal processo (valore espresso in KB).
NP Pool Peak - indica la quantità massima di memoria non di paging utilizzata
dal processo (valore espresso in KB).
Prior. – indica la classe di priorità del processo (0 - idle, 24 - real time).
Handles – indica il numero di handle aperti dal processo.
Threads – indica il numero di thread creati e usati dal processo.
Parent PID – indica l’identificativo del processo principale.
Session ID – indica l’ID della sessione Terminal Service a cui il processo
appartiene.
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I valori relativi ai pool di memoria di paging e non di paging non sono precisi. Questi
valori sono ottenuti da contatori interni che conteggiano gli handle duplicati di un
oggetto e lo spazio riservato a tale oggetto. Inoltre, i valori sono arrotondati alle
dimensioni di una pagina di memoria, quindi se un processo utilizza solo parte di una
pagina di memoria, il suo spazio di pool viene sovrastimato. Questi valori possono
comunque essere utilizzati per monitorare le modifiche apportate alla dimensione del
pool di memoria relativa a un processo. I valori dei pool di memoria di paging e non di
paging relativi all’intero sistema, mostrati nella scheda Performance, sono invece
corretti. È quindi possibile che la somma dei valori relativi ai pool di memoria di ciascun
processo non coincida con i valori dei pool di memoria relativi all’intero sistema.
Se si seleziona Show 16-bit Tasks nel menu Options, RTM
Manager enumererà anche tutti i processi a 16 bit attivi sul
computer. Per i processi a 16 bit, RTM Manager non
mostra i seguenti valori, che risulteranno vuoti:
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
User Name
Memory
Mem. Peak
Page Faults
VM Size
VM Peak
Page File Usage
Page File Peak
Paged Pool
Paged Pool Peak
NP Pool
NP Pool Peak
Handles
Threads
Per terminare un processo, evidenziarlo in elenco, quindi fare clic sul pulsante End
Process oppure utilizzare il menu contestuale richiamabile con il pulsante destro del
mouse.
Se si seleziona SmartTerminate™ nel menu Options, RTM Manager attiva una funzione
speciale che consente di terminare in modo corretto un processo (ovvero, chiude tutti gli
handle aperti, rimuove dalla memoria le librerie DLL utilizzate dal processo e così via).
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Se si termina un processo senza attivare l'opzione SmartTerminate™ (ad esempio,
utilizzando lo strumento Task Manager di Windows), le librerie DLL caricate dal
processo risulteranno in uso fino a quando il sistema non sarà riavviato. Per attivare la
funzione SmartTerminate™, selezionare SmartTerminate™ dal menu Options.
È possibile utilizzare la funzione SmartTerminate™ solo per
terminare i processi a 32 bit e non a 16 bit.
Se si desidera terminare un processo e tutti processi che,
direttamente o indirettamente, sono stati avviati da questo,
selezionare End Process Tree dal menu contestuale. Questa
funzione è disponibile solamente per i processi a 32 bit.
Per sospendere temporaneamente un processo, selezionare Suspend Process dal
menu contestuale. Anziché terminare un processo che consuma risorse (ad esempio,
risorse di rete, CPU e così via), è preferibile sospenderlo per poi riattivarlo in un
secondo momento e consentirgli di portare a termine le operazioni interrotte. Per
riprendere l’esecuzione di un processo sospeso, evidenziarlo in elenco, quindi scegliere
Resume Process dal menu contestuale.
Su un sistema multiprocessore (SMP) è possibile scegliere a quale processore
assegnare l’esecuzione di un processo. Selezionare Affinity dal menu contestuale,
quindi scegliere i processori ai quali assegnare il processo. Questa funzione non è
disponibile per i processi a 16 bit o su sistemi monoprocessore.
Per migliorare i tempi di risposta di un processo, è possibile modificarne la priorità di
esecuzione. Tale operazione ha effetto solamente per la durata dell’attività del
processo. All'avvio successivo, infatti, il processo ripristina la priorità alla classe di
appartenenza originale. Per modificare la classe di priorità di un processo, selezionare
Priority dal menu contestuale. È possibile specificare uno dei seguenti valori:
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§
§
§
§
§
§
Realtime – rappresenta la priorità più alta che è possibile assegnare. I thread di
una classe di priorità Realtime superano i thread di tutti gli altri processi,
compresi i processi del sistema operativo che eseguono attività importanti.
High – indica un processo che esegue attività critiche che devono essere avviate
immediatamente per garantirne la corretta esecuzione. I thread di un processo di
classe High superano quelli dei processi di classe a priorità normale o idle.
Above Normal – indica un processo che ha priorità superiore alla classe Normal
ma inferiore alla classe High. È possibile assegnare questo valore solamente su
computer che eseguono Windows 2000 o versione successiva.
Normal – indica un processo che non richiede esigenze specifiche.
Below Normal – indica un processo che ha priorità superiore alla classe Low ma
inferiore alla classe Normal. È possibile assegnare questo valore solamente su
computer che eseguono Windows 2000 o versione successiva.
Low – indica un processo i cui thread vengono eseguiti solo quando il sistema è
inattivo e vengono superati dai thread di qualsiasi processo in esecuzione in una
classe di priorità superiore.
Non è possibile cambiare la classe di priorità di un processo a 16 bit ma è possibile
cambiare la classe di priorità del processo principale (ntvdm.exe). Se si cambia la
classe di priorità del processo principale, si cambia automaticamente la classe di
priorità a tutti i processi a 16 bit derivati da tale processo principale.
ATTENZIONE! Se si assegna ad un processo la classe di priorità Realtime, è possibile
rendere instabile il sistema. Un processo con classe di priorità Realtime occupato
potrebbe infatti impedire l’esecuzione di altri processi o servizi di sistema.
Per visualizzare il processo principale a cui appartiene un
processo, selezionare quest’ultimo, quindi scegliere Go To Parent
dal menu contestuale. RTM Manager evidenzia in elenco il
processo principale che ha generato il processo selezionato. Se il
processo principale non esista più nel sistema perché, ad esempio,
è stato chiuso, RTM Manager non evidenzia alcun processo.
È possibile visualizzare sotto forma di struttura ad albero le relazioni tra i processi. Per
visualizzare le relazioni tra i processi, fare clic sul pulsante Process Tree.
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2.6 Gestore servizi
La scheda Services fornisce le seguenti informazioni sui servizi installati
sul computer:
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
Name – indica il nome del servizio.
Internal Name – indica il nome interno del servizio utilizzato dal database dei
servizi di Windows.
State – indica lo stato attuale del servizio (Started, Stopped, Paused, Starting,
Stopping, Continuing oppure Pausing).
Startup – indica il tipo di avvio del servizio (Automatic, Manual oppure Disabled).
Stop - indica se il servizio accetta o meno il codice di controllo Stop.
Pause & Continue - indica se il servizio accetta o meno i codici di controllo Pause
e Continue.
Shutdown - indica se il servizio è in grado di processare o meno l’arresto del
sistema.
Type – indica il tipo di servizio (Win32 Own Process oppure Win32 Share
Process).
Path – indica il percorso completo del file binario per l'implementazione del
servizio.
Dependencies – elenca i servizi o gruppi di servizi che devono essere avviati
prima del servizio evidenziato.
Per controllare lo stato di un servizio, utilizzare il menu contestuale o uno dei seguenti
pulsanti:
§
Start – tenta di avviare il servizio selezionato se questo è stato arrestato. Nota:
§
Restart - tenta di riavviare il servizio selezionato se questo risulta già avviato. Il
servizio deve accettare il codice di controllo Stop.
§
Stop – tenta di arrestare il servizio selezionato se questo è già avviato o è stato
sospeso. Il servizio deve accettare il codice di controllo Stop.
§
Pause – tenta di sospendere il servizio selezionato se questo è già avviato. Il
servizio deve accettare il codice di controllo Pause.
§
Continue – tenta di riprendere l’esecuzione del servizio selezionato se questo è
stato sospeso. Il servizio deve accettare il codice di controllo Continue.
non è possibile avviare un servizio se il tipo di avvio è impostato su Disabled.
Per selezionare più servizi contemporaneamente, utilizzare i tasti Ctrl o Maiuscolo.
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Se si riavvia o si arresta un servizio da cui dipendono altri servizi attivi, RTM Manager
chiederà di riavviare o arrestare anche tali servizi.
Per visualizzare i servizi dipendenti dal servizio selezionato,
scegliere Dependent Services dal menu contestuale. RTM
Manager aprirà una seconda scheda Services Manager che
visualizzerà i servizi che dipendono dal servizio selezionato.
Se si desidera eliminare un servizio, evidenziarlo e quindi
scegliere Delete dal menu contestuale oppure fare clic sul
pulsante Delete. Se il servizio è avviato, viene arrestato e il
relativo record viene rimosso dal database dei servizi di
Windows.
Per modificare i parametri (quali name, type, dependencies,
account e così via) e il livello di protezione di un servizio, scegliere Edit dal menu
contestuale oppure fare clic sul pulsante Edit. RTM Manager visualizza la scheda
Advanced Service Control Manager che consente di modificare i parametri e il livello
di protezione (permissions, audit e ownership) relativi al servizio.
Per creare un nuovo servizio, fare clic sul pulsante Create. RTM Manager aprirà una
finestra di dialogo che consente di creare un servizio con i parametri desiderati.
Per visualizzare i parametri relativi al processo associato al servizio evidenziato,
selezionare Go To Process dal menu contestuale. RTM Manager mostrerà la scheda
Processes ed evidenzierà il processo associato al servizio. Non è possibile utilizzare
questa opzione se il servizio è arrestato.
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2.7 Gestore periferiche
La scheda Devices fornisce le seguenti informazioni sulla periferiche
installate sul computer:
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
Name – indica il nome della periferica.
Internal Name – indica il nome interno della periferica utilizzato dal database
delle periferiche di Windows.
State – indica lo stato attuale della periferica (Started, Stopped, Paused, Starting,
Stopping, Continuing oppure Pausing).
Startup – indica il tipo di avvio della periferica (Automatic, Manual, Boot, System
o Disabled).
Stop - indica se la periferica supporta o meno il codice di controllo Stop.
Pause & Continue - indica se la periferica supporta o meno i codici di controllo
Pause e Continue.
Shutdown – indica se la periferica è in grado di processare o meno l'arresto del
sistema.
Type – indica il tipo di periferica (Kernel Driver oppure File System Driver).
Path – indica il percorso completo del file binario per l'implementazione della
periferica.
Dependencies - elenca i servizi o gruppi di servizi che devono essere avviati
prima della periferica.
Per controllare lo stato della periferica, utilizzare il menu contestuale oppure fare clic su
uno dei seguenti pulsanti:
§
Start – tenta di avviare la periferica selezionata se questa è stata arrestata. Non
§
Restart – tenta di arrestare e quindi di avviare nuovamente la periferica
selezionata se questa risulta già avviata. La periferica deve accettare il codice di
controllo Stop.
§
Stop – tenta di arrestare la periferica selezionata se questa è già avviata o è
stata sospesa. La periferica deve accettare il codice di controllo Stop.
§
Pause – tenta di sospendere la periferica selezionata se questa è già avviata. La
periferica deve accettare il codice di controllo Pause.
§
Continue - tenta di riprendere l’avvio della periferica selezionata se questa è
stata sospesa. La periferica deve accettare il codice di controllo Continue.
è possibile avviare una periferica se il tipo di avvio è impostato su Disabled.
Per selezionare più periferiche contemporaneamente, utilizzare i tasti Ctrl o Maiuscolo.
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Se si riavvia o si arresta una periferica da cui dipendono altri
servizio attivi, RTM Manager chiederà di riavviare o arrestare
anche tali servizii.
Per visualizzare i servizi dipendenti dalla periferica selezionata,
scegliere Dependent Services dal menu contestuale. RTM
Manager aprirà una seconda scheda Services Manager che
visualizzerà i servizi dipendenti dalla periferica selezionata.
Se si desidera eliminare una periferica, evidenziarla e quindi
scegliere Delete dal menu contestuale oppure fare clic sul
pulsante Delete. Se la periferica è avviata, viene arrestata e il
relativo record viene rimosso dal database dei servizi di Windows.
Per modificare i parametri (quali name, type, dependencies, account e così via) e il
livello di protezione realtivi ad una periferica, scegliere Edit dal menu contestuale
oppure fare clic sul pulsante Edit. RTM Manager visualizzerà la scheda Advanced
Service Control Manager che consente di modificare i parametri e il livello di
protezione (permissions, audit e ownership) relativi alla periferica.
Per creare una nuova periferica, fare clic sul pulsante Create. RTM Manager aprirà una
finestra di dialogo che consente di creare una periferica con i parametri desiderati.
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2.8 Gestore eventi
La scheda Events fornisce le seguenti informazioni sugli eventi:
§
§
§
§
§
§
§
§
Type – indica la classe dell'evento in Windows (Error, Warning, Information,
Success Audit, Failure Audit).
Date/Time – indica la data e l’ora in cui l'evento è stato ricevuto dal servizio di
registrazione degli eventi.
Source – indica il software che ha memorizzato l'evento nel registro degli eventi
(può essere un'applicazione o un componente del sistema).
Event – indica il numero che identifica l'evento.
User – indica il nome dell'utente.
Computer – indica il nome del computer nel quale l'evento è stato registrato.
Record N – indica il numero di serie dell'evento registrato nel registro degli
eventi.
Generated Date/Time – indica la data e l’ora in cui l'evento è stato generato.
È possibile visualizzare uno dei seguenti registri degli eventi:
§
System - consente di gestire il registro degli eventi
System. In questo registro sono memorizzati gli eventi registrati dai componenti
di sistema di Windows.
§
Security - consente di gestire il registro degli eventi Security. In questo registro
sono memorizzati gli eventi registrati dal gestore di protezione di Windows.
Questo registro eventi aiuta a tenere traccia delle modifiche apportate al sistema
di protezione e consente di identificare possibili violazioni della protezione.
§
Applications - consente di gestire il registro degli eventi Application. In questo
registro sono memorizzati gli eventi registrati dalle applicazioni.
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23
Per ulteriori informazioni su un evento, fare clic sul pulsante Detail oppure fare doppio
clic sull'evento visualizzato in elenco. RTM Manager aprirà la finestra di dialogo Event
Detail per visualizzare le seguenti informazioni relative all'evento:
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
Date - indica il giorno in cui l'evento è stato ricevuto dal servizio per la
registrazione degli eventi.
Time - indica l'ora in cui l'evento è stato ricevuto dal servizio per la registrazione
degli eventi.
Source – indica il software che ha memorizzato l'evento nel registro degli eventi
(può essere un'applicazione o un componente del sistema).
Event ID – indica il numero che identifica l'evento.
User – indica il nome dell'utente.
Computer – indica il nome del computer su cui l'evento è stato registrato.
Type – indica la classe dell'evento in Windows (Error, Warning, Information,
Success Audit, Failure Audit).
Category – indica la categoria di appartenenza dell'evento.
Description – mostra una descrizione dettagliata dell'evento.
Data – mostra informazioni rappresentate in forma binaria specifiche dell'evento.
Tali informazioni possono riguardare il contenuto dei registri del processore
durante la ricezione di un errore da parte del driver di una periferica, il dump di
un pacchetto non valido ricevuto sulla rete, il dump di tutte le strutture di un
programma (quando l'area dati viene rilevata come danneggiata) e altro ancora.
Queste informazioni possono essere utili agli sviluppatori di driver di periferica o
applicazioni per la risoluzione di problemi quali bug o modifiche non autorizzate
del codice.
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Per impostare le dimensioni massime del registro degli eventi e il tipo di azione da
eseguire qualora tali dimensioni siano superate, fare clic sul pulsante Settings. RTM
Manager mostrerà una finestra di dialogo che consente di modificare i parametri relativi
al registro degli eventi.
Se si desidera memorizzare il contenuto del registro degli eventi in un file esterno, fare
clic sul pulsante Save, quindi specificare nome e percorso del file da salvare. Per aprire
un file registro memorizzato in precedenza, utilizzare il Visualizzatore eventi di
Windows.
Per reimpostare il registro degli eventi corrente, fare clic sul pulsante Clear. Prima di
procedere, RTM Manager chiederà se si desidera salvare tale registro.
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25
Per filtrare i dati visualizzati nella scheda Events, aprire la finestra di dialogo Event
Filter.
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2.9 Monitoraggio delle prestazioni
La scheda Performance fornisce una panoramica dinamica sulle
prestazioni del computer.
CPU - mostra valori medi sulla percentuale di tempo utilizzato dal
processore (istogramma verde) e valori medi sulla percentuale di tempo
utilizzato dal kernel del processore (istogramma rosso).
CPU Usage History:
§
§
§
Total Time - mostra la percentuale di tempo totale utilizzato dal processore
(Kernel Time + User Time).
Kernel Time – mostra la percentuale di tempo in cui il processore era attivo in
modalità kernel.
User Time - mostra la percentuale di tempo in cui il processore era attivo in
modalità utente.
Per visualizzare il grafico successivo, utilizzare le barre di scorrimento
poste alla base di ciascun grafico.
CPU0, CPU1, ... : questi grafici mostrano
il tempo di utilizzo di ciascun processore
installato nel sistema. RTM Manager
supporta sistemi con al massimo 64 processori attivi.
Ciascun processore è identificato da un numero visibile
nell'area superiore del relativo grafico (CPU 0, CPU 1 e
così via). È possibile visualizzare solo due grafici per volta. Se il sistema dispone di più
di due processori, per visualizzare i grafici successivi, utilizzare la barra di scorrimento
visibile nella parte inferiore dei grafici. Se nel sistema è installato un solo processore, la
barra di scorrimento sarà disattivata.
Memory – mostra la quantità di memoria attualmente utilizzata
(istogramma giallo) e la quantità massima di
memoria utilizzata (istogramma marrone). I valori
sono espressi in kilobyte.
Memory Usage History – mostra la cronologia di
utilizzo della memoria.
Totals - fornisce informazioni sugli handle, i thread e i processi attivi:
§
§
§
Handles – indica il numero totale di handle aperti nel sistema.
Threads – indica il numero totale di thread in esecuzione nel sistema.
Processes – indica il numero totale di processi in esecuzione nel sistema.
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Commit Charge (Kb) – fornisce informazioni sul sistema e sulla memoria allocata ai
programmi (i valori sono espressi in KB):
§
§
§
Total – indica la quantità di memoria utilizzata.
Limit – indica la quantità di memoria massima disponibile per le applicazioni e il
sistema.
Peak – indica la quantità massima di memoria utilizzata dalle applicazioni e dal
sistema, a partire dall'avvio del sistema (valore espresso in KB).
Physical Memory (Kb) – fornisce informazioni sulla memoria fisica installata nel sistema
(i valori sono espressi in KB):
§
§
§
§
Total – indica la quantità di memoria fisica installata nel sistema.
Available – indica la quantità di memoria fisica disponibile.
System Cache – indica la quantità di memoria fisica utilizzata per la cache di
sistema.
System Cache Peak – indica la quantità massima di memoria fisica utilizzata per
la cache di sistema, a partire dall’avvio del sistema.
Kernel Memory (Kb) – fornisce informazioni sulla memoria utilizzata dal sistema
operativo (i valori sono espressi in KB):
§
§
§
Total – indica la quantità di memoria utilizzata dal sistema operativo.
Paged – indica la quantità della memoria di paging. La memoria di paging può
essere utilizzata dalle applicazioni che la richiedono.
Nonpaged – indica la quantità della memoria non di paging. La memoria non di
paging è disponibile solamente per il sistema operativo.
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2.10 Gestore risorse condivise
La scheda Shares fornisce le seguenti informazioni sulle risorse condivise
dal computer:
§
§
§
§
§
§
Share Name – indica il nome della risorsa condivisa.
Comment – mostra il commento relativo alla risorsa condivisa.
Share Type – indica il tipo di risorsa condivisa (Disk Tree, Print Queue,
Communication Device, Interprocess Communication oppure Special).
Path – indica il percorso locale della risorsa condivisa.
User Limit – indica il numero massimo di connessioni simultanee che la risorsa
condivisa è in grado di accettare.
Connected Users – indica il numero di utenti connessi alla risorsa condivisa.
Per visualizzare gli utenti connessi alla risorsa condivisa,
selezionare Connected Users dal menu contestuale. RTM Manager
aprprà una finestra di dialogo che consente di visualizzare gli utenti
connessi alla risorsa selezionata.
Per eliminare la risorsa condivisa selezionata, scegliere Delete dal menu contestuale
oppure fare clic sul pulsante Delete.
Per modificare il commento, il numero massimo di utenti che possono connettersi o il
livello di protezione della risorsa condivisa, scegliere Edit dal menu contestuale oppure
fare clic sul pulsante Edit. RTM Manager visualizzerà la scheda Advanced Shares
Manager che consente di modificare i parametri e il livello di protezione (sharing
permissions) relativi alla risorsa condivisa.
Per creare una nuova risorsa condivisa, fare clic sul pulsante Create. RTM Manager
aprirà una finestra di dialogo che consente di creare una nuova risorsa con i parametri
desiderati (name, type, path e così via).
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29
2.11 Monitoraggio della rete
La scheda Networking mostra, sotto forma di grafico, le prestazioni della
rete. Fornisce un indicatore semplice ma chiaro sullo stato della rete o
delle reti. Ciò si rivela utile per determinare l'ampiezza di banda consumata dalla rete.
Nota: la scheda Networking è disponibile solamente se è installato il protocollo TCP/IP.
Sezione Network Usage History:
§
§
§
Total Traffic - il grafico mostra la percentuale di traffico generato sulla rete (Out.
Traffic + In. Traffic) basato sulla velocità di connessione iniziale dell’adattatore di
rete.
Out. Traffic - il grafico mostra la percentuale di traffico in uscita.
In. Traffic - il grafico mostra la percentuale di traffico in entrata.
Per visualizzare il grafico successivo, utilizzare la barra di scorrimento visibile nella
parte inferiore di ciascun grafico.
§
§
§
§
§
§
§
§
§
§
Name – indica il nome dell'adattatore di rete.
Description – mostra la descrizione dell'adattatore di rete.
Utilization – indica la percentuale di utilizzo della rete, basato sulla velocità di
connessione iniziale dell’adattatore di rete.
Speed – indica la velocità di connessione dell'adattatore di rete ottenuta dalla
velocità di connessione iniziale.
Bytes Sent – indica il numero totale di byte inviati.
Bytes Received – indica il numero totale di byte ricevuti.
Bytes – indica il numero totale di byte inviati e ricevuti.
Unicasts Sent – indica il numero totale di byte da inviare all'indirizzo unicast
richiesto da protocolli di livello più alto.
Unicasts Received – indica il numero totale di byte ricevuti all'indirizzo unicast da
protocolli di livello più alto.
Unicasts – indica il numero totale di pacchetti di dati unicast inviati (Unicasts
Sent) e ricevuti (Unicasts Received).
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§
§
§
§
§
§
Nonunicasts Sent – indica il numero totale di byte da inviare all'indirizzo nonunicast subnet richiesti da protocolli di livello più alto.
Nonunicasts Received – indica il numero totale di byte ricevuti all'indirizzo nonunicast subnet inviati da protocolli di livello più alto.
Nonunicasts – indica il numero totale di pacchetti di dati non-unicast inviati
(Nonunicasts Sent) e ricevuti (Nonunicasts Received).
MAC Address – indica l’indirizzo Media Access Control (MAC) dell'adattatore di
rete.
Legend - indica il colore utilizzato dal grafico Network Usage History.
Actual Speed – indica la velocità di connessione attuale.
Per visualizzare informazioni più dettagliate sull'adattatore di rete selezionato, scegliere
Properties dal menu contestuale.
§
§
§
§
§
§
§
§
Name – indica il nome dell'adattatore di rete.
Description – mostra la descrizione dell'adattatore di rete.
Type – indica il tipo di interfaccia (Ethernet, PPP, SLIP e così via).
MAC Address – indica l’indirizzo Media Access Control (MAC) dell'adattatore di
rete.
Speed – indica la velocità di connessione dell'adattatore di rete ottenuta dalla
velocità di connessione iniziale.
MTU – indica il Maximum Transmission Unit (dimensione massima che un frame
può assumere).
IP Address – indica l’indirizzo IP associato all'adattatore di rete.
Subnet Mask – indica la subnet mask per l'indirizzo IP.
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2.12 Risorse hardware
La scheda Hardware Resources fornisce le seguenti informazioni
sulle assegnazioni di risorsa e i possibili conflitti di condivisione
delle risorse DMA, I/O, IRQ e Intervalli di memoria:
§
§
§
§
Resource – indica la risorsa utilizzata da una periferica.
Device – indica il nome della periferica.
Interface Type – indica il tipo di interfaccia utilizzata dalla periferica (Isa, PCI,
Internal, Plug and Play e così via).
Internal Name – indica il nome interno della periferica utilizzato dal database
delle periferiche di Windows.
È possibile visualizzare uno dei seguenti elenchi:
§
DMA - fornisce informazioni sull'accesso diretto alla memoria. I trasferimenti
DMA consentono il passaggio dei dati tra le periferiche hardware e la memoria di
sistema senza coinvolgere il processore. La colonna Resource mostra il canale
DMA utilizzato dalla periferica visualizzata nella colonna Device.
§
I/O - fornisce informazioni sul canale di comunicazione utilizzato dalle periferiche
hardware. La colonna Resource mostra la risorsa utilizzata dalla periferica I/O
visualizzata nella colonna Device.
§
IRQs - fornisce informazioni sui canali dei livelli di interrupt di sistema e indica
quali periferiche sono associate a un determinato canale. La colonna Resource
mostra il canale IRQ utilizzato dalla periferica visualizzata nella colonna Device.
§
Memory - fornisce informazioni sugli intervalli di indirizzi di memoria utilizzati per
consentire alle periferiche di comunicare con il sistema operativo. La colonna
Resource mostra l'indirizzo di memoria utilizzato dalla periferica visualizzata
nella colonna Device.
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Per modificare i parametri o il livello di protezione relativi alla periferica selezionata,
scegliere Edit dal menu contestuale oppure fare clic sul pulsante Edit. RTM Manager
visualizzerà la scheda Advanced Service Control Manager che consente di
modificare i parametri e il livello di protezione (permissions, audit e ownership) relativi
alla periferica selezionata. Questa opzione è disponibile solamente se la periferica
dispone di un nome interno.
Per visualizzare i paramenti relativi alla periferica elencati nel database delle periferiche
di Windows, selezionare Go To Device. RTM Manager visualizzerà la scheda Devices
ed evidenzierà il record associato alla periferica. Questa opzione è disponibile
solamente se la periferica dispone di un nome interno.
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2.13 Scheda NetStat
La scheda NetStat fornisce le seguenti informazioni sulle connessioni di
rete TCP/IP (endpoint di TCP e UDP). Nota: la scheda NetStat è disponibile
solamente se nel sistema è installato il protocollo TCP/IP.
§
§
§
§
§
§
§
§
Image Name – indica il nome del processo proprietario della connessione.
PID – indica l’identificativo del processo.
Local Address – indica l’indirizzo locale della connessione.
Local Port – indica la porta locale della connessione.
Remote Address – indica l’indirizzo remoto della connessione (l’indirizzo esiste
solamente se la connessione TCP è attiva).
Remote Port – indica la porta remota della connessione (la porta esiste
solamente se la connessione TCP è attiva).
State – indica lo stato della connessione (LISTENING, ESTABLISHED,
CLOSING e così via). Valido solo per connessioni TCP.
Protocol – indica il protocollo utilizzato per aprire una connessione (TCP o UDP).
Per visualizzare i nomi risolti, selezionare la casella di controllo
Resolve Addresses. Se l'opzione Resolve Addresses è selezionata,
RTM Manager tenta di risolvere gli indirizzi IP e le porte con i
rispettivi nomi (DNS). Se l'opzione Resolve Addresses non è selezionata, gli indirizzi IP
e le porte sono visualizzati con la loro rappresentazione numerica.
Per chiudere le connessioni TCP attive (identificate con lo stato
ESTABLISHED), fare clic sul pulsante Close Connection oppure
scegliere la corrispondente voce dal menu contestuale.
Per visualizzare i parametri del processo associato alla connessione selezionata,
scegliere Go To Processes dal menu contestuale. RTM Manager visualizzerà la scheda
Processes che evidenzierà il processo associato alla connessione.
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2.14 Security Patch Analyzer
La scheda Security Patch Analyzer raccoglie informazioni sulle
patch di protezione installate per i seguenti sistemi operativi e
per le seguenti applicazioni: Windows NT 4.0, Windows 2000, Windows XP, Windows
Server 2003, IIS 4.0, IIS 5.0, SQL Server 7.0, SQL Server 2000, MSDE 2000, MDAC
2.5-2.8, MSXML 2.6, MSXML 3.0, MSXML 4.0, MSXML 5.0, Internet Explorer 5.01 e
versioni successive, Exchange 5.5, Exchange 2000, Exchange 2003, Windows Media
Player 6.4 e versioni successive, Microsoft Virtual Machine, Microsoft Office e così via.
La scheda Security Patch Analyzer è disponibile solo se sul computer locale è installato
il parser Microsoft XML (MSXML) 4.0 o versione successiva.
§
§
§
§
§
§
§
§
§
Product - specifica per quale prodotto è stata progettata la patch.
Status - mostra il tipo di notifica relativo alla patch.
Bulletin - specifica quale bollettino sulla sicurezza Microsoft descrive la patch.
Patch Name - mostra il nome del file eseguibile della patch.
QNumbers - specifica quale articolo della Knowledge Base di Microsoft fornisce
informazioni sulla patch.
Title - mostra una breve descrizione del problema risolto dalla patch.
Reason - spiega perché la patch risulta come non installata.
Included In - specifica in quale service pack (pacchetto cumulativo) è inclusa la
patch.
Location - specifica l'indirizzo Internet dal quale è possibile scaricare la patch.
Per determinare quali aggiornamenti della protezione sono installati nel sistema,
Security Patch Analyzer utilizza le informazioni memorizzate nel file mssecure.xml, un
file in formato Extensible Markup Language (XML) rilasciato e costantemente
aggiornato da Microsoft. In questo database XML sono contenute informazioni relative
agli aggiornamenti della protezione disponibili per ogni prodotto Microsoft.
Una volta avviato Security Patch Analyzer, RTM Manager scarica una copia compressa
del file XML (mssecure.cab), quindi estrae il contenuto dell'archivio CAB nella cartella
d'installazione di RTM, sul computer locale. Per scaricare il database XML delle patch
(via http), è necessario che il computer sia in grado di connettersi ad Internet.
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Per visualizzare informazioni avanzate su una patch, fare doppio clic su di essa, oppure
evidenziarla e quindi fare clic sul pulsante Detail. RTM Manager visualizzerà tutte le
informazioni più importanti relative alla patch selezionata nella finestra di dialogo
Properties.
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2.15 Advanced Service Control Manager, General
Questa scheda consente di visualizzare o modificare i parametri generali relativi ad una
periferica o un servizio. Consente inoltre la creazione di una nuova periferica o di un
nuovo servizio.
Service Name: - indica il nome interno del servizio o della periferica utilizzato dal
database dei servizi o delle periferiche di Windows.
Display Name: - indica il nome del servizio o della periferica.
Path to executable: - indica il percorso completo del file binario per l’implementazione
del servizio o della periferica.
Description: - consente di specificare un commento che descrive lo scopo del servizio o
della periferica.
Status: - indica lo stato corrente del servizio (Started, Stopped, Paused, Starting,
Stopping, Continuing oppure Pausing).
Start parameters: - specifica parametri, separati da uno spazio, eseguiti dal servizio o
dalla periferica all'avvio. Se lo stato del servizio o della periferica è diverso da Stopped,
i parametri specificati sono ignorati.
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Error Control - indica l'azione intrapresa dal programma di avvio (boot) se è impossibile
avviare il servizio o la periferica durante l'avvio. È possibile specificare uno dei seguenti
valori:
§
Ignore - il programma di avvio registra l'errore e continua con l'operazione di
avvio.
§
Normal - il programma di avvio registra l'errore, visualizza una casella di
messaggio e continua l'operazione di avvio.
§
Severe - il programma di avvio registra l'errore e, se è in avvio l'ultima
configurazione sicuramente funzionante, continua l’operazione di avvio. In caso
contrario, il programma di avvio riavvia il sistema con l'ultima configurazione
sicuramente funzionante.
§
Critical - il programma di avvio registra l'errore, se possibile e, se è in avvio
l'ultima configurazione sicuramente funzionante, continua l’operazione di avvio.
In caso contrario, il programma di avvio riavvia il sistema con l'ultima
configurazione sicuramente funzionante.
Service - indica il tipo di servizio o di periferica. È possibile specificare uno dei seguenti
valori:
§
Win32 Own Process - indica che il servizio è in esecuzione in un processo
proprio.
§
Win32 Share Process - indica che servizio condivide un processo con altri
servizi.
§
Kernel Driver - indica un driver di periferica.
§
File System Driver - indica un driver di sistema.
StartUp - specifica quando avviare un servizio o una periferica. È possibile assegnare
uno dei seguenti valori:
§
Automatic - indica un servizio o una periferica avviata automaticamente in fase di
avvio del sistema dal Gestore di controllo del servizio.
§
Manual - indica un servizio o una periferica avviata manualmente dall'utente.
§
Disabled - indica un servizio o una periferica che non può essere avviata.
§
Boot - indica una periferica avviata dal programma di caricamento del sistema
operativo.
§
System - indica una periferica avviata durante l'inizializzazione del sistema.
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Per controllare lo stato di un servizio o di una periferica, utilizzare i seguenti pulsanti:
§
Start – tenta di avviare il servizio o la periferica selezionata se questa è stata
arrestata. Nota: non è possibile avviare un servizio o una periferica se il tipo di
avvio è impostato su Disabled.
§
Restart - tenta di riavviare il servizio o la periferica selezionato se questa è stata
avviata.
§
Stop – tenta di arrestare il servizio o la periferica selezionata se questa è stata
avviata o sospesa. La periferica deve essere in grado di accettare il codice di
controllo Stop.
§
Pause - tenta di sospendere il servizio o la periferica selezionata se questa è
stata avviata. La periferica deve essere in grado di accettare il codice di controllo
Pause.
§
Continue – tenta di riprendere il servizio o la periferica selezionata se questa è
stata sospesa. La periferica deve essere in grado di accettare il codice di
controllo Continue.
Se si tenta di riavviare o arrestare un servizio o una periferica da cui dipendono altri
servizi attivi, Advanced Service Control Manager chiederà di riavviare o arrestare
anche tali servizi.
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2.16 Advanced Service Control Manager, Log On
Questa scheda consente di visualizzare o modificare i parametri di connessione relativi
ad un servizio o ad una periferica e consente di attivare o disattivare un servizio o una
periferica in base ai profili hardware. Questa scheda consente inoltre di creare un nuovo
servizio o una nuova periferica.
Log On As - indica l'account utente da associare al processo del servizio. È possibile
specificare uno dei seguenti valori:
§
System account – il servizio si connette come account LocalSystem.
§
This account: - specifica un nome account nel formato
NomeDominio\NomeUtente. Su sistemi Windows NT, questo parametro è
disponibile solamente per i servizi di tipo Win32 Own Process.
Allow system to interact with desktop – indica se il servizio può interagire o meno con il
desktop. Questo parametro è disponibile solamente per i servizi che si connettono al
sistema con l’account LocalSystem.
Choose User... – apre una finestra di dialogo che consente di scegliere uno degli utenti
disponibili sul sistema. Questo pulsante è disattivato se al parametro Log On As è
assegnato il valore System account.
Password: - indica la password assegnata all’account utente specificato per il
parametro This account. Se al parametro Log On As è assegnato il valore System
account, questo parametro è disattivato.
Confirm Password: - password di conferma assegnata all’account utente specificato per
il parametro This account (evita errori accidentali di immissione della password).
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Per attivare o disattivare una periferica o un servizio relativi a un profilo hardware,
selezionare il profilo hardware che si desidera configurare e quindi scegliere il pulsante
Enable o Disable. Per selezionare più profili hardware contemporaneamente, utilizzare i
tasti Ctrl e Maiuscolo. Per impostare nuovi profili hardware, fare clic sull’icona Sistema
dal Pannello di controllo.
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2.17 Advanced Service Control Manager, Recovery
Questa scheda consente di mostrare o modificare i parametri relativi al ripristino dei
servizi. Questa scheda imposta l’azione che il controller del servizio deve eseguire nel
caso in cui si verifichi un problema con un servizio. Questa scheda è disponibile solo per
i sistemi Windows 2000 e Windows XP.
First attempt: - specifica l’azione che il controller del servizio deve eseguire al primo
tentativo.
Second attempt: - specifica l’azione che il controller del servizio deve eseguire al
secondo tentativo.
Subsequent attempt: - specifica l’azione che il controller del servizio deve eseguire ai
tentativi successivi.
§
Take No Action – il controller del servizio non esegue alcuna azione.
§
Restart the Service – il controller del servizio tenta di riavviare il servizio.
§
Run a File – il controller del servizio prova ad eseguire un file esterno.
§
Reboot the Computer – il controller del servizio tenta di riavviare il sistema.
Reset 'Fail Count' to zero after: - specifica il tempo, espresso in ore, dopo il quale il
numero dei tentativi è reimpostato a zero (nel caso in cui non si verificano più problemi).
Restart service delay – indica i minuti da attendere prima di eseguire l’azione Restart
the Service. Questo parametro è disponibile solamente se è selezionata l’azione
Restart the Service.
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Run the following file: - specifica il percorso del file da eseguire (azione Run a File). Al
processo è associato lo stesso account utente associato al servizio. Questo parametro
è disponibile solamente se è selezionata l’azione Run a File. Non specificare
un’applicazione o uno script che richieda l’intervento dell’utente.
Command line parameters: - indica i parametri da passare al programma specificato per
il parametro Run the following file. Questo parametro è disponibile solamente se è
selezionata l’azione Run a File.
Append 'Fail Count' to end of command line (/fail=%1%) – indica se il parametro
/fail=%1% deve essere aggiunto o meno alla riga di comando. Il controller del servizio
sostituisce la variabile %1% con il numero totale di tentativi eseguiti. Questo parametro
è disponibile solamente se è selezionata l’azione Run a File.
Reboot Computer Information... – apre una finestra di dialogo che consente di
specificare un messaggio da inviare agli utenti connessi al server prima di riavviare il
sistema (azione Reboot the Computer). Questo pulsante è disponibile solamente se è
selezionata l’azione Reboot the Computer.
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43
2.18 Advanced Service Control Manager, Dependencies
Questa scheda consente di mostrare o modificare le dipendenze di un servizio o di una
periferica. Questa scheda consente inoltre di creare un nuovo servizio o una nuova
periferica.
Load Order Group – specifica il nome del gruppo dell’ordine di caricamento da cui
dipende l’esecuzione del servizio o della periferica. Il programma di avvio utilizza questo
elenco per determinare la sequenza di caricamento dei servizi o delle periferiche nel
sistema operativo. È possibile aggiungere un servizio o una periferica ad un gruppo in
modo da creare una dipendenza tra un altro servizio o periferica e tale gruppo.
Dependencies – elenca i servizi o i gruppi dell’ordine di caricamento che devono essere
avviati prima del servizio o della periferica selezionata. La dipendenza da un servizio o
da una periferica implica che questo servizio o questa periferica può essere avviato solo
se è in esecuzione il servizio da cui dipende. La dipendenza da un gruppo implica che il
servizio può essere avviato se è in esecuzione almeno un membro del gruppo dopo un
tentativo di avvio di tutti i membri del gruppo.
Services – elenca i servizi disponibili nel sistema.
Service Groups – elenca i gruppi dell’ordine di caricamento disponibili nel sistema.
Per aggiungere una dipendenza all’elenco Dependencies, selezionare il servizio (elenco
Services) o il gruppo dell’ordine di caricamento (elenco Service Groups), quindi fare clic
sul pulsante <<. Per selezionare più voci contemporaneamente, utilizzare i tasti Ctrl o
Maiuscolo.
Per rimuovere una dipendenza, selezionarla dall’elenco Dependencies e quindi fare clic
sul pulsante >>. Per selezionare più voci in elenco, utilizzare i tasti Ctrl o Maiuscolo.
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44
2.19 Advanced Service Control Manager, Security
Questa scheda consente di mostrare o modificare i parametri di protezione relativi a un
servizio o ad una periferica.
Per visualizzare o impostare
i permessi relativi a un
servizio o ad una periferica,
fare clic sul pulsante
Permissions.
Una volta creato un servizio o una periferica, Gestione controllo servizi assegna le
autorizzazioni predefinite all’oggetto servizio o periferica. Per modificare le
autorizzazioni predefinite, aprire questa finestra di dialogo.
Nota: concedere determinati privilegi di accesso a utenti non attendibili potrebbe
consentire loro di interferire con l’esecuzione di servizi o periferiche nonché garantire
loro l’esecuzione di applicazioni con account LocalSystem.
Per mostrare o impostare
informazioni di controllo
relative a un servizio o ad
una periferica, fare clic sul
pulsante Auditing.
Il controllo consente la segnalazione di azioni che potrebbero violare la protezione del
sistema e l’identificazione degli account utente utilizzati per eseguire azioni controllate.
Il controllo consente solamente di individuare l’account utente che ha generato un
evento controllato. Quando si verifica un evento controllato, RTM aggiunge una nuova
voce nel registro protezione di Windows. Per visualizzare il registro protezione di
Windows, aprire la scheda Events Manager.
Per diventare proprietario di
un servizio o di una
periferica, fare clic sul
pulsante Ownership.
L’utente che crea un servizio o una periferica ne diventa automaticamente proprietario.
Il proprietario di un servizio o di una periferica è sempre autorizzatto ad utilizzare tale
oggetto, perfino se il gruppo Admins gli revoca esplicitamente l’autorizzazione.
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2.20 Advanced Service Control Manager, Permissions
Questa scheda consente di visualizzare o cambiare le autorizzazioni assegnate agli
utenti relative a un servizio o ad una periferica.
Service Name: - indica il nome del servizio o della periferica.
Owner Name: - indica il nome del proprietario del servizio o della periferica.
Accounts – indica il nome di un utente o di un gruppo di utenti.
Access Type – specifica il tipo di accesso consentito a un utente o ad un gruppo di
utenti:
§
Allowed – tutte le autorizzazioni selezionate sono consentiti per l’utente o per il
gruppo di utenti selezionato.
§
Denied - tutte le autorizzazioni selezionate sono negate per l’utente o per il
gruppo di utenti selezionato.
Rights – elenca tutte le autorizzazioni disponibili per un servizio o una periferica:
§
Start – consente di avviare un servizio o una periferica.
§
Stop – consente di arrestare un servizio o una periferica.
§
Pause – consente di sospendere e riprendere un servizio o una periferica.
§
User Defined Control – consente all’utente di definire un’azione per il servizio o
per la periferica.
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§
Query Status – consente di eseguire una query sullo stato di un servizio o di una
periferica.
§
Interrogate – accetta la richiesta di aggiornare le informazioni sullo stato di un
servizio o di una periferica.
§
Enum Dependecies – consente di enumerare le dipendenze di un servizio o di
una periferica.
§
Query Configuration – consente di leggere la configurazione di un servizio o di
una periferica.
§
Change Configuration – consente di modificare la configurazione di un servizio o
di una periferica.
§
Delete – consente di eliminare un servizio o una periferica.
§
Query Security – consente di leggere le informazioni di protezione di un servizio
o di una periferica.
§
Change Security – consente di modificare le informazioni di protezione di un
servizio o di una periferica.
§
Change Owner – consente di cambiare il proprietario di un servizio o di una
periferica.
Per aggiungere un nuovo utente o gruppo di utenti all’elenco degli account, fare clic sul
pulsante Add. È possibile aggiungere più account contemporaneamente.
Per eliminare una voce dall’elenco degli account, fare clic sul pulsante Remove. Per
selezionare più voci in elenco, utilizzare i tasti Ctrl o Maiuscolo.
Per impostare come predefinite le autorizzazioni assegnate a un servizio o ad una
periferica, fare clic sul pulsante Set Default. Le autorizzazioni predefinite sono attivate
utilizzando una delle seguenti funzioni di selezione di accesso:
§
L’account Everyone dispone delle autorizzazioni Query Configuration, Query
Status, Enum Dependencies, Interrogate e User Defined Control.
§
I membri appartenenti al gruppo Power Users e l’account LocalSystem
dispongono delle autorizzazioni Start, Stop e Pause e di tutte le autorizzazioni
concesse all’account Everyone.
§
I membri appartenenti ai gruppi Administrators e System Operators dispongono
di tutte le autorizzazioni.
Nota: concedere determinati privilegi di accesso a utenti non attendibili potrebbe
consentire loro di interferire con l’esecuzione di servizi o periferiche nonché potrebbe
garantire loro l’esecuzione di applicazioni con account LocalSystem.
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47
2.21 Advanced Service Control Manager, Auditing
Questa finestra di dialogo consente di visualizzare o modificare i parametri di controllo
relativi a un servizio o ad una periferica.
Service Name: - indica il nome del servizio o della periferica.
Owner Name: - indica il nome del proprietario del servizio o della periferica.
Accounts – indica il nome dell’utente o di un gruppo di utenti.
Rights – elenca tutte le azioni che è possibile controllare:
§
Start – consente di avviare un servizio o una periferica.
§
Stop – consente di arrestare un servizio o una periferica.
§
Pause – consente di sospendere e riprendere un servizio o una periferica.
§
User Defined Control – consente all’utente di definire un’azione per il servizio o la
periferica.
§
Query Status – consente di eseguire query sullo stato di un servizio o di una
periferica.
§
Interrogate – accetta la richiesta di aggiornare le informazioni sullo stato di un
servizio o di una periferica.
§
Enum Dependecies – consente di enumerare le dipendenze di un servizio o di
una periferica.
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§
Query Configuration – consente di leggere la configurazione di un servizio o di
una periferica.
§
Change Configuration – consente di modificare la configurazione di un servizio o
di una periferica.
§
Delete – consente di eliminare un servizio o una periferica.
§
Query Security – consente di leggere le informazioni di protezione di un servizio
o di una periferica.
§
Change Security – consente di modificare le informazioni di protezione di un
servizio o di una periferica.
§
Change Owner – consente di cambiare il proprietario di un servizio o di una
periferica.
Success – attiva il controllo delle azioni eseguite con esito positivo.
Failure - attiva il controllo delle azioni eseguite con esito negativo.
Per aggiungere un utente o un gruppo di utenti all’elenco degli account, fare clic sul
pulsante Add. È possibile aggiungere più account contemporaneamente.
Per eliminare un account dall’elenco degli account, fare clic sul pulsante Remove. Per
selezionare più account contemporaneamente, utilizzare i tasti Ctrl e Maiuscolo.
Per impostare come predefiniti i parametri di controllo relativi a un servizio o ad una
periferica, fare clic sul pulsante Set Default. I parametri di controllo predefiniti attivano
l’account Everyone per tutte le azioni eseguite con esito negativo.
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Per controllare un servizio o una periferica, è necessario attivare il controllo degli eventi
di accesso agli oggetti. Per attivare tale controllo, utilizzare lo snap-in Criteri di
protezione locali (in ambiente Windows NT 4.0, è necessario aprire Criteri di
protezione locali dallo strumento User Manager). È possibile attivare il controllo di
eventi riusciti, non riusciti o entrambi, così da impostare criteri globali per il controllo
degli accessi agli oggetti. I criteri globali determinano se attivare o meno il controllo di
determinati oggetti e se registrare o meno gli eventi di accesso relativi a un determinato
servizio o periferica. Per attivare questo livello di controllo, inoltre è necessario
specificare il tipo di controllo da eseguire per il servizio o la periferica.
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2.22 Advanced Service Control Manager, Ownership
Questa finestra di dialogo consente di visualizzare o cambiare il proprietario di un
servizio o di una periferica.
Service Name: - indica il nome del servizio o della periferica.
Owner Name: - indica il nome del proprietario del servizio o della periferica.
Per diventare proprietario di un servizio o di una periferica, fare clic sul pulsante Take
Ownership.
L’utente che crea un servizio o una periferica ne diventa automaticamente proprietario.
Il proprietario di un servizio o di una periferica è sempre autorizzato ad utilizzare tale
oggetto, perfino se il gruppo Admins gli revoca esplicitamente l’autorizzazione.
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2.23 Advanced Service Control Manager, SNMP Agent
Il servizio di SNMP (simple network management protocol) fornisce informazioni sulle
attività che si verificano a livello di rete IP (Internet Protocol). Questa scheda consente
inoltre di visualizzare o cambiare i parametri relativi all’agente del servizio di SNMP.
Contact: - indica il nome della persona di riferimento da contattare, quale ad esempio
l’amministratore di rete.
Location: - indica la postazione fisica del computer da contattare.
Physical - indica che il computer gestisce periferiche fisiche, quale la partizione di un
disco fisso.
Applications - indica che il computer usa applicazioni che utilizzano il protocollo TCP/IP
per inviare dati. Questo servizio dovrebbe essere sempre attivo.
Datalink and subnetwork - indica che il computer gestisce un bridge.
Internet - indica che il computer è un gateway IP (router).
End-to-end - indica che il computer è un host IP. Questo servizio dovrebbe essere
sempre attivo.
Le modifiche apportate alle impostazioni Contact o Location diventano effettive dopo
pochi minuti.
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2.24 Advanced Service Control Manager, SNMP Traps
Questa scheda consente di visualizzare o modificare la destinazione trap del servizio di
SNMP. Il servizio di SNMP genera messaggi trap se si verificano eventi specifici. Questi
messaggi vengono inviati ad una destinazione trap. Ad esempio, è possibile configurare
un agente per attivare un’autenticazione trap nel caso in cui venga inoltrata una
richiesta di informazioni da parte di un sistema di gestione sconosciuto.
Community name – elenca i nomi di comunità alle quali il computer invierà messaggi
trap. Il nome della comunità è utilizzato per raggruppare gli host SNMP. Questo nome
viene allegato nei messaggi SNMP inviati tra le periferiche gestite da SNMP (quali
computer sever basati su Windows 2000) e stazioni di gestione SNMP. In genere, tutti
gli host appartengono alla comunità Public. Public rappresenta il nome standard
assegnato alla comunità generale a cui appartengono tutti gli host SNMP.
È possibile assegnare gruppi di host a comunità SNMP per controlli di protezione limitati
relativi a agenti e sistemi di gestione o per attività di amministrazione. Le comunità sono
identificate da nomi assegnati dagli utenti. Un host può appartenere
contemporaneamente a più comunità, ma un agente non accetta richieste da parte di
un sistema di gestione non incluso nel proprio elenco di nomi di comunità accettati.
Da notare che non esiste relazione tra i nomi
di comunità e i nomi di dominio o workgroup.
Per aggiungere un nuovo nome di comunità,
fare clic sul pulsante Add. Per eliminare un
nome di comunità, fare clic sul pulsante
Remove.
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Trap destinations – elenca le destinazioni trap relative alla comunità selezionata
nell’elenco Community name. Le destinazioni trap consistono in un nome di computer o
nell’indirizzo IP o IPX del sistema di gestione. La destinazione trap deve essere un host
di rete attivo che esegue un software di gestione SNMP. Sebbene un utente possa
configurare una destinazione trap, gli eventi che generano un messaggio trap (quale, ad
esempio, il riavvio di sistema) sono definiti internamente dall’agente SNMP.
Per aggiungere il nome di un computer o
l’indirizzo IP o IPX ad una comunità, fare clic
sul pulsante Add. Per modificare la
destinazione trap, fare clic sul pulsante Edit.
Per eliminare una destinazione trap, fare clic
sul pulsante Remove.
Le modifiche apportate alle impostazioni SNMP esistenti hanno effetto immediato.
Affinché le modifiche abbiano effetto, non è necessario riavviare il servizio di SNMP.
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2.25 Advanced Service Control Manager, SNMP Security
Questa scheda consente di visualizzare o modificare la protezione SNMP del servizio
SNMP. SNMP fornisce protezione utilizzando i nomi di comunità e le trap di
autenticazione. È possibile applicare restrizioni alle comunicazioni effettuate dall’agente
SNMP, consentendogli di accettare solo richieste da sistemi di gestione nelle comunità
che riconosce.
Send authentication trap – l’autenticazione è un processo che verifica che il nome di un
host oppure un indirizzo siano corretti. Quando un agente SNMP riceve una richiesta
che non contiene un nome di comunità valido o che non è stato inviato da un membro
appartenente ad un elenco di host riconosciuto come accettabile, l’agente SNMP invia
un messaggio trap di autenticazione a una o più destinazioni trap (sistemi di gestione)
in cui indica che l’autenticazione non è avvenuta.
Accepted community names – il servizio richiede almeno un nome di comunità
predefinito. Public è il nome assegnato alla comunità generale, universalmente
accettato in tutte le implementazioni SNMP. I nomi di comunità presenti in questo
elenco sono utilizzati in destinazioni trap. Se una richiesta SNMP viene ricevuta da una
comunità che non è presente in questo elenco, genera una trap di autenticazione.
È possibile aggiungere più nomi di comunità,
eliminare una comunità o rinominare una
comunità.
Nota: se si eliminano tutti i nomi di comunità,
incluso il nome predefinito Public, SNMP non
risponderà ad alcuna richiesta, qualunque sia
la comunità di provenienza.
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Community rights – selezionare uno dei livelli di autorizzazione. Il livello scelto
determina il modo in cui l’agente SNMP processa le richieste provenienti dalla comunità
selezionata. Ad esempio, è possibile configurare il livello di autorizzazione per impedire
all’agente SNMP di processare le richieste provenienti da una comunità specifica.
Accept SNMP packets from any host - in questo contesto, l’host di origine e l’elenco
degli host riconosciuto come accettabile rappresentano, rispettivamente, il sistema di
gestione SNMP di origine e l’elenco di sistemi di gestione riconosciuto come
accettabile. Di conseguenza, nessun pacchetto SNMP viene rifiutato in base al nome o
all’indirizzo dell’host di origine oppure in base all’elenco di host riconosciuto come
accettabile.
Accept SNMP packets from these hosts - in questo contesto, l’elenco degli host
riconosciuto come accettabile rappresenta i sistemi di gestione SNMP riconosciuti come
accettabili. Quando si seleziona questa opzione, vengono accettati solo i pacchetti
SNMP ricevuti dagli host presenti in questo elenco. In caso contrario, il messaggio
SNMP viene respinto e viene inviata una trap di autenticazione. Questa opzione
garantisce una protezione maggiore rispetto all’utilizzo dei nomi di comunità (una
comunità può contenere più host).
Per aggiungere il nome di un host o un indirizzo
IP o IPX, fare clic sul pulsante Add. Per
modificare uno degli oggetti presenti in elenco,
fare clic sul pulsante Edit. Per eliminare il nome
di un host o un indirizzo IP o IPX, fare clic sul
pulsante Remove.
Per impostazione predefinita, viene definita solo la comunità Public ed è selezionata
l’opzione Accept SNMP packets from any host. Per garantire una maggiore protezione,
è preferibile modificare le impostazioni predefinite. Si consiglia pertanto di creare una
comunità con un nome di propria scelta, di selezionare l’opzione Accept SNMP packets
from these hosts e di assegnare a questa un elenco di host. Le impostazioni
dovrebbero essere monitorate e aggiornate su base continua.
Le modifiche apportate alle impostazioni SNMP esistenti hanno effetto immediato.
Affinché le modifiche abbiano effetto, non è necessario riavviare il servizio di SNMP.
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2.26 Advanced Share Manager, General
Questa scheda consente di mostrare o modificare i parametri generali relativi alle
risorse condivise. Consente inoltre di creare una nuova risorsa condivisa.
Share Name: - indica il nome di condivisione di una risorsa. Questo parametro diventa
disponibile quando si crea una nuova risorsa condivisa.
Path: - indica il percorso locale di una risorsa condivisa. Questo parametro diventa
disponibile quando si crea una nuova risorsa condivisa.
Comment: - mostra il commento relativo alla risorsa condivisa.
Share Type: - indica il tipo di risorsa condivisa. Questo paramento diventa disponile
quando si crea una nuova risorsa condivisa. È possibile specificare uno dei seguenti
valori:
§
§
§
§
Disk Tree
Print Queue
Communication Device
Interprocess Communication
Special: - indica una condivisione speciale, riservata a comunicazioni interprocesso
(IPC$) o di amministrazione remota del server (ADMIN$). Può inoltre indicare una
risorsa amministrativa condivisa, quale C$, D$, E$ e così via. Questo parametro diventa
disponibile quando si crea una nuova risorsa condivisa.
User Limit: - indica il numero massimo di utenti contemporanei che la risorsa condivisa
è in grado di accettare:
§
§
Maximum Allowed – specifica che il numero di connessioni è illimitato.
Allow ... Users – indica il numero di connessioni contemporanee che la risorsa
condivisa è in grado di accettare.
Connected Users: - indica il numero di utenti connessi attualmente alla periferica
condivisa.
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2.27 Advanced Share Manager, Sharing Permissions
Questa scheda consente di visualizzare o cambiare le autorizzazioni assegnate agli
utenti per una risorsa condivisa. Esistono risorse speciali, quali IPC$, ADMIN$, C$ e
così via, a cui non è possibile modificare le autorizzazioni. Queste risorse speciali
rappresentano strumenti per l’amministrazione della rete e le loro impostazioni di
protezione non possono essere visualizzate o modificate.
Share Name: - indica il nome della risorsa.
Accounts – indica il nome dell’utente o del gruppo di utenti.
Access Type – indica il tipo di accesso concesso ad un utente o ad un gruppo di utenti:
§
Allowed – indica che tutte le autorizzazioni selezionate sono consentite all’utente
o al gruppo di utenti selezionato.
§
Denied – indica che tutte le autorizzazioni selezionate sono negate all’utente o al
gruppo di utenti selezionato.
Rights – elenca le autorizzazioni disponibili per la risorsa condivisa:
§
List Directory – consente di leggere il contenuto di una cartella.
§
Read – consente di leggere un file o una cartella.
§
Write – consente di scrivere in un file o in una cartella.
§
Delete/Rename – consente di eliminare e rinominare un file o una cartella. Nota:
in ambiente Windows NT 4.0 questa autorizzazione attiva automaticamente
l’autorizzazione Execute.
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§
Execute – consente di eseguire un file. Nota: in ambiente Windows NT 4.0 non è
§
Change Security – consente di modificare il livello di protezione di un file.
§
Take Ownership – consente di cambiare il proprietario di un file.
possibile disattivare questa autorizzazione se prima non è attivata l’autorizzazione
Delete/Rename.
Per aggiungere un utente o un gruppo di utenti all’elenco degli account, fare clic sul
pulsante Add. È possibile aggiungere più account contemporaneamente.
Per eliminare un account dall’elenco, fare clic sul pulsante Remove. Per selezionare più
account contemporaneamente, utilizzare i tasti Ctrl o Maiuscolo.
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59
2.28 Advanced Share Manager, Connected Users
Questa finestra di dialogo consente di visualizzare l’elenco di tutti gli utenti connessi ad
una risorsa condivisa. Consente inoltre di disconnettere uno o più utenti dalla risorsa
condivisa.
Share Name: - indica il nome della risorsa.
Connected Users: - indica il numero totale di utenti connessi alla risorsa condivisa.
Users: - questa colonna elenca gli utenti connessi alla risorsa condivisa selezionata.
Ciascuna voce mostra l’icona dell’account utente seguita dal nome dell’utente. In alcuni
casi, è visualizzato il nome All Users al posto del nome dell’utente.
Computer: - indica il nome del computer dell’utente connesso.
Opens: - indica il numero di risorse aperte dall’utente.
Time: - indica ore, minuti e secondi trascorsi dal momento in cui il primo utente si è
connesso alla periferica condivisa.
Per disconnettere un utente da tutte le risorse condivise, selezionare il nome dell’utente
dall’elenco e quindi fare clic sul pulsante Disconnect. Per selezionare più utenti
contemporaneamente, utilizzare i tasti Ctrl o Maiuscolo.
Per disconnettere tutti gli utenti da tutte le risorse condivise, fare clic sul pulsante
Disconnect All. Nota: per evitare la perdita di dati, si raccomanda di avvisare gli utenti
prima di effettuare la disconnessione.
Quando si amministra in remoto un altro computer, il proprio account utente viene
elencato come utente connesso alla periferica condivisa IPC$. Da tale periferica non è
possibile essere disconnessi.
Per visualizzare l’elenco di tutti i file, le cartelle, i pipe e così via aperti dall’utente
selezionato, fare clic sul pulsante In Use.
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2.29 Advanced Share Manager, Open Resources
Questa finestra di dialogo consente di visualizzare l’elenco di tutti i file, le cartelle, i pipe
e così via aperti dall’utente selezionato nella finestra di dialogo Connected Users.
Questa finestra consente inoltre di chiudere una o tutte le risorse aperte.
User: - questa colonna mostra il nome dell’utente che ha aperto la risorsa. Una risorsa
può appartenere ad uno dei seguenti tipi:
§
file
§
named pipe
§
processo di stampa in uno spooler di stampa
§
coda della periferica di comunicazione
§
risorsa di tipo non riconosciuto
In alcuni casi, un processo di stampa viene mostrato come una named pipe aperta.
Path: - indica il percorso della risorsa aperta.
Permissions: - indica il tipo di autorizzazione concessa durante l’apertura della
periferica:
§
R – autorizzazione a leggere la risorsa.
§
W – autorizzazione a scrivere sulla risorsa.
§
C – autorizzazione a creare una risorsa.
§
E – autorizzazione a eseguire una risorsa.
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Locks: - indica il numero totale di blocchi sulla risorsa aperta.
Per chiudere una risorsa, selezionarla dall’elenco, quindi fare clic sul pulsante Close
Resource. Per selezionare più risorse contemporaneamente, utilizzare i tasti Ctrl o
Maiuscolo.
Per chiudere tutte le risorse, fare clic sul pulsante Close All Resources. Nota: per evitare
la perdita di dati, si raccomanda di avvisare gli utenti prima di effettuare la
disconnessione.
Quando si amministra in remoto un altro computer, la connessione viene visualizzata
come una named pipe aperta che non è possibile chiudere.
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62
2.30 Arrestare il sistema in remoto
Questa finestra di dialogo consente di spegnere in remoto un computer o di
interrompere l’arresto del sistema in corso su un computer remoto.
È possibile visualizzare in qualsiasi momento la finestra di dialogo Remote Shutdown
premendo F4 oppure selezionando Remote Shutdown dal menu File.
§
Computer Name – specifica il nome del computer che si desidera spegnere. È
possibile immettere manualmente il nome di un computer oppure è possibile
selezionare un computer dall’elenco dei computer connessi alla rete. Per
specificare il computer locale (Local Machine), lasciare il campo vuoto.
§
Net Browser – mostra una finestra di dialogo che consente di selezionare uno dei
computer connessi alla rete.
§
Computer List – consente di scegliere un computer da un elenco personalizzato
di computer.
§
Timeout – indica per quanti secondi visualizzare il messaggio di avvertimento.
§
Reboot After Shutdown – specifica se il computer deve essere riavviato
immediatamente dopo essere stato spento.
§
Forces Processes To Terminate – specifica se forzare la chiusura delle
applicazioni aperte i cui dati non sono ancora stati salvati.
§
Message to display in the shutdown dialog box: - specifica il messaggio di
avvertimento da visualizzare sul computer remoto da arrestare (se si assegna al
campo Timeout il valore zero, il messaggio non viene visualizzato).
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Per spegnere o riavviare il computer selezionato, fare clic sul pulsante Shut down the
computer. RTM Manager visualizzerà un messaggio di avvertimento sul computer
remoto (se il valore impostato per il campo Timeout è diverso da zero), quindi
procederà a spegnere o a riavviare il computer una volta trascorsi i secondi impostati
per il campo Timeout. Se il valore impostato per il campo Timeout è uguale a zero, non
sarà possibile interrompere l’arresto del sistema in corso sul computer remoto.
RTM Manager mostrerà la finestra di dialogo Abort Shutdown con i seguenti pulsanti:
§
Abort Shutdown - fare clic su questo pulsante per interrompere l’arresto del
computer.
§
Close – fare clic su questo pulsante per tornare alla finestra di dialogo Remote
Shutdown senza interrompere l’arresto remoto del computer.
Se sul computer remoto è già in corso l’arresto del sistema, RTM Manager mostrerà la
finestra di dialogo Abort Shutdown. L’utente potrà quindi interrompere l’arresto del
sistema sul computer remoto facendo clic sul pulsante Abort shutdown (vedere
l’immagine riportata più sopra).
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2.31 Esecuzione in remoto
Questa finestra di dialogo consente di creare un nuovo processo su un computer
remoto.
Per visualizzare in qualsiasi momento la finestra di dialogo Remote Execute, premere
F6 oppure selezionare Remote Execute dal menu File oppure fare clic sul pulsante New
Task presente nella scheda Applications Manager.
§
Computer Name – specifica il nome del computer sul quale si desidera creare il
processo. È possibile immettere manualmente il nome del computer oppure è
possibile selezionare un computer dall’elenco dei computer connessi alla rete.
Per specificare il computer locale (Local Machine), lasciare il campo vuoto.
§
Net Browser – mostra una finestra di dialogo che consente di selezionare uno dei
computer connessi alla rete.
§
Computer List – consente di selezionare un computer da un elenco
personalizzato di computer.
§
Run As: - specifica se assegnare al processo l’account dell’utente corrente o di
un altro utente.
§
User – specifica quale account utente utilizzare per connettersi al computer. Se
la casella di controllo Run As è deselezionata, sarà utilizzato l’account dell’utente
corrente.
§
Password – immettere in questo campo la password associata all’account utente
specificato per il parametro User. Se la casella di controllo Run As è
deselezionata, questo campo viene ignorato.
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§
... – mostra una finestra di dialogo che consente di selezionare uno degli utenti
disponibili nel sistema. Se la casella di controllo Run As è deselezionata, questo
pulsante è disattivato.
§
Load User Profile – specifica se caricare un profilo utente o utilizzare il profilo
utente predefinito.
§
Prepare Environment – specifica se caricare un ambiente per l’utente o utilizzare
l’ambiente predefinito. Se la casella di controllo Load User Profile è
deselezionata, questo parametro sarà ignorato.
§
Allow application to interact with desktop – specifica se il processo creato potrà
avere accesso o meno al desktop dell’utente. Immettere il nome di un desktop (il
campo non supporta la distinzione tra caratteri maiuscoli e minuscoli) oppure
lasciare il campo vuoto per utilizzare il desktop Default.
§
Command Line – specifica il percorso del file eseguibile e degli eventuali
parametri separati da uno spazio.
Per creare un processo sul computer selezionato, fare clic sul pulsante Execute.
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66
2.32 Bloccare un computer in remoto
Questa finestra di dialogo consente di bloccare un computer remoto ed equivale a
premere la combinazione di tasti CTRL+ALT+CANC, quindi a scegliere il pulsante
Blocca Workstation su un computer locale.
Per visualizzare in qualsiasi momento la finestra di dialogo Remote Lock, premere F7
oppure selezionare Remote Lock dal menu File.
§
Computer Name – specifica il nome del computer che si desidera bloccare. È
possibile immettere manualmente il nome del computer oppure è possibile
selezionarlo dall’elenco dei computer connessi alla rete. Per specificare il
computer locale (Local Machine), lasciare il campo vuoto.
§
Net Browser – mostra una finestra di dialogo che consente di selezionare uno dei
computer connessi alla rete.
§
Computer List – consente di selezionare un computer da un elenco
personalizzato di computer.
Per bloccare il computer selezionato, fare clic sul pulsante Lock Workstation.
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67
2.33 Visualizzare informazioni di sistema
Questa finestra di dialogo fornisce informazioni dettagliate sul computer e sul sistema
operativo utilizzato.
Per visualizzare in qualsiasi momento la finestra di dialogo System
Information, fare clic sul pulsante SysInfo. Nota: la finestra di dialogo
System Information è disponibile solamente nella versione registrata
di Remote Task Manager.
§
§
§
§
§
§
§
§
Kernel Version – indica il tipo di kernel del sistema operativo (uniprocessor
oppure multiprocessor, free oppure debug/checked).
Product Type – indica il tipo di sistema operativo installato (ad esempio,
Windows .Net Server).
Product Version – indica la versione del sistema operativo (inclusi i numeri di
versione principale e secondaria e il numero di build).
Service Pack – indica la versione del Service Pack installato (se presente).
Installed – indica la data e l’ora in cui il sistema operativo è stato installato.
Started – indica la data e l’ora in cui il sistema operativo è stato avviato.
Last Shutdown – indica la data e l’ora in cui il sistema operativo è stato arrestato
l’ultima volta.
IE Version – indica la versione di Internet Explorer (inclusi i numeri di versione
principale e secondaria e il numero di build).
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§
Registered Organization – fornisce informazioni sulla registrazione immessa
durante l’installazione.
Registered Owner – fornisce informazioni sulla registrazione immessa durante
l’installazione.
Product Id – indica il numero di serie immesso durante l’installazione.
System Root – indica il percorso in cui il sistema operativo è stato installato.
System Partition – indica il nome della partizione attiva di boot, nel formato
nativo.
Page File – indica il percorso in cui è memorizzato il file di paging. Questo campo
mostra il valore iniziale e il limite massimo (espressi in MB) del file di paging.
System Identifier – indica il tipo di computer.
BIOS Version – indica la versione del BIOS di sistema.
BIOS Date – indica la data del BIOS di sistema.
Video BIOS Version – indica la versione del BIOS della scheda video.
Video BIOS Date – indica la data del BIOS della scheda video.
Video BIOS String – mostra i dati riportati dal BIOS video al sistema operativo
(ad esempio, il numero di versione estesa).
Video Adapter String – mostra i dati riportati dall’adatattore video al sistema
operativo (ad esempio, il numero di versione estesa).
Video Chip – indica il tipo di chipset utilizzato dalla scheda video.
Video DAC – indica il tipo di DAC (Digital-to-Analog Converter) utilizzato dalla
scheda video.
Video Memory – indica la quantità totale di memoria fisica installata sulla scheda
video.
Display Refresh Freq. – indica la frequenza di aggiornamento verticale del
monitor, espressa in Hz. La frequenza di aggiornamento di un monitor
rappresenta il numero di volte che lo schermo viene ridisegnato in ogni secondo.
Display Setting – indica la risoluzione in pixel dello schermo e il numero di bit
utilizzati per rappresentare il colore di ciascun pixel (bit per pixel).
Processor(s) – indica il numero e il nome dei processori.
Processor Type – indica il tipo di processore (famiglia, modello e stepping).
Processor Speed – indica la frequenza approssimata del processore, espressa in
MHz.
Hotfixes – indica il numero di hot fix installati (se presenti).
Per memorizzare in un file esterno le informazioni di sistema raccolte, fare clic sul
pulsante Save, quindi scegliere il tipo di file da creare.
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3. RTM Service
3.1 Installazione
RTM Service può essere installato su qualsiasi computer che esegue Windows NT,
Windows 2000, Windows XP o Windows Server 2003.
Per installare RTM, avviare il programma di installazione setup.exe.
Durante la fase di installazione, il programma di
installazione setup.exe verifica se sul computer è
presente una versione precedente di RTM Service, nel
qual caso il programma di installazione suggerirà di
installare il software nella cartella già esistente. Se sul computer non è presente alcuna
versione precedente di RTM Service, il programma di installazione consiglierà di
installare il software nella cartella Programmi (es. C:\Programmi\Remote Task
Manager). In entrambi i casi, è possibile installare RTM Service in una cartella di propria
scelta.
Scegliere il tipo di installazione da eseguire: Typical (installa sia il
componente RTM Service, sia il componente RTM Manager) oppure Custom
(per installare solamente RTM Service, selezionare l’opzione RTM Service).
Il programma di installazione supporta l’installazione in modalità automatica. Questo
consente di eseguire l'installazione del software dall'interno di un file batch.
Per installare RTM Service senza richiedere alcun intervento da parte dell'utente,
avviare il programma d’installazione con il parametro /s (ad esempio: c:\setup.exe /s). I
dati dei parametri per personalizzare le operazioni di installazione in modalità
automatica sono recuperabili nel file di configurazione setup.ini. Il file setup.ini deve
essere memorizzato nella stessa cartella in cui è presente il file setup.exe. Ad esempio,
per installare solamente il componente RTM Service, creare il file setup.ini con i
seguenti parametri:
[Install]
Service = 1
Manager = 0
Documents = 0
Se si ha acquistato una licenza per Remote Task Manager, è possibile specificare nel
file setup.ini la cartella in cui è memorizzato il file della licenza. Ciò consente al
programma d’installazione di registrare in modo automatico le nuove versioni del
servizio.
RegFileDir = C:\Cartella
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C:\Cartella rappresenta la cartella nella quale è presente il file della licenza.
È anche possibile specificare in quale cartella installare Remote Task Manager:
InstallDir = C:\Program Files\Remote Task Manager
Per eseguire un file batch al termine dell'installazione, è possibile specificare il
parametro Run:
[Misc]
Run = C:\miofilebatch.bat
Remote Task Manager supporta l'installazione remota che consente ad un
amministratore di sistema di configurare un servizio su una macchina remota senza
dover essere fisicamente presente sulla macchina. Remote Task Manager suggerisce
l'installazione di RTM Service sul computer remoto nei casi in cui il servizio non risulti
installato o la versione installata risulti troppo vecchia. Quando RTM Manager chiede di
selezionare il file da copiare sulla macchina remota, scegliere il file rtmservice.exe (file
eseguibile per l’implementazione di RTM Service). RTM Manager memorizza il file nella
cartella di sistema di Windows del computer remoto (ad esempio, cartella
c:\winnt\system32), sovrascrivendo il file eventualmente già esistente se di una versione
precedente.
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4. RTM Console
4.1 Installazione
RTM Console può essere installato su qualsiasi computer che esegue Windows 95,
Windows 98, Windows Me, Windows NT, Windows 2000, Windows XP o Windows
Server 2003.
Per installare RTM Console, avviare il programma di installazione setup.exe.
Durante la fase di installazione, il programma di
installazione setup.exe verifica se sul computer è
presente una versione precedente di RTM Console, nel
qual caso il programma di installazione suggerirà di
installare il software nella cartella già esistente. Se sul computer non è presente alcuna
versione precedente di RTM Console, il programma di installazione consiglierà di
installare il software nella cartella Programmi (es. C:\Programmi\Remote Task
Manager). In entrambi i casi, è possibile installare RTM Console in una cartella di
propria scelta.
Per installare RTM Console, selezionare il tipo di installazione Custom,
quindi selezionare il componente RTM Console.
Al termine dell’installazione, è possibile eseguire RTM Console da riga di comando:
C:\Cartella\Remote Task Manager\rtmc.exe
dove C:\Cartella rappresenta la cartella nella quale è installato RTM Console.
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4.2 Utilizzo
Per visualizzare la sintassi dei comandi di RTM Console, digitare rtmc.
rtmc -comando[=parametro] [-opzione1[=parametro]] [-opzioneN[=parametro]]
Comandi:
n
n
n
n
n
n
n
n
n
? - mostra tutti i comandi disponibili e una breve descrizione dei parametri
utilizzabili.
desk – mostra i desktop attivi sul computer.
app[=<desktop>] - elenca tutte le applicazioni in esecuzione. Se non si specifica
il nome di un desktop, RTM Console elencherà le applicazioni in esecuzione sul
desktop Default. I nomi dei desktop non supportano la distinzione tra caratteri
maiuscoli e minuscoli.
proc[=<PID>] – elenca tutti i processi in esecuzione o fornisce informazioni
dettagliate relative a un processo specifico. È possibile utilizzare le opzioni term,
suspend, resume e thread (vedere più avanti).
perf[=nousage] – fornisce informazioni relative alle prestazioni del computer. Se
non si desidera visualizzare la percentuale di tempo utilizzato dal processore,
specificare l’opzione nousage.
lock – blocca un computer. Equivale a premere la combinazione di tasti
CTRL+ALT+CANC, quindi a scegliere il pulsante Blocca workstation su un
computer locale.
shut[=<messaggio>] – spegne un computer o interrompe l’arresto in corso su un
computer. È possibile specificare le opzioni reboot, force, timeout e abort.
exe=<riga di comando> - crea un nuovo processo sul computer. Sostituire il
parametro riga di comando con il nome del file eseguibile per l’implementazione
del processo, inclusi eventuali parametri separati da uno spazio. È possibile
specificare le opzioni profile, env, int, runasuser e runaspass.
net – fornisce informazioni sulle connessioni di rete.
Opzioni:
n
n
comp=<computer> - specifica il computer che si desidera gestire. È necessario
che RTM Service sia installato e in esecuzione su tale computer.
user=<nomeutente> - se si desidera connettersi ad un computer remoto ma
l’account che si sta utilizzando non dispone dei privilegi di amministratore sul
sistema remoto, utilizzare questa opzione per connettersi come amministratore di
sistema. Sostituire il parametro nomeutente con il nome del dominio, seguito dal
carattere backslash (\) e quindi dal nome dell’utente con i privilegi di
amministrazione, ad esempio: D1\John.
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n
n
pass=<password> - specifica la password assegnata all’account utente
specificato per l’opzione user. Questa opzione viene ignorata se l’opzione user
non è specificata.
auth=<1...6> - specifica il livello di autenticazione da eseguire per la chiamata
remota.
1
2
3,4
5
6
n
n
n
n
n
n
n
n
n
Non esegue alcuna autenticazione
Esegue l’autenticazione solamente quando RTM Console stabilisce
una connessione con RTM Service
Verifica solamente che i tutti i dati ricevuti provengano dall’origine
prevista
Esegue l’autenticazione e verifica che nessuno dei dati trasferiti tra
RTM Console e RTM Service siano stati modificati
Esegue il tipo di autenticazione assegnata ai livelli precedenti e
crittografa il valore dell’argomento di ciascuna chiamata remota
term[=nosmart] – termina un processo. Specificare nosmart per non utilizzare la
tecnologia SmartTerminate™. Per usare questa opzione, è necessario
specificare il comando proc (assegnare all’opzione PID un valore maggiore di
zero).
suspend – sospende un processo. Per usare questa opzione, è necessario
specificare il comando proc (assegnare all’opzione PID un valore maggiore di
zero).
resume – riprende l’esecuzione di un processo. Per usare questa opzione, è
necessario specificare il comando proc (assegnare all’opzione PID un valore
maggiore di zero).
thread – elenca tutti i thread relativi a un determinato processo. Per usare questa
opzione, è necessario specificare il comando proc.
priority=<0…5> - cambia la classe di priorità di un processo (0 - idle, 5 - real
time). Per usare questa opzione, è necessario specificare il comando proc.
reboot – specifica se riavviare il computer immediatamente dopo averlo spento.
Per usare questa opzione, è necessario specificare il comando shut.
force – specifica se terminare le applicazioni attive i cui dati non sono stati
salvati. Per usare questa opzione, è necessario specificare il comando shut.
timeout=<secondi> - specifica per quanti secondi visualizzare il messaggio di
avvertimento. RTM Console visualizzerà un messaggio di avvertimento sul
computer remoto (se il valore impostato per l’opzione timeout è diverso da zero),
quindi procederà a spegnere o a riavviare il computer una volta trascorsi i
secondi impostati per l’opzione timeout. Per usare questa opzione, è necessario
specificare il comando shut.
abort – consente di interrompere l’arresto in corso su un computer. Per usare
questa opzione, è necessario specificare il comando shut.
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n
n
n
n
n
profile – specifica quale profilo utente caricare al posto del profilo predefinito. Per
usare questa opzione, è necessario specificare il comando exe.
env – specifica quale ambiente caricare per l’utente al posto dell’ambiente
predefinito. Se l’opzione profile non è specificata, l’opzione env viene ignorata.
Per usare questa opzione, è necessario specificare il comando shut.
int[=<desktop>] – specifica a quale desktop avrà accesso il processo da creare.
Se non si specifica il nome di un desktop, sarà utilizzato il desktop Default. I nomi
dei desktop non supportano la distinzione tra caratteri maiuscoli e minuscoli. Per
usare questa opzione, è necessario specificare il comando exe.
runasuser=<nomeutente> - specifica quale account utente assegnare al
processo da creare. Se non si specifica alcun account, al processo sarà
assegnato l’account dell’utente corrente. Sostituire il parametro nomeutente con
il nome del dominio, seguito dal carattere backslash (\) e quindi dal nome
dell’utente, ad esempio D1\John. Per usare questa opzione, è necessario
specificare il comando exe.
runaspass=<password> - specifica la password assegnata all’account utente
specificato per l’opzione runasuser. Questa opzione viene ignorata se l’opzione
runasuser non è specificata. Per usare questa opzione, è necessario specificare
il comando exe.
È necessario includere tra doppi apici i parametri che contengono spazi. Esempio: rtmc
-exe="C:\Programmi\Mia applicazione\app.exe".
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4.3 Esempi di utilizzo
Il seguente comando elenca tutte le applicazioni in esecuzione nel desktop predefinito
(Default) sul computer pro:
rtmc -app=default -comp=pro
Il seguente comando fornisce informazioni estese relative al processo system (PID = 8)
in esecuzione sul computer acerlaptop:
rtmc -proc=8 -comp=acerlaptop
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Il seguente comando blocca il computer locale:
rtmc -lock
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