Il settore del lavoro temporaneo teme l`eliminazione

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Il settore del lavoro temporaneo teme l`eliminazione
No al dannoso salario minimo!
Il settore del lavoro temporaneo teme l’eliminazione
di posti di lavoro
Un salario minimo sancito dalla legge porta più svantaggi che vantaggi. Al posto di prevenire
la povertà, crea disoccupazione. Come dimostrano studi internazionali, i più colpiti sono i
lavoratori poco qualificati. In caso di introduzione di un salario minimo di 4000 franchi, parecchi settori dovrebbero di punto in bianco aumentare lo stipendio al dieci per cento dei dipendenti. Altri, per esempio l’industria alberghiera, la ristorazione e i fornitori di servizi individuali,
dovrebbero ritoccarlo addirittura a un quarto dei lavoratori. Ciò comporterebbe la perdita di
numerosi posti di lavoro, a scapito soprattutto dei più deboli. swissstaffing respinge pertanto
l’introduzione di un salario minimo legale a livello svizzero.
Le condizioni di lavoro sostenibili socialmente e a livello di mercato sono garantite in Svizzera dai contratti collettivi di lavoro, che permettono ai partner sociali di considerare le particolarità specifiche e regionali del settore. Il CCL Personale a prestito è con 300'000 lavoratori il
principale contratto collettivo in Svizzera.
CCL Personale a prestito – protezione per i lavoratori temporanei
Il CCL Personale a prestito è in vigore dall’1.1.2012. Esso garantisce ai lavoratori temporanei
salari minimi specifici per il settore e prestazioni sociali eque. Il CCL Personale a prestito
prevede anche salari inferiori a 4000 franchi, quello più basso è di circa 3000 franchi. I motivi
sono presto chiariti: il lavoro temporaneo è apprezzato da molti giovani come introduzione al
mondo del lavoro o soluzione transitoria tra due attività. In più, il settore temporaneo dà lavoro a molte persone non (ancora) qualificate per un posto fisso.
I salari bassi sono diffusi soprattutto tra chi è alla prima esperienza lavorativa. Tra i minori di
venticinque anni, il 23 per cento guadagna meno di 4000 franchi, mentre nella fascia d’età
tra i 25 e i 35 anni questa percentuale scende al 9 per cento. Il salario medio per i lavoratori
temporanei è di 4600 franchi, compresa una tredicesima mensilità. Ciò dimostra quanto il
mercato del lavoro sia differenziato e consideri le qualifiche e l’esperienza professionale.
Come mai un salario minimo a livello svizzero porta più svantaggi che vantaggi?
Quattro argomenti
1. Meno posti di lavoro e più disoccupazione
2. I più deboli vengono puniti
3. La formazione continua e il perfezionamento perdono attrattiva
4. Un salario minimo non aiuta i poveri
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Come mai un salario minimo porta più svantaggi che vantaggi?
1. Meno posti di lavoro e più disoccupazione
Il tasso di disoccupazione in Svizzera, pari al 4,3%, è bassissimo! Nell’UE, i senza lavoro
sono il 10,6%. Tra i giovani, la differenza è ancora più marcata: i giovani disoccupati svizzeri
sono l’8,5%, nell’UE il 23,5%. Il nostro basso tasso di disoccupazione è dovuto in primis al
mercato del lavoro liberale, di cui beneficiano anche i prestatori di personale che ogni anno
collocano 300'000 lavoratori. Molte persone cercano un impiego temporaneo, che si tratti di
una soluzione transitoria tra due attività, di una prima esperienza professionale o perché non
dispongono (ancora) delle qualifiche necessarie per un posto fisso. Se tutti questi impieghi
dovessero essere rimunerati con almeno 4000 franchi, molti non esisterebbero più.
Tasso di disoccupazione
4,3%
10,6%
2. I più deboli vengono puniti
Grazie al settore temporaneo, molte persone accedono (di nuovo) al mondo del lavoro, soprattutto i lavoratori difficilmente collocabili. Un quinto degli apprendisti che terminano il tirocinio incomincia la carriera professionale con un lavoro temporaneo. È dimostrato che al
termine della missione i lavoratori temporanei sono molto più integrati nel
mercato del lavoro.
Più è alto il salario minimo, tuttavia, più
risulterà difficile trovare
un’occupazione a queste persone. Se i
datori di lavoro sono comunque costretti a corrispondere il salario minimo,
tanto vale puntare su persone con
esperienza e buone qualifiche, il che
riduce drasticamente le opportunità di
collocamento per i lavoratori più deboli.
Grafico: lavoratori temporanei e situazione
professionale prima e dopo la missione temporanea. Fonte: studio swissstaffing (2011).
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3. La formazione continua e il perfezionamento perdono attrattiva
Con il salario minimo, anche le persone che non hanno concluso il tirocinio guadagnerebbero 4000 franchi. Per quale motivo un giovane dovrebbe quindi seguire un apprendistato?
Consentire a chi ha interrotto la formazione di guadagnare quanto un lavoratore formato è un
segnale profondamente sbagliato. Un’eventuale riduzione del numero di giovani che optano
per un apprendistato metterebbe a repentaglio il sistema duale di formazione professionale.
La forza lavoro specializzata è molto richiesta e il sistema duale è uno degli assi nella manica dell’economia svizzera.
A lungo termine, la protezione più efficace da un reddito basso è una formazione, non un
salario minimo. Se a causa di un ragionamento a corto termine i giovani rinunciano a una
formazione, in un secondo tempo saranno maggiormente confrontati a problemi come la povertà e la disoccupazione. Allo stesso modo, anche il perfezionamento professionale va incentivato. Molti settori lo hanno capito e nei loro contratti collettivi promuovono la formazione
continua. Grazie al fondo per la formazione continua del CCL Personale a prestito, i lavoratori temporanei ricevono fino a 7300 franchi per corsi di perfezionamento o come indennità di
perdita di guadagno.
4. Un salario minimo non aiuta i poveri
In Svizzera, 120'000 persone vivono in povertà nonostante esercitino un’attività lavorativa.
Un salario minimo migliorerebbe la loro situazione? La risposta è chiara: solo in singoli casi.
Due terzi dei cosiddetti working poor percepiscono uno stipendio superiore alla soglia del
salario basso, ma sono poveri perché tale reddito non permette loro di far fronte alle spese o
perché è l’unico dell’economia domestica. Un salario minimo non sarebbe di alcun aiuto per
loro.
Nel complesso, in Svizzera solo il 9 per cento scarso dei lavoratori, ossia circa 400'000 persone, guadagna meno di 4000 franchi. Il 13 per cento è considerato working poor, il restante
87 per cento non è toccato dalla povertà, il che significa che il pur modesto reddito basta per
coprire le spese. Ciò vale per esempio per i giovani che vivono con i genitori o che condividono un appartamento, oppure per chi convive con un’altra persona attiva professionalmente
con la quale divide le spese dell’economia domestica. Le persone con salari bassi ottengono
inoltre prestazioni sociali come aiuti finanziari per la custodia dei bambini o sussidi per i premi della cassa malati. Finora, in Svizzera per la perequazione dei redditi non si è intervenuti
nei processi di determinazione dei salari, il che ha permesso di non mettere in gioco posti di
lavoro.
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Grafico: lavoratori con stipendi bassi e working poor in Svizzera. Il rapporto tra stipendio e rischio di povertà è
molto labile.
Fonte: UST 2008: salari bassi e working poor in Svizzera. www.bfs.admin.ch / calcoli e rappresentazione di
swissstaffing
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