Squadre di serie A

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Squadre di serie A
Squadre di serie A
anno 2009/2010
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Indice
Voci
Atalanta Bergamasca Calcio
1
Associazione Sportiva Bari
21
Bologna Football Club 1909
41
Cagliari Calcio
64
Calcio Catania
76
Associazione Calcio ChievoVerona
97
ACF Fiorentina
116
Voci
Atalanta Bergamasca Calcio
1
Associazione Sportiva Bari
21
Bologna Football Club 1909
41
Cagliari Calcio
64
Calcio Catania
76
Associazione Calcio ChievoVerona
97
ACF Fiorentina
116
Genoa Cricket and Football Club
138
Football Club Internazionale Milano
154
Juventus Football Club
174
Società Sportiva Lazio
196
Associazione Sportiva Livorno Calcio
225
Associazione Calcio Milan
240
Società Sportiva Calcio Napoli
258
Unione Sportiva Città di Palermo
281
Parma Football Club
298
Associazione Sportiva Roma
303
Unione Calcio Sampdoria
321
Associazione Calcio Siena
347
Udinese Calcio
353
Riferimenti
Fonti e autori del articolo
371
Fonti, licenze e autori delle immagini
375
Licenze della voce
Licenza
389
Atalanta Bergamasca Calcio
1
Atalanta Bergamasca Calcio
Atalanta Bergamasca Calcio
Calcio
Orobici, la Dea, Neroazzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Atalanta Bergamasca Calcio
Casa
2
Trasferta
Centenario
Atalanta Bergamasca Calcio
Colori sociali:
3
Nero e azzurro
Simboli:
dea Atalanta
Inno:
Dea
Roby Facchinetti
Dati societari
Città:
Paese:
Confederazione:
Federazione:
Bergamo
Italia
UEFA
FIGC
Campionato:
Serie A
Fondazione:
1907
Presidente:
Alessandro Ruggeri
Allenatore:
Antonio Conte
Stadio:
Atleti Azzurri d'Italia
(26.393 posti)
Sito web:
www.atalanta.it
[1]
Palmarès
Trofei nazionali:
1 Coppe Italia
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
L'Atalanta Bergamasca Calcio è la principale società calcistica di Bergamo.
Con 50 campionati di Serie A "a girone unico" disputati, l'Atalanta è la squadra col maggior numero di
partecipazioni alla massima serie fra le rappresentanti di città non capoluogo di regione, ed è perciò considerata
come "la regina delle provinciali". Milita, attualmente, in Serie A.
Storia
Agli albori del calcio
L'Atalanta Bergamasca Calcio trae le sue origini dalla scissione dalla Giovane Orobia 1901. La prima società di
calcio a Bergamo fu comunque il Foot Ball Club Bergamo, fondato da emigranti svizzeri nel 1903, che prese parte a
campionati lombardi F. I. F. fino al 1910 (dal 1909-10 campionati FIGC).
Fondata il 17 ottobre 1907 da Eugenio Urio, Giulio e Ferruccio Amati, Alessandro Forlini e Giovanni Roberti come
Società Bergamasca di Ginnastica e Sports Atletici "Atalanta", l'Atalanta deriva il suo nome dall'omonima atleta
della mitologia greca. Nel 1913 crea la sezione calcio, sodalizio ufficialmente riconosciuto dalla FIGC solo nel 1914
all'atto dell'inaugurazione e collaudo del campo.
Atalanta Bergamasca Calcio
4
Il primo campo, situato in via Maglio del lotto, provvisto di tribuna con
500 posti a sedere era a ridosso della ferrovia, tanto che
all'inaugurazione nel maggio 1914 un treno in fase di ingresso in
stazione rallentò ulteriormente per permettere ai viaggiatori di assistere
ad alcune fasi della partita.
Nel 1914-15 partecipa alle eliminatorie del campionato di promozione
lombarda, classificandosi seconda nel girone B e riportando un
lusinghiero quarto posto nel girone finale.
Stagione 1913-14
Dopo la sospensione dell'attività dovuta alla Grande Guerra, la società
ripartì di slancio impegnandosi alla ristrutturazione di un vecchio
ippodromo in disuso, la Clementina, in zona Daste vicino al confine con Seriate, per affrontare nel migliore dei
modi l'ammissione alla massima categoria FIGC dell'epoca.
Nel frattempo, nel 1911 la Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma aveva assorbito il Football Club
Bergamo e nel marzo 1913 aveva iniziato l'attività ufficiale.
La rivalità tra Bergamasca ed Atalanta cresce fino ad esplodere nel 1919, quando la FIGC impose una sola squadra
nel campionato di Prima Categoria alla città di Bergamo: per decidere chi dovesse prendere quel posto, venne
organizzato uno spareggio secco in campo neutro.
Dopo aver battuto per 2-0 i concittadini della Bergamasca nella sfida disputata a Brescia il 5 ottobre 1919, l'Atalanta
si guadagna così l'accesso alla Prima Categoria della stagione 1919-20, dove si classifica terza nel girone B
Lombardo.
Nel febbraio 1920, dopo una assemblea memorabile, la Società per gli Sports Atletici Atalanta e la Società
Bergamasca di Ginnastica e Scherma si fondono assumendo la denominazione di Atalanta e Bergamasca di
Ginnastica e Scherma, poi semplificata nell'attuale Atalanta Bergamasca Calcio. Come divisa ufficiale vengono
adottati i colori nero (portato in dote dalla precedente maglia dell'Atalanta, che era bianco-nera) ed azzurro (dalla
Bergamasca, che aveva una colorazione bianco-blu).[1]
Le prime sfide
L'Atalanta disputa vari anni nei gironi interregionali e nel 1925 assume
Cesare Lovati (ex giocatore del → Milan) come primo allenatore
professionista. Nel tentativo di arrivare nelle categorie nazionali, in
quello stesso anno arrivano anche i primi stranieri: gli ungheresi
Lukacs e Hauser. Due anni più tardi viene ingaggiato anche il primo
allenatore straniero (Imre Payer) ed il primo massaggiatore (Sala).
Il 1928 è un anno molto importante per la società e per la città di
Atalanta-Dominante Genova, 23-12-1928,
Bergamo, poiché viene costruito uno stadio molto più grande, intitolato
inaugurazione stadio Mario Brumana
all'eroe fascista Brumana. In quei tempi venne considerato uno dei più
belli in assoluto, con due tribune contrapposte, di cui una addirittura
coperta. Quello stadio, dopo ampliamenti ed adattamenti è tutt’ora utilizzato con il nome "Atleti Azzurri d'Italia"
anche se, per la verità, dimostra tutti i suoi anni, tant’è che è al centro di un annoso dibattito sull'eventualità di un
totale restyling o di un suo “pensionamento”. Nel 1929-30, con l'istituzione del girone unico italiano, l'Atalanta,
fallita l'ammissione alla massima serie durante il campionato di qualificazione 1928-29, viene ammessa al
campionato nazionale di Serie B per la prima volta.
Seguono campionati in cui la squadra milita dignitosamente nel campionato cadetto, anni in cui si distinguono
numerosi giocatori bergamaschi come Vittorio Casati, Francesco Simonetti, i fratelli Riccardo e Giacomo Cornolti,
Atalanta Bergamasca Calcio
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Francesco Bettoni, Giulio Panzeri e Luigi Tentorio.
Un sussulto lo si ha al termine della stagione 1932/33, quando, per problemi economici, la società rischia di non
iscriversi al campionato. Ne seguirà una colletta tra sportivi e la cessione di Carlo Ceresoli, l'elemento più
rappresentativo, all'Ambrosiana-Inter. Come vedremo il privarsi dei “pezzi pregiati” per sanare il bilancio, negli anni
seguenti diventerà una costante.
Nel calcio che conta
Finalmente nel 1936-37, con l'allenatore Ottavio Barbieri alla guida di una squadra composta prevalentemente da
bergamaschi, raggiunge la Serie A. La partita d'esordio nella massima serie vide la → Juventus ospite al Brumana,
che per l'occasione si riempì al limite della capienza, con più di 15.000 spettatori. La stagione però, nonostante
l'entusiasmo, si concluse con l'immediata retrocessione. Nell'estate seguente, la dirigenza cedette Bonomi alla →
Roma per una cifra sbalorditiva per l'epoca: 120.000 lire.
Ma il ritorno nella massima serie non si fece attendere, tant’è che nel 1939-40 l'allora presidente Nando Bertoncini
affidò all'allenatore Ivo Fiorentini un'ottima squadra che centrò nuovamente la promozione in serie A. L'anno
successivo la squadra si tolse grandi soddisfazioni, rifilando tre gol a → Juventus e → Milan, sconfiggendo il →
Bologna campione d'Italia e classificandosi al 5° posto finale. L'Atalanta continua la sua esperienza in serie A, con
alla guida l'allenatore ungherese Nehadoma, fino al 1942/43, quando i campionati vengono sospesi per lo scoppio
della seconda guerra mondiale.
Al termine del conflitto, il presidente Turani, con una cordata di personalità del tempo, mette mano al portafogli per
risanare un buco nel bilancio della società e, alla riapertura delle frontiere, porta a Bergamo gli ungheresi Kincses e
Olajkar: solo il primo riuscì a disputare una buona stagione, mentre il secondo non incise sul rendimento della
squadra.
In questi anni la squadra staziona stabilmente nella massima serie, acquisendo la nomea di provinciale terribile. Sono
gli anni del portiere Bepi Casari, ma anche degli stranieri svedesi e danesi. Tra questi diedero un ottimo contributo
Bertil Nordahl (fratello del più celebre giocatore del Milan Gunnar), Leschly Soerensen e Karl Hansen, poi ceduto
alla → Juventus grazie ad un blitz di Gianni Agnelli . Ma ciò che fece scalpore fu l'acquisto, da parte di Achille
Lauro, armatore e sindaco di Napoli, dell'attaccante Hasse Jeppson per la cifra di 105 milioni di lire. Ci furono
addirittura interpellanze parlamentari per via della cifra spesa, giudicata scandalosa e fuori da ogni logica.
Gli anni '50 videro stabilmente l'Atalanta in Serie A, e numerosi furono
i giocatori rappresentativi: Rasmussen, Nane Bassetto, Angeleri
(tutt'ora primatista di presenze in maglia neroazzurra), Longoni, Rota e
Severo Cominelli, giocatore con il maggior numero di marcature fino
al 2006-07, superato da Cristiano Doni.
Nel 1955 la squadra orobica fu protagonista della prima diretta
televisiva per una partita di calcio: la partita contro la Triestina fu
infatti trasmessa dalla RAI. Due anni più tardi l'Atalanta fu
protagonista di un campionato vissuto nei bassifondi e quando si salvò,
all'ultima giornata, espugnando il campo di Padova, fu accusata di
combine e quindi retrocessa. Un'onta che venne cancellata un anno più
tardi quando i presunti testimoni ed accusatori, tra cui Giovanni
Azzini, confessarono di avere inventato tutto, e la società venne
riabilitata. Nel frattempo però la squadra, guidata dall'allenatore Karl
Adamek, si era conquistata sul campo l'immediato ritorno in serie A.
Nane Bassetto, autore di 56 reti con l'Atalanta
Atalanta Bergamasca Calcio
La Coppa Italia
Gli anni '60 videro l'acquisto di stranieri che diedero importanti
contributi (Humberto Maschio, Flemming Nielsen e Gustavsson),
l'udienza concessa da Papa Giovanni XXIII (bergamasco pure lui), e le
prime apparizioni in Europa grazie alla Mitropa Cup.
Ma l'apice venne raggiunto nella stagione 1962-63 quando la società
nerazzurra conquistò la coppa Italia. Questo trofeo,che tutt’ora è l'unico
trofeo di una certa importanza conquistato a livello di prima squadra,
arrivò a Bergamo dopo una vittoria per 3-1 in campo neutro a San Siro
2 giugno 1963, l'Atalanta conquista la Coppa
Italia
contro il Torino, con tripletta dell'attaccante bergamasco Angelo
Domenghini. La storica formazione era la seguente: Pizzaballa,
Pesenti, Nodari, Veneri, Gardoni, Colombo, Domenghini, Nielsen, Calvanese, Mereghetti e Magistrelli. Di questi,
ben sette erano bergamaschi. L'anno seguente vi fu il debutto in Coppa delle Coppe, dove però l'Atalanta venne
subito eliminata dallo Sporting Lisbona dopo uno spareggio.
Gli anni dell'incertezza
Nel 1964 muore il presidente Turani, che viene sostituito da Attilio Vicentini, coaudiuvato dall'Ing. Luigi Tentorio.
La squadra continua il suo cammino nella massima serie fino al 1968-69 quando, complice la cessione al → Bologna
del bomber Savoldi, retrocede in serie B dopo dieci anni. Alla presidenza Baracchi subentra a Vicentini, ma dopo un
solo anno il nuovo “patron” diventa Achille Bortolotti.
Dopo un anno di purgatorio ritorna in A grazie all'allenatore Giulio Corsini, capace di amalgamare una squadra di
giovani (tra tutti Gaetano Scirea, Adelio Moro e Giovanni Vavassori). Purtroppo, dopo una salvezza risicata, nel
1972-73 l'Atalanta incappa in un'altra stagione-no, nella quale subisce la sconfitta più pesante di sempre (9-3 a San
Siro contro il → Milan) e retrocede per differenza reti, nonostante fosse sufficiente raccogliere soltanto un punto
nelle ultime 3 giornate per salvarsi.
Questa volta la permanenza tra i cadetti dura più del solito, tant’è che per il ritorno nel massimo campionato
bisognerà aspettare fino all'anno 1976/77, promozione ottenuta da Titta Rota soltanto dopo gli spareggi a Marassi
contro → Cagliari e Pescara. L'anno seguente la squadra ottiene una tranquilla salvezza, ma nel 1978/79, a causa
dell'inconsistenza del parco giocatori, si ritorna in B. L'anno seguente viene mancata la promozione e nell'anno
1980/81 l'Atalanta sprofonda addirittura in serie C1.
Il rilancio
È il punto più basso nella storia della società bergamasca. Il presidente Achille Bortolotti cede il comando al figlio
Cesare. Questo adotta una politica lungimirante e centra l'immediato ritorno tra i cadetti dopo una marcia trionfale
guidata dall'allenatore Ottavio Bianchi. L'anno successivo serve come assestamento, utile come trampolino di lancio
per la squadra che, guidata da Nedo Sonetti, nel 1983/84 vince il campionato riportando la città ai livelli di qualche
lustro addietro.
Il 1984/85 vede nella serie A italiana molti campioni stranieri del calibro di Michel Platini, Diego Armando
Maradona, Hans Peter Briegel, Karl-Heinz Rummenigge, Zico e Socrates quindi l'Atalanta, per non sfigurare,
acquista gli svedesi Lars Larsson e Glenn Peter Strömberg. Se il primo non lascerà il segno, il secondo diventa un
pilastro insostituibile del centrocampo nerazzurro, dove resterà per molti anni, tanto da diventare capitano della
squadra. Nello stesso anno comincia a farsi notare Roberto Donadoni, destinato ad una grande carriera.
La permanenza nella categoria prosegue fino alla stagione 1986/87 quando, complice la sfortuna, l'Atalanta retrocede
all'ultima giornata. Ma, nonostante questo, la squadra di Sonetti riesce a raggiungere la finale di Coppa Italia, dove
viene sconfitta dal → Napoli campione d'Italia. Si qualifica quindi di diritto per la coppa delle Coppe.
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Atalanta Bergamasca Calcio
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Le avventure continentali
Ed è proprio il 1987/88 l'anno della svolta con il giovane ed emergente
allenatore Emiliano Mondonico. La stagione è memorabile:
promozione in serie A, ma soprattutto una cavalcata entusiasmante in
Europa, dove viene raggiunta la semifinale della coppa delle Coppe.
Partita in sordina in quanto squadra partecipante al campionato cadetto,
l'Atalanta elimina nell'ordine i gallesi del Merthyr Tydfil, i greci
dell'Ofi Creta ed i portoghesi dello Sporting Lisbona, in una sorta di
rivincita della sfida di quasi cinque lustri prima, con il
gol-qualificazione di Aldo Cantarutti nella città lusitana.
E, apertesi le porte della semifinale l'Atalanta, piccola squadra
provinciale, rimane sola a difendere i colori dell'Italia nelle
competizioni continentali. Ma il sogno s’infrange contro i belgi del
Malines (in fiammingo Mechelen), poi vincitori del trofeo, che il 20
aprile 1988 eliminano gli orobici nello stadio di Bergamo (doppio
risultato di 2-1 per i giallo-rossi belgi).
Glenn Peter Stromberg, bandiera degli anni '80
L'anno successivo, vede l'Atalanta ai nastri di partenza con una squadra
di tutto rispetto, che annovera il centrocampo probabilmente più forte della propria storia: Stromberg, Fortunato,
Nicolini, Bonacina e Prytz. E le attese vengono mantenute con un ottimo sesto posto finale, che le vale la
qualificazione in coppa UEFA. L'avventura europea però non è fortunata come la precedente, poiché l'eliminazione
arriva al primo turno per mano dei russi dello Spartak Mosca. Ma il campionato 1989/90 vede di nuovo l'Atalanta tra
i protagonisti (anche grazie all'acquisto dell' argentino Claudio Paul Caniggia), la quale, con un bel 7° posto, riesce a
bissare la qualificazione europea dell'anno precedente.
Ma i festeggiamenti per la bella stagione sono smorzati dalla notizia della morte, avvenuta in un incidente stradale,
del proprio presidente Cesare Bortolotti. La presidenza torna al padre Achille Bortolotti, che traghetterà la società
fino all'acquisto del pacchetto azionario da parte dell'immobiliarista Antonio Percassi.
Il Trofeo Bortolotti
Il Trofeo Achille e Cesare Bortolotti è un torneo calcistico amichevole organizzato dalla società Atalanta in memoria dei
suoi presidenti Achille Bortolotti e Cesare Bortolotti.
Consiste in una partita di 90 minuti tra la formazione orobica e una ospite che si affrontano a Bergamo.
Introdotto nel 1992, al trofeo hanno preso parte squadre note del panorama calcistico, come le brasiliane Vasco da Gama,
San Paolo e Gremio, nonché → Juventus, Olympique Marsiglia, Milan, Real Sociedad, IFK Göteborg e Borussia
Dortmund.
La squadra nel frattempo ottiene buoni risultati nella coppa UEFA 90/91, dove elimina i croati della Dinamo
Zagabria, i turchi del Fenerbahce ed i tedeschi del Colonia, ma non può fare nulla nello scontro “fratricida” contro l'
Inter nei quarti di finale. Il campionato vede un avvicendamento alla guida tecnica tra Frosio e Giorgi, che conclude
la stagione in una posizione di tranquillo centro classifica. Negli anni seguenti, in cui si alternano gli allenatori
Giorgi e Lippi, la squadra si mantiene nei quartieri alti della classifica di serie A, senza però centrare altre
qualificazioni in coppa UEFA.
Atalanta Bergamasca Calcio
L'era Ruggeri
L'anno 1993/94 doveva essere quello del rilancio, tanto che il presidente Percassi decise di puntare su un tecnico
emergente, Guidolin, per portare il cosiddetto "calcio-spettacolo" a Bergamo. Acquistò addirittura Franck Sauzée,
centrocampista dell'Olympique Marsiglia campione d'Europa. Ma le attese vennero completamente disattese e la
squadra retrocesse al penultimo posto, nonostante l'avvicendamento tra Guidolin e Prandelli (tecnico delle giovanili).
Il presidente decise di cedere la proprietà ad Ivan Ruggeri, che riaffida la squadra ad Emiliano Mondonico, il quale la
riporta subito in serie A. Negli anni successivi, nel massimo campionato, arrivano a Bergamo giovani giocatori come
Christian Vieri e Filippo Inzaghi: quest'ultimo riesce nel 1996/97, unico giocatore nerazzurro della storia, a vincere il
titolo di capocannoniere nel massimo campionato, con ben 24 centri. L'annata viene però funestata dalla tragica fine
dell'attaccante Federico Pisani, vittima di un incidente stradale nel febbraio 1997. A lui viene di diritto intitolata la
curva Nord dello stadio di Bergamo, quella riservata ai tifosi atalantini. L'anno successivo la squadra non tiene fede
alle attese e retrocede nuovamente tra i cadetti.
Ci si affida a Bortolo Mutti, vecchia gloria degli anni '80, ma la promozione non arriva. Per l'anno 1999/2000 si
punta su Giovanni Vavassori, altra vecchia gloria, che bene aveva fatto come allenatore del settore giovanile. Ed i
risultati arrivano, dato che centra la seria A al primo tentativo, utilizzando numerosi giovani cresciuti nel proprio
vivaio. L'entusiasmo è talmente alto che l'anno successivo, il 2000/01, l'Atalanta si ritrova al comando del
campionato più bello del mondo dopo il primo mese, giocando un calcio divertente e redditizio. Nel prosieguo della
stagione la squadra accusa una leggera flessione, che però non le impedisce di concludere con un onorevole 7° posto.
Il presidente Ruggeri cerca allora di far fare il salto di qualità alla squadra, cedendo qualche giovane alle squadre
economicamente più forti, ma acquistando giocatori di fama quali Comandini (30 miliardi di lire per il suo acquisto,
il più caro della storia atalantina), Saudati, Sala, Dabo e Taibi. Ma i nuovi non si amalgamano e la stagione termina
con una posizione anonima. Si evita la retrocessione con i gol di uno strepitoso Cristiano Doni, convocato poi per i
Mondiali di Corea-Giappone del 2002. Ma il miracolo non si ripete, e l'anno seguente la "banda" allenata da
Vavassori retrocede al termine di una stagione difficile, culminata con l'esonero dell'allenatore (a favore di Giancarlo
Finardi, tecnico della formazione primavera) e la sconfitta nello spareggio-salvezza giocato contro la Reggina. Si
prova a risalire immediatamente con la guida tecnica di Andrea Mandorlini, e l'impresa riesce nuovamente, anche se
non senza sofferenze.
Ma l'altalena tra le categorie continua, ed una nuova retrocessione colpisce la squadra di Delio Rossi, subentrato a
stagione in corso al tecnico artefice della promozione dell'anno prima, nonostante un'incredibile rimonta nel girone
di ritorno. Ci si affida quindi al giovane tecnico romano Stefano Colantuono, che riporta nella categoria superiore la
squadra dopo un solo anno di assenza, al termine di una stagione colma di record per la serie cadetta, concludendo al
primo posto senza particolari affanni. La direzione della squadra gli viene confermata anche per il 2006/07, stagione
in cui l'Atalanta si regala un ottimo ottavo posto, a ridosso della zona-Uefa, ponendosi come una delle rivelazioni
della massima serie.
Al termine della stagione però, mister Colantuono decide di abbandonare Bergamo per trasferirsi al → Palermo, e la
società decide di puntare su Luigi Del Neri, reduce da una retrocessione in B con il → ChievoVerona. Al tecnico di
Aquileia viene affidata una squadra competitiva per ottenere una tranquilla salvezza: tra gli arrivi più importanti ci
sono quelli di Padoin, Floccari, Costinha, Muslimovic, Simone Inzaghi, Langella e l'argentino Pellegrino.
A gennaio 2008 un aneurisma colpisce il presidente Ruggeri che, ad aprile dello stesso anno, viene affiancato alla
presidenza dalla figlia Francesca, in qualità di vice-presidente, e dal figlio Alessandro in qualità di amministratore
delegato. Nel frattempo la squadra si mantiene in una tranquilla posizione di centro classifica, dando talvolta la
sensazione di poter addirittura conquistare un posto in coppa UEFA. La qualificazione europea tuttavia non arriva,
lasciando a ricordo di una buona annata la doppia vittoria contro il Milan e un ottimo nono posto in classifica.
Il 3 settembre 2008 viene nominato presidente il figlio Alessandro [2] . La stagione vede la squadra navigare
costantemente nelle zone centrali della classifica dando spesso, come nella precedente annata, l'illusione di potersi
inserire nel discorso per la qualificazione in Coppa UEFA. Nemmeno questa volta si materializza l'accesso in
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Atalanta Bergamasca Calcio
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Europa, ma l'annata è caratterizzata da numerose soddisfazioni quali le sconfitte rifilate all'Inter campione d'Italia,
Roma, Lazio, Napoli, Udinese, ottenute con un gioco molto spettacolare.
La salvezza viene conquistata numerose giornate prima della fine del campionato, al termine del quale l'allenatore
Del Neri comunica il suo addio a Bergamo, a causa di incomprensioni con i vertici societari.
Il 5 giugno 2009 il presidente Alessandro Ruggeri annuncia l'ingaggio di Angelo Gregucci come nuovo allenatore.
La sua avventura sulla panchina neroazzurra si conclude però il 21 settembre 2009 quando, dopo quattro sconfitte in
altrettante partite di campionato viene esonerato in favore di Antonio Conte.
I successi del settore giovanile
Molti di più sono i successi a livello giovanile, essendo il vivaio dell'Atalanta, gestito da Mino Favini, uno dei più
stimati d'Europa: secondo una classifica stilata dal Centro studi di Coverciano, la società bergamasca possiede il
migliore settore giovanile d'Italia ed il sesto in Europa, dietro a Real Madrid, Barcellona e tre squadre francesi. Il
parametro utilizzato è quello dei giocatori di prima divisione prodotti dal vivaio. Nella stagione 2007/2008 22
giocatori provenienti dal vivaio dell'Atalanta hanno giocato nel campionato di serie A, 32 in quello di B e 3 all’estero
Dal vivaio alla prima squadra, un percorso educativo [4]. URL consultato il 24-03-2009..
Fra i vari giocatori provenienti dalle giovanili atalantine si possono ricordare, in tempi recenti, Roberto Donadoni,
Gianpaolo Bellini, Alessio Tacchinardi, Domenico Morfeo, Tomas Locatelli, Ivan Pelizzoli, i gemelli Cristian e
Damiano Zenoni, Marco Zanchi, Luciano Zauri, Paolo Foglio, Cesare Natali, Michele Canini, Massimo Donati, Alex
Pinardi, Riccardo Montolivo, Marco Motta, Samuele Dalla Bona, Rolando Bianchi, Filippo Carobbio, Fausto
Rossini, Andrea Lazzari, Simone Padoin, Giampaolo Pazzini, Inácio Piá, Inácio Joelson, Massimo Mutarelli, Marino
Defendi, Tiberio Guarente, Daniele Capelli, Andrea Consigli, Piermario Morosini e molti altri ancora, tanto che
quasi tutte le squadre delle prime due divisioni calcistiche hanno in rosa qualche giocatore uscito da questo florido
vivaio.
Nonostante frequentemente si privi dei suoi giovani più promettenti, la società riesce sempre a trovare nuova linfa
nel settore giovanile ed a lanciare nuovi promettenti volti nel mondo del calcio, molti dei quali bergamaschi
d'origine, cosa assai rara nelle squadre professionistiche.
Il Centenario
Il 17 ottobre 2006, presso la sala Congressi Papa Giovanni XXIII a
Bergamo, sono state presentate le iniziative per celebrare i cento anni
di storia della cosiddetta "regina delle provinciali". Tra i vari eventi si è
svolta una notte bianca a Bergamo, denominata Notte NerAzzurra, con
spettacoli, apparizioni di ex calciatori atalantini, concerti e fuochi
d'artificio.
I festeggiamenti sono terminati il 17 ottobre 2007[3] con un programma
di appuntamenti musicali e sportivi, tra cui soprattutto un prestigioso
triangolare con Porto e Stella Rossa (vinto dai lusitani con i bergamaschi al secondo posto) e la partecipazione al
Trofeo Teresa Herrera con Real Madrid, Deportivo La Coruña e Belenenses, cui si aggiungono mostre dedicate alla
Dea.
Christian Vieri storico bomber nerazzurro
Atalanta Bergamasca Calcio
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Cronistoria
Cronistoria dell'Atalanta Bergamasca Calcio
•
17 ottobre 1907: fondazione della Società Bergamasca
di Ginnastica e Sports Atletici "Atalanta".
•
1928: Inaugura lo Stadio
Brumana, ora denominato
Stadio Atleti Azzurri
d'Italia.
•
1969-70: 15ª in Serie B.
•
1908: si affilia alla F.G.I. (Federazione Ginnastica
Italiana) e alla F.I.F. con cui disputa dei tornei a
carattere locale.
[4]
•
1928-29: 14ª nel Girone A
di Divisione Nazionale.
Retrocessa in Serie B.
•
1970-71: 2ª in Serie B dopo
spareggi con Bari e
Catanzaro. Promossa in
Serie A.
•
1909/14: non partecipa ad alcun campionato di calcio.
•
1929-30: 8ª in Serie B.
•
1971-72: 10ª in Serie A.
•
1914: si affilia alla F.I.G.C. e inaugura il suo primo
campo polisportivo il 24 maggio.
•
1930-31: 6ª in Serie B.
•
1972-73: 14ª in Serie A.
Retrocessa in Serie B.
•
1914-15: 2ª nel Girone B della Promozione Lombarda,
ammessa alla Finale. 4ª nel Girone Finale della
Promozione Lombarda. Con lo scoppio della guerra i
campionati vengono sospesi.
•
1931-32: 4ª in Serie B.
•
1973-74: 11ª in Serie B.
•
1915-16: partecipa a tornei indetti dal Comitato
Regionale Lombardo, con la squadra riserve.
•
1932-33: 16ª in Serie B.
•
1974-75: 6ª in Serie B.
•
1916/18: a causa della partenza di troppi giovani per il
fronte rinuncia a continuare l'attività ufficiale e vende il
campo di Via Maglio del Lotto.
•
1933-34: 5ª nel Girone B di
Serie B.
•
1975-76: 10ª in Serie B.
•
1918: ricostituita la società disputa vari tornei
• 1934-35: 7ª nel Girone B di
precampionato e prima dell'inizio della stagione 1919-20
Serie B.
inaugura lo stadio della Clementina riadattando un ex
ippodromo.
•
1976-77: 2ª in Serie B dopo
spareggi con → Cagliari e
Pescara. Promossa in Serie
A.
•
5 ottobre 1919: vince a Brescia lo spareggio con la
Bergamasca ed è ammessa in Prima Categoria.
•
1935-36: 10ª in Serie B.
•
1977-78: 9ª in Serie A.
•
1919-20: 3ª nel Girone Eliminatorio B del Comitato
Regionale Lombardo.
•
1936-37: 2ª in Serie B.
Promossa in Serie A.
•
1978-79: 15ª in Serie A.
Retrocessa in Serie B.
•
Febbraio 1920: si fonde con la Bergamasca di
Ginnastica e Scherma diventando Atalanta e
Bergamasca di Ginnastica e Scherma.
•
1937-38: 15ª in Serie A.
Retrocessa in Serie B.
•
1979-80: 9ª in Serie B.
•
1920-21: 4ª nel Girone Eliminatorio E del Comitato
Regionale Lombardo. Ripescata ad integrazione dei
quadri.
•
1938-39: 3ª in Serie B.
•
1980-81: 18ª in Serie B.
Retrocessa in Serie C1.
•
1921-22: 3ª nel Girone Eliminatorio B del Comitato
Regionale Lombardo. Il Compromesso Colombo la
assegna d'ufficio alla nuova Seconda Divisione.
•
1939-40: 1ª in Serie B.
Promossa in Serie A.
•
1981-82: 1ª nel Girone A di
Serie C1. Promossa in
Serie B.
•
1922-23: 2ª nel Girone Semifinale B di Seconda
Divisione.
•
1940-41: 6ª in Serie A.
•
1982-83: 8ª in Serie B.
•
1923-24: 3ª nel Girone B di Seconda Divisione.
•
1941-42: 13ª in Serie A.
•
1983-84: 1ª in Serie B.
Promossa in Serie A.
•
1924-25: 7ª nel Girone B di Seconda Divisione dopo
spareggi con Trevigliese e Lecco.
•
1942-43: 10ª in Serie A.
•
1984-85: 10ª in Serie A.
•
1925-26: 4ª nel Girone A di Seconda Divisione.
•
1943-44: 8ª nel Torneo
Misto Lombardo di Guerra.
•
1985-86: 8ª in Serie A.
•
1926-27: 2ª nel Girone B della cadetta Prima Divisione
Nord, ex Seconda Divisione.
•
1944-1945: inattiva.
•
1986-87: 15ª in Serie A.
Retrocessa in Serie B.
•
1927-28: 1ª assoluta nella cadetta Prima Divisione Nord. • 1945-46: 9ª nel Campionato • 1987-88: 4ª in Serie B.
Promossa in Divisione Nazionale.
Alta Italia.
Promossa in Serie A.
•
1946-47: 9ª in Serie A.
•
1988-89: 6ª in Serie A.
•
1947-48: 5ª in Serie A.
•
1989-90: 7ª in Serie A.
•
1948-49: 16ª in Serie A.
•
1990-91: 10ª in Serie A.
Atalanta Bergamasca Calcio
11
•
1949-50: 8ª in Serie A.
•
1991-92: 11ª in Serie A.
•
1950-51: 12ª in Serie A.
•
1992-93: 8ª in Serie A.
•
1951-52: 12ª in Serie A.
•
1993-94: 17ª in Serie A.
Retrocessa in Serie B.
•
1952-53: 9ª in Serie A.
•
1994-95: 4ª in Serie B.
Promossa in Serie A.
•
1953-54: 10ª in Serie A.
•
1995-96: 13ª in Serie A.
•
1954-55: 13ª in Serie A.
•
1996-97: 10ª in Serie A.
•
1955-56: 15ª in Serie A.
•
1997-98: 16ª in Serie A.
Retrocessa in Serie B.
•
1956-57: 15ª in Serie A.
•
1998-99: 6ª in Serie B.
•
1957-58: 17ª in Serie A.
Retrocessa in Serie B.
•
1999-00: 4ª in Serie B.
Promossa in Serie A.
•
1958-59: 1ª in Serie B.
Promossa in Serie A.
•
2000-01: 7ª in Serie A.
•
1959-60: 11ª in Serie A.
•
2001-02: 9ª in Serie A.
•
1960-61: 9ª in Serie A.
•
2002-03: 15ª in Serie A
dopo spareggio con la
Reggina. Retrocessa in Serie
B.
•
1961-62: 6ª in Serie A.
•
2003-04: 5ª in Serie B.
Promossa in Serie A.
•
1962-63: 8ª in Serie A.
Vince la Coppa Italia.
•
2004-05: 20ª in Serie A.
Retrocessa in Serie B.
•
1963-64: 11ª in Serie A.
•
2005-06: 1ª in Serie B.
Promossa in Serie A.
•
1964-65: 11ª in Serie A.
•
2006-07: 8ª in Serie A.
•
1965-66: 14ª in Serie A.
•
2007-08: 9ª in Serie A.
•
1966-67: 11ª in Serie A.
•
2008-09: 11ª in Serie A.
•
1967-68: 13ª in Serie A.
•
1968-69: 16ª in Serie A.
Retrocessa in Serie B.
Statistiche
Campionati nazionali
Categoria Partecipazioni
A
B
C
50
27
1
Debutto
Ultima stagione
1937-1938
2009-2010
1929-1930
2005-2006
1981-1982
1981-1982
In 86 stagioni sportive dall'esordio a livello nazionale nella Lega Nord nel 1922: sono compresi 2 tornei di Divisione
Nazionale (A) e 6 tornei di Seconda Divisione (B). In precedenza l'Atalanta ha partecipato in ambito FIGC a 4 tornei
locali del Comitato Regionale Lombardo.
Atalanta Bergamasca Calcio
12
Piazzamenti
Stagione Serie
Pos G V
N
P
1929-30
B
8°
34 11 15 8
37
26
37
1930-31
B
6°
34 15 11 8
62
35
41
1931-32
B
4°
34 13 13 8
57
42
39
1932-33
B
16° 32 9
5
18 52
60
23
1933-34
B
5°
24 9
8
7
31
24
26
1934-35
B
7°
28 12 6
10 38
35
30
1935-36
B
10° 34 13 6
15 25
50
32
1936-37
B
2°
48
25
39
1937-38
A
15° 30 4
18 22
50
16
1938-39
B
3°
34 15 13 6
43
26
43
1939-40
B
1°
34 19 9
6
62
31
47
1940-41
A
6°
30 11 9
10 45
38
31
1941-42
A
13° 30 8
8
14 34
47
24
1942-43
A
9°
30 11 6
13 34
44
28
1945-46
A-Nord 9°
26 7
12 21
28
21
1946-47
A
8°
38 11 15 12 40
52
37
1947-48
A
5°
40 16 12 12 48
41
44
1948-49
A
14° 38 11 9
18 40
58
31
1949-50
A
8°
15 66
60
40
1950-51
A
14° 38 10 12 16 48
69
32
1951-52
A
12° 38 13 8
17 54
61
34
1952-53
A
8°
38 10 12 12 52
53
32
1953-54
A
10° 34 10 11 13 54
53
31
1954-55
A
15° 34 8
38
28
1955-56
A
15° 34 11 9
14 50
55
31
1956-57
A
14° 34 9
13 12 36
44
31
1957-58
A
17° 34 6
16 12 29
49
28
1958-59
B
1°
62
30
51
1959-60
A
11° 34 9
13 12 31
39
31
1960-61
A
9°
34 9
13 12 35
41
31
1961-62
A
6°
34 13 12 9
39
38
38
1962-63
A
8°
34 12 10 12 43
44
34
1963-64
A
8°
34 7
16 11 26
43
30
1964-66
A
13° 34 7
16 11 19
28
30
1965-66
A
14° 34 9
11 14 24
37
29
1966-67
A
11° 34 9
13 12 28
43
31
1967-68
A
13° 30 10 5
42
25
30 14 11 5
8
7
38 17 6
GF GS Pt
12 13 35
38 18 15 5
15 26
Atalanta Bergamasca Calcio
13
1968-69
A
16° 30 4
11 15 25
45
19
1969-70
B
15° 38 8
17 13 30
29
33
1970-71
B
2°
41
25
47
1971-72
A
10° 30 9
8
13 21
26
26
1972-73
A
15° 30 5
14 11 16
33
24
1973-74
B
11° 38 11 14 13 24
24
36
1974-75
B
6°
38 14 11 13 37
36
39
1975-76
B
9°
38 13 12 13 26
24
38
1976-77
B
2°
38 19 11 8
44
26
49
1977-78
A
9°
30 6
28
32
27
1978-79
A
15° 30 6
12 12 20
33
24
1979-80
B
9°
38 11 16 11 29
24
38
1980-81
B
19° 38 9
40
30
1981-82
C1
1°
34 17 15 2
42
15
49
1982-83
B
8°
38 10 17 11 30
27
37
1983-84
B
1°
38 16 17 5
49
28
49
1984-85
A
10° 30 5
18 7
20
32
28
1985-86
A
8°
15 8
27
26
29
1986-87
A
15° 30 7
16 22
32
21
1987-88
B
4°
38 14 19 5
50
34
47
1988-89
A
6°
34 11 14 9
37
32
36
1989-90
A
7°
34 12 11 11 36
43
35
1990-91
A
10° 34 11 13 10 38
37
35
1991-92
A
11° 34 10 14 10 31
33
34
1992-93
A
7°
12 42
44
36
1993-94
A
17° 34 5
11 18 35
65
21
1994-95
B
4°
49
36
66
1995-96
A
13° 34 11 6
17 38
50
39
1996-97
A
10° 34 11 11 12 44
46
44
1997-98
A
16° 34 7
48
32
1998-99
B
6°
38 14 19 5
44
27
61
1999-00
B
2°
38 17 12 9
51
34
63
2000-01
A
7°
34 10 14 10 38
34
44
2001-02
A
9°
34 12 9
13 41
50
45
2002-03
A
15° 34 8
14 12 35
47
38
2003-04
B
5°
59
36
77
2004-05
A
20° 38 8
11 19 34
45
35
2005-06
B
1°
42 24 9
61
39
81
2006-07
A
8°
38 12 14 12 56
54
50
38 15 17 6
30 7
15 9
12 17 28
7
34 14 8
38 17 15 6
11 16 25
46 19 20 7
9
Atalanta Bergamasca Calcio
14
2007-08
A
9°
38 12 12 14 52
2008-09
A
11° 38 13 8
17 45
56
48
48
47
ATALANTA: Piazzamenti ottenuti in campionati a girone unico
Pos = Posizione di classifica; G = Partite giocate; V = Partite vinte; N = Partite pareggiate; P = Partite perse; GF = Gol fatti; GS = Gol subiti; Pt =
Punti
Coppe europee disputate
•
•
•
•
•
•
•
Partecipazioni alla Coppa UEFA: 2 (1989-90, 1990-91)
Partecipazioni alla Coppa delle Coppe: 2 (1963-64, 1987-88)
Partecipazioni alla Mitropa Cup: 4 (1961-62, 1967-68, 1968-69, 1984-85)
Partecipazioni alla Coppa Piano Rappan: 2 (1966-67 e 1977-78)
Partecipazioni alla Coppa Anglo-Italiana: 2 (1971-72 e 1994-95)
Partecipazioni alla Coppa dell'Amicizia: 4 (1958-59, 1959-60, 1960-61 e 1967-68)
Partecipazioni alla Coppa delle Alpi: 2 (1962-63 e 1963-64)
Record
Squadra
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Miglior piazzamento in Serie A: 5° posto (1947-48)
Peggior piazzamento in Serie A: 20° posto (2004-05)
Promozioni dalla Serie B: 11
Record di punti in una sola stagione (assoluto): 81 (Serie B 2005-2006)
Record di punti in una sola stagione (serie A): 50 (2006-07)
Record di vittorie in una stagione (assoluto): 24 (Serie B 2005-2006)
Record di vittorie in una stagione (serie A): 17 (1949-50)
Record di sconfitte in una stagione: 19 (2004-05)
Record di gol segnati in una stagione: 66 (1949-50)
Record di gol subiti in una stagione: 69 (1950-51)
Vittoria più larga (assoluto): 7-0 Atalanta-Udinese (Serie B 1931-1932), Atalanta-Parma (Serie B 1931-1932) e
Atalanta-Spezia (Serie B 1931-1932)
Vittoria più larga (serie A): 7-1 Atalanta-Triestina (1951-52)
Sconfitta più pesante: 9-1 Torino-Atalanta, (1941-42)
Partita con più gol: 9-3 Milan-Atalanta (1972-73)
Record di stagioni consecutive in Serie A: 15 (dal 1940-41 al 1957-58)
Record di vittorie consecutive in Serie A: 5 (1990-91)
Giocatore più prolifico in una sola stagione: Filippo Inzaghi (24 reti nel 1996-97)
Giocatore più prolifico in una sola partita: 4 Hasse Jeppson (Atalanta-Triestina, 1951-52) e Poul Aage
Rasmussen (Atalanta-Triestina, 1952-53)
Atalanta Bergamasca Calcio
15
Giocatori
I fedelissimi
317 Angeleri Stefano (11 stagioni)
277 Roncoli Livio (14)
265 Bonacina Walter (10)
264 Bellini Gianpaolo (11)
253 Ferron Fabrizio (8)
251 Cominelli Severo (9)
237 Vavassori Giovanni (8)
232 Doni Cristiano (8)
221 Schiavi Vittorio (11)
221 Simonetti Francesco (10)
219 Stromberg Glenn Peter (8)
213 Gardoni Piero (9)
210 Zenoni Damiano (7)
209 Carrera Massimo (7)
202 Casati Vittorio (7)
199 Nova Enrico (8)
197 Longoni Angelo (7)
192 Magrin Marino (6)
190 Rocca Antonio (6)
182 Divina Bruno (6)
178 Cometti Zaccaria (13)
169 Rossi Gianpaolo (7)
I marcatori in campionato
89 Doni Cristiano
60 Cominelli Severo
57 Bassetto Adriano
53 Rasmussen Paul
52 Soerensen Leschly Jorgen
44 Panzeri Giulio
42 Sanero Renato
42 Ganz Maurizio
40 Gaddoni Giovanni
40 Magrin Marino
40 Caccia Nicola
38 Longoni Angelo
34 Nova Enrico
Atalanta Bergamasca Calcio
16
33 Scala Augusto
31 Fabbri Edmondo
31 Ventola Nicola
29 Bedetti Amerigo
28 Brugola Luigi
27 Bertuzzo Ezio
27 Caniggia Claudio Paul
27 Morfeo Domenico
27 Salvi Arnaldo
Presenze allenatori
246 Mondonico
Emiliano
159 Fiorentini Ivo
144 Rota Battista (Titta)
136 Valcareggi Ferruccio
135 Vavassori Giovanni
128 Sonetti Nedo
125 Corsini Giulio
96
Bonizzoni Luigi
86
Angeleri Stefano
84
Violak József
I presidenti
1920-1926 Enrico Luchsinger
1926-1928 Antonio Gambirasi
1928-1930 Pietro Capoferri
1930-1932 Antonio Pesenti
1932-1935 Emilio Santi
1935-1938 Lamberto Sala
1938-1944 Nardo Bertoncini
1944-1945 Guerino Oprandi
1945-1964 Daniele Turani
1964-1969 Attilio Vicentini
1969-1970 Mino Baracchi
1970-1974 Achille Bortolotti
1974-1975 Enzo Sensi
1975-1980 Achille Bortolotti
1980-1990 Cesare Bortolotti
1990
Achille Bortolotti
Atalanta Bergamasca Calcio
17
1990-1994 Antonio Percassi
1994-2005 Ivan Ruggeri
2005-2005 Giacomo Randazzo
2005-2008 Ivan Ruggeri
2008-
Alessandro
Ruggeri
Rosa 2009-2010
N.
Ruolo
1
P
Andrea Consigli
2
D
Leonardo Talamonti
5
D
Thomas Manfredini
6
D
Gianpaolo Bellini (vice
capitano)
7
A
Nicola Madonna
8
D
György Garics
9
A
Robert Acquafresca
11
A
Christian Tiboni
13
D
Federico Peluso
15
C
Diego De Ascentis
16
C
Edgar Barreto
17
C
Tiberio Guarente
18
C
Fabio Caserta
19
D
Miguel Layun
N.
Ruolo
20
C
Jaime Valdés
21
C
Ivan Radovanovic
22
C
Simone Padoin
23
C
Costinha
26
D
Maximiliano Pellegrino
32
P
Ferdinando Coppola
70
A
Fabio Ceravolo
72
C
Cristiano Doni
(capitano)
77
D
Paolo Bianco
79
C
Adriano Ferreira Pinto
90
A
Simone Tiribocchi
91
P
Francesco Rossi
Giocatore
Giocatore
Atalanta Bergamasca Calcio
• Il numero 12 è stato ritirato in onore del pubblico, il "12° uomo" in campo.
• Il numero 14 è stato ritirato nel febbraio 1997 in onore di Federico Pisani.
Giocatori
Allenatori
•
•
•
•
•
•
•
•
•
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1913/24 : Commissione Tecnica
1924-25 Seconda Div.: Lovati
1925-26 Seconda Div.: Lovati
1926-27 Prima Divisione: Lovati
1927-28 Prima Divisione: Payer
1928-29 Divisione Nazionale: Payer a cui subentra Tirabassi
1929-30 Serie B: Cevenini
1930-31 Serie B: Viola
1931-32 Serie B: Viola
1932-33 Serie B: Viola (dimissionario) a cui subentra Payer
1933-34 Serie B: Mattea
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1934-35 Serie B: Mattea
1935-36 Serie B: Payer
1936-37 Serie B: Barbieri
1937-38 Serie A: Barbieri
1938-39 Serie B: Kertesz
1939-40 Serie B: Fiorentini
1940-41 Serie A: Fiorentini
1941-42 Serie A: Nehadoma
1942-43 Serie A: Nehadoma
1945-46 A Alta Italia: Nehadoma (dimissionario) a cui subentra prima Meazza e poi Luis Monti
1946-47 Serie A: Fiorentini
1947-48 Serie A: Fiorentini
1948-49 Serie A: Fiorentini (dimissionario) a cui subentrano Citterio-Carcano
1949-50 Serie A: Varglien
1950-51 Serie A: Varglien (esonerato) a cui subentra Neville
1951-52 Serie A: Neville (esonerato) a cui subentra Ceresoli
1952-53 Serie A: Ferrero
1953-54 Serie A: Ferrero (dimissionario) a cui subentrano Simonetti-Tentorio
1954-55 Serie A: Bonizzoni
1955-56 Serie A: Bonizzoni
1956-57 Serie A: Bonizzoni (esonerato) a cui subentra Rigotti
1957-58 Serie A: Rigotti (esonerato) a cui subentra Bonomi (transitorio) e poi Adamek
1958-59 Serie B: Adamek
1959-60 Serie A: Valcareggi
1960-61 Serie A: Valcareggi
1961-62 Serie A: Valcareggi
1962-63 Serie A: Tabanelli
• 1963-64 Serie A: Quario (esonerato) a cui subentra Ceresoli
• 1964-65 Serie A: Valcareggi
• 1965-66 Serie A: Puricelli (esonerato) a cui subentra Angeleri
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Atalanta Bergamasca Calcio
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1966-67 Serie A: Angeleri
1967-68 Serie A: Tabanelli (esonerato) a cui subentra Angeleri
1968-69 Serie A: Angeleri (esonerato) a cui subentra Moro (dimissionario) e poi Ceresoli
1969-70 Serie B: Viciani (esonerato) a cui subentra Gei e poi Rota
1970-71 Serie B: Corsini
1971-72 Serie A: Corsini
1972-73 Serie A: Corsini
1973-74 Serie B: Corsini (esonerato) a cui subentra Heriberto Herrera
1974-75 Serie B: Heriberto Herrera (esonerato) a cui subentra Piccioli
1975-76 Serie B: Cadè (dimissionario) a cui subentra Leoncini
1976-77 Serie B: Rota
1977-78 Serie A: Rota
1978-79 Serie A: Rota
1979-80 Serie B: Rota
1980-81 Serie B: Bolchi (esonerato) a cui subentra Corsini
1981-82 Serie C1: Bianchi
1982-83 Serie B: Bianchi
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1983-84 Serie B: Sonetti
1984-85 Serie A: Sonetti
1985-86 Serie A: Sonetti
1986-87 Serie A: Sonetti
1987-88 Serie B: Mondonico
1988-89 Serie A: Mondonico
1989-90 Serie A: Mondonico
1990-91 Serie A: Frosio (esonerato) a cui subentra Giorgi
1991-92 Serie A: Giorgi
1992-93 Serie A: Lippi
1993-94 Serie A: Guidolin (esonerato) a cui subentrano Valdinoci-Prandelli
1994-95 Serie B: Mondonico
1995-96 Serie A: Mondonico
1996-97 Serie A: Mondonico
1997-98 Serie A: Mondonico
1998-99 Serie B: Mutti
1999-00 Serie B: Vavassori
2000-01 Serie A: Vavassori
2001-02 Serie A: Vavassori
2002-03 Serie A: Vavassori (esonerato) a cui subentra Finardi
2003-04 Serie B: Mandorlini
2004-05 Serie A: Mandorlini (esonerato) a cui subentra D. Rossi
2005-06 Serie B: Colantuono
2006-07 Serie A: Colantuono
2007-08 Serie A: Del Neri
2008-09 Serie A: Del Neri
2009-10 Serie A: Gregucci (esonerato) a cui subentra A. Conte
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Atalanta Bergamasca Calcio
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Sponsor ufficiali
La prima sponsorizzazione della società atalantina risale alla stagione 1980-81, ad opera della Manifattura Sebina,
seguita l'anno successivo dalla Sit-In, senza tuttavia che il loro nome o marchio apparisse sulla maglia neroazzurra.
Soltanto dalla stagione 1982-83 sulle maglie cominciarono a comparire gli sponsor: di seguito la loro cronistoria
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1980-81 Manifattura Sebina (Manifattura)
1981-89 Sit-In (Moquettes)
1989-95 Tamoil (Società petrolifera)
1995-00 Somet (Costruzione telai tessili)
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2000-02 Ortobell (Ortofrutticola)
2002-05 Promatech (Costruzione telai tessili)
2005-06 Sit-In Sport (Erba artificiale) - Elesite
2006- Sit-In Sport - Daihatsu (Industria
automobilistica)
Tifosi
Il tifo a Bergamo si riunisce nella curva Nord, ora intitolata a Federico
Pisani.
I primi gruppi di tifo organizzato nacquero verso la fine degli anni '60
quando si formò il primo centro di coordinamento del tifo orobico,
denominato Club Amici dell'Atalanta. Ma l'evoluzione si ebbe nel 1971
quando sorsero i Commandos. Cinque anni più tardi, nel 1976
nacquero, da una costola degli stessi Commandos, le Brigate
Nero-azzurre. Gli anni '80 videro un'escalation della violenza negli
Coreografia della curva Nord dell'Atalanta in
stadi, e Bergamo non fu da meno anche a causa di nuovi gruppi, tra cui
occasione della finale di Coppa Italia del 1995-96
i famigerati Wild Kaos. Nei primi anni del nuovo millennio questi
gruppi organizzati si sciolsero e, complici leggi molto restrittive, il
fenomeno-violenza è andato diminuendo sempre più. Attualmente l'unico gruppo di tifo organizzato rimasto sono i
Dell'Atalanta Supporters, che preferiscono indicarsi con il nome di Curva Nord Bergamo 1907
Rivalità
L'Atalanta disputa il derby cittadino con l'AlbinoLeffe, ma la partita più sentita tra i tifosi è quella contro il Brescia.
Vengono considerate come derby anche tutte le altre partite contro squadre lombarde.
Voci correlate
• Bergamo
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Provincia di Bergamo
Derby di Bergamo
Serie A
Coppa Italia
Società Bergamasca di Ginnastica e Scherma
Atalanta Bergamasca Calcio
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Collegamenti esterni
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Atalanta [7] su Open Directory Project ( Segnala [8] su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Atalanta")
Sito ufficiale [9]
Sito dei tifosi atalantini [10]
Sito amatoriale dedicato all'Atalanta [11]
Riferimenti
[1]
[2]
[3]
[4]
Storia dell'Atalanta sul Sito Ufficiale. (http:/ / www. atalanta. it/ atalanta/ show. do?dispatch=page& area=storia)
Alessandro Ruggeri nominato presidente (http:/ / www. atalanta. it/ atalanta/ news. do?dispatch=read& id=797)
Cento anni e non sentirli (http:/ / it. uefa. com/ magazine/ news/ kind=16384/ newsid=605155. html) - uefa.com, 19 ottobre 2007
La F.G.N.I. in questo documento del 1912 nel suo albo d'oro delle affiliazioni (vedi 1905) erroneamente la considera affiliata come
"Atalanta" e non come "Giovane Orobia" mentre effettivamente non ci fu rapporto diretto fra le due società ovvero la Giovane Orobia non
cambiò nome ma cessò di esistere.
Associazione Sportiva Bari
Associazione Sportiva Bari
Calcio
Galletti, Biancorossi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Associazione Sportiva Bari
Casa
22
Trasferta
Maglia 100°
Associazione Sportiva Bari
Colori sociali:
23
Bianco con bordi rossi
Simboli:
un gallo
Inno:
Bari Grande Amore
Sabino Bartoli - Vincenzo Strippoli - Luigi Rana
Dati societari
Città:
Paese:
Confederazione:
Federazione:
Bari
Italia
UEFA
FIGC
Campionato:
Serie A
Fondazione:
1908
Rifondazione:
1928
Presidente:
Vincenzo Matarrese
Allenatore:
Giampiero Ventura
Stadio:
San Nicola
(58.270 posti)
Sito web:
www.asbari.it
[1]
Palmarès
Titoli nazionali:
2 Serie B
4 Serie C
1 Serie D
Trofei internazionali:
1 Coppa Mitropa (1990)
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
L'Associazione Sportiva Bari, nota come A.S. Bari o Bari, è la principale società calcistica di Bari, militante nel
campionato di Serie A.
Nell'ambito cittadino, soprattutto tra vecchi tifosi, è anche identificata come la Bari.
Ha militato per 28 stagioni nella massima serie, e sta affrontando la 29°, risultando così la prima formazione della
Puglia e la terza dell'Italia meridionale e insulare, dopo il → Napoli ed il → Cagliari, per numero di partecipazioni
nel massimo campionato di calcio. Condivide peraltro con la Pro Patria il non invidiabile primato di 4 campionati di
Serie A terminati all'ultimo posto (1940-41, 1963-64, 1969-70 e 2000-01). Ha il record di promozioni in Serie A, a
pari merito con l'→ Atalanta: 1927-28, 1930-31, 1934-35, 1941-42, 1957-58, 1962-63, 1968-69, 1984-85, 1988-89,
1993-94, 1996-97, 2008-09, di cui due terminati al primo posto (1941-42 e 2008-09).
Associazione Sportiva Bari
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Storia
Le origini (1908-1925)
La prima squadra di calcio di Bari fu fondata il 15 gennaio 1908 [1] come Foot-Ball Club Bari. Come nel caso di
molte altre squadre di calcio italiane, anche la fondazione del Bari fu caratterizzata dalla partecipazione di alcuni
stranieri: Floriano Ludwig, tedesco trapiantato a Bari, Gustavo Kuhn, svizzero, cui si aggiunse l'italiano Giovanni
Tiberini.[2]
Nella prima formazione (nella foto a lato) si riconosce lo stesso
Ludwig, il primo in piedi da sinistra, insieme ad altri stranieri,
a Bari per lavoro, e baresi: a fianco di Ludwig in piedi da
sinistra Barther, inglese e Bach, svizzero, al centro Attoma,
Roth, svizzero, e Labourdette, spagnolo, in basso Jovinet,
francese, Giordano, Gazagne, francese, Randi e Ziegler.
Originalmente i calciatori indossavano maglia rossa e
pantaloncini bianchi e giocavano principalmente contro
marinai inglesi al San Lorenzo nel quartiere di San Pasquale.
La prima formazione del Bari del 1908
Sebbene il club fu fondato in tempi molto antichi, le squadre
del Mezzogiorno non erano ben rappresentate nei campionati
del calcio italiano e così il Bari non prese parte alle prime stagioni. Di fatto solo la Campania aveva un campionato
regionale prima della Prima Guerra Mondiale. Il F.B.C. Bari venne sciolto nel 1915, in periodo di guerra, per poi
essere riorganizzato sotto lo stesso nome.
A quel tempo erano in attività accanto al F.B.C. Bari altre due società: la Foot-Ball Club Liberty (colori rosso-blu a
strisce orizzontali, poi variato nel 1915 in bianco-blu verticali), fondata da dissidenti del Bari originale nel 1909[3] e i
rivali dell' Unione Sportiva Ideale (colori nero-verde adottato nel 1915). Fu il FBC Liberty la prima squadra della
Provincia di Bari a prendere parte al Campionato di calcio italiano durante il campionato di Prima Divisione
1921-1922 organizzato dalla CCI quando molti dei club principali del paese entrarono in contrasto con la FIGC.
La stagione successiva l'Ideale divenne la prima squadra di Bari a raggiungere le semifinali Lega Sud, ma fu la Lazio
a passare in finale. Tutti e tre i club baresi parteciparono per la prima volta insieme al campionato nella stagione
1924-25 dove da una parte il FBC Bari retrocesse e dall'altra il Liberty raggiunse le semifinali di Lega dove fu
sconfitto pesantemente dall'Alba Roma per 6-0 all'andata e 3-0 al ritorno.
Associazione Sportiva Bari
Unione Sportiva Bari (1926-1928)
Una serie di fusioni fra squadre nel giro di due anni diedero alla luce un solo club per rappresentare il Bari. La prima
fusione avvenne fra il FBC Bari e il FBC Liberty nel torneo 1926-27, conservando la denominazione "Bari" usato
per la prima volta il 6 febbraio 1927 nella partita contro l'Audace F.B.C. Taranto. Nel 1927 debutta Raffaele
Costantino.
L'intero sistema calcistico italiano
stava
subendo
numerose
trasformazioni in questo periodo e
cominciò ad essere meglio organizzato,
con fusioni simili a quella del Bari che
accadevano un po' ovunque, come a
Salerno, Napoli, Firenze e Roma. La
neonata F.C. Bari si fuse con l'Ideale il
27 febbraio 1928 creando l'Unione
Sportiva Bari. Le maglie dell'US Bari
presero i colori biancorossi dal FBC
Bari e le strisce dell'Ideale.
La U.S. Bari del 1928, dopo la "fusione".
Nell'anno della fusione e della nascita
della U.S. Bari (1928) la squadra
raggiunge per la prima volta la "divisione nazionale", l'attuale Serie A: decisiva la vittoria per 5-3 sulla → Fiorentina
il 15 gennaio 1928. Protagonista anche il giovane barese Raffaele Costantino, poi incoronato "reuccio" dalla
tifoseria.
Dopo la stagione 1928-29 il sistema della lega fu riorganizzato e il Bari fu piazzato in Serie B. Costantino fu
convocato per la prima volta nella Nazionale italiana, rendendo il Bari la prima squadra di Serie B a vedere un
proprio giocatore convocato in Nazionale.[4]
Le prime stagioni in A (1929-1945)
Nel 1929 debutta Pippo Scategni; ma, subito dopo la prima promozione, per la 'Barila prima retrocessione:
classificatosi al 13° posto il Bari viene assorbito nella neo istituita Serie B.
Protagonisti di quegli anni, oltre al già citato Costantino, titolare in nazionale, pur con una parentesi tra il 1930 ed il
1935 alla → Roma, Alferio Cubi (che debutta nel 1932), Pietro Bottaro e Dario Gay.
Nella stagione 1931-32, la squadra si salvò dalla retrocessione vincendo lo spareggio contro il Brescia, giovandosi
dell'esperienza e del talento del tecnico ungherese Árpád Weisz, già campione d'Italia nel 1929-30 con
l'Ambrosiana-Inter e futuro vincitore di due scudetti con il Bologna (prima di essere espulso dall'Italia nel 1938 per
le leggi razziali perché ebreo e perire ad Auschwitz nel 1944).
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Associazione Sportiva Bari
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Ma ritorniamo al 1933, quando lascia
Pippo Scategni e gioca un campionato
a Bari Annibale Frossi (1933/1934);
poi nel 1936 debutta Cesarino Grossi,
l'indimenticato centravanti tascabile,
tragicamente scomparso a soli ventidue
anni nel 1939 durante il servizio
militare in Albania, e l'altrettanto
compianto Totò Lella.
Prima della sospensione bellica il Bari
disputerà, al vecchio "Campo degli
Sport" al rione Carrassi e poi allo
Stadio della Vittoria, inagurato il 16
dicembre 1934, con alterne fortune,
nove campionati di Serie A e cinque di
Serie B.
Lo "Stadio della Vittoria" in una foto del 1934 - la torre di Maratona sarà in seguito
abbattuta.
Nel 1939 lasciano: Raffaele Costantino; Alferio Cubi e Cesarino Grossi; e debuttano: Tommaso Maestrelli e
Alessandro Carlini. poi nel 1940 debutta Leonardo Costagliola e nel 1943 Lascia Tommaso Maestrelli.
L'ultimo campionato di serie A del 1942-43 si concluse con una beffarda retrocessione in Serie B maturata solo
all'ultima giornata. Il campionato 1943-44 non fu disputato a causa della guerra e nel 1944-45 il Bari ed il rinato
Liberty disputarono solo partite a livello regionale non nello "Stadio della Vittoria", chiuso, ma in un campo di
fortuna in via Crispi, ribattezzato "Campo Antonio Lella".
Il dopoguerra (1945-1954)
Gli alleati concessero nuovamente l'uso dello "Stadio della Vittoria" solo il 4 marzo 1945 con la partita Bari-Lecce.
Nel frattempo, il 1º gennaio 1945, la società cambiò denominazione da Unione Sportiva ad Associazione Sportiva
Bari.
Nel "campionato misto" disputatosi nel 1945-46 il Bari ben figurò terminando al primo posto, a pari merito con il →
Napoli, girone "Centro-Sud". Nel 1946 lascia Alessandro Carlini.
Si confermò l'anno seguente terminando al settimo posto (miglior risultato di tutti i tempi) in un campionato
dominato dal Grande Torino. Nel 1947 debutta Mihaly Voros. Nel 1948 va via Leonardo Costagliola.
Tuttavia, il Bari non riuscì a ripetersi, e si aprì una grave crisi di risultati prima e di stagioni poi, che fecero
precipitare la squadra fino alla IV Serie Meridionale nel giro di pochi anni fatti di sconfitte sonore e di acquisti
fumosi. Nel 1951 debutta Nicola Chiricallo, che lascia la squadra dopo due campionati, insieme a Mihaly Voros.
Approda quindi sulla panchina della squadra pugliese Francesco Capocasale che riesce inizialmente ad arrivare
primo in IV Serie tornando in Serie C; i tifosi del Bari festeggiano questo evento quasi come la vittoria di uno
scudetto con 20.000 persone presenti allo spareggio contro il Colleferro disputatasi a Napoli il 27 giugno 1954
terminato 2-1 a favore dei biancorossi con doppietta di Raffaele Gamberini.
Associazione Sportiva Bari
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La ripresa dal baratro (1954-1961)
Nella stagione 1954-55 l'impresa si ripete e sempre con Capocasale la Associazione Sportiva Bari ottiene una
nuova promozione ed il ritorno in Serie B. Nel 1955 debutta Luciano Gariboldi.
Ed è finalmente nella stagione 1958/59 che il Bari tornava in Serie A, dopo averne passati otto tra la Serie C e la IV
Serie Meridionale; idoli di quegli anni saranno Mario Mazzoni (313 partite col Bari), Biagio Catalano, il centravanti
argentino Raul Conti, che entra in squadra nel 1958, insieme all'ala sinistra Bruno Cicogna; infine arrivano nel 1959
Carlo Tagnin e nel 1960 Giuseppe Virgili, mentre va via Luciano Gariboldi. Dopo quattri anni di permanenza, agli
spareggi contro Lecco ed Udinese, il Bari torna però in cadetteria.
La presidenza del prof. De Palo (1961-1977)
Intanto diventa nuovo presidente della Associazione Sportiva Bari il professor Angelo De Palo.
Il Bari rimane in Serie B soltanto per un anno: promosso di nuovo in massima serie con Pietro Magni allenatore,
sembra essere tornato la "squadra-ascensore" del passato. L'illusione dura poco: alla B "riconquistata" subito dopo,
segue la Serie C. Lasciano la squadra alcuni giocatori celebri, come nel 1961 Carlo Tagnin e nel 1962 Raoul Conti e
Giuseppe Virgili. Poi nel 1966 debutta Lucio Mujesan.
Nel 1967 i biancorossi tornano in B mentre due anni dopo (1969), guidati soprattutto dal bomber Lucio Mujesan (19
gol in 37 partite), riconquistano la Serie A. In panchina approda Oronzo Pugliese che però non riesce ad agguantare
la salvezza e la squadra torna in Serie B, dopo esser arrivata all'ultimo posto con una cifra bassissima di gol segnati
(11). Ma in questo periodo la squadra cede Bruno Cicogna e Lucio Mujesan; fa debuttareVittorio Spimi; fa giocare
per tre campionati il celebre Cané (dal 1969 al 1972).
Il Bari rimarrà in B per alcuni anni ed addirittura nel 1974 i galletti scesero in Serie C, finendo la stagione con solo
12 gol segnati e 26 concessi in 38 partite. Benché la squadra risalì subito in Serie B, De Palo non vedrà mai i
biancorossi nella massima divisione: morirà infatti nel 1977, dopo 16 anni come presidente. Tra i giocatori
ricordiamo Vittorio Spimi, che nel 1976 lascia la squadra, mentre debuttano: Giuseppe Materazzi e Domenico
Penzo.
L'inizio dell'era Matarrese ed il primo trofeo (1977-1990)
Finale Mitropa Cup 1990
21 Maggio 1990 - Stadio della Vittoria, Bari
Bari - Genoa
1-0
Bari: Mannini, Caricola, Carbone (88' Amoruso), Terracenere (67' Lupo), Righetti, Brambati, Perrone, Urbano, Joao Paulo,
Gerson, Scarafoni (61' Monelli) - Allenatore: Gaetano Salvemini.
Genoa: Braglia, Ferroni, Caricola, Ruotolo, Collovati, Signorini, Eranio (87' Covelli), Florin, Fontolan, Urban, Rotella Allenatore: Franco Scoglio
Arbitro: Branko Bujic.
Marcatore: 14' Perrone.
Spettatori: 3.600
Il suo successore sarà Antonio Matarrese, iniziatore di una lunga era con i Matarrese alla guida della Associazione
Sportiva Bari. Antonio inizialmente non ha fortuna con la squadra che non riesce a salire in A. tra i giocatori
ricordiamo Giuseppe Materazzi e Domenico Penzo, che nel 1978 lasciano la squadra, mentre bel 1980 debuttano:
Aldo Serena e Maurizio Iorio. Nel 1981 Antonio Matarrese cede la poltrona di Presidente al fratello Vincenzo. Lo
stesso anno lascia Aldo Serena e inizia a giocare Angelo Terracenere.
L'addio di Antonio Matarrese è anche l'addio alla Serie C. Da allora, la squadra pugliese è rimasta a cavallo tra la A e
la B; nel primo anno con il nuovo presidente per poco non raggiunge la promozione, conquistata poi nel 1985. Il Bari
si rafforzò con gli inglesi Gordon Cowans e Paul Rideout ma non riuscì a rimanere in Serie A. Negli stessi anni
Associazione Sportiva Bari
lasciano la squadra Maurizio Iorio (1982) e Angelo Terracenere (1983) ed arrivano in squadra Giovanni Loseto,
Salvatore Guastella e poi Pietro Maiellaro.
In questo periodo i galletti si tolsero anche diverse soddisfazioni: con la vittoria del campionato di Serie B 1988-89,
il Bari giocò l'anno successivo la Coppa Mitropa, aggiudicandosela con un tranquillo 1-0 in finale, contro l'altra
italiana presente alla manifestazione (il Genoa), che fu steso da una rete di Perrone dopo 14 minuti. La finale si giocò
a Bari in turno secco.
Nell'anno che vide un Bari composto da stelle come Giovanni Loseto, Pietro Maiellaro e João Paulo chiudere al 10°
posto in massima serie e con il primo trofeo europeo, mentre il → Napoli si aggiudicava il secondo scudetto e la
supercoppa italiana (dopo aver vinto la Coppa UEFA l'anno prima), le due squadre più seguite del sud erano ormai
sul tetto del calcio italiano.
Quello stesso anno, il nuovo stadio San Nicola ospiterà anche diverse partite del Mondiale d'Italia 1990,
confermando ormai Bari città di grande calcio. Lasciano la squadra Paul Rideout, Gordon Cowans e poi Salvatore
Guastella.
Gli anni '90 e la nuova crisi (1990-2001)
Presidenti dal 1929 ad oggi
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1929-1931 - Alfredo Atti
1931-1932 - Liborio Mincuzzi
1932-1933 - Sebastiano Roca
1933-1934 - Raffaele Tramonte
1934-1935 - Giovanni Tomasicchio
1935-1936 - Giovanni Di Cagno Abbrescia
1936-1937 - Vincenzo Signorile
1937-1938 - Giuseppe Abbruzzese
1938-1939 - Giambattista Patarino
1939-1940 - Angelo Albanese
1940-1941 - Pasquale Ranieri
1941-1942 - Giuseppe Santoro
1941-1944 - Antonio De Palma
1942-1943 - Andrea Somma
1944-1950 - Tommaso Annoscia
1950-1951 - Rocco Scafi
1951-1952 - Florenzo Brattelli
1952-1953 - Francesco Saverio Lonero
1953-1956 - Achille Tarsia Incuria
1956-1959 - Gianfranco Brunetti
1959-1961 - Vincenzo La Gioia
1961-1963 - Angelo Marino
1961-1977 - Angelo De Palo
1977-1983 - Antonio Matarrese
1983-oggi Vincenzo Matarrese
La Associazione Sportiva Bari consegue tre anni di Serie A consecutivi. Tra i giocatori da ricordare: Florin
Răducioiu (1990/1991) e Robert Jarni, mentre nel 1991 va via Pietro Maiellaro ed arrivano Giuseppe Taglialatela,
Sandro Tovalieri ed Igor Protti.
Poi la squadra riscendere di nuovo in Serie B nel 1992, malgrado una buona squadra composta da campioni come
Zvonimir Boban, David Platt e Frank Farina. presto lasciano Bari: Robert Jarni, Giuseppe Taglialatela e Giovanni
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Associazione Sportiva Bari
Loseto.
Due anni dopo, però, il Bari salì di nuovo in Serie A. I tifosi pugliesi videro l'esplosione di Igor Protti che riuscì a
diventare capocannoniere con 24 gol.
Nel 1994 parte João Paulo e debutta Nicola Ventola; nel 1995 lascia Sandro Tovalieri ed arrivano in squadra Luigi
Sala e Klas Ingesson; nel 1996 va via Igor Protti e debuttano Marco Di Vaio e Diego De Ascentis. Nel 1997 lascia
Marco Di Vaio ed entrano in formazione Gianluca Zambrotta e Francesco Mancini.
Una nuova promozione nel 1997 vede, negli anni successivi (1997-2000), l'emergere di giovani talenti, come Nicola
Ventola, Diego De Ascentis, Gianluca Zambrotta e Simone Perrotta ma soprattutto Antonio Cassano: il talento di
Bari Vecchia debutta nel 1999 ed è quello che si mette più in mostra, dopo l'esplosione in un ormai famoso Bari 2-1
Inter, dove Cassano inventò una giocata geniale, che permise a fine campionato di cederlo per una cifra astronomica:
60 miliardi di lire (circa 30 milioni di euro attuali).
Ma la squadra era rafforzata anche da stranieri come Phil Masinga e Klas Ingesson, tutte "scoperte" del Bari. Il parco
giocatori si modifica e, nel 1998 lasciano Nicola Ventola, Luigi Sala e Klas Ingesson, mentre arrivano Yksel
Osmanovski, Daniel Andersson e Gionatha Spinesi. poi nel 1999 partono Diego De Ascentis e Gianluca Zambrotta e
debutta Simone Perrotta.
Questa volta il Bari rimase in A per quattro anni sotto la guida di Eugenio Fascetti. Questo periodo è però segnato da
una profonda crisi, durante la quale il Bari vende i suoi giocatori migliori senza acquistare adeguati sostituti: vanno,
così, via Francesco Mancini, Yksel Osmanovski, Daniel Andersson, Antonio Cassano e Simone Perrotta. L'unico
acquisto è Antonio Bellavista. Nel 2001, chiudendo all'ultimo posto in A, i biancorossi ritornano in cadetteria.
Retrocessione e ripescaggio (2001-2004)
Ogni stagione della Associazione Sportiva Bari sembra ormai figlia solo a sé stessa; lo stadio vede sempre meno
pubblico, con conseguenti incassi scarsissimi, ci sono risultati altalenanti (dal 6° al 21° posto in due stagioni) che
non consentono programmazioni a lungo termine. Tra i calciatori, da segnalare l'arrivo di Vincenzo Santoruvo e la
partenza di Gionatha Spinesi.
Il culmine viene raggiunto il 19 giugno 2004 quando il Bari perde il play-out contro il Venezia e finisce in Serie C1
ma per il fallimento del → Napoli venne ripescato in Serie B. In quella stagione, insieme al Bari, venne ripescato
anche il Pescara in sostituzione dell' Ancona, fallito anch'esso.
Tempi recenti (2004-2010)
Questa volta il Bari si stabilizza nella zona di metà classifica (10° posto nel 2005, 13° posto nel 2006 e 11° posto nel
2007).
Stagione 2007-08
Nella Serie B 2007-2008, il Bari si presenta con un organico abbastanza solido in un campionato dove non è dato per
favorito, ma dove può sicuramente non sfigurare.
La stagione del Bari inizia con un forte entusiasmo per aver superato i primi due turni di Coppa Italia, anche se
subisce una sconfitta schiacciante contro l'→ Udinese nel terzo turno (3-0).
In campionato il Bari alterna sconfitte a risultati positivi stabilendosi dopo 10 giornate nella zona di metà classifica.
Nella notte tra il 6 ed il 7 dicembre 2007 è stato attivato un sito internet (www.compriamola.it) attraverso il quale
alcuni tifosi del Bari hanno lanciato l'idea dell'azionariato popolare per la proprietà dell'A.S. Bari.
Il 28 dicembre Giuseppe Materazzi rassegna le dimissioni da allenatore, dopo l'umiliante sconfitta interna, nel derby
contro il Lecce, per 0 a 4. Al suo posto è chiamato Antonio Conte, ex calciatore con le maglie dello stesso Lecce e
della → Juventus, precedentemente sulla panchina dell'Arezzo. Con Antonio Conte c'è una netta ripresa del Bari e il
tecnico juventino incassa dalla società un prolungamento del suo contratto fino al 2009. In una stagione che vede la
29
Associazione Sportiva Bari
30
squadra ormai estranea sia alla lotta per i play-off promozione che per la salvezza, Conte si prefissa l'obiettivo del
settimo posto: sebbene il Bari alla fine giunga undicesimo, la stagione viene considerata abbastanza positiva e inizio
per un rilancio della squadra.
100 anni di Bari
Il 15 gennaio 2008 la Associazione Sportiva Bari ha compiuto 100 anni di storia, festeggiando con ultras e vecchie
glorie al Teatro Team di Bari. Però la festa non finisce qui, infatti si disputa un'amichevole il 27 luglio contro l'→
Inter persa per 2-0 pur giocando bene. Il Bari ha finito la stagione 2007-08 con la maglia del centenario. Nella
stagione 2008-09 sarà usata come seconda maglia.
Stagione 2008-2009: il ritorno in Serie A dopo 8 anni
Serie B 2008-2009
16 maggio 2009 - Stadio San Nicola, Bari
Bari - Modena
4-1
Bari: Gillet, A. Masiello, Ranocchia, Stellini, Parisi Lanzafame (55' Bianco), De Vezze, Gazzi, Guberti (46' Galasso),
Kutuzov, Barreto. Allenatore: Conte.
Modena: Castelli, Diagouraga, Gozzi, Perna (49' Gemiti), Giampà, Bolano, Troiano, Tamburini (64' Frezzolini), Pinardi,
Bruno, Catellani (34' Biabiany). Allenatore: Apolloni
Arbitro: Velotto Massimiliano.
Marcatori: 12' Guberti, 27' Lanzafame, 41' Bruno, 44' Kutuzov, 66' rig. Barreto.
Spettatori: 15.972
Per la stagione 2008-09 la Associazione Sportiva Bari punta a diventare l'outsider del campionato, rispondendo con
colpi di mercato come Barreto (in prestito dall'→ Udinese), Parisi (svincolato dal Messina), De Vezze (a titolo
definitivo dal → Livorno), Raffaele Bianco dalla → Juventus, Ranocchia dal → Genoa e l'arrivo di giovani come
Antonino Bonvissuto, Luca Siligardi dall'→ Inter e Francesco Caputo dal Noicattaro.
La prima uscita stagionale del Bari è del 17 agosto 2008, quando supera per 2-0 il Bassano Virtus, gara valevole per
il secondo turno della Coppa Italia. La domenica successiva gioca con l'Ascoli che mette la parola fine al cammino
della squadra barese in Coppa Italia, sconfitta per 1-0 con il gol di Simone Pesce.
Nel mercato invernale acquista Stefano Guberti dall'Ascoli e Davide Lanzafame dal → Palermo (in prestito). Da
ricordare inoltre l'acquisto della punta nazionale bielorussa Vitalij Kutuzov dal → Parma.
I risultati con questo organico non si fanno attendere: a poche giornate dal termine della stagione il Bari è al 1° posto
in classifica con 11 punti di vantaggio sulla 3a classificata, il maggior numero di vittorie e la miglior difesa del
campionato, dopo aver battuto vari record tra cui il numero di risultati utili consecutivi (16, come il Bari di
Salvemini nella stagione 1988-1989) e il numero di vittorie in trasferta (10), e punta alla promozione diretta in Serie
A.
L'8 maggio 2009 (in coincidenza con la festa di S. Nicola, patrono di Bari) la squadra di Conte conquista la
matematica promozione in Serie A con quattro giornate di anticipo grazie alla vittoria della Triestina sul campo del
→ Livorno (1-0) con goal segnato da Antonelli e alle 22.30 circa, al fischio finale e in concomitanza con gli spari a
Bari per la festa patronale, scoppia la festa del tifo, una gioia repressa da più di 12 anni e precisamente dall'ultima
promozione in serie A.
Il 30 maggio 2009, dopo la partita Bari-Treviso, finita con il risultato di 4-1, il Bari vince il torneo di Serie B e vince
la Coppa Ali della Vittoria consegnata nelle mani del capitano, il portiere Jean François Gillet.
Associazione Sportiva Bari
31
Stagione 2009-2010
Il 2 giugno 2009, dopo parecchie indecisioni, Antonio Conte accetta di rimanere al Bari, nonostante un'estenuante
trattativa e le innumerevoli voci che lo volevano sulla panchina della Juventus, prolungando il suo contratto fino al
30 giugno 2010. Inaspettatamente, però, il 23 giugno società e allenatore rescindono consensualmente il contratto in
seguito a divergenze di opinioni riguardo al potenziamento della squadra, alle quali molti sostenitori non hanno
creduto sia per gli acquisti avvenuti dopo l'addio di Conte sia per l'atteggiamento dello stesso allenatore che, subito
dopo aver ottenuto la promozione aritmetica, rifiutò di firmare il rinnovo del contratto offertogli dalla società.[5] Il 27
giugno 2009 la squadra è affidata a Giampiero Ventura, esperto allenatore proveniente dal Pisa al cui credo calcistico
si è affidato Conte per sua stessa ammissione.
Il 6 agosto 2009, con una conferenza stampa congiunta, i Matarrese annunciano di aver trovato l'accordo, per 25
milioni di euro, con una holding texana, a cui a capo c'è Timothy L. Barton, per la cessione completa del pacchetto
azionario che il gruppo di famiglia deteneva da più di trent'anni. Il 18 agosto 2009 viene formalizzato, per 25 milioni
di euro, un accordo preliminare per il passaggio del 100% delle azioni societarie da Vincenzo Matarrese al magnate
texano.[6] Tuttavia, la trattativa sfuma a causa del mancato rispetto degli accordi contrattuali.[7]
Il 23 agosto 2009 il Bari saluta il ritorno in serie A con un prestigioso pareggio in casa dei Campioni d'Italia dell'→
Inter (1-1).
Cronistoria
Cronistoria dell'Associazione Sportiva Bari
•
1908: Nasce il Foot Ball Club Bari.
•
1966-67: 1° nel girone C di Serie C. Promosso in Serie B.
•
1915: Nasce il Foot Ball Club Liberty.
•
1967-68: 4° in Serie B.
•
1926: Il Liberty Bari e l'Ideale Bari sono ammesse
nella Prima Divisione Cadetta.
•
1968-69: 3° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1926-27: Liberty 2° e Ideale 6° nel girone Sud della
Prima Divisione Cadetta.
•
1969-70: 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1927-28: Liberty 1° e promosso in Divisione
Nazionale;
Ideale 6° classificato nel girone Sud della Prima
Divisione Cadetta.
•
1970-71: 4° in Serie B.
•
1928: LIdeale si fonde con il Liberty il 27 febbraio: • 1971-72: 11° in Serie B.
nasce l'Unione Sportiva Bari'.
•
1928-29: 13° nel girone A di Divisione Nazionale.
Retrocesso in Serie B.
•
1972-73: 12° in Serie B.
•
1929-30: 9° in Serie B.
•
1973-74: 19° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
•
1930-31: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1974-75: 2° nel girone C di Serie C.
•
1931-32: 16° in Serie A.
•
1975-76: 3° nel girone C di Serie C.
•
1932-33: 17° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1976-77: 1° nel girone C di Serie C. Promosso in Serie B.
•
1933-34: 2° nel girone finale di Serie B dopo la
sconfitta nello spareggio contro la Samp a Bologna.
•
1977-78: 13° in Serie B.
•
1934-35: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1978-79: 16° in Serie B.
•
1935-36: 14° in Serie A
•
1979-80: 12° in Serie B.
•
1936-37: 11° in Serie A.
•
1980-81: 8° in Serie B.
•
1937-38: 13° in Serie A.
•
1981-82: 5° in Serie B.
•
1938-39: 11° in Serie A.
•
1982-83: 20° in Serie B. Retrocesso in Serie C1.
•
1939-40: 11° in Serie A.
•
1983-84: 1° nel girone B di Serie C1. Promosso in Serie B.
•
1940-41: 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1984-85: 3° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1941-42: 1° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1985-86: 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1942-43: 15° in Serie A.
•
1986-87: 9° in Serie B.
•
1943-1945: Attività sospesa per cause belliche.
•
1987-88: 7° in Serie B.
Associazione Sportiva Bari
32
•
1945-46: 1° nel Campionato Misto Bassa Italia. 8°
nel girone finale di Divisione Nazionale.
•
1988-89: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1946-47: 7° in Serie A.
•
1989-90: 10° in Serie A. Vince la Coppa Mitropa.
•
1947-48: 11° in Serie A.
•
1990-91: 13° in Serie A.
•
1948-49: 18° in Serie A.
•
1991-92: 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1949-50: 19° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1992-93: 10° in Serie B.
•
1950-51: 18° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
•
1993-94: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1951-52: 6° nel girone D di Serie C. Retrocesso in
IV Serie.
•
1994-95: 12° in Serie A.
•
1952-53: 6° nel girone G di IV Serie.
•
1995-96: 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1953-54: 1° assoluto in IV Serie. Promosso in Serie • 1996-97: 4° in Serie B. Promosso in Serie A.
C.
•
1954-55: 1° in Serie C. Promosso in Serie B.
•
1997-98: 11° in Serie A.
•
1955-56: 10° in Serie B.
•
1998-99: 10° in Serie A.
•
1956-57: 11° in Serie B.
•
1999-00: 14° in Serie A.
•
1957-58: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
2000-01: 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1958-59: 13° in Serie A.
•
2001-02: 7° in Serie B.
•
1959-60: 13° in Serie A.
•
2002-03: 11° in Serie B.
•
1960-61: 16° in Serie A dopo le sconfitte negli
spareggi contro Lecco e → Udinese a Bologna.
Retrocesso in Serie B.
•
2003-04: 21° in Serie B. Perde il play-out con il Venezia e viene
retrocesso in Serie C1, ma per il fallimento del → Napoli viene
ripescata in Serie B.
•
1961-62: 12° in Serie B.
•
2004-05: 10° in Serie B per effetto della condanna sportiva del
Genoa.
•
1962-63: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
2005-06: 13° in Serie B.
•
1963-64: 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
2006-07: 14° in Serie B.
•
1964-65: 18° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
•
2007-08: 11° in Serie B.
•
1965-66: 7° nel girone C di Serie C.
•
2008-09: 1° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
2009-10: in Serie A.
I Tifosi
I tifosi del Bari sono gemellati con i tifosi della Salernitana, della Reggina , → Sampdoria e Martina
Le rivalità più accese tra gli Ultras del Bari e le altre tifoserie sono quelle con le altre squadre pugliesi: Lecce,
Foggia e Taranto .[8]
Sono molto sentite anche quelle con il → Napoli e il Pescara.
Minore rivalità con il Verona e con il → Palermo.
Rosa
Associazione Sportiva Bari
33
N.
Ruolo
1
P
Jean François Gillet
(capitano)
3
D
Souleymane Diamoutene
4
C
Sergio Bernardo Almirón
5
D
Andrea Masiello
6
C
Iago Falqué
7
C
Emanuel Benito Rivas
8
C
Filippo Antonelli Agomeri
9
C
Daniele De Vezze
10
A
Paulo Vitor Barreto
11
C
Vladimir Koman
12
P
Davide Lamberti
13
D
Andrea Ranocchia
14
C
Alessandro Gazzi
15
D
Nicola Belmonte
16
C
Massimo Donati
17
C
Salvatore Masiello
18
A
Giuseppe Greco
N.
Ruolo
19
D
Leonardo Bonucci
20
A
Vitali Kutuzov
21
D
Alessandro Parisi
22
C
Mariano Martín Donda
23
C
Antonio Langella
25
P
Daniele Padelli
27
D
Cristian Stellini
30
C
Riccardo Allegretti
37
C
Matteo Paro
69
A
Riccardo Meggiorini
82
P
Vitangelo Spadavecchia
88
C
Pedro Kamata
89
A
Armando Visconti
90
C
Edgar Álvarez
99
A
Ferdinando Sforzini
C
Ivan Rajčić
A
Rey Volpato
Giocatore
Giocatore
Associazione Sportiva Bari
34
Staff tecnico
Allenatore:
Giampiero Ventura
Allenatore in seconda:
Salvatore Sullo
Preparatore atletico:
Alessandro Innocenti
Allenatore dei portieri:
Giuseppe Zinetti
Responsabile sanitario:
Michele Pizzolorusso
Medico:
Sebastiano Lopiano
Fisioterapista:
Marco Vespasiani
Giocatori celebri
Allenatori
Nome
Nazionalità
Anni
Egri Erbstein
1928-1929
Josef Uridil
1929-1930
Hajdu
1930-1931
Árpád Weisz
1931-1932
Egri Erbstein
Lászlo Barr
1932-1933
Tony Cargnelli
1933-1934
Engelbert Koenig
1934-1935
András Kuttik
1935-1936
Tony Cargnelli
1936-1938
Jozsef Ging
1938-1939
András Kuttik
1939
Raffaele Costantino
1939-1940
Luigi Ferrero
1940-1941
András Kuttik
1941
Raffaele Costantino
1941
Stanislao Klein
1941-1942
Associazione Sportiva Bari
35
Raffaele Costantino
1942-1943
Giovanni Vanicsek
1943
Raffaele Costantino
1944-1945
András Kuttik
1946
Raffaele Costantino
1946-1947
Janos Nekadoma
1947
András Kuttik
1947-1948
Ferenc Plemich
1948
András Kuttik
1948
Raffaele Costantino
1948-1949
Ferenc Plemich
1949
György Sárosi
Francesco Capocasale
1949-1950
Raffaele Costantino
1950
Francesco Capocasale
1950
Federico Allasio
1950
Ambrogio Alfonso
1950-1951
Mario Sandron
1951
Paolo Giammarco
1951
Pietro Piselli
1951
Raffaele Costantino
1951-52
Vincenzo Marsico
1952
Raffaele Sansone
1952-1953
Francesco Capocasale
1953-1956
Federico Allasio
1956-1958
Paolo Tabanelli
1958-1959
Associazione Sportiva Bari
36
Nome
Nazionalità
Anni
Francesco Capocasale
1959-1961
Onofrio Fusco
1961
Luis Carniglia
1961
Federico Allasio
1961-1962
Onofrio Fusco
1962
Pietro Magni
1962-1963
Tommaso Maestrelli
1963-1964
Paolo Tabanelli
1964
Francesco Capocasale
1964-1965
Onofrio Fusco
1965
Ugo Lamanna
1965-1966
Filippo Calabrese
1966
Lauro Toneatto
1966-1969
Oronzo Pugliese
1969-1970
Carlo Matteucci
1970
Lauro Toneatto
1970-1972
Carlo Regalia
1972-1974
Luciano Pirazzini
1974-1975
Gianni Seghedoni
1975-1976
Giuseppe Pozzo
1976
Giacomo Losi
1976-1978
Mario Santececca
1978-1979
Giulio Corsini
1979
Enrico Catuzzi
1979
Antonio Renna
1979-1981
Enrico Catuzzi
1981-1983
Luigi Radice
1983
Associazione Sportiva Bari
37
Bruno Bolchi
1983-1986
Enrico Catuzzi
1986-1988
Gaetano Salvemini
1988-1992
Zbigniew Boniek
1992
Sebastião Lazaroni
1992-1993
Giuseppe Materazzi
1993-1996
Eugenio Fascetti
1996-2000
Arcangelo Sciannimanico
2001-2002
Attilio Perotti
2002-2003
Marco Tardelli
2003-2004
Giuseppe Pillon
2004
Guido Carboni
2004-2006
Rolando Maran
2006
Giuseppe Materazzi
2006-2007
Antonio Conte
2007-2009
Giampiero Ventura
2009-
Palmarès
Trofei nazionali
• Campionato italiano dilettanti: 1
1954
• Campionato di Serie B: 2
1941-42, 2008-09
• Campionato di Serie C: 3
1954-55, 1966-67, 1976-77
• Campionato di Serie C1: 1
1983-84
• Campionato di Serie D: 1
1953-54
Associazione Sportiva Bari
38
Trofei internazionali
•
Coppa Mitropa: 1
1990
Trofei giovanili
• Campionato Primavera: 1
1999-00
• Coppa Italia Primavera: 2
1980-81, 1997-98
• Campionato Allievi Nazionali: 2
1993-94, 1999-00
• Torneo di Viareggio: 1
1997
Altri piazzamenti
• Miglior piazzamento in Serie A: 7° posto nel 1946-47
• Campionato di Seconda Divisione:
terzo posto: 1927-28
• Campionato di Serie B:
secondo posto: 1930-31, 1934-35, 1957-58, 1962-63, 1988-89, 1993-94
terzo posto: 1968-69, 1984-85
Altre promozioni in Serie A: 1996-97
• Torneo Estivo del 1986:
finalista
Campionati nazionali
Categoria Partecipazioni
A
B
C
D
31
41
8
2
Debutto
Ultima stagione
1928-1929
2009-2010
1926-1927
2008-2009
1951-1952
1983-1984
1952-1953
1953-1954
In 81 stagioni sportive dall'esordio a livello nazionale nel Direttorio Divisioni Superiori il 3 ottobre 1926 come Liberty Bari, compresi 2 tornei di
Divisione Nazionale (A) e 2 tornei cadetti (B) antecedenti il girone unico.
Associazione Sportiva Bari
39
Record e curiosità
• Vittorie consecutive in Serie B: 6 (2008-09)
• Risultati utili consecutivi in Serie B: 16 (2008-09)
• Eugenio Fascetti (1996-2000) e Gaetano Salvemini (1988-1992) sono stati gli unici allenatori nella storia del A.S.
Bari ad essere rimasti sulla panchina biancorossa per 4 anni, il precedente record era quello di Lauro Toneatto
(1966-1969) che rimase sulla panchina biancorossa per 3 anni.
Record di giocatori
In grassetto i giocatori in attività e nella rosa del Bari.
Presenze in campionato
Giovanni Loseto 318
Mario Mazzoni 313
Jean François Gillet
•
•
•
285
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Giorgio De Trizio 273
Bruno Cicogna 262
Antonio Bellavista 251
Vittorio Spimi 251
Alessandro Carlini 236
Aurelio Galli 235
Angelo Terracenere 230
Gli sponsor
Sponsor ufficiali
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Goleador in campionato
1983-1984: Man Trasporti
1984-1987: Cassa di Risparmio di Puglia
1987-1990: Sud Leasing
1990-1992: Sud Factoring
1992-1995: Wuber
1995-1997: CEPU
1997-1998: Gio.Bi Trasporti
1998-2001: Tele+
2004-2006: Pasta Ambra
2006-2009: Gaudianello
dal 2009: Radionorba
•
•
•
•
•
•
Luigi Bretti 69
Mihaly Voros 54
Gionatha Spinesi 52
Biagio Catalano 50
Raffaele Costantino 47
Igor Protti 46
Giuseppe Scategni 44
Lucio Mujesan 41
Sandro Tovalieri 40
Vincenzo Santoruvo 39
Associazione Sportiva Bari
Sponsor tecnici
•
•
•
•
1980-1981: Girone di andata Puma - Girone di ritorno Admiral
1984-1997: Adidas
1998-2004: Lotto
dal 2005: Erreà
Bibliografia
• Gianni Antonucci, Bari si, Bari no: settanta anni di storia biancorossa (Edizioni "Vivere In" - Roma, 1977)
• Gianni Antonucci, Il Bari dei Matarrese (Edizioni "F.lli Laterza" - Bari, 1984)
Collegamenti esterni
• A.S. Bari [10] su Open Directory Project ( Segnala [11] su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "A.S. Bari")
• Sito ufficiale [1]
Riferimenti
[1] AmoBari.org (http:/ / amobari. altervista. org/ archivio/ storia. html)
[2]
[3]
[4]
[5]
[6]
In Internet (http:/ / www. ininternet. org/ bari_calcio. htm)
Repubblica.it (http:/ / espresso. repubblica. it/ dettaglio-local/ E-la-citta-ritrova-il-Liberty-Abboniamoci-in-10mila/ 1619027)
Forza Azzurri - Bari (http:/ / www. homestead. com/ forza_azzurri/ clubs_prof_A. html)
Conte-Bari: rottura! (http:/ / www. gazzetta. it/ Calcio/ SerieA/ Bari/ 23-06-2009/ conte-bari-rottura-50588967206. shtml)
Firmato l'accordo preliminare tra Matarrese e Barton (http:/ / www. asbari. it/ index. php?option=com_content& task=view& id=2178&
Itemid=68). asbari.it
[7] Il Bari resta ai Matarrese - Sfuma la trattativa con Barton (http:/ / www. gazzetta. it/ Calcio/ SerieA/ Bari/ 01-10-2009/
bari-resta-matarrese-501466910842. shtml). gazzetta.it, 01/10/2009
[8] Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà? Squadre, stadi, curve e cori, Zelig Editore, Milano 2005, ISBN 88-6018-083-X p.145.
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Bologna Football Club 1909
41
Bologna Football Club 1909
Bologna FC 1909
Calcio
Felsinei; Rossoblù; Petroniani
Segni distintivi
Uniformi di gara
Bologna Football Club 1909
Casa
Colori sociali:
42
Trasferta
Terza divisa
Rosso · blu
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Inno:
Bologna Campione - Cuore RossoBlù
Dino Sarti - Andrea Mingardi
Dati societari
Città:
Bologna
Paese:
Italia
Confederazione:
UEFA
Federazione:
FIGC
Campionato:
Serie A
Fondazione:
1909
Rifondazione:
1993
Presidente:
Francesca Menarini
Allenatore:
Giuseppe Papadopulo
Stadio:
Stadio Renato Dall'Ara
(39 444 posti)
Sito web:
www.bolognafc.it
[1]
Palmarès
Scudetti:
7
Trofei nazionali:
2 Coppe Italia
Trofei internazionali:
1 Coppe Intertoto
3 Mitropa Cup
1 Coppa di Lega Italo-Inglese
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
Il Bologna Football Club 1909, comunemente noto come Bologna, è una società calcistica italiana, fondata nel
1909 nell'omonimo capoluogo. Nella stagione 2009-2010 prende parte alla Serie A, massima divisione del
campionato italiano.
Occupa attualmente il 53° posto del ranking dell'IFFHS.[1]
Tra i club più titolati del Paese, vanta 7 titoli di campione d'Italia, due Coppe Italia, tre Coppe Mitropa, una Coppa
Intertoto e una Coppa di Lega Italo-Inglese. Presente in 63 campionati di Serie A, detiene il singolare record di tre
scudetti vinti allo spareggio, due dei quali prima dell'introduzione del girone unico, nel 1925 contro il → Genoa e nel
1929 contro il Torino, e uno nell'era del girone unico, nel 1963-1964 contro l'→ Inter. Quello del 1964 è anche
l'ultimo scudetto vinto dal Bologna.
Nato come Bologna Football Club, fallì nel 1993 e fu ricostituito societariamente con il nome attuale, dopo aver
riacquisito il titolo sportivo della defunta società.
La maglia di gioco è a strisce verticali alternate di colore rosso e blu. Dal 1927 la squadra disputa le proprie gare
interne nello Stadio Renato Dall'Ara (nato come Stadio del Littoriale e chiamato, dal dopoguerra fino al 1983, Stadio
Comunale), il quale può ospitare 39.444 spettatori.
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Storia
La nascita del Bologna Football Club
Il Bologna Football Club viene ufficialmente fondato domenica 3
ottobre 1909 presso la birreria Ronzani di via Spaderie, come sezione
"per le esercitazioni di sport in campo aperto" del Circolo Turistico
Bolognese. Così riportava il Resto del Carlino del 4 ottobre 1909.[2] [3]
Venne eletto presidente Louis Rauch, un odontoiatra svizzero, mentre
vicepresidente fu Giuseppe Della Valle e capitano Arrigo Gradi.
L'iniziativa determinante era però stata quella di un giovane di origine
boema, Emilio Arnstein, che aveva già fondato a Trieste il Black Star
Football Club. Arnstein, appena arrivato in città, aveva subito cercato
giovani che avessero la sua stessa grande passione per il calcio, e,
saputo che nella Piazza d’Armi ai Prati di Caprara giocavano dei
giovanotti, per lo più studenti, che dagli abitanti della zona erano detti
"quei matti che corrono dietro a una palla", si era recato sul posto per
incontrarli e convincerli a fondare anche a Bologna un football club.
Tra i ragazzi che giocavano ai Prati di Caprara, fuori Porta Saffi,
c'erano i fratelli Gradi, lo stesso Rauch e gli studenti del Collegio di
Spagna, tra cui Antonio Bernabeu, fratello di Santiago, il presidente del
mitico Real Madrid. Arrigo Gradi andava agli allenamenti con la
maglia a larghi scacchi rosso e blu del collegio svizzero Schönberg di
Rossbach nel quale aveva studiato, e presto questi colori divennero
quelli della divisa sociale [2] .
Prima formazione del Bologna FC 1909 con
Guido Della Valle, uno dei fondatori.
Nell'inverno del 1910 il Bologna Football Club si rese autonomo
separandosi dal Circolo Turistico. Il disegno delle maglie venne
modificato – dai quarti si passò alle strisce verticali – mentre rimasero
i colori originari, il rosso ed il blu. Dopo la vittoria nel Campionato
Emiliano, ottenuta in due diverse partite giocate nello stesso
pomeriggio contro la Sempre Avanti e la Virtus, e vinte
Il Resto del Carlino del 4 ottobre 1909
rispettivamente 10-0 e 9-1, nel maggio del 1910 venne organizzata
un'amichevole con l'→ Internazionale Campione d'Italia in carica, gara
che i milanesi vinsero per 1-0 davanti ad un pubblico numeroso; la buona prestazione diede comunque il permesso
alla squadra bolognese di iscriversi alla Prima Categoria 1910-1911, il campionato di massima serie.[2]
Nei primi due anni il Bologna giocò nel Girone Veneto-Emiliano non
riuscendo mai ad accedere alla finalissima per lo scudetto contro la
vincente
del
Girone
Ligure-Lombardo-Piemontese;
contemporaneamente la società trasferì il suo campo di gioco prima
alla Cesoia il 26 febbraio 1911, poi allo Sterlino: il campo venne
inaugurato il 30 novembre 1913 con l'incontro Bologna-Brescia
terminato 1-1.[2] Anche nei campionati 1912-1913, 1913-1914 e
1914-1915 la squadra emiliana non riuscì a qualificarsi alla Fase
Nazionale del Nord Italia.
L'andamento del Bologna nei campionati dalla
fondazione al 2008
La prima guerra mondiale interruppe l'attività ufficiale del calcio in Italia, si giocarono praticamente soltanto
amichevoli e piccoli tornei. Alla ripresa, iniziò per il Bologna un periodo ricco di successi.
Bologna Football Club 1909
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Il primo scudetto
Dopo la sconfitta nella finale del Prima Categoria 1920-1921 con la Pro Vercelli,
nel 1922 ci fu l'esordio in squadra di Angelo Schiavio.
Dopo un'altra finale di Lega Nord persa nel 1924 con il → Genoa, nella stagione
1924-1925 arrivò il primo scudetto della storia del Bologna FC. L'avversario in
finale di Lega Nord, ancora il Genoa, venne sconfitto solo al quinto incontro (2-0),
disputato a Milano a porte chiuse per evitare nuovi incidenti tra le tifoserie. In quel
match la squadra giocò per la prima volta in tenute dalla maglia verde con colletto
nero: a segnare furono Pozzi e Perin. Come sempre accadeva la finalissima con
l'Alba Roma, vincitrice della Lega Sud, fu solo una formalità, causa il divario
tecnico tra squadre settentrionali e meridionali: due vittorie, 4-0 a Bologna e 2-0 a
Roma, portarono per la prima volta il titolo italiano nella città felsinea.
Angelo Schiavio, una delle prime
"bandiere" del Bologna.
Nel stesso periodo iniziò la costruzione del nuovo Stadio del Littoriale, atto ad
ospitare un maggior numero di spettatori. Il 29 maggio 1927 l'impianto venne
inaugurato con l'incontro tra le Nazionali di Italia e Spagna (2-0), mentre il 6 giugno
venne disputata la prima partita in campionato, una vittoria del Bologna sul Genoa per 1-0 con rete di Martelli.
Sempre sulla metà degli anni venti la squadra disputò due positivi
tornei, nel 1925-1926 e nel 1926-1927, ma senza vincere; nel 1927 lo
scudetto, vinto dal Torino, venne revocato per illecito (in seguito al
Caso Allemandi) ma non assegnato al secondo classificato, proprio il
Bologna. Tuttavia, nel 1929, lo scudetto tornò in Emilia dopo soli
quattro anni: la finale a Roma contro il Torino si chiuse sull'1-0 con gol
di Muzzioli su passaggio di Schiavio, giocatore simbolo dell'epoca e,
ad oggi, miglior marcatore assoluto nella storia del club. Altri elementi
di quella squadra erano il portiere Mario Gianni, il terzino sinistro
Felice Gasperi, il mediano Bernardo Perin e la punta Giuseppe Della
Valle.
La formazione del Bologna Campione d'Italia nel
1925.
Le vittorie in campo europeo e la serie di scudetti
Nel 1929-1930 il Bologna poté inaugurare l'era dei campionati a girone unico con lo scudetto sulla maglia.
Arrivarono nuovi giocatori dall'America Meridionale: da ricordare Francesco Fedullo, Raffaele Sansone, Michele
Andreolo, il goleador Carlo Reguzzoni, Eraldo Monzeglio, Mario Montesanto. Guidata in panchina dall'ungherese
Lelovich, subentrato a Felsner nel gennaio 1931, la squadra conquistò la Coppa Europa Centrale 1932, ripetendo
l'impresa nel 1934 con la vittoria in finale sull'Admira Vienna.
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Erano tempi di cambiamento a livello societario: nel 1934 arrivò la
nomina prima a commissario straordinario e poi a presidente di Renato
Dall'Ara, industriale reggiano che otterrà grandi risultati nella sua
trentennale presidenza del club. Nel 1934 intanto la Nazionale italiana
si laureò campione del mondo grazie ad un gol di Angelo Schiavio in
finale; con il campionato 1935-1936 iniziò un periodo d'oro per i
bolognesi: ben quattro scudetti (1935-1936, 1936-1937, 1938-1939,
1940-1941) ed un Trofeo dell'Esposizione vinto a Parigi nel 1937 con
un 4-1 sul Chelsea in finale (la coppa fu però persa nel dopo guerra e
ritrovata circa 64 anni dopo). Quel gruppo, guidato da Árpád Weisz
prima e di nuovo da Felsner poi, divenne noto come "lo squadrone che
tremare il mondo fa".[4]
Dopo le vittorie tra anni trenta e quaranta, seguirono dei campionati
meno positivi: in squadra, comunque, trovarono posto giocatori come
Gino Cappello e Cesarino Cervellati. Il Bologna si piazzò sempre
dietro le squadre dell'asse Milano–Torino e in un due occasioni andò
Andreolo, punta della squadra negli anni trenta e
anche vicino alla Serie B. Gli acquisti di Gino Pivatelli, che nella
quaranta.
stagione 1955-1956 si laureò capocannoniere con 29 reti in 30 partite,
e del giovane Ezio Pascutti, che al suo esordio segnò subito un gol a
Vicenza, furono alcune delle poche note liete di un periodo in cui tra l'altro si ebbero più volte contestazioni al
presidente Dall'Ara.[5]
Il settimo scudetto (1963-1964)
Agli inizi degli anni sessanta, con l'arrivo di Fulvio Bernardini, già
allenatore della → Fiorentina campione d'Italia 1955-1956, agli
affermati Ezio Pascutti, Francesco Janich e Mirko Pavinato si
aggiunsero i giovani Giacomo Bulgarelli e Romano Fogli, più il
23enne Paride Tumburus. Il regista tedesco occidentale Helmut Haller
e il giovane centravanti danese Harald Nielsen completavano la rosa
della squadra.
La stagione Serie A 1962-1963 cominciò all'insegna del bel gioco, al
La formazione del Bologna campione d'Italia
punto da far esclamare all'allenatore rossoblù, al termine della partita
1963-1964.
vinta 7-1 sul Modena (quinta giornata): «Così si gioca solo in
Paradiso!». Nello stesso torneo Ezio Pascutti segnò consecutivamente per le prime 10 giornate (12 gol), record. Le
trasferte con le squadre rivali (→ Juventus, → Milan, → Roma e → Internazionale), il Bologna però le perse tutte: la
squadra non andò dunque oltre il quarto posto finale, subendo ben 39 reti, venti più dell'Inter campione.[6]
Bologna Football Club 1909
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Il problema della difesa non impeccabile venne risolto l'anno dopo con
l'acquisto del giovane William Negri, già in Nazionale. Nel campionato
1963-1964 il Bologna, dopo un inizio stentato con due pareggi, risalì e
il 1º marzo raggiunse il comando in classifica grazie al 2–1 di San Siro
sul Milan alla ventitreesima giornata. Solo tre giorni dopo scoppiò il
caso doping: cinque giocatori (Pavinato, Fogli, Tumburus, Perani e
Pascutti) vennero trovati positivi dopo gli esami effettuati un mese
prima in occasione del match con il Torino. I giocatori, l'allenatore e il
medico Poggiali vennero squalificati per 18 mesi ed il club penalizzato
di tre punti.[7]
Le controanalisi dimostrarono però l'innocenza dei giocatori: i tre punti
vennero restituiti e le squalifiche annullate, permettendo il riaggancio
in vetta dei rossoblù all'Inter.[7] Il campionato finì così con le due
squadre appaiate al primo posto: per la prima volta si rese necessario
uno spareggio, da giocare a Roma il 7 giugno 1964. Il 4 giugno,
intanto, era morto improvvisamente per infarto il presidente Renato
Dall'Ara, mentre erano in corso le discussioni con Moratti, presidente
dell'Inter, sui dettagli per lo spareggio.[7] Il Bologna vinse la sfida per
2-0 con reti di Fogli e Harald Nielsen, conquistando il settimo (e finora
ultimo) scudetto.
Nielsen, attaccante degli anni sessanta.
Dal doposcudetto a fine anni settanta
L'annata successiva alla vittoria del settimo scudetto vede la squadra partecipare alla Coppa dei Campioni 1964-1965
ma venire subito eliminata al turno preliminare contro l'Anderlecht, risolto a favore dei belgi nello spareggio di
Barcellona per lancio della monetina. Sempre nel 1965 il Bologna chiude sesto in campionato. Viene esonerato
Fulvio Bernardini e, dopo una breve parentesi con Manlio Scopigno in panchina, viene chiamato ad allenare il
Bologna Luis Carniglia. I risultati arrivano, con il secondo posto nel 1965-1966 e il terzo nel 1966-1967. Col passare
del tempo comunque vengono ceduti diversi pezzi del Bologna scudettato, prima Harald Nielsen, poi Helmut Haller,
mentre Ezio Pascutti si ritira e William Negri trascorre un anno inattivo per infortunio, prima di essere ceduto pure
lui.
Si alternano gli allenatori (tra i quali Gipo Viani e l'ex rossoblù
Cesarino Cervellati) e i presidenti, finché nel 1969 viene chiamato ad
allenare Edmondo Fabbri. Al primo anno l'ex CT della Nazionale
italiana conquista la Coppa Italia: nella partita decisiva la squadra
sconfigge il Torino per 2-0 con doppietta di Giuseppe Savoldi
chiudendo al primo posto nel girone finale con un punto sui granata (9
a 8).[8] Nelle stagione subito successiva la squadra continua a non
Il Bologna vincitore della Coppa Italia 1974
raggiungere le posizioni di vetta, chiudendo tra il 1971 e il 1974
rispettivamente al quinto, undicesimo, settimo e nono posto. Proprio nel 1973-1974 i rossoblù, capitanati ancora da
Bulgarelli, conquistano un'altra Coppa Italia battendo ai rigori il → Palermo nella finale di Roma. L'allenatore di
quella squadra era Bruno Pesaola, subentrato nel 1972 a Fabbri.
Bologna Football Club 1909
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Nel 1975 chiuse la sua carriera Giacomo Bulgarelli, bandiera della squadra
per ben 16 stagioni. La fascia di capitano passò a Eraldo Pecci, un altro
centrocampista di regia cresciuto nel vivaio. Il centravanti titolare e
cannoniere Giuseppe Savoldi, sempre nell'estate 1975, venne ceduto al →
Napoli per la cifra record di due miliardi[2] , mentre lo stesso Pecci fu ceduto
al Torino. Le stagioni successive furono tutte caratterizzate da piazzamenti
mai oltre il settimo posto. Le annate 1976-1977, 1977-1978 e 1978-1979
furono ancora più negative, nonostante il ritorno di Pesaola, con la salvezza
raggiunta in extremis e piazzamenti appena sopra la zona retrocessione,
dodicesimo e tredicesimo posto. In particolare, nel 1977-1978 la salvezza fu
raggiunta solo all'ultima giornata grazie alla vittoria per 1-0 sul campo della
→ Lazio, mentre l'anno seguente la squadra si salvò solo grazie ad una
miglior differenza reti rispetto a Vicenza e → Atalanta, avendo pareggiato
all'ultima giornata in casa con il Perugia per 2-2 dopo aver rimontato lo 0-2
iniziale.
Giuseppe Savoldi, ceduto al Napoli per
due miliardi.
Dalla Serie A alla discesa in C
Al termine della stagione 1978-1979 se ne andò il presidente Conti: a lui subentrò Tommaso Fabbretti, che subito
scelse come allenatore Marino Perani, ala con 15 stagioni da giocatore nel Bologna. Si ebbe anche il ritorno di
Giuseppe Savoldi in maglia rossoblù. Il campionato 1979-1980 vide la squadra chiudere all'ottavo posto in classifica.
Rimasta però coinvolta nella vicenda di calcioscommesse, venne punita con una penalizzazione di 5 punti da
scontare nel campionato successivo. Nella stagione 1980-1981 i felsinei, con in panca l'allenatore Luigi Radice,
terminarono in settima posizione nonostante la penalizzazione.
Nel campionato 1981-1982, però, la squadra retrocesse per la prima volta in Serie B dopo aver totalizzato solo 23
punti. Da ricordare la presenza in rosa di un diciassettenne Roberto Mancini, il quale giocò in tutte e 30 le partite
stagionali segnando anche 9 reti, miglior marcatore della squadra. Nel 1982, dopo solo un anno da professionista,
Mancini venne comprato dalla → Sampdoria per 4 miliardi di lire. La prima storica annata in Serie B del Bologna fu
anch'essa molto negativa: teriminato il torneo al diciottesimo posto, retrocessero in Serie C1, scendendo dunque di
due categorie in due anni.
Roberto Mancini fece il suo esordio in Serie A
con la maglia rossoblù.
All'immediata risalita in B seguirono tre campionati caratterizzati dal
vano tentativo di riconquistare la risalita in Serie A e terminati al nono,
al sesto e al decimo posto. L'annata 1987-1988 fu invece decisiva:
l'arrivo dell'allenatore Gigi Maifredi, voluto dal presidente Luigi
Corioni, permise ai bolognesi di ottenere la promozione in massima
serie. Nella Serie A 1988-1989, dopo un inizio difficile, il Bologna
raggiunse la salvezza classificandosi quattordicesimo nel torneo
appena ampliato a 18 squadre; l'anno seguente Maifredi condusse il
team alla qualificazione alle coppe europee grazie all'ottavo posto,
prima di lasciare la città per rispondere alla chiamata della → Juventus.
Il campionato 1990-1991 iniziò con soli due punti nelle prime sei
giornate e con il conseguente esonero di Franco Scoglio. Il ritorno in panchina di Luigi Radice non fu sufficiente e il
club, con soli 18 punti all'attivo e ben 63 reti al passivo, retrocesse in Serie B. Gli unici risultati positivi della
stagione arrivarono dalla Coppa UEFA, in cui i rossoblù sfiorarono le semifinali dopo avere eliminato Hearts of
Midlothian e Admira Wacker rimontando in entrambi i casi sconfitte subite all'andata. Nei quarti la squadra dovette
arrendersi allo Sporting Clube de Portugal, poi eliminato in semifinale dall'Inter.
Bologna Football Club 1909
Il fallimento del Bologna Football Club, la rifondazione e il ritorno in A
La successiva stagione in Serie B venne chiusa solo al tredicesimo posto, mentre quella successiva , la 1992-1993,
addirittura in diciottesima piazza, che significò retrocessione in Serie C1, la seconda in undici anni. Nel 1993, per la
precisione il 19 giugno, lo storico Bologna Football Club andò incontro al fallimento.
Dalla sentenza del tribunale la società viene rifondata nel medesimo anno sotto la denominazione Bologna Football
Club 1909. Giuseppe Gazzoni Frascara diventa il nuovo presidente, mentre come allenatore viene chiamato Alberto
Zaccheroni e come direttore sportivo Eraldo Pecci. Il campionato di Serie C1 1993-1994 vede la squadra mancare la
promozione in Serie B dopo aver terminato il girone al quarto posto ed aver perso ai play-off contro la SPAL. Al
secondo tentativo, guidata prima dalla coppia Reja–Pecci e poi da Renzo Ulivieri e Gabriele Oriali come direttore
sportivo, il club riesce a risalire in B terminando l'anno al primo posto. Nella stagione 1995-1996, sempre allenati da
Ulivieri, riescono subito a centrare la promozione in Serie A grazie ad un altro primo posto.
La prima annata dopo il ritorno in massima serie li vede chiudere il campionato al settimo posto, appena fuori dalla
zona valida per la partecipazione alle coppe europee. In Coppa Italia, inoltre, la formazione di Ulivieri viene
eliminata solo in semifinale dal Vicenza di Guidolin, che poi andrà ad aggiudicarsi il trofeo.
La stagione 1997-1998, la quarta con Ulivieri in panchina, viene ancora conclusa in modo positivo, con l'ottavo
posto, piazzamento che dà diritto ai felsinei di partecipare alla Coppa Intertoto, valida per l'ingresso in Coppa UEFA;
è questa anche l'unica stagione in rossoblù di Roberto Baggio, ex di → Fiorentina e → Juventus, autore di ben 22 reti
e terzo nella classifica marcatori di Serie A.
Nell'estate 1998 il "Divin Codino" viene dunque ceduto all'→ Inter; anche Ulivieri lascia, per accasarsi al → Napoli.
Sempre in quell'estate arrivano un nuovo allenatore, Carlo Mazzone, coadiuvato da Oreste Cinquini come DS, e una
nuova punta, Giuseppe Signori, ex → Lazio. La squadra vince la Coppa Intertoto, qualificandosi dunque per la
Coppa UEFA 1998-1999. Il torneo di Serie A 1998-1999 viene terminato al nono posto, a cui si aggiunge la vittoria
nello spareggio con l'Inter valido per l'ingresso in Europa.
Il contemporaneo percorso in Coppa UEFA è anch'esso positivo: la squadra elimina in successione Sporting, Real
Betis, Slavia Praga e Olympique Lione, prima di arrendersi a sua volta in semifinale contro l'Olympique Marsiglia,
poi finalista perdente con il → Parma. Anche in Coppa Italia i bolognesi escono in semifinale, stavolta per mano
della Fiorentina.
L'era Guidolin (1999-2003)
Per la stagione 1999-2000 la dirigenza affida la squadra a Sergio Buso, già allenatore della Primavera ed ex portiere
rossoblù negli anni settanta. Dopo la settima giornata, e soli 7 punti in classifica, Buso viene esonerato. Viene allora
nominato allenatore Francesco Guidolin, anch'egli ex calciatore nel Bologna. La squadra chiude all'undicesimo posto
in A, mentre in Coppa UEFA viene eliminata al terzo turno dai turchi del Galatasaray, poi vincitori del trofeo.
La seconda stagione di Guidolin, la 2000-2001, si conclude con un nono posto, insieme alla → Fiorentina. A guidare
i bolognesi in attacco è ancora Giuseppe Signori, autore di 16 reti. La stagione 2001-2002 è all'insegna della
contestazione che porta alle dimissioni di Gazzoni Frascara e alla nomina come presidente di Renato Cipollini.
L'annata è comunque positiva e la squadra lotta fino all'ultimo per un posto importante in Europa: all'ultima giornata,
però, la sconfitta in casa del Brescia esclude la squadra sia dalla Champions League che dalla Coppa UEFA. Il
settimo posto con 52 punti basta però per la qualificazione in Coppa Intertoto.
La stagione 2002-2003 vede la squadra impegnata in estate nell'Intertoto. Al terzo turno e nelle semifinali i felsinei
eliminano rispettivamente i bielorussi del BATE Borisov (2-0 e 0-0) e i cechi del Teplice (5-1 e 3-1); nella doppia
finale arriva però la sconfitta contro gli inglesi del Fulham (2-2 e 1-3). Nel girone d'andata di Serie A il club fa
registrare il proprio record di sette vittorie nelle prime sette gare casalinghe, terminando a 27 punti la tornata. Il
girone di ritorno è però più negativo, appena 14 punti, e non permette al gruppo di Guidolin di andare oltre
l'undicesimo posto.
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La terza retrocessione in B e il ritorno in A
Alla vigilia del campionato 2003-2004 Guidolin lascia il Bologna. Cipollini richiama dunque in panchina Carlo
Mazzone, già allenatore nella stagione 1998-1999. Dopo un non ottimo girone di andata, la squadra fa registrare tra
l'altro due sequenze di tre vittorie consecutive, risultati che le permettono di raggiungere in anticipo il traguardo della
salvezza e il dodicesimo posto in classifica. Giuseppe Signori annuncia quindi l'addio al calcio italiano, dopo 344
partite in A e ben 188 gol, inclusi tre titoli di capocannoniere del campionato. Mazzone invece rinnova il contratto.
L'annata 2004-2005 è inizialmente positiva, anche in virtù di quattordici incontri con una sola sconfitta, e la squadra
riesce addirittura a raggiungere un momentaneo settimo posto. Le ultime 15 giornate però vedono i bolognesi
totalizzare soltanto 11 punti, con una sola vittoria. Al termine della stagione la squadra si ritrova, in coabitazione con
→ Fiorentina e → Parma, a quota 42 punti. Per la classifica avulsa sono le due emiliane a doversi giocare la
salvezza, con un doppio spareggio: nella gara di andata al Tardini di Parma è il Bologna a imporsi, per 1-0, mentre in
quella di ritorno il Parma espugna il Dall'Ara per 0-2, determinando la retrocessione dei rossoblù.
Dopo la discesa in B il Bologna viene affidato nuovamente al tecnico
Renzo Ulivieri, già coach tra 1994 e 1998. Dopo le prime giornate del
campionato 2005-2006 il principale azionista, Gazzoni Frascara, cede
la sua quota ad Alfredo Cazzola, che diventa anche nuovo presidente
assieme ai soci Menarini e Bandiera. Arriva anche un nuovo allenatore,
Andrea Mandorlini. Terminato il girone d'andata sulla metà classifica,
ritorna in panchina Ulivieri, il quale tuttavia manca l'accesso ai playoff
promozione.
Festa in Piazza Maggiore dopo la promozione
Nella stagione 2006-2007 allenatore è ancora Renzo Ulivieri. La Serie
(01/06/2008)
B vive un'importante annata, per la presenza al via di squadre come →
Genoa, → Napoli e → Juventus. La stagione è relativamente incolore e Ulivieri viene esonerato a favore di Luca
Cecconi, suo vice; la mossa però non ottiene gli effetti desiderati e ad andare in A sono, come da pronostico,
Juventus, Napoli e Genoa, mentre i rossoblù terminano solo settimi.
A guidare la squadra per il campionato 2007-2008 arriva il cesenate Daniele Arrigoni. L'organico comprende
giocatori come Adaílton, Massimo Marazzina, Davide Bombardini e Cristian Bucchi; arriva l'agognata promozione,
ottenuta all'ultima giornata e grazie al secondo posto dietro al → ChievoVerona.
Il 2 agosto 2008 viene ufficializzato l'acquisto della società da parte di Renzo Menarini, socio di minoranza, che
acquisisce il pacchetto di maggioranza da parte di Alfredo Cazzola. Fino al 12 settembre, Cazzola rimane presidente
della società. Per le prime dieci giornate della stagione 2008-2009 allenatore è ancora Daniele Arrigoni, che viene
però esonerato il 3 novembre dopo la sconfitta sul campo del → Cagliari per 5 a 1. Al suo posto viene chiamato
Siniša Mihajlović.[9] Il 14 aprile 2009 Mihajlović viene a sua volta sollevato dall'incarico ed il suo posto viene
affidato a Giuseppe Papadopulo, tecnico che, nel campionato precedente, aveva portato il Lecce in Serie A.[10] Il 31
maggio 2009, grazie al successo 3-1 sul Catania di Zenga, il Bologna si assicura la quart'ultima piazza del
campionato, e di conseguenza la permanenza nella massima serie.
L'11 giugno 2009 viene ritrovato, nella casa di una delle figlie di Angelo Schiavio, il trofeo del Torneo
Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937. Durante i lavori per il Centenario del 2009 viene infatti trovata
un'intervista dove il vecchio presidente Renato Dall'Ara loda tutti i suoi ragazzi e in particolare Angelo Schiavio, che
aveva già annunciato il ritiro, ma che si era lasciato convincere a partecipare alla spedizione francese. Sempre
nell'intervista il presidente afferma che la coppa "apparteneva" al campione bolognese. La coppa viene ritrovata però
priva del basamento. In occasione dei cento anni della società, i gruppi ultras della curva e il centro coordinamento
bologna clubs hanno organizzato una coreografia in tutto lo stadio,composta da 20000 bandiere rossoblu.
Bologna Football Club 1909
51
Cronistoria
Cronistoria del Bologna Football Club [11]
•
1909 - Fondazione del Bologna
Football Club il 3 ottobre
•
1945-46 - 7° nel Campionato
dell'Alta Italia
•
1978-79 - 13° in Serie A
•
1910-11 - 3° nel Girone Eliminatorio
Veneto-Emiliano
•
1946-47 - 5° in Serie A
•
1979-80 - 8° in Serie A
•
1911-12 - 4° nel Girone Eliminatorio
Veneto-Emiliano
•
1947-48 - 9° in Serie A
•
1980-81 - 7° in Serie A
•
1912-13 - 5° nel Girone Eliminatorio
Veneto-Emiliano
•
1948-49 - 6° in Serie A
•
1981-82 - 15° in Serie A.
Retrocesso in Serie B
•
1913-14 - 6° nel Girone Eliminatorio
Veneto-Emiliano
•
1949-50 - 15° in Serie A
•
1982-83 - 18° in Serie B. Retrocesso
in Serie C1
•
1914-15 - 3° nel Girone Eliminatorio
Lombardo-Emiliano
•
1950-51 - 7° in Serie A
•
1983-84 - 2° nel Girone A della
Serie C1. Promosso in Serie B
•
1915-16 - 2° nel Girone Eliminatorio
Emiliano della Coppa Federale.
•
1951-52 - 16° in Serie A
•
1984-85 - 9° in Serie B
•
1916-1919 - Attività sporadica a causa
della guerra
•
1952-53 - 5° in Serie A
•
1985-86 - 6° in Serie B
•
1919-20 - 3° nel Gruppo C del Girone
Semifinale Nazionale
•
1953-54 - 7° in Serie A
•
1986-87 - 10° in Serie B
•
1920-21 - Perde la Finale di Prima
Categoria contro la Pro Vercelli
•
1954-55 - 4° in Serie A
•
1987-88 - 1° in Serie B. Promosso
in Serie A
•
1921-22 - 3° nel Girone A di Prima
Divisione CCI
•
1955-56 - 5° in Serie A
•
1988-89 - 14° in Serie A
•
1922-23 - 3° nel Girone B di Prima
Divisione
•
1956-57 - 6° in Serie A
•
1989-90 - 8° in Serie A
•
1923-24 - Perde la Finale di Prima
Divisione contro il → Genoa
•
1957-58 - 6° in Serie A
•
1990-91 - 18° in Serie A.
Retrocesso in Serie B
1924-25 - Campione d'Italia
• 1925-26 - Perde la Finale di Prima
Divisione nello spareggio contro la →
Juventus
•
1958-59 - 10° in Serie A
•
1991-92 - 13° in Serie B
•
1959-60 - 5° in Serie A
•
1992-93 - 18° in Serie B. Retrocesso
in Serie C1
•
1926-27 - 2° nel Girone Finale di
Divisione Nazionale
•
1960-61 - 10° in Serie A - Vince la
•
•
1927-28 - 5° nel Girone Finale di
Divisione Nazionale
•
Coppa Mitropa
1961-62 - 4° in Serie A
1993-94 - 4° nel Girone A della
Serie C1
•
1994-95 - 1° nel Girone A della
Serie C1. Promosso in Serie B
•
1928-29 -
•
1962-63 - 4° in Serie A
•
1995-96 - 1° in Serie B. Promosso
in Serie A
•
1929-30 - 7° in Serie A
•
1996-97 - 7° in Serie A
•
1930-31 - 3° in Serie A
•
Campione d'Italia
1931-32 - 2° in Serie A - Vince la
Coppa Mitropa
• 1932-33 - 3° in Serie A
•
1933-34 - 4° in Serie A - Vince la
Coppa Mitropa
• 1934-35 - 6° in Serie A
•
1963-64 - Campione d'Italia
• 1964-65 - 6° in Serie A
•
•
1997-98 - 8° in Serie A
•
1965-66 - 2° in Serie A
•
1998-99 - 9° in Serie A Torneo Intertoto
•
1966-67 - 3° in Serie A
•
1999-00 - 11° in Serie A
•
1967-68 - 6° in Serie A
•
2000-01 - 9° in Serie A
•
1968-69 - 9° in Serie A
•
2001-02 - 7° in Serie A
1969-70 - 10° in Serie A - Vince la
Coppa Italia - Vince la Coppa
Anglo-italiana
•
2002-03 - 11° in Serie A
1970-71 - 5° in Serie A
•
2003-04 - 12° in Serie A
•
1935-36 -
Campione d'Italia
•
•
1936-37 -
Campione d'Italia
•
Vince il
Bologna Football Club 1909
1937-38 - 5° in Serie A
•
1938-39 - Campione d'Italia
• 1939-40 - 2° in Serie A
•
Campione d'Italia
52
•
1971-72 - 11° in Serie A
•
2004-05 - 18° in Serie A dopo
spareggio perdente contro il Parma.
Retrocesso in Serie B
•
1972-73 - 7° in Serie A
•
2005-06 - 8° in Serie B
•
1973-74 - 9° in Serie A - Vince la
Coppa Italia
•
2006-07 - 7° in Serie B
•
1974-75 - 7° in Serie A
•
2007-08 - 2° in Serie B. Promosso
in Serie A
•
1940-41 -
•
1941-42 - 7° in Serie A
•
1975-76 - 7° in Serie A
•
2008-09 - 17° in Serie A
•
1942-43 - 6° in Serie A
•
1976-77 - 12° in Serie A
•
2009-10 - ?? in Serie A Campionato
in corso
•
1943-44 - 2° nel Campionato Bellico
Emiliano
•
1977-78 - 12° in Serie A
•
1945 - Attività sporadica a causa della
guerra
Stadi
•
•
•
•
Prati di Caprara : dal 1909 al 1910;
Campo Sportivo Cesoia : dal 1910 al 1913;
Stadio Sterlino : dal 1913 al 1927;
Stadio R. Dall'Ara : dal 1927 ad oggi.
Colori e simbolo
Divisa
La prima maglia del Bologna, nel 1909, era a quarti rossi e blu, e riproduceva la divisa del collegio svizzero di
Schönberg[12] . Nel 1910 il Bologna FC si dissociò dal circolo e le maglie da gioco furono modificate con strisce
verticali rosso-blu. Questo tipo di disegno è rimasto praticamente immutato fino ad oggi, tranne che per la variazione
annuale nella larghezza delle bande.
Un'importante eccezione fu quella del 1925: in quell'anno il Bologna vinse il suo primo scudetto indossando
un'inedita maglia verde. Tale divisa fu scelta dall'allora dirigente Enrico Sabbatini, per imitazione di quella del
Rapid Vienna, che, secondo le sue parole, «...alcuni anni prima scese allo Sterlino e lasciò in tutti una grande
impressione di possanza e di invincibilità. Ebbene sia il verde, il colore della speranza, quello che possa dare al
Bologna lo Scudetto»[13] . In realtà il cambio di divisa fu anche suggerito dal caldo, che in quei giorni di giugno si
faceva particolarmente sentire. La nuova maglia perciò fu di cotone leggero verde scuro, con bordi e calzoncini neri.
Nei decenni successivi la maglia verde fu alternata a quella bianca (spesso con banda trasversale rosso-blu) come
seconda divisa. Il suo ultimo utilizzo risale agli anni '80. Nel 1934 la divisa verde fu indossata dalla Sampierdarenese
in uno spareggio-promozione giocato contro il Bari sul campo neutro di Bologna: i liguri giocarono infatti con una
muta di maglie verdi donata dal presidente del Bologna Dall'Ara, visto che entrambe le squadre si erano presentate in
divisa bianca.
A fine anni novanta, la prima maglia subì alcune leggere modifiche, come nelle stagioni 1998-1999 e 1999-2000,
quando le strisce rosso-blu più laterali (non quindi le due centrali) si dipartivano dal colletto invece che dalle spalle.
Nella stagione 2000-2001 fu adottata una prima maglia con due sole larghe strisce, una rossa e una blu, con i bordi
bianchi.
Tra le divise da trasferta va ricordata quella adottata a partire dagli anni cinquanta, che presenta una maglia a sfondo
bianco con due strisce oblique, una rossa e una blu, ed eventuali altri profili rossoblù. Poche sono state le variazioni
negli anni a seguire. Negli anni recenti è stata introdotta anche la terza maglia, destinata ad essere usata soprattutto
Bologna Football Club 1909
53
nelle coppe europee, solitamente a sfondo giallo o dorato con profili rossoblù.
Rosa 2009-2010
Aggiornato al 1 settembre 2009
N.
Ruolo
1
P
Emiliano Viviano
3
D
Rafael Santos
5
C
Massimo Mutarelli
6
D
Miguel Britos
7
C
Francesco Valiani
8
C
Nicola Mingazzini
9
A
Marco Di Vaio
(Capitano)
10
C
Davide Bombardini
11
C
Luca Vigiani
13
D
Daniele Portanova
14
C
Roberto Guana
15
P
Roberto Colombo
18
D
Vangelis Moras
19
C
Giacomo Tedesco
20
A
Henry Gimenez
Giocatore
N.
Ruolo
Giocatore
21
D
Cristian Zenoni
22
A
Pablo Daniel Osvaldo
23
D
Salvatore Lanna
25
A
Marcelo Zalayeta
26
C
Gaby Mudingayi
28
P
Filippo Spitoni
32
C
Federico Casarini
41
A
Massimo Marazzina
50
D
Alessandro Bassoli
74
C
Luigi Lavecchia
84
D
Andrea Raggi
85
A
Adaílton
90
C
Riccardo Pasi
Bologna Football Club 1909
Staff tecnico
Aggiornato al 15 aprile 2009.
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Allenatore:
Giuseppe Papadopulo
Allenatore in seconda:
Giancarlo Oddi
Collaboratore tecnico:
Luca Brunetti
Preparatore dei portieri:
Franco Paleari
Preparatore atletico:
Antonio Bovenzi
Responsabile sanitario:
Gianni Nanni
Medico sociale:
Giovanbattista Sisca
Team manager:
Massimo Tarantino
Massaggiatore:
Luca Ghelli
Massaggiatore:
Luca Govoni
Massaggiatore:
Gianluca Scolaro
Numeri ritirati
• 27
Niccolò Galli
Giocatori
Capitani
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
1909-1914 Arrigo Gradi
1915-1922 dati non disponibili
1923-1936 Angelo Schiavio
1937-1942 Carlo Reguzzoni
1942-1943 Mario Montesanto
1943-1950 Secondo Ricci
1950-1956 Gino Cappello
1956-1960 Cesarino Cervellati
1961-1966 Mirko Pavinato
1966-1970 Giacomo Bulgarelli vice Francesco Janich
1970-1974 Giacomo Bulgarelli vice Marino Perani Occasionale Giuseppe Savoldi
1974-1975 Giuseppe Savoldi Vice Mauro Bellugi
1975-1979 Mauro Bellugi Vice Tazio Roversi
1979-1980 Giuseppe Savoldi Vice Adelmo Paris
1980-1984 Adelmo Paris Vice Franco Fabbri
1984-1985 Antonio Logozzo Vice Franco Fabbri
1985-1986 Walter De Vecchi Vice Enrico Nicolini
1986-1987 Enrico Nicolini
1987-1990 Eraldo Pecci vice Renato Villa
1990-1991 Renato Villa vice Massimo Bonini Occasionale Antonio Cabrini
1990-1991 Renato Villa vice Massimo Bonini Occasionale Lajos Detari
1992-1993 Paolo Stringara vice Giuseppe Incocciati Occasionale Kubilay Turkyilmaz
1993-1994 Marco De Marchi Vice Ivano Bonetti
1994-1996 Marco De Marchi Vice Dario Morello
• 1996-1997 Marco De Marchi Vice Oscar Magoni Occasionale Giancarlo Marocchi
• 1997-1998 Oscar Magoni Vice Roberto Baggio
54
Bologna Football Club 1909
•
•
•
•
•
•
•
•
55
1998-2000 Giancarlo Marocchi Vice Giuseppe Signori Occasionale Michele Paramatti
2000-2004 Giuseppe Signori Vice Gianluca Pagliuca
2004-2004 Carlo Nervo Vice Gianluca Pagliuca
2004-2006 Gianluca Pagliuca Vice Claudio Bellucci Occasionale Claudio Terzi
2006-2007 Claudio Bellucci Vice Claudio Terzi Occasionale Nicola Mingazzini
2007-2008 Marcello Castellini Vice Claudio Terzi Occasionale Nicola Mingazzini
2008-2009 Marcello Castellini Vice Claudio Terzi Occasionale Vangelis Moras
2009- Marco Di Vaio Vice Nicola Mingazzini
Campioni del mondo e continentali
•
Eraldo Monzeglio - campione del mondo 1934
•
Angelo Schiavio - campione del mondo 1934
•
Michele Andreolo - campione del mondo 1938
•
Amedeo Biavati - campione del mondo 1938
•
Carlo Ceresoli - campione del mondo 1938
•
•
Giacomo Bulgarelli - campione d'Europa 1968
Pierre Wome - campione d'Africa 2000 e 2002
Medagliati ai Giochi olimpici
•
Pierre Wome - oro olimpico 2000
•
Felice Gasperi - bronzo olimpico 1928
•
Pietro Genovesi - bronzo olimpico 1928
•
Alfredo Pitto - bronzo olimpico 1928
•
Angelo Schiavio - bronzo olimpico 1928
Giacomo Bulgarelli, recordman di presenze nel
Bologna e campione d'Europa 1968.
Allenatori e presidenti
Allenatori del Bologna F.C.[11]
• 1909-1919 nessun allenatore
• 1920-1931
Hermann Felsner
• 1931-1932
Gyula Lelovics
• 1932-1932
József Nagy
• 1932-1933
Achille Gama
• 1933-1934
Pietro Genovesi (Commissione Tecnica)
• 1934-1934
Lajos Kovács
• 1934-1938
Árpád Weisz
• 1938-1942
Hermann Felsner
• 1942-1943
Mario Montesanto
• 1945-1946
Alexander Popovic
• 1946-1946
Pietro Genovesi (Commissione Tecnica)
• 1946-1947
József Viola
• 1947-1948
Gyula Lelovics
Bologna Football Club 1909
• 1948-1949
Tony Cargnelli
• 1949-1951
Edmond Crawford
• 1951-1951
Raffaele Sansone
• 1951-1952
Giuseppe Galluzzi
• 1952-1952
Gyula Lelovics
• 1952-1956
Gipo Viani
• 1956-1957
Aldo Campatelli
• 1957-1957
Ljubo Benčić
• 1957-1958
György Sárosi
• 1958-1959
Alfredo Foni
• 1959-1961
Federico Allasio
• 1961-1965
Fulvio Bernardini
• 1965-1965
Manlio Scopigno
• 1965-1968
Luis Carniglia
• 1968-1968
Gipo Viani
• 1968-1969
Cesarino Cervellati
• 1969-1969
Oronzo Pugliese
• 1969-1972
Edmondo Fabbri
• 1972-1976
Bruno Pesaola
• 1976-1977
Gustavo Giagnoni
• 1977-1977
Cesarino Cervellati
• 1977-1979
Bruno Pesaola
• 1979-1979
Marino Perani
• 1979-1979
Cesarino Cervellati
• 1979-1980
Marino Perani
• 1980-1981
Luigi Radice
• 1981-1982
Tarcisio Burgnich
• 1982-1982
Francesco Liguori
• 1982-1982
Alfredo Magni
• 1982-1983
Paolo Carosi
• 1983-1983
Cesarino Cervellati
• 1983-1984
Giancarlo Cadè
• 1984-1984
Nello Santin
• 1984-1985
Bruno Pace
• 1985-1986
Carlo Mazzone
• 1986-1987
Vincenzo Guerini
• 1987-1987
Giovan Battista Fabbri
• 1987-1990
Luigi Maifredi
• 1990-1990
Franco Scoglio
56
Bologna Football Club 1909
• 1990-1991
Luigi Radice
• 1991-1991
Luigi Maifredi
• 1991-1992
Nedo Sonetti
• 1992-1993
Eugenio Bersellini
• 1993-1993
Aldo Cerantola
• 1993-1993
Romano Fogli
• 1993-1993
Alberto Zaccheroni
• 1993-1994
Edoardo Reja
• 1994-1998
Renzo Ulivieri
• 1998-1999
Carlo Mazzone
• 1999-1999
Sergio Buso
• 1999-2003
Francesco Guidolin
• 2003-2005
Carlo Mazzone
• 2005-2005
Renzo Ulivieri
• 2005-2006
Andrea Mandorlini
• 2006-2007
Renzo Ulivieri
• 2007-2007
Luca Cecconi
• 2007-2008
Daniele Arrigoni
• 2008-2009
Siniša Mihajlović
• 2009-oggi
Giuseppe Papadopulo
57
Presidenti del Bologna F.C.[11]
• 1909-1909
Louis Rauch
• 1910-1910
Pio Borghesiani
• 1910-1910
Emilio Arnstein
• 1910-1912
Domenico Gori
• 1912-1915
Rodolfo Minelli
• 1916-1918
Arturo Gazzoni (Onorario)
• 1918-1919
Rodolfo Minelli
• 1919-1921
Cesare Medica
• 1921-1922
Angelo Sbarberi
• 1922-1922
Antonio Turri
• 1923-1923
Ruggero Murè (Commissario)
• 1923-1925
Enrico Masetti
• 1925-1928
Paolo Graziani
• 1928-1934
Gianni Bonaveri
• 1934-1964
Renato Dall'Ara
• 1964-1968
Luigi Goldoni
• 1968-1970
Raimondo Venturi
Bologna Football Club 1909
• 1970-1972
Filippo Montanari
• 1972-1979
Luciano Conti
• 1979-1983
Tommaso Fabbretti
• 1983-1985
Giuseppe Brizzi
• 1985-1991
Gino Corioni
• 1991-1993
Piero Gnudi
• 1993-2002
Giuseppe Gazzoni Frascara
• 2002-2005
Renato Cipollini
• 2005-2008
Alfredo Cazzola
• 2008-oggi
Francesca Menarini
Palmarès
Trofei nazionali
•
Campionato italiano: 7
1924-1925, 1928-1929, 1935-1936, 1936-1937, 1938-1939, 1940-1941, 1963-1964
•
Coppa Italia: 2
1969-1970, 1973-1974
Trofei internazionali
•
Coppa Europa Centrale 2
1932, 1934,
•
Coppa Intertoto: 1
1998
Trofei minori
•
Mitropa Cup
1961
• Coppa di Lega Italo-Inglese: 1
1970
• Torneo Internazionale dell'Expo Universale di Parigi 1937: 1
1937
• Coppa Alta Italia: 1
1946
• Campionato di Serie B: 2
1987-1988, 1995-1996
• Campionati di Serie C: 1
1994-1995
58
Bologna Football Club 1909
59
Trofei giovanili
• Torneo di Viareggio: 1
1967
• Campionato De Martino: 1
1965
• Campionato Nazionale Dante Berretti: 1
1972-1973
• Campionato Giovanissimi Nazionali: 1
1988-1989
• Campionato Allievi Nazionali: 1
2000-2001
Record
Aggiornato al 17 ottobre 2008.[14] [15]
Presenze
Presenze totali
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Giacomo Bulgarelli
486
Tazio Roversi 455
Carlo Reguzzoni 417
Carlo Nervo 416
Marino Perani 411
Franco Cresci 403
Felice Gasperi 401
Francesco Janich 376
Mario Gianni 361
Angelo Schiavio 358
Presenze in Europa
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Francesco Janich 41
Giacomo Bulgarelli 40
Marino Perani 37
Tazio Roversi 35
Giuseppe Vavassori 33
Carlo Furlanis 32
Romano Fogli 30
Giuseppe Savoldi 30
Franco Cresci 29
Ivan Gregori 29
Bologna Football Club 1909
60
Reti
Reti totali
Angelo Schiavio 252
Carlo Reguzzoni 167
Ezio Pascutti 142
Giuseppe Savoldi 140
Gino Pivatelli 109
Giuseppe Della Valle 104
Harald Nielsen 102
Bruno Maini 102
Gino Cappello 101
Ettore Puricelli 94
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Reti in Europa
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Harald Nielsen 17
Carlo Reguzzoni 17
Giuseppe Savoldi 17
Giuseppe Signori 14
Ettore Demarco 10
Angelo Schiavio 10
Bruno Pace 8
Giacomo Bulgarelli
7
Helmut Haller 7
Marino Perani 6
Coppe e campionati disputati
Campionati nazionali
Categoria Partecipazioni
A
B
C
75
11
3
Debutto
Ultima stagione
1919-1920
2009-2010
1982-1983
2007-2008
1983-1984
1994-1995
In 89 stagioni sportive disputate a livello nazionale dalla fine della Prima guerra mondiale, compresi 11 tornei di
Prima Categoria e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A). Precedentemente al conflitto, il Bologna aveva
partecipato come ospite a 5 tornei locali di Prima Categoria del Comitato Regionale Veneto.
Bologna Football Club 1909
61
Finali di coppa vinte
Data
Competizione
Stadio
Partita
Risultato
Bologna, Stadio "Dall'Ara"
Bologna - First Vienna
2-0
Vienna, Stadio di Vienna
First Vienna - Bologna
1-0
Vienna, Stadio "Comunale"
Admira Vienna - Bologna
3-2
Bologna, Stadio "Dall'Ara"
Bologna - Admira Vienna
5-1
Novara, Stadio "Littorio"
Novara - Bologna
1-2
4 agosto 1946
Bologna, Stadio "Dall'Ara"
Bologna - Novara
4-1
14 marzo 1961
Nitra, Stadio "Comunale"
Slovan Nitra - Bologna
2-2
10 luglio 1932
17 luglio 1932
Coppa Europa Centrale
5 settembre 1934
9 settembre 1934
Coppa Europa Centrale
28 luglio 1946
Coppa Alta Italia
[16]
4 aprile 1961
Mitropa Cup
Bologna, Stadio "Dall'Ara"
Bologna - Slovan Nitra
3-0
10 giugno 1970
Coppa Italia
Bologna, Stadio "Dall'Ara"
Bologna - Torino
2-0
Bologna, Stadio "Dall'Ara"
Bologna - Manchester
City
1-0
Manchester, Stadio "City of Manchester"
Manchester City Bologna
2-2
Roma, Stadio "Olimpico"
Bologna - Palermo
5-4 (calci di rigore)
Bologna, Stadio "Dall'Ara"
Bologna - Ruch Chorzow
1-0
Chorzow, Stadio Ruchu
Ruch Chorzow - Bologna
0-2
2 settembre 1970
Coppa di Lega Italo-Inglese
23 settembre
1970
23 maggio 1974
Coppa Italia
11 agosto 1998
25 agosto 1998
Coppa Intertoto
Partecipazioni alle Coppe europee
Competizioni UEFA
G V
N
P
GF GS
3
1
1
1
2
2
4
1
2
1
4
4
48 24
1
10
76
43
12 7
2
3
22
12
Coppa dei
Campioni
Coppa delle Coppe
Coppa UEFA
Coppa Intertoto
Totale
67 33 19 15 104 61
Bologna Football Club 1909
62
Tifosi
Per le partite casalinghe la tifoseria organizzata si riunisce nella curva
Nord, dal 2009 intitolata a Giacomo Bulgarelli. La curva era in
precedenza denominata "Andrea Costa", dal nome della via
prospiciente quel lato dello stadio.
Inno
All'ingresso delle squadre in campo viene suonato Cuore rossoblù,
canzone scritta per il Bologna da Andrea Mingardi, cantante e tifoso
bolognese, in occasione della promozione di Maifredi nel 1988.[17]
La curva Giacomo Bulgarelli.
Esistono anche altre canzoni scritte per la squadra, come Il sogno
continua cantata da Paolo Mengoli,[17] Le tue ali Bologna scritta e cantata a quattro da Luca Carboni, Gianni
Morandi, Andrea Mingardi e Lucio Dalla,[17] e Bologna Campione cantata da Dino Sarti.[18]
Sponsor
Sponsor tecnici
•
•
•
•
•
Uhlsport (1982-1992)
Erreà (1993-1996)
Diadora (1996-2000)
Umbro (2000-2001)
Macron (2001-oggi)
Sponsor ufficiali
•
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•
•
•
Febal (1981-1982)
Ebano (1982-1983)
Idrolitina (1983-1987)
Segafredo (1987-1989)
Mercatone Uno (1989-1992)
Sinudyne (1992-1993)
La buona Natura (1993-1994)
Carisbo (1994-1997)
Granarolo (1997-2001)
Area Banca (2001-2004)
Amica Chips (2004-2005)
Europonteggi (2005-2006)
Motor Show (dic. 2006)
Woolrich (gen.-mar. 2007)
Volvo (mar.-giu. 2007)
Joe Marmellata (dic. 2007-mar. 2008)
Carisbo e Cogei (apr.-giu. 2008)
Unipol (set. 2008-giu. 2009)
Bologna Football Club 1909
Bibliografia
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2007 ,
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racconta uomini, fatti, misfatti, misteri e segreti“, Bologna, Fuorithema, 1997, ISBN 88-8062-049-5
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I.N.E.I., 1985,
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Spes, 1987,
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1924-25“, Bologna, Minerva Edizioni, giugno 2009 ISBN 978-88-7381-278-8
Altri progetti
•
Wikiquote contiene citazioni di o su Bologna Football Club 1909
Collegamenti esterni
• Sito ufficiale [20]
Riferimenti
[1] Graduatoria IFFHS 19.9.2009 (http:/ / www. iffhs. de/
?a413f0e03790c443e0f40390b41be8b01905fdcdc3bfcdc0aec70aeedb883ccb05ff1d). URL consultato il 6 maggio 2009.
[2] La storia del Bologna stagione per stagione (http:/ / www. bolognafc. it/ it/ dir/ 14/ 3/ storia-bolognafc-1909). www.bolognafc.it. URL
consultato il 19-10-2008.
[3] La fondazione (http:/ / www. enciclopediadelcalcio. com/ Bologna1. html). www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 19-10-2008.
[4] L'uomo che costruì il Bologna che faceva tremare il mondo (http:/ / www. enciclopediadelcalcio. com/ Questione. html).
www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 18-10-2008.
[5] Dopo le delusioni arriva Bernardini (http:/ / www. enciclopediadelcalcio. com/ Bologna5. html). www.enciclopediadelcalcio.com. URL
consultato il 19-10-2008.
63
Bologna Football Club 1909
64
[6] Così si gioca solo in paradiso (http:/ / www. enciclopediadelcalcio. com/ Bologna5. html). www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato
il 19-10-2008.
[7] Il settimo ed ultimo scudetto (http:/ / www. enciclopediadelcalcio. com/ Bologna5. html). www.enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il
19-10-2008.
[8] Tutte le partite: 1969-70 (http:/ / www. bolognafc. it/ it/ go/ pagine/ 1732/ Tutte-le-partite-1969-70. html). www.bolognafc.it. URL consultato
il 19-10-2008.
[9] Il Bologna a Mihajlovic (http:/ / www. bolognafc. it/ pagen. asp?c=4915& m=11& l=1). www.bolognafc.it. URL consultato il 03-11-2008.
[10] Papadopulo è il nuovo allenatore del Bologna (http:/ / www. bolognafc. it/ it/ news/ pagine/ 6176/
Papadopulo-è-il-nuovo-allenatore-del-Bologna. html). www.bolognafc.it. URL consultato il 14-04-2009.
[11] Società / Tutte le partite (http:/ / www. bolognafc. it/ it/ dir/ 16/ 3/ tutte-partite-bologna-fc). www.bolognafc.it. URL consultato il
19-10-2008.
[12] 1909: la prima maglia del Bologna Football Club (http:/ / tremareilmondofa. blogspot. com/ 2009/ 01/ blog-post. html).
tremareilmondofa.blogspot.com. URL consultato il 10 febbraio 2009.
[13] 1925: per la prima volta in maglia verde (http:/ / tremareilmondofa. blogspot. com/ 2009/ 01/ 1925-per-la-prima-volta-in-maglia-verde.
html#links). tremareilmondofa.blogspot.com. URL consultato il 10 febbraio 2009.
[14] Lista di tutti i giocatori per numero di presenze (http:/ / www. bolognafc. it/ it/ presenze/ 0/ 36/ 2/ -). www.bolognafc.it. URL consultato il
17-10-2008.
[15] Lista di tutti i giocatori per numero di reti (http:/ / www. bolognafc. it/ it/ reti/ 0/ 36/ 2/ -). www.bolognafc.it. URL consultato il 17-10-2008.
[16] Tutte le partite: 1945-46 (http:/ / www. bolognafc. it/ it/ go/ pagine/ 1805/ Tutte-le-partite-1945-46. html). www.bolognafc.it. URL
consultato il 24-01-2009.
[17] «Bologna in coro per Antonioli» (http:/ / archiviostorico. gazzetta. it/ 2007/ dicembre/ 19/ Bologna_coro_per_Antonioli_ga_10_071219086.
shtml). archiviostorico.gazzetta.it, 19-12-2007. URL consultato in data 19-10-2008.
[18] «Addio a Dino Sarti il cantore di Bologna» (http:/ / www. repubblica. it/ 2007/ 02/ sezioni/ spettacoli_e_cultura/ dino-sarti/ dino-sarti/
dino-sarti. html). www.repubblica.it, 11-02-2007. URL consultato in data 19-10-2008.
Cagliari Calcio
Cagliari Calcio
Calcio
Casteddu, Rossoblù, Sardi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Cagliari Calcio
65
Casa
Trasferta
Terza divisa
Cagliari Calcio
66
Colori sociali:
Inno:
Rosso - Blu
Voleremo
Elena Ledda
Dati societari
Città:
Cagliari
Paese:
Confederazione:
Italia
UEFA
Federazione:
FIGC
Campionato:
Serie A
Fondazione:
1920
Rifondazione:
1935
Presidente:
Massimo Cellino
Allenatore:
Massimiliano Allegri
Stadio:
Sant'Elia
(23.486 posti)
Sito web:
www.cagliaricalcio.net
[1]
Palmarès
Scudetti:
1
Trofei nazionali:
1 Coppe Italia Serie C
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
Il Cagliari Calcio è la maggiore società calcistica di Cagliari e della Sardegna. Fu fondata nel 1920 e attualmente
milita in Serie A.
Ha vinto il campionato italiano di Serie A nel 1969-70 dopo aver raggiunto la seconda posizione nella stagione
1968-69. Ha raggiunto il 2° posto nelle finali con "torneo all'italiana" della Coppa Italia 1968-69, ed ha vinto la
Coppa Italia Serie C nella stagione 1988-89. In campo europeo ha raggiunto gli ottavi di finale della Coppa dei
Campioni (edizione 1970-71) ed è stato semifinalista della Coppa UEFA 1993-94. Il giocatore simbolo del club,
Gigi Riva, è tuttora capocannoniere della Nazionale italiana di calcio, ed è stato 3 volte capocannoniere della serie A.
Il club si appresta ad affrontare il 31° campionato nella massima serie, risultando così la seconda formazione del
Mezzogiorno d'Italia, dopo il → Napoli, per numero di partecipazioni in Serie A. Per alcuni studiosi la Sardegna
sarebbe da collocare nell'Italia centrale non nel Mezzogiono d'Italia quindi questa statistica non sarebbe corretta.
Storia
Origini
La prima vera partita riportata dalle cronache si disputa una mattina d'autunno agli inizi del Novecento, tra un gruppo
di studenti cagliaritani e una squadra di marinai genovesi approdati in città qualche giorno prima a bordo di una
vecchia nave a vapore. Teatro della sfida fu piazza d' armi piena di pozzanghere a causa dell' acquazzone della notte
precedente. Si gioca con un pallone di cuoio più o meno sferico. Le porte sono 2 grossi alberi. Vinsero i liguri perché
più forti e abili. La squadra si iscrisse alla Divisione Meridionale nel girone laziale umbro. Arrivò alle finali, ma
perse contro Lecce, Palermo e Foggia. A questo punto si decise di acquistare calciatori non isolani, provenienti dal
resto d'Italia; in questo modo il Cagliari si rafforzò e disputò un buon campionato nella stagione 1929/30. In seguito
Cagliari Calcio
67
arrivò dall'Ungheria l'allenatore Ernest "Egri" Erbstein, e con lui in panchina il Cagliari vinse il girone F di Prima
Divisione e poté così accedere per la prima volta al campionato di Serie B. A causa, però, della mancanza di risorse
finanziarie, la società fu obbligata a cedere i suoi pezzi migliori, tra cui proprio Erbstein.
L'anno successivo venne eletto presidente Aldo Pacca, ma arrivò il fallimento societario: nel 1935, nonostante il 9°
posto ottenuto sul campo, il Club Sportivo Cagliari si sciolse, travolto dai debiti. Dalle sue ceneri nacque l'Unione
Sportiva Cagliari, che raccolse l'eredità sportiva della vecchia società, ripartendo dal campionato sardo di Seconda
Divisione. Nel 1937 il giovane club si iscrisse al campionato di Serie C, sfiorando per poco la retrocessione. L'anno
successivo il presidente Mario Banditelli affidò la squadra all'allenatore ungherese Winkler, che portò i rossoblu al
5° posto in classifica. Nel 1939, grazie al centrocampista Mariolino Congiu, che svolse il ruolo di
giocatore-allenatore, la squadra si piazzò al 6° posto, prima che la Seconda Guerra Mondiale fermasse i Campionati
di Calcio. L'attività proseguì con tornei a carattere regionale. Nel frattempo Banditelli abbandonò la società.
Il dopoguerra
I rossoblu ripresero a giocare nel 1945 in prima divisione Regionale. Nel 1947 la squadra venne ammessa in serie B.
I Cagliaritani vanno malissimo per tutto il campionato, che terminano all'ultimo posto. La squadra venne quindi
iscritta alla serie C e venduta a Domenico Loi che avviò un progetto di rinascita. Nel 1952 grazie ai gol di Livio
Gennari, Roberto Serone e Erminio Bercarich il Cagliari riuscì ad ottenere la promozione in serie B.
La scalata alla Serie A
Nel primo anno in Serie B la squadra si qualifica quarta, nonostante una difesa scadente. L'anno successivo i
rossoblu andranno agli spareggi, che perderanno per 2 a 0 contro la Pro Patria. Nel 1960 il Cagliari retrocede in Serie
C. L'anno successivo la squadra riusci a riconquistare subito la serie B. Grazie poi ad alcuni importanti acquisti, tra
cui Luigi Riva, il Cagliari riuscì a conquistare la tanto attesa e sperata promozione in Serie A. Così, nella stagione
1963/64, classificandosi seconda, dietro il Varese, davanti al Foggia, conquistò la sua prima promozione nella
massima serie.
La promozione in Serie A e lo scudetto
Una formazione del Cagliari nell'anno dello scudetto.
Nel Cagliari 1964-65 che disputò il suo
primo campionato di Serie A giocavano
giocatori come il difensore Mario
Martiradonna, i centrocampisti Pierluigi
Cera, Ricciotti Greatti e Nené e l'attaccante
Luigi Riva. Nella prima metà della stagione
il Cagliari giocò malissimo ed al termine del
girone d'andata era ultimo in classifica con
soli 9 punti. Poi nel girone di ritorno si
riprese, rimontò e arrivò alla fine sesto in
classifica con 34 punti. Due stagioni dopo
Riva vinse il titolo di capocannoniere della
Serie A per la prima volta e il Cagliari fu la
squadra che subì meno reti di tutte.
Il Cagliari nella stagione 1968-69 lottò fino
alla fine per lo scudetto insieme a → Fiorentina e → Milan. La Fiorentina vinse poi il campionato. Nella stagione
successiva il Cagliari vinse il suo primo e, per ora, unico scudetto sotto la guida dell'allenatore "filosofo" Manlio
Cagliari Calcio
Scopigno con sole due partite perse e 11 gol subiti (record fino ad oggi imbattuto per i tornei a 16 squadre). Riva
vinse il titolo di capocannoniere del torneo. Calciatori del Cagliari come Albertosi,Cera, Domenghini; Gori, Niccolai
e Riva furono poi convocati ai mondiali del 1970 raggiungendone la finale.
Nella stagione 1971-72 il Cagliari chiuse il campionato al quarto
posto, a quattro lunghezze dalla Juventus campione d'Italia,
totalizzando 39 punti. Il piazzamento consentì l'accesso alla Coppa
Uefa 1972-73, dalla quale i rossoblu vennero eliminati al primo
turno dall'Olympiakos. Fu l'inizio di un declino che culminò con la
retrocessione in Serie B nel 1976.
Il declino
Dopo la retrocessione il Cagliari, la stagione successiva, perse uno
spareggio promozione a tre per due posti. Cagliari-Pescara 0-0 (a
Terni), Atalanta-Cagliari 2-1 (a Genova), Pescara-Atalanta 0-0 (a
Bologna). Ritornò in Serie A nel 1979 insieme all'Udinese che lo
precedette e Pescara che si classificò alle sue spalle dopo aver
vinto lo spareggio col Monza a Bologna. Grazie a calciatori come
Franco Selvaggi, Luigi Piras, Oreste Lamagni, Mario Brugnera e
Alberto Marchetti il Cagliari restò altri quattro anni in A prima di
La prima pagina de 'L'Informatore del lunedi,sezione
una seconda retrocessione nel 1983. Venne successivamente
sportiva de L'Unione sarda,il giorno dopo lo scudetto
coinvolta nello Scandalo del calcio italiano del 1986, quando dopo
una retrocessione sul campo nella stagione 1985-86 e un
ripescaggio, ricevette 5 punti di penalizzazione per la stagione successiva: una sentenza che decretò il declino della
squadra, la quale nel 1987 retrocesse in Serie C1.
La rinascita
Il Cagliari trascorse in Serie C1 due stagioni, la prima delle quali vide la squadra sarda evitare con fatica la
retrocessione in Serie C2. Nel 1989, con l'avvento in panchina di Claudio Ranieri, il Cagliari conquistò la
promozione in Serie B classificandosi primo davanti al Foggia e la Coppa Italia di Serie C, per poi salire in Serie A
classificandosi terzo dietro Torino e Pisa davanti al Parma nel 1990. Al ritorno nella massima serie seguirono due
campionati conclusi con una sofferta salvezza, ma nella stagione 1992-93 il Cagliari, allenato da Carlo Mazzone
riuscì a qualificarsi alla Coppa UEFA, che l'anno successivo vide gli isolani guidati dal tecnico Bruno Giorgi arrivare
fino alle semifinali (risultando eliminata dopo le due gare contro l'→ Inter, vincitrice del torneo).
Nel 1996-97 il Cagliari retrocedette di nuovo in Serie B dopo aver perso lo spareggio con il Piacenza (1-3) a Napoli.
Il Cagliari ritornò in A la stagione successiva insieme a Salernitana e Venezia che lo precedettero e davanti al
Perugia. Nella stagione 1998/99 ottenne la salvezza nelle ultime giornate, dando però spettacolo nelle gare interne
sotto la guida di Giampiero Ventura. Al termine della stagione 1999-00 la squadra retrocedette ancora una volta in
serie B sotto la guida di Renzo Ulivieri.
68
Cagliari Calcio
Gli anni recenti
Il Cagliari trascorse le successive quattro stagioni in Serie B. Nel 2003-04 i rossoblu, condotti dal fuoriclasse
Gianfranco Zola, furono promossi in Serie A, sotto la guida tecnica di Edoardo Reja; nella stagione successiva il
Cagliari riuscì a ottenere una tranquilla salvezza classificandosi dodicesima.
La stagione 2005-06, preceduta dal ritiro di Zola, iniziò nel peggior modo possibile per il Cagliari, che cambiò
allenatore per tre volte (nell'ordine: Tesser, Arrigoni, Ballardini) prima di affidarsi a Nedo Sonetti: il navigato
tecnico toscano riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione, anche grazie ai gol dell'attaccante honduregno David
Suazo.
L'ennesimo avvicendamento in panchina, con il licenziamento del promettente tecnico Marco Giampaolo, ha
caratterizzato la prima parte della stagione 2006-07. Dopo aver silurato il giovane tecnico abruzzese, il presidente
Massimo Cellino si è affidato a Franco Colomba, salvo tornare sui propri passi due mesi più tardi, richiamando alla
conduzione tecnica della squadra Giampaolo. Grazie alla vittoria ottenuta alla penultima giornata, contro la Roma
allo stadio S.Elia, la squadra rossoblu complici inaspettati risultati pervenuti dagli altri campi, è riuscita a confermare
la sua permanenza in Serie A con una giornata di anticipo.
Per la stagione 2007-2008 la rosa viene ridisegnata puntando su un gruppo di giocatori giovani, adatti al 4-4-2
utilizzato dal tecnico Marco Giampaolo. L'inizio è promettente, ma di lì a poco la squadra perde il ritmo e farne le
spese è Giampaolo, esonerato il 12 novembre 2007. Al suo posto viene chiamato Nedo Sonetti, che però non riesce
ad ottenere i risultati sperati venendo destituito a sua volta dall'incarico il 19 dicembre 2007. Viene richiamato
Marco Giampaolo, ancora sotto contratto, che però rifiuta subito e poi rescinde il contratto con la società isolana. Il
20 dicembre Sonetti è ancora sulla panchina del Cagliari ma dopo la sconfitta per 5 a 1 contro la Fiorentina viene
definitivamente sollevato dall'incarico.
A sorpresa Massimo Cellino affida l'incarico a Davide Ballardini, già ingaggiato ed esonerato nella stagione
2005-2006; nella finestra di mercato Nicola Salerno spinge per l'ingaggio del portiere Marco Storari e dell'attaccante
Jeda, mentre fa ritorno dal prestito all'Hellas Verona il trequartista Andrea Cossu. L'inizio è negativo (due sconfitte),
ma a partire dalla vittoria del 27 gennaio sul → Napoli e nei turni seguenti, i rossoblù cominciano a macinare punti
proseguendo nella loro rimonta nonostante una penalizzazione di 3 punti (poi ritirata). Grazie all'imbattibilità
casalinga ed ai successi negli scontri diretti contro → Livorno e Empoli, la squadra conquista la salvezza con una
giornata di anticipo, vincendo 2-0 sul campo dell'Udinese. La squadra chiuderà al 14º posto, +6 rispetto alla zona
retrocessione.
Il 28 maggio 2008 Ballardini lascia la squadra, venendo rimpiazzato da Massimiliano Allegri. La stagione si apre
con cinque sconfitte in altrettante gare, ma ciò nonostante i rossoblù riescono a chiudere il girone d'andata con 25
punti e l'undicesima posizione in classifica. Nel girone di ritorno la squadra comincia conquistando subito tre vittorie
in tre gare, quelle in trasferta con Lazio e Juventus e quella al Sant'Elia con il Siena; tra metà novembre e tutto
gennaio, così, i sardi totalizzano 24 punti in 10 partite, uscendo dalla zona retrocessione e raggiungendo, alla 22ª
giornata, il settimo posto in classifica a quota 34 punti, in zona Europa League.[1] Seguono risultati un po' altalenanti,
ma alla 33ª il Cagliari è sempre settimo in classifica, insieme al → Palermo. Tuttavia, dopo lo scontro diretto del 34°
turno, che vede i siciliani imporsi per 5-1, la rincorsa al posto in Europa risulta vana: negli ultimi quattro incontri
arrivano quattro punti, e il club termina la stagione al nono posto con 53 punti.
Il Cagliari negli Stati Uniti d'America
Dal 2005 il presidente Massimo Cellino prese la residenza a Miami negli USA. Due anni dopo,nel 2007 gli venne in
mente di creare una squadra satellite giovanile in grado di scovare giovani talenti nella Florida. Seguendo quindi il
modello adottato dall'Ajax,che nel 1999 fondò in Sudafrica l' Ajax Cape Town F.C.,acquistò i gialloneri del Miami
Strike Force,cambiandogli il nome in Cagliari Strike Force. Nel periodo iniziale la squadra dei giovani talenti
americani fu allenata dall'ex portiere rossoblù Maurizio Franzone. I primi calciatori che si sono messi in mostra agli
69
Cagliari Calcio
70
occhi dei dirigenti sardi arrivarono già l'anno successivo.
Dal 2008 lo statunitense classe '91 Fabrice-Jean Picault è stato inserito stabilmente nella rosa della Primavera del
Cagliari.
Giocatori importati dal Cagliari Strike Force
•
Fabrice-Jean Picault
Cronistoria
Cronistoria del Cagliari Calcio 1920
•
1920 - Fondazione del Cagliari Football Club da
parte del professor Fichera.
•
1948-49 - 15º nel girone C
della Serie C.
•
1978-79 - 2º in Serie B.
Promosso in Serie A.
•
1921 - Inizio dell'attività calcistica con la
partecipazione ai "Tornei Sardegna".
•
1949-50 - 6º nel girone C
della Serie C.
•
1979-80 - 8º in Serie A.
•
1922 - Partecipa al Campionato Sardo di 3ª
Divisione. Nasce una nuova società cagliaritana col
nome di Unione Sportiva Italia.
•
1950-51 - 5º nel girone C
della Serie C.
•
1980-81 - 6º in Serie A.
•
1923 - Il Cagliari è ammesso al Campionato Sardo
di 1ª Divisione.
•
1951-52 - 1º nel girone C
della Serie C. Promosso in
Serie B.
•
1981-82 - 12º in Serie A.
•
1924 - Dalla fusione fra il Cagliari F.C. e l'U.S.
Italia nasce il Club Sportivo Cagliari. Continua la
partecipazione ai Campionati Sardi di 1ª Divisione.
•
1952-53 - 4º in Serie B.
•
1982-83 - 14º in Serie A.
Retrocesso in Serie B.
•
1928 - Partecipa al 1º Campionato Federale Sardo.
Accessione alla piramide calcistica della FIGC.
•
1953-54 - 3º in Serie B dopo • 1983-84 - 11º in Serie B.
la sconfitta nello spareggio a
Roma contro la Pro Patria.
•
1928-29 - 4º nel girone A del Campionato
Meridionale.
•
1954-55 - 9º in Serie B.
•
1984-85 - 16º in Serie B.
•
1929-30 - 5º nel Campionato Meridionale.
•
1955-56 - 5º in Serie B.
•
1985-86 - 14º in Serie B.
•
1930-31 - 1º nel Campionato Meridionale.
Promosso in Serie B.
•
1956-57 - 10º in Serie B.
•
1986-87 - 20º in Serie B.
Retrocesso in Serie C1.
Semifinalista di Coppa Italia.
•
1931-32 - 13º in Serie B.
•
1957-58 - 17º in Serie B.
Salvo per l'allargamento dei
quadri del torneo.
•
1987-88 - 11º nel girone B della
Serie C1.
•
1932-33 - 14º in Serie B.
•
1958-59 - 4º in Serie B.
•
1988-89 - 1º nel girone B della
Serie C1. Promosso in Serie B.
Vince la Coppa Italia di Serie
C.
•
1933-34 - 12º nel girone A della Serie B.
•
1959-60 - 20º in Serie B.
Retrocesso in Serie C.
•
1989-90 - 3º in Serie B.
Promosso in Serie A.
•
1934-35 - 9º nel girone A della Serie B. Retrocesso
per riduzione degli organici, il Club Sportivo
Cagliari si scioglie per dissesto finanziario.
•
1960-61 - 2º nel girone B
della Serie C.
•
1990-91 - 13º in Serie A.
•
1935 - Nasce una nuova società che assume la
denominazione di Unione Sportiva Cagliari e che
parte dalla Seconda ed ultima categoria regionale.
•
1961-62 - 1º nel girone B
della Serie C. Promosso in
Serie B.
•
1991-92 - 13º in Serie A.
•
1935-36 - 1º nel Campionato Sardo di 2ª Divisione.
Promosso in 1ª Divisione Regionale.
•
1962-63 - 9º in Serie B.
•
1992-93 - 6º in Serie A.
Qualificato in Coppa UEFA.
•
1936-37 - 1º nel Campionato Sardo di 1ª Divisione.
Promosso in Serie C.
•
1963-64 - 2º in Serie B.
Promosso in Serie A.
•
1993-94 - 10º in Serie A.
Semifinalista di Coppa UEFA.
•
1937-38 - 13º nel girone E della Serie C.
•
1964-65 - 6º In Serie A.
•
1994-95 - 9º in Serie A.
•
1938-39 - 7º nel girone F della Serie C.
•
1965-66 - 11º in Serie A.
•
1995-96 - 10º in Serie A.
Cagliari Calcio
71
•
1939-40 - 6º nel girone F della Serie C.
•
1966-67 - 6º in Serie A.
•
1996-97 - 15º in Serie A dopo la
sconfitta nello spareggio a
Napoli contro il Piacenza.
Retrocesso in Serie B.
•
1940 - A causa dello scoppio della guerra e delle
conseguenti difficoltà nelle trasferte sul continente,
abbandona il Direttorio Interregionale.
•
1967-68 - 9º in Serie A.
•
1997-98 - 3º in Serie B.
Promosso in Serie A.
•
1940-43 - Partecipa ai Campionati Sardi di 1ª
Divisione, separati dai tornei italiani per cause
belliche. In seguito sospende l'attività a causa del
conflitto mondiale.
•
1968-69 - 2º in Serie A.
Finalista di Coppa Italia.
•
1998-99 - 12º in Serie A.
•
1945-47 - Si ricostruisce la Società quasi
• 1969-70 - Campione
• 1999-00 - 17º in Serie A.
completamente dispersa durante il periodo bellico, e
d'Italia. Eliminato nei
Retrocesso in Serie B.
partecipa ai Campionati Sardi di 1ª Divisione ancora
sedicesimi di finale di Coppa
Semifinalista di Coppa Italia.
isolati.
delle Fiere.
•
1947 - Il ripristino di sufficienti mezzi di trasporto e • 1970-71 - 7º in Serie A.
di un'adeguata capacità finanziaria permette il
Eliminato negli ottavi di
ritorno nei tornei italiani. La FIGC riammette
finale di Coppa dei
d'ufficio la società nella Serie B a gironi plurimi.
Campioni.
•
2000-01 - 11º in Serie B.
•
1947-48 - 18º nel girone A di Serie B. Retrocesso in • 1971-72 - 4º in Serie A.
Serie C.
•
2001-02 - 12º in Serie B.
•
1972-73 - 8º in Serie A.
Eliminato nei trentaduesimi
di finale di Coppa UEFA.
•
2002-03 - 8º in Serie B.
•
1973-74 - 10º in Serie A.
•
2003-04 - 1º in Serie B.
Promosso in Serie A.
•
1974-75 - 10º in Serie A.
•
2004-05 - 10º in Serie A.
Semifinalista di Coppa Italia.
•
1975-76 - 16º in Serie A.
Retrocesso in Serie B.
•
2005-06 - 14º in Serie A.
•
1976-77 - 4º in Serie B.
•
2006-07 - 17º in Serie A.
•
1977-78 - 12º in Serie B.
•
2007-08 - 14° in Serie A.
•
2008-09 - 9° in Serie A.
Colori e simboli
Inno
Il 2 settembre 2007 in occasione della gara Cagliari-Juventus il vecchio inno "Cagliari Grande" di Mario Fabiani è
stato sostituito da "Voleremo", nuovo inno del Cagliari nato da un progetto di Elena Ledda, ispirata dalle sonorità di
Andrea Parodi. Alla realizzazione hanno partecipato gli artisti sardi: le Balentes, i Menhir, Silvano Lobina,
Mariangela Ledda, i Blacksoul. Dal 15 ottobre 2007 è scaricabile dal sito del ufficiale Cagliari Calcio.
Luoghi
Sede
La prima sede del Cagliari era situata nei pressi del Caffè Torino, in via Roma. Negli anni Cinquanta la società si
trasferì in Piazza del Carmine, per poi stabilirsi in via Tola. Con l’arrivo di Massimo Cellino, nel 1992, la società fu
trasferita in via Bonaria. In seguito passò in via Deffenu e, in un secondo momento, in via Tuveri, prima del
definitivo trasloco in viale la Playa. La palazzina che ospita la sede del Cagliari è di due piani in stile liberty. La sede
fu acquistata negli anni Settanta dalla famiglia Cellino come sede dell'attività molitoria. Dal 1999 ospita solo gli
uffici del Cagliari Calcio e il Cagliari Point, dove è possibile acquistare il merchandising e i biglietti per le partite.
Cagliari Calcio
72
Centro allenamenti Ercole Cellino
Il centro allenamenti Ercole Cellino si trova nella località Sa Ruina, nel comune di Assemini. Qui, oltre alla prima
squadra, si allenano la Primavera e alcune formazioni giovanili quali gli allievi nazionali, la juniores, i giovanissimi
nazionali e i giovanissimi regionali. La Primavera e le giovanili ci disputano anche le loro partite. Il centro ha 3
campi in erba di dimensioni regolari, 1 campo sintetico di dimensioni regolari, 1 in erba di dimensioni quasi regolari,
una palestra e una gabbia in sintetico. La sala stampa si trova a fianco agli spogliatoi. Nel centro Ercole Cellino sono
presenti anche un hotel e un centro benessere. L'albergo ha 15 stanze di cui 10 doppie e 5 singole, una President
Suite e una Junior Suite. È presente una sala conferenze che può ospitare da un minimo di 20 persone a un massimo
di 150. È presente un ristorante che offre anche cucina internazionale.
Rosa attuale
N.
Ruolo
2
D
Ignazio Carta
3
D
Luca Di Laura
4
C
Daniele Dessena
5
C
Daniele Conti
6
D
Diego Luis López (capitano)
7
C
Andrea Cossu
8
C
Davide Biondini
9
A
Nenê
10
C
Andrea Lazzari
12
P
Mauro Vigorito
13
D
Davide Astori
14
D
Francesco Pisano
15
D
Lino Marzoratti
Giocatore
N.
Ruolo
Giocatore
16
C
Mikhail Sivakov
18
C
Andrea Parola
19
C
Mario Brkljača
20
C
Simone Barone
21
D
Michele Canini
22
P
Federico Marchetti
23
A
Joaquin Larrivey
24
P
Cristiano Lupatelli
27
A
Jeda
29
A
Mattia Gallon
30
A
Daniele Ragatzu
31
D
Alessandro
Agostini
Cagliari Calcio
73
32
A
Alessandro Matri
Giocatori celebri
Fra i vari calciatori militati nel Cagliari calcio anche un campione del mondo: Franco Selvaggi iridato nel 1982 con
la nazionale di Enzo Bearzot.
Palmarès
Trofei ufficiali
•
Campionato italiano: 1
• 1969/70
Trofei minori
• Coppa Italia di Serie C: 1
• 1988-89
Statistiche
Statistiche di squadra
Categoria Partecipazioni
A
B
C
31
28
14
Debutto
Ultima stagione
1964-1965
2009-2010
1931-1932
2003-2004
1928-1929
1988-1989
In 73 stagioni sportive disputate all'interno della piramide calcistica nazionale della FIGC dall'esordio nel 1928,
compresi 3 campionati del Direttorio Meridionale (C). Il Cagliari dovette ritirarsi nei tornei del Comitato Regionale
Sardo dal 1935 al 1937 per fallimento finanziario, e dal 1940 al 1947 per la Seconda guerra mondiale.
Statistiche individuali
Giocatori con più presenze in Serie A
• Nené 311
• Luigi Riva 289
• Pier Luigi Cera 240
• Mario Martiradonna 236
• Mario Brugnera 227
• Ricciotti Greatti 223
• Comunardo Niccolai 218
• Diego Lopez 205
• Matteo Villa 199
• Daniele Conti 193
Cagliari Calcio
74
• Alessandro Agostini 193
• Aldo Firicano 191
• Enrico Albertosi 177
• Sergio Gori 166
• Pierpaolo Bisoli 163
Giocatori con più presenze in Campionato
• Mario Brugnera 328
• Gigi Piras 320
• Luigi Riva 315
• Nené 311
• Mario Martiradonna 306
• Diego Lopez 296
• Oreste Lamagni 293
• Roberto Quagliozzi 282
• Matteo Villa 264
• Daniele Conti 263
• Ricciotti Greatti 261
• David Suazo 254
• Miguel Angelo Longo 242
• Pier Luigi Cera 240
• Aldo Firicano 225
Migliori marcatori in Serie A
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Luigi Riva 156
Luis Oliveira 46
David Suazo 44
Roberto Muzzi 41
Gigi Piras 31
Sergio Gori 33
Franco Selvaggi 28
Robert Acquafresca 25
Nené 23
Roberto Boninsegna 23
Mauro Esposito 23
Mario Brugnera 20
Julio Cesar Dely Valdes 20
Angelo Domenghini 18
Daniele Conti 17
Migliori marcatori in Campionato
• Luigi Riva 164 (156 Seria A, 8 Serie B)
Cagliari Calcio
• David Suazo 94 (44 Serie A, 50 Serie B)
• Gigi Piras 87 (31 Serie A, 56 Serie B)
• Roberto Muzzi 58 (41 Serie A, 17 Serie B)
• Mauro Esposito 58 (23 Serie A, 35 Serie B)
• Luis Oliveira 46 (46 Serie A)
• Erminio Bercarich 42
• Natale Archibusacchi 35
• Carlo Regalia 35
• Livio Gennari 34
• Sergio Gori 33 (33 Serie A)
• Mario Brugnera 33 (20 Serie A, 13 Serie B)
• Danilo Torriglia 33 (19 Serie B, 14 Serie C1)
• Enrico Cocco 32
• Antonio Congiu 32
• Giancarlo Mezzalira 32
• Umberto Serradimigni 31
• Domenico D'Alberto 31
• Francesco Rizzo 30
• Pietro Paolo Virdis 29
• Ricciotti Greatti 29 (11 Serie A, 18 Serie B)
• Franco Selvaggi 28 (28 Serie A)
• Daniele Conti 26 (17 Serie A, 9 Serie B)
• Massimiliano Cappioli 25 (12 Serie A, 8 Serie B, 5 Serie C1)
• Robert Acquafresca 25 (25 Serie A)
• Fabrizio Cammarata 24 (24 Serie B)
• Nené 23 (23 Serie A)
• Roberto Boninsegna 23 (23 Serie A)
• Roberto Quagliozzi 22 (10 Serie A, 12 Serie B)
• Gianfranco Zola 22 (9 Serie A, 13 Serie B)
• Guglielmo Coppola 22 (22 Serie C1)
• Julio Cesar Dely Valdes 20 (20 Serie A)
• Antonio Langella 20 (8 Serie A, 12 Serie B)
• Dario Silva 20 (7 Serie A, 13 Serie B)
• Giuseppe Bellini 19 (4 Serie A, 15 Serie B)
• Alberto Marchetti 19 (9 Serie A, 10 Serie B)
• Angelo Domenghini 18 (18 Serie A)
75
Cagliari Calcio
76
Maglie ritirate
Collegamenti esterni
• Cagliari calcio [3] su Open Directory Project ( Segnala [4] su DMoz un collegamento pertinente
all'argomento "Cagliari calcio")
[1]
• Sito ufficiale
• Cagliaricampione.it [5]
Luigi Riva
Riferimenti
[1] «Un grande Cagliari sbanca Torino Secondo ko consecutivo per la Juve» (http:/ / www. repubblica. it/ 2009/ 01/ sezioni/ sport/ calcio/ serie_a/
giornata-22/ juventus-cagliari/ juventus-cagliari. html). www.repubblica.it, 31-01-2009. URL consultato in data 18-06-2009.
Calcio Catania
Calcio Catania S.p.A.
Calcio
Etnei, Rossoazzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Calcio Catania
77
Casa
Trasferta
Terza divisa
Colori sociali:
rosso-azzurro
Calcio Catania
78
Simboli:
Elefante ('u liotru)
Inno:
Alè Catania
Giuseppe Castiglia
Dati societari
Città:
Catania
Paese:
Italia
Confederazione:
UEFA
Federazione:
FIGC
Campionato:
Serie A
Fondazione:
1946
Presidente:
Antonino Pulvirenti
Allenatore:
Gianluca Atzori
Stadio:
Angelo Massimino
(23.420 posti)
Sito web:
www.calciocatania.it
[1]
Palmarès
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
Il Calcio Catania S.p.A., più semplicemente Catania, è la maggiore società calcistica della città di Catania,
capoluogo dell'omonima provincia della Sicilia. Milita attualmente in Serie A.
Fondata nel 1908 come Associazione Sportiva Pro Patria e assunto il nome attuale nel 1946, la squadra fu promossa
per la prima volta in Serie A nel 1954. Da allora ha disputato 13 campionati italiani di massima serie, ottenendo
come migliore piazzamento l'ottavo posto negli anni 1961, 1964 e 1965.
Disputa le partite interne nello stadio Angelo Massimino di Catania (23.420 posti).
Storia
Dalla Pro Patria alla ACF Catania (1908-1946)
Il Campionato Catanese ed il trionfo
della US Catanese
Nel 1927, Ruggero Albanese, presidente della US Catanese e già giocatore della Pro Patria Catania, ideò ed organizzò un
torneo riservato alle squadre della provincia di Catania. La prima edizione (1927-1928) non fu assegnata. Nel 1928-1929 la
US Catanese vinse tutte le partite e si aggiudicò quindi il Campionato Catanese. Questi i risultati della squadra:
Girone B:
•
•
•
•
•
Catanese 12 punti
Juventus A 8
Savoia 7
Gibel Acireale 6
Etna 5
Calcio Catania
• 167 Legione 0
• Avanguardia 0
Girone finale:
• Catanese - Juventus A 2-0
• Catanese - Avieri Augusta 3-0
• Catanese - Dopolavoro 2-1
La prima squadra di calcio della provincia Provincia di Catania venne fondata nel 1908 da Gaetano Ventimiglia col
nome di Associazione Sportiva per l'Educazione Fisica Pro Patria[1] . Nel 1910 la denominazione sociale cambio in
Unione Sportiva Catanese. Negli anni venti si iniziò con i campionati ufficiali: nel 1920 la Catanese partecipò
all'unica edizione della Coppa Federale Siciliana, nel 1927 al Campionato Catanese (vinto nel 1928-29).
Nel 1929 arrivò la prima iscrizione in Seconda Divisione con il nome di Società Sportiva Catania[2] , poi cambiato
nel 1936 in Associazione Calcio Catania a seguito di una nuova rifondazione[2] . La S.S. Catania, oltre ad essere la
prima società portante il nome della città, fu anche la prima ad indossare i caratteristici colori rosso-azzurri ripresi
dal gonfalone cittadino[2] , e per questi motivi può essere considerata la vera antesignana dell'attuale Calcio Catania.
Fu inoltre la prima formazione a prendere parte ai campionati nazionali, e per essa venne inaugurato nel 1937
l'attuale stadio Angelo Massimino, recante inizialmente il nome di stadio 'Italo Balbo'. La prima partecipazione in
Serie B è del 1934-35 e prima della seconda guerra mondiale saranno altre tre le partecipazioni alla cadetteria.
Calciatori di rilievo di questo periodo furono i campioni del mondo Amedeo Biavati e Attilio Ferraris IV, ed il
bomber Nicolò Nicolosi, autore di ben 59 reti in campionato con la maglia rossazzurra. Con la guerra, nel 1943
l'attività venne sospesa. Nel 1945, al momento della ripresa dei campionati nazionali, venne offerta alla società
l'affiliazione al campionato di Serie B, ma a causa di un debito di poche centinaia di migliaia di lire si arrivò allo
scioglimento. Tuttavia nel neo Catania 1946, oltre al cofondatore Angelo Vasta e agli ex presidenti della S.S. Catania
Vespasiano Trigona, Bartolo Ferreri e Ottavio Teghini, ritroveremo non pochi giocatori del precedente sodalizio
quali Gianni Mineo, Umberto Marcoccio, Nicolò Nicolosi, Nunzio Scuderi, Ivo Tesi, Armando Perrone, Gaspare
Fardella e Carmelo Di Bella, in aggiunta a Giovanni Degni e Ignazio Marcoccio, rispettivamente allenatore e
dirigente delle giovanili della S.S. Catania, a testimonianza della continuità storica tra le due società.
La fondazione del Club Calcio Catania
La prima promozione in A
Lo scioglimento dell'A.C. Catania portò ad un brusco salto all'indietro l'intero calcio catanese, essendosi tornati ai
provinciali derby cittadini tra la Virtus e la Catanese. Dopo il non esaltante risultato ottenuto nel campionato del
1945-1946 cui erano state iscritte (rispettivamente ottava e penultima) i tifosi catanesi richiedettero a gran voce il
ritorno di un'unica compagine che li rappresentasse. Così nel 1946, dalla fusione delle due squadre etnee nacque
un'unica società con il nome di Club Calcio Catania, sotto la presidenza di Santi Manganaro-Passanisi. Dopo tre anni
in Serie C, arrivò la promozione in B al termine del campionato 1948-49. In questa stagione infatti, nonostante la
sconfitta nello spareggio finale contro l'Avellino, un caso di illecito sportivo penalizzò la squadra irpina spalancando
le porte della Serie B alla società rossazzurra. Nel campionato 1952-1953 il Catania sfiorò per la prima volta la
promozione nella massima serie, ma venne sconfitto per 4-1 dal Legnano nel decisivo spareggio disputato a Firenze.
Nel 1953-1954 la squadra venne promossa per la prima volta in Serie A, avendo vinto il campionato grazie anche al
contributo di giocatori come Mario Bassetti, Michele Manenti, Enzo Bearzot (futuro commissario tecnico della
Nazionale) e del portiere Antonio Seveso.
Nel suo primo campionato di A, il Catania, dopo essersi rafforzato con l'arrivo del centrocampista danese Karl Aage
Hansen, ottenne un buon 12° posto, ma a causa di un controverso caso d'illecito sportivo venne retrocesso in Serie B.
Seguirono dei campionati di B interlocutori; di rilievo solo la stagione 1956-57, in cui il Catania sfiorò la
promozione perdendola solo all'ultima giornata a causa di una sconfitta contro il Modena. Finalmente, nel 1959-60,
79
Calcio Catania
arriva il tanto atteso ritorno in A dopo aver conseguito il terzo posto. L'allenatore Carmelo Di Bella conduce alla
promozione una squadra che ha nel duo di centrocampo Alvaro Biagini-Amilcare Ferretti e nella mezzala Adelmo
Prenna i suoi maggiori punti di forza.
Gli anni d'oro
Tra il 1960 e il 1966 il Catania disputò sei stagioni consecutive nella massima serie, ottenendo per tre volte l'ottavo
posto. Nel 1960-1961 il Catania neopromosso chiuse addirittura al terzo posto il girone d'andata e vi rimase fino alla
terza giornata di ritorno, quando batté per 4-3 il → Milan di Giuseppe Viani; il Catania chiuse il suo campionato
all'ottavo posto. La permanenza in Serie A si protrarrà per altre cinque stagioni, nelle quali il Catania si
contaddistingue per alcune vittorie di assoluto prestigio, come quelle sulla Juventus per 2-0 nel 1961-1962 e per 1-0
a Torino l'anno dopo, o quella sull'Inter di Helenio Herrera nel 1960-1961, che fece coniare a Sandro Ciotti la
famosa espressione "Clamoroso al Cibali". In questi "anni d'oro" diversi giocatori fecero le loro fortune e quelle del
Catania. Uno su tutti il portiere Vavassori, che fu scaricato dalla Juventus dopo una infausta sconfitta in amichevole
della Nazionale a Roma contro l'Inghilterra il 24 maggio del 1961. Da citare pure il mediano Amilcare Ferretti, l'ala
Giancarlo Danova, i centrocampisti Horst Szymaniak e Cinesinho e l'attaccante Salvador Calvanese. In questo
periodo si possono vantare anche tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi italo-svizzera negli anni 1960, 1964 (dove
perde la finale contro il → Genoa) e 1966, e due alla Coppa dell'Amicizia italo-francese, nel 1962 e nel 1963. Nel
1965-1966 invece, il Catania, nonostante alcuni exploit come la vittoria sull'→ Inter che la stagione precendente
aveva vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale, arrivò penultimo e tornò in Serie B. La
cessione dovuta a problemi finanziari di due giocatori basilari come Giancarlo Danova e Cinesinho aveva
irrimediabilmente indebolito la squadra.
Gli anni settanta
Dopo quattro stagioni in Serie B, il Catania ottiene nella stagione
1969-1970 il terzo posto e conseguentemente la terza promozione in
Serie A. Il nuovo presidente Massimino portò entusiasmo in città, e
l'arrivo del bomber Aquilino Bonfanti rinforzò l'attacco. L'atto finale
della stagione al termine di una memorabile partita giocata e vinta a
Reggio Calabria con la Reggina per 3-1, davanti ad uno stadio pieno
quasi esclusivamente di supporters catanesi. L'anno dopo, 1970-1971,
la rosa risultò non essere all'altezza da subito e il ritorno in serie B fu
Il Catania 1976-77.
immediato al termine di una stagione sfortunata, culminata con la
morte in un incidente stradale del giovane e promettente terzino
Luciano Limena. La stagione successiva, 1971-1972, con l'arrivo degli attaccanti Fulvio Francesconi e Vito
D'Amato, la squadra sembrava matura per un immediato ritorno in Serie A, ma ben nove giornate di squalifica del
campo per incidenti bloccarono tutti i propositi di immediata rivalsa. Il Catania inizierà allora un lungo periodo di
assenza dalla massima serie, e addirittura al termine della stagione 1973-1974 tornerà in Serie C dopo ben 25 anni.
L'anno successivo il presidente Angelo Massimino tornò al timone, il campionato venne stravinto e la squadra tornò
immediatamente nella serie cadetta. Memorabili rimangono nel cuore dei tifosi rossazzurri le gesta della coppia gol
Ciceri-Spagnolo, del regista Guido Biondi e del portiere Zelico Petrovic. Al termine della stagione 1976-1977
ennesimo capitombolo in C al termine di un campionato perso incredibilmente nelle ultime giornate. Il Catania tenta
l'anno dopo la risalita, ma viene sconfitto 2-1 dalla Nocerina nello spareggio disputato a Catanzaro. Anche nel
1978-1979 si sfiora la promozione, ma decisiva in negativo risulta la sconfitta in trasferta contro il Pisa 2-1 nella
penultima giornata. Gli sforzi del presidentissimo Angelo Massimino vengono finalmente premiati la stagione
successiva: i rossazzurri, capitanati da Lorenzo Barlassina, dominano il campionato e tornano in Serie B.
80
Calcio Catania
81
Gli anni ottanta
I 40.000 dell'Olimpico (1983)
Dopo due interlocutori campionati di serie B, finalmente
nella stagione 1982-1983 il Catania ottiene la sua quarta
promozione in Serie A al termine di una stagione
sofferta. Arrivato terzo in campionato dietro
rispettivamente al → Milan e alla → Lazio, ed appaiato
alla Cremonese ed al Como a quota 45 punti, si dovette
ricorrere agli spareggi per determinare la terza squadra
da promuovere.
Per la prima partita contro il Como le stime parlano di
poco meno di 20.000 catanesi allo stadio Olimpico di
Roma[3] . Per allora (e anche per oggi) quella fu una
delle trasferte più numerose. L'incontro si concluse 1-0,
con rete di Angelo Crialesi. La sfida tra i comaschi e i
cremonesi si concluse invece senza reti.
Il vero grande esodo da Catania arrivò il 25 giugno
1983, in occasione del secondo spareggio, contro la
Cremonese. Se lo ricordano ancora in molti, soprattutto i
giocatori, che, come ha ammesso il portiere-capitano
Roberto Sorrentino, furono così impressionati dal
seguito di pubblico che «ancora quei 40.000
dell'Olimpico me li sogno la notte», in quella che fu una
delle trasferte più numerose nella storia del calcio.[3]
Ennio Mastalli e Aldo Cantarutti, protagonisti nella stagione
Oggi le foto e i filmati dimostrano la qualità del colpo
1982-83.
d'occhio. Al Catania bastava un pareggio per ottenere la
promozione e la partita finì 0-0. Al triplice fischio si
scatenò il putiferio sugli spalti, migliaia di bandiere e sciarpe rossazzurre si alzarono al cielo accompagnate da
fumogeni. Massimino in quel momento si sentì male per l'intensità della gioia.
Delusione e crollo
L'impatto con la Serie A sembra essere discreto: il
Catania ottiene nelle prime quattro giornate due
sconfitte (un 3-1 dall'→ Udinese, dopo essere passato
in vantaggio nella prima frazione di gioco, e un 2-1 in
casa del → Milan, con il decisivo gol nel finale di
Alberigo Evani) e due pareggi (0-0 contro il Torino e
1-1 contro la → Sampdoria di un giovanissimo Roberto
Mancini), alla quinta i rossazzurri si sbloccano e
vincono in casa 2 a 0 contro il Pisa con una doppietta di
Aldo Cantarutti, portandosi così a metà classifica . Sarà
però l'unica vittoria in campionato, infatti arriverranno
in seguito solo otto pareggi e diciassette sconfitte
Una formazione del Catania durante il campionato 1983-84.
Calcio Catania
(pesantissimi il 5-0 a Firenze ed il 6-0 a Milano contro l'→ Inter). A causa di quella infausta stagione, il Catania
detiene il record del minor punteggio in classifica nei campionati a sedici squadre nella massima serie (12 punti
conquistati in trenta giornate). La disfatta del campionato 1983-1984 ebbe ripercussioni negative in tutto l'ambiente.
Iniziarono fortissime contestazioni al presidente Angelo Massimino e da quel momento iniziò un inesorabile declino
che porterà la squadra nuovamente in Serie C1 nel 1987-1988. Dopo alterne vicende, ci vorranno ben 15 anni per
tornare nel calcio che conta.
Gli anni novanta
Il "Caso Catania": declino e risalita
Dopo ben 6 deludenti campionati di Serie C1 ( tra i peggiori della sua storia), nel 1993 il Catania Calcio rischia di
scomparire: viene radiato dalla FIGC per inadempienze finanziarie. La battaglia legale che segue stabilisce che la
società non è fallita ma deve ripartire (in ritardo) dall'Eccellenza Siciliana. Ripescati il primo anno, vittoriosi il
secondo anno nel Campionato Nazionale Dilettanti 1994-1995 dopo un testa a testa con il Milazzo, battuto nel girone
di ritorno in trasferta per 2-1 con le reti di Maurizio Pellegrino e Domenico "Mimmo" Crisafulli. Da rimarcare nel
1996 la scomparsa del presidente Angelo Massimino in un tragico incidente stradale. Il Catania riconquista la Serie
C1 solo al termine della stagione 1998-1999, ancora una volta dopo un altro lungo ed estenuante testa a testa sempre
contro una compagine peloritana, i rivali del Messina. Quella fu una stagione di riscatto per il Catania che riuscì a
realizzare segnature e giocate pregevoli e inusuali per la Serie C, guidato in panchina da Piero Cucchi, e potendo
contare su una buona rosa con l'esplosione di giocatori come Umberto Brutto (nominato in quella stagione
Calciatore di Serie C dell'anno).
I primi anni 2000
Nel 2000-2001 il Catania sfiora la promozione in Serie B. Parte male e alla fine del girone d'andata c'è aria di crisi in
città, ma l'allora presidente Gaucci acquista a gennaio il forte centravanti Alessandro Ambrosi, che con 12 marcature
nel solo girone di ritorno contribuì a una grande rimonta che fece piazzare il Catania terzo in classifica alla fine del
campionato. Vennero così disputati i play-off. Il primo scontro vide i rossazzurri impegnati contro l'Avellino, che al
Partenio riuscì ad imporsi per 1-0, ma nella gara di ritorno giocata in uno stadio infuocato il team guidato da
Vincenzo Guerini sconfisse i campani 2-0 con reti di Davide Cordone e Alessandro Ambrosi. La finale fu però
infausta per il Catania, che giocò contro il Messina un derby che in campionato aveva vinto 4-0 all'andata e 2-0 al
ritorno al Celeste di Messina. Nella finale, infatti, pareggiando all'andata 1-1 (rete per il Catania sempre dell'asso
Ambrosi) e perdendo a Messina per una rete a zero il Catania diede un arrivederci alla promozione in Serie B. Il 17
giugno, proprio in occasione della finale di ritorno, perde la vita il tifoso del Messina Antonino Currò, colpito da un
grosso petardo, del quale non è stato possibile capire la provenienza, poiché fonti volevano che a lanciarlo fossero
stati tifosi del Catania ma altre, che sembravano più fondate, ritenevano che il petardo fosse scoppiato al ragazzo che
tentava di lanciarlo nel settore riservato agli ospiti.
La gestione Gaucci (2002-2004)
Fu l'avvento dei Gaucci a sancire il ritorno in Serie B per i rossazzurri: patron era Luciano, presidente suo figlio
Riccardo. Al secondo anno, il 9 giugno 2002, il Catania conquistò la promozione in B a Taranto, pareggiando contro
la squadra locale la finale di ritorno play-off dopo la vittoria per 1-0 in casa con rete di Michele Fini. La città impazzì
di gioia: finiva così dopo ben 15 anni di purgatorio nelle serie minori quello che può considerarsi come uno dei
periodi più bui della storia del calcio catanese. Nel 2002-2003 la squadra del presidente Riccardo Gaucci vive
un'annata storta: malgrado abbia a disposizione una rosa molto forte (con l'ex nazionale belga Luis Oliveira), i
rossazzurri giocano bene in casa e perdono puntualmente in trasferta (fu soltanto una la vittoria fuori casa quell'anno,
realizzata a Cagliari per 1-2). In panchina si susseguono cambi ed esoneri senza soluzione di continuità: saranno in
cinque a guidare gli etnei nel corso del campionato, la coppia Maurizio Pellegrino - Francesco Graziani, l'ex
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Calcio Catania
"madridista" John Benjamin Toshack, Edoardo Reja e Vincenzo Guerini. Alla fine della stagione, il Catania
retrocede in Serie C1, ma poi viene riammesso in seguito ad una serie di vicissitudini giudiziarie (il secondo Caso
Catania).
Nel 2003-2004 la squadra viene messa in piedi in un solo giorno dal direttore sportivo Guido Angelozzi, con i
giocatori scartati dalla Serie B. Tra questi c'è anche Giuseppe Mascara, reduce da un brutto infortunio, che si rivela
fondamentale. Con Gabriele Matricciani e Stefano Colantuono in panchina e con alcuni buoni giocatori tra i quali
Gennaro Delvecchio e Jaroslav Šedivec, la squadra sfiora la promozione in Serie A e vive un'annata positiva. A tre
giornate dal termine, i Gaucci cedono la società ad Antonino Pulvirenti.
L'avvento di Pulvirenti e il ritorno in Serie A (2004-2006)
I primi passi dell'asse Pulvirenti-Lo Monaco
L'imprenditore catanese promette da subito la massima serie in tre
anni. Alla prima stagione, nel 2004-2005, l'amministratore
delegato Pietro Lo Monaco deve praticamente rifondare la società
ed il gruppo. Dall'Acireale arrivano in blocco Maurizio Anastasi,
Massimo Lo Monaco, Ciro Polito, Orazio Russo ed Andrea
Suriano e l'allenatore Costantini. Poi vengono presi alcuni
giocatori di rilievo per la categoria, su tutti Armando Pantanelli,
Marco Ferrante e Davor Vugrinec. Nonostante i grandi nomi la
squadra arranca, e dopo la sconfitta casalinga con il Bari, il tecnico
Costantini viene sostituito con l'esperto Nedo Sonetti. A gennaio
alcuni "senatori" vengono ceduti e la squadra viene rinforzata con
alcuni prestiti (Jeda, Matteo Serafini, César) e il centrocampista
brasiliano Fernando Menegazzo. Il Catania riesce a scalare diverse
posizioni nel girone di ritorno e cerca di salvare la stagione
tentando un aggancio alla zona play-off (che sarebbe valsa
Giuseppe Mascara.
automaticamente promozione in A a causa dei fallimenti del
Perugia e del Torino), ma una brutta sconfitta interna con l'Empoli,
alla 38esima giornata per 1-3, spegne ogni illusione rimasta. Il Catania chiude il campionato all'undicesimo posto, in
compagnia di → Bari ed AlbinoLeffe.
Il ritorno in A dopo 23 anni
Nell'estate 2005 la svolta: viene ingaggiato il tecnico Pasquale Marino, ritorna Mascara, vengono acquistati Gionatha
Spinesi, Umberto Del Core, Roberto De Zerbi, Davide Baiocco e alcuni altri giocatori fondamentali che si
inseriscono nel gruppo dei reduci del campionato precedente (tra cui Armando Pantanelli, Paolo Bianco, Cristian
Silvestri, Fabio Caserta e Orazio Russo). L'inizio della stagione però è decisamente altalenante, con buone vittorie
(su tutte quella contro l'→ Atalanta, liquidata con un roboante 4-1) alternate a prestazioni mediocri. Ma dalla
quindicesima giornata il Catania cambia registro, inanellando ben sei vittorie di fila rispettivamente contro Rimini,
Cremonese, Verona, Modena, Pescara e Catanzaro, serie interrotta solo dal pareggio in casa dell'AlbinoLeffe.
Durante il girone di ritorno il Catania riacciuffa il Mantova e lo supera anche al Massimino per 3 a 0, quando il
Catania era già primo in Serie B e vi rimase per 5 giornate di fila a partire dalla sesta giornata di ritorno. Così la
promozione in A sembra ormai facilmente raggiungile, ma il Torino opera una prodigiosa rimonta e si porta a soli
due punti dagli etnei alla trentanovesima giornata. Il Catania però non molla, batte in casa Pescara e Catanzaro (sul
neutro di Lecce, di fronte a 11.000 sostenitori rossazzurri), rispettivamente per 3-0 e 3-1, ed il 28 maggio 2006 torna
dopo un'assenza di oltre 22 anni in Serie A grazie al successo per 2-1 sull'AlbinoLeffe (Gionatha Spinesi ed Umberto
Del Core siglano le reti rossazzurre), pervenuta tra le mura amiche davanti a un numero incredibile di sostenitori
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Calcio Catania
(entrarono più di 40.000 tifosi allo stadio Angelo Massimino quel giorno). Migliaia di catanesi festeggiano nelle
piazze e nelle strade della città e della provincia l'approdo del Calcio Catania nella massima serie.
Gli anni in Serie A (2006-oggi)
L'anno degli scontri e la salvezza a "porte chiuse"
Dopo la promozione in Serie A, l'Amministratore Delegato Pietro Lo
Monaco rinforzò la squadra, ingaggiando gli italiani Stovini, Colucci e
Corona, i sudamericani Izco e Vargas, il giapponese Takayuki Morimoto
e il ghanese Edusei, ma fu anche costretto a cedere il numero 10 Roberto
De Zerbi al Napoli. La stagione 2006-07 inizia nel migliore dei modi
escludendo il 7-0 con la Roma: il Catania vince molte partite e riesce a
chiudere il girone di andata con 29 punti, al quarto posto. Vista la più che
ottima posizione, la società decide di non rinforzare la rosa, comprando
Giuseppe Mascara e Gionatha Spinesi sul
solo l'allora semisconosciuto Marco Biagianti dalla Pro Vasto, allora
pallone per il fischio d'inizio di
militante in Serie C2. Alla terza giornata di ritorno, il 2 febbraio, il
Catania-Atalanta 0-0, 17 settembre 2006.
Catania affronta il Palermo e, alla fine della partita, all'esterno dello
stadio iniziano degli scontri tra alcune persone a volto coperto e la polizia, che causano la morte dell'ispettore di
polizia Filippo Raciti. A seguito di tali scontri, dopo una breve sospensione del campionato, il Calcio Catania viene
punito con l'obbligo di giocare le partite casalinghe a porte chiuse ed in campo neutro. Inizia un periodo nero per la
squadra che la porta, all'ultima giornata, ad avere totalizzato solo 9 punti in tutto il girone di ritorno. L'ultima
giornata, il 27 maggio sul campo neutro di Bologna, il Catania affronta il → Chievo in uno scontro diretto e,
vincendo per 2-0, condanna i clivensi alla retrocessione in Serie B (le reti sono siglate da Fausto Rossini e Mauro
Minelli) e conquista la salvezza, a 42 anni di distanza dall'ultima. Al termine della stagione il tecnico Marino lascia
la panchina del Catania per andare ad allenare l'→ Udinese: prende il suo posto Silvio Baldini.
La semifinale di Coppa Italia e l'esordio di Zenga
Nell'estate 2007 la società decide di rivoluzionare la rosa. Al posto del deludente portiere Pantanelli viene acquistato
l'ex Real Madrid Albano Bizzarri, al quale però sul campo verrà preferito il secondo portiere Ciro Polito. In difesa, al
posto di Falsini, viene acquistato l'esperto Christian Terlizzi, mentre in attacco Corona viene sostituito dall'uruguagio
Jorge Martinez. Ma il vero buco da colmare è a centrocampo, quando la bandiera Fabio Caserta si accasa ai rivali del
→ Palermo, passando nel cuore dei tifosi catanesi da eroe a traditore. Al suo posto il Catania compra Giacomo
Tedesco e Cristian Llama, che però non avranno la fiducia di Baldini. Nella stagione 2007-08, il girone d'andata si
svolge discretamente bene per i rossazzurri, che chiudono all'undicesimo posto con 22 punti, +6 dalla zona
retrocessione; contemporaneamente, eliminando Triestina, Milan ed Udinese, il Catania conquista la sua prima
semifinale di Coppa Italia. Nel mercato di Gennaio, il Catania compra altri due difensori, Matías Silvestre e Pablo
Alvarez. Tuttavia, nel girone di ritorno, la squadra subisce un forte calo di rendimento, con una serie di sconfitte in
trasferta e la difficoltà a fare punti anche nelle gare casalinghe. Il 1º aprile, dopo la sconfitta in casa con il Torino,
diretta concorrente per la salvezza, Baldini lascia la panchina catanese, d'accordo con la dirigenza; a prendere il suo
posto è Walter Zenga, che cambia completamente il tipo di gioco del Catania, dando fiducia a Tedesco e Bizzarri ai
danni di Edusei e Polito, e sposta Vargas da terzino a centrocampista esterno. Il tecnico esordisce nel migliore dei
modi con un secco 3-0 contro il → Napoli, ma si salva solo all'ultima giornata pareggiando in casa contro la →
Roma, nel doppio confronto a distanza scudetto-retrocessione → Parma-→ Inter, con lo scudetto vinto da questi
ultimi e la retrocessione dei parmigiani.
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Calcio Catania
Il record di punti in Serie A
Nel 2008-2009 viene riconfermato Walter Zenga. La società si fa notare molto nel mercato estivo poiché acquista,
sfruttando la plusvalenza di Vargas, il mediano Ezequiel Carboni dal Red Bull Salzburg, l'interno destro Pablo
Ledesma (che con il Boca Juniors ha vinto 1 campionato argentino, 2 Coppe Libertadores, 1 Coppa Sudamericana e
1 Coppa Intercontinentale) e il trequartista rumeno Nicolae Dica, nominato nel 2005-2006 terzo miglior giocatore
della Champions League dietro a giocatori del calibro di Kakà e Cristiano Ronaldo.[4] Inoltre il Catania prende in
prestito secco l'Under 21 Michele Paolucci, mentre dall'Argentina ritorna dal prestito Ezequiel Llama. Grazie a
questi acquisti sudamericani il Catania diventa la squadra con più argentini in rosa (ben 7), scavalcando l'Inter, fermo
a 6. La nuova stagione inizia molto bene, arrivando addirittura a toccare il primo posto in classifica per qualche ora
alla 7° giornata, con 14 punti. I risultati arrivano quasi sempre in casa, al Massimino, e non mancano risultati di
prestigio, ad esempio nel derby siciliano contro il → Palermo (2-0) e contro la → Roma (3-2); rilevante anche la
vittoria conquistata contro il Torino alla 12° giornata per 3-2, che rappresenta la centesima vittoria del Catania in
Serie A[5] . Fuori casa invece, continuano le difficoltà già intraviste la scorsa stagione, tanto che alla fine del girone
d'andata il Catania riesce a collezionare solamente 3 punti in trasferta. Tuttavia grazie ai 22 punti raccolti in casa, il
Catania al giro di boa si trova all'undicesimo posto a 25 punti, +10 dalla zona retrocessione. Nel mercato di gennaio
si interviene nelle fascie difensive, considerate da tifosi ed opinionisti il punto debole dei rossoazzurri. Così vengono
ceduti Sardo e Sabato e arrivano in prestito con diritto di riscatto Ciro Capuano dal Palermo e l'ex under 21
Alessandro Potenza dal Genoa (in comproprietà). Nel girone di ritorno, dopo aver inizialmente attraversato il
momento peggiore del campionato (2 punti in 6 partite tra gennaio e febbraio ed eliminazione in Coppa Italia ad
opera della → Juventus), il Catania si allontana definitivamente dalla zona retrocessione con due vittorie consecutive
contro Reggina e → Palermo, con quest'ultima che, conseguita al Barbera di Palermo con il risultato storico di 0-4,
permise al Catania di ritrovare la vittoria in trasferta dopo 33 turni e stabilire il record di gol di scarto realizzati in
una partita fuori casa[6] . A questi numeri si aggiunge il capolavoro di Mascara, che con un pallonetto scagliato da
centrocampo realizza uno dei gol più belli della stagione 2008-2009 ed entra di diritto nel ristretto novero di
calciatori che sono riusciti in questo capolavoro balistico[6] . La salvezza matematica arriva alla 35° giornata con tre
turni d'anticipo, nonostante la sconfitta casalinga contro la → Fiorentina[7] . La domenica successiva, battendo il →
Napoli in casa, il Catania festeggia un altro record, quello dei punti conquistati in Serie A (43) da quando la vittoria è
premiata con tre punti, superando il precedente record di 41 punti della stagione 2006-2007[8] . A termine di questa
gara il tecnico Walter Zenga annuncia l'addio alla società[9] ; al suo posto viene ingaggiato Gianluca Atzori[10] .
La stagione è da ricordare anche per la convocazione in Nazionale di Giuseppe Mascara e Marco Biagianti. Il
commissario tecnico Marcello Lippi li ha chiamati per l'amichevole contro la Nazionale nordirlandese del 6 giugno
2009[11] . Mascara ha esordito dal primo minuto nel tridente con Rossi e Pazzini ed è uscito alla fine del primo
tempo; Biagianti è rimasto in panchina[12] .
Da segnalare inoltre gli esordi dei giovani della primavera Vito Falconieri, Andrea D'Amico e soprattutto di Fabio
Sciacca, convocato successivamente dall'Italia Under-20 per i XVI Giochi del Mediterraneo[13] . L'intento da parte
della società di investire sul settore giovanile dipende anche dall'avvio dei lavori di costruzione di un Centro
Sportivo di prim'ordine[14] .
Il quarto anno in Serie A
La stagione 2009-2010 comincia con tre amichevoli contro Beşiktaş (1-1)[15] , Ceahlăul Piatra Neamţ (6-1)[16] e FC
Utrecht (0-0)[17] .
La società investe sul mercato circa 10 milioni di €. Dall'Argentina arrivano il portiere della Nazionale argentina
Mariano Andujar[18] , vincitore della Copa Libertadores 2009 con l'Estudiantes de La Plata; Nicolás Spolli, difensore
del Newell's Old Boys[19] , e Pablo Barrientos, fantasista del San Lorenzo di proprietà del FK Mosca[20] . Dal
mercato italiano invece arrivano Giuseppe Bellusci dall'Ascoli, difensore di prospettiva;[21] Błażej Augustyn,
difensore polacco di proprietà del Legia Varsavia in prestito al Rimini;[22] Gennaro Delvecchio, che dalla Sampdoria
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Calcio Catania
ritorna a Catania dopo 5 anni;[23] il centrocampista Federico Moretti[24] e il portiere Andrea Campagnolo[25] ,
entrambi a parametro zero. Sul fronte cessioni sono da registrare gli addii alle bandiere Davide Baiocco, Gionatha
Spinesi, Cristian Silvestri e Lorenzo Stovini, oltre a quello di Albano Bizzarri. Inoltre la società trova l'accordo con il
Genoa per il rinnovo della comproprietà di Alessandro Potenza[26] e riscatta interamente il cartellino di Ciro
Capuano dal Palermo[27] .
Il 2 agosto 2009 il Catania affronta in casa il → Cagliari e la Fiorentina in Dahlia Cup, riuscendo a vincere il primo
trofeo organizzato dall'emittente Dahlia TV.[28]
L'ultimo giorno di mercato il Catania piazza gli ultimi due colpi, acquistando Simone Pesce dall'Ascoli[29] e
Giovanni Marchese dal ChievoVerona[30] . Nell'operazione Marchese, rientrerà al Chievo Gennaro Sardo, ceduto
nuovamente in prestito con diritto di riscatto[30] .
Il Catania in Europa
Il Catania ha all'attivo tre partecipazioni alla Coppa delle Alpi (1960-1964-1966). Nella prima edizione in assoluto,
nel 1960, il torneo era strutturato in due turni in cui le squadre italiane affrontavano quelle svizzere in partite di
andata e ritorno; la vittoria non andava ad una singola squadra, bensì alla lega nazionale che otteneva più punti. In
quell'occasione il Catania fu l'unica squadra a vincere sia la partita di andata sia quella di ritorno contro il Friburgo
(2-0 in Svizzera, 7-2 al Cibali). Nel 1964 la formula cambiò e la vittoria non spettava più alla nazione ma al club, e
inoltre ai club italiani e svizzeri furono aggiunti anche quelli francesi. Il Catania in quell'occasione riuscì ad arrivare
fino alla finale, per poi farsi battere 2-0 dal → Genoa. L'ultima partecipazione risale al 1966, dove la formula cambiò
di nuovo: questa volta le squadre si trovarono in un solo girone e la vincitrice sarebbe stata la prima classificata. Il
Catania concluse al sesto posto con 3 punti, frutto della vittoria contro il Basilea (1-0) e il pareggio contro il Servette
(0-0).
Sempre negli anni sessanta vi furono anche due partecipazioni alla Coppa dell'Amicizia: la prima alla Coppa
dell'Amicizia italo-franco-svizzera 1962 quando, dopo aver superato gli ottavi di finale ai danni del Montpellier,
venne eliminato ai quarti dal Lens futuro campione; la seconda alla Coppa dell'Amicizia italo-francese 1963,
venendo eliminato ai quarti di finale dal Lione.
Inoltre prese parte all'edizione 1970-71 della Coppa Mitropa, uscendo agli ottavi di finali contro gli jugoslavi del NK
Čelik Zenica, futuri vincitori del torneo.
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Calcio Catania
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Cronistoria
Cronistoria del Calcio Catania
1908: Fondazione dell’Associazione Sportiva Pro Patria.
1971-72: 8° in Serie B.
1910: Ridenominazione sociale in Unione Sportiva Catanese.
1972-73: 5° in Serie B.
1920: 4° nella Coppa Federale Siciliana, eliminata dal Messinese.
1973-74: 20° in Serie B, retrocesso in Serie C.
1924-25: Partecipa al campionato di Seconda Divisione girone A. Ignoto il 1974-75: 1° in Serie C girone C, promosso in
piazamento finale.
Serie B.
1927-28: 3° nel girone B del Campionato Catanese, successivamente
annullato.
1975-76: 17° in Serie B.
1928-29: 1° nel Campionato Catanese
1977-78: 2° in Serie C girone C dopo aver perso lo
spareggio contro la Nocerina.
1929-30: Fondazione della Società Sportiva Catania, 9° in Seconda
Divisione Sud girone A, promosso d'ufficio in Prima Divisione per
ristrutturazione dei campionati.
1930-31: 6° in Prima Divisione Sud girone E.
1931-32: 6° in Prima Divisione girone F.
1932-33: 4° in Prima Divisione girone I.
1933-34: 1° in Prima Divisione girone H, promosso in serie B dopo aver
vinto il girone finale D.
1934-35: 4° in Serie B girone A.
1935-36: 8° in Serie B.
1936: Ridenominazione sociale in Associazione Calcio Fascista Catania.
1936-37: 13° in Serie B, retrocesso in Serie C dopo aver perso lo
spareggio contro il Venezia.
1937-38: 4° in serie C girone E.
1938-39: 1° in serie C girone H, promosso in Serie B dopo aver vinto il
girone finale B.
1939-40: 18° in Serie B, retrocessa in Serie C.
1940-41: 6° in Serie C girone H.
1941-42: 6° in Serie C girone H.
1976-77: 19° in Serie B, retrocesso in Serie C.
1978-79: 3° in Serie C1 girone B.
1979-80: 1° in Serie C1 girone B, promosso in
Serie B.
1980-81: 13° in Serie B.
1981-82: 9° in Serie B.
1982-83: 3° in Serie B dopo aver vinto gli spareggi
contro il Como e la Cremonese, promosso in
Serie A.
1983-84: 16° in Serie A, retrocesso in Serie B.
1984-85: 14° in Serie B.
1985-86: 13° in Serie B.
1986-87: 19° in Serie B, retrocesso in Serie C.
1987-88: 15° in Serie C1 girone B dopo aver vinto
lo spareggio con la Nocerina.
1988-89: 10° in Serie C1 girone B.
1989-1990: 6° in Serie C1 girone B.
1990-1991: 11° in Serie C1 girone B.
1991-92: 6° in Serie C1 girone B.
Calcio Catania
1942-43: 1° in Serie C girone N, escluso dalla fase finale per l'invasione
americana della Sicilia.
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1943/45: Inattiva causa conflitto in corso.
1992-93: 8° in Serie C1 girone B, radiato per
inadempienze con la Covisoc e con la Lega
Professionisti.
1946: Fusione tra Virtus e Catanese. Fondazione del Club Calcio Catania
che viene ammesso alla Serie C.
1993: Riammesso in Eccellenza dopo una
controversa battaglia legale che giudica
inammissibile la radiazione.
1946-47: 6° in Serie C Sud girone H.
1947-48: 1° in Serie C Sud girone T.
1948-49: 1° in Serie C Sud girone D, promosso in Serie B.
1949-50: 12° in Serie B.
1950-51: 7° in Serie B.
1951-52: 4° in Serie B.
1952-53: 3° in Serie B dopo aver perso lo spareggio contro il Legnano.
1953-54: 1° in Serie B, promosso in Serie A.
1993-94: 4° nell'Eccellenza siciliana girone A,
ripescato in C.N.D..
1994-95: 1° nel C.N.D. girone I, promosso in
Serie C2.
1995-96: 8° in Serie C2 girone C.
1996-97: 4° in Serie C2 girone C, eliminato ai
play-off dalla Turris.
1997-98: 10° in Serie C2 girone C.
1954-55: 12° in Serie A, retrocesso per delibera della Lega Nazionale.
1998-99: 1° in Serie C2 girone C, promosso in
Serie C1.
1955-56: 5° in Serie B.
1999-00: 7° in Serie C1 girone B.
1956-57: 4° in Serie B.
2000-01: 3° in Serie C1 girone B, perde la finale
dei pla-yoff contro il Messina.
1957-58: 13° in Serie B.
1959-60: 3° in Serie B, promosso in Serie A.
2001-02: 3° in Serie C1 girone B, promosso in
Serie B dopo i play-yoff.
1960-61: 8° in Serie A.
2002-03: 17° in Serie B.
1961-62: 11° in Serie A.
2003-04: 9° in Serie B.
1962-63: 14° in Serie A.
2004-05: 12° in Serie B per effetto della condanna
sportiva del Genoa.
1958-59: 16° in Serie B.
1963-64: 8° in Serie A. Finalista in Coppa delle Alpi.
1964-65: 8° in Serie A.
1965-66: 17° in Serie A, retrocesso in Serie B.
1966-67: 4° in Serie B.
2005-06: 2° in Serie B, promosso in Serie A.
2006-07: 13° in Serie A.
2007-08: 17° in Serie A. Semifinalista in Coppa
Italia.
2008-09: 15° in Serie A.
1967-68: 10° in Serie B.
1968-69: 15° in Serie B.
1969-70: 3° in Serie B, promosso in Serie A.
1970-71: 16° in Serie A, retrocesso in Serie B.
Colori e simboli
I colori della squadra sono "il rosso fuoco dell'Etna e l'azzurro del cielo", così come recitava lo statuto fondativo del
Calcio Catania. Questi due colori erano già stati adottati per la prima volta dalla Società Sportiva Catania fondata nel
1929, i quali erano stati imposti dalle autorità cittadine del tempo modulandoli da quelli del gonfalone cittadino. La
maglia è abitualmente a bande verticali rossazzurre, ma nel corso della propria storia il Catania ha usato spesso
maglie di diverso tipo. Come ad esempio quella rossa a tinta unita, usata negli anni quaranta e cinquanta, e quelle
azzurra a tina unita con bordi rossi, nei settanta e gli ottanta, queste ultime intervallate da una maglia azzurro scuro
con banda trasversale rossa usata nei campionati 1959-1960 e 1960-1961 e da una bianca usata nel 1964-1965. Negli
ultimi anni l'attuale società del presidente Pulvirenti ha ripreso, da accompagnare al rosso, l'originale tonalità
dell'azzurro, che non poche volte nei decenni precedenti era stato simile al blu.
Calcio Catania
89
Stadio
Il Catania nel corso della sua storia ha giocato le sue partite in casa in due stadi diversi. In realtà nei primissimi anni
venti alcune formazioni dilettantistiche locali si confrontavano nel piazzale del Giardino Bellini, ed in seguito nel
campo del dopolavoro ferroviario del quartiere Acquicella. Ma dal 1930, anno della riforma dei campionati, poiché il
regolamento prevedeva che ogni squadra giocasse in uno stadio con relative tribune e posti a sedere, e in attesa della
costruzione del nuovo Cibali, il Catania giocò nell'impianto situato in piazza Esposizione, un campo
semi-dilettantistico con una portata massima di 5.000 spettatori, ubicato nell'attuale piazza Giovanni Verga. Su un
totale di 104 partite ufficiali disputate nel campo Esposizione, furono ben 84 le vittorie del Catania, a testimonianza
della fama di catino quasi inespugnabile. Nel 1937 il Catania poté finalmente giocare in uno stadio adeguato, con un
capienza di oltre 20.000 spettatori, chiamato Cibali a causa della sua collocazione nel quartiere omonimo. Negli anni
sessanta, quelli d'oro del Catania, il Cibali poteva ospitare addirittura 40.000 persone, ma nel corso degli anni, alcune
modifiche per modernizzare l'impianto, come il rifacimento della Curva Sud, fecero sì che la capienza massima si
riducesse progressivamente, fino ai 23.420 spettatori di oggi. Nel 2002 lo stadio è stato ribattezzato Angelo
Massimino in nome del presidente più importante del Calcio Catania, morto nel 1996 in un incidente stradale. Nel
2003 l'architetto Angelo Spampinato ha presentato il progetto di un nuovo stadio chiamato Stadio dei Palici, con
33.765 posti a sedere, ma né il comune né la società hanno voluto finanziarne la costruzione. Tuttavia il progetto non
è stato mai accantonato, e ancora oggi rimane in attesa di un finanziatore.
Organigramma societario
Area direttiva
Area organizzativa
Area tecnica
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Presidente: Antonino Pulvirenti
Presidente onorario: Ignazio Marcoccio
Vice Presidente: Angelo Vitaliti
Amministratore delegato: Pietro Lo
Monaco
Amministratore:
Direttore Generale:
Segretario generale: Claudio Cammarata
Team manager: Maurizio Patti
Area comunicazione
•
•
Responsabile area comunicazione: Giuseppe
Franchina
Ufficio Stampa: Ramona Morelli
Area marketing
•
Ufficio marketing: Maurizio Ciancio
Area sanitaria
•
•
•
•
Rosa 2009-2010
Direttore sportivo: Giuseppe Bonanno
Allenatore: Gianluca Atzori
Allenatore in seconda: Giuseppe Irrera
Collaboratore tecnico: Gianni Vio
Preparatore atletico: Alberto Bartali
Preparatore dei portieri: Marco Onorati
Responsabile sanitario:
Medici sociali: Alfio Scudero, Francesco
Riso
Fisioterapista: Salvatore Runza
Massaggiatori: Salvatore Libra, Carmelo
Cotroneo
Calcio Catania
90
N.
Ruolo
1
P
Tomáš Košický
2
D
Alessandro Potenza
3
D
Nicolás Spolli
4
C
Gennaro Delvecchio
5
C
Ezequiel Carboni
6
D
Matías Silvestre
7
A
Giuseppe Mascara
(capitano)
8
C
Pablo Ledesma
9
A
Gianvito Plasmati
10
C
Pablo Barrientos
12
D
Giovanni Marchese
13
C
Mariano Julio Izco
14
D
Giuseppe Bellusci
Giocatore
N.
Ruolo
Giocatore
15
A
Takayuki Morimoto
16
C
Cristian Llama
17
C
Federico Moretti
18
D
Błażej Augustyn
19
C
Adrián Ricchiuti
21
P
Mariano Andujar
22
D
Pablo Sebastián Álvarez
23
D
Christian Terlizzi
24
C
Simone Pesce
25
A
Jorge Martínez
26
C
Fabio Sciacca
27
C
Marco Biagianti
30
P
Andrea Campagnolo
33
D
Ciro Capuano
Calcio Catania
91
Record
I record del Calcio Catania - Squadra
• Più punti in campionato di Serie A - 43 punti (2008-09)
• Più punti in campionato di Serie B - 78 punti (2005-06)
• Vittoria con più goal di scarto in Serie A e vittoria casalinga con più goal di scarto in Serie A – 5-0 (contro
la → Udinese il 3 ottobre 1954)
• Vittoria in trasferta con più goal di scarto in Serie A – 0-4 (contro il → Palermo l'1 marzo 2009)
• Sconfitta con più goal di scarto in Serie A e sconfitta in trasferta con più goal di scarto in Serie A – 0-7
(contro la → Roma il 19 novembre 1964)
• Sconfitta casalinga con più goal di scarto in Serie A – 1-5 (contro la → Juventus il 25 novembre 1962 e contro
la → Sampdoria il 23 febbraio 1964)
• Più gol fatti in Serie A - 46 (1964-65 e 2006-07)
• Meno gol subiti in Serie A - 39 (1970-71)
• Meno gol fatti in Serie A - 14 (1983-84)
• Più gol subiti in Serie A - 68 (2006-07)
I record del Calcio Catania - Giocatori
•
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•
•
•
Più gol in campionato – 50, Giuseppe Mascara (2003-2004) e dal (2005-oggi)
Più gol in Serie A – 29, Adelmo Prenna (1960-1964)
Più gol in una stagione – 23, Gionatha Spinesi (2005-2006)
Più presenze in campionato – 281, Damiano Morra (1975-1984)
Più presenze in Serie A – 150, Giuseppe Vavassori (1961-1966)
Giocatori celebri
Giocatori tesserati convocati in Nazionale
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•
Giuseppe Mascara e Marco Biagianti in Nazionale A;[31]
Bruno Petroni, Ennio Mastalli ed Aldo Cantarutti in Nazionale B;
Pietro Baisi, Mario Fara, Guido Biondi e Renzo Fantazzi in Nazionale Olimpica;
Fabio Gatti[32] , Michele Paolucci[33] , Marco Onorati[34] e Giuseppe Bellusci[35] in Nazionale Under 21;
Luigi Della Rocca[36] , Graziano Pellè[37] e Fabio Sciacca[38] in Nazionale Under-20;
Simone Iannelli[39] in Nazionale Under-19.
Calcio Catania
92
Giocatori tesserati convocati in Nazionali estere
•
•
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•
•
Mariano Andújar[40] e Pablo Ledesma[41] nella Nazionale argentina;
Horst Szymaniak[42] nella Nazionale tedesca;
Takayuki Morimoto nelle Nazionali giapponesi Under-23[43] e A[44] ;
Jehad Muntasser[45] nella Nazionale libica;
Ilčo Naumoski[46] nella Nazionale macedone;
Jamal Alioui[47] nella Nazionale marocchina;
Juan Manuel Vargas[48] nella Nazionale peruviana;
Nicolae Dică[49] nella Nazionale rumena;
Jorge Martínez[50] nella Nazionale uruguagia;
Tomáš Košický nella Nazionale Under-21 slovacca
Allenatori e dirigenti celebri
I presidenti del Calcio Catania
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•
1946-1948 - Santi Passanisi Manganaro
1948-1951 - Lorenzo Fazio
1951-1954 - Arturo Michisanti
1954-1956 - Giuseppe Rizzo
1956-1959 - Agatino Pesce e Michele Giuffrida
1959-1969 - Ignazio Marcoccio
1969-1973 - Angelo Massimino
1973-1974 - Salvatore Coco
1974-1987 - Angelo Massimino
1987-1991 - Angelo Attaguile
1991-1992 - Salvatore Massimino
1992-1996 - Angelo Massimino
1996-2000 - Grazia Codiglione
2000-2004 - Riccardo Gaucci
2004-oggi - Antonino Pulvirenti
L'allenatore più importante della storia etnea è Carmelo Di Bella, che ha allenato il Catania per 11 stagioni,
conquistando una promozione in Serie A nella stagione 1959-1960 e mantenendo la categoria per 5 campionati. Egli
è strettamente legato a Ignazio Marcoccio, commissario straordinario che, con la collaborazione di Michele Giuffrida
e Silvestro Stazzone, condusse il Catania in quello che fu il suo periodo d'oro. Tra gli altri allenatori del passato
meritano una menzione speciale anche Guido Mazzetti ed Egizio Rubino, più volte al timone della squadra
rossazzurra. Gli allenatori di maggior rilievo degli ultimi anni sono invece Pasquale Marino e Walter Zenga: il primo
per aver riportato la squadra in serie A offrendo un bel gioco, il secondo per aver ottenuto una difficile salvezza nella
stagione 2007-2008, continuando la sua opera con un buon campionato nella stagione 2008-2009.
Tra i massimi dirigenti Angelo Massimino (il Presidentissimo), è stato il presidente più amato ed odiato. Ha diretto i
rossazzurri per 22 stagioni, ottenendo 6 promozioni (due in Serie A) e vincendo la sua battaglia contro il tentativo di
radiazione della società. Ha dedicato la sua vita al Catania morendo in un incidente d'auto, nell'ennesimo viaggio a
Palermo per perorare la causa della sua amata squadra. In sua memoria lo Stadio Cibali è stato ribattezzato Stadio
Angelo Massimino, ed ogni anno ha luogo uno speciale trofeo che porta il suo nome. Gli attuali dirigenti degli etnei,
Calcio Catania
93
il presidente Antonino Pulvirenti e l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco, riportano in Serie A il Catania dopo
23 anni e conseguono tre salvezze consecutive, impresa riuscita solo a Ignazio Marcoccio, gettando le basi per
restare in serie A ancora per molti anni.
Allenatori
•
1929-30 - Giorgio Armari.
•
1976-77 - Carmelo Di Bella, Luigi Valsecchi.
•
1930-31 - Antal Mally.
•
1977-78 - Carlo Matteucci, Guido Mazzetti.
•
1931-32 - Walter Joackim, Nicola Papa.
•
1978-79 - Adelmo Capelli.
•
1932-33 - Lajos Czeizler.
•
1979-80 - Gennaro Rambone, Lino De Petrillo.
•
1933-34 - Geza Kertesz.
•
1980-81 - Lino De Petrillo, Guido Mazzetti.
•
1934-35 - Geza Kertesz.
•
1981-82 - Giorgio Michelotti, Salvatore Bianchetti, Guido Mazzetti.
•
1935-36 - Geza Kertesz.
•
1982-83 - Gianni Di Marzio.
•
1936-37 - Piero Colombati.
•
1983-84 - Gianni Di Marzio, Giovan Battista Fabbri.
•
1937-38 - Giovanni Degni.
•
1984-85 - Antonio Renna.
•
1938-39 - Giovanni Degni
•
1985-86 - Gennaro Rambone, Salvo Bianchetti, Antonio Colomban.
•
1939-40 - István Mészáros, György Orth.
•
1986-87 - Gennaro Rambone, Bruno Pace.
•
1940-41 - Ernst Guszik.
•
1987-88 - Osvaldo Jaconi, Pietro Santin, Bruno Pace.
•
1941-42 - Geza Kertesz.
•
1988-89 - Bruno Pace, Carmelo Russo.
•
1942-43 - Berardo Frisoni.
•
1989-90 - Carmelo Russo, Angelo Benedicto Sormani.
•
1946-47 - Lorenzo Bergia, Cesare Goffi.
•
1990-91 - Angelo Benedicto Sormani.
•
1947-48 - Achille Piccini, Nicolò Nicolosi.
•
1991-92 - Giuseppe Caramanno, Franco Vannini.
•
1948-49 - Giovanni Degni, József Bánás.
•
1992-93 - Salvatore Bianchetti.
•
1949-50 - Mario Magnozzi, Stanislao Klein.
•
1993-94 - Franco Indelicato, Lorenzo Barlassina.
•
1950-51 - Lajos Politzer (Direttore Tecnico) e Nereo
Marini.
•
1994-95 - Pier Giuseppe Mosti, Angelo Busetta.
•
1951-52 - Nereo Marini, Rodolfo Brondi, Fioravante
Baldi.
•
1995-96 - Lamberto Leonardi, Aldo Cerantola, Mario Russo.
•
1952-53 - Giulio Cappelli (Direttore Tecnico),
Fioravante Baldi.
•
1996-97 - Angelo Busetta, Giovanni Mei.
•
1953-54 - Piero Andreoli.
•
1997-98 - Giovanni Mei, Franco Gagliardi.
•
1954-55 - Piero Andreoli.
•
1998-99 - Piero Cucchi.
•
1955-56 - Piero Andreoli, Gipo Poggi
•
1999-00 - Gianni Simonelli.
•
1956-57 - Gipo Poggi.
•
2000-01 - Ivo Iaconi, Vincenzo Guerini.
•
1957-58 - Gipo Poggi, Riccardo Carapellese, Nicolò
Nicolosi, Francesco Capocasale.
•
2001-02 - Aldo Ammazzalorso, Pietro Vierchowod, Francesco
Graziani e Maurizio Pellegrino.
•
1958-59 - Felice Borel, Blagoje Marianovic, Carmelo
Di Bella.
•
2002-03 - Osvaldo Jaconi, Maurizio Pellegrino, John Benjamin
Toshack, Edoardo Reja, Vincenzo Guerini.
•
1959-60 - Carmelo Di Bella.
•
2003-04 - Gabriele Matricciani, Stefano Colantuono.
•
1960-61 - Carmelo Di Bella.
•
2004-05 - Maurizio Costantini, Nedo Sonetti.
•
1961-62 - Carmelo Di Bella.
•
2005-06 - Pasquale Marino.
•
1962-63 - Carmelo Di Bella.
•
2006-07 - Pasquale Marino.
•
1963-64 - Carmelo Di Bella.
•
2007-08 - Silvio Baldini, Walter Zenga.
•
1964-65 - Carmelo Di Bella.
•
2008-09 - Walter Zenga.
•
1965-66 - Carmelo Di Bella, Luigi Valsecchi.
•
2009- - Gianluca Atzori.
•
1966-67 - Dino Ballacci.
•
1967-68 - Dino Ballacci, Luigi Valsecchi.
•
1968-69 - Egizio Rubino.
•
1969-70 - Egizio Rubino.
•
1970-71 - Egizio Rubino.
Calcio Catania
94
•
1971-72 - Antonio Calvanese, Luigi Valsecchi,
Carmelo Di Bella.
•
1972-73 - Carmelo Di Bella.
•
1973-74 - Carmelo Di Bella, Luigi Valsecchi, Guido
Mazzetti, Adelmo Prenna.
•
1974-75 - Gennaro Rambone, Egizio Rubino.
•
1975-76 - Egizio Rubino, Guido Mazzetti.
Campionati disputati
Campionati nazionali
Categoria Partecipazioni
A
B
C
D
13
33
29
2
Debutto
Ultima stagione
1954-1955
2009-2010
1934-1935
2005-2006
1930-1931
2001-2002
1929-1930
1994-1995
In 77 stagioni sportive disputate a livello nazionale a partire dall'esordio nel Direttorio Meridionale (D), compresi 4
tornei di Serie C2. Non sono ricomprese nel conteggio né la stagione post-fallimentare disputata a livello regionale
né il periodo bellico fra il 1943 e il 1946.
Campionati regionali
• 1 campionato di Eccellenza della Sicilia (annata 1993-1994)
Tifosi
Il tifo organizzato catanese nasce nel 1979 attorno al gruppo organizzato della Falange d'Assalto Rossazzurra, che si
posizionò nella Curva Nord, seguito dalla formazione di altri gruppi quali Onda d'Urto e Giovani Rossoazzurri (alla
fine degli anni ottanta), posizionatisi nella Sud[51] .
Negli anni ottanta rimane memorabile la trasferta organizzata per lo spareggio contro la Cremonese per la Serie A
disputato nel giugno del 1983, dove 40.000 catanesi si recarono allo Stadio Olimpico di Roma.[3]
Nel 1991 alcuni ultras si spostarono dalla Nord alla Sud e fondarono il gruppo Primo Amore, poi ribattezzato
Irriducibili, col quale si diede una sterzata alla tifoseria che da allora sarà sempre presente in qualsiasi trasferta di
qualsiasi categoria[51] [52] .
Altro momento importante fu quello della retrocessione a tavolino in Eccellenza nel 1993 per inadempienze
finanziarie. Nel 1994, infatti, il presidente Franco Proto cercò di approfittarne trasferendo il titolo della Leonzio da
Lentini a Catania, dando vita all'Atletico Catania. Tuttavia i supporters rossazzurri, nonostante il Catania militasse
ben due categorie più in basso, rifiutarono la presenza di una seconda squadra rendendo vano il progetto del
presidente Franco Proto, che naufragò nel giro di pochi anni.
Alla fine degli anni novanta le nuove leve del tifo catanese cresciute negli anni del CND e della Serie C2 diedero vita
al gruppo A Sostegno di una fede. In quegli anni la Curva Nord dello stadio catanese divenne una delle più calde e
colorate d'Italia, contribuendo alle ritrovate fortune della squadra rossazzurra. Con questo nuovo gruppo fu notevole
la sterzata politica in senso nazionalistico.
Non sono mancati nel tempo incidenti con tifoserie avversarie, spesso dovuti alla presenza assidua di tifosi catanesi
in tutte le trasferte, con i quali i vari gruppi ultras delle squadre di casa cercavano di "confrontarsi". Vi sono stati
Calcio Catania
episodi tragici come la morte del tifoso messinese Antonino Currò[53] , e sopratutto della sera degli Scontri di
Catania, datata 2 febbraio 2007, in cui perse la vita l'ispettore Filippo Raciti dopo scontri tra ultras e forze
dell'ordine. Dopo questo tragico evento le misure di sicurezza dello stadio sono state radicalmente cambiate, e il
Massimino può ormai ritenersi uno degli stadi più sicuri d'Italia[54] .
Voci correlate
•
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•
Calcio (sport)
Campionato di calcio italiano
Derby di Sicilia
Stadio Angelo Massimino
Altri progetti
•
•
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Calcio Catania
Articolo su Wikinotizie: Calcio, Serie A: tafferugli dopo Catania - Palermo, morto un poliziotto
Collegamenti esterni
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•
Catania [56] su Open Directory Project ( Segnala [57] su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Catania")
Sito ufficiale [1]
Calcio Catania Com: testata giornalistica sportiva [58]
Catanista: testata giornalistica sportiva [59]
Riferimenti
[1] La storia (http:/ / www. clubcalciocatania. it/ ). clubcalciocatania.it
[2] La Storia del Calcio Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ societa/ la_storia/ storia1. php). calciocatania.net
[3] 25 Giugno 1983-CATANIA CREMONESE:40000 CATANESI A ROMA (http:/ / www. calciocatania. info/
25-giugno-1983-catania-cremonese-40000-catanesi-a-roma. html). calciocatania.info, 12 ottobre 2008.
[4] Nicolae Dica (http:/ / temi. repubblica. it/ altoadige-europei2008/ 2008/ 05/ 23/ nicolae-dica/ ). temi.repubblica.it
[5] Catania-Torino 3-2: il Toro si inchina al matador Mascara (http:/ / www. catania46. net/ ct46/ blgwp/ ?p=1411#more-1411). catania46.net, 16
novembre 2008.
[6] Non svegliateci! (http:/ / www. calciocatania. net/ campionato/ campionato. php?id=15794). calciocatania.net, 1 marzo 2009.
[7] La notizia della matematica salvezza sul sito ufficiale (http:/ / www. calciocatania. net/ campionato/ campionato. php?id=16394)
[8] Continuiamo A sognare insieme (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16505). calciocatania.net, 25 maggio
2009.
[9] Catania, vittoria e record; Zenga annuncia: "Lascio" (http:/ / www. gazzetta. it/ Calcio/ SerieA/ Catania/ 24-05-2009/
catania-vittoria-record-50442647863. shtml). gazzetta.it, 24 maggio 2009.
[10] Gianluca Atzori è il nuovo allenatore del Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16586).
calciocatania.net, 10 giugno 2009.
[11] Lippi: 8 volti nuovi; Santon in azzurro (http:/ / www. gazzetta. it/ Calcio/ Nazionale/ 28-05-2009/ lippi-8-volti-nuovi-50463229505. shtml).
gazzetta.it, 28 maggio 2009.
[12] Che bella l'Italia 2 (http:/ / www. gazzetta. it/ Calcio/ Nazionale/ 06-06-2009/ che-bella-italia-2-50498262022. shtml). gazzetta.it, 6 giugno
2009.
[13] Fabio Sciacca con l'Italia under 20 ai Giochi del Mediterraneo (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16584).
calciocatania.net, 8 giugno 2009.
[14] Centro Sportivo, al via i lavori per la grande casa del Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16575).
calciocatania.net, 3 giugno 2009.
[15] Calcio, Catania: Besiktas-Catania (1-1) (http:/ / siciliatoday. net/ quotidiano/ calcio/ Calcio_Catania_Besiktas_JK-Catania_1-1_15028.
shtml). siciliatoday.net, 20 luglio 2009.
[16] Amichevoli luglio: Catania-Ceahlaul Piatra Neamt 6-1 (http:/ / catanianews. wordpress. com/ 2009/ 07/ 23/
amichevoli-luglio-catania-ceahlaul-piatra-neamt-6-1/ ). catanianews.wordpress.com, 23 luglio 2009
[17] Amichevoli luglio: FC Utrecht-Catania 0-0 (http:/ / catanianews. wordpress. com/ 2009/ 07/ 26/ amichevoli-luglio-fc-utrecht-catania-0-0/ ).
catanianews.wordpress.com, 26 luglio 2009.
95
Calcio Catania
[18] Andujar al Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16594). calciocatania.net, 24 giugno 2009.
[19] Spolli al Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16748). calciocatania.net, 24 luglio 2009.
[20] Barrientos al Catania nel 2009-10 (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16530). calciocatania.net, 30 maggio
2009.
[21] Bellusci al Catania - Falconieri e Gazzola all'Ascoli (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16600).
calciocatania.net, 25 giugno 2009.
[22] Augustyn Blazej al Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16590). calciocatania.net, 17 giugno 2009.
[23] Gennaro Delvecchio al Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16611). calciocatania.net, 30 giugno 2009.
[24] . catanianews.wordpress.com, 12 luglio 2009
[25] Campagnolo al Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16581). calciocatania.net, 6 giugno 2009.
[26] Definizione delle compartecipazioni, Alessandro Potenza rimane al Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati.
php?id=16604). calciocatania.net, 26 giugno 2009.
[27] Capuano a titolo definitivo al Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16591). calciocatania.net, 22 giugno
2009.
[28] Al Catania la Dahlia Cup (http:/ / www. corrieredellosport. it/ Notizie/ Calcio/ 76798/ Al+ Catania+ la+ Dahlia+ Cup). corrieredellosport.it,
3 agosto 2009.
[29] Simone Pesce al Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=17021). calciocatania.it
[30] Marchese al Catania, Sardo al Chievo (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=17019). calciocatania.it
[31] Mascara e Biagianti in Nazionale: il cielo è azzurro sopra Catania (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16517).
calciocatania.net, 28 maggio 2009.
[32] Convocazioni e presenze in campo: Gatti Fabio (http:/ / www. figc. it/ nazionali/ DettaglioConvocato?codiceConvocato=2456& squadra=1).
figc.it
[33] Convocazioni e presenze in campo: Paolucci Michele (http:/ / www. figc. it/ nazionali/ DettaglioConvocato?codiceConvocato=2668&
squadra=1). figc.it
[34] Convocazioni e presenze in campo: Onorati Marco (http:/ / www. figc. it/ nazionali/ DettaglioConvocato?codiceConvocato=1150&
squadra=1). figc.it
[35] Bellusci convocato in Nazionale Under 21 (http:/ / www. calciocatania. it/ comunicati/ comunicati. php?id=16973). calciocatania.it, 28
agosto 2009.
[36] Convocazioni e presenze in campo: Della Rocca Luigi Andrea (http:/ / www. figc. it/ nazionali/
DettaglioConvocato?codiceConvocato=2491& squadra=1). figc.it
[37] Convocazioni e presenze in campo: Pellè Graziano (http:/ / www. figc. it/ nazionali/ DettaglioConvocato?codiceConvocato=2942&
squadra=1). figc.it
[38] Convocazioni e presenze in campo: Sciacca Francesco Fabio (http:/ / www. figc. it/ nazionali/
DettaglioConvocato?codiceConvocato=3426& squadra=1). figc.it
[39] Convocazioni e presenze in campo: Iannelli Simone (http:/ / www. figc. it/ nazionali/ DettaglioConvocato?codiceConvocato=2973&
squadra=1). figc.it
[40] Andujar e Martinez convocati in Nazionale (http:/ / www. calciocatania. net/ comunicati/ comunicati. php?id=16767). calciocatania.net, 29
luglio 2009.
[41] Ledesma, Pablo (http:/ / www. national-football-teams. com/ v2/ player. php?id=23018). national-football-teams.com
[42] Szymaniak, Horst (http:/ / www. national-football-teams. com/ v2/ player. php?id=17419). national-football-teams.com
[43] Ufficiale: Morimoto in Nazionale (http:/ / www. morimotomania. com/ archivio_notizie. htm). morimotomania.com
[44] Morimoto col Giappone (http:/ / www. catanianotizie. it/ morimoto-col-giappone. html). catanianotizie.it, 4 ottobre 2009. URL consultato il
6-10-2009.
[45] Muntasser, Jehad (http:/ / www. national-football-teams. com/ v2/ player. php?id=3935). nationat-football-teams.com
[46] Naumoski, Ilčo (http:/ / www. national-football-teams. com/ v2/ player. php?id=4095). national-football-teams.com
[47] Alioui, Jamal (http:/ / www. national-football-teams. com/ v2/ player. php?id=4595). national-football-teams.com
[48] Vargas, Juan (http:/ / www. national-football-teams. com/ v2/ player. php?id=9410). national-football-teams.com
[49] Dică, Nicolae (http:/ / www. national-football-teams. com/ v2/ player. php?id=5510). national-football-teams.com
[50] Martínez, Jorge (http:/ / www. national-football-teams. com/ v2/ player. php?id=7238). national-football-teams.com
[51] Tifosi rossazzurri (http:/ / www. clubcalciocatania. it/ tifoseria. htm). clubcalciocatania.it
[52] La scheda degli ospiti: Empoli-Catania 06-05-2007 (Serie A) (http:/ / www. rangers. it/ avversari/ schede/ catania-2007. pdf). rangers.it
[53] Messina, è morto il tifoso colpito da una bomba carta (http:/ / www. repubblica. it/ online/ cronaca/ messinacatania/ nino/ nino. html).
repubblica.it, 2 luglio 2001.
[54] Stadio "Angelo Massimino": fra i più sicuri d'Italia (http:/ / www. catania46. net/ ct46/ blgwp/ ?p=2681). catania46.net, 15 maggio 2009.
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Associazione Calcio ChievoVerona
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Associazione Calcio ChievoVerona
AC ChievoVerona
Calcio
Mussi volanti, La diga, Clivensi
Segni distintivi
Uniformi di gara
Associazione Calcio ChievoVerona
98
Trasferta
Casa
Colori sociali:
giallo-blu
Terza divisa
Associazione Calcio ChievoVerona
99
Simboli:
Cangrande, Diga, Mulo o Musso
Inno:
Un mondo in giallo e blu
Ivana Spagna
Dati societari
Città:
Paese:
Confederazione:
Federazione:
Chievo (Fraz. di Verona)
Italia
UEFA
FIGC
Campionato:
Serie A
Fondazione:
1929
Presidente:
Luca Campedelli
Allenatore:
Domenico Di Carlo
Stadio:
Stadio Marcantonio Bentegodi
(44.799 posti)
Sito web:
www.chievoverona.it
[1]
Palmarès
Titoli nazionali:
1 campionato di Serie B
1 campionato di Serie C1
1 campionati di Serie C2
1 campionato di Serie D
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
« Per me è come se fosse un sogno,
[1]
quando mi sveglierò, vi saprò dire.
»
(Luca Campedelli, dopo la promozione in Serie A del 2001)
« Vuol dire che il Chievo è forte,
[2]
ce ne faremo una ragione. »
(Massimo Moratti, presidente
dell'Inter)
L'Associazione Calcio ChievoVerona è una società calcistica di Chievo, piccola frazione di Verona. Nella stagione
2008-2009 milita in Serie A, dopo avervi giocato già dal 2001 al 2007.
In veneto la squadra è chiamata Céo anche se il soprannome più noto nel resto d'Italia è quello de "I mussi" o "I
mussi che voła", vale a dire "I muli volanti", ironicamente attribuitosi dagli stessi clivensi in risposta ad uno sfottò
della tifoseria del Verona.[3] Nel 2001, in occasione della promozione in Serie A, un "musso alato" comparve anche
nel sito web ufficiale della società.
La stampa veronese, spesso, fa riferimento alla formazione clivense definendola "la squadra della diga". Ciò è
dovuto alla presenza, in Chievo, di una diga sul fiume Adige. Disputa le gare interne di campionato allo Stadio
“Bentegodi” di Verona dal 1986, mentre gli allenamenti si svolgono al centro sportivo Veronello, nel comune di
Bardolino.
Il Chievo costituisce un unicum nel panorama calcistico italiano, essendo l'unica società proveniente dalle categorie
regionali minori ad aver scalato l'intera piramide calcistica nazionale fino a giungere in Serie A:[4] il sodalizio
clivense è stato protagonista, nel tempo, di una notevole risalita dalle serie dilettantistiche, fino ad arrivare al vertice
Associazione Calcio ChievoVerona
del calcio professionistico. Infatti, conquistata la promozione in Serie C2 nel 1986, il club ha conosciuto una rapida
ascesa: nel 1989 ottenne la promozione in C1 e nel 1994 quella in B. Grazie alla storica promozione in Serie A, nel
2001, fu al centro di una grande attenzione mediatica e divenne conosciuto in ogni parte del mondo. L’arrivo al
vertice del calcio italiano di una formazione di quartiere veniva visto come una grande impresa e l’oculata gestione
societaria del Chievo venne, da più parti, presa a modello.[5] [6] Nel 2002 debuttò anche nel calcio europeo,
disputando la Coppa UEFA, mentre nel 2006 prese parte ai preliminari della UEFA Champions League. Retrocesso
in Serie B nel 2007, l'anno seguente ha subito riconquistato la massima serie.
Storia
L' Opera Nazionale Dopolavoro Chievo nacque nel 1929 su iniziativa di appassionati di calcio del quartiere veronese
di Chievo. I colori sociali originari erano l'azzurro e il bianco[7] . All'inizio la società non fu ufficialmente affiliata
alla FIGC, limitandosi a giocare amichevoli. L’ 8 novembre 1931, il Chievo giocò la sua prima partita ufficiale,
contro il Domegliara, vincendola. Tuttavia, su reclamo degli avversari, la partita venne annullata (il recupero fu vinto
dal Domegliara per 2-1). Nel’33 la squadra vinse il Campionato Provinciale Liberi, accedendo alle finali venete,
dove arrivò seconda. La squadra replicò il successo nella fase Provinciale due anni dopo. L'attività dell'O.N.D.
Chievo terminò nel 1936, in seguito a irrisolti problemi finanziari che perduravano da diversi mesi.
Terminata la Seconda Guerra Mondiale, nel 1948
la società venne rifondata come A.C. Chievo e si
iscrisse alla Seconda Divisione. Inizialmente (solo
nel ’48) le maglie non erano più biancocelesti ma
rossoblù.
Nel
campionato
1950-1951
i
biancocelesti vinsero il campionato regionale di
Seconda Divisione. Nell’aprile 1952 fece il suo
debutto in squadra Bruno Vantini, detentore del
primato di reti con la maglia del club, che giocò
con la maglia del Chievo fino al 1971. Al termine
della stagione 1955-1956 i dirigenti decisero di
adottare una divisa gialloblù. Nel 1957 la squadra
Cardi Chievo 1965-1966
si spostò nel campo parrocchiale "Carlantonio
Bottagisio", dove furono giocate le partite interne fino al 1986. Nel 1959, in seguito alla ristrutturazione dei
campionati nazionali, il Chievo fu ammesso a giocare in Seconda Categoria. Sempre in quell'anno, la squadra
cambiò la denominazione, diventando Cardi Chievo (dal nome del nuovo sponsor), ed ottene rapidamente la
promozione in Prima Categoria. Il Chievo restò in questa serie fino al 1963, quando ottenne la prima retrocessione
della sua storia in seguito a un campionato deludente. Nel 1964 Luigi Campedelli, uomo d'affari e proprietario della
Paluani, divenne presidente del Chievo. Nel corso degli anni successivi, egli cedette la carica presidenziale, pur
rimanendo patron della società. Solo nel 1990 riassunse anche la carica di presidente. Sotto la gestione Campedelli il
Chievo raggiunse il mondo professionistico, scalando poco a poco la piramide calcistica italiana. Nel 1965 i clivensi
vinsero il campionato di Seconda Categoria ed ottennero la promozione. Dopo due stagioni in Prima Categoria, la
squadra retrocesse nuovamente nel 1967. Nella stagione 1967-1968 il Chievo vinse ancora una volta il campionato di
Seconda Categoria, trascinato dalle 19 reti dell’attaccante Bruno Vantini. Tuttavia la squadra decise di rinunciare alla
promozione per problemi economici. Giocò ancora nella Seconda Categoria, vincendola anche nel 1969.
100
Associazione Calcio ChievoVerona
Nel 1970 il Chievo concluse in ottava posizione il campionato di
Prima Categoria; ciò gli consentì di poter partecipare alla
Promozione nella stagione seguente. Dopo cinque stagioni in
Promozione, nel 1975 i clivensi, guidati dal tecnico Nicola Ciccolo,
vinsero il campionato, conquistando l’accesso alla Serie D.
Nonostante il successo sul campo, il momento era delicato
finanziariamente, in seguito all’abbandono dello sponsor Cardi. La
squadra (che tornò a chiamarsi semplicemente A.C. Chievo), riuscì a
superare le difficoltà e, nel 1976, concluse al decimo posto il suo
primo campionato in D. All'inizio della stagione 1978-1979 la
formazione venne affidata a Carlo De Angelis. L’annata 1979-1980
fu particolarmente difficile per la compagine gialloblù. L’allenatore
De Angelis venne esonerato, sostituito da Angelo Barbi e
successivamente richiamato. I gialloblù ottennero la salvezza
soltanto all’ultima giornata. Nell’estate 1980 la squadra passò in
consegna al tecnico Dario Baruffi, che la allenò fino al 1984. Nel
1981 la squadra prese il nome di Paluani Chievo, dal nome dello
Nicola Ciccolo, giocatore e allenatore negli anni '70
sponsor Paluani. Nella stagione 1984-1985 l'allenatore fu Emilio
Zanotti, mentre nel 1985 venne richiamato in panchina Carlo De
Angelis. Nel campionato 1985-1986 il Chievo si mantenne sempre nelle prime posizioni, contendondosi il primato
col Bassano. Al termine del campionato, le due squadre dovettero disputare uno spareggio promozione a Brescia, che
vide prevalere la squadra vicentina. Tuttavia, il 13 giugno 1986 una sentenza condannò il Bassano per illecito
sportivo e il Chievo ottenne la promozione in Serie C2.
Nel 1986, la squadra tornò a chiamarsi
semplicemente A.C.Chievo e iniziò a giocare le
gare interne allo Stadio "Bentegodi" di Verona.
Nei tre campionati di Serie C2, la compagine
veronese si piazzò per due volte al quarto posto
(1987, 1988) e ottenne la promozione nel 1989, in
seguito alla vittoria del proprio girone. Sulla
panchina clivense succedettero a De Angelis,
dimessosi nell'estate 1987, prima Luigi Busatta,
che guidò la squadra nel 1988-1989, poi Gianni
Bui, che portò il Chievo in Serie C1. In questi
campionati fu fondamentale per la squadra
l’apporto, in termine di reti, della coppia d’attacco
Una formazione del Chievo nella stagione 1980-1981
Fiorio-Folli. Nel 1990 Luigi Campedelli tornò
presidente della società. Per identificare
maggiormente la formazione con la città, egli decise di mutare la denominazione in A.C. Chievo Verona. In C1, per
le prime due stagioni venne riconfermato Bui alla guida della squadra, che terminò al sesto posto in classifica nel
1990, mentre nel 1991 ottenne la salvezza all’ultima giornata e chiuse quattordicesima. La stagione 1991-1992 vide
la terza chiamata di Carlo De Angelis sulla panchina del Chievo. La squadra si piazzò settima alla fine del
campionato e l'attacante clivense Riccardo Gori vinse la classifica marcatori con 13 reti. Il 15 settembre 1992 il
presidente Luigi Campedelli morì improvvisamente per un attacco cardiaco. A succedergli nella guida della società
fu il figlio Luca. Nel 1993 il Chievo terminò nuovamente settimo. Per la stagione successiva, Alberto Malesani fu
nominato nuovo allenatore e il Chievo chiuse al primo posto nel girone conquistando la promozione in Serie B. Il
101
Associazione Calcio ChievoVerona
ciclo di Malesani alla guida della squadra durò fino al termine del campionato cadetto 1996-1997. Nelle prime due
stagioni in Serie B la squadra si piazzò al tredicesimo (1994-1995) e al quattordicesimo posto (1995-1996) e disputò
i primi Derby della storia contro l’Hellas Verona. Il Chievo fu molto competitivo nel campionato 1996-1997,
arrivando ad ambire alla promozione in Serie A, e si piazzò settimo. L'attaccante Raffaele Cerbone segnò 20 reti,
ottenendo le prime posizioni della classifica marcatori.
Nella stagione 1997-1998 fu Silvio Baldini a sostituire
Malesani (passato alla Fiorentina) in panchina. Il
Chievo terminò al decimo posto in campionato e
Baldini lasciò la squadra. Per la stagione 1998-1999 la
squadra venne affidata a Domenico Caso, il quale,
tuttavia, venne sollevato dall'incarico nel mese di
dicembre, a causa dei cattivi risultati conseguiti[8] . Il
tecnico venne sostuito da Lorenzo Balestro e Luciano
Miani. La coppia di allenatori riuscì a centrare la
salvezza (la squadra chiuse undicesima) e venne
riconfermata anche per il campionato 1999-2000, che il
Chievo terminò al quindicesimo posto. Nell'estate del
1 giugno 2008, Stadio Bentegodi: il Chievo viene premiato per la
2000, venne nominato nuovo allenatore Luigi Delneri,
vittoria del campionato di Serie B 2007-2008
il quale aprì un ciclo di quattro anni e portò la squadra
dalla serie cadetta alla qualificazione in Coppa UEFA.
Nel campionato di Serie B 2000-2001 la squadra chiuse al terzo posto e venne promossa in Serie A. Il rendimento
sorprendente nella prima stagione di massima serie portò la squadra al centro di una grande attenzione mediatica. La
stampa iniziò a parlare di Miracolo Chievo. Il quinto posto nella Serie A 2001-2002 consentì alla squadra di
partecipare alla Coppa UEFA 2002-2003, dove uscì al primo turno contro la Stella Rossa. Nella seconda e nella terza
stagione in A della sua storia, il Chievo ottenne un settimo (2002-2003) ed un nono posto (2003-2004). Nel 2004
Delneri lasciò il Chievo e venne sostituito da Mario Beretta. Tuttavia, il tecnico milanese non concluse la stagione
2004-2005, venendo esonerato a tre giornate dal termine, con la squadra in piena lotta per non retrocedere. Al suo
posto fu chiamato Maurizio D'Angelo, ex bandiera della squadra, che riuscì a salvare il Chievo dalla retrocessione (la
compagine gialloblù chiuse al quindicesimo posto). Per la stagione 2005-2006, la dirigenza decise di affidare la
squadra a Giuseppe Pillon. Il Chievo era settimo alla fine del campionato, ma, dopo i fatti di Calciopoli e il
conseguente sconvolgimento della classifica, scalò alcune posizioni ritrovandosi in quarta piazza. Ciò consentì alla
formazione clivense di disputare il terzo turno preliminare della Champions League 2006-2007, dalla quale venne
subito eliminata per mano dei bulgari del Levski Sofia. Il Chievo passò dalla Champions League alla Coppa UEFA. I
portoghesi dello Sporting Braga posero fine al cammino europeo della squadra veronese nel doppio confronto del
primo turno. Queste eliminazioni, ma, soprattutto, l'avvio negativo in campionato[9] , convinse i dirigenti ad
esonerare Pillon e a richiamare Luigi Delneri. Il tentativo dell'artefice del Miracolo Chievo di risollevare le sorti
della squadra fu vano: il Chievo chiuse in diciottesima posizione e retrocesse in cadetteria. Nella stagione 2007-2008
la squadra, guidata da Giuseppe Iachini, vinse il campionato e ottenne un immediato ritorno in A. Sergio Pellissier,
attaccante clivense, autore di 22 reti, chiuse ai primi posti della classifica marcatori. Nel campionato 2008-2009, la
dirigenza esonerò Iachini in novembre, con la squadra in fondo alla classifica. Al suo posto fu chiamato Domenico
Di Carlo, il quale, soprattutto grazie ai punti realizzati nel girone di ritorno, riuscì a centrare l'obbiettivo salvezza.
102
Associazione Calcio ChievoVerona
103
Denominazione
Nel corso degli anni, la società ha cambiato la propria denominazione in varie occasioni. In due periodi della sua
storia (1959-1975 e 1981-1986), nella denominazione della squadra clivense è comparso il nome della ditta
sponsorizzatrice. Nel 1990, l'allora presidente Luigi Campedelli decise di cambiare in ChievoVerona la
denominazione del club, per identificarlo maggiormente con la città di Verona.
Periodo
Denominazione
1929 1936
O.N.D. Chievo
1948 1959
A.C. Chievo
1959 1975
A.C. Cardi Chievo
1975 1981
A.C. Chievo
1981 1986
A.C. Paluani Chievo
1986 1990
A.C. Chievo
dal 1990
A.C. ChievoVerona
Cronistoria
Cronistoria dell'Associazione Calcio ChievoVerona
•
1929 - Fondazione dell'Opera Nazionale Dopolavoro (O.N.D.) Chievo,
che si iscrive al Campionato dei Liberi Veronesi.
•
1970-71 - 9° nel girone A della Promozione
Veneta.
•
1931-32 - 3° nel girone A della 2ª Categoria Veronese ULIC.
•
1971-72 - 5° nel girone A della Promozione
Veneta.
•
1932-33 - 1° nel girone A della 2ª Categoria Veronese ULIC. Alle
finali provinciali è Campione Veronese di 2ª Categoria ULIC
battendo in finale l'Alba di Borgo Roma. Alle finali regionali supera il
Vicenza Allievi (4-3 e 2-1 fuori), l'Arsiero (3-3 e 4-1 fuori) e perde la
finale col Fiera di Treviso (1-5 fuori e 4-1).
•
1972-73 - 11° nel girone A della Promozione
Veneta.
•
1933-34 - 3° nel girone A della 2ª Categoria Veronese ULIC.
•
1973-74 - 11° nel girone A della Promozione
Veneta.
•
1934-35 - 1° nel girone unico della 2ª Categoria Veronese, è Campione • 1974-75 - 1° nel girone A della Promozione
di 2.a Categoria della Sezione Propaganda Veronese battendo allo
Veneta, promosso in Serie D. Torna alla
spareggio l'Alba 3-1. Alle finali regionali batte il Malo (2-3 e 3-2, bella
denominazione A.C. Chievo.
a Montebello 2-0).
•
1935-36 - 1° nel girone unico della 2ª Categoria S.P. Veronese. Alle
finali è costretta al ritiro per mancanza di giocatori.
•
1975-76 - 10° nel girone C di Serie D.
•
1936-37 - Disputa il torneo dei Fasci Giovanili e batte in finale l'Avesa
2-1 vincendo il titolo provinciale Veronese.
•
1976-77 - 14° nel girone C di Serie D.
•
1937-38 - L'O.N.D. Chievo non si iscrive. Al campionato della Sezione • 1977-78 - 8° nel girone B di Serie D.
Propaganda partecipa un'altra squadra di Chievo: la Fabio Filzi. La
Fabio Filzi non porta a termine il campionato.
•
1938-39 - Sul campo di Chievo gioca il San Massimo.
•
1978-79 - 11° nel girone B di Serie D.
•
1939/48 - Nessun'altra squadra di Chievo prese parte ai campionati
ufficiali sia provinciali che regionali. Nel 1948 viene ricostituita con la
denominazione Associazione Calcio Chievo ed affiliata alla Lega
Regionale Veneta.
•
1979-80 - 13° nel girone C di Serie D.
Associazione Calcio ChievoVerona
104
•
1948-49 - 3° nel girone B della 2ª Divisione Veneta.
•
1980-81 - 11° nel girone C di Serie D, assume
la denominazione A.C. Paluani Chievo.
•
1949-50 - 5° nel girone I della 2ª Divisione Veneta.
•
1981-82 - 8° nel girone B del Campionato
Interregionale.
•
1950-51 - 1° nel girone A della 2ª Divisione Veneta, promosso in 1ª
Divisione Veneta.
•
1982-83 - 12° nel girone D del Campionato
Interregionale.
•
1951-52 - 15° nel girone E della 1ª Divisione Veneta.
•
1983-84 - 9° nel girone C del Campionato
Interregionale.
•
1952-53 - 12° nel girone A della 1ª Divisione Veneta.
•
1984-85 - 7° nel girone C del Campionato
Interregionale.
•
1953-54 - 6° nel girone A della 1ª Divisione Veneta.
•
1985-86 - 1° nel girone C del Campionato
Interregionale, promosso in Serie C2 per
squalifica del Bassano con cui aveva perso lo
spareggio. Cambia denominazione in A.C.
Chievo S.r.l..
•
1954-55 - 7° nel girone A della 1ª Divisione Veneta.
•
1986-87 - 4° nel girone B di Serie C2.
•
1955-56 - 4° nel girone A della 1ª Divisione Veneta.
•
1987-88 - 4° nel girone B di Serie C2.
•
1956-57 - 4° nel girone A della 1ª Divisione Veneta.
•
1988-89 - 1° nel girone B di Serie C2,
promosso in Serie C1.
•
1957-58 - 7° nel girone A della 1ª Divisione Veneta.
•
1989-90 - 6° nel girone A di Serie C1, assume
la denominazione attuale di A.C. ChievoVerona
S.r.l..
•
1958-59 - 3° nel girone A della 1ª Divisione Veneta.
•
1990-91 - 14° nel girone A di Serie C1.
•
1959 - Alla nascita della Lega Nazionale Dilettanti la FIGC cambia la
denominazione ai campionati: la 1ª Divisione diventa 2ª Categoria,
sesto e penultimo livello della scala dei valori calcistici.
•
1991-92 - 7° nel girone A di Serie C1.
•
1959-60 - 1° nel girone A della 2ª Categoria Veneta, dopo aver battuto • 1992-93 - 7° nel girone A di Serie C1.
allo spareggio il S.Martino. Promosso in 1ª Categoria Veneta, assume
la denominazione di A.C. Cardi Chievo.
•
1960-61 - 8° nel girone A della 1ª Categoria Veneta.
•
1993-94 - 1° nel girone A di Serie C1,
promosso in Serie B.
•
1961-62 - 8° nel girone A della 1ª Categoria Veneta.
•
1994-95 - 13° in Serie B.
•
1962-63 - 15° nel girone B della 1ª Categoria Veneta, retrocesso in 2ª
Categoria Veneta.
•
1995-96 - 14° in Serie B.
•
1963-64 - 4° nel girone A della 2ª Categoria Veneta.
•
1996-97 - 7° in Serie B.
•
1964-65 - 1° nel girone A della 2ª Categoria Veneta, promosso in 1.a
Categoria Veneta.
•
1997-98 - 10° in Serie B.
•
1965-66 - 11° nel girone A della 1ª Categoria Veneta.
•
1998-99 - 11° in Serie B.
•
1966-67 - 15° nel girone A della 1ª Categoria Veneta, retrocede in 2ª
Categoria Veneta.
•
1999-00 - 15° in Serie B.
•
1967-68 - 1° nel girone A della 2ª Categoria Veneta, dopo aver battuto
l'Ambrosiana allo spareggio. Rinuncia alla promozione per problemi di
bilancio.
•
2000-01 - 3° in Serie B, promosso in Serie A.
•
1968-69 - 1° nel girone A della 2ª Categoria Veneta, promosso in 1ª
Categoria Veneta.
•
2001-02 - 5° in Serie A.
•
1969-70 - 8° nel girone A della 1ª Categoria Veneta, ammesso al
nuovo campionato di Promozione Veneta.
•
2002-03 - 7° in Serie A.
•
2003-04 - 9° in Serie A.
•
2004-05 - 15° in Serie A.
•
2005-06 - 4° in Serie A dopo le sentenze della
CAF.
•
2006-07 - 18° in Serie A, retrocesso in Serie B.
•
2007-08 - 1° in Serie B, promosso in Serie A.
•
2008-09 - 16° in Serie A.
Associazione Calcio ChievoVerona
105
•
2009-10 - In Serie A.
Divisa e stemma
Divisa
Nella storia della società clivense, due sono state le colorazioni principali della maglia del club: il biancoazzurro,
utilizzato fino al 1956, ed il gialloblù, tuttora in uso. Nella stagione 1948-1949, i dirigenti, a causa delle ristrettezze
economiche della squadra, appena rifondata, acquistarono maglie rossoblù[10] . Questa divisa venne utilizzata
soltanto per un campionato (già dalla stagione successiva il Chievo tornò ad indossare maglie biancocelesti).
Stemma
Lo stemma della società clivense rappresenta Cangrande della Scala, signore veronese che visse tra il XIII e il XIV
secolo (nato nel 1291, morto nel 1329). La versione attuale dello stemma risale al 2001.
Stadio
Il Chievo, durante la sua storia, ha giocato le partite interne di
campionato su quattro diversi terreni di gioco. Da quando la squadra è
nel calcio professionistico (1986), le partite casalinghe vengono
disputate allo Stadio "Bentegodi" di Verona. Sul campo "Stefani" il
Chievo giocò la prima partita ufficiale della sua storia (l'8 novembre
1931) e vinse due Campionati Provinciali Liberi (nel '33 e nel '35). Nel
periodo di utilizzo del campo "Cardi e Biondani" la squadra vinse il
campionato di Seconda Divisione ('51) e disputò svariati tornei di
Prima Divisione. Nel 1957, il Chievo cambiò ancora terreno di gioco e
Ingresso del "Bottagisio"
si spostò sul "Carlantonio Bottagisio", molto caro ai sostenitori
clivensi, soprattutto quelli di vecchia data. Su questo campo di gioco,
infatti, la squadra ha compiuto buona parte della scalata delle serie dilettantistiche. Prende nome dal cavalier
Bottagisio, che cedette gratuitamente il terreno, di sua proprietà, alla parrocchia. Il parroco don Silvio Venturi aiutò
la gente del paese nell’adattamento del terreno a campo di calcio. Tuttora, all’ingresso del “Bottagisio”, è presente la
scritta “Campo sportivo parrocchiale”. Fu utilizzato per le partite interne di campionato dal 1957 al 1986. Durante
questo periodo numerosi furono gli interventi di manutenzione. Oggi, il campo ospita partite e allenamenti di una
parte delle giovanili, mentre la prima squadra vi disputa partite amichevoli soltanto in occasione di particolari eventi
celebrativi. È situato in Chievo, a ridosso del fiume Adige. Nei ventinove anni di utilizzo del "Bottagisio", la squadra
ottenne quattro promozioni dalla Seconda Categoria alla Prima ('60, '65, '69; la squadra rinunciò alla promozione
ottenuta nel '68 per problemi di bilancio), due retrocessioni dalla Prima Categoria alla Seconda ('63, '67) e
l'ammissione al campionato di Promozione ('70). Nel '75 ottenne la promozione in Serie D. Il "Bottagisio" ospitò le
gare interne dei clivensi anche nel corso degli undici campionati di D giocati dalla squadra. Nel 1986, il Chievo
conquistò la promozione in C2. Il campo storico non era adeguato per ospitare partite professionistiche, quindi il
Chievo andò a giocare al "Bentegodi". Risalgono al periodo di utilizzo di quest'impianto le promozioni in C1 ('89), B
('94) e A ('01, '08), oltre alla retrocessione in cadetteria del 2007. Il "Bentegodi" ha ospitato anche le gare interne del
Chievo nelle manifestazioni europee: Champions League nel 2006, Coppa UEFA nel 2002 e nel 2006.
Associazione Calcio ChievoVerona
106
Il "Bentegodi", attuale stadio della squadra
Periodo
Campo di gioco
1929 1936
Stefani
1948 1957
Cardi e Biondani
1957 1986
Carlantonio Bottagisio
dal 1986
Marcantonio
Bentegodi
Rosa 2009-2010
Aggiornata al 31 agosto 2009.
N.
Ruolo
Giocatore
1
P
Michal Miskiewicz
2
D
Santiago Morero
3
D
Francesco Scardina
4
D
Andrea Mantovani
5
D
Davide Mandelli
6
C
Giampiero Pinzi
7
C
Michele Marcolini
8
D
Marco Malagò
9
C
Simone Bentivoglio
10
C
Luciano
11
A
Pablo Granoche
13
D
Felice Piccolo
15
C
Manuel Iori
Associazione Calcio ChievoVerona
107
N.
Ruolo
16
C
Luca Rigoni
18
P
Lorenzo Squizzi
19
D
Luca Ariatti
20
D
Gennaro Sardo
21
D
Nicolas Frey
22
A
Elvis Abbruscato
23
A
Erjon Bogdani
27
D
Fabio Moro
28
P
Stefano Sorrentino
31
A
Sergio Pellissier (capitano)
33
D
Mario Yepes
99
A
Mirco Gasparetto
Giocatore
Maglie ritirate
• 30
Jason Mayélé, centrocampista (ritirata nel 2002, postuma)
Organigramma societario e staff tecnico
Staff tecnico
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Allenatore: Domenico Di Carlo
Vice allenatore: Roberto Murgita
Preparatore portieri: Claudio Filippi
Preparatori atletici: Ugo Maranza
Medici sociali: Francesco De Vita, Giuliano Corradini
Massaggiatore: Alfonso Casano
Fisioterapista: Antonio Agostini
Allenatori Primavera: Nicolato e Adami
Responsabile giovanili: Maurizio Costanzi
Organigramma societario
Associazione Calcio ChievoVerona
108
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Presidente: Luca Campedelli
Vice presidente: Fabio Ottolini
Direttore sportivo: Giovanni Sartori
Team manager: Marco Pacione
Segretario generale: Michele Sebastiani
Responsabile osservatori: Fausto Vinti
Coordinatore area tecnica: Lorenzo Balestro
Marketing: Enzo Zanin, Simone Fiorini
Addetti stampa: Tomelleri, Menegazzi
Giocatori illustri
Presidenti, allenatori e capitani
Allenatori del Chievo
• 1931-1932 - Nestore Carli
• 1932-1933 - Guido Busani
• 1933-1934 - Severino Dal Pozzo
• 1934-1936 - Alvise Laurini
• 1948-1949 - Mario Brazzoli
• 1949-1950 - Umberto Rognini
• 1950-1954 - Lelio Cavalleri
• 1954-1955 - Giuseppe Fraccaroli
• 1955-1957 - Lelio Cavalleri
• 1957-1958 - Guglielmo Dal Negro
• 1958-1959 - Guglielmo Dal Negro, Carlo Dal Negro
• 1959-1960 - Carlo Dal Negro
• 1960-1961 - Carlo Dal Negro, Luigi Turrini
• 1961-1962 - Lelio Cavalleri
• 1962-1963 - Carlo Bonaconsa, Lelio Cavalleri
• 1963-1964 - Lelio Cavalleri
• 1964-1967 - Francesco Broggiato
• 1967-1968 - Bruno Vantini
• 1968-1969 - Lino Ottolini
• 1969-1970 - Francesco Broggiato
• 1970-1971 - Francesco Broggiato e Lino Ottolini
• 1971-1972 - Lorenzo Ferrante e Ottolini, Broggiato
• 1972-1973 - Gastone Roverato
• 1973-1974 - Gastone Roverato, Nicola Ciccolo
• 1974-1978 - Nicola Ciccolo
• 1978-1979 - Carlo De Angelis
Associazione Calcio ChievoVerona
109
• 1979-1980 - De Angelis, Angelo Barbi, De Angelis
• 1980-1984 - Dario Baruffi
• 1984-1985 - Emilio Zanotti
• 1985-1987 - Carlo De Angelis
• 1987-1988 - Luigi Busatta
• 1988-1991 - Gianni Bui
• 1991-1993 - Carlo De Angelis
• 1993-1997 - Alberto Malesani
• 1997-1998 - Silvio Baldini
• 1998-1999 - Domenico Caso, Balestro e Miani
• 1999-2000 - Lorenzo Balestro e Luciano Miani
• 2000-2004 - Luigi Delneri
• 2004-2005 - Mario Beretta, Maurizio D'Angelo
• 2005-2006 - Giuseppe Pillon
• 2006-2007 - Giuseppe Pillon, Luigi Delneri
• 2007-2008 - Giuseppe Iachini
• 2008-2009 - Giuseppe Iachini, Domenico Di Carlo
Presidenti del Chievo
• 1931-1936 - Antonio Recchia
• 1948-1952 - Alessandro Recchia
• 1952-1953 - Giulio Compri
• 1953-1955 - Lodovico Iorio
• 1955-1956 - Guglielmo Bianconi
• 1956-1957 - Mario Vantini
• 1957-1958 - Domenico Zivelonghi
• 1958-1959 - Arturo Spada
• 1959-1961 - Luigi Vantini
• 1961-1962 - Arturo Spada
• 1962-1964 - Luigi Vantini
• 1964-1965 - Luigi Campedelli
• 1965-1969 - Umberto Bottacini
• 1969-1975 - Lodovico Iorio
• 1975-1976 - Giuseppe Montresor
• 1976-1980 - Giuseppe Campedelli
• 1980-1981 - Franco Bottacini
• 1981-1986 - Fernando Righetti
• 1986-1990 - Bruno Garonzi
• 1990-1992 - Luigi Campedelli
Associazione Calcio ChievoVerona
110
• dal 1992 - Luca Campedelli
Capitani recenti del Chievo
•
•
•
•
•
? - 1991 - Beniamino Montagni
1991- 1995 - Rolando Maran
1995- 2002 - Maurizio D'Angelo
2002- 2007 - Lorenzo D'Anna
dal 2007 - Sergio Pellissier
Palmarès
•
•
•
•
1 Campionato italiano di Serie B: 2007-2008
1 Campionato italiano di Serie C1: 1993-1994
1 Campionati italiani di Serie C2: 1988-1989
1 Campionato italiano di Serie D: 1985-1986
Campionati disputati
Campionati nazionali
Categoria Partecipazioni
A
B
C
D
8
8
8
11
Debutto
Ultima stagione
2001-2002
2009-2010
1994-1995
2007-2008
1986-1987
1993-1994
1975-1976
1985-1986
In 35 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale in Serie D nel 1975, compresi 3 campionati di Serie
C2.
Campionati regionali e provinciali
Dal 1945 al 1975 il Chievo partecipò ai campionati del Comitato Regionale Veneto.
• 12 campionati Veneti del massimo livello regionale ( 1 di Prima Divisione, 5 di Promozione e 6 di (Prima
Categoria) )
• 15 campionati del 2.o livello regionale ( 3 di Seconda Divisione, 7 di Prima Divisione, 5 di Seconda Categoria ).
Dal 1929 al 1944 il Chievo partecipò ai campionati del Comitato U.L.I.C. e S.P. di Verona.
• 3 campionati di Seconda Categoria U.L.I.C.
• 2 campionato di Seconda Categoria della Sezione Propaganda (S.P.)
• 1 campionato dei Fasci Giovanili di Combattimento della Sezione Propaganda (S.P.).
Associazione Calcio ChievoVerona
111
Partecipazioni alle coppe europee
• Coppa UEFA 2002-2003 - Eliminato al primo turno dalla Stella Rossa Belgrado (0-0 a Belgrado, 0-2 a Verona).
• Coppa dei Campioni 2006-2007 - Eliminato al 3° turno preliminare contro il PFC Levski Sofia (2-0 a Sofia, 2-2 a
Verona), è ripescato in Coppa UEFA.
• Coppa UEFA 2006-2007 - Eliminato al primo turno dallo Sporting Braga (2-0 a Braga, 2-1 a Verona dts).
Statistiche
Bilancio partite
Il bilancio delle partite disputate dal Chievo Verona nelle competizioni professionistiche italiane ed europee:
Torneo
Periodo
Partite
disputate
Partite vinte Partite nulle
Partite
perse
Goal
fatti
Goal
subiti
Serie A
2001-2007; 2008- ?
219
75
69
76
272
279
Serie B
1994-2001; 2007-2008
308
108
121
79
375
324
Serie C1
1989-1994
168
57
69
42
174
152
Serie C2
1986-1989
102
44
41
17
101
60
Coppa Italia
1994-2008
42
12
15
15
44
49
Champions League 2006
2
0
1
1
2
4
Coppa UEFA
4
1
1
2
2
5
2002; 2006
Aggiornato al 27 settembre 2008.
Media spettatori[11]
Media spettatori nelle gare interne di campionato disputate allo Stadio "Bentegodi". Dati a partire dalla stagione
1994-1995, quella del debutto del Chievo in Serie B:
Stagione
Serie
Partite
interne
Media spettatori
1994-1995 Serie B
19
4335
1995-1996 Serie B
19
5120
1996-1997 Serie B
19
5156
1997-1998 Serie B
19
4135
1998-1999 Serie B
19
3264
1999-2000 Serie B
19
2680
2000-2001 Serie B
19
5139
2001-2002 Serie A
17
16061
2002-2003 Serie A
17
16902
2003-2004 Serie A
17
14868
2004-2005 Serie A
19
12103
2005-2006 Serie A
19
8589
[12]
6719
21
7276
2006-2007 Serie A
2007-2008 Serie B
18
Associazione Calcio ChievoVerona
112
2008-2009 Serie A
19
13352
2009-2010 Serie A
2
9069
Calciatori ChievoVerona in Nazionale A
Di seguito sono riportati i giocatori che hanno indossato la maglia della Nazionale italiana durante il loro periodo nel
Chievo:
•
•
•
•
•
•
Simone Perrotta 19 presenze 1 gol
Nicola Legrottaglie 5 presenze 1 gol
Massimo Marazzina 3 presenze
Franco Semioli 2 presenze
Roberto Baronio 1 presenza
Sergio Pellissier 1 presenza 1 gol
Classifica marcatori in serie A
In grassetto sono riportati i giocatori tuttora in forza al ChievoVerona.
Aggiornato alla 7a giornata del campionato 2009/10
•
•
Sergio Pellissier 54 gol
Federico Cossato 29 gol
•
•
•
•
•
•
Carvalho Amauri 17 gol
Lorenzo D'Anna 17 gol
Massimo Marazzina 16 gol
Simone Tiribocchi 15 gol
Eugenio Corini 14 gol
Victor Nsofor Obinna 11
gol
•
•
•
Bernardo Corradi 10 gol
Franco Semioli 10 gol
Matteo Brighi 9 gol
•
•
•
•
Siqueira Luciano 9 gol
Michele Marcolini 9 gol
Daniele Franceschini 8 gol
Andrea Zanchetta 8 gol
•
•
Erjon Bogdani 7 gol
Oliver Bierhoff 7 gol
•
•
•
•
•
Nicola Legrottaglie 6 gol
Davide Mandelli 6 gol
Simone Perrotta 6 gol
Vincenzo Italiano 5 gol
Saša Bjelanović 4 gol
•
Ivano Della Morte 4 gol
•
•
•
Andrea Barzagli 3 gol
Salvatore Lanna 3 gol
Mario Alberto Santana 3 gol
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Ivone De Franceschi 2 gol
Antonio Langella 2 gol
Christian Manfredini 2 gol
Andrea Mantovani 2 gol
Giampiero Pinzi 2 gol
Luigi Sala 2 gol
Paolo Sammarco 2 gol
Giuseppe Sculli 2 gol
Luigi Beghetto 1 gol
Simone Bentivoglio 1 gol
•
•
•
•
César Vinicio 1 gol
Giuseppe Colucci 1 gol
Roberto Baronio 1 gol
Stephen Makinwa 1 gol
•
•
•
Marco Malagò 1 gol
Mattia Marchesetti 1 gol
Santiago Morero 1 gol
•
•
•
Fabio Moro 1 gol
Luca Rigoni 1 gol
Giuseppe Scurto 1 gol
Associazione Calcio ChievoVerona
Classifica presenze in serie A
In grassetto sono riportati i giocatori tuttora in forza al ChievoVerona.
Aggiornato alla 7a giornata del campionato 2009/10
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Sergio Pellissier 201
Salvatore Lanna 199
Fabio Moro 169
Lorenzo D'Anna 161
Siqueira Luciano 152
Federico Cossato 134
Franco Semioli 133
Daniele Franceschini 126
Davide Mandelli 126
Simone Perrotta 95
Carvalho Amauri 90
Matteo Brighi 89
Paolo Sammarco 71
Andrea Zanchetta 70
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Luca Marchegiani 66
Michele Marcolini 66
Eugenio Corini 60
Andrea Mantovani 60
Cristiano Lupatelli 59
Simone Tiribocchi 59
Victor Nsofor Obinna 50
Roberto Baronio 50
Erjon Bogdani 47
Massimo Marazzina 46
Nicola Legrottaglie 43
Giampiero Pinzi 41
Stefano Sorrentino 39
Mario Yepes 39
Vincenzo Italiano 38
Lorenzo Squizzi 38
Federico Giunti 36
Marco Malagò 35
Bernardo Corradi 32
Simone Bentivoglio 30
Maurizio D'Angelo 30
Andrea Barzagli 29
Alberto Fontana 29
•
•
•
•
Nicolas Frey 28
Christian Manfredini 28
Mario Alberto Santana 28
Mauro Esposito 27
•
•
Santiago Morero 27
Oliver Bierhoff 26
113
Associazione Calcio ChievoVerona
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Ivano Della Morte 24
Giuseppe Scurto 24
Kamil Kosowski 23
Stefano Lorenzi 23
Luca Rigoni 23
Antonio Langella 22
John Mensah 22
Stefano Morrone 20
Luigi Beghetto 18
Giuseppe Sculli 18
Luigi Sala 17
Vincenzo Sicignano 17
Simone Barone 16
Mattia Marchesetti 15
Daniel Andersson 12
Saša Bjelanović 12
Giuseppe Colucci 12
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Antimo Iunco 11
Nikola Lazetic 11
Francesco Scardina 11
Marco Ambrosio 10
César Vinicio 10
Ivone De Franceschi 10
Jason Mayélé 10
Emanuele D'Anna 9
Massimiliano Esposito 9
Giuseppe Gemiti 9
Stephen Makinwa 9
Giovanni Marchese 9
Riccardo Allegretti 8
Giorgio Frezzolini 8
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Lilian Nalis 8
Emanuele Pesaresi 8
Pablo Granoche 7
Gennaro Sardo 7
Massimiliano Fusani 6
Mauricio Pinilla 6
Dario Passoni 6
Jonathan Binotto 5
Luca Ariatti 5
Giuseppe Cozzolino 5
Denis Godeas 5
Salvatore Bruno 4
Kerlon 4
Marcos de Paula 4
•
•
Alessandro Potenza 4
Cesare Rickler 4
114
Associazione Calcio ChievoVerona
•
•
•
•
•
•
•
César Prates 3
Ciro De Cesare 3
Manuel Iori 3
Michele Troiano 3
Simone Bonomi 2
Paolo Foglio 2
Gianluca Grassadonia 2
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Simone Grippo 2
Sergio Marcon 2
Bogdan Pătraşcu 2
Alessandro Rinaldi 2
Gabriele Aldegani 1
Valerio Anastasi 1
Filippo Antonelli Agomeri 1
Andrea Burato 1
Yonese Hanine 1
Fabio Firmani 1
•
•
•
•
Stefano Garzon 1
Santos Higo 1
Xhulian Rrudho 1
Davide Succi 1
Bibliografia
• F. Bottacini, Chievo Verona 1929-2000, Unitgroup, 2000. [14]
• M. Vitale - G. P. Ormezzano, Fenomeno Chievo, Libri Scheiwiller, 2002. ISBN 88-7644-318-5
• F. Calzia, Quelli che i mussi, Frilli, 2004. ISBN 88-7563-014-3
Voci correlate
• Calcio
• Albo d'oro Campionato Serie A
Altri progetti
•
Wikiquote contiene citazioni di o su Associazione Calcio ChievoVerona
Collegamenti esterni
• Chievo Verona [15] su Open Directory Project ( Segnala [16] su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Chievo Verona")
• Sito ufficiale [1]
Riferimenti
[1] Fonte: Repubblica.it (http:/ / www. repubblica. it/ online/ campionato/ campe/ campe/ campe. html). Intervista rilasciata da Luca Campedelli
il 4 giugno 2001.
[2] Fonte: Le interviste di Claudio Sabelli Fioretti (http:/ / www. melba. it/ csf/ articolo. asp?articolo=202). Intervista rilasciata da Massimo
Moratti il 31 agosto 2006.
[3] Fonte: Yahoo! Sport (http:/ / it. eurosport. yahoo. com/ 25052008/ 8/ chievo-in-i-mussi-tornano-volare. html)
[4] Tutte le altre 59 società che abbiano ad oggi partecipato alla Serie A, gareggiavano invece già negli Anni Trenta in uno fra i campionati
nazionali di A, B o C.
115
Associazione Calcio ChievoVerona
[5] Fonte: La Gazzetta dello Sport (http:/ / archiviostorico. gazzetta. it/ 2001/ agosto/ 28/ Chievo_paga_con_una_risata_ga_0_0108286083.
shtml), 28 agosto 2001
[6] Fonte: Corriere della Sera (http:/ / archiviostorico. corriere. it/ 2002/ settembre/ 19/
Chievo_modello_esportazione_battesimo_europeo_co_0_0209199524. shtml), 19 settembre 2002
[7] Storia dal 1929 al 1960 (http:/ / www. chievoverona. it/ societa/ storia1. aspx). chievoverona.it. URL consultato il 12-01-09.
[8] Chievo, via Caso (http:/ / archiviostorico. gazzetta. it/ 1998/ dicembre/ 15/ Chievo_ora_del_primo_esonero_ga_0_9812155557. shtml).
archiviostorico.gazzetta.it, 15-12-98. URL consultato il 12-01-09.
[9] Chievo, torna Delneri Torino fatale a Pillon (http:/ / archiviostorico. gazzetta. it/ 2006/ ottobre/ 16/
Chievo_torna_Del_Neri_Torino_ga_10_061016138. shtml). archiviostorico.gazzetta.it, 16-10-06. URL consultato il 12-01-09.
[10] Fonte: chievoverona.it (http:/ / www. chievoverona. it/ societa/ storia1. aspx)
[11] Fonte: stadiapostcards.com (http:/ / www. stadiapostcards. com/ )
[12] Chievo - Inter dell'11 febbraio 2007 si è disputata a porte chiuse
ACF Fiorentina
ATTENZIONE: il ''rendering'' dell'articolo non può essere effettuato - è mostrato come testo semplice.
Le possibili cause del problema sono (a) un bug nel software che crea il file PDF (b) un errore nel markup
MediaWiki (c) una tabella troppo grande
ACF FiorentinaCalcio (sport)Calcio Viola, Giglio di FirenzeGigliati Segni distintivi Uniformi di garaManica
sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraManica
destraPantalonciniCalzettoniCasaManica
sinistraManica sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica destraPantalonciniCalzettoniTrasfertaManica
sinistraManica sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica destraPantalonciniCalzettoniTerza divisaColori
sociali: Viola (colore)Viola Simboli: Giglio di Firenze Inno: O FiorentinaMarcello Manni (1931) Dati societari Città:
FirenzeNazionePaese: bandiera ItaliaFIFAConfederazione: UEFAFederazione: FIGC Campionato: Serie
AFondazione: 1926 Rifondazione: 2002 Presidente: carica vacante Allenatore: Bandiera dell'Italia Claudio Cesare
Prandelli Stadio: Stadio Artemio Franchi (Firenze)Artemio Franchi(46.282 posti) Sito web: www.violachannel.tv
Palmarès Campionato italiano di calcioScudetti: 2 Trofei nazionali: 6 Coppa ItaliaCoppe Italia1 Supercoppa italiana
di calcioSupercoppe italianeTrofei internazionali: 1 Coppa delle CoppeCoppe delle CoppeSi invita a seguire lo
schema del Progetto Calcio« Garrisca al vento il labaro viola, sui campi della sfida e del valore.Una speranza viva ci
consola, abbiamo undici atleti e un solo cuore. »(O Fiorentina - Narciso Parigi)La ACF FiorentinaNella ragione
sociale del sodalizio attuale, l'espressione ACF rimanda idealmente all'acronimo della previgente società nata nel
1926 e fallità nel 2002, l'Associazione Calcio Fiorentina, il cui marchio fu acquistato dalla famiglia Della Valle il 15
giugno 2003. Il rimando è tuttavia puramente storico e non giuridico, in quanto la nuova dirigenza optò di non
riprendere esattamente la ragione sociale della fallita antenata, onde evitare di esporsi a possibili cause risarcitorie
intentate da creditori della Fiorentina di Vittorio Cecchi Gori., già Associazione Calcio Firenze nel 1926, poi
Associazione Calcio Fiorentina nel 1927 e Florentia Viola nel 2002, più comunemente nota come Fiorentina, è la
principale Squadra di calciosocietà Calcio (sport)calcistica ad alti livelli di Firenze. Fu fondata il 26 agosto 1926
grazie al marchese Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano e gioca con una caratteristica divisa viola (colore)viola, scelta
cromatica piuttosto rara (voluta espressamente dal Marchese stesso) nel mondo calcistico, motivo per il quale viene
chiamata spesso in tutto il mondo la Viola.Nel suo palmarès, oltre a tre successi in campo internazionale (Coppa
delle Coppe (calcio)Coppa delle Coppe, Coppa di Lega Italo-Inglese e Mitropa Cup), figurano 2 Scudettoscudetti
(uno nella Serie A 1955-1956stagione 1955-56 e l'altro in quella Serie A 1968-19691968-69), 6 Coppa Italia di
calcioCoppe Italia e una Supercoppa Italiana (calcio)Supercoppa Italiana, ottenuta nel 1996. La Fiorentina è stata la
prima squadra italiana a raggiungere la finale nella massima competizione continentale (Coppa dei Campioni Coppa
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dei Campioni 1956-1957 (calcio)1956-57) ed il primo club a vincere la Coppa delle Coppe (Coppa delle Coppe
1960-19611960-61), prima competizioni UEFA per clubcompetizione UEFA per club vinta da una compagine
italiana. Inoltre è una delle 13 squadre europeeLe 13 squadre sono (in ordine cronologico per raggiungimento della
terza finale mancante): FC BarcellonaBarcellona, Leeds United F.C.Leeds United, Liverpool F.C.Liverpool,
Amburgo SVAmburgo, Juventus Football ClubJuventus, Real Madrid, Fiorentina, AFC AjaxAjax, Bayern Monaco,
Borussia Dortmund, Valencia CFValencia, FC PortoPorto e Arsenal Football ClubArsenal. che hanno disputato le
finali di tutte le tre coppe principali della UEFA (Coppa dei Campioni-UEFA Champions LeagueChampions
League, Coppa delle Fiere-Coppa UEFA e Coppa delle Coppe). StoriaLe origini Le origini della squadra viola
vengono datate 1898 quando viene creato il primo gruppo calcistico della città di Firenze chiamato "Florence
Foot-Ball Club". Il club, aristocratico e chiuso, era composto da un'élite anglo-italiana per cui il popolo non aveva
alcun interesse a seguirlo. Nel 1902 però un gruppo di giovani (tra cui Italo Capanni, Mario Meloni e un certo signor
Galluzzo) creò la "Itala F.C.": il campo da gioco si trovava a Campo di Marte (Firenze)Campo di Marte. Nello stesso
periodo nasce il "Club Sportivo Firenze" (1903), che inizialmente si dedicò solo al ciclismo ed altri sport minori e
solo in seguito si occupò anche di calcio. Nel 1908, poi, nasce il "Firenze Football Club" tra i cui fondatori ci fu
Oreste Gelli. Questa volta il campo da gioco era il Prato del Quercione, al Parco delle Cascine.Nel 1910 la "Palestra
Ginnastica Fiorentina Libertas" (fondata nel 1877) istituisce anche essa una sezione dedicata al calcio, nata in realtà
per una scissione interna al "Firenze Football Club". Entrambi giocarono sul Prato del Quercione, ma i due terreni da
gioco vennero separati da una corda sorretta da qualche picchetto piantato per terra. Il dissidio tra le due società
crebbe: gli sportivi della Libertas venivano chiamati "ghiozzi rossi" a causa dei frequenti tuffi nel fosso che
delimitava il campo (come i pesci chiamati volgarmente Ghiozzoghiozzi), per recuperare il pallone e per la loro
maglia di colore scarlatto che indossavano. Questi stessi furono sfrattati dalle Cascine e andarono presso il campo di
via Bellini, inaugurato il 22 aprile 1922.La fondazione Manica sinistraMagliettaMagliettaManica
destraPantalonciniCalzettoniClub Sportivo FirenzeAlla fine le uniche squadre calcistiche che spiccavano a Firenze
erano il "Club Sportivo Firenze" e la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas. Nessuna delle due però era
particolarmente brillante in campo nazionale. Per risolvere questo problema i due club sportivi pensarono di fare un
sacrificio fondendo le due squadre per dare vita ad una nuova società che fosse più forte, sia come qualità che come
fondi economici. È importante sottolineare che anche gli orientamenti del nascente fascismoregime fascista in
materia di sport spingevano i sodalizi più recenti alla fusione ed all'accorpamento (ogni frazionismo che dividesse le
città, anche solo in ambito sportivo, era infatti visto con sospetto dal regime). È indicativo di tale tendenza il fatto
che le società nate in quel periodo, come l'Società Sportiva AmbrosianaAmbrosiana, il Società Sportiva Calcio
NapoliNapoli, la Associazione Sportiva RomaRoma e, appunto, la Fiorentina, furono il frutto di unioni di società
preesistenti e, sia nel caso dei viola che in quello dei giallorossi, artefici delle fusioni fossero proprio i federali
fascisti provinciali Luigi Ridolfi Vay da Verrazzano e Foschi (mentre per l'Ambrosiana la richiesta venne addirittura
avanzata da Benito MussoliniMussolini in persona). Il 3 luglio 1926 (anche se, alcuni documenti, riportano la data
del 7 luglio 1926) la Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas giocò la sua ultima partita ufficiale (ultima giornata del
Campionato di Seconda Divisione della Lega Nord) contro il Prato con la seguente formazione: Sbrana, Farina,
Posteiner, Barigozzi, Magnifico, Salvatorini, Mazzacurati, Focosi, Csapkay, Segoni II, Baldini. Il risultato finale:
1-1, con reti di Miliotti per i lanieri e pareggio gigliato di Baldini. La Seconda Divisione
1925-1926#Girone_Cclassifica finale consentì alla squadra fiorentina l'ammissione alla rinnovata cadetterìa, nel
quadro della riforma dei tornei della FIGC intervenuta quell'anno. Manica sinistraMagliettaMagliettaManica
destraPantalonciniCalzettoniPGF LibertasGrazie al piazzamento della Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas, la
Fiorentina poté dunque iscriversi al nuovo Campionato di Prima Divisione, equivalente alla Serie B dei giorni nostri.
La Fiorentina venne fondata il 26 agosto 1926 in uno studio notarile dalla fusione tra il "Club Sportivo Firenze" e la
sezione calcio della Palestra Ginnastica Libertas. Il primo presidente fu il Marchese Luigi Ridolfi Vay da
Verrazzano, che rimase tale per quindici anni mentre il primo allenatore fu Károly Csapkay. In quei giorni le
cronache dei giornali furono occupate dalla morte del leggendario Rodolfo Valentino, avvenuta tre giorni prima, e la
notizia fu perciò relegata in uno smilzo trafiletto de La Nazione che si compiacque dell'avvenuta fusione:
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"scomparso il dualismo fra i maggiori sodalizi che praticano questo genere di sport in Firenze è ora possibile vedere
gli ex soci del Club Sportivo e della Libertas fraternizzare"A metà settembre venne annunciata l'amichevole della
squadra fiorentina Le Signe, che batte per 2-1 la neo formazione viola. La Nazione, il 20 settembre 1926, scrive: "Il
debutto della squadra fiorentina che dovrà fra breve iniziare il campionato di prima divisione non è stato felice. I
concittadini sono stati battuti da Le Signe per 2-1. L'A.C. Fiorentina ha avuto il torto di cominciare un po' tardi gli
allenamenti della squadra. Ma la colpa non crediamo debba ascriversi del tutto gli intendimenti dei dirigenti del
nuovo sodalizio calcistico...'"Manica sinistraMagliettaMagliettaManica destraPantalonciniCalzettoniMaglia
storicaTre giorni dopo la sconfitta con "Le Signe", la Fiorentina disputò un'altra amichevole contro la
Sampierdarenese pareggiando 2-2. Le formazioni della squadra fiorentina schierate nei due tempi furono: 1° tempo:
Serravalli, Posteiner, Bargioni, Salvatorini, Segoni, Tuti, Focosi, Nichel, Bolteni (Volk), Baccilieri, Bandini 2°
tempo: Sbrana, Posteiner, Benassi, Salvatorini, Longoni, Carulli, Baldini, Nichel, Bolteni (Volk), Baccilieri,
Bandini.I colori sociali erano inizialmente gli stessi di Firenze: il bianco ed il rosso. La maglia da gioco era mezza
bianca e mezza rossa anche se da Colle Val d'Elsa nel 1927 arrivarono le maglie della Colligiana a spicchi
biancorossi (un dono fatto dai colligiani in onore dell'antica fratellanza Colle-Firenze) che nel 1929, si dice per un
errato lavaggioVedi sezione "#DiviseDivise", portarono al colore viola, colore che piacque subito alla dirigenza ed ai
tifosi, e per questo divenne quello ufficiale della squadra. Ovviamente, i motivi che portarono alla scelta del viola
nell'estate del 1929, hanno un'origine ben più concreta e non hanno alcuna attinenza col "mito" del lavaggio
sbagliato che, per anni, è stato considerato il vero motivo. Gli esordi Campionato 1926-27: l'inizio Rodolfo Volk La
squadra fu ammessa al girone C (anno 1926-192727), ed esordì in campionato, e dunque in una competizione
ufficiale, il 3 ottobre 1926, nel match casalingo contro il Pisa CalcioPisa, terminato poi con una vittoria per 3-1. Quel
campionato per la formazione biancorossa non fu particolarmente brillante, infatti la squadra si classificò al 6° posto
su 10 squadre; fu più che altro un campionato di assestamento e di formazione. Tra tutti i giocatori però si fece
riconoscere un certo Bolteni (della Fiorentina) che alla fine del campionato aveva segnato un totale di 12 reti
diventando così capo cannoniere della stagione. In realtà il suo vero nome era Rodolfo Volk, classe 1906, un biondo
di Fiume (Croazia)Fiume che, essendo sotto Leva militareservizio di leva, non poteva giocare senza l'autorizzazione
delle autorità competenti. Il permesso non gli fu concesso per motivi politici e il giocatore fu così costretto a
presentarsi presso i campi da gioco sotto falso nome. In seguito Volk si trasferirà a Roma divenendo un idolo della
tifoseria giallorossa. Campionato 1927-28: primo posto mancato L'anno successivo la squadra, sempre in Prima
Divisione, fu traslocata nel più abbordabile Girone Sud e alla fine del campionato si guadagnò il secondo posto in
classifica dietro al Associazione Sportiva BariBari. La Fiorentina vince diverse partite: 3-0 contro il Società Sportiva
Tivoli Calcio 1919Tivoli, 5-1 contro il Savoia di Torre Annunziata, 8-0 contro il Società Sportiva Tivoli Calcio
1919Tivoli (partita di ritorno), 1-1 contro il Taranto SportTaranto, 4-1 contro il Savoia di Torre Annunziata (partita
di ritorno). Quest'ultima partita sembrò vinta lealmente, ma dopo più di un mese La Nazione scrive: "possiamo dire
che effettivamente, qualcosa di irregolare vi è stato nella disputa del match e si auspica un'inchiesta da parte della
Federazione, che metta in chiaro le cose". Qualche giorno dopo la Federcalcio emise un verdetto secondo il quale: il
Savoia avrebbe offerto denaro alla Fiorentina per dichiarare forfait; la Fiorentina non avrebbe denunciato il fatto, con
la discriminante di non aver accettato la proposta; il Savoia avrebbe reiterato l'offera al momento del calcio d'inizio
alla Fiorentina, affinché l'incontro si svolgesse a favore della squadra biancorossa, dietro compenso di denaro; la
Fiorentina avrebbe accettato di non incassare l'indennizzo federale, a patto che il Savoia si impegnase a non
dichiarare forfait contro il Bari, ma anzi giocasse la partita in modo leale; la Fiorentina non denunciò il
comportamento scorretto del suo dirigente; la responsabilità del fatto cadeva sul direttore sportivo del Savoia e sul
direttorio della Fiorentina; il presidente Luigi Ridolfi e il consigliere Gino Agostini dovevano essere esclusi. I
provvedimenti furono i seguenti: i direttori del Savoia e della Fiorentina furono squalificati (compresi Ridolfi e
Agostini); la partita non portò alcun punto alle due squadre il Savoia fu multato di Lire 4500, la Fiorentina di Lire
1000 (per le spese d'inchiesta); Luigi Ridolfi fu nominato commissario straordinario della Fiorentina, in quanto non
poteva più essere presidente della squadra. L'ultima partita contro il Associazione Sportiva BariBari fu decisiva per il
campionato; la Fiorentina giocò fuori casa e perse 5-3. Durante la partita ci furono molti incidenti, i giocatori
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fiorentini furono insultati e minacciati dalla tifoseria barese. Il reclamo da parte della società biancorossa non servì e
la squadra si dovette accontentare del secondo posto in classifica con 18 punti a pari merito con la Ternana Calcio,
compagine con cui diede vita ad un altro appassionante duello concluso 3-3 a Firenze e con la vittoria dei gigliati a
Terni per 1-0. Le due formazioni avrebbero dovuto disputare uno spareggio che non venne giocato a causa dei
problemi economici che investirono la societa' umbra.Armadori Giorgio; Armadori Christian (2001). Tra storia e
leggenda, almanacco illustrato della Ternana dalle origini al 2000. Ternana Calcio. ISBN-88-434-0859-3.
Campionato 1928-29: la stagione del ripescaggio La Federcalcio per la Divisione Nazionale 1928-1929stagione
1928-29 modificò l'assetto del massimo campionato volendo formare un unico girone per l'anno successivo; creò
così due gironi formati ognuno da 16 squadre: le prima otto di ogni girone avrebbero fatto parte della Serie A
dell'anno successivo, le successive sei avrebbero formato la Serie B, mentre le ultime due sarebbero state retrocesse
nell'allora Prima Divisione, torneo che di lì a poco tempo avrebbe generato la Serie C. La Fiorentina, inclusa nel
girone B, arrivò ultima con soli 12 punti e 5 partite vinte, 26 reti fatte e 96 subite. La squadra era sempre allenata da
Csapkay, ma a lui si aggiunse l'ungherese Gyula Feldmann che gli rimase al fianco pure per la stagione successiva.
Alla rosa dei giocatori quell'anno si aggiunsero Meucci, Luchetti e Chiecchi. Il portiere della Fiorentina, Pieri, viene
sostituito da Sernagiotto dopo due pessime prestazioni: 0-3 in casa contro l'Ambrosiana e 0-11 a Torino contro la
Juventus. La settimana dopo però disputò una notevole partita contro il Genoa che schierava in campo la formazione:
De Prà, Lombardo, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Parodi, Puerari, Bodini, Catto, Chiecchi, Rosso. La Fiorentina
passò in vantaggio nel primo tempo con un gol di Pilati IV, ma il Genoa riuscì a fare due gol negli ultimi tre minuti
finali dell'incontro. I tifosi fiorentini ritennero l'arbitro, un certo signor Galassi, piuttosto parziale nei confronti della
squadra ospite. La situazione diventò pericolosa a tal punto che i dirigenti della Fiorentina dovettero accompagnare il
direttore di gara in macchina fino alla stazione di Signa, dove l'arbitro fu comunque aggredito. Il campo da gioco di
Firenze venne così squalificato per una giornata. La settimana dopo perse ancora, stavolta contro il Napoli per 2-7,
mentre la settimana ancora successiva ci fu un'altra sconfitta contro la Lazio per 0-4 sul campo neutro di Modena.
Fortunatamente per i viola, la FIGC decise di ritoccare lo schema definitivo dei nuovi tornei nazionali, e la squadra
di Firenze venne così ripescata in Serie B. Campionato 1929-30: la Serie B La prima formazione in maglia viola: era
il 22 settembre 1929 La caratteristica maglia viola con il distintivo a sinistra sul petto raffigurante il giglio rosso in
campo bianco simbolo e stemma di Firenze (da cui l'aggettivo gigliati con cui i giocatori della squadra vengono
spesso citati) fu indossata ufficialmente il 22 settembre 1929 in una amichevole con la A.S. RomaRoma. Si dice che
le maglie viola furono adottate per un caso fortuito: le maglie biancorosse vennero mal lavate da una lavandaia in un
fiume, stingendo e assumendo un colore violaceo. In realtà pare che fu il marchese Ridolfi in persona a volere il
cambio del colore nel viola come espressione cromatica del giglio fiorentino. A tal proposito Indro Montanelli, tifoso
della Fiorentina, ha sempre sostenuto che quel colore "appartenesse" alla città al di là dell'errore del lavandaio (una
leggenda che a dire il vero si ripete nella storia di molte altre squadre) in quanto a suo giudizio furono proprio degli
alchimisti fiorentini del trecento ad ottenere artificialmente il viola. Appresi i segreti dalle popolazioni orientali del
Meditterraneo, infatti, queste persone fecero di Firenze il più importante centro di produzione occidentale del
suddetto colore, ottenuto attraverso un particolare lichene del gruppo delle Roccellaceae (da cui il nome della
famiglia fiorentina dei Rucellai), la Roccella tinctoria , alla quale diedero il nome di oricello, dal latino òra, che sta
per estremità, confine. Difatti, il viola è collocato all’estremo dello spettro cromatico (già allora, ovviamente visibile
nel fenomeno dell’arcobaleno) e dopo questo colore si estende un altro territorio, la gamma degli ultravioletti, il
mondo dell’invisibile, non percepibile dai sensi ma solo dall'intuito. È questo il viola universalmente associato al
fantastico, all’incantesimo e alla magia. Ai fiorentini successivamente il cambio di colore piacque e fu quindi deciso
di adottarlo definitivamente.Nella sua prima stagione di Serie B (Serie B 1929-19301929-30) la Fiorentina si
classificò quarta con 40 punti. La formazione viola tipica di quest'annata era: Sernagiotto, Magli, Renzo, Sinibaldi,
Staccione, Pizziolo, Neri, Luchetti, Staffetta, Baldinotti, Galluzzi, Rivolo. Tra questi Mario Pizziolo (Pizziolo I) e
Bruno Neri finirono a giocare in Nazionale di calcio dell'Italianazionale.Campionato 1930-31: la promozione in A Il
Serie B 1930-1931campionato 1930-31 della Serie B lo vinse proprio la Fiorentina che conquistò la vetta della
classifica con 46 punti. Il punto decisivo fu segnato sul campo della Spezia Calcio 1906Spezia Calcio con una rete
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del fiorentino Fortunato BaldinottiBaldinotti. La Fiorentina giunse a parimerito con il Associazione Sportiva
BariBari, proprio la compagine che tre anni prima aveva strappato il titolo cadetto ai gigliati. La squadra viola si
guadagnò così la Serie A. In casa riuscì sempre a segnare almeno una rete anche se non riportò mai risultati eclatanti.
Alla formazione si erano aggiunti il portiere Bruno Ballante, detto "il gatto magico", (acquistato dalla Associazione
Sportiva RomaRoma) e il difensore Renato Vignolini. La formazione di quell'anno fu: Ballante, Corbyons (Magli
R.), Vignolini, Staccione, Pizziolo I (Neri), Neri (Pizziolo II), Luchetti, Staffetta (Moretti), Baldinotti, Galluzzi,
Rivolo.Luigi Ridolfi Vay da VerrazzanoLuigi Ridolfi aveva intanto ripreso la presidenza della squadra, dopo essere
stato nominato Commissario Straordinario nel 1928. Proprio quando la Fiorentina riceveva la promozione per la
Serie A, il Marchese pensò di dimettersi a causa di altri impegni politici e sportivi. La Federcalcio però invitò Ridolfi
ad assumere almeno la carica di Commissario Straordinario, che venne acettata volentieri. La serie A Campagna
acquisti: Pedro Petrone l'artilleroPedro Petrone La Fiorentina che adesso era giunta in serie A aveva il problema di
dover sostenere in campo squadre di alto calibro come la Juventus Football ClubJuventus, il Genoa Cricket and
Football ClubGenoa, l'Società Sportiva AmbrosianaAmbrosiana, il Bologna Football Club 1909Bologna e la
Associazione Sportiva RomaRoma. Per questo la squadra viola pensò di comprare alcuni giocatori tra cui il difensore
Gazzari dalla Unione Sportiva Triestina CalcioTriestina, il centrocampista Giuseppe Bigogno dal Associazione
Calcio LegnanoLegnano, Alfredo Pitto, che nel 1931 regalerà alla Fiorentina la prima maglia azzurra, e Antonio
Busini dal Bologna Football Club 1909Bologna, Gastone Prendato dal Calcio PadovaPadova. Anche l'allenatore
Feldmann, ormai solo dopo che Csapkay se ne andò, fu cambiato perché ritenuto inadatto alla Fiorentina di serie A.
Fu chiamato così Hermann Fellsner, Austriaaustriaco, dal Bologna Football Club 1909Bologna. Alla Fiorentina
mancava però un centravanti solido che potesse portare la squadra al prestigio. Prima dell'inizio del campionato fu
acquistato per trentamila lire dal Club Nacional de FootballNacional l'uruguaiano Pedro Petrone, detto l'artillero.
Petrone era stato il protagonista delle Giochi della VIII Olimpiadeolimpiadi del 1924 a Parigi e a quelle di Giochi
della IX OlimpiadeAmsterdam del 1928, quando aveva condotto la nazionale "celeste" alla Calcio ai Giochi della IX
Olimpiademedaglia d'oro. Nei Campionato mondiale di calcio 1930mondiali del 1930 invece, l'attaccante deluse le
aspettative, nonostante si giocasse in Uruguay e nonostante il titolo mondiale vinto. Era quindi un campione in cerca
di riscatto quello che sbarcò a Genova con un lussuoso transatlantico il 6 agosto 1931. Petrone percepiva uno
stipendio di duemila lire mensili (il doppio di un funzionario di stato di alto livello, ma la metà circa di quello di
Raimundo OrsiOrsi alla Juventus). Arrivò insieme a lui, il difensore Guido Laino del Penarol. Laino tuttavia subì
uno strappo muscolare in allenamento che lo fece rientrare in Uruguay dopo pochi mesi senza che potesse mai
esordire in maglia viola.Petrone arrivò in Italia senza scarpe da calcio; girò diversi negozi a Firenze per trovare delle
calzature che gli andassero bene. Addirittura la direzione della squadra telegrafò a Montevideo per richiedere le
scarpe personali del giocatore. Durante una visita a Bologna presso l'amico Sansone trovò un paio di scarpe che gli
calzavano a pennello (probabilmente presso via Rizzoli). Dopo essere tornato a Firenze durante un allenamento sul
campo della Giglio Rosso, sul Viale dei Colli, tirò un calcio così forte al pallone che, dopo aver oltrepassato la rete
di protezione, questo spaccò la vetrata di una villa nei pressi. Amante del tango e della vita comoda, meno, secondo
le cronache, della cucina italiana, Petrone legò molto con il compagno di squadra e compatriota Carlos Gringa, che a
differenza dell'artillero rimase tutta la vita a Firenze. Dopo una prima stagione esaltante, Petrone disputò il suo
secondo campionato in tono minore. La retrocessione ad Ala (calcio)ala destra decretata dall'allenatore Hermann
FelsnerFelsner durante la seconda stagione in viola, lo portò a forti contrasti col tecnico. La decisione della società di
schierarsi con l'allenatore e di multarlo con un'ammenda di duemila lire spinse Petrone ad abbandonare la squadra il
24 marzo del 1933 con una rocambolesca fuga nella notte, per fare ritorno in Uruguay. Giovanni Berta: il nuovo
stadio Ponteggi per la costruzione della Curva Ferrovia. Con la promozione in Serie A il vecchio stadio che si
trovava in via Bellini non era più adatto. Il nuovo stadio, voluto dal marchese Luigi Ridolfi Vay da VerrazzanoLuigi
Ridolfi (che nel frattempo aveva ripreso la presidenza della squadra dopo i fatti di Torre Annunziata del 1928),
doveva sorgere alle Parco delle CascineCascine, dove c'erano già diversi impianti sportivi. Successivamente però fu
presa la decisione di costruirlo presso Campo di Marte (Firenze)Campo di Marte, il quale offriva più spazio e più
facilità di comunicazione essendo vicino alla ferrovia. Il progetto venne affidato all'architetto Pier Luigi Nervi.
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Inizialmente lo stadio fu intitolato a Giovanni Berta, un caduto fascista. Dopo la seconda guerra mondiale il nome fu
cambiato semplicemente in "Comunale", mentre nel 1991 prese definitivamente il nome di "Artemio Franchi" in
onore dell'ex presidente della FIGC oltre che dirigente della Fiorentina.Venne inaugurato il 13 settembre 1931; quel
giorno fu disputata una gara amichevole arbitrata da Bevilacqua che oppose i gigliati agli austriaci dell'VfB Admira
Wacker MödlingAdmira di Vienna e che si concluse con la vittoria dei viola per 1-0 con la rete di Petrone. Le
cronache dell'epoca ricordano che il pallone dell'incontro venne lanciato da un aeroplano che, pilotato dal pilota
acrobatico fiorentino Vasco Magrini, sorvolò lo stadio prima dell'inizio dell'incontro. Le due formazioni in campo
erano: Fiorentina: Ballante, Gazzari, Vignolini, Pizziolo, Bigogno, Pitto, Prendato, Busini, Petrone, Galluzzi
(Bonesini), Rivolo Admira: Zohler, Janda, Paolich, Mirschitza, Hummenberger, Porcht, Ranft, Klima, Steuber,
Cernitz, Langer.In realtà, il terreno del nuovo stadio, venne calcato dalla squadra viola il 10 settembre 1931 quando
superò, in amichevole, il Montevarchi per 6 reti a zero (4 gol di Petrone). Gli anni d'oro: I due scudetti La
formazione Campione d'Italia Serie A 1955-19561955-56Enrico Albertosi in maglia viola, nelle stagioni tra i due
scudetti Nella Serie A 1955-1956stagione 1955-56 la squadra gigliata ottiene il suo primo scudetto. Il presidente di
allora, Enrico Befani, industriale tessile pratese, costruì un'ottima squadra, soprattutto con gli innesti dell'attaccante
Miguel Montuori, argentino di origine sorrentina andato in Cile a cercare fortuna calcistica, e dell'asso brasiliano
Julio Botelho, detto Julinho, i quali, con il loro estro e la tecnica sopraffina, fecero aumentare notevolmente la
capacità offensiva del gioco. Bernardini aveva apprezzato Julinho ai mondiali (Svizzera 1954), lo considera la più
forte ala destra del mondo, un giocatore completo per il genio, la forza atletica, lo scatto bruciante, la naturalezza con
cui guida il gioco offensivo della squadra. Gioco rifornito assiduamente da un centrocampo di alto spessore tecnico,
costituito dalla mezzala Guido Gratton e dal mediano Armando Segato, coadiuvati da un'ala tornante, ruolo ricoperto
a turno da Maurilio Prini e Claudio Bizzarri. Completava la formazione un reparto difensivo, arcigno e grintoso nei
contrasti come lo stopper Beppe Chiappella ed il terzino Ardico Magnini, ma anche classico e capace di passaggi
precisi come il centromediano e capitano Francesco Rosetta e l'altro terzino Sergio Cervato. Il portiere
(calcio)portiere era un giovanissimo Giuliano Sarti che in futuro avrebbe ricoperto quel ruolo nella leggendaria F.C.
Internazionale degli anni 60. Per la squadra allenata da Fulvio Bernardini con i gol di Montuori e di Giuseppe Virgili
è una marcia trionfale; i viola arrivano imbattuti all'ultima giornata – sconfitti dal Genoa a Marassi (3-1, raggiunti ad
un quarto d'ora dalla fine con un rigore regalato e battuti due volte negli ultimi 5'). Lo scudetto, conquistato con largo
anticipo, era già stato festeggiato la domenica precedente, in occasione dell'ultima partita casalinga (4-1 alla Lazio),
il 27 maggio. La gara venne preceduta dalla sfilata del calcio storico. Nella stagione 1956-1957 la Fiorentina
partecipò alla Coppa dei Campioni, e fu la prima squadra italiana a disputare una finale nel prestigioso torneo. Ciò
avvenne nel 1957 contro il Real Madrid di Alfredo Di Stefano perdendo per 2 a 0. Come voleva il regolamento
dell'epoca, la finale si disputò nello stadio della squadra detentrice del torneo il Santiago Bernabéu (stadio)Santiago
Bernabéu di Madrid. In un contesto ambientale eccezionalmente sfavorevole, centomila spettatori assiepati sulle
gradinate ed il "caudillo" Francisco Franco in persona in tribuna d'onore, la squadra viola resse sullo zero a zero sino
a venti minuti dalla fine dopo che nel primo tempo Julinho aveva sprecato clamorosamente una palla gol per la
Fiorentina. Decisivo si rivelò, per le sorti della gara, il rigore, trasformato da Di Stefano al 68° minuto, penalty che,
come già rivelato dai cinegiornali dell'epoca, fu molto contestato e tutt'oggi appare molto dubbio. Storia della
Champions League - Gazzetta.it Fu poi il sigillo di Gento, sette minuti più tardi ad assegnare alle "merengues" la
loro seconda coppa dei campioni. La formazione Campione d'Italia Serie A 1968-19691968-69 In campionato
colleziona una serie di 4 secondi posti consecutivi, e nella stagione 1960-1961 è la prima squadra italiana a vincere
un trofeo internazionale,ovvero la Coppa delle Coppe: nella prima edizione, batté in una doppia finale i favoritissimi
scozzesi del FC Rangers di Glasgow, con la doppia vittoria per 2-0 e 2-1. Si ripete nella stagione seguente,
giungendo nuovamente in finale contro un'altra squadra di rango, l'Atletico Madrid: nella prima gara riesce ad
impattare per 1-1, e nella ripetizione viene travolta per 3-0 dai madrileni. Nel Serie A 1968-19691968-69 la
Fiorentina vince il suo secondo titolo nazionale (scudetto). Dopo una partenza in sordina, la Fiorentina si inserisce
fra Milan e Cagliari e, perdendo una sola partita in tutto il campionato (3-1 con il Bologna), le stacca e non si fa più
riprendere conquistando lo scudetto con una giornata di anticipo andando a vincere a Torino in casa della "odiata"
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Juventus 2-0. Protagonisti principali di questa squadra furono Chiarugi, De Sisti, Amarildo, Esposito, Merlo,
Maraschi, Ferrante, Brizi, Rizzo e Superchi, tutti sotto la guida dell'allenatore Bruno Pesaola. Da Pontello ai Cecchi
Gori Anni '80: l'era dei Pontello Giancarlo AntognoniRoberto Baggio Gli Anni 1970anni '70, se si esclude la vittoria
della Coppa Italia 1974-1975 (calcio)Coppa Italia nel 1975, sono abbastanza deludenti per la compagine viola. La
Fiorentina staziona a metà classifica rischiando per ben due volte ('70-'71 e '77-'78) l'onta della B. Delle giovani
speranze acquistate nella prima metà del decennio, come Moreno Roggi, Vincenzo Guerini, vittime di gravissimi
infortuni, e Giancarlo AntognoniAntognoni solo quest'ultima si conferma ad altissimi livelli. Proprio Antonio, come
verrà soprannominato dai suoi tifosi, diverrà uomo simbolo e capitano per numerosi anni del club viola. Dal vivaio
escono talenti come Claudio DesolatiDesolati e soprattutto Giovanni Galli. Sono anni di presidenze oculate, Ugolini,
ed oneste ma povere, come quella di Melloni, ed in campo, di dignitosi giocatori come, Alessio Tendi, Steno Gola,
Giancarlo Galdiolo e Marco Rossinelli. La squadra non riesce ad uscire dal grigiore e della mediocrità. Campionato
1981-1982: Ad un passo dallo scudetto Negli Anni 1980anni '80 subentra una nuova dirigenza, quella dei Flavio
PontelloPontello, costruttori edili a capo di una impresa multinazionale. Nel 1981 i Pontello attuano delle scelte
come il cambio dell'inno e, soprattutto, del giglio, simbolo della squadra, che creeranno non poche polemiche fra i
tifosi, ma a queste si contrappongono delle operazioni di mercato che portano in viola giocatori di alto livello come
Francesco GrazianiGraziani e Eraldo PecciPecci dal Torino, il centrocampista tecnico Daniel BertoniBertoni dal
Sevilla Fútbol ClubSiviglia, il centrocampista rivelazione dal Monza Daniele MassaroMassaro e il massiccio
difensore Pietro VierchowodVierchowod in prestito dalla Sampdoria; inoltre arrivano altri giocatori come
Casagrande. Tutta la squadra girava intorno a Giancarlo AntognoniAntognoni e cominciò un'emozionante testa a
testa con la Juventus. Il 9 ottobre 1981, avvenne un grave incidente ad Antognoni: al 57' minuto della partita
Fiorentina-Genoa (finita poi 3-2 per i viola) il portiere Silvano MartinaMartina, durante un'uscita, colpì con le
ginocchia il viso del centrocampista viola, che rimase a terra privo di sensi. Dopo questo infortunio, che sul
momento fece temere per l'incolumità del giocatore (riportò una frattura alle ossa craniche, con grave rischio per la
sua stessa vita), rimarrà fuori dai campi di gioco per quattro mesi. Successivamente, l'allora direttore sportivo Corsi
decise di acquistare Luciano Miani nel mercato invernale per prendere temporaneamente il posto del capitano della
formazione gigliata. Il rientro di Antognoni avvenne poi nel match casalingo vinto per 1-0 contro il Cesena, mentre
in Napoli-Fiorentina (terminata 0-1) tornò al gol con un pallonetto dopo una discesa di 40 metri. All'ultima giornata,
Fiorentina e Juventus Football ClubJuventus erano appaiate a 44 punti e i viola giocavano a Cagliari mentre la
Vecchia Signora era di scena a Catanzaro; Graziani realizzò una rete che l'arbitro Maurizio MatteiMattei annullò per
un discutibile fallo di Bertoni sul portiere sardo, mentre la Juventus vinse 1-0 a Catanzaro su rigore di William
BradyBrady per fallo di mano di un difensore calabrese. Successivamente a questa delusione fra i tifosi viola nacque
il motto Meglio Secondi che Ladri.1990: I tifosi viola scendono in piazza Il 1990 in Italia sarà ricordato per i
Mondiali di calcio disputati proprio nel nostro paese ma anche per la rivolta contro i Pontello riguardo la questione
Roberto BaggioBaggio. La Fiorentina era intanto tornata nel grigiore dei vecchi tempi: la squadra lottava per la
salvezza in campionato mentre si esaltava in Coppa UEFA 1989-1990Coppa UEFA, eliminando, nel seguente
ordine, squadre come l'Atletico Madrid, i francesi del Sochaux e dell'AJ AuxerreAuxerre, i sovietici della Dinamo
Kiev e in semifinale i tedeschi del Werder Brema. In finale, per la prima volta nella storia della manifestazione,
arrivano due squadre italiane: la Fiorentina e la Juventus Football ClubJuventus. Durante il match d'andata, la
Fiorentina perde per 3-1 a Torino contro la Juventus e, pareggiando per 0-0 ad Avellino (il campo di Firenze era
chiuso per i lavori di Campionato mondiale di calcio 1990Italia 90 e il sostitutivo di Perugia venne squalificato dopo
la semifinale con il Werder Brema), consegnarono di fatto alla squadra juventina la Coppa UEFA 1989-1990. Ma i
fiorentini erano più allarmati dal fatto che Roberto BaggioBaggio potesse andarsene e di fatto il giorno dopo la finale
di Coppa UEFA, i Pontello annunciarono la sua cessione alla squadra più odiata da Firenze, la Juventus. Inoltre i
Pontello dichiararono che nonostante la cessione del giocatore, loro sarebbero rimasti a Firenze alla guida della
società viola. Fu questa la scintilla che scatenò il popolo Viola, che scese in piazza a protestare cingendo d'assedio la
sede della Fiorentina e l'abitazione della famiglia proprietaria della squadra. Furono giorni di tensioni e scontri in
città con numerosi arresti e denunce tra i tifosi viola, inferociti, non tanto dalla vendita del loro campione, ma dal
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ACF Fiorentina
proclama della proprietà di non passare la mano ad un successore; questa rivolta di piazza in effetti non fece altro che
accelerare la trattativa di passaggio di proprietà dai Pontello ai Cecchi Gori. Anni '90: l'era dei Cecchi Gori Nel 1990
i Pontello, contestatissimi per aver venduto Baggio ai rivali storici della Juventus Football ClubJuventus, cedono il
testimone vendendo la Fiorentina al famoso produttore cinematografico Mario Cecchi Gori, che però scompare il 5
novembre 1993. 1992-1993: retrocessione in B dopo 54 anni Per consentire alla Fiorentina di risollevarsi dagli ultimi
anonimi campionati, Cecchi Gori decise di investire nella campagna acquisti, portando a Firenze giocatori come
Stefan Effenberg e Brian Laudrup dal Bayern Monaco, Francesco Baiano dal Foggia e Fabrizio Di Mauro dalla
Roma. A inizio stagione la squadra veleggiava nelle zone dell'alta classifica, e fra le prestazioni fornite venivano
alternate vittorie larghe (7-1 in casa contro l'Ancona) a sconfitte altrettanto pesanti (3-7 in casa contro il
Associazione Calcio MilanMilan). La stagione sembrava continuare per il meglio, ma il 3 gennaio 1993 l'allenatore
Luigi Radice fu esonerato da Vittorio Cecchi Gori (ancora vice-presidente) nel corso di un chiarimento nello
spogliatoio viola. La ragione ufficiale dell'esonero fu la sconfitta casalinga contro l'Atalanta Bergamasca
CalcioAtalanta, 1 - 0 con gol di Carlo Perrone. In sostituzione di Radice arrivò, dopo una serrata trattativa condotta
in un noto Hotel del centro di Firenze, Aldo Agroppi, ma a giudicare del tripudio mediatico che si stava scatenando
sembrava che a sedersi sulla panchina viola sarebbe stato Johan_CruijffCruijff. La squadra, dopo questo
avvicendamento, ebbe un calo spaventoso inanellando una serie di partite senza vittorie tanto da esserne schernita da
varie tifoserie avversarie (memorabile lo striscione "Produttore: Vittorio Cecchi Gori, regista: Aldo Agroppi, titolo:
Le comiche"). Dopo varie giornate, Agroppi fu sostituito da Luciano Chiarugi (in coppia con Giancarlo Antognoni)
che non riuscirono però a salvare la Fiorentina. Il 6 giugno 1993, ultima giornata del campionato, Udinese e
Fiorentina si contendevano un posto per rimanere in Serie A: la squadra viola giocava in casa contro un Foggia
ormai salvo da tempo e l'Udinese era di scena a Roma. La Fiorentina vinse per 6-2 ma il pareggio fra Roma e
Udinese, dovuto ad un gol del bianconero ed ex romanista Stefano Desideri che aveva percorso gran parte del campo
con il pallone fra i piedi, condannò i viola ad una retrocessione in Serie B arrivata nuovamente dopo
cinquantaquattro anni. La morte di Mario Cecchi Gori Il 5 novembre 1993 scompare il famoso produttore
cinematografico e da tre anni presidente della società viola Mario Cecchi Gori, probabilmente per infarto. Una folla
immensa partecipa alle sue esequie e tributa un lunghissimo applauso. Il testimone della presidenza gigliata passa al
figlio Vittorio Cecchi GoriVittorio. 1993-1995 Gabriel Batistuta, capitano e calciatore simbolo della Fiorentina degli
anni '90 Vittorio Cecchi Gori fu affiancato dalla madre Valeria, presidente onorario. Il nuovo presidente avrebbe
ingaggiato successivamente giocatori del calibro di Francesco Toldo, Anselmo Robbiati, Manuel Rui Costa, Andrej
Kančelskis, Edmundo ed Enrico Chiesa. Il campionato di B del 93-94, con Batistuta in attacco ed altri giovani validi,
fu conquistato dalla Fiorentina che, con alla guida Ranieri, lo vinse con qualche giornata d'anticipo, riconquistandosi
così dopo un anno la partecipazione al massimo campionato italiano. Tornata in Serie A, la Fiorentina si rinforza
acquistando alcuni giocatori, tra i quali spiccano Manuel Rui Costa, astro nascente del Benfica, ed il neo campione
del mondo Marcio Santos: il primo instaurerà un legame speciale coi tifosi, il secondo si rivelerà una delusione e
verrà ceduto dopo soltanto un anno. Ma è soprattutto l'anno di Gabriel Batistuta, che diverrà capocannoniere del
torneo e infrangerà il record di reti consecutive, battendo quello stabilito precedentemente da Ezio Pascutti. La
Fiorentina si piazzerà decima in campionato a fine stagione. 1995-1996: Il primo trofeo della gestione Cecchi Gori
Nella stagione 1995-1996 la Fiorentina si rinforza in difesa acquistando Lorenzo Amoruso e Emiliano Bigica dal
Bari CalcioBari, lo svedese Stefan Schwarz dall'Arsenal Football ClubArsenal e Michele Serena dalla Sampdoria. La
squadra si inserì subito nei piani alti della classifica e a gennaio del 1996 sembrava che potesse lottare per lo
scudetto insieme a Associazione Calcio MilanMilan e Juventus Football ClubJuventus, ma non avendo rinforzi adatti
in panchina, la stagione si concluse con un ottimo 3° posto a pari merito con la Lazio di Zdeněk Zeman. Nel finale di
stagione, in ogni modo, il traguardo più desiderato da tutti i tifosi fiorentini era ritornare a vincere la Coppa Italia
(calcio)Coppa Italia dopo 21 anni dall'ultima conquistata nel 1975. L'obiettivo pareva meno difficile del tricolore,
soprattutto dopo la travolgente cavalcata della squadra viola verso la finale che vide anche l'eliminazione netta
dell'Inter con un 3-1 a Firenze e uno 0-1, caratterizzato da un delizioso gol in Glossario calcistico#Ppallonetto di
Batistuta. Durante la finale d'andata giocata a Firenze, la Fiorentina sconfisse l'Atalanta Bergamasca CalcioAtalanta
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per 1-0 con un gol di Batistuta da fuori area;. Nel ritorno a Bergamo, la formazione viola si impose per 2-0 con reti
di Lorenzo Amoruso e ancora di Batistuta. La Coppa Italia era tornata a Firenze e memorabili furono i
festeggiamenti, con la squadra che di ritorno da Bergamo con la Coppa si ritrovò uno stadio con oltre 40.000 persone
festanti alle tre del mattino. 1996-1998: fine del ciclo Ranieri e l'annata di Malesani La stagione Serie A
1996-19971996-1997 iniziò con la vittoria in Supercoppa italiana di calcioSupercoppa italiana contro il Associazione
Calcio MilanMilan per 2-1 a Stadio Giuseppe MeazzaSan Siro. A decidere l'incontro fu la doppietta
(calcio)doppietta di Batistuta , che rese vano il gol di Dejan Savićević per il Milan. La Fiorentina fu la prima squadra
non scudettata a vincere questo trofeo. La festa fu doppia perché la vittoria fu conseguita il 25 agosto 1996, la vigilia
del 70esimo anniversario della fondazione della società viola. Nel ritiro della formazione toscana, intanto, arrivarono
Luis Oliveira, Aldo Firicano e Vittorio Pusceddu dal Cagliari CalcioCagliari. Si tentò di ripetere la stagione
precedente in campionato, ma la squadra cominciò a deludere, mentre in Coppa delle Coppe, pur soffrendo, la
formazione avanzava di turno e cominciava a pregustare la finale. Nel gennaio del 1997, inoltre, Cecchi Gori svelò la
famosa "ciliegina" che aveva promesso alla squadra, l'acquisto del centrocampista Russiarusso Andrej Kančelskis,
che però, a causa di un difficile adattamento durante la stagione in corso ed una serie di problemi fisici, deluse le
attese con Ranieri. Il cammino dei viola in Coppa s'interruppe in semifinale contro il Futbol Club
BarcelonaBarcellona perché la squadra, pur pareggiando al Camp Nou per 1-1 con uno storico gol di Batistuta
(rimase celebre il suo gesto con il dito davanti alla bocca per zittire gli 80 mila tifosi catalani presenti allo
stadiohttp://it.youtube.com/watch?v=UR8m8pbeBKY), perse in casa per 2-0 contro la formazione catalana e venne
eliminata. Fallita anche la qualificazione per la Coppa UEFA, Cecchi Gori decise di esonerare l'allenatore Claudio
RanieriRanieri e di chiamare per la stagione successiva il giovane Alberto Malesani che ben aveva fatto in Serie B
col Chievo. Nella campagna acquisti per la stagione Serie A 1997-19981997-1998 l'arrivo più acclamato fu quello
del Brasilebrasiliano Edmundo, accompagnato al suo arrivo da fama di gran calciatore e di personaggio turbolento,
soprannominato O' Animal. La stagione di Malesani verrà ricordata soprattutto per il divertente accadimento della
prima giornata di campionato: la Fiorentina era impegnata a Udine e con due prodezze di Batistuta era riuscita a
vincere per 3-2 contro l'Udinese. Finita la partita, l'allenatore corse pieno di gioia sotto la curva dei tifosi viola,
festeggiando con loro, episodio che gli attribuì il soprannome L'Allenatore Ultrà. La Fiorentina di Malesani si
dimostrò una "mina vagante", perdendo con formazioni modeste e vincendo con le squadre più blasonate, ma
mostrando sempre un gioco spumeggiante e divertente. Malesani fu anche molto sfortunato nel gestire l'organico,
che spesso risentì dei gravi infortuni come quello del russo Kančelskis, che aveva iniziato un campionato in gran
forma ma fu subito arrestato da una serie di infortuni alla caviglia che lo tennero fuori per vari mesi. Il duo, ormai
ampiamente rodato, Rui Costa-Batistuta fu autore di un'altra prestazione stagionale a livelli elevati, esaltata dall'estro
del brasiliano Edmundo che, disponibile da gennaio, divenne presto uno degli idoli della tifoseria.Malesani, tuttavia,
entrò in pessimi rapporti durante la primavera con il presidente Cecchi Gori, il quale decise a fine campionato di
esonerarlo. Dopo un periodo di vacanza della panchina viola e varie voci sull'arrivo di Renzo Ulivieri dal Bologna o
del tifoso viola Emiliano MondonicoMondonico, il presidente propose la panchina della sua squadra a uno dei più
grandi allenatori del momento, Giovanni Trapattoni, che accettò. 1998-2000: l'era Trapattoni Giovanni Trapattoni
Nel Serie A 1998-1999campionato 1998-99 la Fiorentina, allenata da Trapattoni, lottò a lungo per lo scudetto e si
laureò campione d'inverno, guidata soprattutto da un Batistuta in forma strepitosa. Dovette, poi, cedere il primato a
febbraio, a causa di un infortunio del suo goleador, mentre Edmundo attirò su di sé critiche per essersi recato al
carnevale di Rio de Janeiro mentre la squadra era in difficoltà. La squadra a fine stagione si piazzò comunque terza,
riuscendo ad accedere al terzo turno preliminare della UEFA Champions League, che, con la nuova formula
inaugurata quello stesso anno, permetteva alle squadre italiane classificatesi al terzo e quarto posto di tentare di
accedere alla prima fase a gironi della più importante competizione europea. In ambito europeo la Fiorentina fu
esclusa dalla Coppa UEFA per una assai discutibile decisione della UEFA: vincente a Zurigo contro il Grasshoppers
e in vantaggio a Salerno, fu estromessa perché dei tifosi salernitani, resisi ostili durante la partita in campionato a
Firenze per degli scontri, gettarono in campo una bomba carta; l'ordigno, diretto verso i giocatori viola che stavano
raggiungendo gli spogliatoi per l'intervallo, colpì invece il quarto uomo, il belga Philippe Flament, ferendolo al
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ginocchio destro. Alla società viola, nonostante precedenti in senso contrario anche in campo internazionale, venne
riconosciuta la responsabilità oggettiva, pur tra l'altro giocando in campo neutro per una squalifica del Franchi
avvenuta 3 anni prima per degli oggetti gettati in campo.Tra il 24 e il 25 luglio del 1999 presso il Giants Stadium di
New York la formazione di Trapattoni si aggiudica in un torneo quadrangolare amichevole la "Gotham Cup"
disputato insieme all'Aston Villa, l'Ajax e Panthinaikos. I viola battono prima i greci 3-0 (gol di Chiesa, Balbo e
Oliveira), poi gli inglesi in finale 4-0 (gol di Mijatovic, 2 di Batistuta e Rui Costa). Nella UEFA Champions League
2000Champions League 1999-2000 i gigliati superano il turno preliminare battendo sia all'andata (3-1) che al ritorno
(0-2) i Poloniapolacchi del Widzew Łódź, rientrando così nel tabellone principale di questa competizione dopo ben
30 anni. Sono poi inseriti in un impegnativo girone con Arsenal Football ClubArsenal, Futbol Club
BarcelonaBarcellona e AIK FotbollAIK Stoccolma. L'inizio è difficile: dopo il pareggio interno per 0-0 contro
l'Arsenal Football ClubArsenal, arriva la netta sconfitta per 4-2 al Camp Nou con il Futbol Club
BarcelonaBarcellona, seguita da un nuovo pareggio per 0-0 in Svezia contro l'AIK FotbollAIK. I viola riescono così
a raccogliere 2 soli punti in 3 partite, rischiando così un'eliminazione anticipata dalla competizione, ma la successiva
vittoria interna contro l'AIK FotbollAIK li rimette in corsa per la qualificazione. Il 27 ottobre 1999 si gioca quindi
Arsenal Football ClubArsenal-Fiorentina, in una partita che, scherzi del calendario e della classifica, qualificherebbe
con un turno d'anticipo la squadra vincitrice del confronto a scapito dell'altra. A vincere questo delicatissimo match è
proprio la squadra viola, che si impone per 0-1 con un gol di Gabriel Omar BatistutaBatistuta al 75', diventando
l'unica squadra italiana di club in grado di sconfiggere una inglese nel vecchio stadio di Wembley Stadium
(vecchio)Wembley prima della sua demolizione. Dopo un inutile ma comunque spettacolare 3-3 a Firenze contro il
Futbol Club BarcelonaBarcellona (dove Mauro Bressan segnò un gol eccezionale in rovesciata da 30 metri
http://it.youtube.com/watch?v=dbX1LlS0CEY), i viola accedono dunque alla seconda fase a gironi, dove si ritrovano
ad affrontare altre tre formazioni titolate quali il Manchester United F.C.Manchester United, il Valencia Club de
FútbolValencia ed il FC Girondins de BordeauxBordeaux. È proprio contro i campioni uscenti del Manchester
United F.C.Manchester United che i gigliati hanno l'occasione di giocare la prima partita del girone, riuscendo ad
imporsi per 2-0 all'Stadio comunale "Artemio Franchi" di FirenzeArtemio Franchi grazie ai gol di Gabriel Omar
BatistutaBatistuta e Abel Eduardo BalboBalbo. Nelle due successive partite, sempre in casa, la Fiorentina batte per
1-0 il Valencia con gol di Predrag Mijatović e pareggiano in Francia per 0-0 a Bordeaux, candidandosi seriamente
alla qualificazione ai quarti, ma nello scontro decisivo contro il Valencia Club de FútbolValencia in terra
Spagnaspagnola escono sconfitti per 2-0, recriminando per un gol annullato a Rui Costa al 90' (sul punteggio di 1-0)
per un fuorigioco fischiato sul suo calcio di punizione. Nella giornata successiva l'avversario è nuovamente il
Manchester United F.C.Manchester United, che vincendo per 3-1 si assicura la qualificazione, mettendo nei guai la
formazione di Giovanni TrapattoniTrapattoni a cui potrebbe non bastare una vittoria nell'ultima partita per passare il
turno. Il Valencia Club de FútbolValencia difatti conquista successivamente la qualificazione pareggiando in casa
con gli stessi inglesi, rendendo ininfluente il punteggio della partita della Fiorentina nella gara interna contro il FC
Girondins de BordeauxBordeaux, terminata comunque col punteggio di 3-3, ed eliminandola dalla Champions
League. 2000-2002: Coppa Italia, retrocessione e fallimento Negli anni successivi al 2000 la Fiorentina attraversò un
biennio doloroso, illuminato solo in parte dalla conquista della sesta Coppa Italia (calcio)Coppa Italia nel 2001.
Nella doppia finale i gigliati superarono il FC ParmaParma (1-0 in trasferta e 1-1 al Franchi). In campionato si
piazzarono, invece, decimi, dopo l'esonero dell'allenatore turco Fatih Terim, sostituito dal debuttante Roberto
Mancini. Nella stagione 2001-2002 la squadra viola retrocesse in Serie B dopo nove anni. A nulla valsero l'esonero
di Mancini, cui subentrò Ottavio Bianchi, e i gol del giovane centravanti Adriano Leite RibeiroAdriano, che non
bastò per evitare il penultimo posto finale. Durante l'annata vennero portati i libri contabili dell'AC Fiorentina in
tribunale, mentre nell'estate 2000 era stato venduto Gabriel BatistutaBatistuta (tuttora con 152 reti il primatista di reti
segnate in Serie A con la maglia viola), l'estate successiva fu la volta di Manuel Rui CostaRui Costa, Francesco
ToldoToldo. Dopo la retrocessione il 1º agosto la FIGC, al termine della riunione, escluse dal campionato di Serie B
la AC Fiorentina per un passivo di 22.000.000 di euro non colmato. Il tribunale civile di Firenze decretò il fallimento
della AC Fiorentina Spa, con la Ternana che veniva così ripescata in Serie B. La Presidenza dei Della Valle
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2002-2003: La Florentia Viola Grazie all'opera del sindaco Leonardo Domenici e dell'assessore allo sport Eugenio
Giani, che fondarono nell'agosto del 2002 la società Fiorentina 1926 Florentia, Firenze non rimase senza calcio. Il
nome della nuova società diventò poi Florentia Viola quando fu rilevata dall'imprenditore Diego Della Valle. Con
questo nome, nella stagione 2002-2003, venne dunque iscritta al campionato italiano di calcio di serie C2, girone B,
anziché nel Campionato Nazionale Dilettanti come avveniva a tutte le squadre che fallivano,poiché si liberò un posto
nel girone C a seguito della discussa retrocessione della Cavese per illecito sportivo (la Cavese sarà poi assolta con
formula piena nel 2008).La squadra, nella quale decise di continuare a giocare in segno di grande attaccamento a
Firenze il capitano Angelo Di Livio, riuscì a vincere il proprio girone, nonostante tre sconfitte interne con Rimini,
Montevarchi e Gualdo, oltre al ko nel derby a Grosseto. Grazie anche ai 30 gol del bomber Christian RiganòRiganò,
dunque, la Florentia Viola ottiene la promozione in C1. Successivamente il proprietario Diego Della Valle,
acquistando il logotipo della vecchia Fiorentina e il nome, riuscì a riportare in vita l'antica società calcistica
fiorentina, anche se dovette chiamarla "ACF Fiorentina" per problemi legali dovuti a delle scissioni che Cecchi Gori
ne aveva fatto del marchio. Il 19 maggio 2003 la Florentia Viola torna ad assumere ufficialmente il suo vecchio
nome, diventando ACF Fiorentina S.p.A..2003-2004 - 2004-2005: Il ritorno in Serie A Al termine delle vicissitudini
giudiziarie legate al Caso Catania#Il Caso Catania 2003caso Catania, il presidente della FIGC, Franco Carraro,
ammise la Fiorentina direttamente al campionato di Serie B 2003-2004 (occasionalmente allargato a 24 squadre) al
posto del fallito Cosenza e insieme alle retrocesse Catania CalcioCatania, Genoa CFCGenoa e Salernitana
SportSalernitana per meriti sportivi, formula piuttosto ambigua e ancora oggi discussa. Fu il secondo ripescaggio in
Serie B per i viola, dopo quello del 1929. Il campionato di Serie B, intrapreso con una rosa di giocatori prevista per
la C1, si svolse per la prima metà con mediocri risultati e a inizio gennaio 2004 la società decise di esonerare Alberto
Cavasin ma, con l'arrivo dell'allenatore Emiliano Mondonico la Fiorentina inanellò una serie strabiliante di risultati
positivi che la portò a fine campionato al sesto posto in classifica e a guadagnare un insperato spareggio promozione
con il Perugia Calcio classificatosi quartultimo in serie A. Nella prima partita giocata a Perugia la Fiorentina si
impose per 1-0 con goal di Enrico FantiniFantini e, con il pareggio per 1-1 nel ritorno a Firenze, riuscì a raggiungere
la promozione in Serie A. Martin Jørgensen, centrocampista Nella prima annata in Serie A, nonostante un organico
rafforzato nel mercato estivo dagli arrivi di Fabrizio Miccoli, Enzo Maresca, Christian Obodo, Dario Dainelli, Tomáš
Ujfaluši, Martin Jørgensen e Cristiano Lupatelli, ma con molti giocatori ancora della C2, la squadra visse momenti di
grossa difficoltà. Emiliano Mondonico rimase alla guida dei viola fino alla settima giornata poi venne esonerato
dopo alcune dichiarazioni non condivise dalla società e sostituito da Sergio Buso fino ad allora allenatore dei portieri
viola ma, visti gli scarsi progressi della squadra dopo un inizio promettente, venne anch'egli esonerato ed al suo
posto subentrò l'ex portiere ed allenatore della nazionale italiana Dino Zoff. Fino alla conclusione del girone d'andata
la squadra era in lotta per un posto in Coppa UEFA ma una serie di 4 sconfitte consecutive, insieme ad una classifica
molto corta, la fecero precipitare nell'orlo della retrocessione. Il 31 gennaio 2005, ultimo giorno per il mercato
invernale, la società acquistò per una cifra intorno ai 15 milioni di euro il talento bulgaro Valeri Bojinov dal Unione
Sportiva LecceLecce, mentre nei giorni precedenti erano già stati acquistati per 3 milioni Marco Donadel dalla
Sampdoria e per 6 milioni e mezzo l'attaccante toscano Giampaolo Pazzini dall'Atalanta. La salvezza matematica
arrivò all'ultima giornata, con nove squadre coinvolte a novanta minuti dalla fine nella lotta per non retrocedere.
Grazie alla vittoria per 3-0 sul Brescia ed i contemporanei pareggi di Bologna e Parma (condannate allo spareggio) la
squadra viola riuscì ad evitare la retrocessione. Alla fine di questo campionato, onorato con 12 presenze, lascia il
calcio il capitano Angelo Di Livio, dopo 6 stagioni alla Fiorentina. L'Era Della Valle - Corvino - Prandelli
2005-2006: il quarto posto poi revocato Cesare Prandelli Nel tentativo di non ripercorrere la traumatica stagione,
nell'estate del 2005 la squadra si è notevolmente rinforzata, soprattutto sul piano societario, con gli arrivi del
direttore sportivo Pantaleo Corvino e dell'allenatore Cesare Prandelli. Nonostante le cessioni di Giorgio
ChielliniChiellini, Maresca, Miccoli e Obodo, la Fiorentina durante il mercato estivo decide di puntare su giocatori
che possano portare esperienza, e su giovani di prospettiva con voglia di emergere. La rosa viene quindi arricchita da
giocatori del calibro di Luca ToniToni, Sébastien FreyFrey, Alessandro GamberiniGamberini, Riccardo
MontolivoMontolivo, Manuel PasqualPasqual, Stefano FioreFiore, Cristian BrocchiBrocchi, Michele
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PazienzaPazienza, Marco Di LoretoDi Loreto e Giuseppe PancaroPancaro. Eccezionale la prima parte di stagione: la
Fiorentina veleggia nelle prime posizioni di classifica, affermandosi come squadra rivelazione del campionato e
lottando per un posto nelle coppe europee. Al termine dell'anno solare la squadra si ritrova così al quarto posto, con
Luca Toni capocannoniere con 16 reti all'attivo e primo giocatore della Fiorentina a segnare una tripletta in nazionale
contro la Nazionale di calcio della BielorussiaBielorussia. Nella finestra di mercato del gennaio 2006 arrivano Per
KroldrupKroldrup per 6 milioni e mezzo dall'Everton e Luis JimenezJimenez in comproprietà con la Ternana, più
Bogdan LobontLobont per 1 milione e mezzo dall'Ajax e Gianluca BertiBerti a sostituire l'infortunato Frey e lo
svincolato Cejas; intanto l'operazione di ringiovanimento di Corvino continua. Luca ToniGli innesti, in particolare di
Jiménez, si rivelano indovinati e grazie anche alla impressionante capacità realizzativa di Luca ToniToni (31 reti che
gli permettono di vincere la Scarpa d'oro 2006), la Fiorentina resiste al prepotente ritorno della AS Roma (11 vittorie
consecutive, record assoluto poi superato quasi un anno dopo dall'FC_InternazionaleInter) e conquista il quarto
posto, valido per affrontare i preliminari di Champions League. In estate, però, la Fiorentina rimane invischiata nel
processo di Scandalo del calcio italiano del 2006Calciopoli, con l'accusa di illecito sportivo per i suoi vertici
societari: secondo gli inquirenti, il patron Diego Della Valle, il presidente Andrea Della Valle e l'amministratore
delegato Sandro Mencucci si sarebbero adoperati per ottenere l'intervento del vice-presidente della FIGC Innocenzo
Mazzini, anche lui indagato nell'inchiesta, al fine di ottenere la salvezza dei toscani ai danni del Bologna Football
Club 1909Bologna nel precedente torneo. Il processo si svolge in due gradi di giudizio: alla Commissione di Appello
FederaleCAF la Fiorentina viene condannata alla retrocessione in serie B con 12 punti di penalizzazione da scontare
nel campionato successivo. La Corte Federale della FIGC, però, rivede poi le decisioni, condannando la Fiorentina a
una penalizzazione di 30 punti nel campionato 2005-2006, facendole così perdere la qualificazione sia alla
Champions League che alla Coppa UEFA, cui si aggiunge una partenza ad handicap (-19 punti) per la stagione
2006-2007. L'arbitrato del CONI, successivamente, riduce la penalizzazione sul Serie A 2006-2007campionato
2006-2007 a 15 punti, stabilendo che la responsabilità della società nel presunto illecito sportivo relativo alla partita
Lecce-Parma diretta dall'arbitro Collina (il solo ancora contestato) è solo presunta (in quanto tale illecito è stato
compiuto da persone estranee alla società). Nonostante sia stato provato che tali persone fossero estranee alla società
viola la Fiorentina vede mantenuta a suo danno una forte penalizzazione e il mancato riconoscimento dei risultati
ottenuti sul campo. 2006-2007: la penalizzazione e la rimontaAdrian Mutu Durante la campagna estiva partono
Brocchi, Fiore e Jiménez, ma arrivano altri giocatori importanti: Adrian Mutu, Mario Alberto Santana, Fabio
Liverani, Manuele Blasi e Massimo Gobbi. Inoltre vengono riscattate le proprietà di Frey e Montolivo, arrivati la
stagione precedente. La Fiorentina inizia la propria stagione in Coppa Italia: nel primo turno eliminatorio i viola
battono per 3-0 il Associazione Sportiva Giarre CalcioGiarre con una doppietta (calcio)doppietta di Giampaolo
Pazzini e un gol di Mario Alberto SantanaSantana. Nel secondo turno i viola vengono battuti per 1-0 dal Genoa e
sono eliminati dalla competizione. Il 9 settembre 2006 inizia il campionato di Serie A 2006-2007, il primo senza la
Juventus, e la Fiorentina perde in casa per 2-3 (0-2 nel primo tempo) contro la favorita Inter: per la formazione
nerazzurra gol di Zlatan Ibrahimović e doppietta di Esteban Cambiasso, mentre i due gol dei viola sono segnati da
Luca Toni. Nonostante la penalizzazione ed una partenza a stento con tre sconfitte (Inter in casa, Associazione
Sportiva Livorno CalcioLivorno e Udinese CalcioUdinese fuori) e una sola vittoria nelle prima quattro partite del
campionato 2006-2007, la Fiorentina, dopo la sconfitta in casa contro il Unione Sportiva Città di PalermoPalermo
per 3-2 con gol rosanero di David Di Michele e doppietta di Amauri, riesce a riprendersi e a rilanciarsi in
campionato, colmando il divario della penalizzazione ed arrivando, nel periodo pre-natalizio, a ridosso della metà
della classifica. Giampaolo PazziniPazzini a Stadio Giuseppe MeazzaSan Siro contro il Associazione Calcio
MilanMilan Nel calciomercato del gennaio 2007 la Fiorentina si arricchisce con tre giovani aggregati al vivaio ed il
19enne centrocampista serbo Zdravko Kuzmanović, pagato 3 milioni al FC BasileaBasilea e giunto a Firenze dopo
alcuni alterchi con il direttore sportivo del Palermo Rino Foschi, che lo accusa di avere corrotto il padre, suo
manager personale. Nel mercato in uscita, invece, vengono ceduti il portiere Bogdan Lobont alla Dinamo Bucarest,
Guilherme Raymundo Do PradoDo Prado in prestito allo Spezia Calcio 1906Spezia e Francesco
ParraviciniParravicini, sempre in prestito, al Parma via Palermo. Il 26 febbraio 2007, inoltre, la società viola
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ACF Fiorentina
ufficializza l'acquisto dell'attaccante Arturo Lupoli dall'Arsenal Football ClubArsenal per la stagione successiva. Nel
girone di ritorno la squadra viola prosegue la sua scalata in classifica, giungendo a conquistare, nonostante la
suddetta penalizzazione di 15 punti senza la quale si sarebbe piazzata nuovamente quarta, il sesto posto in classifica
dietro al Palermo per i peggiori scontri diretti. In tal modo si garantisce un posto in Coppa UEFA grazie alla miglior
difesa del torneo, con soltanto 31 reti subite, e al terzo miglior attacco della Serie A, con 62 reti segnate. 2007-2008:
semifinale di Coppa UEFA, approdo in Champions League Per la stagione Serie A 2007-20082007-2008 sono
acquistati Federico Balzaretti dalla Juventus Football ClubJuventus, Anthony Vanden Borre dall'Royal Sporting
Club AnderlechtAnderlecht, Pablo Daniel Osvaldo dall'Atalanta. Il 15 luglio 2007 sono conclusi, dopo complesse
trattative, gli ingaggi di Franco Semioli dal ChievoVerona e del 34enne Christian Vieri. Per quanto riguarda le
cessioni, si decide sul futuro di Valeri Bojinov, che alla fine sarà acquistato dal Manchester City Football
ClubManchester City per 8 milioni. Sono ceduti anche Reginaldo, al Parma, e Manuele Blasi, al Società Sportiva
Calcio NapoliNapoli. Viene inoltre ceduto Luca Toni al Bayern Monaco. Durante la prima parte del campionato, che
inizia il 26 agosto con la Fiorentina vittoriosa per 3-1 contro l'Empoli Football ClubEmpoli nel derby toscano, i viola
beneficiano anche dei gol di Christian Vieri e, potendo fare affidamento su un impianto di gioco collaudato, lottano
per la qualificazione in UEFA Champions League. Nel calciomercato di gennaio 2008 la dirigenza preleva in
comproprietà Papa Waigo N'DiayèPapa Waigo dal Genoa Cricket and Football ClubGenoa in cambio di Vanden
Borre, Daniele Cacia dal Piacenza CalcioPiacenza (sempre in comproprietà) e il giovane Manuel da Costa dal PSV
EindhovenPSV. Michele Pazienza passa a titolo definitivo al Società Sportiva Calcio NapoliNapoli, Federico
Balzaretti passa sempre a titolo definitivo al Unione Sportiva Città di PalermoPalermo e Arturo Lupoli è ceduto in
prestito al Treviso Foot-Ball Club 1993Treviso. La Fiorentina gareggia con il Associazione Calcio MilanMilan per
ottenere il quarto posto valido per la qualificazione ai preliminari di UEFA Champions League. Il 2 marzo riesce a
vincere contro la Juventus Football ClubJuventus (storica rivale) a Torino, imponendosi per 2-3 dopo quasi 20 anni.
Il successo è accolto con festeggiamenti e caroselli al ritorno dei giocatori a Firenze. Alla fine i viola si qualificano
per la Champions League a svantaggio del Milan, tornando nella massima competizione calcistica europea per club
dopo otto anni. Anche questo risultato è festeggiato con imponenti manifestazioni di massa, con lo stadio Franchi
aperto per l'occasione (anche se la partita decisiva viene giocata a Torino contro i granata) e oltre 30.000 tifosi
esultanti sulle gradinate ad attendere l'arrivo della squadra. Il gol decisivo e storico della vittoria col Torino che
permette la qualificazione alla Champions viene segnato da Osvaldo in rovesciata, già autore del gol vittoria contro
la Juventus nello stesso stadio. Pablo Daniel OsvaldoOsvaldo, protagonista della stagione 2007-08, nella sofferta
partita di UEFA contro l'Everton In Competizioni UEFA per clubambito europeo i viola ottengono una storica
qualificazione alle semifinali di Coppa UEFA 2007-2008Coppa UEFA eliminando agli ottavi in un sofferto
confronto l'Everton soltanto ad i rigori (2-0 e 2-0 il risultato nei minuti regolamentari), incontrando poi nei quarti di
finale il PSV Eindhoven (1-1 al Franchi e vittoria per 2-0 al Philips Stadion). Adrian MutuMutu, con 6 gol, eguaglia
Kurt Hamrin e Gabriel Omar Batistuta, migliori marcatori della Fiorentina in una stagione di una competizione
europea. L'andata contro il Rangers Football ClubRangers all'Ibrox Stadium termina con il punteggio di 0-0. Al
ritorno lo stesso risultato si protrae fino alla fine dei tempi supplementari . Ai tiri di rigore la spuntano gli scozzesi:
dopo il primo tiro di Barry Ferguson parato da Sébastien FreyFrey, Fabio Liverani e Christian Vieri sbagliano i
rigori, permettendo così ai Rangers di raggiungere la finale di Manchester poi persa contro lo Zenit San Pietroburgo.
2008-2009: L'Ingresso in Champions League e la conferma del 4° postoAlberto Gilardino, neoacquisto dell'estate
2008 La Fiorentina, che torna in UEFA Champions League dopo 8 anni, acquista Felipe Melo, Stevan Jovetic,
Alberto Gilardino, Juan Manuel Vargas, Gianluca Comotto e, in prestito, Marco Storari, Luciano Zauri e Sergio
Bernardo Almirón, per una cifra totale di 50 milioni di euro. Fiorentina: 50 milioni! I Della Valle pronti a un
ulteriore sforzo Partono, invece, Tomas Ujfalusi, Fabio Liverani, Christian Vieri e Alessandro Potenza. Vengono
risolte inoltre le comproprietà di Anthony Vanden Borre, ceduto interamente al Genoa, Papa Waigo N'Diayè, ancora
in comproprietà con il Genoa, e di Daniele Cacia, che, alle buste, va al Piacenza. I Della Valle annunciano la
progettazione di un nuovo stadio, che sorgerà in area Castello: un impianto polifunzionale che permetterà alla
Fiorentina un maggiore guadagno (dai 12 milioni all'anno del Franchi a 50 milioni) che porterebbe il club a ridurre il
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ACF Fiorentina
gap dei diritti tv con le "grandi squadre", puntando a traguardi sempre maggiori. Oltre al nuovo progetto la
Fiorentina ha previsto, in accordo con il Comune di Firenze, una profonda ristrutturazione dell'Artemio Franchi. Fiorentina, ecco il progetto per il nuovo stadio. Calciomercato.comSuperando il terzo turno preliminare di UEFA
Champions LeagueChampions League contro i Repubblica cecacechi dello Slavia Praga, i viola fanno ritorno dopo 8
anni nella fase finale della Champions League. La Fiorentina esordisce con un pari sul campo del Olympique
LyonnaisLione . La prima partita, in casa del Lione, si chiude sul 2-2. Dopo un inizio stagionale negativo, la squadra
si riprende battendo in casa il Genoa e pareggiando in Champions League contro la Steaua Bucarest. Seguono alcune
vittorie, la sconfitta per 3-0 con il Bayern Monaco in Europa e lo 0-0 con l'Inter. Dopo 5 partite nel girone di
Champions League, la Fiorentina, con soli 3 punti guadagnati, viene matematicamente estromessa e sfida la Steaua
per guadagnare l'accesso alla Coppa UEFA, che ottiene grazie ad un successo in terra rumena per 0-1, vittoria che
consente ai fiorentini di salire a quota 6 punti complessivi. Al termine del girone di andata di campionato la
Fiorentina staziona al 6° posto in classifica. Durante il calciomercato invernale sono ceduti Pablo Daniel Osvaldo e
Giampaolo Pazzini, per un guadagno di 16 milioni di euro. Eliminata dalla Champions League, la Fiorentina viene
ammessa alla Coppa UEFA grazie al terzo posto conseguito nella fase a gironi. Al sorteggio ai viola viene assegnato
l'AFC AjaxAjax, uno dei club più competitivi della coppa. In casa i viola giocano una buona partita ma non
finalizzano e perdono 1-0; al ritorno in Olanda Gilardino apre le marcature illudendo la Fiorentina, che subisce all'
88esimo minuto un gol di Leonardo SantiagoLeonardo ed esce dalla competizione. L'eliminazione e il cattivo gioco
espresso in campionato attira sulla società alcune critiche di gruppi di tifosi, che però si spiegano e si
scusanohttp://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Fiorentina/Primo_Piano/2009/03/03/prandelli.shtml Firenze
serra i ranghi: "Prandelli uno di noi" dopo lo sfogo di Cesare Prandelli in conferenza
stampahttp://www.gazzetta.it/Calcio/SerieA/Squadre/Fiorentina/Primo_Piano/2009/02/28/prandelli28.shtml
Prandelli, "Io così non ci sto". Dopo l'uscita di scena sia dalla Coppa Italia sia dalle coppe europee, al club rimane
l'obiettivo del quarto posto in campionato, e comincia così, per tutto il girone di ritorno, un estenuante testa a testa tra
la squadra viola e il Genoa di Gasperini rivelazione del campionato. Durante la stagione si afferma anche la cosidetta
zona Fiorentina, cioè gli ultimi minuti di gioco in cui la Fiorentina riesce a segnare, portando a casa punti
pesantissimi come nel 3-3 col Genoa a Marassi. Con una Serie di 7 vittorie in 8 gare dalla 28a giornata alla 36a
giornata, la Fiorentina va a Lecce alla 37a e con il pareggio è qualificata matematicamente alla Champions League.
La gara finisce 1-1 con gol di Martin Jorgensen, allo scadere e i viola guadagnano per il quarto anno consecutivo
l'accesso in Coppa dei Campioni. L'ultima giornata di campionato mette di fronte Fiorentina e Milan al Franchi. La
partita finisce 2-0 per i rossoneri, che vanno quindi direttamente in UEFA Champions League 2009-2010Champions
League, mentre i viola devono passare l'ostacolo dei preliminari. 2009-2010: Seconda partecipazione consecutiva
alla Champions League e le dimissioni di Andrea della Valle Nella sessione estiva di calciomercato, il ds viola
Pantaleo Corvino dichiara di disporre di un budget stagionale di 0 Euro Il Mercato degli 0 Euro: per questo Felipe
Melo viene ceduto alla Juventus per 21 milioni più l'altra metà del cartellino di Marco Marchionni valutato 4 mln (la
prima metà del cartellino venne acquistata pochi giorni prima), per un valore totale di 25 mln Melo alla Juve. Un
ulteriore cessione è stata quella di Ondrej MazuchMazuch ceduto in prestito all'Anderlecht. Vengono acquistati il
difensore centrale Cesare Natali dal Torino per circa 2 mln di Euro Natali in viola, Cristiano Zanetti, anche lui per
circa 2 mln, il terzino destro Lorenzo De Silvestri dalla Lazio per 6mln, Savio Nsereko dal West Ham e José Ignacio
Castillo, come vice Gilardino per 900.000 euro firmando un contratto biennale, Castillo firma un biennale con la
Fiorentina più i giovani Di Tacchio dall'Ascoli CalcioAscoli, Acosty e Arati dalla Associazione Calcio
ReggianaReggiana. Vengono inoltre ceduti Franco Semioli alla Sampdoria e Zdravko Kuzmanovic allo Stoccarda.
Terminano inoltre i prestiti di Almiron, Zauri, Bonazzoli e Storari che non vengono rinnovati, mentre rientrano dal
prestito Manuel Da Costa, Gulan, Scuffia, Hable, Di Carmine, Lepiller e Lupoli, quest'ultimo girato in comproprietà
all'Ascoli nell'operazione Di Tacchio. La Fiorentina accede ai gironi della UEFA Champions League dopo aver
battuto lo Sporting Clube de PortugalSporting Lisbona grazie alla regola dei gol in trasferta. Il girone dei viola
include Olympique LyonnaisLione, Liverpool Football ClubLiverpool e Debreceni VSCDebreceni. Il mercato non
ha convinto però i tifosi che hanno protestato fino a suscitare l'ira di Andrea della Valle, che ha convocato un
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ACF Fiorentina
Consiglio di amministrazioneCdA straordinario per il 24 Settembre, nel quale decreta le sue dimissioni, che
inizialmente si credeva fossero a causa di un riassettamento del gruppo Tod's, mentre lui stesso in una lettera ai
tifosi, ha detto che le sue dimissioni sono dovute ai malumori del pubblico Della Valle scrive ai tifosi. Cronistoria
Cronistoria dell'Associazione Calcio Fiorentina 1870: Nasce il Club Sportivo Firenze1898: Nasce il Florence
Football Club1902: Nasce l'Itala Football Club1908: Nasce il Firenze Football Club1910: La Palestra Ginnastica
Fiorentina Libertas istituisce una sezione calcistica16 luglio 1922: La Libertas perde lo spareggio contro l'Inter per
l'ammissione in Prima Divisione. Da questo momento il calcio fiorentino sprofonda nelle leghe regionali inferiori26
agosto 1926: Fusione fra il C.S. Firenze e la P.G.F. Libertas che dà vita all'Associazione Calcistica FiorentinaPrima
Divisione 1926-19271926-27: 6ª nel Girone C di Prima Divisione Cadetta Prima Divisione 1927-19281927-28: 2ª
nel Girone Sud di Prima Divisione Cadetta. Promossa d'ufficio in Divisione NazionaleDivisione Nazionale
1928-19291928-29: 16ª nel Girone B di Divisione Nazionale. Relegata nel campionato di Serie B Serie A
1968-19691968-69: Campione d'ItaliaSerie A 1969-19701969-70: 5ª in Serie A - Eliminata ai quarti della Coppa dei
Campioni dal CelticSerie A 1970-19711970-71: 13ª in Serie A Serie A 1971-19721971-72: 6ª in Serie A. Perde la
finale di Coppa Mitropa contro il Nogometni Klub Čelik ZenicaČelik ZenicaSerie A 1972-19731972-73: 4ª in Serie
A. Perde la finale del Torneo Anglo Italiano contro il NewcastleSerie A 1973-19741973-74: 6ª in Serie A Serie A
1974-19751974-75: 8ª in Serie A. Vince la Coppa ItaliaSerie A 1975-19761975-76: 9ª in Serie A Vince la Coppa di
lega Italo-IngleseSerie A 1976-19771976-77: 3ª in Serie A Serie A 1977-19781977-78: 13ª in Serie A Serie A
1978-19791978-79: 7ª in Serie A Serie A 1979-19801979-80: 6ª in Serie A Serie A 1980-19811980-81: 5ª in Serie A
Serie A 1981-19821981-82: 2ª in Serie A Serie A 1982-19831982-83: 5ª in Serie A Serie A 1983-19841983-84: 3ª in
Serie A Serie A 1984-19851984-85: 9ª in Serie A Serie A 1985-19861985-86: 4ª in Serie A Serie A
1986-19871986-87: 10ª in Serie A Serie A 1987-19881987-88: 8ª in Serie A Serie A 1988-19891988-89: 7ª in Serie
A Serie B 1929-19301929-30: 4ª in Serie B Serie B 1930-19311930-31: 1ª in Serie B. Promossa in Serie ASerie A
1931-19321931-32: 4ª in Serie A Serie A 1932-19331932-33: 6ª in Serie A Serie A 1933-19341933-34: 6ª in Serie A
Serie A 1934-19351934-35: 3ª in Serie A Serie A 1935-19361935-36: 12ª in Serie A Serie A 1936-19371936-37: 9ª
in Serie A Serie A 1937-19381937-38: 16ª in Serie A. Retrocessa in Serie B Serie B 1938-19391938-39: 1ª in Serie
B. Promossa in Serie ASerie A 1939-19401939-40: 13ª in Serie A. Vince la Coppa Italia.Serie A 1940-19411940-41:
4ª in Serie A Serie A 1941-19421941-42: 9ª in Serie A Serie A 1942-19431942-43: 7ª in Serie A 1943-45:
Campionati sospesi a causa della Seconda guerra mondiale Divisione Nazionale 1945-19461945-46: 5ª nel
Campionato misto del Centro-Sud Serie A 1946-19471946-47: 17ª in Serie A Serie A 1947-19481947-48: 7ª in Serie
A Serie A 1948-19491948-49: 10ª in Serie A Serie A 1949-19501949-50: 5ª in Serie A Serie A 1950-19511950-51:
5ª in Serie A Serie A 1951-19521951-52: 4ª in Serie A Serie A 1952-19531952-53: 7ª in Serie A Serie A
1953-19541953-54: 4ª in Serie A Serie A 1954-19551954-55: 5ª in Serie A Serie A 1955-19561955-56: Campione
d'ItaliaSerie A 1956-19571956-57: 2ª in Serie A - Perde la finale di Coppa dei Campioni contro il Real MadridSerie
A 1957-19581957-58: 2ª in Serie A - Perde la finale di Coppa Italia contro la SS LazioLazioSerie A
1958-19591958-59: 2ª in Serie A Serie A 1989-19901989-90: 13ª in Serie A - Perde la finale di Coppa Uefa contro
la Juventus Football ClubJuventusSerie A 1990-19911990-91: 12ª in Serie A Serie A 1991-19921991-92: 12ª in
Serie A Serie A 1992-19931992-93: 16ª in Serie A. Retrocessa in Serie B Serie B 1993-19941993-94: 1ª in Serie B.
Promossa in Serie ASerie A 1994-19951994-95: 10ª in Serie A Serie A 1995-19961995-96: 3ª in Serie A. Vince la
Coppa ItaliaSerie A 1996-19971996-97: 9ª in Serie A. Vince la Supercoppa Italiana - Eliminata alle semifinali della
Coppa delle Coppe dal BarcellonaSerie A 1997-19981997-98: 5ª in Serie A Serie A 1998-19991998-99: 3ª in Serie
A - Perde la finale di Coppa Italia contro il Parma FCParmaSerie A 1959-19601959-60: 2ª in Serie A - Perde la
finale di Coppa Italia contro la Juventus Football ClubJuventusSerie A 1960-19611960-61: 7ª in Serie A. Vince la
Coppa delle Coppe e la Coppa ItaliaSerie A 1961-19621961-62: 3ª in Serie A - Perde la finale di Coppa delle Coppe
contro l' Atletico MadridSerie A 1962-19631962-63: 6ª in Serie A Serie A 1963-19641963-64: 4ª in Serie A Serie A
1964-19651964-65: 5ª in Serie A. Perde la finale di Coppa Mitropa contro il Vasas SCVasas BudapestSerie A
1965-19661965-66: 4ª in Serie A. Vince la Coppa Italia e la Coppa MitropaSerie A 1966-19671966-67: 5ª in Serie A
Serie A 1967-19681967-68: 4ª in Serie A Serie A 1999-20001999-00: 7ª in Serie A. Eliminata nella seconda fase a
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ACF Fiorentina
gironi della Champions League Serie A 2000-20012000-01: 9ª in Serie A. Vince la Coppa ItaliaSerie A
2001-20022001-02: 17ª in Serie A. Perde la Supercoppa Italiana contro la Roma - Retrocessa in Serie B ma, oberata
da debiti per 22 milioni di euro, la società fallisce 1 agosto 2002: La società rinasce come Florentia Viola e viene
iscritta in Serie C2 per meriti sportiviSerie C2 2002-20032002-03: 1ª nel Girone B di Serie C2. Promossa d'ufficio in
Serie B per meriti sportivi col nome di ACF FiorentinaSerie B 2003-20042003-04: 6ª in Serie B. Promossa in Serie
A dopo spareggio promozione contro il Perugia CalcioPerugiaSerie A 2004-20052004-05: 15ª in Serie A Serie A
2005-20062005-06: 9ª in Serie A per delibera della commissione di Appello FederaleCAF, declassandola dal 4°
posto per illecito nello scandalo di CalciopoliSerie A 2006-20072006-07: 6ª in Serie A per penalizzazione dovuta
allo scandalo di CalciopoliSerie A 2007-20082007-08: 4ª in Serie A. Eliminata in semifinale di Coppa UEFA dal
Glasgow RangersRangers FCSerie A 2008-20092008-09: 4ª in Serie A. Eliminata nella fase ai Gironi di Champions
League. Eliminata ai sedicesimi di finale di Coppa UEFA dall'AjaxAFC Ajax. Serie A 2009-20102009-10: in Serie
A. Campionati e Coppe disputati Campionati nazionali Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
A74Divisione
Nazionale
1928-19291928-1929Serie
A
2009-20102009-2010B7Prima
Divisione
1926-19271926-1927Serie B 2003-20042003-2004C1Serie C2 2002-20032002-2003Serie C2 2002-20032002-2003
In 82 stagioni sportive dalla fondazione della società, compresi 2 campionati di Divisione Nazionale (A) e 2 tornei di
Prima Divisione#Il declassamento del torneoPrima Divisione Cadetta (B) esulanti il girone unico. Vi è ricompresa
pure la stagione postfallimentare giocata in Serie C2.Coppe internazionaliPartecipazioni alla Coppa dei Campioni
(calcio)Coppa dei Campioni/UEFA Champions League: 5Partecipazioni alla Coppa delle Fiere/Coppa UEFA:
16Partecipazione alla Coppa delle Coppe: 5Partecipazioni alla Mitropa Cup: 9Palmarès Trofei vinti 1 Coppa delle
Coppe (calcio)Coppa delle CoppeCoppa delle Coppe (calcio)1960/61: (Vs Rangers Football ClubRangers) Albertosi,
Robotti, Castelletti, Gonfiantini, Orzan, Rimbaldo, Hamrin, Micheli, Da Costa, Milan, Petris. (all. Nándor
Hidegkúti) 2 Campionato di calcio italianoCampionati italianiSerie A 1955-19561955/56: Sarti, Magnini, Cervato,
Chiappella, Rosetta, Segato, Julinho, Gratton, Virgili, Montuori, Prini. Serie A 1968-19691968/69: Superchi,
Rogora, Mancin, Esposito, Ferrante, Brizi, Rizzo, Merlo, Maraschi, De Sisti, Amarildo (Chiarugi). 6 Coppa Italia
(calcio)Coppe ItaliaCoppa Italia 1939-1940 (calcio)1939/40: (Vs Genoa CFCGenoa): Griffanti, Da Costa, Piccardi,
Ellena, Bigogno, Poggi II, R. Menti, Morselli, Celoria, Baldini, Tagliasacchi. Coppa Italia 1960-1961
(calcio)1960/61: (Vs Società Sportiva LazioLazio): Albertosi, Robotti, Castelletti, Gonfiantini, Orzan, Marchesi,
Hamrin, Micheli, Da Costa, Milan, Petris. Coppa Italia 1965-1966 (calcio)1965/66: (Vs Catanzaro Football
ClubCatanzaro): Albertosi, Pirovano, Rogora, Bertini, Ferrante, Brizi, Hamrin, Merlo, Brugnera, De Sisti, Chiarugi.
Coppa Italia 1974-1975 (calcio)1974/75: (Vs Associazione Calcio MilanMilan): Superchi, Beatrice, Roggi, Guerini,
E. Pellegrini, Della Martira, Caso, Merlo, Casarsa, Antognoni, Desolati. Coppa Italia 1995-1996 (calcio)1995/96:
(Vs Atalanta Bergamasca CalcioAtalanta) Toldo, Carnasciali, Padalino, L. Amoruso, Serena, Schwarz, M. Orlando,
Cois, Rui Costa, Baiano, Batistuta. Coppa Italia 2000-2001 (calcio)2000/01: (Vs Parma FCParma) Toldo, Repka,
Adani, Pierini, Moretti, M. Rossi, Di Livio, Vanoli, Rui Costa, Chiesa, Nuno Gomes. 1 Supercoppa italiana di
calcioSupercoppa italiana 1996: (Vs Associazione Calcio MilanMilan) Toldo, Carnasciali, Firicano, L. Amoruso,
Falcone, Piacentini, Rui Costa, Schwarz, Cois, Batistuta, Oliveira. Trofei minori 1 Coppa MitropaCoppa Mitropa
19661965/66: (Vs Jednota Trenčín) Paolicchi, Rogora, Diomedi, Marchesi, Gonfiantini, Pirovano, Hamrin, Vieri,
Brugnera, De Sisti, Chiarugi. 1 Coppa di Lega Italo-IngleseCoppa di Lega Italo IngleseCoppa di Lega Italo Inglese
19761975/76: (Vs West Ham United F.C.) Mattolini, Galdiolo, Tendi, Pellegrini, Della Martira, Beatrice, Desolati,
Merlo, Casarsa, Antognoni, Walter SpeggiorinSpeggiorin (Bresciani). Trofei giovanili 3 Campionato
Primavera1970/1971 ; 1979/1980 ; 1982/1983 2 Coppa Italia Primavera1979/1980 ; 1995/1996 3 Campionato
Allievi Nazionali1985/1986 ; 1988/1989 ; 2008/2009 8 Torneo di Viareggio1966 ; 1973 ; 1974 ; 1978 ; 1979 ; 1982 ;
1988 ; 1992 PresidentiI presidenti dell'ACF Fiorentina1926-1942 Marchese Luigi Ridolfi Vay da VerrazzanoLuigi
Ridolfi1942-1945 Scipione Picchi 1945-1946 Arrigo Paganelli 1946-1947 Igino Cassi 1947-1948 Ardelio Allori
1948-1951 Carlo Antonini 1951-1961 Enrico Befani 1961-1965 Enrico Longinotti 1965-1971 Nello
Baglini1971-1977 Ugolino Ugolini 1977-1979 Rodolfo Melloni 1979-1980 Enrico Martellini 1980-1986 Ranieri
Pontello 1986-1987 Pier Cesare Baretti 1987-1990 Lorenzo Righetti 1990-1993 Mario Cecchi Gori1993-2002
131
ACF Fiorentina
Vittorio Cecchi Gori2002 Ugo Poggi 2002 Ottavio Bianchi2002-2004 Gino Salica 2004-2009 Andrea Della
Valle2009 sede vacante AllenatoriGli allenatori dell'ACF Fiorentina1926-28 Károly CsapkayK. Csapkay1928-30
Károly CsapkayK. Csapkay e Gyula FeldmannG. Feldmann1930-31 Gyula FeldmannG. Feldmann1931-32 Hermann
FelsnerH. Felsner1932-33 Hermann FelsnerH. Felsner poi G. Rady 1933-34 G. Rady poi F. Ging 1934-37 Guido
AraG. Ara1937-38 O. Baccani poi Ferenc Molnár (calciatore)F. Molnár1938-39 R. Soutscheck 1940-43 Giuseppe
GalluzziG. Galluzzi1945-46 Giuseppe BigognoG. Bigogno1946-47 Guido AraG. Ara poi R. Magli poi Imre
SenkeyI. Senkey1947-51 Luigi FerreroL. Ferrero1951-52 Luigi FerreroL. Ferrero poi R. Magli 1952-53 R. Magli poi
Fulvio BernardiniF. Bernardini1953-58 Fulvio BernardiniF. Bernardini1958-59 Lajos CzeizlerL. Czeizler poi Luis
CarnigliaL. Carniglia1959-60 Luis CarnigliaL. Carniglia1960-61 Giuseppe ChiappellaG. Chiappella poi Nándor
HidegkutiN. Hidegkuti1961-62 Ferruccio ValcareggiF. Valcareggi1962-63 Ferruccio ValcareggiF. Valcareggi poi
Giuseppe ChiappellaG. Chiappella1963-67 Giuseppe ChiappellaG. Chiappella1967-68 Giuseppe ChiappellaG.
Chiappella poi Luigi FerreroL. Ferrero e A. Bassi 1968-70 Bruno PesaolaB. Pesaola1970-71 Bruno PesaolaB.
Pesaola poi Oronzo PuglieseO. Pugliese1971-73 Nils LiedholmN. Liedholm1973-74 Luigi RadiceL. Radice1974-75
Nereo RoccoN. Rocco1975-78 Carlo MazzoneC. Mazzone1978-81 Paolo CarosiP. Carosi (fino a gennaio 1980)
1981-85 Giancarlo De SistiG. De Sisti (da gennaio 1980 a novembre 1984, poi Ferruccio Valcareggi 1985-86 Aldo
AgroppiA.Agroppi1986-87 Eugenio BerselliniE. Bersellini1987-88 Sergio SantariniS. Santarini (D. T. Sven-Göran
ErikssonS.G. Eriksson) 1988-89 Sergio SantariniS. Santarini (D. T. Sven-Göran ErikssonS.G. Eriksson) 1989-90
Bruno Giorgi (allenatore)Bruno Giorgi poi Francesco GrazianiF. Graziani1990-91 Amarildo (D.T. Sebastião
LazaroniS. Lazaroni) 1991-92 S. Cazzaniga (D.T. Sebastião LazaroniS. Lazaroni) 1992-93 Luigi RadiceL. Radice
poi Aldo AgroppiA. Agroppi poi Luciano ChiarugiL. Chiarugi1993-97 Claudio RanieriC. Ranieri1997-98 Alberto
MalesaniA. Malesani1998-00 Giovanni TrapattoniG. Trapattoni2000-01 Fatih TerimF. Terim poi Roberto
ManciniR. Mancini2001-02 Roberto ManciniR. Mancini poi Ottavio BianchiO. Bianchi poi Luciano ChiarugiL.
Chiarugi2002-03 Pietro VierchowodP. Vierchowod poi Alberto CavasinA. Cavasin2003-04 Alberto CavasinA.
Cavasin poi Emiliano MondonicoE. Mondonico2004-05 Emiliano MondonicoE. Mondonico poi Sergio BusoS. Buso
poi Dino ZoffD. Zoff2005- Cesare PrandelliC. PrandelliI Capitani della Fiorentina dagli anni '30 in poiI Capitani
della Fiorentina dagli anni'30 in poi1935-37 G. Bigogno 1937-38 L. Gazzari 1938-40 R. Magli 1940-42 L. Griffanti
1945-53 A. Magli 1953-55 L. Costagliola 1955-57 F. Rosetta 1957-59 S. Cervato 1959-60 G. Chiappella 1960-61
M. Montuori 1961-63 G. Sarti 1963-65 E. Robotti 1965-67 K. Hamrin 1967-74 G. De Sisti 1974-76 C. Merlo
1976-87 G. Antognoni 1987-90 S. Battistini 1990-92 C. Dunga 1992-93 S. Carobbi 1993-94 S. Effenberg 1994-95 F.
Baiano 1995-00 G. Batistuta 2000-01 M. Rui Costa 2001-04 A. Di Livio 2004-05 L. Ariatti 2005- D. Dainelli
Record di Presenze Individuali In grassetto i giocatori ancora in squadra 341 Bandiera dell'Italia Giancarlo
Antognoni329 Bandiera dell'Italia Giuseppe Chiappella316 Bandiera dell'Italia Sergio Cervato289 Bandiera della
Svezia Kurt Hamrin280 Bandiera dell'Italia Giuseppe Brizi269 Bandiera dell'Argentina Gabriel Omar Batistuta266
Bandiera dell'Italia Francesco Toldo259 Bandiera dell'Italia Giovanni Galli257 Bandiera dell'Italia Claudio
Merlo256 Bandiera dell'Italia Giancarlo De Sisti246 Bandiera dell'Italia Augusto Magli245 Bandiera dell'Italia
Francesco Rosetta230 Bandiera dell'Italia Leonardo Costagliola229 Bandiera dell'Italia Enzo Robotti e Giancarlo
Galdiolo227 Bandiera dell'Italia Franco Superchi225 Bandiera dell'Italia Ardico Magnini222 Bandiera dell'Italia
Renzo Contratto220 Bandiera dell'Italia Giuliano Sarti215 Bandiera del Portogallo Manuel Rui Costa214 Bandiera
dell'Italia Sergio Castelletti197 Bandiera dell'Italia Mario Pizziolo193 Bandiera dell'Italia Guido Gratton185
Bandiera dell'Italia Enrico Albertosi179 Bandiera dell'Italia Ugo Ferrante175 Bandiera dell'Italia Sandro Cois157
Bandiera dell'Italia Angelo Di Livio e Luigi Griffanti152 Bandiera dell'Italia Claudio Desolati140 Bandiera
dell'Italia Daniele Massaro139 Bandiera dell'Italia Luciano Chiarugi139 Bandiera della Danimarca Martin
Jorgensen137 Bandiera dell'Italia Alberto Galassi133 Bandiera dell'Italia Dario Dainelli129 Bandiera della Francia
Sebastien FreyRosa 2009-2010Rosa aggiornata al 23 settembre 2009N.RuoloGiocatore1 Bandiera della FranciaP
Sebastien Frey2 Bandiera della DanimarcaD Per Krøldrup3 Bandiera dell'ItaliaD Dario Dainelli (Capitano
(calcio)capitano)4 Bandiera dell'ItaliaC Marco Donadel5 Bandiera dell'ItaliaD Alessandro Gamberini6 Bandiera del
PerùD Juan Manuel Vargas7 Bandiera della GermaniaC Savio Nsereko8 Bandiera del MontenegroA Stevan Jovetić9
132
ACF Fiorentina
Bandiera dell'ArgentinaA José Ignacio Castillo10 Bandiera della RomaniaA Adrian Mutu11 Bandiera dell'ItaliaA
Alberto Gilardino14 Bandiera dell'ItaliaD Cesare NataliN.RuoloGiocatore15 Bandiera dell'ItaliaC Cristiano
Zanetti18 Bandiera dell'ItaliaC Riccardo Montolivo19 Bandiera dell'ItaliaC Massimo Gobbi20 Bandiera della
DanimarcaC Martin Jørgensen (Capitano (calcio)vice capitano)23 Bandiera dell'ItaliaD Manuel Pasqual24 Bandiera
dell'ArgentinaC Mario Alberto Santana25 Bandiera dell'ItaliaD Gianluca Comotto29 Bandiera dell'ItaliaD Lorenzo
De Silvestri32 Bandiera dell'ItaliaC Marco Marchionni35 Bandiera della SerbiaP Vlada Avramov90 Bandiera
dell'ItaliaP Andrea SeculinStaff tecnico Allenatore:Bandiera dell'Italia Cesare PrandelliAllenatore in
seconda:Bandiera dell'Italia Gabriele PinPreparatore atletico:Bandiera dell'Italia Giambattista Venturati Preparatore
dei portieri:Bandiera dell'Italia Vincenzo Di Palma Giocatori celebriFra i tanti giocatori della storia della Fiorentina,
ve ne sono stati diversi che hanno vinto trofei a livello internazionale con le loro Nazionali nel periodo in cui
vestivano la maglia viola. Sette di questi si sono laureati Campionato mondiale di calciocampioni del mondo, due
Campionato europeo di calciocampioni d'Europa, due Calcio ai Giochi olimpicicampioni olimpici ed uno ha
conquistato la FIFA Confederations CupConfederations Cup. I Campioni del Mondo Bandiera dell'Italia Mario
Pizziolo (Campionato mondiale di calcio 19341934) Bandiera dell'Italia Giancarlo Antognoni (Campionato mondiale
di calcio 19821982) Bandiera dell'Italia Giovanni Galli (Campionato mondiale di calcio 19821982) Bandiera
dell'Italia Francesco Graziani (Campionato mondiale di calcio 19821982) Bandiera dell'Italia Daniele Massaro
(Campionato mondiale di calcio 19821982) Bandiera dell'Italia Pietro Vierchowod (Campionato mondiale di calcio
19821982) Bandiera dell'Italia Luca Toni (Campionato mondiale di calcio 20062006) I Campioni d'Europa Bandiera
dell'Italia Giancarlo De Sisti (Campionato europeo di calcio 19681968) Bandiera della Grecia Zisis Vryzas
(Campionato europeo di calcio 20042004) I Campioni OlimpiciBandiera dell'Italia Achille Piccini (Giochi della XI
Olimpiade1936) Bandiera dell'Italia Alfonso Negro (Giochi della XI Olimpiade1936) L'inno L'inno della Fiorentina,
intitolato La canzone viola ma conosciuto come O Fiorentina, fu scritto negli anni 1930anni trenta per l'ordine del
Marzocco, una sorta di viola club ante-litteram, con le parole di Marcello Manni e la musica del maestro Marco
Vinicio. La versione più celebre è quella cantata da Narciso Parigi negli anni 1950anni cinquanta ed eseguita allo
stadio Franchi prima di ogni partita interna della Fiorentina. Curiosamente il coro che accompagna l'inno nella sua
versione originale è cantato da giocatori dell'Inter (fra i quali il tifoso viola Egisto PandolfiniPandolfini) raccolti da
Narciso Parigi al momento dell'incisione avvenuta in uno studio di Milano. Una versione dell'inno riarrangiata da
Gianni Maroccolo (ex Litfiba) adottata nei primi anni 2000 venne abbandonata dopo una sola stagione. Va aggiunto
che per molti anni la Fiorentina ebbe anche un "co-inno" ufficiale: "Alé Fiorentina" scritto da Corsini, Gallerini,
Dolcino ed interpretato sempre da Narciso Parigi. Questa canzone era eseguita, nelle gare casalinghe, quando la
squadra viola faceva il suo ingresso in campo nel secondo tempo. L'usanza del doppio inno è poi caduta in disuso.
Nel 1981 la dirigenza della società viola adottò un nuovo inno "La Fiorentina", che pur essendo inno ufficiale sino al
1990 non venne mai amato dai tifosi, che continuarono a preferirgli il brano precedente. Nel 1998 il cantante Pupo
propose ed incise un nuovo inno "È Fiorentina", cantato in anteprima alla trasmissione Quelli che il calcio. La
canzone, venne eseguita allo stadio (con karaoke sul tabellone) in un paio di partite della stagione 1998-99 ma non fu
mai adottata ufficialmente. Colori sociali, simboli e tifoDiviseAmarildo con una classica tenuta viola anni 60 La
Fiorentina è la squadra in tenuta viola per antonomasia, data la particolarità della tonalità e lo scarso uso che se ne
faceva nel mondo del calcio fino all'esplosione del mercato del merchandising. Nessuna squadra professionistica di
alto livello in Italia utilizza il viola, mentre in Europa poche formazioni e spesso non conosciute fra il grande
pubblico: fatta l'eccezione forse dell'Austria Vienna, possono citarsi ad esempio l'Újpest FC, che gioca però a strisce
bianco-viola, o il Germinal Beerschot. Diverso il caso di Royal Sporting Club AnderlechtAnderlecht e
saltuariamente Real Madrid, che vestono viola solo in trasferta. Se il colore viola viene spesso erroneamente
associato anche alla città di Firenze, che invece ha come colori il bianco e rosso, pochi sanno che agli esordi la
compagine fiorentina indossava proprio le tonalità della città. La prima divisa di gioco era metà bianca e metà rossa
con sul petto lo scudo cittadino, e questa scelta durò qualche anno, finché delle maglie a strisce bianco-rosse
subirono un lavaggio sbagliato nel fiume, almeno a quanto si dice ormai per tradizione. Il colore viola piacque subito
al pubblico, e non venne mai più cambiato. Durante gli anni la tenuta non fu sempre uguale, in quanto passò spesso
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ACF Fiorentina
da monocromatica ad alternata con pantaloncini bianchi o neri. I bordini e le rifiniture, quando presenti, di solito
erano bianche. Con l'esplosione del merchandising, si sono aggiunti a volte bordini rossi o anche bizzarri disegni
gialli.
Manica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraPantalonciniCalzettoniMaglia
storicaManica
sinistraMagliettaManica
destraPantalonciniCalzettoniAnni
'50Manica
sinistraMagliettaManica
destraPantalonciniCalzettoniAnni '60Manica sinistraManica sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniAnni
'70Manica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoni1995-97Come seconda maglia la Fiorentina ha sempre avuto una divisa
bianca, a seconda delle annate più o meno decorata con inserti o bordi viola. La terza maglia, introdotta soltanto a
partire dal 1996 solitamente, quando viene prodotta, è rossa, ma ci sono state annate in cui era gialla ed una stagione
in cui era di un grigio argentato. Manica sinistraMagliettaManica destraPantalonciniCalzettoniTrasferta
classicaManica
sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniTerza
maglia
1995-97Manica
sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniTerza maglia 2000Manica
sinistraMagliettaManica destraPantalonciniCalzettoniTerza maglia 2001Sponsor nella storia della FiorentinaPietro
Vierchowod con la maglia del primo sponsor, nel 1981 e ben evidente il nuovo simbolo adottato dai Pontello sul
pettocampionato
Anni
Sponsor
1967-1981nessuno1981-1983
j.d.
farrow's
1983-1986Opel1986-1989Crodino1989-1991La
Nazione1991-1992Giocheria1992-19947
Up1994-1997Sammontana1997-1999Nintendo1999-2002Toyota2002-2004Fondiaria2004- ToyotaStemmaI gigli
della FiorentinaLo stemma di Firenze, primo simbolo della squadra viola Giglio stilizzato, usato in un rombo per
molti anni fra il 1960 e il 1980Giglio del comune senza scudo, utilizzato dalla Florentia ViolaLo scudetto adottato
nel 1993 e riacquistato dalla nuova società nel 2003 nonché attuale logo societario Il simbolo della Fiorentina è da
sempre il Giglio di Firenze, il principale segno distintivo della città. Se nei primi tempi si usava direttamente lo
stemma comunale, col tempo ha subìto varie modifiche, passando dal tradizionale scudo ad un campo bianco
romboidale. Fu la dirigenza Pontello a cambiare in maniera netta il simbolo negli anni 80, stilizzando il giglio dentro
un cerchio bianco bordato di viola insieme ad una sorta di F, iniziale della squadra. I tifosi rumoreggiarono parecchio
per il cambio, anche perché il nuovo giglio sembrava più un'alabarda che non il simbolo storico. L'attuale ed ultimo
stemma societario, che sostituisce proprio quello dei Pontello, fu adottato dalla dirigenza di Cecchi Gori, inserendo
un giglio stilizzato fiorentino all'interno di un rombo inserito in un triangolo viola contenente le iniziali della società,
ACF. Questo stemma non fu utilizzato soltanto nella stagione in cui la neonata società giocò la Serie C2 sotto il
nome di Florentia Viola, dove fu sostituito per problemi legali dal semplice giglio tradizionale senza contorni
concesso gratuitamente dal Comune di Firenze.L'attuale logotipo è il marchio del calcio italiano più valutato
economicamente, avendolo pagato Diego Della Valle circa 2,5 milioni di euro. Marchio: facciamo chiarezza...
fiorentina.itTifosiCurva Fiesole Il fulcro del tifo viola è la Curva Fiesole, da sempre prescelta degli ultras viola,
alcuni dei quali, tuttavia, occupano anche la Curva Ferrovia, in particolare dagli anni della presidenza Cecchi
Gori.Le due curve Fiesole e Ferrovia , fin dal 1965, mantengono una forte tradizione della Firenze medioevale, sono
infatti presenti molti striscioni con immagini di Dante, Lorenzo dei Medici e altri che fanno riferimento alla Firenze
Guelfa ed è proprio il guelfismo il vecchio mito della Toscana viola in cui si identifica tutta la Toscana che ama
Firenze. Il più noto gruppo della Fiesole è stato quello degli Ultras. Fondati nel 1973 dal Pompa, leader carismatico
del tifo fiorentino per lunghi anni, gli Ultras Viola furono poi costretti allo scioglimento negli anni 80, a causa di
turbolenti scontri con i tifosi romanisti.Gli ultras della Fiorentina hanno sempre rifiutato la politica: "né di sinistra né
di destra" è sempre stato il motto delle due curve viola. Agli Ultras succedette nella leadership del tifo il Collettivo
Autonomo Viola, gruppo ancora oggi preminente in Curva Fiesole. Nell'altra curva, la "Ferrovia", da diversi anni, ha
un ruolo di spicco il Vieusseux (ultras)Vieusseux di Walter Tanturli. Negli ultimi anni si sono sciolti diversi gruppi
di tifosi, stanchi della "deriva" che la Fiesole aveva intrapreso in fatto di tifo: tra i più importanti ricordiamo la
Vecchia Guardia, gruppo dedicato a Stefano Biagini "Pompa" nata nel luglio 1993 a seguito della retrocessione in
serie B della squadra. Lo stesso destino percorso, in questo III millennio, dal gruppo Firenze Ultras 1926, portatore
di una vera "ventata di nuovo" all'interno della Fiesole, poi costretto allo scioglimento da ripetuti problemi con le
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ACF Fiorentina
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forze dell'ordine ed il resto della curva stessa. Gemellaggi I tifosi della Fiorentina conservano tre storici
gemellaggi:Consultare la lista di Tifo-net Catanzaro Football ClubCatanzaro, gemellaggio nato in occasione della
finale di Coppa Italia nel 1966 Torino Football ClubTorino, per il comune sentimento anti-juventino. Hellas Verona
Football ClubVerona, nato nel 1973. Oltre a questi: Liverpool Football ClubLiverpool: gemellaggio nato in
occasione della sfida di Champions League del 2009 fra i Reds e i Viola. I tifosi della curva Fiesole proposero un
gemellaggio con i tifosi del Liverpool, per motivi di stima verso la squadra inglese e verso i suoi tifosi. Il
gemellaggio è stato accolto con favore dai tifosi inglesi, che hanno ufficializzato la conferma sul sito della propria
squadra.http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/calcio/news/2009-09-25_125383867.htmlhttp://sport.repubblica.it/news/sport/calcioSporting Clube de PortugalSporting Lisbona: gemellaggio del viola club Settebello (ultras)Settebello con i tifosi
bianco-verdi nato nel 1996 http://www.settebello.org/club/storia/, in seguito all'incontro di Champions League del
2009 esteso a tutta la curva Fiesole. Valdelsa Football ColligianaColligiana: dal 1927 fino al 1940 (molto prima che
in Italia nascesse il fenomeno ultras) c'era una sentita amicizia con gli sportivi della Colligiana, dovuta alla storica
fratellanza tra le città di Colle di Val d'Elsa e Firenze (famoso il dono delle maglie, fatto dai colligiani proprio nel
1927) entrambi di tradizione guelfa. L'amicizia è comunque attuale, soprattutto in chiave antisenese. Modena
Football ClubModena: si è affievolita l'amicizia di antica data con i Modena Football Clubmodenesi. Associazione
Sportiva Livorno CalcioLivorno: è durato pochi anni invece il gemellaggio più recente coi Livorno Calciolivornesi,
fine dovuta a reciproche incomprensioni. I viola club della Curva Fiesole hanno sin dagli anni '70 una condotta non
politicizzata e completamente apartitica, questo modo di intendere il tifo fu fortemente voluto dal leader storico della
curva (Stefano Biagini detto il Pompa) e da allora è condiviso dalla grande maggioranza dei tifosi. Sono
testimonianza di ciò le amicizie con curve dagli orientamenti politici opposti.Rivalità Il tifo viola ha alcune tifoserie
rivali. Juventus Football ClubJuventus, la rivalità più forte e sentita, per i tifosi fiorentini la sfida contro i gobbi,
come viene chiamata, è un autentico derby senza confini geografici: la forte rivalità è molto antica e nacque negli
anni 50-60 quando la Fiorentina veleggiava nelle zone alte del calcio italiano. Si è acuita sensibilmente durante il
campionato del 1982 e nella finale di Coppa UEFA 1989-1990. Associazione Sportiva RomaRoma, Rivalità nata,
tuttavia, da un gemellaggio finito male: negli anni 70 le tifoserie erano infatti molto amiche, ma per un episodio di
striscioni rubati (che ogni tifoseria attribuisce all'altra) è nato un sempre maggiore contrasto. Un altro episodio che
ha creato rancore tra le tifoserie è stata l'accesa esultanza della tifoseria romanista quando, durante l'ultima giornata
di campionato 1992-93, il calciatore dell'Udinese e ex-romanista Stefano Desideri siglò il gol dell'1-1 proprio contro
la Roma all'Olimpico, con cui l'Udinese accedeva allo spareggio salvezza (poi vinto) contro il Brescia, condannando
la Fiorentina alla retrocessione in serie B. Anno dopo anno questa rivalità aumenta di intensità, anche per le continue
lotte sul campo tra le due squadre. Football Club Internazionale MilanoInter, rivalità nata da un gemellaggio finito
male negli anni 80. Società Sportiva Calcio NapoliNapoli, essendo i supporters viola gemellati con quelli del Hellas
Verona FCVerona c'è una forte rivaltà. Infatti, i tifosi del Napoli, sono molto ostili a quelli del Verona. Bologna
Football Club 1909Bologna, rivalità storica (data la vicinanza tra le due città) contro la squadra con cui i viola
disputano il Derby dell'Appennino. Salernitana Calcio 1919Salernitana, rivalità sorta recentemente, quando nel 1998
durante una partita di UEFA della Fiorentina al campo neutro dello Stadio Arechi dei tifosi salernitani gettarono un
ordigno contro i giocatori della Fiorentina e la UEFA eliminò, con non poche critiche e perplessità, a tavolino la
squadra
toscana.http://archiviostorico.corriere.it/1998/novembre/05/Fiorentina_verdetto_scoppio_ritardato_co_0_9811057158.shtml
Genoa Cricket and Football ClubGenoa, rivalità risalente agli albori del tifo organizzato, quando i tifosi viola si
gemellarono con la Sampdoria (amicizia durata fino al 1989/90).In tempi recenti, sul finire della stagione 08-09,
questa rivalità si è alimentata per via del duello tra le due squadre per l'accesso alla Champions League,in cui l'ha
spuntata la squadra viola per un vantaggio negli scontri diretti. Associazione Calcio SienaSiena, rivalità nata a
motivo della vicinanza; chiamata anche "derby guelfi-ghibellini", per le due storiche battaglie tra le città; quella
avvenuta a Monteaperti nel 1260, vinta dai senesi (la ghibellina Monteaperti) e quella di Colle Val d'Elsa nel 1269,
vinta dai fiorentini (la guelfa Colle). Partita sentita soprattutto dai tifosi del Siena. Va aggiunto che la provincia di
Siena è quella con il maggior numero di viola club (dopo la provincia di Firenze), una sorta di "derby nel derby",
ACF Fiorentina
come se Siena città giocasse contro Siena provincia. Pisa CalcioPisa, anche con il Pisa la rivalità nasce dalla
vicinanza delle due città. Unione Sportiva Città di PalermoPalermo, rivalità recente, nata con la presenza costante dei
rosanero in serie A. Dopo i primi rancori dovuti al ripescaggio dei toscani in Serie B nell'estate del 2003, la rivalità si
è acuita all'inizio del campionato 2005-2006 in seguito al passaggio di Luca Toni dai rosanero ai viola. Ulteriori
screzi sono sorti nel campionato 2006-2007 in seguito all'esultanza di Guidolin in occasione della partita vinta dai
Siciliani a Firenze, e in seguito alla lite fra i due allenatori nel match di Palermo dopo il gol di Mutu con un giocatore
del Palermo a terra. Nel campionato 2008-2009 un altro episodio segna un match Palermo-Fiorentina: l'attaccante
viola Alberto Gilardino, dopo aver subito una vistosa spinta da tergo non rilevata, segna con la mano la rete del
momentaneo 1-0, contribuendo fra aspre polemiche alla vittoria dei toscani per 3-1. Iniziative societarie Sin
dall'acquisizione della proprietà da parte della famiglia Della Valle, la Fiorentina si è messa subito in mostra per una
concezione diversa di calcio. La società viola ha infatti cominciato a sensibilizzare sia organico che tifosi al rispetto
dell'avversario e al fair play, e combatte per più eque ripartizioni economiche all'interno del mondo calcistico, sia per
quel che riguarda gli ingaggi che le entrate esterne. Nella stagione Serie A 2004-20052004-2005 Diego Della Valle
si mise contro le società maggiori in favore di un'equa ripartizione dei diritti televisivi in base a parametri oggettivi o
ad una contrattazione collettiva e non individuale che portava a cifre spropositate per alcune squadre ed irrisorie per
altre. La situazione è tuttoggi irrisolta. Anche per quel che riguarda l'ingaggio annuale dei calciatori in rosa, la
Fiorentina dei Della Valle ha adottato per anni un tetto ingaggi massimo di 1,4 milioni circa di €, arrotondabile
eventualmente soltanto da premi e da extra vari in base a determinate prestazioni. Il tetto ingaggi è stato alzato ad 1,9
milioni dopo il rinnovo del portiere francese Frey Frey, le cifre del rinnovo; 2 milioni a stagione fino al 2013 fiorentina.it e l'ingresso della Fiorentina in Champions League. I giocatori più pagati, oltre al portiere francese, sono
Alberto Gilardino e Adrian MutuCon l'arrivo di Prandelli sulla panchina viola e la nascita del progetto Viola Fair, la
proprietà della Fiorentina e l'allenatore hanno concertato alcuni tipi di condotta relativi a calciatori e addetti:
l'allenatore da sempre non ha mai parlato della direzione di gara o di presunti atteggiamenti degli avversari, ma
soltanto delle prestazioni della sua squadra. Nel 2007 invece la Fiorentina ha organizzato a sorpresa un terzo tempo
tipico del rugby, un corridoio formato dai giocatori viola che hanno applaudito gli avversari dell'Inter meritatamente
vittoriosi al Franchi facendoli passare su un tappeto viola. La Lega Calcio, positivamente impressionata, l'ha imposta
poi in forma diversa ad ogni società di Serie A, costringendo la società viola a cambiare la celebrazione e rendendola
forse meno spontanea e apparisciente. L'originale manifestazione della Fiorentina continua ad essere esibita in
campo internazionale suscitando molto entusiasmo.Dopo la semifinale persa ai rigori sfortunatamente contro il
Rangers FC nella Coppa UEFA 2007-2008, il presidente UEFA Michel Platini ha colto l'occasione per elogiare il
progetto di fair play della Fiorentina pubblicamente, in particolare per gli abbracci sinceri con i giocatori rivali
nonostante la bruciante sconfitta e per l'accoglienza fornita dalla città di Firenze ai tifosi scozzesi sprovvisti di
biglietti, sistemati nel Palazzetto dello Sport della città con vitto e maxischermo. Platini: «Fiorentina esempio di
sportività» - Corriere.it Ciò nonostante, a seguito dei gravi incidenti che si sono verificati il 31 agosto 2008 a Napoli
e a Roma (dove si disputava la partita tra la squadra giallorossa di casa e la formazione partenopea), l'Osservatorio
del Viminale ha vietato la trasferta di Napoli del 14 settembre ai supporters viola, oltre a consentire l'ingresso ai soli
abbonati per la partita casalinga con il Bologna Football Club 1909Bologna del 21 settembre, suscitando stupore
anche nella città Bolognafelsinea, da dove non poté partire la trasferta dei tifosi rossoblu.Con l'annuncio del progetto
di un nuovo stadio, i Della Valle hanno lanciato la speranza di poter essere la prima società italiana a togliere le
protezioni tra campo e spalti. Hanno in seguito fondato una ONLUS con attività solidaristica nel sociale. L'ultima
manifestazione di fair play da parte della dirigenza fiorentina è avvenuta il 31 agosto 2008, durante la sentitissima
partita Fiorentina-Juventus, prima gara della stagione, nella quale i Della Valle hanno invitato i tifosi alla correttezza
e al rispetto dell'avversario e hanno assistito al match accanto alla dirigenza avversaria. Fiorentina-Juve: Fair-play
'spagnolo' in tribuna - Calciomercato.com Il 19 settembre 2008 la società ha presentato alla stampa il progetto del
nuovo stadio inserito in un centro polifunzionale (con parco dello sport, museo di arte moderna, centro sportivo,
centro del made in Italy etc.) atto a rilanciare nel mondo l'immagine di Firenze e non solo della ACF Fiorentina . Il
progetto è stato realizzato da Massimiliano Fuksas, architetto di fama internazionale Il progetto Viola.
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ACF Fiorentina
it.violachannel.tv. Le autorità politiche fiorentine si trovano ora di fronte ad una scelta importante che richiederà
prontezza e collaborazione nell'attivazione del progetto, totalmente finanziato con fondi privati fiorentina.it - Renzi
(Pres.Provincia):" Siamo attenti, disponibili e interessati...". L'entusiasmo cittadino è alle stelle, tanto che la famiglia
della Valle viene da molti paragonata addirittura alla famiglia principesca dei Medici ed il progetto considerato
foriero di un nuovo Rinascimento toscano fiorentina.it - Era dai tempi DEI MEDICI che FIERNZE non trovava una
famiglia disposta a investire così tanto nello sviluppo della città, grazie famiglia DELLA VALLE ".Il 27 Luglio del
2009 viene costituito il Museo dell'Associazione Calcio Fiorentina. L’istituzione trova finalmente realizzazione
grazie agli sforzi congiunti di un robusto gruppo di studiosi, ricercatori e collezionisti che ne ha formato il Consiglio
Direttivo: David Bini, Andrea Claudio Galluzzo, Luca Giannelli, Gianfranco Lottini, Roberto Vinciguerra, Luca
Binazzi, Gianluca Cecchini e Tommaso Conforti. Il Museo Viola annovera come padri nobili, nel proprio Senato o
Comitato Scientifico, alte personalità della cultura e dello sport di Firenze quali il maestro Franco Zeffirelli, il prof.
Piero Barucci, il prof. Franco Cardini, il dott. Paolo Panerai, Gianni De Magistris, il dott. Fino Fini, il rag. Raffaele
Righetti, il m.se Cosimo Ridolfi, il dott. Eugenio Giani, Giancarlo De Sisti, il dott. Marco Vichi, il dott. Gianni
Salvadori, la dott.ssa Alessia Ballini, la dott.ssa Barbara Cavandoli, Alberto Panizza, Giampiero Masieri, il dott.
Paolo Crescioli e Bruno Capitelli. L'ente ha raccolto il gradimento e l'adesione dei rappresentanti del Comune di
Firenze, della Provincia di Firenze e della Regione Toscana. La "Fondazione Fiorentina", oltre ad essere
rappresentata nel Comitato Scientifico dallo storico segretario rag. Raffaele Righetti, decano dei dirigenti viola, ha
accolto con grande favore la creazione del Museo che viene considerata di rilevante importanza per la divulgazione
della storia e delle tradizioni del club verso le nuove generazioni. Onorificenze 1 Stella al merito sportivoStella d'Oro
al Merito Sportivo CONI: 1976Bibliografia Sergio Di Battista e Pier Luigi Brunori, Tutta la Fiorentina del
campionato 1984-85, Bonechi editore, 1984, Firenze (per #Gli esordiGli esordi); Francesco Valitutti, Breve Storia
Della Grande Fiorentina, Newton Compton, 1995, Roma; Giansandro Mosti e Luca Giannelli, Almanacco Viola
1926-2004, Scramasax, 2004, Firenze; Paolo Melani e Nadia Fondelli, 80 anni di storia Fiorentina, Italnews, 2005,
Firenze (per #Le originiLe origini, #La fondazioneLa fondazione, #Gli esordiGli esordi, #La serie ALa serie
A);Fiorentina informa, 22 ottobre 2005 (per #La serie ALa serie A); Sandro Picchi, Fiorentina 80 anni di storia. Il
gioco, i personaggi, la città, Gianni Marchesini Editore, 2006, Bologna, ISBN 8888225129. Andrea Claudio
Galluzzo, Il Fiorentino. Vita e Opere del Marchese Luigi Ridolfi, Società Stampa Sportiva, 1999, Roma, ISBN
9788883130106 Marzio Brazzini, Carlo Bulli, Silvia Nanni, Dalla Fiesole con tutto il cuore i tuoi Ultras.
Autobiografia di una curva, Edizioni Anna & S. Marco Sport Events, 1999, Roma, ISBN 9788887533033 (per gli
aspetti del tifo viola)Sandro Picchi (a cura di), I giganti della Fiorentina, supplemento de La Nazione, 1992Voci
correlate Sport a FirenzeStadio Artemio FranchiFirenzecalcio (sport)CalcioAlbo d'oro (Campionato Serie A)Albo
d'oro Campionato di Serie ACollegamenti esterni Fiorentina su Open Directory Project ( Segnala su DMoz un
collegamento pertinente all'argomento "Fiorentina") Media ufficiale ACF Fiorentina
137
Genoa Cricket and Football Club
138
Genoa Cricket and Football Club
Genoa Cricket and Football Club
Calcio
Grifone, Zena, Vecchio Balordo, Grifo
Segni distintivi
Uniformi di gara
Genoa Cricket and Football Club
Casa
Colori sociali:
139
Trasferta
Terza divisa
rosso-blu
Genoa Cricket and Football Club
140
Simboli:
Grifone giallo su sfondo rossoblu sormontato dalla croce di San
Giorgio
Inno:
Un cantico per il mio Grifone
testo di Piero Campodonico, musica di Gian Piero Reverberi
[1]
Dati societari
Città:
Genova
Paese:
Italia
Confederazione:
UEFA
Federazione:
FIGC
Campionato:
Serie A
Fondazione:
1893
Presidente:
Enrico Preziosi
Allenatore:
Gian Piero Gasperini
Stadio:
Luigi Ferraris
(36.536 posti)
Sito web:
www.genoacfc.it
[2]
Palmarès
Scudetti:
9
Trofei nazionali:
1 Coppe Italia
Trofei internazionali:
1 Coppa Anglo-Italiana
2 Coppe delle Alpi
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
Il Genoa Cricket and Football Club, o Genoa 1893, o più semplicemente Genoa, è una società calcistica italiana
con sede a Genova. Fra le squadre italiane, è quella in possesso del più antico documento scritto attestante la data di
fondazione (1893).
Milita attualmente in Serie A. Ha vinto nove scudetti del campionato di calcio italiano, tra cui il primo in assoluto
risalente al 1898 (fase finale quadrangolare disputata l'8 maggio 1898 al velodromo Umberto I di Torino), mentre
l'ultimo campionato è stato vinto nella stagione 1923-1924.
Fra il 1898 e il 1929, ossia nella fase dei campionati nazionali antecedenti l'introduzione della Serie A a girone
unico, è la società che ha ottenuto il maggior numero di punti complessivi.
Tra i tornei vinti vi sono anche un'edizione della Coppa Italia (1936-1937), due Coppe delle Alpi (1962 e 1964), una
Coppa dell'Amicizia italo-francese (1963), e una Coppa Anglo-Italiana (1996).
Nel Campionato 2008-2009 si è classificato al quinto posto e ha conquistato la qualificazione alla UEFA Europa
League. È questa la seconda partecipazione della squadra genovese alle Coppe Europee; in precedenza il Genoa
aveva infatti partecipato alla Coppa Uefa, nel 1991-1992, raggiungendo la semifinale e centrando una storica vittoria
all'Anfield contro il Liverpool. Nell'anteguerra, per quattro volte il Genoa aveva disputato la Coppa dell'Europa
centrale (1929, 1930, 1937, 1938) raggiungendo una semifinale.
Il Genoa detiene il record di vittorie nel campionato di Serie B, con 6 successi (1934/35, 1952/53, 1961/62, 1972/73,
1975/76 e 1988/89). Anche nella stagione 2004/05 il Genoa ha concluso il campionato cadetto al primo posto, ma è
stato successivamente declassato all'ultimo posto per illecito sportivo.
Genoa Cricket and Football Club
141
Negli anni dieci la sezione di pallanuoto del Genoa partecipò al campionato italiano di pallanuoto - allora waterpolo
- vincendone, similmente al football, le prime quattro edizioni disputate (nel 1912, 1913, 1914 e 1919).
Cronistoria
Cronistoria del Genoa Football Club
•
7 settembre 1893 - Fondazione del Genoa
• 1931-32 : 11° in Serie A
Cricket and Athletic Club con colore sociale il
bianco
•
1970-71 : 1° nel girone B della Serie
C. Promosso in Serie B
•
10 aprile 1897 - Su proposta di James
• 1932-33 : 8° in Serie A
Richardson Spensley vengono ammessi anche
soci italiani
•
1971-72 : 8° in Serie B
•
1897-98 : Campione d'Italia - Il club
cambia denominazione diventando Genoa
Cricket and Football Club il 2 gennaio 1899
•
1933-34 : 17° in Serie A.
Retrocesso in Serie B
•
1972-73 : 1° in Serie B. Promosso in
Serie A
•
1898-99 : Campione d'Italia - Vengono
adottati i colori bianco e blu
•
1934-35 : 1° in Serie B.
Promosso in Serie A
•
1973-74 : 16° in Serie A. Retrocesso
in Serie B
•
1899-1900 : Campione d'Italia - Vengono
adottati i colori della Union Jack, rosso
granata e blu scuro, il 25 gennaio 1901
•
1935-36 : 8° in Serie A
•
1974-75 : 6° in Serie B
•
1900-01 : Perde la Finale contro il → Milan
•
1936-37 : 6° in Serie A Vince la Coppa Italia
•
1975-76 : 1° in Serie B. Promosso in
Serie A
•
1901-02 :
Campione d'Italia
•
1937-38 : 3° in Serie A
•
1976-77 : 11° in Serie A
•
1902-03 :
Campione d'Italia
•
1938-49 : 4° in Serie A
•
1977-78 : 14° in Serie A. Retrocesso
in Serie B
•
1903-04 :
Campione d'Italia
•
1939-40 : 5° in Serie A
•
1978-79 : 12° in Serie B
•
1904-05 : 2° nel Girone Finale
•
1940-41 : 10° in Serie A
•
1979-80 : 11° in Serie B
•
1905-06 : 3° nel Girone Finale
•
1941-42 : 4° in Serie A
•
1980-81 : 2° in Serie B. Promosso in
Serie A
•
1906-07 : 2° nel Girone Eliminatorio Ligure
•
1942-43 : 5° in Serie A
•
1981-82 : 13° in Serie A
•
1907-08 : Non partecipa per protesta contro
l'esclusione degli stranieri
•
1943/44 : Attività sospesa per • 1982-83 : 12° in Serie A
la guerra
•
1908-09 : Sconfitto nelle Semifinali del
Campionato
•
1944 : 5° nel Torneo Bellico
del Nordovest - Vince la
Coppa Città di Genova
•
1983-84 : 14° in Serie A. Retrocesso
in Serie B
•
1909-10 : 5° nel Campionato a Girone Unico
•
1945-46 : 12° nel
Campionato Alta Italia Riassume la denominazione
Genoa Cricket and Football
Club.
•
1984-85 : 6° in Serie B
•
1910-11 : 5° nel Campionato
Ligure-Lombardo-Piemontese
•
1946-47 : 10° in Serie A
•
1985-86 : 7° in Serie B
•
1911-12 : 3° nel Campionato
Ligure-Lombardo-Piemontese
•
1947-48 : 12° in Serie A
•
1986-87 : 6° in Serie B
•
1912-13 : 2° nel Girone Finale
•
1948-49 : 7° in Serie A
•
1987-88 : 14' in Serie B
•
1913-14 : 2° nel Girone Finale
•
1949-50 : 11° in Serie A
•
1988-89 : 1° in Serie B. Promosso in
Serie A
•
1914-15 :
Campione d'Italia
•
1950-51 : 20° in Serie A.
Retrocesso in Serie B
•
1989-90 : 11° in Serie A
•
1915/19 : Campionati sospesi - 4° in coppa
Federale - Vince la Coppa Liguria
•
1951-52 : 5° in Serie B
•
1990-91 : 4° in Serie A
•
1919-20 : 3° nel Girone Finale
•
1952-53 : 1° in Serie B.
Promosso in Serie A
•
1991-92 : 14° in Serie A
Genoa Cricket and Football Club
142
•
1920-21 : 2° nel Gruppo A del Girone
Semifinale Nazionale
1953-54 : 12° in Serie A
•
1992-93 : 13° in Serie A
•
1921-22 : Perde la Finale del Campionato CCI • 1954-55 : 11° in Serie A
contro la Pro Vercelli
•
1993-94 : 11° in Serie A
•
1922-23 :
Campione d'Italia
•
1955-56 : 9° in Serie A
•
1994-95 : 15° in Serie A. Retrocesso
in Serie B
•
1923-24 :
Campione d'Italia
•
1956-57 : 16° in Serie A
•
1995-96 : 8° in Serie B - Vince il
Torneo Anglo-Italiano
•
1924-25 : Perde agli spareggi la Finale del
Campionato contro il → Bologna
•
1957-58 : 12° in Serie A
•
1996-97 : 5° in Serie B
•
1925-26 : 3° nel Girone B di Prima Divisione
•
1958-59 : 11° in Serie A
•
1997-98 : 9° in Serie B
•
1926-27 : 4° nel Girone Finale di Divisione
Nazionale
•
1959-60 : 18° in Serie A.
Retrocesso in Serie B
•
1998-99 : 12° in Serie B
•
1927-28 : 2° nel Girone Finale di Divisione
Nazionale
•
1960-61 : 13° in Serie B
•
1999-2000 : 6° in Serie B
•
1928-29 : 4° nel Girone B di Divisione
Nazionale - Cambia denominazione in
Genova 1893 Circolo del Calcio
•
1961-62 : 1° in Serie B.
• 2000-01 : 12° in Serie B
Promosso in Serie A - Vince
la Coppa delle Alpi
•
1929-30 : 2° in Serie A
•
1962-63 : 15° in Serie A • 2001-02 : 12° in Serie B
Vince la Coppa dell'Amicizia
•
1930-31 : 4° in Serie A
•
1963-64 : 8° in Serie A Vince la Coppa delle Alpi
•
2002-03 : 18° in Serie B. Retrocesso
in serie C1 e ripescato per il Caso
Catania
•
1964-65 : 16° in Serie A.
Retrocesso in Serie B
•
2003-04 : 16° in Serie B
•
1965-66 : 5° in Serie B
•
2004-05 : 22° in Serie B per delibera
della CAF che, per illecito sportivo,
declassa la società dal 1° posto
ottenuto sul campo. Retrocesso in
Serie C1
•
1966-67 : 12° in Serie B
•
2005-06 : 2° nel girone A di Serie C1
e vince i play-off contro il Monza.
Promosso in Serie B
•
1967-68 : 15° in Serie B
•
2006-07 : 3° in Serie B. Promosso in
Serie A
•
1968-69 : 6° in Serie B
•
2007-08 : 10° in Serie A
•
1969-70 : 20° in Serie B.
Retrocesso in Serie C
•
2008-09 : 5° in Serie A. Non accede
ai preliminari di Champions League
per lo svantaggio negli scontri diretti
con la → Fiorentina, terminata a pari
punti.
•
Genoa Cricket and Football Club
143
Colori e simboli
Maglia storica
La maglia del Genoa è composta dai colori rosso e blu a quarti. La
disposizione dei colori è: rosso a destra e blu a sinistra, schienale
invertito e manica con facciata di colore opposto, calzoncini blu e
calzettoni rosso-blu a strisce orizzontali.
Dalla fondazione avvenuta nel 1893 furono adottate dapprima
casacche di colore bianco e successivamente bianco-blu a righe
verticali. Dal 1899 vengono utilizzati i colori attuali (anche se la
dicitura ufficiale fu rosso granato e blu) ma fino agli anni trenta a
Maglia dei tifosi che raffigura il Grifone, simbolo per
eccellenza del Genoa e della città di Genova
parte rare eccezioni il blu è posizionato a destra.
Il primo campionato italiano venne disputato usando una semplice
maglia bianca.
La seconda maglia, utilizzata già nei primi del Novecento e usata oggi prevalentemente nelle partite in trasferta, è
bianca con bande orizzontali rosse e blu (al centro veniva posto lo scudo con la croce di San Giorgio, oggi viene
utilizzato il simbolo della Società).
Il simbolo universalmente riconosciuto ed ufficialmente integrato nello stemma della squadra è un antichissimo
animale del bestiario mitologico, il Grifone (un incrocio tra un'aquila, un leone e un cavallo), rappresentante
originariamente la fiera protettrice della città di Genova e dei suoi abitanti.
Per diversi anni il Genoa non cucì sulle maglie rossoblu nessuno stemma mentre su documenti e tessere come
simbolo utilizzò quello cittadino composto da due Grifoni che reggono lo scudo con dentro la croce di San Giorgio.
Il simbolo che per primo compare sulle maglie rossoblu è simile a quello tutt'ora usato con l'unica differenza che il
Grifone guardava verso destra.
Alcune varianti compaiono nel periodo fascista quando il Grifone regge il fascio littorio e negli anni ottanta quando
viene utilizzata una testa di Grifone con corpo blu (soprannominata dai tifosi "il gallinaccio"). Ancor oggi la squadra
ed i sostenitori si fregiano rispettivamente degli appellativi di Grifo e Grifoni.
Stadio
Costruito grazie al socio del Genoa Musso Piantelli, che concesse il terreno vicino alla sua villa a Marassi, ed al
lavoro gratuito offerto dagli altri soci della formazione rossoblu, lo stadio è stato inaugurato il 22 gennaio 1911 in
occasione della partita tra Genoa ed Internazionale. In origine poteva ospitare 20.000 spettatori. In seguito, vennero
edificate le due gradinate (Nord e Sud), ed è proprio dove sorge ora la Gradinata Nord che sorgeva il Campo della
Cajenna, ovvero il campo dell'Andrea Doria, di cui oggi non rimane memoria.
Il 1 gennaio 1933, durante la festa per il quarantennale del Genoa, lo stadio venne intitolato a Luigi Ferraris, storico
capitano della squadra genovese caduto durante la Prima Guerra Mondiale. Il Luigi Ferraris, definito come lo stadio
più moderno dell'epoca ed arrivato alla capienza di 30.000 spettatori, ospitò il 27 maggio del 1934 la partita dei
mondiali tra Spagna e Brasile terminata 3 a 1.
Fino al 1946, il Genoa è stata l'unica società genovese ad aver calcato il prato del "Ferraris" e comunque, fino alla
cessione dello stadio al Comune di Genova, avvenuta sia per problemi finanziari che per volere del regime fascista, il
club rossoblu è stato l'unico proprietario dell'impianto.
Per il Ferraris il record di spettatori in una partita di campionato appartiene al derby Genoa-Sampdoria 1-1 del 28
novembre 1982, quando si registrarono 57.815 spettatori più circa 2.000 non paganti. Il record assoluto di spettatori
si registrò invece in occasione dell'incontro Italia-Portogallo del 27 febbraio 1949, con più di 60.000 presenze.
Genoa Cricket and Football Club
144
In occasione dei campionati mondiali di calcio del 1990 lo stadio fu totalmente demolito e ricostruito. Per consentire
al Genoa ed alla Sampdoria di continuare a giocare le partite casalinghe, i lavori furono eseguiti "per singoli settori"
e durarono ben due anni e due mesi (dal luglio del 1987 al settembre del 1989).
Da qualche anno, il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, sta cercando di realizzare il progetto di sostituire
il Ferraris con un nuovo impianto a Sestri Ponente. I tifosi genoani si sono immediatamente schierati contro
l'iniziativa del presidente Garrone (coniando lo slogan "Il Tempio non si tocca"). Recentemente, anche il presidente
del Genoa, Enrico Preziosi, ha espresso parere favorevole al progetto del nuovo stadio creando qualche malumore
all'interno della tifoseria genoana, non più così compatta nel contrastare l'iniziativa.
Il quartier generale per gli allenamenti è dato dal complesso sportivo "Pio XII", oggi intitolato al giocatore Gianluca
Signorini, situato presso Villa Rostan, nel quartiere di Pegli.
Rosa 2009-2010
N.
Ruolo
1
P
Danilo Russo
4
D
Domenico Criscito
5
C
Houssine Kharja
7
C
Marco Rossi (Capitano)
8
A
Rodrigo Palacio
9
A
Hernán Crespo
10
A
Raffaele Palladino
11
A
Stephan El Shaarawi
13
D
Ivan Fatic
14
A
Giuseppe Sculli
15
D
Sokratis
Papastathopoulos
16
D
Andrea Esposito
17
A
Boško Janković
18
C
Silvano Raggio Garibaldi
20
C
Giandomenico Mesto
21
C
Alberto Zapater Arjol
23
D
Francesco Modesto
24
D
Emiliano Moretti
Giocatore
Genoa Cricket and Football Club
145
N.
Ruolo
25
D
Giuseppe Biava
26
D
Salvatore Bocchetti
28
C
Ivan Jurić
30
A
Luciano Figueroa
32
P
Marco Amelia
33
A
Sergio Floccari
40
D
Nenad Tomović
41
D
Alessio Grea
42
C
Mattia Ferraro
43
C
Dejan Lazarevic
44
D
Alessio De Bode
45
D
Salvatore Cannito
46
A
Luca Miracoli
47
C
Arturo Ymeri
73
P
Alessio Scarpi
77
C
Omar Milanetto
--
P
Mattia Perin
--
P
Stefano Raggio
Garibaldi
Giocatore
In Prestito
N.
Ruolo
Giocatore
D
Selim Ben Djemia (al Padova)
D
Matteo D'Alessandro (alla Reggiana)
A
Alessandro Di Maio (alla Massese)
D
Jones (al Celta Vigo)
D
Tiago Pires (al Potenza)
D
Andrea Ranocchia (al Bari)
D
Andrea Signorini (all' Alessandria)
D
Mariano Stendardo (alla Salernitana)
D
Magnus Troest (al Recreativo
Huelva)
C
Paolo Facchinetti (al Pergocrema)
C
Fernando Forestieri (al Malaga)
Genoa Cricket and Football Club
146
N.
Ruolo
Giocatore
C
Emmanuel Ledesma (al Novara)
C
Louise Parfait (al Piacenza)
C
Matteo Paro (al Bari)
C
Vincenzo Rennella (al Grasshopper)
A
Robert Acquafresca (all'→ Atalanta)
A
Salvatore Aurelio (al Frosinone)
A
Giuseppe Greco (al Bari)
A
Steve Pinau (al Lugano)
A
Michele Tarallo (al Pergocrema)
A
Diogo Tavares (al Frosinone)
A
Wilker (alla Royale Union
Saint-Gilloise)
Staff tecnico
Allenatore:
Gian Piero Gasperini
Allenatore in seconda:
Bruno Caneo
Collaboratori tecnici:
Tullio Gritti -
Preparatori atletici:
Luca Trucchi -
Preparatore portieri:
Gianluca Spinelli
Rieducatore:
Paolo Barbero
Responsabile sanitario:
Biagio Costantino
Medico sociale:
Marco Stellatelli
Massafiseoterapisti:
Valerio Caroli -
Team Manager:
Francesco Salucci
Maurizio Venturi
Alessandro Pilati
Fabio Della Monica -
Giocatori
Allenatori
Questi gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina del Genoa CFC:
Mattia Ottonello
Genoa Cricket and Football Club
147
•
1893-1896 Commissioni tecniche
•
1965-1966 Luigi Bonizzoni (Gipo Viani direttore tecnico)
•
1896-1907 James Spensley
•
1966-1967 Giorgio Ghezzi poi Paolo Tabanelli
•
1907-1912 Commissioni tecniche
•
1967-1968 Livio Fongaro poi Aldo Campatelli
•
1912-1915 William Garbutt
•
1968-1969 Aldo Campatelli poi Aldo Campatelli e Maurizio Bruno
•
1919-1927 William Garbutt dopo sospensione attività per la
guerra
•
1969-1970 Franco Viviani poi Maurizio Bruno e Lino Bonilauri poi Aredio
Gimona e Lino Bonilauri
•
1927-1930 Renzo De Vecchi
•
1970-1974 Arturo Silvestri
•
1930-1931 Gèyza Szekany
•
1975-1975 Guido Vincenzi poi Luigi Simoni
•
1931-1932 Luigi Burlando e Guillermo Stabile
•
1975-1978 Luigi Simoni
•
1932-1933 Carlo Rumbold
•
1978-1979 Pietro Maroso poi Ettore Puricelli poi Gianni Bui
•
1933-1934 Giuseppe Nagy
•
1979-1980 Gianni Di Marzio
•
1934-1935 Vittorio Faroppa poi Renzo De Vecchi con Carlo
Carcano direttore tecnico
•
1980-1984 Luigi Simoni
•
1935-1936 Giorgio Orth
•
1984-1986 Tarcisio Burgnich
•
1936-1937 Ermanno Fellsner
•
1986-1987 Attilio Perotti
•
1937-1939 William Garbutt
•
1987-1988 Luigi Simoni poi Attilio Perotti
•
1939-1940 Ottavio Barbieri e William Garbutt
•
1988-1990 Franco Scoglio
•
1940-1941 Ottavio Barbieri
•
1990-1992 Osvaldo Bagnoli
•
1941-1943 Guido Ara
•
1992-1993 Bruno Giorgi poi Luigi Maifredi poi Claudio Maselli
•
1945-1946 Ottavio Barbieri dopo sospensione attività per la
guerra; poi József Viola
•
1993-1994 Claudio Maselli poi Franco Scoglio
•
1946-1948 William Garbutt
•
1994-1995 Franco Scoglio poi Giuseppe Marchioro poi Claudio Maselli
•
1948-1949 Federico Allasio
•
1995-1996 Luigi Radice poi Gaetano Salvemini
•
1949-1950 Alan Astley poi Alan Astley e Federico Allasio
poi Manlio Bacigalupo
•
1996-1997 Attilio Perotti
•
1950-1951 Manlio Bacigalupo
•
1997-1998 Gaetano Salvemini poi Claudio Maselli poi Tarcisio Burgnich
•
1951-1952 Imre Senkey poi Valentino Sala e Giacinto Ellena
•
1998-1999 Giuseppe Pillon poi Luigi Cagni
•
1952-1953 Giacinto Ellena
•
1999-2000 Delio Rossi poi Bruno Bolchi
•
1953-1955 Giorgio Sarosi poi Lino Bonilauri
•
2000-2001 Bruno Bolchi poi G. Carboni e A. Magni poi Bruno Bolchi poi
Claudio Onofri poi Franco Scoglio
•
1955-1958 Renzo Magli poi Annibale Frossi
•
2001-2002 Franco Scoglio poi Edy Reja poi Claudio Onofri
•
1958-1959 Annibale Frossi
•
2002-2003 Claudio Onofri poi Vincenzo Torrente e Rino Lavezzini
•
1959-1960 Gipo Poggi e Antonio Busini poi Jesse Carver poi
Annibale Frossi
•
2003-2004 Roberto Donadoni poi Luigi De Canio
•
1960-1961 Annibale Frossi poi A. Rosso
•
2004-2005 Luigi De Canio poi Serse Cosmi
•
1961-1963 Renato Gei poi A. Rosso
•
2005 Francesco Guidolin poi Giovanni Vavassori poi Attilio Perotti poi di
nuovo Vavassori
•
1963-1964 Beniamino Santos
•
2006 Gian Piero Gasperini
•
1964-1965 Paulo Amaral poi Roberto Lerici
Presidenti
Questi i presidenti che si sono succeduti alla guida del Genoa CFC
Genoa Cricket and Football Club
148
•
1893 C. De Grave Sells
•
1946 Massimo Poggi (da novembre)
•
1897 Hermann Bauer
•
1950 Aldo Mairano (Commissario)
•
1899 G. Daniel Fawcus
•
1951 Ernesto Cauvin
•
1904 Edoardo Pasteur
•
1953 Ugo Valperga
•
1909 Vieri A. Goetzloff
•
1954 Comitati di Presidenza
•
1910 Edoardo Pasteur
•
1958 Fausto Gadolla
•
1911 Luigi Aicardi
•
1960 Comitati di Presidenza
•
1913 Geo Davidson
•
1963 Giacomo Berrino
•
1920 Guido Sanguineti
•
1966 Ugo Maria Failla (Commissario, poi Presidente)
•
1926 Vincent Ardissone (Capo del Direttorio)
•
1967 Renzo Fossati (Amministratore unico)
•
1927 Vincent Ardissone
•
1970 Virgilio Bazzani (Amministratore unico)
•
1933 Aldo Tarabini (Commissario)
•
1970 Angelo Tongiani (da Settembre)
•
1934 Alfredo Costa
•
1971 Gianni Meneghini (Amministratore unico)
•
1936 Juan Culiolo (Presidente della Consulta)
•
1972 Giacomo Berrino
•
1937 Juan Culiolo
•
1974 Renzo Fossati
•
1941 Nino Bertoni (Commissario)
•
1985 Aldo Spinelli
•
1942 Giovanni Gavarone
•
1997 Massimo Mauro
•
1943 Nino Bertoni (Commissario, poi
Presidente)
•
1999 Gianni E. Scerni
•
1944 Aldo Mairano
•
2001 Luigi Dalla Costa
•
1945 Antonio Lorenzo
•
2003 Stefano Campoccia (da aprile)
•
1946 Edoardo Pasteur (Commissario, da aprile)
•
2003 Enrico Preziosi
•
1946 Giovanni Peragallo (da Giugno)
Palmarès
Competizioni nazionali
•
Campionato italiano: 9
1898 - 1899 - 1900 - 1902 - 1903 - 1904 - 1914/15 - 1922/23 - 1923/24
•
Coppa Italia: 1
1936/37
Competizioni minori
Nazionali
• Campionati di Serie B: 6[1]
1934/35 - 1952/53 - 1961/62 - 1972/73 - 1975/76 - 1988/89
• Campionato di Serie C: 2
2005/06
Genoa Cricket and Football Club
149
Internazionali
• 2 Coppe delle Alpi
1962 - 1964
• 1 Coppa dell'Amicizia italo-francese
1963
• 1 Torneo Anglo-Italiano
1996
Competizioni Giovanili e Riserve
Primavera
• Tornei di Viareggio: 2
1965 - 2007
•
Coppa Italia Primavera: 1
2008/2009
•
Supercoppa italiana Primavera: 1
2009
• Campionato Nazionale giovanile: 2
1939/ 1942
De Martino
• Campionati Nazionali: 2
1962 - 1964
Record e statistiche
Campionati disputati
Categoria Partecipazioni
A
B
C
70
33
2
Debutto
Ultima stagione
1897-1898
2009-2010
1934-1935
2006-2007
1970-1971
2005-2006
In 105 stagioni sportive a livello nazionale dalla fondazione del campionato italiano di calcio, compresi 27 tornei di
Prima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A) antecedenti il girone unico. Sono escluse la
stagioni 1906-1907, in cui il Grifone non superò le eliminatorie regionali, e 1907-1908, in cui boicottò il torneo.
Genoa Cricket and Football Club
Record individuali
Prima società a ...
Il Genoa CFC è stata la prima società italiana a:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
... possedere un documento scritto relativo alla data di fondazione (7 settembre 1893)
... vincere una partita fuori casa (l'8 maggio 1898 Ginnastica Torino - Genoa 1-2)
... vincere il campionato nazionale (1898)
... istituire il settore giovanile (1902 ragazzi sotto i 16 anni)
... disputare una partita all'estero (nel 1903 a Nizza)
... vincere una partita all'estero (1903 - F.V.Nizza-Genoa 0-3)
... assumere un allenatore professionista (1912 - William Garbutt - nota: nasce da qui la consuetudine utilizzata
fino ai giorni nostri di chiamare l'allenatore "Mister")
... avvalersi di giocatori professionisti (1912 - Grant)
... segnare il maggior numero di reti (16) in trasferta a una squadra avversaria (Acqui F.B.C.) nel massimo
campionato di calcio (1914)
... vincere un campionato (34 partite) senza subire sconfitte (1922-23)
... giocare in Argentina e Uruguay (1923)
• ... appuntare lo scudetto sulle maglie (1924)
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
• (nota: nell'era pionieristica (1898/1929, pre girone unico), il Genoa è la squadra che totalizza più punti in
Italia)
... partecipare - al pari della → Juventus - ad una competizione europea (1929 - Coppa Europa Centrale)
... adottare come modulo di gioco il "sistema" (1939 All. Barbieri)
... vincere la Coppa delle Alpi (1962)
... subire il minor numero di reti (13) nei campionati di serie B a 20 squadre (1988/89)
... superare il Liverpool allo stadio di Anfield Road, nell'ambito di una competizione ufficiale europea (1992
Liverpool-Genoa 1-2 - Coppa Uefa)
... affiancare alla società calcistica una fondazione esterna, con compiti di controllo e supervisione della società in
grado, in casi estremi, anche di fornire sostegno economico.
... schierare un giocatore giapponese (Miura nel 1994)
... schierare calciatori di nazionalità tunisina (Badra, Bouzaiene, Gabsi, Mhadhbi nel 2001)
... avere al seguito - al pari della Juventus - un "treno speciale" di tifosi in occasione di una partita (1906 a Milano:
Genoa-Juventus 0-2)
... organizzare una nave di tifosi al seguito della squadra (1922 - viaggio Genova/Savona)
... far operare di menisco un giocatore (Alberti 1924)
... avere un newsgroup dedicato su internet.
... ingaggiare il capocannoniere di un'edizione della Coppa del Mondo (1930, Guillermo Stabile; nota:
sessant'anni dopo (1990) acquisterà il vicecapocannoniere dell'edizione italiana dei Mondiali, Tomas Skuhravy)
È stata inoltre la prima squadra:
• ... per cui i tifosi noleggiano una nave al seguito (1971 - a Sassari: Torres-Genoa 0-1)
• ... per cui alcuni tifosi si organizzano in un club con sede (1962-Little Club Genoa)
• ... retrocessa dalla serie B alla serie C1 per illecito sportivo
150
Genoa Cricket and Football Club
151
Campionato
Record marcatori Campionato Italiano
1°
Edoardo Catto 92
2°
Enrico Sardi 88
3°
Felice Levratto 86
4°
Aristodemo Santamaria 75
Record marcatori Serie A-B-C
1°
Cosimo Francioso 74
2°
Tomáš Skuhravý 65
3°
Attilio Frizzi 61
4°
Roberto Pruzzo 59
5°
Diego Alberto Milito 57
6°
Gastone Bean 53
Campionati vinti
1°
1°
1°
James Spensley 1898, 1899, 1900, 1902, 1903, 1904
Edoardo Pasteur 1898, 1899, 1900, 1902, 1903,
1904
Henri Dapples 1898, 1899, 1900, 1902, 1903, 1904
Marcatori in Europa (Europa League - Coppa Uefa)
Marcatori in Europa - Europa League e Coppa Uefa
1°
Carlos Alberto Aguilera 8 (8 in Coppa Uefa)
2°
Tomáš Skuhravý 3 (3 in Coppa Uefa)
3°
Lucho Figueroa 2 (2 in Europa League)
4°
Claudio Branco 2 (2 in Coppa Uefa)
Record presenze
Record presenze
1°
Gennaro Ruotolo 444
2°
Fosco Becattini 425
3°
Vincenzo Torrente 412
4°
Amedeo Cattani 309
5°
Giovanni De Prà 304
6°
Ottavio Barbieri 299
7°
Mario Bortolazzi 251
Genoa Cricket and Football Club
152
Marcatori in Coppa Italia
Marcatori in Coppa Italia
1°
Cosimo Francioso 12
2°
Bruno Ispiro 8
3°
Neri 8
4°
Giuseppe Greco 6
5°
Tomáš Skuhravý 5
6°
Marco Nappi 5
Numeri di maglia ritirati
• 6, in memoria di Gianluca Signorini, difensore e capitano dal 1988 al 1995.
• 12, per ringraziare i tifosi dell'affetto in ogni momento, il 12° uomo in campo.
Tifosi
La tifoseria genoana è attualmente (Serie A 2009/2010) la quarta in Italia come numero di abbonamenti con 24200
tessere (Genoa Club for Children compresi) (record assoluto) ed è stata la settima squadra italiana come media
spettatori allo stadio nella scorsa stagione (25016 spettatori).[2] In Gradinata Nord si parla rigorosamente, e con
vanto, il dialetto genovese.
I tifosi del Genoa, in Italia, sono stati quantificati in più di un milione, presenti, oltre che in Liguria, soprattutto in
Piemonte e Valle d'Aosta, ma vi sono club di tifosi anche nel resto d' Italia (fa eccezione il meridione) e nel resto nel
mondo (Genoa Club Amsterdam, Buenos Aires, New York, Tokio, Toronto, Islanda, ecc...).
Tifosi celebri
• Gianluigi Buffon[3]
• Frank Sinatra[4]
Gemellaggi e rivalità
Gran parte della tifoseria organizzata ha rapporti di gemellaggio con la tifoseria organizzata del Napoli e con quella
del Torino, anche se dopo la partita di domenica 24 maggio 2009, a seguito della vittoria dei "grifoni", il gemellaggio
si è incrinato. Amicizie e simpatie si avevano o si hanno tuttora con le tifoserie dell'Alessandria, Ancona, Carrarese,
Catania, Cosenza, Pisa, Reggiana e Vicenza e con il Boca Juniors.
Rivalità si hanno, oltre che con i "cugini" della Sampdoria, con tifoserie organizzate dell'Ascoli, Atalanta, Bari,
Bologna, Brescia, → Cagliari, Cesena, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Livorno, Mantova, Milan (un tempo
gemellati), Modena, Monza, Padova, Parma, Piacenza, Ravenna, Roma (gemellati anch'essi fino agli Anni '80),
Salernitana, Savona, Taranto, Ternana, Spezia, Venezia e Verona.[5]
Genoa Cricket and Football Club
La Gradinata Nord
Gradinata Nord è il nome del settore dello Stadio Luigi Ferraris di Genova occupato durante le gare casalinghe dai
nuclei più accesi della tifoseria organizzata.
L'abitudine dei tifosi genoani di occupare tale settore nacque a partire dagli anni '10 del secolo scorso. Curiosità da
notare che dove si trova la gradinata dei tifosi del Genoa , nei primi anni del XX° secolo al suo posto si trovava il
campo sportivo della società ginnastica Andrea Doria (denominata "La Cajenna"), squadra che diede poi vita all'
Unione Calcio Sampdoria, antagonista dei rossoblù. Nel 1909 venne costruito il campo di calcio nel quartiere di
Marassi poi inaugurato nel 1911, insieme agli spalti (allora in legno) orientati con l'attuale geometria; nel 1933 lo
stadio venne intitolato alla memoria di Luigi Ferraris, ex calciatore genoano morto eroicamente durante la prima
guerra mondiale, con la struttura che ospitò tutte le gare dal 1933 al 1987; in vista dei Campionati Mondiali di Calcio
del 1990 lo stadio genovese è stato rifatto ex novo (tranne il lato Tribune che conserva la facciata della vecchia
struttura).
Da qualche tempo la società genoana ha ritirato la maglia numero 12, assegnandola simbolicamente alla Gradinata
Nord, considerata il "dodicesimo uomo in campo".
Dal 1973 fino al 1993 la Gradinata Nord è stata dominata dall'allora principale, se non unico, gruppo ultras genoano:
la Fossa dei Grifoni, scioltasi proprio l'anno del centenario della fondazione del Genoa. Attualmente sono diversi i
"gruppi" che dominano la gradinata: Genoa Club Ottavio Barbieri (che sul finire degli anni novanta ha raccolto
l'eredità della Fossa) e Brigata Speloncia (nata nel 2003 dopo lo scioglimento delle Teste Marotte, il cui eponimo è
un tifoso della Fossa morto) sono i principali; a questi si affiancano: Vecchia Sestri, Genoa Club Sette Settembre,
Ponente Rossoblu, Gruppo Andrea Verrina (noto con l'acronimo G.A.V.), Brigata Spagna (in onore del tifoso ucciso
Vincenzo Spagnolo detto Claudio Spagna), Genoa Club Figgi dö Zena (posizionato nel settore Distinti) e il Crazy
Klan (posizionato nella Gradinata Sud).
Altre sezioni sportive
Cricket
Nel 2007, su iniziativa di alcuni tifosi genoani, la Fondazione Genoa, con l'aiuto della società del Genoa C.F.C., ha
riformato l'antica sezione di cricket, composta in maggior parte da giocatori asiatici, che ha esordito nel campionato
italiano di serie B di cricket l'1 maggio 2008.
Pallanuoto
Dal 1911 al 1920 la sezione di pallanuoto del Genoa partecipò al campionato italiano di pallanuoto vincendo quattro
scudetti nei campionati del 1912, 1913, 1914 e 1919.[6]
Bibliografia
•
•
•
•
•
•
•
•
Aa. vv., La leggenda genoana. De Ferrari, Genova 2006-2007.
Santina Barrovecchio, Genoa - La nostra favola. MD Edizioni, Milano 1993.
Gianni Brera, Caro Vecchio Balordo. De Ferrari, Genova, 2005.
Alberto Isola, Più mi tradisci Più ti amo. Fratelli Frilli Editori, Genova, 2003.
Tifosi Rossoblu, Sotto il segno del Grifone. Fratelli Frilli Editori, Genova, 2005.
Giulio Vignolo e Renzo Parodi, Genoa. Il Secolo XIX, Genova, 1991.
Carlo e Alberto Isola, Dizionario del Genoano - amoroso e furioso. De Ferrari, Genova, 2007.
Manlio Fantini, FC Genoa: ieri, oggi, domani. Edi-Grafica, Firenze, 1977
• Gianni Brera, "Genoa, amore mio". Ponte alle Grazie, Milano 1992
153
Genoa Cricket and Football Club
Voci correlate
• Storia del Genoa Cricket and Football Club
• Museo della storia del Genoa
• Derby di Genova
Altri progetti
•
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Collegamenti esterni
•
•
•
•
Genoa [9] su Open Directory Project ( Segnala [10] su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Genoa")
Sito web ufficiale del Genoa C.F.C. [2]
Sito web ufficiale della Fondazione Genoa [11]
Pagina ufficiale del Genoa sul sito UEFA [12]
Riferimenti
[1] Nella stagione 2004/2005 il Genoa vince il campionato di Serie B ma è declassato all'ultimo posto in classifica per illecito sportivo, con
conseguente retrocessione in Serie C1 e 3 punti di penalizzazione. Nelle stagioni 2005-2006 e 2006-2007 ottiene due storiche promozioni e
dopo 12 anni ritorna nella massima serie.
[2] da lega-calcio.it (http:/ / www. lega-calcio. it/ comun/ 0708/ TrendSpettatori0708. pdf)
[3] Roberto Perrone, Numero 1, Rizzoli [2008], 175
[4] Gazzetta.it (http:/ / www. gazzetta. it/ Calcio/ Primo_Piano/ 2008/ 09/ 04/ sinatra. shtml)
[5] da tifonet.it (http:/ / www. tifonet. it/ guerraepace/ scheda. php)
[6] da akaiaoi.com (http:/ / www. akaiaoi. com/ Genoa_1919-20. htm)
Football Club Internazionale Milano
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Le possibili cause del problema sono (a) un bug nel software che crea il file PDF (b) un errore nel markup
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F.C. Internazionale MilanoCalcio (sport)Calcio Attuale campione d’Italia Campione d’Italia in
caricaBeneamata;Calzia,Beneamata, #CITEREFCalzia,Beneamataop. cit. Nerazzurri Inter - I tifosi nerazzurri della
curva nord. interfc.it. URL consultato il 01-5-2009. Bauscia Segni distintivi Uniformi di garaManica sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraManica
destraPantalonciniCalzettoniCasaManica
sinistraMagliettaMagliettaManica destraPantalonciniCalzettoniTrasfertaColori sociali: Nero e azzurro Simboli:
Biscione (araldica)Biscione Inno: C'è solo l'InterElio (cantante)Elio/Graziano Romani (2002) Dati societari Città:
MilanoNazionePaese: bandiera ItaliaFIFAConfederazione: UEFAFederazione: Federazione Italiana Giuoco
CalcioFIGC Campionato: Serie AFondazione: 1908 Presidente: Massimo Moratti Allenatore: José Mourinho Stadio:
Stadio Giuseppe MeazzaGiuseppe Meazza(80.074 San Siro - Struttura. sansiro.net. URL consultato il 14-11-2008.
posti) Sito web: www.inter.it Palmarès Campionato italiano di calcioScudetti: 17 Trofei nazionali: 5 Coppa
ItaliaCoppe Italia4 Supercoppa italiana di calcioSupercoppe italianeTrofei internazionali: 2 UEFA Champions
LeagueCoppe dei Campioni3 Coppa UEFACoppe UEFA2 Coppa IntercontinentaleCoppe Intercontinentali Football
154
Football Club Internazionale Milano
Club Internazionale Milano 2009-2010Stagione in corsoSi invita a seguire lo schema del Progetto Calcio« Nascerà
qui, al ristorante L'Orologio in Milano, ritrovo di artisti e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte
splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale,
perché noi siamo fratelli del mondo »(Giorgio Muggiani, 9 marzo 1908Grassia,Storia dell'Inter,
#CITEREFGrassia,Storia dell'Interop. cit.)Il Football Club Internazionale Milano,Il nome della società è "Football
Club Internazionale Milano SpA", come si evince dal sito ufficiale dell'Inter, dall' Assolombarda e dalla Camera di
commercio di Milano meglio conosciuta come Inter,All'estero è nota soprattutto come Inter Milan, dalla città di
provenienza. è una Squadra di calciosocietà Calcio (sport)calcistica con sede a Milano, militante in Serie A. Fu
fondata il 9 marzo 1908 da 43 soci dissidenti del Associazione Calcio MilanMilan, club insieme al quale rappresenta
il capoluogo lombardo nel calcio.È contraddistinta dalla classica maglietta a strisce verticali Neronere e
azzurroazzurre e si allena nei campi del centro sportivo "Angelo Moratti" (anche noto come La Pinetina) di Appiano
Gentile, in provincia di Como.Ventiseiesimo club calcistico italiano per Elenco di squadre di calcio italiane per
fondazioneanzianità, è l'unica squadra italiana ad aver preso parte a tutti i campionati di Serie A dal 1929 a oggi e,
insieme al Associazione Calcio SienaSiena, è l'unica a non essere mai retrocessa in Serie B. oleole.it Il suo palmarès
vanta finora 17 Scudettoscudetti (il primo dei quali vinto nel Prima Categoria 1909-19101910), 5 Coppa ItaliaCoppe
Italia, 4 Supercoppa italiana di calcioSupercoppe italiane, per un totale di 26 vittorie in competizioni nazionali, cui
vanno sommate 7 vittorie in tornei internazionali, quali 2 UEFA Champions LeagueCoppe dei Campioni, 2 Coppa
IntercontinentaleCoppe Intercontinentali e 3 Coppa UEFACoppe UEFA. I 33 trofei ufficiali conquistati ne fanno il
terzo club italiano - dopo Juventus Football ClubJuventus (51 trofei ufficiali) e Associazione Calcio MilanMilan (45
trofei ufficiali) - per numero di titoli ufficiali vinti e, limitatamente ai titoli internazionali, il terzo club italiano per
vittorie alle spalle del Milan (18) e della Juventus (11). Ha terminato il campionato 17 volte prima, 13 volte seconda
e 16 volte terza. Nelle 93 stagioni sportive disputate è dunque terminata sul podio nel 50% dei casi. Attualmente è la
squadra Campione d'Italia, in carica dalla stagione Serie A 2005-20062005-06, in forza del quarto successo finale
consecutivo conseguito nel campionato Serie A 2008-20092008-09. Al momento l'Inter è la seconda squadra d'Italia
per numero di tifosi (14%), dietro la Juventus, come risulta da un sondaggio effettuato dalla società demoscopica
Demos, commissionato dal quotidiano La Repubblica e pubblicato il 30 agosto 2008. «Tifosi, Juventus la più amata Inter la più antipatica», Repubblica.it, 30-8-2008. URL consultato in data 30-8-2008.. La Juventus Football
ClubJuventus conquista "quasi un terzo" degli intervistati. Dietro l'Inter si posizionano Associazione Calcio
MilanMilan (13%) e Società Sportiva Calcio NapoliNapoli (8%), davanti alla Associazione Sportiva RomaRoma
(7%) e alla Società Sportiva LazioLazio (2%).Secondo la rivista americana Forbes, in uno speciale reportage del
2008, il valore del club milanese ammonta a 403 milioni di dollari, classificando l'Inter quattordicesima nella
graduatoria mondiale delle società più Valore (economia)valutate e quarta tra quelle italiane, dopo Milan, Juventus e
Roma. Special report - Soccer Team Valuations. Forbes, 30-4-2008. URL consultato il 7-10-2009. Nel 2009, dal
rapporto annuale pubblicato da Deloitte & ToucheDeloitte, risulta essere la decima società di calcio più
ricchezzaricca in Europa, con un fatturato di 172,9 milioni di euro, posizionandosi dietro il Milan (209,5 milioni) e la
Roma (175 milioni) ma davanti la Juventus (167,5 milioni). Football Money League 2009. Deloitte &
ToucheDeloitte, 12-2-2009. URL consultato il 7-10-2009.L'Inter è anche uno dei membri dell'European Club
AssociationECA - Associazione dei Club Europei, organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso
G-14, e composta dai principali club calcistici riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti
sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA. Cenni storici Alcuni dei fondatori dell'Internazionale schierati con
bombetta d'ordinanza e completo scuro. Spicca, terzo da destra, il giovane Giorgio Muggiani, vero artefice della
fondazione Il Football Club Internazionale Milano nacque al ristorante L'Orologio la sera del 9 marzo 1908 da una
costola di 43 dissidenti, guidati dal pittore Giorgio Muggiani, del preesistente Associazione Calcio MilanMilan
Football and Cricket Club, che aveva imposto il divieto di far giocare calciatori stranieri. Gli stranieri erano per gran
parte l'ossatura delle nuove società di calcio che stavano sorgendo e il fatto di non arruolarli sembrò essere
irriconoscente verso di loro.Toscani, #CITEREFToscaniop. cit. Proprio Muggiani scelse i colori che saranno per
sempre l'emblema della società: il nero e l'azzurro. Il primo presidente fu Giovanni Paramithiotti, mentre il primo
155
Football Club Internazionale Milano
capitano fu Hernst Marktl, che tra l'altro fu uno dei fondatori del Milan.Nel Campionato di calcio italiano 19101910
l'Inter vinse il suo primo scudetto, cui seguirono delle stagioni deludenti. Con lo scoppio della prima guerra mondiale
fu interrotta l'attività sportiva che riprese nel Campionato di calcio italiano 19201920, anno che vide l'Inter prevalere
per la seconda volta. Nella stagione 1921-22, a seguito della scissione tra F.I.G.C. e C.C.I., l'Inter, partecipante a
quest'ultimo campionato, si piazzò ultima nel proprio girone e, beneficiando del Compromesso Colombo, in virtù del
quale furono ristrutturati tutti i campionati, partecipò allo spareggio salvezza con la Libertas Firenze. I nerazzurri
prevalsero per 3 reti a zero in casa e pareggiarono per 1-1 in trasferta, restando così nella massima categoria.Genoa
Cricket and Football ClubGenoa 37, Unione Sportiva Alessandria Calcio 1912Alessandria 28, Pisa CalcioPisa 27,
Modena Football ClubModena 26, Calcio PadovaPadova 23, Torino CalcioTorino 20, Associazione Sportiva Casale
CalcioCasale 20, Associazione Calcio LegnanoLegnano 20, Savona CalcioSavona 18, Associazione Calcio Venezia
1907Venezia 17, Brescia CalcioBrescia 15, Inter 11. La soluzione dei due campionati non era, tuttavia, gradita.
Dopo aspre polemiche, il 26 giugno 1922 i dirigenti della FIGC e della CCI si riunirono a Brusnengo per elaborare
una nuova composizione unitaria dei gironi nella successiva stagione Prima Divisione 1922-19231922-23. Arbitro e
mediatore fu Emilio Colombo, direttore della La Gazzetta dello SportGazzetta dello Sport. Il vertice partorì un
accordo fra le società rivali: il reintegro della CCI all'interno della FIGC comportò la sostituzione delle categorie con
sei "Divisioni" sul modello inglese. La Prima e la Seconda furono dirette a livello nazionale da una sinergia tra Lega
Nord e Lega Sud, mentre la gestione delle altre fu demandata ai Comitati Regionali, confinati a un ruolo di secondo
piano.Per determinare la composizione delle prime due Divisioni furono organizzati degli spareggi. Contro l'Inter fu
sorteggiata la A.C.F. FiorentinaLibertas di Firenze. Il 9 luglio 1922 a Milano l'Inter si impose con il punteggio di 3-0
grazie alla doppietta di Tullio Aliatis e al gol di Ermanno Aebi, detto "Signorina". L'1-1 nel ritorno del 16 luglio a
Firenze valse all'Inter l'ammissione in Prima Divisione.Con l'inizio del Ventennio l'Inter, simboleggiata in questo
periodo dall'estro di Giuseppe Meazza, si trovò costretta ad adeguarsi alle ragioni di partito: al Partito Nazionale
Fascista non piacque il nome della società, troppo poco italiano e soprattutto simile al nome della CominternTerza
Internazionale Comunista. Così nel 1928 l'Inter si fuse con l'Unione Sportiva Milanese e assunse la denominazione
di Società Sportiva Ambrosiana, poi mutata in Ambrosiana-Inter che mantenne fino al 1945. Durante il primo anno
con il nuovo nome l'Ambrosiana vinse il Serie A 1929-1930primo campionato di Serie A giocato a girone unico con
due giornate d'anticipo, oltre a issare Meazza capocannoniere a quota 31 reti. Dopo un dominio incontrastato della
Juventus Football ClubJuventus i nerazzurri conquistarono il loro quarto tricolore nel Classifica calcio Serie A
italiana 19381938. Meazza fu re dei bomber per la terza volta (lo divenne anche nel Serie A 1935-19361935-36).
L'anno successivo l'Ambrosiana vinse la sua prima Coppa Italia 1938-1939 (calcio)Coppa Italia sconfiggendo in
finale il Novara CalcioNovara per 2-1. Storia Inter - Parte 2. enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il
7-10-2009. Storia Inter - Parte 3. enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 7-10-2009. Dopo un solo anno di
digiuno, i milanesi tornarono a conquistare lo scudetto, superando l'improvviso stop di Giuseppe MeazzaMeazza,
bloccato da problemi ad un piede: per l'Inter fu il quinto titolo della sua storia. Otto giorni dopo la celebrazione del
successo l'Italia entrò in guerra. Nel 1942, nel pieno del Seconda guerra mondialesecondo conflitto mondiale, Carlo
Masseroni fu nominato presidente, carica che avrebbe ricoperto per 13 anni. Fu lui ad annunciare, sabato 27 ottobre
1945, che «l'Ambrosiana torna a chiamarsi solo Internazionale».Angelo Moratti, presidente dell'Inter dal 1955 al
1968Tornata alla sua antica denominazione, la squadra non andò oltre il secondo posto nel Classifica calcio Serie A
italiana 19491948-49, la stagione della tragedia di Superga, dietro al Grande Torino. Ci vollero 13 anni prima che il
club fosse di nuovo in grado di aggiudicarsi lo scudetto: nel Serie A 1952-19531952-53 e nel Classifica calcio Serie
A italiana 19541953-54 sotto la guida di Alfredo Foni. Il primo fu un successo controverso, ottenuto in buona misura
grazie all'adozione della tattica del catenaccio, introdotta da Foni, rivelatasi poco spettacolare, ma estremamente
efficace nel migliorare nettamente le prestazioni della difesa. La squadra si ripeté l'anno successivo, stavolta optando
per un cambio di tattica, dunque per la rinuncia al poco spettacolare catenaccio che le aveva dato sì gioie, ma le
aveva attirato anche le critiche degli amanti dell'agonismo. Questa volta la squadra nerazzurra fu il primo attacco del
campionato.L'Inter Internazionale Football Club 1964-19651964-65 che vinse Serie A 1964-1965scudetto, Coppa
dei Campioni 1964-1965Coppa dei Campioni, e Coppa Intercontinentale Nel 1955 ascese alla presidenza Angelo
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Football Club Internazionale Milano
Moratti. Dopo alcuni anni di assestamento, durante i quali Antonio Valentin Angelillo stabilì il record di
golsegnature per tornei a 18 squadre (ben 33 reti nel Serie A 1958-19591958-59) che resiste tuttora, «Angelillo, il
signor record», gazzetta.it, 2-2-2008. URL consultato in data 7-10-2009. una finale di Coppa Italia 1958-1959Coppa
Italia e molti allenatori cambiati, arrivò all'Inter dal Futbol Club BarcelonaBarcellona il mago Helenio Herrera. Fu
l'inizio del mito della Grande Inter, capace di vincere tre scudetti nel Serie A 1962-19631963, nel Serie A
1964-19651965 e quello della stella nel Serie A 1965-19661966, due UEFA Champions LeagueCoppe dei Campioni
e due Coppa IntercontinentaleCoppe Intercontinentali.Sarugia, Inter Figlia di Dio, #CITEREFSarugia, Inter Figlia di
Dioop. cit. La prima Coppa dei Campioni i nerazzurri la conquistarono in una storica finale contro il Real Madrid
pentacampeón, battuto per 3-1, mentre la seconda fu messa in bacheca sconfiggendo il Sport Lisboa e
BenficaBenfica di Eusébio al Stadio Giuseppe MeazzaMeazza per 1-0, sotto il diluvio.Sarugia, Grande Inter,
#CITEREFSarugia, Grande Interop. cit.Il 1968 segnò la fine di un ciclo, con l'abbandono di Moratti e di Herrera. La
presidenza passò a Ivanoe Fraizzoli, sotto la cui guida il club tornò a vincere lo scudetto nel Serie A 1970-19711971,
con Giovanni Invernizzi (calciatore 1931)Giovanni Invernizzi in panchina subentrato a metà stagione (unica squadra
italiana a vincere il tricolore con un allenatore subentrato) e con Roberto BoninsegnaBoninsegna capocannoniere.
Campionato 1970-71: Inter. storiedicalcio.altervista.org Ingaggiato nel 1977 l'allenatore Eugenio Bersellini, detto il
sergente di ferro, nel 1978 l'Inter vinse di nuovo dopo 39 anni la Coppa Italia (calcio)Coppa Italia, sconfiggendo in
finale il Società Sportiva Calcio NapoliNapoli per 2-1. Durante la stagione Serie A 1979-19801979-80 scoppiò lo
scandalo del Scandalo del calcio italiano del 1980Totonero che coinvolse il mondo del calcio (e non solo) e si
concluse con la retrocessione in Serie B del Milan e della Lazio. L'Inter vinse il suo dodicesimo scudetto.
Campionato 1979-80: Inter. storiedicalcio.altervista.org, 07-5-1998. URL consultato il 7-10-2009. Nel 1982 i
nerazzurri si aggiudicarono nuovamente la Coppa Italia 1981-1982 (calcio)Coppa Italia dopo aver sconfitto in finale
il Torino Football ClubTorino con i risultati di 1-0 e 1-1. Fu il terzo successo per l'Inter nella competizione.La Curva
Nord festeggia il 17º scudetto Nel 1984 divenne presidente Ernesto Pellegrini. Nel Serie A 1988-19891989 il nuovo
allenatore Giovanni Trapattoni condusse la squadra al suo tredicesimo scudetto, detto scudetto dei record. Se Aldo
Serena conquistò il titolo di capocannoniere con 22 gol, i nerazzurri ottennero 58 punti con i 2 punti assegnati per la
vittoria, una quota mai raggiunta da nessuna altra squadra. 13° scudetto dell'Inter. inter-calcio.it Nel novembre 1989
la bacheca di via Durini accolse la prima Supercoppa italiana (calcio)Supercoppa italiana, conquistata contro la
Sampdoria, sconfitta con il punteggio di 2-0. Gli Anni 1990anni novanta portarono gloria all'Inter solo in campo
europeo. Alle deludenti prestazioni in campionato, infatti, fecero da contraltare i tre successi in Coppa UEFA in
quattro finali disputate, vinte contro la Associazione Sportiva RomaRoma nel Coppa UEFA 19911991,(Lingua
ingleseEN) James M. Ross. «UEFA Cup 1990-91». Record Sport Soccer Statistics Foundation, 17-01-2008. URL
consultato in data 06-6-2009. Coppa UEFA 1990-91, Trapattoni riporta in vetta i nerazzurri.
storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 01-8-2009. contro il Red Bull SalzburgCasino Salisburgo nel Coppa
UEFA 19941994(Lingua ingleseEN) James M. Ross. «UEFA Cup 1993-94». Record Sport Soccer Statistics
Foundation, 17-01-2008. URL consultato in data 15-7-2009. Coppa UEFA 1993-94, L'acuto europeo nella stagione
più brutta. storiedicalcio.altervista.org. URL consultato il 01-8-2009. e contro la Società Sportiva LazioLazio nel
Coppa UEFA 19981998. Grande Inter, L'Europa è solo nerazzurra. corriere.it, 07-5-1998. URL consultato il
7-10-2009.(Lingua ingleseEN) James M. Ross. «UEFA Cup 1997-98». Record Sport Soccer Statistics Foundation,
17-01-2008. URL consultato in data 15-7-2009.Nel febbraio 1995 i Moratti tornarono al timone della società, che
venne acquistata da Massimo MorattiMassimo, figlio di Angelo. La fine del millennio fu avara di soddisfazioni,
eccezion fatta per la Coppa UEFA vinta nel 1998.Nel Serie A 2004-20052004 l'avvento in panchina di Roberto
Mancini aprì un ciclo di vittorie nazionali. Risalgono alla gestione dell'allenatore Jesijesino la conquista di due
Coppa Italia (calcio)Coppe Italia (su quattro finali tutte contro la Associazione Sportiva RomaRoma), due
Supercoppa italiana di calcioSupercoppe italiane (contro Juventus e ancora la Roma) e, soprattutto, tre
Scudettoscudetti. Nel 2006 emerse lo scandalo denominato Calciopoli che coinvolse alcuni club di Serie A tra cui la
Juventus, alla quale fu revocato lo scudetto del Serie A 2004-20052005, non assegnato quello successivo e retrocessa
in serie B. Lo scudetto del Serie A 2005-20062006, invece, fu assegnato proprio all'Inter da una commissione di tre
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Football Club Internazionale Milano
saggi composta da Gerhard Aigner, ex segretario generale dell'UEFA, Massimo Coccia, avvocato ed esperto di
diritto sportivo e Roberto Pardolesi, Ordinario di diritto privato comparato, creata ad hoc dal Commissario
Straordinario della FIGC, l'avvocato Guido Rossi, per dirimere la questione dopo la non assegnazione del titolo al
club bianconero.(Portable Document FormatPDF) Comunicato Stampa: "Assegnato all'Inter lo scudetto
2005-2006". figc.it, 26-7-2006. URL consultato il 15-2-2009. Nel Serie A 2006-20072007 la squadra si aggiudicò un
nuovo scudetto dei record, Inter '06-'07: nella storia con tanti record. inter.it, 28-5-2007 conquistato dopo 18 anni sul
campo con cinque giornate d'anticipo al termine di un campionato dominato, in cui la squadra subì una sola
sconfittaInterminator, #CITEREFInterminatorop. cit. contro la Roma, che poi avrebbe battuto i nerazzurri nella
finale di Coppa Italia 2006-2007Coppa Italia e nella Supercoppa italiana. La Serie A 2007-2008stagione del
centenario si è chiusa con un nuovo scudetto, il sedicesimo.Lo scudetto del centenario, #CITEREFLo scudetto del
centenarioop. cit. Dal 2008 siede sulla panchina dell'Inter Josè Mourinho, che ha vinto la Supercoppa italiana ancora
contro la Roma (questa volta ai Tiri di rigorerigori) e un altro scudetto, il quarto consecutivo e il diciassettesimo, che
ha consentito ai nerazzurri di agganciare il Milan nell'albo d'oro del campionato italiano.Lo scudetto di Mou,
#CITEREFLo scudetto di Mouop. cit. Ad agosto i nerazzurri hanno perso 1-2 la sfida contro la Società Sportiva
LazioLazio per la Supercoppa italiana.Cronologia Cronistoria del Football Club Internazionale Milano1908 Fondazione del Football Club Internazionale il 9 marzoPrima Categoria 19091908-09 - 3ª nel Girone Eliminatorio
Lombardo Prima Categoria 1909-19101909-10 - Campione d'Italia (1º titolo)Prima Categoria 1910-19111910-11 - 6ª
nel Campionato Ligure-Lombardo-Piemontese Prima Categoria 1911-19121911-12 - 4ª nel Campionato
Ligure-Lombardo-Piemontese Prima Categoria 1912-19131912-13 - 3ª nel Girone Eliminatorio Lombardo-Ligure
Prima Categoria 1913-19141913-14 - 3ª nel Girone Finale del Campionato del Nord Italia Prima Categoria
1914-19151914-15 - 3ª nel Girone Finale del Campionato del Nord Italia Coppa Federale 1915-19161915-16 - 3ª nel
Girone Eliminatorio Lombardo della Coppa Federale 1916-17 - 3ª nella Coppa di Lombardia 1917-18 - 2ª nella
Coppa di Lombardia dopo aver perso lo spareggio con il AC MilanMilan1918-19 - 3ª nella Coppa di Lombardia
Serie A 1962-19631962-63 - Campione d'Italia (8º titolo)Serie A 1963-19641963-64 - Campione d'Europa (1º titolo)
- 2ª in Serie A dopo aver perso lo spareggio con il Bologna Football Club 1909BolognaSerie A 1964-19651964-65 Campione d'Italia (9º titolo), Campione d'Europa (2º titolo) e Campione del Mondo (1º titolo) - Finalista di Coppa
Italia con la Juventus Football ClubJuventusSerie A 1965-19661965-66 - Campione d'Italia (10º titolo) e Campione
del Mondo (2º titolo)Serie A 1966-19671966-67 - 2ª in Serie A - Finalista di Coppa dei Campioni con il Celtic
GlasgowCelticSerie A 1967-19681967-68 - 5ª in Serie A - Semifinalista di Coppa Italia Serie A 1968-19691968-69 4ª in Serie A - Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie A 1985-19861985-86 - 6ª in Serie A Semifinalista di Coppa UEFA - Eliminata nei quarti di finale di Coppa Italia Serie A 1986-19871986-87 - 3ª in Serie
A - Eliminata nei quarti di finale di Coppa UEFA - Eliminata nei quarti di finale di Coppa Italia Serie A
1987-19881987-88 - 5ª in Serie A - Eliminata negli ottavi di finale di Coppa UEFA - Semifinalista di Coppa Italia
Serie A 1988-19891988-89 - Campione d'Italia (13º titolo) - Eliminata negli ottavi di finale di Coppa UEFA Eliminata negli ottavi di finale di Coppa ItaliaPrima Categoria 1919-19201919-20 - Campione d'Italia (2º
titolo)Prima Categoria 1920-19211920-21 - 3ª nel Gruppo D del Girone Semifinale Nazionale Prima Divisione
1921-19221921-22 - 12ª nel Girone B di Prima Divisione Confederazione Calcistica ItalianaCCI. Vince lo spareggio
con la Palestra Ginnastica Fiorentina LibertasLibertas FirenzePrima Divisione 1922-19231922-23 - 7ª nel Girone A
di Prima Divisione Prima Divisione 1923-19241923-24 - 3ª nel Girone A di Prima Divisione Prima Divisione
1924-19251924-25 - 4ª nel Girone A di Prima Divisione Prima Divisione 1925-19261925-26 - 5ª nel Girone A di
Prima Divisione Divisione Nazionale 1926-19271926-27 - 5ª nel Girone Finale di Divisione Nazionale Divisione
Nazionale 1927-19281927-28 - 7ª nel Girone Finale di Divisione Nazionale - Il 31 agosto si fonde con l'Unione
Sportiva MilaneseUS Milanese diventando l'Associazione Sportiva AmbrosianaAmbrosianaDivisione Nazionale
1928-19291928-29 - 6ª nel Girone B di Divisione Nazionale Serie A 1929-19301929-30 - Campione d'Italia (3º
titolo)Serie A 1930-19311930-31 - 5ª in Serie A Serie A 1931-19321931-32 - 6ª in Serie A - Diventa
Ambrosiana-InterSerie A 1932-19331932-33 - 2ª in Serie A - Finalista di Coppa Europa con l'Austria ViennaSerie A
1933-19341933-34 - 2ª in Serie A Serie A 1934-19351934-35 - 2ª in Serie A Serie A 1935-19361935-36 - 4ª in Serie
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Football Club Internazionale Milano
A Serie A 1936-19371936-37 - 7ª in Serie A Serie A 1937-19381937-38 - Campione d'Italia (4º titolo)Serie A
1938-19391938-39 - 3ª in Serie A - Vince la Coppa Italia (1º titolo)Serie A 1939-19401939-40 - Campione d'Italia
(5º titolo)Serie A 1940-19411940-41 - 2ª in Serie A Serie A 1941-19421941-42 - 12ª in Serie A Serie A
1942-19431942-43 - 4ª in Serie A Campionato Alta Italia 19441943-44 - 3ª nelle Semifinali
Liguri-Lombarde-Piemontesi del Campionato di Guerra dell'Alta Italia 1944-45 - 5ª nel Torneo Benefico Lombardo
- A fine guerra ritorna InternazionaleDivisione Nazionale 1945-19461945-46 - 4ª nel Girone Finale della Divisione
Nazionale Serie A 1946-19471946-47 - 10ª in Serie A Serie A 1947-19481947-48 - 12ª in Serie A Serie A
1948-19491948-49 - 2ª in Serie A Serie A 1969-19701969-70 - 2ª in Serie A - Semifinalista di Coppa delle Fiere Eliminata nei quarti di finale di Coppa Italia Serie A 1970-19711970-71 - Campione d'Italia (11º titolo) - Eliminata
nei trentaduesimi di finale di Coppa delle Fiere - Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa ItaliaSerie A
1971-19721971-72 - 5ª in Serie A - Finalista di Coppa dei Campioni con l'AFC AjaxAjax - Semifinalista di Coppa
Italia Serie A 1972-19731972-73 - 4ª in Serie A - Eliminata negli ottavi di finale di Coppa UEFA - Semifinalista di
Coppa Italia Serie A 1973-19741973-74 - 4ª in Serie A - Eliminata nei trentaduesimi di finale di Coppa UEFA Semifinalista di Coppa Italia Serie A 1974-19751974-75 - 9ª in Serie A - Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa
UEFA - Semifinalista di Coppa Italia Serie A 1975-19761975-76 - 4ª in Serie A - Semifinalista di Coppa Italia Serie
A 1976-19771976-77 - 4ª in Serie A - Finalista di Coppa Italia con il Associazione Calcio MilanMilan - Eliminata
nei trentaduesimi di finale di Coppa UEFA Serie A 1977-19781977-78 - 5ª in Serie A - Vince la Coppa Italia (2º
titolo) - Eliminata nei trentaduesimi di finale di Coppa UEFASerie A 1978-19791978-79 - 4ª in Serie A - Eliminata
nei quarti di finale di Coppa delle Coppe - Eliminata nei quarti di finale di Coppa Italia Serie A 1979-19801979-80 Campione d'Italia (12º titolo) - Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA - Eliminata nei quarti di finale di
Coppa ItaliaSerie A 1980-19811980-81 - 4ª in Serie A - Semifinalista di Coppa dei Campioni - Eliminata negli ottavi
di finale di Coppa Italia - Eliminata al primo turno del Torneo di CapodannoSerie A 1981-19821981-82 - 5ª in Serie
A - Vince la Coppa Italia (3º titolo) - Eliminata nei sedicesimi di finale di Coppa UEFASerie A 1982-19831982-83 3ª in Serie A - Eliminata nei quarti di finale di Coppa delle Coppe - Semifinalista di Coppa Italia Serie A
1983-19841983-84 - 4ª in Serie A - Eliminata negli ottavi di finale di Coppa UEFA - Eliminata nei sedicesimi di
finale di Coppa Italia Serie A 1984-19851984-85 - 3ª in Serie A - Semifinalista di Coppa UEFA - Semifinalista di
Coppa Italia Serie A 1989-19901989-90 - 3ª in Serie A - Vince la Supercoppa Italiana (1º titolo) - Eliminata nei
sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni - Eliminata nei quarti di finale di Coppa ItaliaSerie A 1990-19911990-91
- 3ª in Serie A - Vince la Coppa UEFA (1º titolo) contro la Associazione Sportiva RomaRoma - Eliminata negli
ottavi di finale di Coppa ItaliaSerie A 1991-19921991-92 - 8ª in Serie A - Eliminata nei trentaduesimi di finale di
Coppa UEFA - Eliminata nei quarti di finale di Coppa Italia Serie A 1992-19931992-93 - 2ª in Serie A - Eliminata
nei quarti di finale di Coppa Italia Serie A 1993-19941993-94 - 13ª in Serie A - Vince la Coppa UEFA (2º titolo)
contro il Red Bull SalzburgCasino Salisburgo - Eliminata nei quarti di finale di Coppa ItaliaSerie A
1994-19951994-95 - 6ª in Serie A - Eliminata nei trentaduesimi di finale di Coppa UEFA - Eliminata nei quarti di
finale di Coppa Italia Serie A 1995-19961995-96 - 7ª in Serie A - Eliminata nei trentaduesimi di finale di Coppa
UEFA - Semifinalista di Coppa Italia Serie A 1996-19971996-97 - 3ª in Serie A - Finalista di Coppa UEFA con lo
Schalke 04 - Semifinalista di Coppa Italia Serie A 1997-19981997-98 - 2ª in Serie A - Vince la Coppa UEFA (3º
titolo) contro la Società Sportiva LazioLazio - Eliminata nei quarti di finale di Coppa ItaliaSerie A
1998-19991998-99 - 8ª in Serie A - Eliminata nei quarti di finale di Champions League - Semifinalista di Coppa
Italia Serie A 1949-19501949-50 - 3ª in Serie A Serie A 1950-19511950-51 - 2ª in Serie A Serie A
1951-19521951-52 - 3ª in Serie A Serie A 1952-19531952-53 - Campione d'Italia (6º titolo)Serie A
1953-19541953-54 - Campione d'Italia (7º titolo)Serie A 1954-19551954-55 - 8ª in Serie A Serie A
1955-19561955-56 - 3ª in Serie A Serie A 1956-19571956-57 - 5ª in Serie A Serie A 1957-19581957-58 - 9ª in Serie
A Serie A 1958-19591958-59 - 3ª in Serie A - Finalista di Coppa Italia con la Juventus Football ClubJuventusSerie
A 1959-19601959-60 - 4ª in Serie A Serie A 1960-19611960-61 - 3ª in Serie A Serie A 1961-19621961-62 - 2ª in
Serie A Serie A 1999-20001999-00 - 4ª in Serie A - Finalista di Coppa Italia con la Società Sportiva LazioLazioSerie
A 2000-20012000-01 - 5ª in Serie A - Finalista di Supercoppa Italiana con la Società Sportiva LazioLazio -
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Eliminato negli ottavi di finale di Coppa UEFA - Eliminata nei quarti di finale di Coppa Italia Serie A
2001-20022001-02 - 3ª in Serie A - Semifinalista di Coppa UEFA - Eliminata negli ottavi di finale di Coppa Italia
Serie A 2002-20032002-03 - 2ª in Serie A - Semifinalista di Champions League - Eliminata negli ottavi di finale di
Coppa Italia Serie A 2003-20042003-04 - 4ª in Serie A - Eliminata nei quarti di finale di Coppa UEFA Semifinalista di Coppa Italia Serie A 2004-20052004-05 - 3ª in Serie A - Vince la Coppa Italia (4º titolo) - Eliminata
nei quarti di finale di Champions LeagueSerie A 2005-20062005-06 - Campione d'Italia (14º titolo) per delibera
Federazione Italiana Giuoco CalcioFIGC (3ª classificata prima delle sentenze della Corte Federale) - Vince la Coppa
Italia (5º titolo) e la Supercoppa Italiana (2º titolo) - Eliminata nei quarti di finale di Champions LeagueSerie A
2006-20072006-07 - Campione d'Italia (15º titolo) - Vince la Supercoppa Italiana (3º titolo) - Finalista di Coppa
Italia con la Associazione Sportiva RomaRoma - Eliminata negli ottavi di finale di Champions LeagueSerie A
2007-20082007-08 - Campione d'Italia (16º titolo) - Finalista di Supercoppa Italiana con la Associazione Sportiva
RomaRoma - Finalista di Coppa Italia con la Associazione Sportiva RomaRoma - Eliminata negli ottavi di finale di
Champions League - Centenario del clubSerie A 2008-20092008-09 - Campione d'Italia (17º titolo) - Vince la
Supercoppa Italiana (4º titolo) - Semifinalista di Coppa Italia - Eliminata negli ottavi di finale di Champions
LeagueSerie A 2009-20102009-10 - Finalista di Supercoppa Italiana con la Società Sportiva LazioLazioColori e
simboli Colori La bandiera di Milano L'ideatore dell'emblema interista è il grafico e pittore futurismofuturista
Giorgio Muggiani, socio-fondatore del club nonché segretario della società. Proprio mentre la secessione dal
Associazione Calcio MilanMilan diventa realtà, egli elabora il logo e la maglia neri e azzurri, che saranno i colori
ufficiali del club fino al 1928, anno in cui sarebbero cambiati insieme con la maglia e con il nome ("Associazione
Sportiva Ambrosiana"). La divisa ufficiale diviene bianca rossocrociata (colori di Milano) e segnata dal Fascio
littorio. Dal Campionato successivo e fino all'estate 1932 si ritorna alle fasce verticali nerazzurre, affiancate però dai
colori della U.S. Milanese, con cui l'Inter nel frattempo si è fusa. Inizialmente si sceglie un emblema circolare a
scacchi bianconeri, poi, per far spazio allo scudetto vinto, gli scacchi vengono spostati dalle maglie al colletto. Dopo
la stagione Serie A 1965-19661965-66 l'Inter ha adottato sul proprio simbolo la Serie A#La Stella d.27OroStella
d'Oro al Merito Sportivo, che rappresenta la vittoria di dieci campionati italiani. «L'Inter conquista la prima Stella!»,
store.corriere.it, 16-5-1966. URL consultato in data 30-4-2009. A proposito di divise ufficiali, nella Coppa Uefa
1998Coppa UEFA del 1998 e nelle UEFA Champions LeagueChampions League del UEFA Champions League
20052005 e del UEFA Champions League 20062006 è stata adottata la terza divisa ufficiale quale prima maglia.
Scelta nel 1998 per motivi di sponsor (le fasce orizzontali così colorate ricordano gli pneumatici prodotti dalla
Pirelli), la terza maglia fu riadottata come prima divisa per motivi scaramantici legati alla vittoria in Coppa UEFA.
Per il Serie A 2007-20082007-08, l'anno del centenario per la società nerazzurra, la seconda maglia riprende la divisa
storica dell'Società Sportiva AmbrosianaAmbrosiana: lo scudo crociato rosso su sfondo bianco (simbolo di Milano) e
al centro lo scudetto al posto del Fascio littorio. La maglia viene presentata al pubblico durante la festa per il
quindicesimo scudetto dell'Inter, indossata da tutti i giocatori e dagli ospiti invitati in campo. Nike: presentata la
maglia away. inter.it, 27-5-2007. URL consultato il 21-11-2008. Nella prima versione di questa divisa sono presenti
due errori sulla toppa celebrativa applicata sul fianco sinistro: la prima svista riguarda la data di nascita della società
(è riportato l'8 marzo 1908 anziché il 9 marzo), la seconda è di natura ortografica ("100 anni nerazzuro" con una sola
erre). La versione difettosa è stata ritirata dal mercato e potrebbe diventare un pezzo da collezione. «Lo svarione del
centenario», gazzetta.it, 02-6-2007.Simboli Lo stemma Lo stemma dell'Internazionale Football Club ha visto
moltissime variazioni (dodici) dalla sua creazione, «in quanto esso deve essere un punto di riferimento fisso e
costante». Lo storico primo logo, disegnato dal pittore Giorgio Muggiani, fu dipinto di azzurro e nero, i colori del
cielo e della notte, e di oro, anche perché erano gli unici colori che in quei giorni Muggiani aveva sulla tavolozza.
Riportava le lettere F, C, I, M sovrapposte in bianco su uno sfondo costituito da un cerchio dorato, circondato da un
cerchio nero, che a sua volta era circondato da un cerchio azzurro. Questo stemma fu abbandonato nel 1928 poiché
l'Inter cambiò il nome in Ambrosiana. Si passò, dunque, ad uno stemma formato da un cerchio blu con al centro un
fascio littorio, sulla destra un biscione e sulla sinistra il simbolo di Milano. Tale emblema fu usato solo nella
Divisione Nazionale 1928-1929. Dal Serie A 1929-19301929 al Serie A 1930-19311931 come stemma fu adottato
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Football Club Internazionale Milano
un cerchio nero, con al proprio interno un rombo contenente dieci striscie verticali blu e nere e affiancato a destra
dalla lettera A di Associazione e a sinistra dalla lettera S di Sportiva, entrambe su un campo bianco. In posizione
inferiore era presente una striscia nera orizzontale contenente la parola "Ambrosiana". Dal Serie A 1931-19321931 al
Serie A 1942-19431943, l'Inter, avendo nuovamente mutato nome in Ambrosiana Inter, dovette apportare una nuova
modifica allo stemma, che divenne un rombo con i lati blu, nei quali era scritto Associaz. Sportiva Ambrosiana Inter.
All'interno nel rombo campeggiavano nove striscie verticali, cinque nere e quattro blu, con un pallone nel mezzo.
Con la caduta del regime fascista in seguito alla seconda guerra mondiale venne meno la dicitura italiana imposta dal
Benito MussoliniDuce al club, che da Ambrosiana-Inter poté tornare a chiamarsi solamente Inter. Terminata la
guerra, dal Divisione Nazionale 1945-19461945 l'Inter ritornò al suo stemma originale, ma i colori erano cambiati.
Le lettere sovrapposte F, C, I, M erano, infatti, diventate di colore oro, mentre lo sfondo era costituito da un cerchio
bianco, circondato da un cerchio nero, a sua volta circondato da un cerchio blu. Questo stemma rimase in uso fino
alla Serie A 1959-1960stagione 1959-1960. Dal Serie A 1960-19611960 lo stemma dell'Inter fu un triangolo con due
lati curvi, con la punta verso il basso e il lato retto verso l'alto, sul quale era appoggiato un altro triangolo con i lati
curvi, ma più piccolo. Lo stemma era diviso a metà: a destra figuravano 7 strisce verticali nere ed azzurre; a sinistra
una biscia blu posta sopra la scritta 1908 e un pallone giallo. Nel triangolo superiore erano presenti sempre le lettere
F, C, I, M. Dal Serie A 1961-19621961 al Serie A 1962-19631963 fu adottato anche uno stemma secondario, un
ovale nella cui parte superiore, completamente blu, figurava la scritta F.C. e nella cui parte inferiore una striscia nera
accompagnava la dicitura INTER. Ancora più inferiormente l'ovale era diviso in cinque striscie verticali, tre blu e
due nere, con una biscia dorata al centro. Dal Serie A 1963-19641963 al Serie A 1983-19841984 l'Inter ritornò allo
stemma originale, anche se con qualche lieve modifica: le lettere bianche F, C, I, M furono poste dentro un cerchio
color oro e circondate da un cerchio nero a sua volta circondato da un cerchio blu, ma la vera novità fu la presenza di
un ulteriore cerchio dorato attorno al cerchio blu. Dal Serie A 1986-19871986 al Serie A 1989-19901990 lo stemma
fu una biscia bianca che si trovava davanti a due striscie nere ed azzurre su un campo bianco, mentre in alto a destra
vi era una stella d'oro. Dal Serie A 1990-19911990 al Serie A 1997-19981998 lo stemma fu esattamente quello
adottato dal 1963 al 1984, ma con un giallo più chiaro e con la stella d'oro. Lo stemma che l'Inter usò dal Serie A
1998-19991998 al Serie A 2006-20072007 richiamò l'originale insieme al colore blu. Le lettere F, C, I, M assunsero
un colore giallo e ad esse venne aggiunta una stella su campo nero. Inoltre le lettere furono circondate da un piccolo
cerchio blu scuro, circondato a sua volta da un cerchio nero, attorniato da un altro cerchio blu scuro, ma con la scritta
INTER nella parte superiore del cerchio e con l'anno di fondazione 1908 nella parte inferiore del cerchio. Dal Serie
A 2007-20082007 l'Inter tornò al primo stemma originale, sebbene nella stagione Serie A 2007-20082007-2008
furono apportate delle correzioni: lo stemma fu circondato da una striscia curva dorata distanziata dallo stemma,
mentre nella parte superiore c'era scritto 1908-2008 e nella parte inferiore 100 ANNI INTER. Nella stagione Serie A
2009-20102009-2010 lo stemma si sviluppa attorno ad un cerchio verde, bianco e rosso, scelto per rappresentare il
centenario del primo scudetto.Inno ufficiale L'inno dell'Inter si intitola C'è solo l'Inter, In corso la conferenza stampa
del nuovo inno: C'è solo l'Inter". Inter.it, 15-10-2002. URL consultato il 26-9-2008. canzone ideata, composta e
prodotta da Elio (cantante)Elio per l'etichetta Hukapan nel 2002. Di seguito le informazioni complete:Graziano
Romani - cantantevoce e cori Elio - pianofortepiano, chitarra e cori Fabrizio "Tede" Tedeschini - chitarra
elettricaFrancesco Germini - organo (musica)organo e cori Alex Class - basso elettricobassoMax Baldaccini batteria (musica)batteriaC'è solo l'Inter è dedicata a Giuseppe PriscoPeppino Prisco e i proventi ricavanti dalla
vendita del disco sono stati devoluti a sostegno dell'attività umanitaria di Emergency. "C'è solo l'Inter" (comunicato).
inter.itRisalente al marzo 1984 è invece un vecchio inno, chiamato Cuore Nerazzurro, composto dallo storico gruppo
musicale dei Camaleonti. «I Camaleonti salgono sul palco del Korona, Casinò & Hotel», comunicati-stampa.net,
21-4-2009.Pazza Inter è, invece, una canzone cantata dai giocatori stessi, registrata il 22 agosto 2003 Tutta la
squadra a registrare "Pazza Inter". Inter.it, 22-8-2003. URL consultato il 26-9-2008. negli studi del network
radiofonico RTL 102.5 e parte di Inter Compilation, progetto discografico pubblicato dall'etichetta DinDonDan e
distribuito da Sony MusicSony Music Italia dal 26 settembre 2003. La raccolta contiene brani dedicati al mondo del
pallone. "Pazza Inter" diventa una canzone cantata dai giocatori della prima squadra. Inter.it, 25-9-2003. URL
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consultato il 26-9-2008. La realizzazione di Pazza Inter è stata curata da Paolo Barillari e Dino Stewart (testo),
Goffredo Orlandi (musica) e Luca Vittori (digital editing). È stato prodotto altresì un video che mostra i calciatori
durante la registrazione e in varie scene di una giornata-tipo presso il centro sportivo della Pinetina. Pazza Inter ha
ormai sostituito l'inno nelle occasioni pubbliche, come la trasmissione allo stadio prima delle partite casalinghe.Nel
maggio 2007 è stata registrata una nuova versione di Pazza Inter, sempre cantata dai calciatori dell'Inter, per
celebrare la vittoria dello scudetto. Album Cd “Pazza INTER” - Campioni 2006-2007. TgRoseto.net,
28-4-2007. URL consultato il 26-9-2008.Strutture Stadio L'esterno dello Stadio Giuseppe Meazza L'antico campo
dell'Associazione Sportiva AmbrosianaAmbrosiana-Inter è l'ancora esistente Arena Civica, che aveva una capienza
di 30.000 posti.Attualmente l'Inter gioca le partite casalinghe nello Stadio Giuseppe Meazza, noto anche come San
Siro (quartiere di Milano)San Siro, dal nome del quartiere di Milano in cui sorge. Il quartiere prese il nome da una
piccola chiesa, oggi non più presente, dedicata a quel santo. Lo stadio, la cui costruzione iniziò nel dicembre 1925
per volere di Piero Pirelli, allora presidente del Milan, fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre dell'anno seguente
con una partita tra Milan e Inter (6-3 per i nerazzurri). Dal 1935 è di proprietà del Comune di Milano e nel marzo
1979 fu intitolato a Giuseppe Meazza (Milano 1910-1979), ex calciatore prevalentemente dell'Inter, con una
parentesi al Milan, e campione del mondo con la nazionale italiana di calcionazionale italiana nel Campionato
mondiale di calcio 19341934 e nel Campionato mondiale di calcio 19381938. L'impianto viene usato dal 1948
insieme con il Milan San Siro: Storia. Sansiro.net. URL consultato il 19-1-2009. e ha una capienza di 80.074 posti.
Viene classificato dalla UEFA tra gli Classificazione Stadi UEFAstadi élite. San Siro diventa a cinque stelle. la
Repubblica, 19-4-2008. URL consultato il 14-11-2008.Sede sociale La sede attuale dell'Inter si trova al terzo e
quarto piano di corso Vittorio Emanuele II di SavoiaVittorio Emanuele II 9, a soli cinquecento metri da dove è nata
(via Orefici). Indirizzi. inter.it. URL consultato il 12-5-2009. La società la occupa dal 27 aprile 2009. Ibra: Vado via.
corriere.it, 25-4-2009. URL consultato il 12-5-2009.La precedente sede era situata nel prestigioso Palazzo Durini in
via Durini 24, occupato a partire dal 1º gennaio 1997. La casa dell'Inter. inter.it, 25-4-2009. URL consultato il
25-4-2009.Centro di allenamento Il centro sportivo "Angelo Moratti", meglio noto come La Pinetina, è situato ad
Appiano Gentile in provincia di Como. Fu costruito agli inizi degli anni sessanta su volontà dell'allora presidente
Angelo Moratti e su indicazione dell'allenatore dell'Inter Helenio Herrera. La squadra ne usufruisce dalla stagione
sportiva 1961-1962, utilizzandolo come centro di allenamento quotidiano per i calciatori nerazzurri. il centro
"Angelo Moratti". inter.it. URL consultato il 25-5-2009. Nel 2009 l'attuale allenatore della squadra, José Mourinho,
ha richiesto un adeguamento del centro sportivo in vista della stagione 2009-2010, attraverso la costituzione di un
campo parallelo a quello attuale.L'Inter nella cultura popolare Francobollo sammarinese celebrante il centenario
dell'Inter Essendo uno dei club di maggiore successo del paese, l'Inter si è spesso distinta non solo in ambito
calcistico, ma anche nella cultura italiana. Per restare in ambito prettamente calcistico, va citato il portiere dell'Inter
Angelo Franzosi, l'inventore della "fascia da Capitano (calcio)capitano". Fascia al Capitano. orgogliobauscia.it. URL
consultato il 10-10-2009. Ai suoi tempi il capitano veniva riconosciuto dal simbolo della propria città che
campeggiava sulla maglia. La fascia da capitano fu ufficialmente riconosciuta dalla Federcalcio nel 1949. Gli
abbonamentoabbonamenti allo stadio furono un'altra invenzione della società interista, che ebbe questa idea verso
l'inizio degli Anni 1960anni sessanta. Inoltre il centro d'allenamento "La Pinetina" ad Appiano Gentile, costruito
nella stagione 1961-1962 per volontà dell'allora presidente Angelo Moratti e su indicazione dell'allenatore dell'Inter
Helenio Herrera, fu il primo centro di allenamento di una squadra di calcio in Italia. Il calciatore interista Bruno
Bolchi fu protagonista della prima figurina stampata della raccolta Calciatori Panini. L'Inter fu la prima squadra,
insieme con il Palermo CalcioPalermo, ad apparire in una trasmissione sportiva, per precisione La Domenica
Sportiva. Era il 3 gennaio 1954, lo stesso giorno in cui cominciarono ufficialmente le trasmissioni televisive sul
canale RAI Radiotelevisione ItalianaRAI-Radio Televisione Italiana.Il sito internet inter.it è stato il primo sito di una
società calcistica in Italia, essendo stato lanciato il 30 luglio 1995, e risulta il sito di una società sportiva più visitato
al mondo.Fonti: Alexa, , Nielsen/NetRatings, e Sole 24 ore In Italia è anche il secondo sito sportivo più visitato dopo
gazzetta.it. Casi Di Net Economy - Inter. ilsole24ore.com, 9-2004. URL consultato il 10-10-2009.Francobollo
celebrante lo scudetto 2008-2009 dell'InterLa prima figurina Panini che rappresenta Bruno Bolchi Riferimenti
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all'Inter si trovano in vari film, quali Eccezzziunale... veramente,Scheda su Eccezzziunale… veramente dell'Internet
Movie Database e il suo sequel Eccezzziunale... veramente - Capitolo secondo... meScheda su Eccezzziunale…
veramente - Capitolo secondo… me dell'Internet Movie Database dove in entrambi Diego Abatantuono recita la
parte di Franco, un tifoso interista. In un dialogo con un suo amico, Franco ironizza sul fatto che l'Inter non riuscirà
mai a vincere quattro scudetto consecutivi, ipotesi smentita tre anni dopo. Curiosamente negli anni d'uscita di questi
film l'Inter vinse entrambi i derby contro il Milan. Un altro film che ha preso spunto dai sostenitori della Beneamata
è TifosiScheda su Tifosi dell'Internet Movie Database, dove Enzo Iacchetti recita la parte dell'interista Carlo, mentre
altri riferimenti cinematografici si trovano in A due calci dal paradiso, dove due giovani riescono a diventare
giocatori dell'Inter, e nei comico-demenziali Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento, L'allenatore nel
pallone e L'allenatore nel pallone 2, in cui l'Inter è presente a titolo di citazione. Un importante riferimento
cinematografico ai nerazzurri è il documentario di Alberto d'Onofrio su Giacinto Facchetti, Il Capitano, presentato
alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 2007. «A Venezia 2007 il documentario su
Giacinto Facchetti: "Il Capitano"», Cinefestival.blogosfere.it, 30-8-2008. URL consultato in data 30-8-2008.L'Inter e
alcuni suoi giocatori sono stati citati anche in campo musicale: nella canzone Luci a San Siro di Roberto Vecchioni e
in due canzoni di Luciano Ligabue, Una vita da mediano, dedicata a Gabriele Oriali, e A che ora è la fine del
mondo? (singolo)A che ora è la fine del mondo?, in cui è citato Riccardo Ferri e il suo record di autogol.I
comicocomici Ficarra e Picone hanno spesso presentato parodie sull'Inter nei panni dei Fratelli Corner, parlando
spesso dell'elevato numero di calciatori dell'Inter, soprattutto stranieri, e degli anni bui della squadra, ironizzando sui
suoi insuccessi.Tra gli eventi culturali più recenti aventi come soggetto il club nerazzurro figura il museo & tour San
Siro "Inter & Milan", Museo & Tour San Siro Museo dell'Inter museo dell'Inter e del Milan che si trova a pochi
metri dal loro stadio, il Stadio Giuseppe MeazzaGiuseppe Meazza. Vi si possono ammirare le coppe, le maglie
indossate dai calciatori, le foto dello stadio in occasioni speciali, le statue a grandezza naturale di Giuseppe Meazza,
Karl-Heinz Rummenigge, Helenio Herrera, Sandro Mazzola, Javier Zanetti, Armando Picchi, Giacinto Facchetti e di
altri giocatori nerazzurri e la mostra Internazionale 1908-2008. Il Nerazzurro è arte, un'esposizione che ha celebrato
il centenario dell'Inter per mezzo di 60 opere riferite all'Inter.L'impegno in campo sociale Durante la gestione di
Massimo Moratti l'Inter si è distinta per l'impegno in numerosi progetti benefici e il sostegno ad associazioni quali
Emergency, Fondazione I Bindun, Fundación Pupi. Inter - Società. Inter.it. URL consultato il 26-9-208.Il 20 febbraio
1996, da un'idea del presidente Massimo Moratti, "Inter Campus", la solidarietà nel pallone. Popoli.info, febbraio
2001. URL consultato il 03-12-2008. nacque il progetto Inter Campus, Sito ufficiale di Inter Campus, inizialmente
limitato all'Italia. Si tratta di un collegamento fra la società Inter e società calcistiche giovanili minori, cui la prima
fornisce attrezzature e competenze tecniche, non finalizzato necessariamente all'approdo dei giovani calciatori
all'Inter, ma allo scopo di promuovere la cultura dello sport anche in realtà periferiche.Inter Campus Il logo di Inter
Campus Un anno dopo nacque InterCampus Estero: Inter Campus: festa del 10° compleanno. Inter.it. URL
consultato il 26-9-2008. lo stesso concetto è stato esportato in numerosi Paesi del mondo, specialmente in zone di
guerra o con maggiori difficoltà economiche, a partire dalle favelas di Rio de Janeiro. Oggi InterCampus Estero è
presente in 19 paesi situati in 4 continenti diversi (Angola, Argentina, Bolivia, Bosnia Herzegovina, Brasile,
Bulgaria, Camerun, Cina, Colombia, Cuba, Iran, Libano, Marocco, Messico, Paraguay, Polonia, Romania, Slovenia e
Uganda). Ha, inoltre, portato a compimento progetti in 5 paesi: Israele e Palestina, Kosovo, Malta e Slovacchia. In
questo caso, però, l'attenzione è posta, più che sulla preparazione calcistica dei ragazzini, sull'aspetto sociale e
umanitario. A dieci anni dalla nascita il progetto InterCampus coinvolgeva circa 20.000 ragazzini dagli 8 ai 13 anni
in Italia e nel mondo, con una squadra di 500 tra allenatori-educatori e volontari.Il primo decennio di vita del
progetto è culminato con un film documentario diretto da Gabriele Salvatores, tifoso interista, e presentato al
Festival internazionale del film di LocarnoFestival internazionale del film di Locarno del 2008. Un'altra iniziativa
degna di nota è il gemellaggio, istituito nel 1998, fra l'Inter e il gruppo teatrale e culturale milanese Comuna Baires,
che organizza periodicamente incontri con i giocatori, serate culturali sui loro paesi d'origine, dibattiti,
spettacoli.Pierluigi Panza. «Comuna Baires, trent'anni sulla scena». Corriere, 31-10-2003. Un Massimo da sogno.
kayunga.blogspot.com, 07-1-2009Dal 2004 l'Inter, anche attraverso l'azione di alcuni dei suoi giocatori
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Sudamericasudamericani come il capitano Javier Zanetti, ha un rapporto di solidarietà molto stretto con l'esercito
indipendentista zapatista nel Chiapas (stato)Chiapas del subcomandante Marcos. Il subcomandante, che è anche
scrittore, ha citato la squadra dell'Inter in un suo racconto e, nel maggio 2005, ha scritto al presidente Moratti per
proporgli una partita amichevole con una selezione dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. «Marcos
chiama l'Inter: giocate in Chiapas», Corriere.it, 11-5-2005. URL consultato in data 26-9-2008.Rosa 2009-2010 Rosa,
numerazione sono aggiornati al 31 agosto 2009. Squadra. inter.it, 24-4-2009. URL consultato il
24-4-2009.N.RuoloGiocatore1 Bandiera dell'ItaliaP Francesco Toldo2 Bandiera della ColombiaD Iván Córdoba
(Vice Capitano)4 Bandiera dell'ArgentinaD Javier Zanetti (Capitano (calcio)Capitano)5 Bandiera della SerbiaC
Dejan Stanković6 Bandiera del BrasileD Lucimar Ferreira da SilvaLúcio7 Bandiera del PortogalloC Ricardo
Quaresma8 Bandiera del BrasileC Thiago Motta9 Bandiera del CamerunA Samuel Eto'o10 Bandiera dell'OlandaC
Wesley Sneijder11 Bandiera del GhanaC Sulley Muntari12 Bandiera del BrasileP Júlio César Soares EspíndolaJúlio
César13 Bandiera del BrasileD Maicon14 Bandiera della FranciaC Patrick Vieira15 Bandiera della SloveniaC Rene
KrhinN.RuoloGiocatore18 Bandiera dell'HondurasA David Suazo19 Bandiera dell'ArgentinaC Esteban
Cambiasso20 Bandiera della NigeriaC Joel Chukwuma Obi 21 Bandiera dell'ItaliaP Paolo Orlandoni22 Bandiera
dell'ArgentinaA Diego Milito23 Bandiera dell'ItaliaD Marco Materazzi25 Bandiera dell'ArgentinaD Walter
Samuel26 Bandiera della RomaniaD Cristian Chivu30 Bandiera del BrasileC Alessandro Faiolhe
AmantinoAmantino Mancini39 Bandiera dell'ItaliaD Davide Santon45 Bandiera dell'ItaliaA Mario Balotelli49
Bandiera dell'ItaliaA Mattia Destro51 Bandiera della SloveniaP Vid Belec89 Bandiera dell'AustriaA Marko
ArnautovićStaff tecnico Dal sito internet ufficiale della società: Staff tecnico 2009-10. inter.it, 24-4-2009. URL
consultato il 24-4-2009.Allenatore:Bandiera del Portogallo José MourinhoVice allenatore:Bandiera dell'Italia
Giuseppe BaresiAssistente tecnico:Bandiera del Portogallo Rui Faria Assistente tecnico:Bandiera del Portogallo José
Morais Assistente tecnico:Bandiera dell'Italia Daniele BernazzaniAllenatore dei portieri:Bandiera del Portogallo
Silvino LouroGiocatori di rilievo Giuseppe Meazza, 288 reti con la maglia nerazzurra In più di 100 anni di storia
hanno vestito la maglia dell'Inter oltre 800 calciatori, in gran parte italiani; Tutti i giocatori. URL consultato il
23-7-2009. alcuni di questi hanno militato nella Nazionale di calcio dell'ItaliaNazionale italiana. Tra i calciatori
italiani di rilievo sono annoverati Virgilio Fossati, il primo capitano e allenatore, Luigi Cevenini noto come Cevenini
III (è, infatti, il terzo di cinque fratelli attivi contemporaneamente nel mondo del calcio), Luigi Cevenini. URL
consultato il 23-7-2009. Giuseppe Meazza, vero e proprio giocatore simbolo degli anni 1920anni venti e Anni
1930trenta con la maglia dell'Inter e della Nazionale, con la quale ha vinto due mondiali (Campionato mondiale di
calcio 19341934 e Campionato mondiale di calcio 19381938) e al quale è intitolato la stadio di San Siro,
Milan-Inter. URL consultato il 23-7-2009. Giuseppe Meazza, lo stadio del fuoriclasse. URL consultato il
23-7-2009.(Lingua ingleseEN) FIFA Classic Clubs: Inter Milan. fifa.com. URL consultato il 07-8-2009. Giacinto
Facchetti, glorioso terzino sinistro e bandiera della Grande Inter negli anni sessanta e settanta, il primo difensore
della storia a scattare sulla fascia per crossare, il primo e finora unico dell'Inter al quale sia stata ritirata la maglia da
giocatore Giacinto Facchetti, condottiero dentro e fuori dal campo. URL consultato il 23-7-2009.. Accanto a lui in
quel periodo figurano, tra gli altri, Sandro Mazzola, Armando Picchi, Tarcisio Burgnich, Angelo Domenghini e
Mario Corso, tutti, tranne Picchi e Corso, vincitori del Campionato europeo di calcio 1968campionato europeo nel
1968 e vice-campioni nel Campionato mondiale di calcio 1970mondiale del 1970. Negli anni settanta, con la
chiusura della frontiere, nell'Inter militarono giocatori del calibro di Roberto Boninsegna, Gabriele Oriali, Evaristo
Beccalossi e Graziano Bini. Negli anni ottanta si distinsero Alessandro Altobelli, uno dei bomber più prolifici della
storia interista, Walter Zenga, eletto per tre volte consecutive "Miglior portiere dell'anno" dall'IFFHS, dal 1989 al
1991, vincitore nel 1990 del premio "Portiere dell'anno UEFA" e detentore del record ancora ineguagliato di
imbattibiltà (518 minuti) in un mondiale, Walter Zenga, l'uomo ragno a Milano. URL consultato il 23-7-2009.
«Zenga: "Ora voglio vincere. Salvo il Catania, sogno l'Inter"». URL consultato in data 23-7-2009. Giuseppe
Bergomi, primatista di presenze in maglia nerazzurra (758) e nella Coppa UEFA (96) e uno dei tre giocatori ad aver
vinto il trofeo per tre volte insieme all'ex-compagno di squadra Nicola Berti e a Ray Clemence La Coppa UEFA
dalla A alla Z. URL consultato il 23-7-2009.. Agli anni recenti è legato il nome di Marco Materazzi, protagonista dei
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vittoriosi Campionato mondiale di calcio 2006mondiali del 2006 e vincitore di quattro scudetti consecutivi. Marco
Materazzi, grinta gigante. URL consultato il 23-7-2009.Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia dell'Inter
si segnalano: negli anni anni 1950cinquanta l'ungherese István Nyers, lo svedese Lennart Skoglund e l'argentino
Antonio Valentin Angelillo, detentore del record di gol per tornei a 18 squadre (33 reti nel Classifica calcio Serie A
italiana 19591958-59) che resiste tuttora; negli anni anni 1960sessanta l'ala destra brasiliana Jair da CostaJair e il
centrocampista Luis Suarez, campione nell'Campionato europeo di calcio 1968Europeo del 1964. Fino al 1980 non
fu più possibile ingaggiare calciatori non italiani, mentre negli anni 1980ottanta vestirono di nerazzurro soprattutto
calciatori tedeschi come Karl-Heinz Rummenigge, già vincitore dell'Campionato europeo di calcio 1980Europeo nel
1980 e di due Pallone d'oroPalloni d'oro con il Bayern Monaco, Lothar Matthäus, vincitore del Pallone d'oro
1990Pallone d'oro nel 1990 e del FIFA World Player of the Year 1991FIFA World Player of the Year del 1991 e
trionfatore, insieme con Andreas Brehme e Jürgen Klinsmann, al Campionato mondiale di calcio 1990mondiale del
1990 giocato in Italia. Negli anni 1990anni novanta furono molti gli stranieri nell'Inter: fra i tanti da citare sono il
brasiliano Ronaldo, vincitore di due Pallone d'oroPalloni d'oro e del FIFA World Player of the Year e Campionato
mondiale di calcio 2002campione del mondo con la nazionale nel 2002, l'argentino Javier Zanetti, l'attuale Capitano
(calcio)capitano, e il francese Youri Djorkaeff, Campionato mondiale di calcio 1998campione del mondo nel 1998.
Maglie ritirate L'Inter, su proposta di Massimo Moratti, ha ritirato la maglia numero 3 in seguito alla morte del
presidente ed ex bandiera interista Giacinto Facchetti, scomparso il 4 settembre 2006. Il 3 era, infatti, il numero che
l'aveva caratterizzato durante tutta la carriera. L'ultimo possessore del 3 è stato Nicolas Burdisso, che in seguito ha
vestito la maglia numero 16. ««Nessuno mai come Facchetti»», repubblica.it. URL consultato in data
08-9-2006.Calciatori in Nazionale Giacinto Facchetti, il nerazzurro con più presenze in nazionale (94), quinto nella
classifica generale Al 9 settembre 2009 l'Inter è il secondo club che ha fornito il maggior numero di giocatori alla
Nazionale di calcio dell'ItaliaNazionale italiana: a tale data, infatti, 101 elementi hanno vestito la maglia azzurra
all'epoca della loro militanza interista (meglio ha fatto solo la Juventus con 123, mentre dietro c'è il Associazione
Calcio MilanMilan con 86 giocatori). Club Italia: Nazionali in cifre. URL consultato il 26/9/2008. Nazionali in cifre:
i convocati di una società alla Nazionale A. URL consultato il 26/9/2008.Sono 14 in totale i giocatori dell'Inter
militanti nelle selezioni nazionali italiane campionato mondiale di calciocampioni del mondo: 6 nel Convocazioni
per il campionato mondiale di calcio 1934#Italia1934 (Luigi AllemandiAllemandi, Armando CastellazziCastellazzi,
Attilio DemariaDemaria, Giuseppe MeazzaMeazza, Pietro SerantoniSerantoni e Carlo CeresoliCeresoli), 4 nel
Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1938#Italia1938 (Giovanni Ferrari, Pietro FerrarisFerraris, Ugo
LocatelliLocatelli e Giuseppe MeazzaMeazza), 5 nel Convocazioni per il campionato mondiale di calcio
1982#Italia1982 (Alessandro AltobelliAltobelli, Giuseppe BergomiBergomi, Ivano BordonBordon, Giampiero
MariniMarini e Gabriele OrialiOriali) e 1 nel Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 2006#Italia2006
(Marco Materazzi). Quattro sono, invece, i calciatori dell'Inter laureatisi campioni d'Europa con la Nazionale, nel
campionato europeo di calcio 19681968 (Tarcisio BurgnichBurgnich, Angelo DomenghiniDomenghini, Giacinto
FacchettiFacchetti e Sandro MazzolaMazzola). Il primo oriundo ad indossare la maglia della Nazionale di calcio
dell'Italianazionale italiana fu l'interista Ermanno Aebi, di origini Svizzerasvizzere, che scese in campo in due
occasioni. Esordì il 18 gennaio 1920, quando l'Italia giocò contro la Nazionale di calcio della FranciaFrancia al
Velodromo Sempione di Milano, e contribuì con tre reti alla vittoria degli azzurri per 9-4. Il contributo maggiore
dell'Inter in termini di elementi prestati alla Nazionale risale al già citato Campionato mondiale di calcio
1934campionato del mondo 1934 e al Campionato mondiale di calcio 1970campionato del mondo 1970, edizione in
cui furono scherati in maglia azzurra sei uomini dell'Inter, dei quali quattro titolari: Tarcisio BurgnichBurgnich,
Giacinto FacchettiFacchetti, Sandro MazzolaMazzola, Mario BertiniBertini, Lido VieriVieri e Roberto
BoninsegnaBoninsegna.(Lingua ingleseEN) Karel Stokkermans e Sérgio Henrique Jarreta. «World Cup 1978 finals».
Record Sport Soccer Statistics Foundation, 22-10-1999. URL consultato in data 3/3/2009.L'Inter è al secondo posto
nella particolare classifica dei club che vantano giocatori campioni del mondo con la propria Nazionale, 21: ai 16
citati vanno aggiunti Andreas Brehme, Jürgen Klinsmann e Lothar Matthäus, campioni nel campionato mondiale di
calcio 19901990 con la Nazionale di calcio della GermaniaGermania, Youri Djorkaeff, campione nel campionato
165
Football Club Internazionale Milano
mondiale di calcio 19981998 con la Nazionale di calcio della FranciaFrancia e Ronaldo campione nel campionato
mondiale di calcio 20022002 con il Nazionale di calcio del BrasileBrasile. L'Inter è preceduta in tale graduatoria solo
dalla Juventus (24), mentre è seguita dal Fußball-Club Bayern MünchenBayern Monaco (15) e dalla coppia Santos
Futebol ClubeSantos - São Paulo Futebol ClubeSan Paolo (12 a testa).(Lingua ingleseEN) Gwidon Naskrent,
Roberto Di Maggio e José Luis Pierrend. «World Cup Champions Squads 1930-2006». Record Sport Soccer
Statistics Foundation, 18-12-2008. URL consultato in data 7/2/2009.Quanto al campionato europeo di
calciocampionato d'Europa, oltre ai quattro citati, altri tre giocatori sono vincitori del torneo con Nazionali diverse da
quella italiana: Luis Suárez MiramontesLuis Suàrez (Nazionale di calcio della SpagnaSpagna, campionato europeo
di calcio 19641964), Laurent Blanc (Nazionale di calcio della FranciaFrancia, campionato europeo di calcio
20002000) e Giorgos Karagounis (Nazionale di calcio della GreciaGrecia, campionato europeo di calcio 20042004).
Presidenti ed allenatori I presidenti In più di 100 anni di storia societaria, alla guida del Football Club Internazionale
Milano si sono avvicendati 19 presidenti. Storia del club. inter.it. URL consultato il 07-9-2009. Il primo presidente
della società nerazzurra fu Giovanni Paramithiotti, uno dei suoi fondatori.Il presidente più longevo nella storia del
club fu Ivanoe Fraizzoli, che ricoprì l'incarico per sedici anni, dal 1968 al 1984. Durante la sua gestione l'Inter ha
vinto due scudetti, due coppe Italia e ha disputato una finale di Coppa dei Campioni. L'imprenditore Angelo Moratti,
eletto nel 1955 alla massima carica amministrativa societaria, è stato il presidente più vincente tra quelli che hanno
guidato il club meneghino.Attualmente la carica è ricoperta dal figlio di Angelo, Massimo MorattiMassimo, eletto
presidente il 18 febbraio 1995, dimessosi nel 2004 in favore di Giacinto Facchetti, primo ex-giocatore nerazzurro a
vestire la massima carica dirigenziale, e, dopo la morte di quest'ultimo, tornato al timone della società nel settembre
2006. Gli allenatori Sono 55 gli allenatori cui è stata affidata la conduzione tecnica del Football Club Internazionale
Milano. Tre di loro hanno ricoperto l'incarico ad interim. Allenatori del club. inter.it. URL consultato il 08-9-2009.Il
primo allenatore della storia nerazzurra fu l'italiano Virgilio Fossati, che rivestiva anche il ruolo di Capitano
(calcio)capitano. Fossati allenò la squadra fino al 1915, anno della sua morte durante la prima guerra mondiale. Il
tecnico che è stato in carica più a lungo è Helenio Herrera, rimasto alla guida della squadra per nove anni, di cui otto
consecutivi dal 1960 al 1968, un record per un allenatore straniero sulla panchina di uno stesso club. Il Mago, come è
conosciuto in Italia, fu richiamato in panchina nel 1973 e detiene anche il primato di partite come allenatore (366) e
di trofei vinti con il club (7). A tal proposito va citato anche Roberto Mancini, allenatore del club dal 2004 al 2008, il
secondo allenatore più vincente e finora l'unico a vincere tre scudetti consecutivi (di cui uno a tavolino) Inter
campione d'Italia 2005/2006. calcioblog.it, 26-7-2006 con l'Inter.Sono stati sia calciatori che allenatori dell'Inter (in
ordine cronologico): Virgilio Fossati, Armando Castellazzi, Árpád Weisz, Giuseppe Peruchetti, Italo Zamberletti,
Giovanni Ferrari, Giuseppe Meazza, Aldo Campatelli, Annibale Frossi, Luigi Ferrero, Camillo Achilli, Giovanni
Invernizzi (calciatore 1931)Giovanni Invernizzi, Enea Masiero, Luis Suárez MiramontesLuis Suárez, Mario Corso,
Giampiero Marini e Marco Tardelli.Palmarès L'Inter è una delle squadra di calciosquadre di calcio più vittoriose
d'Italia, nonché una tra le più vittoriose d'Europa e del mondo.Encarta – Inter Football Club, #CITEREFEncarta –
Inter Football Clubop. cit. Il club milanese ha vinto il campionato italiano di calciocampionato italiano per 17 volte
(seconda in Italia insieme con il Milan), compresa una striscia di quattro titoli consecutivi dal Serie A
2005-200620063° classificata prima delle sentenze della Commissione di Appello FederaleCAF, 1° in seguito alle
penalizzazioni inflitte a Juventus e Milan. al Serie A 2008-20092009. I nerazzurri hanno vinto la Coppa Italia per 5
volte (a pari merito con la Lazio, il Milan e il Torino Football ClubTorino), di cui due consecutive (Coppa Italia
2004-20052005 e Coppa Italia 2005-20062006, record nazionale condiviso con Juventus, Milan, Sampdoria e
Roma). La stella dorata presente sulla divisa nerazzurra, le Stella (calcio)Stella d'oro al Merito Sportivo, rappresenta
dieci dei 17 Albo d'oro del Campionato di Serie A#Scudetti per squadracampionati nazionali vinti dalla società. Il
decimo alloro nazionale fu conquistato nella stagione Serie A 1965-19661965-66 (l'Inter fu il secondo club italiano,
dopo la Juventus, a poter esporre sulle maglie tale riconoscimento).I suoi 7 trofei vinti e riconosciuti dalla FIFA in
ambito internazionale la rendono attualmente la terza squadra italiana alle spalle di Milan e Juventus, l'Statistiche dei
trofei internazionali di calcio#Ranking per trofei internazionali vinti secondo la confederazioneottava in Europa e la
Statistiche dei trofei internazionali di calcio#Classifica dei club più titolati nelle coppe internazionalidiciottesima al
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Football Club Internazionale Milano
mondo per numero di Statistiche dei trofei internazionali di calciotornei conquistati. L'Inter vanta, ex aequo con il
Liverpool Football ClubLiverpool e la Juventus, il primato di vittorie in Statistiche della Coppa UEFA#Vittorie per
squadraCoppa UEFA (3). Storia della Coppa UEFA. it.uefa.com. URL consultato il 06-7-2009. È anche la terza
società calcistica italiana per numero di vittorie in competizioni ufficiali: 33. Nel 1964 l'Inter divenne la prima
compagine italiana a vincere la Coppa Intercontinentale (calcio)Coppa Intercontinentale. Le nostre Coppe
IntercontinentaliIl club milanese fu inserito al terzo posto fra le società calcistiche italiane e al dodicesimo in
assoluto nella Lista dei migliori club del XX secolo FIFAclassifica dei migliori club del XX secolo stilata dalla FIFA
il 23 dicembre 2000.(Lingua ingleseEN) José Luis Pierrend. «FIFA awards: FIFA clubs of the Century». Record
Sport Soccer Statistics Foundation, 22-01-2009. URL consultato in data 26/9/2008.L'Inter, scelta IFFHS#Squadre
che hanno terminato l.27anno solare in testaSquadra mondiale dell'anno (lingua ingleseen. World's Club Team of the
Year) nel 1998 dall'IFFHSIstituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio,(Lingua ingleseEN) Club World
Ranking: The 'Top 25' of each year (1991-2008). iffhs.de. URL consultato il 06-7-2008. occupa il terzo posto tra i
club italiani e il sesto a livello mondiale nella IFFHS#Classifica dei migliori club del mondo dal 1991 al 2008 .28top
20.29classifica stilata dalla citata organizzazione relativamente al periodo che va dal 1991 al 2008(Lingua
ingleseEN) All-Time Club World Ranking. iffhs.de, 23-1-2009. URL consultato il 06-7-2009. e sempre il sesto posto
nella IFFHS#Classifica del migliori club del XX secolo per ogni continenteclassifica dei migliori club del XX secolo
(lingua ingleseen. Europe's Club of the Century) stilata relativamente al periodo 1901-2000.(Lingua ingleseEN)
Europe's Club of the Century. iffhs.de. URL consultato il 11-9-2009.Trofei nazionali Serie ACampionato italiano: 17
Prima Categoria 1909-19101909-10; Prima Categoria 1919-19201919-20; Serie A 1929-19301929-30; Serie A
1937-19381937-38; Serie A 1939-19401939-40; Serie A 1952-19531952-53; Serie A 1953-19541953-54; Serie A
1962-19631962-63; Serie A 1964-19651964-65; Serie A 1965-19661965-66; Serie A 1970-19711970-71; Serie A
1979-19801979-80; Serie A 1988-19891988-89; Serie A 2005-20062005-06;3° classificata prima delle sentenze
della CAF, 1° in seguito alle penalizzazioni inflitte a Juventus e Milan. Serie A 2006-20072006-07; Serie A
2007-20082007-08; Serie A 2008-20092008-09 Coppa Italia: 5Coppa Italia 1938-1939 (calcio)1938-39; Coppa Italia
1977-1978 (calcio)1977-78; Coppa Italia 1981-1982 (calcio)1981-82; Coppa Italia 2004-2005 (calcio)2004-05;
Coppa Italia 2005-2006 (calcio)2005-06 Supercoppa italiana di calcioSupercoppa italiana: 4Supercoppa italiana di
calcio#Albo d'oro1989; Supercoppa italiana di calcio#Albo d'oro2005; Supercoppa italiana di calcio#Albo
d'oro2006; Supercoppa italiana di calcio#Albo d'oro2008Trofei internazionali UEFA Champions LeagueCoppa dei
Campioni: 2Coppa dei Campioni 1964 (calcio)1963-64; Coppa dei Campioni 1965 (calcio)1964-65 Coppa
Intercontinentale: 2Albo d'oro dei club campioni del mondo di calcio#Finali1964; Albo d'oro dei club campioni del
mondo di calcio#Finali1965 UEFA Europa LeagueCoppa UEFA: 3 (record)Coppa Uefa 19911990-91; Coppa Uefa
19941993-94; Coppa Uefa 19981997-98Record e statistiche Statistiche di squadra Giuseppe Bergomi, detentore del
record di presenze in maglia nerazzurra con 758 partite ufficiali disputate. In 93 stagioni sportive a partire
dall'esordio a livello nazionale, risalente al 10 gennaio 1909, l'Inter ha disputato 93 Campionato italiano di
calciocampionati di massima serie (78 campionati di Serie A, 10 di Prima CategoriaPrima Categoria Nazionale, 5 di
Prima Divisione e 3 di Divisione Nazionale), mentre per 2 volte non superò le eliminatorie regionali lombarde
(Prima Categoria 19091909, Prima Categoria 1912-19131913 e Prima Categoria 1913-19141913-1914). I nerazzurri
hanno terminato il campionato 17 volte primi, 13 volte secondi e 16 volte terzi. In 93 stagioni sportive disputate
l'Inter ha, dunque, terminato il campionato sul podio nel 55% dei casi. Dall'avvento del girone unico l'Inter è stata 16
volte Campione d'inverno (Serie A 1929-19301929-30, Serie A 1933-19341933-34, Serie A 1937-19381937-38,
Serie A 1950-19511950-51, Serie A 1952-19531952-53, Serie A 1953-19541953-54, Serie A 1960-19611960-61,
Serie A 1961-19621961-62, Serie A 1965-19661965-66, Serie A 1966-19671966-67, Serie A 1979-19801979-80,
Serie A 1988-19891988-89, Serie A 1990-19911990-91, Serie A 2006-20072006-07, Serie A 2007-20082007-08,
Serie A 2008-20092008-09).In base alle partite ufficiali finora disputate, la miglior vittoria dell'Inter è il 16-0 del 10
gennaio 1915 contro il Vicenza CalcioVicenza (Prima Categoria 1914-1915), mentre la peggiore sconfitta è il 9-1
subito contro la Juventus il 10 giugno 1961 (Serie A 1960-1961). L'Inter è l'unica squadra italiana ad aver sempre
militato nel Campionato di Serie A sin dal 1929, anno dell'istituzione del torneo a girone unico (78 partecipazioni).
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Football Club Internazionale Milano
Nella Serie A 1929-1930stagione 1929-30 è stata la prima squadra italiana a vincere il Campionato di Serie A.
L'attuale Serie A fu, infatti, istituita solo a partire dalla stagione 1929-30L'Inter è anche la vincitrice dell'unico altro
campionato precedente giocato a girone unico, quello del Prima Categoria 1909-19101909-10 ed è l'unica italiana ad
aver vinto Campionato italiano di calcioscudetto, Coppa dei Campioni (calcio)Coppa dei Campioni e Coppa
Intercontinentale (calcio)Coppa Intercontinentale nello stesso anno, il 1965. A conclusione della stagione Serie A
1988-19891988-89 l'Inter ha totalizzato in assoluto la percentuale più alta dei punti disponibili: l'85,29% dei punti
disponibili in Serie A (58 su 68, media inglese +7), record tuttora imbattuto. Quell'anno l'Inter ha stabilito il record di
punti in un campionato a 18 squadre: in quel periodo si assegnavano 2 punti per vittoria e i nerazzurri raggiunsero
quota 58 punti. 13° scudetto dell'InterL'Inter, con tre titoli, vanta, ex aequo con il Liverpool Football ClubLiverpool
e la Juventus, il primato di vittorie in Statistiche della Coppa UEFA#Vittorie per squadraCoppa UEFA. La
compagine nerazzurra detiene il record della vittoria più larga nel campionato nazionale non ancora a girone unico:
Inter – Vicenza CalcioVicenza 16-0 del 10 gennaio Prima Categoria 1914-19151915. Statistiche del campionato.
inter.it. URL consultato il 02-7-2009.La squadra nerazzurra è finora l'unica ad aver vinto Supercoppa italiana di
calcioSupercoppa italiana, Coppa Italia (calcio)Coppa Italia e Campionato italiano di calciocampionato nella stessa
stagione. È avvenuto nella stagione 2005-200606, quando dopo aver vinto la Supercoppa Italiana (alla quale
partecipava come detentrice della coppa nazionale) e della Coppa Italia 2005-2006 (calcio)Coppa Italia, fu decretata
vincitrice del Serie A 2005-2006campionato per delibera FIGC dopo le penalizzazioni inflitte a Juventus e Milan,
rispettivamente prima e seconda classificata sul campo, nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo denominato
Calciopoli. Nel Coppa dei Campioni 1964 (calcio)1964 l'Inter divenne la prima compagine italiana a vincere la
Coppa Intercontinentale (calcio)Coppa Intercontinentale. L'Inter è stata la squadra campione d'Italia con la minore
età media nella storia della Serie A. Il record risale alla stagione 1929-1930, quando i nerazzurri vinsero il tricolore
con un organico dall'età media di 24 anni e 6 mesi.Fonte: Gazzetta dello Sport - Sportweek del 26 maggio
2007L'Inter ha stabilito nella stagione Serie A 2004-20052004-05 la più lunga serie di pareggi consecutivi nel
campionato di Serie A: 7, dalla 7ª alla 13ª giornata. Sempre in quell'anno ha stabilito il record di pareggi complessivi
per un campionato a 20 squadre: 18 pari in 38 partite. Il Processo di BiscardiL'Inter è la squadra che vanta il maggior
numero di partecipazioni alla Coppa UEFA. Escludendo le edizioni della Coppa delle Fiere, in quanto tale
manifestazione non veniva riconosciuta dall'UEFA, la società ha disputato Club italiani nelle coppe europee23 volte
la manifestazione. La miglior prestazione di squadra in UEFA è proprio dell'Inter, che ha raccolto 202 punti in 24
partecipazioni, altro primato per la competizione, a pari merito con lo Sporting Clube de PortugalSporting Lisbona.
Pillole di Coppa UEFANel Serie A 2006-20072007 il team ha stabilito il record di punti nell'arco di un anno solare
nei campionati di Serie A con tre punti a vittoria, raggiungendo una media di 2,48 punti a partita (92 punti in 37
partite). Inter 2007: un anno da record. Inter.it, 24-12-2007. URL consultato il 12-6-2008.L'avversario affrontato più
volte dall'Inter in gare ufficiali è la Juventus (211 volte), Inter vs Juventus. Juworld.net. URL consultato il
25-7-2009. seguita dal Milan (199 volte), Archivio Inter - Ricerca tabellini statistici. archivio.inter.it. URL
consultato il 25-7-2009. dalla Roma (177 volte) e dal Torino (177 volte).A livello di coppe nazionali l'Inter ha
disputato 12 tra finali e gironi finali di Coppa Italia (con 5 vittorie)(Lingua ingleseEN) Italy - List of Cup Finals.
rsssf.com. URL consultato il 25-7-2009. e 7 finali di Supercoppa italiana (4 vittorie)(Lingua ingleseEN) Italy Super
Cup Finals. rsssf.com. URL consultato il 25-7-2009. per un totale di 19 finali dietro Juventus e Milan a quota 20. Il
record di finali consecutive in Supercoppa italiana appartiene all'Inter con 5 edizioni: 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009.
In precedenza il primato apparteneva al Milan, che aveva giocato 3 edizioni consecutive: nel 1992, 1993 e 1994.
Inter-Lazio Finale Supercoppa 2009 - Tabellino. inter.it. URL consultato il 02-9-2009.In ambito internazionale gli
avversari classici sono il Real Madrid Club de FútbolReal Madrid(Lingua ingleseEN) Head to head: Inter Milan vs
Real Madrid. footballdatabase.eu. URL consultato il 15-7-2009. (15 incontri), il Valencia Club de
FútbolValencia(Lingua ingleseEN) Head to head: Valencia CF vs Inter Milan. footballdatabase.eu. URL consultato
il 15-7-2009. (10 incontri), l'AFC AjaxAjax(Lingua ingleseEN) Head to head: Inter Milan vs Ajax Amsterdam.
footballdatabase.eu. URL consultato il 15-7-2009. (5 incontri) e il Futbol Club BarcelonaBarcellona(Lingua
ingleseEN) Head to head: Inter Milan vs FC Barcelona. footballdatabase.eu. URL consultato il 16-9-2009. (6
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Football Club Internazionale Milano
incontri). I Madridmadrileni non si sono mai imposti a San Siro, mentre i nerazzurri hanno vinto in trasferta una
volta.Statistiche individuali A livello individuale il giocatore con il maggior numero di presenze in nerazzurro è
Giuseppe Bergomi con 758 partite disputate in 20 stagioni dal 1979 al 1999. Seguono Javier Zanetti (645 presenze,
14 stagioni), Giacinto Facchetti (634 presenze, 18 stagioni), Sandro Mazzola (565 presenze in 17 stagioni) e
Giuseppe Baresi (559 presenze in 15 stagioni). Il capocannoniere di tutti i tempi è Giuseppe Meazza con 288 gol
segnati in 14 stagioni. Alle sue spalle Alessandro Altobelli (209 gol in 11 stagioni), Roberto Boninsegna (171 in 7
stagioni), Sandro Mazzola (160 in 17 stagioni) e Luigi Cevenini III (159 in 10 stagioni). Campionati nazionali
Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione A94Prima Categoria 1909-19101909-1910Serie A
2009-20102009-2010In 93 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il Prima Categoria 1909-19107
novembre 1909, inclusi 16 campionati di Prima CategoriaPrima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione
Nazionale (A). Sono escluse le stagioni Prima Categoria 19091908-09 e Prima Categoria 1912-19131912-13, nelle
quali l'Inter non superò le eliminatorie regionali.Tifoseria Cenni storici Al momento l'Inter è la seconda squadra
d'Italia per numero di tifosi (14%) dietro alla Juventus, come risulta da un sondaggio effettuato dalla società
demoscopica Demos, commissionato dal quotidiano La Repubblica e pubblicato il 30 agosto 2008.Gemellaggio fra
Società Sportiva Lazio#Tifoseriatifosi laziali e interisti il 2 maggio 2009 con l'omaggio a Gabriele Sandri, tifoso
biancoceleste morto l'11 novembre 2007 Il concetto di tifoseria organizzata allo stadio (architettura)stadio è stato
introdotto a Milano da Helenio Herrera negli Anni 1960anni sessanta ai tempi della Grande Inter, la prima
formazione capace di attrarre a sé il tifo organizzato. Il sito inter.it scrive: "[...] Nascono in questo periodo gli Inter
Club, l'istituzione del tifoso organizzato [...]" i Boys-San sono, infatti, il gruppo di tifo organizzato più antico in
Italia. La Curva Nord di San Siro è il settore dello stadio dove la tifoseria interista si schiera durante le partite
casalinghe. I sostenitori dell'Inter sono divisi in vari gruppi ultras, tra cui: Boys San 1969, Bulldogs 1988, Brianza
Alcoolica 1985 e Milano Nerazzurra. Gruppi della Nord. curvanordmilano.net I primi gruppi di tifosi organizzati per
sostenere la squadra nerazzurra furono i "Moschettieri" prima e gli "Aficionados" poi, proprio nell'era della Grande
Inter. Attualmente il gruppo interista più antico e importante tra quelli sopravvissuti a quell'epoca è proprio quello
dei Boys-San, fondato nel 1969. Il gruppo nacque dalla defezione di alcuni ragazzi dall'Inter Club Virgilio
FossatiFossati, il cui presidente tra il '66 e il '68 era Carlo Cerquetti, e prese il nome da "Boy", un ragazzino
dispettoso protagonista di alcuni fumetti pubblicati sul giornale della società interista. La data di nascita esatta è il 26
gennaio 1969, quando, di ritorno da una trasferta a Bologna, alcuni sostenitori in disaccordo con la presidenza del
club Fossati si distaccarono e formarono un gruppo autonomo. Il nome originario fu "11 assi, Boys - Le furie
nerazzurre" e il primo striscione comparve nel marzo del 1970 a Roma, in un incontro che vedeva la squadra
milanese opposta alla Lazio. Tornati a San Siro, il mese successivo il gruppo prese posto nell'attuale secondo anello
arancione, spostato nella metà del settore che dà verso nord. Boys San Milano 1969 boys-san.itNegli anni 1970anni
settanta nacquero le prime tensioni e i primi scontri con gli altri gruppi di tifosi, su tutti quelli della Juventus,
dell'Atalanta Bergamasca CalcioAtalanta, della Sampdoria e soprattutto del Milan. Con questi ultimi gli scontri
erano feroci e il posizionamento delle opposte tifoserie non era d'aiuto: entrambe prendevano posto all'interno del
secondo anello arancione, gli interisti nella metà a nord e i milanisti nella metà a sud. Con i lavori di ristrutturazione
i gruppi presero posto nelle due opposte curve: l'Inter nella Nord e il Milan nella Sud. La soluzione è adottata ancora
oggi, tanto che le due curve sono ormai diventate il simbolo dei gruppi di tifosi che le occupano. Inter: Gli Ultras
avversari. URL consultato il 7-10-2009.Durante il Serie A 1979-1980campionato 1979-80 si assistette al cambio del
nome del gruppo, che divenne l'attuale Boys-San, ovvero Boys-Squadra d'Azione Nerazzurra. Anche durante gli
Anni 1980anni ottanta gli scontri con le altre tifoserie furono molto violenti. In occasione del Mundialito per
clubMundialito 1983 le opposte tifoserie milanesi stipularono un patto di non aggressione che tuttora vige e che,
insieme all'arrivo delle prime diffide da parte della Polizia di StatoPolizia, spostò l'attenzione delle curve verso un
aspetto di maggior interesse: le coreografie. Inter-Milan, è la febbre del sabato sera. corriere.it, 22-11-97. URL
consultato il 10-8-2009. Nate già negli anni 1970anni settanta come semplici striscioni o sventolio di bandiere, negli
Anni 1980anni ottanta si sono evolute fino a diventare, ai giorni nostri, un importante argomento di sfida tra le
tifoserie. È ormai consuetudine giornalistica aprire i servizi dedicati alle sfide calcistiche (il derby di Milano su tutte)
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Football Club Internazionale Milano
presentando le due opposte coreografie. Risale, inoltre, al 1985 il primo bandierone "copricurva"
dell'Inter.Gemellaggi Associazione Sportiva Varese 1910Varese Società Sportiva LazioLazio Valencia Club de
FútbolValenciaLe tifoserie gemellate con quella dell'Inter sono quelle di Associazione Sportiva Varese 1910Varese
(per la rivalità con i tifosi Comocomaschi, gemellati col Milan), Valencia, Padova Nerazzurra. URL consultato il
7-10-2009. "sull'asse Boys-Yomus" e soprattutto Lazio. Quello con i laziali è sicuramente uno dei gemellaggi più
solidi ed importanti d'Italia, dato che affonda le proprie radici intorno alla metà degli anni ottanta in risposta
all'antico gemellaggio (poi rotto) fra Roma e Milan. Il legame è stato rinsaldato nella finale di Coppa UEFA 1998 a
Parigi e il 5 maggio 2002 all'Olimpico, quando i tifosi laziali augurarono agli interisti la conquista del
tricolore.Rivalità Juventus Football ClubJuventus Associazione Calcio MilanMilan Associazione Sportiva
RomaRoma Atalanta Bergamasca CalcioAtalanta ACF FiorentinaFiorentina Cagliari CalcioCagliari Unione Calcio
SampdoriaSampdoria Società Sportiva Calcio NapoliNapoli Hellas Verona Football ClubVeronaLa curva nord in un
derby contro i rivali del Milan Le rivalità più accese sono soprattutto con le tifoserie della Juventus, con cui fin dagli
anni anni 1960sessanta l'Inter dà vita al "Derby d'Italia", «Juve-Inter, storia di una rivalità». Tuttosport, 22-9-2008.
URL consultato in data 26-7-2009.Tra i tanti che usano questa definizione: e con la rivale cittadina, il Milan, con cui
i nerazzurri disputano il cosiddetto "Derby di Milano", detto anche Derby della Madonnina. È in questi due match
che le presenze allo stadio arrivano di solito all'apice, fino quasi all'esaurimento dei posti. Altre rivalità sussistono
con le tifoserie del Napoli, della Roma e dell'Atalanta. Inter, amici e rivali. URL consultato il 7-10-2009. Tra i
gemellaggi oggi sciolti si ricordano quello con la Fiorentina nel 1987 per l'acquisto da parte dell'Inter dell'ex viola
Nicola Berti, con il Cagliari nel 1997 dopo l'episodio dello sputo di Giuseppe Pancaro all'allora portiere nerazzurro
Gianluca
PagliucaPagliuca,
«Sputo
in
diretta,
quattro
giornate
a
Pancaro».
giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com, 30-10-1996. URL consultato in data 04-8-2009. con la Sampdoria nel
1992 per aver sconfitto i nerazzurri nello scontro diretto nella stagione Serie A 1990-19911990-91, ed avendo così
spento le speranze nerazzurre di vincere lo scudetto, e con l'Hellas Verona nel 2001 a causa di dissidi con il direttivo
della curva gialloblù. Politicamente i gruppi di tifo organizzato dell'Inter sono schierati su posizioni di destra
(politica)destra o estrema destra. Mondo ultrà: poco calcio, tanta politica. E più violenza. 09-9-2004 Un rapporto
della polizia del 2005 li ha identificati tra i gruppi più propensi alla violenza. «L'esercito dei 74 mila ultras»,
Corriere.it, 16-9-2005. Di recente sono stati protagonisti di alcuni episodi di grave teppismo, come il lancio di un
motorino di un tifoso avversario dalla parte superiore a quella inferiore del secondo anello dello stadio di San Siro
nel corso della partita Inter-Atalanta del 6 maggio 2001, «Lancio dello scooter, due turni all'Inter», Repubblica.it,
17-5-2001. URL consultato in data 26-9-2008. il lancio di un fumogeno sul portiere del Milan Nelson DidaDida
durante il derby Inter-Milan, quarti di finale di ritorno della UEFA Champions League 2004-2005Champions League
(12 aprile 2005), che è costato alla squadra la sconfitta a tavolino e quattro turni disputati a porte chiuse «Inter, 4
gare a porte chiuse», gazzetta.it, 15-4-2005. URL consultato in data 26-9-2008. e gli insulti razzismorazzisti al
giocatore Costa d'Avorioivoriano del Football Club Messina PeloroMessina Marco ZoroZoro in Messina-Inter del 25
novembre 2005, che sono costati l'inibizione per quasi due anni dagli stadi a quattro tifosi, identificati tramite le
immagini televisive, «Diffidati per Zoro: stasera tornano allo stadio», gazzetta.it, 07-11-2008. URL consultato in data
26-9-2008. e ai napolinapoletani in Inter-Napoli del 6 ottobre 2007, per i quali l'Inter è stata anche costretta dal
giudice di pace di Napoli a risarcire 1500 euro a un tifoso napoletano per "danni esistenziali". «Inter condannata a
pagare le offese a tifoso napoletano», CasertaNews.it, 05-8-1008. URL consultato in data 07-11-2008.Struttura
societaria Organigramma della società Staff attuale dell'area amministrativaPresidente: Massimo
Moratti.Vicepresidenti: Angelomario Moratti, Rinaldo Ghelfi.Amministratore delegato, direttore generale e Direttore
Commerciale ad interim: Ernesto Paolillo.Comitato di gestione: Angelomario Moratti, Rinaldo Ghelfi, Ernesto
Paolillo.Consiglio di Amministrazione: Carlo d'Urso, Maurizio Fabris, Marco Gastel, Rinaldo Ghelfi, Tommaso
Giulini, Luigi Amato Molinari, Angelo Moratti, Angelomario Moratti, Giovanni Moratti, Massimo Moratti, Natalino
Curzola Moratti, Ernesto Paolillo, Pier Francesco Saviotti, Accursio Scorza, Marco Tronchetti Provera.Collegio
sindacale. Sindaci Effettivi: Giovanni Luigi Camera, Fabrizio Colombo, Alberto Usuelli, Franco Buccarella, Paolo
Andrea Colombo.Vicedirettore generale: Stefano Filucchi.Segretaria di Presidenza: Monica Volpi.Segretario
170
Football Club Internazionale Milano
Generale e Responsabile Risorse Umane : Luciano Cucchia.Direttore Personale e Responsabile Servizi Operativi :
Angelo Paolillo.Direttore Area Tecnica: Marco Branca.Consulente di Mercato e Addetto Rapporti 1a Squadra :
Gabriele Oriali.Direttore Amministrazione, Finanza e Controllo : Paolo Pessina.Direttore Area Stadio e Sicurezza:
Pierfrancesco Barletta.Direttore Comunicazione: Paolo Viganò.Direttore Editoriale, Canale e Rivista: Susanna
Wermelinger.Ufficio Stampa: Luigi Crippa, Claudia Maddalena, Stewart Park, Leo PicchiSponsor tecnici e ufficiali
Gli sponsor dell'Inter: Sponsor. inter.it. URL consultato il 7-10-2009. Cronologia degli Sponsor sulla maglia.
interfc.it. URL consultato il 7-10-2009.Cronologia degli sponsor ufficiali 1981-1982: Inno Hit 1982-1991: Misura
1991-1992: FitGar 1992-1995: Fiorucci 1995-oggi: PirelliNella stagione 2005-06 per ragioni commerciali il logo
dello sponsor Pirelli è stato sostituito in alcune partite da altre diciture, come "Pirelli Gomme" in Lingua
cinesecinese e "Pirellifilm.com". La particolare dicitura in cinese è stata poi riproposta anche nella stagione
2006-07.Cronologia degli sponsor tecnici dal 1978-79 al 1980-81: Puma (azienda)Puma dal 1981-83 al 1985-86:
Mac Sport dal 1986-87 al 1987-88: Le Coq Sportif dal 1988-89 al 1990-91: Uhlsport dal 1991-92 al 1997-98: Umbro
(azienda)Umbro dal 1998 a oggi: Nike Inc.NikeBilancio Negli 11 bilanci dal 1995-96 al 2005-06 l'Inter ha
accumulato 661 milioni di perdite nette e ha ricevuto dai soci 476,6 milioni, di cui circa 400 milioni di euro versati
dal presidente Massimo Moratti. L'Inter dei record scala la classifica dei ricavi. Ilsole24Ore.it, 24-7-2007. URL
consultato il 8-10-2009. Il bilancio 2006-07 si è chiuso con una perdita di 206 milioni di euro, che ha spinto il
presidente Moratti a effettuare un versamento di 105 milioni di euro a copertura parziale delle perdite. «Inter pecora
nera dell'Azienda calcio con un rosso di 206 milioni», repubblica.it, 28-12-2007. URL consultato in data 8-10-2009.
Il bilancio 2007-08 si è chiuso con una perdita di 148 milioni di euro: Moratti ha dovuto versare ulteriori 68 milioni
di euro. Un versamento di altri 85 milioni di euro è previsto per il 2009. «Inter, nel 2008 rosso da 148 milioni»,
repubblica.it, 20-11-2008. URL consultato in data 8-10-2009.A luglio 2009 un'inchiesta de Il Sole 24 Ore sui bilanci
2007-08 dei club di Serie A ha evidenziato come l'Inter sia l'unica società insieme al Bari ad avere un patrimonio
netto negativo (-12 milioni di euro per l'Inter e -0,4 per il Bari). A tal proposito i revisori hanno ribadito che il
bilancio è stato redatto per garantire la continuità aziendale in base all'impegno del socio di riferimento Moratti a
sostenere economicamente e finanziariamente anche per il futuro la società. «Sulla serie A una zavorra di due
miliardi di debiti», Ilsole24ore.it, 2-7-2009. URL consultato in data 8-10-2009.Complessivamente i 13 anni di
gestione Moratti hanno generato una perdita di circa 1 miliardo di euro, di cui circa 570 milioni coperti dal
presidente, mentre ammontano a 418 milioni di euro i debiti a fine bilancio 2007-08. A gennaio 2008 l'Inter, insieme
al Milan, è stata prosciolta dall'indagine sui presunti falsi in bilancio per le plusvalenze relative al periodo 2003-04.
La decisione è stata presa dal Gup per le indagini preliminari di Milano in quanto "il fatto non costituisce più reato",
in seguito alla modifica della legge sul falso in bilancio. «Falso in bilancio: prosciolti Inter e Milan», gazzetta.it,
31-01-2008. URL consultato in data 8-10-2009. Mentre il processo penale non è andato avanti in quanto "il fatto non
costituisce più reato", il processo sportivo si è chiuso con una sanzione di 90 mila euro a carico di Inter e Milan, di
60 mila euro all'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani e di 10 mila euro al direttore tecnico dell'Inter
Gabriele Oriali. Tutti gli imputati del processo sportivo hanno chiesto il patteggiamento ai sensi dell'art. 23 del
Codice di Giustizia Sportiva. Comunicato stampa. figc.it, 12-6-2008. URL consultato il 8-10-2009.L'Inter era già
stata condannata dalla Commissione disciplinare al pagamento di 2 miliardi di lire nel 2001 per il cosiddetto
scandalo passaporti. In tale circostanza il dirigente dell'Inter Gabriele Oriali era stato condannato ad un anno di
squalifica, mentre l'amministratore delegato Rinaldo Ghelfi era stato assolto, scongiurando in tal modo la
responsabilità diretta dell'Inter e quindi le penalizzazioni in classifica. I fatti fanno riferimento al calciatore Álvaro
Recoba, al quale Gabriele Oriali aveva fornito, con la complicità di un'organizzazione criminale internazionale, una
patente falsa fatta rubare alla Motorizzazione Civile di Latina al fine di farlo passare per cittadino comunitario,
aggirando le norme sul tesseramento di cittadini extracomunitari. Anche nel processo penale Oriali fu condannato a 6
mesi di reclusione con la condizionale per i reati di ricettazione e concorso in falso. «Passaporti: tutti condannati
tranne la Lazio», corriere.it, 27-6-2001. URL consultato in data 8-10-2009. «Passaporti falsi, il calcio nella bufera»,
corriere.it, 3-2-2001. URL consultato in data 8-10-2009.La polisportiva Inter Per un breve periodo, durante gli anni
1920anni venti, l'Inter fu una società polisportiva, con squadre iscritte ai campionati nazionali di calcio, basket e
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Football Club Internazionale Milano
rugby a 15: nel 1928, con la fusione con l'Unione Sportiva Milanese che avrebbe dato vita all'Società Sportiva
AmbrosianaAmbrosiana, oltre alle maglie con la croce arrivò anche la sezione di rugby, che venne anch'essa
battezzata Ambrosiana Milano. Amatori Rugby Milano - La nostra storia Nel Campionato italiano di rugby XV
1928-19291929 e nel Campionato italiano di rugby XV 1929-19301930 la squadra vinse i primi due campionato
italiano di rugbycampionati nazionali. Nello stesso 1930, però, la società polisportiva fu sciolta e l'Ambrosiana
Rugby cambiò nome in Amatori Rugby Milano, divenendo autonoma, anche se conservò, della prima, l'intera
struttura societaria e il parco giocatori, oltre che i diritti e i titoli sportivi, tra cui i 2 scudetti vinti. Un'Internazionale
MilanoInternazionale di basket partecipò alle primissime edizioni del Lega Basket Serie Acampionato di basket,
vincendo l'Campionato italiano maschile di pallacanestro 1923edizione del 1923. Nel 1950 l'Inter tornò una
polisportiva, cooptando nelle sue fila il più glorioso club italiano di hockey su ghiaccio, l'Hockey Club Milano, che
divenne l'H.C. Milano-Inter. Hockey-time.net La squadra si laureò Campionato italiano di hockey su
ghiacciocampione d'Italia nel Campionato italiano di hockey su ghiaccio 1949-501950, Campionato italiano di
hockey su ghiaccio 1950-511951, Campionato italiano di hockey su ghiaccio 1951-521952 e Campionato italiano di
hockey su ghiaccio 1953-541954 e vinse la Coppa Spengler, il più antico torneo europeo per squadre di club, nel
1953 e 1954, prima di sparire nel 1956 per problemi economici e fondersi con l'altra squadra di Milano, i Hockey
Club Diavoli Rossoneri MilanoDiavoli Rossoneri. Bibliografia Libri Gino Bacci, Moratti vita da Inter, Armenia,
2003. ISBN 88-8113-241-9Giuseppe Baiocchi (a cura di), Giuseppe Prisco - Pazzo per l'Inter, Milano, Baldini &
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2003. ISBN 88-86906-55-2Bruno Bartolozzi, La mas digna. L'Inter, il Subcomandante Marcos e i misteri del 5
maggio, Baldini&Castoldi Dalai, 2006. ISBN 88-8490-962-7Bruno Bernardi (introduzione di Sandro Mazzola), Inter
bella e misteriosa, Torino, Graphot Editrice, 2005. ISBN 88-89509-10-4Bruno Bernardi (prefazione di Peppino
Prisco), Inter. Una leggenda, Torino, Graphot Editrice, 1997. ISBN 88-86906-09-9Gianni Brera (prefazione di
Gianni Riotta), Herrera e Moratti, Arezzo, Limina, 1997. ISBN 88-86713-21-5Pietro Cabras (prefazione di
Gianfelice Facchetti), Facchetti. Calciatore e gentiluomo, Milano, Piemme, 2008. ISBN 88-384-8868-1Fabrizio
Calzia, Quelli che la Beneamata, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2003. ISBN 88-87923-75-2Fabrizio Calzia e
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calcio 2005, Panini Group "Calciatori - La raccolta completa degli album Panini", Rcs MediaGroupRCS: La
Gazzetta dello Sport Videografia Documentario La Grande Storia dell'Inter, Rai Trade, Corriere della Sera, Gazzetta
dello Sport, 2005, EAN 8032807021638.Voci correlate Il calcio in ItaliaCampionato di calcio italianoCoppa
ItaliaUEFA Champions LeagueChampions LeagueCoppa UEFASupercoppa italiana di calcioSupercoppa
italianaAlbo d'oro del campionato italiano di calcioSocietà Sportiva AmbrosianaFIFA 100G-14Lista dei migliori
club del XX secolo FIFASquadre del XX secolo FIFAEuropean Club AssociationSquadra di calcio#Club più ricchi a
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societarioJuve, storia di un grande amorePaolo Belli Dati societari Città: TorinoNazionePaese:
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Serie AFondazione: 1897 Presidente: Bandiera dell'Italia Giovanni Cobolli Gigli Allenatore: Bandiera dell'Italia Ciro
Ferrara Stadio: Stadio Olimpico (Torino)Stadio Olimpico di Torino(27.994 posti) Sito web: www.juventus.com
Palmarès Campionato italiano di calcioScudetti: 27 Trofei nazionali: 9 Coppa ItaliaCoppe Italia4 Supercoppa italiana
di calcioSupercoppe italianeTrofei internazionali: 2 UEFA Champions LeagueCoppe dei Campioni1 Coppa delle
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Juventus_Football_Club_2009-2010Stagione in corsoSi invita a seguire lo schema del Progetto Calcio« […] Perché
la Juventus, dopo già un secolo di storia, è diventata una leggenda. Una leggenda che esalta il cielo di Torino e che
ha finito per conquistare nove, dieci milioni di tifosi in Italia e, certo, altrettanti all'estero con un nome, una maglia di
colori conosciuti in tutto il mondo »(Gianni AgnelliGiovanni Agnelli, Grande Storia della Juventus, 2007Grande
Storia della Juventus, 2007, cit.)La Juventus Football Club S.p.A. (dal Lingua latinalat. iuventus, gioventùIl nome
“Juventus” è una licenza letterale in lingua piemontesepiemontese del sostantivo Lingua latinalatino iuventus. Cfr.
Casimiro Zalli, Dizionario piemontese-italiano, latino e francese (vol. 1), edizione seconda e di nuovi vocaboli
arricchita, Carmagnola, Tipografia di Pietro Barbiè 1830, pag. 403), nota anche come Juventus o, più
semplicemente, Juve, è una Squadra di calciosocietà Calcio (sport)calcistica italiana Società per azioniper azioni con
sede a Torino. Fondata nel 1897 come Sport Club Juventus da un gruppo di studenti liceali torinesiJuventus - Storia,
#CITEREFJuventus - Storiaop. cit., ha sempre militato nella Evoluzione del campionato italiano di calcio#I livello Serie Amassima categoria del campionato italiano di calcio (dal 1929 denominata Serie A) sin dalla sua fondazione,
eccezion fatta per la stagione Serie B 2006-20072006-07; insieme all'Football Club Internazionale
MilanoInternazionale è l'unica squadra del Paese a non essere mai retrocessa sul campo.La Juventus è uno dei due
club che rappresentano nel calcio professionistico il capoluogo piemontese, l'altro essendo il Torino Football Club
1906Torino, formatosi nel 1906 anche a opera di soci dissidenti della formazione bianconera. Le origini della
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Juventus Football Club
Juventus non sono ben attestate, in ragione del fatto che al termine del XIX secolo lo sport in Italia non era talmente
diffuso da giustificarne l'interesse da parte della stampa. L'unico documento scritto con caratteristiche di "ufficialità"
attestante con sufficiente certezza la nascita della Juventus fu redatto da uno dei suoi fondatori, Enrico Canfari, e
pubblicato sulla Hurrà Juventusrivista istituzionale del club sul finire del 1915. Terzo club calcistico italiano per
Elenco di squadre di calcio italiane per fondazioneanzianità tra quelli tuttora attivi - dopo Genoa Cricket and
Football ClubGenoa (1893) e Udinese CalcioUdinese (1896)Sono tuttora attive in Italia sei società sportive fondate
prima del 1897 ma le cui sezioni calcistiche sono nate dopo la fondazione della Juventus oppure, anche qualora nate
prima, non sono più esistenti. Esse sono la Reale Società Ginnastica Torino (calcio)Ginnastica Torino (fondata nel
1844, sezione calcio esistita dal 1897 al 1902); l'Internazionale Torino (1891-1899), la Ginnastica Sampierdarenese
di Genova (fondata nel 1891, sezione calcio nata nel 1911, nel 1946 confluita nella Unione Calcio
SampdoriaSampdoria), la Unione Sportiva Pro Vercelli CalcioPro Vercelli (nata come società di ginnastica nel 1892
e calcistica nel 1903), il Football Club Torinese (nato nel 1894 e confluito nel 1906 nel Torino Football Club
1906Torino) e infine l'Società Ginnastica Andrea DoriaAndrea Doria, genovese (fondato come club di ginnastica nel
1895, e la cui sezione calcistica, nata nel 1900, fu un'altra delle squadre che diede origine alla citata Sampdoria). - la
Juventus, vincitrice del suo primo campionato nel 1905, vanta 27 titoli di Serie Acampione d'Italia (record
nazionale), 9 Coppa ItaliaCoppe Italia (anch'esso record nazionale, condiviso con la Associazione Sportiva
RomaRoma) e 4 Supercoppa Italiana di calcioSupercoppe d'Italia, per un totale di 40 vittorie in competizioni
nazionali, cui vanno sommate 11 vittorie in tornei internazionali, tra le quali due titoli di campione d'Europa (Coppa
dei Campioni 1984-1985 (calcio)1985 e UEFA Champions League 1995-19961996) e due di campione del mondo
per club (idem) Calcio Europa: Juventus FC. URL consultato il 26-09-2008., che ne fanno complessivamente il club
italiano con il maggior numero di titoli ufficiali vinti, 51(Lingua ingleseEN) «Juventus building bridges in Serie B».
fifa.com, 20-11-2006. URL consultato in data 26/9/2008.; limitatamente ai Statistiche dei trofei internazionali di
calcio#Classifica dei club più titolati nelle coppe internazionalititoli internazionali, inoltre, è il secondo club italiano
per vittorie dopo il Associazione Calcio MilanMilan (18), il terzo in Europa insieme al Liverpool Football
ClubLiverpool e dietro del citato Milan e il Real Madrid Club de FútbolReal Madrid (15) nonché il sesto nel mondo
ex æquo con il citato Liverpool e il São Paulo Futebol ClubeSan Paolo e alle spalle, oltre ai già nominati, di Club
Atlético Boca JuniorsBoca Juniors (18), Club Atlético IndependienteIndependiente (15) e gli egittoegiziani
dell'Al-Ahly Sporting ClubAl-Ahly (14).Vincitrice del suo primo trofeo internazionale ufficiale nel Coppa UEFA
1976-19771977 (Coppa UEFA, nella circostanza vinta per la prima volta da un club italiano e Europa
meridionalesudeuropeo) Storia della Coppa UEFA. uefa.com. URL consultato il 26-09-2008., nel 1987 la Juventus
fu insignita della Targa UEFA come prima squadra ad avere vinto tutte e tre le maggiori competizioni europee
dell'epoca, la Coppa dei Campioni (oggi UEFA Champions LeagueChampions League), la Coppa delle Coppe
(soppressa dal 1999) e la Coppa UEFA «Tutto iniziò con un po' di poesia». La Gazzetta dello Sport, 24-5-1997. URL
consultato in data 26/9/2008., traguardo in seguito eguagliato solo dall'AFC AjaxAjax nel 1992 e dal Fußball-Club
Bayern MünchenBayern Monaco nel 1996. Con la vittoria nella Coppa del Mondo per club FIFACoppa
Intercontinentale 1985, infine, la Juventus divenne il primo - e rimane tuttora l'unico - club al mondo ad avere
conquistato almeno una volta tutti i titoli ufficiali a livello internazionale. Secondo l'IFFHSIstituto Internazionale di
Storia e Statistica del Calcio, organizzazione riconosciuta dalla FIFA, la Juventus è il IFFHS#In Europa .28top
10.29miglior club italiano del XX secolo e il secondo a livello Europaeuropeo durante il periodo XX
secolo1901-2000(Lingua ingleseEN) Europe's Club of the Century. International Federation of Football History &
Statistics, 10-9-2009. URL consultato il 14-09-2009.. In base a quanto emerge da un sondaggio della società Demos
(agosto 2008), la Juventus risulta essere la squadra con il più alto numero di sostenitori in Italia, avendo riscosso la
preferenza del 32,5% del campione(Portable Document FormatPDF) «Sondaggio Demos per la Repubblica. Una
nazione di tifosi». Demos & Pi, 30-8-2008, pag. 5; 10. URL consultato in data 30/5/2009., a fronte di un 14% di
sostenitori dell'Football Club Internazionale MilanoInternazionale e del 13,6% del Associazione Calcio MilanMilan,
rispettivamente seconda e terza nella graduatoria di preferenze. Da un'indagine del 2002 risulta che, analogamente a
quelli dell'Internazionale, i sostenitori della Juventus sono distribuiti in maniera pressoché uniforme su tutto il
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Juventus Football Club
territorio nazionale. In 12 regioni su 20 la Juventus è il club con il più grosso seguito di sostenitori. Nelle altre 8, in 7
di esse è il secondo club per seguito, e in una, la Liguria, è il terzo club dopo Genoa Cricket and Football ClubGenoa
e Unione Calcio SampdoriaSampdoriaDai dati elaborati da Carat Sport su indagine AC Nielsen del dicembre 2002,
le regioni in cui la Juventus è il club più sostenuto sono, oltre al Piemonte, il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia,
l'Emilia-Romagna, il Trentino-Alto Adige, la Toscana, l'Abruzzo, il Molise, la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la
Sicilia.. A livello internazionale, inoltre, la società dichiara di vantare un seguito di circa 170 milioni di sostenitori,
di cui circa 43 in Europa e 100 in Asia in base a un rapporto della società tedesca di indagini sul mercato sportivo
Sport+Markt AG dell'agosto 2005, citato nel prospetto informativo che la Juventus presentò nel 2007 alla Consob in
occasione dell'Offerta pubblica di venditaOPV agli azionisti di circa 90 milioni di titoli della società(Portable
Document FormatPDF) Prospetto informativo OPV 24 maggio 2007. URL consultato il 05-03-2009.Juventus Obiettivi, #CITEREFJuventus - Obiettiviop. cit.. Secondo un rapporto della stessa società del 2008, la Juventus
potrebbe altresì contare su un bacino potenziale di circa 17,7 milioni di sostenitori in Europa(Lingua ingleseEN)
Alex Duff. «Barcelona Tops Real Madrid as Europe's Favourite Soccer Club». Sport+Markt AG, 27-2-2008. URL
consultato in data 05-03-2009. e di 9,6 milioni di simpatizzanti in america meridionaleSudamerica(Portable
Document FormatPDF) (Lingua ingleseEN) «Man United chasing Spanish top clubs». Sport+Markt AG, 11-2-2009.
URL consultato in data 05-03-2009.. Legata fin dagli Anni 1920anni venti alla Agnelli (famiglia)famiglia Agnelli, la
Juventus è anche uno dei membri fondatori dell'European Club AssociationECA - Associazione dei Club Europei,
organizzazione internazionale che ha preso il posto del soppresso G-14, e composta dai principali club calcistici
riuniti in consorzio al fine di ottenere una tutela comune dei diritti sportivi, legali e televisivi di fronte alla FIFA.
Attualmente il centro di allenamento delle squadre di ogni categoria del club è lo Juventus Center di Vinovo, località
poco distante da TorinoJuventus - Vinovo, #CITEREFJuventus - Vinovoop. cit.. Cenni storici I fondatori-giocatori
juventini con la prima maglia societaria nel 1898 Il 1º novembre 1897 vide la luce a Torino lo Sport Club Juventus
per iniziativa di un gruppo di studenti del liceo classico “Liceo classico Massimo d'AzeglioMassimo d'Azeglio”, usi
ritrovarsi in corso Re Umberto su una panchina oggi custodita nell'attuale sede del club Liceo Classico Massimo
D'Azeglio: La nostra storia. URL consultato il 26-09-2008.; la Colori e simboli della Juventus Football
Club#L'origineprima maglia della squadra fu rosa, con cravatta o papillon nero. Nel 1903 divenne
bianconera(Lingua ingleseEN) «The Old Lady Climbs to the Top of the World». fifa.com, 15-12-2006. URL
consultato in data 26/9/2008.. Nel 1900, con il nome di Foot-Ball Club JuventusMagica Juventus, #CITEREFMagica
Juventusop. cit., la società si iscrisse al suo Campionato italiano di calcio 1900primo campionato nazionale, ma fu
eliminata dal Football Club TorineseFoot-Ball Club Torinese F.C. Torinese v F.C. Juventus (11 marzo 1900). URL
consultato il 26-09-2008.. Il Prima Categoria 1905primo titolo nazionale arrivò nel 1905, all'epoca in cui la squadra
giocava allo Stadio Stadio Motovelodromo Umberto IVelodromo Umberto I. Nel 1906 il presidente della società, lo
svizzerasvizzero Alfred Dick, a seguito di accese discussioni di spogliatoio lasciò la Juventus e si unì, assieme a un
gruppo di soci dissidenti, al Football Club Torinese dando vita al Foot-Ball Club Torino Torino FC: La
fondazione. URL consultato il 26-09-2008., segnando così l'origine della Derby di Torinopiù antica rivalità del
calcio italiano e l'inizio di una serie di problemi finanziari e sportivi che condussero la squadra bianconera alle soglie
della retrocessione in Promozione 1912-1913Promozione nel Prima Categoria 1912-19131913Nel campionato
italiano 1912-13, il primo a prevedere la Promozione 1912-1913#I problemi del calcio minore e la nascita della
"Promozione"retrocessione, la Juventus si classificò all'ultimo posto del girone piemontese con 3 punti in 10
giornate. Le altre squadre del c.d. Torneo Maggiore piazzatesi ultime e destinate alla retrocessione furono l'Unione
Sportiva Internazionale NapoliInternazionale Napoli, zero punti nel girone meridionale; l'Società Sportiva Alba
RomaAlba Roma, anch'essa a zero punti, nel girone laziolaziale; il Pisa CalcioPisa, 4 punti nel girone
toscanatoscano; il Racing Libertas ClubRacing Libertas, 1 punto nel girone lombardialombardo-ligurialigure; il
Modena Football ClubModena, 1 punto nel girone veneto-Emilia-Romagnaemiliano. A seguito delle proteste di tutti
i club citati, Juventus compresa, la Federazione Italiana Giuoco CalcioFIGC, nel corso dell'assemblea di
preparazione del campionato successivo, decise la riforma dei tornei, allargando il numero delle partecipanti e,
quindi, ripescando tutte le retrocesse. Fu stabilito di scorporare la Liguria dal girone lombardo-ligure per accorparla
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Juventus Football Club
a quello piemontese; a seguito della saturazione del nuovo girone così sorto, il Novara CalcioNovara, penultimo nel
campionato precedente, fu trasferito al girone lombardo; la Juventus seguì le vicende della sua corregionale, ma in
sostituzione di una neo-promossa lombarda, il Brescia CalcioBrescia, a sua volta spostato nel girone veneto. Per
ulteriori informazioni sull'origine del sistema di retrocessione e promozione nel calcio italiano, cfr. anche Davide
Rota e Silvio Brognara, Football dal 1902 - la storia della Biellese, ed. Il Biellese, Biella 1996.. Dopo la Prima
guerra mondialeGrande Guerra la Juventus, risollevatasi con la presidenza di Giuseppe Hess e Corrado Corradini,
riuscì a migliorare il suo piazzamento in campionato e a fornire alcuni giocatori, tra cui il portiere (calcio)portiere
Giovanni Giacone(Lingua ingleseEN) Maurizio Mariani. «Italy - International Matches 1920-1929». The Record
Sport Soccer Statistics Foundation, 18-12-2001. URL consultato in data 26/9/2008., alla Nazionale di calcio
dell'ItaliaNazionale. Edoardo Agnelli (1892-1935)Edoardo Agnelli, presidente della Juventus dal 1923 al 1935 Il
proprietario della FIAT Edoardo Agnelli (1892-1935)Edoardo Agnelli assunse il controllo della società nel 1923;
nello stesso anno fece costruire un nuovo Stadio di Corso Marsigliastadio, in Corso Marsiglia, primo impianto
sportivo italiano realizzato interamente in Calcestruzzo armatocemento armato. Con l'arrivo del primo allenatore
professionista, l'Ungheriaungherese Jenő Károly, giunse anche la vittoria del secondo tricolore nella stagione Prima
Divisione 1925-19261925-26. Il primo grande ciclo vincente della Juventus, grazie all'apporto di elementi come
Giovanni Ferrari, Raimundo Orsi, Luis Monti e il celebre trio difensivo Gianpiero CombiCombi-Virginio
RosettaRosetta-Umberto CaligarisCaligaris 1934 Italia: Tre scuole a confronto (capitolo quattro). URL consultato il
26-09-2008., giunse tra il Serie A 1930-19311930-31 e il Serie A 1934-19351934-35, epoca dei Quinquennio
d'orocinque scudetti consecutivi (primato nazionale), uniti al raggiungimento delle semifinali di Coppa dell'Europa
Centrale per quattro anni consecutivi. Allenatore della squadra in quattro delle cinque vittoriose stagioni fu Carlo
Carcano(Lingua ingleseEN) Roberto Di Maggio. «Italy - Coaches of Championship Teams». The Record Sport
Soccer Statistics Foundation, 6-6-2008. URL consultato in data 26/9/2008., uno dei precursori del Metodo
(calcio)Metodo; molti giocatori di quella Juventus formarono il nucleo della Nazionale italiana che si aggiudicò le
vittorie nella Coppa Internazionale, progenitrice dell'attuale campionato europeo di calciocampionato
d'EuropaTorneo per squadre nazionali conosciuto anche come Coppa Antonin Švehla, dopo la seconda guerra
mondiale fu ribattezzato Coppa Dr. Gerö. e, soprattutto, nel Campionato mondiale di calcio 1934campionato del
mondo 1934 (cui la Juventus contribuì con La Juventus F.C. e la Nazionale italiana di calcio#Lista di convocati
juventini nella Nazionale italiana di calcio9 giocatori(Lingua ingleseEN) Maurizio Mariani. «Italy - International
Matches 1930-1939». The Record Sport Soccer Statistics Foundation, 18-12-2001. URL consultato in data
26/9/2008.).La prematura morte di Edoardo Agnelli (1892-1935)Edoardo Agnelli, avvenuta nel 1935, coincise con la
fine del c.d. Quinquennio d'oro. Per il resto degli anni 1930anni trenta e quasi tutti i anni 1940quaranta la squadra
bianconera non riuscì più a riconquistare lo scudetto, che giunse solo in fine di decennio, nel Serie A
1949-19501949-50. Tra il 1943 e il 1945 la società, che già aveva dovuto rinunciare alla ragione sociale Foot-Ball
Club a seguito dell'Italianizzazione (fascismo)italianizzazione imposta dal fascismo, assunse il nome di
Juventus-Cisitalia, in abbinamento con la Casa automobilistica omonima, la Cisitalia appunto, il cui proprietario era
Pietro Dusio, all'epoca presidente del club bianconeroDurante, #CITEREFDuranteop. cit. (laddove, singolarmente, il
marchio FIAT, di proprietà della famiglia Agnelli (famiglia)Agnelli, fu abbinato al Torino Football
ClubTorino).Omar SivoriSivori, John CharlesCharles e Giampiero BonipertiBoniperti, il tridente d'attacco della
Juventus di fine anni 1950anni cinquanta, anche detto il Trio Magico Alla fine della seconda guerra mondialeguerra
la società torinese mutò la denominazione in Juventus Football Club. Sotto la presidenza di Gianni Agnelli e, in
seguito, di suo fratello Umberto AgnelliUmberto, la Juventus conobbe un secondo ciclo di vittorie, grazie anche
all'arrivo di elementi come l'argentinaargentino Omar Sivori e il gallese John Charles che, insieme al talento
casalingo, e capitano della squadra, Giampiero Boniperti, formarono quello che la stampa non tardò a denominare
Trio Magico «Campioni del passato: gli attaccanti». URL consultato in data 26-09-2008.(Lingua spagnolaES) Marco
Ruiz. «Vi a Del Piero con 18 años y lo contraté en 24 horas». AS (quotidiano)AS, 5-11-2008. URL consultato in data
6/11/2008.: tre scudetti tra il 1958 e il 1961, il primo dei quali, il 10º, quello che le valse il diritto a poter esporre
sulle maglie la Stella (calcio)stella «50 anni fa nasceva una stella». juventus.com, 5-5-2008. URL consultato in data
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Juventus Football Club
26/9/2008.. Omar Sivori divenne nel 1961 il primo calciatore proveniente dalla Serie A a vincere il Pallone d'oro. A
tale ciclo fece seguito un decennio scarso di vittorie, con la sola eccezione del titolo Serie A 1966-19671966-67,
vinto superando all'ultima giornata l'Football Club Internazionale MilanoInternazionale sconfitta sul campo del
Associazione Calcio MantovaMantova. Festeggiamenti per il 15º scudetto allo Stadio Olimpico (Roma)Stadio
Olimpico di Roma il Serie A 1972-197320 maggio 1973 Il 13 luglio 1971 Giampiero Boniperti diventò presidente
del club e il suo primo scudetto in tale nuova veste giunse subito alla sua prima stagione, nel Serie A
1971-19721971-72, bissato da quello successivo del Serie A 1972-19731972-73: furono i primi di un nuovo ciclo,
che in quindici anni, sotto la conduzione tecnica dapprima di Carlo Parola e poi di Giovanni Trapattoni, portarono a
Torino nove scudetti (l'ultimo nel 1986), due Coppe Italia e vittorie internazionali che fecero diventare la Juventus il
club primo d'Europa a vincere tutte le competizioni dell'UEFA e, a seguire, il primo del mondo a vincere tutte le
competizioni ufficiali per club. In tale quindicennio fu stabilito anche il record di punti per campionati a 16 squadre
(51, contro il Football Club TorinoTorino fermo a 50, nel Serie A 1976-19771976-77) alla fine di un torneo definito
allora da La Gazzetta dello Sport «un lungo e affascinante duello» «Si è concluso il lungo e affascinante duello con i
granata». La Gazzetta dello Sport, 23-5-1977. URL consultato in data 20/2/2009. e, contemporaneamente ad esso,
anche la vittoria in Coppa UEFA 1976-1977Coppa UEFA, al termine di una durissima doppia finale disputata contro
gli spagnoli dell'Athletic ClubAthletic di Bilbao, con un organico composto esclusivamente da giocatori italiani
«Zoff il monumento». uefa.com. URL consultato in data 20/2/2009.: di essi, quelli schierati in campo nella
circostanza furono Dino ZoffZoff, Antonello CuccuredduCuccureddu, Claudio GentileGentile; Giuseppe
FurinoFurino, Francesco MoriniF. Morini, Gaetano ScireaScirea; Franco CausioCausio, Marco TardelliTardelli,
Roberto BoninsegnaBoninsegna (sostituito al 59' dell'incontro da Luciano SpinosiSpinosi), Romeo BenettiBenetti e
Roberto BettegaBettega.A macchiare la conquista del titolo di Coppa dei Campioni 1984-1985 (calcio)campione
d'Europa, conseguito a Bruxelles il 29 maggio 1985 sul Liverpool Football ClubLiverpool, vi furono gravissimi
incidenti pre-gara tra la tifoseria italiana e quella inglese, che portarono alla morte di 39 spettatori. Una formazione
della Juventus 1983-84 che vinse Serie A 1983-1984scudetto e Coppa delle Coppe 1983-1984Coppa delle Coppe Lo
scudetto vinto nel Serie A 1985-19861986 chiuse il decennio di Trapattoni: durante la sua gestione,
complessivamente 9 elementi della Juventus giocarono nella Nazionale di calcio dell'ItaliaNazionale italiana al
Campionato mondiale di calcio 1978Campionato del mondo 1978 in Argentina (dove gli Azzurri giunsero quarti) e 6
in quella che si laureò Campionato mondiale di calcio 1982campione del mondo 1982 in Spagna. Inoltre Antonio
Cabrini, Gaetano Scirea e Marco Tardelli divennero i primi giocatori al mondo ad avere vinto sia tutte le
competizioni per club cui presero parte sia la Campionato mondiale di calcio 1982Coppa FIFA. Tramontata la
generazione di calciatori che avevano costituito l'asse portante della squadra la Juventus affrontò nove anni privo di
risultati in campo nazionale, anche se giunsero una Coppa Italia 1989-1990Coppa Italia (1990) e due Coppa
UEFACoppe UEFA (Coppa UEFA 1989-19901990 e Coppa UEFA 1992-19931993(Lingua ingleseEN) James M.
Ross. «UEFA Cup 1992-93». The Record Sport Soccer Statistics Foundation, 13-11-2006. URL consultato in data
26-9-2008.). Marcello Lippi ha guidato la Juventus dal 1994 al 1999 e dal 2001 al 2004 Nel 1994 un cambio ai
vertici della società fu il preludio all'arrivo di Marcello Lippi, che corrispose all'ennesimo ciclo vincente in Italia e a
livello internazionale: in dieci stagioni, con un intervallo di un biennio di interregno di Carlo Ancelotti, che vinse la
Coppa Intertoto (ultimo trofeo internazionale vinto dal club, fino ad oggi), la Juventus vinse cinque scudetti,
raggiunse quattro finali di UEFA Champions LeagueChampions League vincendo quella del UEFA Champions
League 1995-19961996 allo Stadio Olimpico di Roma, una Coppa Intercontinentale e una Supercoppa UEFA. Nel
2004 giunse sulla panchina bianconera Fabio Capello, fino ad allora allenatore della Associazione Sportiva
RomaRoma: nei due anni di gestione del tecnico friulano la Juventus vinse due campionati consecutivi, nel Serie A
2004-20052004-05 e Serie A 2005-20062005-06, che nel computo generale del club sarebbero stati rispettivamente
il 28º e il 29º; tuttavia, a causa del caso giudiziario giornalisticamente definito Scandalo del calcio italiano del
2006Calciopoli a seguito del quale alcuni club di serie A vennero penalizzati, lo scudetto del 2005 fu revocato e non
assegnato; quanto a quello del 2006, la Juventus fu retrocessa per illeciti sportivi all'ultimo posto della classifica e
penalizzata di 17 punti (successivamente ridotti a 9 «Sconti di 8 punti a Juve e Lazio; di 4 alla Fiorentina. Milan al
178
Juventus Football Club
palo». La Gazzetta dello Sport, 27-10-2006. URL consultato in data 15/2/2009.) nel successivo torneo di serie B;
stante la contemporanea penalizzazione in punti del Associazione Calcio MilanMilan giunto secondo alle sue spalle,
il titolo fu assegnato all'Football Club Internazionale MilanoInternazionale, terza prima delle sentenze della
magistratura sportiva. Sotto la nuova dirigenza (Giovanni Cobolli Gigli, presidente, e Jean-Claude Blanc,
amministratore delegato) la Juventus, con 28 vittorie e 10 pareggi su 42 incontri (pari a 85 punti al netto delle
penalità), fu promossa in serie A un anno più tardi vincendo il campionato di serie B 2006-2007serie B con sei punti
di vantaggio sulla seconda, il Società Sportiva Calcio NapoliNapoli. Il tecnico cui fu affidata la squadra, Didier
Deschamps, si dimise prima della fine del campionato, dopo la promozione matematica: nell'estate del 2007 fu scelto
di affidare la conduzione tecnica all'allenatore romano Claudio Ranieri. Nella stagione Serie A 2007-20082007-08 la
Juventus si è classificata al terzo posto finale in campionato guadagnando così l'accesso alla successiva edizione di
UEFA Champions League 2008-2009Champions League, nella quale è giunta fino al turno di ottavi di finale. Il 18
maggio 2009 Ranieri viene esonerato e la conduzione tecnica viene affidata a Ciro Ferrara, responsabile del settore
giovanile del club «Via Ranieri, ecco Ferrara». uefa.com, 19-5-2009. URL consultato in data 14/7/2009.. Cronologia
Cronistoria della Juventus Football Club 1897 · 1º novembre, fondazione dello Sport Club Juventus. L'uniforme è
una maglia rosa con cravatta e calzoncini neri.1898 · Non prende parte al campionato nazionale. 1899 · Cambia
denominazione in Foot-Ball Club Juventus.Non prende parte al campionato nazionale. Campionato italiano di calcio
19001900 · III Campionato Federale di Prima Categoria. Non supera il Girone Eliminatorio Piemontese. Campionato
italiano di calcio 19011901 · Semifinale del Campionato Federale. Campionato italiano di calcio 19021902 · 2ª nel
Girone Eliminatorio Piemontese dopo spareggio. Campionato italiano di calcio 19031903 · Adozione dell'uniforme a
strisce bianconere e calzoncini bianchi. Finalista del Campionato Federale. Campionato italiano di calcio 19041904 ·
Finalista del Campionato Federale. Prima Categoria 19051905 · Campione d'Italia (1º titolo).Prima Categoria
19061906 · Scissione societaria e fondazione del Torino Football ClubFoot-Ball Club Torino. 2ª nel girone finale del
Campionato FederalePer delibera della FIF avendo rinunciato a disputare la finale di spareggio contro il
Associazione Calcio MilanMilan Foot-Ball Club.. Prima Categoria 19071907 · 2ª nel Girone Eliminatorio
Piemontese. Prima Categoria 19081908 · 2ª nel Girone Eliminatorio Piemontese del Campionato Italiano. Prima
Categoria 19091909 · 3ª nel Girone Eliminatorio Piemontese del Campionato Italiano. Prima Categoria
1909-19101909-10 · 3ª nel campionato a girone unico. Prima Categoria 1910-19111910-11 · 9ª nel campionato
ligure-lombardo-piemontese. Prima Categoria 1911-19121911-12 · 8ª nel campionato ligure-lombardo-piemontese.
Prima Categoria 1912-19131912-13 · 6ª nel girone eliminatorio piemontese. Ripescata per ammissione nel girone
lombardo. Prima Categoria 1913-19141913-14 · 2ª nel girone lombardo; 4ª nel girone finale del campionato del Nord
Italia. Prima Categoria 1914-19151914-15 · 2ª nel gruppo B del campionato dell'Alta Italia (girone piemontese
centrale); 2ª nel gruppo A del girone semifinale Interregionale. Coppa Federale 1915-19161915-16 · 1ª nel girone
piemontese occidentale e 2ª nel girone finale della Coppa Federale di calcioL'edizione del campionato federale Prima
Categoria 1914-1915stagione 1914-15 fu sospesa per gli eventi prima guerra mondialebellici.. 1916-1919 ·
Sospensione attività sportive per Prima guerra mondialecause belliche. Prima Categoria 1919-19201919-20 · 1ª nel
gruppo A piemontese; 1ª nel girone B delle semifinali interregionali e 2ª nel girone finale del campionato del Nord
Italia. Prima Categoria 1920-19211920-21 · 4ª nel gruppo A del girone eliminatorio piemontese. Prima Divisione
1921-19221921-22 · 6ª nel girone A di Prima Divisione Confederazione Calcistica ItalianaC.C.I.. Prima Divisione
1922-19231922-23 · 5ª nel girone B di Prima Divisione. 1923 · 23 luglio. Ingresso della famiglia Agnelli nella
società. Prima Divisione 1923-19241923-24 · 5ª nel girone A di Prima DivisionePer quoziente-retiquoziente reti..
Prima Divisione 1924-19251924-25 · 3ª nel girone B di Prima Divisione. Prima Divisione 1925-19261925-26 ·
Campione d'Italia (2º titolo).Divisione Nazionale 1926-19271926-27 · 3ª nel girone finale di Divisione Nazionale. 4º
turno eliminatorio di Coppa ItaliaTorneo successivamente interrotto per decisione della Federazione Italiana Giuoco
CalcioFIGC per mancanza di date disponibili per lo svolgimento degli incontri.. Divisione Nazionale
1927-19281927-28 · 3ª nel girone finale di Divisione Nazionale. Divisione Nazionale 1928-19291928-29 · 2ª nel
girone B di Divisione NazionaleLe prime 9 classificate dei due gironi di Divisione Nazionale 1928-1929Div. Naz.
1928-29 andarono a formare la Serie A 1929-1930serie A 1929-30; le squadre dal 10º posto a scendere formarono il
179
Juventus Football Club
campionato di Serie B 1929-1930serie B.. Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale. 1929 · Istituzione del
campionato a girone unico. Serie A 1929-19301929-30 · 3ª in Serie A. Serie A 1930-19311930-31 · Campione
d'Italia (3º titolo)Quarti di finale di Coppa dell'Europa Centrale. Serie A 1931-19321931-32 · Campione d'Italia (4º
titolo).Semifinalista di Coppa dell'Europa CentraleA causa di illeciti compiuti da alcuni giocatori della squadra
cecoslovacchiacecoslovacca dello SK Slavia PrahaSlavia Praga, avversario della Juventus in semifinale, l'incontro fu
annullato ed entrambe le squadre furono escluse dalla competizione. Il comitato organizzatore assegnò la vittoria
finale al Bologna Football Club 1909Bologna.. Serie A 1932-19331932-33 · Campione d'Italia (5º
titolo).Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale. Serie A 1933-19341933-34 · Campione d'Italia (6º
titolo).Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale. Serie A 1934-19351934-35 · Campione d'Italia (7º
titolo).Semifinalista di Coppa dell'Europa Centrale. Serie A 1935-19361935-36 · 5ª in Serie A. Quarti di finale di
Coppa Italia. 1936 • Italianizzazione (fascismo)#Le lingue straniere e lo sportItalianizzazione del nome in Juventus
con perdita di Foot-ball Club.Serie A 1936-19371936-37 · 5ª in Serie A. Ottavi di finale di Coppa Italia. Serie A
1937-19381937-38 · 2ª in Serie A. Vincitrice della Coppa Italia (1º titolo).Semifinalista di Coppa dell'Europa
Centrale. Serie A 1938-19391938-39 · 8ª in Serie A. Ottavi di finale di Coppa Italia. Serie A 1939-19401939-40 · 3ª
in Serie A. Semifinalista di Coppa Italia. Serie A 1940-19411940-41 · 5ª in Serie A. Ottavi di finale di Coppa Italia.
Serie A 1941-19421941-42 · 6ª in Serie A. Vincitrice della Coppa Italia (2º titolo).1943 · Assume la denominazione
societaria di Juventus-Cisitalia.Serie A 1942-19431942-43 · 3ª in Serie A. Ottavi di finale di Coppa Italia. 1943-1945
· Sospensione attività sportive per seconda guerra mondialecause belliche. Campionato Alta Italia 19441944 · 2ª nel
girone eliminatorio Ligure-Piemontese e 2ª nel Girone Ligure-Lombardo-Piemontese delle semifinali del
Campionato di Guerra.1945 · Assume il nome di Juventus Football Club.Divisione Nazionale 1945-19461945-46 · 2ª
nel girone finale della Divisione Nazionale. Serie A 1946-19471946-47 · 2ª in Serie A. Serie A 1947-19481947-48 ·
3ª in Serie A. Serie A 1948-19491948-49 · 4ª in Serie A. Serie A 1949-19501949-50 · Campione d'Italia (8º
titolo)Serie A 1950-19511950-51 · 3ª in Serie A. Finalista di Coppa del Mondo per club FIFA#Il caso
PalmeirasCoppa Rio(Lingua ingleseEN) Paulo Martins. «Copa Rio de Janeiro 1951». The Record Sport Soccer
Statistics Foundation, 3-1-2008. URL consultato in data 26/9/2008.. Serie A 1951-19521951-52 · Campione d'Italia
(9º titolo).3ª in Coppa Latina 1952. Serie A 1952-19531952-53 · 2ª in Serie A. Serie A 1953-19541953-54 · 2ª in
Serie A. Serie A 1954-19551954-55 · 7ª in Serie A. Serie A 1955-19561955-56 · 12ª in Serie A. Serie A
1956-19571956-57 · 9ª in Serie A. Serie A 1957-19581957-58 · Campione d'Italia (10º titolo).Semifinalista di
Coppa Italia. Serie A 1958-19591958-59 · 3ª in Serie A. Vincitrice della Coppa Italia (3º titolo).Sedicesimi di finale
di Coppa dei Campioni. Serie A 1959-19601959-60 · Campione d'Italia (11º titolo). Vincitrice della Coppa Italia (4º
titolo).Serie A 1960-19611960-61 · Campione d'Italia (12º titolo).Semifinalista di Coppa Italia. Sedicesimi di finale
di Coppa dei Campioni. Serie A 1961-19621961-62 · 12ª in Serie A. Semifinalista in Coppa Italia. Quarti di finale di
Coppa dei Campioni. Serie A 1962-19631962-63 · 2ª in Serie A. Quarti di finale di Coppa Italia. Serie A
1963-19641963-64 · 5ª in Serie A. Semifinalista di Coppa Italia. Quarti di finale di Coppa delle Fiere. Serie A
1964-19651964-65 · 4ª in Serie A. Vincitrice della Coppa Italia (5º titolo).Finalista di Coppa delle Fiere. Serie A
1965-19661965-66 · 5ª in Serie A. Semifinalista di Coppa Italia. Sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe. Serie A
1966-19671966-67 · Campione d'Italia (13º titolo).Semifinalista di Coppa Italia. Quarti di finale di Coppa delle
Fiere. 1967 · 27 giugno, la Juventus Football Club diventa società per azioni. Serie A 1967-19681967-68 · 3ª in Serie
A. 1º turno di Coppa Italia. Semifinalista di Coppa dei Campioni. Serie A 1968-19691968-69 · 5ª in Serie A. Quarti
di finale di Coppa Italia. Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere. Serie A 1969-19701969-70 · 3ª in Serie A. Quarti
di finale di Coppa Italia. Sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere. Serie A 1970-19711970-71 · 4ª in Serie A. 1º
turno di Coppa Italia. Finalista di Coppa delle Fiere. Serie A 1971-19721971-72 · Campione d'Italia (14º
titolo).Girone di semifinale di Coppa Italia Quarti di finale di Coppa UEFA. Serie A 1972-19731972-73 · Campione
d'Italia (15º titolo).Finalista di Coppa Italia. Finalista di Coppa dei Campioni. Serie A 1973-19741973-74 · 2ª in
Serie A. Girone di semifinale di Coppa Italia. Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni. Sconfitta in Coppa
IntercontinentaleLa Juventus partecipò alla Coppa Intercontinentale del 1973 contro l'Club Atlético
IndependienteIndependiente in luogo dell'AFC AjaxAjax campione d'Europa. La partita fu disputata in gara unica
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Juventus Football Club
allo stadio Olimpico di Roma il 28 novembre 1973 e fu vinta dagli argentini con un autogoal di Claudio
GentileGentile su tiro di Ricardo BochiniBochini.. Serie A 1974-19751974-75 · Campione d'Italia (16º
titolo).Girone di semifinale di Coppa Italia. Semifinalista di Coppa UEFA. Serie A 1975-19761975-76 · 2ª in Serie
A. Ottavi di finale di Coppa dei Campioni. Serie A 1976-19771976-77 · Campione d'Italia (17º titolo). Vincitrice
della Coppa UEFA (1º titolo).Girone di semifinale di Coppa Italia. Serie A 1977-19781977-78 · Campione d'Italia
(18º titolo).Girone di semifinale di Coppa Italia. Semifinalista di Coppa dei Campioni. Serie A 1978-19791978-79 ·
3ª in Serie A. Vincitrice della Coppa Italia (6º titolo).Sedicesimi di finale di Coppa dei Campioni. Serie A
1979-19801979-80 · 2ª in Serie A. Semifinalista di Coppa Italia. Semifinalista di Coppa delle Coppe. Serie A
1980-19811980-81 · Campione d'Italia (19º titolo).Semifinalista di Coppa Italia. Sedicesimi di finale di Coppa
UEFA. Finalista del Torneo di Capodanno. Serie A 1981-19821981-82 · Campione d'Italia (20º titolo).Ottavi di
finale di Coppa dei Campioni. Serie A 1982-19831982-83 · 2ª in Serie A. Vincitrice della Coppa Italia (7º
titolo).Finalista di Coppa dei Campioni. Serie A 1983-19841983-84 · Campione d'Italia (21º titolo). Vincitrice della
Coppa delle Coppe (1º titolo).Ottavi di finale di Coppa Italia. Serie A 1984-19851984-85 · 6ª in Serie APer
differenza reti.. Vincitrice della Supercoppa UEFA (1º titolo)Incontro disputato, per accordo con il Liverpool
Football ClubLiverpool Coppa dei Campioni 1983-1984 (calcio)campione d'Europa 1984, in gara unica a Torino il
16 gennaio 1985 e vinto dalla Juventus 2-0 (Zbigniew BoniekBoniek 2).. Campione d'Europa (1º titolo).1985 · 29
maggio, in occasione della finale di Coppa dei Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles contro il Liverpool Football
ClubLiverpool, gli scontri con i tifosi inglesi provocarono la morte di 39 persone. L'UEFA impose un bando di 6
anni al Liverpool e di 5 anni alle altre squadre di club inglesi, e la Supercoppa UEFA 1985 tra Juventus ed Everton
Football ClubEverton non ebbe luogo. Serie A 1985-19861985-86 · Campione d'Italia (22º titolo) Campione del
mondo per club (1º titolo).Ottavi di finale di Coppa Italia. Quarti di finale di Coppa dei Campioni. Serie A
1986-19871986-87 · 2ª in Serie A. Quarti di finale di Coppa Italia. Ottavi di finale di Coppa dei Campioni. 1987 · La
Juventus è insignita della UEFA#Targa UEFATarga UEFA dall'UEFAUnione Europea delle Federazioni Calcistiche
quale prima a vincere le tre maggiori competizioni europee per club.Serie A 1987-19881987-88 · 6ª in Serie AA
seguito di spareggio vinto contro il Torino Football ClubTorino 4-2 dopo i calci di rigore (0-0).. Semifinalista di
Coppa Italia. Sedicesimi di finale di Coppa UEFA. Serie A 1988-19891988-89 · 4ª in Serie A. 2º turno di Coppa
Italia. Quarti di finale di Coppa UEFA. Serie A 1989-19901989-90 · 4ª in Serie A. Vincitrice della Coppa Italia (8º
titolo) Vincitrice della Coppa UEFA (2º titolo).Serie A 1990-19911990-91 · 7ª in Serie A. Quarti di finale di Coppa
Italia. Semifinalista di Coppa delle Coppe. Sconfitta in Supercoppa Italiana. Serie A 1991-19921991-92 · 2ª in Serie
A. Finalista di Coppa Italia. Serie A 1992-19931992-93 · 4ª in Serie A. Vincitrice della Coppa UEFA (3º
titolo).Semifinalista di Coppa Italia. Serie A 1993-19941993-94 · 2ª in Serie A. Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa UEFA. Serie A 1994-19951994-95 · Campione d'Italia (23º titolo). Vincitrice della Coppa
Italia (9º titolo).Finalista di Coppa UEFA. Serie A 1995-19961995-96 · 2ª in Serie A. Campione d'Europa (2º
titolo). Vincitrice della Supercoppa d'Italia (1º titolo).Ottavi di finale di Coppa Italia. Serie A 1996-19971996-97 ·
Campione d'Italia (24º titolo). Vincitrice della Supercoppa UEFA (2º titolo). Campione del mondo per club (2º
titolo).Quarti di finale di Coppa Italia. Finalista di Champions League. 1997 · 1º novembre, centenario della
fondazione del club (Juvecentus).Serie A 1997-19981997-98 · Campione d'Italia (25º titolo). Vincitrice della
Supercoppa d'Italia (2º titolo).Semifinalista di Coppa Italia. Finalista di Champions League. Serie A
1998-19991998-99 · 7ª in Serie AA seguito di spareggio perso contro l'Udinese CalcioUdinese 0-0 e 1-1 per la regola
dei goal fuori casa.. Quarti di finale di Coppa Italia. Semifinalista di Champions League. Sconfitta in Supercoppa
Italiana. Serie A 1999-20001999-2000 · 2ª in Serie A. Vincitrice della Coppa Intertoto (1º titolo).Quarti di finale di
Coppa Italia. Ottavi di finale di Coppa UEFA. 2000 · 23 dicembre. La Juventus è classificata al 7º posto (prima
società calcistica italiana) nella lista dei Lista dei migliori club del XX secolo FIFAmigliori club del XX secolo
stilata dalla FIFA. Serie A 2000-20012000-01 · 2ª in Serie A. Ottavi di finale di Coppa Italia. Prima fase di
Champions League. 2001 · 3 dicembre. La Juventus Football Club SpA avvia la quotazione in Borsa ItalianaBorsa
Juventus Football Club: Finance (Faq - Quotazione in Borsa) IPO: Juventus Football Club. URL consultato il
26-09-2008..Serie A 2001-20022001-02 · Campione d'Italia (26º titolo).Finalista di Coppa Italia. Seconda fase di
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Juventus Football Club
Champions League. Serie A 2002-20032002-03 · Campione d'Italia (27º titolo). Vincitrice della Supercoppa d'Italia
(3º titolo).Quarti di finale di Coppa Italia. Finalista di Champions League. Serie A 2003-20042003-04 · 3ª in Serie
A. Vincitrice della Supercoppa d'Italia (4º titolo).Finalista di Coppa Italia. Ottavi di finale di Champions League.
Serie A 2004-20052004-05 · 1ª in Serie A (titolo revocato). Ottavi di finale di Coppa Italia. Quarti di finale di
Champions League. Serie A 2005-20062005-06 · 20ª in Serie A. Retrocessa in serie B.Quarti di finale di Coppa
Italia. Quarti di finale di Champions League. Sconfitta in Supercoppa Italiana. 2006 · A seguito di sentenza della
Commissione di Appello Federale in merito ai fatti oggetto dello scandalo del calcio italiano del 2006, lo scudetto
vinto dalla Juventus nel Serie A 2004-2005campionato 2004-05 fu revocato e non più assegnato; inoltre, per illecito
sportivo, la Juventus fu declassata dal 1º al 20º posto del Serie A 2005-2006campionato 2005-06 e retrocessa in serie
B per la stagione serie B 2006-20072006-07. Serie B 2006-20072006-07 · 1ª in Serie B. Promossa in Serie
A.Sedicesimi di finale di Coppa Italia. Serie A 2007-20082007-08 · 3ª in Serie A. Quarti di finale di Coppa Italia.
Serie A 2008-20092008-09 · 2ª in Serie A. Semifinalista di Coppa Italia. Ottavi di finale di Champions League. 2009
· 10 settembre. La Juventus è classificata al 2º posto (prima società calcistica italiana) nel ranking dei IFFHS#In
Europa .28top 10.29migliori club europei del XX secolo stilato dall'IFFHSIstituto Internazionale di Storia e
Statistica del Calcio. Serie A 2009-20102009-10 · stagione in corso. Colori e simboli Colori La squadra nel 1903,
prima stagione con le maglie bianconere Dal 1903 l'uniforme di gioco della Juventus è una maglia a strisce verticali
bianche e nere. I pantaloncini sono normalmente bianchi, talora neri. La maglia originale era di colore rosa con
cravatta nera: tale scelta cromatica fu dovuta a un errore nella spedizione nei corredi ordinati per il club. In seguito, a
causa dei frequenti lavaggi, la maglie si scolorirono in maniera talmente evidente che il club ne decise un cambio. Fu
così chiesto all'inghilterrainglese John Savage, uno dei membri della società, di cercare nel suo Paese un kit da gioco
più consono e resistente all'usura; Savage aveva un amico di Nottingham tifoso del Notts County Football ClubNotts
County, la cui maglia è a strisce bianconere; per tale ragione fu spedito a Torino un set di uniformi analogo a quello
usato dal Notts County(Lingua ingleseEN) «Black and White». nottscountyfc.co.uk, 21-5-2008. URL consultato in
data 26/9/2008.. Simboli Lo stemma La zebra, logo utilizzato negli anni 1980anni ottanta e anni 1990novantaUn
logo del passato Eccezion fatta per un logo in uso a cavallo tra gli anni anni 1980ottanta e anni 1990novanta, una
silhouette (fotografia)silhouette di una zebrazebra rampante con due stelle a simboleggiare i venti scudetti raggiunti,
fin dagli anni 1920anni venti l'emblema della Juventus è rimasto sostanzialmente invariatoWeltfußballarchiv,
#CITEREFWeltfußballarchivop. cit., essendo stato soggetto solamente a moderati restyling, il più recente dei quali
risalente al 2004(Portable Document FormatPDF) Nuovo logo Juventus 2004, #CITEREFNuovo logo Juventus
2004op. cit..Esso raffigura uno scudo ovale a strisce verticali bianche e nere, che nella versione più recente sono
sette, quattro bianche e tre nere. Il nome del club è impresso in caratteri neri e sottolineato in oro su di un'area bianca
convessa. Il gioco di ombreggiature del logo ha lo scopo di conferire ad esso un'apparenza di tridimensionalità. Nella
parte inferiore dello stemma, in bianco su sfondo nero, è rappresentato il toro (araldica)toro, simbolo civico di
Torino. In passato lo sfondo del nome del club fu anche di colore blu Savoia, omaggio alla tradizione Casa
Savoiasabauda di Torino, e di forma concava. Anche lo sfondo dello stemma civico fu blu Savoia, mentre il toro e il
nome del club erano di colore giallo-oro. Dal logo attuale sono state eliminate le due stelle, presenti fin dal 1982, in
quanto considerate un riconoscimento sportivo (variabile nel tempo) e non un elemento d'identità del club. Inno
ufficiale L'inno ufficiale della Juventus è Colori e simboli della Juventus Football Club#L'inno societarioJuve, storia
di un grande amore, composto dal cantante e musicista emilia-Romagnaemiliano Paolo Belli nel 2006. Vi sono altre
canzoni scritte in omaggio alla squadra come Il cielo è bianconero, Vecchia Signora, Juve facci sognare e Magica
Juve, tutte a opera del compositore Francesco De Felice Inni non ufficiali. URL consultato il 26-09-2008.. Tra quelle
composte dagli artisti più noti, figura Juvecentus, opera di Pierangelo Bertoli nel 1997, in occasione del centesimo
anniversario della fondazione del club Bertoli Fans Club: Partecipazioni - Juvecentus. URL consultato il
26-09-2008..Stadi Lo Stadio di Corso Marsiglia, campo di gioco della Juventus dal 1922 al 1933Lo Stadio Olimpico
(Torino)stadio Comunale “Vittorio Pozzo”, impianto interno dal 1933 al 1990Lo stadio delle Alpi, impianto interno
dal 1990 al 2006 Dalla stagione Serie B 2006-20072006-07 la Juventus disputa i suoi incontri interni nello Stadio
Olimpico di TorinoStadio Olimpico, impianto in passato noto come Stadio Comunale, e già terreno casalingo della
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Juventus Football Club
squadra dal 1933 al 1990. Lo Stadio Olimpico ha una capacità massima di 27.994 posti a sedereStadio Olimpico di
Torino, #CITEREFStadio Olimpico di Torinoop. cit., dopo la ristrutturazione avvenuta in occasione dei XX Giochi
olimpici invernaliGiochi Olimpici invernali che Torino ospitò nel 2006. Nato come Stadio “Benito Mussolini” per
dotare la città di un impianto che potesse ospitare le gare del Campionato mondiale di calcio 1934campionato del
mondo 1934, ribattezzato dopo la seconda guerra mondialeguerra Stadio Comunale e, in seguito, Stadio Comunale
“Vittorio Pozzo”, esso ospitò 890 incontri di campionato della Juventus e, dal 1963, dopo la definitiva dismissione
del “Stadio FiladelfiaFiladelfia”, fu condiviso con il Torino Football ClubTorino; capace di circa 65.000 posti in
piedi, fu utilizzato fino al 1990, anno in cui le due compagini cittadine si trasferirono al “Stadio delle Alpidelle
Alpi”, riservando il Comunale solo agli allenamenti della Juventus. Il 18 giugno 2002 il Comune cedette l'impianto a
titolo gratuito al Torino Football ClubTorino in cambio dell'impegno del club granata a ristrutturarlo in tempo per i
Giochi Olimpici (tale impegno non fu rispettato per sopravvenuto fallimento societario nel 2005 a seguito del quale
il Comune riacquisì la titolarità della concessione dell'impianto) e, nel contempo, concesse lo sfruttamento dell'area
dello Stadio delle Alpi alla Juventus per 99 anniTarchi, #CITEREFTarchiop. cit., pagg. 8-12. Lo Stadio Olimpico è
destinato a rimanere l'impianto interno della Juventus fino al completamento dei lavori del nuovo stadio di proprietà,
che sorgerà sull'area dell'attuale “delle Alpi”. Il citato Stadio delle Alpi, costruito dal consorzio Acqua Marcia di
Roma in occasione del Campionato mondiale di calcio 1990campionato del mondo 1990, fu l'impianto interno dal
campionato Serie A 1990-19911990-91 a tutto il Serie A 2005-20062005-06; situato nel quartiere di Vallette, nella
periferia nord-occidentale di Torino, era capace di poco più di 69.000 posti ed era dotato di un impianto di diffusione
acustica che lo rendeva idoneo anche all'esecuzione di concerti. Nel periodo di utilizzo del delle Alpi, comunque, la
Juventus scelse di disputare le proprie gare interne in stadi di altre città, quali ad esempio il Stadio Dino
ManuzziManuzzi di Cesena (Coppa Italia, Coppa Intertoto), il Stadio Giuseppe MeazzaMeazza di Milano
(semifinale e finale di Coppa UEFA 1994-1995Coppa UEFA 1994-95) oppure la Stadio Renzo BarberaFavorita di
Palermo (Supercoppa UEFASupercoppa UEFA 1996). In assoluto, i primi impianti utilizzati dal club furono il Parco
del Valentino e il Cittadella, nel biennio 1897-1898. Dal 1898 al 1908 fu utilizzato lo Stadio Piazza d'Armi, tranne il
biennio 1905-1906, durante il quale il terreno di casa fu il Stadio Motovelodromo Umberto Ivelodromo Umberto I
La storia della Juventus: I campi. URL consultato il 11-10-2009.. Dal 1909 al 1922 l'impianto utilizzato fu quello di
Corso Sebastopoli e, dal 1922 al 1933, quello di Stadio di Corso MarsigliaCorso Marsiglia, che fu teatro della
conquista di 4 campionati, tre dei quali consecutiviTavella, Ossola, #CITEREFTavella, Ossolaop. cit., pagg. 58-63.
Il nuovo stadio È del 18 marzo 2008 la decisione del consiglio di amministrazione della Juventus F.C. SpA di
approvare il progetto per il nuovo stadio, destinato a sorgere sull'area dell'attuale “stadio delle Alpidelle
Alpi”Juventus - Stadio, #CITEREFJuventus - Stadioop. cit.; l'investimento complessivo per la realizzazione del
nuovo impianto ammonta a 105 milioni di euro «Il Cda approva la realizzazione del nuovo stadio». juventus.com,
18-3-2008. URL consultato in data 26/9/2008.. L'opera, progettata dagli studi GAU e Shesa sotto il coordinamento
degli architetturaarchitetti Gino Zavanella ed Eloy Suarez e dell'ingegneriaingegnere Massimo Majowecki, è stata
ufficialmente presentata il 20 novembre 2008 al Lingotto «Nasce il nuovo stadio della Juventus». juventus.com,
20-11-2008. URL consultato in data 20/11/2008.: prevista su un'area totale di 355.000 Metro quadrom² (di cui
45.000 destinati allo stadio, 155.000 ai servizi, 34.000 alle attività commerciali e 30.000 ad aree verdi e piazze), tutta
la costruzione è a pianta rettangolare, circondata da due strutture semi-ellittiche destinate a ospitare le attività
commerciali, i ristoranti e i bar: l'accesso alle tribune sarà garantito da specifiche passerelle inserite nei diversi settori
dello stadio. Sono previsti anche palchi c.d. VIP, affacciati direttamente sul prato. Lo stadio, definito all'avanguardia
nei criteri di sicurezza per esso previsti e nell'abbattimento delle barriere architettoniche, prevede 41.000 spettatori
seduti, ed è concepito solo per il calcio, non avendo pista d'atletica intorno al campo; il terreno di gioco sarà
ribassato di circa un metro e mezzo rispetto alle gradinate più basse, e non sono previste barriere né separazioni
fisiche tra spalti e terrenoMassimiliano Nerozzi. «Juve, lo stadio dei sogni». La Stampa, 21-11-2008. URL consultato
in data 20/11/2008.. Esternamente allo stadio, e tutto intorno ad esso, è prevista una struttura realizzata da una rete
microforata idonea a fare da schermo per videoproiezioni e assumere colorazioni diverse durante le varie ore del
giorno; la copertura delle gradinate verrà effettuata in Politetrafluoroetileneteflon trasparente e lascerà filtrare la luce
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Juventus Football Club
all'interno dello stadio. L'inaugurazione è prevista per luglio 2011, in concomitanza con il 150º anniversario
dell'RisorgimentoUnità d'Italia «Stadio, presentato il progetto al Comune di Torino». juventus.com, 29-3-2008. URL
consultato in data 26/9/2008. e il pieno utilizzo per la stagione 2011-12. La Juventus nella cultura popolare
Francobollo delle poste italiane celebrativo della vittoria della Juventus in UEFA Champions League
1995-1996Champions League 1995-96 Nel corso degli anni la Juventus, oltre a imporsi come realtà sportiva
nazionale e internazionale, ha acquisito un posto di rilievo nella cultura italianacultura del suo Paese. Essa fu la
prima, al pari del Genoa Cricket and Football ClubGenoa, ad avere al seguito un “treno speciale” di tifo
sportivotifosi: accadde il 1º aprile 1906 in occasione dell'incontro di Prima Categoria 1906campionato tra dette due
squadre in campo neutro a Milano, ripetizione di quello, disputato a Torino, interrotto il 18 marzo precedente a causa
della prima invasione di campo della storia del Il calcio in Italiacalcio italiano Storia del Genoa CFC: 1898-1906: Il
primo Grande Genoa. URL consultato il 29-03-2009.. Il 29º Derby di Torinoderby della Mole disputatosi allo stadio
di Stadio di Corso MarsigliaCorso Marsiglia il 15 maggio 1932 fu il primo evento calcistico trasmesso in diretta
Radio (elettronica)radiofonica nazionale dall'EIAR, con la voce di Nicolò CarosioEncarta - Girone unico,
#CITEREFEncarta - Girone unicoop. cit.. Inoltre, nel quadro delle trasmissioni sperimentali della RAI Radiotelevisione ItalianaRAI (quelle ufficiali, anche sportive, ebbero inizio il 3 gennaio 1954Maurizio Imbriale.
«Buon compleanno TV!». RAI International - Italica. URL consultato in data 29/3/2009.) l'incontro di Serie A
1949-1950serie A Juventus - Associazione Calcio MilanMilan del 5 febbraio 1950 fu oggetto della prima diretta
televisiva nazionale, per la voce di Carlo Balilla BacarelliFrisoli, #CITEREFFrisoliop. cit., pag. 16. A uno storico
0-5, subìto il 15 marzo 1931 al Campo Testaccio della RomaCapitale a opera della Associazione Sportiva
RomaRoma di Fulvio Bernardini, sono ispirati sia il primo filmfonofilm italiano relativo al calcio (sport)calcio:
Cinque a zero (1932), per la registaregia di Mario BonnardScheda su Cinque a zero dell'Internet Movie Database che
il romanzo di Mario Soldati Le due città (1964)Soldati, #CITEREFSoldatiop. cit.. Il club è stato anche punto di
riferimento in altre opere di Soldati, quali America primo amore (1935)Soldati - America primo amore,
#CITEREFSoldati - America primo amoreop. cit., pag. 93, Un prato di papaveri. Diario 1947-1964 (1973)Soldati Un prato di papaveri, #CITEREFSoldati - Un prato di papaveriop. cit., pag. 38 e Lo specchio inclinato. Diario
1965-1971 (1975)Soldati - Lo specchio inclinato, #CITEREFSoldati - Lo specchio inclinatoop. cit., pagg. 103,
104.Altri riferimenti alla Juventus si trovano in Vacanze in America di Carlo Vanzina (1984), dove si assiste a una
partita tra studenti juventini e romanisti a Zabriskie Point (luogo)Zabriskie Point, nella Valle della MorteScheda su
Vacanze in America dell'Internet Movie Database e in Santa Maradona di Marco Ponti (2001), nel quale si trova una
scena ambientata allo Stadio delle Alpi durante l'incontro di Serie A 2000-2001campionato tra i bianconeri e
l'Atalanta Bergamasca CalcioAtalantaScheda su Santa Maradona dell'Internet Movie Database. Per quanto riguarda i
film di argomento più legato al calcio e al tifo, sul versante della satira di costume figura Il presidente del
Borgorosso Football Club di Luigi Filippo D'Amico (1970), in cui il personaggio eponimo, interpretato da Alberto
Sordi, ingaggia l'ex juventino Omar Sivori, presente nel film nella parte di se stessoScheda su Il presidente del
Borgorosso Football Club dell'Internet Movie Database; nei primi anni anni 1980ottanta, in Eccezzziunale...
veramenteEccezzziunale… veramente, del citato Vanzina (1982), Diego Abatantuono rappresenta, nei tre episodi di
cui si compone il film, rispettivamente un tifoso Associazione Calcio Milanmilanista, uno Football Club
Internazionale Milanointerista e uno juventinoScheda su Eccezzziunale… veramente dell'Internet Movie Database;
stesso ruolo interpretò nel sequel, un quarto di secolo più tardi, in Eccezzziunale... veramente - Capitolo secondo...
meEccezzziunale… veramente - Capitolo secondo… me (2006), ancora di VanzinaScheda su Eccezzziunale…
veramente - Capitolo secondo… me dell'Internet Movie Database. Infine, sul fronte dell'analisi del disagio sociale e
del tifo come valvola di sfogo dell'aggressività, figura il film Ultrà (film)Ultrà di Ricky Tognazzi (1990), che parla
delle vicende di un capotifoso della Associazione Sportiva RomaRoma (interpretato da Claudio Amendola) e del
gruppo organizzato da lui guidato che si reca in trasferta a Torino, dove ingaggia violenti scontri con i NadsatDrughi,
frangia di ultras bianconeriScheda su Ultrà dell'Internet Movie Database.Murale allusivo alla Juventus ad
Albuquerque, Nuovo Messico (Stati Uniti d'AmericaStati Uniti) La poesia-tributo Madama Juve, scritta in lingua
piemontesepiemontese dallo scrittore e giornalista Giovanni Arpino, fu inclusa nel libro Opere (1992), antologia a
184
Juventus Football Club
cura dei poetapoeti Giorgio Bàrberi Squarotti e Massimo RomanoArpino, #CITEREFArpinoop. cit., pag. 630. Tale
poesia, insieme ad altri omaggi alla Juventus composti da Arpino, è stata tradotta in lingua italianaitaliano dal Critica
letterariacritico letterario torinese Bruno Quaranta e pubblicata nella sua opera Stile e stiletto (1997)Quaranta,
#CITEREFQuarantaop. cit.. Sempre a opera di Arpino sono altri riferimenti alla Juventus, citati in Racconti di
vent'anni (1974)Arpino - Racconti di vent'anni, #CITEREFArpino - Racconti di vent'anniop. cit., pag. 183 e in Opere
scelte (2005), antologia letteraria, narrativa e giornalistica a cura dell'lingua italianaitalianista veneziano Rolando
DamianiDamiani, #CITEREFDamianiop. cit., pag. 1683. Ancora in ambito letterario la Juventus fa da sfondo, come
punto di riferimento della vita del protagonista, nel romanzo di Aldo Nove Puerto Plata MarketNove,
#CITEREFNoveop. cit. e, nel romanzo del giornalista Aldo Cazzullo I ragazzi di via Po, è parte del contesto
storico-culturale della società torinese degli anni 1950anni cinquantaCazzullo, #CITEREFCazzulloop. cit., pagg.
38-39, 112, 169. Entrambi i lavori citati sono del 1997. Al 1998anno successivo è stato pubblicato il libro La Juve
sulla Luna, un'autobiografia del giornalista e scrittore Maurizio Crosetti nella quale son messe in luce le sue vivenze
con il calcio degli ultimi trenta anni e più in particolare con la squadra bianconeraCrosetti, #CITEREFCrosettiop.
cit.. Più recentemente, nel 2003, i giornalisti Mario e Andrea Parodi hanno citato la Juventus di Giovanni
TrapattoniTrapattoni campione d'Italia nel Serie A 1976-19771977 e Serie A 1977-19781978 all'interno del contesto
storico e sociale della Anni di piombocrisi politico-istituzionale dell'Italia di quegli anni, nel loro libro In bianco e
neroParodi, #CITEREFParodiop. cit..Fuori dall'Italia la Juventus è citata come F.C. Piemonte nell'anime giapponese
Holly e Benji ForeverCaptain Tsubasa Road to 2002 (2001) e con il suo nome vero nel manga Captain Tsubasa Road
to 2002omonimo(Lingua ingleseEN) New Captain Tsubasa: Road to 2002 (Episode nº 36 e ss.). URL consultato il
26/9/2008.. In Inghilterra i tifosi del Notts County Football ClubNotts County sono usi intonare il loro coro da stadio
It's just like watching Juve (È proprio come guardare la Juve), in riferimento alla comunanza cromatica delle
uniformi dei due club, ogni volta che la loro squadra realizza una grande prestazione(Lingua ingleseEN) Notts
County chants: It's just like watching Juve. URL consultato il 26-09-2008..Tra gli eventi culturali più recenti aventi
come oggetto il club bianconero, figura la mostra Juventus: 110 anni a opera di arte, organizzata in occasione del
centodecimo anniversario della fondazione della società «Juventus, 110 anni a opera d'arte». Palazzo Bricherasio,
2-10-2007. URL consultato in data 26/9/2008. e tenutasi a Palazzo Bricherasio a cura della fondazione omonima dal
26 ottobre al 2 dicembre 2007. Tale esposizione, curata dal critico d'arte Luca Beatrice, ha illustrato lo sviluppo della
storia, dei personaggi e dei successi della Juventus e il suo rapporto con la città di Torino attraverso un'analisi
artistica e culturale sul calcioBeatrice, #CITEREFBeatriceop. cit.: « A Torino, invece, si respira Juventus un po'
dovunque: la panchina di corso Re Umberto, il Liceo d'Azeglio, le varie sedi (Galleria San Federico, piazza Crimea e
ora corso Galileo Ferraris), gli stadi (da Piazza d'Armi al Comunale, dal Campo Combi al Delle Alpi che in molti
cominciamo a rimpiangere), e poi le strade, i quartieri, da Mirafiori alla collina, da San Paolo alla Crocetta, c'è tanta
Juve nella storia della capitale sabauda, un percorso che attraversa, decennio dopo decennio, l'arte e la cultura del
Novecento. »(Juventus, 110 anni a opera di arte, 2007Luca Beatrice. «Torino siamo noi». Palazzo Bricherasio,
2-10-2007. URL consultato in data 26/9/2008..)L'impegno in campo sociale La Juventus è attiva nel campo sociale e
aiuti umanitariumanitario. Tra i programmi sociali intrapresi, figurano Fatti e Progetti per i Giovani, orientato al
miglioramento della qualità di vita e a favorire l'accesso all'istruzione ai giovani extracomunitari minorenniCuore
Juventus - Solidarietà, #CITEREFCuore Juventus - Solidarietàop. cit. tramite un centro di accoglienza, e la
realizzazione – in collaborazione con la facoltà di Economia dell'Università degli Studi di TorinoUniversità di
Torino – di un corso di formazione allo studio del management sportivo.In ambito sanitario, in collaborazione con
l'Azienda Ospedaliera Regina Margherita-Sant'Anna di Torino partecipa al progetto Crescere insieme al
Sant'AnnaCuore Juventus - Sant'Anna, #CITEREFCuore Juventus - Sant'Annaop. cit., programma di ristrutturazione
del reparto di Neonatologia Ospedaliera dell'ospedale “Sant'Anna” e sostiene le attività della Fondazione Piemontese
per la Ricerca sul Cancro.Altro Responsabilità sociale d'impresaprogetto comunitario della società bianconera è il
“Centro di accoglienza” intitolato a Edoardo Agnelli (1892-1935)Edoardo Agnelli e realizzato in collaborazione con
l'Associazione Gruppi di Volontariato Vincenziano al fine di dare ospitalità a madri in condizioni disagiate. Nel
2000, inoltre, la Juventus intraprese il progetto Un sogno per il Gaslini, allo scopo di dotare l'istituto
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Juventus Football Club
pediatriapediatrico “Istituto Giannina GasliniG. Gaslini” di Genova di una dépendance da adibire a luogo di studio e
svago per i bambini ivi ricoverati, da realizzarsi tramite il recupero edilizio dell'abbazia di san Gerolamo, che si trova
all'interno della struttura dell'ospedale. Per il raggiungimento dello scopo furono necessari 4,5 milioni di euro, dei
quali 2 donati dalla famiglia Gaslini, e i rimanenti raccolti dalla Juventus attraverso donazioni e iniziative di
beneficenza organizzate dai propri giocatori, come la partecipazione in qualità di ospiti al festival di Sanremo 2003
«Sanremo. I giocatori della Juve aprono la terza serata del festival». RAI News 24, 6-3-2003. URL consultato in data
26/12/2008., la realizzazione e vendita di libri librolibri fotografici e Album discograficoCD, il più famoso dei quali
fu, nel 2003, una versione del successo di Lucio Battisti Il mio canto libero/ConfusioneIl mio canto liberoAA.VV.
(2003). Il mio canto libero . I calciatori della Juventus e i più grandi artisti italiani insieme per il progetto Un sogno
per il Gaslini. Sony Music nº 5099751048121..Rosa 2009-2010 Rosa e numerazione sono aggiornati al 31 agosto
2009 Juventus Football Club 2009-2010: Prima squadra. URL consultato il 08-07-2009.. N.RuoloGiocatore1
Bandiera dell'ItaliaP Gianluigi Buffon2 Bandiera dell'UruguayD Martín Cáceres3 Bandiera dell'ItaliaD Giorgio
Chiellini4 Bandiera del BrasileC Felipe Melo5 Bandiera dell'ItaliaD Fabio Cannavaro6 Bandiera dell'ItaliaD Fabio
Grosso7 Bandiera della Bosnia-ErzegovinaC Hasan Salihamidžić8 Bandiera dell'ItaliaC Claudio Marchisio9
Bandiera dell'ItaliaA Vincenzo Iaquinta10 Bandiera dell'ItaliaA Alessandro Del Piero (Capitano (calcio)capitano)11
Bandiera del BrasileA Amauri12 Bandiera dell'ItaliaP Antonio Chimenti13 Bandiera dell'AustriaP Alexander
Manninger15 Bandiera della FranciaD Jonathan Zebina16 Bandiera dell'ItaliaC Mauro Germán CamoranesiMauro
Camoranesi17 Bandiera della FranciaA David TrézéguetN.RuoloGiocatore18 Bandiera della DanimarcaC Christian
Poulsen19 Bandiera dell'ItaliaD Cristian Molinaro20 Bandiera dell'ItaliaC Sebastian Giovinco21 Bandiera della
Repubblica CecaD Zdeněk Grygera22 Bandiera del MaliC Mohamed Sissoko23 Bandiera dell'ItaliaD Lorenzo
Ariaudo28 Bandiera del BrasileC Diego Ribas da CunhaDiego29 Bandiera dell'ItaliaD Paolo De Ceglie30 Bandiera
del PortogalloC Tiago MendesTiago31 Bandiera della BulgariaP Mario Kirev33 Bandiera dell'ItaliaD Nicola
Legrottaglie35 Bandiera dell'ItaliaC Simone EspositoAggregato alla prima squadra dalla formazione Campionato
PrimaveraPrimavera.37 Bandiera dell'ItaliaC Fausto Rossi39 Bandiera dell'ItaliaC Luca Marrone40 Bandiera
dell'ItaliaA Ciro Immobile41 Bandiera dell'ItaliaP Carlo PinsoglioStaff tecnico Staff attuale dell'area
sportivaAllenatore: Ciro Ferrara.Allenatore in 2ª: Massimiliano Maddaloni.Preparatore portieri: Michelangelo
Rampulla.Preparatori atletici: Massimo Neri, Claudio Gaudino e Andrea Scanavino.Assistente di campo: Adolfo
Sormani.Responsabile settore medico: dr. Bartolomeo Goitre.Medico sociale: dr. Luca Stefanini.Fisioterapisti: Aldo
Esposito e Luigi Pochettino.Massofisioterapisti: Mauro Caudana, Dario Garbiero e Franco Giacometto.Allenatore
squadra Primavera: Luciano Bruni.Team manager: Daniele Boaglio.Responsabili Juventus Football Club#Settore
giovanilesettore giovanile: Renzo Castagnini e Gianluca Pessotto.Area tecnica settore giovanile: Massimo
Carrera.Responsabili osservatori: Renzo Castagnini e Mauro Sandreani.Responsabile Juventus Soccer Schools:
Marco Marchi.Settore giovanile Il settore giovanile della Juventus Football Club è composto di 17 squadre maschili
che competono a livello nazionale ed eventualmente internazionale nei vari tornei di categoria. Per tutte, il proprio
campo di allenamento è lo Juventus Center, centro sportivo di proprietà della società bianconera con sede a Vinovo
(Provincia di TorinoTO).Analogamente a quanto già intrapreso dagli Paesi Bassiolandesi dell'AFC AjaxAjax, la
Juventus ha istituito alcune scuole calcio sotto forma di club-satellite «6 domande a Camillo De Nicola». figc.it.
URL consultato in data 26/9/2008. e campi (Summer Camps) in tutta Italia (riservati ai giovani dagli 8 ai 16 anni) e
all'estero, precisamente negli Stati Uniti d'AmericaStati Uniti, in Messico e in Inghilterra (dagli 11 ai 16 anni)
«Juventus Soccer Schools: Summer Camps». juventus.com. URL consultato in data 26/9/2008..Porta inoltre avanti
progetti come Juventus University, la prima università del calcio al mondo (con il supporto dell'Università degli
Studi di TorinoUniversità di Torino) «Juventus University». juvesoccerschool.com. URL consultato in data
26/9/2008., Juventus National Academy che si rivolge, attraverso la creazione di una rete di scuole calcio dislocate
sul territorio nazionale, ai ragazzi dai 6 ai 12 anni «Juventus National Academy». juvesoccerschool.com. URL
consultato in data 26/9/2008. e il programma Juventus Soccer Schools International attraverso la gestione di scuole
di calcio negli Stati Uniti d'AmericaStati Uniti, Canada, Grecia ed Arabia Saudita «Juventus Soccer Schools
International». juvesoccerschool.com. URL consultato in data 26/9/2009..Storicamente la Juventus ha sempre avuto
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Juventus Football Club
una rete di osservatori giovanili su tutto il territorio nazionale, e anche all'estero. A titolo di esempio, limitatamente
ai giocatori che hanno iniziato a militare in giovane età nella Juventus a partire dagli anni 1960anni sessanta,
figurano Pietro Anastasi (classe 1948, giunto a 20 anni da Catania), Franco Causio (1949, nel 1966 giunto alla
Juventus da Lecce), Giuseppe Furino (1946, proveniente da Palermo e alla Juventus dal 1965), Roberto Bettega
(1950, torinotorinese e cresciuto nella società), Paolo Rossi (calciatore)Paolo Rossi (1956, da Prato, che dal 1972 al
1975 militò nelle giovanili della società prima di tornarvi da professionista nel 1981). Di essi, Furino fu convocato
per il Campionato mondiale di calcio 1970campionato del mondo 1970 (unico giocatore della Juventus a prendere
parte a tale edizione del torneo), Anastasi per quello del campionato mondiale di calcio 19741974, Causio per quelli
del 1974 e campionato mondiale di calcio 19781978 (nonché quello del campionato mondiale di calcio 19821982,
quando già tuttavia militava nell'Udinese CalcioUdinese) così come Bettega (che non prese parte al campionato del
1982 causa infortunio), nonché Rossi, presente nel 1982 (e che nel 1978 partecipò da giocatore in comproprietà con
il Vicenza CalcioLanerossi Vicenza e con la maglia di quest'ultimo)(Lingua ingleseEN) Maurizio Mariani. «Italy International Matches 1970-1979». The Record Sport Soccer Statistics Foundation, 25-5-2002. URL consultato in
data 26/9/2008.(Lingua ingleseEN) Maurizio Mariani. «Italy - International Matches 1980-1989». The Record Sport
Soccer Statistics Foundation, 6-6-2002. URL consultato in data 26/9/2008.. Il citato Rossi, inoltre, grazie alla vittoria
nel Campionato mondiale di calcio 1982campionato del mondo 1982, oltre a laurearsi campione del mondo, vinse
anche il Pallone d'oro di quell'anno nonché la Riconoscimenti accessori al campionato mondiale di calcio#Scarpa
d.27oroScarpa d'oro quale miglior marcatore di quell'edizione del torneo, con 6 goal, di cui 3 nel girone sostitutivo
dei quarti di finale contro il Nazionale di calcio del BrasileBrasile, sconfitto 3-2. Tra gli altri calciatori di prestigio
cresciuti nel vivaio della Juventus si segnalano Carlo BigattoCarlo Bigatto I, Gianpiero Combi (campionato
mondiale di calcio 1934campione del mondo nel 1934), Pietro Rava (campionato mondiale di calcio 1938campione
del mondo nel 1938), Carlo Parola, Giovanni Viola e, soprattutto, Giampiero Boniperti, tuttora recordman di
presenze bianconere in campionato (444), da sempre legato alla Juventus, dalle giovanili alla carica di presidente e,
attualmente, a quella di presidente onorario del club.Più recentemente, dal settore giovanile della Juventus si sono
messi in evidenza giocatori come Raffaele Palladino, Antonio Nocerino, Sebastian Giovinco, Claudio Marchisio,
Paolo De Ceglie, Antonio Mirante, Domenico Criscito e Matteo Paro, tutti militanti in Serie A. Di essi, i citati
Giovinco, Nocerino, Marchisio, De Ceglie e Criscito sono stati membri della Nazionale di calcio dell'Italia
OlimpicaNazionale che ha partecipato al Calcio ai Giochi della XXIX Olimpiadetorneo olimpico di calcio 2008 a
Pechino(Lingua ingleseEN) «Bejing 2008: Italy Squad List». fifa.com. URL consultato in data 15/2/2009. e della
Nazionale di calcio dell'Italia Under-21Nazionale U-21 che ha raggiunto le semifinali del Campionato europeo di
calcio Under-21 2009torneo continentale disputato in Svezia nel 2009 «Under 21 Championship: Italia (giocatori)».
uefa.com. URL consultato in data 11/7/2009.. Giocatori celebri Giampiero BonipertiBoniperti (qui con Umberto
AgnelliU. Agnelli), 444 presenze di campionato con la Juventus In più di 110 anni di storia hanno vestito la maglia
della Juventus oltre 700 calciatori, in gran parte italiani Area statistica: Tutti i giocatori della Juventus FC. URL
consultato il 26/9/2008.; alcuni di questi ultimi hanno anche La Juventus F.C. e la Nazionale italiana di calcio#Lista
di convocati juventini nella Nazionale italiana di calciomilitato nella Nazionale di calcio dell'ItaliaNazionale italiana.
Michel Platini, per tre anni consecutivi Pallone d'oro ai tempi della JuventusTra i calciatori italiani di rilievo che
hanno militato nella Juventus figurano i già citati Carlo BigattoCarlo Bigatto I, considerato il primo
calciatore-simbolo della Juventus Campioni del passato: I difensori (prima parte). URL consultato il 15-02-2009.,
Giampiero Boniperti, riconosciuto come il calciatore più rappresentativo della storia della società «La Juventus
festeggia Boniperti». juventus.com, 4-7-2008. URL consultato in data 26/9/2008., Carlo Parola (autore della più
famosa rovesciata del calcio italiano, il cui gesto atletico ha ispirato l'inconfondibile marchio dell'Calciatori
Paninialbum Panini dei calciatori «Addio mister rovesciata». RAI Sport, 22-3-2000. URL consultato in data
15/2/2009.), Dino Zoff (vincitore, tra altri, di sei scudetti e una Coppa UEFA 1976-1977Coppa UEFA con la
Juventus, della quale difese la porta per 330 partite consecutive di campionato tra il 1972 e il 1983 e a tutt'oggi unico
calciatore italiano ad avere vinto sia il campionato europeo di calcio 1968campionato d'Europa che quello
campionato mondiale di calcio 1982del mondo con l'Nazionale di calcio dell'ItaliaItalia, nominato dalla FIGC nel
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Juventus Football Club
2004 Golden PlayerUEFA Golden Player italiano «Riflettori puntati sui 52 Campioni». uefa.com, 29-11-2003. URL
consultato in data 15/2/2009.), Gaetano Scirea, Sergio Brio, Antonio Cabrini e Stefano Tacconi, quattro dei cinque
soli calciatori ad aver vinto tutte le Statistiche delle competizioni UEFA per club#Giocatori vincitori di tutte le
competizioni UEFA per clubcompetizioni ufficiali UEFA per club (il quinto essendo l'Paesi Bassiolandese Danny
Blind(Lingua ingleseEN) Didier Fort. «Trivia on Players regarding European Club Cups». The Record Sport Soccer
Statistics Foundation, 5-6-2005. URL consultato in data 26/9/2008.), Roberto Baggio, Pallone d'oro Pallone d'oro
19931993 e Alessandro Del Piero, attuale capitano e giocatore simbolo della squadra «Juventus Football Club (Prima
squadra): Alessandro Del Piero». juventus.com. URL consultato in data 14/2/2009., cinque volte campione d'Italia e,
nel 1996, campione d'Europa e del mondo con la Juventus, nonché campionato mondiale di calcio 2006campione del
mondo 2006 con la Nazionale.Tra i giocatori non italiani ad aver vestito la maglia della Juventus, inoltre, si
segnalano negli anni anni 1950cinquanta e anni 1960sessanta l'argentino Omar Sivori (che, oriundo, in seguito militò
anche in Nazionale italiana), il gallese John Charles, soprannominato per la sua stazza il gigante buono, centravanti
di sicuro rendimento, che insieme al citato Sivori e a Boniperti formò un trio d'attacco che portò alla Juventus 3
scudetti; negli anni anni 1970settanta il germaniatedesco Helmut Haller, già campione d'Italia con il Bologna
Football Club 1909Bologna, che alla Juventus vinse due titoli; fino al 1980 non fu più possibile ingaggiare calciatori
non italiani; tra i più rappresentativi giunti in Italia dagli anni 1980anni ottanta in avanti, figurano i franciafrancesi
Michel Platini, soprannominato in patria le Roi (il re), campione d'Europa nel campionato europeo di calcio
19841984 con la Nazionale di calcio della Franciasua Nazionale e nel Coppa dei Campioni 1984-1985 (calcio)1985
con la Juventus, e Zinédine Zidane, campione del mondo nel Campionato mondiale di calcio 19981998 e d'Europa
nel campionato europeo di calcio 20002000 con la Nazionale di calcio della FranciaFrancia, campione del mondo di
club con la Juventus e, con essa, vincitrice di due scudetti.Presidenti e allenatori Presidenti In più di 110 anni di
storia societaria, alla guida della Juventus si sono avvicendati 21 presidenti e 2 comitati di gestione «Elenco
presidenti della Juventus F.C.». myjuve.it. URL consultato in data 26/9/2008.. Il primo presidente della società
bianconera fu Eugenio Canfari, uno dei soci Storia della Juventus Football Club#Le originifondatori. Il periodo più
lungo in carica è appannaggio di Giampiero Boniperti, alla guida della Juventus per 19 anni dal 1971 al 1990;
Boniperti, al pari del suo successore Vittorio Caissotti di ChiusanoVittorio Chiusano, presidente dal 1990 al 2003,
vanta il palmarès più ampio della storia del club «Presidenti della Juventus F.C.: Palmarès». myjuve.it. URL
consultato in data 26/9/2008.. L'imprenditore Umberto Agnelli, divenuto presidente a meno di 21 anni d'età, nel
1955, fu il più giovane a ricoprire tale carica. Da citare anche le presidenze degli Svizzerasvizzeri Alfred Dick e
Giuseppe Hess, gli unici non italiani a divenire presidenti del club. In particolare, Dick fu il presidente del primo
scudetto bianconero (Prima Categoria 19051905). Attualmente in carica è il dirigente aziendale Giovanni Cobolli
Gigli, eletto presidente il 29 giugno 2006 dall'Assemblea (Società per Azioni)assemblea degli azionisti del club.
Allenatori Sono 40 gli allenatori ad avere avuto a tutt'oggi la conduzione tecnica della Juventus; 10 di essi hanno
ricoperto l'incarico ad interim «Elenco allenatori della Juventus F.C.». myjuve.it. URL consultato in data
26/9/2008..Fino a tutto il secondo decennio del XX secolo non esisteva un sistema dettagliato di allenamento in
preparazione degli incontri di Campionato italiano di calciocampionato. In pratica i giocatori - studenti e lavoratori –
avevano l'abitudine di ritrovarsi un paio di volte alla settimana al Stadio Motovelodromo Umberto Ivelodromo di
Corso Re Umberto per gli allenamenti, consistenti in partitelle e corse di velocità e/o resistenza, sempre sotto il
coordinamento del Capitano (calcio)capitano della squadra «Campioni del passato: Gli allenatori (prima parte)».
bianconerionline.com. URL consultato in data 15/2/2009.. Il primo allenatore della storia bianconera fu
l'Ungheriaungherese Jenő Károly, scelto dal presidente Edoardo Agnelli (1892-1935)Edoardo Agnelli nel 1923 al
fine di introdurre innovazioni dal punto di vista tattico e strategico nel gioco della squadra. Károly allenò la squadra
per 70 incontri fino alla morte, avvenuta nel 1926. A vantare il mandato tecnico più lungo è tuttora Giovanni
Trapattoni, detto il Trap, rimasto alla guida della squadra per tredici stagioni, di cui dieci consecutive, dal Serie A
1976-19771976-77 al Serie A 1985-19861985-86 e poi dal Serie A 1991-19921991-92 al Serie A
1993-19941993-94. Sia il numero di stagioni consecutive che quello totale sono record per tecnici di club italiani. Il
Trap vanta anche il primato complessivo di panchine (596) e di trofei vinti con il club (14, record tra gli allenatori
188
Juventus Football Club
italiani).Da menzionare anche Carlo Carcano, tecnico negli anni 1930anni trenta e unico allenatore in Italia ad avere
vinto quattro scudetti consecutivi, tra il 1931 e il 1934. L'attuale allenatore della prima squadra è l'ex calciatore Ciro
Ferrara, Napolinapoletano, nato nel 1967, che ricopre l'incarico dal maggio del 2009 (dopo l'esonero di Claudio
Ranieri). Palmarès La Juventus è la squadra di calcio più blasonata d'Italia(Lingua ingleseEN) «Old Lady sits
pretty». uefa.com, 26-6-2003. URL consultato in data 11/8/2009., nonché una tra le più vittoriose d'Europa e del
mondo «Scontro fra titani in Baviera». uefa.com, 30-9-2009. URL consultato in data 2/10/2009.(Lingua franceseFR)
«Juventus de Turin, l'histoire d'une renaissance». Le Figaro, 27-2-2009. URL consultato in data 17/7/2009.. Il club
torinese ha vinto il torneo della Serie Amassima serie del campionato italiano di calciocampionato italiano per 27
volte (record), compresa una striscia di Quinquennio d'orocinque titoli consecutivi dal Serie A 1930-19311931 al
Serie A 1934-19351935 (record a pari merito con il Torino Football ClubTorino). I bianconeri detengono il record
per vittorie nella Coppa Italia, principale competizione di coppa nazionale del Paese (9 volte, a pari merito con la
Associazione Sportiva RomaRoma), tra esse due consecutive (Coppa Italia 1958-19591959 e Coppa Italia
1959-19601960, primato nazionale). Le due stelle dorate presenti sulla divisa bianconera, le Stella (calcio)Stelle
d'oro al Merito Sportivo, rappresentano venti dei 27 Albo d'oro del Campionato di Serie A#Scudetti per
squadracampionati nazionali vinti dalla società, il decimo raggiunto nella stagione Serie A 1957-19581957-58
(primo club italiano a poter esporre sulle maglie tale riconoscimento) ed il ventesimo nella stagione Serie A
1981-19821981-82. La formazione juventina detiene altresì il record italiano di double (calcio)double, ovvero la
vittoria del campionato di massima serie e della coppa nazionale nella stessa stagione (due, accadute nelle stagioni
1959-60 e 1994-95).I suoi 11 trofei vinti e riconosciuti dalla FIFA in ambito internazionale la rendono attualmente la
seconda squadra italiana, la Statistiche dei trofei internazionali di calcio#Ranking per trofei internazionali vinti
secondo la confederazioneterza in Europa e la Statistiche dei trofei internazionali di calcio#Classifica dei club più
titolati nelle coppe internazionalisesta al mondo con il maggior numero di Statistiche dei trofei internazionali di
calciotornei conquistati. La Juventus vanta, ex æquo con il Liverpool Football ClubLiverpool e l'Football Club
Internazionale MilanoInter, il primato per titoli vinti in Statistiche della Coppa UEFA#Vittorie per squadraCoppa
UEFA (3); nel Coppa UEFA 1976-19771977, inoltre, è divenuta il primo club italiano e dell'Europa meridionale ad
aver vinto tale competizione. È anche la società calcistica italiana che vanta complessivamente il maggior numero di
vittorie in competizioni ufficiali: 51.Il club torinese venne inserito al primo posto fra le società calcistiche italiane, e
al settimo in assoluto, nella Lista dei migliori club del XX secolo FIFAclassifica dei migliori club del XX secolo
(lingua ingleseen. The FIFA Clubs of the 20th Century) stilata dalla federazione calcistica mondiale il 23 dicembre
2000(Portable Document FormatPDF) (Lingua ingleseEN) «The FIFA Clubs of the 20th Century». fifa.com,
23-12-2000. URL consultato in data 26/9/2008..La Juventus, scelta Migliore squadra AICSquadra italiana dell'anno
dall'Associazione Italiana Calciatori nel Oscar del calcio AIC 1997#Migliore squadra1997 e Oscar del calcio AIC
1998#Migliore squadra1998 AIC - Albo d'oro. assocalciatori.it. URL consultato il 31-12-2008. e IFFHS#Squadra
mondiale dell.27annoSquadra mondiale dell'anno (lingua ingleseen. IFFHS The World's Club Team of the Year) nel
1993 e 1996 dall'IFFHSIstituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, organizzazione riconosciuta dalla
FIFA(Lingua ingleseEN) IFFHS Club World Ranking: The 'Top 25' of each year (1991-2008). International
Federation of Football History & Statistics. URL consultato il 03-01-2008., occupa il primo posto tra i club italiani e
il terzo a livello mondiale nel IFFHS#Classifica storica dei club secondo l.27IFFHSranking stilato dalla citata
organizzazione relativamente al periodo che va dal 1991 al 2008 (lingua ingleseen. IFFHS All-Time Club World
Ranking)(Lingua ingleseEN) IFFHS All-Time Club World Ranking. International Federation of Football History &
Statistics, 23-01-2009. URL consultato il 26-09-2008..Competizioni nazionali Serie ACampionato italiano: 27Prima
Categoria 19051905; Prima Divisione 1925-19261925-26; Serie A 1930-19311930-31; Serie A 1931-19321931-32;
Serie A 1932-19331932-33; Serie A 1933-19341933-34; Serie A 1934-19351934-35; Serie A 1949-19501949-50;
Serie A 1951-19521951-52; Serie A 1957-19581957-58 Serie A 1959-19601959-60; Serie A 1960-19611960-61;
Serie A 1966-19671966-67; Serie A 1971-19721971-72; Serie A 1972-19731972-73; Serie A 1974-19751974-75;
Serie A 1976-19771976-77; Serie A 1977-19781977-78; Serie A 1980-19811980-81; Serie A 1981-19821981-82
Serie A 1983-19841983-84; Serie A 1985-19861985-86; Serie A 1994-19951994-95; Serie A 1996-19971996-97;
189
Juventus Football Club
Serie A 1997-19981997-98; Serie A 2001-20022001-02; Serie A 2002-20032002-03 Coppa Italia: 9Coppa Italia
1937-19381937-38; Coppa Italia 1941-19421941-42; Coppa Italia 1958-19591958-59; Coppa Italia
1959-19601959-60; Coppa Italia 1964-19651964-65; Coppa Italia 1978-19791978-79; Coppa Italia
1982-19831982-83; Coppa Italia 1989-19901989-90; Coppa Italia 1994-19951994-95 Supercoppa italiana di
calcioSupercoppa italiana: 41995; 1997; 2002; 2003 Coppa Ali della Vittoria: 1Serie B
2006-20072006-07Competizioni internazionali Coppa Intercontinentale: 21985; 1996 UEFA Champions
LeagueCoppa dei Campioni/Champions League: 2Coppa dei Campioni 1984-1985 (calcio)1984-85; UEFA
Champions League 1995-19961995-96 Coppa delle Coppe: 1Coppa delle Coppe 1983-19841983-84 UEFA Europa
LeagueCoppa UEFA: 3Coppa UEFA 1976-19771976-77; Coppa UEFA 1989-19901989-90; Coppa UEFA
1992-19931992-93 Supercoppa UEFA: 21984; 1996 Coppa Intertoto: 1Coppa Intertoto 19991999Competizioni
giovanili La sezione giovanile della Juventus è una delle più vittoriose della sua categoria sia a livello nazionale,
potendo vantare 9 titoli di Campionati italiani di calcio giovanilecampione d'Italia, sia internazionale, con più di 70
trofei ufficiali, tra i quali alcuni relativi alle competizioni più importanti al mondo nella categoria come per esempio
il torneo di Viareggio, vinto 6 volte, la più recente delle quali nel Torneo di Viareggio 20092009. Nell'agosto 2007 la
squadra Under-19 della Juventus partecipò all'edizione inaugurale della Champions Youth Cup 2007Champions
Youth Cup in Malesia, sorta di Coppa del Mondo per club FIFAcampionato mondiale per club giovanili organizzato
dal G-14, classificandosi al secondo posto finale con la miglior difesa del torneo(Lingua ingleseEN) Erik Garin.
«Champions Youth Cup 2007 (Malaysia)». The Record Sport Soccer Statistics Foundation, 3-1-2008. URL
consultato in data 14/7/2009.. Statistiche Statistiche di squadra Alessandro Del Piero, miglior marcatore della storia
della Juventus La Juventus esordì nel Campionato italiano di calcio 1900campionato federale l'11 marzo 1900.
Quella attuale (Serie A 2008-20092008-09) è dunque la sua la 105ª stagione sportiva; nelle 104 precedenti, ha
partecipato a 96 campionati di massima serie (11 di Prima CategoriaPrima Categoria Nazionale, 5 di Prima
Divisione, 4 di Divisione Nazionale e 76 di serie A propriamente detta) e uno di serie B (nel Serie B
2006-20072006-07), mentre in altre 7 occasioni non superò le eliminatorie del Comitato Regionale Piemontese. Nel
corso delle 103 stagioni in massima serie la Juventus ha vinto 27 volte il campionato (record italiano), giungendo
seconda in 20 tornei e terza in 14 (60,2% di di piazzamenti nelle prime tre rispetto alle partecipazioni). La vittoria in
gara ufficiale con il maggior scarto fu un 15-0 a casa del Cento, secondo turno di Coppa Italia 1926-1927 Statistiche:
Record partite (vittorie). URL consultato il 26/9/2008.. Limitatamente al campionato, il record fu invece un 11-0
realizzato due volte, nel Divisione Nazionale 1928-1929torneo 1928-29, contro ACF FiorentinaFiorentina e Unione
Sportiva FiumanaFiumana, rispettivamente nella 2ª e 6ª giornata. La sconfitta con il maggior scarto fu invece uno
0-8 subìto dal Torino Football ClubTorino nel Prima Categoria 1912-1913campionato federale 1912-13 Statistiche:
Record partite (sconfitte). URL consultato il 26/9/2008.. A fronte delle 9 vittorie in Coppa Italia (record, detenuto a
pari merito della Associazione Sportiva RomaRoma) la Juventus ha disputato 13 finali di tale torneo(Lingua
ingleseEN) Igor Kramarsić. «Italy - List of Cup Finals». The Record Sport Soccer Statistics Foundation, 28-5-2008.
URL consultato in data 29/9/2008.. Singolarmente, pur essendo i due club che vantano il maggior numero di trofei
vinti, Juventus e Roma non si sono mai affrontate direttamente in finale di tale competizione. La Juventus vanta
anche, tra tutti i club italiani, il maggior numero di stagioni disputate nelle coppe europee, 46 (inclusa la stagione
2008-200909). Di esse, 40 sono relative a partecipazioni a tornei ufficiali dell'UEFA (25 Coppe dei Campioni /
UEFA Champions LeagueChampions League, 4 Coppa delle CoppeCoppe delle Coppe e 11 Coppa UEFACoppe
UEFA) e 6 alla Coppa delle Fiere(Lingua ingleseEN) Maurizio Mariani, Roberto Di Maggio. «Italian Clubs in
European Cups». The Record Sport Soccer Statistics Foundation, 6-6-2008. URL consultato in data 26/9/2008.; è
anche l'unico club italiano ad aver vinto una manifestazione internazionale ufficiale con una Rosa#Sportrosa
composta esclusivamente da Juventus Football Club 1976-1977calciatori provenienti da un solo Paese (Coppa UEFA
1976-1977Coppa UEFA 1976-77)(Lingua ingleseEN) James M. Ross. «European Competitions 1976-77». The
Record Sport Soccer Statistics Foundation, 9-1-2008. URL consultato in data 3/3/2009.. La formazione bianconera
ha disputato un totale di 18 finali in Statistiche dei trofei internazionali di calciocompetizioni ufficiali a livello
internazionale, sesta al mondo, quarta in Europa e seconda tra i club italiani in questa graduatoriaAssociazione
190
Juventus Football Club
Calcio MilanMilan: 29 finali in competizioni internazionali ufficiali per club; Club Atlético Boca JuniorsBoca
Juniors: 26; Real Madrid Club de FútbolReal Madrid: 24; Club Atlético IndependienteIndependiente: 21; Futbol
Club BarcelonaBarcellona: 21.. Delle 18 finali citate, 7 sono state giocate in UEFA Champions LeagueCoppa dei
Campioni-UEFA Champions League (2 vittorie complessive), una in Coppa delle Coppe (una vittoria), 4 in Coppa
UEFA (3 vittorie), una in Coppa Intertoto (una vittoria)(Portable Document FormatPDF) (Lingua ingleseEN) Albo
d'oro della Coppa Intertoto dell'UEFA. intertoto-cup.com. URL consultato il 26-09-2008., 2 in Supercoppa UEFA (2
vittorie) Storia della Supercoppa UEFA. it.uefa.com. URL consultato il 26-09-2008. e 3 in Coppa Intercontinentale
(calcio)Coppa Intercontinentale (2 vittorie). Sempre in ambito internazionale, la Juventus è l'unico club del mondo
ad avere vinto tutte le competizioni internazionali per club(Lingua ingleseEN) «UEFA Clubs Competitions».
uefa.com. URL consultato in data 26/9/2008. e uno dei tre club europei ad avere vinto tutte le tre principali
competizioni dell'UEFA. La Juventus fu la prima a raggiungere tale traguardo nel 1985, seguita dall'AFC AjaxAjax
nel Coppa UEFA 1991-19921992 e dal Fußball-Club Bayern MünchenBayern Monaco nel Coppa UEFA
1995-19961996 e, per tale ragione, le fu riconosciuta la UEFA#Targa UEFATarga UEFA (lingua ingleseen. The
UEFA Plaque).Statistiche individuali Il giocatore che detiene il record di presenze in campionato, a tutto il 2 ottobre
2009, è Giampiero Boniperti che, dal Serie A 1946-19471946 al Serie A 1960-19611961, scese in campo in serie A
444 volte Statistiche: Classifica giocatori: Presenze in Campionato a Girone Unico. URL consultato il 26/9/2008..
Dietro di lui Alessandro Del Piero con 435 (di cui 400 in serie A e 35 in serie BRelativamente alla serie B,
Alessandro Del Piero vanta anche 14 incontri e 1 goal con il Calcio PadovaPadova tra il 1991 e il 1993.); Del Piero
detiene, tuttavia, il record assoluto di presenze ufficiali con la maglia bianconera, 604, nonché quello di goal, 262
(altro record), così ripartiti: 168 in serie A, 20 in serie B, 24 nelle Coppe nazionali, 50 nelle competizioni europee e 1
in Coppa Intercontinentale Statistiche: Classifica giocatori - Presenze (totale). URL consultato il 26/9/2008.
Statistiche: Classifica giocatori: Reti (totale). URL consultato il 26/9/2008.. Il precedente record di goal, superato nel
gennaio 2006, apparteneva al citato Boniperti con 182. Il miglior marcatore della Juventus in un campionato a girone
unico fu Felice BorelBorel II, con 32 goal in 34 gare nel Serie A 1933-1934campionato 1933-34 Tutti i giocatori
della Juventus: Felice Placido Borel II (stagione 1933-1934). URL consultato il 26/9/2008.. L'Ungheriaungherese
Ferenc Hirzer, invece, detiene il record di goal segnati in un campionato di prima divisione, 35 in 26 incontri nel
Prima Divisione 1925-1926Campionato Federale 1925-26. Analogo numero di reti segnò lo sveziasvedese Gunnar
Nordahl del Associazione Calcio MilanMilan, ma in un campionato a girone unico Tutti i giocatori della Juventus:
Ferenc Hirzer (stagione 1925-1926). URL consultato il 26/9/2008.. Infine, Omar Sivori detiene, insieme a Silvio
Piola, il record di marcature in una singola partita: 6 goal, segnati all'Football Club Internazionale
MilanoInternazionale nella 28ª giornata del Serie A 1960-1961campionato 1960-61. Campionati nazionali Categoria
Partecipazioni Debutto Ultima stagione A97Campionato italiano di calcio 19011900-1901Serie A
2009-20102009-2010B1Serie B 2006-20072006-2007Serie B 2006-20072006-2007In 97 stagioni sportive a partire
dall'esordio a livello nazionale il Campionato italiano di calcio 190114 aprile 1901, inclusi 20 campionati di Prima
CategoriaPrima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A). Sono escluse le stagioni
Campionato italiano di calcio 19001899-1900, Campionato italiano di calcio 19021901-1902, Prima Categoria
19071906-1907, Prima Categoria 19081907-1908, Prima Categoria 19091908-1909, Prima Categoria
1912-19131912-1913 e Prima Categoria 1920-19211920-1921, nelle quali la Juventus non superò le eliminatorie
regionali; la Coppa Federale 1915-1916 e il Campionato Alta Italia 1944.La Juventus e la Nazionale italiana
Nazionale italiana al Campionato mondiale di calcio 1978campionato del mondo 1978 prima della partita inaugurale
contro la Nazionale di calcio della FranciaFrancia: vi figurano 8 giocatori all'epoca militanti nella JuventusGli 8
giocatori della Juventus presenti in tale formazione erano Romeo Benetti, Dino Zoff, Roberto Bettega, Claudio
Gentile, Franco Causio, Antonio Cabrini, Gaetano Scirea e Marco Tardelli. Al 9 settembre 2009 la Juventus è il club
che ha fornito il La Juventus F.C. e la Nazionale italiana di calcio#Lista di convocati juventini nella Nazionale
italiana di calciomaggior numero di giocatori alla Nazionale di calcio dell'ItaliaNazionale italiana: a tale data, infatti,
123 elementi hanno vestito la maglia azzurra all'epoca della loro militanza juventina (a fronte dei 101 dell'Football
Club Internazionale MilanoInternazionale e degli 86 del Associazione Calcio MilanMilan «Club Italia: Nazionali in
191
Juventus Football Club
cifre». figc.it. URL consultato in data 26/9/2008. «Nazionali in cifre: i convocati di una società alla Nazionale A».
figc.it. URL consultato in data 26/9/2008.). Sono 22 in totale i giocatori della Juventus militanti nelle selezioni
nazionali italiane campionato mondiale di calciocampioni del mondo: 9 nel Convocazioni per il campionato
mondiale di calcio 1934#Italia1934 (Luigi BertoliniBertolini, Felice BorelBorel II, Umberto CaligarisCaligaris,
Gianpiero CombiCombi, Giovanni FerrariFerrari, Luis MontiMonti, Raimundo OrsiOrsi, Virginio RosettaRosetta e
Mario VarglienVarglien I), 2 nel Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1938#Italia1938 (Alfredo
FoniFoni e Pietro RavaRava), 6 nel Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 1982#Italia1982 (Dino
ZoffZoff, Claudio GentileGentile, Antonio CabriniCabrini, Gaetano ScireaScirea, Marco TardelliTardelli e Paolo
Rossi (calciatore)P. Rossi) e 5 nel Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 2006#Italia2006 (Gianluigi
BuffonBuffon, Fabio CannavaroF. Cannavaro, Mauro Germán CamoranesiCamoranesi, Gianluca
ZambrottaZambrotta e Alessandro Del PieroDel Piero) «Speciale Germania 2006: Italia - i convocati». figc.it,
1-6-2006. URL consultato in data 17/10/2008.. Tre sono, invece, i calciatori della Juventus laureatisi campioni
d'Europa con la Nazionale, nel campionato europeo di calcio 19681968 (Giancarlo BercellinoBercellino, Ernesto
CastanoCàstano e Sandro SalvadoreSalvadore). Il contributo maggiore in elementi prestati alla Nazionale risale al
Campionato mondiale di calcio 1978campionato del mondo 1978, edizione in cui il club bianconero schierò in
maglia azzurra nove uomini, dei quali otto titolari; in un'occasione, l'incontro di prima fase contro i padroni di casa
dell'Nazionale di calcio dell'ArgentinaArgentina del 10 giugno, tutti i nove giocatori juventini furono schierati in
campo: Dino ZoffZoff, Claudio GentileGentile, Antonio CabriniCabrini, Romeo BenettiBenetti, Gaetano
ScireaScirea, Franco CausioCausio, Marco TardelliTardelli e Roberto BettegaBettega dal primo minuto, poi dal 6'
Antonello CuccuredduCuccureddu subentrato al Bologna Football Club 1909bolognese Mauro
BellugiBellugi(Lingua ingleseEN) Karel Stokkermans e Sérgio Henrique Jarreta. «World Cup 1978 finals». The
Record Sport Soccer Statistics Foundation, 22-10-1999. URL consultato in data 3/3/2009.. La Juventus guida la
particolare classifica dei club che vantano giocatori campioni del mondo con la propria Nazionale, con 24: ai 22
citati vanno infatti aggiunti Didier Deschamps e Zinédine Zidane, campioni nel campionato mondiale di calcio
19981998 con la Nazionale di calcio della FranciaFrancia: precede in tale graduatoria Football Club Internazionale
MilanoInternazionale (21), Fußball-Club Bayern MünchenBayern Monaco (15) e la coppia Santos Futebol
ClubeSantos - São Paulo Futebol ClubeSan Paolo (12 a testa)(Lingua ingleseEN) Gwidon Naskrent, Roberto Di
Maggio e José Luis Pierrend. «World Cup Champions Squads 1930-2006». The Record Sport Soccer Statistics
Foundation, 18-12-2008. URL consultato in data 7/2/2009.. Quanto al campionato europeo di calciocampionato
d'Europa, oltre ai tre citati, altri tre giocatori sono vincitori del torneo con Nazionali diverse da quella italiana: Luis
del Sol (Nazionale di calcio della SpagnaSpagna, campionato europeo di calcio 19641964), Michel Platini
(Nazionale di calcio della FranciaFrancia, campionato europeo di calcio 19841984) e il già menzionato Zinédine
Zidane (idem, campionato europeo di calcio 20002000). Ancora, in occasione della finale del citato Campionato
mondiale di calcio 2006campionato del mondo 2006, la Juventus ha stabilito un ulteriore record internazionale in
quanto, oltre ai cinque Nazionali italiani dei quali si è fatta menzione, scesero in campo tre bianconeri con la maglia
francese: Lilian Thuram, Patrick Vieira e David Trézéguet(Lingua franceseFR) «Coupe du Monde 2006 : Italie France». Fédération Française de Football, 9-7-2006. URL consultato in data 17/10/2008., per un totale di otto
finalisti di uno stesso club sul terreno di gioco. Struttura societaria La Juventus Football Club è, dal 27 giugno 1967,
una società per azioni a capitale interamente privato. Dal 1º marzo 2009 la società che controlla la maggioranza del
capitale azionario della Juventus è la finanziaria Exor, nata dalla fusione di IFILIFIL Investment S.p.A e Istituto
Finanziario Industriale, entrambe holding controllate dalla Giovanni Agnelli e C.Giovanni Agnelli e C.
S.a.p.a(Portable Document FormatPDF) Informazione Finanziaria della Borsa Italiana: Juventus Football
Club. URL consultato il 26/9/2008., che attualmente detiene il 55,016% della citata Exor e, tramite quest'ultima, il
60,001% del capitale azionario della Juventus «FIAT, Giovanni Agnelli & C. ha 33,645% attraverso Exor». Reuters,
10-3-2009. URL consultato in data 22-3-2009.. Il rimanente capitale azionario è detenuto dalla Libyan Arab Foreign
Investment Company (LAFICO) al 7,5% e da azionisti diffusi al 32,5%Juventus - Capitale sociale e azionariato,
#CITEREFJuventus - Capitale sociale e azionariatoop. cit.. Il campo d'allenamento della Juventus è di proprietà
192
Juventus Football Club
dell'azienda Campi di Vinovo S.p.A, controllata al 71,3% dal club. Secondo l'attuale organigramma societario, la
Juventus è articolata su 7 aree interne: Amministrazione e Finanza, Risorse umane, Informazione tecnologica, Area
commerciale, Pianificazione, Controllo e progetti speciali, Area comunicazione e Area sportivaJuventus Management, #CITEREFJuventus - Managementop. cit.. La società è guidata da un consiglio di amministrazione
composto da otto membri eletti dalla proprietà tra cui il presidente Giovanni Cobolli Gigli e l'amministratore
delegato Jean-Claude BlancJuventus - Organigramma, #CITEREFJuventus - Organigrammaop. cit.. Dal 3 dicembre
2001 la Juventus è quotata alla Borsa valoriBorsa Borsa Italianaitaliana IPO: Juventus Football Club. URL
consultato il 26/9/2008. nel Segmento titoli con alti requisitisegmento STAR Il Segmento STAR. URL consultato il
26/9/2008.. Dal 1º luglio 2008 la società bianconera ha implementato un Sistemi di gestionesistema di gestione della
sicurezza per i lavoratori e gli atleti in conformità ai requisiti previsti dalla norma internazionale OHSAS
18001:2007 e un sistema di gestione della qualità del settore medico secondo la norma internazionale Norme della
serie ISO 9000ISO 9001:2000Juventus - Staff tecnico, #CITEREFJuventus - Staff tecnicoop. cit.. Organigramma
della società Staff attuale dell'area amministrativaProprietà: Agnelli (famiglia)Famiglia Agnelli.Presidente: Giovanni
Cobolli Gigli.Presidenti onorari: Giampiero Boniperti e Franzo Grande Stevens.Amministratore delegato e direttore
generale: Jean-Claude Blanc.Comitato sportivo: Gian Paolo Montali.Comitato remunerazioni e nomine: Carlo Barel
Di Sant'Albano, Camillo Venesio, Riccardo Montanaro.Controllo interno: Marzio Saà, Riccardo
Montanaro.Direttore sportivo: Alessio Secco.Direttore commerciale: Marco Fassone.Direttore amministrazione e
finanza: Michele Bergero.Direttore finanza pianificazione, controllo e progetti speciali: Stefano Bertola.Direttore
risorse umane: Alessandro Sorbone.Direttore comunicazione e Juventus Channel: Giuseppe Gattino.Responsabile
marketing: Alessandro Sandiano.Responsabile Information Technology: Claudio Leonardi.Responsabile gestione e
controllo investimenti immobiliari: Riccardo Abrate.Direttore Juventus Center: Vittorio Ferrino.Responsabile
segreteria sportiva: Francesco Gianello.Addetti stampa senior: Marco Girotto.Addetti stampa e editoria: Fabio Ellena
e Gabriella Ravizzotti.Responsabile contenuti editoriali: Enrica Tarchi.Comunicazione corporate: Stefano
Coscia.Sponsor tecnici e ufficiali Cronologia degli sponsor tecnici dal 1979-80 al 1999-2000: Kappa
(abbigliamento)Kappa dal 2000-01 al 2002-03: Lotto Sport ItaliaLotto dal 2003-04: Nike, Inc.NikeCronologia degli
sponsor ufficiali dal 1981-82 al 1988-89: Ariston dal 1989-90 al 1991-92: UPIM dal 1992-93 al 1994-95: Danone
dal 1995-96 al 1997-98: Sony dal 1998-99 al 1999-2000: TelepiùD+ Libertà digitale / TelepiùTele+ 1999-2000 (solo
Coppe): Sony 2000-01: Sportal.com / TelepiùTele+ 2001-02: Fastweb (campionato) / Tu Mobile (Coppe) dal
2002-03 al 2004-05 (solo Coppe): Tamoil dal 2002-03 al 2003-04: Fastweb 2004-05: SKY Sport Dal 2005-06 al
2006-07: Tamoil Dal 2007: Fiat GroupGruppo FIAT (CNH GlobalNew Holland) Tifoseria Bandiera celebrativa del
109º anniversario della Juventus, Stadio Olimpico (Torino)Stadio Olimpico, 1º novembre 2006 I sostenitori della
Juventus sono quantificabili in circa 12 milioni in Italia secondo il più recente sondaggio di settore condotto
dall'istituto Demos e pubblicato nell'agosto 2008 sul quotidiano la Repubblica: con il 32,5% di preferenze da parte
del campione esaminato, il club torinese risulta essere il più sostenuto in Italia. La società dichiara inoltre, nel suo
profilo, 170 milioni di simpatizzanti in tutto il mondo, di cui 43 nella sola Europa. Numerosi sono anche i fan club
sparsi per tutto il mondo Centro Coordinamento Juventus Club DOC: I club esteri. URL consultato il 26/9/2008., in
particolare nei Paesi a forte emigrazione italiana(Lingua ingleseEN) «Napoli: Back where they belong». fifa.com,
22-6-2007. URL consultato in data 26/9/2008..Il tifo per la Juventus, tradizionalmente eterogeneo dal punto di vista
sociologico e geograficamente uniforme in tutto il Paese, è molto marcato anche nel Mezzogiorno d'Italia e nelle
Italia insulareisole, il che garantisce un seguito rilevante alla squadra anche durante gli incontri esterni. Tale
caratteristica di diffusione del tifo fa della Juventus, dal punto di vista sociologico, una squadra «nazionale» Accade
oggi: 1º novembre 1897. Nasce la Juve. La Stampa, 1-11-2008. URL consultato il 4/11/2008.. Frequente è anche il
caso di tifosi organizzati che, anche da luoghi geograficamente lontani del Paese, raggiungono con regolarità Torino
per gli incontri interni della squadra. Per quanto riguarda gli orientamenti politici delle tifoserie organizzate, in base
a un rapporto della Polizia di Stato del 2003 quello della Juventus risultava prevalentemente attestato su posizioni di
destra (politica)destraRapporto Polizia di Stato, #CITEREFRapporto Polizia di Statoop. cit.(Lingua ingleseEN) Ian
Hawkey. «Political Football». The Times, 3-4-2005. URL consultato in data 14/10/2008.; tuttavia, fuori dalle frange
193
Juventus Football Club
organizzate, l'orientamento politico della tifoseria, in ragione della sua eterogeneità sociale e territoriale, risulta non
discostarsi in misura significativa da quelli più diffusi genericamente a livello di popolazione nazionale: è quanto
emerse da un sondaggio condotto da ACNielsen citato nel 2004 dalla rivista Diario (rivista)Diario, in cui si stabilì
che quella della Juventus è una tra le poche tifoserie a esprimersi elettoralmente in maniera pressoché equanime tra
destra e sinistra (politica)sinistraPapi, #CITEREFPapiop. cit., paragrafo Curve elettorali: dal sondaggio, condotto
dopo le elezioni politiche italiane del 2001 su un campione non appartenente a gruppi organizzati di tifosi, emerse
che le percentuali di preferenze politiche espresse dai sostenitori di Juventus e Football Club Internazionale
MilanoInternazionale furono sostanzialmente analoghe a quelle generali dell'elettorato; tra i dati più divergenti dalla
media nazionale figurarono il 41% dei sostenitori del Associazione Calcio MilanMilan che dichiararono di avere
espresso la propria preferenza politica per Forza Italia, partito guidato da Silvio Berlusconi che in quella tornata
elettorale aveva conseguito il 29,4 per cento su base nazionale, e, al contrario, il 64,2 dei sostenitori della
Associazione Sportiva RomaRoma che dichiarò di avere votato per Democratici di Sinistra e la
MargheritaMargherita, altresì fermatesi, collettivamente, al 31% nel responso delle urne..Cenni storici Tifoseria
juventina allo Stadio Olimpico di Torino#Il dopoguerra: Lo Stadio ComunaleStadio Comunale di Torino durante gli
anni 1970 Il pensiero comune d'inizio XX secolo voleva che il tifo per la Juventus fosse appannaggio delle classi
borghesiaborghesi, laddove quello per la sua rivale cittadina, il Torino Football ClubTorino, traesse linfa dalle classi
Proletariatopopolari e proletarie «Speciale 100 anni del Derby di Torino». La Stampa, 30-9-2007. URL consultato in
data 30-03-2009.. Qualche decennio dopo, con l'ingresso degli Agnelli (famiglia)Agnelli nel capitale societario della
c.d. Vecchia Signora (1923), il tifo per la squadra si diffuse anche tra gli operai meccanici dell'industria di proprietà
della famiglia, la FIAT. Essendo iniziato un immigrazionefenomeno migratorio - poi divenuto massiccio nel secondo
dopoguerra - verso Torino e gli altri grandi poli industriali del Italia settentrionaleSettentrione da parte dei lavoratori
Italia meridionalemeridionali in cerca di impiego, la Juventus, già dagli anni 1930anni trenta, divenne il primo club
italiano ad avere una tifoseria non più connotata campanilisticamente o, al più, regionalmente, ma a carattere
nazionale(Lingua ingleseEN) Derby della Mole. URL consultato il 26-09-2008.Papa, #CITEREFPapaop. cit., pag.
47Encarta - Tifo calcistico, #CITEREFEncarta - Tifo calcisticoop. cit.. Con il consolidamento dei flussi migratori
interni avvenuti tra gli anni anni 1950cinquanta e i primi anni 1970settanta la Juventus sembrò rappresentare,
attraverso i suoi tifosi, lo spirito del nuovo lavoratore immigrato piemontese, mentre la tifoseria del Torino Football
ClubTorino rimase legata all'ambiente culturale di marca prettamente torinotorinese e cittadina. In anni più recenti,
comunque, le differenze sociali e culturali fra le due opposte tifoserie si sono sempre più affievolite fino ad essere
oramai, di fatto, nulle. Gemellaggi e rivalità Gemellaggio tra Unione Sportiva Avellino#La tifoseriatifosi avellinesi e
juventini nel 1985 Non risultano ufficialmente gemellaggi di tifoserie italiane con quelle della Juventus: per circa un
ventennio a partire dagli anni 1980anni ottanta, coincidenti con la presenza in serie A della compagine irpiniairpina,
vi fu un gemellaggio con la tifoseria dell'Unione Sportiva AvellinoAvellino, poi sciolto per iniziativa di alcune
frange di tifosi biancoverdi a fine anni 1990anni novanta(Portable Document FormatPDF) Fanzine n. 194 dei
Rangers Empoli, 17-1-2009. URL consultato il 04-04-2009. La Storia dell’U.S. Avellino 1912 S.p.A.. URL
consultato il 02-04-2009.. Fuori dal Paese esistono accordi di gemellaggio con i tifosi organizzati dell'ADO Den
Haag, compagine Paesi Bassiolandese dell'L'AiaAia, e con quelli del Legia Varsavia, Poloniapolacca Guerra & Pace:
Juventus FC. URL consultato il 26-09-2008.. La tifoseria rivale d'elezione è, come per tutti i casi di avversarie della
stessa città, quella del Torino Football ClubTorino. A seguire, quella dell'Football Club Internazionale
MilanoInternazionale, fin dagli anni anni 1960sessanta «Juve-Inter, storia di una rivalità». Tuttosport, 22-9-2008.
URL consultato in data 4/3/2009., e quella del Associazione Calcio MilanMilan, nonostante per lungo tempo le due
società abbiano tenuto buoni rapporti sportivo-commerciali con reciproci scambi di giocatoriCorrado Sannucci.
«Juve e Milan, la sfida infinita: storia di rivalità e di campioni». la Repubblica, 15-5-2003. URL consultato in data
4/3/2009.. Più recenti, e legate all'imporsi alla ribalta negli anni 1980anni ottanta delle loro squadre con conseguente
lotta sportiva per la conquista del primato nazionale, le rivalità con la tifoseria della ACF FiorentinaFiorentina,
legata principalmente alla lotta-scudetto del serie A 1981-1982campionato 1981-82Giuseppe Bagnati. «Quell'antica
ruggine tra Juve e Fiorentina». La Gazzetta dello Sport, 22-1-2009. URL consultato in data 4/3/2009., e con quella
194
Juventus Football Club
della Associazione Sportiva RomaRoma, che fino alla metà di quel decennio fu la più valida contendente dei
bianconeri al titolo «Juve-Roma, rivalità antica». Tuttosport, 31-10-2008. URL consultato in data 4/3/2009.. La
Stadio delle Alpi#Curva ScireaCurva Scirea allo Stadio delle Alpi è sempre stata il settore occupato durante le gare
casalinghe dai Tifoseria della Juventus Football Club#Collegamenti esterninuclei più accesi della tifoseria
organizzata. Attualmente, allo Stadio Olimpico (Torino)stadio Olimpico, i tifosi occupano la Stadio Olimpico
(Torino)#Curva FiladelfiaCurva FiladelfiaLa Stadio delle Alpi#Curva ScireaCurva Sud del “delle Alpi” fu chiamata
Scirea in memoria dell'ex giocatore Gaetano Scirea (1953-1989), libero e capitano della Juventus dal 1984 fino a fine
carriera. Il nome “Filadelfia” deriva invece dalla strada che passa sotto la Tribuna Sud dell'Olimpico, via Filadelfia..
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195
Juventus Football Club
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della Juventus, Rai Trade, Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, 2007, EAN 8032807021621.Voci correlate Il
calcio in ItaliaCampionato italiano di calcioLista dei migliori club del XX secolo FIFAIFFHS#In Europa .28top
10.29Lista dei migliori club europei del XX secolo IFFHSStatistiche dei trofei internazionali di calcioStatistiche
delle competizioni UEFA per clubG-14European Club AssociationSquadra di calcio#Club più ricchi a tutto il
2008Club calcistici con i più alti guadagni del mondoLista dei club calcistici più ricchi al mondo secondo la rivista
ForbesElenco dei principali club calcistici al mondo secondo i loro valori patrimonialiAltri progetti Collabora a
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ingleseEN, Lingua cineseZH, Lingua indonesianaID) Sito ufficiale della Juventus Football Club (Lingua
italianaIT, Lingua ingleseEN) Centro di Coordinamento Juventus Club DOC « Tutti i piazzamenti della Juventus
stagione per stagione», da Juworld.net Juventus F.C. su Open Directory Project ( Segnala su DMoz un collegamento
pertinente all'argomento "Juventus F.C.")
Società Sportiva Lazio
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S.S. LazioCalcio (sport)Calcio Detentore della Coppa Italia Detentore della Coppa ItaliaDetentore della Supercoppa
italiana Detentore della Supercoppa italianaBiancocelesti, Biancazzurri, Aquile, Aquilotti Segni distintivi Uniformi
di
garaManica
sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniCasaManica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniTrasfertaManica
sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraManica destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniCalzettoniTerza divisaColori sociali: Bianco e celeste
Simboli: Aquila (araldica)Aquila imperiale Inno: Vola Lazio volaToni Malco (1983) Dati societari Città:
RomaNazionePaese: bandiera ItaliaFIFAConfederazione: UEFAFederazione: Federazione Italiana Giuoco
CalcioFIGC Campionato: Serie AFondazione: 1900 Presidente: Bandiera dell'Italia Claudio Lotito Allenatore:
Bandiera dell'Italia Davide Ballardini Stadio: Stadio Olimpico (Roma)Olimpico di Roma(72.698 posti) Sito web:
www.sslazio.it Palmarès Campionato italiano di calcioScudetti: 2 Trofei nazionali: 5 Coppa ItaliaCoppe Italia3
Supercoppa italiana di calcioSupercoppe italianeTrofei internazionali: 1 Coppa delle CoppeCoppe delle Coppe1
Supercoppa UEFASupercoppe UEFA1 Coppa delle AlpiSi invita a seguire lo schema del Progetto CalcioLa Società
Sportiva Lazio S.p.A., nota come S.S. Lazio o più semplicemente LazioIl nome “Lazio” è stato, di fatto, una scelta
obbligata da parte dei fondatori, in quanto il nome della città non poteva essere utilizzato poiché all’epoca era già
usato da un’altra polisportiva, la Società Ginnastica Roma (fondata nel 1890, si scinderà nella Fortitudo prima di
riunirsi nel 1927, con Alba e Roman, sotto il nome di Associazione Sportiva Roma). Per evitare confusioni, è stato
quindi scelto “Podistica Lazio”, idea partorita dalla voglia esplicita del presidente Bigiarelli di andare "oltre" la città
di Roma ed abbracciare l'intera regione., è una società polisportiva di Roma fondata il 9 gennaio 1900. Nata come
società podistica agli inizi del secolo, ha incrementato nel corso degli anni il numero di discipline praticate, tanto da
196
Società Sportiva Lazio
divenire con le sue 37 sezioni e 5 attività associate la più grande Società polisportivapolisportiva d'Europa ed una
delle più grandi del mondo. La Polisportiva S.S. Lazio. lalaziosiamonoi.it. URL consultato il 10-07-2009.È stata la
prima società di calcio italiana a fare il suo ingresso sul mercato di Borsa valoriPiazza Affari. Insieme a Juventus e
Associazione Sportiva RomaRoma, è una delle tre società italiane di calcio quotate in Borsa valoriBorsa. La Storia.
SSlazio.it. URL consultato il 10-09-2008.La Società Sportiva Lazio è stata eretta ad Ente Morale il 2 giugno del
1921 per volontà dell'allora Ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce, ed in seguito le sono state anche
riconosciute due importanti onorificenze sportive: la Stella al merito sportivoStella d'Oro al Merito Sportivo e il
Collare d'oro al Merito SportivoCollare d'Oro al Merito Sportivo, ricevute rispettivamente nel 1967 e nel 2002.
Onorificenze ricevute dalla S.S. Lazio. sslazio1900.it. URL consultato il 02-07-2009.Nonostante il calcio fosse
praticato già nel 1901 dagli atleti della Lazio, la sezione fu istituita ed ufficializzata nel 1910, I Colori del Calcio,
Empoli, Geo Edizioni, 2005. sesta in Italia per Elenco squadre italiane di calcio per fondazioneordine di antichità tra
quelle attualmente attive.Più antiche della Lazio, tra quelle in attività ad oggi secondo la data di fondazione delle
squadra di calciosquadre di calcio campionato di calcio italianoitaliane - o di una sezione per il calcio -, sono il
Genoa Cricket and Football ClubGenoa, l'Udinese CalcioUdinese, la Juventus Football ClubJuventus, l'Ascoli Calcio
1898Ascoli e il Associazione Calcio MilanMilan. Secondo la cronologia di fondazione sportiva di tutte le società che
partecipano al campionato di calcio italianocalcio italiano, la squadra biancazzurra è la tredicesima società
calcisticasocietà d'Italia per Elenco squadre italiane di calcio per fondazioneordine di antichità dopo le due squadre
prima indicate, la Reale Società Ginnastica Torino (calcio)Ginnastica Torino, l'Internazionale Torino, la Ginnastica
Sampierdarenese, la Unione Sportiva Pro Vercelli CalcioPro Vercelli, il Football Club Torinese, l'Società Ginnastica
Andrea DoriaAndrea Doria (e la Florence Foot-Ball Club. Per approfondire vedere le voci Prima squadra di calcio
italiana ed Calcio in Italia (origini)Origini del calcio italiano.Nel corso della sua storia ultracentenaria si è
classificata in Campionato di calcio italianocampionato due volte prima, tre volte seconda ed è giunta sei volte terza.
Ha inoltre disputato senza mai ottenere il successo tre finali-scudetto negli anni in cui il campionato era diviso tra i
gironi Italia settentrionaleNord e Italia centraleCentro-Italia meridionaleSud. Tra i trofei più importanti conquistati
figurano: due Scudettoscudetti (1973/1974 e 1999/2000), cinque Coppa ItaliaCoppe Italia (1958, 1998, 2000, 2004,
2009), tre Supercoppa ItalianaSupercoppe italiane (1998, 2000, 2009), una Coppa delle Coppe (1999) ed una
Supercoppa EuropeaSupercoppa europea (1999), oltre alla Coppa delle Alpi (1971). Attualmente è l'unica squadra
della Capitale ad avere in bacheca due trofei internazionali riconosciuti dall'UEFA. Nel giugno del 1907 la Lazio
stabilì un record unico per il gioco del calcio: vincere un torneo affrontando le tre pretendenti nello stesso giorno, a
differenza di poche ore l'una dall'altra. L'evento fu il "Torneo di Pisa", competizione interregionale che avrebbe
assegnato il titolo di Campione centromeridionale, e che la formazione biancoceleste conquistò battendo in mattinata
il Lucca per 3-0, nel primo pomeriggio il Pisa CalcioPisa con un rotondo 4-0 ed in finale, nel tardo pomeriggio, il
Associazione Sportiva Livorno CalcioLivorno, regolato col punteggio di 1-0. La Lazio conquista il "Double".
sslazio1900.it. URL consultato il 02-07-2009.La Lazio è una delle cinque squadre in Italia ad aver centrato quello
che gli inglesi chiamano "Double (calcio)Double", ossia la conquista del titolo e della coppa nazionale nello stesso
anno; vi è riuscita nella stagione 1999-2000. Lazio da record: tre vittorie in un giorno. sslazio1900.it. URL
consultato il 10-08-2009.Storica è la rivalità della sua tifoseria con quella dell'altra squadra capitolina, la
Associazione Sportiva RomaRoma. Gli ultras biancocelesti hanno stretto gemellaggi con i tifosi di Inter, Hellas
Verona Football ClubHellas Verona e con gli ultras internazionali di Real Madrid, Chelsea ed Espanyol.Il
gemellaggio con i tifosi del Real Madrid è stato instaurato con il gruppo Ultras Sur nella stagione 2001 quando le
squadre si sono affrontate in Champions League, mentre quello con il Chelsea risale agli anni novanta. La
partnership con l'Espanyol è stata stretta con le Brigadas Blanquiazules «Amicizie e rivalità». Ultras Lazio.it. URL
consultato in data 15 marzo 2009.Attualmente, la Lazio è la sesta squadra d'Italia per numero di tifosi, dietro
Juventus Football ClubJuventus, Inter, Associazione Calcio MilanMilan, Società Sportiva Calcio NapoliNapoli e
Associazione Sportiva RomaRoma. Tifosi, Juventus la più amata - Inter la più antipatica. 30-08-2008. URL
consultato il 30-08-2008. La Juventus conquista "quasi un terzo" degli intervistati. Dietro si posizionano l'Football
Club Internazionale MilanoInter (14%), il Associazione Calcio MilanMilan (13%) e il Società Sportiva Calcio
197
Società Sportiva Lazio
NapoliNapoli (8%), davanti alla Roma (7%) e alla Lazio (2%). Anche nel panorama calcistico internazionale la
Lazio risulta avere un forte seguito, basti pensare che solo in Cina si contano circa 100.000 supporters biancocelesti.
Tifosi laziali nel mondo: 100 mila in Cina. socialcalcio.com. URL consultato il 12-08-2009.Secondo una recente
indagine, effettuata da "Deloitte Football Money League" di Deloitte & ToucheDeloitte, la Lazio risulta essere tra le
prime venti società più ricche al mondo per quantità di ricavi (83,1 milioni di Euro). Ricavi annui dei club di calcio:
Lazio tra le prime 20 al mondo.. piazzadellaliberta.it. URL consultato il 20-08-2009.Il simbolo della squadra è
l'Aquila (araldica)Aquila imperiale, mentre i colori sociali sono il bianco e il Celeste (colore)celeste, colori scelti in
onore della Grecia, patria dello sport e dei Giochi olimpici, dove proprio nel 1896 si disputò la prima Olimpiade dei
tempi moderni. Storia I primi anni: Lega Sud, la Lazio regina del meridione La Società Sportiva Lazio 1907Lazio
1907, vincitrice del Campionato Romano.Nata come società podistica, la S.S. Lazio vede affiancarsi ben presto altre
discipline sportive e tra queste anche il football nel 1902 grazie all'opera di due grandi personaggi: Fortunato
Ballerini e Sante Ancherani. Per tale motivo nell'antica rivalità tra Lazio e A.S. RomaRoma la tifoseria laziale
rivendica l'introduzione del calcio - nella forma oggi praticata - nella Capitale. La prima partita di calcio (seppure
non ufficiale) viene disputata il 16 maggio 1902 in Piazza d'Armi, vicino a Piazza Mazzini, e vede la Lazio battere la
Virtus (squadra nata da una polemica scissione dalla stessa Lazio) per 3-0 con tripletta del centrattacco Sante
Ancherani. Le prime partite giocate a Roma secondo le regole dell’Calcio (sport)Association football stabilite
dall’IFAB si tengono nel 1901 tra squadre composte da associati della Lazio, laddove altre formazioni estemporanee,
di cui rimangono frammentarie tracce nelle cronache di fine secolo, giocano un calcio non aderente alle regole del
gioco, in quanto praticato come forma ibrida tra calcio e rugby.Pennacchia Mario. «All' inizio era una società di
podisti». La Gazzetta dello Sport, 03-01-2000, pag. 5. URL consultato in data 11 novembre 2008.La Lazio della
finalissima nazionale 1913.Negli anni successivi la Lazio inizia a confrontarsi con altre realtà calcistiche italiane, in
particolare del centro-Italia, anche se tali confronti non si svolgono mai a livello ufficialeNel giugno 1907 la Lazio,
capitanata dal citato Sante Ancherani, giunge in treno a Pisa per affrontarvi la locale squadra. Capita, invece, di
giocare tre partite nella stessa giornata, tutte vinte: contro il Pisa CalcioPisa (4-0), il Lucca (3-0) e il AS
LivornoLivorno (1-0). Nel 1907 la Federazione Italiana Football (futura Federazione Italiana Giuoco CalcioFIGC)
sponsorizza il Campionato Romano di I Categoria, che si conclude con la vittoria della Lazio in finale sulla Virtus.
Tale successo, tuttavia, non costituisce titolo per un'eventuale ammissione ufficiale alle fasi successive del
campionato nazionale. Con l’estensione del campionato nazionale da parte della FIGC al centro-sud, il Campionato
Romano viene declassato a III Categoria, impedendo così nuovamente la partecipazione della Lazio al torneo
nazionale. Nel 1913 la Federazione Italiana Giuoco CalcioFIGC riforma il campionato e ammette alla Prima
Divisione le squadre del centro-sud, che giocano in un girone autonomo. La finale scudetto viene giocata tra le
vincitrici dei gironi nord e quelle del centro-sud. Gen. Giorgio Vaccaro.È la Lazio la prima squadra campione del
centro-sud. La finale scudetto viene disputata contro la Pro Vercelli, ed è vinta dai piemontesi per 6-0. In seguito la
Lazio, prima dell'introduzione del Girone Unico, giungerà alla finale nazionale per lo scudetto in altre due occasioni,
nel 1914 sconfitta dal Associazione Sportiva Casale CalcioCasale, e nel 1923 sconfitta dal Genoa Cricket and
Football ClubGenoa. Nel 1927, il P.N.F cioè il Partito Nazionale Fascista è nel pieno dello sforzo propagandistico
per tentare di ridisegnare una nuova mappa dell’identità culturale italiana. Nei piccoli borghi vengono ricreate sagre
e feste paesane, i grandi centri urbani vedono, tra l'altro, il sorgere delle squadre cittadine. Così, in modo analogo a
quanto accadeva a Firenze, Napoli, e nel resto d'Italia, si decise di unificare le squadre di calcio Romaromane in un
unico club; cinghia di trasmissione della propaganda mussoliniana nel cuore dei ceti popolari romani. A contrastare
il tentativo di unificazione c'è il Luogotenente Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza NazionaleMilizia
Fascista Giorgio Vaccaro, che riesce a convincere i gerarchi a non includere la Lazio nella nuova associazionePiero
Strabioni, Calcio Romanus Sum, E.n.n.e B.i, 2007. Le radici delle due squadre capitoline, così diverse: una nata sulle
ali dell'entusiasmo per le nuove Giochi olimpiciOlimpiadi e l'altra per decreto del regime, inevitabilmente
influenzeranno la storia delle rispettive tifoserie. La Lazio, infatti, fondata nel quartiere borghesiaborghese di Prati, si
allenava e giocava al campo Rondinella ai Parioli, laddove la Roma iniziò al Velodromo Appio, presso l’Acqua
Santa, per passare poi nel quartiere popolare di Testaccio. Il goliardico appellativo di burini risulta essere d'origini
198
Società Sportiva Lazio
decisamente recenti. Infatti, fino al 1927 (anno in cui il regime fascista creò la AS Roma, per dirla con le stesse
parole del "messaggero" d'allora, "in ossequio al desiderio delle superiori gerarchie del Partito"), la Lazio resta de
facto la principale squadra di calcio della capitale, con un largo seguito popolare. I beffardi luoghi comuni sulla
natura "aristocratica" e provinciale dei laziali cominciano a circolare solo dopo tale data, allorché i biancocelesti,
scampato il pericolo della fusione nella As Roma, vengono ingiustamente identificati come refrattari e reprobi
anti-fusionisti. In quel periodo il Gen. Vaccaro ricopre importanti cariche sportive, difatti è nominato presidente
della Federazione Italiana Scherma eppoi della Federazione Italiana Rugby; successivamente assume anche la
presidenza del Comitato Olimpico Nazionale ItalianoCONI. Dopo la guerra, Vaccaro diventerà membro della Corte
Federale della Federcalcio, nonché presidente della Lazio dal 1964 fino all'estate del 1965. Gli anni trenta:
campionato a girone unico A partire dalla stagione 1929/193030 viene istituito il campionato a girone unico.
L'esordio in Serie A dei biancocelesti avviene il 6 ottobre 1929 contro il Bologna campione in carica, allo Stadio
della Rondinella sulla via Flaminia. Gli inizi sono dei più benaugurati, il risultato è infatti di 3 a 0 per la Lazio; ma il
resto della stagione sarà tutt'altro che esaltante, con un quindicesimo posto raggiunto all'ultima giornata.I primi del
decennio sono gli anni della Brasilazio, una formazione imbottita di Brasilebrasiliani che però non ottiene il successo
sperato. Le sue, infatti, sono prestazioni altalenanti, i risultati a fine stagione sono un ottavo posto nel 1930/193131 e
un tredicesimo nel 1931/193232. Nell'estate del 1932'32 Karl Stürmer sostituisce come allenatore il brasiliano
Amílcar Barbuy e nello stesso anno la Lazio batte la AS RomaRoma per 2 a 1 nel derby di RomaDerby casalingo,
ottenendo il primo successo contro i "cugini". A dimostrazione di come la stracittadina fosse già molto sentita, il
Littoriale descriveva così l'ingresso in campo: Anfilogino Guarisi, detto "Filò".La formazione laziale che nel
1936-37 sfiorò lo scudetto.« Sventolio di bandiere biancocelesti e giallorosse, un gigantesco telone con scritto «Forza
Lazio» a caratteri cubitali. Si calcola che siano presenti venticinquemila spettatori per un incasso record di 218 mila
lire, alle quali bisogna aggiungere le ventimila lire dei soci e degli abbonati. »Nell'estate del 1932 è da ricordare una
storica partita disputata dalla Lazio allo stadio Prater di Vienna contro la formidabile formazione giovanile del
Sportclub WackerWacker. L'allenatore Strumer mandò in campo giovanissimi calciatori, di età compresa tra i 12 e
14 anni, da lui soprannominati "Pulcini", i quali costrinsero al pareggio (1-1) i ben più esperti giocatori austriaci; i
dirigenti del Wacker rimasero impressionati dalla prestazione dei biancocelesti, e da quella sera il gruppo di quei
piccoli eroi laziali prese il nome di "Pulcini di Vienna". Nel campionato Serie A 1932-19331932/33 la squadra si
piazza al decimo posto, e lo stesso avviene nel Serie A 1933-19341933/34. Sotto la presidenza di Eugenio Gualdi
aumentano anche le ambizioni, vengono acquistati infatti Silvio Piola e Attilio FerrarisAttilio Ferraris IV, e nella
stagione Serie A 1936-19371936/37 la Lazio raggiunge il secondo posto alle spalle del Bologna Football
ClubBologna (all’epoca una delle squadre più forti d’Europa), dopo aver terminato il girone d'andata al comando
della classifica e aver visto sfumare lo Scudetto a causa degli infortuni e di riserve non all'altezza dei titolari. In quel
periodo la squadra è trascinata da Silvio Piola, uno dei migliori attaccanti della storia del calcio italiano. Piola a
Roma gioca per nove stagioni e vanta tuttora il record di marcature in Serie A con la Lazio; (143 su 274 sue reti in
totale in Serie A tra Pro Vercelli, Lazio, Juventus Football ClubJuventus e Novara CalcioNovara, a cui dovrebbero
aggiungersi i 27 gol segnati da Piola con la maglia del Torino CalcioTorino nel Campionato di Guerra Campionato
Alta Italia 19441943/44 e i 16 con la Juventus Football ClubJuventus del Campionato Divisione Nazionale
1945-19461945/46, campionati entrambi non conteggiati a fini statistici.In quello stesso anno la squadra fa anche le
prime esperienze europee ad alto livello, partecipando alla Coppa Europa dove viene sconfitta solo in finale dal
Ferencvaros. Gli anni seguenti sono privi di grandi soddisfazioni, fatta eccezione per il derby del 1939 in cui i
biancocelesti espugnano il campo Testaccio dei cugini romanisti con un secco 2 a 0; entrambe le marcature furono
messe a segno dal bomber Piola. Nella stagione seguente, cioè il campionato Serie A 1939-19401939/40, viene
raggiunto un ottimo quarto posto dietro le grandi squadre dell'epoca: AmbrosianaAmbrosiana-Inter, Bologna e
Juventus. Gli anni quaranta: l'addio di Silvio Piola, eroe nazionale Una formazione degli anni '40. Gli anni quaranta
sono l'epoca del Grande Torino e la Lazio si attesta su posizioni di mezza classifica. Nel 1943 il campionato viene
sospeso per cause belliche. A livello locale viene organizzato il Campionato Romano, con il quale sembra tornare
l'epoca pionieristica del calcio. Finita la guerra, nel campionato del 1945/194646, diviso in due gironi, la Lazio senza
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il suo bomber, Silvio Piola, non riesce a raggiungere la fase finale. Nel primo campionato a girone unico nel
dopo-guerra 1946/47 la Lazio arriva al decimo posto. Anche quella del 1948/194949 è una stagione difficile, con
stipendi ridotti al minimo e giocatori che scioperano; a metà stagione, la Lazio si ritrova ultima nonostante l'illusione
degli otto gol rifilati al Bologna. Tocca al presidente Zenobi ricostruire la società e i risultati non tardano ad arrivare.
La Lazio conclude il campionato al tredecesimo posto, e in una partita casalinga memorabile costringe al pareggio il
grande Torino che vinse lo scudetto nonostante la tragedia di Superga. L'anno seguente 1949/50 la Lazio disputa un
bel campionato e si classifica quarta mostrando una difesa di ferro e grandi prestazioni del portiere Lucidio
SentimentiSentimenti IV, che era stato scartato dalla Juventus perché giudicato ormai vecchio. Il quarto posto in
campionato viene confermato l'anno seguente (1950/51) alle spalle di Milan, Inter e Juventus. Gli anni cinquanta: la
conquista della prima Coppa Italia La Lazio vincitrice della Coppa Italia 1958.Nel frattempo, complice una
defezione internazionale della Juventus Football ClubJuventus, la Lazio si riaffaccia sul panorama internazionale
giocando la Coppa Latina del 1950 (antesignana della Coppa dei Campioni (calcio)Coppa dei Campioni). I risultati
non sono quelli sperati, ma il misurarsi con altre realtà calcistiche contribuisce alla crescita sportiva del club.La
Coppa Latina vedeva ogni anno sfidarsi i campioni nazionali di Francia, Italia, Portogallo e Spagna. La Lazio, già
priva dei nazionali (impegnati nel Coppa del Mondo FIFA 1950campionato del mondo in Brasile) Lucidio
Sentimenti IVSentimenti IV, Leandro RemondiniRemondini e Zeffiro FuriassiFuriassi (sostituiti dai prestiti
temporanei Sandroni e Fioravanti del Venezia e Guglielmo TrevisanTrevisan della Triestina) sulla strada per
Lisbona, sede di quell’edizione della Coppa, andò a giocare la Trofeo Teresa HerreraCoppa Teresa Herrera a La
Coruña contro i campioni di Spagna dell’Atlético de MadridAtlético Madrid. La partita fu vinta, ma una doccia
troppo fredda dopo l’incontro causò una faringite ad alcuni giocatori. La squadra arrivò così a Lisbona in condizioni
fisiche precarie e non poté evitare, malgrado l’impegno in campo, di essere battuta dallo stesso Atlético e dal Sport
Lisboa e BenficaBenfica, che poi vinse la Coppa. Nel 1952 nuovo quarto posto in campionato a pari punti con la
Fiorentina. Nel 1953 termina l'era Zenobi, sotto la quale la Lazio era riuscita a ridurre la differenza con le squadre
del nord e vincere sette derby su otto. Gli succede Tessarolo, e vengono acquistati giocatori importanti ma a fine
carriera, politica che non porterà grandi risultati, ma solamente problemi di bilancio. Nella stagione 1955/195656
viene effettuata un'onerosa campagna acquisti: spiccano i nomi di Arne SelmossonSelmosson e Ermes
MuccinelliMuccinelli. Il campionato si svolge tra alti e bassi e si conclude con un più che dignitoso terzo posto.
L'estate successiva, con altri acquisti si cerca di consegnare all'allenatore Carver una squadra che possa vincere
finalmente il titolo, ma, complice una partenza a rilento, sarà ancora terzo posto nonostante le vittorie per 3 a 0 su
Milan e Fiorentina, le prime due classificate al termine del campionato. Tessarolo lascia così la società con un
ingente deficit di bilancio. La gestione successiva si occupa soprattutto di ripianare i debiti, ma arriva comunque la
conquista del primo trofeo ufficiale: la Coppa Italia (calcio)Coppa Italia del 1958,Nell' estate del 1958 la
Federazione decise di ripristinare la Coppa Italia che dopo la guerra non era più stata organizzata con Fulvio
Bernardini"Fuffo" Bernardini in panchina. La gioia dura poco, visto che in estate viene ceduto Selmosson alla Roma
generando una vera e propria rivolta dei tifosi. Con lui partono anche altri giocatori di esperienza, e la Lazio si affida
a calciatori promettenti e di prospettiva: il risultato sarà un undicesimo posto. Nel 1959/196060 la Lazio, a causa
delle perduranti difficoltà economiche, cede anche Humberto Tozzi, l'unico giocatore di livello rimasto. Gli anni
sessanta: i primi anni di latitanza in Serie B La Società Sportiva Lazio 1963-1964Lazio 1963-64, allenata da "Toto"
Lorenzo. È sicuramente un decennio tra i più altalenanti della storia della Lazio: nel Serie A 1960-19611961 arriva la
retrocessione in Serie B, che condanna così la squadra al primo anno nella serie cadetta dopo l'introduzione del
girone unico. Il ritorno nella massima serie sarebbe immediato se l'arbitro Rigato, nella partita decisiva contro il SSC
NapoliNapoli, vedesse il tiro di Seghedoni entrare nella porta prima di uscirneSeghedoni tirò un potente calcio di
punizione che si infilò in porta per poi uscire, forse a causa della rete allentata dalla pioggia. Tutti si accorsero che il
pallone era entrato (clamoroso il gesto del portiere del Napoli con le mani tra i capelli), tranne l'arbitro Rigato che
non convalidò la rete Rete o no? - enciclopediadelcalcio.com. URL consultato il 14-04-2008.. La squadra è quindi
affidata all'allenatore argentino Juan Carlos Lorenzo, che nel 1963 termina il purgatorio della Serie B, e la Lazio
conquista la promozione nella partita casalinga contro la Pro Patria davanti ad oltre 60.000 spettatori. Nel
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1963/196464 Lorenzo ottiene un buon ottavo posto con una squadra giovane, anche se l'anno seguente l'argentino
passa sull'altra sponda del Tevere. Con Mannocci in panchina i biancocelesti raggiungono la salvezza, ma a fine
stagione si riaffaccia la crisi finanziaria, così la presidenza viene rilevata da Umberto Lenzini, un personaggio che da
lì a poco cambierà la storia della Lazio. La sua presidenza inizia però nel peggiore dei modi, dopo una stagione
anonima arriva una nuova retrocessione in Serie B (Serie A 1966-19671966/67), forse per la deludente campagna
acquisti fatta in estate. Partita per vincere il campionato, la Lazio si ritrova a lottare nelle parti basse della classifica.
Subentra come allenatore Lorenzo, di ritorno dalla Roma dove aveva decisamente fallito, che ottiene la salvezza.
Nella stagione seguente (Serie A 1968-19691968/69), anche grazie ad acquisti finalmente all'altezza, la Lazio torna
in Serie A con due giornate d'anticipo. Gli anni settanta: La "banda" Maestrelli ed il primo scudetto Nel Serie A
1969-1970campionato 1969/70 la Lazio può contare sui gol di Giorgio Chinaglia e sul libero Giuseppe Wilson,
arrivati in estate un po' in sordina dall'Internapoli. La squadra raggiunge così una salvezza tranquilla. Nel Serie A
1970-19711970/71, dopo un girone di ritorno disastroso, la Lazio retrocede nuovamente in Serie B; malgrado la
cocente delusione la squadra biancazzurra, guidata provvisoriamente da Bob Lovati dopo l'esonero di Lorenzo,
riesce ad aggiudicarsi la Coppa delle Alpi, vinta contro i padroni di casa del Fussballclub Basel 1893Basilea.
L'ambiente ha però bisogno di una svolta, è così che il presidente Umberto Lenzini pensa a Tommaso Maestrelli,
allenatore del Foggia, uno tra gli allenatori in ascesa in quel periodo ed uno dei più rivoluzionari. La Lazio con lo
scudetto sul petto. Da sinistra in piedi: Chinaglia, Petrelli, Pulici, Martini, Oddi, Wilson; accosciati: Garlaschelli,
D'Amico, Nanni, Frustalupi, Re Cecconi.Una scelta azzeccatissima visto che la Lazio torna subito in Serie A. In
estate, tra non poche polemiche viene ceduto Giuseppe Massa all'Inter, mentre nella Lazio arrivano Mario Frustalupi,
Renzo Garlaschelli, Luciano Re Cecconi, Felice Pulici e Luigi Martini. Si viene a formare un gruppo di giocatori tra
di loro eterogenei ma dotati di estro e personalità, guidati e tenuti insieme da Tommaso Maestrelli (allenatore,
psicologo e tuttofare), che dà alla squadra un gioco brillante, molto simile al calcio totale reso famoso dagli olandesi
di quella generazione ai Campionato mondiale di calcio 1974mondiali di Germania del 1974. Nel Serie A
1972-19731972/73, appena rientrata in Serie A, si ritrova a lottare praticamente fino all'ultima giornata per lo
scudetto. Prima dell'ultima partita del torneo è al comando il Associazione Calcio MilanMilan con 44 punti, seguito
da Lazio e Juventus Football ClubJuventus appaiate ad un solo punto. La Juventus gioca contro la Roma
all'Olimpico, mentre il Milan contro il Verona, la Lazio è di scena a Napoli. Alla fine del primo tempo Juventus e
Milan sono in svantaggio, Napoli e Lazio pareggiano. Nel secondo tempo Cuccureddu rovescia le sorti per la
Juventus che vince 2 a 1 e si aggiudica lo scudetto, la Lazio viene infilata da una rete del Napoli. I biancocelesti al
termine di questa rocambolesca ultima giornata risultano terzi con non poca amarezza. Il campionato Serie A
1973-19741973/74 riparte tra lo scetticismo dell'opinione pubblica, che non crede che la Lazio possa ripetersi. La
tifoseria è ancora amareggiata per il finale dell'anno prima, ma è consapevole della forza della squadra che esprime
un gioco spettacolare. Il presidente Umberto LenziniLenzini, il tecnico Tommaso MaestrelliMaestrelli e la vecchia
"bandiera" Fulvio BernardiniBernardini. L'unica aggiunta ad un meccanismo già collaudato è la giovane ala
Vincenzo D'Amico proveniente dalle giovanili. La stagione è una vera e propria cavalcata, interrotta solo da qualche
incertezza in alcune partite. La vittoria per 3 a 1 nello scontro diretto contro la Juventus Football ClubJuventus e la
prova di forza nel derby di ritorno vinto 2 a 1, portano saldamente la squadra in testa alla classifica. La Lazio perde
un'ultima partita con il Torino ma riesce comunque a laurearsi Campione d'Italia,Tuttavia, la Lazio non poté
partecipare alla Coppa dei Campioni 1975 (calcio)Coppa dei Campioni 1974/75 a causa di una squalifica di un anno
subita dall’UEFA a seguito di incidenti avvenuti in un incontro di Coppa UEFAcoppa della stagione 1973/197474
contro l’Ipswich Town. con una giornata d'anticipo, nell'incontro casalingo contro il Unione Sportiva FoggiaFoggia
in un Olimpico stracolmo.Erano presenti 78.859 spettatori, record tuttora imbattuto per una partita disputata allo
Stadio Olimpico Nonostante lo Serie A 1973-1974scudetto e i relativi incassi, la società non gode di grande
floridezza economica, e in estate è pressoché immobile sul mercato. Il Serie A 1974-1975campionato 1974/75 non è
trionfale come quello precedente, e inoltre si viene a sapere che Maestrelli è afflitto da una grave malattia e ciò non
può che influire negativamente sull'andamento. La stagione si conclude al quarto posto con Roberto LovatiLovati in
panchina, ma la mente di tutti i laziali è rivolta sicuramente altrove. Viene ceduto Mario FrustalupiFrustalupi, punto
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di riferimento del centrocampo, la panchina affidata all'emergente Giulio Corsini, e "Long John" Giorgio
ChinagliaChinaglia emigra negli USAStati Uniti ai New York CosmosCosmos di New York. La Lazio rimane
invischiata nella lotta per non retrocedere, ed è necessario il ritorno di Maestrelli per ottenere una difficile salvezza,
raggiunta solamente all'ultima giornata di campionato pareggiando in casa del Calcio ComoComo per 2-2,
rimontando il doppio svantaggio grazie alle reti di un giovane Bruno Giordano, che aveva ormai raccolto in tutto e
per tutto la pesante eredità di Chinaglia, e di Roberto Badiani. Nella stagione 1976/197777 Lenzini chiama a sedere
sulla panchina biancazzurra il brasiliano Luis Vinicio e strappa clamorosamente alla Roma il centrocampista Franco
Cordova. È una Lazio che fa forza sul proprio vivaio; oltre a Giordano e D'Amico, si mettono in luce anche gli ottimi
talenti di Lionello Manfredonia ed Andrea Agostinelli. La stagione risulta essere esaltante e la squadra ottiene alla
fine un ottimo quinto posto, ma due lutti sconvolgono l'ambiente laziale: quelli di Maestrelli e Re Cecconi. Il tecnico
scompare nel dicembre del 1976 dopo un lungo periodo di malattia in seguito ad un tumore al fegato, mentre il
biondo calciatore viene ucciso circa un mese dopo (gennaio 1977) da un colpo di pistola mentre faceva uno scherzo
simulando una rapina in una gioielleria romana.Luciano Re Cecconi venne ucciso durante uno scherzo: durante la
guarigione dopo un infortunio, lui e due amici si recarono presso la gioielleria Bruno Tabocchini, nel quartiere
Flaminio della capitale, siccome proprio uno dei due amici doveva sbrigare una commissione. Quando i tre entrarono
nel negozio, Re Cecconi esclamò per scherzo "Fermi tutti, questa è una rapina!". Sfortunatamente per lui scelse il
posto ed il momento sbagliati: Tabocchini aveva subito di recente due rapine e il timore che la cosa potesse ripetersi
lo aveva spinto a nascondere sotto la cassa una WaltherWalther calibro 7.65. Il gioielliere non riconobbe Re
Cecconi, che aveva il bavero alzato; credette che fosse un rapinatore, e che stesse impugnando una pistola, e così
fece subito fuoco colpendolo in pieno petto. Re Cecconi si accasciò e morì solo mezz'ora dopo.Gli anni ottanta: un
decennio di luci, ombre e tanto cuore La Serie A 1979-1980stagione 1979/1980 è forse la più drammatica di tutta la
storia laziale: durante il derby viene ucciso il tifoso laziale Vincenzo Paparelli, colpito da un razzo proveniente dalla
curva romanista. Sul finire dell'anno scoppia lo "Scandalo del calcio italiano del 1980Scandalo calcioscommesse", e
la Lazio viene retrocessa in Serie B insieme al Associazione Calcio MilanMilan e alcuni suoi giocatori squalificati
per delibera della Commissione di Appello FederaleCAF.Squalifica a vita per Wilson, 5 anni per Cacciatori, 3 per
Giordano e ManfredoniaLa Società Sportiva Lazio 1984-1985Lazio 1984-85, nonostante giocatori come Batista,
D'Amico , Giordano e M.Laudrup retrocede in serie B.Il girone di andata della Serie B 1980-1981stagione 1980/81
nel campionato cadetto sembra promettere un rapido ritorno in Serie A: la squadra, guidata da Ilario Castagner, ed
attrezzata in sede di mercato per competere nella massima serie, prende largamente il comando della classifica. Al
girone di ritorno il meccanismo però si rompe (come anche il tendine di Achille del portiere Maurizio
MoscatelliMoscatelli) e comincia un lento ed inesorabile declino fino al fatale rigore, fallito la penultima giornata da
Stefano Chiodi contro il Lanerossi VicenzaVicenza, che condanna la Lazio alla permanenza in serie B. La squadra
faticherà a riaversi: alla fine gli anni di B saranno tre. Il 1981 è un anno travagliato anche per la società che dopo un
periodo di grave incertezza manageriale, tra i fratelli Lenzini e Rutolo, passa nell'estate a Gian Chiaron Casoni. Con
la gestione Casoni la Lazio risale faticosamente la china. Il purgatorio finisce anche grazie al ritorno di Manfredonia
e Giordano, graziati dalla vittoria mondiale del 1982 dell'ultimo anno di squalifica. La Lazio torna in Serie A nel
1983 e Giorgio Chinaglia, tra gli artefici in campo dello scudetto del Serie A 1973-19741974, ne assume la
presidenza. La presidenza Chinaglia non sarà all'altezza delle aspettative suscitate nei tifosi. La Lazio di Giordano,
D'Amico, Manfredonia e di un giovanissimo Michael Laudrup, in prestito dalla Juventus Football ClubJuventus,
ottiene una stentata salvezza nel Serie A 1983-19841984. La formazione della Società Sportiva Lazio
1986-1987Lazio 1986-87, i cui giocatori sono soprannominati "gli eroi del -9".Segue un'estate di polemiche con
Giordano e Manfredonia in bilico tra Juventus e Roma e con i conti del bilancio in rosso fisso: prodromi di un
campionato rovinoso. Nel Serie A 1984-19851985 la Lazio retrocede di nuovo in serie B; Giordano prende la strada
di Napoli tra le mille polemiche e lasciano la squadra anche Manfredonia e "Michelino" Laudrup, entrambe
accasatisi alla Juventus. Oltre a questi tre pezzi pregiati, lascia la Lazio anche il talentuoso centrocampista brasiliano
João Batista da SilvaJoão Batista. Anche questa volta gli anni di B saranno tre. Al temine del primo, nel 1986, la
Lazio viene coinvolta nel cosiddetto “Scandalo del calcio italiano del 1986secondo scandalo calcioscommesse”: la
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squadra viene penalizzata di 9 punti per la stagione Serie B 1986-19871986/87 e rischia seriamente di finire in Serie
C per la prima volta nella sua storia. Di nuovo il crocevia della stagione è la partita con il Vicenza all'Olimpico, dove
più di 80.000 tifosi laziali sosterranno la squadra. La Lazio attacca per tutta la partita ed il portiere avversario
risponde colpo su colpo, ma nei minuti finali quando l'ombra della retrocessione si fa sempre più pungente, Giuliano
Fiorini butta la palla in rete facendo esplodere l'Olimpico per uno dei gol più importanti e memorabili della storia
biancoceleste. Tredici anni più tardi nel giorno del centenario biancoceleste sarà ricordato come colui chè segno il
gol grazie al quale siamo ancora in vita. Al termine della partita la Lazio aggancia il terzultimo posto insieme al
Taranto SportTaranto e al Polisportiva Nuovo Campobasso CalcioCampobasso, contro i quali deve disputare lo
spareggio a Napoli nel giugno 1987 per non retrocedere. La squadra verrà sostenuta da 40.000 tifosi in entrambi le
partite allo stadio San Paolo; alla fine, battendo il Polisportiva Nuovo Campobasso CalcioCampobasso con un gol di
testa di Fabio Poli, la Lazio riesce a mantenere la Serie B, riuscendo in un'impresa che rimarrà negli annali della
storia biancoceleste e nella memoria dei tanti tifosi laziali.Dopo la sofferta salvezza la società viene rilevata da
Gianmarco Calleri, che, dopo la promozione in Serie A, il risanamento economico ed il rilancio sportivo la vende nel
1992 al finanziere Sergio Cragnotti per 25 miliardi di lire.Pennacchia Mario, Garinei Lello. «Scandali e
retrocessioni: poi spunta Cragnotti». La Gazzetta dello Sport, 08-01-2000, pag. 11. URL consultato in data 11
novembre 2008.Gli anni novanta: la rinascita, l'era Cragnotti, il secondo scudetto e la conquista dell'Europa Gli anni
novanta si aprono con l'arrivo di Sergio Cragnotti che costruirà una delle realtà calcistiche più forti a livello
mondiale.Nel 2003 lasciò però la società sull’orlo della bancarotta e con un debito fiscale di circa 40 milioni di euro,
divenuto poi 170 milioni al termine della successiva gestione; in seguito fu protagonista di una serie di disavventure
giudiziarie che portarono Cragnotti a un breve periodo di detenzione per custodia cautelare in vista del processo
Nella prima stagione del nuovo corso (Serie A 1992-19931992/1993) arrivano alla Lazio giocatori molto importanti
grazie ai quali riesce a raggiungere la qualificazione in Coppa UEFA. Il progressivo rafforzamento della rosa
continua anche nell'anno successivo: approda in prima squadra, proveniente dalle giovanili, anche il futuro ed
indimenticato capitano: Alessandro Nesta. Coppa delle Coppe 1998/1999 - FinaleBirmingham, Villa Park, 19
maggio 1999 Società Sportiva LazioLazio - Real Club Deportivo MallorcaMaiorca 2-1 Marcatori: 7' Christian
VieriVieri 11' Daniel García LaraDani 80' Pavel NedvědNedvedLAZIO: Luca MarchegianiMarchegiani, Giuseppe
PancaroPancaro, Alessandro NestaNesta, Siniša MihajlovićMihajlović, Giuseppe FavalliFavalli, Dejan
StankovićD.Stanković (56' Sérgio Conceição), Matias AlmeydaAlmeyda, Roberto ManciniMancini (90' Fernando
CoutoCouto), Pavel NedvědNedved (83' Attilio LombardoLombardo), Marcelo SalasSalas, Christian VieriVieri.
Allenatore: Sven-Göran ErikssonEriksson.MAIORCA: Carlos RoaRoa, Olaizola, Marcelino, Siviero, Miquel
SolerM. Soler, Lauren, Engonga, Jovan StankovićJ.Stanković, Ariel IbagazaIbagaza, Leonardo BiaginiBiagini (72'
Veljko PaunovićPaunović), Daniel García LaraDani. Allenatore: Hector CuperCuper. Arbitro: Günter Benkö
(Austria)Ammoniti: Mihajlović, Siviero, Vieri e MarchegianiSpettatori: 33.000 Pavel Nedved, eletto Pallone d'oro
nel 2003.Nel 1994 la Lazio decide di puntare su un nuovo tecnico, Zdenek Zeman, con il quale la squadra capitolina
inizia ad attuare un gioco brillante e molto offensivo, concludendo il campionato in seconda posizione, ed arrivando
contemporaneamente ai quarti di finale in Coppa UEFA. Nella stagione successiva si conferma come una delle
squadre più competitive del campionato posizionandosi al terzo posto. L'annata Serie A 1996-19971996/1997 è
segnata dall'addio alla panchina biancoceleste dell'allenatore Zeman, al quale subentra in corso d'opera Dino Zoff,
che concluderà il campionato con un ottimo quarto posto. Durante la sessione estiva del calciomercato è stato però lo
stesso tecnico boemo a volere fortemente l'acquisto di uno dei calciatori che segnerà la storia recente del club
biancazzurro: Pavel Nedved. Per la stagione Serie A 1997-19981997/1998 la Lazio si affida alla capacità e
all'esperienza dello "stratega" svedese Sven-Göran Eriksson, il quale non passa una stagione senza vincere un trofeo.
Il suo arrivo risulta decisivo, Cragnotti è sempre più convinto ad investire nel suo progetto: portare la Lazio a vincere
il suo secondo scudetto. Arrivano quattro acquisti di notevole caratura, la squadra lotta per lo scudetto fino a sette
giornate dal termine. Centra però la Coppa Italia (calcio)Coppa Italia e giunge ad un passo dalla vittoria della Coppa
Uefa, persa nella finale di Parigi contro la connazionale Inter del "Fenomeno" Ronaldo Luís Nazário de
LimaRonaldo. Nota lieta da ricordare per i tifosi BiancoCelesti è l'esaltante supremazia cittadina ai danni dei cuguni
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della seconda squadra della capitale, infatti nella stagione 1997-1998 la Lazio vince ben 4 derby consecutivi (2 in
campionato e 2 in Coppa Italia). Nella stagione successiva sembra tutto pronto per la conquista dello scudetto, la
Lazio riesce a distaccare di ben 7 punti la seconda in classifica, ma ha poi un finale di campionato un po' infelice e il
Milan ne approfitta, il sorpasso avviene alla penultima giornata, la Lazio non va oltre l'1-1 fuori casa contro la
Fiorentina di Giovanni Trapattoni mentre il Milan regola con un rotondo 4-0 l'Empoli già retrocesso, la squadra
capitolina conclude a malincuore seconda e non senza polemiche nei confronti degli arbitraggi delle ultime partite. Si
rifà, battendo il Maiorca nella finale di Coppa delle Coppe a Birmingham, il 19 maggio 1999, grazie ai gol di
Christian Vieri e della "Furia ceca" Pavel Nedved, decisivo a circa dieci minuti dalla fine. Quella fu l'ultima edizione
della coppa europea, che tuttora è conservata nella bacheca della Lazio. Alla compagine biancazzurra viene anche
riconosciuto il titolo di Migliore squadra AIC agli Oscar del calcio AIC nel 1999; Lazio e Juventus sono le uniche
società ad esserselo aggiudicato. Tra i tanti anni di storia della Lazio non vi è dubbio che quello che i tifosi laziali
ricorderanno come il più importante è proprio il 1999/2000, l'anno del centenario, del secondo scudetto e della terza
Coppa Italia 1999-2000 (calcio)Coppa Italia (primo Double per i capitolini).Luca MarchegianiMarchegianiSiniša
MihajlovićMihajlovićAlessandro
NestaNestaGiuseppe
FavalliFavalliDiego
SimeoneSimeonePavel
NedvedNedvědJuan
Sebastián
VerónVerónPaolo
NegroNegroSérgio
ConceiçãoS.
ConceiçãoAlen
BokšićBokšićMarcelo SalasSalasLa formazione della Lazio Campione d'Italia 1999-2000 e vincitrice della Coppa
Italia nello stesso anno. Durante il calciomercato estivo Cragnotti rinforza ulteriormente la rosa, difatti approdano a
Roma giocatori del calibro di Juan Sebastián Verón, Diego Simeone, acquistato dall'Inter nell'ambito dell'affare che
ha portato Vieri in nerazzurro, Simone Inzaghi, Néstor Sensini e Fabrizio Ravanelli, arrivato durante la finestra
invernale del calciomercato. Il campionato favorisce la Juventus che mantiene un certo distacco sui biancocelesti, ma
proprio all'ultima giornata, allo stadio Renato Curi di Perugia i laziali trovano però un'inaspettata sorpresa. Qui la
Juventus, impegnata contro la squadra dell'allora presidente Luciano GaucciGaucci, si ritrova nel bel mezzo di un
diluvio incredibile che, a metà partita, costringe l'arbitro Pierluigi CollinaCollina a sospendere l'incontro. Il direttore
di gara dopo aver effettuato numerosi sopralluoghi, coll'intento di verificare la presenza di condizioni idonee per
riprendere la partita, e nella speranza di evitare di effettuare un rinvio del match a data da destinarsi che avrebbe
causato la lesione del principio di contemporaneità dell'ultima giornata, decide che la partita può riprendere: il
diluvio si è fermato e le squadre possono scendere in campo. La Juventus fatica e sorprendentemente il Perugia
CalcioPerugia segna un gol con Alessandro Calori. L'uno a zero del giocatore perugino segnerà la fine delle speranze
"tricolori" della Juventus e porterà la Lazio ad una inattesa festa: dopo 26 anni lo scudetto è ritornato in mano alla
compagine biancoceleste. Qui la Juventus si ritrova nel bel mezzo di un diluvio incredibile che, a metà partita,
costringe l'arbitro Pierluigi CollinaCollina a sospendere l'incontro. Il campo è allagato e non è chiaro se la partita
potrà essere conclusa, lo stesso arbitro appare indeciso. Dopo più di un'ora il match riprende, e l'inaspettato gol di
Alessandro Calori segna la fine delle speranze scudetto della Juventus. L'ultimo impegno della stagione vedrà una
Lazio decisamente in festa conquistare ai danni dell'Inter la sua terza Coppa Italia 1999-2000 (calcio)Coppa Italia.
Supercoppa Europea 1999Montecarlo, Stade Louis II, 27 agosto 1999 Manchester United Football ClubManchester
Utd - Società Sportiva LazioLazio 0-1 Marcatore: 35' Marcelo SalasSalasMANCHESTER UTD: Raimond van der
GouwVan der Gouw, Gary NevilleG.Neville, Henning BergBerg, Jaap StamStam (57'Curtis), Philip
NevilleP.Neville, David BeckhamBeckham (58' Jordi CruijffCruijff), Roy KeaneKeane, Paul ScholesScholes, Teddy
SheringhamSheringham, Andy ColeCole (77' Jonathan GreeningGreening), Ole Gunnar SolskjærSolskjaer.
Allenatore: Alex FergusonFerguson. LAZIO: Luca MarchegianiMarchegiani, Paolo NegroNegro, Alessandro
NestaNesta, Siniša MihajlovićMihajlović, Giuseppe PancaroPancaro, Dejan StankovićD.Stanković (56' Sérgio
Conceição), Juan Sebastian VeronVeron, Matias AlmeydaAlmeyda, Pavel NedvědNedved (66' Diego Pablo
SimeoneSimeone), Roberto ManciniMancini (84' Attilio LombardoLombardo), Simone InzaghiS.Inzaghi (21'
Marcelo SalasSalas). Allenatore: Sven-Göran ErikssonEriksson.Arbitro: Ryszard Wojcik (Polonia)Ammoniti: Veron
e Scholes Spettatori: 20.000 In Europa però la storia è un'altra: la stagione inizia nel migliore dei modi, un gol di
Marcelo SalasSalas allo stadio Louis II di Montecarlo regala alla Lazio la Supercoppa Europea di calcioSupercoppa
Europea ai danni del Manchester United, la Champions League vede la Lazio trionfare nel suo girone con 14 punti,
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nella fase successiva sarà ancora prima con 11. Il sorteggio dei quarti di finale sarà però beffardo per la squadra
romana: ancora Héctor Raúl CúperHéctor Cúper, questa volta seduto sulla panchina del Valencia Club de
FútbolValencia. In questa occasione però è il tecnico argentino a trionfare (5-2). La vittoria per 1 a 0 nel ritorno
dell'Olimpico sarà solo una magra consolazione per i biancazzurri che salutano così i sogni di gloria.Uno dei giorni
che tutti i laziali ricorderanno con maggior piacere sarà il 9 gennaio del 2000, quando la Lazio, dopo aver regolato il
Bologna Football Club 1909Bologna per 3-1, festeggerà il suo centesimo compleanno con una bellissima cerimonia
celebrata allo Stadio Olimpico, durante la quale saranno ricordati i personaggi che hanno fatto la storia della società
capitolina. Per l'occasione sarà realizzata anche una partita amichevole tra le vecchie glorie laziali, tra cui Pulici,
Wilson, Martini, D'Amico, Giordano, Caso e Fiorini, simbolo della "Lazio del -9" ed indimenticato dal popolo
laziale. Scese in campo, in veste di giocatore, anche il presidente Cragnotti con la maglia numero 100, realizzando
tra l'altro anche un calcio di rigore. Inoltre alcuni cantanti e vip affezionati ai colori biancazzurri interpreteranno
quello che è ormai noto come l'inno del centenario, dal titolo "Cent'anni insieme". Il nuovo millennio: il rischio del
fallimento e l'avvento di Lotito La Lazio inizia nel migliore dei modi la nuova stagione, mettendo in bacheca un altro
trofeo, la Supercoppa italiana, grazie al successo all'Olimpico per 4-3 contro l'Inter. L'inizio scoppiettante fa pensare
ad un'altra grande stagione di vittorie, ma la situazione ben presto peggiora: la dirigenza decide di sostituire
Eriksson, che nel frattempo aveva raggiunto un accordo contrattuale con la Nazionale inglese, con Dino Zoff, che
ritorna sulla panchina laziale dopo cinque anni. La Lazio chiude con un soddisfacente terzo posto in campionato,
frutto di uno strepitoso girone di ritorno, a 6 punti dai "cugini" della Roma vincitori dello scudetto. Stefano Fiore,
goleador nella doppia finale di Coppa Italia 2003-2004.La stagione successiva segna l'ultimo anno del presidente
Sergio Cragnotti; il calciomercato presenta un gran numero di cessioni importanti, tra cui quella clamorosa di
Nedved, ma anche buoni acquisti, come Jaap StamStam, arrivato quasi a fine mercato, Stefano FioreFiore e Giuliano
GiannicheddaGiannichedda, entrambe prelevati dall'Udinese, oltre a Fabio LiveraniLiverani, Aparecido César
RodriguesCesar e Gaizka MendietaMendieta, uno degli acquisti più costosi della storia del calcio.Di questo
calciomercato è protagonista Gaizka MendietaMendieta, che fu acquistato per la cifra record di 43,8 milioni di euro
dal Valencia Club de FútbolValencia: tutt'ora questa cifra è l'ottava più alta nella storia del calciomercato Dopo le
prime deludenti partite in campionato, Zoff viene sostituito da Alberto Zaccheroni, ma la Lazio non riesce mai ad
inserirsi nella lotta per lo scudetto e conclude solamente sesta, mentre in Champions League esce alla prima fase a
gironi. Nella stagione seguente arriva Roberto Mancini, idolo dei tifosi biancocelesti, reduce dalla sua prima stagione
da tecnico in una Fiorentina allo sbando. Nonostante i gravi problemi finanziari, la Lazio vola in campionato e infine
centra un inatteso quarto posto. La Coppa UEFA 2002-2003stagione europea si rivelerà invece beffarda: la Lazio
verrà fermata 4 a 1 dal FC PortoPorto di José Mourinho in semifinale e dirà addio al sogno di portare a Roma quella
coppa persa nel 1998 a Parigi. Tra i più importanti eventi della stagione c'è da segnalare l'addio del presidente Sergio
Cragnotti nel gennaio del 2003. Chiuderà la sua storia in biancoceleste come il più vincente presidente di tutti i tempi
nella Capitale, superando Umberto Lenzini e Dino Viola, cedendo il ruolo all'avvocato Ugo Longo, affiancato prima
dal direttore generale Luca Baraldi e successivamente dall'amministratore delegato Giuseppe Matteo Masoni.
Roberto Mancini, prima giocatore e poi allenatore biancoceleste.La squadra capitolina conclude la stagione
successiva al sesto posto, perdendo la possibilità di arrivare ad una migliore posizione con la sconfitta nella
penultima partita contro il BresciaTra le cose positive di questo campinato è da ricordare c'è il record di
abbonamenti: 42.000. In Champions League esce nella fase a gironi, mentre è decisamente più fortunata l'avventura
in Coppa Italia (calcio)Coppa Italia, che viene vinta dopo una bella e schiacciante vittoria sui campioni d'Europa del
Milan in semifinale e dopo una finale spettacolare con la Juventus. L'anno successivo salutano Roma alcuni
calciatori importanti insieme all'allenatore Roberto Mancini e tutto il suo staff; mancano i soldi per i rinnovi
contrattuali di alcuni giocatori: ciò che rimane alla Lazio è un pugno di mosche o poco più. L'amministratore
delegato Masoni, che aveva sostituito Baraldi, dichiara che se la Lazio non incasserà almeno 80 milioni di euro
dall'aumento di capitale la società è destinata a fallire. Il 19 luglio il presidente Ugo Longo annuncia però che la
Lazio ha trovato il suo nuovo presidente: si tratta di Claudio Lotito che dopo una faticosa trattativa porta alle casse
laziali 21 milioni di euro, scatenando l'entusiasmo dei tifosi laziali. Claudio Lotito è il nuovo presidente della Lazio -
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Società Sportiva Lazio
guide.dada.net. URL consultato il 12-02-2008.La società, nonostante l'arrivo dell'imprenditore romano e di nuova
liquidità, rischia comunque di fallire a causa di un debito accumulato con l'erario di circa 110 milioni di euro. Per
scongiurare questo rischio la dirigenza intraprende una trattativa con l'Agenzia delle Entrate che si conclude con
l'ammissione della Lazio ai benefici del decreto legge 138 dell'agosto del 2002, convertito in legge 178/02. Lazio,
chiusa la partita col fisco. Cacciato lo spettro del fallimento - la Repubblica.it. URL consultato il 29-03-2005. In tal
modo viene concessa una dilazione del debito in 23 anni. Come allenatore viene scelto Domenico Caso, e la
campagna estiva sarà portata avanti in fretta e furia fino all'ultimo minuto, difatti il presidente Lotito stupisce tutti
realizzando nove acquisti proprio l'ultimo giorno di calciomercato. In questo clima di incertezza alcuni giocatori
iniziano a chiedere di lasciare il club, e così inizia la difficile stagione della Lazio. Dopo una serie di partite alquanto
negative, Lotito opta per l'esonero di Mimmo Caso, ed incarica l'esperto Giuseppe Papadopulo di guidare la Lazio
verso una salvezza tranquilla. L'esordio di Papadopulo è nella stracittadina contro la Roma: nonostante le numerose
assenze nella formazione, il risultato è di 3-1 per la Lazio con il gol di Paolo Di Canio, idolo della tifoseria tornato
dopo 16 anni tra Scozia ed Inghilterra. Papadopulo confermerà la piacevole impressione non solo centrando la
salvezza ma addirittura la qualificazione all'Coppa Intertoto 2005Intertoto, manifestazione dalla quale la formazione
biancoceleste uscirà per opera dell'Olympique Marsiglia in semifinale. Delio Rossi, l'allenatore che ha riportato la
Lazio in Champions League.Nonostante Papadopulo abbia centrato un obiettivo superiore a quello fissato dal
presidente, non viene confermato: Lotito decide di chiamare un nuovo tecnico per la stagione seguente. Si tratta di
Delio Rossi, arrivano anche dei buoni giocatori che porteranno la Lazio al sesto posto della classifica, qualificandosi
per la Coppa Uefa. Nella settimana che accompagna l'ultima giornata del Serie A 2005-2006campionato 2005/2006
la Lazio viene coinvolta nell'affare Scandalo del calcio italiano del 2006"Calciopoli", uno scandalo calcistico
riguardante la Serie A 2004-2005stagione 2004/2005. Per la squadra capitolina la penalizzazione sarà di 11 punti in
campionato, e il sogno di giocare la Coppa UEFA centrata la stagione passata è definitivamente cancellato, riceve
infatti una seconda penalizzazione di 30 punti validi per la stagione precedente. Tommaso Rocchi, attuale capitano
della Lazio.In Coppa Italia 2006-2007 (calcio)Coppa Italia il cammino della Lazio termina al terzo turno contro un
tenace Associazione Calcio Rinascita MessinaMessina, allenato dal grande ex Bruno Giordano, che vince 4-3 tra le
mura amiche, ma in Serie A 2006-2007campionato nonostante un brutto inizio di stagione centra uno straordinario
terzo posto che permette alla squadra di ottenere la qualificazione al turno preliminare di Champions League. Vince
inoltre il Derby d'andata 3-0, un punteggio che in campionato contro i "cugini" non si era mai verificato prima. Il
calciomercato estivo 2007, nonostante la qualificazione alla UEFA Champions League 2008Champions League
2008, continua nella filosofia del risanamento economico, alla fine i colpi messi a segno da parte del presidente
Lotito saranno pochissimi. Il portiere Carrizo, grande promessa argentina, per problemi con il passaporto rimane in
prestito al River Plate e la Lazio giocherà l'intera stagione senza un vero portiere titolare. Proprio in questa
competizione la società capitolina, dopo aver superato brillantemente i preliminari, crolla nella fase a gironi
piazzandosi ultima nonostante i cinque punti conquistati. Sono decisive le sconfitte subite con Real Madrid ed
Olympiacos Pireo. Le note positive sono però Tommaso Rocchi, che stende con una doppietta il Werder Brema, ed il
suo "gemello del gol" Goran Pandev, che realizza 5 reti di cui 3 al Real Madrid. In campionato, invece, la squadra di
Delio Rossi non ripete le prestazioni dell'anno precedente e si piazza in dodicesima posizione senza qualificarsi in
nessuna competizione europea. A novembre la società, così come tutta la città, è scossa dalla morte del suo giovane
tifoso Gabriele Sandri, ucciso per mano di un poliziotto nel parcheggio di un autogrill, in circostanze non ancora
chiarite, mentre dormiva nell'auto con cui insieme ad alcuni amici era in viaggio per assistere ad Inter-Lazio. Da
allora, durante le partite della Lazio, sotto la Curva Nord (ribattezzata dai tifosi "Curva Nord - Gabriele Sandri") sarà
presente un grande ritratto del giovane. In Coppa Italia, nonostante il buon inizio con l'eliminazione del SSC
NapoliNapoli e della Fiorentina, si ferma in semifinale dove viene battuta dall'Inter 2-0 nella gara di ritorno
all'Olimpico (all'andata 0-0) in una sfida sfortunata per la Lazio che coglie 2 legni prima di subire i 2 gol. Gli ultimi
anni: il ritorno alla vittoria L'inizio della Serie A 2008-2009stagione 2008-2009 è caratterizzato dalla decisione del
presidente Lotito, in accordo con il tecnico Rossi, di escludere dal ritiro estivo e lasciare a Roma giocatori che si
pensava avessero disunito la squadra nel corso della stagione precedente ed altri che non rientravano nei piani
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Società Sportiva Lazio
tecnico-tattici del mister. Il nuovo capitano della Lazio scelto dal gruppo è Rocchi, che ha già indossato la fascia in
altre occasioni ed è fino a quel momento il sesto bomber della storia biancoceleste con oltre 70 centri. Una novità è
l'inserimento dell'ex giocatore biancoceleste Igli Tare nello staff dirigenziale come coordinatore dell'area tecnica,
raccogliendo di fatto l'eredità dell'ex direttore sportivo Walter Sabatini, trasferitosi al Unione Sportiva Città di
PalermoPalermo. La Lazio festeggia la conquista della quinta Coppa Italia della sua storia.All'inizio della Serie A
2008-2009stagione 2008-2009 la Lazio, come tutto il calcio italiano, rimane incantata dalle gesta di un giovane
talento argentino di 21 anni, visionato ed acquistato in estate da Lotito: Mauro Matías Zárate. Nelle prime partite
"Maurito" mette a segno gol di pregevole fattura, questo nonostante l'assenza di Rocchi infortunatosi con l'Italia nel
corso delle Olimpiadi. Alla fine del girone d'andata, la Lazio occupa il settimo posto in classifica con 31 punti,
mentre in Coppa Italia 2008-2009Coppa Italia supera abbastanza agevolmente Benevento CalcioBenevento e
Atalanta nei turni preliminari della competizione, qualificandosi agli ottavi di finale, dove riesce nell'ardua impresa
di sconfiggere il Milan per 1-2 a Milano. Nei quarti la Lazio batte il Torino Football ClubTorino per 3-1 a Roma e,
arrivata alle semifinali, nella partita d'andata supera in rimonta la Juventus 2-1 in casa, dopo essere andata al riposo
sotto di un gol. Il 14 marzo 2009 viene a mancare l'ex presidente Ugo Longo, che all' età di 68 anni muore dopo una
lunga malattia. L'11 aprile 2009 all'Olimpico va in scena il Derby capitolino numero 132 che la Lazio vince per 4-2
grazie ai gol di Goran PandevPandev, Mauro ZárateZárate, Stephan LichtsteinerLichsteiner e Aleksandar
KolarovKolarov, stabilendo il nuovo record personale in fatto di segnature: mai infatti si era imposta infliggendo
quattro reti ai cugini giallorossi in un Derby di campionato (in Coppa Italia tuttavia aveva vinto per 4-1 nel 1998). In
Coppa Italia il 22 aprile la Lazio supera in trasferta la Juventus nel ritorno della semifinale al termine di una gara
dominata, dimostrando una schiacciante superiorità tecnica ed atletica, le reti di Mauro ZárateZárate e Aleksandar
KolarovKolarov sanciscono l'1-2 finale; per la Juventus a segno Alessandro Del PieroDel Piero. In finale, riesce a
vincere la sua quinta Coppa Italia, battendo ai rigori la UC SampdoriaSampdoria dopo che i supplementari si erano
conclusi sull'1-1 (gol di Mauro ZarateZárate e Giampaolo PazziniPazzini). Il giovane portiere Fernando Muslera
diventa l'eroe della serata parando i penalty di Antonio CassanoCassano e Hugo Armando CampagnaroCampagnaro;
per la Lazio aveva sbagliato Tommaso RocchiRocchi calciando sul palo. Il rigore vincente lo trasforma Ousmane
Dabo, uno dei veterani della squadra. La Lazio conclude il Serie A 2008-2009campionato 2008-2009 al decimo
posto, ma grazie alla vittoria della Coppa Italia, i biancocelesti parteciperanno all'UEFA Europa League (ex Coppa
UEFA). La Supercoppa Italiana 2009 in mostra in un Lazio Style 1900.Nonostante la conquista della coppa
nazionale il contratto in scadenza di Delio Rossi non viene rinnovato dal presidente Lotito, il quale nel mese di
giugno ufficializza l'ingaggio del nuovo allenatore, il ravennate Davide Ballardini, reduce da due ottimi campionati
prima alla guida del Cagliari CalcioCagliari e successivamente del Unione Sportiva Città di PalermoPalermo. Il
mercato della Lazio nella Serie A 2009-2010stagione 2009-2010, a causa della volontà di lasciare la Capitale da
parte di alcuni giocatori, tra cui Goran PandevPandev, Cristian Daniel LedesmaLedesma e Lorenzo De SilvestriDe
Silvestri (ceduto poi alla Fiorentina), ha subito nelle fasi iniziali un forte rallentamento. Malgrado tali problematiche,
la dirigenza biancoceleste regala ai propri sostenitori, oltre ai doverosi riscatti del brasiliano Francelino
MatuzalemMatuzalem e soprattutto dell'asso argentino Mauro Matías Zárate"Maurito" Zarate, gli acquisti dell'ala
portoghese Eliseu Pereira dos SantosEliseu, protagonista nella Primera División spagnolaLiga con il Málaga Club de
FútbolMalaga, dell'esperto portiere argentino Albano Bizzarri, svincolatosi dal Calcio CataniaCatania, del prolifico
centravanti argentino ex-Inter Julio Ricardo Cruz, anch'egli svincolato di lusso, e del giovanissimo talento
uruguaiano Gonzalo Barreto, il quale arriverà alla corte laziale solamente nella sessione invernale del mercato, in
quanto la FIFA consente i trasferimenti intercontinentali esclusivamente per i calciatori maggiorenni. L'8 agosto
2009 la Lazio, guidata per la prima volta dal tecnico Davide BallardiniBallardini, vince la terza Supercoppa Italiana
della sua storia battendo l'Inter nell'avveneristico stadio Stadio Nazionale di Pechino"Bird's Nest" di Pechino col
punteggio di 2-1. I gol che permettono di mettere in bacheca il secondo trofeo dell'era Lotito sono realizzati da
Matuzalem e da capitan Tommaso RocchiRocchi. Ancora una volta però è il portiere Fernando MusleraMuslera ad
essere determinante ai fini del risultato, difatti sfoggia parate di ottima fattura e si arrende solamente nel finale alla
conclusione sotto porta del centravanti interista, il camerunense Samuel Eto'oEto'o. Il 20 agosto 2009 gli uomini di
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Ballardini fanno il loro esordio nella nuova Uefa Europa LeagueEuropa League eliminando l'Elfsborg con un secco
3-0 grazie alle reti di Aleksandar KolarovKolarov, Mauro Matías ZárateZárate e Stefano MauriMauri che rendono
inutile la vittoria degli svedesi per 1-0 al ritorno. Nella fase a gironi, la Lazio viene sorteggiata nel gruppo G insieme
agli spagnoli del Villarreal Club de FútbolVillareal, ai bulgari del PFC Levski SofiaLevski Sofia ed agli austriaci del
Red Bull SalzburgSalisburgo. Cronistoria Cronistoria della Società Sportiva Lazio1900 Nasce la Società Podistica
Lazio.1901 Non prende parte al campionato federale. 1902 Non prende parte al campionato federale. 1903 Non
prende parte al campionato federale. 1904 Non prende parte al campionato federale. 1905 Non prende parte al
campionato federale. 1906 Attività a carattere locale. Vince la Coppa Baccelli.1907 Attività a carattere locale. Vince
il Campionato Romano, Vince il Torneo di Pisa e il Torneo di Perugia.1908 Torneo Centro-sud-nord: Semifinale.
Vince la Coppa Tosti e la Coppa Baccelli.1909 Torneo Centro-sud-nord: 4° posto. Vince la Coppa Tosti, la Coppa
Baccelli e il Torneo di Napoli.1910 Vince il Campionato Romano e la Coppa Baccelli. 2ª nel Torneo di
Palermo.1911 Vince il Campionato Romano, la Coppa Giornale d’Italia e la Coppa Gaia Perugini1912 Vince il
Campionato Romano. Prima Categoria 1912-19131912-13 Vince il Campionato dell'Italia Meridionale. Perde la
finalissima nazionale. Vince la Targa Audace, la Coppa Branca ed la Coppa Ancherani.Prima Categoria
1913-19141913-14 Vince il Campionato dell'Italia Meridionale. Perde la finalissima nazionale. Vince la Coppa di
PasquaPrima Categoria 1914-19151914-15 Vince il Campionato dell'Italia Meridionale insieme all'Unione Sportiva
Internazionale NapoliInternazionale Napoli, capoliste rispettivamente dei gironi del Centro e del Sud al momento
della sospensione del torneo per lo scoppio della guerra.1915/16 Attività sospesa per la guerra. Vince il Campionato
Romano e la Coppa di Natale1916/17 Attività sospesa per la guerra. 1917/18 Attività sospesa per la guerra. 1918/19
Attività sospesa per la guerra. 2ª nella Coppa di Natale1919/20 Attività sospesa per la guerra. Vince la Coppa di
Pasqua. Prima Categoria 1919-19201919-20 3ª nel Campionato Laziale. Vince il Torneo Canalini, 2ª nel Memorial
ai Caduti.Prima Categoria 1920-19211920-21 2ª nel Campionato Laziale. 5ª nelle Semifinali Interregionali. Prima
Divisione 1921-19221921-22 4ª nel Campionato Laziale. Prima Divisione 1922-19231922-23 Vince il Campionato
dell'Italia Meridionale. Perde la finalissima nazionale.Prima Divisione 1923-19241923-24 2ª nel Campionato
Laziale. 2ª nel Girone A di Lega Sud. Prima Divisione 1924-19251924-25 2ª nel Campionato Laziale. 2ª nel Girone
A di Lega Sud. Prima Divisione 1925-19261925-26 3ª nel Campionato Laziale. Non ammessa alla nuova Divisione
Nazionale. Prima Divisione 1926-19271926-27 4ª assoluta in Prima Divisione Cadetta. Promossa in Divisione
Nazionale.Divisione Nazionale 1927-19281927-28 10ª nel Girone A di Divisione Nazionale. Ripescata. Coppa Coni:
3ª nel girone eliminatorio. Divisione Nazionale 1928-19291928-29 8ª nel Girone B di Divisione Nazionale. Esentata
d'ufficio dallo spareggio per la salvezza. Serie A 1929-19301929-30 15ª in serie A. Serie A 1930-19311930-31 8ª in
serie A. Serie A 1931-19321931-32 13ª in serie A. Serie A 1932-19331932-33 10ª in serie A. Serie A
1933-19341933-34 10ª in serie A. Serie A 1934-19351934-35 5ª in serie A. Serie A 1935-19361935-36 7ª in serie A.
Coppa Italia: Quarti di finale Serie A 1936-19371936-37 2ª in serie A. Coppa Italia: Sedicesimi di finale. Coppa
Europa Centrale: Finale Serie A 1937-19381937-38 8ª in serie A. Coppa Italia: Sedicesimi di finale Serie A
1938-19391938-39 9ª in serie A. Coppa Italia: Ottavi di finale Serie A 1939-19401939-40 4ª in serie A. Coppa Italia:
Quarti di finale Serie A 1940-19411940-41 14ª in serie A. Coppa Italia: Semifinale Serie A 1941-19421941-42 4ª in
serie A Coppa Italia: Ottavi di finale. Serie A 1942-19431942-43 9ª in serie A. Coppa Italia: Quarti di finale 1943-44
Vince il Campionato romano di guerra.1944-45 2ª nel Campionato romano di guerra. 2ª nel Torneo Interregionale.
Coppa Città di Roma: 3° posto. Divisione Nazionale 1945-19461945-46 7ª nel Campionato misto del Centrosud.
Campionato Romano: 1ª nel girone eliminatorio (ritirata per il girone di semifinale). Serie A 1946-19471946-47 10ª
in serie A. Serie A 1947-19481947-48 10ª in serie A. Serie A 1948-19491948-49 13ª in serie A. Serie A
1949-19501949-50 4ª in serie A. Coppa Latina: 4° posto. Serie A 1950-19511950-51 4ª in serie A. Coppa Mitropa:
4° posto Serie A 1951-19521951-52 4ª in serie A. Serie A 1952-19531952-53 10ª in serie A. Serie A
1953-19541953-54 11ª in serie A. Serie A 1954-19551954-55 12ª in serie A. Serie A 1955-19561955-56 3ª in serie
A. Serie A 1956-19571956-57 3ª in serie A. Serie A 1957-19581957-58 12ª in serie A. Vince la Coppa Italia.Serie A
1958-19591958-59 12ª in serie A. Coppa Italia: Quarti di finale Serie A 1959-19601959-60 12ª in serie A. Coppa
Italia: Semifinale Serie A 1960-19611960-61 18ª in serie A. Retrocede in serie B. Coppa Italia: Finale Serie B
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Società Sportiva Lazio
1961-19621961-62 4ª in serie B. Coppa Italia: Ottavi di finale Serie B 1962-19631962-63 2ª in serie B. Promossa in
serie A. Coppa Italia: Primo turnoSerie A 1963-19641963-64 8ª in serie A. Coppa Italia: Primo turno Serie A
1964-19651964-65 14ª in serie A. Coppa Italia: Primo turno Serie A 1965-19661965-66 12ª in serie A. Coppa Italia:
Terzo turno Serie A 1966-19671966-67 15ª in serie A. Retrocede in serie B. Coppa Italia: Secondo turno. Coppa
Mitropa: Quarti di finale Serie B 1967-19681967-68 11ª in serie B. Coppa Italia: Primo turno, seconda fase Serie B
1968-19691968-69 1ª in serie B. Promossa in serie A. Coppa Italia: Terza nel girone eliminatorioSerie A
1969-19701969-70 8ª in serie A. Coppa Italia: Quarta nel girone eliminatorio. Coppa Mitropa: Ottavi di finale.
Coppa delle Alpi: Seconda nel girone eliminatorio. Torneo anglo-italiano: Terza nel girone eliminatorio Serie A
1970-19711970-71 15ª in serie A. Retrocede in serie B. Coppa Italia: Seconda nel girone eliminatorio. Coppa delle
Fiere: Trentaduesimi di finale. Vince la Coppa delle Alpi.Serie B 1971-19721971-72 2ª in serie B. Promossa in serie
A Coppa Italia: Quarta nel girone finaleSerie A 1972-19731972-73 3ª in serie A. Coppa Italia: Quinta nel girone
eliminatorio. Torneo anglo-italiano: Sesta nel girone eliminatorio Serie A 1973-19741973-74 Campione d’Italia.
Coppa Italia: Quarta nel girone finale. Coppa Uefa: Sedicesimi di finaleSerie A 1974-19751974-75 4ª in serie A.
Coppa Italia: Quarta nel girone eliminatorio Serie A 1975-19761975-76 13ª in serie A. Coppa Italia: Terza nel girone
finale. Coppa Uefa: Sedicesimi di finale Serie A 1976-19771976-77 5ª in serie A. Coppa Italia: Terza nel girone
eliminatorio Serie A 1977-19781977-78 11ª in serie A. Coppa Italia: Seconda nel girone eliminatorio. Coppa Uefa:
Sedicesimi di finale Serie A 1978-19791978-79 8ª in serie A. Coppa Italia: Quarti di finale Serie A
1979-19801979-80 13ª in serie A ma retrocessa in serie B per decisione del Giudice Sportivo perché colpevole di
illecito nello scandalo del Totonero. Coppa Italia: Quarti di finale Serie B 1980-19811980-81 4ª in serie B. Coppa
Italia: Quarti di finale Serie B 1981-19821981-82 11ª in serie B. Coppa Italia: Quinta nel girone eliminatorio Serie B
1982-19831982-83 2ª in serie B. Promossa in serie A. Coppa Italia: Terza nel girone eliminatorioSerie A
1983-19841983-84 13ª in serie A. Coppa Italia: Terza nel girone eliminatorio Serie A 1984-19851984-85 15ª in serie
A. Retrocessa in serie B. Coppa Italia: Terza nel girone eliminatorio Serie B 1985-19861985-86 12ª in serie B.
Coppa Italia: Terza nel girone eliminatorio Serie B 1986-19871986-87 16ª in serie B partendo con 9 punti di
penalizzazione e dopo vittoriosi spareggi salvezza. Coppa Italia: Ottavi di finale Serie B 1987-19881987-88 3ª in
serie B. Promossa in serie A. Coppa Italia: Terza nel girone eliminatorioSerie A 1988-19891988-89 10ª in serie A.
Coppa Italia: Quarti di finale Serie A 1989-19901989-90 9ª in serie A. Coppa Italia: Secondo turno Serie A
1990-19911990-91 11ª in serie A. Coppa Italia: Secondo turno Serie A 1991-19921991-92 10ª in serie A. Coppa
Italia: Ottavi di finale Serie A 1992-19931992-93 5ª in serie A. Coppa Italia: Quarti di finale Serie A
1993-19941993-94 4ª in serie A. Coppa Italia: Secondo turno. Coppa Uefa: Sedicesimi di finale. Serie A
1994-19951994-95 2ª in serie A. Coppa Italia: Semifinale. Coppa Uefa: Quarti di finale Serie A 1995-19961995-96
3ª in serie A. Coppa Italia: Quarti di finale. Coppa Uefa: Sedicesimi di finale. Serie A 1996-19971996-97 4ª in serie
A. Coppa Italia: Quarti di finale. Coppa Uefa: Sedicesimi di finale. Serie A 1997-19981997-98 7ª in serie A. Vince
la Coppa Italia. Coppa Uefa: Finale.Serie A 1998-19991998-99 2ª in serie A. Coppa Italia: Quarti di finale. Vince la
Coppa delle Coppe. Vince la Supercoppa Italiana.Serie A 1999-20001999-00 Campione d’Italia. Vince la Coppa
Italia. Vince la Supercoppa d’Europa. Champions League: Quarti di finale.Serie A 2000-20012000-01 3ª in serie A.
Coppa Italia: Quarti di finale. Vince la Supercoppa Italiana. Champions League: Seconda fase a gironi.Serie A
2001-20022001-02 6ª in serie A. Coppa Italia: Quarti di finale . Champions League: Prima fase a gironi Serie A
2002-20032002-03 4ª in serie A. Coppa Italia: Semifinale. . Coppa Uefa: Semifinale Serie A 2003-20042003-04 6ª
in serie A. Vince la Coppa Italia. Champions League: Prima fase a gironi.Serie A 2004-20052004-05 10ª in serie A.
Coppa Italia: Ottavi di finale. Supercoppa d’Italia: Finale. Coppa Uefa: Secondo turno (fase a gironi) Serie A
2005-20062005-06 6ª in serie A ma per delibera della Commissione di Appello FederaleCAF è declassata al 16°
posto in quanto ritenuta colpevole di illecito nello scandalo di Calciopoli. Coppa Italia: Quarti di finale. Torneo
Intertoto: Semifinale. Serie A 2006-20072006-07 3ª in serie A. Coppa Italia: Terzo turno. Serie A
2007-20082007-08 12ª in serie A. Coppa Italia: Semifinale. Champions League: Prima fase a gironi. Serie A
2008-20092008-09 10ª in serie A. Vince la Coppa Italia.Serie A 2009-20102009-10 in serie A. Vince la Supercoppa
Italiana.Rosa 2009-2010 Rosa e numerazione, tratti dal sito ufficiale della S.S. Lazio, sono aggiornati al 26 agosto
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2009. Rosa attuale. sslazio.it. URL consultato il 12-07-2009.N.RuoloGiocatore1 Bandiera dell'ArgentinaP Albano
Bizzarri (Bandiera dell'Italia) 2 Bandiera della SvizzeraD Stephan Lichtsteiner3 Bandiera dell'ArgentinaD Lionel
Scaloni (Bandiera dell'Italia) 4 Bandiera dell'ItaliaC Fabio Firmani5 Bandiera dell'ItaliaC Stefano Mauri6 Bandiera
della FranciaC Ousmane Dabo7 Bandiera del PortogalloC Eliseu Pereira dos SantosEliseu8 Bandiera del BrasileC
Matuzalem9 Bandiera dell'ItaliaA Tommaso Rocchi (capitano (calcio)capitano)10 Bandiera dell'ArgentinaA Mauro
Zárate11 Bandiera della SerbiaD Aleksandar Kolarov13 Bandiera dell'ItaliaD Sebastiano Siviglia (capitano
(calcio)vice capitano)17 Bandiera dell'ItaliaC Pasquale Foggia18 Bandiera della NigeriaA Stephen Ayodele
Makinwa19 Bandiera della MacedoniaA Goran Pandev21 Bandiera dell'ItaliaA Simone Inzaghi22 Bandiera
dell'ItaliaD Ivan Artipoli23 Bandiera della FranciaC Mourad Meghni (Bandiera dell'Algeria) N.RuoloGiocatore24
Bandiera dell'ArgentinaC Cristian Daniel LedesmaCristian Ledesma (Bandiera dell'Italia) 25 Bandiera del BrasileD
Emílson Sánchez Cribari (Bandiera dell'Italia) 26 Bandiera della RomaniaD Ştefan Radu28 Bandiera dell'ItaliaD
Guglielmo Stendardo32 Bandiera dell'ItaliaC Cristian Brocchi33 Bandiera dell'ItaliaC Roberto Baronio40 Bandiera
dell'ItaliaP Antony Iannarilli 42 Bandiera dell'ItaliaC Federico Sevieri 52 Bandiera dell'ItaliaD Alessio Luciani68
Bandiera della Costa d'AvorioC Christian Manfredini (Bandiera dell'Italia) 74 Bandiera dell'ArgentinaA Julio
Ricardo Cruz (Bandiera della Spagna) 79 Bandiera dell'ItaliaD Riccardo Bonetto81 Bandiera dell'ItaliaA Simone Del
Nero86 Bandiera dell'UruguayP Fernando Muslera87 Bandiera della FranciaD Modibo Diakité88 Bandiera
dell'ItaliaP Tommaso Berni91 Bandiera dell'ItaliaD Marco Davide Faraoni 99 Bandiera dell'ItaliaC Riccardo
PerpetuiniStaff tecnico Dal sito internet ufficiale della società. Staff tecnico/sanitario. sslazio.it. URL consultato il
12-07-2009.S.S. Lazio S.p.A. - Staff tecnico/sanitarioSTAFF TECNICO:Coordinatore area tecnica: Igli
TareAllenatore: Davide BallardiniAllenatore in seconda: Carlo RegnoCollaboratore 1ª squadra: Stefano
MelandriCollaboratore 1ª squadra: Andrea RinaldiPreparatore atletico: Adriano BianchiniPreparatore dei portieri:
Adalberto GrigioniTeam Manager: Maurizio ManziniSTAFF SANITARIO:Direttore sanitario: Ivo
PulciniCoordinatore sanitario e medico sociale: Roberto BianchiniMedico sociale: Stefano SalvatoriConsulente
ortopedico: Stefano LovatiConsulente nutrizionista: Roberto VernaCampi da gioco, stadi e sedi I campi da gioco
Piazza d'Armi Piazza di Siena Parco dei Daini Farnesina (zona di Roma)FarnesinaGli stadi Stadio della Rondinella
Stadio Nazionale del PNFStadio FlaminioStadio Olimpico (Roma)Stadio Olimpico di RomaLe sedi Casina di Via
dell'Uccelliera Centro Sportivo di Formello Corso d'Italia Via Augusto Valenziani Via Col di Lana 8 Via Frattina, 89
Via Margutta, 54 Via Nizza Via Pompeo Magno Via Santo Stefano del Cacco Via Tacito Via Umberto Novaro, 32
Via Valadier Via Vittorio Veneto, 7 Via delle Coppelle Via di Santa Cornelia, 1000 Viale Rossini Vicolo D'Ascanio
Vicolo degli osti, 15 Vicolo dei Due Macelli Colori e simbolo I colori della Lazio, il bianco e il celeste, sono stati
scelti in omaggio allo stemma nazionale della Grecia, patria dello sport e delle prime Giochi olimpiciOlimpiadi
moderne, al cui spirito i fondatori della Lazio si erano ispirati. Originariamente la squadra capitolina indossava una
maglietta divisa in quarti di bianco e celeste, con pantaloncini e calzettoni neri. Maglie. UltrasLazio.it. URL
consultato il 14-02-2008. Soltanto dopo alcuni anni la Lazio incominciò ad indossare quella che poi diverrà la divisa
classica: maglietta celeste, pantaloncini bianchi e calzettoni biancocelesti. La storia ed il percorso della Nobile
Maglia della Società Sportiva Lazio dal 1900 ad oggi. UltrasLazio.it. URL consultato il 09-04-2008. In occasione del
centenario i calciatori della Lazio indossarono per un anno, a partire dal 9 gennaio del 2000, una divisa dedicata,
composta da maglia, pantaloncini e calzettoni bianchi con bande celesti e bordi dorati. Il simbolo attuale della
società, presente sulle divise già dalla stagione 1993/94. Qui sotto sono riprodotte le divise che, sebbene siano state
adottate come uniformi principali nelle singole stagioni, si discostano dalla versione tradizionale: Manica
sinistraMagliettaMagliettaManica destraPantalonciniCalzettoniLa prima divisa indossata dalla squadra.Manica
sinistraMagliettaMagliettaManica destraPantalonciniCalzettoniNel 1931 la divisa della Brasilazio è in stile
Argentina.Manica sinistraMagliettaManica destraPantalonciniCalzettoniNel 1963 la maglia è una Lacoste blu
notte.Manica sinistraManica sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica destraPantalonciniCalzettoniLa divisa
con
l'aquila
stilizzata
indossata
negli
anni
'80.Manica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraPantalonciniCalzettoniLa
divisa
della
stagione
del
2°
scudetto.Manica
sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica destraPantalonciniCalzettoniCalzettoniLa divisa della vittoria nella
210
Società Sportiva Lazio
Coppa delle Coppe 1998/99.Manica sinistraManica sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniCalzettoniLa divisa della vittoria nella Coppa Italia 2008/09.Il simbolo
della Lazio è l’Aquila (araldica)Aquila imperiale romana, emblema delle legione romanalegioni Impero
romanoimperialiL'Aquila, portata in battaglia dall' aquilifer, veniva donata o dal Senato o dall'Imperatore nel
momento in cui la legione veniva costituita: l'insegna era formata da un'asta di legno, con in cima l'Aquila Imperiale
dorata, su questa asta venivano poi affisse le phalere, ossia i riconoscimenti al valore militare della Legione. e, per
metafora, immagine della potenza di Roma nel mondo Antica Roma - library.thinkquest.org. URL consultato il
13-03-2008., nella simbologia antica essa è anche il simbolo di Zeus, "Signore dell' Olimpo". Evoluzione di un
simbolo glorioso - ultraslazio.it. URL consultato il 13-03-2008. Come è accaduto con i colori (Biancocelesti), la
Lazio ha acquistato dal proprio stemma vari soprannomi: Le Aquile ed Aquilotti. Nel corso degli anni il simbolo
della Lazio ha subito varie modifiche, come quando durante il regime fascista campeggiava sullo stemma della
società biancoceleste, oltre l'aquila, un fascio, emblema del regime mussoliniano. Particolare è anche il simbolo
adottato negli Anni 1980anni ottanta, caratterizzato esclusivamente dalla figura stilizzata dell'aquila, molto
apprezzata dai tifosi laziali. Il simbolo attuale, elaborato nel 1992, raffigura un'aquila d'oro appoggiata su di uno
scudo (araldica)scudo a strisce verticali bianche e celesti sul quale campeggia il nome della società. Tale simbolo è
stato rivisitato in occasione del centenario ed è rimasto per un anno esatto sulle maglie della Lazio a partire dal 9
gennaio 2000: all'interno dello scudo a bande bianco e celesti sovrastato dall'aquila era presente in forma stilizzata e
a grossi caratteri il numero 100, che andava a ricordare gli anni trascorsi dalla fondazione della gloriosa società
capitolina. L'inno Tifosi laziali in Curva Nord. L'inno ufficiale della S.S.Lazio è Vola Lazio vola, composto ed
interpretato nel 1983 dal cantautore romano Toni Malco, da sempre sostenitore dei colori biancocelesti. Per la
presentazione di questo inno fu organizzata una serata di gala durante la quale lo intonarono anche tre "bandiere"
della Lazio come Vincenzo D'Amico, Bruno Giordano e Lionello Manfredonia, i quali hanno ripetuto la loro
performance proprio in occasione dei 25 anni di Vola Lazio vola, recentemente festeggiati. 25 anni di "Vola Lazio
vola". auditorium.com, 26-03-2009 Vola Lazio vola è trasmesso dagli altoparlanti dell'Olimpico alla fine di ogni
partita vinta dalla Lazio.Oltre a questo inno Malco ha composto anche altre canzoni dedicate alla squadra del cuore,
tra cui Cent'anni d'amore, in onore del centenario della società biancoceleste, Lazio nel cuore e Notti biancazzurre.
Anche altri cantautori hanno composto inni e canzoni in nome della Lazio, come Aldo Donati con il suo Inno alla
Lazio (Sò già du ore), Francesco Scarcelli, autore di Non mollare mai, attualmente diffuso allo stadio prima di ogni
partita, ed Enrico Lenni. Tutti questi artisti hanno unito le loro voci in occasione del centensimo compleanno della
Lazio, incidendo il brano Cent'anni insieme, divenuto l'inno ufficiale del centenario della squadra capitolina; tra gli
interpreti di questo brano figurano anche il compianto cantautore reggino Mino Reitano, simpatizzante dei colori
laziali, l'attore e doppiatore Pino Insegno ed il tenore Edoardo Guarnera; quest'ultimi due da sempre dichiarati tifosi
biancocelesti. Giocatori celebri Hall of fame Di seguito l'elenco dei 60 calciatori inseriti nella Hall of fame della S.S.
Lazio: Hall of fame della Lazio. laziomia.com, 07-08-2009 Hall of fame honour. sslazio1900, 07-08-2009 I giocatori
più rappresentativi della storia biancoceleste. cuorebiancoceleste.com, 23-08-2009Bandiera dell'Argentina Matías
AlmeydaBandiera dell'Italia Romolo AlzaniBandiera dell'Italia Sante AncheraniBandiera dell'Italia Fulvio
BernardiniBandiera della Croazia Alen BokšićBandiera dell'Italia Renzo BuriniBandiera dell'Italia Pierluigi
CasiraghiBandiera dell'Italia Giorgio ChinagliaBandiera del Portogallo Sérgio ConceiçãoBandiera dell'Italia Roberto
CraveroBandiera dell'Argentina Hernan CrespoBandiera dell'Italia Vincenzo D'AmicoBandiera dell'Italia Paolo Di
CanioBandiera dell'Italia Giuseppe FavalliBandiera dell'Argentina Enrique FlaminiBandiera dell'Italia Giuliano
FioriniBandiera dell'Italia Mario FrustalupiBandiera dell'Italia Renzo GarlaschelliBandiera dell'Inghilterra Paul
GascoigneBandiera dell'Italia Bruno GiordanoBandiera dell'Italia Nello GovernatoBandiera dell'Italia Angelo
GregucciBandiera dell'Italia (Bandiera del Brasile) Anfilogino Guarisi Bandiera dell'Italia Simone InzaghiBandiera
dell'Italia Umberto LombardiniBandiera dell'Italia Roberto LovatiBandiera dell'Italia Roberto ManciniBandiera
dell'Italia Lionello ManfredoniaBandiera dell'Italia Luca MarchegianiBandiera dell'Italia Luigi MartiniBandiera
della Serbia Siniša MihajlovićBandiera dell'Argentina Juan Carlos MorroneBandiera dell'Italia Franco
NanniBandiera della Repubblica Ceca Pavel NedvedBandiera dell'Italia Paolo NegroBandiera dell'Italia Alessandro
211
Società Sportiva Lazio
Nesta Bandiera dell'Italia Giancarlo OddiBandiera dell'Italia Massimo Oddo Bandiera dell'Italia Angelo Peruzzi
Bandiera dell'Italia Sergio PetrelliBandiera dell'Italia Silvio Piola Bandiera dell'Italia Fabio PoliBandiera dell'Italia
Aldo PuccinelliBandiera dell'Italia Felice PuliciBandiera dell'Italia Luciano Re CecconiBandiera dell'Italia Leandro
RemondiniBandiera della Germania Karl-Heinz Riedle Bandiera dell'Italia Orlando RozzoniBandiera del Cile
Marcelo SalasBandiera dell'Italia Fernando SaraceniBandiera dell'Italia Ezio SclaviBandiera dell'Italia Lucidio
SentimentiLucidio Sentimenti IVBandiera dell'Italia Giuseppe SignoriBandiera dell'Argentina Diego Simeone
Bandiera dell'Italia Sebastiano SivigliaBandiera della Serbia Dejan StankovićBandiera dell'Argentina Juan Sebastian
VeronBandiera dell'Italia Christian VieriBandiera dell'Italia Giuseppe WilsonBandiera dell'Italia Luciano ZauriI
capitani Roberto LovatiBob Lovati ex capitano, allenatore e dirigente della Lazio. Di seguito l'elenco dei capitani
della S.S. Lazio dal 1901 ad oggi: I capitani della S.S. LazioBandiera dell'Italia Sante Ancherani
(1901-1911)Bandiera dell'Italia Pino Fioranti (1911-1919)Bandiera dell'Italia Fernando Saraceni
(1919-1923)Bandiera dell'Italia Ezio Sclavi (1923-1934)Bandiera dell'Italia Silvio Piola (1934-1944)Bandiera
dell'Argentina Salvador Gualtieri (1944-1949)Bandiera dell'Italia Aldo Puccinelli (1949-1952)Bandiera dell'Italia
Lucidio SentimentiLucidio Sentimenti IV (1952-1954)Bandiera dell'Italia Pasquale Vivolo (1954-1957)Bandiera
dell'Italia Roberto Lovati (1957-1959)Bandiera dell'Italia Claudio Bizzarri (1959-1963)Bandiera dell'Italia Pierluigi
Pagni (1963-1968)Bandiera dell'Italia Diego Zanetti (1968-1969)Bandiera dell'Italia Ferruccio Mazzola
(1969-1971)Bandiera dell'Italia Giuseppe Wilson (1971-1980)Bandiera dell'Italia Renzo Garlaschelli
(1980-1981)Bandiera dell'Italia Vincenzo D'Amico (1981-1984)Bandiera dell'Italia Bruno Giordano
(1984-1985)Bandiera dell'Italia Vincenzo D'Amico (1985-1986)Bandiera dell'Italia Gabriele Pin
(1986-1992)Bandiera dell'Italia Angelo Gregucci (1992-1993)Bandiera dell'Italia Roberto Cravero
(1993-1995)Bandiera dell'Italia Giuseppe Signori (1995-1997)Bandiera dell'Italia Diego Fuser (1997-1998)Bandiera
dell'Italia Giuseppe Favalli (1998-1999)Bandiera dell'Italia Alessandro Nesta (1999-2002)Bandiera dell'Italia
Giuseppe Favalli (2002-2004)Bandiera del Portogallo Fernando Couto (2004-2005)Bandiera dell'Italia Fabio
Liverani (2005-2006)Bandiera dell'Italia Massimo Oddo (2006-2007)Bandiera dell'Italia Luciano Zauri
(2007-2008)Bandiera dell'Italia Tommaso Rocchi 2008-oggiCalciatori campioni del mondo Di seguito l'elenco dei
giocatori campioni del mondo che hanno militato nella S.S. Lazio: Bandiera dell'Italia Luigi Allemandi (Mondiali di
calcio Italia 1934Italia 1934) Bandiera dell'Italia Attilio FerrarisAttilio Ferraris IV (Mondiali di calcio Italia
1934Italia 1934) Bandiera dell'Italia (Bandiera del Brasile) Anfilogino Guarisi (Mondiali di calcio Italia 1934Italia
1934) Bandiera dell'Italia (Bandiera dell'Uruguay) Michele Andreolo (Mondiali di calcio Francia 1938Francia 1938)
Bandiera dell'Italia Alfredo Foni (Mondiali di calcio Francia 1938Francia 1938) Bandiera dell'Italia Silvio Piola
(Mondiali di calcio Francia 1938Francia 1938) Bandiera della Germania Karl-Heinz Riedle (Mondiali di calcio Italia
1990Italia 1990) Bandiera dell'Italia Alessandro Nesta (Mondiali di calcio Germania 2006Germania 2006) Bandiera
dell'Italia Massimo Oddo (Mondiali di calcio Germania 2006Germania 2006) Bandiera dell'Italia Angelo Peruzzi
(Mondiali di calcio Germania 2006Germania 2006) Calciatori campioni continentali Europa Di seguito l'elenco dei
giocatori campioni d'Europa che hanno militato nella S.S. Lazio: Bandiera dell'Italia Giancarlo Bercellino
(Campionato europeo di calcio 1968Italia 1968) Bandiera dell'Olanda Aron Winter (Campionato europeo di calcio
1988Germania Ovest 1988) Sud America Di seguito l'elenco dei giocatori campioni del Sud America che hanno
militato nella S.S. Lazio: Bandiera del Brasile Amílcar Barbuy (Campeonato Sudamericano de Selecciones
1919Brasile 1919 - Campeonato Sudamericano de Selecciones 1922Brasile 1922) Bandiera dell'Uruguay Homero
Guaglianone (Campeonato Sudamericano de Selecciones 1959 (Ecuador)Ecuador 1959) Bandiera dell'Uruguay
Rubén Sosa (calciatore)Rubén Sosa (Copa América 1987Argentina 1987 - Copa América 1995Uruguay 1995)
Bandiera dell'Argentina Diego Simeone (Copa América 1991Cile 1991 - Copa América 1993Ecuador 1993) Africa
Di seguito l'elenco dei giocatori campioni d'Africa che hanno militato nella S.S. Lazio: Bandiera del Sudafrica Mark
Fish (Coppa delle Nazioni Africane 1996Sudafrica 1996) Oceania Di seguito l'elenco dei giocatori campioni
d'Oceania che hanno militato nella S.S. Lazio: Bandiera dell'Australia Paul Okon (Coppa delle Nazioni Oceaniane
2000Tahiti 2000) Calciatori vincitori della Confederations Cup Di seguito l'elenco dei giocatori vincitori della
Confederations Cup che hanno militato nella S.S. Lazio: Bandiera dell'Argentina Diego Simeone (FIFA
212
Società Sportiva Lazio
Confederations Cup 1992Arabia Saudita 1992) Bandiera della Danimarca Michael Laudrup (FIFA Confederations
Cup 1995Arabia Saudita 1995) Bandiera della Francia Ousmane Dabo (FIFA Confederations Cup 2003Francia
2003) Calciatori vincitori delle Olimpiadi Di seguito l'elenco dei giocatori campioni olimpici che hanno militato
nella S.S Lazio: Bandiera dell'Italia Giuseppe Baldo Giochi della XI Olimpiade(Berlino 1936)Bandiera dell'Italia
Alfredo Foni Giochi della XI Olimpiade(Berlino 1936)Bandiera dell'Italia Francesco Gabriotti Giochi della XI
Olimpiade(Berlino 1936)Bandiera dell'Italia Libero Marchini Giochi della XI Olimpiade(Berlino 1936)Calciatori
della Lazio nelle spedizioni azzurre Il primo giocatore della Lazio ad essere convocato in Nazionale è stato Fulvio
Bernardini in occasione dell'incontro amichevole del 22 marzo 1925 contro la Francia, vinto nettamente dagli azzurri
per 7-0. Bernardini ha fatto parte anche della spedizione olimpica del 1928, la quale conquistò la medaglia di bronzo.
Successivamente, in occasione della Coppa internazionale 1931-1932, venne chiamato a vestire la maglia della
Nazionale lo storico capitano Ezio Sclavi, uno dei più grandi portieri dell'epoca. In occasione dei mondiali del 1934
fu convocata l'ala italo-brasiliana Anfilogino Guarisi, mentre la competizione mondiale del 1938, vinta dalla
Nazionale italiana, vide come assoluto protagonista il centravanti laziale Silvio Piola. Due anni prima, in occasione
dei Giochi olimpici di Berlino, nella vincente spedizione azzurra erano presenti due calciatori biancocelesti:
Giuseppe BaldoBaldo e Francesco GabriottiGabriotti. Gli Anni 1940anni quaranta rappresentarono un periodo
difficile nella storia della Lazio, difatti nessun calciatore laziale militò nella Nazionale durante quel decennio.
Tuttavia, tra gli Anni 1950anni cinquanta e quelli Anni '60'60, delle spedizioni mondiali ed olimpiche fecero parte
alcuni calciatori laziali quali Zeffiro FuriassiFuriassi, Leandro RemondiniRemondini, Lucidio SentimentiSentimenti
IV, oltre a Gilberto NolettiNoletti, il quale partecipò alle Olimpiadi del 1960. Nella spedizione mondiale del 1974,
l'allora commissario tecnico Ferruccio Valcareggi convocò tre simboli della Lazio fresca vincitrice dello scudetto,
quali Giorgio ChinagliaChinaglia, Luciano Re CecconiRe Cecconi e Giuseppe WilsonWilson.Per ben 20 anni nessun
calciatore della Lazio ha preso parte alle spedizioni della Nazionale maggiore in occasione di competizioni ufficiali.
Spezzarono il digiuno delle convocazioni Pierluigi CasiraghiCasiraghi, Luca MarchegianiMarchegiani e Giuseppe
SignoriSignori, chiamati a far parte della sfortunata spedizione azzurra nei mondiali statunitensi del 1994, persi ai
calci di rigore contro il Brasile. Due anni dopo le convocazioni (e questa volta per gli Europei del 1996) furono per
Roberto Di MatteoDi Matteo e Diego FuserFuser, oltre al "solito" Pierluigi CasiraghiCasiraghi. Tra il 1996 ed il
2002, a parte il campionato eurepeo del 2000, quando fu "accompagnato" dal compagno di squarda e di reparto
Paolo NegroNegro, l'unico calciatore della Lazio ad essere annesso alle spedizioni della Nazionale maggiore fu uno
dei più grandi capitani della storia biancoceleste: Alessandro Nesta. L'Europeo del 2004 rappresenta la competizione
durante la quale la spedizione azzurra presenta il maggior numero di giocatori laziali, ben quattro: Bernardo
CorradiCorradi, Giuseppe FavalliFavalli, Stefano FioreFiore ed Massimo OddoOddo. Quest'ultimo, insieme ad
Angelo Peruzzi, ha fatto parte anche della Nazionale campione del Mondo nel 2006. Gli ultimi calciatori della Lazio
ad essere convocati in una spedizione azzurra sono stati Lorenzo De Silvestri e Tommaso Rocchi, in occasione delle
Olimpiadi di Pechino nel 2008. Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno fatto parte delle spedizioni della
Nazionale italiana durante il periodo di militanza nella S.S. Lazio: Fulvio Bernardini, primo calciatore biancoceleste
ad essere convocato in Nazionale.CompetizioneCalciatoriCalcio ai Giochi della IX OlimpiadeOlimpiade 1928Fulvio
BernardiniCoppa Internazionale 1931-1932Ezio SclaviCampionato mondiale di calcio 1934Mondiale
1934Anfilogino GuarisiCalcio ai Giochi della XI OlimpiadeOlimpiade 1936Giuseppe Baldo, Francesco
GabriottiCampionato mondiale di calcio 1938Mondiale 1938Silvio PiolaCampionato mondiale di calcio
1950Mondiale 1950Zeffiro Furiassi, Leandro Remondini, Lucidio SentimentiLucidio Sentimenti IVCalcio ai Giochi
della XVII OlimpiadeOlimpiade 1960Gilberto NolettiCampionato mondiale di calcio 1974Mondiale 1974Giorgio
Chinaglia, Luciano Re Cecconi, Giuseppe WilsonCampionato mondiale di calcio 1994Mondiale 1994Pierluigi
Casiraghi, Luca Marchegiani, Giuseppe SignoriCampionato europeo di calcio 1996Europeo 1996Pierluigi Casiraghi,
Roberto Di Matteo, Diego Fuser, Calcio ai Giochi della XXVI OlimpiadeOlimpiade 1996Alessandro
NestaCampionato mondiale di calcio 1998Mondiale 1998Alessandro NestaCampionato europeo di calcio
2000Europeo 2000Paolo Negro, Alessandro NestaCalcio ai Giochi della XXVII OlimpiadeOlimpiade 2000Roberto
BaronioCampionato mondiale di calcio 2002Mondiale 2002Alessandro NestaCampionato europeo di calcio
213
Società Sportiva Lazio
2004Europeo 2004Bernardo Corradi, Giuseppe Favalli, Stefano Fiore, Massimo OddoCampionato mondiale di
calcio 2006Mondiale 2006Massimo Oddo, Alessandro Nesta, Angelo PeruzziCalcio ai Giochi della XXIX
OlimpiadeOlimpiade 2008Lorenzo De Silvestri, Tommaso RocchiPresidenti ed allenatori Di seguito è presente la
lista completa di presidenti, allenatori e direttori tecnici della S.S. Lazio, dalla fondazione del club ad oggi: I
presidenti della Lazio - UltrasLazio.it. URL consultato il 10-01-2008. Gli allenatori della Lazio UltrasLazio.it. URL consultato il 10-01-2008.Umberto Lenzini, presidente negli anni del primo scudetto.I presidenti
della S.S. Lazio1901 - 1904: Bandiera dell'Italia Giuseppe Pedercini 1904 - 1924: Bandiera dell'Italia Fortunato
Ballerini1924 - 1925: Bandiera dell'Italia Giorgio Guglielmi 1925 - 1926: Bandiera dell'Italia Gerardo Branca 1927 1932: Bandiera dell'Italia Remo Zenobi 1932 - 1933: Bandiera dell'Italia Alfredo Palmieri 1933 - 1935: Bandiera
dell'Italia Remo Zenobi 1935 - 1938: Bandiera dell'Italia Eugenio Gualdi1938 - 1939: Bandiera dell'Italia Remo
Zenobi 1939 - 1941: Bandiera dell'Italia Andrea Ercoli 1941 - 1943: Bandiera dell'Italia Giovanni Minotto 1945 1947: Bandiera dell'Italia Andrea Ercoli 1947 - 1948: Bandiera dell'Italia Renato Borniggia 1948 - 1949: Bandiera
dell'Italia Giovanni Mazzitelli 1949 - 1953: Bandiera dell'Italia Remo Zenobi 1953 - 1956: Bandiera dell'Italia
Costantino Tessarolo 1956 - 1960: Bandiera dell'Italia Leonardo Siliato 1960 - 1962: Bandiera dell'Italia Massimo
Giovannini 1962 - 1963: Bandiera dell'Italia Ernesto Brivio 1963 - 1965: Bandiera dell'Italia Angelo Miceli 1965 1966: Bandiera dell'Italia Giorgio Vaccaro1966 - 1980: Bandiera dell'Italia Umberto Lenzini1981 - 1983: Bandiera
dell'Italia Gian Chiaron Casoni1983 - 1986: Bandiera dell'Italia Giorgio Chinaglia1986 - 1992: Bandiera dell'Italia
Gianmarco Calleri1992 - 1994: Bandiera dell'Italia Sergio Cragnotti1994 - 1998: Bandiera dell'Italia Dino Zoff1998
- 2003: Bandiera dell'Italia Sergio Cragnotti2003 - 2004: Bandiera dell'Italia Ugo Longo2004 - oggi: Bandiera
dell'Italia Claudio LotitoSven-Göran Eriksson, l'allenatore più vincente nella storia della Lazio.Gli allenatori e i DT
della S.S. Lazio1901 - 1907: Bandiera dell'Italia Sante Ancherani1907 - 1924: Bandiera dell'Italia Guido Baccani
1924 - 1926: Desiderio Koszegi 1926 - 1927: Emanuele Lowy 1927 - 1929: Bandiera dell'Austria Franz Sedlaceck
1929 - : Commissione tecnica1929 - 1930: Bandiera dell'Italia Pietro Piselli1930 - 1931: Ferenc Molnár
(calciatore)Ferenc Molnár1931 - 1932: Bandiera del Brasile Amílcar Barbuy1932 - 1934: Bandiera dell'Austria Karl
Stürmer1934 - 1936: Bandiera dell'Austria Walter Alt 1936 - 1939: József Viola1939 - : Bandiera dell'Italia Luigi
Allemandi1939 - 1940: Géza Kertész 1940 - 1941: Ferenc Molnár (calciatore)Ferenc Molnár1941 - : Bandiera
dell'Italia Dino Canestri 1941 - 1943: Bandiera dell'Austria Alexander Popovich 1943 - 1944: Bandiera dell'Italia
Dino Canestri 1944 - 1948: Bandiera dell'Austria Tony Cargnelli1948 - : Bandiera dell'Italia Orlando Tognotti 1948
- 1951: Bandiera dell'Italia Mario Sperone1951 - 1953: Bandiera dell'Italia Giuseppe Bigogno1953 - : Bandiera
dell'Italia Alfredo Notti1953 - 1954: Bandiera dell'Italia Mario Sperone1954 - : Bandiera dell'Italia Federico
Allasio1954 - 1955: Bandiera dell'Inghilterra George Raynor e Bandiera dell'Italia Roberto CopernicoDirettore
tecnico.1955 - 1956: Bandiera dell'Italia Luigi Ferrero e Bandiera dell'Italia Roberto Copernico1956 - : Bandiera
dell'Italia Luigi Ferrero e Bandiera dell'Inghilterra Jesse Carver1956 - 1957: Bandiera dell'Inghilterra Jesse
Carver1957 - 1958: Bandiera della Jugoslavia Milovan Ćirić 1958 - : Bandiera dell'Italia Alfredo Monza e Bandiera
dell'Italia Dino Canestri1958 - 1960: Bandiera dell'Italia Fulvio Bernardini1960 - 1961: Bandiera dell'Argentina
Enrique Flamini1961 - : Bandiera dell'Inghilterra Jesse Carver1961 - 1962: Bandiera dell'Italia Paolo
Todeschini1962 - : Bandiera dell'Italia Alfonso Ricciardi 1962 - : Bandiera dell'Italia Carlo Facchini 1962 - 1964:
Bandiera dell'Argentina Juan Carlos Lorenzo1964 - 1966: Bandiera dell'Italia Umberto Mannocci 1966 - 1967:
Bandiera dell'Italia Maino Neri1967 - 1968: Bandiera dell'Italia Renato Gei1968 - : Bandiera dell'Italia Roberto
Lovati1968 - 1971: Bandiera dell'Argentina Juan Carlos Lorenzo1971 - : Bandiera dell'Italia Roberto Lovati1971 1975: Bandiera dell'Italia Tommaso Maestrelli1975 - : Bandiera dell'Italia Giulio Corsini1975 - 1976: Bandiera
dell'Italia Tommaso Maestrelli1976 - 1978: Bandiera del Brasile Luís Vinício1978 - 1980: Bandiera dell'Italia
Roberto Lovati1980 - 1982: Bandiera dell'Italia Ilario Castagner1982 - 1983: Bandiera dell'Italia Roberto
Clagluna1983 - : Bandiera dell'Argentina Juan Carlos Morrone1983 - 1984: Bandiera dell'Italia Paolo Carosi1984 1985: Bandiera dell'Argentina Juan Carlos Lorenzo1985 - : Bandiera dell'Italia Giancarlo Oddi e Bandiera dell'Italia
Roberto Lovati1985 - 1986: Bandiera dell'Italia Luigi Simoni (allenatore)Luigi Simoni1986 - 1988: Bandiera
dell'Italia Eugenio Fascetti1988 - 1990: Bandiera dell'Italia Giuseppe Materazzi1990 - 1994: Bandiera dell'Italia
214
Società Sportiva Lazio
Dino Zoff1994 - 1997: Bandiera della Repubblica Ceca Zdeněk Zeman1997 - : Bandiera dell'Italia Dino Zoff1997 2001: Bandiera della Svezia Sven-Göran Eriksson2001 - : Bandiera dell'Italia Dino Zoff2001 - 2002: Bandiera
dell'Italia Alberto Zaccheroni2002 - 2004: Bandiera dell'Italia Roberto Mancini2004 - : Bandiera dell'Italia
Domenico Caso2005 - : Bandiera dell'Italia Giuseppe Papadopulo2005 - 2009: Bandiera dell'Italia Delio Rossi2009 oggi: Bandiera dell'Italia Davide BallardiniPalmarès Trofei ufficiali Nazionali Serie ACampionato italiano: 2Serie A
1973-19741973/74 , Serie A 1999-20001999/00 Coppa Italia: 5Coppa Italia 1958 (calcio)1957/58, Coppa Italia
1997-1998 (calcio)1997/98, Coppa Italia 1999-2000 (calcio)1999/00, Coppa Italia 2003-2004 (calcio)2003/04,
Coppa Italia 2008-20092008/09 Supercoppa italiana di calcioSupercoppa italiana: 31998 , 2000, 2009Internazionali
La Coppa delle Coppe, il primo titolo europeo vinto dalla Lazio nella sua storia. Coppa delle Coppe: 1Coppa delle
Coppe 1998-19991998/99 Supercoppa UEFA: 11999Trofei minori Regionali Campionato romano 1907Campionato
Romano: 5Campionato romano 19071907, 1910, 1911, 1912, 1915/191616Campionato romano di guerra:
1Campionato romano di guerra1943/44Nazionali Serie BCampionato italiano di Serie B: 1Serie B
1968-19691968/69FinalissimaCampionato dell'Italia Meridionale: 4Finalissima1912/13, Finalissima1913/14,
Finalissima1914/15, Finalissima1922/23Internazionali Coppa delle Alpi: 1Coppa delle Alpi 19711971Memorial Pier
Cesare Baretti: 1Memorial Pier Cesare Baretti1994Memorial Pier Cesare BarettiTrofeo Valle d'Aosta: 1Memorial
Pier Cesare Baretti2005Torneo di Amsterdam: 1Torneo di Amsterdam1999Trofeo Ted Bates: 1Trofeo Ted
Bates2007Il prestigioso trofeo Trofeo Teresa HerreraTeresa Herrera, vinto nel 1950 dalla Lazio, prima squadra
italiana ad averlo conquistato.Trofeo Teresa Herrera: 1Trofeo Teresa Herrera1950Trofeo Ciudad de La Línea:
1Trofeo Ciudad de La Línea1990Trofeo Ciudad de Zaragoza "Carlos Lapetra": 2Trofeo Ciudad de Zaragoza "Carlos
Lapetra"1997 e Trofeo Ciudad de Zaragoza "Carlos Lapetra"2009Trofeo Ciudad de Vigo: 1Trofeo Ciudad de
Vigo1997Trofei giovanili Nazionali Campionato Primavera: 41975/197676, 1986/198787, 1994/199595 e
2000/200101 Coppa Italia Primavera: 11978/197979Campionato De Martino: 21967/196868 e
1970/197171Campionato Under 23: 11973/197474Campionato Riserve: 11952/195353Campionato Cadetti:
11957/195858Campionato Nazionale Dante Berretti: 11976/197777Campionato Giovanissimi Nazionali:
31990/199191, 1993/199494 e 2000/200101Campionato Juniores: 11947/194848 Palmares - SSLazio.it. URL
consultato il 08-01-2008.Campionato Ragazzi: 11929/193030Internazionali Trofeo Karol Wojtyla: 32007, 2008 e
2009Trofei individuali Alessandro Nesta, capitano della Lazio vincitrice in Italia e in Europa.Oscar del calcio AIC
Miglior calciatore assoluto: 1Christian Vieri 1999Miglior calciatore italiano: 1Miglior calciatore giovane: 1Miglior
portiere: 1Miglior difensore: 3Alessandro Nesta 2000, 2001, 2002Miglior allenatore: 1Miglior squadra: 11999Altre
partecipazioni e piazzamenti Campionati nazionali Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione 1ª12Prima
Categoria
1912-19131912-1913Divisione
Nazionale
1928-19291928-19292ª1Prima
Divisione
1926-19271926-1927Prima Divisione 1926-19271926-1927A67Serie A 1929-19301929-1930Serie A
2009-20102009-2010B11Serie B 1961-19621961-1962Serie B 1987-19881987-1988In 91 stagioni sportive
dall'esordio, avvenuto il 3 novembre 1912, nella prima competizione riconosciuta a carattere nazionale: la Serie
APrima Categoria. Nella categoria "1ª" sono compresi 5 campionati di Prima Categoria, 5 di Prima Divisione e 2 di
Divisione Nazionale. La categoria "2ª" comprende invece un solo campionato di Prima DivisionePrima divisione
cadetta. Non sono comprese le stagioni sportive sospese per la guerra.Piazzamenti notevoli Serie A vicecampione:
Serie A 1936-19371936/37, Serie A 1994-19951994/95, Serie A 1998-19991998/99terzo posto: Serie A
1955-19561955/56, Serie A 1956-19571956/57, Serie A 1972-19731972/73, Serie A 1995-19961995/96, Serie A
2000-20012000/01, Serie A 2006-20072006/07Serie B vicecampione: Serie B 1962-19631962-63, Serie B
1971-19721971/72, Serie B 1982-19831982/83piazzamento utile: Serie B 1962-19631962-63, Serie B
1987-19881987/88Coppa Italia finalista: Coppa Italia 1960-1961 (calcio)1960/61Supercoppa Italiana finalista:
2004Coppe internazionali partecipazioni: 5 in UEFA Champions LeagueChampions League, 1 in Coppa delle
Coppe, 1 in UEFA Europa LeagueEuropa League, 10 in Coppa UEFA, 1 in Coppa delle Fiere, 1 in Coppa Intertoto,
1 in Coppa Mitropa, 3 in Coppa delle Alpi, 1 in Supercoppa EuropeaCoppa UEFA finalista: Coppa UEFA
1997-19981997/98Coppa Mitropa finalista: Coppa Europa Centrale 19371937Nota: dati a partire dalla creazione del
Divisione NazionaleCampionato Nazionale nel 1926 e aggiornati alla stagione 2008/09.Gli incontri Incontri ufficiali
215
Società Sportiva Lazio
Incontri nazionali Andamento in Serie A Andamento della S.S. Lazio in Serie A dal secondo dopoguerra al
2006.Campionato a girone unico Serie ASerie AIncontriVNPRFRSD.R.% V% N% PTotale 2213 798 683 732 2976
2766 +210 36.0% 30.9% 33.1% In casa 1107 568 333 206 1873 1048 +825 51.3% 30.1% 18.6% Fuori casa 1106
230 349 527 1103 1718 -615 20.8% 31.5% 47.7% N.B. Aggiornato al 12 ottobre 2009 Campionato di Serie B Serie
BSerie BIncontriVNPRFRSD.R.% V% N% PTotale 422 156 171 95 478 342 +136 37% 40.5% 22.5% In casa 212
119 71 22 - - - 56.1% 33.5% 10.4% Fuori casa 210 36 100 74 - - - 17.1% 47.6% 35.3% Coppa Italia Coppa
ItaliaCoppa ItaliaIncontriVNPRFRSD.R.% V% N% PTotale 264 124+7 53 71+9 386 268 +118 49.6% 20.1% 30.3%
Casa 131 84+2 19 20+5 235 99 +136 65.6% 14.5% 19.9% Fuori 133 40+5 34 51+4 151 169 -18 33.8% 25.5%
40.7% Nota: le scritture +... stanno ad indicare la vittoria o sconfitta avvenuta dopo tempi regolamentari, cioè ai
Tempi supplementaritempi supplemntari o ai Tiri di rigorecalci di rigore. Coppa ItaliaCoppa Italia
PartecipazioniVincitriceFinalistaSemifinalistaQuartiOttaviSedicesimi ed oltreRisultati 59 5 1 5 18 8 22 Supercoppa
Italiana Supercoppa ItalianaSupercoppa ItalianaPartecipazioniIncontriVPRFRSD.R.% V% PTotale 4 4 3 1 8 8 0
75%
25%
Incontri
internazionali
Champions
League
Champions
LeagueIncontriVNPRFRSD.R.VCNCSCRFCRSCD.R.CVFNFSFRFFRSFD.R.F.1999/2000 14 8 4 2 26 12 +14 4 2
1 14 5 +9 4 2 1 12 7 +5 2000/2001 12 5 3 4 22 15 +7 3 2 1 13 6 +7 2 1 3 9 9 0 2001/2002 8 3 - 5 9 10 -1 3 - 1 8 5 +3
- - 4 1 5 -4 2003/2004 8 3 2 3 10 11 -1 1 2 1 6 8 -2 2 - 2 4 3 +1 2007/2008 8 2 3 3 12 13 -1 1 2 1 6 6 - 1 1 2 6 7 -1
TOTALE 50 21 12 17 79 61 +18 12 8 5 47 30 +17 9 4 12 32 31 +1 Coppa delle Coppe Coppa delle
CoppeIncontriVNPRFRSD.R.VCNCSCRFCRSCD.R.CVFNFSFRFFRSFD.R.F.1998/1999 9 4 5 - 14 6 +8 1+1 3 4+2
1+1
+4
2
2
9
5
+4
Europa
League
Europa
LeagueIncontriVNPRFRSD.R.VCNCSCRFCRSCD.R.CVFNFSFRFFRSFD.R.F.2009/2010 4 2 / 2 8 3 +5 1 / 1 4 2
+2
1
/
1
4
1
+3
Coppa
UEFA
Coppa
UEFAIncontriVNPRFRSD.R.VCNCSCRFCRSCD.R.CVFNFSFRFFRSFD.R.F.1973/1974 4 2 - 2 8 9 -1 2 - - 7 2 +5
- - 2 1 7 -6 1975/1976 4 1 - 3 1+2 5+3 -5 1 - 1 1+2 +3 - - - 2 - 5 -5 1977/1978 4 2 - 2 7 3+4 - 2 - - 7 - +7 - - 2 - 3+4 -7
1993/1994 4 3 - 1 5 2 +3 2 - - 3 - +3 1 - 1 2 2 - 1994/1995 8 5 2 1 10 5 +5 4 - - 8 2 +6 1 2 1 2 3 -1 1995/1996 4 2 - 2
8 5 +3 1 - 1 5 2 +3 1 - 1 3 3 - 1996/1997 4 2 1 1 6 6 - 1 1 - 2 1 +1 1 - 1 4 5 -1 1997/1998 11 7 3 1 16 6 +10 4 1 +1 7
1+3 3+3 3 2 - 9 2 +7 2002/2003 12 7 3 2 19 12 +7 4 1 1 10 4 +6 3 2 1 9 8 +1 2004/2005 6 2 3 1 11 7 +4 1 2 - 6 3 +3
1 1 1 5 4 +1 TOTALE 61 33 12 16 91+2 60+7 +26 22 5 3+1 56+2 15+6 +37 11 7 12 35 42+4 -11 Coppa delle Fiere
Coppa delle FiereIncontriVNPRFRSD.R.VCNCSCRFCRSCD.R.CVFNFSFRFFRSFD.R.F.1970/1971 2 - 1 1 2 4 -2
1
2
2
1
0
2
-2
Intertoto
IntertotoIncontriVNPRFRSD.R.VCNCSCRFCRSCD.R.CVFNFSFRFFRSFD.R.F.2005 4 1 2 1 5 5 - 1 1 - 4 1 +3 - 1
1
1
4
-3
Coppa
Mitropa
Coppa
MitropaIncontriVNPRFRSD.R.VCNCSCRFCRSCD.R.CVFNFSFRFFRSFD.R.F.1936/1937 6 2 1 3 18 16 +2 2 - 1
13 8 +5 - 1 2 5 8 -3 1950/1951 2 - - 2 - 7 -7 - - - - - - - - 2 - 7 -7 1966/1967 4 1 1 2 5 4 +1 1 1 - 4 1 +3 - - 2 1 3 -2
1969/1970 2 - 1 1 2 3 -1 - - 1 1 2 -1 - 1 - 1 1 - TOTALE 14 3 3 8 25 30 -5 3 1 2 18 11 +7 - 2 6 7 19 -12 Supercoppa
Europea Supercoppa EuropeaIncontriVNPRFRSD.R.1999 1 1 - - 1 0 +1 Totale Competizioni Europee Principali
TotalissimoIncontriVNPRFRSD.R.VCNCSCRFCRSCD.R.CVFNFSFRFFRSFD.R.F.Champions League 50 21 12
17 79 61 +18 12 8 5 47 30 +17 9 4 12 32 31 +1 Coppa delle Coppe 9 4 5 - 14 6 +8 1+1 3 - 4+2 1+1 +4 2 2 - 9 5 +4
Europa LeagueCoppa UEFA 61 33 12 16 91+2 60+7 +26 22 5 3+1 56+2 15+6 +37 11 7 12 35 42+4 -11 Coppa delle
Fiere 2 - 1 1 2 4 -2 - 1 - 2 2 - - - 1 0 2 -2 Intertoto 4 1 2 1 5 5 - 1 1 - 4 1 +3 - 1 1 1 4 -3 Coppa Mitropa 14 3 3 8 25 30
-5 3 1 2 18 11 +7 - 2 6 7 19 -12 Supercoppa Europea 1 1 - - 1 - +1 - - - - - - - - - - - - TOTALISSIMO 141 63 35 43
217+2 166+7 +46 39+1 19 10+1 131+4 60+7 +68 22 16 32 84 103+4 -23 Totale Piazzamenti nelle Competizioni
Europee Principali PiazzamentiPartecipazioniVincitriceFinalistaSemifinalistaQuarti di FinaleOttavi di
FinaleSedicesimi di Finale1^ turno/oltreChampions League 5 - - - 1 1 3 - Coppa delle Coppe 1 1 - - - - - - Europa
League 1 Coppa UEFA 10 - 1 1 1 - 6 1 Coppa delle Fiere 1 - - - - - - 1 Intertoto 1 - - 1 - - - - Coppa Mitropa 4 - 1 1 1 1 - Supercoppa Europea 1 1 - - - - - - TOTALISSIMO 24 2 2 3 2 2 10 2 Statistiche aggiornate alla stagione Serie A
2008-20092008-09.Incontri internazionali Competizioni UEFAUEFAPartecipazioniAnniIncontriVNPRFRSTotale
18 ---- 125 59 32 34 194141 Champions League 5 UEFA Champions League 1999-20001999/2000, UEFA
216
Società Sportiva Lazio
Champions League 2000-20012000/2001, UEFA Champions League 2001-20022001/2002, UEFA Champions
League 2003-20042003/2004, UEFA Champions League 2007-20082007/2008 50 21 12 17 80 62 Coppa delle
Coppe 1 Coppa delle Coppe 1998-19991998/1999 9 4 5 0 16 7 UEFA Europa LeagueEuropa League 1 UEFA
Europa League 2009-20102009-2010 Coppa UEFA 10 Coppa UEFA 1973-19741973/1974, Coppa UEFA
1975-19761975/1976, Coppa UEFA 1977-19781977/1978, Coppa UEFA 1993-19941993/1994, Coppa UEFA
1994-19951994/1995, Coppa UEFA 1995-19961995/1996, Coppa UEFA 1996-19971996/1997, Coppa UEFA
1997-19981997/1998, Coppa UEFA 2002-20032002/2003, Coppa UEFA 2004-20052004/2005 61 33 12 16 93 67
Coppa IntertotoIntertoto 1 Coppa Intertoto 20052005 4 1 2 1 5 5 Supercoppa Europea 1 Supercoppa Europea1999 1
1 0 0 1 0Finali disputate Data Competizione Stadio Partita Risultato 1 giugno 1913 FinalissimaCampionato
NazionaleGenova Unione Sportiva Pro Vercelli CalcioPro Vercelli - Società Sportiva LazioLazio6-0 5 luglio 1914
FinalissimaCampionato NazionaleCasale Monferrato, Centro sportivo "Viale Priocco" Associazione Sportiva Casale
CalcioCasale - Società Sportiva LazioLazio7-1 12 luglio 1914Roma, Stadio Nazionale Società Sportiva LazioLazio Associazione Sportiva Casale CalcioCasale0-2 15 luglio 1923 FinalissimaCampionato NazionaleGenova, Stadio
Luigi FerrarisStadio Marassi Genoa Cricket and Football ClubGenoa - Società Sportiva LazioLazio4-1 22 luglio
1923Roma, Stadio della Rondinella Società Sportiva LazioLazio - Genoa Cricket and Football ClubGenoa0-2 12
settembre 1937 Coppa dell'Europa CentraleCoppa MitropaBudapest Ferencvárosi Torna ClubFerencváros - Società
Sportiva LazioLazio4-2 24 ottobre 1937Roma, Stadio Nazionale del PNF Società Sportiva LazioLazio Ferencvárosi Torna ClubFerencváros4-5 24 settembre 1958 Coppa ItaliaRoma, Stadio Olimpico (Roma)Stadio
Olimpico Società Sportiva LazioLazio - ACF FiorentinaFiorentina1-0 11 giugno 1961 Coppa ItaliaFirenze, Stadio
Artemio Franchi ACF FiorentinaFiorentina - Società Sportiva LazioLazio2-0 25 giugno 1971Coppa delle
AlpiBasilea, Stadio San Giacomo Fussballclub Basel 1893Basilea - Società Sportiva LazioLazio1-3 8 aprile 1998
Coppa ItaliaMilano, Stadio Giuseppe Meazza Associazione Calcio MilanMilan - Società Sportiva LazioLazio1-0 29
aprile 1998Roma, Stadio Olimpico (Roma)Stadio Olimpico Società Sportiva LazioLazio - Associazione Calcio
MilanMilan3-1 6 maggio 1998 Coppa UEFAParigi, Parco dei PrincipiStade Parc des Princes Società Sportiva
LazioLazio - Football Club Internazionale MilanoInter0-3 29 agosto 1998 Supercoppa ItalianaTorino, Stadio delle
Alpi Juventus Football ClubJuventus - Società Sportiva LazioLazio1-2 19 maggio 1999 Coppa delle
CoppeBirmingham, Villa ParkVilla Park Stadium Società Sportiva LazioLazio - Real Club Deportivo
MallorcaMaiorca2-1 27 agosto 1999 Supercoppa EuropeaMontecarlo, Stadio Louis IIStade Louis II Manchester
United Football ClubManchester Utd - Società Sportiva LazioLazio0-1 12 aprile 2000 Coppa ItaliaRoma, Stadio
Olimpico (Roma)Stadio Olimpico Società Sportiva LazioLazio - Football Club Internazionale MilanoInter2-1 18
maggio 2000Milano, Stadio Giuseppe Meazza Football Club Internazionale MilanoInter - Società Sportiva
LazioLazio0-0 8 settembre 2000 Supercoppa ItalianaRoma, Stadio Olimpico (Roma)Stadio Olimpico Società
Sportiva LazioLazio - Football Club Internazionale MilanoInter4-3 17 marzo 2004 Coppa ItaliaRoma, Stadio
Olimpico (Roma)Stadio Olimpico Società Sportiva LazioLazio - Juventus Football ClubJuventus2-0 12 maggio
2004Torino, Stadio delle Alpi Juventus Football ClubJuventus - Società Sportiva LazioLazio2-2 21 agosto 2004
Supercoppa ItalianaMilano, Stadio Giuseppe Meazza Associazione Calcio MilanMilan - Società Sportiva
LazioLazio3-0 13 maggio 2009 Coppa ItaliaRoma, Stadio Olimpico (Roma)Stadio Olimpico Società Sportiva
LazioLazio - Unione Calcio SampdoriaSampdoria1-1 (7-6 Calcio di rigoredcr) 8 agosto 2009 Supercoppa
ItalianaPechino, Stadio Nazionale di PechinoStadio Nazionale Football Club Internazionale MilanoInter - Società
Sportiva LazioLazio1-2 Record e statistiche Record e statistiche individuali Record di giocatori Giuseppe Favalli
detiene il maggior numero di presenze con la maglia della Lazio, avendo giocato 401 partite tra il 1992 ed il 2004
con la prima squadra. Campionati, Coppe e Record. SSLazio.it. URL consultato il 14-10-2008.Luca Marchegiani è il
portiere che detiene il maggior numero di presenze, equivalente a 339 incontri disputati tra il 1993 ed il 2003 con la
prima squadra.Silvio Piola è il miglior marcatore di sempre, con 160 reti tra il 1934 e il 1943; oltre a ciò, è anche il
capocannoniere assoluto di tutta la Serie A.Grandini Carlo; Gherarducci Mario; Oppio Nino. «È morto Piola, la
leggenda del gol», La Gazzetta dello Sport, 05-10-1996. URL consultato in data 14-10-2008. Lo stesso calciatore
detiene anche il record delle reti in campionato con il club.Goran Pandev è attualmente il miglior marcatore straniero
217
Società Sportiva Lazio
di sempre, con 64 reti segnate tra campionato e coppe. Simone Inzaghi è il miglior realizzatore per quanto riguarda le
coppe europee, egli è anche uno dei pochi ad aver segnato una quadripletta in Champions League, proprio con la
maglia della Lazio.Gaetano De Stefano. «Sheva: "Puntiamo al 1° posto"», La Gazzetta dello Sport., 24-11-2005.
URL consultato in data 05-10-2008.Silvio Piola, miglior cannoniere italiano di tutti i tempi.Aldo Puccinelli, ala
destra degli anni '40 - '50.Giuseppe WilsonPino Wilson, capitano del primo scudetto.Goran Pandev, miglior
marcatore straniero della storia laziale.Presenze totaliReti segnate totaliRigori segnati totaliBandiera dell'Italia
Giuseppe Favalli - 401 Bandiera dell'Italia Giuseppe Wilson - 400 Bandiera dell'Italia Paolo Negro - 376 Bandiera
dell'Italia Aldo Puccinelli - 342 Bandiera dell'Italia Luca Marchegiani - 339 Bandiera dell'Italia Vincenzo D'Amico 336 Bandiera dell'Italia Idilio Cei - 290 Bandiera dell'Argentina Enrique Flamini - 282 Bandiera dell'Italia Renzo
Garlaschelli - 276 Bandiera dell'Italia Alessandro Nesta - 263 Bandiera dell'Italia Romolo Alzani - 263 Bandiera
dell'Italia Silvio Piola - 160 Bandiera dell'Italia Giorgio Chinaglia - 128 Bandiera dell'Italia Giuseppe Signori - 127
Bandiera dell'Italia Bruno Giordano - 110 Bandiera dell'Italia Tommaso Rocchi - 86 Bandiera dell'Italia Aldo
Puccinelli - 78 Bandiera della Macedonia Goran Pandev - 64 Bandiera dell'Italia Renzo Garlaschelli - 64 Bandiera
dell'Italia Pierluigi Casiraghi - 56 Bandiera dell'Italia Simone Inzaghi - 55 Bandiera dell'Italia Giuseppe Signori - 38
Bandiera dell'Italia Giorgio Chinaglia - 35 Bandiera dell'Italia Bruno Giordano - 24 Bandiera dell'Italia Renzo Burini
- 15 Bandiera dell'Italia Vincenzo D'Amico - 15 Bandiera dell'Italia Massimo Oddo - 13 Bandiera della Serbia Siniša
Mihajlović - 13 Bandiera dell'Italia Pasquale Vivolo - 11 Bandiera dell'Uruguay Rubén Sosa (calciatore)Ruben Sosa
- 11 Bandiera dell'Italia Silvio Piola - 11 Presenze in campionatoReti in campionatoBandiera dell'Italia Aldo
Puccinelli - 339 Bandiera dell'Italia Giuseppe Wilson - 324 Bandiera dell'Italia Giuseppe Favalli - 298 Bandiera
dell'Italia Vincenzo D'Amico - 276 Bandiera dell'Argentina Enrique Flamini - 271 Bandiera dell'Italia Idilio Cei 268 Bandiera dell'Italia Paolo Negro - 264 Bandiera dell'Italia Romolo Alzani - 263 Bandiera dell'Italia Francesco
Antonazzi - 252 Bandiera dell'Italia Diego Zanetti - 248 Bandiera dell'Italia Silvio Piola - 143 Bandiera dell'Italia
Giuseppe Signori - 107 Bandiera dell'Italia Giorgio Chinaglia - 98 Bandiera dell'Italia Bruno Giordano - 86 Bandiera
dell'Italia Aldo Puccinelli - 77 Bandiera dell'Italia Tommaso Rocchi - 69 Bandiera dell'Italia Renzo Garlaschelli - 51
Bandiera della Macedonia Goran Pandev - 48 Bandiera dell'Argentina Juan Carlos Morrone - 48 Bandiera
dell'Argentina Enrique Flamini - 44 Presenze nelle Coppe Nazionali (*)Reti nelle Coppe Nazionali (*)Bandiera
dell'Italia Giuseppe Wilson - 58 Bandiera dell'Italia Vincenzo D'Amico - 53 Bandiera dell'Italia Paolo Negro - 48
Bandiera dell'Italia Giuseppe Favalli - 46 Bandiera dell'Italia Bruno Giordano - 43 Bandiera dell'Italia Luigi Martini
- 39 Bandiera dell'Italia Luca Marchegiani - 38 Bandiera dell'Italia Renzo Garlaschelli - 38 Bandiera della Svizzera
Guerino Gottardi (Bandiera dell'Italia) - 34 Bandiera dell'Italia Roberto Badiani - 31 Bandiera dell'Italia Bruno
Giordano - 18 Bandiera dell'Italia Giuseppe Signori - 17 Bandiera dell'Italia Giorgio Chinaglia - 13 Bandiera del
Brasile Humberto Tozzi - 12 Bandiera dell'Italia Vincenzo D'Amico - 11 Bandiera della Macedonia Goran Pandev 10 Bandiera dell'Italia Renzo Garlaschelli - 9 Bandiera dell'Italia Tommaso Rocchi - 9 Bandiera della Croazia Alen
Bokšić - 8 (*) Coppa Italia - Supercoppa Italiana Presenze nelle Coppe Europee (*)Reti nelle Coppe Europee
(*)Bandiera dell'Italia Paolo Negro - 64 Bandiera dell'Italia Luca Marchegiani - 58 Bandiera dell'Italia Giuseppe
Favalli - 57 Bandiera dell'Italia Giuseppe Pancaro - 49 Bandiera della Serbia Dejan Stanković - 48 Bandiera del
Portogallo Fernando Couto - 46 Bandiera dell'Italia Alessandro Nesta - 45 Bandiera della Repubblica Ceca Pavel
Nedved - 45 Bandiera dell'Italia Simone Inzaghi - 43 Bandiera della Serbia Siniša Mihajlović - 43 Bandiera
dell'Italia Simone Inzaghi - 20 Bandiera dell'Italia Giorgio Chinaglia - 17 Bandiera della Repubblica Ceca Pavel
Nedved - 12 Bandiera dell'Italia Silvio Piola - 11 Bandiera dell'Italia Pierluigi Casiraghi - 10 Bandiera dell'Argentina
Claudio Lopez - 9 Bandiera del Cile Marcelo Salas - 8 Bandiera dell'Italia Tommaso Rocchi - 8 Bandiera della
Serbia Dejan Stanković - 7 Bandiera della Macedonia Goran Pandev - 6 Bandiera della Serbia Siniša Mihajlović - 6
Bandiera dell'Italia Stefano Fiore - 6 (*) Champions League - Coppe - Uefa - Fiere - Intertoto - Mitropa - Alpi Supercoppa Europea Capocannonieri del campionatoCapocannonieri di Coppa ItaliaBandiera del Brasile Humberto
Tozzi - 11 / 9 - (1958)Bandiera dell'Italia Giuseppe Signori - 6 / 6 - (1992/93)Bandiera dell'Italia Giuseppe Signori 6 / 4 - (1997/98)Bandiera dell'Italia Stefano Fiore - 6 / 7 - (2003/04)Bandiera della Macedonia Goran Pandev - 6 / 6 (2008/09)Bandiera dell'Italia Silvio Piola - 21 / 28 - (1936/37)Bandiera dell'Italia Silvio Piola - 21 / 22 -
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Società Sportiva Lazio
(1942/43)Bandiera dell'Italia Giorgio Chinaglia - 21 / 34 - (1971/72)Bandiera dell'Italia Giorgio Chinaglia - 24 / 30 (1973/74)Bandiera dell'Italia Bruno Giordano - 19 / 30 - (1978/79)Bandiera dell'Italia Bruno Giordano - 18 / 38 (1982/83)Bandiera dell'Italia Oliviero Garlini - 18 / 38 - (1985/86)Bandiera dell'Italia Giuseppe Signori - 26 / 32 (1992/93)Bandiera dell'Italia Giuseppe Signori - 23 / 24 - (1993/94)Bandiera dell'Italia Giuseppe Signori - 24 / 31 (1995/96)Bandiera dell'Argentina Hernan Crespo - 26 / 32 - (2000/01)Record di allenatori Dino Zoff detiene il
maggior numero di presenze sulla panchina della Lazio, avendo guidato la formazione romana per 202 incontri in tre
diversi periodi: il primo dal 1990 al 1994, il secondo nella stagione 1996/97 ed il terzo nel 2001, conclusosi con un
esonero. Juan Carlos Lorenzo è l'allenatore straniero che vanta il maggior numero di presenze sulla panchina delle
"aquile", ben 200. Ha guidato la Lazio in tre diversi periodi: dal 1962 al 1964, dal 1968 al 1971 e nel campionato
1984/85, avventura terminata con un esonero. Fulvio Bernardini è l'allenatore che per primo ha regalato alla Lazio un
trofeo ufficiale, quando nel 1958 condusse la squadra biancoceleste verso la vittoria della Coppa Italia. Sven-Göran
Eriksson è l'allenatore più vincente della storia biancazzurra. Negli anni in cui ha allenato la Lazio, dal 1997 fino al
suo esonero nel gennaio 2001, lo "stratega" svedese condusse la formazione laziale verso la conquista di ben 7 titoli:
1 Scudetto, 2 Coppa ItaliaCoppe Italia, 2 Supercoppa ItalianaSupercoppe italiane, 1 Coppa delle Coppe e 1
Supercoppa EuropeaSupercoppa europea. I tecnici che hanno vinto almeno un trofeo sono: Fulvio Bernardini (Coppa
Italia 1958), Roberto Lovati (Coppa delle Alpi 1971), Tommaso Maestrelli (Scudetto 1973/74), Roberto Mancini
(Coppa Italia 2003/04), Delio Rossi (Coppa Italia 2008/09) e Davide Ballardini (Supercoppa italiana 2009). Dino
Zoff è stato allenatore e presidente della Lazio durante l'era Cragnotti.Juan Carlos Lorenzo, eccentrico allenatore
argentino.Fulvio Bernardini, il tecnico della prima Coppa Italia.Panchine totaliBandiera dell'Italia Dino Zoff - 202
Bandiera dell'Argentina Juan Carlos Lorenzo - 200 Bandiera dell'Italia Tommaso Maestrelli - 189 Bandiera della
Svezia Sven-Göran Eriksson - 188 Bandiera dell'Italia Delio Rossi - 179 Bandiera dell'Italia Mario Sperone - 128
Bandiera della Repubblica Ceca Zdenek Zeman - 118 Bandiera dell'Italia Roberto Lovati - 110 Bandiera dell'Italia
Roberto Mancini - 102 Bandiera dell'Italia Fulvio Bernardini - 92 Panchine in campionatoPanchine nelle Coppe
Nazionali (*)Bandiera dell'Argentina Juan Carlos Lorenzo - 184 Bandiera dell'Italia Dino Zoff - 176 Bandiera
dell'Italia Tommaso Maestrelli - 151 Bandiera dell'Italia Delio Rossi - 147 Bandiera dell'Italia Mario Sperone - 128
Bandiera della Svezia Sven-Göran Eriksson - 115 Bandiera dell'Italia Roberto Lovati - 93 Bandiera della Repubblica
Ceca Zdenek Zeman - 86 Bandiera dell'Ungheria József Viola - 80 Bandiera dell'Austria Tony Cargnelli - 79
Bandiera dell'Italia Tommaso Maestrelli - 34 Bandiera della Svezia Sven-Göran Eriksson - 30 Bandiera dell'Italia
Delio Rossi - 20 Bandiera della Repubblica Ceca Zdenek Zeman - 16 Bandiera dell'Italia Fulvio Bernardini - 15
Bandiera dell'Italia Dino Zoff - 14 Bandiera dell'Italia Roberto Mancini - 14 Bandiera dell'Italia Giuseppe Materazzi
- 12 Bandiera dell'Italia Eugenio Fascetti - 12 Bandiera dell'Italia Roberto Lovati - 12 Bandiera dell'Italia Ilario
Castagner - 10 Bandiera dell'Argentina Juan Carlos Lorenzo - 10 Bandiera del Brasile Luís Vinício - 8 Bandiera
dell'Italia Umberto Mannocci - 6 (*) Coppa Italia - Supercoppa Italiana Panchine nelle Coppe Europee (*)Bandiera
della Svezia Sven-Göran Eriksson - 43 Bandiera dell'Italia Roberto Mancini - 20 Bandiera della Repubblica Ceca
Zdenek Zeman - 16 Bandiera dell'Italia Dino Zoff - 12 Bandiera dell'Italia Delio Rossi - 12 Bandiera dell'Italia
Domenico Caso - 6 Bandiera dell'Argentina Juan Carlos Lorenzo - 6 Bandiera dell'Ungheria József Viola - 6
Bandiera dell'Italia Roberto Lovati - 5 Bandiera del Brasile Luís Vinício - 4 Bandiera dell'Italia Giulio Corsini - 4
Bandiera dell'Italia Tommaso Maestrelli - 4 Bandiera dell'Italia Alberto Zaccheroni - 4 Bandiera dell'Italia Davide
Ballardini - 4 (*) Champions League - Coppe - Uefa - Fiere - Intertoto - Mitropa - Alpi - Supercoppa Europea
Record e statistiche di squadra Vittorie con il massimo scarto In assoluto, la vittoria della Lazio con il più ampio
scarto in gare di campionato è il 9-1 inflitto al Modena Football ClubModena il 12 giugno 1932, 34ª e ultima
giornata del Serie A 1931-1932campionato 1931/32. I marcatori dell'incontro furono al 24’ Demaria; 25’, 37’ 49’ e
67’ Juan FantoniFantoni I; 29’, 45’ e 78’ Anfilogino GuarisiGuarisi; 65’ Castelli. Per il Modena segnò al 46’
Barbolini. Per quanto riguarda la vittoria più ampia in trasferta, essa risale al 16 giugno 1957, alla Favorita di
Palermo, anch’essa all’ultima giornata di campionato. La Lazio vinse 6-2 e i marcatori furono al 10’ Benedetti
(Palermo, autogola); 14’ e 83’ Humberto TozziTozzi; 25’ Lorenzo BettiniBettini; 43’ Lucentini, 89’ Renzo
BuriniBurini, mentre per il Unione Sportiva Città di PalermoPalermo le marcature furono al 57’ Gomez e al 61’
219
Società Sportiva Lazio
Vernazza (r). Mauro Matías Zárate"Maurito" Zárate in un'azione di gioco.Relativamente ai Derby di Romaderby, la
vittoria in campionato con il massimo scarto è del 10 dicembre 2006, 15ª giornata del Serie A 2006-2007campionato
2006/07. Quel giorno la Lazio sconfisse la AS RomaRoma 3-0 e i marcatori furono al 44’ Cristian Daniel
LedesmaLedesma, al 50’ Massimo OddoOddo (r) ed al 72’ Massimo MutarelliMutarelli. L'11 aprile 2009 la Lazio
travolge la Roma per 4-2 andando a segno con ben quattro giocatori differenti: al 2' Goran PandevPandev, al 4'
Mauro Matías ZárateZárate, al 58' Stephan LichtsteinerLichtsteiner ed all' 85' Aleksandar KolarovKolarov. I
biancazzurri non avevano mai realizzato quattro reti in un derby di campionato, mentre vi erano già riusciti all'andata
dei quarti di finale di Coppa Italia edizione 1997-1998; era il 6 gennaio 1998 quando la Lazio di Eriksson si impose
con un perentorio 4-1 scaturito grazie ai gol di Alen BokšićBokšić, Vladimir JugovićJugović, Roberto
ManciniMancini e Diego FuserFuser. La rete romanista la mise a segno Abel BalboBalbo su rigore. Durante la
stagione 1997-1998 la Lazio raggiunse anche il record di vittorie consecutive annue nei derby: quattro su quattro.
Oltre ai due scontri in campionato (1-3 / 2-0), le "aquile" si aggiudicarono anche andata e ritorno dei quarti di finale
di Coppa Italia (4-1 / 1-2). Bruno Giordano, centravanti trasteverino.Per quanto concerne la vittoria più ampia nelle
coppe nazionali, essa risale alla 5a giornata della 2a fase della Coppa Italia 1973-1974, partita disputata all'Olimpico
contro il Novara CalcioNovara terminata col punteggio di 6-0 in favore della Lazio. Andarono a segno con una
doppietta ciascuno Giorgio ChinagliaChinaglia e Renzo GarlaschelliGarlaschelli, oltre a Luigi MartiniMartini e
Ferruccio Mazzola. In assoluto, la vittoria con il massimo scarto raggiunta dalla Lazio nelle competizioni
internazionali è quella ottenuta con il risultato di 5-0, conquistata per due volte nella "storia europea" biancoceleste:
la prima risale alla edizione 1977-1978 della Coppa UEFA, quando la Lazio travolse il Boavista Futebol
ClubeBoavista grazie alla doppietta di Renzo GarlaschelliGarlaschelli e alla tripletta di Bruno GiordanoGiordano. La
seconda volta, sempre in Coppa UEFA, fu nella stagione 1995-1996 contro i ciprioti dell'Omonia Nicosia; in quella
occasione Pierluigi CasiraghiCasiraghi mise a segno una tripletta arricchita dalle segnature di Roberto
RambaudiRambaudi e Giuseppe SignoriSignori. Per quanto riguarda la vittoria più ampia fuori casa in gare europee,
essa presenta come risultato lo 0-4. Si è verificata per ben quattro volte: la prima ai 32esimi di finale della Coppa
UEFA 1997-1998 contro il Vitoria Guimaraes, la seconda ai quarti di finale della Coppa delle Coppe 1998-1999 ai
danni del Panionios, la terza alla 4a giornata della 2a fase della Champions League edizione 1999-2000 contro gli
sloveni del Maribor e la quarta nella fase a gironi dell'Europa League 2009-2010 in casa del PFC Levski SofiaLevski
Sofia. Altresì, da ricordare la vittoria interna per 5 a 1 contro l'Olympique Marsiglia, anch'essa ottenuta nella 2a fase
a gironi della Champions League edizione 1999-2000. Questa partita è ricordata anche per la quadripletta messa a
segno da Simone Inzaghi, uno fra i cinque giocatori di tutti i tempi ad aver siglato quattro reti in una singola partita
(lo stesso Inzaghi si lascia parare anche un calcio di rigore); il quinto gol lo mette a segno Alen BokšićBokšić.
Sconfitte con il massimo scarto In assoluto, la sconfitta con il più ampio scarto subita dalla Lazio in gare di
campionato è l' 8-1 rimediato nella stagione Serie A 1933-19341933-34 a Milano contro la "corazzata"
AmbrosianaAmbrosiana-Inter. Da ricordare è anche la debacle del 5 marzo del 1961, quando a San Siro l'Inter di
Sandro Mazzola e Corso travolse i biancocelesti con un rotondo 7-0. Nelle coppe nazionali fu il Genoa ad infliggere
alla Lazio la sconfitta più pesante; accadde il 6 gennaio del 1937 in occasione dei quarti di finale di Coppa Italia,
quando a Stadio Luigi FerrarisMarassi la squadra di Silvio Piola fu sconfitta dai "grifoni" genoani per 5-0. Per
quanto riguarda le coppe europee, la squadra capitolina subì la sua più larga sconfitta in occasione della semifinale di
ritorno della Coppa UEFA 1977-1978Coppa UEFA 1977-78, quando le "aquile" caddero in trasferta sotto i colpi dei
padroni di casa del Racing Club de LensLens. Al termine dei novanta minuti i francesi erano in vantaggio per 2-0 e,
alla luce del risultato della gara d'andata (2-0 per la Lazio), la partita si prolungò fino ai tempi supplementari, durante
i quali la compagine transalpina mise a segno quattro reti che, sommate alle altre due realizzate nei tempi
regolamentari, fissarono il punteggio finale sul 6-0. Statistiche aggiornate al 1 ottobre 2009.Numeri di maglia ritirati
La Lazio ha deciso dalla stagione 2003-2004, sotto la presidenza del compianto presidente Ugo Longo, di ritirare la
maglia n°12 come segno di riconoscenza verso i tifosi biancocelesti, considerati il dodicesimo uomo in campo.
Trasferimenti più costosi Hernan Crespo, ex bomber biancoceleste. Il nome della Lazio compare per ben tre volte
nella classifica dei dieci affari più costosi nella storia del calcio: due volte in veste di compratrice ed una sola volta
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Società Sportiva Lazio
come venditrice. Trasferimenti più costosi nella storia del calcio. lalaziosiamonoi.itDi seguito la lista completa:
Trasferimenti più costosi di sempreBandiera del Portogallo Cristiano RonaldoC.Ronaldo (Manchester Utd. → Real
Madrid) 98 M€ Bandiera della Francia Zinédine Yazid ZidaneZidane (Juventus → Real Madrid) 76,2 M€ Bandiera
del Brasile Ricardo Izecson dos Santos LeiteKakà (Milan → Real Madrid) 67,2 M€ Bandiera del Portogallo Luís
Filipe Madeira Caeiro FigoFigo (Barcellona → Real Madrid) 62,6 M€ Bandiera dell'Argentina Hernan
CrespoCrespo (Parma → Lazio) 56,4 M€Bandiera dell'Italia Gianluigi BuffonBuffon (Parma → Juventus) 53,3 M€
Bandiera del Brasile Ronaldo Luís Nazário de LimaRonaldo (Inter → Real Madrid) 52 M€ Bandiera dell'Inghilterra
Rio FerdinandFerdinand (Leeds Utd. → Manchester Utd.) 46,8 M€ Bandiera dell'Argentina Juan Sebastián
VerónVeron (Lazio → Manchester Utd.) 45,8 M€Bandiera della Spagna Gaizka MendietaMendieta (Valencia →
Lazio) 45,1 M€Statistiche aggiornate all' 11 giugno 2009.Società La Società Sportiva Lazio è una società per azioni
sotto la denominazione di "S.S. Lazio - S.p.A.". Il Gruppo S.S. Lazio S.p.A. è il gruppo controllato dalla società
Capogruppo S.S. Lazio S.p.A., quotata presso il mercato di Borsa Italiana S.p.A. a partire dal 27 aprile 1998, nel
segmento Standard (Classe 1) (codice ISIN: IT0003621783 - codice alfanumerico: SSL), e su tale mercato vengono
negoziate le Azione ordinariaazioni ordinarie circolanti. Azioni della S.S. Lazio. borsaitaliana.it. URL consultato il
09-07-2009.Il Gruppo opera nel settore del calcio professionistico e gestisce le attività tecnico-sportive e di gestione
dei diritti di broadcasting relative all’omonima squadra militante nel campionato italiano di Serie A, nonché le
attività pubblicitarie, di merchandising ed in generale di sfruttamento commerciale del marchio S.S. Lazio (tramite, a
far data dal 29 settembre 2006, la società controllata Lazio Marketing & Communication S.p.A.). Il Gruppo ha
rapporti con Roma Union Security S.r.l., Gasoltermica Laurentina S.p.A., facenti capo al Dott. Claudio Lotito, e
Cirio Lazio Immobiliare S.r.l.. Il capitale sociale è di Euro 40.643.346,60 i.v. diviso in n. 67.738.911 azioni del
valore nominale di euro 0,60 (zeroesessanta) ciascuna. S.S. Lazio Marketing & Communication S.p.A. detiene il
100% del capitale posseduto. Bilancio intermedio consolidato 31 marzo 2009. SSlazio.it. URL consultato il
09-07-2009.La posizione finanziaria netta della S.S. Lazio S.p.A. in riferimento al bilancio consolidato 2008-09
evidenzia un saldo positivo di 12,05 milioni di Euro. Posizione finanziaria bilancio 2008-09. lalaziosiamonoi.it. URL
consultato il 25-09-2009.Profilo societario Dal sito internet ufficiale della società. Profilo societario. SSlazio.it. URL
consultato il 09-07-2009.S.S. Lazio S.p.A. - Profilo societarioCONSIGLIO DI GESTIONEPresidente: Dott. Claudio
LotitoConsigliere: Dott. Marco Moschini CONSIGLIO DI SORVEGLIANZAPresidente: Prof. Corrado
CarusoVice-Presidente: Prof. Alberto Incollingo Consigliere: Prof. Fabio Bassan Consigliere: Prof. Vincenzo
Sanguigni Consigliere: Dott. Massimo Silvano STRUTTURA ORGANIZZATIVASTRUTTURA FORMATIVA
QUALIFICATA STEWARDDirettore Struttura: Sig. Giovanni Russo Direttore Corsi: Sig. Sergio Pinata Segreteria
Corsi: Sig. Stefano Bucci Tutor: Sig. Marco Bordini S.S.LAZIO MARKETING & COMMUNICATION
S.p.A.Coordinatore Marketing, Sponsorizzazioni ed Eventi: Dott. Marco Canigiani Area Marketing: Massimiliano
Burali d'Arezzo, Dott.ssa Laura Silvia ZaccheoArea Licensing e Retail: Sig. Valerio D'Attilia Responsabile
Comunicazione/Stampa: Dr. Stefano De Martino Presidente: Dott. Claudio LotitoSegretario Generale: Avv. Pantaleo
Longo Direzione Amm.va e Controllo di Gestione / Investor Relator: Dott. Marco Cavaliere Direzione Legale e
Contenziosi: Dott.ssa Francesca Miele Direzione Organizzativa Centro Sportivo di Formello, Uffici, Country Club,
Stadio: Sig. Giovanni Russo Delegato Sicurezza Stadio / R.S.P.P.: Sig. Sergio Pinata Responsabile Biglietteria: Sig.
Angelo Cragnotti Direzione Settore Giovanile: Gen. Giulio Coletta Sezioni della Polisportiva Tre "bandiere" delle
varie sezioni sportive della S.S. Lazio: Alessandro Nesta (calcio), Renzo Nostini (scherma) e Carlo Pedersoli (nuoto)
in compagnia del Presidente della Repubblica italianaPresidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.Nicola
Marconi, atleta di spicco della S.S. Lazio Nuoto.La squadra maschile della S.S. Lazio NuotoS.S. Lazio Pallanuoto
Campione d'Italia nel 1956. La Società Sportiva Lazio è composta da numerose sezioni sportive, in numero di 37
(inclusa la sezione Calcio (sport)calcio), ed attività associate, attualmente in numero di 5: Bowling, Footvolley, Golf,
Surf e Boarding, Campionato italiano di calcio da tavoloCalcio Tavolo. L'introduzione di tali attività associate è
avvenuta nel dicembre 2007 per mano del Consiglio Generale della S.S. Lazio, presieduto dal Prof. Avv. Emanuele
Francesco Maria Emanuele. Struttura della Polisportiva S.S. Lazio. sslaziogolf.it. URL consultato il 19-07-2009. In
passato hanno fatto parte della polisportiva laziale anche altre sezioni, come quelle dedicate alla disciplina dell'
221
Società Sportiva Lazio
Hockey femminile e del Tennis tavolo. La presidenza generale della Polisportiva S.S. Lazio è attualmente
rappresentata dal Dott. Antonio Buccioni, coadiuvato dal Vice Presidente Generale Vicario Dott. Roberto Pessi. Per
numero di sezioni sportive e di atleti iscritti la Società Sportiva Lazio è la più grande Polisportiva d'Europa ed una
delle più grandi del mondo.In numero totale, la Polisportiva S.S. Lazio conta circa 10.000 atleti iscritti, i quali, nel
corso della storia ultracentenaria della società, hanno regalato ai colori biancocelesti numerosi titoli e medaglie.
Suddetti atleti possono contare sull'apporto di 400 tecnici ed altrettanti dirigenti. Struttura della Polisportiva S.S.
Lazio. lazio-marines.com. URL consultato il 19-07-2009.I titoli italiani vinti attualmente sono più di 70, i più recenti
dei quali sono stati quello del Calcio a 5 femminile nel giugno 2008 e quello di Football americano conquistato
vincendo il Campionato Italiano College U-23 il 10 gennaio 2009. I titoli individuali sono stati oltre 600, mentre
quelli a livello giovanile sono circa 1000. Le medaglie conquistate dagli atleti della Polisportiva in competizioni
ufficiali, quali Campionati del Mondo, d'Europa e Giochi olimpici, sono numerose, basti pensare che sono 49 le
medaglie d'oro vinte nel corso di queste manifestazioni sportive. Uno degli ultimi riconoscimenti ricevuti dalla
Società Sportiva Lazio è stato il Premio Speciale Etica nello Sport 2009, conferitogli dalla Università degli Studi di
Roma "Tor Vergata" per il grande impegno nella diffusione dello sport e per il genuino interesse alla promozione di
tutte le discipline sportive, oltre ogni condizione sociale, di razza e di religione. Premio Etica nello Sport 2009 alla
S.S. Lazio. lalaziosiamonoi.it. URL consultato il 19-07-2009.Di seguito l'elenco delle sezioni sportive e delle attività
associate che fanno parte della Società Sportiva Lazio. Lazio Polisportiva. sslazio2000.netPolisportiva S.S.
LazioLazio Colleferro Calcio a 5 S.S. Lazio Arte marzialeArti Marziali e Powerlifting S.S. Lazio Atletica leggera
S.S. Lazio ImmersioneAttività subacquee e pesca sportiva S.S. Lazio BadmintonS.S. Lazio Baseball, Softball e S.S.
Lazio CricketCricket S.S. Lazio Basket S.S. Lazio Biliardo S.S. Lazio BowlingSocietà Sportiva LazioS.S. Lazio
CalcioS.S. Lazio Calcio Femminile S.S. Lazio Calcio a 5 Femminile S.S. Lazio Campionato italiano di calcio da
tavoloCalcio Tavolo S.S. Lazio Canoa poloCanoa Polo S.S. Lazio Canottaggio S.S. Lazio Ciclismo A.S.D. S.S.
Lazio Equitazione S.S. Lazio Escursionismo S.S. Lazio Footvolley S.S. Lazio Ginnastica Flaminio S.S. Lazio
GolfS.S. Lazio HockeyS.S. Lazio Marines AFT Football americano S.S. Lazio MotociclismoS.S. Lazio NuotoS.S.
Lazio PallamanoS.S. Lazio PallavoloS.S. Lazio ParacadutismoS.S. Lazio Paralimpica S.S. Lazio Pattinaggio S.S.
Lazio Pentathlon moderno S.S. Lazio PugilatoPolisportiva S.S. Lazio Rugby 1927S.S. Lazio Rugby S.S. Lazio
Scacchi S.S. Lazio Scherma Ariccia S.S. Lazio Sci Club S.S. Lazio Surf e Boarding S.S. Lazio Tennis S.S. Lazio
Tiro con l'arco S.S. Lazio Triathlon S.S. Lazio Vela (sport)Vela S.S. Lazio UltraleggeroVolo da Diporto o
SportivoSponsor Di seguito gli elenchi degli sponsor ufficiali e tecnici della S.S. Lazio. Sponsor ufficiali Roberto
Badiani indossa la maglia col primo sponsor.Cronologia sponsor ufficiali Tonini (1981/ 198282) Seleco
(1982/198484) Castor (1984/198586) Cassa di Risparmio di Roma (1986/199191) Banco di Santo Spirito
(1991/199292) Banca di Roma (1992/199696) Cirio (1996/200000) Del Monte nella Coppa delle Coppe
(1998/199999) Siemens (2000/200303) Parmacotto (2003/200505) Indesit nella Coppa Italia (2003/200404) Ina
Assitalia (2005/200707) So.Spe (2007/200808) Edileuropa (2007/200808) Nella stagione (2008/200909) non era
previsto alcun main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie: Pro Evolution Soccer 2009PES
2009 nella partita Lazio-Inter (0-3) Groupama Assicurazioni nella partita Lazio-Roma (4-2) Cucciolone Algida nelle
partite Lazio-Udinese (1-3) e Lazio-Reggina (1-0) Nella stagione (2009/201010) non era previsto alcun
main-sponsor, ma nelle seguenti partite campeggiavano sulle maglie: LazioRegione Lazio nella finale di Supercoppa
Italiana Inter-Lazio (1-2) Edileuropa nella partita Lazio-Juventus (0-2) Clinica Paideia nella partita Catania-Lazio
(1-1) Sponsor tecnici Cronologia sponsor tecniciLacoste (1963/196464) Tuttosport (1972/197676) Ennerre
(1977/197979) Pouchain (1979/198080) Adidas (1980/198282) Ennerre (1982/198686) Tuttosport (1986/198787)
Kappa (1987/198889) Umbro (1989/199898) Puma (1998/ oggi) Tifoseria Il cuore del tifo laziale: la Curva Nord. La
tifoseria della Lazio è tra le più numerose di tutta Italia: secondo un recente sondaggio è la sesta squadra per numero
di tifosi. La storia del tifo organizzato laziale comincia verso la fine degli anni '60, periodo di sollevazioni giovanili
in cui piccoli gruppi di tifosi, più che altro nati come aggregazioni di quartiere, riempiono le gradinate dello Stadio
Olimpico di Roma (Tuparamos, Aquile, Ultras, Vigilantes, NAB, CAST, Marines...), facendo sentire il loro
incitamento alla Lazio in modo spontaneistico. Il gruppo degli Eagles' Supporters, che li riunisce nel 1977 sotto un
222
Società Sportiva Lazio
unico striscione di 54 metri (il più lungo d'Italia), concentra il tifo ultras della Lazio con un sostegno di massa
colorato, rumoroso e incessante, nonostante le difficili stagioni che la società affronta sia a livello sportivo che
finanziario. Il 28 Ottobre 1979 prima di Roma-Lazio, viene ucciso in Curva Nord Vincenzo Paparelli, tifoso laziale
raggiunto da un razzo sparato dalla Curva Sud romanista. Durante la partita casalinga contro il Padova CalcioPadova
del 1987, in Curva Nord appare uno striscione lungo 10 metri di un nuovo gruppo: gli Irriducibili creati da Antonio
"Grinta". Questi ultimi rivoluzioneranno il modo di tifare: niente più tamburi ma cori all'inglese. Su questo, ma più
che altro per motivi politici e di gestione della curva, nascono contrasti con gli Eagles' Supporters, che si
scioglieranno all'inizio del 1993 a causa dello scarso ricambio generazionale e delle continue aggressioni subìte dagli
ultras emergenti. Con l'arrivo di Sergio Cragnotti la Lazio gioca in Europa. Gli Irriducibili in questo periodo oltre
che con interisti e veronesi stringono rapporti con i tifosi organizzati di Real Madrid, Chelsea e Paris Saint Germain.
I laziali conquistano anche gli stadi continentali: 4.000 a Dortmund, Vienna e Madrid, 20.000 a Parigi, 15.000 a
Birmingham, 10.000 a Montecarlo. Sotto la gestione del presidente Longo la società decide di ritirare la maglia
numero 12, in onore dei tifosi della squadra biancoceleste. L'11 novembre 2007 viene ucciso da un poliziotto di stato
il laziale Gabriele Sandri, a cui è stata intitolata la Curva, da allora la sua immagine è posta in basso alla Nord.
Gruppi ultras. ultraslazio.it. URL consultato il 21-06-2009.Gemellaggi Football Club Internazionale MilanoInter
Hellas Verona Football ClubVerona Calcio ChietiChieti Unione Sportiva Triestina CalcioTriestina Real Madrid
Club de FútbolReal Madrid Reial Club Deportiu Espanyol de BarcelonaEspanyol Chelsea Football ClubChelsea PFC
Levski SofiaLevski Sofia Il rapporto tra gli ultras dell'Football Club Internazionale MilanoInter e della Lazio è
sicuramente il più saldo: esso è nato attorno alla metà degli Anni 1980anni ottanta e si è rinsaldato negli ultimi anni
con la finale della Coppa UEFA 1997-1998Coppa Uefa 1998 a Parigi, e il 5 maggio 2002 all'Stadio Olimpico
(Roma)Olimpico, quando molti tifosi laziali auguravano agli amici interisti la conquista del tricolore. Tra gli ultras
della squadra capitolina e quelli dell'Hellas Verona Football ClubHellas Verona invece, non c'è in realtà un vero e
proprio gemellaggio, ma soltanto sintonia; stessa cosa vale riguardo al rapporto con i tifosi del Calcio ChietiChieti.
Tra gli ultras della Nord ed i tifosi della Unione Sportiva Triestina CalcioTriestina c'è un vero e proprio gemellaggio
che risale agli Anni 1980anni ottanta quando le due squadre militavano entrambe in Serie B. Successivamente la
squadra giuliana, in una partita allo Stadio Olimpico (Roma)Stadio Olimpico contro la Roma ha esposto i vessilli
biancocelesti, saldando ancora di più il rapporto. A livello internazionale, i gemellaggi più importanti sono quelli con
il Real Madrid e l'Reial Club Deportiu EspanyolEspanyol: il primo nasce nel 2001 durante una partita di UEFA
Champions LeagueChampions League tra le due squadre. Rivalità Associazione Sportiva RomaRoma Società
Sportiva Calcio NapoliNapoli Associazione Sportiva Livorno CalcioLivorno Associazione Calcio MilanMilan
Juventus Football ClubJuventus Atalanta Bergamasca CalcioAtalanta Perugia CalcioPerugia Delfino Pescara
1936Pescara Ternana CalcioTernana Società Sportiva Sambenedettese CalcioSambenedetteseLa più accesa e storica
rivalità non può che essere con i tifosi della seconda squadra della Capitale: la Associazione Sportiva RomaRoma.
L'ostilità degli ultras biancocelesti con i tifosi del Napoli CalcioNapoli nasce dal gemellaggio che legava negli Anni
1980anni ottanta napoletani e cugini romanisti. Con i tifosi del Livorno CalcioLivorno la rivalita' nasce per le idee
politiche contrastanti dei sostenitori toscani, notoriamente di estrema sinistra. Nei confronti della tifoseria rossonera
è sempre esistita un'accesa rivalità, soprattutto dopo il discusso campionato vinto dal AC MilanMilan nel 1999 a
discapito della Lazio. La rivalità nei confronti della società juventina invece deriva principalmente dall'antipatia dei
tifosi laziali nei confronti della dirigenza bianconera, mentre quella con i supporters genoani ha vissuto il culmine
negli anni ottanta. I contrasti con la tifoseria dell'Atalanta nascono alcuni anni fa a causa di forti divergenze
politiche; la causa della rivalità con i tifosi del Brescia CalcioBrescia si basa soprattutto per il gemellaggio tra i tifosi
delle "Rondinelle" e quelli dei rivali milanisti. Con le tifoserie di Associazione Calcio PerugiaPerugia, Pescara
CalcioPescara e Ternana la rivalità nasce già dagli Anni 1970anni settanta, mentre quella con i supporters della
Sambenedettese si manifesta dagli anni ottanta.Bibliografia Franco Melli, Marco Melli, La storia della Lazio, Roma,
L'airone Editrice, 2005. ISBN 88-7944-725-4Sergio Barbero, Lazio. Il lungo volo dell'aquila, Graphot, 1999. ISBN
88-86906-19-6Egidio Barraco, Nella Lazio ho giocato anch'io. Novantanni in biancoazzurro, Aldo Pimerano, 1992.
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Società Sportiva Lazio
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Lazio campione d'Italia, Limina, 2004. ISBN 88-88551-30-1Marco Filacchione, Il volo dell'aquila. Numeri e uomini
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secolo di storia, documenti e immagini della tifoseria laziale, De Marco-Piscitelli, 1996. ISBNMaurizio Martucci, 11
Novembre 2007. L'uccisione di Gabriele Sandri, una giornata buia della Repubblica, Sovera Multimedia, 2008.
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Gabriele Paparelli racconta., Sovera Multimedia, 2009. ISBN 978-88-8124-862-9Franco Melli, Cara Lazio, Roma,
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Limina, 2000. ISBN 88-86713-56-8Mario Pennacchia, Lazio patria nostra: storia della società biancoceleste, Roma,
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del calcio, dagli anni Trenta allo scudetto del '74, Roma, L'Airone Editrice, 2005. ISBN 88-7944-844-7Alessandro
Tozzi, La mia Lazio. L'Avventura nel meno nove e altre storie biancocelesti, Eraclea Libreria Sportiva, 2005. ISBN
88-88771-14-XFrancesco Valilutti, Breve storia della grande Lazio, Roma, Newton & Compton editori, 1997. ISBN
88-7983-859-8Mario Pennacchia, Storia della Lazio, Roma, Corriere dello Sport, 1969. Voci correlate RomaCittà di
RomaLazioStadio Olimpico di RomaCalcio (sport)CalcioDerby di RomaAlbo d'oro del campionato italiano di
calcioAlbo d'oro della Coppa ItaliaSupercoppa italiana di calcioCoppa delle CoppeSupercoppa EuropeaCoppa delle
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Directory Project ( Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "S.S. Lazio") Sito ufficiale Sito
molto completo, in italiano, di un giovane giornalista francese Scheda della società sul sito della Borsa italiana
Scheda della società sul sito della Lega Calcio di Storia della Lazio
224
Associazione Sportiva Livorno Calcio
225
Associazione Sportiva Livorno Calcio
Associazione Sportiva Livorno Calcio
Calcio
Labronici, Amaranto, Triglie
Segni distintivi
Uniformi di gara
Associazione Sportiva Livorno Calcio
Casa
226
Trasferta
Terza divisa
Associazione Sportiva Livorno Calcio
Colori sociali:
227
amaranto
Inno:
Inno Amaranto
Musica di Alberto Montanari
testo di G. Campi
Dati societari
Città:
Livorno
Paese:
Italia
Confederazione:
UEFA
Federazione:
FIGC
Campionato:
Serie A
Fondazione:
1915
Rifondazione:
1991
Presidente:
Aldo Spinelli
Allenatore:
Vittorio Russo
[1]
(in seconda
Gennaro Ruotolo)
Stadio:
Stadio Armando Picchi
(19.238 posti)
Sito web:
www.livornocalcio.it
[2]
Palmarès
Titoli nazionali:
2 Campionati di Serie B
Trofei nazionali:
1 Coppe Italia Serie C
Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio
« Livorno è una piazza particolare, la gente non vuole campioni, ma uomini veri, disposti a sposare una causa. »
(Osvaldo Jaconi
[2]
)
L'Associazione Sportiva Livorno Calcio è la principale società calcistica di Livorno. Attualmente milita in Serie A.
Storia
La nascita e gli inizi
Nato nel 1915 con il nome di Unione Sportiva Livorno dalla fusione tra Virtus Juventusque e SPES, il Livorno
ebbe il suo battesimo calcistico nella stagione 1919-1920, in cui sfiorò addirittura lo scudetto: trascinato dai gol del
giovanissimo Mario Magnozzi, il Livorno infatti vinse il campionato centro-sud battendo in finale la Fortitudo Roma
per 3-2 e si qualificò così alla finale scudetto contro l'Inter, vincitrice del campionato del nord. Purtroppo per i
toscani nel primo tempo della finalissima andò tutto storto: il Livorno non solo fallì un calcio di rigore, ma dovette
giocare la maggior parte della partita in 10 uomini per colpa di un infortunio (allora non erano permesse le
sostituzioni), l'Inter approfittò dell'uomo in più e si portò sul tre a zero. Nel secondo tempo i livornesi reagirono e
segnarono due gol (entrambi con Magnozzi) ma non riuscirono a pareggiare: la finale finì 3-2 per l'Inter che vinse
così il suo secondo scudetto. L'anno dopo il Livorno ci riprova, ma questa volta si ferma in finale del campionato
centro-sud, sconfitto dal Pisa. I restanti anni '20 non troveranno più il Livorno all'altezza di simili exploit; continuerà
invece a farsi notare Magnozzi, che otterrà un posto in nazionale per poi passare al Milan.
Associazione Sportiva Livorno Calcio
Ai nastri di partenza del campionato di Serie A 1929-30, il primo della storia a girone unico, l'unica squadra toscana
è il Livorno, che conquista una meritata salvezza. Gli anni successivi vedranno gli amaranto fare la spola tra la A e la
B, alternando salvezze con più o meno affanni a retrocessioni presto rimediate con la risalita. Durante quegli anni, a
seguito di un crescente interesse che rende angusto il campo di Villa Chayes, vede la luce il nuovo stadio, all'epoca
intitolato ad Edda Ciano e successivamente al compianto Armando Picchi.
Il "quasi" scudetto nel '42-'43
Nella stagione 1942-43, dopo due soffertissime salvezze consecutive in Serie A, la squadra viene affidata a Ivo
Fiorentini, ex tecnico dell’Ambrosiana, con l'unico scopo quello di salvarsi senza troppi patemi. Invece sei vittorie
consecutive, tra cui il successo esterno per 2-1 sul campo del Torino, nelle prime sei partite (all'epoca, un record)
promuovono a seria candidata per lo scudetto il Livorno, che ottiene il titolo di campione di inverno in coabitazione
col Torino. Il testa a testa prosegue fino all'ultima giornata, che vede il Torino avanti di un punto sui toscani. Nel
turno conclusivo, mentre gli amaranto si impongono in casa sul Milan, il Torino fatica sul campo del Bari che lotta
per non retrocedere, si prospetta uno spareggio ma il gol di Valentino Mazzola a pochi minuti dal termine regala
vittoria e scudetto ai granata. Cominciò così la leggenda del Grande Torino, mentre per il Livorno rimase l'amarezza
per uno scudetto a lungo sognato e perso per un solo punto. Questo l'undici di base della squadra che sfiorò
l'impresa: Siligardi, Del Bianco, Lovagnini; Capaccioli, Traversa, Tori; Piana, Stua, Raccis, Zidarich, Degano.
Il dopoguerra
La sospensione dei campionati a causa della guerra spezza l'incantesimo, e alla ripresa il Livorno si allontana
inesorabilmente dai vertici, fino alla retrocessione in B nella stagione 1948-49. Gli anni successivi vedranno il
Livorno retrocedere addirittura in serie C per ben due volte, fino al ritorno in B nella stagione 1963-64, con la
squadra allenata da Mazzetti e trascinata dai gol di Virgili (ex centravanti della Fiorentina) e Mascalaito. Seguono in
serie cadetta vari campionati senza particolari sussulti, a parte quello del 1967-68, che passerà alla storia per
l'invasione di campo dei tifosi indispettiti dalle decisioni dell'arbitro Sbardella durante l'incontro casalingo contro il
Monza, episodio che costerà non solo ben 5 giornate di squalifica del campo ma anche una irrecuperabile flessione in
classifica, che fino a quel momento aveva visto gli amaranto nelle primissime posizioni.
Gli anni '70 e '80
Nella stagione 1971-72 il Livorno retrocede di nuovo in serie C, ed entra in una grave crisi finanziaria (culminata nel
fallimento) che viene risolta con l'acquisizione della società da parte del petroliere Corasco Martelli, la cui
presidenza avrebbe targato la storia del calcio labronico per un decennio. Sarà comunque un periodo piuttosto avaro
di soddisfazioni, con il Livorno che non riesce a schiodarsi dalla serie C, nonostante possa disporre prima di uno
degli attaccanti più prolifici della sua storia, Bruno Graziani, e poi di uno dei più amati, Miguel Vitulano; da
ricordare le stagioni 1979-80, con un giovane Stefano Tacconi tra i pali ed una storica vittoria nel derby a Pisa con
gol di Vitulano, e quella successiva, in cui il Livorno, guidato da Tarcisio Burgnich, mette in mostra una difesa
granitica e sfiora la promozione, giungendo terzo alle spalle di Catania e Foggia. Nel 1982 finisce l'era Martelli con
un nuovo fallimento e l'anno successivo la squadra retrocede addirittura in C2, per poi risalire immediatamente
stravincendo il campionato senza mai perdere e con sole 7 reti al passivo. Seguiranno però ancora anni con più
ombre che luci, se si esclude il memorabile successo in Coppa Italia di Serie C nella stagione 1986-87, con il
Livorno che nella finale di ritorno tra le mura amiche col Campania Puteolana ribalta lo 0-1 subito all'andata con un
rotondo 3-0 (a segno Casilli, Susi e D'Agostino). Purtroppo si trattò soltanto di un episodio isolato, tanto che nel
campionato 1988-89 il Livorno sprofonda nuovamente in C2 al termine di un campionato disastroso.
228
Associazione Sportiva Livorno Calcio
Il crollo in Eccellenza
Dopo la retrocessione in C2 la società viene posta in liquidazione e assume il nome di Pro Livorno. Nel campionato
1989/1990, vinto dagli odiati rivali del Siena, si salva in extremis vincendo lo scontro diretto con la Rondinella
Firenze in una volata particolarmente drammatica comprendente anche La Palma Cagliari, Pontedera , Novara
(queste due poi costrette allo spareggio salvezza vinto dai pisani) e la stessa Rondinella, che retrocede
immediatamente. Nel 1990/1991 il sodalizio toscano ritorna a chiamarsi Livorno e sfiora la Serie C1 trascinato dai
goal di Michele Pisasale ma Alessandria e Massese sono troppo forti. In estate, con la squadra già in ritiro, la
Federazione estromette i labronici dalla Serie C2 per problemi economici (al pari di Sassari Torres e Cavese) ed il
Livorno è costretto a ripartire dall'Eccellenza appena inaugurata, che vince subito nettamente. Una stagione in Serie
D, con tanto di ulteriore fallimento nel corso del 1992/1993, precede il ritorno dei toscani in C2 nello stesso 1993.
L'imprenditore pavese Claudio Achilli infatti rileva la squadra giunta al secondo posto del suo girone tra i Dilettanti
fornendo ottime carte per il ripescaggio in quarta serie, che puntualmente avviene vista la canonica serie di fallimenti
nelle categorie superiori (tra questi quello dell'Arezzo).
Il ritorno in C1
Dopo il ripescaggio in C2, Achilli cerca subito di proseguire la scalata verso la C1, ma i primi anni sono carichi di
cocenti delusioni, soprattutto per le estemporanee performance di avversari sulla carta meno accreditati. Nella
stagione 1993-94 il Livorno sfiora la promozione, ma decisiva è la sconfitta in casa del Gualdo, che sale in C1
assieme al Pontedera. L'anno successivo, grazie anche alle 19 reti di Stefan Schwoch, gli amaranto approdano ai
playoff in virtù del quarto posto, ma sono subito eliminati dal sorprendente Castel Sangro che rimonta in casa la
sconfitta rimediata al Picchi. Ma la beffa più atroce arriva nella stagione 1995-96: secondo in campionato dietro al
Treviso, il Livorno raggiunge la finale unica dei playoff contro la Fermana a Ferrara, sulla carta è favoritissimo ma al
termine di una partita dominata finisce per perdere ai calci di rigore. Finalmente la tanto sudata promozione arriva
l'anno successivo, con la squadra affidata al tecnico Paolo Stringara: di nuovo secondi dopo le 34 giornate (alle
spalle della Ternana), questa volta ai playoff gli amaranto non sbagliano un colpo e nella finale di Reggio Emilia
sconfiggono la Maceratese per 3-0 (reti di Vincioni, Bonaldi e Cordone). Principale protagonista della promozione è
il bomber livornese Enio Bonaldi, capocannoniere del girone con 19 reti. Nella stagione 1997-1998, al ritorno in C1,
il Livorno sfiora addirittura la B, in un campionato veramente rocambolesco. La partenza è incredibile, con ben 9
vittorie iniziali consecutive, ma una nuova beffa è dietro l'angolo. Prima spunta un presunto illecito ed il Livorno
viene penalizzato di 4 punti, poi subito dopo la fine del campionato la CAF restituisce la vittoria al Siena, dopo che
la partita era stata vinta a tavolino dai labronici per un'aggressione subita dai giocatori, col risultato che il secondo
posto, dietro al Cesena promosso direttamente, diventa appannaggio della Cremonese. Ai playoff una nuova
delusione: nella finale a Perugia proprio contro la Cremonese, davanti a 20.000 sostenitori labronici, gli amaranto si
arrendono alla malasorte (traversa di De Vincenzo) e a discutibili decisioni arbitrali (gol annullato a Geraldi, rigore
negato a Bonaldi), e finiscono sconfitti (1-0) dopo i supplementari. L'anno dopo si chiude l'era Achilli, con il
Livorno che, anche a causa dello smantellamento della squadra, non solo non riesce a ripetersi ma resta addirittura
impantanato nella lotta per non retrocedere, da cui si tira fuori soltanto in extremis (decisivo per la salvezza il gol di
Pino Manfreda a Siena).
La risalita con Spinelli
L'arrivo nel 1999 del presidente Aldo Spinelli costituisce la svolta della storia recente della società, che in pochi anni
passa dalle polveri della Serie C1 alle platee nazionali della serie A ed europee della Coppa UEFA. Il primo e
fondamentale colpo di mercato del nuovo presidente è quello di riportare in amaranto Igor Protti, già capocannoniere
in serie A col Bari (1995-1996) ma da molti considerato ormai in parabola discendente (a torto, come i fatti
dimostreranno).
229
Associazione Sportiva Livorno Calcio
La prima stagione è di assestamento: gli amaranto dopo 21 anni tornano ad espugnare (2-1) l'Arena Garibaldi dei
cugini pisani, ma rimangono lontanti dal vertice. La stagione successiva arriva in panchina l'esperto di promozioni
Osvaldo Jaconi (già allenatore del Castel Sangro dei miracoli) ed il Livorno inizia a puntare alla serie B. Il primo
assalto (2000-2001) fallisce di un soffio, col Modena che vola diretto verso la serie cadetta ed il Livorno che,
trascinato dai gol di Protti (capocannoniere del girone), raggiunge i play-off ma si arrende in finale col Como (0-0
nell'andata a Livorno, 1-0 dopo i supplementari per i Lariani nel ritorno a Como). Al secondo tentativo invece
(2001-2002) il Livorno di Jaconi fa centro, vincendo il campionato al termine di un'appassionante lotta con un
indomito Spezia. A cinque giornate dal termine, i liguri espugnano il Picchi e si portano ad una sola lunghezza dai
battistrada amaranto. Seguono però quattro entusiasmanti vittorie consecutive del Livorno, che rende così
impossibile la rimonta spezzina e riconquista la Serie B dopo ben 32 anni di assenza. Memorabile la penultima
giornata a Treviso, con Igor Protti che a 4 minuti dal termine mette a segno il gol del definitivo 2-1. La "matematica"
arriva all'ultima di campionato, grazie al 3-0 in casa contro un Alzano ormai rassegnato ai playout. Ciliegina sulla
torta di una stagione trionfale è il titolo di capocannoniere conquistato per la seconda volta consecutiva da Igor Protti
(con ben 27 reti). Questo l'undici che il 5 maggio 2002 scese in campo con l'Alzano: Ivan, Cannarsa, Doga, Gelsi,
Fanucci, Mezzanotti, Ruotolo, Piovani, Alteri, Protti, Saverino.
Il ritorno in A e l'approdo in Europa
Il ritorno in B vede il Livorno guidato da Roberto Donadoni stanziare sorprendentemente nelle prime posizioni per
tutta la prima parte della stagione, ma un vistoso calo nel girone di ritorno farà sfumare i sogni proibiti di
promozione. Il campionato termina comunque con un onorevole decimo posto, impreziosito dall'approdo in Under
21 per il giovane portiere Marco Amelia e dal titolo di capocannoniere conquistato con 23 centri da uno straordinario
Igor Protti, che diventa così il primo giocatore nella storia del calcio italiano a vincere la classifica marcatori in A, in
B ed in C1.
Per il campionato di serie B 2003-2004 il Livorno viene affidato al giovane mister Walter Mazzarri. Due gli eventi
chiave dell'estate di passioni che precede il campionato: l'approdo in amaranto del bomber livornese Cristiano
Lucarelli dopo un lungo braccio di ferro con il Torino, ed il ripensamento da parte di Igor Protti che si fa convincere
a continuare la sua avventura con i toscani dopo che in un primo tempo aveva deciso di appendere le scarpe al
chiodo. In un estenuante torneo a ben 24 squadre (a causa del blocco delle retrocessioni conseguente al caso Catania
e del ripescaggio della Fiorentina) il Livorno disputa un discreto girone di andata, per poi emergere prepotentemente
in quello di ritorno e lottare per la promozione. Tanti i successi da ricordare: quelli casalinghi sulle blasonate
Fiorentina (2-0), Napoli (3-0 con tripletta di Protti) e Torino (3-1), e quelli fuori casa con Genoa (1-0) e Como
(rocambolesco 5-3 agguantato nel finale). La grande cavalcata della seconda parte della stagione culmina con la
vittoria esterna sul campo del Piacenza per 3-1, grazie alla quale il Livorno si assicura matematicamente il ritorno in
Serie A dopo ben 55 anni di assenza; memorabile l'esultanza di Cristiano Lucarelli che, dopo aver messo in
cassaforte il risultato con il terzo gol, mima un amplesso con la propria maglia, una colorita dimostrazione
dell'attaccamento ai propri colori. Il Livorno chiude terzo, alle spalle di Palermo e Cagliari. Stratosferica la coppia
d'attacco Protti-Lucarelli (ben 53 gol in due), entrambi protagonisti di un'annata indimenticabile; importante anche il
contributo apportato dal giovanissimo difensore Giorgio Chiellini.
Al ritorno in serie A, l'obiettivo è la salvezza: il Livorno dà fiducia quasi totale al centrocampo e all'attacco della
promozione, rinnovando invece per intero la difesa con gli acquisti di Alessandro Lucarelli, Grandoni, Galante e
Vargas. Se ne vanno lo storico capitano Vanigli, destinazione Empoli, e Chiellini, che approda alla Fiorentina; in
panchina, Franco Colomba prende il posto di Mazzarri. A dare il bentornato al Livorno c'è il Milan campione di
Italia. Circa 10.000 sostenitori labronici (molti dei quali agghindati con una bandana come strumento di satira contro
il presidente del Milan Berlusconi [3] ) invadono San Siro ed assistono alla sorprendente prova dei propri beniamini
che, forti anche della superiorità numerica, impattano col più quotato avversario per 2-2 grazie alla doppietta di
Cristiano Lucarelli. Seguono però cinque partite molto negative, con il Livorno che galleggia sul fondo della
classifica, fino a tirarsi fuori dalla zona retrocessione dopo tre vittorie consecutive con Bologna, Palermo e Brescia.
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Associazione Sportiva Livorno Calcio
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Ulteriori alti e bassi spingono Spinelli ad esonerare Colomba ed a richiamare Donadoni, che riesce a traghettare la
squadra verso una salvezza senza troppi affanni e anche con qualche soddisfazione, una su tutte il successo casalingo
per 1-0 col Milan sotto il diluvio. Da ricordare anche il 2-2 al Picchi con la Juventus, che consegna lo scudetto ai
bianconeri e vede Protti segnare l'ultimo gol (il 145°) con la maglia amaranto e salutare per l'ultima volta il pubblico
labronico. Principale artefice della salvezza uno straripante Cristiano Lucarelli, che si aggiudica la classifica dei
capocannonieri con ben 24 centri.
13 febbraio 2005 - Festa per i 90 anni del Livorno
L'anno successivo Donadoni venne riconfermato e il Livorno ingranò la marcia chiudendo il girone di andata al 6°
posto in classifica; poco dopo l'inizio del girone di ritorno Donadoni si dimise dopo alcune incomprensioni con il
presidente e gli subentrò Carlo Mazzone che però non riuscì a tenere la squadra in media punti UEFA: gli amaranto
scivolarono di alcune posizioni in classifica, in virtù dello scandalo calciopoli però il Livorno riuscì ad ottenere
l'accesso alla Coppa UEFA.
La Coppa UEFA
Nella stagione 2006-2007 il Livorno venne guidato inizialmente da Daniele Arrigoni e disputò il terzo campionato
consecutivo in Serie A e la Coppa UEFA. Dopo aver superato il primo turno contro gli austriaci del Pasching col
punteggio complessivo di 3-0 affrontò nel girone eliminatorio squadre blasonate come Rangers Glasgow, Auxerre,
Partizan Belgrado e Maccabi Haifa. Dopo la sconfitta interna con i Rangers (2-3) e i pareggi (tutti per 1-1) con
Partizan Belgrado (con gol all'87' del portiere Marco Amelia) e Maccabi Haifa, la squadra ha passato il turno
battendo in trasferta l'Auxerre per 1-0. Nei sedicesimi di finale è stata poi eliminata dall'Espanyol. Furono quindi
giocate 8 partite in Coppa UEFA.
Alcuni risultati negativi hanno indotto il presidente Spinelli ad esonerare l'allenatore Arrigoni alla fine del girone di
andata, dopo una sconfitta per 5-1 subita sul campo dell'→ Atalanta. Il tecnico è stato, tuttavia, reintegrato dopo
pochi giorni, dato il fermo volere della squadra di proseguire con Arrigoni. Il rendimento della formazione toscana,
però, non migliorò sensibilmente, e così Arrigoni venne definitivamente esonerato il 20 marzo 2007 dopo la sconfitta
per 4-0 in trasferta contro l'→ Udinese. Al suo posto è stato chiamato Fernando Orsi.
Associazione Sportiva Livorno Calcio
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L'ultima retrocessione
Confermato per la stagione 2007/2008, Fernando Orsi viene esonerato il 9 ottobre 2007 dopo una brutta partenza,
colpa anche di un calendario inizialmente difficile; il Livorno si ritrova a due soli punti, in sette giornate e a due
lunghezze dalla penultima. Al suo posto è stato chiamato Giancarlo Camolese già tecnico di Torino, Reggina e
Vicenza. Il 28 aprile 2008 è richiamato Orsi dopo che, a 3 giornate dalla fine, il Livorno era scivolato di nuovo in
ultima posizione. Il tecnico non può evitare la retrocessione, che giunge alla penultima giornata.
2008-2009
In questa stagione il Livorno torna in
Serie A dopo un solo anno di
cadetteria. Il girone d'andata finisce
con i labronici in testa, ma poi
termineranno la stagione al terzo posto
accedendo alla massima serie dopo gli
spareggi play-off contro il Brescia. Gli
amaranto si aggiudicano la finale col
risulatao di 3-0 sulle Rondinelle, di
Tavano (colpo di testa su assist di
Alessandro
Diamanti),
Diamanti
(destro al volo sul secondo palo su
suggerimento del danese Bergvold) e
Martin Bergvold (sinistro potente sotto
la traversa) le reti.
La festa dopo la vittoria nella finale Playoff 2008/2009
2009-2010
La nuova stagione in serie A vede il ritorno tra le file amaranto, dopo una telenovella estiva, di Cristiano Lucarelli
che con Francesco Tavano e Alessandro Diamanti avrebbero dovuto comporre in attacco un Trio delle Meraviglie.
Negli ultimi giorni di mercato però il presidente Aldo Spinelli decide di cedere Alessandro Diamanti alla squadra
inglese del West Ham per circa 6,5 milioni di euro, con accese polemiche da parte della tifoseria, anche perché la
dirigenza amaranto, non sostituisce adeguatamente il giovane talento pratese. La stagione quindi inizia con una rosa,
secondo gran parte della stampa sportiva e della tifoseria, inadeguata per raggiungere l'obbiettivo primario della
salvezza. I più importanti nuovi acquisti amaranto sono il terzino Mirko Pieri dalla Sampdoria, il centrale difensivo
Nelson Rivas in prestito dall'Inter e lo svincolato regista Mozart. La panchina, anche in virtù della vittoria dei
Play-off viene affidata a Gennaro Ruotolo, che però non riceve la proroga da parte della federazione per poter
allenare senza patentino di prima categoria, quindi a Ruotolo viene affiancato come tutor Vittorio Russo già
allenatore in seconda di varie formazioni giovanili della Nazionale Italiana e della Sampdoria come vice di Walter
Mazzarri.
Giocatori-simbolo
La città di Livorno si è legata negli ultimi anni a due grandi bandiere: Igor Protti e Cristiano Lucarelli.
Protti ha contribuito pesantemente a riportare la squadra amaranto in Serie A dopo 55 anni di campionati minori
vincendo la classifica canonieri per tre anni consecutivi (nel 2000-2001 e nel 2001-2002 in C1 e nel 2002-2003 in
B), è tutt'ora l'unico giocatore europeo ad aver vinto la classifica cannonieri in Serie A, B e C1. Grazie ai suoi 123
gol segnati in 278 partite è il bomber più prolifico della storia della società livornese.
Lucarelli è stato il capitano e il giocatore simbolo della squadra amaranto, che giocando nella società della sua città è
Associazione Sportiva Livorno Calcio
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tornato a sfornare grandi prove calcistiche. Giunto nell'estate 2003, rinunciando al "miliardo" messo sul piatto dalla
sua ex-squadra, il Torino, Cristiano Lucarelli riporta in serie A a suon di gol la squadra della sua città (29 gol in 41
partite). L'anno successivo è ancora il bomber e trascinatore della squadra: segna gol pesantissimi ed importanti, che
permettono alla squadra di salvarsi con largo anticipo. Lucarelli in questa prima stagione di serie A col Livorno
vince la classifica cannonieri e ritrova anche la Nazionale. Anche nelle stagioni successive Lucarelli segna gol
importanti per il Livorno, garantendogli una tranquilla salvezza nelle stagioni 2005-06 e 2006-07. Anche se
continuamente citato sulle copertine di giornali per i suoi screzi con il presidente Aldo Spinelli, il bomber amaranto
conclude il suo ultimo campionato nel Livorno 2006-2007 con il secondo posto nella classifica cannonieri, a quota
19 dietro al capo cannoniere Francesco Totti con 26 centri (vincitore, tra l'altro, della scarpa d'oro). Ciò gli è valso
altre convocazioni in nazionale maggiore. Alla fine però Lucarelli, il 13 luglio 2007, emigra in Ucraina, allo
Shakhtar Donetsk: al Livorno vanno 9 milioni di euro e al giocatore 4 milioni per 3 anni. Il bomber chiude
l'esperienza amaranto con 158 presnze e 101 gol in partite ufficiali. Il divorzio è traumatico, fra il giocatore e una
grossa parte della tifoseria è rottura, sebbene Lucarelli dichiari che con quei soldi avrebbe fatto qualcosa per la sua
città. Difatti nel settembre del 2007 esce in edicola un nuovo giornale, il Corriere di Livorno, voluto e in parte
finanziato proprio da Cristiano Lucarelli.
Tuttavia Lucarelli nella campagna acquisti di gennaio 2008 viene acquistato dal Parma, cosa che non va giù a buona
parte della tifoseria labronica, che non riconosce più il giocatore come la bandiera di un tempo. Il 16 marzo 2008 si
disputa Livorno-Parma (risultato di 1-1) all' Armando Picchi e per Lucarelli sono fischi e insulti da parte di tutto lo
stadio. Nell'estate del 2008 viene allestita una squadra fondata sui migliori giocatori dell'anno della retrocessione
ovvero Francesco Tavano e Alessandro Diamanti. La squadra chiude la stagione al 3° posto e viene promosso in
Serie A dopo i play-off vinti contro Grosseto e Brescia. Il 15 luglio 2009 Cristiano Lucarelli torna al Livorno in
prestito gratuito dal Parma. Il 27 agosto 2009 viene ceduto Alessandro Diamanti al West Ham per circa 6,5 milioni
di euro. Tale cessione provoca una forte indignazione nella gran parte della tifoseria che vede la squadra indebolita
nella prospettiva di un duro campionato di serie A, senza un adeguato rinforzo.
La curva dei tifosi del Livorno
Associazione Sportiva Livorno Calcio
234
Il Livorno in UEFA
Nel 2006/2007 il Livorno ha disputato per la prima volta nella sua storia la Coppa UEFA. Il primo giocatore andato
in gol in una competizione europea nella storia del Livorno è stato Danilevicius contro il Pasching nell'andata del 1°
turno, il 14 settembre 2006 in casa. In trasferta il primo gol in UEFA è stato di Bakayoko nella partita di ritorno
contro il Pasching il 28 settembre. Dopo aver passato il primo turno, la squadra è giunta terza nel proprio girone di
cinque squadre:
• Glasgow Rangers 10
• Maccabi Haifa 7
• Livorno 5
• Auxerre 4
• Partizan Belgrado 1
Questo ha permesso alla squadra labronica di avanzare e di scrivere un bel pezzo di storia; infatti ciò ha permesso di
qualificarsi per i sedicesimi di finale. Qui è stata eliminata dall'Espanyol il 22 febbraio 2007 avendo perso in casa
dell'Espanyol per 2-0, e all'andata per 1-2 sempre per gli ospiti. Il Livorno ha chiuso l'esperienza europea (8 partite),
con un totale di 3 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte. Il miglior marcatore è stato Lucarelli con 5 reti.
Cronistoria
Cronistoria dell'Associazione Sportiva Livorno Calcio
•
1915 - Fondazione dell' Unione Sportiva Livorno .
•
1966-67 - 16° in Serie B.
•
1915-19 - Attività sospesa per la guerra.
•
1967-68 - 7° in Serie B.
•
1919-20 - Campione Centro-Meridionale, perde la
finalissima nazionale contro l'Inter.
•
1968-69 - 11° in Serie B.
•
1920-21 - Perde la finale centro-meridionale contro il
Pisa.
•
1969-70 - 9° in Serie B.
•
1921-22 - 10° nel girone A di Prima Divisione CCI.
•
1970-71 - 14° in Serie B.
•
1922-23 - 3° nel girone C di Prima Divisione.
•
1971-72 - 18° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
•
1923-24 - 3° nel girone A di Prima Divisione.
•
1972-73 - 5° nel girone B di Serie C.
•
1924-25 - 5° nel girone B di Prima Divisione.
•
1973-74 - 13° nel girone B di Serie C.
•
1925-26 - 4° nel girone B di Prima Divisione.
•
1974-75 - 13° nel girone B di Serie C.
•
1926-27 - 5° nel girone B di Divisione Nazionale.
•
1975-76 - 6° nel girone B di Serie C.
•
1927-28 - 9° nel girone B di Divisione Nazionale.
Ripescato.
•
1976-77 - 15° nel girone B di Serie C.
•
1928-29 - 7° nel girone A di Divisione Nazionale.
•
1977-78 - 9° nel girone B di Serie C.
•
1929-30 - 14° in Serie A.
•
1978-79 - 9° nel girone B di Serie C1.
•
1930-31 - 17° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1979-80 - 3° nel girone B di Serie C1.
•
1931-32 - 7° in Serie B.
•
1980-81 - 12° nel girone B di Serie C1.
•
1932-33 - 1° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1981-82 - 12° nel girone B di Serie C1.
•
1933-34 - 8° in Serie A.
•
1982-83 - 15° nel girone B di Serie C1. Retrocesso in Serie
C2.
•
1934-35 - 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1983-84 - 1° nel girone A di Serie C2. Promosso in Serie
C1.
•
1935-36 - 3° in Serie B.
•
1984-85 - 6° nel girone A di Serie C1.
•
1936-37 - 1° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1985-86 - 14° nel girone B di Serie C1.
•
1937-38 - 11° in Serie A.
•
1986-87 - 12° nel girone B di Serie C1. Vince la Coppa
Italia di Serie C.
•
1938-39 - 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1987-88 - 14° nel girone A di Serie C1.
•
1939-40 - 2° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1988-89 - 18° nel girone A di Serie C1. Retrocesso in Serie
C2.
Associazione Sportiva Livorno Calcio
235
•
1940-41 - 13° in Serie A.
•
1989-90 - 10° nel girone A di Serie C2.
•
1941-42 - 13° in Serie A.
•
1990-91 - 4° nel girone A di Serie C2. Viene escluso dai
campionati nazionali per fallimento societario.
•
1942-43 - 2° in Serie A.
•
1991 - Il 1 agosto nasce l' Associazione Sportiva Livorno
iscritta in Eccellenza.
•
1943-1945 Attività sospesa per la guerra.
•
1991-92 - 1° in Eccellenza Toscana. Promosso in
Interregionale.
•
1945-46 - 4° nel Campionato Bassa Italia Serie A-B. 7°
nel girone finale di Divisione Nazionale.
•
1992-93 - 2° nel girone C del CND. Promosso in Serie C2.
•
1946-47 - 15° in Serie A.
•
1993-94 - 3° nel girone B di Serie C2.
•
1947-48 - 14° in Serie A.
•
1994-95 - 4° nel girone B di Serie C2, sconfitto in
semifinale playoff dal Castel di Sangro.
•
1948-49 - 20° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1995-96 - 2° nel girone B di Serie C2, sconfitto in finale
playoff dalla Fermana.
•
1949-50 - 8° in Serie B.
•
1996-97 - 2° nel girone B di Serie C2, vince la finale playoff
con la Maceratese. Promosso in Serie C1.
•
1950-51 - 3° in Serie B.
•
1997-98 - 3° nel girone A di Serie C1, sconfitto in finale
playoff dalla Cremonese.
•
1951-52 - 16° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
•
1998-99 - 12° nel girone A di Serie C1.
•
1952-53 - 7° in Serie C.
•
1999-00 - 7° nel girone A di Serie C1.
•
1953-54 - 6° in Serie C.
•
2000-01 - 3° nel girone A di Serie C1, sconfitto in finale
playoff dal Como. Igor Protti è capocannoniere.
•
1954-55 - 1° in Serie C. Promosso in Serie B.
•
2001-02 - 1° nel girone A di Serie C1. Promosso in Serie
B. Igor Protti è capocannoniere.
•
1955-56 - 17° in Serie B. Retrocesso in Serie C.
•
2002-03 - 10° in Serie B. Igor Protti è capocannoniere.
•
1956-57 - 12° in Serie C.
•
2003-04 - 3° in Serie B. Promosso in Serie A.
•
1957-58 - 17° in Serie C.
•
2004-05 - 8° in Serie A. Cristiano Lucarelli è
capocannoniere.
•
1958-59 - 5° nel girone A di Serie C.
•
2005-06 - 6° in Serie A su delibera della CAF.
•
1959-60 - 2° nel girone B di Serie C.
•
2006-07 - 11° in Serie A. Raggiunge i sedicesimi di finale di
Coppa UEFA.
•
1960-61 - 3° nel girone B di Serie C.
•
2007-08 - 20° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
•
1961-62 - 13° nel girone B di Serie C.
•
2008-09 - 3° in Serie B. Promosso in Serie A dopo i
play-off. Francesco Tavano è capocannoniere.
•
1962-63 - 2° nel girone B di Serie C.
•
1963-64 - 1° nel girone B di Serie C. Promosso in Serie
B.
•
1964-65 - 16° in Serie B.
•
1965-66 - 7° in Serie B.
I Presidenti
I presidenti del Livorno Calcio dall'anno della sua fondazione ad oggi[4] .
I presidenti del Livorno
• 1915-1919 Arrigo Galeotti
• 1919-1920 Pietro A. Bossio
• 1920-1922 Ettore Del Corona
• 1922-1926 Alberto Folena
• 1926-1928 Alberto Capitani
Associazione Sportiva Livorno Calcio
236
• 1928-1929 Galeazzo Pardera
• 1929-1932 Augusto Salvini
• 1932-1936 Emanuele Tron
• 1936-1944 Bruno Baiocchi
• 1944-1949 Ricciotti Paggini
• 1949-1950 Luigi Nesti
• 1950-1957 Gaetano D'Alesio
• 1957-1965 Arno Ardisson
• 1965-1967 Ricciotti Paggini
• 1967-1968 Renato Tedeschi
• 1968-1969 Luigi Di Giorgi
• 1969-1970 Gastone Vivaldi
• 1970-1972 Renato Del Ventisette
• 1972-1973 Gastone Vivaldi
• 1973-1982 Corasco Martelli
• 1982-1985 Leo Picchi
• 1985-1988 Enrico Fernandez Africano
• 1988-1990 Paolo Salemmo
• 1990-1991 Carlo Mantovani
• 1991-1992 Carlo Caresana
• 1992-1999 Claudio Achilli
• 1999 - Aldo Spinelli
Colori e simbolo
Il colore che contraddistingue la divisa della squadra livornese è l'amaranto, colore della
città. È stato adottato per la prima volta nel 1915, dopo la fusione delle due squadre
principali, a quel tempo, di Livorno: la SPES e la Virtus Juventusque. Il simbolo è uno
stemma circolare a sfondo bianco e contorno amaranto nel quale sono contenute le lettere
di colore amaranto ASL, acronimo di Associazione Sportiva Livorno. Inizialmente, dal
1915 al 1991 (anno del fallimento societario), quando la società portava il nome di
Unione Sportiva Livorno, le lettere erano USL, con la stessa campitura descritta
precedentemente.
Simbolo dell'A.S. Livorno
Calcio
Associazione Sportiva Livorno Calcio
237
Rivalità e gemellaggi
La tifoseria labronica ha, da sempre, nel Pisa la sua più grande rivale sportiva, così come è alta la rivalità tra le due
città anche in ambiti non sportivi. Altre grandi rivalità, più recenti, sono nate con l'Ascoli, la → Lazio, il Verona, la
Triestina, il Milan e l'FC Internazionale.
L'unico gemellaggio che vanta il Livorno è quello con le società dell' Olympique Marsiglia e dell' AEK Atene che
danno vita alla triade gemellata detta Original; in passato però la curva livornese era stata gemellata con quella della
Fiorentina.
Stadio
Le partite casalinghe dell'A.S.Livorno calcio si giocano allo stadio comunale cittadino intitolato ad "Armando
Picchi", situato nel quartiere di Ardenza a 400 metri dal mare e dall'Accademia Navale.
I campioni del mondo
•
Marco Amelia (2006), anche se mai sceso in campo nel Mondiale
Rosa 2009-2010
N.
Ruolo
1
P
Alfonso De Lucia
2
D
Romano Perticone
3
C
Antonio Filippini
4
D
Nelson Rivas
5
C
Davide Marchini
6
D
Fabio Galante
7
C
Nico Pulzetti
8
C
Martin Bergvold
9
A
Tomas Danilevičius
10
A
Francesco Tavano (capitano)
11
P
Francesco Benussi
13
D
Dario Knežević
15
A
Gastón Cellerino
Giocatore
Associazione Sportiva Livorno Calcio
238
N.
Ruolo
Giocatore
17
D
Leonardo Martín Migliónico
18
A
Federico Dionisi
21
C
Davide Moro
24
C
Mozart Santos Batista
Júnior
46
D
Mirko Pieri
59
D
Marcus Diniz
77
D
Cristian Raimondi
83
C
Antonio Candreva
87
C
Luigi Vitale
90
C
Simeoni Luca
92
P
Francesco Bardi
99
A
Cristiano Lucarelli
Allenatori
Palmarès
Trofei minori
• Coppa Italia Serie C: 1
• 1986/87
• Coppa Toscana Eccellenza: 1
• 1991/92
• Campionato Serie B: 2
• 1932/1933, 1936/1937
• Campionato Serie C: 3
• 1954/1955, 1963/1964 Nord, 2001/2002 Nord
• Campionato Serie C2: 1
• 1983/1984 Nordovest
• Eccellenza Toscana: 1
• 1991/92
Associazione Sportiva Livorno Calcio
239
Altri piazzamenti
•
•
•
•
Finalissima di Prima Categoria 1919-1920
Vicecampione Serie A 1942-1943
5 Promozioni in Serie A (1932-1933, 1936-1937, 1939-1940, 2003-2004 , 2008-2009)
3 Promozioni in Serie B (1954-1955, 1963-1964, 2001-2002)
Campionati nazionali
Categoria Partecipazioni
A
B
C
D
28
20
39
1
Debutto
Ultima stagione
1919-1920
2009-2010
1931-1932
2008-2009
1952-1953
2001-2002
1992-1993
1992-1993
In 88 stagioni sportive disputate a livello nazionale dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, compresi 11
campionati di Prima Categoria e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A), e compresi 7 tornei di Serie C2. Non è
compresa la stagione 1991-1992, in cui il Livorno disputò il campionato di Eccellenza della Toscana a causa del
proprio fallimento.
Bibliografia
"Schizzi" di storia amaranto, autore Bruno Bianchi, Editrice Nuova Fortezza.
"SpinelliAdeh" 1000 giorni senza tregua dal pianeta amaranto: il libro sui 4 anni del Livorno tornato in serie A dopo
55 anni. Maggio 2007.Autore:Raimondo Bongini (www.sofferenzamaranto.it)
Voci correlate
• Livorno
• Stadio Armando Picchi
• Brigate Autonome Livornesi
Collegamenti esterni
•
•
•
•
•
•
•
•
Livorno calcio [6] su Open Directory Project ( Segnala [7] su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Livorno calcio")
Sito Ufficiale [2]
AlèLivorno.it - Sito Ufficiale dei tifosi amaranto [8]
Sito sul Livorno Calcio - Senza Fini di Lucro [9]
Forum dei tifosi amaranto [10]
LivornoMania - Passione Amaranto [11]
Sofferenzamaranto: Notizie, news e curiosità sul Livorno Calcio [12]
Us Livorno 1915. Sito dei dati storici, statistici sul Livorno calcio [13]
Associazione Sportiva Livorno Calcio
Riferimenti
[1] Lega Calcio - Associazione Sportiva Livorno Calcio s.r.l. (http:/ / www. lega-calcio. it/ it/ Serie-A-TIM/ Squadre/ Livorno/ Staff-tecnico.
page)
[2] Frosinone Calcio - Official Site, Conosciamole meglio: il Livorno (http:/ / www. frosinonecalcio. com/ news. php?id=1658)
[3] Fonte: Repubblica (http:/ / www. repubblica. it/ 2004/ i/ sezioni/ sport/ calcio/ serie_a/ bandanatifo/ bandanatifo/ bandanatifo. html)
[4] Fonte: www.livornocalcio.it (http:/ / www. livornocalcio. it)
Associazione Calcio Milan
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MediaWiki (c) una tabella troppo grande
A.C. MilanCalcio (sport)Calcio i Rossoneri, il Diavolo, i Casciavìt ("i Cacciaviti", in Dialetto
milanesemilanese)(Lingua ingleseEN) AC Milan. worldfootballtravel.com. URL consultato il 18-01-2009.
Rossoneri. Il manuale del perfetto casciavit. frillieditori.com. URL consultato il 18-01-2009. Segni distintivi
Uniformi
di
garaManica
sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniCasaManica
sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniTrasfertaManica
sinistraManica
sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniTerza divisaColori sociali:
Rosso - Nero Simboli: Diavolo Inno: Milan, Milan!Tony Renis Dati societari Città: MilanoNazionePaese:
bandiera ItaliaFIFAConfederazione: UEFAFederazione: Federazione Italiana Giuoco CalcioFIGC Campionato:
Serie AFondazione: 1899 Presidente: Carica vacanteResponsabilità della carica assunte da Adriano Galliani. Milan,
Berlusconi annuncia dimissioni. Corriere dello Sport - StadioCorriere dello Sport, 23-04-2008. URL consultato il
18-01-2009. Allenatore: Bandiera del Brasile Leonardo Nascimento de AraújoLeonardo Stadio: Stadio Giuseppe
MeazzaGiuseppe Meazza (San Siro)(80.074 San Siro - Struttura. sansiro.net. URL consultato il 14-11-2008. posti)
Sito web: www.acmilan.com Palmarès Campionato italiano di calcioScudetti: 17 Trofei nazionali: 5 Coppa
ItaliaCoppe Italia5 Supercoppa italiana di calcioSupercoppe italianeTrofei internazionali: 7 UEFA Champions
LeagueCoppe dei Campioni2 Coppa delle CoppeCoppe delle Coppe5 Supercoppa UEFASupercoppe UEFA3 Coppa
IntercontinentaleCoppe Intercontinentali1 Coppa del Mondo per club FIFACoppe del Mondo per clubSi invita a
seguire lo schema del Progetto Calcio« Saremo una squadra di diavoli. I nostri colori saranno il rosso come il fuoco e
il nero come la paura che incuteremo agli avversari!Gabriele Porri. I pionieri del calcio: Herbert Kilpin.
storiadelcalcio.info, 02-04-2007. URL consultato il 16-09-2008. »(Herbert Kilpin) L'Associazione Calcio Milan
S.p.A., nota semplicemente come Milan,Al di fuori dell'Italia è principalmente nota come AC Milan o A.C. Milan. è
una Squadra di calciosocietà calcio (sport)calcistica di Milano, dove fu fondata il 16 dicembre 1899. Attualmente
milita nella Serie A del campionato italiano di calcio e figura al quinto posto (prima italiana) della Coefficiente
UEFA#La classifica attualegraduatoria continentale dell'UEFA, stilata sulla base dei risultati ottenuti nelle coppe
europee nell'ultimo quinquennio.(Lingua ingleseEN) UEFA Team Ranking 2009. xs4all.nl, 27-05-2009. URL
consultato il 02-06-2009.È la prima squadra al mondo per numero di titoli internazionali conquistati (18, a pari
merito con il Club Atlético Boca JuniorsBoca Juniors), Il Boca vince la Recopa e aggancia il Milan. La Gazzetta
dello Sport, 28-08-2008. URL consultato il 26-09-2008. tra cui 4 Coppa IntercontinentaleCoppe
Intercontinentali/Coppa del Mondo per club FIFACoppe del Mondo per club (primato mondiale), 5 Supercoppa
UEFASupercoppe europee (primato europeo), 7 UEFA Champions LeagueCoppe dei Campioni/Champions League,
240
Associazione Calcio Milan
2 Coppa delle CoppeCoppe delle Coppe (entrambi primati italiani). Milan, un palmares da record. La Stampa,
17-12-2007. URL consultato il 26-09-2008.Se in ambito internazionale è la squadra italiana con più successi e la
prima ad aver vinto la Coppa dei Campioni (nel Coppa dei Campioni 1962-19631962-1963), in ambito italiano il
Milan è il secondo club più titolato dopo la Juventus Football ClubJuventus, avendo vinto 17 Scudettoscudetti, 5
Coppa ItaliaCoppe Italia e 5 Supercoppa italiana di calcioSupercoppe italiane (quest'ultimo record italiano). Nella
sua storia è retrocesso due volte in Serie B, nel Serie A 1979-19801980 e nel Serie A 1981-19821982. La prima
retrocessione fu decretata dalla giustizia sportiva per lo scandalo denominato Totonero, mentre la seconda avvenne
sul campo, al termine di un rocambolesco finale di campionato. Il Milan è l'unica squadra ad aver vinto il
campionato italiano a girone unico senza subire sconfitte (nel Serie A 1991-19921991-1992) e l'unica ad aver
piazzato tre suoi giocatori ai primi tre posti nella classifica del Pallone d'oro: nel Pallone d'oro 19881988, quando sul
podio del premio furono nominati rispettivamente Marco van Basten, Ruud Gullit e Frank Rijkaard,Frank Rijkaard
disputò la prima parte dell'anno 1988 al Real ZaragozaReal Saragozza, trasferendosi al Milan in estate. e nel Pallone
d'oro 19891989, quando furono premiati nell'ordine Marco van Basten, Franco Baresi e Frank Rijkaard. Un
sondaggio del 2007 a cura della rivista sportiva World Soccer ha incoronato il Milan degli Paesi Bassiolandesi,
guidato da Arrigo Sacchi, la più forte squadra di club di tutti i tempi e la quarta nella speciale classifica, dov'è
preceduta solo da Nazionale di calcioNazionali (Nazionale di calcio del BrasileBrasile 1970, Nazionale di calcio
dell'OlandaOlanda 1974 e Nazionale di calcio dell'UngheriaUngheria] 1953-1954). Il Milan di Sacchi quarta squadra
di sempre. Corriere della Sera, 07-07-2007. URL consultato il 17-09-2008.Secondo un Sondaggio
d'opinionesondaggio commissionato dal quotidiano la Repubblica e pubblicato il 20 agosto 2008,Fabio Bordignon e
Luigi Ceccarini. Tifosi, Juventus la più amata. Inter la più antipatica. la Repubblica, 30-08-2008. URL consultato il
16-09-2008. il Milan risulta avere il 13,6% del tifo nazionale, dietro alla Juventus (32,5%) e all'Football Club
Internazionale MilanoInter (14%). Sondaggio Demos per la Repubblica (Portable Document FormatPDF), pp. 10.
demos.it, 30-08-2008. URL consultato il 30-05-2009. A livello europeo quella rossonera risulta la quinta squadra con
più tifosi, la prima italiana con più sostenitori in Europa, come emerso da uno studio pubblicato dalla società
Germaniatedesca Sport+Markt nel 2008.La classifica vede al vertice, con 50 milioni di sostenitori, il Futbol Club
BarcelonaBarcellona, seguito da Real Madrid Club de FútbolReal Madrid (45,9 milioni di tifosi), Manchester United
Football ClubManchester United (32,8 mln), Arsenal Football ClubArsenal (22,9 mln) e Milan (22,2 mln). Fonte: È
il Barcellona il club più amato in Europa. Datasport, 21-02-2008. URL consultato il 16-09-2008.L'Associazione
Calcio Milan è una società del Gruppo Fininvest dal 1986. La carica di presidente del club è vacante dall'8 maggio
2008, in quanto l'assunzione dell'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italianapresidente
del Consiglio dei Ministri da parte di Silvio Berlusconi ha determinato la sua dimissione dalla massima carica sociale
del Milan.Francesco Somma. Berlusconi:"Mi dimetto". milannews.it, 08-05-2008. URL consultato il 18-01-2009.
Berlusconi, dimissioni dovute. La Gazzetta dello Sport, 08-05-2008. URL consultato il 18-01-2009. Il vice
presidente vicario e amministratore delegato della società è Adriano Galliani. Società. acmilan.com. URL consultato
il 16-09-2008.Storia Dagli esordi al secondo dopoguerra Herbert Kilpin, primo allenatore e primo capitano
(calcio)capitano del Milan. Il 16 dicembre 1899, grazie all'iniziativa di un gruppo di Inghilterrainglesi e Italiaitaliani
animati dalla passione per il calcio (sport)football nacque il Milan Foot-Ball and Cricket Club. La fondazione del
club, che vide come primo presidente Alfred Edwards e fra i soci fondatori Barnett, Allison, Nathan, Davies e
Herbert Kilpin, fu resa pubblica due giorni più tardi, lunedì 18 dicembre, da La Gazzetta dello Sport. La storia:
1899/1929. acmilan.com. URL consultato il 16-09-2008.Nel gennaio 1900 il club fu affiliato alla Federazione
Italiana Football e in aprile la squadra fece il suo esordio ufficiale contro l'Football Club TorineseFC Torinese nelle
semifinali del Campionato italiano di calcio 1900campionato 1900. F.C. Torinese - Milan 3-0 (X-X).
archiviotoro.it. URL consultato il 27-09-2008. Il 27 maggio dello stesso anno vinse la Medaglia del Re grazie al 2-0
ottenuto contro la Juventus Football ClubJuventus. L'Campionato italiano di calcio 1901anno seguente il Milan fu
subito campione d'Italia, interrompendo la serie di vittorie consecutive del Genoa Cricket and Football ClubGenoa
sconfitto in finale per 3-0. Per il bis occorse aspettare il Prima Categoria 19061906, quando ad essere sconfitta fu la
Juventus al termine di una contestata finale. Nel Prima Categoria 19071907 arrivò il terzo successo, grazie al primo
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Associazione Calcio Milan
posto nel Girone Finale a cui parteciparono Torino Football ClubTorino e Società Ginnastica Andrea DoriaAndrea
Doria. Nonostante i successi, nel 1908 nacque un dissidio interno alla società riguardo l'opportunità di tesserare
giocatori stranieri e un gruppo di soci lasciò i rossoneri per fondare un nuovo sodalizio, il Football Club
Internazionale Milano. Inter - Storia: le origini , Meazza, gli scudetti di Foni. inter.it. URL consultato il 25-09-2008.
Dopo la separazione il Milan sfiorò lo scudetto nel Prima Categoria 1910-19111911 e nel Prima Categoria
1911-19121912, mentre nel 1916 i rossoneri misero in bacheca la Coppa Federale 1915-1916Coppa Federale. Nelle
stagioni seguenti la squadra vinse due volte i campionati regionali ma non riuscì ad ottenere successi nelle fasi
nazionali. Nel 1919 la denominazione originale di Milan Foot-Ball and Cricket Club fu mutata in Milan Football
Club. Milan Cricket and Football Club 1918-19. magliarossonera.it. URL consultato il 27-09-2008. Il nuovo nome
fece da preludio a un lungo periodo buio, durante il quale i diavoli pur rimanendo sempre in massima serie ottennero
solo piazzamenti a metà classifica non andando mai oltre il terzo posto, ottenuto nel Serie A 1937-19381937-1938 (a
tre punti dall'Football Club Internazionale MilanoInter campione) e nel Serie A 1940-19411940-1941 (a cinque punti
dal Bologna Football Club 1909Bologna vincitore). Le stelle di quest'epoca furono Aldo Boffi e Giuseppe Meazza.
Nel 1926 si inaugurò lo Stadio Giuseppe Meazzastadio di San Siro, costruito dal presidente Piero Pirelli e che, fino
al 1948, ospitò solo il Milan, dato che l'Inter avrebbe giocato all'Arena Civica. San Siro: Storia. sansiro.net. URL
consultato il 08-11-2008.Nel 1936 la società mutò la denomiazione in Milan Associazione Sportiva, La storia:
1929/1949. acmilan.com. URL consultato il 27-09-2008. mentre nel 1939 le Fascismoautorità fasciste imposero
l'Italianizzazione (fascismo)italianizzazione del nome in Associazione Calcio Milano. Associazione Calcio Milano
1938-39. magliarossonera.it. URL consultato il 27-09-2008. Dopo la seconda guerra mondiale la squadra tornò alla
vecchia denominazione. Nacque così, nel 1945, l'Associazione Calcio Milan. Associazione Calcio Milano 1944-45.
magliarossonera.it. URL consultato il 27-09-2008.Gli anni cinquanta e sessanta Gunnar GrenGren, Gunnar
NordahlNordahl e Nils LiedholmLiedholm: il Gre-No-Li. Nell'immediato dopoguerra la squadra rossonera ripartì
con il quarto posto del Serie A 1946-19471946-1947 a cui la Serie A 1947-1948stagione successiva seguì per la
prima volta il titolo simbolico di "campione d'inverno".(Lingua tedescaDE) Die italienischen Serie A 1947/1948 Der 20. Spieltag. fussballdaten.de. URL consultato il 27-09-2008. Lo scudetto arrivò, invece, nel Serie A
1950-19511950-1951 dopo 44 anni di attesaI campionati nazionali effettivi senza vittorie furono, però, 36, per via
della mancata partecipazione del 1908 e le interruzioni belliche (1915-1919 e 1943-1945). insieme alla prestigiosa
Coppa Latina del Coppa Latina 19511951, grazie ai gol del celebre trio d'attacco Sveziasvedese Gre-No-Li, alle
parate di Lorenzo BuffonBuffon e alla guida tecnica dell'Ungheriaungherese Lajos Czeizler. Negli anni seguenti si
unirono alla squadra altri campioni come Juan Alberto SchiaffinoSchiaffino, Osvaldo BagnoliBagnoli, Luigi
RadiceRadice e Cesare Maldini, che furono fra i protagonisti delle vittorie nella Coppa Latina 1956 e di altri 3
campionati (Serie A 1954-19551954-1955, Serie A 1956-19571956-1957 e Serie A 1958-19591958-1959), guidati
dal capitano (calcio)capitano Nils Liedholm. Nel 1958 il Milan raggiunse per la prima volta la finale di Coppa dei
Campioni 1957-1958Coppa dei Campioni, perdendo però per 3-2 ai supplementari contro il grande Real Madrid
Club de FútbolReal Madrid, Tutte le finali del Milan. La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 27-09-2008.
vincitore delle prime cinque edizioni consecutive del trofeo. Per vedere il primo successo continentale dei rossoneri
occorse aspettare il 1963. L'anno precedente il Milan aveva vinto il suo ottavo titolo nel Serie A
1961-19621961-1962 con Nereo Rocco in panchina, il capocannoniere José Altafini in attacco e un giovane Gianni
Rivera in campo. E furono le reti di Altafini a spingere il Milan sino alla vittoria per 2-1 nella finale contro il Sport
Lisboa e BenficaBenfica nello Wembley Stadium (vecchio)stadio di Wembley. Fu il capitano Cesare Maldini a
sollevare la prima UEFA Champions LeagueCoppa dei Campioni vinta da una squadra italiana. La storia:
1960/1970. acmilan.com. URL consultato il 27-09-2008.Nel 1964 i rossoneri, con Giuseppe VianiViani in panchina
dopo il passaggio di Rocco al Torino Football ClubTorino, persero per 1-0 la Coppa Intercontinentale al termine
della partita decisiva giocata al Stadio Mário FilhoMaracanã contro il Santos Futebol ClubeSantos di Pelé. Questa fu
l'ultima stagione sotto la presidenza di Rizzoli (famiglia)Andrea Rizzoli, che si dimise dopo nove anni al timone del
club in cui vinse 4 scudetti, una Coppa Latina, una Coppa dei Campioni ed edificò il centro sportivo di Milanello.
Centro Sportivo: Milanello. acmilan.com. URL consultato il 25-09-2008.All'abbandono di Rizzoli seguirono alcune
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Associazione Calcio Milan
stagioni opache, che videro come unico successo la Coppa Italia 1966-1967. Fu, questo, un intervallo reso ancora più
amaro dalle contemporanee vittorie dei cugini dell'Inter, guidati dal mago Helenio HerreraHerrera. Fu il ritorno in
panchina di Rocco ad interrompere il periodo di insuccessi: nel Serie A 1967-19681967-1968 i rossoneri
conquistarono il nono scudetto, oltre alla Coppa delle Coppe 1967-1968, messa in bacheca battendo nella finale di
Rotterdam l'Hamburger SVAmburgo grazie ad una doppietta di Kurt Hamrin. Coppa delle Coppe 1967/68.
acmilan.com. URL consultato il 25-09-2008. Nel campionato successivo, quello del Serie A 1968-19691968-1969, il
Milan giunse secondo in campionato alle spalle della ACF FiorentinaFiorentina, ma vinse la seconda Coppa dei
Campioni della sua storia battendo per 4-1 nella finale di Madrid l'AFC AjaxAjax di Rinus Michels. Nel 1970 il
Milan si aggiudicò l'Coppa IntercontinentaleIntercontinentale, in virtù del successo nella doppia finale contro gli
argentini dell'Club Estudiantes de La PlataEstudiantes (3-0; 1-2). Coppa Intercontinentale 1969. acmilan.com. URL
consultato il 27-09-2008. A questi allori di squadra si aggiunse anche la vittoria di Rivera nel Pallone d'oro 1969,
primo italiano a riuscirvi. Gianni Rivera. acmilan.com. URL consultato il 27-09-2008.Gli anni settanta e ottanta Il
Associazione Calcio Milan 1972-1973Milan 1972-1973, con la Coppa delle Coppe e la Coppa Italia. Gli Anni
1970anni settanta si aprirono con tre secondi posti consecutivi in campionato, tutti ottenuti dopo aver subito brucianti
rimonte da parte di Inter (Serie A 1970-19711970-1971) e Juventus (Serie A 1971-19721971-1972, Serie A
1972-19731972-1973). In particolare nel 1972-1973 i rossoneri persero un campionato che sembrava già vinto a
causa di un'amara sconfitta nella "Fatal Verona". 20/05/1973: Hellas Verona-Milan 5-3. hellastory.net. URL
consultato il 03-04-2009. I secondi posti in campionato furono però compensati dalla vittoria di 2 Coppa ItaliaCoppe
Italia (Coppa Italia 1971-19721971-1972, Coppa Italia 1972-19731972-1973) e della seconda Coppa delle Coppe.In
questo periodo si stabilirono nei vari settori della curva sud dello Stadio Giuseppe MeazzaStadio di San Siro i primi
nuclei di tifo organizzato a supporto della squadra rossonera: fra i principali si ricordano la Fossa dei Leoni (nato nel
1968 e scioltosi nel 2005), Fossa dei Leoni addio, curva Milan tutta a destra. tifonet.it, da il manifesto,
26-09-2005. URL consultato il 27-09-2008. Commandos Tigre (1967) e Brigate Rossonere (1975). La nostra storia.
brigaterossonere.net. URL consultato il 27-09-2008.Il caos societario che vide alternarsi al vertice della società ben 7
presidenti in poco più di 10 anni non aiutò la squadra a mantenere una certa continuità di risultati. Il Milan, fra il
1973 e il 1978, attraversò una serie di stagioni non esaltanti durante le quali si mantenne sempre nelle posizioni di
bassa classifica. L'arrivo di Nils Liedholm in panchina e il 4° posto nel torneo Serie A 1977-19781977-1978,
stagione di debutto di Franco Baresi, fecero da preambolo alla vittoria del decimo titolo nel Serie A
1978-19791978-1979. La squadra, guidata in campo da un Gianni RiveraRivera alla sua ultima stagione da
calciatore, vinse la concorrenza dell'ostico Perugia CalcioPerugia di Ilario CastagnerCastagner e mise finalmente in
bacheca l'agognato "scudetto della stella". Scudetto 1978/79. acmilan.com. URL consultato il 27-09-2008.Gli Anni
1980anni ottanta si aprirono, invece, con la prima retrocessione in Serie B a seguito dello Scandalo del calcio
italiano del 1980scandalo del calcio scommesse, Da Sanson agli anni '80. udinese.it. URL consultato il 27-09-2008.
malgrado il terzo posto finale a cinque punti dall'Inter campione. Il pronto ritorno nella massima serie vincendo il
campionato di Serie B 1980-1981 fu solo momentaneo, poiché nel campionato Serie A 1981-19821981-1982 i
rossoneri retrocessero nuovamente, questa volta sul campo, a seguito di una stagione fallimentare (24 punti in 30
partite).(Lingua tedescaDE) Die italienischen Serie A 1981/1982. fussballdaten.de. URL consultato il 27-09-2008.
Ancora una volta il ritorno in A fu immediato. Il Milan tornò ad assestarsi stabilmente nella massima serie, senza
però più riuscire ad inserirsi nelle posizioni di vertice. Il 20 gennaio 1985 esordì in massima serie il sedicenne Paolo
Maldini, che si sarebbe affermato come titolare della difesa rossonera già dalla stagione successiva. Al termine della
stagione Serie A 1985-19861985-1986 la situazione precipitò nuovamente: a seguito di alcune ispezioni della
Guardia di Finanza la società risultò fortemente indebitata e a rischio fallimento. Fu l'imprenditore milanese Silvio
Berlusconi a rilevare la squadra dal presidente Giuseppe Farina (imprenditore)Farina il 20 febbraio 1986 e a
ripianianare il deficit economico.Franco Rossi (giornalista) Franco Rossi. Silvio Berlusconi presidente del Milan. la
Repubblica, 13-02-1986. URL consultato il 27-09-2008. Le ambizioni di successo del nuovo presidente furono
confermate da una campagna acquisti finalmente all'altezza del blasone rossonero: arrivarono Roberto
DonadoniDonadoni, Daniele MassaroMassaro, Giovanni GalliGalli e Giuseppe GalderisiGalderisi. Dopo una prima
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Associazione Calcio Milan
stagione di transizione che vide l'esonero di Nils Liedholm e il quinto posto finale, nel 1987 il Milan scelse di
puntare sul giovane tecnico Arrigo Sacchi. Ai campioni già presenti in rosa si aggiunsero i due fuoriclasse olandesi
Marco van Basten e Ruud Gullit (Pallone d'oro 1987). Sacchi, dopo un inizio difficile, guidò la squadra ad una
esaltante rimonta sul Società Sportiva Calcio NapoliNapoli sino alla vittoria finale. Il successo in campionato fu il
preludio ad un triennio d'oro in cui i rossoneri si aggiudicarono due UEFA Champions LeagueCoppe dei Campioni
(Coppa dei Campioni 1988-19891989, Coppa dei Campioni 1989-19901990), due Supercoppa UEFASupercoppe
europee (1990, 1991), due Coppa IntercontinentaleCoppe Intercontinentali (1990, 1991) e una Supercoppa italiana di
calcioSupercoppa italiana (1989). La storia: 1985/2007. acmilan.com. URL consultato il 27-09-2008. Il Milan di
Sacchi, ispirato al calcio totale, rivoluzionò la pratica e la mentalità calcistica. Gli anni novanta e duemilaFabio
Capello vinse quattro scudetti in cinque anni sulla panchina rossonera. La serie di successi in Europa si interruppe il
20 marzo 1991, nella partita di ritorno dei quarti di finale di Coppa dei Campioni, giocata contro l'Olympique de
MarseilleOlympique Marsiglia. Il Milan, in svantaggio per 1-0, uscì dal campo dopo lo spegnimento di uno dei
riflettori dello stadio su richiesta di Adriano Galliani che riteneva impossibile continuare a giocare per via della
scarsa visibilità. La funzionalità del riflettore venne ripristinata ma il Milan non tornò in campo, venendo penalizzata
con una sconfitta a tavolino e con la squalifica per un anno dalle coppe europee per comportamento antisportivo.
1991 - Stella Rossa Belgrado. La Gazzetta dello Sport. URL consultato il 27-09-2008. Si chiuse così il ciclo di
Sacchi che a fine stagione lasciò la panchina a Fabio Capello per diventare commissario tecnico della Nazionale di
calcio dell'ItaliaNazionale italiana. Fuori dalle competizioni europee, il Milan poté concentrarsi completamente sul
campionato Serie A 1991-19921991-1992, che vinse con largo anticipo e, prima squadra italiana a riuscire in questa
impresa, senza subire nemmeno una sconfitta.(Lingua tedescaDE) Die italienischen Serie A 1991/1992.
fussballdaten.de. URL consultato il 24-09-2008. L'anno successivo il ritorno nella Coppa dei Campioni, con il nuovo
nome di UEFA Champions League, vide il Milan sconfitto in finale ancora dall'Olympique Marsiglia, mentre in
campo nazionale si aggiudicò il secondo scudetto di fila e la Supercoppa italiana. Il Serie A 1993-19941993-1994 fu,
invece, un'annata memorabile, impreziosita dal Double (calcio)double scudetto-UEFA Champions
LeagueChampions League (storico il 4-0 in finale contro il Futbol Club BarcelonaBarcellona) e coronato dalla
Supercoppa italiana. Perse invece contro il Parma Football ClubParma la Supercoppa UEFA e contro il São Paulo
Futebol ClubeSan Paolo la Coppa Intercontinentale, competizioni disputate al posto dell'Olympique Marsiglia,
detentrice della Champions League ma squalificata a seguito dell'"Caso Valenciennes-Olympique MarsigliaAffaire
VA-OM". L'anno seguente il Milan raggiunse per il terzo anno di fila la finale della massima competizione europea,
ma fu sconfitto dal giovane AFC AjaxAjax di Louis van Gaal. Anche la Coppa Intercontinentale sfuggì dalle mani
dei rossoneri per andare agli argentini del Club Atlético Vélez SársfieldVélez Sársfield, vittoriosi per 2-0 nella finale
di Tokyo.(Lingua ingleseEN) Intercontinental Club Cup 1994. rsssf.com. URL consultato il 27-09-2008. A salvare il
bilancio della stagione fu la doppietta di vittorie nelle Supercoppe europea e italiana. Al termine della stagione Serie
A 1995-19961995-1996, conclusa con la vittoria del quarto scudetto in cinque anni, Capello lasciò la panchina della
squadra rossonera all'Uruguayuruguaiano Oscar Tabárez.L'arrivo di Tabárez aprì un biennio di crisi, durante il quale
si alternarono senza successo sulla panchina del Milan anche i rientranti Arrigo SacchiSacchi e Fabio
CapelloCapello. A riportare in via Turati il tricolore fu Alberto Zaccheroni, che nel Serie A 1998-19991998-1999
completò alla penultima giornata un'inopinata rimonta sulla Società Sportiva LazioLazio, grazie a sette vittorie
consecutive negli ultimi sette turni.(Lingua tedescaDE) Die italienischen Serie A 1998/1999. fussballdaten.de. URL
consultato il 24-09-2008. Il terzo posto nel campionato successivo e le due eliminazioni consecutive in Champions
League portarono, però, all'esonero del tecnico romagnolo, che fu sostituito da Cesare Maldini e Mauro Tassotti a
due mesi dal termine della stagione Serie A 2000-20012000-2001. Alberto Zaccheroni esonerato. Rai Sport,
14-03-2001. URL consultato il 27-09-2008. Nel Serie A 2001-20022001-2002, dopo la breve e sfortunata parentesi
del turco Fatih Terim, arrivò sulla panchina del Milan l'ex calciatore rossonero Carlo Ancelotti, che l'anno seguente
inaugurò un nuovo ciclo di vittorie riportando nella bacheca rossonera la UEFA Champions League che mancava da
quasi dieci anni e la prima Coppa Italia dell'era Berlusconi. Carlo Ancelotti ha vinto la Champions League da
giocatore e da allenatore del Milan Alla vittoria in Champions seguirono nel Serie A 2003-20042003-2004 il
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Associazione Calcio Milan
diciassettesimo scudetto e la quarta Supercoppa europea. Sono del Serie A 2004-20052004-2005 la vittoria della
Supercoppa italiana, il secondo posto in campionato e la sconfitta-beffa nella finale di Champions League contro il
Liverpool Football ClubLiverpool, che nel secondo tempo rimontò dallo 0-3 e vinse ai tiri di rigorerigori. Il Milan
crolla, Champions addio. TGcom, 25-05-2005. URL consultato il 27-09-2008. Al termine del campionato Serie A
2005-20062005-2006, concluso al secondo posto, il Milan fu coinvolto nello "scandalo Scandalo del calcio italiano
del 2006Calciopoli". Subì una penalizzazione di trenta punti che lo relegò al terzo posto e un'ulteriore penalizzazione
di 8 punti da scontare nel campionato successivo. Arbitrato:Juve sorride,Milan piange. TGcom, 27-10-2006. URL
consultato il 27-09-2008. Il Serie A 2006-20072006-2007 vide quindi il Milan subito fuori dalla lotta scudetto ma
protagonista in Europa, dove giunse nuovamente in finale contro gli inglesi del Liverpool. La doppietta di Filippo
InzaghiInzaghi valse ai rossoneri la conquista del massimo trofeo continentale per la settima volta.Paolo Menicucci.
Milan sulla vetta dell'Olimpo. uefa.com, 23-05-2007. URL consultato il 27-09-2008. Nel Serie A
2007-20082007-2008 il Milan ha vinto la Supercoppa europea per la quinta volta nella sua storia e la Coppa del
Mondo per club FIFACoppa del Mondo per club, laureandosi Campione del mondo, ma è stato eliminato agli ottavi
di finale in Champions League e in campionato non è riuscito ad andare oltre il quinto posto, mancando quindi la
qualificazione per il massimo torneo continentale. Serie A - Classifica 2007-2008. Yahoo! Sport Italia. URL
consultato il 27-09-2008. La stagione seguente, che ha segnato il ritiro di Paolo Maldini e ha visto il Milan giocare in
Coppa UEFA, dove è stato eliminato ai sedicesimi di finale per mano del SV Werder BremenWerder Brema, e
concludere al terzo posto in Serie A, è stata l'ultima con Ancelotti e Kaká. Dal 1º giugno 2009 il tecnico è Leonardo
Nascimento de AraújoLeonardo. Cronistoria Cronistoria dell'Associazione Calcio Milan1899 - Fondazione del Milan
Foot-Ball and Cricket Club il 16 dicembre.Campionato italiano di calcio 19001900 - Eliminato nella semifinale del
Campionato - Vince la Medaglia del Re (1° titolo).Campionato italiano di calcio 19011901 - Campione d'Italia (1°
titolo) - Vince la Medaglia del Re (2° titolo).Campionato italiano di calcio 19021902 - Perde la finale del
Campionato contro il Genoa Cricket and Football ClubGenoa - Vince la Medaglia del Re (3° titolo).Campionato
italiano di calcio 19031903 - Eliminato nella semifinale del Campionato. Campionato italiano di calcio 19041904 Eliminato nella semifinale del Campionato - Vince la Coppa della Federazione Ginnastica Italiana.Prima Categoria
19051905 - 2° nel Girone Eliminatorio Lombardo - Vince la Palla Dapples.Prima Categoria 19061906 - Campione
d'Italia (2° titolo) - Vince la Palla Dapples.Prima Categoria 19071907 - Campione d'Italia (3° titolo) - Vince la Palla
Dapples.Prima Categoria 19081908 - Non prende parte al campionato - Vince la Palla Dapples e la Coppa
Spensley.Prima Categoria 19091909 - 2° nel Girone Eliminatorio Lombardo. Serie A 1951-19521951-52 - 2° in
Serie A. Serie A 1952-19531952-53 - 3° in Serie A - Perde la finale di Coppa Latina contro lo Stade de
Reims-ChampagneStade Reims. Serie A 1953-19541953-54 - 3° in Serie A. Serie A 1954-19551954-55 - Campione
d'Italia (5° titolo) - Terzo classificato in Coppa Latina.Serie A 1955-19561955-56 - 2° in Serie A - Vince la Coppa
Latina (2° titolo) - Semifinalista di Coppa dei Campioni.Serie A 1956-19571956-57 - Campione d'Italia (6° titolo) Terzo classificato in Coppa Latina.Serie A 1957-19581957-58 - 9° in Serie A - Perde la finale di Coppa dei
Campioni contro il Real Madrid Club de FútbolReal Madrid - Eliminato nei quarti di finale di Coppa Italia. Serie A
1958-19591958-59 - Campione d'Italia (7° titolo) - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia.Serie A
1987-19881987-88 - Campione d'Italia (11° titolo) - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia e nei sedicesimi
di finale di Coppa UEFA.Serie A 1988-19891988-89 - Campione d'Europa (3° titolo) - 3° in Serie A - Vince la
Supercoppa italiana (1° titolo) - Eliminato nel girone del secondo turno di Coppa Italia.Prima Categoria
1909-19101909-10 - 6° nel Campionato a Girone Unico. Prima Categoria 1910-19111910-11 - 2° nel Campionato
Ligure-Lombardo-Piemontese.
Prima
Categoria
1911-19121911-12
2°
nel
Campionato
Ligure-Lombardo-Piemontese - Vince la Scarpa Radice.Prima Categoria 1912-19131912-13 - 3° nel Girone Finale
del Campionato del Nord Italia. Prima Categoria 1913-19141913-14 - 3° nel Girone Eliminatorio Lombardo. Prima
Categoria 1914-19151914-15 - 4° nel Girone Finale del Campionato del Nord Italia - Vince la Scarpa Radice.Coppa
Federale 1915-19161915-16 - Vince la Coppa Federale (1° titolo).1917 - Vince la Coppa Regionale Lombarda,
trofeo mai consegnato.1918 - Vince la Coppa Mauro, campionato lombardo.1919 - Secondo classificato nella Coppa
Mauro - A fine guerra cambia denominazione in Milan Football Club.Prima Categoria 1919-19201919-20 - 4° nel
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Gruppo A del Girone Semifinale Nazionale. Prima Categoria 1920-19211920-21 - 4° nel Gruppo A del Girone
Semifinale Nazionale. Prima Divisione 1921-19221921-22 - 9° nel Girone A di Prima Divisione Confederazione
Calcistica ItalianaCCI - Vince la Scarpa Radice.Prima Divisione 1922-19231922-23 - 4° nel Girone B di Prima
Divisione. Prima Divisione 1923-19241923-24 - 8° nel Girone B di Prima Divisione. Prima Divisione
1924-19251924-25 - 8° nel Girone B di Prima Divisione. Prima Divisione 1925-19261925-26 - 7° nel Girone B di
Prima Divisione. Divisione Nazionale 1926-19271926-27 - 6° nel Girone Finale di Divisione Nazionale - Partecipa
alla Coppa Italia (interrotta al quarto turno). Divisione Nazionale 1927-19281927-28 - 6° nel Girone Finale di
Divisione Nazionale. Divisione Nazionale 1928-19291928-29 - 2° nel Girone A di Divisione Nazionale - Battuto al
sorteggio dal Genoa Cricket and Football ClubGenoa negli spareggi di qualificazione alla Coppa Europa Centrale.
Serie A 1959-19601959-60 - 3° in Serie A - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa dei Campioni e al secondo
turno di Coppa Italia. Serie A 1960-19611960-61 - 2° in Serie A - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia.
Serie A 1961-19621961-62 - Campione d'Italia (8° titolo) - Eliminato al secondo turno di Coppa Italia e nei
sedicesimi di finale di Coppa delle Fiere.Serie A 1962-19631962-63 - Campione d'Europa (1° titolo) - 3° in Serie A Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia - Perde la finale di Coppa dell'Amicizia contro il Genoa Cricket and
Football ClubGenoa - Cambia denominazione in Milan Associazione Calcio.Serie A 1963-19641963-64 - 3° in Serie
A - Eliminato nei quarti di finale di Coppa Italia e di Coppa dei Campioni - Perde la Coppa Intercontinentale contro
il Santos Futebol ClubeSantos allo spareggio. Serie A 1964-19651964-65 - 2° in Serie A - Eliminato al primo turno
di Coppa Italia e di Coppa delle Fiere. Serie A 1965-19661965-66 - 7° in Serie A - Eliminato nei quarti di finale di
Coppa Italia e negli ottavi di finale di Coppa delle Fiere, dopo sorteggio. Serie A 1966-19671966-67 - 8° in Serie A Vince la Coppa Italia (1° titolo) - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Mitropa.Serie A 1967-19681967-68 Campione d'Italia (9° titolo) - Vince la Coppa delle Coppe (1° titolo) - 2° nel girone finale di Coppa Italia.Serie A
1968-19691968-69 - Campione d'Europa (2° titolo) - 2° in Serie A - Eliminato nei quarti di finale di Coppa
Italia.Serie A 1969-19701969-70 - Campione del Mondo (1° titolo) - 4° in Serie A - Eliminato nel girone
eliminatorio di Coppa Italia e negli ottavi di finale di Coppa dei Campioni.Serie A 1970-19711970-71 - 2° in Serie A
- Perde la finale di Coppa Italia contro il Torino Football ClubTorino. Serie A 1971-19721971-72 - 2° in Serie A Vince la Coppa Italia (2° titolo) - Semifinalista di Coppa UEFA.Serie A 1972-19731972-73 - 2° in Serie A - Vince
la Coppa delle Coppe (2° titolo) e la Coppa Italia (3° titolo).Serie A 1973-19741973-74 - 7° in Serie A - Eliminato
nel girone del secondo turno di Coppa Italia - Perde la finale di Supercoppa europea contro l'AFC AjaxAjax e la
finale di Coppa delle Coppe contro il 1. FC MagdeburgoMagdeburgo. Serie A 1974-19751974-75 - 5° in Serie A Perde la finale di Coppa Italia contro la ACF FiorentinaFiorentina. Serie A 1975-19761975-76 - 3° in Serie A Eliminato nel girone del secondo turno di Coppa Italia e nei quarti di finale di Coppa UEFA. Serie A
1976-19771976-77 - 10° in Serie A - Vince la Coppa Italia (4° titolo) - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa
UEFA.Serie A 1977-19781977-78 - 4° in Serie A - Eliminato nel girone del secondo turno di Coppa Italia e nei
sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe. Serie A 1978-19791978-79 - Campione d'Italia (10° titolo) - Eliminato
nel girone del primo turno di Coppa Italia e negli ottavi di finale di Coppa UEFA.Serie A 1989-19901989-90 Campione d'Europa (4° titolo) e Campione del Mondo (2° titolo) - 2° in Serie A - Vince la Supercoppa europea (1°
titolo) - Perde la finale di Coppa Italia contro la Juventus Football ClubJuventus.Serie A 1990-19911990-91 - 2° in
Serie A - Campione del Mondo (3° titolo) - Vince la Supercoppa europea (2° titolo) - Semifinalista di Coppa Italia Eliminato nei quarti di finale di Coppa dei Campioni.Serie A 1991-19921991-92 - Campione d'Italia (12° titolo) Semifinalista di Coppa Italia.Serie A 1992-19931992-93 - Campione d'Italia (13° titolo) - Vince la Supercoppa
italiana (2° titolo) - Semifinalista di Coppa Italia - Perde la finale di Champions League contro l'Olympique de
MarseilleOlympique Marsiglia.Serie A 1993-19941993-94 - Campione d'Italia (14° titolo) e Campione d'Europa (5°
titolo) - Vince la Supercoppa italiana (3° titolo) - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia - Perde la finale di
Supercoppa europea contro il Parma Football ClubParma - Perde la finale di Coppa Intercontinentale contro il São
Paulo Futebol ClubeSan Paolo.Serie A 1994-19951994-95 - 4° in Serie A - Vince la Supercoppa europea (3° titolo) Vince la Supercoppa italiana (4° titolo) - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia - Perde la finale di Coppa
Intercontinentale contro il Club Atlético Vélez SársfieldVélez Sársfield - Perde la finale di Champions League
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Associazione Calcio Milan
contro l'AFC AjaxAjax.Serie A 1995-19961995-96 - Campione d'Italia (15° titolo) - Eliminato nei quarti di finale di
Coppa Italia e di Coppa UEFA .Serie A 1996-19971996-97 - 11° in Serie A - Perde la finale di Supercoppa italiana
contro la ACF FiorentinaFiorentina - Eliminato nei quarti di finale di Coppa Italia e nella fase a gironi di Champions
League. Serie A 1997-19981997-98 - 10° in Serie A - Perde la finale di Coppa Italia contro la Società Sportiva
LazioLazio. Serie A 1998-19991998-99 - Campione d'Italia (16° titolo) - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa
Italia - Centenario del club (Il CentoMilan).Serie A 1929-19301929-30 - 11° in Serie A. Serie A 1930-19311930-31
- 12° in Serie A. Serie A 1931-19321931-32 - 4° in Serie A. Serie A 1932-19331932-33 - 11° in Serie A. Serie A
1933-19341933-34 - 9° in Serie A. Serie A 1934-19351934-35 - 10° in Serie A. Serie A 1935-19361935-36 - 8° in
Serie A - Semifinalista di Coppa Italia - Cambia denominazione in Milan Associazione Sportiva.Serie A
1936-19371936-37 - 4° in Serie A - Semifinalista di Coppa Italia. Serie A 1937-19381937-38 - 3° in Serie A Semifinalista di Coppa Italia - Eliminato negli ottavi di finale della Coppa Europa Centrale. Serie A
1938-19391938-39 - 9° in Serie A - Semifinalista di Coppa Italia - Cambia denominazione in Associazione Calcio
Milano.Serie A 1939-19401939-40 - 8° in Serie A - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia. Serie A
1940-19411940-41 - 3° in Serie A - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia. Serie A 1941-19421941-42 - 9°
in Serie A - Perde la finale di Coppa Italia contro la Juventus Football ClubJuventus. Serie A 1942-19431942-43 - 6°
in Serie A - Eliminato nei quarti di finale di Coppa Italia. Campionato Alta Italia 19441944 - 5° nel Campionato di
Guerra Lombardo. 1945 - 6° nel torneo Benefico Lombardo - A fine guerra cambia denominazione in Associazione
Calcio Milan.Divisione Nazionale 1945-19461945-46 - 3° nel Girone Finale di Divisione Nazionale. Serie A
1946-19471946-47 - 4° in Serie A. Serie A 1947-19481947-48 - 2° in Serie A. Serie A 1948-19491948-49 - 3° in
Serie A. Serie A 1949-19501949-50 - 2° in Serie A. Serie A 1950-19511950-51 - Campione d'Italia (4° titolo) Vince la Coppa Latina (1° titolo).Serie A 1979-19801979-80 - 3° in Serie A, retrocesso in Serie B per Scandalo del
calcio italiano del 1980illecito - Eliminato nei quarti di finale di Coppa Italia e nei sedicesimi di finale di Coppa dei
Campioni. Serie B 1980-19811980-81 - 1° in Serie B, promosso in Serie A - Eliminato nel girone del primo turno di
Coppa Italia.Serie A 1981-19821981-82 - 14° in Serie A, retrocesso in Serie B - Vince la Coppa Mitropa (1° titolo) Eliminato nel girone del primo turno di Coppa Italia.Serie B 1982-19831982-83 - 1° in Serie B, promosso in Serie A
- Eliminato nei quarti di finale di Coppa Italia.Serie A 1983-19841983-84 - 6° in Serie A - Eliminato nei quarti di
finale di Coppa Italia. Serie A 1984-19851984-85 - 5° in Serie A - Perde la finale di Coppa Italia contro la Unione
Calcio SampdoriaSampdoria. Serie A 1985-19861985-86 - 7° in Serie A - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa
Italia e di Coppa UEFA. Serie A 1986-19871986-87 - 5° in Serie A - Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia.
Serie A 1999-20001999-2000 - 3° in Serie A - Perde la finale di Supercoppa italiana contro il Parma Football
ClubParma - Eliminato nei quarti di finale di Coppa Italia e nella prima fase a gironi di Champions League. Serie A
2000-20012000-01 - 6° in Serie A - Semifinalista di Coppa Italia - Eliminato nella seconda fase a gironi di
Champions League. Serie A 2001-20022001-02 - 4° in Serie A - Semifinalista di Coppa Italia e di Coppa UEFA.
Serie A 2002-20032002-03 - Campione d'Europa (6° titolo) - 3° in Serie A - Vince la Coppa Italia (5° titolo).Serie A
2003-20042003-04 - Campione d'Italia (17° titolo) - Vince la Supercoppa europea (4° titolo) - Perde la finale di
Supercoppa italiana contro la Juventus Football ClubJuventus - Semifinalista di Coppa Italia - Perde la finale di
Coppa Intercontinentale contro il Club Atlético Boca JuniorsBoca Juniors - Eliminato nei quarti di finale di
Champions League. - Cambia denominazione in Associazione Calcio Milan.Serie A 2004-20052004-05 - 2° in Serie
A - Vince la Supercoppa italiana (5° titolo) - Eliminato nei quarti di finale di Coppa Italia - Perde la finale di
Champions League contro il Liverpool Football ClubLiverpool.Serie A 2005-20062005-06 - 3° in Serie A su
delibera della Commissione di Appello FederaleCAF per responsabilità oggettiva declassandolo dal 2° posto
ottenuto sul campo - Eliminato nei quarti di finale di Coppa Italia - Semifinalista di Champions League. Serie A
2006-20072006-07 - Campione d'Europa (7° titolo) - 4° in Serie A - Semifinalista di Coppa Italia.Serie A
2007-20082007-08 - 5° in Serie A - Campione del Mondo (4° titolo) - Vince la Supercoppa europea (5° titolo) Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia e di Champions League.Serie A 2008-20092008-09 - 3° in Serie A Eliminato negli ottavi di finale di Coppa Italia e nei sedicesimi di finale di Coppa UEFA. Serie A 2009-20102009-10
- Partecipa alla Serie A - Partecipa alla Coppa Italia - Partecipa alla Champions League. Colori e simbolo Manica
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Associazione Calcio Milan
sinistraManica sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniCalzettoni
La maglia del centenario, simile a quella usata all'inizio del XX secolo. Durante tutta la sua storia il Milan ha avuto
come colori distintivi il rosso e il nero. Tali colori furono scelti, come disse Herbert KilpinKilpin, per rappresentare
il Fuoco (fisica)fuoco dei diavoli milanisti (rosso) e la paura degli avversari nell'affrontarli (nero).I giocatori
indossano una maglia a strisce rosse e nere, motivo per il quale fu dato loro il soprannome di rossoneri, pantaloncini
biancobianchi e calzettoni neri. La divisa di trasferta è sempre stata di colore bianco. Tale divisa è considerata dai
tifosi milanisti portafortuna nelle finali di UEFA Champions LeagueCoppa dei Campioni/Champions League,
avendo il Milan vinto 6 finali su 8 con il completo bianco (perse solo contro l'AFC AjaxAjax nel UEFA Champions
League 1994-19951995 e contro il Liverpool Football ClubLiverpool nel UEFA Champions League
2004-20052005) e solo una su 3 con la maglia rossonera. La terza maglia, invece, cambia ogni anno ma viene usata
raramente. In questa stagione è di colore nero.La bandiera di Milano.Per diversi anni il logo del Milan fu
semplicemente la bandiera di Milano.(Lingua ingleseEN) AC Milan. weltfussballarchiv.com. URL consultato il
16-09-2008. Un altro soprannome che deriva dai colori della società è DiavoloIl Diavolo e di conseguenza come
logo della società fu usata anche l'immagine di un diavolo rosso alla destra di una stella (araldica)stella,
riconoscimento della vittoria di 10 scudettoscudetti. Attualmente lo stemma riporta i colori sociali rosso e nero a
sinistra e la bandiera del MilanoComune di Milano (una croce rossa su sfondo bianco) sulla destra, con l'acronimo
ACM sopra e l'anno della fondazione (1899) sotto.Dal 16 febbraio 2006 il Milan ha una mascotte ufficiale, disegnata
dalla Warner Bros.: Milanello, un diavolo rosso con la divisa rossonera e un pallone da calcio. Ecco la nuova
mascotte. acmilan.com, 16-02-2006. URL consultato il 16-09-2008.Il logo per "CentoMilan", il centenario
rossonero.L'attuale logo del Milan.Milanello, mascotte del Milan.Stadio L'esterno dello Stadio Giuseppe Meazza.Nei
primi anni dopo la sua nascita il Milan giocò le partite casalinghe in diversi campi. Dal 1900 al 1903 il Trotter (oggi
Stazione di Milano CentraleStazione Centrale), dal 1903 al 1905 l'Acquabella (oggi Piazzale Susa), inaugurato il 15
marzo 1903 con l'amichevole Milan-Genoa Cricket and Football ClubGenoa 0-0, dal 1906 al 1914 il Campo Milan
di Porta Monforte (poi Campo di Via Fratelli Bronzetti, dopo il cambio dell'ingresso da via Sottocorno a via Fratelli
Bronzetti), dal 1914 al 1920 il Velodromo Sempione, da settembre a novembre 1919 il Campo Pirelli (zona Bicocca
(quartiere di Milano)Bicocca) e dal 1920 al 1926 il campo in Viale Lombardia (attuale Viale Campania). Il Milan
giocò anche all'Arena Civica, campo dell'Associazione Sportiva AmbrosianaAmbrosiana-Inter, saltuariamente tra il
1908 e il 1914 e poi dal 1941 al 1949. I campi di gioco del Milan. magliarossonera.it. URL consultato il
03-04-2009.Attualmente il Milan gioca le partite casalinghe nello Stadio Giuseppe Meazza, noto soprattutto come
San Siro (quartiere di Milano)San Siro, dal nome del quartiere di Milano in cui sorge.Interno dello spogliatoio del
Milan presso lo stadio Giuseppe Meazza.La costruzione dello stadio iniziò nel dicembre 1925 per volere di Piero
Pirelli, allora presidente rossonero, e il nuovo impianto fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre dell'anno
seguente con una partita tra Milan e Football Club Internazionale MilanoInter (6-3 per i nerazzurri). Dal 1935 è di
proprietà del Comune di Milano e nel 1980 fu intitolato a Giuseppe Meazza, ex calciatore di entrambe le società
Milanomilanesi nonché della Nazionale di calcio dell'ItaliaNazionale italiana. Stadio: la storia. acmilan.com. URL
consultato il 25-09-2008.L'impianto viene usato dal 1948 insieme all'Inter. Ha una capienza di 80.074 posti e viene
classificato dalla UEFA tra gli Classificazione Stadi UEFAstadi élite. San Siro diventa a cinque stelle. la Repubblica,
19-04-2008. URL consultato il 14-11-2008.Il campo di allenanamento del Milan, invece, è il centro sportivo di
Milanello, in provincia di Varese, inaugurato nel 1963.Rosa 2009-2010 Rosa e numerazione, tratti dal sito ufficiale
del Milan, sono aggiornati al 28 agosto 2009. Rosa sul sito ufficiale. acmilan.com. URL consultato il
05-07-2009.N.RuoloGiocatore1 Bandiera del BrasileP Dida4 Bandiera della GeorgiaD Kakhaber Kaladze5 Bandiera
degli Stati UnitiD Oguchi Onyewu7 Bandiera del BrasileA Alexandre Pato8 Bandiera dell'ItaliaC Gennaro Gattuso
(capitano (calcio)vice capitano)9 Bandiera dell'ItaliaA Filippo Inzaghi10 Bandiera dei Paesi BassiC Clarence
Seedorf11 Bandiera dei Paesi BassiA Klaas-Jan Huntelaar12 Bandiera dell'ItaliaP Christian Abbiati13 Bandiera
dell'ItaliaD Alessandro Nesta15 Bandiera dell'ItaliaD Gianluca Zambrotta16 Bandiera della FranciaC Mathieu
Flamini17 Bandiera dell'ItaliaA Gianmarco Zigoni 18 Bandiera della Repubblica CecaD Marek
JankulovskiN.RuoloGiocatore19 Bandiera dell'ItaliaD Giuseppe Favalli20 Bandiera dell'ItaliaC Ignazio Abate21
248
Associazione Calcio Milan
Bandiera dell'ItaliaC Andrea Pirlo22 Bandiera dell'ItaliaA Marco Borriello23 Bandiera dell'ItaliaC Massimo
Ambrosini (capitano (calcio)capitano)25 Bandiera dell'ItaliaD Daniele Bonera30 Bandiera dell'ItaliaP Marco
Storari31 Bandiera dell'ItaliaP Flavio Roma33 Bandiera del BrasileD Thiago Silva44 Bandiera dell'ItaliaD Massimo
Oddo49 Bandiera dell'ItaliaA Davide Di Gennaro77 Bandiera dell'ItaliaD Luca Antonini80 Bandiera del BrasileA
RonaldinhoStaff tecnico Dal sito internet ufficiale della società. Staff tecnico sul sito ufficiale. acmilan.com. URL
consultato il 16-09-2008.Allenatore:Bandiera del Brasile Leonardo Nascimento de AraújoLeonardoVice
allenatore:Bandiera dell'Italia Mauro TassottiAssistente tecnico:Bandiera dell'Italia Angelo CastellazziAssistente
tecnico:Bandiera dell'Italia Andrea MalderaAllenatore dei portieri:Bandiera dell'Italia Villiam Vecchi
(responsabile)Allenatore dei portieri:Bandiera dell'Italia Valerio FioriGiocatori celebri Hall of fame Di seguito
l'elenco dei 48 calciatoriIl numero totale delle persone inserite è 51: 44 calciatori, 3 allenatori (Nereo Rocco, Arrigo
Sacchi e Giuseppe Viani) e 4 sia giocatori che allenatori del Milan (Carlo Ancelotti, Fabio Capello, Leonardo
Nascimento de AraújoLeonardo e Giovanni Trapattoni). inseriti nella Hall of fame sul sito ufficiale del Milan: Hall
of fame - I più grandi rossoneri di tutti i tempi. acmilan.com. URL consultato il 25-09-2008.Bandiera dell'Italia
Demetrio AlbertiniBandiera del Brasile Bandiera dell'Italia José Altafini Bandiera dell'Italia Carlo AncelottiBandiera
dell'Italia Roberto BaggioBandiera dell'Italia Franco Baresi Bandiera della Germania Oliver Bierhoff Bandiera della
Croazia Zvonimir BobanBandiera dell'Italia Ruben BurianiBandiera del Brasile Cafu Bandiera dell'Italia Fabio
CapelloBandiera dell'Italia Alessandro CostacurtaBandiera dell'Italia Fabio CudiciniBandiera della Francia Marcel
Desailly Bandiera dell'Italia Roberto DonadoniBandiera dell'Italia Alberigo EvaniBandiera dell'Italia Filippo Galli
(calciatore)Filippo GalliBandiera dell'Italia Giovanni Galli Bandiera della Svezia Gunnar GrenBandiera dei Paesi
Bassi Ruud Gullit Bandiera del Brasile Kaká Bandiera del Brasile Leonardo Nascimento de AraújoLeonardo
Bandiera della Svezia Nils LiedholmBandiera dell'Italia Giovanni Lodetti Bandiera dell'Italia Aldo MalderaBandiera
dell'Italia Cesare MaldiniBandiera dell'Italia Paolo MaldiniBandiera dell'Italia Daniele Massaro Bandiera della
Svezia Gunnar NordahlBandiera dell'Italia Pierino Prati Bandiera dell'Italia Luigi RadiceBandiera dei Paesi Bassi
Frank Rijkaard Bandiera dell'Italia Gianni Rivera Bandiera dell'Italia Roberto Rosato Bandiera dell'Italia Sebastiano
RossiBandiera del Portogallo Rui CostaBandiera del Brasile Dino Sani Bandiera della Jugoslavia Dejan
SavićevićBandiera dell'Uruguay Bandiera dell'Italia Juan Alberto Schiaffino Bandiera della Germania Ovest
Karl-Heinz SchnellingerBandiera del Brasile SerginhoBandiera dell'Italia Marco SimoneBandiera dell'Ucraina
Andrij ŠevčenkoAndriy ShevchenkoBandiera del Brasile Bandiera dell'Italia Angelo Benedicto SormaniBandiera
dell'Italia Mauro TassottiBandiera dell'Italia Giovanni TrapattoniBandiera dei Paesi Bassi Marco van Basten
Bandiera dell'Italia Pietro Paolo VirdisBandiera della Liberia George WeahI capitani Di seguito l'elenco dei 38
capitano (calcio)capitaniTre dei quali (Giuseppe BonizzoniBonizzoni, Giuseppe AntoniniAntonini e Gianni
RiveraRivera) indossarono la fascia di capitano in due periodi distinti. del Milan dall'anno di fondazione a oggi, con
il periodo in cui hanno portato la fascia: Le stagioni del Diavolo. magliarossonera.it. URL consultato il
25-09-2008.Bandiera dell'Inghilterra Herbert Kilpin (1899-1907)Bandiera dell'Italia Gerolamo Radice
(1908-1909)Bandiera dell'Italia Guido Moda (1909-1910)Bandiera del Belgio Max Tobias (1910-1911)Bandiera
dell'Italia Giuseppe Rizzi (1911-1913)Bandiera del Belgio Louis Van Hege (1913-1915)Bandiera dell'Italia Marco
Sala (1915-1916)Bandiera dell'Italia Aldo Cevenini (1916-1919)Bandiera dell'Italia Alessandro Scarioni
(1919-1921)Bandiera dell'Argentina Bandiera dell'Italia Cesare Lovati (1921-1922)Bandiera dell'Italia Francesco
Soldera (1922-1924)Bandiera dell'Italia Pietro Bronzini (1924-1926)Bandiera dell'Italia Gianangelo Barzan
(1926-1927)Bandiera dell'Italia Abdon Sgarbi (1927-1929)Bandiera dell'Italia Alessandro Schienoni
(1929-1930)Bandiera dell'Italia Mario Magnozzi (1930-1933)Bandiera dell'Italia Carlo Rigotti (1933-1934)Bandiera
dell'Italia Giuseppe Bonizzoni (1934-1936)Bandiera dell'Italia Luigi Perversi (1936-1939)Bandiera dell'Italia
Giuseppe Bonizzoni (1939-1940)Bandiera dell'Italia Bruno Arcari (calciatore)Bruno Arcari (1940-1941)Bandiera
dell'Italia Giuseppe Meazza (1941-1942)Bandiera dell'Italia Giuseppe Antonini (1942-1944)Bandiera dell'Italia
Paolo Todeschini (1944-1945)Bandiera dell'Italia Giuseppe Antonini (1945-1949)Bandiera dell'Italia Andrea
Bonomi (1949-1952)Bandiera dell'Italia Carlo Annovazzi (1952-1953)Bandiera dell'Italia Omero Tognon
(1953-1954)Bandiera della Svezia Gunnar Nordahl (1954-1956)Bandiera della Svezia Nils Liedholm
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Associazione Calcio Milan
(1956-1961)Bandiera dell'Italia Francesco Zagatti (1961)Bandiera dell'Italia Cesare Maldini (1961-1966)Bandiera
dell'Italia Gianni Rivera (1966-1975)Bandiera dell'Italia Romeo Benetti (1975-1976)Bandiera dell'Italia Gianni
Rivera (1976-1979)Bandiera dell'Italia Alberto BigonAlbertino Bigon (1979-1980)Bandiera dell'Italia Aldo Maldera
(1980-1981)Bandiera dell'Italia Fulvio Collovati (1981-1982)Bandiera dell'Italia Franco Baresi (1982-1997)Bandiera
dell'Italia Paolo Maldini (1997-2009)Bandiera dell'Italia Massimo Ambrosini (dal 2009) Sono onorato. acmilan.com,
06-07-2009. URL consultato il 06-07-2009.Franco Baresi, per 15 stagioni capitano del Milan.Calciatori campioni del
mondo Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato mondiale di calcio durante il periodo di
militanza nel Milan: Bandiera dell'Italia Pietro Arcari (Campionato mondiale di calcio 1934Italia 1934) Bandiera
dell'Italia Franco Baresi (Campionato mondiale di calcio 1982Spagna 1982) Bandiera dell'Italia Fulvio Collovati
(Campionato mondiale di calcio 1982Spagna 1982) Bandiera della Francia Marcel Desailly (Campionato mondiale
di calcio 1998Francia 1998) Bandiera del Brasile Roque Júnior (Campionato mondiale di calcio 2002Corea del
Sud-Giappone 2002) Bandiera dell'Italia Gennaro Gattuso (Campionato mondiale di calcio 2006Germania 2006)
Bandiera dell'Italia Alberto Gilardino (Campionato mondiale di calcio 2006Germania 2006) Bandiera dell'Italia
Filippo Inzaghi (Campionato mondiale di calcio 2006Germania 2006) Bandiera dell'Italia Alessandro Nesta
(Campionato mondiale di calcio 2006Germania 2006) Bandiera dell'Italia Andrea Pirlo (Campionato mondiale di
calcio 2006Germania 2006) Calciatori campioni continentali Europa Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno
vinto il campionato europeo di calcio durante il periodo di militanza nel Milan: Bandiera dell'Italia Angelo
Anquilletti (Campionato europeo di calcio 1968Italia 1968) Bandiera dell'Italia Giovanni Lodetti (Campionato
europeo di calcio 1968Italia 1968) Bandiera dell'Italia Pierino Prati (Campionato europeo di calcio 1968Italia 1968)
Bandiera dell'Italia Gianni Rivera (Campionato europeo di calcio 1968Italia 1968) Bandiera dell'Italia Roberto
Rosato (Campionato europeo di calcio 1968Italia 1968) Bandiera dei Paesi Bassi Ruud Gullit (Campionato europeo
di calcio 1988Germania Ovest 1988) Bandiera dei Paesi Bassi Marco van Basten (Campionato europeo di calcio
1988Germania Ovest 1988) Sud America Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto la Coppa America
(calcio)Coppa America durante il periodo di militanza nel Milan: Bandiera del Brasile Serginho (Copa América
1999Paraguay 1999) Calciatori vincitori della Confederations Cup Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto
la FIFA Confederations CupConfederations Cup durante il periodo di militanza nel Milan: Bandiera del Brasile
Leonardo Nascimento de AraújoLeonardo (FIFA Confederations Cup 1997Arabia Saudita 1997) Bandiera del
Brasile Dida (FIFA Confederations Cup 2005Germania 2005) Bandiera del Brasile Kaká (FIFA Confederations Cup
2005Germania 2005, FIFA Confederations Cup 2009Sudafrica 2009) Bandiera del Brasile Alexandre Pato (FIFA
Confederations Cup 2009Sudafrica 2009) Maglie ritirate 3 - Paolo Maldini L'idea inedita di Galliani: la maglia di
Maldini non verrà ritirata ma... sospesa!. aol.it, 25-04-2008. URL consultato il 12-08-2009.6 - Franco Baresi Franco
Baresi. acmilan.com. URL consultato il 12-08-2009.Allenatori e presidenti Di seguito l'elenco di allenatoreallenatori,
direttore tecnicodirettori tecnici Tutti gli allenatori rossoneri. clubmilan.net. URL consultato il 16-09-2008. e
presidentepresidenti del Milan(Lingua ingleseEN) Associazione Calcio Milan. romaniansoccer.ro. URL consultato il
16-09-2008. dall'anno della fondazione fino a oggi.Gli allenatori e i DT del Milan1900-1906 - Bandiera
dell'Inghilterra Herbert Kilpin1906-1907 - Bandiera dell'Italia Daniele Angeloni1907-1911 - Bandiera dell'Italia
Giannino Camperio1911-1912 - Commissione tecnica1912-1913 - Bandiera dell'Italia Piero Peverelli1913-1915 Commissione tecnica1915-1916 - Bandiera dell'Italia Guido Moda1916-1918 - Carica vacante1918-1919 Commissione tecnica1919-1921 - Bandiera dell'Italia Guido Moda 1921-1922 - Carica vacante1922-1924 - Bandiera
dell'Austria Ferdi Oppenheim1924-1926 - Bandiera dell'Italia Vittorio Pozzo1926 - Bandiera dell'Italia Guido Moda
1926-1928 - Bandiera dell'Inghilterra Herbert Burgess1928-1931 - Bandiera dell'Austria Engelbert König1931-1933
- Bandiera dell'Ungheria József Bánás1933-1934 - Bandiera dell'Ungheria József Viola1934-1936 - Bandiera
dell'Italia Adolfo Baloncieri1936-1937 - Bandiera dell'Inghilterra William Garbutt1937-1938 - Bandiera dell'Austria
Hermann Felsner,Direttore tecnico. Bandiera dell'Ungheria József Bánás 1938 - Bandiera dell'Ungheria József Bánás
1938-1940 - Bandiera dell'Ungheria József Bánás, József Viola1940-1941 - Bandiera dell'Italia Guido Ara, Antonio
Busini1941-1943 - Bandiera dell'Italia Mario Magnozzi1943-1945 - Bandiera dell'Italia Giuseppe
Santagostino1945-1946 - Bandiera dell'Italia Adolfo Baloncieri, Antonio Busini1946-1947 - Bandiera dell'Italia
250
Associazione Calcio Milan
Giuseppe Bigogno, Antonio Busini1947-1948 - Bandiera dell'Italia Giuseppe Bigogno 1948-1949 - Bandiera
dell'Italia Giuseppe Bigogno, Antonio Busini1949-1952 - Bandiera dell'Ungheria Lajos Czeizler, Bandiera dell'Italia
Antonio Busini1952-1953 - Bandiera dell'Italia Mario Sperone, Antonio Busini1953Per la Coppa Latina. - Bandiera
della Svezia Gunnar Gren, Bandiera dell'Italia Antonio Busini1953 - Bandiera dell'Italia Arrigo Morselli, Antonio
Busini1953-1954 - Bandiera dell'Ungheria Béla Guttman, Bandiera dell'Italia Antonio Busini1954-1955 - Bandiera
dell'Ungheria Béla Guttman 1955-1956 - Bandiera dell'Uruguay Ettore Puricelli1956-1957 - Bandiera dell'Italia
Giuseppe Viani1957-1958 - Bandiera dell'Italia Giuseppe Viani, Luigi BonizzoniPer la sola Coppa Italia1958-1960 Bandiera dell'Italia Luigi Bonizzoni, Giuseppe Viani1960-1961 - Bandiera dell'Italia Paolo Todeschini, Giuseppe
Viani1961-1963 - Bandiera dell'Italia Nereo Rocco, Giuseppe Viani1963-1964 - Bandiera dell'Argentina Luis
Carniglia, Bandiera dell'Italia Giuseppe Viani1964-1965 - Bandiera della Svezia Nils Liedholm, Bandiera dell'Italia
Giuseppe Viani1965-1966 - Bandiera della Svezia Nils Liedholm 1966 - Bandiera dell'Italia Giovanni
Cattozzo1966-1967 - Bandiera dell'Italia Arturo Silvestri1967-1972 - Bandiera dell'Italia Nereo Rocco 1972-1973 Bandiera dell'Italia Nereo Rocco, Cesare Maldini1973-1974 - Bandiera dell'Italia Cesare Maldini 1974 - Bandiera
dell'Italia Giovanni Trapattoni1974-1976 - Bandiera dell'Italia Gustavo Giagnoni1976 - Bandiera dell'Italia Giovanni
Trapattoni 1976 - Bandiera dell'Italia Paolo Barison1976-1977 - Bandiera dell'Italia Giuseppe Marchioro1977 Bandiera dell'Italia Nereo Rocco 1977-1979 - Bandiera della Svezia Nils Liedholm 1979-1981 - Bandiera dell'Italia
Massimo Giacomini1981 - Bandiera dell'Italia Italo Galbiati1981-1982 Bandiera dell'Italia Luigi Radice1982 Bandiera dell'Italia Italo Galbiati, Francesco ZagattiZagatti affiancò Galbiati per 2 partite nel mese di
marzo.1982-1984 - Bandiera dell'Italia Ilario Castagner1984 - Bandiera dell'Italia Italo Galbiati 1984-1987 Bandiera della Svezia Nils Liedholm 1987 - Bandiera dell'Italia Fabio Capello1987-1991 - Bandiera dell'Italia
Arrigo Sacchi1991-1996 - Bandiera dell'Italia Fabio Capello 1996 - Bandiera dell'Uruguay Oscar Tabárez, Bandiera
dell'Italia Giorgio Morini1996-1997 - Bandiera dell'Italia Arrigo Sacchi 1997-1998 - Bandiera dell'Italia Fabio
Capello 1998-2001 - Bandiera dell'Italia Alberto Zaccheroni2001 - Bandiera dell'Italia Cesare Maldini, Mauro
Tassotti2001 - Bandiera della Turchia Fatih Terim, Bandiera dell'Italia Antonio Di Gennaro2001-2009 - Bandiera
dell'Italia Carlo Ancelottidal 2009 - Bandiera del Brasile Leonardo Nascimento de AraújoLeonardoI presidenti del
Milan1899-1909 - Bandiera dell'Inghilterra Alfred Edwards1909 - Bandiera dell'Italia Giannino Camperio1909-1928
- Bandiera dell'Italia Piero Pirelli1928-1929 - Bandiera dell'Italia Luigi Ravasco1929-1933 - Bandiera dell'Italia
Mario Bernazzoli1933-1935 - Bandiera dell'Italia Luigi RavascoCommissario straordinario.1935-1936 - Bandiera
dell'Italia Pietro Annoni1936 - Consiglio di reggenza1936-1939 - Bandiera dell'Italia Emilio Colombo
(giornalista)Emilio Colombo1939-1940 - Bandiera dell'Italia Achille Invernizzi1940-1944 - Bandiera dell'Italia
Umberto Trabattoni1944-1945 - Bandiera dell'Italia Antonio Busini1945-1954 - Bandiera dell'Italia Umberto
Trabattoni 1954-1963 - Bandiera dell'Italia Rizzoli (famiglia)Andrea Rizzoli1963-1965 - Bandiera dell'Italia Felice
Riva1965-1966 - Bandiera dell'Italia Federico SordilloReggente.1966-1967 - Bandiera dell'Italia Luigi
Carraro1967-1971 - Bandiera dell'Italia Franco Carraro1971-1972 - Bandiera dell'Italia Federico Sordillo 1972-1975
- Bandiera dell'Italia Albino Buticchi1975-1976 - Bandiera dell'Italia Bruno Pardi1976-1977 - Bandiera dell'Italia
Vittorio Duina1977-1980 - Bandiera dell'Italia Felice Colombo1980-1982 - Bandiera dell'Italia Gaetano
Morazzoni1982-1986 - Bandiera dell'Italia Giuseppe Farina (imprenditore)Giuseppe Farina1986 - Bandiera
dell'Italia Rosario Lo Verde1986-2004 - Bandiera dell'Italia Silvio Berlusconi2004-2006 - Carica vacante Berlusconi
lascia la presidenza del Milan. Corriere della Sera, 28-12-2004. URL consultato il 25-09-2008.2006-2008 - Bandiera
dell'Italia Silvio Berlusconi dal 2008 - Carica vacantePalmarès Trofei ufficiali Nazionali 27 trofei Campionato
italiano di calcioCampionati italiani: 17Campionato italiano di calcio 19011901, Prima Categoria 19061906, Prima
Categoria 19071907, Serie A 1950-19511950-1951, Serie A 1954-19551954-1955, Serie A 1956-19571956-1957,
Serie A 1958-19591958-1959, Serie A 1961-19621961-1962, Serie A 1967-19681967-1968, Serie A
1978-19791978-1979 Scudetto della stella (10°)Serie A 1987-19881987-1988, Serie A 1991-19921991-1992, Serie
A 1992-19931992-1993, Serie A 1993-19941993-1994, Serie A 1995-19961995-1996, Serie A
1998-19991998-1999, Serie A 2003-20042003-2004 Coppa Italia: 5Coppa Italia 1966-19671966-1967, Coppa Italia
1971-19721971-1972, Coppa Italia 1972-19731972-1973, Coppa Italia 1976-19771976-1977, Coppa Italia
251
Associazione Calcio Milan
2002-20032002-2003 Supercoppa italiana di calcioSupercoppa italiana: 5 (record)1988, 1992, 1993, 1994, 2004
Internazionali 18 trofei (record mondiale a pari merito con il Club Atlético Boca JuniorsBoca Juniors) UEFA
Champions LeagueCoppa dei Campioni/Champions League: 7 (record italiano)Coppa dei Campioni
1962-19631962-1963, Coppa dei Campioni 1968-19691968-1969, Coppa dei Campioni 1988-19891988-1989,
Coppa dei Campioni 1989-19901989-1990, UEFA Champions League 1993-19941993-1994, UEFA Champions
League 2002-20032002-2003, UEFA Champions League 2006-20072006-2007 Coppa delle Coppe: 2 (record
italiano)Coppa delle Coppe 1967-19681967-1968, Coppa delle Coppe 1972-19731972-1973 Supercoppa UEFA: 5
(record)1989, 1990, 1994, 2003, 2007 Coppa Intercontinentale/Coppa del Mondo per club FIFACoppa del Mondo
per club: 4 (record)1969, 1989, 1990, Coppa del Mondo per club FIFA 20072007Trofei minori Nazionali Medaglia
del Re: 3 (vincitore unico e assegnatario definitvo del trofeo)1900, 1901, 1902 Coppa Federale 1915-1916Coppa
FederaleCoppa Federale 1915-19161915-1916Internazionali Coppa Latina: 2 (record a pari merito con Futbol Club
BarcelonaBarcellona e Real Madrid Club de FútbolReal Madrid)Coppa Latina 19511951, Coppa Latina 19561956
Coppa Mitropa: 1Coppa Mitropa 1981-19821981-1982Trofei giovanili Nazionali Campionato Primavera:
11964-1965 Coppa Italia Primavera: 11984-1985 Internazionali Torneo di Viareggio: 8 (record a pari merito con la
ACF FiorentinaFiorentina Torneo di Viareggio - Albo d'oro. torneoviareggio.it. URL consultato il 29-09-2008.)1949,
1952, 1953, 1957, 1959, 1960, 1999, 2001 Record e statistiche La Juventus Football ClubJuventus è uno degli
avversari classici del Milan: 201 le partite disputate con 61 vittorie rossonere, 70 pareggi e 70 sconfitte. Squadre
incontrate - Milan (Italia) vs Juventus. juworld.net. URL consultato il 28-09-2008.In 103 stagioni sportive a partire
dall'esordio a livello nazionale il 15 aprile 1900, il Milan ha disputato 98 Campionato italiano di calciocampionati di
massima serie (75 campionati di Serie A, 14 di Prima CategoriaPrima Categoria Nazionale, 5 di Prima Divisione e 4
di Divisione Nazionale) e 2 di Serie B, mentre per 3 volte non superò le eliminatorie regionali lombarde (Prima
Categoria 19051905, Prima Categoria 19091909 e Prima Categoria 1913-19141913-1914). I rossoneri hanno vinto il
campionato per 17 volte, in 15 casi si son classificati secondi e 21 volte terzi; in 103 stagioni sportive, la società è
arrivata dunque sul podio nel 51% dei casi. Nel corso delle partite ufficiali finora disputate, la miglior vittoria del
Milan in casa è il 13-0 del 4 ottobre 1914 contro l'Modena Football ClubAudax Modena (Prima Categoria
1914-1915), mentre in trasferta è il 10-0 del 21 ottobre 1919 contro l'Ausonia Pro GorlaAusonia (Prima Categoria
1919-1920). La peggiore sconfitta casalinga, invece, è lo 0-8 subito contro il Bologna Football Club 1909Bologna il
5 novembre 1922 (Prima Divisione 1922-1923) mentre fuori casa per tre volte il Milan perse con sei reti di scarto: un
2-8 contro la Juventus Football ClubJuventus (10 luglio 1927, Divisione Nazionale 1926-1927) e due 0-6, uno
sempre contro i bianconeri (25 ottobre 1925, Prima Divisione 1925-1926) e l'altro contro l'AFC AjaxAjax (16
gennaio 1974, Supercoppa UEFA).(Lingua polaccaPL) Rekordy. acmilan.pl. URL consultato il 18-09-2008.Paolo
Maldini, detentore del record di presenze in maglia rossonera con 902 partite ufficiali disputate.L'avversario
affrontato più volte dal Milan in gare ufficiali è la Juventus (201 volte), seguita dall'Football Club Internazionale
MilanoInter (200 incontri) Archivio Inter - Ricerca tabellini statistici. archivio.inter.it. URL consultato il
29-09-2008. e dal Torino Football ClubTorino (188 incontri). Torino - Milan. archiviotoro.it. URL consultato il
29-09-2008. I bianconeri sono i più classici sfidanti dei rossoneri nella massima serie nazionale: 180 sfide a partire
dalla prima partita disputata in semifinale il 28 aprile 1901 a Torino. Squadre incontrate, gli scontri diretti - Milan vs
Juventus. juworld.net. URL consultato il 28-09-2008. Negli scontri diretti in gare ufficiali il Milan è in vantaggio
contro tutti gli avversari italiani con tre uniche eccezioni: la Juventus (61 vittorie e 70 sconfitte), l'Unione Sportiva
Alessandria 1912Alessandria (15 vittorie e 16 sconfitte)(Lingua ingleseEN) Head to head: AC Milan vs Alessandria.
footballdatabase.eu. URL consultato il 29-09-2008. All'elenco vanno aggiunte 16 partite nel campionato ante-girone
unico (4 vittorie e 6 sconfitte) e 3 nella Coppa Italia (2 vittorie e una sconfitta). e la Unione Sportiva Pro Vercelli
CalcioPro Vercelli (13 vittorie e 14 sconfitte).(Lingua ingleseEN) Head to head: AC Milan vs Pro Vercelli.
footballdatabase.eu. URL consultato il 29-09-2008. All'elenco vanno aggiunte 32 partite nel campionato ante-girone
unico (3 vittorie e 12 sconfitte). I campi dove non ha vinto nella Serie A a girone unico sono due: Avellino (8 partite
disputate, con 3 pareggi e 5 sconfitte)(Lingua ingleseEN) Head to head: Avellino vs AC Milan.
footballdatabase.eu. URL consultato il 29-09-2008. e Lecco (3 partite disputate, con altrettanti pareggi).(Lingua
252
Associazione Calcio Milan
ingleseEN) Head to head: Lecco vs AC Milan. footballdatabase.eu. URL consultato il 29-09-2008.A livello
nazionale i rossoneri detengono numerosi record, fra cui quello per la più lunga serie di gare senza sconfitte nel
campionato di Serie A (58 partite), Stop alla serie di 33 gare utili. Niente record di imbattibilità. La Gazzetta dello
Sport, 19-04-2007. URL consultato il 25-09-2008. per la più lunga permanenza in vetta al massimo campionato
italiano (72 giornate, dal 6 ottobre 1991 al 31 ottobre 1993), per la vittoria in trasferta più larga in Serie A (Genoa
Cricket and Football ClubGenoa-Milan 0-8 nel Serie A 1954-19551954-1955 a parimerito con Società Sportiva
Calcio VeneziaVenezia-Calcio PadovaPadova 0-8 del Serie A 1949-1950campionato 1949-1950), quello di vittorie
nella Capocannonieri dei campionati nazionali professionistici italiani di calcioclassifica marcatori della Serie A a
girone unico (16 volte) Italy - Serie A Top Scorers. rsssf.com. URL consultato il 29-09-2008. e di imbattibilità del
portiere (calcio)portiere, stabilito da Sebastiano Rossi nel campionato di Serie A 1993-1994 (929 minuti). Sebastiano
Rossi. acmilan.com. URL consultato il 25-09-2008.Il Milan è inoltre l'unica squadra italiana ad aver vinto un
campionato di Serie A senza subire una sola sconfitta. Accadde nella Serie A 1991-1992stagione 1991-1992, la
prima con Fabio Capello come allenatore, conclusa con 22 vittorie e 12 pareggi in 34 partite, segnando 74 reti e
subendone solamente 21.(Lingua tedescaDE) Die italienischen Serie A 1991/1992. fussballdaten.de. URL consultato
il 24-09-2008. In precedenza solo il Perugia CalcioPerugia, nella Serie A 1978-1979stagione 1978-1979, era riuscito
a concludere il campionato italiano di massima divisione senza sconfitte, ma arrivando secondo, proprio dietro il
Milan.(Lingua tedescaDE) Die italienischen Serie A 1978/1979. fussballdaten.de. URL consultato il 24-09-2008.A
livello di coppe nazionali il Milan ha disputato 12 tra finali e gironi finali di Coppa Italia (con 5 vittorie)(Lingua
ingleseEN) Italy - List of Cup Finals. rsssf.com. URL consultato il 29-09-2008. e 8 finali di Supercoppa italiana di
calcioSupercoppa italiana (5 vittorie)(Lingua ingleseEN) Italy Super Cup Finals. rsssf.com. URL consultato il
29-09-2008. per un totale di 20 finali. Solo la Juventus ha fatto altrettanto, avendo disputato 13 finali di Coppa Italia
e 7 finali di Supercoppa italiana, per un totale di 20. Il Milan ha vinto sette UEFA Champions LeagueCoppe dei
Campioni/Champions League, record italiano e secondo posto europeo dietro il Real Madrid Club de FútbolReal
Madrid.Il Milan è al primo posto nella classifica dei club vincitori di trofei internazionali: 18 (7 UEFA Champions
LeagueCoppe dei Campioni/Champions League, 2 Coppa delle CoppeCoppe delle Coppe, 5 Supercoppa
UEFASupercoppe europee, 3 Coppa IntercontinentaleCoppe Intercontinentali, 1 Coppa del Mondo per club
FIFACoppa del Mondo per club), a parimerito con il Club Atlético Boca JuniorsBoca Juniors. La squadra ha
disputato 29 finali nelle principali competizioni internazionali, un record: 11 in Coppa dei Campioni/Champions
League (7 vittorie),(Lingua ingleseEN) European Champions' Cup. rsssf.com. URL consultato il 29-09-2008. 3 in
Coppa delle Coppe (2 vittorie),(Lingua ingleseEN) European Cup Winners' Cup. rsssf.com. URL consultato il
29-09-2008. 7 in Supercoppa europea (5 vittorie),(Lingua ingleseEN) European Super Cup. rsssf.com. URL
consultato il 29-09-2008. 8 in Coppa Intercontinentale/Coppa del Mondo per club (4 vittorie).(Lingua ingleseEN)
Intercontinental Club Cup. rsssf.com. URL consultato il 29-09-2008.(Lingua ingleseEN) FIFA Club World
Championship. rsssf.com. URL consultato il 29-09-2008. Nella Associazione Calcio Milan 1993-1994stagione
1993-1994 la squadra rossonera ha giocato le finali della Supercoppa europea (contro il Parma Football ClubParma)
e della Coppa Intercontinentale (contro il São Paulo Futebol ClubeSan Paolo) per delibera della UEFA in seguito
all'esclusione per illecito dell'Olympique de MarseilleOlympique Marsiglia, UEFA Champions League
1992-1993campione d'Europa 1992-1993. Il Milan ripescato va a Tokio. Corriere della Sera, 28-09-1993. URL
consultato il 29-09-2008.In ambito internazionale, gli avversari più classici sono il Real Madrid Club de FútbolReal
Madrid(Lingua ingleseEN) Head to head: AC Milan vs Real Madrid. footballdatabase.eu. URL consultato il
29-09-2008. e il Futbol Club BarcelonaBarcellona (11 incontri),(Lingua ingleseEN) Head to head: AC Milan vs FC
Barcelona. footballdatabase.eu. URL consultato il 29-09-2008. seguiti dall'AFC AjaxAjax(Lingua ingleseEN) Head
to head: AC Milan vs Ajax Amsterdam. footballdatabase.eu. URL consultato il 29-09-2008. e dal Fußball-Club
Bayern MünchenBayern Monaco (10 incontri)(Lingua ingleseEN) Head to head: AC Milan vs Bayern Munich.
footballdatabase.eu. URL consultato il 29-09-2008. e dal Futebol Clube do PortoPorto (9 incontri).(Lingua
ingleseEN) Head to head: AC Milan vs FC Porto. footballdatabase.eu. URL consultato il 29-09-2008. I rossoneri non
hanno mai vinto al Stadio Santiago BernabéuBernabéu, così come i Madridmadrileni non si sono mai imposti a
253
Associazione Calcio Milan
Stadio Giuseppe MeazzaSan Siro.A livello individuale, il giocatore con il maggior numero di presenze in rossonero è
Paolo Maldini, con 902 partite disputate in 25 stagioni dal 1984 al 2009. Seguono Franco Baresi (719 presenze, 20
stagioni), Alessandro Costacurta (663 presenze, 21 stagioni), Gianni Rivera (658 presenze, 19 stagioni) e Mauro
Tassotti (583 presenze, 17 stagioni). Il capocannoniere di tutti i tempi è invece lo Sveziasvedese Gunnar Nordahl con
221 gol segnati in 8 stagioni. Alle sue spalle Andrij ŠevčenkoAndriy Shevchenko (175 gol in 8 stagioni), Gianni
Rivera (164 in 19 stagioni), José Altafini (161 in 7 stagioni) e Aldo Boffi (136 in 9 stagioni).Campionati nazionali
Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione A99Campionato italiano di calcio 19001899-1900Serie A
2009-20102009-2010B2Serie B 1980-19811980-1981Serie B 1982-19831982-1983Nelle 101 stagioni sportive della
società rossonera sono inclusi 23 campionati di Prima CategoriaPrima Categoria Nazionale, Prima Divisione e
Divisione Nazionale (A). Sono invece escluse le stagioni Prima Categoria 19051904-1905, Prima Categoria
19091908-1909 e Prima Categoria 1913-19141913-1914, nelle quali il Milan non superò le eliminatorie regionali,
l'annata Prima Categoria 19081907-1908, in cui boicottò il campionato, la Coppa Federale 1915-1916 e il
Campionato Alta Italia 1944.Tifosi La Curva Sud durante Milan-Associazione Calcio ChievoVeronaChievo del 9
aprile 2006.Secondo un Sondaggio d'opinionesondaggio effettuato dalla società demoscopica Demos, commissionato
dal quotidiano la Repubblica e pubblicato il 20 agosto 2008, il Milan risulta avere il 13,6% del tifo nazionale, dietro
alla Juventus (32,5%) e all'Inter (14%). In un sondaggio sul tifo calcistico del luglio 2007 ad opera dell'istituto
giudato da Renato Mannheimer (Ispo), pubblicato da La Gazzetta dello Sport, il Milan ha il 12,4% delle preferenze
del campione, dietro la Juventus (17,4%), davanti all'Inter (11%), e con il primato (20,3%) nella fascia Under-24, la
quota più importante del mercato del tifo calcistico. A livello europeo quella rossonera risulta la quinta squadra con
più tifosi, la prima italiana con più sostenitori in Europa, come emerso da uno studio pubblicato dalla società tedesca
Sport+Markt nel 2008.Il tipico tifoso del Milan per lunghi decenni del XX secolo apparteneva alla classe popolare e
operaia, spesso immigrato dal Mezzogiorno o dal Tre VenezieTriveneto. I tifosi rivali dell'Inter li soprannominavano
"Casciavìt", che in dialetto milanesemilanese significa "Giravitecacciaviti", proprio per indicare l'origine proletaria e
operaia di larga parte dei tifosi rossoneri. A loro volta i tifosi milanisti chiamavano i cugini nerazzurri "baùscia",
termine milanese che significa "gradasso", per indicare uno degli stereotipi classici dei milanesi, essendo allora la
tifoseria neroazzurra composta perlopiù dalle classi medie e altolocate, di origine prettamente meneghina. Spavaldo
sì ma non borioso Come Mourinho. Il Giornale, 29-09-2008. URL consultato il 18-01-2009. C'è solo l'Inter...da 100
anni. TGcom, 27-02-2008. URL consultato il 17-09-2008.(Lingua ingleseEN) AC Milan vs. Inter Milan.
FootballDerbies.com. URL consultato il 17-09-2008. Questo divario andò appianandosi già negli anni 1960anni
sessanta del secolo passato e oggi i due soprannomi appaiono anacronistici e quasi desueti.Il gruppo ultras più antico
del calcio italiano, la Fossa dei Leoni, nacque a Milano nel 1968. Dopo il suo scioglimento nel 2005 il più grande
gruppo ultras milanista sono le Brigate Rossonere, fondate nella metà degli Anni 1970anni settanta. Politicamente gli
ultras del Milan non hanno mai espresso una preferenza marcata, Milan. rangers.it, 18-11-2006. URL consultato il
17-09-2008.(Lingua ingleseEN) Italian Ultra Scene. lineone.net. URL consultato il 17-09-2008. anche se
tradizionalmente i Mezzo di comunicazione di massamedia li associavano alla Sinistra (politica)sinistra, fino in
tempi più recenti quando, sotto la presidenza di Silvio Berlusconi, sono stati avvicinati alla Destra (politica)destra.
AC Milan. extra-football.com. URL consultato il 19-06-2008.Gemellaggi Brescia CalcioBrescia Reggina
CalcioReggina Sevilla Fútbol ClubSivigliaI tifosi del Brescia CalcioBrescia, Milan. tifonet.it. URL consultato il
17-09-2008. della Reggina CalcioReggina e del Sevilla Fútbol ClubSiviglia sono gli unici gemellati con quelli del
Milan. Il gemellaggio con il Siviglia è nato durante la partita di Supercoppa UEFA del 2007.Andrea Schianchi.
Quando fare festa diventa difficile. La Gazzetta dello Sport, 01-09-2007. URL consultato il 04-01-2009. In quella
gara è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Antonio Puerta, difensore degli Spagnaspagnoli
scomparso tragicamente nei giorni precedenti. Per ricordarlo tutti i giocatori di entrambe le squadre hanno indossato
una maglia che, sotto il proprio numero, riportava il suo nome e in tribuna vi erano numerosi striscioni dedicati al
difensore. Inoltre, durante l'intervallo, due ultras del Milan hanno portato sotto la curva del Siviglia uno striscione
recante la scritta "Onore a Puerta", Il Milan batte il Siviglia nella partita di Puerta. la Repubblica, 31-08-2007. URL
consultato il 04-01-2009. con i tifosi spagnoli che hanno ringraziato quelli rossoneri con il coro "Milan,
254
Associazione Calcio Milan
Milan".Precedentemente vi furono anche gemellaggi con Bologna Football Club 1909Bologna e Calcio ComoComo,
finito dopo che, tra le altre cose, si sciolse la Fossa Lariana, gruppo di tifosi Comocomaschi.Il settore giovanile,
invece, ha numerose società dilettantedilettantistiche gemellate con cui ha rapporti di collaborazione tecnica per la
formazione dei giovani. Settore Giovanile - Gemellaggi. acmilan.com. URL consultato il 27-09-2008. Attualmente
sono 42, di cui 13 si trovano al di fuori del Lombardiaterritorio lombardo. Società Gemellate. acmilan.com. URL
consultato il 27-09-2008. Le più note sono il Cantù CalcioCantù, la Unione Sportiva CarateseCaratese e il Derthona
Foot Ball Club 1908Derthona. Rivalità Football Club Internazionale MilanoInter Juventus Football ClubJuventus
Genoa Cricket and Football ClubGenoa Hellas Verona Football ClubVerona ACF FiorentinaFiorentina Associazione
Sportiva RomaRoma Atalanta Bergamasca CalcioAtalanta Società Sportiva Calcio NapoliNapoli Unione Calcio
SampdoriaSampdoria Società Sportiva LazioLazio Cagliari CalcioCagliariStriscione dei tifosi milanisti "dedicato"
all'Inter che recita "Dal 1908... Siete voi la vera commedia" con la caricatura di Dante AlighieriDante. La più grande
rivale del Milan è l'altra squadra Milanomilanese, l'Inter. Il derby (calcio)derby tra le due squadre milanesi viene
detto Derby di MilanoDerby della Madonnina per la statua della Maria (madre di Gesù)Madonna (appunto
Madonnina) in cima al Duomo di Milano. Anche con la Juventus Football ClubJuventus, nonostante alcuni accordi
passati stipulati a livello di società, vi è da sempre una rivalità molto accesa:Alberto Costa. Juve Milan, il patto di
ferro. Corriere della Sera, 05-07-1995. URL consultato il 14-12-2008.Corrado Sannucci. Juve e Milan, la sfida
infinita storia di rivalità e di campioni. la Repubblica, 15-05-2003. URL consultato il 14-12-2008. le due squadre
sono le più titolate in Italia Sheva cambia la tradizione: "Juve-Milan è derby d'Italia". La Gazzetta dello Sport,
10-12-2008. URL consultato il 14-12-2008. e si sono affrontate svariate volte per il conseguimento del titolo di
campionato italiano di calciocampione d'Italia, oltre che nella finale di UEFA Champions League
2002-2003Champions League 2002-2003 del 28 maggio 2003 a Manchester, vinta dai rossoneri. Anche i tifosi del
Genoa Cricket and Football ClubGenoa considerano acerrimi rivali quelli del Milan. Inizialmente le due tifoserie
erano gemellate ma a seguito di uno scontro-salvezza vinto dal Milan a Stadio Luigi FerrarisMarassi nel 1982 il
gemellaggio si trasformò in una rivalità, acuita poi dall'accoltellamento di Vincenzo Spagnolo, tifoso genoano, da
parte di un tifoso milanista. Papà Spagnolo: non si può morire per una partita di calcio. C'è Genoa-Milan: non si parli
di vendetta. Yahoo! Italia Sport, 20-08-2007. URL consultato il 17-09-2008. Una scia di sangue lunga 20 anni. Tante
le vittime fuori dagli stadi. la Repubblica, 11-11-2007. URL consultato il 17-09-2008.Inoltre vi sono anche rivalità
minori con altri club, più o meno accese a seconda dei periodi: il Società Sportiva Calcio NapoliNapoli, gemellato
fino agli Anni 1980anni ottanta quando il Milan vinse un campionato proprio battendo in casa i partenopei, il Hellas
Verona Football ClubVerona (gemellato fino ai primi Anni 1970anni settanta), contro cui il Milan perse due scudetti
a vantaggio di Juventus e Napoli (la Fatal Verona), la Società Sportiva LazioLazio, gemellata con l'Inter, che perse
uno scudetto nel Serie A 1998-19991999 dopo la rimonta rossonera, Amicizie e Rivalità. ultraslazio.it. URL
consultato il 17-09-2008. l'Atalanta Bergamasca CalcioAtalanta, rivale storica del Brescia, la Associazione Sportiva
RomaRoma dopo la morte del tifoso romanista Antonio De Falchi avvenuta a Milano nel 1989, la ACF
FiorentinaFiorentina, la Unione Calcio SampdoriaSampdoria e il Cagliari CalcioCagliari.Sponsor Sponsor ufficiale
Le divise rossonere. magliarossonera.it. URL consultato il 25-09-2008. 1899-1981: nessuno sponsor 1981-1982:
Pooh Jeans 1982-1983: Hitachi 1983-1984: Olio Cuore Estate 1984: Rete 4 1984-1985: Oscar Mondadori
1985-1987: Fotorex U-Bix 1987-1992: Mediolanum (azienda)Mediolanum 1992-1994: Motta (azienda)Motta
1994-2006: Opel dal 2006: BwinAbbigliamento tecnico1978-1979: Adidas1979-1980: Adidas - Linea Milan
1980-1982: Linea Milan 1982-1984: NR 1984-1985: Rolly Go 1985-1986: Gianni Rivera 1986-1990: Kappa
(abbigliamento)Kappa1990-1993: Adidas 1993-1998: Lotto Sport ItaliaLotto1998-2017: Adidas Adidas and Milan
announce the extension. footballshirtculture.com. URL consultato il 21-09-2008.Settore giovanile Il settore giovanile
del Milan è formato da squadre che giocano nei campionati Campionato PrimaveraPrimavera, Campionato
Nazionale Dante BerrettiCampionato Berretti, Campionato Allievi NazionaliAllievi Nazionali e Regionali,
Campionato Giovanissimi NazionaliGiovanissimi Nazionali, Regionali e categoria C, Esordienti e Pulcini. Esistono
anche 5 Scuole Calcio a Milano e diverse società gemellate con cui vi sono rapporti di collaborazione tecnica per la
formazione dei giovani.Le attività delle giovanili si svolgono al centro sportivo Vismara nel Gratosoglioquartiere
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Associazione Calcio Milan
Gratosoglio di Milano, dove si allenano tutte le squadre del settore giovanile ad eccezione della Primavera che si
allena con la prima squadra a Milanello. Settore Giovanile. acmilan.com. URL consultato il 27-09-2008.Secondo una
ricerca svolta nel 2005 dal Centro studi e ricerche del Settore Tecnico della Federazione Italiana Giuoco CalcioFIGC
sulle squadre dei sei principali campionati calcistici europei (Campionato francese di calcioFrancia, Campionato
tedesco di calcioGermania, Campionato inglese di calcioInghilterra, Campionato italiano di calcioItalia, Campionato
olandese di calcioPaesi Bassi e Campionato spagnolo di calcioSpagna) è emerso che il Milan è la società italiana che
privilegia maggiormente l'ingresso in prima squadra dei giocatori cresciuti nel proprio vivaio dopo l'Atalanta
Bergamasca CalcioAtalanta e settima in assoluto. Evento attività: 6 domande ad Angelo Colombo.
settoregiovanile.figc.it, 18-01-2006. URL consultato il 27-09-2008. Nonostante questo dato e i numerosi campioni
cresciuti nel vivaio rossonero (da Giovanni LodettiLodetti a Franco BaresiBaresi e Paolo MaldiniMaldini), il Milan
ha al suo attivo una sola vittoria nel Campionato Primavera (1964-1965) Torneo "G. Facchetti" - Albo d'oro. Lega
Nazionale ProfessionistiLega Calcio. URL consultato il 03-04-2009. e una in Coppa Italia Primavera (1984-1985).
Primavera TIM Cup - Albo d'oro. Lega Nazionale ProfessionistiLega Calcio. URL consultato il 03-04-2009. Sono
invece 8 i successi nel Torneo di Viareggio (record condiviso con la ACF FiorentinaFiorentina).Impegno nel sociale
Il Milan è una società attiva nel campo sociale e degli aiuti umanitari. Con Fondazione Milan Onlus, che agisce sia
in Italia che all'estero, il Milan s'impegna a soddisfare il più possibile i bisogni primari delle persone meno fortunate
nei settori dell'assistenza sociale, dell'Culturaistruzione e dall'avviamento allo sport. Fondazione Milan - Chi siamo.
fondazionemilan.org. URL consultato il 25-09-2008.Inoltre, assieme alla Fundação Gol de Letra (in Italia
Associazione Gol de Letra Italia), fondata dall'ex calciatore Brasilebrasiliano Leonardo Nascimento de
AraújoLeonardo, s'impegna attivamente a risolvere le problematiche vissute dai bambini brasiliani, sempre più
spesso vittime innocenti dei Traffico di droganarcotrafficanti.(Lingua portoghesePT, Lingua italianaIT, Lingua
franceseFR, Lingua ingleseEN) Fundação Gol de Letra. goldeletra.org.br. URL consultato il 25-09-2008.
Associazione Gol de Letra Italia - Chi siamo. goldeletra.it. URL consultato il 25-09-2008.Superleague Formula Il
pilota Giorgio Pantano. Dal 2008 il Milan è impegnato in una nuova competizione automobilismoautomobilistica, la
Superleague Formula. Superleague Formula...Milan!. acmilan.com, 03-04-2007. URL consultato il 29-11-2008.
Insieme alla Associazione Sportiva RomaRoma, il Milan è l'unica squadra italiana a parteciparvi.(Lingua ingleseEN)
Superleague Formula - Clubs. superleagueformula.com. URL consultato il 29-11-2008.Il Milan, come il Galatasaray
Spor KulübüGalatasaray, appoggia finanziariamente la Scuderia Playteam, incaricata di elaborare la vettura negli
assetti tecnici. L'AC Milan con la Scuderia Playteam nella SF. scuderiaplayteam.com, 04-04-2008. URL consultato il
29-11-2008. Nel 2008 il pilota per la squadra rossonera è stato Robert Doornbos, Robert Doornbos.
scuderiaplayteam.com. URL consultato il 30-06-2009. dal 2009 invece è Giorgio Pantano. L'A.C. Milna Nella
Superleague Formula 2009. acmilan.com, 23-06-2009. URL consultato il 30-06-2009.Nella Superleague Formula
stagione 2008stagione 2008 il team del Milan ha conquistato una pole position al Nürburgring e due vittorie, al
Nürburgring e a Circuito di Jerez de la FronteraJerez. La Scuderia Playteam Sarafree tira le somme.
superleagueformula.com, 28-11-2008. URL consultato il 29-11-2008.(Lingua ingleseEN) Drivers' Performance
Chart - Season 2008. superleagueformula.com. URL consultato il 30-06-2009.Società Il capitale sociale
dell'Associazione Calcio Milan Società per azioniS.p.A. è diviso in 48 milioni di Azione (finanza)azioni del valore
nominale di 52 centesimi di euro ed è controllata al 99,92973% da Fininvest Spa, Gruppo Milan 2007 - Relazioni e
bilancio al 31 dicembre (Portable Document FormatPDF), pp. 120, 162, 24, 26, 188. bilanciomilan.it,
24-04-2008. URL consultato il 25-09-2008. la holding della famiglia Berlusconi, e come tale rientra nel perimetro di
consolidamento della società.A partire dal 2004 ha aderito anche al consolidato fiscale in qualità di soggetto
consolidato, congiuntamente al controllante Fininvest. Infatti le attività e le passività del Milan alla fine dell'anno
sono sommate a quelle delle altre società del gruppo Fininvest nel bilancio consolidato, in questo modo le eventuali
perdite del Milan possono essere ripianate grazie agli utili di società in attivo come la Arnoldo Mondadori
Editore.Consiglio di amministrazione Adriano Galliani, vicepresidente e amministratore delegato del
Milan.Organigramma del Consiglio di amministrazione del Milan:Presidente: carica vacanteVicepresidente e
amministratore delegato: Adriano GallianiVicepresidenti: Paolo BerlusconiGianni NardiConsiglieri: Pasquale
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Associazione Calcio Milan
Cannatelli, amministratore delegato di FininvestLeandro Cantamessa, legale della società Michele Carpinelli,
avvocato dello studio Chiomenti e legale di FininvestAlfonso CefalielloFrancesco Forneron MondadoriGiancarlo
Foscale, cugino di Berlusconi ed ex presidente StandaLivio Gironi, manager FininvestPaolo Ligresti, presidente di
Immobiliare Lombarda e figlio di Salvatore LigrestiBilancio Il bilancio d'esercizio del 2008 è stato chiuso con
fatturato di 237,9 milioni di euro e una perdita di 66,8 milioni di euro. Bilancio 2008 approvato. acmilan.com,
26-04-2009. URL consultato il 09-06-2009. Anche l'anno precedente il bilancio segnava una perdita di quasi 32
milioni di euro, a differenza del 2006, chiuso con un utile di 2,5 milioni di euro AC Milan S.p.A. - Relazioni e
bilancio al 31 dicembre (Portable Document FormatPDF), pp. 102, 22. bilanciomilan.it, 08-04-2008. URL consultato
il 25-09-2008. grazie alla plusvalenza di 42 milioni dovuta alla cessione al Chelsea Football ClubChelsea di Andrij
ŠevčenkoAndriy Shevchenko. Bilancio in attivo. acmilan.com, 27-04-2007. URL consultato il 25-09-2008.Nel
bilancio 2007 sono stati imputati 95.677.000 euro tra le immobilizzazioni immateriali per diritti pluriennali alle
prestazioni dei calciatori, Stato patrimoniale 2007. bilanciomilan.it. URL consultato il 25-09-2008. questo è in sintesi
il valore di bilancio riconosciuto ai calciatori della prima squadra. Erano stati 70.678.162 euro nel 2006 e 72.946.400
nel 2005. Stato patrimoniale 2006. bilanciomilan.it. URL consultato il 25-09-2008.Il valore dei ricavi nel 2007 è
stato pari a 275.442.000 di euro, di cui il 56,5% per diritti televisivi (circa 155 milioni, di cui 73,8 da SKY Italia
Società a responsabilità limitataSrl, 27,5 da R.T.I. Spa e 48,3 da UEFA e FIFA), 12,2% sponsorizzazioni (33,7
milioni, di cui 14,2 BwinBETandWIN.com Interactive Entertainment AG e 14 Adidas Italia Srl), 10,7% ricavi da
gare, 9,5% royalty e proventi commerciali e 5,7% plusvalenze.I bilanci degli anni 2004, 2005, 2006 e 2007 sono stati
revisionati da Deloitte & Touche Spa. Relazione della società di revisione. bilanciomilan.it, 08-04-2008. URL
consultato il 25-09-2008. Per i bilanci dal 2008 al 2016 è stata scelta Reconta Ernst & Young Spa.Gruppo Milan
L'Associazione Calcio Milan Spa controlla il 100% di Milan Entertainment Srl, Milan Real Estate Spa e Fondazione
Milan Onlus. Inoltre possiede il 50% di Consorzio San Siro Duemila, il 45% di ASanSiro e una quota nella
Pallacanestro Olimpia Milano S.Srl acquistata nel 2004 per risollevare la squadra dalle difficoltà economiche.Milan
Real Estate Spa è la società alla quale sono intestati gli immobili della sede di via Turati 3 e il centro sportivo
Milanello.Milan Entertainment Srl è la società nata nel 2005 come Servizi Milan Srl, alla quale AC Milan Spa ha
ceduto i diritti di sfruttamento ventennale del marchio tramite conferimento di ramo d'azienda valutato da una perizia
del Prof. Paolo Jovenitti pari a 183 milioni di euro.Consorzio San Siro Duemila è il consorzio formato al 50% tra
Milan e Inter per la gestione dello Stadio Giuseppe Meazza. Ma San Siro spera ancora. Il Giornale,
08-02-2007. URL consultato il 16-09-2008.ASanSiro è un'agenzia di sviluppo locale, per il San Siro (quartiere di
Milano)quartiere San Siro, partecipata da Milan (45%), Inter (45%) e la Fondazione ChiamaMilano
(10%).Bibliografia Almanacco illustrato del Milan, 2a ed. Panini, marzo 2005. Annuario del calcio italiano
2004-2005, De Agostini, ottobre 2004. Il libro del calcio italiano, Il Corriere dello Sport-Stadio, ottobre 2000. La
storia del Milan, L'airone, 2005. ISBN 9788879447225Milan Football Club visto durante venticinque anni di sua
vita, Milano, 1925. Gino Bacci, La lunga marcia, Eco, 2007. ISBN 9788881133543Sergio Barbero, I miti del Milan,
Graphot, 2000. ISBN 9788886906548Sergio Barbero, Il diavolo in corpo. Storia del grande Milan, Graphot, 2004.
ISBN 9788886906678Sergio Barbero, Nel nome del diavolo, Graphot, 1992. ISBN 9788886906883Fabrizio Calzia;
Francesco Caremani, Il diavolo e i suoi profeti, Bradipolibri, 2003. ISBN 9788888329291Tiziano Crudeli Tiziano
Crudeli, Crudelmente Milan. 20 anni di passione rossonera, Libri di Sport, 2007. ISBN 9788887676488Giancarlo
Dotto Giancarlo Dotto, La squadra perfetta, Monadadori, 2008. ISBN 9788804577669Curzia Ferrari; Giovanni
Lodetti, Un cielo dipinto di rossonero, Ancora, 2007. ISBN 9788851404444Carlo Fontanelli, Un secolo rossonero
1899-1999 - La storia del Milan, Geo Edizioni, aprile 2000. Filippo Grassia, Storia del Milan, SEP, 2006. ISBN
9788887110678Filippo Grassia; Marco Ravezzani, Il grande calcio a Milano. 1961-1975 (Volume 1), Mondadori,
2003. ISBN 9788837030544Filippo Grassia; Marco Ravezzani, Il grande calcio a Milano. 1976-1990 (Volume 2),
Mondadori, 2004. ISBN 9788837030544Carlo Pellegatti Carlo Pellegatti, Milan, Gramese Editore, 2000. ISBN
9788884400093Mauro Suma Mauro Suma, Segni particolari. Il Milan visto dal di dentro, Libri di Sport, 2005. ISBN
9788887676570Fabrizio Tanzilli, La settima meraviglia del Milan, R & C Ricerca e Comunicazione, 2007. ISBN
9788890310102Sergio Travaglia, Diavolo d'un Milan, Sperling & Kupfer, 1994. ISBN 9788820019051Francesco
257
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Libri di Sport, 2007. ISBN 9788887676921Voci correlate Trofeo Luigi BerlusconiStatistiche dei trofei internazionali
di calcioLista dei migliori club del XX secolo FIFAG-14European Club AssociationAltri progetti Collabora a
Commons Wikimedia Commons contiene file multimediali sul MilanCollabora a Wikiquote Wikiquote contiene
citazioni sul MilanCollabora a Wikinotizie Articolo su Wikinotizie: Il Milan vince la Coppa Intercontinentale 2007
16 dicembre 2007Collegamenti esterni AC Milan su Open Directory Project ( Segnala su DMoz un collegamento
pertinente all'argomento "AC Milan") (Lingua italianaIT, Lingua ingleseEN, Lingua spagnolaES, Lingua
portoghesePT, Lingua cineseZH, Lingua giapponeseJA) Sito ufficiale
Società Sportiva Calcio Napoli
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Le possibili cause del problema sono (a) un bug nel software che crea il file PDF (b) un errore nel markup
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S.S.C. NapoliCalcio (sport)Calcio Azzurri, Partenopei Segni distintivi Uniformi di garaManica
sinistraMagliettaManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniCalzettoniCasaManica
sinistraMagliettaMagliettaManica
destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniCalzettoniTrasfertaManica
sinistraMagliettaMagliettaManica destraPantalonciniPantalonciniCalzettoniTerza divisaColori sociali: Azzurro
Simboli: Equus asinusAsinello ('o ciucciariello) Inno: 'O surdato 'nnammuratoAniello Califano Dati societari Città:
NapoliNazionePaese: bandiera ItaliaFIFAConfederazione: UEFAFederazione: Federazione Italiana Giuoco
CalcioFIGC Campionato: Serie AFondazione: 1926 Rifondazione: 2004 Presidente: Bandiera dell'Italia Aurelio De
Laurentiis Allenatore: Bandiera dell'Italia Walter Mazzarri Stadio: Stadio San PaoloSan Paolo(60.240 posti) Sito
web: www.sscnapoli.it Palmarès Campionato italiano di calcioScudetti: 2 Trofei nazionali: 3 Coppa ItaliaCoppe
Italia1 Supercoppa italiana di calcioSupercoppe italianeTrofei internazionali: 1 Coppa UEFACoppe UEFA1 Coppa
delle Alpi 1 Coppa di Lega Italo-Inglese Società Sportiva Calcio Napoli 2009-2010Stagione in corsoSi invita a
seguire lo schema del Progetto CalcioLa Società Sportiva Calcio Napoli S.p.A., abbreviata in SSC Napoli e nota
come Napoli, è la principale Squadra di calciosocietà Calcio (sport)calcistica della città di Napoli, militante in Serie
A. Venne fondata il 1º agosto 1926 su iniziativa dell'industriale napoletano Giorgio Ascarelli con il nome di
Associazione Calcio Napoli, per poi assumere l'attuale denominazione nel 1964.Il simbolo del club è l'Equus
asinusAsinello, mentre il colore sociale è l'azzurro. Gioca le partite interne allo stadio San Paolo, inaugurato nel
1959.Con un palmarès che comprende 2 scudetti (il primo nel Serie A 1986-19871986/87 e il secondo nel Serie A
1989-19901989/90), 3 Coppa ItaliaCoppe Italia (Coppa Italia 1961-19621961/62, Coppa Italia 1975-19761975/76 e
Coppa Italia 1986-19871986/87), una Supercoppa Italiana (1990) e una Coppa UEFA (Coppa UEFA
1988-19891988/89), oltre ad una Coppa delle Alpi e una Coppa di Lega Italo-Inglese, il Napoli è la squadra del
Meridione d'ItaliaMeridione più titolata a livello nazionale ed internazionale, nonché, con 68 partecipazioni,Dato
aggiornato al Serie A 2009-20102009-2010 e comprendente anche i tornei non a girone unico. quella più presente
nei campionati di Serie Amassima serie. Secondo un sondaggio Demos-La Repubblica condotto nell'agosto 2008, è
la quarta squadra italiana per numero di tifosi, dietro Juventus Football ClubJuventus, Football Club Internazionale
MilanoInter e Associazione Calcio MilanMilan. Tifosi, Juventus la più amata - Inter la più antipatica. Repubblica.it,
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Società Sportiva Calcio Napoli
30-08-2008. URL consultato il 30-08-2008.. La Juventus Football ClubJuventus conquista "quasi un terzo" degli
intervistati. Subito dietro l'Football Club Internazionale MilanoInter, con il 14% delle preferenze ,e il Associazione
Calcio MilanMilan (13%). Il Napoli è quarto con l'8%, davanti alla Associazione Sportiva RomaRoma (7%) e alla
Società Sportiva LazioLazio (2%)Storia Dal Naples al Napoli Le origini del calcio a Napoli risalgono al 1904
quando, ad opera dell'inglese James Poths, impiegato in un'agenzia marittima della città, e dell'ingegnere napoletano
Emilio Anatra, venne fondato il Naples Foot-Ball & Cricket Club, la prima squadra calcistica cittadina che nel 1906
prese il nome di Naples Foot-Ball Club.Pacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 6 La prima partita venne giocata
contro i marinai-giocatori della nave Arabik che pochi giorni prima avevano battuto a Genova la blasonata squadra
del Genoa Cricket and Football ClubGenoa per 3-0: il Naples si impose per 3-2 con le reti di MacPherson, Scafoglio
e Chaudoir. Fino al 1912 il Naples non partecipò al Campionato nazionale al quale erano iscritte solo squadre del
Nord Italia. Nei primi anni vinse comunque alcune competizioni minori fra le quali la Coppa Lipton, conquistata
battendo il Unione Sportiva Città di PalermoPalermo per 2-1Pacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 7, la Coppa
Salsi, conquistata sconfiggendo altre squadre campanePacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 6, e la Coppa
Noli da Costa.Pacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 8Nel 1911 la componente napoletana si distaccò da quella
inglese dando vita all'Unione Sportiva Internazionale Napoli.Pacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 7 L'anno
successivo la Federazione Italiana Giuoco CalcioF.I.G.C. decise di ammettere al campionato di Prima Categoria
(allora la massima serie) le squadre del centro-sud. Le due squadre partenopee si affrontarono in uno scontro
fratricida nella semifinale centro-sud; fu il Naples a uscirne vincitore grazie a due vittorie per 2-1 e 3-2 ma perse la
finale centro-sud contro la SS LazioLazio. Nella stagione successiva l'Internazionale si prese la rivincita eliminando
il Naples sempre nella semifinale centrosud per disputare la finale centro-sud nella quale si affermò nuovamente la
Lazio. Nel 1919, finita la Prima Guerra Mondialeguerra, il campionato riprese; rispetto all'ultimo torneo disputato, il
numero delle squadre partecipanti aumentò a dismisura soprattutto nel Nord, anche il numero di squadre campane
partecipanti al campionato aumentò notevolmente; dalle due sole iscritte nel Prima Categoria 1914-19151914-15 (il
Naples e l'Internazionale), nel Prima Categoria 1919-19201919 le squadre campane partecipanti furono molte di più
(Football Club PuteolanaPuteolana, Football Club Savoia 1908Savoia, Gruppo Sportivo BagnoleseBagnolese ecc.).
Negli anni dal 1919 al 1922 il Naples e l'Internazionale non brillarono particolarmente raggiungendo al massimo le
semifinali interregionali.Pacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 8Nel 1922 le due compagini attuarono una
nuova fusione, resa necessaria da esigenze di carattere finanziario e diedero così vita al Foot-Ball Club
Internazionale-Naples, meglio noto come FBC InternaplesPacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 11.Nella
stagione Prima Divisione 1925-19261925/26 l'Internaples disputò un ottimo campionato: dopo aver vinto il girone
campano e il girone A delle semifinali Lega Sud arrivò alla finale della Lega Sud, ma fu travolta dall'Unione
Sportiva Alba AudaceAlba Trastevere per 6-1 e 1-1.Pacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 14Il 1º agosto 1926
l'assemblea dei soci dell'Internaples decise di cambiare il nome della società costituendo l'Associazione Calcio
Napoli. Giorgio Ascarelli ottenne la nomina di primo presidente della storia del club.Pacileo e Gargano, 80 anni di
passione, pag. 14I primi anni: Ascarelli, Vojak e Sallustro Gli anni '20 Il Napoli 1926-27 Attila SallustroPrima del
1926 le imprese più importanti del calcio (sport)calcio campano erano legate al F.C. Savoia 1908Savoia di Torre
Annunziata che aveva addirittura sfiorato il titolo nazionale fermandosi solo nella finale disputata nel Prima
Divisione 1923-19241924 contro il Genoa Cricket and Football ClubGenoa. Giorgio Ascarelli, giovane industriale
napoletano e presidente dell'Internaples, si era reso conto che ormai il football stava diventando un fenomeno che
avrebbe appassionato le folle come null'altro fino ad allora ed il 1º agosto del 1926 fondò la nuova squadra di Napoli
con il nome di Associazione Calcio Napoli.I progetti furono subito ambiziosi, si partì da mister William
GarbuttGarbutt, classico allenatore inghilterrainglese che aveva vinto due scudettoscudetti con il Genoa Cricket and
Football ClubGenoa nel Prima Divisione 1922-19231923 e nel Prima Divisione 1923-19241924 e - soprattutto da
Attila Sallustro soprannominato "il Veltro". Sallustro proveniva da un'agiata famiglia e suo padre - quando seppe che
avrebbe giocato a calcio in Italia - gli impose l'obbligo di non guadagnare nulla dall'attività sportiva. Sallustro
mantenne la promessa fin che fu possibile; il Napoli lo gratificò regalandogli una lussuosa vettura, cosa che all'epoca
destò un enorme scalpore. Fu edificato - finalmente - uno stadio vero, il "Vesuvio", in grado di accogliere le migliaia
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Società Sportiva Calcio Napoli
di sostenitori della squadra che intanto decisero - viste le modeste prestazioni dei ragazzi in maglia azzurra - di
togliere dallo stemma della società l'originario cavallo rampante sostituendolo con un modesto somaro: da allora "'o
ciucciariello" divenne per Napoli e per il mondo del calcio l'emblema della squadra partenopea. Ascarelli morì in
giovane età senza poter raggiungere i traguardi ambiziosi che si era prefissato. Lo stadio gli fu intitolato a furore di
popolo ma le leggi razziali gli tolsero anche quella "soddisfazione postuma". L'Italia entrava nel baratro della
Seconda guerra mondialeguerra e ben pochi avevano ancora voglia di pensare al pallone in una città squarciata dai
bombardamenti che non risparmiarono neanche lo stadio sotto le cui macerie rimase anche la storia avventurosa di
quei primi anni di grande calcio a Napoli. Tornando alle cose prettamente sportive è da ricordare che l'esordio del
Napoli nel Campionato italiano fu quanto meno disastroso: un solo punto contro il Brescia CalcioBrescia in tutta la
stagione, ma Ascarelli riuscì a convincere i dirigenti nazionali a non rinunciare al patrimonio che il Napoli e Napoli
rappresentavano per il calcio italiano e il Napoli fu Divisione Nazionale 1927-1928#Una seconda chance per il
Sudripescato.Pacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 15 Ascarelli in vista della Divisione Nazionale
1927-1928stagione successiva rinforzò la squadra in modo da evitare la retrocessione nella Prima Divisionecategoria
inferiore. Tuttavia il campo gli diede nuovamente torto: il Napoli infatti alla fine del girone d'andata era in zona
retrocessione e, nonostante un più discreto girone di ritorno, gli azzurri non riuscirono a salvarsi, chiudendo
terzultimi. Ciononostante, la FIGC volle ripagare i segnali di miglioramento della società partenopea, accordandole
un secondo ripescaggio nella massima serie. Nel campionato Divisione Nazionale 1928-19291928/29 Sallustro
segnò ventidue reti portando il Napoli all'ottavo posto della classifica a pari merito con la Società Sportiva
LazioLazio. Tuttavia solo le prime otto squadre di ogni girone (all'epoca il campionato italiano di calcio era basato
su due gironi) avrebbero partecipato al primo campionato di Serie A a girone unico. Il Napoli dovette giocare uno
spareggio con la Lazio che finì in parità per due a due. Lo spareggio si sarebbe dovuto ripetere ma poi non si disputò
perché Ascarelli riuscì a convincere l'allora Presidente della FIGC, Leandro Arpinati, ad allargare il campionato di
Serie A a diciotto squadre in modo che anche le none classificate potessero accedervi.Pacileo e Gargano, 80 anni di
passione, pag. 16Gli anni '30 Antonio Vojak Alla vigilia del primo campionato di Serie A a girone unico il Napoli si
rinforzò ingaggiando Antonio VojakVojak e il già citato "mister" William Garbutt chiudendo il torneo al quinto
posto.Nella stagione successiva il Napoli giocò un ottimo girone d'andata che concluse al secondo posto dietro la
Juve poi nel girone di ritorno, anche a causa della chiamata alle armi di Sallustro, venne meno e concluse il
campionato al sesto posto.Pacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 21 Il campionato Serie A 1932-19331932/33,
invece, passerà alla storia come il primo in cui gli azzurri sfiorano lo scudetto. Formidabile fu la coppia d'attacco:
Sallustro segnò diciannove reti e Vojak ventidue; Il Napoli arrivò terzo a pari merito col Bologna Football Club
1909Bologna e nel campionato successivo fu ancora terzo qualificandosi per la Mitropa CupCoppa Europa, la
massima competizione europea di quei tempi. Al primo turno il Napoli incontrò l'Admira Wien: A Vienna finì 0-0 a
Napoli 2-2, con reti di Sallustro e Vojak. Alla "bella" vinsero gli austriaci 5-0. In campionato la squadra deluse e
arrivò soltanto settima.Pacileo e Gargano, 80 anni di passione, pag. 26Nel 1936 la società fu rilevata da Achille
Lauro che, per risanare il bilancio, svendette subito tutti i giocatori più importanti. Attila SallustroSallustro da un
paio di campionati segna sempre meno reti, e molti trovano la causa della sua improvvisa scarsa vena realizzativa,
nella sua frequentazione con Lucy D'Albert, famosa soubrette dell'epoca, che poi diventerà sua moglie. Al termine
del campionato Serie A 1936-19371936/37 il Napoli cede Sallustro alla Salernitana Calcio 1919Salernitana. In vista
della stagione Serie A 1938-19391938/39 Lauro acquistò l'attaccante Italo Romagnoli, il mediano Piccinni e la
mezzala Bruno GramagliaGramaglia. L'allenatore Payer fu sostituito da Iodice che condusse gli azzurri al quinto
posto in classifica. Nella Serie A 1939-1940stagione successiva la squadra partenopea allenata da Adolfo Baloncieri
giocò un pessimo campionato e la retrocessione in B fu evitata solo grazie a un miglior quoziente reti rispetto al A.C.
LiguriaLiguria. Lauro al termine della stagione si dimise e Gaetano Del Pezzo diventò presidente della Società. Nella
stagione Serie A 1940-19411940/41 il Napoli si classificò settimo a pari merito col Torino CalcioTorino. Senza più
campioni il Napoli retrocesse in Serie B al termine del campionato Serie A 1941-19421941/42. Nella stagione Serie
B 1942-19431942/43 il Napoli arrivò terzo in serie B ma questo non bastò per tornare in Serie A. Il dopoguerra: gli
anni '40 A causa delle difficoltà incontrate durante lo svolgersi degli eventi bellici la società fu costretta a cessare le
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Società Sportiva Calcio Napoli
attività nel 1943. L'anno successivo allo scioglimento, nel 1944, nacquero due distinte società: la Società Sportiva
Napoli, promossa dal giornalista Arturo Collana, e la Società Polisportiva Napoli, fondata dal dott. Gigino Scuotto,
dalla cui fusione nel gennaio 1945 si costituì l'Associazione Polisportiva Napoli, con presidente Pasquale Russo. La
società riprese finalmente la denominazione di A.C. Napoli nel 1947.Nel 1945 con la fine della seconda guerra
mondiale riprese il campionato di Serie A che venne suddiviso in due gironi: al primo parteciparono le squadre di
Serie A del Nord e nel secondo le squadre di Serie A e B del Centro-Sud. Il Napoli, nonostante fosse una squadra di
Serie B riuscì a vincere il proprio girone a pari merito col Associazione Sportiva BariBari qualificandosi per il girone
finale a otto squadre in cui arrivò quinto alle spalle di Torino, Juventus, Milan e Inter. In quel Napoli militava
l'attaccante albanese Riza Lushta che ebbe un periodo di appannamento durante il quale si diffuse in città il detto:
"Quanno segna Lushta se ne care 'o stadio" (Quando segnerà Lushta cadrà lo stadio). Si narra che quando Lushta
interruppe il suo digiuno una parte di tribuna ebbe un cedimento, per fortuna senza gravi conseguenze. Nella
stagione successiva il campionato di Serie A tornò al girone unico, il Napoli venne ripescato insieme al Bari in serie
A in quanto le due formazioni, nonostante fossero squadre di Serie B, erano riuscite a qualificarsi al girone finale. Il
Napoli tornò così nella massima serie ma al termine del campionato Serie A 1947-19481947/48 retrocesse ancora in
Serie B per un illecito sportivo. Ci vorranno due anni per risalire la china. Nella stagione Serie B 1949-19501949/50
gli azzurri allenati da Eraldo Monzeglio vinsero il campionato di Serie B venendo promossi in A. Il Napoli in vista
della stagione Serie A 1950-19511950/51 si rinforzò prelevando dalla Roma Amedeo Amadei che militò in maglia
azzurra per sei stagioni segnando in tutto quarantasette reti. Nelle due successive stagioni il Napoli arrivò per due
volte sesto in classifica. Lauro in vista della stagione Serie A 1952-19531952/53 acquistò dall'Atalanta Bergamasca
CalcioAtalanta il centroavanti Sveziasvedese Hasse Jeppson. Jeppson si era messo in mostra ai Campionato
mondiale di calcio 1950mondiali del 1950 svolti in Brasile, pareva dovesse finire all'Internazionale Football
ClubInter, ma per l'allora stratosferica cifra di centocinque milioni di lire fu ingaggiato dal Napoli col quale disputò
quattro campionati; I tifosi coniarono per lui il soprannome di "'o Banco 'e Napule". Bruno Pesaola Un altro
indimenticabile campione di quei tempi fu il "petisso" Bruno PesaolaPesaola che anche come allenatore, in tempi
successivi, ha lasciato una traccia indelebile nella storia della società.Jeppson divenne velocemente il goleador
simbolo della squadra partenopea, e in tre anni il Napoli otterrà un quarto (1952/53), un quinto (Serie A
1953-19541953/54) e un terzo posto (Serie A 1954-19551954/55). 'O Lione "'o Lione" Luís Vinício Nel 1955 arrivò
dal Brasile, via SS LazioLazio, Luís Vinício ('o Lione) che affiancando Jeppson in attacco diede vita alla coppia
"H-V" che fu schierata per la prima volta in campo nella partita contro la Pro Patria vinta per 8-1 dagli azzurri con
tripletta di Vinício e doppietta di Jeppson.Francesco Caremani, Napoli 2000, pag. 19 I due, nonostante la fama, non
diedero al Napoli i frutti sperati, anche perché poche furono le occasioni nelle quali vennero schierati insieme in
formazione.Francesco Caremani, Napoli 2000, pag. 19 Il Napoli in quella stagione deluse arrivando solo
quattordicesimo in classifica. La stagione Serie A 1956-19571956/57 vede la fine definitiva del tandem
Jeppson-Vinício. Il primo viene infatti ceduto al Torino FCTorino. In campionato i miglioramenti rispetto alla
stagione precedente fruttano solo un undicesimo posto. Tra le poche "imprese" del Napoli di quegli anni ci sono le
due vittorie contro la Juventus Football ClubJuventus nella stagione Serie A 1957-19581957/58: all'andata a Torino
finì 3-1 per il Napoli grazie alle parate fenomenali di Ottavio BugattiBugatti, sceso in campo con trentotto gradi di
febbre.Francesco Caremani, Napoli 2000, pag. 22 John CharlesCharles dopo la partita disse "Ci fosse stato un altro
portiere al posto di Bugatti, fra i pali della porta del Napoli, avremmo vinto 7-3".Francesco Caremani, Napoli 2000,
pag. 22 Al ritorno, comunque, il Napoli vinse 4-3. In quella stagione gli azzurri arrivarono quarti in campionato
dietro a Juventus Football ClubJuventus, ACF FiorentinaFiorentina e Calcio PadovaPadova.Il San Paolo non ferma
la crisi Per la stagione Serie A 1958-19591958/59 fu ingaggiato per far coppia con Vinício il brasiliano Del
Vecchio.Francesco Caremani, Napoli 2000, pag. 21 Neanche questa coppia, come quella Jeppson-Vinício, funzionò.
Del Vecchio marcò tredici gol, Vinício sette: il Napoli arrivò al nono posto. Nella stagione successiva il Napoli
lascia l'ormai angusto stadio del Vomero e inaugura il nuovo stadio S. Paolo di Fuorigrotta davanti a ottantamila
tifosi. È il 6 dicembre del 1959, la partita oppone gli azzurri alla Juventus e finisce con un incredibile vittoria del
Napoli per 2 a 1. Questo è però l’unico avvenimento di notevole importanza in quell’anno, poiché il resto della
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Società Sportiva Calcio Napoli
stagione della compagine partenopea fu poco più che anonimo e il risultato finale fu solo un quattordicesimo posto.
A giugno lasciano la squadra Vinício e Pesaola, la crisi non sembra fermarsi. Gli anni '60 È di nuovo Serie B Nel
1960 quando Vinício sembrava a fine carriera ed ormai in decadenza, il Napoli cedette il brasiliano al Bologna
Football Club 1909Bologna;Francesco Caremani, Napoli 2000, pag. 24 a smentire quella "decadenza" ci pensò
Vinício stesso, vincendo la Cannonieri del campionato italiano di calcioclassifica dei marcatori, ben 6 anni dopo, con
la maglia del Lanerossi VicenzaVicenza. Nella stagione Serie A 1960-19611960/61 dopo un buon avvio - (8 punti in
5 partite)Francesco Caremani, Napoli 2000, pag. 24 - il Napoli crolla e retrocede nuovamente in serie B. Il Napoli
vincitore della Coppa Italia 1961-621962: La prima Coppa Italia Per ritornare in A, Lauro pretese di costruire una
formazione in grado di competere con le migliori: "un grande Napoli per una grande Napoli" fu il suo slogan, ma il
campo gli diede torto; la squadra non sembrava essere in grado di raggiungere la meta della promozione, e alla fine
del girone di andata annaspa negli ultimi posti, rischiando la C, fino a quando fu chiamato ad allenarla Bruno
Pesaola, allora allenatore della Scafatese in terza serie, che lasciò subito per tornare da allenatore nella città che
l'aveva visto protagonista da calciatore, che da "Mister" rimase famoso anche per il suo immancabile cappotto di
cammello e per l’inimitabile sagacia tattica. Con lui in panchina il Napoli risalì la china fino a raggiungere la
promozione. La stagione si chiuse trionfalmente con la conquista della Coppa Italia ottenuta battendo in finale la
Spal 1907SPAL. Il Napoli passò subito in vantaggio con Gianni Corelli al 12°; la Spal pareggiò al 15° con Micheli
ma Pierluigi Ronzon al 79° portò definitivamente in vantaggio gli azzurri regalandogli così il loro primo trofeo. Il
Napoli resta l’unica squadra nella storia del calcio italiano ad aver vinto la Coppa Italia militando in serie B. I
Presidenti1926-192727 Giorgio Ascarelli; 1927-192828 Gustavo Zingaro; 1928-192929 Giovanni Maresca di
Serracapriola; 1929-193030 Giorgio Ascarelli; 1930-193232 Giovanni Maresca di Serracapriola; 1932-193535
Eugenio Coppola; 1935-193636 Vincenzo Savarese poi Achille Lauro; 1940-194141 Gaetano Del Pezzo
(commissario) poi Tommaso Leonetti; Maggio 1944 Società Sportiva Napoli (A. Collana, V. Savarese, E.
Marcucci); Giugno 1944 Società Polisportiva Napoli (L. Scuotto, N. Botti, L. De Manes); 1945 Associazione
Polisportiva Napoli (L. Scuotto presidente); 1945-194848 Russo; Luglio 1946 Ass.Polisportiva Napoli srl e dal
20-2-1947 a.C. Napoli srl - V. Savarese commissario; Luglio 1948 Giuseppe Muscariello; 1948 Egidio Musollino;
1950 Alfono Cuomo e L. Scuotto (reggenti); 1951-196363 Alfonso Cuomo; Giugno 1963 Achille Lauro presidente
onorario; 1963 Luigi Scuotto (reggente); 1968-196969 Roberto Fiore; 1969 Gioacchino Lauro; 1968-199393
Corrado Ferlaino; 1992-199595 F.E. Gallo; 1994-199696 Vincenzo Schiano di Colella (Presidente onorario);
1995-200000 Corrado Ferlaino; 2000-200101 Giorgio Corbelli; 2002 Gustavo Minervini (Amministratore
giudiziario); 2002 Salvatore Naldi; 2004 Paolo Bellamio (Amministratore unico); 2004 Nicola Rascio (curatore
fallimentare); 2004 Aurelio De LaurentiisCanè e l'altalena A-B Nel Serie A 1962-19631962/63 il Napoli della Coppa
Italia è confermato quasi in blocco, con il solo innesto di Faustino Jarbas Canè, prelevato dall'Olaria di Rio de
Janeiro. In campionato la squadra non ingrana ma in Coppa delle Coppe elimina sia i Gallesgallesi del Bangor City
F.C.Bangor City che l'Újpest FCÚjpesti TE (Ungheria) qualificandosi così ai quarti di finale. Intanto, dopo la gara di
Stadio "Giuseppe Meazza" di MilanoSan Siro contro il Milan, ben quattro azzurri (Pontel, Molino, Rivellino e
Tomeazzi) furono squalificati per un mese causa doping. In Coppa alla bella contro l'OFK Belgrado debutta Antonio
Juliano, giovanissimo centrocampista che per i successivi diciotto anni sarà l’indiscussa bandiera del Napoli, ma
nulla eviterà il 3-1 e l'eliminazione. In campionato le cose non vanno meglio: al temine della partita persa 0-2 contro
il Modena FCModena sugli spalti del San Paolo si scatena la rabbia dei sostenitori azzurri, adirati per una nuova
retrocessione. Nella stagione successiva il Napoli, sotto la guida di Roberto Lerici, non ottenne grandi successi. A
nulla servì la sostituzione del tecnico con il suo secondo Molino: alla fine fu solo ottavo posto. Il 1964 va invece
ricordato per la trasformazione dell’A.C. Napoli in Società Sportiva Calcio Napoli, tuttora titolo sportivo ufficiale
della squadra partenopea. Per il campionato Serie A 1964-19651964/65 tornò in panchina Pesaola, il tecnico della
Coppa Italia. La stagione è quantomeno strana: in casa il Napoli non rende, mentre in trasferta dilaga, Canè si
trasforma in goleador e gli azzurri tornano in A. Gli oriundi: Sivori ed Altafini Per lo spregiudicato armatore Achille
Lauro il Napoli era un fiore all’occhiello da mostrare con orgoglio, specie in periodo elettorale; per costruire una
buona squadra in vista del campionato di A Serie A 1965-19661965/66 prelevò Omar Sivori della Juventus Football
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Società Sportiva Calcio Napoli
ClubJuventus e José Altafini dal Associazione Calcio MilanMilan; al loro fianco cominciò a mettersi in evidenza
Antonio JulianoJuliano, che aveva debuttato quando la squadra era ancora in Serie B. I risultati sono lusinghieri: in
campionato il Napoli arriva terzo, con Altafini capocannoniere della squadra con quattordici gol, mentre in estate la
squadra si aggiudica la Coppa delle Alpi. Nel Serie A 1966-19671966/67 il Napoli ripeté gli ottimi risultati dell'anno
passato, arrivando quarto con Altafini di nuovo mattatore, questa volta con sedici reti. Nello stesso anno la squadra
partenopea partecipò alla sua prima Coppa delle Fiere: venne eliminato agli ottavi di finale dal Burnley FC. José
Altafini Alla vigilia del campionato Serie A 1967-19681967/68 arrivò dal Associazione Calcio MantovaMantova il
portiere Dino Zoff, subito soprannominato l'angelo azzurro. Nonostante la società attraversasse un periodo di crisi
economica, in campionato i partenopei arrivarono vicinissimi allo scudetto. La corsa terminò con la sfida decisiva
contro il Milan al San Siro, tra le polemiche. L'impegno dei giocatori azzurri fruttò solo un amaro secondo posto con
nove punti di distacco dal Milan: il titolo di Campioni d’Italia restò, ancora una volta, solo un sogno nel cassetto.La
presidenza Ferlaino A conti fatti, ad eccezione della Coppa Italia del 1962 e la Coppa delle Alpi del 1966, gli anni
della presidenza di Lauro avevano regalato ai tifosi più illusioni e delusioni che risultati degni di nota. Il periodo di
potere della famiglia Lauro era ormai al termine, nel 1969, con grande abilità e poca spesa Corrado Ferlaino assunse
la presidenza della società ridotta però sull’orlo del dissesto finanziario. Nei suoi primi anni di dirigenza, pur
dimostrando carattere e testardaggine fuori dal comune, Ferlaino non poté garantire al Napoli la possibilità di lottare
per grandi traguardi badando nei primi anni di presidenza in fase di calciomercato alla cessione di pezzi pregiati
come Dino ZoffZoff, José AltafiniAltafini e Claudio Sala (ceduto senza aver potuto dimostrare pienamente il proprio
valore, ad appena un anno dal suo acquisto), e all'acquisto di giocatori di prima scelta ma sul viale del tramonto
come Harald NielsenNielsen, Kurt HamrinHamrin, Angelo Benedicto SormaniSormani e Sergio ClericiClerici.Il
pubblico comunque ripagava la società garantendole incassi impensabili anche per le squadre più titolate e questo
fattore fu determinante per invertire la rotta. Antonio JulianoGli anni '70 I primi anni settanta Nel Serie A
1970-19711970/71 arrivò a Napoli il brasiliano Angelo Benedicto Sormani soprannominato il Pelé bianco. Sulla
panchina della compagine partenopea rimase Beppe Chiappella, arrivato due anni prima. Sormani formò con Altafini
un attacco solidissimo ed il Napoli giunse a giocarsi lo scudetto con Inter e Milan, ma a fine campionato il bottino fu
solo un terzo posto avvelenato da roventi polemiche.La stagione successiva vede una piccola crisi del Napoli, dovuta
ad alcuni problemi societari. La compagine partenopea arriverà soltanto all'ottavo posto. Ferlaino decide quindi di
svecchiare la squadra (pensando comunque anche al bilancio). La cessione di giocatori del calibro di Zoff ed Altafini
alla Juventus fu accolta malamente dai tifosi e ben pochi videro di buon occhio il nuovo assetto della squadra.
L'acquisto che rivoluziona positivamente l'ambiente azzurro, è però legato al leone Luís Vinício, che ritorna a Napoli
in veste di allenatore.Vinício e il calcio totale All'arrivo del nuovo tecnico la società cominciò ad investire
acquistando giocatori di ottimo livello (come gli attaccanti Sergio Clerici e Giorgio Braglia), mantenendo campioni
come Juliano e valorizzando poi alcuni giovani talenti (Bruscolotti, Vavassori, La Palma, Salvatore Esposito ed
altri). Vinício, primo in Italia, volle sperimentare una squadra in grado di giocare il calcio totale proposto dagli
Nazionale di calcio dell'Olandaolandesi ai Campionato mondiale di calcio 1970Mondiali del 1974. La squadra fu
rivoluzionata ed i risultati non si fecero attendere: la stagione si chiuse con un buon terzo posto alle spalle della
Lazio di Giorgio ChinagliaChinaglia e della Juventus. Nel Serie A 1974-19751975 il Napoli sempre guidato da
Vinício arriva ad un passo dallo scudetto: infatti appena due punti, alla fine, lo separano dalla Juventus. Decisiva
risulta la sfida di Torino che la Juve vince grazie 2-1 ad un gol in zona Cesarini dell’ex Altafini, da allora
soprannominato Core ‘ngrato.Giuseppe SavoldiCon "Mister due miliardi" è di nuovo Coppa Italia Il colpo di mercato
che ingigantì le speranze di gloria dei tifosi azzurri arrivò nell'estate del 1975 quando per l’allora stratosferica cifra di
due miliardi di lire fu ingaggiato dal Bologna il centravanti Giuseppe SavoldiBeppe Savoldi detto BeppeGoal o
anche mister due miliardi.La squadra, reduce dall'amaro secondo posto, non fece meglio nella stagione successiva,
arrivando solo al quinto posto. Però riuscì a conquistare la sua seconda Coppa Italia battendo in finale per 4 a 0
l’Hellas Verona Football ClubHellas Verona nella finale dell'Stadio Olimpico di RomaOlimpico; poi, battendo il
Southampton, il Napoli si aggiudicò anche la Coppa di Lega Italo-Inglese. Nella stagione successiva l'obiettivo del
raggiungimento della finale di Coppa delle Coppe (allenatore Pesaola) fallì dopo un’immeritata sconfitta per 2-0
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Società Sportiva Calcio Napoli
nella semifinale di ritorno contro l'Royal Sporting Club AnderlechtAnderlecht in una gara pilotata letteralmente a
senso unico dall'arbitro Matthewson (che successivamente si scoprì essere dipendente dell'azienda di proprietà del
presidente della squadra belga). La gara d’andata era finita 1-0 per il Napoli grazie a una rete di Bruscolotti. In
campionato gli azzurri raggiungono un modesto settimo posto e subiscono anche la penalizzazione di un punto in
classifica per cumulo di squalifiche del campo. Dopo un doppio sesto posto nelle stagioni Serie A 1977-19781977/78
e Serie A 1978-19791978/79, Savoldi lascia il Napoli che precipita all'undicesimo posto nel Serie A 1979-19801980;
la sostituzione del ritrovato Vinício con Sormani non riesce a fermare la crisi. Gli anni 1970anni settanta si chiusero
così senza sussulti né grandi soddisfazioni. La parola "Scudetto" continuava ad essere solo una chimera per i
sostenitori azzurri ma il decennio successivo li avrebbe appagati con trionfi tutt'ora irripetuti. Gli anni '80 All’inizio
degli anni 1980anni ottanta, con la riapertura delle frontiere ai giocatori stranieri, giunsero in Italia fior di campioni
(ed anche qualche "bidone"). Il Napoli, tradizionalmente, aveva avuto nelle sue file ottimi giocatori non italiani
(Sallustro, Sivori, Jeppson, Hamrin, Cané, Clerici); per mantenere viva la tradizione fu ingaggiato dal Vancouver
WhitecapsVancouver Ruud Krol.Ruud KrolGià campione d’Europa con l’AFC AjaxAjax e pilastro difensivo della
grande Olanda dei primi anni 1970anni settanta, Krol era un libero sopraffino capace di aprire il gioco con lanci
lunghissimi e di estrema precisione. La sua classe era degna dei migliori calciatori che avessero calcato l'erba dello
stadio San Paolo. L’entusiasmo attorno alla squadra portò nuovamente i tifosi a sognare la "grande impresa". Nella
Serie A 1980-1981stagione 1980/81, in un'annata resa drammatica dal Terremoto dell'Irpiniasisma che il 23
novembre 1980 scosse la città, la squadra sfiorò il titolo conquistando il terzo posto finale. Dopo la vittoria sul
Torino al Comunale, a cinque giornate dal termine, il Napoli si portò in testa alla classifica insieme alla Juventus e
con la prospettiva di usufruire di un calendario favorevole. Incredibilmente, però, il Perugia CalcioPerugia - ultimo
in classifica - nella successiva gara interna passò al San Paolo 0-1 con autogol di Ferrario nei primi minuti. Per tutto
il resto della gara, gli azzurri si gettarono generosamente all'attacco, ma pali, traverse e le miracolose parate del
portiere Nello MaliziaMalizia, sbarrarono al Napoli ogni possibilità di giungere quantomeno al pareggio. Nonostante
tutto, la squadra affrontò l'incontro decisivo con la Juventus Football ClubJuventus primatista con due soli punti di
svantaggio e con la teorica possibilità di sfruttare il turno casalingo per riagguantare la vetta a una giornata dal
termine. Ma ancora una volta un'autorete (Mario GuidettiGuidetti) condanna gli azzurri alla sconfitta e a dare l'addio
ai sogni tricolore. Restò l'amarezza per un'occasione sfumata e la consapevolezza di aver trovato in Krol uno dei
migliori campioni che abbiano vestito la maglia azzurra. A parte il già citato terzo posto nella stagione Serie A
1980-19811980/81 (allenatore Rino Marchesi) e il quarto posto nella Serie A 1981-1982stagione successiva, lo
Scudetto restò lontano da Napoli nonostante Krol e Claudio Pellegrini, capocannoniere del Napoli in entrambe le
stagioni, e con la stessa quota di gol: undici. Nonostante l’arrivo di altri stranieri di valore quali Ramón Díaz prima e
José Dirceu poi, i due campionati successivi furono coronati da "batoste" e delusioni e la serie B fu evitata in modo
quasi rocambolesco. Il periodo d'oro Nella stagione successiva viene ingaggiato Daniel Bertoni, argentino e
campione del mondo che prende uno dei due posti riservati agli stranieri e lasciati liberi da Krol e Dirceu. Intanto sta
maturando il vero colpo di mercato che verrà definito l'affare del secolo.Diego Armando Maradona Il 27 maggio del
1984 la prima pagina della Gazzetta dello Sport mandò in visibilio i supporters azzurri: "Maradona, sì al Napoli". Da
quel giorno, i tifosi azzurri attesero con ansia l'ufficializzazione dell'acquisto, che avvenne un mese dopo: Diego
Armando Maradona era ufficialmente del Napoli ed il 5 luglio del 1984 fu presentato allo Stadio San Paolo di
Napolistadio San Paolo, gremito in ogni ordine posti. Quell’entusiasmo popolare fu più forte della valanga di
polemiche suscitata dalla cifra allora enorme che fu sborsata dal Napoli per avere in squadra il campione
Argentinaargentino, cifra che si aggirava attorno ai tredici miliardi di lira italianalire.Nella Serie A 1984-1985prima
stagione di Maradona, però, il Napoli stentava a decollare: mal supportato da una squadra di mediocre valore, Diego
Armando MaradonaMaradona dimostrò le sue indubbie doti di funambolo ma il suo contributo non poté essere utile
per raggiungere grandi traguardi. Dopo un girone di andata mediocre, il Napoli riuscì a raggiungere una tranquilla
posizione di centro classifica solo alle ultime giornate di campionato. Era chiaro che da solo Maradona non avrebbe
portato il Napoli a grandi risultati e la società dovette subito correre ai ripari. L’anno successivo arrivarono in
azzurro rinforzi del calibro di Bruno Giordano, Salvatore Bagni, Claudio Garella, Alessandro Renica ed altri
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Società Sportiva Calcio Napoli
giocatori che in pochi anni diventarono i beniamini dei tifosi. Ma anche dal vivaio emergevano giovani talenti: uno
su tutti fu Ciro Ferrara, che debuttò in prima squadra proprio nel Serie A 1985-19861985-86. Quella stagione finì col
Napoli al terzo posto, ma in continua crescita sotto il profilo del gioco. Napoli Campione d'Italia e vincitore della
Coppa Italia 1986/87Il primo scudetto e la terza Coppa Italia La stagione del primo scudetto è quella del Serie A
1986-19871986/87. Sono arrivati nuovi innesti come l'attaccante Andrea Carnevale, mentre Maradona è appena
tornato dal trionfale Campionato mondiale di calcio 1986mondiale messicano. Così come per l'Argentina, Maradona
sarà il condottiero principe del Napoli, conducendolo alla vittoria del campionato. Il 10 maggio 1987 il San Paolo
può finalmente abbracciare i protagonisti dell'impresa tante volte sognata, sfiorata e sfumata. La gara contro la
Fiorentina è solo una passerella per gli azzurri, basta un pareggio (e pareggio fu con reti di Carnevale e Roberto
Baggio) poi si scatena la festa, la città intera si abbandona all'euforia più sfrenata ma smentisce clamorosamente
quanti prevedevano i catastrofici effetti derivanti dalla follia di una massa enorme, incontrollata ed incontrollabile
riversata nelle strade della città. Uno striscione esposto in curva B recitava: "La storia ha voluto una data, 10 maggio
1987". La squadra vince anche la sua terza Coppa Italia, conquistata vincendo tutte le gare, comprese le due finali
disputate contro l'Atalanta Bergamasca CalcioAtalanta. L'accoppiata scudetto/coppa è un'impresa che fino a quel
momento era riuscita solo al Grande Torino ed alla Juventus. Stadio San Paolo, 10 maggio 1987 La rosa Campione
d’Italia comprendeva: Garella, Bruscolotti, Ferrara, Bagni, Ferrario, Renica, Carnevale, De Napoli, Giordano,
Maradona, Romano; Volpecina, Caffarelli, Sola, Muro, Bigliardi, Di Fusco, Puzone, Sola, Miano, Filardi, Celestini,
Carannante; Allenatore: Ottavio Bianchi. Il Serie A 1987-1988campionato del 1988 inizia sotto i migliori auspici,
anche grazie all'innesto del centravanti brasiliano Careca acquistato dal São Paulo Futebol ClubeSan Paolo: 5 vittorie
nelle prime 5 gare danno subito l'impressione che il Napoli cerchi di rifarsi dalla delusione in Coppa dei Campioni dove viene eliminato al primo turno dal Real Madrid, 2-0 per le merengues in Spagna e 1-1 nel ritorno al San Paolo vincendo un altro scudetto. Nel corso della stagione il primato azzurro non entra mai in discussione, e la conquista
del titolo appare finanche più agevole rispetto a quello precedente. Al termine del girone d'andata, con i partenopei
primi con 11 vittorie, 3 pareggi ed 1 sconfitta, il Napoli accelera ancora: altre 7 vittorie consecutive. Poi,
improvvisamente, il crollo: nelle ultime 5 giornate, il Napoli conquista un solo punto, perdendo ben 4 gare di fila, tra
cui lo scontro diretto con il AC MilanMilan (2-3 al San Paolo) che segna il sorpasso rossonero sugli azzurri e la
conquista da parte del Diavolo del primo scudetto dell'era-Berlusconi.Il finale di campionato degli azzurri provoca
roventi polemiche, comprese le voci di un presunto coinvolgimento della camorra, che all'epoca gestiva le
scommesse clandestine in città. In ogni caso, lo spogliatoio del Napoli si spacca e si passa così dalle critiche alle
"epurazioni": Claudio Garella, Moreno Ferrario, Salvatore Bagni e Bruno Giordano vengono messi alla porta;
resteranno gli unici a pagare per lo scudetto "regalato" ai rossoneri di Arrigo Sacchi. Il trio MA.GI.CA. Il
MA.GI.CA. era il tridente di attacco del Napoli alla fine della stagione 1987-1988. Il tridente era composto da Diego
Armando Maradona, Antonio Careca, e Bruno Giordano. Tale soprannome nacque dopo la partita Ascoli
CalcioAscoli-Napoli del 31 gennaio 1988, finita 3-1 per i partenopei. In questa gara andarono a segno in sequenza:
Maradona (su calcio di rigorerigore), Giordano e alla fine Careca. Nella stagione di riferimento, il tridente collezionò
complessivamente 97 presenze (Maradona 37, Careca 33, Giordano 27) e segnò 47 reti (Maradona 21 , Careca 18 ,
Giordano 8). La MA.GI.CA.Coppa UEFA e secondo scudetto Finita in modo burrascoso la stagione 1987-88, per
Serie A 1988-1989quella successiva la squadra cambia radicalmente: per sostituire i giocatori allontanati, il Napoli
ricorre a diversi acquisti, tra cui quello di Giuliano Giuliani, di Luca Fusi e del forte centrocampista brasiliano
Alemão, già compagno di Careca nella Nazionale di calcio del BrasileSeleção. Entrano a far parte della dirigenza
azzurra, Luciano Moggi e Giorgio Perinetti. Il Serie A 1988-1989campionato 1988/89 regala belle soddisfazioni al
Napoli, come il 5-3 esterno alla Juventus Football ClubJuventus, il 4-1 al Associazione Calcio MilanMilan ed il
clamoroso 8-2 al Pescara CalcioPescara. Ma lo scudetto di quell'anno va all'FC InternazionaleInter detta "dei
record", forse la compagine nerazzurra più forte mai esistita. Che il campionato diventi monopolio dell'FC
InternazionaleInter lo si capisce subito, e così le altre squadre puntano alle competizioni europee. In Coppa Uefa, gli
azzurri partono subito col piede giusto, eliminando i Greciagreci del PAOK FCPaok Salonicco (1-0 ed 1-1), i
Germaniatedeschi del Lokomotive Lipsia (2-0 ed 1-1) ed i francesi del FC Girondins de BordeauxBordeaux (0-0 e
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0-1). Le sfide più interessanti cominciano però dai quarti di finale, con il Napoli che si trova di fronte alla Juventus
Football ClubJuventus: dopo lo 0-2 subito nella gara d'andata a Torino, un secco 3-0 al ritorno ribalta il risultato a
favore del Napoli, che passa così in semifinale, dove affronta i Germaniatedeschi del Bayern Monaco. In uno Stadio
San Paolo da tutto esaurito, il Napoli vince per 2-0, con gol di Careca e Andrea CarnevaleCarnevale ed ipoteca la
finale. Al ritorno, una doppietta di Careca (2-2 il finale) spiana la strada per la finalissima contro un'altra tedesca, lo
VfB StuttgartStoccarda di Jürgen Klinsmann. « Stoccarda, 17 maggio 1989, secondo anniversario dello scudetto,
mercoledì. La città della Mercedes e della Porsche è invasa da ogni tipo di carretta targata Napoli. Treni, aerei, auto,
pullman riversano in quell'oasi di opulenza industriale e di emigrazione italiana, il più fantastico ma più diseredato
popolo del mondo del calcio. In 30.000 al Neckerstadion nella magica notte della Coppa Uefa »(Salvatore Biazzo, La
magia di Stoccarda, Ed. RAI 1996)Nella gara d'andata, i Germaniatedeschi gelano il Stadio San PaoloSan Paolo con
la rete di Maurizio Gaudino (per ironia della sorte, un Napolinapoletano nato in Germania), ma le reti di Diego
Armando MaradonaMaradona prima e di Careca (allo scadere) poi, fissano il punteggio sul 2-1. Il ritorno a
Stoccarda, con oltre 30.000 tifosi azzurri al seguito, è un trionfo: segna Alemão, pareggia Jürgen
KlinsmannKlinsmann, poi Ciro Ferrara e Careca mettono la parola fine alla partita. Il Napoli vince così la Coppa
UEFA 1989Coppa Uefa 1989. Gianfranco Zola La stagione Serie A 1989-19901989/90 si apre subito con una notizia
clamorosa: Ottavio Bianchi va via dalla panchina azzurra, sostituito da Albertino Bigon. Maradona, invece, è in
Argentina, e non rientra in tempo utile per giocare le prime partite di campionato; ma sembra che in realtà stesse
cominciando ad avere problemi con la società, a cui aveva chiesto di essere ceduto: voci però subito smentite ma mai
in modo del tutto convincente. La squadra intanto acquista nuovi giocatori, come Massimo Mauro dalla Juventus
Football ClubJuventus, e mette in prima squadra un giovanotto Sardegnasardo preso dalla Serie C1: Gianfranco
Zola. In campionato, il Napoli parte subito col piede giusto: 16 risultati utili consecutivi nelle prime 16 gare. La
sconfitta arriva solo all'ultima d'andata, ma non preoccupa nessuno. Un piccolo calo di rendimento avvicina
l'Football Club Internazionale MilanoInter ed il Associazione Calcio MilanMilan, ma la squadra gestisce bene il
vantaggio di due punti, fino allo scontro diretto: a Stadio Giuseppe MeazzaSan Siro i rossoneri vincono 3-0 ed il
Napoli viene raggiunto in testa. Due settimane dopo, gli azzurri perdono di nuovo a San Siro, stavolta contro
l'Football Club Internazionale MilanoInter (3-1), e si ritrovano due punti sotto. Molti cominciano a temere il ritorno
degli "spettri" del 1988, e diversi giornali parlano già di scudetto al Associazione Calcio MilanMilan; il Napoli
invece non demorde, e recupera prima un punto (Milan sconfitto a Torino dalla Juventus Football ClubJuventus ed
azzurri che pareggiano a Lecce), poi però si fanno battere dalla Unione Calcio SampdoriaSampdoria (2-1 al 90°)
mentre il Associazione Calcio MilanMilan perde il derby contro l'Football Club Internazionale MilanoInter. Quando
i giochi, a poche giornate dalla fine, sembrano ormai fatti, avviene il famoso caso della monetina di Bergamo: sul
punteggio di 0-0 tra Atalanta Bergamasca CalcioAtalanta e Napoli, una monetina lanciata dai tifosi nerazzurri
colpisce alla testa Alemão, costringendolo ad abbandonare il campo. Il giudice sportivo assegnerà il 2-0 a tavolino al
Napoli, mentre il Associazione Calcio MilanMilan viene bloccato sullo 0-0 dal Bologna CalcioBologna, e viene
raggiunto così dal Napoli a tre giornate dalla fine. Alla penultima, il definitivo sorpasso: rossoneri sconfitti a Verona
per 2-1 e Napoli vittorioso 4-2 sul campo a Bologna, permettendosi così di farsi bastare il pareggio all'ultima
giornata, contro la SS LazioLazio: tuttavia un gol di Marco Baroni (allenatore)Marco Baroni dopo appena sette
minuti chiude in fretta la partita e regala al Napoli il secondo scudetto. Non mancarono le polemiche, soprattutto da
parte milanista, sia per la decisione di assegnare la vittoria a tavolino al Napoli sull'Atalanta, sia per l'arbitraggio di
Rosario Lo Bello che determinerà la sconfitta del Milan a Verona. In tal proposito, l'11 settembre del 2003, l'allora
presidente napoletano, Corrado Ferlaino, rilasciò la seguenti dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport: "Allacciai buoni
rapporti con il designatore Cesare Gussoni. Alemão fu colpito, forse ingigantimmo l'episodio, ma la partita
comunque era già vinta a tavolino. Facemmo un po' di scena. L'idea fu del massaggiatore Carmando. Alemão
all'inizio non capì, lo portammo di corsa all'ospedale, gli feci visita e quando uscii dichiarai addolorato ai giornalisti:
'Non mi ha riconosciuto'. Subito dopo scoppiai a ridere da solo, perché Alemão era bello e vigile nel suo lettino". Il
campionato si decise il 22 aprile: il Milan giocava a Verona, Gussoni designò Lo Bello per quella partita; successe di
tutto, espulsioni, milanisti arrabbiati che scaraventarono le magliette a terra: persero 2-1. Noi vincemmo serenamente
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a Bologna per 4-2 e mettemmo in tasca tre quarti di scudetto". La Supercoppa e gli ultimi trionfi Il primo gol di
Maradona con il Napoli Nella stagione Serie A 1990-19911990/91, la rosa del Napoli è di poco diversa da quella
laureatasi campione d'Italia. La stagione comincia con la vittoria nella Supercoppa italiana ottenuta battendo la
Juventus allenata da Gigi MaifrediMaifredi per 5-1. Il campionato, invece, comincia male: nelle prime tre partite la
squadra ottiene solo un punto. L'inizio in Coppa dei Campioni sembra favorevole al Napoli, che ottiene una
convincente doppia vittoria sugli ungheresi dello Újpesti Dózsa, squadra che aveva già incontrato nella Coppa delle
Coppe del '63, quando si chiamava Újpesti TE. Al secondo turno però gli azzurri vengono eliminati dallo Spartak
Mosca, implacabile ai rigori, dopo un doppio 0-0. La crisi continua per tutto l'anno, e il Napoli chiude la stagione
con un modesto settimo posto. Si chiude così il primo importante ciclo del Napoli in coincidenza con il declino di
Maradona a seguito delle vicende personali che lo costrinsero a lasciare Napoli e l'Italia in modo amaro. Dal 1991,
dopo che Maradona lasciò Napoli, la squadra si avviò verso un lento ma costante declino. Gli anni della crisi
Inizialmente, con il nuovo tecnico Claudio Ranieri e grazie all'apporto di giocatori del calibro di Gianfranco
ZolaZola, Ciro FerraraFerrara, Antonio CarecaCareca e il nuovo arrivato Laurent Blanc, ottiene un discreto quarto
posto nella stagione Serie A 1991-19921991/92. Ranieri viene confermato, e il Napoli sembra aver riacquistato la
sua competitività. La campagna acquisti porta in azzurro giocatori come Daniel Fonseca e Roberto Policano. In
Coppa Uefa si comincia piuttosto bene, con un 5-1 esterno contro il Valencia CFValencia con Fonseca autore di tutti
e cinque gol del Napoli. Il Paris Saint Germain ferma però i partenopei al turno successivo; è George Weah, con una
doppietta, a condannare il Napoli all'eliminazione. In campionato la squadra va in crisi e dopo un 1-5 contro il Milan,
Ranieri viene licenziato. Al suo posto ritorna Ottavio Bianchi, che non può far altro che portare la squadra verso la
salvezza senza grandi risultati. La squadra viene quindi svecchiata e subisce molti cambiamenti: Bianchi diventa
General Manager e sceglie come tecnico Marcello Lippi. Pilastri della squadra come Careca e Gianfranco Zola
lasciano la squadra mentre molti giovani promettenti, come Fabio Cannavaro e Fabio Pecchia, diventano
protagonisti. Dopo un primo periodo di crisi, Lippi decide di puntare tutto sulle forze fresche e la stagione Serie A
1993-19941993/94 finisce con un buon sesto posto e la soddisfazione di aver sconfitto il Milan, prossimo a laurearsi
campione d'Italia e d'Europa, grazie ad una rete di Paolo Di Canio, elemento giunto in prestito dalla Juventus che
realizza anche il gol all'ultima giornata che vale la qualificazione alla Coppa UEFA.Marcello LippiLippi a fine
stagione lascia il Napoli con destinazione Juventus Football ClubJuventus, e con lui anche Ciro Ferrara, bandiera e
capitano del Napoli. Al posto dell'allenatore viareggino arriva Vincenzo Guerini e il Napoli in campo si affida ad
André Cruz, Alain Boghossian e all'ex numero dieci del Torino Benny Carbone, arrivato via AS RomaRoma con
Gabriele GrossiGrossi e ben 18 miliardi, nell'affare che porta in terra capitolina Daniel Fonseca. Ma la stagione
comincia male: Guerini viene licenziato dopo un 5-1 subito contro la SS LazioLazio ed al suo posto arriva Vujadin
Boškov. L'eccentrico allenatore slavo porta i partenopei al settimo posto, sfiorando la qualificazione alla Coppa
Uefa. Gli Allenatori1926-1927 - Sasha Kreutzer e Antonio Kreutzer1927-1928 - Rolf Steiger - Giovanni Terrile Ferenc Molnár (calciatore)Ferenc Molnár1928-1929 - Otto Fischer - Giovanni Terrile1929-1930 - Antonio
Kreutzer1930-1935 - William Garbutt1935-1936 - Károly Csapkay1936-1937 - Angelo Mattea1937-1938 - Angelo
Mattea1938-1939 - Eugen Payer - Paolo Iodice1939-1940 - Adolfo Baloncieri - Antonio Vojak1940-1942 - Antonio
Vojak1942-1943 - Antonio Vojak - Giuseppe Innocenti1945-1947 - Raffaele Sansone1947-1948 - Raffaele Sansone
- Giovanni Vecchina - Arnaldo Sentimenti1948-1949 - Felice BorelPlacido Borel - Luigi De Manes - Vittorio
Mosele1949-1955 - Eraldo Monzeglio1955-1956 - Eraldo Monzeglio - Amedeo Amadei1956-1959 - Amedeo
Amadei1959-1960 - Annibale Frossi - Amedeo Amadei1960-1961 - Amedeo Amadei - Amedeo Amadei con Renato
Cesarini (D.T.) - Attila Sallustro1961-1962 - Fioravante Baldi - Bruno Pesaola1962-1963 - Bruno Pesaola con
Eraldo Monzeglio (D.T.) 1963-1964 - Roberto Lerici - Carlo Molino1964-1968 - Bruno Pesaola1968-1969 Giuseppe Chiappella - Egidio Di Costanzo - Giuseppe Chiappella1969-1973 - Giuseppe Chiappella1973-1974 - Luís
Vinício1974-1975 - Luís Vinício1975-1976 - Luís Vinício - Alberto DelfratiDelfrati e Rivellino 1976-1977 - Bruno
Pesaola1977-1978 - Gianni Di Marzio1978-1979 - Gianni Di Marzio - Luís Vinício1979-1980 - Luís Vinício Angelo Benedicto SormaniAngelo Sormani1980-1981 - Rino Marchesi1981-1982 - Rino Marchesi1982-1983 Massimo Giacomini - Gennaro Rambone e Bruno Pesaola (D.T.) 1983-1984 - Pietro Santin - Rino
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Marchesi1984-1985 - Rino Marchesi1985-1986 - Ottavio Bianchi1986-1987 - Ottavio Bianchi1987-1988 - Ottavio
Bianchi1988-1989 - Ottavio Bianchi1989-1990 - Albertino Bigon1990-1991 - Albertino Bigon1991-1992 - Claudio
Ranieri1992-1993 - Claudio Ranieri - Ottavio Bianchi1993-1994 - Marcello Lippi1994-1995 - Vincenzo Guerini Vujadin Boškov (D.T.) 1995-1996 - Vujadin Boškov (D.T.) 1996-1997 - Luigi Simoni - Vincenzo
Montefusco1997-1998 - Bortolo Mutti - Carlo Mazzone - Giovanni Galeone - Vincenzo Montefusco1998-1999 Renzo Ulivieri - Vincenzo Montefusco1999-2000 - Walter Novellino2000-2001 - Zdeněk Zeman - Emiliano
Mondonico2001-2002 - Luigi De Canio2002-2003 - Franco Colomba - Sergio Buso - Franco Scoglio - Franco
Colomba2003-2004 - Andrea Agostinelli - Luigi Simoni2004-2005 - Giampiero Ventura - Edoardo Reja2005-2006 Edoardo Reja2006-2007 - Edoardo Reja2007-2008 - Edoardo Reja2008-2009 - Edoardo Reja - Roberto
Donadoni2009-2010 - Roberto Donadoni - Walter MazzarriLa crisi peggiora A partire dal 1995 con la cessione di
giocatori come Benito Carbone (all'Internazionale Football ClubInter) e di Fabio Cannavaro (al Parma Football
ClubParma), inizia il declino. La retrocessione è sfiorata e il Napoli si salva solo alla terz'ultima giornata, vincendo
contro la Sampdoria 1-0, grazie ad un rigore nei minuti finali di Arturo Di Napoli. Boškov lascia la squadra a fine
anno. Nella stagione Serie A 1996-19971996/97 la formazione azzurra allenata da Gigi Simoni è la vera rivelazione
del campionato e alla sosta di Natale è addirittura al secondo posto a pari merito con il Vicenza CalcioVicenza e
dietro alla Juventus Football ClubJuventus; nel girone di ritorno, tuttavia, la squadra crolla (3 vittorie in 17 gare) ed
evita la retrocessione per un soffio. Nella stessa stagione il Napoli è autore di un’ottima prestazione nella Coppa
Italia. Eliminati il Associazione Calcio Monza Brianza 1912Monza, il Pescara CalcioPescara (entrambe per 0-1), la
SS LazioLazio (1-0 ed 1-1) e l'FC InternazionaleInter (1-1 ed 1-1, gli azzurri vincono ai rigori), il Napoli arriva in
finale contro il Vicenza CalcioVicenza. All'andata, il Napoli vince 1-0 al Stadio San Paolo di NapoliSan Paolo, ma
nella gara di ritorno al Stadio Romeo Menti (Vicenza)Romeo Menti di Vicenza, gli azzurri perdono 1-0 nei minuti
regolamentari e, complice l'espulsione di Nicola Caccia, subiscono negli ultimi tre minuti dei tempi supplementari
due gol che impediscono di arrivare a giocarsi la coppa ai rigori consegnando al Vicenza il titolo e l'accesso alle
coppe europee. In Serie B dopo 33 anni La stagione successiva è disastrosa: nonostante un'intelaiatura costruita per
puntare alla qualificazione alla Coppa Uefa (Claudio Bellucci e Igor Protti i fiori all'occhiello della campagna
d'acquisti), la crisi degli anni passati arriva a una situazione senza precedenti. Durante l'anno si succedono sulla
panchina del Napoli ben quattro allenatori (nell'ordine: Bortolo MuttiMutti, Carlo MazzoneMazzone, Giovanni
GaleoneGaleone, Vincenzo MontefuscoMontefusco) e tre direttori tecnici (nell'ordine: Ottavio Bianchi, Salvatore
Bagni e Antonio Juliano), e in campo ben quaranta calciatori (fra cui l'ormai anziano Giuseppe Giannini, Reynald
Pedros, Aljoša Asanović, William Prunier, José Luis Calderón, Massimiliano Allegri), ma nessuno di loro eviterà
agli azzurri una triste retrocessione: con un bottino di soli quattordici punti, il Napoli retrocede in Serie B dopo
trentatré anni di permanenza nella massima serie. Il primo anno in cadetteria è mediocre, la squadra allenata da
Renzo Ulivieri annovera nell'organico giocatori "blasonati" ma sul viale del tramonto come Igor Shalimov e Roberto
Murgita e non riuscirà mai ad inserirsi in competizione con le altre squadre in lotta per la promozione. A gennaio
arriva l'attaccante Stefan Schwoch, ma è ormai troppo tardi e il Napoli resta in Serie B. Il ritorno in A avverrà solo
l'anno dopo, grazie all'oculata gestione del nuovo allenatore Walter NovellinoNovellino e alle ottime prestazioni di
Stefan Schwoch, che segna ventidue goal eguagliando così il record di reti siglate in una stagione con la maglia
azzurra, detenuto fino a quel momento da Vojak. Quell'anno il Napoli ha nel proprio organico elementi di sicuro
avvenire, come Massimo Oddo, Francelino MatuzalemMatuzalem, Roberto Stellone e Luciano Galletti. L'ultima
retrocessione Nonostante i meriti e l'affetto dei tifosi, proprio i due protagonisti del ritorno in A (Walter
NovellinoNovellino e Stefan SchwochSchwoch), non ottengono la riconferma e nel successivo campionato il Napoli
subisce all'ultima giornata un'altra retrocessione nonostante l'avvicendamento in panchina fra Zdeněk ZemanZeman
e Emiliano MondonicoMondonico, alcune prestigiose vittorie (6-2 alla Reggina CalcioReggina, 2-1 in casa dei
campioni d'Italia in carica della SS LazioLazio e l'1-0 all'FC InternazionaleInter) e la presenza in squadra di
calciatori come Edmundo, Amauri (arrivati entrambi nel mercato di gennaio), Francelino MatuzalemMatuzalem,
Marek JankulovskiJankulovski, Nicola Amoruso e Claudio BellucciBellucci. Nel campionato successivo di serie B
arriva come allenatore Luigi De Canio. La squadra sembra molto competitiva ed è fra le favorite per la promozione:
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lotterà fino all’ultimo per ritornare in Serie A, riuscendo a risalire dai bassifondi della classifica fino ai primi posti,
inanellando una serie lunghissima di risultati consecutivi; ma nella partita decisiva, in casa contro la Reggina
CalcioReggina ottiene solo un pareggio: la stagione finirà col Napoli quinto, e quindi ancora in cadetteria. Nella
stagione 2002/03 il Napoli passa dalle mani dell'imprenditore romagnolo Giorgio Corbelli a quelle dell'industriale
alberghiero Salvatore Naldi che affida la squadra all'allenatore Franco Colomba ma, senza un organico competitivo
si ritrova al penultimo posto ed al tecnico subentra Franco Scoglio, che lascia l'incarico di CT della Nazionale di
calcio della LibiaLibia. La squadra risale ma poi va di nuovo in crisi ed in panchina torna Franco ColombaColomba
che riesce nell'intento di salvare la squadra da una clamorosa retrocessione in Serie C1C1 solo all'ultima giornata con
un pareggio a Messina contro i locali. Nella stagione Serie B 2003-20042003/04 la squadra sembra sulla carta in
grado di vincere il campionato ma sul campo delude: l'allenatore Andrea AgostinelliAgostinelli sarà esonerato per
far posto al rientrante Luigi SimoniSimoni, ma il risultato sarà un mediocre quattordicesimo posto. Il fallimento Alla
crisi di risultati si è aggiunta una crisi finanziaria che ha portato nell'estate del 2004 al fallimento ed alla conseguente
perdita del titolo sportivo. Nelle settimane successive l'imprenditore Aurelio De LaurentiisAurelio de Laurentiis
rileva il titolo sportivo dalla curatela fallimentare del tribunale di Napoli e iscrive la squadra, denominata Napoli
Soccer al campionato di Serie C1. I Capitani1926-1933 Paolo Innocenti1933-1937 Attila Sallustro1937-1938 Carlo
Buscaglia1938-1943 Arnaldo Sentimenti1946-1948 Arnaldo Sentimenti1953-1960 Bruno Pesaola1960-1961 Ottavio
Bugatti1961-1966 Pierluigi Ronzon1966-1978 Antonio Juliano1978-1984 Giuseppe Bruscolotti1984-1991 Diego
Armando Maradona1991-1994 Ciro Ferrara1994-1997 Roberto Bordin1997-1998 Roberto Ayala1998-1999
Giuseppe Taglialatela1999-2001 Francesco Baldini2001-2002 Oscar Magoni2002-2003 Roberto Stellone2003-2004
Dario Marcolin2004-2005 Gennaro Scarlato2005-2009 Francesco Montervino2009-oggi Paolo CannavaroLa società
prende parte al campionato di serie C1 nella stagione Serie C1 2004-20052004-05. In quella stagione la squadra costretta anche ad una campagna acquisti effettuata in tempi ristretti - termina il girone di andata a due punti dalla
zona play-off. Con gli acquisti di calciatori di buon livello come Emanuele Calaiò, Inácio Piá e Marco Capparella ed
in seguito all'esonero del tecnico Giampiero Ventura (cui subentra Edoardo Reja), il Napoli arriva terzo alla fine del
campionato, ma perde la finale play-off contro l'Unione Sportiva AvellinoAvellino, pareggiando 0-0 in casa e
perdendo 2-1 ad Avellino. L'intera estate viene vissuta con la speranza, rivelatasi poi vana, di un ripescaggio in
cadetteria. Nella Serie C1 2005-2006stagione 2005-06, il Napoli, grazie anche agli acquisti di Gennaro Iezzo, Rubén
Maldonado e Mariano Bogliacino, ha un ottimo avvio sia in campionato che in Coppa Italia, competizione nella
quale viene eliminato solo agli ottavi di finale dalla AS RomaRoma (prima aveva eliminato Pescara CalcioPescara,
Reggina e Piacenza CalcioPiacenza). Gli azzurri vengono promossi nella serie cadetta con un notevole distacco sulle
inseguitrici, con quattro giornate d'anticipo sulla fine della stagione regolare con Emanuele Calaiò che si mette in
evidenza segnando diciotto reti. Emanuele Calaiò, uno degli autori della rinascita napoletanaAl termine della
stagione, il 23 maggio 2006, il presidente Aurelio De LaurentiisDe Laurentiis, mantenendo la promessa fatta all'atto
della sua acquisizione del titolo sportivo dalle mani del tribunale, restituisce al club la denominazione originaria di
Società Sportiva Calcio Napoli, volutamente non utilizzata nei due campionati di terza serie.L'ultimo atto della
stagione è stata la finale di Supercoppa di Serie C1 persa contro lo Spezia Calcio 1906Spezia: nella doppia finale ha
prevalso la squadra Ligurialigure grazie allo 0-0 interno nella gara d'andata e all'1-1 al "Stadio San Paolo di
NapoliSan Paolo". Nel campionato Serie B 2006-20072006/07 l'obiettivo è il salto di categoria in un torneo
interessante e difficile, a causa della presenza di squadre di ottimo valore, prima fra tutte la Juventus Football
ClubJuventus (retrocessa per illecito). Per puntare alla promozione vengono acquistati calciatori di valore come
Paolo Cannavaro (fratello minore di Fabio Cannavaro) e Samuele Dalla Bona che vantano molte esperienze in club
di ottima levatura e giocatori di sicura affidabilità come Maurizio Domizzi, Christian Bucchi (capocannoniere della
serie B 2005/06), il difensore György Garics ed il trequartista Roberto De Zerbi. Il Napoli ha un ottimo avvio in
Coppa Italia superando i primi tre turni, battendo prima il Frosinone CalcioFrosinone per 3-1, poi l'Ascoli
CalcioAscoli 1-0 (dopo i tempi supplementari) ed infine la Juventus Football ClubJuventus, per 8-7 ai calci di rigore,
dopo una gara emozionante chiusa sul 3-3. Negli Società Sportiva Calcio Napoli 2006-2007#Coppa Italiaottavi di
finale gli azzurri vengono eliminati dal Parma CalcioParma (1-0 a Napoli, 1-3 in Emilia). In campionato la squadra
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Società Sportiva Calcio Napoli
si mantiene costantemente nelle prime tre posizioni; infine, registrata la promozione della Juventus Football
ClubJuventus, il Napoli giunge al confronto diretto dell'ultima giornata, in casa del Genoa Cricket and Football
ClubGenoa, secondo in classifica e con un punto di vantaggio proprio sui liguri. Il pareggio a reti bianche di Stadio
MarassiMarassi e il concomitante pareggio del Piacenza CalcioPiacenza (unica squadra che era ancora in gioco per
eventuali play-off), è stato sufficiente a garantire sia al Napoli che al Genoa Cricket and Football ClubGenoa la
promozione diretta, festeggiata insieme dalle due tifoserie (gemellate dal 1982) da troppo tempo lontane dal
massimo palcoscenico calcistico nazionale.La rinascita Ezequiel Lavezzi, acquistato nel 2007.2007-08 Per il ritorno
in Serie A, il Napoli modifica leggermente la propria politica gestionale, puntando ancor di più, rispetto al passato,
su giovani talenti che possano permettere con basse spese di avere buoni rendimenti immediati e futuri - in primis
Ezequiel LavezziLavezzi, Marek HamšíkHamšík, Walter GarganoGargano - appaiandoli a giocatori di esperienza
come Manuele BlasiBlasi, Marcelo ZalayetaZalayeta e Matteo ContiniContini; l'allenatore è ancora Edy RejaReja,
che diventa uno dei più longevi della storia del club. Nel mercato di gennaio, poi, vengono acquistati Daniele
ManniniMannini e Fabiano SantacroceSantacroce dal Brescia CalcioBrescia, Michele PazienzaPazienza dalla
Fiorentina e Nicolas NavarroNavarro dall'Argentinos Juniors. In campionato, il Napoli batte squadre importanti
come Inter, Milan e Juventus, e chiude all'ottavo posto con 50 punti, centrando la qualificazione per l'Intertoto, dopo
quasi 14 anni dall'ultima partecipazione in una competizione europea. In Coppa Italia, gli azzurri vengono eliminati
dalla Società Sportiva LazioLazio agli ottavi di finale (3-2 in totale: 2-1 a Roma e 1-1 a Napoli). 2008-09 A
campionato terminato, Pierpaolo Marino mette a segno cinque acquisti: Leandro RinaudoRinaudo dal Palermo
CalcioPalermo, Christian MaggioMaggio dalla Sampdoria, Germán DenisDenis dall'Independiente, Salvatore
AronicaAronica dalla Reggina CalcioReggina, Andrea RussottoRussotto arrivato con la formula del prestito con
diritto di riscatto dal Associazione Calcio BellinzonaBellinzona e conferma per il quarto anno di fila Edoardo
RejaReja come allenatore. Nel mercato di gennaio viene invece messo a segno l'acquisto di Jesús Dátolo dal Boca
Juniors, mentre dalla lista degli svincolati viene ingaggiato il portiere Luca Bucci. Superati i Greciagreci del
Panionios in Coppa Intertoto 2008Intertoto (arrivata alla sua ultima edizione) e gli Albaniaalbanesi del KS
VllazniaVllaznia nei preliminari di Coppa Uefa 2008-2009UEFA, il Napoli si qualifica per il tabellone principale,
dove viene eliminato dal Benfica al primo turno. In Coppa Italia la squadra esce ai calci di rigore contro la Juventus
nei quarti di finale. In campionato, chiude il girone di andata al quinto posto, ma un clamoroso tracollo porterà la
squadra a tre mesi e mezzo senza vittorie, che portano all'esonero di Edoardo RejaReja, sostituito da Roberto
Donadoni, il quale firma un contratto di 3 anni. La squadra chiuderà poi la stagione al 12° posto con 46 punti.
2009-10 e la rivoluzione nei vertici societari Il Napoli decide di voltare pagina e interviene con decisione sul
mercato: arrivano Fabio Quagliarella, Luca Cigarini, Hugo Campagnaro, Juan Camilo Zúñiga, Morgan De Sanctis e
l'attaccante austriaco Erwin Hoffer. Sul fronte partenze, le cessioni più rilevanti sono quelle di Daniele Mannini passato in comproprietà alla Sampdoria nell'ambito dell'operazione Campagnaro - Manuele Blasi e Marcelo
Zalayeta, ceduti in prestito rispettivamente a US PalermoPalermo e Bologna CalcioBologna. Nel corso del Serie A
2009-2010campionato viene rivoluzionata la struttura societaria: il 28 settembre 2009, dopo le prime 6 giornate - in
cui il Napoli raccoglie 7 punti - si interrompe consensualmente il quinquennale rapporto con il DG Pierpaolo
Marino, nonostante il contratto rinnovato solo pochi mesi prima. Comunicato di Aurelio De Laurentiis e Pierpaolo
Marino, sscnapoli.it Stessa sorte tocca a Roberto Donadoni, sollevato dall'incarico il 6 ottobre 2009 - dopo aver
raccolto 7 punti in 7 partite - e sostituito con Walter Mazzarri. Walter Mazzarri nuovo allenatore, sscnapoli.it
Contemporaneamente, dalla Reggina CalcioReggina arriva il Direttore Sportivo Riccardo Bigon, figlio di Alberto
BigonAlberto, allenatore del Società Sportiva Calcio Napoli 1989-1990secondo scudetto azzurro. De Laurentiis:
Desideravo Mazzarri da anni, è l'uomo giusto per il Napoli, sscnapoli.itCronistoria Cronistoria della Società Sportiva
Calcio Napoli1904: Fondazione del Naples Foot-Ball & Cricket Club.1906: Cambio denominazione in Naples
Foot-Ball Club.1912: La componente napoletana si stacca da quella inglese e fonda l'Unione Sportiva Internazionale
Napoli.Prima Categoria 1912-19131912-13: Naples eliminato nel girone campano, l'Internazionale Napoli eliminata
nel girone finale centro-sud. Prima Categoria 1913-19141913-14: Naples eliminato nel girone campano,
l'Internazionale Napoli eliminata nel girone finale centro-sud. Prima Categoria 1914-19151914-15: I gironi non
270
Società Sportiva Calcio Napoli
furono completati. Prima Categoria 1919-19201919-20: Naples e Pro Napoli eliminati nel girone campano,
Internazionale Napoli eliminato nelle semifinali interregionali. Prima Categoria 1920-19211920-21: Internazionale
Napoli eliminato nel giorone finale campano,Naples eliminate nelle finali Interregionali. Prima Divisione
1921-19221921-22: Naples e Internazionale Napoli eliminati nel girone campano. 1922: Dalla fusione delle due
società nasce il Foot-Ball Club Internaples.Prima Divisione 1922-19231922-23: Internaples eliminato nelle
semifinali Lega Sud. Prima Divisione 1923-19241923-24: Internaples eliminato nelle semifinali Lega Sud. Prima
Divisione 1924-19251924-25: Internaples eliminato nel girone campano. Prima Divisione 1925-19261925-26:
Internaples eliminato nella finale Lega Sud. 1 agosto 1926: Fondazione dell'Associazione Calcio Napoli.Divisione
Nazionale 1926-19271926-27: 10° nel Girone A di Divisione Nazionale. Ripescato. Divisione Nazionale
1927-19281927-28: 9° nel Girone A di Divisione Nazionale. Ripescato. Divisione Nazionale 1928-19291928-29: 8°
nel Girone B di Divisione Nazionale. Esentato dagli spareggi. Serie A 1929-19301929-30: 5° in Serie A. Serie A
1930-19311930-31: 6° in Serie A. Serie A 1931-19321931-32: 9° in Serie A. Serie A 1932-19331932-33: 3° in Serie
A. Serie A 1933-19341933-34: 3° in Serie A. Serie A 1934-19351934-35: 7° in Serie A. Serie A 1935-19361935-36:
8° in Serie A. Serie A 1936-19371936-37: 13° in Serie A. Serie A 1937-19381937-38: 10° in Serie A. Serie A
1938-19391938-39: 5° in Serie A. Serie A 1939-19401939-40: 13° in Serie A. Serie A 1940-19411940-41: 7° in
Serie A. Serie A 1941-19421941-42: 15° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Serie B 1942-19431942-43: 3° in Serie
B. 1943-45:Campionati nazionali sospesi a causa della Seconda guerra mondiale. Campionato campano 19451945:
3° nel Campionto Campano di guerra. Divisione Nazionale 1945-19461945-46: 1° nel Campionato misto A e B del
Centro-sud. Promosso in Serie A. 5° nel Girone Finale di Divisione Nazionale.Serie A 1946-19471946-47: 8° in
Serie A. Serie A 1947-19481947-48: 21° in Serie A su sentenza della Commissione di Appello FederaleCAF per
illecito. Retrocesso in Serie B. Serie B 1948-19491948-49: 5° in Serie B. Serie B 1949-19501949-50: 1° in Serie B.
Promosso in Serie A.Serie A 1950-19511950-51: 6° in Serie A. Serie A 1951-19521951-52: 6° in Serie A. Serie A
1952-19531952-53: 4° in Serie A. Serie A 1953-19541953-54: 5° in Serie A. Serie A 1954-19551954-55: 3° in Serie
A. Serie A 1955-19561955-56: 14° in Serie A. Serie A 1956-19571956-57: 11° in Serie A. Serie A
1957-19581957-58: 4° in Serie A. Serie A 1958-19591958-59: 9° in Serie A. Serie A 1959-19601959-60: 14° in
Serie A. Serie A 1960-19611960-61: 17° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Serie B 1961-19621961-62: 2° in Serie
B. Promosso in Serie A. Vince la Coppa Italia. Serie A 1962-19631962-63: 16° in Serie A. Retrocesso in Serie B.
Serie B 1963-19641963-64: 8° in Serie B. 1964: La squadra cambia denominazione in Società Sportiva Calcio
Napoli.Serie B 1964-19651964-65: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.Serie A 1965-19661965-66: 3° in Serie A.
Vince la Coppa delle Alpi.Serie A 1966-19671966-67: 4° in Serie A. Serie A 1967-19681967-68: 2° in Serie A.
Serie A 1968-19691968-69: 7° in Serie A. Serie A 1969-19701969-70: 6° in Serie A. Serie A 1970-19711970-71: 3°
in Serie A. Serie A 1971-19721971-72: 8° in Serie A. Serie A 1972-19731972-73: 9° in Serie A. Serie A
1973-19741973-74: 3° in Serie A. Serie A 1974-19751974-75: 2° in Serie A. Serie A 1975-19761975-76: 5° in Serie
A. Vince la Coppa Italia.Serie A 1976-19771976-77: 7° in Serie A. Vince la Coppa di Lega Italo-Inglese.Serie A
1977-19781977-78: 6° in Serie A. Serie A 1978-19791978-79: 6° in Serie A. Serie A 1979-19801979-80: 11° in
Serie A. Serie A 1980-19811980-81: 3° in Serie A. Serie A 1981-19821981-82: 4° in Serie A. Serie A
1982-19831982-83: 9° in Serie A. Serie A 1983-19841983-84: 11° in Serie A. Serie A 1984-19851984-85: 8° in
Serie A. Serie A 1985-19861985-86: 3° in Serie A. Serie A 1986-19871986-87: Serie ACampione d'Italia. Vince la
Coppa Italia.Serie A 1987-19881987-88: 2° in Serie A. Serie A 1988-19891988-89: 2° in Serie A. Vince la Coppa
UEFA.Serie A 1989-19901989-90: Serie ACampione d'Italia.Serie A 1990-19911990-91: 7° in Serie A. Vince la
Supercoppa italiana di calcioSupercoppa Italiana.Serie A 1991-19921991-92: 4° in Serie A. Serie A
1992-19931992-93: 11° in Serie A. Serie A 1993-19941993-94: 6° in Serie A. Serie A 1994-19951994-95: 7° in
Serie A. Serie A 1995-19961995-96: 10° in Serie A. Serie A 1996-19971996-97: 12° in Serie A. Serie A
1997-19981997-98: 18° in Serie A. Retrocesso in Serie B. Serie B 1998-19991998-99: 10° in Serie B. Serie B
1999-20001999-00: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.Serie A 2000-20012000-01: 16° in Serie A. Retrocesso in
Serie B. Serie B 2001-20022001-02: 5° in Serie B. Serie B 2002-20032002-03: 16° in Serie B. Serie B
2003-20042003-04: 14° in Serie B. 2004: Fallimento della Società Sportiva Calcio Napoli; nasce il Napoli Soccer
271
Società Sportiva Calcio Napoli
che viene iscritto alla Serie C1.Serie C1 2004-20052004-05: 3° in Serie C1 girone B. Sconfitto nei playoff. Serie C1
2005-20062005-06: 1° in Serie C1 girone B. Promosso in Serie B.2006: Il club torna alla denominazione Società
Sportiva Calcio Napoli.Serie B 2006-20072006-07: 2° in Serie B. Promosso in Serie A.Serie A 2007-20082007-08:
8° in Serie A. Serie A 2008-20092008-09: 12° in Serie A. Serie A 2009-20102009-10: in Serie A. Il Napoli nelle
competizioni internazionali Il Napoli in competizioni europee ufficiali ha disputato 126 partite (6 in Coppa dei
Campioni, 76 tra Coppa delle Fiere e Coppa Uefa, 17 in Coppa delle Coppe, 2 in Coppa Intertoto, 5 in Mitropa Cup,
10 in Coppa delle Alpi, 5 nel Torneo Anglo-Italiano, 2 nella Coppa di Lega Italo-Inglese, 3 nella Coppa Torneo
Italia) ed ha vinto una Coppa Uefa (1989), una Coppa delle Alpi (1966) e una Coppa di Lega Italo-Inglese (1976).
Colori e simbolo Maglia e simbolo La tenuta di gioco del Napoli è composta da una maglia azzurra con numerazione
bianca, pantaloncini bianchi e calzerotti azzurri. La tenuta da trasferta tradizionalmente è composta da maglia bianca
con numerazione blu scuro pantaloncini bianchi o azzurri, calzerotti bianco o azzurri, la terza tenuta invece è
composta da una maglia rossa, pantaloncini bianchi o azzurri, calzerotti azzurri. Al momento della fondazione nel
1926 fu adottata una maglia di colore azzurro con colletto celeste e pantaloncini bianchi. Il colore azzurro venne
scelto poiché nel 1926, era il colore di fondo dello stemma della provincia di Napoli. Su tale principio nacque anche
il primo simbolo, ovvero il cavallo, simbolo della provincia partenopea. In conseguenza dell'ultimo posto conseguito
dal Napoli nella sua prima stagione, i tifosi decisero di sostituire il cavallo con un ciuccio. Da allora l'azzurro è
rimasto nella maglia sino ad oggi, mentre è aumentata la presenza del bianco. Nei primi anni '80, quando il fornitore
tecnico era NR (Ennerre)Ennerre, il Napoli giocava spesso con numerazione nera e pantaloncini neri; nella stagione
1982/83 invece sulle maglie del Napoli, invece del tradizionale stemma, venne stampato un ciuccio stilizzato, in
onore al simbolo del sodalizio. Manica sinistraManica sinistraMagliettaMagliettaManica destraManica
destraPantalonciniCalzettoniCalzettoniCompleto monocromatico L'unica stagione in cui la squadra napoletana non
ha giocato con la casacca tradizionale è stata il 2002-2003, disputato in Serie B. In quell'occasione lo sponsor tecnico
Diadora vestì gli azzurri con una maglia a striscie verticali bianco-azzurre in stile Nazionale di calcio
dell'ArgentinaArgentina. Nelle ultime partite di quella stagione l'allora presidente Salvatore Naldi per scaramanzia
optò per un ritorno al passato e nelle partite decisive per la salvezza il Napoli tornò all'antico (a partire da quella in
casa contro la Ternana), indossando le maglie dell'annata precedente. Sia la società che lo sponsor tecnico non
avevano più mute di maglie azzurre. Il sodalizio napoletano fu cosi costretto a chiedere la restituzione di alcune
mute, di colore azzurro, ad alcune scuole calcio cui erano state donate. Da notare che a partire dagli anni 2000 il
Napoli gioca frequentemente anche con tenute monocromatiche azzurre, tendenza abbastanza diffusa ormai per
meglio contrastare le divise delle squadre. Nella stagione 2007/08 la maglia si può definire un rimando del passato,
con un azzurro classico sbiadito che richiama le divise indossate nei primi anni '80, presentando il simbolo della
squadra e un colletto a forma di "V", con il bianco presente su due "code di topo", che percorrono la parte anteriore
della casacca e sui bordi delle maniche. La seconda maglia è bianca con bordi azzurri mentre la terza è di colore
rosso (sempre in memoria degli anni '80), con pantaloncini blu scuro. Per la stagione 2008/09 lo sponsor resta la
Diadora. La maglia cambia, infatti non c'è più il classico "girocollo" ma viene adottato un colletto in stile "polo". La
prima maglia è come sempre azzurra con pantaloncini bianchi e calzettoni azzurri; la seconda non è più bianca ma
rossa, in omaggio alle seconde maglie degli anni '80, con calzoncini azzurri (o bianchi, a seconda del colore dei
calzoncini degli avversari) e calzettoni rossi; la terza divisa, infine, è completamente blu scuro. In queste tre maglie
le rifiniture vanno dal collo fino alla manica: nella prima divisa sono bianche, sulla seconda azzurre e color oro sulla
terza. Dalla stagione 2009/10 il nuovo sponsor tecnico sarà Macron (sport)Macron, che ha firmato un contratto di tre
anni con la società partenopea. L'azienda bolognese ha vinto la concorrenza di Nike, Inc.Nike, Adidas e Legea.
Numeri ritirati Con l'avvento in Italia, nel 1995, della regola dei numeri "fissi" e cognome sulla maglia di ogni
calciatore, il Napoli, seppur solo nell'estate 2000, ha ritirato la maglia numero 10 appartenuta a Diego Armando
Maradona dal 1984 al 1991, come tributo alla sua classe e al grandissimo contributo offerto in sette stagioni con la
casacca partenopea. Nell'ordine gli ultimi ad indossare la maglia azzurra con quel numero, con l'avvento della
numerazione fissa sono stati: Fausto Pizzi (nel 95/96), Joubert Araújo MartinsBeto (nel 96/97), Igor Protti (nel
97/98, ultimo calciatore ad indossare e siglare un gol con la numero 10 in Serie A), e Claudio Bellucci (98/99 e
272
Società Sportiva Calcio Napoli
99/2000, ma in Serie B). Tuttavia, per motivi regolamentari, il numero è stato ristampato sulle maglie azzurre dal
2004 al 2006 in Serie C1, torneo dov'è adottata ancora la vecchia numerazione dall'1 all'11. L'ultimo calciatore che
ha indossato e siglato un gol con questa maglia in una gara ufficiale è stato Mariano Bogliacino nella gara casalinga
del 18 maggio 2006 contro lo Spezia Calcio 1906Spezia, valevole per la finale di ritorno della Supercoppa di Lega
Serie C1Supercoppa di C1. Primato che gli appartiene anche per l'ultima apparizione in campionato, il 12 maggio
2006 nella gara in casa del Società Sportiva LancianoLanciano. Per quel che concerne esclusivamente il campionato,
invece, va al calciatore argentino Roberto Carlos SosaSosa il primato di essere stato l'ultimo ad indossare la maglia
al Stadio San Paolo"San Paolo" e contemporaneamente a segnare, in una gara contro il Frosinone CalcioFrosinone. Il
4 gennaio 2009, durante un'amichevole con la Cavese conclusasi con una sconfitta a Cava de'Tirreni per 2-1,
l'attaccante Ezequiel Lavezzi ha indossato il 10 dopo quasi 3 anni dal suo ritiro. Sponsor principali Snaidero
(1981-82) Cirio (1982-83) Latte Berna (1983-84) Cirio (1984-85) Buitoni (1985-88) Mars, IncorporatedMars
(1988-91) Voiello (1991-94) Record Cucine (1994-96) Centrale del Latte di Napoli (1996-97) Latte
PolenghiPolenghi (1997-99) Birra PeroniPeroni (1999-2003) Pastificio Russo di CiccianoRusso Cicciano (2003-04)
Crash - Contatto fisico, Sky Captain and the World of TomorrowSky Captain, Christmas in love, Manuale d'amore
(2004-05) Ipermercati MandiMandi (2004-05) Acqua LeteLete (2005-) Fornitori tecnici Puma (1978-80) NR
(Ennerre) (1980-84) Linea Time (1984-85) NR (Ennerre) (1985-91) Umbro (abbigliamento)Umbro (1991-94) Lotto
Sport Italia S.p.A.Lotto (1994-97) Nike (azienda)Nike (1997-2000) Diadora (2000-03) Legea (2003-04) Kappa
(abbigliamento)Kappa (2004-06) Diadora (2006-09) Macron (sport)Macron (2009-12) Lo stemma Primo stemma del
NapoliIl primo stemma del Napoli è rappresentato da un cavallo bianco, poggiato su un pallone da calcio,
accerchiato dalle iniziali della denominazione di allora della società partenopea: "A.C.N.", che stanno per
Associazione Calcio Napoli. Ma dopo un anno viene sostituito il cavallo con l'asino. Lo stemma varia di nuovo nel
1964, in concomitanza con la nuova denominazione di Società Sportiva Calcio Napoli: un cerchio bianco, con una N
bianca (su sfondo azzurro) al suo interno. A parte una modifica per la stagione 1982/83 (quando lo stemma fu una
"N" bianca unita ad un ciuccio stilizzato), nell'estate del 1985, all'interno del cerchio bianco fu posta la scritta in nero
"Società Sportiva Calcio Napoli". Una parziale modifica avviene nell'estate del 2002, quando il cerchio diventa blu,
e la scritta societaria diviene bianca. Infine, nel 2004, dopo il fallimento, lo stemma ufficiale resta quasi invariato
rispetto a quello precedente, con la differenza che dal cerchio blu scompare la scritta societaria.L'inno « Staje luntana
da stu core, a te volo cu 'o penziero: niente voglio e niente spero ca tenerte sempe a fianco a me! Si sicura 'e
chist'ammore comm'i só sicuro 'e te... Oje vita, oje vita mia... oje cor 'e chistu core... si stata 'o primmo ammore... e 'o
primmo e ll'ùrdemo sarraje pe' me! »(Prima strofa e ritorenello de: 'O surdato 'nnammurato)Il Napoli non ha un vero
e proprio inno ufficiale, ma di solito in seguito ad una vittoria importante i sostenitori azzurri inneggiano le note de:
'O surdato 'nnammurato, una delle più celebri canzoni della musica napoletana.Stadi e sedi Gli stadi Stadio Militare
dell'Arenaccia: dal 1926 al 1929; Stadio Arturo Collana (Vomero): dal 1929 al 1930; dal 1933 al 1934; dal 1942 al
1943; dal 1946 al 1959; Stadio Giorgio AscarelliAscarelli (poi ribattezzato "Stadio PartenopeoPartenopeo"): dal
1930 al 1933; dal 1934 al 1942; Stadio San PaoloStadio S. Paolo di Fuorigrotta: dal 1959 ad oggi. Il San Paolo Il
Napoli disputa le sue partite casalinghe allo stadio "San Paolo" dal 1959; fu inaugurato con la partita
Napoli-Juventus Football ClubJuventus, terminata con la vittoria degli azzurri per 2-1. L'impianto, che inizialmente
prevedeva una capienza di 85.012 posti a sedere, è arrivato ad ospitarne 76.824, momentaneamente ridotti a 60.240 a
causa della chiusura del terzo anello. Le sedi 1945 Palazzina annessa allo Stadio Vomero 1966 via Massimo
Stanzione, 14 1967 via Chiatamone, 57 1970 via Petrarca, 141 1972 via Caravaggio, 112 1973 via Crispi, 4 1977 via
Vicinale, 70 (Centro Paradiso Soccavo) 1985 Piazza dei Martiri, 30 1991 via Vicinale, 70 (Centro Paradiso Soccavo)
2004 via Jacopo De Gennaro (Stadio San Paolo) 2004 via Alcide De Gasperi, 33 2006 Strada Statale Domitiana Km
35,300 - Castel Volturno (CasertaCE) (Centro Sportivo di Castel VolturnoCentro Tecnico) Rosa attuale Aggiornata
al 31 agosto 2009. La Prima SquadraN.RuoloGiocatore1 Bandiera dell'ItaliaP Gennaro Iezzo2 Bandiera dell'ItaliaD
Gianluca Grava5 Bandiera dell'ItaliaC Michele Pazienza6 Bandiera dell'ItaliaD Salvatore Aronica7 Bandiera
dell'ArgentinaA Ezequiel Lavezzi9 Bandiera dell'AustriaA Erwin Hoffer11 Bandiera dell'ItaliaC Christian Maggio12
Bandiera del BrasileA Piá13 Bandiera dell'ItaliaD Fabiano Santacroce14 Bandiera dell'ArgentinaD Hugo
273
Società Sportiva Calcio Napoli
Campagnaro15 Bandiera dell'ArgentinaC Jesús Dátolo16 Bandiera della ColombiaD Juan Camilo Zúñiga17
Bandiera della SlovacchiaC Marek HamšíkN.RuoloGiocatore18 Bandiera dell'UruguayC Mariano Bogliacino19
Bandiera dell'ArgentinaA Germán Denis21 Bandiera dell'ItaliaC Luca Cigarini22 Bandiera dell'ItaliaP Matteo
Gianello23 Bandiera dell'UruguayC Walter Gargano26 Bandiera dell'ItaliaP Morgan De Sanctis27 Bandiera
dell'ItaliaA Fabio Quagliarella28 Bandiera dell'ItaliaD Paolo Cannavaro (Capitano (calcio)capitano)32 Bandiera
dell'UruguayC Nicolas Amodio33 Bandiera dell'ItaliaD Erminio Rullo77 Bandiera dell'ItaliaD Leandro Rinaudo96
Bandiera dell'ItaliaD Matteo ContiniOrganigramma Area direttivaPresidente: Aurelio De LaurentiisVice Presidente:
Edoardo De Laurentiis Direttore Generale: - Direttore Sportivo: Riccardo Bigon Area organizzativaSegretario
generale: Alberto Vallefuoco Team manager: Giuseppe Santoro Area comunicazioneUfficio Stampa: Guido Baldari
Area marketingUfficio marketing: Alessandro Formisano Area tecnicaPrima SquadraAllenatore: Walter
MazzarriAllenatore in seconda: Nicolò Frustalupi Preparatore atletico: Giuseppe Pondrelli Preparatore dei portieri:
Nunzio Papale Giovanili Responsabile: Luigi Caffarelli Allenatore Primavera: Ivan Faustino Allenatore Berretti:
Ciro Muro Allenatore Allievi Nazionali: Nicola Liguori Area sanitariaResponsabile sanitario: Dott. Alfonso De
Nicola Fisioterapista: Marco Di Lullo Massaggiatori: Massimo Buono Settore giovanile Il Settore giovanile si
occupa di gestire tutte le squadre iscritte dalla SSC Napoli ai campionati giovanili della FIGC e ai vari tornei
nazionali e internazionali. L'obiettivo di questo settore è quello di formare e valorizzare i giovani tesserati della SSC
Napoli affinché possano essere lanciati nel mondo del calcio professionistico, costituendo anche un serbatoio di
talenti dal quale la prima squadra possa attingere.Storia Il settore giovanile La cronica instabilità finanziaria del club
ha fatto sì che non fossero mai sfruttate a pieno le potenzialità del vivaio napoletano: Antonio Juliano, Fabio
Cannavaro e Ciro Ferrara hanno rappresentato le poche eccezioni a tale tendenza. Negli Anni 1970anni '70/Anni
1980'80, in concomitanza con il miglior periodo della prima squadra, il settore giovanile riesce ad affermare singoli
giocatori creando formazioni in grado di raggiungere ottimi piazzamenti nelle competizioni di categoria. Nell'epoca
post-Maradona il Napoli vive un momento di profonda crisi ed anche il settore giovanile viene trascurato; nonostante
ciò, nei primissimi anni '90, le giovanili del Napoli portano alla Serie A giocatori di talento tra i quali spicca il
(futuro) Campionato mondiale di calcio 2006campione del mondo italiano e Pallone d'oroPallone d'oro 2006 Fabio
Cannavaro; il periodo di crisi aveva portato alla sua cessione per motivi economici, 10 anni prima del duplice
riconoscimento.Nonostante il trend negativo del sodalizio azzurro, il settore giovanile si è imposto nella Coppa Italia
Primavera del 1997 ed ha conquistato lo Campionato Allievi NazionaliScudetto Allievi. In questi anni fu anche
costruito, nel quartiere di Marianella, un centro sportivo che, nei piani dei dirigenti, avrebbe dovuto essere
all'avanguardia a livello di formazione giovanile. La struttura - però - sarà consegnata al totale degrado fino alla sua
chiusura. Col fallimento della SSC Napoli nel 2004, il settore giovanile è totalmente smembrato. Ma quando la
società viene rilevata da Aurelio De LaurentiisDe Laurentiis, si decide di investire sui giovani per poter contare
sempre più anche sull'apporto di talenti locali in erba ed risultati sono subito ottimi con un titolo Campionato
Nazionale Dante BerrettiBerretti di Serie C vinto al primo colpo. I primi anni del rinnovamento sono comunque
molto difficili poiché la società concentra al massimo i propri investimenti nel progetto di ritorno in Serie A,
nonostante ciò il lavoro del direttore Santoro e del suo staff portano al ritorno di alcuni azzurrini nel giro delle
nazionali giovanili. Tra i giocatori lanciati in prima squadra figurano Luigi Vitale, Cosmo Palumbo, e Luigi Sepe: il
primo è stato titolare nelle prima due partite d'Intertoto ed è regolarmente utilizzato in prima squadra, il secondo è
stato ceduto in prestito al Cesena, in Serie C, mentre il terzo ha esordito in campionato con la prima squadra. Nel
campionato primavera 2008/09 il Napoli è riuscito a qualificarsi ai play-off scudetto grazie ad un ottimo quinto posto
nel proprio girone. Dalla stagione Società Sportiva Calcio Napoli 2009-20102009-2010 il responsabile del settore
giovanile - in sostituzione di Giuseppe Santoro, nominato team manager - è l'ex azzurro Luigi Caffarelli, mentre Ivan
Faustino, già tecnico degli Allievi Nazionali, viene promosso alla guida della formazione Primavera. Un altro ex
azzurro, Ciro Muro, sale al timone della squadra Berretti, mentre l'ex tecnico dei Giovanissimi Nicola Liguori
assume la guida degli Allievi Nazionali. Palmarès Campionato Primavera: 11978-197979 Coppa Italia
PrimaveraCoppa Primavera: 11996-199797Campionato nazionale BerrettiCampionato Nazionale "Berretti" (Serie
C1C1-Serie C2C2): 12004-200505 Campionato Allievi NazionaliCampionati Allievi Nazionali: 41983-198484,
274
Società Sportiva Calcio Napoli
1987-198888, 1989-199090, 1996-199797Campionato Giovanissimi NazionaliCoppa Giovanissimi Regionali:
1Torneo di Viareggio: 11975Centro tecnico e campi di gioco Il settore giovanile ha originariamente condiviso il
Centro sportivo Paradiso con la prima squadra, dopo essere stato trasferito negli Anni '90 alll'interno di una struttura
specifica situata a Marianella dove avvenivano allenamenti e le partite ufficiali. Questo centro sportivo non sarà mai
completato e cadrà presto in disuso, complice anche la crisi economica della società. Dopo il fallimento verrà
utilizzato in parte il Centro Sportivo di Castel Volturno ma soprattutto vari impianti situati nella provincia di Napoli,
in particolar modo nello stadio comunale di Marano di Napoli e a Cercola. È prevista in futuro la realizzazione di un
nuovo centro tecnico con 7 campi e foresteria situato a Castel VolturnoGiocatori celebri I Campioni del mondo e
continentali del Napoli Campionato mondiale di calcio 1934Mondiali 1934 - Bandiera dell'Italia Nazionale di calcio
dell'ItaliaItaliaGiuseppe Cavanna (0 presenze)Campionato mondiale di calcio 1986Mondiali 1986 - Bandiera
dell'Argentina Nazionale di calcio argentinaArgentinaDiego Maradona (7 presenze - 5 reti)Campionato europeo di
calcio 1968Europei 1968 - Bandiera dell'Italia Nazionale di calcio dell'ItaliaItaliaAntonio Juliano (2 presenze)Dino
Zoff (3 presenze)Copa América 1989 - Bandiera del Brasile Nazionale di calcio brasilianaBrasileAlemãoRicardo
Alemão (5 presenze)Il Napoli e la Nazionale italiana I primi giocatori del Napoli a militare in nazionale furono
Marcello Mihalich ed il Veltro Attila Sallustro il 1º dicembre 1929 contro il Portogallo. La partita terminò 6-1 e 3
gol furono segnati dai due azzurri (due da Mihalic ed uno da Sallustro). Tuttavia i due azzurri non furono scelti per i
mondiali 1934, ma fu scelto Giuseppe Cavanna, portierone azzurro, che si laureò addirittura campione del mondo
come secondo del mitico Gianpiero Combi. Ai mondiali del 1938 il Napoli non ebbe alcun rappresentante. La
decadenza della nazionale degli anni '50 e '60 coincise con quella del Napoli e non è un caso che il ritorno al
successo degli azzurri fu segnato dal ritorno in Nazionale di due grandi giocatori azzurri Antonio Juliano, che
partecipò anche ai mondiali del 1966, e Dino Zoff, che portarono l'Italia alla vittoria del suo primo e per ora unico
europeo nel 1968 e al secondo posto nei mondiali del 1970. Il Napoli ebbe tuttavia altri rappresentanti: lo stesso
Antonio JulianoJuliano nel mondiale del 1974 e Mauro Bellugi nell' europeo del 1980. Ma il periodo con più
napoletani in nazionale coincise con quello del Napoli di Maradona; nel periodo compreso fra i mondiali del 1986,
gli europei del 1988 e i mondiali del 1990 giocarono in nazionale Salvatore Bagni, Fernando De Napoli, Ciro
Ferrara, Giovanni Francini, Francesco Romano, Andrea Carnevale convocati per le rose fase finali delle
competizioni, mentre Luca Fusi e Massimo Crippa, vestirono la maglia della Nazionale in alcune amichevoli. Dopo
quel periodo nessun giocatore del Napoli è stato più chiamato per la fase finale di un Europeo o un Mondiale, ma
solo per gare di qualificazione alle stesse competizioni, oppure amichevoli (Ciro Ferrara, Gianfranco Zola, Fernando
De Napoli ed ultimo Angelo Carbone nell'ottobre del 1992). Per ben 15 anni nessun calciatore del SSC NapoliNapoli
fu convocato in nazionale. Spezzò il digiuno delle convocazioni, Paolo Cannavaro il 13 ottobre 2007, chiamato per
l'amichevole contro il Sudafrica, senza però fare ingresso in campo. Un anno dopo la convocazione (e questa volta
per gare di qualificazioni ai mondiali) fu per Fabiano Santacroce e Christian Maggio, ma anche loro non scesero
nelle due gare in campo. Christian Maggio però, un mese dopo, nuovamente convocato, scendendo in campo
nell'amichevole contro la Nazionale di calcio della GreciaGrecia, fece terminare cosi' il lungo periodo di ben 16 anni
in cui nessun calciatore del SSC NapoliNapoli aveva indossato in campo la maglia della Nazionale; per quel che
concerne le presenze in gare ufficiali, il digiuno termina il 5 settembre 2009 con la presenza in campo di Fabio
Quagliarella nella partita contro la Nazionale di calcio della GeorgiaGeorgia, valida per le qualificazioni ai
Campionato mondiale di calcio 2010Mondiali 2010. I giocatori del Napoli nelle varie spedizioni azzurre
CompetizioneCalciatoriCoppa Internazionale 1931-1932Enrico Colombari, Attila Sallustro, Antonio
VojakCampionato mondiale di calcio 1934Mondiale 1934Giuseppe CavannaCoppa Internazionale
1948-1953Ottavio Bugatti, Amadeo AmadeiCampionato mondiale di calcio 1950Mondiale 1950Giuseppe
CasariCoppa InternazionaleCoppa Internazionale 1954-60Ottavio BugattiCampionato mondiale di calcio
1966Mondiale 1966Antonio JulianoCampionato europeo di calcio 1968Europeo 1968Antonio Juliano, Dino
ZoffCampionato mondiale di calcio 1970Mondiale 1970Antonio Juliano, Dino ZoffCampionato mondiale di calcio
1974Mondiale 1974Antonio JulianoCampionato europeo di calcio 1980Europeo 1980Mauro BellugiCampionato
mondiale di calcio 1986Mondiale 1986Salvatore BagniCampionato europeo di calcio 1988Europeo 1988Ciro
275
Società Sportiva Calcio Napoli
Ferrara, Giovanni Francini, Fernando De Napoli, Francesco RomanoCalcio ai Giochi della XXIV
OlimpiadeOlimpiade 1988Giuliano Giuliani, Ciro Ferrara, Massimo Crippa, Andrea CarnevaleCampionato mondiale
di calcio 1990Mondiale 1990Ciro Ferrara, Fernando De Napoli, Andrea CarnevaleCalcio ai Giochi della XXV
OlimpiadeOlimpiade 1992Marco FerranteCalcio ai Giochi della XXVI OlimpiadeOlimpiade 1996Fabio
PecchiaCalcio ai Giochi della XXIX OlimpiadeOlimpiade 2008Andrea RussottoPalmarès Trofei nazionali Serie
ACampionato italiano: 2Serie A 1986-19871986-87, Serie A 1989-19901989-90 Coppa Italia: 3Coppa Italia
1961-1962 (calcio)1961-62, Coppa Italia 1975-1976 (calcio)1975-76, Coppa Italia 1986-1987 (calcio)1986-87
Supercoppa italiana di calcioSupercoppa italiana: 11990Trofei internazionali UEFA Europa LeagueCoppa UEFA:
1Coppa Uefa 19891988-89Trofei minori Coppa delle Alpi: 1Coppa delle Alpi 19661966Coppa di Lega Italo-Inglese:
11976 Serie BCampionato italiano di Serie B: 1Serie B 1949-19501949-50Serie C (calcio)Campionato di serie C girone B: 1Serie C1 2005-20062005-06Altri piazzamenti e partecipazioni Campionati nazionali Categoria
Partecipazioni
Debutto
Ultima
stagione
A68Divisione
Nazionale
1926-19271926-1927Serie
A
2009-20102009-2010B12Serie
B
1942-19431942-1943Serie
B
2006-20072006-2007C2Serie
C1
2004-20052004-2005Serie C1 2005-20062005-2006In 82 stagioni sportive a partire dalla fondazione della società
nel 1926, compresi 4 tornei di Divisione Nazionale (A).Serie A Il Napoli ha partecipato a 67 campionati di Serie
AMassima Serie, di cui quattro non a girone unico. In tali stagioni è salito 12 volte sul Albo d'oro del Campionato di
Serie Apodio:2 primi posti (Serie A 1986-19871986-87 e Serie A 1989-19901989-90)4 secondi posti (Serie A
1967-19681967-68, Serie A 1974-19751974-75, Serie A 1987-19881987-88, Serie A 1988-19891988-89)6 terzi
posti (Serie A 1933-19341933-34, Serie A 1965-19661965-66, Serie A 1970-19711970-71, Serie A
1973-19741973-74, Serie A 1980-19811980-81, Serie A 1985-19861985-86)Non viene conteggiato il terzo posto a
parimerito con il Bologna nella stagione 1932-33 perché, a parità di punti, la squadra felsinea aveva un migliore
quoziente reti degli azzurri.Serie B Il Napoli ha partecipato a 12 campionati di Serie BSerie Cadetta. In tali stagioni
ha conseguito 5 Albo d'oro del Campionato di Serie Bpromozioni:1 per vittoria del campionato (Serie B
1949-19501949-50)4 per piazzamento utile (Serie B 1961-19621961-62, Serie B 1964-19651964-65, Serie B
1999-20001999-00, Serie B 2006-20072006-07)Serie C Il Napoli ha partecipato a 2 campionati di Serie C1Terza
Serie. In tali stagioni ha