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ANNO XII N.1 - MARZO 2011
Spedizione in A.P.70% - Legge 662/96 - Autorizzazione Filiale di Brescia - Contiene I.R.
BCC
Colori compositi
www.bccgarda.it
PERIODICO
ECONOMICO E
CULTURALE
DELLA BCC
DEL GARDA
Bilancio 2010
Con fiducia fuori dalla crisi
Tradizione e innovazione
Pane, amore e...
Finanza in famiglia
Un sostegno per il futuro
Rembrandt
La Ronda di notte
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Direttore Responsabile: Alberto Allegri
Redazione a cura di Francesco Passarella
Comitato di redazione:
Luca Apollonio, Daniele Cavazza, Alessandra Elisetti, Domenico Fascilla,
Michela Mangano, Manuele Martani, Alessandra Mazzini,
Stefano Mondoni, Mara Pinzoni, Stefania Prandini, Ezio Soldini.
Progetto Grafico:
Doppiosegno visual communication
Stampa: ColorArt, via Industriale, 24 /26 - 25050 Rodengo Saiano (BS)
Autorizzazione Tribunale di Brescia
N.17 del 04/04/2000
Questa rivista
"Per le fotografie di cui,
nonostante le ricerche eseguite,
non é stato possibile rintracciare gli aventi diritto,
l’editore si dichiara pienamente
disponibile ad adempiere ai propri doveri."
stata stampata su carta Cyclus Offset, prodotta interamente con fibre riciclate post-consumer
Direzione, Redazione ed Amministrazione
Banca di Credito Cooperativo
Colli Morenici del Garda
Via Trieste, 62 - 25018 Montichiari Tel.030 96541
[email protected]
Colori compositi
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L’ editoriale
Diffondere speranza
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Notizie dall’interno
Con fiducia fuori dalla crisi
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Azione e ascolto
5-6
Consulta Giovani informa
Nuova filiale a Carzago di Calvagese
8-9
Soci in primo piano
Pane, amore e ...fantasia
10-11
Finanza e assicurazione
Un sostegno per il futuro
12-13
L’occhio del fisco
Semplificazioni in corso
14-15
EnergiAmbiente
Parola d’ordine: isolamento
Altre notizie
Due cicli di conferenze
in due libri
16-17
18-19
22
Recensioni
“Game over. Play again”
20
Il segreto dei suoi occhi
20
Italiando
@ La chiocciolina
21
Arte
La Ronda di notte di Rembrandt 22/24
Diario di Bordo
Viaggio in Ecuador 25/27
Appuntamenti
Colori compositi
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Diffondere speranza
L’Italia si trova a celebrare i 150 anni dell’Unità all’uscita della
crisi economica in un clima di incertezza e
apprensione per le vicende politiche del Nord Africa.
È necessario diffondere fiducia per nutrire la speranza e
poterci rimboccare le maniche per lavorare, bene e insieme,
al rilancio del Sistema Italia.
di ALESSANDRO AZZI
Si usa talvolta dire che la realtà supera
l’immaginazione. E lo si usa dire
allorquando accadono eventi che la
mente umana non supponeva potessero
verificarsi. Eventi imprevedibili. E così,
mentre America ed Europa si
confrontano quotidianamente con le
conseguenze di una grave crisi
economica, l’Africa settentrionale è in
rivolta e il Giappone viene devastato da
un sisma distruttivo. Apocalittico. Ecco,
questa è la realta. Un contesto sempre
in movimento.
L’illusione di uno scorcio di sereno e
poi, di nuovo, la tempesta.
Tutto accade all’indomani dell’anno
Europeo della lotta alla povertà e
all’emarginazione.
In questo clima, inquieto, ricorrono pure
le celebrazioni per i 150 anni dell’unità
d’Italia. Il nostro Paese, oggi, deve
ripartire da qui, dalle proprie radici, dalla
capacità di fare, di fare insieme e di fare
bene, per rilanciare il Sistema Italia che
ha ancora molto da dire al mondo intero.
Nei difficili mesi trascorsi, il Credito
Cooperativo ha voluto svolgere, con
sempre maggiore intensità, il proprio
ruolo anticiclico e di sostegno alla ripresa,
sfatando l’adagio di Mark Twain secondo
cui: “Un banchiere è uno che vi presta
l'ombrello quando c'è il sole e lo rivuole
indietro appena incomincia a piovere”.
Colori compositi
c’è speranza.
Abbiamo, insomma, “prestato l’ombrello”
perché pioveva e perché grandinava:
perché era il momento di farlo.
Abbiamo concretamente messo in atto
operazioni straordinarie di sostegno ai
lavoratori e alle aziende quali l’estensione
dell’accordo Abi-Mef, il Piano Famiglie,
gli accordi di microcredito con Caritas
Brescia e Fondazione Tovini di Verona,
il sostegno ai lavoratori della Medeghini
fallita con l’anticipo della cassa
integrazione, realizzando in questo modo
non solo sinergie economiche, ma anche
sociali e umane.
Proprio in questo momento storico le
BCC hanno dimostrato tutta la portata
della loro “differenza”, del loro fare finanza
non fine a sé stessa, ma per lo sviluppo
del territorio, mantenendo un legame
forte e profondo con l’economia reale,
quella con cui le imprese e le famiglie
fanno i conti ogni mese.
La BCC del Garda ha agito con
consapevolezza e coerenza, con
coraggio, pur mantenendo sempre fermi
i principi di sana e prudente gestione
bancaria. Abbiamo vissuto e condiviso
con il nostro territorio le difficoltà,
cercando soluzioni per le famiglie e non
facendo mancare il credito alle aziende
e ai singoli. Perché dare credito significa
anche dare fiducia e, senza fiducia, non
Queste scelte ci hanno naturalmente
esposto a rischi, ci hanno indotto a
rivedere al ribasso le stime di crescita e
ad attuare una revisione dei listini
applicati alla clientela.
Il risultato economico ne è la naturale
conseguenza.
Abbiamo scelto di vivere questa fase
storica all’insegna della responsabilità,
perché crediamo in una crescita
responsabile e sostenibile, insieme con
il territorio e le comunità.
Essere differenti, allora, significa saper
coniugare prudenza e lungimiranza con
speranza e ottimismo.
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2010/ Bilancio di un anno difficile
Con fiducia
fuori dalla crisi
di MANUELE MARTANI
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In questi ultimi anni, abbiamo scelto di
rispondere con responsabilità alle
sollecitazioni che ci sono state poste.
Così, se da un lato non siamo riusciti a
mantenere alla clientela e ai Soci le
stesse condizioni di un tempo, abbiamo
scelto di essere comunque vicini ai nostri
territori.
Per venire incontro all’esigenza dei
giovani e delle famiglie, abbiamo allargato
la nostra offerta di mutui, creando
prodotti concorrenziali e responsabili
(mutuo con tasso massimo e mutuo a
tasso fisso), rivolti anche a chi non è
titolare di un contratto di lavoro a tempo
indeterminato.
Per rispondere con maggiore efficacia
alle sollecitazioni dei territori, abbiamo
iniziato già dalla fine del 2009 un
processo di riorganizzazione interna,
volto a creare efficienza ed efficacia,
Colori compositi
L’anno che si è chiuso
non è stato un anno facile:
la crisi ha messo alla corda molte aziende;
le famiglie provate dalla cassa integrazione
hanno visto ridursi fortemente
il proprio reddito; le associazioni e
le comunità locali non possono più contare
su contributi pubblici come in passato.
E le aspettative nei confronti della Banca
si sono moltiplicate.
riducendo progressivamente i costi di
hanno influito negativamente sul risultato
struttura e garantendo tempi di risposta
più rapidi.
economico, che non è certamente
all’altezza degli anni passati. Riteniamo,
però, che rimanere a fianco delle aziende
sia segno di lungimiranza: dare credito
e, quindi, dare fiducia oggi, siamo certi,
porterà a successi duraturi nel mediolungo periodo.
Negli ultimi anni abbiamo
necessariamente dovuto essere più
stringenti nel presidiare il rischio di
credito. A questo riguardo, si è attuata
la riorganizzazione dell’Area Controlli,
con l’acquisizione di una risorsa esterna,
Paolo Antignati, specificamente dedicata
a presidiare questa importante attività.
Ciò non ha significato “chiudere i
rubinetti”, ma dedicare più tempo e
attenzione all’analisi e alla verifica della
capacità dell’impresa di sostenere l’onere
finanziario richiesto. Se un tempo era
sufficiente una garanzia capiente, oggi
è necessario confrontarsi con
l’imprenditore, valutare i progetti, la
capacità manageriale, la competitività
dei prodotti, l’efficienza produttiva. In
sostanza, stiamo tornando a impiegare
come si faceva molti anni or sono,
quando si prestavano i soldi “dando
credito” ai progetti e alle imprese.
Le difficoltà sul versante dei crediti e la
scelta di continuare a prestare il denaro
Per il 2011 prevediamo di riprendere
con maggior vigore lo sviluppo negli
impieghi per continuare a sostenere i
territori nel momento della ripresa, pur
mantenendo salda e costante
l’attenzione ai costi e alla redditività
aziendale. Attraverso la riorganizzazione
dell’Area Mercato – con l’inserimento
del nuovo responsabile, Lamberto Tonini,
che ha sostituito nel compito il Vice
Direttore Generale Claudio Barbaglia –
contiamo di essere ancor più vicini al
cliente e al Socio, con soluzioni rapide
ed efficaci in grado di assecondare le
richieste con puntualità e precisione.
In sostanza ci stiamo allenando per
essere ancora più bravi a fare quello che
già sappiamo fare bene, ossia dare
credito, ossia diffondere fiducia
attraverso una finanza responsabile e
sostenibile.
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IL NUOVO RESPONSABILE AREA MERCATO SI PRESENTA
Azione e Ascolto
di LAMBERTO TONINI
Nella BCC ho trovato un ambiente
umano e di relazione a cui non ero
oramai più abituato: spesso, nelle
aziende cresciute in maniera vertiginosa,
le conoscenze e i rapporti personali
tendono a diradarsi (anche per le
distanze fisiche) lasciando spazio a
dinamiche esclusivamente indirizzate al
business e al profitto, dove la priorità
del reddito tende a giustificare i mezzi
per raggiungerlo sia nei confronti dei
componenti dell’azienda sia nei confronti
dei clienti. E ciò è causa della disaffezione
e di quella frattura di relazione che, sul
mercato di oggi in forte crisi,
indeboliscono il rapporto banca-cliente,
sottraendo fiducia a un sistema che,
nell’ultimo decennio, non è sempre stato
all’altezza delle aspettative.
In BCC, invece, ho ritrovato quella cura
e quell’attenzione per il cliente e per le
relazioni, che credo sia la base principale
di quella fiducia necessaria per fare bene
Banca. A dimostrazione di questo,
Colori compositi
A sei mesi dal suo ingresso in BCC del
Garda, è giunto il momento per un piccolo
bilancio dell’esperienza nella nuova azienda
e per tracciare i contorni di una breve visione
su ciò che ci aspetterà in questo nuovo anno
iniziato in modo insolito, visto l’infortunio
che l’ha colpito a gennaio.
l’attenzione dei colleghi nei miei confronti,
in particolare in questo momento di
difficoltà personale (dovuto all’infortunio)
e, sin dai primi giorni, nel favorire il mio
graduale inserimento nella struttura, di
cui mi sono sentito da subito parte
integrante. Il mio stato di convalescenza
mi consente di osservare la contingenza
economica che stiamo vivendo e mi
consente di formulare alcune riflessioni.
La crisi ha determinato e determinerà
una completa ridefinizione degli equilibri
e dei rapporti economici fra nazioni e
fra aziende investendo, senza esclusione,
tutto il tessuto economico della nostra
consolidata società con inevitabili
effetti sociali.
Nell’ultimo anno, nonostante i primi timidi
segnali di ripresa disomogenea e
settoriale, il denominatore comune è
stato la disoccupazione (causata anche
dalla ristrutturazione dei processi
aziendali e la loro verticalizzazione) e,
conseguentemente, la preoccupazione
per la disponibilità degli ammortizzatori
sociali, unico presidio per evitare
fenomeni di disordini sociali causati dalla
mancanza di lavoro e di reddito che,
comunque, non mancano di
condizionare le scelte economiche
delle famiglie. In questo contesto, si
inserisce la nostra attività lavorativa di
tutti i giorni che ha dimostrato essere
fondamentale soprattutto nel 2008-2009,
quando la “cinghia di trasmissione” fra
finanza ed economia reale, in altre parole
il credito, è venuta a mancare o si è
notevolmente irrigidita e gli effetti a
cascata hanno causato blocco degli
ordini, degli investimenti, crollo verticale
degli indici di mercato e, a seguire,
problemi sul debito pubblico di alcune
nazioni costrette a impegnare fondi per
evitare il default dei principali istituti di
credito dei propri paesi.
A ciò si aggiunge un quadro normativo
sempre più complesso per tutelare i
consumatori e combattere
l’antiriciclaggio, l’evasione e la
ricettazione. Il risultato è che fare banca,
oggi, è molto difficile.
Venendo alla nostra realtà, non
dobbiamo dimenticare, però, che
operiamo in una delle province più ricche
e industriose d’Italia e, in particolare,
che la nostra Banca ha il vantaggio di
operare su un territorio variegato, che
spazia dall’agricoltura alla metalmeccanica, dalla siderurgia al turismo
che, in particolar modo, ha compensato
positivamente, anche se solo
parzialmente, le importanti riduzioni di
fatturato e di reddito dei settori
industriali.
Le istituzioni si stanno anche adoperando
per migliorare le infrastrutture locali
(leggi la Corda Molle Ospitaletto Montichiari, le evoluzioni nello sviluppo
prospettico dell’aeroporto di Montichiari)
che, una volta a regime, potranno dare
nuovo impulso all’economia del nostro
territorio di pertinenza. È chiaro, però,
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che a parità del numero degli attori del
comparto bancario, la “torta” si è ristretta
e quindi la concorrenza è sempre più
agguerrita e non ci si può più permettere
di vivere sulla rendita di posizione
acquisita negli anni.
La nostra sfida deve essere quella di
diventare sempre più proattivi sulla
clientela, con regole semplicissime,
che valgono da sempre nel mondo
del commercio: visitare i nostri clienti,
saperli ascoltare, consolidare i rapporti
personali, sapendo che dobbiamo
investire in una relazione orientata al
medio termine che, se ben coltivata,
condurrà da sola al raggiungimento di
tutti gli obiettivi prefissati, facendo leva
sulla nostra professionalità e sulla nostra
capacità anche nel gestire situazioni
critiche. Il tutto condito con abbondante
senso di responsabilità, ricordandosi –
dall’operatore di sportello al responsabile
di Filiale, alla direzione generale – che
in quel momento la Banca per il cliente
siamo noi e solo noi siamo in grado di
valorizzarne, con serietà e correttezza
professionale, il marchio che gode di
ottima reputazione sul territorio, come
testimoniato dal successo del
collocamento delle due recenti tranche
di prestiti subordinati.
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L’anno in corso ci vedrà quindi impegnati
in campagne commerciali a supporto
della clientela esistente – con l’obiettivo
di migliorare i nostri indici di cross-selling
e, quindi, di stabilità di relazione –
e di campagne commerciali a supporto
dello sviluppo perché, come ogni
azienda, fatturato e relazioni devono
crescere in modo omogeneo per
permettere copertura dei costi e
incremento del patrimonio. In questo
contesto si inserisce anche la
ristrutturazione dell’Area Mercato,
che sarà oggetto di analisi più
approfondita nei prossimi numeri.
Per quanto mi riguarda, certo di
interpretare gli indirizzi della Direzione
Generale della Banca, da un lato,
manterrò vivo e costante l’impegno
a fornire alla rete risposte veloci ed
efficaci per agevolarne l’attività
commerciale e di sviluppo e, dall’altro,
sarò sempre disponibile all’ascolto per
cogliere suggerimenti costruttivi volti
al miglioramento continuo e alla
costruzione di un solido spirito di
squadra.
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Chi Lamberto Tonini
39 anni, bresciano, Lamberto Tonini
proviene dal gruppo UBI (Banco di
Brescia) dove, per vent anni (in origine
Banca San Paolo di Brescia), ha avuto
la possibilit di sviluppare esperienza e
conoscenze professionali che spaziano
dal comparto retail, al private banking
sino al corporate; in banca partito dal
basso, dalla cassa, nel lontano 1991
nella filiale di Flero e poi, via via, ha fatto
esperienza in tutti gli ambiti (operatore
titoli, estero, fidi, sviluppo, vice,
responsabile) arrivando ad assumere la
responsabilit della Sede Centrale settore
operativo, delle filiali di Nuvolera,
Botticino, Rezzato, della unit Private
Banking di Brescia citt , delle unit
Corporate di Lonato, Sal e, infine,
dell unit Corporate Verona-TrentoBolzano. Da qui, con tutto il suo bagaglio
di esperienza, competenza ed
entusiasmo, approdato alla BCC del
Garda come Responsabile Area
Mercato, ruolo rimasto vacante per il
pensionamento di Claudio Barbaglia.
ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA SOCI
Montichiari • Centro Fiera del Garda
via Brescia, 129
In prima convocazione sabato 9 aprile 2011 ore 13,00,
ED IN SECONDA CONVOCAZIONE DOMENICA 10 APRILE 2011 ORE 9,30.
Chi non può partecipare in Assemblea e intende esercitare la delega
è pregato di rivolgersi in filiale per autenticare la firma.
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Consulta Giovani Informa
Lunione fa la forza
Chi l’ha detto che i giovani non hanno voglia di fare e che non hanno idee?
Da più parti d’Italia i “Giovani BCC” si stanno organizzando e, con l’aiuto anche delle nuove tecnologie,
stanno facendo rete, condividendo esperienze e momenti di convivialità.
Offrendoci un’iniezione di speranza per il futuro.
di NICOLA PICCINELLI
In occasione del primo incontro dei
rappresentanti le associazioni dei giovani
Soci presenti sul territorio nazionale,
svoltosi presso Federcasse a Roma lo
scorso settembre, abbiamo avuto
l’opportunità di approfondire la
conoscenza delle aspettative dei giovani
Soci, per iniziare a individuare possibili
forme e strumenti per accrescerne
coinvolgimento e partecipazione.
Quell’incontro ci ha permesso di
conoscere alcune delle realtà già
operative in Italia, confrontare le
reciproche esperienze e fissare una sorta
di calendario appuntamenti utili ad
abbozzare il piano di sviluppo dei Giovani
del Movimento Cooperativo.
In quell’occasione era emersa anche la
necessità di costituire un Comitato
Promotore dei giovani Soci delle BCC,
che attivamente fissasse le linee guida
per tutte le realtà presenti e per quelle
che nasceranno in futuro sul territorio
nazionale. Per questo, forti della visione
comune, nel weekend del 12-13
febbraio, ci siamo dati appuntamento
con i rappresentanti di alcune
associazioni giovani Soci di BCC
presso un agriturismo di Panzano in
Chianti (FI), con l’intento di avvicinarsi
alla costituzione del Comitato Promotore
Nazionale.
All’incontro hanno partecipato i
rappresentati della CR di Trento,
della BCC Giuseppe Toniolo di Genzano,
della BCC Mediocrati di Cosenza, della
BCC di Roma oltre, ovviamente, alla
BCC del Garda.
Il Comitato Promotore intende presentare
un piano di sviluppo condiviso in
occasione del secondo Forum Nazionale
che Federcasse sta organizzando per
la fine di Aprile. Gli obiettivi prefissati
sono ambiziosi:
• promuovere la nascita di nuove forme
di associazionismo di giovani Soci BCC:
• coordinare e sviluppare la
comunicazione fra le realtà già presenti
sul territorio;
• promuovere e proporre format di
incontro e confronto;
• proporre corsi di formazione dedicati.
Il Comitato Promotore ha altresì
l’obiettivo, nel corso dei primi mesi
dell’anno, di individuare tutti i gruppi già
esistenti, costruire un database per il
censimento anagrafico, raccogliere le
loro esperienze e richiedere a Federcasse
di raccogliere le informazioni in un
Annuario Giovani Soci BCC.
Il percorso è lungo, ma il solco è stato
tracciato: intendiamo seminare bene,
certi che il raccolto sarà un successo.
Nelle due immagini i giovani Soci BCC che si sono ritrovati a Panzano in Chianti (FI)
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Nuova Filiale a Carzago di Calvagese
Crescere con il territorio
di MICHELA MANGANO
Nuova sfida per la BCC del Garda che approda a Carzago, vivace frazione di Calvagese della Riviera.
L’apertura è stata ben accolta dalla popolazione che attendeva da tempo l’approdo di una Banca di riferimento.
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Colori compositi
Situato al limite esterno delle Colline
Moreniche, sulla sponda bresciana del
Lago di Garda, il territorio di Calvagese
della Riviera (che comprende le frazioni
di Carzago e Mocasina) era
originariamente territorio a vocazione
agricola. Il Comune nel corso degli ultimi
decenni ha conosciuto cambiamenti
significativi, sia per il recente incremento
demografico che per lo sviluppo delle
infrastrutture e dei servizi per i cittadini.
Oggi si è affermato il settore artigianale
che rappresenta un pilastro
dell'economia di Calvagese e che può
contare sulla presenza di numerose
imprese la cui produzione spazia dal
settore dell'arredamento, a quello della
lavorazione dei metalli, dalla florovivaistica, alle costruzioni e
all'impiantistica.
Nell'ultimo decennio, poi, il Comune si
è affermato come terra di ottimi vini: il
Groppello, il Rosso del Garda e il
Chiaretto. Dal punto di vista
paesaggistico e naturale Calvagese,
insieme alle sue frazioni Mocasina e
Carzago, è il paese ideale per chi ama
la tranquillità e la ricerca di itinerari sul
Garda meno famosi ma non meno
affascinanti.
La frazione di Carzago, in particolare,
ricorda la presenza di famiglie illustri,
proprietarie di gran parte dei terreni,
dove trovano la loro collocazione le loro
dimore signorili.
Proprio nella frazione di Carzago il 13
dicembre scorso la BCC del Garda ha
aperto la trentaduesima filiale in via
Conter, ben visibile sulla strada principale
che conduce al centro del Comune. La
filiale è stata affidata a Massimo Bodei,
che vanta esperienza pluriennale come
direttore di filiale e lavora alla BCC del
Garda dal 1996. Nella conduzione della
nuova filiale Bodei è affiancato da
Alessandro Riva, vice responsabile, e
da Nadia Boldi.
Massimo Bodei è un giovane capo filiale
preparato e capace che, fin da subito,
si è attivato per approcciare la comunità
del territorio e intessere tutte quelle
relazioni sociali, ancor prima che
economiche, tipiche del nostro fare
banca.
“Calvagese è un Comune di piccole
dimensioni – spiega Massimo Bodei –
e questo gli ha permesso di sviluppare
tutte quelle caratteristiche virtuose,
tipiche di un territorio non troppo esteso
e affollato. Ho subito notato che la
comunità è molto coesa e attiva. Il
Parroco, don Santo Pontigia, che
amministra le tre Parrocchie, quella del
capoluogo e quelle delle due frazioni,
organizza feste folkloristiche e
manifestazioni ricreative. Sono inoltre
attivi un nido e una scuola materna gestiti
dalla Fondazione parrocchiale.
Anche l’amministrazione comunale,
diretta dal Sindaco Ivana Palestri,
dimostra un’attenzione particolare alle
esigenze socio economiche delle famiglie
e delle persone. I servizi sociali, come
ad esempio i trasporti per gli anziani o
le abitazioni destinate alle fasce più deboli
son certamente ben sviluppati».
«Dal punto di vista economico – continua
Bodei – il territorio è costituito da un
“tessuto” produttivo vivace e
intraprendente che, accanto a realtà
artigiane e del settore meccanico,
orgogliosamente si dedica alle attività
vitivinicole con risultati incoraggianti.
Anche la popolazione dimostra un trend
di crescita costante, con famiglie giovani
e con bambini».
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La nuova filiale
e la squadra: da sinistra Nadia Boldi,
Massimo Bodei e Alessandro Riva.
La nuova filiale ha tutte le carte in regola
e la determinazione per fare un buon
lavoro, come dimostrato dalle parole di
fiducia del responsabile: ˙Da tempo la
comunit di Carzago aspettava uno
sportello bancario di riferimento e noi
siamo arrivati per offrire un servizio
esperto e competente. Il territorio, anche
nelle zone limitrofe, aperto e ricco di
possibilit di sviluppo. Siamo pronti a
farci conoscere con la nostra consueta
disponibilit al dialogo e alla
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Venerdì 18 febbraio scorso si è svolta la Giornata del Risparmio Energetico a cui la Banca da tre anni aderisce. L’iniziativa,
promossa dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio 2 e sostenuta da Federcasse a livello nazionale fra le BCC e Casse
Rurali, è volta a mantenere viva l’attenzione sui temi del risparmio energetico e a favorire la diffusione di comportamenti
eco-compatibili per uno sviluppo sostenibile.
La Banca ha aderito attraverso gesti simbolici, ma anche concretamente applicabili nel limite della propria operatività.
A partire dalle 18 la Sede della Banca ha spento il 50% dell'illuminazione esterna perimetrale (in modo tale da garantire
una buona illuminazione della facciata principale, dimezzando comunque i consumi) e il 75% dei neon sotto il portico.
Si è così riusciti a coniugare le esigenze di risparmio energetico con gli standard minimi in materia di sicurezza. Anche
le filiali hanno aderito all’iniziativa, principalmente portando la temperatura dei locali a 18 gradi e spegnendo tutte le
apparecchiature in stand-by. Laddove è stato possibile, sono state spente le luci interne che solitamente restano accese
durante la notte e le insegne esterne, con eccezione di quelle volte a garantire una adeguata illuminazione al punto di
prelievo bancomat.
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soci in primo piano
Pane, amore e ...
fantasia
di ALESSANDRA MAZZINI
Nel centro storico di San Felice del Benaco, incastonata nelle viuzze dal sapore d’altri tempi,
sorge la forneria Caprini. L’occasione dell’incontro con il suo capostipite, Alfredo Caprini,
nasce dalla volontà di celebrare il centesimo anniversario dell’attività, inaugurata nel 1911.
Fin da subito tuttavia è Alfredo il vero protagonista: il racconto della sua vita catalizza
l’attenzione, svelando le sorprendenti qualità di un uomo che ha saputo costruirsi un futuro
e poi reinventarselo ex novo con straordinaria iniziativa e passione.
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Agostino Caprini, detto Alfredo, a chi lo
incontra e ha occasione di scambiare
anche solo poche parole con lui, più che
un ex fornaio appare come un vero
esperto di amministrazione d’impresa.
Il nome Alfredo, con cui è conosciuto
da tutti, gli viene dal secondo marito
della nonna paterna, Alfredo Piccinelli,
che faceva parte della nota famiglia
bresciana di pasticceri. Proprio
quest’ultimo, mantenendo la tradizione
di famiglia, diede vita nel 1911 alla
panetteria di San Felice.
Tuttavia, durante gli anni della giovinezza,
nelle capacità di Alfredo Caprini c’era
ben altro. Appassionato di gestione
Colori compositi
aziendale ha intrapreso la sua carriera
con gli studi di ragioneria, a cui si è
aggiunto presto l’interesse per i
computer, di cui è stato un vero pioniere
in Italia.
Partendo da queste basi ha iniziato a
svolgere l’attività di importatore e
venditore di componenti elettronici.
Parlando di quel periodo gli si illuminano
gli occhi: «Mi piaceva smontare e poi
rimontare i pezzi che arrivavano dagli
Stati Uniti e che, all’epoca, erano i più
all’avanguardia disponibili sul mercato.
Mi sembrava in un certo senso di
contribuire al progresso della società».
Dal suo racconto appare chiaro che quel
periodo è stato senza dubbio il più denso
della sua vita, quello da cui, come spiega,
ha ricevuto le soddisfazioni più profonde.
«Passavo il tempo libero a studiare i
nuovi componenti, a fare calcoli e ricerca
sullo sviluppo del settore, seguendo una
passione che mi sentivo dentro».
Ed è proprio seguendo il filo rosso
dell’evoluzione e dello sviluppo che
Alfredo Caprini nel 1970 si è rimesso in
gioco. Per amore del figlio si è apprestato
a iniziare una nuova strada,
completamente diversa. Dapprima per
sostenerlo negli studi e, in seguito, per
assecondarlo nella sua passione per
l’attività di fornaio, il signor Caprini ha
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soci in primo piano
Agostino “Alfredo” Caprini
con la moglie (a sinistra)
e il figlio (sotto)
nello storico panificio del centro
11
deciso di riprendere le redini dell’antica
attività di famiglia, rimasta in affitto per
anni.
Ha iniziato quindi, con l’aiuto della moglie
Rosina Maria Laura, il mestiere del
panificatore. «È stato un periodo di grandi
sacrifici: di notte facevo il pane e di
giorno continuavo a vendere i
componenti elettronici che mi erano
rimasti».
Le sue attitudini per la ricerca e per lo
studio non l’hanno però mai
abbandonato. «Ho sempre cercato di
mettere la mia propensione per la scienza
anche nel fare il pane – spiega – e così
ho passato lunghi periodi cercando di
studiare le varie qualità di grano,
sperimentare le giuste temperature,
testare i vari tipi di glutine: teorie che mi
sarebbero poi servite nell’attività pratica».
Questa predisposizione alla creatività è
culminata nella progettazione e nella
realizzazione di un carrello per infornare
il pane. Non essendovi all’epoca
Colori compositi
disponibili tutti i macchinari odierni,
Alfredo Caprini ha deciso di inventare e
disegnare un carrello per facilitare il
delicato momento in cui il pane deve
essere infornato. Questo carrello è,
ancora oggi, a distanza di molti decenni,
il fulcro del lavoro della forneria Caprini
ed è stato, nel corso degli anni, un
modello per molti altri fornai, che da
esso hanno preso esempio.
Da questa iniziativa si comprende quindi
l’estrema vocazione alla curiosità e al
continuo desiderio di conoscere propri
del signor Caprini.
Questa caratteristica non poteva tuttavia
fermarsi solo all’ambito del lavoro.
L’intera vita di quest’uomo straordinario
è costellata di passioni e iniziative
singolari. Basta guardarsi attorno tra le
stanze della sua casa per rendersene
conto: dalle pareti, su cui risaltano i
quadri da lui realizzati, alla soffitta, colma
di antichi dischi e componenti per
computer, si comprende quante siano
state le passioni della sua vita.
Pittore, radioamatore, collezionista e
appassionato di numismatica, il signor
Caprini è una persona il cui segreto è
un sorprendente entusiasmo unito a
solidi valori morali.
Proprio questi valori hanno avvicinato
cinque anni fa Alfredo Caprini alla BCC
del Garda, di cui riconosce la
professionalità e competenza e apprezza
soprattutto la disponibilità e il sostegno
verso il cliente.
Oggi la forneria Caprini è passata nelle
mani del figlio di Alfredo, che la gestisce
producendo più di trenta tipi di pane.
La speranza di tutti in questo anniversario
è che l’attività possa seguitare ancora
per molti anni, ma soprattutto che i suoi
prosecutori continuino a fare della
curiosità e dell’entusiasmo i principi
fondamentali del loro mestiere e della
loro vita, così come Alfredo Caprini
insegna.
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finanza e assicurazione
FINANZA IN FAMIGLIA
Un sostegno per
il futuro
di ENRICO COTELLI
Continua il percorso volto a fornire consigli
utili per le problematiche finanziarie
delle famiglie.
In questo numero ci occupiamo del rischio
di perdita di autosufficienza.
Vediamo come poter agire, da oggi,
per garantirci un futuro sereno.
12
Da un recente studio Istat, che fornisce
una fotografia della popolazione
italiana, risulta che, a dicembre del
2010, gli ultra-sessantacinquenni
rappresentavano ben il 20,2% della
popolazione totale.
La loro crescita si presenta quasi
raddoppiata nell’arco di circa
quarant’anni se si confronta questo dato
con il censimento effettuato nel 1971,
quando la percentuale di persone
anziane costituiva soltanto l’11,3% (Istat
1986). La prospettiva di crescita futura
sarà ancora più evidente, con quasi 18
milioni di “over 65” previsti per il 2050.
Se l’allungamento della vita rappresenta
un’importante conquista, questo
fenomeno avrà sempre più come
conseguenza un forte impatto sul
sistema pensionistico, sull’incremento
di domanda di servizi sanitari e di
prestazioni di lunga durata di cura e
assistenza in casi di perdita della propria
Colori compositi
autonomia.
Nel suo studio l’Istat ha effettuato anche
una previsione sul numero di persone
non autosufficienti, ottenendo il seguente
risultato:
PREVISIONI SU POPOLAZIONE ITALIANA
NON AUTOSUFFICIENTE
Et 65-74
Et 65-79
Et 80 in poi
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finanza e assicurazione
Detti soggetti passeranno dai 2 milioni
del 2000 ai quasi 5 milioni del 2050, di
cui il 70% con età superiore a 80 anni.
Quindi, al graduale invecchiamento della
popolazione si abbina un aumento
dell’incidenza delle persone anziane non
autosufficienti.
Oggi l’assistenza alle persone non
autosufficienti è principalmente a carico
delle famiglie che ricorrono, sempre più
spesso, all’ausilio di “badanti” che
intervengono a sostegno delle esigenze
di aiuto domestico e di sostegno
psicologico e sanitario. Ma quali sono i
costi che gravano materialmente su una
famiglia che voglia regolarmente avvalersi
della collaborazione di una “badante”?
Ecco un breve calcolo esplicativo sulla
base delle retribuzioni e contribuzioni
Inps calcolato sulla previsione di un
rapporto di lavoro con più di 24 ore
settimanali:
Ore retribuite nel trimestre
520
(8 ore al giorno x 5 gg settimanali per 3 mesi)
Retribuzione oraria:
5,42 €
(comprensiva della quota di 13° mensilità)
Retribuzione lorda media mensile:
939,47 € (comprensiva dei contributi previdenziali a carico del lavoratore)
Contributi previdenziali trimestrali:
384,80 € (a carico del datore di lavoro)
Costo globale annuale per il datore di lavoro:
( 939,47 X 12 ) + ( 384,80 X 4 ) = 12.812,84 €
Si tratta di un costo rilevante, destinato sicuramente a crescere se la persona non autosufficiente necessita di assistenza 24 ore su 24.
Tra le varie proposte assicurative
finalizzate a soddisfare le esigenze dei
clienti, Assimoco Vita, la Compagnia di
Assicurazioni del Movimento Cooperativo
di cui la nostra Banca è intermediaria,
ha pensato anche a questa evenienza:
per tutelarsi dal rischio di non
autosufficienza, la polizza long term care
(cura a lungo termine) Sempre Insieme
rappresenta una valida soluzione
assicurativa che consente, tramite il
versamento di un premio annuo vitalizio,
di accedere a una rendita mensile
rivalutabile con la quale far fronte, almeno
in parte, alle spese da sostenere in caso
di non autosufficienza: l’assistenza di
una badante, il ricovero presso una casa
di cura, i servizi di assistenza
infermieristica, ecc.
La polizza considera non autosufficiente,
la persona che si trovi nell’impossibilità
fisica, presumibilmente permanente, di
compiere autonomamente le azioni
elementari della vita quotidiana (lavarsi,
vestirsi, muoversi, nutrirsi) o la persona
affetta da specifiche malattie quali la
demenza senile invalidante di origine
organica o il morbo di Alzheimer e
necessiti di assistenza costante di una
Colori compositi
terza persona per compiere almeno 3
delle 4 azioni consuete della vita
quotidiana sopra indicate.
La stima di spesa sopra effettuata
usufruendo delle informazioni Inps
evidenzia un costo globale annuo minimo
di oltre 12 mila euro che potrebbe
incidere negativamente nel bilancio
familiare anche per decine di anni
(considerata anche l’alta percentuale di
soggetti non autosufficienti per
Premio annuo vitalizio:
sopraggiunta dipendenza conseguente
a infortunio).
Ma qual è il costo di questa garanzia?
A titolo esemplificativo, un uomo di 40
anni che decidesse oggi di tutelarsi da
tale rischio sottoscrivendo la polizza
SEMPRE INSIEME assicurandosi una
rendita annua di 12.000,00 Euro,
pagabile in rate mensili di 1.000,00 Euro
(prestazione esente da imposte),
sosterrebbe il seguente onere:
332,08 €
pagabile in rate mensili di
27,67 €
Premio mensile vitalizio al netto della detrazione
di imposta:
22,42 €
in sostanza, con una spesa contenuta
(nell’esempio 27,67 euro al mese), è possibile
investire sul proprio futuro e garantirsi una
tranquillità economica in caso di evento
occasionale con gravi conseguenze.
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Semplificazioni
in corso
di EUGENIO VITELLO
Il problema della giustizia è particolarmente
sentito in Italia e rischia di rappresentare un serio
ostacolo anche per l’economia e per gli investitori
internazionali.
Alcuni recenti provvedimenti sembrano introdurre
semplificazioni importanti ed efficaci.
14
Da tempo i mass media riportano dati
allarmanti sulla situazione della giustizia
in Italia, evidenziando i milioni di fascicoli
in attesa di giudizio e i 1210 giorni
necessari per una procedura di recupero
crediti, senza contare i 5 anni richiesti,
in media per un’impresa, per avere
giustizia.
All’uopo il Governo ha ritenuto di
approntare un rimedio al fine di ridurre
i tempi dei processi partendo dal
presupposto che giustizia lenta equivale
a giustizia denegata.
Sulla scia di questo intendimento,
nell’ottobre 2009, il Governo ha
approvato lo schema di Decreto
Legislativo di attuazione della Legge 69
del 2009 in materia di conciliazione che
conferma il tentativo obbligatorio di
conciliazione in materia di:
• Condominio;
• diritti reali;
• divisione;
• successioni ereditarie;
Colori compositi
•
•
•
•
•
patti di famiglia;
locazione;
comodato;
affitto di aziende;
risarcimento del danno derivante dalla
circolazione di veicoli e natanti, da
responsabilità medica e da
diffamazione con il mezzo della
stampa o con altro mezzo di
pubblicità;
• contratti assicurativi, bancari e
finanziari.
il Condominio e il risarcimento del danno
derivante dalla circolazione di veicoli e
natanti.
Nel marzo 2010 è apparso in Gazzetta
Ufficiale il decreto che, in attuazione
appunto, della delega conferita al
Governo dalla legge n. 69 del 2009 in
materia di processo civile, riforma la
disciplina della mediazione finalizzata
alla conciliazione di tutte le controversie
in materia civile e commerciale, con
obiettivi di deflazione dei processi e
diffusione della cultura del ricorso a
soluzioni alternative.
Da ultimo, il Decreto Ministeriale 180 del
18 ottobre scorso, che ha introdotto le
modalità procedurali e attuative,
completando il panorama legislativo che
permetterà all’istituto della mediazione
civile di entrare a regime salvo,
probabilmente, il rinvio al 20 marzo
dell’anno venturo per le materie inerenti
Esaminiamo, seppur in sintesi, alcuni
contenuti del provvedimento legislativo,
così come descritti dal Ministero:
Al riguardo è certamente condivisibile
quanto affermato dal guardasigilli che
ha definito il provvedimento come «una
straordinaria innovazione che introduce
un nuovo istituto giuridico finalizzato alla
deflazione del sistema giudiziario italiano
rispetto al carico degli arretrati e al rischio
di accumulare nuovo ritardo».
Chi puo' esperire il tentativo
di conciliazione
Chiunque pu accedere alla
mediazione per la conciliazione di una
controversia civile e commerciale
vertente su diritti disponibili, secondo
le disposizioni del decreto.
Quali controversie sono "conciliabili"
Da marzo 2011, chi intende esercitare
in giudizio un’azione relativa a una
controversia in materia di condominio,
diritti reali, divisione, successioni
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ereditarie, patti di famiglia, locazione,
comodato, affitto di aziende, risarcimento
del danno derivante da responsabilità
medica e da diffamazione a mezzo
stampa o altro mezzo di pubblicità,
contratti assicurativi, bancari e finanziari
deve esperire il procedimento di
mediazione ai sensi del presente decreto
ovvero il procedimento di conciliazione
previsto dal decreto legislativo 8 ottobre
2007 n. 179, per le materie ivi regolate.
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mediazione è lasciata alla libera volontà
delle Parti. Dunque, la domanda va
presentata davanti all’organismo indicato
dal contratto o dallo statuto, se iscritto
nel registro, ovvero, in mancanza, davanti
a un altro organismo iscritto; in ogni
caso, le parti possono concordare,
successivamente al contratto o allo
statuto, l’individuazione di un diverso
organismo iscritto.
Gli organismi di mediazione
La causa dopo la fallita mediazione:
il giudizio sulle spese di lite
La legge regola la figura istituzionale
degli organismi di mediazione,
generalizzando il sistema previsto dalla
conciliazione societaria, con un Registro
tenuto e vigilato dal Ministero della
Giustizia; la scelta dell’Organismo di
Quando il provvedimento che definisce
il giudizio corrisponde interamente al
contenuto della proposta, il giudice
esclude la ripetizione delle spese della
parte vincitrice che ha rifiutato la
proposta, riferibili al periodo successivo
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alla formulazione della stessa, e la
condanna al rimborso delle spese
sostenute dalla parte soccombente
relative allo stesso periodo, nonché al
pagamento, in favore del Fondo Unico
Giustizia (di cui all’articolo 2 del decretolegge 16 settembre 2008, n. 143,
convertito, con modificazioni, dalla legge
13 novembre 2008, n. 181) di un’ulteriore
somma di importo corrispondente al
contributo unificato dovuto.
In conclusione ci auguriamo che queste
nuove disposizioni rispondano
all’esigenza, da tutti sentita, di sviluppare
organismi in grado di dare rapida
soluzione alle controversie in determinate
materie tecniche al fine rispondere in
modo rapido ed efficace alle esigenze
di giustizia dei cittadini.
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Colori compositi
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energiAmbiente
AUMENTARE L EFFICIENZA ENERGETICA AIUTA IL PORTAFOGLIO
di NICOLA PICCINELLI*
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L’energia consumata nelle nostre abitazioni per
riscaldamento e produzione di acqua calda rappresenta il
30% del fabbisogno energetico nazionale ed è responsabile
del 25% delle emissioni di CO2, una delle cause principali
dell’effetto serra. Il risparmio sui consumi, a casa, è il primo
passo verso la sostenibilità: consumare meno e meglio
permette di ridurre le emissioni di CO2 e gas serra e di
orientarsi così al conseguimento degli obiettivi per Energia
e Ambiente fissati dall’Unione Europea per il 2020.
Il taglio degli sprechi, associato a un
piano strutturato di risparmio energetico,
potrebbe consentire la riduzione del
fabbisogno energetico da fonti non
rinnovabili, senza contare che per ogni
KWh/anno risparmiato, si richiede un
investimento in efficienza energetica
decisamente inferiore rispetto alla
produzione dello stesso quantitativo di
energia.
Ogni edificio, e in particolare quelli pi
datati e quelli costruiti senza una
* Membro della Consulta Soci Junior, ingegnere, Energy Manager e Certificatore Energetico
Colori compositi
particolare attenzione all’isolamento e
ai dettagli costruttivi,
soggetto a
dispersioni termiche. La dispersione
termica dovuta al fatto che il calore si
trasmette attraverso pareti, solai, infissi
e tetto, dall’interno (pi caldo) verso
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energiAmbiente
l’esterno (pi freddo).
Questo comporta a ogni inverno una
maggior spesa per il riscaldamento
poich , oltre a mantenere riscaldato
l’ambiente, bisogna anche compensare
la parte di calore che viene dispersa
verso l’esterno.
Per ridurre significativamente le spese
per il riscaldamento invernale,
necessario migliorare le caratteristiche
termiche dell’involucro edilizio, ma come?
Ø stato osservato che il 35% circa delle
dispersioni termiche avviene attraverso
le pareti, il 25% attraverso il tetto, il 10%
a causa dei ricambi d’aria, il 15% a causa
di ponti termici 1 e spifferi e un ulteriore
15% viene disperso verso il basso (oltre
che dall impianto termico).
Il primo risparmio si ottiene attraverso
l efficienza degli impianti: un impianto di
riscaldamento o condizionamento
revisionato periodicamente e ben
mantenuto, permette di sfruttare meglio
il combustibile, con sensibili risparmi sul
consumo.
Poi si passa all edificio, dove necessario
conservare il calore a lungo in inverno e
proteggerlo dalle torride temperature
esterne, d estate. Per fare questo,
necessario limitare i cosiddetti ponti
termici: i principali fattori di dispersione
del calore risiedono nelle pareti, nel
pavimento e nel tetto.˚L involucro della
casa particolarmente importate e
la˚soluzione pi efficace
l utilizzo
dell isolamento a cappotto˚che permette
di correggere, appunto, i ponti termici.
In secondo luogo fondamentale limitare
le fughe di aria calda intervenendo, in
primo luogo, su serramenti e finestre.
In sintesi, per ridurre i consumi e le
emissione e conseguire un sensibile
miglioramento termico, necessario un
investimento nella miglioria delle
infrastrutture dell abitazione il cui costo
proporzionale al beneficio che si vuole
ottenere: in linea di massima, secondo
le ultime ricerche, ogni KW risparmiato
richiede˚un esborso pari 1,8 euro ma il
risparmio immediato nelle bollette di
energia elettrica e di gas. Proviamo a
fare alcuni calcoli per capire quanto un
intervento pu comportare in termini
economici 2 :
ABITAZIONE DI 100 m2
Spesa riscaldamento annuo: 1500 euro
Spese dopo la riqualificazione : 500 euro
Dispersioni
Risparmio annuo (euro)
Tempo di rientro 3 Durata investimento
Isolamento
copertura
35%
375
15 anni
40 anni
Isolamento pareti
25%
245
15-18 anni
40 anni
Sostituzione infissi
20%
230
8-10 anni
35 anni
Sostituzione Caldaia
10%
130
8 anni
15 anni
Ø importante chiarire, per , che non tutte
le abitazioni hanno un medesimo stato
di coibentazione e di efficienza
energetica: negli ultimi anni sono state
deliberate diverse normative per la
riduzione dei consumi e, quindi, gli edifici
pi recenti sono anche migliori dal punto
di vista termodinamico.
Per gli edifici costruiti prima del 1991,
quando non vi era ancora nessuna
norma in merito, le dispersioni di calore
sono tra le pi alte e sarebbe necessario
intervenire quanto prima utilizzando le
incentivazioni fiscali disponibili.
Per tutte le abitazioni costruite dopo il
1991 e fino al 2006 gi stata applicata
la legge 10 del 91 che aveva stabilito
le prime linee guida per l efficientamento
dei consumi. Tuttavia la normativa
ormai inefficace in quanto superata dal
D.Lgs 192 del 2005: a livello pratico
risulta poco performante alla luce dei
nuovi materiali costruttivi ed possibile,
con un investimento sulla coibentazione,
ottenere un beneficio economico anche
per tutti gli edifici prima dell ottobre 2005.
Dall ottobre 2005, infatti, entrato in
vigore il D. Lgs 192 che regola i consumi
energetici e impone limiti molto pi
stringenti sulle dispersioni di calore per
quanto riguarda le perdite invernali, i
surriscaldamenti estivi e l obbligo di
utilizzo di fonti rinnovabili. Con lo stesso
decreto viene introdotta anche la
certificazione energetica, ossia un
documento che verifica le qualit
costruttive in termini di risparmio
energetico e attribuisce un punteggio di
consumo all immobile.
Il consumo e la dispersione di energia
incider in modo inversamente
proporzionale al valore dell immobile che
avr una quotazione maggiore se
rispetter in modo migliore l ambiente.
Il certificato anche indispensabile per
richiedere alcuni incentivi fiscali.
Il tema del risparmio energetico e delle
fonti rinnovabili sempre pi importante
alla luce degli obiettivi ambientali previsti
dall Unione Europea per il 2020, per i
quali sar necessario tagliare del 20%
le emissioni e ottenere un recupero in
efficienza sull energia primaria del 13,4%,
senza dimenticare che il rinnovabile dovr
crescere del 17% tra le fonti di
produzione energetica.
1- Il ponte termico è quella zona di un edificio che presenta caratteristiche termiche significativamente diverse da quelle circostanti e che, in particolare, consente
flussi di calore più rapidi incidendo negativamente sull’isolamento (è una via di fuga privilegiata per il calore in uscita d’inverno e per quello in entrata d’estate).
2- La valutazione degli interventi avviene anche in funzione dell’attenzione che ogni cittadino ha per l’ambiente in cui vive e non solo tramite aspetti meramente
economici.
3- Il rientro economico è stato considerato includendo le possibili detrazioni del 36 e 55%.
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altre notizie
Due cicli di conferenze scaturiscono in volumetti
di MICHELA MANGANO
Crisi e Futuro
di MICHELA MANGANO
La crisi la migliore benedizione che pu arrivare
a persone e Paesi, perch la crisi porta
progressi (Albert Einstein).
Certamente, la crisi ha indotto a un nuovo approccio
nell affrontare la quotidianit , a comprendere i valori
della famiglia e dell amicizia, a voler cambiare, a
fare delle scelte che in altri momenti non si sarebbero
affrontate, a mettersi in discussione.
Ad analizzare in profondit la situazione per capire
dove stiamo andando.
Proprio partendo da queste sollecitazioni, sul finire
dello scorso anno, sono stati pubblicati due libri,
l uno curato direttamente dalla BCC del Garda e
l altro dall Associazione La L m di Tremosine, nati
dalla volont di andare oltre e superare il presente.
18
L ECONOMIA DI TREMOSINE
Nel febbraio 2009 l’Associazione
Culturale La Löm, di Tremosine,
prendendo spunto dai recenti
avvenimenti di crisi economica mondiale,
ha organizzato un convegno in tre serate
rivolto alla popolazione, in cui discutere
e far discutere dei vari aspetti con cui
l’economia tocca la vita quotidiana di
ciascuno.
Il primo incontro si è sviluppato attorno
al tema “Economia e Uomo” , ovvero
all’etica che dovrebbe esistere tra uomo
ed economia, non solo ad alti livelli, ma
anche, e soprattutto, nelle nostre case.
“Economia in numeri” si è addentrato
nella realtà locale per mettere in risalto
la storia e il rivoluzionario miglioramento
che la Cooperazione ha portato a
Tremosine.
Negli interventi della terza serata,
“Economia e territorio”, si è analizzata
attentamente l’economia locale
tremosinese, con molti dati interessanti
Colori compositi
da cui prendere spunti per ulteriori
approfondimenti.
A memoria del convegno e per
consentire a ogni cittadino una riflessione
più personale e approfondita,
l’Associazione ha realizzato un volume
dal titolo “Economia a Tremosine: profitto
o crescita sostenibile”, in cui sono stati
raccolti i contributi dei relatori di quelle
serate.
Le finalità di questo progetto editoriale
si leggono nel piano dell’opera:
“Per valorizzare e rendere viva la
cultura locale, per farla diventare
elemento essenziale nel processo di
sviluppo del territorio, per diffonderla
e trasmetterla alle giovani generazioni
sono essenziali la comunicazione e il
confronto. Ogni soggetto o realtà
associativa deve trovare spazio,
possibilità di realizzare progetti
compatibili, esprimere proposte e dare
il proprio contributo”.
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altre notizie
La Caritas in Veritate, l’enciclica sociale
di Benedetto XVI, viene pubblicata nel
2009, proprio nel bel mezzo di una delle
più gravi crisi economiche moderne e
incarna a fondo il ruolo riconosciuto alla
Dottrina Sociale della Chiesa, di interprete
della società in una chiave di lettura che
vuole ribadire il primato della persona.
Partendo dalla Caritas in Veritate e dalle
considerazioni che da essa ne sono
scaturite, la Parrocchia Santa Maria
Assunta di Montichiari e la BCC del
Garda hanno organizzato due
appuntamenti di riflessione e dibattito
dal titolo “Oltre l’economia del profitto.
Quale spazio alla persona?”, tenuti
presso l’Auditorium Gardaforum il 16 e
il 20 aprile 2010.
Agli incontri hanno partecipato illustri
ospiti, quali Don Ruggero Zani - parroco
di Calcinato e Direttore dell'Ufficio
Pastorale Sociale della Diocesi di Brescia;
Mons. Giacomo Canobbio - docente di
Teologia sistematica presso la facoltà
teologica dell'Italia Settentrionale; Stefano
Zamagni – professore ordinario di
Economia Politica all’Università di
Colori compositi
Bologna; Giuseppe Mari – professore
ordinario di Pedagogia all’università
Cattolica di Milano e Alessandro Azzi –
Presidente della BCC del Garda e di
Federcasse, che hanno animato il
dibattito con acume e competenza.
Di questi interventi la Banca ha pensato
di raccogliere gli atti in un interessante
volumetto, edito in occasione del suo
115° anniversario di fondazione.
Il filo conduttore dei testi si dipana sul
concetto stesso di crisi, non tanto per
mitigarlo quanto, piuttosto, per
approcciarlo con chiavi di lettura
interpretate dai cinque relatori e
racchiuse nel libretto.
Certamente la conclusione alla quale
viene portato il lettore è un invito rivolto
dalla stessa enciclica a fare della crisi
occasione di discernimento e spronando
ad affrontare le difficoltà del momento
presente con rinnovata fiducia.
Chi fosse interessato al libro
“Oltre l’economia del Profitto…”,
può richiederlo tramite la propria
Filiale che lo consegnerà gratuitamente
sino ad esaurimento scorte.
Il libro “Economia a Tremosine…”
può essere richiesto gratuitamente
presso le filiali di Vesio e Pieve
di Tremosine.
Un momento del Convegno
“Oltre l’economia...” in Gardaforum
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recensioni
LIBRO/ MARCO REGGIO
Game Over. Play Again
Dalla crisi finanziaria alla crisi energetica ed ambientale. Guardando oltre
di MARA PINZONI
20
La crisi finanziaria, che da due anni soffoca il mondo globalizzato
non è nata per caso. Ma trova la sua origine più profonda nei
comportamenti che seguirono l’11 settembre, amplificati
dall’ingordigia di finanzieri senza scrupoli.
Marco Reggio, Responsabile dell’Ufficio Stampa e Rapporti
Internazionali di Federcasse, ha scritto questo libro per parlare
di crisi economica guardando al futuro; e ne analizza le cause
ma anche i possibili rimedi a cui bisogna tendere per “reinventarci
un futuro”.
Nato da alcuni incontri con i giovani dei licei, che l’autore ha
tenuto negli ultimi mesi proprio per parlare della crisi economica
e dei suoi collegamenti con la crisi energetica ed ambientale,
il libro è rivolto soprattutto ai giovani, la generazione alla quale
spetta l’importante compito di guardare oltre.
Il gioco è finito. Gioca ancora. I rimedi? Reggio non ha dubbi:
«Di volta in volta possono chiamarsi finanza etica, cooperazione,
solidarietà economica, ma anche energia verde, cultura,
partecipazione». Espressioni «che hanno in sé gli antidoti per
sconfiggere una crisi che, in ultima analisi, è una crisi di valori
e di speranza per un domani possibile». Nel libro si parla di
“ricerca della felicità” di “fiducia come collante sociale” e di
“bellezza” che ancora una volta “potrà salvare il mondo”.
La prefazione è stata
affidata a don Vinicio
Albanesi, responsabile
della Comunità di
Capodarco, una delle
maggiori organizzazioni
non profit italiane, mentre
Sergio Gatti (Direttore
Generale di Federcasse)
ha redatto una postfazione con il compito di
presentare uno scritto che
vuole essere didattico ed informativo al tempo stesso. «Occorre
coinvolgere i giovani per il loro futuro – scrive don Albanesi –,
appellandosi al loro desiderio di conoscere e di agire, non
lasciandoli immersi in quell’usa e getta che spesso è concausa
di disastri e ingiustizie. E i giovani sapranno comprendere ed
agire”.
È il momento di provare a disegnare i contorni di una ripresa
possibile, più a portata di mano di quanto si pensi.
Marco Reggio, Game Over. Play Again.
Ecra, Roma 2011, pp. 129, € 13,50.
CINEMA
Il segreto dei suoi occhi
Benjamìn Espòsito, agente federale in
Argentina, per liberarsi dal ricordo
soffocante di un omicidio efferato su cui
Colori compositi
ha indagato in passato, decide di affidare
allo scritto le sue ossessioni, per
riappacificarsi catarticamente con
l’esperienza vissuta che ha segnato
irrimediabilmente il proprio passato. Su
questa trama semplice e, allo stesso
tempo, originale, tratta dal romanzo La
pregunta de sus ojos di Eduardo Sacheri,
Juan José Campanella, regista,
sceneggiatore, attore e produttore
argentino, costruisce il suo piccolo
capolavoro che gli vale l’Oscar nel 2010
come miglior film straniero. Regista
capace e talentuoso (ha diretto alcuni
episodi di Law & Order e di Dr. House)
Campanella costruisce un grande film
all’antica, di quelli che sanno
sapientemente mediare tra ritmo
incalzante e lento, tra introiezione e
commedia, noir e romanticismo. A
corredo di una regia perfetta la fotografia
di altissimo livello affidata a Félix Monti.
Sullo sfondo l’Argentina del 1974, con
i problemi sociali, le contraddizioni, la
politica di un regime che non si espone
apertamente ma condiziona
profondamente, nell’ombra, la vita delle
persone comuni.
Degna di nota l’interpretazione
memorabile di Guillermo Francella che
interpreta Pablo, amico collega fedele
di Espòsito.
Nel finale, una frase memorabile, “ti
prego… digli almeno di parlarmi”,
suggella un film che vale veramente la
pena di gustare. (FL)
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italiando
RUBRICA LINGUISTICA
Pilloledi
Gram
ma
tica
@ La chiocciola
Il simbolo del futuro nasconde
un passato tutto da scoprire
di ALESSANDRA MAZZINI
Accade spesso che termini che utilizziamo
quotidianamente nascondano una storia
misteriosa e singolare e, chi non si
accontenta di usare queste parole senza
conoscerne l’origine, riesce talvolta a fare
scoperte interessanti.
Questo vale, ad esempio, per la chiocciola,
il segno @, presente come separatore in
tutti i nostri indirizzi di posta elettronica.
Il termine italiano, con cui viene
denominato, trova la sua motivazione nella
forma, la quale ricorda la spirale della
conchiglia di un mollusco.
Come tutti sappiamo, viene detto anche
“A commerciale”, sulla scorta dell’uso
anglo-americano di commercial at, per
riferimento all’ambito in cui è stato a lungo
impiegato
At, in inglese è una particella che significa
“presso” e che coincide, in buona
sostanza, con la preposizione italiana a.
Per ciò che riguarda l’origine del segno
grafico una prima ipotesi venne formulata
dal paleografo americano Berthold Louis
Ullman nel 1932. Egli ipotizzò che si
trattasse di un modo dei trascrittori
amanuensi di scrivere ad latino e che la
spirale della chiocciola fosse in realtà una
d secondo la scrittura onciale, un’antica
maniera di scrivere, caratterizzata dalle
curve e usata dal III al XIII secolo.
Questa ipotesi è stata tuttavia messa in
Colori compositi
discussione nel 2000 da Giorgio Stabile,
docente all’Università La Sapienza di
Roma. Stabile ha constatato che il simbolo
sembra trovarsi solo in testi posteriori al
XIII secolo, che adottano la scrittura
mercantesca, cioè la grafia commerciale
usata dai mercanti italiani a partire dal
tardo medioevo.
Figlia quindi solo adottiva dell’informatica,
la @ vanterebbe discendenze nientemeno
che veneziane.
Nella Serenissima Repubblica di Venezia,
la @, una a con uno svolazzo in senso
antiorario, appariva sulle lettere mercantili
e sui documenti commerciali. Questo
simbolo veniva usato come abbreviazione
della parola anfora, unità di misura, di
peso e capacità di origine antichissima.
Inoltre Stabile nota che il termine spagnolo
arroba, che indica la @ in spagnolo, deriva
dall’arabo rub'a, che indicava l’unità di
misura “un quarto” e designava un tempo
sia un’unità di peso, che una misura di
vino.
Guarda caso, questo termine viene
tradotto proprio con amphora nel
Vocabulario español-latino di un umanista
e grammatico spagnolo del 1492.
Naturalmente proprio a causa di questo
significato è probabile che la @ fosse
spesso seguita da un valore numerico.
In seguito venne però considerata
Quante volte ci è capitato, nel parlare
quotidiano, di dire occhi marroni o
scarpe marroni?
Ebbene sappiate che si tratta di un
errore. Dovremmo dire occhi marrone
e scarpe marrone. Questo perché
marrone non è un aggettivo come
verde, giallo, azzurro, rosso che, in
quanto tali, vogliono l’accordo in genere
e numero con il sostantivo a cui sono
legati: calze azzurre, prati verdi. Marrone
è un sostantivo e, infatti, è il nome di
un frutto simile alla castagna. In quanto
tale, marrone è esattamente come tutti
gli altri sostantivi che noi usiamo per
descrivere un colore: rosa, ciclamino,
viola, arancio, cenere e altri. Tutti questi
sostantivi, quando indicano un colore,
restano invariati: guance rosa, capelli
cenere e non guance rose o capelli
ceneri. In realtà, quando pronunciamo
queste parole noi costruiamo
mentalmente una frase ellittica: “guance
del color della rosa” o “capelli del color
della cenere”. Allo stesso modo quindi
dovremo dire occhi marrone cioè “occhi
del color del marrone”.
semplicemente come una a, separata
quindi dal termine anfora, del quale
sarebbe stata originariamente il simbolo.
Proprio per il fatto di essere seguita da
un numero, la @ è stata poi ripresa nel
linguaggio anglosassone con la valenza
commerciale di at (the price of – ossia “al
prezzo di”) seguito da un numero che
indicava la quantità di moneta.
Con il suo valore commerciale di area
anglosassone la @ venne infine introdotta
fra i caratteri disponibili nella tastiera,
perché tanto insolita da essere
inconfondibile come separatore, ma
soprattutto per il significato che at ha nella
lingua inglese corrente.
Oggi, con lo sviluppo della tecnologia e
dei computer, la chiocciolina ha
guadagnato un nuovo e ormai quasi
esclusivo campo d’azione, che la vuole
simbolo favorito e celeberrimo di tutti i
nostri indirizzi di posta elettronica.
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La
Ronda
di
notte
Rembrandt
di EZIO SOLDINI
Colori compositi
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arte
REMBRANDT
Quando, nel 1642, Rembrandt Harmensz van Rijn, figlio di un
mugnaio di Leida, dipinse la Ronda di Notte era gi uno dei pittori
pi noti dell Olanda, bench fosse appena trentaquattrenne.
23
La Compagnia del capitano Frans Cocq,
più nota come La Ronda di Notte (titolo,
quest’ultimo, che nacque nell’Ottocento
a seguito del progressivo annerimento
del dipinto, dovuto alle vernici e
soprattutto al fumo dei bracieri che
riscaldavano la sala dov’era stato
collocato in origine), venne
commissionata al pittore attorno al 1639,
probabilmente dallo stesso capitano
Cocq, a nome di una delle Compagnie
degli archibugieri della città di Amsterdam
che nel XVII secolo occupavano, accanto
Colori compositi
agli eserciti di mercenari, un loro posto
nel sistema militare.
La Ronda di Notte, datata e firmata, è
una tela di dimensioni eccezionali,
formata da tre lunghe strisce orizzontali
ricucite insieme, e così come appare
oggi misura m. 3,59x4,38, ma le sue
dimensioni originarie dovevano essere
di m. 3,88x4,79; il dipinto venne infatti
tagliato su due lati nel 1715 per farlo
stare fra due porte di una sala del
municipio di Amsterdam.
Rembrandt dipinse il suo capolavoro
utilizzando colori ad olio, stesi, secondo
la tecnica secentesca, in modo diretto,
con pochi abbozzi in bianco e nero sul
fondo e con impasti di colori condotti
sul quadro stesso. La tela della Ronda
è fittissima e completamente coperta di
pittura, anche dove vi sono trasparenze
leggerissime. In certi punti il colore forma
addirittura una pasta a rilievo ottenuta
usando una miscela con olio
particolarmente denso e viscoso.
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arte
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Con quest’opera Rembrandt rivoluzionò
completamente la concezione dei quadri
di gruppo, nei quali, di solito, si
raffiguravano solo i membri delle
corporazioni, messi in posa e resi con
estrema minuzia fisionomica. Il quadro
è affollato di figure e percorso da un
movimento frenetico, accresciuto dalle
lance e dalle bandiere che vengono
alzate alla rinfusa in tutte le direzioni e
Rembrandt non ha trascurato di esaltarvi,
accanto ai personaggi principali, le tre
azioni più importanti dell’arte
dell’archibugiere: la carica dell’arma,
affidata al soldato in rosso a sinistra; lo
sparo, effettuato dal piccolo soldato con
l’elmo coperto di fronde, dietro al
capitano e la pulitura del focone dalla
polvere, compiuta dal vecchio
archibugiere con la barba, dietro al
luogotenente. Ma il vero interesse
dell’artista è concentrato sui valori pittorici
e compositivi, sull’equilibrio dei gruppi,
solo in apparenza disordinati, sul gioco
raffinato dei colori e delle ombre, che
lega in modo mirabile ed animato questa
incredibile scena “civica”: una scena
nella quale si infiltra la gente della strada,
messa in maschera da Rembrandt con
elmi e costumi preziosi, in modo originale
e bizzarro, riuscendo così a creare la
più anticonformistica celebrazione che
mai sia stata dipinta d’un avvenimento
non certo eccezionale: l’uscita d’una
compagnia in armi, guidata dai suoi capi.
Nel quadro, attorno al gruppo centrale,
imperniato sul capitano Cocq e sul suo
luogotenente, Rembrandt disporrà ben
34 personaggi, compresi i tre della
striscia di sinistra, eliminata nel
settecento. Nella parte alta del dipinto,
in penombra, appeso all’arco della porta,
appare uno scudo con elencati i nomi
dei membri della Compagnia ritratti nel
quadro: quelli delle 16 guardie, più i
nomi del comandante e del
luogotenente. Lo scudo non fu dipinto
da Rembrandt, ma venne aggiunto più
tardi, forse su richiesta degli stessi
committenti. In una copia eseguita nel
1649 lo scudo non c’è, come del resto
non compare in uno schizzo del 1653,
appartenuto alla famiglia del capitano
Cocq. Da testimonianze rese tra il 1658
Colori compositi
e il ’59 da due delle guardie della
compagnia, risulta che Rembrandt, per
l’esecuzione del dipinto, aveva incassato
almeno 1600 fiorini: ciascuno dei 16
membri “di pari grado” della compagnia
ritratti aveva pagato 100 fiorini. I tredici
personaggi non elencati nello scudo
furono aggiunti per aumentare
l’animazione della scena.
Il genio visionario di Rembrandt, la sua
capacità di trasformare il vero in una
fantasmagoria di forme, di costumi, di
acconciature, si colgono anche nei
personaggi in apparenza così quotidiani
della Ronda, dove i dati della realtà si
dissolvono in un’atmosfera magica e
inquietante. Il travestimento con elmi e
cappelli trasforma i soldati in comprimari
di una scenografia teatrale preordinata.
Tra loro, il buffone della Compagnia, con
l’alto cappello a cilindro, sembra un
matto capitato lì per caso, in mezzo agli
armigeri. La bambina dai capelli biondi
che passa in mezzo ai soldati fa l’effetto
di una nana agghindata da signora, col
volto vizzo e il doppio mento. Passando
in punta di piedi dietro ai soldati, questa
figura marginale diventa il simbolo della
bizzarria del pittore. Rembrandt l’ha
letteralmente collocata in una “nube
d’oro”, le ha messo addosso dei gioielli
e una strana acconciatura da cui
spuntano penne variopinte di pavone.
Le figure in primo piano sono fissate
con una pittura robusta e viva. Per quelle
in secondo piano il maestro ha usato
una magica sfocatura che conserva ai
volti un impianto intensissimo.
Rembrandt era un collezionista
appassionato di quadri, di armature, di
gioielli, di costumi che utilizzava anche
per creare le fantastiche messe in scena
dei suoi quadri. Nella Ronda traspare la
passione per i particolari del lusso
esteriore: abiti smaglianti di rosso e di
giallo, adorni di frange e di splendidi
ricami, armi, stivali di cuoio lavorato, e
perfino un eccentrico elmo adorno di
fronde, portato da un piccolo soldato
che è seminascosto dalla figura del
capitano della Compagnia.
I primi due soldati a sinistra
appartengono al gruppo dei difensori
della bandiera, che in numero di quattro
facevano da guardia del corpo all’alfiere;
il terzo sta dietro al capitano; dalla spalla
del quarto occhieggia un volto, che si
crede sia quello di Rembrandt. La
composizione della Ronda è conclusa
sul lato destro dal gruppo formato dal
sergente Kemp, col cappello nero e
l’elegante collare arricciato, che dà un
ordine al soldato barbuto che gli sta
accanto e dal soldato con la ricca
camicia di seta verde, che col rullio del
suo tamburo accompagna la marcia
della più “famosa compagnia di soldati
della storia”.
Nel 1715 la Ronda, abbandonato il
salone degli armigeri, che col decadere
delle associazioni era diventato un luogo
pubblico di ritrovo e di aste, fu portata
in una sala del municipio di Amsterdam,
dove rimase esposta per un secolo. Per
vicende collegate all’occupazione
francese, venne poi trasferita nel palazzo
di un noto mercante d’arte della città e
lì vi rimase fino al 1885, data in cui venne
collocata nel nuovo e moderno
Rijksmuseum. Le avventure più rischiose
della Ronda cominciano con la seconda
guerra mondiale quando, per preservarla
dai comprensibili rischi bellici, venne
tolta dal Rijksmuseum e nascosta, con
non poche peripezie, in vari rifugi segreti.
Le sue dimensioni rendevano sempre
problematico il trasporto e per far entrare
la tela nelle strette porte dei rifugi, dovette
essere tolta dalla cornice ed arrotolata
su un grosso cilindro. Fino alla fine della
guerra fu tenuta nel sicuro nascondiglio
fortificato scavato nella collina di St.
Pietersberg, presso Maastricht. Nel 1945
fu riportata ad Amsterdam su
un’imbarcazione. La tela venne poi
sottoposta a un difficilissimo e accurato
restauro, condotto col controllo di raggi
X e infrarossi. Le vecchie vernici ingiallite
furono rimosse con speciali solventi e il
dipinto riacquistò la luminosità originaria
di una “ronda di giorno”.
La Ronda di Notte, sicuramente il
capolavoro di Rembrandt ed uno dei
capolavori della pittura di tutti i tempi, è
ora custodita al Rijksmuseum di
Amsterdam.
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Diario di Bordo
La Rete
gemella
di Credito
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Diario di Bordo
ECUADOR/ UN VIAGGIO DI SCOPERTA E ISTRUZIONE
Questa è un'avventura con radici lontane e che, pur avendo
il seme in Italia, nasce, cresce e si sviluppa
in un Paese ricchissimo di risorse e di… povertà: L'Ecuador.
di AMINATA GABRIELLA FALL
26
Nel 1970 viene costituito in Ecuador per
mano di Mons. Rada il GsFepp (Gruppo
Sociale Fondo Ecuadoriano Populorum
Progressio), un’istituzione privata a scopo
sociale rivolta agli strati marginali della
popolazione. L’iniziativa aveva le sue radici
nell’enciclica “Populorum Progressio” di
Papa Paolo VI e nell’idea che “Lo sviluppo
non si riduce alla semplice crescita
economica. Per essere sviluppo autentico,
dev'essere integrale, il che vuol dire volto
alla promozione di ogni uomo e di tutto
l'uomo. [...] Nel disegno di Dio, ogni uomo
è chiamato a uno sviluppo, perché ogni
vita è vocazione”. Partendo dalla finanza
popolare (“il denaro dei poveri per i poveri”)
il GsFepp ha concesso microcrediti alle
organizzazioni campesine, indigene e afroecuadoriane ramificando la propria attività
in numerose associazioni minori e
permettendo lo sviluppo culturale,
commerciale, agricolo e tecnologico. Nel
1997 il GsFepp ha costituito una propria
istituzione finanziaria controllata dalla
Colori compositi
Superintendencia de Bancos del Ecuador:
Codesarrollo – Cooperativa Desarrollo de
los Pueblos.
Ma cosa c'entra un sistema di casse rurali
dall'altra parte del mondo con me,
dipendente della BCC del Garda?
Nel 2009 Federcasse – la Federazione
Italiana delle Banche di Credito
Cooperativo Casse Rurali ed Artigiane istituisce in memoria di Lia Zaccardi, Suo
Vice Direttore Generale, un premio per
promuovere nei confronti delle dipendenti
donna del Credito Cooperativo esperienze
di crescita professionale e culturale.
L’anno scorso, la seconda edizione del
premio, prevedeva tra le diverse tipologie
di riconoscimento la partecipazione
all’ottava missione in Ecuador organizzata
dal Credito Cooperativo insieme a
Codesarollo. Un viaggio alla scoperta
della “rete gemella di credito” che lavora
e cresce anche grazie a prestiti e
finanziamenti offerti dalle BCC italiane, sia
in maniera individuale che in operazioni
di gruppo. Così, come nelle storie a lieto
fine, il 4 novembre mi trovo a bordo di un
aereo diretto a Quito seduta accanto alle
altre due vincitrici del premio Lia Zaccardi
(Camilla Fassi della BCC di Treviglio e
Alice Forzini della BCC della Val d'Arno).
Un viaggio lunghissimo: dopo quasi 26
ore atterriamo nel centralissimo aeroporto
di Quito dove gli aerei sfiorano i palazzi
edificati intorno alle piste. Sono ormai le
sei di sera e il sole sta velocemente
tramontando.
5 Novembre 2010
Inizia il vero viaggio di scoperta e
istruzione: sono con una delegazione
italiana di circa 40 persone composta dai
membri dei consigli direttivi di BCC e
Federazione Siciliana, di BCC del Nord
Italia, di Abi e Federcasse.
Con un piccolo autobus, dignitosamente
usurato dai chilometri, imbocchiamo la
Panamericana (strada che collega l'Alaska
alla Terra del Fuoco) e visitiamo le piramidi
di Cochasqui (a 3.100 m di altezza) frutto
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Da sinistra Camilla Fassi
con l’autrice dell’articolo.
dell’ingegno e del lavoro di una civiltà
preincaica.
In questa zona non piove da parecchio
tempo: i campi sono sabbia da cui
spuntano misere piantine di grano e
frumento e il progetto di costruzione di
un acquedotto, che a breve sarà
terminato, perde le sue radici nel tempo.
A dare sostegno agli abitanti di questa
zona c'è la cooperativa di Malchinguì che
assomiglia molto alle nostre prime casse
rurali: uffici della banca con premi per
incentivare le aperture dei conti, tassi
esposti per i vari finanziamenti e punti
vendita di beni agricoli e di consumo. Per
pranzo sono ospite con i miei compagni
di viaggio della cooperativa: brodo di
gallina ruspante da fare invidia a mia nonna
e Cuy, un roditore simile al porcellino
d'india cotto alla brace e la cui carne è
ritenuta molto pregiata.
Mi sposto in centro a Quito e scopro
come la cioccolata al 70% di cui sono
ghiotta viene commercializzata ed
esportata nei punti vendita equo solidali
e nei vari mercatini: grazie alla cooperativa
Camari il GsFepp promuove l'esportazione
dei prodotti ecuadoriani sia di artigianato
che alimentari. Motto di quest'iniziativa è
“o comprate i nostri prodotti o accogliete
i nostri migranti” (B. Tonello).
6 Novembre 2010
È una giornata densa di colori e profumi.
Il cielo è coperto, ma in lontananza
incombono i ghiacciai dei vulcani che
caratterizzano il panorama della Sierra.
Parto con i miei compagni per visitare la
piantagione di rose del bresciano
Giuseppe Torri: coltivazioni di eccellenza
raggiunte grazie all’uso esclusivo di metodi
biologici e, come sottolinea Torri, “in
rispetto della gente che lavora per me e
per il futuro dei miei figli”.
Migliaia di rose destinate ad arrivare
ovunque; in Russia, in Europa, in Nord
America. Rose che danno un guadagno
(al netto delle spese per i brevetti) di 0,90
$ l'una ma che in Russia vengono vendute
a 9 $. Procedo con la visita ad una Cassa
Rurale che, come per la Bcc del Garda,
si colloca territorialmente su un lago molto
grande: Coacpi. Anche qui l’accoglienza
è eccezionale ed è meraviglioso vedere
come tante donne siano la base e la spinta
propulsiva di queste attività. Ancor più
importante il continuo riferimento al “futuro”
dei loro figli.
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Diario di Bordo
7 Novembre 2010
È domenica 7 e in Ecuador è un giorno
fortunato: lo spero, mentre con un piccolo
volo interno sorvolo la Sierra diretta verso
la foresta amazzonica. La felicità di stare
per qualche giorno a livello del mare (a
Quito siamo quasi a 2.000 metri) svanisce
velocemente quando scendendo
dall'aereo sono schiaffeggiata da un caldo
soffocante e da un’umidità opprimente.
Nel cortile dell'albergo di Coca ci sono
scimmiette che giocano, enormi
tartarughe, pappagalli e una
rigogliosissima vegetazione annaffiata
periodicamente da acquazzoni tanto
violenti quanto brevi.
8 Novembre 2010
Oggi tocco con mano l'avidità dei
cosiddetti Paesi sviluppati nei confronti
dei Paesi considerati meno sviluppati.
L'Ecuador, specialmente la parte
amazzonica, “galleggia” su un mare di
petrolio che la Texaco (contro la quale è
in corso uno storico processo) ha sfruttato
senza alcun ritegno. La conseguenza di
questo sfruttamento è la morte di migliaia
di persone per inquinamento delle falde
acquifere e del terreno.
Navigo per alcune ore lungo il Rio Napo
(un fiume lunghissimo, affluente del Rio
delle Amazzoni) fino ad arrivare a Pompeya
un piccolo villaggio nella foresta dove
sorge una microscopica cassa rurale. Le
donne del paese mi accolgono con danze
e Mayon: una larva arrostita che non rifiuto
di assaggiare scoprendone così la bontà.
Cammino nella foresta amazzonica e
scopro che da ogni pianta si ricavano
medicinali utilizzati anche dalla moderna
medicina occidentale.
9 e 10 Novembre 2010
Nueva Loja: una città vicina ai confini con
la Colombia piagata dalle violenze
importate dai trafficanti di droga.
In una intervista radiofonica ho il piacere
di rappresentare la mia delegazione e di
raccontare tutto quello di meraviglioso
che ho visto fino a questo momento.
Visito anche i famigerati pozzi petroliferi.
Il petrolio estratto viene trasportato sulla
costa tramite un oleodotto che mi
accompagnerà lungo tutta la strada di
ritorno a Quito.
11 e 12 Novembre 2010
Al rientro a Quito ho l’opportunità di
partecipare al convegno “8° incontro
Ecuador-Italia, dar credito alla speranza,
dar speranza al credito: i 40 anni del
GsFepp”. Qui ritrovo tutti coloro che ho
incontrato fin’ora: campesinos in abiti
tradizionali, direttrici e presidenti delle
casse rurali, Bepi Tonello (direttore
esecutivo del GsFepp e presidente di
Codesarollo nonché guida di tutto il
viaggio), il ministro dell'economia Jeanette
Sanchez e Carlos Mazon - direttore
generale di Codesarollo e sapiente guida
nel mondo bancario ecuatoriano.
Purtroppo il rientro si avvicina e nel
pomeriggio dell’ultima giornata di
convegno mi ritrovo in partenza per la
quanto mai lontana Milano Malpensa.
Se questo viaggio premio aveva come
finalità quello di formare delle persone
insegnando loro che l'economia e la
finanza hanno una morale e che
l'entusiasmo, il lavorare a piccoli passi e
per il futuro dei propri figli sono
fondamentali per far bene un cammino di
crescita, allora posso dire che l’obiettivo
è stato sicuramente raggiunto.
Sono tornata a casa consapevole che
nessuno di noi è troppo piccolo, povero
o ignorante per non potersi impegnare
per rendere il mondo migliore.
E lavorare nel Credito Cooperativo vuol
dire avere la fortuna di rinnovare
quotidianamente l'orgoglio di operare in
un'istituzione che cresce e fa crescere
col cuore.
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eventi appuntamenti
Incontri con i Soci
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Eventi
Nel mese di dicembre sono stati realizzati due incontri con i Soci, rispettivamente il 6 a Padenghe e il 20 a Tremosine.
L’incontro di Padenghe, divenuto nel corso degli anni un appuntamento tradizionale per la compagine sociale di tutta l’area della
Valtenesi, si è concentrato sull’andamento della Banca e sui progetti e le realizzazioni avvenute nel corso dell’anno. L’incontro
è stato anche l’occasione per presentare il nuovo Responsabile dell’Area Mercato, Lamberto Tonini, che ha sostituito, nella
carica di Capo Area Mercato, Claudio Barbaglia, andato in pensione alla fine dell’anno. L’evento ha registrato una sala gremita
di Soci che hanno partecipato con interesse al dibattito animandolo, con numerose domande e sollecitazioni.
L’incontro di Tremosine è stato l’occasione per presentare il libro edito dalla Banca “Oltre l’economia del profitto. Quale spazio
alla persona?” e il libro curato dall’Associazione Culturale di Tremosine La Löm “Economia a Tremosine: profitto o crescita
sostenibile”. Entrambi i volumi sono presentati nella sezione di questo numero a pagina 18.
Alla luce della maggiore attenzione che viene posta per mitigare la distanza percepita tra mondo finanziario e vita quotidiana,
gli incontri di zona promossi dalla Banca rivestono un’importanza strategica permettendo di cogliere meglio le necessità delle
persone che con la nostra Banca lavorano e che, in essa, debbono trovare fiducia, certezze e possibilità.
Telefisco
Aggiornamenti
fiscali 2011
Corso Budget
Il 26 gennaio scorso presso il Gardaforum si è svolta l’unica data per la Provincia di Brescia dell’edizione
2011 di Telefisco, appuntamento di aggiornamento promosso dal Sole24Ore, rivolto principalmente
ai professionisti in materia fiscale, tributaria e legale. All’incontro hanno partecipato oltre 400 persone.
La BCC del Garda ha organizzato un corso di formazione rivolto ai propri Soci e clienti, imprenditori,
dirigenti ed amministratori di aziende interessati ad approfondire i temi legati all’analisi di bilancio ed
al controllo di gestione. Il corso, partito in data 29 ottobre scorso, è organizzato in quattro lezioni
pomeridiane, della durata totale di sedici ore.
Si è svolto fra i mesi di febbraio e marzo un nuovo corso di formazione rivolto a imprenditori,
amministratori, direttori generali, dirigenti e responsabili amministrativi, controller, responsabili dei
budget, consulenti e responsabili controllo di gestione.
Si tratta di una iniziativa di formazione della BCC del Garda che prosegue idealmente il percorso già
iniziato con successo alla fine del 2010. Questa nuova edizione, sempre condotta dal Dott. Giuseppe
Nimis (Dottore Commercialista e Revisore Contabile), si è concentrata principalmente
sull’implementazione in azienda di un sistema efficace di Controllo di Gestione, per poter accertare
la corrispondenza tra attività programmate e operazioni eseguite. Hanno partecipato differenti aziende,
fra clienti e Soci della Banca.
Marco Maggi e Paolo Felesi hanno
portato la BCC del Garda
al Mongol Rally, viaggio di dieci mila
chilometri, promosso dall’associazione
“The adventurist”
da luglio a
settembre 2010,
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Il tasso del mutuo viene determinato
all’atto della stipula e sarà quello per
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Avrete la tranquillità sulla certezza del
tasso d'interesse.
Il floor predeterminato dalla Banca,
non permette, nel caso di mutui a
tasso variabile, di scendere sotto un
certo limite. Un mutuo senza floor
abbatte questa limitazione, sfruttando
pienamente le variazioni verso il
basso del tasso di riferimento.
I mutui con CAP sono mutui a tasso
variabile, con una garanzia in più: il
tasso d'interesse non potrà superare la
soglia massima (CAP) predeterminata
all'atto di stipula, pur continuando a
sfruttare i vantaggi del tasso variabile.
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generale denominato Principali Diritti del Cliente e al Foglio informativo disponibile in filiale e sul sito internet.
www.bccgarda.it

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