fiji - I Viaggi di Monica e Luigi

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fiji - I Viaggi di Monica e Luigi
DIARIO DI VIAGGIO USA – FIJI (26 LUGLIO – 15 AGOSTO 2010)
PREMESSA
Visto che era la nostra luna di miele e che avevamo altre mille cose a cui pensare, abbiamo preferito
prenotare tramite agenzia almeno i voli, l’auto a noleggio, la prima e l’ultima notte a Las Vegas del nostro
tour on the road, la settimana di soggiorno con pensione completa alle Fiji. L’itinerario di viaggio alla
scoperta dei parchi nazionali invece ce lo siamo costruiti su misura, facendo in otto giorni quello che
normalmente tutti i tour operators propongono in cinque giorni. Questo ci ha permesso di fare degli
spostamenti brevi e di avere così più tempo a disposizione per visitare i parchi. Abbiamo pianificato
l’itinerario a casa e abbiamo prenotato tutti gli alberghi su internet con largo anticipo (a marzo). Vi
consigliamo di fare altrettanto se anche voi siete interessati a fare questo viaggio in alta stagione, perché
anche prenotando a marzo, alcune strutture all’interno dei parchi risultavano già al completo. Tutti gli
alberghi hanno il parcheggio gratuito, il frigo in camera, la macchina del ghiaccio e quando offrono la
colazione, solitamente lo fanno dalle 6 del mattino,e mettono anche a disposizione contenitori per
portarsela via se preferite, insomma sono organizzati per accogliere i viaggiatori on the road. Gli
spostamenti in macchina sono stati facili e tranquilli, grazie al navigatore e a strade grandissime e poco
trafficate. I parchi sono veramente organizzatissimi: percorsi accessibili, bagni, rifornimento di acqua, punti
ristoro, assistenza dei rangers che all’ingresso vi daranno un giornalino con tutte le informazioni (cartine,
descrizione dei sentieri, programma delle visite guidate e delle iniziative dei rangers, numeri utili, storia del
parco, specie animali e vegetali presenti nel parco, ecc..). Se avete l’intenzione di visitarne alcuni, vi
conviene acquistare l’annual pass all’ingresso del primo parco: costa 80$ e vale per una macchina con fino a
quattro passeggeri. Tutta la vacanza è stata veramente bellissima e ricca di emozioni, ma sicuramente la
parte più bella e più nuova per noi à stata la prima, ovvero la vacanza on the road attraverso i parchi
nazionali. I paesaggi, la natura, gli spazi immensi, i colori rimarranno per sempre nei nostri occhi.
Il resoconto di viaggio che segue è abbastanza schematico. Abbiamo preferito dare indicazioni pratiche e
utili per organizzare un viaggio simile al nostro. Per le emozioni basta vedere le foto.
26.07. SI PARTE PER LAS VEGAS
Volo Bologna – Monaco – Chicago – Las Vegas con Lufthansa e United
Hotel Paris Las Vegas: ottimo. Posizione comodissima a metà della Strip, proprio di fronte al Bellagio, se
siete fortunati come noi, vedrete lo spettacolo delle fontane comodamente dal divano della vostra enorme,
pulitissima e comodissima stanza!
Atterriamo a Las Vegas alle 22.00 e fra ritiro valigie, ritiro della macchina all’Alamo, check in siamo in
camera a mezzanotte, ma siamo a Las Vegas, quindi decidiamo di uscire per un rimo giro sulla Strip.
Visitiamo il casinò del Paris, il Bellagio, il Flamingo e proseguiamo verso il Cesar Palace poi a nanna perché
sono le due di notte e ci sono ancora almeno 30 gradi e ormai siamo stremati.
27.07. DA LAS VEGAS A ZION NATIONAL PARK (KM 278)
Percorso: I15, HWY17, HWY9
Hotel : Best Western Zion Park Inn. Ottimo. Posizione comodissima a 5 minuti di navetta gratuita dal centro
di Springdale e dall’ingresso del parco. La fermata della navetta è proprio davanti all’hotel. L’hotel è
tranquillo, pulito, perfettamente inserito nel paesaggio e con piscina e parco con vista sulle montagne sul
retro. La camera era ampia, pulita e dotata di ogni confort. L’hotel non ha la sala per la colazione, ma in
camera ci sono il frigo e il necessario per farsi tea e caffè, e due bar/ristoranti si trovano di fianco all’hotel.
Zion National Park. Anche se è il più “normale” dei parchi che abbiamo visto, è sicuramente molto bello. È
visitabile solo a piedi o con la navetta gratuita che si ferma nei vari punti panoramici e all’inizio dei sentieri,
il ché lo rende molto tranquillo. E’ davvero molto rilassante, ancora oggi quando lo penso mi rilasso.
Pasti. Pranzo all’ingresso del parco: c’è un bar-deli- gelateria, dove puoi anche prepararti una bella insalata
mista con un sacco di cose. Cena a Springdale al Wildcat Willie’s Restaurant: ristorante carino, carne buona,
anche se non bisogna avere fretta!
28.07. DA ZION NATIONAL PARK A BRYCE CANYON (KM 142)
Percorso: HWY9(panorami stupendi attraverso lo Zion National Park), US89, HWY12 (attraverso il bellissimo
Red Canyon), HWY63.
Hotel: Best Western Bryce Canyon Grand. Un po’ caro ma veramente ottimo. Si trova proprio all’ingresso
del parco ed è attiguo a negozi, supermercato, ristoranti. La camera era enorme, pulitissima e
attrezzatissima (c’erano anche gli accappatoi!). Colazione ottima e abbondante a buffet.
Bryce Canyon. È proprio stupendo. Arrivati all’”anfiteatro” abbiamo fatto una passeggiata di circa due ore
che ci ha portato dal ciglio del canyon alla base dei pinnacoli e di nuovo in alto sul bordo del canyon, non è
facilissima, ma abbordabile anche da chi come noi non fa sport. È stata molto emozionante. Per spostarci
agli altri punti panoramici abbiamo preferito la macchina questa alla navetta, visto che questa rimane solo
nella zona del parco più vicina all’anfiteatro. Devo dire che abbiamo fatto bene visto che sono tutti molto
spettacolari e che a 2000mt il tempo cambia rapidissimamente e un momento hai bisogno del pile e del kway e cinque minuti dopo muori di caldo e ti vuoi togliere tutto!
Pasti. Pranzo al tristissimo Bryce Canyon lodge (ma pioveva e abbiamo dovuto far passare un’ora…) e cena
di fronte all’hotel al buffet del Best Western Ruby’s, Inn, che vi consiglio perché anche se la qualità non è al
top è discreto e c’è di tutto per tutti i gusti (zuppe,carne, pesce, verdure cotte crude,dolci e anche il
gelato!).
29.07. DA BRYCE CANYON A MOAB E ARCHES NATIONAL PARK (KM446)
Percorso: HWY63, HWY12, US89, I70, US191.
Hotel: Hampton Inn Moab. Anche questo veramente ottimo. Camera ampia, pulita e dotata di ogni confort.
È di fronte alla pompa di benzina. Colazione ottima e abbondante a buffet.
Arches National Park. Che dire, è veramente sorprendente! Dopo due giorni di montagna eccoci nel
deserto! Un deserto molto divertente però, pieno di archi, pinnacoli e rocce dai colori fantasiosi e dalle
forme fantastiche. E come ogni deserto che si rispetti l’escursione termica è tanta: si muore di caldo alle
due del pomeriggio con il sole a picco, e c’è freddo alle 6 di sera quando il sole sta tramontando e ci sono
anche le nuvole che preannunciano un temporale.
Pasti. Per il pranzo c’è il bellissimo supermercato di Moab. Ha un bel reparto gastronomia calda e fredda e
il salad bar dove farsi un’insalata da asporto. Noi ce la siamo mangiata nell’area da pic-nic di Arches
National Park, c’erano 40 gradi ma almeno eravamo in mezzo alla natura!!! A cena siamo andati da Pizza
Hut: sconsigliatissimo!!! Di solito Pizza Hut ci piace un sacco, ma qui faceva un po’ schifo: pizza bruciata
dopo quasi un’ora di attesa!
30.07. MOAB – CANYONLANDS – MONUMENT VALLEY
Percorso da Moab a Canyonlands: US191, US313 (50KM).
Percorso da Moab a Monument Valley: US191, US163 (240KM).
Hotel: The View Hotel (Monument Valley). Veramente una chicca! È l’unico hotel all’interno della
Monument Valley e la camera è veramente con vista!!! L’Hotel è nuovo, le camere grandi, tutte con
balcone con vista sui “monumenti” e sull’alba. Noi avevamo una stars view (ovvero all’ultimo piano con il
balcone aperto per poter vedere le stelle, in realtà abbiamo visto una tempesta di lampi e fulmini come mai
non c’era capitato, ma è stato ugualmente emozionante!!!), ma anche quelle standard sono ottime (erano
già esaurite a marzo quando abbiamo prenotato). La colazione non è compresa, ma anche qui ci sono il
frigorifero e tutto il necessario per tea e caffè, quindi ce la siamo preparati noi e abbiamo mangiato sul
nostro balcone con vista. Che spettacolo! In alternativa c’è il ristorante panoramico.
Canyonlands. L’abbiamo visitato alla mattina presto, siamo entrati prima delle 8.00 tanto c’è già piena luce,
ed è stato emozionante perché non c’era veramente nessuno. Ci siamo fermati nei principali punti
panoramici raggiungibili in macchina e da qui abbiamo preso i brevi sentieri per vedere le cose principali (il
cratere, il Green River e soprattutto Landscape Arch). Forse è il parco che nell’insieme ci è piaciuto meno
ma il panorama che si ammira da Landscape Arch vale da solo la visita al parco!!!
Monument Valley. È l’unico dei parchi che abbiamo visitato che non è compreso nell’Annual Pass, perché è
una riserva indiana e l’ingresso costa 5$ a testa. Noi abbiamo preferito fare la visita in fuori strada con i
Navajo. La visita dura 2 ore e dopo un po’ di contrattazione ci è costata 65$ a testa. Un po’ caro? Forse, ma
visto il percorso che è veramente dissestato e che la nostra macchina (una Kia Forte) ha toccato dopo soli
200 mt, abbiamo preferito tornare al parcheggio e goderci la visita in completo relax in fuori strada. Oltre a
fermarsi nei punti panoramici accessibili in macchina, fanno anche dei sentieri privati, portandoti così in
luoghi remoti altrimenti inaccessibili. Devo dire che alla fine sono stati soldi ben spesi. Abbiamo fatto
l’escursione nel tardo pomeriggio, così ci siamo goduti un tramonto veramente eccezionale.
Pasti. Pranzo di nuovo al supermercato di Moab a farci l’insalata che stavolta abbiamo mangiato nei tavoli a
disposizione nel parcheggio. Per chi va alla Monument Valley: c’è un’area da pic-nic molto carina subito
fuori Moab, a saperlo… Per la cena siamo rimasti in hotel e abbiamo mangiato un hamburger buonissimo
con patate e contorno a un prezzo onestissimo per il posto bellissimo che è.
31.07. DALLA MONUMENT VALLEY A PAGE - LAGO POWELL ( 190KM)
Percorso: US163, US160, HWY98.
Hotel: Best Western Arizona Inn. Scarso. L’albergo è vecchiotto, il personale scortese e la pulizia lascia un
po’ a desiderare. Avevamo chiesto una camera ad un piano alto ma non ce l’hanno data. La piscina è
minuscola e non c’è posto per tutti gli ospiti. La camera era spaziosa, ma la moquette era veramente
bisognosa di essere cambiata (o quantomeno pulita), il bagno era pulito. La colazione non era ai livelli del
Best Western del Bryce Canyon ma accettabile. Si può trovare veramente di meglio a Page.
Lago Powell. La giornata è cominciata male. Dovevamo visitare Antelope Canyon ma era chiuso: più a nord
stava piovendo e viste le possibili improvvise inondazioni l’hanno chiuso per 2 giorni. In alternativa abbiamo
visito la diga (interessante, carina, ma niente più) e Horseshoe Bend, che altro non è che un’ansa formata
dal Colorado. Che dire, è veramente spettacolare, ma il sentiero per arrivarci è tutto al sole e c’erano 45
gradi!!! Insomma da insolazione. Infine siamo andati alle marine sul lago, che sono state un po’ una
delusione anche se effettivamente l’immagine del lago all’interno di quello che era un canyon è abbastanza
impressionante. Vabbeh, ci vuole sempre una giornata pacco in una vacanza…
Pasti. Per pranzo un panino al supermercato di Page. Cena al bellissimo Ken’s Old West di Page, un
ristornate con musica country in tipico stile western. Abbiamo mangiato veramente dell’ottima carne in un
ambiente veramente piacevole.
01.08. DA PAGE AL GRAND CANYON (225KM)
Percorso: HWY98, US89, HWY64.
Hotel: Bright Angel Lodge and Cabins. Noi avevamo una cabin. La posizione dell’hotel è impagabile, visto
che si trova proprio sul bordo del canyon, però la struttura è vecchiotta. Insomma è come avere un
bungalow in campeggio. La camera è piccolina con il letto queen, con la moquette e finita in legno, con un
odore stantio, il bagno invece è nuovo e pulitissimo. Il prezzo è imbattibile (60 euro a camera), ma col
senno del poi io avrei speso un po’ di più e avrei scelto un’altra struttura (anche se Luigi dice che andava
benissimo e ha dormito benissimo). Insomma se non avete lo spirito del campeggio a fianco ci sono il
Kachina Lodge, ma soprattutto il magnifico El Tovar.
Pasti. A pranzo abbiamo mangiato al cafè-delicatessan del General Store proprio al centro del Grand
Canyon Village. Alla sera invece abbiamo mangiato al Bright Angel Restaurant : una bistecca con patata al
cartoccio e fajitas di pollo, tutto più che dignitoso con prezzi abbordabilissimi, anche se il locale è come il
resto del Bright Angel, un po’ vecchiotto e con la moquette da cambiare!
Grand Canyon National Park. È veramente imponente e bellissimo. La prima vista lascia senz’altro senza
parole. La seconda…beh la seconda non l’abbiamo proprio vista: c’era la nebbia e non si vedeva niente!!!
Incredibile!!! Ci stava venendo la rabbia, e invece è piovuto mezz’ora e la nuvola si è dissolta, così nel
pomeriggio abbiamo fatto a piedi quasi tutto l’Hermits Trail ed è stato veramente bello. Al ritorno abbiamo
preso la navetta gratuita che ferma proprio al Bright Angel Lodge, e chi c’era ad aspettarci?? Due cervi
bellissimi che brucavano indisturbati nonostante i numerosi turisti che si erano fermati a fotografarli,
mandando letteralmente il traffico in tilt! Dopo cena abbiamo fatto due passi e li abbiamo rivisti che
dormivano nel giardino di El Tovar!
02.08. DAL GRAND CANYON A LAS VEGAS (470KM)
Percorso: HWY64, I40 (con deviazione sulla mitica Route 66 a Williams per la pausa pranzo), US93.
Hotel Paris Las Vegas come la prima notte.
Grand Canyon National Park. La mattina dopo è stato veramente stupendo: ci siamo svegliati all’alba e
siamo usciti dalla nostra cabin per vedere il sorgere del sole sul grand canyon. È stato bello perché
incamminandoci sul rim walk in direzione est, poco dopo gli alberghi isolati fra gli alberi proprio sopra l
dirupo, abbiamo visto altri 3 cervi, bellissimi, stavolta soli senza altre persone. Che emozione! Hanno
continuato a mangiare come se non ci fossimo!!! La mattinata per fortuna è stata soleggiata così abbiamo
ripercorso tutta la Kaibab Trail Route fermandoci a tutti i punti panoramici che il giorno prima abbiamo
dovuto saltare causa nebbia. Insomma ci è andata proprio bene e la vista del Colorado dal Desert View
Point è senz’altro una delle cose più belle che abbiamo visto in questa vacanza.
Las Vegas. Siamo partiti da Grand Canyon verso mezzogiorno e dopo una breve sosta per il pranzo a
Williams sulla route 66, siamo andati a Las Vegas passando per la Hoover Dam, dove però non ci siamo
fermati. Siamo arrivati al Premium Outlet di Las Vegas alle 17.50 e il termometro segnava 100F ovvero
38C!!! Lo shopping è stato fruttuoso nei negozi “americani”: Hilfigher, Ralph Lauren, Timberland e altri. Poi
alle 22.00 l’outlet ha chiuso e noi siamo andati finalmente in Hotel. Abbiamo mangiato qualcosa e poi
siamo usciti di nuovo perché volevamo vedere il Venetian. È veramente strabiliante e all’interno perdi
veramente la nozione dello spazio, tra canali artificiali, la riproduzione di piazza San Marco e delle calli.
Pasti. A pranzo ci siamo fermati al Diner 66 di Williams. Sembra proprio di stare dentro ad Happy Days,
l’Hot Dog era buono, le patatine proprio no. A cena abbiamo mangiato in Hotel nell’unico ristorante che
rimane aperto fino a tardi (non mi ricordo come si chiama, ma è proprio di fianco al buffet andando verso il
casino) . Abbiamo mangiato bene, cucina in stile francese. Volevamo mangiare al famosissimo buffet del
Paris, ma chiude alle 10.00 quindi non possiamo giudicarlo.
03.08. LAS VEGAS E PARTENZA PER LE FIJI
Il nostro aereo per le Fiji via Los Angeles è alle 20.00, quindi abbiamo tutta la giornata per vedere Las Vegas.
Visto che non siamo dei giocatori, decidiamo di girare sulla strip entrando e uscendo dai vari
alberghi/casino. Las Vegas è veramente una pataccata gigante, ma se la si prende in ridere, c’è modo di
divertirsi nonostante i 40 gradi!!! Visitiamo nell’ordine il Miracle Mile del Planet Holliwood, il New York
New York, l’Excalibur, il Luxor e il Mirage. Il giudizio finale è unanime: il Venetian è sicuramente il più bello e
di tutti, anche se sia il Paris che il New York hanno delle ambientazioni bellissime e dettagliatissime.
Siamo poi tornati al Paris a prendere bagagli e macchina e siamo andati in aeroporto. Abbiamo volato con
United fino a Los Angeles e con Air Pacific fino a Nadi. La nostra coincidenza era veramente strettissima per
un aeroporto americano (solo due ore!) e abbiamo rischiato di perdere l’aereo: siamo arrivati correndo ad
imbarco già iniziato!!! Vi consigliamo coincidenze più ampie!!!
Pasti. Colazione in camera preparata da noi. Pranzo al Brazil Grill del Planet Holliwood. Abbiamo mangiato
con la formula all you can eat spendendo circa 20 dollari a testa: buffet delle insalate e dolci più carne di
tutti i tipi servita direttamente ai tavoli tagliata dal cameriere dagli spiedoni appena cotti. Tutto
buonissimo! Per chi non ama la carne, segnaliamo che proprio a fianco c’era il buffet e il tema del giorno
era il sushi! C’era della roba incredibile!!! Per cena ci siamo mangiati un hot dog in aeroporto.
04.08 e 05.08. IN VOLO E ARRIVO ALLE Fiji
Il volo da Los Angeles a Nadi dura dieci ore e scorre tranquillo, fortunatamente per noi è notte e quindi
dormiamo, anche perché il programma di intrattenimento è veramente scarso. Passiamo la linea del
cambio data e quindi arriviamo a Nadi alle 5.00 di mattino del 5 agosto. All’aeroporto ci accoglie un
complessino figiano che suona e canta canzoni di benvenuto e i vari tour operator ti aspettano mettendoti
al collo collane di fiori o conchiglie. Abbiamo scelto il trasferimento al villaggio in elicottero e devo dire che
è stato proprio bello. Mi aspettavo di sentire molto il decollo e l’atterraggio, invece non te ne accorgi
neanche (anche meno dell’idrovolante!). Si vola abbastanza bassi, così ti godi proprio il panorama!
Dal 05.08 al 12.08 TREASURE ISLAND RESORT – FIJI
Questa è la nostra settimana di mare e riposo, quindi ci dedichiamo all’abbronzatura e allo snorkeling. Per
essere inverno è proprio un gran bell’inverno: 12 ore di luce, sempre sole, sempre ventilato, insomma
tempo perfetto per stare in spiaggia tutto il giorno, fare dei bei bagni, godersi dei tramonti e delle albe
stupendecciamo snorkeling intorno alla nostra isola e qualche volta usciamo in barca e visitiamo alcuni
reefs tra cui Jacky Reef e Rainbow Reef. Devo dire che ovunque abbiamo visto del corallo stupendo e di
tutti i colori, anche se come pesci ci aspettavamo qual cosina di più.
Per quel che riguarda Treasure Island, dobbiamo dire che è vecchiotta e necessita di ristrutturazione che in
effetti stanno facendo. In ogni caso lo standard generale di ordine e pulizia e cibo è ben lontano da quello a
cui siamo abituati noi italiani. Con tutto il personale che lavora su quell’isola, dovrebbe essere tenuta a
specchio, invece non è così: non sistemano praticamente mai la spiaggia, raccolgono di rado le foglie, non
sai mai a che ora finiranno di farti la stanza e quanti asciugamani si ricorderanno di lasciarti!!! Per i pasti noi
avevamo scelto la pensione completa, ovvero ogni giorno potevamo scegliere tra il buffet e il menù a la
carta. Il buffet si è rivelato praticamente sempre immangiabile, mentre alla carta abbiamo mangiato
sempre abbastanza bene.
Insomma il paragone con le Maldive è inevitabile, visto che la tipologia della vacanza è la stessa: anche se
abbiamo passato una settimana piacevole e il nostro giudizio sulle Fiji è senz’altro positivo, per noi le
Maldive sono le numero uno! Per permettervi di capire meglio il nostro giudizio, vi diciamo che il nostro
termine di paragone alle Maldive sono Alimathà e Maayafushi. Il livello delle strutture e dei servizi era
sicuramente più alto da tutti i punti di vista: pulizia, cibo, ordine. Dal punto di vista del mare, sicuramente
alle Maldive abbiamo visto più pesci (sia per quantità che per tipologie), mentre il corallo è sicuramente
meglio alle Fiji.
12.08 TREASURE ISLAND – NADI – LOS ANGELES
Abbiamo il volo di sera, così possiamo stare tutta la giornata in spiaggia. Prendiamo l’ultimo traghetto di
linea per Denarau Marina, così ci godiamo il tramonto sulle varie isolette che passiamo dalla nave. Il tragitto
dura circa 45 minuti ed è molto piacevole. Il porto di Denarau Marina è molto carino, pieno di ristorantini e
negozietti tra cui il mitico spaccio aziendale della HUGG. Eh sì, la Hugg ha una fabbrica alle Fiji: mi sono
comperata un paio di stivali a 80 Euro!!! Dopo questa pausa fruttuosa, il nostro tour operator ci ha portato
in aereoporto, dove abbiamo recuperato due valigie che avevamo lasciato in deposito, visto che erano
piene di vestiti sporchi usati negli usa e dello shopping di Las Vegas e che in elicottero la franchigia è di soli
15 KG.
Anche stavolta il viaggio è andato bene e abbiamo dormito quasi tutto il tempo. Abbiamo ripassato la linea
del cambio data, così siamo arrivati a Los Angeles alle 14.00 ma sempre del 12 agosto.
Hotel: Best Western Sunset Plaza. Ottimo. L’Hotel è bellissimo, nuovissimo e pulitissimo. La camera non era
grandissima, ma comunque comoda, pulita e molto piacevole. La colazione a buffet è ottima e
abbondantissima. Dall’aeroporto all’hotel vi consigliamo il taxi costa 45$ (prendere lo shuttle in due vi
costerà 36$) e ci mette circa mezz’ora contro le 2 ore che impiega lo shuttle!
Dopo una doccia siamo usciti e con il pullman siamo andati alla Walk of Fame. Abbiamo fatto un giro per
vedere le varie stelle, visto qualche negozio (ma più che altro ci sono negozi di souvenir per turisti), visto il
centro commerciale del KodaK Theatre, fotografato la scritta Hollywood, e assistito a un vero e proprio red
carpet: al Chinese theatre c’era la prima di un film “Lottery Ticket” , con attori a noi sconosciuti, ma visto i
fotografi, il tappeto rosso, i fans che facevano foto, forse in USA sono già famosi… Siamo poi tornati a piedi
al nostro albergo (40 minuti circa). Ceniamo nel bellissimo e divertente Saddle Ranch proprio di fronte
all’Hotel. È un locale allestito come un saloon e il rodeo elettronico. Era pienissimo di giovani e la carne era
veramente ottima.
13.08 LOS ANGELES (UNIVERSAL STUDIOS, SANTA MONICA, RODEO DRIVE)
Los Angeles è veramente una città sconfinata e per girarla comodamente sarebbe necessaria una macchina,
ma visto il poco tempo che rimaniamo (abbiamo deciso di fare solo uno stop over di 2 notti per spezzare il
viaggio di ritorno dalla Fiji) giriamo con I mezzi pubblici, dove ci rendiamo subito conto che gli unici cosidetti
“bianchi” che li utilizzano sono i turisti, gli altri sono tutti in strada con la Porche, la Ferrari, ecc.. Ci troviamo
in mezzo a una moltitudine di razze che sta andando al lavoro, mentre noi impieghiamo un’ora e un quarto
da Sunset Plaza agli Universal Studios! Passiamo alcune ore carine, anche questi come Las Vegas sono una
gran “americanata”, per apprezzarli veramente bisogna essere amanti degli effetti speciali. Comunque
prendiamo il trenino per visitare gli studios e i vari set (lo squalo, la signora in giallo, casalinghe disperate,
Psycho, Fast and Furious, la guerra dei mondi, ecc, facciamo King Kong 3d 360°, Shrek 4d, Woterworld. Poi
verso le 14.00 riprendiamo i mezzi e ci spostiamo in 1 ora e mezza e Santa Monica, dove non possiamo fare
altro che chiederci dove è finito il caldo??? Infatti nonostante la bellissima giornata di sole, tira un vento
freddissimo, e dire che le tipe dei telefilm sono sempre in sandalini e hanno la macchina cabrio!!! Santa
Monica è l’unico posto di Los Angeles che mi sento di definire veramente bello. Il lungo mare con le palme
è proprio bello, il Pier pieno di gente e divertente e la passeggiata sulla 3rd str. Promenade molto carina,
anche se la maggior parte dei negozi, come in tutta Los Angeles è per noi irraggiungibile. Al contrario di
New York o di Washington infatti, non ci sono i saldi e in ogni caso sono tutti negozi griffatisimi. Alle 19.00
riprendiamo l’autobus che percorrendo tutta la Santa Monica Blvd ci lascia nei pressi di Rodeo Drive.
Facciamo un giro su Rodeo e poi andiamo a cena alla Cheesecake Factory, una catena di ristoranti famosa
per i suoi buonissimi ed enormi cheesecake, che i nostri amici Cristiano e Marnè ci hanno fatto conoscere
l’anno scorso a Washington. Mangiamo dell’ottima carne e un ottimo dolce anche qui, il tutto annaffiato da
un ottimo merlot californiano per scaldarci un po’!!!
14.08 LOS ANGELES (BEVERLY CENTER) E PARTENZA
Alla mattina andiamo a piedi (circa mezz’ora attraversando Melrose) al Beverly Center per l’ultimo
shopping (quasi tutto di Luigi!!!), poi prendiamo un taxi che ci riporta in albergo a prendere le valige e poi
all’aereoporto dove ripartiamo alla volta di casa.
Insomma anche Los Angeles una volta nella vita è da vedere, e alla fine dobbiamo dire di aver passato due
giorni piacevoli anche se la sua grandezza ci ha un po’ disorientato all’inizio. Sinceramente le abbiamo
senz’altro preferito le città dell’East Cost e devo dire che se non ci fosse l’industria del cinema, non le
rimarrebbe un gran ché.

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