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CONFINDUSTRIA
4
2008
STUDI E RICERCHE
Comportamento sismico delle connessioni delle strutture
prefabbricate: analisi sperimentale dell'unione Solaio-Trave
TECNOLOGIA
Il BIM e la multiutenza
INSERTI
Sistemi per la realizzazione di pannelli a taglio termico
prefabbricati in calcestruzzo
MERCATO
Il mercato delle costruzioni in Europa: dinamiche
e prospettive 2007 - 2010
SISTEMA sarà con Italcementi al SAIE di Bologna
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4
Editoriale
L’Editoriale
del Presidente
“
Federbeton
diventa realtà
S
“
ono lieto di annunciare la nascita
di Federbeton, la Federazione delle Associazioni appar tenenti alla
filiera del Cemento!
Il 10 luglio 2008, otto associazioni industriali di categoria e cioè, ASSOBETON
(Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi), AITEC (Associazione
Italiana Tecnico Economica del Cemento),
ATECAP (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato),
ASSIAD (Associazione Italiana Produttori Additivi e Prodotti per Calcestruzzo),
CONPAVIPER (Associazione Nazionale
Pavimentazioni Continue), SISMIC (Associazione Tecnica per la Promozione degli
Acciai Sismici per Cemento), ASSOTRAFILRETI (Associazione Italiana Produttori Reti Elettro Saldate) e UCOMESA
(Unione Costruttori Macchine Edili, Stradali, Minerarie ed Affini), hanno firmato
l’atto costitutivo di questo nuovo ente
il cui scopo è di rappresentare un settore che, in termini quantitativi, incide
per l’11% all’interno del vasto mondo
delle costruzioni italiane.
Sono fermamente convinto che questa
decisione, sulla quale gli organi di governo di ASSOBETON hanno profondamente riflettuto, costituisca una scel-
ta giusta ed indispensabile per poter
aspirare al rafforzamento dell’intero
compar to all’interno di un mercato che
sta diventando sempre più competitivo
e selettivo.
Molti sono i fattori che stanno rapidamente cambiando e cambieranno in
un prossimo futuro sia sul fronte della
domanda che su quello dell’offer ta.
È prevedibile, dunque, che gli equilibri
tecnico–economici, come sino ad oggi conosciuti, tra prodotti e materiali
concorrenti - mi riferisco all’acciaio, al
vetro, al legno ed alla plastica, solo per
citare i più noti - si vadano a modificare nella direzione che sarà per noi più
o meno favorevole a seconda di come
saremo stati in grado non solo di innovare ma anche di comunicare efficacemente i nostri punti di forza.
Non è più tempo di compromessi: il
nostro mondo si va facendo sempre
più complesso ed il futuro del mercato,
nel breve periodo, non attraverserà fasi
di espansione significative, situazione
quest’ultima tipica, peraltro, di ogni
mercato maturo.
Dovremo, per tanto, essere nelle condizioni ed avere quindi gli strumenti adeguati per poter esprimere liberamente,
attraverso efficaci ed incisive attività di
lobby e di promozione, tutte le nostre
peculiarità.
Proprio per le ragioni sopra esposte,
si comprende, dunque, l’ampio consenso interno riscosso dall’iniziativa e
conseguentemente il sostegno che ho
ricevuto nel por tare avanti questo progetto che, tra l’altro, rappresenta - desidero sottolinearlo - la trasposizione
italiana della Piattaforma del Cemento
operativa, da alcuni anni, tra le nostre
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Federazioni europee.
Cer tamente, anche su questo fronte
sarà necessario lavorare con grande
impegno: saper sintetizzare gli interessi comuni a tutta la filiera non sarà,
infatti, un lavoro semplice poiché tra
le questioni da affrontare vi saranno
innanzitutto i problemi relativi a nostri
prodotti tra loro concorrenti e poi
quelli relativi ai rappor ti, non sempre
facili, tra fornitori e clienti presenti
nella compagine federativa.
Tutti dovremo quindi lavorare con grande lungimiranza e pragmatismo, consapevoli allo stesso tempo sia del fatto
che l’ampliamento del nostro business,
obiettivo prioritario della Federazione,
por terà vantaggi a tutta la filiera, sia del
fatto che “gli altri” si sono già mossi da
tempo con grande determinazione e
con finalità esattamente opposte alle
nostre: dovremo guadagnare posizioni
per colmare il nostro ritardo.
Sono convinto che su questo tema,
così centrale e strategico per il nostro futuro, si concentrerà in modo
duraturo l’attenzione degli organi di
governo della nostra Associazione e
di tutte le Sezioni di ASSOBETON
con le quali sarà mia cura confrontarmi frequentemente.
n
(Renzo Bullo)
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Anno IV – n. 4 - luglio/settembre 2008
industrie manufatti cementizi
ASSOBETON
Organo Ufficiale di ASSOBETON
SOMMARIO
CONFINDUSTRIA
4
2008
n. 4/2008
STUDI E RICERCHE
Comportamento sismico delle connessioni delle strutture
prefabbricate: analisi sperimentale dell'unione Solaio-Trave
TECNOLOGIA
Il BIM e la multiutenza
INSERTI
Sistemi per la realizzazione di pannelli a taglio termico
prefabbricati in calcestruzzo
MERCATO
Il mercato delle costruzioni in Europa: dinamiche
e prospettive 2007 - 2010
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L’editoriale del Presidente
di Renzo Bullo
Il Commento del Direttore
di Maurizio Grandi
Studi e Ricerche
Comportamento sismico delle connessioni delle strutture prefabbricate:
analisi sperimentale dell'unione Solaio-Trave
di Roberto Felicetti, Giandomenico Toniolo e Carla Zenti
Tecnologia
Il BIM e la multiutenza
di Carlo Pucci
Inserti
Sistemi per la realizzazione di pannelli a taglio termico prefabbricati in calcestruzzo
di Carlo Schiatti
Normative
Considerazioni sul DPR 246/93
di Gianpiero Montalti
Mercato
Il mercato delle costruzioni in Europa: dinamiche e prospettive 2007 - 2010
Saie 2008
Uso degli inserti per calcestruzzo in conformità alle normative vigenti
di Roberto Ragozzini
Attualità
Le Aziende Informano
Assobeton
Sezione Solai e Doppia Lastra - Marcatura CE delle lastre per solai
di Carlo Stucchi
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83
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98
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Assobeton
Sezione Tubi a Bassa Pressione - Ricerca e promozione di prodotto, concluse
le attività realizzate in ambito Progetto ULISSE
di Carla L. Zenti
Assobeton
Sezione Blocchi e Pavimenti - Fidenza Meeting
L'urbanistica di domani nelle città d'Italia
di Patrizia Ricci
Assobeton
Conclusa la trattativa per il rinnovo del CCNL del settore Laterizi e Manufatti Cementizi
Assobeton
Comunicato
Assobeton
Elenco Soci
Industrie Manufatti Cementizi
Bimestrale - n. 4/2008
Proprietà
Abes Srl
Società di servizi di ASSOBETON
Via Giacomo Zanella, 36
20133 Milano
Tel. 02.70100168 – Fax 02.7490140
[email protected]
Direttore responsabile
Andrea Dari
Direttore editoriale
Maurizio Grandi
Comitato di redazione
Renzo Bullo, Giorgio Fontana,
Maurizio Grandi, Alessandra Biloni,
Andrea Dari, Patrizia Ricci
Segreteria editoriale
Alessandra Biloni
Segreteria di Redazione
Patrizia Ricci
ASSOBETON
Redazione
Stefania Alessandrini, Alessandra Biloni,
Andrea Dari, Patrizia Ricci, Susanna Tontini
Strada Cardio, 4 – 47891 Galazzano – RSM
Tel. 0549.909090 – Fax 0549.909096
[email protected]
Concessionaria pubblicità
Abes Srl
Vendita pubblicità
IDRA sa
Strada Cardio, 4 – 47891 Galazzano – RSM
Tel. 0549.909090 – Fax 0549.909096
Stampa
Studiostampa sa
Servizio abbonamenti
IMREADY srl
Strada Cardio, 4 – 47891 Galazzano – RSM
Tel. 0549.941003
Fax 0549.941003
Condizioni di abbonamento
Il prezzo di abbonamento per l’anno 2008
(5 numeri) è di  26.
Il prezzo di una copia è di  10,50.
Il prezzo di una copia arretrata è di  12,50.
I prezzi sopraindicati si intendono IVA esclusa.
Per informazioni: [email protected]
Autorizzazione
Segreteria di Stato Affari Interni Prot. n. 73/75/2008 del
15/01/2008.
Copia depositata presso il Tribunale della Rep. di San Marino
Tutti i diritti riservati
È vietata la riproduzione, anche parziale, del materiale pubblicato senza autorizzazione dell’Editore. Le opinioni espresse negli articoli appartengono ai singoli autori, dei quali si rispetta la
libertà di giudizio, lasciandoli responsabili dei loro scritti. L’autore garantisce la paternità dei contenuti inviati all’editore manlevando quest’ultimo da ogni eventuale richiesta di risarcimento
danni proveniente da terzi che dovessero rivendicare diritti su tali contenuti.
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Editoriale
Il Commento
del Direttore
“
Visibilità:
strumento
vincente
L
“
a visibilità per un’Associazione industriale è uno strumento che dà efficacia
al suo operato, ma è anche un obiettivo fine a se stesso che permette, con il tempo, di acquisire autorevolezza e le necessarie
credenziali.
Questo è il motivo per il quale, nell’agenda
della Presidenza, è sistematicamente monitorata l’attività di comunicazione e la presenza
del nostro logo nel circuito dei media.
L’anno in corso rappresenta, da questo punto
di vista, un periodo significativo.
Mi riferisco, in primis, ai “passaggi” di ASSOBETON sulla stampa – stimo che alla fine
dell’anno, considerando quanto già fatto sino
ad oggi, raggiungeremo le 150 uscite – emblematicamente culminati con il comunicato, apparso lo scorso fine luglio sui maggiori
quotidiani nazionali e riportato anche su questo numero della nostra rivista, relativo all’incremento dei costi delle materie prime ed
al rischio per i committenti, potenzialmente
distratti da esasperati obiettivi di profitto, di
acquistare soluzioni non rispondenti alle norme tecniche e di sicurezza vigenti.
Ma non è tutto. Con la presenza di ASSOBETON al SAIE 2008, sia nell’ormai consueto stand ubicato nel centrale quadriportico
sia nell’area espositiva dedicata al risparmio
energetico, l’Associazione porta una concreta
testimonianza delle capacità e delle tecnologie che il comparto sa esprimere.
Il 2008 sarà anche l’anno in cui ASSOBETON
migliorerà sensibilmente l’Annuario della
Prefabbricazione italiano, che finalmente vedremo a dicembre compilato integralmente
anche nella sezione regionale dedicata alle
tipologie produttive dei nostri Associati.
Sempre quest’anno è stato creato l’Annuario
della Prefabbricazione europea: un volume,
fortemente “suggerito” da ASSOBETON alla
nostra Federazione BIBM, che dà finalmente
corpo e risalto alla dimensione, decisamente
consistente, della prefabbricazione nel nostro
continente (35 miliardi € di fatturato, 210.000
addetti e 8.000 siti produttivi, solo considerando i 16 paesi rappresentati da BIBM).
Due strumenti, gli Annuari, che non possono mancare ad un settore che riveste tale
importanza economica e sociale e che desidera crescere.
Un impegno, il comunicare, che, non mi stancherò mai di ripeterlo, assorbe una notevole
quota delle risorse dell’organico presente in
Associazione: è una scelta, quindi, che tutti gli
Associati devono conoscere e condividere
per comprendere meglio i servizi da noi offerti e la destinazione dell’investimento che
annualmente essi compiono.
Spero che presto la politica dell’Associazione,
mirata sempre di più a promuovere professionalità, innovazione, trasparenza, rispetto delle
norme ed etica, possa riverberarsi in modo
significativo e concreto su tutte le imprese
associate, rendendo il logo di ASSOBETON
sinonimo di eccellenza per tutti coloro che
vorranno e potranno fregiarsene.
■
(Maurizio Grandi)
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Gli autori su questo numero
 Fabio Biondini
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
Politecnico di Milano
Roberto Felicetti
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
Politecnico di Milano
[email protected]
 Dam M. Frangopol
Department of Civil and Environmental
Engineering, Center for Advanced
Technology for Large Structural Systems
Lehigh University, Bethlehem, PA, USA
 Pier Giorgio Malerba
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
Politecnico di Milano
 Gianpiero Montalti
CMP Ingegneri Architetti
Associati (MI)
[email protected]
 Patrizia Ricci
IDRA SA
[email protected]
 Carlo Schiatti
Libero professionista in Arezzo
Gruppo Inserti ASSOBETON
 Claudio Stucchi
Libero professionista
Consulente ASSOBETON
[email protected]
 Giandomenico Toniolo
Dipartimento di Ingegneria
Strutturale Politecnico di Milano
[email protected]
 Carla L. Zenti
Dipartimento di Ingegneria
Strutturale Politecnico di Milano
Segretario Sezione Tubi a Bassa
Pressione ASSOBETON
[email protected]
 Carlo Pucci
– n.
4 lug
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S t u d i
e
r i c e rc h e
Comportamento sismico
delle connessioni delle
strutture prefabbricate:
analisi sperimentale
dell’unione Solaio - Trave
di Roberto Felicetti, Giandomenico Toniolo e Carla Zenti
Il lavoro si riferisce alla ricerca sulla vulnerabilità sismica delle strutture
prefabbricate esistenti ed in particolare è indirizzato all’identificazione
dei parametri di comportamento di un tipo di connessione tra
elementi di solaio e travi portanti. Una tale identificazione consentirà
di dare una corretta rappresentazione a questo tipo di unione
nell’ambito del modello numerico globale per l’analisi strutturale e di
dare applicazione pratica al criterio di gerarchia delle resistenze. Sono
riportati i primi risultati della campagna sperimentale con riferimento a
prove di carico monotone e cicliche.
Al seguito dei risultati di alcune prove preliminari, si è anche predisposto
il programma completo comprendente il protocollo generale di
prova valido per tutti i tipi di connessioni, con le specifiche per la
quantificazione normalizzata comparabile dei principali parametri del
loro comportamento sismico.
1. INTRODUZIONE
Il presente lavoro è stato sviluppato
nell’ambito del programma di ricerca
Reluis “Valutazione e riduzione delle vulnerabilità sismica degli edifici esistenti”,
utilizzando anche per le prove il contributo dell’Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi ASSOBETON.
Si tratta dell’aspetto chiave che condiziona il comportamento degli edifici indu-
striali prefabbricati e cioè della corretta
identificazione delle capacità strutturali
delle connessioni sotto azioni sismiche.
Ben pochi lavori sono rintracciabili su
questo tema nella bibliografia internazionale, e sono principalmente dedicati
alla presentazione di qualche specifico
dispositivo brevettato, ma manca ancora una conoscenza generale esauriente
sulla materia.
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S t u d i
Si considerano solo connessioni appartenenti a sistemi a telaio, ignorando quelle
dei sistemi a pareti e a cellule tridimensionali. Comunque questa scelta copre la
grande maggioranza delle strutture prefabbricate esistenti. E solo i sistemi tipici di
unioni sono trattati e cioè, unioni a secco
fatte con connettori metallici composti
genericamente da angolari, piastre, profili canale, zanche, tasselli, bulloni, perni,
barre, ecc.
I sistemi di unione emulativi consistenti
in nodi con riprese di armature e
getti integrativi in opera non sono
considerati.
In base alla diversa collocazione nel complesso della costruzione ed alle conseguenti diverse funzioni strutturali, si
distinguono i cinque ordini di unioni qui
sotto elencati:
1 - unioni reciproche tra elementi di solaio
(o copertura) che, nel compor tamento sismico del complesso strutturale,
riguardano l’azione diaframma del solaio
stesso;
2 - unioni tra elementi di solaio e travi portanti che forniscono i vincoli perimetrali
del diaframma di piano nel suo comportamento sotto azione sismica;
3 - unioni tra trave e pilastro che devono
garantire il funzionamento a cerniera
nel piano verticale diretto secondo la
trave ed il funzionamento ad incastro nel
piano verticale ortogonale;
4 - unioni tra segmenti di pilastro (o tra
pilastro e fondazione) realizzate con
ancoraggio per aderenza delle armature
all’interno di manicotti riempiti di malta
in opera o con altri dispositivi meccanici;
5 - attacchi dei pannelli di tamponamento alla struttura che devono garantire
la stabilità dei pannelli stessi ma anche
consentire i grandi scorrimenti di piano
attesi sotto azione sismica.
Non sono previste unioni di semplice
appoggio funzionanti per attrito attivato dai carichi gravitazionali, né unioni
scorrevoli o elasticamente deformabili,
essendo tutte inadatte alla trasmissione
di azioni sismiche.
e
r i c e rch e
13
2. Parametri identificativi
In termini generali una connessione è
composta da tre parti: due parti laterali
A e C corrispondenti alle zone degli elementi contigui prossime al connettore,
zone in cui sono concentrati gli eventuali inserti di ancoraggio e arrivano le
apposite armature; una parte centrale B
costituita dal connettore vero e proprio
con i suoi componenti metallici (vedi
Figura 1).
Figura 1 – Schema di connessione.
I principali parametri che caratterizzano
il comportamento sismico della connessione si riferiscono alle sei proprietà di:
4resistenza quale valore massimo della
forza che può essere trasmessa tra le
parti;
4duttilità quale deformazione ultima
rapportata al limite di snervamento;
4dissipazione quale energia specifica
dissipata attraverso i cicli di carico;
4deformazione quale deformazione
ultima al limite di rottura;
4degrado quale abbattimento della resistenza attraverso i cicli di carico;
4danno quale deformazione residua
allo scarico.
Nel seguito saranno precisate le modalità
normalizzate di calcolo di detti parametri
sulla base dei risultati sperimentali.
In genere le parti laterali A e C hanno
un comportamento non duttile e non
dissipativo caratterizzato da una rottura
fragile con piccoli spostamenti dovuta
al cedimento per trazione del calce-
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14
S t u d i
e
r i c e rc h e
struzzo. La capacità duttile e dissipativa
può essere fornita alla connessione dal
connettore metallico B, se opportunamente configurato per una modalità
di rottura che coinvolga meccanismi
flessionali o di trazione-compressione
piuttosto che meccanismi di taglio. Per il
dimensionamento delle connessioni duttili, oltre ad un connettore duttile, servirà
un suo sottodimensionamento rispetto
alle parti laterali, con apposita gerarchia
delle resistenze (capacity design), e la
verifica di compatibilità geometrica delle
sue deformazioni. Le connessioni non
duttili dovranno essere opportunamente
sovradimensionate con gerarchia delle
resistenze rispetto alle capacità delle
zone critiche dissipative della struttura.
3. Prove sperimentali
Ancora in termini generali sono previsti
quattro livelli di prove orientati a diverse
finalità identificative come decritto nelle
seguenti definizioni:
4prove particolari riferite alla qualificazione dei connettori singoli inseriti
tra due blocchi sovradimensionati e
soggetti alla componente principale
dell’azione attesa nel contesto strutturale;
4prove locali riferite alla qualificazione
della connessione compresa tra due
porzioni significative di elementi a rappresentazione dell’assetto in opera e
soggetta alle rilevanti componenti
dell’azione;
a)
b)
4prove su sottoinsiemi riferite a gruppi
di connessioni inseriti in parti strutturali rappresentative della corrente
orditura costruttiva e soggetti alle sue
azioni tipiche;
4prove su insiemi riferite al sistema delle
connessioni di un completo assieme
strutturale soggetto alle componenti
tipiche dell’azione sismica.
Il presente lavoro non si riferisce alle
prove su sottoinsiemi né su insiemi
strutturali. Limitatamente alle prove
particolari e locali sono previsti carichi
monotoni e ciclici su assetti specificatamente configurati su ogni singolo ordine
di unioni.
3.1 Prova monotona
Dalle prove con carichi monotoni possono dedursi diagrammi forza-spostamento f-d del tipo di quelli rappresentati nelle Figure 2a-b-c che qualificano il
comportamento del connettore o della
connessione secondo quanto definito
nel seguito.
La Figura 2a rappresenta dei comportamenti duttili caratterizzati da una notevole deformazione plastica successiva al
tratto elastico. In particolare la curva i
rappresenta un comportamento duttile
incrudente, la curva s rappresenta un
comportamento duttile stabile, la curva d
rappresenta un comportamento duttile
degradante. I punti singolari dei diagrammi sono quello dy-fy, corrispondente al
limite di snervamento, e quello du-fu, cor-
c)
Figura 2 – Diagrammi costitutivi – a) duttile, b) fragile, c) sovraresistente.
4 - industrie manufatti cementizi
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S t u d i
rispondente al limite ultimo di rottura.
Si può aggiungere, qualora precedente
all’ultimo, il punto da-fa corrispondente al
limite funzionale ammissibile della deformazione. Qualora la prova sia arrestata
prima della rottura, al posto di du-fu si
avrà il punto dt-ft di fine prova.
La Figura 2b rappresenta un comportamento fragile senza deformazione plastica e con rottura sopravvenuta prima
del limite della deformazione funzionale
ammissibile. Il punto singolare del diagramma è quello du-fu corrispondente al
limite ultimo di rottura.
Infine la Figura 2c rappresenta un compor tamento sovraresistente con rilievo sperimentale arrestato non prima
del limite della deformazione funzionale
ammissibile, ma prima dello snervamento o della rottura. I punti singolari del
diagramma sono quello da-fa corrispondente al limite ammissibile e quello dt-ft
di arresto prova.
La duttilità rilevata nel comportamento
sperimentale è data principalmente dalla
plasticizzazione dell’acciaio del connettore con prevalenti deformazioni flessionali. Effetti non lineari possono derivare
anche da altri fenomeni come l’attrito,
il danneggiamento dei materiali ed il
cambiamento di geometria per grandi
deformazioni del connettore stesso.
La prova standard prevede un ciclo preventivo portato fino al limite ammissibile
da-fa con scarico della forza per la deter-
r i c e rch e
15
minazione dello spostamento residuo dr
e successiva ripresa per il carico definitivo (vedi Figura 3), a meno ovviamente di
una precoce rottura.
Oltre che per una prima quantificazione
dei parametri costitutivi, la prova monotona viene fatta anche come preliminare
per definire i passi di carico della successiva prova ciclica.
3.2 Prova ciclica
Il comportamento ciclico viene rilevato
sperimentalmente con la storia di carico
descritta in Figura 4, dove sono previsti
gruppi di tre cicli di eguale ampiezza che
si succedono via via con incrementi Dd
fino al limite ultimo o di fine prova. L’ampiezza del primo gruppo iniziale di cicli è
assunta quale la minore fra d1 = ± dy/4,
d1 = ± da/4, d1 = ± dt/4 e d1 = ± du/4;
gli incrementi di ampiezza dei gruppi
successivi sono assunti pari a Dd = d1. In
queste definizioni i valori dei parametri
sono quelli dedotti dalla prova monotona su prototipo simile. Il processo incrementale di carico può essere proseguito
fino a rottura.
Dalla prova ciclica si ottengono diagrammi forza-spostamento f-d del tipo
di quello della Figura 5 che qualificano il
comportamento del connettore o della
connessione secondo quanto definito
nel seguito.
Per comportamenti non perfettamente
elastici, dal diagramma f-d si calcola l’istogramma dell’energia Ui dissipata lungo i
semicicli come area racchiusa dal corrispondente ramo i-esimo del diagramma
f-d (vedi Figura 6a).
Lo stesso istogramma è riproposto in
forma adimensionalizzata (vedi Figura
6b) dividendo ogni area per quella del
corrispondente semiciclo perfettamente
elasto-plastico (vedi Figura 7):
dove
Figura 3 – Ciclo preventivo.
e
ui = Ui / Uoi
Uoi = dpi fimax con dpi = di - dei
e dove dei è calcolato in base alla pen-
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e
r i c e rc h e
Figura 4 – Storia di carico della prova ciclica.
Figura 5 – Esempio di cicli forza-spostamento rilevati.
a)
b)
Figura 6 – Energia dissipata attraverso i cicli.
a)
b)
Figura 7 – Definizione delle energie del semiciclo.
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S t u d i
denza k1 = f1/d1 del ramo iniziale del
diagramma f-d con
dei = fimax / k1
4. Descrizione del prototipo
Le prove vengono eseguite nel Laboratorio Prove Materiali del Dipartimento
di Ingegneria Strutturale del Politecnico
di Milano.
La Figura 8 mostra l’assetto di prova così
come allestito sulla maglia del piastrone
d’ancoraggio. Il prototipo consiste in un
segmento di 1.6 m di lunghezza di un
elemento nervato di ordinaria produzione.
La Figura 9 mostra la sua sezione. Il
prototipo è posato su due travi trasversali fissate al piastrone. I quattro appoggi
sono provvisti di cuscinetti in Teflon per
eliminare l’attrito e solo uno è attrezzato
con i dispositivi di connessione. Sull’appoggio attrezzato si applica l’azione longitudinale per la prova monotona prima
e ciclica poi. Gli altri appoggi sono provvisti di guide per impedire spostamenti
trasversali.
La spinta viene applicata per mezzo di
un mar tinetto idraulico a doppio effetto in controllo di spostamento, con
una capacità sino a 660 kN in compressione e sino a 460 kN in trazione
(vedi Figura 10a).
Questa forza è applicata alla nervatura
del prototipo appena sopra la connessione sperimentata tramite la pressione
di due opposte piastre metalliche collegate tra loro da quattro barre esterne
(vedi Figura 10b).
Questo sistema evita tensioni di trazione nel calcestruzzo prevenendo eventuali rotture terminali della nervatura
caricata.
In Figura 11 è mostrato un particolare
della connessione. La nervatura del tegolo è collegata alla trave mediante angolari
metallici fissati con tasselli F16/25 alla
trave e con uno spinotto passante M16
serrato attraverso le rosette contro la
nervatura stessa.
e
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17
Per questa connessione di Ordine 2
(solaio/trave) si è assunto uno spostamento ammissibile di 24 mm, essendo
questo il limite che previene la perdita
d’appoggio in un verso e la chiusura del
giunto nell’altro senso.
Figura 8 – Impianto della prova longitudinale.
Figura 9 – Particolare del tegolo.
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Figura 10 – Sistema di carico: a) martinetto e b) piastre interconnesse.
5. Risultati
5.1 Prova monotona
In Figura 12a sono mostrati i risultati
della prova monotona in termini di diagramma forza-spostamento. Rispetto alle
previsioni del protocollo normalizzato, si
è premesso un ciclo preventivo di assestamento del sistema di carico.
Dal primo ciclo, portato fino allo spostamento ammissibile da = 24 mm, è
rimasto allo scarico uno spostamento
residuo dr = 12 mm con un rapporto
dr/da = 0.5
che indica rilevanti effetti non elastici
dovuti all’attrito negli scorrimenti tra i
connettori metallici e le adiacenti superfici di calcestruzzo.
La prova è stata poi ripresa aumentando
il carico fino al limite dt = 40 mm al quale
si è interrotto il ciclo prima di raggiungere la rottura.
Il limite della prova è in ogni caso molto
superiore a ogni possibile valore di spostamento che sia compatibile con la salvaguardia dell’appoggio.
Ne è risultato un comportamento non
duttile sovraresistente.
5.2 Prova ciclica
Per la prova ciclica si è applicata la storia
di carico di Figura 4 con incrementi d = 3
mm dell’ampiezza degli spostamenti via
via imposti. Si è ottenuto il diagramma
forza-spostamento di Figura 12b.
Si rileva in primo luogo il comportamento non simmetrico dovuto all’assetto di
prova che ha portato ad alcuni effetti
irregolari per i grandi spostamenti. L’eccentricità della forza applicata rispetto alla
connessione induce un momento longitudinale che spinge in basso una parte
Figura 11 – Particolare della connessione.
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S t u d i
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19
Tabella 1 – Valori allo spostamento ammisssibile.
dei
dpi
Uoi
Ui
ui
-24-1
-23.8
-12.1
-24-2
-22.9
-24-2
-22.2
di
fi
dei
dpi
Uoi
Ui
ui
3.9
-19.9
240.9
121.6
0.505
+24-1
24.5
20.1
6.4
30.9
619.8
161.7
0.261
-11.2
3.6
-19.3
216.2
106.0
0.490
+24-2
24.0
19.1
6.1
30.2
577.8
147.1
0.255
-10.9
3.5
-18.7
203.8
109.8
0.539
+24-3
22.9
17.5
5.6
28.5
497.9
145.3
0.292
Force (kN)
fi
Force (kN)
di
a)
b)
Figura 12 – a) Prova Monotona; b) Prova Ciclica.
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Aderisce
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e tende a sollevare l’altra parte dell’elemento. La forza di sollevamento ha causato danni sui bordi dell’asola di guida, danni
che hanno portato ad una non prevista
reazione di attrito da ingranamento.
La curva inviluppo, nel verso positivo
di grande attrito, mostra una specie di
incrudimento che non è dovuto alle
proprietà intrinseche dei materiali, ma
principalmente ai citati effetti di attrito
non simmetrico.
Al limite di arresto della prova si sono
rilevati i seguenti valori:
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20
dt = + 40 mm ft = + 53 kN
dt = - 40 mm ft = - 22 kN
I valori rilevati al limite ammissibile sono
riassunti nella Tabella 1. In particolare
l’inclinazione del ramo iniziale di carico si
è dedotta da:
d1 = 0.434 mm
k1 = f1/d1 = 3.113 kN/mm
f1 = 1.368 kN
6. Conclusioni
Questa prima esperienza sulla definizione sperimentale normalizzata dei parametri di comportamento delle connessioni delle strutture prefabbricate da in
una certa misura conferma di quanto
intuitivamente assunto in sede di progettazione sismica.
Almeno per il tipo sperimentato di connessione, i connettori metallici stessi,
dimensionati come sono più con riferimento agli ingombri geometrici che ai
requisiti di resistenza, risultano largamente sovradimensionati.
Per le verifiche di resistenza le verifiche
devono spostarsi sulle adiacenti parti di calcestruzzo e sulla loro particolare armatura.
Ci si può aspettare un comportamento
fragile di queste parti, cosicché l’attenzione
è ancora deviata sui criteri di gerarchia
delle resistenze per dare una precisa quantificazione alla necessaria sovraresistenza
delle connessioni stesse. In ogni caso il presente lavoro fornisce i dati di base ai quali
può riferirsi un’analisi strutturale basata su
precisi e completi modelli di calcolo. n
Bibliografia
Clough D.P., Considerations in the design and construction of precast concrete diaphragms or earthquake loads, PCI Journal, Mar./Apr. 1982.
Davis G., Elliot K.S., Omar W., Horizontal diaphragm action in precast concrete floors,
The Structural Engineer, 1990.
Englekirk R.E., Seismic design of reinforced and precast concrete buildings, Wiley, 2003.
EN1998-1:2004 - Eurocode 8: Design of structures for earthquake resistance – Part
1: General rules, seismic actions and rules for buildings.
Ferrara L.,Toniolo G.,Tsionis V, Sulla azione diaframma dei sistemi di copertura in edifici industriali prefabbricati in calcestruzzo armato, Atti 15° Congresso CTE, 2004.
fib Bulletin n. 27, Seismic design of precast concrete building structures – state of art
report, Jan. 2004.
Fleishman R.B., Sause V, Pessiki V, Rhodes V, Seismic behaviour of precast parking structure diaphragms, PCI Journal, Jan./Feb. 1998.
Pincheira J.A., Oliva M.G., Kusumo-Rahardio V, Tests on double-tee flange connectors
subjected to monotonic and cyclic loading, PCI Journal, May/June 1998.
Wood S.L., Stanton J.F., Hawkins N.M., New seismic design provisions for diaphragms
in precast concrete parking structures, PCI Journal, Jan./Feb. 2000.
Biondini F., Toniolo G., Zenti C.L., Analisi sperimentale di connessione fra elementi
prefabbricati di impalcato, Atti Giornate AICAP, 2007.
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22
Te c n o l o g i a
Il BIM e la
multiutenza
Lavorare contemporaneamente
su di un unico modello:
perchè conviene e come farlo
di Carlo Pucci
L’idea
Nello scorso numero abbiamo visto
come il BIM possa rappresentare un
approccio all’edilizia innovativo. Ricordiamo che tre delle sue principali caratteristiche sono la modellazione 3D,
la multiutenza e l’interoperabilità.
In questo ar ticolo focalizziamo l’attenzione sulla seconda.
Il BIM, gestendo la struttura tramite
un database, ne eredita tutti i vantaggi, tra i quali la possibilità di accedere
ad una serie di dati sempre aggiornati,
rielaborarli contemporaneamente ad
altri utenti e condividere con loro le
informazioni in maniera diretta, senza
passaggi intermedi.
L’idea è allora quella di poter permettere al personale coinvolto nella
gestione di un progetto di lavorare
alla commessa su di un modello della
struttura comune a tutti, ognuno per
la par te di sua competenza, e non su
di un duplicato di esso.
I metodi tradizionali necessariamente
richiederebbero di copiare il file da
modificare da un server sulla propria
macchina, in locale, e poi rimetterlo a
posto una volta concluso il lavoro, con
tutti i pericoli di confusione e di errore
che ne deriverebbero, specie se fossero coinvolte persone con ruoli diversi
tra loro. Chi è stato l’ultimo a lavorare
sul modello? Qual è il file più recente?
Chi ha fatto questa modifica? Perché?
Sicuramente ognuno di noi, almeno
una volta nella vita professionale, si è
trovato in circostanze simili. Si provi a
pensare a quanta fatica, tempo e risorse si sarebbero potuti risparmiare.
E se uno degli scopi del BIM è gestire in maniera efficace l’informazione,
si può capire come la multiutenza sia
una sua caratteristica fondamentale.
La possibilità di lavorare in multiutenza costituisce un vantaggio rispetto ai
metodi tradizionali tanto più grande
quanto più disparati tra loro sono le
par ti coinvolte.
In primo luogo consente un notevole
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Te c n o l o g i a
risparmio di tempo. Si può iniziare un
lavoro senza per forza dover aspettare che un utente abbia concluso il suo,
il che permette di svolgere in parallelo
diverse attività. Per esempio, a mano a
mano che un utente realizza il modello di base il suo collega può dettagliarlo; oppure si può dividere l’edificio in
lotti di cui ciascuno curerà la singola
realizzazione.
Va da sé che il risparmio di tempo si
traduce in risparmio di denaro.
In secondo luogo, non bisogna sottovalutare la praticità di avere tutti i dati
localizzati in un solo posto. Tutta l’informazione è concentrata in un unico
modello a cui tutti fanno riferimento.
Niente doppioni di files, nessun rischio
di sovrascrivere accidentalmente materiale già modificato da altre persone
o fare lo stesso lavoro più volte; l’informazione è unica, accessibile a chiunque, sempre aggiornata.
La comunicazione è par te integrante di
ogni progetto. La multiutenza consente
a tutti di parlare la stessa lingua e di conoscere ogni dettaglio l’uno dell’altro,
senza problemi di incomunicabilità o –
peggio ancora – di confusioni generate
da passa-parola ed intermediazioni.
Si potrebbe arrivare a gestire un grande progetto ed a coordinare diversi
team con la stessa semplicità con cui si
gestisce una commessa standard.
Non è utopia. Molte case histories,
come quella della gestione combinata di un impor tante progetto da par te
delle norvegesi Kynningsrud Prefab e
SKV, presentata nell’ar ticolo, vengono
a suppor to di questa affermazione.
Si tratta solo di trovare il mezzo che
metta in pratica la teoria.
La proposta di Tekla
Structures
Tekla Structures è uno di questi strumenti, grazie alla modalità “multi-user”.
Dal punto di vista pratico, “multi-user”
significa essere connessi ad una rete
TCP/IP (la classica rete aziendale), di
23
cui un computer assume il ruolo di
server, e lavorare su di un modello
master, caricato fisicamente in esso,
comune a tutti (Figura 1).
Figura 1 – Esempio di configurazione di una rete per la
multiutenza.
Ogni utente può accedervi ed aprirne
una vista localmente, per rielaborarlo;
a mano a mano che salverà le modifiche appor tate queste verranno visualizzate anche dagli altri.
I soli oneri richiesti all’utente sono installare un piccolo programma aggiuntivo e… salvare un po’ più spesso di
quanto fa abitualmente. Per il resto
si compor terà esattamente come se
stesse lavorando in locale.
Pochi sforzi che però producono grandi vantaggi.
Non è necessario poi essere fisicamente nello stesso posto: addirittura
ci si potrebbe collegare alla rete, e
quindi raggiungere il modello, anche
attraverso internet, il che significa poter lavorare da uffici in località diverse
o aggiornare la struttura direttamente
dal cantiere.
Qualcuno potrebbe – a ragione –
obiettare che possano sorgere delle
confusioni tra gli utenti quando modificano contemporaneamente la stessa
porzione del modello.
Per ovviare a questo problema Tekla
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24
Te c n o l o g i a
Structures ha una serie di accorgimenti che operano in diversi modi.
Innanzitutto il sistema è in grado di
riconoscere e segnalare i conflitti che
nascono tra gli utenti nel momento
in cui questi si trovano a lavorare allo
stesso pezzo.
Poi consente di attribuire a ciascuno
dei privilegi che ne restringono/ampliano i diritti, come per una qualsiasi
rete informatica. Si può arrivare addirittura a bloccare la modifica di una
par te dei parametri degli oggetti. Per
esempio, soltanto il supervisore del
progetto sarà autorizzato a modificare gli attributi riguardanti le revisioni,
oppure solo agli appar tenenti ad una
data azienda verrà consentito di lavorare su alcune par ti del modello, es. le
strutture in acciaio, mentre quelle in
prefabbricato saranno di competenza
di altri.
Ed il blocco si può estendere da un
singolo parametro all’intero oggetto:
“congelandolo” si eviterà di cancellarlo
accidentalmente.
Esiste poi una seconda categoria di
controlli “minori” che rendono la modalità multi-user assolutamente solida
ed affidabile.
Tanto per citarne uno, se accidentalmente dovesse spegnersi il server nel
quale è caricato il modello master
senza che gli utenti abbiano salvato, il
loro lavoro non andrebbe perso; Tekla
Structures è in grado di recuperare i
dati, sarà sufficiente riavviare il server
e salvare di nuovo.
Inoltre la modalità multi-utente è disponibile, oltre che in modellazione,
anche nella fase di revisione dei disegni, consentendo davvero notevoli
risparmi di tempo. Tekla Structures segnala sempre chi ha fatto una modifica,
dove, quando e perché.
La multiutenza è quindi un metodo
estremamente efficace per coordinare
tra loro in modo fluido diversi utenti
che si trovino ad affrontare lo stesso
lavoro.
Un esempio
Vediamo un piccolo esempio che ci
permette di comprendere come funziona in pratica la modalità multi-user
di Tekla Structures.
Supponiamo che tre utenti stiano lavorando contemporaneamente ad un
progetto.
L’utente A modella le fondazioni, l’utente B le travi del primo piano e l’utente C
le travi e le colonne del secondo piano.
Il modello master contiene solo le colonne (Figura 2).
Figura 2 – Il modello master.
Ogni utente apre il modello in modalità multi-user, tutti lavorano in locale.
A aggiunge dei plinti alla base delle colonne (Figura 3).
Figura 3 – Aggiunta dei plinti da parte di A.
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Te c n o l o g i a
B aggiunge le travi del primo piano
(Figura 4).
Figura 6 – Il modello visualizzato da A.
Figura 4 – Aggiunta delle travi da parte di B.
C aggiunge le travi e le colonne del
secondo piano (Figura 5).
B salva ed è in gr ado di vedere
la sua str uttura del primo piano e di plinti che ha aggiunto A
(Figura 7).
Figura 7 – Il modello visualizzato da B dopo il
salvataggio.
Figura 5 – Aggiunta di travi e colonne da
parte di C .
A salva le sue modifiche nel modello
master (Figura 6).
Infine salva anche C, e da questo momento vede il lavoro di tutti e tre gli
utenti (Figura 8).
Per vedere il modello aggiornato, A e
B dovranno a loro volta salvare.
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Te c n o l o g i a
27
nici e di project
management.
“Dal momento
che spesso abbiamo a che fare
con
str utture
miste in calces t r u z zo e a c c i a i o,
Te k l a S t r u c t u r e s
ci consente una
coordinazione
semplice
nella
gestione
combinata dei due
materiali.
Per sonalmente considero sig n i fi c a t i v a l a v i sualizzazione in
tempo reale dell e m o d i fi c h e a l l a
str uttura.
Collaboriamo
con molte altre aziende nella gestione delFigura 8 – Il modello visualizzato da tutti gli utenti alla fine della lavorazione.
l e fo r n i t u r e e
sfr uttiamo quotidianamente la
Case Study: lo stadio
m o d a l i t à mu l t i u t e n z a n e l n o s t r o
di Fredrikstad
A n a l i z z i a m o o r a i l c a s o d e l l a c i c l o p r o d u t t i vo ” .
costr uzione dello stadio di Fre- Sono le parole di Alen Zukanod r i k s t a d , e s e m p i o e m bl e m a t i c o v i c , i n g e g n e r e s t r u t t u r i s t a , u n o
d i c o m e l a m o d a l i t à mu l t i - u s e r d e g l i o t t o u t e n t i d i Te k l a S t r u c a bb i a p e r m e s s o a d u e g r o s s e t u r e s d e l l a Ky n n i n g s r u d P r e f a b.
a z i e n d e , l a Ky n n i n g s r u d P r e - “ G l i e r r o r i t i p i c i c h e s i c o m m e t f a b e l a S K V, l ’ u n a r e s p o n s a b i l e t o n o l avo r a n d o i n 2 D, c o m e a d
d e l l a s t r u t t u r a i n c a l c e s t r u z zo, e s e m p i o l a c o n f u s i o n e n e l l a s i l’altr a della coper tur a in accia- glatura dei pezzi, sono eliminati
i o, d i c o o r d i n a r s i t r a l o r o n e l l a a l l a b a s e . I n m e d i a g u a d a g n i a m o
gestione di una così impor tante il 30% di produttività per prog e t t o, i l c h e c i p e r m e t t e d i p o t e r
commessa.
L a d i v i s i o n e p r e f a bb r i c a t i d e l g e s t i r e p i ù c o m m e s s e ” .
G r u p p o n o r ve g e s e Ky n n i n g s r u d , I l p i ù g r a n d e p r o g e t t o g e s t i t o
ov ve r o l a Ky n n i n g s r u d P r e f a b, h a d a l l a Ky n n i n g s r u d P r e f a b è l o
un organico di circa 150 dipen- stadio di Fredrikstad, con i suoi
d e n t i e d u n f a t t u r a t o a n nu o d i 1 3 . 0 0 0 p o s t i a s e d e r e .
2 0 0 m i l i o n i d i c o r o n e . G l i u f fi c i È c o m p o s t o d a 6 . 0 0 0 p e z z i p r e h a n n o s e d e i n N o r ve g i a e S ve z i a f a bb r i c a t i p e r u n p e s o c o m p l e s e s i d i v i d o n o i n c o m m e r c i a l i , t e c - s i vo d i o l t r e 1 8 . 2 0 0 t o n n e l l a t e .
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28
Te c n o l o g i a
La struttura è stata consegnata nel
2007 (Figure 9 - 10).
Non ce l’avremmo mai fatta altrimenti”
(Figure 11 – 12).
Figura 9 – Lo stadio di Fredrikstad in costruzione.
Figura 12 – Esempi di armature e disegni
ottenuti dal modello 3D.
Figura 10 – Un’altra immagine del cantiere.
“Il progetto dello stadio era dettagliato e
complesso”, spiega Zukanovic.
“Il modello 3D è stato fondamentale per
tenere sotto controllo l’intero progetto.
Figura 11 – Rappresentazione 3D delle armature in Tekla Structures.
La costruzione della copertura in acciaio
è stata curata dalla A.S. SKV, una delle
più grandi carpenterie della Norvegia.
Uno dei suoi manager, John Agnar Nyquist, spiega: “Per la realizzazione dello stadio abbiamo utilizzato 400 tonnellate
d’acciaio. La qualità ottenuta attraverso
la modellazione 3D è stata molto maggiore di quella del 2D” (Figura 13).
Aggiunge Zukanovic: “Tekla Structures ha
consentito un trasferimento fluido delle
informazioni tra noi e la SKV. La modalità
Figura 13 – Dettaglio della copertura in acciaio.
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multi-user è stata fondamentale per garantire che non ci fossero incongruenze
tra i nostri modelli”. Nyquist è d’accordo
con lui. “La possibilità di controllare che
gli elementi si adattassero gli uni agli altri
è stata decisiva. Non appena SKV inviava
del materiale ai progettisti di Kynningsrud
Prefab immediatamente questi lo inserivano nel loro modello e lo controllavano,
permettendo un feed-back pressoché
istantaneo.
Siamo stati in grado di accorgerci di potenziali errori altrimenti difficili da intercettare, ottenendo una soluzione strutturale completa e precisa” (Figura 14).
SAREMO
PRESENTI AL
AREA ESTERNA
48
Figura 14 – Vano scala completo modellato
con Tekla Structures.
“Tekla Structures è senza dubbio il nostro futuro. Lo utilizziamo dalla firma
del contratto alla posa dell’ultimo pezzo
in cantiere“, conclude Sverre Steen del
reparto Ricerca e Sviluppo della Kynningsrud Prefab. n
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info
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30
I n s e r t i
Sistemi per la
realizzazione
di pannelli a
taglio termico
prefabbricati
in calcestruzzo
di Carlo Schiatti
Nel numero 3/2008 di questa rivista è
stata affrontata la problematica della rispondenza alle prescrizioni della normativa in materia di risparmio energetico.
Con riferimento a ciò, in questo articolo
saranno illustrati i sistemi messi a punto
dalle Aziende del Gruppo Inserti di ASSOBETON.
Tutti i sistemi di seguito descritti sono
costituiti da inserti specificatamente progettati, sperimentati e certificati per la
realizzazione di pannelli a taglio termico
prefabbricati in calcestruzzo.
Tutti i sistemi sono corredati di informative tecniche, software per il dimensionamento e assistenza tecnica a disposizione
dei progettisti.
Come è noto, i pannelli a taglio termico
prefabbricati in calcestruzzo sono costituiti da due strati (portante e portato)
intervallati da uno strato continuo di isolante (più eventuale ulteriore strato di
isolante di alleggerimento).
Le specifiche prestazionali che devono
caratterizzare tali pannelli sono:
4eliminazione di ponti termici (ridotti
alle sole connessioni strutturali affidate agli inserti);
4raggiungimento del valore di coibentazione necessario all’ottenimento
della trasmittanza termica U di progetto (W/m2K);
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I n s e r t i
4eliminazione della condensa senza
problemi di spanciamenti o fessurazioni, grazie alla limitazione della deformazione del pannello stesso, dovuta
alle diverse temperature degli strati.
I materiali di coibentazione tendono a
perdere parte delle loro proprietà in relazione al degrado dovuto a formazione di
condensa non correttamente smaltita.
Il fenomeno della condensa avviene in una
parete divisoria di due ambienti a diversa
temperatura e pressione, quando questa
viene attraversata da un flusso di aria contenente vapor acqueo il quale, passando
attraverso i vari strati, incontra una “resistenza” (direttamente proporzionale allo
spessore della parete e alle caratteristiche
di impermeabilità del materiale) e raggiunge quindi la “temperatura di condensa” oppure la “pressione di saturazione”.
Per quanto sopra, in tutti i casi, si rende necessario che il progettista prelimi-
31
narmente definisca spessori e materiali
(Resistenza al passaggio del Vapore o
Conducibilità al Vapore) necessari al raggiungimento delle prestazioni desiderate
in termini di trasmittanza e di eliminazione della condensa; il tutto in relazione
alle zone climatiche di utilizzo dei pannelli prefabbricati stessi.
Il Diagramma di Glaser, per confronto
della curva delle pressioni parziali con la
curva delle pressioni di saturazione all’interno dei vari strati della parete, consente di determinare se le due curve sopra
descritte si incontrino in uno o più punti,
fenomeno che indicherebbe la formazione di condensa.
Nel seguito verranno descritti i seguenti
sistemi di inserti (Aziende del Gruppo
Inserti di ASSOBETON):
4Sistema Konnector
Ruredil S.p.A.
4Sistemi SPA e MVA
Halfen-Deha S.r.l.
4Sistema ESP
Edilmatic S.r.l.
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I n s e r t i
SISTEMA RUREDIL S.P.A.:
KONNECKTOR
La Ruredil S.p.A. propone un sistema
composto di vari elementi: sostegni, connettori, molle di frettaggio e forcine di
collegamento.
Il legame tra strato portato (generalmente esterno) e strato portante (generalmente interno) viene realizzato tramite dispositivi (perni-sostegni realizzati
con un Ø 40 mm in acciaio zincato o in
acciaio inox), capaci di sostenere tutto il
peso dello strato appeso, senza impedirne la dilatazione o la contrazione, dovuta
alle variazioni termiche.
I sostegni lavorano a taglio e quindi non
è necessaria resistenza a compressione
dell’isolante che può di conseguenza essere di tipo più economico.
Questi perni possono essere in numero di
uno o più, fissi o scorrevoli, in dipendenza
dalle dimensioni e dalla tipologia (verticale-orizzontale) del pannello stesso.
Oltre a questi dispositivi principali, ve ne
sono altri secondari (connettori C10 e
forcine).
La funzione di questi ulteriori dispositivi
è impedire il distacco dello strato portato da quello portante durante le fasi di
movimentazione ed in opera.
In particolare, i connettori vengono realizzati in funi di acciaio inox composte da
fili di diametro piccolissimo, al fine di permetterne la piegatura senza snervamento
e un efficace ancoraggio nel calcestruzzo.
Le forcine (h 120 per isolante fino a 6 cm,
h 200 per altezze superiori) risultano essenziali nelle fasi iniziali di movimentazione
quando si ha un calcestruzzo di ridotta resistenza. Nel pannello in opera, le forcine
sono invece destinate a snervarsi a seguito
delle dilatazioni termiche dello strato portato, e proprio per questo sono consentite.
Le forcine sono anche necessarie in corrispondenza di ancoranti per ribaltamento, o spigoli conseguenti alla presenza di
aperture o di risalti nel pannello, che nella
fase di sformo sono i punti più sollecitati.
1)Fase progettuale
a) Scelta del numero dei perni:
4per luci inferiori a 5 m: un perno fisso
baricentrico;
4per luci tra 5 e 11 m: due perni – uno
fisso e uno scorrevole;
4 per luci superiori agli 11 m: tre perni –
uno fisso più due scorrevoli.
Nel caso di pannelli verticali tutto il peso
dello strato portato si scarica sull’unico
perno fisso. Ciò tuttavia succede solo in
fase di montaggio, quando il calcestruzzo
ha raggiunto la sua massima resistenza.
Nelle fasi di movimentazione, di stoccaggio e di trasporto, non c’è differenza fra
comportamento statico dei pannelli verticali rispetto a quelli orizzontali.
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I n s e r t i
inferiore utile alla ripartizione dei carichi
e al fissaggio sulla rete di armatura dello
strato portante.
Sono necessari alcuni accorgimenti:
4 posizionamento all’interno di nervatura di irrigidimento;
4 spessore massimo dell’isolante attorno al perno 4 cm;
4 per spessori di isolante maggiori va
ridotta la sezione di quest’ultimo attorno al perno per permettere una
diffusione del carico a 45°.
b) Getto dello strato portante (Figura 1).
c) Posizionamento dello strato di isolante
continuo (Figura 2).
d) Posizionamento armatura delle nervature completa di sollevamenti (Figura 3).
Figura 1
b) Scelta del numero dei connettori.
Anche il numero dei connettori (alternati alle forcine) dipende dalle dimensioni
del pannello e dalla resistenza del calcestruzzo; viene fornita quindi una tabella
delle portate e un software di supporto
alla progettazione che permette una facile disposizione degli stessi.
2) Fase realizzativa
a) Posizionamento dei perni.
Trattasi di perni in acciaio con profilato
Figura 2
Figura 3
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I n s e r t i
e) Inserimento forcelle e connettori.
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SISTEMI HALFEN-DEHA S.r.l.:
SPA E MVA
Da eseguirsi finchè il calcestruzzo dello
strato portante è ancora fresco. Questa
disposizione è necessaria per ottenere
l’ancoraggio. Si fa penetrare il tubolare
appuntito del connettore nell’isolante
poi si spinge la fune fino a fine corsa.
f) Posa di eventuale isolante di alleggerimento.
g) Posa della rete dello strato portante.
h) Completamento con getto di calcestruzzo superiore.
La HALFEN-DEHA propone due sistemi alternativi, SPA e MVA, assolutamente
equivalenti per quanto riguarda la capacità di risolvere i requisiti statici.
Il legame tra strato di calcestruzzo portato (crosta esterna) e strato di calcestruzzo portante (crosta interna) viene realizzato tramite questi due sistemi in modo
tale che non sia impedito il movimento
della crosta esterna rispetto all’ambiente
protetto, o interno, movimento che può
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I n s e r t i
essere dell’ordine di parecchi millimetri (funzione del DT, della lunghezza del
pannello, del colore del pannello, e via
dicendo).
Gli ancoraggi sono sempre in acciaio
inox, materiale che riduce la trasmittanza
termica (il suo valore è circa un quinto
dell’acciaio zincato).
gettato, si consiglia una lunghezza massima
del pannello di 6 metri per ridurre le dilatazioni e quindi il rischio di fessurazioni del
calcestruzzo dello strato esterno portato.
Per lunghezze del pannello superiori, viene consigliato di dividere lo strato di rivestimento in tratti di lunghezza massima
pari a 6 metri mediante giunti.
Tuttavia, in Italia i dispositivi sono comunemente utilizzati anche per lunghezze di
pannelli dell’ordine dei 10-12 metri. Ciò
richiede attenzione nella scelta e nella
disposizione dei dispositivi di ancoraggio,
assistiti dallo staff tecnico del fornitore.
Sistema SPA
Gli ancoraggi sono realizzati con barre
ad aderenza migliorata di piccolo dia-
Per entrambi i sistemi, si richiede inoltre
uno spessore minimo della crosta esterna di 6 cm.
Questo perché lo strato è a contatto dell’umidità su tutte e due le facce,
e quindi si è obbligati a rispettare il
copriferro di 3 cm per par te, rispetto
allo spessore della rete inserita nello
strato stesso) e di almeno 11 cm della
crosta por tante (in ogni caso, la verifica della crosta por tante è a carico del
prefabbricatore).
Particolare attenzione va posta circa l’utilizzo dei dispositivi in relazione alla lunghezza del pannello. La problematica non
riguarda lo strato di calcestruzzo portante, ma solo quello esterno portato.
In Germania, dove il sistema è stato pro-
metro in acciaio inox, di due tipi (SPA-1,
SPA-2), a seconda del carico di progetto
considerato.
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I n s e r t i
Ciascun tipo è disponibile in quattro
diametri, inseribili in tutte le tipologie di
pannello e di isolante, con un massimo
spessore pari a 250 mm.
Gli SPA-1 devono essere disposti simmetricamente rispetto al baricentro (disposti su uno o due assi), ed in una o
tutte e due le direzioni rispettivamente
se il pannello è posato orizzontalmente
o verticalmente.
Oltre a questi dispositivi principali, ve
ne sono altri secondari (connettori
o distanziatori SPA-B, SPA-M), la cui
funzione è l’assorbimento delle forze
orizzontali (vento, sisma, adesione al
cassero).
Tali distanziatori devono avere una distanza massima reciproca (asse) pari a
circa 1.200 mm, mentre la distanza dal
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37
bordo deve essere compresa tra 100 e
300 mm.
Infine, sono previsti dei sistemi di sostegno del carico verticale e di supporto
per gli effetti ribaltanti (SPA-A), la cui
funzione si esplica in special modo nelle
fasi di movimentazione, di stoccaggio e
di trasporto.
Fattore importante per la distribuzione di tutti questi agganci risulta essere
l’orientamento del pannello (orizzontale
o verticale).
Il sistema SPA (forchette) può risolvere staticamente tutti i pannelli (al
limite anche lunghezze superiori a
15 metri), grazie al fatto che si possono distribuire i dispositivi SPA-1 e
SPA-2 in maniera diffusa su tutta la
lunghezza (per le esigenze di libera
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I n s e r t i
dilatazione dello strato esterno di
calcestruzzo tale distribuzione deve
essere limitata a uno o due assi di
inser ti por tanti).
Sistema MVA
Gli ancoraggi sono realizzati con cilindri
in acciaio inox predisposti per l’inserimento di armature di collegamento con
gli strati di calcestruzzo che devono essere connessi fra loro.
Inseribili in tutte le tipologie di pannello e
di isolante, hanno uno spessore massimo
pari a 150 mm.
Il sistema MVA (cilindro), poiché può essere inserito solo come singolo elemento, può portare al massimo 59 kN (corrispondente, ad esempio, ad un pannello
verticale dimensioni 15 x 2,5 x 6 cm di
spessore esterno).
Oltre a questi dispositivi principali, ve
ne sono altri secondari (piatti FA, ma
possono essere usati anche i dispositivi SPA-M del sistema SPA), la cui
funzione è l’assorbimento delle forze
orizzontali.
Fasi progettuale e realizzativa
(comune a entrambi i sistemi)
1) Fase progettuale
La scelta del numero di ancoraggi e della
posizione dei vari componenti del sistema si effettua agevolmente mediante il
software di supporto alla progettazione
reso disponibile dal fornitore.
È possibile tenere conto di aperture, restringimenti, geometrie particolari.
Il risultato è fornito anche in versione
grafica, con indicata la posizione di ancoraggi e connettori.
2) Fase realizzativa
È del tutto analoga a quella già descritta
per il sistema Konnector: posizionamento di reti e ancoraggi, getto dello strato
di calcestruzzo portato, posizionamento dello strato isolante, inserimento dei
blocchi di coibentazione ed eventualmente di alleggerimento, armatura dello
strato di calcestruzzo portante, getto e
finitura.
SISTEMA EDILMATIC: ESP
La EDILMATIC propone un sistema
costituito da un unico elemento, destinato a realizzare il legame tra strato
portato e strato portante, denominato
“spina ESP”.
La spina è realizzata in materiale termoplastico con ottime proprietà meccaniche, caratterizzato da una conducibilità termica estremamente modesta,
che consente una corretta distribuzione delle temperature all’interno del
pannello inibendo la creazione di ponti
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termici. Si tratta di un composito poliammide-66, rinforzato per il 50% da
fibra-vetro, stabilizzato al calore, per
stampaggio a iniezione.
Sono disponibili due tipi di spine:
4 ESP 120 - h 160 mm per isolanti fino
a 6 cm;
4 ESP 170 – h 230 mm per isolanti fino
a 10 cm.
1) Fase progettuale
Il carico statico suggerito dal fornitore, derivante dai risultati delle
prove sperimentali, è pari a C U =
0,30 kN = 30 kg.
La determinazione del numero delle
spine è fatta semplicemente dividendo il peso totale dello strato esterno
Tipo
Spina
Caratteristiche meccaniche
Densità (ISO 1183)
1,57 g/cm3
Modulo Elastico a Trazione (ISO 527)
11500 MPa
Temperatura di fusione (DSC ISO 11357)
260°C
Infiammabilità (UL 94)
classe HB
ESP 120
Conducubilità Termica
0,3 W/m°K
ESP 170
La conformazione delle spine ne
rende molto semplice l’inser imento in qualsiasi tipo di materiale
ter moisolante .
I criteri di progettazione si basano su
prove sperimentali effettuate presso
l’Università degli Studi di Brescia per
la determinazione delle caratteristiche meccaniche del componente.
Vista la caratteristica della spina, è
impor tante la distinzione di utilizzo
fra pannelli orizzontali e ver ticali.
Infatti, per il posizionamento delle
spine, è necessario l’orientamento
delle stesse in modo che, soggette
al peso proprio dello strato esterno,
vengano sollecitate secondo l’asse
di massima inerzia e nella direzione della maggior dilatazione termica
degli elementi.
39
Carico di
utilizzo
interasse distanza min.
massimo
dal bordo
(consigliato) (consigliata)
CU
Dl,max
Db,min
(kN)
(mm)
(mm)
0,3è10%
600
100
0,3è10%
600
100
di calcestruzzo per il carico ammissibile a taglio di ogni spina. Il posizionamento deve poi tenere conto
delle definite distanze massime dai
bordi e tra una spina e l’altra.
Tale disposizione dovrà poi tenere
conto della tipologia di pannello, se
a taglio termico normale o a taglio
termico alleggerito. In questo ultimo
caso, le spine dovranno essere inse-
Pannello a taglio termico normale
Pannello a taglio termico alleggerito
rite in oppor tuni cordoli delimitanti
i blocchi di alleggerimento.
Il progetto del pannello deve essere
poi completato effettuando la verifica di compatibilità degli spostamenti causati dalle dilatazioni termiche
agenti sullo strato esterno di calcestruzzo rispetto agli spostamenti
massimi ammessi per l’ancoraggio
“spina ESP”.
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A tale scopo sono resi disponibili
diagrammi sperimentali che correlano i carichi agenti sulle spine con
gli spostamenti relativi, distinti a seconda che la spina sia orientata di
costa o di piatto rispetto alla direzione dello spostamento causato dai
carichi ver ticali e dalle dilatazioni
termiche (che possono non essere
coincidenti).
Il pannello progettato con questa
metodologia risulta verificato se la
somma tra lo spostamento dovuto
al peso proprio della porzione della crosta agente sulla spina e quello
dovuto alle deformazioni termiche
risulta minore dello spostamento
massimo di progetto trovato.
2) Fase realizzativa
a) Getto della crosta esterna.
b) Posizionamento dello strato isolante.
c) Inserimento delle spine.
d) Inserimento gabbie di armatura ed
eventuale isolante di alleggerimento.
e) Getto dello strato portante. n
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N o r m a t i v e
Considerazioni
sul DPR 246/93
“Regolamento di attuazione della Direttiva
89/106/CEE relativa ai prodotti da costruzione”
di Gianpiero Montalti
Il DPR 246 ha ormai 14 anni, ma il
Decreto, per molti operatori del settore, è ancora poco conosciuto nella
sua essenza. Dalla pubblicazione della Direttiva 89/106 CEE, avvenuta nei
primi mesi del 1989, l’allora Ministero
dei LL.PP. ha impiegato circa 4 anni
per definire e pubblicare il Decreto di
recepimento.
È comunque trascorso un lungo lasso
di tempo prima che la Direttiva entrasse in vigore operativamente: il primo
prodotto da costruzione marcato CE
è stato il cemento nel 2002, a circa 16
anni dalla pubblicazione della Direttiva.
L’avvio della marcatura CE, quindi, non
è stato proprio semplice ed indolore:
paradossalmente le aziende manifatturiere erano più pronte rispetto agli
organismi od enti preposti a gestire in
Italia i cambiamenti introdotti dalla Direttiva. I tre Ministeri competenti non
erano adeguatamente strutturati per
poter svolgere efficacemente e prontamente il ruolo affidato loro e, almeno inizialmente, non vedevano di buon
occhio l’indirizzo comunitario che prevede di regolare attraverso il ricorso a
norme armonizzate par te della materia da loro gestita storicamente.
Con molte difficoltà e tentennamenti,
grazie alle sollecitazioni delle aziende
nazionali più sensibili ed al contributo
costruttivo di alcune Associazioni di
categoria e di alcuni enti di cer tificazione nazionali operanti nel settore, si
è riusciti a far par tire la marcatura CE.
Ed oggi, lentamente, si sta proseguendo verso la sua totale applicazione ai
prodotti da costruzione.
Entriamo ora un po’ più nel merito
di alcuni passaggi essenziali del DPR
246/93.
L’Art. 2, “Condizioni di immissione sul mercato” recita:
“1. I prodotti possono essere immessi
sul mercato solo se idonei all’impiego
previsto. Sono idonei i prodotti dotati di
caratteristiche tali da rendere le opere
sulle quali devono essere incorporati o
comunque installati, se adeguatamente progettate e costruite, conformi
ai requisiti essenziali di cui all’allegato
A, se e per quanto tali requisiti sono
prescritti. [I prodotti che recano il
marchio CE si presumono idonei
all’impiego previsto].
2. Il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Ar tigianato, il Ministero
dei Lavori Pubblici e le altre amministrazioni competenti adottano
ed attuano le misure occorrenti per
l’osservanza del comma 1.
3. Restano ferme le disposizioni che re4 - industrie manufatti cementizi
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N o r m a t i v e
golano la progettazione, l’esecuzione ed
il collaudo delle opere di cui all’art. 1.”
Il testo tra parentesi quadre al termine
del comma 1 è stato emendato con
DPR 499/97.
La prima difficoltà per il cittadino/professionista riguarda la possibilità di documentarsi e di trovare nomi ed indirizzi delle “altre amministrazioni
competenti” in materia di marcatura
CE. Sarebbe auspicabile, oltre che utile,
che i Ministeri competenti fornissero
un elenco, possibilmente sempre aggiornato e disponibile, meglio ancora
se consultabile attraverso internet. Ma,
allo stato attuale, non ci sono indicazioni in questo senso.
L’Art. 6, “Attestato di conformità”
recita:
“1. Il fabbricante od il suo mandatario
nella Comunità europea è responsabile dell’attestato di conformità di un
prodotto ai requisiti della specificazione tecnica, secondo le tipologie di cui
all’Ar t. 7.
2. L’attestato presuppone:
a)che il fabbricante abbia un sistema
di controllo della produzione
(leggi FPC ovvero Factory Production Control) il quale permetta di
stabilire che la produzione corrisponde alle relative specificazioni tecniche; ovvero, per i prodotti
indicati nelle relative specificazioni
tecniche;
b)che un organismo di cer tificazione
riconosciuto (leggi ente notificato)
intervenga nella valutazione e nella sorveglianza del controllo della
produzione o del prodotto stesso
in aggiunta al sistema di controllo
della produzione applicato nella
fabbrica.
3. I prodotti di cui al comma 2, lettera
b), sono individuati con decreto del Ministro dell’Industria, del Commercio e
dell’Ar tigianato, del Ministro dell’Interno e del Ministro dei Lavori Pubblici, da
emanare a seguito delle determinazioni di competenza della Commissione e
43
da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
4. Con decreto del Ministro dei Lavori
Pubblici, del Ministro dell’Interno e del
Ministro dell’Industria, del Commercio
e dell’Ar tigianato, da pubblicare nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, sono indicati i metodi di controllo della conformità.”
L’Art. 9, “Organismi riconosciuti”,
al comma 12 recita:
“12. L’elenco degli organismi di cer tificazione, abilitati a rilasciare il cer tificato di conformità e di quelli notificati da
altri Stati membri della Comunità europea è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana a cura
del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Ar tigianato; per ogni organismo, gli elenchi indicano i prodotti
o gruppi di prodotti e le attività per i
quali è abilitato. Tali organismi sono denominati organismi notificati ai fini del
presente regolamento.”
Ad onor del vero, la pubblicazione in
Gazzetta è avvenuta, e dovrà essere periodicamente aggiornata per il normale
evolversi della situazione, ma è indubbio che tale importantissimo strumento previsto nel nostro ordinamento sia
divenuto oggi piuttosto inadeguato da
un punto di vista pratico e non più in
grado di soddisfare le precise e stringenti necessità di aggiornamento, informazione e trasparenza del mercato.
Per rispondere a queste esigenze, sarebbe opportuno che i tre Ministeri competenti allestissero un sito web con un
semplicissimo elenco, da tenere sempre
aggiornato, di tutti gli enti notificati italiani, indicante tutti i riferimenti necessari ai
prodotti ed alle norme per le quali sono
stati notificati, con la data della loro notifica a Bruxelles. Oltre all’elenco degli enti
notificati italiani, sarebbe anche opportuno curare l’aggiornamento e la diffusione
dell’elenco di tutti gli enti notificati europei perché sono molte le aziende italiane interessate ad operare sul mercato
nazionale con enti notificati stranieri.
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N o r m a t i v e
L’Art. 11, “Vigilanza” recita:
“1. Al fine di verificare la conformità
dei prodotti da costruzione alle prescrizioni del presente regolamento,
il Ministero dell’Industria, del
Commercio e dell’Artigianato, il
Ministero dell’Interno ed il Ministero dei Lavori Pubblici, ciascuno
nell’ambito delle rispettive competenze, hanno facoltà di disporre verifiche e controlli, con spesa a carico
del fabbricante o del suo mandatario,
mediante i propri uffici centrali o periferici, eventualmente coadiuvati da istituti o dipartimenti
universitari ovvero da altri enti o
laboratori individuati con specifico
decreto del Ministro dell’Industria, del
Commercio e dell’Ar tigianato, di concer to con il Ministro dell’Interno ed il
Ministro dei Lavori Pubblici.
2. A tal fine è consentito alle persone
incaricate:
a) l’accesso ai luoghi di fabbricazione,
di immagazzinamento o di uso dei
prodotti;
b)l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie all’accer tamento;
c) il prelievo di campioni per l’esecuzione di esami e prove.
3. I prodotti, che risultino non muniti
della marcatura CE, o dell’attestato
di conformità, o del benestare tecnico
europeo, o ne siano comunque privi
devono essere immediatamente
ritirati dal commercio e non possono essere incorporati o istallati in edifici.
4. La consegna al possessore di prodotti e/o al costruttore dell’edificio di
processo verbale di constatazione di
taluno degli illeciti di cui al comma 3,
comporta temporanea non commerciabilità dei prodotti stessi
ed ordine di sospensione dei lavori. Entro i novanta giorni successivi
alla predetta consegna il Ministero dal
quale dipendono i verbalizzanti, se ravvisa sussistenti gli illeciti, emana provvedimento motivato in applicazione del
comma 3 e lo comunica al fabbricante
o suo mandatario ed al possessore dei
prodotti, nonché al costruttore; in tal
caso, l’impor to del costo della verifica o del controllo è maggiorato del 50
per cento.
5. Ove si constati che prodotti, anche
se muniti della marcatura CE o dell’attestato di conformità, o del benestare
tecnico europeo, ed utilizzati conformemente all’Ar t. 2, comma 2, possono compromettere la sicurezza delle
persone e/o dei beni, il Ministero
competente, con provvedimento
cautelare, ne vieta l’immissione
in commercio e l’utilizzazione,
eventualmente disponendone il
sequestro.
6. Il provvedimento di cui al comma 5, è
comunicato entro dieci giorni alla commissione del Ministero dell’Industria,
del Commercio e dell’Artigianato.
6-bis. Fatte salve le norme stabilite al
comma 6-ter :
a) la constatazione di apposizione indebita della marcatura CE compor ta
per il fabbricante o il suo mandatario
stabilito nel territorio comunitario
l’obbligo di conformare il prodotto
alle disposizioni sulla marcatura CE
e di far cessare l’infrazione alle condizioni stabilite dall’amministrazione
competente;
b)nel caso in cui persista la mancanza di conformità l’amministrazione
competente adotta tutte le misure
atte a limitare o vietare l’immissione sul mercato del prodotto
in questione o a garantirne il
ritiro dal commercio (9).
6-ter. Se un prodotto dichiarato conforme non risponde ai requisiti essenziali di cui all’Ar t. 2 del DPR 21 aprile
1993, n. 246, e successive modificazioni, le amministrazioni competenti adottano tutte le misure utili per
il ritiro temporaneo dei prodotti dal
mercato o per proibirne o limitarne la
libera circolazione; i provvedimenti
vengono comunicati al Ministero
4 - industrie manufatti cementizi
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va
o
nu
dell’Industria, del Commercio e
dell’Artigianato che ne informa
immediatamente la Commissione europea, precisandone i motivi e
indicando, in par ticolare, … “omissis”.
La lettura del testo del DPR sembra
fissare precise regole e sanzioni: chi
non può marcare CE i propri prodotti,
a par tire dalla fine del periodo transitorio, non può più produrli e commercializzarli. Anche l’inserimento di
manufatti prefabbricati non provvisti
dell’obbligatoria marcatura CE all’interno di opere è vietato. Sono chiaramente individuati una serie di soggetti
esplicitamente preposti alla vigilanza
del mercato, una serie di altri enti a
loro suppor to ed alcune chiare sanzioni per i trasgressori.
Si può solo osservare che, con riferimento alla realtà e alle dinamiche tipiche del settore delle costruzioni, i
tempi previsti sono del tutto inadeguati ed irrealistici e che sarebbe quindi
oppor tuno rivederli, ma resta innegabile il fatto che un produttore che non
rispettasse le norme dovrebbe essere
sottoposto ai provvedimenti previsti
con tutte le conseguenze del caso.
Un altro aspetto problematico riguarda l’individuazione dei richiamati uffici
centrali o periferici e del ruolo ad
essi affidato. Negli scorsi anni mi sono
adoperato a tale proposito per fare interviste e porre quesiti ad alcuni degli
“uffici periferici” con cui mi è capitato
di entrare in contatto ed ho dovuto,
mio malgrado, constatare la loro totale impossibilità di potere effettuare e
garantire un’adeguata sorveglianza sul
mercato.
Nel DPR accanto agli uffici periferici
sono citati anche gli “istituti o dipartimenti universitari ovvero da altri enti”
che senza alcun dubbio potrebbero
disporre delle risorse umane, ma soprattutto delle competenze tecniche e
del know-how necessari per effettuare
attività di sorveglianza sul mercato.
Pur troppo, non risulta siano mai state
industrie manufatti cementizi - 4
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N o r m a t i v e
impar tite disposizioni agli uffici periferici né tanto meno alle Università.
Per quanto riguarda gli enti notificati operanti oggi sul mercato italiano,
pare che anche questi soggetti non
siano ancora stati messi in condizione di operare sul fronte della
sor veglianza.
Riassumendo: il DPR esiste e contiene regole e sanzioni molto chiare per
che non si adegua, ma il “sistema Italia”, dopo 6 anni dall’avvio della marcatura CE, ancora non funziona come
dovrebbe. Per tale ragione, sussiste
l’altissimo rischio di trovare produttori, in difetto della marcatura CE, che
violano e continueranno a violare le
vigenti disposizioni, contando sull’impunità che le autorità consentono
loro.
Atteso e risaputo che sul mercato
operano decine e decine di aziende
che - sia nel recente passato, per le
pratiche di deposito ministeriale per
manufatti prefabbricati prodotti in serie, sia oggi, per i prodotti marcati CE
- non ottemperano alla marcatura CE,
si rende indispensabile un pronto inter vento dei tre Ministeri preposti al
fine di attivare la sor veglianza prevista
sul mercato e sanzionare, così come
previsto, i produttori non in regola.
Le aziende inadempienti generano
falsa informazione, for te disorientamento tra gli operatori meno esper ti,
creano distorsioni del mercato e gravi
danni alle aziende che invece producono nel rispetto della legge, ed inoltre rischiano di gravare pesantemente
tutti i professionisti coinvolti nella filiera delle costruzioni di responsabilità che non competono loro.
Il problema, pur troppo, appare al momento senza soluzione, tanto che,
nella pratica, sembra non esistere la
possibilità, per un qualsiasi cittadino o
professionista, di presentare esposti o
segnalazioni di eventuali irregolarità
affinché gli “organi competenti” si attivino. In questo modo, un Direttore
dei Lavori che ravvisi delle irregolarità,
trovandosi tra impresa e committente, dovrebbe accettare l’inserimento
nelle opere di manufatti palesemente
non conformi, rendendosi correo.
Se decidesse di chiedere il suppor to
o il parere delle autorità competenti,
non saprebbe a chi rivolgersi.
Conser vare l’ottimismo in una situazione del genere è piuttosto difficile, considerato anche che, situazioni
come quella che stiamo vivendo con
la marcatura CE non sono nuove.
Sono ben note a chi opera o ha operato nel settore della prefabbricazione le vicende relative alle pratiche di
deposito dei manufatti prefabbricati
(in serie dichiarata o controllata).
Dall’anno di istituzione (1971), ci sono
aziende che non hanno mai provveduto agli adempimenti previsti ed hanno
continuato ad operare sul mercato
attuando una concorrenza sleale nei
confronti di tutte quelle aziende che,
rispettose delle leggi, si sono accollate
gli oneri conseguenti.
Paradossalmente si potrebbe dire che
chi ha effettuato il deposito in serie
dichiarata ha fatto una sor ta di autodenuncia, sottoponendosi periodicamente alle richieste del STC (Ser vizio
Tecnico Centrale), mentre tutti quelli
che non hanno fatto nulla, risparmiando tempo e denaro, hanno continuato ad operare sul mercato, fornendo i
propri manufatti anche per la realizzazione di opere pubbliche, nella totale
impunità.
Un primo passo per cambiare lo stato
delle cose potrebbe essere quello di
attivare una massiccia campagna informativa a tutela dei professionisti e del
mercato in generale e, in particolare,
visti l’ampiezza e la complessità degli
argomenti in questione, l’importanza
del settore delle costruzioni e le pesanti ricadute della materia di cui si tratta,
sarebbe opportuno avviare un dibattito
tra le maggiori Associazioni del settore
ed i diretti responsabili.
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M e rc a t o
Il Mercato
delle Costruzioni
in Europa:
dinamiche e
prospettive
2007 - 2010
65th EUROCONSTRUCT Conference
Roma, 12 giugno 2008
Un mercato che vale 1.500
miliardi di euro
Nel 2007 il valore della produzione
di tutto il comparto delle costruzioni
nei 19 paesi della rete Euroconstruct
è quantificato in oltre 1.500 miliardi di
euro (a prezzi correnti 2007), ovvero
poco più del 12% del prodotto interno
lordo dei 19 paesi, e di poco inferiore a
quello italiano.
Decisivo il ruolo del comparto residenziale, che rappresenta da solo quasi la
metà del mercato, ovvero 718 miliardi di
euro, anche se proprio a partire dal 2007
cessa di essere la componente più dinamica del mercato.
Per nuove costruzioni e interventi di rinnovo del patrimonio edilizio non residenziale sono stati investiti oltre 480 miliardi,
pari a quasi un terzo degli investimenti
complessivi. Infine, per il comparto delle
opere infrastrutturali, sono stati spesi 319
miliardi, ovvero il 21% dei 1.519 miliardi
complessivi, e anche in questo mercato si
conferma la maggiore domanda di nuove
opere.
I 5 grandi paesi, Francia, Germania, Italia,
Regno Unito e Spagna, rappresentano
insieme il 72% dell’output complessivo,
di cui oltre il 23% spetta alla Germania
che, negli ultimi anni di arretramento
(fino al 2005), ha comunque mantenuto la posizione dominante all’interno del
mercato. Secondo posto per la Spagna,
che ha risalito posizioni nella graduatoria a partire dal 2006, superando il Regno Unito. Il gruppo dei quattro paesi
dell’est si colloca nel 2007 sotto il 5%
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M e rc a t o
Figura 1 – ll mercato delle costruzioni in Europa nel 2007 – miliardi di euro.
Fonte: Euroconstruct, giugno 2008.
49
del valore prodotto da tutto il settore
europeo delle costruzioni, e mostra una
significativa diversa composizione interna
del mercato.
Analizzando infatti il peso dei vari comparti produttivi si individuano alcuni elementi caratterizzanti il mercato del 2007.
Nella media dei 15 paesi dell’Europa occidentale la produzione residenziale rappresenta ancora più del 49% del totale,
ovvero oltre 700 miliardi di euro, ripartiti
equamente tra nuova produzione e interventi di recupero del patrimonio abitativo esistente.
A Est vale poco più della metà, solo il 26%,
mentre la fetta dominante del mercato è
rappresentata dall’edilizia non residenziale, che nei quattro paesi raggiunge il 41%
(31% nell’Europa occidentale).
EUROPA OCCIDENTALE
EUROPA ORIENTALE
Figura 2 – Struttura del mercato nel 2007. Fonte: Euroconstruct, giugno 2008.
industrie manufatti cementizi - 4
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M e rc a t o
Anche le infrastrutture superano il
comparto abitativo, e nel 2007 hanno
assorbito il 33% del valore prodotto dal
settore (10 punti percentuali in più rispetto al peso del genio civile nell’Europa occidentale).
Questo rispecchia due aree con situazioni di sviluppo diverse e soprattutto con
diverse disponibilità di risorse, ma anche
con esigenze di crescita diversificate. Così,
se ad Occidente la salute del comparto
dipende sempre più dalle dinamiche demografiche e dalla capacità di rinnovare
e qualificare il patrimonio immobiliare
esistente, ad Est l’attuale congiuntura è
regolata soprattutto dagli investimenti infrastrutturali e non residenziali.
Esistono poi alcuni tratti “strutturali” che
caratterizzano i vari paesi, come il valore
della produzione delle costruzioni procapite. Le differenze sono assai rilevanti,
e sembra ancora necessario del tempo
prima che la situazione possa presentarsi più uniforme tra gruppi di paesi. Se il
valore medio di “costruito pro-capite” è
di 3.300 euro nel 2007, si va da un livello
che non supera i 1.200 euro nei 4 paesi
dell’Est, ai quasi 4.400 registrati in media
nei 15 paesi occidentali.
Il confronto con il PIL pro-capite conferma per l’Europa centro-orientale livelli
costruzioni
medi pro-capite pari a un terzo rispetto agli altri 15 paesi, ovvero 10 mila euro
contro gli oltre 33 mila nella EU15. Ma la
classifica dei singoli paesi mostra alcune
differenze rispetto a quella del PIL: interessante il caso della Spagna, che si colloca al quinto posto in termini di output
delle costruzioni pro-capite, mentre in
termini di PIL supera solo il Portogallo
tra le economie occidentali, e poi solo le
quattro economie dell’Europa dell’Est.
Questo indica il ruolo dominante del
settore delle costruzioni nell’economia
nazionale, come conferma un rapporto
tra valore delle costruzioni e PIL complessivo pari al 21%, contro una media
del 12% nei 19 paesi. Vicina alla situazione della Spagna, l’Irlanda, che copre
le posizioni più alte delle due classifiche
pro-capite, e poi Portogallo, Repubblica
Ceca e Finlandia. Da segnalare il caso della Svezia, che mostra un PIL pro-capite
tra i più alti (sesta posizione nel 2007), a
fronte di un indicatore delle costruzioni
pro-capite tra i più bassi nei 15 paesi, pari
a 2.600 euro.
2008 e 2009: due anni difficili
Nell’andamento ciclico del settore delle
costruzioni, il 2007 rappresenta la fine
della fase espansiva in atto dal 1999 e
PIL
Figura 3 – Output costruzioni e PIL 2004-2010 - Variazione % annua (valori reali). *Previsioni.
Fonte: Euroconstruct, giugno 2008.
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culminata nel picco del 2006, quando le
costruzioni crescevano più velocemente
del PIL complessivo (3,8% contro 3,0%).
Dal 2007, il ciclo entra nella sua fase discendente, perdendo più di un punto
percentuale di crescita (2,7%) e si allinea
al ritmo espansivo del PIL globale (2,8%).
Il dato consolidato per il 2007 indica una
crescita più sensibile di quanto previsto
sei mesi fa: evidentemente le previsioni
più pessimistiche che, sulla scia degli accadimenti economici iniziati dopo l’estate,
avevano indotto a rallentare la crescita
o a frenarla in molti paesi dell’Europa
occidentale, non si sono fatte sentire in
maniera sensibile lo scorso anno. La variazione principale del tasso di crescita
per il 2007 (+2,7%) rispetto alle stime di
Vienna (+2%), è infatti da ricondurre al
gruppo dei 15 paesi, passati da un +1,7%
all’attuale 2,5%. Sostanzialmente immutata la dinamica dei quattro paesi dell’Est,
che hanno confermato lo stesso tasso
espansivo stimato a fine anno (+7,5%).
Con il 2008 il mercato lambisce la recessione: l’ultima revisione dei dati stima
una crescita zero per il settore (-0,3%),
a fronte di un PIL che continua, seppure debolmente, a crescere (+1,8%). Scenario simile per il 2009, con un settore
delle costruzioni che rimane in una fase
di stagnazione (solo +0,2%), risentendo
di un ulteriore rallentamento dell’economia europea (+1,7%). Le aspettative di
una leggera ripresa sono slittate al 2010
(+1,6%), quando il PIL dovrebbe riavvicinarsi ad un tasso di crescita di due punti
percentuali (2,1%).
Europa Occidentale
Europa Orientale
costruzioni
PIL
Figura 4 – Output costruzioni e PIL 2004-2010 - Variazione % annua (valori reali). *Previsioni.
Fonte: Euroconstruct, giugno 2008.
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M e rc a t o
Il 2008 sarà l’anno nel corso del quale si
faranno sentire gli effetti del nuovo clima
macroeconomico, quando la precedente
crescita dell’1,4% diventa una flessione
dello 0,3%, da ricondurre ancora all’Europa occidentale, che segnerà un –0,8% (e
non un +1%). Al contrario, per l’Europa
dell’Est viene migliorato il tasso espansivo, dal 9,2% al 9,7%. Il 2009 rappresenta
un anno di stasi per l’Europa occidentale
(invece della crescita di 1,2 punti percentuali stimata a Vienna), mentre i 4 paesi
dell’Est continueranno a crescere assai
velocemente. Infine le previsioni al 2010
indicano una tendenziale fuoriuscita dalla
fase stagnante per le costruzioni dei 15
paesi, a fronte di un tasso espansivo solo
leggermente ridimensionato negli altri
quattro paesi.
Le costruzioni sempre
trainanti nell’Europa
dell’est, stagnanti
a occidente
L’analisi comparata dei tassi di crescita di
PIL e costruzioni nelle due ripartizioni territoriali, mostra come nell’Europa dell’Est
la crescita delle costruzioni continui ad
essere assai più vivace rispetto al PIL. Nel
2007 è stata pari al 7,5%, confermando
la velocità del 2006, un biennio nel corso del quale il PIL è cresciuto di 6 punti
percentuali. Il ruolo delle costruzioni si
afferma e consolida nell’anno in corso e
nel prossimo biennio: nel medio termine il
settore segnerà una crescita media annua
superiore all’8%, contro il 5% del PIL. Nei
15 paesi occidentali invece, il 2006 è un
anno particolare in cui le costruzioni svolgono ancora un ruolo trainante all’interno
del PIL, il 2007 rappresenta quello dell’allineamento delle due grandezze, mentre
a partire dal 2008, in uno scenario molto
debole, le costruzioni cresceranno (o meglio non cresceranno) meno della produzione complessiva, ovvero 0,1% in media
nel triennio 2008-2010, contro l’1,7% del
PIL. A frenare le costruzioni soprattutto
il mercato dei paesi dell’area Euro, per
i quali si stima una flessione media nel
53
triennio dello 0,1%, contro il +0,8% dei
paesi occidentali non euro. La dinamica
annua media del prossimo triennio cela
però una caratteristica importante: ovvero il mercato dell’Est segnerà un leggero ma continuo rallentamento del trend
espansivo, mentre le costruzioni nei paesi
europei occidentali dovrebbero progressivamente uscire dall’attuale stagnazione.
Il mercato polacco in primo luogo, che
rappresenta da solo più della metà del
mercato orientale, e che si caratterizza per
la crescita più veloce. Dopo un +12% nel
2007, per il triennio 2008-2010 continuerà la fase espansiva ad una velocità media
annua del 12%, anche se la tendenza è di
un progressivo rallentamento della crescita. Più stabile invece la crescita prevista
per il secondo mercato dell’area, quello
Ceco, che nel medio termine continuerà a
crescere circa del 5% annuo, per un peso
superiore al 25% del mercato. Per i due
mercati più piccoli che insieme non superano il 20% delle costruzioni in Europa
dell’Est, si registrano dinamiche differenti:
le costruzioni in Ungheria vivranno una
fase espansiva e, dopo la battuta di arresto del 2007, registreranno tassi di crescita
via via più brillanti, dal 3% del 2008 fino al
6% del 2010. In Slovacchia invece, si prospetta un rallentamento della crescita, che
passa dal 6% dell’anno in corso al 3% per
l’ultimo anno dello scenario previsionale.
La debolezza dei paesi
occidentali
Quello che accade nei 5 paesi più grandi determina la dinamica complessiva del
gruppo, e alcune cose stanno ultimamente trasformando l’assetto di questi grandi mercati, che rappresentano il 70% del
mercato Euroconstruct, e il 75% di quello
occidentale. In primo luogo i due mercati
spagnolo e italiano, che hanno smesso di
crescere e sono entrati in territorio negativo. In secondo luogo il mercato francese, che ha dimezzato il ritmo espansivo
dei primi anni, dal 2000 al 2006. Infine lo
scenario assai debole per la Germania,
che, con tassi di crescita di poco superio-
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M e rc a t o
Figura 5 – Dinamica delle costruzioni per comparti - Numero indice 2003=100. *Previsioni.
Fonte: Euroconstruct, giugno 2008.
ri all’1% nel periodo 2008-2010, sembra
aver limitato la fase più vivace della sua ripresa tra il 2006 e il 2007; e il ritmo ancora
più modesto che dovrebbe caratterizzare
le costruzioni in Gran Bretagna (0,7% in
media nel triennio 2008-2010).
Tra gli altri paesi, significativo il caso del
mercato irlandese, per il quale è prevista la peggiore performance tra tutti i 19
paesi, pari ad una flessione media annua
nel triennio 2008-2010 di oltre tre punti
percentuali.
I settori: il declino
del residenziale, che cede
il passo al comparto
produttivo e soprattutto
alle infrastrutture
Il nuovo ciclo delle costruzioni europee
aperto con il 2007 corrisponde alla evoluzione differenziata dei principali segmenti di mercato. Come mostra la Figura
5, la produzione complessiva del settore
ha raggiunto nel 2007 i massimi livelli produttivi, che rimarranno sostanzialmente
invariati nel biennio 2008-2009, per tor-
nare a crescere debolmente nel 2010. Ma
Le dinamiche dei vari segmenti mostrano
un assetto interno assai più diversificato.
La nuova produzione residenziale si è fermata un anno prima, nel 2006, quando
è stato raggiunto il picco espansivo, cui
è seguito il primo anno di rallentamento. Il 2008 segna una prima flessione assai rapida, che si farà anche più sensibile
nel 2009, quando verranno quasi toccati
i livelli produttivi del 2003. Nel 2010 il
mercato delle abitazioni dovrebbe mostrare i primi segnali di ripresa, anche se
lo standard produttivo del boom immobiliare culminato nel periodo 2005-2006
è ormai lontano.
Evoluzione di crescita ininterrotta per gli
altri due segmenti, ovvero la nuova produzione non residenziale e le infrastrutture, che dal 2003 all’ultimo anno dello
scenario previsionale vedono incrementati ogni anno i livelli produttivi. In particolare nel 2009 e 2010 le infrastrutture
saranno la componente più dinamica di
tutto il mercato, raggiungendo il 120%
degli standard 2003.
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A 48
D.B.
S YSTEM
B 74
UNIVERGOM
C 42 - D 73
NORDIMPIANTI
SYSTEM
A 50
E SSE
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C 81
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B 82
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C 52 - D 93
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B 93
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D 102-E 101
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4 - industrie manufatti cementizi
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CAAB
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CASAGRANDE
CCL
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DEMLER ITALIA
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ECHO ENGINEERING NV
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LA BETONCOLOR
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QUADRA
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Pad. 29 Stand B/50
Pad. 29 Stand C/10 - D/9V
Pad. 29 Stand C/64 - D/117
Pad. 29 Stand E/16
Pad. 29 Stand B/65
Pad. 29 Stand B/94
Pad. 29 Stand C/14
Pad. 29 Stand E/20
Pad. 29 Stand D/78
Pad. 29 Stand A/45
Pad. 29 Stand D/102 - E/101
Pad. 29 Stand C/10 - D/9
Pad. 29 Stand A/117
Pad. 29 Stand B/42
Pad. 29 Stand A/69
Pad. 29 Stand C/41
Pad. 29 Stand D/65
Pad. 29 Stand E/117
Pad. 29 Stand D/78
Pad. 29 Stand C/93
Pad. 29 Stand A/66
Pad. 29 Stand D/94 - E/93
Pad. 29 Stand C/53
Pad. 29 Stand A/50 - B/49
Pad. 29 Stand C/93
Pad. 29 Stand C/38
Pad. 29 Stand E/77
Pad. 29 Stand C/25
Pad. 29 Stand E/18
Pad. 29 Stand B/94
Pad. 29 Stand A/94
Pad. 29 Stand D/17
Pad. 29 Stand E/29
Pad. 29 Stand B/108 - C/105
Pad. 29 Stand E/46
Pad. 29 Stand A/45
Pad. 29 Stand E/26
Pad. 29 Stand D/66 - E/65
Pad. 29 Stand B/94
Pad. 29 Stand A/101
Pad. 29 Stand C/52 - D/93
Pad. 29 Stand A/26
Pad. 29 Stand D/18 - E/17
Pad. 29 Stand A/61
Pad. 29 Stand B/25
Pad. 29 Stand E/9
Pad. 29 Stand B/106
Pad. 29 Stand B/26
Pad. 29 Stand A/45
Pad. 29 Stand A/11
Pad. 29 Stand B/82
Pad. 29 Stand A/106
Pad. 29 Stand E/77
Pad. 29 Stand C/18 - D/25
Pad. 29 Stand E/53
Pad. 29 Stand D/30
Pad. 29 Stand D/102 - E/101
Pad. 29 Stand E/56
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Pad. 29 Stand C/42 - D/73
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Pad. 29 Stand B/101
Pad. 29 Stand A/42 - B/41
Pad. 29 Stand D/54
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Pad. 29 Stand C/77
Pad. 29 Stand C/26 - D/41
Pad. 29 Stand A/29
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Pad. 29 Stand A/11
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Pad. 29 Stand A/93
Pad. 29 Stand B/118 - C/113
Pad. 29 Stand A/18
Pad. 29 Stand C/73
Pad. 29 Stand B/117
Pad. 29 Stand A/26
Pad. 29 Stand D/42 - E/41
Pad. 29 Stand B/73
Pad. 29 Stand B/93
Pad. 29 Stand E/77
Pad. 29 Stand E/77
Pad. 29 Stand A/78
Pad. 29 Stand B/50
Pad. 29 Stand E/12
Pad. 29 Stand A/45
Pad. 29 Stand A/82 - B/81
Pad. 29 Stand C/65
Pad. 29 Stand C/26 - D/41
Pad. 29 Stand E/52
Pad. 29 Stand B/94
Pad. 29 Stand B/74
Pad. 29 Stand E/77
Pad. 29 Stand A/102
Pad. 29 Stand C/81
Pad. 29 Stand C/29
Pad. 29 Stand C/32 - D/53
Pad. 29 Stand C/10 - D/9
Pad. 29 Stand A/45
Pad. 29 Stand E/62
Pad. 29 Stand C/26 - D/41
Pad. 29 Stand B/18 - C/17
Pad. 29 Stand B/94
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REMA SPA-DIPREMA SRL
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ESSEPIEFFE
EUROBEND SA
EVG
FERRARI TRADING
FURUKAWA
GALANOS
GÖLZ
HANIX
HENGST
KABELSCHLEPP ITALIA
LEADERMEC
MEMO SERVICE
MEP
OSCAM
PRATTO
PRIULI PROGETTI
PROGRESS MASCHINEN & AUTOMATION
SAKURA
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Pad. 30 Stand 1 PE
Pad. 30 Stand A/54
Pad. 30 Stand A/24
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Pad. 30 Stand 7 PE
Pad. 30 Stand A/48
Pad. 30 Stand A/52
Pad. 30 Stand A/56
Pad. 30 Stand A/56
Pad. 30 Stand A/34
Pad. 30 Stand A/50
Pad. 30 Stand A/55
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Pad. 30 Stand B/1
Pad. 30 Stand B/92
Pad. 30 Stand B/17
Pad. 30 Stand B/1
Pad. 30 Stand A/12
Pad. 30 2/ PE
Pad. 30 Stand A/30
Pad. 30 Stand 5 PE
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Pad. 30 6/ PE
Pad. 30 Stand B/30
Pad. 30 Stand A/67 - B/68
Pad. 30 Stand A/12
Pad. 30 Stand B/41 - C/22
Pad. 30 Stand B/121
Pad. 30 Stand A/44
Pad. 30 Stand B/17
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Pad. 30 Stand A/18
Aggiornato al 03/09/08
industrie manufatti cementizi - 4
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9-09-2008 16:23:34
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PROPRIETÀ:
ABES srl
Società di servizi di ASSOBETON
CASA EDITRICE:
IMREADY srl - www.imready.it
STRUTTURA:
Direttore:
Maurizio Grandi
Comitato di Redazione:
Renzo Bullo, Giorgio Fontana,
Maurizio Grandi, Alessandra Biloni,
Andrea Dari, Patrizia Ricci
Segreteria Editoriale:
Alessandra Biloni
Segreteria di Redazione:
Patrizia Ricci
INDUSTRIE MANUFATTI CEMENTIZI
È l’Organo Ufficiale di ASSOBETON (Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi).
La rivista si rivolge al settore della prefabbricazione per approfondire e dedicare il giusto spazio a tutto il comparto dei prodotti prefabbricati a base cementizia di ogni genere
e fattura, analizzandone e descrivendone ogni aspetto: dalla fase iniziale di studio delle
materie prime, alla lavorazione e produzione, fino alla realizzazione del manufatto e al
mantenimento della sua funzionalità operativa.
La realizzazione e la cura degli articoli sono il prodotto dell’opera di professori, docenti
universitari, tecnici, tecnologi, ingegneri professionisti, che, analizzando le diverse tematiche trattate, permettono di dare uno sguardo a 360° comprensibile a tutti, anche
ai non addetti ai lavori.
Struttura della rivista
-
Editoriali Associazione
Approfondimenti su argomenti di primo piano
Articoli tecnici sul settore
Interviste al mondo accademico
Attualità del settore
Informazioni dalle Aziende
Notizie e informazioni dall’Associazione
Obiettivi
ASSOBETON
Organo Ufficiale di ASSOBETON
Il BIM e la multiutenza
INSERTI
Sistemi per la realizzazione di pannelli a taglio termico
prefabbricati in calcestruzzo
MERCATO
Il mercato delle costruzioni in Europa: dinamiche
e prospettive 2007 - 2010
» Rivista destinata
in particolare alle
aziende del settore della
prefabbricazione
» Articoli tecnici su tutti
gli argomenti del settore
» 5 numeri anno
» Tiratura media:
ca 5.000 copie che
raggiungono tutti i
produttori di manufatti
cementizi.
Destinatari principali
- Produttori di prefabbricati
- Organi istituzionali (tecnici di Ministeri ed Enti Pubblici, Consiglio Superiore
LL.PP., ecc.)
- Ordini degli Ingegneri, degli Architetti, dei Geometri, nazionali e territoriali
- Principali Imprese Generali di Costruzioni e Studi di Ingegneria operanti nel settore
- Tecnici di laboratorio, tecnici delle imprese di costruzione, responsabili di cantiere
- Associazioni di categoria del settore delle costruzioni, nazionali e territoriali
- Professori di prima fascia, facoltà e biblioteche universitarie del settore
- Aziende fornitrici del settore
Caratteristiche tecniche
- Bimestrale:
Gennaio/Febbraio - Marzo/Aprile - Maggio/Giugno - Luglio/Settembre - Ottobre/Dicembre
- Formato: 210x297 mm
- Rilegatura con bordo incollato
- Quadricromia
- Foliazione media per numero: 108 pagg.
Dimensioni spazi pubblicitari
1
2
3
4
Pagina intera: 210x297 mm
Colonna: 105x297 mm
Mezza pagina: 210x148 mm
Fascetta fondo pagina: 210x80 mm
1
2
3
210
105
4
80
TECNOLOGIA
148
STUDI E RICERCHE
Comportamento sismico delle connessioni delle strutture
prefabbricate: analisi sperimentale dell'unione Solaio-Trave
Circa 5.000 copie a numero, tiratura aggiuntiva in occasione di eventi speciali, quali
FIERE ed EVENTI:
- SAIE (Luglio/Settembre)
- MADE (Ottobre/Dicembre dell'anno precedente)
- Convegni tecnici del settore
297
2008
Contribuire alla crescita tecnico/economica delle Aziende e del mercato
Essere un punto di incontro e confronto per il settore
Costituire un riferimento per lo sviluppo normativo
Promuovere lo sviluppo associativo di ASSOBETON
Diffusione media
CONFINDUSTRIA
4
-
Alle dimensioni sopra riportate vanno aggiunti 3 mm di abbondanza per ogni lato e crocini di registro.
Imp.SAIE_4.indd 58
24-09-2008 13:08:03
4
S t u di
22
Editoriale
e
ri c e rc he
L’Editoriale
del Presidente
“
Appuntamento
a Baveno!
“
I
l ruolo della prefabbricazione nella
“città” del futuro: questo è il tema
centrale del prossimo Congresso Nazionale ASSOBETON, giunto ormai alla
sua XIII edizione.
I segni del cambiamento in atto sono a
tutti evidenti ed in questo senso credo
di interpretare un sentimento comune
nell’affermare che il ruolo della prefabbricazione nella “città” del futuro sarà
cer tamente differente da quello attuale:
ciò che non sappiamo è, invece, come e
verso quali direzioni esso evolverà ed a
quali risultati approderà.
Già a Siena, due anni or sono, parlammo dei cambiamenti che si stanno manifestando sul fronte dell’offer ta, quali
soprattutto i processi di aggregazione
e di concentrazione: sono i fatti a confermare che questo fenomeno non è
solo divenuto sempre più attuale, ma
che il processo in atto è, per così dire,
irreversibile.
I fronti del cambiamento non si limitano
però solo a tale profilo: almeno due
sono, infatti, gli aspetti cruciali sui quali,
a mio parere, è necessario focalizzare
la nostra attenzione, dedicandovi il programma del Congresso di Baveno.
Il primo, che sarà oggetto del dibattito
nella sessione privata di giovedì 22 maggio, è quello realtivo al cambiamento
del contesto normativo, tema di straordinaria impor tanza in considerazione
dell’entità del cambiamento a cui stiamo
assistendo.
Volendo procedere per classificazioni,
definirei come “passivo” questo fenomeno, in quanto le nostre aziende non
potranno fare altro che adeguar visi
evitando di farsi trovare impreparate al
sopraggiungere delle varie scadenze, in
par te già in vigore, in par te attese - anche se l’Associazione è stata tutt’altro
che passiva nel seguire e contribuire al
formarsi delle nuove norme.
Obiettivi della prima sessione del 22
maggio sono: fornire ai prefabbricatori
un vademecum di sintesi che faccia loro
capire ove sia indispensabile oggi rivolgere la propria attenzione per non farsi
cogliere di sorpresa dagli appuntamenti
impor tanti e, secondariamente, affermare senza alcuna ambiguità che l’Associazione si sta battendo per suppor tare un
mercato “responsabile”, ove il rispetto
delle regole e la ricerca della qualità
sono alla base della concorrenza tra
imprese tanto più nei momenti, come
l’attuale, di grande tensione.
Il secondo aspetto, che sarà oggetto
del dibattito congressuale venerdì 23
maggio, riguarda, invece, il tema di come i prefabbricatori dovrebbero porsi
nei confronti delle oppor tunità offer te
dal consistente mercato italiano delle
costruzioni e di quali potrebbero essere
le modalità più proficue nel relazionarsi
con gli attori che prendono par te al
processo che por ta alla realizzazione di
un’opera, dalla sua ideazione alla costruzione. Parleremo quindi di come essere
Figura 4 – Piastra di ancoraggio dell’impianto
di prova.
ni alla volta ed il martinetto viene fatto
agire perpendicolarmente alla gamba del
tegolo all’altezza dell’ala superiore.
4. PROVE PRELIMINARI
Come evidenziato in precedenza (vedi
par. 3.1) si rende necessaria l’esecuzione
di prove preliminari per la corretta definizione della storia di carico. Le prove
preliminari vengono svolte utilizzando
una semplificazione geometrica degli
elementi. La Figura 9 mostra l’assetto
che simula una connessione tegolo-trave
ruotata di 90°. I due elementi laterali
più sottili rappresentano le gambe del
tegolo, mentre il blocco centrale simula
la trave. La configurazione simmetrica si
è resa necessaria per agevolare la sperimentazione.
Tutto il sistema è posizionato su di una
trave in acciaio 2UPH300 ancorata al
pavimento. Gli elementi laterali sono collegati alla trave di base mediante barre
filettate ' 38 mm bullonate alle estremità. L’impianto di prova è stato studiato
per poter anche eseguire una prova
ciclica e per questo motivo sono stati
posizionati due martinetti contrapposti a
singolo effetto sotto e sopra l’elemento
centrale.
Sono stati installati due tipi di trasduttori potenziometrici caratterizzati da
corse diverse. Le traslazioni del blocco
centrale sono monitorate da tre penny,
con una corsa da 150 mm, il primo dei
2 - industrie manufatti cementizi
S t u di
quali costituisce anche il controllo della
prova, eseguita appunto in controllo di
spostamento.
Per monitorare le traslazioni, le rotazioni e gli spostamenti fuori piano degli
angolari metallici, sono stati utilizzati dei
gefran,, con una corsa pari a 10 mm
(Figura 11).
4.1 Risultati della prima prova
I risultati ottenuti dalla prima prova preliminare non sono stati quelli attesi, ma
tale prova ha fornito comunque una
serie di informazioni utili per rivedere le
dimensioni di alcuni elementi.
In Figura 12 sono rappresentati i risultati
in termini di curve forza-spostamento
relative ai trasduttori posizionati sull’elemento centrale. Dal loro esame si evidenzia, oltre alla fase iniziale con funzionamento ad attrito, un comportamento
elastico fragile.
Non si è potuto apprezzare la duttilità
delle connessioni a causa della rottura
precoce del copriferro come mostrato
in Figura 13. In ogni caso anche gli elementi laterali strumentati hanno mostrato traslazioni sia nel piano sia fuori piano
(Figura 14) e per quelli non strumentati
è stato comunque possibile rilevare visivamente tali spostamenti (Figura 15).
La presenza di un’abbondante armatura,
capace di sostenere il carico ultimo della
prova, non ha impedito la formazione di
una macroscopica fessura con distacco del
bordo terminale dell’elemento trave. Le
armature infatti sono entrate pienamente in funzione solo dopo la fessurazione. Solo la pretensione delle armature
avrebbe potuto evitare tale fessurazione. Gli angolari metallici hanno subito
delle contenute distorsioni (Figura 13)
mostrando di essere largamente sovradimensionati rispetto al resto, mentre
i bulloni passanti hanno subito vistose
piegature plastiche (Figura 14).
I tasselli sollecitati a taglio si sono inclinati
ed hanno provocato un allargamento del
foro di alloggio.
e
r i c e rc h e
23
Figura 5 – Impianto per la prova ciclica longitudinale.
Figura 8 – Impianto per la prova ciclica trasversale.
Figura 6 – Particolare della connessione.
Figura 7 – Dettagli di armatura del tegolo.
Nel corso della prova non si sono potute
determinare le caratteristiche di duttilità
dei dispositivi metallici.
E l’esito così come sopra descritto ha
costrutposto l’attenzione sui particolari costrut
tivi delle adiacenti parti in calcestruzzo
armato, che possono rappresentare il
punto debole della connessione.
4.2 Osservazioni
2 - industrie manufatti cementizi
Si fa notare come il cedimento della connessione può essere determinato da:
rottura per taglio o flessione del bullone passante;
rottura per taglio dei tasselli;
rottura per distorsione degli angolari;
rottura per trazione dei bordi in
calcestruzzo degli elementi in c.a.
collegati.
Ai fini di un buon comportamento sismico della connessione è opportuno indirizzare la rottura verso il meccanismo
più duttile e questo può essere individuato nella distorsione degli angolari
metallici.
Al fine di veicolare il meccanismo di
collasso si è dunque deciso di apportare
delle modifiche all’elemento metallico
a L. Quello utilizzato durante la prima
prova preliminare era un profilato commerciale L 100 x 8 (Figura 15) di esuberante resistenza e rigidezza. Per la ripetizione della prova si è deciso di modificare tale elemento (Figura 16) portando lo
spessore da 8 a 5 mm, lo spigolo vivo è
stato sostituito da un raggio di curvatura
industrie manufatti cementizi - 2
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` 2.900,00
` 2.500,00
` 2.250,00
` 4.000,00
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IV copertina, pagina 1
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La Direzione della rivista si riserva di non
pubblicare materiale non conforme alla
propria linea editoriale
TEMPI DI CONSEGNA DEL MATERIALE:
Entro il giorno 15 del mese precedente l’uscita della rivista
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certificata, altrimenti non è possibile
garantire la riuscita grafica dei colori)
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Varenna, 10 - 14 giugno 2008
Verso un approccio progettuale orientato al ciclo di vita
Nella progettazione dei sistemi dell’ingegneria civile occorre considerare che le prestazioni del sistema sono variabili nel tempo.
Un approccio consistente alla progettazione
richiede quindi che le prestazioni attese siano
garantite non solo nella fase iniziale quando
il sistema è integro, ma anche durante l’intero ciclo di vita. Questo obiettivo può essere
conseguito tenendo conto degli effetti indotti
dalle inevitabili fonti di degrado e da eventuali
inter venti di manutenzione, considerando
anche le incertezze coinvolte nel problema.
Negli ultimi anni è stata sviluppata una considerevole mole di studi e ricerche che ha consentito significativi progressi nell’ambito della
modellazione, analisi, progettazione, monitoraggio, manutenzione e riparazione di sistemi
e strutture dell’ingegneria civile in presenza di
degrado. Allo stato attuale questi sviluppi sono
percepiti come centrali per l’ingegneria civile,
in quanto si sta attuando una transizione verso
una nuova filosofia di progettazione che considera l’intero ciclo di vita. Per questa ragione,
dopo una serie di Workshop dedicati ai temi
del Life-Cycle Cost Analysis and Design of
Civil Infrastructure Systems e tenutisi a Honolulu, Hawaii, USA (LCC1, August 7–8, 2000),
Ube, Yamaguchi, Giappone (LCC2, 27–29
Towards a Life-Cycle Oriented Design
Approach
In designing civil engineering systems, the
system performance must be considered as
time-dependent.
Therefore, a consistent design approach
should comply with the desired performance
not only at the initial stage when the system
is supposed to be in the intact state, but also
during its expected life-cycle. This can be
achieved by taking into account the effects
induced by unavoidable sources of damage
and by eventual maintenance interventions
under uncertainty.
In recent years a considerable amount of
research work has been done and relevant
advances have been accomplished in the fields
of modeling, analysis, design, monitoring, maintenance and rehabilitation of deteriorating civil
engineering systems.
Nowadays these developments are perceived
to be at the heart of civil engineering, which
is currently undergoing a transition towards a
life-cycle oriented design philosophy.
For this reason, after a series of International
Workshops on Life-Cycle Cost Analysis and
Design of Civil Infrastructure Systems held in
Honolulu, Hawaii, USA (LCC1, August 7–8,
2000), Ube, Yamaguchi, Japan (LCC2, September 27–29, 2001), Lausanne, Switzerland
Cerimonia di apertura - Opening Ceremony.
4 - industrie manufatti cementizi
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5
4
3
Certificazione documentata
2
Utilizzo di speciali additivi
Garanzia di doppi controlli
1
Contenuto di cromo ridotto
–
––
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o
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–– bbia O
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5
Indicazioni di utilizzo
5 nuove ragioni per scegliere Cementirossi.
Da sempre protagonista nell’innovazione, oggi Cementirossi mette in cantiere una nuova sicurezza a tutela del vostro lavoro: il cemento a ridotto contenuto di Cromo VI, garantito dal marchio CromiNo, promosso dall’AITEC. Con questo marchio Cementirossi assicura su tutti i suoi cementi un livello di Cromo VI inferiore al limite di 0,0002% imposto dalla normativa europea e nazionale e lo certifica con doppi controlli,
interni ed esterni all’azienda. Risultato? Una protezione in più, ottenuta grazie all’impiego di speciali
additivi e accompagnata da indicazioni per l’utilizzo corretto del cemento. Ma soprattutto una nuova conferma: con
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62
A t t u a l i t à
settembre, 2001), Losanna, Svizzera (LCC3,
24–26 marzo 2003), Cocoa Beach, Florida,
USA (LCC4, 8–11 maggio 2005), e Seul, Corea
(LCC5, 16–18 ottobre 2006), è stato deciso di
creare la International Association for LifeCycle Civil Engineering (IALCCE).
(LCC3, March 24–26, 2003), Cocoa Beach,
Florida, USA (LCC4, May 8–11, 2005), and
Seoul, Korea (LCC5, October 16–18, 2006),
it was decided to create the International
Association for Life-Cycle Civil Engineering
(IALCCE).
International Association for Life-Cycle
Civil Engineering (IALCCE)
L’Associazione IALCCE è stata fondata nell’ottobre 2006 durante il 5th International Workshop on Life-Cycle Cost Analysis and Design
of Civil Infrastructure Systems (LCC5). Le attività di questa Associazione riguardano tutti gli
aspetti connessi con la valutazione, progettazione, manutenzione, ripristino e monitoraggio
dei sistemi dell’ingegneria civile durante il loro
ciclo di vita.
L’Associazione si propone di diventare la
principale organizzazione per l’avanzamento
dello stato dell’arte nei settori della life-cycle
civil engineering e di promuovere le attività di
collaborazione internazionale in tale ambito al
fine di migliorare il benessere della società civile. Le informazioni sulle modalità di adesione
sono disponibili sul sito web dell’Associazione
(http://www.ialcce.org).
International Association for Life-Cycle
Civil Engineering (IALCCE)
IALCCE was founded in October 2006 during
the 5th International Workshop on Life-Cycle
Cost Analysis and Design of Civil Infrastructure Systems (LCC5).
This Association covers all aspects of lifecycle assessment, design, maintenance, rehabilitation and monitoring of civil engineering
systems.
The mission of the Association is to become
the premier international organization for the
advancement of the state-of-the-art in the
field of life-cycle civil engineering.
The objective of the Association is to promote international cooperation in the field of
life-cycle civil engineering for the purpose of
enhancing the welfare of society.
Membership information can be found on the
website of the Association (http://www.ialcce.org).
First International Symposium on LifeCycle Civil Engineering (IALCCE’08)
IALCCE ha creato un terreno fer tile per
incentivare e promuovere la ricerca nell’ambito della life-cycle civil engineering. Per questo
motivo è stato deciso di riunire i principali
sviluppi in questo settore al First International
Symposium on Life-Cycle Civil Engineering
(IALCCE’08), che si è svolto presso il Centro
Congressi di Villa Monastero a Varenna, sul
Lago di Como, dal 10 al 14 giugno 2008.
IALCCE’08 è stato organizzato per conto
dell’Associazione IALCCE e con il patrocinio
del Politecnico di Milano. Il Simposio è stato
presieduto dal Prof. Fabio Biondini del Politecnico di Milano e dal Prof. Dan M. Frangopol
della Lehigh University, PA, USA.
L’interesse della comunità internazionale verso
i temi e le attività dell’Associazione IALCCE
First International Symposium on LifeCycle Civil Engineering (IALCCE’08)
IALCCE has created fertile grounds for the
stimulation and promotion of research in the
field of life-cycle civil engineering.
It was therefore decided to bring together the
main advances in the field of life-cycle engineering and related topics at the First International Symposium on Life-Cycle Civil Engineering
(IALCCE’08), held in Villa Monastero, Varenna,
Lake Como, Italy, 10–14 June, 2008.
IALCCE’08 has been organized on behalf of
IALCCE and under the auspices of Politecnico
di Milano.
The Symposium has been co-chaired by Professor Fabio Biondini (Politecnico di Milano,
Italy) and Professor Dan M. Frangopol (Lehigh
University, PA, USA).
The interest of the international civil engine-
Villa Monastero, sede del Simposio - Villa Monastero, Symposium venue.
4 - industrie manufatti cementizi
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23-09-2008 9:01:39
A t t u a l i t à
è stato confermato dalla significativa risposta
all’annuncio del Simposio.
La segreteria organizzativa ha infatti ricevuto
oltre 200 sommari, di cui il 70% è stato selezionato per la pubblicazione della memoria e
la presentazione al Simposio.
Informazioni di maggiore dettaglio sono disponibili sul sito web del Simposio (http://www.
ialcce08.org).
ering community in the activities covered by
IALCCE has been confirmed by the significant
response to the IALCCE’08 call for papers. In
fact, more than 200 abstracts were received
by the Symposium Secretariat, and about 70%
of them were selected for final publication as
full papers and presentation at the Symposium. Detailed information are available on the
Symposium website (http://www.ialcce08.org).
Gli Atti del Simposio IALCCE’08
Gli Atti del Simposio IALCCE’08 sono stati
pubblicati in un volume edito dalla CRC-Press
dal titolo Life-Cycle Civil Engineering. Il volume si compone di un libro e di un CD-ROM
contenenti 150 articoli, di cui otto relazioni su
invito e 142 contributi da 28 Paesi.
Le memorie riguardano sia lo stato dell’arte,
sia concetti emergenti ed applicazioni innovative nell’ambito della life-cycle civil engineering
e degli argomenti ad essa correlati.
Il volume costituisce un prezioso riferimento
per tutti i soggetti interessati alla valutazione
delle prestazioni dei sistemi dell’ingegneria
civile durante il loro
ciclo di vita, fra i quali
studenti, ricercatori
e ingegneri dei vari
settori dell’ingegneria
civile.
Proceedings of IALCCE’08
The Proceedings of the IALCCE’08 Symposium have been published by CRC Press, Taylor and Francis Group.
This volume, titled Life-Cycle Civil Engineering,
consists of a book and a CD-ROM containing
150 papers, including eight keynote papers and
142 technical contributions from 28 countries.
These papers deal with the state of the art
as well as emerging concepts and innovative
applications related to all major aspects of
life-cycle civil engineering and related topics.
This book will serve as a valuable reference
to all concerned with life-cycle performance
of civil engineering systems, including students,
researchers, and engineers from all sections of
civil engineering.
63
Life-Cycle Civil Engineering at Politecnico di Milano
Following the significant interest received
by IALCCE’08, it was decided to organize a
Post-Symposium Workshop at Politecnico di
Milano on June 18, 2008.
This Workshop has been organized by Professor Fabio Biondini and Professor Pier Giorgio
Malerba (Politecnico di Milano).
It was aimed to provide a forum for both academic and professional communities to discuss
F. Biondini, D.M. Frangopol (Eds.), Life-Cycle Civil Engineering,
CRC Press, 2008, pp. 990 (http://www.crcpress.com).
Life-Cycle Civil Engineering al Politecnico di Milano
In seguito al significativo interesse ricevuto dal
Simposio IALCCE’ 08, è stato deciso di organizzare un Post-Symposium Workshop che si
è tenuto il 18 giugno 2008 presso il Politecnico di Milano. Il Workshop è stato organizzato dal Prof. Fabio Biondini e dal Prof. Pier
Giorgio Malerba del Politecnico di Milano con
lo scopo di promuovere il dialogo tra le comunità accademica e professionale circa il ruolo
dell’Associazione IALCCE, i risultati conseguiti
dal Simposio IALCCE’08, le ricerche in corso
Sala Fermi - Fermi Room (Villa Monastero).
industrie manufatti cementizi - 4
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64
A t t u a l i t à
Foto di gruppo - Group shot.
civil engineering. Tra gli oratori, numerosi rappresentanti di organi istituzionali e società di
ingegneria, fra cui Politecnico di Milano, Lehigh
University, Comune di Milano, Metropolitana
Milanese, ANAS, RFI, Spea Ingegneria Europea, SEA Aeroporti, Arup Italia, D’Appolonia,
SINECO.
L’incontro ha consentito di favorire lo scambio
tra teoria e pratica, riportando esperienze
sul campo e difficoltà ricorrenti o tipiche che
necessitano di suggerimenti o soluzioni dalla
ricerca.
Particolare attenzione è stata dedicata anche
agli aspetti gestionali, che possono essere significativamente migliorati attraverso un approccio progettuale orientato al ciclo di vita ed ad
una pianificazione ottimale degli interventi di
manutenzione. n
the role of IALCCE, the achievements of IALCCE’08, and the on going and future research in
the field of life-cycle civil engineering and related topics. Speakers included representatives
from Politecnico di Milano, Lehigh University,
Comune di Milano, Metropolitana Milanese,
ANAS, RFI, Spea Ingegneria Europea, SEA
Aeroporti, Arup Italia, D’Appolonia, SINECO.
The meeting intended to improve the exchange between theory and practice, by reporting
in field experiences and recurrent and/or topical problems, which need suggestions and/or
solutions from the research.
Attention has been given to the management
aspects, which can be improved through a life
cycle oriented design approach and through
the optimization planning of the maintenance
interventions. n
Contatti
Segreterie IALCCE & IALCCE’08
Dipartimento di Ingegneria Strutturale
Politecnico di Milano
P.zza L. da Vinci, 32 - 20133 Milano
Email: [email protected]
Contacts
IALCCE & IALCCE’08 Secretariat
Department of Structural Engineering
Politecnico di Milano
P.zza L. da Vinci, 32 - 20133 Milan, Italy
Email: [email protected]
Prof. Fabio Biondini
Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Politecnico di Milano
Prof. Dan M. Frangopol
Department of Civil and Environmental Engineering, Center for Advanced
Technology for Large Structural Systems, Lehigh University, Bethlehem, PA,USA
Prof. Pier Giorgio Malerba
Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Politecnico di Milano
4 - industrie manufatti cementizi
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INTERNATIONAL
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EXHIBITION
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9-06-2008
66
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SCC 2008 - Challenges and Barriers to Application
Chicago, 10 - 12 novembre 2008
Il prossimo convegno SCC 2008, or gan i z z a t o a C h i c a g o, t r a i l 1 0 e i l 1 2
n ove m b r e , d a l C e n t e r fo r A d v a n c e d
Cement-Based Mater ials – ABCM della
N o r t h we s t e r n U n i ve r s i t y, s a r à d e d i cato al tema della progettazione e
dell’impiego del calcestr uzzo autocompattante SCC – Self Compacting
Concrete .
La conferenza, la terza di una ser ie di
incontr i inaugur ati nel 2002, prenderà
in esame le ricerche e gli studi più
recenti, le applicazioni pratiche più
a l l ’ av a n g u a r d i a e l e u l t i m e e vo l u z i o ni tecnologiche sul SCC . Il prossimo
incontro SCC 2008 r appresenta dunque l’occasione per ingegner i, architetti, r icercator i e oper ator i del settore
per confrontar si con le più aggior nate
“istr uzioni per l’uso” di un mater iale
così tecnologicamente avanzato.
La manifestazione , che vedrà la par tecipazione di alcuni tr a i più impor tanti
studiosi ed esper ti di SCC al mondo,
avrà luogo presso il Chicago Mar r iott
O’Hare .
Il convegno si ar ticolerà in una ser ie di
sessioni par allele in cui ver r anno presentate relazioni r iguardanti i temi più
attuali e gli aspetti e le problematiche
più recenti nel campo delle r icerca del
Self Compacting Concrete: reologia,
lavor abilità, idr atazione , microstr uttur a, segregazione , mix-design, dur abilità,
propr ietà meccaniche e prestazionali,
controllo della qualità e infine alcuni
case histor ies.
Par ticolare r ilievo sarà dedicato alle
prospettive del SCC nel settore del
calcestr uzzo prefabbr icato e preconfezionato.
Molte le sessioni dedicate allo sviluppo tecnologico e al tema della sostenibilità.
Il convegno si chiuderà con un intervento del prof. Surendr a Shah, direttore dell’ABCM, che avrà come tema il
futuro del SCC e le prospettive per la
r icerca accademica.
Per maggiori informazioni:
www.scc2008.info
17° Congresso CTE
Collegio dei tecnici della Industrializzazione Edilizia
Roma, 5 - 8 novembre 2008
Il 17° Congresso CTE, che si
ter rà a Roma
il prossimo
5-8 novembre
2008, presso
l’Aula Magna
del Rettorato dell’Università degli Studi
Roma Tre di Roma, prevede un programma
ricco di inter venti. Tra i relatori su invi-
to Marco Menegotto dell’Univer sità La
Sapienza di Roma e Joost Walraven della
Delft University.
I temi affrontati dai congressisti riguarderanno le ricerche teoriche ed applicate, le
normative nazionali ed europee, i materiali e le tecnologie, la progettazione e le
realizzazioni.
Per maggiori informazioni: www.cte-mi.it
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aumentare la produzione
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23-09-2008 9:02:26
68
L e
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Bekaert
Dramix® - fibre d’acciaio per rinforzo calcestruzzo
CE: un quadro più ampio della situazione
1o giugno 2008: è diventata obbligatoria la marcatura CE “Fibre di acciaio
per uso strutturale”.
Lo scorso ottobre, abbiamo annunciato con
orgoglio che Bekaert è stata la prima ad ottenere la marcatura CE di conformità europea per la fibra di acciaio Dramix® per impieghi strutturali (sistema 1). Il 1° giugno di
quest’anno, la marcatura CE è diventata obbligatoria per tutte le fibre di acciaio prodotte, commercializzate ed utilizzate nell’Unione europea. È ora di avere un quadro più
ampio della situazione: perché la marcatura
CE è così importante?
Responsabilità
Chiunque impieghi calcestruzzo rinforzato
con fibre di acciaio nel settore delle costruzioni, si assume una nuova e importante responsabilità in termini di progetto/cliente. Questa
responsabilità inizia con la scelta della fibra
di acciaio più idonea. In passato, la selezione
delle fibre di acciaio in Europa era alquanto
complessa, per il fatto che molti paesi avevano norme e regolamenti di qualità differenti.
Armonizzazione
Per questo motivo l’Ue ha creato il marchio
CE. Si tratta di un marchio di conformità che
armonizza le specifiche tecniche di molti
prodotti europei nei campi della salute, della
sicurezza e dei livelli minimi di qualità. Questi
requisiti minimi per le fibre di acciaio sono
descritti nella norma europea 14889-1. Solo
i prodotti che si conformano a questa norma
specifica possono ottenere il marchio CE.
Qualità
In ottobre 2007, Dramix® è stata la prima
fibra di acciaio ad ottenere la marcatura CE.
Esistono due diversi sistemi di certificazione
in funzione dell’uso delle fibre di acciaio.
Il più rigoroso, quello che è stato scelto da
Bekaert, è il sistema 1 per applicazioni strutturali. Ciò richiede una valutazione approfondita del controllo della produzione e un
continuo programma di audit annuali. D’altra
parte, il sistema 3, che riguarda unicamente
le fibre di acciaio per applicazioni non strutturali, è un sistema molto meno rigoroso.
Tutti i prodotti in fibra di acciaio Dramix®
sono certificati secondo il sistema 1.
Quali sono i vantaggi del sistema 1 di
marcatura CE per impieghi strutturali?
Questo sistema offre:
4 un prodotto che è soggetto a continui
controlli di qualità;
4un prodotto che è conforme alla norma
di qualità 14889 livello n° 1 per impieghi
strutturali;
4un prodotto che soddisfa severi requisiti
di qualità;
4un’etichetta che fornisce un’indicazione
chiara sulle caratteristiche del prodotto
(forma, lunghezza delle fibre, resistenza
alla trazione, ecc.);
4un’etichetta che indica il dosaggio minimo di un tipo di fibra in un calcestruzzo
di riferimento;
4un prodotto che vi permette di ottenere
l’etichetta CE per i vostri prodotti finiti.
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i n f o r m a n o
69
Italvibras
I nuovi motovibratori MICRO: sicurezza ATEX di serie
La nuova serie MICRO nasce dall’esperienza di successo maturata da Italvibras con le esecuzioni S02 introdotte
in questi ultimi anni in diverse serie di
motovibratori.
La serie MICRO (da 39 N a 638 N) è
stata progettata per il ser vizio industriale continuo nei processi in cui è
richiesta una ridotta forza centrifuga e
dimensioni di ingombro contenute del
motovibratore.
Vengono impiegati, in par ticolare, nei
processi di alimentazione, traspor to,
vagliatura, calibratura, separazione,
costipazione dell’industria chimica, alimentare, farmaceutica, dell’imballaggio
e dell’automazione.
Grazie alla grande esperienza acquisita da Italvibras in anni di applicazione
delle diverse serie di MICRO e a specifiche prove di laboratorio, su questi
nuovi motovibratori sono stati introdotti significativi miglioramenti tecnici
e di design, che aumentano ulteriormente l’affidabilità del prodotto.
sioni M3/20-S02 e M3/45-S02 per
garantire una maggior durata;
4coperchi masse con sistemi di tenuta potenziati.
Con protezione meccanica IP65, i motovibratori MICRO hanno la carcassa
in lega leggera di alluminio ad alta resistenza e coperchi massa in acciaio
inossidabile AISI 304.
I motovibratori MICRO montano cuscinetti a sfere schermati e già prelubrificati, e non necessitano di alcuna
manutenzione.
L’avvolgimento è sottoposto ai severi
controlli previsti dalle normative sul
100% dei pezzi prodotti.
Le masse eccentriche lamellari sono
regolabili a gradini tramite variazione
del numero di masse montate.
I modelli trifase sono forniti con cavo
di alimentazione (2 metri), i modelli
monofase sono forniti con cavo di alimentazione (2 metri) e condensatore
inserito, in apposita custodia, lungo il
cavo.
Le principali innovazioni della
serie MICRO sono:
4cer tificazione ATEX zona 22 (II 3 D)
per tutti i modelli;
4nuovo design con carcassa in monoblocco per dare maggiore robustezza e linearità al motovibratore;
4nuove flange por tacuscinetto rinforzate per migliorare la tenuta
meccanica;
4cuscinetto maggiorato per le ver-
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Hall 29 – Stand B 26
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70
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Ruredil - Levocell
“STAND by me - Bologna08”
L’essenza di Bologna negli scatti di Gabriele Basilico
Diciotto fotografie concepite su tre differenti
dimensioni spaziali e concettuali: l’antico, il
moderno e l’estetica. Gabriele Basilico interpreta la città di Bologna nell’ambito della Mostra
fotografica “STAND by me - Bologna08” organizzata dal Gruppo Ruredil.
Gabriele Basilico sarà l’autore delle fotografie
presentate nella mostra “STAND by me Bologna08”, organizzata dal Gruppo Ruredil
per approfondire il rapporto tra architettura,
edilizia e paesaggio urbano. Focus del suo lavoro sarà Bologna, città in fermento, nel pieno di
una “riorganizzazione urbana” e al centro del
dibattito architettonico internazionale.
Diciotto immagini che mostreranno frammenti e aspetti di una città contesa tra passato, presente e futuro. Uno sguardo privilegiato
per analizzare il rapporto tra antico, moderno ed estetica urbana, metafore di tre aree
di intervento edilizio: la ristrutturazione del
patrimonio storico, la costruzione delle grandi
opere e la realizzazione delle pavimentazioni
urbane, settori nei quali le tecnologie Ruredil
e Levocell eccellono.
Gabriele Basilico, da sempre impegnato in un
articolato lavoro di lettura e interpretazione
della complessità delle città e del paesaggio,
reinterpreterà con minuziosa attenzione la
città di Bologna.
La mostra verrà inaugurata a Bologna il 15
ottobre 2008, durante la manifestazione fieristica SAIE08.
“STAND by me - Bologna08 è un’occasione per
usare la fotografia per interpretare e raccontare
un luogo – afferma Gabriele Basilico - anche
se non in modo scientifico, con un linguaggio
poetico, per cercare di costruire un rapporto possibile tra identità e conoscenza. Obiettivo, gettare
uno sguardo sulla città, intesa come fenomeno
dell’abitare, cercando di scorgere, attraverso l’architettura, il modo in cui la città vive, si modifica,
e si sviluppa. Osservando questi fenomeni – conclude Basilico - si può forse intuire e percepire il
suo futuro”.
Dopo l’edizione 2007, il Gruppo Ruredil prosegue sulla strada dell’interpretazione artistica
facendo, se possibile, un ulteriore passo avanti.
La decisione di affidare la comunicazione a un
artista del calibro di Gabriele Basilico, infatti, è
la conferma della precisa volontà del Gruppo
di proporsi al mercato in maniera non convenzionale, con immagini suggestive ed emozionali,
senza dimenticare tuttavia la propria attività
fortemente connotata nel settore dell’edilizia.
Questa scelta conferma, se ancora ce ne fosse
bisogno, che esiste “un altro modo” di proporsi e,
allo stesso tempo, di valorizzare la propria identità profondamente radicata sul territorio italiano.
STAND by me - Bologna08
Gabriele Basilico
a cura del Gruppo Ruredil
Dal 15 al 18 ottobre
Quartiere Fieristico di Bologna, SAIE 08
Padiglione 19, Stand B61-B65
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Colacem Ufficio Immagine Lorenzi comunicazione e pubblicità _ foto: phlus
I nostri valori
costruiscono il futuro
La nostra cultura di impresa è frutto di valori condivisi,
un patrimonio che rappresenta la solidità dell’azienda e il nostro impegno
per il futuro. Da sempre abbiamo scelto di salvaguardare l’ambiente, attraverso il
recupero e il riuso del territorio; di sviluppare le nostre idee investendo sulla ricerca
e sulla tecnologia; di instaurare rapporti di fiducia mantenendo una professionalità
costante e garantendo l’eccellenza dei nostri prodotti.
Colacem è oggi una delle realtà industriali più importanti d’Italia:
promuoviamo progresso e cultura aziendale, per la crescita delle nostre comunità.
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Unifer S.p.A. si è imposta nel settore siderurgico, garantendo alla propria clientela
prodotti di qualità, proponendo soluzioni
specifiche nella produzione dei manufatti,
offrendo il relativo supporto tecnico. Abbiamo riunito uno staff dotato di competenze
di altissimo livello, in grado di interpretare le
rinnovate esigenze del mercato e, spesso, di
anticipare le richieste di prodotti che consentano soluzioni innovative nella prefabbricazione e nell’edilizia industrializzata.
Lo spirito dinamico ed innovativo dell’azienda
si integra con le competenze ed esperienze
dei comparti produttivi, nella realizzazione di
prodotti di elevato standard qualitativo. Con
impegno ed entusiasmo stiamo progettando e realizzando tecnologie di nuova concezione, rivolte alla immissione sul mercato di
materiali finalizzati a rinnovate e competitive
metodologie di costruzione.
La soluzione del prodotto “Su misura” risponde alle più svariate applicazioni nel
settore delle costruzioni in cemento armato, consentendo l’ottimizzazione dei costi e
dei tempi di realizzazione, la semplicità e la
competitività nell’esecuzione delle opere.
I nostri prodotti sono caratterizzati da ele-
vata precisione nelle geometrie dei formati,
delle maglie e dei diametri.
Inoltre i nostri laboratori eseguono meticolosi controlli tecnici sulle caratteristiche
meccaniche.
L’azienda è leader in Italia per la capacità di
realizzare rete elettrosaldata con le seguenti
dimensioni:
4 dimensioni trasversali da 20 cm a 360 cm;
4 dimensioni longitudinali da 20 cm a 1200 cm;
4 diametro trasversale da Ø 4 mm a Ø16 mm;
4 diametro longitudinale da Ø 4 mm a Ø 25 mm.
I diametri vengono uniti tramite processo di
elettrosaldatura. Il range di utilizzo varia dalle
reti per canalette passa cavi a reti per solette di solai, coperture, pareti, pannelli, cordoli, travi, pilastri, muri, fondazioni, platee, tubi,
terra armata. Unifer si distingue perchè è in
grado di realizzare, oltre alla rete piana a misura, anche la rete sagomata a misura pronta
all’utilizzo e realizzata su esigenza e richiesta
del cliente. Con macchinari all’avanguardia
riusciamo a sagomare meccanicamente reti
con diametri fino al Ø25 mm.
Oltre ad una vasta gamma di reti piane e
sagomate, la Unifer S.p.A. produce anche diversi tipi di rete in rotoli.
UNIFER SPA
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4 - industrie manufatti cementizi
Imp.Aziende.Inform.4.indd 72
24-09-2008 12:56:16
ASSOBETON
STRUTTURE PREFABBRICATE
TUBI A BASSA PRESSIONE
PALI
BLOCCHI E PAVIMENTI
CABINE ELETTRICHE
FIBROCEMENTO
TRAVERSE E ARMAMENTI FERROVIARI
MANUFATTI IN CALCESTRUZZO CELLULARE AUTOCLAVATO
TUBI PER ACQUEDOTTI
SOLAI E DOPPIA LASTRA
GRUPPO INSERTI PER MANUFATTI IN CALCESTRUZZO
Imp.Assobeton.Solai.IMC4.indd 73
l’Associazione
ASSOBETON
22-09-2008 18:41:17
74
Sezione Solai e Doppia Lastra
Marcatura CE
delle lastre per solai
di Claudio Stucchi
Come ormai noto, secondo quanto stabilito dalla Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CE del 21.12.1998, volta a
favorire la libera circolazione dei materiali
da costruzione nell’Unione Europea e
recepita in Italia con DPR 246/93, tutti i
prodotti rientranti in una norma armonizzata devono, per l’immissione sul mercato,
essere dotati di Marcatura CE.
La Marcatura CE non è di per sé una certificazione di prodotto, né tanto meno di qualità, piuttosto la presunzione di conformità od
idoneità del prodotto per l’utilizzo previsto;
attesta, in definitiva, che il prodotto immesso
sul mercato rispetti determinati requisiti definiti come essenziali per il manufatto stesso.
Sono ormai numerose le norme di prodotto emanate a livello europeo e rientranti nel mandato M/100 con cui la Commissione Europea ha incaricato il CEN di
emettere specifiche norme armonizzate
riguardanti i prodotti prefabbricati.
Tra queste, la specifica norma di prodotto
per le lastre tralicciate, comunemente definite
“predalles”, è la UNI EN 13747:2005 “Lastre
per solai”, riferimento essenziale per la Marcatura CE insieme alla UNI EN 13369:2004
“Regole comuni per prodotti prefabbricati di
calcestruzzo” (valida trasversalmente anche
per gli altri elementi prefabbricati).
A seguito della pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale Europea, sono state stabilite per
la norma EN 13747:2005 le seguenti
scadenze:
4entrata in vigore della norma armonizzata (ovvero inizio della Marcatura
CE volontaria): 01/05/2006;
4fine del periodo di coesistenza (ovvero inizio della Marcatura CE obbligatoria): 01/05/2008.
Ne deriva che, a partire dal 1° maggio 2008,
per essere immesse sul mercato, tutte le
“lastre per solai” devono essere accompagnate dall’etichetta di Marcatura CE.
Il termine, già scaduto e valido in tutta
Europa, è irrevocabile. Si ricorda che la
Marcatura CE delle lastre avviene in accordo con l’Allegato ZA della norma UNI EN
13747:2005 che, per quanto indicato come
“informativo”, è cogente ai fini della Marcatura: esso identifica i punti fondamentali
della norma di prodotto che devono essere rispettati per garantire i requisiti stabiliti
dalla Direttiva Prodotti da Costruzione.
La Marcatura CE delle lastre per solaio è
obbligatoria, indipendentemente dall’impiego previsto, per qualsiasi lastra prefabbricata in c.a. o c.a.p. realizzata con calcestruzzo di normale densità in accordo
con la EN 1992-1-1:2004, completata in
opera con un getto di calcestruzzo per la
realizzazione di solai compositi.
Le lastre, prive o meno di elementi di alleggerimento, possono includere tralicci elettrosaldati o nervature di irrigidimento realizzate
durante le fasi di produzione in stabilimento.
Contrariamente a quanto riportato da informazioni distorte e fuorvianti che vengono
fatte circolare ad arte sul mercato, devono
quindi essere dotate di Marcatura CE anche
le lastre, tralicciate in c.a. o precompresse,
che vengono utilizzate come cassero a
perdere, oltre a quelle eventualmente
integrate con tutta l’armatura portante: le
lastre normalmente prodotte in Italia rientrano pertanto integralmente nell’ambito di
applicazione della Marcatura CE in relazione
alle proprie caratteristiche morfologiche.
Le lastre per solaio sono soggette ad un
sistema di attestazione di conformità di
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tipo “2+” che comporta, per il produttore
e per l’Ente Notificato, i compiti riportati
nel prospetto ZA.3.
Appare evidente come, per un sistema
di attestazione 2+, siano richieste prove
iniziali di tipo.
In realtà però, per le lastre per solai la norma
di prodotto prevede che “queste prove non
sono richieste se le luci di messa in opera sono
determinate mediante calcolo seguendo il
punto 4.3.3 della EN 13369:2004”, ovvero
Compiti
Prove iniziali
di tipo (ITT)
Compiti
per il produttore
Controllo della
produzione in
stabilimento
(FPC)
se il calcolo è stato eseguito sulla base di
codici riconosciuti e ritenuti validi a livello
nazionale. L’azienda può quindi dimostrare
le necessarie caratteristiche di resistenza
dei propri prodotti attraverso ITC (Initial
Type Calculation – calcolazioni iniziali di
tipo), da effettuarsi per le diverse tipologie
di prodotto con la determinazione delle
prestazioni per le fasi transitorie (movimentazione, trasporto, messa in opera e puntellamento delle lastre).
Contenuto dei compiti
Valutazione della
conformità e
punti della UNI EN
13747:2005 da
applicare
Tutte le caratteristiche
del Prospetto ZA.1(1)
6.2
Parametri relativi a tutte
le caratteristiche del
Prospetto ZA.1 della
EN 13747
6.3
Ulteriori prove - Resistenza meccanica; Punto 3 del Prospetto
A.2 e punto
di campioni
- Tutte le caratteristiche
6.2.3 della
prelevati
del Prospetto ZA.1
EN 13369:2004
in stabilimento
della EN 13747;
Ispezione
iniziale dello
stabilimento e
controllo della
produzione in
stabilimento
Certificazione
(FPC)
del controllo
Compiti di produzione
in stabilimento Sorveglianza
per
continua,
(FPC) sulla
l’Ente
valutazione e
Notificato base della:
approvazione
del controllo
della produzione
in stabilimento
(FPC)
- Resistenza a compressione (del cls);
- Resistenza a rottura
per trazione e resistenza allo snervamento;
- Dettagli;
- Durabilità;
- Resistenza al fuoco R
- Resistenza a compressione (del cls);
- Resistenza a rottura
per trazione e resistenza allo snervamento;
- Dettagli;
- Durabilità;
- Resistenza al fuoco R
(in caso di verifica
mediante prove)
Punti 6.1.2 a) e 6.3
della EN 13369:2004
Punti 6.1.2 b) e 6.3
della EN 13369:2004
(1) Per la resistenza al fuoco, quando determinata mediante prove, queste ultime devono essere effettuate da laboratori di prova.
Prospetto ZA.3 – Assegnazione dei compiti per la valutazione di conformità per lastre per solai
sotto il sistema di attestazione 2+.
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Se comunque un’azienda volesse avvalersi di prove - effettuate su prodotti
finiti, intesi come la sola lastra con traliccio - eseguite in passato, lo potrebbe fare se le stesse fossero conformi
ai requisiti della UNI EN 13747:2005.
I risultati, infine, di prove fornite dai
produttori dei tralicci sono ritenuti
validi.
Si ricorda che le responsabilità relative
all’etichettatura CE sono comunque a
carico del produttore, qualunque sia il
sistema di attestazione di conformità.
Come accennato, la Direttiva fa riferimento a requisiti che vengono richiamati nelle nor me ar monizzate , le
caratteristiche essenziali che devono
essere valutate per le lastre per solai
per l’attestazione di conformità sono
ripor tate nel prospetto ZA.1.
Una volta eseguiti positivamente tutti
i controlli sul processo di produzione
Livelli e/o
classe (i)
Note ed
Unità
Resistenza a
compressione
Tutti i metodi 4.2 Requisiti di produzione
(del calcestruzzo)
nessuna
N/mm2
Resistenza ultima
a trazione e
Tutti i metodi
resistenza allo
snervamento
(dell’acciaio)
4.1.3 Acciaio d’armatura
ordinaria
4.1.4 Acciaio da
precompressione
nessuna
N/mm2
Metodo 1
Informazione elencata
nell’Appendice ZA 3.2
nessuna
Geometria
e materiali
Metodo 2
4.3.3 Resistenza Meccanica
nessuna
kNm, kN,
kN/m
Metodo 3
Specifiche di progetto
nessuna
Metodo 1
Informazione elencata
nell’Appendice ZA 3.2
R
Geometria
e materiali
Metodo 2
4.3.4 Resistenza Meccanica
R
Min
Metodo 3
Specifiche di progetto
R
Caratteristiche essenziali
Resistenza
meccanica
(mediante calcolo)
Resistenza
al fuoco
(relativamente
alla capacità
portante della
sola lastra)
Punti dei requisiti della
norma UNI EN 13747:2005
Indice d’isolamento
da rumore aereo e
indice di
Tutti i metodi 4.3.5 Resistenza acustiche
trasmissione del
rumore da impatto
nessuna
dB
Dettagli
4.3.1 Proprietà geometriche
Tutti i metodi 8 Documentazione tecnica
nessuna
mm
/
Durabilità
Tutti i metodi 4.3.1 Durabilità
nessuna
Condizioni
ambientali
Prospetto ZA.1 – Punti specifici.
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78
e sul prodotto finito, le lastre possono
essere marcate facendo riferimento ai
tre metodi proposti dalla norma, che
prevedono rispettivamente:
4Metodo 1 = dichiarazione di dati
geometrici e delle proprietà dei
materiali;
4Metodo 2 = dichiar azione del
valore di alcune propr ietà del
prodotto;
4Metodo 3 = dichiarazione di confor mità a prescr itte specifiche
di progetto (del progettista del
cliente);
a cui corrispondono tre differenti tipologie di etichetta CE.
Si ricorda che è comunque possibile e ritenuta valida l’apposizione
dell’etichetta semplificata, che deve
però essere sempre completata da un
codice di collegamento a documenti
di accompagnamento dove possono essere ripor tate le informazioni
richieste.
Le lastre tralicciate non possono più,
quindi, essere prodotte secondo la
Serie Dichiarata o Controllata di cui al
DM 03.12.1987, ma tutti i produttori
devono obbligatoriamente ottenere il Cer tificato del controllo di produzione in fabbrica rilasciato da un Ente
Notificato.
Questo implica l’implementazione di
un sistema di controllo della produzione che prevede, tra l’altro, la redazione
di un Manuale FPC e di oppor tune
procedure.
A seguito del superamento positivo
della visita ispettiva di valutazione
da par te dell’Ente Notificato, il produttore è quindi tenuto a redigere
una Dichiar azione di confor mità,
contenente:
4nome e indirizzo del produttore,
o suo rappresentante autorizzato
nella UE;
4luogo (stabilimento) di produzione;
4descrizione del prodotto;
4disposizioni a cui il prodotto è conforme (Allegato ZA della UNI EN
13747);
4condizioni par ticolari applicabili
all’utilizzo del prodotto;
4numero del cer tificato di controllo
di produzione in stabilimento;
4nome e posizione della persona
incaricata di firmare la dichiarazione.
La dichiarazione – che deve essere
rilasciata dal produttore solo dietro
esplicita richiesta del cliente - potrà
essere accompagnata dal Cer tificato
di controllo di produzione, rilasciato
dall’Ente Notificato, che deve riportare, in aggiunta alle indicazioni di cui
sopra:
4nome e indirizzo dell’Ente Notificato;
Marcatura di conformità CE consistente nel
simbolo CE indicato dalla direttiva 93/68/CEE
C
e
i
CE
A
CE
CE
SIS
CE
DE
Norme o marchio identificativo ed
indirizzo registrato del produttore
Numero di identificazione e ultime due cifre
dell’anno in cui è stata applicata la Marcatura
Numero del certificato di conformità dell’FPC
Numero della norma di riferimento per le lastre
CE
D
Esempio di etichetta semplificata.
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80
4numero del cer tificato di controllo
di produzione in stabilimento;
4condizioni e periodo di validità del
cer tificato;
4nome e posizione della persona
incaricata di firmare il cer tificato.
Riassumendo, tutti i produttori in linea
con gli adempimenti previsti dalle
norme italiane ed europee che regolano la Marcatura devono sempre consegnare, insieme alle lastre, l’etichetta
di Marcatura CE (con esplicito riferimento alla UNI EN 13747:2005) e, su
richiesta, copia del Cer tificato di FPC e
della dichiarazione di conformità.
Esempio di Certificato dell’FPC.
Per concludere si ripor tano alcuni
semplici consigli rivolti agli operatori del settore su come compor tarsi
per applicare e far rispettare la Marcatura CE; il fine è quello di mettere
il cliente in condizioni di scegliere
consapevolmente un prodotto regolarmente Marcato CE e/o un produttore in grado di fornire prodotti
conformi, evitando qualsiasi corresponsabilità per l’utilizzo indebito di
manufatti non idonei.
Le sanzioni previste in questi casi,
infatti, sono decisamente pesanti e
sicuramente evitabili.
Esempio di dichiarazione di conformità del produttore.
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82
Per i Progettisti:
4redigere Contratti e Capitolati che
tengano in considerazione, quando necessario, le prescrizioni della
Direttiva e quindi la necessità di
Marcatura CE;
4definire chiaramente le “Specifiche tecniche” e le “Caratteristiche
dei materiali” negli elaborati di
progetto;
4prescr ivere obbligator iamente
materiali/manufatti marcati CE, ove
e quando divenuto cogente;
4scegliere il livello o la classe del prodotto e il livello di attestazione (ove
e quando previsto).
Per le Imprese di costruzione:
chiedere sempre, fin dalle prime fasi
della r ichiesta di offer ta ai propri fornitori, copia del Cer tificato
dell’FPC r ilasciato al produttore
stesso dall’Ente Notificato, in cui
compaiano esplicitamente:
4l’indicazione dello stabilimento
cer tificato;
4la tipologia del prodotto oggetto di
Marcatura CE e l’utilizzo previsto;
4la norma EN di riferimento, con
numero e titolo per esteso.
Pretendere sempre, solo e soltanto,
lastre marcate CE.
Per i Direttori dei Lavori:
4informare e/o ribadire all’impresa
costruttrice l’obbligatorietà della
Marcatura CE per sensibilizzarla
nella scelta di fornitori che commercializzino solo prodotti marcati
CE, ove questo sia già divenuto
obbligatorio;
4utilizzare i r ifer imenti esistenti (nor me) per eventuali cam pionamenti di concer to con gli
interessati;
4accettare ed autor izzare l’approvvigionamento e l’inserimento nell’oper a dei soli prodotti
marcati CE;
4accer tare espressamente la Marcatura CE (fornita come etichetta o
inserita nel DDT);
4accer tare la corrispondenza del
prodotto fornito dal produttore e
della sua destinazione d’uso, dichiarata dal produttore, alle specifiche
prescrizioni progettuali;
4chiedere copia del Cer tificato
dell’FPC del produttore;
4chiedere la “Dichiarazione di Conformità del Produttore”;
4richiedere/effettuare le prove, poste
a carico del DL dalle vigenti disposizioni, quando ne ravvisi la necessità.
Per i Collaudatori:
4esaminare i documenti contrattuali;
4accer tare la regolare accettazione
ed utilizzazione dei materiali/prodotti utilizzati;
4chiedere l’evidenza della Marcatura CE (Azienda produttrice, Unità
Produttiva e Prodotto);
4chiedere copia del Cer tificato
dell’FPC;
4chiedere la “Dichiarazione del Produttore”;
4far eseguire tutte le prove ritenute necessarie, indipendentemente
dalla Marcatura CE.
Per ulteriori informazioni sull’elenco
dei prodotti marcati CE è possibile
consultare i siti:
4http://www.cen.eu/cenorm/sectors/
sectors/construction/index.asp
4h t t p : / / e c . e u r o p a . e u / e n t e r p r i se/newapproach/nando/index.
cfm?fuseaction=cpd.hs
È inoltre consigliabile richiedere all’Ente Notificato che ha valutato il produttore l’elenco completo dei prodotti
oggetto di Marcatura CE e l’identificazione precisa della gamma tipologica
ricadente nell’FPC cer tificato dall’Ente
stesso.
n
4 - industrie manufatti cementizi
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Sezione Tubi a Bassa Pressione
Ricerca e promozione
di prodotto, concluse
le attività realizzate in
ambito Progetto ULISSE
di Carla L. Zenti
Le attività della Sezione Tubi a Bassa Pressione previste nell’ambito del Progetto
interassociativo ULISSE, il cui obiettivo
era quello di favorire la diffusione e lo
sviluppo di una cultura del calcestruzzo di
qualità, sono state concluse.
I fondi disponibili sono stati utilizzati per
sviluppare le seguenti attività che, al di
là dell’alto valore intrinseco, si pongono
anche il comune obiettivo di sviluppare
azioni di marketing volte a contrastare
l’azione commerciale dei produttori di
materiali alternativi al calcestruzzo.
Ricerca Università di Trento
La Ricerca si è focalizzata su due temi in
particolare.
4“RESISTENZA DEI CALCESTRUZZI
ALLE ACQUE AGGRESSIVE: OTTIMIZZAZIONE DELLA RESISTENZA ALL’ATTACCO CHIMICO DI
PRODOTTI PER IL TRASPORTO
DI LIQUAMI PER FOGNATURA”.
L’obiettivo principale era l’individuazio-
ne di calcestruzzi resistenti all’aggressione chimica di acque, con particolare
riferimento ai liquami di fognatura, e
che nel contempo permettessero la
produzione di tubi attraverso le tecnologie attualmente utilizzate. Da questo
primo tema è disceso poi il secondo.
4“OTTIMIZZAZIONE DELLA RESISTENZA ALL’ATTACCO CHIMICO
DI TUBAZIONI PER IL TRASPORTO
DELLE ACQUE REFLUE: STUDIO
DEL DEGRADO, DI RIVESTIMENTI
PER CONTRASTARLO”. Lo studio ha
preso in considerazione la possibilità
di indurre modificazioni superficiali di
tubazioni in calcestruzzo per acque
reflue, allo scopo di incrementarne la
resistenza all’attacco chimico e dilavante dei liquami. Inoltre ha preso
in esame l’attività per la valutazione
dei risultati della prosecuzione per
un ulteriore anno dei test di attacco solfatico accelerato e dilavamento in acqua sui provini oggetto delle
precedenti prove. Globalmente, nella
ricerca sono state studiate le possibili cause di attacco chimico che si
producono all’interno delle tubazioni
per acque reflue nelle condizioni di
usuale utilizzo. Sulla base di quanto è
stato osservato, è stato predisposto
un test accelerato allo scopo di valutare la resistenza dei leganti idraulici
industrie manufatti cementizi - 4
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e degli aggregati usati per produrre il
calcestruzzo destinato alla produzione
delle tubazioni. I provini su cui è stata
eseguita la sperimentazione sono stati
estratti da tubazioni prodotte in stabilimento mediante vibro-compressione,
inoltre i provini sono stati realizzati
con diversi calcestruzzi, ciascuno preparato con diverso tipo di legante
ed aggregato. Lo stato di degrado dei
provini è stato valutato in base alle
variazioni ponderali e dimensionali
registrate a scadenza regolare. Al fine
di stabilire le modificazioni chimiche
subite dagli impasti sono state eseguite
analisi microstrutturali e saggi di basicità dei provini. Lo studio ha evidenziato
differenze di comportamento fino a
stabilire una graduatoria tra i tipi di
impasto sottoposti a prova.
CD di calcolo
Sewer 2007 è un software plug-in di
Autocad finalizzato alla progettazione di
reti di fognatura e consente di eseguire in
modo semplice e intuitivo progetti anche
complessi. Grazie alla cartografia aerofotogrammetrica del territorio italiano,
sarà sufficiente scegliere la delimitazione
dell’area di corrivazione e, senza la necessità di nessun’altra descrizione del luogo
in cui si intende realizzare la fognatura,
sarà possibile disegnare i tratti della rete,
ottenendo come documento di output il
disegno tecnico.
Il programma è idoneo all’utilizzo dei
moderni ed attuali sistemi di cui si avvale
l’erario catastale grazie all’opzione che
consente di importare ed impiegare direttamente le planimetrie informatizzate
disponibili, oltre naturalmente a progetti
realizzati in proprio, laddove non esista
ancora informatizzazione.
Facile da comprendere ed utilizzare, il
software ricalca esattamente la metodologia e la sequenza di calcolo manuale,
rendendo ogni passaggio del progetto
estremamente semplice e lineare.
Per l’utilizzo del programma è necessario
il supporto del software di disegno tecnico AutoCad® di Autodesk Inc.
DVD di Sezione
Il DVD è stato prodotto al fine di favorire
la conoscenza e l’applicazione di tubi in
calcestruzzo per fognature e, in generale,
per essere d’aiuto a tutti gli operatori
del settore per la realizzazione di opere
che assicurino funzionalità e durabilità nel
rispetto dell’ambiente.
Più in dettaglio, l’animazione iniziale chia-
4 - industrie manufatti cementizi
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22-09-2008 18:42:12
85
risce visivamente e sinteticamente le fasi
della posa di una conduttura fognaria,
pozzetti inclusi, non dimenticando l’applicazione delle relative guarnizione, per
procedere alle riprese delle fasi di progettazione con i doverosi riferimenti alle
normative cogenti e volontarie.
Frequentemente, durante il corso di tutto
il filmato, vengono richiamate le normative relative alla fase rappresentata.
Si prosegue quindi con riprese che descrivono i vari cicli produttivi e tutti i controlli
di qualità messi in atto, per terminare,
come detto, con la posa in opera dei
manufatti e la marcatura CE.
In conclusione sono riportate un’interessante intervista con il Prof. Roberto
Guercio, docente di Costruzioni Idrauli-
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che presso l’Università ”La Sapienza” di
Roma ed una serie di fotografie di prodotti particolari.
Il DVD costituisce un’ottima opportunità per far conoscere a progettisti ed
imprese costruttrici tutte le specificità
dei prodotti realizzati dalle aziende aderenti alla Sezione e, non meno importante, per mostrare il corretto impiego
dei manufatti.
■
Per ulteriori informazioni è possibile
contattare il Segretario Tecnico della
Sezione Tubi a Bassa Pressione:
Carla L. Zenti: [email protected]
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86
Sezione Blocchi e Pavimenti
Fidenza Meeting
L’urbanistica
di domani nelle
città d’Italia
di Patrizia Ricci
Si è tenuto lo scorso 6 giugno il convegno Fidenza Meeting - L’urbanistica
di domani nelle città d’Italia, organizzato da ASSOBETON - Sezione Blocchi
e Pavimenti. L’evento, che ha richiamato
quasi 200 persone provenienti da tutta
Italia tra amministratori, progettisti, giornalisti ed esperti di settore, ha promosso
l’utilizzo del massello in calcestruzzo per
la pavimentazione dei centri urbani, nella
cittadina della provincia parmense, sede
dell’inter vento protagonista del convegno, illustrando e approfondendo le
peculiarità del massello autobloccante in
calcestruzzo e concentrando l’attenzione sugli aspetti ambientali, sulla sicurezza,
sull’estetica, oltre che sulla qualità e le
caratteristiche tecniche di questo tipo di
pavimentazione.
La giornata si è aperta con il saluto del
Presidente di ASSOBETON, Renzo Bullo, e
Renzo Bullo, Presidente ASSOBETON.
4 - industrie manufatti cementizi
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87
l’illustrazione del progetto realizzato in via
Abate Zani da parte di Ivano Ferrari, Presidente della Sezione Blocchi e Pavimenti.
da traffico veicolare intenso, compreso il
passaggio di autobus e mezzi pesanti.
Con questo progetto di riqualificazione
Ivano Ferrari, Presidente Sezione Blocchi e Pavimenti di ASSOBETON.
L’opera di riqualificazione di Via Abate
Zani, che si inserisce nell’ambito di Progetto ULISSE, promosso da AITEC (Associazione Italiana Tecnico Economica del
Cemento), ASSOBETON (Associazione
Nazionale Industrie Manufatti Cementizi)
e ATECAP (Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato),
ha rappresentato per il Comune di Fidenza l’occasione per completare il riassetto
degli spazi pubblici di una zona urbana su
cui negli ultimi anni si sono concentrate
parti importanti di programmi di recupero, avviati dal comune stesso.
L’intervento, iniziato a marzo 2003 e terminato a maggio 2004, comprende circa
8500 m2 di pavimentazione, di cui 5200
m2 sulla sede stradale e 3300 m2 tra marciapiedi, aree laterali ricreative e di sosta.
Via Abate Zani costituisce un asse prioritario di accesso al centro urbano e alla zona
monumentale incentrata sulla cattedrale
posta all’estremità Ovest del centro storico,
nonché un asse di collegamento tra la Via
Emilia e il casello autostradale di Fidenza.
Per la sua collocazione, la strada, che
prima dell’intervento era realizzata in
conglomerato bituminoso, è interessata
Via Abate Zani prima dell’intervento.
del tessuto urbano, si è voluto concentrare l’attenzione sia sugli aspetti tecnicofunzionali della pavimentazione (capacità
portante, tenuta, resistenza alla scivolosità, ecc.) sia su quelli estetici che per
un rivestimento stradale inserito in un
contesto architettonico-ambientale così
strategico risultano imprescindibili.
La pavimentazione in masselli di calcestruzzo riesce a coniugare in maniera estremamente soddisfacente entrambi gli aspetti,
presentando una valenza tecnica ormai
riconosciuta dall’esperienza maturata nel
tempo su sedi stradali analoghe e una
valenza estetica data dai colori e dall’abbinamento degli stessi, dalla tessitura, dalla
forma e dalle geometrie di posa impiegate.
industrie manufatti cementizi - 4
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88
Particolari dell’intervento.
Dopo l’intervento del Sindaco di Fidenza, Giuseppe Cerri, che ha testimoniato
in prima persona i risultati e i benefici
ottenuti grazie ai lavori di riqualificazione
urbana attuati nell’area, i lavori sono proseguiti con l’intervento di due importanti
rappresentanti ed esperti internazionali
del massello in calcestruzzo, Allan Dowson (Allan Dowson Consulting UK) e
Soenke Borgwardt (German Quality
Society for Concrete Block Pavement),
Allan Dowson (a sinistra) e Soenke Borgwardt (a destra).
che hanno illustrato le caratteristiche
e le molteplici possibilità di utilizzo del
massello in contesti urbani.
Dowson ne ha elencato i benefici identificabili nei bassi costi di manutenzione,
nella flessibilità, nel lungo ciclo di vita,
nella facilità e velocità di realizzazione,
nella possibilità di variare colore, forma e
tessitura e ne ha illustrato le prestazioni
di prodotto, sulla base dei requisiti richiesti dalla EN 1338 – Concrete Paving
Blocks – soffermandosi sulla resistenza ai
carichi, all’abrasione e allo scivolamento
e sulla durabilità.
Attraverso una serie di applicazioni principalmente realizzate in Inghilterra e nei
Paesi del Nord, ha mostrato come la
scelta del massello possa risultare vincente non solo in situazioni di traffico
4 - industrie manufatti cementizi
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22-09-2008 18:43:02
90
leggero o pedonale, ma anche per rotatorie, parcheggi, stazioni di autobus, aree
portuali e aeroportuali, banchine ferroviarie, cioè zone soggette ad un traffico
intenso e pesante o aree di stoccaggio di
carichi pesanti.
Attraverso gli esempi mostrati, il massello si è rivelato una delle soluzioni più
adatte al paesaggio circostante anche in
virtù della possibilità di scegliere prodotti
multicolore che consentono tessiture
diverse.
Dowson si è anche soffermato sulla
maggior sicurezza stradale dovuta all’effetto di traffic calming, caratteristico del
massello. Si tratta di una serie di sistemi
adottati per rallentare o attenuare il
traffico e moderare la velocità dei veicoli,
tra i quali Dowson ha ricordato i dossi
artificiali, i cosiddetti cuscini (dossi più
larghi), i restringimenti di carreggiata,
le chicanes, le isole di traffico. Questi
dispositivi possono anche essere usati in
combinazione.
Tra le molteplici possibilità d’uso dei
masselli vanno segnalate anche le strisce
Dettaglio del percorso facilitato.
di dissuasione sonora e l’infinita varietà
di percorsi facilitati per ipovedenti o non
vedenti.
Il secondo relatore straniero, Soenke
Borgwardt, dopo un rapido cenno ai
benefici e ai vantaggi di questo tipo di
pavimentazione, si è soffermato maggiormente sugli aspetti legati all’ambiente con un inter vento incentrato
sull’uso dei masselli per pavimentazioni
permeabili.
In Germania, su un totale di 183 milioni
di m2 di pavimentazioni realizzate con
masselli, circa il 20% è rappresentato da
pavimentazioni permeabili.
Questo tipo di pavimentazione, che unisce la caratteristica autobloccante alla
permeabilità resa possibile dai giunti che
permettono la percolazione delle acque,
offre anche vantaggi estetici, grazie alla
possibilità di realizzare masselli di forma
rettangolare, particolarmente graditi agli
architetti.
L’incontro tra il design sofisticato del
massello, che in virtù della sua geometria
è in grado di assorbire le acque meteoriche, e il beneficio ambientale permette la
realizzazione di quello che in Germania
è chiamato SUDS, sistema di drenaggio
urbano sostenibile, che offre vantaggi
nella gestione delle risorse idriche, nel
miglioramento della qualità delle acque,
nella riduzione del volume dell’acqua
di scolo oltre ad una serie di vantaggi
economici.
In par ticolare il relatore ha illustrato
l’uso di pavimentazioni permeabili anche per situazioni di tr affico
pesante.
Tra gli esempi citati, quello della pavimentazione in massello realizzata in
Germania per l’Expo 2000, con 25.000
posti auto, 1.600 posti autobus su una
superficie di 650.000 m2 di pavimentazione di cui 300.000 m2 realizzati con
blocchi permeabili.
Il convegno si è chiuso con una vivace
tavola rotonda condotta dal noto giornalista Antonio Lubrano a cui hanno
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92
Massimo Colombo (a sinistra) e Giorgio Morini (a destra).
Antonio Lubrano, moderatore.
partecipato anche Massimo Colombo,
consulente tecnico della Sezione Blocchi e Pavimenti di ASSOBETON e Giorgio Morini, progettista dello Studio Tau
di Milano, che si sono espressi in merito
alle prospettive future per migliorare
l’urbanistica di altri centri urbani italiani, proprio partendo dall’esempio di
Fidenza.
A completare i lavori del convegno,
è stata allestita nell’area della struttura del meeting una piccola mostra
sui lavori svolti in via Abate Zani, che
illustrava le diverse fasi del progetto,
visitabile dai partecipanti e dagli abitanti
della zona.
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Vi aspettiamo al
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94
Conclusa
la trattativa
per il rinnovo del
CCNL del settore
Laterizi e Manufatti
Cementizi
Il 26 maggio 2008, tra ASSOBETON ed
ANDIL – assistite da Confindustria – e
le Organizzazioni Sindacali di Settore
Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, si è
conclusa la trattativa per il rinnovo del
CCNL 26 ottobre 2004, scaduto il 31
dicembre 2007.
Evidenziamo di seguito i vari punti
dell’intesa.
DECORRENZA E DURATA
Il nuovo contratto ha decorrenza dal 1°
gennaio 2008 e validità fino al 31 marzo
2012 per la parte normativa, e fino al 31
marzo 2010 per la parte economica.
È stata, pertanto, decisa una proroga di
tre mesi della durata del CCNL, rispetto
alla naturale scadenza dello stesso.
SISTEMA DI RELAZIONI
INDUSTRIALI
4Viene avviata la fase di costituzione
dell’Osservatorio dei Settori laterizi
e manufatti cementizi, che si dovrà
dotare, entro tre mesi dalla sua costituzione, del regolamento per lo svolgimento delle attività. Fra le tematiche di interesse del settore di cui si
occuperà, sono state inserite quelle inerenti la responsabilità sociale
d’impresa e l’evoluzione tecnologica,
l’organizzazione del lavoro, le nuove
professionalità anche in relazione
all’inquadramento professionale;
4è stato recepito il D.Lgs. n. 25/2007,
che adatta al nostro ordinamento la
Direttiva Europea relativa all’istituzione di un quadro generale sull’informazione e sulla consultazione
dei lavoratori in azienda (c.d. diritti
d’informazione).
SVILUPPO SOSTENIBILE
E RESPONSABILITÀ SOCIALE
D’IMPRESA
È stato introdotto un nuovo capitolo relativo allo “Sviluppo sostenibile e
Responsabilità sociale d’impresa”:
4“Sviluppo sostenibile” inteso come
integrazione equilibrata e dinamica
delle dimensioni relative alla crescita
economica, al rispetto dell’ambiente;
4“Responsabilità sociale” intesa
come valore aggiunto, qualificante
per l’impresa.
AMBIENTE E SICUREZZA
4È stato recepito il recente Testo Unico
sulla sicurezza (D.Lgs. n. 81/2008), a
favore di un rafforzamento del ruolo
del RLS, con la precisazione sui diritti
di consultazione e di informazione.
4 - industrie manufatti cementizi
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95
Inseriti, tra i ruoli dell’Osservatorio, lo
sviluppo della cultura della sicurezza e
della prevenzione;
4è stato applicato, con apposito riferimento nel verbale, l’Accordo Europeo
NEPSI sulla protezione dei lavoratori
che lavorano a contatto con la silice
cristallina respirabile.
FORMAZIONE
PROFESSIONALE
4All’Osservatorio è affidato il compito
di monitorare le normative vigenti in
materia di formazione professionale
al fine di informare i propri rappresentanti sulle opportunità di finanziamento attivabili;
4le aziende concorderanno con le RSU
o con le OO.SS. territoriali i piani di
formazione da sottoporre all’approvazione di Fondimpresa.
DIRITTI
4Sulla maternità è stata prevista l’integrazione del trattamento di assistenza
concesso per legge fino al raggiungimento del 100% retribuzione;
4sulla Banca ore è stato ridotto da 5 a
2 giorni il preavviso per l’utilizzo dei
permessi, in caso di necessità;
4per quanto concerne i lavoratori
stranieri, è stata prevista la possibilità
di cumulo tra ferie e permessi fino
a tre settimane complessive. Inoltre,
durante il primo anno di presenza in
azienda, possibilità di usufruire fino a
50 ore di permesso per partecipare
a corsi di apprendimento della lingua italiana.
SANITÀ INTEGRATIVA
4Viene istituita una Commissione Tecnica Paritetica, per definire la costituzione di un “Fondo Nazionale per
la erogazione di prestazioni sanitarie
integrative di quelle assicurate dal
SSN”, che presenterà una proposta
entro il 31/12/2009. Il costo previsto, solo in caso di intesa tra le Parti,
prevede a carico delle aziende un
esborso di 5 Euro massimo mensili
a singolo dipendente. Tale contribuzione potrà in ogni caso avere effetto
dopo il 31/03/2012.
MODIFICA SCALA
PARAMETRALE - NUOVO
ARTICOLO “COMMISSIONE
PARITETICA PER LA
CLASSIFICAZIONE
DEI LAVORATORI”
4Entro il 30 giugno 2008 saranno inserite nel vigente sistema classificatorio le figure specifiche già individuate
durante i lavori della Commissione
Paritetica di cui all’art. 6 del CCNL
26/10/2004, per repar ti/uffici/mansioni relativi a Marketing, Ambiente e
Sicurezza, Qualità;
4non è stato modificato il numero delle
Categorie (che restano pertanto 8);
4a saldo di quanto già anticipato con
il precedente CCNL del 2004, sono
ulteriormente incrementati i parametri delle categorie CS, C, D ed E come
di seguito riportato:
DAL 1° SETTEMBRE 2008:
CS
2 PUNTI
C
1 PUNTO
D
1 PUNTO
E
1 PUNTO
DAL 1° GENNAIO 2009 :
CS
1 PUNTO
C
1 PUNTO
industrie manufatti cementizi - 4
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96
AUMENTO SALARIALE
L’aumento retributivo riconosciuto al
livello medio C (parametro 134) è pari
a 103,00 euro mensili lordi a regime
distribuiti in 3 quote, con il primo incremento dei minimi tabellari che decorre
dal 1° giugno 2008. n
I minimi tabellari mensili vigenti vengono incrementati nelle seguenti misure e decorrenze:
Categorie
Parametri
Aumenti
mensili dal
01/06/2008
Aumenti
mensili dal
01/01/2009
Aumenti
mensili dal
01/09/2009
AS
220
73,88
54,18
41,04
A
185
62,13
45,56
34,51
B
151
50,71
37,19
28,17
CS
140
47,01
34,48
26,12
C
134
45,00
33,00
25,00
D
125
41,98
30,78
23,32
E
116
38,96
28,57
21,64
F
100
33,58
24,63
18,66
Pertanto i minimi tabellari al 1° giugno assumeranno i valori qui di seguito indicati:
Parametri
Minimi tabellari CCNL Minimi tabellari CCNL
al 31/05/2008
al 01/06/2008
220
1.335,73
1.409,61
185
1.123,20
1.185,33
151
916,78
967,49
140
849,49
896,50
134
813,18
858,18
125
762,42
804,40
116
705,67
744,63
100
609,03
642,61
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98
Il perdurare della difficile situazione di mercato, causata dal continuo incremento dei costi delle
materie prime, ha indotto l’Associazione a lanciare un’azione di comunicazione dal forte impatto.
L’obiettivo di tale azione è di sensibilizzare la committenza, pubblica e privata, rispetto ai gravi
problemi che stanno interessando il nostro comparto, cercando con ciò di supportare gli sforzi
commerciali degli Associati, tesi a recuperare la redditività delle commesse, ridotta, negli ultimi
trimestri, a valori chiaramente inaccettabili.
Pubblichiamo il Comunicato ASSOBETON apparso su Il Corriere della Sera e La Repubblica il 27
luglio 2008 e su Il Sole 24 Ore il 29, 30 e 31 luglio 2008.
Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi
ASSOBETON lancia l’allarme: le materie prime
alle stelle minacciano l’intero settore
L’aumento vertiginoso ed incontrollabile dei costi delle materie prime, alla base delle 35 famiglie di prodotti
prefabbricati, strutturali e non, rappresentati da ASSOBETON, sta seriamente compromettendo, da alcuni
mesi, la sopravvivenza dell’intero comparto.
Nel quadro del rincaro generalizzato di tutti i fattori produttivi (energia, cementi, trasporti etc.), l’acciaio, con un
aumento di prezzo superiore al 100% dal 1° gennaio 2008, sta creando enormi problemi alle attività del
comparto che stava già fronteggiando una congiuntura economica non certo favorevole dal 2004.
I fondamentali economici del settore sono stati totalmente compromessi e si è giunti all’azzeramento del margine
operativo degli ordini in portafoglio e della redditività delle nostre imprese.
Il perdurare di questa drammatica situazione obbliga gli operatori del nostro comparto, loro malgrado,
a recuperare sui prezzi di vendita i maggiori costi derivanti dall’irrazionale andamento del mercato delle
materie prime. Le capacità tecnologiche e progettuali con le quali le nostre imprese hanno, sino ad oggi,
parzialmente arginato il fenomeno, non sono più sufficienti a contenere un problema che ha assunto dimensioni
non più gestibili.
ASSOBETON si appella a tutti i committenti ed ai prescrittori per sensibilizzarli al riguardo, invitandoli
a diffidare di chi, generalmente collocato al di fuori del nostro sistema associativo, rincorre in modo
esasperato il prezzo più basso del prodotto o dell’opera fino a sacrificare il rispetto delle chiare e
stringenti normative in vigore, relative, ad esempio, alla sismica, alla resistenza al fuoco ed al risparmio
energetico.
Oggi le aziende di prefabbricazione italiane hanno raggiunto livelli tecnologici e di design che le rendono leader in
Europa. Da loro è giusto pretendere prodotti di alta qualità nel rispetto della sicurezza e di tutte le più avanzate
norme prestazionali: soluzioni adatte per moderni impieghi industriali ma anche per una nuova e sofisticata
edilizia abitativa.
Un inestimabile patrimonio di imprese e conoscenze, composto da 1.300 industrie, 39.000 addetti ed un fatturato
di 6,5 miliardi di €/anno, che abbiamo il dovere di preservare per il bene e per il futuro dell’intero Paese.
Renzo Bullo
Presidente ASSOBETON
informazione pubblicitaria
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4 - industrie manufatti cementizi
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ASSOBETON
Associati
Società
Città
Provincia
4 P PREFABBRICATI SRL
CORTE FRANCA
BS
A. ZAMBETTI SPA
GORLE
BG
A.L.C.O.S. PRODUZIONI SRL
LIMBIATE
MI
A.V. STRUTTURE SPA
CALVENZANO
BG
ALFA SRL
PONTE SAN GIOVANNI
PG
ALTAN PREFABBRICATI SPA
RAMUSCELLO DI SESTO AL REGHENA
PN
ANTONIO BASSO PREFABBRICATI SRL
TREVISO
TV
APEDIL SRL
SORDIO
LO
AREA PREFABBRICATI SPA
S. ANTONINO DI CASALGRANDE
RE
AREA SPA
CORNAREDO
MI
ASSOTUBI ECOLOGICA SRL
ANZANO DEL PARCO
CO
BARACLIT SPA
BIBBIENA STAZIONE
AR
BATTILANA PREFABBRICATI SPA
CORNEDO VICENTINO
VI
BETA MANUFATTI CONGLOMERATI SRL
SPIGNO SATURNIA
LT
BETON 5 SRL
POZZALLO
RG
BETON PIAVE SPA
NERVESA DELLA BATTAGLIA
TV
BIANCO PREFABBRICATI SRL
MAZARA DEL VALLO
TP
BOLIS PREFABBRICATI SRL
ZOGNO
BG
BONETTI SPA
CASTENEDOLO
BS
BOTTA SRL
BRUSASCO
TO
C.A.P.P.A. SRL
S. NICOLÒ A TORDINO
TE
C.C.G. QUERZOLI SCRL
FORLÌ
FC
C.E.I.S. TRADING SRL
PERGINE
TN
C.M.C. SRL
MADONE
BG
C.P.C. COSTRUZIONE PREF. CEMENTO SPA
CARINI
PA
CANOVA SPA
FIORENZUOLA D’ARDA
PC
CAPPELLARI SRL
POGGIO RUSCO
MN
CAPRESE SRL
SERRAVALLE PO
MN
CASITALIA SPA
SPINADESCO
CR
CAV. CESTARO GUSTAVO SRL
PREGANZIOL
TV
CE.MA. CEMENTMANUFATTI SRL
FRZ. QUINTANO-CASTELLI CALEPIO
BG
CEMENTAL SPA
GENOLA
CN
CEMENTUBI SPA
GRUGLIASCO
TO
CLC SRL
CARMIGNANO DI BRENTA
PD
CO.CE SNC
PRATO SESIA
NO
CO.I.MA. PREFABBRICATI SRL
TRANI
BA
CO.MA.C. SRL
CALTANISSETTA
CL
CODELFA SPA
TORTONA
AL
COOPERATIVA PRECASA SCRL
FIUMICELLO
UD
COOPSETTE SCRL
CADELBOSCO SOPRA
RE
COPREM SRL
BOTTANUCO
BG
COSTRUZIONI GENERALI BASSO CAV. ANGELO SPA
POSTIOMA DI PAESE
TV
CREZZA SRL
GORDONA
SO
CSP PREFABBRICATI SPA
GHISALBA
BG
D.M.P. DALLA MORA PREFABBRICATI SRL
MUSILE DI PIAVE
VE
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23-09-2008 11:47:18
Associati
Società
Città
Provincia
DIODORO EDILFER SRL
ROSETO DEGLI ABRUZZI
TE
DUEGI PREFABBRICATI SRL
FOSSANO
CN
E.MA. PREFABBRICATI DI MASCAZZINI G. & C. SAS
BUSCATE
MI
ECOCEM SRL
OSIO SOTTO
BG
EDIL LECA SPA
VALVASONE
PN
EDILBLOK SPA
CASTELLI CALEPIO
BG
EDILCEMENTO SPA
GUBBIO
PG
EDILFIBRO SPA
ARENA PO
PV
EDILKAP PREFABBRICATI SPA
BARGE
CN
EDILMANUFATTI SRL
STATTE
TA
EDIL -PREFABBRICATI SRL
MISTERBIANCO
CT
EDILSOLAI SPA
CESENA
FC
EDILTUBI SPA
TROFARELLO
TO
ERREVI SRL
CASTELLO D’ARGILE
BO
ESSE SOLAI SRL
VIVARO DI DUEVILLE
VI
EUGANEA PRECOMPRESSI SPA
TORRI DI QUARTESOLO
VI
EUROBETON SRL
SALORNO
BZ
EUROCAP SRL
CASTELLETTO MONFERRATO
AL
EUROPENTA SPA
TREZZANO SUL NAVIGLIO
MI
F.LLI ANELLI DI ANELLI ALVARO-BRUNO-ALBERTO E C. SNC
SANTARCANGELO DI ROMAGNA
RN
F.LLI MUNARETTO DI GIUSEPPE DIV. SUMMANIA B. SRL
ZANÈ
VI
F.LLI VINCI SRL
SANLURI
CA
F.M.C. PREFABBRICATI SRL
VIGEVANO
PV
FERRARI B.K. SPA
LUGO DI GREZZANA
VR
FERRARINI SPA
VERONA
VR
FIBROTUBI SRL
BAGNOLO IN PIANO
RE
FORNACE CALANDRA SRL
OTTIGLIO MONFERRATO
AL
G.E.D. SRL
PIEVESESTINA-CESENA
FC
GARBIN PREFABBRICATI SRL
COSTABISSARA
VI
GARDONI SRL
PANDINO
CR
GAZEBO SPA
GATTEO
FC
GENERALE PREFABBRICATI SPA
ELLERA
PG
GIORNI OSCAR DI GIORNI MASSIMO & C. SNC
SANSEPOLCRO
AR
GRUPPO CENTRO NORD SPA
BELFIORE
VR
GRUPPO CI.VA. SPA
IVREA
TO
GRUPPO EFFE2 SPA
ISOLA VICENTINA
VI
GUELFO TESTARMATA
ROMA
RM
GUERRINI PREFABBRICATI SPA
SANTHIÀ
VC
I.CI.ENNE. SRL
AREZZO
AR
I.CO.B. SPA
CATANIA
CT
I.L.C.E.A. SPA
ROVIGO
RO
I.L.CE.V. SPA
CAVARZERE
VE
I.R.A.DEL. COSTRUZIONI SRL
GUIDIZZOLO
MN
ICEP SPA
MOLITERNO
PZ
IMPRESA PIZZAROTTI & C. SPA
PARMA
PR
IMPRESA TRE COLLI SPA
CARROSIO
AL
IN.PR.EDIL SRL
MASSERANO
BI
INDUSTRIE CEVIP SPA
ROMA
RM
IPA PRECAST SPA
CALCINATE
BG
IPIEMME SPA
ALIFE
CE
ITALBLOK DI BERVICATO IURI & C. SAS
CAIVANO
NA
ITALCABINE SRL
ISOLA RIZZA
VR
ITALSLEEPERS SPA
CATANIA
CT
ITER - COOP.VA RAVENNATE SCARL
LUGO
RA
LA CEMENTIFERA DI VEZZOLI M. & C. SNC
PONTOGLIO
BS
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Associati
Società
Città
Provincia
LANDINI SPA
CASTELNOVO SOTTO
RE
LATERCEMENTI SPA
CASTELMINIO DI RESANA
TV
LATERNOVA SRL
MASSA LOMBARDA
RA
LECA SISTEMI SPA
RUBBIANO DI FORNOVO - SOLIGNANO
PR
LODOVICHI DOMENICO SPA
CHIUSI SCALO
SI
LOMBARDA PREFABBRICATI SPA
MONTICHIARI
BS
LOMBARDA SPA
OSIO SOTTO
BG
M.C.M. MANUF. CEMENTIZI MONTICONE SPA
ASTI
AT
M.G. PREFABBRICATI SRL
CASTELVERDE
CR
MA.CE.VI. SRL
CIVITELLA IN VAL DI CHIANA
AR
MABO PREFABBRICATI SPA
BIBBIENA STAZIONE
AR
MAGNETTI BUILDING SPA
CARVICO
BG
MAGNETTI SPA
PALAZZAGO
BG
MANINI PREFABBRICATI SPA
SANTA MARIA ANGELI - ASSISI
PG
MARANIT SPA
POGGIO RENATICO
FE
MARGARITELLI SPA
TORGIANO
PG
MARTINI PREFABBRICATI SPA
MEDOLE
MN
MC PREFABBRICATI SRL
CARDANO AL CAMPO
VA
MC-MANINI PREFABBRICATI SPA
SOMAGLIA
LO
MCN SRL
PONTE BUGGIANESE
PT
MOLINARO MANUFATTI SRL
SAN DANIELE DEL FRIULI
UD
MORETTA PREFABBRICATI DI MORETTA G. & C. SNC
LOVERO VALTELLINO
SO
MORETTI PREFABBRICATI SRL
ERBUSCO
BS
MOSER CESARE MANUFATTI IN CEMENTO SRL
ZAMBANA
TN
MOZZO PREFABBRICATI SRL
SANTA MARIA DI ZEVIO
VR
MUSILLI SPA
SAN VITTORE DEL LAZIO
FR
NICO VELO SPA
FONTANIVA
PD
NUOVA ITL - ITALCONSULT LAVORI SPA
TARANTO
TA
NUOVA SUPERSOLAIO SPA
LONATO
BS
NUOVA TESI SYSTEM SRL
CASALE SUL SILE
TV
OPERE IDRICHE SPA
ROMA
RM
PAC - PREFABBRICATI ACCIAIO CEMENTO SRL
FARA VICENTINO
VI
PADANA PANNELLI SPA
ACQUANEGRA SUL CHIESE
MN
PALLAORO LIVIO & C. SNC
TRENTO
TN
PAMA PREFABBRICATI SPA
REZZATO
BS
PANNELLI SPA
VEROLANUOVA
BS
PAVER COSTRUZIONI SPA
PIACENZA
PC
PAVIBLOK SRL
SPECCHIA
LE
PICCA PREFABBRICATI SPA
LATINA - BORGO S. MICHELE
LT
PINTO GEOM. CESIDIO & C. SAS
CASTELLANA GROTTE
BA
PIRCHER SPA
CITTIGLIO
VA
PIZZUTI PRECOMPRESSI SRL
CROTONE
KR
PIZZUTI PREFABBRICATI SRL
CROTONE
KR
PRE SYSTEM SPA
SEDEGLIANO
UD
PRECOMPRESSI SRL
PONTENURE
PC
PRECOMPRESSI VALSUGANA SPA
FONTANIVA
PD
PREFABBRICATI BERGAMASCHI SRL
GRASSOBBIO
BG
PREFABBRICATI CAMUNA SRL
GRATACASOLO
BS
PREFABBRICATI CARTIGLIANO SPA
TORRI DI QUARTESOLO
VI
PREFABBRICATI CIVIDINI SPA
OSIO SOPRA
BG
PREFABBRICATI LAPREDIL SRL
TOLENTINO
MC
PREFABBRICATI LP SPA
BORGO A MOZZANO
LU
PREFABBRICATI MOIOLI SPA
BAGNATICA
BG
PREFABBRICATI MORRI SRL
RIMINI
RN
PREFABBRICATI PARA SNC
FORLÌ
FO
industrie manufatti cementizi - 4
Imp.Assobeton.Elenco.Soci.indd 101
23-09-2008 11:47:18
Associati
Società
Città
Provincia
PREFABBRICATI PARMA SPA
COLORNO
PR
PREFABBRICATI SGARIOTO SRL
RAGUSA
RG
PREFABBRICATI TONELLATO SAS
MONTEBELLUNA
TV
PREFABBRICATI ZANON SRL
CITTADELLA
PD
PREFABBRICATI ZECCA SUD SPA
CASTELLALTO
TE
PREGECO PREFABBRICATI SPA
VILLAFRANCA
VR
PRELCO ITALIA SRL
MONTICHIARI
BS
PRE-NOVA 76 DI ZANNIN FERRUCCIO E FIGLIE SRL
SEREN DEL GRAPPA
BL
PREP SRL
GUBBIO
PG
PROGRESS SPA
BRESSANONE
BZ
R.C.L. SRL
GORLAGO
BG
R.P. ROBERTI & PAOLETTI SRL
FANO
PU
RDB CENTRO SPA
MONTECATINI TERME
PT
RDB HEBEL SPA
PONTENURE
PC
RDB SPA
PONTENURE
PC
RECORD SPA
GARLASCO
PV
RIVEDIL SRL
RIVAROLO CANAVESE
TO
RIVOLI SPA
RIVOLI VERONESE
VR
ROSSI TRANQUILLO NORD DI MASCARO GEOM. T. & C. SAS
M ANTOVA
MN
S & T VARESE SRL
INDUNO OLONA
VA
S.F.R. DI FRANZONI & C. SNC
REZZATO
BS
S.I.C.E.P. SPA
VERONA
VR
SIME SRL
CASTELNOVO BARIANO
RO
S.I.P.A. SPA
BENEVENTO
BN
S.I.P.C. SOLAI VARESE SRL
VIGNATE
MI
S.I.P.E. SPA
VICENZA
VI
S.P. STRUTTURE PREFABBRICATE SRL
COLOMBARO DI C.F.
BS
SAFAB SPA
ROMA
RM
SAN MICHELE SPA
MANERBIO
BS
SANTINELLO COSTRUZIONI SPA
CASELLE DI SELVAZZANO
PD
SAR COSTRUZIONI PREFABBRICATE SRL
CASTIGLIONE DELLE STIVIERE
MN
SEIEFFE PREFABBRICATI SPA
BONEA
BN
SELCE SPA
MONSELICE
PD
SENINI SPA
NOVAGLI MONTICHIARI
BS
SERIO PREFABBRICATI SRL
ROMANO DI LOMBARDIA
BG
SICAP SPA - DIVISIONE CEMENTISTI
FORLÌ
FC
SICEP SPA
BELPASSO
CT
SOCIETÀ ITALIANA LASTRE SPA
VEROLANUOVA
BS
SOCIETÀ MERIDIONALE INERTI S.M.I. SRL
VASTO
CH
SOLAI VILLA SRL
TURBIGO
MI
SOM.MA. PREFABBRICATI SRL
SOMAGLIA
LO
SPAV PREFABBRICATI SPA
MARTIGNACCO
UD
STAI PREFABBRICATI SRL
ACQUANEGRA SUL CHIESE
MN
STERCHELE SPA
ISOLA VICENTINA
VI
STYL-COMP SPA
ZANICA
BG
SUPERSOLAIO SRL
CARONNO PERTUSELLA
VA
TAV SOLAI DI IVANO BOSCAGLI & C.SNC
ASCIANO
SI
TCT SRL
BRINDISI
BR
TECNOCOMPONENTI SPA
FIESSE
BS
TEGOLAIA SRL
CASIER
TV
TIDONA PREFABBRICATI SRL
RAGUSA
RG
TMC BERARDO SRL
BUSCA
CN
TRAVERSUD SRL
MELFI
PZ
TRAVI MILANO SRL
MILANO
MI
4 - industrie manufatti cementizi
Imp.Assobeton.Elenco.Soci.indd 102
23-09-2008 11:47:18
Associati
Società
Città
Provincia
TRUZZI PREFABBRICATI SRL
POGGIO RUSCO
MN
UNIBLOC SRL
POGGIBONSI
SI
UNIPRE SRL
SORDIO
LO
RESANA
TV
VEGA PREFABBRICATI SRL
CONTROGUERRA
TE
VELA PREFABBRICATI SRL
CORTE FRANCA
BS
VIANINI INDUSTRIA SPA
ROMA
RM
VIBRAPAC SPA
SOLARO
MI
VIBROCENTRO SRL
S. RUFINA DI CITTADUCALE
RI
VIBROTEK SRL
FAGGIANO
TA
ZANETTI SRL
CAPRINO VERONESE
VR
ZECCA PREFABBRICATI SPA
COSIO VALTELLINO
SO
Società
Città
Provincia
ATECAP
ROMA
RM
BASF CC ITALIA SPA
TREVISO
TV
CASAGRANDE SPA
FONTANAFREDDA
PN
CHRYSO ITALIA SPA
LALLIO
BG
COLLE SPA
LENTIAI
BL
DLC SRL
MILANO
MI
EDILMAFER SRL
MILANO
MI
EDILMATIC SRL
PEGOGNAGA
MN
EISEKO COMPUTERS SRL
SAN MARTINO BUON ALBERGO
VR
GENERAL ADMIXTURES SPA
PONZANO VENETO
TV
GL LOCATELLI SRL
TURATE
CO
HALFEN-DEHA SRL
URGNANO
BG
HARPACEAS SRL
MILANO
MI
I.B.I. INDUSTRIE BLOCCHIERE ITALIANE SPA
MILANO
MI
ICT - INNOVATIVE CONCRETE TECHNOLOGIES SRL
PIACENZA
PC
IME SRL
CAMPOGALLIANO
MO
KELLER FONDAZIONI SRL
VERONA
VR
LE OFFICINE RIUNITE - UDINE SPA
BASALDELLA DI CAMPOFORMIDO
UD
MAPEI SPA
MILANO
MI
MARCANTONINI SRL
PASSAGGIO DI BETTONA
PG
OFF. MECC. MAFFIOLETTI DARIO SRL
BRUSAPORTO
BG
OFFICINE MECCANICHE GALLETTI O.M.G. SRL
PONTE VALLECEPPI
PG
PEIKKO ITALIA SRL
MILANO
MI
PLASTYBETON SRL
MARENO DI PIAVE
TV
RUREDIL SPA
SAN DONATO MILANESE
MI
S.F. SISTEMI FOGNARI SCARL
ROMA
RM
SIDERURGICA LATINA MARTIN - S.L.M. SPA
CEPRANO
FR
SIPE SRL
MONTICHIARI
BS
TECNOGRIP SRL
SAN GILLIO
TO
TESEO SRL
TREMESTIERI ETNEO
CT
W.R. GRACE ITALIANA SPA
PASSIRANA DI RHO
MI
XELLA ITALIA SRL
GRASSOBBIO
BG
V.M.C. - VENETA MANUFATTI IN CEMENTO DI SILVANO,
PAOLO E SEVERINO MICHELETTO & C. SAS
Soci Aggregati
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STUDI E RICERCHE
Comportamento sismico delle connessioni delle strutture
prefabbricate: analisi sperimentale dell'unione Solaio-Trave
TECNOLOGIA
Il BIM e la multiutenza
INSERTI
Sistemi per la realizzazione di pannelli a taglio termico
prefabbricati in calcestruzzo
MERCATO
Il mercato delle costruzioni in Europa: dinamiche
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