PLA CAGLIARI Edizione 2016

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PLA CAGLIARI Edizione 2016
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
CAPITANERIA DI PORTO
Guardia Costiera
CAGLIARI
Piano operativo di pronto intervento locale
(contro gli inquinamenti marini da idrocarburi e altre sostanze nocive)
edizione 2016
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
CAPITANERIA DI PORTO
CAGLIARI
Decreto N. 10059/2016
VISTA:
la legge 31 dicembre 1982 n. 979 e ss.mm.ii., “disposizioni per la difesa del mare”;
VISTO:
il Decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 29
gennaio 2013 n. 34 “approvazione Piano operativo di pronto intervento per la difesa
del mare delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e da altre
sostanze nocive”;
VISTO:
il Decreto del Presidente dei Consigli dei Ministri del 04 novembre 2010 “Piano di
pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamento di idrocarburi o di altre
sostanze nocive causatati da incidenti marini”;
RITENUTA: la necessità di provvedere alla revisione e all’aggiornamento del vigente “Piano
Operativo di Pronto Intervento Locale contro gli inquinamenti marini da idrocarburi e
altre sostanze nocive”, mediante l’adozione di una nuova edizione.
DECRETA
L’approvazione del “Piano Operativo di Pronto Intervento Locale contro gli inquinamenti marini da
idrocarburi e altre sostanze nocive” edizione 2016, che abroga e sostituisce il precedente, a far
data dal 7 novembre 2016.
Cagliari 4 novembre 2016
firmato
IL CAPO DEL COMPARTIMENTO
C.V. (CP) Roberto ISIDORI
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Aggiunte e Varianti
Numero
Titolo
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Firma e data di entrata in
vigore
INDICE
PARTE PRIMA
CAPITOLO I: Piano operativo ................................................................................. ... Pagina 6
1.1 Scopo del piano
1.2 Campo di applicazione
1.3 Struttura
1.4 Riferimenti Normativi
1.5 Definizioni ai fini e per gli scopi del presente piano
CAPITOLO II : Organi responsabili ............................................................................ ... Pagina 14
2.1 Autorità Marittima
2.2 Prefettura
2.3 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
2.4 Dipartimento della Protezione Civile
CAPITOLO III: Organizzazione del Compartimento ed Afflusso delle notizie ........ ... Pagina 18
3.1 Afflusso delle notizie
3.2 Allertamento del personale
3.3 Attivazione del piano locale
3.4 Centro Comando e Controllo Locale Antinquinamento (L.P.C.C. – Local Pollution Control Centre)
CAPITOLO IV : Fasi dell’emergenza ......................................................................... ... Pagina 20
4.1 Emergenza locale
4.2 Emergenza nazionale
CAPITOLO V : Fasi e situazioni operative ................................................................ ... Pagina 22
5.1 Fasi operative
a. Fase di allertamento
b. Fase di pericolo
5.2 Situazioni operative:
a. prima situazione operativa
b. seconda situazione operativa
c. terza situazione operativa
5.3 Compiti degli Uffici Minori del Compartimento
5.4 Procedure per la protezione dell’avifauna marina e delle altre specie sensibili
CAPITOLO VI : Coordinamento in zona .................................................................... ... Pagina 30
6.1 Comandante sul posto OSC
6.2 Compiti del Comandante sul posto
CAPITOLO VII : Modalità operative ........................................................................... ... Pagina 31
7.1 Segnalazione dell’inquinamento
7.2 Attivazione del piano locale
7.3 Centro Comando e Controllo
CAPITOLO VIII : Messaggistica ................................................................................. ... Pagina 34
8.1 Ricezione delle informazioni
8.2 Gestione delle informazioni
8.3 Tipi di messaggi - POLREP
8.4 Regole di fondamentale importanza
CAPITOLO IX : Rapporti con gli organi di informazione ............................................... ... Pagina 36
CAPITOLO X : Disposizioni transitorie ......................................................................... ... Pagina 37
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PARTE SECONDA
1.
2.
3.
4.
5.
Luoghi di rifugio ..................................................................................................
Idrografia dei porti del Compartimento Marittimo di Cagliari ...............................
Elenco delle zone sensibili e di particolare pregio ............................................
Team di Esperti ..................................................................................................
Dotazioni antinquinamento/disinquinamento reperibili ......................................
.... Pagina
.... Pagina
.... Pagina
.... Pagina
.... Pagina
43
47
49
50
51
PARTE TERZA
Allegato 1:
Allegato 2:
Allegato 3:
Allegato 4:
Allegato 5:
Allegato 6:
Allegato 7:
Allegato 8:
Allegato 9:
Allegato 10:
Allegato 11:
Allegato 12:
Allegato 13:
Dislocazione mezzi Castalia
Scheda di valutazione dell’impatto sulla costa dell’inquinamento
Fac-simile convocazione L.P.C.C. e/o Team di Esperti
Fac-simile dichiarazione di Emergenza locale
Fac-simile Nomina OSC
Fac-simile messaggio POLREP
Fac-simile messaggio di diffida per intervento
Fac-simile Richiesta intervento unità antinquinamento
Comportamento a mare delle sostanze chimiche non o scarsamente reattive
con l'acqua
Guida operativa e tecniche di disinquinamento degli sversamenti petroliferi
costieri
Processo verbale di campionamento
Scheda di acquisizione notizie da nave in bisogno di assistenza
Numeri telefonici utili per l'emergenza in mare
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CAPITOLO I
PIANO OPERATIVO
Il presente piano operativo è redatto in forza dell’art.11 della legge 31/12/1982, n.979.
Esso rappresenta il primo livello di intervento in caso di inquinamenti in mare causati da incidenti
e/o sversamenti occasionali. Il Piano disciplina le modalità operative per il Compartimento
Marittimo di Cagliari e dei Comandi/Enti che con questo possono e devono concorrere per
realizzare l’unità d’azione necessaria qualora si verifichino le condizioni previste per la sua
applicazione.
Al secondo livello d’azione le modalità di intervento sono previste dal “Piano operativo di
pronto intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da
idrocarburi e da altre sostanze nocive” emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare in data 29.01.2013.
Il terzo livello operativo rappresenta lo stato di emergenza nazionale ed è regolato dalle
disposizioni di cui al “Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di
idrocarburi o di altre sostanze nocive causati da incidenti marini” predisposto dal Dipartimento
della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed approvato con DPCM del
04.11.2010.
1.1
Scopo del piano
Scopo del presente piano è quello di dare attuazione a quanto prescritto dagli artt. 11,12 e
13 della Legge 31.12.1982 n.979 “Disposizioni per la difesa del mare”, per ciò che attiene alle
azioni che l’Autorità marittima è tenuta a disporre.
Il presente Piano Operativo:
- si propone di fronteggiare le “emergenze locali”, sia in caso di pericolo di inquinamento
sia in caso di inquinamento in atto;
- predispone le norme esecutive per esercitare direttamente, a livello locale, la direzione
delle operazioni;
- regolamenta forme e modalità di intervento che devono essere messe in atto, ai sensi
delle normative vigenti, per conseguire il massimo risultato possibile delimitando o contrastando
gli effetti degli inquinamenti.
Per perseguire l'anzidetto scopo, il presente piano deve essere costantemente aggiornato
ed almeno una volta l'anno la sua validità deve essere verificata mediante l'esecuzione di una
esercitazione che valga anche ad accertare il grado di efficienza generale dei mezzi e
dell'addestramento del personale di cui è pianificato l’impiego nelle operazioni di “riduzione e
bonifica”.
1.2
Campo di applicazione e contemporaneità di applicazione del
presente Piano e di quelli Antincendio e di Soccorso.
Il piano si applica in tutti i casi di inquinamenti del mare e delle coste che interessino o che
minaccino di interessare le acque del Compartimento marittimo di Cagliari, a prescindere dal fatto
che sia stata dichiarata o meno l’emergenza locale.
All’applicazione del piano concorrono tutte le altre Amministrazioni ed Organi dello Stato,
enti, organizzazioni pubbliche, organismi, associazioni e gruppi privati che, nell’ambito di
giurisdizione del Compartimento marittimo di Cagliari dispongono di personale, mezzi e risorse
utilmente impiegabili in operazioni antinquinamento.
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1.3
Struttura
Il presente piano è parte integrante della pianificazione operativa nazionale, che, per
quanto riguarda il Compartimento marittimo di Cagliari, comprende:
- al primo livello il presente Piano;
- al secondo livello il “Piano operativo di pronto intervento per la difesa del mare e delle zone
costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e da altre sostanze nocive” del
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. (D.M. 29 gennaio 2013, n.
34);
- al terzo livello il “Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamento di
idrocarburi o di altre sostanze nocive causati da incidenti marini” del Dipartimento della
Protezione Civile. (D.P.C.M 04 novembre 2010).
1.4
Riferimenti Normativi
Ai fini della redazione del presente piano si sono tenute in considerazione le seguenti fonti
normative:
- Legge 31 dicembre 1982, n.979 “Disposizioni per la difesa del mare”;
- Legge 6 dicembre 1991, n.394 “Legge quadro sulle aree protette”;
- Legge 24 febbraio 1992, n.225 “Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile”;
- Legge 7 febbraio 1992, n.150 “Disciplina dei reati relativi all'applicazione in Italia della
convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione,
firmata a Washington il 3 marzo1973, di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874, e del
regolamento (CEE) n. 3626/82, e successive modificazioni, nonché norme per la
commercializzazione e la detenzione di esemplari vivi di mammiferi e rettili che possono
costituire pericolo per la salute e l'incolumità pubblica”;
- D.P.R. 28 settembre 1994, n.662 “Regolamento di attuazione della Legge 3 aprile 1989,
n.147, concernente adesione alla Convenzione internazionale sulla Ricerca ed il Salvataggio
marittimo, adottata ad Amburgo il 27 aprile 1979”;
- Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n.112 "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi
dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n.
59";
- Decreto legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
novembre 2001, n.401 – “Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle
strutture preposte alle attività di protezione civile”;
- Risoluzione IMO A.949 (23) adottata il 05/12/2003 “Guidelines on places of refuge for ships
in need of assistance”;
- Risoluzione IMO A.950 (23) adottata il 05/12/2003 “Maritime Assistance Services (MAS)”;
- Decreto Legislativo 19/08/2005 n.196 “Attuazione della Direttiva 2002/59/CE relativa
all’istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e di informazione sul traffico navale”
così come modificato dal Decreto legislativo 187/2008 e dal Decreto Legislativo 16
febbraio 2011, n.18 “Attuazione della direttiva 2009/17/CE concernente la modifica della
direttiva 2002/59/CE relativa all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio del traffico
navale e di informazione”;
- Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n.152 “Norme in materia ambientale”;
- Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n.202 “Attuazione della direttiva 2005/35/CE relativa
all'inquinamento provocato dalle navi e conseguenti sanzioni”;
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-
Direttiva 2009/20/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23/04/2009 riguardante
“L’assicurazione degli armatori per i crediti marittimi”;
D.P.C.M. in data 4 novembre 2010 “Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da
inquinamenti da idrocarburi e di altre sostanze nocive causati da incidenti marini”;
Decreto Legislativo 7 luglio 2011, n. 121 “Attuazione della direttiva 2008/99/CE sulla tutela
penale dell'ambiente, nonché della direttiva 2009/123/CE che modifica la direttiva 2005/35/CE
relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni”;
D.M. 29 Gennaio 2013 “Piano Operativo di Pronto Intervento per la difesa del mare e delle
zone costiere dagli inquinamenti accidentali da idrocarburi e da altre sostanze nocive”.
1.5
Definizioni ai fini e per gli scopi del presente piano
EMERGENZA
Ogni situazione eccezionale, comunque originata e causata,
caratterizzata dalla presenza di inquinamento o imminente
pericolo di inquinamento del mare e delle coste per sversamento
di idrocarburi o da altre sostanze nocive e/o pericolose.
Emergenza locale
Stato dichiarato formalmente ai sensi del comma 2, art. 11, L.
979/82, dal Capo del Compartimento Marittimo competente per
territorio, ove il pericolo di inquinamento o l’inquinamento in atto
sia di tale gravità da richiedere l’attivazione di procedure
espressamente previste per tale tipo di situazione. In tale ipotesi
il Capo del Compartimento assume la direzione di tutte le
operazioni sulla base del piano operativo di pronto intervento
locale, ferme restando le specifiche attribuzioni di ogni
Amministrazione nell’esecuzione dei propri compiti d’istituto.
Emergenza nazionale Stato eccezionale la cui dichiarazione è promossa, ai sensi del
comma 4, art. 11, L. 979/82, dal Sottosegretario di Stato
delegato alla Protezione Civile, su richiesta del Ministro
dell’Ambiente, interessato a tal fine dal Capo del Compartimento
marittimo tramite la Centrale Operativa di Maricogecap, nel caso
in cui l’emergenza locale non sia fronteggiabile con i mezzi che i
Ministeri dei Trasporti e della Navigazione e dell’Ambiente hanno
localmente a disposizione. In tale ipotesi il Sottosegretario di
Stato delegato alla protezione civile assume la direzione di tutte
le operazioni sulla base del piano di pronto intervento nazionale
per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o di altre sostanze
nocive causati da incidenti marini.
LIVELLI INQUINAMENTO E TIPOLOGIA
Incidente marino
Qualsiasi evento, anche doloso, che causi o minacci di causare
sversamenti in mare e/o sulla costa di idrocarburi o altre
sostanze nocive.
Sversamento
Qualsiasi immissione di idrocarburi, o altre sostanze nocive, in
mare o sulla costa, proveniente da navi e/o installazioni offshore. Esso può essere accidentale, deliberato (volontario) o
operazionale.
Minaccia di
Fattore di rischio che, a seguito del verificarsi di una delle
inquinamento
situazioni di cui ai punti a, b, c e d della precedente definizione di
“inquinamento accidentale”, renda altamente probabile ed
imminente un inquinamento del mare.
Inquinamento
Sversamento comunque verificatosi (sia per azione deliberata
accidentale
che per evento accidentale involontario) nelle acque marine di
Emergenza in mare
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Inquinamento da
Idrocarburi
Inquinamenti da altre
sostanze nocive
Piccolo
inquinamento
Medio inquinamento
Grande
inquinamento
Nave che necessita
di assistenza
Servizio di
Assistenza Marittima
Luogo di rifugio
idrocarburi od altre sostanze tossico-nocive per l’ambiente e per
l’uomo. L’inquinamento accidentale non deliberato può verificarsi
a seguito di:
a. sinistro marittimo (collisione, incaglio, esplosione o incendio)
di nave cisterna o non, avente a bordo idrocarburi od altri
prodotti tossico-nocivi;
b. avaria verificatasi a bordo di nave cisterna e non, che
comunque abbia determinato o che possa determinare
fuoriuscita di idrocarburi o di sostanze tossico-nocive;
c. sinistro od avaria verificatosi a bordo di piattaforme in mare o
ad impianti in mare o sul litorale costiero che abbia determinato
fuoriuscita di idrocarburi o di sostanze tossico-nocive;
d. immissione in mare di idrocarburi ed altre sostanze tossiconocive attraverso fiumi, canali e corsi d’acqua in genere.
La conseguenza dell’immissione in mare di petroli e derivati,
elencati nell’Allegato 1 e relativi aggiornamenti della Marpol
73/78.
La conseguenza dell’immissione in mare delle sostanze elencate
nell’Allegato II e relativi aggiornamenti alla Marpol 73/78, nonché
di quelle di cui all’allegato A e successive integrazioni della
legge 31.12.1982 n.979
Inquinamento che per le ridotte dimensioni e per il grado di
minaccia per le vite umane, le popolazioni rivierasche e
l’ambiente, può essere facilmente contenuto o neutralizzato con
mezzi e risorse di limitata consistenza, disponibili localmente.
Limitatamente agli idrocarburi, si considerano “piccoli
inquinamenti” quelli di entità stimabile non superiore a 100 metri
cubi di acque oleose recuperate.
Inquinamento che per ampiezza dell'area inquinata e/o per il
serio grado di minaccia per le vite umane, le popolazioni
rivierasche, per l’ambiente e per l’economia della zona colpita
richiede un consistente impiego di mezzi e materiali, spesso
eccedenti le disponibilità locali. Esso
può
giustificare
la
dichiarazione dello stato di emergenza locale.
Inquinamento che, per l’estrema gravità della minaccia per le
vite umane, le popolazioni rivierasche, per l’ambiente, per
l’economia della zona colpita nonché per le sue dimensioni e
caratteristiche può essere fronteggiato solo attraverso il ricorso
all’adozione di misure eccezionali. Esso può richiedere la
dichiarazione
dello stato di emergenza nazionale.
Una nave che, fatte salve le disposizioni sulla richiesta di
soccorso ed il salvataggio delle persone a bordo, si trovi in una
situazione che potrebbe comportarne il naufragio o causare un
pericolo per l’ambiente o per la sicurezza della navigazione.
Chi ha la responsabilità di acquisire notizie e costituire il punto di
contatto tra il comandante della nave e le Autorità dello Stato
costiero in caso di incidente. In attesa che venga individuato
ufficialmente il MAS nazionale, lo svolgimento di questa funzione
viene svolto, in via provvisoria, a cura della Sala Operativa delle
Capitanerie di Porto.
Un luogo, sia esso un porto o specchio acqueo idoneo per un
ancoraggio o ormeggio protetto, e comunque qualsiasi altra area
riparata del demanio marittimo, destinato ad accogliere una nave
che richieda assistenza.
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Autorità
Responsabile
Abbattimento
Bonifica
Centro Comando e
Controllo
Antinquinamento
(LPCC- Local
Pollution Control
Centre)
Comandante sul
posto (O.S.C. - On
Scene Coordinator)
Coordinamento
Costa o zone
costiere
LOTTA AGLI INQUINAMENTI
Autorità cui compete la responsabilità della direzione e
coordinamento generale delle attività di risposta ad un
inquinamento stante la normativa vigente in stato di emergenza
locale. Si identifica con il Capo del Compartimento.
Tecnica (non più in uso) di riduzione dell’inquinamento
attraverso spargimento di prodotti oleofilici in grado di trasferire,
per gravità, il prodotto inquinante dalla superficie al fondo,
causando quindi un trasferimento dell’inquinamento anziché una
riduzione dello stesso. Allo scopo di non ingenerare confusioni,
si sottolinea l’opportunità di non utilizzare più il termine in
questione.
Complesso delle azioni messe in atto allo scopo di ridurre
l’inquinamento, nonché ripristinare, per quanto possibile, le
preesistenti condizioni delle aree, dei luoghi e dei beni
colpiti dall’inquinamento.
Struttura di affiancamento ed ausilio al Capo del Compartimento
nell’attività di direzione e coordinamento degli interventi
antinquinamento. La sua costituzione va prevista nel piano
locale; viene attivato nel caso in cui il Capo del Compartimento
ne ravvisi la necessità.
E’ la figura cui, per designazione dell’Autorità responsabile,
viene conferito il compito di coordinare, nella zona delle
operazioni, le azioni di tutti i mezzi partecipanti.
E’ l’attività che viene svolta nei confronti di organi, non
gerarchicamente sottordinati, preposti ad attività che, pur
essendo distinte, sono destinate ad essere ordinate secondo un
disegno unitario. Quando si tratti di attività operative, si parlerà di
“coordinamento operativo”. Il coordinamento è attività che può
essere delegata.
Il tratto di territorio compreso tra due limiti ideali:
- il primo ricadente in mare, oltre il quale, procedendo verso la
terra, per scarsa profondità del fondale o per ostacoli naturali,
non possono più operare i battelli antinquinamento ed i mezzi
nautici idonei ad azioni di contenimento e recupero meccanico;
- il secondo ricadente in terra, là dove, per azione di marea,
risacca o mareggiata può arrivare il prodotto inquinante.
Confinamento
Trasferimento della fonte inquinante in zona ove sia possibile
conseguire un più facile contenimento dello sversamento. Il
confinamento della fonte inquinante lo si ottiene anche
attraverso la completa circuizione della stessa con barriere
galleggianti (panne).
Contenimento
Ogni intervento finalizzato a contenere lo spandimento del
prodotto sversato.
Raggruppamento di rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel
luogo in cui gli stessi sono prodotti, alle condizioni indicate
dall’art. 183 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152. Le acque oleose
raccolte dai mezzi disinquinanti, sino a quando sono a bordo di
tali mezzi, sono da considerarsi quale carico della nave e non in
deposito temporaneo o stoccaggio.
Deposito
temporaneo
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Dispersione
Operazioni a terra
Riduzione
(dell’inquinamento)
Ridurre
(l’inquinamento)
Rimozione
meccanica
Smaltimento
Unità di Crisi
Team di Ispezione
CLC 69 - Fund 71
Olii persistenti
(persistent oil)
P&I Clubs
(Protection and
Indemnity
Associations)
Tecnica di riduzione dell’inquinamento da idrocarburi mediante
utilizzazione di disperdenti. Essi esaltano e
velocizzano
la
dispersione a livello molecolare dell’olio in acqua, agevolando e
incrementando in termini esponenziali il processo di naturale
metabolizzazione dell’idrocarburo da parte delle colonie di batteri
lipofagi presenti nell’ambiente.
Si intendono tutte quelle attività che vanno dal recupero del
prodotto inquinante in zone costiere, allo stoccaggio provvisorio
ed al successivo avvio allo smaltimento.
Rappresenta il risultato positivo conseguito attraverso operazioni
poste in essere per combattere l’inquinamento: eliminazione
della fonte inquinante,
confinamento, contenimento, rimozione meccanica, dispersione,
smaltimento.
Attività condotta al fine di conseguire la riduzione
dell’inquinamento.
Attività tesa a rimuovere l’inquinante dalla zona dello
sversamento, utilizzando apparecchiature e sistemi meccanici
specifici (Skimmers).
Il complesso delle operazioni finalizzate alla trasformazione,
distruzione o deposito finale in discarica del prodotto inquinante,
dei residui oleosi raccolti o di altro materiale inquinato e non più
recuperabile e utilizzabile.
Struttura composta da rappresentanti di tutte le parti che hanno
concorso per la determinazione del luogo di rifugio
Team composto da soggetti di comprovata esperienza che, in
caso di necessità dovranno accedere a bordo al fine di fornire un
ulteriore supporto decisionale all’Unità di Crisi
MECCANISMI ASSICURATIVI
Convenzioni internazionali che governano il meccanismo per la
compensazione dei danni causati da sversamenti di olii
persistenti da nave cisterna carica. Emendate con Protocollo del
1992, che ne ha profondamente innovato la sostanza, sono
destinate a perdere di significato nel giro dei prossimi
anni. Per l’Italia, che ha in corso di ratifica, il Protocollo 92 alla
Fund Convention 71, continuerà nel frattempo ad essere
applicato il regime previsto dalla CLC 69 e Fund 71.
Categoria di idrocarburi per i quali, in caso di sversamento da
nave cisterna, si applica il regime del protocollo 92 alla CLC e
Fund Conventions. Fino all’entrata in vigore del protocollo 92,
rimane in vigore il regime CLC 69 e Fund 71 Conventions.
Anche se il termine “persistent oil” non è chiaramente definito
dalle convenzioni in riferimento, possono essere considerati tali:
crude oil, fuel oil (ASTM N. 4 o più pesante), diesel pesante e oli
o lubrificanti.
Associazioni di tipo mutualistico, senza fini di lucro, istituite allo
scopo di assicurare i propri associati (armatori, noleggiatori)
anche per responsabilità connesse con danni
causati
da
inquinamenti. Esse fanno parte di un pool internazionale
(International Group of P & I clubs) che, allo scopo di
salvaguardare i propri associati nel caso di elevate richieste di
rimborso per danni ingenti causati da incidenti maggiori,
riassicurano i rischi sul mercato internazionale.
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AVURNAV (Avviso
Urgente ai Naviganti)
NOTAM (Notice to
Air Men)
POLREP (Pollution
Report)
MESSAGGISTICA BOLLETTINI
Avviso contenente notizie relative ad un pericolo per la
navigazione, la cui conoscenza è essenziale per il personale
navigante.
Esso va richiesto nel caso in cui:
- vi sia un inquinamento pericoloso per la navigazione (sostanze
tossiche, pericolo di combustione, ecc.);
- l’Autorità coordinatrice degli interventi antinquinamento abbia
necessità di impiegare mezzi navali in una determinata area
marittima all’interno della quale la navigazione sia interdetta o
limitata.
Avviso contenente notizie relative alla installazione, condizione e
variazione di qualsiasi servizio, assistenza
aeronautica,
procedura o pericolo, la conoscenza tempestiva dei quali è
essenziale per il personale interessato alle operazioni di volo.
Esso va richiesto nel caso in cui:
- l’immissione in aria di sostanze tossico/nocive allo stato
gassoso possa costituire pericolo per il personale e/o i mezzi in
volo;
- l’Autorità coordinatrice degli interventi antinquinamento ha
necessità di impegnare per attività operativa lo spazio aereo
sovrastante l’incidente.
Messaggio formattato utilizzato a livello internazionale per la
trasmissione di informazioni riguardanti ogni incidente che abbia
causato o sia suscettibile di causare un inquinamento del mare o
delle coste.
E’ diviso in tre parti che possono essere utilizzate insieme o
separatamente: POLWARN (Pollution Warning - avviso di notizia
d’inquinamento), POLINF (Pollution Information - informazioni
dettagliate sull’inquinamento) e POLFAC (Pollution Facilities richiesta mezzi).
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CLEAN SEA NET
Vessel Traffic
Management and
Information System
(VTMIS) nazionale
SAFE SEA NET
AIS
V.T.S.
PELAGUS GIS
SISTEMI INFORMATICI
CleanSeaNet (CSN) è un servizio europeo adottato in
ottemperanza alla Direttiva 2005/35/CE del Parlamento Europeo
e del Consiglio del 7 settembre 2005 relativa all’inquinamento
provocato dalle navi, ovvero per l’individuazione degli
inquinamenti marini da idrocarburi mediante un costante
monitoraggio satellitare per gli stati costieri europei, il cui scopo
è
quello
di
realizzare
e
potenziare
un
sistema
nazionale/regionale di sorveglianza e risposta operativa agli
inquinamenti marini da idrocarburi, attraverso:
- il monitoraggio sistematico degli scarichi illeciti in
collaborazione con gli stati costieri;
- supporto e collaborazione nei casi di inquinamenti accidentali;
- indagini sugli inquinamenti “hot - spots” e sviluppo delle
statistiche.
Sistema integrato di monitoraggio, controllo e gestione del
traffico marittimo e delle emergenze in mare in dotazione alle
autorità competenti, come definite alla lettera n) del comma 1
dell’art. 2 del D.Lgs. n. 196/2005.
Sistema comunitario per lo scambio di dati marittimi che
consente di ricevere, conservare, recuperare e scambiare
informazioni relative alla sicurezza portuale e marittima, alla
protezione dell’ambiente marino e all’efficienza del traffico e del
trasporto marittimo.
Sistema di Identificazione Automatica in onde VHF che
consente la trasmissione di informazioni quali nome, tipologia di
nave, porto di partenza, porto di destinazione, ora presunta di
arrivo alla destinazione etc. che possono essere o meno
visualizzati dall’unità ricevente in base alle configurazioni
software.
Vessel Traffic Service è un servizio implementato da una
Autorità Competente, progettato al fine di incrementare la
sicurezza del traffico marittimo e proteggere l’ambiente.
(Vessel Traffic Service è un servizio attivato dall’Autorità
Marittima, progettato al fine di incrementare la sicurezza del
traffico marittimo e proteggere l’ambiente marino e costiero.)
È un’applicazione web based mediante la quale l’utente può
visualizzare e cercare le navi, ottenere una storia della rotta,
effettuare misure cinematiche, gestire i messaggi Safety,
gestire gli AtoN, etc.
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CAPITOLO II
ORGANI RESPONSABILI
2.1 Autorità Marittima
Nel caso in cui un inquinamento, o una minaccia di inquinamento, si verifichi nelle acque di
giurisdizione, l’Autorità Marittima è tenuta a disporre tutte le misure necessarie, non escluse quelle
di rimozione del carico o del natante, allo scopo di:
- prevenire che la minaccia d'inquinamento evolva in inquinamento reale;
- eliminare gli effetti inquinanti, ovvero attenuarli, qualora risulti tecnicamente impossibile
eliminarli.
Al Capo del Compartimento compete la dichiarazione di emergenza locale, ed esercita, ai
sensi dell’art. 11 della Legge 31 dicembre 1982, n. 979, la direzione delle operazioni nelle acque
ricadenti nella propria area di competenza, dando attuazione a quanto stabilito nel presente Piano.
Nel caso di inquinamento che interessi aree di competenza di più Compartimenti Marittimi,
disimpegna detta attività sotto il coordinamento del Direttore Marittimo (che, nel caso del
Compartimento di Cagliari coincide con il Capo del Compartimento)
A seconda della gravità della situazione da fronteggiare potrà richiedere la partecipazione
del personale, di mezzi e materiali di Comandi, Enti, uffici e società pubbliche e/o privati
direttamente interessati, nonché, tramite l’Ufficio Territoriale del Governo competente per territorio,
di Comandi, Enti, uffici e società pubbliche e/o privati non direttamente interessati all’esecuzione
del presente piano.
Il Capo del Compartimento Marittimo provvede all’immediata diffida dell’armatore e del
Comandante della nave o del mezzo responsabile e mette in atto tutte le misure necessarie allo
scopo di prevenire od eliminare gli effetti inquinanti ovvero attenuarli, qualora risultasse
tecnicamente impossibile eliminarli. In particolare, nei casi in cui le origini dell’inquinamento e i
relativi responsabili risultino ignoti oppure la diffida, di cui all’art. 12 della Legge 31 dicembre 1982,
n. 979, resti senza effetto o non produca gli effetti nel periodo di tempo assegnato, comunica
immediatamente al Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e alla
Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto
(MARICOGECAP), le misure idonee ed indispensabili per la risoluzione dell’emergenza al fine di
acquisire preventiva autorizzazione (anche per le vie brevi) per l’impiego dei mezzi
antinquinamento eventualmente in convenzione con il MATTM - Direzione Generale per la
Protezione della Natura (DGPNM) e/o l’autorizzazione, di cui al comma 3 art. 13 della Legge 31
dicembre 1982, n. 979, (procedure di pagamento con atti di riconoscimento di debito) per l’impiego
di ulteriori risorse reperibili, a titolo oneroso, in ambito nazionale ed internazionale, dando
comunque precedenza a quelle statali.
Il Capo del Compartimento Marittimo è pertanto competente a porre in essere le seguenti
azioni:
- assumere la direzione delle operazioni di risposta all’inquinamento, in base alle
informazioni disponibili e alle conseguenti valutazioni, impiegando le unità e mezzi
antinquinamento di cui può disporre direttamente ossia unità di proprietà o in convenzione
con il MATTM – DGPNM e da quest’ultimo autorizzati, rese disponibili e presenti nella
propria area di competenza, e quelli che gli vengano resi disponibili da altri Enti a titolo non
oneroso (dall’inquinatore, dall’Ente locale, ecc.). Si riporta nell’allegato n° 1 la dislocazione
dei mezzi resi disponibili dal Consorzio Castalia, in forza del contratto stipulato tra il prefato
Consorzio ed il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;
- designare il “Comandante in zona” (O.S.C.), a cui è conferito il compito di coordinare, nella
zona delle operazioni, le azioni di tutti i mezzi partecipanti;
- dichiarare l’emergenza locale nelle acque territoriali e nella ZPE italiana ricadente nell’area
di competenza;
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acquisire e verificare ogni informazione utile a conseguire un quadro, il più completo
possibile, della situazione in atto, informando tempestivamente le Autorità centrali e locali
interessate;
impiegare i mezzi navali del Corpo dipendenti e richiedere, se del caso, a MARICOGECAP
l’intervento e l’impiego degli aeromobili del Corpo;
richiedere tramite MARICOGECAP l’intervento in concorso di eventuali mezzi navali e/o
aerei degli altri Organi dello Stato che ne abbiano disponibilità;
chiedere a MARICOGECAP l’eventuale invio in missione di Ufficiali del Corpo esperti in
particolari discipline, del cui supporto ritenga indispensabile avvalersi;
richiedere al MATTM - DGPNM l’autorizzazione ad utilizzare prodotti disperdenti, da
scegliersi
fra
quelli
riconosciuti
idonei
dal
predetto
Ministero
(www.sidimar.tutelamare.it/tutelaEcosistemiMarini.do);
avvisare, coordinarsi e cooperare con la Prefettura e gli Enti locali per le attività da
svolgersi in costa e nella zona costiera con particolare riguardo alla salvaguardia della
salute umana, dell’ecosistema marino-costiero e della gestione del prodotto inquinante
recuperato, utilizzando l’allegato n° 2 per la valutazione dell’impatto sulla costa
dell’inquinamento.
avvalersi delle associazioni di volontariato specializzate in base alla direttiva di cui al DPCM
del 19/05/2010 “Indirizzi operativi per l’impiego delle organizzazioni di volontariato di
protezione civile nel settore marittimo ed in generale nelle attività svolte dalle Capitanerie di
Porto-Guardia costiera”.
tenere costantemente informate le Amministrazioni Centrali;
attuare un costante flusso informativo con le Amministrazioni Locali;
esercitare, nell’area di giurisdizione, le altre competenze conferite dagli artt. 17, 19 e da 20
a 20-quater del D.Lgs. n. 196/2005.
2.2 Prefettura – Ufficio territoriale del Governo (UTG)
Nel caso l’inquinamento investa o minacci di investire la costa, la Prefettura – Ufficio
Territoriale del Governo di Cagliari – nella veste di massimo Organo periferico di Protezione Civile,
assume la direzione e il coordinamento operativo di tutte le operazioni a terra, ai fini di difesa
dell’incolumità delle popolazioni, dei loro interessi e della bonifica costiera. A tal fine è
indispensabile mantenere un costante flusso informativo con la predetta Prefettura per i connessi
aspetti di difesa della costa e fermo restando la responsabilità del Capo del Compartimento
Marittimo per quanto concerne la direzione ed il coordinamento operativo, a livello locale, di tutte
le operazioni in mare.
2.3 Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare
È responsabile della definizione delle linee politico-programmatiche e della strategia
nazionale in materia di difesa del mare, nel suo complesso. Attraverso la Direzione Generale per
la Protezione della Natura – Centro Operativo Emergenze in mare - esplica altresì alcune
importanti funzioni riguardanti la fase di risposta all'inquinamento, o ad essa connesse, quali:
 l'autorizzazione all'uso di prodotti disperdenti;
 la procedura di riconoscimento del debito;
 le procedure amministrative inerenti le richieste di compensazione dei danni ai sensi della
Convenzione internazionale sulla responsabilità civile per i danni da inquinamento da
idrocarburi (CLC, 1969), della Convenzione internazionale sull'istituzione di un fondo
internazionale per il risarcimento dei danni causati dall'inquinamento da idrocarburi (Fund,
1971) e relativi protocolli, nonché della Convenzione internazionale sulla responsabilità
civile per i danni dell'inquinamento da idrocarburi (Bunker Oil, 2001), nonché di
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coordinamento, d'intesa con gli altri Dicasteri interessati, delle attività dei servizi di cui alle
lettere "a" e "c" (in parte) dell'art. 2 della L. 31.12.1982 n.979, con esclusione degli aspetti
operativi di emergenza;
 in emergenza locale, il reperimento a titolo oneroso delle risorse necessarie per combattere
l’inquinamento, quando non risultino sufficienti quelle di cui il Compartimento Marittimo può
disporre a titolo non oneroso, ivi comprese quelle che possono essere reperite nei
Compartimenti Marittimi limitrofi a quello dove si è verificato l’inquinamento. In questo caso
la Direzione Generale per la Protezione della Natura, reperite le risorse, ne coordina
l’afflusso e la loro messa a disposizione del Capo del Compartimento Marittimo, che rimane
responsabile della direzione degli interventi e del connesso coordinamento operativo;
 l’autorizzazione ad utilizzare i mezzi convenzionati CASTALIA (Convenzione stipulata tra il
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e la Società Consortile CASTALIA)
dislocati in altri Compartimenti Marittimi e per l’impiego dei mezzi oltre l’orario
contrattualmente previsto o al di fuori dell’oggetto contrattuale;
 cura dei contatti con gli Organismi internazionali interessati (Re.M.P.E.C. – Regional
Marine Pollution Emergency Response Centre for the Mediterranean sea, Commissione
Europea, ecc.); per gli aspetti operativi connessi, la Direzione Generale per la Protezione
della Natura può chiedere la collaborazione del Comando Generale delle Capitanerie di
Porto;
 Il monitoraggio ambientale e la valutazione del danno ambientale.
Nell'ipotesi di cui all'art. 2 del D.P.R. 504/78 (inquinamento in alto mare) il Ministro
dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, previa intesa con i Ministri degli Esteri, Difesa,
Sviluppo economico ed Infrastrutture e Trasporti, assume la direzione di tutte le operazioni,
secondo quanto previsto nel “Manuale delle procedure operative in materia di tutela e difesa
dell’ambiente marino e per gli interventi di emergenza in mare", edizione 1998 dell’ex Ispettorato
Centrale per la Difesa del Mare – Centro Operativo Antinquinamento.
L’intervento in alto mare, che verrà effettuato con il concorso delle altre Amministrazioni statali,
militari e civili, è disposto ai sensi di quanto stabilito con il D.M. 25 settembre 1995, art. 1 lettera b.
Presso il Gabinetto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è istituito il
Reparto Ambientale Marino (R.A.M.), composto da personale appartenente al Corpo delle
Capitanerie di Porto. Tale Reparto svolge un’attività di organizzazione e raccordo tra il suddetto
Ministero e la struttura amministrativa periferica rappresentata dai vari Comandi di Porto.
2.4 Dipartimento della Protezione Civile
Appena ricevuta notizia della dichiarazione di “emergenza locale”, validata dal Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Sala Situazione Italia (SSI) del Servizio
coordinamento della Sala Situazione Italia e monitoraggio del territorio ed emergenze marittime
(SI.STE.MA.) informa il Direttore dell’Ufficio Gestione delle Emergenze il quale, su conforme
parere del Capo del Dipartimento della Protezione Civile dà disposizioni perché la Sala Situazione
Italia provveda, a:
- mettere in stato di allerta tutti i componenti del SI.STE.MA. e gli uffici del Dipartimento della
Protezione Civile in base a quanto previsto dalle proprie disposizioni organizzative interne;
- allertare il personale designato per assicurare il servizio H24 del Centro Operativo Emergenze
Marittime (COEMM);
- allertare il personale designato quale Ufficiale di Collegamento con la Marina Militare;
- attivare un flusso costante di informazioni con:
 Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione Generale per la
Protezione della Natura e del Mare - Divisione III – Difesa del Mare;
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
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-
-

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-
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Gabinetto - Reparto
Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto;
 Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Centrale Operativa del Comando Generale
delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera;
 Ministero dell’Interno - Centro Operativo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso
Pubblico e della Difesa Civile;
 Ministero della Difesa - Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) nel caso sia
ragionevole ipotizzare l’impiego dei mezzi navali della Marina Militare con adeguate
capacità di Comando, Controllo e Supporto Logistico o con specifiche capacità
antinquinamento o di altri mezzi delle Forze Armate;
 Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali - Corpo Forestale dello Stato;
 Ministero dello Sviluppo Economico - Direzione generale per le risorse minerarie ed
energetiche, nel caso si tratti di inquinamento da idrocarburi liquidi derivanti da attività
minerarie di ricerca e coltivazione di idrocarburi;
prendere contatto con la Regione e la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo (UTG)
interessati, al fine di accertarsi circa l’avvenuta predisposizione delle misure di rispettiva
competenza;
allertare le organizzazioni nazionali di Volontariato attrezzate a fronteggiare l’opera di
decontaminazione costiera ed i centri specializzati per la cura dell’avifauna, dei mammiferi e
dei rettili marini;
attivare il proprio Ufficio Attività Aeronautica , per la messa in stato di allerta di:
 aeromobili del Dipartimento della Protezione Civile;
 aeromobili dell’Amministrazione della Difesa e di altri Enti/Amministrazioni dello Stato a
supporto di attività di scoperta e controllo;
attivare il proprio Centro Operativo Emergenze Marittime per la messa in stato di allerta del
comparto industriale per la eventuale messa a disposizione delle proprie risorse.
Il Centro Operativo Emergenze Marittime:
segue la situazione, acquisendo ed elaborando ogni notizia utile e redigendo ogni dodici ore,
un rapporto generale;
mantiene i contatti con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il
Comando Generale delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera per acquisire le informazioni
sull’evoluzione dell’evento;
segue le eventuali attivazioni di aiuti internazionali avvenute in forza di Accordi o Convezioni e
le collaborazioni sia di carattere operativo che scientifico provenienti dalle organizzazioni a
carattere internazionale quali l’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO),
l’Organizzazione Regionale competente (REMPEC) e l’Unione Europea: Monitoring
Information Centre (MIC), European Maritime Safety Agency (EMSA), ecc.
Il Dipartimento della Protezione Civile è responsabile della direzione di tutte le operazioni
una volta dichiarato lo stato di emergenza nazionale, nonché del reperimento di tutte le risorse
necessarie. In tale fase il Centro Operativo Emergenza in Mare (C.O.E.M.) – con personale del
Corpo delle Capitanerie di Porto, provvede alla gestione operativa dell’emergenza in caso di
attivazione del “Piano di pronto intervento nazionale per la difesa del mare e delle zone costiere
dagli inquinamenti da idrocarburi e da altre sostanze nocive”.
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CAPITOLO III
ORGANIZZAZIONE DEL COMPARTIMENTO
3.1 - Afflusso delle notizie
Qualsiasi notizia riguardante l'inquinamento marino deve confluire immediatamente alla
Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Cagliari. Questa, controllata la sua veridicità, ne darà
immediata comunicazione al Capo del Compartimento, nonché agli Enti, uffici e/o centri
competenti secondo un prestabilito ordine di priorità.
3.2 - Allertamento del personale
Durante il normale orario di servizio, oltre al Capo Sezione Operativa, dovranno essere
convocati presso la Sala Operativa l’Ufficiale d’Ispezione del giorno ed il Capo Sezione Tecnica.
L’Ufficiale di ispezione, qualora la segnalazione pervenisse fuori dall’orario di servizio, deve
poter procedere autonomamente in caso di 1^ situazione operativa dando comunque la notizia all’
Ufficiale Reperibile, Capi Sezione Ambiente, Operativa e Tecnica, Comandante in II e Capo del
Compartimento per le discendenti valutazioni.
3.3 - Attivazione del piano locale
Verificata la veridicità della notizia ed acquisite attraverso l’attività di ricognizione le
informazioni necessarie, l’Autorità Marittima dispone dei dati che gli consentono di valutare se
trattasi di:
 falso allarme;
 situazione che merita di essere tenuta sotto osservazione ma per la quale non è necessario
prendere, al momento, ulteriori misure;
 situazione che richiede l’attivazione del piano locale di pronto intervento, a prescindere
dalla dichiarazione dell’emergenza locale (competenza del Capo del Compartimento).
In ogni caso, andrà informato il Capo del Compartimento Marittimo di Cagliari e la Centrale
Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto.
3.4 - Centro Comando e Controllo Locale Antinquinamento (L.P.C.C. – Local Pollution
Control Centre)
L’attivazione del piano locale di pronto intervento può comportare, a giudizio del Capo del
Compartimento, la costituzione, presso i propri uffici, del Centro Comando e Controllo Locale
Antinquinamento (L.P.C.C. - Local Pollution Control Centre).
Esso fa capo e risponde al Capo del Compartimento che resta, per legge, il solo ed unico
responsabile della direzione delle operazioni.
Il ruolo del L.P.C.C. è, quindi, quello di affiancare e supportare il Capo del Compartimento,
aiutandolo nell’attività di direzione e coordinamento degli interventi.
Per la gestione di tali attività è necessario:
 determinare la gravità della situazione in mare e lungo le coste;
 stabilire una strategia ed una scala di priorità degli interventi;
 decidere il tipo di risposta, tenendo anche conto degli interessi economici delle popolazioni
colpite e delle esigenze ambientali;
 ottenere la disponibilità di risorse, anche in termini di autorizzazioni alla spesa;
 stabilire, in tempo, una strategia per il trattamento e lo smaltimento degli olii raccolti e di
ogni altro residuo oleoso, o contaminato, da ricevere a terra e avviare a discarica;
 registrare ogni evento, valutazioni collegiali, ordini, decisioni, che successivamente,
potranno incidere su questioni di carattere assicurativo e amministrativo;
 mantenere un costante collegamento con i Comandi sovraordinati e le Autorità di Governo.
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Il L.P.C.C. della Capitaneria di Porto di Cagliari è di massima composto da:
- Capo Servizio operazioni;
- Capo Sezione S.A.R.;
- Capo Servizio Sicurezza della Navigazione e Portuale;
- Capo Sezione Tecnica, Sicurezza e Difesa portuale;
- Capo Sezione Demanio/Ambiente;
- Rappresentante dell’A.R.P.A. (Dipartimento competente per territorio e/o rappresentante
Area Mare);
- Rappresentante Corporazione Piloti del Porto di Cagliari;
- Rappresentante Ormeggiatori;
- Rappresentante Vigili del Fuoco;
- Rappresentante Società Consortile CASTALIA;
- Rappresentane del registro di classifica della nave interessata;
- Chimico del Porto;
Dovrà, inoltre, essere nominato tra gli Ufficiali della Capitaneria di Porto, un responsabile
che curi le relazioni esterne ed il rapporto con gli organi d’informazione.
Il Capo del Compartimento potrà convocare nel suddetto Comitato chiunque altro ritenga
opportuno, anche in relazione alla tipologia ed all’entità dell’evento. Potrà, inoltre, ove lo ritenga
necessario, chiedere al Comando Generale delle Capitanerie di Porto l’invio di personale del
Corpo, particolarmente esperto e preparato in particolari discipline (normativa internazionale e
nazionale, aspetti tecnici legati agli inquinamenti, aspetti giuridico-amministrativi e assicurativi,
comunicazioni, sistemi informatici, problemi ambientali, pubbliche relazioni, ecc.), in grado di
fornirgli tutto l’aiuto ed il supporto indispensabile per una migliore e più efficace gestione
dell’emergenza.
Il L.P.C.C. viene attivato con apposito messaggio e si dovrà riunire presso la sede della
Capitaneria di Porto (Allegato n° 3).
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CAPITOLO IV
FASI DELL’EMERGENZA
Ai fini e per gli scopi del presente piano, si definisce “emergenza in mare” ogni situazione
eccezionale, comunque originata e causata, caratterizzata dalla presenza di inquinamento o
imminente pericolo di inquinamento del mare e delle coste da idrocarburi o da altre sostanze
nocive, suscettibile di creare anche grave minaccia per la vita umana, le popolazioni rivierasche,
l’ambiente e l’economia della zona colpita. L’emergenza consta di due fasi:
- emergenza locale;
- emergenza nazionale.
4.1 Emergenza locale
È l’ipotesi prevista dal comma 2 dell’art.11 della legge 31/12/82 n. 979. Essa è dichiarata
(allegato n° 4) dal Capo del Compartimento Marittimo colpito, o minacciato di essere colpito da
inquinamento da idrocarburi o da altre sostanze nocive, ove, per l’ampiezza dell’area inquinata,
ovvero per il grado di pericolo che tale situazione costituisce, o può costituire, per le vite umane, le
popolazioni rivierasche, l’ambiente, o l’economia della zona colpita, si richieda, anche attraverso
l’attivazione di procedure espressamente previste per tale tipo di situazione, la mobilitazione di
risorse che, per qualità e quantità, eccedano quelle di cui normalmente il Capo del Compartimento
marittimo dispone. Dichiarata l’emergenza locale, il Capo del Compartimento marittimo assume la
direzione di tutte le operazioni sulla base del presente “Piano Operativo di pronto intervento
locale“, dandone immediata comunicazione al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del
Mare – Direzione Generale per la Protezione della Natura - Centro Operativo Emergenze in Mare,
al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ed alla Centrale Operativa del Comando Generale
del Corpo delle Capitanerie di Porto.
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4.2 Emergenza nazionale
È l’ipotesi prevista dal comma 4 dell’art.11 della legge 31.12.1982 n.979. Essa è
promossa dal Sottosegretario di Stato delegato alla Protezione Civile, su richiesta del Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, interessato a tal fine dal Capo del
Compartimento marittimo colpito dall’inquinamento, per il tramite della Centrale Operativa del
Comando Generale nel caso in cui l’emergenza locale non sia fronteggiabile con i mezzi del
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Ministero dell’Ambiente disponibili a livello locale.
Dichiarata l’emergenza nazionale, il Sottosegretario di Stato delegato alla Protezione Civile
assume la direzione di tutte le operazioni sulla base del “Piano di pronto intervento nazionale per
la difesa da inquinamenti di idrocarburi o da altre sostanze nocive causati da incidenti marini –
edizione 2010”.
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CAPITOLO V
FASI E SITUAZIONI OPERATIVE
5.1 Fasi Operative
5.1.1
Fase di Allertamento (Alerfa)
Scatta allorché si ha notizia di un qualsiasi evento che possa costituire minaccia di
inquinamento, ma di cui non si hanno ancora notizie certe. In questa fase occorre verificare
l’attendibilità della notizia e predisporre le misure necessarie per un eventuale pronto intervento.
Verranno allertati il Ministero dell’Ambiente, la propria organizzazione e, ove del caso, la
Prefettura. La fase di allertamento può concludersi con:
 l’accertamento dell’inesistenza di inquinamento o minaccia di inquinamento;
 l’inizio della fase di pericolo, ossia delle operazioni d’intervento antinquinamento.
Prime valutazioni
In base alle informazioni ricevute dovrà farsi una preliminare valutazione di pericolosità e, in
particolare, in quale delle categorie previste (piccolo, medio o grande) si colloca l’inquinamento o
la minaccia di inquinamento e quindi se possa essere affrontato in sede locale con i mezzi ed il
personale disponibili nel Compartimento Marittimo di Cagliari o, invece, se costituisca situazione di
“emergenza locale” o addirittura “emergenza nazionale”.
Si dovrà inviare personale nella zona dell’evento, allo scopo di acquisire e riferire ulteriori
dettagli in merito all’emergenza; per raggiungere la zona dell’inquinamento detto personale dovrà
servirsi di una motovedetta o di un’autovettura CP dotata di apparecchio VHF (ovvero di altro
mezzo avendo cura di portare al seguito un portatile VHF) per mantenere i collegamenti con la
Sala Operativa.
La valutazione del livello di pericolosità verrà effettuata sulla base dei seguenti elementi:
a) quantitativi di carico trasportato e/o eventualmente fuoriuscito;
b) caratteristiche del prodotto inquinante;
c) posizione geografica ed estensione dello spandimento;
d) eventuale direzione di spostamento dello spandimento (da considerare in funzione
delle informazioni meteorologiche ed idrografiche in possesso).
Saranno comunque da considerare situazioni tali da richiedere sempre l’applicazione del
presente piano di pronto intervento:
a) sinistro marittimo (collisione, incaglio, esplosione, etc.) di nave cisterna anche se al
momento del sinistro non vi sia fuoriuscita di idrocarburi o di altre sostanze nocive
ma ne esista la minaccia;
b) analogo sinistro marittimo di nave NON cisterna da cui possa conseguire pericolo di
inquinamento da idrocarburi e da altre sostanze nocive, anche se al momento del
sinistro non vi siano fuoriuscite ma ne esista la minaccia;
c) inquinamento da idrocarburi o da altre sostanze nocive dovuto a versamenti
accidentali da installazioni fisse o mobili.
In tal caso il Capo del Compartimento Marittimo dichiarerà l’emergenza locale.
Comunicazioni
Dell’emergenza in corso e della situazione in atto dovranno essere informati subito via
telefono, ed appena possibile, dove necessario, tramite messaggio:
1. il Ministero dell’Ambiente – Reparto Ambientale Marino.
2. la Centrale Operativa del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto;
3. la Direzione Marittima di Cagliari;
4. l’Ufficio Territoriale del Governo competente per territorio (se il caso lo richiede).
La fase di allertamento potrà concludersi con:
- la cessazione dell’emergenza perché non più sussistente;
- l’inizio della fase delle operazioni di intervento antinquinamento.
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5.1.2
Fase di pericolo (Detresfa)
Si verifica quando si ha notizia che:
- la minaccia di inquinamento è fondata;
- è in atto un inquinamento.
In questa fase occorre:
- attuare, se non precedentemente adottate, le misure della precedente fase;
- iniziare immediatamente l’esecuzione delle operazioni;
- formulare un piano per la specifica operazione;
- Il Capo del Compartimento Marittimo informerà al più presto:
 Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione Generale per
la Protezione della Natura e del Mare;
 La Centrale Operativa del Comando Generale delle Capitanerie di Porto
 L’Ufficio Territoriale del Governo competente per territorio (ove del caso). Gli stessi
dovranno anche essere costantemente aggiornati sull’evolversi della situazione.
5.2 Situazioni Operative
Alla notizia di inquinamento, o di minaccia di inquinamento, comunque pervenuta,
l’Autorità marittima è tenuta a disporre tutte le misure necessarie, non escluse quelle per la
rimozione del carico o del natante, allo scopo di prevenire gli effetti inquinanti, ovvero eliminarli o
attenuarli, qualora fosse tecnicamente impossibile eliminarli. Qualunque inquinamento,
indipendentemente dalla dichiarazione di emergenza locale, richiede interventi caratterizzati da:
- rapidità nelle decisioni e nella scelta della strategia da adottare;
- rapidità d’intervento.
Inoltre, tenendo conto che si è in presenza di un evento in grado di produrre comunque
danni ambientali, sarà necessario che le scelte strategiche non siano condizionate da interessi di
alcun genere se non quello, primario, di limitare i danni.
A prescindere dall’obbligo di intervenire a carico delle Autorità Marittime, vengono
individuate tre situazioni operative, in funzione dell’Autorità coordinatrice:
Prima Situazione Operativa
Si ha in presenza di un inquinamento che interessi le acque portuali e il mare territoriale, e
rappresenta una diretta, immediata e consistente minaccia per le zone costiere. In tale stadio
rientrano le piccole e medie dispersioni, di carattere operativo o accidentale che si verificano in
corrispondenza o in prossimità di una struttura/nave identificata, che hanno lieve o basso impatto
ambientale e che non hanno la potenzialità di degenerare. Tali dispersioni possono essere
affrontate con adeguate risorse presenti sul posto, messe a disposizione dalla nave coinvolta e/o
dall’impresa/impianto industriale responsabile, al fine di portare a termine le operazioni di
confinamento, recupero, bonifica e smaltimento. La direzione delle operazioni è del Capo di
Compartimento Marittimo, sulla base, esclusivamente, del presente Piano.
Se il responsabile dell’inquinamento è di origine nota, il Capo del Compartimento, provvede alla
diffida di cui l’art. 12 L. 979/82 (comprensiva della diffida ad attivare il Shipboard Oil Pollution
Emergency Plan (SOPE PLAN) ex regola 26, Allegato I, MARPOL 73/78).
Seconda Situazione Operativa
Si ha in presenza di un inquinamento in mare che rappresenti seria minaccia per la costa,
anche di isole minori. In tale stadio rientrano inquinamenti di piccole o medie dimensioni, che
necessitano di assistenza e risorse aggiuntive locali, regionali, statali o internazionali, con la
direzione delle operazioni da parte del Capo del Compartimento sulla base del presente Piano e
del piano di coordinamento del Direttore Marittimo qualora designato al coordinamento. Sono
inclusi, in questo stadio, gli inquinamenti per i quali il Capo del Compartimento Marittimo dichiara
l’emergenza locale, e quelli che coinvolgono l’area di competenza di più di un Compartimento
Marittimo, fino a quando non intervenga la dichiarazione di emergenza nazionale. In seconda
situazione operativa oltre al presente Piano vengono in rilievo le disposizioni contenute nel Piano
Operativo di Pronto Intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti
accidentali da idrocarburi e da altre sostanze nocive
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Se il responsabile dell’inquinamento è di origine nota, il Capo del Compartimento, dopo
aver provveduto alla diffida di cui l’art. 12 L. 979/82 (comprensiva della diffida ad attivare il SOPE
PLAN ex regola 26, Allegato I, MARPOL 73/78), mette in atto le azioni pertinenti e le seguenti
misure in ogni caso (origine nota – origine ignota):
 informa le Autorità centrali e locali interessate;
 acquisisce e verifica ogni informazione utile ed indispensabile a conseguire un quadro, il
più completo possibile, della situazione;
 attiva il Centro Comando e Controllo, assumendone la direzione;
 assume, in base alle informazioni disponibili e alle conseguenti valutazioni, le decisioni
operative di risposta, ivi comprese quelle riguardanti lo smaltimento dei prodotti recuperati;
 informa l’Autorità Giudiziaria;
 impiega i mezzi navali CP dipendenti;
 designa il “Comandante in zona” - OSC;
 richiede l’intervento in concorso di eventuali mezzi navali e/o aerei degli altri Organi dello
Stato che abbiano localmente disponibilità;
 richiede al MRCC l’intervento e l’impiego degli aeromobili della Guardia Costiera,
concordando con la “Sezione Telerilevamento Ambientale Istituzionale” (S.T.A.I.) del III
Reparto Piani e Operazioni di Maricogecap, l’eventuale attività di monitoraggio;
 ordina l’impiego di unità e mezzi antinquinamento di cui può disporre direttamente (ditte
locali convenzionate) e quelli che vengono resi disponibili a titolo non oneroso (dall’
armatore, dall’ azienda petrolifera, ecc.);
 nel caso in cui la diffida di cui all’art. 12 L. 979/82 resti senza effetto, o non produca gli
effetti nel periodo di tempo assegnato, fa eseguire per conto dell’armatore o del proprietario
le misure ritenute necessari e, recuperando poi dagli stessi, le spese sostenute. Nei casi di
comprovata urgenza, le misure potranno essere assunte indipendentemente dalla
preventiva diffida a provvedere;
 in emergenza locale, quando la gravità della situazione e la seria minaccia per la pubblica
incolumità, ovvero per l’ambiente, richiedono l’urgente e non rinviabile adozione di misure a
titolo oneroso, per le quali non si riesca, per impossibilità oggettiva, a finalizzare la
procedura di cui al comma 3, art. 13 L. 979/82, ordina e dispone gli interventi più urgenti,
informando contestualmente il Ministero dell’Ambiente per la conseguente procedura di
riconoscimento del debito (Cassazione civile, sez. unite: sentenza 08455 del 20.8. 1995);
 richiede al Ministero dell’Ambiente - Centro Operativo Emergenze in Mare :
- l’autorizzazione ad utilizzare prodotti disperdenti, da scegliersi fra quelli ritenuti
utilizzabili dal predetto Ministero;
- l’autorizzazione di cui al comma 3 art. 13 L. 979/82;
- ulteriori risorse reperibili a titolo oneroso in ambito nazionale ed internazionale.
 chiede, se necessario, l’emanazione di AVURNAV al Comando Marittimo Nord Marina
Militare – La Spezia e di NOTAM ai competenti Organi aeronautici;
 chiede, ove lo ritenga opportuno, al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di
Porto l’invio in missione di Ufficiali del Corpo esperti in particolari discipline, del cui supporto
ritenga indispensabile avvalersi;
 tiene costantemente informati: il Ministero dell’Ambiente – Centro Operativo Emergenze in
Mare, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Centrale Operativa di Maricogecap,
la Prefettura e il Centro Operativo Periferico di giurisdizione, anche per l’eventualità che si
possa determinare una delle situazioni operative successive.
La seconda situazione operativa cessa quando:
- viene a cessare la situazione di emergenza che l’ha originata;
- la responsabilità del coordinamento operativo passa all’ Autorità Centrale
(Dipartimento della Protezione Civile), qualora sia stata dichiarata l’ emergenza
nazionale.
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Terza Situazione Operativa
Si ha in presenza di un gravissimo inquinamento marino che, per le sue dimensioni e/o
per il possibile coinvolgimento delle aree di alto valore intrinseco individuate dal “Piano Operativo
di Pronto Intervento per la difesa del mare e delle zone costiere dagli inquinamenti accidentali da
idrocarburi e da altre sostanze nocive” all’Appendice 1 – annesso BRAVO, determina la necessità
di richiedere la dichiarazione di emergenza nazionale al Dipartimento della Protezione Civile –
Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell’articolo 11, comma 4 della Legge 31 dicembre
1982, n. 979, con conseguente applicazione della Legge 24 febbraio 1992, n. 225 e ss.mm./s.m.i.
Tenuto conto del particolare valore paesaggistico, faunistico, ambientale, turistico e quindi
economico, rappresentato dalle suddette aree, tale tipo di inquinamento va necessariamente
considerato come il più grave dei tre livelli ipotizzati. Nell’ipotesi in cui si venga a configurare un
grave rischio di compromissione dell’integrità della vita, l’emergenza nazionale viene dichiarata
direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sentite le regioni interessate, ai sensi
dell’art. 3 della Legge 286/2002.
5.3 Compiti degli Uffici minori del Compartimento
I titolari degli Uffici minori del Compartimento in presenza di minaccia di inquinamento o
di inquinamento in atto nei rispettivi ambiti portuali ovvero in zone costiere limitrofe di cui
abbiano conoscenza, dovranno d’iniziativa adottare le misure ritenute più urgenti e possibili in
ordine ai mezzi a loro disposizione avendo cura di evitare, per quanto possibile, assunzione di
oneri a carico di privati.
Inoltre dovranno:
a) darne immediatamente notizia alla Capitaneria di Porto di Cagliari;
b) mantenersi in contatto con la Capitaneria di Porto di Cagliari per eseguire le
specifiche disposizioni operative nel quadro delle eventuali operazioni di
riduzione/bonifica/contenimento/abbattimento;
c) interessare, ove ne ricorrano le circostanze, il Sindaco e le Autorità locali del
Comune costiero nella cui giurisdizione ricadono i tratti di costa colpiti o minacciati
dall’inquinamento per interventi localmente sollecitati.
5.4 Procedure per la protezione dell’avifauna marina e delle altre specie sensibili.
Le conseguenze di eventuali sversamenti di idrocarburi riguardano principalmente
l'impregnamento del piumaggio che ne riduce le proprietà isolanti e provoca riduzione o perdita
della capacità di volare, nonché gravi intossicazioni degli animali che ingeriscono gli idrocarburi
nel tentativo di pulirsi.
La gravità delle conseguenze di eventuali sversamenti può variare secondo le specie e in
base al periodo ed è verosimilmente maggiore in periodo riproduttivo in quanto gli animali
frequentano maggiormente le aree costiere in cui nidificano.
Il rischio di contaminazione è maggiore per specie che si alimentano prevalentemente
sulla fascia costiera e in particolare nei pressi delle colonie (per es. Marangone dal ciuffo
meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii) ma può coinvolgere anche significativamente i
giovani appena involati di specie più mobili come gabbiani e sterne (principalmente Gabbiano
corso Larus audouinii, Gabbiano roseo Larus genei, Gabbiano reale Larus michahellis, Sterna
comune, Sterna hirundo e Fraticello Sternula albifrons. Anche i Procellariformi (Berta maggiore
Calonectris diomedea, Berta minore Puffinus yelkouan, Uccello delle tempeste Hydrobates
pelagicus), pur essendo essenzialmente pelagici, in periodo riproduttivo tendono a frequentare
maggiormente le aree costiere nei pressi delle colonie, risultando pertanto più esposti al rischio di
contaminazione.
Risulta pertanto opportuno, attuare le operazioni di bonifica con particolare sollecitudine
qualora un eventuale sversamento interessasse i tratti di mare prospicienti i siti riproduttivi
coloniali di questi uccelli.
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Le principali colonie, elencate di seguito, risultano in parte soggette a vincoli derivanti
dalla normativa comunitaria (Siti di Importanza Comunitaria istituiti ai sensi della Direttiva
92/43/CEE "Habitat" o Zone di Protezione Speciale designate ai sensi della Direttiva 79/409/CEE
"Uccelli") o nazionale (Aree Marine Protette) ed è pertanto opportuno un coordinamento con i
soggetti gestori (se esistenti) delle aree medesime.
1. Costa fra Capo di Monte Santu e Pedra Longa - Comune: Baunei
Istituti di tutela: SIC e ZPS ITB020014 "Golfo di Orosei".
Specie di uccelli marini nidificanti:
Berta maggiore Calonectris diomedea (nidificazione probabile)
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano corso Larus audouinii; Gabbiano reale Larus michahellis;
2. Isola dell'Ogliastra - Comune: Lotzorai
Istituti di tutela: nessuno.
Specie di uccelli marini nidificanti:
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano reale Larus michahellis.
3. Isola Serpentara - Comune: Villasimius
Istituti di tutela: SIC ITB040020 "Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Molentis";
ZPS ITB043026
"Isola Serpentara"; Area Marina Protetta "Capo Carbonara".
Specie di uccelli marini nidificanti:
Berta maggiore Calonectris diomedea (nidificazione probabile);
Berta minore Puffinus yelkouan (nidificazione probabile);
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano reale Larus michahellis.
4. Isola dei Cavoli - Comune: Villasimius
Istituti di tutela: SIC ITB040020 "Isola dei Cavoli, Serpentara e Punta Mulentis";
ZPS ITB043027
"Isola dei Cavoli"; Area Marina Protetta "Capo Carbonara".
Specie di uccelli marini nidificanti:
Berta maggiore Calonectris diomedea;
Berta minore Puffinus yelkouan;
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano corso Larus audouinii; Gabbiano reale Larus michahellis.
5. Stagni costieri del Golfo di Cagliari Stagno di Molentargius
Comuni: Cagliari, Quartu Sant'Elena, Selargius e Quartucciu
Istituti di tutela: SIC ITB040022 "Stagno di Molentargius e territori limitrofi";
ZPS ITB044002
"Stagno di Molentargius"; Parco Regionale Naturale
Stagno di Cagliari - Comuni: Cagliari, Assemini, Capoterra ed Elmas
Istituti di tutela: SIC ITB040023 "Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu,
Laguna di Santa Gilla" e ZPS ITB044003 "Stagno di Cagliari"
Laguna di Nora - Comune: Pula.
Istituti di tutela: nessuno.
Specie di uccelli marini nidificanti:
Gabbiano corso Larus audouinii; Gabbiano reale Larus michahellis.
Gabbiano roseo Larus genei; Stema comune Sterna hirundo;
Fraticello Sternula albifrons.
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N.B. Le popolazioni nidificanti di Gabbiano roseo e Gabbiano corso degli stagni costieri del Golfo
di Cagliari rivestono, per la loro consistenza numerica, primaria importanza nel quadro nazionale
Gran parte dei riproduttori si alimenta nel Golfo di Cagliari e pertanto eventuali incidenti petroliferi
in periodo riproduttivo potrebbero avere conseguenze particolarmente gravi sotto il profilo
conservazionistico.
6. Isola San Macario - Comune: Pula
Istituti di tutela: nessuno.
Specie di uccelli marini nidificanti:
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano reale Larus michahellis.
7. Isola Tuerredda - Comune: Teulada
Istituti di tutela: nessuno.
Specie di uccelli marini nidificanti:
Gabbiano corso Larus audouinii; Gabbiano reale Larus michahellis.
8. Isola Rossa - Comune: Teulada
Istituti di tutela: SIC ITB040024 "Isola Rossa e Capo Teulada".
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Specie di uccelli marini nidificanti:
Gabbiano corso Larus audouinii; Gabbiano reale Larus michahellis.
9. Isola la Vacca - Comune: Sant'Antioco
Istituti di tutela: SI C e ZPS ITB040081 "Isola della Vacca".
Specie di uccelli marini nidificanti:
Berta maggiore Calonectris diomedea;
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano corso Larus audouinii; Gabbiano reale Larus michahellis.
10. Isola del Toro - Comune: Sant'Antioco
Istituti di tutela: SIC e ZPS ITB040026 "Isola del Toro".
Specie di uccelli marini nidificanti:
Berta maggiore Calonectris diomedea;
Uccello delle tempeste Hydrobates pelagicus;
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano reale Larus michahellis.
11. Coste occidentali e settentrionali e isole satelliti
dell'Isola di San Pietro - Comune: Carloforte
Istituti di tutela: SIC ITB040027 "Isola di San Pietro"
e in parte ZPS ITB043035"Isola di San Pietro".
Specie di uccelli marini nidificanti:
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano corso Larus audouinii; Gabbiano reale Larus michahellis.
12. Isola dei Meli - Comune: Portoscuso
Istituti di tutela: nessuno.
Specie di uccelli marini nidificanti:
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano reale Larus michahellis.
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13. Scoglio Pan di Zucchero - Comune: Iglesias
Istituti di tutela: SIC ITB040029 "Costa di Nebida".
Specie di uccelli marini nidificanti:
Berta maggiore Calonectris diomedea;
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii;
Gabbiano reale Larus michahellis.
Di seguito, per ciascuna delle specie sopra elencate si riporta il valore conservazionistico
(espresso dall'inserimento nell'Allegato 1 della Direttiva 79/409/CEE "Uccelli selvatici") con
l'indicazione approssimativa dei rispettivi periodi riproduttivi e dei verosimili periodi di maggiore
vulnerabilità al rischio di contaminazione da idrocarburi.
Berta maggiore Calonectris diomedea
Allegato I della Dir. 79/409/CEE
insediamento colonie: febbraio-maggio; deposizione: seconda metà di maggio;
incubazione e allevamento: giugno-ottobre.
periodo di maggiore vulnerabilità: febbraio-maggio (fase di insediamento delle colonie, a causa
dell'abitudine di formare delle aggregazioni in mare in prossimità delle colonie).
Berta minore Pufflnus yelkouan
Allegato I, Dir. 79/409/CEE
insediamento colonie: febbraio-maggio; deposizione: marzo;
incubazione e allevamento: marzo-luglio.
periodo di maggiore vulnerabilità: gennaio-aprile
(fase di insediamento delle colonie, a causa dell'abitudine di formare delle aggregazioni in mare in
prossimità delle colonie).
Uccello delle tempeste Hydrobates pelagicus
Allegato I, Dir. 79/409/CEE
Periodo riproduttivo: aprile ottobre.
periodo di maggiore vulnerabilità: aprile-ottobre.
Marangone dal ciuffo meridionale Phalacrocorax aristotelis desmarestii
Allegato I, Dir. 79/409/CEE (taxon prioritario)
deposizione: circa dicembre-aprile;
incubazione e allevamento: dicembre-giugno.
periodo di maggiore vulnerabilità: la specie frequenta per tutto l'anno le aree di nidificazione,
anche se tende a concentrarvisi maggiormente in periodo riproduttivo. Verosimilmente la
maggiore vulnerabilità al rischio di contaminazione da idrocarburi si registra nel periodo di involo
dei giovani che tendono ad alimentarsi nelle acque prospicienti la colonia (febbraio-giugno).
Gabbiano roseo Larus genei
Allegato I, Dir. 79/409/CEE
insediamento colonie: aprile-maggio; deposizione: maggio;
incubazione e allevamento: maggio-luglio.
periodo di maggiore vulnerabilità: durante tutto il periodo riproduttivo.
Gabbiano corso Larus audouinii
Allegato I, Dir. 79/409/CEE (specie prioritaria)
insediamento colonie: marzo-aprile; deposizione: aprile-maggio;
incubazione e allevamento: maggio-luglio.
periodo di maggiore vulnerabilità: durante tutto il periodo riproduttivo, ma soprattutto nel periodo
di allevamento e involo dei giovani (giugno-luglio).
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Gabbiano reale Larus michahellis
insediamento colonie: marzo; deposizione: marzo-aprile;
incubazione e allevamento: aprile-giugno.
periodo di maggiore vulnerabilità: durante tutto il periodo riproduttivo, ma soprattutto nel periodo
di allevamento e involo dei giovani (maggio-giugno).
Sterna comune Sterna hirundo
Allegato I, Dir. 79/409/CEE
insediamento colonie: aprile-luglio; deposizione: maggio-luglio;
incubazione e allevamento: maggio-agosto.
periodo di maggiore vulnerabilità: durante tutto il periodo riproduttivo.
Fraticello Sternula albifrons
Allegato I, Dir. 79/409/CEE
insediamento colonie: maggio-luglio; deposizione: maggio-luglio;
incubazione e allevamento: maggio-agosto.
periodo di maggiore vulnerabilità: durante tutto il periodo riproduttivo.
Per quanto attiene il recupero di eventuali uccelli contaminati, questi devono essere recuperati e
sottoposti agli opportuni trattamenti di pulizia presso i più vicini centri di recupero della fauna
selvatica.
Risulta pertanto opportuno un coordinamento con i centri di recupero della fauna
selvatica autorizzati nelle diverse province dell'ambito territoriale di competenza del Piano di
pronto intervento al fine di programmare le modalità di recupero e trasferimento degli animali e di
predisporre i più adeguati protocolli di decontaminazione.
Per la decontaminazione e l'abbattimento dei contaminanti è opportuno rivolgersi al
Dipartimento di Igiene Pubblica dell'Università di Cagliari e alla Azienda Regionale ARPAS.
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CAPITOLO VI
COORDINAMENTO IN ZONA
6.1 Comandante sul posto (OSC)
Allo scopo di ottenere organicità, efficienza e rendimento nell’attività antinquinamento
delle unità e dei mezzi impiegati nelle operazioni in mare, è necessario che le relative attività siano
anche direttamente coordinate nella zona delle operazioni da un “Comandante sul posto”, il quale
viene designato dal Capo del Compartimento (Allegato n° 5) secondo i seguenti criteri:
 Comandante di unità navale/aeromobile delle Capitanerie di Porto operante in zona;
 Ufficiale/Sottufficiale del Corpo delle Capitanerie di Porto imbarcato, per l’esigenza, su
mezzo navale, anche privato, operante in zona.
6.2 Compiti del Comandante sul posto
L’O.S.C., responsabile del coordinamento in zona, deve svolgere i seguenti compiti,
qualora non ancora espletati dall’Autorità responsabile della direzione delle operazioni:
 assegnare ai mezzi e alle unità disponibili i compiti e le zone di lavoro, sulla base delle
direttive generali ricevute dall’Autorità responsabile;
 in esecuzione delle direttive dell’Autorità responsabile della direzione delle operazioni,
stabilire le priorità di intervento in zona, anche con riferimento alle aree più sensibili, ovvero
quelle che richiedono una difesa più accurata;
 designare le unità più idonee ad effettuare determinati compiti, e stabilirne
l’avvicendamento, la rotazione, la sostituzione;
 mantenere contatti continuativi con l’Autorità responsabile della direzione delle operazioni e
fare rapporti periodici sull’andamento degli interventi e sui cambiamenti di situazione.
L’O.S.C. può altresì proporre all’Autorità che dirige le operazioni di:
 cambiare le zone di intervento alla luce dell’evolvere delle situazioni;
 modificare la strategia;
 ridistribuire i compiti alle unità in zona, tenuto conto dei risultati ottenuti e di quelli che si
vogliono perseguire;
 utilizzare mezzi e tecniche particolari;
 richiedere ulteriori risorse, ovvero ridurre quelle in campo.
Scopo perseguibile dell’O.S.C. rimane quello di fornire un quadro della situazione basato
su informazioni attendibili, chiare, complete ed univocamente interpretabili, condizione
indispensabile questa alla corretta valutazione dell’evento ed alla successiva adozione di decisioni
commisurate all’evoluzione dell’intero fenomeno.
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CAPITOLO VII
MODALITÀ OPERATIVE
7.1 Segnalazione dell’inquinamento
Ricevuta la prima notizia riguardante un inquinamento, anche di origine ignota, ovvero un
sinistro che stia causando o sia suscettibile di causare sversamento di idrocarburi o, comunque,
immissione di sostanze nocive in mare, l’Autorità marittima locale, salvo che la fonte sia di per sé
garanzia di veridicità e completezza dell’informazione, è tenuta a disporre ogni misura tesa a:
 verificare l’attendibilità della segnalazione;
 acquisire ogni dato utile e necessario per formulare una valutazione, la più completa,
sull’ampiezza e la portata del fenomeno.
A tal fine utilizza i mezzi a propria disposizione per eseguire l’opportuna attività di
ricognizione per la quale, ove necessario, può essere richiesto alla C.O. di Maricogecap
l’intervento dei velivoli ad ala rotante e/o ad ala fissa in configurazione “monitoraggio”, o, in
concorso, di mezzi navali e aeromobili di altre Amministrazioni dello Stato disponibili in zona.
Un quadro della situazione basato su informazioni attendibili chiare e complete è
indispensabile per una corretta valutazione e per l’adozione delle conseguenti decisioni
commisurate all’importanza del fenomeno.
7.2 Attivazione del piano locale
Verificata la veridicità della notizia e acquisite attraverso la ricognizione le informazioni
necessarie, il Capo del Compartimento dispone dei dati che gli consentono di valutare se trattasi
di:
 falso allarme;
 situazione che merita di essere tenuta sotto osservazione ma per la quale non è necessario
prendere, al momento, ulteriori misure;
 situazione che richiede l’attivazione del piano locale di pronto intervento.
In ogni caso vanno informati, quanto meno, il Ministero dell’Ambiente – Centro Operativo
Emergenze in Mare e la Centrale Operativa di Maricogecap.
7.3 Centro Comando e Controllo
L’attivazione del piano locale di pronto intervento può comportare, a giudizio del Capo del
Compartimento, la costituzione, nel suo ufficio, del Centro Comando e Controllo (CCC) . Esso è
costituito da gruppi, definiti per le loro funzioni, che fanno capo e rispondono tutti al Capo del
Compartimento che resta, per legge, il solo ed unico responsabile della direzione delle operazioni.
Il ruolo del CCC è, quindi, quello di affiancare e supportare il Capo del Compartimento, aiutandolo
nell’attività di direzione e coordinamento degli interventi. Per la gestione di tali attività è
necessario:
 determinare la gravità della situazione in mare e lungo le coste;
 stabilire una strategia ed una scala di priorità degli interventi;
 decidere il tipo di risposta, tenendo anche conto degli interessi economici delle popolazioni
colpite e delle esigenze ambientali;
 ottenere la disponibilità di risorse, anche in termini di autorizzazioni alla spesa;
 stabilire in tempo una strategia per il trattamento e lo smaltimento degli olii raccolti e di ogni
altro residuo oleoso, o contaminato, da ricevere a terra e avviare a discarica;
 registrare ogni evento, valutazioni collegiali, ordini, decisioni, che successivamente,
potranno incidere su questioni di carattere assicurativo e amministrativo;
 mantenere un costante collegamento con la gerarchia e le Autorità di Governo.
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Il CCC è strutturato su due livelli.
Il primo, cuore del sistema, è articolato in:
 Comitato direttivo;
 Comitato tecnico;
 Comitato logistico.
Il secondo, di supporto, è suddiviso in:
 gruppo finanziario;
 gruppo amministrativo;
 gruppo ambientale;
 gruppo pubbliche relazioni;
 ufficiale di collegamento.
Comitato direttivo (compiti decisionali)
Si occupa di tutto quanto attiene:
 la strategia generale, la scala di priorità, il tipo di risposta;
 gli aspetti finanziari generali delle operazioni;
 il coordinamento con le analoghe strutture delle altre Amministrazioni/Organismi
coinvolti e i contatti con le Autorità di Governo, le Autorità locali, la gerarchia, la stampa,
i cittadini;
 l’emanazione dei “rapporti di situazione”, basati sulle notizie fornite dal “Comitato
tecnico”.
Comitato tecnico (compiti tecnici)
È responsabile di:
 studiare e suggerire i metodi e le tecniche più adatte da utilizzare per combattere
l’inquinamento, ivi compresi gli aspetti riguardanti il deposito temporaneo e lo
smaltimento dei prodotti inquinanti e dei residui oleosi/ contaminati recuperati;
 dislocare le risorse secondo le priorità indicate dal “Comitato direttivo”;
 aggiornare il “Comitato direttivo” sulla consistenza delle risorse;
 mantenere i contatti con le organizzazioni private sotto contratto e con le altre squadre
operative, assegnando i compiti in attuazione delle decisioni assunte dal Capo del
Compartimento, sentito il “Comitato direttivo”;
 aggiornare giornalmente il “Comitato direttivo” sulla situazione generale.
Comitato logistico (compiti esecutivi)
In stretto contatto con il “Comitato tecnico”, esso è innanzi tutto responsabile dell’attività di
reperimento delle risorse.
A questo proposito va sempre tenuto presente che, quando si tratti di risorse procurabili a
titolo oneroso, salvo casi caratterizzati da estrema gravità e urgenza ed oggettiva
impossibilità a finalizzare la procedura ex. art. 13, L. 31.12.82, n. 979, bisogna ottenere la
preventiva autorizzazione del Ministero dell’Ambiente – Centro Operativo Emergenze in
Mare, prima di impegnare fondi dell’Amministrazione


Inoltre il “Comitato logistico” si occupa di coordinare gli aspetti connessi con:
il trasporto e l’avvio delle risorse nelle zone e luoghi ove debbono operare;
la ridislocazione delle risorse, a seconda delle mutate esigenze.
Il “Comitato logistico” mantiene costantemente aggiornato il “Comitato tecnico” sulla
consistenza ed efficienza delle risorse in campo e disponibili.
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Gruppi di supporto
Essi costituiscono elemento indispensabile per il buon funzionamento del CCC.
a) Gruppo finanziario, in stretto contatto con il “Comitato direttivo” e il “Comitato logistico”:
 mantiene costantemente aggiornati e sotto controllo gli aspetti legati alle spese che
vengono impegnate a causa della gestione dell’emergenza;
 si occupa di predisporre la documentazione giustificativa (tecnica e contabile), che deve,
poi, essere utilizzata a supporto delle richieste di rimborso e/o compensazione assicurativa;
 fornisce al “Comitato direttivo” una situazione giornaliera delle spese.
b) Gruppo amministrativo, responsabile del supporto generale al CCC, provvede:
 al coordinamento generale di tutte le attività all’interno del CCC, e al lavoro di segreteria
(gestione del flusso di informazioni, registrazione, protocollo, corrispondenza, stesura dei
verbali di riunione);
 all’aggiornamento dei quadri situazione, mappe e cartografia;
 al vitto e generi di conforto per il personale del CCC;
 ai controlli di sicurezza.
c) Gruppo ambientale, in contatto con il “Comitato direttivo” e il “Comitato tecnico” si occupa:
 di fornire consigli, ove richiesti, su tutti gli aspetti ambientali riguardanti le zone colpite o
minacciate, comprese questioni legate all’uso delle varie opzioni di risposta possibili;
 di avanzare ipotesi sull’impatto ambientale, in dipendenza dell’evolversi dell’inquinamento;
 di curare i contatti con i gruppi ambientalisti e di difesa della natura accreditati, ove ve ne
siano.
d) Gruppo pubbliche relazioni, in stretto contatto con il “Comitato direttivo è responsabile:
 dei contatti con la stampa e gli altri organi di informazione;
 della preparazione e organizzazione delle conferenze stampa tenute dal Capo del
Compartimento (o Ufficiale da lui delegato) insieme con il “Comitato direttivo;
 della distribuzione all’interno e all’esterno del CCC dei comunicati stampa;
 dell’organizzazione delle riunioni quotidiane del CCC presiedute dal Capo del
Compartimento.
Per i contatti con le strutture decisionali/operative costituite presso le Autorità locali, il
“Comitato direttivo” può avvalersi di uno, o più, ufficiali di collegamento.
Composizione del Centro Comando e Controllo
A far parte dei vari Organismi del Centro di Comando e Controllo, il Capo del
Compartimento può chiamare anche personale esterno al Corpo delle Capitanerie di Porto. Ove lo
ritenga necessario il Capo del Compartimento marittimo può chiedere al Comando Generale delle
Capitanerie di Porto l’invio di personale del Corpo, particolarmente esperto e preparato in
particolari discipline (normativa nazionale e internazionale, aspetti tecnici legati agli inquinamenti,
aspetti giuridico-amministrativi e assicurativi, comunicazioni, sistemi informatici, problemi
ambientali, pubbliche relazioni, ecc.), in grado di fornirgli tutto l’aiuto ed il supporto indispensabile
per una migliore e più efficace gestione dell’emergenza.
Il Centro di Comando e Controllo si avvale ed utilizza le strutture e le sezioni della
Capitaneria di Porto presso cui è costituito.
La Sala Operativa opera al servizio del CCC.
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CAPITOLO VIII
MESSAGGISTICA
8.1 Ricezione dell’informazione
La maggior parte delle emergenze antinquinamento, nasce come conseguenza di sinistri
marittimi per i quali si richiede innanzi tutto un’attività S.A.R., che deve essere svolta nel rispetto
delle procedure fissate dal “Piano nazionale per la ricerca e il salvataggio in mare” edito dal
Comando Generale delle Capitanerie di Porto - IMRCC ed approvato dal Ministro delle
Infrastrutture e dei Trasporti . È quindi verosimile che, almeno nelle fasi iniziali, le comunicazioni si
basino sulle procedure e sulle reti/sistemi SAR, acquisendo, man mano che la funzione legata alla
ricerca e soccorso di persone, ovvero l’assistenza agli infortunati diminuisce, una più chiara e
precisa connotazione antinquinamento. La prima informazione è quindi probabile che giunga
all’organizzazione preposta alla ricerca e al salvataggio marittimo (MRCC – MRSC - UCG) che,
risultando prevalenti gli aspetti del soccorso alla vita umana rispetto a quelli della difesa del mare
e dell’ambiente, utilizzerà la messaggistica formattata prevista dal piano “SAR marittimo”
nazionale. Comunque, superato il primo impatto e avviata a consolidamento la fase S.A.R.,
l’aspetto antinquinamento acquisirà la sua giusta importanza e verrà trattato di conseguenza.
La prima notizia di inquinamento, qualora non vi sia coincidenza con attività di ricerca e
soccorso, può essere acquisita dall’Autorità marittima:
 su segnalazione di mezzi navali ed aerei della Guardia Costiera impegnati
nell’espletamento di attività di istituto;
 per ricezione delle comunicazioni previste dal 1° Protocollo alla Marpol 73/78 e dall’art.
12 della Legge .31.12.82 n. 979;
 su segnalazione del Nucleo Operativo Ecologico dell’Arma dei Carabinieri;
 su segnalazione di comandanti di aeromobili, unità mercantili, ecc. che siano stati
testimoni di un incidente in mare, ovvero abbiano avvistato un inquinamento, o tracce di
inquinamento, anche di origine ignota;
 da qualsiasi altra fonte.
8.2 Gestione delle informazioni
Ricevuta la notizia, l’Autorità marittima, qualora non ne abbia certezza, ovvero abbia
necessità di completarla con maggiori dati, dispone un’immediata ricognizione. Fin dalle prime fasi
(fase di allertamento) l’Autorità marittima locale informerà opportunamente il Ministero
dell’Ambiente e la propria organizzazione.
A questo scopo la messaggistica da impiegare è formattata, lasciando comunque alla
discrezionalità di chi la compila la possibilità di redigerla:
 in forma sintetica, per fornire nel più breve tempo possibile le informazioni essenziali
(POLWARN);
 in forma estesa, per fornire notizie riassuntive, più dettagliate e aggiornamenti della
situazione (POLINF).
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8.3 Tipi di messaggi
POLREP (Pollution Reporting) allegato 6, è un dei messaggi cosiddetti “incident” che sono stai
adottati da tutti gli Stati Europei che partecipano al SafeSeaNet, per la trasmissione attraverso il
SafeSeaNet stesso delle informazioni relative ad inquinamenti, allo scopo di:
 Dare pronta notizia di tutti quegli incidenti che stiano causando o che siano suscettibili
conseguente minaccia per le coste o gli interessi connessi di uno o più Paesi;
 Informare sulle azioni assunte e su quelle previste, tenuto conto dell’evolvere della
situazione;
 Richiedere assistenza.
8.4 Regole di fondamentale importanza
La condotta della messaggistica deve ispirarsi ai seguenti principi fondamentali:
Ogni Comando/Organo/Amministrazione partecipante ad un’operazione antinquinamento deve
adoperarsi affinché all’Autorità coordinatrice pervengano, con qualsiasi mezzo, tutte le
informazioni che le consentano di condurre in maniera proficua ed efficace il proprio compito di
coordinamento.
La compilazione della messaggistica relativa ad ogni fase di emergenza/situazione operativa,
NON DEVE MAI ESSERE CAUSA DI RITARDO E/O INTERFERENZA nella
conduzione/esecuzione delle iniziative/operazioni.
Tutte le comunicazioni devono essere:
CHIARE
CONCISE
PRECISE
PERTINENTI
PROPRIAMENTE INDIRIZZATE
8.5 Comunicazioni
I mezzi di comunicazione in dotazione alla Capitaneria di Porto di Cagliari
disponibili alle varie esigenze sono i seguenti:
a. Apparati radio in ascolto sulla banda marina VHF/FM sul canale 16.
b. Apparati radio in ascolto sulla banda VHF/AM sulle frequenze 121.500
Mhz.
c. Centralino Capitaneria di Porto n. 070/605171 e 07060517218 (FAX), n° 2 linee
dirette in S.O.: 070659225 e 070659210 per segnalazioni di emergenza e
soccorso, 070684084 (FAX)
d. n° 3 linee dedicate alle segnalazioni di emergenza/soccorso denominata
“NUMERO BLU” nazionale 1530.
e. Indirizzo Mail: [email protected];
[email protected];
[email protected];
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CAPITOLO IX
RAPPORTI CON GLI ORGANI DI INFORMAZIONE
I rapporti con gli organi di informazione rivestono primaria importanza. Essi possono
produrre effetti non limitati soltanto ai momenti della gestione della fase critica dell’emergenza, ma
avere riflessi sulle prevedibili successive discussioni, anche a livello politico e di governo (per
esempio: interrogazioni parlamentari), originate dai vari interessi in gioco. Intorno ai sinistri, alle
emergenze che ne derivano ed alle misure che vengono adottate per controllare e combatterne gli
effetti, sorge sempre un enorme e legittimo interesse che spinge gli organi di informazione, non
solo nazionali, ad esercitare una pressione continua e notevole su tutti gli organi interessati in
varia misura alla gestione dei problemi connessi con l’emergenza, al fine di acquisire, al più
presto, possibili notizie. Questa ricerca di notizie porta quasi sempre ad un sensibile incremento
delle comunicazioni telefoniche con conseguente possibile saturazione delle linee.
Nell’ottica, quindi, di assicurare un’informazione la più possibile rapida, obiettiva ed uniforme,
senza distrarre il personale o intralciare la primaria esigenza di assicurare l’efficienza delle
operazioni, è assolutamente indispensabile che le notizie siano:
 fornite direttamente dal Capo del Compartimento marittimo, o da un Ufficiale a tal fine
da questi espressamente designato in situazione di emergenza locale, ovvero dal Capo
della Centrale Operativa del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, in accordo
col Dipartimento della Protezione Civile in emergenza nazionale. Tutto ciò al fine di
diffondere notizie che abbiano caratteristica di univocità e di ufficialità;
 spogliate da enfasi e da toni drammatici e rispondenti a requisiti di chiarezza e realismo;
 di taglio professionale ma, al contempo, depurate di dati troppo tecnici e, come tali, di
difficile interpretazione per i non addetti ai lavori;
 un tipo di informazione molto tecnica, infatti, oltre ad essere difficilmente comprensibile,
si presta ad essere strumentalmente manipolata da chi fosse interessato a fornire poi al
pubblico notizie di parte;
 date con regolarità e cadenza fissa, possibilmente giornaliera;
 concise, accurate, complete e coerenti.
Inoltre, è necessario :
 evitare di azzardare valutazioni non supportate da fatti/dati;
 non mentire/cercare scuse/accusare altri;
 non utilizzare lo scudo del “NO COMMENT”, bensì spiegare perché non si è in grado di
rispondere.
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CAPITOLO X
DISPOSIZIONI TRANSITORIE
10.1
Inquinamenti in ambito portuale
Con la Circolare Serie ANT. 1 del 26.06.2008 – redatta congiuntamente dalla Direzione
Generale per la Protezione della Natura ed il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di
Porto – sono stati riassunti gli aspetti organizzativi e procedurali concernenti l’attività
antinquinamento, senza trascurare le necessarie azioni in riferimento agli impegni finanziari che
tale attività può potenzialmente produrre.
In base alla Legge 84/94 e al D.M. 14.11.1994 è possibile distinguere tra:
Servizio di antinquinamento: servizio di vigilanza e pronto intervento nei confronti delle navi che
movimentano sostanze inquinanti, riconducibile alle funzioni di polizia e sicurezza della
navigazione ed alla tutela ambientale del porto. Il servizio è affidato in concessione dall’Autorità
Marittima ai sensi dell’art. 60 del Reg. Cod. Nav.
Servizio disinquinamento: normale manutenzione degli specchi acquei portuali, con raccolta di
rifiuti stagnanti di qualsiasi natura e consistenza, ivi compresi i residui oleosi. L’esercizio
dell’attività è affidato in concessione dall’Autorità Portuale mediante gara pubblica (art. 6, comma
1, Legge 84/94).
Nei porti dove non è presente l’Autorità Portuale, sia il servizio antinquinamento che il
servizio disinquinamento sono affidati in concessione da parte dell’Autorità Marittima, secondo i
vigenti principi di legge .
La circolare ANT. 1 distingue i vari aspetti operativi, tra cui:
Inquinamento in porto sede di autorità portuale in cui sono presenti i servizi
antinquinamento e disinquinamento:
In particolare in caso di inquinamento portuale di ORIGINE NOTA, l’Autorità Marittima è
tenuta a:
- rivolgere ai soggetti di cui al comma 1 dell’art. 12 della Legge 979/82, immediata DIFFIDA
(allegato 7) a prendere tutte le necessarie misure intese sia a prevenire il pericolo di
inquinamento, sia ad evitare ulteriori danni e ad eliminare gli effetti già prodotti;
- nel caso in cui la Diffida sia disattesa, o nei casi d’urgenza, l’Autorità Marittima provvede
d’ufficio ex art. 12, 2° e 3° comma, dandone conoscenza all’Autorità Portuale. Le misure
necessarie sono eseguite per conto di chi ha determinato l’inquinamento o il pericolo di
inquinamento e si provvederà a recuperare dal medesimo stesso le spese sostenute.
Nel caso di inquinamento portuale di ORIGINE NON NOTA, l’Autorità Marittima deve
provvedere d’ufficio per ciò che attiene le misure operative, dandone conoscenza all’Autorità
Portuale. Le spese sostenute saranno, secondo le norme vigenti, a carico dell’Autorità Portuale.
Inquinamento in Porti sede di Autorità Marittima in cui sono presenti i servizi
antinquinamento e disinquinamento:
 Inquinamento di origine nota: si applicheranno le stesse procedure sopra delineate.
 Inquinamento di origine non nota: per le misure operative provvede, ovviamente,
l’Autorità Marittima, e le spese per l’intervento del servizio in concessione potranno essere
coperte:
- mediante accordi locali, ove esistenti;
- dalla stessa ditta concessionaria intervenuta, per clausola “vessatoria” disciplinata
nell’atto concessorio, ove contemplata;
- mediante le procedure di riconoscimento del debito a carico del Ministero dell’Ambiente
ex art. 13 e 14 Legge 979/82.
Inquinamento in
disinquinamento:
Porti
in
cui
non
sono
presenti
Pagina - 37 - di 91
i
servizi
antinquinamento
e

Inquinamento di origine nota: ferme restando le procedure di cui all’art. 12 Legge
979/82, due sono le ipotesi praticabili, e da concertare con l’Autorità Portuale se presente:
- richiedere ad un porto vicino l’intervento dei mezzi del servizio in concessione, previa
valutazione congiunta con l’Autorità Marittima nel cui porto sono dislocati i mezzi
utilmente impiegabili;
- richiedere l’intervento dei mezzi convenzionati Castalia, previa autorizzazione della
Direzione per la Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare, informando contestualmente la Centrale Operativa del Comando
Generale.
Le misure necessarie sono eseguite per conto di chi ha determinato l’inquinamento o il
pericolo d’inquinamento, e si provvederà a recuperare dallo stesso le spese sostenute.
 Inquinamento di origine non nota: laddove non sia presente l’Autorità Portuale – il
servizio potrà essere richiesto a:
- le unità del servizio Castalia, se presenti, previa AUTORIZZAZIONE (allegato n° 8)
della Direzione per la Protezione della Natura, informando contestualmente la
Centrale Operativa del Comando Generale.
- ad un porto vicino, nel caso non sia possibile utilizzare le unità Castalia e previa
valutazione congiunta con l’Autorità Marittima in cui sono dislocati i mezzi utilmente
impiegabili.
10.2
Inquinamenti non in ambito portuale
- Contratto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare –
Società Castalia:
In ottemperanza alle vigenti disposizioni di Legge (979/82, 344/97, 464/98), il Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha il compito di provvedere alla
predisposizione di un sistema di risposta a livello nazionale contro gli inquinamenti del mare da
sostanze nocive.
Alla predisposizione di tale sistema ha provveduto la Direzione Generale per la Protezione
della Natura mediante la stipula di apposito contratto di appalto di servizio con la Società
Consortile Castalia per il noleggio di mezzi navali e scorte da impiegare secondo le disposizioni
operative impartite dal Ministero.
Le unità navali previste dal contratto di cui sopra, svolgono i seguenti servizi:
- prevenzione mediante pattugliamento delle acque costiere, con particolare riguardo alle
aree marine protette istituite, alle aree di reperimento ed alle acque ad esse adiacenti
ed aree ad alto rischio per il transito di petroliere;
- intervento, in situazioni ordinarie e di emergenza, basate sulla tecnica della rimozione
meccanica e abbattimento fisico delle sostanze inquinanti, con previsione anche di
aggressione chimica (previa autorizzazione di volta in volta rilasciata dalla Direzione
Generale per la Protezione della Natura) e conferimento a discarica autorizzata di tutte
le miscele oleose raccolte in mare nel corso dell’attività di disinquinamento;
- pronto intervento per l’assistenza ed il salvataggio di mammiferi o rettili marini in
situazioni di difficoltà.
Resta, comunque, escluso il servizio di raccolta di materiali galleggianti e semisommersi,
comprese carcasse di cetacei ed altri animali, salvo espressa richiesta al riguardo della Direzione
Generale per la Protezione della Natura, nei confronti della quale deve essere preventivamente
rappresentata l’urgenza. Nel corso delle ordinarie attività di pattugliamento, le unità Castalia sono
tenute a segnalare immediatamente al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del
Mare – Direzione per la Protezione della Natura – Centro Emergenze in mare, e, via radio, alla più
vicina Autorità Marittima, ogni inquinamento riscontrato o anche la semplice minaccia di
inquinamento. Salvo situazioni di comprovata necessità, non potranno essere impiegati i mezzi
della Società Castalia per la ricerca di sostanze inquinanti alla deriva, dovendosi a tal fine
impiegare esclusivamente i mezzi navali/aerei del Corpo delle Capitanerie di Porto.
- Collaborazione nella lotta all’inquinamento marino - Convenzione Ministero
dell’Ambiente – Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto
Pagina - 38 - di 91
Il Ministero dell’Ambiente, al fine di accrescere l’efficacia degli interventi di preparazione e
lotta antinquinamento realizzati sulla base di pattugliamenti programmati della flotta
convenzionata, si avvale delle Capitanerie di Porto (art. 7 Legge n° 239/98).
Tale avvalimento ha portato alla stipula di apposita Convenzione tra il Dicastero in
questione e il Comando Generale delle Capitanerie di Porto, in base alla quale le unità Castalia, in
situazioni di emergenza antinquinamento, vengono gestite in piena autonomia e responsabilità da
parte del Capo del Compartimento Marittimo nella cui giurisdizione si verifica l’evento inquinante o
la minaccia di inquinamento.

-
Situazione standard. Comprende tutti gli eventi che:
sono risolvibili durante l’orario di lavoro giornaliero delle unità convenzionate nell’ambito
delle rotte programmate;
- possono essere affrontate con i mezzi di cui si dispone nell’ambito del Compartimento
Marittimo;
- non necessitano dell’impiego di equipaggiamenti e/o apparecchiature non
convenzionalmente previsti o, se previsti, comunque non comportanti perdita di materiali da
rimborsare.
In tutti questi casi, l’Ufficio Marittimo interessato dall’evento informa il Capo del
Compartimento Marittimo che, a sua volta, dispone l’eventuale impiego del mezzo della Castalia. Il
Compartimento marittimo informa, altresì, la Direzione per la Protezione della Natura e la Centrale
Operativa di Maricogecap.

-
Situazione non standard. Comprende tutti gli eventi che comportano:
necessità di impiegare unità fuori orario o al di fuori delle rotte programmate;
necessità di impiegare apparecchiature o equipaggiamenti non previsti contrattualmente
ovvero comportanti la perdita di materiale da rimborsare;
necessità di impiegare ulteriori unità dislocate in altro Compartimento Marittimo;
impiego di unità non convenzionata;
impiego di unità convenzionata in attività di antinquinamento o disinquinamento in ambito
portuale.
In tutti questi casi è SEMPRE NECESSARIO RICHIEDERE PREVENTIVA
AUTORIZZAZIONE al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione
per la Protezione della Natura – Centro Emergenze in mare, anche vie brevi in situazione di
particolare urgenza, che dovrà, comunque, essere sempre formalizzata mediante comunicazione
scritta (e-mail, p.e.c. o fax).

Vacanza rapporto contrattuale Ministero dell’Ambiente-Società Castalia
Nei casi di sospensione del rapporto contrattuale tra Ministero dell’Ambiente e la Società
Consortile Castalia, la Direzione Generale per la Protezione della Natura e del Mare con circolari a
parte impartisce delle prescrizioni che, sino alla stipula del nuovo contratto con la società Castalia,
dovranno essere assicurate nell’interesse del servizio in questione.
Si riportano qui di seguito gli elementi essenziali per la corretta gestione dell’intervento
antinquinamento:
-
in caso di inquinamento o di imminente pericolo di inquinamento l’Autorità Marittima nella
cui area di competenza si verifichi l’evento è tenuta a disporre tutte le misure necessarie
allo scopo di prevenire o eliminare o ridurre gli effetti inquinanti, adottando le procedure
previste dall’art. 11 Legge 979/82, e coinvolgendo la Direzione Generale - Divisione III Centro Operativo Emergenze in Mare per le funzioni ad essa attribuite ai sensi dell’art. 34
della stessa Legge e dell’art. 7 della Legge 16 luglio 1998, n. 239, nel caso di dichiarazioni
di emergenza locale e/o impiego di prodotti disperdenti;
Pagina - 39 - di 91
negli stessi casi, andrà rivolta ai soggetti autori dell’inquinamento, qualora noti,
IMMEDIATA DIFFIDA a prendere tutte le misure necessarie per prevenire l’inquinamento e
per eliminare gli effetti già prodotti, informandone la Direzione per la Protezione della
Natura e l’Autorità Giudiziaria;
- nel caso in cui la diffida resti senza effetto o non produca gli effetti sperati nel ristretto
periodo di tempo assegnato, anche in relazione alla situazione obiettiva e all’urgenza del
caso, le Autorità Marittime applicheranno, sotto la propria responsabilità, le procedure
previste dall’ art. 12, commi 2 e 3 Legge 979/82, adottando se del caso, idonee iniziative
atte a garantire che l’Amministrazione recuperi i costi dell’intervento effettuato; inoltre, sarà
necessario fornire tempestivamente esaurienti elementi informativi sull’evento atti a
consentire l’avvio delle connesse azioni di risarcimento danni, ivi compreso il danno
ambientale, ai sensi dell’art. 18 Legge 349/86;
- quando le origini e i responsabili dell’inquinamento risultino ignoti, laddove non sia possibile
intervenire con proprie risorse (mezzi, materiale e personale dipendente) le Capitanerie di
Porto – previa specifica autorizzazione rilasciata dalla Direzione Generale - Divisione III Centro Operativo Emergenze in Mare – provvederanno ad individuare localmente le
opportune risorse non dipendenti, ritenute idonee e necessarie, quale strumento residuale
di intervento. Pertanto, solo le spese preventivamente autorizzate anche per le vie brevi,
con il ricorso dei concreti presupposti di necessità e urgenza, saranno a carico della
suddetta Direzione Generale, che provvederà alla loro liquidazione.
A tale proposito, la documentazione da trasmettere ai fini del pagamento delle
spese presentate dalle ditte che hanno eseguito le operazioni di disinquinamento disposte
con provvedimento d’urgenza è la seguente:
- relazione circostanziata a firma del Comandante del Porto, da cui si evinca chiaramente
l’urgenza che ha determinato gli interventi disposti nonché l’inadeguatezza dei mezzi a
disposizione dell’amministrazione;
- fatture prodotte dalle ditte interessate, distinte per prestazione di servizi e forniture di
attrezzature tecniche e materiali, in cui dovrà risultare lo scorporo dell’aliquota I.V.A. e
l’apposizione della dichiarazione di esenzione di rito;
- dichiarazione, a corredo delle suddette fatture, rilasciata dal Comandante del Porto
attestante l’effettiva esecuzione dei servizi fatturati e la regolare fornitura dei materiali
impiegati;
- dichiarazione di congruità apposta a tergo delle suddette fatture, rilasciata dal Comandante
del Porto, inerente i prezzi fatturati, sia per i servizi che per i materiali forniti, sulla base
delle tariffe vigenti stabilite con Ordinanza o, in mancanza, rilasciata dalla locale Camera di
Commercio o dal R.I.Na. o altro Ente tecnico preposto;
- certificato d’iscrizione (in bollo) alla Camera di Commercio delle ditte interessate.
-
Le comunicazioni e le richieste di autorizzazioni devono essere rivolte a : Ministero
dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione Generale per la
Protezione della Natura e del Mare – Divisione III, contattando il personale responsabile ai
numeri: 06 57223465 - 66 - 67, fax: 06 57223472 - 06 57228390 nonché ai telefoni mobili
di servizio h/24 da utilizzare nel seguente ordine di priorità:
-
Geom. Leonardo Quintavalle
Geom. Roberto Cresca
Dott. Giuseppe Italiano
Mail: [email protected]
329/3810317
366/9615312
331/6220014
Pagina - 40 - di 91
-
Vigilanza ed attività di Polizia Giudiziaria
L’attività di vigilanza e verifica di eventuali situazioni di inquinamento è attività istituzionale
del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera che impiega, a tali fini, le proprie strutture
operative, sia in risposta a notizie e segnalazioni, che nell’ambito delle ordinarie attività d’istituto.
Tale attività è tesa prioritariamente ad individuare i responsabili, assicurare gli elementi che
suffragano l’azione penale, curando che le informazioni siano prontamente rese disponibili agli
organi istituzionali competenti. Tra queste operazioni, l’attività di campionamento è di particolare
importanza per definire compiutamente l’attività di polizia che si porrà in essere. Occorre
rammentare l’importanza che riveste l’esatta individuazione del Comandante dell’eventuale unità
inquinante, nonché dell’armatore e del proprietario che, ai sensi dell’art. 21 della Legge 979/82
sono tenuti in solido a rifondere allo Stato le spese sostenute per la bonifica operata. A questo
proposito, sarà importante assumere anche gli estremi dei certificati assicurativi della nave.
Nell’informare la Procura della Repubblica competente di un’ipotesi di reato di inquinamento
marino, si dovrà indicare quale parte offesa del reato il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio e del Mare – Direzione Generale Protezione della Natura e del Mare, avendo
quest’ultima facoltà, ai sensi dell’art. 22 della Legge 979/82, di costituirsi Parte Civile attraverso
l’Avvocatura dello Stato o adire tutte le sedi opportune per il risarcimento del danno.
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Piano Operativo di
Pronto Intervento Locale
Parte Seconda
Pagina - 42 - di 91
1) LUOGHI DI RIFUGIO
Secondo quanto previsto dall’art. 20 del D.Lgs. 19/08/2005 n. 196 Il Capo del
Compartimento Marittimo, nell’ambito della pianificazione operativa di pronto intervento locale
antinquinamento, di cui all’articolo 11 della legge 31 Dicembre 1982, n. 979, individua le
procedure per accogliere le navi in pericolo nelle acque di giurisdizione tenuto conto
prioritariamente dei vincoli ambientali e paesaggistici delle aree costiere ad alta valenza e
vocazione turistica, nonché delle caratteristiche e della tipologia della nave.
Nell’ambito del Compartimento Marittimo di Cagliari il Porto Canale di Cagliari ed il Porto
di Portovesme sono stati identificati (giusta riunioni tenutesi presso gli Uffici della Capitaneria di
Porto di Cagliari il 26/11/2009 e 28/01/2010) come Luoghi di Rifugio per tutte le “navi in
bisogno di assistenza”. In ragione della tipologia di emergenza, potrà essere valutata la
sussistenza delle condizioni indispensabili per tentare “ragionevolmente” di eseguire tutte
quelle operazioni - allibo del carico o del bunker, riparazione/riduzione del guasto occorso, ecc. che permettano di prevenire un danno maggiore all’unità ovvero un inquinamento causato dal
possibile deterioramento delle strutture proprie della nave.
Pertanto, il riconoscimento formale del Luogo di Rifugio, non comporta l’automatico
consenso all’accesso in porto ogni qual volta venga richiesto, ma che ogni decisione dovrà
sempre essere oggetto di un’attenta e puntuale valutazione ad hoc da parte dell’Unità di
Crisi opportunamente allertata e attivata dalla Capitaneria di Porto di Cagliari.
Unità di Crisi per l’attivazione del Luogo di Rifugio
L’unità di crisi è composta dai rappresentanti dei seguenti comandi/enti:










Capitaneria di Porto di Cagliari;
Ufficio Circondariale di Portoscuso;
Autorità Portuale di Cagliari (per il luogo di rifugio di Cagliari);
Amministrazione Provinciale di Cagliari (e/o Carbonia Iglesias);
Comune di Cagliari (e/o Portoscuso);
Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco;
Consulente Chimico del Porto di Cagliari;
Corporazione Piloti di Cagliari (e/o Portovesme);
Gruppo Ormeggiatori di Cagliari (e/o Portovesme);
Terminalisti interessati dall’evento;
L’Unità di Crisi si riunisce, anche in forma parziale, ogni volta che una nave in bisogno di
assistenza richieda di poter utilizzare un “luogo di rifugio” del Compartimento Marittimo di
Cagliari al fine di consentire un’analisi più articolata e completa della problematica in essere
(format per la convocazione dei rappresentanti in allegato 3).
Pagina - 43 - di 91

Il porto canale di Cagliari:
Caratteristiche di tipo ambientale e sociale
Il porto canale è situato a circa 4,5 Km dal centro della città di Cagliari ed è adiacente alla
S.S. 195 Sulcitana che collega il capoluogo anche con i comuni industriali di Assemini e
Sarroch. L'area è destinata allo sviluppo dei traffici di contenitori, rotabili, merce varia, e di
carichi alla rinfusa. Sullo specchio acqueo, costituito da un canale lungo circa 2900 m. e largo
circa 364 m e da un bacino di evoluzione interno del diametro di circa 700 m si affacciano tre
impianti portuali e precisamente:
1. CICT – Cagliari International Container Terminal
L'impianto portuale è ubicato nel Porto Canale di Cagliari sponda Nord ed è costituito da una
banchina lunga 1748 m, orientata per 135° e da un piazzale retrostante di 400.000 mq. che
contiene sino a 30.000 posizioni per lo stoccaggio dei contenitori. Il terminal è gestito dalla società
“CONTSHIP ITALIA GROUP”.
2. Terminal Feeder and Domestic Service (Gruppo Grendi)
Come rilevabile dall’allegata planimetria, l'impianto portuale in esame è situato nel Porto Canale di
Cagliari e comprende una banchina lunga 188 m orientata per SE, uno sporgente lungo 70 m e
profondo 35 sul quale le navi che operano al terminal appoggiano il portellone e da un piazzale
retrostante di 50.000 mq. circa. Il Terminal, precedentemente denominato “banchina pubblica” e
gestito dall’Autorità Portuale, è passato recentemente in gestione al gruppo Grendi che assicura
un servizio di collegamento di linea nazionale solo merci sulla tratta Cagliari – Marina di Carrara
(MS) e viceversa utilizzando due navi ro-ro noleggiate che effettuano quattro scali settimanali.
3. Banchina Rinfuse e Merci Varie
Come da planimetria, l'impianto portuale, coincide con l’estremità Nord occidentale del Porto
Canale, adiacente al bacino di evoluzione, ed è composto da due tratti di banchina lunghi circa
250 m ciascuno; il tratto più a Nord orientato per 315° e quello più a Sud per 270°. L’impianto
costituisce la prima parte di un’opera portuale della lunghezza di 550 m.I. Il Terminal, gestito
dall'Autorità Portuale di Cagliari è di recentissima costruzione.
L’accesso al Porto canale avviene, via terra, attraverso una rampa di collegamento alla S.S. 195,
percorsa la quale si può procedere attraverso il varco Doganale principale in direzione del terminal
CICT oppure in direzione Nord, verso la banchina Rinfuse e Merci Varie.
Il bacino portuale del porto canale ospita, immediatamente a SE del terminal Grendi, la darsena
militare ove sono ormeggiati i mezzi nautici della Guardia Costiera e delle Forze dell'ordine e dei
Piloti del porto.
All’estremità di SE del porto canale si trova la località denominata Giorgino ove sorge un
complesso edilizio ubicato sul vecchio tracciato stradale della SS. 195 al Km. 2,700 (ora Viale
Pula), sulla fascia costiera che delimita la laguna cagliaritana.
Pagina - 44 - di 91
Il Porto Canale di Cagliari – evidenziati le port facility CICT (rosso), Banchina Rinfuse e Merci
Varie (verde), Feeder and Domestic Service (celeste), il varco doganale principale (giallo) e la
darsena militare (blu)
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 Il porto di Portovesme
Caratteristiche fisiche:
Fondo marino: fangoso, sabbioso medio tenitore; Fondali: da 5 a 13 mt.;
Venti: meridionali; Traversia: maestrale; Ridosso: ponente, mezzogiorno.
Caratteristiche di tipo ambientale e sociale
Il porto di Portovesme, coordinate Lat. 39°11’50” N – 008°23’30” E, è situato in un’insenatura
naturale lungo la costa sud occidentale sarda a circa 2 miglia a sud - est di Capo Altano. Il porto è
contornato dall’abitato di Portoscuso (a nord-ovest), dagli insediamenti industriali (a nord e a
ovest) e dal bacino della discarica dei fanghi rossi dell’Euroallumina (sul lato sud est).
È un porto industriale e commerciale, a servizio delle industrie metallurgiche inserite nel
Consorzio Industriale Provinciale Carbonia-Iglesias. E’ sede della Centrale termoelettrica Enel
“Grazia Deledda”, che genera il 45% dell’energia elettrica prodotta in Sardegna. Nel porto è
presente anche un attracco destinato al collegamento con Carloforte nell’isola di San Pietro, con
un movimento annuo medio di circa 650.000 passeggeri, 200.000 autovetture e 20.000 mezzi
pesanti.
Il porto è protetto da un molo di Ponente e uno di Levante. Le rive sono quasi integralmente
banchinate e sono utilizzate per il carico e lo scarico delle merci solide alla rinfusa. Inoltre vi sono
due pontili: il Pontile Enel per lo sbarco di oli minerali di cui all’Annesso I Marpol e il pontile
Acidotto per l’imbarco di sostanze liquide nocive di cui all’Annesso II Marpol. Tutti gli accosti
operativi per l’imbarco e lo sbarco di merci sono assentiti in concessione alle imprese portuali di
cui all’art. 16 L. 84/94, ad eccezione della cd. Banchina commerciale, di uso pubblico e utilizzata
comunque da imprese autorizzate.
È vietato, di massima, l'ingresso alle unità da pesca e da diporto di qualsiasi tipologia e
dimensione, salvo causa di forza maggiore o necessità di bunkeraggio, previa autorizzazione
dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Portoscuso. Fanno eccezione le unità dirette e provenienti
dal rimessaggio nautico realizzato presso la cd. "Nuova Banchina Commerciale Est", alle quali è
consentito l'ingresso e l'uscita dal porto di Portovesme alle condizioni stabilite dal Regolamento
del Porto.
Per l’ingresso in porto occorre seguire un canale d’accesso scavato a 14 m circa, largo 200
m circa, segnalato da tre coppie di mede luminose che conducono dal fanale “Ghinghetta” fino
all’imboccatura del porto.
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2) IDROGRAFIA DEI PORTI DEL COMPARTIMENTO DI CAGLIARI
Lo scopo delle informazioni che seguono, con relativi annessi, è quello di proporre una serie
di strumenti utili per la gestione di eventi e/o emergenze che alzano il livello di allerta della Sala
operativa; rimane chiaro però, in questo contesto, il diretto riferimento alle procedure
antinquinamento, che già precedentemente trattate, necessitano ora di esplicitazioni più
tecniche.
A corredo del piano locale, le aerofotogrammetrie del porto di Cagliari e della costa
dell’intero Compartimento Marittimo.
2.1
Porto di Cagliari (porto Storico):
2.2
Porto di Cagliari (porto Canale)
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2.3
Terminal di Cagliari - Assemini
2.4
Porto di Sarroch
Pagina - 48 - di 91
3) Zone sensibili e/o di particolare pregio
Oltre alle zone S.I.C. e Z.P.S. nell’ambito del Compartimento Marittimo di Cagliari risulta
istituita con D.M. del 15.09.1998 (modificato dal D.M. del 03.08.1999), recentemente
aggiornato con D.M. 7 febbraio 2012 n°60, l’Area Marina Protetta di Capo Carbonara –
Villasimius.
Area Marina Protetta - Capo Carbonara (Villasimius)
3.1 Indicazione delle zone sensibili
Tutta la costa del Compartimento Marittimo di Cagliari risulta di altissimo valore turistico,
specialmente nelle zone di Villasimius, Costa Rei, S. Margherita di Pula.
Nell’ambito della giurisdizione si individuano le seguenti zone a rischio:
- Approdo petrolifero di Sarroch;
- Area e pontile industriale di Assemini;
- Stabilimenti e zona industriale Enel – Eurallumina di Portovesme.
3.2 Analisi complessiva del rischio
Sulla scorta dei dati storici, i più rilevanti casi di inquinamento che si sono verificati nell’ambito
del Compartimento Marittimo di Cagliari sono accaduti nell’ambito dello specchio acqueo antistante
la raffineria Saras di Sarroch, nonché nella zona prospiciente lo stabilimento Enel di Portovesme, in
particolare durante le fasi di carico/scarico delle navi ai pontili e soprattutto a causa di errori umani
nella manipolazione di valvole. In relazione al materiale sversato in mare si è sempre operato con
tecniche di confinamento e rimozione meccanica.
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4) Team di Esperti
Il Decreto Legislativo 19/08/2005 n. 196 e s.m.i. ha dato attuazione in Italia alla direttiva
2002/59/CE relativa all’istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e di informazione sul
traffico navale ed ha previsto (art. 19) che nel caso in cui si verifichi uno degli incidenti in mare
riportati all’art. 17 dello stesso decreto, l’Autorità Marittima competente debba adottare tutte le
misure appropriate per garantire la sicurezza delle persone e la protezione dell’ambiente marino e
costiero. In particolare, tra le misure che possono essere adottate in caso di minaccia per la
sicurezza della navigazione e per l’ambiente, è prevista quella di inviare a bordo della nave una
squadra di esperti per valutare il grado di rischio e per assistere il Comandante nel rimediare alla
situazione.
Il team di esperti, previsto dall’Allegato IV al Decreto Legislativo 196/2005 e dalla Direttiva
SAR 031 del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, è così composto:
Team di esperti in assetto minimo:
 Ufficiale del Corpo delle Capitanerie di porto, con abilitazione PSC o già abilitato PSC;
 Funzionario del RINA o di un altro Organismo riconosciuto
 Sig. SEGNI Pietro – Ufficio RINA di Cagliari
(335/8488457)
Titolare
 Sig. LAMPO Vincenzo – Ufficio RINA di Cagliari (335/7193740)
Riserva
Figure Professionali aggiuntive:
In relazione al tipo di emergenza da fronteggiare, la composizione del team potrà essere
integrata dalle sotto indicate figure professionali:

Pilota individuato dalla Corporazione competente ovvero, dove non istituita una
Corporazione, il pratico locale;

Esperto in materie ambientali individuato dall’Agenzia Regionale per la Protezione
dell’Ambiente;

Rappresentante qualificato del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco;

Chimico del Porto
 Dr. POMA Gianluca
 Dr. MAMELI Luca
(333/5780697)
(393/6557178 – 393/9936321)
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Titolare
Riserva
5) Dotazioni antinquinamento/disinquinamento disponibili nel Compartimento Marittimo di
Cagliari – Porto di Cagliari (Convenzione Castalia)
Scheda Tecnica Unità Navale per il Servizio Costiero
Dati identificativi
Nome
Nominativo Internazionale
Cellulare di Bordo
Ufficio Marittimo e Numero di Iscrizione
TSL
Immersione Massima
Potenza complessiva
Tabella di Armamento
Tecnici Trasportabili
Sistemi e Apparecchiature Richiesti dal Capitolato Tecnico
a)
Lunghezza fuori tutto ≥ 20 m
Abilitazione Navigazione
b)
Classificazione
Apparato VHF in banda aeronautica
c)
Sistema di comunicazione satellitare collegato ad un’antenna esterna
Proiettore per operazioni nelle ore notturne
Capacità rec-oil in casse strutturali
d)
Skimmer
Barriere pneumatiche costiere con zavorra incorporata
Sistema di Interconnessione universale per barriere costiere
Rullo motorizzato per barriere
e)
Sistema di ancoraggio barriere
ancorotti
costiere
corpi morti
gavitelli
f)
Panne oleo-assorbenti
g)
Spazio libero di coperta ≥ 50 mq
Sweeping arms rigidi o flessibili
h)
Skimmer per operare con 2° sweeping arm
i)
Separatore olio/acqua a gravità (se presente skimmer a stramazzo)
Sistema di raccolta idrocarburi galleggianti allo stato solido e/o
l)
semisolido
m)
Certificazioni per sistemi e apparecchiature
Tender autopropulso per recupero inquinanti, prodotti solidi e/o
semisolidi da essi derivati e per posizionare e tenere in configurazione
almeno 200m di barriere
n)
Mezzo di sollevamento di caratteristiche sufficienti per la messa a
mare e recupero in sicurezza del tender
Disperdente di tipo riconosciuto
Cassa strutturale per disperdente
O)
Impianto fisso per irrorazione disperdente
Idropulitrice
Impianto per pulizia scogliere
Esplosimetri portatili
Macchina fotografica digitale
p)
Kit portatile per analisi idrocarburi
Sacchi di plastica triplo strato
Teli di plastica m 4x5
Torce antideflagranti
Visore notturno (termocamera portatile)
q)
Apparecchiatura AIS
Età di costruzione o equivalente a seguito di lavori di ringiovamento
r)
(≤ 25 anni)
Indumento protettivo impermeabile ai gas Cat. 3 tipo 1° ET
rispondente alle norme EN 943-2.2002 e relativi accessori
s)
Autorespiratore a circuito aperto conforme alle norme EN 127,
certificato CE e ATEX e relativi accessori
Interfaccia per localizzazione mezzo
PUNTA IZZO
IYZL
339/6819783
AUGUSTA – 1882
65,80
T
2
m
324
kW
3
n°
3
n°
20,12
m
Nazionale Costiera
Rec-Oil
1
n°
1
n°
1
n°
80
mc
1
n°
Tipo: Lamor spazzole - Portata: 30 mc/h
200
m
Tipo: Mannesman PNA1
2
n°
Tipo: ASTM
1
n°
15
n°
15
n°
15
n°
120
m
50
mq
2
n°
Flessibili da m 6 su entrambi
1
n°
Tipo : Lamor spazzole - Portata: 12 mc/h
N.A.
n°
Tipo: Sacco a rete intelaiato
Disponibili
Descrizione: battello con motore da 80 hp
Portata max: 0,60 t Sbraccio : 3,65 m
l
l
n°
100
100
2
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
1
1
2
1
1
10
2
1
1
1
Tipo: Cleaning Eco 85
Composto da dosatore e n° 2 bracci laterali
provvisti di nebulizzatori
Portata: 35 mc/h – Pressione 6 bar
10
n°
n°
n°
1
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
2
1
1
1
1
1
2
Dotazioni aggiuntive (non Richieste dal Capitolato Tecnico)
Collegamento a scafo per le barriere
Impianto di gonfiaggio barriere
Attrezzatura portatile ausiliaria per eventuale gonfiaggio barriere in mare
Impianto per la pulizia barriere
Kit per riparazione barriere
Mezzo per movimentazione skimmer per 2° sweeping arm
Contenitori per idrocarburi semisolidi e/o solidi recuperati
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Lato Dr e Sn
Portata: 600 Mc/h
Tipo a zainetto
Tipo: ghiotta
Portata max: 0,2 t - Sbraccio 1,5 m

Società Battellieri
Nome
M/B NAITAN PRIMO
Ufficio Marittimo d'Iscrizione
Cagliari
Costruttore NAVAL TECNICA San Benedetto del Tronto
Larghezza F.O M 5,99
Immersione minima M 2,20
Velocità Nodi 11
Navigazione abilitata
Nazionale Costiera
Numero d'Iscrizione 3727
Materiale di Costruzione
Acciaio
Altezza al ponte coperta M 2,68
T.S.L. 75,11
Tabella armamento 2-3
Apparato Motore e Ausiliari Macchina
Motori Principali
IVECO
Potenza complessiva
AIFO 8281 M03
Kw 412
Apparecchiature di Navigazione
Giropilota 1
Bussola magnetica 1
Radar 1
Ecoscandaglio 1
Apparato radio VHF portatile 2
Telefono cellulare 1
Nominativo Internazionale
IXVM
Anno di Costruzione
1986/1999
Lunghezza F.T. M 20,54
Immersione massima M 2,80
T.S.N. 25,05
Eliche
2-3 pale fisse
GPS 2
Apparato radio VHF fisso 1
Attrezzature ed Impianti Generali
Tender n 1 - m.6 HP 40
Motopompa antincendio
3
n 1 - m /h 90
Rullo Motorizzato
n 1 - idraulico
Sistema Connessione panne a
scafo
2 lati dritta e sinistra
Tangoni per panne
2 lati dritta e sinistra
Mezzo di Sollevamento (Gru) n 1 - Portata max. t. 3,5
Monitor antincendio n3
Attrezzature ed Impianti Antinquinamento
Panne Costiere
m 100 LAMOR
Soffiante portatile n 1
Cisterne Rec-Oil Accumulo
3
n2-m 5
Cisterne Rec-Oil Sedimentazione
3
n 4 - m 14,40
Impianto nebulizzazione
disperdente
Nome
M/B NAITAN SECONDO
Ufficio Marittimo d'Iscrizione
Cagliari
Costruttore NAVAL TECNICA San Benedetto del Tronto
Larghezza F.O M 3,8
Immersione minima M 1,80
Velocità Nodi 11
Sistema connessione panne universale 3
3
Soffiante fissa n 1 - idraulica m /h 400
Skimmer
3
n 1 - Multiskimmer Lamor m /h 85
Riscaldamento cisterne rec-oil accumulo
serpentine acqua calda
Impianto movimentazione carico cisterne Rec-Oil
3
m /h 63,60 prevalenza m 9,10
n 2 - bracci amovibili collegati a motopompa
Navigazione abilitata
Nazionale Litoranea
Numero d'Iscrizione 3808
Nominativo Internazionale
INTN
Anno di Costruzione 1990
Lunghezza F.T. M 12,05
Materiale di Costruzione
Acciaio
Altezza al ponte coperta M 1,8
Immersione massima M 2,00
T.S.L. 12,64
T.S.N. 5,69
Tabella armamento 2
Apparato Motore e Ausiliari Macchina
Motori Principali
Potenza complessiva
Eliche
IVECO AIFO 8361 SM
Kw 128,7
1 a 4 pale
Apparecchiature di Navigazione
Giropilota 1
Bussola magnetica 1
GPS 1
Radar 1
Ecoscandaglio 1
Apparato radio VHF fisso 1
Apparato radio VHF portatile 2
Telefono cellulare 1
Pagina - 52 - di 91
Nome
M/B LIMPIA
Anno di Costruzione 2007
Lunghezza F.T 7,2 mt.
Immersione massima 0,85
1 Bussola magnetica
1 Telefono cellulare
1 Skimmer Stramazzo
Nome
M/B NETTUNO
Ufficio Marittimo d'Iscrizione
Cagliari
Costruttore Cantiere Navale
Bugari - Fano
Larghezza F.O. M 4,94
Immersione minima M 1,90
Velocità Nodi 11
Classificazione Speciale Portuale
Costruttore Ecoceane - Paimpol
(Francia
Larghezza F.O. 2,5 mt.
Velocità 6 nodi
Ufficio Marittimo d'Iscrizione
Cagliari
Materiale di Costruzione
Alluminio
Altezza al ponte coperta 1 mt.
Motori Principali
Fuoribordo
50 hp
Apparecchiature di Navigazione
1 Apparato radio VHF fisso
2 Apparato radio VHF portatile
1 Telecamera/Fotocamera sub
Attrezzature ed Impianti Antinquinamento
3
1 m 1,2 Cisterne Rec-Oil
Sistema a scafo per recupero
Accumulo
solidi galleggianti
Navigazione abilitata
Nazionale Litoranea
Numero d'Iscrizione 3913
Nominativo Internazionale IFBX
Anno di Costruzione 2000
Lunghezza F.T. M 16,58
Materiale di Costruzione
Acciaio
Altezza al ponte coperta M
Immersione massima M 2,20
1,98
T.S.L. 31,35
T.S.N. 10,33
Tabella armamento 2
navigazione litoranea
Apparato Motore e Ausiliari Macchina
2
Potenza complessiva Kw 486
Eliche 2 a 4 pale fisse
Motori Principali
IVECO AIFO 8210 SRM 36
Elica di Prua 1 trasversale
Gruppo Elettrogeno 1 kw 48
Tensione V 220/380
Apparecchiature di Navigazione
Giropilota 1
Bussola magnetica 1
GPS 1
Radar 1
Ecoscandaglio 1
Apparato radio VHF fisso 1
Apparato radio VHF portatile 2
Telefono cellulare 1
Attrezzature ed Impianti Generali
Mezzo di Sollevamento (Gru) 1
Portata max. t. 0,576
Attrezzature ed Impianti Antinquinamento
3
Rullo Motorizzato 1 idraulico
Soffiante fissa 1 m /h 200
Panne Costiere
m 200 VIKOMA HI SPRINT
1000
Soffiante portatile 1
Skimmer 2 VIKOMACisterne Rec-Oil Accumulo
3
KOMARA STAR OPEC-ROP
2 m 25
MOP
Riscaldamento cisterne rec-oil
Impianto movimentazione
Impianto nebulizzazione
accumulo
carico cisterne Rec-Oil
disperdente
serpentine acqua calda
Pompa idraulica
2 bracci pieghevoli a scafo
Nome
M/B NICHESSA
Numero d'Iscrizione 3714
Navigazione abilitata
Speciale Portuale
Anno di Costruzione 1983
Ufficio Marittimo d'Iscrizione
Cagliari
Costruttore
CANTIERE BUGARI - Fano
Larghezza F.O. M 3,29
Immersione minima M 0,70
Velocità 8 Nodi
Materiale di Costruzione Acciaio
Lunghezza F.T. M 9,01
Altezza al ponte coperta M 1,01
Immersione massima M 0,80
T.S.L. 7,3
T.S.N. 4,96
Tabella armamento 2
Apparato Motore e Ausiliari Macchina
Potenza complessiva Kw 48
Eliche 2
Motori Principali
2 IVECO AIFO 8035M
Apparecchiature di Navigazione
Bussola magnetica 1
Apparato radio VHF portatile 2 Telefono cellulare 1
Pagina - 53 - di 91
Nome
M/B PEGASO
Ufficio Marittimo d'Iscrizione
Cagliari
Costruttore ORSA MAGGIORE
- Porto Torres
Larghezza F.O. M 3,2
Immersione minima M 0,80
Velocità 26 nodi
Motori Principali
2 IVECO AIFO 8261 SRM
Giropilota 1
Radar 1
Apparato radio VHF portatile 2
Nome
M/B PROTEO
Ufficio Marittimo d'Iscrizione
Cagliari
Costruttore
NOVAMARINE 2 - Olbia
Larghezza F.O. M 3,09
Immersione minima M 0,40
Velocità 42 Nodi
Motori Principali
2 IVECO AIFO S30ENTM23
Bussola magnetica 1
Apparato radio VHF fisso 1
Nome
M/B ZEUS CA4017
Ufficio Marittimo d'Iscrizione
Cagliari
Costruttore
MOTOMAR CANTIERE DEL
MEDITERRANEO - Mondello
Larghezza F.O. M 3,16
Immersione minima M 0,70
Velocità 26 Nodi
Navigazione abilitata
Nazionale Litoranea
Numero d'Iscrizione 3899
Nominativo Internazionale IFFV
Anno di Costruzione 1999
Lunghezza F.T. M 9,98
Materiale di Costruzione
Vetroresina
Altezza al ponte coperta M
Immersione massima M 1,00
1,75
T.S.L. 13,66
T.S.N. 9,29
Tabella armamento 2
Apparato Motore e Ausiliari Macchina
Potenza complessiva Kw 302 Eliche 2
Apparecchiature di Navigazione
Bussola magnetica 1
GPS 1
Ecoscandaglio 1
Apparato radio VHF fisso 1
Telefono cellulare 1
Navigazione abilitata
Speciale entro 6 miglia
Numero d'Iscrizione 4009
Nominativo Internazionale IKWQ
2
Anno di Costruzione 1999
Materiale di Costruzione
Vetroresina
Altezza al ponte coperta M
0,80
T.S.L. 7,03
Lunghezza F.T. M 8,16
Immersione massima M 0,70
T.S.N. 4,78
Apparato Motore e Ausiliari Macchina
Potenza complessiva
Piedi poppieri mobili
Kw 170
2 Mercruiser
Apparecchiature di Navigazione
GPS 1
Ecoscandaglio 1
Apparato radio VHF portatile 2 Telefono cellulare 1
Navigazione abilitata
Nazionale Litoranea
Numero d'Iscrizione
4017
Materiale di Costruzione
Vetroresina
Nominativo Internazionale
IIOI 2
Anno di Costruzione
1980/2008
Lunghezza F.T. M 12,35
Altezza al ponte coperta M 1
Immersione massima M 0,80
T.S.L. M 9,48
T.S.N. M 6,45
Tabella armamento 2
Apparato Motore e Ausiliari Macchina
Motori Principali
2
Eliche 2
Potenza complessiva
IVECO AIFO N60 ENTM37
Kw 398,04
Apparecchiature di Navigazione
Giropilota 1
Bussola magnetica 1
GPS 1
Radar 1
Ecoscandaglio 1
Apparato radio VHF fisso 1
Apparato radio VHF portatile 2
Telefono cellulare 1
Pagina - 54 - di 91

PORTO DI ARBATAX (Convenzione Castalia)
Scheda Tecnica Unità Navale per il Servizio Costiero
Dati identificativi
ECOELBA
IFPF2
335/7469885
TRIESTE – 505
70,45
T
2,3
m
3
n°
2
n°
Nome
Nominativo Internazionale
Cellulare di Bordo
Ufficio Marittimo e Numero di Iscrizione
TSL
Immersione Massima
Tabella di Armamento
Tecnici Trasportabili
Sistemi e Apparecchiature Richiesti dal Capitolato Tecnico
1)
Lunghezza fuori tutto ≥ 20 m
a)
Abilitazione Navigazione
Classificazione
b)
Apparato VHF in banda aeronautica
c)
Spazio libero di coperta
d)
Sweeping arma rigidi o flessibili
Skimmer per operare con due Sweeping arms
e)
Separatore olio/acqua a gravità (se presente skimmer a stramazzo)
Barriere pneumatiche costiere con sistema di gonfiaggio rapido a zavorra
incorporato
f)
Sistema di Interconnessione universale per barriere
Rullo motorizzato per barriere
g)
Panne oleoassorbenti
h)
Capacità rec-oil in casse strutturali
Skimmer
Disperdente
i)
Cassa strutturata per disperdente
Impianto fisso per erogare disperdente
l)
Mezzi per la raccolta di idrocarburi galleggianti allo stato semisolido e/o
solido
k)
Attestazioni di idoneità per sistemi e apparecchiature
Tender autopropulso per recupero inquinanti, prodotti solidi e/o semisolidi
da essi derivati e per posizionare e tenere in configurazione almeno 200m
l)
di barriere
Mezzo di sollevamento di caratteristiche sufficienti per la messa a mare e
l’alaggio del tender
Idropulitrice
Impianto Irrorazione acque a pressione per pulizia scogliere
Esplosimetri portatili
m)
Macchina fotografica digitale
Laboratorio portatile per analisi Idrocarburi (tipo kit fina)
Sacchi di plastica triplo strato
Teli di plastica m 4x5
Torce antideflagranti
Interfaccia per localizzazione mezzo
Ulteriori Dotazioni non Richieste dal Capitolato Tecnico
Collegamento a scafo per le barriere
Sistema di ancoraggio barriere
ancorotti
corpi morti
gavitelli
Impianto di gonfiaggio barriere
Apparecchiature portatile per gonfiaggio barriere in mare
Impianto per pulizia barriere
Kit per riparazione barriere
Mezzo per movimentazione skimmer con 2 sweeping arm
Contenitori per idrocarburi solidi e semisolidi recuperati
20
m
Nazionale Costiera
Rec-Oil
1
n°
50
mq
2
n°
Flessibili da m 7 cad. su entrambi
1
n°
Tipo e portata: disc-oil 10 mc/h
N.A.
n°
200
m
Tipo: PNA1 Mannesman o Tacconi
n°
n°
m
mc
n°
l
l
n°
2
1
100
80
1
100
100
1
Tipo: ASTM
Tipo: 3 M
Tipo e portata: disc-oil da 30 mc/h
Tipo: ECO 83
Composto da dosatore e n° 2 bracci laterali
provvisti di nebulizzatori
Tipo: recupero meccanico
Disponibili
Descrizione: battello con motore da 80 hp
Portata max: l 1,5 sbraccio m 4
1
n°
Tipo: idropulitrice
2
n°
1
n°
1
n°
10
n°
2
n°
1
n°
1
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
n°
Pagina - 55 - di 91
2
15
15
15
1
1
1
1
Lato Dr e Sn
Un sistema di ancoraggio ogni 20 m
mc/h 400
Tipo a zainetto
Tipo: ghiotta
Portata max: l -- sbraccio m
2

PORTO DI SANT’ANTIOCO e PORTO PORTOSCUSO
La Società “Seaport S.r.l. Unipersonale” con sede legale in Cagliari V. Armando Diaz n° 86, è la
ditta concessionaria al servizio antinquinamento per i suddetti porti e fornisce i mezzi
navali/terrestri:
Scheda Tecnica Unità Navale per il Servizio Costiero – Dislocato a S.Antioco
Dati identificativi
M/B ECOPANNE
02CA1038
Costiera per il servizio di antinquinamento
1,70
T
6,04
m
1,94
m
0,61
m
N° 01 elica giri/min. 950
16.910
1980
Nome
Ufficio Marittimo e Numero di Iscrizione
Abilitazione Navigazione
TSL
Lunghezza
Larghezza
Altezza
Apparato propulsivo
Potenza Totale
Anno di costruzione
Dotazioni di bordo
N° 01 estintore (1 Polvere e 1 a CO2)
Mezzo antincendio
Scheda Tecnica Unità Navale per il Servizio Costiero – Dislocato a S.Antioco
Dati identificativi
M/B PELIKAN SPAZZAMARE
02CA1034
Costiera per il servizio di antinquinamento
8,94
T
10,80
m
2,48
M
1,50
M
N° 01 elica
94 Kw
1985
Nome
Ufficio Marittimo e Numero di Iscrizione
Abilitazione Navigazione
TSL
Lunghezza
Larghezza
Altezza
Apparato propulsivo
Potenza Totale
Anno di costruzione
Dotazioni di bordo
N° 03 estintori (1 Polvere e 2 a CO2)
Mezzo antincendio
Rock Cleaner per il recupero deli oli e prodotti chimici depositati su banchina e
scogliera
Cassa disperdente
Skimmer “minimax 10”
Sistema di recupero oli in mare da 10.000 Lt/h
Impianto separatore di idrocarburi
Rullo per il trasporto Mt. 100 di panne
Pompa di travaso per riempimento contenitori
Scheda Tecnica Unità Navale per il Servizio Costiero – Dislocato a Portovesme
Dati identificativi
M/B ECOPANNE II
02CA1147
Costiera per il servizio di antinquinamento
2,15
T
5,66
m
1,90
M
0,80
M
N° 01 elica
27.20 Kw
2007
Nome
Ufficio Marittimo e Numero di Iscrizione
Abilitazione Navigazione
TSL
Lunghezza
Larghezza
Altezza
Apparato propulsivo
Potenza Totale
Anno di costruzione
Dotazioni di bordo
Mezzo antincendio
N° 01 estintore
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
PORTO DI SANT’ANTIOCO e PORTO PORTOSCUSO
La Società “Seaport S.r.l. Unipersonale” con sede legale in Cagliari V. Armando Diaz n° 86, è la
ditta concessionaria al servizio antinquinamento per i suddetti porti e fornisce le attrezzatture di
seguito meglio descritte:

Metri 700 di panne galleggianti ;

Metri 112 di panne oleoassorbenti da 200mm mod. mannesmann mb810;

n.1 telo fisso antinquinamento metri 170;

n. 66 sacchi ecoperl 33 banchina Enel Portovesme;

n. 52 sacchi da kg. 9 prodotto granulare oleoassorbente mod. ecoperl 66;

n. 50 sacchi da 9 kg. prodotto granulare oleoassorbente mod. dr(a)izit;

n.100 fogli assorbenti mod. mrf200;

disperdente ap2 antipetrol solvente n.10 fusti da lt.25;

disperdente Bioversal hc solvente n.10 fusti da lt.20;

n.2 contenitori di resina galleggianti per olii e idrocarburi della capacità di mc.2,5;

esplosimetro nsa Italiana s.p.a.;

skimmer “Lamor Minimax 12” sistema di recupero olii in mare; power pack lpp6ha/c75 da 31.800 lt/h;

autocarro Ford Transit 350l targato DV462BA adibito al trasporto delle attrezzature e degli operai;
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Piano Operativo di
Pronto Intervento Locale
Parte Terza
Pagina - 58 - di 91
Allegato n° 1
Dislocazione Mezzi Castalia
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Allegato n° 2
Oiled Shoreline Assessment (Part 1)
1.GENERAL INFORMATION
Incident:
Segment ID:
Survey time (local)
From
To
Sun / Cloud / Fog / Rain / Windy
Date
(dd/mm/yy)
2.SURVEY TEAM
Organization
3.SEGMENT
Start
LAT:
GPS:
End GPS: LAT:
Telephone number
Total length:
Length surveyed:
LONG:
LONG:
4.SHORELINE TYPE
√ √ = primary (only) √
Bedrock cliff
Bedrock slope/platform
Man-made solid
Man-made permeable
Salt marsh
Other (describe):
Other features:
Estuary / river outlet
Amenity area
Historical artifact/structure
Pools
= secondary
Circle the boxes of soiled shoreline types and other features
Mud sediments
Sand sediments
Mixed sediments
Pebble-cobble-shingle
Boulder
Wave exposure (circle one):
Very exposed / exposed / partially sheltered / very sheltered
Dead seagrass (Posidonia) deposits
Deep crack or crevices
5.OPERATIONAL FEATURES
Debris? Yes/No Oiled? Yes/No Amount: _________ bags/trucks
Direct backshore access? Yes/No
Along from next segment? Yes/No
Backshore diff? Yes/No Ht.____________m.
Ongoing clean-up activity? Yes/No
Access restrictions
Suitable lay-down area? Yes/No
6.SURFACE OILING
Zone
ID
TICK HERE IF NONE OBSERVED:
Position
L
M
U
Oil Cover
S
Length
Width
Oil Thickness
Distr.
PO
CV
CT
ST
Oil Character
FL
FR
MS
TB
PT
SR
AP
L, M, U & S = Lower, Middle, Upper & Supra Tidal
PO= Pooled Oil, Cv= Cover, CT= Coat, ST= Stain, FL= Film
FR= Fresh, MS= Mousse, TB= Tar Balls, PT= Tar Patties, SR= Surface residue, AP= Asphalt Pavement
7.SUB – SURFACE OILING
Pit
ID
L
Position
M
U
S
TICK HERE IF NO INVESTIGATION:
Pit depth
(cm)
Oiled zone
(cm – cm)
Sub-surface Oil Character
Oil filled
pores
Partial
filled pores
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Oil
residue
Oil film
Trace
Water
table
(cm)
Oiled Shoreline Assessment (Part 2)
8. GENERAL COMMENTS:
Use the space above as needed to provide comments about the site not covered by part 1 of the
Form. If no further comments rite ‘NONE’. Comments may address:

Actual or potential resource sensitivities observed or known to be present; including
ecological, recreational, cultural, commercial or any other socio-economic interests;

Any notable, wildlife observations, particularly any casualties;

Estimates of volumes of oil within the segment, based on dimensions of stranded oil
observed and recorded;

Storms surges which may have deposited oil above the normal water mark;

Any recommendations on cleanup or other treatment – these could include a description of
the recommended technique, suggested scale of operation required and any practical
constraints;

Add recommendations on appropriate end points for terminating the cleanup.
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Assessment Form – Per Linea di costa interessata da inquinamento oleoso (Part 1)
Data
(dd/mm/yy)
1. INFORMAZIONI GENERALI
Incidente:
Numero ID:
2.GRUPPO ISPETTIVO
Organizazione
3.SEGMENTO COSTIERO
Inizio GPS:
LAT:
Fine GPS:
LAT:
Lungh. totale:
Ora del sopralluogo (locale)
Dalle
Alle
Sole/Nuvole/ Nebbia/ Pioggia/ Vento
N. telefono / cellulare
Lungh. ispezionata:
LONG:
LONG:
√ √ = primaria (solo una) √
= secondaria
Crociare I box relative alle linee di costa contaminate
Scogliera
Sedimenti fangosi
Spiaggia
Sedimenti sabbiosi
Mufatti permeabili
Ciottoli
Maufatti impermeabili
Sedimenti misti
Saltuariamente approvvigionata dal mare
Costa di SIC, AMP o ZPS
Altro (descrivere):
Esposizione alle onde (cerchiare una scelta):
Molto esposta / esposta / parzialmente riparata / riparata
Altri aspetti:
Estuario / foce di rio
Strutture / artefatti storici
Deposito di Posidonia
Area ricreativa
Piscine
Imp. Piscivoltura / miticoltura
4.Tipologia della linea di costa
5.ASPETTI OPERATIVI
Detriti? SI / NO - Olii? SI/NO Containers _________ pezzi
Accesso diretto via terra alla zona? SÌ / NO
Vicino al prossimo accesso? SÌ / NO Distanza m.
Scogliera a picco sul mare? SÌ / NO Altezza __ m.
Attività di bonifica in atto? SÌ / NO
Restrizioni di accesso?
6.SUPERFICIE INQUINATA DA OLIO
Zona
ID
Posizione
B
M
S
SPUNTARE BOX A FIANCO SE NEGATIVO
Copertura Olio
SP
Lungh.
Largh.
Distr.
Spessore Olio
VA
Co
RI
BL
Caratteristiche Olio
FL
FR
MS
CP
CL
RS
PA
B, M, S e SP = Bassa, Media, Superiore e Sopra tidale VA=Vasca d’Olio, CO= Copertura, RI= Rivestimento, Bl=
Blocco, FL= Film, FR= Fresco, MS= Mousse, CP= Catrame in palline, CL = Catrame in lembi, RS= residui superficiali,
PA= Pavimento di asfalto
SPUNTARE BOX A FIANCO SE NON
7.SUPERFICIE SOTTO L’OLIO
INVESTIGATA
Scavo
Area
Posizione
Profondità
Zona
Caratteristiche olio sotto superficie
ID
Acqua
Tracce
Pori Chiusi Pori Aperti
Residui
Film
(cm)
oleosa
B
M S SP
(cm)
oleosi
(cm – cm)
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8. COMMENTI GENERALI:
Utilizzare lo spazio sovrastante, se necessario, per implementare la spiegazione del sito non investigato dai
punti precedenti, se non necessario scrivere “N.N.”. I commenti possono essere riferiti a:

Attuali o potenziali risorse sensibili osservate o di cui se ne abbia conoscenza, inclusi gli interessi
ecologici, ricreazionali, culturali, commerciali e di ogni altro di tipo in ambito socio-economico;

Qualsiasi osservazione atipica degna di nota, in particolare ogni supponibile casualità;

Stime di volume d’olio all’interno dell’area costiera, basate sulle dimensioni delle chiazze/brandelli
d’olio spiaggiato osservato e raccolto;

Temporali o particolari condimeteo (pregresse ed in atto) che possano avere depositato olio e detriti
contaminate al disopra della linea di battigia;

Qualsiasi raccomandazione per la bonifica ed il trattamento = questa può includere una descrizione
della Tecnica raccomandata, della scala richiesta dall’operazione e di qualsivoglia altra limitazione.
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Allegato n° 3
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
CAPITANERIA DI PORTO
CAGLIARI
GDO (DTG):
O ______________
PROT. N° 02.01.04/ ______ / _______
DA (FROM):
COMPAMARE CAGLIARI
A (TO):
OGGETTO (SUBJ):
CONVOCAZIONE DEL L.P.C.C.
TESTO (TEXT):
SI COMUNICA CHE IN SEGUITO AVVENUTO SVERSAMENTO IN
LOCALITÀ
__________È
STATO
ISTITUITO
IL CENTRO
COMANDO
E
CONTROLLO LOCALE ANTINQUINAMENTO PRESSO QUESTA CAPITANERIA
DI PORTO IN VIA DEI CALAFATI. CODESTI ENTI/SOCIETÀ SONO INVITATI A
PARTECIPARE INVIANDO LORO QUALIFICATO RAPPRESENTANTE ENTRO LE
ORE ________ .
IL COMANDANTE
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Allegato n° 4
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
CAPITANERIA DI PORTO
CAGLIARI
GDO (DTG):
O ______________
PROT. N° 02.01.04/ ______ / _______
DA (FROM):
COMPAMARE CAGLIARI
A (TO):
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
DIREZIONE GENERALE PER LA PROTEZIONE DELLA NATURA E DEL MARE –
Divisione III – Difesa del mare
[email protected]
[email protected]
[email protected]
MARICOGECAP C.O.
[email protected]
UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO CAGLIARI
[email protected]
[email protected]
PERCO (INFO): PCM – DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE – Servizio C.O.E.MM.
[email protected])
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE –
Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto – Ufficio II°
[email protected]
PROCURA DELLA REPUBBLICA C/O TRIBUNALE DI CAGLIARI
[email protected]
MARISUPLOG CAGLIARI
[email protected]
DIREZIONE MARITTIMA CAGLIARI
SEDE
AUTORITÀ PORTUALE CAGLIARI
[email protected]
COMUNE _______________
(interessato)
(COMPONENTI DISCREZIONALI)
COMANDI LIMITROFI
COMANDI DIPENDENTI
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO
AUTORITÀ PORTUALE
ENTE GESTORE AREA MARINA PROTETTA
OGGETTO (SUBJ): DICHIARAZIONE DI EMERGENZA LOCALE – ART. 11 LEGGE 979/82
TESTO (TEXT):
Si trasmette, in allegato, la dichiarazione di emergenza locale ai sensi dell’articolo 11
della Legge 979/1982 e s.m.i.
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Allegato n° 4
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
CAPITANERIA DI PORTO – GUARDIA COSTIERA
CAGLIARI
Il Capo del Compartimento Marittimo e Comandante del Porto di Cagliari;
VISTI:
gli artt.11 e 12 della Legge 31/12/1982, n°979 - Disposizioni per la
difesa del mare;
PRESO ATTO: ____________________________________
(menzionare il tipo di evento e della valutata situazione di emergenza);
DECRETA
lo stato di “EMERGENZA LOCALE” in zona _________________________ a
decorrere dal _______ e dispone affinché siano adottati tutti i provvedimenti idonei
e necessari, per fronteggiare l’inquinamento in atto (o il pericolo di inquinamento)
con piena applicazione di quanto prevede il “Piano operativo di pronto intervento
locale antinquinamento” del Compartimento Marittimo di Cagliari
Cagliari, lì __________________.-
IL COMANDANTE
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Allegato n° 5
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
CAPITANERIA DI PORTO
CAGLIARI
GDO (DTG):
O ______________
DA (FROM):
COMPAMARE CAGLIARI
PROT. N° 02.01.04/ ______ / _______
A (TO):
PERCO (INFO): MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE DIREZIONE GENERALE PER LA PROTEZIONE DELLA NATURA E DEL MARE –
Divisione III – Difesa del mare
[email protected]
[email protected]
[email protected]
PCM – DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE – Servizio C.O.E.MM.
[email protected])
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE –
Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto – Ufficio II°
[email protected]
OGGETTO (SUBJ):
DESIGNAZIONE COMANDANTE IN ZONA.
RIFERIMENTO (REF): PIANO OPERATIVO DI PRONTO INTERVENTO LOCALE CONTRO GLI
INQUINAMENTI MARINI DA IDROCARBURI E ALTRE SOSTANZE NOCIVE.
TESTO (TEXT):
AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEL PUNTO 6.2 DEL PIANO IN
RIFERIMENTO, LA S.V. È DESIGNATA QUALE COMANDANTE IN ZONA
NELL’AREA DELLE OPERAZIONI DI DISINQUINAMENTO CENTRATA SUL
PUNTO LAT.--------- N – LONG. ---------E.
SI RIMANE IN ATTESA DELLA CONFERMA DI ASSUNZIONE
DELL’INCARICO.
VISTO:
IL COMANDANTE
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Allegato n° 6

Il POLREP è diviso in tre parti:
1. La prima parte o POLWARN (Pollution Warning), numerata da 1 a 5, ha lo scopo di fornire una
prima informazione, ovvero dare l’allarme riguardo l’inquinamento in atto o la sua minaccia;
2. La seconda parte o POLINF (Pollution Information), numerata da 40 a 60, è finalizzata a dare
ogni notizia utile riguardante l’inquinamento e può anche essere utilizzata, nelle fasi successive,
come SITREP (Situation Report);
3. La terza parte o POLFAC (Pollution Facilities), numerata da 80 a 99, è usata per richiedere
assistenza agli altri Paesi e per definire aspetti operativi riguardante tale aspetto.
Le tre parti possono essere utilizzate insieme o separatamente secondo le modalità di compilazione
stabilite per il SafeSeaNet in ambito EMSA e coordinate, a livello Nazionale, da Maricogecap.
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
CAPITANERIA DI PORTO
CAGLIARI
GDO
COMPONENTI INDIRIZZI
ITA-_______________________ ____________________ N° _________________/______________
(nome nave/installazione o località colpita)
(progressivo)
(anno)
FM
IT - COMPAMARE CAGLIARI
TO
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
DIREZIONE GENERALE PER LA PROTEZIONE DELLA NATURA E DEL MARE –
Divisione III – Difesa del mare
[email protected]
[email protected]
[email protected]
MARICOGECAP C.O.
[email protected]
UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO CAGLIARI
[email protected]
[email protected]
INFO
PCM – DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE – Servizio C.O.E.MM.
[email protected]
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE –
Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto – Ufficio II°
[email protected]
PROCURA DELLA REPUBBLICA C/O TRIBUNALE DI CAGLIARI [email protected]
MARISUPLOG CAGLIARI
[email protected]
DIREZIONE MARITTIMA CAGLIARI
SEDE
AUTORITÀ PORTUALE CAGLIARI
[email protected]
COMUNE _______________
(interessato)
(COMPONENTI DISCREZIONALI)
COMANDI LIMITROFI
COMANDI DIPENDENTI
COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO
AUTORITÀ PORTUALE
ENTE GESTORE AREA MARINA PROTETTA
PROT. N° 02.01.04/________/________
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POLWAR
POLINF
1.
Data e ora
2.
3.
Posizione
Tipo di incidente
4.
Natura inquinamento
5.
Richiesta di accuso ricevuta
40.
Data e ora
41.
Posizione ed estensione
dell’inquinamento
42.
Caratteristiche
dell’inquinamento
43.
Origine dell’inquinamento
44.
Direzione ed intensità del
vento
Direzione e intensità della
corrente
Stato del mare
Visibilità
45.
46.
Dell’incidente.
In GMT o LT, come per GDO.
Coordinate geografiche dell’incidente.
Indicare la natura dell’incidente:
- Blow out;
- Tanker grounding;
- Tanker collision;
- Oil Slick;
- etc..
Indicare tipo di prodotto sversato o suscettibile di esserlo:
- crude oil;
- chlorine;
- refined product (gasoline);
- etc..
Se non c’è ancora sversamento, bensì minaccia di
sversamento, far precedere il nome della sostanza da
NOT YET.
Per esempio:
- NOT YET IRANIAN HEAVY.
Apporre il termine AKNOWLEDGE.
Riguarda la situazione descritta nei paragrafi da 41 a 60 e
va indicata se il messaggio non comprende i paragrafi da
1 a 5, ovvero trattasi di dato diverso da quello indicato al
n.1.
Indica le coordinate geografiche della zona maggiormente
interessata dall’inquinamento.
Ove possibile fornirà ogni altra indicazione (lunghezza,
larghezza; superficie, spessore, ecc.) atta a dare un
quadro il più possibile completo dello scenario, ivi
compresi i quantitativi sversati (se diversi da quelli
eventualmente detti al punto 4) o numero di contenitori,
bidoni, ecc. alla deriva.
Caratteristiche chimico/fisiche dell’inquinante (tipo di
idrocarburo, viscosità, punto di scorrimento, numero UN)
nome specifico per i chimici, tipo di contenitore.
Fornire informazioni sullo stato apparente: liquido, solidi
flottanti, agglomerati, emulsioni, colorazione, presenza di
vapori.
Se conosciuti, vanno forniti numeri, sigle, identificativi
presenti su contenitori, bidoni ed altro alla deriva.
Ogni informazione riguardante la nave e/o l’installazione
interessata (in caso di cui trattasi di installazioni off-shore,
costiere, ecc.):
- nome/nominativo internazionale;
- tipo;
- nazionalità;
- equipaggio;
- tsl;
- proprietario/noleggiatore;
- qualità e quantità del carico;
- registro classificazione e numero;
- agente raccomandatario;
- assicurazione;
- tipo di viaggio;
- porto di caricazione.
Intensità in m/s.
Intensità in m/s.
Scala Beaufort
In miglia nautiche.
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47.
Tendenza
Deriva dall’inquinamento
48
Previsione
49.
Osservazioni
50.
51.
Azioni assunte
Documentazione acquisita
52.
Nomi di altri Paesi ed
Organizzazioni già
informate/intervenute
POLFAC
5359.
60.
Richiesta di accuso ricevuta
80.
81.
Data e ora
Richiesta di assistenza
82.
Costi
83.
Accordi per la consegna del
materiale richiesto
84.
Luogo e modalità per la
fornitura dell’assistenza
richiesta
85.
86.
Nominativi di altri Paesi ed
organizzazioni già
informati/interessati
Cambio di Comando
87.
Scambio di informazioni
8898.
99.
Richiesta di accuso ricevuta
Direzione e velocità dello spostamento in miglia nautiche.
Per nubi gassose, velocità in m/s.
Possibile arrivo dell’inquinamento in costa o in aree
protette.
Indicazione di aree minacciate.
Livelli di rischio per la popolazione.
Risultati di proiezione di modelli.
Indicare con precisione la fonte delle notizie sull’incidente,
soprattutto qualora l’inquinamento sia di origine
sconosciuta.
Eventuale presenza di osservatori nella zona; risultati di
attività di monitoraggio (specificare tipo, apparato e tecnica
utilizzata).
Ogni azione assunta in risposta all’inquinamento.
Prelievo campioni, avvio in laboratorio, risultati.
Documentazione fotografica.
Monitoraggio (se non già riferito al punto 49).
Disponibili per ogni altra notizia/informazione quali:
- danni alle persone, perdita vite umane;
- stato del prodotto inquinante;:
- risultati di indagini, sopralluoghi, ispezioni;
- dichiarazioni membri equipaggio, testimoni.
Ogni altra informazione che non sia stato possibile dare
nei paragrafi precedenti.
Vedasi nota punto 5.
Vedasi nota punto 40.
Tipo ed ammontare dell’assistenza che si richiede:
- specified equipment;
- specified equipment with trained personnel;
- complete strike team;
- personnel with special expertise
con indicazione del Paese cui la richiesta è indirizzata.
Richiesta dei costi a seguito di invio e utilizzo del
personale/mezzi/materiali di cui al paragrafo 81.
Indicazioni riguardanti le autorizzazioni doganali, accesso
alle acque territoriali, spazio aereo, ecc., del Paese
richiedente
Per esempio: rendez-vous in mare con informazioni sulle
frequenze da usare, nominativi ed indicazione dell’OSC
del Paese richiedente; autorità a terra con indicativi
telefonici, telex, telefax.
Da utilizzare se non già soddisfatto dal paragrafo 81.
Per esempio: in caso in cui si richieda assistenza, in un
secondo momento, ad altri Stati.
Nel caso in cui l’inquinamento finisca per interessare o
minacciare le acque di un altro Paese e si ritenga di dover
trasferire a questi il comando delle operazioni.
Da utilizzare per un completo rapporto della situazione, nel
caso in cui si perfezioni l’ipotesi di trasferimento di
Comando di cui al paragrafo 86.
Disponibili per ogni ulteriore notizia/richiesta/istruzione
Vedasi punto 5.
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Allegato n° 7
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Capitaneria di Porto di Cagliari
Il sottoscritto C.V. (CP) ______________ Capo del Compartimento Marittimo di Cagliari:
(the undersigned Commander ______________(Head of Cagliari Harbour Master Office)
VISTI:
VISTO:
gli artt. 11 e 12 della legge 31 dicembre 1982 n. 979;
(having seen articles 11 and 12 of the law nr. 979 on December 31st
1982)
il combinato degli articoli 17, comma 1, lett. B e dell’articolo 19,
comma1 nonché l’allegato IV, del D.Lgs del 19 agosto 2005 n. 196 e
successive modifiche;
(having regard to the arranged disposal one articles 17, paragraph 1, B letter and of the
article 19, paragraph 1, as well as the attached IV of the legislative Decree number 196
th
on August 19 2005, as amended)
CONSIDERATA:
la necessità di ridurre od eliminare gli effetti dannosi, anche potenziali,
per l’ambiente marino, per il litorale e per gli altri interessi dello Stato
italiano, causati dal sinistro marittimo e dal potenziale sversamento in
mare/minaccia all’ambiente;
(considering the necessity to reduce or to eliminate the harmful effect,
even if potential, to the marine environment, to the coast and to the
other interests of the Italian State, caused by the marine casualties and
the potential spill/threat to the environment)
Verificatosi il ______________ in località ______________________
(occured on)
(place)
Da bordo del ____________ bandiera ________, n. IMO _________;
(on board of)
(flag)
(IMO nr.)
CONSIDERATO:
che la S.V. è ritenuta responsabile dello sversamento sopra indicato;
(having considered that You are held responsible for the above
potential mentioned spill)
DIFFIDA
(W A R N S )
Il Sig. ___________________________ nato a ____________________ il___________
(Mr.)
(place of birth)
(date of birth)
nella sua qualità di (Comandante/Armatore) ____________________________________
(Master/Owner)
affinché provveda ad adottare urgentemente (entro …...) ogni misura atta ad eliminare gli effetti dannosi già
prodotti o potenziali ed a prevenire il pericolo di ulteriore danno all’ambiente.
(to urgently adopt any measures suite to eliminate the damaging effect already produced or also potential to them and
to prevent the danger of further pollution)
Nel caso che la presente diffida resti senza effetto, ovvero non produca gli effetti sperati questa Autorità
Marittima farà eseguire per conto della S.V. le misure ritenute necessarie, recuperando, successivamente
ed a termine di legge, le spese sostenute.
(In case this formal warning remains without any effect or it does not have the results required this Maritime
Authority will execute on your behalf the measures deemed as necessary, recovering subsequently and by
terms of law, the expenses incurred
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Cagliari, li _________________
IL COMANDANTE
(The Harbour Master)
___________________________
RELATA DI NOTIFICA
Il sottoscritto _________________________, in servizio presso la Capitaneria di Porto di Cagliari, dichiara
di aver notificato il presente atto alle ore ___________ del giorno____________________ a mezzo
fax/nella
mani
del
Signor
_________________
nato
a
_______________________
il
___________________________ nella qualità di _________________________ identificato tramite
______________________________
n°
__________________________
rilasciato
il
___________________________
da __________________________________
IL NOTIFICATORE
______________________________
Pagina - 73 - di 91
Allegato n° 8
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
CAPITANERIA DI PORTO
CAGLIARI
GDO (DTG):
O ______________
PROT. N° 02.01.04/ ______ / _______
DA (FROM):
COMPAMARE CAGLIARI
A (TO):
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE –
DIREZIONE GENERALE PER LA PROTEZIONE DELLA NATURA E DEL MARE –
DIVISIONE III – DIFESA DEL MARE
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE –
Reparto Ambientale Marino del Corpo delle Capitanerie di Porto – Ufficio II°
PERCO (INFO):
MARICOGECAP C.O.
MARISUPLOG CAGLIARI
DIREZIOMARE CAGLIARI
SOCIETÀ CASTALIA
OGGETTO (SUBJ):
RICHIESTA INTERVENTO UNITÀ ANTINQUINAMENTO.
TESTO (TEXT):
Facendo seguito ai contatti intercorsi per le vie brevi, SI PREGA VOLER
AUTORIZZARE L’INTERVENTO DI (indicare il nome dell’unità per la quale si
avanza la richiesta ed il relativo porto di dislocazione) IN POSIZIONE/LOCALITÀ
(specificare) PER (descrivere sinteticamente il tipo di inquinamento verificato o la
situazione contingente di pericolo).
IL COMANDANTE
(o altro Ufficiale delegato)
Pagina - 74 - di 91
Allegato n° 9

Comportamento a mare delle sostanze chimiche non o scarsamente reattive con
l'acqua
In generale, occorre fare una distinzione tra comportamento a breve termine (ordine di
alcune ore) e a lungo termine (più di alcune ore) poiché tale durata condiziona il comportamento di
alcune sostanze chimiche sversate a mare. La seguente figura ne illustra le differenti fasi:
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Allegato n° 10

"Guida operativa sul controllo e sulle tecniche di disinquinamento degli sversamenti
petroliferi costieri"
1. OPERAZIONI DI DISINQUINAMENTO SULLA COSTA
Dopo che le prime significative quantità di petrolio hanno raggiunto la costa, inizia il compito
di raccogliere il materiale spiaggiato. E’ importante a questo punto seguire una precisa strategia.
Tra i principali fattori che influenzano la strategia da seguire si evidenziano:
Utilizzazione dei mezzi disponibili
È necessario riallocare i mezzi e la manodopera disponibili in modo opportuno. Le panne, ad
esempio, devono essere utilizzate prevalentemente lungo le aree costiere con particolare
attenzione alle zone considerate “sensibili”. Si evidenzia inoltre che tali mezzi necessitano di un
costante controllo e manutenzione.
Previsione degli spiaggiamenti
In base all’uso di modelli di simulazione è possibile effettuare previsioni relativamente
affidabili sul movimento delle macchie e sulla loro estensione e, di conseguenza, allertare le unità
operative locali per un più corretto utilizzo dei mezzi.
Tutela dell’ambiente
Per una corretta tutela dell’ambiente è preferibile evitare, per quanto possibile, l’utilizzo dei
disperdenti. Per la rimozione del materiale spiaggiato è necessario agire a seconda delle diverse
tipologie di costa che verranno di seguito specificate.
2. TIPOLOGIE COSTIERE
Per differenti tipologie costiere dovranno essere usate diverse tecniche di rimozione del materiale
spiaggiato. Lungo le coste italiane sono presenti queste diverse tipologie:
a. spiagge sabbiose;
b. spiagge ghiaiose o ciottolose;
c. scogliere;
d. zone umide costiere.
All’interno delle suddette tipologie, si possono poi distinguere:
e. spiagge balneari con istallazioni;
f. porticcioli turistici;
g. porti per attività di pesca;
h. porti industriali;
i. aree occupate da impianti di molluschicoltura e acquacoltura.
Lo scopo dell’attività di pulizia della costa sarà quello di ottenere che il tratto di costa
interessato, oltre che ai requisiti igienico-sanitari per l’assenza di rischi derivanti dall’esposizione
agli idrocarburi, ai requisiti ecologici ed estetici, soddisfi, per quanto riguarda le acque, alle
condizioni di balneabilità previste dal D.P.R. 8 giugno 1982, n. 470 “Attuazione della Direttiva
(CEE) n. 76/160 relativa alla qualità delle acque di balneazione” (*) e, qualora necessario, gli
obiettivi di qualità fissati dal D.L. 27 gennaio 1992, n. 131 “Attuazione della direttiva 79/923/CEE
relativa ai requisiti delle acque destinate alla molluschicoltura”. Qualora lo sversamento interessi
acque interne (es. zone estuariali), si applicano gli obiettivi di qualità delle acque dolci di cui al
D.L. 25 gennaio 1992 n. 130 “Attuazione direttiva CEE 78/659 sulla qualità che richiedono
protezione o miglioramento per essere idonee alla vita dei pesci”.
Ai fini di quanto sopra, si evidenzia la necessità di interpellare esperti di Università ed enti di
ricerca sul grado di decontaminazione da raggiungere.
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3. AZIONE DA SVOLGERE A SECONDA DELLA TIPOLOGIA COSTIERA
A. spiagge sabbiose
 considerare gli usi balneari dell’area contaminata;
 non permettere il passaggio di macchine o persone su una spiaggia inquinata prima della
decontaminazione;
 usare mezzi per il movimento di terra; se ciò non è possibile, raccogliere il petrolio e la
sabbia oleosa con mezzi manuali;
 evitare il rimuovere rocce e macigni inseriti nella spiaggia;
 rispettare i cordoni dunali;
 non seppellire rifiuti oleosi nella spiaggia o in terreni limitrofi, predisponendo opportuni
spazi per lo stoccaggio dei contenitori di materiale inquinanti e adeguate vie di
smaltimento;
 evitare di distruggere la vegetazione con particolare riferimento a quella di duna e retroduna: è preferibile lasciare piccole zone leggermente contaminate;
 se necessario, ripascere con sabbia incontaminata le zone dove siano stati rimossi grandi
volumi di sabbia oleosa; a tale scopo, predisporre opportuni piani di rinascimento.
B. spiagge ghiaiose o ciottolose
- usare mezzi per la movimentazione della terra per rimuovere la ghiaia contaminata.
Se possibile scavare fino al fondo dello strato inquinato;
- evitare che il petrolio si infiltri in aree costiere adiacenti che siano ecologicamente
sensibili o siano già state decontaminate;
- proteggere la vegetazione, specie nelle vie di accesso;
- non seppellire rifiuti oleosi nel terreno;
- tentare di ripristinare l’originaria formazione e livello della spiaggia, se necessario
mediante ripascimenti con materiali di simile granulometria.
C. scogliere
- aspergere le rocce inquinate con getti d’acqua ad alta pressione a temperatura ambiente;
- evitare di disturbare gli uccelli che stanno nidificando.
D. zone umide costiere (lagune costiere, delta, estuari)
- dare priorità alla protezione, piuttosto che alla decontaminazione, a mezzo di sbarramenti,
panne, ecc.; usare mezzi appropriati per far fuggire gli uccelli se si considera inevitabile la
contaminazione di un’area particolare;
- dare priorità di protezione alla vegetazione ripariale e di corona (ad es. canneti);
- considerare se la posa di panne in aree non ancora contaminate dal petrolio sia necessaria
e/o fattibile;
 raccogliere il petrolio liberamente galleggiante nello stadio più iniziale possibile nelle zone
contaminate, aspergere acqua a temperatura ambiente in quantità e a bassa pressione per
rimuovere il petrolio che verrà raccolto con idonei mezzi;
- sulle rive fangose, non usare mezzi pesanti o permettere che si calpesti l’area contaminata
dal petrolio;
- se possibile rimuovere le macchie di olio usando skimmers di superficie;
- in condizioni favorevoli, l’uso di assorbenti può essere preso in considerazione
specialmente se è possibile accedere a macchie isolate di petrolio;
- ove possibile, usare attrezzature meccaniche leggere (vanghe e badili) per la pulizia
manuale;
- non far entrare negli acquitrini mezzi pesanti;
- evitare di danneggiare le emergenze geomorfologiche (dune, barene canali a marea) e la
vegetazione esistente;
- chiudere dopo l’uso le strade di accesso aperte in via provvisoria, specialmente negli
ambienti soggetti a vincoli di protezione, rimuovendo le stuoie, se usate.
Pagina - 77 - di 91
E. spiagge balneari con installazioni
- fare riferimento alle indicazioni presentate per le spiagge sabbiose o ghiaiose;
- decidere le priorità nelle operazioni di decontaminazione discutendone con gli operatori
locali e considerando le condizioni stagionali, meteorologiche, ecc.;
- provvedere all’interdizione degli accessi alla spiaggia prima e durante le operazioni di
decontaminazione;
- aspergere i moli e le altre installazioni con acqua a temperatura ambiente, se necessario
effettuare una pulitura manuale;
- stabilire punti di raccolta e vie di smaltimento per residui oleosi.
F. porticcioli turistici
- dare priorità alla decontaminazione di aree dove vi sia pericolo di esplosioni o di incendi;
- concordare con i proprietari (o loro rappresentanti) quale decontaminazione sia accettabile
per le imbarcazioni e le installazioni interessate (coinvolgere esperti in assicurazioni);
- effettuare la decontaminazione di imbarcazioni per mezzo di lavaggi, innaffiamenti e
mezzi meccanici, raccogliendo l’inquinante con mezzi idonei;
- stabilire punti di raccolta per i rifiuti oleosi e, se possibile, smaltirli in loco;
- evitare di trasportare petrolio semisolido dai moli alla terraferma, abitati, ecc..
G. porti per attività di pesca
 dare priorità alla decontaminazione di aree dove vi sia pericolo di esplosioni o incendi se
possibile avvertire preventivamente le Autorità di tali porti della minaccia derivante dallo
sversamento e consigliarle di mettere a secco o di trasferire
in
aree
protette
le
attrezzature più suscettibili di danneggiamento;
 consultare i rappresentanti di assicurazioni per conoscere quali spese per misure
preventive potranno essere rimborsate da fondi assicurativi;
 concordare con i proprietari di imbarcazioni da pesca quale decontaminazione (o
indennizzo) sia accettabile per le imbarcazioni interessate e le istallazioni (coinvolgere
esperti in assicurazioni).
H. porti industriali
- dare priorità alla decontaminazione di aree dove vi sia pericolo di esplosioni o di incendi;
- discutere con i proprietari delle istallazioni navali su quale decontaminazione sia richiesta
(coinvolgere esperti in assicurazioni);
- aspergere le banchine, moli frangiflutti, frangiflutti, ecc. con getti d’acqua a temperatura
ambiente e raccogliere l’inquinante con mezzi idonei.
I. aree interessate da impianti di molluschicoltura o acquacoltura
- se possibile, avvertire tempestivamente le autorità portuali e locali della minaccia derivante
dallo sversamento;
- ove possibile, rimuovere le colture (es. mitili, ostriche, gabbioni per l’allevamento di pesce)
e trasferirle in aree protette;
 circoscrivere con sistemi di panne le aree che si prevede possano essere contaminate, con
particolare riferimento alle prese d’acqua di impianti per allevamenti a terra e di
stabulazione;
- rendere disponibili mezzi assorbenti e altri sistemi meccanici di raccolta;
- concordare con gli allevatori tutte le attività di intervento.
Pagina - 78 - di 91
4. UTILIZZO DEI MEZZI
Panne Mobili
Durante le fasi di dispiegamento e di esercizio, le panne mobili abbisognano normalmente di
due o tre operatori per ciascun mezzo nautico. Le condizioni del tempo e della temperatura
influiranno sulla durata dei turni. Le operazioni sono fattibili solo alla luce del giorno. Per il
recupero delle panne potrà essere necessaria manodopera aggiuntiva, almeno 2 - 3 persone.
Panne Stazionarie
Le panne stazionarie richiedono una costante supervisione diurna e notturna. Anche in
condizioni atmosferiche favorevoli un mezzo nautico con due persone dovrebbe rimanere in
servizio 24 ore al giorno per ciascun sistema di panne non eccedente i 500 metri di lunghezza. Nei
periodi di emergenza queste richieste possono aumentare notevolmente.
Skimmers
Un mezzo nautico che opera con skimmers normalmente richiede due operatori. Skimmers
con base sulla costa abbisognano almeno di 4 - 5 persone, inclusi gli operatori addetti al controllo
dello skimmer. Adeguati sistemi di serbatoio devono essere disponibili per il ricevimento del
liquido raccolto e può rendersi necessario un “team” per assicurare la continua disponibilità di
tale volume di stoccaggio, specialmente in caso di operazioni con skimmers che abbiano la loro
base nella costa.
Trasporti Pesanti
I mezzi di rimozione della terra sono operati dai relativi conduttori e gruppi di supporto di 3 - 4
persone, per 5 - 6 benne, bulldozer, ecc. Approssimativamente vale lo stesso per camion,
autocisterne, camion ribaltabili, ecc..
Lavoro Manuale
La decontaminazione manuale di zone costiere richiede l’impiego intensivo di manodopera
costituita da singole persone o piccoli gruppi che cooperano ad una predeterminata operazione di
disinquinamento o di pulizia. Residui oleosi in sacchi o recipienti dovranno essere convogliati
manualmente dalle zone di operazione, spesso difficilmente accessibili, verso luoghi dove
potranno essere trasportati a mezzo di veicoli. La velocità della raccolta dovrà essere
commisurata alla disponibilità del trasporto per la rimozione dello stoccaggio provvisorio.
5. CONCLUSIONI
I fabbisogni di manodopera sono notoriamente imprevedibili per eventi quali incidenti di
sversamenti costieri che sono influenzati da una notevole varietà di fattori:
tipologia costiera, durata ed estensione della contaminazione, disponibilità o meno di mezzi
meccanici, ecc. In aggiunta, il numero di persone che può essere impiegato utilmente sarà
imposto in maniera considerevole dalla disponibilità di attrezzature, carburanti e parti di ricambio,
come pure cibo, aree coperte con tettoia, trasporti, sistemazioni, ecc.. Mentre può essere
vantaggioso procurarsi aiuto il più presto possibile, dopo un incidente di sversamento il massimo
fabbisogno di manodopera può aversi 3 - 4 settimane dopo l’incidente. E’ generalmente accettato
che circa dieci persone dovrebbero lavorare sotto un caposquadra e che dieci squadre
dovrebbero essere dirette da un sovrintendente che sia in stretto contatto con il leader del team
generale di intervento.
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6. PROBLEMI SPECIALI
6.1 Sicurezza
La sicurezza di tutto il personale coinvolto nelle operazioni di controllo e disinquinamento è di
suprema importanza. Poiché la maggior parte delle persone che affronta un incidente di
sversamento costiero deve lavorare in condizioni ambientali poco usuali e in condizioni poco
favorevoli, dovrà essere posta particolare e ripetuta attenzione alla loro sicurezza personale. In
modo particolare sarà esposto a rischio l’equipaggio dei piccoli battelli ed i membri dei team di
disinquinamento che operano sulle formazioni costiere di scarsa accessibilità.
Gli equipaggi dei battelli dovrebbero essere opportunamente informati sulle caratteristiche di
pericolosità, tossicità e nocività del prodotto inquinante; indossare regolari giubbotti galleggianti e,
all’occorrenza, altre dotazioni di protezione individuale.
Devono essere predisposte sistemazioni fin dallo stadio iniziale per procurare aiuto medico
per i piccoli infortuni e il servizio di ambulanza per i casi che richiedono cure ospedaliere.
Le persone che devono manipolare combustibili devono osservare le istruzioni per la
manipolazione prescritte dal fornitore. In assenza di simili istruzioni, dovrebbero essere evitati
contatti prolungati con tali sostanze ed indossati indumenti protettivi (inclusi occhiali di protezione
e guanti).
Massicci spandimenti di prodotti leggeri di petrolio e la manipolazione di combustibili
comportano pericoli di incendio. Simili fatti richiedono una speciale supervisione, istruzioni e
contromisure. Dovranno essere evitate luci libere e gli impianti dovranno essere del tipo
antideflagrante. Le attrezzature radio e radar possono costituire un pericolo.
6.2 Vigilanza
I visitatori della base di controllo e delle attività di decontaminazione dovrebbero essere
identificati e registrati.
6.3 Campionamenti
Le richieste di campionamento del prodotto sversato, dell’acqua marina contaminata, e del
suolo impregnato, possono avere molto scopi. Per avere qualche significato, i campionamenti
dovrebbero essere effettuati da persone addestrate a questo tipo di lavoro e che abbiano
familiarità con le procedure di prelievo, conservazione e trasporto dei campioni. Nel caso che tali
esperti non siano disponibili, i campioni dovrebbero essere preparati osservando alcune regole di
base:
- Assicurate che il campione sia il più rappresentativo possibile per la sostanza che deve
essere analizzata (se necessario prelevare parecchi campioni).
Dovranno essere disponibili appositi contenitori, ma, alla peggio, potranno essere usati
sacchetti di plastica;
- Assicurarsi che il contenitore sia completamente pulito, libero da sostanze residue,
prima dell’immissione del campione;
 Etichettare il campione immediatamente e con esattezza, registrando dettagliatamente
la località, il giorno e l’ora, il nome del campionatore, le modalità di prelievo, la natura
presunta dei materiali campionati e tutti dati ritenuti importanti ai fini del successivo
processo di analisi;
- Il prelievo dei campioni e i risultati delle relative analisi dovrebbero essere scritte in un
registro.
6.4 Monitoraggio ambientale dopo l’incidente
Le aree interessate da un rilevante sversamento dovrebbero essere assoggettate a
monitoraggi ambientali. Tale attività dovrebbe essere programmata e avviata fin dal momento del
lavoro di decontaminazione. A questo fine, dovrebbero essere richiesti consigli specializzati di
ecologi biologi, ecc. che abbiano esperienza in questa materia.
Pagina - 80 - di 91
6.5 Smaltimento del materiale raccolto
Le sistemazioni per lo stoccaggio provvisorio e il trasporto del petrolio e dei residui oleosi,
sono influenzati dalla scelta del metodo dello smaltimento finale e delle località in cui lo stoccaggio
ha carattere di permanenza. Le decisioni in merito dovrebbero essere prese nei primi stadi delle
operazioni di decontaminazione, nell’intento di minimizzare le necessità di trasporto dei rifiuti
oleosi. In qualche area costiera lo smaltimento può risultare fattibile localmente.
6.6 Termine delle attività del team
Una completa decontaminazione degli sversamenti che interessano le spiagge sarà poco
praticabile e potrà essere talora indesiderabile per ragioni sia economiche, sia ambientali.
L’esperienza del passato sembra indicare che non è facile ottenere il giusto equilibrio tra i
contrastanti interessi di effettuare una completa decontaminazione e di lasciar fare la natura.
Mentre il team di intervento dovrebbe perseguire fino in fondo tutte le azioni necessarie per
contenere il materiale sversato e recuperarlo dall’acqua e/o dalle spiagge accessibili, le azioni
ulteriori dovrebbero essere intraprese solo con l’assenso di tutte le parti interessate, specialmente
le autorità locali e il comitato di emergenza, che opera negli uffici centrali. Tra le altre cose,
dovrebbero essere tenuti in debito conto i pareri degli ecologi.
L’attività del team di intervento normalmente avrà termine allorquando non vi sarà nessun
ulteriore potenziale sversamento e quando i vari team locali siano già completamente
impratichiti nelle necessarie operazioni di decontaminazione. Lo smaltimento ed il trasporto del
petrolio e dei residui oleosi raccolti possono anche a questo punto causare qualche problema. In
circostanze normali ciò non dovrebbe giustificare il mantenimento di una base operativa o il
mantenimento della disponibilità completa del team di intervento.
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Allegato N° 11
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Capitaneria di Porto di Molfetta – Servizi di Guardia Costiera
PROCESSO VERBALE DI CAMPIONAMENTO N°_________
A carico di ____________________________________________________________________________
Nato a _____________________________________ il ________________________________________
Residente in _____________________________ Via_____________________________ n.___________
In qualità di ___________________________________________________________________________
L’anno
_________, addì _______ del mese di _____________________
alle ore _________ i sottoscritti
Ufficiali/Agenti di P.G. _______________________________________ in servizio presso la Capitaneria di Porto di
Cagliari
si
sono
recati
con
la
Motovedette
CP
_____
/
auto
di
servizio
in
località______________________________________________ Comune di __________________________ (oppure
se in mare, specificare coordinate e distanza da una località di riferimento) a seguito della segnalazione da parte di
_______________________________________
pervenuta
in
ufficio
a
mezzo
di
_________________________________, ove hanno proceduto ad effettuare un sopralluogo, nel corso del quale
hanno prelevato un campione di acqua di mare in superficie. Si notava che l’area interessata da sostanza di colore
_________________________, di odore ___________________________, trasparenza ________________ era
estesa per ______________________________________________________.
Il prelievo è stato effettuato con ________________________________ pulito (evitando di agitare l’acqua in
prossimità del fondo per prelievo sulla battigia). L’acqua così prelevata è stata versata in un secchio
(precedentemente risciacquato) per formare un campione di circa _____________ litri, rappresentativo delle
condizioni del mare nell’area della segnalazione.
Condizioni meteorologiche:
Cielo: (coperto, sereno, piovaschi in corso) ___________________________
Vento:________________________________________________________
mare_________________________________________________________
corrente ______________________________________________________
Temperatura dell’acqua _________________________________________
Temperatura dell’aria:___________________________________________
Dal suddetto quantitativo si ricava il campione ufficiale composito di n._______ bottiglie, precedentemente
risciacquate con la stessa acqua prelevata, ciascuna di litri ______, poste poi in sacchetti di polietilene suggellati con
sigilli metallici recanti la dicitura “_______________________________________________”.
Pagina - 82 - di 91
Ad ogni bottiglia è stata applicata, con i suddetti sigilli, un’etichetta portante: la data del prelevamento, il numero del
presente verbale , la presunta natura e la quantità della sostanza prelevata, le firme dei verbalizzanti e (qualora
identificato) dell’interessato presente a tutte le operazioni.
Ogni bottiglia è stata contraddistinta con i numeri 1-2 (nel caso di due bottiglie) 1-2-3 (nel caso di 3 bottiglie).
Il campione, conservato a +4 °C, in cassetta frigorifera, è inviato al Laboratorio Chimico di ______________ per le
analisi di competenza (1).
Di quanto sopra è stato redatto il presente verbale in ______ copie, che il Sig._______________________ in qualità
di ______________________________________________, costantemente presente alle operazioni di prelievo,
ha/no ha firmato dopo fattagliene lettura. Copia del presente verbale viene rilasciata all’interessato.
I VERBALIZZANTI
_____________________________
_____________________________
PRESENTI ALLE OPERAZIONI DI PRELIEVO :
______________________________________
______________________________________
(1) In caso non sia disponibile un contenitore frigo, i campioni siano mantenuti alla stessa temperatura del prelievo, utilizzando per
esempio un contenitore riempito di acqua di mare. Per l’etichettatura si provvederà al momento della consegna al laboratorio di
destinazione
Pagina - 83 - di 91
Allegato n° 12
GENERAL INFORMATION FROM A SHIP NEED OF ASSISTANCE
DATI GENERALI DELLA NAVE
1. NAME
2. IMO NUMBER
3. GROSS TONNAGE
4. LENGHT
5. WIDTH
6. DRAFT
7. FLAG
8. REGISTRATION (port)
9. ISSURANCE
10. CREW
11. MASTER
12. OWNER/OPERATOR
13. CHARGE
14. BUNKER
15. CLASS SOCIETY
16. POSITION
Further information: _____________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
YES
NO
CAUSE OF DAMAGE
NOTE
Mechanical break down:
Structural break down:
Fire on board:
Explosion:
Collision:
Grounding:
Leak:
Other (cargo movement, etc.)
Further information: _____________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
YES
NO
SHIP CONDITIONS
NOTE
Stability alteration:
Floating Alteration:
Maneuverability alteration:
Damaged instruments:
Damaged equipment:
Other (propulsion, etc.):
Further information: _____________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
SHIPMASTER’S ASSESSMENT
A) if the ship continue the way (specifing
the route)
B) If the ship remains in the current
position
C) If the ship is allowed to access a place
of refuge
Further information: _____________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
Pagina - 84 - di 91
ASSISTANCE REQUIRED
1. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
2. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
3. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
4. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
5. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
COPY OF RELEVANT CERTIFICATES AND/OR SHIP’S DOCUMENTS
1. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
2. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
3. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
4. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
5. __________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
OTHER ENCLOSURE
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
____________________________________________________________________________________
First call (date and time): _____________________________________________________________
Description of the first call: ____________________________________________________________
Who received the first contact: _________________________________________________________
Procedure responsible identified within M.A.S.: ___________________________________________
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SCHEDA ACQUISIZIONE NOTIZIE DA NAVE IN BISOGNO DI ASSISTENZA CHE RICHIEDE L’ACCESSO AD UN
LUOGO DI RIFUGIO
DATI GENERALI DELLA NAVE
1. NOME
2. N. IMO
3. GROSS TONNAGE
4. LUNGHEZZA
5. LARGHEZZA
6. PESCAGGIO
7. BANDIERA
8. ISCRIZIONE
9. ASSICURAZIONE
10. EQUIPAGGIO
11. COMANDANTE
12. ARMATORE
13. CARICO
14. CARBURANTE
15. ENTE CLASSIFICA
16. POSIZIONE
Ulteriori Annotazioni : ___________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
CAUSA DEL DANNO
SI
NO
Specificare
Guasto meccanico:
Guasto Strutturale:
Incendio a Bordo:
Esplosione:
Collisione:
Incaglio:
Falla:
Altro (spostamento carico):
Ulteriori Annotazioni : ___________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
CONDIZIONI NAVE
SI
NO
Specificare
Alterazione stabilità:
Alterazione galleggiabilità:
Alterazione manovrabilità:
Strumentazione danneggiata:
Dotazioni di bordo
inutilizzabili:
Altro (propulsione, ecc.):
Ulteriori Annotazioni : ___________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
CONSEGUENZE VALUTATE DAL COMANDANTE
A) se la nave prosegue il viaggio
(specificare rotta prevista)
B) se la nave rimane nella posizione
attuale
C) Se alla nave è consentito l’accesso al
luogo di rifugio
Ulteriori Annotazioni : ___________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
_______________________________________________________________________________________________
Pagina - 86 - di 91
ASSISTENZA RICHIESTA
1. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
2. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
3. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
4. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
5. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
COPIA DEI CERTIFICATI E/O DOCUMENTI NAVE
1. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
2. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
3. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
4. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
5. ___________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
ALTRI ALLEGATI
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________________
Gruppo data/orario del primo contatto: ___________________________________________________________
Modalità del primo contatto: ____________________________________________________________________
Operatore che ha ricevuto il primo contatto: _______________________________________________________
Responsabile del procedimento presso M.A.S.: ____________________________________________________
Pagina - 87 - di 91
Allegato n° 13
EMERGENZE
ATTIVITA’ DI INTERESSE
NOME ENTE
TELEFONO
06.5923569 – 06.5924145
COORDINAMENTO S.A.R.
NAZIONALE C.P.
MARICOGECAP M.R.C.C.
ROMA
06.59084697
06.59084409
06.59084793
COORDINAMENTO S.A.R.
DIREZIOMARE CAGLIARI
13° M.R.S.C. CAGLIARI
FAX
Centrale Operativa
070.605171
Centralino
070.60517218
fax
COMPAMARE – U.G.C.
COORDINAMENTO S.A.R.
LOCALE C.P.
COMPAMARE – U.C.G.
0781.83071
S. ANTIOCO
070.60517318
COORDINAMENTO S.A.R.
LOCALE C.P.
COMPAMARE – U.C.G.
0781.854023
CARLOFORTE
070.60517305
COORDINAMENTO S.A.R.
LOCALE C.P.
COMPAMARE – U.C.G.
COORDINAMENTO S.A.R.
LOCALE C.P.
COMPAMARE – U.C.G.
0782.667093
ARBATAX
070.60517327
COORDINAMENTO S.A.R.
LOCALE C.P.
COMPAMARE – U.C.G.
0781.900057
PORTOSCUSO
070.60517319
BOSA
Centrale Operativa
070.659225/659210
COORDINAMENTO S.A.R.
LOCALE C.P.
ORISTANO
NOTE
0783.72262
0785.375468
Centralino
Centralino
Centralino
Centralino
Centralino
Centralino
Capitaneria di Porto CAGLIARI –
SARROCH
Sezione Staccata
070.900057
STAZIONE RADIO COSTIERA
CAGLIARI RADIO
06.87250284
COMANDO SUPPORTO
LOGISTICO MM CAGLIARI
MARISUPLOG CAGLIARI
070.60425713
Sala Situazioni
COORDINAMENTO S.A.R.
AERONAUTICO A.M.
C.O.F.A.
0532.828245
Sala Operativa
TORRE DI CONTROLLO
AEREOPORTO
TRAFF. AEREO CIVILE
CAGLIARI ELMAS
070.60517322
POGGIO RENATICO (FE)
Linea diretta
Pagina - 88 - di 91
Centralino
Centralino
Capo Turno
VIGILI DEL FUOCO
COMANDO PROVINCIALE
DISTACCAMENTO PORTO
115
Sala Operativa
070.40931
Centralino
070.652694
Centralino e
Fax
POLIZIA DI STATO
POLIZIA DI STATO QUESTURA
CAGLIARI
113
Sala Operativa
070.60271
Centralino
070.6027410
Diretto
CARABINIERI
112
CARABINIERI
070.60361
COMANDO PROVINCIALE
070.669749
Sala Operativa Centralino
Fax
GUARDIA DI FINANZA
RICHIESTA MOTOVEDETTA
S.A.R.
GUARDIA DI FINANZA
117
C.O. COMANDO
PROVINCIALE
070.304104
070.34802355
CAGLIARI
NUCLEO ELICOTTERI
GUARDIA DI FINANZA
CORPO FORESTALE
CORPO FORESTALE INCENDI
BOSCHIVI
DI VIGILANZA
AMBIENTALE R.A.S.
Sala Operativa
Centralino
Fax
070.240026
Centralino
070.34802355
fax
1515
Centralino
070.6064811
Sala Operativa
070.6065715
FAX
ALTRI ENTI
PREFETTURA CAGLIARI
MAGISTRATO DI TURNO
AUTORITÀ PORTUALE
CAGLIARI
PROCURA DELLA
REPUBBLICA PRESSO IL
TRIBUNALE DI CAGLIARI
070.60061
Centralino
070.6006281
Fax
vedasi
programmazione
mensile in S.O:
Cell.
Tel.
fax
070.679531
070.652701
Ufficio
070.67953345
Fax
06.515081
Sede Operativa
3319261505
Cap. Ligas Responsabile Locale
CASTALIA
070.654704
SOCIETÀ BATTELLIERI
366.2096934
3488407723
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Operativo
UNITÀ DI CRISI LUOGHI RIFUGIO
Capitaneria di Porto di
Cagliari
Autorità Portuale di Cagliari
070.60517240
Sala Operativa
070.684084
Fax
070.679531
Ufficio
070.652701
Fax
070.67953345
Provincia di Cagliari
Provincia di Carbonia/Iglesias
Comune di Cagliari
Comune di Portoscuso
Comando Provinciale Vigili del
Fuoco
Dr. Gianluca POMA
Consulente Chimico del Porto
070.4092948
Centralino
070.4092947
Fax
0781.66951
Centralino
0781.670821
Fax
070.6771
Centralino
0781.5111415
Centralino
0781.508728
Fax
115
Sala Operativa
070.40931
Centralino
070.303350
Studio
333.5780697
Cellulare
393.6557178
Dr. Mameli Luca
393.9936321
Cagliari
Corporazione Piloti
Cellulare
070.680797
Sede Legale
070.2506019
Sede Staccata
Portovesme
0781-83088
Cagliari
070.652629
Portovesme
0781.509591
Gruppo Ormeggiatori
Moby S.P.A. Divisione
Rimorchiatori
CICT
Cagliari
Polimeri Europa
Sarroch
Sindyal
Assemini
Sarlux – Sarroch
Eurallumina
070.60561
Centralino
070.651964
Fax
070.2505291
070.2505244
Centralino
070.9090554
Centralino
070.2479690
Centralino
3429981168
Operativo H24
Cogoni Antonello
070.9091801
Ufficio
Responsabile Antinquinamento
333.6666468
Cellulare
Portovesme
0781.510030
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TEAM ISPETTIVO
NUCLEO PSC
07060517310
335.8488457
Sig. SEGNI Pietro
[email protected]
Registro Italiano Navale
Sig. LAMPO Vincenzo
Dr. Gianluca POMA
335.7193740
[email protected]
070.303350
333.5780697
Studio Cellulare
Consulente Chimico del Porto
Dr. Mameli Luca
PILOTI CAGLIARI
I.S.P.R.A.
A.R.P.A. SARDEGNA
COMANDO PROVINCIALE
393.6557178
393.9936321
Cellulare
070.2506019
070.680797
Fax 070.680797
06.50071
06.50072916
Fax
070 271681
070 271402
Tel.
115
Sala Operativa
070.40931
Centralino
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