Prefazione - Zanichelli

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Prefazione - Zanichelli
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Prefazione
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utti e tre noi – gli autori di questo testo – abbiamo speso la
maggior parte della nostra vita studiando la mente umana e
insegnando agli studenti ciò che noi e gli altri psicologi avevamo scoperto su tale argomento. Ognuno di noi ha pubblicato
articoli su riviste scientifiche per comunicare ai colleghi i risultati
dei suoi studi e le sue idee, e ognuno ha al suo attivo testi di divulgazione per comunicare con un pubblico più vasto di non specialisti. Tuttavia, ognuno di noi tre sentiva che al proprio lavoro
mancava una cosa importante: un testo appositamente scritto
per gli studenti. La lettura di un libro di testo dovrebbe risultare
avvincente quanto quella di un romanzo; noi ci siamo impegnati
parecchio per raggiungere questo risultato col testo che state sfogliando, Psicologia generale.
Raccontare la storia della psicologia
da una prospettiva originale
Nello scrivere questo testo ci siamo trovati di fronte a una domanda: perché, innanzitutto, la psicologia esercita su di noi tanto
fascino? Benché ciascuno di noi tre sia particolarmente attratto
da aspetti diversi della psicologia, tanto che nell’insieme abbracciamo un arco molto ampio dei campi di questa disciplina – dalla
psicologia cognitiva a quella sociale, alla psicologia clinica, alle
neuroscienze – tutti e tre siamo in egual misura affascinati da fenomeni come le confusioni, le illusioni, le distorsioni e tutte le altre forme di errore mentale, che ci rivelano il modo di funzionare
della mente.
Noi siamo convinti che gran parte del fascino della psicologia
stia nella possibilità d’indagare il perché degli errori che segnano
il pensare e l’agire umano. Alcuni di questi errori risultano comuni e divertenti (perché ci dimentichiamo una storiella nel momento stesso in cui la sentiamo raccontare?), altri invece sono
del tutto eccezionali e tragici (che cosa fa sì che un pilota si dimentichi di abbassare il carrello in fase di atterraggio?). Ma ognuno di questi errori esige una spiegazione. Non v’è dubbio che se i
nostri pensieri, azioni e sentimenti fossero esenti da errori le nostre vite sarebbero ordinate, prevedibili e grigie – e la psicologia
avrebbe ben pochi misteri su cui fare luce.
Ma il comportamento umano è una fonte inesauribile di sorprese, e proprio queste continue sorprese ci motivano a cercar di
capire i fenomeni psicologici complessi da cui scaturiscono. Perché la memoria è così incline agli errori, e che cosa si può fare per
migliorarla? Perché le persone possono avere atteggiamenti discriminatori nei confronti di altre persone, nonostante si sforzino
di non farlo? Perché il “branco” può portare persone normali a
comportarsi come mostri? Che cos’è che permette a un bambino
con un quoziente intellettivo di 50 di comporre una sinfonia?
Come possono i neonati conoscere i principi della cinematica e
dell’interposizione dei corpi, quando ancora non riescono neppure a trovarsi le dita dei piedi? La psicologia permette di dare
una risposta scientifica a queste domande, ed è questa possibilità
ad avere attratto ognuno di noi verso questa disciplina.
Focus sugli errori mentali
Come ogni bambino vivace sa bene, si può capire come funziona
un giocattolo rompendolo. Se vogliamo capire come sono fatte le
cose, in modo da essere poi in grado di aggiustarle e persino di
costruirne delle nuove, capire che cosa succede quando si rompono o si guastano ha un valore inestimabile. Quando una cosa si
guasta, possiamo arrivare a capire quali sono le parti e i processi
che di norma funzionano insieme. Mancanze ed errori non ci
parlano solo di fallimento e sfacelo, ma sono anche un possibile
percorso verso la conoscenza. Da lungo tempo la psicologia ha
scelto di seguire tali percorsi. I “guasti” della mente umana sono
alquanto rivelatori per ciò che ne riguarda la struttura, il funzionamento e l’organizzazione. Per esempio, Freud e gli altri pionieri nello studio dei disturbi psicologici intrapresero quest’indagine
non solo per alleviare sofferenze umane, ma anche perché la
mente disturbata è una finestra sul funzionamento psicologico
normale; i comportamenti sociali inappropriati dei soggetti autistici ci insegnano come gli esseri umani riescono di norma ad
avere interazioni che filano via lisce; la depressione ci insegna come la maggioranza delle persone riesce ad affrontare con tanta efficacia le perdite e i dolori della vita; i comportamenti violenti e
antisociali ci mostrano come la maggioranza delle persone riesce
a condurre una vita relativamente pacifica, all’insegna dell’autocontrollo e del rispetto di principi morali; le illusioni ottiche ci insegnano in che modo l’occhio e il cervello generano di norma
esperienze visive corrispondenti agli oggetti reali che rappresentano; gli errori di inferenza e di memoria ci insegnano come le
persone riescono di solito a prendere decisioni efficaci e a ricordare così tanto, così bene e così a lungo. Nei vari capitoli del testo
saranno trattati i seguenti esempi di malfunzionamento mentale,
oltre a molti altri:
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I comportamenti automatici, come il dire “Grazie” a una macchina che ci ha appena distribuito un biglietto, forniscono informazioni importanti sul ruolo dell’abitudine nella vita mentale (Capitolo 1)
La tendenza a sottostimare la probabilità della co-occorrenza
di due eventi ci aiuta a capire perché le persone credono in capacita paranormali, ad esempio nell’ESP (Capitolo 2)
La sindrome dell’arto fantasma, in cui le persone continuano
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ad avere la sensazione del movimento e persino del dolore
proveniente da un arto amputato, rivela la plasticità del cervello (Capitolo 3)
Le esperienze di sinestesia, come il fatto che certe note musicali evocano la sensazione visiva di colori, o che certi suoni
possono produrre l’esperienza di un sapore, ci forniscono indizi sul normale funzionamento della percezione (Capitolo 4)
I “sette peccati” della memoria sono aspetti legati al dimenticare e alle distorsioni del ricordare che ci mostrano come le
persone ricostruiscono il proprio passato, e insieme ci rivelano
le funzioni adattative della memoria (Capitolo 5)
Ricompensare una persona per una certa attività può portare
al declino del comportamento ricompensato, quando il premio esterno mina la soddisfazione intrinseca derivante dallo
svolgere quel compito; questo fenomeno mette in luce alcuni
limiti del rinforzo (Capitolo 6)
I savant, come un ragazzino inglese di nome Christopher che
sapeva parlare correntemente 16 lingue e tuttavia mancava delle abilità cognitive necessarie a condurre una vita autonoma,
sono una straordinaria dimostrazione del fatto che la cognizione consiste in un complesso di abilità distinte (Capitolo 7)
Cercare di non pensare a una certa cosa in realtà rende quel
pensiero ossessionante, e rivela uno dei principali problemi in
cui ci imbattiamo quando vogliamo controllare il nostro pensiero e le nostre azioni (Capitolo 8)
Gli errori che tipicamente si commettono nei test d’intelligenza ci rivelano le relazioni tra abilità differenti, come il linguaggio e il ragionamento (Capitolo 9)
Gli errori delle persone nell’identificare le proprie emozioni ci
aiutano a capire il ruolo svolto dalla cognizione nell’esperienza
emozionale (Capitolo 10)
Gli errori che i bambini piccoli commettono quando cercano
di rispondere a domande sulle credenze e sui desideri di altre
persone ci dicono come gli esseri umani arrivano a capire la
propria mente e la mente degli altri (Capitolo 11)
Spesso le persone riferiscono che la lettera dell’alfabeto da loro preferita è l’iniziale del proprio nome, rivelando una irrazionale, inconsapevole, tendenza all’egocentrismo (Capitolo 12)
La stereotipizzazione ci mostra come le persone si servono di
categorie per formulare previsioni su oggetti ed eventi che non
hanno mai conosciuto prima (Capitolo 13).
La nostra esperienza di docenti ci suggerisce che gli studenti sono
affascinati da queste stranezze della mente esattamente quanto lo
siamo noi, quindi abbiamo inserito in tutto il testo numerosi
esempi di questi comportamenti umani intrinsecamente interessanti. Talvolta, per analogia con il campo dell’informatica in cui si
parla di “computer bug”, ci riferiamo a questi errori come a “bachi” o “bug” mentali. Questi errori sono molti utili nel fare luce
sui meccanismi psicologici umani: mettono in evidenza relazioni
tra aspetti apparentemente diversi e distanti, e rivelano i punti di
forza della mente umana oltre che le sue debolezze. Noi abbiamo
scelto di fare di questi errori, malfunzionamenti e stranezze il fuoco tematico per ciascuno dei campi tradizionalmente trattati da
un testo generale di psicologia.
Questo approccio comporta almeno due vantaggi. Il primo è
che fornisce un filo conduttore concettuale tra i capitoli riguardanti le normali funzioni psicologiche (come la memoria, la percezione e l’emozione). In secondo luogo, gli psicologi sanno che
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gli errori si verificano soprattutto per il malfunzionamento di
meccanismi che di norma sono adattativi. Per esempio la tendenza alla stereotipizzazione degli altri non è semplicemente una cattiva abitudine acquisita attraverso genitori poco evoluti, ma piuttosto un cattivo uso della tendenza di norma adattativa a classificare gli oggetti in categorie e a usare poi ciò che sappiamo di una
data categoria per formulare un primo giudizio sull’oggetto. Il
fuoco sugli errori mentali stimola gli studenti a concepire la mente come una soluzione adattativa ai problemi che gli esseri umani
si trovano ad affrontare nel mondo reale che li circonda.
Il cervello e le classiche domande della psicologia
Oltre a cercare di comprendere la mente osservando i casi in cui
essa non funziona come dovrebbe e considerando i tipi di problemi per risolvere i quali si è adattata, gli psicologi tentano di capire
la mente anche esaminando il cervello. Tradizionalmente, per capire le funzioni del cervello gli psicologi hanno fatto affidamento
su occasionali e imprecisi esperimenti spontanei della natura, e lo
studio dei pazienti con danni cerebrali continua a essere una fonte rilevante di conoscenze. Negli ultimi due decenni le nuove tecniche di imaging (o neurovisualizzazione), come la risonanza magnetica funzionale (fMRI) e la tomografia a emissione di positroni (PET), hanno permesso agli psicologi di spingere l’analisi in
profondità nel cervello di soggetti vivi e sani. Queste due tecniche
hanno portato alla nascita di un nuovo campo d’indagine, le neuroscienze cognitive, i cui risultati stanno gettando luce su alcune
interessanti questioni che restavano irrisolte da lungo tempo.
Consideriamo i seguenti esempi:
● Quando hanno un’allucinazione, le persone vedono davvero
elefanti rosa o sentono davvero la voce di Dio? Gli studi con le
tecniche di imaging hanno dimostrato che le allucinazioni visive e quelle uditive si accompagnano a un aumento dell’attività
neurale nelle regioni cerebrali di norma attivate dalle esperienze
visive e uditive reali. Ciò suggerisce che nel corso di un episodio
allucinatorio le persone abbiano vere esperienze visive e uditive.
● Quando le persone affermano di ricordare di aver preso parte
a riti satanici o di essere state vittime di abusi sessuali nell’infanzia, i loro ricordi sono corretti? Gli studi di neuroimaging
hanno rivelato che i falsi ricordi sono accompagnati da un incremento dell’attività neurale nelle regioni del cervello di norma associate con i veri ricordi; ciò suggerisce che le persone
che affermano di ricordare eventi di quel tipo abbiano un’effettiva esperienza mnestica.
● Quando le persone, non essendo riuscite ad ottenere ciò che
volevano, si dichiarano soddisfatte di ciò che hanno raggiunto,
stanno avendo una reazione del tipo “la volpe e l’uva” oppure
preferiscono davvero l’esito ottenuto a quello che desideravano inizialmente? Studi sui pazienti amnesici hanno rivelato
che le persone preferiscono ciò che hanno ottenuto anche
quando non sono in grado di ricordare di che cosa si tratta, un
risultato indicante che l’uva fuori dalla nostra portata ha davvero un sapore meno dolce.
Temi come quelli sopra ricordati fanno da naturale introduzione
alla discussione delle questioni fondamentali relative a percezione, memoria e motivazione. Il cervello è la base di tutti i fenomeni
psicologici e le tecniche di imaging ci rivelano in che modo il cervello crea quel miracolo che è la mente. La scelta da noi compiuta
di integrare nel testo i risultati delle moderne neuroscienze riflette la direzione in cui oggi si sta muovendo la psicologia. Il cervello
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non è più dominio esclusivo di alcuni specialisti: l’ampia diffusione delle tecniche di imaging ha consentito a un’intera generazione di ricercatori di indagare con passione le ancora oscure relazioni tra mente e cervello. In questo testo ci siamo sforzati di trasmettere a studenti appena all’inizio della loro formazione l’atmosfera di eccitazione che circonda queste ricerche, illustrando in
modo concreto e piacevole casi esemplari, presentando immagini
ottenute con le nuove metodiche, e accompagnando il tutto con
spiegazioni semplici e non troppo tecniche.
Scelte che ispirano, educano e rispettano
l’intelligenza degli studenti
Un testo introduttivo di psicologia dovrebbe essere incentrato sui
temi più importanti e su quelli più interessanti. E non dovrebbe essere un ulteriore rimasticamento di nozioni trite e ritrite. Di fatto,
oggi nessun singolo autore – come, d’altra parte, nessun gruppo di
tre autori – può essere davvero esperto in tutti i campi della psicologia. Per garantirci che Psicologia generale offrisse davvero il meglio delle conoscenze nei vari campi di questa disciplina, abbiamo
voluto formare un nostro Comitato di consulenza, costituito da
esperti ricercatori e docenti dotati di grande expertise in aree di
competenza diverse dalle nostre. Questi studiosi hanno letto le prime stesure del libro, quindi ne hanno seguito tutto il processo di
scrittura, chiarendoci quali erano i temi più importanti, i dati di fatto certi e i criteri con cui valutare i dati e i temi dei rispettivi campi
di competenza. Avvalendoci dei loro suggerimenti, ciascun argomento è trattato inserendolo nel contesto più generale dei temi affrontati dal campo d’indagine relativo. Ogni capitolo presenta un
arco narrativo che abbraccia la storia di un particolare campo della
psicologia, e inquadra i vari argomenti in un contesto tematico capace di catturare l’attenzione dello studente fin dall’inizio. Nello
scrivere Psicologia generale abbiamo scelto con grande ponderazione gli argomenti da trattare, cercando di comporre un insieme
equilibrato di studi classici e ricerche recenti in modo da attualizzare il quadro della disciplina. Siamo convinti che il nostro approccio
sia in grado di attrarre l’interesse degli studenti, educarli e al tempo
stesso divertirli, e soprattutto che sappia rendere la psicologia una
fonte di ispirazione potente per loro quanto lo è per noi.
Un insieme di strumenti pedagogici efficaci
Riuscire a catturare l’attenzione dei lettori e a divertirli non esaurisce gli obiettivi che ci siamo proposti nello scrivere Psicologia generale. Aiutare gli studenti ad apprendere, e a ricordare ciò che
hanno appreso, è un altro degli obiettivi a cui attribuiamo enorme
importanza. Perciò abbiamo sviluppato un insieme di strumenti
pedagogici, pensati per presentare con più efficacia i temi affrontati e facilitare l’apprendimento agli studenti.
Il racconto in apertura di ogni capitolo Ogni capitolo incomincia col racconto di un episodio di vita reale o con l’esposizione di un caso particolare, in modo da catturare l’interesse dello
studente e proporgli un primo assaggio dei temi che saranno trattati nel capitolo. Queste storie sono tipicamente incentrate su un
errore mentale che aiuta a illustrare l’argomento del capitolo.
Schede di approfondimento
● Nel vivo della scienza
Ogni capitolo contiene una o più schede in cui sono descritte ricerche particolarmente interessanti e
“di frontiera” su uno dei temi presentati nel capitolo stesso.
Spesso queste ricerche sono imperniate su quesiti fondamen-
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tali, per i quali gli psicologi sperano di trovare una risposta nei
prossimi anni. Per esempio nel capitolo dedicato al tema della
coscienza (Capitolo 8), una di queste schede illustra una recente ricerca da cui sembra emergere che le decisioni prese intuitivamente, non ragionate, possono a volte essere migliori di
quelle che scaturiscono da un’intensa e conscia elaborazione
razionale. Lo scopo di queste schede è aiutare gli studenti a vedere la psicologia come un’impresa “viva”, in cui restano ancora molti territori sconosciuti, un’impresa che lascia ampio spazio all’individuazione di nuove prospettive e a future scoperte
– magari ad opera degli studenti di oggi.
● Nel mondo reale
La psicologia si occupa di cose che rientrano
nella nostra esperienza di ogni giorno. Queste schede sono incentrate su questo tipo di esperienze, ed applicano le nozioni
presentate nel capitolo a qualche aspetto importante della vita
quotidiana. Alcune di queste schede si occupano di argomenti
tratti direttamente dalla cronaca (in una scheda del Capitolo 3,
“Neuroscienze e comportamento”, si parla degli aspetti legali
della morte cerebrale, riferendosi al recente caso di Terry
Schiavo), mentre altre si occupano di temi che possono avere
una rilevanza personale (p.e. il Capitolo 13, “Psicologia sociale”, contiene una scheda sulle relazioni amorose segrete).
● Qual è la tua posizione
Ogni capitolo termina con una scheda
che intende stimolare il “pensiero critico”, nella quale viene approfondito uno degli argomenti tratttati nel capitolo. Gli studenti sono posti di fronte a domande che li stimolano a considerare con maggiore profondità le implicazioni di questi temi e
che richiedono loro di riferire le proprie esperienze o di sviluppare argomentazioni valide e convincenti, anziché limitarsi a ricordare facili risposte di ordine pratico. Per esempio nel Capitolo 11, “Lo sviluppo”, si presentano allo studente argomentazioni a favore e contro l’idea di una “patente per genitori”, e nel
Capitolo 10 “Emozione e motivazione” si chiede allo studente
di esprimersi sull’opportunità che i governi paghino i cittadini
per andare a votare.
Sommario del capitolo Per facilitare lo studio e l’apprendimento, ognuna delle sezioni principali del testo si conclude con un breve sommario, che ricapitola i punti principali trattati in quella sezione e funge da transizione agli argomenti della sezione successiva.
Troppo umano Questi aneddoti del genere strano-ma-vero,
incentrati su stranezze ed errori del comportamento umano, costituiscono gradevoli parentesi che riprendono – di solito in chiave umoristica – certi temi discussi nel capitolo.
Parole chiave Ogni termine chiave – che si tratti di un concetto, di una procedura sperimentale o di una teoria importante – è
evidenziato nel testo in grassetto ed è seguito dalla sua definizione in corsivo. I termini e le relative definizioni sono riportati anche a margine della pagina, in un elenco in fondo a ogni capitolo
(con il numero della pagina in cui compare la definizione), e infine nel Glossario in fondo al testo.
In sintesi Oltre al sommario di fine capitolo, al termine di ciascun paragrafo compare un riassunto che ne riprende i punti principali.
Letture raccomandate Ogni capitolo si conclude con una breve lista di letture consigliate in cui compaiono libri facilmente reperibili per gli studenti, articoli importanti apparsi su riviste specializzate, articoli reperibili on-line, e in alcuni casi i titoli di film
che hanno a che fare con un concetto o un fenomeno trattato nel
capitolo.
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Ringraziamenti
Anche se le nostre fotografie potrebbero farvi pensare il contrario, abbiamo tutti e tre trovato una donna di buon cuore disposta
a sposarci. Ringraziamo Susan McGlynn, Marilynn Oliphant e
Toni Wegner per il miracolo da loro compiuto, e anche per
l’amore e il sostegno che ci hanno offerto in tutti questi anni in
cui siamo stati impegnati a scrivere questo libro.
Anche se in copertina compaiono i nostri nomi, scrivere un testo universitario è un’opera collettiva e noi abbiamo avuto la grande fortuna di avere in trincea un gruppo di professionisti straordinari. Il nostro gruppo di consulenti non soltanto ci ha aiutato a individuare le aree fondamentali della psicologia, ma ci ha anche fornito materiali originali, elaborazioni di esperti nel settore e visioni
d’insieme che ci hanno permesso di trasmettere informazioni su
argomenti che non rientrano nelle nostre competenze. Abbiamo
verso queste persone un notevole debito di gratitudine; si tratta di
Martin M. Antony, Mark Baldwin, Patricia Csank, Denise D.
Cummins, Ian J. Deary, Howard Eichenbaum, Paul Harris, Arthur
S. Reber, Alan Swinkels, Richard M. Wenzlaff e Steven Yantis.
Siamo inoltre molto grati a Celeste Beck, Amy Cameron, Beth
Mela, Betsy Sparrow, Adrian Gilmore e Alana Wong per l’assistenza che ci hanno offerto nel lavoro di scrittura del testo e di ricerca.
Più di 1000 studenti hanno in prima persona verificato sul campo vari capitoli di Psicologia generale, in fasi diverse di stesura del
testo. Da questi studenti sono venute non solo risposte decisamente positive, fonte per noi di notevole incoraggiamento, ma anche critiche costruttive e commenti preziosi, che con grande piacere abbiamo inserito nel testo. In particolare vorremmo ringraziare gli studenti dei corsi di psicologia generale presso le università qui di seguito citate, che hanno studiato su alcuni capitoli di
prova del nostro libro e hanno contribuito allo sviluppo di Psicologia generale con un livello di impegno davvero meritorio: Baker
University; Baldwin Wallace College; Boston University; Bowling
Green State University; College of Lake County; College of
St. Elizabeth; Curry College; Dominican University; Gainesville
College; Hiwassee College; Illinois Wesleyan University; Kennesaw State University; Loyola University, Lakeshore; McKendree
College; Morrisville State College, SUNY; Nazareth College of
Rochester; Oregon State University; Regis University; Rochester
Institute of Technology; Rowan University; Shepherd University;
State University of West Georgia; Texas A&M University; University of Arizona; University of Arkansas-Fayetteville; University
of Idaho; University of Kansas; University of Minnesota-Duluth;
University of Nebraska at Kearny; University of San Diego; University of Texas at Austin; Villanova University; Wake Forest University; Washburn University; Washtenaw Community College.
Abbiamo imparato molto anche dai partecipanti ai focus
group, da coloro che hanno risposto ai nostri sondaggi, dai revisori del testo e dai docenti che hanno letto parti del libro; desideriamo quindi ringraziare per il loro tempo e i loro suggerimenti, entrambi davvero preziosi, i seguenti colleghi:
George Alder
Erica Altomare
Simon Fraser University
University of Pittsburgh at Titusville
Brad Alford
Eileen Astor-Stetson
University of Scranton
Bloomsburg University
John Allen
Raymond Baird
University of Arizona
University of Texas, San Antonio
Amber Alliger
Scott Bates
Hunter College
Utah State University
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Phillip Batten
Wake Forest University
Kyle Baumbauer
Texas A&M University
Kimberly Bays-Brown
Ball State University
Denise Berg
UCLA
Frank Bernieri
Oregon State University
Joan Bihun
University of Colorado, Denver
Wendi Born
Baker University
Deborah Briihl
Valdosta State University
Sara Broaders
Northwestern University
Cliff Brown
Wittenberg University
Krisanne Bursik
Suffolk University
Adam Butler
University of Northern Iowa
Peter Carole
Regis University
Isabelle Cherney
Creighton University
Sharon Claffey
University of Georgia
Samuel Clay
BYU-Idaho
Carl Clements
University of Alabama
Lawrence Cohen
University of Delaware
David Copeland
University of Nevada, Las Vegas
Gregory Corso
Georgia Institute of Technology
Renee Countryman
Illinois Wesleyan University
Cynthia Craig
Thomas Jefferson University
Susan Cross
Iowa State University
Mary Ellen Dello Stritto
Western Oregon University
Cathy DeSoto
University of Northern Iowa
Mary Devitt
Jamestown College
Tracy Dunne
Boston University
Steven Dworkin
Jacksonville State University
Jennifer Dyck
SUNY Fredonia
Vanessa Edkins
University of Kansas
Tami Eggleston
McKendree University
Lisa End-Berg
Kennesaw State University
Oney Fitzpatrick
Lamar University
Bill Flack
Bucknell University
Sandra Frankmann
Colorado State University–Pueblo
Phyllis R. Freeman
SUNY at New Paltz
Perry Fuchs
University of Texas, Arlington
Shira Gabriel
University at Buffalo, SUNY
Danielle Gagne
Alfred University
Anne Garcia
Washtenaw Community College
Luis Garcia
Rutgers University–Camden
Wendi Gardner
Northwestern University
Afshin Gharib
Dominican University
Diane Gillmore
Loyola University, Lakeshore
Wendell Goesling
De Anza College
Jamie Goldenberg
University of South Florida
Nicholas Greco
College of Lake County
Erinn Green
Wilmington College
Anthony Greene
University of Wisconsin–Milwaukee
Sarah Grison
University of Illinois, Urbana
Champaign
Robert Guttentag
The University of North Carolina
at Greensboro
Darlene Hannah
Wheaton College
Deletha Hardin
University of Tampa
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Prefazione
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David Harrison
Virginia Tech University
Mike Havens
Montana State University, Billings
Stephen Heinrichs
Regis College
Gloria Henderson
University of San Diego
Patricia Hinton
Hiwassee College
Debra Hollister
Valencia Community College
Jeffrey Holmes
Ithaca College
Herman Huber
College of St. Elizabeth
Allen Huffcutt
Bradley University
Linda Jackson
Michigan State University
James Jakubow
Florida Atlantic University
Norine Jalbert
Western Connecticut State University
Alisha Janowsky
University of Central Florida
Lance Jones
Bowling Green State University
Steve Joordens
University of Toronto
at Scarborough
Deana Julka
University of Portland
Cynthia Kaschub
University of Florida
Mary-Louise Kean
University of California, Irvine
Craig Kinsley
University of Richmond
Michael Knepp
Virginia Tech University
Steve Kohn
Valdosta State University
Kim Krinsky
Georgia Perimeter College
Jose Lafosse
Regis University
Pamela Landau
Eastern Michigan University
Ann Leonard-Zabel
Curry College
Cheyanne Lewis
Shephard University
Pam MacDonald
Washburn University
Brian Malley
University of Michigan
Abe Marrero
Rogers State University
Karen Marsh
University of Minnesota, Duluth
Rona McCall
Regis University
David McDonald
University of Missouri, Columbia
Russell McGuff
Tallahassee Community College
Dani McKinney
SUNY Fredonia
Anca Miron
University of Wisconsin, Oshkosh
John Moritsugu
Pacific Lutheran University
Jane Noll
University of South Florida
Peggy Norwood
Red Rocks Community College
Rory O’Brien McElwee
Rowan University
Kristy Olin
Robert E. Lee High School
John Pierce
Villanova University
Joan Porcaro
Pace University
Gabriel Radvansky
University of Notre Dame
Celia Reaves
Monroe Community College
Cynthia Riedi
Morrisville State College
Bonnie Rosenblatt
Kutztown University
Gail Rothman-Marshall
Rochester Institute of Technology
Michael Russell
Washburn University
Catherine Sanderson
Amherst College
Nelly SantaMaria
University of Pittsburgh
Katie Saulsgiver
University of Florida
David Schroeder
University of Arkansas
Doyce Scott
Southern University, Shreveport
Marc Sebrechts
Catholic University of America
Janet Seide
Bridgewater State College
Ines Segert
University of Missouri, Columbia
Don Sharpe
University of Regina
David Simpson
Carroll College
Alice Skeens
University of Toledo
Jeffrey Skowronek
University of Tampa
John Skowronski
Northern Illinois University
Louisa Slowiaczek
Bowdoin College
Christine Smith
Antioch College
Claire St. Peter Pipkin
West Virginia University
David Steitz
Nazareth College of Rochester
Barry Stennett
Gainesville College
Deborah Stote
University of Texas, Austin
Jim Stringham
University of Georgia
George Taylor
University of Missouri, St. Louis
Brian Thomas
Baldwin-Wallace College
Lisa Thomassen
Indiana University
xv
Inger Thompson
Glendale Community College
David Topor
The University of North Carolina
at Greensboro
Michael Trent
Triton College
Julie Turchin
College of San Mateo
Julie Van Dyke
Pace University
Frank Vattano
Colorado State University
David Washburn
Georgia State University
Shannon Welch
University of Idaho
Robin Lea West
University of Florida
Julia Whisenhunt
State University of
West Georgia
Len Williams
Rowan University
William Wozniak
University of Nebraska at Kearney
John William Wright
Washington State University
Jay Wright
Washington State University
Karen Yanowitz
Arkansas State University
Barbara Young
Middle Tennessee State University
Tricia Yurak
Rowan University
Un ringraziamento particolare va allo straordinario staff della casa editrice Worth Publisher, a cominciare dall’editore, Catherine
Woods, che ci ha sostenuto con la sua guida e il suo incoraggiamento in tutte le fasi del progetto; siamo poi molto grati all’acquisitions editor, Charles Linsmeier, che ha condotto il progetto
con grande intelligenza, garbo e piacevolezza; a Mimi Melek, senior development editor, che ci ha sferzato senza pietà con la sua
penna verde e in questo modo ha grandemente migliorato lo stile
del libro; lo stesso dicasi per Barbara Brooks, Phyllis Fisher e Michael Kimball, che hanno apportato notevoli miglioramenti al testo con i loro incisivi interventi; grazie ad Alan Swinkels, narrative editor, che col suo paziente lavoro ha trasformato una zuppa
piena di grumi in un fluido purè; a Tracey Kuehn, associate managing editor, a Jane O’Neill, project editor, a Karen Taschek,
copy editor, a Sarah Segal, production manager, e a Justin Kruger, assistant editor, i quali sono riusciti, in virtù di una portentosa alchimia, a trasformare un manoscritto in un libro. Infinite grazie vanno all’art director Babs Reingold, al layout designer Lee
Mahler, al photo editor Ted Szczepanski e a Elyse Rieder, photo
researcher, che hanno fatto di questo libro una vera delizia per gli
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Prefazione
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occhi; grazie ad Andrea Musick, senior media editor, e a Stacey
Alexander, production manager, che hanno controllato lo sviluppo e la produzione di uno splendido pacchetto di supplementi;
grazie a Kate Nurre, nostro executive marketing manager, e a
Daniel L. Schacter
Carlise Stembridge, associate director of market development,
che si è prodigata senza risparmiarsi per sostenere la nostra visione. Grazie infinite a tutti. Non vediamo l’ora di poter lavorare di
nuovo con voi.
Daniel T. Gilbert
Daniel M. Wegner
Cambridge, 2007

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