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ANNO 4 | NUMERO 1
PERIODICO DI ASTRACUNEO - ASSOCIAZIONE TRASPORTATORI
FEBBRAIO 2013
Direzione, agenzia pubblicitaria, redazione: via della Motorizzazione 11, 12100, Cuneo § Tel: 0171-413978 § Mail: [email protected] § Direttore responsabile: Andrea Caponnetto
Iscrizione Tribunale di Cuneo n. 623 del 26 marzo 2010
IN QUESTO
NUMERO
CAOS NEVE:
ATTACCO ALLA
CATEGORIA
Replica alla Provincia p. 2
FERMI
TUTTI!
LA GENTE SCRIVE
AD ASTRA: GIUSTA
BATTAGLIA
Disagi invernali a p. 3
BLOCCO SENZA
NEVE: LA VOCE
DEGLI ASSOCIATI
Una nevicata sottovalutata mette in ginocchio la Granda: strade non pulite,
ingorghi e disagi sulle arterie principali, incidenti e rabbia da parte dei cittadini
TUTTI FERMI, IN CODA, IMPANTANATI O INTRAVERSATI
Ma per la Provincia sono i camionisti i veri responsabili del caos: non è vero!
Dieci giorni dopo il Prefetto blocca il trasporto pesante per 36 ore:
una scelta rivelatasi inutile, poichè nel Cuneese cadono appena due fiocchi
FERMI TUTTI, ANCORA UNA VOLTA, CON IL CIELO SERENO
IL COMPITO
di Domenico Allione
Le opinioni alle p. 4 e 5
MEZZI E ATTREZZI
PROFESSIONALI
E RINNOVO CQC
Formazione Astra alle p. 6 e 8
CERCASI GOVERNO DISPERATAMENTE?
Si è votato domenica 24 e lunedì 25 febbraio (ma perché da noi ci
vogliono due giorni per votare?) e la giusta voglia di cambiamento ha
prodotto un risultato diametralmente opposto in termini di stabilità e
di governabilità. Le imprese sferzate dalla crisi e i lavoratori sotto la
minaccia della disoccupazione avanzante necessiterebbero di scelte
precise, rapide, di una pubblica amministrazione finalmente capace di
essere al servizio di chi produce. Ci aspettano invece settimane, se
non mesi, di formule barocche e immaginifiche come governo di
scopo, del presidente, di minoranza, maggioranze variabili e chi più
ne ha più ne metta.
Si sta assistendo a metamorfosi improvvise, sfascisti che invocano stabilità, burocrati che offrono cambiamento, rivoluzionari che hanno
paura di prendere il potere! Nel frattempo il nostro sistema produttivo è in affanno se non talvolta nel mirino di appetiti stranieri che
guardano con cupidigia al secondo sistema manifatturiero d'Europa.
Il mondo dell'autotrasporto che veicola sulle proprie ruote la compe-
titività di buona parte del nostro export, è lasciato solo di fronte alle
sfide di una competitività est-europea basata solo sul dumping sociale di minori stipendi e contributi degli autisti.
Ovviamente nei discorsi di quasi tutte le forze politiche si ode un tintinnar di sciabole contro lo strapotere della burocrazia di Bruxelles,
contro l'Europa dei tecnocrati, contro l'arroganza tedesca! Discorsi da
bar che si sciolgono come neve al sole appena i nostri leader vecchi
e nuovi oltrepassano i confini dei talk show televisivi per approdare
nei luoghi del potere comunitario. Per opporsi ad alcuni degli evidenti aspetti negativi dell'Unione Europea, occorre mandare personale
politico e burocratico esperto, competente, sorretto da una opinione
pubblica e da un mondo imprenditoriale e sindacale capace di capire
che la vera sfida politica si gioca a Bruxelles. L'esatto opposto di ciò
che accade oggi. In Belgio sono stati senza governo per quasi due
anni e l'economia ha fatto passi in avanti, il alternativa ad un politica
caotica non sarà questa la strada giusta anche per l'Italia?
II
ANNO IV - NUMERO 1
CAOS NEVE, ATTACCO
ALLA CATEGORIA
Autotrasportatori accusati di essere la causa degli ingorghi di fine gennaio. Ma non è così
di Andrea Caponnetto
Una nevicata intensa ed improvvisa, ma
comunque non più di 30/40 cm, mecoledì
23 gennaio ha messo in ginocchio la
Granda. Gravi disagi si sono registrati
nel Cuneese, Fossanese, Saluzzese e
Monregalese e tra gli automobilisti è cresciuto con il passare delle ore lo sconcerto per la scarsa manutenzione delle strade. In molte arterie provinciali infatti i
mezzi spartineve e spargisale sono intervenuti con colpevole ritardo e in alcuni
casi anche con scarso coordinamento. Ne
hanno fatto le spese un po' in tutta la
provincia centinaia di automobilisti e con
loro decine di autotrasportatori, usciti di
strada o intraversatisi per le impossibili
condizioni di aderenza della carreggiata
o costretti in interminabili imbuti. A
Fossano in quelle ore si è anche verificato un tragico incidente mortale.
LA PROTESTA. «Nel 2008 sono caduti
due metri e mezzo di neve, ma non abbiamo avuto problemi. Oggi sono bastati 30
centimetri per creare il caos e gravi situazioni di pericolo. Dalle 12 alle 15, nessun
mezzo spartineve è passato nel mio
Comune» denuncia Emanuel Parracone,
sindaco di Valdieri. È solo una delle tanti
voci che in quelle ore si rincorrevano, tra
radio, giornali e sociale network, segnalando situazioni di emergenza anche a
Fossano (una settantina di mezzi pesanti
rimasti
“piantati”),
Borgo
San
Dalmazzo, Boves, Madonna dell'Olmo,
Busca, circonvallazione dei Ronchi
(coda di 5 km). Blackout e tante proteste
a Peveragno, nella parte alta del paese,
dove oltre 200 famiglie sono rimaste
senza luce dalle 15 a fine serata. Il vice
sindaco Stefano Dho: «Davvero scandalose le condizioni delle strade provinciali, non soltanto nella zona di Peveragno
ma anche nel concentrico».
Sulla Torino-Savona al mattino è scattato il cosiddetto “filtraggio e accumulo”
dei camion superiori alle 7,5 tonnellate
sia ad Altare (verso Torino), sia a Priero
(direzione Savona). Dapprima i tir sono
stati fermati negli ampi spiazzi, per poi
procedere incolonnati insieme, scortati
dalle pattuglie della polizia stradale, così
da limitare i disagi e scongiurare interruzioni alla circolazione. Nel pomeriggio le
precipitazioni sono aumentate e la A6 ha
preferito fermare i mezzi pesanti nei due
punti di raccolta, senza più immetterli
sull'autostrada. Dalle 16 alle 17 l'autostrada è rimasta completamente chiusa
tra Mondovì e Ceva.
LE RESPONSABILITA'. L'indomani,
tra appelli e prese di distanza, è stato
tempo di trovare i responsabili di tanta
inefficienza. E bastava raccogliere le
lamentele di amministratori e cittadini
comuni nonché i post in ambito di viabilità diffusi sui social network per comprendere che il sistema messo in piedi
Polemica sulle responsabilità: parte la corsa allo scarica-barile [Foto Costanza Bono]
dalla Provincia per le annuali emergenze
neve non aveva funzionato.
Cuneo opera per lo sgombero neve su
3200 chilometri di strade provinciali con
200 imprese, da ottobre a maggio, con
una spesa da parte della Provincia di
oltre 7,5 milioni. Cinquecento mezzi
spartineve e spargisale obbligati, per
contratto, a intervenire quando sull'asfalto si accumulano dagli 8 ai 10 centimetri di neve. Il vicepresidente della
Provincia Giuseppe Rossetto, nei panni
anche di assessore alla Viabilità e ai
Lavori pubblici, ha invece confermato
che il Piano anti-neve ha funzionato nei
minimi dettagli, asserendo che i mezzi
incaricati dalla Provincia erano tutti
perfettamente in azione. Ha poi liquidato
agli organi di stampa il problema dei
disagi dicendo che quando nevica tanto
in poche ore qualche difficoltà è comprensibile, e che in Provincia tutto era
sotto controllo.
L'ATTACCO ALLA CATEGORIA. E fin
qui la parte “istituzionale”, la difesa
d'ufficio, comprensibile, seppur parziale. Rossetto si è però lasciato scappare
nella sua disamina una tirata d'orecchie a
quanti non rispettano le ordinanze, viaggiano senza gomme invernali e, a sorpresa, anche nei confronti dei professionisti
del trasporto. Dichiara alla Stampa il
vicepresidente: «Il grosso dei problemi è
dipeso dall'irresponsabilità degli autisti
di camion e bus che sono rimasti impantanati, creando ingorghi e impedendo lo
sgombero. Forse la Prefettura avrebbe
dovuto impedire la circolazione ai mezzi
pesanti nelle ore più critiche».
ALLARME PREVENTIVO. Prima di
tornare alla cronaca di quelle ore, anticipiamo l'effetto devastante che questo scarica-barile di responsabilità sulla
Prefettura ha avuto 10 giorni dopo: per
una nevicata solo annunciata (e verificatasi in minima misura con ritardo di 24
ore) l'ente governativo presieduto a
Cuneo da Patrizia Impresa ha dichiarato
il blocco completo di tutti i mezzi dalle 20
della domenica e per 2 giorni (vedi a lato).
LA REPLICA DI ASTRA. «Se bastano
trenta centimetri di neve per creare il disastro di mercoledì, siamo alla frutta - la
pronta risposta di Guido Rossi, segretario
di Astra di Cuneo, alla provocazione della
Provincia -. Dire che le strade non erano
pulite perché i camion sono finiti di traverso, è affermazione piuttosto ardita. La
vera colpa è l'inefficienza amministrativa
della Provincia».
Intanto il direttivo dell'associazione, colpito dall'ingiustificato attacco diretto alla
categoria preparava un manifesto e un
comunicato stampa (pubblicato su quotidiani, settimanali e ripreso anche da tg
radio e tv della provincia) all'interno del
quale, per punti e sinteticamente, veniva
riletta la vicenda del 23/24 gennaio: un
documento pensato per dare voce a chi,
lavorando sotto la neve magari da diverse
ore, si è trovato a subire ritardi, ingorghi
e disagi dovuti alle carenze organizzative
dell'ente e poi è stato pure additato come il
responsabile del caos di quelle concitate
ore.
[Proponiamo in basso la grafica]
Nel comunicato Astra Cuneo replica con
forza all'interpretazione data dalla
Provincia in merito ai disagi che hanno
fatto seguito alla nevicata: «Non si devono
confondere le cause con gli effetti - scrive
-. Dire che le strade non erano pulite perché i mezzi pesanti si sono intraversati è
evidentemente una scusa per mascherare
un'inefficienza organizzativa». E avversa
il ridicolo fenomeno dello scarica-barile
delle responsabilità dietro cui troppo
spesso si trincerano le amministrazioni
pubbliche in cerca di protezione.
IL MANIFESTO CON CUI ASTRA HA PRESO POSIZIONE SULLA POLEMICA
ANNO IV - NUMERO 1
III
Prima le strade
non pulite
raccontate
dai cittadini...
...POI ARRIVA IL BLOCCO
MA LA NEVE NON C’È!
La Statale Ceva-Gar. Pievetta
L’autostrada Torino-Savona
La Statale Ceva-Gar. Rocchini
Dopo la rabbia e le polemiche di gennaio il
grande paradosso della viabilità cuneese si è
palesato in tutta la sua virulenza due settimane dopo. Per 3 giorni i bollettini e le allerte meteo di Arpa e Protezione civile hanno
annunciato una importante perturbazione
che avrebbe interessato tutto il Nord Italia.
Col senno di poi, sicuramente una previsione
più catastrofica del previsto, a tutte le longitudini. Non era ben chiaro dove e quanto
sarebbe nevicato (in particolare in pianura),
ma con una mossa preventiva il Prefetto ha
deciso di indire il blocco completo a tutti i
mezzi pesanti sulle strade della Provincia. A
pensar male si fa peccato, ma la chiamata
alla responsabilità che la Provincia ha rivolto alla Prefettura per non aver effettuato il
blocco in occasione della nevicata precedente può certamente aver influito sulla decisione (e soprattutto sulle tempistiche) del blocco
in oggetto.
Un'ordinanza resa nota alle 22 di domenica
10 febbraio e revocata solo alle 7 del martedì
(12). Con enormi disagi a carico della categoria per quanto concerne l'organizzazione dei
viaggi, di fatto da rivedere nottetempo
(sovraccaricando la seconda parte della settimana) e con una beffa finale per molti autotrasportatori: la neve non ha quasi interessato la nostra Provincia e quel poco che ne è
caduta, in molti casi non pulita, è gelata
durante la notte di lunedì e ha reso particolarmente pericoloso il manto stradale proprio nel momento in cui (martedì mattina) è
stato dato il vialibera ai camion.
Da questi due episodi diametralmente opposti, ma entrambi giunti a detrimento del settore, ne emergono alcune semplici lezioni che
con obiettività tutti gli operatori del settore,
enti e amministrazioni dovrebbero condividere:
1. Le strade, in particolare quelle provinciali, quelle ad alto scorrimento e le autostrade
(per la cui manutenzione si pagano fior di
pedaggi) quando nevica vanno pulite in
tempi logici e con mezzi adeguati, per il bene
e l'incolumità degli automobilisti e degli autotrasportatori
2. Non è opportuno praticare un blocco completo a carico dei mezzi pesanti ad ogni avvisaglia di maltempo, ma serve usare il buonsenso ad ogni episodio e punire eventual-
mente gli autisti dei mezzi non attrezzati,
lasciando circolare (entro certi limiti, come
quelli registrati in queste settimane) quelli
dotati di catene
3. In fase di decisione, che andrebbe presa
con un certo coordinamento e tempi adeguati alla comunicazione a tutti gli interessati, è
bene tenere a mente lo stato dei singoli
camionisti, presi in ostaggio dalle scelte effettuate e protagonisti di un mondo distante
rispetto alle sale decorate dove si riuniscono
i decisori.
Diego Pasero, vice-presidente di Astra
Cuneo: «Nonostante tecnologie sofisticate,
centrali operative e promesse di coordinamento più efficiente, la neve, anche poca,
comporta ogni anno a vari livelli ingenti difficoltà per il settore. Dai valichi ai blocchi,
sino alla beffa di essere additati come i
responsabili degli ingorghi stradali… la
somma di tutto anche quest'anno dà un risultato sconcertante. Sembra che l'attività del
trasporto, spina dorsale dell'economia provinciale, possa operare con dignità solo da
Pasqua ai Santi, perché nel lungo inverno
della Granda il cammino è irto di ostacoli».
LA VOCE DELLA GENTE (ARRABBIATA)
Disagi, decine di messaggi di sostegno per Astra
A chiosa del suo intervento, uscito sui
principali mezzi di comunicazione del
territorio (vedi articolo alla pagina precedente), Astra chiedeva ai cittadini di fare
la propria parte nella ricerca delle vere
responsabilità: «Inviateci immagini e racconti - l'invito dell'associazione - per aiutarci a rendere palese l'inefficienza che
ha danneggiato tanti cittadini ma anche
numerose imprese di autotrasporto». La
risposta della gente, e non solo dei trasportatori, è stata immediata e carica di
sdegno, a conferma del malcontento
generalizzato che si è diffuso dopo questo
caso di inefficienza operativa. Una partecipazione sorprendente, che ha rinfrancato chi negli uffici in quei giorni conduceva la battaglia a difesa della categoria.
Massimo ci ha inviato foto relative alla
scandalosa condizione della strada a
Levaldigi; un autotrasportatore ha realizzato un vero e proprio reportage fotografico con cronologia e indicazione dei
luoghi dove aveva trovato le strade innevate; Andrea si è complimentato per la
lettera che smaschera la Provincia, molti
altri ci hanno scritto per denunciare
alcune situazioni di particolare gravità e
dire la loro sul tema.
Eccone a lato alcuni.
Le mail di indignazione raccolte da associati e cittadini
Ho percorso più volte la strada Borgo S. D. - Villafalletto, dalle 8 del mattino
in poi, ho visto aumentare vertiginosamente le difficoltà alla circolazione
pesante è leggera. Alle h 11:30 ho montato le catene hai pneumatici del mio
camion, per recarmi a Mondovì, ma nella prima cintura di Cuneo ho visto solo
una lama che circolava in zona Massucco noleggi ma oramai si era formato
uno strato di alcuni cm di ghiaccio e il suo passaggio è stato inutile. Ho visto
un solo mezzo spargisale, creandomi l'illusione che la situazione si fosse
sbloccata, ma non era così quando mi resi conto che la rotella che avrebbe
dovuto spargere il mix di sabbia e sale era ferma. Non voglio insegnare niente a nessuno, ma con gli spargisale in azione si sarebbero evitati forse non
tutti, ma moltissimi disagi. Cari amici della Provincia prima di scaricare la
colpa a noi camionisti vi consiglierei di vigilare sulle vostre strade le ditte
appaltatrici.
È scandaloso, a dir poco quanto successo mercoledì. Ero in viaggio per lavoro (non per curiosare quanta neve ci fosse). Il mio tragitto quotidiano dura 1
ora e 5 minuti, ma mercoledì è diventato 2 ore e 45! Non ho incrociato uno
spartineve. La situazione era sempre più insostenibile, la neve era sempre più
abbondante nella strada, non riuscivo più a controllare il mio veicolo, avevo
veramente paura di finire la mia corsa in un fosso. E dire che viaggio nella
neve da 20 anni! Il venerdì ho letto l'articolo sulla Stampa in cui si dava la
colpa ad automobilisti indisciplinati e privi di dotazioni invernali. Peccato che
io avessi 4 antineve e 2 catene montate!
Mercoledì 21 sono partita da Busca alle ore 17,00. Nessun mezzo spartineve
o spargisale era passato dalle ore 08,00 del mattino (ora in cui era iniziata la
nevicata). Sono arrivata a San Rocco di Bernezzo, dove risiedo, alle ore 19,45
(passando per la Statale Saluzzo Cuneo e poi Cuneo Caraglio sperando che
le strade fossero state pulite, invece era un disastro.
Attenzione: nel tragitto ho visto un sacco di mezzi spartineve all'opera nei cortili privati ma non sulla statale. Forse i privati pagano? Ho rischiato di distruggere la macchina più volte: se la coda si fermava non si riusciva a ripartire. In
quasi 30 anni di patente non ho mai visto nulla del genere. Comodo scaricare
le responsabilità sugli altri. Ritengo che, prima di lanciarsi in simili affermazioni,
qualcuno dovrebbe valutare l'eventualità di andarsi a nascondere.
Confermo la vergognosa condizione delle provinciali SP 12, SP 9 ed SP 422
nella serata della nevicata (transito dall ore 17 alle ore 19 circa).
Tali strade risultavano non intralciate da mezzi pesanti intraversati (certo non
erano pochi quelli che procedevano a non più di 20 Km/h creando intralcio
alla circolazione leggera, peraltro essa stessa in difficoltà se impreparata). La
condizione era la più critica, tra quelle riscontrate in area pianeggiante, nella
mia esperienza di viaggiatore; credo di poter affermare senza timore alcuno
che nessun mezzo di sgombre neve fosse transitato, il deposito di neve faceva, in alcune occasioni, "spanciare" l'auto e non solo in aree d'intersezione
tra percorsi. In area casello carrù vedevo pattuglia della GdF controllare situazione pneumatici/catene pre ingresso in autostrada, ciò non faceva altro
che"segmentare" ancor peggio gli utenti della strada, in quanto molti, anche
mezzi pesanti, sceglievano palesemente di tornare sulla provinciale pur di non
sottoporsi a controllo della citata pattuglia situata all\'ingresso autostradale.
La condisione rimaneva critica anche nella prima mattinata del giorno successivo sul medesimo percorso in area Magliano Alpi (SP 9).
Che dire, semplicemente una vergogna, fossi stato coinvolto in un qualche
incidente quali il paio a cui ho assistito avrei certamente citato il gestore della
strada in quanto la medesiam era certamente impraticabile e da chiudersi alla
circolazione fino ad intervento di pulizia effettuato.
IV
ANNO IV - NUMERO 1
NEVE: PAROLA AGLI
Sconcerto per la polemica innescata dalla Pro
di Andrea Caponnetto
Sul dibattito che si è innescato in occasione delle
nevicata di fine gennaio, quella che ha messo in frizione la Provincia e l'associazione di trasportatori,
Ernico Carpani di Villafalletto si complimenta con
Astra per la ferma posizione tenuta di fronte all'istituzione e per aver dato contribuito a dare pubblicità
ai disagi registrati sulle strade Provinciali: «Il vero e
unico problema è che non hanno tolto la neve. 20/30
cm di neve in Provincia di Cuneo sono la normalità,
non bisogna stupirsi. Ogni nevicata sembra un dramma. L'assenza del servizio dei mezzi spartineve è
stata una vergogna. Il controsenso è che le strade
vicinali o comunali spazzate dai trattori erano più
pulite di quelle provinciali». Quindi due parole sulla
polemica scatenatasi con la Provincia: «Dopo gli
articoli usciti sulla posizione di Astra tanta gente
comune ha capito l'oggetto del contendere, l'opinione
pubblica è stata fin da subito dalla nostra parte,
prova ne sono i numerosi messaggi giunti anche da
privati cittadini alla sede. È stato per molti più forte
il disagio rispetto alla ricerca di un capro espiatorio:
ecco perché si è sollevato questo movimento di protesta».
Da Cinzano, sede della Carrero trasporti, la voce di
Enrico Carrero è quella di un autotrasportatore
basito di fronte alle assurdità del blocco comandato
a inizio febbraio: «Ci siamo trovati domenica sera a
guardare il cielo stellato e ad essere costretti a riportare i camion nelle rimesse. Poi è nevicato, poco,
lunedì sul tardi. La maggior parte dei miei mezzi
sarebbero già stati a Roma o a Perugia, per nulla
interessati dalla perturbazione. È però contraddittorio che nella fredda mattinata di martedì mattina,
dopo una gelata seguita alla nevicata, il blocco sia
stato rimosso e nessuno si sia più interrogato sulla
sicurezza». Carrero dichiara che l'esperienza e il
buon senso di pressoché tutti i camionisti della provincia è tale da essere il migliore deterrente rispetto
alle condizioni di emergenza o di disagio: «Se le condizioni sono tali da non poter andare avanti o da
mettere a repentaglio l'incolumità propria o altrui, i
nostri autisti sono i primi a fermarsi, mettere le catene e agire con responsabilità. Per questo sono dispiaciuto dell'attacco che la categoria ha ricevuto dalla
Provincia e contrario all'applicazione ferrea di un
protocollo che danneggia tutti per colpe di pochissismi».
Franco Carpani, storico titolare dell'azienda di trasporti di Villafalletto racconta le difficoltà emerse in
seguito al blocco alla circolazione dei mezzi pesanti
di inizio febbraio: «Avevamo consegne tassative da
effettuare il lunedì, si è ingenerato un ritardo che ha
spostato in avanti quasi una settimana di lavoro. Il
ridicolo è che nel Buschese, da dove partono i nostri
mezzi, i fiocchi non si sono visti fino a lunedì, per
giunta una spruzzata senza particolari disagi. Anche
il Frejus è rimasto chiuso, arrecandoci altre difficoltà». Quindi un po' di amarcord: «Si sta passando da
una estremità all'altra. Fino a qualche tempo fa con
le catene si riusciva a lavorare anche quando nevicava, ora si bloccano i camion con funzione preventiva:
ridicolo. Si dovrebbe obbligare all'uso delle catene
ma permettere a chi ha mezzi abili di procedere.
Purtroppo veniamo presi in considerazione solo
quando i prodotti cominciano a mancare dagli scaffali…».
Mauro Ramero della Ramero trasporti di Peveragno
ci racconta il suo calvario: «Ho avuto un camion
fermo per quasi tre giorni in Francia, siamo stati
avvertiti del blocco solo alle 21 del giorno prima. Un
tempo, con buon senso, nonostante i blocchi, i mezzi
di ritorno da un trasporto estero li facevano tornar a
casa, ora la linea è rigida e noi ne paghiamo le conseguenze».
DECRETO | “CRESCITA 2.0”: COSA CAMBIA, GLI OBBLIGHI E LE ACCORTEZZE DA
Pec obbligatoria anche per
Quello delle tecnologie in azienda è un tema-caldo al quale
dev'essere riservata prioritaria
importanza.
È noto che, ormai da tempo, la
gestione dei rapporti commerciali e delle partnership
imprenditoriali trova il suo collettore privilegiato nelle nuove
tecnologie, prima fra tutte la
posta elettronica, specie quella
cosiddetta “certificata”. La
posta elettronica certificata
(Pec) permette di attribuire ad
un messaggio lo stesso valore
legale di una raccomandata con
avviso di ricevimento, opponibile ai terzi riguardo al giorno e
all'ora rispettivamente di spedizione e di ricezione.
Ma, mentre con la raccomandata, il postino lascia un avviso
nel caso non riesca a consegnare il documento, con il messaggio Pec, invece, nessuna comu-
nicazione viene inviata al destinatario, se questi non lo legge.
Di recente è stato previsto l'obbligo, anche a carico delle
imprese individuali, di comunicare il proprio indirizzo di
posta elettronica certificata,
obbligo finora valido unicamente per le imprese costituite
in forma societaria. La Legge
anticipa al 30 giugno 2013 (precedentemente era stabilito il 31
dicembre 2013) il termine della
comunicazione dell'indirizzo di
Pec. Risulta opportuno fare un
po' di chiarezza sugli effetti giuridici di tale forma di comunicazione. È indiscusso che, se
siete il mittente, non avete
speso nulla per la vostra comunicazione, non vi siete mossi da
casa, e una volta che avete in
mano la ricevuta di consegna,
la comunicazione risulta arrivata a destinazione, e potete
dimostrare di fronte al giudice
la vostra ragione. Se siete il
destinatario, invece, la situazione cambia: non importa che
l'abbiate letta o meno....eravate in ospedale, avevate il computer in riparazione, avete
perso la password e non avete
scaricato la posta per tempo?
Di fronte alla legge risulta consegnata! Anche se nessuno vi ha
lasciato un messaggio nella cassetta della posta come per le
raccomandate postali.
Quindi attenzione, comunicare
l'indirizzo di posta certificata
impone degli obblighi specifici.
Ancora attenzione: le ricevute
hanno valore legale solo se, sia
il mittente che il destinatario,
comunicano tramite email Pec.
Il testo esplicativo redatto dal
Centro
Nazionale
per
l'Informatica nella Pubblica
Amministrazione è esplicito in
proposito.
In particolare emerge che
quando un mittente Pec spedisce a un destinatario che non ha
una casella certificata, avrà in
mano la ricevuta di trasmissione (invio) ma nessuna conferma
di consegna. Costui, di fronte al
giudice, in caso di contestazione
potrà solo dimostrare di aver
spedito il documento, senza che
il destinatario abbia alcun bisogno di dimostrare che ha o non
ha ricevuto il messaggio. I messaggi che si possono ricevere via
Pec possono potenzialmente
essere di diversa natura:
ingiunzioni di pagamento, atti
di polizia giudiziaria, atti con
scadenza onerosa, notifiche
fiscali. La mancata lettura da
parte del destinatario potrebbe
produrre importanti conseguenze.
Ma quali sono i vantaggi pro-
dotti da questa nuova tecnologia? A parte la questione inerente l'eliminazione delle code
negli uffici pubblici o postali e il
risparmio del prezzo di una
raccomandata AR, è utile riassumerne alcuni più propriamente tecnici: è sempre possibile conoscere con certezza chi è
il mittente di un messaggio; la
consegna di un messaggio certificato è certa, così come è certa
la sua eventuale mancata consegna; le email inviate per Pec
sono recuperabili, il gestore del
servizio ha infatti l'obbligo di
conservare i messaggi per almeno 30 mesi; la Pec ha validità
legale indipendentemente dai
gestori di riferimento per mittente e destinatario; la Pec non
è vincolata ad un formato, permette la certificazione degli
allegati e garantisce la possibilità di dimostrare, a differenza
V
ANNO IV - NUMERO 1
AUTRASPORTATORI
vincia, delusione dopo i blocchi risultati inutili
Prima gli ingorghi sulle strade non pulite,
poi un blocco imposto nonostante
una neve scarsa (e in ritardo): tutte le
opinioni dei trasportatori della provincia
dopo questo lungo e tormentato inverno.
[Foto Costanza Bono]
Nessuno vuole più assumersi le responsabilità… «Noi
abbiamo autisti preparati, formati e con esperienza:
conoscono le problematiche e sono attrezzati. Non a
caso nessuno di loro ha mai avuto problemi con la
neve. Spesso però si trovano sulla strada autisti
improvvisati, che, proveniendo dall'Est Europa, non
conoscono le nostre rotte alpine, salgono senza catene e combinano pasticci. Servirebbe fare una selezione preventiva tra chi è attrezzato e chi no, non danneggiare tutti».
Sulla stessa linea l'opinion di Elio Rocca, della
PASERO
«Con la neve
difficoltà non
giustificate: questa
è una provincia
pedemontana»
ROCCA
CARRERO
«Visto lo stop
forzato per la neve,
perchè non fanno
deroghe sul calendario
del blocco annuale?»
«Ordine di blocco
con il cielo stellato,
ripartenza quando
le strade erano
gelate: ridicolo»
Rocca srl di Genola: «Quest'ultimo blocco è stato proclamato e visssuto come una misura drastica, infarcito di ipocrisia da parte degli allarmisti, che hanno
diffuso un panico non giustificato». Secondo Rocca
non si tiene debitamente conto la preparazione dei
professionisti alla guida: «I miei ragazzi fanno prove
e aggiornamenti ogni anno, sanno guidare sulla neve,
hanno doppie catene a bordo, sono abituati a lavorare in ambienti non agevoli, è gente intraprendente: è
il nostro mestiere e lo sappiamo fare». Poi c'è il grande tema delle tipologie di trasporto: «Chi prende le
decisioni dovrebbe anche tenere conto del materiale
che viene trasportato e definire una graduatoria di
priorità. Io per esempio distribuisco mangime per
animali da cortile, un genere caratterizzato da sintomatica urgenza. Il pollame negli allevamenti non può
stare senza cibo, è un fatto ben noto, che lo distingue
da molti altri animali».
Preso atto del problema, però, Rocca avanza una
proposta: «Perché non derogare sugli altri giorni di
stop forzato durante l'anno quelle ore sottratte con i
blocchi?».
ADOTTARE CON LA NUOVA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA
le imprese individuali
dellla raccomandata, ciò che
realmente è stato inviato al
destinatario.
Sembra impossibile che uno
strumento in grado di eliminare
scartoffie, code agli sportelli e
spese di spedizione possa presentare anche degli svantaggi…eppure basta osservare
alcuni degli aspetti “tecnici”
della “posta certificata” per
identificarne alcuni: l'introduzione della PEC comporta una
inevitabile perdita d'importanza della mail collegata al dominio aziendale, la quale, com'è
noto sappiamo, è completamente priva di valore legale; la Pec
è un mezzo di comunicazione
valido solo per l'Italia, mandare
una mail certificata all'estero è
completamente inutile (lo standard utilizzato per la Pec non è
riconosciuto a livello internazionale); le mail certificate pos-
sono essere cancellate, si immagini quindi cosa accadrebbe se
all'insaputa di un utente venisse
rimosso dal suo computer un
messaggio di cui non ha avuto
notizia; la mail certificata inviata ad un destinatario certificato
riceve una conferma di recapito, ma non c'è alcuna garanzia
circa l'effettiva lettura del messaggio; infine, la mail certificata
inviata ad una casella di posta
comune non ottiene alcuna
risposta “certa” di consegna.
Soltanto l'utilizzo diffuso di
questo strumento, ed eventuali
pronunce giurisprudenziali in
merito, ci riveleranno se i suoi
indubbi vantaggi prevarranno
sui suoi svantaggi che, come
abbiamo appena evidenziato,
non sono del tutto assenti.
*Gabriele Bracco
Ufficio legale Astra Cuneo
Lo schema sintetizza
i meccanismi attivi
nella posta
certificata
VI
ANNO IV - NUMERO 1
OPINIONE | IL PRESIDENTE ISOLANO PARLA AI TRASPORTATORI: «CONCENTRIAMO LE ENERGIE
L’Europa che tira le fila delle strade
di Andrea Caponnetto
ISOLANO
Il video-racconto proposto durante l'ultima assemblea degli associati ha permesso al presidente di
Astra Cuneo Claudio Isolano di presentare agli oltre
300 convenuti un punto di vista nuovo, relativamente inedito, in merito agli equilibri del potere in materia di autotrasporti.
Nel reportage proposto agli associati si ripartiva da
una considerazione del presidente della Fita di
Brescia Giuseppe Lancini, che incarnava il malumore della categoria e di molti presenti in sala. Gli
adempimenti burocratici venivano indicati come
freni all'attività e la responsabilità individuata nel
Governo italiano. La domanda rivolta alla platea è
dunque stata: quanto il governo italiano incide sulle
regole del settore?
Una serie di interventi di tecnici e politici che a diverso titolo hanno incrociato i temi dell'autotrasporto
hanno permesso di mettere in evidenza la centralità
dell'Europa, dalla quale il Parlamento italiano recepisce la normativa del settore. Il caso della formazione obbligatoria, molto osteggiata dagli autotrasportatori, è emblematica e riguarda anche altre categorie,
dagli alimentaristi ai metalmeccanici. Norme comunitarie, estese a tutti i paesi della UE, vissute con
fastidio, frustrazione, recepite con sorpresa dai lavoratori, come qualcosa di caduto dal cielo all'improvviso. «In realtà si tratta di regole approvate da
tempo, non eludibili, per cui non esiste alcune efficacia dell'eventuale protesta. Per effetto dell'adesione
comunitaria nessun governo può mutarle. Le diretti-
«Per ottenere
i costi minimi molti
cavalcano il tema della
sicurezza. Questa strategia
ci vede perplessi»
ve sono da armonizzare in ciascuno stato, ma l'indicazione è
chiara e intransigente. L'unico elemento di discrezione è nell'apparato sanzionatorio» spiega Isolano.
Per i cronotachigrafi e l'accesso alla professione esistevano disegni di legge nei primi anni '70; dell'obbligo di formazione si
parla da 12 anni. La domanda sorge spontanea: dove erano i
portavoce dell'Italia e della categoria quando si doveva partecipare al dibattito su queste norme?
Ecco perché secondo il presidente Isolano è necessario guardare ai palazzi dove concretamente si tirano le fila del destino
della nostra economia: «La Comunità Europea è arrivata a 27
stati. Non si deve cadere nell'errore di pensare che un'azione sul
Governo italiano possa essere decisiva. Su ogni scelta oggi si
deve trovare un compromesso politico e tecnico tra 27 attori,
passando per i quattro gradi previsti dal regolamento:
Commissione, licenziamento dei testi, Parlamento e quindi
Consiglio dell'Unione. A questo punto (nel caso dell'autotrasporto) i ministri dei trasporti di ciascun Paese e 150 commissioni discutono il da farsi, procedendo ad interminabili mediazioni. Non sempre chi è chiamato a decidere ha competenza».
L'immagine che in Italia si ha dell'Unione europea è di un
mondo ovattato, distante, a tratti evanescente. Ma a
ben guardare l'Italia ha portato in Europa suoi rappresentanti illustri, Bonino, Prodi, Frattini, Tajani e
lo stesso Monti (9 anni in carica, un periodo molto
significativo per l’ambiente comunitario). Questo
mondo “superiore” ha una pragmatica e pertinente
incidenza sulle principali scelte politiche ed economiche di ciascun paese.
Quanto detto, ci permette di assolvere il Governo
italiano? «No - risponde Isolano -. Nell'ambito del
recepimento delle norme comunitarie questo può
decidere come esercitare determinate procedure e
come vigilare sul rispetto delle regole, in particolare
sul fronte sanzionatorio. Invece di attenuare gli effetti di queste norme molto rigide spesso ha la singolare
capacità di inasprirle». L'esempio calzante in questo
senso è quello sui tempi di guida e di riposo. La
norma europea indica come opportuno che le imprese siano responsabili per le infrazioni commesse dai
loro conducenti. La stessa apre però uno spiraglio,
offrendo agli stati membri discrezionalità sull'applicazione. Rimasta inapplicata su scala nazionale.
Perché tutto questo?
Il presidente risponde proiettando alcuni estratti di
“Corre bisonte, corri”, reportage realizzato nel 2009
da “Annozero” e mandato in onda in prima serata su
Raidue. Ne viene realizzata una vera e propria caricatura del mondo dell'autotrasporto, non certo lusinghiera. «Un'immagine distorta, nefasta e catastrofica
che viene offerta della nostra categoria. Iniqua e
irreale, ma più volte proposta dai media e entrata in
circolo dell'opinione pubblica. Poi ci sorprendiamo
dell'inasprimento delle norme e delle sanzioni da
SERVIZI | OLTRE 1500 LAVORATORI NEL 2012 HANNO AVUTO ACCESSO AI CORSI ORGANIZ
Formazione obbligatoria, il progra
«La formazione professionale a
volte è vista dagli autotrasportatori come un obbligo spiacevole, che comporta l'impiego di
tempo, costi economici e tieneimpegnate delle risorse fuori
dal comparto produttivo. Ma
siamo obbligati a farlo, ce lo
impone il Decreto legislativo 81
del 2008 pubblicato a gennaio
2012».
Con queste parole il segretario
di Astra Cuneo Guido Rossi ha
aperto l'assemblea annuale dell'associazione domenica 2
dicembre. Il tema è attuale e
molto spinoso. Diversi associati
hanno infatti lamentato con il
personale di Astra questo aggravio di richieste per la formazione dei dipendenti, sia in termini
di tempo, sia in termini di organizzazione. «Deve essere chiaro
ai nostri associati: è un percorso
che va compiuto, ce lo impone la
legge. Non esistono scappatoie.
L'unica cosa che possiamo fare
noi come associazione fornire
corsi di qualità, organizzare i
cicli di lezioni con modalità e
orari adeguati alle esigenze dei
nostri aderenti, rendere il più
comodo e fruibile possibile il
servizio». E poi c'è il fronte economico, tema a cui mai come in
questa difficile fase storica gli
autotrasportatori erano stati
così sensibili. «Oltre all'apparato organizzativo, stiamo cercando con ogni mezzo di abbattere
il costo a carico dei nostri associati, riuscendo in alcuni casi
anche ad ottenere dei finanziamenti che coprono buona parte
degli oneri formativi e lasciando
a carico delle imprese solo il
costo del lavoro dei dipendenti
formati».
Particolarmente soddisfatto
della campagna di formazione
2012 si è detto il presidente di
Astra Cuneo Claudio Isolano:
«È stato raggiunto grazie all'impegno di tutta la struttura Astra
un ottimo risultato a fini associativi - ha detto a “cappello”
del suo intervento durante l'assemblea annuale -. Le aspettative della categoria vanno nella
direzione di evitare di essere
sottoposti a questi obblighi. Ma
gli obiettivi della nostra associa-
zione sono quelli di offrire la
maggiore comodità possibile e
costi contenuti agli imprenditori
chiamati a seguire il ciclo di formazione. In questi mesi gli uffici non si sono risparmiati».
I NUMERI DEL 2012. Ad un
rapido conteggio, si scopre che
nel 2012 il totale delle persone
formata sopra i 1500 lavoratori,
un segnale significativo del peso
che l'associazione ha nel mondo
dell'autotrasporto di tutto il
basso Piemonte. Di questi 700
hanno seguito corsi relativi alla
sicurezza (art. 81/2008), 350
quelli di area giuridico-normativa (destinata in particolari a
titolari d'impresa), 89 per l'Adr
(trasporto merci pericolose),
168 per la Carta di qualificazione del conducente. Nei prossimi
9 mesi sono previsti in formazione altri 1400 operatori del settore, includendo anche i corsi per
i mezzi sotto i 35 quintali, l'accesso alla professione, il primo
soccorso e altri corsi specifici.
ACAP
ROSSI
«Corsi obbligatori,
l’unica cosa che può fare
Astra Cuneo è agevolare
costi, orari
e organizzazione»
ANNO IV - NUMERO 4
VII
e delle scelte Abbattere i costi
DOVE SI PRENDONO LE DECISIONI»
parte del Governo» continua Isolano.
L'analisi del presidente si conclude elencando le reazioni di molti
rappresentanti di categoria a quel servizio giornalistico, posizioni
più volte ribadite negli anni. Tutte indirizzate verso la prevenzione e i controlli, la “tolleranza zero”. Insomma, sono gli stessi autotrasportatori a chiedere un inasprimento delle norme e delle sanzioni, come a cercare di “ripulire il marcio” che contraddistingue
il settore. Fu lo stesso funzionario del Ministero Giandomenico
Protospataro durante un convegno organizzato da Astra, interrogato sulla severità delle sanzioni, a ribadire che le associazioni di
categoria chiedono di essere il più possibile controllate. L'obiettivo
(non sempre dichiarato ma sotteso) è l'ottenimento dei costi minimi di sicurezza considerati da molti vertici la panacea di tutti i
mali.
Astra non la vede così e ha da sempre condotto la sua battaglia su
altri fronti. In particolare sul tema dell'immagine della categoria,
uno sforzo di realtà e giustizia su un aspetto non marginale della
questione. Non a caso durante l'ultima assemblea sono stati diffusi i numeri dell'incindentalità e della mortalità riguardanti il
tanto bistrattato settore dell'autotrasporto. Ne deriva una netta e
costante diminuzione sul territorio nazionale di sinistri, feriti e vittime e, con riguardo agli ultimi 2/3 anni, un sorpasso in termini di
sicurezza rispetto ai vicini Francia e e Germania, spesso “venduti”
come Eldorado di controlli e civiltà dalla stessa categoria.
Conclude Claudio Isolano: «Per ottenere l'imposizione di una
tariffa minima per il settore si cavalca troppo spesso il tema della
sicurezza, che è una questione delicata, che andrebbe analizzata e
dibattuta in tutt'altri termini. Si usa strumentalmente un argomento esplosivo, le cui ricadute di immagine sono deleterie e trovano
ampio eco sui media. Tutto questo per introdurre una norma su
cui l'UE è contraria e che, qualora passasse, varrebbe solo entro i
confini nazionali. Considerando che il 40% del nostro trasporto
applica tariffe internazionali, una battaglia mutilata in partenza».
ZATI IN SEDE. L’IMPEGNO CONTINUA
mma di Astra
I CORSI FACOLTATIVI
All'interno del grande contenitore della formazione proposta
da Astra, un buon interesse hanno raccolto i corsi facoltativi,
in particolare da parte dei titolari di impresa e degli impiegati
nel settore amministrativo. Negli ultimi tre mesi dell'anno sono
stati affrontati in questo ambito gli accordi sindacali (orari di
lavoro), le responsabilità penali dell'azienda in merito al
Decreto sulla sicurezza, le responsabilità dell'azienda sulla 561
(tempi di guida e riposo) in particolare in caso di inadempienze dei dipendenti, la modifica dei provvedimenti disciplinari
alla luce della riforma Fornero. Vista la buona risposta riscontrata, nel 2013 saranno proposti approfondimenti su:
- Contratto di trasporto e articolo 83 bis (costi minimi di sicurezza)
- Ammortizzatori sociali in seguito alla riforma Fornero
- La busta paga nel settore dell'autotrasporto
Da febbraio, poi, è partito il corso più corposo, con 5 sedute
tutte previste il sabato, per non intralciare l'attività lavorativa
settimanale: rivolto in particolare ad impiegati del settore
amministrativo e ai titolari di impresa, riguarderà contabilità
analitica e fiscale e controllo di gestione nelle aziende dell'autotrasporto.
GLI ALTRI CORSI
Le lezioni per il rinnovo della Cqc, ce sono un obbligo comunitario, prevedono 35 ore di corso, divise in 7 sedute da 5 ore,
organizzate per lo più il venerdì sera e il sabato mattina, sempre per non intaccare i normali orari di lavoro (ma sono previsti in caso di necessità anche lezioni in settimana). Il corso
per l'Adr avrà una durata di 27 ore, anche questo caso diviso
in 7 appuntamenti (vedi pagina 8).
2013 | IMPARARE A GUIDARE (BENE) PER RISPARMIARE
La mission Renault
Francesco Stroppiana, direttore commerciale
Italia Renault Trucks, ha partecipato domenica 2 dicembre all'assemblea annuale di Astra
Cuneo in qualità di main sponsor dell'iniziativa. Nell'occasione ha presentato le prossime
strategie del gruppo. «Più che offrire prodotti
siamo orientati a fornire delle soluzioni. E oggi
una delle richieste fondamentali è la riduzione
del carburante. Questo è il motto che muove da
anni Renault Trucks, dalla progettazione del
veicolo alla gestione quotidiana del mezzo: una
caratterizzazione che il marchio si è dato da 10
anni a questa parte e che sta proponendo per i
motori Euro 6 in fase di lancio».
Reanult trucks è il secondo gruppo mondiale
per i veicoli industriali. Offre tecnologie
d'avanguardia calate sui prodotti ma si fa guidare da valori antichi quali la vicinanza al
cliente e il mantenimento degli impegni.
In Italia vanta una rete capillare, con 140 officine, 58 punti vendita, 700 professionisti dell'assistenza. Offre un pacchetto di servizi
finanziari e assistenza, per evitare ogni incertezza.
«Si tratta della campagna “Zero pensieri”. Il
veicolo viene acquistato per 5 anni a una rata
competititva, tutto incluso,ed è soggetto ad un
contratto di manutenzione. Le aziende possono
pianificare il costo del mezzo senza sorprese,
agevolate anche da una rete assistenza molto
capillare» spiega Stroppiana.
OPTIFUEL RENAULT:
GUIDARE BENE PER PAGARE DI MENO
Anche nel mondo della realizzazione e vendita
di veicoli da lavoro torna d'attualità il tema
della formazione. Renault trucks ha infatti lanciato il programma “Optifuel”, un vero e proprio corso realizzato in azienda da professionisti del settore con l'impiego di sistemi telematici. «Un istruttore accompagna il dipendente
durante il lavoro e spiega come correggere lo
stile di guida. Ci sono atteggiamenti, abitudini
e modalità di guida che con i mezzi attuali sono
inutili. Con un corretto utilizzo del veicolo si
arriva sorprendentemente a risparmiare il
media il 10% di carburante, circa 6900 mila
euro all'anno per ciascun veicolo» racconta il
direttore commerciale di Italia Renault
Trucks. L'offerta formativa quindi fa il paio
con tutti i progressi realizzati nella progettazione dei mezzi: «Sono prodotti configurati fin
dall'uscita di fabbrica per aiutare a ridurre il
consumo di carburante, l'utilizzo diventa poi
massimamente efficiente se si abbinano uno
stile di guida corretto, l'applicazione di quella
che in gergo tecnico si chiama “guida razionale” e l'adeguato utilizzo dell'Infomax, apparecchiatura telemetrica che permette di valutarsi e
migliorarsi nella conduzione dei mezzo».
Sono infatti questi tre gli step in cui si sviluppa
l'“Optifuel”, testato con successo da oltre 200
aziende in tutta Italia.
INTERMEDIA SRL
Iscr. UIF A56918
Sede legale:
via della Fontana13
14100 Asti
Sede operativa: Galleria
dei Mercanti, 19 14100 Asti
Tel. 0141- 355865
Fax 0141- 354430
[email protected]
A CUNEO
Sede operativa:
via Luigi Gallo 7
12100 Cuneo
Tel. 0171- 480905 Fax
0171453481
[email protected]
ANNO IV - NUMERO 1
VIII
PRIMAVERA 2013 | SI AMPLIANO I LOCALI DELLA FORMAZIONE IN SEDE
CONTATTI
Mezzi e attrezzi professionali
e rinnovo Cqc: i corsi di Astra
SEDE OPERATIVA
Via della Motorizzazione 11
12100 Cuneo
TELEFONO: 0171.41.39.78
FAX: 0171.41.25.87
ORARIO
DA LUNEDÌ A VENERDÌ:
mattina 8.15-12.30
pomeriggio 14.15-18.00
SABATO MATTINA:
8.00-12.00
E-MAIL: [email protected]
[email protected]
SKYPE: astracuneo
di Domenico Allione
Sono partiti con il mese di febbraio i corsi
per l'utilizzo di carrello elevatore, gru su
autocarro e macchine operatrici (scavatori,
caricatori con benna), obbligatori per chiunque utilizzi questi mezzi o attrezzature per
lavoro. Si tratta di lezioni di 6 ore (4 teoriche
e 2 pratiche) caratterizzate da una forte componente tecnica e organizzate da Astra per
anticipare le scadenze imposte dal ministero,
che comporterebbero in caso di non aggiornamento entro marzo 2013 l'obbligo di frequenza di un corso di durata doppia. In questo caso invece sono previste altre 6 ore di
lezione (richiamo) passati 2 anni dal primo
ciclo di formazione. Per informazioni ci si
può rivolgere a Cinzia Olivero, chiamando il
numero della sede di Astra all'interno 2.
Continuano intanto i corsi obbligatori sulla
sicurezza destinati agli autisti: il primo step
si concluderà il 31 marzo. In primavera è in
cantiere un corso rivolto ai datori di lavoro e
alla struttura aziendale. Le lezioni riguarderanno le basi del pronto soccorso, le figure
adibite alla sicurezza in azienda e le certificazioni.
Luana Macagno è invece la referente per i
corsi sul rinnovo della Cqc. Viste le numerose richieste, sono già aperte le prenotazioni
per i corsi primaverili ed estivi. La sede di
via della Motorizzazione di sta attrezzando,
ampliando i locali destinati alla formazione,
così da soddisfare tutte le esigenze e agevolare il rinnovo della Cqc per tutti gli associati.
Ma sarà attivato un corso anche all'Holiday
Inn di Cherasco (nei pressi dell'ex casello
autostradale), per avere un altro polo di formazione più a nord, con locali particolarmente ampi.
RENAULT
TRUKS
DELIVER
OFFERTA RENAULT PREMIUM
Riparti con una
marcia in più
ASTRA OFFRE SUPPORTO E CONSULENZA
Fondo interprofessionale
I Fondi interprofessionali sono organismi di natura
associativa promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle parti sociali che hanno la finalità di
raccogliere e stanziare fondi per la formazione dei
dipendenti aziendali.
Dal 2003, infatti, con l´istituzione dei primi dieci
Fondi Paritetici Interprofessionali, si realizza quanto
previsto dalla Legge 388 del 2000, che consente alle
imprese di destinare la quota dello 0,30% dei contributi versati all'Inps (il cosiddetto “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”) alla formazione dei propri dipendenti. I datori di lavoro
potranno infatti chiedere all'Inps di trasferire il contributo al Fondo For.te, indirizzato principalmente
alle imprese che operano nel terziario: commercio,
turismo, servizi, logistica, spedizioni, trasporti.
A questo scopo Astra Cuneo fornisce supporto e consulenza alle aziende associate per la progettazione e
presentazione del Piano formativo più aderente alle
loro necessità. Oggetto privilegiato della formazione
Astra sarà l'aggiornamento CQC che, com'è noto, la
normativa più recente impone sia aggiornata ogni 5
anni.
I GRANDI
MEZZI
MERITANO
GRANDI
VANTAGGI

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