alberto mambelli pronto a raccogliere l`eredità di tavecchio

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alberto mambelli pronto a raccogliere l`eredità di tavecchio
Settimanale di A, B, Lega Pro, Serie D, Calcio Femminile, Calcio a 5 e Politica Sportiva
ANNO 6 - N° 33 - 4 SETTEMBRE2014
ISSN 1593-6309
MOVIMENTO
PER LA
LIBERAZIONE
DELL’AIA pag. 8
771593 630059
80033
LE
NOSTRE
RUBRICHE
9
SERIE A
FEMMINILE pag.19
CAMPIONATO
SAMMARINESE pag.23
SFIDA
ACCETTATA
ALBERTO MAMBELLI
PRONTO A RACCOGLIERE
L’EREDITÀ DI TAVECCHIO
Intervista Pag. 16
LA LOTTA AL BRANCO
È L’ANNO DECISIVO
Bianchi Pag. 6
ALL’INTERNO
Lupa Roma, esordio da favola Caos ripescaggi in Serie B
Montichiari, salta Hubner
Dal campo al foro
pag. 11
pag. 12
pag. 15
pag. 21
numero 33 - 4 settembre 2014
2
EDITORIALE
I GARANTI DELLA FEDERAZIONE
NEL GIARDINO DEGLI OLIVI
di FLAVIO GRISOLI
[email protected]
@FlavioGrisoli
La scorsa settimana il gotha del calcio italiano
si è riunito a Coverciano per l’incontro con
l’AIA in vista dell’inizio della stagione sportiva
di Serie A. Erano presenti tutti, dal presidente
Tavecchio al neo-CT Antonio Conte. Padrone
di casa, Marcello Nicchi, il capo degli arbitri.
Rappresentante (non richiesto) in Consiglio
federale, rappresentante di una categoria che
per stessa accezione del termine dovrebbe (il
condizionale è d’obbligo) essere imparziale,
neutra, silenziosa. Strana interpretazione invece,
che dà Nicchi dell’imparzialità. Lui la giudica come
un intervento da dietro: fallo oppure no. Crede
che l’arbitro (di calcio) sia tale anche quando
sveste le giacchette nere (che nere, invero, non
lo sono più): deve decidere, essere protagonista,
avere in mano le sorti del gioco, far parlare di
sé. Nel bene o nel male, purché se ne parli. E
allora succede che ragionando a posteriori su
delle dichiarazioni rilasciate a Coverciano (“Ci
sentiamo garanti della Federazione”) rimani un
po’ stranito, quasi sconcertato. E ripassando
le elezioni succedutesi nei vari anni ti accorgi
che questa volta è successo qualche cosa di
nuovo. Solitamente gli arbitri (che per grazia
ricevuta siedono in Consiglio federale, questo
vale la pena ricordarlo sempre, oltre al fatto
che rappresentano la voce di spesa maggiore
nel bilancio della Federcalcio e non si capisce
per quale motivo non abbiamo mai voluto
l’indipendenza economica. Forse una poltrona
e un 2% valgono più della totale autonomia
gestionale) si “accodano” al candidato forte in
sede di elezione. Per non creare fastidio, rumore,
polvere. Stavolta no. Anche quando era ormai
Tim Calcio_185x40_Prof Calcio_Bus.indd 1
chiaro che Tavecchio avrebbe vinto (ha mancato
per un soffio l’elezione alla seconda “chiama”).
Si tratta di un fatto di una gravità assoluta, che
è passato troppo sotto silenzio. Sentirci dire da
chi, nel tentativo di prendersi ancora una volta
la ribalta, rovescia una regola non scritta, un
gentlemen agreement, sia un garante di quella
Federazione che con quel gesto non ha fatto
altro che indebolire, è la naturale conclusione
di quel gesto da Orto del Getsemani che ha
consumato l’ultimo schiaffo ad un presidente di
Lega che li aveva definiti con la giusta parola:
percipenti.
Carlo Tavecchio con Nicchi e la terna arbitrale italiana
della finale dei Mondiali (Foto Archivio)
22/01/14 15:08
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numero 33 - 4 settembre 2014
SCOMMETTI CON NOI
LA SITUAZIONE IN TUTTA EUROPA
di VERONICA BRESCIA
[email protected]
Il debutto della Serie A ha confermato
i pronostici iniziali. Le grandi hanno
fatto quasi tutte centro, portandosi
a casa i primi tre punti. I nastri di
partenza per la corsa allo scudetto
sono dunque confermati, seppur
con qualche variazione nelle quote
sulla lavagna Sisal Matchpoint. La
Juventus, dopo l’1 a 0 sul Chievo,
continua ad essere la favorita,
addirittura abbassando la propria
quota: da 2.40 a 2.25. Aumenta così
la distanza dalla seconda candidata
per il tricolore, la Roma di Garcia,
che nonostante la convincente vittoria
per 2 a 0 con la Fiorentina, mantiene
invariata la sua quota scudetto a 3.
Il Milan che ha strapazzato la Lazio
resta a quota 20, così come invariata
resta la quota dell’altra milanese,
l’Inter, che si è bloccata sullo 0 a 0
con il Torino e resta bancata a 12. Il
Napoli vittorioso a Genoa rimane la
terza forza del campionato, ma da 6
passa a 5.50. E negli altri Campionati
europei, che succede? In Inghilterra
la grande assente tra le prime della
classe è il Manchester United che non
ha ancora vinto. Sulla lavagna Sisal
Matchpoint lo scudetto della squadra
di Van Gaal è bancato ancora a una
quota molto alta, 10. Il Chelsea, partito
con i favori dei pronostici sospinto dai
grandi acquisti estivi, con 3 vittorie
nelle prime 3 partite sta confermando
il ruolo di avversaria numero 1: gli
esperti Sisal Matchpoint quotano lo
scudetto della squadra di Mourinho a
1.80. In Germania, dopo due giornate,
al comando della classifica a punteggio
pieno c’è il Leverkusen, bancato da
Sisal Matchpoint a 20 per il titolo,
mentre la grande favorita il Bayern
Monaco, quotato a 1.12, segue a 4 punti.
Infine, la Francia, la prima a iniziare: a
4 giornate dal via, al comando della
classifica c’è la sorpresa Bordeaux a
10 punti, bancato con un altissimo 50.
Il PSG, che a guardare la quota a 1.08
sembrerebbe non avere rivali, per ora
è solo secondo a 8 punti.
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numero 33 - 4 settembre 2014
DENTRO IL PALAZZO
LA LOTTA AL BRANCO
È L’ANNO DECISIVO
di FULVIO BIANCHI
[email protected]
Il progetto era già pronto, poi la
morte di Ciro Esposito ha costretto
l’Osservatorio del Viminale, su
sollecitazione del ministro Angelino
Alfano, a studiare altre norme, ancora
più severe. Questa che è appena
iniziata è la stagione-chiave: si capirà
se i violenti saranno davvero messi
all’angolo e se le famiglie (finalmente)
potranno tornare negli stadi. Il
decreto legge appena pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale (22 agosto)
prevede un autentico giro di vite. Io
avrei lasciato le norme che c’erano,
senza andare a studiarne altre:
bastava applicarle (cosa non sempre
successa in passato) e garantire
(come ha ricordato anche Tavecchio)
la “certezza della pena”. Ma Alfano
e il capo della polizia, Alessandro
Pansa, hanno voluto dare un ulteriore
segnale. Ecco quindi, il Daspo di
gruppo, e preventivo: questa è la
vera, grande novità. “Ci consentirà spiegano gli esperti del Viminale che
hanno messo a punto queste nuove
norme - di mettere davvero all’angolo
il branco, di ripulire le curve da certa
gentaglia”. Sì, perché non viene
colpito (denunciato e “daspato”) solo
chi espone uno striscione infame su
Superga, o sull’Heysel, ma anche chi
gli sta intorno. Così come vengono
“daspati” tutti gli occupanti dei un
pullman che si ferma ad un autogrill,
I primi soccorsi portati a Ciro Esposito nel pomeriggio che portava alla finale di Coppa Italia
tra Napoli e Fiorentina (Foto Archivio)
non solo quelli che entrano per rubare
un paio di bottiglie. Si rompe, spiegano,
il muro di omertà. Secondo gli esperti
del Ministero non ci saranno problemi
con i Tar, mentre adesso sovente
venivano revocati i Daspo per “carente
motivazione”. Secondo alcuni avvocati
invece questa norma è ad altissimo
rischio costituzionale e si presta ai
ricorsi. Si vedrà. Inoltre è previsto che in
caso di recidiva il Daspo possa arrivare
sino a otto anni (ora al massimo è
cinque), più misure di prevenzione nei
confronti dei violenti come se fossero
terroristi e pene più pesanti per chi
li sobilla. In più, giro di vite per i cori
razzisti e le scommesse clandestine.
Lo scorso anno c’erano stati segnali
ABBONATI A
preoccupanti: più incidenti, più feriti.
Più poliziotti impiegati nei week end.
Un passo indietro pericoloso. Da
qui, queste nuove disposizioni. I club
adesso saranno chiamati a fare la loro
parte, incentivando sempre più di più
le famiglie con biglietti on line, last
minute, eccetera. Ma non sembra che
da questo punto di vista ci sia grande
entusiasmo da parte di molte società.
Almeno per ora. Ma forse la morte di
Ciro Esposito ha lasciato il segno su
certe coscienze: in Roma-Fiorentina,
prima gara di campionato, nessun
coro contro Napoli e un comunicato
della Curva Sud. Speriamo in bene.
Soprattutto, speriamo nelle persone
perbene.
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numero 33 - 4 settembre 2014
SE NON NOI, CHI?
L’AIA DI NICCHI: I SUPER PARTES
CHE TIRANO IN PORTA
Movimento per la liberazione dell’AIA
“
Ma cosa volete che rappresenti, una considerazione di questo genere,
nell’Italia di oggi, che
bombarda lo sponsor
della nazionale, che s’è
fatto carico di una bella
fetta dell’ingaggio di
Antonio Conte, ma non
s’è mai turbata, per gli
sponsor, della stessa nazionale, targati proprietà Juventus, o portiere
della Juventus (la Bassetti, il cui azionista di
maggior peso è Buffon).
Come a dire, l’ennesima
fiera dell’ipocrisia. Aggravata, sfacciatamente, dalle inchieste dei
giornali etici a tanto al
chilo, quelli che hanno
elencato gli inquisiti
tutti dalla parte di Tav,
dimenticando che uno
dei promotori della candidatura del fratello del
prete, il desaparecido
Demetrio, era Renzo
Ulivieri, sanzionato per
illecito sportivo, quello
del Calcio-scommesse
n. 2.
”
In questa povera, ormai quasi misera
e quasi miserabile Italia, capovolta,
sconvolta, stravolta, davvero non c’è
più da meravigliarsi, sorprendersi,
stupirsi di nulla. È il trionfo, il tripudio
della follia eretta a sistema di governo,
in qualsiasi ambito. Carlo Tavecchio
massacrato mediaticamente per una
frase infelicissima; il grillin/grilletto
Alessandro Di Battista, vice presidente
della commissione affari esteri e
comunitari (nientedimeno!), lasciato in
pace (non voglia mai Iddio che dovesse
turbarsi, o risentirsi, o rizelarsi),
nonostante una frase
terrificante,
sconvolgente, infinitamente più grave
di quella di Tavecchio. “Il terrorismo è
l’unica arma rimasta a chi si ribella”, ha
affermato il genio grillin/grillettino, per
poi escogitare un’autodifesa ancora
più inverosimile della frase: “Non sto
né giustificando, né approvando. Sto
solo provando a capire”. No comment.
Qualsiasi chiosa sarebbe unfit,
inadeguata, al cospetto di pensieri
sublimi, inattingibili, ineguagliabili,
di cotale livello sommo. Ebbene,
in questa nazione così variegata,
fantasiosa,
estemporanea,
tutta
protesa al negativo, come vorreste mai
che un arbitro che si mette a giocare,
un arbitro che calcia il pallone verso
una delle due porte, per far perdere la
partita ad una delle due squadre, possa
mai preoccupare qualcuno? Qui, più
si rovescia la logica, si sconvolge
l’ordinario, il normale, il naturale, e più
si è “à la page”, al passo con i tempi,
politicamente corretti. Ed eccoci al
dunque. L’avevano sottolineato solo
“Professione Calcio” e pochissimi
altri organi d’informazione. Ora, se
n’è accorto perfino un quotidiano
sportivo, il più feroce, pervicace,
insistente anti-Tav: Nicchi ed i suoi
boys, tutti disciplinati, silenti, pronti
alla pugna e a qualcos’altro, hanno
fatto una scorrettezza, hanno tradito
il loro ruolo di “super partes”, quando
hanno dichiarato (e poi puntualmente
eseguito), nell’assemblea elettiva del
presidente della figc, il voto unanime e
compatto a favore del fratello del prete,
Demetrio Albertini. E lasciamo correre
che
Demetriuccio-circolo
vizioso
sia il “chi l’ha più visto?” davvero più
clamoroso della storia del calcio, la
meteora d’un mese, il candidato usa
La bomboletta spray introdotta al Mondiale e ora adottata anche in Italia (Foto archivio)
e getta delle truppe sabaude e parasabaude. Ora, è ben vero (come “Se
non noi, chi?” ha già puntualizzato) che
Marcellone l’aretino fu il primo a correre
in soccorso al vincitore Tavecchio,
abbracciandolo con affetto (se non con
affetto, come?), immediatamente dopo
la proclamazione della sua elezione.
È, ancora, verissimo che Nicchi
(ed Abete) avevano già dimenticato
di essere super partes, quando ci
affibbiarono il fratello del prete come
vice presidente federale, fregando
Lotito, dopo aver garantito che, da
super partes, non avrebbero votato…
È vero, altresì, che le giustificazioni,
sui super partes diventati d’una sola
parte, si sono sprecate, anche quelle
non richieste (excusatio non petita).
È altrettanto innegabile che Nicchi
non conosce né il senso ed il valore
dell’autocritica, né quelli del limite
d’arroganza. Non a caso, aveva
dichiarato la sua ostilità assoluta
all’introduzione
dell’innovazione
dello spray/schiuma da barba, quella
inaugurata ai mondiali in Brasile,
per poi dimenticarsi di averlo detto
(ma che volete, è il prezzo della
conservazione della poltrona). Non a
caso, era contrario alla tecnologia a
supporto degli arbitri, per poi accettarla
supinamente,
rassegnatamente,
senza un sussulto di reazione (magari,
le dimissioni… Ma è follia sperarlo).
Certo, qualcuno avrebbe potuto anche
ipotizzare che la vittoria di Albertini
(impossibile, ma tant’è: Nicchi ci
credeva…)
potesse
configurare
una gran bella polizza assicurativa
pro Juve, pro Andrea Agnelli. Ma
cosa volete che rappresenti, una
considerazione di questo genere,
Renzo Ulivieri (Foto Archivio)
Marcello Nicchi (Foto Archivio)
nell’Italia di oggi, che bombarda lo
sponsor della nazionale, che s’è fatto
carico di una bella fetta dell’ingaggio
di Antonio Conte (che sarà ed è ben
poco simpatico, ma era l’unica carta
da giocare, per risollevare la nazionale
di calcio, svuotata d’ogni energia dal
fuggiasco Prandelli-brandelli d’Italia),
ma non s’è mai turbata, per gli
sponsor, della stessa nazionale, targati
proprietà Juventus, o portiere della
Juventus (la Bassetti, il cui azionista
di maggior peso è Buffon). Come a
dire, l’ennesima fiera dell’ipocrisia.
Aggravata, sfacciatamente, dalle
inchieste dei giornali etici a tanto
al chilo, quelli che hanno elencato
gli inquisiti tutti dalla parte di Tav,
dimenticando (ovviamente, per mera
distrazione) che uno dei promotori
della candidatura del fratello del
prete, il desaparecido Demetrio, era
Renzo Ulivieri, sanzionato (tre anni
d’inibizione, mica tre giorni) per illecito
sportivo, quello del Calcio-scommesse
n. 2. In questo periodo, sono stati anche
rispolverati (giustamente) i precedenti
disciplinari (omessa denuncia: ma uno
dei giudici, Sandulli, la qualificò anche
peggio…) di Antonio Conte: il che
dimostra che il calcio (come tante altre
discipline sportive, come il Coni, come
l’Italia, purtroppo) sta messo davvero
male. Ma, ovviamente, della candida,
irreprensibile, mirabile Juventus di
Calciopoli, Moggiopoli, Arbitropoli,
nessuno parla, né scrive, tranne i soliti,
ostinati oppositori alla Zeman (per
fortuna che, con tutti i suoi difettacci,
Zdenek c’è!). Un messaggino di
chiusura ai nostri uomini politici (e, per
carità, alle nostre donne della politica,
dall’harem renziano – così grazioso,
vezzoso, gradevole – in poi): ma questa
patetica, catastrofica, caporettica,
illogica, nefasta e funesta “legge
Melandri”, la vogliamo cancellare, sì o
no? Vogliamo annullare la conflittualità
pretestuosa, alla Tommasi & Ulivieri
& Nicchi, almeno nel mondo dello
sport, che ha bisogno di decisioni,
non di equilibrismi? Si consideri
che (non se n’è mai davvero corso il
rischio, ma i poteri forti avevan fatto
di tutto per imporlo) avrebbe potuto
entrare in vigore lo “statuto Albertini”,
stratificato sulla già di per sé mortale
legge Melandri. Se si fosse verificato
il luttuoso evento, in un albertiniano
circolo vizioso (magari, in quello
dell’Aniene, inquietanti somiglianze
somatiche a parte), premurosamente
custodito in una monumentale
nicchiona (non sepolto vivo, come
i bamini cristiani, dagli estremisti
islamici), si sarebbe imposto, una volta
per tutte, con buona pace delle anime
pie, il modernissimo concetto sacro
dell’imparzialità dei giudici-arbitri:
l’arbitro giocatore, calciatore, tiratore
scelto,
realizzatore
implacabile.
Affascinante e suggestivo, vero,
l’arbitro giocatore! Ma, nell’era di
Nicchi (il gran visir dell’associazione
dei super partes), cosa, l’arbitro,
se non giocatore? Tavecchio, ma
lei che farà, accetterà supinamente
quest’ennesimo
sfregio
(magari
regalando all’aretino anche qualche
provvida modifica al regolamento
elettorale, per propiziargli una
problematica conferma), o se ne
ricorderà, una buona volta per tutte,
per il bene del calcio italiano?
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LUPA ROMA SHOW
LECCE AFFONDATO
Giallorossi ko 2-1
Cucciari: “Complimenti a tutti”
di MAURIZIO ELVIRETTI
[email protected]
Esordio tra i professionisti da
applausi per la Lupa Roma. I
romani infatti hanno sconfitto la
corazzata Lecce con il punteggio di
2 a 1. Una gara dai due volti quella
dei romani, timidi e leggermente
impauriti nella prima frazione di
gioco, spavaldi e terribilmente
cinici nella seconda. Primo tempo
come dicevamo che si è chiuso
con i salentini in vantaggio, grazie
ad una prodezza di Salvi che da
oltre venticinque metri ha scagliato
una sassata che non ha lasciato
scampo
all’estremo
difensore
capitolino. Si torna in campo, con
la Lupa Roma trasformata anche
grazie alle due sostituzioni, che
poi si riveleranno decisive, fatte
da mister Alessandro Cucciari.
Testardi è il primo a far esplodere
il “Quinto Ricci” di Aprilia, grazie
ad un tap-in vincente che riporta la
contesa in parità. Parità che però
dura solamente due minuti, grazie
Lo scambio di saluti a inizio gara (Foto Archivio)
a Leccese (di nome ma non di
fatto…) che a tu per tu con Petrachi,
batte a rete con freddezza facendo
saltare di gioia tutti i sostenitori
locali per la rete del definitivo 2-1.
Queste le dichiarazioni rilasciateci
da mister Cucciari, raggiunto
telefonicamente:
«Non
poteva
Alessandro Cucciari con il direttore sportivo Giuseppe Bifulco (Foto Archivio)
esserci miglior modo per iniziare
questa stagione. E’ stata una
gara importante, ben giocata da
entrambe le parti. Nel primo tempo,
forse per l’emozione, siamo stati
un po’ lenti ad entrare in partita,
ma bravi a non scoraggiarci
dopo la rete dello svantaggio.
Nel secondo tempo poi non c’è
stata partita, abbiamo dominato
per tutti i 45 minuti arrivando
ad una vittoria meritata. Faccio i
complimenti a tutti – dice Cucciari
- ma adesso siamo già con la testa
al match di domenica prossima.
Ci aspetterà una trasferta difficile
a Messina, mi auguro di rivedere
lo stesso atteggiamento messo in
campo ieri contro il Lecce. Se così
sarà allora ci sarà da divertirci.
Obiettivo?
Da
neopromossa
dobbiamo
necessariamente
puntare al mantenimento della
categoria, non facciamo voli
pindarici. Poi se col passare delle
giornate vedremo di poter puntare
ad altro ne riparleremo – conclude
il mister - ma ad oggi è ancora
troppo presto».
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numero 33 - 4 settembre 2014
VICENZA IN SERIE B
MA NON È FINITA
Si scatenano le polemiche
Dopo la decisione della FIGC
di DELFINA MARIA D’AMBROSIO
[email protected]
Se diversi club, ad oggi, si stanno
leccando le ferite dovute a un
ripescaggio che non ha portato
i risultati sperati e aspettati, c’è
chiaramente
chi
sta
gioendo
per l’ammissione in Serie B. E’
chiaramente il caso del Vicenza
che, da una settimana, è a tutti
gli effetti la ventiduesima squadra
del campionato cadetto. Abbiamo
contattato il direttore generale
dei veneti, Andrea Gazzoli, e gli
abbiamo chiesto se si aspettavano
il verdetto di venerdì sera, che molti
hanno definito come una sorpresa:
«Non credo sia opportuno parlare
di quanto ci aspettavamo o meno
questa decisione. Noi ci siamo
limitati a fare quello che la norma
ci consentiva, e poi abbiamo atteso.
Questo caso rientra in quelli della
vita in cui non basta solo essere
bravi, ma serve anche essere un
po’ fortunati». Juve Stabia e Pisa
hanno già presentato ricorso:
«Ognuno deve fare ciò che ritiene
opportuno, noi del Vicenza siamo
sereni e da adesso penseremo al
campionato che per noi si aprirà
domenica contro il Trapani, mentre
il 10 settembre recupereremo la
prima giornata in cui avremmo
dovuto affrontare il Latina. Adesso –
ha concluso il dg Gazzoli – stiamo
attendendo una deroga che ci
permetta di tornare sul mercato
per una settimana, abbiamo infatti
bisogno di ristrutturare la rosa per
adeguarla alla categoria». Rabbia
e delusione caratterizzano lo stato
d’animo della Juve Stabia dopo
l’annuncio del ripescaggio del
Vicenza in Serie B. A confermarcelo
è stato il patron del club campano
Francesco Manniello, a cui non è
andata già la poca chiarezza che
ha caratterizzato tutta la questione
di ripescaggi: «Abbiamo deciso di
agire per vie legali in tutti i modi
possibili, quello che ho visto in
queste settimane è qualcosa di
inverosimile. Non c’era nessun
documento ufficiale che attestasse
i nomi delle squadre che avevano
Franco Manniello, presidente della Juve Stabia (Foto Archivio)
Andrea Gazzoli, dg del Vicenza (Foto Archivio)
presentato domanda di ripescaggio,
né, tantomeno, una graduatoria. Io
mi domando: dov’è la trasparenza?
Allora voglio capire che io devo far
parte di una classifica in cui si tiene
conto dei meriti della città e non della
matricola, forse i nostri bisnonni
non si saranno particolarmente
interessati al calcio, o forse siamo
una piccola città, ma io negli ultimi
cinque anni ho fatto due promozioni
e tre campionati di B. Il legislatore
quando otto anni fa si è occupato
dei ripescaggi ha di fatto proibito
di usufruire di un beneficio per due
anni. Il Vicenza è stato ripescato tre
volte in nove anni: adesso potranno
anche cambiare le parole, usare i
termini riammissione, ripescaggio o
reintegro ma alla base c’è sempre
il medesimo risultato. Ho fatto già
ricorso alla Corte del Coni, dopo
passerò al Tar, dopo ancora al
Consiglio di Stato, non lascerò niente
di intentato. Personalmente, avevo
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già accettato la retrocessione –
prosegue un infuriato e amareggiato
Manniello - ma quest’estate ne
hanno combinate davvero di tutti
i colori, sono degli incompetenti
che noi stessi paghiamo. Concludo
dicendo solamente che ho saputo
di dover andare a giocare a
Catanzaro venti ore prima dell’inizio
del campionato». A Pisa, invece, si
era praticamente pronti a stappare lo
champagne per il ritorno in Serie B
dopo la dolorosissima retrocessione
nell’anno del centenario, il 2009, con
conseguente fallimento. La società
toscana sembrava infatti vicinissima
al campionato cadetto, ma gli esiti
del ripescaggio hanno detto altro.
A gravare sul club neroazzurro,
a quanto pare, la mancata
consegna
della
certificazione
attestante il collaudo dell’impianto
di illuminazione dello stadio “Arena
Garibaldi”. Il presidente Carlo
Battini, però, sembra essere di altro
avviso e ha già presentato ricorso:
«Questi sono discorsi campati in
aria, quella certificazione serviva
per le squadre in deroga e, inoltre,
io quel documento ce l’ho già, visto
che ogni due anni lo produciamo. Ci
sono stati degli errori, c’è stata una
cattiva interpretazione, ma per noi
non finisce qui». Il Pisa, sul campo,
è riuscito immediatamente a reagire,
L’avvocato Cesare Di Cintio (Foto Archivio)
battendo 3-1 il Teramo: «La squadra
ha giocato con la giusta mentalità,
i calciatori e la tifoseria si sono
comportati benissimo nonostante
la delusione. Quanto al direttore
generale Pino Vitale voglio chiarire
che non possiamo nemmeno parlare
di dimissioni, il suo è stato uno
sfogo, del resto ci avevano chiamato
dicendoci di andare su a Firenze
perché saremmo stati ammessi in B
e, invece, una volta arrivati ci hanno
detto che ci era andato il Vicenza.
Anche un santo avrebbe avuto
una minima reazione, ma il tutto è
rientrato dopo cinque minuti». Chi
invece sapeva di non poter tornare
in B dopo la retrocessione della
scorsa stagione, era il Novara. Per
i piemontesi la battaglia è iniziata
diversi mesi fa, proprio all’inizio
dell’estate, ed è stata una lotta
che ha avuto il merito di riportare
la Serie B a ventidue squadre. A
raccontarci questo percorso è stato
l’avvocato Cesare di Cinto, legale
del Novara calcio: «Il Novara ha
dovuto prima fare una lotta a livello
giuridico contro una Serie B che
si annunciava a ventuno squadre,
e questo è stato il primo ostacolo.
È stata una sfida dura ma, allo
stesso tempo, entusiasmante che in
questa fase si è conclusa con una
grande vittoria. Il club piemontese,
però, non è stato ripescato per
illecito sportivo, il rischio che altri
avrebbero potuto beneficiare della
nostra battaglia era noto, e la
società ne era stata informata, ma
si è comunque voluto andare avanti
in quella che abbiamo avvertito
come una lotta per la giustizia. Non
si è infatti applicato lo scorrimento
di graduatoria, ma questo non è
dipeso dal Novara, fino a quando
abbiamo potuto recitare una parte
attiva abbiamo avuto ragione. Certo,
c’è da dire – prosegue il legale - che
a giugno ci prendevano tutti per dei
pazzi, poi quando abbiamo centrato
l’obiettivo sono state tantissime la
società a farsi avanti. Seguendo
una logica dominata dalla morale
e dall’etica quel posto sarebbe
dovuto essere del Novara, così non è
stato ma non ritengo assolutamente
Carlo Battini, numero uno del Pisa
(Foto Archivio)
che sia stata una beffa, quello
che posso dire è che al tempo il
presiente De Salvo aveva promesso
un’estate lunga e calda, ma fino a
due giorni fa a sudare sono stati
sempre gli altri». L’avvocato Cesare
di Cinto si è anche espresso sul
caos che ha seguito l’annuncio del
ripescaggio del Vicenza: «Io posso
solo farmi un augurio: che il caso del
Novara possa davvero insegnarci
qualcosa. Serve chiarezza, tante
società quando sono stati riaperti
i ripescaggi erano convinte di
avere diritto all’accesso in Serie
B. Questo perché non ci sono
regole certe, sicure ed applicabili,
dobbiamo assolutamente arginare
questo fenomeno, il meccanismo
deve essere normato in maniera
incontrovertibile e cristallina, sarà
necessario inserire un articolo 49
bis delle NOIF o un comma bis che
stabilisca i criteri secondo i quali,
in caso di carenza d’organico,
questo sarà completato. Queste
informazioni dovranno essere alla
portata di tutti già all’inizio del
campionato, così come avviene in
tutte le categorie, tranne in Serie A
e in Serie B. Il Novara ha deciso di
non presentare ricorso, per noi la
vicenda a livello sportivo è chiusa
e non abbiamo mai avuto interesse
a bloccare i campionati, la nostra è
stata una battaglia per la giustizia».
CANALE 177
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HUBNER-MONTICHIARI
SIAMO GIÀ AI SALUTI
L’eliminazione in Coppa costa cara
Il ds Solodini: “Non c’era feeling”
di MAURIZIO ELVIRETTI
[email protected]
A poco meno di una settimana
dall’inizio della stagione di Serie
D, si registra già il primo esonero
stagionale. Dario Hubner non
sarà più il tecnico del Montichiari.
L’ex attaccante di Brescia e
Piacenza, nonostante il buon
rendimento della squadra nei
test prestagionali, ha ricevuto il
benservito nel tardo pomeriggio di
ieri, dopo l’eliminazione nel turno
preliminare di Coppa Italia. Dopo
l’esonero di Hubner, sono arrivate
puntualissime, le dimissioni del
direttore generale Stefano Chiari,
in disaccordo con la scelta del
presidente
Deader. Per
fare
chiarezza sulla situazione in casa
Claudio Ottoni, già sulla panchina dei bresciani
la scorsa stagione, è il candidato a sostituire
Hubner (Foto Archivio)
Dario Hubner (Foto Archivio)
Montichiari abbiamo raggiunto
telefonicamente il Direttore Sportivo
Luca Salodini, che ha dichiarato:
«Il motivo dell’esonero di Hubner
è molto semplice: non è nato il
giusto feeling con il presidente. In
un mese e mezzo di tempo Hubner
non è riuscito ad instaurare il
giusto rapporto che in una società
gestita a livello familiare ci vuole
per proseguire insieme. Dispiace
perchè i presupposti per fare bene
con Hubner c’erano tutti, il gioco
della squadra soddisfaceva tutti,
quindi escludo categoricamente
che la scelta sia venuta per un
discorso tecnico». Queste le
parole del diesse Salodini, che
capitolo Hubner chiuso, passa
a parlare del campionato ormai
alle porte: «Abbiamo cercato di
formare una squadra capace
di lottare per la permanenza in
Serie D, con un budget ridotto, e
onestamente credo che il lavoro
svolto sia stato ottimale. Siamo
una delle squadre più giovani
del girone, con il 60% della rosa
formato da giovani “in quota”, tutti
’94 ’95 e ’96. Oltre a questi sono
stati inseriti tre o quattro elementi
più “esperti”, con un passato tra
i professionisti, che faranno da
traino ai più giovani. Logicamente
non sarà una squadra d’élite, ma
siamo consapevoli di aver le carte
in regola per centrare in tranquillità
il nostro obiettivo». Intanto dal club
lombardo fanno sapere di aver
richiamato mister Claudio Ottoni,
tecnico che ella stagione scorsa
ha portato i rossoblu alla salvezza.
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numero 33 - 4 settembre 2014
“VIVO PER IL CALCIO
POSSIAMO CRESCERE ANCORA”
Intervista ad Alberto Mambelli
Candidato alla presidenza LND
di FILIPPO GHERARDI
[email protected]
È stata un’estate – l’ennesima
purtroppo – molto calda dal punto
di vista del “Palazzo” (e sembra non
essere finita, con il pasticcio dei
ripescaggi) con il rovesciamento
che in pochi si sarebbero immaginati
alla presidenza della Federcalcio.
Con l’elezione di Tavecchio a Via
Allegri ora si apre una stagione
nuova anche alla Lega Nazionale
Dilettanti (che con il dirigente
comasco ha vissuto un’epoca
d’oro, dal 1999 ad oggi) al momento
affidata al vicepresidente vicario, e
fedelissimo di Tavecchio, Alberto
Mambelli. Ma ci si poteva aspettare
tutto quello che poi abbiamo visto
da quel gol di Diego Godin a Natal
contro l’Italia? «Mah, francamente
no, sono sincero. Anche se dopo
quella partita ebbi modo di parlare
con Tavecchio e capimmo che
comunque
qualcosa
sarebbe
successa. Anche alla luce della
pressione mediatica che già stava
montando. Mi dispiace molto per il
presidente Abete, lo ribadisco, ma
si è trattato di un gesto – quello
delle dimissioni – pressoché
inevitabile dopo il risultato molto
deludente. Ma la colpa principale
è del tecnico. Sinceramente in
molti ci eravamo resi conto che
la squadra che il mister aveva
portato in Brasile non era molto
ben attrezzata per andare avanti».
Si sono succeduti tanti episodi,
ma alla fine Tavecchio ce l’ha
fatta, rappresentando anche una
novità: «Sì, perché si tratta della
prima volta di un presidente della
LND eletto a presidente federale.
Lo stesso Artemio Franchi, che
era di estrazione LND, non ne era
presidente. Un grande successo
per Carlo Tavecchio, ma anche per
Alberto Mambelli, vicepresidente vicario LND e candidato alla presidenza (Foto Archivio)
tutta la Lega Nazionale Dilettanti».
Venendo ai fatti di casa LND, come
detto non c’è un presidente: quali
sono le tempistiche per averne uno
nuovo? «Dall’11 agosto, giorno
dell’elezione in FIGC di Tavecchio,
sono il reggente ad interim della
LND, come prevede lo Statuto, per
90 giorni. Dovrò convocare per il
18 novembre l’A ssemblea Elettiva
che avrà il compito di nominare
un nuovo presidente». Carlo
Tavecchio, come detto, lascia una
LND in salute: «Assolutamente,
siamo cresciuti a dei livelli
inimmaginabili
–
conferma
Mambelli – in questo momento,
che è difficile per tutti sotto il punto
di vista economico, ci stiamo
difendendo bene». Ma come è
iniziato questo rapporto di grande
stima e amicizia fra Tavecchio e
Mambelli? «Circa venticinque anni
fa, io ero presidente del Comitato
regionale
Emilia-Romagna
e
Tavecchio di quello lombardo. Si
scatenò la crisi federale legata a
Elio Giulivi, l’allora presidente della
LND. Io e Tavecchio sposammo un
progetto, che poi abbiamo avviato
e sviluppato come presidente di
Lega e vicepresidente vicario.
I risultati e i fatti ci hanno dato
ampiamente
ragione,
perché
come detto, la Lega è cresciuta
a dismisura in tutte le sue
sfaccettature. E io mi candiderò a
presidente della Lega Nazionale
Dilettanti per proseguire sulla
strada che 25 anni fa intrapresi
insieme al presidente Tavecchio.
Sono cresciuto insieme a lui, non mi
sento bravo quanto lui, ma mi sento
di avere le capacità e l’esperienza
adatti per poter ricoprire al meglio
questo ruolo». Di recente su un
quotidiano nazionale abbiamo
avuto modo di leggere delle parole
(“Sono un romagnolo schietto, che
si è sempre comportato lealmente”)
che sembravano essere rivolte a
qualcuno: «Si dice che i romagnoli
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siano i “napoletani del settentrione”
per il loro modo di essere diretto
e senza peli sulla lingua. Tra
l’altro, tempo fa, conducendo una
ricerca genealogica ho scoperto
di avere lontane origini campane.
Comunque sì, mi ritengo una
persona schietta, che dice sempre
quello che pensa, anche se a volte
forse non è sempre bene dire tutto
quello che si pensa». A chi gli dà
dell’arrampicatore risponde così:
«Assolutamente no, perché questa
“carriera” all’interno del calcio è
nata casualmente. Diventai grande
amico di Alberto Zaccheroni finita
la carriera sul campo e decisi di
partecipare al corso per prendere
il patentino di allenatore di Terza
Categoria nel lontano 1983, quando
avevo trent’anni. Il caso volle che il
presidente del Comitato regionale
Emilia-Romagna mi chiese se
volessi
diventare
consigliere.
Accettai, poi diventai presidente
negli anni successivi e poi la storia
la sapete. Un percorso che è nato
casualmente, al di là della mia
laurea in architettura e dello studio
che avevo aperto. Però dentro di me
sentivo che la mia vita era il calcio
e che al calcio avrei dedicato la
mia vita». Un argomento di grande
interesse in questi ultimi anni, ma
mai probabilmente abbastanza
visti i risultati, è lo sviluppo del
patrimonio
giovanile
italiano.
Tavecchio lo ha riportato ancora
una volta alla ribalta negli ultimi
giorni, la Lega Nazionale Dilettanti
da anni porta avanti una politica
sui giovani molto forte: «Qui si
sfonda una porta aperta, perché
tra l’altro io sono il responsabile
delle rappresentative nazionali
della LND da sette anni ed è uno
dei punti cardine del programma
di Tavecchio e del mio. Stiamo
costruendo i Centri di Formazione
Federale, uno
per
Regione,
Carlo Tavecchio con Alberto Mambelli (Foto Archivio)
in sintonia con la FIGC, per
effettuare uno screening accurato
sul territorio per trovare giovani
talenti selezionabili per le nostre
nazionali da far crescere in un
contesto sano con i nostri tecnici.
Non a caso abbiamo creato la
nuova rappresentativa under 16,
non a caso partecipiamo con ottimi
risultati (anche una semifinale) con
la nostra rappresentativa al Torneo
di Viareggio. Ma vogliamo incidere
ancora di più». A proposito di
giovani, impossibile non parlare
della questione inerente al vincolo
sportivo e del rapporto con
l’A ssociazione Calciatori: «Diciamo
che sono partiti in maniera molto
aggressiva contro di noi – risponde
Mambelli – e io lo vado ripetendo
da un sacco di tempo. Sono stato
calciatore dilettante e mai mi sono
sentito costretto a stare dove non
volevo. Le nostre società fanno
salti mortali per andare avanti
e per far crescere i ragazzi del
territorio, anche dopo la carriera
calcistica sul campo. L’A IC è partita
con la storia di ridurre ancora oltre
i 25 anni come limite per il vincolo
sportivo; il vero problema secondo
me, e gliel’ho esternato più volte,
è legato agli stipendi dei calciatori
professionisti, che è schizzato a dei
livelli impensabili. Se ci sono dei
malesseri nelle società di calcio,
nascono da ingaggi che hanno
messo in ginocchio il sistema».
Sul calcio femminile, movimento
su cui Tavecchio si è sempre
speso molto: «Seguo con affetto
e attenzione il calcio femminile,
che devo dire sta crescendo bene
negli ultimi anni, soprattutto per
quanto riguarda le rappresentative
nazionali. Abbiamo un campionato
di Serie A di buon livello, e
una fervente attività al di sotto.
Purtroppo c’è tanta difficoltà
soprattutto sotto il punto di vista
degli sponsor. Proprio per questo il
presidente Tavecchio sta cercando
di approcciare in modo differente
la questione coinvolgendo sempre
di più la Lega Serie A per creare la
propria sezione di calcio femminile.
E magari andare allo stadio un
paio d’ore prima del derby RomaLazio per vedere quello di calcio
femminile».
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COPPA ITALIA FEMMINILE
SUBITO DERBY CAPITOLINO
Domenica c’è Lazio-Res Roma
Scintille e sfottò in settimana
di F.GIANANDREA DE ANGELIS E DELFINA MARIA D’AMBROSIO
[email protected]
Parte subito alla grande la stagione
del calcio femminile capitolino:
domenica, 7 settembre, ci sarà
infatti il derby di Coppa Italia tra Res
Roma e Lazio. Per capire come le
giallorosse si stiano preparando a
questo importante impegno abbiamo
contattato la loro presidente Diana
Stefani che ci ha spiegato: «La squadra
è sotto la guida di mister Melillo, da
anni loro allenatore e persona della
quale mi fido molto, so che si stanno
preparando con impegno, sono stata
con loro durante il ritiro a Chianciano
e le ho viste in ottima forma, motivate
ed entusiaste, non vedono l’ora di
scendere in campo. Sono cariche,
ma nella giusta dimensione, ritengo
infatti fondamentale non perdere
mai il rispetto dell’avversario». A
tal proposito, nelle ultime ore si è
accesa sul web una polemica che ha
interessato i vertici delle due società,
in particolar modo la presidente della
Lazio Elisabetta Cortani e il tecnico
Diana Stefani, presidente della Res Roma
(Foto Archivio)
Fabio Melillo, alla quale però Diana
Stefani non ha preso parte, almeno
in maniera attiva: «Io ho sempre
rispettato la Cortani, pur non avendo
ancora avuto il piacere di incontrarla.
Sono da poco presidente della
Res Roma, ma è da tanto che sono
nel mondo del calcio, sono infatti
sposata con un ex calciatore e da
anni mi occupo dei problemi giovanili,
specialmente
della
formazione.
Nel processo di crescita noi adulti
abbiamo un ruolo importante,
dobbiamo, però, ricordarci di dare
sempre il buon esempio. Per questo
non ho preso parte alla polemica,
inoltre nata da una serie di equivoci
tra tifosi, ma dobbiamo capire che
anche gli animi dei sostenitori vanno
in qualche modo calmati, perché lo
sfottò è sano e divertente ma deve
restare tale senza mai entrare nel
personale». Siamo andati anche in
casa Lazio e abbiamo incontrato la
presidente Cortani: «Mentalmente ho
visto la squadra in una condizione
molto serena e tranquilla, e a livello
fisico è stato fatto nell’ultimo periodo
un ritiro atleticamente valido ma anche
abbastanza pesante, e ora stiamo
cercando di recuperare le infortunate,
l’infermeria si sta svuotando piano
piano. Le nuove arrivate si stanno
integrando nel migliore dei modi,
e stiamo concludendo le ultime
mosse di mercato; intanto è arrivato
il capitano della nazionale albanese
Aurora Serenaj, e domani avremo a
Roma anche il portiere della nazionale
ungherese U21, Aschebrenner Reka.
Diciamo che la squadra sulla carta
c’è, poi sappiamo tutti che il calcio
è strano e imprevedibile, siamo in
un girone molto complicato ma non
abbiamo intenzione di fare sconti
a nessuno: il nostro obiettivo, in
Elisabetta Cortani con Claudio Lotito
(Foto Archivio)
un campionato che prevedo molto
avvincente, è quello di raggiungere
la serie A». Riguardo la polemica
scoppiata sui social: «La sfida con
la Res è una partita molto sentita, in
particolar modo dalle due tifoserie,
quindi il compito dei mister e dei
dirigenti è quello di abbassare i toni
per non creare contrasti. Non voglio
e non amo entrare nel merito delle
polemiche che si sono generate,
ho richiamato i miei che erano stati
coinvolti, e spero che quelli della Res
facciano lo stesso. Devo dire però
che dalla discussione è nata una
piacevole chiacchierata costruttiva
con Melillo, con cui abbiamo avuto
un dialogo che abbracciava il calcio
femminile a 360 gradi, importante per
il futuro di tutti; il mio rapporto con
Melillo è sempre stato ottimo e di
affetto, abbiamo lavorato parecchio
insieme e verso di lui nutro una
grande stima, sono contenta che tutto
sia stato chiarito».
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CONTROVERSIE DI DIRITTO
SPORTIVO CALCISTICO .
SENTENZE COMMENTATE
di GUIDO DEL RE
[email protected]
FIFA - DECISIONE CASO SUAREZ
In merito alla vicenda che ha visto
Suarez e Chiellini protagonisti,
la
Commissione
Disciplinare
della FIFA ha deciso il 24 Giugno
2014 di sanzionare l’attaccante
uruguagio, in quanto quest’ultimo
ha infranto l’art. 48 par. 1 del
Codice Disciplinare che sanziona
il comportamento antisportivo nei
confronti di un altro giocatore.
La FIFA ha deciso in merito alla
questione, la squalifica per nove
partite, la sanzione consistente
nella proibizione di partecipare a
qualsiasi attività inerente il calcio
per quattro mesi. Infine al calciatore
sarà vietato entrare all’interno
di qualsiasi stadio durante la
squalifica. Inoltre il calciatore
stesso è stato condannato a
pagare un’ammenda dell’importo
di 100.000 CHF. Il TAS di Losanna
ha confermato in secondo grado la
decisione della FIFA.
CASO
BARCELLONA
E
VIOLAZIONE TMS
In merito alle violazioni riguardante
il tesseramento e trasferimento di
calciatori minorenni, il Barcellona
è stato sanzionato dalla FIFA
rigettando il ricorso proposto
dalla stessa e dalla RFEF. La
Commissione d’A ppello FIFA ha
respinto i ricorsi, confermando
la decisione della Commissione
Disciplianre che aveva condannato
il club, che non potrà tesserare
giocatori per due periodi di
trasferimento pieni e consecutivi,
a partire dalla prossima finestra
di mercato e dovrà pagare una
multa di 450.000 franchi svizzeri.
Mentre la Federazione spagnola
dovrà pagare circa 500.000 franchi
svizzeri e regolarizzare il quadro
normativo esistente in materia di
trasferimento di minori.
NUOVO CODICE DI GIUSTIZA
SPORTIVA
Con il CU n. 112/52 la FIGC ha
pubblicato il nuovo Codice di
Giustizia Sportiva, di seguito il
comunicato ufficiale: “Si pubblicano,
in allegato, i testi dello Statuto e del
Codice di Giustizia Sportiva della
Federazione Italiana Giuoco Calcio
deliberati dal Commissario ad
Acta, Prof. Avv. Giulio Napolitano,
con decreto del 30 luglio 2014 ed
approvati dal Presidente del CONI
con delibera n. 112/52 del 31 luglio
2014.”. Il nuovo testo è consultabile
all’indirizzo www.figc.it
MODIFICA SPAZIO MAGLIE
La FIGC ha modificato l’art. 72
delle NOIF con la possibilità per
le società di utilizzare lo spazio
sulle maglie da gioco in maniera
differente rispetto alla scorsa
stagione. Le società della Lega
Nazionale Professionisti Serie A
possono utilizzare: a) nella parte
anteriore delle maglie da giuoco
uno spazio per la pubblicità da
sponsor commerciale fino a 350
cm, inserendo all’interno di tale
spazio non più di due marchi, di cui
uno al massimo di 250 cm; b) sul
retro della maglia, sotto il numero,
uno spazio per la pubblicità di un
solo sponsor commerciale fino a
200 cm
CORTE DI GIUSTIZIA FEDERALE
FINE
RIEDUCATIVO DELLA
SANZIONE – RIDUZIONE –
DISCRIMINAZIONE RAZZIALE
Il Comunicato Ufficiale 03/CGF
della stagione 2014/2015 ha
aperto un varco nella possibilità
di riduzione di alcune sanzioni.
In particolare la norma di cui
all’art. 16 c. 1 e 4 CGS, definisce
che la sanzione deve tener conto
della condotta oggettiva, oltre
alle aggravanti e delle attenuanti
da poter irrogare nei confronti
dell’atteggiamento tenuto. Mentre
il comma 4 fa riferimento alle
sanzioni che gli organi di giustizia
possono irrogare in aggiunta per le
violazioni disciplinari commesse.
Nel caso di specie un giovane
calciatore era stato sanzionato
con 10 giornate per aver al 18°
del primo tempo, rivolto ad un
avversario un epiteto ingiurioso
di discriminazione razziale. Il
ricorrente aveva in primis richiesto
l’annullamento del provvedimento,
successivamente
ed
in
via
subordinata la sospensione con
effetto immediato dell’esecuzione
della squalifica, per consentire
un percorso alternativo mediante
l’attività di volontariato. La difesa
ha fatto emergere nella questione
in analisi che la finalità degli organi
di giustizia è quello di rieducare
al rispetto dei valori sportivi al
fine di consentire il reinserimento
all’interno
dell’ordinamento
sportivo.
La Corte ha sancito
la riduzione della squalifica, da
10 a 5 giornate previa relazione
circa l’avvenuto compimento della
“riabilitazione” e gli esiti della
stessa.
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SI APRE UFFICIALMENTE
LA STAGIONE SAMMARINESE
Udienza dai Capitani reggenti
E in Coppa è già battaglia
di FLAVIO GRISOLI
[email protected]
Con la consueta visita a Palazzo
Pubblico si apre ufficialmente il
biennio
internazionale
2014-2016
per le rappresentative nazionali
sammarinesi. Con in testa il presidente
Giorgio Crescentini, vero artefice della
grande crescita del calcio nella piccola
Repubblica sia dal punto di vista del
tasso tecnico che di quello degli impianti
e del prestigio in Europa, c’erano tutte
le rappresentative, dall’Under 17 fino a
quella maggiore guidata da Pierangelo
Manzaroli, oltre alla “B” e a quella di
Futsal. L’incontro si è aperto con il saluto
del segretario di Stato allo Sport Teodoro
Lonfermini, che ha voluto rimarcare il
profondo legame che hanno i risultati
sportivi a tutti i livelli con la promozione
e l’immagine di un Paese nel mondo.
Dai Capitani Reggenti Valeria Ciavatta
e Luca Beccari l’invito ad onorare i
valori dello sport raccogliendo le sfide
sempre più importanti che il contesto
agonistico europeo pone di fronte
alle
rappresentative
sammarinesi,
vero “unicum” nel vecchio Continente
perché, come ha precisato Crescentini
nel proprio intervento, continueranno a
rappresentare la “sammarinesità”, senza
ricorrere a naturalizzazione o passaporti
“poco chiari”.Per concludere, la consegna
ai Capitani Reggenti e al segretario allo
Sport della maglia della Nazionale.
Manzaroli, intervistato dalla televisione
di Stato, ha rimarcato l’importanza di
questo evento: «Ci permette di riunirci
tutti insieme e rinsaldare lo spirito
d’appartenenza che ci lega tutti quanti al
nostro territorio e alla nostra nazione di
cui andare orgogliosi, nonostante poi le
difficoltà sul campo sono estremamente
alte». Nel frattempo, però, la Coppa
Titano è già alla seconda giornata, con
nessuna squadra a punteggio pieno, e
con la sconfitta rumorosa del Tre Fiori
contro il Fiorentino per 3-2 dopo aver
rimontato dal 2-0 per i padroni di casa.
GRUPPO A
LA FIORITA
3
TRE PENNE
3
DOMAGNANO1
Coppa
Titano
LIBERTAS1
COSMOS
2a Giornata 02/09/2014
GRUPPO B
FOLGORE3
PENNAROSSA3
CAILUNGO 3
JUVENES/DOGANA3
Tre Penne-Domagnano 2 - 1
La Fiorita-Cosmos Rinv 11/09
Fiorentino-Tre Fiori 3 - 2
San Giovanni-Murata 2 - 3
Pennarossa-Juv./Dogana 1 - 2
Virtus-Cailungo 0 - 1
VIRTUS0
Prossimo turno 22/10/2014
GRUPPO C
MURATA 4
SAN GIOVANNI 3
FIORENTINO Il presidente della Federcalcio sammarinese Giorgio Crescentini consegna le maglie ai capitani
reggenti Valeria Ciavatta e Luca Beccari (Foto San Marino RTV)
3
FAETANO1
TRE FIORI La Fiorita-Libertas
Folgore-Pennarossa
Cosmos-Tre Penne
Faetano-Fiorentino
Virtus-Juvenes/Dogana
San Giovanni-Tre Fiori
0
Maurizio Elviretti
[email protected]
Direttore Responsabile
Flavio Grisoli
[email protected]
[email protected]
Reg. del Tribunale di Roma n° 44/2013
Amministrazione
Via Carlo Emery, 47 - 00188 Roma
Tel./Fax 06.5000975
email: [email protected]
Caporedattore
Filippo Gherardi
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Federico Gianandrea De Angelis
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Hanno collaborato
Guido Del Re
Fulvio Bianchi
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In redazione
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Impaginazione e creatività
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