441 πέδος “terra” viene dalla radice di πούς, ποδός ὁ “piede” 442

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441 πέδος “terra” viene dalla radice di πούς, ποδός ὁ “piede” 442
441 πέδος “terra” viene dalla radice di πούς, ποδός ὁ “piede”
442 La negazione μή è legata al verbo di negazione e non deve essere tradotta.
444 ᾖ = avverbio relativo di luogo
446 μῆκος (μήκους, τό; misura dalla radice di μακρός): qui con valore di accusativo
avverbiale.
συντόμως “in breve” avv. dalla radice di συν-τέμνω “accorcio”.
447 κηρυχθέντα, accusativo neutro plurale participio aoristo passivo forte di κηρύσσω,
con valore predicativo rispetto all’infinito μὴ πράσσειν τάδε (in genere ci si sarebbe
aspettato un neutro singolare, ma forse è stato influenzato da τάδε);
448 ἐμφανῆ (<-εσα): nominativo plurale neutro da ἐμφανής, -ές (radice di φαίνω) con
valore predicativo rispetto al soggetto sottointeso (τάδε; il verbo è alla terza singolare,
essendo il soggetto neutro plurale)
452 ὥρισεν. Aor., di ὁρίζω “delimito”, legato a ὅρος, -ου ὁ (maschile della 2^ con spirito
aspro, plur ὅροι) “limite ≠ ὄρος –ους τό (neutro della 3^ in sibilante con spirito dolce, plur
ὄρη) “monte”
454 κηρύγμαθ᾽= κηρύγματα con elisione e aspirazione della dentale per contatto con lo
spirito aspro di ὥστ(ε); lo stesso succede al v. 455 con ὄνθ᾽(=ὄντα) ὑπερδραμεῖν
κἀσφαλῆ = καὶ ἀσφαλῆ (contratto <-έσα acc. plur neutro da ἀσφαλής, -ές “saldo”,
derivato da ἀ privativo e la radice di σφάλλω “inciampo, cado, sbaglio”)
456 κἀχθές = casi da καὶ ἐχθές
457 κοὐδεὶς = crasi per καὶ οὐδείς
ἐξ ὅτου ᾽φάνη = ἐξ οὗτινος (relativo usato come avverbio di tempo “da quando”) ἐφάνη
(aoristo passivo II con valore intransitivo “apparve” ≠ ἐφάνθη aoristo passivo I con valore
passivo “fu mostrato”)
458-60 ἀνδρὸς οὐδενὸς “di un uomo” il senso negativo della frase giustifica la negazione,
da tralasciare nella traduzione, perché pleonastica.
461 κεἰ = καὶ εἰ (crasi); introduce una protasi isolata dell’irrealta al passato (προὐκήρυξας
indicativo aoristo da προκηρύσσω, con crasi fra preverbo e aumento sillabico = προε-)
464 κατ(α)θανὼν = forma sincopata del part. aoristo di καταθνῄσκω, vedi anche v. 515
466 ἄλγος, -ους τό ha valore di nome del predicato rispetto a τυχεῖν (inf. aoristo da
τυγχάνω), con copula (ἐστι) sottintesa
466-68 εἰ… ἠνσχόμην… ἂν ἤλγουν: periodo ipotetico dell’irrealtà con protasi
all’indicativo aoristo, che si può rendere in rapporto di anteriorità rispetto all’apodosi
all’imperfetto (Se avessi sopportato… soffrirei);
τὸν può essere grammaticalmente inteso come riferito a νέκυν in iperbato, ma nel flusso
del periodo il complemento di origine seguente ἐξ ἐμῆς μητρὸς finisce per sostantivarlo
“se avessi tollerato che chi è nato dalla mia (stessa) madre, ora che è morto, restasse
cadavere insepolto, per questo soffrirei”
467 ἠνσχόμην (correggere ᾐσχόμην): aoristo medio da ἀνέχω, con grado zero del tema
(σχ-) ed aumento temporale irregolare nel preverbo (=ἀνεσχόμην).
468 κείνοις = ἐκείνοις, neutro con valore epanalettico rispetto alla protasi.
ἤλγουν (= -εον) imperfetto da ἀλγέω, verbo sostanzialmente equivalente nel significato
ad ἀλγύνομαι (all’attivo invece ἀλγύνω “provoco dolore”), anch’esso dalla radice di
ἄλγος, -ους τό.
470 ὀφλισκάνω: il verbo ha una valenza giuridica, implicando il subire un’ammenda o
ricevere un’accusa. Si può tradurre “forse devo la stoltezza ad uno stolto, sono accusata di
stoltezza da uno stolto.
474-76 ἂν εἰσίδοις (“potresti vedere “ ottativo potenziale aoristo da εἰσοράω → εἰσεῖδον)
πλεῖστ᾽(α) “spesso, nella maggior parte dei casi” τὸν ἐγκρατέστατον (“il più resistente”
superlativo relativo di ἐγκρατής, -ές) σίδηρον ὀπτὸν ἐκ πυρὸς περισκελῆ (lett. “ferro
bruciato durissimo dal fuoco = ferro temperato fino all’estrema durezza dal fuoco”:
περισκελῆ, da περισκελής, -ές ha sfumatura consecutiva-finale) θραυσθέντα καὶ
ῥαγέντα (“spezzarsi ed sbriciolaris” acc sing. masch participio aoristo passivo di θραύω e
di ῥήγνυμι con valore di predicativo dell’oggetto rispetto al verbo di percezione εἰσίδοις)
478 καταρτυθέντας acc. maschile plurale part. predicativo aoristo passivo di καταρτύω
“sottoporre”, quindi “domare”
480 ἐξηπίστατο Imperfetto da ἐξεπίσταμαι “so bene”, etimologicamente legato ad ἵστημι
ma non un suo composto (altrimenti sarebbe al medio *ἐξεφίσταμαι, con l’aspirazione)
485 κράτη (-εσα) nom plur. Cfr. v. 60
486-7 lett. “Sia anche più consanguinea di una sorella o di ogni nostro (lett “a noi”) Zeus
domestico (metonimia per “familiare veneratore di Zeus”; l’epiteto ἑρκεῖος è derivato da
ἕρκος, -ους τό “recinto, corte della casa”)
488 χἠ = καὶ ἡ (nella crasi lo spirito aspro provoca l’aspirazione della velare)
ἀλύξετον 3a persona duale indicativo futuro da ἀλύσκω (+ genitivo)
489-90 costruz: ἐπαιτιῶμαι (ἐ)κείνην (cioè Ismene) βουλεῦσαι ἴσον τοῦδε τάφου
(“accuso anche questa di aver deliberato la stessa cosa di questa sepoltura”, con il genitivo
dipendente da ἴσον o anche, “accuso ugualmente quella di questa sepoltura per averla
deliberata” con il genitivo dipendente da ἐπαιτιῶμαι e l’infinito aoristo βουλεῦσαι, da
βουλεύω, epesegetico)
491 νιν (αὐτὴν, cioè Ismene) καλεῖτ’(ε) (imperativo)
493 lett. “L’animo di coloro che tramano (gen. plur part. pres. sostantivato da τεχνάομαι)
nell’ombra tende (φιλεῖ) ad essere scoperto (ᾑρῆσθαι inf. perfetto m. passivo di αἱρέω)
come ladro in anticipo”
495 χὤταν : καὶ ὅταν (crasi con aspirazione della velare per la presenza dello spirito
aspro), congiunzione temporale eventuale (=ὅτε + ἄν) che regge il congiuntivo θέλῃ.
496 ἁλοὺς nominativo singolare maschile participio aoristo III da ἀλίσκομαι (ind. Aoristo
ἑάλων) da ἁλοντ-ς con caduta del ντ di fronte e allungamento di compenso ο→ ου
500 ἀρεστὸν aggettivo verbale di I tipo da ἀρέσκω “piaccio”, seguito dall’ottativo aoristo
passivo (con significato intransitivo) ἀρεσθείη.
502 κλέος… εὐκλεέστερον figura etimologica
503 Il termine rafforzato αὐταδελφός è già nel v. 1.
505 ἐγκλῄοι ottativo presente da ἐγκλῄω (=ἐγκλείω composto di κλείω, “chiudo”)
506 πολλά τ᾽ ἄλλ᾽(α) εὐδαιμονεῖ κἄξεστιν… (crasi per καὶ ἔξεστιν): classico uso greco di
ἄλλος per indicare altro rispetto a quel che segue (mentre in italiano in genere indica
diversità da quel che precede) con τε καί (“l’altro/gli altri/ le altre cose e inoltre…” = fra
gli altri anche…”. Qui ἄλλ(α) si può direttamente non tradurre: “la tirannide ha tanti
vantaggi e le è anche possibile…” o più liberamente “fra i vantaggi di cui gode la tirannide
le è anche possibile…”
507 θ’ = τε con elisione ed aspirazione per contatto con ἃ. Corrisponde al latino -que e
collega δρᾶν e λέγειν
509 χοὖτοι = καὶ οὗτοι (crasi con aspirazione dalla velare per incontro con lo spirito aspro.
510 ἐπαιδεῖ 2a persona ind pres, m. da ἐπ-αιδέομαι dalla radice di αἰδώς, -οῦς ἡ
“vergogna, pudore”
512 ὅμαιμος “consanguineo” da ὅμος e αἷμα
513 ταὐτοῦ = τοῦ αὐτοῦ
514 δυσσεβῆ (-έσα) accusativo femminile singolare concordato con χάριν da δυσσεβής, ές “empio” composto dell’avverbio negativo (in senso morale) δυσ- e dalla radice di
σέβομαι, “ho rispetto religioso”
515 ταυθ’ = ταῦτα con elisione e aspirazione per il contatto con lo spirito aspro di ὁ.
516 σφε = αὐτόν (cioè Eteocle)
517 ὤλετο = ind. aoristo II medio da ὄλλυμι “distruggo” (al m. “perisco”).
518 ἀντι-στὰς participio sostantivato aoristo III da ἀνθίστημι “pongo contro”, con valore
intransitivo “colui che si è posto contro”, da non confondere con ἀνθ-ιστὰς participio
presente, dove la ἱ con spirito aspro propria del tema raddoppiato del presente (da σί-στημι con caduta del sigma) provoca l’elisione e l’aspirazione della θ. Nell’aoristo si ha il tema
στη non raddoppiato, e il preverbo si presenta eliso, ma senza aspirazione, nell’indicativo
ἀντ-έ-στην (dove la ι cade di fronte all’aumento ἐ, con spirito dolce), completo nei modi
diversi dall’indicativo, dove manca l’aumento ε, e si reintegra la ι di ἀντί (ἀντι-στάς)
520 λαχεῖν (aoristo da λαγχάνω) è infinito di limitazione dipendente da ἴσος (correggere
ἴσον)
εὐαγῆ (-εσα) da εὐαγής, -ές “sacrosanto” composto di εὐ e la radice di ἄγος, -ους τό
“consacrazione o maledizione”, forse connessa a ἅγιος.
524 φιλητέον aggettivo verbale di II tipo (= gerundivo della perifrastica passiva) seguito in
poliptòto (o figura etimologica) dall’imperativo φίλει (=-εε)
525 costruzione del verbo di comando ἄρχω, qui al futuro, con genitivo vincolato.