Linee Guida Garanzia B2B

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Linee Guida Garanzia B2B
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Stefan elli
LINEE GUIDA PER
REDAZIONE DELLE CONDIZIONI DI GARANZIE
NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
Linee Guida per la redazione delle condizioni di
garanzia
nelle vendite tra operatori commerciali
PREMESSE ...............................................................................................................................................2
ANALISI
DELLA
DISCIPLINA
GIURIDICA
DELLE
CONDIZIONI
DI
GARANZIA
NELLE
VENDITE
TRA
OPERATORI
CO MMERCIALI...........................................................................................................................................5
GARANZIA
NEI CONTRATTI NAZIONALI ......................................................................................................5
1.
Garanzia Legale ........................................................................................................................ 6
2.
Garanzia Convenzionale (c.c. Garanzia commerciale)................................................................. 8
GARANZIA
NEI CONTRATTI INTERNAZIONALI ............................................................................................10
1.
Premessa: la determinazione della disciplina applicabile .......................................................... 10
2.
Analisi della disciplina della garanzia nella Convenzione di Vienna............................................ 14
ALLEGATI...............................................................................................................................................17
Allegato 1 – Elenco Stati che hanno aderito alla Convenzione......................................................... 17
Allegato 2 – Appendice normativa .................................................................................................. 17
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
PREMESSE
Il presente lavoro ha come scopo principale quello di costituire un utile supporto per la corretta redazione
delle condizioni di garanzia nei rapporti di vendita che intercorrono tra operatori commerciali.
Relativamente al settore dentale, pertanto, i contenuti delle presenti Linee Guida possono trovare
applicazione nei rapporti che intercorrono tra fabbricante e distributore, tra distributore ed utilizzatore (
odontotecnici, laboratori, odontoiatri, igieniste, strutture sanitarie ecc) ed altresì nell’ipotesi di vendita
diretta dal fabbricante all’utilizzatore.
Non possono invece trovare utilizzo nei contratti di vendita a soggetti qualificabili come consumatori1 per
i quali si rinvia all’apposito documento.
Schematizzando pertanto le presenti Linee Guida possono trovare utilizzo nei seguenti contratti
UTILIZZATORE DEL
DISTRIBUTORE DEL
Vendita
B2B
PRODOTTO
PRODUTTORE
distributori, concessionari
ecc.
Vendita B2B
PRODOTTO
odontoiatra, struttura
sanitaria, laboratorio
odontotecnico, igienisti ecc.
Vendita B2B
1
Relativamente alle condizioni di garanzia nei rapporti di vendita ai consumatori si richiama quanto esposto
nell’apposito documento.
In questa sede si precisa solo che ai sensi dell’art. 1 del D.lgs. 24/2002 (anche art. 1519 – bis c.c. ) il consumatore è
la persona fisica che, nei contratti di vendita di beni di consumo ed altri equiparati, agisce per scopi
estranei all'attività' imprenditoriale o professionale eventualmente svolta.
Non rientrano nella definizione di consumatori: le persone giuridiche ; gli enti diversi dalle persone fisiche
con finalità non lucrative (associazioni, fondazioni, comitati); le persone fisiche qualificabili come
“professionisti” (precisazione contenuta nel Documento Ministero Attività Produttive “La nuova disciplina in materia di
garanzie nella vendita di beni di consumo” Nota esplicativa al Decreto legislativo n. 24 del 2002)
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
Relativamente ai rapporti di vendita tra operatori commerciali (chiamati anche comunemente B2B –
business to business) esistono giuridicamente due tipologie di garanzie (di seguito analizzate in maniera
approfondita):
ð la garanzia legale
e
ð la garanzia convenzionale.
Preme solo rilevare in questa sede che mentre la garanzia legale trova applicazione ex lege solo nei
confronti dell’acquirente diretto, la garanzia commerciale (i cui contenuti sono liberamente determinati
dalle parti) può trovare applicazione sia nei confronti dell’acquirente diretto (es. fabbricante/distributore)
oppure anche nei confronti dell’acquirente indiretto (es. garanzia da parte del fabbricante nei confronti
dell’utilizzatore al quale però il bene è stato venduto dal distributore).
In ragione della complessità della materia al fine di fornire un utile supporto ai produttori si è provveduto
all’ANALISI DELLA DISCIPLINA GIURIDICA delle condizioni di garanzia distinguendo tra
Ä
garanzia nelle vendite nazionali
Ä
garanzia nelle vendite internazionali
*
*
*
Prima di esaminare in dettaglio gli aspetti sopra indicati è bene chiarire sin da ora un aspetto preliminare
che attiene ai rapporti tra condizioni di garanzia e la c.d. product liability, ovvero responsabilità da
prodotto difettoso.
Le condizioni di garanzia e la responsabilità da prodotto difettoso attengono a due profili giuridici
completamente diversi e non sovrapponibili concettualmente:
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
ð le condizioni di garanzia attengono al profilo contrattuale relativamente all’idoneità, utilizzabilità
qualità etc. del bene venduto (ipotesi di inadempimento contrattuale)
ð la responsabilità da prodotto difettoso attiene invece all’aspetto extracontrattuale circa eventuali
danni biologici che il bene venduto possa causare all’acquirente o a terzi (in questo caso siamo al di
fuori del contratto)
Si può pertanto avere un inadempimento contrattuale senza alcun danno (cioè senza responsabilità da
prodotto difettoso) e viceversa si può avere un danno biologico a terzi senza aversi inadempimento tra
venditore ed acquirente.
In ogni caso, allo scopo di non limitare in alcun modo la tutela dell’acquirente o del terzo in ipotesi di
danno biologico, l’art. 12 del DPR 224/1988 di attuazione in Italia della dir 85/374/CEE sancisce che:
“É nullo qualsiasi patto che escluda o limiti preventivamente, nei
confronti del danneggiato, la
responsabilità prevista dal presente decreto.”
Ovvero non è possibile limitare o escludere la responsabilità del produttore per gli eventuali
danni a terzi cagionati da difetti del suo prodotto.
Pertanto
qualsiasi clausola eventualmente inserita nelle condizioni generali di garanzia volta a
escludere o limitare la responsabilità prevista dal DPR 224/’88 sarà “nulla” e priva
di effetto.
Per completezza si precisa che l’impossibilità di escludere la responsabilità per danni causati dal prodotto
difettoso all’interno delle condizioni generali di vendita o nella garanzia è un principio genericamente
riconosciuto oltre che nella Comunità Europea anche negli Stati Uniti.
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ANALISI DELLA DISCIPLINA GIURIDICA DELLE CONDIZIONI DI GARANZIA NELLE VENDITE
TRA OPERATORI COMMERCIALI
La disciplina giuridica delle condizioni di garanzia è diversa a seconda che il contratto di vendita sia
nazionale (cioè tra soggetti che hanno entrambi la sede in Italia) oppure Internazionale (cioè tra soggetti
aventi sede in paesi diversi, anche all’interno della Comunità Europea).
Si procederà pertanto ad un’analisi separata.
GARANZIA NEI CONTRATTI NAZIONALI
Come sopra anticipato sono contratti di vendita nazionali quelli che vengono stipulati tra operatori
commerciali aventi entrambi sede sul territorio italiano.
Giuridicamente si chiamano contratti interni2.
Alle vendite interne (nazionali) si applica la normativa del paese proprio dei contraenti.
Pertanto qualora entrambi i contraenti abbiano la sede in Italia, si applicherà la
normativa italiana.
La disciplina giuridica italiana sulle condizioni di garanzia è contenuta nel nostro Codice Civile che
prevede due tipi di garanzia: la garanzia legale e la garanzia convenzionale.
2
La denominazione di contratto interno si fa desumere, a contrariis, dalle prescrizioni contenute nel diritto
internazionale privato ove si qualificano come internazionali le vendite concluse tra soggetti aventi la propria sede
d’affari in Stati differenti.
Infatti, l’articolo 1 della Convenzione di Vienna dell’11 aprile 1980 “sui contratti di vendita internazionale di merci”
stabilisce che: “La presente Convenzione si applica ai contratti di vendita di merci fra parti aventi la loro sede
d’affari in Stati diversi ……”
Pertanto, a contrariis si considerano “interne” le vendite concluse tra soggetti aventi la propria sede d’affari nello
stesso Stato.
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
1.
GARANZIA LEGALE
Il nostro Codice Civile contiene, all’interno della disciplina del contratto di vendita (Capo I del
Titolo III) due norme che riguardano la garanzia legale.
Più precisamente:
Art. 1490 c.c.
“Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano
inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.
Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede
taciuto al compratore i vizi della cosa.”
Art. 1497 c.c.
“ Quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l'uso
a cui è destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le
disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento, purché il difetto di qualità ecceda i
limiti di tolleranza stabiliti dagli usi.
Tuttavia il diritto di ottenere la risoluzione è soggetto alla decadenza e alla prescrizione stabilite
dall'articolo.”
Dalla lettura delle norme può farsi discendere che il nostro codice civile copre due tipologie di
vizi:
a. l’inidoneità all’uso cui è destinato il bene – c.d. vizio redibitorio (art. 1490 c.c.)
b. la mancanza di qualità promesse o essenziali ove il difetto ecceda i limiti di
tolleranza (art. 1497 c.c.)
Preme evidenziare che, seppure le due tipologie di vizi siano nei fatti tra loro vicine, la
giurisprudenza ha stabilito che mentre
Ä
l’inidoneità all’uso a cui è destinato il bene“ riguarda le imperfezioni ed i difetti
inerenti al processo di produzione, fabbricazione, formazione e conservazione della
cosa medesima”,
Ä
la mancanza di qualità promesse o essenziali (art. 1497 c.c.) “è inerente alla natura
della merce e concerne tutti quegli elementi essenziali e sostanziali che, nell'ambito
del medesimo genere, influiscono sulla classificazione della cosa in una specie,
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
piuttosto che in un'altra”. (Giurisprudenza pacifica. Per tutte: Cassazione civile, sez.
II, 13 gennaio 1997, n. 244)
In presenza di tali vizi il compratore può chiedere (ex art. 1493c.c.)
CONTRATTO
LA RISOLUZIONE DEL
(con conseguente restituzione del prezzo corrisposto e rimborso delle spese
sostenute; in questo caso il compratore dovrà poi restituire il bene se questo non è perito a
causa dei vizi) oppure LA RIDUZIONE DEL PREZZO (si precisa però che per la mancanza di qualità si
può chiedere solo la risoluzione del contratto e non la riduzione del prezzo - art. 1497 c.c.).
Ai sensi, infatti, dell’art. 1495 c.c. l’acquirente deve poi denunciare il vizio entro otto giorni
dalla scoperta (pena la decadenza dal diritto alla garanzia).
La garanzia può essere fatta valere per un anno dalla consegna.
Ciò che preme evidenziare è l’ambito di applicazione della garanzia legale.
In questo senso si rileva che:
Ä
trova applicazione solo nei rapporti diretti tra venditore e acquirente: vale a dire
1) nell’ipotesi di vendita tra fabbricante e distributore potrà essere utilizzata da
quest’ultimo nei confronti del fabbricante (ma non dall’utilizzatore direttamente
nei confronti del fabbricante) 2) nell’ipotesi di vendita diretta all’utilizzatore
quest’ultimo potrà rivalersi direttamente nei confronti del fabbricante
Ä
è garanzia ex lege e quindi
TROVA
AUTOMATICA
ESPRESSAMENTE RICHIA MATA NEL CONTRATTO DI VENDITA
APPLICAZIONE
ANCHE OVE NON SIA
(ex art. 1339 c.c. che prevede
l’automatica inserzione di clausole). Conseguentemente l’acquirente diretto potrà
far valere i vizi di cui sopra e ottenere la risoluzione del contratto ai sensi del
codice civile anche se il contratto non richiama in alcun modo tale tipologia di
garanzia.
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
Ä
è possibile limitare (non escludere) la garanzia ex lege solo se la clausola di
limitazione della garanzia è appositamente sottoscritta (art. 1341 c.c.) in quanto
clausola vessatoria 3.
2.
GARANZIA CONVENZIONALE ( C. C. GARANZIA
COMMERCIALE)
E’ principio cardine del nostro ordinamento che le parti possono liberamente determinare i
contenuti di un contratto (art. 1322 c.c.) entro i limiti imposti dalla legge.
Ciò vale anche per quanto riguarda gli aspetti della garanzia sul bene venduto.
Per essere più precisi, esistendo già una disciplina codicistica obbligatoria (quella sopra
analizzata), eventuali patti tra le parti in tema di garanzia potranno configurare condizioni di
garanzia aggiuntive a quelle già previste dal codice civile (e sopra analizzate).
La parti sono pertanto libere di determinare qualsiasi condizione di garanzia aggiuntiva,
avente qualsiasi contenuto (che non sia ovviamente contrario ai principi di legge).
Si tratta della c.d. garanzia convenzionale o commerciale.
Naturalmente le condizioni di garanzia convenzionali ed i contenuti delle stesse varieranno a
seconda della tipologia del bene venduto ed in ragione della forza contrattuale delle parti tra loro.
Un tipico esempio di condizione di garanzia commerciale aggiuntiva è la previsione di un termine
di copertura più lungo (n. 2 o 3 anni anziché n. 1 anno di legge) oppure la previsione della
copertura (o meno) delle spese di trasporto del bene che deve essere riparato in garanzia.
A prescindere poi da tale principio di libertà delle parti, il nostro codice civile entra nel merito di
una sola tipologia di garanzia convenzionale:
la c.d. garanzia sul buon funzionamento del bene .
3
Si precisa che l’obbligo giuridico di sottoscrizione delle clausole vessatorie è prevista solo ove il contratto sia
stipulato attraverso Condizioni Generali di Contratto (vale a dire condizioni predisposte per un numero indefinito di
soggetti), mentre non è obbligatoria nei contratti tra singoli ove si dimostri che entrambi hanno collaborato alla
redazione del contratto. In via prudenziale, in ogni caso, è comunque sempre consigliabile la sottoscrizione di tali
tipologie di clausole per evitare il rischio di dichiarazione di inefficacia.
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
Si è deciso di esaminare tale garanzia in questo parte delle Linee Guida perché, diversamente
dalla garanzia ex lege sopra esaminata, la garanzia sul buon funzionamento del bene (pur
trovando disciplina nel codice civile) non trova automatica applicazione ma può essere fatta
valere solo ove espressamente prevista dalle parti nel contratto (giurisprudenza pacifica e
costante).
Per tale ragione la garanzia sul buon funzionamento è annoverata tra le garanzie convenzionali.
L’art. 1512 c.c. relativo alla garanzia del buon funzionamento del bene stabilisce che:
“Se il venditore ha garantito per un tempo determinato il buon funzionamento della cosa
venduta, il compratore, salvo patto contrario, deve denunziare al venditore il difetto di
funzionamento entro trenta giorni dalla scoperta, sotto pena di decadenza.
L'azione si prescrive in sei mesi dalla scoperta. Il giudice, secondo le circostanze, può
assegnare al venditore un termine per sostituire o riparare la cosa in modo da assicurarne
il buon funzionamento, salvo il risarcimento dei danni. Sono salvi gli usi i quali
stabiliscono che la garanzia di buon funzionamento è dovuta anche in mancanza di patto
espresso.”
La garanzia del buon funzionamento del bene (che per giurisprudenza costante può essere
prevista entro un limite di tempo che deve essere espressamente pattuito) si differenzia dalla
garanzia ex lege sopra analizzata (inidoneità all’uso - art. 1490 c.c.) sia per i diversi elementi
costitutivi che per le finalità.
Nella garanzia del buon funzionamento, infatti, il compratore deve dimostrare solo il cattivo
funzionamento del bene acquistato entro il termine di 30 giorni dalla scoperta (termine comunque
derogabile dalle parti) e può chiedere l’esatto adempimento (sostituzione/riparazione) o il
risarcimento del danno indipendentemente dalla colpa del venditore: in sostanza non deve
dimostrare nulla tranne che il bene non funziona.
Diversamente nell’inidoneità all’uso l’acquirente non solo deve denunciare il vizio entro 8 giorni
ma deve anche dimostrare che il bene è effettivamente inidoneo all’uso e comunque può solo
ottenere la risoluzione del contratto o la riduzione del prezzo (non la sostituzione del bene). In
questo caso pertanto il compratore ha un onere probatorio maggiore e rimedi minori.
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
GARANZIA NEI CONTRATTI INTERNAZIONALI
1.
PREMESSA : LA DETERMINAZIONE DELLA DISCIPLINA APPLICABILE
Le vendite internazionali sono quelle concluse tra parti aventi la propria sede d’affari in
differenti Paesi 4.
In carenza di un diritto privato proprio della Comunità Europea sono considerate vendite
internazionali anche quelle che intervengono tra soggetti che hanno sede in due paesi della
Comunità Europea.
Pertanto quanto segue può trovare applicazione in tutte le ipotesi di condizioni di garanzia per le
vendite con soggetti che hanno sede
fuori dal territorio nazionale (sia esso comunitario o
extracomunitario).
Chiarito quanto sopra preme da subito precisare un aspetto di estrema rilevanza.
Mentre per quanto riguarda la garanzia delle vendite sul territorio nazionale esiste, come visto
sopra, una garanzia ex lege (vale a dire che si applica indipendentemente dalla volontà delle parti e
dalla espressa previsione delle parti – quella di cui agli artt. 1490 c.c. e art. 1497 c.c.) per quanto
riguarda le vendite internazionali non esiste nessuna garanzia ex lege.
Pertanto
LA MATERIA È LASCIATA ALLA LIBERTÀ DELLE PARTI.
Più precisamente i contraenti possono decidere sia i contenuti delle condizioni di garanzia che la
disciplina da applicare alla stessa.
Più precisamente si possono dare le seguenti ipotesi:
4
Si veda nota n. 2
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
IPOTESI I:
Ø
Le parti inseriscono nel contratto
una clausola (o più clausole) di garanzia
compiutamente disciplinata/e (tempi, modi e rimedi)
E’ questa l’ipotesi (quasi del tutto scolastica) che le parti abbiano previsto all’interno del
contratto tutti gli aspetti relativi alla garanzia in maniera compiuta e completa.
In questo caso ogni controversia tra le parti troverà soluzione all’interno del contratto
stesso.
IPOTESI II:
Ø
Le parti non hanno inserito all’interno del contratto di vendita alcuna condizione di
garanzia
oppure
Ø
Sono inserite nel contratto alcune condizione di garanzia che però risultano solo
parzialmente disciplinate all’interno del contratto stesso
Relativamente a questa seconda ipotesi (senza dubbio la più frequente) diventerà fondamentale in
caso di controversia tra le parti, la determinazione della legge applicabile al contratto.
In proposito valgono i seguenti criteri:
A. Le parti hanno la sede legale in paesi che hanno aderito alla Convenzione di Vienna
sulle vendite internazionali (Allegato 1 – Elenco Stati che hanno aderito alla Convenzione)
Ove entrambe le parti appartengano a paesi (C O M E L’ITALIA ) che hanno aderito alla
Convenzione di Vienna troverà facilmente applicazione quest’ultima.
Infatti:
1. Le parti hanno deliberatamente manifestato la volontà di applicare la Convenzione di
Vienna sulle vendite internazionali
Ø
In questo caso troveranno applicazione per quanto riguarda la vendita e la
garanzia i contenuti della Convenzione stessa. Per gli aspetti non disciplinati
dalla Convenzione (es. efficacia di clausole penali, vizi del consenso, etc…) si
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
applicherà la legge scelta dalle parti o la legge applicabile secondo i criteri di
diritto internazionale privato (o della Convenzione dell’Aja 1955).
2. Le parti non hanno stabilito la legge applicabile al contratto di vendita
Ø
Si applicherà “in via automatica” la Convenzione di Vienna poiché entrambe le
parti appartengono a Stati che aderiscono alla stessa (art. 1, comma 1, lettera
a)
della
Convenzione),
mentre
per
gli
aspetti
non
disciplinati
dalla
Convenzione si applicherà la legge determinata in base alle norme vigenti di
diritto internazionale privato (Convenzione dell’Aja).
3. Le parti hanno deciso di applicare la legge di un paese “terzo” (diverso dalla sede
delle Parti) che ha aderito alla Convenzione senza escluderne l’applicazione
Ø
Anche in questo caso si applica la Convenzione di Vienna e per le parti non
regolamentate si procederà come sopra.
4. Le parti hanno deciso di applicare la legge di un paese che ha aderito alla
Convenzione escludendo espressamente l’applicazione della stessa
Ø
Questo è l’unico caso in cui si applica la legge prescelta ma non la Convenzione.
Si precisa però che qualora si voglia escludere l’applicazione della Convenzione di
Vienna si consiglia di inserire una clausola che “esprima inequivocabilmente”
tale intenzione, al fine di evitare controversie. La giurisprudenza internazionale,
ma anche italiana (Trib. Vigevano 12 luglio 2000) ha, infatti, evidenziato come per
poter escludere l’applicazione della Convenzione
l’intenzione delle parti in
questo senso deve risultare in modo inequivoco.
B. Le parti hanno la sede legale in paesi che non hanno aderito alla Convenzione di
Vienna sulle vendite internazionali
1. I contraenti hanno deliberatamente manifestato la volontà di applicare la Convenzione
di Vienna
Ø
In questo caso si applicherà la Convenzione
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
2. I contraenti hanno deciso di applicare la legge di uno dei loro stati di appartenenza ( o
di uno Stato terzo)
Ø
Si applicherà la legge scelta
3. I contraenti non hanno scelto alcuna legge da applicarsi
Ø
Si utilizzeranno i criteri delle norme di diritto internazionale privato per
determinare la legge applicabile
Da quanto sopra emerge chiaramente che, essendo l’Italia paese che ha aderito alla Convenzione
di Vienna, nei contratti stipulati dai fabbricanti italiani si potrà frequentemente applicare
Ä
la Convenzione di Vienna per gli aspetti del contratto di vendita (salva l’ipotesi di
esclusione espressa)
e
Ä
la legge scelta (o determinata in base alle norme di diritto internazionale privato) per le
restanti parti del contratto 5.
Nei contratti dei fabbricanti italiani potranno quindi essere inserite clausole analoghe alle seguenti:
ð “Il presente contratto è sottoposto alla legge italiana”
ð “Il presente contratto è sottoposto alla Convenzione di Vienna e alla legge …………”
5
Circa l’applicazione della Convenzione di Vienna si precisa che mentre per gli operatori commerciali della
Comunità Europea l’applicazione della stessa è generalmente riconosciuta, gli operatori commerciali americani
tendono nei fatti a cercare di escluderla.
Si sottolinea tuttavia che anche la giurisprudenza americana è concorde nel ritenere che se l’applicazione della
Convenzione non è esplicitamene esclusa la Convenzione stessa si applica.
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
ð “Il presente contratto è sottoposto alla legge italiana con espressa esclusione della convenzione
del 1980 sulla vendita internazionale di merci”
Si precisa, infine, che, nei contratti internazionali, la scelta della legge applicabile al contratto
di vendita è un elemento di fondamentale importanza, che deve essere valutato con
attenzione.
La scelta affrettata o legata ad interessi commerciali che porti ad escludere l’applicazione della
Convenzione di Vienna piuttosto che l’applicazione di una legge di cui non si conoscono a
sufficienza i contenuti può comportare l’applicazione di norme cogenti estremamente sfavorevoli.
Occorre quindi prestare molta attenzione non solo alle condizioni generali del contratto di vendita
“esplicite”, ma anche a condizioni generali riportate sul retro di ordini o preventivi, che se non sono
contestate immediatamente possono con difficoltà essere impugnate in un secondo momento.
*
2.
ANA LISI
DELLA DISCIPLINA DELLA GARANZIA NELLA
*
*
CONVENZIONE DI VIENNA
Vista l’importanza e la frequenza di applicazione dei contenuti della Convenzione di Vienna si ritiene
opportuno in questa sede analizzare la parte relativa alle condizioni di garanzia.
La Convenzione di Vienna richiede tra gli obblighi del venditore quello di “consegnare merce
conforme al contratto” (artt. 35-40).
Si tratta quindi di una sorta di “garanzia legale” prevista dalla Convenzione che si ritiene rilevante
esaminare in dettaglio in questa sede.
a)
CONTENUTO DELLA GARA NZIA
L’articolo 35 stabilisce innanzitutto che:
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
“Il venditore è tenuto a consegnare la merce che sia conforme per quantità,
qualità e tipo a quanto previsto dal contratto e che sia confezionata o imballata
nel modo stabilito dal contratto”
Quindi come primo elemento la merce deve essere conforme a quanto convenuto nel
contratto.
Lo stesso articolo 35 fissa quali criteri sussidiari per l’esame della conformità della merce
al contratto che:
Ø
sia idonea all’uso cui viene destinata normalmente la merce dello stesso tipo;
Ø
sia
idonea
all’uso
particolare
espressamente
o
implicitamente
portato
a
conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto;
Ø
possieda le qualità di merce che il venditore ha sottoposto al compratore come
campione o modello;
Ø
sia imballata o confezionata secondo i criteri usuali per merce dello stesso tipo.
Tali criteri sono tuttavia sussidiari e derogabili dalle parti con accordo.
b)
TERMINI
L’articolo 39 impone al compratore di denunciare difetti di conformità della merce entro
-
un termine ragionevole dal momento in cui li ha scoperti (e quindi non
necessariamente equivalente agli 8 giorni del nostro c.c.)
e comunque
-
entro un termine massimo di due anni dalla consegna, salvo che tale scadenza
non sia incompatibile con la durata della garanzia contrattuale.
Considerando tuttavia che il compratore in base all’articolo 38 è tenuto ad esaminare la
merce “nel termine più breve possibile, avuto riguardo delle circostanze”, il termine
“ragionevole” per la denuncia dell’art. 39 decorrerà:
ð in caso di vizi apparenti che il compratore avrebbe dovuto scoprire esaminando la
merce: dalla consegna della merce stessa
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ð in caso di vizi occulti: dalla scoperta del difetto.
c)
RIMEDI PREVISTI
In caso di inadempime nto del venditore (compreso anche l’ipotesi di difetto di conformità della
merce) la Convenzione riconosce al compratore i seguenti rimedi (art. 45-52):
ð RICHIESTA DI ADEMPIMENTO
Tale rimedio in presenza di un difetto di conformità si potrà tradurre nella
sostituzione della merce - in presenza di un inadempimento essenziale al
contratto ed a condizione che detta richiesta venga fatta dal compratore al
momento della denuncia della non conformità – ovvero nella riparazione della
merce – se ciò non è “irragionevole” ed a condizione che detta richiesta venga
fatta dal compratore al momento della denuncia della non conformità -.
ð RIDUZIONE DEL PREZZO
In caso di non conformità il compratore può richiedere la riduzione del prezzo; il
compratore non può avvalersi di tale facoltà se il venditore rimedia al difetto.
ð RISOLUZIONE
DEL CONTRATTO
Può essere chiesta in caso di inadempimento essenziale.
ð RISARCIMENTO
DEL DANNO
In aggiunta ai rimedi sopra descritti può essere richiesto il risarcimento dei danni
subiti.
Per completezza si precisa infine che l’articolo 6 della Convenzione stabilisce che:
“Le parti possono escludere l’applicazione della presente Convenzione ovvero ……
derogare a qualsiasi sua disposizione o modificarne gli effetti”
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
In altre parole la Convenzione è comunque derogabile dalle parti che possono stabilire condizioni di
garanzia diverse da quelle della Convenzione in ragione delle caratteristiche del prodotto, delle
proprie esigenze commerciali e della forza sul mercato.
Si consiglia pertanto di inserire opportune condizioni di garanzia (nelle condizioni generali
di vendita che regolano il rapporto tra produttore e venditore ovvero nelle condizioni di garanzia
eventualmente
fornite
dal
produttore
all’utente
finale)
che
escludano
espressamente
l’applicazione degli articoli della Convenzione di Vienna che non si ritengono favorevoli
inserendo espressamente articoli formulati in maniera favorevole al fabbricante.
Potranno quindi inserirsi clausole simili a quelle che seguono:
Ä
“In deroga all'art. 35.2.b) della Convenzione di Vienna, in nessun caso il fabbricante/venditore
è tenuto a consegnare un prodotto idoneo ad un uso particolare del dispositivo medico, salvo
che ciò non sia espressamente convenuto tra le parti per iscritto.”
Ä
“Le disposizioni dell’art. …… della Convenzione di Vienna non sarà in nessun caso applicabile.”
ALLEGATI
ALLEGATO 1 – ELENCO S TATI CHE HANNO ADERI TO
ALLEGATO 2 – APPENDICE
ALLA
CONVENZIONE
NORMATIVA
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A LLEGATO 1
ELENCO
DEGLI
STATI
ADERENTI ALLA
C ONVENZIONE
DI
VIENNA
IL PRESENTE ELENCO È AGGIORNATO AL GIUGNO 2000.
LE INFORMAZIONI SONO DESUNTE DALLA NOTA DEL SEGRETARIATO DELL'UNCITRAL (S TATUS OF
CONVENTIONS ) DELL'8 GIUGNO 2000.
Si precisa che per non complicare eccessivamente il documento si sono omesse le dichiarazione e riserve
effettuate da alcuni Stati.
STATO
RATIFICA ADESIONE
ENTRATA IN VIGORE
Argentina
19/7/83
1/1/88
Australia
17/3/88
1/4/89
Austria
29/12/87
1/1/89
Belgio
31/10/96
1/11/97
Bielorussia
9/10/96
1/11/90
Bosnia Erzegovina
12/1/94
6/3/92
Bulgaria
9/7/90
1/8/91
Burundi
4/9/98
1/10/99
Canada
23/4/91
1/5/92
Ceca (Repubblica)
30/9/93
1/4/91
Cile
7/2/90
1/3/91
Cina
11/12/86
1/1/88
8/6/98
8/10/91
Cuba
2/11/94
1/12/95
Danimarca
14/2/89
1/3/90
Ecuador
27/1/92
1/2/93
Egitto
6/12/82
1/1/88
Estonia
20/9/93
1/10/94
Finlandia
15/12/87
1/1/89
Croazia
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Francia
6/8/82
1/1/88
Georgia
16/8/94
1/9/95
Germania
21/12/89
1/1/91
Grecia
12/1/98
1/2/99
Guinea
23/1/91
1/2/92
5/3/90
1/4/91
Irak
Islanda
10/5/01
Italia
11/12/86
Jugoslavia
27/3/85
Kirghistan
11/5/99
1/6/00
Lesotho
18/1/81
1/1/88
Lettonia
31/7/97
Lituania
18/1/95
1/2/96
Lussemburgo
30/1/97
1/2/98
Mauritania
20/8/99
10/9/00
Messico
29/12/87
1/1/89
Moldavia
13/10/94
1/11/95
Mongolia
31/12/97
1/1/99
Norvegia
20/7/97
1/8/89
Nuova Zelanda
22/9/94
1/10/95
Paesi Bassi
12/12/90
1/1/92
Perù
25/3/99
1/4/00
Polonia
19/5/95
1/6/96
Romania
22/5/91
1/6/92
Russa (Federaz.)
16/8/90
1/9/91
Saint Vincent & Gren.
12/9/00
1/10/01
Singapore
16/2/95
1/3/96
Siria
19/10/82
1/1/88
Slovacchia (Repubblica)
28/5/93
1/1/93
Slovenia
7/1/94
25/6/91
Spagna
24/7/90
1/8/91
Svezia
15/12/87
1/1/89
1/1/88
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Svizzera
21/2/90
1/3/91
Ucraina
3/1/90
1/2/91
Uganda
12/2/92
1/3/93
Ungheria
16/6/83
1/1/88
Uruguay
25/1/99
1/2/00
USA
11/12/86
1/1/88
Uzbekistan
27/11/96
1/12/97
6/6/86
1/1/88
Zambia
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A LLEGATO 2
APPENDICE
NORMATIVA
CODICE CIVILE
Art. 1490 c.c. (inidoneità all’uso)
“Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano
inidonea all'uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.
Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala
fede taciuto al compratore i vizi della cosa.”
Art. 1491 Esclusione della garanzia
Non è dovuta la garanzia (1490) se al momento del contratto il compratore conosceva i
vizi della cosa; parimenti non è dovuta, se i vizi erano facilmente riconoscibili, salvo, in
questo caso, che il venditore abbia dichiarato che la cosa era esente da vizi.
Art. 1492 Effetti della garanzia
Nei casi indicati dall'Art. 1490 il compratore può domandare a sua scelta la risoluzione del
contratto (1453 e seguenti) ovvero la riduzione del prezzo, salvo, che, per determinati
vizi, gli usi escludano la risoluzione.
La scelta è irrevocabile quando è fatta con la domanda giudiziale.
Se la cosa consegnata è perita in conseguenza dei vizi, il compratore ha diritto alla
risoluzione del contratto; se invece è perita per caso fortuito o per colpa del compratore,
o se questi l'ha alienata o trasformata, egli non può domandare che la riduzione del
prezzo.
Art. 1493 Effetti della risoluzione del contratto
In caso di risoluzione del contratto il venditore deve restituire il prezzo e rimborsare al
compratore le spese e i pagamenti legittimamente fatti per la vendita (1475).
Il compratore deve restituire la cosa, se questa non è perita in conseguenza dei vizi.
Art. 1494 Risarcimento del danno
In ogni caso il venditore è tenuto verso il compratore al risarcimento del danno (1223), se
non prova di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa.
Il venditore deve altresì risarcire al compratore i danni derivati dai vizi della cosa.
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NEI RAPPORTI TRA OPERATORI COMMERCIALI
Art. 1495 Termini e condizioni per l'azione
Il compratore decade dal diritto alla garanzia, se non denunzia i vizi al venditore entro
otto giorni dalla scoperta (1511), salvo il diverso termine stabilito dalle parti o dalla legge.
La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l'esistenza del vizio o l'ha
occultato. L'azione si prescrive, in ogni caso, in un anno dalla consegna; ma il
compratore, che sia co nvenuto per l'esecuzione del contratto, può sempre far valere la
garanzia, purché il vizio della cosa sia stato denunziato entro otto giorni dalla scoperta e
prima del decorso dell'anno dalla consegna (1522; att. 172).
Art. 1497 c.c. (qualità promesse)
Quando la cosa venduta non ha le qualità promesse ovvero quelle essenziali per l'uso a
cui è destinata, il compratore ha diritto di ottenere la risoluzione del contratto secondo le
disposizioni generali sulla risoluzione per inadempimento, purché il difetto di qualità
ecceda i limiti di tolleranza stabiliti dagli usi.
Tuttavia il diritto di ottenere la risoluzione è soggetto alla decadenza e alla
prescrizione stabilite dall'articolo.
Art. 1512 c.c. (garanzia del buon funzionamento del bene):
Se il ve nditore ha garantito per un tempo determinato il buon funzionamento della cosa
venduta, il compratore, salvo patto contrario, deve denunziare al venditore il difetto di
funzionamento entro trenta giorni dalla scoperta, sotto pena di decadenza.
L'azione si prescrive in sei mesi dalla scoperta. Il giudice, secondo le circostanze, può
assegnare al venditore un termine per sostituire o riparare la cosa in modo da assicurarne
il buon funzionamento, salvo il risarcimento dei danni. Sono salvi gli usi i quali
sta biliscono che la garanzia di buon funzionamento è dovuta anche in mancanza di patto
espresso.
CONVENZIONE DI VIENNA
(…)
Sezione II
Conformità delle merci e diritti o pretese di terzi
Articolo 35
1. Il venditore deve consegnare merci la cui quantità, qualità e genere corrispondono a quelli previsti dal
contratto, e il cui imballaggio e confezione corrispondono a quelli previsti dal contratto.
2. A meno che le parti non convengano altrimenti, le merci sono conformi al contratto solo se:
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a ) sono atte agli usi ai quali servirebbero abitualmente merci dello stesso genere;
b ) sono atte ad ogni uso speciale, espressamente o tacitamente portato a conoscenza del venditore al
momento della conclusione del contratto, a meno che risulti dalle circostanze che l'acquirente non si è
affidato alla competenza o alla valutazione del venditore o che non era ragionevole da parte sua farlo;
c ) possiedono le qualità di una merce che il venditore ha presentato all'acquirente come campione o
modello;
d ) sono imballate o confezionate secondo i criteri usuali per le merci dello stesso tipo, oppure, in difetto
di un criterio usuale, in maniera adatta a conservarle e prote ggerle.
3. Il venditore non è responsabile, per quanto concerne i sottoparagrafi da a ) a d ) del paragrafo
precedente, di un difetto di conformità che il compratore conosceva o non poteva ignorare al
momento della conclusione del contratto.
Articolo 36
1. Il venditore è responsabile, secondo il contratto e la presente Convenzione, di qualsiasi difetto di
conformità esistente al momento del trasferimento dei rischi al compratore, anche se il difetto appare
solo successivamente.
2. Il venditore è anche responsabile di qualsiasi difetto di conformità che si verifichi dopo il momento
indicato al precedente paragrafo e che sia imputabile all'inesecuzione di uno qualsiasi dei suoi obblighi,
compreso il venir meno ad una garanzia che, per un certo periodo, le merci si manterranno adeguate al
loro uso normale o ad un uso speciale o conserveranno le qualità e le caratteristiche specificate.
Articolo 37
In caso di consegna anticipata, il venditore ha diritto, fino alla data prevista per la consegna, sia di
consegnare una parte o una quantità mancante, o merci nuove in sostituzione delle merci non conformi al
contra tto, sia di porre riparo ad ogni difetto di conformità delle merci, purchè l'esercizio di tale diritto non
causi all'acquirente nè convenienti, nè spese irragionevoli. L'acquirente tuttavia conserva il diritto di
chiedere danni-interesse in conformità alla presente Convenzione.
Articolo 38
1. L'acquirente deve esaminare le merci o farle esaminare nel termine più breve possibile, considerate le
circostanze.
2. Se il contratto implica un trasporto merci, l'esame può essere differito fino al loro arrivo a
destinazione.
4. Le merci sono dirottate o rispedite dall'acquirente senza che questi abbia avuto ragionevolmente la
possibilità di esaminarle e se, al momento della conclusione del contratto, il venditore conosceva o
avrebbe dovuto conoscere la possibilità di tale dirottamento o di tale rispedizione, l'esame può essere
differito fino all'arrivo delle merci alla loro nuova destinazione.
Articolo 39
1. L'acquirente decade dal diritto di far valere un difetto di conformità se non lo denuncia al venditore,
precisando la natura di tale difetto, entro un termine ragionevole, a partire dal momento in cui l'ha
constatato o avrebbe dovuto constatarlo.
2. In tutti i casi l'acquirente decade dal diritto di far valere un difetto di conformità se non lo denuncia al
più tardi entro un termine di due anni, a partire dalla data alla quale le merci gli sono state
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effettivamente consegnate, a meno che tale scadenza non sia incompatibile con la durata di una
garanzia contrattuale.
Articolo 40
1. Il venditore non può avvalersi delle disposizioni degli articoli 38 e 39 se il difetto di conformità riguarda
fatti di cui era a conoscenza o non poteva ignorare e che non ha denunciato all'acquirente.
………………….
Articolo 43
1. L'acquirente perde il diritto ad avvalersi delle disposizioni degli articoli 41 e 42 se non denuncia al
venditore il diritto o la pretesa dei terzi, precisando la natura di tale diritto o di questa pretesa, entro un
termine ragionevole, a partire dal momento in cui ne è venuto o avrebbe dovuto venirne a conoscenza.
2. Il venditore non può avvalersi delle disposizioni del precedente paragrafo se era a conoscenza del
diritto o della pretesa di terzi e della loro natura.
Articolo 44
Nonostante le disposizioni del paragrafo 1 dell'art. 39 e del paragrafo 1 dell'art. 43, l'acquirente può
ridurre il prezzo in conformità all'art. 50 o richiedere danni-interessi, tranne che per guadagni mancati, se
ha una scusa ragionevole per non avere effettuato la denuncia richiesta.
Sezione III
Mezzi di cui dispone l'acquirente in caso di inosservanza del contratto da parte del venditore
Articolo 45
1. Se il venditore non ha eseguito uno qualsiasi degli obblighi che gli derivano dal contratto di vendita o
dalla presente Convenzione, l'acquirente può:
a ) esercitare i diritti previsti agli articoli da 46 a 52;
b ) richiedere i danni-interessi pre visti agli articoli da 74 a 77.
2. L'acquirente non perde il diritto a richiedere danni-interessi qualora eserciti il suo diritto di ricorrere ad
un altro mezzo.
3. Nessun termine di grazia può essere concesso al venditore da un giudice o da un arbitro qualora
l'acquirente si avvalga di uno dei mezzi di cui dispone in caso di inosservanza del contratto.
Articolo 46
1. L'acquirente può esigere dal venditore l'adempimento dei suoi obblighi, a meno che non si sia avvalso
di un mezzo incompatibile con tale esigenza.
2. Se le merci non sono conformi al contratto, l'acquirente non può esigere dal venditore la consegna di
altre merci in sostituzione a meno che il difetto di conformità costituisca un'inosservanza essenziale del
contratto e che tale consegna sia richiesta al momento della denuncia del difetto di conformità, effettuata
ai sensi dell'art. 39 o entro un termine ragionevole a decorrere da tale denuncia.
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3. Se le merci non sono conformi al co ntratto, l'acquirente può esigere che il venditore ponga riparo al
difetto di conformità, a meno che ciò non sia irragionevole, tenuto conto di tutte le circostanze. La
riparazione deve essere chiesta al momento della denuncia del difetto di conformità, effettuata ai sensi
dell'art. 39 o entro un termine ragionevole a decorrere da detta denuncia.
Articolo 47
1. L'acquirente può fissare al venditore un termine supplementare di durata ragionevole per
l'adempimento dei suoi obblighi.
2. A meno che non abbia ricevuto dal venditore una notifica che lo informi che quest'ultimo non adempirà
i suoi obblighi nei termini così stabiliti, l'acquirente non può, prima dello scadere di tale termine, avvalersi
di nessuno dei mezzi di cui dispone in caso di inosservanza del contratto. Tuttavia, l'acquirente non
perde, per questo, il diritto di richiedere danni-interessi per ritardi nell'esecuzione.
Articolo 48
1. Fatto salvo l'art. 49, il venditore può, anche dopo la data della consegna, porre riparo, a sue spese, a
qualsiasi mancanza ai suoi obblighi, a condizione che ciò non comporti un ritardo irragionevole e non
causi all'acquirente nè inconvenienti irragionevoli, nè incertezze per quanto riguarda il rimborso, da parte
del venditore, delle spese sostenute dall'acquirente. Tuttavia, l'acquirente mantiene il diritto di richiedere
danni-interessi in conformità alla presente Convenzione.
2. Se il venditore chiede all'acquirente di comunicargli se accetta l'adempimento e se l'acquirente non gli
risponde entro un termine ragionevole, il venditore può adempiere ai suoi obblighi entro il termine da lui
indicato nella domanda. L'acquirente non può, prima della scadenza di tale termine, avvalersi di un
mezzo incompatibile con l'adempimento da parte del venditore dei suoi obblighi.
3. Quando il venditore notifica all'acquirente la sua intenzione di adempiere i suoi obblighi entro un
termine fissato, si presume che chieda all'acquirente di fargli conoscere la sua decisione in conformità al
precedente paragrafo.
4. Una domanda o notifica effettuata dal venditore in virtù dei paragrafi 2 o 3 del presente articolo ha
effetto solo se è ricevuta dall'acquirente.
Articolo 49
1. L'acquirente può dichiarare il contratto rescisso:
a ) se l'inadempimento da parte del venditore di uno qualsiasi degli obblighi che gli derivano dal contratto
o dalla presente Convenzione costituisce un'inosserva nza essenziale del contratto; o
b ) in caso di mancata consegna, se il venditore non consegna le merci nel termine supplementare fissato
dall'acquirente, in conformità al paragrafo 1 dell'art. 47 o se dichiara che non le consegnerà entro il
termine così fissato.
2. Tuttavia, quando il venditore ha consegnato le merci, l'acquirente scade dal diritto di dichiarare risolto
il contratto se non lo ha fatto:
a ) in caso di consegna tardiva, entro un termine ragionevole, a partire dal momento in cui è venuto a
conoscenza che la consegna era stata effettuata.
b ) in caso di inosservanza diversa dalla consegna tardiva, entro una scadenza ragionevole;
i) a partire dal momento in cui ha avuto conoscenza o avrebbe dovuto avere conoscenza di tale
inosservanza;
ii) dopo la scadenza di ogni termine supplementare fissato dall'acquirente, in conformità al paragrafo 1
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dell'art. 47 o dopo che il venditore ha dichiarato che non adempirà ai suoi obblighi entro tale termine
supplementare;
o
iii) dopo la scadenza di ogni termine supplementare indicato dal venditore in conformità al paragrafo 2
dell'art. 48 o dopo che l'acquirente abbia dichiarato che non accetterà l'adempimento degli obblighi.
Articolo 50
In caso di difetto di conformità delle merci al contratto, sia che il prezzo sia stato pagato o no,
l'acquirente può ridurre il prezzo proporzionalmente alla differenza fra il valore che le merci
effettivamente consegnate avevano al momento della consegna, ed il valore che merci conformi
avrebbero avuto in tale momento. Tuttavia, se il venditore pone riparo a qualsiasi mancanza ai suoi
obblighi, in conformità dell'art. 37 o dell'art. 48, o se l'acquirente rifiuta di accettare l'adempimento degli
obblighi da parte del venditore in conformità a detti articoli, l'acquirente non può ridurre il prezzo.
Articolo 51
1. Se il venditore consegna solamente una parte delle merci, o se solamente una parte delle merci
consegnate è conforme al contratto, saranno applicati gli articoli da 46 a 50, per quanto riguarda la parte
mancante o non conforme.
2. L'acquirente può dichiarare il contratto totalmente rescisso solo se l'inesecuzione parziale o il difetto di
conformità costituiscono un'inosserva nza essenziale del contratto.
Articolo 52
1. Se il venditore consegna le merci prima della data stabilita, l'acquirente ha facoltà di prenderle in
consegna o di rifiutare tale consegna.
2. Se il venditore consegna una quantità superiore a quella prevista dal contratto, l'acquirente può
accettare o rifiutare di prendere in consegna la quantità eccedente. Se l'acquirente accetta di prenderla in
consegna tutta o in parte, deve pagarla secondo la tariffa del contratto.
(…)
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Documento redatto da:
avv. Silvia Stefanelli & avv. Alessandra Delli Ponti
in data 2 aprile 2004 – Rev. 0
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